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Archive for ottobre, 2016

B-47 – New Murals in Santo André

31/10/2016

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Nei giorni scorsi il duo Brasiliano B-47 ha terminato di dipingere questi di nuovi interventi per le strade di Santo André a San Paolo in Brasile.
Il confronto con le produzioni del duo passa per la duplice visione pittorica che accompagna la totalità delle loro produzioni. Dênis Rodrigues de Freitas e Tiago Ramos Gasques aka B-47 portano infatti avanti un immaginario composto da elementi figurativi ed astratti, intrecciati fra loro e capaci di dar vita ad un nuovo ed efficace visione d’insieme.
L’elemento figurativo viene esercitato attraverso la realizzazione di grandi figure e personaggi dal forte sapore sacro ed aulico ed attraverso un setting pittorico che ricorda molto il disegno a matita, al fine di creare una personale sintesi grafica. Di contrasto si muove invece un approccio astratto, sviluppato ed imbastito attraverso la realizzazione di una moltitudine di elementi astratti, geometrie e textures che compongo la trama, il background delle opere, donano all’immagine finale una forte senso prospettico e motorio. Accade quindi che i soggetti raffigurati si sviluppino all’interno di effetti prospettici, di profondità e tridimensionalità, scanditi da tonalità quali il rosso, l’oro ed il nero.
Diamo uno sguardo a queste due ultime pittura, la prima realizzata in compagnia di Daniel Melim, dal titolo “Red Light Duplex”, la seconda in solitaria dal titolo “Capuava”
Per darvi modo di apprezzare al meglio questi due nuovi lavori, vi lasciamo ad una lunga e dettagliata serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare! Stay tuned per nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo Brasiliano!

Pics by Fernando Lago via The Artists

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Giorgio Bartocci for Boombarstick Festival in Bagnolet

31/10/2016

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Attivissimo in quest’ultimo periodo, Giorgio Bartocci nei giorni scorsi si è spostato a Bagnolet in Francia, ospite degli amici del Boombarstick Festival.
Il Festival Croato ha preso parte al Portes Ouvertes Des Ateliers D’Artistes e, vista la duplice natura Franco Croata della rassegna, gli organizzatori hanno scelto di tornare a collaborare con il talento Italiano, facendo seguito al lavoro realizzato dall’autore nel 2013 a quattro mani in collaborazione con Ufocinque (Covered). L’evento, caratterizzato dalla presenza di atelier d’eccezione curati da differenti realtà Francese, vede quindi la rassegna proporre una sorta di spin-off, per la prima volta in terra Francese.
Dal titolo “Liquid Bariolé”, l’opera proposta qui da Giorgio Bartocci vive attraverso la molteplicità di elementi e forme proposte. Ancora una volta l’autore sviluppa una trama motoria e liquida dove, scaglie di differenti figure si muovono all’interno della superficie di lavoro. Il linguaggio pittorico dell’artista rappresenta un momento di introspezione profondo dove, le sue iconiche figure, ridotte all’essenzialità della forma, riescono a sviluppare una nuova ed efficace catarsi personale. Il confronto passa per le vorticose scaglie di sensazioni, emozioni e vissuti che si intrecciano, intersecano e si muovono in modo liquido, si tratta di un caldo spaccato intimo a cui l’autore dà forma e sostanza attraverso una propria alterazione della forma.
Dopo il salto alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima bella pittura proposta dal grande artista Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’autore e sui progetti collaterali della rassegna Croata.

Pics by Pascal Sbl

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MOMO – New Show in Grottaglie (Recap)

31/10/2016

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Aperta lo scorso 22 di Ottobre, diamo uno sguardo all’allestimento dell’ultima esibizione proposta da MOMO in collaborazione con Studiocromie di Grottaglie.
A distanza di circa tre anni dal DARMON Project (Covered), MOMO e Studiocromie tornano a lavorare insieme proponendo un nuovo show che, esattamente come per il precedente appuntamento, rappresenta l’ideale culmine di una progetto/viaggio di pittura.
Il corpo di lavoro è nuovamente caratterizzato da una bella serie di nuove ed inedite opere, lavori su tela, opera su carta, stampe e ceramiche, tutte caratterizzate dall’inconfondibile visione dell’artista. MOMO continua a sviluppare la personale sintesi astratta, diametralmente legata alla esperienze personali dello stesso che ne hanno influenzato gli sviluppi pittorici. Nelle opere dell’autore ritroviamo la continua presenza di forme ed elementi irregolari, ma sopratutto texture e linee, il tutto scandito da una fortissima caratterizzazione cromatica, è proprio nel approccio delle tinte alla forma, e viceversa, nei colori adottati, un range sempre piuttosto intenso e forte, e del loro stesso sviluppo, che risiede tutta la peculiare attrattiva delle produzioni dell’artista.
Scrollate giù, dopo il salto una bella panoramica dei lavori presentati dal grande autore Statunitense, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sui progetti made in Grottaglie.

Via Santa Sofia
74023 Grottaglie TA, Italia

Pics by Studiocromie

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Jorge Rodriguez Gerada – New Piece in Barcelona

30/10/2016

Diamo uno sguardo a “Recordar” ultimo intervento partecipativo realizzato da Jorge Rodriguez Gerada a Barcellona in Spagna.
L’opera prende vita su Plaza Comercial, nel quartiere Born di Barcellona. Realizzato con gesso e vernice spray, l’intervento copre una superficie di 2.200 metri quadrati e si tratta di una delle più grande opere d’arte partecipativa ed effimera fin qui realizzate in Spagna.
Con questo lavoro Jorge Rodriguez-Gerada riflette sul concetto di ricordo, su come una memoria venga rivissuta e tutte le sensazioni passati riaffiorino con il ricordo. Come sempre per le produzioni firmate dall’interprete Cubano, il confronto passa per la realizzazione di un nuovo ritratto, sviluppato però direttamente sul manto stradale.
La pittura pensata da Jorge Rodriguez Gerada, è stata realizzata grazie all’aiuto di circa 500 volontari, con il sostegno filantropico dell’Associazione per le piccole imprese Born Comerç, ed attraverso il sostegno produttivo di Subagora Agency. L’intervento può essere classificato come una vera e propria performance urbana, visto che il suo sviluppo ha richiesto l’utilizzo del gps, grazie all’aiuto di TopCon. L’immagine è stata realizzata in collaborazione con i volontari attraverso l’utilizzo di vernice spray e gesso, con l’aiuto di Montana che ha creato una specifica formula, non tossica e lavabile, in grado quindi di non danneggiare in modo permanente i marciapiedi, rendendo l’intervento di fatto di natura effimera.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini ed al bel video recap in calce al nostro testo! Enjoy it.

Thanks to The Artist and Bizzarre for The Pics

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KAWS – “Where The End Starts” at Modern Art Museum of Fort Worth (Recap)

29/10/2016

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Tutto KAWS, letteralmente a 360 gradi, in “Where The End Starts”, ultima e corposissima esibizione aperta negli spazi del Modern Art Museum of Fort Worth.
La mostra Curata da Andrea Karnes, che ha scelto con cura insieme all’artista di Brooklyn le opere in allestimento. Lo show rappresenta uno sguardo a 360^ sulla carriara di KAWS. Dalla strada, con gli iconici personaggi realizzati sulle fermate del bus, passando per le tele ed i famosi companion, capaci di proiettare l’interprete nel mondo dell’arte contemporanea.
Di fatto ormai completamente assorbito dal circuito contemporaneo, KAWS mette in mostra un allestimento che sa di lunga ‘camminata’, dalle origini fino all’attuale percorso del famoso interprete, qualcosa di molto simile a quanto proposto alcuni anni fa presso il Pennsylvania Academy of the Fine Arts (Covered). A differenza del precedente e corposo allestimento, qui KAWS mette in mostra la totalità del proprio lavoro, ritroviamo tutti i personaggi e protagonisti pop che l’autore ha rielaborato in questi anni, una grande serie di companion di dimensione differente, tele, prodotti d’arte, disegni, fotografie ed edizioni limitate.
Dopo il salto ad attendervi una lunghissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto, dateci un occhiata. Lo show rimarrà aperto fino al prossimo 22 di Gennaio, per poi riaprire presso il Museo Yuz di Shangai il 10 Marzo 2017.

Pics via AM

Daniel Muñoz SAN for Truck Art Project

29/10/2016

Tra gli artisti al lavoro per il Truck Art Project c’è anche il grande Daniel Muñoz SAN, che ha terminato di dipingere il proprio camion per l’interessante progetto.
Il progetto è sviluppato dal collezionista Jaime Colsa, mentre Fer Francés, per l’arte contemporanea, ed Óscar Sanz per l’arte urbana, curano la scelta degli artisti. Lo scopo del Truck Art Project è quello di proporre una diffusione delle avanguardie artistiche attraverso un inedito medium. Ciascuno degli artisti coinvolti si è infatti confrontato con l’intera superfice di un camion, trasformandone l’aspetto e la percezione, per una superfice di lavoro in costante movimento. Peculiarità del progetto è l’elemento spontaneo, laddove uno spazio in movimento, permette di stimolare l’incontro casuale tra spettatore e le opere dipinte.
Con un approccio pittorico profondamente legato al realismo ed al dialogo con l’ambiente di lavoro, Daniel Muñoz SAN porta avanti una pittura profonda e bizzarra. Mai semplici le immagini dell’autore, difficili da leggere e da interpretare, sviluppano una personale visione della realtà, raccogliendo dal quotidiano simboli, figure ed oggetti, per piegarne il senso. La forte connotazione realistica si pone quindi in aperto contrasto con i soggetti e le immagini rappresentate, arrivando a disorientare lo spettatore.
Come consuetudine ad accompagnare il nostro testo, alcuni scatti ed il bel video recap dell’intervento realizzato dal grande interprete Spagnolo.

Pics by The Project

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Demsky x Smithe – New Mural in Mexico City

28/10/2016

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Ci spostiamo a Città del Messico, qui nei giorni scorsi Demsky e Smithe hanno terminato di dipingere questa grande parete in centro città.
Dal titolo “Astronomy Domine” l’opera mette in relazione l’approccio squisitamente illustrativo di Smithe con la ricerca digitale tipica dell’immaginario di Demsky, per un opera capace di sovvertire profondamente la percezione dell’intera struttura architettonica.
Di Smithe continuiamo ad apprezzare l’approccio fortemente grafico, all’interno del quale dove prendono forma e sostanza figure e soggetti variegati. L’estetica dell’interprete è ricca di rimandi alla cultura messicana, ad un climax da forte sapore sci-fy, con toni e colori particolarmente acidi ed accesi.
La fascinazione per il futuro e per la fantascienza, rappresenta il punto di contatto di questa bella pittura. Demsky, in città per l’apertura del suo ultimo show, porta avanti un estetica figlia dei graffiti, e costantemente influenzata da una personale rielaborazione della forma. Lavorando attraverso volumi, l’interprete altera e trasforma in modo digitale figure e forme differenti, imprimendo alle stesse un forte accento tonale. Parte degli Ultra Boyz Crew insieme a Felipe Pantone e Sozyone, l’autore rompe la linearità dello spazio sviluppando corpose composizione digitali a tre dimensioni, dove i grandi volumi proposti, strizzano l’occhio alla grafica retrò e digitale dei primi videogiochi.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dei due artisti.

Pics by The Artists

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JUFE – “Pæonias” at La Productora (Recap)

28/10/2016

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Uno sguardo a “Pæonias” nuova esibizione firmata da Juan Fernandez aka JUFE all’interno degli spazi de La Productora di Santurce, Porto Rico.
Lo show è una opportunità per vedere da vicino il lavoro in studio dell’artista, attraverso un allestimento in grado di porsi come perfetto proseguo e connubio di quanto realizzato in strada in questi anni.
Sia per le tele che per le pitture su parete quindi, JUFE continua a portare avanti una precisa identità pittorica scandita dalle peculiari fascinazioni e dai personali studi accademici. È però il processo anzitutto a caratterizzarne l’operato. L’autore porta avanti una pittura minuziosissima, lenta e paziente nel suo sviluppo, capace di tratteggiare con forza e profondità forme ed elementi differenti. L’interprete agisce attraverso uno specifico binomio cromatico, background nero e tratto a contrasto in bianco, tratteggiando l’aspetto di figure differenti.
L’idea di Juan Fernandez non è quella di una semplice rappresentazione, nell’opere proposte troviamo un insita volontà di riflessione sulla forma e sull’oggetto, attraverso uno stato di tranquillità e calma apparente stimolato proprio dalla resa visiva delle sue pitture. Le immagini dell’artista assomigliano in questo senso a produzioni digitali, ricche di effetti di profondità e di tridimensionalità, giocano con lo spazio e la percezione stessa dell’elemento raffigurato.
Per questo suo ultimo show JUFE propone una serie di trasposizioni di vasi e piante, protagonisti degli ultimi exploit in strada, accompagnando il tutto con una serie di figure geometriche dall’elevato impatto visivo, caratterizzate da una scelta differente per quanto concerne il background. Splendido.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella e lunga serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento e delle opere proposte dall’artista, dateci un occhiata, siamo certi anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

La Productora
Calle Ernesto Cerra 628
00907 Santurce, Puerto Rico

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Victor Pagán

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Aris – A Series of New Pieces

28/10/2016

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Nuovo e ricco aggiornamento per Aris, il grande artista Italiano ha da poco terminato di realizzare questa nuova serie di pitture.
A distanza di qualche settimana dalla bella pittura realizzata per il Visione Periferica Festival (Covered), torniamo a concentrarci sul lavoro dell’interprete, attraverso una nuova serie di interventi iconici. In aggiunta ad alcuni exploit su parete, prosegue qui la Freight Train Series, particolare serie di interventi che vede Aris confrontarsi con le superfice dei vagoni ferroviari.
Aris continua a sviluppare un estetica pittura caratterizzata da una personale commutazione della forma. L’interprete lavora attraverso differenti livelli pittorici che, intrecciati, sovrapposti ed intersecati tra loro, danno vita alle iconiche forme organiche. Scatta qui la magia, con lo spettatore totalmente assorbito dallo sviluppo e dall’aspetto degli elementi proposti, emergono volti, sguardi e corpi, per una chiave di lettura che diviene di volta in volta differente ed assolutamente personale. Aris lavora attraverso tonalità differenti, trasformando, frastagliando ed allungando le figure, scandendone la forma attraverso costanti giochi di colore, capaci di definire o mutarne l’aspetto finale.
Tornate a trovarci per scoprire i prossimi aggiornamenti dell’autore Italiano, nel frattempo un occhiata alle immagini in calce al nostro testo con tutti i dettagli di quest’ultima infornata di lavori.

Pics by The Artist

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Simek for Black Circle Festival 2016

27/10/2016

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Con questa serie di pitture realizzate da Simek, diamo una prima anteprima ai lavori realizzato durante l’ultima edizione del Black Circle Festival.
Dopo il teaser di qualche settimana fa (Covered), è arrivato il momento di tornare ad addentrarci tra le lande dell’Ucraina. La rassegna è divenuta per noi un appuntamento fisso, grazie allo spirito che muove il festival, ed al particolare setting che da anni gli organizzatori stanno portando avanti. Anzitutto, è bene ricordarlo, il Black Circle Festival non ha una sede specifica, ogni anno il luogo di lavoro è segreto fino all’ultimo. A caratterizzare l’evento, la scelta poi degli autori coinvolti, tutti appartenenti al post-graffitismo, con l’obiettivo dichiarato di stimolare la partecipazione congiunta e lo scambio artistico.
In questo frizzante contesto, tra gli ospiti di questa troviamo Simek, metà dei Blaqk, che si è impegnato in una nuova serie di interventi, tra cui spiccano i lavori dipinti in compagnia di Seikon e Szyman. L’artista Greco continua a portare avanti una pittura incentrata su una personale fascinazione astratta, con forme ed elementi geometrici, interamente scanditi dal colore nero e da corposi effetti di tridimensionalità e profondità.
In attesa di scoprire di più sulla location, e sugli artisti partecipanti a quest’ultima edizione, vi lasciamo alle immagini dei lavori realizzati dal talento Greco, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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M-City – New Mural in Jesenice, Slovenia

27/10/2016

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Con questo bell’intervento da poco concluso a Jesenice in Slovenia, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di M-City.
È l’occasione per tornare a confrontarci con il lavoro di uno degli artisti più rilevanti della scena Europea, attraverso un opera capace di ereditare al meglio la particolare estetica dell’autore. Se l’approccio tecnico continua ad essere basato sullo stencil, a variare costantemente sono gli elementi raffigurati, così come la scelta cromatica degli stessi.
L’estetica di M-City continua ad essere legata ad una peculiare sintesi grafica, profondamente influenzata dagli studi di architettura. Gli elementi ed i volumi dell’autore, tracciano l’aspetto di forme e figure industriali e meccaniche, essenziali nell’aspetto.
Se in passato abbiamo avuto modo di vedere l’interprete sviluppare percorsi differenti, con lavori mano a mano più complessi e caratterizzati da effetti visivi quali distorsioni e veri e propri glitch, in quest’ultima fatica M-City torna alle sue basi. L’artista sceglie di lavorare attraverso un piglio maggiormente prospettivo, giocando letteralmente con l’inquadratura dell’opera, e sviluppando un nuova immagine profondamente connessa con la forte impronta industriale del luogo di lavoro.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete Polacco, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli del lavoro, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata e tornate a trovarci.

Pics via Sosm

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Nelio x Johannes Mundinger x Duncan Passmore in Berlin

27/10/2016

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C’è qualcosa di altamente personale nella pittura astratta. Aldilà della direzione, della ricerca e del processo che ciascun autore sviluppa all’interno della propria visione estetica, è innegabile come un immaginario astratto vada ad intercettare la spera emotiva.
Nel bene o nel male, che piaccia o meno, una determinata immagine suscita, provoca e stimola qualcosa. Lo fa attraverso un impeto visivo in grado di associare specifiche composizioni a sentimenti, emozioni, stati d’animo, magari anche esperienze di vita se siete fortunati, ad una determinata forma, colore, elemento visivo.
Ho sempre avuto l’impressione che alcune produzioni riuscissero a suscitare specifiche sensazioni, come se l’artista fosse riuscito ad imbrigliare un pensiero, una sensazione, a darle un corpo ed una precisa forma, trasferendone all’interno tutta la complessità e la profondità che solo determinate emozioni riescono a sviluppare.

L’essere umano è un animale empatico, ed è interessante riflettere su come l’empatia possa essere scandita da una determinata immagine. Ci si sente compresi da uno sconosciuto, accade spesso nella musica ad esempio, ma quelle sono parole, lavorano in modo differente e proprio per la loro stessa natura, risultano comprensibili e associabili da e con chiunque. Nella pittura scatta qualcosa di decisamente più personale ed introspettivo. Non è per tutti insomma, e non è da tutti lasciarsi andare, lasciare che certi pulsioni affiorino e prendano il sopravvento.
In questo senso, ho sempre immaginato una sorta di un confronto tra due sconosciuti, intenti a scrutarsi, a capirsi, come se dall’altra parte chi ha dipinto avesse raccolto l’eredità di certi pensieri, di certe fitte allo stomaco, di certe sensazioni altamente personali. In modo tale da carpire tutta quella varietà che caratterizza la nostra coscienza ed il nostro essere umani, ne avesse compreso affondo il dolore e la gioia, e ci avesse restituito la perfetta sintesi visiva.
Un colore diviene sintomo e sinonimo di una precisa percezione, una forma, le forme nel loro insieme, si aggrappano a frammenti di memorie, di stimoli, di emozioni, quasi a delinearne l’aspetto, accendendo e spegnendo reminiscenze, ricordi e pulsazioni che credevamo unicamente nostre.

