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Archive for aprile, 2015

Vhils – “Dissonance” at Lazarides Gallery (Recap)

05/04/2015

Dissonance

Aperta lo scorso 27 di Marzo, andiamo ad a dare un occhiata approfondita a “Dissonance” ultimo show e vero e proprio manifesto del grande Vhils all’interno degli spazi della prestigiosa Lazarides Gallery di Londra.
Quest’ultima esibizione di Alexandre Farto aka Vhils, rappresenta il culmine e la summa delle idee sviluppati e proposte dall’autore Portoghese durante le precedenti due mostre proposte durante l’anno scorso, su tutte Dissection presso l’EDP Museum di Lisbona, al tempo stesso segna il ritorno dell’artista a Londra a distanza di 3 anni dal precedente show.
Alla base di Dissonce c’è la volontà dell’interprete di esplorare i concetti di saturazione e diluzione di identità personali all’interno della società moderna. Da qui l’artista parte per porre in essere una profonda analogia dei tempi attuali, scanditi da una perdita di personalità e da una costante uniformità causata dallo sviluppo globalizzato. Approfondendo, Farto si lascia trascinare in una analisi in cui riflettere sulle individualità e sulle personalità soggettive, di come le stesse vengano di fatto travolte e commutate in funzione degli stimoli visivi presenti nelle città, di come vadano a perdersi nelle dissonanze derivate dal caos generato dalla comunicazione, dalla tecnologia onnipresente, dal bombardamento dei mass media e della pubblicità nello spazio pubblico e nello sviluppo urbano.
Si tratta quindi di una riflessione complessa che vuole porre l’accento su fattori differenti capaci di comporre la nostra quotidianità, plasmando di fatto quello che siamo, trasformando le nostre identità, definite ‘astratte’ e perse nel rumore visivo e nel disordine che le circonda.
Da questi spunti si sviluppa un allestimento corposo, capace di attraversare tutta la iconica produzione di Vhils, e radicato nell’idea di smembramento e dissezione.
Lavorando quindi attraverso differenti medium, dal metallo, al legno, passando per i cartelloni pubblicitari ed il polistirolo, Vhils riflette sulla cancellazione dell’identità componendo strati su strati in grado da una parte di celare il vero aspetto, dall’altra di far emergere nuovo ed intense forme, tratteggiate qui dai consueti ritratti realistici.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto, dateci un occhiata e per gli amici Londinesi e chiunque si trovasse nei paraggi, c’è tempo fino al prossimo 23 Aprile per andare a darci un occhiata di persona.

Lazarides Rathbone is pleased to announce a new multidisciplinary exhibition by Portuguese artist Alexandre Farto aka Vhils. Dissonance presents a powerful response to contemporary culture and rapid urban regeneration, featuring reoccurring figurative compositions comprised of wood, billboard, metal and Styrofoam dioramas.

Lazarides Gallery
11 Rathbone Place
London W1T 1HR

Pics by The Gallery

Dissonance

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Dissonance

Dissonance

OX for Mons capitale Européenne de la culture

04/04/2015

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Tra i grandi artisti coinvolti nei lavori di Mons capitale Européenne de la culture, ritroviamo con piacere OX, l’autore Francese nei giorni scorsi ha infatti terminato di realizzare un nuovo intervento su questo grande cartellone pubblicitario presenti nella cittadina Francese.
Abbiamo spesso intrecciato il nostro cammino con quello dell’artista, completamente colpiti dallo spessore tematico e dal forte impatto delle sue produzioni. Lo stimolo principale di OX parte dalla volontà dell’interprete di veicolare anzitutto una riflessione sullo spazio pubblico ed in particolare sull’abuso dello stesso da parte della pubblicità. Decontestualizzare la funzione dello spazio stesso, questo è il fulcro delle produzioni firmate dal Francese a cui si aggiunge la volontà di una forte riappropriazione dello stesso in funzione di tutto ciò che circonda una determinata superfice. In questo senso non si tratta quindi di uno sviluppo sovversivo, o meglio non è squisitamente legato ad una produzioni politica o comunque sociale, quanto piuttosto, partendo dallo stesso concetto, l’autore devia la personale parabola riflessiva mirano ad una travalicazione/cancellazione degli cartelloni pubblicitari.
Per sviluppare questo preciso spirito tematico, OX attinge direttamente dal panorama, dalle architetture e da tutto ciò che circonda una determinata billboards. Lavorando quindi attraverso una visione cognitiva, veniamo accolti da veri e propri prosegui o incarnazioni inedite, in cui l’artista si confronta con la superfice in funzione dello spazio. Qualsiasi elemento viene quindi commutato, filtrato e riproposto all’interno di questi grandi cartelloni pubblicitari in quello che è a tutti gli effetti, una riappropriazione simbiotica capace di sovvertire completamente il valore intrinseco della struttura. Da portatori di un messaggio, questi cartelloni, tornano a contatto con la città, con ciò che li circonda oppure vengono attraversati da immagini del tutto nuove e legate all’immaginazione dell’interprete.
L’intervento realizzato per l’importante evento culturale, raccoglie appieno lo spirito tematico delle produzioni firmate da OX. Abituati a confrontarci con commutazioni o proseguimenti di immagini o spunti già presenti all’interno di un determinato contesto, veniamo qui completamente spiazzati dalla scelta realizzativa dell’artista. Il Francese piuttosto che dedicarsi ad un impulso grafico, sceglie piuttosto un approccio testuale andando a rivendicare gli spazi dei due cartelloni pubblicitari attraverso la gigante scritta PUBLICITÉ. Lavorando quindi ancora una volta a livello semantico e soprattutto per mezzo di un impulso riflessivo, l’autore va quindi a creare un nuovo ed inedito cortocircuito verbale. La stessa scritta identifica infatti lo spazio, nel suo stesso uso più comune e canonico, al tempo stesso impatta con disagio lo spettatore od il passante casuale. L’opera pone in questo senso l’accento sul abuso degli spazi urbani da parte di questi vettori pubblicitari, schernendo e rafforzando quelle che sono le basi tematica delle produzioni dell’interprete. Che dire, chapeau!
Ad accompagnare il nostro testo, alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Rone – A Couple of New Murals

