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Archive for settembre, 2016

Crisa – New Mural in Terni

30/09/2016

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Nuovo aggiornamento per Crisa, l’autore Italiano nei giorni scorsi si trovava a Terni dove ha avuto modo di dipingere questa nuova opera.
Al confronto con questa lunga parete, l’intervento dipinto dall’autore Italiano, ne segue gli ultimi sviluppi pittorici, irretendo l’intera superfice di questa piccola struttura. Crisa sceglie ancora una volta un approccio maggiormente iconico, sviluppando sull’intera parete una lunghissima sequenza di elementi e forme differenti.
Come visto più volte la narrativa pittorica dell’autore italiano, è figlia di una personale riflessione sullo spazio urbano, sulla natura e di conseguenza sull’essere umano. Quest’ultimo non è presente fisicamente, è un assenza voluta, con chi osserva che si ritrova protagonista, confrontandosi con un microcosmo di elementi differenti. Ritroviamo palazzi, antenne, alberi, rami, foglie, imbarcazioni, corde, occhi, tantissimi occhi che scrutano ed osservano tutto intorno, in una sequenza di spunti e dettagli vivissimi.
L’idea è quella di alimentare una riflessione sull’ambiente che ci circonda, la città come la natura, parti di un ecosistema fragile ed in costante mutamento. Al tempo stesso la dimensione ed il movimento delle figure proposte suggerisce una sorta di moto costante, quasi un esplosione, di una concentrazione eccessiva di elementi differenti.
Scrollate giù, dopo il salto alcuni dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Edoardo Tresoldi – New Piece in Eau Claire, USA

30/09/2016

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A distanza di tempo torniamo ad occuparci di Edoardo Tresoldi, l’ultima magia dell’artista prende vita nella città di Eau Claire nel Wisconsin, USA.
Ancora una volta il confronto con le produzioni del grande interprete Italiano, passa per l’eccezionale capacità di sviluppare, attraverso un incredibile intreccio di reti metalliche trasparenti, elementi, forme ed addirittura architetture, in grado di dialogare profondamente con l’ambiente di lavoro e lo spazio circostante.
Dal titolo “Baroque”, quest’ultima scultura è stata realizzata da Edoardo Tresoldi all’interno del Eaux Claires Festival, prodotto da Aaron e Bryce Dessner (The National) e Bon Iver, tenutosi nella cittadina Statunitense lo scorso Agosto.
Il progetto nasce da una collaborazione tra l’artista Italiano ed il direttore creativo della rassegna, Michael Brown, ed il musicista James McVinnie. Ancora una volta Edoardo Tresoldi miscela stimoli differenti, ponendo le basi di un meltin pot visivo ed emotivo e metà tra arte visiva e musica. L’opera nasce infatti come nuova figura scultorea a forma di organo, accogliendo al suo interno un organo classico vero. Approfondendo, Edoardo Tresoldi sviluppa l’opera in negativo, ricavando lo spazio da una grande forma cubica, integrando all’interno del risultato finale, un esperienza visiva, ma anche percettiva e sensoriale.
In questo senso l’opera va a ridefinire il concetto di performance musicale, laddove sia l’organista Inglese James McVinnie, già collaboratore degli Arcade Fire e Martin Creed, che l’Americano Griffin McMahon, uno dei nomi di spicco della scena newyorkese, si sono esibiti proprio all’interno della splendida scultura realizzata dall’interprete Italiano. Alla conclusione del festival, l’opera è stata donata alla città di Eau Claire.
In attesa di scoprire i prossimi progetti dell’autore italiano, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo, con tutti i dettagli di quest’ultima sensazionale scultura. Enjoy it.

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Pics by Nicola Formicola, Scotify and Dan_Reiland

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Agostino Iacurci for Walk & Talk Festival

30/09/2016

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C’è anche il nostro Agostino Iacurci tra gli ospiti del Walk & Talk Festival, per la quale ha da poco terminato questa nuova pittura intitolata “Aerial Roots”.
Dopo la recente fatica realizzata a Ragusa per il FestiWall 2016 (Covered), l’interprete propone un nuovo intervento caratterizzato da un trama pittorica che raccoglie l’eredità degli ultimi spunti tematici, unendoli ai precedenti. Se infatti nell’ultimo periodo Agostino Iacurci si è maggiormente concentrato nella realizzazione di elementi e textures, come gli ormai iconici vasi, questa nuova pittura l’artista torna ad inserire i suoi famosi personaggi, intrecciando nel corpo narrativo dell’opera spunti a carattere naturale.
Il confronto con le produzioni dell’autore Italiano continua ad essere legato ad una sintesi grafica figlia del lavoro come illustratore. Agostino Iacurci porta avanti una estetica pittorica caratterizzata da una approccio essenziale, pulito e (quasi) geometrico, con l’interprete che sviluppa l’aspetto dei soggetti e degli elementi proposti attraverso simmetrie, giochi prospettici, contrapposizioni tra spazi vuoti e pieni, laddove l’utilizzo di una precisa matrice tonale, esalta ed imbastisce la trama finale delle sue opere.
Ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Italiano.

Pics by The Festival

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AAHM00 – New Mural in Pratovecchio

29/09/2016

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Attivissimo in quest’ultimo periodo, diamo uno sguardo all’ultima pittura da AAHM00 su questa piccola struttura a Pratovecchio.
La ricerca di AAHM00, specialmente nelle ultime uscite, appare maggiormente concentrata verso una sintesi estrema. In questo senso le particolari figure dell’interprete Italiano risultano certamente più essenziali, dirette e ridotte all’osso. L’artista continua quindi a portare avanti una ricerca costante dove, lasciando inalterati gli stimoli prettamente emotivi e viscerali del proprio operato, le forme e gli elementi proposti, continuano a subire una trasformazione costante. In questo senso abbiamo sempre sottolineato il valore emotivo del lavoro dell’artista, con un impeto pittorico che passa per una personale rielaborazione di stimoli e reminiscenze, attraverso un approccio in divenire.
Abituati a confrontarci con forme spesse, oleose, in grado di avvolgere ed irretire la superfice di lavoro, nei suo ultimi exploit l’interprete sta sviluppando elementi maggiormente lineari. Le pitture appaiono quindi più pulite, con un unico tratto a tracciare l’aspetto delle figure, ed infine un utilizzo di tonalità e colori tenui a sostenere la traccia pittorica.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti ed immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Axel Void – New Mural in London

29/09/2016

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Ci spostiamo a Londra per dare un occhiata all’ultima grande pittura firmata da Axel Void, ispirata al lavoro del famoso scrittore Hermann Hesse.
Nel personale confronto con la strada Axel Void ha saputo costruire la colonna portante del proprio percorso artistico. Il confronto con le sue produzioni, passa anzitutto per una analisi del tessuto sociale ed economico dei luoghi che l’interprete visita. Da questi l’artista raccoglie storie, eventi ed accadimenti, che divengono parte stessa del proprio lavoro, esercitando tutto il lavoro fascino, attraverso una riflessione sull’essere umano e sulla società moderna. In tutti i suoi lavori quindi, l’autore punge chi osserva a prendere una specifica posizione, a confrontarsi con temi di un certo spessore, mostrando senza alcun filtro l’umanità.
In quest’ultima fatica Londinese, Axel Void sceglie un approccio maggiormente diretto. L’autore sceglie di affrontare lo spazio attraverso una tematica slegata allo spazio di lavoro. L’opera è ispirata ad una famosa frase scritta da Hermann Hesse sul suo ‘Il lupo della steppa’, dove il famoso autore Tedesco ancora una volta rifletteva sulla mediocrità della società consumistica, scagliandosi contro il sistema economico capitalistico tipico ad esempio degli Stati Uniti.
L’opera nel suo aspetto finale, con una grande frase che recita “Comfort of the modern slave” attraversando l’intera superfice di lavoro, ed un volto diviso a metà, offre a chi osserva differenti chiavi di lettura. Potrebbe ad esempio trattarsi di un riferimento alla recente uscita del Regno Unito dall’Unione Europea? Tu cosa ne pensi?
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una consueta e lunga serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera e del bel risultato finale. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti.

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Aryz and Daniel Muñoz-San paints a chapel in Zaragoza

29/09/2016

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Aryz e Daniel Muñoz-San hanno da poco terminato di dipingere questa cappella in occasione dei lavori per l’Asalto Festival di Saragozza.
L’opera presentata dai due autori su questa insolita superfice, avvolge completamente l’intera struttura architettonica, trasformandone l’impatto e la percezione finale. Aryz e Aryz e Daniel Muñoz-San sviluppano una trama pittorica ricchissima di elementi e spunti visivi differenti, lavorando attraverso una precisa scala cromatica, e soprattutto riversando nello spazio tutta la loro peculiare visione.
Entrambi legati ad una pittura figurativa, i due interpreti si distinguono per la peculiare sintesi estetica. Aryz porta avanti una pittura maggiormente grafica, scandita da personaggi e characters differenti, da un eccellente utilizzo di toni su tonalità, passando per la scelta di lavorare attraverso textures e pattern ricavate proprio dai soggetti proposti. Dal canto suo Daniel Muñoz-San si distingue per un approccio iperrealistico, il grande interprete esercita tutto il fascino della sua incredibile capacità riproduttiva, imbastendo scene ed immagini dove visioni di vita quotidiana si legano con elementi al limite dell’impossibile e dell’assurdo. Attraverso una pittura in bianco e nero, l’artista muove i fili di una personale pittura altamente narrativa quindi.
Per darvi modo di approfondire al meglio il lavoro, una ricca serie di scatti vi attende dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dei due grandi artisti Spagnoli.

Pics by The Artists

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Gola Hundun for ALTrove Project in Catanzaro

28/09/2016

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Uno sguardo alla bella pittura realizzata da Gola Hundun a Catanzaro per uno dei progetti collaterali legati all’ALTrove Festival.
Non solo il Festival, gli amici di ALTrove continuano a portare avanti la propria proposta artistica sviluppando progetti collaterali da affiancare alla programmazione della rassegna annuale, basati come sempre sull’incipit che da anni muove il festival. La scelta quindi di confrontarsi con lo spazio della Scuola Elementare Aldisio di Catanzaro, porta avanti la volontà di continuare a proporre arte, attraverso canali visivi quanto mai in grado di cambiare lo status quo della città, proseguendo nel sviluppare il tanto caro concetto di Altrove. Come sempre l’opera vive in totale simbiosi con l’ambiente e con lo spazio di lavoro, innescando l’ennesimo dialogo tra spazio e cittadini, una delle grandi peculiarità dei progetti fin qui realizzati dagli organizzatori.
Dal titolo “Risveglio”, questa bella pittura firmata Gola Hundun prende vita sulla parete esterna della palestra dell’Istituto come dedica a Don Pino Pugliese, ucciso dalla mafia negli anni ’90 a Palermo. Da questo particolare spunto Gola Hundun mette in simbiosi il personale approccio pittorico, costantemente legato alla biosfera ed ad una riflessione sulla natura e sul rapporto tra la stessa e l’essere umano, ponendo in essere una nuova ed esaltante analogia.
L’opera infatti rappresenta il momento del risveglio delle piante, dipinta a forma di cerchio, simboli di ciclicità e della vita stessa. L’autore dipinge due cervi, simboli nelle culture arcaiche di rinascita ed eterno ritorno. Nell’idea dell’interprete c’è la volontà di mettere in relazione questi aspetti prettamente naturali, con il risveglio dal torpore dell’omertà, una delle grandi problematiche che affliggono la Calabria ed il Meridione
Dopo il salto una ricca serie di scatti con i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e tornate a trovarci, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Italiano. Stay tuned!

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Nelio x Duncan Passmore – New Mural in Berlin

28/09/2016

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Nei giorni scorsi Nelio e Duncan Passmore si sono dati appuntamento a Berlino dove hanno avuto modo lavorare insieme a questa nuova pittura.
Si rinnova quindi la collaborazione tra i due interpreti, i più attenti ricorderanno infatti come i due autori hanno già avuto modo di intersecare le rispettive fascinazioni pittoriche diverse volte. Con l’intervento in strada di due anni fa sempre a Berlino (Covered) oppure attraverso i due progetti espositivi aperti a distanza di un anno un dall’altro in Francia (Covered) e Nuova Zelanda (Covered).
A caratterizzare questa unione di intenti, ritroviamo quindi con piacere la perfetta alchimia tra le forme geometriche e tridimensionali di Nelio, con l’impeto pittorico altamente viscerale ed emotivo di Duncan Passmore. Il punto di incontro sta tutto nella commutazione della forma che, specialmente nelle produzioni in coppia, i due autori sviluppano attraverso un approccio in divenire, scandito da sensazioni, stimoli e spunti legati al luogo all’ambiente circostante ed al momento, così come alle particolarità della superficie di lavoro.
Il risultato finale esalta la componente cromatica che va letteralmente a prendere il sopravvento. Nelio e Duncan Passmore sviluppano una trama ricchissima di variazioni tonali, un textures in cui forme ed elementi, tra vuoti e pieni, si intersecano e sovrappongono, generando una visione finale altamente astratta e viscerale.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dei due interpreti, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con i dettagli dell’intervento e lo splendido risultato finale, dateci un occhiata! siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Liqen – New Mural in Kiev, Ukraine

28/09/2016

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Uno sguardo approfondito all’ultima magia firmata da Liqen, una nuova esaltante e dettagliata pittura da poco completata a Kiev in Ucraina.
Il confronto con le produzioni di Liqen passa per la particolare narrativa che il grande artista Spagnolo ha saputo sviluppare in questi anni. Attraverso infatti una pittura votata al dettaglio più minuzioso, l’interprete si confronta con lo spazio e l’ambiente di lavoro, sviluppando visioni, storie e vicende immaginarie, attraverso le quali approfondire temi e spunti di interesse e d’attualità. A muovere i fili di queste monumentali produzioni troviamo gli iconici personaggi. I characters dell’autore Spagnolo sono caratterizzati da un aspetto insolito, figlio di dettagli differenti, forme naturali ed oggetti si miscelano per creare figure antropomorfe capaci di farsi carico dei temi affrontati.
A distanza di tempo quindi, Liqen si confronta con questa enorme parete su Bratislavskaya Street, sviluppando una gigantesca figura, un titano come spiega l’autore, tenere in braccio una pianta dalla sembianze di una donna. L’intervento, inizialmente sviluppato come critica e riflessione contro la guerra, è anzitutto dedicata alla memoria di Antonio ‘Malta’. Approfondendo, la pittura vede come sempre l’autore sviluppare una propria e personale narrazione (qui la sua spiegazione) e rappresenta per chi osserva una opportunità di riflessione sulla sofferenza, sul dolore e sull’opportunità di crescita e maturazione, che tutto ciò porta con se nel cerchio costante della vita.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista, sempre qui su GORGO Magazine.

Pics by The Artist

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Todd REAS James “We are one” at Galería Javier López (Recap)

27/09/2016

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Uno sguardo a “We are one” ultima esibizione allestita dal grande Todd REAS James, all’interno degli spazi della Galería Javier López di Madrid.
Si tratta di un ritorno negli spazi della bella galleria Spagnola per l’artista Newyorkese, a distanza di 3 anni dall’apertura di “Business As Usual“.
In questa nuova incarnazione, Todd REAS James mantiene inalterate le basi estetiche del proprio operato, spazio quindi a colori audaci e brillanti ed a una personale spinta grafica, a maturare e mutare sono i contenuti ed i temi. In “We are one” l’autore sviluppa una sorta di tensione di fondo, lo show infatti si riferisce all’umanità, a come la stessa si tiene insieme all’interno di un mondo che di fatto sembra stia per cadere a pezzi da un momento all’altro.
Lo sviluppo di questo main theme, avviene attraverso il consueto range di tele e situazioni differenti, Todd REAS James sviluppa un canovaccio narrativo dove trovano spazio e posto tutte le quelle crisi che stanno definendo la nostra epoca, la crisi economica, sociale, ideologica, umanitaria, generazionale ed infine la crisi dei valori. Ritroviamo temi importanti ed attualissimi come l’uguaglianza, le ingiustizie perpetrate, i conflitti globali e la violenza, tutti elementi che alimentano l’angoscia e la disperazione al giorno d’oggi e che giungono, all’interno dell’immaginario dell’autore, a svilupparne il canovaccio tematico.
Si tratta quindi della naturale evoluzione tematica dell’artista, sempre più immerso in un personale confronto con il quotidiano e con la società moderna.
Dopo il salto uno sguardo all’allestimento ed ad alcune delle opere esposte, dateci un occhiata e se vi trovate in zona, vi segnaliamo che c’è tempo fino al prossimo 2 di Novembre per andare a darci un occhiata di persona.

Pics via AM

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Velvet & Zoer – New Mural in Paris

27/09/2016

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Si rinnova la collaborazione tra Velvet & Zoer, i due interpreti hanno infatti da poco terminato questa bella pittura nel quartiere di Menilmontant, a Parigi.
L’intervento è l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro dei due interpreti, attraverso una nuova ed esaltante composizione. Come visto più volte, l’immaginario di Velvet & Zoer attinge dal reale, da fotografie catturate dagli stessi interpreti, rielaborate e sviluppate attraverso un intreccio narrativo differente. Gli autori guardano infatti alla città, ai panorami, a tutti quegli elementi che costituiscono il ‘corpo vivo’ del nostro quotidiano, catturandone l’aspetto, e riproponendone la forma in un contesto differente. Si tratta di un lavoro di composizione che sfocia presto verso il surreale ed l’irrazionale, la città ed i suoi protagonisti cambiano aspetto, vengono collocati all’interno di uno spazio differente, alimentando il senso di riflessione sui giorni nostri.
Dal titolo “Menilmontant, la voie garçonnière”, quest’ultima fatica vede Velvet & Zoer occupare lo spazio di questa lunghissima parete. Il duo sviluppa una nuova trama narrativa basata su una serie di automobili d’annata, caratterizzando l’intervento con una serie di glitch, scritte ed elementi che ne scandiscono lo sviluppo sulla superfice di lavoro.
Scrollate giù, dopo il salto alcuni scatti con tutti i dettagli e le immagini finali di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli artisti.

Pics by The Artists

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Ciredz – New Mural in Aalborg, Denmark

27/09/2016

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In questi giorni Roberto Ciredz si trova ad Aalborg in Danimarca come ospite del WE AArt Festival 2016, per il quale ha terminato questa nuova pittura.
Dopo le ultime installazioni per la sua VOLUME Series (qui le ultime incarnazioni), Ciredz torna a lavorare su parete portando in dote alla rassegna Danese, tutto la sua particolare ricerca pittorica.
L’opera vive anzitutto sulla peculiare scala cromatica in grigio che da sempre accompagna le produzioni dell’artista. Attraverso quindi una interazione con l’ambiente di lavoro, l’artista dispiega forme ed elementi astratti, scanditi da una precisa scala cromatica, con l’idea di alimentare od escludere alcuni elementi persistenti. In questo senso l’interprete guarda allo spazio di lavoro, trasformandone la percezione finale attraverso l’inserimento delle iconiche figure.
Per l’opera realizzata ad Aalborg, Roberto Ciredz si confronta con questa piccola parete, la superfice risulta divisa in due distinte sezioni, parte in brick, parte liscia, con alcuni elementi architettonici a intercettarne la linearità, come il piccolo balcone ed il pilastro che fuoriescono dal muro. Cogliendone quindi gli aspetti peculiari, l’autore Italiano elabora una nuova forma astratta con l’intento di escludere proprio gli elementi di ‘disturbo’ dello spazio, scandendone l’aspetto attraverso una disposizione di toni capaci di creare un effetto di profondità.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore Italiano, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo, con alcune fasi del making of e le immagini finali dell’intervento. È tutto vostro! Enjoy it.

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Watch: TRISCELE Project | Mount Etna, Sicily

26/09/2016

Sten & Lex, Moneyless e Martina Merlini hanno da poco iniziato il loro TRISCELE Project, qui un assaggio della prima tappa sull’Etna.
Come annunciatovi in precedenza, il progetto prossime settimane vedrà impegnati gli artisti in viaggio per la Sicilia, con l’intento di realizzare una serie di interventi congiunti, in grado di miscelare al meglio le loro differenti identità stilistiche. Interamente finanziato attraverso la vendita di una serie di opere e stampe (qui potete farvi un giro), il progetto è da poco iniziato con una prima tappa sull’Etna.
In questo primo teaser iniziamo quindi a vedere da vicino i frutti del lavoro congiunto di Moneyless, Martina Merlini e Sten & Lex, immersi nella splendida cornice vulcanica. L’attenzione inevitabilmente passa per un processo fortemente influenzato dall’inaspettato e dall’ignoto, in grado di elevare la singola ricerca di ciascuno degli autori coinvolti, sviluppando un percorso visivo del tutto inedito e peculiare.
In attesa di mostrarvi, con un recap approfondito la prima serie di interventi realizzati dagli interpreti in questi primi giorni, vi lasciamo al video in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo. Vi ricordiamo infine che potete supportare il progetto acquistando una delle opere realizzate in combo tra Martina Merlini, Sten & Lex e Moneyless.