Quando mi confronto con questa tipologia di interventi, inevitabilmente lo faccio attraverso un piglio viscerale. Non ho di fronte un immagine definita, uno specifico tecnicismo figurativo che, per gusto o per attitudine, può risultare attraente alla vista o meno.
Accade però che mi ritrovi a confrontarmi con ‘banchi’ di colore, forme e figure differenti, dispiegate dall’artista attraverso una specifica fascinazione. Laddove, conoscendo il processo e l’idea nonché gli stimoli dietro una specifica ricerca, l’impeto spontaneo ed emotivo del lavoro tende spesso a mancare.
Non è il caso di quest’ultima pittura firmata in collaborazione tra Nelio, Duncan Passmore e Johannes Mundinger in quel di Berlino.

Ciascuno dei tre artisti è legato ad un personale percorso astratto, tre distinte direzioni e fascinazioni pittoriche attraverso le quali gli autori si confrontano con lo spazio urbano.
Nelio rappresenta una pittura astratta definita, dove la variazione dei toni e della forma, avviene in funzione dello spazio, delle peculiarità architettoniche della superfice di lavoro. Lo sviluppo pittorico passa per forme ed elementi dalla forte impostazione geometrica, Nelio interagisce con lo spazio e l’ambiente circostante, andando a sviluppare le sue produzioni, attraverso corposi effetti di tridimensionalità e profondità, infine il tutto viene scandito ed accentuato da precise scelte tonali. Un esempio l’opera dipinta per l’ultima edizione del Memorie Urbane Festival (Covered).
L’artista nel corso del tempo ha saputo staccarsi fortemente da questa precisa direzione, non mancando anzitutto di collaborare con autori differenti, con l’intenzione di sperimentare e sviluppare un corpo di lavoro variegato e totalmente differente, maggiormente libere e capace di stimolare ed evolvere il peculiare percorso pittorico.

D’altro canto l’estetica di Johannes Mundinger è collocabile tra le due estremità. Le opere dell’interprete vivono e sono sviluppate attraverso un moto pittorico denso. Le forme e gli elementi rappresentati rappresentano una peculiare sintesi pittorica, avvolgono lo spazio irretendo la superfice attraverso grandi banchi cromatici. Si tratta di volumi e figure complesse ed enigmatiche, capaci di rievocare sensazioni, stimoli e percezioni, di legarsi in modo efficace al tessuto urbano, come accaduto per una delle se ultime uscite Berlinesi (Covered).
L’interazione con lo spazio urbano passa quindi per una pittura personale, introspettiva, laddove i cambi di tonalità, la miscela di tinte differenti, gli elementi gestuali contrapposti a quelli più diretti ed incisivi, ci danno la sensazione di trovarci di fronte ad una personale rielaborazione di paesaggi ed istanti All’interno di queste vediamo emergere, quasi timidamente, piccole figurazioni in grado di suggerire reminiscenze differenti.

Duncan Passmore porta ulteriormente avanti il concetto di pittura spontanea, qui la sua pittura Berlinese (Covered). L’artista dipinge (quasi) esclusivamente all’interno di zone ed edifici abbandonati, terreno fertile per le sue produzioni, nonchè parte attiva del processo pittorico dell’autore. Le pareti dismesse, ammuffite, bucate e stracciate, rappresentano l’ideale incipit di un percorso pittorico scandito da una forte componente tonale. Le pitture vivono in funzione delle peculiarità della superfice di lavoro, appaiono grezze e dirette, scandite da grandi e piccole pennellate, rapide nel loro sviluppo, con stacchi, sverzate e movimenti pittorici che accompagnano lo sviluppo delle figure irregolari sulla parete. Esiste un dialogo con lo spazio circostante, con tutte quelle singolarità che ne hanno trasformato la presenza, che vengono raccolte e miscelate con stimoli, spunti, pensieri e stati d’animo del momento. Le intemperie del tempo, l’erosione, le macchie, la natura, i calcinacci, gli odori, tutto diviene stimolo per lo sviluppo della forma e del colore, all’interno di un processo pittorico, più che mai connesso con il proprio subconscio e ciò che circonda l’interprete stesso.

Su questa piccola parete a Berlino il trio sviluppa un opera affascinante per la sue molteplici identità, per la sua capacità di smuovere sentimenti eterogenei ed al tempo stesso, mantenere le tre differenti attitudini visive di ciascuno degli interpreti.
È davvero interessante notare come il trio vada qui da intersecare tre percorsi differenti. Come detto, se Johannes Mundinger e Duncan Passmore condividono una peculiare predilezione una pittura d’impeto, Nelio adotta piuttosto un approccio maggiormente definito. L’interazione passa quindi per un approccio, potrei dire in crescendo, dove dalla forma definita, si arriva ad elementi puri, caratterizzati da uno spirito estetico totalmente libero da sistemi e briglie, completamente spontaneo, abbracciato per l’occasione da tutti e tre gli autori.

Come accade spesso in questi casi gli autori scelgono anzitutto di lavorare attraverso una precisa e condivisa scala tonale. L’impressione è quella di una grande composizione alimentata dalle sensazioni del momento, come se ciascuno degli autori si sia confrontato con il proprio stato d’animo, lasciando che lo stesso prendesse il sopravvento, dispiegando figure ed elementi differenti.
L’intervento si sviluppa attraverso una costante ed incredibile sovrapposizione di livelli differenti, come se gli artisti si siano confrontati con la superfice intrecciando, sovrapponendo ed incanalando ciascuna forma, e ancora un’altra ed un’altra ancora. Ritroviamo lo spirito tridimensionale delle composizioni di Nelio, le pennellate rapide e irregolari di Duncan Passmore, così come i grandi volumi tipici di Johannes Mundinger.

Nelio, Duncan Passmore e Johannes Mundinger incarnano in questa nuova pittura uno spirito spontaneo. C’è passione, sentimento, emozione, attributi che plasmano e trasformano attivamente la forma, ne rivelano la purezza, privandola di limiti intrinsechi dettati da specifiche direzioni estetiche. Le figure, i volumi e le pennellate, si aprono e schiudono, si intrecciano in una danza cromatica esaltante, corrono rapide all’interno dello spazio tracciando l’aspetto di sentimenti, emozioni e stati d’animo. È uno sguardo all’interno della sfera emozionale umana, capace di restituire ed amplificare sensazioni personali, vissuti, ed emozioni. È un dialogo variegato visibile nell’insieme, oppure fruibile nella sua incredibile profondità, nei dettagli dei colori, nelle sfumature, nelle figure interrotte e poi riprese, nelle linee e negli elementi tracciati, come pensieri in divenire, vasti ed articolati, finalmente liberi di essere abbracciati e di esplodere nella loro complessità.

Thanks to The Artists for The Pics

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Sixe Paredes for Truck Art Project

26/10/2016

Continuiamo a seguire gli sviluppi del Truck Art Project, Sixe Paredes ha infatti da poco concluso il suo intervento per il bel progetto.
Vista l’atipicità del progetto, vi stiamo mostrando in queste settimane il lavoro di alcuni degli artisti più interessanti. L’idea è infatti quella di affidare a ciascun interprete, l’intera superfice esterna di un camion, al fine di trasformarne completamente l’aspetto. Il progetto, firmato dal collezionista Jaime Colsa, è curato nelle due sue incarnazioni da Fer Francés per l’arte contemporanea ed Óscar Sanz per quanto concerne l’arte urbana. Ciascuna delle opere proposte, vivrà quindi attraverso l’involontarietà degli spettatori, i camion infatti saranno in giro per il territorio Spagnolo, con l’opportunità di tracciarne gli spostamenti.
Sixe Paredes sceglie un confronto caratterizzato dalla personale impronta pittorica. Abituati a confrontarci con forme ed elementi astratti, scanditi da una forte impronta psichedelica ed arcaica, l’autore sceglie qui un approccio del tutto differente.
Esattamente come accade all’interno delle sue opere, l’autore sviluppa un canovaccio estetico caratterizzata da segni, elementi e forme basati sulla semplice linea. L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un enorme alfabeto criptico, scandito totalmente, attraverso due precise tonalità, il rosso ed il nero.
Come sempre ad accompagnare il nostro testo per questo bel progetto, foto e video, in modo da darvi modo di approfondire al meglio quest’ultima fatica firmata Sixe Paredes.

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Watch: Andreco “CLIMATE 01 Project in Paris

26/10/2016

Con l’uscita di questo bel video recap sul doppio lavoro realizzato a Parigi, torniamo con piacere a parlarvi del CLIMATE 01, progetto firmato da Andreco.
Come visto, il progetto rappresenta una personale riflessione del grande autore italiano circa i cambiamenti climatici, le cause scatenanti ed il loro successivo impatto, con l’artista che prosegue il suo approfondimento circa il rapporto che intercorre natura ed essere umano.
Il progetto, di natura itinerante, prima di spostarsi a Bologna (Covered) ha avuto la sua prima tappa a Parigi dove, con la curatela di Pigment Workroom ed i Francesi di GFR Le Collectif, l’interprete ha realizzato una grande pittura e realizzato una bella installazione.
Nel primo intervento Andreco si è concentrato in una rappresentazione dei cicli dell’acqua e del CO2, mentre il secondo lavoro è una scultura in legno, di ben 5 metri, realizzata all’interno del Jardin partagé Beaudelire, giardino comunitario situato nel cuore del famoso e caratteristico quartiere La Goutte d’Or.
In attesa di scoprire i prossimi sviluppi di questo bel progetto, vi lasciamo al bel video recap in calce al nostro testo. Se volete approfondire i due lavori vi rimandiamo invece ai nostri precedenti post d’approfondimento, il primo qui, il secondo qui. Stay tuned per nuovi aggiornamenti!

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TRISCELE Project by Martina Merlini, Moneyless, Sten & Lex

26/10/2016

Una nuova infornata di lavori realizzati in Sicilia da Sten & Lex, Martina Merlini e Moneyless per il loro TRISCELE Project.
Stiamo seguendo con interesse gli sviluppi di questo bel progetto. In TRISCELE Moneyless, Martina Merlini e Sten & Lex lavorano in modo congiunto con l’obiettivo di miscelare le differenti e personali identità artistiche in un unico sviluppo estetico. Il progetto è soprattutto un viaggio fra i paesaggi della Sicilia, finanziato attraverso la vendita di opere (qui), con l’obiettivo di stimolare un apertura verso l’ignoto e l’inaspettato, gettando le basi di un esercizio formale capace di spingersi verso direzioni visive del tutto inedite.
Dopo la prima parte del viaggio, supportata dagli amici di RITMO, questa seconda serie di interventi prende vita a Ragusa, grazie al sostegno di FestiWall, con gli autori al lavoro all’interno di secret spot ed in alcuni spazi abbandonati. A spiccare inevitabilmente la grande opera congiunta caratterizzata da differenti livelli sovrapposti, uno per ciascuno degli autori, che diviene l’ideale manifesto di questa esperienza congiunta.
In calce al nostro testo trovate lunga galleria di scatti ed un bel video recap, il tutto per apprezzare al meglio gli interventi realizzati in questa nuova tappa, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, dagli autori e dal progetto.

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Alberonero – New Mural in Corato

26/10/2016

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L’ultima pittura di Alberonero prende vita a Corato nel Barese, come parte dei lavori del Verso Sud Festival di quest’anno.
Dopo l’eccellente progetto realizzato a Verona (Covered), il talento Italiano si sposta nel Sud Italia per tornare a lavorare su parete. L’opera è stata dipinta all’interno della rassegna Barese, evento di poesia e letteratura, e rappresenta per l’interprete l’opportunità per una nuova sperimentazione estetica.
La ricerca di Alberonero continua a svilupparsi attraverso una personale riflessione sul colore in funzione delle iconiche e specifiche forme quadrate. Attraverso questo l’artista riflette sulla natura e sul paesaggio urbano, in totale simbiosi con quelle che sono le peculiarità dell’ambiente e dello spazio di lavoro.
Intitolato “Due in Uno, 128 toni”, l’opera vede Alberonero rappresentare la terra ed il cielo attraverso una nuova e potente composizione capace di trasformare la percezione di questa piccola struttura. Ci troviamo infatti tra la campagna e le città, un luogo di confine, nei pressi della linea ferroviaria, nascosti dal passaggio principale. L’autore attraverso quest’opera, oltre a sviluppare una personale rappresentazione, mira ad invitare le persone a scoprire un nuovo luogo.
L’intervento si sviluppa attraverso una serie di differenti caselle tonali, ben 128 come da titolo, irregolari nella forma, atte a sintetizzare dal punto di vista visivo gli elementi che incarnano. Nella parte superiore dell’intervento, a sinistra troviamo una rappresentazione del cielo, il tramonto invece in quella a destra. La parte in basso è dominata dalla terra, nell’estremità sinistra, in quella opposta trovano posto invece gli ulivi.
Restate sintonizzati qui sul Gorgo se volete scoprire tutti i prossimi spostamenti ed aggiornamenti sul lavoro dell’artista, nel frattempo, ampia galleria di scatti dopo il salto con le fasi del making of e le immagini del bel risultato finale. Enjoy it.

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MIMESIS group show at Magma Gallery (Recap)

25/10/2016

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Uno sguardo al nuovo group show firmato dalla MAGMA Gallery di Bologna, con in mostra le opere di Ciredz, Jan Kaláb ed Eelco van den Berg.
Lo show riflette sull’estetica aristotelica andando in particolare a raccogliere l’eredità del termine mimesi. Il titolo dello show indica infatti l’idea di una imitazione della forma nella realtà, laddove l’operato dell’artista diventa simile a quello della natura. Ciascuno degli artisti coinvolti, attraverso il proprio stile riflette sul costante e mutevole rapporto che intercorre tra uomo e natura, ed approfondendo, tra natura ed arte, proponendo nello spazio Bolognese un allestimento che vuole stimolare il dialogo e lo scambio.
Ciredz per MIMESIS propone in particolare una installazione site specific, proseguendo lo sviluppo della sua VOLUME Series. Il progetto sta vedendo l’interprete Italiano sviluppare una serie volumi a tre dimensioni, caratterizzati dall’iconica scala di grigi, ponendoli all’interno di landscapes dal forte impatto naturale.
Eelco van den Berg porta avanti un approccio particolarmente grafica, proponendo per il group show una serie di sei opere su tela dalla forte influenza illustrativa, per una pittura che continua ad essere sospesa tra surreale e mondo pop. L’allestimento di MIMESIS si chiude infine con Jan Kaláb. L’autore ceco porta avanti un percorso legato alla forma astratta, stimolato dalla profondità, dal dinamismo, attraverso i quali l’artista esercita tutto il fascino delle sue forme dimensionali.
Tutti i dettagli dell’allestimento li trovate dopo il salto, date un occhiata alla serie di immagini in calce al nostro testo. Se vi trovate in zona, vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 12 di Novembre per andare a darci un occhiata di persona.

MAGMA Gallery
Via Santo Stefano n. 164
40125 Bologna

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Remed – New Mural in Los Angeles

25/10/2016

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Nei giorni scorsi Remed ha avuto modo di dipingere questa enorme parete a Los Angeles, come parte degli interventi organizzati da NOW Art LA.
NOW Art, attraverso la propria programmazione, porta avanti una serie di progetti specifici e mirati allo sviluppo culturale ed artistico, con l’intento di sviluppare ed elevare il tessuto urbano ed architettonica della metropoli Statunitense.
Dal titolo “Reminiscence”, l’opera di Remed prende vita su questa enorme struttura architettonica nel centro di Los Angeles. L’intervento rappresenta una delle iconiche visioni dell’artista Francese, sviluppata attraverso una precisa scala cromatica, e soprattutto per mezzo di un sintesi della forma maggiormente geometrica.
La stilistica dell’autore parte infatti da un personalissimo studio della forma in funzione di differenti fascinazioni, dai simboli, agli alfabeti ed alle calligrafie, passando per il fascino per l’arcaico ed il misterioso. Da qui l’interprete sviluppa una peculiare sintesi grafica attraverso la quale dà forma e sostanza a soggetti, forme, figure ed elementi differenti, lasciando lo spettatore al confronto con immagini spesso criptiche ed effetti simmetrici.
Riviviamo insieme le fasi del making of di quest’ultima pittura, attraverso la bella serie di scatti in calce al nostro testo. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist
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JAZ – New Mural in Tudela, Spain

25/10/2016

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Franco Fasoli aka JAZ ha da poco terminato questa nuova ed enorme pittura a Tudela in Spagna, parte dell’ultima edizione dell’Avant-Garde Urbano Festival.
L’opera prosegue l’altalena estetica che sta caratterizzato le ultime uscite del talento Argentino. JAZ infatti continua ad alternare pitture maggiormente iconiche e viscerali, come quest’ultima ad esempio, con interventi caratterizzati da un approccio vicino al collage. L’opera tuttavia lascia invariato lo spirito e le peculiarità del lavoro dell’autore, con tutta la particolare sensibilità per il luogo di lavoro che da sempre ne caratterizza le produzioni.
In “La ciudad de las cuatro culturas”, questo il titolo dell’opera, JAZ riflette sull’identità storica e religiosa della cittadina nella Navarra Spagnola. Tudela è una antichissima città ed una delle poche realtà iberiche in cui tutte le tre religioni hanno saputo convivere in modo armonioso, a differenza di altri luoghi nella penisola dove musulmani ed ebrei sono stati espulsi. Nonostante si tratti di un piccolo centro urbano, con le ultime ondate migratorie la città la città rivive in modo egregio la sua importante pluralità culturale.
L’opera proposta da Franco Fasoli riflette sulla forte presenza delle due religioni dominanti, ponendo nell’ombra delle due figure il punto di contatto e dialogo. Al tempo stesso l’intervento mette in evidenza la presenza della comunità Gipsy che, nonostante sia spesso messa in disparte, risulta essere fondamentale per l’identità Spagnola.
Se volete restare aggiornati su tutti gli spostamenti del grande artista Argentino, rimanete sintonizzati qui sul Gorgo, dopo il salto ulteriori dettagli di questa sua ultima e grande pittura.

