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Archive for luglio, 2015

OX – A Series of New Pieces in Germany

31/07/2015

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Nuovi aggiornamenti firmati OX, il campione Francese nelle scorse settimane si è spostato a Brema e Dresden in Germania dove ha avuto modo di realizzare una nuova serie di interventi proseguendo il peculiare lavoro sui cartelloni pubblicitari.
Senza dubbio tra gli artisti che maggiormente riesce ad incuriosirci, OX porta avanti un lavoro dinamico, a stretto contatto con la strada che, nell’ottica dell’autore, diviene non solo ideale palcoscenico, ma soprattutto indiscussa protagonista. Nel nostro raccontarvi gli spostamenti dell’artista, abbiamo più volte sottolineato come attraverso un ottica del tutto inedita, i lavori dell’interprete vadano a dialogare profondamente con il tessuto urbano, con le architetture e con tutti quegli elementi che scandiscono l’ambiente. In particolare le produzioni dell’artista prendono vita all’interno di cartelloni pubblicitari laddove, dialogando con gli elementi presenti intorno agli stessi, l’autore va ad elaborare le sue opere. In questo senso ogni intervento è quindi specifico e vive in funzione di ciò che è già presente in un determinato spazio fisico.
Approfondendo, volontà dell’artista è quella di ribaltare l’essenza stessa dell’elemento pubblicitario. Da imposizione per il passante, nonché strumento di propagazione consumistica, questi spazi si trasformano, mutano il loro aspetto, riconnettendosi con l’ambiente urbano, con gli elementi limitrofi fino ad amalgamarsi al meglio all’interno dello stesso.
Questa particolare ottica stilistica viene sviluppata in funzione di un impostazione artistica in costante evoluzione. L’autore plasma le sue opere in funzione dello spazio, è chiaro quindi come ciascuna delle sue produzioni risulti differente. Raccogliendo l’eredità testuale degli elementi circostanti, le textures delle pareti limitrofe, gli elementi o le strutture architettoniche presenti, il lavoro dell’interprete si rivolge alla strada a 360^, raccogliendo spunti dalla stessa e creando immagini e visioni che ben si interallacciano con lo spazio.
Qui un occhiata all’ultima serie di lavori, c’è un po’ di tutto, dalle textures passando per le scritte che ironicamente si legano con quanto già presente, passando per gli interventi maggiormente più liberi e criptici. That’s OX.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima infornata di pezzi, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Grito – New Mural in Fanzara, Spain

31/07/2015

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Grito, l’artista Spagnolo torna in strada andando a proporre questa nuova e potente pittura in occasione dei lavori per il MIAU – Museo Inacabado de Arte Urbano di Fanzara, Spagna.
Avevamo lasciato l’artista a Barcellona con una bella comba in compagnia di Zosen e Mina Hamada (Covered), ora eccolo tornare in solitaria a confrontarsi con una grande parete per il bel progetto Spagnolo.
Molto legato agli spazi abbandonati, dove poter sperimentare con successo il proprio immaginario, l’interprete porta avanti un percorso estetico personale e profondamente legato a radicatissimo background come writer. Attraverso una mistura composta da colori accesi, personaggi, scritte ed un incredibile serie di elementi grafici, l’autore sviluppa tutto il suo divertente e surreale universo pittorico. Se il writing rappresenta l’incipit, appare chiaro come un piglio illustrativo entri ed influenzi la totalità delle produzioni dell’artista.
Attraverso un moto geometrico, all’interno del quale si scatenano figure, personaggi, oggetti, animali ed una abbondante presenza di figure grafiche, lettering, l’artista dà vita alla sua personale estetica. È l’intensivo uso di soluzioni tonali differenti infine a rappresentare l’ideale propellente per dare forma e sostanza alle sue visioni.
Se questa rappresentano le prerogative pittoriche, di contro troviamo la volontà dell’interprete di approfondire e trattare i temi più disparati. Lavorando attraverso un piglio irriverente e divertente, non mancano esempi in cui Grito ha saputo soffermarsi su tematiche più impegnate.
Per la rassegna del cittadina nei pressi di Valencia, l’artista propone una delle sue iconiche pitture. Lavorando come sempre attraverso un piglio geometrico, l’autore esercita nuovamente tutto il fascino della sua particolare estetica. Well Done!
Ad accompagnare le nostre parole una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Moallaseconda “Synesthesia #1 – 34 Samples” for Project Rooms

31/07/2015

Nuovo aggiornamento per Moallaseconda, il talento Italiano presenta il suo ultimo progetto, Project Rooms all’interno del quale, in questa sua prima incarnazione, l’autore va a riflettere sul senso di sinestesia attraverso differenti campi artistici.
Diciamolo subito, l’impatto con quest’ultimo elaborato dell’interprete ci ha parecchio scosso. Abituati a confrontarci essenzialmente con i differenti moti pittorici dell’artista, Moallaseconda presenta qui una sintesi delle sue differenti fascinazioni unendo, sotto un’unica performance, pittura, sonoro e video, andando a comporre questa prima parte del progetto.
Il progetto nasce anzitutto dalla particolare simbiosi che intercorre tra l’autore e gli spazi abbandonati. Stimolato da una particolare struttura, scandita da differenti stanze chiuse, l’interprete si lancia in una trasformazione attiva, per mezzo della pittura, all’interno di ambienti molto vicini a quelli in cui abitiamo. Inutile dire che la pittura nasce anzitutto da una forte relazione con l’ambiente circostante, con l’artista interessato come sempre a lavorare quanto più in relazione con le particolari superfici in cui si imbatte.
Successivamente al disegno murale, ecco affiancarsi una produzione video che, di fatto, rappresenta l’opera stessa.
Come dicevamo la prima parte del progetto è pensata per riflettere sulle sinestesie, campo che l’artista sta approfondendo attraverso un intensa produzione video e sonora. Attraverso quindi piani sensoriali differenti, il disegno, il suono, la situazione, ecco emerge questa prima parte del progetto.
Moallaseconda in questa sua sperimentazione propone un video composta da 34 clip differenti, esattamente come la stessa stanza viene trasformata attraverso 34 campioni di textures eterogenee. Accorciando e ripetendo o allungando ciascuna delle 34 parti, ogni campione è abbinato ad un tracciato video al fine di creare una composizione video sonora. Quella che emerge è una sinestesia composta dal disegno elaborato su parete, dal suono della ripresa, nella più totale casualità sonora, e da una seconda immagine, ovvero la camera che riprende in una casuale situazione ogni campionatura su parete, casualità visiva. Al tempo stesso il progetto muta profondamente il valore di una semplice stanza all’interno di una struttura abbandonata in campagna, fondendo differenti impulsi ed empatie e lasciando che lo spettatore colga e raccolga una propria impressione emotiva, attraverso differenti impulsi. Bello.
Ad accompagnare le nostre parole, immagini ed il video realizzato dall’autore, mettetevi comodi e dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for Video e Pics

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Alexis Diaz – New Mural for SeaWalls 2015

31/07/2015

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Proseguono i lavori a Cozumel in Messico per l’ottimo SeaWalls Festival 2015, tra i nomi di spessore ritroviamo Alexis Diaz che ha da poco terminato di realizzare questa nuova pittura direttamente connessa con il tema cardine del progetto.
Alexis Diaz ha fatto della costanza e del dettaglio gli aspetti peculiari del proprio lavoro, il grande artista Portoricano parte del duo La Pandilla, sviluppa le sue creazioni avvalendosi di una pittura minuziosa e dettagliata, attraverso una serie di piccoli pennelli l’interprete realizza segmenti che vanno mano a mano a comporre le figure designate. Oltre alla grande pazienza di lavoro ed al risultato assolutamente realistico ed al limite della fotografia, quello che impressiona sono i soggetti scelti dall’interprete, un vero e proprio mash-up che si sviluppa dall’unione di differenti componenti, si va dalle parti di corpo umano, come le mani ad esempio od i teschi – sempre piuttosto ricorrenti – oppure a vere e proprie parti di animali differenti che si uniscono tra loro creando nuovi esseri fantastici, il tutto infine coadiuvato l’inserimento di paesaggi e scorci urbani che vengono letteralmente poggiati sui corpi e sulle sezioni dell’intervento per un risultato finale senza dubbio impressionante. Negli ultimi tempi abbiamo anzitutto notato la volontà dell’artista di sperimentare da una parte soluzioni e mash-up differenti e soprattutto di aggiungere alla figure rappresentate una forte connotazione cromatica. In questo senso nello sviluppo del proprio percorso i corpi e i soggetti dipinti entrano in contatto con elementi e colori che di fatto aumentano la forza propulsiva dei lavori e soprattutto emergono con maggiore impatto ed enfasi all’interno del tessuto urbano, il tutto ovviamente lasciando inalterato il particolarissimo ed iper dettagliato stile pittorico che da sempre caratterizza l’operato dell’artista.
Attraverso l’organizzazione della rassegna, PangeaSeed vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su temi quali la salvaguardia degli oceani e di tutte le specie marine. Il progetto quindi, attraverso l’utilizzo dell’arte urbana come canale espressivo, mira a coinvolgere quante più persone possibile.
Anche Alexis Diaz viene fortemente influenzato dal tema cardine del progetto andando a proporre, attraverso il suo iconico approccio estetico, un nuovo mash-up legato proprio ad elementi e specie appartenenti al mare. Tutto molto bello.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal festival, qui potete trovare tutte le precedenti pitture, vi lasciamo ad alcune immagini in calce al nostro testo. Enjoy it.

Pics by Rom Levy via San

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Faith47 – New Murals for SeaWalls 2015

30/07/2015

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Proseguiamo con gli aggiornamenti da Cozumel in Messico per il SeaWalls Festival 2015, tra gli ospiti c’è anche Faith47, con l’artista che nei giorni scorsi si è impegnata nel realizzare una nuova ed intensa serie di pitture.
Il progetto portato avanti da PangeaSeed ha nella volontà di porre l’accento e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia delle specie marine e sui problemi legati agli oceani. Portato avanti attraverso differenti discipline e progetti collaterali, abbracciando differenti ambiti, il progetto trova nell’arte a 360^ terreno fertile per portare avanti la sua prerogativa principale. Gli artisti coinvolti per il festival vanno quindi a confrontarsi con gli spazi attraverso un’unica e grande tematica che abbraccia, a tutto tondo, quelli che sono gli elementi, i protagonisti e gli accadimenti, legati agli oceani ed alle specie marine.
Come spesso abbiamo avuto l’opportunità di notare il lavoro di Faith47 spinge verso una rappresentazione caratteristica, attraverso le sue pitture la grande artista con base a Cape Town va a toccare i sentimenti più reconditi spingendosi per ceri versi in direzione di un immaginario che non si nasconde dall’inseguire sentimenti e riflessioni di carattere onirico e mistico. Nel percorso sviluppato dall’interprete è inevitabile cogliere il rapporto intrinseco tra il mondo naturale e tra l’uomo che, attraverso una pittura delicata, emotiva e caratterizzata da tonalità tenui, va a segnare gli spazi raccontando il dialogo tra questi due universi distanti. Assistiamo quindi da un tratto figurativo ma rivolto verso una pittura che viene investita da sensazioni e stati d’animo differenti, una profondità emotiva che va a segnare gli spazio attraverso una notevole espressività dove la figura della donna è spesso il protagonista assoluto delle sue produzioni. Tra corpi di fanciulle che camminano in armonia con gli animali, ci si ritrova in questo modo ad osservare una danza onirica che trascina attraverso le ricche pennellate, le colate di vernice che alimentano e sottolineano i movimenti a ricercare tutti gli spunti e riflessioni che condiscono queste opere, sul nostro personale rapporto con il verde, con gli animali ed infine con noi stessi.
Anche Faith47 si lascia trasportare dal tema cardine della rassegna, portando in dote gli ultimi stimoli di una produzione che, specialmente negli ultimi mesi, ha subito una forte mutazione. Se dal punto di vista dei temi e dei soggetti trattati non c’è alcun dubbio, a stupire è il particolare approccio che vede l’interprete inserirsi nello spazio in modo quanto mai più delicato possibile. L’idea è quella di una interazione con lo spazio, dolce, scandita da tonalità che richiamano i colori della superfice. Emergono presenze, visioni oniriche, figlie proprio del posto, spiriti intangibili posti a guardia di questi ambienti. Splendido.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal Festival, tutte le immagini ed i dettagli di quest’ultima serie di pittura ad accompagnare il nostro testo. Enjoy it.

Pics by Rom Levy via San

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Morik – New Mural in Saint Petersburg, Russia

30/07/2015

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Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Morik, l’interprete russo nelle scorse settimane si trovava a San Pietroburgo dove ha avuto modo di realizzare questa nuova pittura in occasione dell’esibizione collettiva “Remember Tomorrow”.
È l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro dell’interprete grazie ad una nuova pittura capace di ereditarne al meglio tutto il particolare approccio stilistico nonché l’estetica pittorica. Nel confrontarci con le produzioni di Morik ci siamo trovati di fronte a due differenti canali espressivi, figurativo ed astratto si miscelano qui un’unica, esplosiva pittura.
Troviamo anzitutto la volontà dell’autore Russo di porre in essere una personale raffigurazione dell’essere umano, un impeto questo con il quale l’artista sceglie di confrontarsi attraverso due percorsi distinti. Il colore diviene ideale stimolo per esercitare le due distinte, e per certi versi opposte correnti. Sono infatti le differenti alterazioni tonali a scandire la particolare matassa che dà forma e sostanza alle opere dell’interprete. I corpi vengono rappresentati per mezzo di una personale stilistica, una sintesi grafica quasi illustrata. Di contro, a muoversi come un sottile velo posto sopra al livello principale, un trama astratta che letteralmente va ad irretire l’intera immagine. Tra i volti, i corpi e gli altri elementi figurati, emergono giochi e figure prospettiche, cambi tonali che si intrecciano con la forma e l’aspetto delle figure rappresentate. Si tratta di un grande percorso astratto in cui forme e figure differenti, tra giochi di luce ed ombra, arricchiscono la trama dell’immagine finale. Una suddivisione a caselle che trapassa la percezione dello spazio, giocando sulla dimensionalità, dando vita ad un percorso a livelli, ad un forte senso di movimento che accompagna tutta l’opera.
Dal titolo “Same or Better” quest’ultima fatica di Morik si estende su tutta la lunghezza di questa piccola parete e vede l’autore confrontarsi con una personale idea di futuro. L’artista riflette su quello che sarà partendo da elementi astratti, forme e figure criptiche, mash-up, arrivando infine ad intrecciare paesaggi e costruzioni architettoniche, tra istanti più pittorici e momenti maggiormente figurati. Intenso.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi di realizzazione del pezzo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo, presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics

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SeaCreative for MISTURA Project in Torino

30/07/2015

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Nuovo aggiornamento per SeaCreative, l’artista Italiano ha preso parte al MISTURA, il progetto organizzato dagli amici di Monkeys Evolution, che ha visto diversi artisti di livello cambiare l’aspetto della stazione Ferroviaria Stura di Torino.
Al lavoro nelle prime settimane di luglio su circa 2000 mq di pareti, il progetto fa parte delle attività promosse dall’Associazione Monkeys Evolution, realtà torinese che da anni sviluppa e porta avanti progetti culturali nell’ambito dell’arte urbana. In collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana, MISTURA è di fatto una convention che ha portato 60 artisti della scena italiana ed europea, tra writers e street artists, a confrontarsi con le pareti della Stazione Torino-Stura, scalo ferroviario sulla linea ad alta velocità Torino-Milano. L’idea del progetto è quella di portare a compimento una serie di opere di valore, grazie al lavoro di artisti di fama europea ed italiana, ma soprattutto quello di miscelare realtà già di spicco con nomi in rampa di lancio. La miscela, da qui il nome dell’evento, mira a far interagire ed esprimere realtà in crescita insieme ad autori affermati, promuovendo la crescita artistica e soprattutto etica del movimento.
Tra i nomi di spicco ritroviamo con piacere SeaCreative. L’autore italiano torna in strada sviluppando una pittura direttamente interconnessa con le sue ultime sperimentazioni. Facendo seguito alla bella pittura all’interno di una vecchia struttura abbandonata (Covered) anche qui l’interprete sceglie un approccio circolare. Il piglio visivo dell’autore è intrecciato con la volontà di portare avanti una raffigurazione capace di ereditare situazioni, accadimenti e tutte quelle esperienze di vita che inevitabilmente vanno a forgiare ciascuno di noi. Se é vero che siamo il risultato di ciò che facciamo o che abbiamo fatto, l’interprete italiano raccoglie questo spunto massimizzandone la resa visiva e tematica attraverso il proprio operato. L’osservatore, si trova quindi coinvolto in una lucida ed approfondita lettura interiore che va a scuotere ed a stimolare una propria analisi su se stessi. Scardinando quindi le porte delle nostre emozioni più recondite, l’artista ci trascina all’interno di una lettura profonda ed altamente sfaccettata.
Raccogliendo questi spunti, e proseguendo nell’inserire elementi e forme naturali, l’artista dà forma e sostanza alla sua personale pittura per il bel progetto.
Ad accompagnare le nostre parole una bella e ricca serie di scatti con le fasi del making of ed il risultato finale di quest’ultima produzione dell’interprete, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Edoardo Tresoldi “LIFT” for Secret Garden Party 2015

30/07/2015

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Davvero un bel periodo questo per Edoardo Tresoldi, il talento italiano presente una nuova ed efficace istallazione delle sue in occasione dell’edizione di quest’anno del Secret Garden Party, festival musicale di Abbots Ripton nei pressi di Huntingdon in Inghilterra.
Continuando il personale sodalizio con gli eventi musicali, il grande artista italiano porta in dote per la rassegna Inglese una delle sue tipiche installazioni, un nuovo step che rivendica la volontà dell’interprete di continuare a sviluppare la personale estetica ed i temi cardine del proprio operato in strada.
C’è qualcosa di profondamente magnetico nelle istallazioni di Edoardo Tresoldi, un forte senso viscerale che investe ed accompagna lo spettatore alla scoperta delle sue opere. Gli interventi dell’artista stuzzicano e fanno vibrare le corde più sensibili, raccontano di emozioni, stimoli e stati d’animo differenti, plasmati e incanalati all’interno della fitta matassa di fili metallici. C’è qualcosa di personale, introspettivo, una valvola interiore che si apre lasciandoci in una catarsi, l’opportunità di un distacco dalla realtà, dalla razionalità, per abbracciare la parte più profonda di noi stessi, per confrontarci con emozioni e stimoli prima d’ora sopiti.
Non è quindi semplice il contatto con le produzioni dell’autore italiano, risulta delicato, capace di porre in essere un dialogo forte e personale, attraverso una rappresentazione che continua a lasciarci a bocca aperta, sia per il particolare approccio stilistico posto in essere, ma sopratutto per la sua capacità di inserirsi nello spazio. E’ infatti importante sottolineare come le opere di Tresoldi si inseriscano nello spazio attraverso un totale equilibrio. L’interprete non invade ne impone, piuttosto va ad inserirsi all’interno di uno specifico ambiente, dialogando con lo stesso, lasciando che, chi osserva, trovi la forma e l’aspetto delle figure realizzate. Si tratti di corpi vuoti, trasparenti, puri nella loro stessa essenza. Spazi pieni e vuoti che sottolineano la volontà dell’artista di soffermarsi sull’essere umano attraverso un piglio estetico del tutto inedito e personale. C’è una simbiosi con queste figure che, dialogando con lo spazio circostante, spingono per una forte immedesimazione. I sentimenti, gli stimoli e le emozioni, travalicano la fisicità, il tempo e lo spazio, queste opere ci parlano di solitudine, del senso di isolamento che ci accompagna durante la quotidianità, parlano di fragilità, cercando un contatto con lo spettatore e con tutto ciò che le circonda.
Dal titolo “LIFT” quest’ultima fatica di Edoardo Tresoldi, vede l’autore rappresentare una grande costruzione architettonica. Questa volta la figura dell’uomo è del tutto assente. L’artista realizza una grande architettura andando a sospenderla in aria, un elemento urbano che letteralmente emerge dal circondario, che spinge per essere osservato, dall’esterno e dall’interno, una nuova calamita in grado di attrarre l’interesse e di sviluppare nuove ed inedite sensazioni.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Nick Caro and Matteo Marchi

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JAZ – New Mural for SeaWalls 2015

30/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Franco Fasoli aka JAZ, il campione Argentino, ospite del SeaWalls Festival che in questi giorni sta animando le strade di Cozumel in Messico, ha da terminato questa nuova ed intensa pittura, portando avanti gli ultimi stimoli del proprio lavoro.
Esattamente come accaduto lo scorso anno, PangeaSeed propone, attraverso l’arte urbana, l’opportunità di una riflessione sull’oceano e sulla salvaguardia delle specie marine. L’idea è proprio quella di sottolineare e sensibilizzare l’opinione pubblica circa i problemi che affliggono questo particolare habitat e tutti le specie che vivono all’interno di esso. Il progetto lavora attraverso differenti discipline, dalla scienza arrivando appunto all’arte, laddove proprio quest’ultima, rappresenta l’opportunità di veicolare al meglio una riflessione efficace e diretta. Se l’anno scorso la salvaguardia dello squalo rappresentava argomento principale, quest’anno si è deciso di dare ampia libertà agli autori invitati, lasciando loro quindi la possibilità di interagire con animali e specie differenti.
JAZ con “Eat This”, questo il titolo della sua ultima fatica, sceglie di approfondire le dinamiche legate allo squalo. In particolare il talento Argentino sceglie di veicolare la propria attenzione sul massacro di questi animali dovuto alla forte domanda di zuppa di pinne di squalo.
Se questa rappresenta la tematica cardine dell’opera, il confronto con la stessa passa per la nuova direzione estetica intrapresa dall’interprete. Accantonata la pittura catartica e spessa, l’autore ha scelto di muoversi verso una impostazione maggiormente grafica, ricca di colori vibranti, effetti di luce, lasciando immutate le dinamiche e gli aspetti peculiari delle sue figure. Continuando quindi a proporre il consueto mash-up di figure differenti, tra animali, wrestler ed elementi appartenenti al luogo di lavoro, attraverso una interpretazione della cultura popolare, delle tradizioni e del folklore, JAZ scandisce le opere attraverso una sintesi estrema. L’idea è quella di legarsi ad una estetica vicina al collage, le figure si fanno più dirette ed incisive, quasi plastiche, per un impatto finale che, senza dubbio, non lascia indifferenti e che da parte nostra, fin da subito abbiamo accolto favorevolmente.
Ad accompagnare le nostre parole una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sul festival Messicano.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ever – New Mural for SeaWalls 2015

29/07/2015

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Con quest’ultima pittura firmata da Ever, continuano gli aggiornamenti da Cozumel in Messico, tra gli artisti partecipanti ai lavori del SeaWalls Festival di quest’anno, c’è anche il campione Argentino alle prese con questa grande parete.
Spostatasi in Messico quest’anno, la rassegna organizzata da PangeaSeed, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica ed ad educare le persone sulla salvaguardia delle specie marine e degli oceani nel mondo, con particolare attenzione per gli squali. Partendo da questo spunto gli organizzatori portano avanti un fitta serie di eventi e progetti collaterali in ambiti differenti. Dalla scienza in senso canonica, passando a progetti ambientalistici, e terminando appunto con quelli artistici. Proprio l’arte in senso lato, rappresenta ideale valvola per sviluppare un dialogo a 360^, canalizzare quindi e sensibilizzare quante più persone possibili.
Partendo da queste basi tematiche, la manifestazione stimola gli autori coinvolti attraverso una rielaborazione che passa per la natura acquatica e l’ambiente marino, spunti questi che inevitabilmente vanno a coinvolgere il lavoro di Ever.
l percorso dell’interprete è profondamente legato ad una raffigurazione emotiva dell’uomo, nella figurazione dell’artista esplodono i sentimenti e gli stati d’animo così come le riflessioni per mezzo di un utilizzo intenso e caratteristico dei colori. Questi ultimi si sviluppano così su due binari distinti, da una parte quelli saturi e piatti che danno vita ai canonici fasci colorati che fuoriescono dagli occhi e che vanno proprio a rappresentare la parte più emotiva del lavoro dell’interprete, dall’altra invece la ricchezza cromatica offerta dai repentini cambi di tonalità, dalle pennellate morbide dalla quale emergono i corpi, i dettaglio così come le scenografie dei soggetti raffigurati. Da questa particolare estetica emerge una riflessione a 360^ sull’essere umano, su temi a carattere sociale, politico e storico, spesso legati al luogo di lavoro, in quello che diviene un intreccio pittorico forte ed immersivo.
In attesa di nuovi aggiornamenti dalla rassegna e sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa sua ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Rom Levy via San

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Nevercrew – New Mural in Hamburg

29/07/2015

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Ci spostiamo ad Amburgo in Germania, qui a distanza di qualche settimana, torniamo ad approfondire il lavoro dei Nevercrew, il duo Svizzero ha infatti da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura all’interno degli spazi della Millerntor Gallery.
Dal titolo “Privatization machine n.1” l’opera fa parte del progetto “Viva con Agua”, iniziativa sociale ed artistica che si occupa di progetti internazionali incentrati sull’acqua e sulla sua accessibilità, culminata con un bel group show a cui gli stessi artisti hanno preso parte. Coinvolto appieno dal progetto, il duo riversa su questa piccola parete tutto il particolare immaginario, lasciando che lo stesso venga contaminato dalle particolari tematiche dello stesso.
Ci siamo spesso confrontati con le produzioni di Christian Rebecchi e Pablo Togni, aka Nevercrew, sottolineando come, la duplice anima estetica degli artisti, opportunamente miscelata, rappresenti il vero valore aggiunto di tutti i loro lavori. Lavorano su due direttrici differenti ed opposte, il quotidiano ed il reale si miscelano al fantastico ed all’irreale. In questo senso l’universo narrativo generato viene quindi scandito da elementi, figure e forme di fantasia, calate o contrapposte ad elementi realistici e possibili. La frattura che si va a creare sa di indagine. Gli autori si soffermano sugli aspetti emotivi e percettivi dell’essere umano, laddove se l’immaginazione diviene il valore assoluto, la realtà ed il quotidiano vengono piagate ed modellate in base a quest’ultima. Negli istanti iperrealistici, contrapposti ad elementi meccanici e di conseguenza più reali, gli artisti affondano i colpi di un universo visivo atto a far discostare l’attenzione dal quotidiano. Un evasione scandita da elementi veri plasmati attraverso intrecci di forme impossibili, che appaiono ora reali in un passaggio in cui la fantasia resta comunque ancorata alla realtà.
Per il progetto i Nevercrew presentano un opera ben in grado di sottolineare il problema della privatizzazione delle risorse naturali, utilizzando come potente analogia quella della vendita di un gigantesco asteroide nello spazio. Well done!
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi ed intensi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Bosoletti for Viavai Project 2015

29/07/2015

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Nuovo aggiornamento dal VIAVAI Project, il progetto Pugliese continua la sua corsa con quest’ultima pittura firmata da Bosoletti, un nuovo intervento direttamente in cui l’artista si ispira alla storia di Santa Cesaria.
Sempre interessante quando gli autori scelgono di immergersi affondo nelle storie e negli spunti dei luoghi dove dipingono. Quest’ultima fatica di Bosoletti rivendica la storia di Cesaria, andandone a sintetizzare gli accadimenti e tutti gli elementi narrativi, attraverso un nuova, intensa e potente pittura.
Dopo un lungo matrimonio, durato già dieci anni, Lucrezia e Luigi, ricchi signori di Castro non ebbero ancora avuto la fortuna di rallegrare le stanze della loro sfarzose abitazione con la gioia di un bambino.
Dopo continue preghiere rivolte alla Madonna Lucrezia ottenne finalmente quello che tanto desiderava, una bambina, nata nel giorno dell’8 dicembre.
La ragazza, dal nome Cesaria, crebbe in salute conservando a pieno tutte le sue virtù. Rifiutava di continuo le proposte di baldi e ricchi giovani che desideravano ricevere la sua mano in sposa. La cosa non cambiò neanche dopo la morte della madre, la quale le fece addirittura promettere di mantenere le propria verginità in segno di devozione alla Madonna che le aveva concesso di venire al mondo.
La vita di Cesaria non fù però così facile. Il padre, uscito di senno dopo la morte della moglie, cercava continuamente di molestarla senza successo. La ragazza fu sempre in grado di tenerlo a bada con la calma e la saggezza che sempre la distinsero.
Le “esigenze” paterne cominciarono a farsi però sempre più insistenti e fastidiose, così Cesaria decise che sarebbe stato meglio allontanarsi dalla sua casa. Una sera finse di assecondare le richieste del padre: gli chiese di attendere in camera da letto nel frattempo lei si fosse preparata in bagno. Grazie all’aiuto di alcune colombe poste all’interno di una bacinella colma d’acqua, fece credere a Luigi che si stesse facendo un bagno, invece, lei sarebbe uscita da una finestra che dava sul cortile della sua abitazione, sellato un cavallo e scappata via. Il padre insospettito dall’insolito ritardo, si accorse della fuga e si precipitò per recuperare la figlia ingrata.
Quando la raggiunse un angelo venne in soccorso della giovane fanciulla e le consentì di mettersi in salvo consigliandole di nascondersi in un dirupo. Il padre, invece, venne fatto cadere in acqua avvolto in una nube nera.
Cesaria rimase a vivere in una grotta, la stessa che le consentì di trovare riparo dopo l’intervento dell’angelo, insieme alle due colombe che le tennero compagnia. Le due colombe si moltiplicarono e ancora oggi popolano la caverna in cui visse Cesaria. L’acqua in cui cadde il padre, invece, cominciò da allora a ribollire di zolfo.