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Chazme x Sepe – New Mural in Budapest

26/09/2016

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Si rinnova la collaborazione tra Chazme e Sepe in quest’ultima massiccia pittura da poco terminata a Budapest per il Szines Varos Street Art Festival.
Come abbiamo avuto modo di vedere, Chazme e Sepe, collaborano spesso miscelando alla perfezioni i rispettivi indirizzi pittorici. Il primo continua ad essere legato ad una personale commutazione delle forma, un impeto astratto quindi, accompagnato da una personale fascinazione per la città e sull’ambiente urbano. Da questa l’interprete sviluppa volumi pittorici dove grandi blocchi megalitici suggeriscono una riflessione sulla città contemporanea, sull’impatto della stessa nell’esistenza dell’essere umano.
D’altro canto Sepe si confronta con lo spazio attraverso una pittura a metà strada tra astratto e figurativo. Attraverso il proprio lavoro l’artista si confronta con tutto l’universo di fragilità, emotività e debolezze dell’uomo moderno. Lo sviluppo di questa riflessione è affidato agli iconici personaggi, tracciati attraverso una pittura rapida e sporca, capaci di restituire al meglio i temi trattati dall’autore.
Se gli spunti trattati dal duo, si legano alla perfezione, lo stesso vale per le pitture combinate, capaci più che mai di esaltare il valore della produzione di entrambi, con il risultato di una perfetta alchimia.
Per la rassegna Ungherese Chazme e Sepe propongono “Blue in Green”. L’intervento è strettamente legato con il tema del festival, ‘La città e l’acqua’, da qui gli interpreti scelgono di espandere il concetto, sia visivamente quanto tematicamente. Nella pittura vediamo infatti un fondo marino – l’opera è interamente dominata da una palette cromatica sul blu – con una serie di corpi immersi. L’immagine è un fortissimo richiamo alle disuguaglianze sociali nonché una riflessione tra il contrasto persistente tra povertà e ricchezza.
Tutta la magia di quest’ultimo lavoro nella bella serie di scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli artisti.

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GUE for the Emergence Festival 2016

26/09/2016

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Con quest’ultima pittura realizzata da GUE, si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con l’Emergence Festival di Giardini Naxos in Sicilia.
A distanza di qualche giorno dal bel lavoro realizzato da GUE in collaborazione con Salvo Ligama (Covered), torniamo quindi ad approfondire il lavoro dell’interprete Italiano, attraverso una nuova ed iconica pittura.
Il confronto con le produzioni dell’artista, passa per la particolare ricerca che, specialmente in questo periodo, lo stesso sta portando avanti. Si tratta di una miscela tra elementi astratti, quali forme e figure irregolari, sviluppati su livelli differenti attraverso una decostruzione e costruzione dell’immagine. A questi si aggiungono vivissimi dettagli scanditi da una rappresentazione di paesaggi ed elementi naturali. Se l’interazione con lo spazio passa per due distinti livelli, l’aspetto figurativo del processo pittorico, risulta strettamente legato all’ambiente di lavoro, con il quale l’autore si confronta.
Dal titolo “Osservatorium”, quest’ultima fatica di GUE prende su questa piccola struttura. L’intervento inevitabilmente risulta fortemente influenzato dalle peculiarità della superfice di lavoro, con il piccolo cubo di cemento, che viene ‘modellato’ e trasformato attraverso un intreccio di figure irregolari e sinuose.
In attesa di scoprire gli altri interventi realizzati per la rassegna Siciliana, e nuovi aggiornamenti dall’artista Italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Dimitris Vasiliou via The Artist

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Luzinterruptus – New Installation in Alcalá de Henares

25/09/2016

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Uno sguardo alla bella installazione realizzata dai Luzinterruptus presso il Cervantes Birthplace Museum di Alcalá de Henares in Spagna.
L’opera è stata realizzata in concomitanza con la Noche de los Libros, parte dei festeggiamenti per il 400^ anniversario della morte di Miguel de Cervantes, noto per aver scritto il Don Chisciotte della Mancia.
Alla base del progetto, c’è l’idea di lavorare anzitutto con i libri, medium insolito per i Luzinterruptus, che scelgono di adattare il loro setting artistico utilizzando non libri stampati, quanto veri e propri libri vuoti, disegnati e scritti dai cittadini. In particolare, per questa nuova installazione, tutti gli studenti delle scuole della cittadina Spagnola hanno quindi contribuito alla realizzazione dell’opera, con circa 2000 quaderni disegnati e scritti. Ciascuno degli albi è stato poi appeso ed illuminato, fino a creare una sorta di corridoio di luce intimo e creativo, proprio all’ingresso dell’edificio che ospita il museo.
Dal titolo “Cervantes a la Luz”, quest’ultima magia realizzata dai Luzinterruptus, oltre a vivere attraverso una partecipazione attiva da parte della città, spinge chi si trova al suo interno a curiosare tra i quaderni, le storie, i collage, le foto e gli appunti scritti sui libretti. Durata tra gli giorni, l’installazione ha visto poi la restituzione dei libri ai loro autori, con la luce, e con le nuove storie scritte durante i giorni all’aperto.
In attesa si scoprire i prossimi spostamenti degli artisti, vi lasciamo ad una bella e lunga serie di scatti con i dettagli di questa loro ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo. Enjoy it.

Pics by Lola Martinez via The Artists

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SPY for NUART Festival 2016

25/09/2016

Per questa edizione del NUART Festival di Stavanger in Norvegia, c’è anche SPY che ha da poco terminato questa nuove ed iconica pittura.
SPY porta avanti una peculiare riflessione sulla società moderna, sulle sue contraddizioni, attraverso un approccio estetico, capace di utilizzare medium differenti, dalla pittura all’installazione, arrivando infine agli interventi più ‘estremi’ (qui un assaggio). L’operato dell’artista è legato a doppio filo alla strada, quest’ultima diviene parte attiva del processo e del risultato finale, con l’interprete concentrato nello sviluppare potenti riflessioni e stoccate su tematiche sociali, economiche, politiche e personali.
L’abilità dell’autore è quella di lavorare attraverso una forte carica ironica, sviluppando potenti analogie in grado di ben sostenere il carico riflessivo dell’intervento.
Per la rassegna Norvegese, SPY realizza una nuova pittura, che segue l’intervento realizzato per l’edizione del 2014 (Covered). L’autore dipinge la parola “ALIVE” (vivo) sulla superfice esterna di un grande magazzino abbandonato. La particolare posizione della struttura, che si trova di fronte ad un grande bacino d’acqua, permette all’artista di giocare con lo specchio d’acqua, ribaltando la scritta, che diviene quindi leggibile unicamente guardandolo. L’opera è una nuova riflessione sullo stato di crisi della società, sulla grande presenza di edifici abbandonati, simbolo e sintomo dei problemi economici di questo particolare momento storico. L’interprete dà quindi una sorta di nuova vita all’edificio, quasi conferendogli parola e proiettandone la fisicità all’interno del paesaggio circostante e dell’ambiente cittadino.

Pics via The Festival
Second pic by Brian Tallman

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Deih – New Mural in Berlin

24/09/2016

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L’ultima fatica di Deih prende vita in occasione del Lollapalloza Festival di Berlino, parte dei lavori per il in Dreamscape Project Cube curato da Urban Nation.
Come visto diverse volte, le produzioni di Deih sono caratterizzate da una profonda influenza dal mondo dei fumetti e dell’illustrazione. Attraverso quindi una personale rielaborazione grafica, l’autore porta avanti una pittura altamente narrativa dove, inevitabilmente, i protagonisti assoluti sono i suoi iconici personaggi.
Lavorando attraverso un impulso pittorico ricco di tonalità acide, colori saturi e continui effetti grafici, l’interprete ha saputo dare forma e sostanza ad un vero e proprio universo pittorico.
Dal titolo “Don’t Wake the Dreamer”, quest’ultima pittura firmata da Deih è caratterizzata da un sostanziale cambio di rotta. L’interprete sceglie infatti di unire l’approccio pittorico con il disegno dei fumetti, sviluppando quindi un intervento fortemente ibrido. L’opera anziché raffigurare un’unica scena, con il background e la storia dell’immagine che rimangono note solo all’artista, sceglie qui di creare una vera e propria sequenza.
Lo spazio viene quindi investito da una serie di caselle che fanno da contorno all’immagine centrale, come un gigantesco pagino centrale di un albo. L’idea è quella di offrire allo spettatore l’opportunità di conoscere finalmente la storia, raccontata in parte attraverso le immagini, in parte lasciata all’immaginazione di chi osserva.
In attesa di scoprire se questa particolare direzione avrà un proseguo, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, con tutti i dettagli dell’intervento. È tutto dopo il salto! Enjoy it.

Pics by Nina Kramer

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INTI – New Mural in Tai Ping, Jishou, China

24/09/2016

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Nei giorni scorsi INTI ha terminato di dipingere questo nuovo intervento a Tai Ping, Jishou, nella provincia Hunan in Cina.
Questa grande pittura, è parte dei lavori per il Backtoschool Project, ed ha visto l’autore tornare a lavorare attraverso un approccio maggiormente iconico. Nelle sue ultime uscite INTI ha infatti sviluppato un approccio maggiormente realistico, con i volti dei suoi iconici personaggi maggiormente vicini alla realtà. Quest’opera segna ancora una volta, dopo il lavoro di Lisbona (Covered), un ritorno ad una sintesi grafica personale.
Dal titolo “RANDOM” l’opera riflette sugli studi compiuti in Cina circa 4000 anni fa sull’astronomia. Approfondendo INTI riflette sull’esigenza dell’essere umano di decifrare l’universo nella speranza di decifrare il suo ‘ordine cosmico’, convinto dell’esistenza di un universo deterministico, dove alcune leggi/divinità fanno accadere le cose in modo prevedibile e determinato appunto. Mentre lo studio della fisica è al lavoro per incrementare la nostra conoscenza dell’universo, appare evidente come ci sarà sempre un limite alla nostra conoscenza. La casualità e l’entropia la fanno da padroni, e dove la matematica è solo un insieme limitato di strumenti per aiutare a capire un universo senza limiti.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Cileno, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con i dettagli di questa sua ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi approfondimenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Andreco x Crisa – New Mural in San Sperate

23/09/2016

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Ci spostiamo a San Sperate, in Sardegna, per dare un occhiata all’ultima pittura realizzata da Andreco e Crisa su questo piccolo edificio.
Nei giorni scorsi i due artisti erano al lavoro per La Galleria del Sale, il bel progetto sui sottopassi a Cagliari, ora entrambi uniscono gli sforzi in un intervento congiunto, dedicato alla memoria di Pinuccio Sciola. L’artista era ben famoso per le sue particolari sculture sonore e per la sua attività di promozione dei murales a San Sperate.
L’opera realizzata da Andreco e Crisa, eredita tutta la particolare visione pittorica dei due autori Italiani. Crisa realizza una delle sue iconiche figure, sviluppando il consueto canovaccio estetico in giallo, ricchissimo di elementi eterogenei quali, palazzi, corde, piante, occhi e strade. D’altro canto Andreco sviluppa una nuova forma in total black, che vediamo letteralmente sospesa proprio sopra la grande figura proposta da Crisa.
La congiunzione tra i due differenti approccio pittorici, sta tutta nelle corde tematiche dell’opera, nelle riflessioni sulla natura e sullo spazio urbano che da sempre accompagno il lavoro di entrambi gli artisti.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti in dettagli dell’intervento realizzato dai due autori Italiani, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro di entrambi.

Thanks to The Artists for The Pics
First pic by Ivan Bravi

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Watch: Borondo “Animal” at RexRomae (Video Recap)

23/09/2016

A distanza di quasi un anno, i ragazzi di Spraying Bricks presentano uno splendido recap di “Animal” l’incredibile show firmato da Borondo.
Senza alcun dubbio, l’esibizione è stato uno degli eventi di punta della scorsa stagione espositiva. Aperta il 5 di Febbraio da RexRomae a Londra, negli spazi del Londonewcastle Project Space di Shoreditch, lo show è stato curato da Rom Levy è, ancora ad oggi, rappresenta alla perfezione lo spirito pittorico e tematico del grande autore Spagnolo.
L’allestimento proposto da Borondo, ha visto l’interprete confrontarsi con elementi e medium differenti, installazioni video, animazioni, pittura e soprattutto le splendide collaborazioni con alcuni artisti/amici tra i quali citiamo Edoardo Tresoldi, Despina Charitonidi e Carmen Maín.
In “Animal” Borondo rifletteva sul costante conflitto tra istinti animali e l’attuale condizioni dell’essere umano, costantemente soggiogato ed influenzato dalla tecnologia e dalla paura per l’ignoto. Lo show ha quindi rappresentato l’opportunità di un confrontarsi con tutto l’immaginario dell’artista, attraverso una esperienza totalmente immersiva, scandita da ben 8 spazi tematici.
Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Se volete approfondire, vi rimandiamo al nostro precedente ed esaustivo recap fotografico, con tutte le immagini e le informazioni del caso.

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Eron for NUART Festival 2016

23/09/2016

Eron / NuArt Festival 2016 / Soul of the Wall – Stavanger (Nor…

Eron / NUART FESTIVAL 2016 / Soul of the Wall – Stavanger (Norway)Special Thanks to Marisa, Tor, James, Martyn and all the Nuart Crew

Pubblicato da Eron su lunedì 19 settembre 2016

Tra i grandi nomi al lavoro per l’ultima edizione del NUART Festival di quest’anno, ritroviamo con piacere il nostro Eron.
Profondamente connesse con lo spazio di lavoro, le produzioni di Eron si distinguono grazie ad una personalissima ricerca figurativa. Il grande artista Italiano si confronto con l’ambiente di lavoro, con le peculiarità dello spazio, producendo un riverbero visivo in totale controtendenza rispetto ad una semplice rappresentazione. Il confronto passa quindi, specialmente in Soul of the Wall, la particolare serie di lavori che l’interprete sta portando avanti, attraverso una viscerale ed emotiva rappresentazione. Come se l’autore donasse forma e sostanza allo spirito dei luoghi con cui si confronta.
Le immagini risultano fumose, appannate, appena percettibili, come spettri che si muovono nello spazio lasciando sullo stesso una sorta di scia, ed imprimendo il loro passaggio sulla superfice.
Per l’importante rassegna Norvegese Eron elabora un nuovo intervento profondamente connesso con uno degli aspetti economici della Norvegia. Come visto anche per il lavoro realizzato da Fintan Magee (Covered), anche l’artista Italiano sintetizza la forte spinta economica, legata al petrolio, con una rappresentazione altamente emotiva. Vediamo infatti una bambina intenta a guardare un delfino riverso sulla riva del mare, apparentemente privo di vita a causa dell’inquinamento.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artisti Italiano, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo ed al bel video del making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo. Qui invece un occhiata ai lavori della rassegna fin ad ora visti nelle nostre pagine, enjoy it.

Thanks to Giulia from BLocal Travel for the Pics

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Watch: Robert Proch x Etam Cru in Lodz

22/09/2016

Etam Cru | Robert Proch | UNIQA Art Łódź

Artyści: Etam Cru | Robert ProchTytuł: "Enjoy the silence"Adres: ul. Roosevelta 18 (od strony ul. Sienkiewicza)Projekt: UNIQA Art ŁódźKurator: Michał BieżyńskiOrganizator: Łódzkie Centrum WydarzeńSponsor główny: UNIQAPartnerzy: Flügger farby – Malowanie może być prosteRIWAL PolandBoutique Hotel'sOFF Piotrkowska CenterFilm: Maciej Stempij (www.besthound.pl)Muzyka: Graf Cratedigger (https://jamesfrommars.bandcamp.com)Więcej: Lodz Murals

Pubblicato da Lodz Murals su giovedì 22 settembre 2016

Fuori ora un bel video recap dell’imponente e splendida pittura realizzata in collaborazione tra Robert Proch e gli Etam Cru a Lodz, in Polonia.
Come visto l’intervento fa parte dei lavori per l’UNIQA Art Lodz, un nuovo progetto urbano curato da Michal Biezynski e Lodz Murals, di cui per il momento rappresenta il primo ed unico lavoro e di cui siamo certi sentiremo presto parlare.
Il trio formato da Robert Proch e Bezt e Sainer degli Etam Cru, rappresenta senza alcun dubbio al meglio la scena Polacca, attraverso un opera che inevitabilmente eredita tutto lo spessore della produzione pittorica degli artisti.
Lavorando attraverso una comune direzione tonale, gli artisti hanno sviluppato una incredibile trama narrativa capace di passare, con disinvoltura, dal figurativo all’astratto, tipico delle produzioni di Robert Proch, attraverso complessi ed iperrealistici elementi di fantasia, peculiarità del lavoro degli Etam Cru.
Il video ci offre l’opportunità di vedere da vicino tutte le fasi del making of di “Enjoy the Silence”, questo il titolo dell’opera.
Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare! Se invece volte approfondire l’intervento, vi rimandiamo al nostro precedente post. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti.

Video by Maciej Stempij

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Hyuro for NUART Festival 2016

22/09/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Hyuro, in occasione dei lavori per l’ultima edizione del NUART Festival di Stavanger in Norvegia.
Attivissima in quest’ultimo periodo, l’autrice Argentina propone un opera che ben identifica il suo particolare momento artistico, legandosi infine alla perfezione con i temi di quest’ultima edizione del festival.
La maturazione tematica delle produzioni di Hyuro, sta vedendo l’autrice sempre meno focalizzata verso una riflessione/critica sulla condizione della donna all’interno della società moderna. In questo senso l’interprete appare maggiormente spinta da una interazione con il tessuto sociale, gli accadimenti e la storia dei luoghi dove dipinge, realizzando quindi opere dal fortissimo impatto emotivo e dalla grande profondità tematica.
Per il NUART Festival 2016, Hyuro presenta “The action of occupying a space”, una sensibile interpretazione dei temi cardine del festival. Il festival celebra le ricorrenze del 500^ anniversario de L’UTOPIA di Tommaso Moro, nonché il 100^ anniversario del Dadaismo. Se nel primo caso il romanzo rifletteva sulla possibilità di immaginare, e quindi costruire un mondo migliore, il secondo era fortemente impegnato nell’abolire la separazione tra arte e vita quotidiana.
Da questi spunti, contestualizzati nella pratica murale, Hyuro realizza una pittura che vuole anzitutto riflettere sul senso di lavorare in strada, di utilizzare gli spazi della città in modo cosciente, dipingendo un grande velo, che va letteralmente a coprire l’intera superfice di lavoro.
Scrollate giù, in calce al nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli e le panoramiche di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla rassegna Norvegese.

Thanks to The Artist for The Pics
First Pic by BrianTallman, 2nd 3rd 4th by Henrik_Haven

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Gaia for Art United Us in Kiev

22/09/2016

Proseguono i lavoro per l’eccellente Art United Us Project, tra gli ospiti internazionale anche Gaia che ha da poco terminato questa nuova pittura a Kiev.
Organizzato da Geo Leros con l’aiuto curatoriale di Iryna Kanishcheva, come visto Art United Us nasce come progetto ad ampio respiro globale e mira a realizzare nel giro di due anni circa 200 differenti pitture in giro per il globo. Una per ogni artista – la line-up comprende alcuni dei nomi più importanti del panorama internazionale – con lo scopo di stimolare e porre in essere una riflessione globale sul problema della guerra, della violenza, senza alcun confine geografico, sociale, religioso, culturale o politico.
In questo contesto, l’intervento realizzato da Gaia, non solo sposa alla perfezione in setting tematico del progetto, ma ne contestualizza l’incipit attraverso una nuova riflessione sulla difficile situazione tra Russia ed Ucraina nei territori della Crimea e Donbass. Dal titolo “Archangel Michael and the Dragon”, l’intervento vede Gaia riflettere sulla figura sacra, tra le più importanti nella cultura Ucraina e Russa, spesso invocata come protezione contro il Diavolo e l’invasine dei nemici.
Nell’intervento del grande artista Statunitense, la figura del Diavolo viene rimossa, trasformata in una sorta di specchio che riflette proprio lo stesso santone. Tutto chiaro?
Ad accompagnare il nostro testo un bel video recap dell’intervento, con le fasi del making of ed una ricca galleria di scatti con le immagini dell’opera completata, dateci un occhiata!