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Eron – New Show at Patricia Armocida (Recap)

24/10/2016

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Uno sguardo a “#present #past #sentiment #dust” nuova esibizione firmata da Eron all’interno degli spazi della Galleria Patricia Armocida di Milano.
Per questa nuova mostra, Eron presenta una nuova ed inedita serie di lavori realizzati su supporti differenti, dalla carta, alla tela, passando per le sculture. Questo nuovo corpo di lavoro è basato sullo stesso principio attraverso il quale, il grande autore italiano, realizza le sue opere in strada.
Come visto diverse volte, le produzioni dell’artista si basano sul fenomeno noto come Pareidolia. La Pareidolia è una tendenza automatica del cervello nel trovare strutture ordinate, forme e figure familiari, all’interno di immagini apparentemente prive o disordinate. In particolare questa illusione subcosciente, si manifesta il più delle volte verso volti e figure umane. Emblematici in questo senso tutti quei fenomeni inspiegabili dove appaiono in immagini su muri, sulle nuvole, od addirittura in fotografie.
Esattamente come accade in strada e partendo da questo incipit, Eron per l’allestimento si serve di un processo artistico atto a simulare le macchie di umidità, muffa e ruggine, atto a ricreare forme e soggetti differenti. Il risultato finale è un narrativa visiva scandita dai forti toni poetici, tra presente e passato, sentimenti e povere, esattamente come richiamato dal titolo dell’esibizione. Osservando le opere dell’interprete, è come se, in modo concettuale, le pareti, le tele e gli oggetti, mostrassero le proprie vicende, la propria memoria ed i propri sentimenti.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli dell’allestimento proposto, dateci un occhiata e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 5 di Novembre per andare a darci un occhiata di persona.

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Felipe Pantone for Truck Art Project

24/10/2016

C’è anche Felipe Pantone al lavoro per il Truck Art Project per il quale ha da poco terminato di dipingere questo grande camion.
Come visto il progetto è curato dal collezionista ed imprenditore Jaime Colsa che, grazie alla curatela di Fer Francés e Óscar Sanz sta portando diversi tra i nomi di spicco della scena internazionale, al confronto con la superfice di una serie di camion. L’idea del progetto è quella di proporre una diffusione dell’arte contemporanea attraverso un sistema innovativo ed accessibile, con gli autori chiamati a trasformare in modo attivo la percezione della particolare superfice di lavoro, e gli spettatori che divengono del tutto involontari.
In questo contesto Felipe Pantone sviluppa un doppio intervento, ciascuno per facciata, caratterizzato dalla sua duplice identità. Da una parte l’anima più legata ai graffiti, dall’altra una composizione maggiormente sciolta. In entrambi i casi l’autore raccoglie appieno dal proprio immaginario, sviluppando il consueto intreccio di elementi astratti e digitali, glitch, textures e pattern, figli della personale riflessione sulla società moderna e sui suoi canali visivi.
Dopo il salto, un bel video ed alcuni scatti del making of e le immagini dell’intervento concluso, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande autore.

Pics by The Project

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Sepe – New Mural in Warsaw, Poland

24/10/2016

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L’ultima pittura di Sepe prende vita su questa grande parete a Varsavia per l’ultima edizione dello Street Art Doping Festival di quest’anno.
Realizzata in collaborazione con la Do Dzieła Foundation, l’opera s’intitola “Education System” ed è l’ennesima e diretta riflessione dell’interprete sulla società moderna. In modo amaro, Sepe riflette sulla crisi del valori che sta colpendo non solo la Polonia ma tutta la politica ed i media. Il grande artista Polacco utilizza una nuova e potente analogia per sviluppare questa sua ultima sfilettata.
Lo sviluppo del tema avviene ancora una volta attraverso il particolare approccio pittorico di Sepe. L’autore dipinge un grande teatro delle marionette, ponendo in essere una precisa riflessione circa la ‘retorica della guerra’, sempre più inquietante e parte stessa, non solo del mondo della politica e dei media, ma della vita quotidiana. L’artista pone l’attenzione sul senso permanente di minaccia e scontro inevitabile che permeano questo particolare momento storico. Approfondendo l’interprete propone una sensibile allegoria sulla ricerca costante di nemici da identificare e combattere, sulle soluzioni estreme e dettate dalla forza che questo stato di fatto trascina con se, come se ‘i pugni’ rappresentino l’unico modo per portare a termine una discussione. Il fucile invece di una mano tesa, i muri invece dei ponti.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Pics by Maciej Kruger

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Blaqk x Seikon – New Mural in Exarchia, Athens

23/10/2016

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Con questa nuova pittura realizzata ad Atene, prosegue senza sosta la fruttuosa collaborazione tra il duo Greco Blaqk e Seikon.
Seikon ed i Blaqk, rinnovano il loro sodalizio con un nuova pittura realizzata nei giorni scorsi ad Exarchia, quartiere di Atene. Il risultato finale funziona alla perfezione grazie all’equilibrio insito nell’intreccio pittorico sviluppato qui tra i tre interpreti. L’idea è ancora una volta quella di far convivere ed intersecare le differenti identità artistiche di ciascuno.
I Blaqk portano avanti una pittura figlia del lavoro in singolo, dove le personali ricerche si unificano in un equilibrio formale scandito dall’utilizzo del bianco e del nero come uniche tonalità. Simek s’interessa ad un approccio pittorico astratto sviluppando volumi, forme ed elementi irregolari, mentre Greg Papagrigoriou insiste nel sviscerare una pittura maggiormente libera, priva di vincoli e caratterizzata da una personale sintesi calligrafica. Il cambio repentino nell’approccio pittorico di Seikon, non è passato inosservato. L’autore Polacco si sta concentrando in questi ultimi tempi in differenti sperimentazioni sviluppate attraverso l’utilizzo della linea. Proprio da questa l’interprete compone le sue textures a tre dimensioni, giocando con la prospettiva e ribaltando la linearità dello spazio.
L’idea per questa nuova combo ha visto Seikon ed i Blaqk dividere lo spazio attraverso tre specifiche figure, ciascuna corrispondente al lavoro ed alla ricerca pittorica che ognuno sta portando avanti.
Certi di mostrarvi presto il prosegue di questa riuscitissima collaborazione, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Pics by Alla Murat

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Pixel Pancho for SHINE Mural Festival

23/10/2016

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L’ultima pittura firmata da Pixel Pancho prende vita a St. Petersburg in Florida, parte dei lavori per l’ultima edizione del SHINE Mural Festival.
Realizzata su questa enorme struttura, l’opera eredita tutto il fascino delle produzioni targate Pixel Pancho, con il grande autore italiano che sviluppa una trama visiva caratterizzata ancora una volta dagli iconici robot, e da una accentuata presenza naturale.
Il confronto con le produzioni dell’interprete passa infatti per una peculiare riflessione su tutti quegli aspetti e quelle fragilità che caratterizzano l’essere umano, indagando di conseguenza sulla società moderna e sulle sue controversie. La narrativa dell’artista è quindi scandita dalla presenza degli iconici characters, grandi robot dall’aspetto antropomorfo attraverso i quali l’interprete affronta e sviscera i temi più disparati. Ad accompagnare queste figure troviamo l’elemento naturale, come piante e fiori, che sempre più ne sta caratterizzando le pitture, così come la ruggine, elemento onnipresente nell’aspetto e nei corpi dei protagonisti raffigurati.
Dal titolo “Against Monsanto” in quest’opera Pixel Pancho prende una posizione diretta contro la famosa multinazionale di biotecnologie agrarie. L’azienda è ben nota per il costante inquinamento contaminazione ambientale, la produzione di defolianti, quella dell’ormone BCH per la crescita forzata degli animali da macello, ormone ritenuto cancerogeno. L’artista realizza quindi due grandi figure, entrambe caratterizzata dalla forte presenza di denaro, mentre tutto intorno vediamo aprirsi e svilupparsi una grande varietà di piante e fiori, alle loro spalle invece il nulla. Inevitabilmente l’opera vuole sottolineare come gli interessi economici di questa società stiano distruggendo il pianeta e la nostra stessa vita.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artista Italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Palude. Gianturco, dal pantano all’industria e ritorno – New Book

22/10/2016

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Fuori ora “Palude. Gianturco, dal pantano all’industria e ritorno” un libro di Diego Miedo e Davide Schiavon con i disegni di Diego Miedo, Arp, Emajons, Zolta e le foto di Giulio Piscitelli.
Il libro, edizioni Monitori, misura 21 cm x 23 cm, 80 pagine che raccontano la sorte del Quartiere Gianturco di Napoli, attraverso il lavoro su parete ed un racconto in tre atti di Davide Schiavon.
Situato nell’area orientale, alle spalle della stazione ferroviaria e nelle vicinanze del porto, il quartiere agli inizi del novecento veniva identificato come ‘Orti detti le paludi’, mentre per i Napoletani era ‘o Pascone’ . Qui scorreva il Sebeto, fiume reso famoso dalla narrazione di Virgilio, qui si pescava, si coltivava e si allevavano capre e vacche.
A seguito dell’espansione industriale e demografica della città, si insediano qui concerie, stabilimenti delle multinazionali, così come botteghe ed altre attività e, come conseguenza del suo sviluppo, in questa zona si insediano le famiglie degli operai. Ad oggi questa zona appare totalmente dismessa ed abbandonata a se stessa, con il dibattito sempre acceso circa il suo futuro.
Il libro è anzitutto una riflessione sull’identità di questo luogo, al tempo stesso è un viaggio all’interno di questa grande ex zona industriale di Napoli.
Dopo il salto alcune immagini di questa bella pubblicazione, se siete interessati all’acquisto potete comprare la vostra copia su Napolimonitor o direttamente sul website di Diego Miedo QUI.

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Broken Fingaz – “All That” New Mural in London

22/10/2016

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Nei giorni scorsi i Broken Fingaz sono tornati a Londra dove hanno da poco terminato di dipingere questa nuova pittura, caratterizzata da un inedito approccio grafico.
Caratterizzate da un immaginario crudo, folle, legato a temi e visioni splatter, da un impeto grafico vicino al pop, le produzioni dei Broken Fingaz appaiono sempre piuttosto riconoscibili. Il collettivo Israeliano porta avanti un immaginario narrativo zeppo di spunti ed influenze eterogenee, un setting votato all’esagerazione, con contenuti trash, di carattere sessuale, scritte e gli immancabili elementi splatter ad intensificare la visione d’insieme. Questa esplosione di spunti diversi dà vita ad un tratto fortemente illustrativo attraverso il quale gli interpreti danno vita a personaggi, situazioni e composizione sempre sopra le righe. Si tratta di una sorta di follia lucida scandita tra interventi in bianco e nero e da lavori caratterizzati da tinte e tonalità acide, characters dalla pelle viola, corpi nudi, scene di sesso, scheletri, raggi laser che partono dagli occhi, giusto per citare alcuni degli elementi distintivi dell’operato degli interpreti.
Per questa loro ultima uscita i Broken Fingaz si confrontano con lo spazio di questa piccola parete. A caratterizzare l’opera troviamo un approccio pittorico maggiormente libero, con gli elementi ed i personaggi raffigurati privi di outlines, per un impostazione ancora più vicina al mondo illustrato. Ci piace.
Consueta galleria di immagini ad accompagnare le nostre parole, dateci un occhiata e tornate a trovarci, siamo infatti curiosi di scoprire se questa nuovo filone grafico avrà oppure no un proseguo.

Pics by The Artists

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Watch: Robert Proch in Rouen, France

21/10/2016

Fuori ora un bel video/documentario sulla bella pittura realizzata da Robert Proch a Rouen, parte dei lavori per Rouen Impressionnée Festival 2016.
Dal titolo “Omnia“, come visto l’opera proposta da Robert Proch per la rassegna Francese, ha preso vita sull’intera superfice del leggendario Cinema Omnia di Rouen. L’intervento, come spesso ci ha abituato l’autore, catalizza alla perfezione l’approccio pittorico dell’interprete attraverso una composizione in grado di legarsi alla perfezione con le peculiarità architettoniche dello spazio di lavoro. Al tempo stesso la pittura ne soggioga la linearità architettonica, attraverso i principi tipici della pittura dell’artista.
L’approccio di Robert Proch è collocabile a metà tra astratto e figurativo, laddove i soggetti da lui tratteggiati vengono proiettati nello spazio attraverso un forte impulso motorio, fino a divenire forma ed elemento, attraverso un eccellente sviluppo pittorico legato a precise e differenti scale tonali.
Nel video, realizzato da Vincent Laborde, abbiamo l’opportunità di vedere da vicino le fasi del making of dell’opera, e soprattutto approfondire al meglio la ricerca dell’artista, i principi della sua pittura, le sue opere, attraverso rari scatti e riprese di primissimo ordine.
Mettevi comodi e dare uno sguardo al documentario, siamo certi che non mancherete di apprezzare, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande autore Polacco.

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Escif for Bien Urbain Festival 2016 Part 2

21/10/2016

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Seconda parte del lavoro proposto dal grande Escif per l’ultima edizione dell’ottimo Bien Urbain Festival 2016 di Besançon, Francia.
Dopo la bella serie di pitture sparse in giro per la città (Covered) Escif mostra il risultato di questo progetto specifico, realizzato all’interno del quartiere di Saint Claude. Quest’ultimo è un quartiere periferico costruito in brevissimo tempo con l’intento di spostare quanti più migranti possibili. Si tratta quindi di un corto circuito urbano, un distretto spostato dal resto della città, costruito per ospitare gli stessi sfollati della cittadina. Tra questi coloro che, come lo li definisce lo stesso artista, non si sono mai mossi dal loro divano, e coloro che invece si muovono costantemente.
Partendo da questi concetti, Escif presenta “LES DÉPLACÉS”, sfollati appunto, una nuova pittura realizzata sulla superfice esterna di questa grande struttura. Come consuetudine il campione Spagnolo gioca sul significato dell’opera e sui temi trattati, gettando le basi per una nuova analogia.
Utilizzando l’idea di spostamento e movimento, l’autore dipinge una serie di finestre, scale, muri e pareti, capaci di restituire un forte senso di caos e disordine, ma anche movimento continuo, in un vero e proprio terremoto architettonico e sociale.
Potete dare un occhiata all’intervento proposto dal grande artista attraverso la serie di scatti in calce al nostro testo, è tutto dopo il salto! Presto nuovi aggiornamenti sul suo lavoro sempre qui sul Gorgo.

Pics by Elisa Artengo and QC

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Giorgio Bartocci – New Piece at Le M.U.R.XIII

21/10/2016

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È il nostro Giorgio Bartocci l’ultimo artista al lavoro sull’iconica billboard per il progetto Le M.U.R.XIII di Parigi in Francia.
Dopo Martina Merlini (Covered) e Moneyless (Covered) un altro dei nomi di spicco della scena italiana si confronta quindi con lo spazio Parigino situato nel 13° arrondissement. Alla base del progetto c’è l’intenzione di sviluppare una serie di opere pubbliche, nel rispetto dello spirito della strada, dal forte carattere effimero. Ogni autore si confronta quindi con la superfice andando a cambiarne l’aspetto attraverso il proprio lavoro e la propria ricerca. Il risultato è uno spazio dinamico, in costante cambiamento ed evoluzione, con gli interventi destinati a scomparire, coperti dall’autore successivo.
Per questo lavoro Giorgio Bartocci sviluppa una delle sue iconiche composizioni astratte. L’autore Italiano imbastisce una trama visiva caratterizzata da una precisa scala cromatica, scandita da tonalità particolarmente calde. I frammenti pittorici dell’artista investono la superfice di lavoro simulando un moto continuo e frastagliato, capace ancora una volta di porsi come personale reinterpretazione pittorica di sensazioni, stimoli e emozioni differenti, tradotte da Giorgio Bartocci in colore, forma e movimento.
Riviviamo insieme le fasi del making of fino al bel risultato finale, attraverso la bella serie di scatti presente in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Corn79 for EFFIMURAL Project

20/10/2016

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Con questa nuova pittura realizzata nei giorni scorsi da Corn79, siamo giunti al terzo appuntamento con l’EFFIMURAL Project di Torino.
Dopo MrFijodor (Covered) e Nawer (Covered), è un altro nomi di spicco della scena italiana a lavorare sulla parete nei pressi della Stazione di Porta Susa a Torino.
Sviluppato dagli amici dell’Associazione Il Cerchio e le Gocce, il progetto, in collaborazione con RFI, mira a gettare le basi di uno spazio mutabile nel corso del tempo dove, di volta in volta un autore differente va a dipingere la superfice di questo spazio. L’idea è quella di stimolare un cambiamento attivo attraverso l’operato e la visione di alcuni dei nomi più importanti della scena nazionale ed internazionale.
L’intervento dipinto da Corn79 eredita tutta la particolare ricerca pittorica dell’artista Italiano, attraverso una pittura fortemente legata ai suoi ultimi stimoli estetici. Caratterizzato da una inedita scala cromatica, l’opera è caratterizzata da una serie di elementi astratti sciolti attraverso i quali l’autore prosegue nel portare avanti la personale fascinazione sul cerchio. Gli elementi risultano fortemente liquidi, con effetti particellari e luminescenti particolarmente accentuati, e le iconiche figure composte da piccole linee bianche, ad accompagnarne lo sviluppo motorio all’interno dello spazio, quest’ultimo viene infine incentivato da un costante cambio tonale.
In attesa di scoprire il prossimo artista al lavoro per il progetto Torinese, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Livio Ninni

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Alberonero – “Rosso Verona” New Project

20/10/2016

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Uno sguardo all’ultimo progetto presentato da Alberonero in Piazza Bra a Verona, di fianco allo splendido anfiteatro veronese.
Il progetto è una installazione site-specific, curata da ZOE, e presentata durante i giorni di Art Verona. Ancora una volta Alberonero continua a sperimentare medium e processi artistici eterogenei, differenziando e variando la propria proposta, sviluppando nuove ed interessanti riflessioni circa il paesaggio naturale ed urbano, continuando quindi la personale riflessione sui landscapes.
Rosso Verona si presenta come una installazione temporanea, un mosaico urbano in marmo, ed ha visto l’autore Italiano porre in relazione il proprio immaginario con le peculiarità dell’Arena di Verona. L’opera ne riprende i colori, ne amplifica la curva in relazione con il passaggio delle persone, conseguentemente ne riflette e rispetta la bellezza, non intaccandone l’aspetto attraverso un intervento in verticale, ma sviluppandosi in orizzontale e gettando le basi per una relazione tra architettura, spazio e colore.
L’intervento riprende il tracciato della struttura ed incarna al meglio la tradizione materica veronese. Attraverso la scelta del marmo come materiale di pregio, l’opera stimola la mimesi tra oggetto e tessuto urbano, gettando le basi per un potente ossimoro visivo. La scelta di lavorare con il marmo, grazie alla collaborazione con Musivaria, non è per nulla casuale, ma rappresenta nell’idea dell’autore l’opportunità di riflettere su un materiale di pregio, onnipresente in città.
Dal punto di vista tecnico l’opera è caratterizzata da tre distinti quadrati da 2,10 metri per 2,10 metri, composti da 18 variazioni cromatiche di marmo. La scelta dei toni, come sempre per le produzioni firmate Alberonero, non è casuale. Il bianco rappresenta la luce del porfido esistente, i colori della struttura vengono campionati e riproposti all’interno delle caselle, queste ultime riprendono l’angolo buio dell’arco architettonico, mentre la parte centrale della scacchiera bilancia il passaggio cromatico.
Ad accompagnare il progetto infine un allestimento proposto durante i giorni di ArtVerona. Qui Alberonero spiega il processo nelle sue tre parti essenziali: esercizio sulla materia (marmo), esercizio sul colore, quali e quanti colori son stati utilizzati, ed infine i mosaici su sfondo nero con le tre riproduzioni in scala architettonica del lavoro installato.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Gola Hundun – “Yggdrasil Crómlech” New Installation

20/10/2016

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L’ultima fatica di Gola Hundun prende vita a Vrå in Danimarca, trattasi di una installazione/santuario per la fauna selvatica ispirata dalla cultura nordica.
L’idea del progetto, presentato all’interno del Land-Shape Festival, è quella di creare un opera sostenibile in grado di aumentare le risorse della fauna locale, sia durante il periodo invernale che estivo, fornendo fonti di cibo ed opportunità di rifugio.
Dal titolo “Yggdrasil Cromlech”, l’intervento prende ispirazione da differenti aspetti della mitologia e preistoria locale, Yggdrasil è infatti l’albero onnipotente della cultura nordica. Cromlech invece si riferisce ai monumenti di pietra disposti in cerchio, apparsi durante il tardo neolitico e l’età del bronzo e presenti in tutto il mondo.
L’installazione si presenta con un Cromlech di tre cerchi concentrici, nel centro troviamo una grande struttura che rappresenta appunto il Yggdrasil. L’autore Italiano sostituisce le pietre con alcuni alberi, ponendo in ciascun punto cardinale quattro differenti alveari, mentre la struttura centrale viene circondata dall’acqua – quest’ultima in fase di riempimento – per una superfice di totale di ben 250 metri quadrati.
Nel mitologia e cosmologia norrena Yggdrasill ha una funzione centrale, rappresenta la relazione tra i nove mondi che costituiscono l’universo, da qui l’artista sviluppa nove differenti rami che simboleggiano appunto i nove mondi.
Nel lavoro presentato da Gola Hundun il Yggdrasil rappresenta il cuore, il pubblico può raggiungerlo saltando sulle pietre che abbracciano la struttura, quest’ultima dispone di una piccola porta per dar modo a chiunque di entrare al suo interno. Ogni anno l’installazione avrà inevitabilmente un aspetto differente, le piante rampicanti presenti nella struttura centrale cresceranno, i piccoli alberi creeranno una sorta di colonnato, mentre la parte centrale sarà completamente trasformata dalla vegetazione. Gola Hundun dal canto suo ne controllerà lo sviluppo ogni cinque anni.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Emil Schildt

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Herakut – New Mural in Paris, France

19/10/2016

Herakut in Paris.