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Pics by Matteo Bandiello

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Phlegm – New Mural for SeaWalls 2015

29/07/2015

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Magico Phlegm! Il grande artista con base a Sheffield torna in strada andando a realizzare questa nuova ed potente pittura a Cozumel in Messico, parte dei lavori per il SeaWalls Festival 2015 organizzato dai ragazzi di PangeaSeed.
Inesauribile, è questo probabilmente l’appellativo che meglio riesce a descrivere il lavoro di Phlegm. L’artista Inglese porta avanti un percorso estetico in cui, la particolare narrazione figurativa, rappresenta fulcro e cardine principale di tutta la sua esperienza in strada. Un mondo a sé. L’abilità dell’autore è quella di aver dato forma e sostanza ad universo immaginario dove, i suoi iconici personaggi, continuano a rappresentare gli assoluti protagonisti.
Partito dal mondo dei fumetti, per poi approdare concretamente in strada, l’interprete in questi anni ci ha mostrato le differenti sfaccettature – davvero tante – che segnano la sua particolare narrazione. Affidandosi ad un range cromatico in cui, il bianco ed il nero, continuano ad essere i principali vettori tonali, eccezion fatta per qualche sporadica apparizione di colori differenti, l’artista attraverso i suoi spunti ha dipinto un mondo personalissimo. I riferimenti steampunk, tecnologie e situazioni improbabili, mostri e animali fantastici, tutto raccolto all’interno di una pittura che riesce puntualmente a sorprenderci ed a farci balzare dalla sedia.
Nuovamente invitato al progetto, Phlegm, quest’anno ha a disposizione un grande spazio su cui far esplodere tutta la sua immaginazione. La rassegna rappresenta il proseguo del progetto portato avanti dall’organizzazione PangeaSeed. L’idea è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica ed educare le persone circa la salvaguardia delle specie marine ed in particolare degli squali. L’attività viene portata avanti attraverso una fitta collaborazione che abbraccia differenti ambiti, dalla scienza, ad altre comunità ambientaliste arrivando infine all’arte. Attraverso un attivismo volontario proprio l’arte, nelle sue differenti declinazione come musica, fotografia ed arte urbana, rappresenta l’ideale connettore in grado di canalizzare e sensibilizzare quante più persone possibile circa la necessità di preservare e proteggere gli oceani del mondo. Appare chiaro quindi come, la tematica principale di questo e degli altri interventi che vi mostreremo in questi giorni, siano tutti incentrati sul mare e sulla sua fauna. Intanto ci godiamo questa prima pittura.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by Rom Levy via San

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108 and CT – New Murals in Warsaw, Poland

29/07/2015

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Ci spostiamo a Varsavia in Polonia, in occasione dei lavori per il Street Art Doping Festival di quest’anno, i nostri 108 e CT hanno nelle scorse settimane terminato di realizzare queste due imponenti pitture portando in dote tutto la personale e peculiare ricerca.
Senza dubbio tra gli artisti più rappresentativi del movimento italiano, i due pesi massimi vanno qui a confrontarsi con due grandi pareti, come da tradizione per la rassegna polacca, immettendo nello spazio le loro tipiche forme, frutto di una ricerca e di una estetica che continua, la sua costante evoluzione.
Costantemente mutabile e plasmata in funzione di nuovi ed interessanti stimoli estetici, la pittura di 108 prosegue la sua commutazione in funzione di un approccio si astratto, ma legato costantemente a stimoli e fascinazioni personali.
La natura accompagna da sempre le produzioni dell’artista, va a maturare ed a svilupparsi attraverso una personale ricerca sulla forma. Gli elementi proposti risultano come grandi macchie nere capaci di rivelare attraverso loro stessa fisionomia, e per mezzo delle componenti che le abitano, le diverse sfaccettature del lavoro del grande autore Italiano. Da un approccio maggiormente votato al dettaglio, con trame fitte e densa ed altamente organiche, passando per le figure maggiormente dirette ed sottili, arrivando infine alle grande composizioni maggiormente sinuose, l’artista ha saputo proporre costantemente soluzioni differenti, lasciando inalterata l’identità del proprio operato e lavorando sulle dinamiche che ne muovono gli stimoli. Il contesto naturale in questo senso rivendica tutta la propria influenza con una personale e continua astrazione di figure ed elementi legati a doppio filo con la natura, con le sensazioni che la stessa trasmette all’artista, con i suoi colori che ne contaminano l’aspetto finale.
Per CT l’estetica delle sue costruzioni viene costantemente influenza dal luogo di lavoro, dagli stimoli e dalle peculiarità dello stesso. Osservando le produzioni dell’artista, ci rendiamo sempre più conto dell’importanza dello spot, laddove il dialogo ostinato, ricercato e sviscerato attraverso la personale visione dell’artista, è simbioticamente legato all’ambiente dove lo stesso si ritrova a lavorare. Si apre una connessione forte, alimentata dall’esigenza di interagire con lo stesso rispettandone la fisionomia architettonica in un ipotetico proseguo delle forme e delle linee oppure in una vibrante ed accentuata contrapposizione visiva che possa di fatto interromperne la monotonia estetica. CT raccoglie questi elementi all’interno del suo peculiare immaginario, sviluppa supportato da esse le sue figure figlie proprio delle due lettere che ne compongono il nome, la C e la T. Queste si scompongono, si aprono, vengono sezionate miscelandosi ed intersecandosi in un nuovo aspetto. Di volta in volta differente, la fisionomia delle lettere nel suo aspetto finale ci spinge ad affrontare un percorso inverso, di costruzione, cercando di leggere i segni, di assecondarne il movimento, criptico ed impenetrabile, per giungere infine alla risposta in totale armonia con il circondario.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo alcune immagini del making of ed i dettagli di questa doppia e bella pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dei due grandi artisti.

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SatONE x Roids – New Mural in Bielefeld, Germany

28/07/2015

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Con quest’ultima pittura realizzata da SatOne e Roids, torniamo con piacere a Bielefeld in Germania dove, al lavoro per il Hoch2wei, il progetto organizzato all’interno dell’Università della città, i due artisti presentano “Obselete Technology”.
Dopo l’eccellente pittura realizzata Chazme e Sepe (Covered) è un altro duo ad incendiare ed a calamitare l’attenzione sulla lunga parete interna dell’università di Bielefeld. Non nuovi a collaborazioni congiunte i due artisti optano per un opera intensissima, dove congiuntamente vanno a riflettere sul ruolo della tecnologia all’interno della società moderna.
Sempre piuttosto stimolanti le pitture realizzate dai due autori, il tutto come sempre viene infatti legato da una comune attrattiva tonale e dalla radicata esperienza nel mondo dei graffiti che accomuna ciascuna delle parti. In questo caso il risultato è un opera intricatissima dove, l’impeto astratto e la commutazione della forma e della lettera, divengono i principali propellenti estetici. La grande forma proposta dai due è di quelli sfaccettate, scandite da figure ed elementi differenti, da textures e pattern, da elementi grafici radicati, effetti tridimensionali e di profondità, il tutto unificato da un incredibile miscela di colori e tonalità differenti.
L’impeto astratto assume quindi una forma essenziale, dove figure, oggetti e lettere, vengono sintetizzati al massimo, un altalena di elementi, forme e figure differenti che vanno letteralmente ad investire questo spicchio di parete. La lettura non è di quelle semplici, la grande matassa di elementi che costituisce il grande impasto, riesce a suggerire visioni e sensazioni differenti e contrastanti, riuscendo nel rendere l’opera altamente introspettiva a personale. Partendo quindi dal tema centrale del lavoro, è possibile ricercare una precisa tematica, soffermarsi sull’eccessivo utilizzo della tecnologia, sul conseguente aumento dei rifiuti che, la corsa tecnologica continua a produrre. Voi cosa ne pensate?
Dopo il salto alcuni dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due autori e sul bel progetto tedesco.

Pics via GF

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H101 – New Mural in Fanzara, Spain

28/07/2015

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Nuovo aggiornamento per H101, l’artista Spagnolo negli scorsi giorni si è spostato a Fanzara dove, in occasione dei lavori per il MIAU – Museo Inacabado de Arte Urbano ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Avevamo lasciato l’interprete a Valencia dove, al lavoro per il Poliniza Festival di quest’anno, si era impegnato in una bella ed intesa produzione (Covered). Ora a distanza di tempo, l’interprete con base a Barcellona, torna in strada per andare a realizzare un nuovo lavoro scandito dalla particolare interazione con l’esiguo spazio a disposizione.
Come ribadito più volte è il colore ha rappresentare da sempre il principale propellente espressivo di tutte le produzioni firmata da H101. Chi osserva si trova coinvolto all’interno di un viaggio percettivo cadenzato da dettagli, elementi e forme differenti capaci di generare paesaggi architettonici oppure veri e proprie forme simboliche dal fortissimo carattere criptico. Il confronto passa inevitabilmente per la lettura di queste figure, l’artista sceglie un processo pittorico in cui, gli elementi rappresentati, si pongono all’interno dello spazio con un fare simmetrico, in quello che diviene un percorso metafisico in cui l’artista ci accompagna alla ricerca di figure e simboli eterogenei. Il senso di queste grandi forme geometriche è piuttosto personale, un analisi introspettiva che rivela profonde analogie, giorno e notte, vita e morte, in quella che diviene una personale riflessione sull’equilibrio del mondo in cui viviamo.
La verticalità della parete, influisce nel risultato finale. H101 sceglie qui un approccio maggiormente composito e certamente minimale, andando a realizzare una sintesi di quello che è il suo iconico immaginario. La pittura è direttamente connessa con e le peculiarità architettoniche della parete, come le finestre ad esempio, che divengono parte stessa nonché forma estetica con le quali l’artista si confronta. La struttura realizzata eredita quindi il particolare universo mistico e geometriche che da sempre caratterizza le opere dello Spagnolo. Una costruzione rigida e verticale dove, figure, elementi e forme differenti, tutte scandite da un intenso utilizzo del consueto range cromatico piuttosto forte, vanno a delineare una grande ed equilibrata figura finale.
Dopo il nostro testo alcuni scatti con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete. Enjoy it.

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Pastel for Walk & Talk Festival 2015

28/07/2015

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Appuntamento immancabile quello del Walk & Talk Festival, la rassegna delle Azzorre ha nei giorni scorsi ospitato Pastel, qui il grande artista Argentino, ha da poco terminato di realizzare una nuova ed intensa pittura.
È una ricerca tutta particolare quella che interessa ed investe così profondamente le produzioni di Pastel. L’artista Argentino ha saputo nel corso del tempo definire e sviluppare una propria e personale cifra estetica in grado, da una parte di gettare le basi per un contatto con l’ambiente di lavoro, dall’altra di rivendicare la particolare fascinazione a tema naturale dello autore stesso. Questa duplice identità racchiude perfettamente tutto il valore delle produzioni dell’artista.
L’idea è quella di veicolare, attraverso elementi, forme e figure appartenenti al mondo naturale, temi, spunti ed osservazioni circa un particolare tema che caratterizza il luogo. Raccogliendo quindi la forma e l’aspetto delle piante e degli elementi naturali che caratterizzano una determinata zona, l’interprete riflette su un particolare tema legato alla stessa, toccando spunti spesso spunti storici e sociali. La natura diviene quindi ideale analogia visiva di uno specifico argomento, trasformandosi da elemento passivo e spettatore, a cardine stesse del ‘racconto’.
Per la rassegna l’artista va a soffermarsi in particolare sull’identità stessa dell’arcipelago, partendo ancora una volta da quelle che sono gli elementi e le piante del posto. Pastel riflette sull’importazione di flora non autoctona e di come la stessa si sia poi trapiantata all’interno delle isole vulcaniche, e trasformata, divenendo endemica, grazie al particolare clima che caratterizza la Micronesia. L’autore Argentino parte da questa ibridazione utilizzandola come analogia di quanto accade in una società che tenta di integrarsi all’interno di un paese straniero, laddove, nel corso del tempo, si va a creare una nuova e particolare identità.
Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro del talento Argentino, enjoy it.

Vascular plants are also known as higher plants or tracheophytes. Their defining characteristic is the differentiation of transport tissue throughout their structure. Since the colonization of these volcanic islands, non-native flora has been imported, which, due to the distinctive Micronesian climate, has become endemic and unique to the region itself. This same hybridization occurs within societies that seek to integrate themselves into a foreign country, over time creating their own particular identity.

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Blaqk for Traffic Design Festival 2015

28/07/2015

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Si rinnova l’appuntamento con il Traffic Design di Gdynia in Polonia, tra gli ospiti più attesi il duo Greco Blaqk che nelle scorse settimane ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura su una delle grandi pareti a disposizione per il festival.
Pittura dopo pittura, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del duo formato da Greg Papagrigoriou e Simek. Attivissimi in questo periodo, tra intense collaborazioni e lavori in solitaria, gli artisti tornano nuovamente a lavorare per una delle rassegne più importanti del vecchio continente.
A distanza di due anni, osservando la precedente pittura (Covered), ci si rende immediatamente conto del notevole cambio di passo che ha investito le produzioni dei due. Una ricerca la loro, che ha saputo evolversi nel corso del tempo fino all’attuale sintesi che tanto ha saputo catturarci.
A caratterizzare le loro produzioni è però come sempre la duplice identità che scandisce ed interseca due differenti moti pittorici. Simek predilige una impostazione maggiormente legata alla commutazione della forma, alla generazione di figure ed elementi dal vago sentore geometrico. Un codice binario fatto di visioni simmetriche, pulite e spigolose, che vanno ad inserirsi nello spazio spezzandone la linearità e dialogando al tempo stesso, con lo stesso. Di contro Greg Papagrigoriou sceglie di affidarsi ad uno stimolo legato ad una estetica spontanea. L’artista agisce per mezzo di un approccio in divenire dove lo spazio viene solcato da una calligrafia ondulata, un principio estetico figlio di sensazioni e stimoli personali, imbrigliati attraverso un processo pittorico diretto. Si sviluppano intrecci e figure che richiamano nell’aspetto una sorta di grande e densa massa organica. Uniti, ragione ed istinto.
L’opera realizzata per la bella rassegna Polacca, porta in dote gli ultimi sviluppi estetici di ciascuno dei due autori. I Blaqk scelgono un approccio diametralmente opposto rispetto a quanto elaborato nella precedente opera qui realizzata. Gli interpreti optano per un intreccio composto da linea e forma. La prima sviluppata dal consueto tratto di Greg Papagrigoriou, la seconda dall’iconiche figure di Simek. Attraverso questo binomio, dividendo lo spazio in caselle, gli autori vanno ad innescare un percorso di movimento continuo dove, le loro rispettive anime, si muovono e si intrecciano in modo di volta in volta differente. Spettacolare.
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo, vi lasciamo ad alcune immagini con i dettagli di questa loro ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti. Enjoy it.

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Eltono – New Mural in Madrid

28/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Eltono, il grande autore, parte del collettivo NOV9, nei giorni scorsi si è spostato a Madrid dove, nella zona centrale della città, ha terminato di realizzare questa intensa pittura cambiando volto a questa serie di palazzine.
Realizzata grazie all’aiuto del Comune, l’Istituto francese di Madrid e soprattutto Remedios, quest’ultima pittura è l’opportunità per noi di tornare ad approfondire il lavoro di uno degli autori di spicco della scena internazionale.
L’estetica di Eltono è tutta racchiusa nella volontà dell’interprete di confrontarsi con lo spazio pubblico attraverso un dialogo serrato che, nella sua personale e continua ricerca, passa per una peculiare commutazione della forma. In questo senso le figure astratte proposte dall’artista, si alimentano attraverso una profonda caratterizzazione tonale. Studiando affondo la superficie e lo spazio circostante, così come gli elementi prospettici e tutto quel range di percezioni visive presenti un determinato ambiente, l’artista porta avanti un idea di forte interazione. C’è la volontà di spostare l’attenzione su una determinata caratteristica presente nello spazio, attraverso la generazione di forme e figure geometriche che, attecchisco e dialogano fortemente lo spazio di lavoro.
In questo senso l’artista sviluppa forme e gruppi di figure, scandendo le stesse attraverso tonalità e colori differenti, in una simbologia criptica e (quasi) arcaica, dalla difficile lettura. Emerge una sorta di alfabeto criptico dove figure ed elementi, costantemente arrangiati attraverso una costante scomposizione e composizione, vanno a formare un canovaccio estetico in armonia con l’ambiente circostante. Le opere divengono personali ed introspettive, scavano e stuzzicano le corde e le sensibilità di chi osserva, partendo degli spunti dell’autore e andando ad investire completamente chi ci si confronta.
Quest’ultima opera di Madrid mantiene inalterata la struttura estetica tipica di Eltono. L’autore agisce attraverso una serie di figure differenti, ‘lavorate’ attraverso una comune chiave cromatica, che vanno ad investire completamente l’intera superfice della grande struttura abitativa.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima produzione, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Chained Project – The Exhibition

27/07/2015

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Dopo avervi mostrato le produzioni in strada, andiamo con piacere a vedere da vicino l’allestimento del Chained Project, corposo progetto ed ora esibizione, realizzata e firmata dalla Wunderkammern Gallery di Roma, in trasferta a Milano.
l progetto ha visto nelle scorse settimane la galleria per approdare a Milano e proporre un evento che, ha saputo coinvolgere ben nove artisti differenti: 2501, Atomo, Borondo, BR1, C215, Sam3, Sten & Lex, Edoardo Tresoldi e Ripo.
Dopo le splendide pareti realizzate in giro per Milano (Covered), il progetto si sposta ora in uno spazio chiuso, per la prima delle due mostre collettive organizzate, la prima all’interno dell’Hanger del Comune di Milano, la seconda presso l’Istituto Cervantes.
Come ribadito il progetto parte come costola dei lavori per l’Expo2015, da cui raccoglie il tema principale, sviluppando però una personale riflessione sulle dinamiche che legano l’uomo e la natura, il tutto attraverso le opere d’arte prodotte da artisti di primissimo livello, tra nomi noti a livello internazionale e nazionale. Il progetto è quindi l’opportunità per un approfondimento deciso e scandito da intensità differenti, sull’eccessivo antropocentrismo che così fortemente sta caratterizzando quest’epoca. La biosfera e la natura in particolare, continuano ad essere viste come strumento per soddisfare i bisogni dell’essere umano, una risorsa quindi piuttosto che, un universo a se stante con il quale imparare a convivere. Troppo spesso ci si dimentica dell’equilibrio tra le parti, in cui l’uomo deve necessariamente essere parte di una catena.
Per darvi modo di apprezzare al meglio l’allestimento proposto dagli autori, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli delle opere in mostra, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi approfondimenti sul progetto, e sugli autori partecipanti.

Pics by Andrea Concina

Hangar Comunale
Via Michele Amari
20155 Milano

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Corn79 – New Mural in San Salvario, Torino

27/07/2015

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Su il sipario sull’ultima bella pittura realizzata da Corn79, l’artista italiano nei giorni scorsi ha terminato questo nuovi intervento a San Salvario, quartiere storico di Torino, parte della serie di interventi murali organizzati da Inward.
Facendo seguito al bell’intervento realizzato a Borgata Tesso, sempre Torino, lo scorso Aprile (Covered), l’autore italiano torna a confrontarsi con uno spazio di grandissime dimensioni, proponendo tutta la forza e l’impeto della sua particolare ricerca pittorica.
Le produzioni firmate da Corn79 vivono nella volontà dell’interprete italiano di ricercare e sviluppare costantemente variazioni significative nel personale scenario estetico. Partito come writer, l’artista ha poi sviluppato una propria direzione stilistica racchiusa nella personale astrazione della forma. Come accade per ciascuno degli autori non figurativi, la ricerca si miscela con le particolari fascinazioni, sfociano in un percorso molto personale ed introspettivo.
Parte dalla figura del cerchio l’autore, si concentra su essa attraendo, sottraendo ed aggiungendo elementi differenti. In particolare nella personale astrazione geometrica che coinvolge la totalità delle sue produzioni, l’interprete si lascia affascinare dai vantra Hindu ed ai mandala Buddisti, leva principale di tutta il suo processo pittorico. Il risultato finale sono immagini spesse, altamente simboliche dove la materia, gli elementi onirici, astrali e metafisici prodotti, suscitano interesse ammaliando percezioni e stati d’animo di chi osserva. Le forme proposte divengono concatenate, unite in un unico percorso di espansione nello spazio, vengono contrapposte a background particolarmente accentuati dove, colori oscuri e profondi, simulano le cavità dello spazio, dove le colate di vernice e le pennellate divengono sintomo di impulso viscerale, contrapposto quindi all’aspetto preciso e diretto delle figura rappresentate.
Con “Blu Cerebrale”, questo il titolo dell’opera, Corn79 prosegue la sua personale ricerca sulla forma, andando però al tempo stesso a variare l’intensità dei suoi fondali. La scelta qui, vista anche la particolare grandezza ed il proiettarsi in alto della parete, ricade su un azzurro cielo. Manco a dirlo, la particolare tonalità, si connette con la volta, spingendo la mente di chi osserva a perdersi tra le passate di vernice e le grandi costruzioni astrali che ne segnano lo spazio. Splendido.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare le nostre parole, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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NWO New Wall Order 2015 in Milano (Recap)

27/07/2015

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Giorgio Bartocci, Alberonero, Centina, Abik, G.Loois, Domenico Romeo, Luca Font, Aris, Sbagliato, Alfano, firmato il secondo NWO New Wall Order, progetto che nelle scorse settimane ha visto gli artisti dipingere all’interno dello Spazio 20092 di Cinisello Balsamo, Milano.
Lo scorso 12 di Luglio, direttamente sulle facciate esterne della neonata occupazione abitativa e struttura sociale d’emergenza, sviluppato dall’omonimo collettivo 20092, un bel numero di artisti di primissimo livello si sono dati appuntamento per andare a realizzare una bella serie di inediti interventi su parete. NWO New Wall Order parte da una rielaborazione dell’acronimo NWO New World Order, utilizzato dei seguaci della teoria del complotto. Già dal naming si capisce come l’evento rispecchia una chiara e diretta presa di posizione verso tutto ciò che rappresenta il ‘vecchio ordine’. Nessuno spirito distruttivo, quanto piuttosto la volontà, da parte degli artisti coinvolti, di portare avanti attraverso le loro differenti ricerche, una nuova, differente ed inedita visione creativa.
Ad accomunare ciascuno degli artisti, è infatti una peculiare estetica pittorica con la quale gli stessi si affacciano all’interno del panorama urbano, un moto pittorico differente, legato al post-graffitismo, il livello successivo con il quale gli interpreti vogliono ‘imporre’ una nuova tipologia di visione pittorica.
Giorgio Bartocci, Alberonero, Centina, Abik, G.Loois, Domenico Romeo, Luca Font, Aris, Sbagliato, Alfano, sono questi i nomi della seconda edizione dell’evento. Si tratta di realtà divergenti tra loro ma che, attraverso un impulso personale, portano avanti un approccio stilistico proprio e molto personale.
Nella lunga parete a disposizione, trovano quindi posto realtà e visioni differenti, sintesi estetiche personali che smuovono e stimolano percezioni ed emotività divergenti. Abik predilige un approccio astratto, una sorta di espressionismo dove l’artista gioca su più livelli sovrapposti, fino a creare un intricata matassa organica e viscerale. Alberonero porta avanti una personale ricerca basata sul colore e sulla commutazione dello stesso all’interno della forma quadrata, Alfano predilige un approccio maggiormente viscerale, un fiume in piena che ha nell’improvvisazione e nella spontaneità, i suoi principali propellenti estetici. C’è Aris con la sua pittura fluida dove, elementi, forme e figure irregolari vanno a generare macchie cromatiche dalla personale interpretazione, anche Centina che insiste nel accompagnarci all’interno di un universo oscuro scandito dalle piaghe dei suoi colori acidi. Giorgio Bartocci con i suoi umanoidi fluttuanti legati a doppio filo con le differenti sfaccettature emotive dell’essere umano. Sono infine presenti, una bella combinazione tra gli elementi grafici e naturali di G.Loois ed il particolare alfabeto criptico di Domenico Romeo, un architettura grafica realizzata da Luca Font, concludendo infine con una delle iconiche installazioni ingannevoli di SBAGLIATO capaci di ricollocare elementi urbani all’interno di un differente contesto cittadino.
Tutto dopo il salto, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Alberto Pepe

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Tybet – A Series of New Murals

27/07/2015

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Andiamo, finalmente e con piacere, ad approfondire il lavoro di Tybet, l’artista italiano, parte del collettivo Turbosafary, ha da poco terminato di realizzare questa nuova infornata di lavori, tutti dipinti all’interno di cascine e vecchie fabbriche abbandonate nei dintorni del Lodigiano.
Diciamolo subito, era un po’ che volevamo parlarvi del lavoro dell’interprete, completamente assorti all’interno di un impostazione estetica assolutamente spontanea, figlia di una peculiare ricerca pittorica. Non è semplice scardinare la chiave di lettura delle produzioni firmate dall’artista, c’è qualcosa di intrinsecamente personale che dirige il tratto, le linee e gli elementi gestuali che fanno capolino sulle superfici di lavoro. Esiste la volontà dell’autore di lavorare in modo istintivo, attraverso un impulso (quasi) terapeutico, altamente sperimentale, con il quale sfogare e far rimbalzare nell’ambiente le personali emotività e sensazioni del momento. Ad accompagnare un processo che, inevitabilmente diviene legato al momento, allo spazio, ed agli stimoli che lo stesso trasmette all’artista, troviamo una pittura astratta votata ad una sintesi estrema. Le figure sviluppate dall’interprete richiamano un immaginario organico, elementi naturali che, raccolti e rielaborati attraverso un principio di sintesi estrema, prendono forma e sostanza per mezzo di un aspetto ‘crudo’, incisivo, ‘sporco’ in totale simbiosi con gli spazi di lavoro prediletti. In questo senso Tybet sente il fascino dei luoghi abbandonati, della scoperta, delle pareti scrostate dove agenti atmosferici e naturali hanno compiuto il loro corso, dove la natura tenta di soggiogare il cemento. Parte da qui l’autore, si connette idealmente con questi ambienti, ricercando pareti e struttura in forte stato decadente, sviluppando un corpo di lavoro in cui sceglie di affidarsi a spray e colori guasti, il tutto con lo scopo di creare quell’effetto pennarello scolorito che così tanto caratterizza le sue produzioni e che, da parte nostra, non potevamo che apprezzare.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Andreco for Vertigo Truth Project

27/07/2015

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Con quest’ultimo lavoro di Andreco, proseguiamo nel scoprire opera dopo opera, i lavori realizzati per l’ottimo Vertigo Truth, il bel progetto che in queste settimane sta cambiando l’aspetto di Mutonia, a Santarcangelo di Romagna.
Il progetto, parte del programma del Festival Santarcangelo dei Teatri di quest’anno, è curato da Allegra Corbo e Su E Side e sta vedendo al lavoro alcuni dei nomi più importanti della nostra scena, occasione per noi di dare un occhiata al loro lavoro, per loro di interagire con un ambiente del tutto inedito e decisamente sopra le righe. Affascina infatti Mutonia, lo fa attraverso elementi, oggetti ed opere d’arte unici nel loro genere, capaci più che mai di trasportarci in una dimensione differente, inedita, legata al mistico, all’oscuro, scenari industriali e post apocalittici che si sviluppano nell’orizzonte e che inevitabilmente vanno ad influenzare l’operato degli autori che stanno partecipando al progetto.
Senza scampo anche Andreco subisce il fascino del posto, andando ad intrecciare la sua particolare ricerca con le strutture e le opere d’arte che così fortemente scandiscono l’aspetto della Comunità di Santarcangelo.
Il confronto con le produzioni del grande autore italiano, passa inevitabilmente per la particolare sensibilità verso il mondo naturale che da sempre ne contraddistingue l’operato in strada. Attraverso progetti particolari, performance, pitture ed installazioni, l’artista porta avanti una produzione ed una ricerca capace di intrecciare discipline differenti. L’ingegneria, la geologia e l’architettura, vanno quindi ad intersecarsi all’interno di una ricerca che trova, nel particolare rapporto tra uomo ed ambiente e tra natura e spazio urbano, i suoi principali propellenti tematici. L’idea è quella di aprire un canale, un dialogo in grado di porre in essere una discussione intelligente, di porsi in simbiosi con lo spazio di lavoro, da cui spesso l’artista raccoglie sassi ed elementi per poi traslarli attraverso la sua pittura.
Queste particolari tematici, incontrano quindi la meccanica, i metalli e le particolari sculture presenti all’interno di Mutonia. In particolare Andreco si confronta con un opera realizzata da Lyle dei Mutoid aka Dog Head, in quella che diviene quindi una sorta di combo. Famoso per le sue particolari installazioni con le quale costruisce cani meccanici e sputa fuoco, Lyle ed il suo operato, divengono punto di partenza per la realizzazione di una serie di nuovi elementi e macigni. L’autore raffigura qui minerali e rocce preziose, quarzi rosa, azzurriti, ferriti, direttamente legati alle particolari e suggestive installazioni presenti.
In attesa di nuovi aggiornamenti, se vi siete persi qualcosa potete cliccare qui, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dall’interprete, dateci un occhiate e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Marco Montanari

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Weekly Overview 2015 – 20.07 to 26.07

26/07/2015

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Herakut – “Eyes Of Gaza” Project in Palestine by Akut

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ZED1 – New Mural in Ponticelli, Naples

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Chazme x Sepe – New Mural in Bielefeld, Germany

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Gola Hundun – New Mural in Würzburg, Germany

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Basik for Vertigo Truth Project

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Felipe Pantone for Official Dour Festival

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Liqen – “El jardín de las Transmutaciones” New Mural

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BLU – New Mural in Rebibbia, Rome

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Aris x Moneyless x Giorgio Bartocci in Tuscany

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Pixel Pancho for Subsidenze Festival 2015

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Ericailcane for Vertigo Truth Project

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Hitnes for Clorofilla Project in Belluno

JR – New Piece in New York

26/07/2015

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Dopo parecchi mesi in giro per sviluppare i personali progetti, il globetrotter JR nei giorni scorsi si è fermato a New York negli States, qui l’artista ha avuto modo di realizzare questa nuova opera, scandita dal consueto e particolare stile.
Come sempre più interesse continuiamo a seguire gli sviluppi del lavoro di JR, come sappiamo l’artista rappresenta senza dubbio uno nomi caldi dell’arte contemporanea, con base a Parigi ed a New York, l’interprete è famoso per le sue peculiari installazioni fotografiche, rigorosamente in bianco e nero che vanno ad inserirsi nel panorama e nel tessuto cittadino. Quello che contraddistingue l’operato dell’artista, oltre ai suoi differenti progetti, è la forte caratterizzazione del materiale che va ad incollare sui muri, attraverso infatti un profondo studio architettonico ed urbano JR va ad applicare contenuti di carattere sociale e culturale che vanno quindi di fatto ad amplificare l’impatto emotivo e l’espressività dei suoi lavori, sono volti o parti di essi, che trovano la giusta collocazione non solo fisica, ma anche tematica che fanno dell’interazione con lo spettatore la loro principale arma visiva. Non lascia infatti indifferenti l’operato dell’artista, ma piuttosto le sue opere sollevano interrogativi circa la libertà e l’identità e pongono l’accento sul modo in cui l’arte può cambiare la percezione della gente di se stessi e del loro ambiente circostante, spingendosi anche verso temi che riguardano le ingiustizie in quello che può tranquillamente essere definitivo come uno studio antropologico.
Qui una nuova ed inedita fotografia va a cambiare completamente l’impatto e l’aspetto di questa lunghissima parete nella grande mela. In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti d’approfondimento.

