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GORGO

Archive for luglio, 2015

James Jean for POW! WOW! Long Beach

04/07/2015

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Ci spostiamo a Long Beach, per i lavori dell’ottimo POW WOW Long Beach, progetto collaterale del famoso festival hawaiano, scende in campo James Jean che ha da poco terminato di realizzare questa bella pittura sulla facciata del famoso Varden Hotel.
È passato parecchio tempo dall’ultima volta che abbiamo approfondito il lavoro dell’artista, avevamo fatto la sua conoscenza quando, l’anno scorso, l’interprete aveva preso parte ai lavori per l’edizione principale del POW WOW Festival ad Honolulu (Covered). Legatissimo quindi alla kermesse, con la quale per la prima volta ha sperimentato la pittura su muro, pare quindi che Jean c’abbia preso gusto, tornando a distanza di dodici mesi a confrontarsi con un nuovo spazio pubblico.
Il lavoro di James Jean parte anzitutto dal fumetto, cuore pulsante del suo percorso d’artista, primo amore e lavoro vero e proprio, per poi passare ad una evoluzione costante che raccoglie l’eredità delle sue origini taiwanesi. Le illustrazioni dell’artista sono scandite da un forte energia visiva, le immagini si fanno lucenti, giocano con effetti di luce ed ombra, le rappresentate figure divengono sottili, stimolano un senso di fragilità, affascinano per la loro condizione estetica. L’idea è quella di una rappresentazione che unisca stimoli appartenenti alle proprie radici, miscelati ad una componenti grafica forte e rimarcata. Al centro delle sue opere troviamo spesso la figura della donna e quella dei bambini, ideali propellenti per sviluppare sogni, viaggi e racconti fantastici.
Il risultato finale, riportato poi anche su parete attraverso interventi scanditi da un’unica componente tonale, è un percorso onirico, fantastico, una porta aperta nell’immaginazione dell’interprete scandita da dettagli vivissimi.
A differenza del precedente lavoro, qui James Jean opta per approccio pittorico basato sul bianco e nero. L’artista scandisce l’opera attraverso tonalità di grigi differenti, dando forma e sostanza ad una sintesi perfetta della sua personale estatica. Il risultato finale si fa notare grazie ad un forte e rimarcato piglio grafico, laddove al centro vediamo, una delle sue iconiche donne, gravitare all’interno di una serie di elementi e figure organiche. Ci piace.
Per darvi modo di approfondire al meglio quest’ultimo intervento, vi lasciamo ad una bella serie di scatti, con i dettagli dell’opera in aggiunta alle fasi di realizzazione dell’intervento, è tutto dopo il salto, mettetevi comodi e dateci un occhiata.

Pics via AM

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Pablo S. Herrero – New Mural in Trecchina

