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Archive for maggio, 2016

B-47 – “Heroínas e Heróis” New Mural in São André

31/05/2016

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro dei B-47, il duo Brasiliano ha recentemente terminato questa nuova pittura a Santo André in Brasile.
L’opera, dal titolo “Heroínas e Heróis”, rappresenta la perfetta miscela estetica tipica del duo composto da Dênis Rodrigues de Freitas e Tiago Ramos Gasques. Come visto diverse volte il confronto con le produzioni dei B-47 passa per la volontà dei due interpreti di unificare, sotto un’unica visione, i rispettivi impulsi pittorici astratti e figurativi.
Entrambi partiti dai graffiti, i due artisti hanno successivamente sviluppato la propria impostazione stilistica, riunita qui sotto il nome B-47, direttamente ispirato alla linea di trasporto della regione brasiliana dove i due vivono. L’impeto figurativo vive nella presenza di figure oniriche, misteriose e sacre, generata attraverso una impostazione stilistica che ricorda il disegno a matita. A svilupparti negli intermezzi così come nel background e nello sviluppo dell’opera nella su interezza, troviamo infine una ricchissima serie di elementi geometrici. Tra forme e figure, cambi di tonalità effetti tridimensionali e simmetrici, ecco quindi imbastita la particolare visione pittorica dei due Brasiliani.
Quest’ultimo intervento è ispirato al lavoro dei Projeto Nave and GOG, gruppo musicale Brasiliano, ed alla loro “Heroínas e Heróis”. Il singolo, a cui i due interpreti hanno offerto la propria arte realizzandone la copertina, è un omaggio alla comunità africana in Brasile, e parla di uomini e donne che lottano per l’uguaglianza razziale.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quella bella pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artists

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Pablo S. Herrero – New Mural in Ciudad Rodrigo

31/05/2016

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Nuovo aggiornamento per Pablo S. Herrero, l’artista ha da poco terminato questo intervento partecipativo a iudad Rodrigo, a Salamanca in Spagna.
Dal titolo “La rompiente”, l’opera nasce con il contributo dell’associazione culturale Cívitas Animación Teatral e di alcuni ragazzi dai 12 ai 16 anni, direttamente sulla facciata esterna dell’edificio che ospita l’associazione. L’intervento prosegue la particolare direzione estetica intrapresa dall’interprete che continua qui a relazionarsi con lo spazio di lavoro attraverso una pittura capace di spezzare la linearità della superficie. Proprio il titolo si riferisce ad una sorta di amplificazione del tratto, dove il gesto rappresenta la manifestazione di un sistema random, di getto, attraverso il quale confrontarsi con l’ambiente circostante.
Pablo S. Herrero continua a lavorare unicamente attraverso il bianco ed il nero, ed attraverso queste due tonalità, a tracciare i consueti intrecci naturali. C’è però un impeto differente, maggiormente riflessivo, che avvolge e plasma la percezione degli spazi attraverso un cura al dettaglio dei rami dipinti, attraverso la generazione di grandi ‘banchi’ di forme che letteralmente si aprono o schiudono all’interno della superficie di lavoro. Qualcosa di simile a quanto già avevamo avuto il piacere di notare a Civitacampomarano nel Molise, in occasione dei lavori per il Cvtà Street Fest (Covered).
In attesa di scoprire gli step successivi di questa direzione pittorica intrapresa da Pablo S. Herrero, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics

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SBAGLIATO – New Pieces in Venice

31/05/2016

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Gli amici di SBAGLIATO nei giorni scorsi si sono spostati a Venezia dove hanno realizzato un bella serie di interventi per l’esibizione collettiva From The City.
Il progetto nasce in occasione della 15a Biennale Internazionale di Architettura, come vero e proprio case-studio di ricerca artistica. Il particolarissimo tessuto cittadino di Venezia è infatti motivo di riflessione tra due differenti forze repulsive. Da una parte c’è infatti la volontà di preservare le strutture tradizionali, e l’aspetto cittadino che così fortemente contraddistingue la laguna, d’altro canto le complesse e sempre più rapide trasformazioni sociali ed economiche, producono un costante stimolo al cambiamento ed hanno di fatto alterato l’essenza della città. Nato da questi spunti il progetto vede nel lavoro di SBAGLIATO la perfetta sintesi di queste riflessioni.
Gli autori con base a Roma, da sempre portano avanti un percorso di potente ricontestualizzatine visiva, andando proprio a cogliere elementi architettonici differenti, per poi ricollocarli all’interno di un differente tessuto cittadino. L’illusione genera spazi del tutto inaspettati, producendo nuove dimensioni percettive, illudendo lo sguardo e la percezione del passante casuale, aprendo varchi e possibilità, per una interazione con la città che diviene nuova ed inaspettata.
La particolare cornice urbana di Venezia, un inedito per le produzioni di SBAGLIATO, diviene elemento di spicco in una nuova serie che ha visto gli artisti lavorare attraverso il consueto immaginario visivo.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo tutti i dettagli di questa nuova e bella serie di interventi realizzati dagli artisti, dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Agostino Iacurci – “Long Story Short” Show (Recap)

31/05/2016

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Uno sguardo approfondito a “Long Story Short” ultimo show firmato da Agostino Iacurci all’interno degli spazi della Die Kunstagentin di Colonia in Germania.
Da poco terminata, ci stiamo preparando a mostrarvi le immagini della nuova esibizione di Know Hope (qui una preview), l’esibizione ha rappresentato un forte momento di riflessione per l’artista Italiano, dalla quale è scaturita una evoluzione sostanziale nelle forme e negli elementi rappresentati.
Uno degli aspetti peculiari del lavoro di Agostino Iacurci, già prima di questa nuova serie di lavori interamente dedicati alle piante ed alla natura, è dato dal forte senso di giocosità che emerge dalle sue produzioni. La pittura dell’autore Italiano è di quelle associative, dove l’uomo, fino ad ora protagonista indiscusso, è sempre stato raffigurato all’interno di uno contesto ricco di elementi e figure differenti. Lavorando in modo equilibrato, tra spazio e tempo, proponendo una sintesi personale di forme ed elementi, l’artista ha sviluppato un approccio simmetrico, attraverso una forte contrapposizione cromatica ad esempio, capace di dare forma ad atmosfere tranquille. Qui l’uomo è circondato da piante, fiori, alberi, uccelli, nuvole e via dicendo.
Approfondendo è sempre emerso dalle pitture di Agostino Iacurci un senso di movimento implicito, quasi interrotto, il momento perfetto di un equilibrio in procinto di spezzarsi. Tutti questi elementi continuano a distinguere la produzioni dell’artista Italiano, ma giungono qui ad un naturale step successivo.
“Long Story Short” nasce infatti come prosegue del percorso fin qui portato a termine dall’artista, ma pone in essere una riflessione sulla creatività, suoi intrinsechi limiti e rischi associati ad un idea narcisistica. Viviamo in particolare momento storico-sociale dove tutti noi veniamo spinti ad ‘essere creativi’ al fine di ottenere una sorta di riconoscimento sociale. L’artista pone il senso creativo in un ottica maggiore, non si tratta unicamente di ‘fare arte’, ma piuttosto l’interprete guarda alla creatività come facoltà umana, capace di coinvolgere aspetti come la scienza e la tecnologia. Le implicazioni, e le derive, sono quindi più ampie, come ad esempio l’eccessivo sfruttamento naturale apportato dall’essere umano senza alcuna preoccupazione per le conseguenze ecologiche e sociali. In questo caso la creatività agisce come puro narcisismo, un idea molto vicina alla Volontà di Potenza spiegata da Nietzsche.
Lo show raccoglie quindi tutte queste riflessioni attraverso un allestimento, che pone la creatività come mezzo per raggiungere la bellezza e la conoscenza.
Scrollate giù, dopo il salto una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di questa bella esibizione firmata dal grande artista italiano.

Die Kunstagentin
Maastrichter Str. 26
50672 Cologne

Pics by The Artist

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Watch: Tellas for Impronte Festival 2016 (Video Recap)

30/05/2016

Fuori ora un bel video recap su “In the heart of Irpinia” , ultima pittura realizzata da Tellas per l’Impronte Festival 2016 di Bonito.
Il festival è curato dal Collettivo Boca, ed è ispirato alla figura di Salvatore Ferragamo, celebre designer e artigiano nato proprio qui a Bonito nel 1898. La rassegna, entrata nel vivo proprio nel mese di Maggio, vedrà in seguito intensificare il dialogo con il famoso designer con una mostra nella quale verranno esposte cinque storiche calzature, a confronto con 5 differenti opere realizzate proprio dagli autori partecipanti al festival.
In attesa di maggiori informazioni, ci godiamo questa prima pittura firmata da Tellas, con una nuova ed energica distesa naturale a cambiare completamente l’aspetto di questa grande parete.
Mettetevi comodi e schiacciate play, se invece volete approfondire vi rimandiamo al nostro precedente post con tutti i dettagli e le immagini di quest’ultima fatica firmata dal grande artista Italiano.

Pic and Video by Antonio Sena

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AkaCorleone – New Mural in Lisboa

30/05/2016

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Al lavoro per le strade di Lisbona per il Muro Festival, c’è anche AkaCorleone, l’artista ha terminato nei giorni scorsi questa nuova pittura.
Il confronto con le produzioni dell’autore passa per una rielaborazione personale di stimoli, fascinazioni ed influenze legate all’illustrazione, al monde dei fumenti ed infine del graphic design, tutti ambienti dove tutt’oggi l’artista continua a lavorare. Da qui emerge una estetica personale legata a colori e intensi e variegati, con una trama generata a getto continuo ricchissima di figure, scritte, forme e personaggi. Questo calderone di elementi, non solo compone il tipico immaginario dell’interprete, ma va a sottolineare la particolare direzione tematica che accomuna tutta le sue produzioni.
Nel lavoro di AkaCorleone c’è infatti la volontà di rappresentare in modo personale, gli eccessi, la frenesia e la velocità, la mole di informazioni a cui siamo sottoposti ogni giorni, che così profondamente scandiscono ed influenzano la vita di tutti i giorni e la società moderna in generale. La ricchezza di elementi proposti, è quindi una peculiare analogia che vuole proprio sottolineare un forte senso di esagerazione, riflettendo infine sul senso di insoddisfazione da parte dell’essere umano, nel sentirsi realmente appagati.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata.

Pics by José Pando Lucas

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JR makes the Louvre’s Glass Pyramid Disappear

30/05/2016

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Nuovo progetto firmato JR, il famoso fotografo Francese nei giorni scorsi ha lavorato direttamente sulla iconica piramide del Louvre, andando a cambiarne completamente l’aspetto, facendola scomparire.
Probabilmente uno degli artisti più famosi a livello internazionale, JR, con base a Parigi e New York, da anni porta avanti un proprio percorso dove, le peculiari installazioni fotografiche rigorosamente in bianco e nero, vanno ad inserirsi all’interno di un determinato contesto urbano.Uno degli elementi che contraddistingue le produzioni del fotografo è il forte studio architettonico ed urbano che precede i suoi interventi. Se infatti i protagonisti delle sue produzioni sono spesso persone comuni, legate al particolare tessuto sociale dei luoghi di lavoro, le sue opere vivono un forte rapporto simbiotico con le peculiarità architettoniche dei luoghi dove prendono vita.
In questo senso l’ultima meraviglia realizzata da JR emerge direttamente sulla superficie esterna del Louvre di Parigi. L’iconica piramide trasparente è stata infatti totalmente coperta dalle fotografie dell’artista. JR ha scelto di riavvolgere il nastro della storia riportandoci anni addietro quando la struttura non è presente. L’effetto finale ha un impatto incredibile, rigorosamente in bianco e nero la struttura rivendica il paesaggio circostante, facendo riapparire il profilo dell’edificio alle spalle della piramide.
Il progetto fa parte di Unframed, progetto sviluppato dall’artista che vede lo stesso utilizzare immagini storiche e d’archivio all’interno degli spazi come forte e potente strumento di narrazione.
In calce al nostro testo alcuni scatti del making of e le immagini finali di questo bel progetto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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BLU – New Mural in Librino, Catania

30/05/2016

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BLU is back! il grande artista italiano nei giorni scorsi si trovava a Librino, quartiere sud di Catania dove ha terminato questa nuova ed enorme pittura.
Come abitudine per l’autore Italiano, l’intervento è stato realizzato senza alcun tipo di impalcatura e, dove aver adeguatamente sistemato la superficie – la grande parete soffriva di infiltrazioni d’acqua – l’artista ha provveduto a dare forma e sostanza ad una nuova immagina che, come siamo soliti aspettarci, raccoglie differenti spunti e riflessioni.
BLU come sempre si rapporta con lo spazio di lavoro ed in particolare con il tessuto sociale dove opera. In questo caso l’interprete sceglie di rappresentare una gigantesca eruzione dell’Etna. All’interno della grande colata di lava, sono ben visibili un un elefante ed una lepre: il prima è uno dei simboli di Catania, mentre il nome latino della seconda, è quello che di fatto del quartiere dove l’intervento prende vita. Più in basso in bianco e nero sono invece rappresentati uno ad uno tutti i personaggi a cui spesso l’artista si riferisce nelle proprie produzioni. Letteralmente in fuga dalla lava troviamo tutti i simboli istituzionali, uomini che si nascondono dietro maschere di legalità, così come gli speculatori che hanno letteralmente trasformato la città con il cemento.
In una traboccante presenza di dettagli, non poteva mancare un chiaro riferimento alla Mafia, rappresenta da BLU attraverso una gigantesca piovra con il volto di un teschio. Semplice, chiaro e diretto, proprio come piace a noi.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal grande autore Italiano, vi lasciamo alle immagini in calce con tutti i dettagli del caso, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by ZoooPrint&Press

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TECK – New Mural for Association Le M.u.r.

27/05/2016

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Nuovo aggiornamento per TECK, l’artista Ucraino è infatti l’ultimo ospite del famoso progetto Le Mur per il quale ha dipinto l’iconica parete di Parigi.
Sergii Radkevych aka TECK, già fondatore dell’ottimo Black Circle Festival, porta avanti una pittura e metà strada tra graffiti e muralismo. Il confronto con le sue pitture passa per una personalissima identità stilistica che lo vede raffigurare sinistre ed enigmatiche figure. Nell’idea dell’autore c’è la volontà di portare avanti una sorta di astrattismo spirituale, laddove il profondo ed intenso rapporto con gli spazi abbandonati, diviene il perfetto palcoscenico. I volti e le figure realizzati dall’interprete, risultano come una miscela tra iconografia religiosa, combinazione di forme geometriche, ed una peculiare figurazione. A completare l’assetto di queste visioni, l’utilizzo di tonalità e colori spenti, che donano ai volti un forte senso di malinconia, di tristezza, connettendosi con gli ambiti più reconditi di chi osserva.
Il famoso progetto Le Mur è caratterizzato da un continuo susseguirsi di autori differenti che ciclicamente vanno a cambiare l’aspetto di questa oramai iconica parete, coprendo di conseguenza il lavoro precedente.
L’intervento di TECK ha visto l’autore realizzare una delle sue iconiche figure, la testa staccata dal resto del corpo e sorretta dalle mani.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo alle immagini del making of ed al bel risultato finale, dateci un occhiata.

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Clemens Behr – New Installation in St.Petersburg

27/05/2016

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Recentemente Clemens Behr ha terminato questa nuova installazione a San Pietroburgo, parte dei lavoro del Crossing borders / Crossing Boundaries Project.
Lanciato lo scorso 14 di Maggio e curato da Rafael Schacter, il progetto nasce come mostra internazionale all’interno della programmazione del Street Art Museum di San Pietroburgo. L’idea alla base dell’esibizione è quella di porre l’accento sul concetto di confine, in un particolare momento storico in cui temi come l’immigrazione, i confini e le frontiere fisiche, rappresentano i temi attuali del dibattito internazionale. L’intenzione finale è quella di riflettere sull’attraversamento di questi confini fisici e sociali e concettuali, proponendo un allestimento capace di sottolineare l’importanza dell’oltrepassare questi concetti. Con un roster composto da 17 autori internazionali, il progetto ha visto diversi autori riflettere su questi temi attraverso il proprio immaginario. In questo stimolante palcoscenico Clemens Behr torna a lavorare attraverso la scultura proponendo una delle sue iconiche installazioni.
L’operato dell’interprete è fortemente influenzato da differenti percorsi e fascinazioni personali. Dal writing al design, passando per la cultura skate ed appunto la scultura. L’immaginario di Clemens Behr è scandito dalla volontà di far interagire questi differenti universi attraverso una personale riflessione sull’architettura urbana.
Attraverso soluzioni differenti, legate ad una decostruzione e costruzione, tra pittura ed installazione, l’autore sviluppa forme ed elementi differenti attraverso intrecci e sovrapposizioni geometriche, livelli su livelli che si intersecano interagendo a vicenda, al fine di sviluppare differenti gradi percettivi. Le opere sono il risultato di stati d’animo e percezioni del momento, in totale armonia e simbiosi con l’ambiente circostante.
Qui uno sguardo a quest’ultima fatica dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dal progetto e dal grande interprete.