Pics via

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ZED1 – New Mural in Certaldo

22/09/2016

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Nei giorni scorsi Zed1 si è spostato a Certaldo dove, per il Local Art Walls, ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Avevamo lasciato il grande autore Italiano a Campobasso per l’ultima edizione del Draw The Line Festival (Leggi l’editorialez), eccolo ora tornare al lavoro con una nuova ed intensa pittura, caratterizzata dal consueto impeto tematico.
A caratterizzare le pitture di Zed1 troviamo un canovaccio pittorico scandito dalla volontà dell’artista di affrontare temi ed argomenti introspettivi. Persiste un confronto quindi, in un cui chi osserva diviene parte attiva di un percorso pittorico, mai banale, in grado di suscitare costantemente una riflessione personale, attraverso potenti analogie in grado di centrare determinati aspetti legati all’uomo, alla società moderna, a tutte quelle controversie e fragilità che scandiscono questo particolare momento storico.
Dal titolo “Crushed by the passions”, quest’ultima pittura vede Zed1 dipingere alcuni dei suoi iconici personaggi, letteralmente schiacciati dalle proprie passioni. Come sempre l’opera presenta una incredibile ricchezza di particolari. Vediamo l’amore, rappresentato da un grande cuore, la gigantesca coppa della pallavolo, realizzata poiché l’opera prende vita proprio su una palestra di pallavolo, a rappresentare le passioni agonistiche. Infine una cipolla, simbolo di Certaldo, ha raffigurare la passione per il proprio paese, ed al tempo stesso realizzata come critica verso il comune, nella sua incapacità e non volontà di sostenere progetti di arte pubblica.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artista Italiano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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AAHM00 – A Series of New Murals

21/09/2016

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Con questa nuova infornata di lavori realizzati all’interno di un edificio abbandonato, a distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire i lavoro di AAHM00.
Questa serie di interventi mostra ancora una volta un AAHM00 deciso a non rimanere legato ad un unica direzione pittorica, con l’artista interessato ad evolvere e sviluppare differenti alterazioni della forma. Come visto l’autore Italiano porta avanti una ricerca sulla forma caratterizzata da una totale simbiosi con lo spazio e l’ambiente di lavoro, un processo questo legato quindi alle sensazioni del momento, che inevitabilmente, plasmano l’aspetto e la sostanza delle sue produzioni.
Approfondendo, il confronto con le produzioni dell’interprete, passa per una pittura in divenire, senza vincoli, per un approccio altamente percettivo ed emotivo che, in funzione delle peculiarità della superficie, entra a contatto con quest’ultima connettendo gli aspetti emotivi con quelli pittorici. In questo senso i luoghi abbandonati, continuano a rappresentare l’ideale ambiente di lavoro. Questi catalizzano sensazioni di volta in volta differenti, e sopratutto, attraverso le peculiarità dello spazio, le pareti e superfici corrose e ‘lavorate’ dal tempo e dalle intemperie divengono ideale base per la propagazione delle particolari forme dell’autore.
In questa nuova serie AAHM00 sceglie anzitutto un approccio maggiormente sintetico, le figure divengono più sottili, in alcuni casi addirittura maggiormente geometriche. Le forme più complesse, continuano a dilatarsi e contrarsi, macchie oleose che, in questo caso, si servono di tinte e tonalità differenti, che permette all’artista un impatto ed un coinvolgimento maggiore.
Null’altro da aggiungere, dopo il salto potete trovare una lunga serie di scatti con le immagini degli interventi realizzati dall’interprete Italiano, dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ericailcane x Andrea Casciu x Crisa in Cagliari

21/09/2016

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Proseguono i lavori a Cagliari per La Galleria del Sale, ultimo questa bella pittura realizzata in collaborazione tra Andrea Casciu, Ericailcane e Crisa.
Il progetto sta vedendo alcuni dei nomi più importanti della scena Italiana al lavoro nei sotto passi dei ponti della città. L’opera, realizzata sotto Ponte Vittorio, si trova di fronte alla pittura realizzata qualche anno fa da Tellas e Crisa (Covered). Come visto i precedenti interventi, il progetto è caratterizzato dalla presenza di un piccolo corso d’acqua, che di fatto amplifica l’impatto emotivo degli interventi dipinti.
Come accade in questi casi l’intervento è scandito dalle personali fascinazioni e tecniche pittoriche di ciascuno degli autori coinvolti. Crisa dà libero sfogo alla personale riflessione sulla città e sullo spazio urbano sviluppando un canovaccio visivo scandito dalle presenza di elementi naturali ed urbani, proseguendo nel lavorare unicamente attraverso il colore giallo. Da questa distesa di elementi vediamo emergere, nell’estremità sinistra, uno dei giganteschi volti tipici dell’immaginario di Andrea Casciu. L’autore continua a rielaborare la fisionomia del proprio stesso viso, mutandone l’aspetto attraverso different riflessioni personali. Infine Ericailcane che, lavorando nella parte destra dell’intervento, dipinge uno dei suoi iconici characters che tenta di liberarsi dalla morsa degli elementi proposti.
Il risultato finale è una efficace rappresentazione che unisce, sotto un unica immagine, l’uomo, la natura, la città e gli animali.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti coinvolti in questa bella combo, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artists for The Pics
First pic by Andrea Aversano

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Violant – New Mural in Braga

21/09/2016

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L’uomo è affezionato alla violenza. Non volontariamente, ma attraverso un meccanismo implicito, un input silente che però accompagna e scandisce la vita di ciascuno di noi.
Da sempre ricorriamo alla violenza, questa nel corso del tempo ha assunto differenti forme ma soprattutto ha saputo accompagnare l’essere umano, e le società da lui stesso create, nella sua costante evoluzione.
È certamente interessante notare come, proprio in questo percorso condiviso, sia avvenuto una sorta di slittamento cognitivo, accentuatosi specialmente dal dopoguerra in poi. Figlio dell’accelerazione ed evoluzione(?) costante compiuta dalla società.
Da un comportamento volontario, atto a determinare un azione contro la volontà altrui, siamo passati, ad una semplice azione atta a provocare dolore, (quasi) unicamente per il gusto di farlo. Detta così suona come una sentenza, ma i differenti tipi di violenza a cui siamo sottoposti giorno dopo giorno, sia in modo attivo quanto passivo ed apparentemente invisibili, hanno decretato in me questa particolare riflessione.

L’uomo ha saputo cogliere le profondità e le sfaccettature dei differenti e personali canali emotivi, fisici ed verbali, questi ultimi nel corso del tempo si sono evoluti di pari passo con la società, comprendendone le proprie debolezze e fragilità, l’essere umano ha iniziato ad utilizzarli per imprime dolore.
Siamo circondati dalla violenza verbale, spesso metro di dialogo e di confronto, di prevaricazione nei confronti dell’altro, che utilizziamo per imporre le nostre idee od il nostro credo. Il tutto è amplificato dall’avvento di internet e dei social network, che indubbiamente hanno permesso a chiunque di esprimere le proprie idee, sbagliate o giuste che siano, e soprattutto utilizzare nuovi tipi di violenza al fine di imporle verso il prossimo, attraverso modi più o meno legittimi.
Al tempo stesso ci siamo ‘adattati’ alla violenza visiva, trasformando il nostro spazio di vita in un palcoscenico di pubblicità, annunci, immagini e visioni, caratterizzate da una escalation verso l’eccesso che non accenna minimamente ad arrestarsi. Abbiamo letteralmente imbottito il nostro quotidiano di elementi atti a violare ed influenzare la nostra coscienza, con il solo scopo di spingerci all’acquisto di un bene od un servizio.
Infine viviamo in periodo storico profondamente scandito dalla violenza fisica. A livello globale sotto forma di attacchi terroristici ad esempio, di continue guerre e morti futili, ma soprattutto, entrando nel piccolo, di orrori perpetrati tra le mura domestiche, nelle grandi città come nei piccoli paesi, di storie raccapriccianti che sempre più riempiono i titoli dei giornali, dei telegiornali e delle notizie che così rapidamente corrono intorno a noi.

Lasciando stare i binari delle cospirazioni e dei complotti, è innegabile come siamo talmente abituati a sentire parlare, a vedere e percepire violenza, in tutte le sue nuove e rinnovate forme, che con difficoltà ne rimaniamo stupiti o ne cogliamo l’effettiva profondità del dolore inflitto. Penso nuovamente ai mezzi di informazione, sempre più caratterizzati da una lunga lista di avvenimenti violenti e drammatici. Siamo sottoposti ad una sorta di distaccamento dove, ci rendiamo conto delle situazioni, ma non ne comprendiamo appieno l’impatto emotivo, psicologico e fisico, a meno che non ne subiamo le conseguenze in prima persona.

In modo passivo od attivo, siamo quindi parte di una società caratterizzata dalla violenza, che fa uso essa stessa della violenza e che si serve di quest’ultima, per istillare e stimolarne l’uso. Il risultato è un costante e sibilino stato di angoscia, di rabbia e paura, tutti stati emotivi che implicitamente segnano questo particolare periodo storico.
La capacità di cogliere appieno questi aspetti, di contestualizzarne efficacemente l’impatto emotivo, riuscendo a trasmetterne tutta la drammaticità e la profondità insita, rappresentano i punti cardine dell’operato di Violant.

Il lavoro di Violant è duro, nella forma e nei temi che l’autore Portoghese propone nelle sue produzioni. La violenza, richiamata dal nome stesso con cui l’interprete si confronta con la strada, non è prettamente di tipo visivo, quanto piuttosto una costante tematica che viene sviscerata attraverso gli spunti che lo stesso artista vuole lanciare allo spettatore od al passante casuale.
L’interprete in questo senso guarda proprio al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, osserva e scruta la realtà che ci circonda, contestualizzandone gli spunti attraverso una personalissima dialettica visiva. Questo processo, prima cognitivo e poi pittorico, avviene per mezzo di un duplice percorso tematico, da una parte la società e l’essere umano, principali protagonisti, dall’altra l’aspetto emotivo della sua pittura, attraverso il quale così profondamente il Portoghese amplifica l’impatto e l’impeto emotivo dei temi raccolti all’interno delle sue particolari produzioni.

Le opere si presentano anzitutto difficili da leggere, alcune volte fortemente legate al luogo di lavoro: esempio eclatante “Virtvtibvs Maiorvm” in cui l’autore rielaborava uno dei monumenti più famosi di Lisbona in funzione della difficile situazione economica del paese. Più spesso le sue pitture trattano argomenti profondi attraverso una metrica visiva altamente personale.
Violant utilizza analogie pittoriche peculiari, plasmando veri e propri universi narrativi dove, anche il più piccolo dei dettagli, compone un puzzle tematico in grado di restituire il senso della riflessione affrontata. Ma è l’immagine finale che dirotta ed assorbe totalmente l’attenzione, un pugno emotivo in grado di far rimbalzare sensazioni e emozioni eterogenee, in grado di cogliere e sviluppare al meglio l’eredità dei tempi moderni.
Il confronto inevitabilmente passa per un dialogo dai temi malinconici e duri. La società, i problemi economici, la crisi d’identità dell’uomo moderno, appaiono come fili conduttori di una produzione sfaccettata che si apre e si sviluppa riuscendo a cogliere alla perfezione tutto quel grande calderone di problematiche che tutti noi affrontiamo giorno per giorno. Proprio per questa sua capacità empatica, chi osserva, comprende e si ritrova coinvolto appieno nell’immaginario duro e violento dell’artista.

Intelligenza di João Maurício, questo il nome dell’interprete, è quella di non soffermarsi unicamente su un unico aspetto tematico. L’autore ha saputo approfondire i temi più disparati, ad esempio l’abbiamo visto spesso confrontarsi con le problematiche ambientali e con lo sfruttamento accelerato delle risorse naturali da parte dell’essere umano, esemplare in questo senso “Gaia“. Oppure temi come la morte, raffigurata in una incredibile sequenza dipinta all’interno di un vecchio edificio abbandonato (Covered), che per impatto, profondità emotiva e durezza visiva, rappresenta probabilmente una delle opere più riuscite dell’artista. Il consumismo ed il cibo spazzatura che sta letteralmente avvelenando e rubando la vita all’uomo, sono i principi invece di “Steal Life“, arrivando infine ad una critica spietata e diretta in “The Fall of Adam” che colpisce duramente l’uomo moderno, e la sua deriva, attraverso una potente analogia visiva.

Ma le opere che hanno saputo maggiormente catturare la mia attenzione, sono quelle certamente più criptiche, difficili da inquadrare, capaci quindi di veicolare una personale chiave di lettura, e per questo quindi, maggiormente personali. In questi interventi, tra cui voglio citare due pitture in particolare: “Do Menor” e la pittura realizzata a Lodz in Polonia (Covered), Violant adotta un immaginario inconsueto, diverso dalle peculiari produzioni, lasciando a chi osserva totale libertà di interpretazione.
Gli stimoli si fanno molteplici, con immagini crude, malinconiche, sorrette dalla particolare fisicità distorta e catastrofica. In entrambi i casi, sia il pianoforte distrutto che il vascello rovesciato, alimentano un senso di disfatta, di totale sconfitta e rassegnazione. L’analogia proposta in questo senso diviene individuale, con le due pitture che divengono volano espressivo in grado di legarsi alla perfezione con vicende del tutto personali.

A sostenere questo particolare setting tematico, troviamo un approccio pittorico anzitutto scandito da uno stile altamente personale. L’impostazione estetica di Violant è scandita da un utilizzo di tonalità spente, tavolozze cromatiche atte a ribadire e sostenere al meglio la crudezza dei temi trattati, dando una personale inquadratura cromatica ai soggetti ed agli elementi proposti. Fortemente vicino ad un disegno illustrato, l’interprete non si risparmia, sceglie di lavorare senza alcun tipo di censura, portando avanti una pittura votata al realismo.
L’idea è quella di porre in essere una specifica presa di coscienza, una vera e propria immersione. Le immagini trasmettono infatti un senso di disagio generale, stridono e colpiscono efficacemente le corde più sensibili. L’elevata quantità di dettagli, la profondità dei colori utilizzati, compongono un impianto visivo complesso da digerire, sia per i temi, quanto per gli elementi visivi utilizzati per veicolare gli stessi.
Sono visioni disturbate, immagini di difficoltà, capaci di colpirci fortemente, proprio come un pugno allo stomaco, forte e ben assestato, in grado di provocare in noi l’esigenza di una personale riflessione su noi stessi e sulla nostra vita.

Dal titolo “Disastrerpiece” quest’ultima pittura di Violant raccoglie appieno l’esperienza pittorica e tematica dell’autore Portoghese. L’intervento, dipinto a Braga per il progetto BragARTES, ha visto l’autore confrontarsi con questa lunghissima parete, e soprattutto abbracciare appieno la tematica generale dell’evento, rielaborandone gli spunti attraverso la propria sensibilità.
Colorare il futuro, parte da qui Violant, andando a sviluppare una nuova e potente riflessione che abbraccia appieno tutte quelle differenti sfaccettature che compongono il suo immaginario. La società moderna, ed in particolare, quel costante senso di (auto) distruzione che sta accompagnando questo particolare periodo storico, rappresentano qui i pilastri dell’esperienza cognitiva dell’opera.
L’idea dell’autore è quella di porre in essere una nuova riflessione in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica circa la guerra, lo sfruttamento delle risorse naturali, il continuo distacco dalla natura, ed approfondendo, la morte e la distruzione.

Il risultato finale vede un paesaggio desolato, grigio e tetro, carico di simboli come monumenti che ben conosciamo. Vediamo la Tour Eiffel, il Colosseo, il ponte di Brooklyn, il Big Bang letteralmente distrutti. Tutti intorno la natura che torna a prendere possesso della terra, un cervo che fissa lo spettatore, un automobile devastata.
Si tratta di una sorta di finestra sul futuro, amplificata da un senso di profonda malinconia e tristezza che ne avvolge la fruizione. Le tonalità scelte ancora una volta amplificano queste sensazioni, stimolando una riflessione sul nostro modo di vivere, sulle azioni che compiamo, sull’odio e sulla violenza che potrebbero portare a catastrofi come questa. Ancora una volta l’uomo non è presente, non è visibile, risulta assente fisicamente , con il chiaro intento di proiettare chi osserva come protagonista, all’interno di un mondo in rovina, per una stretta allo stomaco che ancora una volta diviene acuta e difficile da gestire.

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Pics by BragARTES

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Corn79 x Etnik x RAM – New Mural in Lisbon

20/09/2016

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Nei giorni scorsi il terzetto composto dai nostri Corn79, Etnik ed il Portoghese RAM, ha terminato di dipingere questa bella parete a Lisbona.
L’opera fa parte del RLX Portals Project, particolare progetto pittorico che vede proprio Ram al lavoro per le strade della capitale Portoghese. Al tempo stesso è un efficace combinazione di fascinazioni e spunti differenti, uniti in unica e grande pittura.
Al confronto con questa grande parete, Corn79, Etnik e RAM scelgono di dividere la superfice in tre distinte sezioni, ognuna delle quali vede un differente artista al lavoro, scandite da differenti scale tonali. Nell’estremità più alta Corn79 sviluppa la consueta trama legata alla personale fascinazione sul cerchio, principio questo che accompagna lo sviluppo dell’intera opera, lavorando attraverso tinte più scure, textures belle sporche ed il consueto compendio di elementi lineari. Procedendo in senso orario, troviamo Etnik. L’artista si affida ad una scala tonale in arancione, proponendo la consueta serie di elementi complessi ed accelerati, continuando, attraverso lo sviluppo delle iconiche forme, lo sviluppo ed il movimento dell’opera. Infine RAM, che nell’estremità della parete, realizza un intreccio di elementi organici ed acidi, tutti scanditi da una scala tonale vicina al verde.
Il risultato finale, oltre a mantenere le peculiarità delle differenti ricerche degli artisti, rappresenta un interessante opera in sequenza, laddove la forma acquista e si sviluppa attraverso visioni differenti, quasi evolvendosi, passando da una visione liquida, ad una materica ed arrivando infine, all’organico.
Null’altro da aggiungere, dopo il salto una bella galleria di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti, come sempre qui sul Gorgo.

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Axel Void – “Life” New Mural in London

20/09/2016

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Nei giorni scorsi Axel Void si trovava a Londra dove ha avuto modo di realizzare questa splendida ed intensa pittura dal titolo “Life”.
Axel Void, abbiamo avuto modo di vederlo diverse volte, porta avanti una pittura altamente impegnata, e sopratutto legatissima con l’ambiente di lavoro. Attraverso una fortissima sensibilità, l’autore per le proprie produzioni, si connette con il tessuto sociale dei luoghi che visita, dal quale si lascia influenzare. Il risultato di questo particolare metodo pittorico, sono quindi interventi dal fortissimo impatto emotivo, capaci di tracciare con forza una riflessione sui luoghi, e sulle difficoltà di chi vive situazioni di vita molto difficili.
Quest’ultima pittura, organizzata da Unit 5 Gallery e Wood Street Walls, è basata su una foto scattata dallo stesso autore nella baraccopoli conosciuta come G.S. Nagar, a Chennai in India. La parete è situata all’interno di un quartiere vivace, ricco di imprese locali, quali ristorante e piccolo mercati.
In questo senso l’opera vive anzitutto del forte contrasto tra l’immagine rappresentata e la quotidianità di questo luogo. Axel Void pone a confronto la crudezza e la durezza Indiana con lo spirito di questo quartiere. I bambini qui giocano a cricket nel parcheggio antistante la parete, i lavoratori riposano nelle loro auto prima del turno, c’è chi fa le flessioni sulla porta d’ingresso del proprio parcheggio, una famiglia che dà da mangiare ai piccioni, passando per i dipendenti del ristorante turco che offrono all’artista dell’agnello.
Quella che emerge è quindi un fortissimo contrasto culturale, figlio della recente decisione dell’Inghilterra di uscire dall’Europa, del passato da colonizzatori, laddove l’autore sottolinea di aver trovato, in entrambi i casi, una analoga accoglienza.
Dopo il salto alcuni dettagli dell’intervento in aggiunta agli scatti finali dell’opera, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista.

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WOC – A Series of New Murals

20/09/2016

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Uno sguardo all’ultima infornata di interventi realizzati da WOC, tutti caratterizzati dalla particolare visione del giovane artista Italiano.
L’approccio di WOC, sia nei dipinti, quanto nei disegni e nei graffiti, è anzitutto caratterizzato da una personale rielaborazione di temi, spunti e sensazioni legati ad accadimenti quotidiani. In questo senso la totalità delle produzioni dell’autore, passa per una costante osservazione su ciò che circonda l’artista. La televisione, le fotografie, i social media, fatti ed accadimenti giornalieri, sono tutti input che entrano di prepotenza nell’immaginario dell’interprete.
È chiaro quindi come questa grande mole di tematiche differenti, renda l’operato dell’artista altamente eterogeneo e sfaccettato, con soggetti e protagonisti che divengono spontanei, sia concettualmente, ma soprattutto nella loro trasformazione visiva. In questo senso le opere di WOC sono caratterizzate da una costante decontestualizzazione degli elementi tematici proposti. Staccanti dal loro ambiente, questi vengono raccolti e rielaborati dall’autore, attraverso una trasformazione in elemento decorativo. Loghi, simboli ad esempio divengono parte di un sistema visivo più ampio, perdendo quindi il loro significato primordiale, accompagnando lo sviluppo degli accadimenti proposti, e diventando parte di un concetto più ampio e sfaccettato.
Scandite da un impeto spontaneo, per certi versi ‘grezzo’ ed incisivo, figure differenti vengono poste a confronto, lasciando che reminiscenze personali ne leghino concettualmente la presenza, in modo tale che, lo stesso spettatore, trovi da sé un personale significato finale.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti del talento Italiano, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti. È tutto dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi approfondimenti.

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SatONE for FestiWall 2016

20/09/2016

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Con l’intervento da poco concluso da SatONE, continuiamo la nostra full immersion sulle meraviglie dell’ultima edizione del FestiWall di Ragusa.
A caratterizzare le produzioni di SatONE è un impeto astratto profondamente connesso con l’ambiente di lavoro e le percezioni del momento. L’autore sviscera una produzione legata ad una personale commutazione della forma, scandita dalla presenza di elementi e figure differenti in costante movimento e caratterizzate, da tonalità e colori particolarmente saturi ed accesi.
Per questa sua ultima fatica, dal titolo “Neighbors Envy”, il grande interprete si confronta con questa le particolarità architettoniche di questa grande struttura. L’idea dell’autore è quella di porre a confronto le due differenti pareti, con l’intermezzo della struttura in vetro, in quello che diviene una sorta di vero e proprio confronto. Approfondendo, SatONE raccoglie l’eredità del luogo, della Sicilia, e della sua splendida cornice naturale. L’opera al tempo stesso si pone come spunto sull’incapacità dell’essere umano di accontentarsi di ciò che ha, del constante confronto e competizione con il prossimo. L’artista riflettere su ciò ponendo a confronto due differenti canovacci pittorici, in una nuova ed esaltante trama astratta.
Ad accompagnare il nostro una ricchissima galleria di scatti con, le fasi del making of e le immagini dello splendido risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Pics by Marcello Bocchieri

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CANEMORTO – A Series of New Pieces

19/09/2016

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Nuovo aggiornamento per i CANEMORTO, gli artisti hanno da poco terminato una nuova serie di lavori in giro per l’Italia.
La ricerca pittorica dei CANEMORTO poggia le sue basi sui concetti dell’antiestetica, cosicché le loro particolari produzioni, vadano letteralmente a porsi in totale controtendenza con il culto del bello, che così profondamente caratterizza questo particolare momento storico. L’idea di un cane morto riverso in strada, rappresenta l’incipit, la scintilla di una peculiare e personalissima rappresentazione dell’essere umano. In questo senso i characters degli artisti risultano impazziti, ruvidi, grezzi nell’aspetto e nella forma. Si tratta di figure bizzarre alimentate da un tratto rapido, irregolare ed incisivo, ne scandisce la fisionomia, tracciando corpi allungati, frastagliati e crudi.
Privi di filtri gli artisti raccolgono l’eredità di tutte quelle differenti sfaccettature introspettive, le fragilità e le contraddizione dell’essere umano, restituendoci una rappresentazione limpida, tra sferzate di colore e linee.
Questa nuova serie di lavori ha visto i CANEMORTO confrontarsi perlopiù con una serie di spazi pubblicitari, con un paio di edifici in costruzione a fare da nuova scenografia.
In attesa di scoprire le nuove scorribande degli artisti, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics via The Artists
1st pic by Tanguy Bombonera, 4th, 5th, 6th, 7th pics by Luca S.