03/07/2015

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Ci spostiamo a Trecchina, è qui che nei giorni scorsi Pablo S. Herrero ha terminato di realizzare una nuova pittura in occasione dei lavori per l’Incipit Project, nuovo progetto firmato da Antonio Oriente, con l’artista al lavoro sulla facciata della scuola elementare cittadina.
Dopo la pittura realizzata per Memorie Urbane (Covered), ecco quindi l’opportunità di confrontarsi nuovamente con il particolare universo estetico sviluppato dall’artista Spagnolo.
Nella nostra programmazione giornaliera ci siamo spesso confrontati con le produzioni dell’autore Iberico, cogliendone la particolare vena poetica e soprattutto la forte caratterizzazione naturale che, opera dopo opera, continua ad essere la protagonista indiscussa delle sue produzioni.
Continuando a sperimentare soluzioni grafiche differenti, e lavorando in particolare attraverso il bianco ed il nero, anche se spesso non sono mancate significative e riuscitissime variazioni tonali, Pablo S. Herrero ha saputo tratteggiare un percorso in cui gli elementi naturali, sintetizzati attraverso il propagarsi di rami, vanno a scandire ed irretire la superfice di lavoro generando un sostanziale mutamento nella fruizione dello spazio. Lavorando attraverso giochi di pieni e vuoti, corpose sovrapposizioni, dando una direzione od una forma specifica alle sue iconiche figure, l’artista mira a ricollocare l’elemento naturale all’interno della città.
La rivincita della natura passa per una riappropriazione della città, della case, delle strutture architettoniche di dimensione varia, delle pareti e delle superfici che, come un onda, vengono ora attraversate da ombre bianche e nere, in un binomio criptico, equilibrato in cui l’intrecciarsi dei rami, le dimensioni mano a mano ridotte degli stessi, generano un senso di pace, di tranquillità, ponendo l’ambiente ed il contesto e le struttura su cui l’interprete lavoro, di nuovo in primo piano, non più celate idealmente alla vista ed alla mente.
L’ultima fatica di Pablo S. Herrero raccoglie l’eredità delle ultime uscite dell’artista. È bene sottolineare un sostanziale cambi stilistico laddove, affidandosi sempre al nero ed al bianco, quest’ultimo o meglio le forme generate da quest’ultimo, vengono ora accompagnate da una sottile outline. Questa scelta ha nel risultato certamente più grafico, il suo punto di contatto con una produzione che, nonostante le variazioni stilistiche, rimane saldamente ancora a concetti, stimoli e spunti appartenenti ad una personale visione della sfera naturale.
In calce al nostro testo alcuni scatti di quest’ultima fatica dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’interprete.

Pics by Fabiano Caputo

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Invader – New Invasion in Paris, France

03/07/2015

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Ancora Invader, ancora a Parigi, il famoso street artist continua la personale campagna di invasione con una nuova serie di interventi installati nei giorni scorsi per le strade della capitale Francese, nuovi personaggi e nuovi stimoli ad accompagnare quest’aggiornamento.
Con negli occhi ancora la magia di “Wipe Out”, enorme solo show aperto lo scorso Maggio all’interno degli spazi del The Qube di Hong Kong, ecco il grande artista tornare nuovamente in strada e proporre significative ed inedite variazioni al suo iconico immaginario.
Sorprende Invader, sorprende per la volontà di non rimanere ancora ad un’unica tematica, di voler piuttosto costantemente sperimentare soluzioni grafiche differenti, ma soprattutto temi e soggetti di volta in volta inediti ed in grado di abbracciare il background di ciascuno di noi. Tra gli artisti più famosi a livello internazionale, questi ultimi anni di Invader sono stati segnati dalla volontà dell’artista di appore una sostanziale variazione, di sviluppare un cambio di rotta deciso e che ha avuto come risultato, l’impiego di characters del tutto diversi. Abituati quindi a confrontarci con le iconiche astronavi e gli alieni del gioco Space Invaders, da cui l’interprete deve il suo nome, ora vediamo come l’autore stia cogliendo dalla cultura pop a 360^. Dai characters dei film, ai personaggi dei cartoni animati, passando per le nuove star dei videogiochi, tutto l’universo degli anni ’80 ma anche quello dei tempi moderni, vieni qui preso e rielaborato attraverso le iconiche caselle dell’artista.
Per questa sua nuova esperienza Parigina, occhi puntati sul lavoro più grande, non poteva essere altrimenti. Invader va ad installare una grande composizione che ritrae uno dei puffi con alle spalle un fungo, sguardo perso ed inevitabile sorriso stampato in faccia. Il tour prosegue con una serie di interventi più piccoli, tra cui spicca la grande installazione sulla vetta di questa vecchia struttura abbandonato
Null’altro da aggiungere, in attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con i dettagli di quest’ultima infornata di lavori, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Alexandre Feuvrier via San

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Elian x Alexis Diaz – New Mural in London