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DIMA – New Mural in Odessa, Ukraine

27/05/2016

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Con piacere andiamo a dare uno sguardo approfondito all’ultima pittura firmata da DIMA, un intervento realizzato ad Odessa in Ucraina per il Ukrainian Renesance Festival.
L’opera è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti più interessanti della scena Est-Europea, una nuova pittura che anzitutto porta in dote nuove ed efficaci sperimentazioni stilistiche.
Elemento che contraddistingue le produzioni di DIMA è una spiccata sensibilità cromatica, attraverso la quale l’autore porta avanti la peculiare ricerca sulla forma. L’alfabeto visivo dell’interprete è scandito da una fortissima interconnessione con aspetti prettamente introspettivi, con le sensazioni del momento, che vanno a plasmare l’aspetto delle sue iconiche forme. L’artista lavora attraverso la generazione di figure e forme dall’aspetto organico, se la natura rappresenta il primo fattore d’influenza, la volontà di interagire con lo spazio e l’ambiente circostante, plasma e trasforma l’aspetto finale delle pitture. C’è infine un forte senso di moto costante ad accompagnare ciascuna delle visioni dell’Ucraino, con gli elementi proposti che vanno letteralmente a scontrarsi ed intersecarsi all’interno della superficie di lavoro.
Quest’ultima fatica di DIMA è realizzata per il piccolo festival di arte urbana della cittadina Ucraina, la rassegna è di fatto un omaggio della Boychykisty School of Ukrainian monumental painting, ed al lavoro del suo fondatore Mykhailo Boychuk. Boychuk e Vasyl Sedliar, quest’ultimo allievo del primo, rappresentano i leader dell’Associazione Rivoluzionaria Arte dell’Ucraina. Ambedue hanno contribuito allo sviluppo e l’indipendenza artistica del proprio paese contro i dogmi della pittura Russa.
L’intervento proposto da DIMA è quindi una personale rielaborazione, composta da frammenti rielaborati in chiave astratta, del dipinto “In the Liknep School” di Vasyl Sedliar. L’opera è quindi un omaggio al gruppo di artisti che così fortemente hanno contributo allo sviluppo culturale ed artistico dell’Ucraina.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del talento Ucraino, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Jorge Rodriguez Gerada – New Mural in Poble Nou

26/05/2016

A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Jorge Rodriguez Gerada, l’interprete nei giorni scorsi ha terminato questo nuovo lavoro a Poble Nou, Barcellona.
Il confronto con le pitture dell’interprete Cubano/Americano, passa anzitutto per la grande capacità riproduttiva dello stesso. Come visto diverse volte, le produzioni di Jorge Rodriguez Gerada, sono caratterizzate dalla presente di enormi ritratti iperrealistici. L’idea dell’autore è quella di immortalare e successivamente realizzare grandi volti di gente comune, pagando una sorta di omaggio alla loro vita ed alla loro quotidianità. Uno degli aspetti certamente più interessanti, è la capacità dell’interprete di variare i mezzi attraverso i quali portare a termine le sue produzioni. L’abbiamo infatti spesso visto confrontarsi con monumentali opere di land art (Covered), in un approccio maggiormente installativo che ha lasciato invariato l’impatto finale delle sue produzioni.
Dal titolo “Chatarrero”, traducibile con venditore di rottami metallici, quest’ultima pittura firmata Jorge Rodriguez Gerada rende omaggio ai raccoglitori di rottami di Barcellona. La maggior parte di essi è di origine Africana, costoro vivono ai margini della società, in una sorta di indifferenza collettiva, privi di diritti, costantemente tormentati dalle forze dell’ordine senza alcun apparente motivo.
Al tempo stesso l’opera si pone come riflessione sulla società moderna, laddove l’atto di raccogliere tutto il materiale di scarto prodotto e buttato, rappresenta una sorta di specchio del consumismo estremo che caratterizza questi tempi. Questa ‘spazzatura’ diventa mezzo per migliorare l’esistenza di questa persone e delle loro famiglie.
Dopo il salto alcune fasi del making of di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ana Alvarez-Errecalde

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Alex FaKso “In Your Face” at Ex Caserma Guido Reni (Recap)

26/05/2016

Alex FaKso  - www.albertoblasetti.com

Un approfondimento su “In Your Face”, ’ultima esibizione firmata da Alex FaKso all’interno Ex Caserma Guido Reni di Roma, anticipo del programma dell’Outdoor Festival.
Come importante anticipazione di quello che sarà l’evento vero e proprio di ottobre, NuFactory, organizzatrice dell’Outdoor Festival, presenta Outdoor Extra. Il progetto ha visto Alex FaKso plasmare e cambiare completamente l’aspetto e l’assetto di alcuni dei padiglioni dell’ex caserma, sede passata e futura della rassegna romana.
Lo show segna un passo importante nell’approccio fotografico dell’interprete, ed in parte una rottura con il passato. Da sempre interessato al mondo dei graffiti, con alla spalle pubblicazioni come Heavy Metal e Live Fast or Die, il famoso fotografo italiano sceglie qui un approccio tridimensionale, legato al tempo, ai soggetti, ed allo spazio.
Alex FaKso commuta le proprio fotografie in funzione dello spazio, realizzando corpose e gigantesche installazioni che si fondono con la materia, con i pilastri e gli spazi in decadenza della struttura. L’effetto trasforma le immagini in gigantesche ‘finestre’ sulla realtà, proiettandoci all’interno di situazioni e scenari eterogenei, portando lo spettatore all’interno della strada, in totale antitesi con l’idea di galleria. Le visioni sono frammentate, distorte, disintegrate, si avviluppano nello spazio squarciandone la linearità.
Ancora una volta ciò che vediamo non sono immagini di atti o graffiti, ci sono piuttosto le storie, il background, e tutto ciò che gravita dietro un ‘azione’. FaKso sceglie ancora una volta di focalizzarsi sul pathos dei graffiti, stimolando chi osserva ed offrendo al contempo l’opportunità di una immersione unica e rara, zeppa di riferimenti, spunti e tematiche differenti. Da vedere.
Dopo il salto una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli del setting proposto dal famoso artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna romana.

Ex Caserma Guido Reni
Via Guido Reni, 7
00196 Roma

Pics by Alberto Blasetti

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Alberto Blasetti - www.albertoblasetti.com

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Etam Cru – New Mural in Rouen by Sainer

26/05/2016

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Sainer del duo Etam Cru ha da poco terminato questa nuova pittura in occasione dei lavori per il Rouen Impressionnée Festival di quest’anno.
Dopo SatONE (Covered) e Robert Proch (Covered) un altro nome di spicco al lavoro per le strade di Rouen in Francia. Mentre Bezt ha terminato la sua parete ad Aalborg (Covered), Sainer nei giorni scorsi si è impegnato su questa grande facciata presentando “Countryside evening”, sua ultima fatica.
Caratteristica delle produzioni degli Etam Cru e la spiccata sensibilità pittorica, che si traduce, in un approccio altamente realistico declinato attraverso stimoli e spunti del tutto personali. Non si tratta infatti di una estetica puramente legata al realismo, quanto piuttosto volontà degli Etam Cru è quella di sviluppare un canovaccio tematico figlio dell’irreale, della fantasia, attraverso visioni e pitture capaci di risultare credibili e veritiere.
La frattura tematica generata dal duo, emerge quindi in tutto il suo fragore attraverso storie e visioni di vita quotidiana. Queste vengono scandite da particolari, da elementi e spunti irreali, bizzarri e di fantasia, che ci proiettano in un universo fittizio capace di porre in essere una riflessione sulla vita di tutti i giorni.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo polacco, vi lasciamo agli scatti in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuove e succose novità anche dalla rassegna Francese.

Pics via Sosm

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Jeroen Erosie – “Dérive” at Alice Gallery (Recap)

26/05/2016

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Uno sguardo approfondito a “Dérive” nuova esibizione firmata dal grande Jeroen Erosie all’interno degli spazi della Alice Gallery.
Lo show mette in evidenza uno degli aspetti più interessanti del lavoro dell’autore, quell’idea di processo creativo che precede l’estetica stessa del suo lavoro. Il confronto con le produzioni di Jeroen Erosie passa per la capacità dell’autore di commutare e miscelare differenti discipline con stimoli e percezioni personali.
Dai graffiti, passando per l’illustrazione agli studi tipografici, l’interprete immergere questi spunti nelle peculiari fascinazioni emotive. C’è quindi un senso di spontaneo, legato a doppio filo con il luogo di lavoro, con gli stimoli dello stesso, siano essi visivi o percettivi, che vanno a commutare, influenzandone profondamente, l’aspetto e la forma degli elementi e delle figure dipinti. Si animano livelli su livelli, catalizzati da ‘incidenti’ e ‘scoperte’ nel processo creativo, in quelle che divengono composizioni quindi inaspettate ed in totale sintonia con gli aspetti più introspettivi dello stesso artista.
Dérive nasce dalla volontà di Jeroen Erosie di focalizzare il proprio interesse sull’ambiente urbano e architettonico. In particolare le opere presenti in mostra, nonché le ultime produzioni in generale, sono il risultato delle molte ore passate in bicicletta ad osservare con ‘mentalità aperta ed occhio concentrato’. L’artista collega quindi questa parte attiva della propria personalità, con il processo e l’esecuzione pittorica, tentando una visualizzazione di influenze e riflessioni generate da sensazioni e stati d’animo percepiti nell’atto di percorrere vicoli, aree industriali, strade casuali e città.
La deriva è un viaggio in bicicletta, figlio di un percorso vagamente abbozzato, dove la scoperta e la sorpresa sono all’ordine del giorno. Questo si traduce in una pittura in divenire dove il risultato è sempre un elemento di sorpresa, dove il gesto pittorico non è meccanico, ma diviene spontaneo, di volta in volta differente, generando di conseguenza, risultati inaspettati.
Null’altro da aggiungere, dopo il salto una panoramica del setting proposto dal grande artista, dateci un occhiata e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 2 di Luglio per andare a darci un occhiata di persona.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège
1000 Brussels Belgium

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Watch: Autone x Itaewon x Pener in London

25/05/2016

Esce ora un bel video recap sull’ultima pittura realizzata le scorse settimane da Pener, Autone e Itaewon in quel di Londra.
L’opera è stata realizzata nei giorni che hanno preceduto l’apertura di “Balance” bel solo show firmato da Pener all’interno degli spazi del The Book Club di Londra.
L’intervento ha visto quindi Autone, Pener e Itaewon trasformare completamente la superficie di questa lunga parete attraverso una composizione astratta che rivendica ciascuna delle differenti dinamiche estetiche dei tre autori.
Denominatore comune la volontà di sviluppare un approccio estetico figlio del background come writers, e incentivato attraverso una evoluzione stilistica che trova nello studio della forma la sua principale leva. Quello che emerge è quindi un impeto geometrico accompagnato da una progressiva trasformazione della forma che, da diretta ed incisiva, diviene maggiormente organica, il tutto all’interno di una variazione tonale costante che abbraccia e plasma la totalità delle figure proposte. Per concludere, Itaewon, Pener ed Autone scelgono di sviluppare l’intera pittura in perfetta simbiosi con le peculiarità dello spazio di lavoro, accompagnando l’intersecarsi delle due pareti attraverso un eguale intreccio delle figure proposte.
In calce al nostro testo ricca serie di scatti ed il bel video recap, mettetevi comodi e dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti.

Thanks to The Artists for The Pics

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NEO x Demis Martinelli – New Piece in Brescia

25/05/2016

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L’ultima fatica di NEO, prende vita all’interno dello spazio Gare82 di Brescia, in collaborazione con lo scultore Demis Martinelli.
Lo location è di quelle suggestive, la casa cantoniera in Via Togni a Brescia, trasformata in una sorta di epicentro/spazio di creazione artistica dal nome Gare82 appunto, che inaugura il proprio percorso artistico, proprio con questo intervento realizzato in collaborazione tra i due artisti.
Di NEO conosciamo bene l’approccio molto vicino al writing, dirottato e sviluppato in ottica capace di cogliere gli aspetti viscerali ed empatici con il luogo di lavoro. Lo studio della forma che si interseca con la simbiosi con lo spazio di lavoro, con le differenti alterazioni emotive, in un approccio estetico capace di riflettere sul senso di coas ed ordine.
In questo senso l’incontro con i lavoro di Demis Martinelli, amplifica questa ricerca attraverso un dialogo che si evolve direttamente sulla lunga superfice a disposizione, e coglie differenti spunti. Anzitutto l’opera si pone come ideale analogia con gli intenti del Gare82, laddove l’idea di cambiamento che accompagna lo spazio, suggella e scandisce ogni singola porzione dell’intervento. Al tempo stesso l’intervento si lega alla perfezione con la dimensione industriale del luogo – siamo a pochi passi delle rotaie del treno – dal quale raccoglie ed amplifica le sensazioni attraverso colori e elementi metallici.
Infine l’intento di NEO e Demis Martinelli è quello di sviluppare un opera che potesse al meglio raccontare l’eterna lotta tra ordine e caos. Forze che si respingono ed attraggano a vicenda, bilanciandosi e decretando ciascuno dei ‘passi’ dell’opera. Dal titolo “773D-001”, dove 77 rappresenta l’anno di nascita dei due autori, 3D e la riprova dimensionale dell’intervento e 001 è un omaggio all’action painting di Pollock, l’opera si divine con soluzione di continuità in varie parti.
La parte razionale è rappresentata dal grande nucleo di ferro posto nell’estremità sinistra. Da questo si sviluppano, letteralmente esplodendo forme ed elementi tipici dell’impostazione estetica di NEO, che come un onda d’urto vanno a confluire, come aprendo e mostrando il cuore finale dell’intervento. L’opera è di quelle ritmate e scandite dal cambiamento, dalla ragione e dalla irrazionalità, in un tripudio di tinte, esplosioni di nero, linee dritte e spesse, e forme irregolari, che vanno a confluire in un intreccio metallico.
Ad accompagnare il nostro testo una lunga serie di scatti con le fasi del making of e tutti i dettagli di quest’opera. Dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due artisti. Enjoy it.

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Emajons – A Series of New Murals

25/05/2016

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Emajons ha appena aggiornato il proprio blog con una nuova serie di lavori realizzati nelle scorse settimane in giro per l’Italia.
È l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro del interprete Italiano attraverso una bella serie di interventi eterogenei in grado di, ben rappresentare tutto l’immaginario e l’impeto pittorico tipico delle sue produzioni.
Il confronto con le produzioni di Emajons passa per la particolare direzione estetica dell’autore. Le visioni dell’artista si miscelano a stati d’animo e percezioni personali, spesso legate ai luoghi di lavoro, lasciando emergere sensazioni e reminiscenze recondite e nascoste. La pittura dell’interprete è di quelle ruvide, instabili, crude nell’aspetto, è una produzione caratterizzata da una forte violenza pittorica, un vero e proprio impeto che si traduce in una mutabilità nella forma e nell’aspetto dei soggetti raffigurati.
L’essere umano ed i protagonisti delle pittura di Emajons risultano in costante metamorfosi, crudo nell’aspetto, schizzofrenico nella forma attraverso i costanti intrecci cromatici. L’artista ne sovrappone spesso le azioni, generando corpi intrecciati, mash-up, che suggeriscono una sorta di moto continuo, in un caos di sensazioni e stati d’animo capace di porsi come personale analogia dei tempi moderni.
Quest’ultima serie di interventi prende vita rispettivamente a Pizzosella, Roma, nel quartiere capo a Palermo, Milano, Palermo, nel quartiere Borgovecchio a Palermo.
In attesa di scoprire i prossimi progetti e spostamenti dell’interprete Italiano, vi lasciamo ad una ricca e bella serie di scatti con tutte le immagini di quest’ultima infornata di interventi. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Ricky Lee Gordon for Art United Us in Kiev

25/05/2016

Con questa bella pittura realizzata a Kiev, anche Ricky Lee Gordon tra gli autori al lavoro per l’ottimo Art United Us Project.
Il progetto è di quelli a respiro internazionale, sia per gli artisti scelti – la line-up comprende alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale – sia per la volontà di lavorare su 200 interventi murali sparsi per il globo. Con epicentro proprio a Kiev in Ucraina, l’idea del progetto è quella di porre in essere una riflessione sulla guerra del mondo, sulla violenza e l’aggressione.
Attivissimo in questo periodo Ricky Lee Gordon ha da poco terminato questa bella pittura portando in dote tutta la carica riflessiva delle sue produzioni. Continua il focus sull’interconnessione, con un nuovo intervento fortemente influenzato dagli stimoli del luogo di lavoro.
Dal titolo “Every river flows to the sea, and the waves of the sea will softer the stone”, l’opera parte da una metafora della storia di Gautama Buddha, per riflettere sulla attuale situazione Ucraina. L’opera è infatti il risultato di differenti conversioni con i curatori e con la gente del posto e cela al suo interno un incredibile numero di riferimenti, omaggi e simbologie differenti.
L’acqua simboleggia il fiume Dnipro, come un sorta di fonte di vita che attraversa il paese come una linea di sangue fino al Mar Nero. La famosa statua di Bohdan Khmelnytsky viene proposta unicamente attraverso la figura del cavallo, cambiando la direzione – non più verso la Russia a nord – ma verso sud, con l’intento di modificare la storia come monito per il cambiamento aldilà del nostro controllo.
Il grande quadrato dorato simboleggia il lento scorrere del tempo, con questo particolare colore che sarà il primo a svanire con il passare degli anni, e con la figura geometrica come contrapposizione alla natura, non essendoci nulla di geometrico in quest’ultima. Infine sempre il quadrato è un esplicito riferimento all’iconica pittura di Kazimir Malevich. Infine il titolo dell’opera è un omaggio al poeta ucraino Taras Shevchenko, nel cui poema “Una riflessione” l’apertura recita: “Il fiume si svuota nel mare, ma fuori da esso non fluisce”.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo alla bella serie di scatti in calce al nostro testo. Dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’interprete Sudafricano.

