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GORGO

Archive for aprile, 2016

Fintan Magee for The Crystal Ship in Oostende

30/04/2016

Tra gli ospiti del The Crystal Ship Festival di Oostende, c’è anche il talento Austrialiano Fintan Mageee, che ha realizzato questa bella e grande pittura.
L’artista rappresenta un fulgido esempio di tutti quegli autori che scelgono un approccio capace si, di attecchire al reale, ma al tempo stesso di creare una propria e personale narrativa legata all’immaginazione e slegata in parte dal quotidiano.
L’approccio passa quindi per una impostazione figurativa, ma al tempo stesso le modalità in cui vengono affrontati temi e spunti differenti, attecchisce completamente al lato più emozionale e fantasioso. Si tratta quindi di una sorta frattura, laddove uno scenario realistico viene volutamente immerso in situazioni surreali. Fintan Magee raccoglie l’eredità del quotidiano, commutando questi temi attraverso situazioni bizzarre, visioni sognanti ed oniriche, in grado di farci evadere consciamente dalla realtà di tutti i giorni.
Elemento portante nella produzioni dell’Australiano è infine la forte e costante interazione con lo spazio di lavoro. L’artista si inserisce in un determinato contesto, trasformandone la percezione finale, dialogando con le sue peculiarità architettoniche e sviluppando in questo modo il suo particolare universo narrativo.
Per la bella rassegna Belga, Fintan Magee ha a disposizione questa gigantesca parete. La scelta dell’interprete è quella di sviluppare un intervento caratterizzato da un fortissimo effetto a specchio, per un risultato finale assolutamente riuscito.
L’artista in questi giorni si trova a Roma per l’apertura di “The Backwaters”, nuova esibizione ospitata negli spazi della Galleria Varsi, di cui nei prossimi giorni vi mostreremo un ampio ed esaustivo recap. Stay tuned.

Pics by Henrik Haven

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Seikon – New Mural in Salamanca

29/04/2016

Prosegue l’ottimo periodo per Seikon, l’autore Polacco recentemente si è spostato a Salamanca dove ha terminato questa bella pittura.
Quest’ultima fatica prende vita all’interno del quartiere di Oeste, parte del programma artistico organizzato dall’Asociación Vecinal Zoes e Pablo S. Herrero, e vede l’interprete continua a portare avanti la personale evoluzione stilistica.
Confrontandoci costantemente con le produzioni di Seikon, è sempre emersa la volontà dell’artista di confrontarsi con un immaginario legato ad una personale visione astratta, che trova nell’alterazione tridimensionale, il suo principale punto di partenza. Al tempo stesso l’autore ha saputo evolvere costantemente il proprio immaginario, sviluppando, specialmente negli ultimi tempi, una particolare attenzione per texture e forme maggiormente piatte e sintetiche. L’utilizzo massiccio di colori ed effetti gradienti, compongono infine quelle che sono le visioni sfaccettate dell’artista. Al loro interno troviamo infatti forme geometriche e di piccola dimensione, figure sintetiche, textures, linee, tutte raccolte in un’unica ed equilibratissima immagine finale.
In quest’ultima pittura Seikon evolve ulteriormente il proprio impianto visivo, coadiuvando forme statiche, elementi tridimensionali, linee sottili, effetti gradienti, tutto attraverso una precisa scala cromatica. Ci piace.
Dopo il salto alcuni dettagli di questo nuovo intervento realizzato dall’interprete, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Enjoy it.

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Laguna x Pincho – New Mural in Torreblanca

29/04/2016

Ci spostiamo a Torreblanca in Spagna per andare ad approfondire l’ultima meraviglia realizzata da Laguna e Pincho, una nuova ed emozionante pittura.
Diciamolo subito, Laguna per noi rappresenta uno degli artisti che maggiormente riesce ad emozionarci ed ispirarci. Le produzioni del grande artisti sono caratterizzate da un profondo senso emotivo e viscerale, le immagini riescono infatti a stuzzicare le corde più sensibili, lasciandoci calare all’interno di un immaginario sfaccettato e ricchissimo di sensazioni e spunti differenti. Osservando attentamente le produzioni dell’interprete, emerge una pittura caratterizzata da un meltin pot di elementi viscerali, declinati attraverso una impostazione pittorica profonda e caratterizzata da visioni criptiche ed oniriche. Quello che emerge è un approccio che stimola una sorta di catarsi emotiva.
L’idea dell’autore Spagnolo è quella di sviluppare un percorso pittorico in grado di inserirsi all’interno del paesaggio circostante, attraverso un senso di movimento perenne. Rompe gli equilibri statici Laguna, attraverso un forte impeto cromatico, la mole di pennellate, tutti elementi che si riversano nello spazio trasformandone attivamente la percezione finale. L’impressione, ribadita diverse volte, è quella di trovarsi di fronte ad una sorta di danza tonale capace di alimentare il movimento dei soggetti, degli elementi e dei personaggi proposti. Il livello di dettaglio risulta altissimo, spingendoci ad osservare ed approfondire, ciascuna delle singole trame pittoriche presenti.
Ancora una volta attraverso questa sua ultima fatica, intitolata “Quién es el espectador?“, Laguna ci spinge a connetterci con la sua pittura, ad entrare letteralmente all’interno della stessa. Tra cambi cromatici repentini, sferzate gestuali di forme e figure, si alimenta il tipico percorso viscerale dell’autore. Ancora una volta il contatto passa attraverso una trasformazione della realtà, all’interno di un universo costellato da creature bizzarre, esseri antropomorfi, volti, animali, figure, oggetti, tutti imbevuti di colore.
Un estasi dei sensi che riesce a mandare in shock frantumando e facendo accartocciare le nostro emotività. Ci ritroviamo completamente disarmate ed investiti dalla sensazione e dalle emozioni che solo una pittura di questo tipo può alimentare.
Ad accompagnare il nostro testo una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima splendida pittura firmata dall’interprete, mettetevi comodi e scrollate giù, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Biancoshock “Web 0.0” New Project in Civitacampomarano

29/04/2016

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Guardati attorno, scruta la miriade di oggetti, cianfrusaglie, aggeggi tecnologici che ti circondano. Viviamo in un epoca in cui la tecnologia ha invaso ogni aspetto della nostra vita, sottomettendo abitudini, routine, intercettando e cambiando modi di fare e di relazionarci con il prossimo. E’ di fatto ovunque, scandisce il nostro quotidiano in modo sempre più pressante, con una spinta motoria che va di pari passo con le invenzioni che giorno dopo giorno ci vengono proposte.
Ora riavvolgi il nastro, torna più giovane, quando tutto ciò non era neanche minimamente immaginabile, quando la giornata aveva ritmi diversi, più lenti, legati ad attività, ad esperienze vere, dove tutto non passava necessariamente per lo schermo di un telefono. Spiazzante.

Il cambiamento radicale a cui tutti ci siamo ormai adattati è di fatto stato rapidissimo. Non ci siamo neanche resi davvero conto di quanto la tecnologia, la possibilità di accedere ad internet, sempre, ovunque, in qualsiasi momento, siano così radicati all’interno della nostra vita. Abbiamo volontariamente ceduto una libertà motoria, in favore di una staticità, di una impressione, di un like, di un metodo di comunicazione che piuttosto che avvicinarci, di fatto getta, mattone dopo mattone, le basi per un auto-isolamento. Ne siamo tutti coscienti, ciascuno di noi si rende conto di tutto ciò, ma al tempo stesso non riesce a contrastarlo minimamente. Agiati ed adagiati all’interno dei nostri profili, delle nostre applicazioni, simulacro di una interazione che in passato rappresentava la linfa della vita stessa, mentre ora, assume contorni luminosi, un font gradevole, un immagine, un personaggio costruito per vendersi al resto del mondo.

Al tempo stesso si è innescata l’esigenza di un ritorno ad una sensibilità verso la vita differente. Il desiderio di ricomporre un contatto in un certo senso più puro, meno costruito e filtrato. Sempre più spesso sentiamo il desiderio di abbandonarci, di staccare la spina dall’universo internet, dalla sua velocità, per riprendere ad assaporare il quotidiano. Piccole azioni in grado di slegarci dalla tecnologia, anche solo per poco, e che non fanno altro che riconnetterci con un sistema-vita, più profondo e meno costruito. Ognuno di noi compie questi gesti, consapevole dell’impossibilità di tornare indietro, cercando di ritagliarsi un istante di totale assenteismo dalle dinamiche e dalla senso di velocità che regna nelle nostre giornate.

Molti degli autori che seguiamo costantemente hanno fatto della riflessione sulle differenti dinamiche della società in cui viviamo, il tema centrale del loro operato artistico. Tra spunti di carattere politico, economico e sociale, c’è chi ad esempio a concentrato la propria attenzione sul uomo moderno, raccogliendo l’eredità di una pittura impegnata, pensata per riflettere e far riflettere chi ci si avvicina, anche solo per un istante. C’è chi ha invece rivolto la propria attenzione all’ambiente in cui viviamo, raccogliendo appieno l’eredità di questo cambiamento consequenziale.
La città è infatti cambiata radicalmente in questo progresso accelerato, una corsa (quasi) senza controllo che raccoglie l’eredità di ciò che siamo diventati e, come sempre nel corso della storia, si plasma e viene plasmata in funzione dell’avvicendamento tra uomo e tecnologia.

C’è chi invece ha scelto di raccogliere in modo totalizzante questi due aspetti, gettando le basi per una produzione incentrata su tutte quelle sfaccettature che caratterizzano l’essere umano ed, al tempo stesso, portare avanti una indagine sugli aspetti attivi e passivi di questo costante cambiamento che sta interessando l’uomo ed il suo spazio di vita.
Biancoshock, ha saputo unire in modo sinergico una tematica riflessiva, figlia dei tempi, con un approccio atipico che guarda alla città non più in modo passivo ma bensì attivo. Lo spazio non diviene unicamente tela dove imprimere pensieri e riflessioni, ma diviene parte stessa dell’esperienza artistica. La sua produzione è di fatto una esperienza appunto, capace di centrare, raccogliere, metabolizzare ed elaborare, le differenti implicazioni del sostanziale cambio di vita che sta interessando l’uomo. L’autore Italiano si è imposto per un linguaggio proprio e differente, personale, attraverso il quale metabolizzare in modo peculiare le differenti alterazioni della società moderna. Giocando con i simboli, sovvertendo immagini ed accostandone simbologie e meccanismi culturali e visivi distanti, eppure così dannatamente simili alla radice. Sintomatico in questo senso l’intervento realizzato al Nuart Festival (Covered) che ben rappresenta l’essenza, l’impegno sociale ed il modus operandi dell’interprete Italiano.

Ci siamo spesso soffermati ad analizzare ed approfondire il lavoro di Biancoshock. Da parte nostra c’è sempre stata una difficoltà del definire il suo operato, più che nei temi, piuttosto nei modi in cui l’artista ha saputo interagire con l’ambiente urbano. Un forte senso di non appartenenza, di inedito, che ha di fatto stimolato l’approfondimento e l’analisi, scoprendoci interessati nel constatare le differenti identità e progetti che l’autore ha saputo sviluppare in questi anni.
Il legame con la strada continua ad essere filo conduttore dell’esperienza visiva di Biancoshock. Viene accompagnato dalla spiccata sensibilità nel interagire con la stessa, sia attraverso le dinamiche sociali sia con gli spazi fisici, il tutto attraverso una travalicazione nell’aspetto fisico così come nella stessa funzione. C’è un senso di atipico, che passa per una interazione differente.
Non ci troviamo a confrontarci con una pittura, con un immagine, quanto piuttosto con un concetto. Esteso, rielaborato e proposto attraverso elementi conosciuti, che cambiano ora significato, oppure vengono raccolti e sovvertiti, attraverso una proposta in grado di centrare perplessità sociali, economiche e politiche. Impattando con lo spettatore od il passante casuale in modo diretto, incisivo, spesso ironico.

L’ultimo progetto di Biancoshock rappresenta al meglio l’identità del suo lavoro. Per l’approccio diretto con la strada, per la sua capacità di cambiarne i connotati visivi, per l’interazione con lo spettatore, e per i differenti temi che l’autore Italiano ha voluto qui approfondire.
Per cogliere e comprendere al meglio “Web 0.0”, questo il titolo del progetto, non possiamo che partire dal particolare luogo di lavoro in cui l’interprete ha dato forma e sostanza a questa sua ultima riflessione.

Civitacampomarano è infatti un piccolo paesino in provincia di Campobasso. Ad oggi questo centro abitato conta circa 400 persone, perlopiù anziani. In questa particolare cornice prende vita il CVTA’ Fest, rassegna d’arte urbana che ospita l’intervento dell’artista.
Il paese è il classico esempio di borgo italiano: piccolo, isolato, ricco di tradizioni, un luogo dove internet è di fatto un universo sconosciuto. I telefoni hanno infatti difficoltà a prendere la rete e la connessione dati. Un mondo completamente distante, libero e capace di restare legato ad un tempo passato, quasi congelato in una quotidianità scandita in modo differente.
Parte da questi spunti Biancoshock, per innescare una nuova e provocatoria riflessione. L’idea è quella di dimostrare come tutti quei sistemi, tutte quelle estensioni tecnologiche che ormai sono assimilate nella nostra esistenza, e che vengono quindi considerate dalla stragrande maggioranza della popolazione necessarie e fondamentali, di fatto non lo siano.
Se questa è la prima tematica, l’autore va oltre. Si confronta con lo spazio ed il suo tessuto sociale, scruta e comprende come in realtà, tutte quelle funzioni ed interazioni tecnologiche, siano già presenti in larga parte. In questo luogo come qualsiasi altro.
Biancoshock dà forma ad una sorta di internet ‘in the real life’. Un progetto capace di dimostrare come nella società, nelle tradizioni e nelle culture passate, tutti questi strumenti erano già presenti. Hanno di fatto sempre caratterizzato parte della nostra esistenza attraverso una interazione con le persone diretta, priva di filtri. Ci si incontrava al bar, si parlava si parlava con le persone faccia a faccia, si viveva la città in modo differente.

Il progetto esaspera i concetti dell’interazione sociale fino ad un ritorno alle origini. Al tempo stesso è l’opportunità per un riflessione a tutto tondo sulla nostra società. Biancoshock sottolinea l’atipicità del nostro paese, stretto tra un passato presente, fortemente radicato nei piccoli e tanti borghi sparsi per la penisola, ed un futuro accelerato. Sottolinea una identità fragile, che rimarca l’inadeguatezza e l’incapacità dell’Italia nel sapersi adattare all’epoca moderna.
Contemporaneamente esalta le tradizioni, le culture ed uno stile di vita certamente più puro, slegato dalle controversie della società moderna. Ed è questo forse è il regalo più grande che l’autore poteva farci.

Pics by The Artist

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Fikos – New Mural in Nicosia, Cyprus

28/04/2016

A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Fikos, l’artista Greco ha infatti da poco terminato questa nuova pittura a Nicosia, Cipro.
Il mese scorso grazie ad una grande iniziativa del parlamento statale, è stato inaugurato il “Eik-astiki Paremvasi” progetto urbano artistico di arte pubblica che ha visto 6 grandi dipinti di grandi dimensioni emergere nel centro di Nicosia, tra cui spicca la grande parete sede del governo.
Il roster di autori scelti comprende alcuni dei nomi di spicco della scena locale al lavoro insieme a INO ed appunto Fikos.
L’autore, quattro mesi dopo aver completato il servizio militare proprio qui a Cipro, torna come cittadino/artista per lavorare su questa grande parete.
Il lavoro dell’autore è di quelli particolari. Dopo aver intrapreso un percorso in strada come writer, i successivi studi accademici come iconografo, e soprattutto nello studio dell’arte bizantina, ne hanno profondamente influenzato l’operato in strada. La stilistica di Fikos appare quindi legata ad una personale rielaborazione storica ed artistica di questo particolare filone estetico.
L’opera raffigura un antico poetica lirico proveniente dall’isola di Lesbo, Gorgo (ebbene si). L’autore spiega come questa rappresentazione sia di fatto l’unica in tutta la storia di questa grande quanto sfortunato poeta di cui il lavoro, pare essere ormai completamente perduto.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima bella pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna.

Pics via San

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Fikos - New Mural in Nicosia, Cyprus

How & Nosm – New Mural in Detroit

28/04/2016

Nei giorni scorsi gli How & Nosm hanno terminato di realizzare questa bella pittura a Detroit, caratterizzata da una riflessione sull’equilibrio.
Le produzioni dei fratelli Raoul and Davide Perre aka How & Nosm sono caratterizzate da uno stile visivo altamente vivace e dedito al dettaglio. Nelle pitture degli autori si sviluppano grandi labirinti visivi all’interno dei quali troviamo personaggi, motivi geometrici, figure, oggetti. La ricchezza di forme ed elementi, tutti caratterizzati da una scala tonale tra rosso, nero e bianco, alimenta la profondità dei temi e degli spunti che i due interpreti scelgono di affrontare.
Si tratta quindi di opere molto complesse, capaci di approfondire tematiche differenti, il tutto raccolto all’interno di un processo estetico decisamente intrecciato e dai toni sensoriali.
L’opera realizzata nella città dei motori s’intitola “Balancing Act”. Gli How & Nosm scelgono qui di interagire con la grande parete attraverso un intervento che vuole sottolineare l’importanza dell’equilibrio. Attraverso il loro inconfondibile stile pittorico il duo realizza una sorta di albero di famiglia, richiamando differenti elementi legati alla società, attraverso una impostazione progressiva. L’impatto finale è quindi una sorta di gigantesco totem che culmina con il telefono, simbolo della crucialità della comunicazione. Nel mezzo troviamo la figura di un patriarca di una matriarca, che si uniscono per creare la base della composizione, mentre le mani stringono un fiore ed un pesce. L’idea è quella di sottolineare l’importanza della famiglia, tipico paradigma sociale idilliaco.
La struttura viene sviluppata attraverso un senso di armonia, interrotto dal forte senso di precarietà, con la gigantesca figura sostenuta da una sola gamba. Qui c’è tutta la profondità della riflessione degli autori, con un senso di instabilità, laddove la natura fragile e delicata della famiglia diviene ideale allegoria per la società moderna. Splendido.

Pics by Mike Kline

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Sixe Paredes – New Mural in Granollers

28/04/2016

Nei giorni scorsi Sixe Paredes ha terminato di realizzare a Granollers, questa nuova grande pittura in occasione dei lavori per la terza edizione del progetto Murs que Parlen.
È l’opportunità per tornare a osservare da vicino il particolare immaginario stilistico dell’artista, attraverso un opera profondamente connessa con il paesaggio cittadino e soprattutto con gli allievi dell’Escuela Ferrer i Guardia.
Il confronto con le produzioni di Sixe Paredes passa per un estetica astratta. L’artista sviluppa forme ed figure differenti, in relazione a spunti e stimoli personali ed ad una carica cromatica piuttosto rimarcata. L’idea è quella di porre in essere un processo legato alla psichedelia, che caratterizza e plasma l’aspetto delle tipiche figure dell’interprete generando una sorta di melanconia urbana. Queste particolare figure si legato tra loro attraverso piccoli segmenti, all’interno di queste figure si sviluppano textures, pattern e forme differenti.
Il progetto Murs que Parlen è una iniziativa promossa dal Comune di Granollers per dare vita e trasformare attivamente il paesaggio urbano. Al tempo stesso si tratta di un progetto trasversale, che coinvolge differenti servizi comunali, in particolare il team educativo Espai d’Arts Roca Umbert, coinvolto in una serie di gruppi di lavoro legati all’arte urbana.
Per questa sua ultima fatica Sixe Paredes si è infine confrontato con alcuni studenti, che hanno letteralmente influenzato l’aspetto ed il processo estetico di quest’ultima bella pittura.
Tutti i dettagli dell’opera e del lavoro svolto in compagnia degli studenti nella galleria di scatti in calce al nostro testo. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Agostino Iacurci for The Crystal Ship in Oostende

28/04/2016

Tra gli ospiti dell’eccellente The Crystal Ship Festival, c’è anche il nostro Agostino Iacurci che nei giorni scorsi ha terminato questa bella pittura.
Con un roster di primissimo livello, il festival di Oostende in Belgio, sta letteralmente cambiando l’aspetto del panorama cittadino grazie al lavoro di alcuni degli autori più interessanti del panorama internazionale.
In questo florido e particolarmente stimolante contesto, Agostino Iacurci si confronta con una grande parete andando a declinare il proprio approccio estetico, attraverso una inedita combinazione.
Il confronto con le produzioni dell’interprete Italiano è sempre stato legato ad elementi naturali, forme immateriali nonché gli iconici characters. Si tratta di un riflessione che parte da uno spirito associativo, tipico delle produzioni di Iacurci, dove troviamo costantemente un gioco di opposti e contrapposizioni cromatiche. Qui la scelta ricade invece in una forma singola, un grande vaso che Agostino Iacurci sceglie di reinterpretare realizzando al suo interno forme, elementi, textures e pattern differenti, con un risultato finale che non potevamo che apprezzare.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande autore Italiano, vi invitiamo a dare uno sguardo alle immagini in calce al nostro testo, qui invece tutti i lavori fin qui realizzati per la rassegna belga.