03/07/2015

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Ci spostiamo a Londra, è qui che nei giorni scorsi si sono dati appuntamento Elian ed Alexis Diaz, i due grandi interpreti, combinando i differenti approcci stilistici, hanno infatti da poco terminato di realizzare questa bella pittura.
Differenti nell’estetica e nella ricerca portata avanti, Alexis Diaz ed Elian vanno a lavorare sull’iconica parete a Brick Line, uno di quegli spazi che, nel corso del tempo, ha saputo ospitare alcuni degli interventi più interessanti della capitale europea. L’idea alla base di quest’ultima pittura è quella di intrecciare due universi di fatto opposti. Le divagazioni astratta ed estetica dell’Argentino, legate come sempre ad uno studio della superfice specifica, vanno ad intrecciarsi con una delle iconiche figurazioni dettagliatissime tipiche dell’universo del Portoricano.
Si tratta in questo senso di un approccio che unifica due correnti distanti, sottolineandone le diversità, esaltandone le peculiarità. Il colore viene contrapposto al bianco al nero, così come una pittura agile e criptica viene posta a confronto con una più dettagliata, minuziosa e precisa.
Il risultato finale è quindi una nuova matassa cromatica pensata da Elian, che avvolge tutta la superfice a disposizione, tra istanti più decisi e diretti, e porzioni maggiormente frastagliate. Cambiando la percezione dello spazio l’accostamento tra queste due realtà avviene nel cuore dello spazio. È qui che emerge un nuovo mash-up realizzato da Diaz, ancora una volta intreccia elementi differenti, un cuore, una freccia, un occhio, una chiave, per dare vita ad una vibrante raffigurazione.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due autori, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics via San

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Turbosafary – New Mural for Festival PopUp!

03/07/2015

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro del collettivo Turbosafary, gli artisti irrompono al Pop Up! Festival andando a cambiare completamente il volto di questa piccola struttura presso la Stazione di Castelplanio nelle Marche.
Si scrive Turbosafary ma noi leggiamo Cripsta, Dilen, Est Her, Acca e Tybet, tutti riuniti in uno dei nomi che maggiormente riesce a scaldarci ed impressionarci.
Uno degli aspetti che senza dubbio caratterizza le produzioni degli artisti, è la volontà di raccogliere le differenti identità e di sviluppare un percorso unico ed unito all’interno dello spazio pubblico. Inevitabilmente quelli che emergono sono lavoro spessi e sfaccettati, carichi di spunti e stimoli differenti, figli di percezioni personali, capaci di sfociare in un unico e grande immaginario. Si tratta di un calderone, un safari ci viene da scrivere, in cui vengono sintetizzate le differenti personali e le fascinazioni artistiche di ognuno dei componenti. I percorsi personali, accademici e non, la volontà di lavorare attraverso differenti discipline, il background, sono tutti spunti che trovano la loro migliore collocazione all’interno di una visione sfaccettata, sintetica nella forma e nell’aspetto, che paga la propria influenza, in un personale filone astratto.
Curata da MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee, l’obiettivo della rassegna è quello di raccontare il territorio e porre in essere un cambiamento attivo attraverso il lavoro di artisti di primissimo livello, in un dialogo serrato con l’ambiente e lo spazio circonstante. Ancora una volta la kermesse offre l’opportunità di un confronto con un intera struttura, sfida raccolta nel migliore dei modi dagli autori.
L’opera dei Turbosafary si inserisce sulla superfice di questo deposito merci andando a trasformarne completamente l’aspetto finale. L’idea è quella di un intervento non invasivo e scandito da una grande forza gestuale. Gli interpreti scelgono di lavorare infatti attraverso una serie di forme, prive di bakground e giocare ad intrecciare e sovrapporre le stesse, all’interno della superfice. In totale armonia con lo spazio, ecco quindi emergere differenti, per dimensione e forma, forme irregolari, tutte scandite da tonalità eterogenee. L’idea è quella di un intreccio attivo, dove, per ogni sovrapposizione assistiamo ad un cambio di passo, di tipo tonale o alla generazione di textures, il tutto infine concluso con una serie di figure sottili che vanno ad intrecciarsi ed a scandire la sostanza e l’aspetto di alcuni elementi. Impeto.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo ricca galleria di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sulla rassegna e sugli artisti.