04/04/2015

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Nuovo aggiornamento per Rone, il grande interprete Australiano ha infatti da poco terminato di realizzare due nuovi interventi portando in dote la consueta riflessione sulla bellezza e sull’universo femminile attraverso due nuovi ritratti.
È l’opportunità per un nuovo confronto, uno spunto serrato e diretto verso un idea di bellezza, un idea da sempre soggettiva che risulta si connessa con l’aspetto esteriore di ciascuno di noi, ma che in questo particolare momento storico e sociale, rappresenta un vero e proprio stato sociale. Proprio qui si inserisce il lavoro di Rone, l’autore sviluppa un percorso artistico che si rifà proprio alla bellezza, alla sensibilità verso il sesso femminile, andando però a rivolgersi a tutte quel caleidoscopio di sensazioni ed emozioni legate ad essa.
L’idea dell’autore è quella di rappresentare un istante, un immagine nitida e direttamente connessa con gli attuali canonici di bellezza, il volto di una donna, nella sua rappresentazione quanto mai più realistica possibile, diviene propellente per un nuova e differente indagine. L’interprete si lascia trasportare, si avvicina ad un concetto malinconico in cui l’aspetto esteriore è inevitabilmente legato al tempo, giungendo quindi ad ‘bagnare’ le sue opere di un forte senso malinconico.
In questo senso appare chiaro come le produzioni dell’artista non si limitino ad un approccio rappresentativo, piuttosto mirano a segnare lo spazio in un funzione di una indagine sull’apice e sull’inevitabile e conseguente declino. Approfondisce le dinamiche prettamente emotive e psicologiche di questo naturale passaggio, le ripercussioni sulla donna, alimentando attraverso i propri interventi una sensazione di tedio.
Lo sviluppo di queste tematiche passa inevitabilmente per gli iconici ritratti, attraverso la bellezza dei volti raffigurati, Rone sviluppa questi spunti, ci pone a confronto con splendidi visi, ponendo l’accento sugli sguardi, tingendo l’aspetto di una leggera inquietudine. I visi suggeriscono una bellezza trasbordante ma al tempo stesso si fanno carico delle inquietudini e di una inevitabile nota malinconica.
Quest’ultimi due lavori ben raccontano ed esprimono i concetti cardine della pittura di Rone, l’artista si confronta prima con questa parete ad Austin in Texas in occasione dei progetti paralleli dell’ottimo Pow Wow Festival, tornando infine nella sua Australia a Benalla come ospite del Wall To Wall Street Art Festival.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima serie di lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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Laudadio – “Marco:15,16/36” New Show