Pics by Manuel Bello via AM

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Zosen x Mina Hamada for Outline Festival 2015

26/07/2015

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Ci spostiamo a Mosca, qui in occasione dei lavori per l’Outline Festival, ritroviamo con piacere il duo formato da Zosen e Mina Hamada, gli interpreti hanno da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Con ancora negli occhi “Yin e Yang” la bella esibizione aperta lo scorso Maggio all’interno degli spazi della Galo Art Gallery di Torino, il duo torna in strada andando a proporre una delle sue iconiche produzioni. Più che le differenti estetiche che i due artisti portano avanti, sono i punti di contatto ad interessarci.
Come spesso abbiamo infatti avuto modo di notare il lavoro congiunto di ZOSEN e Mina Hamada ha le sue radici nella comune scelta di impostare le proprie produzioni attraverso una fittissima trama cromatica. I due autori risultano infatti uniti nell’idea, di sviluppare le rispettive trame visive attraverso un assenza totale di outlines, affidandosi piuttosto ed unicamente, ad una composizione di forme e figure completamente istintiva e spontanea. Se l’approccio stilistico appare pressoché identico, con la scelta di colori vivaci e ci forme e figure irregolari, quello tematico differisce per una differente scelta dei soggetti e degli elementi rappresentati. In questo senso, ZOSEN predilige una pittura di forme ed configurazioni astratte concedendosi ad alcuni lettering vivaci con gli intermezzi di oggetti e forme bizzarre ispirati alla natura, ad oggetti ed elementi appartenenti al quotidiano. D’altro canto Mina Hamda sceglie un approccio al limite dell’illustrativo con la pittura di elementi umani, figure e silhouette ed i canonici e singolari personaggi, corpo vivo ed dinamico di tutta la sua esperienza pittorica. Il risultato finale è quindi una trama spessa, sfaccettata e soprattutto ricchissima di spunti e dettagli differenti, la superficie di lavoro viene (spesso) completamente coperta, lasciandolo completamente privo di punti vuoti spingendo l’osservatore a ricercare ed a cogliere tutti gli elementi raffigurati.
Ad accompagnare le nostre parole i dettagli di questa bella pittura, in attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti, vi invitiamo a darci un occhiata! Stay tuned!

Pics by The Artists

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Fintan Magee – “The Dreamer” in Kiev, Ukraine

25/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Fintan Magee, l’autore Australiano nei giorni scorsi si è spostato a Kiev in Ucraina, qui ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura, proseguendo nel portare avanti il particolare stimolo pittorico.
Ci siamo spesso soffermati sul lavoro di Fintan Magee completamente assuefatti dalla perfetta legame tra elementi altamente realistici a componenti di tipo onirico e fantastico che l’artista va a sviluppare nelle sue produzioni, l’idea è quindi quella di portare avanti un tratto personale che cela al suo interno l’esigenza di unificare ad una forte base figurativa, temi e risvolti spunti di fantasia, il risultato dà vita ad una mistura visiva piuttosto impattante, peculiare e caratterizzata dalla grande capacità di coinvolgimento. La sensazione, osservando i lavori dell’interprete è quella di trovarci di fronte ad una vera e propria sospensione, la fantasia al potere dove il carattere onirico dei temi e degli spunti trattati prende vita attraverso e per mezzo di un tratto vivo ed altamente realistico coadiuvato da un senso viscerale e profondo che viene alimentato dalle pennellate delicate e dalle ricche passate di colore che vanno a tracciare i corpi degli iconici personaggi dell’interprete. Questi ultimi rappresentano il cuore visivo delle produzioni dell’Australiano, li vediamo alle prese con situazioni irreali tracciando spunti riflessivi e sognanti dove da parte dell’artista stesso risiede la volontà di veicolare attraverso questi soggetti, la pittura e tutti gli elementi raccolti all’interno del caleidoscopio cromatico, una forte caratterizzazione emotiva dove gli stati d’animo differenti, le sensazioni vengono convogliate all’interno delle figure. Si attiva così nello spettatore una personificazione con i characters rappresentati alimentata dalla peculiare scelte di Magee di non dipingere il volto dei soggetti ma piuttosto, attraverso espedienti visivi differenti oppure una pittura quasi appannata dei tratti del viso, lasciare quest’ultimo celato nell’ombra proprio per offrire a chi osserva l’opportunità di una immedesimazione più forte. La lettura di queste opere risulta sempre piuttosto articolata, Fintan Magee sceglie un approccio criptico, a tratti riflessivo, spingendoci ad indagare all’interno delle sue produzioni, a scoprire il dettaglio che può alimentare una spiegazione, volutamente incuriositi di scardinare la lettura di ciò che abbiamo di fronte a noi. Qui la sua ultima fatica.

Pics by The Artist

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Herakut – “Eyes Of Gaza” Project in Palestine by Akut

25/07/2015

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Sempre molto attenti agli sviluppi del lavoro degli Herakut, andiamo ad approfondire l’ultimo progetto firmato da Akut, una nuova serie di interventi realizzati insieme alla popolazione della, tristemente nota, striscia di Gaza.
Diciamolo subito, l’impatto è forte, profondissimo, un tonfo sordo, un malessere allo stomaco, non poteva essere diversamente. Siamo probabilmente in una delle zone del pianeta dove morte e sofferenza regnano incontrastata, dove la guerra, il genocidio sono onnipresenti, e dove tutto viene scandito dal sangue e dai calcinacci dei palazzi letteralmente a pezzi. Piange Gaza, piangono i suoi abitanti, piangono i bambini che, il destino, ha voluto far nascere in questo posto dimenticato e governato da regole crudeli.
Ancora una volta gli Herakut si inseriscono all’interno di una situazione difficile, propongono un nuovo progetto in grado di entrare in ambienti difficili, utilizzando la pittura come canale comunicativo, come stimolo per interrompere la brutalità della quotidianità e, come in questo caso, per sottolineare le difficoltà di zone come questa. Realizzato da aptART, progetto di consapevolezza e prevenzione attraverso l’arte, in collaborazione con Akut, metà esatta del famoso duo tedesco, con l’assistenza di due artisti Palestinesi Anwar Yehya e Hamzah Mansour in associazione con Mercy Corps and Kaynana Arab Art Therapy.
L’idea è quella di proporre un progetto partecipativo di pittura su parete in cui, giovani ed adulti in collaborazione con gli artisti, vanno a cambiare in parte il volto di Gaza. Storie, idee e domande dipinte, ciascuna delle opere parla di forza, coraggio, di voglia di perdono, di speranza e libertà. La scelta inevitabilmente non poteva che ricadere sugli occhi dei bambini, simbolo di questo spettro emotivo. Coloro che hanno partecipato al progetto e che hanno visto, i loro stessi tratti somatici, rappresentati su parete, raccontare una storia che deve essere ascoltata ed in cui la domanda ricorrente è, riesci a vederli?
Dopo il salto una bella e ricca serie di scatti, un approfondimento visivo che vi invitiamo ad osservare, mettetevi comodi, ne vale davvero la pena.

As part of a street art project implemented by aptART and AKUT, youth and adults in Gaza painted walls with stories, ideas and questions. The walls speak of strength, courage, forgiveness, hope and the desire for freedom. The eyes of children who participated in the project were also painted across the walls. Their eyes ask for acknowledgement as they tell the story of Gaza, a story that can only exist if you look for it. The people of Gaza see you. Can you see them?
The project was implemented by aptART (Awareness & Prevention Through Art) and photographer/artist Falk Lehmann (AKUT) with the assistance Palestinian artist duo Anwar Yehya and Hamzah Mansour in association with Mercy Corps and Kaynana Arab Art Therapy.

Pics by The Artist

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David De La Mano x Pablo S. Herrero in Gdansk, Poland

24/07/2015

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Ci spostiamo a Gdansk in Polonia, qui si sono riuniti David De La Mano e Pablo S. Herrero, i due artisti tornano a collaborare insieme realizzando questa imponente pittura in occasione dei lavori per il Monumental Art Festival di quest’anno.
Più volte al lavoro in coppia Pablo S. Herrero e David De La Mano attraverso i rispettivi percorsi estetici portano avanti temi differenti e peculiari che, proprio in occasione degli interventi congiunti, emergono in unico e grande impianto visivo. Lavorando attraverso l’equilibrio cromatico del bianco e del nero, unici elementi tonale e base del dialogo dei due, gli artisti danno forma e sostanza ad un’unica e grande pittura.
A segnare l’operato di David De La Mano troviamo anzitutto una radicata caratterizzazione interiore degli elementi rappresentati, nel dettaglio emerge infatti l’idea dell’artista che voglia sviluppare la personale riflessione sull’uomo caratterizzata dalla presenza dei minuscoli personaggi che abitano le sue forme e le sue configurazioni, questi esseri che vediamo muoversi verso una direzione comune, una massa senziente che cela al suo interno creature malefiche, dotate di armi, coda e orecchie a punta, rappresenta nelle intenzioni dell’artista una profondo parallelo con la società moderna, uomini che condividono od ai quali è stata imposta un direzione comune che viene alimentata dalla stesse creature celata all’interno della massa. Un’altra interessante e maggiormente profonda lettura può raccontare di uno spaccato differente, l’uomo con i suoi differenti percorsi, con i suoi malesseri che trasformano la nostra stessa natura ed il nostro stesso aspetto, alimentando quindi tutto il carattere riflessivo dei lavori dell’artista. Dal canto suo Pablo S. Herrero attraverso il proprio lavoro affonda le radici in una profonda scelta tematica, la natura riveste un luogo primario nelle produzioni dell’arista che esercita questa sua influenza attraverso la pittura di una intricata serie di rami di differenti dimensioni che vanno ad intersecarsi ed a fondersi tra di loro dando vita ad una foltissima trama. L’interprete raccoglie questa sua caratterizzazione per rivestire le pareti, per creare forme e configurazioni in equilibrio con elementi architettonici dove si trova a lavorare, alimentando un fortissimo senso di profondità ed al contempo giocando con colori e tinte differenti – abbiamo avuto modo di vedere nel tempo sviluppi cromatici differenti dal consueto binomio black and white – atte proprio ad impattare maggiormente chi osserva le sue produzioni. Il grande carattere evocativo delle opere dell’artista va quindi a realizzare un percorso altamente definito, sà di viaggio interiore dove ci si ritrova a vagare all’interno di una selva profondo e ramificata, i differenti percorsi si aprono, schiudono ed intrecciano, muovendosi all’unisono e sviluppano una profondità empatica unica ed avvincente.
Qui le immagini di questa loro ultima produzione, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Moallaseconda x AAHM00 – New Mural in Prato

24/07/2015

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Ci spostiamo a Prato, qui nei giorni scorsi Moallaseconda e AAHM00 hanno da poco terminato di realizzare questa nuova e potete pittura direttamente sulla facciata esterna de i Macelli, struttura comunale, continuando il loro particolare sodalizio pittorico.
Attivissimi in questo periodo i due autori italiani proseguono nel portare avanti le personali ricerche estetiche, unificando il loro operato e insistendo nel portare avanti i punti i comune. Entrambi gli artisti, attraverso il progetto La Fuliero, portano avanti una comune riflessione sull’idea di pre-lavoro. Approfondendo, si tratta anzitutto di una osservazione e di una sensibilità, che vede i due interpreti rivolgere il proprio sguardo verso elementi ed oggetti organici od inanimati, già presenti all’interno del panorama urbano. Queste forme, nell’idea dei due, si presentano come opere già compiute, e divengono ideale propellente per una sviluppo pittorico personale. Ciò che nasce dal nulla od attraverso uno stimolo attivo dell’essere umano, abbandonato in strada, cresciuto e sviluppatosi all’interno di cunicoli, pareti e viuzze, viene messo al pari di un opera d’arte.
Partono da questi concetti Moallaseconda e AAHM00 per andare a raccogliere l’eredità di queste figure, plasmando le particolari forme ed estensioni spontanee della loro estetica pittorica, il tutto, manco a dirlo, in funzione dell’ambiente di lavoro.
Per questa loro ultima fatica, i due autori si trovano a confrontarsi con una parete piuttosto grande, ma è il processo più di tutto ad influenzare l’aspetto finale dell’opera. Proprio come avviene per il loro comune progetto, l’intervento si sviluppa per gradi. Step by step, partendo dalle lunette bianche col sopra il nero – in principio dovevano essere dipinte solo queste – per poi allargarsi su tutta la vastità dello spazio laddove, ogni singola apertura, ha richiesto il permesso dell’amministrazione. Improvvisazione quindi scandita da un processo frammentato, spontaneo, con una crescita legata all’idea di legarsi ed intrecciarsi costantemente, tutto mosso da una improvvisazione in grado di mantenere le rispettive identità, proprio come piace a loro. I due artisti sono infatti stati costretti a trovare una soluzione di volta in volta differente per proseguire lo sviluppo della pittura, totale spontaneità, proprio come piace a noi.
Ancora una volta Moallaseconda propone il consueto mix di textures e linee gravi, rumorose, andando ad interagire con le forme e le macchie oleose che distinguono le produzioni di AAHM00. Il risultato è un opera in divenire, scandita dal confronto tra picchi diretti, incisivi e letali, con forme e figure maggiormente delicate, dolci e rotonde nel loro sviluppo. La melodia composta dagli interpreti è di quelle in costante mutamento, ci sono picchi secchi posti a confronto con onde e grattugie rumorose. La sezione che maggiormente salta all’occhio è quella destra, la parte asimmetrica e più ‘carica’ della pittura. Si tratta di uno sbilanciamento voluto e sviluppato attraverso una forte interazione tra i due moti pittorici, ideale conclusione di tutto l’elaborato.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dei due interpreti italiano.

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Domenico Romeo for Creature Festival in Lodi

24/07/2015

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Appuntamento fisso ormai da anni, andiamo a scoprire la prima parete realizzata da Domenico Romeo per l’edizione di quest’anno del Creature Festival di Lodi, una nuova pittura che porta con sé inedite soluzioni estetiche.
Mixando musica, banchetti di autoproduzione ed appunto pittura su parete, il rassegna di Luglio ogni anno ci offre l’opportunità di dare uno sguardo al lavoro di alcuni tra gli artisti più rappresentativi della nostra scena.
Dopo la bella opera realizzata sempre a Lodi qualche settimana addietro (Covered), anche qui l’autore scegli di confrontarsi e di interpretare personalmente la particolare superfice di lavoro.
C’è qualcosa di estremamente puro, personale e viscerale nelle produzioni di Domenico Romeo, uno stimolo che si affida al gesto, alla calligrafia, come personale propagazione di un idea, di un sentimento, un emozione, racchiusa all’interno di un alfabeto personale. È personale si la lettura delle opere, la chiave per scardinarne il senso è racchiusa in gesto (quasi) terapeutico, che da forma a lettere chiuse, queste vengono lette dallo spettatore attraverso la propria soggettività. La calligrafia dell’autore italiano diviene quindi sintomo, indizio di una idea che si innesta, di una linea che attraversa lo spazio in tutte le sue differenti alterazioni, curva, piatta, grossa, spessa, sinuosa, sottile. Attraverso questa l’artista dà forma e sostanza a visioni criptiche, quasi oniriche, un rito estetico, un flusso che parte dalle emozioni dello stesso per intercettare quelle di chi osserva.
Con questa sua ultima produzione Domenico Romeo prosegue la sperimentazione delle sue linee, inonda lo spazio, scruta la superficie confrontandosi con la stessa e sviluppando una particolare visione. L’immagine percepita è quella del movimento di una bandiera al vento. L’interprete la immagina incastonata tra la morsa calda delle fiamme, ed il freddo gelido delle stalattiti. Elementi a contrasto che pensati e reinterpretati dal particolare moto pittorico e gestuale dell’artista, vanno a generare un’unica e grande immagine.
In attesa di nuovi aggiornamenti dalla rassegna e sul lavoro del talento italiano, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi and have fun!

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ZED1 – New Mural in Ponticelli, Naples

24/07/2015

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Ci spostiamo a Ponticelli, quartiere di Napoli, nei giorni scorsi qui Zed1 ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura portando ancora una volta in dote nuove ed intense riflessioni, supportate dal consueto impianto estetico.
Sviluppato da Inward il progetto sta accogliendo alcuni nomi di spessore della nostra scena all’interno degli spazi del quartiere napoletano per una trasformazione attiva dell’ambiente urbano. Tra i grandi nomi quello di Zed1 che irrompe all’interno della zona con una nuova, potente ed altamente riflessiva opera.
L’abbiamo visto confrontarsi con spazi, situazioni ed ambienti differenti, attraverso uno stimolo pittorico influenzato inevitabilmente dagli aspetti e dalle peculiarità dei luoghi. Costantemente proiettato in una personale pittura capace di scuotere, svegliare dal torpore, affrontare argomenti disparati, mai banale nelle scelte tematiche e nelle conseguenti analogie sviluppate dalla stesse. In questo senso uno degli aspetti più interessanti delle produzioni dell’artista, sta tutto nella volontà dello stesso di affrontare temi, situazioni ed argomenti rilevanti, attraverso una narrazione pittorica altamente coinvolgente. Non si rimane mai indifferenti.
L’idea dell’autore è quella di confrontarsi con le differenti sfaccettature della società moderna, andando ad approfondire la quotidianità dell’essere umano, le sue fragilità, le sue debolezze e le differenti sfaccettature del lato più emotivo, ponendo, attraverso potenti analogie, dubbi e sottolineando un determinato spunto. Le opere in questo modo divengono personali, raccontano una determinata situazione e lo fanno attraverso una sensibilità smodata, una delicatezza nel tratto e nella narrazione, affronta temi scomodi, legati ad accadimenti sociali, politici ed economici. Senza alcuna censura o filtro, l’artista esercita nello spazio urbano tutta la sua carica riflessiva servendosi dei suoi ormai iconici personaggi.
Dal titolo “A pazziella ‘n man’ ‘e criature”, quest’ultima opera vede Zed1 riflettere su come i giochi tecnologici abbiamo di fatto cancellato completamente quelli antichi, spazzati completamente via dalla novità. Approfondendo e leggendo l’opera, da un punto di vista maggiormente diretto ed incisivo, l’intervento può anche essere letto come personale riflessione su come, le grandi industrie abbiano schiacciato completamente l’artigianato, in un paese come il nostro, particolarmente sensibile al problema.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti dove riviviamo assieme le fasi di realizzazione dell’opera ed il bel risultato finale, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to INWARD for The Pics
Pics by Salvatore Pope Velotti

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Kraser – New Mural in Milan

23/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Kraser, l’artista Spagnolo da anni al lavoro in Italia, ha da poco terminato di realizzare una nuova ed intensa pittura a Milano, carica di nuovi stimoli, l’opera, segna il passo ad una nuova direzione estetica.
Realizzata su questa porzione di parete, quest’ultima fatica di Kraser porta con sé un nuovo ed interessante sviluppo. Nel nostro raccontarvi il lavoro dell’artista, ci siamo spesso soffermati sul valore emozionale delle sue produzione, sulla capacità delle stesse di impattare lo spettatore attraverso immagini e visioni oniriche, all’interno delle quali, gli elementi e le fascinazioni dell’autore, trovano il giusto posto. Non è mai stato semplice scardinare la chiave di lettura degli interventi dello Spagnolo, lavorando attraverso un impostazione viscerale, di getto e spontanea, l’artista ha saputo dare forma e sostanza ad un universo ampio, empatico ed introspettivo. Gli elementi che compongono questa narrazione sono anzitutto la natura, gli animali, il tutto accompagnato da una presenza ‘umana’ raffigurata da elementi architettonici, statue e figure oniriche. L’uomo di fatto non è presente nelle produzioni dell’interprete, una negazione questa sottolineata da un senso di antichità, come se le architetture, le parti squisitamente appartenenti all’essere umano, appartengano ad un epoca antica, lontana, un memoria interrotta che lascia unicamente pochi stralci della sua esistenza.
Supportate da una capacità pittorica incredibile, le opere vivono un costante senso di abbandono dei sensi, l’artista ci spinge a lasciarci andare, ad addentrarci all’interno di questo universo metafisico, raccogliendo gli impulsi dei molti dettagli, delle piante, dei volti scolpiti e marmorei, dei simboli e degli elementi mistici che accompagnano la sua produzione.
Questa sua ultima opera, il cambio è sostanziale. Kraser mantiene inalterate le personali basi tematiche sviluppando un corpo di lavoro anzitutto maggiormente colorato, al centro troviamo la figura di una grande tigre con all’interno della stessa tutta una serie di dettagli ed elementi distintivi che da sempre accompagnano le produzioni dell’artista. Pollice in su!
In calce al nostro testo, alcuni dettagli di quest’ultimo intervento, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore, vi invitiamo a darci un occhiata!

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Seikon x Blaqk – New Mural in Ramleje

23/07/2015

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Continua il periodo di intense sperimentazioni tra Seikon ed i Blaqk, gli artisti si sono dati appuntamento a Ramleje in Polonia dove nei giorni scorsi hanno terminato di realizzare, unificando i rispettivi approcci estetici, una nuova pittura.
Differenti per sviluppo e processo, tutti gli artisti coinvolti in questa combo portano avanti ricerche piuttosto personali che, trovano il loro punto di contatto, all’interno di una estetica astratta. Molto interessante quando ricerche e stilistiche differenti, incrociano il loro cammino dando vita ad pittura che, mantenendo l’identità di ciascuno degli autori, risultano del tutto nuovo ed inaspettate. In questo caso, all’interno di una precisa figura geometrica, gli artisti hanno intersecato alla perfezione le loro differenti fascinazioni pittoriche.
Partiamo con il ‘padrone di casa’, Seikon. L’identità dell’interprete risulta mutabile in funzione di una ricerca che, specialmente negli ultimi tempi ed attraverso le costanti sperimentazioni, continua a sorprenderci. Lo spirito astratto dell’artista Polacco è misurato in funzione di una dinamica geometrica in cui, i continui effetti tridimensionali, le profondità, l’intreccio delle linee, la generazione di textures, rappresentano e continuano a rappresentare, i principali protagonisti. D’altro canto Simek e Greg Papagrigoriou aka Blaqk, come visto e ribadito più volte, portano avanti discorsi separati, intrecciando attraverso una duplice identità, i rispettivi universi. Istinto e ragione si uniscono in una miscela molto personale che ha nel bianco e nel nero i suoi principali interlocutori. Il primo continua a proporre una pittura ragionata in funzione di una personale commutazione della forma, laddove, effetti prospettici, sintesi negli elementi proposti, simmetrie e geometrie, rappresentano le basi estetiche. Il secondo sceglie invece un approccio più intenso, maggiormente legato a stimoli e sensazioni personali, declinando un peculiare impulso calligrafico, che si trasforma ben presto in una massa organica, un intreccio di pensieri, sensazioni e stati d’animo.
Da questi universi distanti e personali, Seikon ed i Blaqk esercitano tutto il loro fascino estetico mettendo in piedi l’ennesima e riuscitissima collaborazione. Un nuova grande forma che fa eco alla bella realizzazione prodotta in Grecia lo scorso Maggio (Covered). Botta e risposta.
In attesa di nuovi aggiornamenti, che siamo certi non tarderanno ad arrivare, vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti con, alcune fasi durante il making of e le immagini finale del lavoro terminato, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by Alka Murat

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Chazme x Sepe – New Mural in Bielefeld, Germany

23/07/2015

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Che belle le combo tra Chazme e Sepe, il duo di artisti Polacchi intensifica il personale sodalizio con una nuova ed intensa pittura, realizzata su questa porzione di parete a Bielefeld in Germania, opportunità per un nuovo approfondimento.
Senza dubbio tra gli artisti che, specialmente quando lavorano in coppia, riescono a sorprenderci ed ad ispirarci. Chazme e Sepe portano in dote differenti percorsi pittorici, tra attimo di puro astrattismo e momenti maggiormente definiti e figurativi, racchiusi nelle personali e differenti ricerche. La città e l’essere umano, sono questi i temi cardine con cui si confrontano i due autori, riflessioni personali che si innescano attraverso una pittura in entrambi i casi votata al dettaglio, all’utilizzo del colore come propellente per una peculiare e profonda interazione emotiva.
Chazme osserva la città, il suo ambiente e le sue architetture, trae ispirazione dalle stessi per generare elementi e forme intrise di forti giochi percettivi. L’impulso astratto raccoglie quindi l’eredità estetica dei palazzi, delle strade, dei grattacieli, tutti elementi che, attraverso una pittura delicata, intensa e sviluppata attraverso tonalità dolci, va a richiamare le silhouette cittadine. C’è di più. I grandi blocchi sviluppati dall’interprete, richiamano un senso di chiuso, stringono la gola facendo mancare l’aria. L’impressione è quella di una riflessione sulla città moderna, sulla sua capacità di isolamento dal resto del mondo, attraverso la rappresentazione di enormi cattedrali di cemento che ne amplificano il senso di freddo e smarrimento. Nonostante i recenti sviluppi pittorici, Sepe continua a produrre una pittura legata al figurativo, sebbene non manchino gli effetti di transizione maggiormente pittorici, con cui espone la personale riflessione sull’essere umano. Lavorando attraverso una pittura che strizza l’occhio al fumetto ed all’illustrazione, l’interprete porta avanti una peculiare rappresentazione dell’uomo. Osservando le figure si ha l’impressione che le stesse siano strette nella morsa delle loro fragilità, delle loro debolezze. I characters risultano grigi e cupi, malinconici nella loro stessa esistenza e nell’aspetto – insistente l’utilizzo di tonalità spente – con cui si propongono allo spettatore. C’è molto delle periferie dell’est europeo, delle difficoltà economiche e sociali di questi tempi, c’è molto di un passato complesso, difficile da digerire in quella che diviene una rappresentazione sospesa tra presente, passato e futuro.
Con “Unreachables”, questo il titolo di quest’ultima fatica, Sepe e Chazme, danno vita ad una nuova pittura ricchissima di differenti chiavi di lettura. Il significato dell’opera, letteralmente ‘non raggiungibile’ si presta a differenti interpretazioni. Si può riflettere sul senso di smarrimento, sottolineato dai personaggi presenti, che sta caratterizzando quest’epoca, sulle migrazioni in cerca di un futuro migliore, sul senso dell’abbandono al proprio destino. Tu cosa ci vedi?

