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Archive for agosto, 2015

Phlegm – “The Forest” – A month in the woods

07/08/2015

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C’è stato uno scambio di email con Phlegm, volevo approfondire l’artista dietro il quale si celano i bizzarri personaggi. L’autore con base a Sheffield cortesemente declinò quest’offerta, spiegandoci che il suo scopo principale è quello di proporre un tipo di arte che parli per conto proprio, senza l’ingombrante ‘figura’ dell’artista a metterla in ombra.
La particolare, e aggiungiamo condivisibile, risposta, rende bene l’idea di cosa dobbiamo aspettarci dalle produzioni firmate dall’interprete.

In questi anni più volte ci siamo imbattuti nelle particolari produzioni dell’artista cosci di percorrere puntualmente un viaggio dalla realtà di tutti i giorni, a quella personale ed indipendente che lo stesso è stato in grado di proporre. Si tratta infatti di una narrativa spessa ed avvolgente che trova il suo seme nel mondo dei fumetti.
Da questa personale attività è partito Phlegm per tratteggiare la fisionomia, la meccanica, le regole e lo stupore di un universo in costante mutamento. Perché di questo si tratta. Un universo vivo, che respira, che non smette di mostrarsi e che anzi continua ad aggiungere frammenti su frammenti, tasselli eterogenei di un esistenza parallela a quella che ci circonda.
Non si tratta quindi di una riproduzione statica e semplicistica dell’epoca in cui viviamo, tutt’altro. Phlegm sceglie di staccarsi da questo mondo, dalle sue restrizioni e dalle sue regole già scritte, per condurci piuttosto all’interno di un mondo a se stante. All’interno di questo, puntualmente, incontriamo bizzarre creature, personaggi e visioni che solo vagamente nell’aspetto, ci ricordano noi stessi e ciò che ci circonda.
Non c’è una chiave di lettura univoca, non c’è uno spessore sociale, politico od economico a caratterizzare questi racconti fantastici, quanto piuttosto l’esigenza di una evasione dinamica e totale.

Le regole di questo universo narrativo sono dettate dall’artista, fautore ed incontrastato deus ex machina del proprio mondo. E’ la totale esclamazione ed esaltazione della fantasia al potere, priva di vincoli, libera di spaziare, creare ed inventare in funzione della vena creativa del suo stesso fautore.

L’idea di trasformare completamente lo spazio, ha più volte rappresentato per l’artista l’opportunità anzitutto di lavorare attraverso medium e superfici differenti, ma sopratutto l’occasione di plasmare a tre dimensioni il suo particolare immaginario. Se l’intervento realizzato presso il Bazar di Sheffield (Covered) ha rappresentato un primo assaggio, l’esibizione allestita all’interno della Howard Griffin Gallery di Londra (Covered), ne ha alimentato l’interesse, quest’ultimo progetto ne amplifica e sviluppa la portata, sia tematica quanto estetica.

Per tutto il mese di Agosto Phelgm ha partecipato ad un innovativa residenza d’artista all’interno di una foresta. Non ci è dato sapere l’esatta location, in realtà non è rilevante ai fini del progetto in sè, quello che stupisce è la portata del risultato finale.
L’idea è quella di lavorare e vivere giorno dopo giorno all’interno di una foresta, cercando una immersione totale in grado di, plasmare ed influenzare l’estetica della ricerca portata avanti dall’interprete. Tagliato completamente fuori dalla routine giornaliera, dai sistemi informatici, dalla vita moderna e dalla velocità auto-imposta della stessa, Phlegm ha avuto modo di incrementare ed alimentare il peculiare universo narrativo.

Amplificati dagli elementi naturali, che diventano qui sia palcoscenico nonché supporto di lavoro, gli stimoli e i personaggi dell’artista vengono proiettati in una dimensione del tutto nuova ed inaspettata. Alcuni lavori sono stati progettati ed ideati in precedenza, altri invece prendono forma e vivono all’interno dei differenti scenari naturali. La foresta diviene lo studio dell’autore, impegnato a garantire un impatto quanto mai limitato all’interno di questo habitat.
Osservando le immagini ci si trova di fronte ad un corto circuito visivo. La generosità cromatica del bosco diviene contraccolpo alle figure in bianco e nero dell’artista. Ma soprattutto la vita dei characters viene ora plasmata e rimodellata in funzione di un dialogo costante con la natura, come se ci trovassimo di fronte ad un nuova ed esaltante avventura. Un nuovo capitolo che raccoglie l’eredità di un universo spesso troppo distante, per sfuggire ancora una volta dalla realtà, dalle sue regole e fragilità, trovando una nuova dimensione attraverso elementi fittizi e reali.