Thanks to The Artists for The Pics

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Lucamaleonte – New Murals in Monza

03/07/2015

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Nuovo appuntamento con il Recover Project firmato dal Grauen Studio di Monza, ha scendere in strada è infatti Lucamaleonte che ha da poco terminato di realizzare due nuove pittura in occasione dell’apertura di “Grammatica Naturale” sua nuova esibizione.
Promosso dall’associazione Restart e dal comune di Monza e sviluppato dal Grauen Studio, il progetto sta portando in città alcuni dei nomi di spicco della nostra scena, offrendo loro spazi importanti, sviluppando progetti e workshop, il tutto concluso infine con profondi solo show aperti all’interno degli spazi dello studio.
E’ l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli autori di spicco della nostra scena, alle prese con due differenti interventi, il primo direttamente sulla passerella pedonale in Via S. Gottardo, il secondo, come da tradizione, sulla parete esterna nei pressi dello studio di Monza.
La natura come principale stimolo, propellente e sintesi tematica, Lucamaleonte continua ad attingere da questo universo denso e sfaccettato per sviluppare una propria e personale narrativa estetica. La fascinazione del grande autore italiano è quindi legata alla volontà dello stesso di esprimersi attraverso elementi, simboli ed immagini appartenenti al contesto naturale. Non si tratta però di una mera riproduzione, c’è la volontà di raccogliere l’identità naturale del luogo, cosicché il mondo animale e quello vegetale, possa ancora divenire propellente ideale per un dialogo serrato con lo spettatore od il passante casuale.
L’artista nelle proprie produzioni raccoglie l’eredità dei contesti naturali, degli animali, con i personali studi sui bestiari e sul mondo classico, a comporre la sfaccettata stilistica dell’artista. Il risultato finale è un approccio dove, attraverso immagini e visioni appartenenti alla natura, assistiamo ad una riflessione sulla vita moderna, sul quotidiano, con intense e dirette riflessioni che impattano chi osserva.
Gli interventi realizzati dall’autore raccolgono appieno tutta la particolare estetica del suo percorso in strada. Il primo lavoro, quello sulla passerella pedonale, è un lavoro quasi decorativo, atto a mimetizzarsi all’interno del paesaggio retrostante le mura, un introduzione infine alle opere che verranno presentate all’interno dell’esibizione. In questo senso le foglie ed i fiori raffigurati vanno a scandire i 20 metri di lunghezza della passerelle con l’idea di ridurre il distacco tra uomo e natura, tra cemento e verde. Emergono tenui, come quei fiori che nascono tra le crepe dell’asfalto cercando la luce ed una propria vita.
Il secondo lavoro risulta maggiormente più iconico. Ancora anche qui Lucameleonte si confronta con la superficie lavorando attraverso tonalità tenui, in questo modo la figura dell’uccello diviene quasi un tutt’uno con la parete mentre le piante dipinte in un verde più accesso, ci danno quasi l’impressione di staccarsi dalla stessa. Queste ultime riprendono il colore degli elementi naturali presenti sul posto, dalle aiuole che costeggiano il corso d’acqua passando per quest’ultimo.
L’apertura dello show è prevista per oggi 3 Luglio alle ore 19.00, in attesa di dare uno sguardo approfondito all’allestimento proposto dal grande artista, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa doppia pittura, dateci un occhiata. Vi ricordiamo infine che sul nostro Medusa Art Shop sono ancora disponibili le ultime copie di “Youth of Today” serigrafia realizzata dal campione italiano, acquistala QUI.