03/04/2015

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Questo sabato 4 Aprile, nuovo appuntamento firmato da Mr Laudadio, terzo appuntamento espositivo non convenzionale che vedrà l’artista presentare, ricalcando il format gli eventi precedenti, presentare una nuova serie di opere presso il Parco delle Cave a Milano.
L’aspetto più interessante di questi eventi firmati da Laudadio, è la volontà dell’interprete di lasciare immutato il valore della strada e, piuttosto che trasferire il proprio approccio stilistico all’interno di uno spazio chiuso od una galleria, proporre direttamente in strada i propri lavori pittorici. Andando quindi in totale controtendenza con quello che è lo sviluppo attuale dell’arte urbana, l’autore ha trovato un format personale di ‘esposizione’ capace di lasciare inalterato il principio cardine di tutta la sua esperienza artistica.
Dal titolo Marco:15,16/36, questo è il terzo progetto personale, seguito diretto di ‘Grandi Opere’ del 2013 e di L’arte di vendere Arte risalente allo scorso anno. Il titolo si rifà direttamente ad un passo biblico, al nome stesso dell’artista ed infine ad una data che, nell’idea dell’interprete, si rifà ad una sorta di futuro immaginario.
La prima esposizione era incentrata sull’esigenza intrinseca dell’autore di elevare il proprio lavoro attraverso una serie di grandi opere, ben 140 metri lineare e 350 metri quadrati segnati dai graffiti dell’interprete. Il secondo appuntamento ha invece rappresentato l’opportunità di una riflessione sull’art system, e su come gli artisti contemporanei vivano questo delicato rapporto con lo stesso.
Con questo nuovo appuntamento Laudadio presenterà una nuova serie di lavori pittorici capaci di portare avanti la sua idea di arte, che ha le sue radici in strada e che, di conseguenza, viene prodotta ed ‘esposta’ all’interno della stessa. Una mostra ‘di strada’ a tutto tondo, parla di una strada e di un percorso che dalla periferia giungere in centro per poi tornare in periferia.
Siamo parecchio curioso di vedere cosa proporrà l’interprete, nel frattempo un po’ in informazioni utili.
Lo show si terrà esclusivamente il 4 ed 5 di Aprile, dalle 15 alle 19, la zona si trova nel quartiere Baggio a Milano tra Via Broggini e Via Marchesi, raggiungibile in macchina, con la metro rossa fermata bande nere e poi autobus 67 direzione via scanini o con la metro rossa fermata bisceglie e AUTOBUS 63 direzione quartiere olmi.
Segnatevi l’appuntamento e per chi proprio non riesce a passare, don’t worry! a tempo debito qui sul Gorgo un corposo recap ad attendervi.

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Wesr – New Mural in Teufelsberg, Berlin

03/04/2015

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Nuovo aggiornamento per Wesr, l’interprete Peruviano nei giorno scorsi ha preso parte ad una jam privata all’interno della Teufelsberg, comunemente nota montagna del diavolo, in Germania dove ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
La zona è particolarmente famoso per l’atmosfera che trasuda e che riesce a trasmettere, si tratta di una collina artificiale che si trova al centro della foresta di Grunewald (nella zona di Berlino Ovest), e che ospita la famosa ed avveniristica stazione radio americana, abbandonata successivamente alla caduta del muro. Avamposto quindi durante il periodo della guerra fredda, ad oggi la struttura in totale stato di abbandono e rappresenta un vero e proprie croce via per i writers che, nel corso del tempo, hanno provveduto a lasciare il proprio segno all’interno ed all’esterno delle pareti e delle iconiche sfere bianche dell’architettura.
Questo particolare contesto, inutile dirlo, influenza particolarmente il lavoro dell’interprete che va a presentare un nuovo intervento altamente catartico ed assolutamente connesso con la particolare storia del luogo.
Come abbiamo avuto modo di vedere, l’approccio di Wesr è la diretta conseguenza del radicatissimo background nel mondo dei graffiti dell’artista. Da qui l’autore con base a Berlino ha poi sviluppato un percorso stilistico che trova nella particolare figurazione il suo nuovo e personale sbocco creativo. L’idea è quella di un traccia, rapida, intensa ed altamente viscerale, atta a tracciare con quanta più energia quello che è lo spettro percettivo ed emotivo dell’essere umano. Le emozioni e gli stimoli e tutto il caleidoscopio di sensazioni che accompagnano la nostra quotidianità, prendono quindi forma ed aspetto andando a commutare la dimensione di volti e dei corpi sinuosi dei characters proposti. Lavorando a stretto contatto percettivo con gli spazi e con le superfici a disposizioni, lasciandosi influenzare dai personali stati d’animo, l’autore evoca attraverso le personali ‘maschere’ sensazioni differenti.
Le immagini risultano mosse da una rimarcata gestualità, da un influenza etnica riconducibile al proprio paese di nascita, dalle antiche raffigurazioni orientali, lasciando emergere vere e proprie figure mistiche.
Per questa sua ultima fatica Wesr si lascia andare, l’artista propone due distinti volti interconnessi tra loro in quella che diviene una rappresentazione di due forze mistiche a confronto. Inutile dire che l’intervento potrebbe rifarsi direttamente alle frizioni tra blocco sovietico e quello statunitense, quanto mai azzeccate in un luogo come questo. Intenso.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad alcuni bei scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuove chicche!

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Jess Traviglia

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Nevercrew for Urban Nation Project in Berlin

