GORGO

Archive for luglio, 2016

INO – New Mural in Ibiza

31/07/2016

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Nuovo aggiornamento per INO, l’interprete nei giorni scorsi si trovava ad Ibiza dove, per il Bloop Festival di quest’anno, ha realizzato una nuova pittura.
Ci siamo infatti spesso confrontati con le produzioni di INO, un carico pesante quello dell’artista, capace di veicolare riflessioni, spunti e temi legati all’uomo e più particolare alla società moderna ed alle sue contraddizioni. Attraverso le sue opere l’interprete pone lo spettatore a confronto con temi delicati, scomodi, ponendo quesiti che inevitabilmente sfociano in una presa di posizione diretta e personale.
A sostegno di questa impalcatura tematica, troviamo un approccio stilistico legato anzitutto ad una pittura dettagliata, rapida nella sua esecuzione, scandita dall’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici, con negli ultimi tempi l’aggiunta di qualche tinta differente, ideale volano cromatico per veicolare le riflessioni e le tematiche dell’autore.
L’impeto dell’artista è spesso accompagnato da forti analogie visive in grado di porsi come ideale sintesi tematica e visiva dei temi e degli argomenti trattati.
Dal titolo “In Search of Sunrise”, quest’ultimo lavoro è un inno alla libertà, con un inevitabile riferimento alla questione dei rifugiati e degli immigrati che stanno lottando per arrivare in Europa.
Ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di immagini con i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima fatica dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna Spagnola.

Pics via San

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Invader – “Goku” A New Piece

31/07/2016

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Nuovo aggiornamento per Invader, il famoso artista ha da poco realizzato un nuovo intervento a Parigi, ispirato ad uno dei personaggi più famosi dell’animazione giapponese.
Come visto e ribadito più volte, Invader ha progressivamente spostato la propria attenzione verso spunti, temi e riferimenti maggiormente attuali. Se infatti il processo e l’approccio lavorativo rimangono invariati, con la costruzione delle iconiche caselle a caratterizzare la totalità del lavoro dell’artista, a cambiare sono i protagonisti delle sue produzioni. In questi anni Invader appare sempre più a proprio agio nel raccogliere l’eredità di tutti quei protagonisti della cultura pop moderna, ponendo da parte gli iconici characters di Space Invaders e focalizzando l’attenzione verso nuovi eroi contemporanei.
L’artista nel corso del tempo ha raccolto l’eredità dei grandi videogiochi, dei grandi film e dei cartoni animati che più di tutti hanno segnato la nostra infanzia e giovinezza. Quest’ultimo lavoro, realizzato nei giorni scorsi, vede quindi l’interprete rielaborare attraverso la consueta impostazione 8-bit il protagonista di Dragon Ball, Goku.
In attesa di vedere se l’interprete raccoglierà l’eredità di altri capisaldi dell’animazione made in Japan, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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MrFijodor for EFFIMURAL Project

30/07/2016

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Uno sguardo all’ultimo lavoro realizzato da MrFijodor per EFFIMURAL, nuovo progetto inaugurato da poco presso la Stazione di Porta Susa a Torino.
Il progetto, coordinato dagli amici dell’Associazione Il Cerchio e le Gocce di Torino in collaborazione con RFI, mira a proporre un cambiamento attivo ed in divenire su questa parete nei pressi della stazione ferroviaria di Torino. L’idea è quella di far lavorare su questo spazio artisti di fama nazionale ed internazionale, andando a creare una sorta di immagine dinamiche che, a seconda dell’artista coinvolto, cambierà aspetto e percezione nel corso del tempo.
Per l’inizio del progetto l’Associazione sceglie MrFijodor, l’artista Italiano si confronta con la superficie di lavoro andando a rielaborare la leggende del toro che sconfisse il drago e che diede il nome proprio alla città di Torino.
Attraverso il proprio e personale impeto pittorico, MrFijodor porta avanti una personale riflessione sulla società moderna, in particolare sull’uomo, andando a toccare una grande vastità di situazioni e spunti. L’idea dell’artista è quella di tracciare tutte le differenti sfaccettature, fragilità e emotività, che caratterizzano l’essere umano attraverso potenti analogie con i suoi iconici characters e per mezzo di una sintesi grafica peculiare.
Partendo da questi spunti, l’interprete Italiano rielabora la storia attraverso la propria e personale visione pittorica, il risultato finale è quindi una pittura delicata e caratterizzata dal consueto impianto grafico.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sul progetto, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento e le fasi del making of, scrollate giù e dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Livio Ninni

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Nychos – New Mural in Rhode Island

30/07/2016

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Nei giorni scorsi Nychos si è spostato a Rhode Island dove ha avuto modo di realizzare questa nuova e grande pittura.
L’intervento è parte dei lavori per l’INFLUX Public Art Festival organizzato da The Avenue Concept. Quest’ultima è una organizzazione no-profit che lavora per portare l’arte pubblica a Rhode Island attraverso progetti specifici. Grazie alla collaborazione con la INOPERAbLE Gallery, ecco che Nychos sbarca negli States per lavorare su questa enorme superfice.
Il confronto con le produzioni dell’autore, passa per una peculiare reinterpretazione di corpi e soggetti, per la maggior parte animali, che vengono dipinti attraverso il consueto effetto di dissezione. L’approccio puramente grafico è caratterizzato da un forte legame con il mondo dei graffiti, stimolo questo, che si unisce con i personali studi anatomici, con le influenze splatter, ed infine con una caratterizzazione cromatica legata a tonalità particolarmente accese. L’elevata quantità di dettagli ed accuratezza, la forte resa realistica, caratterizzano i corpi e le viscere dei soggetti rappresentati dall’interprete Austriaco, come in questa sua ultima fatica, dove Nychos ha realizzato, un gigantesco leopardo delle nevi.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata.

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Watch: XV Classes Project in Saint-Jean-de-Luz

29/07/2016

Fuori ora un bel video recap di XV Classes Project, progetto segreto realizzato lo scorso inverno a a Saint-Jean-de-Luz, in Francia.
Come visto con l’intervento realizzato da Martina Merlini (Covered), il progetto, curato da da LxOne, Erwann Lameignère e Robert Alday, ha visto 15 differenti artisti, confrontarsi con gli spazi dell’ dell’ex istituto St. Joseph School di Saint-Jean-de-Luz. Ognuno di essi si ha avuto modo di lavorare all’interno di una specifica stanza, prima che l’edificio fosse demolito nel Gennaio 2016.
Il roster, formato da: Arro Studio, L’Atlas, Etienne Bardelli, Stéphane Carricondo, Erico, Jerk45, Jeykill, Krsn, LxOne, Clément Laurentin, Martina Merlini, Gilbert Petit, Remi Rough, Tanc, Moneyless, vede una varietà di approcci, tecniche e ricerche pittoriche eterogenee, capaci di cambiare completamente l’assetto e la percezione di ciascuna di queste ‘stanze’.
A distanza di mesi, abbiamo ora l’opportunità di approfondire al meglio i lavori realizzati per il XV Classes Project. In concomitanza con l’uscita del video, fuori anche il catalogo dell’evento, stampato in edizione limitata, con all’interno gli scatti firmati da Thomas Lang, che potete acquistare direttamente qui.
Mettetevi comodi e schiacciate play, siamo certi che non mancherete di apprezzare. Infine, ad attendervi dopo il salto, una bella panoramica con tutti gli interventi realizzati dagli artisti coinvolti.

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Sebas Velasco – New Mural in Rijeka, Croatia

29/07/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura firmata Sebas Velasco, con l’autore Spagnolo invitato a Fiume dal Museo d’Arte Contemporanea della città.
L’opera fa parte del programma di opere pubblico istituto dal Museo cittadino con lo scopo di dare nuova linfa a zone tranquille e dimenticate della città. Partendo da questo Sebas Velasco sceglie il consueto approccio pittorico, particolarmente legato al tessuto sociale ed economico della cittadina.
Fiume è infatti la classica realtà industriale, con il porto e la ferrovia come principali poli. Come tale, la città ha attratto molte persone da fuori, diventano un curioso meltin pot di culture e realtà differenti.
Fortemente ispirato dall’ambiente di lavoro, l’interprete porta in dote la consueta pittura narrativa come ideale sintesi dei progetti curati dagli organizzatori. Anzitutto vediamo un grande ritratto di un uomo, che lo stesso artista ha incontrato durante il suo soggiorno, insieme ad alcuni degli elementi architettonici facilmente riconoscibili della città.
Il risultato finale, che emerge tra il fiume e la ferrovia cittadina, è quindi un personale omaggio di Sebas Velasco a tutti i lavoratori della città.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti dell’interprete, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata.

Pics by The Artist

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Nelio for Memorie Urbane 2016

29/07/2016

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Nuovo aggiornamento per Nelio, il grande artista Francese ha da poco terminato due nuovi interventi per il Memorie Urbane Festival 2016.
Dopo gli exploit realizzati in occasione dell’ottimo ALTrove Festival (Covered), Nelio si è spostato a Formia dove ha avuto l’opportunità di lavorare su due distinti spazi, portando in dote tutta la sua personale ricerca pittorica.
L’astrattismo portato avanti da Nelio è caratterizzato da una peculiare fascinazione geometrica capace di generare un immaginario in cui, forme e colori, scandiscono la superfice di lavoro. L’artista ha saputo nel corso degli anni portare avanti filoni estetici differenti, spesso nati da interessanti collaborazioni con autori differenti che, inevitabilmente, ne hanno segnato il confronto con lo spazio pubblico.
Da qui l’interprete dà vita a trame spesse ed articolatissime, caratterizzate da agglomerati di elementi o da strutture in divenire caratterizzate da costanti e differenti declinazioni. In questo senso l’interprete caratterizza la propria pittura attraverso giochi tonali e soprattutto costanti effetti di profondità e tridimensionalità che trasformano sia l’aspetto e l’asseto delle figure rappresentate, sia la percezioni dell’ambiente di lavoro.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa doppia pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Gig – New Mural in Trani

28/07/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Gig, l’artista Italiano ha da poco terminato questa nuova pittura a Trani.
Prosegue il processo di cambiamento che così fortemente sta influenzando le produzioni dell’artista. Come visto in questi mesi, Gig sta infatti sperimentato un impeto maggiormente astratto e viscerale, per poi ibridare quest’ultima direzione pittorica attraverso un approccio più vicino al figurativo. Abituati quindi a confrontarci con pitture rigorosamente in bianco ed in nero, quest’ultima fatica porta con se inediti ed inaspettati spunti.
L’autore continua ad essere legato ad una personale rappresentazione di elementi naturali, con i sassi, a rappresentare gli assoluti protagonisti. L’idea è infatti quella di porre in essere, proprio attraverso grandi macigni, una personale riflessione sul tempo, sullo scorrere di quest’ultimo come parabola dell’esistenza umana.
Quest’ultima incarnazione, realizzata per la Biblioteca Comunale di Trani, ha visto Gig apportare un significativo cambiamento al proprio lavoro. Ecco infatti a farsi spazio tra gli elementi raffigurati, tutti rigorosamente in bianco e nero, alcune ‘macchie’ cromatiche, capaci di comporre un nuovo livello percettivo, donando al risultato finale una inedita profondità.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Italiano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Gola Hundun – New Mural in Berceto, Parma

28/07/2016

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Nuovo aggiornamento per il nostro Gola Hundun, l’artista Italiano nei giorni scorsi si trova a Berceto dove ha avuto modo di realizzare questa nuova pittura.
Il confronto con le produzioni di Gola Hundun passa per la personale riflessione dell’autore Italiano sulla natura e più in generale sull’intera biosfera. L’interprete pone al centro della propria produzione la natura, sia dal punto di vista visivo quanto tematico, riflettendo sul rapporto che intercorre tra questa e l’uomo moderno. Spesso in totale simbiosi con l’ambiente di lavoro, special modo con le peculiari installazioni, il lavoro dell’artista è caratterizzato da una personale rielaborazione di forme ed elementi naturali, scanditi da colori accessi, acidi, e soprattutto da personalissima cura per il dettaglio.
Quest’ultima pittura, dal titolo “Continuum”, è stata realizzata in occasione dello Squinterno Festival di Berceto. L’opera ha visto Gola Hundun reinterpretare la figura mitologica del serpente, presente in molte culture arcaiche. In particolare il serpente è spesso legato all’origine dello spazio e del tempo e dell’universo conosciuto, raccogliendo quindi l’eredità di tutti qui miti e delle leggende antiche, come l’Uroboro, il serpente della cultura vichinga, oppure il il Quetzalcoatl dei Maya. Infine la grande figura nera posta al centro dell’opera, rappresenta lo spazio e l’ignoto.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo, ricca serie di scatti con le fasi del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Waone – New Mural for Richmond Mural Project

28/07/2016

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Ci spostiamo a Richmond negli States, qui nei giorni scorsi Waone degli Interesni Kazki ha terminato questa nuova pittura.
L’opera fa parte dei lavori per il Richmond Mural Project, ed ha visto l’interprete Ucraino al lavoro per circa una settimana. Dal titolo “Chasing Tigerman”, l’intervento ci offre l’opportunità di vedere da vicino gli ultimi sviluppi estetici e tematici del lavoro di Waone.
Come infatti visto recentemente, con la pittura realizzata in India (Covered), l’autore sta spostando la propria attenzione verso un approccio privo di tonalità e legato unicamente al bianco ed al nero come unici vettori cromatici. Ad accompagnare questa scelta, troviamo una rinnovata maturità tematica, caratterizzata da una introspezione maggiore su temi e spunti legati a riflessione filosofiche.
Waone in questo lavoro rinnova infatti il proprio interesse sulla natura della coscienza umana. In particolare in questo intervento l’interprete riflette sugli obiettivi che ciascuno di noi si prefigge durante la propria vita, ed il modo in cui cerchiamo di arrivare agli stessi. La figura della tigre in particolare, rappresenta l’essere umano famelico, vorace nei confronti del prossimo, nell’atto di raggiungere i propri traguardi. Infine la scatola con il character al proprio interno, rappresenta l’obiettivo di qualcuno che produce altri obiettivi da raggiungere.
Per apprezzare al meglio quest’ultima fatica dell’artista, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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First pic by Tostfilms

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RUN for Clorofilla Project in Belluno

27/07/2016

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Tra gli ospiti del Clorofilla Project di Belluno, anche RUN che ha realizzato questa bella pittura all’interno degli spazi della Casa dei Beni Comuni.
L’opera, segna anzitutto il ritorno di RUN in Italia, dopo le recenti pitture realizzate a in Marocco (Covered) ed a Londra (Covered), con il grande autore impegnato su una delle grandi pareti interne agli spazi della Casa dei Beni Comuni di Belluno.
La pittura, che si lega alla perfezione con gli altri interventi realizzati in loco e con le peculiarità architettoniche del luogo di lavoro, ancora una volta vede l’interprete sviluppare un trama caratterizza da una personale rielaborazione dell’essere umano. Gli iconici characters dell’autore Italiano, vanno letteralmente a sorreggere una grande volto posto di profilo, con la mano di quest’ultimo intenta ad afferrare la coda del grande cetaceo raffigurato sulla parete adiacente. Il tutto infine viene arricchito da alcuni elementi naturali, che si rifanno ad uno dei grandi temi che continuano a caratterizzare la rassegna Veneta, con la natura ed il contatto con la stessa, ad influenzare la (quasi) totalità degli interventi fin qui realizzati.
In attesa di mostrarvi gli altri lavori realizzati durante gli intensi giorni del progetto, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Felipe Pantone for POW WOW Long Beach

27/07/2016

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Ci spostiamo a Long Beach in California per dare un occhiata all’ultima pittura realizzata dal grande Felipe Pantone per il POW WOW Festival 2016.
Avevamo lasciato l’artista Portoghese a Montreal (Covered), ora su il sipario su questa sua ultima fatica, scandita ancora una volta dalla particolare direzione estetica, tematica e pittorica che ne accompagna le produzioni in strada.
Come visto più volte il confronto con le produzioni di Felipe Pantone passa per la particolare direzione visiva, l’interprete raccoglie in eredità, tutte quelle immagini, forme, figure, gli errori ed i glithc che costituiscono l’universo digitale. Dalle macchine ed i computer, l’autore ci spinge a osservare una realtà mutata, specchio dei tempi moderni, della velocità degli stessi, capace di riflettere attraverso spunti inediti, il nostro quotidiano.
Impressionano le produzioni dell’interprete, rompono la linearità dello spazio, spezzandone la monotonia, come se durante il caricamento dell’immagine, quest’ultima non venga elaborata nel modo corretto.
Quest’ultima pittura, realizzata per l’ultima incarnazione del POW WOW Festival – rassegna sempre più internazionale – Felipe Pantone adotta il consueto approccio pittorico. L’artista gioca con la superficie a disposizione immettendo nella stessa una serie textures e pattern differenti, tagliando lo spazio attraverso una grande forma centrale, che fa da sparti acqua con le differenti alterazioni cromatiche.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con alcune immagini del making of e dello splendido risultato finale, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna.