Herakut in Paris.Ce Message Est Pour Les Enfants …"This Message Goes out to the kids: Even though these times make it hard to see, But Magic Does Exist. (We Have Seen it.)"

Pubblicato da HERAKUT su Mercoledì 12 ottobre 2016

Realizzata a Parigi in Francia, l’ultima pittura del duo Tedesco Herakut è un messaggio di speranza rivolto ai bambini.
Avevamo lasciato gli Herakut a Reykjavík in Islanda (Covered), eccoli ora tornare in strada con una nuova ed iconica pittura.
Dal titolo “Message For The Children”, l’opera come detto è anzitutto un grido di speranza verso i bambini, ed ha visto gli Herakut rappresentare attraverso il loro iconico approccio pittorico un nuovo e grande personaggio, con un casco ed un mantello dei colori della bandiera Francese. La pittura come sempre viene accompagnata da una piccola frase in inglese che sottolinea il tema cardine dell’intera opera: Questo è un messaggio per i bambini, anche se il periodo la rende difficile da vedere, la magia esiste (e noi l’abbiamo vista)”.
Quest’ultima fatica del duo prende vita all’interno del 13^ Arrondissment, già noto per la grande tradizione murale, nei pressi di una scuola elementare e di un istituto superiore.
Gli Herakut riflettono su come tutte queste giovani vite siano già state a contatto con la morte e con gli attacchi terroristici, l’opera vuole infatti ricordare loro come gli esseri umani, non importa di che età, possono fare altro oltre che distruggere, possono creare la magia, devono solo crederci.
Dopo il video, date un occhiata anche alle immagini in calce al nostro testo, per tutti i dettagli di quest’ultima pittura firmata dai due artisti. Presto nuovi e succosi aggiornamenti ad attendervi sempre qui sul Gorgo.

Pics by Mathgoth Gallery

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Graphic Surgery for Faces&Laces in Moscow

19/10/2016

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Il ritorno in strada dei Graphic Surgery coincide con questa imponente pittura realizzata a Mosca per il progetto Faces&Laces.
L’opera rappresenta probabilmente la pittura più grande fin qui realizzata da Erris Huigens e Gysbert Zijlstra aka Graphic Surgery. Ancora una volta il confronto con le produzioni del duo, come abbiamo avuto modo di approfondire sul nostro Artist Featured, passa per la particolare fascinazione astratta. Attraverso infatti un approccio geometrico, i due interpreti riflettono sulla città, sullo spazio urbano, cogliendo da quest’ultimo gli elementi visivi ed architettonici, sintetizzandone l’aspetto e miscelandone la forma all’interno delle loro composizioni.
Al lavoro unicamente attraverso il bianco ed il nero, gli interpreti sviluppano intense costruzioni dove i richiami ai ponteggi, alle gru, a tutti quegli elementi industriali tipici del tessuto cittadino, rivivono attraverso una nuova, precisa e lineare forma. Il fascino della gru in particolare, simbolo per gli autori del progresso e dello sviluppo della città, rappresenta un elemento chiave all’interno delle loro produzioni.
Per il progetto Russo i Graphic Surgery si confrontano con l’intera superfice di questa grande struttura. In particolare gli interpreti scelgono di sostenere le peculiarità dell’edificio, la struttura è divisa in righe e colonne, lavorando il consueto binomio cromatico.
Il risultato finale vede lo sviluppo di una griglia in bianco e nero a tre dimensioni, ispirata proprio alle gru edili che trasformano attivamente la città, e capace di produrre un forte senso di tridimensionalità all’edifico.
Dopo il salto riviviamo insieme le fasi del making of fino agli scatti del bel risultato finale, in attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo Olandese, mettetevi comodi e dateci un occhiata.

Pics by Ivan Gushchin

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Felipe Pantone x Okuda for Wall Burners Project

19/10/2016

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Nei giorni scorsi Felipe Pantone ed Okuda hanno unito gli sforzi per realizzare questa nuova pittura sulla superfice esterna del Ushuaia Ibiza Beach Hotel.
L’opera è parte del Wall Burners Project, progetto sviluppato da BURN, che vedrà alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale lavorare sulle superfice dell’hotel, prossimo alla chiusura, in aggiunta ad una serie di eventi di musica elettronica con alcuni dei produttori e artisti più quotati. Il progetto è infine affidato agli amici di Ink and Movement, che da più di 10 anni promuovono il talento di alcuni degli artisti più importanti della scena contemporanea.
Non nuovi a collaborazioni congiunte, Felipe Pantone ed Okuda sviluppano ancora una volta un canovaccio visivo in perfetto equilibrio. Le fascinazioni digitali dell’autore Portoghese si intersecano alla perfezione con l’esplosione cromatica e le geometrie tipiche dell’immaginario dell’artista Spagnolo. Il risultato finale è un intervento caratterizzato da una serie di forme e figure irregolari, scandite da textures, effetti gradienti, elementi geometrici, all’interno delle quali vediamo emergere un grande volto.
Scrollate giù, dopo il salto tutte le fasi del making of e le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due artisti.

Thanks to Ink and Movement for The Pics

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Moneyless in Ragusa for TRISCELE Project

19/10/2016

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Nuovo update per Moneyless con una serie di interventi realizzati a Ragusa, con il supporto degli amici di FestiWall, per il TRISCELE Project, tra cui spicca una nuova installazione con i fili.
Impegnato insieme a Martina Merlini e Sten & Lex nel TRISCELE Project, progetto/viaggio di sperimentazione artistica congiunta in giro per la Sicilia, l’autore ha avuto modo realizzare una nuova serie di interventi all’interno di questo secret spot nei pressi di Ragusa.
La serie di nuove pitture porta avanti gli ultimi sviluppi estetici del percorso pittorico di Moneyless, dove l’artista continua a commutare la figura del cerchio e la peculiare sensibilità motoria, attraverso segmenti tonali differenti ed intersecati tra loro. A catturare la nostra attenzione è inevitabilmente una nuova installazione dell’autore che, a distanza di anni, torna a proporre una delle sue iconiche figure sospese.
L’opera, prodotta interamente attraverso l’ausilio di fili bianchi, presenta una figura geometrica irregolare che risulta letteralmente sospesa all’interno dello spazio, generando una dimensione ed illusione percettiva capace di romperne la linearità dell’ambiente, stuzzicando percezioni e stimoli eterogenei.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli delle pitture e della nuova installazione con i fili, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Italiano e sul bel progetto.

Thanks to The Artist for The Pics

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Watch: Nuria Mora for Le 4ème Mur Festival 2016

18/10/2016

Con questo bel video diamo uno sguardo approfondito all’intervento dipinto da Nuria Mora a Niort per Le 4ème Mur Festival 2016.
Avevamo lasciato l’autrice con “Object in the Mirror are Closer than They appears“, bella e sopratutto primissima mostra per l’artista, presentata dalla Winterlong Galerie presso gli splendidi spazi de Le Pilori di Niort. A distanza di tempo abbiamo ora l’opportunità di vedere da vicino l’intervento realizzato dall’artista, in occasione del consueto appuntamento con il festival Francese.
L’opera catalizzata al meglio tutto il particolare approccio estetico di Nuria Mora attraverso una composizione astratta, caratterizzata da una incredibile ricchezza di elementi visivi e grafici, per un intervento che come consuetudine, vive in forte simbiosi con le peculiarità dello spazio di lavoro.
L’autrice realizza anzitutto una serie di elementi geometrici, veri e propri volumi irregolari caratterizzati da colori e tonalità differenti, che si ‘muovono’ su tutto lo spazio di lavoro, sovrapponendosi ed intersecandosi a vicenda. All’interno di questi Nuria Mora inserisce effetti gradienti, textures, forme e figure irregolari, passando infine per gli elementi grafici come le piccole piante in rosso, presenti nella parte più alta della pittura.
Mettetevi comodi e dateci un occhiata, dopo il salto alcuni scatti con i dettagli di questa bella pittura realizzata dall’interprete Spagnola.

Pics by Winterlong Galerie

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Sebas Velasco – New Mural in Tenerife

18/10/2016

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L’ultima fatica di Sebas Velasco prende vita a Puerto de la Cruz di Tenerife, parte dei lavori per l’ultima edizione del Puerto Street Art Festival.
L’opera proposta per la rassegna delle Isole Canarie, catalizza tutta la nostra attenzione grazie alla varietà narrativa che l’interprete ancora una volta è riuscito a sviluppare. L’approccio figurativo di Sebas Velasco riflette la città e le sue architetture, le luci e le ombre notturne, le pozzanghere ed i lampioni, accompagnandoci all’interno di un percorso in cui l’autore ci mostra il quotidiano attraverso le scenografie e gli elementi architettonici che compongono la nostra stessa esistenza.
Osservando le opere, c’è quindi un costante senso di conosciuto e familiare, con questi sentimenti catalizzati dall’artista che sceglie infine di tracciare un personale spaccato dal mondo dei graffiti, passione primordiale e (quasi) principale incipit di ciascuna delle sue visioni.
La pittura è scandita dal consueto e viscerale impeto pittorico di Sebas Velasco, che continua a portare avanti quindi un approccio pittorico altamente figurativo, quasi fotografico, in grado di stimolare spunti e sensazioni differenti. Dal titolo “Rebellion der Träumer”, con un chiaro riferimento all’album del duo tedesco Kollektiv Turmstrasse, l’opera raccoglie appieno dagli scorci e dai paesaggi del luogo di lavoro, definendo al tempo stesso nuove ed interessanti riflessioni. Al centro dell’intervento vediamo una grande figura, un giovane sognatore letteralmente circondato, attraverso un efficace sistema prospettico, dalla visione notturna della città. Nell’immagine ritroviamo le architetture tipiche delle Canarie, la chiesa locale, un grande grattacielo, luci al neon, passando per la stazione di benzina progettata negli anni ’60 presente sulla destra.
L’opera riflette sul forte cambiamento urbano attuato in questi anni, sulla rapida urbanizzazione di questi luoghi, ed infine sulla grande influenza dei turisti stranieri sullo sviluppo e sulle tradizioni delle Isole Canarie, da qui la scelta del titolo.

Pics by Alejandro Amador

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Nemo’s for Rest-ART Festival

18/10/2016

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Tra gli artisti al lavoro per l’ultima edizione del Rest-ART Festival di Imola anche Nemo’s che ha presentato questa nuova e potente pittura.
È l’opportunità per confrontarsi nuovamente con gli iconici characters dell’autore Italiano, utilizzati dall’artista come efficace volano per trattare temi e spunti di natura sociale, economica e politica. Attraverso queste figure Nemo’s analizza e riflette tutte quelle controversie che stanno caratterizzando quest’epoca, andando in particolare ad innescare un dialogo con l’ambiente ed il tessuto sociale del luogo di lavoro.
L’opera proposta per la rassegna di Imola, prende vita su questa enorme palazzina, ed è caratterizzata da differenti chiavi di lettura. Anzitutto l’intervento è un invito a aprire la propria mente, sia in modo cognitivo quanto visivo. Andare oltre il guardare, ben diverso dal vedere, laddove l’immagine si pone come metafora sociale circa le difficoltà dei quartieri periferici e popolari. Questi vengono letteralmente posti ai margini della società, non solo geograficamente parlando, considerati pericolosi, brutti, abbandonati a se stessi, a discapito delle persone che li abitano, letteralmente ghettizzate e sottovalutate. Approfondendo, la pittura proposta da Nemo’s diviene simbolo della crisi in cui versano gli alloggi popolari in Italia. Sempre meno spazi, meno chiavi, ed un sistema di assegnazione e gestone poco meritocratico.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Italiano, vi lasciamo ad alcune immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Festival for The Pic
first pic by Bolognastreetart

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SBAGLIATO – “Vertigine” at Galleria Varsi (Recap)

18/10/2016

Aperta lo scorso 14 di Ottobre, diamo uno sguardo approfondito a “Vertigine” ultima proposta espositiva firmata da SBAGLIATO negli spazi della Galleria Varsi di Roma.
Senza troppi giri di parole, lo show presentato da SBAGLIATO è anzitutto una esperienza, condivisa, sviluppata ed architettata, attraverso una inedita componente visiva capace di attraversare trasversalmente lo spettro emotivo di chi osserva. Come visto anche nelle precedenti esibizioni, lo spazio romano offre ancora una volta l’opportunità di un cambiamento attivo, raccolto in modo totalizzante dal gruppo romano, che trasforma completamente gli spazi della galleria.
L’obiettivo è anzitutto una distorsione della percezione dello spazio, con una grande installazione a mo’ di labirinto che accoglie e stordisce lo spettatore. Percorrendo il percorso lo spettatore si confronta con il vuoto, incipit dinamico dell’esperienza in strada degli autori. Se infatti in strada gli interpreti sviluppano nuove dimensioni, aprendo varchi, fratturando la linearità del tessuto urbano, spingendoci a guardare aldilà della semplice parete, in questa nuova incarnazione espositiva gli SBAGLIATO raccolgono le loro differenti identità, unendo l’architettura con aspetti prettamente emotivi e viscerali.
Vertigine si focalizza su un preciso elemento architettonico, un simbolo di ascensione, la scala, scelto come simbolo per sviluppare una nuova relazione tra spazio ed individuo. Gli artisti presentano per Varsi una serie di lightbox caratterizzati da opere fotografiche capaci di avvolgere lo spettatore, distruggendo le leggi prospettiche, stimolando proprio il senso di vertigine, proiettandoci all’interno di uno spazio infinito, ascensionale o discensionale, dove il vuoto diviene possibilità, dove la profondità incanta e paralizza nell’istante prima del salto.
La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 13 di Novembre, nel frattempo vi lasciamo ad una ricca ed ampia serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dagli artisti. Dateci un occhiata.

Pics by TheBlindEyeFactory
Thanks to The Gallery for The Pics

Dmitri Aske “Reality 2.0” at Vladey Space Gallery (Recap)

17/10/2016

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Un occhiata approfondita a “Reality 2.0”, ultima esibizione firmata da Dmitri Aske ed ospitata negli spazi della Vladey Space Gallery di Mosca.
Lo show è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno dei nomi di spicco della scena Russa, attraverso una nuova serie di opere realizzate appositamente per questa nuova mostra. Ciascuno dei lavori, eredità la particolare sintesi visiva che da sempre accompagna le produzioni dell’interprete, spazio quindi a tonalità sature e variegate, linee di costruzione e forme piatte a tracciare l’aspetto delle opere.
Per questa nuova esibizione Dmitri Aske presenta otto nuovi lavori, tutti realizzati attraverso differenti livelli di compensato multistrato, in grado di sviluppare un forte senso di profondità e tridimensionalità. Il titolo dello show ben identifica questa nuova riflessione dell’artista, che sceglie qui, di riflettere sull’era digitale che tutti noi stiamo vivendo. Questa momento storico è sempre più scandito e caratterizzato dall’internet, che continua ad occupare sempre di più il nostro tempo, laddove l’attenzione, la fama e la notorietà, rappresentano per molto una sorta di seconda realtà.
La dipendenza alcune di queste persone hanno potrebbe essere addirittura paragonata alla relazione madre-figlio. Al tempo stesso, come scriveva nel lontano 1960 Marshall McLuhan, le persone non riescono a notare come tutti questi nuovi media, ci abbiano così profondamente cambiato.
Ad esempio, coloro che sono nati prima degli anni ’90, vede le chiamate video, una di ‘computer in-your-pocket’, ed una connessione ad Internet su banda larga disponibile praticamente ovunque come una sorta di materializzazione del futuro. Al tempo stesso, le nuove generazioni danno tutto ciò per scontato.
In questa nuova mostra Dmitri Aske riflette quindi sul rapporto con la tecnologia, su come la stessa abbia cambiato il nostro tempo, il nostro modo di vivere ed interfacciarsi con il prossimo, suggerendo agli spettatori una riflessione sulla propria vita, in modo positivo quanto negativo, e su come tutti facciamo parte di una sorta di realtà 2.0.
Per darvi modo di apprezzare al meglio l’allestimento presentato dall’artista Russo, dopo il salto una bella serie di scatti con tutti i dettagli del caso, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Vladey Space Gallery
1/7 4th Syromaytnichesky per., bldg. 7
Moscow

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Johannes Mundinger x 44 Flavours – New Mural in Hamm

17/10/2016

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Nei giorni scorsi Johannes Mundinger ed i 44 Flavours hanno terminato di dipingere questa nuova pittura ad Hamm in Germania.
L’opera è parte dei lavori per il UFAM Ruhr Festival, interessante progetto di arte contemporanea interdisciplinare e caratterizzato da circa una ventina di sedi sparse per il territorio della regione Ruhr, tra cui appunto Hamm, Dortmund, Herten, Hessen ed Hagen. Il progetto ha visto al lavoro circa una trentina di artisti differenti, tra interventi di pittura, workshop e performance, il tutto condito da mostre e la realizzazione di alcune stampe in grande formato.
In questo contesto la pittura realizzata da Johannes Mundinger in collaborazione con 44 Flavours, segna l’interazione tra l’approccio prettamente astratto del primo, con l’impeto grafico e iper cromatico del duo tedesco. Il risultato finale è caratterizzato anzitutto da un forte senso di spontaneità, da una profonda trasformazione della superfice di lavoro, gli artisti suddividono lo spazio attraverso grandi volumi cromatici, con effetti di profondità e tridimensionalità, scandendone l’aspetto attraverso differenti colori. All’interno di questa grandi caselle si sviluppano elementi e figure grafiche, tra forme in negativo, altre maggiormente definite, che rispecchiano la visione dei 44 Flavours, ed infine alcuni intermezzi pittorici spontanei, tipici dell’estetica di Johannes Mundinger.
Dopo il salto una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima pittura, in attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti, dateci un occhiata.