03/04/2015

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In occasione dei lavori per il progetto Berlinese Urban Nation, torniamo con piacere ad immergerci all’interno del particolare immaginario dei Nevercrew, il duo Svizzero presenta infatti una nuova pittura sviluppata attraverso il consueto approccio stilistico.
Curato da Steven P. Harrington e Jamie Rojo da Brooklyn Street Art, il progetto ci offre l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro di Christian Rebecchi e Pablo Togni, aka Nevercrew.
Quello che ci ha sempre incuriositi nel nostro raccontarvi le peripezie degli artisti, è la capacità degli stessi di entrare a contatto con la strada attraverso un slancio tematico ben definito ed atto ad impattare profondamente le percezioni di chi osserva. La duplicità identità di ciascuno dei due artisti, ha permesso la creazione di un impulso stilistico personale, sfaccettato nella sua forma e costantemente alimentato dalle personali fascinazioni del duo.
L’universo narrativo imbastito dagli artisti è anzitutto legato alla fantasia, canale principale e componente primaria ed imprescindibile di ciascuna delle loro opere. Le produzioni vivono in una costante tensione sia dal punto di vista cromatico, con un intenso utilizzo di toni accessi ed impattanti a contrasto con il binomio bianco e nero, sia da quello prettamente pittorico. Lo spettatore ha di fronte due differenti percorso, tra razionalità e fantasia, viene accolto da un stimolo votato all’iperrealismo posto a contrasto con elementi e strutture meccaniche. Quello che emerge è un costante equilibrio tra due forze repulsive, i corpi dei soggetti, potenti ed intrisi di immaginazione, si scontrano con la rigidezza e perfezione intrinseca delle macchine e degli strumenti raffigurati. Si tratta di un piglio visivo che si rifà quindi al reale, alterandone però la concezione e le regole, ci porta ad immergerci all’interno di un universo somigliante eppure dissimile, capace di farsi carico di riflessioni e spunti differenti sulle nostre stesse divagazioni mentali, sul modo in cui affrontiamo la quotidianità, plasmando nuove e interessanti visioni.
Dall’evocativo titolo “Highlighting machine n°1”, quest’ultima fatica dei Nevercrew raccoglie appieno quelli che sono gli stimoli tipici del lavoro del duo, che torna qui a proporre il curioso rapporto tra macchina e mondo naturale. Realizzato sulla Bülowstrasse 97, nei pressi della sede di Urban Nation, l’opera mette l’accento sulla duplice identità degli artisti. Ancora una volta veniamo a contatto quindi con elementi meccanici a confronto con stimoli altamente grafici. I primi vanno a dare forma e sostanza qui ad una nuova incarnazione tecnologica, contemporaneamente questa, viene messa a confronto con una vena maggiormente pittorica, attraverso la pittura di un nuova balena. A calamitare l’attenzione infine, l’intelligente utilizzo della luca presente sulla parete, che viene letteralmente utilizzata come cuore della macchina creando quindi una nuova e riuscitissima interazione tra lo spazio circostante e la pittura.
Proprio quest’ultimo punto rappresenta un nuovo ed inedito slancio, l’opera si pone come personale riflessione degli autori sulla percezione delle cose. Incanalando quindi le ombre e la luci generate del piccolo faro, gli artisti si interrogano nuovamente, in base ai differenti punti di vista, su cosa sia vero e cosa sia invece irreale stabilendo un punto di contatto proprio attraverso l’utilizzo della luca artificiale all’interno della loro stessa pittura. Pollice in su!
Ad accompagnare il nostro testo una lunga e bella serie di scatti, con le fasi di realizzazione del lavoro, ed il bel risultato finale, in attesa di nuovi aggiornamenti, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Andreco – A Series of New Pieces in Brazil

03/04/2015

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Nei mesi scorsi il nostro Andreco si è spostato in Brasile, qui il grande artista Italiano ha avuto modo di realizzare un nuova ed intensa serie di interventi incentrati sul tema della crisi idrica per una nuova riflessione a sfondo naturale.
Dopo lo splendido progetto realizzato per il capodanno Bolognese (Covered), è quindi tempo di tornare ad approfondire il lavoro dell’interprete. Attraverso una nuova serie di canonici interventi, in grado di ben ereditare quelli che sono gli stimoli primari delle sue produzioni, Andreco prosegue quindi ad interessarsi a temi e spunti a carattere naturale.
Fulcro imprescindibile della ricerca portata avanti dall’artista, sta tutto nella personale e continua indagine a cui l’interprete sottopone la sua produzione. Per mezzo di stimoli, approcci ed attraverso medium differenti, con l’intenzione precisa di sviluppare canali comunicativi eterogenei, l’interprete si confronta con temi riguardanti la geologia, l’ingegneria, arrivando infine all’architettura. L’idea è quella di approfondire il rapporto tra la natura e lo spazio urbano, tracciando una peculiare analisi capace di cogliere al meglio tutte le differenti sfaccettature. Il rapporto e le dinamiche che interessano l’uomo moderno e l’ambiente naturale, raggiungono lo spettatore con la volontà di aprire un dialogo, di incanalare una discussione intelligente e fondata spesso su comprove di tipo scientifico. Chi osserva viene colto da spunti e tematiche differenti, viene spinto ad interessarsi ad un determinato problema, espresso e tratteggiato per mezzo di stimoli visivi, tangibili e tematici.
Per questo suo nuovo viaggio, Andreco sceglie di approfondire uno dei temi caldi della società brasiliana, ponendo l’accento sulla grave siccità che ha colpito il sud del paese. La singolare situazione, è imputabile alle variazioni del clima brasiliano che inevitabilmente hanno influito sulle precipitazioni. Oltra al problema delle falde inquinate, e delle dighe a secco, una delle cause di maggior rileivo, sembrerebbe essere la costante distruzione della foresta amazzonica, regolatore del clima di tutto il paese. Il risultato di questa fortissima crisi va a toccare inevitabilmente differenti aspetti, da quello prettamente sociale, passando alla difficoltà economiche per settori come quello agricolo ed energetico.
Con un inequivocabile titolo “Agua = Ouro”, l’autore con questo nuovo progetto, pone l’accento sul delicato problema andando, da una parte a raffigurare il ciclo dell’acqua, in altri casi a mettere l’accento sul valore che la stessa ha acquisito in questi ultimi mesi ed infine, sulle difficoltà del bilancio idrologico del paese.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima incursione dell’autore Italiano, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di appezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by King Chong