Grauen Studio
via Tofane 1
20900 Monza

Thanks to Grauen Studio for The Pics

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Broken Fingaz “Journey Galactiko” at Howard Griffin Gallery (Recap)

01/07/2015

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Andiamo a dare un occhiata a “Journey Galactiko” ultima esibizione firmata del collettivo israeliano Broken Fingaz, show di debutto negli States, aperta lo scorso 20 Giugno all’interno degli spazi della Howard Griffin Gallery, nella sede di Los Angeles.
L’esibizione, come suggerisce il nome stesso, è l’opportunità per un intenso viaggio esplorativo all’interno dell’immaginario degli interpreti, un show complesso, carico di stimoli e di temi differenti.
Sopra le righe, appare essere ancora una volta questo il mantra dello spettacolo. Lo show ruoto attorno alla gigantesca installazione di 150 metri cubi posti al centro della galleria. Si tratta di una struttura monolitica, che ricorda la forma di un tempio e costruita in legno e con materiali di scarto, è il principale stimolo dell’allestimento. Da qui parte una esplorazione incentra sulla pervasività delle immagini attraverso l’iconico e bizzarro immaginario e stile grafico dei Fingaz.
I concetti e le visioni sviluppate per lo show sono il risultato dei viaggi condotti dagli autori in India, intrecciati con le influenza culturali e la miriade di riferimenti e simboli, che caratterizzano la loro produzione artistica
L’indagine dei Broken Fingaz giunge qui ad rappresentazione del potere visivo delle immagini, laddove, gli elementi tipici, spirituali ed iconici dell’India si miscelano con le immagini e gli stereotipi della pubblicità capitalistica Occidentale. C’è quindi un parallelo tra occidente ed oriente a cui gli artisti fanno riferimento, due manifestazioni differenti che danno vita ad una frattura tematica, alimentata proprio dalla presenza del tempio. Quest’ultimo è infatti l’ideale analogia di come, un simbolo religioso e di spiritualità, possa essere alterato e posto in netto contrasto con il suo effettivo valore primario, attraverso tutti quegli elementi che spostano l’attenzione sulle apparenze, sul possedere, tipiche del mondo occidentale.
All’interno del tempio, gli artisti rivelano la propria idea, danno forma e sostanza ad un cammino introspettivo scandito da visioni ed immagini che avvolgono lo spettatore in un ambiente chiuso, spazio claustrofobico di riflessione interiore. La dualità tra interno ed esterno viene sottolineata una volta usciti dalla struttura e preso contatto con gli spazi della galleria. Ad attendere lo spettatore un mondo esterno travolgente, sfarzoso, pieno di suoni, colori, luci e slogan che spingono verso una manipolazione della mente. Il tempio rappresenta un rifugio per gli artisti all’interno dello spazio della galleria, un luogo in cui possono essere oscurati dal mondo consumistico che li circonda.
Tra Oriente ed Occidente, in un sottile paragone tra religione e società consumistica, gli artisti esplorano qui più che mai il potere delle immagini, sottolineando come queste diventino una forma di controllo mentale.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il corposo allestimento, vi lasciamo ad una ricca e bella serie di scatti, dateci un occhiata! C’è tempo fino al 25 Luglio per andare a darci un occhiata di persona.

Howard Griffin Gallery
410 South Spring Street
Los Angeles CA 90013

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Faith47 – New Mural in Brooklyn, New York