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2501 – New Projects in Detroit (Preview)

24/05/2016

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Doppio progetto firmato da 2501 a Detroit, una nuova esibizione presso la Inner State Gallery ed un nuova installazione all’interno del Movement Electronic Music Festival.
Dopo aver visitato la città lo scorso anno in occasione del progetto Glimpse of America (Covered), il grande autore italiano torna nella città dei motori per comporre un doppio appuntamento.
Questo doppio progetto nasce dall’unione di intenti di 1xRUN e Paxahau che scelgono 2501 come primo artista internazionale per la loro residenza. Prima di aprire lo show, in occasione del Memorial Day, l’interprete Italiano lavorerà ad una nuova installazione.
Realizzata in collaborazione con Recepient.c.c., “La Macchina 06”, questo il titolo del lavoro, verrà posta in differenti spot su Hart Plaza come parte dei festeggiamenti per i dieci anni del Movement Electronic Music Festival. L’idea è quella di continuare a sviluppare interventi partecipativi, dove quindi lo spettatore è invogliato ad interagire con il lavoro, attraverso un visione in linea con il proprio lavoro e con l’evento di musica elettronica.
Sia l’installazione, che il corpo di lavoro che 2501 presenterà in galleria, proseguono il particolare approccio estetico e tematico che contraddistingue l’operato dell’interprete. L’idea dell’artista è quella di sviluppare una pittura basata sulla continuità dell’esperienza, una sorta di flusso legato al movimento. Si tratta di una scelta in costante contrapposizione con un approccio statico, che premia il movimento. Le immagini e le visioni pittoriche realizzate, sono statiche se prese singolarmente all’interno di un contesto indoor, ma al tempo stesso raccontano una storia di movimento e sono il risultato di processi pittorici realizzati all’esterno.
In attesa di nuovi aggiornamenti su questo doppio progetto, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo. Restate sintonizzati qui sul Gorgo!

La Macchina 06 @ Movement Electronic Music Festival
1 Hart Plz
Detroit, MI 48226

“Processi Generativi” @ Inner State Gallery
1410 Gratiot Avenue
Detroit, MI 48207

Pics via Juxtapoz

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Alberonero for Poliniza Festival 2016

24/05/2016

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Nei giorni scorsi Alberonero ha terminato questa nuova e potente pittura a Valencia, l’opera fa parte dei lavori per la nuova edizione dell’ottimo Poliniza Festival di quest’anno.
Da sempre affascinati dal particolare percorso estetico intrapreso dall’autore Italiano, abbiamo sempre sottolineato la volontà dello stesso di non rimanere ancorato ad un unica direzione pittorica. Lo studio del colore continua ad essere la principale leva tematica dell’artista, sviluppata attraverso una costante ricerca di stimoli e manipolazioni visive eterogenee.
Alberonero ha fatto della peculiare fascinazione cromatica il suo segno distintivo, al tempo stesso il colore, che rappresenta il principale metodo espressivo, viene costantemente declinato all’interno di strutture, forme, e agglomerati differenti. In particolare l’autore italiano si cimenta in una costruzione di forme gradienti, indagando sull’impatto di tonalità variabili, all’interno di formazioni e figure. Lo studio del colore viene quindi applicato su una specifica forma, il quadrato, dal quale l’interprete parte per sviluppare ciascuna delle proprie visioni.
Alberonero dialoga con l’ambiente circostante, ne raccoglie gli stimoli, relazionandosi con l’ambiente, con i suoi colori e percezioni, declinando questi impulsi attraverso corposi interventi dove, la variazione tonale, accompagna e stimola una forte sensazioni di movimento. Si tratta di un percorso anzitutto emotivo che traduce, attraverso tinte differenti, il movimento della forma nello spazio.
Per la rassegna Spagnola, giunta al decimo anno di attività, Alberonero realizza “Mañana, 100 toni”, un nuovo studio che abbraccia e trasforma completamente questa grande superficie. Come il titolo suggerisce si tratta di cento tonalità differenti che si muovono e si sviluppano all’interno di un unica grande figure finale. L’impatto è incredibile.
Null’altro da aggiungere, potete dare un occhiata approfondita all’intervento attraverso la ricca serie di scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dall’interprete Italiano e dalla rassegna Spagnola.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Kike Sempere

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Felipe Pantone at Palais de Tokyo in Paris

24/05/2016

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Il mondo digitale non ha spazi, non ha barriere fisiche, è un luogo impercettibile in costante espansione, specchio diretto dei nostri tempi ed al tempo stesso, entità che ‘vive’ e ‘respira’ in modo totalmente autonomo. La velocità, le informazioni, il progresso tecnologico, scandiscono i nostri tempi cosicché l’elemento digitale influenza radicalmente quello reale e viceversa.

Nel 1982 uscì nelle sale il famoso film, poi di culto, Tron. All’epoca si trattava di una grande rivoluzione, sia per l’impatto visivo della pellicola, sia per i temi trattati. Per la prima volta non solo veniva rappresentata la realtà virtuale, ma grazie all’utilizzo massiccio della computer grafica, l’effetto era assolutamente realistico. Seppure in modo non diretto, la produzione Disney anticipava in un certo senso uno dei grandi temi di questo secolo, dando sostanza alla realtà virtuale, nella forma di un vero e proprio universo parallelo, all’interno del quale un uomo veniva letteralmente proiettato.
Non ci è possibile, se non unicamente attraverso film di fantascienza, addentrarci all’interno di questo universo. È anche vero che il rapporto dell’essere umano con il mondo digitale, si è evoluto nel corso del tempo. Le rapide scoperte tecnologiche, hanno di fatto incentivato ed accelerato un processo di costante contaminazione tra realtà e mondo virtuale a tal punto che, come detto, l’una influenza direttamente ed indirettamente l’altra. Penso ad esempio ai comportamenti degli uni con gli altri, al modo di interagire con lo spazio circostante, molto passa attraverso uno schermo che non è altro che una porta, o se preferite una finestra, verso l’universo digitale, capace di vivere e coesistere con quello tangibile che già bene conosciamo.
Il passo successivo è stato quello di tentare di unificare questi due mondi. In questo senso diverse tecnologie in fase di produzione, stanno di fatto limando la distanza tra uno e l’altro. Sentiamo spesso parlare dell’Internet of things ad esempio, Oppure viene in mente il progetto Hololens presentato recentemente da Microsoft. Si tratta di un visore capace di proiettare oggetti 3d all’interno di un contesto visivo reale, con tutte le implicazioni del caso che vanno dal gaming, all’utilizzo per lo studio, passando per qualsiasi tipo di lavoro tecnico e manuale. Insomma una vera e propria rivoluzione alle porte, l’ennesima verrebbe da pensare.

Quello che quindi era ed è un estensione della fantasia e della creatività dell’essere umano, applicata all’interno di uno spazio fittizio, in costante aumento ed ideato con lo scopo di estendere la realtà, si sta lentamente trasformando in una parte attiva e visiva del nostro quotidiano, cambiando profondamente il rapporto ed il modo in cui interagiamo con ciò che ci circonda.
C’è quindi una sovrapposizione di questi due emisferi. Appare lenta ed inesorabile, e sta portando gli elementi digitali all’interno dello spazio reale. Ed è proprio questa una prima definizione per le produzioni di Felipe Pantone.
È riduttivo pensare alla pittura dell’interprete con base a Valencia, unicamente come estemporanea rappresentazione del mondo digitale. Il suo percorso abbraccia pienamente l’epoca attuale, ponendosi come personalissima riflessione sui tempi moderni.
Felipe Pantone parte dai graffiti, sperimentando già qui un setting estetico legato al mondo digitale, la successiva evoluzione abbraccia una peculiare fascinazione astratta capace di tracciare un proprio solco, attraverso elementi e spunti del tutto inediti.
Per comprendere affondo le produzioni dell’autore Argentino bisogna anzitutto approfondire il concetto di ULTRADYNAMIC, vero e proprio manifesto, presentato dall’interprete e da Demsky333 all’interno degli spazi della Mister Pink Gallery di Valencia (Covered), dal quale bisogna partire.

Questo primo tassello compone ed applica una prima trasformazione estetica nella produzioni dell’artista. Felipe Pantone, dai graffiti, inizia la personale riflessione sul mondo digitale, riversando e gettando le basi per il successivo e personale sviluppo estetico.
L’utilizzo del computer diviene elemento di efficienza per introdurre dimensioni, volumi e forme complesse e precise. C’è la volontà di dare una forma ed una sostanza ad Internet, cogliendone gli aspetti frattali, alle sue infinite relazioni interpersonali, per alimentare uno sviluppo visivo all’interno spazio espositivo, attraverso una divulgazione e creazione artistica cosciente.
Quelle che emergono sono quindi forme improbabili, visioni distorte, eppure possibili nella loro stessa esistenza. L’artista gioca con il senso di incertezza e sorpresa, di instabilità e improvvisazione, generando figure sensoriali, ordinate e geometriche, eppure al tempo stesso caotiche, instabili e liquide, con la precisa idea di stimolare un forte senso di dinamismo e movimento appunto.
Da ciò lo spettatore diviene parte attiva, viene direttamente stimolato ad interpretare personalmente quello che ha di fronte. Le figure diventano forme percettive, tra arte e scienza, ponendosi al tempo stesso, attraverso la loro modernità liquida, come personale analogia con il senso di effimero, di usa e getta, che così fortemente sta caratterizzando questo periodo storico.

Quello che emerge è quindi un viaggio cosciente che Felipe Pantone sceglie di intraprendere insieme allo spettatore. È un dialogo dettato dall’artista e sviluppato in modo autonomo da chi osserva, in grado di suggerire quindi un senso di scoperta e di percezione ‘multistabile’.
L’interprete indaga sul tempo in cui viviamo, dove le immagini prodotte superano quelle che possono essere fruite, dove flussi di informazione crescono a ritmo esponenziale. Tutto ciò viene raccolto e filtrato attraverso un immaginario mutabile, cinetico, veloce, composto da forti contrasti, colori vivaci, capace di restituire un nuovo tipo di comprensione della società e del quotidiano. È il digitale che prende il sopravvento, definendo e diventando una nuova chiave di lettura per il reale.

La successiva ed attuale evoluzione estetica, porta Felipe Pantone a riflettere e sviluppare modi interpretativi attraverso i quali coniugare e sviluppare il personale dialogo con lo spettatore. In “Stereodynamica” ad esempio, esibizione ospitata negli spazi della Backwoods Gallery (Covered), l’interprete indaga sul senso di terza dimensione. Pantone ‘bagna’ le sue produzioni con corposi effetti ottici attraverso i quali, allo sguardo fisso dello spettatore, corrisponde un immagine che comincia a prendere forma in base a percezioni del tutto soggettive.
Appare chiara quindi l’intenzione di proporre un estetica intrisa di linguaggi differenti, tra scienza, matematica e pittura, con l’artista che sta mano a mano sviluppando un personale campionario di sistemi complessi, scanditi e plasmati da forme e figure eterogenee, capaci di sovvertire il rigore e la piattezza dei tempi moderni.

Nell’immaginario di Felipe Pantone è l’impossibile che prende forma e sostanza, appare vero, richiama un reminiscenze figlie degli anni ’80 e ’90, in un caotico sovrapporsi di textures differenti, glitch, bug, pattern e visioni allucinogene in grado di avvolgere e stimolare chi osserva. Le forme dell’autore appaiono in movimento, liquide, nel loro variare in base alle sensazioni e stati d’animo del momento.
Quello che stupisce è la capacità dell’artista di rompere lo spazio, accartocciare e dilatare la realtà, per far posto a sistemi di immagini complesse che risultano reali e possibili. Lo spazio viene frantumato dalla presenza di questi giganteschi errori digitali capaci di assumere un significato differente in base a chi osserva. Emerge una realtà del tutto inaspettata, possibile per la sua stessa esistenza, in grado di sublimare le differenti fragilità e controversie della società moderna.

Recentemente Felipe Pantone è stato invitato a prendere parte ai lavori per il Lasco Project organizzato dal Palais de Tokyo e curato da Hugo Vitrani.
L’opera realizzata dall’artista Argentino prende vita direttamente all’interno del gigantesco Duplex A86 Tunnel. Circa 4000 m2, direttamente nella zona sottostante il Palais de Tokyo, non accessibile al pubblico e soprannominata “Cathédrale de béton” (cattedrale di cemento).
In questa particolare location Felipe Pantone presenta “Data Somersault”, opera che probabilmente raccoglie al meglio tutta l’esperienza visiva e tematica portata fin qui avanti dall’autore.

Con a disposizione uno spazio di questa portata, l’artista sceglie un impostazione del tutto immersiva andando a plasmare una vera e propria breccia nella realtà monotona, grigia e piatta dell’ambiente. Pantone si serve qui di tutti i tipici sistemi pittorici che accompagnano la sua produzione. Ritroviamo glitch e bug, fluttuazioni di forme, textures, effetti ottici come alterazioni della prospettiva e della dimensione, effetti gradienti, pattern. Quello che emerge è un incessante calderone dinamiche di visioni capaci di plasmare una realtà alternativa, con l’artista che ci guida all’interno di questa, lasciando a noi il compito di interpretare personalmente ed attraverso le nostre percezioni, la vista dinamica e digitale che abbiamo di fronte.

Pics by The Artist

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Pastel – New Mural in Manila, Philippines

23/05/2016

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Ci spostiamo a Manila nelle Filippine, qui nei giorni scorsi Pastel ha terminato di dipingere questa enorme pittura per l’ Art BGC Project.
Siamo di fronte, molto probabilmente, alla parete più grande tra quelle fin qui dipinte dall’autore che sceglie qui, il consueto approccio lavorativo. Le produzioni di Pastel sono infatti caratterizzate da una profonda connessione con il luogo di lavoro. Quest’ultimo diviene quindi sia principale interlocutore, sia primissima influenza tematica.
Le pittura del talento Argentino sono infatti caratterizzate da una forte dialogo con il tessuto sociale e storico dei luoghi dove prendono vita, con l’artista fortemente interessato e ricettivo nel tradurre temi e spunti sempre rilevanti, attraverso il suo approccio pittorico. L’interprete sceglie di identificarsi ed identificare gli argomenti trattati, attraverso gli elementi naturali. Fiori, piante e sassi diventano quindi i protagonisti delle sue opere, in una personale e peculiare serie di analogie visive e tematiche.
Per questa sua ultima fatica Pastel riflette sulla tradizioni locali, raccogliendo in particolare l’eredità delle simbologia nativa del posto. Sin dal 1565 le Filippine hanno infatti subito l’invasione di diversi paesi ma, nonostante la costante transizione politica e sociale, si è sempre cercato di lasciare e preservare lo spirito e le tradizioni originarie del posto.
La Calamansi è una piante utilizzata durante i funerali filippini, in modo da purificare il corpo del defunto. La Sampaguita, già fiore nazionale, è utilizzata per rappresentare l’umiltà ed il rispetto, ma viene al tempo stesso venduto dai giovani in strada per cercare di sopravvivere.
L’artista utilizza questi due simboli naturali per porre in essere una riflessione personale sul paese, traducendo l’aspetto delle due piante attraverso la proprio pittura, all’interno di un profondo fondale in total black.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Argentino e sul progetto, vi lasciamo ai dettagli di quest’ultima pittura. È tutto dopo il salto! Enjoy it.

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Gola Hundun for Memorie Urbane 2016

23/05/2016

Con quest’ultima pittura firmata da Gola Hundun, continuiamo a seguire gli sviluppi del Memorie Urbane Festival di quest’anno.
Dopo il bel progetto “Naturart“, torniamo quindi ad approfondire il lavoro di Gola Hundun attraverso una nuova pittura in strada.
Dal titolo “Tre Notti e un Giorno” quest’ultimo lavoro vede Gola Hundun lavorare attraverso su questa lunga parete a Terracina. Sviluppandosi in senso orizzontale, l’opera porta con sé una nuova serie di interessanti spunti. L’interprete qui, dopo aver realizzato un background gradiente, va a sviluppare un paesaggio naturale, dal quale emergono una serie di figure in total black. La silhouette di quest’ultime ricorda quella di una serie di uccelli.
È proprio quest’ultima scelta a rappresentare un inedita direzione visiva per l’autore. Abituati infatti a confrontarci con complessi intrecci organici, capaci di definire l’aspetto e la forma degli animali e degli elementi naturali tipici dell’immaginario dell’artista, il confronto qui passa per una serie di figure maggiormente criptiche, con il paesaggio a rappresentare l’unica punta di colore, letteralmente attraversato da profonde figure nere che ricordano nella forma una serie di rami.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Italiano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi del making of, di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Arianna Barone

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Tellas for Impronte Festival 2016

23/05/2016

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Ci spostiamo a Bonito per dare uno sguardo approfondito all’ultima pittura firmata da Tellas per i lavori dell’Impronte Festival di quest’anno.
Il progetto è curato dal Collettivo Boca, attivo dal 2011 su questo territorio e responsabile della serie di interventi che hanno cambiato l’aspetto della cittadina in provincia di Avellino.
In questo particolare contesto cittadino Tellas proietta la personale visione estetica andando a realizzare una nuova pittura dal titolo “In the heart of Irpinia”.
Particolarmente attivo in queste settimane, come ribadito più volte, l’approccio pittorico di Tellas è legato alla natura. Non si tratta di una semplice rappresentazione, la natura diviene principale leva emotiva, spunto, e fascinazione dalla quale partire, per sviluppare una sua personale rappresentazione. Le produzioni dell’autore risultano ricche di elementi, e vengono scandite da una peculiare commutazione della forma. L’artista parte da qui, variando costantemente melodia, aggiungendo e rilevando elementi, stati percettivi, forme, figure, colori, trasformando e sviluppando i propri concetti, spingendosi sempre più in là. Un evoluzione costante la sua che lo ha visto variare continuamente i toni e l’aspetto delle sue produzioni.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura firmata dal grande autore Italiano.