Pics by The Artists

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Gola Hundun – “Green Egg” New Mural in Würzburg, Germany

23/07/2015

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Gola Hundun, l’autore Italiano nelle scorse settimane si è spostato a Würzburg dove, in occasione dei lavori per il Street Meet Festival di quest’anno, ha realizzato questa nuova pittura.
Più volte a contatto con la particolare estetica e tematica che accompagna le produzioni del grande artista italiano, ci siamo sempre trovati a confronto con l’elemento naturale, protagonista nonché principale leva estatica di tutta l’esperienza artistica dell’interprete.
Nelle differenti declinazioni che la natura riesce a compiere, scandita dalla ricerche di street artists differenti, quella di Gola rappresenta un universo a sé. L’artista raccoglie si gli elementi e gli stimoli estetici appartenenti alla biosfera terrestre, ma non si tratta di una mera raffigurazione, quanto piuttosto di un approfondimento capace di stimolare spunti e sensazioni differenti. C’è qualcosa di mistico, onirico e sovrannaturale nelle opere dell’interprete, un senso di arcaico che abbraccia coscientemente l’osservatore e che ci riporta ad un contatto diretto, equilibrato e simbiotico con la parte più pura e vera della nostra terra. Agisce così Gola Hundun, stuzzicando le corde più sensibili, plasmando intrecci naturali, tra piante, fiori, bulbi, rampicanti, foglie, in funzione di una specifica forma. Spesso legate a temi importanti e riflessivi, le pitture dell’autore vengono sostenute da un range tonale fortissimo, quasi acido, con il quale l’interprete va a scandire l’aspetto e la fisionomia dei suoi interventi.
Dal titolo “Green Egg” quest’ultima fatica dell’autore ne raccoglie appieno le basi estetiche per sviluppare una nuova e personale riflessione. Gola Hundun parte qui dall’iconografia dell’uovo, andando ad impostare una serie di intrecci naturali che ne riprendono proprio la forma, riflettendo sul senso di nascita e rinascita in una analogia con il ciclo delle stagione e della vita.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Basik for Vertigo Truth Project

23/07/2015

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La meglio gioventù italiana, c’è anche Basik tra i nomi di spessore coinvolti nell’eccellente Vertigo Truth, il progetto artistico che in queste settimane sta cambiando il volto degli spazi all’interno di Mutonia, Comunità internazionale di artisti a Santarcangelo di Romagna.
Curato da Allegra Corbo e Su E Side, come parte del programma del Festiva Santarcangelo dei Teatri di quest’anno, il progetto sta vedendo al lavoro alcuni dei nomi più significativa della nostra scena, alle prese con gli spazi e con le particolari ambientazioni di Mutonia. La comunità è luogo particolare, unico nel suo genere, che, fin dagli anni ’90, ha visto spostarsi qui un nutrito gruppo di artisti come proseguo del collettivo Mutoid Waste Company.
Si tratta di un luogo intriso di misticismo, elementi e scenari industriali e post apocalittici, un ambiente surreale che, in questo caso, diviene propellente e spinta tematica per gli artisti che stanno lavorando al suo interno. Anche Basik inevitabilmente viene attraversato da spunti e sensazioni differenti, che vanno a commutarne e trasformarne la particolare estetica pittorica.
Il confronto con le produzioni del grande autore italiano, passa per la volontà dell’artista di sviluppare, approfondire ed assecondare tutti quegli elementi che compongo la cultura, la superstizione, a tradizione ed il folklore. Partendo da questi, l’interprete va a produrre elementi, visioni, simboli ed immagini legati all’espressività del volto e delle mani in particolare, ideali propellenti emotivi e comunicativi. Lo spettatore si trova quindi coinvolti in immagini e pitture ammalianti, capaci di stimolare personali reminiscenze e di innescare una personale e sfaccettata chiave di lettura.
Questa sua ultima fatica, vede l’autore tornare a confrontarsi con una pittura maggiormente viscerale, il volto scompare, letteralmente inglobato all’interno dello spazio di lavoro, una casa container appartenenti a Kenny, dj e musicista ora trasferitosi a Londra. Lo stesso pezzo è quindi incentrato sulla musica. Basik, nella parte frontale del lavoro, omaggia la sculutura di Stefano Maderno ‘Il Martirio di Santa Cecilia’, nobile donna romana, prima martire e poi protettrice dei musicisti. Presente anche un piccolo ramo, che ricorda un diapason, mentre su uno dei lati troviamo la stella a sette punte, omaggio ai sette accordi di Lira di Orfeo – direttamente dalla mitologia greca – primo degli artisti per affascinare ogni essere vivente con la sua musica. That’s it!
In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sugli interventi per il progetto, ci godiamo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questo suo ultimo lavoro, dateci un occhiata, è tutto dopo il salto.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Marco Montanari

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Felipe Pantone for Official Dour Festival

22/07/2015

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Dopo qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro di Felipe Pantone, il grande artista Portoghese, in occasione dei lavori per il Official Dour Festival dell’omonima cittadina Belga, ha terminato di realizzare questa nuova e bella pittura.
Ci siamo spesso confrontati con le produzioni firmate da Felipe Pantone, sottolineando come, la particolare estetica pittorica dell’artista, rappresenti l’opportunità per un viaggio inaspettato e del tutto nuovo, scandito, alimentato e sviluppato, attraverso elementi e visioni appartenenti ad una estetica digitale. Proprio così. L’artista raccoglie l’eredità di tutte quelle immagini, degli errori e dei glitch che costituiscono l’universo digitale, quello dei computer e delle macchine. Pantone ci fa calare all’interno di un mondo unicamente immaginato, donando sostanza e forma allo stesso, incentrando la propria ricerca sull’esigenza di un confronto con una entità viva e mutevole che, sempre più, rappresenta parte stessa della nostra esistenza.
Per questa sua ultima fatica, parte da qui l’autore Portoghese, delineando un universo in cui, la personale commutazione della forma, viene vissuta in funzione di forti contrasti tonali, tecniche e medium differenti, con cui l’artista si confronta con questa nuova dimensione moderna. Osservando le opere lo spettatore rimane coinvolto in un immaginario in cui il caos e ordine sembrano convivere. Le figure appaiono liquide, mutabile nel loro sviluppo all’interno dello spazio. Approfondendo si tratta di una riflessione sui flussi informatici, sulle immagini e codici del digitale, sostenuti da un senso di costante velocità. Tutti elementi che caratterizzano la vita moderna e che vengono colti dall’interprete.
Felipe Patone dà forma e sostanza ad una realtà differente, rompe la linearità, la dimensione realistica per affacciarsi in un mondo inesplorato, conosciuti si, ma completamente ignoto, dilata lo spazio, sviluppando opere cinetiche, legata ai personali studi sul movimento, avvolgendo lo spettatore in una nuova e differente realtà.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo ripercorriamo le fasi di realizzazione di quest’ultima pittura, fino al bel risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Selina Miles

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Pener – New Mural in Olsztyn, Poland

22/07/2015

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Ci spostiamo a Olsztyn in Polonia, è infatti qui che nei giorni scorsi, Pener ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura, andando a trasformare completamente lo spazio esterno di questo piccolo fabbricato.
Ci siamo spesso confrontati con le produzioni di Pener, l’autore Polacco ha saputo imbastire un estetica personale in cui, il proprio stimolo astratto, viene commutato in funzione di spunti e sensazioni legati al momento. Nelle produzioni dell’artista, tra opere di dimensione ridotta ed interventi su grandi spazi, abbiamo sempre rilevato la volontà dell’interprete di confrontarsi con lo spazio attraverso una commutazione percettiva dello stesso. Chi osserva si trova a confrontarsi con linee, forme e figure, in grado di ‘tagliare’ la superficie, di innescare giochi percettivi differenti, tra istanti di estrema profondità ad attimi maggiormente tridimensionali. Le sperimentazioni dell’autore, in special modo quelle su spazio di dimensione minore, servono come moto terapeutico in grado di far evolvere gli intrecci astratti e geometrici della sua ricerca. Al tempo stesso le produzioni più grandi, ereditano questi spunti, andando a scandire la personale manipolazione della forma all’interno dello spazio di lavoro. Gli elementi e le figure si piegano, vengono scagliate con forza nello spazio, intrecciandosi, rompendosi ed intersecandosi, il tutto sostenuto da una intensità tonale atta proprio a rimarcare il senso di movimento e ‘violenza’ delle figure.
Qui la sua ultima produzione, un opera in cui Pener raccoglie sia gli stimoli più personali ed introspettivi, quelli legati alla sperimentazione ed al momento pittorico, continuando al tempo stesso a trasformare lo spazio e la superfice di lavoro attraverso intensi giochi prospettici.
In attesa di vedere l’interprete alle prese con spazio e parete differenti, magari di dimensione più grande, vi lasciamo alle immagini con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Liqen – “El jardín de las Transmutaciones” New Mural

22/07/2015

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Dopo alcune settimane di silenzio, ecco tornare al lavoro Liqen, il grande artista Spagnolo ha da poco terminato di dipingere questa nuova e grandissima parete a Vigo, sua città natale, dando forma e sostanza al consueto immaginario fantastico.
Ci piace Liqen, ci piace dannatamente grazie alla sua capacità di immaginare mondi ed universi fantastici, impossibili, eppure così dannatamente legati al reale, al presente, con i quali l’autore Iberico si confronta con lo spazio urbano. Le produzioni dell’artista risultano pregne, cariche di stimoli differenti, è un confronto di volta in volta con dettagli incredibili, situazioni, soggetti, elementi e storie che ciascuna immagine presente all’interno dell’opera, riesce a trasmettere. Sta tutta qui la magia, nella capacità di calamitare l’attenzione di chi osserva, nel far immergere lo spettatore all’interno di un circuito di emozioni e stati d’animo differenti, perso, all’interno di un’unica finestra fantastica, dove piante, animali, esseri fantastici, vivono la loro esistenza spensierata. Mai banali le opere dello Spagnolo vivono a stretto contatto con il luogo all’interno del quale prendono vita. L’autore plasma le sue creature in funzione di un riflessione spesso legata alla società moderna, sottoponendo chi osserva a contrapposizione tematiche forti. La natura e la tecnologia, le macchine e gli animali, la razionalità e la fantasia, sono tutti elementi e temi ricorrenti all’interno di un immaginario che non smette mai di sorprenderci.
Uno degli elementi distintivi della pittura dell’interprete e la sua capacità di commutare forme, elementi ed oggetti differenti, andando a creare dei potenti mash-up estetici. La natura, l’essere umano, la tecnologia, gli animali, oggetti ed elementi differenti, si miscelano e fondono tra di loro creando figure e characters dall’aspetto bizzarro ed impossibile. Sta qui l’universo dell’autore, nella sua capacità di creare esseri impossibili, dare loro un nome e costruire un personale universo immaginario da quale raccogliere continuamente spunti differenti. Il tratto diviene meticoloso, così come l’utilizzo del colore, per una profondità pittorica unica nel suo genere.
Dal titolo “El jardín de las Transmutaciones”, quest’ultima fatica di Liqen ben rende le caratteristiche uniche del lavoro dell’interprete Spangolo. Lo spazio viene infatti completamente coperto da una serie di figure ibride misto mare e terra, intente a camminare in cielo, come se quest’ultimo fosse, un foglio di carta.

It was not easy, before start working on this mural was ten days with antibiotics for an infection, which made my physical and mental condition was not the best and saw distorted, aside from my usual online process and venturing in giving volume swept spot, all this accompanied by heavy preparations and preliminary negotiations with anchored politicians without vision on a comprehensive project that could have been very good, much better than it was. I will pronounce on this later.

The fact that it was in my hometown do not know if he had any influence on my ups and downs, but have their days to run and the weather did not help, especially in the first four days of the 8 total for achieving the mural, rain and a wind from hell, which by now not allowed to draw and ungry Liqen I possess, made heavy work. For these external factors Liqen was not particularly satisfied with the finished work, especially the shadows and the general compositional approach, time pouncing on and were too shades and colors to 25 meters high wall. But there was no other option and finally ended in the best way we could.

The beginning was marked with the broad outlines, had a sort of sketch on paper that did reconcile with small windows that look, this was enough to guide me and start drawing with the pole, then came color, each layer at the time and stage.

Pics by Carlos Alvarez and The Artist

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BLU – New Mural in Rebibbia, Rome

22/07/2015

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Ancora BLU, scatenato il campione italiano che, nei giorni scorsi, si è spostato a Rebibbia, noto quartiere di Roma, dove ha da poco terminato di realizzare questa nuova e bella pittura portando in dote gli ultimo stimoli estetici che così fortemente ne stanno influenzando l’operato.
L’intervento e le altre iniziative connesse, come il recupero dell’area verde abbandonata, ora trasformata in un campetto da calcio, sono stati organizzati, gestiti e finanziati dalle persone che abitano questa zona, riuniti sotto il comitato di quartiere ‘Mammut’.
L’opera prende vita sulla superficie esterna di questo grande casolare e vede ancora una volta l’artista italiano confrontarsi con uno spazio di grandi dimensioni. Approfondendo, anzitutto l’interprete continua a lavorare sospeso su una serie di corde, segno che ormai può tranquillamente dipingere su qualsiasi superficie in totale libertà. In secondo luogo l’intervento prosegue la particolare direzione estetica già vista a Lecce, quando l’autore ha trasformato la facciata esterna del Binario 68, edificio occupato nel rione S. Pio (Covered).
Proprio l’ultima direzione stilistica è certamente l’elemento di punta di quest’ultima fatica con l’artista che sceglie di cambiare completamente registro, rispetto a ciò a cui ci ha abituato in questi anni, concentrando la propria attenzione verso una intricatissima matassa cromatica. Se infatti gli elementi distintivi con la spiccata sensibilità realistica e pittorica, rimangono di fatto invariati, salta all’occhio la scelta di sviluppare una vera e proprio massa cromatica, che riprende, ribaltandoli, i colori della pace. Diciamolo subito, non è un caso. BLU ci ha da sempre abituato ad interloquire con gli spazi attraverso una sensibilità tematica in cui, eventi, spunti ed accadimenti del luogo, oppure le personali riflessioni, hanno saputo tracciare con forza con uno sguardo impietoso, incisivo e diretto, verso i problemi della società e dell’uomo moderno. Il ribaltare i colori della bandiera della pace, diviene un moto tonale, all’interno del quale trovano posto un infinita serie di elementi, oggetti differenti, legati al consumismo, un nuovo tipo di natura che, a mo’ di rampicanti, si impossessa degli spazi urbani, trasformandone completamente l’aspetto. E’ una analogia molto sottile, laddove, gli stessi spazi, piegati da questa presenza, rappresentano il risultato di politiche economiche votate al consumo che, come un onda di rifiuti, si riflettono sull’aspetto delle nostre città.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by Valentino Bonacquisti

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Aris x Moneyless x Giorgio Bartocci in Tuscany

22/07/2015

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Aris, Moneyless e Giorgo Bartocci nei giorni scorsi si sono dati appuntamento in Toscana, il trio si è lanciato in una nuova collaborazione pittorica andando a intersecare le differenti identità estetiche e stilistiche del proprio lavoro.
Ammaliante, è forse questo il primo aggettivo che descrive l’impatto con quest’ultima bella pittura firmata da tre, tra gli artisti, che maggiormente apprezziamo qui sul Gorgo. Alla base di quest’ultimo intervento c’è anzitutto la volontà di coniugare le differenti ricerche, cuore pulsante di ciascun processo pittorico degli interpreti, attraverso un impronta espressiva, scandita da una comune impostazione tonale. Servendosi quindi un unico colore, variandone le tonalità, gli autori vanno ad impostare una trama visiva che raccogliere gli elementi distintivi di ciascuna delle loro ricerche estetiche. E tutto riesce alla perfezione.
Movimento è il secondo aggettivo e ci trascina alla scoperta dei dettagli di quest’ultima opera. Osservando la pittura, è innegabile come vi sia una costante sensazione di mobilità. Le tracce di Moneyless fungono da propellente, con i cerchi accennati che alimentano un flusso, un passaggio ciclico capace di svilupparsi e ricoprire la totalità dello spazio a disposizione. L’interprete continua a sviluppare questa sua ultima direzione. Maggiormente essenziale, pulita e tesa, continuando a intrecciare ragione ed istinto, proseguendo la peculiare commutazione del cerchio, l’idea di caos ragionato.
Parte da qui lo sviluppo dell’opera che cela al suo interno una duplice e differente alterazione della forma. Quella di Aris, continua ad essere legata ad uno sviluppo spontaneo, con forme, figure e livelli differenti sovrapposti, intrecciati ed intersecati tra loro. Si tratta di un moto assolutamente irregolare, scandito da differenti tonalità, da figure e forme irregolari, capace di stuzzicare l’immaginazione di chi osserva. Il confronto passa per una lettura soggettiva, all’interno di queste grandi macchie pittoriche emergono volti, corpi e sguardi, offrendo allo spettatore l’opportunità di comporre e di plasmare una personale chiave di lettura.
A completare il mosaico Giorgio Bartocci. La particolare miscela estetica di quest’ultimo si lega alla perfezione con l’idea di movimento, di introspezione e caos che l’opera riesce a suggerire. Le iconiche figure dell’autore tracciano una nuova e peculiare rappresentazione di tutto quello spettro emotivo che caratterizza l’essere umano. Le paure, le fragilità e gli stimoli emotivi, vengono tutti traslati in funzione di questi soggetti. Si tratta di ombre, figure erranti all’interno della superficie. Si aprono e si accartocciano, rimbalzano, esplodono e si muovono su tutto lo spazio fino a creare una vera e propria matassa
That’s it! Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata! Pollice in su!

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Interesni Kazki – New Piece in Catania by Waone

21/07/2015

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Come AEC, anche Waone degli Interesni Kazki ha terminato di realizzare questa nuova pittura direttamente sulla superfice esterna di uno dei grandi silos che si affacciano sul Porto di Catania, parte di un unico grande progetto artistico.
Dividendosi quindi a metà la particolare superfice di un unico silos, il duo Ucraino è andato a realizzare un intensa pittura raccogliendo appieno dagli stimoli del luogo.
Esattamente come AEC (Covered) anche Waone va ad ispirarsi alla tradizione culturale e storica della Sicilia, cogliendo e rielaborando elementi personali simboli ed estetismi, in favore di una peculiare riflessione sul luogo.
Con “Eterno Ritorno”, questo il titolo del lavoro, vede al centro dell’opera una delle particolare figure mistiche degli Interesni Kazki. Il ‘Seeing Eye di Helios’ rappresenta l’idea di sole e tempo, con il grande sole presente nella parte più alta della grande figura e la clessidra a scandirne il tempo, in un personale interpretazione di questa dualità antica e ricorrente, il Triskelion. Secondo la mitologia Greca la Sicilia era la terra del sole e di Helio, titano del sole, custode dei giuramenti e dio del dono della vista.
Continuando ad osservare l’opera, Waone inserisce all’interno della pittura uno spunto dalla storia di Perseo e Medusa, che, secondo la leggenda, ha avuto luogo in Sicilia. Ultimo particolare presente nel dipinto l’iscrizione che emerge dalla piccola roccia in basso, ispirata ad una analoga scoperta ad Anzi in Basilicata. Si tratta di un testo legato al mito greco di Acheronte ed al mondo dei mondi, ripreso poi perfino dagli Etruschi nel loro Libro di Acheronte, una trascrizione con le istruzione per l’anima dopo la vita.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Peter Phobia – New Mural in Würzburg, Germany

21/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Peter Phobia, l’interprete Austriaco ha da poco terminato di realizzare un nuova pittura, parte dei lavori dello Street Meet Festival di Würzburg in Germania continuando a portare avanti il personale approccio stilistico e tematico.
Dopo la bella “Freedom is important, expecially for chicken” esibizione aperta lo scorso Marzo all’interno degli spazi della SWDZ Gallery di Vienna, l’artista torna quindi a lavorare su parete, proponendo un intervento che ne raccoglie tutte le particolarità estatiche e riflessive.
Non è infatti semplice confrontarsi con le produzioni di Peter Phobia, l’interprete spinge verso un confronto diretto con lo spettatore che si trova coinvolto in immagini tratte dalla quotidianità, interrotte e sviluppate, attraverso elementi e visioni capaci di alterarne il senso. Utilizzando spesso immagini e spunti ricorrenti, l’artista imbastisce una trama realistica, quasi fotografica, alimentata da brevi testi, grandi caselle in cui si alternano situazioni di vita apparentemente normali e oggetti ed elementi capaci di generare una sorta di frattura cognitiva.
Il lavoro dell’autore risulta anzitutto fortemente influenzato da una estetica vicina all’illustrazione, con la quale traccia contesti ed accadimenti appartenenti alla vita di tutti i giorni, inserendo all’interno delle stesse dettagli, oggetti, visioni e riferimenti apparentemente slegati tra loro. Si alimentano quindi situazioni bizzarre, quasi impossibili, con cui l’interprete va a scandire la personale visione dell’esistenza umana.
In questo senso è importante sottolineare come le produzioni dell’artista gravitino intorno ad una riflessione ben precisa. Nelle sue opere c’è l’idea di produrre un riverbero visivo che, attecchisce alla realtà ma al tempo stesso si discosta da essa, proponendo chiavi di lettura differenti. Enfatizza questo stimolo l’interprete sottolineando come, per mezzo delle nostre passione, riflessioni e quotidianità, l’essere umano è portato a plasmare la propria realtà. In questo modo tutto ciò che per qualcun’altro è di poco interesse, diventa per noi fondamentale.
Per la rassegna Peter Phobia continua su questa particolare traccia tematica. La superficie viene quindi scandita da una serie di apparentemente slegate tra loro, caselle differenti dove, tra irriverenza, visioni realistiche, elementi naturali, glitch, il confronto diviene assolutamente personale ed introspettivo.
Ad accompagnare le nostre parole alcuni scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamento. Have a look!

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Pixel Pancho for Subsidenze Festival 2015

21/07/2015

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In attesa dell’inizio dei lavori il Subsidenze Festival 2015 scalda i motori con quest’ultima fatica realizzata da Pixel Pancho su questa grande parete a Ravenna, nuova pittura capace di incanalare al meglio l’immaginario dell’interprete.
Promosso dall’Associazione Culturale Indastria ed il Comune di Ravenna, in uno sforzo che ha coinvolto realtà locali, come lo spazio Bonobolabo, e partner tecnici come RAL color, l’opera rappresenta una bella anticipazione di quello che sarà il secondo anno del festival urbano della città Romagnola.
Lavorando su questa lunga parete, Pixel Pancho scandisce l’intervento continuando la personale narrazione estetica che ha, nella figura del robot, il suo principale protagonista. Nel nostro raccontarvi gli spostamenti del grande interprete Italiano, ci siamo spesso confrontati con un immaginario che, traendo spunti dalla fascinazione sui robot, ha saputo tracciare una personale riflessione sull’essere umano. Sta qui la misura degli interventi dell’artista, nella sua capacità di utilizzare un simbolo di invincibilità, legato all’immaginario comune ed alla adolescenza, per trasformalo in uno stimolo per una riflessione su noi stessi.
Utilizzando dapprima la macchina come personale rappresentazione dei miti caduti, dello stato di decadimento dell’uomo moderno, del suo costante malessere, l’autore ha successivamente cambiato registro. Sono comparsi elementi naturali, la ruggine che avviluppava i corpi dei suoi characters si è piano piano fatta da parte, ma soprattutto sono le fattezza dei suoi iconici soggetti a cambiare.
Questi esseri metallici hanno iniziato a prendere la forma e l’aspetto di veri e propri essere umano, traditi unicamente da piccole aperture, da elementi metallici che fuoriescono dal loro corpo. Iniziano a provare emozioni e sentimenti. Il confronto che diviene ora attraverso un analisi attiva, partecipata, in cui lo spettatore si confronta con soggetti e figure, immedesimandosi nelle stesse.
Con “The Last Kiss” Pixel Pancho torna nel migliore dei modi, sottolineando l’intensità delle emozioni più belle, raffigurando i suoi iconici personaggi in un bacio rugginoso, stretto dalla presenza naturale e così dannatamente affascinante.
In attesa di nuovi aggiornamenti dalla rassegna, siamo certi che la line-up anche quest’anno saprà sorprenderci, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata.

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Ericailcane for Vertigo Truth Project

21/07/2015

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Con quest’ultima fatica firmata da Ericailcane, torniamo ad occuparci dell’ottimo Vertigo Truth, il progetto di Santarcangelo di Romagna, continua ad ospitare alcuni dei nomi più importanti della nostra scena all’interno della comunità artistica di Mutonia.
Dopo James Kalinda (Covered) è quindi il campione Italiano ad offrire il proprio contributo con nuovo intervento come sempre legato alla sua particolare stilistica. Vertigo Truth è curato da Allegra Corbo e Su E Side, parte del programma del Festival Santarcangelo dei Teatri, vede alcuni dei nomi di spicco della scena Italiana lavorare all’interno della particolare cornice di Mutonia. Il luogo è infatti una comunità internazionale di artisti differenti, una realtà unica nel suo genere a livello internazionale che, stabilitasi qui nei primi anni ’90 come proseguo dei progetti del Mutoid Waste Company, ha dato vita ad un luogo ed ad uno scenario intriso di spunti ed impulsi differenti.
All’interno di questo particolare contesto, si inserisce Ericailcane. Il grande autore Italiana torna a lavorare in Italia andando a produrre una nuova pittura intrinsecamente legata con la particolare estetica del luogo.
Attraversato da scariche oscure, visioni mistiche e post apocalittiche, scenari punk, e tutto un filone industriale del tutto surreale ed a tratti fantascientifico, gli elementi che contraddistinguono Mutonia, fanno del luogo un ambiente assolutamente particolare ed unico nel suo genere.
Parte da qui Ericailcane per elaborare una nuova rappresentazione in cui, i suoi iconici animali, subiscono tutto il fascino dell’ambiente e di ciò che li circonda. Tra vistose fiamme rosse, i cavalli vengono raffigurati con elementi ornamentali, maschere ed armature e innesti meccanici che riprendono nell’aspetto, nella forma e nella particolare estetica, l’universo tracciato e creato in questi anni all’interno della Comunità Artistica.
In attesa di mostrarvi nuovi lavori dal progetto, vi lasciamo ad alcune immagini con quest’ultima fatica dell’artista Italiano, dateci un occhiata!

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Hitnes for Clorofilla Project in Belluno

21/07/2015

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Torniamo nuovamente a Belluno per continuare a raccontarvi i lavori per l’ottimo Clorofilla Project, tra gli artisti ritroviamo con piacere Hitnes che per la rassegna ha nelle scorse settimane terminato di realizzare questa bella pittura.
Sempre piuttosto sensibili a progetti di interesse collettivo, Clorofilla giunge come una ventata di aria fresca per Belluno. È infatti importante sottolineare come, per la prima volta nella cittadina, artisti nazionali ed internazionali vanno a lavorare all’interno di una realtà come quella di Belluno. Sviluppato ed ideato da Ericailcane, il progetto nasce dalla collaborazione con la Casa dei Beni Comuni, realtà che sebbene nata da poco nata, risulta determinata e volenterosa di muoversi attivamente nel territorio.
Il progetto, prende vita all’interno dell’Ex Caserma Piave, head quarter dell’evento, per poi spostarsi in alcune zone della città. L’idea è quella di porre in essere una pittura non di tipo invasivo, c’è un idea di legarsi al territorio, al suo ambiente ed agli scorci ed agli elementi naturali così fortemente presenti in questo territorio. L’arte pubblica fatta dalla gente per la gente, con quest’ultima invogliata ad una partecipazione attiva, in una cornice naturale e paesaggistica come le Dolomiti, patrimonio dell’umanità.
Hitnes offre il proprio contributo al progetto confrontarsi con questa parete ed andando ad inserire all’interno della stessa tutto il personale universo naturale. Ancora una volta il campione Italiano porta in dote una pittura ricchissima di dettagli, unendo la flora e la fauna e sviluppando un nuovo intreccio estetico, basato su questi due emisferi.
Dopo il salto alcuni scatti con le fasi del making of e le immagini finale del lavoro, dateci un occhiata, nei prossimi giorni proseguiremo nel raccontarvi gli interventi realizzati per la rassegna.

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Pics by Alice Bettolo

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Phlegm for PUBLIC 2015 in Perth Part 2

17/07/2015

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Con un nuovo aggiornamento, Phlegm ci riporta in Australia dove, in occasione dei lavoro per l’ottimo FORM Public Art Project di quest’anno, ha avuto modo nei mesi scorsi di realizzare questa seconda pittura per le strade di Fremantle, nei pressi di Perth.
Dopo la splendida opera realizzata su una serie di grandi silos nella città Australiana (Covered), l’interprete con base a Sheffield si è quindi impegnato in un opera su parete andando a realizzare questa nuova ed intensa immagine.
Ci siamo spesso soffermati sul lavoro di Phlegm, l’interprete inglese rappresenta senza dubbio uno degli artisti che maggiormente riesce a coinvolgerci ed appassionarci. La proposta visiva ma soprattutto la particolare tematica e lo slancio dei lavori proposti, riescono puntualmente a trovare il nostro consenso per un percorso produttivo mai vano ma piuttosto sempre e comunque ricco di nuove proposte ed approfondimenti differenti. L’abilità dell’autore Inglese è stata senza dubbio quella di riuscire a dare vita ad un vero e proprio universo, abitato da creature fantastiche, con una propria dinamica fisica, con la propria tecnologia abbinata a magia ed alchimismo, un mondo abitato da personaggi bizzarri ed eclettici che rappresentano con soluzione di continuità lo slancio e lo spirito stesso delle produzioni firmate dall’interprete. Attraverso una estatica legata al nero ed ad una scala tonale di grigi, l’autore sviluppa un estetica personale che si pone come ideale analogia della società moderna e dell’essere umano.
L’interprete ha quindi saputo attraverso i propri characters tratteggiare l’aspetto visivo nonché quello paesaggistico di un emisfero distante, personale e regolato da meccanismi per certi versi differenti e distanti dalla nostra realtà eppure così indissolubilmente legati alla stessa. Strizza l’occhio quindi alla società moderna raccontandoci una storia a mezza tinta, il bianco e nero di rincorrono donando forma e sostanza, regolando la vita, i meccanismi e le invenzioni degli iconici personaggi, in un susseguirsi di situazioni bizzarre e divertenti.
Qui la sua ultima produzione Australiana, un gigantesco polpo attraversa l’intera superficie di questa lunga parete mentre si confronta con gli iconici personaggi dell’autore. Semplice e d’effetto.
In attesa di nuovi aggiornamenti dall’artista, vi lasciamo agli scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati sul Gorgo. Qui invece tutti i lavori realizzati per la bella rassegna Australiana.

Pics by The Artist

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Conor Harrington – New Mural in Warsaw, Poland

17/07/2015

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Attivissimo in questo periodo, andiamo a dare un occhiata da vicino all’ultima magia firmata dal grande Conor Harrington, una nuova pittura realizzata nei giorni scorsi a Varsavia, in occasione dei lavori per l’ultima edizione dello Street Art Doping Festival.
Nelle ultime settimane ci siamo spesso confrontati con il lavoro del grande artista Irlandese, tornato, ed era ora ci sentiamo di dirlo, in pianta stabile a lavorare in strada dopo i mesi di silenzio che ne hanno preceduto il ritorno. Come detto più volte, non si tratta di un semplice ritorno, abbiamo infatti fin da subito notato la volontà dell’interprete di apportare alcune significative variazioni rispetto a ciò che siamo soliti aspettarci dalle sue produzioni.
Il percorso di Conor Harrington è anzitutto scandito dalla volontà dell’interprete di confrontarsi con lo spazio pubblico attraverso una personale e differente narrativa estatica. C’è qualcosa di intrinsecamente remoto nelle produzioni dell’interprete, c’è la volontà di raccontare una storia, quella dell’uomo, infarcita di violenza, di rabbia, di combattimenti, un fare ciclico approfondito dall’artista attraverso potenti immagini.
Lavorando intensamente in studio, dove le scene vengono anzitutto fotografate, prima di essere riportate negli spazi urbani, l’interprete dà forma e sostanza a visioni epiche che si riallacciano a particolare momenti storici. Le scazzottate di Harrington ci riportano nei secoli scorsi, trasudano potenza, forza, in un estetismo che rifà alla cavalleria, ai combattimenti tra gentiluomini, ripercorsi e riproposti come peculiare analisi dell’essere umano. Per sviluppare questa personale tematica, l’artista si affida ad un tratto iper realistico, scandendo però ciascuna delle sue visioni, attraverso un intenso utilizzo tonale. Proprio qui stiamo assistendo ad un cambiamento rilevante, con l’autore sempre più interessato a concentrare l’attenzione sui suoi soggetti, sui colpi inferti, sulle pose e le posture che gli stessi acquisiscono. Suscitano teatralità le opere, con le copiose colate di vernice e gli intensi colori, che vanno a ribadire le potenza e l’energia dei colpi inferti, donando tutto un personale range di sensazioni ed emozioni differenti.
Con “Warsaw Fight Club”, questo il titolo dell’opera Conor Harrington, mette in scena una nuova immagine carica di sentimenti e spunti differenti. Abbiamo qui un uso della prospettiva, la scelta di lavorare attraverso tonalità differenti, per un risultato finale dal certo e sicuro impatto finale.
Null’altro da aggiungere, riviviamo insieme le fasi di realizzazione di quest’ultima pittura, attraverso una ella serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro. Tutto dopo il salto, scollate giù e mettetevi comodi.