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Domenico Romeo – New Mural in Tor Marancia, Rome

03/04/2015

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Prosegue il nostro viaggio tra le meraviglie di Tor Marancia del suo Big City Life, tra gli artisti italiani ritroviamo infatti Domenico Romeo che per il progetto capitolino ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
Il progetto capitolino, sviluppato da 999Gallery, ha portato in queste settimane autori di spessore all’interno del quartiere di Tor Marancia con l’idea di cambiare completamente i connotati dell’intera zona. Ciascuno dei grandi ed alti palazzi che compongono la silhouette del quartiere, sono stati quindi affidati ad autori differenti capaci di riversare su queste superfici, tutti i loro differenti approcci stilistici.
Torniamo quindi approfondire il lavoro di Domenico Romeo attraverso un opera come sempre legata al personale alfabeto dell’artista ed al contempo, capace di proiettare gli stimoli e le riflessioni dell’artista verso nuovi lidi.
Come infatti abbiamo già avuto modo di vedere, l’approccio stilistico dell’interprete è legato ad una personale struttura testuale chiusa. Le opere sono quindi impostate attraverso uno stimolo calligrafico, vediamo forme ed elementi sinuosi che vanno a intersecarsi fino a generare un immagine unica, armoniosa in quello che diviene un flusso gestuale e percettivo, figlio degli stati d’animo dello stesso artista. Un ermetismo il suo, ideale sintomo dell’esigenza di una riflessione personale capace di attrarre temi e spunti legati ai differenti luoghi di lavoro. Di contro lo spettatore si trova a confrontarsi con un immagine chiusa, senza alcuno strumento di lettura, andando quindi ed inevitabilmente a scardinare la le immagini proposte, attraverso un piglio personale. La soggettività delle opere dell’autore, ne varia quindi il senso in funzione di chi osserva, in una totale arbitrarietà che funge da ideale stimolo artistico.
Quello che ci ha sempre colpito quindi, è la volontà dell’interprete di lasciare che un onda percettiva e sensitiva avvolga chi osserva, che l’istinto, la ragione e le emozioni, facciano il proprio corso, offrendoci un interazione che non passa per i codici canonici od auto imposti, quanto piuttosto per la nostra sensibilità.
Raccogliendo appieno quello che il suo stimolo artistico, Domenico Romeo sviluppa una trama pittorica direttamente connessa con la struttura e ciò che circonda la stessa. È innegabile infatti come l’interprete trovi a disposizione uno degli spazi più difficili, parzialmente coperto da una serie di piante ed alberi che rendono quindi parte della superfice impossibile da scrutare. Quello che poteva essere un limite intrinseco dell’opera, diviene in realtà stimolo aggiuntivo per un dialogo sensato, in cui gli stessi arbusti divengono parte integrante dell’intervento. Dal titolo “Alme Sol Invictus” l’opera dell’autore Italiano si lega anzitutto al culto del dio sole degli antichi romani. Parte da qui l’interprete andando a tracciare ed a rivisitare il culto pagano, ‘offrendo’ agli abitanti del quartiere romano un dono che sa di monito quotidiano e di speranza per il futuro. In questo senso l’opera racchiude in sé due differenti spunti. Troviamo la valenza prettamente religiosa, legata quindi al passato di Roma, riscontriamo un intensità spirituale e riflessiva, in grado di ben rappresentare il momento di difficoltà delle periferie della capitale. Attraverso questo dono l’artista stimolo una rinascita che possa in qualche modo sovvertire le loro sorti, ed essere contemporaneamente il simbolo, di una rinascita sociale ed economica di queste zone.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Deih – New Murals in Valencia