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GoddoG – New Mural in Phnom Penh, Cambodia

27/04/2016

In queste ultime settimane GoddoG si è spostato a Phnom Penh in Cambogia, l’artista ha avuto modo di terminare questa nuova pittura.
Dopo le recenti sperimentazioni in black and white (Covered) che avevamo particolarmente apprezzato, GoddoG torna con quest’ultimo intervento a lavorare attraverso un forte impostazione ed influenza tonale. Al confronto con questa grande parete, in occasione dei lavori per il Cambodia Urban Art di Phnom Penh, l’artista realizza una delle sue iconiche composizioni.
Con base ad Avignone in Francia, l’autore porta avanti una cifra stilistica fortemente influenzata da elementi e discipline differenti che, costantemente, ne influenzano il processo produttivo. Dall’illustrazione, dalle textures, da elementi astratti e contaminazione grafiche, l’interprete continua a raccogliere e miscelare mondi e prerogative artistiche differenti.
Quello che emerge è un tessuto cromatico scandito da characters, forme, architetture e geometrie libere ed influenzate dalle peculiari fascinazioni dell’interprete. Nell’insieme questi elementi vanno a sviluppare una sorta di puzzle, dove il costante intreccio di spunti differenti, le variazioni tonali, riescono facilmente a trasformare la percezione delle spazio di lavoro.
Dopo il salto alcuni dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Johannes Mundinger – A New Murals

27/04/2016

Nuovo aggiornamento per Johannes Mundinger, l’autore ci mostra queste due nuove pitture realizzate in combo con Elias Errerd e Mafia/Tabak in Germania.
Il fascino della pittura di Johannes Mundinger sta tutto nella particolare e profonda vena emotiva che la stessa riesce a trasmettere e sviluppare. L’idea dell’interprete è quella di portare avanti un processo pittorico di connessione con i propri aspetti più reconditi e personali. Lavorando quindi attraverso un approccio astratto, scandito da forme irregolari, ‘sporche’ e ‘crude’, l’interprete getta le basi per una pittura introspettiva. L’autore dà forma e sostanza a emozioni, stati d’animo, pensieri e influenze personali. Come immagini appannate, perdute, difficili da decifrare, queste emergono nello spazio lasciandosi un senso di vago, di coscienza e subconscio, offrendo allo spettatore una forte possibilità di immedesimazione e di viaggio interiore.
Il primo intervento, realizzato in compagnia di Elias Errerd, è stato dipinto in occasione dei lavori per l’Illu16 Festival di Colonia. Il secondo lavoro, dipinti con Mafia/Tabak, prende vita sulla parete del “Kunsträume der Michael Hornbach Stiftung” in quel di Berlino.
Dopo il salto alcune fasi del making of di questi due nuovi interventi e le immagini dei risultati finali, in attesa di nuovi aggiornamenti dagli autori coinvolti, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics

Elias Errerd and Johannes Mundinger had been invited by #illu16 Cologne, to paint this wall of the Kunsträume der Michael Hornbach Stiftung. Photo by @paula990119

Elias Errerd and Johannes Mundinger had been invited by #illu16 Cologne, to paint this wall of the Kunsträume der Michael Hornbach Stiftung. Photo by @paula990119

Elias Errerd and Johannes Mundinger had been invited by #illu16 Cologne, to paint this wall of the Kunsträume der Michael Hornbach Stiftung. Photo by @paula990119

Elias Errerd and Johannes Mundinger had been invited by #illu16 Cologne, to paint this wall of the Kunsträume der Michael Hornbach Stiftung. Photo by @paula990119

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Giorgio Bartocci – “Miniera” ad Altrove Gallery (Recap)

27/04/2016

Uno sguardo approfondito a “Miniera” progetto espositivo firmato Giorgio Bartocci, che inaugura gli spazi dell’Altrove Gallery di Catanzaro.
Lo show è la diretta conseguenza di una intensa residenza d’artista, culminata con la bella opera murale dipinta in città (Leggi il nostro editoriale), e che prosegue con un allestimento direttamente influenzato dagli stimoli del luogo.
Giorgio Bartocci ha infatti avuto modo di esplorare ed osservare da vicino il territorio calabrese, di fatto una delle più vaste risorse minerarie presenti in Italia. Se per la pittura su parete, la scelta e l’influenza ricade sui materiali scelti, con vernici metalliche utilizzate in modo massiccio per la realizzazione dell’intervento, lo show vive in modo simbiotico il rapporto con la città e con coloro che hanno gettato il seme dell’”Altrove” all’interno della stessa.
In questo senso la particolare matrice estetica delle produzioni di Giorgio Bartocci si sposa con il concetto cardine del Festival e del suo spazio espositivo. L’Altrove come metafora e leva per uno spiraglio di luce differente, un nuovo luogo nel quale controvertere il quotidiano, attraverso una nuova forza comunitaria.
Le particolari ed iconiche forme organiche, le scaglie cromatiche, dell’interprete rappresentano nel loro insieme, nel loro gravitare e spostarsi nello spazio, un personale ritratto della modernità. L’individuo è presente come parte di un ‘sistema’ liquido, che include ed unifica corpi fluidi e differenti. Giorgio Bartocci si pone in una posizione di osservatore introspettivo, in una dimensione percettiva e sensoriale che si rifà al concetto di Miniera.
Scava nelle proprie e personali emozioni l’artista, si connette con la parte più recondita del proprio io, giungendo in un luogo immaginato, diventando forma e materia, ed attraverso ciò rivolgere il proprio sguardo alla comunità.
Osserva l’interprete italiano, cogliendo il movimento, i riflessi di una società in costante cambiamento, spinta da un senso motorio imperativo in cui l’istante domina a discapito dell’interazione. In cui la dimensione personale, introspettiva e sensibile della Miniera, prova a reclamare il proprio giusto posto, inserendosi tra la danze dei soggetti raffigurati, delle forme irregolari ed organiche che scandiscono l’allestimento. È il sotterraneo che emerge, uno slancio verso l’alto come un vulcano, che si pone in contatto con l’Altrove, luogo mistico generato, sviluppato e supportato dal lavoro portato avanti in questi anni dall’omonimo Festival.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e lunga serie di scatti con le immagini dell’allestimento ed i alcune delle opere presentate dall’artista Italiano.

Altrove Gallery
Corso G.Mazzini, 178
88100 Catanzaro

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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Truly Design “Truth depends on where you see it from” Show (Recap)

27/04/2016

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Viviamo in un particolare momento storico in cui il nostro quotidiano è in costantemente mutamento. La realtà che ci circonda, attraverso le costanti scoperte scientifiche e tecniche, a ritmi serrati viene plasmata, accorciando il gap tra ciò che esiste effettivamente, e ciò che invece risulta – o risultava – illusorio, immaginario o fittizio.
Ciò che prima appariva impossibile, frutto dell’immaginazione e del sogno dell’essere umano, semplicemente ‘astratto‘ e quindi relegato alla sfera emozionale, oggi ha preso forma e sostanza, ha un nome proprio, diventando parte stessa della nostra esistenza.

Cercando di discostarmi da una realtà legata unicamente una scialba visione di ciò che ci circonda, andando quindi oltre l’aspetto prettamente ‘fisico’ di ciò che appunto ci circonda, ho sempre pensato a come la stessa venga in realtà percepita. Scegliendo quindi un approccio maggiormente spirituale ed emotivo ad uno pragmatico e tangibile.
L’insieme di elementi, influenze, spunti, direttamente masticati, digeriti e decifrati dal nostro io, arrivano a noi sotto forma di sensazioni differenti, attraverso le quali impariamo a relazionarci con ciò che ci circonda.
Se la realtà assume quindi una dimensione maggiormente personale, figlia di ciò che percepiamo intorno a noi, del modo in cui vediamo e sentiamo, è lecito pensare come la stessa sia la diretta conseguenza di esperienze di vita, attitudini mentali e caratteriali, umore e stati d’animo del momento. In quello che diviene un costante flusso di impulsi differenti e dagli esiti costantemente volubili ed eterogenei.

La realtà non è quindi divisibile unicamente attraverso ciò che è tangibile e conosciuto, oppure da ciò che è immaginario ed ‘astratto’. Assume anzi una forma liquida, laddove tutto il nostro bagaglio di sensazioni ed emozioni personali, ne influenza non la forma e l’aspetto, ma la sua stessa percezione. Ogni singola cosa che ci troviamo di fronte, non cambia la sua forma ‘fisica’ quindi, quanto piuttosto la sua forma emozionale, attraendoci o respingendoci, generando a sua volta sensazioni ed emozioni contrastanti.

In questo senso, uno degli aspetti che ritengo fondamentali nel lavoro di un autore, è la sua capacità di dialogo con lo spazio di lavoro. Una determinata superficie, appartiene alla realtà tangibile, è uno spazio fisico vuoto che si affaccia all’interno di un contesto sociale, politico ed economico proprio. Allo stesso modo l’autore, che si adopera a cambiarne l’aspetto attraverso il proprio operato, verrà investito dal contesto stesso che, unito alla personale sensibilità, genererà tutta quella grande mole di stimoli, spunti e percezioni, da far confluire nel processo artistico dell’opera.
La realtà stessa viene quindi filtrata, arrivando agli occhi del passante casuale e dell’osservatore, come un nuovo e personale slancio emotivo, in grado di cambiare la percezioni dell’ambiente, in un innesco ciclico e dai risultati mutabili e soggettivi.
Risulta quindi interessante confrontarsi con interventi pittorici in grado di cambiare in modo attivo la percezione di un determinato spazio, e di conseguenza la sua realtà. Lasciando che le immagini e la ricerca di un determinato autore, entrino a contatto con la nostra parte più sensibile, stuzzicando le corde più emotive, e lasciandoci di conseguenza un qualcosa di emozionale.

Le produzioni congiunte di Mauro149, Rems182, Ninja1 e Mach505, rappresentano il perfetto esempio di interazione attiva con lo spazio di lavoro. Ciascuno degli autori che compone il collettivo Truly Design, porta avanti una ricerca personale e propria. C’è chi si confronta con un impeto figurativo, chi si lascia trasportare dalle personali fascinazioni a tema fantastico, chi dalla geometrie ed elementi astratti, arrivando infine alla calligrafia ed ai calligrammi. Ogni singolo componente del gruppo ha una propria e differente identità.
Il lavoro congiunto passa quindi per una pittura in grado anzitutto di raccogliere l’eredità tematica e pittorica di ciascun membro, sviluppandola attraverso un binario comune che va ad identificare l’operato del collettivo.
Le produzioni dei Truly Design sviluppano in chiave contemporanea un particolare fenomeno ottico. L’anamorfosi rappresenta la chiave di volta di un processo partecipativo in cui ognuno dei gli autori, dirige e sviluppa la propria produzione partendo da un precisa idea.
L’anamorfismo, sperimentato sin dal XV secolo da artisti come di Leonardo da Vinci e Hans Holbein, è un effetto di illusione ottica attraverso il quale un immagine viene proiettata in piano in modo distorto. Peculiarità di questo effetto è che il soggetto originale risulta visibile e riconoscibile unicamente guardandolo da una specifica posizione.

I Truly Design hanno abbracciato completamente questa particolare tecnica pittorica ponendo le basi di una ricerca comune in costante evoluzione.
È facilmente intuibile come questa illusione pittorica, sia strettamente legata allo spazio di lavoro. Le immagini realizzate dialogano con lo stesso, rompendone di fatto la linearità, aggiungendo un piano percettivo e fisico del tutto nuovo, con cui lo spettatore ha modo di confrontarsi unicamente da uno specifico punto. È un sistema che pone da parte la fisicità e la struttura intrinseca dello spazio, la sua realtà fisica, preferendone la percezione ed alimentando una visione alternativa e reale dello stesso.
Lo studio quindi dell’ambiente, delle sue peculiarità architettoniche, risulta fondamentale per la riuscita del lavoro, così come la scelta degli elementi e delle figure dipinte. Si tratta dell’ennesimo tassello di una produzione attenta e stimolata dal dialogo con l’ambiente di lavoro, in modo tecnico quindi e non soltanto tematico.

Partendo quindi da una impostazione più vicina al disegno ed all’illustrazione, i Truly Design hanno abbracciato una poetica ed estetica pittorica maggiormente focalizzata sull’astrazione geometrica, posta in relazione, con le singolarità e peculiarità architettoniche dello spazio di lavoro. Nasce da qui “Truth depends on where you see it” nuova esibizione che di fatto documenta gli ultimi sviluppi del quartetto torinese, in un dialogo serrato con gli splendidi spazi del MEF – Museo Ettore Fico di Torino.

La simbiosi con lo spazio Torinese passa attraverso le peculiarità storiche ed architettoniche della stessa struttura. L’immobile è infatti parte di un ex complesso industriale che, negli anni, ha subito diverse trasformazioni. Si tratta di una struttura caratterizzata da una copertura a botte, ampie vetrate e affacci panoramici capaci di favorire prospettive visuali di ampio raggio, ed infine una forte illuminazione naturale ed artificiale. Il MEF è parte di un progetto di riqualificazione consistente della zona Spina 4, centro di un vasto programma di trasformazione di un area industriale dismessa.
La struttura nasce dalla riqualificazione urbana, trasformandosi in un importante polo culturale, in modo speculare al percorso del collettivo Truly Design. Gli autori collocano i loro primi graffiti alla fine degli anni ’90, proprio sulle mura dei ruderi dell’architettura industriale torinese, affacciandosi adesso sullo scenario dell’arte contemporanea.

La programmazione del museo porta avanti un percorso di relazione tra autori moderni e contemporanei, con l’idea di porre in essere un dialogo continuo tra sensibilità ed approcci estetici differenti, figli dei tempi.
“Truth depends on where you see it” nasce proprio dalla volontà di confrontare i linguaggi estetici classici dell’arte moderna, con l’astrazione geometrica e visuale degli interpreti, il tutto il relazione con gli spazi museali.
Lo show parte infatti dalle riflessioni rinascimentali sulla sezione aurea di Fra’ Luca Pacioli nel De Divina Proportione, con particolare interesse verso l’operato di Leonardo Da Vinci. Partendo da questi spunti i Truly Design sviluppano un dialogo serrato tra queste particolari ed antiche ricerche e gli spazi del museo. L’idea è quella di un lavoro capace di entrare a contatto ed in sintonia cromatica e visuale, con i lavori astratti di Florence Henri, László Moholy Nagy, El Lissitzky e Josef Albers, tutti ospitati all’interno del museo.

La realtà anamorfica e geometrica proposta dai Truly Design, entra quindi a contatto con lo spazio fisico del MEF, con la sua architettura e ciò che la stessa ospita. È un dialogo costante che si inserisce anzitutto nelle viscere della struttura, trasformando la percezione architettonica degli spazi attraverso l’inserimento di forme geometriche, alchimie astratte, legate nei colori alle opere esposte, e sviluppate attraverso un interazione del tutto totalizzante.
L’impatto infatti con le tre opere site-specific dipinte dai Truly Design, destabilizza, pone in essere una visione differenti dell’ambiente. Emergono forme geometriche, spazi e profondità nuovi, dimensioni suggerite, capaci di tracciare una realtà vera e possibile. E ancora, capaci di trascendere dai limiti fisici, per lasciare che i colori, le forme, le tracce, le emozioni ed i sentimenti degli autori, plasmino una dimensione nuova, inedita, differente, capace di avvolgere ed ovattare, di proiettarci al suo interno, quasi rapiti, in cerca di una realtà impossibile, ora viva e capace di restituirci un qualcosa di emozionale.

Fino al 26 Giugno 2016

MEF – Museo Ettore Fico
Via Francesco Cigna 114
10155 Torino – Italy

Thanks to The Artists for The Pics

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Robert Proch – “Crossing the Line” Show (Recap)

26/04/2016

Uno sguardo approfondito a “Crossing the Line”, ultima esibizione firmata da Robert Proch ed ospitata negli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma.
Come annunciatovi nelle nostre preview, questo solo show rappresenta il debutto dell’interprete Polacco in Italia. L’allestimento proposto rappresenta al meglio la particolare estetica dell’interprete, attraverso una nuova serie di opere su tela e disegni, tutti appositamente realizzati per questo show.
La particolare lettura del quotidiano, dei paesaggi urbani, nonché dell’essere umano, rappresentano gli stimoli tematici e pittorici di una produzione che si colloca tra astrazione e figurazione.
Il processo dell’interprete non coinvolge alcun tipo di supporto tecnologico, Robert Proch lavoro d’istinto, raccogliendo le immagini dalla propria memoria, dalle proprie esperienze di vita, attraverso un percorso spontaneo e diretto. L’idea dell’artista è quella di imprimere agli elementi ed ai soggetti protagonisti delle sue opere, un senso di movimento perpetuo. A prendere forma sono quindi livelli, schegge e frammenti che vanno a cadenzare e formare il particolare aspetto delle sue pittura, generando di conseguenza, la sensazione di una sorta di caos ordinato. L’uomo è parte dell’esperienza visiva dell’autore, è protagonista ed al tempo stesso vive all’interno delle sue visioni attraverso un senso di sospensione, tra immagini frammentate e sovrapposte, tra passato e presente, futuri possibili e presenti alternativi.
Attraverso la propria produzione pittorica Robert Proch riflette sulla condizione umana a tutto tondo. In particolare in “Crossing the Line”, l’autore riflette su ciò che condiziona l’esistenza dell’uomo, dai gesti e le necessità quotidiani, alle pressioni che siamo soliti ricevere giorno dopo giorno.
L’interprete tratteggia l’aspetto di un mondo in cui la libertà assume valore utopico, dove basterebbe un semplice punto di rottura, un varcare la linea come il titolo suggerisce, per vedere, percepire e sentire chiaramente. Senza alcun vincolo o costrizione, diversamente la frustrazione e le fragilità prenderebbero il sopravvento, generando un sentimento di autodistruzione. Lo show è quindi una riflessione su questo stato critico della mente, sul rimanere sospesi tra queste due condizioni.
Dopo il salto una bella e lunga serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dall’autore, dateci un occhiata e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 11 di Giugno.

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni 124
00176 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by The Blind Eye Factory

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1010 for The Crystal Ship in Oostende

26/04/2016

Ancora aggiornamenti dal The Crystal Ship Festival di Oostende, tra gli ospiti anche 1010 che ha da poco terminato di dipingere questa grande parete.
Il confronto con le produzioni di 1010 passa anzitutto per la peculiare sensibilità dell’interprete verso la superficie di lavoro. Attraverso questa, l’autore sviluppa una personale astrazione della forma atta a sviluppare un forte senso simbiotico con lo spazio dove la stessa prende vita. In questo senso l’artista si inserisce all’interno di pareti e strutture architettoniche, andando a realizzare enormi forme tonali, caratterizzate da profondi effetti di tridimensionalità. I ‘portali’ dell’interprete sovvertono la superficie piana a piatto, alimentano percezioni differenti e personali, il tutto attraverso un forte carattere tonale. L’utilizzo del colore ed il suo studio, la costante ricerca di forme e silhouette differenti, la volontà di interagire profondamente con lo spazio, continuano, anche per la rassegna Belga, a portarne avanti l’operato in strada.
1010 per il festival si confronta con questa grande parete, generando una nuova ed inedita forma.
Dopo il salto alcuni scatti con le fasi del making of e le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e dalla rassegna.

Pics by Hernik Haven via AM

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CANEMORTO x Emajons for MAAM in Rome

26/04/2016

Con questa nuova pittura, anche i CANEMORTO ed Emajons tra gli artisti al lavoro all’interno del MAAM Museo dell’altro e dell’Altrove di Roma.
Il progetto, sviluppato da Giorgio De Finis, nasce all’interno del Metropoliz, già fabbrica di salumi Fiorucci, e dà casa a circa duecento persone di etnia e nazionalità differenti. Trattasi quindi di una soluzione abitativa che fa dell’integrazione e dell’intrecciarsi di culture differenti, il suo principale slancio. Tra i vari laboratori interni, c’è appunto MAAM.
Pensato come contrapposizione alle istituzioni museali di Roma, il progetto continua a coinvolgere altissimi di alto profilo, nella trasformazione estetica della struttura, con l’idea finale di avvicinare più persone a questo luogo, ed al tempo stesso, garantire protezione contro eventuali sgombri.
All’interno di questa particolare cornice tematica e visiva, i CANEMORTO ed Emajons interagiscono in una nuova pittura. Il lavoro degli artisti trova in una rappresentazione cruda e diretta dell’essere umano il suo punto d’incontro e l’opera, inevitabilmente, eredita tutto lo spirito critico e velenoso che ne contraddistingue l’operato in strada.
A prendere vita su questa lunga torretta è quindi un gigantesco essere antropomorfo. Le gettate di colore e le passate rapide, la rappresentazione incisiva e cruda degli arti e dei lineamenti del volto, sono gli elementi di spicco di una nuova e potente analogia con i mali e le fragilità dell’uomo moderno.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti coinvolti, vi lasciamo agli scatti di questa loro ultima fatica, dateci un occhiata.