01/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Faith47, la grande artista Sud Africana nei giorni scorsi si è spostata a New York, nella zona di Brooklyn ha da poco terminato di realizzare questa intensa pittura ancora una volta legata al mondo animale.
Ancora una volta il confronto con le produzioni firmate da Faith47 passa per la capacità dell’autrice di dare forma e sostanza ad una estetica altamente poetica, catartica nei temi che espone, ed in grado di emerge dall’ambiente urbano attraverso una rimarcata delicatezza espressiva. Non è mai stato del tutto semplice per noi scardinare i temi e gli stimoli che le immagini proposte sono riuscite a veicolare, non era forse questa il nostro principale obiettivo, quanto mai assuefatti da un pittura altamente viscerale, emotiva e profonda nel suo stesso aspetto.
C’è una approccio figurativo atto non solo ad una riproduzione pittorica di elementi e soggetti appartenenti al mondo animale, quanto piuttosto la volontà di confrontarsi con elementi mistici, impulsi onirici in grado di elevare la forma e la sostanza, per proiettarci verso un universo fantastico, scandito da visioni appartenenti alla realtà, eppure così dannatamente sganciato dalla stessa. Sono figure femminile, delicate e soavi, sono animali che danzano sulla superfice, è il reale ed il surreale che si uniscono in una danza orgiastica proiettando nell’ambiente urbano scaglie, memorie e visioni oniriche.
Si tratta di visioni influenzate dal luogo di lavoro, leggere, metafisiche, lasciano nello spettatore un senso spirituale che rielabora percezioni, stimoli ed immagini appartenenti all’ambiente circostante, attraverso una rimarcata spiritualità.
Dal titolo “The Psychic Power of Animals”, quest’ultima fatica dell’interprete, raccoglie appieno tutta la poetica tipica delle produzioni firmate dell’artista. Faith47 sceglie qui nuovamente una pittura delicata, scandita da tonalità quasi acide, con la quale dare forma e sostanza al corpo degli animali rappresentati. Si tratta di un intervento direttamente connesso con la sua ultima produzione realizzata qualche settimana addietro a Montreal (Covered) in occasione dei lavori per l’ottimo MURAL Festival 2015. Esattamente come il precedente, anche quest’ultimo intervento gioca con la superfice, con lo spazio a disposizione, non a livello cromatico, quanto piuttosto attraverso gli elementi fisionomici dello spot, arricchiti ed esaltata dalla grande forma geometrica che, da una parte accompagna la pittura, dall’altra ne irrobustisce l’essenza mistica ed onirica.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiate e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Zosen – New Mural for Festival PopUp!

01/07/2015

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Nuovo aggiornamento dal Pop Up! Festival di quest’anno, tra gli artisti invitati ritroviamo con piacere anche Zosen, l’interprete ha terminato di realizzare questa bella ed intensa pittura sulla facciata della Cooperativa Agricola La Terra e Il Cielo a Piticchio.
Curato da MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee, il festival, che prende vita all’interno del territorio dei Colli Esini Frassasi, si sviluppa con l’intento di connettere gli artisti stessi con le bellezze paesaggistiche e naturali di questi luoghi. Al tempo stesso c’è la volontà di raccontare il territorio, attraverso un impulso legato alla strada, e con esso riflettere sul valore di questo particolare tipo di arte.
Stiamo seguendo gli sviluppi della rassegna mostrandovi i lavori di alcuni degli artisti, tra realtà italiane ed autori internazionali, che in questi mesi si stanno confrontando con le particolari superfici a disposizione per la realizzazione degli interventi, ultima questa fatica dell’autore Argentino.
L’estetica delle produzioni firmate da Zosen parte anzitutto da una personale fascinazione cromatica. È proprio il colore a rappresentare il principale volano espressivo dal quale prendono forma e sostanza, le tipiche visioni dell’interprete. L’autore lavoro attraverso immagini sciolte, prive di outlines, scandendo grandi e piccoli elementi che vanno a comporre il particolare puzzle stilistico e l’immaginario dell’interprete. Lavorando attraverso una profonda interazione tonale con l’ambiente circostante, le produzioni dell’autore celano al loro interno messaggi differenti. Sta qui la magia dell’opere, nella capacità dell’artista di stimolare spunti e tematiche eterogenee. Gli elementi inondando lo spazio, emergono dallo stesso creando una fitta sequenza scandita da una spontaneità nei contenuti, in quella che diviene una pittura divertente e bizzarra ma al tempo stesso matura e sottile nei temi e negli spunti trattati. Si animano lettere, forme, oggetti, elementi naturali, tutti intrecciati tra di loro, semplici da fruire, ma dal fortissimo impatto all’interno dell’ambiente urbano.
L’opera realizzata da Zosen prende vita direttamente sulla superfice esterna dell’azienda Agricola, struttura questa, prima in Italia ad essere costruita attraverso le tecniche della bioarchitettura e della bioedilizia. L’autore ne prende in prestito i simboli, coprendone la superfice attraverso una fitta matassa di elementi differenti. Tra totem, palme, alberi, frutta, verdura, l’immagine proposta vuole mira ad esprimere l’equilibrio tra l’uomo e la biosfera, tra la terra dove coltiviamo ed il nostro cibo e l’azzurro del cielo dove viviamo.
In attesa di nuovi aggiornamenti dalla bella rassegna, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dall’interprete, dateci un occhiata e se volete approfondire, nella nostra sezione, tutti i precedenti interventi fin qui visti.