02/04/2015

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Ci spostiamo in Spagna, per le strade di Valencia nei giorni scorsi Deih ha infatti terminato di realizzare due nuove pitture tornando nuovamente e tratteggiare il particolare e vivissimo universo narrativo che così tanto ci ha impressionato.
Il confronto con le pitture di Deih, passa inevitabilmente con il particolare approccio stilistico che contraddistingue tutta la produzione dell’artista. Vogliamo in particolare sottolineare il forte impatto che esercitano e riescono a suscitare le immagini proposte, trasportandoci letteralmente all’interno di un universo in costante evoluzione e mutazione. La narrativa proposta dall’artista strizza l’occhio a stimoli e fascinazioni, differenti come il mondo dell’illustrazione, passando inevitabilmente per quello dei fumetti, qui quanto mai radicato nell’aspetto finale delle pitture proposte. Lo spunto prettamente grafico è legato quindi ad un background personale dell’interprete che funge proprio da ideale propellente e volano di ciascuna delle opere innescate in strada. L’abilità dell’artista è certamente quella di essere riuscito letteralmente a plasmare un universo personale, abitato da characters bizzarri, da creature mostruose, in una sorta di futuro apocalittico che, opera dopo opera, va a comporsi ed ad alimentarsi.
Con un impianto stilistico di questo tipo è inevitabile sottolineare il valore dei personaggi e dei soggetti raffigurati. Sono infatti loro a farsi carico degli spunti e degli stimoli con cui l’autore vuole confrontarsi, dandoci puntualmente una visione differente ed sfaccettata del mondo tratteggiato dall’artista. Queste figure si pongono in una sorta di limbo, alimentando la curiosità di chi osserva o dello spettatore casuale, giungono a noi come figure oniriche, quasi metafisiche in grado di trasmetterci una significativa alternanza di situazioni e spunti differenti.
A sorreggere questa particolare impostazione tematica troviamo una pittura dedita all’utilizzo di tinte accese e particolarmente impattanti. L’interprete alimenta questo flusso tonale attraverso vivissimi dettagli, giocando con i corpi e con le percezioni degli stessi, in una matrioska di universi a se stanti, ricca di dettagli e soluzioni grafiche eterogenee.
Per questa sua ultima serie di opere, Deih si fa carico di tutto il suo impianto tematico e pittorico andando a tracciare due differenti interventi. In entrambi i casi la pittura diviene folle, accelerata dai sensazioni ed impulsi personali, ricchissima di spunti e capace di trasmettere un forte senso di immersione.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare! Enjoy it

Pics via San

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Miron Milic – New Mural in Rijeka, Croatia

02/04/2015

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Dopo qualche settimana ecco tornare al lavoro Miron Milic, l’autore Croato nei giorni scorsi si è spostato a Rijeka, già Fiume, dove ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura su questo vecchio edificio abbandonato.
Uno degli aspetti certamente più importanti della pittura portata avanti da Miron Milic, sta tutto nella volontà dell’artista di portare avanti una stilistica pittorica dedita al dettaglio, alla rappresentazione fine con la quale porre l’accento su temi e riflessioni piuttosto impegnate. La sensibilità dell’artista sta tutta nella capacità di connettersi con i tempi moderni, tracciare vibranti analogie con le quali entrare in contatto con temi e spunti quotidiani e che, sebbene non sia mai presente nei lavori, interessano l’uomo moderno.
Al centro delle produzioni troviamo indubbiamente una personale fascinazione naturale. Le opere si sviluppano per mezzo di un tratto minuzioso in grado di ereditare la peculiarità del muralismo passato, quello dei paesini e delle rappresentazioni naturali, declinato qui attraverso una scala tonale che sceglie di affidarsi al grigio come unico colore.
Ad emergere sono quindi paesaggi e scorci naturali ricchissimi di elementi, scenari immaginati e catalizzati da una resa assolutamente realistica, in cui volutamente l’autore vuole farci perdere spingendoci ad osservare ogni singolo anfratto delle immagini proposte. Questo particolare stimolo poetico, si riversa nello spazio per mezzo di minuscole e precise pennellate atte ad incrementare il valore emotivo e percettivo di ciascuna opera. È bene sottolineare come non si tratta di una semplice rappresentazione, gli istanti dipinti fungono da catalizzatore per i temi proposti e vengono assecondati da frasi o da piccoli testi che ben rendono l’idea degli spunti trattati.
Parte di un progetto voluto dal museo d’arte moderna della città, Miron Milic sceglie questa vecchia struttura per andare ad inserire uno dei suoi iconici interventi. A differenza di quanto siamo soliti aspettarci, il confronto qui non avviene attraverso uno dei consueti paesaggi naturali, quanto piuttosto passa per un nuova ed inedita riflessione. L’idea dell’opera è quella di raffigurare lo scorrere del tempo attraverso il ritratto di una serie di volti preistorici in sequenza. Nella scelta finale, di rappresentare l’homo sapiens con un teschio, si cela l’intenzione dell’autore di svuotare l’uomo moderno di qualsiasi diversità, sia essa razziale, di sesso o di qualsiasi altro attributo. Per meglio rendere l’idea di questa grande tematica che avvolge la totalità dell’opera Milic, aggiunge una piccola frase “Ima vremena” traducibile con “C’è tempo”, in quello che diviene ossimoro tra testo ed immagine.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, vi lasciamo ad alcune immagini con i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics via AM

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Alleg – New Murals for Borgovecchio Factory