Pics by Antonio Sena

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Fresh Max – A Series of New Murals

20/05/2016

Nuovo e corposo aggiornamento per Fresh Max, l’artista ci mostra questa nuova serie di interventi realizzati nelle scorse settimane.
Confrontarsi con le produzioni di Fresh Max non è affatto semplice. L’estetica dell’artista appartenente al collettivo Irga Irga, appare fortemente influenzata da spunti, personali fascinazioni e stimoli differenti.
Si tratta di una sorta di bagno acido che accoglie al suo interno tutte le influenza dell’interprete. È particolare lo spirito grafico ed illustrativo ad accompagnare ed influenzare maggiormente le sue produzioni. All’interno delle stesse vediamo svilupparsi lettering, elementi grafici appartenenti agli anni ’80 e ’90, estetiche orientali, forme e figure differenti, passando infine per i paesaggi iper realistici. Tutti questi elementi costituiscono un meltin pot di stimoli e spunti eterogenei che impatto lo spettatore, offrendo anzitutto differenti e personali chiavi di lettura, al tempo stesso richiamando reminiscenze e stimoli del tutto personali.
Per questa nuova serie di lavori, tra cui spiccano quelli in collaborazione con Shida, Fresh Max si è spostato tra Italia, Austria e Germania, mettendo a segno una ricca e variegata serie di nuove pitture che ben ne identificano il particolarissimo immaginario.
Scrollate giù e mettetevi comodi, dopo il salto potete dare un occhiata all’ampia selezione di scatti, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista,

Thanks to The Artist for The Pics

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Know Hope – New Show at Die Kunstagentin (Preview)

20/05/2016

Un primo sguardo a “The Truth, As Told In Our Mother Tongue”, nuova esibizione firmata Addam Yekutieli aka Know Hope negli spazi della Die Kunstagentin di Colonia.
C’è un fascino tutto particolare che risiede nelle produzioni di Know Hope, una forte empatia poetica che riflette in una produzione capace di tracciare una propria identità, attraverso un peculiare linguaggio visivo. Nelle produzioni dell’autore con base a Tel Aviv emerge un profondo senso di riflessione. Sull’essere umano, sulla vita reale e quotidiana, capace di documentare le difficoltà e le lotte nella vita di ciascuno di noi.
Sono in particolare le installazioni a caratterizzare il lavoro dell’artista. Si tratta di lavoro a tecnica mista (pittura, assemblaggi con materiale da recupero, fotografie e testi) capaci di trascinare lo spettatore all’interno di un processo cognitivo emotivo e personale, con l’idea di permettere a ciascuno di noi di osservare se stessi all’interno di un contesto più ampio, con la volontà preciso di sviluppare un empatia comune.
In “Truth & Method“, ultimo show aperto lo scorso anno presso la Gordon Gallery di Tel Aviv, nonché personale progetto dell’artista, Know Hope sta portando avanti un processo introspettivo. Dalla strada, ad un approccio più intimo, passando per la fotografia, ed arrivando al tatuaggio.
Quest’ultima esibizione prosegue il percorso tracciato dall’autore, attraverso un nuovo corpo di lavoro ed una grande installazione site-specific. L’apertura è prevista per il prossimo 26 di Maggio, nell’attesa vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini del making of dell’allestimento, a breve un completo ed approfondito recap. Stay tuned.

Die Kunstagentin
Maastrichter Strasse 26
50672 Köln

Thanks to The Artist for The Pics

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SatONE – New Mural in Rouen, France

20/05/2016

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Continuiamo a seguire i lavori del Rouen Impressionnée Festival, tra gli ospiti c’è anche SatONE che ha da poco terminato questa bella e potente pittura.
Il confronto con le produzioni di SatONE passa per la particolare direzione astratta che l’autore sta portando avanti e sviluppando. La personale commutazione della forma, vede l’interprete agire attraverso una decostruzione della forma, sviluppata attraverso differenti elementi grafici, tonalità e colori particolarmente saturi ed accesi. È importante sottolineare come il dialogo con l’ambiente di lavoro, con le percezioni del momenti, influenzino il processo lavorativo dell’artista, influenzando la particolare danza cromatica degli elementi proposti. Le forme dipinte riflettono un forte senso di movimento, cambiando la percezione della superficie di lavoro. È altrettanto rilevante sottolineare come nell’idea di SatONE ci sia la volontà di estrapolare spunti emotivi dalle esperienze personalmente compiute, in una sorta di rielaborazione cognitiva e introspettiva.
Per quest’opera l’artista sceglie un approccio altamente dinamico, una sorta di onda d’urto che letteralmente avvolge l’intera superfice di lavoro. L’intervento è inoltre scandito dalla consueta ricchezza tonale, e da un movimento tridimensionale che dirotta l’attenzione verso l’estremità sinistra della parete.
Qui le immagini del making of e del risultato finale di quest’ultima fatica dipinta a Rouen, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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Robert Proch – New Mural in Rouen, France

19/05/2016

Nei giorni scorsi Robert Proch si è spostato a Rouen in Francia dove ha terminato di dipingere la facciata esterna del famoso cinema Omnia.
Dopo la bella “Crossing the Line” aperta dall’autore lo scorso Aprile negli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma (Covered), Robert Proch torna in strada con un nuova ed enorme pittura.
A catalizzare lo stile dell’interprete Polacco troviamo un peculiare miscela astratta e figurativa dove, il forte senso di movimento, trasforma, frammenta, ed agisce su ciascuna delle figure proposte. Ad emerge sulla superficie di lavoro sono quindi nuovamente, livelli interpretativi differenti che, intersecandosi e miscelandosi a vicenda, producono una sorta di caos ordinato. I corpi delle figure proposte dall’artista, vengono quindi proiettati all’interno di un caleidoscopio di colori e tonalità differenti, intrisi di un forte senso motorio, che restituisce una personalissima riflessione sul passato, sul presente, e sui possibili futuri.
Dal titolo “Omnia” quest’ultima pittura ben rappresenta il caratteristico approccio estetico tipico delle produzioni di Robert Proch che, vista la particolarità della superficie di lavoro, sceglie un approccio fortemente simbiotico con la stessa. Ad emergere sono quindi sezioni maggiormente incise e dirette, veri e propri tagli che attraversano, quasi scolpendola, l’intera architettura.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Felipe Pantone for Arteko Container Project

19/05/2016

Uno sguardo all’ultima pittura firmata Felipe Pantone per l’Arteko Container Project, un nuovo intervento realizzato ad Abandoibarra, quartiere di Bilbao.
Il progetto nasce all’interno del Bilbao Art District (BIAD), iniziativa pubblico-privata il cui obiettivo principale è quello di sostenere e promuovere le arti visive a Bilbao. L’idea è quella di convertire la città in un punto di incontro per diverse discipline e stimoli artistici, così come portare l’arte più vicina alla gente comune.
Curato da Sergio García Bayón della SC Gallery, quest’intervento prende vita all’interno di questa suggestiva cornice. Felipe Pantone trasforma completamente l’aspetto di questo container attraverso il suo iconico approccio stilistico. L’interprete prosegue nel portare avanti la personalissima direzione estetica proponendo una nuova opera cinetica.
Felipe Pantone insiste quindi nel sviluppare una approccio estetico capace di riflettere sulla quotidianità e sul linguaggio digitale. In particolare l’autore esplora il potenziale visivo dei nuovi linguaggi elettronici e scientifici, proponendo una ibridazione estetica basata su glitch, errori, textures, componendo una personale estetica astratta.
Date un occhiata agli scatti ed al bel video del making of, per tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista Argentino, presto nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Thanks to SC Gallery for The Pics
Pics and Video by Selina Miles

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Fintan Magee – New Mural in Torrevecchia, Rome

19/05/2016

Recentemente a Roma per l’apertura di “The Backwaters“, Fintan Magee ha avuto l’occasione di dipingere questa grande parete a Torrevecchia.
Fintan Magee rappresenta un fulgido esempio di tutti quegli autori che scelgono un approccio capace si, di attecchire al reale, ma al tempo stesso di creare una propria e personale narrativa legata all’immaginazione e profondamente connessa con il quotidiano. Se l’approccio è quindi di quelli prettamente figurativo, ad alimentare l’interesse sono proprio le scene e le visioni che l’interprete va ad innescare attraverso il suo lavoro. La frattura generata da uno scenario realistico immerso in situazioni particolarmente surreali, impatta profondamente lo spettatore od il passante casuale. Storie di vita quotidiana, vengono commutate in funzione di situazioni bizzarre, visioni sognanti ed oniriche, in grado di farci evadere consciamente dalla realtà di tutti i giorni.
Dal titolo “The Road Kill”, quest’ultimo lavoro segue gli ultimi sviluppi pittorici del lavoro di Fintan Magee , ancora una volta legati sia alla sinergia con lo spazio di lavoro, sia con la volontà dell’artista di innescare potenti effetti visivi. Notiamo infatti un nuovo giochi di riflesso con lo specchio d’acqua, qualcosa di simile all’intervento realizzato in occasione del The Crystal Ship Festival (Covered).
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo tutte le fasi del making of e gli scatti del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to Varsi Gallery for The Pics
Pics and Video by The Blind Eye Factory

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Watch: How & Nosm “Balancing Act” in Detroit

18/05/2016

Ritorniamo con piacere a Detroit per approfondire “Balancing Act” enorme pittura realizzata dagli How & Nosm caratterizzata da una riflessione sull’equilibrio.
Dopo avervi mostrato le immagini dell’eccellente risultato finale (Covered) ripercorriamo insieme le fasi del making of di questa bella pittura.
Realizzata in collaborazione con The Library Street Collective, l’opera rappresenta la più grande pittura su parete fin qui realizzata da Raoul e Davide Perre aka How & Nosm, direttamente nella dowtown di Detroit.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro degli autori, mettetevi comodi e date un occhiata a questo bel video-recap, e se volete approfondire vi rimandiamo al nostro post specifico QUI.

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Escif – “Blanca” New Mural in Valencia

18/05/2016

Nuovo aggiornamento flash per Escif che, tornato a Valencia, ha da poco terminato questa nuova, particolare ed altamente riflessiva pittura.
Del particolare rapporto che intercorre tra Escif e la strada, abbiamo avuto modo di parlarne nel nostro editoriale sul lavoro realizzato dal talento Spagnolo a Font de la Polvora, Girona (Leggilo qui), ora l’artista torna in strada con un nuovo intervento che ben ne rappresenta lo spirito pittorico.
Abbiamo sempre raccolto le provocazione e le immagini di Escif completamente assorti all’interno di un percorso produttivo che non smette di trattare tematiche importanti, di riflettere quella che è la società moderna, con le sue contraddizioni e con i suoi squilibri di natura sociale, politica ed economica. La produzione dell’artista è quindi anzitutto un lavoro che inevitabilmente accarezza e percuote quelli che sono i temi che attraversano ed investono la nostra quotidianità. In questo senso è quindi ancora una volta importante sottolineare la forte caratura, sia del dialogo impostato dall’artista, sia del suo particolare alfabeto visivo. Quest’ultimo in particolare, scandito da potenti allegorie e criptiche rappresentazioni, rappresenta il vero e proprio volano attraverso il quale lo Spagnolo va a collocare immagini e stralci di vita. Innescando paragoni e contrapposizioni assurde che. proprio per questa loro natura contraddittoria, arrivano forti e decisi nella mente di chi osserva e di chi vuole carpirne il senso.
Alcuni mesi fa, l’autore ha trovato alcune stampe di qualcuno che aveva perso il suo gatto “Blanca”. Da qui Escif riflettere sulla possibilità di partecipare alla ricerca dell’animale perduto, attraverso la realizzazione di una pittura murale. Nell’idea dell’autore tutto ciò si traduce in un modo attraverso il quale restituire alla strada il senso di pittura all’interno della stessa. L’opera sarà arrivata tardi per ritrovare il gatto, ma da una parte rende omaggio allo stesso, dall’altra riporta il senso di comunicazione, di interazione tra l’ambiente e la pittura, l’identità dell’opera, in un contesto vicino al quotidiano ed alle persone.
In attesa di scoprire di più sui prossimi raid per le strade Valenciane del grande autore, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, enjoy it.

Pics by The Artist

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Hitnes – New Mural for Ratatà Festival 2016

18/05/2016

Tra gli ospiti dell’ultima edizione del Ratatà Festival 2016, ritroviamo con piacere Hitnes che ha da poco terminato questa nuova pittura.
L’impeto pittorico di Hitnes è da sempre caratterizzato da una personale rielaborazione a tema naturale, che trova nella figura degli animali in particolare, gli assoluti protagonisti del suo operato. L’estetica dell’autore italiano riesce a rappresentare, in un modo unico e personale, tutto il variegato universo naturale. Il confronto con le produzioni dell’artista passa quindi per una personale rappresentazione degli animali, della natura, con accenni di paesaggi ed ambienti. Privi di una idea di contrapposizione con l’essere umano, le pitture dell’interprete si pongono come personale esaltazione delle bellezza intrinseca della natura, in quella che diviene presto una sorta di riappropriazione del paesaggio e della città per mezzo di scariche pittoriche intense e profonde.
Dopo lo splendido The Image Hunter Project, l’italiano torna quindi in strada con una nuova opera. La pittura realizzata per la rassegna di Macerata, vede Hitnes lavorare su questa grande parete andando a realizzare una delle sue iconiche rappresentazioni dove, una grande cavalletta viene attaccata da una serie di animali.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Italiano, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Carne for CHEAP Festival 2016

17/05/2016

Continua il nostro full recap sull’ottimo CHEAP Festival, tra gli artisti invitati c’è anche Carne che ha da poco terminato questo nuovo intervento in Via San Donato a Bologna.
Come spesso abbiamo avuto il piacere di vedere, le produzioni di Carne sono fortemente legata a doppio filo con luoghi ed ambienti abbandonati. La relazione tra le opere dell’artista e la suggestioni di questi particolari spot, viene esercitata attraverso un intreccio simbiotica tra le visioni oniriche, tipiche dell’immaginario dell’interprete, e le particolarità architettoniche, le sensazioni e gli stati d’animo del luogo di lavoro. Lo spazio fisico diviene quindi percettivo, esercitando attraverso il suo stato di abbandono, attraverso la natura che lentamente cerca di riappropriarsene, la sua vera forza d’urto.
Volontà dell’artista è quella di ricerca un senso di bellezza, di equilibrio, di riappropriazione di uno spazio che riflette al meglio il senso di fallimento politico, sociale ed economico. Attraverso questo incipit emergono simboli, forme, soggetti e figure che si rifanno all’alchimia, alla teosofia, all’esoterismo, passando per la pratica della meditazione, tutti spunti che accompagnano, influenzandole, la totalità delle produzioni dell’autore con base in Friuli Venezia Giulia.
Per CHEAP Festival, Carne sceglie di trattare il tema cardine di questa nuova edizione, il concetto di limite. In particolare l’artista si sofferma sull’idea di superamento di limite, filtrando il tutto attraverso un prospettiva legata alla meditazione zen.
Al lavoro attraverso pittura e carta, l’interprete realizza due diversi gruppi di soggetti che entrano in relazione tra loro compenetrandosi. L’intervento è ispirato al ‘tempio di cristallo’, particolare pratica di meditazione. Come ci spiegano le organizzatrici di CHEAP Festival questa peculiare pratica rappresenta uno snodo centrale nella meditazione zen. Questo particolare step, potenzialmente fragile come il materiale da cui prende il nome, è al contempo la tappa che può precedere l’illuminazione, segnando il superamento di un limite. Qui il tutto viene rappresentato dal cerchio nero sorretto dalla terza figura femminile; quest’ultima è in posizione centrale nella serie di tre che ritmano la composizione in verticale, aumentando progressivamente di diametro, con un riferimento simbolico al concetto del raggiungimento dell’infinito.
Dopo il salto una bella e ricca serie di scatti con i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima fatica dell’interprete italiano. Mettetevi comodi e dateci un occhiata.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Michele Lapini

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Fintan Magee “The Backwaters” at Galleria Varsi (Recap)

17/05/2016

Uno sguardo approfondito a “The Backwaters” nuovo show firmato Fintan Magee ed allestito negli spazi della Galleria Varsi di Roma.
Senza dubbio uno degli artisti di spicco della scena Australiana, Fintan Magee apre qui la sua prima esibizione Italiana, proponendo all’interno della galleria Romana, tutta la sua particolare narrativa surreale.
L’approccio pittorico dell’interprete è legato ed attecchisce al reale, attraverso un dialogo con lo spazio di lavoro, ed attraverso i temi e gli spunti che lo stesso va a sviluppare nelle sue opere. Si tratta di un approccio figurativo, iper realistico, caratterizzato però da situazioni al limite dell’impossibile, capaci di sostenere ed amplificare al meglio gli argomenti trattati.
Aperta lo scorso 29 di Aprile” The Backwaters, Stories from the Endless Suburbia” questo il titolo completo dello show, è di fatto un viaggio introspettivo all’interno delle memorie di infanzia dello stesso autore. Attraverso il consueto approccio figurativo, Magee ci porta per mano all’interno dei ricordi e delle storie legate al ‘cultural backwater’. L’artista propone quindi una narrazione visivo, filtrata attraverso i propri ricordi di bambino, la periferia di Brisbane, un luogo isolato caratterizzato da una forte multiculturalità con Indiani, filippini, aborigeni, italiani, maori, vietnamiti, greci, pachistani, che ne abitavano e caratterizzavano le strade.
Lo show è quindi anzitutto una indagine introspettiva che raccoglie l’esperienza di vita dello stesso interprete Australiano. In particolare Fintan Magee concentra l’attenzione sulle difficoltà di questi luoghi, quando bastava prendere la propria bicicletta e correre veloce per dimenticare tutto. La bicicletta diviene quindi un simbolo di libertà, anche quando capitava di cadere, ci si rialzava, ci si puliva le ferite e si continuava nuovamente a pedalare. La bicicletta è parte dell’allestimento una installazione posta proprio al centro della sala principale della galleria romana, e ben rappresenta lo stimolo di lotta e rivalsa tanto caro all’artista.
Dopo il salto una ricca serie di scatti con tutte le immagini dell’allestimento proposto dall’autore, dateci un occhiata e se vi trovate in zona, c’è tempo fino al prossimo 3 di Giugno per andare a darci un occhiata di persona.