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Alberonero for ALTrove Festival 2016

27/07/2016

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Chiudi gli occhi, fallo davvero, pensa ad un colore, iniettalo in una specifica forma, lascia che la mente, le sensazioni, le percezioni del momento, le emozioni personali, la tua storia ed il tuo vissuto, ti guidino generandone l’aspetto. Lascia scorrere questo flusso, immergendoti all’interno di un bagno cromatico, avvertine la vastità, ed ora delineane gli spazi ed i confini, controllando ed incanalando tutto ciò all’interno di una specifica figura.
Ciascuno di noi abbina ad una tonalità una specifica forma, è un meccanismo inconscio che rivela la natura delle nostre emozioni, traducendone l’impeto, le forza e la profondità, attraverso binari visivi personali ed al tempo stesso collettivi. Questa grande mole emotiva, da una parte si traduce in una specifica tonalità, dall’altra, il desiderio di controllarne il moto incessante, ne irretisce il volume all’interno di peculiari ‘barriere’.
Forma e colore, razionalità ed emotività, trovano il giusto equilibrio in un assetto specifico e personale che rappresenta la summa di pensieri e sensazioni proprie. Si tratta di un bilanciamento costante e variabile, figlio dell’introspettivo, capace di cambiare costantemente in base alle sensazioni ed agli stati emotivi. Ad ogni colore un emozione, uniti all’interno di una figura che ne rappresenti al meglio il carattere e la sostanza.

Questo rappresenta un meccanismo del tutto personale, è intrinseco in ciascuno di noi, un interazione che rimane chiusa nella nostra mente e che fluisce al difuori unicamente nell’atto di dipingere. Non parlo di pittura figurativa, in quel caso le immagini e le visioni cancellano l’aspetto prettamente viscerale, attuando una riproduzione attraverso canoni estetici personali e figli di una propria rielaborazione grafica. Parlo di un approccio maggiormente diretto verso l’astratto, stimolo questo, quanto mai capace di sintetizzare al meglio tutti quegli aspetti emotivi, intangibili e personali, nel migliore dei modi. Abbinando colore e forma, plasmando il proprio flusso attraverso una ricerca figlia di una sintesi di idee, spunti, riflessioni e le immancabili fascinazioni personali.
Vista la sua natura altamente personale ed introspettiva, la pittura astratta, riesce a calamitare l’attenzione di chi osserva, avvolto in uno stato di cosciente interpretazione che, inevitabilmente, passa per una lettura propria, libera dai confini. Si accende in questo modo una legame ed una interazione tra artista, opera ed osservatore, di volta in volta differenti.

L’approccio pittorico di Alberonero rappresenta l’efficace sintesi di questo meccanismo personale. L’artista Italiano ha fatto dell’interazione tra colore e forma, la sua principale leva tematica, punto di partenza dal quale ampliare, sviluppare, concetti ed espressioni emotive differenti.
La scelta dell’autore Italiano ricade su una specifica figura, il quadrato, costantemente attraversato da tonalità e colori differenti, in grado di cambiarne si l’aspetto, ma soprattutto la percezione finale, cogliendo proprio nella variazione tonale, tutte le sfaccettature dello spettro emotivo che caratterizzano l’essere umano.
La scelta del quadrato, grazie alla capacità associativa di questa figura che nella sua unicità racchiude in se, ed al tempo stesso, sviluppa altre forme, risulta assolutamente consona. Inoltre la peculiarità di poter essere ripetuta, mantenendo inalterato il suo equilibrio formale all’interno dello spazio, ha permesso all’artista Italiano di sviluppare composizioni sempre differenti, in una escalation di intrecci e puzzle di forme eterogenee.
Il quadrato non basta però, il core centrale della ricerca dell’interprete è rappresentato dal colore, attraverso il quale le forme si animano, prendono vita all’interno dello spazio, mutandone la morfologia e la percezione finale, ma soprattutto intercettando e sviluppando spunti ed emotività differenti.

Le composizioni dell’autore, sono basate su una costante variazione tonale, questa, associata alla specifica forma, si traduce in una esplicazione emotiva, una sintesi di percezioni e stati d’animo differenti, propri, personali e del momento, ed infine inevitabilmente legate al luogo di lavoro. Il puzzle visivo sviluppato dall’interprete viene composto attraverso la costante alterazione cromatica delle caselle, in una escalation tonale che, nel corso del tempo, si è fatta mano a mano sempre più ampia e caratteristica, con composizioni sempre più complesse ed articolate.
La ricerca dell’autore non si è però unicamente concentrata su una semplice composizione di forma e colore, Alberonero, proprio attraverso lo scorrere di colori e tonalità differenti all’interno dei suoi iconici quadrati, ha saputo imprimere alle figure un senso motorio. Ad esempio sviluppando agglomerati di forme in cui, proprio la variazione cromatica, suggerisce una specifica direzione oppure esalta nuove figure geometriche all’interno delle stesse (Covered), passando infine per le sperimentazioni motorie maggiormente accentuate, come per l’intervento realizzato per il Viavai Project (Covered).
La volontà di trovare soluzioni differenti, in un crescendo di difficoltà, sia per la quantità di toni, sia attraverso il confronto con superfici più grandi, ha permesso all’artista di esaltare il valore motorio delle sue composizioni. Esempio perfetto della costante crescita dell’interprete, la parete dipinta lo scorso anno a Catanzaro per l’ALTrove Festival (Covered). Si tratta di un incredibile escalation di toni differenti, raccolti all’interno di due grandi quadrati posti in movimento, all’interno di una superfice di dimensioni davvero importanti.
Se l’anno scorso Alberonero aveva proposto una pittura, l’appuntamento con l’edizione di quest’anno raccoglie al meglio le ultime sperimentazioni dell’artista Italiano, in una perfetta simbiosi con i temi cardine della rassegna Calabrese.

È infatti importante sottolineare come l’approccio dell’autore Italiano risulti in maniera totale, legato al luogo di lavoro. La scelta dei toni, così come lo sviluppo degli stessi e delle figure che ne imbrigliano il movimento all’interno della superfice di lavoro, continua ad essere legata a spunti personali che l’artista riscontra all’interno dell’ambiente circostante, raccolti e rielaborati attraverso la propria ricerca.
Respiriamo gli odori ed ascoltiamo i suoni dei colori che ci circondano, imbrigliati all’interno di forme specifiche che arrivano a noi sotto forma di stimoli differenti. Alberonero intercetta questi codici cromatici, raccogliendone l’eredità visiva, plasmandola attraverso una specifica figura, che diviene sintetica, equilibrata ed intrinsecamente perfetta. Ne ricolloca e rielabora l’aspetto, mantenendone inalterato l’equilibrio visivo, in una catarsi emotiva inedita ed efficace.
Non solo pittura. Alberonero appare sempre più interessato nel traslare i concetti cardine della propria ricerca, in progetti maggiormente specifici, tangibili, ed in grado, da una parte di elevare gli aspetti tematici del proprio lavoro, dall’altra di sviluppare una interazione con lo spazio maggiormente efficace.
La residenza presso Campidarte (Covered) ha rappresentato l’opportunità di lavorare a maggior contatto con il territorio, attraverso una serie di installazioni profondamente connesse con il circondario. L’installazione specifica realizzata infine in Salento per il Viavai Project (Covered), ha ulteriormente visto l’artista confrontarsi con lo spazio, lavorando in equilibrio ed in simbiosi con lo stesso.

Nella intensa dieci giorni dell’ALTrove Festival, l’installazione site-specific realizzata da Alberonero, rappresenta una assoluta novità, si tratta infatti del primo intervento non murale sviluppato dal festival Calabrese.
Quest’anno la rassegna si è ancora più concentrata sull’interazione tra le opere realizzate ed il tessuto sociale di Catanzaro. Le pareti proposte, di dimensione ridotta rispetto allo scorso anno, come anche la scelta degli spazi che hanno maggiormente interessato le vie del centro cittadino, sono il risultato di una precisa scelta. C’è infatti la volontà di intercettare in maniera maggiore, gli aspetti emotivi e personali dei cittadini, attraverso opere di dimensione umana, caratterizzate da un contatto, un interazione, ed una influenza con il luogo di lavoro, maggiormente radicati. Una scintilla che ha nuovamente elevato il livello del Festival, sottolineandone ancora una volta il concetto di ALTrove da contrapporre alle difficoltà del quotidiano e della realtà.
L’opera di Alberonero, dal titolo “Tre Colli”, rappresenta la perfetta sintesi sia dei temi cardine che caratterizzano il festival, sia della ricerca dell’artista Italiano, giunta qui ad una nuova ed impattante maturità. È una installazione che misura 4,06 x 10 x 4,06 m, collocata non all’interno del tessuto cittadino, maggiormente immersa nella natura, eppure così profondamente connessa con le due realtà cittadine.

C’è una realtà ferma, statica, incapace di sovvertire la propria sorte, apatica, rovinata ed abbandonata a se stessa. È una realtà che stringe polsi e caviglie, rendendo il muoversi più complicato. È un quotidiano il cui simbolo è rappresentato da tutta quella serie di edifici abbandonati, dismessi, distrutti, mai terminati, come se la loro stessa esistenza non sia stata affatto necessaria. Sono li fermi, simbolo della speculazione edilizia che ha interessato così profondamente Catanzaro, immobili, a ricordare che l’agire forse non serve a nulla e che magari tanto vale non fare nulla.
Queste strutture ricordano la difficoltà, risultano isolate e trasmettono un forte senso di malinconia. Emergono dal paesaggio, deturpandone la bellezza, inserendosi in modo devastante all’interno della natura viva e padrona, che circonda e caratterizza la città.
L’opera di Alberonero riconnette il costruito con lo spazio naturale, intercetta il desiderio sopito di legarsi alla natura con una rinnovata delicatezza. Un nuovo equilibrio che nasce dall’incontro di forme rigide, umane e trasparenti, a contatto con le curve, i colori cangianti ed il vento che percorre senza sosta queste terre. I vuoti divengono momento di introspezione, di riflessione personale, ma rappresentano anche un velato riferimento all’incompiuto che regna in queste terre. Si tratta di un monito, trapassato dal vento che ci si inserisce, emergono infine i tre colli, simboli anch’essi di Catanzaro, con gli accenti cromatici e trasparenti capaci di donare infine un nuovo fascino ed una nuova visione ed interpretazione alla natura circostante.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Gola Hundun for Muros Tabacalera in Madrid

26/07/2016

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Nei giorni scorsi il nostro Gola Hundun si trovava a Madrid per prendere parte ai lavori del Muros Tabacalera Project.
Il progetto è curato da Madrid Street Art Project, ed ha visto alcuni nomi di spessore della scena internazionale e Spagnola, al lavoro su una serie di piccole pareti.
La pittura realizzata da Gola Hundun è l’opportunità per osservare da vicino un deciso cambio sostanziale attuato qui dall’autore Italiano. Rimangono invariati i temi e le riflessioni dell’interprete, come sempre legati alla natura ed al rapporto che intercorre tra quest’ultima e l’essere umano, a cambiare però è l’approccio, che diviene ora maggiormente dettagliato. Come visto in occasione di “Intelligenza Vegetale“, Gola Hundun sta intensificando il personale rapporto con il dettaglio, con il minuzioso, approfondendo forme e tutti quei micro elementi che caratterizzano l’intera biosfera.
L’opera dipinta a Madrid, ha visto l’artista lavorare su un ingrandimento di un apice vegetativo. Nell’apice di ogni rametto è presente una gemma apicale, da questa si sviluppano le bozze fogliari, così come i primordi dei rami, che danno poi origine ai rami laterali. Si tratta quindi di un elemento, in costante ricerca di luce solare, importantissimo per le piante. Il sole viene rappresentato dal cerchio dorato, mentre l’apice vegetativo, dipinto con estrema cura e minuziosità, è intento a catturarne la luce ed il calore.
Gola Hundun sceglie questo elemento per sviluppare una nuova allegoria, una riflessione sul cercare il proprio sole, sia fisicamente che spiritualmente, per infine elevarsi, cambiare, evolvere e trasformarsi.
Dopo il salto riviviamo assieme le fasi del making of di quest’ultima pittura fino al bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sul bel progetto Spagnolo.