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Agostino Iacurci for FestiWall 2016

19/09/2016

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Da poco terminato la splendida pittura realizzata nei giorni da Agostino Iacurci, per l’ultima edizione del FestiWall 2016 di Ragusa.
A qualche giorno di distanza dalle preview, abbiamo finalmente l’opportunità di vedere da vicino l’intervento realizzato dal grande artista Italiano per la rassegna Siciliana. L’opera, segue le ultime variazioni tematiche e pittoriche che così profondamente stanno interessando il lavoro di Agostino Iacurci, lasciando tuttavia invariato lo spirito del suo lavoro.
La sintesi continua in questo senso a rappresenta da una forte influenza dal mondo dell’illustrazione ma, in questo nuovo filone, l’autore sembra volersi concentrare maggiormente su oggetti ed elementi differenti, lasciando quindi da parte gli iconici personaggi. Il tutto viene sviluppato attraverso una evoluzione formale anche nell’estetica, con ampio spazio a textures, forme più libere e patterns, capaci di scandire l’aspetto e la sostanza degli elementi e delle figure rappresentanti.
“Immobile”, questo il titolo del lavoro presentato per la rassegna, eredita quindi al meglio gli ultimi stimoli dell’interprete. Agostino Iacurci realizza una serie di vasi posti uno sopra l’altro, in perfetto equilibrio, tutti differenti e differenziati attraverso trame pittoriche eterogenee, che ne scandiscono l’aspetto. Presente anche come consuetudine una forte presenza naturale, con uccelli e piccoli ramoscelli.
Tutti i dettagli dell’intervento, nella bella serie di scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Marcello Bocchieri

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Peeta for Draw the Line Festival 2016

19/09/2016

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C’è anche Peeta tra gli ospiti dell’ultima edizione del Draw a Line Festival di Campobasso, con l’autore Italiano che ha da poco terminato questo splendido intervento.
L’opera rappresenta l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti di spicco della scena Italiana, attraverso un intervento che ne eredita alla perfezione la ricerca stilistica ed il particolare approccio pittorico. Come visto in diverse occasioni, il lavoro di Peeta risulta profondamente intrecciato con i graffiti, con gli studi compiuti dallo stesso autore in design industriale e sulla scultura. Da queste personali basi e fascinazioni, l’interprete plasma e realizza le peculiari pittura dove, le lettere che compongono il suo stesso pseudonimo, vengono completamente trasformate in forme armoniche che vanno ad irretire l’intera superficie di lavoro. Tra curve delicate e punte incisive, giochi cromatici di luce ed ombra, l’artista Italiano ha saputo sviluppare una pittura tridimensionale, quasi ritmata, dove le forme eteree ed organiche, si miscela con le percezioni e gli stati d’animo dell’autore, andando a generare un movimento costante che avvolge e piega lo spazio di lavoro, interrompendone la linearità e sviluppando nuove percezioni visive.
Per la rassegna Peeta si confronta con questa enorme palazzina, esercitando sulla stessa tutto la sua particolare visione e intercettando le peculiarità architettoniche dello spazio di lavoro. La superficie viene così letteralmente sovvertita dalle forme proposte restituendoci un senso di calma e movimento ineluttabili. Vediamo una interazione con il cielo, con la scelta dei colori che si rifà agli elementi cromatici già presenti nell’architettura, per un risultato finale che lascia di stucco.
Scrollate giù, dopo il salto ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa splendida pittura, dateci un occhiata e tornate a trovarci, nei prossimi giorni proseguiremo il nostro full recap sulle meraviglie di questa ultima edizione del Festival.

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Luca Zamoc – New Mural in Novi di Modena

19/09/2016

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Uno sguardo all’ultima e splendida pittura realizzata da Luca Zamoc a Novi di Modena, una personale reinterpretazione del terremoto del 2012.
La cittadina Modenese è una delle città più colpite dal famoso terremoto, lo stesso artista si trovava a circa 20 chilometri di distanza. L’opera quindi raccoglie sia l’esperienza collettiva e personale dell’avvenimento, in quella che diviene una rappresentazione profonda e dall’impatto incredibile. Luca Zamoc, attraverso la personale estetica pittura, legata al mondo dell’illustrazione ed in particolare ai fumetti degli anni ’80 e profondamente connessa con l’ambiente di lavoro, si confronta qui con la parete esterna della palestra del nuovo polo scolastico, ricostruito proprio dopo il terremoto.
L’autore Italiano riflette sul terremoto, sviluppando un canovaccio narrativo aulico, prendendo spunto proprio dal terremoto, cancellandone l’elemento catastrofico, ed esprimendo piuttosto la forza della natura che così prepotentemente si è manifestata in queste zone. Se in principio l’interprete riflette sulla tettonica a zolle, sulla collisione delle placche terrestri, e su uno scontro tra tori, la scelta finale ricade su due grandi cervi, animali selvatici, ed ideale rappresentazione di qualcosa di completamente indomabile.
Il risultato finale è quindi una perfetta alchimia, Luca Zamoc realizza questi due grandi animali nell’atto di combattersi, i colori riprendono gli strati delle rappresentazioni scolastiche delle crosta terrestre, con una serie di fasce cromatiche a scandire i corpi dei due soggetti. Ispirazione finale anche dal video di Bjork “Mutual Core” di Andrew Thomas Huang, per un impatto finale che ha dell’incredibile.
Ad accompagnare il nostro testo una ricca galleria di scatti, con le immagini del making of e dello splendido risultato finale, dateci un occhiata e restate qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Italiano.

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Remed for Artmossphere Biennale of Urban Art

18/09/2016

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Diamo uno sguardo all’intervento presentato dal grande Remed in occasione della seconda edizione dell’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca.
Come visto diverse volte, il lavoro di Remed è il risultato di un costante equilibrio tra una sintesi della forma, variazioni cromatiche, e la particolare fascinazione simbolica e calligrafica. La sua produzione è quindi scandita da elementi, forme e figure ispirate a lettere, oggetti e soggetti, in una personale reinterpretazioni in cui l’artista porta all’essenziale ed al limite ogni elemento. L’interprete elimina il superfluo, creando una visione altamente simbolica, legata spesso all’arcaico, allo studio degli alfabeti, il tutto scandito da una peculiare e personale astrazione della forma in funzione di una precisa scala cromatica.
Il confronto passa quindi per un impostazione criptica, alimentata da giochi simmetrici e cromatici, un costante equilibrio tra unione di forme e configurazioni eterogenee.
Per Artmossphere Remed propone una una serie di tele, e soprattutto una bella installazione in total white, con piccoli innesti tonali, capace di restituire alla perfezione il valore della sua produzione artistica.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande interprete, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare. Se volete rivivere invece le meraviglie della Biennale Russa, vi rimandiamo alla nostra sezione.

Pis by The Artist

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Luzinterruptus – “Rain Interactive” New Installation in Taiwan

18/09/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro dei Luzinterruptus, gli artista hanno da poco terminato una nuova installazione a Kaohsiung, Taiwan.
L’opera dal titolo “Rain Interactive” prosegue nel portare avanti la serie di lavori omonimi, realizzati dagli interpreti negli scorsi mesi. Esattamente come accaduto per l’intervento promosso dal Waterman Arts Centre, in occasione del bel Totally Thames festival di Londra (Covered), anche qui gli interpreti pongono l’attenzione sul reale valore dell’acqua.
Come sempre per le produzioni dei Luzinterruptus, il confronto passa per una profonda riflessione sui problemi della società moderna, attraverso l’utilizzo di opere luminescenti ed altamente interattive. Proprio l’idea di coinvolgere lo spettatore attraverso spettacolari installazioni, rappresenta il valore aggiunto della produzioni dei Luzinterruptus, con gli artisti stessi che hanno saputo affrontare e rinnovare costantemente la sfida e la profondità dei temi trattati.
Invitati dal Pier-2 Art Center, dopo ben 14 giorni di lavoro, gli autori hanno installato circa 2500 preservativi illuminati. La riflessione sull’importanza e sul valore dell’acqua, assume qui proporzioni maggiori in un paese profondamente colpito da gravi siccità e la cui agricoltura dipende fortemente dall’irrigazione.
Mettetevi comodi, ad accompagnare il nostro testo una bella e lunga serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica firmata dagli interprete, dateci un occhiata! Restate sintonizzati qui sul Gorgo, per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by Lola Martinez via The Artists

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Watch: INTI in Lisbon for UnderDogs10

17/09/2016

Gli amici di UnderDogs10 escono ora con un bel video recap sull’ultima pittura realizzata da INTI a Lisbona, parte del trittico incentrato sulla figura della Madonna.
L’opera, che fa parte del programma murale che da anni vede la galleria Portoghese dare nuova linfa agli spazi urbani di Lisbona, rappresenta la chiusura del cerchio su questa particolare serie avviata dall’interprete Cileno.
Dopo i due interventi realizzati in Francia, prima a Marsiglia (Covered) e poi Parigi (Covered), INTI ha chiuso il cerchio su questo particolare progetto, con un intervento iconico. Se infatti i precedenti lavori erano caratterizzati da un approccio maggiormente realistico, specialmente nelle figure e nei personaggi rappresentati, l’opera di Lisbona ha visto l’autore tornare a proporre uno dei suoi iconici character. La serie è caratterizzata da una personale riflessione ed interpretazione laica della Madonna, laddove, l’immagine sacra viene scansata e privata del contesto religioso, in una ricontestualizzazione verso temi e spunti maggiormente attuali.
Il video, oltre ad offrirci l’opportunità di osservare da vicino le fasi del making of dell’intervento, ci permette di approfondire il lavoro di INTI. L’autore parla infatti a ruota libera, spiegandoci gli spunti, le personali fascinazioni che ne caratterizzano l’operato in strada, le influenze e gli stimoli.
A caratterizzare questa, come le altre pitture firmate da INTI, è una rappresentazione laica della Madonna, dove l’immagine sacra della donna rimane al di fuori del contesto religioso, cogliendo e ricontestualizzando, temi e spunti di vario genere.

Pic by UnderDogs
Video by José Pando Lucas

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Petro AES for Artmossphere Biennale of Urban Art

17/09/2016

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Per Artmossphere Biennale of Urban Art, ritroviamo con piacere Petro AES che ha presentato questa splendida installazione site-specific.
Il lavoro è curato dagli amici di Vltramarine e segue quello che è il tema cardine della Biennale Russa, ovvero il concetti di ‘Frontiera Invisibile’. La scelta di Petro AES ricade quindi sulla realizzazione di un imponente installazione in metallo e polistirolo, di circa 1.80 х 2,20 х 2,50 metri, accompagnata dalla consueta serie di tavole.
Dal titolo “The Limit”, l’installazione realizzata da Petro AES rappresenta una peculiare sintesi della struttura dei pensieri umani. L’autore Russo rappresenta tutto ciò attraverso una spirale ciclica che si muove in parallelo agli altri pensieri. Se questo rappresenta l’incipit del lavoro, l’interprete approfondisce il concetto, inserendo una variabile. Alcune volte ci si trova di fronte ad un sorta di blocco, che l’artista battezza ‘frontiera’, che non ci permette di risolvere un problema e di andare avanti con il nostro pensiero. Questo stato rappresenta una sorta di limite intrinseco ed inconscio della nostra mente, il quale cerchiamo di superare ed arginare concentrando la nostra attenzione o facendo qualcosa di diverso. Tutto ciò viene rappresentato dall’autore attraverso la grande forma rossa che interrompe lo sviluppo dell’installazione.
In calce al nostro testo un ampia galleria di scatti con tutti i dettagli del lavoro presentato dal talento Russo, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Watch: Bastardilla for Clorofilla Project in Belluno

16/09/2016

Ritorniamo a Belluno, fuori ora un bel video recap sullo splendido intervento realizzato da Bastardilla per il Clorofilla Project.
Il confronto con le produzioni di Bastardilla passa per la profondità dei temi che l’interprete ha saputo sviluppare nelle sue pitture. Attraverso un approccio scandito da linee e dettagli vivissimi, e da una personale rielaborazione grafica, l’autrice traccia l’aspetto e la forma dei suoi iconici personaggi, attraverso i quali, sviluppare la propria riflessione. Dal forte valore sociale, le pitture dell’artista sono legate spesso ad una riflessione sulla donna, passando per i problemi del America Latina ed in particolare alla violenza fortemente presente in Sud America. In generale si prestano spesso a differenti chiavi di lettura, diventando personali e dal forte valore introspettivo per chi le osserva.
Per l’opera realizzata a Belluno, che abbiamo qui l’opportunità di vedere in tutto il suo suo making of, Bastardilla traccia un canovaccio narrativo dalle molteplici interpretazioni. L’opera è però anzitutto una forte riflessione sulla tecnologia, sull’impatto che la stessa sta avendo ed ha avuto nelle nostre vite. Il gigantesco ragno, accoglie alcune figure dormienti, mentre su una delle sue quattro mani vediamo un ragazzo assorto davanti ad uno schermo luminoso.
Mettetevi comodi e gustatevi la clip, presto nuovi aggiornamenti dall’autrice Colombiana e dal bel progetto Bellunese. Stay tuned!

Pic and Video by Alice Bettolo

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Biancoshock for Stencibility Festival 2016

16/09/2016

Biancoshock è tra gli ospiti dell’ultima edizione del Stencibility Festival 2016 di Tartu in Estonia, per il quale ha realizzato questa nuova installazione.
Quest’ultimo lavoro ci offre l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro dell’artista Italiano, attraverso un intervento che efficacemente ne rappresenta il particolare approccio artistico. A catalizzare le produzioni di Biancoshock, sono temi e spunti dal profondissimo valore riflessivo, sviluppati attraverso medium differenti e dal forte impatto finale. Capacità dell’autore è infatti quella di porre in essere una costante riflessione sulle controversie della società moderna, sull’essere umano e sulle sue fragilità, tutti temi trattati ed affrontati attraverso uno spirito riflessivo atipico, tagliente e coinvolgente. L’artista si confronta con lo spazio urbano, rendendolo protagonista, trasformando la città, plasmando elementi, raccogliendo, metabolizzando e rielaborando tutti quegli argomenti, simboli, immagini e meccanismi che ben conosciamo, sovvertendone il significato.
Dal titolo “V.I.P. – Very Important Povery”, quest’ultima installazione realizzata da Biancoshock, è una nuova critica e riflessione sullo stato sociale, sulla crisi e sulle difficoltà economiche di questo particolare momento storico. L’autore punta l’attenzione su coloro che vivono in strada, ponendo una sagome di un senzatetto in strada, accompagnando infine il corpo con una sorta di passerella.
Ad accompagnare il nostro testo, alcuni scatti con i dettagli dell’intervento e un video, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi non mancherete di apprezzare. Restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete Italiano.

Pics by The Artist

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Andreco “One and only” New Installation

16/09/2016

https://vimeo.com/178109713

Uno sguardo a “One and Only”, ultimo progetto/installazione realizzato da Andreco sul Pal Piccolo, al confine tra Italia ed Austria.
Sempre più attivo ed interessato nella realizzazione di progetti e performance, da accompagnare al lavoro in studio ed in strada, quest’ultima fatica di Andreco miscela ancora una volta temi e spunti legati all’ambiente di lavoro, con aspetti naturali.
L’installazione è composta da tre grandi bandiere caratterizzate da tre diverse immagini di cime stilizzate, per una reinterpretazione di alcuni scatti realizzati dallo stesso interprete dal Pal Piccolo. Due di queste sono poste sul sentieri in corrispondenza del confine, l’ultima e innalzata sulla cima della montagna, tra il il trincerone italiano e la linea austriaca, in terra di nessuno.
L’opera prodotta dal progetto “Walking arte in cammino” curato da Giuseppe Favi e Michela Lupieri”, prosegue il lavoro iniziato con Parata per il paesaggio (Covered), e riflette sul valore di unità, contrapposta proprio al concetto di confine e separazione, con ciascuno dei lavori posti in specifici e significativi punti.
Andreco si confronta con la storia di questi luoghi, con le trincee Austriache e Italiane che, durante la Grande Guerra, erano vicinissime. Nonostante il conflitto, i rapporti tra i due popoli erano qui di reciproca amicizia ed alimentati da scambi commerciali, lavorativi e di carattere personale. La guerra in alta quota, con il confine naturale del Pal Piccolo a scandire il limite politico e terreno del conflitto, creò qui un cortocircuito, contrapponendo persone amiche e vicine. L’installazione vuole quindi ricordare tutto ciò, rappresentando una montagna unica ed indivisibile, capace di annullare simbolicamente gli sbarramenti e le frontiere, in un periodo storico, così fortemente scandito da divisioni territoriali e muri di confine.
Per approfondire al meglio quest’ultimo progetto dell’interprete Italiano, lunga serie di scatti ad accompagnare il nostro testo. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by A. Speccher and The Artist

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BODY SUSPENSION – New Publication

15/09/2016

BODY SUSPENSION by Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo, Stefano Serretta

Uno sguardo a BODY SUSPENSION, ultima pubblicazione realizzata in collaborazione tra Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo e Stefano Serretta.
L’unione di intenti, attraverso le fotografie di Claudio Gastaldo, le pitture di Giorgio Bartocci, ed i testi di Stefano Serretta, tradotti da Stefano Rusca ed infine la grafica di Lilia Di Bella, caratterizza questa uscita.
BODY SUSPENSION nasce come riflessione sulla città, sullo spazio, sull’architettura, sull’impatto del tempo all’interno di tutti quegli ambienti abbandonati. Scorrendo le pagine ci si rende conto come questi argomenti vengano trattati, per mezzo dei testi, della pittura e delle fotografie, attraverso un approccio emotivo, quasi romantico. Intento degli autori è quello di proiettarci all’interno di questi luoghi, utilizzando canali visivi ed empatici differenti.
Le fotografie di Claudio Gastaldo, restituiscono un fermo immagine, un passaggio temporale del luogo che, lasciato a se stesso, comincia a vivere di vita propria, diventano mutabile. La sospensione tra ciò che fù, ciò che diverrà e ciò che è, viene intercettato dalla presenza pittorica di Giorgio Bartocci. L’artista Italiano, attraverso il proprio lavoro, penetra l’epidermide di questi luoghi, lasciando che le sue forme astratte e motorie, ne abitino gli ambienti. Queste, contrapposte alla staticità dell’immagine fotografica, restituiscono un cortocircuito introspettivo. Da una parte rappresentano tutto quel caleidoscopio di fragilità, inquietudini e vibrazioni emotive che caratterizzano ciascuno di noi, dall’altra traducono percezioni ed esperienze proprie dell’ambiente circostante. Micro e Macro universi emotivi che si intrecciano, come perfetta analogia di uno spazio che cambia ed evolve costantemente, non solo intorno, ma anche dentro di noi.
BODY SUSPENSION esce edizione limitata di 50 copie, in formato A4 su carta Munken pure, ben 36 pagine con rilegatura filo singer, copertina Gold SplendorLux Fedrigoni, e testi sia in inglese che in Italiano.
Dopo il salto alcune immagini con i dettagli di questa bella pubblicazione, dateci un occhiata! Se siete invece interessati all’acquisto, le ultime copie sono disponibili presso lo Spazio Marsèll Milano (Via Privata Rezia 2, Milano) per informazioni a: media@marsell.it.