Galleria Varsi
Via S. Salvatore in Campo, 51
00186 Roma

Pics by TheBlindEyeFactory

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Tellas – New Mural for Street Alps Festival 2016

17/05/2016

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Proseguono i lavori per il Street Alps Festival di Pinerolo, nei giorni scorsi Tellas ha infatti terminato questa nuova e splendida pittura.
Attivissimo in quest’ultimo periodo, Tellas inaugura con quest’intervento una nuova direzione estetica che ha come sempre nella tua il suo fulcro tematico, sviluppato però attraverso una inedita soluzione visiva. Uno degli aspetti infatti più coinvolgenti delle produzioni dell’interprete Italiano, è la sua capacità di variare costantemente le dinamiche visive delle sue opere, lasciando immutata la sua ispirazione principale, che continuano ad essere gli elementi naturali, sviluppati però attraverso una costante e mai sazia ricerca.
La sintesi astratta, con la generazione di grandi forme, il forte ed intelligente uso del colore, che mai come adesso rappresenta uno degli elementi distintivi delle produzioni dell’autore, giungono qui ad uno nuovo step. Al lavoro su questa lunga parete, Tellas propone “Campo Visivo” ultima meraviglia segnata dalla volontà di lavorare attraverso anzitutto una trasformazione ed una empatia maggiore con lo spazio e l’ambiente circostante. In secondo luogo l’artista sceglie di non rappresentare una figura, quanto piuttosto elaborare un vero e proprio paesaggio, lavorando attraverso effetti di colori e dissolvente, atte a sottolinearne la profondità ed appunto il campo visivo.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dal grande artista Italiano, vi lasciamo ai dettagli ed agli scatti di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Spogo – New Mural in Sagunto, Spain

16/05/2016

Nuovo aggiornamento per Spogo, l’artista Spagnolo ha da poco terminato questa nuova pittura per la prima edizione del Més Que Murs Festival.
Fortemente legato ad una estetica astratta, Spogo porta avanti una pittura scandita dalla concentrazione di elementi geometrici, textures e forme definiti, sviluppate ed articolate attraverso l’utilizzo di forti equilibri tonali.
Al lavoro insieme all’artista locale Mario Mankey ed a Julieta XLF, ciascuno su una singola parete, l’interprete si confronta qui con gli spazi esterni dell’anfiteatro Triángulo Umbral Puerto de Sagunto. Si tratta della parete posteriore di questa enorme struttura situata all’’interno del parco della cittadina di Sagunto in Spagna.
Per questo intervento Spogo si ispira all’estetica del settore siderurgico, molto presente in città, andando a raffigurare una serie di figure e forme astratte in una immagine finale che ricorda una sorta di catena di produzione. Ciascuno degli elementi proposti è quindi un allusione al ferro, agli altiforni, alle fabbriche ed ai macchinari, tutti quegli elementi fisici che compongono l’estetica industriale della cittadina Spagnola.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Nuria Mora at Winterlong Galerie (Recap)

16/05/2016

Uno sguardo approfondito a “Object in the Mirror are Closer than They appears”, prima personale in assoluto della grande artista Spagnola Nuria Mora.
Con alle spalle qualcosa come 17 anni di lavoro in strada, Nuria Mora porta avanti un personalissima percorso estetico in cui, elementi, textures e forme astratte di tipo geometrico, vanno a plasmare, in totale simbiosi, lo spazio di lavoro. Si tratta di una peculiare estetica che si rifà alla vita quotidiana, rielaborandone l’aspetto attraverso astrazioni poetiche e potenti. Al tempo stesso l’interprete riflette sul suo stesso operato artistico, con particolare attenzione alla posizione dell’artista nei confronti dell’ambiente di lavoro, e quello dello spettatore di fronte alla creazione.
Parte del collettivo Equipo Plástico, insieme ad Eltono, Nano4814 e Sixeart, l’autrice apre all’interno degli spazi de Le Pilori, la sua prima esibizione personale. Lo show è pensato e realizzato interamente per gli spazi di questa splendida costruzione del XVI Secolo a Niort ed al tempo stesso, rappresenta l’opportunità per un approfondimento cosciente all’interno delle differenti influenze dell’autrice.
L’allestimento presentato per questa sua prima mostra è caratterizzato da una grande installazione e da una serie di lavori personali. Le sculture “Buoys” sono una peculiare metafora sul ruolo dell’arte come ancora di salvezza per ciascuno di noi. Una sorta di linfa vitale con la quale è possibile interagire da differenti punti di vista, con l’idea quindi che lo spettatore, in base alla sua posizione, tragga spunti personali ed introspettivi differenti.
Come spesso accade per ciascuno dei suoi progetti, fortemente legati alle esperienze ed alle impressione dei luoghi di lavoro in cui prendono vita, anche qui c’è la volontà dell’artista di farci immergere in questa articolata visione. La serie infatti, presentata in Messico e sviluppata a Madrid, vede Nuria Mora riflettere sul senso dell’arte come personale forma di terapia introspettiva.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa bella esibizione, c’è tempo fino al 4 di Giungo per andare a darci un occhiata di persona, nel frattempo scrollate giù per tutti i dettagli del caso.

Winterlong Galerie c/o Le Pilori
Place du Pilori
79000 Niort, Francia

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Pics by Alex Giraud

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Andreco for CHEAP Festival 2016

16/05/2016

Uno sguardo all’intervento realizzato da Andreco per CHEAP Festival 2016, una nuova opera che prende vita sull’iconico muro di cinta dell’Autostazione di Bologna.
Il lungo spazio è da anni un appuntamento fisso per i progetti legati alla rassegna Bolognese. Si tratta di 250 m² di superficie scanditi da 43 billboard che ben rappresenta la tipologia di spazi dove CHEAP interviene. In questo particolare spot prende vita l’ultima riflessione di Andreco, un lavoro site-specific incentrato sull’inquinamento antropico. L’opera fa parte del macro progetto Climate 01, già inaugurato a Parigi con due interventi differenti, una pittura (Covered), ed una installazione (Covered).
In questo lavoro l’autore italiano sfruttare la progressività degli spazi per realizzare un opera che procede per simboli, evolvendosi attraverso pittura e supporto affissivo sulle differenti billboards.
Nella prima parte Andreco realizza una grande nebulosa ascendente, che parte direttamente dagli scarici prodotti dal traffico cittadino. In progressione l’artista porta l’attenzione sugli inquinanti che generano l’effetto serra, andando poi ad affrontare l’inquinamento nel ciclo delle acque. Nei blocchi successivi l’autore Italiano, realizza una serie di funzioni che riferiscono alla percentuale di CO2 in atmosfera, con particolare attenzione al superamento del limite consigliato per limitare i cambiamenti climatici. Si passa poi all’innalzamento delle temperature, fino ad una trasformazione delle funzioni in elementi astratti, con una trasformazione in un piccolo ramoscello che progressivamente prende fuoco. Quest’ultima è una riflessione sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, tra allagamenti ed incendi.
In parallelo alla pittura su parete, si sviluppano i frame dei poster attaccati, che ripercorrono il ciclo delle polveri sottili disperse nell’aria e la loro precipitazione sulla terra, dal monolito fino ad arrivare progressivamente alla montagna e terminare in un poster completamente nero.
Un intervento che vede Andreco quindi riflettere, attraverso differenti filoni tematici tutti intrecciati fra loro, sul rapporto tra l’uomo e la natura, andando in particolare a porre l’accento sull’inquinamento causato dall’utilizzo di combustibili fossili.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo alla bella serie di scatti con tutti i dettagli ed il making of di quest’ultima fatica realizzata dall’interprete Italiano. Dateci un occhiata.

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Pics by Michele Lapini

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Emilio Cerezo – New Mural in Los Alcazares, Murcia

13/05/2016

L’ultima pittura firmata da Emilio Cerezo prende vita a Los Alcazares, Murcia in occasione dei lavori per il Festival de Arte Urbano Museo del Mar Menor.
Nuovamente al lavoro su una superfice di grandi dimensioni, Emilio Cerezo sceglie qui un approccio evolutivo rispetto a ciò che siamo soliti aspettarci. Elemento che contraddistingue le produzioni dell’autore è infatti una spiccata sensibilità pittorica, che si traduce in corpose, rapide e sfaccettate pennellate atte a dare forma e sostanza agli elementi visivi dei suoi lavori. Approfondendo emerge una forte tensione emotiva e viscerale, che si traduce in una ricchezza tonale che fa da ideale propellente per sensazioni e stati d’animo differenti. L’artista traccia un immaginario legato al quotidiano, lasciandosi trasportare da elementi onirici e catartici, attraverso i quali dispiegare e stimolare gli angoli più reconditi del nostro subconscio.
Quelle che emergono sono quindi pitture spesso criptiche, legate ad una interpretazione che diviene di volta in volta differente, personale.
Dal titolo “Transición” quest’ultima opera vede Emilio Cerezo scegliere un approccio meno definito. La pittura diviene accelerata, quasi rivolta verso una sorta di impeto astratto, gli elementi e le forme si fanno instabili, frammentati, per un risultato finale che abbiamo particolarmente apprezzato.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Spagnolo, vi lasciamo ai dettegli di questa sua ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Pablo Ródenas via The Artist

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BR1 – New Pieces in Berlin

13/05/2016

In occasione dell’apertura del suo nuovo show, il nostro BR1 si trova a Berlino dove ha realizzato questa nuova serie di interventi.
In questo particolare momento storico, sociale e politico, l’operato di BR1 è senza dubbio attuale. Il confronto con le produzioni dell’artista Italiano passa per la volontà dello stesso di sviluppare una propria ricerca e riflessione sulla diversità e disparità. Raccogliendo l’eredità degli studi personali sulla cultura islamica, affrontando temi impegnati ed importanti come l’immigrazione, il problema dei rifugiati, la disparità dei sessi, il ruolo della donna araba e la loro posizione della società odierna, in quella che presto è divenuta una personale riflessione sulle contraddizioni ed i paradossi che si verificano, all’intersecarsi di culture differenti. La mole di spunti coglie differenti aspetti, l’ipocrisia e la discriminazione della cultura occidentale ed europea, la figura della donna Araba, vero e proprio epicentro delle sue produzioni per molto tempo.
Attraverso la propria sensibilità BR1 inevitabilmente ha dirottato la propria attenzione sulle difficoltà dei rifugiati. In particolare l’interprete si è voluto ‘bagnare’ attraverso le storie difficili di vita di tutti colori che attraversano il mare Mediterraneo in cerca di una nuova possibilità. Si tratta di vicende difficili, capaci però di far emerge uno spirito umano unico, capace di suscitare compassione e spirito di uguaglianza.
La visione dell’artista passa ancora una volta per gli abiti. Se dapprima il velo islamico ha rappresentato il simbolo e l’ideale volano per le riflessione dell’interprete, ecco ora le classiche coperte d’emergenza ha simboleggiare al meglio la vita di queste persone.
Chi attraversa il mare arriva in un nuovo paese con un ‘vestito nuovo’. È una donna, che indossa un insieme di coperte d’emergenza, è riuscita a fuggire dal proprio paese, è sollevata, si sente libera e con un nuovo vestito glamour fatto con l’oro.
Continuando quindi a portare avanti la propria indagine, BR1 propone qui una nuova serie di lavori caratterizzati dall’utilizzo della fotografia. Abituati a confrontarci con disegni saturi e flat, l’autore sceglie qui un setting di maggiore impatto, lavorando e raccogliendo l’eredità di volti, sguardi diretti ed incisivi, ed evolvendo il proprio lavoro verso un approccio certamente più d’impatto. Ci piace.
Molto curiosi di vedere ciò che l’autore ha proposto per la sua “The stranger arrives with a new dress”, nuova esibizione ospitata negli spazi della Open Walls Gallery di Berlino, vi lasciamo alle immagini di questa nuova serie di lavori. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni ad attendervi un corposo recap sullo show proposto dal autore Italiano. Stay tuned.

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Etam Cru – New Mural in Aalborg by Bezt

13/05/2016

A distanza di tempo torniamo ad occuparci del lavoro degli Etam Cru, nei giorni scorsi Bezt ha infatti terminato questa bella pittura ad Aalborg in Danimarca.
Dopo le recenti scorribande, culminate con l’apertura di “Galimatias” ultimo show allestito all’interno degli spazi della Thinkspace Gallery (Covered), il duo torna quindi in strada proponendo questa nuova pittura. Come spesso accade per le produzioni firmate Etam Cru, spesso gli interpreti si dividono andando a lavorare singolarmente, lasciando tuttavia immutato il particolare approccio estetico e tematico che ne contraddistingue le produzioni.
Anche in “Meeting Her Parents”, questo il titolo dell’intervento dipinto di Bezt, emerge tutta la capacità degli Etam Cru di sviluppare una pittura profonda e sfaccettata. Il confronto con le produzioni del duo passa infatti per la loro capacità di raccontare spaccati di vita quotidiana, inserendo all’interno degli stessi spunti, ed elementi visivi, appartenenti all’irreale, al fantastico ed al bizzarro. Attraverso una pittura orientata al realismo, fortemente influenzata dall’illustrazione e dal fumetto, gli autori caratterizzano le loro opere attraverso costanti giochi di luce ed ombra, tonalità cariche e dettagli vivissimi.
In attesa di nuovo aggiornamenti dal duo, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Ricky Lee Gordon for Memorie Urbane 2016

12/05/2016

L’ultimo ospite del Memorie Urbane Festival di quest’anno è Ricky Lee Gordon, al suo primo lavoro nella penisola, con questa pittura realizzata a Gaeta.
Continuano quindi i lavori per uno degli appuntamenti annuali fissi, con un costante flusso di autori nazionali ed internazionali al lavoro per la sempre più ricca rassegna. Continua in Italia l’ottimo momento di Ricky Lee Gordon, particolarmente attivo nelle scorse settimane negli States, dove ha saputo intensificare e raccogliere verso nuovi ed interessanti spunti estetici, tutta la particolarità del suo lavoro.
Come ribadito più volte il confronto con le produzioni dell’interprete Sudafricano, passa per la particolare natura riflessiva delle stesse. L’artista continua a portare avanti una riflessione basata su uno spirito di solidarietà, di interconnessione tra tutti gli esseri viventi, con particolare attenzione tra la natura e l’uomo.
Questi ultimi due rappresentano gli assoluti protagonisti di un processo pittorico scandito da grandi caselle, emisferi differenti che giungono a contatto e che sottolineano la forza del collegamento tra l’essere umano e ciò che lo circonda. In particolare volontà di Ricky Lee Gordon, è quella di sottolineare la natura comune, l’interdipendenza di ciascuno di noi con l’altro, come se fossimo parti di un’unica e vasta rete, tutti connessi, tutti a nostro modo speciali ed unici.
L’autore cita La rete di Indra, dove, in ciascun punto di intersezione, c’è un gioiello e laddove ognuno di questi, riflette tutti gli altri gioielli presenti nella rete. Ogni singolo gioiello è un essere a se, una coscienza individuale, un atomo, parte di una grande struttura interconnessa. Al cambiamento di uno, seppur lieve, ci sarà il cambiamento in un altro. Gordon continua citando anche la geometria frattale dove uno schema si ripete più e più volte, arrivando infine il lavoro del ricercatore Giapponese Masaru Emoto che sta studiando come la coscienza ed il comportamento umano, abbiamo ripercussioni sulla struttura molecolare dell’acqua.
Proprio da quest’ultimo spunto nasce “La memoria dell’acqua”, quest’ultima splendida pittura realizzata da Ricky Lee Gordon sugli spazi di questa grande struttura architettonica. Tutta da vedere, voluta per riflettere e porre il seme dei concetti e delle riflessioni, care all’artista.
Ad accompagnare il nostro testo ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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SBAGLIATO for Roma Arte Aperta “Il Paradiso Inclinato”

12/05/2016

Anche SBAGLIATO tra gli artisti al lavoro per l’ottima Roma Arte Aperta “Il Paradiso Inclinato” progetto da poco presentato negli spazi dell’Ex Dogana di Roma.
Il progetto, curato da Luca Tomio, oltre ad inaugurare la programmazione culturale dell’Ex Dogana – ormai divenuta epicentro delle vicende artistiche e culturali della Capitale – mira a riflettere sull’identità della città. Roma come ‘Paradiso Inclinato’ appunto, attraverso uno slancio artistico, un confronto ed un dialogo tra autori differenti, medium e sviluppi estetici eterogenei in grado di porsi come confine sul presente. Questi si pongono come sviluppo per una evoluzione dell’identità cittadina contemporanea, con l’idea di stimolare e plasmare un nuovo assetto per la città e chi la vive.
Dopo Edoardo Tresoldi (Covered) un altro dei nomi di spicco della scena Italiana al lavoro quindi per il bel progetto. SBAGLIATO irrompono negli spazi dell’Ex Dogana presentando un nuova opera cognitiva, continuando lo sviluppo delle personali identità architettoniche, generando nuovi spazi visivi, attraverso una delle loro tipiche installazioni.
Tra passato e presente, tra realtà e finzione, SBAGLIATO continua a proporci interventi in grado di eludere le percezioni, sviluppare nuovi spazi cognitivi. Dal titolo “Sfacciata” l’opera va a trasformare in modo concreto questo ingresso attraverso l’installazione di una tipica architettura classico romana.
In attesa di scoprire gli altri interventi realizzati all’interno dello spazio romano, vi lasciamo alle immagini ed ai dettagli di quest’ultima produzioni firmata dagli artisti con base a Roma. Enjoy it.