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Pics by Guillermo De La Madrid and Lucas Caraba

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DIMA – New Mural in Ivano-Frankivs’k

26/07/2016

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Ci spostiamo ad Ivano-Frankivs’k in Ucraina per dare uno sguardo approfondito all’ultima pittura realizzata da DIMA parte del Litoralis visual program.
Il progetto, parte della programmazione del Porto-Franko Gogol Festival di quest’anno, ha visto la realizzazione di quattro differenti interventi realizzati da: Apl315, Stachu Shumski, Jan Zdvorak, tutti appartenenti alla scena Est Europea, tutti caratterizzati da una forte e caratteristica direzione astratta.
Particolarmente attivo in questo periodo, DIMA pare aver inquadrato una propria direzione pittorica, un personale setting estetico attraverso il quale l’interprete si confronta con lo spazio pubblico. Come visto più volte le produzioni dell’artista Ucraino solo legate ad una personale rielaborazione di forme ed elementi astratti. Partendo da queste figure, l’autore porta avanti un impeto pittorico legato agli stati emotivi del momento, capaci di influenzarne l’aspetto e la forma, con gli elementi grafici costantemente piegati da un moto perpetuo e da una pittura ‘cruda’ e ‘sporca’.
Quest’ultima opera, ben rappresenta il particolare momento di DIMA. L’artista sviluppa su questa grande parete uno dei suoi iconici intrecci di forme e figure irregolari, lavorando attraverso tonalità differenti, solchi, forme e textures, per un risultato finale che ancora un volta ci ha pienamente convinto.
In attesa di scoprire gli sviluppi del progetto, con l’interprete impegnato in nuove pittura, vi lasciamo agli scatti del making of ed hai dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Emajons – New Mural in Ballarò, Palermo

26/07/2016

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Nuovo aggiornamento per Emajons, l’artista Italiano torna a lavorare per le strade di Palermo con questa nuova pittura da poco terminata nel mercato di Ballarò.
Dopo i recenti exploit, tra cui spicca il lavoro in collaborazione con Sbrama (Covered), l’autore torna a lavorare in quel di Palermo. A distanza di tempo dagli interventi realizzati in occasione dell’ottimo Borgovecchio Factory (Covered), ecco quindi una nuova pittura che prende vita in una della zone con più appeal della città. Ballarò è infatti sede dell’omonimo mercato, il più antico della città.
In questo particolare contesto, Emajons si confronta con uno scampolo di parete sviscerando sulla superfice della stessa, tutta la sua particolare visione pittorica. Ancora una volta il confronto passa per un immaginario crudo, diretto ed efficace, capace di tratteggiare con forza le differenti sfaccettature dell’essere umano. Per mezzo di un setting pittorico rapido, in divenire, Emajons ben riesce a supportare la riflessione sull’uomo moderno e sulle sue differenti criticità, temi, spunti e riflessioni, che da sempre ne accompagnano le produzioni in strada.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Italiano, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Andrea Casciu x Hopnn – New Mural in Corticella

25/07/2016

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Ci spostiamo a Corticella, Bologna, qui nei giorni scorsi Andrea Casciu ed Hopnn hanno realizzato una nuova pittura unendo i rispettivi immaginari.
Portando avanti differenti direzioni tematiche e stilistiche, Hopnn ed Andrea Casciu intersecano qui le rispettive visioni in una riuscitissima combo. L’opera, che avvolge completamente questa grande struttura architettonica, eredita sia l’introspezione tipica delle produzioni di Andrea Casciu, sia i temi cari ad Hopnn.
Se il primo infatti concentra la propria attenzione su tutte quelle sfaccettature emotive e viscerali, tipiche dell’essere umano, proponendole attraverso una costante rielaborazione del proprio stesso volto, il secondo si affida alla bicicletta come simbolo per contrastare ed approfondire, tutti quei temi che ben rappresentano le controversie della società moderna e del nostro quotidiano.
L’unione di intenti porta i due interpreti a sviluppare una trama dal forte senso criptico. Il volto di Casciu, letteralmente scoperchiato con all’interno una piccola pianta, viene letteralmente sostenuto dagli iconici characters di Hopnn, intenti al tempo stesso a divincolarsi tra rottami ed automobili distrutte.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dei due interpreti, vi lasciamo alla bella serie di scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli dell’opera. Scrollate giù e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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ALTrove Festival 2016 – Abandoned Places

25/07/2016

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Chiudiamo il cerchio sulle pitture realizzate per l’ ALTrove Festival, con la serie di interventi realizzati in alcuni spazi abbandonati di Catanzaro.
Quest’anno il festival si è sviluppato in una dieci giorni intensa e stimolante in cui, gli artisti scelti, oltre che lavorare alle pareti designate, hanno più volte avuto modo di collaborare fra loro, innescando quel circolo di influenze e stimoli differenti che tanti ci è piaciuto raccontarvi (Leggi l’editoriale). Ad accompagnare questa nuova direzione del Festival, quest’anno più che mai legato a doppio filo con il tessuto sociale di Catanzaro, la volontà di offrire agli autori chiamati l’opportunità di dipingere in totale libertà.
In questo senso la particolare mappa cittadina, ricca di zone, costruzioni ed interi edifici abbandonati, è divenuta ancora una volta opportunità per un cambiamento attivo, stimolato ed imbastito proprio attraverso l’operato di alcuni degli interpreti partecipanti.
2501, Alexey Luka, Ekta, Nelio ed i THTF hanno quindi avuto modo di lavorare all’interno di spazi in totale disuso, sperimentando nuove ed efficaci direzioni pittoriche, continuando a proporre le proprie e personali ricerca, inevitabilmente influenzati dagli stimoli e dalle sensazioni del momento e del luogo di lavoro.
Scrollate giù, dopo il salto una ricca serie di scatti con i dettagli dei lavori realizzati dagli artisti, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Se vi siete persi qualcosa QUI tutti gli interventi realizzati durante l’intensa dieci giorni dell’ALTrove Festival.

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Aryz – New Mural in Ghent, Belgium

25/07/2016

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Nuovo aggiornamento per il grande Aryz, l’artista Spagnolo ha da poco terminato questa nuova pittura su questa piccola struttura a Gand in Belgio.
Momento particolare questo per l’interprete, come visto negli scorsi mesi, Aryz sta infatti sperimentando soluzioni grafiche ed estetiche differenti, attraverso le quali, sviluppare nuove ed inedite direzioni pittoriche. Ad accompagnare quindi pitture maggiormente iconiche, con soggetti e characters tipici dell’immaginario dello Spagnolo e che prendono vita spesso su grandi superfici, troviamo opere maggiormente libere. In queste troviamo una costante sovrapposizione di frame ed immagini, quasi a formare textures e pattern, capaci di sconvolgere completamente l’aspetto e la percezione dell’ambiente di lavoro.
Proprio quest’ultima pittura realizzata in Belgio, ha visto Aryz continuare ad esercitare tutto il fascino di questo suo ultimo filone, con differenti immagini combinate in un’unica visione finale ricca e sfaccettata.
Elemento portante qui, è però l’interazione con lo spazio di lavoro. La parete di questa costruzione è infatti di quelle malmesse, con buchi e mattoni a vista, con lo Spagnolo che sceglie quindi un approccio dinamico e in simbiosi con le peculiarità dello spazio, riuscendo a trasformarne completamente l’aspetto finale.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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ZED1 – New Mural in Ponte de Sor

25/07/2016

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Ci spostiamo a Ponte de Sor in Portogallo per dare uno sguardo approfondito all’ultima pittura firmata da Zed1 su questa grande parete.
Quest’ultima opera mette ancora una volta in evidenza la spiccata sensibilità che accompagna le produzioni del grande artista Italiano. Dal titolo “La Madonna del Sughero”, questa pittura evidenzia nuovamente la capacità dell’interprete di connettersi con il tessuto sociale del luogo di lavoro, sviscerando spunti e temi dal forte carattere riflessivo. Questi divengono scintilla tematica dalla quale partire per sviluppare intense analogie, attraverso le quali Zed1 riflette sulla vita, sul quotidiano e su tutte le differenti sfaccettature che caratterizzano l’uomo moderno.
Il Portogallo è uno dei più grandi produttori al mondo di sughero. Per molti paesi come Ponte de Sor, quest’attività rappresenta l’unica e principale leva economica. Da qui Zed1 sceglie di raffigurare una madonna con in mano un cavatappi ed un piccolo albero da sughero privo di corteccia, con quest’ultima che galleggia sul fiume. L’opera è quindi ricca di riferimenti, dal sughero, passando per il fiume che attraversa la città, arrivando infine alla figura del Gesù Portoghese adagiato sul corpo della Madonna.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande autore italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo. Vi ricordiamo infine di supportare la campagna di crownfounding per l’uscita del nuovo libro, tutte le info qui.

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Anthony Lister – New Murals in Vienna

24/07/2016

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Anthony Lister ha avuto modo di lavorare ad una nuova serie di pezzi in occasione dell’apertura del suo nuovo show presso la Jan Arnold Gallery di Vienna.
Lo show fà parte di un progetto a più ampio respiro che vedrà alcuni tra i nomi più importanti della scena internazionale, coinvolti in una residenza d’artista all’interno del MuseumsQuartier di Vienna. Oltre all’allestimento per lo show, Anthony Lister ha quindi avuto modo di lavorare a questa lunghissima pittura caratterizzata dal suo particolare approccio stilistico.
Uno degli aspetti certamente riconoscibili quando guardiamo alle produzioni di Lister, è il forte legame che l’interprete mantiene con il suo background da writer. L’autore, partendo dai graffiti, ha successivamente sviluppato una personale direzione estetica che si colloca a metà tra astratto e figurativo. Attraverso un approccio pittorico ed estetico rapido ed in divenire, l’artista plasma l’aspetto di corpi, volti e soggetti differenti, caratterizzata da silhouette non del tutto definitive, abbozzate nell’aspetto, e sopratutto in costante movimento. Attraverso un costante studio sul movimento, l’interprete scandisce l’aspetto di queste figure, che risultano taglienti, dirette ed incisive, fugaci nel loro aspetto e capaci di restituire un forte senso di movimento ciclico e perenne.
Attraverso questi soggetti Anthony Lister riflette sui tempi moderni, sulla società e sull’uomo, sulla velocità del quotidiano, quasi schiantando i suoi characters esattamente come la vita in più delle volte fa con ciascuno di noi.
Scrollate giù, dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni daremo un occhiata all’allestimento proposto dall’interprete per questa sua nuova esibizione.

Jan Arnold Gallery
MuseumsQuartier – Electric Avenue
Museumsplatz 1
1070 Vienna

Pics via Sosm

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Faith47 – New Mural in Los Angeles

24/07/2016

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Nei giorni scorsi Faith47 si è spostata a Los Angeles, qui l’artista Sudafricana ha avuto l’opportunità di dipingere questa nuova e grande pittura.
In questi mesi abbiamo avuto modo di vedere Faith47 impegnatissima nello sviluppo di 7.83 MHZ Frequency Project, particolare progetto di cui si sà davvero poco e che, rifacendosi alla frequenza della terra, vede l’interprete riflettere sulle differenti sfaccettature delle emozioni umani. L’opera realizzata negli States vede però l’interprete accantonare questo particolare filone, attraverso una pittura maggiormente iconica.
L’autrice in “Who Will Guard The Guards Themselves”, questo il titolo dell’opera, torna a lavorare raffigurando animali, in una nuova e delicata riflessione sulla società moderna. Come infatti suggerisce il titolo dell’intervento, la pittura si riferisce alla questione filosofica di come il potere agisce e viene controllato e tutelato. In particolare l’interprete sottolinea l’impossibilità di prevedere il comportamento morale quando, a garantire lo stesso, sono persone corrotte. Governi tirannici, dittature incontrollabili, polizia e corruzione giudiziaria, sono solo alcuni degli esempi a cui Faith47 si riferisce in quest’opera.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete. Enjoy it.

Pics via San

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Broken Fingaz – New Piece in Shikmona Beach, Haifa

23/07/2016

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Nuovo aggiornamento per i Broken Fingaz, il collettivo Israeliano ha da poco terminato un nuovo intervento nei pressi di Shikmona Beach ad Haifa.
Dopo il recente exploit inglese (Covered), i Broken Fingaz tornano quindi in patria per un nuovo ‘quick piece’ che ancora una volta eredita tutto il particolare immaginario che da sempre ne contraddistingue le produzioni in strada.
L’operato dei Broken Fingaz destabilizza, i ragazzi di Tel Avid sono riusciti a sviluppare un personalissimo stile andando a miscelare elementi differenti all’interno di una trama ricca di stimoli visivi e tematici. L’idea del quartetto è quella di esagerare, sia dal punto di vista visivo che tematico, attraverso un collage di immagini, sequenze, figure, simboli ed elementi eterogenei. Insieme questi sviluppano un corposo Meltin pot che capace di raccogliere nei temi, nei colori e nei differenti approcci, tutta la passione e le differenti influenze che caratterizzano gli autori.
Dallo stile che richiama elementi pop, alla fortissima inflessione horror, ma sopratutto i controversi contenuti a carattere sessuale, le visioni degli interpreti commutano il trash, la disinibizione più totale attraverso costanti richiami allo splatter ed al pop, riferimenti velati, lettering, colori forti ed acidi.
Osservando i lavori emerge quindi una sorta di vera e propria esplosione visiva che raccoglie in unica trama spunti diversi dando vita ad un tratto fortemente personale attraverso il quale i Broken Fingaz realizzano le iconiche situazioni e riferimenti sempre sopra le righe .
In attesa di scoprire aggiornamenti più sostanziosi, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists

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Fintan Magee for Mural Social Club Festival

23/07/2016

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Con quest’ultima e gigantesca pittura firmata da Fintan Magee, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dell’ottimo Mural Social Club Project di Kiev in Ucraina.
La rassegna, curata da Oleg Sosnov e Julia Ostrovska con il supporto di Sky Art Foundation, sta portando in queste settimane alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale, al confronto con i grandi spazi delle architetture dell’Ucraina.
In questo contesto, l’intervento realizzato da Fintan Magee prende vita su una grande parete di ben 17 piani. L’opera, dal titolo “The Visionary”, è stata realizzata con il supporto della fondazione internazionale di carità “Ukraine! I am for you!”, e porta in dote il tipico immaginario che contraddistingue le produzioni del grande autore Australiano.
Negli ultimi mesi abbiamo visto come Fintan Magee abbia concentrato i propri sforzi in grandiose rappresentazioni a specchio capaci di stimolare un forte senso di rinnovamento nelle dinamiche pittoriche dell’interprete. Se infatti la componente figurativa e realistica continua a rappresentare il punto di partenza, è innegabile come le produzioni dell’autore siano sempre più legate al paesaggio ed all’ambiente circostante. Giocando con lo stesso, sviluppando potenti giochi percettivi, l’artista raccoglie dal quotidiano per creare nuove situazioni al limite del possibile.
Dopo il salto i dettagli di questo bel lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sul progetto, se vi siete persi qualcosa vi rimandiamo alla nostra apposita sezione.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Maksim Belousov

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Fintan Magee Kiev

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ROA for Art United Us in Kiev

22/07/2016

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C’è anche ROA tra i grandi nomi al lavoro per l’Art United Us Project, il famoso artista Belga ha terminato una nuova pittura Kiev.
Continua la corsa dell’ambizioso progetto che, in particolare a Kiev, sta portando alcuni dei nomi di spessore della scena internazionale con lo scopo di sensibilizzare le persone sulla guerra, sulla violenza e sull’aggressione.
.Se di fatto la rappresentazione della fauna continua a rappresentare il principale slancio tematico nel percorso di ROA, è innegabile come lo stesso abbia avuto il grande merito di far emerge un impronta personale decisamente lontana dalla mera rappresentazione. ROA appare piuttosto interessato a contestualizzare i suoi animali, questi riecheggiano come una sorta di specchio inverso di una umanità allo sbando, si impossessano degli spazi mettendo a nudo tutta la brutalità dell’uomo in un gioco di soggetti inversi. Al contempo offrono però una riflessione sulla loro stessa condizione, ponendo lo spettatore di fronte ad immagini spesso dure e critiche, in particolar modo le serie contraddistinte dalla presenza di sangue – sfortunatamente ormai quasi del tutto abbandonate – ed andando a rielaborare quelle che sono le bestie tipiche del luogo, offrendo quindi allo spettatore un dialogo attraverso un immagine a lui certamente conosciuta.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Pics by dronarium

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Amor – New Mural in Gdansk, Poland

22/07/2016

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Nuovo aggiornamento per Amor, il talentuoso artista Argentino ha da poco terminato una nuova pittura a Gdansk in Polonia.
L’intervento, che vede il ritorno dell’interprete in Europa, è parte dei lavori per l’ultima edizione del Monumental Art Festival, rassegna caratterizzata dall’utilizzo di grandi spazi e pareti sulle quali far lavorare artisti di valore internazionale.
L’opera prosegue il particolare rapporto di Amor con la vessilogia, con la geometria e lo studio del colore, tutti elementi che da sempre contraddistinguono le produzioni dell’autore. Ancora una volta l’artista si affida ad alcune bandiere nazionali di diversi paesi del mondo, venti qui, che hanno al loro interno il simbolo del sole. Queste, unite, costituiscono un immaginario percorso verso la luce, da qui il titolo dell’opera: “Schody do słońca” (Stairway to sun).
L’opera vede quindi le bandiere del Tibet, Nepal, Argentina, Moldavia, Malesia, Filippine, Kiribati, Mongolia, Australiana aborigena, Giappone, Bangladesh, Uruguay, Kazakhstan, Taiwan, Niger, Antigua e Barbuda, il Malawi, la Macedonia, il Ruanda ed infine la Polonia. Curiosa infine la scelta dell’edificio, trattasi infatti del luogo utilizzato dal premio nobel del 1983 e leader del movimento “Solidarity” nonché primo presidente della Polonia libera dal regime comunista, Lech Wałęsa, come dimora negli anni ’80.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti dell’intervento realizzato dal talentuoso Argentino, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna Polacca.