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Tellas x Morag McPherson for Spring Fling Rural Murals

26/04/2016

Nelle scorse settimane Tellas si è spostato in Scozia, qui in compagnia di Morag McPherson, ha terminato di dipingere questo bell’intervento.
Organizzato da Recoat Gallery e Upland per il Spring Fling Rural Murals di quest’anno, l’opera vede i due artisti interagire fortemente andando a creare un intervento caratterizzato, da entrambe le peculiari estetiche pittoriche.
Al lavoro su questa lunga parete, Tellas e Morag McPherson trovano in un approccio astratto, seppur divergente, l’ideale slancio per un dialogo esteso. L’intervento è caratterizzato da un forte senso di movimento, Morag McPherson attraverso le personali influenze tonali, realizza una serie di caselle cromatiche irregolari e ‘sporche’. Di dimensione differente, queste vanno a formare l’ideale background per lo sviluppo di una serie di elementi a carattere naturale. In questo senso a svilupparsi su tutta la superficie, vediamo muoversi una serie di textures organiche, tipiche dell’immaginario di Tellas, che prosegue nel portare avanti la personale sintesi astratta.
Il risultato finale è una esplosione di colori e forme differenti, tra razionalità ed istinto, l’opera avvolge e ci invita ad esplorarne ogni pertugio.
Scrollate giù, ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di scatti con alcune fasi del making of e le immagini dello splendido risultato finale. Dateci un occhiata.

Pics by Colin Tennant

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Ricky Lee Gordon – New Mural in Los Angeles

24/04/2016

Nuovo aggiornamento per Ricky Lee Gordon, l’artista Sudafricano si è spostato a Los Angeles dove ha da poco terminato questa bella pittura.
Della decisa svolta estetica attuata da Ricky Lee Gordon, già conosciuto con lo pseudonimo di Freddy Sam, ce ne siamo occupati nel nostro editoriale di approfondimento (Leggilo qui). L’autore prosegue la sua evoluzione attraverso i continui spostamenti in giro per gli States.
Tappa dopo tappa l’artista sta intensificando gli sforzi per proporre una produzione maggiormente introspettiva, capace di approfondire temi e spunti legati ad una riflessione interpersonale e che, inevitabilmente, giungono allo spettatore come momento di contatto personale con il proprio subconscio.
Servendosi di una pittura altamente realistica, dove la combinazione di elementi naturali e fisicità appartenenti all’essere umano, continuano a mescolarsi, l’artista ha conseguentemente aggiunto una parte scritta. Le opere vengono ora accompagnate da intense frasi che rivendicano i temi e gli argomenti scelti, spesso offrendo un titolo all’intervento, gettando le basi per un dialogo profondo ed articolato.
Per quest’ultimo intervento, dal titolo “ANYWHERE EVERYWHERE”, Ricky Lee Gordon realizza un opera decisamente criptica, con una chiave di lettura assolutamente personale. Il corpo di un uomo è intento a tenere in mano una grande tela, all’interno della stessa sono presente delle nuvole.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo agli scatti in calce con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata.

DoArt Mural

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Nelio x Graphic Surgery for Palma Festival 2016

24/04/2016

Chiudiamo il cerchio sul Palma Festival con quest’ultimo lavoro realizzato da Nelio ed i Graphic Surgery per le strade di Caen in Francia.
Dopo aver realizzato due interventi singoli (Covered) (Covered) Nelio ed i Graphic Surgery collaborano qui con una pittura che mescola le rispettive fascinazioni estetiche, trovando in una comune cornice cromatiche, l’ideale punto di contatto.
L’approccio pittorico di Nelio continua ad essere legato ad un impeto astratto dove, forme regolari ed irregolari, un sapiente utilizzo del colore, ed una continua necessità di variare l’aspetto delle forme proposte in funzione di stimoli differenti, rappresentano i punti cardine. D’altro canto il duo olandese dei Graphic Surgery (Artist Featured) insiste nel sviluppare la personale fascinazione estetica dove la città, nonché i suoi elementi urbani, rappresentano il primo stimolo visivo per una decontrazione e costruzione di forme astratte precise e minimali.
In entrambi i casi c’è la volontà di portare avanti una sintesi pittorica che, partendo da concetti e spunti differenti, trova qui il suo giusto equilibrio.
Sulle due serrande di questa struttura, Nelio realizza una serie di figure equilibrate, giocando sui colori e generando un figura complessa e capace di restituire un senso di precarietà. I Graphic Surgery sviluppano una delle loro iconiche forme criptica ed iper minimali.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Bosoletti – New Mural in Naples

23/04/2016

Uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Bosoletti direttamente sulla parete laterale esterna della basilica di Santa Maria della Sanità di Napoli.
L’opera è stata realizzata come parte dei lavori per il progetto Luce curato da Giuseppina Ottieri ed Il Fazzoletto di Perle, ed ha visto l’autore Argentino interagire con gli spazi architettonici della bella Basilica napoletana.
Attraverso una pittura sensibili e legata ad una rappresentazione dell’essere umano, Bosoletti scava e fa propri gli aspetti più reconditi, emotivi e viscerale dell’uomo moderno. Al tempo stesso volontà dell’interprete è quella di porre in essere in ciascuna delle sue pitture, un senso di riflessione e protesta. Le opere dell’autore si affacciano come personale riflessione sui tempi moderni, sulla crisi e sulla speculazione economica, argomenti questi trattati attraverso intense e profonde allegorie visive. Tra corpi e volti intensi, l’artista accompagna le proprie opere con fiore e differenti ornamenti naturali, atti propri a rimarcare un senso di delicatezza, riporto l’essere umano in una dimensione certamente più pura, in totale controtendenza con la deriva moderna.
Dal titolo “ResisTiamo” quest’ultima pittura ha nella Resistenza il suo principale spunto tematico, al tempo stesso Bosoletti sottolinea come un sentimento come l’Amore, sia l’unico in grado di contrapporti alla lotta contro il male, le avversità e le sofferenze.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con le fasi del making of ed il bel risultato finale, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by TheBlindEyeFactory

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2Alas x Case – New Mural in Wynwood, Miami

22/04/2016

Torniamo con piacere nel distretto di Wynwood a Miami per dare uno sguardo a questa bella combo firmata 2Alas e Case.
Sempre piuttosto interessanti le collaborazione tra autori differenti che, nonostante portino avanti approcci estetici differenti, unendone le peculiarità vanno a creare riuscitissimi mash-up. È il caso di quest’ultima fatica firmata 2Alas e Case che unendo i rispettivi immaginari, vanno a creare una perfetta alchimia.
Il lavoro di Case, parte della Ma’Claim Crew, è contraddistinto da una personale sensibilità visiva che trova nella riproduzione iper realistica delle mani, la sua principale ragione d’essere. Le mani come strumento di dialogo per antonomasia, rappresentano quindi le protagoniste indiscusse del lavoro dell’interprete tedesco. D’altro canto le produzioni firmate da Andrew Antonaccio e Filio Galvez aka 2Alas, sono caratterizzate da un approccio estetico duplice. Tra astratto e figurativo, le visioni del duo abbracciano unaa sintesi capace di proporre immagini appartenenti alla vita quotidiana. Attraverso intrecci di linee e forme differenti che, viste da lontano, vanno a tracciare le immagini desiderate, mentre da vicino rivelano tutto il loro impulso criptico e viscerale.
Per apprezzare al meglio questa bella collaborazione, ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

Pics via San

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Parra – “I can’t look at your face anymore” at Ruttkowski;68 (Recap)

22/04/2016

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Uno sguardo approfondito a “I can’t look at your face anymore” nuova e corposa esibizione firmata da Parra all’interno degli spazi della Ruttkowski;68 Gallery.
Piet Janssen aka Parra, è senza dubbio tra gli autori che maggiormente apprezziamo. Artista poliedrico, negli anni l’interprete Olandese ha saputo legare il proprio nome a progetti ed ambiti artisti differenti, muovendosi tra le differenti identità e possibilità che l’arte contemporanea riesce ad offrire.
Aldilà dei personali progetti commerciali, abbiamo sempre seguito con attenzione le personali esibizioni con le quali l’artista ha continuato a presentarsi al grande pubblico. Quest’ultima mostra ospitata dalla bella galleria di Colonia in Germania, rappresenta però uno di quegli step fondamentali.
Nel descrivere il proprio lavoro lo stesso Parra, utilizza le parole veloce e freestyle, aggettivi che ben identificano l’approccio estetico del suo operato. Il processo pittorico continua quindi ad essere legato ad una impostazione sintetica, per nulla complicata, che vede l’artista lavorare attraverso una precisa tavolozza cromatica, attraverso la quale dare forma e sostanza agli iconici personaggi. Parra attraverso un tratto sinuoso, scandisce la forma di personaggi nudi.
Si tratta degli iconici birdman, capaci più che mai di interpretare una varietà di circostanze differenti, provocando in chi osserva il desiderio di una indagare tra i riferimenti e le immagini che ha trova di fronte. Elemento di spicco delle produzioni dell’artista è rappresentato dalla innegabile carica ironica e sessuale che accompagna la totalità delle sue produzioni.
Affrontando le immagini dell’autore, emerge la volontà dello stesso di guardare e cogliere, i momenti legati alla vita di tutti i giorni, al quotidiano, spunti ed ispirazione per la personale indagine. Da ciò Parra muove la persona riflessione sull’animo umano, lanciandosi in una personale interpretazione di sentimenti e situazioni comuni, legate allo spettro emotivo dell’uomo, in una sintesi introspettiva, divertente, sarcastica e giocosa.
In “I can’t look at your face anymore”, seconda esibizione di Parra presso la Ruttkowski;68 Gallery dopo “And Wait for Something to Happen“, continua a proporre una riflessione sulla vita di tutti i giorni. Lo show rappresenta anzitutto la summa del lavoro fin qui portato avanti dall’autore, con una nuova e bella serie di opere e sculture inedite. Come da titolo la mostra indaga sul volto, con l’artista che sceglie volutamente di oscurare i visi dei suoi personaggi, come personale risposta al narcisismo, ai selfie ed alla costruzioni di una propria identità celebrativa. Tutti elementi che stanno caratterizzando questo particolare momento storico.
L’esibizione stupisce per la volontà di Parra di sviluppare un corpo di lavoro certamente più piatto ed essenziale. I corpi sono privi di lineamenti, così come gli elementi che compongono ‘le scene’ risultano più chiari, suggerendo un senso di equilibrio e pulizia che abbiamo particolarmente apprezzato.
Per approfondire al meglio quest’ultima visione firmata dal grande autore Olandese, vi lasciamo agli scatti dell’allestimento ed alle immagini di alcuni dei lavori presentati in mostra, dataci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Gallery

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CANEMORTO – “Toys” at Superfluo (Recap)

22/04/2016

Andiamo a dare un occhiata a “TOYS”, nuovo progetto espositivo firmato CANEMORTO all’interno degli spazi del Superfluo di Milano.
Il progetto è il risultato di una intensa residenza durata tre settimane all’interno degli spazi Milanesi, con gli interpreti al lavoro su una nuova serie di pitture, sculture e video. Un idea quindi che abbraccia a tutto tondo differenti medium visivi ed artistici e che, nello specifico, allaccia il discorso con il progetto Amo-Te Lisboa. Si tratta quindi di una sorta di sequel che vede i CANEMORTO, tornati in Italia dopo le scorribande in terra Portoghese, abbandonare la strada per abbracciare una improbabile carriera nel mondo dell’arte contemporanea.
Il titolo, che si rifà al linguaggio dei graffiti indicando i writers falsi ed incapaci, ben contestualizza la nuova pungente riflessione che gli autori Italiani hanno voluto abbracciare, rivelando ancora una volta, tutta la natura ironica e tagliente delle produzioni del trio. In particolare i CANEMORTO concentrano la loro attenzione sulla particolare e spesso ambigua convivenza tra arte di strada ed arte contemporanea, sottolineando come nella società moderna, l’arte e l’artista vengano riconosciuti solo quando raggiungono un valore economico.
Il progetto contestualizza quindi un dibattito sempre attuale. Lo fa ponendo in antitesi le produzioni degli artisti, contrapponendone la natura ribelle, violenta, brutale e libera del loro operato in strada, con l’operato in galleria. Al tempo stesso le opere realizzate nascono dal seme dell’art brut, dei cartoni animati, delle sottoculture giovanili, in cui emerge un senso di deriva, in cui i personaggi proposti rappresentano ‘adulti disadattati’ e mai sottomessi all’omologazione. Lo show è quindi anzitutto un cortocircuito voluto, rappresentato, incanalato attraverso le sembianze dei corpi ‘brutti’ dei soggetti rappresentati. È l’ennesima confusione voluta, rimarcata attraverso una provocazione.
Oltre al magistrale allestimento, visibile nelle immagini in calce e composta tele e veri e propri personaggi/giochi realizzati per l’occasione, il progetto è aperto dal video omonimo. Quest’ultimo mescola elementi di cinema, rap, graffiti, arte, realtà e finzione, proseguendo sulla via delle provocazione anche attraverso un intervista a Camillo Tarozzi, restauratore che ha eseguito i famigerati stacchi delle opere di BLU (Leggi il nostro editoriale).
C’è da mettersi comodi e dare un occhiata a tutto il materiale, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

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Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

Moschino Teddy Bear

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Blaqk – New Mural in Madrid

21/04/2016

Andiamo a scoprire l’ultima meraviglia firmata dal duo greco Blaqk, una nuova pittura realizzata a Madrid in occasione dei lavori per il Voltio Festival.
Continua l’evoluzione estetica di Greg Papagrigoriou e Simek aka Blaqk. Le produzioni del duo sono caratterizzate dalla duplice identità di ambedue i componenti, miscelata e sviluppata attraverso un costante equilibrio. È sempre piuttosto interessante notare come la costante evoluzione stilistica e personale degli interpreti, vada poi ad influire nelle produzioni congiunte, lasciando tuttavia inalterata le differenti peculiarità che ne caratterizzano l’approccio pittorico.
Come visto diverse volte Simek predilige una impostazione legata all’astrazione della forma, laddove gli impulsi geometrici e lo studio degli stessi, rappresentano il suo punto cardine. Greg Papagrigoriou sceglie invece un approccio più vicino alla calligrafia, con forme delicate, che ricordano un astrazione di tipo gestuale, e caratterizzate da un forte senso di movimento. Punto di contatto la comune scelta di lavorare esclusivamente attraverso il bianco ed il nero, tonalità che incentivano e rimarcano la ricerca di equilibrio estetico e pittorico portata avanti dal duo.
Per la rassegna Spagnola i Blaqk cambiano l’aspetto di questa piccola parete, intervenendo nello spazio attraverso una serie di forme solide e curve pittoriche, un tratto questo che sta particolarmente influenzando le ultime produzioni del duo e che ha caratterizzato la loro ultima esibizione (Leggi il nostro editoriale).
Dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli e le immagini di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Dimitris Vasiliou

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Escif – “Blood for Money” in Valencia

21/04/2016

Nuovo aggiornamento per Escif, il grande artista torna nella sua Valencia proponendo un nuovo ed iconico intervento dei suoi.
Il ritorno dell’interprete nella sua Valencia, dopo la bella serie di progetti che ne hanno caratterizzato l’operato negli ultimi mesi (Leggi il nostro editoriale), coincide con un lavoro decisamente velenoso e diretto.
Abituati a confrontarci con le sue particolari riflessioni, ancora una volta Escif agisce attraverso un rapporto di assonanze linguistiche e visive, ponendo a rapporto situazioni e azioni simili per esprimere la propria personale critica che tocca praticamente tutti gli aspetti della società moderna, dal sociale, al politico passando per l’economico. I temi affrontati dall’autore, hanno saputo tratteggiare con forza un ritratto, spietato e senza compromessi e senza alcun filtro, del contemporaneo. La genialità delle assonanze visive, unite ad un tratta essenziale, privo di fronzoli ed in grado di impattare in modo diretto chi osserva, rappresentano gli elementi di spicco di una produzione sempre sopra le righe.
Escif affronta temi articolati, pungendo e soprattutto ponendo nello spettatore il seme del dubbio, lasciando che lo stesso sviluppi una personale presa di coscienza o posizione, su temi delicati e spesso scomodi.
Quest’ultimo lavoro, intitolato “Blood for Money”, riporta Escif ad una dimensione più familiare, con l’interprete spinto a riflettere sul tema della guerra. Lo Spagnolo lancia qui la personale denuncia sui conflitti scaturiti per ragioni economiche, quelli legati al petrolio in particolare, realizzando una nuova ed irriverente visione delle sue. Chapeau!
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Spagnolo, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, con tutti i dettagli di questa sua ultima fatica. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Elian – New Mural in Milano

21/04/2016

Andiamo a dare un occhiata approfondita all’ultima meraviglia realizzata da Elian a Milano, un grande lavoro dipinto in occasione del Salone del Mobile.
L’opera, curata da Alice Cosmai e Question Mark, prende vita sull’intera struttura di questa vecchia fabbrica sui navigli milanesi. Ancora una volta Elian propone un intervento profondamente connesso con le peculiarità architettoniche del luogo di lavoro, dimostrando nuovamente la personale sensibilità per gli spazi urbani e la forte simbiosi tra il proprio operato e gli stessi.
Dal titolo “Transversal Movement”, l’intervento è anzitutto caratterizzato dalla volontà di lasciare non dipinte le finestre e soprattutto, sviluppare una forte sensazione di movimento che accompagna ciascuna delle figure astratte proposte. L’idea è quella di plasmare e trasformare attivamente la superficie. Per far ciò Elian sceglie di lavorare in particolare alle estremità della struttura, lasciando quindi lo spazio centrale (quasi) vuoto e generando di conseguenza, una sorta di tensione. Le stesse finestre simulano una sorta di griglia che viene letteralmente interrotta dal movimento costante delle figure dirette ed incisive, tipiche dell’immaginario dell’autore. Infine la scelta dei colori che ha visto ancora una volta l’artista sviluppare l’opera attraverso il consueto range cromatico.
Riviviamo assieme tutte le fasi del making of di questa grande opera, attraverso la ricca serie di scatti in calce al nostro testo. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Final pics by The Artist and Lab C3, Working in progress pics by Lorenzo Giglio

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Elian

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JayPop – A Series of New Murals

20/04/2016

Nuovo aggiornamento per JayPop, l’autore Polacco ci presenta una nuova serie di lavori realizzati nel corso degli ultimi mesi.
Abbiamo fatto la conoscenza dell’interprete sotto il nome di Jacyndol, ora per questo suo ritorno ecco che l’artista cambia pseudonimo, lasciando tuttavia inalterato il personalissimo approccio estetico.
Il confronto con le produzioni di JayPop continua ad essere fortemente influenzato da una personale direzione cubista ed astratta. Attraverso una personalissima sintesi estetica, l’autore dà forma e sostanza a figure, soggetti ed elementi differenti, spesso accompagnando gli stessi con scritte morbide e delicate, attraverso i quali tracciare le peculiari visioni.
Influenzato dalle correnti russe dei primi del ‘900, l’interprete sintetizza il proprio immaginario attraverso veri e propri volumi materici che, dall’aspetto geometrico, vengono fortemente caratterizzati da giochi dimensionali e prospettici, di profondità e tridimensionalità, di luce ed ombra, trasmettendo un forte senso di accuratezza. Quelli che emergono sono quindi corpi quadrati, figure statiche e ‘legnose’ poste a contrasto con momenti di vita quotidiana e spesse legati al particolare luogo di lavoro.
JayPop propone un estetica personale capace di tracciare una visione differente della realtà, attecchisce alla stessa, ma ne sposta gli equilibri, quasi volendo sottolineare il personale modo in cui ciascuno di noi osserva, scruta e digerisce ciò che ha di fronte ed intorno.
In attesa di nuovi aggiornamenti, dopo il salto, una bella e ricca serie di scatti, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Ekta, Eltono and Mattia Lullini at Nevven (Recap)

20/04/2016

Ekta, Eltono e Mattia Lullini sono gli autori ospiti di “Unexpected Territory” nuova esibizione firmata dagli amici di Nevven a Göteborg in Svezia.
Sebbene attraverso dinamiche estetiche e pittoriche differenti, il trio di autori scelto per questa nuova esibizione condivide un eguale interesse per il pensiero non pianificato. Come il titolo dello show suggerisce, per Eltono, Ekta ed il nostro Mattia Lullini, l’imprevisto rappresenta un elemento portante e sempre presente all’interno dello loro produzioni. Abbracciato e combattuto, l’imprevisto diventa un tutt’uno con i concetti che gli interpreti cercando di esprimere, rendendo di conseguenza il lavoro vivo e fortemente influenzato da tutto ciò che è irrazionale e dettato dal caso.
In questo senso le produzioni di Ekta continuano ad essere caratterizzate da un processo di stratificazione e cancellazione. Il grande artista Svedese riflette al meglio la costante lotta tra razionalità e irrazionalità, in una costante ricerca dell’equilibrio, della composizione perfetta, raggiunta, distrutta e ricomposta in quella che diviene una riconciliazione temporanea con il proprio lavoro, che di conseguenza diviene, finito nella sua stessa incompiutezza.
Eltono predilige un approccio legato alla possibilità estetiche, laddove l’interazione con l’ambiente di lavoro e la sua continua evoluzione, rappresentano un punto fermo. Attraverso ciò appare chiara l’impossibilità di prevedere i risultati finali, in un senso di incertezza abbracciato e cosciente, capace di sviluppare variazioni significative ed innumerevoli nelle sue iconiche composizioni geometriche.
Infine Mattia Lullini, ormai in pianta stabile di base in terra nordica. L’autore italiano ha evoluto il personale approccio estetico attraverso un costante taglio e ri-assemblaggio delle sue figure. C’è un senso di stratificazione, laddove l’impeto cromatico sempre presente, continua a plasmare l’aspetto e la forma delle sue forme. L’inconscio agisce in modo netto e determinante, con l’interprete che sceglie di lasciarsi guidare da quest’ultimo, per esercitare tutto il fascino di una pittura spontanea ed al tempo stesso accurata, figlia di uno stato percettivo che raccoglie l’eredità di stimoli e percezioni introspettive.
Lo show mira quindi a porre in essere una esplorazione cosciente nelle tre differenti dinamiche di ciascuno degli artisti in mostra. Ciascuno di loro si confronta con territori familiari ed al tempo stesso imprevisti, in una costante esplorazione che ha nell’impulso astratto, seppur eterogeneo, il suo comun denominatore.
In attesa di nuovi aggiornamenti dalla galleria e dagli autori ospiti di questo bel group show, vi lasciamo ad alcuni scatti dell’esibizione, dateci un occhiata.