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Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Johannes Mundinger x 44 Flavours - New Mural in Hamm

Tellas – New Mural in Helsinki

17/10/2016

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Nelle scorse settimane Tellas è volato ad Helsinki dove ha avuto modo di realizzare questa nuova e bella pittura dal titolo “Autumn In Helsinki”.
La sintesi pittorica di Tellas continua ad essere legata alla natura, principale stimolo, fascinazione ed influenza per il grande autore Italiano. Uno degli aspetti che ha sempre caratterizzato le produzioni dell’artista, è la volontà di non rimanere ancorato ad un unico approccio pittorico, quanto piuttosto variare costantemente la forma e l’aspetto delle sue pitture, sia in studio, tanto quanto in strada.
Quest’ultima ‘incarnazione’ dell’interprete segue quindi, come è lecito aspettarsi, i suoi ultimissimi stimoli estetici.
In una sorta di proseguo dell’intervento dipinto questa estate a Lanusei in Sardegna (Covered), Tellas si confronta con l’intera superfice di questo grande stabile. L’idea è quella di un approccio in grado anzitutto di inserirsi in modo equilibrato sulla superfice di lavoro così come nell’ambiente che circonda la struttura architettonica. L’autore sceglie quindi di irretire completamente l’intero edificio attraverso una delle sue iconiche trame organiche, lavorando attraverso una precisa scala cromatica, che richiama come da titolo l’autunno, e l’ormai consueto effetto gradiente che sta accompagnando le sue ultime uscite.
Il risultato finale è caratterizzato da una grande ricchezza di dettagli che come consuetudine accompagnano lo sviluppo delle forme e degli elementi naturali, intervenendo nello spazio attraverso una sorta di inserimento, giocando con le peculiarità architettoniche della struttura, per un impatto finale assolutamente riuscito.
Lo scorso 15 di Ottobre, l’artista ha inaugurato “Clima Esterno” all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma. Nell’attesa che ci separa dal corposo ed esaustivo recap, vi lasciamo alle immagini di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e stay tuned!

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Pics by Hanna Suominen

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Doze Green “Limbo” at Wunderkammern Gallery (Recap)

16/10/2016

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Diamo con piacere uno sguardo a “Limbo” nuova esibizione firmata dal grande Doze Green negli spazi milanesi della Wunderkammern Gallery.
L’artista Newyorkese è cresciuto nel West Side di Manhattan durante gli anni ’70, subendo quindi tutta l’influenza della nascita del movimento hip hop, e soprattutto delle discipline artistiche ad esso correlate come la break dance e soprattutto i graffiti. Dalla strada al lavoro in studio, l’estetica dell’interprete è mutata nel tempo, subendo tutto il fascino del writing, della calligrafia giapponese, passando per il cubismo e gli elementi grafici.
Nelle produzioni dell’autore emergono vere e proprie figure, soggetti che richiamano un senso di umanità e che indagano sulla condizione dell’essere umano, andando in particolare ad approfondirne gli aspetti maggiormente emotivi e viscerali. Per l’autore queste entità rappresentano l’essere umano a 360^ attraverso un infinito intreccio di variabili e possibilità, tra presente, futuro e passato. Le fascinazioni per la magia e l’irrazionale, permeano e plasmano l’aspetto di queste figure attraverso simboli occulti, elementi sacri, riferimenti a miti e dei.
Partendo da questi spunti, Doze Green per “Limbo” propone un allestimento caratterizzato da una riflessione sul tempo, sullo spazio e sull’immortalità. In particolare lo show indaga sull’idea di attesa, in particolare sul concetto di vita transitoria.
Dopo il salto alcuni scatti dell’allestimento proposto, dateci un occhiata e vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 2 Novembre per andare a darci un occhiata di persona! Noi ve lo consigliamo caldamente.

Wunderkammern Gallery
Via Ausonio, 1A
20123 Milano

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Pics by Mattia Pietroboni

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NeSpoon – New Installation in Sintra, Portugal

16/10/2016

Recentemente NeSpoon si è spostata a Sintra in Portogallo dove ha realizzato questa nuova installazione all’interno del Parco de Pena.
L’intervento è stato sviluppato per il group show ‘Point of View’ ed ha visto l’interprete Polacca confrontarsi con gli spazi e l’ambiente naturale del luogo di lavoro, all’interno del quale elaborare una nuova ed iconica installazione. Al lavoro attraverso medium differenti, le intricate costruzioni dell’autrice prendono qui vita, proiettandosi nello spazio attraverso una installazione altamente evocativa e legata ad una riflessione dell’interprete sul luogo di lavoro.
Osservando infatti i turisti in visita al Parco de Pena, NeSpoon nota come il problema fondamentale di queste persone sia quello di come arrivare dal punto a al punto b, cercando di trovare la strada giusta tra le innumerevoli alternative. C’è chi si affida ad una mappa, chi ricorre ad uno smartphone, oppure i segnali presenti tra le viuzze, perdendo in tutto questo la bellezza del luogo.
Attraverso la sua opera, dal titolo “The Big Picture”, NeSpoon riflette sulle differenti opportunità e prospettive che il parco può offrire come metafora ed analogia di vita. In particolare l’autrice sottolinea infatti la propria volontà di ricercare una esperienza differente, senza la necessità di trovare percorsi, semplicemente camminando e perdendosi, trovando infine una nuova e più ampia prospettiva. Il titolo dell’opera si riferisce all’idea di non fermarsi a guardare un unico punto o percorso, ma piuttosto ricercare l’insieme o il disegno più grande.
Alcuni scatti del making of e del bel risultato finale vi aspettano dopo il salto, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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Watch: Etnik – New Mural in Battipaglia

15/10/2016

Fuori ora un bel video recap sull’ultima pittura realizzata da Etnik a Battipaglia in occasione dell’ultima edizione dell’Urban Area Street Art Festival.
Nella particolare ricerca pittorica di Etnik, la forma viene costantemente plasmata in funzione del background dello stesso interprete, del passato da writer e degli studi accademici compiuti in campi come design, illustrazione e scenotecnica. Se questo rappresenta l’incipit, lo sviluppo successivo, vede il grande autore italiano riflettere sulla spazio, sulla città, sull’esistenza dell’uomo moderno, influenzando e mutando in modo costante l’aspetto e la forma delle sue iconiche figure.
La sospensione degli elementi, così come la fortissima spinta motoria che ne accompagna lo sviluppo nello spazio, rappresentano le peculiarità di una pittura in cui, lo spettatore diviene protagonista, e la forma espressa, viene caricata di dettagli in grado di porre in essere spunti e riflessioni di natura differente.
L’opera proposta a Battipaglia da Etnik, eredita si gli elementi distintivi del percorso dell’artista in strada ma, al tempo stesso, rappresenta l’opportunità per l’interprete di approfondire e sviluppare una narrazione differente.
Dal titolo “Cinque solidi Platonici” l’opera riflettere su come i principali elementi naturali vengano rappresentati attraverso forme geometriche perfette. Ciò accadeva fin dai tempi di Platone, portando Etnik ha sviluppare una serie dei suoi iconici totem, accompagnano lo sviluppo degli stessi con alcuni figure geometriche. L’opera prende vita sulla superfice di un istituto scolastico di nuova apertura, con l’artista interessato nelstimolare i futuri alunni.
Mettetevi comodi e date un occhiata al video in calce al nostro testo, presto nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro del grande autore Italiano.

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INO – New Mural in Reykjavik, Iceland

15/10/2016

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Con quest’ultima pittura realizzata da INO, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del Wall Poetry Festival di Reykjavik in Islanda.
Come visto anche per le precedenti pitture fin qui portate a termine Il setting della progetto, parte dei lavori per l’ Iceland Airwaves music festival, è quello di legare ad ogni artista partecipante, una specifica band ospite del Festival. Come accaduto quindi gli altri autori, anche INO si confronta con il lavoro di una band Islandese, i Samaris, dai quali prende ispirazione per questa sua ultima pittura.
Il lavoro di INO continua ad essere caratterizzato da una personale sintesi grafica, scandita dall’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici, e soprattutto dalla volontà dell’artista Greco di confrontarsi costantemente con temi e spunti dal forte valore riflessivo. L’autore utilizza le grandi figure del passato, characters e soggetti differenti, spesso appartenenti all’epoca classica, per porre in essere potenti analogie atte a sviluppare una riflessione sulle controversie e problematiche appartenenti alla società moderna.
In attesa di scoprire i lavori degli altri artisti coinvolti nel progetto, vi lasciamo ad alcuni scatti di “Official Nobody”, questo il titolo dell’intervento realizzato dal talento Greco, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Pics by Rom Levy via San

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El Euro – New Mural in Monferrato

14/10/2016

Torna El Euro con un nuovo intervento da poco realizzato all’interno di un piccola zona residenziale, mai terminata di costruire, nel Monferrato.
Uno degli aspetti che caratterizza le produzioni di El Euro, è la volontà dell’interprete Italiano di confrontarsi con zone, ambienti e situazioni ai limiti della società. Gli spazi abbandonati, in disuso e lasciati al tempo ed alle intemperie, rappresentano per l’autore terreno fertile per la propria pittura. La (quasi) totalità dei lavori dell’artista, vive all’interno dei luoghi abbandonati. Questi particolari ambienti, che divengono palcoscenico e teatro delle riflessioni dell’autore, rappresentano quindi parte attiva del processo pittorico, influenzando lo sviluppo e la fisionomia dei characters proposti, o semplicemente entrano in collisione con le sensazioni e gli stati d’animo del momento da cui l’interprete attinge.
Ancora una volta il confronto passa per la particolare sintesi grafica portata avanti da El Euro. Se le particolari zone di lavoro rappresentano quindi la carica prettamente viscerale ed emotiva, i soggetti dipinti indagano e scrutano tra le piaga della coscienza, tra le esperienze ed i vissuti dell’essere umano. In questo modo l’artista getta le basi per un dialogo costante e variegato con chi osserva, ponendo e stimolando spunti e tematiche differenti.
Ad accompagnare le nostre parole un bel video ed alcuni scatti dell’intervento realizzato dall’artista Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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OX – A Series of New Billboards

14/10/2016

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Diamo un occhiata all’ultima infornata di interventi realizzati nelle scorse settimane dal grande OX in giro per la Francia.
Nell’ultimo aggiornamento (qui) avevamo accolto con piacere la volontà di OX di variare la trama, e di conseguenza l’aspetto delle sue produzioni, in funzioni di un approccio maggiormente legato ad un impeto astratto. Questa nuova serie di interventi dell’artista, coincide con un ritorno ad una pratica maggiormente iconica, grazie ad una nuova serie di lavori strutturati secondo il consueto modus operandi.
Come visto diverse volte nei nostri approfondimenti, l’autore Francese lavora a strettissimo contatto con il tessuto cittadino. Con le produzioni (quasi) interamente sviluppate sui cartelloni pubblicitari, l’artista si inserisce nello spazio urbano sviluppandone le peculiarità visive. Le trame grafiche, gli elementi architettonici, i colori, le scritte, gli stimoli dell’ambiente circostante, divengono tutti parte attiva della sintesi proposta dall’interprete.
L’obiettivo di OX è quello di sovvertire gli spazi pubblicitari, cambiandone l’aspetto e l’impatto finale, dialogo con ciò che si trova intorno agli stessi, per cancellarne la funzione pubblicitaria attraverso una vera e propria riappropriazione dello spazio fisico.
In attesa di scoprire insieme i prossimi spostamenti dell’autore Francese, vi invitiamo a dare un occhiata approfondita alla bella serie di scatti in calce al nostro testo, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

Pics by The Artist

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Nawer – “Change Perspective” at Punto618 Gallery (Recap)

13/10/2016

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Uno sguardo approfondito a “Change Perspective”, ultima esibizione firmata da Nawer all’interno degli spazi della Punto618 Gallery di Torino.
Dopo aver visto l’artista confrontarsi con gli spazi del EFFIMURAL Project della Stazione di Porta Susa a Torino (Covered), diamo un occhiata alle opere proposte per questa sua prima esibizione nel nostro paese.
Come ribadito diverse volte, l’approccio pittorico di Nawer si basa su una personale commutazione della forma, un setting astratto, caratterizzato da personali fascinazioni, e dagli studi accademici portati avanti dall’interprete. Unendo quindi le influenze geometriche con gli studi di architettura ed urbanistica, l’artista porta avanti un personalissimo impeto pittorico. Le produzioni dell’autore sono caratterizzate dalla volontà dello stesso di unificare, all’interno di un unico corposo intreccio visivo, elementi, forme e figure geometriche, caratterizzate da un sostanziale spinta motoria e fisica.
Le opere appaiono come un costante intersecarsi di figure eterogenei, capaci di mutare profondamente la percezione dello spazio di lavoro, per mezzo di costanti giochi di tridimensionalità e profondità. Travalicando la linearità della superfice, sviluppando dimensioni nuove ed inedite, giocando infine con precise scale cromatiche, l’artista getta le basi di una pittura capace di stimolare sensazioni e stimoli differenti. Alla base di questo processo pittorico, c’è la volontà dell’autore di unificare sotto un unica visione finale, la pittura con l’architettura.
Dopo il salto alcune immagini dell’allestimento proposto, dateci un occhiata! se invece vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 23 di Ottobre per andare a darci un occhiata di persona, noi ve l’abbiamo detto!

Punto618 Gallery
Via Cesare Bettini 2
10078 Venaria Reale (TO)

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Pastel – New Mural in Buenos Aires

13/10/2016

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Conclusa nei giorni scorsi “Xeneize”, ultima pittura realizzata da Pastel per le strade di Buenos Aires in Argentina per un progetto curato da CollageLab.
Quando ci confrontiamo con le pitture di Pastel inevitabilmente andiamo ad osservare da vicino quella che è una sintesi pittorica basata su elementi naturali ed organici. Approfondendo, l’autore Argentino porta avanti un percorso pittorica scandito da forme ed elementi appartenenti alla natura, attraverso i quali, innescare potenti analogie tematiche.
Per mezzo di piante e fiori, spesso legati al luogo di lavoro, l’interprete contestualizza accadimenti, spunti e tematiche, legati all’ambiente circostante. Attraverso ciò l’autore getta le basi anzitutto di un dialogo con il tessuto sociale del luogo, ed al tempo stesso, una riflessione su un determinato tema trattato.
In questa sua ultima pittura, Pastel rievoca il passato del quartiere operaio di La Boca. Si tratta di una zona nei pressi del fiume, un porto, e sopratutto il luogo dove arrivarono gli emigrati Europei nei primi del ‘900. Italiani, Spagnoli, Ucraini, sono sbarcati qui, andando a gettare le basi del meltin pot culturale dell’Argentina.
Il titolo dell’opera è riferito alle persone che arrivarono qui da Genova. Un gruppo di ragazzi genovesi che fondarono nel quartiere di La Boca una squadra di calcio, il Boca Juniors, la società più popolare e vicina agli immigrati, dell’intero paese. Fin dall’inizio tutti i tifosi del Boca Juniors vennero chiamati appunto Xeneizes, come riferimento ai tempi passati ed alla loro storia.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande autore Argentino, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti.

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OUTDOOR Festival 2016 – A Complete Recap

13/10/2016

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Aperto lo scorso 1 di Ottobre, diamo uno sguardo completo ed approfondito all’ultima edizione dell’OUTDOOR Festival di Roma.
Ideato e curato dagli amici di NUFactory, il festival giunge quest’anno alla sua settima edizione, trovando nuovamente la sua ideale collocazione all’interno degli spazi dell’Ex Caserma Guido Reni di Roma. La scelta di lavorare principalmente all’interno di specifiche ambienti, attraverso temporary exhibitions, prosegue anche quest’anno, per una formula pensata per valorizzare e riutilizzare aree dismesse, come appunto lo spazio romano. La scelta di OUTDOOR è quella di portare avanti una programmazione artistica capace di promuovere una riconversione degli spazi attraverso l’arte, la musica ed appunto la cultura.
Beyond è il tema cardine di questa nuova edizione, l’andare oltre come concetto e come indagine. Il festival vuole infatti riflettere sul momento storico in cui muri e barriere fisiche continuano ad essere innalzate, le divisioni culturali, sociali, politiche, economiche e religiose si sono inasprite, influenzando profondamente il nostro quotidiano.
Partendo da questo l’OUTDOOR Festival propone una rassegna il cui obiettivo è l’andare oltre qualsiasi limite, imposizione, concetto o barriera. Il limite diviene spunto di riflessione e punto di partenza attraverso il lavoro di Craig Costello, AFK, Filthy Luker, Honet, Joys, Felipe Pantone, Tellas, Mobstr, Vlady, Virgilio Villoresi, Tundra, Xabier XTRM, Sebas Velasco. La rassegna viene presentata come una narrazione visiva priva di barriere, in un paesaggio di passaggio e transizione in costante evoluzione e mutamento dove, gli stessi artisti, inevitabilmente hanno subito la reciproca influenza.