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Pics by Angelo_Jaroszuk_Bogasz

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2501 “Tools for abstraction” for Art United Us in Kiev

12/05/2016

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Proseguono i lavori per l’ottimo Art United Us con quest’ultima spettacolare pittura firmata dal nostro 2501 a Kiev in Ucraina.
Art United Us nasce come progetto ad ampio respiro globale e mira a realizzare nel giro di due anni circa 200 differenti pitture in giro per il globo. Una per ogni artista – la line-up comprende alcuni dei nomi più importanti del panorama internazionale – con lo scopo di porre in essere una riflessione globale sul problema della guerra, della violenza, senza alcun confine geografico, sociale, religioso, culturale o politico.
Il ritorno in strada di 2501 coincide con il proseguo del suo Nomadic Experiments Project, il progetto che vede l’autore spostarsi costantemente e lavorare attraverso gli stimoli e le influenze del luogo di lavoro.
Ci troviamo di fronte alla parete più grande fin qui dipinta dal grande artista Italiano. Un palazzo di ventisei piani, quattro giorni di lavoro, 12 ore al giorno per 8 litri di nero e 2 d’oro.
L’opera si presenta come l’inizio di una nuova serie di interventi basati sull’interazione con la realtà in grado di generare una sorta di fisicità nell’arte. L’influenza maggiore per quest’opera è data dal contributo di Mikhail, il ragazzo che opera qui insieme all’artista.
Come spesso accade il processo di 2501 è influenzato dagli impulsi e dalla sensazioni del luogo di lavoro, inspesso intercettati attraverso la presenza di persone sconosciute, del luogo, che inevitabilmente suggestionano l’interprete stesso. Il processo quindi, attraverso un meccanismo di azione-reazione, si relazione con l’ambiente circostante in una sorta di conversazione tra l’ambiente architettonico e quello sociale. Mikhail è nato e vive nel quartiere dove l’autore stava dipingendo, un vero insider
Dal titolo “Tools for abstraction”, l’opera è di fatto una rappresentazione di una vera e propria storia raccontata da Mikhail, attraverso uno strano mix tra ucraino, italiano e inglese stentato. La pittura, sviluppata a mo’ di diagramma visivo, cela al suo interno, attraverso il consueto moto astratto tipico delle pittura di 2501, i simboli dell’Ucraina, la storia personale di Mikhail ed infine quella del quartiere.
Ad accompagnare il nostro testo una lunga e dettagliata serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Felipe Pantone – New Mural in Lisboa

11/05/2016

Nuovo aggiornamento per Felipe Pantone, il talentuoso artista ha da poco terminato questa nuova pittura a Lisbona, parte dei lavori per il Muro Festival.
Curato dai ragazzi di Underdogs10 e da Vhils, quest’ultimo progetto pittorico, dal titolo “Opticromia para Lisboa”, prende vita all’interno del quartiere Padre Cruz di Lisbona. L’intervento rappresenta la perfetta sintesi del particolare approccio pittorico di Felipe Pantone, commutato, negli spazi di questa piccola struttura architettonica.
Il confronto con le produzioni di Felipe Pantone passa per la ricerca visiva dell’artista, fortemente connesse con un immaginario digitale ed hi-tech: opere cinetiche che si sviluppano come personale riflessione sulla contemporaneità. Pantone sviluppa un approccio colmo di figure impossibili, liquide, errori digitali, glitch, textures e pattern, elementi irregolari e digitali, capaci di stimolare un senso di movimento e dinamismo perenni. L’idea finale è quella di una contrapposizione tra la realtà, e ciò che definisce la stessa, ed il mondo digitale, sempre più universo a se stante e parallelo rispetto a ciò che viviamo quotidianamente.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Jose Pando Lucas via The Artist

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Axel Void – “Nobody” at Athen B. Gallery (Recap)

11/05/2016

Aperta lo scorso week-end, diamo uno sguardo approfondito a “Nobody” ultimo solo show firmato da Axel Void negli spazi della Athen B. Gallery di Oakland.
Come abbiamo avuto modo di raccontarvi nella nostra preview (Covered), questa nuova esibizione firmata da Axel Void è interamente basata sulla vita di Alvie Morris. Si tratta di una parabola ed analogia impiegata dall’artista per porre in essere una nuova riflessione sulla vita dell’uomo, sulla mondanità e sulla vita di tutti i giorni. Ancora una volta la scelta tematica dell’interprete passa per la volontà di affrontare temi introspettivi, legati agli aspetti più reconditi e profondi della vita dell’uomo. Tutta la sensibilità di Void viene quindi trasmesse attraverso una pittura approfondita, catartica nella sua capacità di toccare le giuste corde, in grado quindi di sensibilizzare lo spettatore e chi osserva, attraverso temi ed argomenti molto spesso vicini e conosciuti.
Alvie Morris è nato 2 Ottobre 1970 a Tulare, cittadina della California. Sua padre era un agricoltore alcolista e non religioso, mentre la madre era una casalinga devota testimone di Geova. Alvie si è interessato alla musica fin da giovane ed all’età di 24 anni decide di trasferirsi a San Francisco. Esattamente come suo padre anche Alvie ha avuto problemi con l’abuso di alcool. Ormai sono 6 anni che lo stesso è sobrio e passa il suo tempo ascoltando musica, facendo fotografia e lavorando in una macelleria, prendendosi cura di suo nipote Zoe, ad oggi il centro del suo mondo.
La parabola di Alvie serve quindi da spunto per una riflessione a tutto tondo sull’esistenza, sulle difficoltà che si incontrano nella vita. Alvie è un nessuno, nel senso che è una persona comune, come molti di noi, con i suoi problemi, le sue fragilità e le sue incertezze, e proprio per questo rappresenta il perfetto campione per una riflessione su noi stessi, su ciò che siamo e su ciò che facciamo.
L’esibizione proposta da Axel Void è composta da un corposo allestimento di pitture che ripercorrono la vita di Morris, un busto realizzato dallo stesso artista, ed infine un film-documentario proiettato direttamente negli spazi espositivi.
Ad accompagnare il nostro testo una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli del setting-up, dell’allestimento e delle opere in mostra. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 3 Giugno.

Athen B. Gallery (Pop-up)
222 Broadway St. in Downtown Oakland.

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Tellas for FORM Public Art Project 2016

11/05/2016

Tra gli ospiti dell’ottimo FORM Public Art Project di quest’anno, c’è anche il nostro Tellas che ha realizzato questa bella e potente pittura.
Affrontando il lavoro di Tellas è inevitabile porre la nostra attenzione con tutte le differenti identità naturali che l’artista va ad innescare nelle sue produzioni. Si tratta di un matassa visiva che si erge come peculiare rappresentazione della natura stessa, racchiusa all’interno di uno spirito visivo, interconnesso con i personali studi sulla forma compiuti dall’interprete in questi anni. L’abilità dell’autore Italiano è quella di non soffermarsi mai in un’unica direzione ma sperimentare step by step opzioni e visioni differenti, lasciando invariati gli slanci tematici e cambiando piuttosto i fattori che ne influenzano il risultato finale ed arrivando in questo modo ad unificare concettualmente le differenti scelte artistiche. È quindi importante sottolineare come l’interprete sia riuscito costantemente ad evolvere il proprio approccio estetico, in una costante e mutabile evoluzione che giunge qui in un Australia attraverso la sua ultima identità.
Per la rassegna di Perth, Tellas si confronta con questa grande parete andando a realizzare una incredibile matassa di elementi organici dove, ancora una volta, l’utilizzo del colore ne sottolinea il movimento e la dinamicità. L’artista opta per un approcci gradiente con le differenti tonalità che vanno mano a mano ad intensificarsi nella parte centrale dell’opera. Splendido.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande autore Italiano vi lasciamo agli scatti del making of ed alle immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Rone – New Mural in Nashville

10/05/2016

Nei giorni scorsi Rone si è spostato a Nashville in Tennessee dove ha avuto modo di realizzare questa grande e bella pittura.
Abbiamo sempre apprezzato la particolare visione femminile che traspare dagli interventi di Rone, partito con un ampio utilizzo di stencil, ben presto l’artista è passato ad una pittura più a mano libera atta ad aumentare la profondità e personalità dei suoi interventi, l’interprete esibisce un tratto assolutamente proprio, sospeso tra realisticità ed un personale filtro tematico che risulta fortemente connesso con le decadi passate. Una vera ossessione la sua attraverso la quale esprimere una personale e caratteristica visione della donna e di tutte le sue differenti sfaccettature, in particolare l’artista di Melbourne sembra focalizzare il proprio percorso tra il punto di attrito tra la bellezza e la decadenza, un ipotetico punto in sospensione, un istantanea atta ad arrestare le piaghe del tempo attraverso un immagina delicata ed al contempo dal forte impatto emotivo. Le donna di Rone rappresentano uno spaccato antico, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un immagini di una sorta di diva della prima Hollywood quella in bianco e nero e della femme fatale, la pittura stessa richiama questa visione con pennellate leggere e spesso in bianco e nero, le tinte vengono sviscerate ponendo l’accento sulle labbra ed ancora sugli occhi e sullo sguardo, in un tripudio di sensualità mista a carnalità. Quello che colpisce negli interventi è la capacità di riuscire a stimolare una fortissima interazione emotiva tra chi osserva e l’intervento stesso, lo scambio di sguardi aldilà del seducente, riesce a far trasparire una sorta di velo amaro, una tristezza che affiora lentamente e che però pervade queste sue caratteristiche donne, sale qui allora tutta la fugacità della bellezza, degli anni che inesorabili che scorrono, in un conflitto interiore tra passato e presente, tra ciò che siamo e quello che eravamo e vorremo ancora essere.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Australiano.

Pics via San

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Andrea Casciu – New Murals in San Gavino

10/05/2016

Nuovo aggiornamento per Andrea Casciu, l’interprete Italiano ha infatti da poco terminato di dipingere questa doppia parete a San Gavino, in Sardegna.
Il confronto con le produzioni di Andrea Casciu, passa per la volontà dell’artista di porre in essere una riflessione sull’essere umano. In particolare l’autore si sofferma su tutti quegli aspetti reconditi ed emozionali, sulle fragilità dell’uomo moderno, partendo da una personale introspezione. Peculiare è infatti la scelta di elaborare e commutare in modo differente il suo stesso volto. L’idea è quella di porsi in discussione, sviluppando attraverso i lineamenti del proprio viso, una costante riflessione su se stesso e più generale sulla natura dell’uomo. Andrea Casciu raccoglie quindi dalle fragilità, dagli aspetti personali, viscerali ed emotivi dell’uomo, plasmandoli attraverso una esperienza diretta e personale. Un dialogo approfondito quindi, che si muove su un canale assolutamente personale ed interiore.
Quest’ultima fatica, prende vita su due pareti limitrofe e vede l’interprete riflettere sui concetti di vita e morte attraverso una sorta di memento mori. Il primo lavoro raffigura la nascita di Crocus, il secondo la sua morte.
Come ci spiega lo stesso artista, la scelta non è affatto casuale, qui a San Gavino infatti si coltiva lo zafferano. il nome Crocus deriva dalla mitologia Greca, si tratta di un giovane che si innamorò di una ninfa, che non corrispondeva il suo amore. Entrambi furono in seguito trasformati dagli dei in piante, dove il giovane divenne appunto la pianta dello zafferano, la Crocus Sativus.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Edoardo Tresoldi for Roma Arte Aperta “Il Paradiso Inclinato”

10/05/2016

Tra gli artisti al lavoro per Roma Arte Aperta “Il Paradiso Inclinato” c’è anche Edoardo Tresoldi che ha da poco terminato questa nuova e splendida installazione.
Curato da Luca Tomio, il progetto inaugura nel migliore dei modi la programmazione culturale dell’ExDogana, spazio questo che sempre più si sta imponendo come epicentro artistico Romano. Il progetto riflette sull’identità di Roma come ‘Paradiso Inclinato’, ponendo a confronto e lasciando dialogare, artisti differenti sul confine del presente, sviluppando, registrando e lasciando che si evolva un identità contemporanea, capace di stimolare un nuovo assetto per tutta la cittadinanza.
In questo frizzante e stimolante contesto, prende vita quest’ultima magia firmata da Edoardo Tresoldi, sempre più a suo agio nella realizzazione di costruzioni architettoniche attraverso il proprio lavoro. Come visto per lo splendido intervento realizzato a Santa Maria di Siponto (Leggi l’editoriale), ancora una volta l’autore Italiano sviluppa una costruzione tridimensionale attraverso l’intreccio di reti metalliche.
Attraverso quest’ultima fatica, l’interprete riflette sul senso di contemporaneità, raccogliendo l’eredità architettonica delle costruzioni classiche, tipiche di Roma, rielaborandole l’aspetto e al forma attraverso una metodologia artistica moderna, e sviluppando in questo modo una nuova esperienza interattiva .
Dopo il salto una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sulle opere presentate per il bel progetto Romano.

Pics by Fabiano Caputo

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Sepe – “Selfie in the Circus” New Mural

09/05/2016

Come consuetudine, Sepe ha da poco terminato questo nuovo pezzo in occasione dell’apertura di Selfie in the Circus, nuovo solo presso la Soon Gallery di Zurigo.
Esattamente come accaduto per “The Golden Age Of Grotesque” (Covered), ancora una volta Sepe anticipa i temi e gli spunti pittorici del suo imminente show con una pittura.
Il confronto con le produzioni dell’interprete passa inevitabilmente per i particolari personaggi che regnano il suo immaginario. Attraverso essi l’artista imbastisce un percorso narrativo tra astratto e figurativo, capace di tratteggiare e cogliere in modo del tutto personale, le differenti sfaccettature dell’uomo e della società moderna. Fortemente influenzati dall’illustrazione e dal fumetto, i characters di Sepe si distinguono per un uso rapido del colore, con ricche pennellate a dare forma e sostanza a corpi e volti. I temi affrontati invece raccolgono al meglio l’eredità dei tempi moderni. L’autore focalizza il proprio operato sui vizi ed i lussi della società moderna, con la difficoltà delle periferie, le fragilità emotive dell’essere umano, a caratterizzare le sue iconiche figure.
In attesa di scoprire di più sull’allestimento, e sulla tematica della nuova esibizione dell’autore Polacco, vi lasciamo alle immagini del making of di questa sua ultima pittura. Stay tuned per tutti gli aggiornamenti del caso.

Pics by The Artist

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David De La Mano x Pablo S. Herrero x Seikon in in Salamanca

09/05/2016

Ci spostiamo nel quartiere di Pizarrales a Salamanca per andare a dare uno sguardo all’ultima pittura firmata David De La Mano, Pablo S. Herrero e Seikon.
Non nuovi a collaborazioni di questo tipo, ricorderete l’intervento realizzato a Ramleje nella Polonia del Nord (Covered), i tre si ritrovano nella cittadina Spagnola elaborando questa nuova ed efficace pittura.
L’opera è caratterizzata da un vero e proprio trittico, con tre differenti superfici di lavoro che diventano un’unica e grande tela. Piuttosto che lavorare singolarmente, il trio sceglie una impostazione pittorica dinamica dove, ognuno degli autori dialoga con l’altro. Quella che emerge è una pittura caratterizzata da un fondale sporco, dove nella parte centrale emergono le consuete textures di Seikon, mentre nelle due estremità si sviluppano gli intrecci naturali di Pablo S. Herrero, e gli iconici characters di David De La Mano. L’intervento vive attraverso un costante gioco cromatico, con il bianco ed il nero, a fungere da ideale contrasto tra una sezione e l’altra.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dei tre interpreti, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettegli di questa riuscitissima combo, dateci un occhiata.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Alka Murat

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SBAGLIATO for CHEAP Festival 2016

09/05/2016

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Tra gli ospiti di questa nuova edizione di CHEAP Festival ci sono anche gli amici di SBAGLIATO che hanno da poco terminato questo nuovo intervento.
Dal titolo “1/4 Maggiore” l’opera ha visto gli interpreti lavorare su questa grande parete, innescando una nuova illusione caratterizzata da differenti spunti. Abituati a confrontarci con le produzioni di SBAGLIATO, abbiamo infatti sempre sottolineato la forza visiva delle loro produzioni. Attraverso l’installazioni di immagini realistiche il gruppo con base a Roma ha saputo creare una personalissimo interazione con il tessuto urbano e di conseguenza con lo spettatore. Tra realtà e finzione, le produzioni degli interpreti risultano sensoriali ed emotive, stimolando il passante casuale ad indagare su cosa sia reale e cosa no. Un inganno lucido e suggestivo, sempre più difficile da individuare, che raccoglie gli elementi urbani, ricollocandoli in spazio differenti, dando loro una nuova identità.
Quest’ultima opera è anzitutto un dialogo diretto con lo spazio di lavoro che diviene parte stessa dell’illusione, al tempo stesse vede la scelte di SBAGLIATO di interagire attraverso elementi naturali, creando una dimensione ulteriore all’ambiente di lavoro, ed elementi architettonici che vanno ad amalgamarsi in modo perfetto con il panorama circostante.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna Bolognese.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Deih – New Mural in Rabat, Morocco

06/05/2016

Al lavoro per le strade di Rabat in Marocco anche Deih che ha da poco terminato di realizzare questa nuova pittura dal titolo “Cosmic Balance”.
Abbiamo una particolare predilezione per gli artisti che riescono a sviluppare un percorso pittorico, e narrativo, altamente personale. Il fascino delle produzioni di Deih risiede nella particolare visione estetica che accompagna la totalità delle sue produzioni. Si tratta di un universo fortemente influenzato dai fumetti e dall’illustrazione, con costanti riferimenti, pose plastiche e vere e proprie scene, che strizzano l’occhio a questi due universi.
L’impatto con le produzioni dell’autore ci ha quindi da subito scosso. Ci siamo ritrovati a vagare all’interno di un universo in costante evoluzione e mutamento, un mondo abitato da esseri e personaggi umanoidi, creature, figure fantascientifiche, robot. Trovando tutti in questi characters un estetica vicina ad albi come Nathan Never, in una sorta di reminiscenza capace farci tornare adolescenti.
La personale empatia con questo tipo di produzioni entra direttamente a contatto con gli stimoli e le fascinazioni che compongono il variegato universo visivo dell’autore.
La pittura dell’artista è intensa, spinta da colori e tonalità forti e caratteristiche, quasi acida, con gli elementi grafico capaci di approfondire una trama corposa, ricca di dettagli e di spunti differenti
Qui le immagini dell’ultima pittura realizzata da Deih su questa enorme parete, null’altro da aggiungere. In calce al nostro testo tutti i dettagli di questa bella ed intensa pittura, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna Africana.