BODY SUSPENSION by Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo, Stefano Serretta

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BODY SUSPENSION by Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo, Stefano Serretta

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BODY SUSPENSION by Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo, Stefano Serretta

BODY SUSPENSION by Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo, Stefano Serretta

BODY SUSPENSION by Giorgio Bartocci, Claudio Gastaldo, Stefano Serretta

Gola Hundun for Artmossphere Biennale of Urban Art

15/09/2016

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C’è anche Gola Hundun tra gli artisti partecipanti all’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca, per la quale, ha proposto questa serie di lavori.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere, le produzioni di Gola Hundun sono caratterizzate da un profondo legame con la natura. La biosfera nella sua interezza diviene protagonista assoluto, sintesi perfetta per tramutare in forma ‘fisica’ spunti e riflessioni differenti in grado di porre questioni e riflessioni circa il rapporto controverso che intercorre tra l’essere umano e la natura. A caratterizzare l’estetica dell’autore italiano un approccio pittorico scandito da colori acidi e particolarmente accesi capaci di dare forma e sostanza agli iconici intrecci naturali, tra piante, fiori, bulbi, rampicanti, foglie. Nell’ultimo periodo l’autore Italiano ha maggiormente concentrato i propri sforzi in una rappresentazione maggiormente dettagliata, aumentando le dimensioni delle proprie produzioni, lasciando inalterati i temi cardine del proprio lavoro, ed impattando maggiormente lo spettatore.
Per Artmossphere Biennale of Urban Art, Gola Hundun presenta “The core”. L’autore Italiano si confronta con gli spazi di questa piccola ‘stanza’, proponendo una serie di tele ed una grande installazione naturale al centro. Il progetto riflettere sulla luce nascosta nella profondità di ogni cellula vivente, tema questo simboleggiato dal grande menhir dorato presente all’interno della struttura di rami realizzata dall’interprete.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro presentato dall’interprete Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni proseguiremo nel raccontarvi le meraviglie della Biennale Russa. Se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione, tutti i lavori fin qui visti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Axel Void for NUART Festival 2016

15/09/2016

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Con quest’ultima pittura realizzata nei giorni scorsi da Axel Void, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del NUART Festival 2016.
Il confronto con le produzioni firmate da Axel Void, passa per la particolare sensibilità tematica dell’artista. La sua attività artistica è infatti scandita e profondamente interconnessa con il tessuto sociale all’interno del quale l’artista stesso ha l’opportunità di immergersi. Lo scopo finale è infatti quello di istaurare un dialogo fitto con la gente del posto, attraverso interventi in grado di rielaborare e ricontestualizzare temi e spunti legati al luogo.
Questa particolare scelta esercita ed influenza tutta la produzione del grande artista, in questo senso la strada, l’ambiente e la città, da elementi passivi, divengono protagonisti diretti del lavoro. Così come le storie, le tradizioni, tutto quell’universo tangibile che caratterizza lo spazio urbano, divengono spinta tematica capace di fondersi con le percezioni e gli stimoli dello stesso interprete.
Per il NUART Festival Axel Void presenta “Klosser”. L’opera, dipinta nei pressi di un asilo, è caratterizzata dal ritratto di Gabriel Luca, figlio del fondatore del Festival Martyn Reed, mentre tiene in mano una serie di blocchi in legno, Klosser in Norvegese.
In attesa di scoprire i prossimi progetti e spostamenti del grande artista, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo. Enjoy it.

Pics by FranCacirano Via

Axel Void

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OSGEMEOS – “Silence of the Music” Lehmann Maupin Gallery (Recap)

15/09/2016

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Nei giorni scorsi gli OSGEMEOS hanno aperto “Silence of the Music”, ultima esibizione ospitata negli spazi della Lehmann Maupin Gallery di New York.
Con l’apertura segnata da circa un migliaio di ingressi, lo show ha letteralmente trasformato completamente tutte le cinque sale dell’importante spazio espositivo newyorkese. Si tratta quindi di un esibizione caratterizzata da installazioni site-specific, con una selezione di dipinti, oggetti ed elementi, che vanno letteralmente a coprire le pareti, il pavimento ed il soffitto di ognuna delle stanze.
I fratelli Pandolfo, a distanza di tempo da ‘A ópera da Lua’, precedente esibizione aperta presso la Galpão Fortes Vilaça di San Paolo (Covered), propongono uno show caratterizzato dal particolare e vibrante immaginario, letteralmente inondando gli spazi a disposizione. Al centro delle loro produzioni degli OSGEMEOS troviamo come sempre gli iconici characters. I personaggi del duo Brasiliano dalla pelle gialla, emergono dagli ambienti attraverso sontuosi effetti tridimensionali, oppure occupando grandi e gigantesche pareti cittadine, scherniscono, irridono, si confrontano e ci fanno confrontare con temi ed argomenti eterogenei facendosi carico di spunti spesso profondi.
Nella prima sala, troviamo riferimento all’immaginario, alla cultura ed al folklore ed alle tradizioni del Brasile, con in evidenza alcune interessanti novità estetica, con un approccio maggiormente geometrico e pulito.
In un’altra stanza, gli OSGEMEOS hanno trasformato le pareti con riferimenti alla cultura hip hop, tra cui icone bboy come Ken Swift, c’è una collaborazione con Doze Green e Martha Cooper, così come dipinti caratterizzati dalla presenza di alcuni altoparlanti incorporati. Presenti anche vere e propri installazioni tridimensionali, poste al centro degli spazi e con la pittura a supporto ed a fare da ideale background.
Scrollate giù, ad attendervi una ricchissima galleria di scatti con tutti i dettagli e le opere presentate dal duo Brasiliano, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Lehmann Maupin Gallery
536 W 22nd St
New York

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Nawer – “Change Perspective” at Punto618 Gallery (Preview)

14/09/2016

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Un primo sguardo a “Change Perspective”, nuovo show firmato da Nawer all’interno degli spazi della Punto618 Gallery di Venaria Reale, Torino.
Lo show, prima apparizione in Italia dell’autore, è l’opportunità per vedere da vicino il lavoro di uno degli esponenti più interessanti della scena Polacca ed Europea. In aggiunta allo show, l’interprete prenderà parte a EFFIMURAL Project, il progetto realizzato in collaborazione tra l’Associazione Il Cerchio e le Gocce e RFI, che lo vedrà confrontarsi, dopo MrFijord (Covered), con gli spazi esterni della Stazione di Porta Susa a Torino.
L’estetica di Nawer è scandita da una peculiare fascinazione geometrica che unifica, sotto un’unica visione estetica, gli studi di architetture ed urbanistica dell’interprete, con una personale ricerca sulla forma. In questo senso, intento dell’interprete, è quello di legare pittura ed architettura, attraverso corposi intrecci fisici e motori.
Il confronto con le produzioni dell’artista, passa quindi per una costante escalation di forme ed elementi intrecciati ed intersecati fra loro, capaci di mutare la percezione dello spazio e dell’ambiente di lavoro, attraverso potenti giochi percettivi. Tra tridimensionalità e profondità, le visioni di Nawer travalicano la linearità dello spazio, aprendo dimensioni e sensazioni eterogenee.
In attesa di un corposo ed esaustrivo recap, vi lasciamo ad alcune immagini in calce, dateci un occhiata. L’appuntamento, lo ricordiamo, è per 18 Settembre. Noi ve l’abbiamo detto.

Punto618 Gallery
Via Cesare Bettini 2
10078 Venaria Reale (TO)

Thanks to The Gallery for The Pics

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Fintan Magee for NUART Festival 2016

14/09/2016

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C’è Fintan Magee tra gli i nomi di spessore al lavoro per le strade di Stavanger in occasione dell’ultima edizione del NUART Festival di quest’anno.
Dal titolo “Monument to a Disappearing Monument”, l’opera proposta da Fintan Magee è qui caratterizzata da una profonda riflessione, alimentata dal particolare canovaccio narrativo che accompagna le produzioni dell’autore in strada, legata profondamente alla Norvegia, paese ospitante il Festival.
All’inizio del 2016 il prezzo del petrolio è sceso al minimo degli ultimi decenni. Il crollo è stata attribuito ad una mancanza domanda scaturita dalla nascita dell’industria della frantumazione idraulica, un tipo di estrazione meno dispendiosa, dalla maggiore efficienza dei veicoli, ed infine dalla mancanza di investimenti in questo settore.
La Norvegia è uno dei più grandi produttori di petrolio in Europa ed è stata colpita duramente dalla crisi dei prezzi, in particolare la città petrolifera di Stavanger. Qui i prezzi delle case sono in calo, la disoccupazione è in aumento e ristoranti stanno chiudendo. Si prevede che la Norvegia potrebbe perdere quasi 200.000 posti di lavoro, legati all’industria petrolifera, entro il 2020.
La pittura presentata da Fintan Magee, è stata realizzata sugli spazi di due silos presenti all’interno di un distretto industriale che sarà presto demolito. L’opera ritrae un operaio dell’industria petrolifera in piedi sul bordo della città, dall’altra parte vediamo la sua immagine riflessa, dove la vernice sembra essere stia scomparendo.
L’intervento affronta quindi rettamente la questione del lavoro e della disoccupazione in Norvegia, al tempo stesso può essere letta come una riflessione a 360^ sull’economia globale, sui cambiamenti del mercato, sul progresso tecnologico che sta sempre più incidendo sulla classe operaia e sulle loro famiglie.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande interprete Australiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni proseguiremo il nostro recap sulle meraviglie della rassegna Norvegese.

Pics by Fran Cacirano via

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Etnik – New Mural in Battipaglia

14/09/2016

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Ci spostiamo a Battipaglia per dare uno sguardo approfondito all’ultima pittura firmata Etnik, parte dei lavori per l’ultima edizione dell’Urban Area Street Art Festival.
L’opera è l’opportunità per un nuovo confronto con i temi che accompagnano le produzioni dell’interprete e con il loro particolare sviluppo estetico. La riflessione del grande artista Italiano parte dalla città, dagli spazi urbani, che diventano solo interlocutori, ma veri e propri protagonisti. In questo senso Etnik riflette sul legame che intercorre tra l’essere umano e lo spazio urbano. Per l’interprete l’uomo è prigioniero del cemento, delle architetture da lui stesso create, in quella che diviene una sorta di gabbia, un isolamento spontaneo in totale distacco dalla natura e dalla biosfera.
Lo sviluppo di questi temi avviene attraverso l’intreccio di studi tecnici ed accademici e del radicato background da writer dell’interprete. Il confronto passa quindi attraverso la generazione di forme ed elementi geometrici, compressi ed accelerati, attraverso la generazione di forme e figure complesse e tridimensionali.
In “5 Solidi Platonici”, questo il titolo del lavoro, Etnik spinge qui la sua ricerca verso nuovi temi, approfondendo in particolare come, gli elementi naturali sin dai tempi di Platone, vengano rappresentati in forme geometriche perfette. Etnik realizza quindi una serie di cinque forme complesse, accompagnandone la presenza attraverso lo sviluppo di altrettante figure geometriche, e soprattutto attraverso una scelta cromatica delicata e particolarmente efficace.
Scrollate giù dopo il salto, ad attendervi alcuni momenti del making of di questo bell’intervento fino agli scatti del risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sulla rassegna.

Pics by The Festival

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Felipe Pantone – New Piece in Las Vegas

14/09/2016

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Tra gli artisti al lavoro per l’ultima edizione del Life is Beautiful Festival, ritroviamo con piacere Felipe Pantone che ha da poco ultimato questa nuova fatica a Las Vegas.
La rassegna, curata dagli amici di JustKids, ha visto per la prima volta in assoluto Felipe Pantone unire gli aspetti pittorici ed installativi del proprio lavoro, per un risultato finale, molto vicino alle opere che il grande autore Portoghese presente in galleria.
Le produzioni dell’artista continuano ad essere scandite dalla particolare visione tematica che da sempre ne accompagna l’operato. Ritroviamo quindi tutta la peculiare fascinazione digitale, la riflessione sui tempi moderni e sulle tecnologie, sulla velocità delle informazioni e sui dati, che così profondamente stanno caratterizzando questo particolare momento storico. E’ certamente interessante notare come Pantone traduca tutto ciò in un spinta pittorica capace di generare forme, elementi, textures, patterns e veri e propri glitch, capaci di interrompere così profondamente la linearità dello spazio pubblico.
L’opera presentata da Felipe Pantone, rappresenta come detto un inedito. L’interprete presenta infatti un intervento ibrido, misto pittura ed installazione, giocando con le peculiarità della superficie di lavoro, ed inserendo nella stessa nuove elementi distintivi. Il risultato finale è un intervento mutabile, quasi in movimento, che si serve di stimoli a tre dimensioni, per aumentare l’impatto ed il coinvolgimento dello spettatore e del passante casuale.
Come consuetudine dopo il salto, ricca galleria di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dal festival, e sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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Sebas Velasco – “Permanent Midnight” at Montana Gallery (Recap)

13/09/2016

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Aperta lo scorso 9 Settembre, uno sguardo a “Permanent Midnight” ultimo show firmato da Sebas Velasco negli spazi della Montana Gallery.
Lo show è l’opportunità di approfondire il lavoro di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo, attraverso un allestimento capace di ben rappresentarne sia la narrativa, sia l’estetica pittorica. L’approccio pittorico di Sebas Velasco è infatti legato ad una peculiare rappresentazione, precisa al limite del foto realistico, cruda e diretta per i contenuti che esprime. È infatti la narrativa a caratterizzare le produzioni dell’interprete, con immagini e visioni caratterizzate da un personale punto di vista sulla strada.
L’artista si interessa all’underground, al quotidiano, ed in particolare ai graffiti, cardine tematico delle sue produzioni, andando a rielaborare scene ed istantanee di vita cittadina. Quella vera, quella pulsante, laddove la notte inizia a tingersi di arancione e rosso.
In “Permanent Midnight”, Sebas Velasco approfondisce proprio quest’ultimo concetto proponendo una serie di opere a metà tra oscurità letterale e metaforica. L’interprete ci prende per mano, mostrandoci l’altro volto della città, delle viuzze, l’altra faccia della notte, in cui la malinconia urbana abbraccia sentimenti e sensazioni contrastanti.
Ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti con le immagini dell’allestimento e di alcune delle opere presentate. Dateci un occhiata e se vi trovate in zona vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 19 di Novembre per darci un occhiata di persona.

Montana Gallery
Carrer del Comerç, 6
08003 Barcelona

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JAZ for Artmossphere Biennale of Urban Art

13/09/2016

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Tra gli artisti internazionali ospitati presso l’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca, c’è anche JAZ che ha proposto una nuova installazione.
Curato da Monica Campana, l’intervento di JAZ è una grande installazione – misura 160x300x120cm – che si rifà in parte al particolare filone della fusioni corporee che così profondamente ha caratterizzato l’operato dell’autore in strada. L’opera, dal titolo “Hidden Dictatorships”, rappresenta anzitutto l’opportunità di osservare l’interprete confrontarsi con un medium inedito e differente. Al tempo stesso l’intervento è un nuova e potente occasione di riflessione sull’America Latina e sulla Russia.
Come il titolo stesso dell’installazione suggerisce, JAZ riflette qui sulle fragili democrazie del Sud America al giorno d’oggi, andando infine a porre domande e questioni sulla eccessiva militarizzazione della Russia, paese ospitante la Biennale. L’ironico cavallo rovesciato, è interamente realizzato in poliuretano espanso, materiale questo altamente fragile e deperibile, in quella che diviene la perfetta rappresentazione effimera delle politiche dell’America Latina e dei venti di guerra Russi.
Dopo il salto, uno sguardo approfondito al lavoro proposto dal grande artista Argentino, dateci un occhiata e se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione, alcune dei lavori più interessanti proposti per la biennale Russa.

Thanks to The Artist for The Pics

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G.Loois for Amaroni Guarda ALTrove Project

13/09/2016

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C’è anche G.Loois al lavoro per Amaroni guarda ALTrove Project, il progetto promosso dagli amici dell’ALTrove Festival di Catanzaro.
Dopo 2501 (Covered) è quindi la volta di G.Loois che si è impegnato in questa nuova pittura, nei pressi della Chiesa di Santa Barbara, nel centro di Amaroni.
La cittadina Calabrese è un piccolo centro abitato nella Provincia di Catanzaro. L’obiettivo del progetto, che prosegue nel portare avanti le tematiche cardine dell’ALTrove Festival, è ancora una volta quello di dare nuovi stimoli al territorio Calabrese attraverso l’arte pubblica.
Entrando direttamente nel quotidiano di coloro che vivono questa realtà, attraverso gli interventi pittorici realizzati, gli stessi cittadini si confrontano con immagini e visioni radicalmente lontane dalle iconografie religiose e tradizionali che così profondamente appartengono all’entroterra Calabrese. Si aprono nuovamente nuove letture e spunti personali, in grado di contrastare il grigiore e l’apatia che permea questi luoghi.
L’opera di G.Loois, dal titolo “Contemple”, vede l’autore Italiano riflettere ed esaltare, la leggerezza ed il movimento delicato del corpo femminile. L’artista unisce il corpo proteso in un tuffo di una donna, con gli iconici nuclei e rappresentazioni organiche, tipiche del suo immaginario.
Come consuetudine, ad attendervi dopo il salto, alcuni dettagli della bella pittura realizzata dal talento Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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GUE x Salvo Ligama – New Mural in Taormina

13/09/2016

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Diamo uno sguardo all’intervento realizzato in collaborazione tra GUE e Salvo Ligama su questa lunga parete a Mastrissa di Taormina.
L’opera mette in relazione le differenti cifre stilistiche dei due artisti, andando a creare, un canovaccio estetico inedito e particolarmente efficace. L’estetica delle produzioni di Salvo Ligama è caratterizzata da una riproduzione di elementi, forme e figure differenti, attraverso una scomposizione e dissoluzione delle immagini reali in pixel. Dal reale al digitale quindi, in una peculiare ricerca pittorica figlia dei tempi moderni, con i quali l’autore Italiano si confronta, ponendo in essere una riflessione sulla velocità della società moderna, sulle nuove tecnologie, su come percepiamo ciò che ci circonda, attraverso gli ‘schermi digitali’, così prepotentemente parte del nostro quotidiano.
D’altro canto, le pitture di GUE sono invece caratterizzate da una personale direzione astratta. L’artista deostruisce e costruisce livelli pittorici, scandendo l’aspetto attraverso elementi grafici morbidi e, specialmente nell’ultimo periodo, accompagnano questi ultimi, con una rappresentazione di paesaggi ed elementi naturali. L’interazione passa quindi per due distinti livelli, sul primo si agitano forme e sviluppi astratti, sul secondo l’interprete raccoglie l’eredità dello spazio e dell’ambiente di lavoro, producendo un riverbero visivo reale ed avvolgente.
Dal titolo “Ellenica”, l’opera proposta da GUE e Salvo Ligama, vive attraverso i punti di contatto delle ricerca pittoriche dei due autore. GUE sviluppa su questa lunga parete una delle sue iconiche trame astratte, lavorando attraverso forme ed elementi grafici differenti, Salvo Ligama interagisce con l’ambiente circostante scomponendo e proseguendo quelli che sono gli elementi peculiari, rielaborati attraverso piccole porzioni a 8-bit.
Ad accompagnare il nostro testo, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti qui sul Gorgo.

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Watch: Zilda “Street Art & Résistance” Video

12/09/2016

Fuori ora un nuovo video con protagonista Zilda, si tratta di un estratto dal film/documentario realizzato da Marie Bigot nel 2013.
Il filmato ci offre una rara opportunità. Possiamo infatti vedere da vicino Zilda muoversi all’interno di luoghi abbandonati, viuzze e panorami urbani particolarmente evocativi, in grado quindi, di ben riflettere il setting tipico delle sue produzioni e di fare da ideale propellente per l’impatto tra lo spettatore e le stesse. Caratterizzate dall’utilizzo della carta come unico medium, le produzioni di Zilda sono infatti caratterizzate da una fortissimo legame con l’ambiente di lavoro e con il circondario. Mai casuali quindi, con l’interprete stesso, particolarmente attento a scegliere i luoghi e gli spazi più adatti alla propria visione.
Le opere che vediamo qui realizzate da Zilda risalgono ad alcuni anni fa, tutte a Saint-Malo nella Bretagna Francese. Qui l’autore si è confrontato con un piccola porta, parte di una costruzione che si affaccia sul mare, mentre gli altri due son stati realizzati all’interno di un edificio abbandonato.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore Francese, vi lasciamo al video ed alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuove e succose novità.

Pics by The Artist

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Sepe for Artmossphere Biennale of Urban Art

12/09/2016

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Con l’intervento realizzato da Sepe, prosegue la nostra full immersion all’interno dell’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca.
L’opera vede Sepe interagire con questa piccola parete indoor, realizzando una delle sue iconiche pitture scandita dalle ultime evoluzione del peculiare setting pittorico. L’opera è al tempo stesso un nuovo momento di riflessione che, come accade per la maggior parte delle produzioni firmate dall’interprete, riflette su temi ed argomenti legati all’essere umano e alla società moderna.
Dal titolo “Invisible Walls”, l’opera tratta il tema de muri, quelli invisibili, più potenti e pericolosi: i muri ideologici. Questi tracciano e stabiliscono i confini e le segregazioni più forti. Non c’è spazio per il libero pensiero, per la fiducia in se stessi, per l’autonomia, individualità. C’è solo un unico punto di vista, un unico modo di pensare, un’unica verità, e la completa obbedienza a questa.
Nella sua spiegazione dell’opera Sepe approfondisce, richiamando i concetti di propaganda, dell’ideologia che diviene strumento di manipolazione e controllo in mano ai leader politici, che continuano a fare i propri interessi. Riflettendo infine sulla società, caratterizzata da questi ‘semi’ che divengono idee fortemente radicate nella mente delle persone, al punto che le stesse sono pronte a morire od ad uccidere per queste (falsa) verità. Basta puntare o creare un nemico comune, un capro espiatorio, ed una volta fatto, lasciare che questa ‘santa verità’, faccia il resto. Tutto chiaro?
Ad accompagnare le nostre parole, consueta serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro presentato dall’interprete, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla Biennale Russa.