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CT for ALTrove Festival 2016

22/07/2016

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Uno sguardo all’intervento realizzato da CT, altro grande nome della scena Italiana al lavoro per l’ultima edizione dell’ALTrove Festival di Catanzaro.
Uno degli aspetti che contraddistingue Catanzaro, sono gli enormi stradoni che collegano rapidamente i differenti quartieri della città. Si tratta di enormi infrastrutture che letteralmente tagliano, attraversandone le viscere, il paesaggio naturale della citta, trasformandone completamente l’aspetto e l’assetto.
Con il Festival sempre più proiettato verso una interazione simbiotica tra spazio, pittura e tessuto sociale, l’opera di CT va a sottolineare ancora una volta il setting della rassegna, con una pittura che prende vita proprio su uno dei grandi pilastri che sostengono una di queste grandi strade.
Realizzato presso il Parcheggio Musofalo, la pittura, dal titolo “No Time, no space”, ha visto CT confrontarsi con una delle infrastrutture più destabilizzanti del luogo. Ci troviamo infatti proprio al di sotto della rotatorio Gualtieri, una rotonda sopraelevata di oltre 60 metri.
Ancora una volta il grande artista Italiano porta in dote tutta la sua particolare ricerca, andando a rielaborare attraverso una nuova composizione e forma le lettere C e T. Il risultato finale è una riflessione su tempo e spazio, dove il primo è una unità di misura creata dall’essere umano, una convezione, il secondo è frutto invece delle percezioni personali, una sensazione quindi.
Per apprezzare al meglio l’intervento realizzato dal grande autore, vi lasciamo alla bella serie di scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Agostino Iacurci for Mural Social Club Festival

22/07/2016

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Nuovo aggiornamento per Agostino Iacurci, l’artista Italiano ha da poco terminato questa nuova e grande pittura a Kiev, parte dei lavori per il Mural Social Club Festival.
Continuiamo quindi a seguire con interesse gli sviluppi del progetto curato da Oleg Sosnov e Julia Ostrovska. Come detto il festival nasce grazie al supporto di Sky Art Foundation, e sta vedendo e vedrà al lavoro in questi mesi, alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale al lavoro per le strade di alcune città dell’Ucraina.
Quest’ultimo intervento vede Agostino Iacurci confrontarsi con questo edificio di 9 piani, portando avanti gli ultimi stimoli tematici e visivi che così profondamente ne stanno caratterizzando l’operato. Negli ultimi mesi, ed in particolare con “Long Story Short” ultimo show allestito all’interno degli spazi della Die Kunstagentin di Colonia, l’autore italiano sta sviluppando un corpo di lavoro maggiormente incentrato sugli elementi naturali, come piante e vasi. Quest’ultima pittura, dal titolo “Water, please”, vede per la prima volta il grande artista Italiano portare sui grandi spazi questa sua particolare direzione tematica.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Italiano, nuovi aggiornamenti sulla rassegna, ed eventuali evoluzioni tematiche e stilistiche, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Pastel for Art United Us in Kiev

21/07/2016

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Con quest’ultima pittura realizzata da Pastel a Kiev, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dell’Art United Us Project.
Il progetto sta portando alcuni dei nomi più importanti del panorama internazionale al lavoro per le strade di Kiev, con l’intento di sensibilizzare su temi come la violenza, le guerra e libertà. Il setting del progetto, diviene nuovo stimolo per questa pittura firmata dal talento Argentino che, come consuetudine, rielabora temi ed eventi del luogo di lavoro, attraverso le sue iconiche composizioni.
L’opera, dal titolo “Two peasants”, vede Pastel riflettere sul movimento Machnovščina durante la Rivoluzione Russa del 1917. L’economia Ucraina di quegli anni era interamente fondata sull’agricoltura ed il movimento, noto anche come Armata Nera, era composto da operai e contadini, uniti la libertà delle proprie terre. Per ben quattro anni, guidati da Nestor Ivanovič Machno, i machnovisti combattereno contro chiunque volesse appropriarsi del proprio paese, dagli austro-tedeschi, agli zaristi, ed infine i bolscevichi dell’Armata Rossa, che ebbero però la meglio.
Fortemente influenzato da questi accadimenti storici, come visto più volte, Pastel raccoglie l’eredità del luogo di lavoro non solo dal punto di vista tematico, ma anche da quello naturale, sviluppando su questa grande facciata una nuova composizione basata su alcune piante.
Scrollate giù, dopo il salto potete trovare una lunga serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima serie di interventi, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Domenico Romeo for ALTrove Festival 2016

21/07/2016

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Continua il nostro full recap sulle meraviglie dell’ALTrove Festival 2016 con quest’ultima pittura realizzata da Domenico Romeo a Catanzaro.
Realizzato in Viale degli Angioini, l’intervento vede l’artista Italiano continuare a spingere avanti la sua personale ricerca visiva, attraverso nuovi lidi. Come già ribadito negli scorsi mesi, Domenico Romeo sta apportando significative variazioni al suo setting stilistico, confrontandosi sempre più con impeti razionali a contatto con impulsi maggiormente istintivi. Le lettere dell’artista, si trasformano, diventano meno dirette ed incisive, maggiormente legate ad un flusso personale dove, sensazioni, emozioni e stati d’animo e tutti i tipici fattori ambientali, ne plasmano l’aspetto finale.
“Strutture Letterali”, questo il titolo dell’opera, porta quindi l’autore ha confrontarsi con questa grande parete verticale, sviluppando un nuovo moto pittorico caratterizzato da una intensa gestualità e dall’utilizzo di strumenti di lavori differenti. Domenico Romeo dipingere in questo modo una serie di figure, forme rigide e geometriche che si intrecciando ad elementi maggiormente istintivi e viscerali, in una escalation proiettata proprio verso l’alto. L’idea è quella di uno sviluppo composito, dove ciascuna delle figure proposte, diviene sostegno per l’elementi successivo, in quello che diviene un flusso pittorico capace di trasformare completamente la percezione dello spazio di lavoro.
Ad accompagnare il nostro testo, consueta galleria di scatti con tutti i dettagli dell’opera realizzata dall’interprete italiano, mettetevi comodi e dateci un occhiata. Nella nostra sezione, tutti i lavori fin qui visti e realizzati duranti i giorni del festival.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Robert Proch – New Mural in Heidelberg, Germany

21/07/2016

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Robert Proch, il grande autore Polacco ha terminato una nuova pittura ad Heidelberg in Germania.
L’opera, dal titolo “Circling past”, è parte dei lavori per l’ultima edizione del Metropolink Festival, ed è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo. Il confronto con le produzioni di Robert Proch passa infatti per la particolare direzione pittorica intrapresa dall’interprete. A metà tra figurazione ed astrattismo, la pittura dell’autore è scandita da un fortissimo senso motorio che attraversa, avviluppandole, ciascuna delle figure e degli elementi presenti all’interno dell’immagine finale. L’idea è quella di portare in dota una riflessione sull’essere umano, sulla sua condizione all’interno della società, sul senso di libertà apparente che scandisce la nostra esistenza.
Negli ultimi tempi, appare chiara l’intenzione di Robert Proch di sperimentare nuove soluzioni grafiche e visive per le sue opere, lavorando ad esempio in forte simbiosi con la superfice di lavoro (Covered), oppure come in questo caso sviluppando una trama pittorica in grado di sovvertire la linearità dello spazio di lavoro attraverso corposo effetti di profondità e tridimensionalità.
Dopo il salto, una lunga serie di scatti con tutte le fasi del making of e le immagini dello splendido risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sulla rassegna.

Pics by Zabax

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CANEMORTO for Clorofilla Project in Belluno

21/07/2016

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Al lavoro per l’ottimo Clorofilla Project di Belluno anche i Canemorto che hanno da poco terminato una nuova pittura all’interno della Casa dei Beni Comuni.
Il progetto, curato quest’anno da Andrea D’Ascanio, Kiki Skipi ed Ericailcane, ha visto artisti di livello nazionale ed internazionale confrontarsi con i paesaggi e le atmosfere della Provincia di Belluno. Si tratta di un inedito progetto pittorico che per la prima volta ha portato l’arte per le strade di Belluno e dintornI, con base proprio all’interno della Casa dei Beni Comuni, già Ex Caserma Piave di Belluno.
In questo contesto, sulla superfice di una delle grandi pareti presenti all’interno della struttura, i Canemorto portano in dote tutto il loro particolare immaginario visivo. Ancora una volta la visione degli autori Italiani abbraccia una rappresentazione cruda, diretta e velenosa dell’essere umano. Gli artisti sviluppano qui, attraverso tre differenti figure, il setting tipico delle loro produzioni. Ritroviamo i corpi martoriati ed irregolari, gli sguardi duri e tetri, in una nuova manifestazione delle controversie, fragilità e violenze che l’essere umano porta con sé.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Pics by Illy Noize

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SeaCreative – New Mural in Ascoli Piceno

20/07/2016

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Nuovo aggiornamento firmato da SeaCreative, l’interprete italiano nei giorni scorsi ha terminato questa bella pittura ad Ascoli Piceno.
Un periodo questo particolarmente stimolante per SeaCreative. Come visto infatti negli ultimi exploit, l’autore italiano sta portando avanti e sperimentando nuove soluzioni grafiche, lasciando tuttavia invariati i cardini estetici e tematici del proprio lavoro. Se infatti la riflessione sul quotidiano, sull’uomo moderno e sulle differenti sfaccettature emotive, spesso in funzione dell’ambiente di lavoro, continuano a rappresentare i cardini del proprio operato, d’altro canto l’interprete sta portando avanti soluzioni visive differenti.
In questo senso negli ultimi mesi abbiamo visto l’artista lavorare attraverso differenti livelli (Covered) e soprattutto per mezzo di intermezzi maggiormente delineati e meno liberi, come nel caso dell’opera realizzata in compagnia di Vine (Covered). Proprio l’ultima pitture pare essere la naturale evoluzione di quest’ultimo intervento combinato, con l’interprete che sceglie di lavorare attraverso differenti scene.
SeaCreative divide infatti l’intera superfice di lavoro con una serie di grandi caselle di dimensione e colore differenti. All’interno delle stesse ritroviamo gli elementi tipici del suo immaginario, con elementi organici ed i volti dei suoi iconici characters. Ci piace.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con le fasi del making of ed il risultato finale. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ettore Malaspina

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Ericailcane for Clorofilla Project in Belluno

20/07/2016

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Con quest’ultima pittura realizzata da Ericailcane, proseguiamo il nostro full recap sulle meraviglie del Clorofilla Project di Belluno.
Giunto al secondo anno, l’evento rappresenta una novità assoluta per la città e per la sua provincia. Artisti di livello internazionale e nazionale si sono confrontati con i paesaggi ed il tessuto sociale di Belluno, per un progetto partorito dalla mente di Ericailcane in collaborazione con La Casa dei Beni Comuni, già Ex Caserma Piave, ed ora l’headquarter dell’intera esperienza.
Proprio quest’ultimo intervento prende vita su una delle strutture presenti all’interno del grande complesso, portando in dote tutto il particolare immaginario pittorico tipico del grande artista Italiano. Come visto più volte, le produzioni di Ericailcane sono caratterizzate da una forte connotazione riflessiva, intento dell’autore è infatti quello di riflettere sulle differenti piaghe e sfaccettature che contraddistinguono l’essere umano e la società moderna. Da qui l’interprete ha saputo sviluppare una personale rappresentazione di animali antropomorfi, capace di ben restituire il senso di violenza, sbando e critica verso ciò che l’uomo e diventato.
In attesa di mostrarvi tutti gli altri interventi realizzati durante i giorni della rassegna, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to Ilaria Sperandio for The Pics

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GUE for ALTrove Festival 2016

20/07/2016

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Ancora immersi per le strade di Catanzaro dove andiamo ad approfondire il lavoro realizzato da GUE per l’ALTrove Festival 2016.
C’è stato un cambio sostanziale nell’approccio pittorico di GUE, una duplice interazione con l’ambiente circostante che si sviluppa sulla superfice di lavoro attraverso differenti livelli percettivi. Avevamo avuto modo di approfondire questa particolare direzione, grazie al lavoro realizzato presso il Palazzo Platamone di Catania (Leggi l’editoriale), ora a distanza di tempo ecco l’interprete confrontarsi con questa grande spazio nel quartiere Lido di Catanzaro, con il quale spostiamo l’attenzione dal centro cittadino, epicentro del Festival.
La brezza costante e calda che accelera la sua corsa tra le strade e le vie di Catanzaro, i paesaggi che circondano e punzecchiano gli spazi intorno ed all’interno della città, l’ambiente naturale che si miscela, diventa ispirazione, sviluppandosi all’interno di un puzzle di forme ed elementi astratti. GUE in “Vento d’Estate”, questo il titolo dell’opera, ancora una volta lavora attraverso differenti direzioni estetiche. Da una parte le forme precise, dirette, scandite da tonalità delicate e tenui, dall’altra la storia ed il luogo di lavoro, che diventano spazio fisico, appena visibile, attraverso le immagini dei suoi suggestivi paesaggi e macchie naturali. L’autore raccoglie e rielabora in un slancio pittorico in cui l’ambiente di lavoro si miscela con il carattere e l’aspetto delle proprie forme e figure. Un nuovo intreccio tra spunti e percezioni personali, e gli elementi visivi che le hanno generate, che tornano qui il loro giusto posto tra curve delicate, sovrapposizioni tonali, e forme statiche.
In attesa di scoprire tutte gli altri lavori realizzati durante i dieci giorni della rassegna, nella nostra sezione tutti i precedenti, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Violant – “Steal Life” New Mural

19/07/2016

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A distanza di tempo, un nuovo sguardo al lavoro di Violant che ha da poco terminato questa nuova pittura intitolata “Steal Life”.
Il confronto con le produzioni di Violant passa per il particolare setting tematico con cui l’interprete lavora nello spazio pubblico. La forte presa di posizione, i temi trattati ed il forte spirito di riflessione, accompagnano infatti la totalità delle produzioni dell’interprete Portoghese. In questo senso lo stesso pseudonimo, ben suggerisce l’impatto comunicativo delle opere dell’artista che, nel corso del tempo, ha saputo sviscerare spunti e tematiche di vario genere. Se l’impeto tematico è di quelli forti e riflessivi, ad accompagnare gli argomenti trattati, troviamo una forte caratterizzazione pittorica, con uno stile, decisamente personale, che paga la propria influenza con il mondo del disegno e dell’illustrazione.
Nel corso del tempo Violant ha saputo affrontare tematiche eterogenee, raccogliendo al meglio dal variegato caleidoscopio di sensazioni, percezioni ed emozioni, che caratterizzano l’essere umano.
In quest’ultima pittura, l’interprete riflette sulla società del consumismo, andando in particolare a raffigurare un vassoio da fast food, simbolo degli eccessivi sprechi e consumi.
Null’altro da aggiungere, in attesa di nuovi aggiornamenti vi lasciamo con alcuni scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Moneyless – New Mural in Cascais, Portugal

