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GORGO

Archive for giugno, 2016

KAWS – New Show at More Gallery (Recap)

30/06/2016

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Uno sguardo all’ultima esibizione firmata da KAWS, aperta durante la Basel Week, all’interno degli spazi della More Gallery di Giswil in Svizzera.
La particolarità della location, costituita da un grande capannone industriale, ha permesso a KAWS di portare una nuova serie di opere di grande dimensione, tra cui spiccano neanche a dirlo gli ormai iconici companion. Proprio questi ultimi fanno parte di una nuova serie di grandi sculture in legno dal titolo ‘Together’, presentate da KAWS proprio in occasione dell’apertura di quest’ultimo show.
L’impatto con le grande statue, restituisce ancora una volta un forte senso percettivo, con l’autore particolarmente interessato nel sviluppare una trama emotiva equilibrata ed in divenire, nel mentre si attraversa l’intero ambiente, capace di stimolare sentimenti e sensazioni eterogenee.
A concludere l’allestimento una nuova serie di opere in vetro trasparente e colorato. In questo caso idea dell’autore è quella di sviluppare un percorso a tre dimensioni, basandosi sulla suo tratto grafico e su una sintesi dei personaggi di Peanuts, in forte dialogo con l’ambiente circostante.
Dopo il salto, ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dal famoso artista, dateci un occhiata, e restate sintonizzati per nuovi e succosi aggiornamenti qui sul Gorgo. Infine se vi trovate in zona, c’è tempo fino al prossimo 28 di Agosto per andare a darci un occhiata di persona.

More Gallery
Unteraastrasse 42
CH-6074 Giswil – Switzerland

Pics by Sasha Bogojev via AM

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Morik – New Mural in Odessa, Ukraine

30/06/2016

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Ci spostiamo ad Odessa in Ucraina, qui nei giorni scorsi Morik ha terminato questa nuova pittura, parte dei lavori per il Mural Social Club Festival.
La rassegna, curata da Oleg Sosnov e Julia Ostrovska con il supporto di Sky Art Foundation, sta portando in Ucraina alcuni dei nomi di spessore della scena internazionale, dopo Borondo (Covered), ecco quindi l’ultima fatica dell’artista Russo.
Realizzata in collaborazione con Odessa Performance Venue Zeleny Teatr ed Impact Hub Odessa, quest’ultima pittura di Morik, dal titolo “A Long Game”, è anzitutto scandita da una forte e analogia tematica. L’interprete si ispira infatti al gioco degli scacci, passione del talentuoso fratello dell’artista, per sviluppare una potente riflessione sulla vita di tutti i giorni. In particolare l’autore concentra i propri sforzi su tutte quelle situazioni d stallo. L’idea è quella di dimostrare come nella vita di tutti i giorni di solito ci si stanchi di negoziati lunghi, dei dialoghi e delle relazioni. Quando invece abbiamo bisogno di prendere decisioni rapide ed estreme, improvvisamente non siamo più grado di farlo. L’opera è quindi anzitutto una riflessione sul costante scontro tra mente e logica
Scrollate giù, dopo il salto riviviamo assieme le fasi del making of di quest’ultima pittura fino al bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sull’artista e sul festival.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Maksim Belousov

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Ciredz for Clorofilla Project in Belluno

30/06/2016

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del Clorofilla Project di Belluno, tra gli artisti al lavoro anche Ciredz, che ha terminato due nuovi interventi.
Il progetto, fortemente influenzato dal forte contesto naturale e paesaggistico delle Dolomiti e della natura incontaminata che caratterizza questi luoghi, rappresenta il primo festival di arte urbana in Provincia. Curato da Ericailcane, in collaborazione con la Casa dei Beni Comuni, già sede dell’evento, la rassegna sta ospitando in queste settimane alcuni dei nomi di spicco della scena Italiana, al lavoro all’interno della sede e per le strade della cittadina.
In questo contesto, Ciredz sviluppa due differenti lavori, entrambi caratterizzati dal particolare impulso pittorico che contraddistingue le produzioni dell’artista Italiano. Dopo le recenti installazioni, legate alla personale VOLUME Series (Covered), l’autore torna su parete proponendo due distinti interventi scanditi dalla peculiare scala cromatica in grigio. Se il primo prende vita su questa grande parete, è sicuramente il secondo ad aver catturato maggiormente il nostro interesse, con una profonda interazione con il paesaggio circostante.
In calce al nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima doppia pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti dalla rassegna Veneta.

Pics by Marzio Minacori, Illy Noze, Ilaria Sperandio

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2501 – “La Macchina 06” in Detroit

30/06/2016

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Uno sguardo a “La Macchina 06”, ultima incarnazione di 2501 realizzata a Detroit in occasione del Memorial Day Weekend di quest’anno.
Sviluppato in collaborazione con Recipient Collective e parte della residenza d’artista nata dall’unione di intenti di 1xRUN e Paxahau, il progetto è stato presentato in concomitanza con il Movement Electronic Music Festival, il più importante festival di musica elettronica al mondo, alla decima edizione quest’anno.
L’opera prende vita su Hart Plaza, e rispecchia nel migliore dei modi l’impeto della musica elettronica, attraverso uno sviluppo partecipativo che miscela i ritmi della musica con gli impulsi dei partecipanti alla kermesse, invogliati ad interagire con il flusso pittorico dell’artista.
Appare chiara quindi l’intenzione di 2501 di proseguire nel sviluppare anzitutto interventi partecipativi, con lo spettatore parte attiva del processo pittorico. In secondo luogo l’installazione pone l’accento sulla continuità dell’esperienza. L’idea è infatti quella di sviluppare un approccio in divenire, un vero e proprio flusso, legato al movimento ed agli aspetti maggiormente viscerali ed emotivi, fortemente influenzati da fattori esterni legati al contesto ed agli stimoli dello dell’ambiente circostante.
Null’altro ad aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’installazione realizzata dal grande artista Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni un occhiata ai lavori presentati per “Processi Generativi” presso la Inner State Gallery.

Thanks to The Artist for The Pics

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Watch: Gola Hundun for Impronte Festival 2016 (Video Recap)

29/06/2016

Fuori ora un bel video recap sull’intervento realizzato da Gola Hundun a Bonito, in occasione dell’Impronte Festival di quest’anno.
Il progetto, curato dal Collettivo Boca, da anni sta proponendo una serie di interventi mirati ed atti a cambiare profondamente l’aspetto e l’assetto visivo e percettivo della cittadina in provincia di Avellino. All’interno di questo contesto, si inserisce quindi il lavoro di Gola Hundun.
La pittura porta avanti la particolare direzione estetica e tematica cara a Gola Hundun, con una nuova riappropriazione dello spazio urbano da parte delle natura, in una forte analogia carica di spunti e riflessioni sul rapporto tra uomo e biosfera.
In questo senso l’opera ha visto l’interprete confrontarsi con questo spicchio di parete, all’interno della stessa ecco svilupparsi il consueto canovaccio di elementi naturali, caratterizzato qui da differenti toni in verdi e da una grande cerchio di color oro che pare quasi attrarre la moltitudine di elementi organici presenti nell’opera. In aggiunta presenti anche una ricca serie di uccelli, tutti da ricercare all’interno della matassa di piante, rami e foglie che scandisce l’opera.
Mettetevi comodi e date un occhiata al bel video, se volete invece approfondire maggiormente l’intervento, vi rimandiamo al nostro precedente post, dateci un occhiata.

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Nevercrew – New Mural in Grenoble

29/06/2016

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Nei giorni scorsi i Nevercrew si sono spostati a Grenoble dove hanno realizzato questa nuova pittura in occasione del Grenoble Street Art Festival.
Dopo il recente intervento realizzato a Manchester per il Cities of Hope Project (Covered), il duo Svizzero formato da Christian Rebecchi e Pablo Togni si è quindi spostato in Francia per prendere parte ai lavori per la rassegna.
L’opera prosegue nel portare avanti sia la duplice identità pittorica che da sempre caratterizza le produzioni dei Nevercrew, sia la spiccata sensibilità nei temi e negli argomenti che gli artisti stanno intercettando attraverso il loro operato in strada.
In questo senso quest’ultima pittura, dal titolo “Ordering machine”, vive anzitutto in forte simbiosi con le peculiarità architettoniche dello spazio di lavoro. Osservando bene l’intervento segue infatti la struttura dell’edificio, sviluppando al tempo stesso una nuova riflessione. Per quest’opera i Nevercrew si soffermano a riflettere sul rapporto tra natura ed essere umano, in particolare gli interpreti sottolineano come da una parte vi siano sentimenti di esigenza ed appartenenza, dall’altro consumo ed appropriazione.
L’atteggiamento di privatizzare le risorse naturali, ed il loro conseguente sfruttamento sconsiderato, vengono poste dagli artisti in una sorta di delicato equilibrio, tra la responsabilità per i danni ed gli inevitabili cambiamenti che gli stessi portano avanti. Si pone davanti una scelta, tra l’arroganza di portare avanti unicamente i propri scopi economici, e una forte consapevolezza sociale in grado di garantire una sicurezza ambientale.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, in aggiunta alle fasi del making of, dateci un occhiata, è tutto dopo il salto.

Thanks to The Artist for The Pics

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Remi Rough – New Mural in Weil am Rhein

29/06/2016

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Ci spostiamo a Weil am Rhein in Germania, qui durante i giorni dell’Art Basel, Remi Rough ha realizzato questa nuova e potente pittura.
L’opera ci permette di tornare a confrontarci, a distanza di tempo, con la particolare ricerca estetica che caratterizza le produzioni dell’interprete. Come visto diverse volte la ricerca di Remi Rough è caratterizzata da una personale commutazione della forma, in funzione di un radicato sviluppo motorio. Gli elementi proposti dall’autore si sviluppano sulla superficie di lavoro, aprendosi ed accartocciandosi, divengono voluminosi, trasformando in modo totale, la percezione dello spazio di lavoro.
In passato l’artista si è legato ad una precisa scala tonale con un sviluppo proporzionale. Negli ultimi exploit in strada, così come per il lavoro in studio, Remi Rough appare maggiormente concentrato nello sviluppo ‘fisico’ dei suoi elementi. Le pitture hanno assunto una impostazione maggiormente tridimensionale e, come è possibile vedere in quest’ultima pittura, risultano ridotte, più pulite e stimolate da tonalità differenti, effetti pittorici che si autoalimentano attraverso il costante intersecarsi di linee e volumi eterogenei.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti del grande interprete inglese, vi lasciamo alla serie di scatti in calce al nostro testo con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics

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Interviews: Blaqk

29/06/2016

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Hello guys! thank you for this opportunity, then let’s start with a kind of presentation, who are Blaqk?

– Blaqk are Greg Papagrigoriou and Simek (Chris Tzaferos)

Why did you choose to call you Blaqk?

– The name emerged from the connection between black and calligraphy and typography as well as from the purity of forms and contrasts and as a result of our love for the black color, too. So we picked the name Blaqk which refers to black with the difference that the ’ c ’ was replaced with a ’ q ’.

How did you meet?

– We met through a common friend and collaborator, Donforty. We started going painting together and sometimes we agreed to do something together and combine the two different items . We liked the result and that’s how it was the beginning, in 2011.

Now are years that you work together, what is your background and your path in the street?

– Greg: When I was thirteen I has my first experience with murals as a graffiti writer but only occasionally and this stopped two years later.Some years later I began concerning myself with graphic design, with love for typography and for letters in general. Then, meeting Donforty, then Simek and some other guys related to murals, the need of starting make experiments on the walls on the basis of calligraphy, which I had started occupying with at that time, came again.
– Simek: I started graffiti in 1999, writing my name and the name of my crew mainly in the walls and sometimes on trains until 2011, then i decided to change my style and the way of thinking from graffiti style to abstract giving a new direction.

• How you accurately describe your work?

– We could describe it as a combination of manual gestures and absolute geometric forms. Abstract compositions on the basis of calligraphy and geometry.
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Ciao ragazzi! Iniziamo con un po’ di presentazioni, chi sono i Blaqk?

– I Blaqk sono Greg Papagrigoriou e Simek (Chris Tzaferos).

Come mai avete scelto di chiamarvi così?

– Il nome è emerso dal collegamento tra la calligrafia e la tipografia, nonché dalla purezza di forme e contrasti, ed infine entrambi abbiamo una predilezione per il colore nero, anche. Così abbiamo scelto il nome Blaqk che si riferisce a quest’ultimo, con la differenza che la ‘c’ è stata sostituita con un ‘q’.

Come vi siete conosciuti?

– Ci siamo conosciuti tramite un comune amico e collaboratore, Donforty nel 2011. Abbiamo iniziato ad andare a dipingere insieme e qualche volta abbiamo deciso di provare a combinare i due elementi differenti. Ci è piaciuto il risultato e così siamo abbiamo continuato.

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Ormai sono anni che lavorate insieme, qual è il vostro background ed il vostro percorso in strada?

– Greg: Quando avevo tredici anni ho avuto la mia prima esperienza in strada come writer, ma solo occasionalmente, ho smesso due anni dopo. Alcuni anni più tardi ho iniziato ad interessarmi alla progettazione grafica, con l’amore per la tipografia e per le lettere sempre presenti. Poi, incontrando Donforty, Simek e alcuni altri ragazzi legati alla strada, il bisogno sperimentare su parete, sviluppando il mio lavoro attraverso la calligrafia che aveva iniziata ad interessarmi in quel periodo, venne nuovamente fuori.

– Simek: Ho iniziato con i graffiti nel 1999, scrivendo il mio nome e il nome della mia crew principalmente su parete, a volte sui treni fino al 2011. In seguito ho deciso di cambiare il mio stile e il modo di pensare avvicinandomi ad un impulso maggiormente astratto.

Come descrivereste il vostro lavoro?

– Potremmo descriverlo come una combinazione di gesti manuali e forme geometriche assolute. Composizioni astratte basate sulla calligrafia e sulla geometria.
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We noticed that you guys works also a lot on your own! this affect your work as a duo? You influenced each other?

– Each of us is following his own design path, but actually that help us to grow visually in a parallel route. Truth is that we have a common way of seeing things and inevitably our personal experimentations influence each other and our common projects.

When you combine your different research, what you try to achieve?

– When combining the two different elements we try to boost the one the forms of the other aiming to the birth of a new result and not only to a simple combination. We, ourselves consist of a kind of source and everything coming from our soul, energizes us and keeps us alert. It’s the way we move and live. Mostly, we think that our work activates feelings. Sometimes tension and sometimes tranquility, sometimes purity and sometimes dirt, sometimes the chaos within or outside us.

One of the important aspects of your work on the street is that often you works in abandoned places. What influence have these places for you?

– Working in abandoned places gives us the opportunity to apply our designs on certain spots and surfaces that have been stigmatized by the time with moist textures, rust, etc. Most of those places, we choose them because they have an absolute quietness that helps as work as clearly and as much concentrated as we can, without the pressure of the outside factors, like crowd, city sounds, etc.

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We see you at work with different artists. How important are collaborations for you?

– Collaboration is a major part of our work. Working with people who we respect and appreciate their work, trying to give and take at multiple levels – not only professionally but also in a personal way – gives us the energy and inspiration to move forward. Whatever else , Blaqk is a way of collaboration.

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What relationship do you have with the recent problems of Greece? Has this influenced your works?

– The situation in Greece has affected not only our work but our lives generally. The quantity and quality of our job has directly to do with the situation we live in. The work each one does separately or both, as Blaqk, is like a psychotherapy.

Why you work only with white and black? What these two colors means for you?

– You can go back to the second question. Generally, we use other colors, too, so the use of black and white is not something absolute even if for the moment , it is something that characterizes and describes us.

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Abbiamo notato che lavorate moltissimo anche per conto vostro, in che misura questo influisce sul vostro lavoro come duo? Vi influenzate a vicenda?

– Ognuno di noi sta seguendo un proprio percorso artistico personale, ma in realtà che ci aiutano a vicenda a crescere visivamente in un percorso parallelo. La verità è che abbiamo un modo comune di vedere le cose e, inevitabilmente, le nostre sperimentazioni personali influenzano a vicenda i nostri progetti comuni.

Quando unite le vostre differenti ricerche, cosa cercate di ottenere?

– Quando combiniamo i nostri due diversi immaginari, cerchiamo di alimentare uno la forma dell’altro, mirando al tempo stesso alla nascita di un nuovo risultato e non solo una semplice commutazione.
Pensiamo a noi stessi come una sorta di fonte, che tutto proviene dalla nostra anima, che ci dà energia e ci tiene all’erta. È il modo in cui viviamo e ci spostiamo. Per lo più, riteniamo che il nostro lavoro provochi sentimenti ed emozioni. Alcune volte tensione, talvolta tranquillità, a volte purezza ed altre volte sporcizia, a volte il caos all’interno o al di fuori di noi.

Uno degli aspetti peculiari del vostro lavoro in strada è che spesso vi trovate a lavorare all’interno di zone abbandonate. Questi luoghi che influenza hanno per voi?

– Lavorare in luoghi abbandonati ci dà l’opportunità di sviluppare i nostri progetti su alcuni punti e superfici che sono state profondamente trasformati dal tempo, dall’umidità, dalla ruggine, ecc La maggior parte di quei luoghi, vengono scelti perché hanno una assoluta tranquillità che ci permette di lavorare in modo chiaro e concentrato, senza la pressione di fattori esterni come la folla od i suoni della città, ecc.

Vi abbiamo visto spesso al lavoro con artisti differenti. Che valore hanno per voi le collaborazioni?

– Collaborare rappresenta una grande parte del nostro lavoro. Ci permette di lavorare insieme a persone che rispettiamo e delle quali apprezziamo l’operato. L’idea è quella di dare e ricevere a più livelli, non solo professionalmente ma anche umanamente, tutto ciò ci dà infatti l’energia e l’ispirazione per andare avanti.
Prima di tutto Blaqk è un modo di collaborare.

Che rapporto avete con i problemi recenti della Grecia? C’è una influenza nel vostro lavoro?

– La situazione in Grecia ha colpito non solo il nostro lavoro, ma la nostra vita in generale. La quantità e la qualità del nostro lavoro ha a che fare direttamente con la situazione in cui viviamo. Il lavoro che ognuno di noi due porta avanti separatamente, o comunque insieme come Blaqk, rappresenta una sorta di psicoterapia.

Come mai lavorate unicamente con il bianco ed il nero? Cosa significano questi due colori per voi?

– Abbiamo già accennato qualcosa nella seconda domanda. In linea di massima usiamo anche altri colori, quindi l’uso del bianco e nero non è qualcosa di assoluto, anche se per il momento, è qualcosa che ci caratterizza e descrive bene.

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Which artists have most influenced your works?

– The influences of both of us are somewhere common and somewhere different. Generally common considerations are graphic design-architecture-design-calligraphy.

– Greg: Personal influences are calligraphy, painting and some schools of the past like Bauhaus, abstract expressionism movement etc. Over the last few years great influence has been the Japanese and Chinese calligraphy-painting-philosophy. The artists I like are many, I won’t mention anyone in particular. I could say that I mostly admire certain calligraphists – painters and typographic designers of the past.
– Simek: Among some important artists – masters of the past who I admire as M.C. Escher, Frank Stella, Sol LeWitt, and some major schools-movements such as Constructivism, Cubism, Futurism, Bauhaus, a major influence and inspiration comes from architecture, industrial design, urban environment, the nature and the people being around me.

How about the process behind you pieces?

– We observe the surface that we choose or that is provided to us and then we design on the basis of it. In brief, the surface offers us the project that we are making. We never have already a plan before knowing where we will paint. Then, after discussion, we find the composition and we begin. Sometimes, I start with a certain basis and then Simek comes to add things or the opposite. Sometimes, we might work in total spontaneity and the one fills the other.

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In your recent exhibition “Moving from A to B” we noticed a highly interaction between pure calligraphy and geometric forms and then greater stylistic maturity. Tell us something about that please!
– Certainly, in this sequence, I put the elements of my own point of view and aesthetics and then combined them with the ones of Simek. The thing that we always keep in mind when creating these compositions is to have a single and completed result.

You have constantly evolved and developed your work. What do you are looking to get both individually and together? What is the focus of your own research?

– More or less we have already answered that. Personally I am practicing on design issues concerning me and then I adapt them on the collaboration with Simek. We are interested in not being stuck on a certain style but to experiment and function according to the time and the moment of working and we influenced by certain incentives. All these above, are based on a certain mentality I follow and we follow as designers.

Among the various works and paintings that you have created, there is one in particular with which you are most linked or who that has left you a good memory?

– We like most of our works and we feel happy for making them. If there’s something we should highlight, it is our work in France. After this mural, a new era of our design direction began.
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Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato il vostro lavoro?

– Le influenze di entrambi sono comuni, ed al tempo stesso diverse. Generalmente per comuni intendiamo graphic design, architettura, design e calligrafia.

– Greg: Le mie influenze personali sono la calligrafia, la pittura e alcune scuole del passato come Bauhaus e l’espressionismo astratto. Nel corso degli ultimi anni una grande influenza per me è stata la calligrafia e filosofia Giapponese e Cinese. Gli artisti che mi piacciono sono molti, non voglio parlare di qualcuno in particolare. Potrei dire che per lo più ammiro alcuni calligrafi, pittori e designer tipografici del passato.

– Simek: Aldilà degli artisti importanti, maestri del passato che ammiro come M.C. Escher, Frank Stella, Sol LeWitt ed alcune importante scuole come Costruttivismo, il Cubismo, il Futurismo, ed infine Bauhaus, una grande influenza e ispirazione per me viene dall’architettura, dall’industrial design, dall’ambiente urbano, la natura e infine le persone intorno a me.

Che processo artistico c’è dietro il vostro lavoro?

– Osserviamo la superficie che scegliamo o che ci viene affidata, poi progettiamo sulla base di questa. In breve, la superficie ci offre lo stimolo per ciò che stiamo facendo. Non abbiamo mai già un piano od un idea prima di sapere dove dipingeremo. Dopo la discussione, troviamo la composizione e cominciamo. A volte, comincio con una certa base e poi Simek arriva per aggiungere o il contrario. A volte lavoriamo in totale spontaneità, in modo che ciascuno completi l’altro.

Nella vostra recente “Moving from A to B” abbiamo notato una maggiore interazione tra calligrafia pura e forme geometriche ed una maggiore maturità stilistica. Raccontateci qualcosa di questo!

Certamente, in questa serie abbiamo messo gli elementi e l’estetica dal punto di vista di Greg, combinandoli poi con la pittura di Simek. Quando creiamo queste composizioni, l’idea è di avere un risultato singolo e completo.

Avete costantemente evoluto e sviluppato il vostro lavoro, cosa cercate di ottenere sia singolarmente che insieme? Qual è il fulcro della vostra personale ricerca?

– Più o meno abbiamo già risposto. Personalmente mi interessano gli errori e problemi di design, che poi adatto in collaborazione con Simek. L’idea comune è quella di non essere bloccati su un certo stile, ma sperimentare in funzione del tempo e del momento, influenzati da alcuni fattori ed incentivi esterni. Quanto detto fa parte di una precisa mentalità che seguo e che seguiamo nel nostro lavoro.

Tra le varie opere che avere realizzato o dipinto, ce n’è una in particolare a cui siete più legati o che vi ha lasciato un bel ricordo?

– Ci piacciono la maggior parte dei nostri lavori e ci sentiamo felici di averli realizzati. Se c’è qualcosa che dovremmo mettere in evidenza, è il nostro lavoro in Francia. Dopo questo murale, una nuova era nella nostra direzione estetica e progettuale è iniziata.

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What should we expect from you in the coming months?

– In the next months, we will be preparing an individual exhibition in PUNKT gallery in Gdynia, Poland. Then there will be a pause of relaxation and abstention,which is a crucial requirement for continuing what we are doing.

Thanks for your time guys! a final message for the readers of Gorgo Magazine?

– We want to thank you and also the readers for their time!
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Cosa dobbiamo aspettarci da voi nei prossimi mesi?

– Nei prossimi mesi prepareremo una mostra personale presso la PUNKT gallerya di Gdynia, in Polonia. Poi ci sarà una pausa di relax e stop, che è un requisito fondamentale per continuare ciò che stiamo facendo.

Grazie per il Vostro tempo ragazzi! Un messaggio per i lettori di Gorgo Magazine?

– Vogliamo ringraziarvi ed anche i vostri lettori per il tempo concessoci.