02/04/2015

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Torniamo ad occuparci dell’ottimo Borgo Vecchio Factory, il bel progetto Palermitano ospita un altro nome di spessore della scena Italiana, Alleg, che ha da poco terminato di realizzare un nuova serie di interventi all’interno del rione Palermitano.
Borgo Vecchio Factory nasce dal basso, dall’esigenza di impostare un progetto di promozione sociale con il quale interagire con chi abita in questo particolare e storico quartiere di Palermo. Per capire l’impatto e l’importanza di idee come questa, è anzitutto importante sottolineare la difficile situazione del rione.
Si tratta infatti di una zona in cui abitano famiglie in grave difficoltà economica, qui la disoccupazione tocca un vertiginoso 40%, persiste un diffuso analfabetismo conseguenza di un bassissimo livello di scolarizzazione. Nonostante si trovi in una zona centrale della città, la mancanza di servizi, l’elevato tasso di criminalità e le difficoltà quotidiane, spingono la zona a vivere una vera e propria esclusione sociale, politica ed economica.
In questa problematica situazione si inserisce il lavoro del progetto con lo scopo di imbastire una intensa collaborazione con i bambini del posto, cuore e futuro del quartiere. Proposto dall’organizzazione senza scopi di lucro PUSH in collaborazione con Per Esempio Onlus e con l’aiuto di Emajons, grazie al crownfunding, ecco aprirsi un ciclo semestrale di laboratori di pittura con 20 differenti bambini del quartiere.
In questo particolare contesto si inseriscono gli interventi di Alleg, l’artista catalizza ancora un volta il consueto approccio pittorico, spazio quindi ad una essenzialità del tratto ed ad una rielaborazione grafica, ai corpi sinuosi e sviluppati attraverso un approccio stilistico molto personale capace, di tratteggiare e confrontarsi, con tematiche importanti e comunque legata all’attualità o di variare spesso verso impulsi maggiormente legati a personali rielaborazioni naturali.
Avevamo lasciamo l’artista a Sante Marie con l’epico Rural Roots, splendido intervento murale, eccolo ora tornare al lavoro confrontandosi con nuovi e differenti spazi, rilasciando tutta la sua iconica impronta visiva. È l’intervento più grande a catturare la nostra attenzione, l’interprete si confronta con le particolarità del luogo per abbracciare una sintesi tematica in grado di ben riflettere sull’identità dello stesso. Nell’idea dell’autore c’è la volontà di porre l’accento sulle difficoltà di rimuovere una cultura non propria, qualcosa presente in modo circostante e che di fatto non intacca le prerogative ed il modo di pensare di un determinato luogo. Approfondendo, l’interprete riflettere sul rapportarsi con le differenti cultura, sulla ‘fatica’ di arrivare a conoscere la propria identità, sottolineando le difficoltà di una zona troppo spesso soggetta a regole proprie, a meccanismi sociali ed economici differenti, divenuti abitudine e regola, dimostrando la difficoltà di un cambiamento radicale.
In attesa di nuovi aggiornamenti sullo splendido progetto, vi lasciamo alle immagini degli interventi realizzati, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

GUARDA TUTTI GLI INTERVENTI DEL PROGETTO

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Pics by Baccosi Giulia, Lo Studiolo, Mauro Filippi

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Corn79 – New Mural in Borgata Tesso, Torino

02/04/2015

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Nuovo progetto per Corn79, il grande artista italiano ha infatti nei giorni scorsi terminato di dipingere questa nuova e grande parete in collaborazione con Square23 Gallery e l’Associazione Tesso dell’omonimo quartiere di Torino.
Le costanti variazioni, in termini di elementi e di strutture, presenti nelle produzioni firmate da Corn79, ci permettono puntualmente un confronto differente con quelli che sono gli stimoli ed i temi con cui l’autore è solito confrontarci. Questa costante volontà di commutare le proprie idee in funzione di un percorso eterogeneo, da una parte confuta il valore di una ricerca mai sazia, dall’altra ci permette un analisi differente ed in grado di alterare le nostre personali percezioni verso nuovi ed inaspettati lidi percettivi.
Legato ad un forte background nel mondo dei graffiti, la successiva evoluzione per l’autore Italiano ha significato un stimolo maggiormente legato all’astrazione della forma. Ad intensificare questo volano pittorico, troviamo una personale indagine geometrica ed in particolare legata ai vantra Hindu ed ai mandala Buddisti, ideale propellente sia tematici che visivi di ciascuna delle opere sviluppate dall’artista. Le opere proposte assorbono quindi quest’immaginario proponendo una costante idea di costruzione di elementi altamente simbolici. Elementi materici, onirici ed astrali, vengono quindi concatenati andando a generare vere e proprie configurazioni di forme differenti, ognuna con un proprio e preciso stimolo, in grado di strizzare l’occhio ad una sorta di pianta astrale. Questa assidua ricerca porta l’artista a sviluppare due distinti percorsi, due entità differenti che raccolgono l’esigenza di un equilibrio stilistico ed al contempo si pongono come ideale sintesi ed analogia visiva. La scelta di affrontare lo spazio attraverso background sporchi ed oscuri, catalizzata da vere e proprie colate di vernice, passate di tonalità differenti, alimenta il valore viscerale delle opere. Rappresentano la parte più recondita ed emotiva degli interventi, posta a confronto con la solidità, la precisione e l’ordine degli elementi disposti nello spazio.
Legato in particolare alla forma del cerchio, riproposta attraverso differenti alterazioni materiche e stilistiche, Corn79 raccoglie questi impulsi iniettandoli all’interno del tessuto urbano del quartiere di Borgata Tesso a Torino.
L’opera che ne consegue, è quindi una gigantesca costellazione di elementi differenti tutti racchiusi all’interno di una marcia tonale e soprattutto di un percorso concentrico verso la grande materia/sole posto al centro dello spazio. Una nuova proiezione astrale, caratterizzata da un fortissimo fondale nero, oscuro ed ignoto e sospinta dagli elementi gravitazionali che ci danno l’impressione di muoversi all’interno dello spazio. Emozione.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i quali riviviamo le fasi salienti del making of ed il bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti dall’artista.