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2501 for Amaroni Guarda ALTrove Project

12/09/2016

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Nei giorni scorsi 2501 ha realizzato questa bella pittura ad Amaroni in Provincia di Catanzaro, parte del progetto Amaroni guarda ALTrove.
Amaroni è un piccolo comune di circa 2000 abitanti situato tra le colline della Provincia di Catanzaro, qui si è deciso di inserire nella programmazione estiva due differenti interventi di arte contemporanea, primo quello da poco terminato da 2501. Promosso dagli amici di ALTrove Festival, il progetto mira ancora una volta a dare nuova linfa al territorio Calabrese, con gli organizzatori che scelgono di uscire dalle mura della propria città, espandendo gli orizzonti del proprio credo ed operato.
È quindi il centro storico ha cambiare, esattamente come accaduto a Catanzaro per l’ultima edizione dell’ALTrove Festival. 2501 si confronta con questa piccola parete, parte di una importante ed antica traccia architettonica, la sezione della chiesa di San Girolamo, oramai inghiottita dal nuovo costruito. Il risultato finale è un intervento che giunge come nuova chiave di lettura del centro abitato. Rispettosa, partecipata ed in totale armonia con il territorio, la pittura realizzata da 2501 si inserisce alla perfezione all’interno della trama di viuzze e casupole che segnano il centro di Amaroni.
Il rispetto dei luoghi muove Altrove a lavorare sempre in una direzione di continua partecipazione tra l’artista ed il contesto nel quale l’opera si innesta. Non c’è Altrove senza l’altro, non c’è identità di appartenenza senza tradizione.

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Agostino Iacurci for FestiWall 2016 (Preview)

12/09/2016

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In questi giorni Agostino Iacurci si trova a Ragusa dove sta lavorando ad una nuova pittura per la nuova edizione del FestiWall di quest’anno.
Dopo i recenti exploit in giro per il mondo, ultimo l’intervento dipinto a Kiev per il Mural Social Club Festival (Covered), Agostino Iacurci torna in strada, proseguendo nel portare avanti le ultime direzioni estetiche del proprio lavoro. In questi ultimi mesi il grande autore Italiano, ha sostanzialmente variato il ‘core’ della propria ricerca, spostando l’attenzione, dagli iconici personaggi, alla realizzazione di oggetti ed elementi differenti.
Se l’aspetto pittorico, come sempre legato ad una personalissima rielaborazione grafica legata all’illustrazione, continua a rimanere invariato, sono gli elementi raffigurati a cambiare. Come visto “Long Story Short“, ultimo show allestito negli spazi della Die Kunstagentin di Colonia, Agostino Iacurci sta concentrando i propri sforzi nella realizzazione di piane e vasi, caratterizzati da textures e patterns differenti, a scandirne l’aspetto e la forma finale. Anche per questa nuova edizione del Festival di Ragusa, il talento Italiano sta realizzando una serie di vasi uno sopra l’altro, ognuno differente dal precedente e caratterizzato da una composizione grafica eterogenea e da una comune scelta tonale.
In attesa di mostrarvi l’intervento ultimato, vi lasciamo alla lunga serie di scatti con alcuni dettagli e le fasi del making of dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, in queste settimane seguiremo tutti gli sviluppi del Festival.

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Pics by Marcello Bocchieri

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Ever x Zio Ziegler – New Mural in Milli Valley, California

11/09/2016

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Si rinnova la collaborazione tra Ever e Zio Ziegler con questa nuova e splendida pittura realizzata presso la Milli Valley, in California.
A distanza di tempo dalla bella pittura realizzata in combo in quel di Brooklyn (Covered) i due interpreti tornano a lavorare miscelando le rispettive ricerche, in un opera che vuole essere un personale omaggio al muralismo messicano e sud americano ed al surrealismo, rispettive influenze pittoriche dei due artisti.
Gli sforzi congiunti di Ever e Zio Ziegler, ci regalano “The Mysterious Thing”, un opera complessa e dalle differenti e personali chiavi di lettura e che, attraverso la miscela dei differenti impianti stilistici dei due autore, impatta ed avvolge profondamente chi osserva. Il surrealismo di Zio Ziegler, viene proposto qui attraverso un forte impeto cromatico, segno che l’artista ha finalmente unificato il lavoro in studio con le produzioni in strada, sviluppando una nuova ed inedita direzione estetica. D’altro canto Ever continua a muoversi tra astratto e figurativo, lavorando con cura sui volti e sui corpi dei soggetti raffigurati, ed accompagnando gli stessi, con il consueto vortice di colori, scandito qui da una forte raffigurazione naturale. Il risultato finale, a parer nostro, potrebbe essere letto come una personalissima rappresentazione di Madre Natura.
L’opera è infine accompagnata da un lungo discorso del famoso Toro Seduto, una lunga riflessione del famoso capo indiano sul rapporto tra terra e natura e soprattutto un attacco a coloro che hanno minato questo equilibrio attraverso la costruzioni di una società malata e ricca di squilibri e contraddizioni.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli autori.

Behold my brothers, the spring has come; the earth has received the embraces of the sun and we shall soon see the result of all that love! Every seed is awakened and so has all animal life. It is through this mysterious power that we too have our being and we therefore yield to our neighbors. Even our animal neighbors. The same right as ourselves, to inhabit this land. Yet hear me, people, we have now to deal with another race; small and feeble when our father first met them but now great and overbearing. Strangely enough they have a mind to till the soul and the love of possession is a disease to them. These people have made many rules that the rich may break by the poor may not. They take tithes from the poor and weak to support the rich who rule. They claim this this mother of ours, the earth, for their own and fence their neighbors away; they deface her with their buildings and their refuse. That nation is like a spring freshet that overruns its banks and destroys all who are in its path. – Sitting Bull 1877

Pics via San

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Bosoletti – New Murals in Santa Croce di Magliano

11/09/2016

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Uno sguardo agli interventi realizzati da Bosoletti a Santa Croce di Magliano per il PAG – Premio Antonio Giordano di quest’anno.
Questa duplice pittura, è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro dell’interprete Argentino attraverso due nuove ed iconici interventi. Concentriamo il nostro interesse sull’opera più grande, caratterizzata da una inedita introspezione tematica.
Abituati infatti a confrontarci con opere dal forte valore sociale, in “Reencuentro”, questo il titolo dell’intervento, Bosoletti sviluppa un canovaccio tematico legato al tema del viaggio, della scoperta, ed in particolare dell’introspezione e del rincontro, in particolar modo con i propri cari. Nell’opera l’autore mira a rappresentare proprio l’incontro, dopo una assenza, con le persone care, con un familiare od un parente, capace di offrirci ‘rifugio’ emotivo, di accogliere la mancanza così come la propria e rinnovata crescita interiore.
Nell’opera vediamo quindi tre figure femminile, realizzate attraverso il consueto tratto emotivo ed altamente espressivo che da sempre caratterizzano le produzioni dell’artista. Le tre figure sono strette fra loro, intente quasi a raccontarsi timori e gioie, costruendo quindi una forte atmosfera di intimità.
Dal punto di vista stilistico l’intervento, da una parte è caratterizzata da una forte gestualità nelle pennellate espresse, con le linee morbide ed armoniose a comporre i volti delle tre donne. D’altro canto la scelta di utilizzare tonalità maggiormente cupe, in netta armonia con il contesto ambientale, alimenta il senso di introspezione ed emotività del risultato finale. Pollice in su.

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Peter Phobia – New Piece in New York

10/09/2016

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Nei giorni scorsi Peter Phobia si trovava a New York, qui l’interprete Austriaco ha avuto modo di dipingere la superfice di un piccolo camion.
Avevamo lasciato l’artista con “My Favorite Plant: Cactus“, bel solo show ospitato all’interno degli spazi dell’Atelier Olschinsky di Vienna, eccolo ora tornare in strada portando in dote tutto il suo particolare immaginario pittorico.
La narrativa pittorica di Peter Phobia, appare strettamente legata al quotidiano, dal quale lo stesso autore prende ispirazione per le personali composizioni. Attraverso un tratto altamente grafico, legato ad una figurazione realistica ed infarcita di elementi immaginari, l’interprete si confronta con tutte quelle appendici emotive, quelle azioni e quelle situazioni, che scandiscono la vita di tutti i giorni. Queste tematiche vengono poi filtrate attraverso un umorismo latente.
Il risultato finale sono quindi composizione, (quasi) interamente in bianco e nero, dove l’artista strizza l’occhio al bizzarro ed all’eccentrico, lasciando allo spettatore, la chiave di lettura. Questa viene scandita da un canovaccio narrativo e visivo bizzarro, che, in chi osserva, sfocia in una riflessione introspettiva.
In attesa si scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi e succosi aggiornamenti qui sul Gorgo.

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Pics by Eva Zar

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Rustam Qbic for SUBSIDENZE Festival 2016

10/09/2016

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Come annunciatovi, c’è anche Rustam Qbic tra gli artisti al lavoro per le strade di Ravenna in occasione del SUBSIDENZE Festival.
Il confronto con le produzioni dell’interprete passa per una personale narrazione visiva, stimolata e sviluppata per mezzo di una intensa riflessione tematica. L’autore Russo da infatti forma e sostanza ad immagini e visioni dal forte senso onirico dove trova posto, una peculiare visione della realtà. Il quotidiano, con tutte le contraddizioni della società moderna, vengono affrontati attraverso uno spirito fantasioso dove, i suoi iconici characters, rappresentano l’ideale volano espressivo per stimolare una profonda ed attenta riflessione sull’uomo moderno e sulle sue fragilità.
All’interno degli universi immaginati da Rustam Qbic, trova posto infine una personale rielaborazione naturale. Piante e fiori scandiscono e delineano l’aspetto dei protagonisti proposti dall’interprete, tracciando e plasmando corpose riflessione sulla cultura, lo studio, la conoscenza e la saggezza, ed ovviamente il legame che intercorre tra la natura e l’essere umano,.
Dal titolo “Emigration” , quest’ultima fatica di Rustam Qbic affronta, come intuibili dal titolo, uno dei temi caldi del momento. L’opera è quindi caratterizzata da una nuova allegoria, dove i soggetti rappresentati, persone in viaggio ed in cerca di se stesse, vengono guidate dalle mani spirituali che fuoriescono dal grande specchio sostenuto da uno degli character.

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Rustam Qbic

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Alexey Luka for Artmossphere Biennale of Urban Art Moscow

09/09/2016

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Con il lavoro presentato da Alexey Luka, prosegue il nostro full recap sulle meraviglie dell’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca.
Senza dubbio uno degli artisti più iconici della scena Russa, Alexey Luka porta avanti una personale astrazione della forma sviluppando intensi visioni astratte, legate ad un principio geometrico. Il confronto con le sue produzioni, passa per la sfida cognitiva che le stesse suggeriscono. L’autore infatti agisce distruggendo e rielaborando la forma, sviluppando intensi collage di elementi eterogenei in grado di porsi come ideale raffigurazione di un concetto, di un immagine o più semplicemente di un pensiero. Chi osserva viene quindi stimolato a rielaborare gli elementi proposti, attraverso personali reminiscenze e le forme sviluppate dall’interprete.
Dal titolo “Border line”, l’intervento presentato da Alexey Luka, segue il main theme della rassegna. La libertà personale, l’essere umano ed i suoi limiti autoimposti, rappresentano quindi l’incipit di questa nuova creazione. L’opera si divide dimensionalmente in tre differenti interventi, tutti realizzati con legno e pittura,
due stand-alone ed una ibrida, direttamente realizzata su parete, con cui l’interprete reinterpreta volti e corpi attraverso l’iconico approccio estetico.
Dopo il salto tutti i dettagli del lavoro realizzato dal grande autore Russo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare. Nella nostra sezione invece, potete dare un occhiata a tutti i lavori fin qui visti. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Moneyless – New Mural in Crans Montana, Switzerland

09/09/2016

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C’è anche il nostro Moneyless tra gli ospiti del Vision Art Festival da poco conclusosi a Crans-Montana nel cantone Vallese in Svizzera.
Il confronto con le produzioni di Moneyless passa per la particolare fascinazione astratta che accompagna lo sviluppo dei suoi interventi in strada. Continuando ad evolvere e sviluppare il proprio lavoro, il grande autore Italiano sta profondamente variando l’aspetto delle proprie pittura, sperimentando sviluppi di volta in volta inediti, lasciando tuttavia invariato i punti centrali del proprio operato. Il cerchio, il suo sviluppo all’interno dello spazio, continua ad essere il principale incipit, con la ferma intenzione di agire attraverso un approccio in grado di restituire un setting tra caos e ragione.
Per la rassegna Svizzera Moneyless sviluppa un canovaccio pittorico, andando a dividere l’intera superfice a disposizioni in grandi sezioni. Lo sviluppo, molto simile all’intervento proposto ad Agliana (Covered), vede quindi una serie di grandi e piccole caselle cromatiche, con all’interno lo sviluppo di differenti intrecci e segmenti di cerchi.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Italiano, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Aryz – New Mural in Chongqing, China

09/09/2016

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Nei giorni scorsi Aryz si è spostato a Chongqing, in Cina, dove ha da poco terminato una nuova e splendida pittura dal titolo “Axis”.
Quest’ultima fatica del campione Spagnolo, prende vita su una grande parete e porta avanti gli ultimi approdi estetici dell’autore Spagnolo. E’ un periodo questo, di grandi scossoni per Aryz, con l’interprete che sta costantemente mutando e variando l’aspetto delle proprie pitture in funzione di stimoli estetici differenti. Se le rappresentazioni di soggetti e characters differenti, continuano ad essere sostenute da un approccio iperrealistico, d’altro canto ci troviamo spesso a contatto con composizioni ricche di spunti ed elementi grafici differenti capaci di simulare un forte senso di moto perpetuo. Queste ultime sono caratterizzate da un approccio maggiormente libero, con una costante sovrapposizione di frame ed immagini differenti, utilizzate a mo’ di textures e pattern, in grado, da una parte di cambiare la percezione dello spazio, dall’altra di simulare appunto un senso di movimento perenne.
Quest’ultimo lavoro appartiene alla serie di pitture maggiormente realistiche dove, ancora una volta, troviamo uno degli iconici personaggi di Aryz, come principale protagonista. Nell’opera vediamo quindi una grande figura centrale, caratterizzata dalla consueta scala cromatica tipica delle produzioni dell’artista. Nella parte inferiore invece si trovano alcuni personaggi più piccoli, che letteralmente gravitano e si muovono tutto intorno al character centrale.
Ad accompagnare il nostro testo, una splendida serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica firmata dal grande autore Spagnolo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by The Artist

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DZIA for SUBSIDENZE Festival 2016

08/09/2016

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Anche quest’anno si rinnova l’appunto con il SUBSIDENZE Festival di Ravenna, tra gli ospiti internazionali c’è il Belga DZIA.
Pronti, via! Partiamo subito alla grande con il lavoro dell’autore Belga, a cui faranno seguito gli interventi di Rustam Qbic, Moallaseconda, DissensoCognitivo, Geometricbang e Nemo’s.
Con uno stile fortemente riconoscibile, l’approccio pittorico di DZIA è caratterizzato da una peculiare rappresentazione animale. Questi, protagonisti indiscussi nelle produzioni dell’interprete, vengono sviluppati attraverso un impeto geometrico, un tratto bel delinato e aggressivo, che va a comporne le silhouette donando loro un setting grafico preciso ed efficace, capace infine di restituire un forte senso di movimento.
Per il Festival di Ravenna, DZIA si confronta con questa lunghissima parete andando a realizzare una serie di giganteschi uccelli. Il tratto proposto continua ad essere quello tipico dell’interprete, con una nuova sintesi visiva delle differenti figure rappresentate che giocano con le peculiarità della superfice. Sono infine i colori scelti, in perfetta armonia con lo spazio e l’ambiente circostante, a consolidare l’impatto del bel risultato finale.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul festival e sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, con tutti i dettagli dell’intervento realizzato. Dateci un occhiata e restate sintonizzati.

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OX – A New Series of Pieces

08/09/2016

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Uno sguardo approfondito agli ultimi interventi realizzati da OX, un nuova serie di opere caratterizzate da un approccio maggiormente astratto.
Uno degli aspetti di maggiore interesse nelle opere di OX, è la capacità dell’autore Francese di entrare in totale simbiosi con lo spazio circostante. Quest’ultimo diviene non solo palcoscenico degli interventi, ma parte stessa dell’opere proposte attraverso una continuazione dei suoi elementi peculiari. Lavorando unicamente sulle superfici dei cartelloni pubblicitari, l’azione artistica dell’interprete mira anzitutto a sovvertirne l’aspetto pubblicitario, restituendo allo spazio collettivo una visione d’armonia, svuotando completamente questi spazi della loro azione consumistica.
Questa nuova serie di interventi, porta OX a lavorare attraverso un nuovo canovaccio estetico, l’artista sceglie qui un approccio maggiormente astratto, proseguendo lo sviluppo di quelle peculiarità visive, come ad esempio le caselle atte a coprire graffiti e tag, continuandone l’impeto visivo e riproponendone l’essenza e la forma attraverso una propria e personale reinterpretazione. L’impatto è duplice, da una parte ci confrontiamo con il consueto sviluppo atto ad interagire con lo spazio e l’ambiente circostante, dall’altra appare chiara la critica dell’artista alle brutture che queste coperture portano con sé.
In attesa si scoprire un eventuale prosegue in questa direzione, vi lasciamo gustare al meglio questa bella infornata di opera attraverso alcuni scatti in calce al nostro testo. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Guerrilla Spam – New Mural in Santa Croce di Magliano

08/09/2016

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Per l’ultima edizione del PAG Premio Antonio Giordano, al lavoro per le strade di Santa Croce di Magliano i Guerrilla Spam.
Uno degli aspetti caratteristici del lavoro dei Guerrilla Spam, è la fortissima capacità di produrre potenti analogie servendosi di elementi, figure retoriche e spunti, spesso appartenenti al passato, dal fortissimo carattere riflessivo e scandite da una forte contestualizzazione. Attraverso questi elementi, l’obiettivo dei Guerrilla Spam è quello di indurre chi osserva, ad una profonda riflessione sui tempi moderni e sulla stato della società.
Per il Festival, giunto quest’anno alla sua terza incarnazione, i Guerrilla Spam presentano “La fine dell’Avaro”, succosa reinterpretazione ed omaggio a ‘Morte di un avaro’ di Hieronimus Bosch, in cui vediamo la morte, non solo fisica, di coloro che scelgono di rimanere attaccati ai beni materiali che restano in questo modo legati al proprio corpo ed alle abitudini terrene, con l’impossibilità di raggiungere quindi l’aldilà.
Lo sviluppo dell’intervento, come sempre scandito dall’utilizzo del bianco e del nero come uniche basi tonali, parte da tre elementi cardine. Anzitutto la rappresentazione dell’avaro sul letto di morte, in balia dei propri demoni interiori – il copricapo a forma d’imbuto – l’anima è raffigurata attraverso due braccia rivolte verso il cielo, e le porte verso l’aldilà, precluse alla vista dell’avaro, accecato dall’avarizia appunto.
Infine nell’opera proposta presente un omaggio al luogo di lavoro ed in particolare all’artista Antonio Giordano. Vediamo infatti una mano avida che si protende verso uno dei bassorilievi trafugati allo sculture. I bassorilievi dell’artista, appartenevano ad un monumento demolito ed in attesa di essere rimontati in una nuova location. Il popolo sa e non dimentica.
Scrollate giù, ad accompagnare le nostra parole una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica firmata dal collettivo Italiano. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics

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CT for Artmossphere Biennale of Urban Art Moscow

08/09/2016

Socialism.

Pubblicato da Matt Cercas su lunedì 29 agosto 2016

Tra i rappresentanti Italiani all’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca, c’è CT che per la rassegna Russa ha presentato questo bell’intervento.
Il lavoro di CT continua ad evolversi e svilupparsi verso nuove ed inedite rappresentazioni, fermo restando la tematica principale della sua ricerca, che continua a rimanere invariata. In strada l’artista subisce le influenze dello spot, dell’ambiente di lavoro e di tutti quegli stimoli esterni, che entrano prepotentemente in collisione con la sua particolare fascinazione astratta.
L’idea dell’autore Italiano è quella di una costante variazione visiva delle lettere C e T. Da lettera a forma in una costante ricerca che vede queste due, scomporsi, aprirsi, miscelarsi, distruggersi e ricomporsi sotto una nuova ed inedita veste grafica. Di volta in volta differente, la fisionomia delle lettere nel suo aspetto finale ci spinge ad affrontare un percorso inverso, di costruzione, cercando di leggere i segni, di assecondarne il movimento, criptico ed impenetrabile, per giungere infine alla risposta in totale armonia con il circondario. Per la Biennale, CT dipinge questa grande parete portando in dote uno delle sue ultime evoluzioni più riuscite.
In attesa di mostrarvi i prossimi aggiornamenti sul grande autore Italiano, vi lasciamo ai dettagli dell’intervento presentato per la Biennale Russa, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni continueremo la nostra full immersion tra le meraviglie presentate per Artmossphere.

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CHU – New Mural in Istanbul

07/09/2016

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Nei giorni scorsi CHU si trovava ad Istanbul, qui l’artista Argentino ha realizzato questa grande pittura per il MURAL Festival 2016.
Nonostante la particolare e controversa situazione che sta vivendo in questo periodo la Turchia, CHU ha accettato l’invito degli organizzatori, unico artisti straniero. Com’era lecito aspettarsi l’opera proposta dal talento Argentino, riflettere proprio la drammaticità e le difficoltà che lo scossone politico ha provocato in Turchia, allargando il discorso a tutte quelle situazioni di difficoltà economica e sociale, che così profondamente stanno caratterizzando questo particolare periodo storico.
Nelle pitture di CHU emerge è un senso di equilibrio nella composizione, con gli elementi che restituiscono un senso di movimento all’interno della superfice di lavoro. Quest’ultima diviene parte integrante del lavoro, con l’artista particolarmente interessato ad interagire con le peculiarità della stessa.
L’artista qui prende quindi ispirazione dai noti fatti politici della Turchia, presentando “Power and Boundaries”, con l’opera che eredita tutta la sua particolare ricerca pittorica. Come visto le produzioni dell’autore sono caratterizzate da un canovaccio visivo scandito da elementi e forme geometriche, contraddistinte da un forte accento tonale.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, e gli altri lavori realizzati per la rassegna Turca, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, con le immagini del making of e del bel risultato finale.