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Alina Vergnano and Mayken Craenen at LaDodo (Recap)

28/06/2016

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Uno sguardo a “Puzzled” ultimo duo show firmato da Alina Vergnano e Mayken Craenen negli spazi del LaDodo Graphic Design and Such di Milano.
La location è un hub creativo e studio di grafica, che a cadenza random organizza specifiche mostra ribattezzate ARTpearances. Giunto alla settima incarnazione, il progetto trova nei lavori di Alina Vergnano e Mayken Craenen, l’ideale proseguo nella ricerca di artisti giovani ed emergenti all’interno del panorama nostrano ed internazionale.
Lo show, che all’apertura ha visto anche un live silkscreen session firmato dagli amici di Perpetua, pone l’attenzione su due autrici differenti, proponendo un allestimento carico di disegni, collages, sculture in ceramica. Dal titolo “Puzzled” l’esibizione unisce i due universi creativi sviluppati dalle due artiste, differenti per concetti e sviluppo.
Alina Vergnano porta avanti un lavoro di profonda introspezione, immettendo nella personali figure femminili, tutto il caleidoscopio di sensazioni, fragilità, emozioni e sentimenti che caratterizzano l’essere umano. In particolare l’artista italiana con base in Svezia concentra i propri sforzi sul concetto di dubbio, esercitando e sviluppando volti e corpi femminili, fortemente piegati da questa sensazione. L’intento è quello di catturare la dualità tra il paralizzante e stimolante, sintomi tipici del non-sapere. Una sensazione fortemente connessa all’imprevedibilità della vita.
D’altro canto le opere presentate da Mayken Craenen riflettono sull’esistenza attraverso un piglio differente. L’idea dell’interprete è quella di non schematizzare la realtà in ciò che è positivo e negativo, quanto piuttosto attraverso combinazioni fortunate o meno. In questo senso l’operato dell’interprete, legato alla commutazione di elementi e forme differenti a mo’ di puzzle, ne rappresenta il perfetto volano espressivo. Si tratta di un lavoro costantemente influenzato dal disegno, dalla grafica, dall’illustrazione, dalla fotografia, all’interno del quale si muovono immagini ed oggetti interconnessi, ricchi di dettagli, coniugati attraverso un precisa direzione tonale, composti e ricomposti.
Tutti i dettagli dell’allestimento ed uno sguardo alle opere presentate, dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Via L. Muratori 11
20135 Milano

Thanks to The Gallery for The Pics

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Barlo – New Mural in New York

28/06/2016

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Barlo, l’artista italiano ha recentemente terminato questa nuova pittura a New York.
Questa nuova pittura prosegue il periodo di forte rinnovamento estetico e tematico che sta accompagnando il percorso dell’interprete in questi ultimi mesi. Come visto infatti negli ultimi exploit in strada, e nonostante le influenze della cultura orientale risultino sempre ben visibili, Barlo sta lentamente concentrando la propria attenzione su un approccio pittorico più libero. In questo senso l’artista continua ad essere legato ad una rappresentazione del mondo naturale, in particolare gli animali, ma non più come personale rielaborazione di temi e spunti legati alla cultura ed al folklore cinese, quanto piuttosto verso spunti ed argomenti legati al luogo di lavoro.
Questa precisa direzione, già vista nell’ultima pittura realizzata ad Hong Kong (Covered), porta l’autore ha confrontarsi con tematiche differenti. L’opera di New York pone ad esempio l’accento sulla grande ricchezza di specie di uccelli differenti, divise in native, introdotte e migranti. In particolare Barlo riflette sulla diversità, sulla loro origine e la loro successiva evoluzione ed adattamento all’interno dell’habitat cittadino. L’interprete identifica nelle piume, simbolo della loro identità, rappresentano al tempo stesso una traccia effimera del loro passaggio, parte stessa dell’ambiente newyorkese. La pittura è visibile nel Bronx sulla 1401 Ferris Place.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Pics by SinXero

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HoNeT – New Mural in Toulouse

28/06/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura realizzata dal grande HoNeT a Tolosa, parte dei lavori per l’ultima edizione del Rose Beton Festival.
Dopo Aryz (Covered), un altro nome di spessore al lavoro per le strade della cittadina Francese, con a disposizione uno spazio davvero rilevante all’interno del quale far esplodere tutta la personale immaginazione.
Il confronto con le produzioni di HoNeT passa per il particolare canovaccio narrativo che caratterizza le produzioni dell’autore Francese. Raccogliendo l’eredità di temi, racconti e spesso spunti legati al luogo di lavoro, l’interprete porta avanti una personale rielaborazione grafica, scandita da un tratto pulito e morbido. L’impostazione estetica è facilmente accostabile ad un impeto illustrativo, con elementi, forme e soggetti, caratterizzati da un immaginario misterioso, folle e caratteristico, in grado di definire con forza la totalità delle sue produzioni.
Per la rassegna Francese, HoNeT realizza una probabile rappresentazione del famoso cavallo di troia. Sulla struttura in legno, dotata di gambe, troviamo infine una fitta serie di personaggi e characters differenti, figure tipiche dell’immaginario dell’artista.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti del making of e tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by Butterfly

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Agostino Iacurci – New Mural in New York

28/06/2016

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In questi giorni il nostro Agostino Iacurci si trova a New York dove ha avuto modo di realizzare questa nuova pittura per le strade della grande mela.
Dopo la recentissima “Long Story Short” ospitata negli spazi della Die Kunstagentin di Colonia in Germania (Covered), e la bella pittura realizzata ad Oostende (Covered) appare chiaro come la pittura di Agostino Iacurci abbia subito un profondo rinnovamento. Abituati a confrontarci con immagini e istantanee di vita quotidiana, l’artista italiano appare in questo periodo concentrato maggiormente sugli oggetti che gravitano intorno ad essa. Sia nell’allestimento, caratterizzato da una forte presenza naturale, sia in quest’ultima pittura, l’interprete concentra i propri sforzi in una efficace ed inedita elaborazione. La figura del vaso in particolare, come visto appunto per i lavori del The Crystal Ship Festival, rappresenta il filo conduttore tra le produzioni in studio e gli exploit in strada.
Questa importante variazione lascia tuttavia inalterato la particolare impostazione pittorica che da sempre caratterizza le produzioni dell’autore. Agostino Iacurci continua ad essere legato ad un setting pittorico vicino all’illustrazione ed al graphic design, con una sintesi estetica in costante evoluzione e legata ad un utilizzo del colore come equilibrato canovaccio simmetrico.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artista Italiano, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Watch: Jeroen Erosie – “Dérive” at Alice Gallery

27/06/2016

Fuori ora una bella intervista a Jeroen Erosie realizzata in occasione dell’apertura di “Dérive“, ultimo solo show allestito presso la Alice Gallery.
La ricerca portata avanti da Jeroen Erosie rappresenta la diretta conseguenza di un impulso pittorico generato attraverso l’intersecarsi di differenti discipline. In questo senso le opere del grande interprete sono la diretta conseguenza di universi e stimoli eterogeni, anzitutto il mondo dei graffiti, vero e proprio background nonché ideale base di partenza per ciascuna delle opere proposte. Al tempo stesso, dallo studio delle lettere, l’artista ha virato verso una personale ricerca della forma andando a commutare, il mondo dell’illustrazione, gli studi tipografici ma soprattutto quelle che sono le proprie e personali fascinazioni. I lavoro vengono infatti sviluppati attraverso un forse senso di spontaneità, uno stimolo che da una parte unifica le differenti caratteristiche delle discipline con cui l’autore si è confrontato, dall’altra rilascia nello spazio di lavoro stimoli e percezioni personali e del momento. Profondamente connesse con gli impulsi emotivi dell’interprete, gli interventi ereditano e canalizzano quindi. gli stimoli dei luoghi, siano essi visivi o percettivi, la particolare attitudine dello stesso autore, mescolando e commutando l’aspetto delle figure realizzate. A sostenere una direzione tematica di questo tipo, troviamo un impostazione pittorica che vede l’artista confrontarsi con forme organiche, decise e dirette, alimentate, nella loro forma e sostanza, da colori forti, sporchi ed acidi, in grado di stimolare un forte senso criptico.
Mettetevi comodi e date un occhiata al bel video in calce al nostro testo. Vi ricordiamo che lo show è visibile fino al prossimo 2 di Luglio, se volete approfondire ulteriormente, vi rimandiamo al nostro corposo recap.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège
1000 Brussels Belgium

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Crisa – New Mural in Lanusei

27/06/2016

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A distanza di tempo, torniamo con piacere ad interessarci al lavoro di Crisa, l’autore Italiano ha da poco terminato questa nuova pittura a Lanusei, Sardegna.
Ancora una volta il confronto con le produzioni di Crisa, passa per la grande mole di dettagli ed elementi che accompagnano ciascuna delle sue pittura. Attraverso infatti una moltitudine di oggetti e forme differenti, l’interprete porta avanti la personale riflessione sul difficile rapporto tra spazio naturale e spazio urbano. L’essere umano non è presente nelle produzioni dell’artista, è di fatto lo spettatore che osservando le sue produzioni si ritrova investito da spunti e tematiche differenti. La città con la sua abbondanza di oggetti ed elementi differenti, esplode nello spazio in una lotta continua con la natura, con le forme organiche che tentano una sorta di riappropriazione degli spazi, in una continua escalation di intrecci e scontri di visioni eterogenee. Case, palazzoni, finestre, tralicci dell’elettricità, tubi, vengono tutti messi a confronto con occhi, aquiloni, foglie, rami ed alberi, in una costante esistenza di ossigeno tra il grigio del cemento.
Continuando a sperimentare con tonalità differenti, in quest’ultima pittura, parte dei lavori per il Collectivarte 2016, Crisa sceglie di tornare ad una impostazione maggiormente personale e sfaccettata. Ritroviamo con piacere la ricchezza di elementi e contenuti espressi all’interno del groviglio visivo proposto, con lo sguardo che si perde alla ricerca di tutti gli spunti ed i riferimenti che da sempre contraddistinguono l’operato dell’autore in strada. Ma sopratutto l’opportunità di una riflessine introspettiva, alimentata proprio dalla grande mole di dettagli offerti, che ci riporta a confrontarci con noi stessi ed a riflettere sul personale rapporto che abbiamo con la città e con l’ambiente naturale.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete sempre qui sul Gorgo.

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Faith47 “1200 – 900 Bc” New Mural in Cape Town

27/06/2016

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Ci spostiamo a Cape Town, dove continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del 7.83 MHZ Frequency Project, l’ultimo progetto firmato da Faith47.
In questi ultimi mesi Faith47 sta realizzando una nuova serie di opere caratterizzate da un approccio pittorico maggiormente delicato e poetico. Si tratta di interventi fortemente legati alle emozioni ed alle differenti sfaccettature dello spirito umano, opere scandite da tonalità delicate, con corpi, volti e visioni dal forte sentore onirico. 7.83 MHZ Frequency, deve il suo nome alla frequenza della terra, che per l’interprete diviene perfetta analogia per centrare e riflettere su tutti quegli aspetti prettamente viscerali ed emotivi che caratterizzano l’essere umano.
Di ritorno nella sua Cape Town, dopo i recenti exploit in giro per il mondo – ultimo a Cleveland all’interno di un vecchio teatro abbandonato (Covered) – l’artista continua a tracciare con forza le sue particolari pitture, concentrandosi sui corpi, sulle pose sensuali, sulla bellezza dei sentimenti che emergono dai corpi e dagli sguardi delle sue figure.
Quest’ultima pittura realizzata in Sudafrica, ha visto Faith47 confrontarsi con questo spicchio di parete. All’interno di questo l’autrice esercita tutto il fascino della sua particolare pittura andando a realizzare questa splendida pittura. Dal titolo “1200 – 900 BC”, l’opera vede una donna letteralmente rannicchiata all’interno della superficie, lo sguardo è chiuso, con l’immagine finale capace di trasmettere un forte senso di fragilità emotiva.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti legati al progetto ed al lavoro dell’autrice Sudafricana, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Nemco for VIAVAI Project 2016

27/06/2016

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Con questa serie di interventi realizzati da Nemco, chiudiamo il cerchio sull’ultima edizione del Viavai Project di Racale in Puglia.
La rassegna quest’anno ha concentrato i propri sforzi in un unica settimana dove, in un costante viavai appunto, si sono susseguiti gli interventi degli artisti invitati a partecipare. Il progetto è caratterizzato da una forte grado di immersione all’interno del paesaggio e del tessuto sociale dei luoghi di lavoro, con l’obiettivo finale di generare una vera e propria esperienza. In questo contesto Nemco realizza due differenti interventi, entrambi, seppur con modalità differenti, fortemente legati al panorama circostante.
Come visto recentemente anche a Pesaro (Covered), il grande artista Italiano porta avanti una personalissima ricerca estetica basata sull’aggregazione e sulla miscela di impulsi artistici differenti. Il profondo background nel mondo dei graffiti, al quale l’interprete continua a sentirsi legato, si unisce ad un impulso ed un immaginario pittorico fortemente influenzato dalla grafica e dall’illustrazione. Quello che emerge è un impeto scandito da lettere, elementi, forme, oggetti, textures e patterns differenti che vanno a formare livelli visivi eterogenei, intrecciati e sviluppati all’interno di specifici spazi.
Per il Viavai Project Nemco prima si confronto con la superficie di un piccolo furgone, cambiandone completamente l’aspetto. Ma la seconda opera a stupire, con una serie di pannelli che giocano con l’ambiente circostante, inserendosi all’interno dello stesso, e generando una forte e caratteristica frattura visiva.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e se volete rivivere le meraviglie del progetto, vi rimandiamo alla nostra sezione. Enjoy it.

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Pics by Matteo Bandiello

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Invader – “Dr House” New Piece in Paris

26/06/2016

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Un ispiratissimo Invader ha da poco terminato un nuovo intervento per le strade di Parigi, dove rivolge l’attenzione ad un icona televisiva contemporanea.
Il processo di svecchiamento attuato dall’autore in questi ultimi anni, prosegue qui con un nuova installazione che rielabora una figura contemporanea come quella del famoso Dr House, protagonista dell’omonima serie televisiva. L’intervento è l’ultimo di una lunga serie di nuove opere che così profondamente hanno saputo mutare i temi, e soprattutto i protagonisti delle produzioni dell’artista.
Se infatti in precedenza la totalità dei lavori realizzati da Invader erano caratterizzati dalle iconiche piastrelle raffigurati i protagonisti del gioco Space Invaders, la successiva incarnazione ha saputo cogliere e rielaborare quel vaso assortimento di figure, protagonisti e personaggi appartenenti alle generazioni successive. Il classico video game appartiene infatti ad un epoca ormai lontana, dove i suoi successivi ‘figli’ hanno saputo intercettare l’immaginario collettivo. Ecco quindi apparire i protagonisti dei giochi Nintendo, dei grandi classici degli anni 80 e 90, passando per i film ed i cult cinematografici, arrivando ad altri protagonisti dei cartoni animati più iconici.
Questo cambiamento ha portato con sé anche una spiccata consapevolezza estetica, con l’interprete sempre più interessato nel realizzare opere di dimensione certamente maggiore, attraverso le quali interagire ed impattare lo spazio in modo più efficace.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti firmati Invader, vi lasciamo alle immagini di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata.

Pics via San

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Herakut – New Mural in Wittenburg, Germany

26/06/2016

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Con piacere diamo uno sguardo all’ultima pittura realizzata dagli Herakut a Wittenburg in Germania, parte dei lavori per il Kura Festival 2016.
Elemento distintivo delle produzioni firmate dagli Herakut è la duplice identità pittorica che accompagna ciascuna delle loro opere. Hera ed Akut hanno infatti unito gli sforzi in un progetto congiunto capace di ereditare al meglio gli aspetti pittorici peculiari di ciascuno dei due. Hera porta in dote tutta la sue sensibilità pittorica, con corpi aggraziati e dai forti toni poetici, Akut imprime agli stessi un forte senso realistico, ponendo particolare attenzione agli sguardi ed agli occhi, capaci puntualmente di farsi veicolo ideale dei temi e delle riflessioni espresse. L’impatto con le produzioni del duo passa quindi per tematiche ed argomenti di carattere riflessivo, laddove, la figura dei bambini, continua ad essere scelta da due come efficace veicolo di propagazione visiva e tematica.
In questo calderone di stimoli e spunti differenti, emergono gradi figure realistiche, accompagnate da testi e frasi riflessive, atte spesso a spiegare i temi e gli argomenti dell’intervento, attraverso un impatto ed un dialogo con lo spettatore costante.
Dal titolo “They are called Patience and Hope, and their future is in your hands”, quest’ultima fatica degli Herakut, raccoglie al meglio l’impeto pittorico e tematico che da sempre caratterizza le loro produzioni.
In calce al nostro testo, una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, in aggiunta alle fasi del making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artists

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SatONE – New Mural in The Hague

26/06/2016

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Nuovo aggiornamento per SatONE, il grande artista Tedesco ha infatti da poco realizzato questa nuova pittura a l’Aia organizzata da The Hague Street Art.
Dopo il recente exploit, coinciso con la splendida parete realizzata a Rouen in Francia (Covered), l’autore torna in strada andando a realizzare questa piccola pittura su una installazione posta a mezz’aria in strada.
L’opera vede SatONE intensificare il vorticoso ed ecclettico impulso pittorico attraverso una impostazione maggiormente motoria. Come visto proprio per l’ultima pittura realizzata in Francia, l’impressione è quella di un approccio maggiormente rivolto verso il movimento della forma, che si traduce quindi in elementi e figure astratte maggiormente dense e avvolgenti in un slancio in grado di cambiare attivamente la percezione dello spazio.
La cifra stilistica dell’artista, partito come writer, continua comunque ad essere legata ad una astrazione della forma attraverso una decostruzione e costruzione di elementi eterogenei. Questa viene incentivata dalla volontà dell’artista di far fluire sensazioni, stati d’animo ed esperienze personali, spesso legate al luogo di lavoro, all’interno di un caleidoscopio di tonalità, forme e visioni eterogenee.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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INO – New Mural in Athens, Greece

25/06/2016

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Torniamo a scrivere di INO, l’interprete Greco nei giorni scorsi ha realizzato questa nuova e grande pittura ad Atene.
Dal titolo “Somebody is Watching You”, quest’ultima pittura firmata INO ben rappresenta il particolare spirito pittorico che accompagna la totalità delle produzioni dell’interprete Greco. È importante infatti sottolineare come l’autore porta avanti una pittura profondamente connessa a tematiche ed argomenti di spessore. Si tratta di una narrativa riflessivo, atta a porre l’accento su questioni sociali, politiche ed economiche, spesso legati all’attualità e comunque atti a sottolineare le controversie e le fragilità della società moderna.
Se ciò rappresenta l’aspetto prettamente tematico, d’altro canto INO si serve di una pittura rapida, legata ad un impeto realistico, ma soprattutto a quelle che sono le figure ed i protagonisti della storia classica. Ponendo quindi a confronto, attraverso intelligenti analogie visive, i grandi nomi del passato classico come personale presa di posizione verso la deriva intrapresa dall’uomo moderno e dalla società da lui stesso costruita.
Per questa sua ultima fatica, INO riflette sull’eccessivo controllo e sorveglianza, spesso oltre i diritti personali, che così fortemente stanno caratterizzando questo particolare momento storico.
Riviviamo assieme le fasi del making of di questa bella pittura, fino agli scatti del bel risultato finale, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics via San

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Dafne Tree for Poliniza Festival 2016

24/06/2016

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Tra gli ospiti dell’ultima edizione del Poliniza Festival di Valencia, ritroviamo con piacere Dafne Tree che ha avuto modo di lavorare su questa grande parete.
A distanza di parecchio tempo torniamo quindi ad approfondire il lavoro dell’interprete, attraverso un nuova pittura capace di sottolineare gli sviluppi della sua ricerca. Il confronto con le produzioni dell’autrice, passa anzitutto per la particolare identità pittorica che caratterizza in toto il suo lavoro. Osservando le produzioni di Dafne Tree è chiaro anzitutto la volontà di lavorare attraverso un piglio astratto, capace di concretizzarsi in una ricerca materica e legata al movimento.
Le forme dell’interprete sono infatti grandi e piccoli elementi in legno che vengono aperti, scagliati e mossi all’interno della superfice di lavoro, suggerendo un forte senso di caos motorio. Al tempo stesso le opere si pongono come riflessione sulle architetture, sulla città come spazio urbano costantemente mutabile. L’artista imprime alle sue figure un forte senso motorio, distruggendo, intrecciando ed intersecando, espandendo e comprimendo, grandi e piccole forme.
Al confronto con questa lunga parete, Dafne Tree realizza un intreccio di forme ed elementi organici profondamente connessi con le peculiarità dello spazio di lavoro, come ad esempio le grandi finestre circolari perfettamente in opposizione con le figure squadrate e geometriche proposte.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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OX – A Series of New Pieces in France

24/06/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di OX, il grande interprete presenta una nuova e ricca serie di interventi realizzati nelle scorse settimane.
Uno degli aspetti di maggior interesse delle opere di OX è la grande capacità di interazione con lo spazio e con l’ambiente di lavoro che caratterizza la totalità delle produzioni dell’interprete. Come visto più volte le produzioni firmate dal Francese sono caratterizzate da un annullamento funzionale degli spazi pubblicitari che, attraverso le installazioni dell’artista, tornano ad essere parte attiva del paesaggio cittadino. Svuotate della loro funzione pubblicitaria, questi spazi diventano un estensione di ciò che li circonda, con l’autore capace di elaborare di volta in volta soluzioni differenti e particolarmente ispirate.
La riappropriazione degli spazi pubblicitari viene sviluppata attraverso un proseguo visivo di ciò che è già esistente intorno agli stessi. Lavorando quindi in funzione dello spazio, ogni opera risulta differente, profondamente legata alla strada, con textures, elementi architettonici e peculiari presenti nello spazio, a caratterizzare il contenuto stilistico.
Qui uno sguardo ai lavori realizzati da OX rispettivamente a Bagneux, a Nyon in compagnia di Léo Mordac ed infine a Les Lilas. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista. Enjoy it.

Pics by The Artist

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ZED1 – New Mural in Cartagena

24/06/2016

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Ci spostiamo a Cartagena, qui nei giorni scorsi Zed1 ha terminato di realizzare una nuova e grande pittura ricca di differenti spunti tematici.
Il confronto con le produzioni di Zed1 passa per la particolare narrativa visiva che l’artista ha saputo sviluppare nel corso del tempo. L’impeto pittorico e figurativo dell’interprete si sviluppa attraverso una profonda rielaborazione di temi ed argomenti di interesse sociale, politico ed economico. L’autore centra queste tematica attraverso un processo di rielaborazione visiva ricco di analogie, sotto testi, spunti e riflessioni di carattere differente. Attraverso quindi una pittura figurativa dove l’essere umano viene rielaborato per mezzo di un impulso pittorico vicino all’illustrazione, l’artista approfondisce e si confronta con temi ed argomenti differenti, spesso legati al luogo di lavoro, proprio come in questo caso.
Dal titolo “Cambio dei ruoli”, quest’ultima pittura vede due grandi zebre intente a cacciare un leone. Le zebre vengono rappresentate con i costumi tipici delle cartaginesi, prima della conquista da parte dei romani. Il leone rappresenta questi ultimi, mentre l’opera può essere letta attraverso tre differenti chiavi di lettura. La prima è un cambio dei ruoli appunto, dove il predatore viene attaccato dalle sue stesse prede, la seconda è una riflessione sul cambiamento della donna, sulla sua emancipazione all’interno della società moderna. L’ultima è di tipo storico, in una rievocazione dello spirito cartaginese così difficile da piegare e da conquistare da parte dell’impero Romano, in quella che diviene una sorta di rivalsa storica.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti del grande interprete Italiano, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce.

Ricordiamo infine che l’artista ha da poco lanciato una campagna di crownfounding per finanziare il nuovo libro, se volete supportare tutte le info sul bel progetto qui.

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Eron for PM9 Project in Berlin

24/06/2016

C’è anche un po’ d’Italia a Berlino per il PM9 Project, tra gli ospiti troviamo infatti Eron che ha da poco terminato questa bella pittura.
Curato da StreetArtNews e JUSTKIDS ed organizzato da Urban Nation, il progetto sta vedendo alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale, al lavoro per le strade di Berlino. Ultimo Eron che si è confrontato con questa piccola porzione di parete, portando in dote tutto il suo particolare approccio estetico.
A distanza di tempo dall’intervento realizzato a Roma all’interno dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani (Covered), l’autore italiano si confronta con le particolarità di questa superficie, attraverso il suo iconico processo realizzativo. Come visto uno degli aspetti di maggior interesse nelle produzioni dell’artista, è il particolare processo che precede la realizzazione delle opere. Attraverso infatti una incredibile abilità, Eron realizza non semplici rappresentazioni, quanto piuttosto immagini e visioni dal forte carattere riflessivo ed emotivo.
Sempre piuttosto sensibile a temi importanti, l’interprete scandisce lo spazio attraverso visivo a metà tra finzione ed iperrealismo, figure quasi tangibili, spettri fumosi ed appannati, che fanno la loro comparsa ponendo in essere un momento di forte introspezione.
In attesa si scoprire i prossimi spostamenti del grande interprete Italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e se volete rivedere tutti gli interventi realizzati per il progetto, nella nostra sezione tutte le opere fin qui pubblicate.