Ex caserma Guido Reni
Via Guido Reni 7
00196 Roma

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Pics by Alberto Blasetti

SeaCreative for Rest-ART Festival

12/10/2016

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Al lavoro nei giorni scorsi per le strade di Imola per il Rest-ART Festival di quest’anno, ritroviamo con piacere SeaCreative.
Abbiamo avuto spesso l’opportunità di immergerci nelle visioni di SeaCreative, l’artista Italiano porta avanti una pittura che sa di dialogo serrato con lo spettatore. Attraverso le sue visioni l’interprete va ad approfondire, tutto lo spettro emotivo dell’uomo, il quotidiano, i trascorsi personali e le differenti esperienze di vita. Lo sviluppo della narrazione pittorica avviene attraverso gli iconici personaggi, che vengono di volta in volta calati in situazioni differenti, plasmati e trasformati nell’aspetto.
Per la rassegna di Imola, SeaCreative propone una nuova riflessione legata alla fantasia, leggibile attraverso duplici chiavi di lettura. La fantasia per l’autore viaggia libera, scolpendo e plasmando futuri possibili e migliori, sembrano suggerire questo i volti dei personaggi dipinti. Al tempo stesso le teste volanti possono essere lette come un monito per i tempi moderni, in quella che diviene una ricerca del cambiamento, la voglia di un mondo nuovo e diverso. L’immaginazione come mezzo per liberare le nostre menti dai limiti e differenze sociali.
Gli scatti del making of e del bel risultato finale, li trovate come sempre in calce al nostro testo, mettevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Simek x Seikon – New Mural in Ręboszewo, Poland

12/10/2016

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Si rinnova la collaborazione tra Simek e Seikon, i due artisti si sono dati appuntamento a Ręboszewo in Polonia per realizzare questa nuova pittura.
Ormai una costante nel tempo, Simek e Seikon si ritrovano a distanza di mesi, continuando ad intrecciare le rispettive ricerche pittoriche. Senza dubbio interessante notare come la fruttuosa collaborazione tra i due autori, si sia trasformata in funzione dell’evoluzioni estetiche del lavoro di entrambi, con risultati quindi di volta in volta differenti.
I due artisti partono da una comune predilezione per una personale commutazione delle forma, sfociando in una pratica astratta caratterizzata da fascinazioni differenti. Simek porta avanti una pittura caratterizzata dallo sviluppo di composizioni, forme e volumi geometrici, scanditi dall’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici. Seikon, specialmente nell’ultimo periodo sta portando avanti una personale textures, da affiancare allo sviluppo di elementi sciolti e scanditi da effetti di tridimensionalità e profondità, ed infine da un impeto cromatico ricco di tonalità ed effetti gradienti.
In questa nuova pittura vediamo un bel background texturizzato, scandito da differenti tonalità in blu, letteralmente attraversato da una figura in nero tridimensionale. Semplice, efficace e pulito come piace a noi.
Certi che i due artisti continueranno a collaborare in futuro, vi lasciamo agli scatti in calce per darvi modo di apprezzare al meglio il risultato di questa nuova collaborazione, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Etam Cru – New Mural in Brussels by Sainer

12/10/2016

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Sainer del duo Polacco Etam Cru nei giorni scorsi si trovava a Bruxelles dove ha avuto modo di realizzare questa nuova e potente pittura.
Intitolata “Mother”, quest’ultima pittura è stata realizzata nell’ambito dei progetti sostenuti dall’ Uneville Encouleur, associazione con base a Bruxelles che si occupa di diffondere, sostenere e sviluppare progetti di arte contemporanea.
Osservando la pittura appare chiaro come Sainer abbia voluto sviluppare un canovaccio narrativo caratterizzato da sensazioni, stimoli e temi di natura profonda e riflessiva. Qualcosa di molto simile all’intervento proposto dagli Etam Cru a Mannheim in Germania (Covered) con l’opera che può infatti essere letta e filtrata attraverso differenti temi, per una introspezione e riflessione soggettiva.
Ancora una volta sono i dettagli a caratterizzare la pittura, laddove Sainer prosegue nel sviluppare una pittura altamente realistica, ricca di elementi in grado di stimolare ed ampliare la narrazione finale dell’intervento. L’autore adotta tonalità scure e colori freddi tracciando nella parte centrale l’aspetto di una grande figura con in braccio un bambino.
Mentre restiamo in attesa di scoprire i prossimi spostamenti degli Etam Cru, vi lasciamo ad una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima visione firmata da Sainer. Dateci un occhiata, siamo certi che apprezzerete.

Pics via Sosm

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Nano4814 for Truck Art Project

11/10/2016

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Nano4814 si trovava ad Ibiza in Spagna per prendere parte ai lavori del Truck Art Project, confrontandosi con la superfice di questo enorme camion.
Curato dall’imprenditore e collezionista Jaime Colsa, con la curatela di Fer Francés nell’arte contemporanea e Óscar Sanz nell’arte urbana, il progetto mira a proporre una diffusione delle avanguardie artistiche in modo accessibile ed innovativo. Gli artisti coinvolti si confrontano di volta in volta con l’intera superfice dei camion, trasformandone attivamente la percezione finale. Se lo spazio di lavoro è quindi assolutamente non tradizionale, l’opera vive attraverso gli spettatori involontari con i quali si confronterà.
Ultimo artista al lavoro per il progetto è quindi Nano4814, che porta in dote tutto il suo particolare immaginario, la spinta dei temi e delle riflessioni, ed infine l’azione dei colori vivaci delle sue produzioni. Il confronto con le pitture dell’artista, parte del collettivo NOV9, passa per le influenze illustrative e grafiche attraverso le quali lo stesso dà vita alle proprie visioni. Queste sono caratterizzate da una forte cripticità, con Nano4814 che si interroga sull’esistenza dell’essere umano, attraverso i particolari e bizzarri personaggi, protagonisti assoluti delle sue produzioni.
Dopo il salto una lunga e bella serie di immagini con alcune fasi del making of ed alcuni scatti dell’intervento completato. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e dal progetto.

Pics by Ink and Movement

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Otecki – New Mural in Helsinki

11/10/2016

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Diamo un occhiata all’ultima bella pittura firmata da Otecki che prende vita nel distretto di Roihuvuori ad Helsinki in Finlandia.
Invitato dall’organizzazione locale Lisää katutaidetta Helsinkiin, che si occupa di promuove l’arte pubblica, recentemente il grande autore Polacco ha passato due settimane nella capitale della Finlandia. Al lavoro all’interno del quartiere Roihuvuori dove ogni strada, eccezion fatta per quella principale, ha un riferimento al mondo delle fiabe.
La scelta del muro, così come quella dell’artista, è stata direttamente fatta dalle persone che vivono nel palazzo. Si tratta di un edificio appartenenti al modernismo degli anni ’50, da poco quindi ha superato i 60 anni di ‘vita’, e ciò diviene la principale ispirazione per la pittura finale. Come infatti visto diverse volte, il lavoro di Otecki è sempre piuttosto intrecciato sia con il tessuto sociale del luogo di lavoro, sia con aspetti ed influenza legate all’ambiente circostante. Nell’idea dell’interprete c’è la determinazione di porre in essere un dialogo costante anzitutto con lo spazio fisico di lavoro, con le architetture e le peculiarità e spunti che le stesse possono offrire.
Recentemente l’artista si sta ispirando alle pitture pubblicitarie che dagli anni 50 fino agli anni 80 caratterizzavano la Polonia, con un approccio modernista di artisti come Alexander Girard or Charley Charper. In questa ultima pittura possiamo vedere una forte influenza proveniente dal lavoro di Paul Klee, con il principale protagonista una specifica specie di gufo che vive principalmente nell’emisfero nord. Infine la palette di colori scelta da Otecki, si rifà alla particolare atmosfera ed alle tinte che caratterizzano l’atmosfera del luogo.

Thansk to The Artist for The Pics

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Chazme – New Mural in Washington DC

11/10/2016

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Da poco conclusa anche la parete dipinta da Chazme a Washington DC in occasione dei lavori per il District Walls curato da ArtWhino.
Stiamo seguendo con interesse gli sviluppi del bel progetto Statunitense che sta ospitando alcuni dei nomi più interessanti della scena Europea. Tra questi anche Chazme che, al confronto con questo grande spazio, si esalta proponendo una delle sue iconiche pitture.
Nelle sue produzioni Chazme porta avanti una personale riflessione sullo spazio urbano, sulla città e sullo sviluppo costante e dinamico di quest’ultima, ed indirettamente, gli effetti di essa sull’uomo moderno e sulla sua qutodianità. Quest’ultimo non è infatti presente fisicamente, si tratta di un vuoto colmato dallo stesso spettatore che, in un certo senso, diviene parte attiva dell’intervento.
Partendo da ciò, il grande autore Polacco riflette sulla città, ponendo lo spazio cittadino come vivo, con le aree metropolitane che divengono veri e propri organismi, in costante trasformazione grazie ai progetti di panificazione urbana, per certi versi fuori controllo. Al tempo stesso nelle visioni dell’interprete, c’è senso di spazio chiuso, quasi di soffocamento, laddove gli elementi e le forme vengono sviluppati attraverso enormi monoliti, freddi ed asettici, atti proprio ad impattare le corde più sensibili di chi osserva.
Per il progetto Statunitense Chazme presenta “Concrete Contrasts”. L’opera è caratterizzata da una palette cromatica basata che si rifà, con toni certamente più cupi, a quelli della bandiera degli USA.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare le nostre parole una bella e ricca serie di scatti con tutti dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sulla rassegna.

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Ravo – A Series of New Murals

11/10/2016

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Con questi due nuovi interventi realizzati rispettivamente a San Salvatore di Fitalia ed Angera, Ravo prosegue la sua serie di pitture ispirate al lavoro di Caravaggio.
Questa particolare serie di lavori, ultimo l’intervento realizzato presso l’aeroporto di Malpensa (Covered), è caratterizzata come una sorta di recupero del classicismo nel contemporaneo. L’idea dell’autore è quella di non concentrarsi unicamente sulle produzioni di Caravaggio, ma di approfondire anche l’operato di alcuni dei nomi di spicco della pittura italiana tra il 500 ed il 700. Riproducendone l’assoluto valore visivo, Ravo porta avanti una contestualizzazione legata ai giorni d’oggi attraverso la quale l’autore Italiano riflette sulle differenti sfaccettature e fragilità che accompagnano l’esistenza umana. Al tempo stesso la stessa naturale delle opere riprodotte crea una sorta di interesse orizzontale. Ravo ci spiega come questo tipo di approccio riesca ad appiattire ogni genere di ideologia o preconcetto legati all’utilizzo delle bombolette come medium espressivo.
Per queste due nuove pitture Ravo sceglie di rielaborare e realizzare “Cena in Emmaus”, a San Salvatore di Fitalia in provincia di Messina, mentre “Fanciullo con canestra di frutta” prende vita a Angera in provincia di Varese.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi lasciamo ad una ricca serie di immagini con i dettagli di queste due nuove pitture. Dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Reka – New Mural in Buenos Aires

10/10/2016

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Nei giorni scorsi il grande Reka si è spostato a Buenos Aires in Argentina dove, per l’ultima edizione del Color BA ha realizzato questa nuova pittura.
L’opera viene sviluppata attraverso il peculiare approccio estetico dell’artista. Come visto diverse volte il lavoro di Reka è il risultato delle differenti fascinazioni pop, dal mondo dei fumetti e dall’illustrazione, con forte background da writer dell’interprete. Il risultato finale è una sintesi pittorico molta grafica, scandita da un costante intreccio e sviluppo di forme ed elementi eterogenei, caratterizzati da precise scale tonali.
L’intervento, intitolato “Primavera” ha visto l’autore Australiano confrontarsi con questa grande porzione di parete, proponendo una nuova pittura profondamente interconnessa con gli stimoli del luogo. Arrivato in Argentina, Reka ha notato il forte cambiamento climatico, con foglie e fiori che stanno tornando a nuova vita dopo l’inverno freddo, ispirato da ciò, sceglie quindi una palette cromatica che si rifà al cambio stagionale. Attraverso colori caldi, intersecati da tinte maggiormente fredde, l’interprete traccia l’aspetto e la forma di un nuovo personaggio.
Tutti i dettagli di quest’ultima pittura nella consueta galleria di scatti dopo il salto, dateci un occhiata! In questi giorni l’autore sta lavorando a Washington DC per il District Walls Project promosso da ArtWhino, perciò restate sintonizzati.

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Sepe – New Mural in Washington DC

10/10/2016

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Per il District Walls Project curato da ArtWhino, al lavoro Sepe che ha terminato questa potente pittura, caratterizzata da una riflessione particolarmente attuale.
Caratterizzata da uno stile a metà fra figurativo ed astratto, estetica delle produzioni firmate da Sepe rivela tutta la volontà dell’autore Polacco di approfondire le differenti sfaccettature dell’essere umano, andando in particolare a tracciarne tutte quelle fragilità ed aspetti contraddittori. È chiaro come quindi l’artista concentri nella propria pittura, una riflessione costante, spesso legata al luogo di lavoro, riflettendo sugli aspetti controversi della natura umana.
Quest’ultima pittura proposta per il bel progetto Statunitense, raccoglie l’eredità del grande momento di incertezza politica che gli States stanno vivendo. “Another Brick In The Wall”, questo il titolo del lavoro, è un velenoso riferimento al mondo spietato della politica e della grottesca corsa per il potere. Sepe, servendosi come sempre dei suoi iconici characters, traccia l’aspetto di una nuova rappresentazione che si lega alla perfezione alla corsa alle presidenziali Americane.
Dopo il salto ad aspettarvi una ricca serie di scatti ed immagini con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata per apprezzare al meglio quest’ultima fatica dell’artista, e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’interprete.

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Gola Hundun – New Mural in Magnitogorsk

10/10/2016

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Nelle scorse settimane il nostro Gola Hundun ha avuto l’opportunità di dipingere questa enorme parete a Magnitogorsk in Russia.
Intitolato “From Above”, quest’ultimo grande intervento ha visto l’autore confrontarsi con uno spazio di circa unidici piani, portando in dote tutto il suo particolare immaginario, così come i temi e gli spunti tipici del proprio operato.
Come ribadito diverse volte, le produzioni di Gola Hundun sono legato ad una personale riflessione sull’intera biosfera, andando in particolare a riflettere costantemente sul rapporto che intercorre tra l’essere umano e l’interna natura. Partendo da qui l’interprete ha saputo sviluppare una personale ed efficace rielaborazione pittorica, capace di raccogliere al meglio tutti gli elementi naturali.
L’opera proposta nella cittadina Russa rappresenta l’energia solare che dallo spazio arriva direttamente sulla terra, irradiando la materia, conferendo vita a tutto ciò che è nato. Gola Hundun riflette sull’importanza di questa energia, cogliendone agli gli aspetti spirituali e scientifici, di un rapporto certamente più complesso, dove l’energia è vista come un qualcosa di mistico che ascende sulla terra per trasformare la forma.
Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Italiano, impegnato in un opera di land art di cui non vediamo l’ora di raccontarvi e mostrarvi i dettagli, nel frattempo uno sguardo alle immagini in calce e stay tuned.

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Waone – New Mural in Washington DC

10/10/2016

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Waone degli Interesni Kazki è tra gli ospiti del District Walls, curato da ArtWhino, per il quale ha realizzato questa nuova pittura a Washington DC.
Dal titolo “Meaningful Moment”, come spesso accaduto in passato, l’intervento vede Waone riprendere e rielaborare uno dei suoi lavori realizzati in studio, nello specifico l’omonimo disegno in bianco e nero (qui).
L’opera raccoglie al meglio l’eredità stilistica tipica dell’artista e più in generale degli Interesni Kazki. Spazio quindi ad un immaginario complesso, articolato attraverso un meltin pot di riferimenti differenti, catalizzati da una impostazione grafica personalissima, da tonalità piuttosto accese e calde, ed infine da una spiccata sensibilità per il dettaglio.
Per questa sua ultima pittura, l’interprete sceglie di lavorare proponendo una serie di personaggi maggiormente liberi, l’autore li definisce ‘astratti’, accompagnando il tutto con una serie di elementi surreali. Si tratta di una rielaborazione legata agli oggetti ed a personaggi, appartenenti ad un personale filone di circa 3 anni fa, riproposto e sviluppato su parete per l’occasione.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima fatica dell’interprete Ucraino, vi lasciamo ad una bella serie di immagini con tutti i dettagli del caso. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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Truly at Magic City Festival in Dresden

09/10/2016

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Nuovo aggiornamento per i Truly, il collettivo Italiano ha da poco terminato questa nuova pittura anamorfica in occasione del Magic City Festival di Dresden.
Sempre più interessati nello sviluppo di opere di questo tipo, quest’ultima fatica è l’opportunità per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario di Mach505, Ninja1, Mauro149, Rems182 aka Truly già Truly Design. L’intervento prosegue la passione per la pittura anamorfica, ovvero tutti quei lavori che vengono costruiti su una superficie tridimensionale e che possono essere osservati unicamente guardando in uno specifico punto. Si tratta di una tecnica piuttosto complessa e che richiede una certa sensibilità e precisione, di cui proprio gli interpreti, rappresentano tra gli esponenti più importanti. E’ quindi importante sottolineare come alla base di interventi di questo tipo, vi sia un approfondito studio degli spazi e delle superfici a disposizione, un lavoro minuzioso che ha nell’effetto ottico e nell’impatto finale, il suo tratto distintivo.
Le produzioni firmate dagli autori, sono il risultato delle differenti ricerche che ciascuno degli artisti porta avanti singolarmente. Con un fortissimo background nel mondo dei graffiti, ciascuno degli interpreti porta avanti una ricerca personale e che, nei lavori comuni, rappresenta motivo di diversificazione stilistica e tematica. Si tratta di un piglio eterogeneo, costantemente legato ad un profonda interazione con gli spazi, le superfici e gli ambienti di lavori, che porta il gruppo ad interagire in maniera profonda e sensibile. Ad accompagnare ciascuna delle opere una precisa direzione tematica atta ad entrare in sintonia con il luogo. Gli spunti del posto, le riflessioni e le sensazioni del momento, rappresentano l’ideali catalizzatori di un percorso che, specialmente negli ultimi tempi, ha saputo particolarmente impressionarci.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca galleria di scatti con i dettagli di “Griffin”, questo il titolo del lavoro, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

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Sten & Lex – New Mural in Vallecas, Madrid

09/10/2016

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Nuovo update per Sten & Lex, il duo romano svela questa bella pittura realizzata nelle scorse settimane a Madrid in Spagna.
Impegnati in questi settimane nel TRISCELE Project, gli artisti ci mostrano il risultato di questo bel progetto spagnolo curato da Remedios Vincent, dal titolo “Nevicata”. L’opera segue lo sviluppo delle ultime produzioni astratte che così fortemente stanno caratterizzando l’operato di Sten & Lex, attraverso una nuova composizione, capace di cambiare completamente la percezione di questa grande struttura architettonica.
L’idea di ritratto, ha completamente abbandonato la produzione del duo, in favore di un piglio più concettuale, criptico e legato senza dubbio ad uno sviluppo maggiormente personale ed emotivo. Questo sostanziale cambio nei soggetti proposti, ha profondamente investito la fisionomia degli interventi proposti, andando a generare un estetica si differente, ma comunque legata e basata sul consueto processo artistico. Lo stencil poster degli autori rimane quindi immutato, invariato nella sua dinamica produttiva, laddove le matrici sono ancora il cuore pulsante e propellente di tutte le opere realizzate, tracciando l’aspetto, la fisionomia e la forma degli elementi astratti proposti.
In questa loro ultima fatica Sten & Lex sviluppano una trama complessa ed articolata, lavorando attraverso una textures intricatissima che, proprio come da titolo, letteralmente ‘scende’ sull’intera superficie di lavoro.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artists
First pic by nitraceluloso

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Nevercrew – New Mural in Luzern, Switzerland

08/10/2016

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L’ultima pittura dei Nevercrew prende vita a Lucerna in Svizzera, parte dei lavori per la mostra ‘Neusicht’ organizzata da Viva con Agua.
Viva con Agua è un network di persone ed organizzazioni impegnati nel offrire accesso all’acqua potabile ed ai servizi igienici a tutti gli esseri umani nel mondo. Appare chiaro quindi come, la particolare spinta tematica del progetto, si leghi alla perfezione con l’impeto riflessivo che da sempre contraddistingue le produzioni del duo Svizzero. Ancora una volta i Nevercrew affrontano il rapporto tra essere umano e natura, continuando quindi sul filone tematico che ha contraddistinto le ultime uscite.
Nell’opera, dal titolo “Realizing machine”, gli artisti riflettono sulla mancanza di conoscenza e comprensione che caratterizza questi tempi. Quest’atteggiamento culturale porta infatti ad una distanza, che a suo volta crea una mancanza di empatia, trasformandosi in una vera e propria cecità verso i problemi. Gli autori spiegano come, vivendo in una società dove il profitto è il valore principale, la vita dell’uomo si basi sempre di più sullo sfruttamento e la privatizzazione delle risorse naturali, con tutte le conseguenze del caso.
Come accaduto per le precedenti uscite, ancora una volta le peculiarità architettoniche della superfice di lavoro, divengono base principale per il successivo sviluppo pittorico. Partendo da questo i Nevercrew giocano proprio con la struttura dell’edificio sviluppando l’idea di qualcosa celato o protetto. La figura centrale viene quindi calata all’interno della parete, in quella che diviene una sorta di gabbia, che si rifà proprio alla capacità ed incapacità dell’essere umano di guardare e comprende i problemi o di celarli appunto.
Null’altro da aggiungere, dopo il salto una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura ed alcune immagini durante le fasi del making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti.