Pics by The Artist

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Axel Void – “Nobody” at Athen B. Gallery (Preview)

06/05/2016

Un primo sguardo a “Nobody” nuovo solo show firmato da Axel Void all’interno degli spazi della Athen B. Gallery di Oakland.
L’attività di Axel Void è legata ad un profondo spirito introspettivo che accompagna gli spostamenti dell’interprete. Se da una parte troviamo una pittura altamente viscerale, catalizzata da intense e profonde pennellate e da una resa finale assolutamente realistica. D’altro canto non possiamo non sottolineare lo spessore dei temi proposti dall’arista e soprattutto la sua volontà di interagire profondamente con il luogo di lavoro, e soprattutto con la vita delle persone che vivono questi contesti. Axel Void raccoglie l’eredità dei luoghi, catalizzando l’attenzione su storie di vita quotidiana, sulle difficoltà, le fragilità e le personalità che vivono un determinato contesto sociale.
Dal titolo “Nobody” questa sua ultima esibizione, raccoglie al meglio lo spirito di ricerca dell’autore, che sceglie qui di allestire un intero show, basandolo sulla vita di Alvie Morris.
Alcuni anni fa l’autore ha infatti dipinto un murale ad Atlanta, in occasione del Living Walls Festival, utilizzando come riferimento un’immagine trovata casualmente su internet (Covered). Alcuni mesi più tardi Void riceve una email da un uomo che afferma di essere il soggetto delle foto originali, venuto a sapere del dipinto dalla sorella attraverso la pubblicazione dello stesso su una rivista. I due si sono tenuti in contatto, pensando infine di realizzare un film sulla sua vita. “Nobody” si svolge a Oakland, in California e racconta la vita e le vicende di Alvie Morris.
Partendo da questo particolare spunto, l’autore elabora una esibizione interamente pensata per essere un omaggio alla gente comune, alla vita quotidiana di ciascuno di noi. Axel Void presenterà quindi un allestimento composto da un film-documentario, dall’omonimo titolo, un busto ed infine una serie di dipinti che ritraggono la vita di Alvie.
In attesa di mostrarvi un corposo ed approfondito recap su questa nuova esibizione, vi lasciamo ad alcuni scatti ed alle immagini del making of dell’allestimento, con l’aggiunta di un piccolo teaser del film-documentario, dateci un occhiata. L’apertura è prevista per il 07 Maggio, se vi trovate in zona il consiglio è quello di farci un salto.

Athen B. Gallery (Pop-up)
222 Broadway St. in Downtown Oakland.

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BLU – New Murals for NoTav

06/05/2016

Nuovo aggiornamento per BLU, il grande autore Italiano ha terminato due nuovi interventi per movimento di protesta italiano NOTAV.
Dopo la nota vicenda Bolognese (Leggi l’Editoriale), BLU torna quindi a lavorare in strada con due nuovi interventi che proseguono il lavoro iniziato circa un anno fà, con tutti i problemi del caso, che aveva visto il famoso artista schierarsi apertamente con il movimento (Covered).
Come spiega lo stesso inteprete si tratta di due differenti pitture, la prima realizzata direttamente sulla facciata di questo edificio, che proprio i lavori del cantiere intendono demolire per proseguire i lavori. Questo primo intervento vede contrapposte le forze della natura, supportate proprio dal movimento di protesta, con una gigantesca macchina demolitrice che rappresenta i cantieri che così profondamente stanno mutando l’assetto e l’aspetto paesaggistico di questi luoghi.
Il secondo, realizzato rapidamente, vede BLU sviscerare una delle sue iconiche analogie, con una serie di uomini a mangiare denaro, uno dietro l’altro, mentre nella parte alta della parete emerge la scritta ‘Alta Voracità’. Questa pittura vuole infatti simboleggiare l’elevato costo, ed il conseguente guadagno e ‘magna magna’ scaturito dai lavori e dai cantieri.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artista, vi lasciamo con le immagini e dettagli di questa sua ultima realizzazione, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Saner – New Mural in Rabat, Morocco

05/05/2016

Con quest’ultima pittura realizzata a Rabat per il Jidar Festival, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Saner.
L’africa ed in particolare proprio il Marocco, continuano ad essere una metà piuttosto attraente per gli autori internazionali. Dopo le meraviglie dell’ottimo MB6 Street Art Project, ecco quindi una nuova serie di interventi in occasione di una nuova rassegna urbana.
Il confronto con le produzioni di Saner passa inevitabilmente con le influenze, gli usi ed i costumi, il folklore e le tradizioni Messicane. L’estetica dell’interprete è quindi figlia di un forte senso di appartenenza con il proprio paese, attraverso il quale declinare una peculiare riflessione sull’essere umano e sulla società moderna. È interessante notare come Saner in particolare utilizzi il simbolo della maschera per esercitare tutta la profondità di una riflessione che diviene introspettiva e soggettiva.
Per la rassegna Marocchina, Saner sviluppa un intervento che accoglie e raccoglie l’eredità del luogo di lavoro. In questo modo le peculiari influenze estetiche, si fondono con quelle Marocchine, andando a generare una figura capace di porsi come ideale allegoria all’integrazione tra culture differenti e distanti.
Dopo il salto alcuni scatti con le fasi del making of e le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via San

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Gig – New Mural for Ratatà Festival 2016

05/05/2016

Continuiamo a seguire gli sviluppi del lavoro di Gig con quest’ultima pittura realizzata dall’artista durante i giorni dell’ottimo Ratatà Festival di quest’anno.
Quest’ultima pittura, continua il processo di cambiamento che sta accompagnando l’interprete Italiano in queste sue ultime uscite. Se dapprima Gig si confrontava con l’ambiente urbano attraverso una pittura fortemente figurativa, e votata al dettaglio, l’autore ha successivamente spostato l’attenzione verso una sintesi maggiormente astratta. Una pittura quindi che si è fatta sempre più essenziale, priva di fronzoli, con gli elementi naturali, in particolare i sassi, che continuano a rappresentare il principale stimolo visivo. La scelta non è affatto casuale ma rappresenta, nell’idea dell’artista, il personale volano per sviluppare una personale riflessione sul tempo e sul suo inesorabile scorrere.
Abituati quindi a questa costante evoluzione, per il Ratatà Festival, Gig sceglie un approccio ibrido, andando si a sviluppare il consueto intreccio organico, ma attraverso una rappresentazione capace di porsi a metà strada tra un astrattismo essenziale, ed un impeto maggiormente figurativo.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Italiano, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiate e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni continueremo a raccontarvi le meraviglie del Festival di Macerata.

Thanks to The Artist for The Pics

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JOYS at Maurizio Caldirola Arte Contemporanea (Recap)

05/05/2016

Uno sguardo a “Passaggi a Livello” nuovo solo show firmato dal grane JOYS all’interno degli spazi della galleria Maurizio Caldirola Arte Contemporanea.
Lo show è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli autori di spicco della nostra scena, attraverso un allestimento che ben raccoglie l’eredità del suo approccio estetico.
La produzioni di JOYS parte dal mondo dei graffiti, per svilupparsi poi attraverso un approccio che trova la sua ideale evoluzione nella personale rielaborazione della forma. Dalla lettera ad uno studio maggiormente materico, emergono intricate visioni tridimensionali capaci di generare una sorta di labirinto percettivo, ricco di effetti di profondità e tridimensionalità. Attraverso un insistente ed intelligente utilizzo del colore, l’autore Italiano sviluppa piani visivi coinvolgenti, dove la precisione, la geometria, i costanti cambi tonali, sviluppano continui e differenti punti di vista.
Lo show è caratterizzato da due differenti ‘momenti’ capaci di centrare ed approfondire il percorso dell’interprete. In “Epic Windows” troviamo una serie di interventi realizzati sugli intervalli dei muri, le finestre, dove l’autore rielabora la sua tag. Nell’allestimento sono presenti una serie di opere pittoriche, realizzate con la tecnica del vetro retro dipinto, che si rifanno proprio a questo particolare e personale approccio.
Il secondo ‘momento’ è un nuova ed inedita direzione produttiva per l’artista. Si tratta di una grande installazione-pittura murale, che coinvolge la scultura. L’artista elabora una grande struttura rigida, composta da livelli differenti che si intersecano e si sovrappongono, e che risulta fortemente influenzata dalla luce e dal personale punto di vista di osserva, cambiando quindi forma, colore in base alle percezioni fisiche e sensoriali del momento.
In entrambi i casi JOYS sperimenta qui una nuova palette cromatica, ed una differente stratificazione su più livelli, trasparenze e pittura. Al tempo stesso le opere proposte, oltre a porsi come personale riflessione sull’evoluzione dell’arte astratta, attraverso il personale approccio estetico, mantengono inalterata il carattere delle sue opere, fortemente legato al contesto architettonico
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con un occhiata all’allestimento proposto dal grande autore Italiano. Dateci un occhiata, e se vi trovate in zona, c’è tempo fino al prossimo 9 Giugno per andare a darci un occhiata di persona.

Maurizio Caldirola Arte Contemporanea
Via Alessandro Volta, 26
20900 Monza

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Mentalgassi for CHEAP Festival 2016

05/05/2016

Con l’intervento del collettivo Mentalgassi, iniziamo il nostro full coverage su questa nuova edizione del CHEAP Festival di Bologna.
Primo dei cinque differenti interventi, ciascuno per ognuno degli altrettanti ospiti nazionali ed internazionali della rassegna Bolognese, questo primo lavoro prende vita all’interno del Fiera District.
Nato dall’unione di tre writer differenti a fine anni ‘90, i Mentalgassi dapprima si cimentano nell’utilizzo di nuove tecnologie attraverso le quali sviluppare il proprio peculiare immaginario. Da qui il passo è breve, con la volontà del trio di inserirsi all’interno dello spazio urbano attraverso le peculiari installazioni, fortemente legate agli elementi di arredo urbano, con i quali instaurare un profondo e sfaccettato dialogo. Dalle struttura cilindriche o semisferiche, come le campane per la raccolta del vetro, passando per fittoni, pali, recinzioni e cancellate, sono le superfici che gli autori prediligono.
Le produzioni dei Mentalgassi risultano facilmente riconoscibili. Il trio si fa notare per la particolare dose ironica dei loro lavori, con protagoniste le persone comuni, da loro stesse fotografate, in pose bizzarre e divertente, che vengono deformate nell’atto di trasformare ed adattarsi alle particolari superfici di lavoro. Si tratta di una sorta di “urban entertainment”, come gli stessi autori sottolineano, atto da una parte porre in essere un dialogo personale con la città, dall’altra offrire differenti punti di vista, spesso ironici e divertenti, dal forte impatto finale.
L’opera prende vita su questa struttura cilindirca a ridosso dei parcheggio degli edifici del complesso fieristico di Bologna. Quello che emerge è un ritratto di una anziana anonima, composta da circa 80 metri quadrati di carta, immortalata nell’atto di gonfiare un pallone di chewing gum. L’opera è di fatto una installazione, con un grande pallone di gomma installato proprio in prossimità della bocca.
Tutte le fasi del making of ed il bel risultato finale, nella lunga serie di scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata. Nei prossimi giorni proseguiremo il nostro tour tra le meraviglie del Festival.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Michele Lapini

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4Urban Tales Group Show at Magma Gallery (Recap)

04/05/2016

Tellas, Martina Merlini, Made514 e Hazul sono in nomi dietro 4Urban Tales, nuovo group show ospitato negli spazi della MAGMA Gallery di Bologna.
Lo show occupa e trasforma la totalità dello spazio della galleria, sia attraverso le opere in allestimento, sia per mezzo di due pitture indoor realizzata da Martina Merlini e Made514 per l’occasione.
4Urban Tales, come il titolo suggerisce, si sviluppa una sorta di dialogo tra lo spettatore e gli spazi della galleria. Si tratta di quattro racconti differenti, scanditi, plasmati e sviluppati attraverso le differenti e personalissime estetiche degli autori, tutti Italiani ad eccezione di Hazul, originario del Portogallo. Con l’impressione di un dialogo che raccoglie i punti comuni, da artisti in artista fino al chiusura del cerchio.
Al tempo stesso c’è un comune fascino legato al movimento, al gesto, che attraversa e prende forme ed aspetti differenti, in funzione delle ricerche che gli artisti hanno saputo sviluppare.
Tellas continua la personale indagine e sintesi astratta che vede l’interprete rielaborare le forme e gli elementi appartenenti alla natura, qui ancora una volta in una veste maggiormente istintiva e viscerale. Martina Merlini insiste nel sviluppare la personale declinazione motoria ed astratta, tra strati, pulizia, equilibrio e caos, in un costante sentimenti di opposizione, contrasti e equilibri precari. Made515 pone il proprio lavoro a cavallo tra astrazione e figurativo, generando linee taglienti, corpi accennati, forme morbide e dripping esplosivi. La lettera che diviene fluida, gestuale, in un movimento costante e quasi ipnotico. Infine Hazul, all’esordio in Italia, propone qui la sua particolare estetica. Si tratta di una visione legata al lettering ed ad immagini legate alla natura.
In attesa di conoscere chi sarà il prossimo ospite della neonata galleria Bolognese, vi lasciamo ad una serie di scatti con i dettagli dell’allestimento proposto. Dateci un occhiata! Se vi trovate in zona lo show è aperto fino al prossimo 28 di Maggio.

MAGMA gallery
Via S. Stefano n. 164
40125 Bologna – Italy

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The Crystal Ship Festival in Oostende (Final Recap)

04/05/2016

Un ulteriore sguardo alle meraviglie del The Crystal Ship Festival con gli interventi realizzati da Pixel Pancho, Guido Van Helten, Isaac Cordal, Robert Montgomery e Biancoshock.
La rassegna ci ha accompagnato per praticamente tutto il mese di Aprile e questo inizio di Maggio. Con un roster di autori di primissimo livello, The Crystal Ship Festival si è impegnato nel cambiare completamente l’aspetto di Oostende. La cittadina sulla costa Belga, ha visto al lavoro autori come Zio Ziegler, Fintan Magee, Agostino Iacurci, 1010, CYRCLE., JAZ, Ever, Faith47, Elian, ROA, per un gruppo eterogeneo capace di spaziare tra pittura figurativa, astrattismo, installazioni e processi pittorici del tutto personali. Ad oggi, in attesa di scoprire cosa proporranno gli appuntamenti con i festival, i progetti e le rassegne estive ed invernali, il The Crystal Ship ha saputo decisamente catalizzare tutta la nostra attenzione.
Per concludere al meglio il nostro coverage, abbiamo selezionato gli ultimi autori che hanno saputo interessarci, per darvi modo di approfondire al meglio l’esperienza del festival.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti degli autori coinvolti per questa prima edizione del festival, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce, e se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione tutti gli interventi approfonditi.

Pics by Henrik Haven

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Felipe Pantone – New Mural in Villarreal, Spain

04/05/2016

Ci spostiamo a Vila-real in Spagna, qui nei giorni scorsi Felipe Pantone ha terminato questa nuova pittura per il progetto TEST.
Il progetto, curato da Pascual Arnal, vedrà oltre al talento Valenciano, anche Escif, Sam3 e Borondo, al lavoro per le strade della cittadina Spagnola.
Dopo averne apprezzato il lavoro in studio in “Data smog”, ultima esibizione aperta lo scorso mese negli spazi della Lebenson Gallery di Parigi (Covered), Felipe Pantone torna in strada con questo suo ultimo intervento.
L’opera prende vita negli spazi di un grande cavalcavia, trasformato, rielaborato attraverso il particolare immaginario dell’interprete. Ancora una volta l’autore si diverte a cambiare la percezione dell’ambiente e delle spazio di lavoro, sviluppando una trama astratta fortemente connessa con le peculiari fascinazioni estetiche.
Come ribadito più volte la ricerca di Felipe Pantone è legata ad una riflessione sui tempi moderni, sulla contemporaneità, attraverso forme, textures, glitch e pattern che richiamano ad una estetica digitale. L’artista sviluppa quindi forme dirette e precise, contrapponendo le stesse ad errori, figure ed elementi irregolari, capaci di stimolare un senso di caos dinamico ed ordinato.
Ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’autore, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’artista.

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108 x Alberonero x CT for Voltio Festival

04/05/2016

108, Alberonero e CT si sono spostati a Madrid per prendere parte ai lavori per il Voltio Festival, per il quale hanno realizzato una nuova serie di interventi.
La rassegna, organizzata da E1000, ha preso vita durante i giorni del festival musicale Sound Isidro di Madrid ed ha visto i tre autori combinare i rispettivi immaginari estetici in una bella serie di pitture in giro per la capitale Spagnola.
Legati da un sviluppo pittorico fortemente connesso con l’astratto, CT, Alberonero e 108 portano avanti percorsi e ricerche differenti, che si incontrano qui, in un entusiasmante serie di opere sia combinate che singole.
Le forme nere ed organiche di 108, fortemente legate ad una sintesi astratta connessa con la natura, si legano qui con le tipiche alterazioni cromatiche, sviluppate in una specifica forma, tipiche della visione di Alberonero. Chiude il cerchio CT che continua la peculiare decostruzione costruzione delle lettere c e t, andando a generare una nuova serie di figure e forme differenti.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal gruppo Italiano, vi lasciamo ad una ricca e bella serie di scatti con tutti i dettagli di questa serie di pitture. Dateci un occhiata.