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Pics by Nika Kramer

Urban Nation - Project M9

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SeaCreative for IKEAlovesHEARTH Project

23/06/2016

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Nei giorni scorsi SeaCreative ha terminato questa nuova pittura a Parma, parte dei lavori per il IKEAlovesHEARTH Project.
Il progetto, supportato da IKEA, ha visto ben 21 artisti differenti confrontarsi con gli spazi della cittadina andando a realizzare una bella serie di differenti lavori. Peculiarità del progetto è quello di utilizzare unicamente vernici airlite, particolari prodotti che riducono gli agenti inquinanti dell’aria fino ad una percentuale del 80%. L’idea è quindi quella di far lavorare alcuni dei nomi più interessanti del panorama Italiano, ed al contempo porre in essere un cambiamento attivo capace di contrastare l’inquinamento, ed al contempo far riflettere sull’eccessivo inquinamento atmosferico.
In questo particolare contesto prende vita quest’ultima fatica di SeaCreative, un nuovo intervento che ricorda da vicino quanto realizzato per l’Urban Canvas Project di Varese (Covered). Esattamente come per la precedente pittura, anche qui l’artista Italiano interseca uno dei suoi peculiari characters, con una forte caratterizzazione naturale. Peculiarità dell’opera è l’utilizzo di ‘strappi’ visivi, che rivelano una sorta di livello sottostante scandito da una tonalità completamente differente ed a contrasto.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con alcune fasi del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare. Nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti sul progetto.

Thanks to The Artist for The Pics

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AAHM00 – New Mural in Saline di Volterra, Pisa

23/06/2016

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Con quest’ultima pittura realizzata a Saline di Volterra, Pisa, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di AAHM00.
La volontà di variare costantemente le soluzioni pittoriche, lasciando tuttavia inalterati i principi cardine della propria ricerca, rappresenta una delle caratteristiche delle produzioni di AAHM00. L’approccio dell’autore risulta fortemente influenzato dagli aspetti percettivi ed emotivi, legati al luogo di lavoro, ad un processo pittorico in divenire in grado di raccoglierne al meglio le reminiscenze e gli stimoli primordiali dell’artista.
Il confronto passa quindi per composizioni astratta dove figure oleose si aggrappano alla superfice di lavoro, distendendosi, contraendosi, cambiando aspetto attraverso una costante variazione tonale, sintetizzando sensazioni e stati d’animo, pensieri e riflessioni.
Per questa sua ultima fatica AAHM00 sceglie di plasmare le sue forme arcaiche attraverso una precisa tematica, che ne influenza la forma e l’aspetto, gettando nuovamente le basi per un costante dialogo cromatico. Dal titolo “El F.”, quest’ultimo intervento presenta una divisione più marcata, con un corpo centrale verde sgargiante, dove trova spazio una delle iconiche figure dell’interprete, e parti maggiormente ritmate e definite.
L’artista sintetizza in questo modo un campo, una partita, ricollocando e rielaborando un immagine collettiva, attraverso la personale sintesi pittorica. C’è il movimento del gioco, contrapposto alla staticità del bordo campo, dove, in perfetto equilibrio, al fermento delle azioni di gioco viene contrapposta la tensione accesa dei “panchinari”. Troviamo gli schemi di gioco realizzati dagli allenatori, con un movimento grafico che vuole porsi come punto d’incontro tra l’artista e lo sportivo, condividendone l’energia positiva nell’attimo astratto di partorire una idea.
In calce al nostro alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Italiano.

Thanks to The Artist for The Pics

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Broken Fingaz – New Mural in Birmingham

23/06/2016

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Nuovo aggiornamento firmato Broken Fingaz, il collettivo Israeliano nei giorni scorsi si è spostato a Birmingham per dipingere questa grande parete.
Dopo settimane di silenzio, il ritorno dei Broken Fingaz è di quelli potenti. Gli artisti si sono infatti confrontati con questa lunga parete raffigurando una serie di differenti immagini ben riconducibili al loro particolare immaginario pittorico.
Con piacere seguiamo gli spostamenti degli interpreti, colpiti dal particolare setting che caratterizza la totalità delle loro produzioni. Come visto diverse volte l’universo pittorico dei Broken Fingaz è infatti caratterizzato da una miscela esplosiva di elementi pop, sintesi grafiche figlie di una forte influenza illustrativa. In aggiunta ad una caratterizzazione splatter ed horror con insistenti riferimenti espliciti e talvolta sessuali. Si tratta quindi di un calderone di stimoli ed impulsi differenti capaci anzitutto di impattare profondamente chi osserva, ed al tempo stesso di definire al meglio la particolare direzione tematica che caratterizza le produzioni degli interpreti.
Per quest’ultima fatica gli autori scelgono di comporre un bel puzzle eterogeneo di immagini slegate tra loro. Ciascuna delle pitture è caratterizzata dall’esuberanza visiva che caratterizza le opere degli artisti, con colori belli carichi, immagini controverse, pattern ed accostamenti tonali squisitamente pop.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti degli autori, vi invitiamo a dare uno occhiata agli scatti in calce al nostro testo, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists

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Hitnes for Clorofilla Project in Belluno

23/06/2016

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Con quest’ultima bella pittura realizzata da Hitnes, ritorna l’appuntamento con il Clorofilla Project di Belluno.
Come abbiamo avuto il piacere di vedere lo scorso anno, il progetto sta portando per la prima volta in Provincia, alcuni dei nomi di spicco della scena nazionale ed internazionale. La rassegna, nata da un idea di Ericailcane il collaborazione con la Casa dei Beni Comuni, già sede dell’evento, vede gli interpreti confrontarsi con il forte contesto paesaggistico naturale di queste terre. Con le Dolomiti a fare da sfondo, ed il verde e la natura incontaminati, a catalizzare il processo pittorico.
Già al lavoro lo scorso anno (Covered) Hitnes torna in questi luoghi portando in dote tutto il suo particolare immaginario pittorico. Il confronto infatti con le produzioni del grande autore italiano, passa per una personale rappresentazione dell’universo naturale atta a porre in essere una sorta di riappropriazione degli spazi. In questo senso animali e natura esplodono in una pittura altamente viscerale, ricca di colori e cambi di tonalità, tracce pittoriche in grado di donare un forte ed intenso senso poetico ai soggetti raffigurati.
In attesa di scoprire il lavoro degli altri ospiti partecipanti alla bella rassegna, vi invitiamo a dare un occhiata alla bella selezione scatti, tutto dopo il salto. Enjoy it.

Pics by Alice Bettolo, Umberto Colferai, Ilaria Sperandio

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How & Nosm for PM9 Project in Berlin

22/06/2016

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Continuiamo a seguire gli sviluppi del PM9 Project, tra gli artisti al lavoro nei giorni scorsi per le strade di Berlino anche gli How & Nosm.
Dopo il recente exploit a Detroit, coinciso con la realizzazione di una enorme pittura nel cuore della città (Covered) gli How & Nosm tornano in strada realizzando questo nuovo intervento per il bel progetto curato da StreetArtNews e JUSTKIDS ed organizzato da Urban Nation.
Dal titolo “On Tiptoes”, quest’ultima fatica dei fratelli Raoul and Davide Perre, rappresenta al meglio il particolare immaginario pittorico che contraddistingue le produzioni del duo. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte la ricerca degli How & Nosm è caratterizzata da uno stile visivo complesso ed articolato. Il confronto con le pittura degli interpreti passa infatti per una ricchezza di elementi, tutti rigorosamente realizzati in bianco, nero e rosso, capaci di trasportare chi osserva all’interno di una sorta di labirinto emozionale.
A contraddistinguere le produzioni degli How & Nosm troviamo una ricchezza non solo visiva, ma anche tematica, con gli autori sempre piuttosto interessati a sviluppare e stimolare una riflessione su temi ed argomenti impegnati. Tra personaggi, forme geometriche, figure ed oggetti, la sintesi visiva degli artisti sfocia in un puzzle irregolare di elementi eterogenei capaci di catturare l’attenzione e di impattare profondamente la sfera emozionale.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro del famoso duo, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

Pics via San

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Ufocinque x Mr Thoms – New Mural in Turin

22/06/2016

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Ufocinque e Mr Thoms combinano i rispettivi immaginari pittorici in quest’ultima opera realizzata presso lo Spazio 211 di Torino.
Come accade in questi casi l’intervento è caratterizzato dall’intreccio di due differenti percorsi pittorici, uniti qui in un unica pittura capace di ereditarne tutte le particolarità.
Continua l’evoluzione pittorica di Ufocinque, con l’artista sempre più interessato nel sviluppare un personale percorso estetico da affiancare ai lavori installativi con la carta. L’interprete sceglie di lavorare in bianco e nero, ponendo l’attenzione sugli elementi architettonici, con una particolare predilezione per costruzioni e paesaggi appartenenti al medioevo. Di contro l’approccio di Mr Thoms è certamente più colorato, profondamente influenzato dalla grafica e dall’illustrazione, discipline artistiche attraverso le quali l’interprete Italiano si confronta con aspetti legati al quotidiano, alla società ed all’uomo moderno. In questo senso la pittura dell’artista appare spesso carica di riflessioni e spunti tematici in grado di porre in essere una forte riflessione sulle controversie dei tempi moderni.
Lavorando in collaborazione Ufocinque e Mr Thoms elaborano una pittura che vede due distinti personaggi scontrarsi a vicenda, mentre alle loro spalle vediamo due grandi costruzioni urbane. Osservando bene i dettagli, noterete come il confronto sia in realtà una (quasi) celata rappresentazione della costante contrapposizione tra street artists e writers.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti realizzati da Daniele Pace, con le fasi del making of e del risultato finale. Il fotografo sta infatti portando avanti #insideartist, un progetto personale di fotografia artistica che vuole seguire l’artista nel compimento del suo massimo gesto creativo: la realizzazione della propria opera.
Dateci un occhiata.

Thanks to Daniele Pace for The Pics

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Faith47 – New Mural in Cleveland

22/06/2016

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Con questa nuova pittura realizzata a Cleveland, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del 7.83 MHZ Frequency Project di Faith47.
Dopo la splendida pittura realizzata a Manchester in occasione dei lavori per il Cities of Hope Project (Covered), l’autrice Sudafricana si è spostata negli States dove nei giorni scorsi ha realizzato questo nuovo intervento all’interno di un teatro abbandonato. Con molta probabilità, aspettiamo informazioni in merito, il titolo del progetto si riferisce alla frequenza della terra, con l’artista che sta concentrando i propri sforzi in una personale rappresentazione dei sentimenti umani. Quest’opera, dal titolo “710 – 650 BC”, è l’ultima incarnazione del particolare progetto che Faith47 sta portando avanti in questi mesi.
Ogni giorno circa 2000 temporali cadono sulla terra, producendo circa 50 lampi al secondo. Ogni fulmine crea onde elettromagnetiche che circolano intorno alla terra, tra la superfice terrestre e l’atmosfera (fino a 60 miglia). A quanto pare alcune di queste onde creano una sorta di battito cardiaco dell’atmosfera conosciuto come risonanza di Schumann.
Partendo da questo tema, Faith47 realizza una delle sue poetiche pitture, adattando il corpo disteso e nudo di una donna, alle particolarità della superfice di questo spazio semi-distrutto.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sul suo bel progetto.

Pics by Brandon Shigeta via San

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Jeroen Erosie at ING Acanthus Headquarters

22/06/2016

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Diamo un occhiata all’ultima pittura realizzata dal grande Jeroen Erosie all’interno degli spazi dell’ING Acanthus Headquarters di Amsterdam.
Il progetto è curato dalla Mini Galerie che, specialmente nell’ultimo anno, sta inanellando una bella serie di interventi pittorici. Vista la difficoltà nel lavorare all’aperto, ecco quindi un nuovo progetto che prende vita all’interno della sede della ING, situata nella periferia sud-est di Amsterdam. In questo contesto prende vita l’ultima pittura del grande autore, che prosegue idealmente i lavoro proposti a Colonia (Covered) ed in Italia (Covered).
Dopo la bella “Dérive” ultima esibizione proposta all’interno degli spazi della Alice Gallery (Covered), ancora una volta Jeroen Erosie guarda al suo sketchbook come principale ispirazione pittorica, attraverso un processo che vede l’interprete costantemente alla ricerca di nuove forme associative in grado di intrecciare le differenti fascinazioni che ne caratterizzano il lavoro.
Come ribadito diverse volte la ricerca dell’artista è caratterizzata dalla miscela di differenti discipline, dai graffiti, all’illustrazione, arrivando infine agli studi tipografici ed architettonici. Il lavoro dell’autore risulta infine fortemente influenzato dal luogo di lavoro, dagli stimoli percettivi ed emotivi dello stesso, che vanno ad influenzare l’aspetto e la forma degli elementi proposti. Il processo è parte attiva del risultato finale, con l’interprete concentrato nel far fluire senza alcun vincolo incidenti e nuove direzioni estetiche del tutto inaspettati.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti del grande autore, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by Mini Galerie

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Nemco for RE/UR – Reperti Urbani Project

21/06/2016

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Ci spostiamo a Pesaro, qui nei giorni scorsi Nemco ha terminato di dipingere un nuovo intervento, parte dei lavori per il RE/UR – Reperti Urbani Project.
L’opera si trova all’interno del Campus Scolastico di Pesaro, ed ha visto l’autore intervenire su questa lunga parete attraverso uno dei suoi iconici interventi.
È innegabile come le produzioni firmate dal grande interprete Italiano, abbiamo un fascino ed un carattere del tutto personali. Attraverso infatti un approccio assolutamente proprio, Nemco sta portando avanti uno stile pittorico caratterizzato da una profonda connessione con il writing mutato attraverso forti influenze grafiche e pittoriche. Il confronto passa quindi per una incredibile serie di elementi, figure e forme facilmente riconoscibili, che scandiscono i differenti livelli di lettura delle sue opere. Lavorando infatti attraverso livelli differenti, ogni lettera cela al proprio interno un universo a sé, caratteristico e ben caratterizzato dalla particolare sintesi grafica dell’artista, rilasciando nel risultato finale una sorta di esplosione di spunti e tematiche differenti.
Per il bel progetto, ricorderete l’anno passato l’opera di Basik (Covered), Nemco scegli un approccio particolarmente impattante. La scelta dei colori, la grande ricchezza di contenuti ed elementi espressi, ben rappresenta la particolare visione artistica dell’autore.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni vi mostreremo gli interventi realizzati dall’interprete per il Viavai Project. Stay tuned.

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108, Alberonero, CT, Mattia Lullini Marco Schiavone at Galerie Slika (Recap)

21/06/2016

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Diamo finalmente uno sguardo a “Toujours Béton”, nuovo group show con le opere di 108, Alberonero, CT e Mattia Lullini e Marco Schiavone ospitato negli spazi della Galerie Slika di Lione.
Accomunati da una predilezione per il lavoro astratto e da una costante ricerca sulla forma, 108, Alberonero, CT, Mattia Lullini e Marco Schiavone portano avanti ricerche pittoriche personali e assolutamente differenti tra loro, caratterizzate da una profonda connessione con l’idea di processo e ricerca costantemente mutabili.
Aldilà degli aspetti prettamente pittorici, lo show mette in relazione questi cinque nomi della scena Italiana, attraverso una riflessione sullo spazio e sulle influenze a cui gli stessi sono stati sottoposti. Lo stesso titolo dello show si riferisce al cemento, alla grande distesa di calcestruzzo e architetture urbane che caratterizza il paesaggio post-industriale Lombardo e Piemontese. Da questo ambiente gli autori hanno raccolto stimoli e spunti, senza scendere in una banale polemica visiva, quanto piuttosto più vicino a quanto fatto da alcuni scrittori o pittori romantici che hanno osservato le rovine romane e greche, traendo ispirazione dalle stesse per generare composizioni poetiche e pittoriche.
Allo stesso modo il quintetto esercita, attraverso influenze e fascinazioni differenti, tutta l’intensità della propria visione. Nel lavoro di 108 vediamo forme nere riconducibili ad un riavvicinamento con la natura, in quello di CT il rigore geometrico diviene una sorta risposta a quello architettonico, l’utilizzo del colore nelle opere di Alberonero come eccellente catalizzatore di emozioni e stimoli differenti a contrasto con il grigio asettico dei palazzoni. Mattia Lullini con le sue forme colorate, irregolari e grezze, figlie di un processo in divenire e senza limitazioni ed in contrasto con i piani di urbanizzazione e distruzione del paesaggio. Ed infine Marco Schiavone, attraverso le sue fotografie, capaci di raccogliere l’intensità, l’impatto emotivo e tutta la poesia, di ambienti e paesaggi abbandonati a se stessi.
Dopo il salto alcuni scatti con i dettagli dell’allestimento proposto, dateci un occhiata e se vi trovate in zona, c’è tempo fino al prossimo 26 di Giugno per andare a darci un occhiata di persona. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti, stay tuned!

Galerie Slika
37 Rue des Remparts d’Ainay
69002 Lyon

Pics by Marco Schiavone

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Moallaseconda – A Series of New Murals

21/06/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Moallaseconda con una nuova serie di interventi che sanno di profondo rinnovo estetico.
Il periodo relativamente lungo di silenzio da parte dell’interprete Italiano, coincide con una cambio sia nelle dinamiche pittoriche, ma soprattutto nel processo che accompagna le stesse. L’approccio di Moallaseconda continua ad essere legato ad una ricerca sulla forma dove, lo spazio di lavoro, risulta parte attiva sia del processo, sia dello sviluppo pittorico successivo. In questo senso quindi l’artista si confronta con la superfice raccogliendone le peculiarità, atte ad incentivare ed accostare la sua particolare astrazione della forma.
Quello che emerge è quindi uno spirito spontaneo, in costante mutamento dove una pittura in divenire e le sensazioni e stati d’animo del momento, entrano in collisione con gli stimoli del posto. Le figure divengono frastagliate, incisive, ruvide e crude nell’aspetto, con textures, linee ed forme irregolari che si articolano sulla superficie.
In questa nuova serie di interventi Moallaseconda concentra la propria attenzione sulla superficie, adattando o contrastandone le peculiarità. L’impeto pittorico passa per una forte improvvisazione, tra elaborati precedenti , poi coperti o modificati. L’idea è quella di lavorare in modo sintetico, sia per gli elementi pittorici espressi, sia attraverso le dimensioni degli stessi, con un approccio maggiormente diretto verso spazi più ridotti, sia lavorandoci ‘sopra’ meno tempo.
Tutto ciò è il risultato di una profonda riflessione e soprattutto sul lavoro maggiormente materico portato avanti nei mesi scorsi dall’artista, con una predilezione verso opere progettuali da affiancare ad interventi più rapidi ed incisivi.
Ad accompagnare il nostro testo, ampia selezione di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti dall’autore Italiano.

Thanks to The Artist for The Pics

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Phlegm for Cities of Hope Project

21/06/2016

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Tra gli ospiti dell’eccellente Cities of Hope Project, c’è anche Phlegm che ha da poco terminato di realizzare questa nuova e grande pittura per le strade di Manchester.
Come visto il progetto ha visto al lavoro per le strade dell’importante città Inglese, alcuni dei nomi più importanti della scena Italiana. L’idea è quella di porre in essere una riflessione su nove differenti tematiche di giustizia sociale, ciascuna per ogni artista selezionato, a cui è stata affiancata una organizzazione locale che si batte appunto per aiutare le persone. In questa sinergia di intenti, ecco quindi il ritorno di uno degli artisti a cui ci sentiamo maggiormente legati che sviluppa qui, una nuova e particolare visione delle sue.
Profondamente legato ad una pittura narrativa, dove i suoi iconici personaggi rappresentano gli indiscussi protagonisti, Phlegm viene affiancato dalla Ancoats Dispensary Trust, associazione dedita al mantenimento del Ardwick and Ancoats Dispensary, un centro gotico veneziano per il trattamento medico. Il risultato di questa sinergia ha visto Phlegm realizzare una gigantesca bottiglia di vetro all’interno della quale vediamo svilupparsi uno dei suoi iconici paesaggi cittadini che animano l’universo figurativo del grande autore. Ispirato da uno dei suoi sketch, visibile in calce al nostro testo, l’interprete continua ad affidarsi ad una pittura totalmente in bianco e nero, ed infine scandita da una elevata quantità di dettagli ed elementi differenti. Ci piace.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artista Inglese, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics via AM

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Hyuro – New Mural in Carballo, Spain

21/06/2016

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Attivissima in questo periodo, diamo uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Hyuro a Carballo nella Galicia Spagnola per il Rexenera Festival.
Un periodo importante questo per l’artista Argentina con base a Valencia, come stiamo vedendo l’autrice ha profondamente mutato gli aspetti pittorici del proprio lavoro, accompagnando il tutto con una profonda variazione tematica. Se infatti precedentemente le sue opere erano caratterizzate da una costante riflessione sull’universo femminile e sugli stereotipi che accompagnano la donna, ultimamente stiamo assistendo ad interventi maggiormente concentrati su temi di vario genere, capaci di centrare riflessioni a tutto tondo sull’uomo in generale e sui tempi moderni.
Quest’ultimo intervento, dal titolo “Morriña”, vede Hyuro al confronto con un grande parete e sopratutto con un inedito tema. Il titolo dell’opera è una parola galiziana che descrive il sentimento di nostalgia, collegato ad un punto di vista antropologico, legato a qualcosa che è stato prodotto fuori dalla natura. In questo senso il simbolo della coperta, è un nuova metafora visiva, utilizzata dall’artista per porre l’attenzione su tutte quelle tradizioni e costumi che con il passare del tempo e con i tempi moderni, si stanno inevitabilmente perdendo.
Il risultato finale, scandito da una pittura ricca di tonalità e profonde pennellate, è quindi una nuova analogia pittorica con la quale Hyuro sta intercettando spunti e tematiche eterogenee e capaci di porre in essere un istanti di riflessione personale.
Dopo il salto, tutti i dettagli di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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TRISCELE Project by Martina Merlini, Moneyless, Sten & Lex

21/06/2016

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Martina Merlini, Moneyless e Sten & Lex presentano TRISCELE, progetto congiunto dove le tre identità artistiche degli autori vanno ad unirsi in un viaggio per i paesaggi della Sicilia.
Il nome del progetto, realizzato in collaborazione dell’associazione Ritmo di Catania, è direttamente ispirato all’antica figura mitologica dell’essere a tre gambe, già simbolo della Sicilia, utilizzata qui come perfetta analogia dell’unione di intenti che il quartetto vuole portare avanti.
TRISCELE nasce infatti come viaggio di un gruppo di artisti atto a ricercare anzitutto una connessione con il paesaggio Siciliano. Da questo scaturiranno una serie di interventi in strada, installazioni, sia personali che in collaborazione l’uno con l’altro, caratterizzate dall’unione delle differenti ricerche artistiche di ciascuno degli artisti coinvolti.
L’idea è il risultato dell’ultimo anno di assidua collaborazione tra Moneyless, Martina Merlini e Sten & Lex, scaturito in una serie di opere caratterizzate da risultati inaspettati, nuove forme di linguaggio comune dall’altissimo impatto visivo. Non si tratta di una mera somma o miscela delle differenti direzioni estetiche degli autori, quanto piuttosto un processo di apertura verso l’inaspettato e l’ignoto, un esercizio formale atto a creare un opera capace di mantenere le prerogative di ciascuno, ed al contempo spingersi verso direzioni inedite.

Se questo rappresenta l’aspetto tematico del viaggio, è chiaro come siamo di fronte ad un progetto di natura indipendente, che si autofinanzierà attraverso donazioni in cambio di opere, multipli od edizioni, che verranno rilasciate periodicamente dagli artisti stessi.
Le donazioni, rese pubbliche sul sito, oltre a permettere agli artisti di viaggiare attraverso l’isola, attraverso materiali e strutture necessarie alla produzioni delle opere pubbliche, vedrà al termine del progetto la realizzazione di un libro che documenterà l’intero percorso.

Da parte nostra c’è molta attesa per questo progetto, e vogliamo sostenere ed approfondire al meglio il lavoro congiunto di Sten & Lex, Martina Merlini e Moneyless.
Vi invitiamo quindi a supportare il viaggio, acquistando una delle edizioni da poco rilasciate, ad offrire lo spazio per la realizzazione di opere, quali facciate, palazzine e strutture architettoniche, contattando gli artisti su> trisceleproject@gmail.com

[button link=”http://triscele.tictail.com/product/triscele”]Buy the Prints[/button]

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Watch: Axel Void “Nobody” Documentary

20/06/2016

Fuori ora il video documentario firmato da Axel Void parte dell’allestimento di “Nobody“, ultimo solo show ospitato spazi della Athen B. Gallery.
L’esibizione proposta da Axel Void negli spazi della galleria di Oakland, ben rappresenta l’indole introspettiva e riflessiva che accompagna da sempre ciascuna delle sue produzioni e dei suoi progetti. Come detto lo show è infatti interamente basato sulla vita di Alvie Morris, una persona comune che diviene qui l’assoluto protagonista.
Attraverso la crescita, i drammi, le fragilità di quest’uomo – una sua fotografia da bambino fu utilizzata dall’autore per dipingere questa parete – l’artista esplora le differenti sfaccettature della vita e dell’uomo, cogliendo aspetti, spunti e tematiche eterogenei. L’uomo comune diviene quindi protagonista, mettendo in luce tutte le problematiche e le difficoltà a cui ciascuno di noi va incontro durante la propria esistenza.
Come visto, ad accompagnare lo splendido allestimento proposto dall’interprete, anche questo breve video documentario. Si tratta di una sorta di estensione che ci permette di approfondire al meglio i temi che hanno portato allo sviluppo dello show, ora finalmente online e fruibile anche da chi non ha avuto modo, come noi del resto, di vedere l’esibizione dal vivo.
Mettetevi comodi e dateci un occhiata, se volete potete invece approfondire lo show, con tutte le immagini dell’allestimento e dei lavori realizzati da Axel Void, vi rimandiamo al nostro precedente articolo. Enjoy it.