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Escif – “To break a plate for Greece” in Tommarp

17/07/2015

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Torna al lavoro Escif, il campione Spagnolo nei giorni scorsi si è spostato a Tommarp in Svezia, dove ha avuto modo di realizzare una nuova ed intensa pittura, un monito di speranza per la Grecia e per la sua difficile situazione sociale ed economica.
Senza dubbio uno degli artisti che più di tutti ha saputo tracciare una costante e personale analisi della società moderna, un approfondimento su fatti ed accadimenti legati all’attualità. Mai banale Escif, le pitture dell’interprete si collocano in un preciso filone riflessivo impreziosito da una personale narrativa estatica. E’ infatti bene sottolineare come l’interprete abbia sempre sviluppato i propri interventi in funzione si di temi e argomenti di rilievo, sviluppando però le sue opere attraverso un piglio ironico, per mezzo di una chiave di lettura differente.
Scandendo quindi il proprio operato attraverso potenti e ridondanti analogie, l’artista in questi anni si è spesso confrontati con la crisi economica, quella sociale e politica, offrendo il proprio e personale punto di vista allo spettatore, attraverso divertenti e velenose interpretazioni.
La genialità dell’autore sta tutta nella scelta dei soggetti, delle immagini e degli elementi che compongono le sue opere, un dialogo serrato e incalzante con lo spettatore, spesso complesso da leggere, divertente ed irriverente e dannatamente sensuale per chi, come noi, ama perdersi nelle divagazioni dell’artista.
Con “To break a plate for Greece”, titolo di questa sua ultima produzione, Escif approfondisce uno dei temi caldi del momento, la crisi Greca, e lo fa ancora una volta con una sensibilità incredibile, lanciando un monito di speranza, ed al tempo stesso, una precisa e neanche troppo celata chiave di lettura.
Per comprendere appieno l’opera ci affidiamo come sempre alle piccole porzioni di testo che accompagnano gli scatti. E’infatti lo stesso autore a svelarci come, nel paese balcanico, vi sia la tradizione di rompere i piatti. Tra le differenti versioni sul significato di questa pratica, quella che ha maggiormente ha colpito l’interprete, vede la rottura dei piatti contro il pavimento come azione per allontanare gli spiriti maligni dalla propria casa attraverso il rumore dei cocci che vanno in frantumi. E’ facile capire come, rompere un piatto per la Grecia divenga un atto di ‘psicomagia’ per allontanare coloro che, così fortemente, stanno facendo male al paese. Tutto chiaro vero?
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti del grande autore con base a Valencia, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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1010 – New Mural in Warsaw, Poland

16/07/2015

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Tra gli ospiti della nuova edizione dello Street Art Doping Festival 2015, ritroviamo con piacere 1010, l’interprete Tedesco, per la bella rassegna di Varsavia, porta in dote tutto il suo iconico stile, andando a realizzare un nuovo, gigantesco, buco nero.
Dopo la recente abbuffata di interventi, con un attenzione sempre maggiore verso progetti di grande spessore – ricordate il lavoro realizzato a Parigi? (Covered) – 1010 torna quindi in strada, andando a lavorare su questa grande facciata.
L’autore porta avanti un percorso di immersione simbiotica, si inserisce sulle superfici di lavoro attraverso la generazione di veri e propri portali che squarciano il livello percettivo delle pareti sui quali prendono vita. Lo spazio da piatto e piano diviene quindi cadenzato da una danza cromatica in grado di proiettarci al suo interno. Si tratta di composizioni quindi, magnetiche che, proprio attraverso l’utilizzo di tonalità differenti, vanno a commutare l’aspetto finale dell’ambiente in cui l’interprete va a lavorare.
Prediligendo gli spazi più piccoli, l’autore porta avanti una ricerca capace di abbracciare più punti. Anzitutto notiamo uno studio cosciente della forma, con una ciclica alterazione delle stessa in grado di imbastire al meglio ciascuna delle visioni raffigurate. Al tempo stesso lo studio dei colori viene esercitato in funzione proprie degli strati e degli elementi raffigurati, le tinte scandiscono i livelli percettive di queste visioni, in una sovrapposizione che partendo da una tinte più scura va mano a mano a dissolversi fino a riappacificarsi con gli stimoli cromatici del luogo.
Con questa sua ultima pittura, 1010 continua a rielaborare la propria e personale estetica in funzione dello spazio di lavoro. Una nuova forma quindi, capace però di mantenere invariati gli stimoli e gli elementi tipici del personale operato in strada.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal festival e dal lavoro dell’artista teutonico, vi lasciamo in compagnia di alcune immagini di questa sua ultima fatica, have a look!

Pics by Adam Burakowski via San

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Laguna – “Flop Mind” New Mural

16/07/2015

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Nuovo aggiornamento per il talento Iberico, This is Laguna! sembra gridare questo l’ultima pittura realizzata dall’artista Spagnolo su questa piccola porzione di parete, ancora una volta all’interno di un vecchio edifico abbandonato, ambientazione ideale.
Dopo settimane di silenzio, successive alla bella serie di interventi in combo, Laguna torna al lavoro con un nuovo intervento che ben ne identifica tutte quelle particolarità stilistiche da sempre hanno saputo interessarci.
Il confronto con le produzioni di Laguna è scandito dalla particolare cadenza emotiva, viscerale ed introspettiva che scandisce ciascuna delle sue pitture. Le forme e gli elementi complessi, la profondità pittorica e gestuale delle sue opera, il tratto costantemente diviso tra un piglio grezzo ed un altro più delicato, rappresentano gli elementi di spicco delle sue opere. L’idea dell’autore è quella di sviluppare una pittura capace di porsi tra un impostazione figurativa ed una astratta. Non è semplice la lettura, gli interventi si sviluppano tra ordine e caos, tra sintesi estreme e momenti maggiormente chiari, fino a dare vita ad una sorta di pittura ‘liquida’, un percorso mutabile che, percorrendo lo spazio, si trasforma costantemente. Chi osserva si confronta quindi con un impulso altamente soggettivo, introspettivo, e capace di suscitare spunti e riflessioni differenti. La danza dei colori, i tracciati che compongono i volti spenti, il continuo intrecciarsi di forme e figure irregolari, la transizione da momenti diretti ed incisivi ad altri più morbidi e delicati, scandiscono ciascuna delle sue produzioni.
Da parte nostra abbiamo più volte ribadito come l’interprete sembra suggerire una sorta di influsso melodico, dove emozioni e sentimenti prendo vita attraverso colori e suoni, dove le pittura profonde e spesse ben riescono a rappresentare tutto lo spettro emotivo dell’essere umano. La trama si apre e si schiude, esercita il proprio potere all’interno ed in combinazione con la superficie, aprendosi e chiudendosi su stessa, creando forme organiche, figure, volti appena accennati, creature silenti e figlie di sogni appena spenti.
Dal titolo “Flop Mind”, quest’ultima fatica di Laguna ben rappresenta le particolarità estatiche e tematiche del lavoro portato avanti dall’interprete. L’artista tracciando una piccola forma, va a scatenare all’interno della stessa il consueto immaginario, proiettando nello spazio, stimoli e sensazioni legate al momento. Well Done!
In attesa di rivedere l’interprete alle prese con spazi di dimensioni certamente maggiori, vi lasciamo ad alcuni scatti con tutti i dettagli di questa su ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Andrea Casciu for Clorofilla Project in Belluno

16/07/2015

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Con quest’ultimo bell’intervento firmato da Andrea Casciu, iniziamo finalmente a dare un occhiata ai lavori realizzati nell’ambito di CLOROFILLA, progetto promosso nella città di Belluno, isola nello splendido deserto delle Dolomiti.
E’ anzitutto bene sottolineare come, questo evento, rappresenti una novità assoluta per la città di Belluno per la sua provincia. Per la prima volta infatti artisti di livello nazionale ed internazionale andranno a dare forma e sostanza ad un festival di pittura su muro. Nato da un idea di Ericailcane, in collaborazione con La Casa dei Beni Comuni, gruppo di persone determinate e volenterose che si muovono attivamente sul territorio, il progetto prende vita all’interno dell’Ex Caserma Piave della città di Belluno, ribattezzata Casa dei Beni Comuni, headquarter dell’intera esperienza.
Idea alla base del progetto è quella di sviluppare un progetto anzitutto non invasivo, quanto piuttosto legato al territorio, agli elementi naturali che così fortemente scandiscono l’ambiente e la vita di queste zone. C’è quindi la volontà di proporre un idea di arte pubblica fatta dalla gente, per la gente, all’interno di una cornice come quella delle Dolomiti Venete, patrimonio dell’umanità per un contatto che si addentra nel territorio andando a coinvolgere le persone che lo abitano.
Giù il sipario su quest’ultima produzione firmata da Andrea Casciu, l’artista con base a Bologna raccoglie qui appieno le sue personali fascinazioni, declinando la personale ricerca in una pittura interconnessa profondamente con gli aspetti naturali dell’ambiente di lavoro.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, le produzioni di Casciu, partono dalla volontà dell’interprete di sviluppare una personale riflessione sull’uomo moderno, sulla sue differenti sfaccettature attraverso la commutazione del proprio personale volto. La singolare scelta, rivendica la volontà dell’artista di porsi anzitutto in discussione e di sviluppare, attraverso una personale rielaborazione dei suoi stessi tratti somatici, una peculiare introspezione. Quelle che sono le fragilità, i differenti aspetti emotivi e viscerali dell’essere umani, vengono quindi trattati, commutati e rielaborati attraverso una propria esperienza diretta e personale.
Per il bel progetto, Andrea Casciu va a realizzare uno dei suoi iconici volti. La forte presenza naturale suggerisce all’artista una peculiare sintonia con l’ambiente, con la flora, portando il grande volto ad essere letteralmente avvolto e scandito da una intricatissima serie di foglie. Chapeau!
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima fatica dell’artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con alcune fasi del making of e con i dettagli della pittura, dateci un occhiata e restate con noi, nei prossimi giorni proseguiremo il nostro full recap sul progetto bellunese.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Alice Bettolo

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2501 – Glimpse of America Project (Chicago)

16/07/2015

Esagerato 2501! il grande artista prosegue il suo viaggio per Glimpse of America Project, di tappa a Chicago, l’autore Italiano ha da poco terminato di realizzare una nuova e potente pittura sulla facciata esterna di questo grande edificio.
Dopo Detroit ecco che l’artista si è spostato a Chicago dove, con l’organizzazione della Vertical Gallery e del Wabash Arts Corridor per il loro “Living Urban Canvas”, ha avuto modo di realizzare questa nuova e grande pittura.
Stiamo seguendo 2501 in giro per gli Stati Uniti nell’ambito del suo ultimo progetto artistico. Si tratta di un viaggio che vedrà l’interprete dal 15 di Giugno fino al 24 di Luglio spostarsi rapidamente per alcune delle città più importanti degli States. Realizzata in collaborazione con All City Canvas, l’impresa vede l’autore riflettere sugli aspetti contraddittori e differenti che scandiscono la relazione tra spazio collettivo e la vita dell’essere umano. La capacità di quest’ultimo di adattarsi, di trasformarsi all’interno dell’ambiente.
In questo senso le particolarità architettoniche e paesaggistiche degli USA, rappresentano l’ideale canale comunicativo di una riflessione di questo genere, con i suoi cittadini sempre più adattati ai continui cambiamenti che scuotono il loro ambiente di vita, animato e vivo. Elemento cardine dell’esperienza è la volontà dell’artista di sottolineare, attraverso le personalissime pittura, come la città ed il territorio rappresentino una sorta di organismo vivente, un vero e proprio labirinto immerso nello spazio e nel tempo, con cui confrontarsi giorno dopo giorno. Ancora una volta, l’artista si sposterà continuamente producendo una serie di opere differenti, sperimentando costantemente nuova soluzioni estetiche direttamente interconnesse con ciò che percepisci in base ai differenti ambienti che andrà a visitare. Nuovo universi, sensazioni e stimoli pittorici, nuovi strumenti, superfici e visioni in grado di definire una città in costantemente movimento e trasformazione.
Questa sua ultima fatica vede 2501 confrontarsi con una grande parete e proiettare all’interno della stessa forme, elementi e figure differenti. Ancora una volta è la linea e la sua capacità di tracciare e dare forma e sostanza all’immaginario dell’autore attraverso il consueto binomio cromatico, a scandire l’intero intervento. L’interazione rimarcata, con le particolarità architettoniche, la tonalità della parete, divengono parte attiva dell’opera e tracciano, in simbiosi con la pittura, una nuova e potente rappresentazione emotiva. Pollice in su!
Ad accompagnare le nostre parole una ricca dose di immagini con tutti i dettagli e le vedute di quest’ultima fatica, un bel video recap, mettetevi quindi comodi e dateci un occhiata. Nei prossimi giorni proseguirà il viaggio dell’artista per l’America, perciò, restate sintonizzati qui sul Gorgo!

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Agostino Iacurci for Milestone Project in Girona

16/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Agostino Iacurci, il grande artista Italiano nelle scorse settimane si è spostato a Girona in Spagna dove, in occasione dei lavoro per l’ottimo Milestone Project di quest’anno, ha da poco terminato di realizzare questa nuova pittura.
Dopo la bella pittura realizzata qualche settimana fa a Berlino (Covered) torniamo nuovamente ad approfondire l’operato dell’interprete con un nuovo intervento su grandi spazi.
A scandire le produzioni di Agostino Iacurci è la volontà dell’autore di confrontarsi con la natura umana e di tracciare, attraverso le personali visioni, un quadro sfaccettato della stessa. Si tratta quindi di una riflessione a 360^ gradi sugli aspetti emotivi e viscerali dell’uomo moderno. Una narrazione quella dell’artista che si connette con aspetti introspettivi, legati alla vita di tutti i giorni, alla quotidianità, a situazioni personali e che esercitano una profonda leva emotiva nella vita di ciascuno di noi. L’approccio in questo senso è quindi di quelli complessi ed articolati, non è una pittura fine a se stessa quella dell’autore, quanto piuttosto riflessiva, ricca di spunti differenti, di sensibilità da raccogliere per una analisi che diviene personale e propria.
Per sviluppare una matassa di situazioni ed impulsi di questo tipo, l’interprete si affida ad un approccio figurativo scandito dai suoi iconici personaggi. Da sempre anima e sostanza delle sue pittura, questi charactars divengono il principale volano tematico ed espressivo di tutte le opere. I lavori di Iacurci vengono in questo modo scanditi da una peculiare sintesi grafica, risultato della personale carriera da illustratore e dalla ricerca estatica continuamente portata avanti, con la quale l’interprete va a dare forma e sostanza alle sue personalissime visioni.
La fragilità, le contraddizioni e le differenti sfaccettature dell’essere umano, vengono quindi colte attraverso un inedito lavoro di sintesi pittorica, tra giochi di vuoti e pieni, simmetrie, elementi grafici e tonali contrapposti, che definiscono ed alimentano il personale universo dell’artista.
Per il Milestone Project Agostino Iacurci presenta “Anthropocentrism”. Come suggerisce il titolo quest’ultimo lavoro si confronta con l’idea di antropocentrismo che così fortemente caratterizza questo particolare periodo dell’essere umano. La sua idea di essere al centro di tutto, sovrastando la natura e gli esseri viventi, rompendo un equilibrio con il pianeta, con tutte le conseguenze del caso.
In attesa di scoprire in nuovo spostamenti dell’autore italiano, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, è tutto in calce al nostro testo, dateci un occhiata e continuate a restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Zio Ziegler – New Mural in Oakland

15/07/2015

Ci spostiamo ad Oakland, è qui che nelle scorse settimane Zio Ziegler ha terminato di realizzare una nuova ed intensa pittura su questa grande parete, realizzata in occasione dei lavori per l’apertura della Athen B Gallery, concisa con le celebrazioni per il 70^ anniversario delle nazioni unite.
Con ancora negli occhi la bella pittura realizzata qui in Italia parte dei progetti realizzati per l’ottimo Pop Up! Festival (Covered), torniamo nuovamente ad approfondire il lavoro in strada dell’autore Statunitense con un intervento capace di porre in essere, significative variazioni circa l’iconico stile dell’interprete.
Nel nostro confronto con le produzioni di Zio Ziegler, ci siamo sempre imbattuti in un duplice percorso, quello in studio e quello portato avanti in strada, scandito dall’utilizzo nel primo caso, di intense tonalità, nel secondo, di rimarcati intrecci attraverso l’uso del nero come principale ed unico vettore tonale. Negli ultimi mesi siamo in questo assistendo ad un graduale passaggio, o meglio miscela, di queste due differenti impostazioni che, di conseguenza, stanno portando l’autore a confrontarsi con gli spazi pubblici attraverso un rimarcato utilizzo di tinte e tonalità all’interno delle iconiche figure.
Proprio i suggestivi esseri antropomorfi rappresentano i protagonisti indiscussi delle produzioni firmate dall’interprete. Realizzati attraverso una fortissima e maniacale cura per i dettagli, questi soggetti hanno nelle loro stesse viscere il loro indiscutibile fascino. Le figure antropomorfe vengono infatti scandite da una enorme quantità di dettagli ed elementi ornamentali, come textures, linee e forme irregolari, capaci di donare a questi characters forte senso arcaico. Come esseri metafisici, questi esseri si riflettono nello spazio attraverso un massa corporea imponente, enorme, sottoponendo chi osserva ad una vibrante ricerca di dettagli e stimoli differenti.
Quest’ultima fatica eredita tutto il particolare approccio estetico di Zio Ziegler. L’artista sceglie di realizzare l’opera proponendo differenti riferimenti, legati alla Grecia, realizzato un intricata matassa di elementi visivi ricchissimi di colori e sopratutto, ponendo particolare attenzione al volto della figura, non più irregolare ma qui, maggiormente vicino ad un viso femminile, continuando in questo modo il suo avvicinarsi con le produzioni in studio.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con alcuni fasi del making of, le immagini del lavoro terminato ed un bel video recap del lavoro, tutto vostro, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by Brock Brake via Bsa

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Simek x Donforty – New Mural in Greece

15/07/2015

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Proseguiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Simek e Donforty, i due interpreti firmano questa nuova collaborazione con una nuova pittura realizzata nei giorni scorsi all’interno di questa vecchia struttura abbandonata in Grecia.
Nonostante il periodo non certo facile in terra Greca, gli artisti nazionali stanno continuando a portare avanti il personale lavoro in strada, e questo non può che farci piacere. Spesso al lavoro insieme, Simek e Donforty portano avanti ricerche estetiche differenti che, in questa loro ultima fatica, vanno ad intrecciarsi in unica, nuova e potente, immagine finale.
Se ad accomunarli è la personale attrattiva per gli spazi abbandonati, per le fabbriche dismesse, all’interno delle quali sperimentare e portare avanti le personali visioni, appare chiaro come i due autori differiscano anzitutto nella traccia pittorica. In questo senso Simek, sia nell’attività in singolo, sia come parte del duo Blaqk, porta avanti un percorso di fascinazione della forma geometrica dove, quest’ultima, viene commutata in funzione di stimoli ed approcci percettivi differenti. Lavorando attraverso simmetrie, rotture, rielaborando textures geometriche, l’interprete ha saputo delineare un personale pittura introspettiva dove, gli stimoli ambientali e gli elementi peculiari dello spazio di lavoro, si intersecano alla perfezione con le sue produzioni. Dal canto suo Donforty predilige un approccio più spontaneo, il tratto diviene ruvido, potente nell’impatto con la superficie di lavoro, grezzo e crudo nel suo cammino sullo superficie. Dà forma e sostanza a visioni, spesso legate a soggetti animali, con cui l’artista va a riappropriarsi degli spazi. Si tratta di spiriti, evocazioni che ereditano la coscienza degli ambienti in cui prendono vita, scandite da un pittura di getto, esplosiva e capace di impattare profondamente con lo spazio.
L’unione di queste due differenti direzioni dà qui vita ad un opera incentrata su uno stimolo astratto, i due autori intrecciano le rispettive estetiche producendo un riverbero potente, simmetrico, scandito da un comune utilizzo tonale. Attraverso il nero, Donforty e Simek sviluppano una grande figura astratta. Nelle viscere della stessa agisce il secondo con uno dei suoi tipici intrecci geometrici, a colpire questi una ‘lama’ grezza che si insinua nello spazio, un tagli profondo scandito da linee irregolari e interrotto da una serie di colate di vernice in scala di grigi trapassate da una spessa linea dorata. A voi la lettura personale di questa loro ultima fatica.
In calce al nostro testo, dopo il salto, alcuni scatti con le immagini del making of e dei dettagli di questa ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Dimitris Vasiliou

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GUE – “Antichi Mestieri” New Murals in San Berillo

15/07/2015

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Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di GUE, l’artista italiano nelle scorse settimane ha avuto modo di dipingere una serie di interventi all’interno dell’antico e storico San Berillo, quartiere di Catania, catalizzando tutto la personale estetica pittorica.
Attivissimo in città, avevamo lasciato l’interprete sempre qui a Catania (Covered), torniamo nuovamente ad approfondirne il lavoro attraverso un progetto personale di salvaguardia della memoria storica di uno dei quartieri più discussi della città.
Le produzioni firmate da GUE sono il risultato di differenti stimoli, del radicato passato come writer, e della sua successiva evoluzione attraverso una ricerca che miscela elementi figurativi, una peculiare astrazione della forma, e per concludere, una personale cadenza tonale. A caratterizzare l’estetica dell’autore troviamo anzitutto una personale sintesi che, attraverso una scomposizione di quelli che sono i suoi iconici characters, intersecata alla personale ricerca sulla forma, dà vita ad un impulso pittorico che vive costantemente attraverso due identità.
In questo senso è innegabile come l’interprete raccolga dagli stimoli del momento, dalla sensazioni e dagli impulsi personali che vivono in funzione di una ricerca equilibrata, legata all’ambiente ed alla superficie di lavoro, inserendosi quindi in modo simbiotico e dettagliato. Le curve, le linee e le forme generate dall’artista sono il risultato di uno costruzione e decostruzione di quelli che sono i suoi iconici characters. Il risultato finale è quindi un percorso intrecciato in cui, forma e sostanza, danno l’impressione di puzzle composito, una matassa di elementi astratti e figurativi scandita da vere e proprie sezioni differenti. Osservando le pitture, tra grandi e piccole forme, notiamo volti, mani e parti dei corpi dei suoi soggetti, intrecciati a textures, forme e figure irregolari.
Lo stimolo del progetto, parte anzitutto dall’idea di memoria, nasce così “Antichi Mestieri”, personale riflessione dell’artista su uno dei quartieri storici della città per tutelare quel che rimane. Prima del suo sventramento, avvenuto negli anni ’50 attraverso un discutibilissimo piano urbanistico, questa zona era il cuore pulsante della città di Catania. Considerato uno dei più importanti distretti a luci rosse d’Europa, San Berillo ospitava in passato differenti e numerose attività artigianali, tra cui falegnami e tappezzieri. Con questa serie di pitture, capaci più che mai di trasformare l’aspetto delle architetture del quartiere, GUE mira ad omaggiare proprio lo spirito artigiano del luogo, a rievocare quello che San Berillo è stato, per coloro che oggi abitano e tengono in vita questi luoghi.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista italiano.

Pics by The Artist

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Srger – New Murals in Valencia

14/07/2015

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Ci spostiamo a Valencia per andare a dare un occhiata da vicino all’ultima serie di interventi realizzati da Srger, l’artista Spagnolo nei giorni ha infatti avuto modo di dipingere una bella infornata di interventi proseguendo la personale interazione con lo spazio circostante attraverso un impulso astratto.
Chi ci segue da un pò saprà che abbiamo una particolare attrazione ed interesse per tutti quegli artisti che portano avanti una ricerca basata su stimoli, spunti ed impulsi personali, commutati attraverso una direzione astratta. Ci soffermiamo spesso su estatiche di questo tipo, capaci più che mai di trasmetterci sensazioni differenti e di fungere da propellente per una interpretazione di forme ed elementi di volta in volta divergenti.
In questo senso le produzioni di Srger ci hanno particolarmente colpito, l’autore iberico porta avanti una personalissima ricerca dove, le sperimentazioni grafiche, il lavoro attraverso forme ed oggetti, giunge in strada sviluppando una peculiare attrattiva. La sintesi proposta dall’interprete miscela elementi grafici, utilizzo di tonalità e colori differenti, sintetizzando forme e figure, all’interno di un percorsi estatico in cui pensieri, sensazioni e visioni del momento, vanno a generare elementi criptici. Non è semplice la lettura, che risulta quanto mai legata al panorama circostante, all’ambiente di lavoro, ma sopratutto ad uno stimolo gestuale, genuino e dettato dal momento. Lo spunto passa quindi per un impostazione spontanea, rapida, cruda e sintetica. A svilupparsi sono figure irregolari grezze, linee tremanti, punti, tonalità, giochi di vuoti e pieni e spruzzate di colore, tutti elementi che definiscono un estatica personale, introspettiva, e per questa capace di stimolare chi osserva attraverso una lettura personale.
Il confronto con le produzioni dello Spagnolo divine quindi legato agli stati d’animo del momento, agli impulsi legati all’ambiente di lavoro, da cui l’artista estrapola tonalità e forme, diventando quindi, di volta in volta, un percorso di ricerca personale dell’ipotetica chiave di lettura.
Quest’ultima serie di opere, ben rappresentano e canalizzano la particolare estetica di Srger. L’autore su una serie di piccole porzioni di parete a Valencia, esercita tutto il fascino del proprio operato, dà forma e sostanza a figure irregolari, abbina gli elementi e gli oggetti presenti sul posto, per generare nuove e criptiche forme.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima serie di opere, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via VelvetLiga by The Artist

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Pablo S. Herrero – New Mural in Sapri

14/07/2015

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Continuiamo a seguire gli sviluppi del lavoro di Pablo S. Herrero, attivissimo in questo periodo, l’artista Spagnolo ha da poco terminato di realizzare questa intensa pittura, parte dell’Incipit Project promosso da Antonio Oriente, lavorando su questa porzione di parete nell’antico quartiere La Marinella a Sapri.
Con un ritmo di lavoro pazzesco queste ultime settimane hanno visto Pablo S. Herrrero confrontarsi con spazi differenti e mettere a segno bel numero di nuovi interventi, variando spesso il proprio piglio estetico e lavorando verso una nuova e personale direzione. Con questa sua ultima fatica, l’autore torna a produrre una pittura più canonica, segnando lo spazio attraverso un tratto che si rivolge al nero come unico vettore tonale, ma soprattutto interagendo con lo spazio in modo piuttosto rimarcato.
Ci siamo spesso confrontati con le pittura di Pablo S. Herrero, le produzioni dell’artista affondano le proprie radici in una profonda scelta tematica. La natura riveste un luogo primario nelle produzioni dell’arista che esercita questa sua influenza attraverso la pittura di una intricata serie di rami di differenti dimensioni che vanno ad intersecarsi ed a fondersi tra di loro dando vita ad una intricata trama finale. L’interprete raccoglie questa sua caratterizzazione per rivestire le pareti, per creare forme e configurazioni in equilibrio con elementi geometrici, alimentando un fortissimo senso di profondità ed al contempo giocando con colori e tinte differenti, anche se osservando il percorso dell’artista emerge chiara la volontà dello stesso di affidarsi il più delle volte ad un binomio cromatico sospeso nell’equilibrio del bianco con il nero.
L’opera realizzata per il progetto, vede l’autore lavorare su questa piccola porzione di parete dove, nell’estremità destra è presenta una piccola scala a chiocciola. L’interazione passa proprio per la particolare ed affusolata forma di quest’ultima, con Herrero che sceglie di seguirne il percorso su parete andando a creare un matassa intricata di rami ed intrecci naturali, scandita proprio dal movimento della struttura. Poetico.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dell’autore, vi lasciamo ad alcune immagini con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi approfondimenti.

Thanks to The Artist for The Pics
First Pic by Fabiano Caputo

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Hyuro – New Mural in Poggibonsi

14/07/2015

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Hyuro, la grande artista Argentina torna in strada con quest’ultimo intervento realizzato negli scorsi giorni a Poggibonsi, una nuova pittura che prosegue la persona riflessione sulla donna, principale tematica delle produzioni dell’interprete.
Avevamo lasciato l’artista a Valencia dove, al lavoro in occasione dell’ottimo Poliniza Festival di quest’anno (Covered), ora a distanza di qualche settimana eccola tornare in Italia con un nuovo lavoro ancora una volta scandito dalla personale estetica e dal peculiare impulso tematico.
Hyuro continua a spingere su temi forti, a prendere una posizione ben delineata portando a galla riflessioni scomode, situazioni surreali in cui emerge tutta il filtro tematico imbastito dall’artista in questi ultimi anni. L’interprete ci parla della donna e lo fa attraverso una personale visione decadente, malinconica, poggiando le basi del suo lavoro su una scala cromatica tetra e cupa atta proprio ad alimentare il senso di malessere dei suoi personaggi, vuole raccontarci il proprio punto di vista, le sofferenze psicologiche e repressive della vita di tutto i giorni. Un pugno inferto alla stomaco per ricordarci ancora una volta la realtà dei fatti. La donna di Hyuro è impotente, condizionata dagli stereotipi della società moderna, legata ed imprigionata, quest’ultimo forse è l’aggettivo che meglio rende l’idea, all’interno del proprio ruolo, cucito e ricamato dal sessismo, dal maschilismo più ostentato e celato dietro una coltre di perbenismo sbandierato ai quattro venti. Vediamo pitture istantanee di vita in cui l’artista segna gli spazi attraverso personaggi spenti, specchio veritiero e sensibile di una condizione che tarda a cambiare. La denuncia dell’artista si fà forte e ridondante attraverso situazioni al limite del grottesco e che, proprio per la loro natura, riservano a chi osserva i suoi interventi, l’opportunità di riflettere sulla reale condizione dell’universo femminile, sui compiti allo stesso assegnati. La casa diventa una prigione, con il peso delle pentole sempre più forte ed insistente. E’ una consapevolezza forte e decisa quella di Hyuro in una denuncia che continua ad essere affilata, diretta e velenosa.
Quest’ultimo lavoro eredita appieno gli stimoli dell’autrice. Raffigurando una donna intenta a cucire, l’artista si diverte ad segnare lo spazio con una grande coperta (?), proiettando sulla stessa dettagli e textures, spostando l’attenzione dal soggetto all’oggetto, vero simbolo qui di tutte le difficoltà della donna rappresentata.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi dettagli sul lavoro dell’artista.