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Bangatan 10,
414 63 Göteborg Sweden

Thanks to The Gallery for The Pics

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Corn79 – A Series of New Murals

20/04/2016

Nuova ed importante serie di aggiornamenti per Corn79, che ci mostra il risultato di una nuova serie di sperimentazioni all’interno di questo stabile abbandonato.
È sempre piuttosto interesse notare gli sviluppi dei processi estetici degli autori che seguiamo con interesse. Da sempre affascinati dalle produzioni di Corn79, questa serie di nuove opere, mette in mostra una forte cambio sostanziale nelle dinamiche estetiche dell’artista Italiano.
Il confronto con le produzioni dell’interprete passa per una sensibile astrazione della forma. In particolare l’autore guarda ai vantra Hindu ed ai mandala Buddisti, come principali archetipi costruttivi. In questo senso le visioni dell’artista costruiscono un universo onirico ed altamente simbolico, caratterizzato da una forte sensazioni materica. Queste costruzioni astrali, supportate da background ‘sporchi’ ed altamente pittorici, hanno nella forma del cerchio il principale stimolo attraverso il quale, impattano lo spazio urbano, scavando e stuzzicando le corde più sensibili dell’osservatore.
Come visto già in occasione della bella collaborazione con Fabio Petani (Covered), Corn79 ha mutato la personale visione estetica scegliendo di creare forme maggiormente fluide e liquide. Lavorando quindi attraverso linee sottili, e tratteggi fortemente cromatici, l’interprete esibisce qui un approccio se possibile più essenziale e pulito, dialogando con gli spazi e le superfici di lavoro, innescando nuovi ed interessanti intrecci.
In attesa di mostrarvi il proseguo di questa serie, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa prima infornata, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Gola Hundun – “Naturart” Project (Recap)

20/04/2016

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Con piacere diamo uno sguardo approfondito a “Santuario della Fauna Urbana” intervento realizzato da Gola Hundun all’interno del progetto Naturart.
Il progetto è stato realizzato per No Title Gallery, all’interno della cornice del Festival dei Giardini di Pordenone ed ha visto l’autore con base a Barcellona, lavorare attraverso differenti discipline.
In questo senso l’opera rappresenta la perfetta sinergia tra architettura, pittura e progettazione tecnica di giardini, laddove la stessa No Title Gallery, nella figura di Ester Buruffaldi curatrice del progetto, abbandona l’habitat espositivo per rivolgere lo sguardo verso nuove ed inedite mete estetiche.
L’opera nasce attraverso il lavoro congiunto degli architetti Massimiliano Dellamaria ed Arianna Dorissa, il progettista ed agronomo Nicola Van Den Borre, ed appunto la sensibilità e la capacità artistica di Gola Hundun.
Il lavoro dell’autore Italiano continua ad essere legato alla natura ed alla biosfera, protagonisti e principali leve tematiche all’interno delle sue produzioni. Se da una parte Gola si serve degli elementi visivi che caratterizzano la natura nella sua stessa esistenza, d’altro canto ci troviamo di fronte non ad una semplice raffigurazione, quanto piuttosto un approfondimento che coinvolge, amplifica e sottolinea temi e sensazioni differenti. Nelle opere firmate Gola Hundun c’è un forte senso di mistico, onirico e sovrannaturale che accompagna la fruizione dei contenuti. Chi osserva avverte un trasporto arcaico, in grado di stimolare nuovamente il contatto diretto con la biosfera, universo questo sempre più distante in questo particolare momento storico. Attraverso una impostazione tonale forte e caratteristica, prendono vita intrecci naturali, composti da piante, fiori, animali, bulbi, rampicanti e foglie, l’autore plasma forme e figure, spesso legate a temi di riflessione.
Uno degli aspetti più significativi nelle produzioni dell’artista, è rappresentato dalla coinvolgenti installazioni site-specific. Pensate per un determinato luogo di lavoro, in queste particolari produzioni l’autore dialoga con la natura, offrendo spazi coscienti e ragionati, dove la stessa possa tornare a fiorire o vivere.
Quest’ultimo lavoro ibrida sia l’aspetto pittorico sia quello legato all’installazione, con la natura non solo cardine tematico, ma vera e propria parte del processo nonché del suo risultato finale. L’opera unisce quindi pittura e flora verticale, per un risultato finale che ha dell’incredibile.
Null’altro da aggiungere, scrollate giù, dopo il salto, lunghissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica. Il consiglio è quello di mettersi comodi e darci un occhiata.

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Pics by TheBlindEyeFactory

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Nicola Alessandrini – New Mural in Ancona

19/04/2016

A distanza di parecchio tempo, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Nicola Alessandrini con questa sua ultima pittura realizzata ad Ancona per il Festival POP UP!.
Il confronto con le produzioni di Nicola Alessandrini non è mai stato semplice. Le visioni oscure e sinistre dell’interprete Italiano sono frutto di un immaginario che ha, e che continua ad avere, nell’essere umano il suo principale protagonista. Non si tratta però di una rappresentazione pacata, l’autore impatto lo spettatore attraverso visioni crude, cupe e violente. Si tratta di una percezione pessimistica che porta con sé una riflessione sul quotidiano, sulle difficoltà di tutti i giorni, con la deriva e lo sbando etico intrapreso dell’essere umano, come principale leva tematica.
Per sviluppare questi concetti spessi ed articolati, l’interprete ragiona sull’essenzialità, trovando nell’aspetto esteriore, nella carne, nel desiderio di perfezione esteriore, il punto di contatta tra i temi cari e il personale processo pittorico. Al tempo stesso le opere dell’artista sottolineano la volontà dello stesso di dipingere in modo sensibile all’interno dei contesti in cui si trova.
Quest’ultima opera è quindi anzitutto una riflessione sul luogo di lavoro, con Ancona, bagnata dal mare, e quest’ultimo come principale protagonista. L’opera vive inoltre in particolare momento storico in cui il dibattito sulle acque, sui processi storici ed economici dello stesso, risultano particolarmente d’attualità.
L’intervento indoor, dal titolo “Raval vs tRivel”, è realizzato all’interno del Raval di Ancona e vede l’autore miscelare gli spunti personali con i temi legati al mare. Nell’immagine finale vediamo due figure, un uomo-pesce ed un pesce-uomo, dipinti come una creature non auto-concluse, confinate nei propri labirinti mentali e fisici, contaminate e contaminanti. Due figure che divengono esseri consequenziali, vittime e carnefici l’uno dell’altro e ognuno di se stesso.
Dopo il salto gli scatti del making of e del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Italiano.

Thanks to MAC – Manifestazioni Artistiche Contemporanee for The Pics

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Biancoshock for The Crystal Ship in Oostende

19/04/2016

Tra gli ospiti dell’ottimo The Crystal Ship anche il nostro Biancoshock che per la rassegna di Oostende ha proposto questa nuova ed inedita installazione.
Le produzioni di Biancoshock rappresentano costantemente un momento di riflessione sulla società moderna, sulle sue controversie e più in generale su argomenti che riguardano spunti sociali, economici o politici. Si tratta interventi altamente sensibili con i quali l’interprete riflette costantemente le piaghe del contemporaneo. L’abilità dell’artista Italiano è quella di saper sviluppare temi impegnati attraverso interventi incisivi e velenosi, laddove l’interattività con lo spettatore od il passante casuale, continua a rappresentare un punto fermo.
Per l’autore la città assume i contorni non più di semplice palcoscenico, quanto piuttosto diviene parte attiva sia nella fruizione dell’opera sia nella sua stessa ragione d’essere. L’ambiente urbano diventa parte stessa dell’opera, una interazione profonda ed articola tra interprete e chi infine fruisce delle sue stesse invenzioni.
Dal titolo “Ego Washer” quest’ultima installazione di Biancoshock è una critica velenosa ad Instagram e più in generale all’utilizzo ossessivo dei social network come leva per alimentare il personale egocentrismo.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e se volete rivivere le meraviglie della rassegna, nella nostra sezione i lavori fin qui realizzati.

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Nelio for Palma Festival 2016

19/04/2016

Tra gli ospiti di spessore del Palma Festival di Caen in Francia, c’è anche Nelio che nelle scorse settimane ha terminato questa nuova pittura.
Dopo i THTF (Covered) e i Graphic Surgery (Covered) un altro nome di spicco della scena Europea ed Internazionale presta il proprio talento per la rassegna Francese.
Le differenti identità del lavoro di Nelio hanno sempre rappresentato un fortissimo punto di interesse per noi. L’artista ha saputo portare avanti una ricerca in costante mutamento, spesso collaborando con autori differenti, lasciando tuttavia inalterata la base tematica del proprio operato.
Nelio porta avanti una personale fascinazione astratta che vede nella generazione di forme ed elementi geometrici, il suo principale spunto espressivo. Sperimentando soluzioni sempre differenti, lavorando attraverso volumi ora tridimensionali, ora maggiormente viscerali, ora maggiormente piatti, l’interprete scandisce le sue produzioni attraverso un eccellente utilizzo di colori e tonalità differenti.
Lo studio della forma, unito a quello per il colore, arrivano nella cittadina Francese attraverso un intervento che riconnette Nelio con le sperimentazioni legate al passato. L’opera ricorda molto quanto realizzato per Memorie Urbane (Covered) con una serie di figure e volumi tridimensionali a fare capolino sulla superficie di lavoro.
Riviviamo assieme le fasi del making of di questa fatica dell’interprete attraverso la serie di scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Festival for The Pics

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Ravo for Urban Canvas in Varese

19/04/2016

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Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi, così riporta la sempre affidabile Wikipedia. Il tempo è l’unica misura che scorre in avanti e, almeno di non arrivare a mirabolanti scoperte, non è controllabile, e rappresenta una delle influenze maggiori nella vita di ciascuno di noi. È un influenza costante quindi, che esercita tutto il suo fascino, specialmente in questo particolare contesto storico, scandito dalla velocità, dalle informazioni rapide e da ritmi sempre più frenetici.
L’essere umano ha sempre avuto un rapporto controverso con lo scorrere del tempo, spauracchio costante all’interno di una vita terrena. Il tempo agisce senza alcuna influenza, continuando la sua corsa, acchiappando vite, dimenticandone altre, lasciando all’essere umano un senso di impotenza di fronte alla ineluttabilità di una vita che di fronte ad esso scorre silente, senza tregua. Cancella memorie passate e presenti, lasciandoci interdetti di fronte ad una esistenza che di fatto passa inosservata, risulta vacua nell’impossibilità in cui ciascuno di noi possa lasciare il suo marchio nella memoria collettiva.

L’uomo ha quindi da sempre cercato di scolpire nel tempo il proprio nome, per far si che la propria stessa esistenza non passi inosservata, cancellata e dimenticata. Attraverso imprese ad esempio, oppure impiegando i propri peculiari talenti nella realizzazione di un qualcosa che potesse rimanere, fermo, immobile ed immacolato, nonostante il lento ed inesorabile scorrere degli anni.

Il lavoro di Ravo si è sempre mosso attraverso due differenti peculiarità. La prima è senza dubbio legata alla volontà dell’autore Italiano di approfondire se stesso.
Nella crescita di ciascuno di noi arriva il momento di un confronto con la nostra natura. In particolare con tutto lo spettro emotivo, psicologico e percettivo che, attraverso le differenti esperienze di vita, forgiano e plasmano la nostra stessa esistenza.
La pittura dell’artista è quindi anzitutto un dialogo con se stesso, con le differenti sfaccettature psicologiche, emotive e caratteriali del proprio io. L’autore osserva gli sguardi, i differenti volti che accompagnano un emozione, raccogliendone le profondità emotive, scoprendo se stesso, si avvicina agli altri.
L’idea è quindi vicina ad una rappresentazione si personale, ma al tempo stesso capace di identificare, raccogliere e decifrare, tutto quel vorticoso labirinto di emozioni e sentimenti insiti e celati in ciascuno di noi.
L’interprete partendo dal proprio stesso volto ha saputo dare forma e sostanza ad impressioni differenti, identificandone l’aspetto prettamente visivo, per porre in essere un confronto diretto. Osservando infatti le mimiche dei volti raffigurati, Ravo suscita e produce un dialogo diretto con lo spettatore. Quest’ultimo si ritrova nelle smorfie, nelle tracce e nell’espressioni, nasce un empatia emozionale in grado di smuovere sentimenti e percezioni differenti, ora chiare, limpide e facilmente riconoscibili da ciascuno di noi.
È bene sottolineare come questa volontà tematica nelle pittura dell’interprete, non sia legata ad un approccio egocentrico. L’idea è quella di svuotare il proprio aspetto da vincoli celebrativi, quanto piuttosto lasciare che chi osserva, possa ritrovarsi e confrontarsi in modo diretto, con ciò che l’artista vuole rappresentare, con la natura delle proprie emozioni, per scavare e scoprire affondo se stessi ed il proprio subconscio in modo transitivo.

Il secondo aspetto peculiare della produzione pittorica dell’autore Italiano è quello maggiormente tecnico. Per rappresentare al meglio il personale spettro emozionale, c’è bisogno di una resa visiva quanto più fedele e vicina alla realtà. L’abilità pittorica dell’interprete risulta quindi fondamentale per tradurre in colori e forme, tutto il senso viscerale delle emozioni e percezioni differenti.
Ravo esercita quindi una pittura iperrealistica, lavorando nello spazio attraverso un approccio figurativo altamente veritiero.
Questa scelta è anzitutto figlia della volontà di mettere da parte il percorso come writer, assecondando la produzione in studio, e sviluppando conseguentemente una ricerca pittorica contraddistinta da un impulso introspettivo e personale. Il corpo dell’artista diviene principale ispirazione, viene osservato e scrutato attentamente in tutte le sue parti, che divengono quindi protagoniste indiscusse del proprio lavoro.
Come detto l’autore guarda in particolare al proprio volto, specchio di sentimenti ed emozioni, laddove la sua pittura diviene caratterizzata dall’utilizzo e la sovrapposizione di frame differenti. Situazioni ed espressioni intrecciate a vicenda in un unico disegno, capaci di trasudare sentimenti eterogenei.

Il lavoro in strada, in questi anni è stato interrotto, o comunque frammentato, in favore di un approfondimento in studio, capace di evidenziare la capacità ritrattiva e di disegno. Ravo si è impegnato in una serie di progetti personali, tra cui, senza alcun dubbio, spicca “Veri Nobili”.
Questo particolare progetto ha visto l’autore raffigurare quelle che sono le figure e le personalità di spicco della scena italiana. Artisti, amici ed addetti ai lavori, uno dopo l’altro, tutti sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’interprete, con risultati assolutamente realistici e caratterizzati dalla presenza di un ‘ritratto nobiliare’ accompagnato da un elemento specifico (l’estetica pittorica, un logo ad esempio) capace di identificarne sia l’operato che il legame con la scena.
Il progetto oltre a rivelare l’elevata capacità di disegno di Ravo, ha permesso allo stesso di esercitare e portare avanti nel migliore dei modi il proprio approccio estetico, in una costante evoluzione stilistica che trova, in questo suo ritorno in strada, una nuova e potente identità.

Ravo nei giorni scorsi si è infatti spostato a Varese per prendere parte ai lavori dell’ottimo Urban Canvas Project.
Il progetto, realizzato in collaborazione tra il Comune di Varese e l’Associazione WG Art, sta vedendo a cadenza random, alcuni dei nomi di spicco della scena italiana ed internazionale confrontarsi con il paesaggio urbano della cittadina. L’idea è quella di porre in essere anzitutto una valorizzazione degli spazi cittadini, con particolare attenzione per specifiche zone della città, nonché la promozione di eventi, mostre, tavole rotonde e workshop. Elemento fondamentale per il progetto è il dialogo costante con l’ambiente circostante, laddove la stessa scelta degli spazi di lavoro, è spesso legata a vincoli paesaggistici, per una opportunità rara di dialogo con il territorio.

In questo particolare contesto Ravo sceglie un approccio tematico inedito capace da una parte di raccogliere l’elemento riflessivo delle proprie produzioni, elevandone la spinta introspettiva, dall’altra di sviluppare un sotto testo tematico particolarmente significativo.
Dal titolo “We will all be forgotten”, l’opera dipinta da Ravo è una perfetta riproduzione della “Cattura di Cristo” di Caravaggio. Non si tratta però di una semplice copia, quanto piuttosto di una riflessione a tutto tondo sull’esistenza umana, sullo scorrere del tempo, perfettamente attinenti con la particolare storia del dipinto.

Per capire bene l’intervento è quindi fondamentale approfondire la natura della sua ispirazione. Il dipinto fu infatti commissionato dalla Famiglia Mattei a Caravaggio nel 1603. Per chi vive od ha vissuto a Roma il nome Mattei suonerà certamente famigliare, si trattava infatti di una delle famiglie più ricche e potenti della capitale.
Questa famiglia tenne il quadro per 200 anni fino a quando, a seguito di seri problemi finanziari, fù costretta a vendere parte della propria collezione di opere, tra cui appunto questo dipinto. Nell’atto di vendere l’opera si scelse però di attribuirlo a Gerard Van Honthorst, famoso pittore fiammingo, poiché al tempo le opere di Caravaggio non avevano praticamente più mercato. Il quadro venne quindi acquistato da un collezionista Scozzese tale William Hemilton Nisbet che, successivamente, scelse di venderlo all’asta.
La Cattura di Cristo venne quindi acquistato nel 1921 dal gallerista Joseph Kent Richardson, passando successivamente a Mary Whilson ,vedova dell’Irlandese Persivall Lee Whilson, comandante di Polizia assassinato dall’IRA. La donna pone l’opera all’interno della cappella del marito a Dublino, per poi donare la stessa a padre gesuita Jhonn Finley.
Nel 1990 i monaci del convento gesuita decidono di restaurare l’opera, affidando il compito a Carlo Benedetti, restauratore della National Gallery of Ireland che, dopo una attenta indagine, scopre la storia e la verità sul quadro. Nel 1993 il quadro viene presentato ufficialmente alla stampa.