GUARDA LA MOSTRA

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Peter Phobia – “My Favorite Plant: Cactus” Show (Recap)

20/06/2016

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Da poco aperta, uno sguardo a “My Favorite Plant: Cactus” ultimo show firmato da Peter Phobia negli spazi dell’Atelier Olschinsky di Vienna.
Profondamente influenzato dal quotidiano, il lavoro di Peter Phobia è di quelli eccentrici. L’autore sviluppa una produzione in cui elementi, immagini, scritte e storie di vita quotidiana, vanno ad intrecciarsi ed intersecarsi fra loro. Lavorando attraverso un impeto altamente figurativo, vicino ad una resa fotografica in bianco e nero, l’interprete mescola visione differenti, oggetti ed elementi appartenenti al quotidiano, insieme a scritte capaci di dare una sorta di senso alle immagini.
Guardando alla vita di tutti i giorni, alle situazioni bizzarre ed impossibili, l’immaginario dell’artista rappresenta una sorta di puzzle composito dove, ciascuna delle immagini rappresentate risulta legata dall’altra. Emerge quindi un canovaccio narrativo e riflessivo eterogeneo, in grado di stuzzicare e stimolare una riflessione cosciente sulla nostra stessa esistenza.
Per questo nuovo show, Peter Phobia esplora il concetto di paura, speranza e sogni di vita che accompagno il quotidiano di ciascuno di noi. Pensata come particolare istantanea della società moderna, e continuando a lavorare attraverso un assemblaggio di immagini e contenuti differenti, l’allestimento è un continuo riferirsi alla cultura popolare. Quello che emerge è quindi uno show pensato come riflessione a tutto tondo sulla vita moderna, in particolare sui momenti surreali che questa porta con sé.
Se siete interessati, c’è tempo fino al prossimo 3 di Settembre per andare a darci un occhiata di persona, nel frattempo ampia serie di scatti in calce al nostro testo con tutte le immagini dell’allestimento proposto.

Atelier Olschinsky
Esterhazygasse 11
1060 Wien

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Ciredz – New Installation at Urban Center Cagliari

20/06/2016

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Con una nuova installazione realizzata nei giorni scorsi all’interno dell’Urban Center di Cagliari, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Ciredz.
Al lavoro all’interno di una struttura, piuttosto che all’aperto ed in aperta empatia con il paesaggio circostante, Ciredz prosegue lo sviluppo della sua VOLUME Series. Dopo quindi l’intervento realizzato per il VIAVAI Project (Leggi l’editoriale), l’interprete italiano continua la propria particolare ricerca attraverso questa nuova e riuscitissima incarnazione.
Come visto il progetto è basato sull’idea di percezione dello spazio, con l’autore che va ad inserire all’interno dello stesso, elementi e forme cromatiche in grado di romperne la linearità. Rigorosamente al lavoro con la peculiare scala di grigi, intento dell’artista è quello di sviluppare una visione e percezione soggettiva di un determinato luogo, rompendone gli schemi visivi, attraverso una concentrazione dell’attenzione proprio verso le specifiche forme e figure realizzate.
Per questo nuovo progetto Ciredz realizza una nuova forma circolare, dove la pittura definisce un fortissimo effetto tridimensionale. L’installazione viene poi inserita (quasi) in sospensione all’interno dello spazio evocando sensazioni e stimoli eterogenei.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo.

Pics by The Artist

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Pastel – New Mural in Greensboro, USA

20/06/2016

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Spostatosi a Greensboro negli Stati Uniti, diamo con piacere un occhiata all’ultima pittura firmata dall’artista Argentino Pastel.
Dopo la bella e gigantesca pittura realizzata a Manila nelle Filippine (Covered), l’artista si è spostato negli States dove ha terminato questo nuovo intervento. Il buon periodo dell’interprete coincide con alcune variazioni significative nell’aspetto ed assetto delle sue produzioni. Notiamo anzitutto la scelta di lavorare attraverso profondi background neri, all’interno dei quali emergono le sue iconiche figure naturali. A convincere, aldilà della semplice variazione tonale, è la scelta di lavorare attraverso figure singole, ponendo quindi l’accento su una pittura più pulita e funzionale.
Come infatti ribadito più volte la scelta di lavorare attraverso forme ed elementi organici, rappresenta parte di un sistema di analogie visivo-naturali, in grado di porre l’accento su temi ed argomenti impegnati di vario genere, appartenenti sempre e comunque luogo di lavoro. Attraverso quindi una profonda connessione con le peculiarità naturali del luogo, Pastel esercita un forte momento di riflessione su temi storici, sociali ed economici.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore, vi lasciamo alle immagini ed ai dettagli di questa sua ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Borondo for PM9 Project in Berlin

20/06/2016

Nuovo aggiornamento per Borondo, il grande autore Spagnolo ha da poco dipinto questa grande parete a Berlino, parte dei lavori per il PM9 Project.
Il sostanziale cambiamento pittorico adottato da Borondo, avvenuto in occasione dello St+art Delhi 2016 (Covered), continua la sua evoluzione qui con una nuova pittura che ancora una volta ne ridefinisce profondamente gli aspetti tematici. Se infatti l’approccio pittorico rimane sostanzialmente invariato, con una pittura scandita da un flusso in divenire, caratterizzata da corpose pennellate ed un impeto profondamente emotivo, a variare sono i soggetti ed i protagonisti. In questo periodo l’autore sta infatti sperimentando soluzioni tematiche differenti, non fermandosi ad una rappresentazione della figura umana, approfondendo piuttosto elementi architettonici (Covered) oppure, come in questo caso, lavorando attraverso spunti e stimoli del tutto inediti.
Per il progetto curato da StreetArtNews e JUSTKIDS, Borondo divide in due questa grande parete. Nella prima parte vediamo una giovane persa nei propri pensieri, con un impatto altamente emotivo, mentre nel lato opposto vediamo un paesaggio naturale, all’interno del quale spicca la figura di San Sebastiano. Secondo la fede cristiana, il precoce martire è stato ucciso durante le persecuzioni portate avanti dall’imperatore Romano Diocleziano.
Il risultato finale è quindi ancora una volta un intervento capace di operare a livello empatico, intercettando aspetti altamente personali ed introspettivi, per una chiave di lettura varia ed altamente soggettiva.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata! Siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Nika Kramer via San

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Fabio Petani – New Murals in an abandoned place

19/06/2016

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Fabio Petani, l’autore Italiano ha da poco terminato di realizzare due nuovi interventi in uno stabile abbandonato.
Prima di approfondire con un adeguato recap “Abstract Now!” il bel group show ospitato negli spazi della Magma Gallery di Bologna con le opere di Nelio, Heiko Zahlmann ed appunto Fabio Petani, diamo prima un occhiata all’ultima produzione in strada dell’interprete.
L’approccio estetico dell’interprete passa per una peculiare e particolare fascinazione astratta che coinvolge elementi organici, forme irregolari e geometriche, ed infine elementi scritti, il tutto condito da una profonda interazione con lo spazio di lavoro. Se infatti l’ambiente circostante, insieme a quelli che sono gli spunti e le influenze emotive del momento, scandiscono l’approccio dell’autore con lo spazio di lavoro, la pittura risulta influenzata da differenti fattori.
Gli elementi chimici e molecolari, sottolineati dall’utilizzo di parole che ne richiamano il senso, si legano a forme piatte, scandite da tonalità tenuti, in una miscela che raccoglie spunti appartenenti alla natura e che si arricchisce di textures, forme regolari ed irregolari, linee ed infine forme più ‘sporche’ e viscerali.
Queste ultime due pitture, dal titolo rispettivamente “Cuprum & Lilium Candium” e “Helium & Datura Arborea”, ben rappresentano la particolare visione dell’autore. Fabio Petani sceglie qui un approccio maggiormente pulito, dipingendo anzitutto i due elementi organici, due differenti piante, in total black, ed accompagnando le due figure con differenti forme geometriche maggiormente definite, con dettagli lineari e con le immancabili scritte.
In attesa di mostrarvi le immagini dello show, vi lasciamo in compagnia degli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Boris DELTA Tellegen at the Musee des Abattoirs (Recap)

19/06/2016

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Tra gli ospiti del Rose Beton Festival di Tolosa, c’è anche Boris DELTA Tellegen che ha avuto modo di presentare un nuova installazione presso il Musée des Abattoirs.
Dopo l’intervento dipinto da Aryz (Covered), un altro nome di spicco della scena internazionale tra gli ospiti della rassegna. Quest’anno il festival ha come tematica generale i graffiti, con Craig Costello, Futura, Mist, Tilt, ed appunto Boris DELTA Tellegen, a cui è stato chiesto di creare una serie di installazioni specifiche all’interno degli spazi del Musée des Abattoirs, parte del progetto/esibizione Epoxy.
In questo particolare contesto l’autore ha presentato una delle sui iconiche sculture, associata ad una piccola pittura ed ad un intervento realizzato direttamente all’interno dello spazio espositivo. Come è lecito aspettarsi il pezzo forte dell’allestimento firmato Boris DELTA Tellegen è una grande scultura. L’opera è stata elaborata attraverso il consueto mix tra elementi architettonici ed manipolazione della forma geometrica ed astratta, ed è scandita da una serie di tonalità piuttosto accese che riprendono i colori della tela e della pittura su muro adiacenti. Il risultato finale è una grande scultura che ricorda nell’aspetto un robot.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti dalla rassegna e dal grande artista, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, siamo certi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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1010 for PM9 Project in Berlin

19/06/2016

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Ci spostiamo a Berlino per dare uno sguardo approfondito all’ultima pittura firmata da 1010 in occasione dei lavori per il PM9 Project.
Il progetto è curato da StreetArtNews e JUSTKIDS e vedrà alcuni dei nomi di spessore della scena internazionale realizzare una nuova serie di pitture per le strade di Berlino.
Di ritorno da Milano per l’apertura della sua ultima mostra (Covered) dove ha avuto l’opportunità di dipingere anche un bel intervento (Covered), 1010 sceglie qui un approccio decisamente meno invasivo, lasciando tuttavia inalterati i principi della propria ricerca.
Come visto diverse volte l’approccio pittorico dell’autore Tedesco è caratterizzato dalla realizzazione di grandi e piccole forme irregolari che, scandite da una forte progressione cromatica, vanno ad inserirsi all’interno del panorama a mo’ di portali. La forte simbiosi con le peculiarità dello spazio di lavoro, alimenta la commutazione delle forme dell’interprete, rivelando la volontà di cambiarne la percezione all’interno dello spazio e delle architetture.
Per questa sua ultima fatica 1010 sceglie un setting differente, le forme proposte infatti risultano meno irregolari, più schematiche, con cerchi di dimensione differente che vanno ad inserirsi tra gli elementi già presenti sulla superfice.
Dopo il salto, tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dal progetto, sempre qui sul Gorgo.

Pics by Rom Levy via San

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Chazme x Sepe – New Mural in Assago

18/06/2016

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Chazme e Sepe hanno da poco concluso un nuovo intervento ad Assago, parte dei lavori per il START Project curato da Square23 Gallery.
Dopo la splendida pittura realizzata per il Memorie Urbane Festival 2016 (Covered), torniamo quindi ad approfondire il lavoro di due tra gli artisti che maggiormente apprezziamo. Spesso al lavoro in coppia, Sepe e Chazme portano avanti approcci pittorici differenti e personali che, uniti sotto un unico setting, producono una perfetta e potente miscela estetica. Chazme è maggiormente interessato ad architetture ed elementi geometrici, che dispiega all’interno dello spazio attraverso grandi volumi e monoliti. L’idea è quella di portare avanti una riflessione sulla città contemporanea, sul suo valore e sul suo impatto all’interno dell’esistenza dell’essere umano. D’altro canto Sepe agisce nello spazio attraverso un impulso a metà tra astratto e figurativo. L’interprete delinea, attraverso una pittura rapida e ‘sporca’, i corpi ed i volti dei suoi characters, in una raffigurazione capace di proporre uno spaccato sensibile e eterogeneo delle fragilità e controversie dell’uomo moderno.
“Deaf Phone”, titolo di quest’ultima pittura, ha visto Chazme e Sepe lavorare su questa parete all’interno degli spazi del famoso Assago Forum di Milano. I due autori, al lavoro attraverso una comune scala tonale, propongono qui un nuova immagine dai forti tratti distopici capace di ereditare al meglio tutta la loro particolare visione. Nella parte superiore dell’opera vediamo una serie di costruzioni ed architetture, mentre nella parte inferiore ecco svilupparsi un ricco brulicare di soggetti e figure.
In calce al nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura firmata dai due autori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul bel progetto.

Pics by The Artists

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Blaqk – New Mural in abandoned factory in Greece

18/06/2016

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Nei giorni scorsi i Blaqk si sono spostati in questa vecchia fabbrica abbandonata in Grecia dove hanno realizzato una nuova pittura.
Sempre più affascinati dal lavoro di Simek e Greg Papagrigoriou, quest’ultimo intervento ne porta avanti la particolare direzione estetica, ancora una volta raccolta all’interno delle differenti identità che i due interprete portano avanti singolarmente. Peculiarità infatti delle produzioni firmate dai Blaqk è appunto la miscela esplosiva generata dall’amalgama dei due percorsi distinti. Entrambi legati ad una sintesi astratta, con l’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici, i due differiscono nelle direzioni estetiche intraprese.
Simek è maggiormente legato ad un approccio geometrico, con la scomposizione e composizione di forme astratte piene, pulite e piatte. D’altro canto Greg Papagrigoriou porta avanti un impostazione maggiormente viscerale, con un impeto calligrafico a scandire la superfice di lavoro.
Quest’ultima pittura mette in evidenza la duplice identità dei Blaqk attraverso un lungo intervento in divenire dove le forme nere del primo vanno ancora una volta a legarsi alla perfezione con gli impulsi calligrafici del secondo.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima fatica del duo Greco, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Vi ricordiamo infine che il prossimo 22 Giugno usciranno le nostre stampe in collaborazione con i due artisti, qui potete darci un primo sguardo.

Pics by Dimitris Vasiliou

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Geoff McFetridge – “The Quiet Of Not Listening” at V1 Gallery (Recap)

17/06/2016

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Uno sguardo approfondito a “The Quiet Of Not Listening”, ultimo solo show firmato dal grande Geoff McFetridge negli spazi della V1 Gallery di Copenaghen.
Al terzo appuntamento all’interno degli spazi della bella galleria Danese, ultima la bella “Meditallucination“, il famoso illustratore presenta qui una nuova serie di dipinti su tela e cinque disegni di grande dimensione.
Dopo le sperimentazioni di distorsione viste in “It Looks Like it Says“, Geoff McFetridge sceglie qui un approccio maggiormente riflessivo. Lo show infatti è anzitutto un momento in cui l’autore Statunitense di interroga sul rapporto tra idee, memorie ed immagini. L’interprete riflette sulla volontà di dare forma e sostanza alle idee, agli stati d’animo ed alle emozioni, raccogliendo dalla propria memoria per plasmarne l’aspetto. In particolare il rapporto con le sedie pieghevoli, protagoniste assolute di quest’ultimo show nonché supporto prediletto dello stesso artista, disegnate proprio attraverso un processo cognitivo legato alla memoria. L’artista si accorge che in realtà le immagini realizzate sono errate, interrogandosi quindi sulla capacità della mente, e della memoria, di plasmare e trasformare oggetti, elementi e sensazioni, che vengono poi riportate nel processo pittorico. Nonostante quindi le immagini siano di fatto errate, queste rappresentano al meglio il modo in cui lo stesso interprete le vede.
Insieme ai lavori basati sulle sedie pieghevoli, Geoff McFetridge presenta una nuova serie di opere che giocano con la prospettiva e la profondità, elementi sempre più presenti all’interno delle sue produzioni, raccontandoci il quotidiano e la realtà da punti di vista differenti.
Dopo il salto ad attendervi una lunghissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento e delle opere presentate, mettetevi comodi e dateci un occhiata. Se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 9 di Luglio.

V1 Gallery
Flæsketorvet 69-71
1711 Copenhagen

Pics via AM

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Emajons x Sbrama at Cascina Torchiera, Milan

17/06/2016

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Bell’aggiornamento firmato Emajons e Sbrama, i due artisti hanno da poco terminato questa bella pittura presso la Cascina Torchiera di Milano.
L’intervento è anzitutto caratterizzato da pre-lavoro non indifferente. Emajons e Sbrama si trovano infatti a confrontarsi con una parete piuttosto dismessa, da qui l’esigenza di sistemare la superfice di lavoro prima di sviluppare il canovaccio pittorico e narrativo dell’opera vera e propria.
Come è possibile vedere nella serie di scatti che accompagnano il nostro testo, i due interpreti prima procedono nel sistemare la facciata, riparandone i buchi ed aggiungendo cemento per sistemare i mattoni fatiscenti, successivamente eccoli applicare un base di bianco sulla quale sviluppare infine la pittura.
L’intervento firmato da Emajons e Sbrama è caratterizzato dalla perfetta unione di impulsi pittorici differenti. Del primo continuiamo ad apprezzare l’impeto rapido, crudo ed in divenire, del secondo scopriamo le forti influenze dal mondo dei fumetti e dell’illustrazione, con un approccio sintetico e caratteristico.
Attraverso vorticosi ‘strappi’ continue sovrapposizioni e grandi intrecci cromatici, il risultato finale di questa miscela è una pittura che pone in relazione due differenti stati d’animo e relazioni sociali slegati tra loro, la stretta di mano ed il lottare.
Tutte le fasi di realizzazione di questa nuova pittura nella lunga serie di scatti in calce al nostro testo, in attesa di nuovi aggiornamenti, mettetevi comodi e dateci un occhiata. Enjoy it.

Pics by The Artists

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Escif for Bien Urbain Festival 2016

17/06/2016

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Nelle scorse settimane il grande Escif si è spostato a Besançon in Francia per prendere parte ai lavori dell’eccellente Bien Urbain Festival di quest’anno.
Abbiamo sempre apprezzato la forte vena riflessiva ed al contempo critica dell’ecclettico artista spagnolo, Escif ha saputo nel corso degli anni affrontare tematiche differenti, toccare argomenti delicati, passando con disinvoltura tra la critica politica, sociale ed economica, infilandosi nel dibattito e regalandoci una visione divertente e surreale di quelle che sono le profonde piaghe della società contemporanea.
Per la rassegna, di cui l’artista quest’anno sta curando gli interventi, la scelta ricade per un approccio particolarmente ispirato. Lo Spagnolo rievoca alcune delle sue pittura più riuscite, in particolare la grande opera realizzata a Montreal per il MURAL Festival (Covered), tornano a lavorare nello spazio pubblico attraverso una fortissima interazione con lo stesso.
La serie di interventi realizzati da Escif per l’importante festival Francese è infatti caratterizzata dalla trasformazione della percezione dello spazio, sia per la grande maniglia ed altrettanto per la chiave, e da piccole pitture fortemente ispirate dalla struttura sulla quale prendono vita.
Scrollate giù in calce al nostro testo ricchissima galleria di scatti con tutti i dettagli di questa lunga e nuova serie di interventi, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist and NWphoto

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Zed1 for GENESIS CHAPTER Project

17/06/2016

Il nostro Zed1 è il protagonista dell’ultimo capitolo del GENESIS CHAPTER Project, per il quale ha realizzato una nuova pittura, parte del suo Second Skin Project.
Il progetto è curato da Metric Market e Bizzarre, e vede settte autori differenti interpretare, durante tutto il 2016, le altrettante fasi della creazione del mondo. Scandito da sette eventi distinti, ogni artista si confronterà con gli spazio del Metric Market di Barcellona attraverso una personale lettura tematica e visiva. Dopo LeonKa (Covered), ecco il nostro Zed1 occupato a rielaborare il concetto di acqua, attraverso una nuova e personale reinterpretazione.
Sempre piuttosto sensibile, sia nella scelta degli argomenti trattati, sia nell’approccio all’interno dello spazio di lavoro, il grande artista Italiano prosegue qui nel portare avanti uno dei suoi progetti più importanti. Come visto diverse volte Second Skin prevede uno sviluppo duplice, carta e pittura, dove la prima copre la seconda e dove gli agenti atmosferici ed il tempo, agiscono sulla superfice di lavoro fino a far comparire due differenti trame pittoriche interconnesse fra loro.
Le pittura firmate da Zed1 rappresentano un momento di riflessione, su temi ed argomenti attuali, sull’uomo e sulla società moderna, il tutto attraverso una personalissima direzione pittorica ricca di analogie e metafore pittoriche.
Per il GENESIS CHAPTER Project, Zed1 presenta una nuova e duplice lettura partendo dal concetto di acqua, utilizzando quest’ultima come riflessione sugli squilibri del mondo, sui cambiamenti e sull’evoluzione della vita.
Ad accompagnare il nostro testo, un bel video recap e le immagini dell’intervento, del making of, e della serata di presentazione, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Metric Market

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Otecki – New Mural in Leszno, Poland

16/06/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Otecki, il grande artista Polacco ha da poco terminato questa nuova pittura a Leszno in Polonia.
Il confronto con le produzioni dell’interprete passa per la profonda sensibilità con il luogo di lavoro che accompagna la totalità delle sue produzioni. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, l’interprete si inserisce all’interno dell’ambiente urbano attraverso soluzioni pittoriche differenti, figlie degli studi e dell’esperienza in ambiti artistici eterogenei, così come delle differenti fascinazioni che ne accompagnano il percorso in strada. Molto legati agli aspetti popolari, quali il folklore e le tradizioni, l’artista ne rielabora il senso contestualizzandone il significato nell’epoca moderna, suggerendo quindi una impostazione tematica di tipo riflessivo. L’impostazione pittorica è influenzata quindi da differenti influenze, con una scelta che ricade su tonalità tenuti e su una personale sintesi estetica dove forme ed elementi geometrici irregolari, compongo un puzzle di figure e forme differenti.
Quest’ultima bella pittura vede Otecki scandire la superficie di lavoro attraverso una personale rielaborazione delle figure di Adamo ed Eva sviluppate attraverso un puzzle di forme differenti, all’interno delle quali emergono i due soggetti e gli elementi distintivi che ne costituiscono l’immaginario come la mela, ed il giardino dell’Eden.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con alcune fasi del making of e le immagini del bel risultato finale, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Borondo – New Mural in Kiev, Ukraine

16/06/2016

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Ci spostiamo a Kiev in Ucraina dove andiamo a dare un occhiata all’ultima grande pittura firmata da Borondo, una rielaborazione della Cattedrale di Santa Sofia.
Attivissimo in quest’ultimo periodo, Borondo nelle scorse settimane si trovava a Kiev dove, con il supporto di Sky Art Foundation ha presto parte ai lavori del Mural Social Club Festival, per il quale ha terminato questo nuovo intervento. L’autore, a partire dall’intervento realizzato in India (Leggi l’Editoriale), ha infatti iniziato a sviluppare parallelamente alle sue iconiche pitture, un filone in cui gli attori principali non sono più soggetti o figure, ma piuttosto elaborati architettonici. Attraverso quindi il consueto approccio pittorico, scandito da pennellate ‘sporche’ e ‘grasse’, l’artista gioca con le peculiarità della superficie di lavoro per ricavare potenti rappresentazioni architettoniche. L’effetto finale, oltre a mutare profondamente la percezione dello spazio, impatta profondamente l’ambiente circostante attraverso effetti di profondità e tridimensionalità creando una sorta di varco emotivo e viscerale.
Dal titolo “Portals” quest’ultima pittura ha visto Borondo confrontarsi con questa enorme parete. La scelta dello Spagnolo ricade sulla famosa Cattedrale di Santa Sofia di Kiev, una cattedrale barocca del 11^ secolo, raffigurata qui al suo interno ed impreziosita da un potente effetto a specchio nella parte inferiore dello spazio, scelta quest’ultima che sta profondamente interessando le sue ultime produzioni.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di questa nuova ed eccellente pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande autore Spagnolo.