19/07/2016

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Ci spostiamo a Cascais in Portogallo per dare uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Moneyless, parte di lavori per il Cascais Muraliza Festival.
In attesa di scoprire e mostrarvi di più su TRISCELE, il progetto che vedrà Moneyless, Martina Merlini e Sten & Lex al lavoro in Sicilia (Covered), il grande artista Italiano continua a portare avanti la propria ricerca con quest’ultimo intervento.
Facendo seguito agli interventi realizzati ad Agliana (Covered), l’autore continua a sviluppare il proprio lavoro, specialmente sulle grandi superfici, attraverso una impostazione flat ed essenziale. Il principio di sottrazione, tanto caro all’artista, giunge quindi qui ad un nuovo step, coniugato in funzione del costante equilibrio tra caos e ragione. Se infatti lo studio della forma, in particolare del cerchio, vede Moneyeless interessarsi ai tracciati interrotti delle proprie figure, l’utilizzo del colore sta significativamente variando l’aspetto e la forma delle sue pittura in questa fase artistica.
in questa sua ultima fatica l’artista si serve anzitutto di un background gradiente, accompagnando lo sviluppo e l’intreccio dei suoi iconici tracciati, attraverso tonalità delicate e figure pulite.
Scrollate giù, in calce al nostro testo tutti i dettagli e le immagini finali di questa ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Aris for ALTrove Festival 2016

19/07/2016

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Con quest’ultima pittura del grande Aris, continuiamo a mostrarvi i lavori realizzati durante l’ultima edizione dell’ALTrove Festival di Catanzaro.
Da sempre affascinati dalla particolare pittura di Aris, questa sua ultima fatica riporta l’interprete al lavoro su parete dopo le eccellenti realizzazioni ed intermezzi della sua Freight Train Series. A caratterizzare e distinguere le produzioni del grande interprete Italiano, è la particolare ricerca sulla forma che lo stesso porta avanti da tempo. L’artista plasma le proprie visioni attraverso un sovrapposizione di livelli differenti che, nel loro insieme, vanno a formare vorticose macchie cromatiche. Queste si presentano a chi osserva come figure criptiche, irregolari, frastagliante, capaci di raccogliere gli stati percettivi, le emozioni e le sensazioni del momento, stuzzicando le corde più sensibili e assumendo forma e significati differenti e soggettivi.
La pittura realizzata da Aris per l’ALTrove Festival, ben rappresenta la dinamicità e la profondità dell’operato dell’interprete. L’autore sceglie qui di lavorare attraverso una precisa scala cromatica, sulla quale vediamo svilupparsi le iconiche figure irregolari. Tra volti appena accennati, corpi liquidi che si aprono e restringono, sagome che si intrecciano e scontrano, notiamo la presenza di una serie di elementi geometrici. Quest’ultimi restituiscono un forte senso di profondità, alimentando la sensazioni di trovarci di fronte a livelli, interpretativi e visivi, eterogenei.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande autore Italiano, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica. Presto nuovi aggiornamenti da Catanzaro.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Reka for Art United Us in Kiev

18/07/2016

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Con quest’ultima grande pittura realizzata da Reka nei giorni scorsi a Kiev, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dell’Art United Us Project.
Ancora una volta sottolineiamo l’importanza e l’impatto del progetto. Art United Us nasce infatti come idea ad ampio respiro con l’obiettivo di realizzare in due anni circa, ben 200 differenti interventi in giro per il globo. Ogni artista scelto, tra i più importanti a livello internazionale, avrà a disposizione una parete per porre in essere una forte riflessione sul problema della guerra, sulla violenza e sui confini geografici, sociali e politici ed economici. In questo stimolante contesto, Reka torna a confrontarsi con spazi decisamente di grande dimensione proponendo un dittico che trasforma ed avvolge questa grande struttura, cambiandone completamente la percezione finale.
È interessante notare come, attraverso l’utilizzo di una precisa scala tonale, la scelta di Reka si qui di lavorare attraverso forme maggiormente dolci, attraverso le quali sviluppare il consueto canovaccio espressivo. Tra elementi irregolari, volti appena accennati, e cambi repentini di colore, l’opera risulta maggiormente criptica permettendo allo spettatore una personale chiave di lettura.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande autore, vi lasciamo ai dettagli ed alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Pics by Anton Kuleba

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Eron – New Mural in Rimini

18/07/2016

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Nuovo aggiornamento per Eron, il grande autore Italiano nei giorni scorsi si trovava a Rimini dove ha terminato questo nuovo intervento.
Quest’ultima opera ci offre l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro di uno dei nomi di spicco della scena italiana, impegnato qui in una nuova e sensibile riflessione.
L’approccio estetico di Eron è caratterizzato da una grande capacità realizzativa, non si tratta però di una semplice riproduzione, l’interprete porta avanti una produzione scandita da toni poetici e delicati, sempre in funzione dello spazio di lavoro. In questo senso le immagini rappresentano una sorta di riverbero emozionale, tra finzione d iperrealismo, le vediamo svilupparsi fumose, appannate ed appena tangibili in una sorta di materializzazione di sogni e pensieri.
Dal titolo “The Difference Creates The Rainbow”, quest’ultimo intervento ha visto Eron riflettere sull’importanza della integrazione sociale partendo dall’infanzia. Per sviluppare un tema di questa profondità, l’autore sviluppa una nuova e potente analogia visiva. L’autore pone a confronto alcune anatre assolutamente realistiche, con altre aventi il tipico tratto impreciso dei disegni infantili.
L’idea è quella di sottolineare come la crescita all’interno di un contesto variegato e multietnico, rende i bambini più forti ed arricchiti dalla influenze differenti, migliorando se stessi e la società.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Ekta for ALTrove Festival 2016

18/07/2016

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Tra gli ospiti di spessore dell’ultima edizione dell’ALTrove Festival 2016, c’è Ekta che ha da poco terminato una serie di interventi per le strade di Catanzaro.
Come detto quest’anno la rassegna ha scelto di concentrare i propri sforzi sulle pareti del centro cittadino. Si tratta anzitutto di spazi decisamente di dimensione minore rispetto alla scorsa edizione, che permettono agli artisti una interazione maggiore con gli stimoli, l’ambiente circostante ed il tessuto sociale della città. La serie di interventi realizzati da Ekta rivendica appieno la particolare direzione stilistica intrapresa dal grande artista.
Nel particolare moto pittorico dell’interprete, il processo continua a rappresentare baluardo e principale leva sul quale sviluppare la propria visione artistica. In questo senso l’artista porta avanti un approccio in divenire, costantemente influenzato dalla volontà di esprimersi in modo spontaneo e viscerale, (quasi) d’impulso, variando costantemente l’aspetto e la forma delle sue forme attraverso un piglio certamente più vicino al writing.
Lavorando a stretto contatto con lo spazio, senza mai distogliere l’attenzione dalla stesso, concentrandosi sullo stesso per comporre vorticose ed irregolari forme, elementi grezzi e crudi, fino a comporre un immagine equilibrata, spontanea ed altamente viscerale.
Per l’ALTrove Festival, Ekta innesca una serie di interventi caratterizzati dalla presenza di figure irregolari e sporche, colorazioni appena abbozzate ed infine forme criptiche, in un puzzle composito magnetico ed in grado di restituire stimoli personali ed introspettivi.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sulla rassegna e sul lavoro del grande autore Svedese. Se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione, tutti i lavori fin qui realizzati nel corso del Festival.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Summer Break 2016

11/07/2016

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Sono stati mesi intensi che hanno visto una totale trasformazione della nostra piattaforma, sia dal punto di vista estetico, con il nuovo assetto del tema, che editoriale, grazie ad un rinnovato equilibrio tra approfondimenti e news giornaliere. Per chi ci segue da un po’ di anni, come consuetudine in questo periodo, ci prendiamo una piccola pausa. Stop agli aggiornamenti ma se volete acquistare qualcuna delle nostre uscite, niente paura, lo Shop rimane attivo.
GORGO Magazine torna tra una settimana. A presto e stay tuned. – Staff

Solomostry – A Series of New Pieces

10/07/2016

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A distanza di parecchio tempo, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Solomostry con una bella infornata di nuovi interventi in strada.
Il confronto con le produzioni dell’artista Italiano, vive attraverso la particolare direzione estetica che lo stesso porta avanti. Partito con i Graffiti, l’artista ha poi variato il proprio setting pittorica, sviluppando una personale rappresentazione di tutto il variegato spettro delle emozioni umane.
L’autore attraverso la generazione di veri e propri mostri, dà forma e sostanza ad inquietudini, sentimenti, emozioni e spunti percettivi interpersonali. I soggetti appaiono come unicamente composti da intrecci di linee, scanditi da contrapposizioni tonali forti, a tratti acide altre volte più basiche e pulite, e differiscono per forma, aspetto ed espressione.
Lavorando attraverso forme specifiche, all’interno delle stesse, Solomostry sviluppa il proprio e personale canovaccio emozionale, generando, a differenza di molti, delle vere e proprie entità, quasi delle maschere, capaci di scavare in modo introspettivo, di connettersi con il nostro io interiore, rilasciando tutta la profondità di pensieri e stati d’animo eterogenei.
Scrollate giù, ad attendervi una lunga serie di scatti e gif, con le immagini di quest’ultima infornata di lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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2501 for ALTrove Festival 2016

10/07/2016

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Con questa bella pittura, c’è anche il nostro 2501 tra gli artisti al lavoro per l’ultima edizione dell’ALTrove Festival 2016 di Catanzaro.
Con quest’opera 2501 torna al lavorare per il suo Dinamic Influences, progetto personale che da anni lo vede interagire con lo spazio di lavoro, attraverso una approccio mutevole dove, unendo pittura, agenti atmosferici e le ombre ribalzate sulla superfice, va a comporre le proprie opere.
Mantenendo inalterato lo spirito di contestualizzazione e di totale influenza con il luogo di lavoro, 2501 dà il proprio tributo ad uno dei luoghi storici della città, ‘A scinduta dei Barracchi’. Quest’ultimo fu un quartiere storico di Catanzaro, costruito subito dopo il grande terremoto del 1832 attraverso abitazioni provvisorie erette per dare riparo immediato alle persone rimaste prive di casa.
“Scinduta”, questo il titolo dell’opera rappresenta una personale rielaborazione dell’artista, di uno dei rioni storici della città che oggi porta il nome di Via Marco Greco. L’intervento ha visto lavorare 2501 attraverso un moto pittorico rapido, diretto, atto a sottolineare la bellezza del gesto ed il valore dell’azione. L’idea è quella di un interazione quanto mai più immediata con la superfice di lavoro, seguendo i cardini del suo particolare approccio estetico, e soprattutto sviluppando un moto pittorico fortemente intrecciato con i riflessi di luce e con le ombre circostante, come se la pittura fosse, letteralmente viva.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Italiano e sul Festival.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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KAWS at Central Embassy in Bangkok

09/07/2016

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Nei giorni scorsi KAWS ha presentato una nuova e gigantesca scultura di grandi dimensioni al di fuori dell’Ambasciata Centrale di Bangkok.
Dopo la recente esibizione presenta in Svizzera (Covered), Brian Donnelly aka KAWS vola a Bangkok dove ha presentato l’ultima incarnazione dei suoi iconici Companion. Uno degli aspetti di maggior interesse nel lavoro dell’autore, è proprio rappresentato da queste grande statue in vinile. Con la prima presentata per la prima volta nel 1999, KAWS nel corso del tempo ha evoluto e sviluppato un percorso artistico parallelo dove, attraverso una costante variazione di materiale, forma ed aspetto, queste grandi figure rappresentano gli assoluti protagonisti con veri e proprio show e progetti all’aperto, ultimo nel Yorkshire Sculpture Park nel Regno Unito (Covered).
Come sempre per le opere dell’interprete, l’influenza pop risulta la principale leva visiva, con l’artista concentrato nel rielaborare alcuni dei protagonisti dell’immaginario comune a tutti noi.
Quest’ultima grande installazione ha visto KAWS realizzare una nuova ed inedita scultura di ben 8 metri. Il protagonista è un sorta di mash-up tra Elmo e The Cookie Monster, caratterizzato dagli iconici occhi ad ‘X’ che contraddistinguono tutte le opere dell’artista. L’evento è stato infine caratterizzato dall’apertura di un piccolo pop-up show, con stampe in edizione limitata ed altri prodotti associati al nuovo Companion.
Ad accompagnare il nostro testo tutti i dettagli di quest’ultima installazione, mettetevi comodi e dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del famoso autore.

Pics via AM

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Nelio for ALTrove Festival 2016

09/07/2016

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Anche Nelio tra i nomi di spicco dell’ultima edizione dell’ALTrove Festival 2016, con una nuova ed iconica pittura che prende vita a Catanzaro.
Dopo i THTF (Covered) un altro peso massimo della scena Francese al confronto con l’ambiente ed il tessuto urbano e sociale della Calabria. In particolare Nelio si misura con un edificio fatiscente, elaborando e plasmando la propria particolare ricerca, in funzione proprio dello spazio di lavoro.
L’opera, dal titolo “In-Between”, è stata realizzata su Via Mario Greco ed eredita tutto il particolare moto pittorico dell’artista, con elementi e forme astratte composte ed arricchite da effetti di profondità e tridimensionalità. Più che l’aspetto prettamente pittorico, che come visto più volte per Nelio è in costante evoluzione, è importante qui sottolineare il valore simbiotico che l’opera assume.
L’opera rientra nella serie di interventi che vedono l’artista Francese confrontarsi con concetti opposti, costruzione/distruzione, ordine/caos, accumulazione/riduzione, dai quali sviluppare e generare forme ed elementi regolari ed irregolari, scanditi da una precisa direzione tonale. Questa costante tensione si riflette in modo egregio sulla superfice di questo edificio fatiscente, che appare ora rinnovato, senza subire od aver mai subito alcuni tipo di modifica o ristrutturazione.
Da una parte troviamo quindi l’autenticità strutturale dell’architettura, con tutte le modifiche che il tempo e la natura hanno saputo regalargli, d’altro canto l’opera di Nelio dona all’immobile un anima contemporanea che, nel corso del tempo, subirà modifiche nel suo aspetto. Si tratta quindi di una pittura dotata di vita continua, con le forme sviluppate dall’autore che progressivamente andranno a modificarsi, intercettando nuove sensazioni, spunti e stati d’animo, rafforzando in questo modo il rapporto tra il lavoro ed il contesto in cui è stato realizzato.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti dalla bella rassegna Calabrese, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli dell’intervento. Stay tuned per nuovi aggiornamenti dall’ALTrove Festival 2016.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Werther – New Show at Burning Giraffe (Recap)

08/07/2016

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Uno sguardo a “Doppio Segno” ultima esibizione firmata da Werther all’interno degli spazi della Burning Giraffe Art Gallery di Torino.
Lo show è l’occasione per una approfondimento sul lavoro dell’artista Italiano che, per questo allestimento, presenta due differenti serie di lavori. Ciascuna della serie raccoglie al meglio lo spirito estetico dell’interprete, attraverso una caratterizzazione visiva scandita da direzioni tecniche differenti.
È fondamentale in questo senso ribadire come l’approccio di Werther continui ad essere legato ad una ricerca in costante equilibrio tra rigore e casualità, tra segno d’impulso ed accidentalità dello stesso. In particolare l’artista si sofferma sulla imprevedibilità e sul rigore matematico della forma, come personale suggestione dalla quale sviluppare una bellezza pura ed essenziale.
Abituati a confrontarci con un approccio figurativo, nella serie ‘Macchie’, l’autore sperimenta la tecnica del frottage. Il risultato finale è quindi una direzione estetica totalmente incondizionata e spontanea, attraverso la quale l’interprete mira a stuzzicare la percezione dello spettatore, con visioni e forme di volta in volta differenti.
La seconda serie è invece ‘Sfere’, e vede Werther tornare a confrontarsi con un approccio maggiormente canonico. Tutte le opere sono infatti caratterizzate dall’utilizzo della tecnica del puntinismo, dove degli insetti, vengono accompagnati da alcune misteriose sfere. Anche qui l’artista mira a stimolare la percezione dello spettatore, servendosi come consuetudine, di effetti di luce ed ombra capaci di creare piani visivi differenti.
Dopo il salto alcuni scatti delle opere e dell’allestimento proposto, dateci un occhiata. Infine se vi trovate in zona vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 23 Luglio per andare a darci un occhiata di persona. Noi ve l’abbiamo detto.