Questa particolare vicenda, che potete approfondire in questo documentario, ispira Ravo nella realizzazione dell’opera. L’autore pone all’interno dell’intervento una scritta, che fa da titolo all’opera stessa, e che viene lasciata volutamente (quasi) impercettibile. Si tratta di un bordeaux scuro su nero, atto a rimarcare il senso ed il significato dell’intervento stesso.
Per Ravo nel tempo e nell’esistenza umano c’è una intrinseca verità, tutti verremo dimenticati. È una sorta di certezza assoluta che opera a livello macro e micro cosmologico. Si lega al tempo ed al suo lento ed inesorabile scorrere. Il sole avrà una fine, l’universo stesso, in fase di espansione e raffreddamento, è destinato ad un termine.
In senso più personale ed introspettivo, l’esistenza finita e piegata ai capricci del tempo, rappresenta per l’autore una sorta di rassicurazione. Ogni sforzo, ogni dolore, ogni perdita, ogni accadimento che coinvolge la nostra esistenza e la nostra vita, nonché tutto ciò che facciamo creiamo e distruggiamo, ogni lascito dell’essere umano, avrà comunque un inizio ed una fine certa.
Per l’autore tutto ciò, piuttosto che spaventare, piuttosto che causare un senso di pericolosa impotenza, rappresenta il romanticismo stesso della vita. L’interprete nella sua riflessione, mette da parte l’ego, l’elevarsi a tutti i costi rispetto ed a discapito degli altri essere umani. Abbraccia piuttosto un senso di pace interiore con ciò che lo circonda, con la vita stessa, in una piena coscienza della propria esistenza, breve, determinata e scandita dal passare dei minuti, delle ore e dei giorni, in completa armonia con il tutto e con il nulla che ci attende.

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Robert Proch – “Crossing the Line” Show (Wall)

18/04/2016

In attesa di un approfondito recap, andiamo a dare un ulteriore sguardo a “Crossing the Line” nuovo show di Robert Proch aperto lo scorso week end a Roma.
Ospitata dalla Wunderkammern Gallery, l’esibizione rappresenta l’esordio di Robert Proch sul territorio Italiano.
La produzione dell’autore Polacco è caratterizzata da un costante intreccio tra aspetti figurativi ed una insistente astrazione. Il risultato di questa miscela è un approccio estetico dove il senso di movimento perpetuo accompagna ciascuna delle opere. Dai corpi dei soggetti, arrivando per i paesaggi urbani, tutto viene impresso da una forte sensazioni di moto perpetuo che plasma e trasforma tutti gli elementi che compongono le immagini finali.
L’allestimento, caratterizzato da una serie di nuove opere su tela e disegni, tutti realizzati proprio in occasione dello show, si impreziosisce di una pittura indoor, realizzata all’interno degli spazi della galleria, di cui abbiamo l’opportunità di seguire le fasi del making of ed il bel risultato finale.
Vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce, l’appuntamento è per i prossimi giorni con tutti i dettagli dello show e del setting proposto dal grande autore. Stay tuned.

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni 124
00176 Roma

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Pics by The Blind Eye Factory

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Hyuro – New Mural in Trollhättan, Sweden

18/04/2016

Continuiamo a seguire gli sviluppi dell’ottimo Trollhättan Street Art Festival con quest’ultima pittura realizzata da Hyuro nella cittadina Svedese.
Nel nostro raccontarvi le produzioni dell’autrice, abbiamo sempre sottolineato la spiccata sensibilità della stessa nell’affrontare temi legati all’universo femminile e più in generale al ruolo della donna all’interno della società moderna. Uno degli elementi di spicco nelle ultime produzioni di Hyuro, è la volontà dell’interprete di cambiare direzione tematica, andando ad approfondire argomenti differenti, comunque sensibili e di particolare interesse sociale.
Dal titolo “Samexistens(Coexistence)” quest’ultimo lavoro vede Hyuro trattare uno dei recenti fatti di cronaca che hanno interessato la cittadina Svedese. Nel mese di Ottobre 2015, un giovane Svedese di 21 anni ha aggredito con una spada alcuni bambini in una scuola. Uno studente ed un adulto sono morti, e più studenti hanno riportati gravi feriti, l’ultimo è morto in ospedale sei settimane dopo l’attacco. Dalle indagine effettuate pare che l’attacco avesse motivi di tipo razzista, un crimine d’odio quindi, con la scelta delle vittime effettuata in base all’origine etnica, all’interno di istituto che si trova in un quartiere popolare e ricco di immigrati.
In questo senso Trollhättan è considerata con una delle città più segregate della Svezia, nonostante il paese rappresenti un ottimo esempio di integrazione e tolleranza verso l’immigrazione. Quest’ultimo è uno dei temi caldi per i cittadini.
L’opera tratta quindi l’argomento della coesistenza, non in un’ottica di solidarietà istituzionalizzata, quanto piuttosto intesa come dovere di ogni essere umano, basato sull’empatia, sulla compassione, nonché su un rapporto di dare e ricevere.
Dopo il salto, tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista, attraverso una ricca serie di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

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Hyuro – New Mural in Trollhättan, Sweden

Hyuro – New Mural in Trollhättan, Sweden

Hyuro – New Mural in Trollhättan, Sweden

Hyuro – New Mural in Trollhättan, Sweden

Hyuro – New Mural in Trollhättan, Sweden

Sten & Lex – New Mural in Porto

18/04/2016

Finalmente un nuovo aggiornamento per Sten & Lex, il duo Italiano nelle scorse settimane si è spostato in Portogallo per realizzare questo nuovo intervento.
Questo nuovo intervento vede il duo italiano continuare a sviluppare il personale immaginario estetico, sempre più incentrato su una idea astratta piuttosto che figurativa. Il cambio sostanziale attuato da Sten & Lex, ha lasciato inalterata l’impostazione processuale delle loro produzioni. Il processo rimane quindi parte fondamentale e principale di uno sviluppo ora votato alla forma, alla trasformazione attiva dello spazio, mediante elementi e forme più sensibili e viscerali. C’è infatti uno spettro emotivo, raccolto, digerito, elaborato e sviluppato all’interno dell’ambiente di lavoro, attraverso percezioni, stimoli e sensazioni interpersonali. Chi osserva si confronta con una lettura propria, introspettiva, con le opere che divengono personali ed emotive.
Quest’ultima fatica di Sten & Lex è stata realizzata in occasione del lavori per il Locomotiva Project. Curato da Porto Lazer, il progetto ha visto i due interpreti realizzare “Nuvens” una splendida composizione astratta che va a cambiare completamente la percezione di questa struttura architettonica.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal prolifico duo romano, vi lasciamo alle immagini ed ai dettagli di questa loro ultima fatica, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists

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Eron – New Mural in Rome

18/04/2016

Ci spostiamo nella capitale per dare un occhiata all’ultimo intervento realizzato da Eron, all’interno dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.
L’opera è stata realizzata in occasione del convegno sui trent’anni di storia del graffiti writing e della street art, ed ha visto il grande autore Italiano, inserito come voce all’interno dell’enciclopedia, impegnato in una sessione live di pittura.
Organizzato all’interno dell’atrio dell’Istituto, l’intervento vede ancora una volta Eron interagire con la superficie di lavoro e soprattutto trattare temi ed argomenti di spessore attraverso la sua tipica sensibilità estetica. Al lavoro mediante la sua incredibile tecnica, Eron realizza un lavoro incentrato sull’emigrazione. L’autore rende infatti omaggio alle migliaia di profughi che rischiano la vita ogni giorni attraversando il Mediterraneo alla ricerca di una vita differente e migliore. In particolare l’artista sembra voler sottolineare tutti coloro che, nel tentativo di arrivare in Europa, hanno perso la loro vita.
L’opera, dal titolo “Soul of the Sea” prende vita su un relitto di una imbarcazione, e viene elaborata da Eron attraverso il consueto utilizzo di bombolette spray. Ancora una volta il risultato è assolutamente sorprendente, una sorta di raffigurazione onirica e spettrale in grado di pungolare le corde più sensibili di chi osserva.
Scrollate giù, ad attendervi alcuni scatti del making of e le immagini dell’eccellente risultato finale, dateci un occhiata.

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CYRCLE. for The Crystal Ship in Oostende

15/04/2016

Continua il nostro full recap dell’ottimo The Crystal Ship Festival di Oostende in Belgio, tra gli ospiti anche i CYRCLE., con una nuova e caratteristica pittura.
Quest’ultima produzione è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro degli interpreti. Come visto diverse volte le produzioni dei CYRCLE. sono anzitutto caratterizzate da una forte componente grafica che, attraverso una costante ricerca, ha saputo spesso cambiare ed evolversi. Lavorando attraverso scritte e una forte impronta figurativa, gli autori hanno saputo spesso variare i temi e gli spunti all’interno delle loro pitture.
Quest’ultima opera, dal titolo “Matter Is Ephemeral Energy Is In Constant Revolution” è stata realizzata come tributo per le morti causate dall’attentato di Bruxelles. Partendo da questo tema i CYRCLE. dipingono una grande texture floreale accompagnando l’opera con una frase – titolo stesso dell’intervento – e dalla data dell’attacco.
Tutti i dettagli di quest’ultima opera degli Statunitensi nella serie di scatti che trovate dopo il salto, dateci un occhiata, e se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione tutti i lavori fin qui visti.

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INO – New Mural in Athens, Greece

15/04/2016

Ci spostiamo in Grecia, nelle scorse settimane INO ha infatti terminato di realizzare questa nuova pittura per le strade della sua Atene.
Profondamente connesso con le vicende del proprio popolo e di conseguenza con le problematiche che stanno interessano la Grecia da diversi anni, INO continua a portare avanti una produzione incentrata sulla riflessione e su temi particolarmente impegnati.
In questo senso le opere dell’interprete hanno anzitutto l’obiettivo di porre in essere una profonda riflessione, portando quindi chi osserva a riflettere su temi ed accadimenti rilevanti. L’artista si è spesso confrontato con quelle che sono le problematiche sociali, economiche e politiche della società moderna, in particolare della Grecia. Se le tematiche sono quindi il cuore vivo del suo lavoro in strada, l’estetica è caratterizzata da un tratto sensibile e realistico. Troviamo volti giganteggianti, enormi ritratti, spesso legati al passato ellenico e classico, che rappresentano l’ideale connessione tra passato glorioso e presente rovinoso.
Quest’ultima fatica, realizzata in una zona centrale della città, è stata dipinta in occasione della campagna di sensibilizzazione dell’epatite c. INO sceglie un approccio indiretto realizzato la figura di uomo accecato dal proprio stesso successo economico, ed al contempo ignaro della propria malattia.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autore Greco, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, con gli scatti del making of e del riuscitissimo risultato finale.

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JAZ for The Crystal Ship in Oostende

15/04/2016

Tra i nomi di spicco al lavoro per le strade di Oostende per la prima edizione del The Crystal Ship Festival, c’è anche JAZ.
Il grande artista Argentino torna in strada con un nuovo intervento fortemente connesso con gli stimoli e gli spunti del luogo di lavoro. Franco Fasoli aka JAZ per questa sua ultima pittura sceglie infatti di ispirarsi al lavoro di James Ensor, famoso pittore locale del 19^ e 20^ secolo. Le produzione di Ensor è caratterizzata da una inconsueta originalità per il tempo in cui l’artista visse, con opere incentrate su temi e continui riferimenti religioso, al carnevale, alle maschere ed infine agli scheletri. Tutte referenze ed elementi che hanno fortemente influenzato e caratterizzato il percorso del pittore.
Partendo quindi da questi elementi, intrecciando gli stessi attraverso quelli che sono i punti cardine dell’esperienza visiva tipica delle sue produzioni, l’autore Argentino si è impegnato nel sviluppare questa nuova opera.
Per quest’intervento JAZ sceglie di tornare anzitutto alle basi del proprio lavoro, mettendo quindi da parte le recenti sperimentazioni in stile collage, che così fortemente ne avevano influenzato l’operato in strada. In questo senso l’idea è quella di sviluppare un corpo di lavoro in cui, gli elementi locali vadano in un certo senso a contrastare quelle che sono le caratteristiche tipiche delle sue produzioni. Spazio quindi agli iconici personaggi, rigorosamente con volto nero e con le sembianze di animali.
Il risultato finale è un intervento basata su una stampa di Ensor, con una ricchissima serie di riferimenti raccolti e rielaborati dal talento Argentino. E’ in particolare la figura centrale a catturare l’attenzione. Si tratta di un grande scheletro a cavallo, con l’animale elaborato attraverso la fusione dei corpi tipica dell’immaginario di JAZ, intento a tenere una giganteggiante bandiera che va letteralmente ad illuminare la serie di bizzarri characters, con quest’ultimi che letteralmente circondando la grande ed aulica figura.
Tutti i dettagli di quest’ultima stupefacente opera firmata dal campione Sudamericano, attraverso la serie di scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi, non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Eterotopia Group Show at Palazzo Fazzari (Video Recap)

14/04/2016

Curato dagli amici di Studio Volante ed ALTrove Festival, un ultimo sguardo ad Eterotopia, group show con Borondo, Canemorto, SBAGLIATO, Edoardo Tresoldi e Jacopo Mandich.
Ospitata all’interno del Palazzo Fazzari “Eteropia – Linguaggi Ultra Contemporanei”, è stato dapprima presentato all’interno degli spazi dell’Ex Dogane di San Lorenzo a Roma (Covered), per poi successivamente spostarsi in modo sinergico a Catanzaro (Covered), terreno fertile nonché base dell’eccellente ALTrove Festival.
Dagli spazi grigi ed industriali che caratterizzano l’Ex Dogana di Roma, gli autori si sono ora confrontati con il Palazzo Fazzari, storico edificio del XVIII Secolo, in quella che diviene una forte mescolanza tra passato e presente, tra linguaggio differenti ed articolati, tra opere site-specific contemporanee e la forte presenza nobiliare che arricchisce e trasuda dalle pareti della struttura.
In Eterotopia gli autori coinvolti vanno a generare uno spazio ‘oltre’, capace di alimentare percezioni e sensazioni in grado di travalicare una sorta di confine, un limite che da invalicabile, viene piuttosto spostato in avanti attraverso le differenti proposte degli interpreti coinvolti.
Esattamente come per lo show capitolino, anche qui c’è la volontà di confrontarsi con il passato, creando uno spazio fisico e tangibile connesso ed al tempo stesso non schiacciato dalla stesso. Si alimenta una dimensione possibile, all’interno di limiti fisici e percettivi, ora spazzati dalla forza e dalla capacità di stupire degli interventi proposti.
Mettetevi comodi e schiacciate play, se volete approfondire vi rimandiamo al nostro precedente recap sulla bella esibizione. Enjoy it.

Video and pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

Ever for The Crystal Ship in Oostende

14/04/2016

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del The Crystal Ship Festival, c’è anche Ever al lavoro per le strade di Oostende in Belgio.
Profondamente legate alle vicissitudini dei luoghi di lavoro, le produzioni di Ever sono caratterizzate da una forte connotazione sociale. In questo senso le pittura dell’artista Argentino ereditano temi, spunti e riflessioni attraverso una duplice raffigurazione.
Nelle pitture dell’interprete emergono istanti razionali e figurativa, con volti e corpi di esseri umani, contrapposti a forme ed elementi astratti che ne rappresentano la sfera più emotiva, percettiva e viscerale.
Attraverso queste particolari peculiarità pittorica, l’autore si confronta con sentimenti, stati d’animo, problematiche sociali, storiche ed economiche, esercitando tutto il fascino di una produzione attenta ed impegnata.
Intitolata “Tribute to the past and future”, quest’ultima opera eredita la particolare stilistica dell’interprete attraverso una nuova riflessione tra passato e presente. Ever come consuetudine continua ad utilizzare il corpo umano come strumento ‘fisico’ di propagazione di un pensiero, di un idea e di una riflessione a tutto tondo.
In attesa di nuovi aggiornamenti dall’artista Argentino, vi lasciamo ai dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione tutti i dettagli ed i precedenti interventi.

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Os Gemeos – New Mural at HangarBicocca, Milan

14/04/2016

Nella giorni della Design Week di Milano, il duo Brasiliano Os Gemeos ha da poco terminato questa nuova e potente pittura presso l’HangarBicocca.
Dopo aver collaborato giusto qualche giorno fa con JR (Covered) i gemelli Pandolfo si sono quindi spostati nel capoluogo lombardo andando a realizzare quello che è senza dubbio il lavoro più grande tra quelli fin qui realizzati sul suolo Italiano. L’opera è stata realizzata come parte inaugurale del progetto “Outside the Cube”.
Senza dubbio tra gli artisti più famosi a livello internazionali, gli Os Gemeos sono ben noti per i loro iconici characters, personaggi gialli attraverso i quali i due fratelli hanno bombardato le strade in questi anni. Lavorando attraverso effetti tridimensionali, dialogando con le peculiarità dell’ambiente urbano, queste figure irridono, scherniscono, ponendo lo spettatore di fronte a spunti e riflessioni differenti.
L’opera dipinta dagli Os Gemeos sulla superficie dell’Hangar, è ispirata al precedente utilizzo della struttura, l’HangarBicocca Pirelli era infatti nel ventunesimo secolo utilizzato per la costruzione di treni, e si intitola “Efêmero”.
Partendo da questo spunti e dalla particolare conformazione della struttura, il duo Brasiliano realizza uno dei suoi iconici personaggi appeso letteralmente ad un vagone del treno della metropolitana.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal progetto e dagli autori, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, enjoy it.

Pics by WallsOfMilano and Andrea Concina

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Add Fuel – New Pieces in Gainesville, Florida

13/04/2016

Nuovi aggiornamenti da Gainesville, tra gli artisti partecipanti al 352 Walls Street Art Festival anche Add Fuel, che si è impegnato in una nuova serie di interventi.
Con un roster di primissimo livello, il Festival è curato Iryna Kamishcheva e prodotto da The City of Gainesville con l’aiuto di Visit Gainesville, ha cambiato l’aspetto degli spazi urbani della cittadina Statunitense.
Come visto già per Memorie Urbane (Covered), l’estetica di Add Fuel è legata ad una rielaborazione grafica di elementi appartenenti alla cultura iberica. In particolare l’autore, con una fortissima influenza nell’illustrazione e nel graphic design, raccoglie le immagini e gli stimoli delle mattonella tradizionali.
Partito con un approccio maggiormente vicino alla figurazione, con la realizzazione di personaggi ed elementi legati alla cultura sci-fi, l’autore ha successivamente quindi cambiato completamente direzione.
Add Fuel in particolare pare affascinato dalle iconico azulejo, tipico ornamento dell’architettura Portoghese e Spagnolo, che diviene principio e base estetica per i suoi minuziosi paste-up.
Per la rassegna l’artista ha realizzato una lunga serie di interventi, un muro e 7 piccole cabine elettriche, completamente trasformate dal lavoro dell’interprete. Si tratta della prima serie di lavori realizzati negli States, e rappresentano la fauna locale.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa serie di interventi, dateci un occhiata. Se volete rivivere le meraviglie della rassegna, vi invitiamo infine a dare un occhiata alla nostra sezione.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Iryna Kanishcheva

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Felipe Pantone – “Data Smog” at Lebenson Gallery (Recap)

13/04/2016

Nelle scorse settimane, Felipe Pantone ha aperto “Data Smog” nuovo e corposo solo show all’interno degli spazi della Lebenson Gallery di Parigi.
Continua l’ottimo periodo del talento Argentino che, dopo la spettacolare “Stereodynamica” ospitata dalla Backwoods Gallery, propone un nuovo ed inedito allestimento caratterizzato dal personalissimo immaginario.
Continuando a lavorare attraverso medium differenti, sebbene quest’ultima esibizione sia priva di installazioni on-site, lo show prosegue la peculiare ricerca astratta che caratterizza le produzioni dell’interprete.
Partendo dai graffiti, Felipe Pantone ha sviluppato un percorso in cui la fascinazione per un immaginario digitale ed hi-tech, produce un riflessione sulla contemporaneità. L’artista genera sistemi articolati e complessi attraverso i quali lo spettatore viene investito in modo cognitivo e visivo. Le figure impossibili, gli elementi irregolari, rappresentano l’impulso in grado di sovvertire un senso di ordire. Il caos generato si sviluppa attraverso un impulso dinamico e costantemente mutabile. Il confronto passa attraverso forme liquide, intangibili, traboccanti di dettagli, textures ed elementi che richiamano glitch, colori e pattern digitali, in grado di generare un impulso catartico e riflessivo.
Con base a Valencia, l’autore ha concepito una visione ricca di illusioni ed effetti ottici, in grado di porsi come giusta contrapposizione con il mondo reale e ciò che gravita intorno allo stesso.
Quest’ultima esibizione, che rimarrà aperta fino al prossimo 9 di Maggio, vede Felipe Pantone proporre un allestimento caratterizzato dalla presenza di otto tele e quattro pezzi in bianco e nero su carta. L’idea è quella di sviluppare un sorta di cortina di dati, da qui il titolo dello show, ponendo lo spettatore di fronte ad effetti gradienti, dettagli minuziosi e forme eterogenee.
Se vi trovate in zona, il consiglio è quello di andare a darci un occhiata di persona, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare. Nel frattempo ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista.