Thanks to The Festival for The Pics

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Pastel for Milestone Project in Girona

01/07/2015

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Ci spostiamo a Girona in Spagna, qui nei giorni scorsi il grande artista Argentino Pastel è tornato in strada andando a realizzare questa nuova ed intensa pittura in occasione dei lavori per l’ottimo Milestone Project di quest’anno.
Dopo la bella e grande parete realizzata per Memorie Urbane (Covered) prosegue quindi il tour Europeo dell’artista Argentino con una nuova pittura, scandita dalla consueta estetica pittorica.
Per questa sua ultima fatica Pastel ancora una volta si concentra sulle particolarità del luogo di lavoro, dell’ambiente circostante e della sua storia. Ci troviamo a Font de La Polvora, un quartiere nomade in cui lo spazio diviene estensione stessa delle abitazioni. C’è quindi una forte e rimarcata identità che si lega fortemente a questa zona, tra tradizioni ed abitudini che nel tempo, sono rimaste vive ed attive. Le competizioni tra uccelli, le sigarette, le chiacchiere, le carte da gioco, tutti questi elementi plasmano l’identità di questo non-luogo nella periferia della cittadina Spagnola. Non c’è un piano urbanistico, la città non ha nessun progetto per questa zona che diviene quindi completamente assoggettata a regole e sviluppi inaspettati diventando un luogo dove vivere la famiglie ed i propri hobby.
La particolarità naturali del luogo sono scandite dalla presenza di un piccolo fiume dove crescono alcune piante selvatiche, dove gli animali si recano per dissetarsi, rendendo quindi la zona un quartiere a se stante, quasi staccato da tutto il resto della città, con la sua comunità che, come esso, risulta emarginata ma al tempo stesso unita attraverso le persone che vivono questo luogo.
L’interprete parte da qui per realizzare una nuova ed intensa pittura. Il grande spazio a disposizione offre all’artista l’opportunità di sviluppare nuove ed interessanti stimoli. Anzitutto il background dell’opera, in una nuova ed inedita veste gradiente, così come la scelta dei colori delle piante, che richiamano fortemente quelli delle case, ci offrono ancora una volta, l’ennesima sintesi grafica che, attraverso le piante e gli elementi naturali del posto, vanno a tracciarne l’identità e la storia, legandosi a doppio filo con chi vive queste zone ed impattando le percezioni di chi, come noi, si ritrova ad osservare da vicino questa nuova opera.
Ad accompagnare il nostro testo ricca galleria di scatti con i dettagli e il risultato finale di quest’ultima sessione, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Painted in Font de la Polvora, a gipsy neighborhood they use the public space as a extension of their homes. The site identity is an important element because is a community living of habits and traditions. Birds competition, cigarettes, chatting, smokes, playing cards. Creating in a Non-place of the periphery, a master plan the city didn’t plan for them, a public space to live in family and hobbies.
In front of the wall is a very thin river where grow some wild plants and the animals drink water. Is the neighborhood geography and a community functions as it, outcast for some, united between them.

Thanks to The Artist for The Pics

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