Pics by The Artist

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GORGO Summer Break 2015

05/08/2015

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Dopo mesi di approfondimenti e news quotidiane, dopo diverse uscite editoriali, ci prendiamo un piccolo break, Gorgo Magazine torna a fine estate per iniziare al meglio il quarto anno di intensa attività.

Proprio il quarto anno vedrà un sostanziale cambiamento nelle dinamiche editoriali, nuovi stimoli, un nuovo grande progetto e nuove uscite, tra fanzine e stampe d’autore, tanta carne al fuoco e non aggiungiamo altro. A presto e stay tuned.

GORGO Magazine

NeSpoon – New mural in Bobowa, Poland

04/08/2015

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Nuovo aggiornamento per NeSpoon, la grande artista Polacca ha infatti da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura su questa parete a Bobowa in Polonia, città simbolo della realizzazione di merletti a fuselli.
All’interno delle tradizione della cittadina rurale polacca, il lavoro di NeSpoon si inserisce in punta di piedi, legandosi alla tradizione delle donne del posto, alla prestigiosa accademia, e rielaborando uno dei simboli della città, attraverso l’arte urbana.
Come visto diverse volte le produzioni dell’autrice si inseriscono nello spazio urbano, anzitutto attraverso un forte spirito simbiotico. L’artista analizza lo spazio, immettendo nello stesso immagini e visioni in totale armonia. Dà forma e sostanza a grandi figure che richiamano nell’aspetto quello dei ricami e dei mandali, letteralmente ‘cuciti’ su parete. Lavorando attraverso differenti medium e strumenti, l’interprete è riuscita a dare forma e sostanza ad un percorso eterogeneo dove, la differente commutazione della forma e delle figure realizzate, rivela un entità metafisica, quasi onirica, piccoli gioielli che catturano l’attenzione, trasportandoci tra sensazioni e stati d’animo differenti.
Ad accompagnare le nostre parole, alcuni scatti con i dettagli e le fasi di realizzazione dell’opera, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autrice.

Pics by The Artist

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GUE – New Mural in Castrofilippo

04/08/2015

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Ci spostiamo a Castrofilippo, in provincia di Agrigento, per andare a dare un occhiata all’ultima fatica realizzata da GUE, una nuova intensa pittura realizzata su tutta la facciata esterna di questo grande edificio scolastico, completamente trasformato attraverso il moto tonale dell’autore italiano.
Ancora una volta veniamo quindi attratti dalla particolare sintesi estetica che l’interprete sta portando avanti. L’intento di GUE è quello di sviluppare un percorso visivo in cui, elementi figurativi portati in sintesi estrema, vanno a scandire lo spazio per mezzo di una personale alterazione della forma. La forte e radicata cadenza tonale, che scandisce le sezioni e gli aspetti estetici delle sue forme, dà ritmo ad una decontrazione e costruzione di figure che partono direttamente dai suoi iconici characters.
E’ bene sottolineare come, raccogliendo dal consueto calderone di sensazioni, stimoli e percezioni del momento, attraverso uno studio della superficie e delle peculiarità architettoniche dello spot, GUE vada a sviluppare un percorso astratto delicato. Le curve, linee, figure dolci, gli elementi decorativi danno vita ad un puzzle composito in cui, le forme dipinte vanno letteralmente ad irretire la totalità dello spazio a disposizione. Lavorando quindi in modo simbiotico con la superficie, l’autore realizza una matassa di elementi astratti e figurativi, piccole e grandi forme, volti, mani, parti del corpo dei suoi iconici soggetti, bagnati da textures e figure irregolari.
Questa la sua ultima fatica realizzata grazie al lavoro dell’Associazione Cufù, Ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul suo lavoro. Enjoy it.