Burning Giraffe Art Gallery
Via Eusebio Bava 8/a
10124, Torino

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Pics by Stefano Guastalla

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Sebas Velasco for Art United Us in Kiev

08/07/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire i lavori per l’ottimo Art United Us Project, con quest’ultima pittura realizzata da Sebas Velasco a Kiev in Ucraina.
Stiamo seguendo con interesse gli sviluppi di questo importante progetto ad ampio respiro internazionale. L’idea è quella di realizzare qualcosa come 200 interventi murali in giro per il globo, grazie al lavoro di altrettanti artisti. Lo scopo è quello di sensibilizzare le persone sulla guerra, sulla violenza e sull’aggressione, attraverso il lavoro di alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale.
L’epicentro del progetto continua ad essere Kiev – davvero incredibile il numero di lavori che si stanno realizzando qui negli ultimi tempi – con Sebas Velasco come ultimo interprete al confronto con il tessuto urbano e sociale della città.
Appare chiaro come la pittura di Sebas Velasco, così fortemente influenzata dalla strada sia nei temi rappresentati sia nel suo stesso processo pittorico, venga qui influenzata dagli stimoli viscerali e percettivi avvertiti a Kiev.
Attraverso un approccio pittorico legato al figurativo, l’artista racconta la strada, la quotidianità legata alla stesso, per mezzo di immagini e visioni altamente immersive e caratteristiche. Il confronto passa per una sorta di collage emotivo e viscerale in cui veniamo a contatto con scorci urbani, elementi architettonici, soggetti, volti ed oggetto appartenenti al vita vera. L’interesse dell’artista è quello di tracciare immagini ed istanti legati al luogo, a momenti di svago legato al calcio od al writing, in quella che diviene una rappresentazione viva, catartica ed eccezionale della città, delle sue luci, delle sue strade e delle sue atmosfere. Si aprono visioni appannate, sogni reali appartenenti alla periferia in una genuinità tematica unica nel suo genere.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo, alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica e le relative fasi del making of, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Geo Leros

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BLU – New Mural in Rog Tovarna, Ljubljana

08/07/2016

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Nuovo aggiornamento per BLU, il grande artista Italiano ha da poco terminato questa nuova pittura presso la Rog Factory di Ljubljana in Slovenia.
La Rog Factory è un ex fabbrica di biciclette decadente ed abbandonata dopo la caduta della Jugoslavia. All’interno di questo edificio fin dal 2006, diversi collettivi e singoli individui hanno trovato spazio, sistemando e riutilizzando questa ambiente attraverso la classica auto organizzazione collettiva. All’interno sono infatti presenti diversi studi d’arte, uno skate park indoor, un laboratorio per il circo, un centro sociale, una palestra ed tante altre infrastrutture aperte al pubblico ed utilizzate da parecchie persone.
Il complesso, situato nel centro città, offre diverse attività senza scopo di lucro come azioni di solidarietà, spazi sicuri per i rifugiati. Negli ultimi tempi il comune sta cercando di trasformare questo luogo insieme al resto della zona centrale della cittadina. L’idea è quella di una parziale demolizione per far spazio ad un nuovo complesso da utilizzare per fini economici, senza finalità artistici. Dopo anni di duro lavoro autonomo, hai residenti di questo luogo sono è stato intimato di lasciare lo spazio.
Il 6 Giugno un società di sicurezza assunta dal Comune ha fatto irruzione nella Rog Factory con un bulldozer con l’idea di trasformare la struttura in un gigantesco cantiere edile. Nonostante il brutale attacco, a cui è seguito un attacco da parte di un gruppo di neo-nazisti, la comunità pare essere riuscita a difendere questo luogo.
Ancora una volta quindi BLU si confronta con situazioni di tipo sociale, mettendo la propria firma all’interno di un ambiente legato all’occupazione, al riutilizzo di spazi da parte e per la comunità del posto, con l’obiettivo di sensibilizzare e portare a conoscenza la brutalità, la violenza di chi cerca di riappropriarsi di queste strutture funzionali e funzionanti.
Ad accompagnare il nostro testo i dettagli di quest’ultima pittura firmata da BLU, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti dal grande autore Italiano. +

Pics by The Artist

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Alexey Luka for ALTrove Festival 2016

08/07/2016

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Continua il nostro full recap sulle meraviglie dell’ultima edizione dell’ALTrove Festival 2016 di Catanzaro, con quest’ultima pittura firmata Alexey Luka.
Il tessuto urbano di Catanzaro è caratterizzato da lunghe arterie che solcano e dirigono il flusso cittadino, ma anche e sopratutto da piccole viuzze che si intrecciano e dipanano, creando percorsi irregolari, stradine e scorciatoie di vario genere. La pittura realizzata da Alexey Luka, è su Via Settembrini, in pieno Centro Storico. Non è difficile da trovare, ma nella sua ricerca, appare all’improvviso, aprendo l’orizzonte in un aspettato confronto con forme ed elementi astratti regolari, geometrici ed incisivi.
Quest’anno la rassegna ha voluto confrontarsi con gli spazi del centro cittadino, portando in dote un dialogo maggiormente diretto ed impattante con i cittadini. Questa scelta, si riflette perfettamente nel lavoro dell’artista Russo, con puzzle geometrici scanditi da tonalità differenti in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante, con forme e figure in grado di richiamare reminiscenze di vario tipo.
Dal titolo “Experiment in silence”, l’opera di Alexey Luka porta in dote il consueto processo pittorico dove, l’intreccio di forme ed elementi astratti, scanditi dalla consueta sensibilità pittorica, genera volti, oggetti ed elementi differenti in grado di veicolare pensieri, riflessioni e concetti eterogenei.
Ad accompagnare il nostro testo, una ricca e completa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni proseguiremo nel raccontarvi le pitture realizzate per il Festival Calabrese.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogas

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Watch: Pastel “Piel de Serpiente” in Buenos Aires

07/07/2016

Con questo bel video, riviviamo assieme le fasi di realizzazione del bell’intervento realizzato da Pastel“>Pastel sul Museo di Architettura di Buenos Aires.
Intitolata “Piel de Serpiente”, come visto (Covered), l’opera vive attraverso una personale e duplice identità pittorica e tematica.
Da una parte la riflessione dell’artista sulla città e sulle società contemporanee, sul cambiamento rapido ed incessante che sta interessando questo particolare e frenetico momento storico, dove le architetture e gli spazi urbani risultano in costante mutamento. D’altro canto l’intervento non è direttamente dipinto sulla superfice del Museo di Architettura della città, vive piuttosto su un grande telo che ne avvolge e nasconde la fisionomia, una sorta di seconda pelle, proprio come un serpente.
Dal punto di vista pittorico invece, come visto più volte, Pastel insiste nel portare avanti una personale rielaborazione grafica che si rifà agli elementi naturali per approfondire, riflettere e sviluppare temi legati al contemporaneo e soprattutto all’ambiente di lavoro. Attraverso quindi piante, sassi ed altri elementi organici, l’interprete porta avanti un canovaccio visivo scandito da corpose analogie e riflessioni personali sul contesto cittadino ed urbano
Mettetevi comodi e date un occhiata al bel video recap, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Argentino. Stay tuned sempre qui sul Gorgo.

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INTI – New Mural in Paris, France

07/07/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura realizzata da INTI a Parigi, parte dei lavori per il StreetArt13 Project realizzato dalla Galerie Itinerrance.
A distanza di qualche settimana dalla pittura realizzata a Marsiglia (Covered), INTI torna al lavoro proponendo un nuovo intervento direttamente connesso con la sua precedente opera, sebbene i temi e gli argomenti trattati differiscano.
Assimilato ormai il cambio di registro estetico introdotto dall’autore, con un approccio maggiormente realistico per le sue rappresentazioni che abbiamo particolarmente apprezzato, l’attenzione viene rivolta ai temi ed agli spunti espressi dall’artista. Se dal punto di vista visivo INTI continua a raccogliere l’eredità delle proprie tradizioni, del folklore e della cultura Cilena, dal punto di vista tematico l’interprete pare focalizzarsi in questo periodo sulle figure religiose. Queste ultime vengono utilizzate dall’artista come personale volano espressivo per riflettere su temi legati al contemporaneo.
Realizzato all’interno del 13 arrondissement di Parigi, l’opera, che si intitola “La Madre Secular”, rappresenta quindi una nuova rappresentazione della Madonna. Attraverso una composizione iconica, con simboli legati alla natura ed alla scienza, l’autore compone una Madonna dove la mela non è più una referenza biblica, bensì scientifica. La mela di Newton come allegoria dell’era moderna, della conoscenza e dello scetticismo.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima pittura dipinta dal grande artista Cileno, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sul progetto Parigino.

Thanks to The Artist for The Pics

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Crisa for Clorofilla Project in Belluno

07/07/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Crisa a Paderno di San Gregorio, in occasione dei lavori per il Clorofilla Project di quest’anno.
L’intervento realizzato dall’artista Italiano, coincide con la prima pittura realizzata dal progetto, al di fuori della città di Belluno. Crisa si confronta infatti con questa parete a Paderno di San Gregorio nelle Alpi, trasformando completamente la superfice di lavoro, con una delle sue iconiche pittura.
L’intervento prosegue quanto già visto con la pittura di Lanusei (Covered), con l’interprete che sta raccogliendo elementi e forme dal proprio passato e background pittorico, miscelando le stesse con spunti e figure maggiormente attuali. Il risultato è una miscela che si rivolge in particolare alla natura, con un fortissimo intreccio di elementi organici, misti a forme, oggetti e figure di vario tipo. Un ritorno al passato che abbiamo particolarmente apprezzato.
Per la rassegna Bellunese Crisa sviluppa un intervento ricchissimo di dettagli che vanno letteralmente ad irretire l’intera superfice di lavoro. Le peculiarità della parete e della superfice, divengono parte dell’elaborato con una serie di elementi lignei che si rifanno alla struttura architettonica. All’interno di questi vediamo svilupparsi una matassa di forme organiche, corde e gli immancabili occhi, in una nuova riflessione sull’ambiente, la natura ed il rapporto che intercorre tra quest’ultima e l’essere umano.
Null’altro da aggiungere, tutti i dettagli e le immagini di quest’ultima fatica dell’autore italiano li trovate dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Presto nuovi aggiornamenti dal progetto, c’è molto da vedere. Stay tuned.

Thanks to Umberto Colferai for The Pics

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THTF for ALTrove Festival 2016

07/07/2016

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Iniziamo il nostro full recap sulle meraviglie dell’ALTrove Festival 2016 di Catanzaro con il lavoro realizzato dal duo Francese THTF.
L’ALTrove Festival anche quest’anno sceglie di focalizzare la propria attenzione su una pratica pittorica legata ad una impostazione astratta. In questo senso la scelta di chiamare i Two Hands Ten Fingers aka THTF, risulta quindi in linea con il setting scelto.
Il lavoro del duo con base a Lione è caratterizzato da una personale rielaborazione grafica miscelata con una particolare ricerca della forma. Gli autori Francesi, nel loro percorso di costante ricerca visiva, hanno saputo evolvere le personali influenze dal mondo dell’illustrazione e della grafica, in una spiccata sensibilità astratta in funzione dello spazio e della superfice di lavoro. In questo senso l’intervento realizzato per la rassegna Calabrese ne raccoglie al meglio l’eredità stilistica.
L’opera, dipinta su questa grande parete in Via Orsi, è caratterizzata da due differenti livelli visivi che trasformano completamente l’assetto e la percezione dello spazio, replicando il taglio delle architetture e l’inclinazione dei tetti sul cielo. I THTF sviluppano l’ennesima trama pulita ed efficace. Si tratta di un intreccio grafico duplice dove, al background in bianco e nero scandito da un efficace texture grafica, corrisponde un livello superiore, che vediamo spezzarsi ed aprirsi, e di cui rimangono unicamente alcune forme che gravitano letteralmente nello spazio.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e lunga serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni proseguiremo la nostra full immersion per le strade di Catanzaro.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Watch: Hell’o for WOW Exhibition in Genk

06/07/2016

Fuori ora un bel video con tutte le fasi di realizzazione dell’ultima fatica degli Hell’O, realizzata in occasione di WOW esibizione ospitata all’interno della C-mine di Genk.
A distanza di tempo torniamo quindi ad approfondire il lavoro di Jérôme Meynen, Francois Dieltiens ed Antoine Detaille aka Hell’O. Il trio con base in Belgio, porta avanti una personale sintesi grafica caratterizzata da una cifra stilistica fortemente influenzata dalla grafica e dall’illustrazione. L’immaginario degli interpreti raccoglie l’eredità della mitologia, dell’iconografia antica, delle fiabe, attraverso le quali sviluppare i loro iconici characters. Attraverso questi personaggi, gli autori portano avanti una costante riflessione sulla natura umana e sull’uomo moderno. Gli artisti affrontano tematiche e spunti eterogenei, confrontandosi con la vita e la morte, la crudeltà, il fallimento, le emozioni e sensazioni umani e tutte quelle azioni quotidiane, attraverso una impeto pittorico giocoso, satirico ed umoristico.
Questa pittura, realizzata all’interno dell’hub creativa C-mine di Genk in Belgio, ha visto gli Hell’O realizzare una serie di vasi-volti caratterizzata da tonalità, textures e patterns differenti tutti legati tra loro.
Mettetevi comodi e date un occhiata al video ed agli scatti in calce al nostro testo, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

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DIMA – A New Mural in Odessa

06/07/2016

DIMA – A New Mural in Odessa

Nuovo aggiornamento per DIMA, l’interprete Ucraino prosegue lo sviluppo della propria ricerca con un nuovo intervento realizzato su questa lunga parete ad Odessa in Ucraina.
Senza dubbio uno degli artisti che maggiormente a saputo impressionarci, DIMA porta avanti una personale ricerca sulla forma caratterizzata da elementi grafici e sviluppi cromatici crudi e diretti. Il particolare alfabeto visivo dell’autore continua a restare legato ad influenze e personali emotività legate al momento, ad una costante ricerca dell’equilibrio cromatico attraverso la realizzazione di forme organiche ed intrecci di figure irregolari che richiamano gli elementi naturali. Infine le produzioni dell’artista risultano fortemente caratterizzate da un perenne moto perpetuo che avvolge e direzione lo sviluppo degli elementi e delle forme raffigurate.
Per questa sua ultima fatica, che segue a qualche settimana di distanza il precedente lavori sempre dipinto ad Odessa (Covered), DIMA si confronta con questa lunghissima superficie, sviluppando un nuovo moto pittorico. L’opera, dal titolo “Oliva Prima” è caratterizzata da una serie di figure sospese all’interno di una fitta trama lineare all’interno della quale trovano posto anche una serie di spesse linee irregolari.
Dopo il salto alcuni scatti dell’intervento, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

DIMA – A New Mural in Odessa

DIMA – A New Mural in Odessa

3ttman – New Pieces for Le Dédale Festival

06/07/2016

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Uno sguardo approfondito all’ultima serie di tre differenti nuovi lavori in cemento realizzati da 3ttman, in occasione de Le Dédale Festival di Belvès in Francia.
Belvès è un cittadina Francese considerata come la culla dell’umanità grazie agli importanti lavori di arte parietale scoperti nella zona. Partendo da questo spunto 3ttman torna a confrontarsi con il cemento realizzando tre differenti interventi caratterizzati da spunti e riflessioni eterogenei.
Il primo lavoro, intitolato “Tripping on Emoji”, è un lungo ponte tra arte parietale ed arte contemporanea, con l’autore parte del collettivo NOV9, che riflette sull’utilizzo delle emoji come strumento di scrittura. Esattamente come accadeva nella preistoria, anche nei tempi moderni si preferisce utilizzare le immagini al posto del testo per comunicare.
Anche il secondo intervento, dal titolo “Cosmic Rosace”, ha visto l’interprete utilizzare l’emoji come strumento di comunicazione. In aggiunta troviamo l’utilizzo di una serie di tonalità differenti, che riprendono i pigmenti naturali utilizzati per il restauro del Lascaux, importante sito di arte preistorica. Il bianco rappresenta la luca, il giallo la natura, il rosso l’essere umano ed il grigio la civilità, in quella che diviene una personale riflessione sulla creazione e sul cosmo.
Infine “The big picture”, ultimo intervento, 3ttman sceglie di utilizzare la sua particolare tecnica con il cemento in modo differente. Mescolando cemento e colore, l’autore realizzare un corposo puzzle colorato che rappresenta una personale reinterpretazione di un muro rinascimentale da poco scoperto nel castello di Belvès. L’opera, modificata con l’inserimento di alcuni ‘selfie’, è una riflessione sui tempi moderni, sull’essere umano ed in particolare i politici e gli uomini di potere, più interessati a se stessi piuttosto che a ciò che accade loro intorno.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti e dettagli e le fasi del making of di questi tre nuovi interventi, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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GORGO meets ALTrove Festival 2016

06/07/2016

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Sono stato ad ALTrove. Ho respirato, percepito e sentito lo spirito che anima una delle rassegne che, per proposta, scelta artistica e soprattutto concetti e tematiche espresse, rappresenta uno degli eventi di maggior interesse a livello internazionale.
Proprio così, in Italia, nel sempre bistrattato Meridione, a Catanzaro è nato un non luogo in grado di raccogliere al meglio l’eredità del nuovo muralismo, scegliendo una precisa direzione estetica, quella spinta astratta che ben si combina con il setting sul quale gli organizzatori hanno costruito un Festival.
Altrove definisce il nome della rassegna, ma rappresenta al tempo stesso un vasto sotto testo, una trama articolata che vale la pena raccontare, per capirne al meglio l’importanza.