Pics via Bsa

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Aryz – New Mural in Toulouse

16/06/2016

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Nuovo aggiornamento per Aryz, il grande artista Spagnolo nei giorni scorsi si trovava a Toulouse in Francia dove ha terminato questa nuova e grande pittura.
Dal titolo “Les demoiselles”, quest’ultima pittura fa parte del Epoxy Project, progetto artistico realizzato durante i giorni del Rose Beton Festival e segna il ritorno in strada dell’interprete a distanza di parecchio tempo dall’ultima pittura realizzata a Granollers (Covered).
Dopo le recenti e fortissime sperimentazioni con textures e pattern, quest’ultima opera vede Aryz tornare a sviluppare un canovaccio pittorico profondamente legato ad un impeto figurativo e realistico. Come infatti ribadito più volte lo Spagnolo sta portando avanti un pittura sfaccettata, da una parte le vibranti composizioni dove partendo da una singola figura l’interprete irretisce la superficie di lavoro, dall’altra potente raffigurazioni di soggetti e personaggi, caratterizzate da un forte senso di realistico.Lavorando infine attraverso tonalità tenui ed attraverso una profonda cura per i volti.
Osservando il risultato finale l’impressione è quella di trovarci di fronte ad una sorta di ritratto di una madre con una figlia. Nell’estremità inferiore sinistra, è infine possibile vedere alcuni uomini appena accennati.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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GoddoG – New Mural in Aurillac, France

15/06/2016

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Ci spostiamo ad Aurillac in Francia, nei giorni scorsi GoddoG ha terminato questa nuova pittura per il 10ème Art Festival di quest’anno.
Il confronto con le produzioni dell’interprete, passa per una cifra stilistica fortemente caratterizzata dall’amalgama di differenti discipline e fascinazioni personali. Come visto più volte l’autore con base ad Avignone, raccoglie nel suo processo estetico stimoli dall’illustrazione e dalla grafica, andando ad immettere nello spazio di lavoro potenti textures ed elementi astratti capaci di sviluppare un personale canovaccio visivo.
Ad emergere in questo senso sono corposi puzzle eterogenei che, al loro interno, rivelano immagini ed elementi differenti quali volti, oggetti e forme irregolari, ponendo lo spettatore come parte attiva di un processo in cui la chiave di lettura appare del tutto personale. Tra geometrie libere, characters e forme differenti, le opere di GoddoG plasmano lo spazio urbano cambiandone completamente la percezione finale.
Dal titolo “Isomorphic” quest’ultima pittura è caratterizzata dalla consueta danza cromatica, dove, lavorando attraverso una precisa scelta tonale, GoddoG realizza due differenti forme speculari perfettamente inserite all’interno di questa grande parete.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo alle immagini in calce con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata.

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Hyuro – New Mural in Rome

15/06/2016

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Nei giorni scorsi Hyuro ha terminato una nuova pittura per le strade di Roma in occasione dell’apertura di “Convivencia”, suo ultimo show.
Attivissima in quest’ultimo periodo, Hyuro, dopo la bella pittura realizzata a Manchester (Covered), si confronta qui con una superficie certamente più piccola, rivelando ancora una volta il cambio sostanziale nell’estetica e nei temi delle sue opere. Come infatti già ribadito, l’artista sta portando avanti una pittura in cui non solo ed unicamente affronta temi legati alla figura femminile, ma anche spunti e riflessioni a tutto tondo in grado di coinvolgere argomenti rilevanti e di grandi impatto. L’interprete si sta quindi sempre più interessando a tematiche legate all’attualità, attraverso complesse analogie visive in grado di ben rappresentare le criticità e le controversie della società moderna.
Ad accompagnare questo rinnovo tematico, abbiamo notato al tempo stesso un nuova linfa pittorica che sta interessando la totalità delle produzioni di Hyuro. Le opere dell’autrice si sono fatte decisamente più accurate, scandite da un impostazione pittorica maggiormente legata al dettaglio, con ricche tonalità che ricordano il lavoro con gli acquarelli.
Dal titolo “Autogestione”, l’opera prende vita nei pressi del Porto Fluviale di Roma, uno dei centri sociali più famosi della Capitale. Hyuro riflette qui sulla grande quantità di centri sociali che nel corso del tempo hanno preso possesso di diversi spazi abbandonati, autogestendoli ed offrendo al tempo stesso una nuova possibilità di casa.
Dopo il salto le immagini di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, nei prossimi giorni daremo uno sguardo all’allestimento proposto dalla grande interprete Argentina, stay tuned.

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Etam Cru – New Piece in Werchter, Belgium by Bezt

15/06/2016

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Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il North West Walls, tra gli ospiti Bezt degli Etam Cru che ha nei giorni scorsi terminato questa bella pittura.
Come visto lo scorso anno, peculiarità del progetto di Werchter in Belgio, è quella di offrire agli artisti invitati l’opportunità di dipingere la superficie irregolare di una serie di container accatastati in maniera irregolare. La superficie di lavoro non è quindi un parete regolare, ma, come in questo caso, la scelta dei container incentiva la volontà di lavorare interagendo con lo spazio circostante. Ogni anno autori differenti cambiano il volto di queste strutture riservandoci grandi sorprese.
Per quest’opera Bezt raccoglie al meglio lo spirito e la particolare narrativa che contraddistingue le produzioni degli Etam Cru. Gli interpreti Polacchi sono ben noti per il loro immaginario surreale, ricco di spunti e tematiche differenti, ispirate alla vita di tutti i giorni ma dense di riferimenti e stimoli legati al surreale ed all’impossibile.
L’opera anzitutto prosegue idealmente il paesaggio circostante, la scelta di Bezt è infatti quella di dipingere una grande figura, accompagnata da un lupo, con alle spalle gli alberi ed il bosco. L’impatto finale è una riuscitissima pittura che, da una parte conserva gli elementi tipici delle pittura degli Etam Cru, con il characters intriso di dettagli ed elementi differenti, dall’altra rivela tutta l’abilità pittorica dell’interprete.
Dopo il salto alcuni scatti con le fasi del making of, dove è possibile notare un sostanziale cambio nella scelta del volto dipinto, e le immagini finali, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via Sosm

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Basik – New Mural in Viseu, Portugal

15/06/2016

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Viviamo in un periodo storico in cui siamo costantemente bombardati da immagini, simboli, loghi e suoni differenti. Si tratta di un inevitabile scotto da pagare, figlio dei tempi, di società economiche basate sul consumo ossessivo in cui, i prodotti ed i brand che li pubblicizzano, utilizzano strategie sempre più complesse per giungere al consumatore finale in modalità differenti e diversificate atte ad impattarne l’immaginario.
Questa grande nuvola di input, è spesso tradotta in modo che possa rimanere impressa nel tempo e nel modo più semplice possibile, plasmando l’aspetto di simbologie moderne, è entrata ormai di diritto nel bagaglio quotidiano che ciascuno di noi porta con se.

Quest’ultima va infine ad affiancarsi, spesso distorcendone il senso o raccogliendone l’eredità, a tutti quegli elementi che compongono la cultura popolare, background personale legato spesso alle tradizioni, al folklore, alla storia, la religione ed al simbolismo di un determinato paese. Questa particolare amalgama, tra passato e presente, è ben riscontrabile in un paese come il nostro, così fortemente legato alla propria storia ed ai propri tratti distintivi, ed al tempo stesso proiettato nel presente in modo del tutto personale rispetto a molte altre realtà. Con tutte le perplessità del caso.
Quella che emerge è quindi una grande mole di spunti differenti, entrati nell’immaginario comune attraverso una personale interpretazione, oppure sbiaditi nel tempo ed arrivati ai giorni nostri attraverso un processo di contestualizzazione più o meno riuscito.

Non sono molti gli autori che hanno saputo guardare a questa grande massa di elementi e simboli, c’è infatti una difficoltà intrinseca nel mettere a fuoco nel migliore dei modi la grande varietà di immagini, visioni e spunti differenti, traducendone le tematiche attraverso una contestualizzazione efficace, filtrata attraverso una personale direzione estetica.
Basik ben raccoglie questa precisa direzione tematica, attraverso un approccio estetico peculiare, caratterizzato da una sensibilità ed intelligenza tematica unica nel suo genere.

Il grande artista italiano è ben riuscito a sviluppare un dialogo costante, guardando al passato e raccogliendone l’eredità, in funzione di costanti riflessioni capaci di abbracciare il presente e le sue differenti sfaccettature.
Parte da lontano l’interprete che, come spesso in questi casi, inizia il proprio percorso in strada negli anni 90’. La successiva evoluzione raccoglie l’eredità del background da writer, con forti e profonde ispirazioni dettate dall’arte del Medioevo fino a quella contemporanea, dalla tipografia, passando per il design grafico. Elementi ed influenze che compongono e sviluppano l’attuale estetica dell’artista.
Osservando le produzioni firmate dall’autore Italiano, emerge un forte sentore di mistico ed onirico. Si tratta di un sentimento capace di coinvolgerci all’interno di immagini spesso capaci di stimolare riflessioni personali, in alcuni casi maggiormente criptiche, zeppe al loro interno spunti e tematiche eterogenee.
Al tempo stesso c’è un forte senso di equilibrio costante, laddove l’impeto pittorico dell’artista si fà essenziale e viene accompagnato, dalla scelta di utilizzare unicamente il nero, il bianco ed il colore oro come principali ed unici vettori cromatici. Questa particolare scelta scandisce la totalità delle sue produzioni, rivelando al tempo stesso la profondità dei temi e delle fascinazioni così care all’interprete.
Se infatti il bianco ed il nero rappresentano per l’essere umano l’idea simbolica degli opposti ed al tempo stesso dei complementari, dell’equilibrio delle forze terrene, l’oro è spesso associato al sole, al divino, al mistico e l’ignoto, all’ultraterreno, a ciò quindi che non ci è possibile comprendere appieno poiché parte di forze più grandi di noi. L’oro viene utilizzato come colore divino della nostra iconografia, per tracciare ad esempio i sottili raggi dorati che provengono dalla divinità e dai santi.
Nell’equilibrio intrinseco del bianco e del nero, l’inserimento di questa tonalità rivendica tutto il fascino di una produzione legata a simbologie, al folklore, alla cultura popolare, passando infine per le immagini religiose appunto.

Il confronto con le produzioni dell’artista passa anzitutto per una personale fascinazione per gli arti. Le mani per Basik rappresentano l’ideale volano espressivo, una sorta di catarsi attraverso la quali sviluppare tematiche e spunti differenti.
È innegabile come la naturale espressività degli arti, in particolare per noi Italiani, rappresenti un opportunità per l’interprete di sviscerare gesti e pose differenti. Ognuna di queste viene poi abbinata a tematiche differenti, permettendo all’autore di affrontare spunti ed argomenti di vario genere.
L’ispirazione è direttamente legata al simbolismo delle mani in ambito popolare tanto quanto religioso, non solo quello Cristiano, con gesti ben noti, configurazioni ed intrecci differenti, in grado di rivelare un immagine, una specifica disposizione, capace di suggerire l’argomento trattato.
Raccogliendo quindi appieno dal grande bagaglio di gesti e pose che caratterizzano il nostro parlato, Basik ha saputo sviluppare un personale metodo di dialogo con l’ambiente di lavoro. Al tempo stesso le sue pitture arrivano allo spettatore in modo efficace e diretto, attraverso la capacità di cogliere aspetti personali e quotidiani, come ben visto in “Superstition“.

L’estetica pittorica di Basik non si ferma però unicamente all’utilizzo delle mani come metodologia espressiva. Ad esempio in “Tabula aut Mortem“, l’artista Italiano ha presentato un personale omaggio all’immaginario grafico-visivo dello skate, raccogliendo quindi una l’eredità visiva del tutto differente.
Al tempo stesso uno degli aspetti più interessanti delle produzioni dell’interprete è rappresentata sia dalle produzioni in studio, sia da quelle opere di dimensioni maggiore, che permettono allo stesso di esprimersi in termini più approfonditi e maggiormente pittorici.

Proprio l’ultima pittura realizzata da Basik a Viseu in Portogallo, rappresenta l’opportunità di vedere nuovamente l’autore italiano confrontarsi con spazi decisamente più grandi rispetto alle opere realizzate in vecchie strutture abbandonate. L’intervento ci riporta alla memoria la grande pittura realizzata in occasione del Traffic Design Festival (Covered), proseguendo la serie sui santi.
La serie è in realtà la diretta conseguenza del lavoro portato avanti dall’interprete con le mani. Come detto infatti parte dei gesti dipinti dall’artista, sono ispirati proprio al simbolismo in ambito religioso.
La simbologia, anche attraverso quelli che sono i dettagli complementari alle mani, è parte integrante dell’estetica dell’interprete. In questo senso appare quindi una scelta naturale quella di rifarsi ai classici della pittura. In questi lavori ai soggetti venivano infatti assecondati animali ed elementi simbolici, capaci di sottolineare o ricordare accadimenti e peculiarità delle loro esistenza. Basik si ispira ai temi classici e tradizionali, svuotandone però il senso e la valenza religiosa.

Dal titolo “St. Peter holds the book of encryption”, quest’ultima pittura di Basik rappresenta al meglio la sfaccettata identità estetica dell’autore, ponendoci di fronte a tutti gli elementi distintivi della sua pittura.
Si tratta anzitutto di una rilettura in chiave moderna di “St. Peter in his throne”, dipinto realizzato dal maestro Portoghese Grão Vasco. Il pittore è nato proprio nella cittadina di Viseu, con l’interprete quindi che sceglie di raccogliere l’eredità artistico-storica del luogo di lavoro, rievocando una delle pitture più importanti dell’artista Rinascimentale.
In questa personale rielaborazione Basik dipinge una delle sue iconiche figure, il volto e le mani risultano scanditi da una matassa pittorica, mentre il resto del corpo viene realizzato attraverso il consueto trinomio cromatico. La figura si presenta ricca di spunti e tematiche differenti.
Nell’estremità sinistra vediamo una mano in posa segnare il numero tre, mentre l’altra tiene un libro con scritto sopra un codice generato in modo casuale attraverso una chiave crittografica a 128 bit WEP.
Basik anche qui sviluppa metafore visive atte a porre in essere una riflessione sui tempi moderni, intrecciando passato e presente, sviluppando un canovaccio visivo ricco di riferimenti ed analogie riuscitissime.
La chiave crittografica posta nel libro è ispirata alle chiavi di Roma, elementi che da sempre accompagnano le rappresentazioni della figura di San Pietro, laddove le chiavi contemporanee sono appunto le password. Qui Basik vuole riflettere sulla tecnologia e su come la stessa abbia così profondamente e radicalmente cambiato ed influenzato la nostra vita e le nostre abitudini quotidiane. La posa a tre invece è quella utilizzata dai Cinesi, chiaro riferimento questo agli squilibri economici e geo-politici che così fortemente stanno caratterizzando questo particolare momento storico.

La pittura di Basik si muove efficacemente tra passato e presente. L’autore Italiano raccoglie l’eredità delle tradizioni, del folklore e della cultura popolare, del simbolismo religioso, per dispiegare una lettura nuova ed articolata del presente, con tutte le differenti sfaccettature che caratterizzano il nostro quotidiano.

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Blaqk x GORGO – New Silkscreen Print (Preview)

14/06/2016

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Piccola anteprima della prossima uscita firmata GORGO Magazine, un trittico di stampe realizzato in collaborazione con il duo greco Blaqk.

Tra i protagonisti della nostra programmazione giornaliera, i Blaqk portano avanti un duplice e personale percorso di ricerca estetica caratterizzato proprio dall’amalgama tra le differenti identità pittoriche di Simek e Greg Papagrigoriou.
Entrambi legati ad un setting astratto, Simek predilige una impostazione maggiormente vicina alla commutazione della forma, alla generazione di figure ed elementi dal forte sentore geometrico. Si tratta di un codice pittorico fatto di visioni simmetriche, pulite e spigolose, caratterizzate da giochi percettivi differenti, capaci di inserirsi nello spazio spezzandone la linearità, ponendosi al tempo stesso in aperto dialogando con le sue peculiarità.
Greg Papagrigoriou sceglie invece un impostazione maggiormente viscerale, legata quindi a stimoli e sensazioni del tutto personali ed introspettivi. Attraverso questo piglio sceglie di affidarsi ad uno stimolo legato ad una estetica spontanea. L’artista agisce per mezzo di un approccio in divenire dove lo spazio viene solcato da una calligrafia ondulata, sporca e grassa, un principio estetico figlio di sensazioni e stimoli personali, imbrigliati attraverso un processo pittorico diretto e personale.
L’unione di queste due differenti identità, tra ragione ed istinto, tra spontaneo e razionale, scandisce ciascuna delle produzioni dei Blaqk.

Profondamente colpiti da “Moving From A to B”, la bella esibizione aperta lo scorso Febbraio (Leggi l’editoriale) che ha posto l’accento sulla nuova ed efficace identità pittorica del duo, abbiamo deciso di collaborare con i due artisti Greci per la realizzazione di tre differenti stampe.
Il trittico è stato prodotto come sempre dalle mani esperte di Andrea Baldelli (CORPOC) su carta Modigliani bianca 320gr, ogni stampa misura 18×25 cm.

L’uscita è prevista per il 22 Giugno alle ore 14.00

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Duncan Passmore – New Murals in Berlin

14/06/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Duncan Passmore con un nuova serie di interventi realizzati in quel di Berlino.
Nel nostro raccontarvi le produzioni dell’interprete abbiamo sempre sottolineato l’importanza di una produzione legata agli aspetti più reconditi ed emotivi, sviluppati attraverso una pittura in grado di entrare in simbiosi con le peculiarità dello spazio e dell’ambiente di lavoro.
C’è infatti un forte impeto viscerale che accompagna la totalità dei lavori di Duncan Passmore. Fortemente legate agli stati d’animo e le sensazioni del momento, le immagini dell’interprete sono puro istinto e catarsi. Al tempo stesso la complessità delle composizioni, rivela il continuo sovrapporsi e miscelarsi di pennellate sporche e grasse, gesti che imprimono alle forme una sorta di movimento perenne capace di raccogliere impressioni e tonalità differenti.
Spesso al lavoro in zone ed edifici abbandonati, con pareti e superfici sporche e rovinate, per questa nuova infornata di lavori Duncan Passmore sceglie di portare avanti la sua particolare pittura, concentrandosi in particolari, in un approccio maggiormente rapido e se possibile ancora più spontaneo.
Il risultato finale sono una lunga serie di nuovi lavori, realizzati su superfici differenti, caratterizzati anzitutto da una struttura cromatica maggiormente varia. Vediamo pennellate ancora più intricate ed intrecciate, livelli su livelli sovrapposti che compongono visioni articolate e ben in grado come sempre di pungere e stimolare spunti ed emozioni differenti.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti e gli spostamenti dell’artista, vi invitiamo a dare un occhiata alla bella serie di scatti in calce al nostro testo, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

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Know Hope – New Show at Die Kunstagentin (Recap)

14/06/2016

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Un occhiata approfondita a “The Truth, As Told In Our Mother Tongue”, ultimo show firmato da Addam Yekutieli aka Know Hope negli spazi della Die Kunstagentin di Colonia.
Come visto nella nostra preview, quest’ultima esibizione è anzitutto caratterizzata da una grande installazione che occupa il cuore centrale dello spazio Tedesco, il tutto accompagnato da una ricca serie di tavole inedite e da una stampa in doppia edizione.
I temi trattati qui dall’artista con base a Tel Aviv, rappresentano l’ideale prosegue degli spunti e delle riflessioni che così fortemente caratterizzano il suo percorso. In particolare Know Hope raccoglie qui l’eredità tematica scaturita dalle recenti vicissitudine legate ai rifugiati. Partendo da questo grande tema d’attualità, l’autore realizza una splendida installazione dove un grande stormo di uccelli vola in direzione di un buco all’interno di un recinto di filo spinato. L’opera è un chiaro riferimento al cammino ed alle difficoltà in cui si imbattono coloro che sono in fuga dagli orrori della guerra, in cerca di pace e di una vita migliore. Più avanti è possibile imbattersi in un piccolo nido, costruito sempre con il filo spinato, si tratta di un simbolo di cambiamento e speranza, con gli uccelli che utilizzano lo stesso filo spinato, per costruire un nuovo futuro.
Ancora una volta emerge tutta la sensibilità e la poesia che caratterizzano le produzioni di Know Hope, l’autore imbastisce qui una riflessione delicata ed articolata che, attraverso gli altri pezzi, prosegue in modo naturale ed equilibrato la narrazione attraverso riflessioni differenti. Le opere, caratterizzate da colori tenui, trattano argomenti come il patriottismo, l’identità ed ancora una volta le frontiere.
Scrollate giù, dopo il salto una ricchissima serie di scatti con, le immagini dell’allestimento, di alcune delle opere presentate dall’artista e della stampa realizzata in due differenti versioni. Dateci un occhiata, se siete interessati all’acquisto dell’edizione, qui tutte le info, se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 16 di Luglio.

Die Kunstagentin
Maastrichter Strasse 26
50672 Köln

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Gola Hundun for Impronte Festival 2016

14/06/2016

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Con quest’ultima pittura firmata da Gola Hundun, continuiamo il nostro full recap sulle meraviglie dell’Impronte Festival di quest’anno.
Dopo Tellas (Covered), un altro dei nomi di spicco della nostra scena al lavoro per le strade di Bonito in Provincia di Avellino. Il progetto è curato dal Collettivo Boca che da anni lavora all’interno del territorio proponendo una ricca serie di interventi mirati a cambiare l’aspetto della cittadina. In questo particolare contesto, si inserisce quindi il lavoro di Gola Hundun, ancora una volta fortemente influenzato ad legati alla natura.
Come visto infatti più volte, il lavoro dell’autore Italiano è caratterizzato da una profonda e sfaccettata riflessione sulla natura, sulla biosfera e sul rapporto che intercorre tra uomo e quest’ultima. In particolare l’artista riflette sul senso di antropocentrismo che sta caratterizzando questo periodo. Lo fa attraverso una sintesi estetica che va a rivendicare proprio tutti quegli elementi naturali e vegetali che caratterizzano l’intera biosfera, si tratta di una sintesi personale, incentivata da un incredibile e minuzioso livello di dettaglio. Per l’interprete il rapporto tra natura ed essere umano, assume un senso viscerale ed ancestrale, quasi onirico e mistico, traducendosi in colori accesi e (quasi) acidi capaci di plasmare l’aspetto delle sue iconiche pitture.
Al lavoro per la rassegna, Gola Hundun sviluppa questa nuova e potente pittura caratterizzata da una serie di elementi organici e naturali all’interno dei quali trovano spazio anche alcuni uccelli, in vortice di tonalità e colori differenti che si sviluppano partendo da una figura centrale in total gold.
In calce al nostro testo, ricca serie di scatti con le immagini del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiate e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sulla rassegna.

Pics by Antonio Sena

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Giorgio Bartocci for VIAVAI Project 2016

14/06/2016

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Ancora aggiornamenti dal VIAVAI Project, tra gli ospiti c’è anche il nostro Giorgio Bartocci che ha da poco terminato questa nuova e potente pittura a Racale.
A differenza degli scorsi anni, quest’anno il progetto Pugliese ha scelto di concentrare i propri sforzi all’interno di un unica settimana. La viavai week ha quindi ospitato alcuni artisti nazionali ed internazionali, concentrandone i lavori per le strade di Racale e Torre San Giovanni. Lo spirito rimane però immutato, con la volontà di sviluppare una forte interazione con l’ambiente, il paesaggio ed il tessuto sociale dei luoghi di lavoro, attraverso un viavai appunto di artisti differenti.
In questo contesto l’intervento realizzato da Giorgio Bartocci assume però un valore differente, con il grande artista Italiano che sceglie qui di portare verso nuovi lidi il suo particolare immaginario.
Il confronto con le produzioni dell’autore Italiano passa per la volontà dello stesso di agire nello spazio attraverso forme irregolari, sintesi di sentimenti, emozioni e stati d’animo personali. Attraverso questi frammenti, l’interprete sviluppa un canovaccio introspettivo, un dialogo scandito da forme e figure erranti, in costante movimento, capaci di irretire la superficie di lavoro, cambiandone completamente la percezione finale.
Per il progetto Giorgio Bartocci, continua a sviluppare la personale sintesi scegliendo però di mutare le sue iconiche figure in forma pura. Il risultato di questa scelta alimenta il già forte senso di movimento perenne che accompagna da sempre le sue produzioni, innescando al tempo stesso, una impostazione più criptica e maggiormente personale.
Dal titolo “Tornado”, l’opera prende vita su due differenti superfici poste in un unico piano visivo. L’artista lavora attraverso due differenti setting cromatici, sviluppando un opera completamente astratta, stimolata da un profondo senso di movimento dove le forme, espresse attraverso un vorticoso impulso tonale, rimbalzano, esplodono, si muovono all’’unisono, generando una grande matassa capace di rivelare impressioni, stimoli e stati d’animo differenti.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con le fasi del making of e le immagini dell’intervento terminato, dateci un occhiata! se vi siete persi qualcosa nella nostra sezione tutti i precedenti interventi, stay tuned per nuovi aggiornamenti.