Pics by The Artist

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1010 for Traffic Design Festival 2015

04/08/2015

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Tra gli ospiti di spessore di questa nuova edizione del Traffic Design Festival 2015, ritroviamo con piacere 1010, l’interprete Tedesco esibisce una nuova ed iconica forma delle sue, trasformando attivamente l’intera struttura.
Dopo il lavoro realizzata dal duo Greco Blaqk (Covered), ecco un altro nome di spessore a prestare il proprio talento per uno dei festival di spicco del vecchio continente. È l’opportunità per noi di tornare ad approfondirne il lavoro, attraverso una nuova alterazione della forma, scandita dal consueto moto pittorico. L’idea dell’artista è quella di segnare lo spazio attraverso una frattura tonale. Le figure si aggrappano alla superficie, si inseriscono nello spazio generando una sorta di squarcio metafisico, veri e propri portali capaci di commutare percezioni e stimoli differenti. Da una superficie di fatto piatta, emergono forme ed elementi cromatici concentrici in grado di spingere chi osserva in una proiezione al suo interno.
Ad accompagnare il nostro testo una bella sequenza di scatti, con le fasi del making of ed il bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti. Enjoy it.

Thanks to The Festival for The Pics

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ROA – New Murals in Brazil

03/08/2015

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A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di ROA, nuovo update per l’interprete Belga, il grande artista svela una nuova serie di lavori realizzati in questa zona rurale in Brasile, toni oscuri e la consueta raffigurazione della fauna locale.
Abbiamo visto diverse volte come l’autore si trovi decisamente a proprio agio con i grandi spazi, al tempo stesso però è importante sottolineare come, proiettate su dimensioni e superfici certamente più piccole, le sue opere conservino tutto il fascino e la loro particolare enfasi emotiva. Proprio quest’ultima infornata di interventi, realizzati lo scorso anno in Brasile e svelati solo in questi giorni, ci mostrano come l’artista riesca a calamitare tutta la sua profonda tematica, anche nei lavori ‘minori’, continuando la personale indagine sugli animali e sulle loro sofferenze.
ROA prosegue nel portare avanti tutti quelli che sono da sempre gli stimoli, sia visivi che tematici, tipici del proprio lavoro, facendoci piombare nuovamente all’interno delle trame oscure e malinconiche, nella brutalità tipica della sua particolare estetica, attraverso un approccio che prosegue nel scavare affondo le differenti inquietudini del mondo animale.
In quest’ultimo anno abbiamo assistito ad una continua ricerca, quasi come l’interprete stesso stia cercando nuovi stimoli per lo sviluppo dei temi a lui più cari, se di fatto la rappresentazione della fauna rappresenta il principale slancio nel percorso dell’artista, è innegabile come lo stesso abbia avuto il grande merito di far emerge un impronta personale decisamente lontana dalla mera rappresentazione ma piuttosto contestuale ad un preciso impianto tematico. Gli animali dell’autore riecheggiano come specchio inverso e contorno di una umanità allo sbando, si impossessano degli spazi mettendo a nudo tutta la brutalità dell’uomo in un gioco di soggetti inversi. Al contempo offrono però una riflessione sulla loro stessa condizione, ponendo lo spettatore di fronte ad immagini spesso dure e critiche, in particolar modo le serie contraddistinte dalla presenza di sangue – sfortunatamente ormai quasi del tutto abbandonate – ed andando a rielaborare quelle che sono le bestie tipiche del luogo, concedendo quindi allo spettatore un dialogo attraverso un immagine a lui certamente conosciuta.
Qui l’ultima serie, meno grave e oscura del solito forse, ma comunque capace di mantenere alto l’impatto e l’enfasi del lavoro dell’artista. Dateci un occhiata attraverso la bella serie di scatti in calce al nostro testo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro di ROA.