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Pastel for Artmossphere Biennale of Urban Art Moscow

07/09/2016

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Con questa splendida installazione, c’è anche Pastel tra gli artisti ospitati presso Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca.
È la personale fascinazione a tema naturale a cadenzare la totalità delle produzioni firmate da Pastel. L’autore porta avanti un estetica visiva legata quindi alla natura, staccandosi da una mera raffigurazione, utilizzando piuttosto gli elementi organici come volano espressivo per approfondire e riflettere sulle differenti sfaccettature, sociali, economiche e politiche dei luoghi di lavoro.
Le installazioni dell’interprete, di cui abbiamo avuto un assaggio durante i giorni trascorsi in Uruguay per l’ottima Residencia Vatelón (Covered), portano avanti la particolare empatia con la natura, attraverso setting tematici sempre piuttosto rilevanti.
Dal titolo “FAILURE”, l’opera proposta per Artmossphere da Pastel, curata da Monica Campana, è interamente realizzata in telai di acciaio, acrilico e gesso. L’opera sottolinea la trasformazione della natura all’interno di architetture generate dall’essere umano, mostrano la capacità di adattarsi della stessa in modo totalmente accidentale e privi dal controllo razionale dell’essere umano.
Scrollate giù, dopo il salto una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro realizzato dal grande autore Argentino, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla Biennale Russa.

Pics by The Artist

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Bastardilla – New Mural in La Estrella, Bogotá

07/09/2016

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Ci spostiamo all’interno del quartiere La Estrella di Bogotá per dare un occhiata all’ultima bella pittura realizzata da Bastardilla.
Dopo le recenti pitture realizzate a Belluno in Veneto, nell’ambito del Clorofilla Project (Covered), l’autrice torna in Colombia, nella sua Bogotá, dove ha terminato nei giorni scorsi questa nuova ed intensa pittura, scandita come sempre, dal particolare immaginario pittorico.
Gli elementi che contraddistinguono le produzioni di Bastardilla sono anzitutto le tematiche che l’artista sceglie di affrontare. Nelle sue pitture l’interprete affronta tematiche differenti, ricchissime di spunti sociali, spesso legate al controverso ruolo della donna, ai problemi del Sud America ed alla violenza generalizza presente nell’America Latina.
L’approccio pittorico raccoglie quindi l’eredità e lo spessore degli argomenti proposti, con l’artista che sceglie un approccio spesso, scandito da forti dettagli e linee grosse che tracciano l’aspetto e la forma dei suoi iconici characters. Proprio questi ultimi, dalle sembianze (quasi) fanciullesche, portano tutto il peso delle tematiche sociali che Bastardilla di volta in volta va ad affrontare.
Ad accompagnare il nostro testo, una ricca galleria di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’autrice, dateci un occhiata e tornate a trovarci, presto sul Gorgo nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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Andreco for La Galleria del Sale in Cagliari

07/09/2016

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Torniamo con piacere a Cagliare per dare uno sguardo all’ultimo intervento realizzato da Andreco per La Galleria del Sale.
Il progetto sta promuovendo una serie di interventi sulle pareti del canale attraverso il lavoro di alcuni dei nomi di spicco della scena Italiana. La pittura realizzata qui da Andreco è parte del Nature as Art Project, il particolare macro progetto dell’interprete, caratterizzato da una forte riflessione sul rapporto tra natura e uomo, lo spazio urbano e paesaggio naturale. Affrontando quindi i temi, che di fatto rappresentano il cardine della sua esperienza artistica, Andreco, all’interno di questo nuovo progetto, utilizza gli elementi e le peculiarità visive della natura come ideale volano espressivo e pittorico.
Per questa nuova opera, intitolata ‘Grotta’, l’autore si ispira alle grotte sul mare presente in Sardegna, andando infine a sfruttare lo specchio d’acqua adiacente la parete, per sviluppare un duplice impatto visivo.
In attesa di mostrarvi gli altri lavori realizzati per il progetto, vi lasciamo alle immagini in calce con tutti i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima fatica firmata dall’interprete Italiano. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Pics by The Artist and Francesca De Doni

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Watch: Black Circle Festival 2016 Teaser

06/09/2016

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con uno dei progetti più interessanti, fuori ora un bel video teaser dell’ultima edizione del Black Circle Festival.
Ogni anno d’estate alcuni dei nomi di spessore della scena Ucraina ed internazionale, si ritrovano in una location segreta fino all’ultimo. Privo di supporto economico, con gli artisti invitati che si spesano da sé, il Black Circle Festival porta a connettere differenti nomi del post graffitismo europeo attraverso uno spirito partecipativo e familiare.
Per il momento pochissime info a disposizione, quest’anno la location scelta si trova vicino al mare dei Carpazi, tra le montagne e templi incompiuti e lasciati al loro destino ed al tempo. Tra gli artisti coinvolti troviamo: Grob7906, Goro, Mrufig, EAS, Nick Viska, Simek, Seikon, Jens Besser, TECK, Andriy Hir, DIMA, MH, SC Szyman, Chu Chu, Lazie&Tina, Nofuture, Orma e tanti altri, tra nomi conosciuti ed inedite soprese che non vediamo l’ora di mostrarvi.
Ancora una volta il setting del ‘festival’, giunto alla sua settima incarnazione, è rimasto invariato. La famiglia di artisti coinvolti continua ad allargarsi, il senso di collaborazione rappresenta l’ideale propellente della rassegna e degli interventi realizzati, con la volontà di connettere realtà differenti a livello internazionale. Il contesto abbandonato e sperduto – quest’anno la location scelta pare essere davvero emozionante – continua a promettere totale libertà di espressione. Non vediamo l’ora di scoprire di più su questa nuova edizione del Black Circle Festival, voi?

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Pelucas – New Mural in Ibiza

06/09/2016

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Tra gli ospiti dell’ultima edizione del Bloop Festival di Ibiza, anche Pelucas che ha realizzato questa nuova e potete pittura.
Con a disposizione una superfice di davvero imponente, Pelucas per la rassegna Spagnola fa esplodere tutto il suo potente immaginario riversando su questa parete, tutti gli elementi tipici del proprio lavoro.
Come visto in precedenza l’approccio pittorico dell’artista, così traboccante di elementi, forme, figure e characters differenti, è scandito dall’utilizzo di tonalità sature, colori acidi e toni particolarmente accesi.
Se queste rappresentano le basi cromatiche del lavoro dell’interprete, a scandire ciascuna delle sue produzioni, è un immaginario folle e diretto, fortemente influenzato da un estetica pop, arricchita da spunti surreali e bizzarri mash-up. L’autore si confronta con lo spazio di lavoro attraverso sezioni differenti, intrecciando le stesse, lasciando che i suoi personaggi attraversino mondi ed universi eterogenei, in quella che diviene una danza ritmata di colori e forme alterate.
Per Bloop Festival, Pelucas elabora una grande pittura che raccoglie al meglio l’esperienza visiva dell’autore. Ritroviamo forme, personaggi, volti, textures, patterns, colori ed effetti gradienti, tutti intrecciati e sviluppati in modo equilibrato all’interno della superfice.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore Spagnolo, vi invitiamo a dare un occhiata ai dettagli dell’opera in calce al nostro testo, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

Pics by The Artist

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RUN for Artmossphere Biennale of Urban Art Moscow

06/09/2016

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Si rinnova l’appuntamento con l’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca, tra gli autori invitati anche il nostro RUN.
Nel corso di questi mesi, fino al 18 di Gennaio, l’Artmossphere presenterà alcuni dei rappresentati più importanti della scena internazionale e nazionale, attraverso un grande group show ospitato negli spazi del Moscow’s Manege Central Exhibition Hall. Tra gli ospiti anche uno dei nomi di spicco della scena Italiana, RUN che, proprio per l’esibizione, ha presentato una nuova serie di lavori.
Dopo la recente e splendida fatica realizzata per il Mukanda Festival (Covered), RUN propone per Artmossphere un grande installazione su parete, accompagnata da due strutture più piccole posti proprio intorno al intervento centrale. Ancora una volta l’artista concentra i propri sforzi nella rielaborazione delle figura umana, con i tre character centrali che seguono i suoi ultimi avvicendamenti estetici, mentre le 2 strutture a corredo, riprendono l’iconico stile pittorico dell’artista. Dal titolo “Shivouly”, l’opera è ricca di spunti e riferimenti, con le tre figure voodoo, elementi bizantini e rifermenti differenti.
Nei prossimi giorni continueremo a mostrarvi e raccontarvi il lavoro di alcuni degli artisti più interessanti presenti alla Biennale. Nel frattempo uno sguardo alle immagini in calce con l’intervento realizzato dal grande artista Italiano. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Ciredz – “VOLUME Series” New Installation

06/09/2016

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Nuovo aggiornamento per Roberto Ciredz, l’autore Italiano ha da poco realizzato due nuove installazione per la sua VOLUME Series.
Giunti alla sesta incarnazione del progetto, con quest’ultima installazione Ciredz alza decisamente l’asticella della difficoltà e dell’immersione visiva, producendo un elemento ricco di differenze rispetto alle precedenti uscite.
Anzitutto, a differenza del precedente lavoro realizzato gli scorsi mesi presso Urban Center di Cagliari (Covered), questa ultima fatica prende vista e posto all’interno dello splendido paesaggio naturale di Gromo in Lombardia. L’opera è infine caratterizzata da un aspetto maggiormente geometrico ed incisivo.
Lo spirito della serie rimane tuttavia invariato, l’idea è ancora una volta basta su un alterazione della percezione visiva dello spazio. Ciredz inserisce infatti in questo nuovo contesto naturale, una nuova forma in grado di sovvertirne la linearità, lasciando inalterate le basi del proprio operato. La scala di grigi continua a rappresentare l’incipit cromatico, così come l’elemento sagomato e posto nel luogo, alimenta una visione soggettiva, attraendo la vista e (quasi) escludendo tutto ciò che fa parte del contesto.
In attesa di scoprire le prossime incarnazione del progetto firmato dal grande artista Italiano, vi lasciamo alla bella serie di immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Barlo X Gods in Love – New Mural in Barletta

05/09/2016

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Nelle scorse settimane, Barlo e Gods in Love si sono dati appuntamento a Barletta, dove hanno realizzato insieme questa nuova pittura.
Come accade in questi casi, l’intervento è un mash-up delle differenti visioni pittoriche di ambedue gli autori, combinate in modo funzionale ed efficace. Entrambi portano infatti avanti una ricerca basata su un approccio figurativo, divergendo però per tematiche affrontate e stili pittorici espressi.
Con base ad Hong Kong, Barlo continua a portare avanti e sviluppare una pittura caratterizzata dalla personale fascinazione verso la cultura orientale. Le pitture di Gods in Love sono invece scandite anzitutto da una scelta cromatica piuttosto forte ed impattante, ma sopratutto dalla presenza dei particolari personaggi mistici e privi di volto, che rappresentano una personale rielaborazione delle figura divina.
Miscelando quindi le differenti narrative, gli artisti elaborano una lunga pittura scandita, dagli oggetti-animali, parte dell’immaginario di Barlo e delle sue riflessione legata all’animismo, con una grande di cicala, in riferimento all’estate, dalla quale vediamo emergere le iconiche figure di Gods in Love.
Vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due interpreti Italiani.

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Nevercrew – New Mural in Aalborg, Denmark

05/09/2016

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Tra gli ospiti della nuova edizione del WE AArt Festival, ci sono i Nevercrew, il duo ha infatti terminato questa nuova pittura ad Aalborg.
Quest’ultima fatica Danese, prosegue nel portare avanti i temi e gli spunti già espressi con il lavoro precedente realizzato a Vancouver in Canada (qui), dando quindi l’inizio ad una vera e propria serie. Dal titolo “Exhausting Machine n°2”, l’opera pone nuovamente l’attenzione sul delicato equilibrio nel rapporto tra natura ed essere umano. In particolare i Nevercrew sottolineano, attraverso questa serie di interventi, la responsabilità diretta dell’uomo sulla gestione di questo equilibrio e sulla consapevolezza delle stesso.
Attraverso quindi una nuova e potente analogia, gli interpreti spingono chi osserva a riflettere sugli opposti, da una parte l’atteggiamento di privatizzazione e sfruttamento delle risorse, dall’altra una comunità che condivide responsabilità, conoscenza e conoscenza del problema.
La bottiglia di plastica gigante, già proposta nel precedente lavoro, rappresenta la perfetta sintesi visiva per ben far comprendere la natura dei temi espressi. L’oggetto diviene ideale simbolo dell’accumolo e del consumo che così tanto danneggia la natura. La clessidra, miscelata proprio con la sagoma della bottiglia, evidenzia il tempo che scorre inesorabile.
In attesa di mostrarvi le opere degli altri autori coinvolti, vi lasciamo a tutti i dettagli di quest’ultima fatica firmata dal duo, dateci un occhiata, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

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Robert Proch x Etam Cru for UNIQA Art Lodz

05/09/2016

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Terminata da poco la splendida pittura realizzata da Robert Proch e gli Etam Cru a Lodz in Polonia, l’opera è parte dei lavori per il UNIQA Art Lodz.
Il neonato progetto urbano, curato da Michal Biezynski e Lodz Murals, parte quindi alla grandissima, proponendo il lavoro combinato di due dei nomi di spicco della scena Polacca ed internazionale, al confronto con uno spazio davvero imponente.
L’opera, dal titolo “Enjoy the Silence” , combina alla perfezione le differenti ricerche pittoriche degli interpreti. L’impeto pittorico di Bezt e Sainer aka Etam Cru, caratterizzato da una narrativa di fantasia e da una pittura realistica, si miscela nel migliore dei modi con l’approccio a metà tra figurativo ed astratto, tipico delle produzioni di Robert Proch. Gli autori lavorano qui attraverso una comune palette cromatica: gli Etam Cru sviscerano una incredibile quantità di dettagli, tracciando la ‘scena’, infine la pittura ‘esplode’ nell’estremità destra, attraverso gli iconici sviluppi astratti e motori che da sempre caratterizzano il lavoro di Robert Proch.
In attesa di scoprire tutti i nuovi aggiornamenti sul progetto, e sul lavoro degli artisti coinvolti, vi invitiamo a dare un occhiata approfondita alle immagini in calce al nostro testo, per apprezzare al meglio questa splendida pittura.

Pics by The Artists

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Moneyless – New Mural in Lioni

05/09/2016

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Il racconto dell'intervento di Moneyless per #bagout16 a Lioni in via La Stampa

Pubblicato da Bag Out Biennale "A.Garofalo" su sabato 3 settembre 2016

Con quest’ultima pittura realizzata a Lioni nei giorni scorsi, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Moneyless.
La pittura è parte dei lavori realizzati per BAG-OUT Biennale A. Garofalo, ed ha visto l’autore italiano confrontarsi profondamente con la superfice di lavoro, lavorando attraverso un nuovo ed interessante sviluppo pittorico. È un periodo questo infatti, piuttosto intenso per il grande artista Italiano, con importanti cambiamenti dal punto di vista estetico nelle sue opere.
Prosegue infatti, la costante evoluzione nella ricerca e nel processo verso nuovi ed inaspettati lidi. Lasciando inalterate le basi tematiche del proprio operato, legate come sempre alla figura del cerchio ed al suo sviluppo motorio, Moneyless agisce sulla superfice di lavoro attraverso figure di dimensione maggiore, quasi letteralmente zoomando gli intrecci dei differenti tracciati ideati. Quella che emerge è una composizione massiccia, forse più statica rispetto al passato, ma capace di impattare ed avvolgere maggiormente lo spazio di lavoro, e di conseguenza chi osserva l’opera, di vibrazioni differenti.
Ad accompagnare il nostro testo, una ricca galleria di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, in aggiunta ad un bel video recap con i dettagli e le fasi del making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Miss Van – New Mural in Toulouse

04/09/2016

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Recentemente Miss Van ha realizzato un nuova pittura nella sua Tolosa, parte dei lavori per l’ultima edizione del Rose Beton Festival.
A distanza di parecchio tempo, torniamo quindi con piacere ad approfondire il lavoro di Miss Van, con l’autrice Francese che ci mostra qui l’ultima incarnazione della propria e personale ricerca visiva. Il confronto con le produzioni dell’artista, passa per la particolare narrativa visiva attraverso la quale Miss Van trasforma e sviluppa l’aspetto dei suoi iconici characters. Nelle sue ultime uscite l’interprete ha variato ed evoluto l’aspetto delle sue iconiche donne feline, aggiungendo dettagli su dettagli, sviluppando nuove maschere e nuovi personaggi in grado di stimolare spunti e tematiche differenti.
In quest’ultima fatica, dal titolo “La Symphonie Des Songes”, l’autrice sviluppa un nuovo canovaccio narrativo ponendo una delle sue iconiche donne al centro, circondata da differenti tipi di maschere, ognuna con una propria e peculiare personalità, atmosfera ed atteggiamento, tutti elementi scanditi e caratterizzati dalla grande mole di dettagli presenti.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, dopo il salto, ricca galleria di immagini con alcune fasi del making of fino al bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by Julie Morize and Bigaddict via The Artist

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Elian for Mural Social Club Festival

04/09/2016

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Proseguono i lavoro per l’ottimo Mural Social Club Project di Kiev in Ucraina, tra gli ospiti anche Elian che nei giorni scorsi ha terminato questa bella pittura.
Dal titolo “Slight Presence of Transparency”, quest’ultima pittura prosegue nel portare avanti la peculiare ricerca dell’artista, attraverso una nuova composizione, capace di cambiare completamente la percezione finale della struttura architettonica. Come visto infatti diverse volte, Elian, attraverso le composizioni cromatiche, imbastisce un profondo legame con la superficie di lavoro e le sue peculiarità. Spesso a confronto con strutture ed architetture particolari, per quest’ultima fatica, a differenza dei precedenti interventi, Elian sceglie di non utilizzare effetti di trasparenza, ma unicamente gli iconici colori primari, con l’aggiunta del grigio.
L’intento finale dell’opera è quello di far riflettere sull’importanza degli spazi vuoti all’interno di una composizione. Come visto la ricerca dell’artista si sviluppa attraverso un forte impeto tonale, all’interno di elementi e figure sovrapposte. Qui invece l’opera appare satura e ricca di stimoli cromatici, priva di intersezioni bianche, e con tutte le forme sviluppate completamente in modo spontaneo e trasversale rispetto alla superficie di lavoro.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del talento Argentino, e sul progetto Ucraino, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Nunca – New Mural in Berlin

03/09/2016

Nunca

Caratterizzato dal particolare approccio pittorico, diamo uno sguardo all’ultima pittura realizzata nei giorni da Nunca a Berlino.
Il confronto con le produzioni di Nunca, passa anzitutto per la particolare sintesi grafica che da sempre ne accompagna il lavoro in strada. La rielaborazione pittorica dell’interprete traccia la forma e l’aspetto di grandi figure, queste sono caratterizzate da un tratto scandito da retti e segmenti che costituiscono il corpo e la sostanza dei characters e degli elementi rappresentati.
A caratterizzare però l’opera dell’autore, è la spiccata sensibilità tematica che accompagna ciascuna delle sue opere. Nunca riflette infatti sul proprio paese, andando in particolare a raccogliere tutti quegli elementi tematici che costituiscono la fragilità e l’identità del Brasile. Tra passato e presente, la pittura dell’interprete appare quindi come una costante riflessione sulla duplice identità del proprio paese, costantemente sospeso tra un identità territoriale legata alle culture native, ed una proiezione maggiormente vicina agli stati più ricchi.
Da questi spunti, comuni a tutte le produzioni di Nunca, ecco nascere quest’ultima pittura, parte dei lavori per il M10 Project curato da Instagrafite insieme ad Urban Nation.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata e tornate a trovarci, presto nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Brasiliano.

Pics by Nika Kramer

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Nunca

Etam Cru – New Mural in Mannheim by Bezt

03/09/2016

THE MAKING OF "EUROPE" | Mural by BEZT for Stadt.Wand.Kunst

THE MAKING OF "EUROPE" | Mural by BEZT (Etam cru) for Stadt.Wand.Kunst, Mannheim, 2016

Pubblicato da Stadt.Wand.Kunst su Lunedì 15 agosto 2016

Ci spostiamo a Mannheim in Germania per dare un sguardo all’ultima pittura realizzata da Bezt degli Etam Cru parte dei lavori per il Stadt Wand Kunst Festival.
Tutta la carica iperrealistica che da sempre contraddistingue la totalità delle produzioni degli Etam Cru, appare, in quest’ultima pittura firmata da Bezt, declinata verso temi e spunti particolarmente legati a questo periodo storico.
L’interprete Polacco in “Europe”, questo il titolo dell’intervento, riflette sulla recente ondata di attacchi terroristici che, nel giro di poche settimane, hanno colpito il continente Europeo. Lo stile scelto, ancora una volta è legato ad una personale rielaborazione grafica, dai toni questa volta decisamente più solenni e malinconici, attraverso i quali l’autore rappresenta alcune donne con il capo coperto, in quello che sembra una sorta di funerale o veglia funebre per le vittime degli attentati. Il paesaggio che si intravede alle spalle delle protagoniste, mostra alcuni scorsi di palazzi che richiamano nella forma l’oriente.
Il risultato finale, grazie all’elevato e consueto livello di dettagli che accompagna le produzioni degli Etam Cru, rappresenta una inedita scelta tematica per il duo Polacco. Noi abbiamo apprezzato voi?
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti degli Etam Cru, vi lasciamo ad alcuni scatti ed al video in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Watch: Moallaseconda – “Ex Trenne News Three” Installation

02/09/2016

Con questo bel video recap, torniamo con piacere nuovamente ad approfondire “Ex Trenne _ news Three”, l’installazione realizzata da Moallaseconda nel centro storico di Prato.
L’uscita del video, ci permette di dare un nuovo sguardo approfondito all’installazione dell’artista, con l’opportunità di vedere da vicino, tutte le fasi del making of. L’opera, come detto nel nostro precedente approfondimento (leggi qui), rappresenta una vera e propria performance, appare chiaro quindi come l’intervento, ed il video che segue, siano di fatto un tutt’uno.
Realizzata con oggetti e materiale di scarto, l’opera segue e rappresenta la perfetta sintesi del percorso e della ricerca di Moallaseconda, sempre più incentrata e catalizzata dal processo.
L’installazione risulta quindi un progetto in divenire, mutabile ed in costante evoluzione, con l’autore che ritorna sul lavoro, cambiandone costantemente forma e fisionomia prima della sua distruzione. Lo stesso video, esercita un fascino tutto particolare, una sorta di follia lucida, capace di ben sposarsi con le produzioni crude e spontanee che continuano a rappresentare un punto fermo nell’immaginario di Moallaseconda.
Mettetevi comodi e schiacciate play, siamo certi che non mancherete di apprezzare e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del talento Italiano.