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Pics by Francesco Orlandini and Matteo Bandiello

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OX + Vlady – New Pieces in Biancavilla, Sicily

13/06/2016

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Nei giorni scorsi Vlady ed OX hanno realizzato questa nuova serie di interventi combinati per le strade di Biancavilla in Sicilia.
Nonostante lavorino attraverso percorsi e metodi differenti, OX e Vlady sono accomunati da un forte dialogo con l’ambiente cittadino, elemento questo che caratterizza in modo totale le loro produzioni.
Come visto diverse volte le produzioni di OX, sviluppate sulla superfice dei cartelloni pubblicitari, mirano a sovvertire l’utilizzo pubblicitario di questi spazi, andando ad immettere forme ed immagini in grado di ben dialogare con l’ambiente circostante. Sottraendo o prendendo spunto da quanto già presente all’interno del panorama. D’altro canto Vlady porta avanti un percorso artistico in grado di abbracciare medium e stimoli differenti, spesso legandosi profondamente alle peculiarità urbane di un determinato luogo, al tempo stesso immettendo elementi del tutto nuovi, tutto ciò con l’idea stimolare una forte e diretta riflessione sull’uomo, sulla società e sui tempi moderni.
È evidente quindi come per entrambi la città rappresenti sia il teatro di lavoro, sia la parte attiva del loro operato, e come lo stesso spettatore rappresenti non solo un semplice fruitore, quanto piuttosto il destinatario di riflessioni e tematiche differenti e personali.
Vlady ed OX unisco qui gli sforzi andando a lavorare sulla superfice di alcuni spazi pubblicitari, giocando da una parte con le dimensioni degli annunci, l’Italiano, mente l’interprete Francese con il colore degli stessi. L’opera è anzitutto un inedito per l’ambiente urbano della cittadina Siciliana, nonché primo progetto collaborativo tra i due autori.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli interpreti, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo con i dettagli di questa bella collaborazione, dateci un occhiata!

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ZI + Cavalieri for VIAVAI Project 2016

13/06/2016

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Si rinnova il sodalizio tra ZI e Cavalieri, durante i giorni del VIAVAI Project, il trio ha presentato una nuova e particolare ghost performance legata alle tradizioni del luogo.
Gli amici di ZI da sempre si sono rivelati particolarmente inclini a collaborazioni differenti con l’idea di incentivare lo scambio creativo e la circolazione di idee e spunti differenti. In questo senso siamo alla seconda collabo con Cavalieri che, dopo aver completato gli studi accademici in marketing, ha intrapreso quelli di grafica, risultando il partner anche grazie ad una solida ricerca personali su immagini e fotografia.
Il sodalizio si è sviluppato partendo da un comune principio legato alle rispettive professioni creative. Il concetto di vista e, sviluppato attraverso le sue differenti sfaccettature, rappresenta il principio principale dell’esperienza visiva ed artistica che gli interpreti stanno proponendo.
Dopo aver preso parte ai lavori per il CHEAP Festival di Bologna, nella call for artist, ecco quindi ZI e Cavalieri confrontarsi con l’intensa settimana di lavori del VIAVAI Project. Per il bel progetto, quest’anno svoltosi a Racale e Torre San Giovanni, gli interpreti presentano VAIVIA.
Giocando il nome della kermesse, ZI e Cavalieri si allacciano alle tradizioni del luogo di lavoro. Fuori dalle porte e vicino alle grondaie delle case, era piuttosto ricorrente trovare bottiglie d’acqua mezze piene. Queste veniva utilizzate per allontanare gli animali, infastiditi dal loro riflesso, evitando così che facessero i loro bisogni. Si tratta di un’usanza piuttosto radicata nel Meridione, che affonda le proprie radici nei paesi anglosassoni.
Partendo da questi spunti ecco comparire una serie di bottigliette, con etichetta appositamente rielaborata, poste proprie nei pressi delle opere realizzate dagli artisti. L’obiettivo è duplice, da un parte riportare in vita un usanza ormai dimenticata dai giovani, e contemporaneamente ‘vegliare’ sulle pitture realizzati dagli autori partecipanti al progetto.
Dopo il salto alcuni scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna e dagli interpreti.

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Tellas – New Mural for DeltArte Project

13/06/2016

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Nei giorni scorsi Tellas ha terminato una nuova pittura a Loreo, parte dei lavori per la nuova edizione del DeltArte Project.
Il progetto, curato da Melania Ruggini e promosso dall’Associazione Voci per la Libertà, da ben quattro anni porta avanti un piano di rigenerazione urbana all’interno del territorio del Delta del Po. In questo contesto, l’artista è stato invitato ad immergersi all’interno dell’ambiente circostante in una sorta di residenza, e da ciò rielaborare attraverso il proprio immaginario, stimoli e spunti legati al luogo di lavoro.
Realizzata sul muro esterno delle Cartiere del Polesine, l’opera si sviluppa per circa 50 metri andando a cambiare completamente la percezione dello spazio attraverso una corposa e vivace gradazione di colore all’interno della quale trovano posto forme e figure organiche ed astratte fluttuanti.
Ancora una volta Tellas sviluppa un nuovo e (quasi) inedito canovaccio visivo, raccogliendo l’eredità dei personali stimoli estetici. L’autore anzitutto scandisce la lunga parete attraverso una variazione tonale in crescendo dove partendo dal rosso giungiamo ad un blu scuro. Di pari passo l’interprete va ad arricchire la pittura attraverso una fitta serie di elementi e forme astratte, sviluppate attraverso una sintesi parecchio accentuata, che rappresentano l’eredità naturale del proprio operato.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo gli scatti con i dettagli dell’intervento realizzato dal grande autore Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sugli spostamenti dell’interprete.

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Borondo x Alexis Diaz – New Mural in Puerto Rico

13/06/2016

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Recentemente Alexis Diaz e Borondo hanno collaborato a questa bella pittura direttamente su questa parete di fronte al Museo d’Arte di Porto Rico.
L’opera combina al meglio i differenti approcci stilistici dei due autori, attraverso un riuscitissimo effetto a specchio dove, ciascuno dei due si confronta con una differente sezione, e con il background dell’altro. Come visto più volte durante la nostra programmazione giornaliera, peculiarità del lavoro dei due interpreti, è un comune stimolo figurativo, sviluppato però attraverso due differenti direzioni estetiche.
Da una parte la vivacità e l’intensità pittorica di Borondo, con l’artista Spagnolo che agisce nello spazio attraverso corpose pennellate, sovrapposizioni cromatiche, definendo una pittura dai fortissimi connotati emotivi ed introspettivi. D’altro canto Alexis Diaz è maggiormente legato ad una impostazione lenta e minuziosa dove, minuscole pennellate vanno a comporre i vorticosi ed iperealistici mash-up in bianco e nero, ricchi di spunti e tematiche differenti.
Il risultato di questa particolare combo, ha visto i due artisti riflettere sull’identità dell’Isola, attraverso la forte e radicata influenza Spagnola, e il corso storico e la nuova identità con l’annessione agli States.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via Juxtapose

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KAWS – New Show at Galerie Perrotin (Recap)

12/06/2016

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Diamo un occhiata all’ultimo show firmato da KAWS all’interno degli spazi della Galerie Perrotin, nella nuova sede di Seoul in Corea del Sud.
Avevamo lasciato KAWS alle prese con la bella serie di installazioni realizzate all’interno del Yorkshire Sculpture Park (Covered), ora a distanza di mesi ecco un nuovo progetto espositivo.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere, l’immaginario dell’autore è fortemente influenzato da elementi pop, dove, personaggi e figure ben conosciute dal grande pubblico e spesso appartenenti al mondo televisivo, vengono rielaborate. Il passaggio successivo è scandito dalla volontà di sperimentare soluzioni grafiche differenti, andando a creare vere e proprie sezioni, all’interno delle quali vanno a svilupparsi gli intensi e variegati banchi cromatici. Spunti questi ultimi delle ultime produzioni firmate dall’artista. La successiva evoluzione, ha permesso a KAWS di raggiungere una maturità estetica legata all’utilizzo di colori e forme irregolari, in grado di generare corposi puzzle di elementi astratti.
Per questo suo ultimo show, KAWS presenta una nuova serie di opere, ispirate ancora una volta al famoso fumetto Peanuts, un companion, ed infine due lavori di grande dimensione.
In attesa di nuovi aggiornamenti dall’artista, pare stia preparando un nuovo progetto a Bangkok, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, con i dettagli dell’allestimento proposto dall’autore. Dateci un occhiata e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 27 di Agosto per andare a darci un occhiata di persona.

Galerie Perrotin
1F 5 Palpan-gil, Jongno-gu

Pics via BeStreet

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Marina Capdevila for VIAVAI Project 2016

12/06/2016

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Continuiamo a seguire con interesse gli aggiornamenti dal VIAVAI Project, tra gli ospiti internazionali c’è Marina Capdevila che ha terminato questa bella pittura.
Il VIAVAI Project, quest’anno focalizzato in un unico grande soggiorno dove gli artisti selezionati hanno avuto modo di realizzare una nuova serie di pitture, è caratterizzato dal concetto di esperienza. Come visto in questi anni il progetto mira ad una immersione totale all’interno dei contesti cittadini ed ambientali della Puglia laddove, attraverso un viavai appunto di autori differenti, va ad innescarsi un progetto mutabile ed in divenire.
Probabilmente al primo lavoro in Italia, Marina Capdevila giunge in Puglia portando con sé tutto il personalissimo bagaglio estetico e tematico. L’autrice Spagnola porta avanti una pittura molto personale, caratterizzata da una forte influenza illustrativa, attraverso la quale va a riflettere sulle criticità dei tempi moderni.
L’artista si confronta infatti con la routine quotidiana accelerata, e senza alcun freno che sta caratterizzando questo particolare periodo storico. In particolare l’interprete, attraverso una forte dose di ironia, sviluppa personali spaccati dove i protagonisti sono spesso anziani. Proprio l’idea di utilizzare queste particolari figure come assoluti protagonisti non è casuale. L’obiettivo è infatti quello di sottolineare l’esagerazione, gli eccessi e la futilità di certi comportamenti ed atteggiamenti.
Quest’ultima opera prende a Torre San Giovanni, qui Marina Capdevila, al confronto con questa grande parete, realizza una serie di anziani abbronzati ed al mare, intenti ad abbuffarsi con della pasta. Qualcuno ha detto eccesso?
Vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni proseguiremo il nostro full recap con le altre meraviglie della rassegna Pugliese.

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Pics by Matteo Bandiello and Francesco Orlandini

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SeaCreative – New Mural in Cartagena, Spain

12/06/2016

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Tra gli ospiti dell’One Urban World Festival di Cartagena in Spagna, c’è anche il nostro SeaCreative che ha da poco terminato questa nuova pittura.
Questi ultimi mesi per SeaCreative stanno coincidendo con una continua ricerca di soluzioni estetiche differenti. Lasciando invariati quelli che sono i temi cardine della propria proposta artistica, l’autore Italiano sta quindi sperimentando nuove e differenti soluzioni in grado di far evolvere il proprio approccio pittorico.
Il confronto con le pittura dell’artista, passa per una peculiare narrazione, l’interprete si confronta con lo spazio di lavoro, attraverso le sue iconiche figure. I characters ideati dall’artista rappresentano una personale visione dell’essere umano, e vanno a trattare tematiche ed argomenti differenti, il quotidiano viene perciò filtrato e proposto attraverso una chiave pittorica molto grafica e vicina al disegno ed all’illustrazione.
Dopo la bella pittura in compagnia di Vine (Covered) e l’intervento dipinto per l’Urban Canvas Project di Varese (Covered), ecco un nuovo lavoro caratterizzato da una profonda connessione con le peculiarità architettoniche dello spot. L’intervento ha visto infatti SeaCreative confrontarsi con un’unica e grande struttura scandita su superficie eterogenee. In questo particolare contesto l’autore libera sia i personali spunti a carattere naturale, con piante e rami che invadono lo spazio di lavoro, concludendo infine l’opera con uno dei suoi iconici personaggi.
In attesa di scoprire gli altri artisti al lavoro per il festival, ed i prossimi spostamenti dell’interprete Italiano, vi lasciamo ai dettagli dell’opera con le immagini in calce al nostro testo. Enjoy it.

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INO – New Mural in Nicosia, Cyprus

11/06/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di INO, l’autore Greco ha da poco terminato di dipingere un nuovo lavoro all’interno del parlamento di Cipro, a Nicosia.
Sempre piuttosto legato a temi di carattere sociale, ed in particolar modo politico, INO ha saputo tracciare attraverso il proprio lavoro in strada, potenti analogie visive. L’autore utilizza le grandi figure del passato, appartenenti all’epoca classica, per porre in essere potenti analogie atte a sviluppare una riflessione sulle controversie e problematiche appartenenti all’epoca moderna.
Se gli spunti tematici sono quindi di carattere riflessivo, l’approccio estetico è caratterizzato da una pittura figurativa rapida, scandita dal bianco e dal nero, e contraddistinta da una forte senso di realisticità.
Quest’ultimo intervento, dal titolo “Ignorance is Bliss”, rappresenta anzitutto un inedito. Ci troviamo di fronte al primo parlamento al mondo con un murale su larga scala al suo interno. L’opera è stata sviluppata con difficoltà, viste le continue censure da parte del parlamento. Alla fine l’intervento è stato approvato, probabilmente perché il vero significato non è stato ben compreso.
INO sceglie di raffigurare Solone e Pericle, due tra i più importanti rappresentanti delle democrazia ellenica classica, sistema politico nato proprio in Grecia. L’autore sceglie di coprire con la vernice blu i loro occhi, in modo che gli stessi non possa vedere come, le loro stesse idee, siano in realtà utilizzate dai governi per i propri interessi. Tutto chiaro?
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli dell’intervento e le fasi del making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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1010 “Serendipity” at 10 A.M. Art Gallery (Recap)

11/06/2016

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Aperta lo scorso week, diamo uno sguardo a “Serendipity”, nuova esibizione firmata da 1010 all’interno degli spazi della 10 A.M. Art Gallery di Milano.
Le produzioni di 1010 sono contraddistinte da una forte e radicata immersione percettiva. Idea principale dell’autore è quella di stimolare un differente confronto con lo spazio e la superfice. Attraverso la generazione di grandi e piccole forme capaci di mutare lo spazio attraverso cavità e veri e propri portali.
A caratterizzare le forme dell’autore, troviamo un eccellente utilizzo del colore, capace di sviluppare al meglio gli effetti di profondità, luce ed ombra.
Spesso al lavoro all’interno di spazi abbandonati, così come su pareti di grandi dimensioni, l’artista si serve delle differenti alterazioni cromatica per comporre gli strati degli elementi raffigurati. Ciascuna tinta scandisce quindi un livello, fino ad arrivare al cuore centrale dell’opera.
L’allestimento proposto qui da 1010, ideato e realizzato appositamente per questo nuovo show, è caratterizzato dal consueto immaginario dell’autore Tedesco. Raccogliendone quindi l’eredita , l’artista ha sviluppato una bella serie di opere caratterizzate da corposi effetti di profondità e tridimensionalità.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti con i dettagli del setting proposto dall’autore Tedesco, dateci un occhiata! Nel nostro precedente post, potete invece vedere da vicino la grande pittura realizzata dall’artista a Milano. Se vi trovate in zona, lo show è visibile fino al prossimo 2 di Luglio.

10 A.M. Art Gallery
Via Anton Giulio Barrili, 31
20141 Milano

Pics by Andrea Concina and WallsOfMilano

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Violant – New Mural in Lisboa

10/06/2016

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L’ultima pittura di Violant prende vita su questa parete a Lisbona, parte dei lavori per l’ultima edizione del MuroLx Festival di quest’anno.
Uno degli aspetti caratteristici del lavoro di Violant è la particolare direzione tematica che le opere dell’autore riescono a suggerire. I temi affrontati sono spesso di natura interpersonale, con l’interprete capace di concentrare le proprie attenzioni su spunti legati al quotidiano, alla vita di tutti i giorni. C’è quindi anzitutto un forte senso di empatia che emerge e scandisce ciascuna delle pitture delle sue pitture.
Se l’approccio pittorico suggerisce una personale rielaborazione grafica, figlia di influenze del mondo del disegno e dell’illustrazione, al tempo stesso l’artista ci ha abituato a pitture in cui i temi si fanno più complessi ed articolati.
Nelle opere più intense con modi certamente più diretti e ‘violenti’ appunti, l’autore ha saputo tracciare un personale spaccato sull’essere umano, trattando temi delicati come la morte ad esempio. Al tempo stesso Violant ha saputo spaziare da argomenti pesanti, cupi e malinconici, ad interventi maggiormente di fantasia, meno pesanti e carichi dal punti di vista emotivo. Elemento distintivo di ciascuna di queste opere, è la capacità dell’artista di porre in essere un dialogo con lo spettatore attraverso intelligenti analogie.
Dal titolo “Fake Promises”, quest’ultimo lavoro di Violant vede l’autore raffigurare il volto di una donna, letteralmente consumato come una candela.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Portoghese, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, con alcuni scatti del making of e del bel risultato finale. Enjoy it.

Pics by The Artist

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108 – New Mural in Seoul, South Korea

10/06/2016

A distanza di qualche settimana, diamo uno sguardo approfondito all’ultima pittura realizzata dal grande 108 in Corea del Sud.
Lo scorso mese 108 è volato a Seoul in Corea del Sud dove ha avuto modo di realizzare una nuova pittura su questa piccola parete presso The X House di Seoul, concept store avvenieristico. L’intervento, supportato dalla Antonio Colombo Gallery di Milano, ha visto il grande autore italiano come terzo ospite per il The X Lab Project, progetto collaborativo sviluppato proprio dalla casa Coreana.
Il nostro ha avuto anche l’occasione di collaborare nella creazione di una serie accessori per l’abbigliamento, quali tote-bag e raincoat, presentati proprio durante l’inaugurazione dell’intervento,caratterizzati e ‘marchiati’ da una delle iconiche figure dell’artista.
Fortemente influenzato dalla natura e dalla sue forma, il grande artista Italiano continua a sviluppare la propria e personalissima ricerca estetica. Anche qui infatti l’opera si presenta come una delle tipiche forme nere di 108, ricca di elementi cromatici e di una inedita (?) estensione tonale nella sua estremità sinistra.
In attesa di dare uno sguardo approfondito a “Di carne, di nulla”, nuova esibizione ospitata negli spazi della Antonio Colombo Gallery in compagnia di Silvia Argiolas, vi lasciamo alla ricca serie di scatti ed al bel video recap dell’evento. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by EXR

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Axel Void for Cities of Hope Project

10/06/2016

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C’è anche Axel Void tra gli ospiti di spessore dell’ottimo Cities of Hope Project di Manchester, l’artista ha da poco terminato questa nuova e potente pittura.
Il progetto Inglese è legato ad una riflessione su temi di carattere sociale, ciascuno per ognuno degli autori al lavoro per le strade di Manchester, con le organizzazioni locali, impegnate nella lotta per aiutare il prossimo, impegnate nell’affiancare il lavoro di ogni singolo artista.
Questa particolare direzione tematica, che abbiamo particolarmente apprezzato, ben si lega con il lavoro di uno degli autori che seguiamo con maggiore interesse. Axel Void attraverso la propria pittura porta infatti avanti un approccio sensibile e profondamente legato ai luoghi dove l’interprete ha modo di dipingere. In particolare, attraverso un profondo dialogo con il tessuto sociale che lo circonda, l’artista realizza potenti analogie visive atte a porre l’accento su una determinata tematica.
Appare chiaro quindi come il lavoro dell’autore, da poco impegnato nella splendida “Nobody“, sia fortemente legato ad una riflessione a tutto tondo sull’uomo, sulle sue fragilità e sugli aspetti emotivi e personali.
Dal titolo “Sisyphus”, scritto in alfabeto Greco, l’opera è un chiaro riferimento alla mitolgia classica. Sisifo era un re punito da Zeus a rotolare un massa su per un collina, guardarlo rotolare giù, e poi ripetere all’infinito e per l’eternità questa operazione. Nel 1941 Albert Camus ha scritto “Il mito di Sisifo”, il famoso scrittore e filosofo Franco-Algerino riflette paragonando questa punizione alla condizione umana.
L’opera realizzata da Axel Void riprende proprio i concetti espressi da Camus, sviluppandoli attraverso un analogia forte ed impattante. L’autore ritrae il volto di una ragazza con un sorriso forzato dalla mani di qualcuno. Si tratta di una metafora per la ricerca della felicità e su chi siamo come persone, i nostri modi ridondanti, tra passato e presente, nel vano tentativo di mascherare questa futile ricerca.
In attesa di scoprire le altre pitture realizzate per la rassegna, tutte le precedenti le potete vedere nella nostra sezione, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo, con tutti i dettagli di quest’ultima grande pittura firmata Axel Void.

Every time a man is begotten and born the clock of human life is wound up anew, to repeat once more its same old tune that has already been played out innumerable times, movement by movement and measure by measure, with insignificant variations.
– Arthur Shopenawer

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Moneyless – New Murals in Agliana

10/06/2016

Nei giorni scorsi Moneyless ha terminato due nuove pitturead Agliana, in occasione dei lavori per il Street Art Agliana di quest’anno.
Il progetto è promosso dall’Assesorato alla Cultura del Comune di Agliana ed ideato e coordinato da Keras Società Cooperativa, con l’idea di diffondere i linguaggi dell’arte contemporanea attraverso due differenti interventi. Il grande artista Italiano ha infatti lavorato a due specifiche opere, la prima sulla facciata esterna del Magazzino Comunale, la seconda su una parete esterna della scuola paritaria Angeli Custodi.
Un periodo di grande e continua evoluzione stilistica questo per Moneyless. L’autore italiano sta infatti portando verso nuove e differenti identità, la personale ricerca sulla figura del cerchio, lasciando tuttavia invariati gli spunti ed i temi cardine del proprio percorso artistico. Le differenti alterazione del cerchio apportate dall’interprete, arrivano però qui ad un nuovo step.
La prima opera, la più grande realizzata da Moneyless che si è confrontato con 360 mq, ha visto l’artista realizzare una serie di sezioni staccate, all’interno delle quali vanno a svilupparsi forme e figure differenti. C’è un forte senso di ritmo e dinamismo, laddove tutte le ‘caselle’ dipinte, trovano al loro interno uno sviluppo ed un intreccio eterogeneo. L’interprete si affida al quarto di cerchio, sviluppando e proponendo alterazioni di linea e forme divergenti, scandite da un massiccio uso di colori e tonali diversi.
Il secondo lavoro è figlio del lavoro congiunto tra l’autore e ragazzi dell’istituto. Gli alunni hanno infatti realizzato i disegni inseriti poi dall’interprete come background dell’opera. La pittura si distingue quindi per la serie di forme irregolari che vanno a comporre un puzzle dinamico ed inedito per le produzioni dell’artista.
Se nel primo intervento l’autore disciplina il costante movimento dei cerchi attraverso una divisione diretta ed incisiva dello spazio, la seconda opera diviene maggiormente libera, priva di vincoli e legata ad una impostazione maggiormente spontanea. In entrambi i casi l’idea finale è quella di mutare profondamente la percezione dello spazio, sviluppando immagini e figure in grado di stimolare spunti del tutto personali.
gli alunni della scuola paritaria Angeli Custodi infatti hanno realizzato i disegni da inserire nel progetto grafico dell’artista per il suo secondo intervento ad Agliana, su un muro del giardino della scuola.

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Pics by Emanuele Carfora

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Watch: Gola Hundun “Santuario della Fauna Urbana” | Video Recap

09/06/2016

Fuori ora un bel video recap su “Santuario dell Fauna Urbana”, installazione realizzata da Gola Hundun all’interno del progetto Naturart curato da No Tilte Gallery.
A distanza di qualche mese, torniamo quindi con piacere ad approfondire una delle installazioni più riuscite dell’artista Italiano. L’opera ed il progetto, curati da Ester Buruffaldi, si pongono anzitutto come sinergia tra discipline differenti, andando a coinvolgere architettura, pittura e progettazione tecnica di giardini, in un’unica azione.
Non nuovo a soluzioni estetiche e ‘materiali’ di questo genere, Gola Hundun realizza un intervento caratterizzato dalla consueta sensibilità verso la biosfera. Elemento portante della totalità delle produzioni dell’autore Italiano, è infatti la costante riflessione e sensibilità sulla natura, sul rapporto tra la stessa e l’essere umano, sul senso di coabitazione ed equilibrio. Tutto ciò si traduce in un approccio pittorico e tecnico dove, gli elementi visivi e materiali che costituiscono l’ambiente naturale, divengono parte stessa del processo artistico dell’interprete. Qui più che mai.
Date un occhiata al bel video realizzato dagli amici di TheBlindEyeFactory, se invece volete approfondire vi rimandiamo al nostro precedente post, con tutti i dettagli, le fasi del making of ed i temi che hanno accompagnato la realizzazione di quest’opera.