Lebenson Gallery
56 Rue Chapon,
75003 Paris

Pics by Selina Miles via AM

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108 – New Mural in Trollhättan, Sweden

13/04/2016

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L’essere umano ha sempre vissuto la propria esistenza attraverso una attrazione e repulsione verso ciò che non conosce, verso l’ignoto, in uno slancio esistenziale per la propria esistenza e contemporaneamente, timore inconscio per ciò che non comprende affondo.
Nella cultura occidentale il nero viene solitamente accostato a qualcosa con una connotazione negativa. È un simbolo di ambiguità, di qualcosa di segreto, oscuro, poco chiaro, la rappresentazione di ciò che non si conosce. È l’assenza di tutti i colori, ma al tempo stesso la combinazione di più colori di pigmenti.
Ognuno di noi associa questo colore a qualcosa di personale, legando nel proprio inconscio, questa tonalità a qualcosa di proprio.

Per 108 il nero rappresenta il primo tassello. Elemento imprescindibile della propria ricerca, il punto cardine, dal quale sviluppare il proprio immaginario. È il contatto con gli aspetti più reconditi del proprio io, raccolti, trasformati e plasmati attraverso forme differenti, connesse ed articolate attraverso il personale spettro emotivo.
La forma è lo strumento di propagazione di un idea, di una fascinazione, che si scopre, prende coscienza di se, arrivando a trasformarsi da concetto ad elemento tangibile. Non è una rappresentazione pura di un oggetto o di un elemento, è piuttosto una raffigurazione personale, libera da vincoli e da conoscenze, in grado di porsi in contrapposizione con le figure conosciute, chiare e di facile identificazione. Diviene specchio introspettivo delle reminiscenze, dei pensieri, degli stati d’animo e delle percezioni di chi ne plasma la conformazione.
Nella sua intrinseca essenza, la forma assume quindi un valore altamente personale, sia per chi ne produce l’aspetto, sia per chi giunge ad un confronto diretto. In questo atto l’elemento assume una connotazione transitiva, stimolando anzitutto un dialogo con gli aspetti più reconditi del proprio io, ed al tempo stesso, innescando ponderazioni su cosa effettivamente vada a rappresentare per chi ne ha composto la forma.

Se la forma rappresenta un tramite, nella sua costante variazione od alterazione nell’aspetto, la natura è di fatto la protagonista, incipit e fascinazione, a cui l’autore Italiano rivolge il proprio interesse. Gli elementi naturali, le forme organiche, vengono processati, alterati e restituiti allo spazio, attraverso un bagno introspettivo che passa per la costante ricerca dell’interprete.
Nell’indagine di 108 la forma non è mai statica, esattamente come la natura, varia, cambia, prende coscienza di se, alterando il proprio aspetto, adattandosi alla superfici, agli elementi che ne influenzano lo sviluppo, cognitivo e fisico. Le figure si lasciano influenzare costantemente, offrendo a chi osserva un costante senso di progressione e variazione.

La visione e l’indagine dell’artista, passano per l’avvicendamento tra lo stesso e quelli che sono i nomi di spicco delle avanguardie di inizio ‘900. Nel principio del proprio operato in strada, dove i graffiti rappresentavano principale stimolo, 108 sceglie di mettere da parte un secolo di arte, rivolgendo il proprio sguardo ad autori quali Kandinskij, Arp ed Imre Reiner. Raccogliendo da questi l’eredità estetica, la volontà di connettersi all’inconscio, l’approccio libero e non razionale, laddove il nero rappresenta il punto di contatto e di profondità, nonché momento di introspezione, l’Italiano ha composto il proprio immaginario e la propria ricerca. In questo senso “La Forma e L’Ignoto”, show aperto ad inizio 2015 all’interno degli spazi della Ego Gallery, ha ben rappresentato la progressione ed il confronto dell’interprete, con questi tre grandi nomi.
Dalla lettera alla forma, in uno slancio inedito e mutabile, 108 si confronta con gli spazi partendo anzitutto da se stesso, ereditando le percezioni e gli stati d’animo del momento, lasciandosi influenzare dagli stimoli del luogo di lavoro, connettendosi con il proprio subconscio e lasciando che lo stesso produca un riverbero fisico sotto l’aspetto di forme ed elementi visivi.

Osservando lo sviluppo dell’artista in questi anni, ho sempre posto l’accento sull’identità mai statica delle sue produzioni. Ciascuna delle forme prodotte, così come le produzioni in studio, sono il risultato della volontà dell’interprete di imbastire percorsi differenti, figure inaspettate capaci di variare nell’aspetto, quanto nella sostanza, conservando intatto lo spirito ed i principi della ricerca.
Le forme astratte dell’autore hanno quindi subito nel corso tempo variazioni cicliche e sistematiche. Questo è uno degli aspetti certamente più interessanti quando si volge lo sguardo verso l’operato dell’artista.
La ricerca costante esercita tutto il suo fascino in una produzione che ininterrottamente rielabora spunti precedenti, in un fare ciclico che determina l’aspetto delle produzioni successive.
Dalle grandi ed asciutte figure in total black (Covered) passando per un uso massiccio e quasi totalizzante di differenti tonalità (Covered), giungendo addirittura a sovvertire il caratteristico colore nero (Covered), rappresentano alcune delle differenti identità visiva con le quali 108 ci ha lasciato confrontare. In questo senso emerge è una crescente volontà di avvicendare il nero con altri colori.

Se il nero rappresenta la parte più recondita, i sentimenti e le emozioni più spesse, profonde ed articolate, il subconscio, le altre tonalità possono essere lette come lo spettro emozionale più tangibile.
Le intermittenze di colore, sviluppate come una sorta nodo fondamentale nello sviluppo delle forme, hanno visto l’artista ragionare sul equilibri differenti, proponendo corpose matasse dove tinte e tonalità differenti, vivono in equilibrio con l’assenza di colore. Se dapprima queste rappresentavano quasi un corpo estraneo, inserito all’interno della matassa oscura come caselle separate e divise, ora vivono in totale armonia con le profondità della grande figura centrale, risultando come parti della stessa, ampliandone l’elasticità all’interno dello spazio di lavoro, in modo equilibrato ed armonioso.
Continuando con l’analogia introspettiva, l’impressione è quella di una rappresentazione personale dei differenti aspetti emotivi dell’essere umano. Si tratta di una differente e personale lettura che ho sempre affiancato alle fascinazioni a tema naturale che l’autore porta avanti.
In questo senso la presenza sempre maggiore, e variegata di tinte differenti, effetti gradienti e cascate di tonalità differenti, per me rappresentano momento di connessione totalizzante.
Il nero come rappresentazione dei pensieri reconditi, il colore come manifestazione degli stessi attraverso emozioni conosciute e chiare. In un processo capace di dare forma e sostanza ha ciò che comunemente non può essere raffigurato, ciò che appartiene alla parte meno razionale e più emotiva del nostro spirito.

Nelle ultime settimane 108 si è spostato in Svezia dove ha avuto modo di realizzare una nuova e grande pittura. L’opera è stata dipinta in occasione dei lavori per il Trollhättan Street Art Festival, progetto artistico, curato da Ekta, che vede coinvolti autori riconosciuti a livello internazionale e nazionale: 3ttman, Hyuro, Christina Lina, Nina Bondeson, Vegan Flava ed appunto 108. Ciascuno degli artisti ha avuto a disposizione un parete dove, senza alcun vincolo, ha potuto esprimere tutto il proprio talento.
Proprio la forte e massiccia presenza tonale, è il cuore stesso dell’ultima fatica dell’artista a Trollhättan. L’intervento, che prende vita su questa grande struttura, evidenzia l’ultima identità del grande autore italiano. Il confronto passa qui per una gigantesca forma nera che cela nelle proprie viscere una ricchissima serie di elementi e figure cromatiche, il tutto intervallato da una grande e spessa linea rossa che letteralmente attraversa e divide il corpo nero.

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Os Gemeos x JR – New Pieces in Paris

12/04/2016

I fratelli Brasiliani Os Gemeos nei giorni scorsi hanno avuto modo di lavorare con JR realizzando una nuova serie di interventi nei tunnels del Palais de Tokyo di Parigi.
I gemelli, che si trovano nella capitale Francese per lavorare al Lasco Project curato da Hugo Vitrani, tornano quindi a lavorare con JR a distanza di qualche mese dall’analoga collaborazione in quel di New York.
L’intervento unisce in un unico lavoro le iconiche fotografie del Francese con gli inconfondibili characters gialli degli Os Gemeos. L’ispirazione per questa nuova serie di opere è legata a Parigi ed in particolare al periodo durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante l’occupazione nazista questa particolare location era infatti utilizzata per lo stoccaggio di alcuni pianoforti rubato dai nazisti.
Partendo da questi spunti il trio realizza una serie di lavori in cui reinterpretano la storia sia dei pianoforti sia dei loro proprietari.
Si tratta di opere permanenti che però, per ragioni di sicurezza, non sono visibili ed accessibili al pubblico, con questa serie di immagini unico modo per darci un occhiata.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo brasiliano e del fotografo Francese, tutte le immagini di questa nuova collaborazione negli scatti in calce al nostro testo. Enjoy it.

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Corn79 x Fabio Petani – New Mural at Parco Dora, Torino

12/04/2016

Corn79 e Fabio Petani uniscono gli sforzi in questa nuova pittura caratterizzata dalla riuscitissima amalgama dei rispettivi immaginari pittorici.
Come annunciatovi giusto qualche giorno fa, andiamo quindi a dare uno sguardo approfondito a questa bella collaborazione. L’opera prende vita su questa grande parete all’interno della suggestiva cornice del Parco Dora di Torino. Corn79 e Fabio Petani sebbene portino avanti estetiche pittoriche differenti, trovano qui la perfetta sinergia andando a plasmare le rispettive forme in funzione di un intreccio ragionato. Quella che emerge è quindi una collaborazione a tutto tondo, capace di cambiare l’aspetto e la sostanza delle figure di entrambi. Il punto di contatto avviene nella comune fascinazione per gli elementi geometrici.
Corn79 prosegue nel sviluppare la personale fascinazione sul cerchio, lasciandosi influenzare vantra Hindu ed ai mandala Buddisti, laddove l’utilizzo di forme maggiormente ‘liquide’ e di scale cromatiche più sporche, continuano a rappresentare una interessante novità. D’altro canto Fabio Petani con la sua interazione simbiotica con lo spazio di lavoro, continua ad elaborare visioni ed elementi contraddistinti da una forte presenza organica e geometrica. Unendo quindi l’astrazione della forma con componenti che richiamano elementi della natura, chimiche e molecolari.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi i due artisti Italiani, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Faith47 for The Crystal Ship in Oostende

12/04/2016

Continuano i lavori per il The Crystal Ship Festival di Oostende in Belgio, tra gli ospiti Faith47 che ha terminato questa nuova e potente pittura.
La rassegna vede alcuni tra gli autori più rappresentativi a livello internazionale lavorare ad una serie di pitture ed installazioni in giro per le strade della cittadina Belga. Dopo l’opera realizzata da Elian (Covered), è il turno della artista con base a Cape Town che continua ad impressionare attraverso una nuova pittura. Questa nuova fatica firmata da Faith47 fa parte di un più ampio progetto, 7.83 MHZ Frequency, che vedrà impegnata l’artista nei prossimi 2 anni.
Sebbene ci siano pochissime informazioni sul progetto, possiamo anzitutto supporre dal titolo di questa nuova serie che l’artista stia ispirando alla frequenza della terra. In particolare l’impressione è quella di una rappresentazione profonda e sensibile dei sentimenti. Dopo infatti “2500 -2450 BC” realizzata a Dunedin, anche questa seconda pittura appare legata all’emotività che contraddistinguono l’essere umano.
Dal titolo “1430 – 1350 BC” mostra corpi sinuosi ed intrecciati, raffigurati attraverso un tratto preciso ed onirico, un evoluzione tanto tematica quanto stilistica che stiamo senza dubbio apprezzando.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autrice Sudafricana, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica. Dateci un occhiata.

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LeonKa x H101 x Socatoba – New Mural in Barcelona

11/04/2016

LeonKa, H101 e Socatoba si sono dati appuntamento a Barcellona, il trio ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova pittura presso il CSO Pula Vida.
Come spesso accade in questi casi l’opera vive attraverso l’interazione di differenti estetiche e fascinazioni che, amalgamate insieme, producono un setting del tutto inedito.
Non nuovi a collaborazioni, LeonKa ed H101, con la piacevole aggiunta di Socatoba realizzano un intervento anzitutto basato sull’utilizzo di un background nero e del colore oro come unico componente cromatico. Attraverso quindi questo potente contrasto tonale LeonKa prosegue nel portare avanti la propria personale fascinazione verso elementi, forme e rappresentazioni esoteriche, mistiche ed oscure. D’altro canto le produzioni di H101 sono caratterizzate da una personale sintesi geometrica e complesse costruzioni di simboli arcaici e misteriosi. Infine Socatoba che dialoga con i due interpreti andando ad immettere nello spazio una forte connotazione figurativa.
L’opera finale, oltre ad ereditare le caratteristiche di ciascuno degli artisti al lavoro su questo spazio, risulta la perfetta miscela tra occultismo, simbolismo. Nella parte inziale vediamo una rappresentazione dai tratti arcaici e bidimensionale, l’opere prosegue poi con una serie di simboli, elementi grafici e figure geometriche.
Tutti i dettagli di quest’ultima fatica attraverso la ricca serie di scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti coinvolti.

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Elian – New Mural in Gainesville, Florida

11/04/2016

Tra gli ospiti del 352 Walls Street Art Festival di Gainesville in Florida, c’è anche Elian che ha avuto modo di realizzare questa nuova pittura.
Il Festival è curato Iryna Kamishcheva, prodotto da The City of Gainesville con l’aiuto di Visit Gainesville.
Sempre piuttosto sensibile allo spazio lavoro, alla sue caratteristiche architettoniche, così come agli elementi sociali che ne influenzano profondamente il processo, il grande autore Argentino elabora un opera ispirata alla scomparsa.
L’opera prende infatti vita su un negozio dedicato alla raccolta fondi per un ospizio. Partendo da questo l’autore Argentino elabora una composizione incentrata sull’avanzamento dell’assenza, come personale analogia con le strutture che accompagnano le persone verso i loro ultimi giorni di vita.
Elian scegli di utilizzare un modulo, scandito dal consueto range cromatico, ripetendone frame by frame la presenza, laddove l’intersecarsi dei colori, diviene mano a mano sempre meno presente. Ovviamente l’opera può funzionare unicamente in un contesto del genere, con l’idea di sostenere la progressione dell’opera attraverso il movimento ed il dinamismo dello spazio di lavoro, qui le persone sono solite passeggiare a piedi od in bicicletta .
Tutti i dettagli dell’opera attraverso la ricca serie di scatti in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati, proprio in questi giorni Elian si trova a Milano dove sta ultimando una nuova e grande pittura.

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Pics by Iryna Kanishcheva

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Graphic Surgery for Palma Festival 2016

11/04/2016

Continua il nostro recap del Palma Festival di Caen in Francia, tra gli ospiti anche il duo olandese Graphic Surgery, al lavoro su questa grande parete.
Le produzione di Erris Huigens e Gysbert Zijlstra aka Graphic Surgery (Artist Featured), sono caratterizzate dalla personale fascinazione estetica dei due. In particolare gli interpreti rivolgono il proprio sguardo all’ambiente urbano, alle costruzioni industriali, ai cieli scalfiti da gru, a tutti quegli elementi architettonici che caratterizzano la città. Raccolti, rielaborati, distrutti ed arrangiati, tutti questi elementi scandiscono e compongono gli intrecci astratti dei Graphic Surgery, componendo le fitte trame e gli intrecci. L’utilizzo infine del bianco e del nero come unici vettori cromatici, nonché la volontà di lavorare attraverso materiali e processi differenti, caratterizzano la totalità di una produzione che continua la sua costante evoluzione.
Dopo i THTF (Covered), Per il festival Francese i Graphic Surgery, trasformano questa grande struttura attraverso un nuovo intreccio. L’idea è quella di una composizione non lineare, spostando l’asse e l’equilibrio dell’immagine, ed interrompendo in questo modo la linearità dello spazio, aggiunge sia profondità che tridimensionalità. Well done!
Null’altro da aggiungere, dopo il salto alcuni scatti con i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima pittura. Dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro del famoso duo.

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3ttman x Muro – New Mural in Santa Cruz

11/04/2016

Ancora aggiornamenti da Santa Cruz de Tenerife, 3ttman e Iker Muro hanno infatti terminato di realizzare questa bella e potente pittura.
Dopo la bella produzione realizzata in collaborazione con i ragazzi del Lycée Français de Ténérife (Covered), 3ttman torna nuovamente in strada con una nuova produzione in collaborazione con l’illustratore e graphic Designer Muro.
Il duo, dopo ben dieci giorni di intenso lavoro, per questa nuova opera si è ispirato alla vegetazione tipica delle Isole Canarie, andando ad intrecciare i rispettivi e personalissimi approcci estetici.
Come è chiaramente visibile, l’intervento è caratterizzato da una ricchissima serie di dettagli che raccolgono l’eredità della comune fascinazione per il colore e le forme, tipica del lavoro sia di 3ttman che di Iker Muro.
Lavorando sull’intera superfice di questa enorme palazzina, i due autori combinano textures e una infinita serie di elementi grafici. Tra colori acidi, sintesi di elementi organici e naturali, porzioni caratterizzate da elementi fantastici e spaziali, l’opera è un compendio di elementi eterogenei tutti da scoprire.
In attesa di nuovi aggiornamenti sia da 3ttman e da Iker Muro, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists

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Deih – A Series of New Murals in Valencia

10/04/2016

Nelle scorse settimane Deih è tornato nella sua Valencia dove ha avuto l’opportunità di realizzare una nuova serie di pitture.
Le produzioni dell’artista continuano ad essere caratterizzate da una forte prerogativa narrativa. Deih ha infatti avuto modo di tracciare l’aspetto e la forma di un vero e proprio universo narrativa che si muove, respira e si racconta, attraverso i suoi iconici personaggi. È il mondo dei fumetti e dell’illustrazione a rappresentare quindi una grande influenza nell’aspetto finale delle pittura dell’artista. In questo senso sono in particolare gli iconici characters, l’ambientazione futuristica, e gli elementi di contorno, e le situazioni surreali, a tracciare un estetica pittorica piuttosto caratteristica.
Questa nuova serie di interventi vede Deih dare forma e sostanza ad alcuni dei suoi iconici personaggi, che vanno letteralmente a comparire all’interno di pareti e serrande, tra primi piani e corpi interi, colori particolarmente accesi e situazioni impossibili.
In attesa di vedere l’autore alle prese con spazio e superfici di dimensione più grande, vi lasciamo agli scatti di questa nuova serie di opere, dateci un occhiata.

Pics by The Artist

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El Mac – New Mural in San Diego, California

10/04/2016

Nonostante gli aggiornamenti sporadici, continuiamo a seguire con interesse il lavoro di El Mac, l’artista Statunitense ha nei giorni scorsi ultimato questa nuova pittura a San Diego.
L’opera prende vita all’interno dell’University of California di San Diego e vede El Mac continuare a portare avanti la sua particolare estetica iper realistica.
Dal titolo “An Enduring Spell”, l’opera prende vita all’interno del cortile interno del campus Revelle. Il nome di quest’ultimo deriva dell’oceanografo Roger Revelle, uno dei primi scienziati a studiare il cambiamento climatico e particolarmente affascinato dall’oceano in particolare.
Ispirandosi proprio all’oceano, ed al personale collegamento con il mare, El Mac va ad elaborare questa nuova opera. L’idea è quella di una riflessione sull’oceano,
L’oceano, con tutte le sue profondità inesplorate, capace di ispirare a far riflettere sull’immensità di questo mondo e sul nostro giusto posto in esso. L’oceano permette la vita, sostiene la nostra esistenza, rendendoci in debito con esso, in una sorta di collegamento embrionale.
Dopo il salto potete trovare una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera, in aggiunta alle fasi del making of, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Eric Heights

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CHEAP Festival 2016 – Call for Artists

09/04/2016

In programma dall’1 all’8 maggio 2016, la quarta edizione di CHEAP Street Poster Art Festival riproporrà la consueta struttura di base interpolata su due direttrici parallele, che hanno come comune denominatore l’utilizzo del supporto carta e la collocazione nello spazio urbano. Da un lato, verranno infatti realizzati interventi site specific su grandi superfici murarie ad opera di un ristretto gruppo di street artist invitati dall’organizzazione del Festival; dall’altro verranno affissi sulle tabelle affissive in disuso del centro storico – concesse a CHEAP dal Comune di Bologna – i poster selezionati tra tutti quelli che perverranno attraverso lo strumento della Call for Artist.