Pics by Marco Tani via The Artist

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Interesni Kazki – New Piece in Catania by AEC

14/07/2015

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Nuovo lavoro firmato dagli Interesni Kazki, è infatti AEC a lavorare sulla superficie esterna di uno dei grandi silos che si affacciano direttamente sul Porto di Catania, portando in dote tutto il suo particolare immaginario in una nuova ed intensa pittura.
Parte di un progetto più ampio che ha visto al lavoro alcuni nomi tra i più interessanti della nostro scena, confrontarsi con i grandi silos presenti nel porto di Catania, presto tutte le immagini, quest’ultima fatica dell’artista Ucraino va a rielaborare il mito di Ulisse attraverso una delle scene topiche della famosa scrittura classica.
E’ l’opportunità per noi di tornare a confrontarci nuovamente con il particolare immaginario degli Interesni Kazki, con la loro capacità di raccogliere gli spunti del luogo, per una rielaborazione che, inevitabilmente, passa per un universo di spunti, dettagli e riferimenti ricchissimi. Ci siamo infatti spesso confrontati con l’immaginario di AEC e Waone, sottolineando come, attraverso una fitta rete di messaggi visivi, codici, elementi esoterici, mistici ed onirici, il duo sia riuscito ad impostare una personale narrativa estetica unica nel suo genere. Le produzioni firmate dagli autori, raccolgono l’eredità di temi e spunti differenti, intrecciano la natura, l’essere umano, il sovrannaturale, la numerologia, il fantastico, andando a dare forma e sostanza a pitture altamente evocative, oniriche nel loro intrinseco aspetto, profonde dal punto di vista dei dettagli ma soprattutto dei riferimenti e degli spunti celati al loro interno. Attraverso una attenta analisi, è infatti possibile osservare come gli artisti immettano all’interno delle loro opere un numero incredibile di riferimenti e spunti atti proprio a rielaborare e contestualizzare all’interno del personale immaginario, spunti, accadimenti e storie spesso intrecciate e legata all’ambiente circostante, ed in altri casi direttamente legata alle personali fascinazioni.
Con “Fuga di Ulisse da Polifemo”, questo il titolo dell’opera, AEC raccoglie appieno dal mito di Ulisse, celebrando quindi la storia della sicilia ellenica, ma soprattutto interpretando personalmente gli elementi tipici delle storia, va a tracciare una nuova e personale riflessione. L’indagine passa per il mito, attraverso però spunti ed elementi legati alla Sicilia moderna, sottolineando in particolare il rapporto tra politica e mafia, tra il governo italiano e quelle che sono le tradizioni tipiche della regione.
Il risultato finale è un opera intensa, ricchissima di spunti ed elementi di riflessione che vanno a toccare uno dei tasti dolenti del nostro paese, visto, masticato ed elaborato attraverso visione degli Interensi Kazki. Chapeau!
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro scritto come sempre una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti e sul bel progetto.

Pics by The Artists

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BLU – New Mural at Binario 68 Occupato

14/07/2015

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Nuovo aggiornamento per BLU, il campione Italiano nei giorni scorsi si è spostato a Lecce dove ha avuto modo di lavorare sulla facciata esterna del Binario 68, edificio occupato nel rione S. Pio, proseguendo il personale dialogo con queste particolari realtà sociali.
Dopo l’intervento realizzato qualche settimana fa a Chiomonte (Covered), il grande artista Italiano torna a confrontarsi con uno spazio certamente più grande portando in dote nuovi ed interessanti sviluppi stilistici. Siamo infatti abituati a confrontarci con una pittura basata su un alternanza di colori o comunque sulla scelta di lavorare attraverso il bianco ed il nero. Per questo sua ultima fatica, BLU abbraccia appieno un impostazione gradiente andando a generare una serie di intricatissimi elementi, figure ed oggetti, ‘stesi’ ed intersecati all’interno di una grande matassa di colore che letteralmente avvolge la quasi totalità dell’architettura. Se questa rappresenta una importante, vistosissima ed inedita scelta stilistica, a non mutare sono i temi e gli stimoli del lavoro in strada dell’interprete.
In questi ultimi anni l’artista ci ha infatti abituati ad un confronto diretto con realtà di occupazione sociale, centri in cui la protesta verso determinate situazioni politiche, sociali ed economiche si è fatta particolarmente accesa e che, proprio attraverso la pittura dell’autore, per mezzo della sua capacità di rielaborare e contestualizzare temi rilevanti attraverso il proprio immaginario, hanno destato interesse. Sta qui infatti la scelta dell’interprete, proprio attraverso la sua notorietà, attraverso la sua abilità di elaborazione di temi, spunti e stimoli legati al luogo, o comunque a situazioni di difficoltà e critica sociale, questi argomenti saltano alla ribalta, trovano il giusto e legittimo interesse, laddove le stesse strutture occupate, trasformano il loro aspetto, accolgono interventi di uno degli artisti più importanti a livello internazionale, divenendo quindi vere e proprie opere d’arte.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal grande artista Italiano, vi lasciamo ad alcune immagini con i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

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Freddy Sam – “Heart” New Mural in India

13/07/2015

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Con piacere andiamo a dare un occhiata approfondita all’ultima pittura firmata da Freddy Sam, l’autore Sudafricano ha infatti da poco terminato di realizzare una nuova ed intesa pittura in occasione dei lavori per il Matheran Green Festival 2015 in India.
È l’opportunità per tornare ad approfondire l’operato di uno degli artisti che maggiormente ci affascina, attraverso una nuova pittura capace di continuare a sviluppare le ultime direzioni pittoriche intraprese dall’autore. Mescolando ampiamente l’operato in studio con l’azione pittorica in strada, negli scorsi mesi Ricky Lee Gordon aka Freddy Sam, è giunto ad una nuova impostazione estetica.
È importante sottolineare come la personale fascinazione a tema naturale, nelle opere dell’interprete si sviluppi attraverso la volontà di porre in essere un dialogo con l’ambiente di lavoro e con la gente che vive questi spazi. La pittura si fa quindi intensa, sfaccettata, profonda nei dettagli tracciati dalle pennellate, legata ad un impostazione figurativa e realistica, ben in grado di rappresentare l’elemento naturale, gli animali e gli esseri umani.
Partendo da questi elementi peculiari, l’autore va poi a suddividere in vere e proprie caselle, ognuna delle quali cela al suo interno una caratterizzazione differente, immagini e visioni, che si fanno però intrecciate, distorte, come differenti imput che impattano con lo spettatore. I paesaggi naturali, i corpi degli animali, i volti e gli sguardi dei soggetti riprodotti, tutti protagonisti della riflessione dell’artista sul rapporto tra uomo e natura.
Il risultato di questo approdo, sintesi e risultato del lavoro presentato nei mesi scorsi per “The nature of our presence”, splendido solo show, è un puzzle composito di elementi differenti figli di un approccio dinamico e stimolante. Le caselle, e le immagini al loro interno, si sovrappongono, si intersecano, rappresentano un analogia sul distacco dell’uomo moderno della natura, sull’esigenza di ritrovare un equilibrio tra questi emisferi. Da qui si sviluppa una pittura analoga, quasi frammentata e distorta ed in grado puntualmente di sorprenderci.
Dal titolo “Earth”, per questa sua ultima fatica Freddy Sam raccoglie appieno dagli stimoli del posto, riproducendo una delle persone che così intensamente lo hanno aiutato nella realizzazione dell’opera, e proseguendo nel portare avanti la personale riflessione sul rapporto tra uomo e natura.
Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di scatti con i dettagli e le immagini durante il making of di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo. Enjoy it.

Pics by Megan King via The Artist

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Seikon x David De La Mano x Pablo S. Herrero in Ramleje

13/07/2015

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Ci spostiamo a Ramleje nella Polonia del Nord, è qui si sono dati appuntamento Seikon, David De La Mano e Pablo S. Herrero, per realizzare una nuova pittura che intreccia i differenti e personali approcci stilistici di ciascuno.
Sempre interessante quando, autori differenti per estetica e temi trattati, vanno a miscelare le personali fascinazioni in unico intervento. In questo caso se, David De La Mano e Pablo S. Herrero, spesso hanno avuto modo di lavorare assieme, l’aggiunta di Seikon è una piacevole sorpresa e va ad aggiungere nuove ed interessanti spunti.
Lavorando attraverso una precisa scala tonale, un total black che esalta e definisce ciascuna delle tre differenti ‘fasi’ del grande cerchio, ciascuno degli interprete va a scandire una porzione della figura attraverso la personale ricerca visiva. Il risultato finale è quindi un intervento che unisce l’uomo, uno stimolo analogico ed astratto e la componente naturale, all’interno di un’unica e grande figura, il cerchio.
David De La Mano agisce nella parte superiore della figura. Prosegue la personale riflessione sull’essere umano attraverso la realizzazione di una serie di figure antropomorfe da prima intrecciate a mo’ di grande massa nera, fino ad una maggiore delineazione nelle forme. Attraverso questi iconici personaggi l’interprete si prefigge di raccogliere l’eredità degli aspetti più reconditi dell’uomo moderno. Le fragilità, la malinconia, i lati più oscuri, che giungono qui a plasmare l’aspetto di queste figure. Nella parte centrale c’è lo stacco, Seikon prosegue la sua sintesi astratta andando ad imbastire un nuovo intreccio di linee, giocando con effetti differenti, producendo un impeto percettivo, tra stimoli tridimensionali e di profondità. Ad attraversare infine la totalità dello spazio un segmento acido, fine e diretto posto, come ideale stacco e figlio delle ultime sperimentazioni dell’artista.
Nell’ultima sezione si muove invece Pablo S. Herrero. L’autore Spagnolo prosegue la personale elaborazione a tema naturale andando a sviluppare il consueto intreccio. Come spesso abbiamo avuto modo di vedere, l’artista sviluppa la personale sintesi attraverso una matassa in total black che si rifà agli elementi naturali, in particolare i rami degli alberi, come personale riflessione sul rapporto, natura ed ambiente.
In attesa di vedere un eventuale proseguo, vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

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Lucamaleonte “Grammatica Naturale” at Grauen Studio (Recap)

13/07/2015

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Aperta lo scorso 3 di Luglio, andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Grammatica Naturale” ultima esibizione firmata Lucamaleonte, allestita all’interno degli spazi del Grauen Studio di Monza, ideale conclusione dei lavori realizzati dall’artista per le strade della città.
Con una formula ormai ben collaudata, con gli autori chiamati prima a prendere parte al Recover Project, e poi ospiti dello studio per allestire un corposo show, il Grauen Studio prosegue la sua personale indagine sulla scena Italiana, andando a coinvolgere uno dei nomi di spicco.
Lucamaleonte è il quarto artista a prendere parte ai lavori dello studio di Monza, al progetto realizzato dalla associazione Restart in collaborazione con il comune, e chiude il calendario di questa prima parte dell’anno della galleria.
Come abbiamo avuto il piacere di vedere diverse volte, le produzioni firmate da Lucamaleonte, partono dalla volontà dell’artista di confrontarsi con le personali fascinazioni e, attraverso le stesse, sviluppare un percorso pittorico di riflessione sulla vita moderna, sulla quotidianità e sugli aspetti che caratterizzano l’essere umano. Legato ad un approfondimento spesso legato all’ambiente di lavoro, l’artista si serve di un universo narrativo legato anzitutto alla natura, agli animali ed alle piante, ideali propellenti visivi per scandire le sue intense riflessioni.
Utilizzando questi elementi come principali protagonisti, lasciandosi contaminare dalle immagini dei bestiari medievali e dal una estetica classica, il grande artista plasma una contestualizzazione in grado di impattare profondamente le corde e la sensibilità di chi osserva.
L’esibizione lascia invariati i cardini delle produzioni dell’interprete, spostando al contempo l’attenzione proprio sulla capacità dei soggetti naturali di sostituire le parole, di ergersi a sintesi visiva, di pensieri, spunti e stimoli personali.
Lucamaleonte ama la natura, lo ribadisce più volte l’allestimento proposto. La passione dell’artista altera lo stato d’animo, contamina e disorienta, ci preleva da ciò che ci circonda ed è tangibile per immergerci piuttosto in uno spazio intimo, personale ed immaginato. Un legame che modifica le abitudini, le azioni ed i pensieri. L’esibizione parte dalle sensazioni, dall’emotività che scaturisce dalle fascinazioni dell’autore, per sviluppare un corposo allestimento che sà quasi di diario, di pagine dove appunto le immagini realizzate sostituiscono le parole, espressione diretta dell’immaginario dell’artista. Il confronto passa per piante, per gli insetti, gli uccelli e le tigri, realizzati su carte invecchiate, su tele o su vetro, attraverso la tecnica dello stencil oppure a mano libera, un immersione all’interno dell’anima da naturalista dell’interprete, un viaggio tra le parole e la grammatica estetica tipica delle produzioni dell’interprete.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con le immagini dell’allestimento proposto dal grande artista romano, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata! noi ve l’abbiamo detto!

Grauen Gallery
Via Tofane 1 (lato alzaia Villoresi)
20900 Monza MB

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RUN – New Mural in Newham, London

13/07/2015

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Nuovo aggiornamento per RUN, il grande autore italiano nei giorni scorsi si è spostato a Newham, sobborgo di Londra Est, dove ha terminato di realizzare questa bella ed intensa pittura su questa lunghissima parete, sviluppando temi e spunti inediti.
Con ancora negli occhi l’allestimento proposto dal grande artista all’interno degli spazi della Galleria Varsi di Roma per la sua “L’Uomo con la Coda”, torniamo quindi ad approfondirne il lavoro in strada con un nuovo intervento capace da una parte, di ereditare la tipica estetica del lavoro dell’interprete, dall’altra, di sviluppare temi e riflessioni differenti ed ancora una volta incentrati sull’essere umano.
Proprio l’uomo continua a rappresentare il principale protagonista della narrativa sviluppata da RUN, l’autore sceglie di un piglio figurativo, personale, criptico per certi versi, accompagnando lo spettatore all’interno del personalissimo universo estetico. In questo senso è bene sottolineare come siano i volti e le mani a sviluppare ed imbastire il dialogo con chi osserva. Un dialogo che parte quindi dal corpo, da mezzi espressivi per eccellenza, che viene intensificato qui da un forte senso tonale.
La parete è una lunghissima ‘tela’ di 30 x 2 metri di lunghezza ed altezza. Con uno spazio di questo tipo, il grande autore italiano scegli un confronto d’impatto, lasciando che, i suoi iconici personaggi, vadano a scandire le varie fasi di avvicinamento. Le figure si muovono in direzione della stazione dei treni in costruzione, partono da una bocca aperta per finire in un altra.
Sta tutta in quest’ultima analogia la portata di questa sua ultima fatica. RUN riflette sull’inizio e sulla fine, sulla nascita e la morte, in una interpretazione personale sottile che arriva allo spettatore attraverso il consueto carico riflessivo come sempre legato alle figure rappresentate. L’interprete riflettere sull’uomo moderno, sulla costante velocità con cui percorre la propria vita, ne accompagna lo sviluppo realizzato un paesaggio post-apocalittico, scandito da colori forti, accesi e caldi che danno forme e sostanza ad una città destinata ad esplodere e bruciare. In questo ‘ambiente’ l’uomo viene raffigurato in tutta la sua noncuranza, nella sua continua ricerca e corsa per il proprio posto di lavoro, come se non fosse in grado vivere appieno la propria stessa esistenza.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica firmata dal grande artista italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul suo lavoro. Enjoy it.

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Weekly Overview 2015 – 06.07 to 12.07

12/07/2015

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Andrea Casciu x DissensoCognitivo – New Mural

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Edoardo Tresoldi – New Piece for Roskilde Festival

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Herakut – New Mural in Sankt Pauli, Hamburg

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2501 – Glimpse of America Project (Detroit)

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Zedz – New Mural in Turin

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Simek – New Murals in Piraeus, Greece

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Zio Ziegler – New Murals for Festival PopUp!

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Elian for Memorie Urbane 2015

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Domenico Romeo – New Mural in Lodi

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Col.la.ge II Group Show at Mini Galerie (Recap)

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Fra Biancoshock – “A Signal” in Vilnius, Lithuania

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Pixel Pancho for Memorie Urbane 2015

Andrea Casciu x DissensoCognitivo – New Mural

12/07/2015

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Ci spostiamo a Ravenna, è infatti qui che nei giorni scorsi si sono dati appuntamenti Andrea Casciu e DissensoCognitivo, andando a lavorare insieme su questa porzione di parete e miscelando i rispettivi e differenti immaginari.
Sempre bello vedere come realtà distanti per temi ed estetiche riescano a miscelare alla perfezione i differenti approcci fino a dare vita ad un opere che, nel suo insieme, raccoglie le peculiarità di entrambe le ricerche degli artisti. Quest’ultima fatica firmata dai due talentuosi artista italiani, raccoglie alla perfezione questo stimolo facendo coincidere in un unico lavoro, le divagazioni apocalittiche dell’artista con base a Ravenna con la riflessione sull’uomo tipica della narrativa di Casciu.
Le produzioni firmate da Andrea Casciu si basano su una particolare impronta stilistica. L’idea è quella di una personale rielaborazione del proprio volto, al fine di tracciare con forza una personale riflessione sull’essere umano. Partendo quindi dai propri connotati, l’artista delinea tutto quel grande calderone di impressioni, sensazioni, emozioni e stimoli che caratterizzano la vita umana. Quello che si innesca è un dialogo introspettivo, capace di porre chi osserva a confronto con se stesso, con il proprio subconscio, sull’immagine che diamo di noi, giorno dopo giorno rapportata a quello che davvero siamo.
Il fascino delle produzioni del DissensoCognitivo, sta tutto nella personale narrativa dell’autore. L’artista ha impostato un lavoro in cui assistiamo alla rappresentazione di un malinconico, tetro e sinistro futuro apocalittico. In particolare l’interprete concentra i propri sforzi su una personale elaborazione pittorica – spesso eseguita su piccoli ed arrugginiti cartelloni pubblicitari – in cui ad emergono sono sagome, mostri ed abomini. L’idea è quella di una riflessione sull’epoca attuale attraverso una personale contestualizzazione della deriva dell’essere umano.
Appare chiaro come la collaborazione sia quindi scandita da un parte dall’introspezione tipica della pittura di Andrea Casciu, dall’altra dalla virulenta e violenta analisi portata in dote dall’universo narrativo del DissensoCognitivo. Emerge così un opere continua in cui, uno degli iconici volti del primo, si trasforma gradualmente in un nuovo silente ed agghiacciante mostro.
In attesa di nuovi aggiornamenti da entrambi gli autori, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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INO – “Random Future” New Mural in Athens

12/07/2015

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Ci spostiamo ad Atene in Grecia, è qui che nei giorni scorsi INO ha terminato di realizzare questa nuova pittura direttamente interconnessa con le ultime problematiche che stanno interessando il paese, una nuova riflessione dura, diretta e senza troppi fronzoli.
Lo aspettavamo, con tutta sincerità, aspettavamo un segno da parte del grande autore Greco, uno tra gli artisti più importanti della scena Greca. Attendevamo un nuova riflessione che, come spesso ci ha abituato l’autore, potesse dare un personale lettura di tutto ciò che sta accadendo in Grecia, puntualmente è arrivata.
Ci siamo infatti spesso confrontati con le produzioni di INO, un carico pesante quello dell’artista, capace di veicolare riflessioni, spunti e temi legati all’uomo e più particolare alla società moderna ed alle sue contraddizioni. Attraverso le sue opere l’interprete pone lo spettatore a confronto con temi delicati, scomodi, ponendoci quesiti che inevitabilmente sfociano in una presa di posizione diretta e personale.
A sostegno di questa impalcatura tematica, troviamo un approccio stilistico legato anzitutto ad una pittura dettagliata, rapida nella sua esecuzione, scandita dall’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici, ideale stimolo per veicolare le riflessioni e le tematiche dell’autore. L’artista non ha freni, vincoli o censure, si muove nello spazio, scandisce grandi volti e visioni, spesso legate a figure del passato, in grado di porre in essere un analisi dell’uomo moderno, delle sue debolezze e le sue differenti sfaccettature.
Quest’ultimo lavoro realizzato ad Atene nei giorni scorsi, dal titolo “Random Future” è uno scheggia, è il risultato del particolare momento che sta vivendo la Grecia ed il suo popolo. Le difficoltà sociali, quelle economiche, il referendum per il NO, il bancarotta, ma sopratutto un futuro che, mai come ora, appare incerto. Un paese intero, finanziariamente distrutto dai politici, dove la crisi galoppa, dove le bugie hanno lasciato spazio ala povertà, dove l’incertezza per l’operato del governo mina nuovamente la stabilità, mai come ora il popolo Greco non sà più a cosa credere.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del talentoso artista ellenico, vi lasciamo ad alcuni scatti con tutti i dettagli di questa sua ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

In a country that has been financially destroyed by the politicians, the crisis is rising. After the endless lies, the people don’t know what to believe. Will the handlings of the new government bring a better future or they will totally destroy the country?
Welcome to our random future.

Pics via San

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Canemorto – “Ero a cena con la Cane Morto” Fanzine by Servadio

11/07/2015

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Nuova uscita a sorpresa firmata da Servadio, l’artista italiano presenta “Ero a cena con la Cane Morto”, fanzine con i lavori dei CANEMORTO realizzati durante il breve soggiorno degli artisti presso la residenza dell’eccentrico tatuatore Italiano.
Se metti i CANEMORTO e Servadio in un progetto congiunto, senza ombra di dubbio esce fuori qualcosa di oscuro, corrosivo e dannatamente grezzo. Gli artisti condividono, seppure attraverso stilistiche e tematiche differenti, un immaginario crudo e cruente, figlio di una spiccata sensibilità e soprattutto di una personale elaborazione dell’uomo moderno. Sono elaborati altamente espressivi che si sviluppano attraverso un impulso pittorico puro, legato ad una espressività diretta ed incisiva, capace di impattare profondamente chi osserva. Giungono infatti allo spettatore sotto forma di figure evanescenti, spettrali, malinconiche e tetre, raccolgono l’eredità dei tempi moderni, della violenza degli stessi, trasudando tutto il loro malessere.
La fanzine raccoglie alcuni lavori realizzati dai CANEMORTO durante i mesi di Febbraio e Marzo di quest’anno, una serie di monotypes durante il periodo passato a casa di Servadio.
In formato A5, la fanza esce in edizione limitata con copertina rigida, potete acquistare la vostra copia direttamente sullo store di Servadio QUI, noi ve lo consigliamo caldamente e vi invitiamo a restare sintonizzati, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro del potente trio Italiano.

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Bosoletti – New Mural in Bergamo

11/07/2015

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Nuovo aggiornamento per l’artista Argentino Bosoletti, l’autore nelle scorse settimane si è spostato a Bergamo dove, ospite degli amici di Pigmenti, ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura per le strade della città.
Continuano quindi i progetti dell’interprete nel nostro paese con questa sua ultima pittura realizzata a pochi giorni dal lavoro dipinto ad Avellino (Covered). L’intervento è stato realizzato in concomitanza con la riapertura dell’Accademia Carrara di Bergamo, con l’autore che si è impegnato nel rielaborare uno dei dipinti presenti nella pinacoteca, attraverso il suo iconico approccio stilistico.
Stiamo seguendo con interesse gli sviluppi del lavoro di Bosoletti, proseguendo nell’addentrarci all’interno delle particolarità tematiche e stilistiche peculiari delle produzioni dell’Argentino.
Il confronto con le produzioni dell’artista passa per la volontà dello stesso di porre in essere un dialogo costante e sfaccettato con l’ambiente di lavoro. Le opere quindi sono il risultato di spunti, riflessioni e sentimenti direttamente interconnessi con lo spot, vero e proprio propellente di ciascuna delle sue pitture.
Dal punto di vista prettamente stilistico, l’interprete sceglie di portare avanti una pittura figurativa, andando a rappresentare soggetti umani in cui la donna in particolare, rappresenta la protagonista indiscussa. Attraverso un impulso pittorico votato ad una rappresentazione realistica, l’autore sceglie di approfondire gli aspetti emotivi e personali dell’essere umano, scegliendo di toccare temi spessi legati all’attualità. In questo senso ad affiancare i corpi ed i volti dei suoi soggetti, troviamo la figura del tulipano, elemento naturale, simbolo organico, che diviene per l’artista volano poetico di tutta la sua produzione.
Si sofferma su temi caldi come la crisi economica, spunti legati al sociale ed alla società moderna in generale l’interprete, ponendo infine particolare attenzione sull’aspetto, le pose e la forma dei corpi dei soggetti raffigurati. Mette a nudo l’autore ma lo fa con delicatezza, affidandosi ad immagini poetica, soavi ed in totale equilibrio con l’ambiente circostante.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti sull’artista e sui progetti dell’Associazione Bergamasca.

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Deih – New Murals in Tolosa

10/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Deih, il talento Spagnolo torna al lavoro con una nuova serie di interventi realizzati nei giorni scorsi per le strade di Tolosa in Spagna, portando in dote tutto il consueto e particolare immaginario.
Dopo la grande parete realizzata in occasione dei lavori per il Muralistanbul Festival di quest’anno (Covered), l’artista torna nel suo paese dove si è confrontato con questo grande spazio, concludendo l’esperienza con un piccolo intervento per le viuzze cittadine.
C’è un fascino tutto particolare nelle produzione dell’autore, una narrativa estetica che coinvolge differenti fascinazioni, stimoli e spunti, in grado di definire con sostanza, l’eccentrico universo dell’artista. Deih nella sua miscela stilistica commuta tutte le differenti fascinazioni dando forma e sostanza ad un immaginario vivo, pulsante, fresco.
Intervento dopo intervento, ciascuna delle pittura dell’artista sta definendo sempre di più l’universo narrativo dell’autore. È una mistura composta da stimoli dal mondo dell’illustrazione, da quello dei fumetti, dalla fantascienza in particolare, passando per gli elementi naturali, tutti spunti che plasmano la forma e l’aspetto dei mondi immaginati e soprattutto degli iconici characters che li abitano.
Come spesso accade in questi casi, sono infatti personaggi in vero core centrale dell’opera. Le figure dell’artista sono protagoniste assolute attraverso il loro particolare aspetto, la loro bizzarra forma antropomorfa. Danno vita ad un immaginario oscuro, mistico, sovrannaturale, scandito da una scelta tonale acida, potente nell’impatto e ignota nella forma e nelle differenti declinazione con la quale viene plasmate. Ci raccontano storie, accadimenti impossibili, lontani, quasi ancestrali, in un mondo che non esiste, scandito dalla fantasia, dall’immaginario che cavalca l’onda di universi e pianeti lontani.
Per questa sua ultima fatica Deih si confronta prima con una grande facciata, interessante l’uso delle intermittenze sul volto del grande soggetto e protagonista dell’opera. La nostra attenzione va però sul lavoro di dimensioni ridotte. Qui il Valenciano concentra i propri sforzi plasmando il proprio immaginario verso una personale riflessione sull’attuale società, sull’uso della tecnologia ed in particolare degli smartphone, mezzo di alienazione dei tempi moderni.
In attesa di nuovi aggiornamenti sull’artista, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, stay tuned!

Pics via San

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Christian Riffel – New Mural for Street Alps Festival 2015

10/07/2015

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dello StreetAlps Festival di quest’anno, primo ospite internazionale Poeta aka Christian Riffel che, nei giorni scorsi, ha terminato di realizzare questa nuova e bella pittura.
Dopo i maestri italiani 108 (Covered) e CT (Covered), è un altro interprete astratto a proporre una propria personale pittura all’interno della programmazione della rassegna.
Il lavoro di Christian Riffel è sviluppato attraverso la volontà dell’interprete Argentino di ricerca soluzioni grafiche e stilistiche costantemente differenti, lavorando in un ottica astratta scandita da una forte interpretazione geometrica. Attraverso le sue produzioni l’autore si confronta con una commutazione della forma e di elementi complessi, attraverso una forte spinti tridimensionale.
Partendo quindi da questa principale leva estetica, l’interprete va ad imbastire e concentrare grandi e figure, andando poi a lavorare all’interno delle stesse attraverso un profondo intrecci di elementi e texture. Quelle che emergono sono quindi forme strutturate ma che, al loro interno, celano un ricchezza di dettagli e soprattutto effetti e percezioni differenti.
Lavora attraverso complessi cambi tonali, trasformando ed intrecciando forme differenti, aprendo e chiudendo figure su piani differenti, tra semi cerchi, triangoli, quadrati e figure irregolari. L’idea è quella di una trasformazione attiva dello spazio, della superfice, sviluppando nuove percezioni e differenti dimensioni in grado di mutarne completamene l’impatto finale.
L’opera realizzata per la rassegna s’intitola “Movimiento Incierto” e vede Christian Riffel confrontarsi con un tema importante come la migrazione. Il movimento incerto, rappresentato proprio attraverso una nuova serie di grandi forme intrecciate fra loro, è una intensa analogia dell’identico che spinge le persone a lasciare la propria terra verso paesi sconosciuti.
Nella riflessione dell’artista, emerge l’idea di un nomadismo moderno, interconnesso con le prime civiltà del mondo, dove ognuno è libero di spostarsi e muoversi, dove i paesi, in questo modo, accolgono tradizioni differenti, cambiando in modo netto e sostanziale la propria cultura.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal festival, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, QUI invece, tutti i precedenti lavori fin qui realizzati.

Pics by Livio Ninni

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GORGO Issue – “TENGU” by Barlo (Preview)

10/07/2015

La terza incarnazione di Gorgo Issue è “Tengu”, realizzata in collaborazione con l’artista Italiano Barlo, ed è un viaggio visivo di uno spirito immortale attraverso il ciclo perdizione-illuminazione-redenzione, tipico della tradizione narrativa orientale.