Leggi l’approfondimento

Pic and Video by TheBlindEyeFactory

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Kraser – New Mural in Cartagena, Spain

09/06/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Kraser, l’artista Spagnolo ha da poco terminato questa nuova pittura per il One Urban World Festival di Cartagena.
L’artista Spagnolo, da anni al lavoro in Italia, torna con una nuova pittura di grandi dimensioni in grado di ben sottolinearne la spiccata sensibilità pittorica. Elemento infatti che da sempre contraddistingue le produzioni di Kraser, è il rimarcato valore emozionale che le stesse riescono a tradurre. L’immaginario dell’autore è infatti abitato da immagini e visioni oniriche, dove trovano spazio, tutti quegli elementi che contraddistinguono la sua pittura. Il lavoro dell’artista è di quelli viscerali e spontanei, risultando come summa di spunti e percezioni del momento, legate a personali fascinazioni.
Il mondo animale, la natura, le piccole architetture, la simbologia legata alla chiave, sono tutti elementi ricorrenti che vanno a formare un universo narrativo onirico dove l’essere umano non è mai presente. Dell’uomo rimangono statue, scale e minuscole architetture, quasi a voler sottolinearne il senso di deriva in questo particolare periodo storico.
Per la rassegna Spagnola Kraser realizza una incredibile pittura caratterizzata anzitutto da una forte e profonda intensità tonale, occhi puntati su un inedito background arancione e sui dettagli presenti nello stesso. L’opera vede come protagonista assoluta la natura e gli animali con una incredibile rappresentazione che ben dimostra la capacità pittorica dell’interprete.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo. Enjoy it.

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Nevercrew for Cities of Hope Project

09/06/2016

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Con quest’ultima grande pittura realizzata da Nevercrew, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del Cities of Hope Project di Manchester.
Il progetto sta portando alcuni dei nomi caldi della scena internazionale al lavoro per le strade di Manchester. L’idea è quella di una riflessione a tutto tondo su 9 tematiche di giustizia sociale, ciascuna per ognuno degli autori scelti. Ad ogni autore è stata affiancata una organizzazione locale che si batte per aiutare le persone.
In questo frizzante contesto, dove abbiamo particolarmente apprezzato l’idea di congiunzione tra gli artisti scelti e le organizzazioni locali, i Nevercrew si confrontano con il tema dell’immigrazione con il sostegno di WASP – Women Asylum Seekers Together.
L’opera sviluppata dal duo Svizzero è una riflessione sull’immigrazione e sull’integrazione, sulla perdita di umanità ed empatia, andando in particolare a sottolineare la posizione presuntuosa e lontana dalla realtà, di chi si schiera a destra.
Partendo da questo spunto Christian Rebecchi e Pablo Togni aka Nevercrew, sviluppano una nuova e potente analogia, portando in dote ancora una volta tutta la duplice natura estetica delle loro produzioni. L’immaginario surreale che accompagna le opere del duo, sviluppa qui un gigantesco quarzo. La scelta del minerale non è casuale, ma anzi sottolinea come spesso la parte più importante delle cose e delle persone, non è immediatamente percepibile, non si vede e non si sente. La doppia natura del quarzo viene utilizzata come perfetta analogia attraverso la quale sottolineare le difficili condizioni in cui molte persone sono costrette a vivere. L’opera parla di confini, cultura e sociali, ma soprattutto fisici ed emotivi, con un chiaro riferimento alla politica di molti stati che, in questi anni, stanno portando avanti tematiche come confini e barriere. Qualcosa di molto distanza dall’empatia e dai valori dell’essere umano.
Ad accompagnare il nostro testo ricca selezione di scatti con le immagini del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti da Manchester e dalla sua rassegna.

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Work in progress pics by Henrik Haven

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1010 – New Mural in Milan

09/06/2016

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1010 ha da poco terminato di realizzare questa nuova e grande pittura nel quartiere Stadera, portando in suoi iconici portali per le strade di Milano.
Il progetto, curato da Alice Cosmai per Question Mark Galleria di Arte Diffusa, giunge in concomitanza con l’apertura di “Serendipity” nuova esibizione ospitata negli spazi della 10 A.M. Art Gallery, con sede proprio nell’edificio dipinto per l’occasione.
Il confronto con le produzioni di 1010, passa anzitutto per la peculiare sensibilità per gli spazi urbani che caratterizza il lavoro dell’artista. Spesso all’opera all’interno di ambienti e strutture abbandonate, l’artista ha saputo declinare una personale commutazione delle forma capace di accogliere linguaggi differenti che si traducono in chiavi di lettura del tutto personali ed introspettive. L’astrazione della forma per l’autore si sviluppa attraverso una profonda interconnessione con il colore. Ogni singola tonalità scandisce infatti i differenti livelli delle sue iconiche forme, caratterizzate da insistenti effetti di profondità e tridimensionalità. Le figure proposte dall’interprete, interagiscono profondamente con lo spazio di lavoro, risultano differenti sia per silhouette sia per le tonalità scelte. Il contatto con i portali dell’autore, oltre a sovvertire la linearità e l’equilibrio dello spazio di lavoro generando infinite possibilità, alimenta percezioni e stimoli del tutto personali.
L’opera prende vita sulla lunga facciata esterna di quest edificio degli anni ’40. Si tratta di ex-fabbrica di dolciumi oggi completamente trasformata, dove hanno sede studi fotografici, atelier, residenze ed appunto 10 A.M. Art Gallery, sede dello show. 1010 sceglie un approccio totale, andando a trasformare completamente l’aspetto e la percezione dell’intero edificio attraverso una serie di grandi forme che letteralmente si intersecano con la superficie di lavoro.
In attesa di mostrarvi gli scatti e l’allestimento che hanno caratterizzato l’esibizione, vi lasciamo con le immagini del making of e del risultato finale di questa bella pittura. Dateci un occhiata!

Work in progress pics by WallsOfMilano
Last two pics by Andrea Concina

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Ravo – New Mural at Malpensa Airport

09/06/2016

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Nei giorni scorsi Ravo ha terminato di realizzare questa nuova pittura direttamente sulla facciata esterna del parcheggio dell’Aeroporto di Malpensa Milano.
Dopo lo splendido intervento realizzato a Varese per l’Urban Canvas (Leggi l’editoriale), Ravo si confronta con un nuovo dipinto classico, grazie a questo progetto firmato ParkinGo, che ha lasciato totale libertà espressiva all’artista.
Come ribadito, l’approccio estetico dell’autore Italiano ha subito una profonda variazione che, partendo dalla grande capacità riproduttiva che da sempre contraddistingue le sue produzioni, ha visto lo stesso interessarsi in una riproposizione di grandi opere classiche. Lavorando in strada attraverso l’utilizzo di bombolette, l’interprete non si è limitato ad una semplice a proporre una semplice copia. L’artista, cogliendo gli aspetti prettamente tematici delle opere scelte, riflette sull’uomo e sulla sua esistenza, ponendo in essere corpose e sfaccettate analogie sull’attualità.
Per questa nuova pittura Ravo sceglie di rielaborare un quadro a lui molto caro, il “Riposo durante la fuga in Egitto” di Caravaggio. L’opera è il primo dipinto realizzato a Roma dal Merisi all’età di 25 anni. Si tratta di un opera privata, commissionato da una nobile famiglia dell’epoca per la propria stanza da letto, che è rimasta privata per parecchi secoli.
Ancora una volta l’intervento si pone come nuova riflessione sui tempi moderni, l’intervento particolarmente attuale, realistico e forte nella suo stesso impatto, vede San Giuseppe in povere vesti, una Madonna con bambino spossata e stanca, tenere il piccolo con una mano, mentre l’altra si abbandona alla fatica. L’immagine è quella di un fuga, spunto questo che inevitabilmente ci ricorda le difficoltà e le avversità a cui vanno incontro coloro che cercano una vita migliore, decidendo di emigrare in un altro paese.
Ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi del making of dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore Italiano.

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Deih – New Mural in Minsk, Belarus

08/06/2016

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Al lavoro per l’Urban Myths Project, nei giorni scorsi Deih ha terminato questa nuova e grande pittura per le strade di Minsk in Bielorussia.
Il confronto con le pittura dell’artista con base a Valencia, passa per la particolare narrativa visiva che lo stesso ha saputo sviluppare. Fortemente influenzato dal fumetto e dall’illustrazione, Deih ha sviluppato un peculiare universo visivo dove i suoi iconici characters, rappresentano i protagonisti indiscussi.
Sempre piuttosto libero nelle vicende e nelle sue visioni, per questa sua ultima fatica l’autore sceglie di relazionarsi maggiormente con l’ambiente di lavoro, in questo modo il risultato finale, miscela quindi il particolare impianto visivo dell’artista, con le credenze, le tradizioni ed il folklore del posto.
Con un grande spazio a disposizione – la parete è lunga circa nove piani – all’interno del dormitorio dell’Art University, Deih decide di raffigurare la genesi della vita attraverso una reinterpretazione di un antico dio pagano.
Molti Bielorussi infatti ricordano ancora molto bene la loro antica religione, ed a tutt’oggi seguono alcuni dei rituali associati a questa e molte altre divinità. Secondo le antiche leggende, Yarylo, questo il nome della figura, è un antica divinità legata alla fertilità ed all’amore carnale nonché patrono della fauna selvatica. Nelle sue rappresentazioni il dio è raffigurato come un bel ragazzo giovane, in sella ad un cavallo bianco, illuminato dai raggi del sole come simbolo del risveglio della vita sulla terra.
Partendo da questo Deih elabora una personale rivisitazione dove la grande figura, intenta a portare il sole sulla terra priva di vita, a rappresentare l’origine della vita sulla terra. Visibilissimi inoltre alcuni simboli sacrali riportati sulla cintura del characters, direttamente presi dal ricamo tradizionale Bielorusso.
Dopo il salto alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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Johannes Mundinger x Sophia Hirsch in Kehl am Rhein

08/06/2016

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Nuovo progetto firmato Johannes Mundinger e Sophia Hirsch, i due autori nelle prossime settimane saranno impegnati una serie di interventi in strada, prima tappa Kehl am Rhein.
Between Stopovers Project, questo il titolo del progetto, vedrà i due artisti lavorare a quattro differenti interventi in strada e due mostre. Come il nome suggerisce, l’idea del progetto è quella di andare a lavorare all’interno di specifici contesti urbani, attraverso uno stopover, una sosta, con la specifica volontà di porre in essere una riflessione su tutti quei luoghi ‘di passaggio’. Johannes Mundinger e Sophia Hirsch riflettono sugli ambienti che viviamo quotidianamente, come centri commerciali, parcheggi, uffici, privi di uno slancio individuale, quanto piuttosto legati ad una funzione specifica.
Partendo da questo i due interpreti provano a dare voce a queste particolari location, attraverso un moto pittorico caratterizzato da una spiccata sensibilità astratta.
Questa prima pittura, realizzata in Germania a Kehl am Rhein ed organizzata dal Club Voltaire, s’intitola Odysseus and the Dialectic of Enlightenment”.
Johannes Mundinger e Sophia Hirsch uniscono i rispettivi immaginari per dare vita ad un opera caratterizzata da una forte sintesi visiva. Le grandi forme, scandite dall’utilizzo di tinte e tonalità ‘grezze’ e molto pittoriche, trasformano completamente la superfice di lavoro, sviluppando una nuova visione capace di prestarsi a differenti e personali chiavi di lettura.
In attesa di scoprire i prossimi appuntamenti, di seguito le date e le location, vi invitiamo a dare un occhiata a questa prima pittura, tutto il salto! Stay tuned.

09.06 – 19.06 Beograd
Mural and exhibition at Galerija KM8 | curated by Annika Hirsekorn

16.06 – 19.06 Kraków
Mural with Mikołaj Rejs and Radim Koros

TBA, Berlin
presentation and exhibition

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Hyuro for Cities of Hope Project

08/06/2016

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Proseguono i lavori per l’ottimo Cities of Hope Project di Manchester, nei giorni scorsi Hyuro ha terminato questa nuova e splendida pittura.
L’idea del progetto è quella di coinvolgere 9 differenti artisti, con l’intenzione di affrontare e riflettere, attraverso il loro lavoro, altrettante questioni di carattere sociale. Dopo aver visto l’intervento realizzato da Faith47 (Covered), un’altra autrice di livello internazionale va ad intervenire sulla facciata esterna di questo grande edificio a Manchester.
Particolarmente sensibile ed a proprio agio nel centrare e raccontare a proprio modo, problematiche e tematiche di natura sociale, Hyuro ha saputo nel corso degli ultimi mesi staccarsi da temi legati unicamente all’universo femminile, per sviluppare piuttosto una critica ed una riflessione a tutto tondo. Se infatti precedentemente la produzioni dell’artista era unicamente incentrata verso l’universo femminile, nel corso degli ultimi tempi appare chiara l’intenzione della stessa, di rivolgere l’attenzione anche verso spunti ed argomenti maggiormente eterogenei.
Questa nuova maturità tematica, viene accompagnata da una evoluzione pittorica rimarcata, con figure certamente più dettagliate, e soprattutto con potenti allegorie visive, capaci di scuotere e centrare tematiche differenti nel migliore dei modi.
Per la rassegna Hyuro presenta “War impact in children lives”, titolo che ben riassume i temi affrontati qui dalla grande autrice. L’opera è infatti una riflessione sui conflitti armati e sulla violenza della guerra che così profondamene coinvolgono e colpiscono i bambini in diverse parti del mondo. Aldilà delle conseguenze diretta della guerra, quest’ultima è causa di spostamenti, perdita di familiari, traumi, tutti scaturiti dalla violenza di cui i bambini sono testimoni. L’opera vuole quindi dare voce a coloro che hanno perso l’innocenza, a tutti coloro che lottano per la propria sopravvivenza per avere l’infanzia che meritano.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Argentina, vi lasciamo a tutti i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti qui sul Gorgo.

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Pics by Henrik Haven

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Ciredz for VIAVAI Project 2016

08/06/2016

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L’astratto come sinonimo di libertà, di trascendenza dalla realtà. Quest’ultima che viene plasmata, arricchita e trasformata attraverso una interpretazione nuova, in antitesi con ciò che è tangibile, così fortemente legata agli aspetti più viscerali, profondi e personali del nostro io.
Vi sono artisti che portano avanti percorsi estetici del tutto personali, in grado di scansare l’aspetto prettamente riproduttivo, quello legato ad una rielaborazione figurativa ed interpretativa della realtà.
Si tratta di un moto pittorico legato ed influenzato da ciò che hanno intorno, dall’ambiente e dal paesaggio circostante, filtrato d un piglio differente, influenzato dagli studi, dalle fascinazioni personali, da sentimenti e stati d’animo legati al momento. Il tutto viene infine intrecciato ad una precisa ed efficace ricerca in grado di raccogliere al meglio questa profonda e variegata quantità di ingerenze e stimoli.

Non si tratta quindi di una narrativa, non è presente un sotto testo sociale, politico od economico, in grado di pungere la strada attraverso una feroce od acuta critica, non c’è una realtà semplificata o arrangiata. C’è piuttosto l’esigenza di anzitutto esprimersi, tracciare ed esplorare quell’universo non definibile di stimoli, emozioni ed impulsi. Conseguentemente rivelare una peculiare predisposizione al dialogo con lo spazio, con ciò che circonda, che diviene non solo ideale palcoscenico, ma soprattutto parte attiva del processo.
Allo spettatore, o il passante casuale, tutto ciò arriva come input visivo eterogeneo e personale, attraverso la commutazione di forme ed elementi variegati. Il confronto passa quindi anzitutto per il filtro pittorico dell’artista che, attraverso questo, ha voluto esprimere un concetto, una visione, una sensazione, per loro natura intangibili e non associabili ad una forma stabilita.

Quella che si ha di fronte è quindi una visione del tutto personale, arricchita dalle esperienze, influenzata dagli stimoli ‘esterni’, spesso difficile da comprendere e, proprio per la sua natura astratta, unicamente decodificabile attraverso una riflessione introspettiva in grado di tracciarne una personale chiave di lettura.
Particolarità di queste produzioni è proprio il costante ‘botta e risposta’ che intercorre tra l’artista, che ha voluto segnarne l’aspetto attraverso un sua attitudine personale, e coloro che osservano l’intervento. Emerge quindi una lettura eterogenea, diversificata e differente per ciascuno, che porta ad una interpretazione influenzata da tutto quel bagaglio di esperienze, stimoli e situazioni che forgiano il nostro stesso essere.

Il risultato di questo intricato processo cognitivo, sono quindi lavori che riflettono anzitutto la stessa natura dell’uomo, ne assecondano le differenze, ponendosi sia come libertà espressiva, ma soprattutto come libertà interpretativa. Se la traccia tematica, legata alla ricerca dell’autore, appare quindi comune a tutte le codifiche dell’intervento, il suo successivo sviluppo e impatto, appaiono piuttosto legate alle differenze personali che fanno di ciascuno di noi, un essere divergente dall’altro.

Partendo da questo setting, ci sono poi autori capaci di spingersi ancora più in là, laddove il confronto con la realtà, passa per uno stravolgimento della stessa, per la volontà di trascendere lo spazio non solo fisicamente ma anche in modo emotivo e percettivo. Rompere la linearità, per scavalcare sensazioni e stimoli a cui siamo già abituati, ed innescare nuove ed inaspettate esplosioni emozionali. Colori e figure che prendono forma, legandosi a sensazioni, stati d’animo prima d’ora inediti.
Uno degli artisti che raccoglie questi spunti al meglio, è senza dubbio Roberto Ciredz. L’autore Italiano, per la natura delle sue produzioni, per l’alto livello criptico delle stesse, e soprattutto per la volontà continua di sperimentare impostazioni estetiche differenti, continua ad innescare sensazioni del tutto nuove ed inaspettate.

Nelle sue differenti incarnazioni la natura continua a rappresentare, principale leva ed influenza espressiva. Il rapporto tra spazio e natura è per Ciredz momento di grande riflessione, in grado non solo di condizionarne il particolare impeto pittorico, ma il rapporto stesso che intercorre con l’ambiente circostante. La natura diviene il teatro principale e primordiale delle visioni dell’autore Italiano, attraverso una varietà di intenti e produzioni.
Assume valore di protagonista, nella peculiare sintesi astratta che vede l’artista miscelare i personali studi topografici sulla pianta terreste, con forme e visioni che rievocano la radicata appartenenza naturale. Qui Ciredz mescola aspetti tecnici ed artistici, in un costante equilibrio tra ragione ed istinto, razionalità ed emotività, capaci di regalarci interventi come lo splendido lavoro dipinto per la scorsa edizione dell’ALTrove Festival (Covered), seriamente da vedere e rivedere.
L’utilizzo di linee ondulate, fortemente evocativo proprio delle mappe topografiche, così come la scelta di lavorare attraverso variazioni tonali forti e variegate, rappresentano l’elemento distintivo dei lavori maggiormente pittorici dell’artista. Il grigio in particolare, da sempre accompagna i lavori dell’interprete. Questa particolare scelta, esplorata in modo eccellente durante i lavori per lo scorso Poliniza Festival di Valencia (Covered), è associata ad una personale riflessione sull’uomo e sul suo rapporto con lo spazio.
Ogni identità pittorica realizzata in funzione degli stimoli dell’autore, si affaccia nello spazio attraverso una differente tonalità, dal blu al verde, passando appunto per il grigio, in quelli che divengono accurate e personale riflessioni sull’uomo ed il suo controverso rapporto con l’ambiente e lo spazio, sul cemento come elemento e simbolo di instabilità.

Al tempo stesso, il radicato contatto con la natura per l’autore si sviluppa, attraverso una personale scelta di immersione all’interno della stessa. Vivendo e crescendo all’interno di un regione con la Sardegna, particolarmente ricca di paesaggi ed ambienti naturali totalmente puri, l’autore ha sviluppato un forte senso di appartenenza che, di conseguenza, fluisce e si intreccia in modo totalizzante con il suo lavoro.
Sempre più spesso abbiamo infatti visto l’artista lavorare in totale immersione, con un fortissimo contatto naturale, all’interno di zone letteralmente isolate.
Questa particolare scelta viene sviluppata da Ciredz attraverso le consuete ed iconiche scale tonali. Il cambio tonale per l’artista rappresenta l’ideale scintilla emotiva in grado di tracciare una forte e radicale esperienza percettiva. Ma andiamo con ordine.

Le produzioni sviluppate all’interno di macchie verde, pongono anzitutto l’accento sul senso percettivo del luogo e dell’ambiente circostante. In questi contesti emerge tutta il sentimento pittorico dell’interprete, fortemente interessato nell’interagire con lo spazio, lasciando al tempo stesso che lo stesso ne influenzi il processo ed il risultato finale. Ricordate la Grayscale Series? (Covered).
Lavorando all’interno di panorami completamente abbandonati, Ciredz inserisce all’interno degli stessi corpose scale di grigio. Una lettura attenta rivela l’idea di voler quasi riequilibrare l’esuberanza cromatica che appartiene a queste particolari location ed, in secondo luogo, l’autore si pone in totale controtendenza rispetto a chi agisce all’interno della città con l’intento di cancellare la rimarcata presenza del cemento e del grigio, dall’ambiente cittadino.
Questo particolare piglio, sviluppato attraverso l’inserimento di forme gradienti – rigorosamente in scale di grigio – rappresenta, proprio per la sua natura controversa, un opportunità di riflessione sulla città ed i suoi spazi, così come sulla natura, partendo da incipit del tutto inediti. Ciredz non guarda alla natura ed all’urbano come ambienti necessariamente divisi e contrastanti, quanto piuttosto come come possibilità di riflessione uno con l’altro, in modo equilibrato e ragionato.
Inserendosi all’interno di ambienti (quasi) incontaminati, l’artista agisce sviluppando una serie di elementi e figure gradienti e caratterizzata da una sorta di frame by frame. Quelli che emergono sono elementi criptici che interrompono la linearità dello spazio, sia architettonico che percettivo, generando una vera e propria frattura, capace al tempo stesso, di alimentare il valore percettivo dell’ambiente.

Proprio quest’ultima particolare e caratteristica estetica, giunge in Puglia per il VIAVAI Project portando con se nuove ed inaspettate declinazioni.
Caratteristica della bella rassegna è proprio il profondo attaccamento alla terra. L’idea stessa del progetto è infatti quella di proporre attraverso il continuo viavai di artisti, una esperienza a lungo termine ben radicata all’interno della comunità, un dialogo con la gente del posto ma anche con i luoghi e le particolarità del paesaggio circostante al fine di offrire una immersione totale capace di staccarsi completamente dalle dinamiche tipiche dei festival e degli eventi che così tanto stanno interessando la scena.
In questo contesto particolarmente vicino alle proprie idee, l’autore Italiano, oltre ad aver realizzato una delle sue particolari pitture, presenta la quarta incarnazione della sua serie VOLUME.

Il progetto presentato da Ciredz esplora anzitutto la percezione che ognuno di noi ha dello spazio, andando ad immettere all’interno dello stesso, particolari installazioni cromatiche in grado di cambiarne completamente l’assetto.
Ancora una volta l’artista si affida ad una scala di grigi, generando attraverso essa un vero e proprio sfasamento della realtà, coadiuvato da una forte e cosciente alterazione della percezione che abbiamo di un determinato luogo.
Un grande cerchio, all’interno dello stesso agisce una scala di gradienti che dal nero conduce al bianco, ad una dimensione eteree e totalizzante. Non si tratta unicamente di questo, l’interprete ha saputo sviluppare un canovaccio di riflessione differenti attraverso un gesto apparentemente semplice, che però nasconde differenti spunti e tematiche.
La grande forma viene appositamente posta in alcune particolari ed evocative location, interrompendo la naturalezza e linearità di questi luoghi. Si tratta di una visione inusuale che ovviamente non appartiene a questi paesaggi, eppure risulta in totale relazione con gli stessi.
Ciredz sceglie di lavorare attraverso un profilo sagomato, dipinto con vernici acriliche che danno l’impressione si tratti di un grande volume tridimensionale. L’idea è quella di stimolare una interazione spontanea e quanto più genuina e personale con il fruitore. Quest’ultimo si trova di fronte ad una sorta di inganno, la figura appare infatti in tre dimensioni, e fortemente incentivato a sviluppare una lettura propria rispetto a ciò che ha di fronte.
Al tempo stesso l’installazione può essere letta come nuova particolare analogia con la città ed il cemento, con quest’ultimo quanto mai in grado di cambiare l’assetto, l’aspetto e di conseguenza la percezione dell’ambiente.

L’intervento di Ciredz per il VIAVAI Project evade la realtà sviluppando un canovaccio percettivo del tutto personale, rompendo la linearità di ciò che ci aspettiamo e siamo soliti vedere, aprendo una sorta di stargate verso dimensioni emotive del tutto inaspettate, una centrifuga di sensazioni e stati alterati.