Per il terzo anno consecutivo Cheap ha deciso di tematizzare la Open Call, invitando street artist, illustratori fotografi e grafici a cimentarsi con il linguaggio del poster a partire da una suggestione di base: il tema del “limite”.

Open Call 2016: il limite
Quest’anno Cheap vuole provare a raccontare per immagini il tema del “limite”, inteso non solo come confine geografico tra stati territoriali, ma anche come livello massimo al di sopra e al di sotto del quale si praticano azioni, si vivono emozioni, si innalzano ostacoli e si costruiscono possibilità di cambiamento.
Parlare di limite premette un concetto di misura, che nell’aritmetica del progetto di Cheap on Board coincide di fatto con la cornice di ogni singola bacheca su cui viene installato il lavoro di un artista selezionato tramite la Open Call e con il significato variabile che acquisisce il singolo poster quando è inserito in una cornice comune.
Il limite è quindi inteso da Cheap come il margine oltre il quale la fantasia trova respiro, in una narrazione collettiva sui flussi migratori e sui mutamenti culturali, politici ed emozionali che innescano nelle nostre società.
Il tema della Call di quest’anno vuole attivare due movimenti, cognitivi ed esperienziali: da un lato il ripudio del confine come linea divisoria tra popolazioni; dall’altro considerare il limite come punto strategico di osservazione per individuare nessi inattesi, seguire piste improbabili, giungere a immaginare nuove forme di socialità e convivenza multi culturale.
Davanti a una sequenza di spazi espositivi statici e definiti, ci auguriamo che ogni sconfinamento inneschi una rete di possibilità espressive e relazionali.

Requisiti per la partecipazione
La call è aperta a tutti coloro che vogliano proporre progetti di poster art. La partecipazione, gratuita, può avvenire singolarmente o in gruppo; i collettivi verranno comunque considerati come persone singole.

Modalità di partecipazione e termini di consegna
Ciascun candidato o gruppo può partecipare proponendo da uno a tre progetti, che devono pervenire all’organizzazione del Festival entro e non oltre le 24.00 (ora italiana) dell’11 aprile 2016. I lavori devono essere inseriti – insieme al compilato e firmato,scaricabile dal sito – in una cartella nominata con il nome del singolo artista o del collettivo. I file posso essere inviati a artisti@cheapfestival.it con una semplice email o attraverso un programma di file sharing.

Specifiche tecniche dei progetti
I poster, che devono essere tassativamente in bianco e nero (tutta la scala di grigi compresa), possono essere realizzati con le seguenti tecniche: grafica vettoriale, illustrazione, fotografia. Ciascun partecipante può inviare da 1 a 3 poster (opere). I poster devono essere tassativamente in bianco e nero (tutta la scala di grigi compresa).Ciascun file deve pervenire in formato .pdf o .jpg. Le dimensioni del formato devono essere tassativamente 70×100 cm (verticale) oppure 100×70 cm (orizzontale). La risoluzione del file 300 dpi. Ciascun file deve essere nominato come da esempio: numero immagine, nome artista, misura.
01_mario_rossi_70x100 (nel caso il formato sia in verticale)
01_mario_rossi_100x70 (nel caso il formato sia in orizzontale)
È richiesto a tutti i partecipanti l’inserimento del logo di “cheap on board” in ogni poster inviato. Sul sito sarà possibile scaricare una cartella che contiene oltre al modulo d’adesione, il logo “cheap on board” e due file di esempio per il posizionamento del logo all’interno del poster.

Selezione
Lo staff di CHEAP si riserva il diritto di selezionare i lavori caratterizzati da originalità e spiccate caratteristiche estetiche e comunicative.

Esclusione
I progetti verranno esclusi se perverranno oltre i termini di consegna e/o se non saranno conformi alle specifiche tecniche richieste.

Progetti selezionati
I progetti selezionati saranno resi noti entro 15 giorni dal termine di chiusura dell’open call, attraverso la pubblicazione del nome dell’autore in un’apposita sezione del sito www.cheapfestival.it.

Utilizzo dei progetti selezionati
I progetti selezionati verranno stampati a spese dell’organizzazione del Festival e affissi in alcune aree urbane della città di Bologna durante i giorni di svolgimento del Festival stesso.

Diritti
Gli autori dei singoli progetti sono gli esclusivi titolari dei relativi diritti di proprietà delle opere, della cui originalità si fanno garanti. Partecipando alla open call, gli autori accettano inoltre implicitamente le regole della call stessa, ossia l’esposizione temporanea delle opere all’interno degli spazi urbani e l’utilizzo delle stesse da parte dell’organizzazione per la promozione delle attività non commerciali dell’associazione CHEAP.

Vhils “Debris” at HOCA Foundation (Recap)

09/04/2016

Uno sguardo approfondito a “Debris” nuova enorme esibizione firmata da Vhils all’interno degli spazi dell’ HOCA Foundation di Hong Kong.
Dopo la serie di interventi in strada, che di fatto hanno preceduto l’apertura dell’esibizione (Covered), andiamo finalmente ad addentrarci all’interno della mostra.
Come visto più volte la principale peculiarità delle opere proposte da Vhils è quella di essere elaborate attraverso un processo al negativo, laddove scavando e distruggendo la stessa superfice, emerge la figura o la forma desiderata.
L’esibizione rappresenta il debutto di Vhils in Cina ed è caratterizzata da un allestimento che rappresenta la totalità dei medium e delle tecniche utilizzate dall’artista. Lo show è quindi anzitutto l’opportunità di un viaggio intenso e completo all’interno dell’immaginario dell’autore laddove il denominatore comune, continua ad essere, la realizzazione di ritratti e volti iperrealistici. Tra opere realizzate con il polistirolo, elaborati su superfici metalliche, c’è posto anche per una installazione a led, ispirata alle luci della città, ed infine una video installazione.
Ad accompagnare il nostro testo una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento e dell’installazione realizzata dal famoso artista Portoghese, in aggiunta anche un bel video recap dell’evento. Mettetevi comodi e dateci un occhiata.

Pics by Bruno Lopes via HB

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Fabio Petani – A Series of New Murals

08/04/2016

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Fabio Petani, l’interprete italiani ha da poco terminato una nuova serie di lavori all’interno di un edificio abbandonato.
Il confronto con le produzioni di Fabio Petani passa per la particolare fascinazione astratta che coinvolge la totalità delle sue produzioni. In particolare l’autore rivolge il proprio interesse a quelle forme irregolari, organiche e geometriche, innescando una personale amalgama che trova, nell’interazione con lo spazio di lavoro, il suo principale incipit.
In questo senso ciascuna delle pittura dell’artista, eredita l’influenza degli stimoli del momento, del luogo di lavoro. In particolare Fabio Petani si interessa a componenti chimiche e molecolari, inserendo all’interno delle sue visioni parole, e figure che richiamano elementi differenti. L’artista combina quindi forme dirette e piatte, con altre maggiormente ‘sporche’ ed irregolari, textures basate sulla linea, ed infine forme che richiamano elementi della natura, accompagnate da specifiche parole.
Il risultato, come è ben visibile in questa nuova serie di lavori, caratterizza le opere di Fabio Petani dando loro una collocazione precisa, una sorta di spettro od anima intrinseca legata allo spazio, al luogo di lavoro, alle sue componenti viscerali, ora raccolte e sintetizzate attraverso la visione dell’autore.
In attesa di nuovi aggiornamenti, c’è una bella collaborazione con Corn79 di cui non vediamo l’ora di mostrarvi le immagini, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

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Vine x SeaCreative – New Mural in Lombardy

08/04/2016

Nuovo collaborazione firmata da Vine e SeaCreative, i due artisti Italiani hanno unito gli sforzi ed i rispettivi immaginari in questa nuova e bella pittura.
Al lavoro nei pressi di un lago, su questa piccola parete, Vine e SeaCreative scelgono di intrecciare le personali ricerche attraverso una pittura collaborativa. Nonostante i due artisti portino avanti due ricerche di fatto distanti, Vine è maggiormente legato ad un ottica astratta e geometrica, SeaCreative predilige una impostazione figurativa, l’opera ben amalgama i due distanti universi stilistici del duo.
Attraverso una divisione in caselle, ecco svilupparsi una trama equilibrata ed eterogenea che ha, nella scelta di due terzetti di colori, il suo filo conduttore.
Le forme appuntite e dirette, tipiche dell’immaginario di Vine, vengono racchiuse all’interno di caselle cromatiche. Le varie caselle celano infatti al loro interno un continuo scambio di estetiche differenti. Troviamo infatti uno degli iconici personaggi firmati di SeaCreative, con il viso letteralmente attraverso da una serie di texture geometriche, per concludere infine l’opera con un groviglio di elementi organici e naturali, elementi che stanno influenzando fortemente l’immaginario di Sea, amalgamati ad una serie di forme astratte.
Scrollate giù, dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti tra entrambi i due interpreti.

Thanks to The Artists for The Pics

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Peeta – New Mural in Hong Kong

08/04/2016

Ci spostiamo ad Hong Kong per andare a dare un occhiata all’ultima pittura realizzata dal nostro Peeta per le strade della metropoli Cinese.
Quest’ultima fatica del grande artista Italiano è l’ennesima opportunità per addentrarci all’interno della particolare visione estetica che da sempre accompagna le sue produzioni. Le ricerca di Peeta parte dalla radicatissima esperienza nel mondo del writing, elemento tutt’ora imprescindibile e riconoscibile, sviluppata però attraverso un personalissimo impeto processuale.
Il processo dell’autore passa per la personale fascinazione scultorea, laddove la lettera, viene piegata, plasmata e trasformata attraverso un forte senso materico. Nelle opere dell’interprete confluisce lo studio di forme e lettere, trasformate in vere e proprie figure tridimensionali.
Partendo quindi dalle lettere che compongono il proprio nome, le forme di Peeta si aprono, si piegano, accartocciano e chiudono, sviluppando un forte senso motorio. Ciascuna delle figure viene avvolta da un senso di movimento liquido capace di generare caos, tra incroci e fisionomie mutate e mutabili.
Quest’ultima pittura di Peeta eredita appieno tutto la particolare ricerca dell’artista, andando a cambiare completamente la percezione di questa grande parete, attraverso effetti di profondità e tridimensionalità.
Dopo il salto alcuni scatti con le fasi del making of, ed il bel risultato finale, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Martina Merlini – New Mural in Oakland

08/04/2016

In occasione dell’apertura del group show “Ready, Set”, Martina Merlini si trova ad Oakland negli States dove ha terminato di dipingere questa nuova pittura.
C’è un senso di continua mutazione e trasformazione estetica nelle produzioni di Martina Merlini. L’autrice italiana ha trovato la propria direzione stilistica in un approccio processuale che continua ad evolversi e mutare, mantenendo inalterato l’incipit iniziale.
Abbiamo spesso ribadito quanto fondamentale sia stata WAX, esibizione partorita in quel di Bologna a Dicembre 2013. Da questo starter l’interprete ha costantemente evoluto il proprio operato, servendosi di materiali e medium differenti ad esempio, plasmando, verso direzioni differenti, le sue iconiche composizioni astratte.
Essenzialità, pulizia e strati. Le opere dell’autrice risultano connesse con una estetica che ricorda la xilografia. Al tempo stesso persiste e continua a svilupparsi una forte sensazione di movimento, con le forme che si muovono verso precise direzioni, si intrecciano fra loro, si interrompono attraverso fratture e sospensioni che stimolano l’immaginazione di chi osserva.
Vera peculiarità di questi flussi compositi, è l’elevato livello di dettaglio capace di attrarre attraverso una forte sensazione di caos. Se quindi la direzione di queste grandi flussi rappresenta, l’ordine, la pulizia e l’equilibrio, al loro interno, attraverso una sovrapposizione di ‘strati’ che costituiscono la loro natura interiore, mutabile, variabile e così fortemente intrecciata con gli stati d’animo del momento.
Osservando quindi le composizioni di Martina Merlini si viene costantemente sottoposti a percezioni, sensazioni e stimoli differenti. L’ordine simmetrico delle forme viene costantemente stravolto, laddove l’articolazione dell’opere all’interno dello spazio e della superficie, passa per le scelte dell’artista. La loro successiva lettura, con le interruzioni, gli intrecci e la necessità di ricostruire un ordine, innescano una lettura personale, alimentata da percezioni del tutto personali.
In attesa di dare uno sguardo approfondito all’allestimento proposto da Martina Merlini, Brett Flanigan ed Heather Day, la mostra aprirà questo sabato 9 Aprile, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli, le fasi del making of, e le immagini finali di quest’ultima fatica. Enjoy it.

Pics and Video by Si-On Nguyen

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Violant – New Mural in Santarém

07/04/2016

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Violant, l’artista Portoghese ha da poco terminato questa nuova ed intensa pittura su questa grande parete a Santarém.
Come il nome suggerisce le produzioni di Violant risultano terribilmente dirette ed incisive, è una violenza nell’impatto che le stesse riescono a produrre, nelle sensazioni e nelle percezioni di chi ci si confronta.
L’immaginario malinconico, per certi versi oscuro e tetro, che da sempre caratterizza in toto l’operato dell’artista, è scandito da una impostazione pittorica figurativa, caratterizzata da un impronta personale del tratto, che risulta tra gli elementi più personali.
Prive di filtro o censura le opere di Violant stupiscono per le potenti analogie che l’interprete va ad innescare, per lo spessore cromatico, e per una immaginario spesso legato al luogo di lavoro, altre volte maggiormente personale e fantastico.
L’opera, dal titolo “Tormenta”, raccoglie appieno dall’esperienza pittorica dell’artista, scostandosi in parte dai temi cari all’artista. Violant sceglie di ispirarsi alle iconiche piastrelle tradizionali, combinando tradizione ed arte urbana. Il risultato è un grande pannello di piastrelle fittizie dove trova posto una grande raffigurazione. Vediamo la dea dell’amore Afrodite insieme al dio del mare Nettuno. Nella parte centrale è possibile vedere una imbarcazione portoghese del XVII secolo, attaccata da un grande mostro marino, in acqua vediamo infine una piccola bottiglia con dentro un messaggio.
Alcuni dettagli dell’opera nella galleria di scatti in calce, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore Portoghese.

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Interesni Kazki – New Mural in Gainesville, Florida

07/04/2016

Continua la nostro full recap tra le meraviglie del 352walls Festival, ci sono anche AEC e Waone aka Interesni Kazki tra gli artisti al lavoro per le strade di Gainesville.
Il Festival è curato Iryna Kamishcheva, prodotto da The City of Gainesville con l’aiuto di Visit Gainesville, ha visto il duo Ucraino impegnarsi in una nuova pittura ricchissima di spunti.
Siamo sempre piuttosto sensibili alle creazioni degli Interesni Kazki, i due artisti continuano a portare avanti una personale narrativa zeppa di riferimenti, spunti e stimoli differenti. L’universo imbastito dagli autori risulta vivo, pulsante, ricchissimo di colori, riuscendo puntualmente ad accoglierci e coinvolgerci. Gli interpreti immettono nelle loro produzioni il risultato delle loro influenze, dai rimandi alla cosmologia, ala numerologia, ed infine, più recentemente, a fatti od avvenimenti legati al presente, creando dei micro universi abitati da personaggi surreali ed elementi impossibili.
Quest’ultima opera è scandita da due differenti porzioni, ciascuna catalizzata da spunti differenti. Waone propone “Irretrievable time is flying”, una personale raffigurazione del tempo e del suo inesorabile scorrere dove troviamo riferimenti a Saturno/Crono, dio del tempo e del karma. Troviamo un riferimento all’University of Florida, la più grande del sud-est degli Stati Uniti, situata proprio qui a Gainesville.
AEC propone invece “Intuition or Sixth sense of Pedro”, una personale riflessione sul sesto senso, appunto l’intuizione, basata su una delle opere esposte per lo show allestito all’interno della Jonathan LeVine Gallery (Leggi il nostro editoriale).
Dopo il salto tutti i dettagli e le fasi di realizzazione di questa nuova pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli Interesni Kazki.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Iryna Kanishcheva

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THTF – New Mural for Palma Festival 2016

07/04/2016

Nelle scorse settimane i THTF hanno preso parte ai lavori per il Palma Festival di Caen in Francia, realizzando questa bella pittura.
Al lavoro su medium ed impostazioni estetiche e pittoriche differenti i Two Hands Ten Fingers aka THTF, portano avanti una personale rielaborazione grafica. Le produzioni del duo Francese sono legate ad una forte influenza dal mondo dell’illustrazione, masticata, digerita e plasmata ora attraverso un moto pittorico certamente più vicino all’astrattismo ed allo studio della forma.
In precedenza il loro operato era caratterizzato dall’amalgama tra elementi astratti ed organici con figure maggiormente grafiche, come characters, oggetti o forme varie. In quest’ultimo anno i due interpreti hanno rivolto la loro attenzione specialmente forma e sulle sue differenti possibilità.
In particolare i THTF sembrano essere affascinati da textures, pattern, effetti gradienti, capaci di generare una astrazione irregolare, spontanea e quanto mai dinamica. La trasformazione dello spazio e della superficie di lavoro è quindi totale, con vere e proprio composizione che, nel loro aspetto finale, diventano una sorta di puzzle cromatico composito ed avvolgente.
Le pitture proposte sono quindi criptiche, al loro interno si sviluppano trame differenti caratterizzate da colorazioni ‘sporche’ e forme irregolari ed figure gestuali, in quello che divine un costante contrasto equilibrato tra impulsi diretti e precisi ed un indole maggiormente viscerale.
Dopo il salto riviviamo insieme le fasi del making of di questa nuova pittura attraverso un bella serie di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni continueremo il nostro recap sui lavori realizzati per la rassegna Francese.

Thanks to The Festival for The Pics

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JUFE – New Mural in Calle Loiza, Santurce

06/04/2016

A distanza di parecchio tempo, ecco un nuovo aggiornamento da JUFE, l’autore Portoricano ha da poco terminato di dipingere questa opera nel distretto di Calle Loiza, a Santurce, Porto Rico.
Il confronto con le produzioni di JUFE passa per la particolare identità pittorica delle sue opere. L’alchimia innescata dall’artista passa per i personali studi accademici come architetto, e si interseca con un processo pittorico minuzioso e paziente.
Il tratto di JUFE, concretizzato dalla scelta di lavorare unicamente attraverso un background nero con linee pittoriche bianche, plasma l’aspetto di forme ed elementi figurativi. Non si tratta di una semplice rappresentazione, l’autore sintetizza queste figure attraverso una personale rappresentazione digitale.
Distaccandosi dalla realtà, ed al tempo stesso raccogliendo dalla stessa, l’artista compone linee sottili ed acute, capaci di rievocare nell’aspetto un processo computerizzato.
Dopo le sperimentazioni sul paesaggio paesaggistiche (Covered), JUFE torna in strada con un nuovo ed iconico intervento dei suoi dove, come sempre, l’elevatissimo livello di dettagli rappresenta il vero valore aggiunto.
Dopo il salto alcuni dettagli e gli scatti ravvicinati di quest’ultima fatica dell’interprete, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Christian Juarbe

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AAHM00 – New Mural in Carmignano

06/04/2016

Con piacere andiamo a dare uno sguardo all’ultima pittura firmata da AAHM00, l’artista Italiano si è spostato a Carmignano, dove ha da poco terminato questo pezzo.
Confrontandoci con le produzioni firmate da AAHM00 è fin da subito emersa la volontà dell’interprete di confrontarsi con lo spazio attraverso un approccio altamente istintivo. La sensibilità per la superficie di lavoro, e la capacità di sintetizzare stimoli e percezioni del momento, hanno quindi profondamente influenzato l’aspetto delle produzioni dell’artista.
Attraverso una pittura in divenire, l’autore plasma le proprie iconiche forme astratte, raccogliendo l’eredità delle reminiscenze, degli stimoli primordiali, degli aspetti più personali ed emotivi. Le figure oleose, tipiche del processo pittorico dell’artista, acquistano un aspetto spontaneo, si dilatano e si contraggono nello spazio, seguono l’eredità e le peculiarità della superfice di lavoro, in quella che diviene una sorta di scenografia pittorica.
Il colore per AAHM00 ha sempre rappresentano un legame tonale attraverso il quale connettersi con le particolarità dello spazio e dell’ambiente circostante. Stupisce quindi l’intensità cromatica di questa sua ultima produzione dal titolo “Seventh”.
L’opera, scandita come sempre da un processo istintivo e senza alcun bozzetto preparatorio, è alimentata da una rimarcata presenza di tinte e colori primari. L’autore, spesso al lavoro con il nero e con pochi alti colori, gioca qui con le forme e con strutture piatte, ora bidimensionali, servendosi propri di tinte differenti, ed innescando un differente direzione percettiva dello spazio.
Si palesa quindi una differente trasformazione attiva dello spazio, che diviene qui, codice introspettivo in grado di ereditare le fascinazioni e le profondità emotiva percepite dall’interprete. Ribalzate e masticate in modo personale dallo spettatore.
Ad accompagnare il nostro testo una serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista italiano.