Pics by The Artist

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Andreco – “L’Erba Cativa (l’an mor mai)” New Performance

03/08/2015

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Nuovo aggiornamento per Andreco, il grande artista italiano presenta la sua ultima performance collettiva, realizzata negli scorsi giorni insieme alla compagnia teatrale Motus, all’interno della programmazione di dell’edizione 2015 di Santarcangelo dei Teatri.
Dall’evocativo titolo “L’erba Cativa (l’an mor mai)”, la performance trae ispirazione da alcune immagini e parole intramontabili per la loro forte carica sovversiva. In particolare l’autore italiano trae ispirazione dall’ Orestea di Eschilo ed in particolar modo dalla figura delle Erinni Furiose, “quella prole funesta della notte” che simboleggia anche la indomabilità della natura selvaggia. Si tratta di figure ribelli, difficili da domare, presenze misteriose e cariche di fascino che, impersonate da performers, hanno fatto irruzione lo scorso 18 Luglio all’interno del festival di Santarcangelo.
Parte da questi spunti l’ultima fatica diretta da Andreco. L’artista per l’occasione ha realizzato i simboli e tutta l’iconografia della parata.
Approfondendo si tratta di un percorso iniziato con il workshop Go Deep, ordinato da Motus all’interno dell’Ex Cinema Astoria di Rimini. Dieci giorni di lavoro collettivo che ha coinvolto trentacinque ragazzi e ragazze appartenenti al territorio romagnolo e provenienti da differenti ambiti artistici, riuniti poi nel nuovo collettivo Godeepers.
La parata parte dal Parco dei Cappuccini, con lo scuotersi delle fronde degli alberi e dei cespugli – si tratta di biancospini spontanei e pioppi – per poi concludere il proprio percorso nello Sferisterio della città di Santarcangelo, non prima di aver attraversato tutto il centro storico della città. Il tutto accompagnato da una colonna sonora sperimentale noise, con cut-up di testi e registrazioni sonore della natura, il tutto composto dai musicisti presenti al workshop e diffuso attraverso una serie di impianti portatili autocostruiti.
L’idea è quella di creare un legame immaginario tra lo spazio naturale, il boschetto del parco appunto, ed il centro cittadino, simboleggiato dal lastricato di Piazza Ganganelli. All’interno di questo percorso alcune soste con piccole e fulminee performance. La “presa del Campanone” della città ad esempio, sul quale sono stati issati due stendardi con raffigurati rami neri di cespuglio e una foglia incrociata con un coltello, come “nuove armi naturali”. Arrivati al termine del loro viaggio, nella Piazza della cittadini, i performers si sono connessi simbolicamente con l’installazione realizzata sempre da Andreco, “Biancospino illegale”. Trattasi di un treppiedi che sospende nell’aria una piccola nuvola di verde, composta da alcune piante di biancospinto, di cui recentemente è stata vietata la messa in dimora poiché la pianta risulta essere portatrice di un virus chiamato ‘Colpo di Fuoco’, distruttore delle piante della frutta, per la quale è stata richiesta una deroga per i 10 giorni del festival. La parata ha quindi simbolicamente unito la pianta illegale e bandita, con le ‘sorelle’ che di fatto crescono spontaneamente all’interno del bosco dei cappuccini.
Atto finale della performance ha visto bruciare una bandiera delle venti dipinti da Andreco, quella raffigurante una nuvola. Il tutto scandito da sonorità crescenti e dalle ultime parole, una citazione dall’Orestea, tradotta da Pasolini
In questo modo la parata ha unito simbolicamente questa pianta illegale e bandita, con le sue sorelle che, paradossalmente, crescono spontaneamente a poca distanza nel bosco dei cappuccini. All’arrivo allo sferisterio l’atto finale della performer Ondina Quadri è stato quello di bruciare una bandiera delle venti dipinte da Andreco, raffigurante una nuvola. La nuvola in fiamme, fra le sonorità crescenti, accompagnava le ultime parole della parata: una citazione dall’Orestea tradotta da Pasolini.

Come spiegare che abbiamo rotto la catena che fa del Passato fonte di certezza,
La certezza di cui siamo sazi e insaziabili
La certezza che dal fondo dei secoli dà ragione di essere ad ogni istante atto della città;
La certezza che ci salva dallo scandalo…
Una certezza che si nutre di viltà, mediocrità e ferocia.
Ma a che serve una certezza fondata sul terrore?”**

“Voi non ci avrete mai!”