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Herakut – New Mural in Reykjavik, Iceland

08/10/2016

Herakut meeting Kronos Quartet in Iceland @wallpoetry

Invitived by Urban Nation and Iceland Airwaves we created our mural as a tribute to Kronos Quartet in Nylendugata 29, Reykjavic, while the Northern Lights were dancing.

Pubblicato da HERAKUT su Mercoledì 28 settembre 2016

Al lavoro per le strade di Reykjavik per l’ultima edizione del Wall Poetry Festival, c’è anche il duo tedesco Herakut.
Dopo Phlegm (Covered) un altro tra i nomi più importanti della scena Internazionale al lavoro per le strade della bella cittadina Islandese. Come accaduto per il campione Inglese, anche gli Herakut si lasciano ispirare dal lavoro musicale di alcune delle band ospiti dell’Iceland Airwaves Festival. Il progetto infatti è curato da Urban Nation in collaborazione con l’importante rassegna musicale, e sta vedendo appunti gli artisti partecipanti confrontarsi con la musica di alcuni dei nomi partecipanti al festival.
L’opera, dal titolo “Isn’t It Our Job To Be Collecting Great Moments”, si rifà al lavoro dei Kronos Quartet, quartetto d’archi Statunitense con base a San Francisco. Gli Herakut ne reinterpretano il lavoro attraverso il loro iconico approccio pittorico.
Il duo, spesso al lavoro in ambienti e situazioni di difficoltà, porta avanti una pittura incentrata su una attenta e viscerale riflessione sull’essere umano, andando in particolare a porre in essere una costante riflessione sulla natura umana, sulla violenza e sulla guerra. Attraverso le proprie visioni, caratterizzate da una pittura iperrealistica combinate ad un approccio maggiormente personale, i due interpreti tratteggiano le differenti sfaccettature, difficoltà e fragilità della società e dell’uomo moderno.
Se volete scoprire i prossimi spostamenti del duo Tedesco tornate a trovarci, nel frattempo un bella serie di scatti ed un bel video con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, è tutto il calce al nostro testo, dateci un occhiata!

Pics by Rom Levy via San

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Watch: Nemco for Faces&Laces in Moscow

07/10/2016

Fuori ora un bel video recap sull’ultima pittura realizzata dal grande Nemco a Mosca, parte dei lavori per il Faces&Laces Project.
Con l’uscita di questo bel video abbiamo l’opportunità di vedere da vicino tutte le fasi del making of dell’ultima pittura realizzata dal grande artista Italiano per il progetto Russo. Come detto l’intervento è ispirato ad una delle ultime stampe prodotte dall’artista, ma soprattutto rappresenta un inedito ed un passaggio importante nell’approccio estetico di Nemco.
Profondamente connesso ai graffiti, attraverso le sue composizioni l’artista ha saputo sviluppare un estetica pittorica personalissima, definibile quasi come un vero e proprio ibrido, caratterizzato da una incredibile ricchezza di elementi, oggetti, forme, figure ed infine lettere, in grado dare enfasi e contestualizzare al meglio il proprio universo visivo e narrativo.
Il passaggio successivo è una pittura maggiormente legata alla figurazione, ad un impeto maggiormente grafico e vicino al mondo illustrato, lasciando tuttavia inalterate l’approccio estetico, e soprattutto i temi raffigurati, legati a doppio filo alla strada ed alla personale esperienza come writer.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, ed un eventuale proseguo su questa particolare direzione pittorica e tematica intrapresa, mettetevi comodi e date un occhiata al video in calce al nostro testo, siamo certi apprezzerete.

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Fintan Magee for FestiWall 2016

07/10/2016

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Con la bella pittura realizzata da Fintan Magee nel Quartiere Selvaggio di Ragusa, chiudiamo il cerchio sull’ultima edizione del FestiWall di Ragusa.
Al confronto con questa grande superfice, Fintan Magee propone di “The Gardener”, questo il titolo dell’opera, scegliendo un approccio ancora una volta totale, lavorando sia attraverso il consueto piglio figurativo, ed al tempo stesso in totale simbiosi con quelle che sono le peculiarità dell’ambiente circostante.
Attivissimo in quest’ultimo periodo, l’artista porta avanti una pittura iperealistica sviluppata però attraverso immagini dal forte impatto surreale e spesso in profonda connessione con gli stimoli del luogo di lavoro, come accaduto ad esempio per l’opera realizzata al NUART Festival di quest’anno (Covered). Le visioni dell’interprete, da una parte ci fanno calare all’interno di mondi immaginari, facendoci evadere dalla realtà di tutti i giorni, d’altro canto proprio per la loro natura così realistica, provocano una frattura tra realtà e finzione. Quest’ultimo stimolo viene infine amplificato dalla scelta di entrare in simbiosi con gli elementi che circondano lo spazio di lavoro. Il cielo, la natura, passando per gli elementi architettonici, vengono letteralmente ampliati ed amplificati all’interno delle visioni dell’autore.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con tutti i dettagli, le fasi del making of e le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e se volete rivivere le meraviglie della rassegna, vi rimandiamo alla nostra sezione.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Marcello Bocchieri

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BLU – New Mural in Bergamo

07/10/2016

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L’ultima fatica e riflessione del grande BLU prende vita sulla facciata di questa casa popolare nel quartiere Celadina di Bergamo.
Il confronto con le pittura del famosissimo artista Italiano, passa inevitabilmente per la forte carica sociale che ciascuna delle sue opere porta con se. Le pitture dell’autore rappresentano un momento di riflessione, un istante in cui siamo spinti a prendere una posizione rispetto ai temi ed agli argomenti che l’interprete ha voluto trattare. Mai banale nella scelta degli argomenti, BLU ha saputo sviluppare un percorso capace di tracciare una visione a 360 gradi della società e dell’uomo moderno. Tutte le controversie economiche, politiche e sociali, rappresentano terreno fertile per una personale rielaborazione visiva.
L’artista lavora attraverso potenti analogie in cui gli argomenti vengono sviluppati attraverso un punto di vista differente, impattante e coinvolgente. Da parte dell’artista c’è l’esigenza di innescare un dialogo attraverso la propagazione di un idea od un concetto, in grado di far comprendere al meglio una determinata tematica.
Per questa sua ultima pittura BLU riflette sul diritto alla casa, un tema decisamente attuale, andando a cambiare completamente l’aspetto di questa grande struttura attraverso una delle sue iconiche e potenti rappresentazioni.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Italiano.

Pics via CHEAP and Pigmenti

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Gods in Love – New Mural in Maruggio, Taranto

06/10/2016

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Nuovo aggiornamento per Gods in Love, il duo italiano nei giorni scorsi ha terminato questa nuova pittura a Maruggio, in provincia di Taranto.
È l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro degli artisti, dopo la bella combo realizzata qualche mese fa in compagnia di Barlo (Covered). L’approccio estetico dei Gods in Love è figlio anzitutto di una personalissima sintesi grafica attraverso la quale gli interpreti esercitano il fascino della propria riflessione, laddove sono gli iconici characters a divenire ideale volano espressivo e tematico. Queste particolari e mistiche figure, si fanno carico di spunti e temi differenti, da una personale rielaborazione della figura divina, passando per una tagliente riflessione sull’uomo moderno e sulle sue differenti sfaccettature, venendo infine accompagnati da elementi geometrici ed astratti che ne aliementano l’impeto onirico e mistico.
L’essere umano, rappresenta il cardine tematico dell’ultima fatica realizzata dagli autori nella cittadina Pugliese. I Gods of Love prendono infatti spunto dalle parole del saggista Inglese William Hazlitt: “L’ uomo è un animale che finge e non è mai tanto se stesso come quando recita” per sviluppare un nuova riflessione sull’uomo moderno.
Attraverso questa nuova pittura vengono sintetizzati, attraverso una chiara ispirazione alla classica iconografica del baccanale, tutti quegli aspetti ipocriti che portano l’uomo a nascondere il proprio vero io all’interno della società moderna. In particolare, proprio la rappresentazione del baccanale, mira a porre l’accento sugli istinti repressi, laddove proprio nel teatro l’individuo riesce ad essere maggiormente libero, esprimendo se stesso nella rappresentazione dell’altro.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con le fasi del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo Italiano.

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1010 for Murals In The Market in Detroit

06/10/2016

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Tra gli ospiti dell’ultima edizioni del Murals In The Market di Detroit, ritroviamo con piacere 1010 con questa splendida pittura.
Il progetto, organizzato da 1xRUN ha visto il ritorno dell’interprete Tedesco con una nuova ed iconica pittura. Come visto diverse volte il lavoro di 1010 è basato su una personale commutazione delle forma, in funzione dell’ambiente circonstante e soprattutto delle peculiarità della superfice di lavoro. Partendo da questi, l’artista sviluppa i suoi iconici portali dove, livelli di toni differenti, vanno a comporre un’unica e grande figura irregolare, caratterizzate da un effetto di profondità.
Oltre a ridefinire la percezione dello spazio fisico delle pareti dove opera, l’interprete pone in relazione queste con sensazioni ed esperienze personali. In questo senso le figure proposte risultano sempre differenti, sia nel loro sviluppo visivo, sia nella scelta dei toni e delle scale cromatiche, quest’ultime sviluppate con l’idea di amplificare l’effetto a tre dimensioni.
Dal titolo “Abyss”, quest’ultima fatica di 1010, eredita tutti gli aspetti tipici delle produzioni dell’artista, al tempo stesso è una personale riflessione sulla città di Detroit e sulle difficoltà di quest’ultima. La pittura risulta infatti scandita da un approccio maggiormente diretto ed incisivo, con i vari livelli che risultano maggiormente frastagliati, proprio a rappresentare lo spirito forte e non arrendevole della gente del posto.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Pics via AM

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Escif – New Mural in Munich, Germany

06/10/2016

Uno sguardo all’ultima pittura firmata da Escif per Positive-Propaganda a Monaco di Baviera, roccaforte bellica Tedesca ed epicentro migratorio dei rifugiati.
Il ritorno del grande autore Spagnolo coincide con un opera ricca di spunti tematici. Monaco di Baviera è spesso associata alla birra, al calcio, all’Oktoberfest e più in generale, alla classe ricca Tedesca. Con lo scoppiare della ‘crisi dei rifugiati’, la città è divenuta uno degli epicentri del flusso migratorio Europeo, con i suoi abitanti particolarmente propensi a condividere la loro prosperità con i richiedenti asilo. Molti volontari, quali medici, agenti di polizia ed insegnanti, attraverso finanziamenti pubblici e donazioni, hanno dedicato il loro tempo libero per il benessere di queste persone. Un impegno d’onore, alla base di una società socialmente consapevole ed attenta.
Al tempo stesso raramente, anche nel nostro caso, ci fermiamo a riflettere sui motivi che hanno spinto queste persone ad abbandonare la loro terra, a fuggire in cerca di un futuro migliore. Siamo costantemente bombardati da immagini di morte e distruzione, di città rase al suolo dai bombardamenti, e molto spesso le cause di questa violenza, gli strumenti attraverso i quali vengono perpetrati questi orrori sono provengono dalla Germania. Il paese rappresenta tra i primi fornitori di armi a livello internazionale, con carri armati, aerei da combattimento, pistole e missili.
L’intervento di Escif focalizza anzitutto questa particolare controversia, riflettendo sui motivi dei conflitti, su come gli stessi vengono ‘scontati’ dalla gente comune, qualcosa di analogo a quanto accaduto durante la crisi economica.
L’autore Spagnolo durante il suo soggiorno si lascia contaminare dalle peculiarità dell’ambiente di lavoro. La ricchezza di fiori e piante presenti in città, rappresenta il primo stimolo visivo, così come la presenza dei rifugiati, e soprattutto quella dei nomi MTU e Krauss Wegmann: i due principali produttori di armi tedesche. Raccogliendo tutti questi elementi, Escif presenta “Say it with flowers”.
L’opera ha visto il grande artista dipingere un grande vaso da fiori, sullo stesso sono presenti bombe, fucili, missili e carrarmati. L’opera coglie con il modo di dire tedesco ‘Durch die Blume gesagt’ – dire qualcosa in modo indiretto – attraverso un gioco di parole basato su ‘blume’, che in tedesco significa appunto fiore.
Tutto chiaro no?

Pics by Hanna Sturm via Positive-Propaganda

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TRISCELE Project by Martina Merlini, Moneyless, Sten & Lex

06/10/2016

Un primo approfondimento sul TRISCELE Project, il progetto congiunto firmato Martina Merlini, Moneyeless e Sten & Lex in viaggio per la Sicilia.
Realizzato in collaborazione con gli amici dello spazio RITMO di Catania, prende il nome dall’antica figura mitologica a tre gambe, simbolo della Sicilia, e scelta qui come analogia per l’unione di intenti dietro a questa nuova esperienza degli autori.
TRISCELE Project è anzitutto un viaggio, esaltazione e dialogo con il paesaggio ed il contesto urbano della Sicilia, sviluppato attraverso il lavoro congiunto o singolo degli artisti coinvolti. Gli interventi che Sten & Lex, Moneyless e Martina Merlini hanno realizzato, sono infatti caratterizzati da una unione d’intenti, una stretta collaborazione atta ad influenzare le differenti e personali ricerche stilistiche, attraverso un processo figlio dell’inaspettato, per arrivare ad un linguaggio comune inaspettato, esaltante e dal fortissimo impatto finale. In questo senso la stretta collaborazione tra gli autori, si sviluppa attraverso le unicità estetiche di ciascuno, per spingersi verso direzioni visive e pittoriche del tutto inedite.
In questa prima parte del viaggio, vediamo gli autori confrontarsi con gli splendidi panorami dell’Etna, per poi rivolgere la propria attenzione alle viuzze e le strade di Catania.
Null’altro da aggiungere, in attesa di nuovi aggiornamenti e sviluppi, vi invitiamo a dare un occhiata al video ed alla lunga serie di scatti in calce al nostro testo. Vi ricordiamo che potete supportare il progetto, acquistando una delle edizioni realizzate dagli autori QUI.

Thanks to The Artists for The Pics

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Remi Rough – New Mural in Washington DC

05/10/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura firmata da Remi Rough a Washington DC, intervento realizzato nell’ambito del progetto District Walls.
Promossa da ArtWhino, l’opera ci mostra il risultato dell’ultima incarnazione estetica del grande interprete. L’estetica pittorica e la ricerca di Remi Rough, continuano ad essere legate ad un impeto astratto, ad una commutazione personale della forma. In questo senso l’approccio dell’autore risulta caratterizzato da uno sviluppo legato al movimento, alla trasformazione degli elementi proposti all’interno dello spazio di lavoro. Le forme ed i volumi proposti dall’interprete si aprono e si chiudono, si accartocciano, si intersecano, andando a trasformare la percezione dello spazio di lavoro. Scanditi da intense tonalità, effetti gradienti e colori belli accessi, gli interventi dell’autore specialmente nell’ultimo periodo, risultano maggiormente legati ad effetti di profondità e tridimensionalità. Le forme appaiono più pulite, scadendo alla perfezione il loro passaggio, il loro movimento e l’intreccio tra linee e figure maggiormente voluminose.
In quest’ultima opera Remi Rough affronta lo spazio di lavoro sviluppando una serie di forme differenti, rompendo la piattezza della superfice, dialogando al meglio con gli elementi architettonici presenti, come le finestra ad esempio, sviluppando un traccia visiva in grado di cambiare completamente l’assetto dell’intera struttura.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande autore Inglese, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics and Video by TostFilms

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Phlegm – New Mural in Reykjavik, Iceland

05/10/2016

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Ci spostiamo a Reykjavik in Islanda, qui nei giorni scorsi il grande Phlegm ha terminato di realizzare una nuova pittura per il Wall Poetry Festival 2016.
Abbiamo spesso parlato del lavoro di Phlegm, l’interprete inglese rappresenta senza dubbio uno degli artisti che maggiormente riesce a coinvolgerci ed appassionarci. La proposta visiva ma soprattutto la particolare tematica e lo slancio dei lavori proposti, riescono puntualmente a trovare il nostro consenso per un percorso produttivo mai vano ma piuttosto sempre e comunque ricco di nuovi spunti ed approfondimenti differenti. L’abilità dell’autore Inglese è stata senza dubbio quella di riuscire a dare vita ad un vero e proprio universo narrativo, abitato da creature fantastiche, con una propria dinamica fisica, con la propria tecnologia abbinata a magia ed alchimismo, un mondo abitato da personaggi bizzarri ed eclettici che rappresentano con soluzione di continuità lo slancio e lo spirito stesso delle produzioni firmate dall’interprete. L’autore attraverso i propri characters tratteggia le differenti dinamiche e situazioni del proprio universo, proseguendo ed ampliando, pittura dopo pittura, gli intrecci tematici del proprio filone narrativo.
Per la rassegna, organizzata da Urban Nation in collaborazione Iceland Airwaves, Phlegm presenta “Time To Scream And Shout”, questo il titolo della pittura. L’opera è un riferimento alla omonima canzone dalla band locale Múm, con l’autore che realizza una fitta serie dei suoi iconici personaggi alle prese con differenti situazioni ed azioni.
Dopo il salto alcuni dettagli di quest’ultima fatica realizzata dal grande artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul suo lavoro e dalla rassegna Islandese. Enjoy it.