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Pics by Marco Schiavone

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Add Fuel for FORM Public Art Project 2016

03/05/2016

Con quest’ultima serie di lavori realizzati da Add Fuel, iniziamo il nostro coverage sulle meraviglie del FORM Public Art Project di quest’anno.
La rassegna, come per l’edizione dello scorso anno (Covered), ospita per le strade Australiane di Perth ed Albany, alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale e nazionale, offrendo il consueto mix di progetti ed eventi collaterali.
In questo frizzante contesto, Add Fuel ha terminato nei giorni scorsi due differenti interventi. Il primo direttamente su questo grande pilone a Perth, il secondo su una piccola architettura ad Albany. In entrambi i casi l’approccio estetico rimane invariato, con l’interprete con base a Lisbona che continua a sviluppare il peculiare immaginario.
Come visto più volte le produzioni di Add Fuel sono caratterizzate da una rielaborazione dell’iconico azulejo. Si tratta di un tipico ornamento dell’architettura Portoghese e Spagnola, che diviene principale ispirazione per le sue produzioni. Partendo da particolari grafiche delle mattonelle, l’autore lavora in funzione delle architetture e dell’ambiente circostante, aggiungendo sulle superfici textures e pattern differenti, tutti iper-dettagli, riuscendo infine a cambiare completamente l’aspetto e la percezione dello spazio.
Tutti i dettagli di questa nuova serie di interventi, attraverso le immagini in calce al nostro testo. Dateci un occhiata.

Pics by The Artist

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Pablo Tomek – “Workers Game” at Mini Galerie (Recap)

03/05/2016

Aperta lo scorso 23 di Aprile, diamo uno sguardo approfondito a “Workers Game” nuova esibizione firmata da Pablo Tomek negli spazi della Mini Galerie di Amsterdam.
Lo show è la prima esibizione dell’autore Francese per la galleria Olandese. Circondato da una alone di mistero Pablo Tomek ha sviluppato il proprio approccio estetico nelle periferie Parigine, per strada quindi, come membro della prolifica PAL-crew (Peace And Love). L’esperienza in strada come writer ne ha cementato il riconoscimento e soprattutto sviluppato la personale firma distintiva.
Continuando a portare avanti il personale approccio gestuale, per questa nuova esibizione Pablo Tomek presenta tre serie di opere costituite da pittura su lastre vetro, stampe di impianti assemblati ed una nuova serie di ‘relic paintings’. Come è lecito aspettarsi la produzione in studio dell’interprete, si discosta dai classici graffiti. Al tempo stesso, stimola un collegamento ed una influenza reciproca tra questi due universi, con le pennellate espressive, la realizzazione di opere attraverso materiali differenti, come vetro, tele e spray.
L’idea è quella di calare all’interno del particolare contesto della galleria, una presenza di un atto legato di solito ad una pratica effimera, sfidando al tempo stesso la percezione di bellezza, degli atti di vandalismo.
Dopo il salto una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento. Lo show rimarrà aperto fino al prossimo 28 di Maggio e, se siete interessati, potete acquistare la stampa appositamente realizzata per lo show, direttamente sul sito della galleria, qui.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12AH
1053 DT Amsterdam

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Corn79 – New Mural in Villa Lagarina

03/05/2016

Prosegue l’ottimo periodo di Corn79, l’artista Italiano nei giorni scorsi ha terminato questa nuova pittura direttamente sulla facciata esterna del municipio di Villa Lagarina.
Dopo le recenti sperimentazioni all’interno di vecchi edifici abbandonati (Covered), Corn79 torna in strada con una nuova pittura che, probabilmente, rappresenta il primo caso di lavoro realizzato direttamente su una facciata istituzionale. L’opera è stata commissionata dai ragazzi “La Saletta – Associazione MultiVerso”, ed ha visto l’artista confrontarsi con un grande spazio, sviluppando una visione pittorica astratta e particolarmente delicata.
Nel processo di cambiamento estetico, che così fortemente sta influenzando le ultime uscite dell’autore, uno degli elementi d’interesse è dettato dalla presenza di forme e figure costruite unicamente attraverso sottili linee. Attraverso questa metodologia, lasciando invariate le personali fascinazioni sul cerchio, sui vantra Hindu ed ai mandala Buddisti, Corn79 sviluppa nuove costruzioni astratte cadenzate da un forte senso poetico ed introspettivo.
L’opera vive attraverso una scelta tonale delicata, si sviluppa per mezzo di un approccio maggiormente fluido, qui non liquido, cadenzato da sottoli linee, tratteggi cromatici, per una risultato finale essenziale, pulito, che premia il dialogo con lo spazio di lavoro e soprattutto, giunge a chi osserva, attraverso un canale visivo del tutto nuovo e particolarmente poetico.
Quest’ultima fatica, intitolata “Study of Integration”, vede Corn79 realizzare una serie di figure intrecciate ed intersecate tra loro. Si tratta di una personale rielaborazione visiva che, come da titolo, mira a riflettere sul concetto di integrazione. In particolare l’inteprete riflette sull’integrazione tra la sua persoanle estetica e il contesto ambientale architettonico dello spazio di lavoro.
In attesa di nuovi sviluppi ed aggiornamenti dall’autore Italiano, una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, ad attendervi dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Ericailcane – New Mural in Mexico City

03/05/2016

Nuovo aggiornamento per Ericailcane, il grande autore italiano nei giorni scorsi ha terminato questa nuova pittura a Città del Messico.
Quest’ultima pittura è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli autori di spicco della nostra scena e di quella internazionale. Il confronto con le produzioni di Ericailcane passa per la particolare analogia riflessiva che l’interprete porta da anni avanti. L’idea è quella di una rappresentazione di personaggi e soggetti animali, altamente antropomorfi, come personale riflessione sull’uomo moderno. L’uomo come animale quindi, come personale critica verso la società e verso le fragilità e debolezze sociali, politiche ed economiche che stanno interessando la natura umana in questo particolare momento storico.
L’essere umano come bestia, e le azioni che compie, appaiono come specchio inverso di ciò a cui siamo soliti assistere durante la nostra quotidianità. In questo modo tutto ciò che vediamo e percepiamo viene digerito in modo maggiormente diretto, se osservato attraverso i volti ed i corpi degli animali. Al tempo stesso le immagini e le tematiche che appaiono così familiari, proprio attraverso l’utilizzo degli animali come caricature sociali e politiche, riescono ad innescare un senso di riflessione da parte di chi osserva.
In attesa di nuovi aggiornamenti dall’autore Italiano, ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti ed un bel video recap con tutte le fasi del making of di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata.

Pics and Video by Alice Bettolo

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Pablo S. Herrero – New Mural in Civitacampomarano

02/05/2016

Tra gli autori al lavoro per le strade di Civitacampomarano in Molise, c’è anche Pablo S. Herrero impegnato in una serie di opere per il Cvtà Street Fest.
Abbiamo iniziato l’approfondimento sulla particolare rassegna, occupandoci del progetto di Biancoschock (Leggi l’editoriale) proseguiamo ora con questa serie di interventi dipinti dall’interprete Spagnolo. Come visto il festival nasce all’interno del piccolo borgo di Civitacampomarano, una realtà tutta italiana da circa 400 abitanti, perlopiù anziani. In questo particolare ed unico tessuto sociale, con tutte le difficoltà del caso, sono andati ad inserirsi nomi di spicco della scena italiana ed internazionale.
L’intervento più grande ha visto Pablo S. Herrero continuare a portare avanti la personale estetica pittorica, trasformando completamente l’aspetto e la percezione di questa abitazione.
Profondamente legato ad un estetica che ha nella natura la sua principale protagonista, Pablo S. Herrero porta avanti una sintesi visiva che lo vede interagire con gli spazi urbani attraverso corposi ed intricati intrecci naturali. Le trame dei rami di dimensione differente, rigorosamente in bianco e nero, vanno qui a formare una serie di forme organiche che ci danno l’impressione di letteralmente irretire l’intera superficie di lavoro.
In attesa di nuovi aggiornamenti dalla rassegna, uno sguardo alla serie di interventi realizzati dall’interprete nella galleria di immagini dopo il salto, dateci un occhiata.

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Ricky Lee Gordon – New Mural in Chicago

02/05/2016

Ci spostiamo a Chicago, qui nei giorni scorsi Ricky Lee Gordon ha terminato questa nuova pittura parte dei lavori del WAC Big Walls Festival 2016.
Continua l’ottimo momento dell’artista Sudafricano con un nuovo intervento basato sul concetto di interconnessione e interdipendenza. L’opera prende vita come parte del Columbia College Chicago Wabash arts corridor, portando l’autore a confrontarsi con questa grande parete.
L’intervento, dal titolo “I’am you | you are me”, vede Ricky Lee Gordon lavorare ancora una volta attraverso un collage di immagini differenti che, nel loro insieme, producono ancora una volta una unica e grande riflessione.
Qui è in particolare la figura dei cavalli a rappresentare il ‘motore’ tematico dell’opera. La scelta non è affatto casuale, l’idea è quella di amalgamare la figura dei cavalli selvaggi con l’ambiente urbano circostante, come se gli stessi appartengano ed al tempo stesso scompaiano, di fronte alla città. Gli animali rappresentano una presenza serene ed contemporaneamente potente, armonica, ed appaiono interdipendenti ed interconnessi.
La figura dell’essere umano è rappresenta dalla presenza della donna nell’angolo sinistro, con la giacca in pelle ideale connessione con la pelle del cavallo. Questa, come tutti gli abiti e la moda, diviene una sorta di seconda pelle, pensata come individualismo ed espressione di sé, quando in realtà fa parte di un sottile forma di appartenenza ed omologazione. Parte di una comunità, di una sorta di tribù.
L’autore torna a riflettere, con questa contrapposizione, sulle differenze e su ciò che l’uomo artificialmente crea per non sentirsi escluso, tutti elementi che non fanno altro che portarci più lontano l’uno dagli altri.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca selezione di scatti con alcune fasi del making of e le immagini del risultato finale. Dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

“The sensitive boy who feels much and knows little is the most unfortunate creature under the sun , because he is torn by two forces. The first force elevates him and shows him the beauty of existence through a cloud of dreams; the second ties him down to the earth and fills his eyes with dust and over powers him with fears and darkness. ” – Kahlil Kibran

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Bw pic by Eric Newman

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MOMO for City Lights group show at MIMA

02/05/2016

Andiamo a dare un occhiata al lavoro realizzato da MOMO per l’apertura del MIMA di Bruxelles, parte dei lavori per il City Lights group show.
“City Lights” inaugura l’apertura del grande museo istituzionale a Bruxelles, ponendo per la prima volta in una esibizione istituzionale europea, Swoon, Maya Hayuk, Faile ed appunto MOMO. La scelta dei nomi non è casuale, anzi c’è la volontà da parte del museo di offrire una visione multidimensionale e cosmopolita, attraverso il lavoro di artisti profondamente legati alla dimensione ed allo spazio.
Il titolo dello show è ispirato all’omonimo film di Chaplin. La pellicola rifletteva sulla città, sulla sua capacità di sedurre ed essere al contempo spietata, ponendo particolare attenzione alla bellezza interiore dell’essere umano come contrapposizione allo spazio urbano ed allo ostentazione dello stesso, l’autenticità sopra la finzione. Lo show si pone come particolare analogia, riflettendo sulle particolari carriere degli autori invitati, sul loro linguaggio visivo che così fortemente riesce ad essere empatico, giocoso e diretto con lo spettatore. Una bellezza nuova, raccolta qui all’interno di vere e proprie stanze.
MOMO realizza un intervento specifico, lavorando attraverso il personale immaginario astratto, generando linee, forme, effetti gradienti, impulsi cromatici ed una grande installazione che alimenta quanto dipinto all’interno dello spazio. L’autore statunitense accompagna infine il suo lavoro con un bel video incentrato sul suo processo pittorico, e sulla precisione nel realizzare le curve e le linee delle sue iconiche pitture.
Lo show ha aperto le porte lo scorso 15 di Aprile, e sarà visibile fino al 28 di Agosto.
In attesa di scoprire il lavoro degli altri artisti partecipanti all’esibizione, vi lasciamo con gli scatti di questa bell’opera realizzata dal grande autore. Dateci un occhiata.

MIMA
Henegouwenkaai 41,
1080 Sint-Jans-Molenbeek

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Tellas x Morag McPherson for Spring Fling Rural Murals (Part 2)

02/05/2016

Seconda parte dell’intensa collaborazione tra il nostro Tellas e Morag McPherson, una seconda pittura realizzata a Newcastle per il Spring Fling Rural Murals.
La rassegna è organizzata dagli amici di Recoat Gallery e Upland, e vede nuovamente i due interpreti miscelare i rispettivi approcci estetici in una nuova e pulsante pittura.
Come visto per il precedente intervento (Covered), anche qui Tellas e Morag McPherson trovano il loro punto di contatto in una direzione astratta. Se nel primo lavoro la base era rappresentata dalla forte presenze delle iconiche caselle cromatici di McPherson, in questo secondo intervento l’influenza dell’autore Italiano sembra essere decisamente più insistente, rendendo il risultato finale maggiormente equilibrato. Tellas elabora una fitta serie di elementi e grovigli organici, forme appartenenti alla personale sintesi naturale. Le stesse sono attraversate da una costante variazione tonale gradiente che accompagna l’emergere delle caselle, di dimensione differente, sporche e definite di Morag McPherson.
Il risultato finale è un intervento che irretisce lo spazio di lavoro, cambiandone la percezione attraverso un fortissimo senso di movimento. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una esplosione di colore, tra forme definite ed elementi irregolari, ordine e caos, disciplinati e sviluppati attraverso un profondo impeto tonale.
In attesa di scoprire gli ultimi spostamenti di Tellas, l’autore è volato in Australia, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura. Dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Colin Tennant

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El Mac – New Mural at Mesa Contemporary Arts Museum

01/05/2016

Nuovo aggiornamento per El Mac, l’interprete ha da poco termianato un nuovo intervento all’interno del Mesa Contemporary Arts Museum in Arizona.
Spesso impegnato in progetti e temi di forte impatto sociale, El Mac da anni porta a vanti una approccio estetico altamente riconoscibile e caratteristico. L’artista ha da sempre focalizzato il proprio operato in funzione di una rappresentazione quanto più veritiera di figure e soggetti umani. Attraverso l’utilizzo di bombolette, l’idea è quella di raggiungere il più possibile una resa al pari del fotografico, con l’idea di porre in essere un dialogo diretto e dal forte impatto finale con chi osserva le sue produzioni.
Realizzato sulla parete esterna del museo, l’opera è basata su una fotografia, scattata dall’artista stesso, di Karen Bracamonte, una immigrata dal Guatemala, spostata con uno dei più cari amici dell’interprete. Al momento dello scatto Karen era incinta di circa sette mesi. L’opera si conclude con una serie di disegni in background, si tratta di una serie di riferimenti al lavoro di Mando Rascón, amico dell’interprete nonché uno dei nomi di spicco della scena graffiti di Mesa.
L’idea dietro quest’ultima produzione è l’idea di una rappresentazione dell’amore, della vita e della diversità, tutti temi molti cari all’autore.
Dopo il salto alcuni scatti delle fasi del making of e le immagini del bel risultato finale, in attesa di nuovi aggiornamenti da El Mac, vi invitiamo a darci un occhiata.

Pics by Niba DelCastillo via The Artist

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Zio Ziegler for The Crystal Ship in Oostende

01/05/2016

Per l’eccellente The Crystal Ship Festival, al lavoro per le strade di Oostende c’era anche Zio Ziegler che nei giorni scorsi ha ultimato questa nuova pittura.
Per questa sua ultima fatica, Zio Ziegler continua a portare avanti il personalissimo immaginario andando a dipingere una delle sue iconiche figure, sugli spazi di questa piccola architettura.
Il lavoro dell’interprete passa per una personale narrativa visiva scandita da una stilistica, divisa tra le produzioni in studio e quelle in strada. Sebbene negli ultimi tempi l’autore stia miscelando questi due differenti percorsi, appare chiaro come la produzioni street sia caratterizzata da un impostazione in bianco e nero, mentre quella in strada da un utilizzo massiccio di colori e tonalità differenti. Sebbene non manchino le sperimentazioni cromatiche in strada – ad esempio il bell’intervento per il PopUp! Festival (Covered) – il punto di contatto tra questi due emisferi continua ad essere la personale raffigurazione umana.
In questo senso al centro delle produzioni troviamo un impianto visivo legato ad una rappresentazione personale dell’uomo. Si tratta di grandi figure zoomorfe ed irregolari, che ricordano nell’aspetto più animali e creature fantastiche. Queste figure vengono plasmate attraverso l’intrecciarsi e l’intersecarsi di linee, textures e forme, di dare vita ad una intesa soluzione grafica, spessa, grassa e per certi versi ‘sporca’. La crudezza delle figure realizzate, il loro fortissimo carattere viscerale, nonché la capacità di lasciarsi trasportare da impulsi e sensazioni personali o legate al momento, rappresentano il vero valore aggiunto delle produzioni di Zio Ziegler.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Statunitense, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo. Nella nostra sezione tutti i precedenti interventi fin qui visti. Dateci un occhiata.

First pic by Henrik Haven

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