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Marco Montanari, Serena Borghini e Ilaria Scarpa, Alice Bettolo

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Reka – New Mural in Paris, France

03/08/2015

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Invitato dalla Gallery Matgoth di Parigi, il grande Reka ha da poco terminato di realizzare una nuova e stupefacente pittura su questa lunghissima parete nella capitale Francese, il lavoro più grande fin qui realizzato dall’artista Australiano.
Confrontandosi con uno spazio di queste dimensioni, il campione Australiano da anni con base a Berlino, va ad realizzare una delle sue iconiche pitture raccogliendo appieno dalla sua particolare estetica pittorica.
Il confronto con le produzioni di Reka passa per le differenti influenze e peculiari fascinazioni che ne hanno accompagnato lo sviluppo nel corso del tempo. Se la spinta passa, come spesso abbiamo avuto modo di constatare, per una personale e radicato background nel mondo dei graffiti, successivamente l’autore si è lasciato contaminare da elementi pop, e da immaginari legati al mondo dei fumetti e dell’illustrazione.
Appare quindi evidente come, le differenti influenze dell’artista, abbiano generato una particolare miscela estetica dove, attraverso un intenso utilizzo del colore, l’interprete ha dato vita ad un personale impeto stilistico.
Il processo pittorico passa per la generazione di forme ed elementi cromatici differenti che, nel loro intrecciarsi ed intersecarsi nello spazio, vanno a dare forma e sostanza ad una peculiare sintesi estetica. Si tratta di figure, personaggi, animali, maschere e volti, oggetti e soggetti differenti che l’autore sviluppa in funzione di una ricchissima prerogativa tonale. Questi elementi raccolgono l’identità delle differenti influenze dell’artista. Da una parte raccolgono l’eredità dei graffiti, attraverso una composizione tagliente e diretta, dall’altra quella di una impostazione maggiormente pittorica, laddove i differenti percorsi, unendosi tra loro, vanno a formare il consueto intreccio visivo che da sempre caratterizza le produzioni dell’interprete.
L’opera realizzata a Parigi da Reka, vede l’autore giocare profondamente con la superficie di lavoro. Attraverso costanti giochi percettivi di profondità e tridimensionalità, scandendo l’aspetto di una grande figura femminile, di volti, oggetti e figure differenti, ecco ergersi l’ennesima, particolarmente efficace, pittura. Well done!
Null’altro da aggiungere, per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima fatica dell’artista, vi invitiamo a dare un occhiata approfondita alle immagini in calce al nostro testo, è tutto dopo il salto, enjoy it.

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108 and DEM for Clorofilla Project in Belluno

03/08/2015

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Con quest’ultima fatica a quattro mani, realizzata dai grandi 108 e DEM, torniamo con piacere a parlarvi dei lavori realizzati per il CLOROFILLA Project, il progetto realizzato nelle scorse settimane nella città di Belluno in Veneto.
Dopo Andrea Casciu (Covered) ed Hitnes (Covered) sono quindi 108 e DEM a lavorare all’interno degli spazi dell’Ex Caserma Piave, cambiando completamente l’aspetto finale di questa lunga parete, parte dell’intera e grande struttura.
Come già ribadito l’evento rappresenta una novità assoluta per la città e per la sua provincia. È infatti importante sottolineare come, per la prima volta, artisti di livello internazionale e nazionale, hanno prestato il proprio talento per la realizzazione del primo festival di pittura su muro. Il progetto è partorito dalla mente di Ericailcane in collaborazione con La Casa dei Beni Comuni, realtà determinata che porta avanti diversi progetti sul territorio. A cambiare aspetto, è anzitutto l’Ex Caserma Piave, ribattezzata Casa dei Beni Comuni, ed headquarter dell’intera esperienza.
Il cardine del progetto sta tutto nella volontà di portare avanti un pittura partecipata, non invasiva, legata al territorio, ai suoi paesaggi naturali, che così fortemente influenzano la vita di queste zone, siamo all’interno Dolomiti Venete, patrimonio dell’umanità. Il festival si muove quindi come propulsore per un dialogo attivo, viene fatto dalla gente, per la gente,
In questa particolare cornice ecco al lavoro due dei nomi di spessore, e maggiore spicco, della scena italiana. DEM e 108 portano avanti percorsi differenti, sviluppi e ricerche differenti che trovano nella natura e nei suoi elementi, nella personale fascinazione per l’ignoto, l’ideale punto di contatto. Quello che si apre è quindi un nuovo ed intenso viaggio tra onirico e sensoriale, dove i due grandi autori vanno a miscelare le rispettive ricerche estetiche intrecciandosi con le particolarità architettonica della superfice e con una ‘comune’ scala tonale. Le forme astratte di 108 incontrano quindi le figure mistiche di DEM per un risultato finale che ci senza dubbio impressionato.
Vi lasciamo alla splendida galleria di scatti con alcune immagini del making of ed i dettagli di quest’ultima intensa sessione di pittura, dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti sui lavori realizzati durante i giorni della rassegna.