Pics by Rom Levy via San

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Evoca1 for FestiWall 2016

05/10/2016

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Torniamo per le strade di Ragusa per dare un occhiata approfondita all’intervento realizzato da Evoca1 per l’ultima edizione del FestiWall di quest’anno.
Per la prima volta in Italia proprio grazie al Festival, Evoca1 si confronta con questa enorme superficie, all’interno del difficile Quartiere Selvaggio, già epicentro dell’intera rassegna.
L’opera ci permette di tornare ad approfondire il lavoro dell’artista Domenicano attraverso un intervento, che ben ne identifica sia le peculiarità tematica, quanto gli aspetti prettamente pittorici. L’autore porta avanti una pittura votata al realismo, con un approccio figurativo molto personale e scandito da tonalità calde. Al tempo stesso l’interprete interseca il proprio lavoro con temi e spunti di forte natura sociale, andando spesso a confrontarsi con tutte quelle differenti increspature dell’animo umano. Approfondendo, le pitture dell’artista vengono accompagnate da una sorta di tensione emotiva, un impulso a tratti malinconico che avvolge e traccia il senso delle sue pittura, rivelando una forte profondità se sensibilità nei temi espressi.
Per la rassegna Evoca1 realizza una splendida composizione dove vediamo una giovane tenere in mano alcune mele, tra cui una in equilibrio sul proprio capo. L’opera come sempre si presta a differenti interpretazioni, a parer nostro l’intervento sembra legato a doppio filo alle vicende del centro di accoglienza presente in città, a cui l’autore a fatto visita durante il suo soggiorno.
Scrollate giù, dopo il salto una lunghissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura e la fasi del making of, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Marcello Bocchieri

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Vine – A Series of New Murals

04/10/2016

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Nuovo aggiornamento per Vine, l’artista Italiano presenta due nuovi interventi realizzati rispettivamente a Varese e Trino.
È l’opportunità per tornare a vedere da vicino il lavoro dell’artista, a distanza di qualche mese dalla bella collaborazione con SeaCreative (Covered).
Il confronto con le produzioni di Vine passa per la particolare commutazione della forma che lo stesso interprete porta avanti. In particolare l’autore porta avanti una ricerca che lo vede rielaborare il suo stesso pseudonimo, attraverso la costruzione di elementi e forme dalla forte assonanza geometrica. Le iconiche figure a punta, vengono sviluppate attraverso una precisa chiave cromatica e tonale, con l’obiettivo di legarsi nel migliore dei modi, con lo superfice, lo spazio e l’ambiente circostanti. L’aspetto finale delle pitture dell’artista, è caratterizzato da un intreccio e dall’intersecarsi di forme e figure differenti, da costanti effetti di profondità e tridimensionalità dove, le stesse forme, si aprono e si accartocciano, generando nuove ed inaspettati sviluppi visivi.
Lasciando inalterati gli aspetti peculiari del proprio percorso in strada, Vine, in questi due nuove pitture realizzate durante il periodo estivo, si confronta prima con una piccola struttura in legno, mentre nel secondo l’autore torna su parete in occasione dei lavori per il Fall Out Wall, evento organizzato dall’ dall’Associazione “Note di Colore”.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli dei due lavori.

Thanks to The Artist for The Pics

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Campo Sportivo

Campo Sportivo

Nawer for EFFIMURAL Project

04/10/2016

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Uno sguardo alla pittura realizzata da Nawer per EFFIMURAL Project, il bel progetto in divenire presso la Stazione di Porta Susa a Torino.
Come visto per l’opera dipinta da MrFijodor (Covered), l’idea del progetto, che viene portato avanti dall’Associazione Il Cerchio e le Gocce di Torino in collaborazione con RFI, è quella di sviluppare uno spazio mutabile offrendo di volta in volta, la superfice di questa parete, ad un artista differente. L’obiettivo finale è quello di porre in essere un cambiamento attivo nel corso del tempo, attraverso il lavoro di artisti di livello nazionale ed internazionale.
In attesa di mostrarvi le immagini dell’allestimento di “Change Perspective”, ultimo show proposto da Nawer all’interno degli spazi della Punto618 Gallery di Torino, l’artista come annunciatovi nella nostra preview (qui) è stato coinvolto nella realizzazione di una nuova pittura per il progetto torinese.
L’opera eredita al meglio la ricerca pittorica dell’interprete. Nawer innesca un nuovo intreccio motorio di forme e figure a metà tra architettura e geometria, lavorando attraverso una specifica scala cromatica, effetti tridimensionali, per un risultato finale in grado di stimolare stimoli ed esperienze percettive differenti.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Gallery for The Pics

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Sebas Velasco – New Mural in Warsaw

04/10/2016

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Nei giorni scorsi Sebas Velasco si è spostato a Varsavia, qui l’artista ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Dal titolo “Warszawa Wschodnia”, riferimento ad una canzone della band polacca Płyny, l’opera riflette al meglio lo spirito pittorico dell’autore, cogliendo al tempo stesso, tutti quegli elementi caratteristici del tessuto sociale di Varsavia, rielaborati e proposti dall’interprete stesso. Come visto diverse volte nelle sue pitture Sebas Velasco sviluppa una canovaccio narrativo figlio del luogo di lavoro, scattando immagini e focalizzandosi su soggetti capaci di restituire al meglio lo spirito di un determinato luogo.
Catturato dall’atmosfera, dalle luci, i piccoli bar e club del luogo, l’autore sceglie un ragazzo del posto come protagonista di questa pittura, un cameriere di un club nonché musicista punk locale. L’immagine finale risulta ricca di riferimenti differenti, come l’automobile prodotto durante il periodo socialista della Polonia, in aperto contrasto con l’atmosfera moderna della zona, che ben identificato il tessuto cittadino della città, incastrata tra il passato ed un presente maggiormente occidentalizzato, tra globalizzazione ed identità locale. Quest’ultimo tema rappresenta una sorta di ricorrenza nelle pitture dell’autore, Sebas Velasco riflette sui benefici della globalizzazione, ponendo l’accento su personaggi (quasi) estranei, collocati in luoghi dall’estetica molto simile.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by The Artist

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Giorgio Bartocci for Visione Periferica Festival 2016

04/10/2016

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Al lavoro per l’ultima edizione del Visione Periferica Festival, c’è anche Giorgio Bartocci che ha recentemente realizzato questa nuova pittura.
Al confronto con questa grande parete, Giorgio Bartocci propone “Tropical Sinapsi”, questo il titolo del lavoro, caratterizzato dal consueto sviluppo astratto che caratterizza le produzioni dell’autore Italiano. Come visto diverse volte le pitture dell’artista sono caratterizzate da una personale commutazione della forma. Le forme irregolari e frammentate dell’interprete, si inseriscono all’interno dello spazio attraverso una fortissima tensione pittorica. L’impressione è quella di una sorta di movimento costante in grado di restituire al meglio stimoli, sentimenti, emozioni e stati d’animo differenti, raccolti e sviscerati dall’artista, attraverso il personale impeto pittorico. Attraverso questi frammenti motori, l’interprete porta avanti un narrazione emotiva, dove le sue figure erranti, irretiscono lo spazio, cambiandone completamente la percezione finale.
Maggiormente concentrati, gli elementi dipinti da Giorgio Bartocci compongono una sorta di grande texture, cadenzata da una precisa scala cromatica, e sviluppata attraverso una escalation di movimento verso la parte superiore dello spazio.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica del grande artista Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Camilla Cionfrini

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Watch: Andreco “One and only” Video Recap

03/10/2016

Fuori ora un bel video recap su “One and Only“, ultimo progetto/installazione proposto da Andreco sul Pal Piccolo, al confine tra Italia ed Austria.
Come visto in precedenza, quest’ultima fatica del grande autore Italiano raccoglie l’eredità dei luoghi, della sua storia e delle sue peculiarità naturali. Si tratta di un lavoro a tutto tondo, prodotto all’interno del progetto “Walking arte in cammino”, curato da Giuseppe Favi e Michela Lupieri, ed ha visto Andreco proseguire e portare avanti quanto già iniziato con Parata per il paesaggio (Covered).
Andreco attraverso l’installazione di tre grandi bandiere, poste in specifici e significativi luoghi di cammino e  caratterizzate da una personale rielaborazione delle cime viste dal Pal Piccolo, riflette infatti a 360^ su questi luoghi, sul valore di unità. Rigettando l’idea di separazione e guerra, l’installazione vive nella memoria di queste terre, dei combattimenti tra ‘amici e fratelli’ ritrovatisi in trincea a combattere per schieramenti opposti, andando a rappresentare una montagna unica ed indivisibile, capace di annullare le frontiere, per una riflessione quanto mai attuale.
Mettetevi comodi e date un occhiata al video, siamo certi che non mancherete di apprezzare. Se volete approfondire il progetto, vi rimandiamo invece al nostro precedente ed esaustivo approfondimento. Enjoy it.

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Blaqk – New Show at Punkt Gallery (Recap)

03/10/2016

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Uno sguardo all’allestimento proposto dai Blaqk per il loro ultimo show ospitato negli spazi della Punkt Gallery di Gdynia in Polonia.
Lo show rappresenta l’idea proseguo di quanto visto in “Moving from A to B” (Leggi l’Editoriale), con Simek e Greg Papagrigoriou, che intensificano e continuano a portare avanti il peculiare intreccio pittorico. Il confronto con le produzioni dei Blaqk passa infatti per l’unione delle differenti ricerche pittoriche dei due interpreti. Simek predilige un impeto astratto, dove forme ed elementi geometrici vengono sviluppati attraverso effetti di tridimensionalità e profondità. D’altro canto Greg Papagrigoriou porta avanti una personale ricerca sulle lettere e sulla calligrafia, sviluppando forme e figure maggiormente più libere.
L’unione di questi due differenti percorsi, specialmente negli ultimi tempi, ha visto i Blaqk sviluppare una soluzione pittorica maggiormente spontanea dove, continuando a sperimentare differenti soluzioni estetiche, gli artisti scelgono un approccio maggiormente spontaneo dove, linee sinuose sporche e crude, si legano a forme e volume pieni.
Lo show proposto dal duo Greco, vive quindi di questa particolare scelta estetica, con una nuova serie di tavole caratterizzate da soluzioni grafiche e visive differenti.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del duo Greco, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Punkt Gallery
Witomińska 48
81-311 Gdynia

Pics by The Artists

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Etam Cru – New Mural in Las Vegas by Bezt

03/10/2016

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Da poco terminata l’ultima pittura firmata da Bezt degli Etam Cru per il Life is Beautiful Festival 2016, organizzato a Las Vegas da JUSTKIDS.
Dopo la splendida e gigantesca pittura realizzata in compagnia di Robert Proch (Covered), gli Etam Cru si spostano negli States.
La capacità di attrarre nelle opere dagli Etam Cru, sta tutta nell’abilità del duo di imbastire una produzione legata ad un percorso narrativo legato alla fantasia, ma sviluppato, attraverso una pittura altamente realistica. La chiave di lettura diviene spesso personale, con il confronto che passa per immagini surreali, spunti, sensazioni e stati d’animo in grado di sovvertire la realtà che conosciamo, lasciando libero spazio e sfogo, alla fantasia. La realtà diviene differente, alterata nelle percezioni e negli stimoli che conosciamo, incontriamo creature e personaggi bizzarri, figli della particolare visione del duo Polacco.
Dal titolo “The Sleeping Knight”, in quest’ultima riuscitissima pittura Bezt sceglie un approccio totalmente inedito, lavorando attraverso due differenti estetiche grafiche. Nella parte alta della pittura l’interprete realizzata il corpo di un cavaliere, intento a combattere un drago, dipingendo una sorta di volta in vetro, e ‘simulando’ le varie caselle che ne compongono l’aspetto. Nella parte inferiore l’autore sceglie un setting più iconico, raffigurando un ragazzo assorto ed addormentato all’interno di una chiesa, attraverso l’iconico stile che ne caratterizza le produzioni.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti degli Etam Cru, e nuovi aggiornamenti dalla bella rassegna Statunitense, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce con tutti i dettagli di quest’ultima fatica. È tutto dopo il salto, enjoy it.

Pics by JUSTKIDS, @eltipoese, and @karinaamc via AM

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Aris for Visione Periferica Festival 2016

03/10/2016

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Uno sguardo alla bella pittura realizzata da Aris per l’ultima edizione del Visione Periferica Festival di Giulianova.
Il confronto con le produzioni del grande autore Italiano passa per la particolare ricerca astratta che lo stesso da anni porta avanti. In questo senso Aris sviluppa trame multi sfaccettate dove, attraverso la creazione di livelli differenti sovrapposti uno con l’altro, lo stesso sviluppa un’unica visione dalle molteplici interpretazioni. Lavorando quindi attraverso tonalità cromatiche eterogenee, l’interprete propone un commutazione della forma, capace di sfociare e stimolare visioni soggettive all’interno delle quali vediamo emergere corpi, volti, sguardi, braccia, elementi organici. Si tratta di una sorta di danza visiva con le immagini che si aprono e schiudono, si accartocciano ed irretiscono la superfice di lavoro, producendo corpi ed elementi mutabili da codificare e decifrare.
Per la rassegna Aris si confronta con questa struttura architettonica, sede del centro socio-culturale nel quartiere Annunziata di Giulianova. L’artista lavora in funzione delle peculiarità della superfice di lavoro, realizzando una pittura basata su una precisa scala cromatica, e caratterizzata dal consueto ed iconico sviluppo pittorico.
In calce al nostro testo alcuni scatti dell’intervento realizzato dal grande artista Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla rassegna Abruzzese.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Camilla Cionfrini

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Isaac Cordal – New Pieces in Rijeka, Croatia

02/10/2016

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Nuovo aggiornamento per Isaac Cordal nei giorni scorsi si trovava a Fiume dove ha avuto modo di intervenire con una nuova serie di iconici characters.
Il cemento è l’elemento cardine della realizzazioni targate Cordal, elemento ma anche tematica principale sulla quale ruota tutto l’immaginario dell’interprete. I personaggi raffigurati, dalle forme minute, tetri, grigi e tristi, rappresentano l’archetipo dell’uomo moderno, stanco e completamente assuefatto dal cemento che ne imprigiona l’esistenza, sono esseri vuoti e malinconici che prendono vita negli angoli delle strada, per terra, tra i palazzi. Li vediamo silenziosi, guardarci ed osservare al contempo lo scorrere del tempo, inermi ed appiccicati alla propria valigetta, strozzati dalla loro stessa cravatta. Nell’idea dell’autore queste figure rappresentano tutte quelle fragilità, debolezze e lati oscuri dell’uomo moderno.
Ancora una volta Isaac Cordal si confronta con l’ambiente urbano andando a collocare i suoi iconici personaggi all’interno del tessuto cittadino di Fiume. Questa volta l’artista realizza circa 25 differenti personaggi, installandoli tra le facciate, le viuzze, nelle pozzanghere, tra i lampioni, le pareti, sui cavi e nelle insenature del centro storico della cittadina Croata.
In attesa di scoprire la prossima tappa dell’autore, vi lasciamo ad una lunga serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima serie di lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Hyuro for FestiWall 2016

02/10/2016

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Da poco conclusa la splendida pittura realizzata da Hyuro per l’ultima edizione del FestiWall 2016, ispirata alla figura di Maria Ochipinti.
Attivissima in questo periodo, Hyuro per il festival di Ragusa sceglie di intrecciare la personale sensibilità verso temi legati alla donna con l’ambiente di lavoro, raccogliendo l’eredità storica della Sicilia. “Una Donna Libera”, questo il titolo del lavoro, nasce come omaggio a Maria Ochipinti (1921-1996) pacifista militante, anarchica, femminista, una delle figure di spicco della storia Siciliana, nonché un emblema della protesta delle Donna dell’isola negli anni ’40.
La vita della donna non è stata affatto semplice, la sua costante ricerca di libertà, la lotta contro tutti i tipi di ingiustizia, l’hanno costretta a vivere come una nomade. Per le sue idee e per il suo modo di pensare, Ochipinti ha vissuto una vita piena di dolore e solitudine, costretta a vivere in esilio per l’emarginazione che il suo stesso popolo le ha inflitto. Il viaggio era per lei un modo per affermare la propria libertà contro la normalità borghese. Maria era una donna che è sempre rimasto ferma nelle sue convinzioni, sacrificando la sua vita per le idee che andavano oltre se stessa, è la sua umanità che prevale sempre in tutte le sue azioni.
Questo muro parla della sua passione, la sua libertà e la sua grandezza, ma rappresenta anche l’incomprensione, l’abuso e l’emarginazione che la stessa ha subito nel corso della sua vita.
Appare chiaro come l’intervento rappresenti alla perfezione quello che è lo spirito di Hyuro. Si tratta di una perfetta congiunzione tra dialogo con il luogo di lavoro e quelle che sono le tematiche tanto care all’artista. Il tutto viene rielaborato attraverso la figura di una donna forte ed altamente rappresentativa, capace quindi di incarnare i temi, gli spunti e le riflessioni che da sempre accompagnano l’Argentina nel suo lavoro in strada. Sensazionale.
In attesa di mostrarvi gli altri interventi realizzati durante i giorni del festival Siciliano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera dipinta dalla grande autrice Argentina, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Broken Fingaz x KJ263 x Mexer in Düsseldorf

01/10/2016

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Ci spostiamo a Düsseldorf in Germania per dare un occhiata approfondita a questa bella combo firmata dai Broken Fingaz in collaborazione con KJ263 e Mexer.
Al confronto con questa grande parete, i Broken Fingaz, KJ263 e Mexer scelgono uno sviluppo altamente grafico, portando in dote le rispettive e differenti cifre stilistiche, e condividendo una comune scala cromatica. È interessante notare come gli interpreti abbiano sviluppato una comune trama visiva, lavorando proprio attraverso le differenti identità pittoriche del proprio percorso in strada. KJ263 porta avanti una pittura scandita dagli iconici personaggi, sviluppati attraverso una personale rielaborazione grafica, ed alimentata da un tratto diretto, incisivo e crudo, capace di strizzare l’occhio al mondo dei fumetti e dell’illustrazione. Proprio quest’ultima rappresenta la spinta principale del lavoro di Mexer, con un tratto maggiormente pulito ed altamente grafico, a dare forma e sostanza ai particolari personaggi che abitano l’universo narrativo dell’artista Tedesco.
Questi universi pittorici si intersecano con la follia delle produzioni firmate dai Broken Fingaz. Ancora una volta gli autori scelgono un approccio sopra le righe, sviluppando una nuova rappresentazione ricca di elementi pop, simboli, contenuti espliciti ed irriverenti, insomma tutto il calderone di spunti e stimoli che da sempre ne caratterizza l’operato in strada.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artists

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Cleon Peterson for Nuit Blanche at Eiffel Tower

01/10/2016

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In occasione della Nuit Blanche, nei giorni scorsi, Cleon Peterson ha avuto l’opportunità di dipingere direttamente sulla base della Tour Eiffel di Parigi.
Organizzato da Palais de Tokyo, che prosegue nel proporre progetti particolari e di natura monumentale, ultimo l’intervento realizzato da Felipe Pantone (Leggi l’editoriale), l’intervento è parte dei lavori per l’edizione di quest’anno della Nuit Blanche e s’intitola “Endless Sleep”.
Al centro dell’operato di Cleon Peterson c’è la forte esigenza di una rappresentazione cruda ed al contempo sofisticata, sviluppata attraverso un preciso binomio cromatico. L’artista esamina attraverso il suo particolare tratto illustrativo la depravazione, la brutalità e gli aspetti più nudi e barbari dell’animo umano. Le figure ed i characters di Peterson si abbattono con rabbia e violenza su corpi molli e senza difesa di uomini e donne all’interno di scenari più differenti, quasi sospesi all’interno di queste agghiaccianti scene, rimaniamo inermi davanti ad una rappresentazione senza alcun tipo di filtro della violenza. L’idea è quella di una rappresentazione della parte più oscura e malvagia dell’uomo moderno, i suoi sentimenti più vendicativi, spietati, portatrici di sofferenza, divengono l’incipit delle iconiche figure.
Se vi trovate in zona, il consiglio è quello di andare a darci un occhiata di persona, nel frattempo uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo con alcuni dettagli dell’opera. Enjoy it.

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