Il folklore, le tradizioni e gli elementi che contraddistinguono la cultura Cinese, hanno profondamente investito l’interprete. Barlo si lascia affascinare, ammaliare ed investire da questi spunti, li fa propri, ne approfondisce gli aspetti tematici, andando a produrre una personale rielaborazione estetica. Approfondendo, le produzioni dell’artista si fanno empatiche, capaci di trascendere dal tempo e dallo spazio, proiettandoci in una riflessione su temi e spunti legati all’esistenza umana. È un nuovo canale espressivo che si rifà alle leggende, alle ambientazioni ed a protagonisti a noi sconosciuti. Si sviluppa attraverso un estetica figlia dell’illustrazione, del mondo dei fumetti, mutata e dirottata prima su parete ed ora su carta, tra maschere, demoni ed animali fantastici in grado più che mai di raccontare l’essere umano, le sue fragilità e le sue differenti sfaccettature.

Questa è la nostra terza uscita annuale, è una riflessione che parte da lontano, si interseca al presente e riflette sul concetto di ciclicità storica, sulla memoria. È un esercizio di contaminazione culturale, dal ‘Tiangou’, il cane divino Cinese, che, assorbito dalla cultura Giapponese, diviene ‘Tengu’, spirito malevolo e guardiano del buddismo, ora oggetto dell’interpretazione dell’autore Italiano.

La fanzine esce in edizione limitata di 50 copie, copertina rigida e patinata da 200gr, e viene accompagnata da una maschera, da piegare, che riprende le fattezze del volto demone orientale, elaborato dall’artista, e proposto anche in copertina.

Disponibile a partire dal prossimo 15 Luglio alle ore 14.00 pm ad un costo di 12 Euro, come sempre sul nostro Medusa Art Shop.

Edoardo Tresoldi – New Piece for Roskilde Festival

10/07/2015

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Tra gli ospiti del Roskilde Festival dell’omonima cittadina Danese, troviamo con piacere il nostro Edoardo Tresoldi, il grande interprete Italiano per il festival ha elaborato due nuove installazioni, scandite dal consueto impulso empatico.
Dopo Reka (Covered) è quindi un altro autore di spessore a varcare le ‘porte’ del festival di musica ed arte di Roskilde.
Attivissimo in queste ultime settimane, l’artista continua ad imbastire un dialogo con lo spettatore od il passante casuale attraverso un magnetismo estetico unico nel suo genere. Le sue installazioni pungono e stimolano le corde più sensibili, trovando posto in tutte quelle sfaccettature emotive che caratterizzano l’uomo. Al tempo stesso è un approccio inedito, personale, introspettivo, stimola ad una analisi interiore catartica, un momento di distacco dalla realtà, dalla parte maggiormente razionale, per un dialogo serrato con noi stessi.
I corpi dell’artista risultano vuoti, puri e trasparenti, scanditi dagli intrecci dei fili, vivono in totale simbiosi con il paesaggio circostante, nascendo dagli stimoli e sviluppandosi in totale equilibrio con lo stesso. Non rappresentano quindi una imposizione allo spettatore, laddove è proprio lo stesso che, attraverso le increspature ed il movimento della rete, estrae la forma e l’aspetto delle figure.
Edoardo Tresoldi guarda all’uomo come protagonista, lavorando tra spazi vuoti e pieni, tracciando forme reali con cui riflettere sulla sua esistenza, sull’ambiente in cui vive, ma soprattutto sui sentimenti e sulle emozioni che trascendono la fisicità, lo spazio ed il tempo. In particolare l’artista sottolinea l’incessante senso di isolamento che, la società moderna, continua a trasmetterci. Un mondo scandito da una velocità impressionante, dai social network, da un quotidiano senso di fragilità ed abbandono. Ci spinge ad osservare, ad alzare la testa e vedere ciò che ci circonda, a sentire le nostre percezioni e le nostre emozioni interiori.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima progetto firmato dall’autore, mettevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Fabiano Caputo

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Reka – New Mural for Roskilde Festival

09/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Reka, l’artista Australiano con base a Berlino ha da poco terminato di realizzare questa nuova serie di interventi a Roskilde in Danimarca in occasione dei lavori pe l’omonimo festival di musica ed arte.
Dopo la serie di interventi realizzati a Milano nelle scorse settimane, culminati con l’apertura di “Olympus” all’interno degli spazi della AvantGarden Gallery di Milano, Reka torna quindi in strada andando a realizzare questa bella serie di pitture su alcune pareti messe a disposizione per la rassegna danese.
Quest’ultima fatica ci offre anzitutto l’opportunità di osservare da vicino l’evoluzione stilistica dell’autore in questi anni. Confrontando infatti quelli che sono gli interventi realizzati sempre qui due anni fa (Covered) abbiamo l’opportunità di osservare da vicino la crescita e la maturità estetica raggiunta dall’interprete. Le figure appaiono anzitutto più separate, ma sono soprattutto gli elementi e le configurazioni interne a cambiare. È infatti innegabile come le forme dell’artista abbiano subito una maggiore sintesi, laddove, le linee che ne attraversavano e scandivano le parti, sono state del tutto eliminate in favore di una contrapposizione che passa a tutt’oggi, si sviluppa per mezzo di intrecci tra elementi e figure differenti. La matassa cromatica che abbiamo imparato ad apprezzare è quindi l’ideale risultato di una sperimentazione continua. Le stesse forme, come i volti, le mani, i corpi, che così fortemente e da sempre scandiscono l’opera dell’artista, si sono fatti mano a mano più sintetici, meno definiti, alimentando il senso di groviglio organico e spontaneità. Ultima nota per i colori, ora decisamente più caldi, meno crudi, e soprattutto dosati attraverso un intelligente utilizzo di tonalità divergenti, in modo da definire al meglio l’aspetto e la sostanza delle figure rappresentante.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima doppia fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete. Enjoy it.

Pics via San

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Sepe – New Mural in Wołczyn

09/07/2015

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Prosegue l’ottimo periodo di Sepe, il talento Polacco ha da poco terminato di realizzare un nuova pittura, ancora una volta all’interno di un vecchio edificio abbandonato questa volta a Wołczyn, continuando ad alimentare il suo ultimo filone narrativo.
Con l’avvento di “The Golden Age Of Grotesque”, esibizione aperta dall’artista all’interno degli spazi della Lawrence Alikin Gallery di Londra, di cui presto vi faremo vedere l’allestimento, Sepe ha massicciamente spostato la propria attenzione verso stimoli e impulsi tematici differenti. Ci siamo infatti spesso confrontati con le produzioni dell’artista, sottolineando come la particolare pittura sia sempre stata legata ad una rappresentazione figurativa mai fine a se stessa. I soggetti dell’autore, cupi, malinconici, sorretti da una estetica fortemente influenzata dal fumetto e dall’illustrazione, hanno rappresentato lo spettro dell’esistenza umana. Nel loro aspetto così corrotto ed irregolare, hanno saputo tracciare una riflessione sui vizi e sulle problematiche che, in particolar modo, rappresentano i problemi dei paesi dell’Est Europa. Ora, con questo nuovi filone, l’autore scava maggiormente affondo.
Continuando a lavorare attraverso un sintesi estetica tra astratto e figurativo, l’operato dell’artista si concentra ora maggiormente sull’individuo, su come la società moderna ne abbia irrimediabilmente corrotto l’animo, andando in particolare a sottolineare l’inesistenza e l’inefficacia dell’individualità. Tutte le fragilità, l’esistenza tormentata, le paure infine, dell’essere umano vengono ora proiettate attraverso una commutazione dell’aspetto stesso dei suoi iconici personaggi, appaiono maschere di pagliacci, volti più vicini a scheletri, come se fossero scavati da profondi solchi emotivi, ideale e personale analogia dell’uomo moderno.
Questo cambio repentino porta con se una maggiore enfasi pittorica, con i corpi che si fanno meno distinti, un approccio maggiormente pittorico, ricco di colori, non più quindi legato ad una unica a principale tonalità. L’artista prosegue il suo racconto con “And We Left All Our Cares Behind”, ultima produzione realizzata all’interno della consueta ambientazione industriale, tra grandi pareti erose dal tempo, muffe e ciottoli, prendono vita nuovi spettri, nuovi connotati su cui riflettere e confrontarsi.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Herakut – New Mural in Sankt Pauli, Hamburg

09/07/2015

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Nuovo aggiornamento per gli Herakut, il duo tedesco si è spostato ad Amburgo, nel quartiere di Sankt Pauli dove nei giorni scorsi ha avuto modo di dipingere questa lunga parete andando a catalizzare il consueto immaginario.
Ci siamo spesso confrontati con le produzioni del duo teutonico, sempre coinvolti nella particolare enfasi tematica e riflessiva che da sempre ne caratterizza il lavoro in strada. Elemento portate infatti dell’esperienza maturata dagli interpreti, è la loro volontà di sviluppare opera profondamente connesse con pensieri, stimoli e riflessioni importanti. In questo senso non stupisce quindi la volontà degli interpreti di spostarsi verso zone difficili, ambienti complessi dal punto di vista sociale, spesso in zone di guerra, andando a collaborare con la gente del posto, offrire loro un momento di pace attraverso la pittura e di riflesso, a chi come noi segue le loro peripezie in giro per il globo, un istante di riflessione intensa.
Con uno spirito attivo e positivo, gli artisti si inseriscono all’interno di un determinato contesto raccogliendo appieno dalle personali esperienze estetiche, unendole in un unico filone, scandito si dai loro iconici personaggi, ma al tempo stesso da due duplicità estetica unica. I characters degli interpreti vengono tratteggiati attraverso una forte premura per il dettagli, elementi iperrealistici, come gli occhi ad esempio, catturano lo spettatore, passando per una rimarcata sinuosità nell’aspetto e nella forma complessiva dei corpi. Hera ed Akut scelgono una pittura figurativa personale, accompagnano il loro operato attraverso una forte presenza testuale, spesso legata al titolo dell’intervento, entrando in connessione con chi osserva attraverso una forte e rimarcata sensibilità, nell’aspetto dei loro personaggi, ma soprattutto attraverso i temi e gli spunti trattati.
Dal titolo “Some People Think Of Dreams As A Waste Of Time. We Have A Different Tradition” quest’ultima fatica degli Herakut raccoglie appieno l’incidenza e la tipicità narrativa degli artisti. Gli autori riflettono qui sul valore e sulla forza dei sogni, sulle tradizioni tramandate attraverso la famiglia, in particolare quella calcistica.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro il racconto della realizzazione di questa pittura attraverso le immagini del making of, dateci un occhiata, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

Pics by Petite Poulet, Miroslav Menschenkind & Falk Lehmann

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2501 – Glimpse of America Project (Detroit)

09/07/2015

Nuovo aggiornamento per 2501, l’autore italiano è partito alla volta degli States dove, in queste settimane, realizzerà una serie di nuovi lavori per Glimpse of America, progetto realizzato in collaborazione con All City Canvas e che vedrà l’artista toccare diverse località e zone degli Stati Uniti.
Nell’ambito del progetto, dal 15 di Giugno fino al 24 di Luglio, 2501 attraverserà Miami, New Orleans, Atlanta, Baltimora, Philadelphia, New York, Rochester, Detroit, Chicago, Las Vegas e molti parchi nazionali e deserti. Dopo i lavori coincisi con “Nomadic Experiments”, il grande artista italiano si lancia quindi in una nuova impresa con l’idea di riflettere sugli aspetti differenti e contraddittori della relazione tra spazio collettivo e vita che scorre, si adatta, si trasforma all’interno dello stesso. Il paesaggio degli Stati Uniti in questo senso offre il perfetto connubio tra architetture urbane e paesaggio naturale, sfondo della vita quotidiana dei suoi abitanti, ma al tempo stesso ambiente vivo ed animato. Appare chiaro come lo spirito del progetto sia quello di porre in essere, attraverso la pittura murale, una riflessione, attraverso la quale città ed il territorio vengono visti come un organismo vivente a quattro dimensioni, un sorta di labirinto tra spazio e tempo. L’interprete parte da questi concetti, spostandosi da un ambiente ad un altro, sperimentando nuove dinamiche estetiche, attraverso metodi e strumenti in grado di tracciare mondi, superfici, terre e città in movimento.
Infine questa tappa di Detroit è parte del progetto a più ampio respiro, “Dynamic influences” che vede l’artista stimolato nel proprio operato, dall’interazione tra pittura murale e le ombre che si propagano sulla superficie della pareti a disposizione.
Nella città dei motori, 2501, supportato dai ragazzi di 1xRUN, il grande artista italiano trasforma completamente l’aspetto di questa grande struttura architettonica. Il principio alla base di questa nuova pittura è quella di proporre una serie di grandi forme irregolare, scandendo, dividendo e modificando la percezione dello spazio fisico della superficie. Gli elementi proposti, come sempre scanditi dal moto sinuoso delle linee nere e dai dettagli color oro, vanno ad intrecciarsi con le particolarità architettoniche della struttura, generano effetti di profondità e tridimensionalità, calandoci all’interno di un percorso in cui l’ambiente si piega alla pittura, trasformandosi e intrecciandosi con la stessa.
In attesa di nuovi aggiornamenti sugli spostamenti dell’artista, potete seguire la diretta QUI, vi lasciamo ad una bella serie di scatti di questa sua ultima fatica ed al short video di presentazione di questa tappa, dateci un occhiata e restate sintonizzati, continueremo infatti a seguire gli sviluppi del progetto.

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Zedz – New Mural in Turin

09/07/2015

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In occasione dell’apertura di “Tokyo to Torino” ultima esibizione all’interno degli spazi della Square23 Gallery, il grande Zedz ha terminato di realizzare una nuova pittura direttamente sulla facciata esterna del Teatro Colosseo di Torino.
Il lavoro dell’interprete olandese parte da lontano, dal personale percorso in strada, dai graffiti negli anni ‘80 e dal lettering che, come spesso accade in questi casi, si intreccia con i personali studi accademici. Dalla strada agli studi presso la Gerrit Rietveld Art Academy di Amsterdam, il successivo lavoro come artista e designer indipendente, ne hanno stimolato il lavoro attraverso oggetti tridimensionali ed astratti. L’impulso parte dalla volontà di intrecciare le sue differenti fascinazioni e gli studi personali, abbattendo i confini tra design, lettering e graffiti, unificando in un unico percorso stilistico l’architettura, il design, l’arte pubblica, i graffiti, differenti discipline, tutte facilmente riscontrabili, nell’amalgama estetica portata avanti dall’autore.
Elemento distintivo delle produzioni firmate da Zedz, sta tutto nella personale estetica e ricerca sviluppata dall’autore in questi anni. Partendo da un personale studio sulla lettera, l’artista ha poi intensificato i propri sforzi verso un moto tridimensionale legato ad una staticità e soprattutto ad una visione ‘ortogonale’ delle forme e soprattutto delle geometrie che generano le lettere. Raccogliendo l’eredità stilistica dal disegno tecnico industriale, ciascuna delle lettere viene poi sviluppata come se si trattasse di una struttura architettonica, traducendo poi questa sintesi su differenti metodologie e piani artistici. Dalle grandi ed abitabili installazioni, passando per le immagini, arrivando infine ai modelli tridimensionali sviluppati su carta, legno ed altri materiali.
Lo show aperto lo scorso 2 Luglio, rappresenta un istantanea sul particolare momento della ricerca dell’autore. Al tempo stesso rappresenta un omaggio alle sue due case, il Giappone e l’Italia. Nelle opere presentate abbiamo l’opportunità di immergerci all’interno del particolare universo estetico dell’autore.
Zedz incalza lo spettatore attraverso i suoi ‘studi’, così ama definire i suoi lavori, definendo un universo dove linee e campionature a più dimensioni vanno a formare volumi, si intrecciano e sovrappongono attraverso effetti di trasparenza, giochi prospettici. Gli elementi risultano precisi, netti, tra forme, linee sottoli o spesse, per un impulso visivo che inevitabilmente rimanda ad un immaginario futuristico, evoluzione diretta della ricerca sul lettering.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura ed alcune immagini durante le fasi del making of del progetto, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni un bel recap sullo show ad attendervi.

Square23 Gallery
Via S. Massimo, 45
10123 Torino

Pics by Livio Ninni

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Faith47 – New Mural in Manhattan, New York

08/07/2015

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Invitata dai ragazzi del The Lisa Project, ecco l’ultimo intervento firmato da Faith47, l’autrice Sudafricana nei giorni scorsi è intervenuta su questa grande parete a Manhattan, New York andando a realizzare una delle sue iconiche figure.
Un bel periodo questo per l’artista Africana, giorni intensi scanditi da un bel numero di nuovi interventi che, quasi ogni settimana, l’autrice sta realizzando in giro per gli States. Per noi è quindi l’opportunità di continuare ad approfondirne l’operato attraverso nuove ed inedite pitture ben in grado di raccogliere appieno le peculiarità stilistiche e tematiche del suo lavoro.
Elemento portante nelle pitture dell’artista è la capacità delle immagini realizzate di suggerire e stimolare un senso viscerale, metafisico, un confronto che passa per temi e stimoli profondi. Lavorando attraverso un estetica pittorica delicata, l’interprete dà forma e sostanza ad un pittura quanto mai capace di stuzzicare sentimenti e sensazioni oniriche.
Faith47 sceglie di rivolgere le proprie attenzioni verso il mondo animale, tracciando una personale riflessione sul rapporto tra quest’ultimo e l’essere umano, oppure cambiando passo e rivolgendosi alla figura della donna come unica protagonista. Questo continuo balzo da un tema all’altro permette all’interprete di approfondire temi differenti. Se nel primo caso gli animali, nella loro eleganza, nella loro intrinseca forza, vengono veicolati come propellente per una riflessione sull’essere umano, nel secondo la figura della donna, ne rappresenta l’aspetto più fragile, emotivo e sfaccettato, segnando quindi la volontà dell’artista di approfondire aspetti e dinamiche eterogenei.
Il forte senso di spiritualità che pervade i corpi dei soggetti rappresentati, viene quindi combinato con una forte e rilevante tematica pittorica. Assistiamo ad una personale elaborazione di sentimenti e stati d’animo, una danza scandita da colori tenui in totale armonia con lo spazio di lavoro, da dettagli e soprattutto corposi effetti di luce ed ombra.
Quest’ultima fatica vede Faith47 dialogare profondamente con la particolare superficie di lavoro. Intrecciando i corpi di questi due animali direttamente nello spazio e celando i volti degli stessi all’interno delle due gradi finestre poste nella parte superiore della struttura.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal tour Statunitense dell’artista, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via San

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OX – New Piece in Lille, France

08/07/2015

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Dopo parecchie settimane di silenzio, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di OX, il grande autore Francese nei giorni scorsi è infatti tornato in strada andando a realizzare questo nuovo intervento a Lille in Francia.
C’è una fortissima inventiva che attraversa e trasuda da ogni singola produzione firmata dal Francese, uno spirito di interazione con lo spazio urbano del tutto genuino, inedito e capace puntualmente di lasciarci sorpresi, curiosi e divertiti. Il valore delle produzioni firmate da OX sta tutto nella capacità dell’autore di intrecciare così fortemente il proprio operato con lo spazio urbano, esaltarne le caratteristiche e veicolare nuovi impulsi.
Le produzioni del Francese prendono vita all’interno della bacheche per gli annunci pubblicitari, proprio la posizione delle stesse, ciò che le circonda va ad influire sul processo e soprattutto sul risultato finale. L’artista osserva scruta e raccoglie gli stimoli e gli spunti del paesaggio circostante facendo dialogare questa superfice asettica, votata al consumismo, ad un messaggio pubblicitario vacuo e povero, con ciò che la circonda. Rivolgendo l’attenzione a questi spazi, l’artista innesca due effetti differenti.
In primo luogo la nuova visione degli spazi va a riequilibrare l’ambiente. Spesso infatti gli interventi riprendono parte del tessuto, degli elementi presenti all’interno dello stesso, come se queste piccole finestre venissero di fatto eliminate dalla vista. Si tratta di una negazione dello spazio pubblicitario che, piuttosto che catturare l’attenzione attraverso il suo intrinseco valore comunicativo, staccandosi quindi dal contesto, viene qui di nuovo inserito nello stesso. In modo analogo l’autore utilizzo questi stacchi, queste fratture cognitive poste all’interno della città, per spostare l’attenzione verso elementi, stimoli e spunti del tutto nuovi, prendendosi gioco delle percezioni di chi osserva , ribaltando l’equilibrio dell’ambiente urbano, lasciandoci un sorriso.
Quest’ultima fatica di OX eredita appieno la particolare matrice estetica che da sempre caratterizza le produzioni del Francese. È interessante notare come qui l’autore scelga di lavorare in forte simbiosi con l’ambiente cosicché lo spazio pubblicitario, posto proprio di fronte a questa grande costruzione, venga trasformato in parte della stessa, andando a riprenderne il motivo e la texture della superficie. Pollice in su.
In attesa di nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, alcuni scatti con il dettagli di questo suo ultimo lavoro ad attendervi dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Simek – New Murals in Piraeus, Greece

08/07/2015

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Nuovo aggiornamento per Simek, il grande artista Greco nei giorni scorsi si è spostato a Piraeus in Grecia dove, all’interno di un vecchio edificio abbandonato, ha avuto modo di realizzare una nuova ed intensa serie di pittura portando avanti la personale estetica stilistica.
Questi ultimi mesi sono stati segnati dalla volontà dell’autore Greco di portare anzitutto avanti una bella serie di collaborazioni, ma sopratutto dalla volontà di non rimanere ancorato ad una direzione stilistica, quanto piuttosto costantemente variare e ricercare nuovi ed interessanti spunti personali. La ricerca continua ha quindi dato frutto ad una maturazione importante, un cambio sostanziale nel personale alfabeto visivo dell’interprete.
Metà esatta dei Blaqk, Simek si è concentrato sugli elementi cardine delle sue forme astratte, sulla essenzialità e pulizia visiva della sua ricerca, esaltando quindi un spirito geometrico così come la grande simmetria che da sempre ne accompagna lo sviluppo. Partendo come sempre da una decostruzione e costruzione di forme ed elementi geometrici, l’autore ha imbastito un dialogo intenso con gli spazi di lavoro, ha sperimentato nuove ed efficaci tonalità, staccandosi quindi dal binomio bianco e nero, sviluppando elementi opposti e contrari, unificandoli in un unica grande figura specualre, giocando con la tridimensionalità e profondità, con l’intrecciarsi di forme e figure. Giungendo infine qui, ad un approccio più concentrato, ultimo step della sua ricerca.
Come vediamo in questa nuova infornata di opera, realizzata come sempre all’interno di spazi abbandonati, vero e proprio habitat delle figure dell’autore. Simek, sceglie qui di partire da una figure geometrica e di lavorare all’interno della stessa attraverso la generazione di forme e figure ripetute. Giocando come sempre con le nostre percezioni, l’interprete agisce nello spazio attraverso differenti modalità. Utilizzando unicamente il bianco ed il nero, l’autore parte da una figura quadrata, all’interno della stessa vediamo suggerite due forme speculari che, nel punto centrale della grande forma, vengono ribaltate attraverso una disallineamento. La frattura da una parte suggerisce l’effettiva silhouette dell’intreccio geometrico, dall’altra ne ribalta la direzione. Il risultato è una nuova ed efficace direzione che accogliamo più che positivamente, in particolare l’intervento in total black, scandito da una fortissima interazione con la superficie, con la grande macchia d’intonaco che suggerisce la forma, e con la figura centrale che ne sedimenta l’aspetto. Well done!
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica firmata dall’autore, dateci un occhiata e restate sintonizzati sul Gorgo, presto infatti, nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista. Enjoy it.

Pics by The Artist

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Zio Ziegler – New Murals for Festival PopUp!

08/07/2015

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Tra gli ospiti internazionali di spessore di questa edizione del Festival PopUp!, troviamo con piacere Zio Ziegler, l’autore Statunitense ha avuto modo di cambiare l’aspetto di alcuni degli edifici della dismessa cava Mancini in provincia di Ancona.
Le opere della rassegna curata da MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee, ci stanno accompagnando alla scoperta del territorio dei Colli Esini Frassasi. Idea alla base del progetto è quella di connettere gli autori con le bellezze paesaggistiche e naturali del luogo, con l’ambiente circostante, stimolando un dialogo attraverso il quale raccontare il territorio.
Il doppio intervento realizzato dal campione di San Francisco all’interno del sito della Cava Mancini è il primo progetto outdoor che vede l’interprete coinvolto. A distanza quindi da “Et in Arte Ego” show allestito all’interno degli spazi della Antonio Colombo Gallery di Milano ad Aprile 2014, abbiamo finalmente l’opportunità di osservare l’artista al lavoro su parete.
Il lavoro in studio e quello in strada, prima distanti e separati, sempre più stanno scandendo la particolare miscela estetica delle opere di Zio Ziegler. L’intrecciarsi di queste due differenti stimoli pittorici dove, il primo, è sempre stato legato ad un uso massiccio del colore e da una raffigurazione maggiormente legata alla figura umana. L’approccio in strada invece è sempre stato sviluppato attraverso la realizzazione di imponenti ed irregolari figure antropomorfe scandite da dettagli in total black.
In entrambi i casi l’approccio di Ziegler si fa notare per una personale rappresentazione figurativa che negli ultimi tempi ha raggiunto la sua piena maturità estetica. Il colore, dapprima totalmente precluso nelle produzioni in strada, si è sempre di più inserito nel personale processo produttivo, diventando infine strumento e propellente all’interno del quale trovano spazio i suoi iconici characters.
Proprio i personaggi continuano a rappresentare l’anima viva delle opere di Zio Ziegler, si tratta di figure zoomorfe, irregolari, più animali che umani. Ma è nel dettagli che risiede lo stimolo delle produzioni dell’artista. Le figure, tutti gli elementi che compongono le sue opere, vengono scanditi da textures, linee, forme ed elementi differenti. Si tratta di un intenso groviglio grafico che simula un senso di crudezza, di arcaico e mitologico.
Per la rassegna l’autore esibisce tutto il suo consueto immaginario, prima trasformando completamente l’intera superfice verticale di questa costruzione, in seguito andando ad elaborare una delle sue peculiari figure sciolte su questa porzione di parete.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro realizzato dall’autore, dateci un occhiata e se vi siete persi qualcosa, nella nostra apposita sezione, tutti gli interventi fin qui visti.

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Elian for Memorie Urbane 2015

08/07/2015

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Ci spostiamo a Gaeta, epicentro dell’ottimo Memorie Urbane Festival, a scendere in strada è il grande autore Argentino Elian che ha da poco terminato di realizzare questa intensa pittura, ultimo intervento prima della pausa estiva della rassegna.
Il confronto con le produzioni firmate dal talento Argentino passa per uno spirito astratto fortemente intrecciato con quelli che sono gli elementi vivi ed attivi dell’ambiente di lavoro. Uno degli aspetti che abbiamo sempre sottolineato nelle produzioni di Elian è la capacità dello stesso di entrare in simbiosi con lo spot, con tutti quegli elementi architettonici e naturali che caratterizzano un determinato spazio. Si rivolge ad essi l’interprete, scandendo il proprio operato in totale armonia, oppure inserendosi nello stesso e spezzandone l’equilibrio intrinseco, lavorando attraverso una precisa e scala cromatica. Il colore rappresenta in questo senso strumento performante, incisione dello spazio in grado di mutare e trasformarne l’impatto, ecco la magia.
L’autore Argentino servendosi di una precisa scala tonale dà forma e sostanza ad elementi ed intrecci astratti, ne plasma la forma, una volta più incisiva, un’altra maggiormente delicata, nuovamente più gestuale, arrivando a comporre un puzzle armonico di figure intersecate tra loro atte a dialogare con la superficie e di conseguenza con lo spettatore.
L’intervento realizzato per la rassegna raccoglie nuovamente questi spunti immettendo una delle tipiche pittura dell’artista. Elian gioca qui con lo spazio lavorando attraverso livello cognitivi differenti ed interrompendo in questo senso la linearità dimensionale della parete. La matassa di forme astratte è qui scandita da un moto come sempre irregolare, forme frastagliate in forte opposizione con il rettangolo diretto ed preciso posto al centro dell’opera. È proprio quest’ultimo ad emergere, staccandosi dalla superficie e proiettando su di se tutta l’attenzione, sugli elementi che al suo interno si intrecciano, mutando la personalità e il rapporto con l’ambiente circostante.
Ad accompagnare le nostre parole, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, prossimo appuntamento con il festival a Settembre. Stay tuned.

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Pics by Flavia Fiengo

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Alex Chinneck – New Installation in London

07/07/2015

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Ci spostiamo a Londra per andare a dare un occhiata all’ultima fatica firmata da Alex Chinneck, l’artista Inglese presenta “Take my lightning but don’t steal my thunder”, massiccia installazione dove un enorme architettura viene letteralmente sezionata in due parti sospese.
Quasi per caso ci siamo avvicinati al lavoro di Alex Chinneck, una di quelle scoperte che lasciano a bocca aperta e che ha saputo particolarmente scuoterci. L’autore osserva la città facendo propri gli elementi architettonici, non si tratta di una sottrazione quanto piuttosto di una addizione che passa inevitabilmente per la trasformazione dello spazio cittadino attraverso elementi, forme e figure direttamente appartenenti allo stesso. Particolarità dell’artista è quella però, a differenza di altri autori di questo tipo, di portare avanti un lavoro incentrato direttamente sulla casa, sulle strutture urbane che divengono protagoniste di una commutazione forte e radicale.
Le tipiche architetture inglese vengono quindi scomposte, trasformate e riarrangiate attraverso un impulso materico e che, specialmente per questo motivo, ne sottolinea a realisticità sebbene si tratta di impulsi e commutazioni del tutto impossibili.
L’impossibile appare essere il principale impulso di questa sua ultima fatica. Realizzata verso la fine dello scorso anno direttamente presso l’iconico mercato di Covent Garden a Londra, l’installazione sviluppata da Chinneck è una costruzione apparentemente fluttuante in aria, con le fondamenta sganciate, una frattura assurda ed impossibile.
Ben 2500 ore in strada con il lavoro di oltre 100 collaboratori, consulenti di architettura, costruttori in acciaio, falegnami, intagliatori, muratori, consulenti di architettura ed ingegneri strutturali, in aggiunta a pittori di scenario, costruttori di set cinematografici, un robot, 14 tonnellate di acciaio, 1 di vernice e 4 di contrappeso. Numeri che ben rendono l’idea dell’epicità dell’intervento.
Alex Chinneck per questa sua ultima follia lavora creando un illusione, un concentrato di discipline differenti, fino a creare il grande squarcio che letteralmente investe tutta la struttura. L’opera è stata possibile grazie all’impiego del filcor, particolare ed innovativo materiale – si tratta di un polistirolo espanso – che permette una forte malleabilità e trasformazioni fisica.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Inglese.