Thanks to Alice Bettolo for The Pics

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Weekly Overview 2015 – 27.07 to 02.08

02/08/2015

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Evoca1 – New Mural for Richmond Mural Project

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Edoardo Tresoldi “LIFT” for Secret Garden Party 2015

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JAZ – New Mural for SeaWalls 2015

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Phlegm – New Mural for SeaWalls 2015

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108 and CT – New Murals in Warsaw, Poland

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Pastel for Walk & Talk Festival 2015

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Blaqk for Traffic Design Festival 2015

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Eltono – New Mural in Madrid

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Corn79 – New Mural in San Salvario, Torino

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NWO New Wall Order 2015 in Milano (Recap)

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Tybet – A Series of New Murals

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Andreco for Vertigo Truth Project

Evoca1 – New Mural for Richmond Mural Project

02/08/2015

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Con quest’ultima intensa pittura realizzata da Evoca1, torniamo per le strade di Richmond negli States, dove, anche quest’anno, seguiamo con interesse gli sviluppi dei lavori realizzati per l’ottimo Richmond Mural Project.
Ci siamo spesso occupati dei lavori dell’interprete Domenicano, sottolineando in particolare come, attraverso la sua personale pittura, l’interprete porti avanti una personale riflessione sul rapporto tra l’essere umano e la natura. Con particolare attenzione per gli animali, l’autore ha saputo definire un estetica personale scandita si, da una impostazione pittorica votata al realismo, ma costantemente rivolta verso un forte senso tematico. C’è un impulso malinconico nelle immagini proposte, una danza onirica che sottolinea le differenti increspature ed emotività dell’essere umano, del distacco dalla natura e dagli animali, tutti spunti che investono profondamente chi osserva.
Partendo da questi presupposti è quindi interessante notare come Evoca1 per la sua partecipazione al progetto di Richmond scelga di interessarsi a temi e stimoli differenti. Dal titolo “Glory” l’intervento si connette direttamente con la storia della città, capitale degli Stati Confederati d’America durante la maggior parte della Guerra Civile Americana, ed in particolare alla figura dei ragazzi soldati.
Nel 1865 Richmond cadde definitivamente alle forze dell’Unione, con le truppe che evacuando la città l’hanno di fatto distrutta, bruciando grandi porzioni, distruggendo ponti. Il ritiro dei soldati ha rappresentato l’inizio della fine della schiavitù.
Il conflitto viene spesso definito “The Boys’ War”, poiché molti dei soldati che vi presero parte erano ancora adolescenti. I ragazzi più giovani venivano impiegati come tamburini, ruolo fondamentale attraverso il quale, durante la confusione ed il rumore delle battaglie, i differenti colpi del tamburo rappresentavano gli ordini degli ufficiali. Al tempo stesso i ragazzi prestavano cure mediche cercando i feriti.
Ad accompagnare le nostre parole una bella e ricca serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’interprete.