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Crisa – New Mural in Samassi, Sardinia

02/09/2016

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L’ultima pittura di Crisa prende forma a Samassi in Sardegna, e prosegue nel portare avanti il peculiare immaginario dell’interprete Italiano.
E’ interessante notare come, nelle ultime produzioni, Crisa stia ritornando a riproporre quelli che da sempre rappresentano gli elementi, le forme e gli spunti tipici del proprio immaginario. Dopo quindi le sperimentazioni che ne hanno accompagnato il lavoro negli ultimi tempi, l’autore sceglie un ritorno al passato, tornando ad affrontare tematiche ed argomenti cari. Il confronto con le produzioni di Crisa passa per una riflessione sul controverso rapporto che intercorre tra natura e spazio urbano. L’assenza delle figura umana, permette allo spettatore una maggiore immersione, all’interno di un universo visivo scandito dalla costante contrapposizione tra elementi apparentanti alla città, quali case, palazzoni, finestre, tralicci dell’elettricità, antenne, occhi, aquiloni, ed il consueto groviglio naturale.
Scegliendo una precisa scala cromatica, anche essa tornata sull’iconico giallo, Crisa rappresenta questa lotta continua ed attraverso la stessa, rivendica il senso di smarrimento dell’uomo moderno.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiata, e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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Mattia Lullini – New Mural in Pordenone

02/09/2016

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Uno sguardo a “Mind Compass”, ultima e grande pittura realizzata dal nostro Mattia Lullini a Pordenone, parte dei lavori per il Progetto Fuoriluogo.
Avevamo lasciato l’autore a Busan in Sud Corea (Covered), eccolo ora confrontarsi con questa grande parete, con un nuovo intervento promossso dall’associazione no profit UbikArt in collaborazone con la Franzo Pittori Edili, ditta specializzata in restauri. Mattia Lullini porta in dote qui tutta la personale ricerca pittorica, andando a trasformare completamente la percezione dell’intero edificio attraverso una nuova ed iconica composizione.
Il confronto con le produzioni dell’artista italiano con base a Göteborg in Svezia, passa per la particolare direzione astratta intrapresa dall’interprete. Il costante sviluppo del proprio lavoro, si lega ad un processo pittorico in cui, forme ed elementi irregolari e spontanei, vengono costantemente tagliati, ri-assemblati e modificati e sviluppati. Il processo ricopre quindi un ruolo predominante, laddove l’inconscio guida Mattia Lullini nella generazione delle figure, mentre l’aspetto tonale ne plasma l’aspetto e l’impatto finale.
In attesa di scoprire un eventuale proseguo del progetto, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Italiano.

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Andreco – “The Rock Slide and the Woods” Performance

02/09/2016

Uno sguardo all’ultima performance firmata da Andreco, realizzata nei giorni scorsi presso la frana preistorica delle Marocche, a Dro.
Prodotta da Centrale Fies di Dro in Provincia di Trento, questo nuovo progetto è stato presentato al festival World Brakers – Drodesera 2016.
Quest’ultimo lavoro firmato dal grande autore Italiano si differenzia dalle precedenti performance, è infatti il pubblico, con una partecipazione attiva, a spostarsi nel territorio anziché i performer. La performance, parte del progetto “Nature as Art” di Andreco, caratterizzato dall’utilizzo di elementi naturali come parte delle opere d’arte, si ispira a ‘Storia di una montagna’, testo di Élisée Reclus. Inoltre trae spunto dagli scritti di Murray Bookchin, Gilles Deleuze, Henry David Thoreau con una forte influenza proveniente dalla letteratura scientifica contemporanea sulla sostenibilità ambientale.
Andreco sceglie qui approccio a 360^ miscelando installazioni, disegno, arte pubblica, performance, pirotecnica, coreografia di danza, parti attoriali, attivismo ecologista, avvolgendo letteralmente lo spettatore all’interno del proprio e personale immaginario. Durante il percorso i performer scelti compiono azioni simboliche in aperto dialogo con le installazioni realizzati dall’interprete Italiano. Queste, come da tradizione per le produzioni di Andreco, sono ispirate al paesaggio circostante, alle montagne, i macigni franati e gli alberi del bosco, tutti elementi che diventano parte stessa e protagonsti indiscussi della performance.
Infine, parte del progetto di Andreco, un piccolo allestimento per DRODESERA XXXVI, con una serie di sculture in bronzo ispirate agli elementi naturali che conservano la loro ritualità originaria.
Ad accompagnare il nostro testo, una lunga serie di scatti ed un bel video recap, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Pics by alessandro sala e Lisa Bosi

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Hyuro – New Murals in South Italy

01/09/2016

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Nelle scorse settimane Hyuro ha realizzato due nuovi interventi nel Meridione, il primo a Monteleone di Puglia il secondo a Lioni, in Campania.
Sempre più di casa ormai in Italia, l’autrice Argentina continua a portare avanti la propria pittura concentrandosi in particolare, non più unicamente sulla figura femminile, quanto piuttosto verso un sempre maggiore interazione con il tessuto sociale e con la storia dei luoghi che l’autrice visita.
Entrambe le pittura realizzate da Hyuro, fanno parte di due distinte rassegne, rispettivamente Willoke Festival e Bag-Out Festival, ed hanno vista l’artista confrontarsi con tematiche del tutto differenti.
Il primo lavoro, realizzato a Monteleone di Puglia, ci porta indietro agli anni del fascismo e della resistenza. Qui infatti avvenne la prima rivolta popolare con il regime, con donne, bambini ed anziani scesi in piazza per gridare contro le restrizioni alimentari. L’opera in particolare riflette sul ruolo della donna durante questo periodo di guerra, in gran parte non affrontato dalla storia.
La seconda pittura è stata realizzata a Lioni, una delle città maggiormente colpita dal gravissimo terremoto dell’Irpinia del 1980. La città, quasi interamente distrutta, è stata premiata con la medaglia d’oro al merito civile grazie alla capacità e volontà di ricostruzioni da parte dei suoi stessi cittadini. L’opera prenda vita su una delle poche case risparmiate dal sisma.
Per apprezzare al meglio questa doppia fatica dell’interprete, vi lasciamo alla ricchissima galleria di scatti in calce al nostro testo. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autrice.

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Tellas – New Mural in Lanusei, Sardinia

01/09/2016

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L’ultima pittura firmata da Tellas prende vita a Lanusei in Sardegna, con l’artista che esercita tutto il fascino della propria ricerca su questa grande parete.
È sempre stimolante osservare come, lasciando invariati quelli che sono gli stimoli e i principi cardine del proprio lavoro in strada, Tellas continui a sviluppare nuove ed interessanti variazioni estetiche alla propria ricerca. In particolare quest’ultimo intervento, dal titolo “Revealing the past”, rappresenta la perfetta miscela il passato ed il presente dell’artista.
I più affezionati ricorderanno “Buchi”, la serie di interventi caratterizzati da una profonda interazione con lo spazio di lavoro. Esattamente come per i precedenti interventi, anche in questo caso l’artista lascia invariata la superfice, con tutte le peculiarità del caso, lavorando però sullo spazio circostante al fine di creare una delle sue iconiche forme. Proprio quest’ultimo vede Tellas realizzare una nuova texture naturale, alimentata da un forte cadenza tonale, con gli effetti gradienti che così fortemente stanno imperversando nelle sue ultime uscite, ed il peculiare intreccio di elementi naturali a metà tra astratto e figurativo.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima fatica del grande autore Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti. Enjoy it.

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RUN for Mukanda Festival 2016

01/09/2016

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Uno sguardo alla splendida pittura realizzata da RUN a Vico del Gargano, parte dei lavori per l’ultima edizione del Mukanda Festival.
Il confronto con quest’ultima produzione firmata RUN, lascia dapprima interdetti. Siamo infatti di fronte ad una inedita composizione che si distacca in parte dal tipico immaginario dell’interprete con base a Londra.
Abituati a confrontarci con la particolare rielaborazione pittorica dell’artista, dove il volto e le mani da sempre rappresentano il principale volano espressivo, qui l’interprete sviluppa un canovaccio pittorico e tematico differente.
Dal titolo “Passeggiata all’alba/tramonto”, l’opera è il risultato, come spiega l’artista, di una vera e propria ‘visione’ figlia di impulsi e stimoli differenti capaci di raccoglie la predilezione dell’interprete per l’arte Deco e la Bauhaus, arrivando infine all’illustrazione della metà del ‘900 ed al Futurismo Italiano . Come sempre l’autore stimola la riflessione sulla realtà, sull’essere umano, arrivando qui ad imprimere un forte valore sociale, sfociando addirittura ne metaforico, in una immagine che vede alcuni personaggi camminare verso il tramonto.
Partendo da questi spunti, in parte inediti, RUN sceglie una composizione che vuole rappresentare la famiglia. Si tratta di una immagine carica di colori, natura, speranza e sensazioni differenti. L’interprete riflette sul significato di famiglia, sull’evoluzione che quest’ultima, specialmente nell’ultimo periodo, sta avendo. Simbolo di questa trasformazione sono i suoi iconici personaggi, proposti qui in una forma amorfa, evoluta e dall’interpretazione del tutto soggettiva.
Se a trasformarsi sono i characters, a rimanere invariati sono il sole, il mare, la natura nel suo insieme, in un monito che ci ricorda l’impossibilità di trasformare questi elementi cardine della nostra esistenza
Ad accompagnare il nostro testo, una bella e lunga serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Pasquale D’Apolito

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ZED1 for Draw the Line Festival 2016

01/09/2016

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La ‘strada’ ha saputo raccogliere la grande mole di sentimenti personali di disagio sociale, attraverso differenti direzioni. Continua a farlo, sebbene in molti casi ci sia stata una evoluzione sostanziale a pratica artistica più che tematica, esprimendo e traducendo concetti, pensieri e malesseri comuni, attraverso impulsi eterogenei. Il dipingere ad esempio ha saputo creare visioni, immagini ed opere, legate a doppio filo con ciò che è accaduto ed accadeva, attraverso codici visivi personali, ha saputo tracciare il volto ed il corpo della società moderna, la silhouette dell’uomo che la vive.
Tutt’oggi ci sono artisti che continuano la personale indagine pittorica, proseguendo nell’analizzare le differenti sfaccettature della società e dell’uomo moderno, donandoci una lettura dei tempi, dei luoghi e delle società in cui viviamo, complessa ed articolata, ma assolutamente vera. Senza risparmiarci nulla, privi di censura, ci mostrano la realtà del nostro tempo, confrontandosi con la strada e con ciò che la stessa ha saputo fagocitare e produrre, causa ed effetto, sintetizzabile con vita e morte.

È infatti questo un periodo di grandi cambiamenti e mutamenti, tutto accade e si propaga a grandissima velocità, tanto che spesso facciamo fatica a capire, assimilare e comprendere completamente ciò che ci accade intorno, costantemente bombardati ed intontiti. Eppure la nostra esistenza è costantemente scandita dall’instabilità, dall’incertezza, per certi versi anche dalla paura, sono tutti sintomi di un periodo storico, economico e sociale, piuttosto confusionario, che forse solo più avanti nel tempo comprenderemo appieno.
Viviamo in società sempre più complesse, difficili da afferrare nella loro interezza, spesso mal governate, dove la finanza continua a rappresentare una vera e propria sentenza, un boia senza volto dove la scure è guidata da ombre funeste.
Già la finanza, questo universo così complesso ed articolato che, specialmente negli ultimi anni, appare distante, quasi del tutto distaccato dalla quotidianità, dalla vita di tutti i giorni e che pure al tempo stesso, esercita così prepotentemente il suo impatto sulla vita di ciascuno di noi. Abbiamo imparato a comprendere termini che dapprima ci erano del tutto sconosciuti, dettagli tecnici che hanno saputo sconvolgere la nostra vita, parole che hanno assunto un peso specifico importante, sulla nostra schiena.

La crisi si è fatta sentire, avvolgendo, plasmando e trasformando completamente l’esistenza di ciascuno di noi, eppure tutto è rimasto invariato. Le strutture, i nomi e gli artefici delle nostre fatiche, appaiono di difficile identificazione, lasciandoci in un limbo scuro, grigio, poco chiaro. Ci viene detto che la società è – “un insieme di individui dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed organizzazione che, variamente aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni” – Wikipedia docet. Eppure oggi più che mai appare davvero staccata, letteralmente su un altro piano, lontana, dal nostro vivere.

C’è la necessità di continuare a raccontare, a mostrare e intercettare il sentimento comune, traducendone le differenti identità attraverso si setting visivi differenti, ma che continuino a rivolgersi ai luoghi ed ai tessuti sociali in cui gli stessi prendono forma e vita, legandosi e caricandosi di tutti quei differenti sentimenti che agli stessi appartengono, in una reciproca influenza.
È infatti innegabile come tutti quei progetti e quelle pittura nate e profondamente connesse con il basso, con la strada e con la sua gente, risultino di maggiore impatto. Non sto parlando di un semplice fattore estetico, quanto piuttosto di una connessione latente, stretta e forte, capace di tradurre nel migliore dei modi, le grida ed i pensieri che si celano in ciascuno di noi. Non è cosa certamente da poco.

ZED1 è certamente tra quegli artisti che maggiormente ha saputo intercettare e veicolare in modo efficace, riflessioni e tematiche comuni, profondamente legate alla società ed all’essere umano. La grande capacità dell’autore italiano risiede nella duplice direzione tematica delle sue produzioni.
Da una parte troviamo una analisi ed una riflessione legata alla società, al quotidiano ed alla vita di tutti i giorni, dall’altra l’uomo moderno, le sue differenti sfaccettature emotive e psicologiche, protagonista indiscusso di tutte le sue produzioni.

Appare chiaro come il lavoro dell’artista tratti quindi due direttrici tematiche differenti che corrono verso la stessa direzione, influenzandosi a vicenda, e proprio per questo motivo, imprescindibili una dall’altra. Non si può pertanto trattare ed affrontare temi legati ad una, escludendo l’altra e viceversa.
Intelligenza dell’interprete è quella di lavorare attraverso una forte componente narrativa, c’è la storia, il canovaccio tematico, a sostenere l’impalcatura visiva delle sue produzioni. L’autore si confronta quindi di volta in volta con un argomento cardine su cui vuole riflettere e farci riflettere, con questo che viene affrontato non direttamente, ma attraverso la costruzione di una potente analogia visiva dalla quale sviluppare l’opera finale.
Questa scelta non è affatto casuale, rappresenta infatti un sistema atto a sintetizzare ed a far comprendere al meglio ciò che si sta osservando, l’effettiva chiave di lettura. ZED1 si rifà alla cultura popolare e tradizionale in toto, cogliendo da ambedue, elementi comuni e di facile identificazione e conoscenza, lavorando attraverso metafore congeniali alla spiegazione finale dell’intervento, con lo scopo di permettere una identificazione ed immedesimazione costanti da parte di chi osserva o semplicemente una più facile fruizione.
A mutare sono quindi le situazioni, in funzione della riflessione a cui l’interprete vuole condurci. A mutare sono inoltre gli iconici characters che, di volta in volta, assumono aspetto e forme differenti, proprio in funzione delle situazioni, e delle differenti tematiche a cui ZED1 mira. Emblematici in questo senso i due interventi realizzati a San Benedetto del Tronto (Covered) e L’Aquila (Covered), esempio perfetto, nonché due tra i lavori certamente più riusciti, di come, partendo da riflessioni differenti, l’autore Italiano plasmi l’aspetto dei suoi personaggi, offra loro un palcoscenico tematico all’interno del quale respirare, attraverso analogie assolutamente calzanti ed impattanti.

L’eccellenza di ZED1 risiede quindi nella capacità di trattare tutti quegli aspetti reconditi e contraddittori della società moderna, ponendo l’essere umano nuovamente in primo piano. La quotidianità, la vita di tutti i giorni, le differenti sfaccettature e fragilità che caratterizzano l’uomo e la sua esistenza fatta di scelte, di ciò che è giusto e sbagliato, in una costante incertezza e difficoltà, divengono volano espressivo attraverso il quale affrontare le perplessità e le complessità emotive che scandiscono questi tempi. L’autore intercetta tutti quegli aspetti esistenziali, emotivi ed umani, che appartengono a ciascuno di noi, rielaborandone l’aspetto attraverso un codice visivo si personale, ma al tempo stesso comune e chiaro, di facile interpretazione.
A muovere questa grande profondità tematica, troviamo una identità pittorica personalissima. Gli iconici personaggi di ZED1 risultano vivi, scanditi da tonalità calde e rassicuranti, si animano, respirano attraverso emozioni e situazioni differenti, appaiono usciti dalla coscienza di un bambino, da un universo fiabesco, tutto in aperto contrasto con le brutture e il grigiore delle situazioni che raccontano.

L’ultima pittura dell’interprete, ben rappresenta efficacemente la profondità tematica e pittorica che accompagna le sue produzioni. L’interventi si lega inoltre alla perfezione con lo spirito di rivincita e rivalsa di Campobasso e del suo Draw the Line Festival, uno dei festival storici Italiani, che torna anche quest’anno con una nuova e rinnovata edizione.
Sebbene il 2011 rappresenti l’anno zero della rassegna di Campobasso, l’Associazione Malatesta, che promuove il festival, da anni che porta avanti un progetto di trasformazione attiva del territorio, con la volontà di combattere con il colore e non solo, la grande ed eccessiva presenza di cemento del capoluogo Molisano, che così profondamente ha mutato l’identità estetica e lo spirito del luogo.
Nel 1999, Sopa, uno dei promotori e fondatori del progetto, riuscì ad ottenere i permessi per organizzare una Jam presso l’Ex Stadio Romagnoli. Questo è il primo step, seguito nel 2004 da un nuova Jam e dalla nascita dell’Associazione, ad oggi impegnata attivamente sul territorio attraverso differenti iniziative come attività sportive, musica, arte e cultura. La svolta nel 2011 con la vittoria di un bando, e ben 80 artisti tra i più importanti della scena nazionale e non solo, al lavoro per le strade della cittadina.
La prima edizione si è concentrata sulla trasformazione dei grandi spazi verticali che circondano la città, sulla vecchia struttura del mercato coperto, dipinta da Ericailcane. Tra le opere realizzate anche una delle più discusse e famose di BLU, con la rappresentazione dell’involuzione di un ragazzo da studente a militare (Qui).

ZED1 per la rassegna presenta “La favola dell’avvoltoio ladro”, una nuova e potente rappresentazione attraverso la quale l’interprete riflette sull’attuale situazione economica. In questa nuova analogia, l’artista lavora attraverso differenti metafore, senza risparmiarsi e risparmiare alcuna critica al sistema finanziario, economico e bancario.
La banca assume infatti qui le sembianze di un avvoltoio, guidato da interesse personali, dal profitto e dal dio denaro, l’uomo risulta (quasi) inerme, mentre l’animale gli sottrae i propri risparmi – raffigurati da un iconico maialino-salvadanaio. Se questa rappresenta il primo incipit, l’autore insiste ponendo il protagonista a difesa dell’ultimo bene che gli rimane, la propria casa. Qui si sviluppa un ulteriore canovaccio tematico che va di pari passo con l’approccio pittorico dell’intera realizzazione.
ZED1 sceglie infatti di rappresentare la totalità della scena, come se si trattasse di una sorta di fiaba e rappresentazione teatrale con i burattini. L’idea è quella di rafforzare il concetto di furto che, esattamente come le favole per bambini che vengono tramandate nel corso del tempo, avviene da anni senza che nulla cambi.

Come facilmente visibile in quest’ultima fatica, l’aspetto estetico e pittorico per ZED1 diviene tutt’uno con il canovaccio narrativo e sociale a cui l’artista rivolge la propria critica e riflessione. È interessante notare come il grande interprete Italiano, ancora una volta, sviluppi un opera dai molteplici livelli tematici. Giocando con l’aspetto dei personaggi e delle loro azioni, raccogliendo l’eredità folkloristica e tradizionale del nostro paese, lavorando attraverso simboli, meccanismi visivi e mentali e metafore, di facile interpretazione. Centrando il bersaglio in modo semplice ed assolutamente coinvolgente.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Laura Luvi Fratangelo, Stefano Vavolo and The Artist

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