Altrove non è una semplice parola. È il giusto contrappasso, l’equazione che tenta di riequilibrare un concetto, uno status, una situazione di difficoltà persistente, ponendosi come scintilla in grado di sovvertire le sorti di un ambiente e di chi è abituato ad un quotidianità problematica. Altrove è anche un luogo dinamico che anno dopo anno sta avvolgendo la città, irrompendo in strada, interrompendo un flusso di monotonia e grigiore stagnante, trasformandone le interiora attraverso la spinta di colori, forme e visioni eterogenee.

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Ho visto il cemento, ho visto gli edifici, i centri commerciali, le scuole costruite e poi abbandonate a loro stessi, ho visto intere strade lasciate al loro destino, dismesse e pericolanti. Frammenti di un futuro forse immaginato, ma non appieno colto e sviluppato. C’è rabbia e scalpore per tutto ciò ed un sentimento che è emerso, che ho percepito in me. Come grandi ‘se’ che non trovano neppure il proseguo della locuzione, interrotti da una realtà schiacciante.
Ho avvertito il vento caldo, una brezza che corre veloce tra le viuzze, le salite e le discese, la lunga arteria centrale del centro cittadino, fino ad arrivare a ciascuna delle pitture realizzate, come punti di congiunzione di un progetto ad ampio respiro, che trova la sua giusta forza proprio dal vento del cambiamento.
Da anni c’è uno spirito di rinnovamento, non proviene dall’alto, ma viene dal basso, si fa largo tra i problemi, a testa bassa, con il lavoro e la convinzione, ma soprattutto con la pittura ed il dialogo.

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Da sempre il cambiamento spaventa perché rappresenta l’ignoto, lo sconosciuto, e si sa che l’essere umano ha paura di ciò che non conosce o comprende.
Catanzaro è una tipica città del Sud Italia, infrastrutture e servizi che mancano – emblematica per me la stazione dei treni chiusa ed abbandonata – costanti difficoltà economiche e sociali, sperpero di risorse economiche, rassegnazione ed apatia che scandiscono le giornate. La voglia di Altrove parte da qui, ma non si tratta della volontà di emigrare, di spostarsi in un altro luogo per ricercare gli stimoli mancanti. Niente di tutto ciò.
È un immagine che si fa largo tra i pensieri, che sfuma e corre tra le pareti rovinate, tra il grigio dei palazzoni di periferia, tra le strade del centro vuote e silenti della propria città. L’ALTrove è un concetto, volontà ed esigenza. Come tale non ha bisogno di nuovi spazi fisici, ma piuttosto guarda ciò che c’è attorno per spazzare il declino percettivo e personale, la voglia del fare e proporre. Il colore, le linee e le forme come volani espressivi alla base della ricerca di ciascuno degli artisti chiamati in questi anni.
C’è quindi una sovrapposizione, l’Altrove si sostituisce alla realtà, spezzandone la ciclicità pessimistica, imponendosi come punto di rottura cromatico all’interno di un universo grigio, in un inaspettato e potente cambio di rotta.

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L’intreccio tematico alle spalle ed alla base dell’ALTrove Festival, si miscela con la direzione artistica sviluppata in questi anni. La scelta di legarsi ad una proposta astratta non risulta casuale, ma definisce alla perfezione l’esigenza di stimolare e stuzzicare le corde più sensibili dei cittadini. L’astratto nella sua cripticità, nella sua capacità di scoprire e sviluppare pensieri singoli, personali ed introspettivi, si traduce in differenti chiavi di lettura. Il singolo viene intercettato, diventando parte attiva della proposta, della comunità e della città, tornando ad essere protagonista.
Si tratta di un meccanismo fortemente improntato al dialogo, all’esperienza personale che diviene parte collettiva di un flusso stimolante. Non c’è un immagine chiara e definitiva, gli artisti scelti in questi anni, i nomi tra più importanti della scena Italiana ed Internazionale, hanno saputo sviluppare un canovaccio estetico dal fortissimo impatto visivo. Mantenendo le loro ricerche integre, ma al tempo stesso avvertendo tutta l’influenza del luogo. È l’astratto che raccoglie l’eredità degli stimoli dell’ambiente circostante, delle sensazioni e degli stati d’animo, ma soprattutto dell’esperienza.
L’esperienza è l’ultimo tassello fondamentale. La scorsa edizione ha visto gli artisti lavorare nella periferia della città, grandi spazi a disposizione, contatto con il pubblico e con le situazioni di difficoltà, diretto. Il tessuto sociale di Catanzaro diviene parte del processo pittorico, come visto nello splendido documentario firmato The Blind Eye Factory (Leggi l’editoriale), influenzando lo sviluppo delle opere, avvolgendo gli artisti ed i partecipanti all’interno di un programma che non si dimentica di proporre cultura attraverso workshop, tavole rotonde, dibattiti e musica. E non si tratta del solito contorno, ciascuna delle proposte culturali intercetta quella voglia di cambiamento ampliandola, portando ad esempio alcuni dei rappresentanti della primavera del sud Italia , oppure facendo raccontare la storia e la metodologia di coloro che hanno saputo fare impresa in queste zone difficili. Si rimane interdetti, stupisce tutto ciò, perché permette anzitutto una immersione cosciente all’interno di una realtà differente da quella che si conosce, sottolineandone le difficoltà senza nascondersi, partendo proprio da questa e della sue peculiarità, per costruire, immaginare e sviluppare. Dal reale all’Altrove e viceversa.

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A differenza della scorsa edizione, quest’anno l’ALTrove Festival ha operato in una intensa dieci giorni in cui 2501, Alberonero, Alexey Luka, Aris, CT, Ekta, GUE, Nelio, Domenico Romeo e i THTF si sono confrontati con gli spazi e con gli stimoli del tessuto sociale di Catanzaro. Se i nomi scelti continuano ad essere legati ad un setting astratto, quest’anno, come visto già per l’opera realizzata da Giorgio Bartocci (Leggi l’editoriale), si è scelto di lavorare soprattutto su spazi di dimensione minore del centro cittadino.
Questa scelta è figlia anzitutto della volontà di proporre una dimensione umana alle opere, con il desiderio di un contatto se possibile ancora più radicale e radicato con i cittadini. Al tempo stesso quest’edizione si interroga sulla direzione intrapresa dalla scena, sempre più inflazionata, sempre più legata alla quantità piuttosto che alla qualità. La rassegna, si prende il giusto tempo, guarda al percorso ed al processo pittorico dietro le opere degli autori chiamati, guarda ancora una volta alla qualità e non alla quantità, la bellezza e non la grandezza, il qui e non l’altrove.
L’esperienza concentrata di tutti gli artisti partecipanti, ha permesso, come accaduto lo scorso anno, un interazione non solo con la città ed i suoi cittadini, ma anche tra gli artisti stessi. Come è lecito aspettarsi in questi casi, dove la pittura in divenire, la volontà di collaborare e ricercare soluzioni differenti, con sviluppi e risultati inaspettati, ha permesso un nuovo tipo di confronto con il tessuto urbano di Catanzaro. Strade e strutture abbandonate sono state letteralmente investite dagli interpreti che hanno saputo miscelare nel migliore dei modi le loro rispettive ricerche pittoriche.

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Prima di approfondire ciascuno degli interventi realizzati dagli artisti, ho voluto iniziare con il lavori congiunti. Sono infatti questi, forse più delle opere singole, a rappresentare al meglio lo spirito alla base dell’ALTrove Festival.
La voglia di collaborare, di cambiare e di non rimanere statici, la volontà di tessere un rapporto diretto con la strada, la sua gente e le sue superfici. L’identità singola che si miscela con quella collettiva, non perdendo importanza, ma piuttosto traendo forza l’una dall’altra. L’impatto di un idea in grado di intercettare il desiderio di cambiamento, di plasmare un immagine, una visione, una pittura, differenti, in grado di agire come catalizzatore, un flusso pittorico costante, in divenire, che si affaccia all’interno dello spazio e genera impressioni, sensazioni, stimoli ed emozioni differenti.
È il colore che si evolve e cambia, le forme grezze e dirette, le linee sinuose, le figure definite e quelle sovrapposte, le textures, gli alfabeti, le geometrie e le visioni viscerali, che prendono il loro giusto spazio, come punti cardinali di un cartina che definisce e impatto lo spirito di Catanzaro.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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El Mac – New Murals in Morocco

05/07/2016

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Nuovo aggiornamento per El Mac, il famoso artista ha da poco realizzato una serie di pitture in Marocco in occasione del Igloo Hong Project.
Il progetto, sviluppato da David Choe con la partecipazione di artisti come Andrew Hem, Aaron Horkey, Mars 1, Esao Andrews, DVS1, prosegue quindi in Africa dopo i precedenti exploit in Cambogia (Covered).
Le prime due pitture sono state realizzate ad Agdz mentre l’ultima prende vita a Merzouga, ai margini del deserto del Sahara.
La prima opere è un ritratto di Mohamed Ait El Caid, un anziano di 92 anni che vive a pochi passi dalla parete. Egli è ben conosciuto e rispettato in queste zone in quanto è stato il possessore della prima radio ad Agdz, oggi riceve giornali stranieri in modo da poter condividere le notizia con i locali. La seconda opera è un ritratto del gatto dello stesso El Mac. L’autore sceglie di raffigurare il proprio animale anzitutto per il significato del luogo di lavoro – Agdz è infatti traducibile con ‘luogo di riposo’ – e soprattutto per il forte legame che intercorre tra il profeta Maometto e questi animali.
L’ultimo intervento infine prende vita a Merzouga vicino al confine con l’Algeria. La pittura è basata su una fotografia di Hssain Ahnana, appartenente alla stirpe nomade saharawi, ed ora proprietario del campeggio Secret du Sahara. L’uomo viene raffigurato con il suo ‘cheche’, tipico copricapo coloro indaco indossato dagli indigeni del Nord Africa come protezione per il sole e la sabbia.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa nuova serie di opere, dateci un occhiata.

Pics by The Artist

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Andrea Casciu for Clorofilla Project in Belluno

05/07/2016

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dell’ottimo Clorofilla Project di Belluno, tra gli artisti anche quest’anno troviamo Andrea Casciu.
Il progetto quest’anno più che mai, è uscito dai confini della Case dei beni comuni, sede dell’evento, per lavorare direttamente per la strade di Belluno. La rassegna rappresenta il primo progetto d’arte urbana nell’intera provincia e, curato da Ericailcane, sta portando per le strade della cittadina Veneta ai piedi delle Dolomiti, alcuni dei nomi più interessanti del panorama Italiano.
Già l’anno scorso Andrea Casciu era intervenuto per la kermesse con una delle sue iconiche pittura (Covered), quest’anno l’interprete si è impegnato in questa nuova pittura realizzata a pochi passi dal centro della città. L’opera prosegue la ricerca dell’artista, basata su una rielaborazione del proprio stesso volto in funzione di stimoli, tematiche e spunti eterogenei, attraverso la quale sviluppare una personale riflessione sull’uomo moderno.
L’intervento è ancora una volta fortemente influenzato dagli elementi naturali così presenti nell’ambiente di lavoro, con Andrea Casciu che realizza un nuovo volto giocando con l’aspetto delle montagne adiacenti alla città.
In attesa di scoprire gli altri lavori realizzati per la rassegna, ed i nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Italiano, vi lasciamo alla serie di immagini in calce al nostro testo. Dateci un occhiata!

Thanks to The Artist for The Pics

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Know Hope – “Vicariously Speaking” Project in Nashville

05/07/2016

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Uno sguardo approfondito a “Vicariously Speaking”, nuovo ed emozionante progetto firmato da Addam Yekutieli aka Know Hope a Nashville negli States.
Uno degli aspetti più interessanti delle produzioni firmate Know Hope, è rappresentato dal rapporto che intercorre tra lo stesso e le parole. L’interprete riesce a donare a frasi, testi od appunto semplici parole un forte significato emotivo e riflessivo. Attraverso queste l’artista si confronta con tematiche differenti, portando avanti una produzione dai forti toni poetici ed in grado puntualmente di stuzzicare e stimolare una riflessione eterogenea. Le parole per l’autore si trasformano in perfetto volano espressivo, scansando le immagini, diventando per certi versi maggiormente efficaci, e gettando infine le basi per un dialogo certamente più diretto ed incisivo con chi osserva.
Dall’inizio del 2016, Know Hope ha tenuto una corrispondenza con alcuni detenuti del braccio della morte del carcere di Nashville. Dalle lettere dei detenuti l’artista ha estratto alcune frasi, collocate poi su una serie di cartelloni pubblicitari sparsi per la cittadina.
L’autore riflette su come queste frasi, fuori dal loro contesto originale, sviluppano una sorta di ambiente interattivo tra due realtà di fatto distanti e separate una dall’altra. Al tempo stesso Know Hope mira a stimolare una interpretazione personale, attraverso una comprensione intuitiva, soggettiva ed empatica di problemi comuni e complessi.
Dopo il salto alcuni scatti con tutti i lavori realizzati dal grande artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e su questo bel progetto che proseguirà nei prossimi mesi. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Velvet & Zoer – New Mural in Bilbao

05/07/2016

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Ci spostiamo a Bilbao, qui nei giorni scorsi Velvet e Zoer hanno terminato di realizzare questa nuova e grande pittura organizzata dalla SC Gallery e Art Management per il Blv-Art Festival.
Dal titolo “Spindle”, la pittura a visto Velvet e Zoer confrontarsi con gli spazi di questa grande parete, per un intervento organizzato dalla SC Gallery, sempre più attiva all’interno del contesto urbano di Bilbao.
L’opera è un tributo a Dustin Shuler, ed ad una suo iconica scultura caratterizzata da otto automobili americane letteralmente impalate su uno spuntone. L’originale è un opera del 1989, distrutto nel 2010, dopo anni di dibattito sul luogo del lavoro a Berwin negli USA. All’inizio l’opera venne infatti accettata dai cittadini che successivamente definirono la scultura spazzatura. Dietro al lavoro c’è quindi la volontà di dare una sorta di seconda vita a questa scultura, realizzando una pittura che ne incarni il particolare spirito.
L’intervento ripropone infatti l’idea dietro l’opera, con un velato riferimento all’industria metallurgica molto presente a Bilbao, e vuole al tempo stesso far riflettere su come, gli oggetti di uso comune se trasformati in arte, vengano totalmente respinti, perdendo la loro ragione d’essere. Al tempo stesso l’intervento vuole riflettere sul possesso e su come intendiamo il rapporto con ciò che viene acquistato e successivamente sfruttato e buttato via.
In attesa di scoprire gli spostamenti del duo, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo, restate sintonizzati sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo.