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Pics by Matteo Bandiello

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WOOD – New Sculpture for Garage Amsterdam

07/06/2016

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A distanza di parecchio tempo, torniamo ad approfondire il lavoro di WOOD, l’artista Olandese ha presentato questa nuova scultura all’interno del Garage Kempering di Bijlmer, Amsterdam.
Già mente dietro le produzioni dell’ottima Stickit, WOOD ha nella rielaborazione delle lettere che compongono il suo stesso nome il cuore centrale della sua esperienza artistica. Come abbiamo avuto il piacere di vedere, l’interprete con base ad Utrecht porta avanti un decostruzione e costruzioni di forme complesse, caratterizzate proprio dalla scomposizione del suo stesso nome e da un uso intelligente di tinte e tonalità differenti.
Garage Amsterdam è un ‘grezzo’ e controverso evento che si tiene all’interno del primo e del secondo piano dell’omonima location di Amsterdam. Ben 11.000 m2 di spazio con musica, graffiti, show e performance live, danza, moda e pop-up store, caratterizzano il progetto. Curata da Mick La Rock, l’esibizione ha visto Olivier Schimmel, Mickey, Ed ed appunto WOOD, presentare alcune opere.
Fortemente in contrasto con l’ambiente rude e grezzo della struttura, l’opera presentata da WOOD è anzitutto caratterizzata da una difficoltà nella lettura finale, capace di esercitare al meglio l’ultima incarnazione visiva dell’artista. Dall’aspetto fortemente minimale e sintetico, il lavoro è sviluppato attraverso uno spostamento di 30^ nel suo asse centrale. La scultura si erge due grandi aree nere, mentre le parti in bianco restano quasi sospese, fornendo al tempo stesso l’equilibrio necessario affinché l’opera non cada.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con i dettagli di questo suo ultimo lavoro, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Eltono for Poliniza Festival 2016

07/06/2016

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Anche il grande Eltono tra gli ospiti di spessore al lavoro a nella zona universitaria di Valencia, per l’ultima edizione del Poliniza Festival.
Dopo la splendida pittura firmata da Alberonero (Covered), andiamo quindi ad approfondire il lavoro dell’interprete, già parte del collettivo NOV9.
L’approccio pittorico di Eltono è fortemente legato alla strada, all’ambiente di lavoro, che diviene principale leva sintattica delle sue opere. È infatti importante sottolineare la volontà dell’artista di lavorare attraverso un confronto diretto con lo spazio pubblico, quest’ultimo diviene influenza ed ispirazione, nonché stimolo, per la caratterizzazione finale delle sue iconiche costruzioni. L’autore parte infatti da una peculiare commutazione della forma, in un processo che attraverso stimoli esterni, vede una costante decostruzione e costruzione della forma agire nell’aspetto finale delle sue figure.
Scandite da tonalità differenti, le forme geometriche dell’interprete richiamano nell’aspetto una sorta di alfabeto criptico ed antico, capace di inserirsi in modo attivo all’interno delle architetture urbane, cambiandone la percezione, attraverso costanti effetti prospettici e geometrici.
Per la bella rassegna Valenciana, Eltono realizza una serie di figure che vanno ad inserirsi in modo egregio nell’assetto finale di questo spazio di lavoro. La pittura infatti prosegue nel sviluppare l’architettura della struttura, sottolineandone le differenti sezioni ed alimentandone al tempo stesso la profondità.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad una selezione di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Faith47 for Cities of Hope Project

07/06/2016

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Diamo uno sguardo all’ultima pittura firmata da Faith47 per l’ottimo Cities of Hope Project di Manchester, parte del suo personale progetto 7.83 MHZ Frequency.
In questi ultimi mesi Faith47 sta portando avanti un interessante progetto pittorico che vede l’autrice impegnata in una pittura senza dubbio più vicina a cogliere spunti emotivi e riflessivi. Il titolo del progetto è ispirato alla frequenza della terra, è vede l’autrice riflettere sui concetti come l’interconnessione tra le persone, così come la profonda connessione che lega ciascuno di noi genera vita e morte.
Partendo da questi spunti, l’interprete, così come tutti gli artisti al lavoro per la rassegna, realizza un intervento abbinato ad una organizzazione locale. Questo particolare setting, funge nell’opera dell’artista da perfetto catalizzatore per il dialogo tra il the Partisan Collective di Manchester ed il Triangle Project in Sud Africa.
Dal titolo “722 – 481 BC”, l’opera dipinta da Faith47 prende vita nel cuore settentrionale di Manchester ed è un omaggio all’intimità umana, nonché una personale presa di posizione e supporto ai diritti LGBT.
Caratterizzato da una pittura fortemente emotiva e realistica, l’opera di notte prende letteralmente vita grazie alla serie di installazioni luminescenti capaci di sviluppare e giocare con l’assenza e la presenza di luce.
In attesa di scoprire gli altri lavori per la rassegna di Manchester, vi lasciamo agli scatti di questa splendida pittura firmata dall’autrice Sudafricana, dateci un occhiata è dopo tutto il salto. Enjoy it.

Pics by Henrik Haven
First pic by Zane Mayer

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Borondo – New Murals in Lisboa

07/06/2016

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Borondo nei giorni scorsi si trovava a Lisbona, qui al lavoro per il MuroLx Festival dove ha terminato di realizzare un doppio intervento dal titolo “Rivers Chapter”.
Senza dubbio un periodo di forti cambiamenti estetici questo per Borondo. Il grande artista Spagnolo si sta impegnando nella pittura di opere caratterizzate da impulsi differenti, in grado concretamente di variare la cifra stilistica dell’interprete. Avevamo avuto un assaggio con l’intervento realizzato in India (Leggi il nostro Editoriale), ecco ora l’artista sceglie un impostazione ‘a specchio’ per questa doppia pittura.
Nonostante le variazioni apportate, elemento imprescindibile nell’esperienza pittorica dell’interprete, continua ad essere l’essere umano. L’autore insiste nel portare avanti una rappresentazione quanto mai legata a sentimenti, emotività e spunti viscerali, capaci ancora una volta di entrare in contatto con lo spettatore in modo empatico e diretto. Scavando negli angoli più remoti del nostro io, l’artista riesce puntualmente a sorprenderci e coinvolgerci.
Quest’ultimo lavoro, organizzato dalla Galeria de Arte Urbana e curato da Lara Seixo Rodrigues di Mistaker Maker, è caratterizzato da due differenti pitture di dimensioni divergenti, ha visto Borondo lavorare all’interno del Bairro Padre Cruz, quartiere di Lisbona, realizzato due distinte opere legate però dallo stesso tema. Entrambe le pittura mostrano due figure intente a darsi la mano. Nella prima opera vediamo (quasi) unicamente il riflesso sullo specchio d’acqua, nella secondo i corpi dei due protagonisti.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del talento Spagnolo, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi di realizzazione di questo bell’intervento. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to Urbis Ars for The Pics

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Watch: Ricky Lee Gordon for RVCA ANP Artist

06/06/2016

Fuori ora un bel focus video su Ricky Lee Gordon, l’artista, l’uomo, la forte e caratteristica ispirazione dietro le sue pitture emotive.
Il programma edito appunto da RVCA, mira a mostrare il talento di artisti realizzati e sconosciuti capaci di ispirare attraverso il loro lavoro, la nostra generazione, spingendo i confini della creatività, e fornendo infine qualcosa di sostanziale e culturalmente elevato.
Edito da RVCA per il suo eccellente Artist Network Program, il video è una grande opportunità per scoprire da vicino l’artista Sudafricano, con particolare attenzione all’ispirazione, ai temi cardine, ed agli stimoli che così fortemente caratterizzano le sue opere.
Date un’occhiata in opere d’arte e l’ispirazione di ANP Artista Ricky Lee Gordon come lui porta significato alle comunità che vivono vicino le sue pitture murali; che rappresenta le idee che tutti possono identificarsi ed essere ispirati a.

“I find that personal resonance allows for a true connection and true inspiration, therefore art has the power to manifest and effect with in another being, and that is truly beautiful. So in essence I guess, I am trying to create beauty in my work that allows for beauty in other people.”

– by Ricky Lee Gordon

Video by Adriaan Louw

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H101 – New Mural in Badalona

06/06/2016

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Ci spostiamo a Badalona per dare un occhiata all’ultima pittura firmata da H101, un lavoro fortemente ispirato dal tema dell’immigrazione e dei migranti.
L’eccentricità cromatica continua ad essere uno degli aspetti di maggior rilievo quando guardiamo alle produzioni di H101. L’autore ha saputo sviluppare una personalissima impostazione pittorica dove, le personali fascino per il mistero, l’onirico, il mistico e l’arcaico, influenzano l’aspetto dei criptici paesaggi architettonici. Lo spagnolo unisce nel suo lavoro simboli, linee e figure, generando un impianto stilistico che si avvale di continui giochi simmetrici, di una forte ricerca per il dettaglio, rivelandosi come peculiare presa di coscienza sull’equilibrio del mondo in cui viviamo.
Quello che caratterizza le pittura dell’interprete, è un piglio introspettivo capace di rivelarsi attraverso le profondo analogie, le riflessione sul giorno e la notte, sulla vita e la morte.
L’opera realizzata a Badalona è caratterizzata dal consueto immaginario pittorico, scandito però da una personale riflessione su un tema caldo come l’immigrazione. H101 con due grandi pareti a disposizione, realizza due differenti pitture interconnesse tra loro. In particolare l’artista riflette sul continuo spostarsi dei migranti, in cerca di luce di un luogo dove riposare ed iniziare a ‘vivere’.
In questo senso la prima parete viene trasformata in un gigantesco e complesso groviglio architettonico, a simboleggiare la città. La seconda vede invece un grande faro ad illuminare la notta, in una vibrante rappresentazione di speranza che abbiamo particolarmente apprezzato.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Spagnolo, vi invitiamo a dare un occhiata alla serie di scatti, in calce al nostro testo, con tutti i dettagli dell’intervento. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Graphic Surgery at ACEC Cultural Space

06/06/2016

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Uno sguardo al lavoro realizzato in questi ultimi mesi dai Graphic Surgery all’interno degli spazi dell’ACEC Cultural space di Apeldoorn.
Il progetto ha visto il duo olandese confrontarsi con gli spazi del ACEC attraverso due differenti eventi. Il primo evento, aperto a febbraio, ha visto i due interpreti partecipare ad una bella esibizione organizzata al secondo piano delle edificio dagli amici di Stickit, nota per le belle produzioni diy. Il secondo evento invece, curato da Jasper van der Graaf, artista di Apeldoorn, si intitola ‘Abstract Wall Paintings’, ed ha coinvolto alcuni dei nomi di spicco della scena nazionale, al lavoro per le stanze e gli spazi della struttura. Per quest’ultimo progetto, i Graphic Surgery hanno avuto l’occasione di realizzare una bella pittura direttamente sulle scale dell’edificio. L’intervento non è temporaneo, verrà tenuto, ed ha visto i due artisti lavorare attraverso una impostazione decisamente essenziale e minimale. L’opera, che attraversa l’intera rampa di scala, ha visto i Graphic Surgery servirsi unicamente di poche linee, che vanno ad intrecciarsi fra loro, generando un intervento equilibrato e capace di suggerire un forte senso di movimento.
Ancora una volta gli artisti portano avanti una pittura fortemente influenzata dalla città e dalle sue architetture urbane, raccolto, miscelate e rielaborate, attraverso il consueto sviluppo in bianco e nero. Gli autori guardano a questi elementi come principale stimolo per una decostruzione e costruzione di forme ed elementi geometrici essenziali e puliti.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli degli interventi realizzati dal duo con base ad Amsterdam, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Qui invece potete dare un occhiata a tutte le opere realizzati nel corso del progetto.

ACEC gebouw
Roggestraat 44
7311 CD Apeldoorn

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Wytske Averink

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MP5 – New Mural in Rome

06/06/2016

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Il nuovo lavoro di MP5 prende vita a Roma all’interno degli spazi delle Cagne Sciolte, un opera liberamente ispirata al mito di Ecate.
A distanza di qualche mese dall’apertura di “Of Changes” (Leggi l’editoriale) torniamo a confrontarci con l’impatto tematico delle produzione dell’autrice Italiana.
Come abbiamo avuto spesso modo di sottolineare, proprio il setting tematico delle produzioni dell’artista, risulta fortemente influenzato dall’underground e dalla controcultura. I movimento femministi e queer, così come gli studi di tipo accademico, ne hanno formato l’esperienza pittorica, rivelandone tutta l’intensità dei temi e degli argomenti trattati. L’approccio estetico rivendica la sua radicata influenza nel fumetto e nell’illustrazione, con immagini in essenziali e pulite dove, il bianco ed il nero, unici coloro utilizzati, focalizzano l’attenzione sui corpi dei soggetti realizzati.
MP5 riflette sul quotidiano portando in dote una pittura capace di concentrare la propria attenzione su tutto quel ventaglio eterogeneo di aspetti emotivi e riflessivi che accompagnano l’esistenza dell’essere umano.
Dal titolo “Il Sabba delle Cagne”, quest’ultimo lavoro vede l’interprete raccogliere appieno dal proprio operato per rielaborare un mito classico, con l’idea di una nuova riflessione particolarmente legata sia all’ambiente di lavoro. Le Cagne sciolte sono infatti un collettivo trans femminista queer che da circa tre anni ha occupato un ex night club chiuso da anni per lo sfruttamento della prostituzione. All’interno di questo luogo, vengono portate avanti diverse attività tra cui uno sportello anti violenza, corsi di pole dance e di lingue. Cagne sciolte è anche un modo di dire, utilizzato per indicare i cani di sesso femminile liberi e senza guinzaglio. Cagna è anche un termine dispregiativo, un insulto, utilizzato per indicare una puttana. Partendo da ciò, il collettivo ha scelto di riappropriarsi di questa parola, come personale forma di rivendicazione. Esattamente come accade con ‘frocio’ o ‘negro’, anche questo termine viene utilizzato per isolare una categoria di persone non conformi ai modelli di comportamento socialmente accettati.
Partendo da questi spunti MP5 realizza una intensa pittura rigorosamente in black and white capace di rielaborare al meglio questi concetti e questa particolari riflessioni.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato dall’interprete Italiana.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ilaria Magliocchetti Lombi

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Watch: Clorofilla Festival in Belluno | Video Recap

05/06/2016

Fuori ora un bel video recap sulle meraviglie del Clorofilla Festival dello scorso anno, il festival di arti pubbliche condivise di Belluno, Veneto.
Per la prima volta in provincia, artista nazionali ed internazionali hanno dato vita ad un festival di pittura murale. La rassegna nasce da un idea di Ericailcane in collaborazione con la Casa dei Beni Comuni, sede dell’evento ed organizzazione di volontari attivi sul territorio.
Ancora una volta la location e l’ambiente circostante, diventano importanti per il setting finale del progetto. Ci troviamo infatti all’interno di un contesto paesaggistico fortemente influenzato dalle Dolomiti, dal verde e dalla natura pressoché libera ed incontaminata. All’interno di questo universo quasi distaccato e distante dalla città e dalle metropoli urbane, si sono dati appuntamenti alcuni dei nomi di spicco della scena Italiana insieme a personalità internazionali e nazionali. Andreco, Allegra Corbo, Bastardilla, Andrea D’ascanio, Andrea Casciu, Mariana Chiesa, DEM, Ericailcane, 108, Hitnes, Gio Pistone
e Dorian Serpa, hanno lavorato intensamente per l’ultima edizione del Clorofilla Festival.
In attesa di raccontarvi la nuova edizione, che si terrà dal 18 di Giugno al 3 di Luglio, vi lasciamo a bel video recap, se volete approfondire nella nostra sezione, i lavori realizzati lo scorso anno.

Pics and Video by Alice Bettolo

EDIZIONE 2015

Clorofilla Festival

Clorofilla Festival

Clorofilla Festival

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Clorofilla Festival

Clorofilla Festival

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Slinkachu – New Pieces in Dubai

05/06/2016

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Continuano i lavori per il Dubai Walls, tra gli ospiti anche Slinkachu che ha realizzato una nuova serie di installazioni fortemente influenzate dall’ambiente circostante.
Come abbiamo avuto spesso il piacere di vedere, Slinkachu attraverso il suo progetto “Little People”, è riuscito a dare forma e sostanza ad universo a sé. L’interazione con l’ambiente cittadino passa per le iconiche e minuscole installazioni, inserite in modo intelligente nello spazio urbano, attraverso un dialogo serrato con lo stesso.
Nell’idea dell’autore, questo si tratta di un sistema atto a porre in essere una riflessione a tutto tondo sull’essere umano e sulla società moderna, rivelando vizi, fragilità, controversie ed azioni quotidiane semplici, attraverso la presenza delle piccole figure. Questi minuscoli personaggi abitano la città ed i suoi elementi architettonici in modo differente, interagiscono con essi proponendo spaccati di vita quotidiana, attraverso scenografie sicuramente più piccole, ma comunque capaci di rappresentare al meglio ed in modo divertente la vita. Al tempo stesso ci troviamo di fronte ad un modo nuovo ed inedito di intendere, vedere ed interagire con la città, dagli elementi più piccoli a quelli più grandi.
Questa nuova serie di interventi vedono Slinkachu continuare il suo processo di forte interazione con lo spazi cittadino attraverso nuove ed inedite installazioni, fortemente influenzate dagli usi e dai costumi del luogo.
Ad attendervi dopo il salto una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa nuova infornata di interventi, dateci un occhiata e tornate qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics via AM

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RUN “Time Traveller Artist Man” New Book (Campaign)

04/06/2016

Time Traveller Artist Man by Giacomo Run

Watch the Video !Please follow please support , please share !This book is a legacy book of public art and of my work …a legacy of my journey Any help will be very appreciated ! I sincerely thanks you for any support you can give …Thanks ! Giacomo Bufarini Runhttps://www.kickstarter.com/projects/480833114/time-traveller-artist-manA book about the international public artist Giacomo Bufarini aka RUN, travelling through 8 countries, sharing his art in this book.

Pubblicato da RUN su lunedì 30 maggio 2016

Nuova campagna firmata da Giacomo Bufarini aka RUN per la produzione e l’uscita del suo prossimo libro “Time Traveller Artist Man”.
Dal 2007 RUN vive ad East London, l’artista oltre ad essersi spostati dall’Italia in Inghilterra, ha sempre accompagnato il suo lavoro con una profonda passione per il viaggio. Questo slancio si è spesso trasformato in una sorta di catalizzatore per creare arte in modo elementare e giocoso, con lo scopo finale di impegnarsi ad aprire un dialogo con le persone di tutti i ceti sociali. In dieci anni di intensa attività RUN ha girato in lungo ed il largo il mondo, il grande artista italiano sceglie quindi di fermarsi, riflettere e far uscire un piccolo grande spaccato della sua esperienza artistica.
Il riferimento al viaggio nel tempo, come il titolo del libro suggerisce, non è affatto casuale, ma riflette piuttosto la visione dell’autore. Attraverso i suoi viaggi in paesi come la Cina, Senegal, Italia, Marocco e Gambia, l’autore si è avvicinato a culture distanti e differenti, in una sorta di viaggio indietro nel tempo che lo ha riportato a confrontarsi con luoghi, sensazioni, stimoli quasi congelati. Alcuni di questi luoghi sono in rapido sviluppo, con il rischio di perdere il legame con le tradizioni e la loro cultura originale.
RUN continua ad esplorare i processi di cambiamento dell’essere umano all’interno di culture differenti, proseguendo la particolare riflessione sull’uomo, sulla sua controversa e sfaccettata natura esistenziale ed universale.
Time Traveller Artist Man, questo il titolo del libro, è quindi parte diario di viaggio, parte monografia, parte disegno, segnando e scandendo tutti gli aspetti, i trionfi, le tribolazione e riflessioni dell’interprete.
Date un occhiata al video in calce al nostro testo, e soprattutto supportate uno degli artisti più importanti del movimento italiano ed internazionale.

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Mukanda Festival 2015 – A Complete Recap

04/06/2016

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Uno sguardo approfondito alle opere realizzate da Tellas, SBAGLIATO ed il Collettivo Orizzontale per lo scorso Mukanda Festival di Vico del Gargano.
In attesa di scoprire i lavori dell’edizione di quest’anno, andiamo quindi a dare un occhiata a quanto di buono fatto dall’Associazione Mukanda per il suo omonimo festival.
Per comprendere affondo le dinamiche che hanno portato alla creazione dell’evento, è bene anzitutto approfondire il termine Mukanda. Si tratta di un rito tipico di un popolo africano (ndembu) atto a segnare il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta. Come spesso accade anche in altre culture, il rito prevede una prima fase di allontanamento dalla tribu, ed un successivo ritorno una volta affrontate le difficoltà della foresta e delle prove imposte. Si tratta di un processo atto a stimolare una maturazione ed una riflessione interpersonale.
Partendo da qui la Mukanda ricercata dall’associazione, con un ritorno all’utilizzo degli spazi del centro storico, fortemente abbandonati e lasciati a se stessi.
Il Mukanda Festival attraverso spettacoli musicali, talks ed appunto l’intervento di artisti di livello, vuole quindi riportare la vita all’interno dello splendido contesto del centro storico di Vico del Gargano.
Ciascuno degli autori scelti, offre quindi il personalissimo contributo andando a trasformare attivamente lo spazio cittadino. Tellas attraverso una delle sue iconiche pittura, dove la natura sintetizzata dal peculiare approccio estetico, torna a vibrare ed ad intercettare sensazioni ed impulsi personali, in un turbinio di elementi, forme e figure, come sempre variegato ed impattante. Gli SBAGLIATO espandono l’ambiente e le viuzze del centro storico attraverso le loro installazioni, qui più che mai consone a riattivare spazi perduti, celati e nascosti attraverso l’inserimento di elementi architettonici fittizie, capaci al tempo stesso di squarciare la linearità, aprendo l’ambiente ad infinite possibilità percettive. Infine il collettivo Orizzontale che ha lavorato ad una nuova installazione in legno. Un grande totem dal titolo Mudyi, realizzato in un workshop partecipativo, che vuole proprio essere il simbolo della riattivazione pensata dagli organizzatori, emulando l’albero sacro sotto il quale si svolge il rito della Mukanda.
Con gli scatti del making of e dei bei risultati finali, vi invitiamo a dare un occhiata alla ricca galleria dopo il salto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti dalla cittadina e dal suo festival.

Thanks to The Festival for The Pics

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Andrea Casciu – New Mural in Castiglione del Lago

03/06/2016

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Ci spostiamo a Castiglione del Lago in Umbria per dare uno sguardo all’ultima pittura realizzata nei giorni scorsi da Andrea Casciu.
Il fascino delle produzioni di Andrea Casciu risiede nella particolare impronta tematica e pittorica che l’autore Italiano continua a portare avanti e sviluppare. Nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di porre in essere una riflessione sull’essere umano. A differenza di molti che già affrontano questi temi, l’interprete sceglie un piglio pittorico assolutamente personale ed introspettivo, andando a rappresentare il suo stesso volto, commutato di volta in volta attraverso temi, spunti e situazioni differenti.
Questa particolare e diretta scelta, riflette tutto il valore di una produzione che è anzitutto introspettiva, capace di scavare negli ambiti più reconditi della personalità, delle sensazioni e degli aspetti emotivi dello stesso artista. Al tempo stesso chi osserva entra in empatia dapprima con gli ormai iconici lineamenti dei volti dipinti, e conseguentemente con temi trattati ed affrontati di petto dello stesso autore.
Dal titolo “Wake” questa nuova pittura, nasce come risultato di un concorso, vinto dall’artista, ed indetto dall’Azienda Agricola Cerretta. All’interno della sua sede l’azienda sta istituendo una sorta di museo a cielo aperto con installazioni ed opere murali. Ancora una volta Andrea Casciu sceglie di dialogare con le peculiarità del luogo di lavoro andando a realizzare uno dei suoi iconici volti letteralmente diviso in sezioni, all’interno delle quali vediamo una serie di elementi a carattere naturale.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata, e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Italiano.

Thanks to The Artist for The Pics

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INTI – New Mural in Marseille

03/06/2016

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di INTI, l’artista in questi giorni si trova a Marsiglia dove ha terminato questo nuova pittura.
Come visto già precedentemente per l’opera realizzata a Wynwood in quel di Miami (Covered), INTI sta progressivamente variando il proprio impianto estetico in favore di una pittura dai toni decisamente più realistici. Il confronto con le produzioni del famoso artista Cileno, passa infatti per una personale rielaborazione estetica che vede l’artista riflettere su temi eterogenei, attraverso la rappresentazione di figure dall’aspetto antropomorfo. Questa peculiare direzione pittorica, caratterizzata da una forte ricchezza di elementi grafici, dettagli e spunti visivi che si rifanno alla tradizione, al folklore ed alla cultura del Cile, viene ora scossa dal sostanziale cambio effettuato dall’interprete.
Come per la sua precedente opera, anche qui in “La Madre Secular”, questo il titolo del lavoro, INTI sceglie di affidarsi ad una pittura maggiormente realistica. L’intervento, dipinto in collaborazione con la Galerie Saint Laurent, prende vita su questa grande parete presso l’iconico mercato delle pulci di Marsiglia, ed ha visto l’autore realizzare un potente ritratto dai toni religiosi.
Lo spazio viene direttamente diviso in due parti, nella parte superiore l’autore agisce attraverso una profonda sensibilità pittorica, arricchendo la figura con dettagli, textures e livelli pittorici differenti. La parte inferiore viene invece volutamente lasciata abbozzata, con poche righe a tracciare il corpo della figura, ed altrettante tonalità a scandirne l’aspetto.
In calce al nostro testo tutti i dettagli di questo bell’intervento, in attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore, vi invitiamo a darci un occhiata. Scrollate giù.

Thanks to The Artist for The Pics

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