Pics by Jeff Moore

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SeaCreative – New Mural in Civitanova Marche

07/07/2015

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Nuovo aggiornamento per SeaCreative, l’artista italiano nei giorni scorsi si trovava a Civitanova Marche dove, in occasione dell’apertura dello esibizione culmine del progetto Vedo A Colori, ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intesa pittura.
Il confronto con le produzioni si SeaCreative passa per la volontà dell’autore di tracciare un solco, profondo, personale e caratteristico, con il quale definire e raccontare le differenti sfaccettature dell’essere umano. Nella narrativa, prima che nell’estetica, dell’artista non vi è una traccia politica, sociale od economica, non è presente quindi uno stimolo critico, quanto piuttosto la volontà di approfondire, di portare avanti una personale ricerca antropologica che, raccogliendo dal quotidiano, dalla vita di tutti i giorni, ben riesce a porsi in modo empatico con lo spettatore od il passante casuale. È quindi importante sottolineare come gli iconici personaggi dell’artista, diventino il propellente ideale di questo scambio.
Le figure dell’artista rappresentano una personale lettura dell’uomo, in particolare vanno a soffermarsi su quegli aspetti personali, reconditi, sulle sensazioni e sugli stati d’animo che, nel corso della vita di ognuno di noi, si susseguono senza sosta. L’abilità dei characters raffigurati, è quindi quella di porsi come ideale rievocazione di istanti ed emozioni passate e vissute, andando al tempo stesso a legarsi in modo egregio con l’ambiente e lo spazio circostante. Raccogliendo stimoli, impulsi legati al momento, SeaCreative traccia i volti di questi personaggi, dà loro un senso emotivo, riuscendo a trasmettere le paure, le angosce e tutta quella grande miscela che caratterizza l’essere umano.
Si innesca un dialogo diceva, chi osserva si trova a confrontarsi ed a rievocare le personali sensazioni, tocca le corde più sensibili l’artista e lo fa attraverso le espressioni corrucciate, i sorrisi sbiechi e quasi spenti dei suoi soggetti, trapassando in modo empatico chiunque li osservi.
Per questa sua ultima fatica SeaCreative prosegue nel portare avanti la peculiare estetica e tematica artistica. Al lavoro su questa piccola parete, l’interprete ancora una volta – dopo la precedente pittura realizzata per il progetto curato e portato avanti da Giulio Vesprini (Covered) – sceglie di affidarsi ad una tematica legata al mare.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista italiano, vi invitiamo a dare un occhiata alla bella serie di scatti con i dettagli e le fasi del making of di quest’ultima pittura, è tutto dopo il salto, scrolla giù! Enjoy it.

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M-City – New Mural in Moscow

07/07/2015

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Ci spostiamo a Mosca, qui in occasione dei lavori per l’Outline Festival, ritroviamo a distanza di qualche settimana M-City, il campione Polacco torna in strada con una nuova ed inedita composizione delle sue, portando in dote il consueto immaginario.
Prosegue anche qui il bel periodo dell’autore Polacco, l’interprete continua a portare avanti la particolare estetica servendosi di spunti e stimoli di volta in volta differenti. È innegabile come M-City negli ultimi anni abbia saputo dare nuova linfa al proprio percorso in strada, aggiungendo e sottraendo elementi differenti all’interno di un processo rimasto fedele allo stencil. La sintesi dell’interprete si è mano a mano vincolata ad una massiccia presenza di dettagli, ad una complessità ed ad un intreccio visivo maggiormente rimarcati. Se da una parte abbiamo assistito ad una generazione e distorsione delle forme e degli elementi espressi, al tempo stesso siamo stati positivamente colpiti dalla volontà dell’artisti di utilizzare tonalità differenti, passando infine per una estetica finalmente matura e molto personale.
Nell’idea dell’autore c’è infatti la volontà di tracciare una personale spaccato, un percorso di trasformazione estetica dove, gli elementi della città vengono raccolti e rielaborati attraverso un piglio materico e soggetto ad forte e rimarcata geometria. Lavorando quindi attraverso le personali fascinazioni, intrecciando gli studi accademici di architettura, gli oggetti ed i protagonisti dell’ambiente cittadino, divengono parte stessa di forme e figure differenti. Emergono grandi moduli, forme lineari, dirette ed incisive, bianchi e neri interrotti da contrasti cromatici, che definiscono l’essenza stessa e l’energia cinetica di questa grandi rappresentazioni.
Per il festival russo M-City, dopo le recenti sperimentazioni in patria, torna a lavorare attraverso un modus operandi maggiormente canonico. La grande figura, chiaramente ispirata a quella di un pesce, diviene meccanica ed accoglie al suo interno elementi differenti, ingranaggi e forme industriali che ne compongono l’aspetto e la sostanza.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics via Sosm

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Domenico Romeo – New Mural in Lodi

07/07/2015

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A distanza di parecchio tempo, torniamo ad approfondire il lavoro di Domenico Romeo, l’autore Italiano nei giorni scorsi si è spostato a Lodi dove, all’interno di una vecchia fabbrica abbandonata, ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Il gesto come canale visivo, la calligrafia come strumento unico di propagazione di un idea, uno stimolo, uno spunto, il tutto scandito da un alfabeto personale, criptico, chiuso, non possibile da scardinare e che inevitabilmente giunge a chi osserva attraverso percezioni e stimoli soggettivi. Il confronto con le produzioni di Domenico Romeo è un sintomo, un sintomo degli aspetti estetici delle sue linee sinuose, delle figure e degli elementi che si intrecciano ed intersecano su parete, un flusso gestuale che avvolge lo spazio fino a comporre una trama criptica, oscura e fascinosa.
Con “Dialogo Interotto”, questo il titolo dell’ultimo lavoro di Domenico Romeo, l’autore si confronto con lo spazio abbandonato, con superfici ruvide, massacrate dal tempo e dagli agenti naturali, intrecciando questi elementi con un approccio maggiormente spontaneo.
In questo senso l’opera parte da una sperimentazione sul gesto che si fa forma, la parole che diviene sintesi dell’inconscio in un approccio in divenire. Volontà dell’artista è quella di sviluppare un dialogo ed un legame forte con l’ambiente di lavoro, l’idea di lasciare inalterate le peculiarità della superficie. Tutte quelle imperfezioni, tutti quegli elementi di distruzione e di alterazione della parete, divengono parte stessa e fondamentale del risultato finale. I segni dell’autore vanno quindi ad inserirsi in una sorta di dialogo continuo, una discussione accesa che di colpo viene interrotta dall’enorme buco che spezza la linearità della parete. Si tratta di uno stacco violento, un silenzio scandito dalla cavità imperfetta, alienante, posto nel punto stesso dove il dialogo ha raggiunto il suo picco, poco prima di scendere di intensità.
L’opera stimola differenti punti di analisi ed interazione, l’orizzonte – scandito da una differente tonalità su parete – che divide i due percorsi, ad esempio, così come la volontà di agire attraverso due distinti percorsi gestuali. La pittura è infatti impostata per avere due differenti intrecci. Il primo scandito da una massa nera e da forme certamente più grandi. Il secondo, sviluppato con una matrice tonale bianca, più intenso, maggiormente intrecciato e catartico. Il primo è un urlo, un dialogo come detto, scandito da un tratto spesso ed arioso su fondo chiaro, ciò che viene espresso. Il secondo è l’intreccio della mente, dei pensieri, delle sensazioni e delle emotività, una trama fitta ed ingarbugliata che si sedimenta nell’inconscio scuro ed ignoto.
Ad accompagnare le nostre parole, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima realizzazione, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Ozmo – “Minotauro” New Mural in Chivasso

07/07/2015

Proseguono i lavoro per l’Urban Art Field Project di Chivasso, seconda pittura per il grande Ozmo che nei giorni scorsi ha terminato di realizzare questa nuova e potente pittura direttamente sulla facciata esterna della Biblioteca MOME, portando in dote un nuova ed intensa riflessione.
A distanza di qualche giorno da “Visione di Tondalo”, il campione italiano torna al lavoro proponendo una nuova ed iconica pittura, “Minotauro”, analogia potente e quanto mai attuale del particolare momento sociale che stiamo vivendo.
L’opera continua il progetto Urban Art Field Project promosso dalla Associazione Culturale Alternative Karming con la collaborazione del Comune di Chivasso, Libera associazione nomi e numeri contro le mafie ed infine il centro Artistico Culturale Samo Torino. L’idea è quella di una valorizzazione del territorio attraverso una riflessione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica su temi legati all’attualità.
E’ bene sottolineare come, le produzioni firmate da Ozmo siano il risultato di una intensa ricerca che vede l’autore confrontarsi e raccogliere dalle tradizioni, dalla cultura e dai simboli del luogo di lavoro, al fine di imbastire una rielaborazione visiva che, attraverso codici estetici ben noti, sia in grado di impattare profondamente chi osserva. Mai banali gli interventi dell’artista si affidano ad una chiave di lettura che passa per una contestualizzazione di tematiche ed argomenti differenti, spesso legati all’attualità del luogo. Le immagini pongono lo spettatore in un ruolo attivo, laddove, la personale analisi e riflessione su ciò che osserva, è figlia di una precisa e personalissima presa di posizione.
Questa sua ultima pittura raccoglie l’eredità il mito classico del Minotauro, riproposto e arrangiato in base a temi, stimoli e spunti legati all’attualità.
Osserva la pittura Ozmo pone al centro, in una sorta di palcoscenico, il grande mostro faccia a faccia con una collettività, una serie di persone strette tra loro, immobili per la paura e l’angoscia. Approfondendo l’impressione è quella di una scena ancora una volta sfaccettata. Per come è composta l’immagine suggerisce un atteggiamento aggressivo, così come la grande fisicità e ‘presenza’ del mostro, una figura che, nel suo minaccioso e tangibile aspetto, incute timore in ciascuna delle vittime sacrificali rappresentate dall’artista. Queste ultime rappresentano una sorta di tributo e vengono rappresentate immobili, tra lo sbigottito e l’omertoso, stringendosi tra di loro in cerca di protezione reciproca.
Sono ancora una volta i dettagli a calamitare la nostra attenzione, osservando bene, l’interprete sceglie di raffigurare il mostra attraverso le fattezze di un giovane cabaro della Guinea Bissau – con la presenza della maschera dugn’be per la sua iniziazione – scintilla questa che trasforma il senso stesso della pittura. Il mostro diviene creatura isolata e non accolta, vittima della paura, dell’incomprensione, della mancata empatia scatenata dalla folla. Tutto chiaro.
Ad incentivare questa particolare lettura, troviamo la bilancia, accennata sullo sfondo accanto ad un sole fluorescente, elemento di unificazione, di uguaglianza ed equilibrio tra culture differenti. Al tempo stesso questa forma richiama nuove riflessioni e spunti, la lotta al crimine per esempio, l’uguaglianza e la parità. Ozmo sedimenta l’esigenza di un cambiamento, stimola un giudizio finalmente equo e lucido, la conoscenza, unica arma per abbattere e respingere la bestialità accogliendo ed accettando la diversità.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti, ed il bel video del making of, con tutti i dettagli di questa pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro del grande artista Italiano.

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Pics and video by un-Dogma#2015

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Col.la.ge II Group Show at Mini Galerie (Recap)

06/07/2015

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Sempre molto attenti agli aggiornamenti della Mini Galerie di Amsterdam, lo scorso 27 di Giugno ha aperto Col.la.ge II, nuovo ed intenso group show che raccoglie alcuni dei nomi più interessanti del panorama internazionale.
Lo show è la naturale evoluzione dell’omonima esibizione aperta nel 2013 nel precedente spazio della galleria olandese. In questa secondo ‘volume’ la Mini Galerie presenta quindi un corpo espositivo scandito dalle opere di autori del calibro di Alexey Luka, Anna Taratiel, Boris Tellegen, Clemens Behr, Ekta, Eltono, Eric Magassa, Graphic Surgery, Hernan Paganini, Jeroen Erosie, Jessica Bell, Kim David Bots, Louis Reith, Matthew Craven, Merijn Hos, Michael Bennett, Moneyless, Olivier Vrancken, Pedro Matos and Stephen Smith / NCC. Avete letto bene.
Tra nomi davvero di primissimo livello e piacevolissime sorprese, è interessante notare come Col.la.ge II giunge in un particolare momento in cui, una buona fetta degli autori astratti, sta sempre più dedicato la propria attenzione ad un processo produttivo legato proprio all’idea di collage. La composizione di elementi e strutture differenti, magari precedentemente elaborate e poi tagliate, presente l’opportunità di variazioni significative nell’estetica tipica di un autore. Lavorando in questo senso, appare chiaro come ci sia la volontà di produrre opere maggiormente caotiche, meno imbrigliate ad un concetto, più spontanee quindi, ed attraverso essere compiere una evoluzione stilistica (quasi) inconscia ed incosciente.
Tra textures, forme, figure, elementi pittorici irregolari, ruvidi e saturi, osservando le opere è interessante sottolineare come l’astrazione e la commutazione della forma, in funzione di stimoli ed approcci personali, prende di volta in volta un aspetto ed una configurazione differente, per quello che diviene un viaggio variegato tra le differenti ricerche di questi autori di primissimo livello.
Se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 1 di Agosto per andare a darci un occhiata di persona – ve lo consigliamo caldamente – nel frattempo, come consuetudine, ricchissima serie di scatti con le immagini dell’allestimento ed i dettagli degli artworks realizzati.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12A
1053 DT Amsterdam

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SPY – “SOÑAR” New Mural in Bilbao

06/07/2015

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Nuovo aggiornamento per SPY, il campione Spagnolo, dopo qualche settimana, torna a lavorare con la pittura, presentando un nuovo e grande intervento dipinto sulla facciata di questa grande struttura a Bilbao in Spagna.
Il grande interprete spagnolo attraverso uno approccio assolutamente personale sviluppa i suoi interventi in strada avvalendosi come ribadito più volte di medium differenti – ricordate ‘Crisis’ – si va dalla pittura arrivando alla componente che forse maggiormente identifica il lavoro dell’artista, le controverse installazioni, che così tanto ci piacciono.
Senza mezzi termini SPY attraverso il proprio operato analizza lo spazio circostante immettendo all’interno dello stesso una serie di immagini, elementi e scritte, come in quest’ultimo caso, al fine di stimolare una riflessione su argomenti, spunti e tematiche differenti e spesso legate all’attualità. Elemento distintivo delle sue produzioni è proprio l’approccio con la strada che, nell’ottica di lavoro dell’artista, non è unicamente vista come palcoscenico passivo, quanto piuttosto strumento ed elemento di interazione da utilizzare a proprio piacimento. In questo senso l’interprete va a spostare l’importanza da una semplice parete, da un oggetto od una struttura, attraverso il personale dialogo con l’interlocutore, il passante o l’osservatore casuale. Si tratta quindi di opere anzitutto interattive, dove, chi osserva, diviene parte stessa dell’opera, la strada invece il tramite efficace, grazie alla sua dirompenza ed immediatezza, con l’artista interessato ad aumentare la capacità di comunicazione del paesaggio e dello spot dove si trova a lavorare.
Queste peculiarità vengono sviscerate dall’interprete attraverso la spiccata sensibilità riflessiva ed una fortissima ironia che accompagna ed avvolge tutti i suoi interventi lasciando lo spettatore sospeso tra divertito ed al contempo colpendolo attraverso interessanti spunti e domande.
Può una semplice parola spostare l’equilibrio di un ambiente, di un quartiere, di uno scorcio di paesaggio, la risposta è affermativa. Dal titolo “SOÑAR”, quest’ultimo intervento eredita in toto la particolare cadenza stilistica ed estetica degli interventi pittorici dell’autore. SPY torna a dipingere una delle su iconiche parole in total black, realizzando la gigantesca scritta – che significa sogno – ed andando in questo modo a dirottare tutta l’attenzione dell’ambiente circostante sull’edificio. Pollice in su!
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’eccentrico artista iberico, vi lasciamo ad una bella e lunga serie di scatti con le immagini del making of e del risultato finale, con tanto di visuali da lontano, Enjoy it.

Pics by The Artist

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Fra Biancoshock – “A Signal” in Vilnius, Lithuania

06/07/2015

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Torniamo a parlarvi di Fra Biancoshock, il talento italiano ci presenta questo suo ultimo progetto, realizzato a Vilnius in Lituania, una nuova riflessione sull’attualità scandita dal consueto e particolare approccio stilistico che caratterizza le produzioni dell’artista.
Il confronto con le produzioni dell’artista passa da sempre per un particolare spirito di interazione con la strada. L’ambiente urbano diviene stimolo, ma sopratutto protagonista per una rielaborazione in grado di imbastire un nuovo e differente impulso riflessivo. Raccogliendo dall’attualità, dagli impulsi del luogo, oppure partendo da una precisa e particolare riflessione, l’interprete dialoga anzitutto con la città ponendo in essere un confronto con chi osserva o con lo spettatore casuale, denso di spunti, in un momento di riflessione unico nel suo genere.
La scintilla per questo nuovo intervento passa per un azione condotta dalla Lituania che, lo scorso 13 Aprile, ha oscurato l’emittente russa Rrt Planeta, con l’accusa di disinformazione e incitazione all’odio contro l’Ucraina.
A partire dal 13 aprile 2015 la Lituania ha oscurato l’emittente russa Rtr Planeta, con l’accusa di disinformazione e incitazione all’odio contro l’Ucraina. A ben vedere si tratta di una decisione senza precedenti all’interno dei media Europei. Si tratta infatti di un provvedimento che oscura completamente la tv russa per sei mesi. Il canale Russo, sebbene sia registrato in Svezia, è interamente infarcito di programmi realizzati in Russia ed in lingua Russa, un canale che parla a circa il 6% della popolazione del paese, e che quindi ha un peso specifico notevole.
A far scattare il provvedimento sono state le parole di Vladimir Zhirinovsky, vicepresidente della Duma: “I nostri comandanti dovrebbero fare a brandelli le uniformi straniere con le sciabole” – continua Zhirinovsky – “L’unico modo per convincerli al tavolo dei negoziati è puntare una pistola alle loro teste, farli sedere e firmare gli accordi”. E ancora, “Dobbiamo minacciare Bruxelles, Varsavia e Vilnius e farli cominciare a scavare trincee”. Da qui l’idea.
Il progetto prevede una reinterpretazione del canonico simbolo internazionale dell’assenza di segnale ed i una interruzione della programmazione. Fra Biancoshock parte da questo per rielaborarne l’aspetto attraverso l’iconico simbolo della pace, con il messaggio che da ‘nessun segnale’ diviene ‘un segnale’. La pace quindi viene simboleggiata da un provvedimento che, invece di passare come censura, quindi negativo, diviene ora una censura atta a preservare la pace e la libertà. Il gesto attuato dalla Lituania e ripreso qui dall’autore Italiano, è una interruzione nei confronti della disinformazione, dell’incitazione all’odio, facendo da una parte prendere coscienza ai cittadini che, piuttosto che rimanere passivi ed in pasto all’informazione politica, vengono stimolati a ricercare la verità ed ad informarsi attraverso nuovi e differenti canali.
Fra Biancoshock inserisce questa visione attraverso delle stampe applicate su muro, sottolineando l’esigenza di dare segnali forti, di utilizzare queste azioni di coraggio come stimolo per evitare scontri, odi spazzando la possibilità di nuove guerre e periodi di crisi, difficoltà e morte. Approfondendo non si tratta di un intervento prettamente politico, non è una presa di posizione, quanto piuttosto un gesto, un azione che mette ancora una volta in luce le contraddizioni della società e della nostra contemporaneità, sottolineando come, per una volta, libertà e censura vadano a braccetto.
In attesa di nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Pixel Pancho for Memorie Urbane 2015

06/07/2015

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Continuano gli aggiornamenti al Memorie Urbane Festival di quest’anno, ultimo nome di spessore a scendere in strada Pixel Pancho, l’artista, nei giorni scorsi, si è spostato ad Arce dove ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Nella costante ricerca narrativa e stilistica che da sempre contraddistingue le produzioni di Pixel Pancho, la figura del robot continua ad essere ideale e principale volano espressivo di tutta la sua estetica. Questo particolare soggetto nel corso del tempo per l’autore ha continuato a subire trasformazione, sia dal punto di vista dei temi e degli spunti trattati, ma soprattutto da quello estetico con un progressivo avvicinamento alle fattezze sempre più umane. Tutto ciò non è un caso.
Il confronto con le visioni dell’artista non passa più per lo stereotipo della macchina, simbolo del super uomo e legata all’immaginario figlio degli anni ’80 e ‘90, quanto piuttosto per un dialogo serrato, profondo ed introspettivo con la parte più recondita di noi stessi. La riflessione dell’autore è quindi sull’uomo, attraverso un simbolo che bene riesce a rendere efficace il senso di fragilità e tutto lo spettro emotivo che caratterizza l’esistenza umana, proprio attraverso un macchina, antitesi stessa di questi concetti ed a maggior ragione, ideale propellente tematico per esprimerli.
Quest’ultima fatica ben rende quindi l’idea della direzione intrapresa dal grande autore Italiano, non più una raffigurazione, non più uno spunto in grado di sottolineare la deriva dell’uomo, quanto piuttosto la volontà di approfondire temi, spunti ed aspetti più personali, profondi, in grado di tracciare una peculiare visione dell’uomo moderno.
L’opera realizzata ad Arce per la rassegna, vede Pixel Pancho sottolineare proprio la fragilità intrinseca dell’uomo simulandone una fisica da parte della figura meccanica. Uomo e macchina sono qui nuovamente la stessa cosa. L’artista sottolinea la profondità di un errore, di come questo possa renderci fragili e di come sia necessario guardarci interiormente per migliorare sempre.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti dal festival e dall’artista. Un occhiata alla nostra sezione, invece, se volete rivedere tutte le precedenti opere fin qui realizzate.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Dante Corsetti

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Weekly Overview 2015 – 29.06 to 05.07

05/07/2015

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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James Jean for POW! WOW! Long Beach

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Elian x Alexis Diaz – New Mural in London

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Turbosafary – New Mural for Festival PopUp!

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Lucamaleonte – New Murals in Monza

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Broken Fingaz “Journey Galactiko” at Howard Griffin Gallery (Recap)

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Pastel for Milestone Project in Girona

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Sepe – New Mural in Warsaw

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ZED1 – New Mural in Poggibonsi

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Borondo x Edoardo Tresoldi for Chained Project

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Herakut – New Mural in Amman by Akut

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Pablo S. Herrero for Memorie Urbane 2015

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Ozmo – “Visione di Tondalo” New Mural in Turin

Deih – New Mural in Istanbul

05/07/2015

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Ci spostiamo nuovamente ad Istanbul, in occasione dei lavori per il Muralistanbul Festival di quest’anno, ritroviamo con piacere Deih, l’artista Spagnolo ha da poco terminato di realizzare questa intensa pittura confrontandosi finalmente con una grande parete.
Dopo Rustam Qbic (Covered) è quindi un altro artista sulla rampa di lancio ad offrire il proprio contributo alla rassegna Turca, con un risultato che ancora una volta ci ha parecchio colpito.
Le produzioni firmate dal Valenciano sono scandite da un approccio stilistico particolare, un estetica del tutto personale e che rappresenta il vero valore aggiunto delle sue pittura. Ancora un volta ha suscitare interesse è il forte impatto che le visioni dell’autore riescono a sviluppare, un piglio pittorico il suo, che passa per l’interazione con il suo particolare universo. Mutabile ed in costante evoluzioni, la narrativa espressa dello Spagnolo vive attraverso il miscelarsi di differenti fascinazioni e stimoli estetici. Il mondo dell’illustrazione, ma soprattutto quello dei comics, rappresentano la radice di una stilistica che ha nella fantascienza, nell’ignoto e nell’oscuro i suoi cardini tematici. Il personale fascino per il post industriale, per lo spazio, la fantascienza nei fumetti e quella cinematografica, fanno da base per uno sviluppo che ha saputo spesso accogliere stimoli ed elementi appartenenti al mondo naturale.
A farsi carico di questo particolare filone espressivo, come spesso accade con autori figurativi, sono gli iconici personaggi dell’artista. È infatti attraverso questi che l’autore va a plasmare il suo universo. Con essi innesca le scena, le immagini e le visioni oniriche, dando forma e sostanza ad una visione pulsante, in grado di comporre, intervento dopo intervento, un vero e proprio immaginario dettagliato per certi versi vero.
Quest’ultima fatica dicevamo, vede Deih confrontarsi con una superfice di grandi dimensioni. Attraverso il consueto range cromatico di colori forti, acidi e spiccatamente accesi, l’interprete Spagnolo dà forma e sostanza ad una nuova immagine fantastica.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restati sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista! Enjoy it.

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Borondo – New Piece for Chained Project

05/07/2015

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Con quest’ultima installazione realizzata da Gonzalo Borondo, continuiamo a raccontarvi i lavori dell’ottimo Chained Project, il progetto realizzato in queste settimane dalla Wunderkammern Gallery di Roma a Milano.
Il progetto vede una ricontestualizzazione del tema cardine dell’Expo 2015, attraverso una catena di artisti – nove e tutti di primissimo livello – l’idea è quella di innescare una riflessione sull’eccessivo antropocentrismo che così fortemente caratterizza la nostra vita sul pianeta. La natura viene infatti vista come strumento per soddisfare i nostri bisogni, piuttosto che un elemento di coesione ed esistenza reciproca. Manca l’equilibrio. E proprio qui che si inserisce il progetto, ricostituendo una sorta di catena, opera dopo opera, autore dopo autore, tra evoluzione e casualità, una imprevedibilità tipica del mondo naturale.
Tra corpi nudi, appena accennati o vistosamente segnati dalle incisioni su superficie trasparenti, la pittura di Borondo ci ha sempre lasciato interdetti, quasi sospesi di fronte all’enorme impatto emotivo che l’interprete riesce a veicolare nei propri interventi. Ci siamo trovati immersi nelle profondità delle nostre emotività a lottare con le stesse tentando di emergere e di non farci sopraffare, ci siamo ritrovati negli sguardi persi, nella malinconia che i tratti dei volti suggeriscono così pesantemente e senza alcun filtro, in una simbiosi forte ed indissolubile. L’operato di Borondo si fa così personale, scaglie di noi stessi frantumate ed iniettate sulle pareti, che prendono forma e si trasformano in spettri evanescenti che accarezzano i lati più oscuri e reconditi dell’animo, nostro, suo, vostro, in una costante giostra che mira a stuzzicare le corde più sensibili, in una rappresentazione viva, un respiro freddo che lascia aloni significativi attraverso una pittura istintiva ed al contempo coordinata, viscerale e che applicata agli spazi esplode in tutta la sua profondità, magnetizzando il nostro sguardo e bruciando sensazioni ed emozioni in una polveriera di ricordi ed istanti di vita presenti e passati. Questa è la grande peculiarità dell’artista, la capacità di entrare in contatto con i sentimenti e con le corde più sensibili di chi osserva, trascinandoci in un vortice sensitivo accarezzando stati d’animo e sensazioni divergenti.
In attesa di dare un occhiata alle due mostre collettive che concluderanno il progetto, il confronto passa ora per quest’ultima installazione firmata da Borondo che, per l’occasione, torna a lavorare sul fieno.
Ad accompagnare il nostro scritto alcune belle immagini con le fasi del making of di quest’ultimo progetto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro del talento Spagnolo.

Pics by WallsOfMilano

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Museruola Edizioni – “Longyan” by DEM

04/07/2015

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Dopo parecchio tempo torniamo con piacere a presentarvi una nuova uscita firmata da Museruola Edizioni, ultimo artista a prendere parte all’ottimo progetto è infatti DEM, un altro nome di punto della nostra scena con la sua “Longyan”.
Come visto più volte Museruola Edizioni è un progetto di micro editoria DIY indipendente, la totalità delle pubblicazione, con uscita a cadenza random, vengono infatti realizzate in un formato unico e vengono stampate in edizione limitatissima, ognuna timbrata e numerata. Il progetto vanta nomi di primissimo livello, alcuni tra i più importanti a livello nazionale ed internazionale, offrendo di volta in volta ad autori differenti il confronto con un unico foglio A3, stampato, fotocopiato, richiuso e ripiegato, con l’idea di simulare appunto una museruola, da qui il nome.
Passando da illustratori, disegnatori e street artists, peculiarità di Museruola Edizioni è la forte immediatezza, la fruibilità e fluidità dei contenuti, ma soprattutto l’idea di lasciare libero arbitrio agli interpreti e di offrire quindi un progetto variegato per contenuti stilistici ed estetiche artistiche.
In “Longyan”, andiamo ad immergerci ancora una volta all’interno del particolare universo narrativo e stilistico di DEM. Temi mistici ed inflessioni prettamente naturali per il consueto viaggio tra onirico e sensoriale, ci accolgono in una nuova serie di disegni in bianco e nero.
Nell’affacciarci all’interno delle fascinazioni del grande autore, veniamo a contatto con la parte più sensibile e sognante della nostra coscienza, completamente assuefatti dai personaggi, dalle ombre e dai soggetti criptici che si susseguono fino a stimolare in noi, un nuovo viaggio variegato, sfaccettato e dannatamente profondo.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo alcuni scatti dell’uscita, se siete interessati potete acquistare questa e le precedenti pubblicazioni direttamente sul sito, noi ve lo consigliamo caldamente, qui invece i nostri approfondimento su alcune delle edizioni già uscite.

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