Thanks to SC Gallery for The Pics

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Alina Vergnano – New Mural in Göteborg

04/07/2016

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Ci spostiamo a Göteborg in Svezia, qui nei giorni scorsi la nostra Alina Vergnano ha terminato una nuova pittura.
Dopo la recente “Puzzled“, ospitata negli spazi del LaDodo Graphic Design and Such di Milano (Covered), l’artista Italiana torna in strada per realizzare una nuova pittura suddivisa in tre differenti sezioni.
Come visto proprio in occasione dell’esibizione, la produzione di Alina Vergnano si confronta con medium e direzioni artistiche differenti, lasciando tuttavia invariate le basi tematiche ed estetiche della propria ricerca.
Il confronto con le produzioni dell’autrice Italiana passa per una personalissima rappresentazione della figura femminile. Attraverso le forme ed i volti femminili, tutti realizzati rigorosamente in bianco e nero, l’interprete approfondisce aspetti personali ed introspettivi. Si tratta di un setting decisamente poetico, con un approccio diretto, sintetico ed immediato nella forma estetica. In questo senso le immagini arrivano allo spettatore in forma criptica, lasciando allo stesso l’opportunità di decodificare la chiave di lettura.
Per quest’ultima pittura, scandita in un piccolo trittico che occupa altrettanti spazi, Alina Vergnano insiste nel sviluppare una serie di volti e figure femminili. L’obiettivo è quello di instaurare un ponte con la nostra interiorità, di toccare quella grande nuvola di sentimenti, emozioni, fragilità e pensieri che scandiscono la nostra quotidianità.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist for The Pics

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Moallaseconda – New Installation in Prato

04/07/2016

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Uno sguardo approfondito a “Ex Trenne _ news Three”, nuova installazione realizzata da Moallaseconda nel centro storico di Prato.
Più che un installazione, ci troviamo di fronte ad una vera e propria performance in divenire. Uno degli aspetti caratteristici del lavoro di Moallaseconda è il forte contatto con la strada che caratterizza le sue produzioni. Aldilà dell’approccio pittorico, legato comunque ad una forte interazione con gli spazi, è nelle installazioni che l’autore Italiano esalta ed espande la particolare visione, affidando alla materia, lo sviluppo di idee, forme ed elementi eterogenei, prima pensieri, ora finalmente forme tangibili.
In questo senso l’artista si affida a tutti quegli oggetti e scarti, come legni e pancali rotti, tubi spezzati ed oggetti di varia natura, per realizzare le sue installazioni in strada. Raccogliendo quindi dalla stessa per sviluppare un nuovo tipo di dialogo e setting visivo.
L’opera è di fatto un intervento dove il processo risulta strettamente legato al lavoro, con il primo che ne muta costantemente l’aspetto e lo sviluppo in strada. Sullo stesso dapprima ritroviamo segni, elementi grafici e ‘graffi’, tutti riconducibili all’immaginario spontaneo e crudo tipico delle produzioni di Moallaseconda. Dopo la sua composizione, l’opera diviene nera, si lega alla notte ed all’oscuro, cambiando completamente aspetto, prima di essere definitivamente spazzata via. Il lavoro quindi muta la propria forma, ma al tempo stesso risulta capace di sviluppare e stimolare spunti e sensazioni differenti – non sono mancate ad esempio polemiche – esercitando quindi con lo spettatore e con il passante casuale un dialogo differente e costante che, giorno dopo giorno, si rinnova e muta.
Ad accompagnare il nostro testo una ricca e bella serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro, le sue differenti incarnazioni, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics

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Fikos for Mural Social Club Festival

04/07/2016

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del Mural Social Club Festival con quest’ultima grande pittura realizzata da Fikos.
Il Festival è curato da Oleg Sosnov e Julia Ostrovska con il supporto di Sky Art Foundatio, e, come visto in questi giorni, sta vedendo e vedrà al lavoro alcuni dei nomi tra i più importanti della scena internazionale al lavoro per le strade di alcune delle più importanti città Ucraine.
In questo frizzante contesto, Fikos dipinge un opera di ben 46 metri d’altezza che rappresenta il più grande lavoro della storia della pittura Bizantina, nonché la più grande opere d’arte greca dall’antichità.
L’intervento realizzato a Kiev, dal titolo “Earth and Sky”, raccoglie nel migliore dei modi la particolare direzione pittorica dell’autore Greco. Come visto diverse volte Fikos porta infatti avanti una pittura fortemente ispirata ed influenzata dall’arte bizantina, attraverso la quale si inserisce negli spazi pubblici portando in dote riflessioni e spunti legati alla contemporaneità. Attraverso quindi una sintesi pittorica molto personale, l’interprete realizza due grandi figure, un uomo ed una donna, che rappresentano appunto la terra ed il cielo, stretti un abbraccio proprio come due amanti.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla bella rassegna. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Maksim Belousov

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Rodrigo Branco for Mural Social Club Festival

03/07/2016

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Con questa doppia pittura firmata da Rodrigo Branco, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dell’ottimo Mural Social Club Festival.
Dopo Morik (Covered) e Borondo (Covered) è quindi il turno dell’interprete Brasiliano che si è cimentato in due differenti interventi realizzati rispettivamente a Chernigiv e Kiev. Curato da Oleg Sosnov e Julia Ostrovska, con il supporto di Sky Art Foundation, il festival sta vedendo e vedrà al lavoro alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale per le strade di alcune città Ucraine.
Entrambi le pitture dipinte dall’autore, colgono alla perfezione il suo particolare setting estetico, con due nuovi volti ad emergere su altrettante parete. Come visto l’interprete porta avanti una pittura sfaccettata, carica di influenze differenti, dalla grafica all’illustrazione, con elementi e piccole forme a caratterizzare i volti dei soggetti raffigurati. Appare chiaro quindi come Rodrigo Branco porti avanti un percorso di rielaborazione estetica atto a rappresentare l’essere umano. Nell’idea dell’autore è quella di una rappresentazione connessa a stimoli personali, legati all’infanzia, alla vita, a tutto quel caleidoscopio di stimoli provenienti dalla sua fantasia.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti dal festival, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Maksim Belousov

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Spogo – New Mural for Festival K-Live

03/07/2016

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Ci spostiamo a Sète in Francia per dare un occhiata all’ultima pittura realizzata da Spogo per il Festival K-Live di quest’anno.
Il confronto con le produzioni di Spogo passa per la particolare direzione pittorica dell’interprete che, all’interno delle sue pitture, unifica elementi geometrici piatti e definiti con vibranti sezioni maggiormente libere e viscerali.
Realizzato nelle scorse settimane, l’intervento ha visto Spogo confrontarsi con gli spazi di questa grande struttura che ospita il centro sportivo Alfred Nakache, dove vengono praticate le arti marziali e la ginnastica. L’opera risulta divisa in due distinte parti, una accoglie una serie di forme geometriche piatte, mentre nella seconda parte ecco esplodere una serie di textures maggiormente astratte e viscerali, capaci di restituire all’opere un forte senso di profondità. L’intera pittura è come sempre legata a doppio filo con gli elementi cromatici del luogo e dell’ambiente circostante, con l’interprete particolarmente sensibile nell’accomunare tinte e tonalità con gli oggetti presenti all’interno della struttura, con le finestre e le colonne ed il pannello adiacente alla parete.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal festival e sul lavoro dell’artista, vi lasciamo alla serie di scatti in calce al nostro testo, con i dettagli di quest’ultima pittura. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Watch: TRISCELE Project | The Making of

02/07/2016

Fuori ora un bel video con il making of di una delle stampe realizzate da Martina Merlini, Moneyless e Sten & Lex per il loro TRISCELE Project.
Il progetto vedrà impegnati Sten & Lex, Moneyles e Martina Merlini in una serie di interventi congiunti in strada, finalizzati a miscelare le tre differenti identità artistiche degli autori, in un viaggio tra gli scorci ed i paesaggi della Sicilia. L’idea è quella di stimolare un processo artistico scandito dall’inaspettato e dall’ignoto, producendo riverberi visivi capaci di mantenere le identità estetiche di ciascuno degli artisti, attraverso una elaborazione congiunta in grado di sviluppare un nuovo ed inedito percorso visivo.
Come anticipatovi, per sostenere l’unicità di un progetto di questo tipo, gli interpreti hanno ben pensato di realizzare una serie di stampe, la cui vendità sosterrà i costi del viaggio e dei materiali per la realizzazione delle opere in strada.
Il video in calce al nostro testo ci mostra la realizzazione della stampa più iconica, quella che interseca nel migliore dei modi, il lavoro di Moneyless, Sten & Lex e Martina Merlini. Dal titolo “Triscele”, l’opera ben sintetizza quindi l’idea ed il setting dietro il progetto presentato dal quartetto Italiano.
Prodotta da Studiocromie, l’edizione esce in 40 copie firmate e numerate dagli artisti, misura 50×70 cm ed è realizzata su carta Fabriano rosapina 300gr con ben sei differenti colori.

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Bosoletti for Urban Canvas in Varese

02/07/2016

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Con quest’ultima pittura firmata da Bosoletti, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dell’ottimo Urban Canvas Project di Varese.
Il progetto è realizzato in collaborazione tra l’Associazione Wg Art ed il Comune di Varese. Urban Canvas è pensato anzitutto per valorizzare gli spazi cittadini ed il suo paesaggio urbano proponendo interventi in strada, atti a rivalutare particolari zone, mostre, tavole rotonde e workshop. Il dialogo con il paesaggio urbano rappresenta il principale stimolo, gli stessi autori scelti, tra realtà nazionali ed internazionali, vengono invitati a raccogliere gli stimoli del luogo laddove, gli stessi muri scelti, sotto vincolo paesaggistico, rappresentano un opportunità rara di dialogo con il territorio.
In questo contesto Bosoletti presente “Refugee” un nuovo intervento che, come il titolo suggerisce, è caratterizzato da una forte connessione con temi quali l’immigrazione ed i rifugiati, argomenti caldi di questo periodo. L’interprete scegli un approccio pittorico scandito da una forte analogia dove, la figura di un cane in strada, riprende le sofferenze e le difficoltà di tutti coloro che scelgono di emigrare alla ricerca di una vita migliore.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sul progetto, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Reka – New Piece in Berlin

01/07/2016

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Reka, l’artista Australiano ha da poco terminato un nuovo pezzo su questa struttura abbandonata.
Come abbiamo avuto il piacere di vedere nel corso del tempo, fin dal suo trasferimento a Berlino, Reka ha insistentemente lavorato all’interno di spazi e luoghi abbandonati. Quest’ultimo lavoro fa infatti parte della sua Abandoned Adventures, serie di interventi realizzati, con cadenza quasi settimanale, appunto all’interno di spazi fatiscenti in giro per le strade di Berlino. La serie permette all’autore di sviluppare la personale ricerca estetica, trovando nuove soluzioni pittoriche e concentrandosi sul processo quindi, e rappresenta il core centrale del prossimo libro dell’artista.
Dal titolo “Swimming Upstream”, l’opera ha visto Reka confrontarsi con questa piccola struttura in mattoni, sulla quale l’artista va ad elaborare due grandi figure, due pesci per la precisione, attraverso il consueto mix di elementi irregolari morbidi e taglienti, scanditi come sempre da una personale variazione tonale.
Dopo il salto, tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete. Prossimo appuntamento a Kiev, con l’autore impegnato su una grande parete per l’ottimo Art United Us Project.

Pics via San

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Felipe Pantone for MURAL Festival 2016

01/07/2016

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Si rinnova l’appuntamento con il MURAL Festival di Montreal, tra gli artisti partecipanti anche Felipe Pantone che ha da poco terminato questa nuova pittura.
Dopo gli ultimi exploit europei, ultimo la splendida pittura realizzata al Palais de Tokyo (Leggi l’editoriale), Felipe Pantone si sposta aldilà dell’oceano per partecipare ad uno dei festival più blasonati a livello internazionale. L’interprete si confronta qui con questa grande parete, rilasciando ancora una volta tutto il personale setting estetico, ancora una volta legato alla personalissima ricerca visiva.
Ci ritroviamo quindi nuovamente a contatto con la particolare direzione estetica intrapresa dall’interprete. Il confronto con le produzioni di Felipe Pantone è infatti scandito da un immaginario legato al elementi digitali, sviluppati ed elaborati attraverso un moto pittorico figlio del movimento e sopratutto atto a porre in essere una forte riflessione sulla contemporaneità, sui tempi moderni e sulla forte velocità che caratterizza gli stessi.
Per la rassegna Felipe Pantone elabora un nuovo squarcio visivo, lavorando attraverso glitcht, patterns, textures ed elementi digitali differenti, tra cui spiccano alcune parole scritte in 8bit.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla bella rassegna Canadese, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo. Restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Ozmo – New Mural in San Francisco

01/07/2016

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Ci spostiamo a San Francisco per dare un occhiata approfondita all’ultima pittura realizzata dal grande Ozmo, all’interno dello storico quartiere Tenderloin.
Ozmo si trova a San Francisco in occasione dell’apertura di “Ferro e Oro”, nuovo solo show ospitato all’interno degli spazi della FIFTY24SF Gallery. Si tratta della prima esibizione sul suolo Statunitense per l’autore Italiano che presenterà una nuova ed inedita serie di lavori caratterizzati dal consueto utilizzo di icone e visioni, attraverso le quali porre in essere una personale riflessione.
Come infatti abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, le produzioni di Ozmo sono caratterizzate da un forte spirito riflessivo. L’interprete raccoglie l’eredità iconografica, legata spesso ai luoghi di lavoro, attraverso la quale sviluppare un canovaccio visivo ricco di riferimenti e spunti eterogenei. Attraverso questi impulsi visivi, l’artista scandisce una produzione altamente criptica ed enigmatica, capace al tempo stesso, di porre in essere una riflessione sui tempi moderni, sull’essere umano e sulle sue differenti sfaccettature.
Quest’ultima pittura, ben rappresenta l’immaginario dell’autore. Ozmo sceglie infatti si realizzare una personale rielaborazione di ‘Déjeuner sur l’herbe’ quadro di Manet, sviluppando un canovaccio narrativo ricchissimo di riferimenti alla cultura moderna, tutti facilmente riconoscibili.
Null’altro da aggiungere, in attesa di dare uno sguardo, con un corposo recap, all’allestimento dello show, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, con gli scatti del making of e dell’ottimo risultato finale. Dateci un occhiata!

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