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2Alas – New Mural in Gainesville, Florida

06/04/2016

Continuiamo la nostra full immersione all’interno 352 Walls Street Art Festival di Gainesville, tra gli ospiti anche i 2Alas che hanno realizzato questa nuova pittura.
Il Festival, curato Iryna Kamishcheva, è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro del duo, attraverso un opera particolarmente ispirata e ricca di inediti spunti estetici.
Le produzioni dei 2Alas sono caratterizzate da una pittura mutabile, legata da una parte ad una raffigurazione figurativa, dall’altra da un processo pittorico che ne evidenzia tutta la sensibilità astratta. Le opere degli artisti sono infatti caratterizzata dalla raffigurazione di volti e soggetti differenti, istantanee di vita. Questi vengono sviluppati attraverso un approccio pittorico preciso e meticoloso, che ricorda una sorta di grafica raster o bitmap. Si tratta quindi di una tecnica pittorica che si rifà al digitale, sviluppando le immagini attraverso un effetto particolare.
Le pitture dei 2Alas sono infatti caratterizzate da una fruizione da lontano, unico modo per far emergere le immagini rappresentate, mentre da vicino si sviluppano intensi intrecci astratti. In questo modo dalla lunga distanza ci confrontiamo con una rappresentazione realistica, mentre da vicino l’interazione passa per elementi e figure differenti. Astratto e figurativo che si intersecano nella contemplazione di un’unica visione.
Per questo intervento il duo sceglie di portare avanti la trasformazione dei volti e dei corpi dei soggetti rappresentati. Nel risultato finale gli autori trasformano e deformano l’aspetto di un volto femminile ripetuto frame by frame.
Dopo il salto tutti e dettagli ed alcune fasi del making of, per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima fatica firmata dal duo con base a Miami, dateci un occhiata e se vi siete persi qualcosa, nella nostra apposita sezione tutti i precedenti interventi realizzati per la rassegna Statunitense.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Iryna Kanishcheva

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3ttman – New Mural in Tenerife, Spain

06/04/2016

Ci spostiamo a Santa Cruz de Tenerife, in questi giorni 3ttman ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura presso il Lycée Français de Ténérife.
L’intervento ha visto 3ttman collaborare a stretto contatto con gli studenti dell’istituto, i quali hanno realizzato alcuni disegni ispirandosi al tema della protezione del pianeta. Proprio gli sketch, utilizzati e rielaborati dall’interprete, rappresentano il principale stimolo e slancio estetico di quest’opera, andando ad intersecarsi con il particolare immaginario dell’autore.
Le produzioni di 3ttman, scandite da un uso massiccio di tonalità e colori differenti e da una estetica legata al spontaneo ed al giocoso, sono caratterizzate dal costante intreccio di forme e figure surreali e bizzarre. La matassa pittorica generata dall’artista va quindi a comporre l’immagine finale ed a cambiare profondamente l’aspetto degli spazi di lavoro.
L’intervento realizzato su questa grande parete nei pressi della scuola eredita quindi il classico e peculiare approccio pittorico dell’interprete, sviluppando una complessa trama cromatica dove all’interno si susseguono personaggi, elementi naturali, figure ed altri soggetti irreali e fantastici.
Dopo il salto alcuni dettagli di questa nuova pittura firmata dall’interprete parte del collettivo NOV9, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni altri aggiornamenti dall’Isola e dall’artista.

Pics by The Artist

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Biancoshock – New Piece in Lodi

05/04/2016

Nuovo progetto firmato da Biancoshock, l’artista italiano si è spostato a Lodi dove ha realizzato una nuova serie di installazioni specifiche.
Uno degli aspetti che abbiamo sempre apprezzato delle produzioni firmate da Biancoshock, è la capacità dell’interprete di veicolare temi e riflessioni differenti, attraverso la forte e risonante atipicità dei suoi stessi interventi. L’artista italiano ha saputo ripetutamente affrontare tematiche delicate e forti, spesso attraverso la rimarcata interattività delle sue opere, portando lo spettatore a confrontarsi all’interno dello spazio urbano, con temi tra i più differenti. Si tratta di un riflesso della società moderna, raccolto e rielaborato attraverso il tipico spirito riflessivo e tagliente che accompagna le produzioni dell’interprete.
Quest’ultima serie di installazioni, dal titolo “Borderlife”, vuole essere una precisa e potente riflessione sulle condizioni di vita di alcune persone che i persone che tutt’oggi sono costrette a vivere in condizioni al limite del disumano.
Attraverso la realizzazione di vere e proprio micro-stanze, l’autore racconta una realtà atroce e sconvolgente, quella di circa 600 giovani che vivono nel sottosuolo e nelle fogne di Bucarest ad esempio.
Ancora una volta, attraverso toni ironici e taglienti, Biancoshock mette a fuoco uno specifico problema, una perplessità legata alla società contemporanea, portandone al limite il senso e impattando fortemente lo spettatore. Qui per approfondire la loro storia.

Pics by The Artist

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Elian for The Crystal Ship in Oostende

05/04/2016

Tra gli ospiti dell’ottimo Crystal Ship Festival di Oostende in Belgio c’è Elian, l’autore Argentino ha da poco terminato questa nuova ed intensa pittura.
Curato da Bjorn Van Poucke il progetto vede alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale al lavoro per le strade della cittadina Belga.
In questa nuova opera Elian prosegue nel portare avanti i personali studi sulla prospettiva, intrecciando quindi la particolare sensibilità per lo spazio di lavoro ed in particolare per le superfici dove le sue produzioni prendono vita. In particolare l’Argentino produce qui un intervento anamorfico, visibile quindi unicamente da uno specifico punto, ed andando a cambiare completamente la percezione di questo grande edificio.
Lavorando su entrambi le pareti del palazzo, Elian realizza un opera con lo specifico intento di stimolare nello spettatore, la volontà di ricercare un dialogo intimo con lo spazio urbano attraverso l’osservazione.
La composizione, intitolata “Exercise Of Anamorphosis #2”, è scandita dal consueto e tipico range cromatico delle produzioni dell’autore, ed è caratterizzata dalla generazione di forme geometriche definite, un cerchio, un quadrato ed un triangolo. L’idea è quella di facilitare il ritrovamento del punto esatto di osservazione, controvertendo la spinta irregolare delle figure tipiche dell’interprete.
Tutti i dettagli di quest’ultima fatica di Elian, attraverso la ricca serie di scatti dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni infatti continueremo a seguire da vicino le produzioni realizzate per la rassegna.

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Graphic Surgery – A Series of New Murals

05/04/2016

Tornano i Graphic Surgery (Artist Featured), il duo Olandese ci presenta una nuova serie di interventi realizzati nelle scorse settimane all’interno di alcuni edifici fatiscenti.
Il duo composto da Erris Huigens e Gysbert Zijlstra continua a portare avanti la personale ricerca sulle forme e gli elementi architettonici che costituiscono il tipico paesaggio cittadino. In particolare l’approccio del duo è caratterizzato da una personale rielaborazione di forme ed elementi industriali.
I Graphic Surgery guardano alla città come principale leva d’ispirazione, laddove i cieli industriali, le strade, i tralicci, le gru, le finestre dei capannoni, rappresentano gli elementi da campionare, distruggere, e ricomporre sotto un nuova visione. Si tratta quindi di un campionamento continuo, dove le immagini, rigorosamente in bianco e nero, scandiscono l’aspetto di forme e visioni geometriche.
Essenziali nell’aspetto e nella forma, questa nuova infornata di lavori rispetta i punti cardine delle produzioni del duo, andando in particolare ad intercettare la continua volontà dei Graphic Surgery di lavorare all’interno di spazi abbandonati, terreno fertile per sviluppare e sperimentare nuove direzioni estetiche.
Uno sguardo a tutte le opere attraverso la consueta ed esaustiva serie di scatti in calce al nostro testo. Enjoy it.

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Vesod – New Mural in La Rochelle, France

05/04/2016

Ci spostiamo a La Rochelle in Francia, il nostro Vesod nei giorni scorsi ha infatti terminato di realizzare questa nuova e bella pittura su questo grande edificio.
La pittura di Vesod è caratterizzata dalla duplice identità pittorica dell’artista con base a Torino. Si tratta di due stimoli differenti che, in una simbiotica amalgama, riflettono il costante studio dell’interprete sul corpo umano e sul movimento in particolare.
L’interprete coniuga quindi elementi geometrici e figure umane, attraverso volti, scaglie e tracce, sviluppando tonalità profonde, intervalli e cambi repentini, capaci di inondare le sue visioni attraverso vibranti dettagli.
La sensibilità del movimento dei soggetti raffigurati viene alimentata dai frammenti, dai frame sovrapposti che Vesod coniuga nello spazio, tra forme differenti ed eterogenee capaci di frantumare la linearità, per proporre giochi percettivi in grado di spezzare lo spazio piatto, proponendo una miscela tridimensionale e profonda.
Dopo il salto, alcuni dettagli di quest’ultimo intervento realizzato dall’autore Italiano, mettetevi comodi e dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by The Artist

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Pener – “Balance” at The Book Club (Recap)

04/04/2016

Andiamo con piacere a dare un occhiata a “Balance”, ultima esibizione firmata da Pener all’interno degli spazi del The Book Club di Londra.
Lo show, che segna il debutto dell’artista Polacco nel Regno Unito, è curato da Liat Chen ed ha visto l’interprete realizzare una nuova serie di opere specifiche ed inedite.
Ciascuna delle pitture realizzate, sono caratterizzate dal consueto approccio astratto dell’artista. Come visto infatti più volte le produzioni di Pener sono caratterizzate anzitutto da una profonda sensibilità astratta.
Attraverso la personale sintesi estetica, l’artista sintetizza sensazioni e stimoli del momento, sviluppando un cambiamento attivo dello spazio di lavoro. Decostruendo e costruendo forme differenti, giocando con effetti di luce ed ombra, con la transizione dei colori e delle tonalità, Pener costituisce un personalissimo intreccio, spesso influenzato da effetti di profondità e tridimensionalità.
C’è un senso di fluido equilibrio, al tempo stesso una forte spinta motoria caratterizza ogni singola porzione delle proprie opere. Le immagini appaiono (quasi) violente, gli elementi e le figure si piegano, si intrecciano, si sovrappongono tra loro, rompendosi e continuando la propria corsa.
In calce al nostro testo una bella e ricca serie di scatti con una panoramica dello show e tutte le opere in mostra. Se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 22 di Maggio.

The Book Club
100-106 Leonard St, London EC2A 4RH

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Balance by Bartek Swiatecki // Grafuturism at The Book Club. 23/03/2016

Balance by Bartek Swiatecki // Grafuturism at The Book Club. 23/03/2016

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Balance by Bartek Swiatecki // Grafuturism at The Book Club. 23/03/2016

Balance by Bartek Swiatecki // Grafuturism at The Book Club. 23/03/2016

Balance by Bartek Swiatecki // Grafuturism at The Book Club. 23/03/2016

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EIME for Memorie Urbane 2016

04/04/2016

Torniamo a Formia, epicentro di queste battute inziale del Memorie Urbane 2016, per andare a dare un occhiata all’ultima pittura firmata da EIME.
Le produzioni di EIME, come visto diverse volte, sono caratterizzate da una duplice identità. L’artista Portoghese da una parte sviluppa il consueto impulso figurativo, con gli iperrealistici ritratti di persone comuni. D’altro canto a questa principale tematica pittorica, EIME nel corso degli ultimi anni ha progressivamente aggiunta un approccio maggiormente votato alla forma ed all’astrazione della stessa.
Scandite quindi da due differenti, e per certi versi opposti, percorsi pittorici, le opere dell’autore sono il risultato della perfetta simbiosi tra forme estreme, acutizzate da un forte connotazione tonale, e vibranti ritratti.
Per l’opera dipinta a Formia, l’interprete scompone un ritratto di un uomo, tagliandone i tratti del volto ed accompagnando il tutto attraverso un fitta trama astratta di colore blu, bianco e nero.
Dopo il salto, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, le fasi del making of, ed il risultato finale. Dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna e dall’interprete.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo

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Pastel – New Piece in Buenos Aires

04/04/2016

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In questi giorni Pastel si trova nella sua Buenos Aires, il talento Argentino ha terminato di dipingere questo nuovo lavoro nel Museo di Architettura della città.
L’opera segue il consueto approccio estetico e tematico delle produzioni di Pastel. La ricerca dell’interprete è infatti focalizzata su una riflessione sul luogo di lavoro, sugli accadimenti storici, sociali, economici e politici, attraverso una rielaborazione naturale.
Attraverso quindi il fitto intreccio organico di piante, sassi ed altri elementi naturali, Pastel sintetizza sulla superfice di lavoro un nuovo ed entusiasmante intreccio naturale. L’intervento, dal titolo “Piel de serpiente” è qui rivolto a riflettere sulla città di Buenos Aires, alla sua rapida trasformazione urbana, con la ‘griglia’ della citta contrapposta alle facciate degli edifici.
Tra staticità e movimento, l’idea dell’autore è quella di riflettere sul senso di profonda dinamicità e cambiamento delle città contemporanee in questo particolare periodo storico, sempre più legato alla velocità imposta dalla società moderna.
Dopo il salto, ulteriori dettagli della bella opera realizzata dall’artista Argentino, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti circa il suo lavoro in strada.

Thanks to The Artist for The Pics

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Gaia – New Mural in Gainesville, Florida

04/04/2016

Nuovi aggiornamenti da Gainesville e dal suo 352walls Festival, tra gli ospiti di spessore c’è anche Gaia che ha dipinto questo nuovi intervento per il festival.
Il progetto, curato Iryna Kamishcheva, prodotto da The City of Gainesville con l’aiuto di Visit Gainesville, vede l’interprete Statunitense confrontarsi con temi e spunti legati alla cittadina americana.
In “What Are the Aesthetics of Reinvestment”, questo il titolo dell’intervento, Gaia ha cercato di sviluppare un ‘ritratto’ del centro di Gainesville, riflettendo sugli stimoli urbanistici e sull’influenza della gentrificazione all’interno di esso.
Ancora una volta Gaia si proietta quindi all’interno di uno specifico contesto sociale ed urbano, con l’idea di di trattare argomenti, perplessità e riflessioni legate allo stesso.
Attraverso il consueto approccio estetico, scandito da ritratti, caselle, ed ora anche intrecci astratti e maggiormente pittorici, Gaia sviluppa un nuovo intreccio visivo. Nell’opera è presente un ritratto di Jane Jacobs, subito di fianco ad un caseggiato tipico del Lower East Side di New York, insieme ad nuova costruzione abbinata con una chiesa di Porters, storicamente un quartiere nero nel lato sud del centro cittadino. Infine il dipinto si conclude con una vecchia foto della Union Academy, il secondo istituto completamente afro-americano in Florida, e del suo fondatore A Quinn Jones. Chiude l’intervento un piccolo uomo intento a bere il proprio caffè.
Tutti i dettagli dell’opera, attraverso la ricca serie di scatti in calce al nostro testo. Enjoy it.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Iryna Kanishcheva

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DissensoCognitivo – New Rusty Billboards

01/04/2016

Sempre più a proprio agio con le superfici rugginose, il DissensoCognitivo presenta questo nuovo quartetto di opere caratterizzate dal consueto immaginario oscuro.
L’associazione tra l’universo immaginato e concepito dall’interprete, e le particolari superfici dei cartelloni pubblicitari, è il perfetto connubio tra tecnica pittorica ed immaginario. I volti, i corpi sinistri, le forme organiche e tecnologiche, che caratterizzano la narrativa del DissensoCognitivo, trovano nelle superfici arruginite, nei brandelli di carta e nel freddo metallo dei billboards, la loro perfetta dimensione visiva.
L’impatto di queste visioni, alimenta la forza di una produzione, ritmata dal futuro grigio e orribile che l’interprete vuole mostrarci.
L’uomo non è presente, non direttamente almeno, di lui rimane una presenza sinistra, appena avvertibile, e bilanciata dalle forme irregolari, meccaniche ed organiche dei mostri a cui l’interprete dà forma e sostanza. Il futuro del DissensoCognitivo funziona da ammonimento per il presente, e rappresenta la possibile deriva se l’uomo non decide di cambiare direzione.
Gli abomini dell’artista, riflettono le crudeltà, l’ignoranza, la sfruttamento del pianeta, la corsa alla tecnologia, l’utopistico sentimento di immortalità dell’essere umano. Ne portano all’estremo gli stimoli, mostrandoci un baratro possibile, per certi versi vicino, razionale, e proprio per questo brutale e sinistro.
Dopo le opere singole, sui cartelloni pubblicitari di dimensione differente, ecco l’opportunità di realizzare una serie intrecciata e collegata, con una sorta di trasformazione frame by frame, una nuova metamorfosi, un evoluzione oscura e malinconica.

Pics by The Artist

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Duncan Passmore – New Murals in Edinburgh

01/04/2016

Nuovo update per Duncan Passmore, l’autore ci mostra una nuova serie di pitture realizzate nei giorni scorsi ad Edimburgo.
Questa nuova infornata di lavori ci permette di tornare ad approfondire il lavoro dell’interprete. Come ribadito più volte le produzioni di Duncan Passmore sono anzitutto legata ad un processo pittorico legato alla spontaneità.
Nel suo lavoro l’artista si lascia contaminare ed influenzare dalle percezioni del momento, dagli stimoli che il luogo di lavoro riesce a trasmettere. In questo senso la scelta di lavorare spesso all’interno di fabbriche e struttura abbandonate, non è affatto casuale. L’interprete imbastisce un dialogo con le superfici di questi ambienti, innescando un legame simbiotica tra la proprio pittura astratta e viscerale, e le pareti corrose e dismesse di queste strutture.
Le pittura si sviluppano quindi attraverso un intersecarsi ed intrecciarsi di traccie peculiari e già presenti sulla superficie, insieme ad un moto pittorico spontaneo, in continuo movimento con profonde pennellate, forme irregolari ed organiche a caratterizzare i risultati finali.
Anche per questa nuova serie di pittura Duncan Passmore prosegue nel portare avanti la personale sensibilità pittorica. Attraverso nuovi intrecci, nuovi livelli cromatici e pittorici, pennellate sporche e grasse che costituiscono il core centrale di un esperienza altamente introspettiva, sia per l’autore, sia per chi osserva come noi.
Tutti i dettagli di questa nuova serie, negli scatti in calce al nostro testo. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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2501 – New Mural in Gainesville, Florida

01/04/2016

Torniamo con piacere a Gainesville in Florida, per andare a dare un occhiata all’opera realizzata dal nostro 2501 per l’ottimo 352walls Festival.
Il progetto è curato da Iryna Kamishcheva, prodotto da The City of Gainesville con l’aiuto di Visit Gainesville,
L’intervento dipinto da 2501, è parte del lungo viaggio/progetto “Glimpse of America” intrapreso dal grande artista Italiano per gli States lo scorso Inverno.
L’opera vede 2501 trasformare l’aspetto di questa grande struttura. L’autore Italiano divide lo spazio in una serie di caselle, ciascuna delle quali al suo interno cela una alterazione differente della forma.
Ancora una volta la sensibilità dell’interprete è quella di imbastire un dialogo con la superficie e lo spazio di lavoro, con l’idea qui di lavorare attraverso una serie di veri e propri frame. L’idea è quella di creare una serie di figure correllate, in modo organico e tecnico, generando nell’aspetto finale una sorta di ‘animazione’ in grado di reagire ed essere letta attraverso stimoli ed interpretazioni personali.
Le fasi del making of e lo splendido risultato finale, dopo il salto. Enjoy it.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Iryna Kanishcheva

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