Pics via San

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Rustam Qbic – New Mural in Gdansk, Poland

01/08/2015

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Proseguiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Rustam Qbic, l’interprete Russo nelle scorse settimane si è spostato a Gdansk in Polonia dove ha avuto modo di realizzare questa intensa pittura in occasione dei lavori per il Monumental Art Festival di quest’anno.
Sempre più a suo agio con superfici e spazi di grandi dimensioni, l’autore prosegue anche qui nel proporre la personale narrativa estetica in totale antitesi con i moti astratti che, specialmente nell’Est Europeo, la fanno sempre più da padrone. L’interprete sceglie piuttosto un piglio figurativo, dedito al racconto ed alla narrazione surreale, intrecciando temi e riflessioni spesso dal profondo valore riflessivo.
Il confronto con le produzioni di Qbic passa per la volontà dell’artista di tratteggiare, dando forma e sostanza, ad un universo di fantasia, atto a scardinare, sottolineare e far riflettere sulla nostra vita quotidiana. È un indagine sull’essere umano quindi, sulle sue differenti sfaccettature, sull’uomo moderno e sulle sue fragilità ed emotività. L’interprete si cala nella vita di tutti i giorni raccogliendo al tempo stesso l’eredità di una peculiare fascinazione con l’elemento naturale, stimolo questo imprescindibile e presente in ciascuna delle sue opere. In questo senso piante, fiori, alberi e tutta la natura diviene parte stesse dell’elaborazione fisica dei characters dell’interprete.
Da tutto questo emerge una pittura intensa, capace di trattare temi differenti, dalla cultura, allo studio, passando per la conoscenza, la saggezza, tutte tematiche che si intersecano con la particolare ed accuratissima pittura dell’artista Russo.
Con “Mind Games”, questo il titolo dell’opera Rustam Qbic si ispira direttamente alla sua ultima stampa, riproponendo l’immagine su questa grande superficie di lavoro.
Questa nuova visione mostra un adulto, presumibilmente un genitore, tentare di risolvere il cubo di Rubik raffigurato al posto del volto del proprio bambino intento a giocare. L’opera è una riflessione sul rapporto genitori-figli attraverso una analogia che va a sottolineare l’influenza che i primi possono avere sulla personalità e la vita dei loro figli.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima fatica, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

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Smithe – New Mural for SeaWalls 2015

01/08/2015

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Tra gli ospiti di spessore di questa edizione del SeaWalls Festival, a distanza di tempo ritroviamo con piacere Smithe, l’artista ha da poco terminato di realizzare questa nuova opera andando a cambiare completamente l’aspetto di questa grande struttura.
La rassegna di Cozumel in Messico sta letteralmente calamitando la nostra attenzione in questi giorni. Gli interventi fin qui realizzati, da un incredibile roster di nomi di primissimo livello, sono tutti incentrati sulla particolare tematica che accompagna l’intera manifestazione. Volontà di PangeaSeed, organizzatori del Festival, è infatti quella di sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’habitat marino e le sue specie. L’idea è quella di ‘servirsi’ dell’arte murale come ideale strumento propagativo, invogliando gli autori partecipanti ad affrontare temi differenti, tutti legati al mondo oceanico ed, a differenza dell’anno scorso dove la figura dello squalo era il cardine dell’evento, a raccogliere appieno da tutta quella flora e fauna che caratterizza il mare.
Partendo proprio da questi spunti tematici, ecco l’ultimo elaborato di Smithe, un opera che segna il passo ad una nuova, inedita ed efficace direzione estetica intrapresa qui dall’autore Messicano.
Nel confrontarci con le produzioni dell’artista abbiamo sempre sottolineato l’esigenza dello stesso di sviluppare una forte e personale narrativa visiva. Partendo dal radicatissimo background nel mondo dell’illustrazione, l’interprete fonde all’interno della proprio pittura elementi folkloristici e tradizionali del proprio paese, insieme a tutta la sua personale fascinazione per la meccanica, la robotica e tutti quegli elementi futuristici e fantascientifici. Attraverso un fortissimo impulso tonale, l’artista compone e dà forma e sostanza ad un universo vivo e pulsante dove figure, soggetti e personaggi irreali, rappresentano gli assoluti protagonisti.
A differenza di quanto era lecito aspettarsi, Smithe per la rassegna cambia completamente registro. Sceglie un approccio più delicato l’interprete, specialmente per quanto riguarda le tonalità ed i colori utilizzati. Partendo dagli stimoli marini, ecco l’interprete andare a dare forma e sostanza ad una serie di soggetti, figure e creature fantastiche direttamente ispirate al mondo marino.
Ad accompagnare le nostre parole, una bella serie di fotografie con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e su altre interventi per il bel progetto.

Pics by Rom Levy via San

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