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Giorgio Bartocci x Claudio Millecose – New Project in Genova

02/04/2015

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Ci spostiamo a Genova, all’interno di queste edificio abbandonato, è qui che, dall’incontro tra Giorgio Bartocci ed il fotografo ed urban-explorer Claudio Millecose, nasce quest’ultimo progetto di esplorazione e pittura.
Come lo stesso artista ci spiega tutto parte da una foto (quella che apre il nostro post), un immagine che evoca sensazioni ed impulsi personali. Le particolarità del luogo, i colori soprattutto, direttamente connessi con la scala cromatica a cui lo stesso interprete è particolarmente affezionato e che, così tanto, hanno cadenzato il suo rapporto con la strada, durante gli anni da writer. Da qui il passo e breve, un treno ed ecco aperte le porte dello spot per un intensa giornata di pittura ed esplorazione all’interno degli spazi di questa grande struttura.
Ancora una volta a catalizzare l’intera esperienza è anzitutto la location, un luogo abbandonato, in cui le componenti generate dall’uomo si miscelano con la natura che fa il suo corso e che lentamente ed inesorabilmente non molla, entra in conflitto con il cemento, cercando di riappropriarsi di ciò che le spetta per diritto intrinseco. Trovato il giusto luogo nella location, quello che per lo stesso artista evoca maggiormente le percezioni, si inizia a dipingere la parete adiacente ad una gigantesca pozzanghera da dove, come una sorta di fenice, vediamo emergere un cespuglio.
Sommando gli stimoli della particolare struttura, le sensazioni del momento quindi ancora una volta entrano a contatto con la particolare stilistica di Giorgio Bartocci. I colori, neanche a dirlo, rievocano il passato e si riallacciano al presente commutando una nuova esplosione di forme ed elementi astratti. Il moto istintivo e viscerale delle forme dipinte ancora una volta rivela tutta la catarsi emotiva a cui l’autore si sottopone. Si tratta di un approccio direttamente connesso all’esigenza di esplorare le aree recondite della propria emotività, traccia la forma e la sostanza di ombre e figure erranti l’artista. Questi spiriti si fanno carico di una ideale analogia sensibile dell’essere umano, delle sue più profonde emozioni, onirici e metafisici nell’aspetto, dannatamente capace di impersonare la fragilità, le paure ed i sentimenti di una natura intrinsecamente umana. Ribalzati, contratti ed accelerati all’interno dello spazio circostante, si elevano qui tentando di risalire la lunga parete in una diagonale di cadenzata da tonalità quali il giallo, l’arancione, il nero ed il bianco. Si sviluppa così una intensa analogia che riproietta ricordi, emozioni e situazioni appartenenti al passato, ricollocando e rielaborando nel presente, in questo luogo, il lavoro dell’artista.
Ad accompagnare il nostro testo, potete trovare una lunga e ricca serie di scatti con i quali riviviamo le fasi di realizzazione di questa nuova pittura, ed al tempo stesso ci immergiamo all’interno delle particolari atmosfere della location, enjoy it.

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Pics by Claudio Millecose

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Martin Ron – New Mural in Penang, Malaysia

01/04/2015

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Ci spostiamo a Penang in Malesia, da poco infatti terminata l’ultima fatica del grande Martin Ron, l’autore Argentino toglie il velo su questa sorprendente pittura ancora una volta catalizzata da effetti tridimensionali ed un realismo estremo.
Sebbene da parte nostra non vi sia un interesse smodato per coloro che portano avanti una pittura iperrealistica, Martin Ron rappresenta un eccezione nel suo genere. L’interprete sviluppa si il proprio lavoro incarnando uno stimolo pittorico votato alla raffigurazione quanto più realistica possibile. Al tempo stesso però ‘bagna’ le sue opere di un impulso squisitamente tridimensionale, andando in particolare ad interagire con le particolarità architettoniche delle superfici con cui si confronta e soprattutto porta avanti una narrativa che inevitabilmente sfocia nel surreale. Alterando quindi le basi concettuali e visive di una produzione che attecchisce nel reale, l’autore porta avanti un percorso infarcito di elementi sorprendenti capaci letteralmente di trasportarci all’interno di un universo con caratteristiche del tutto personale.
Quello che quindi attrae non è più lo stimolo prettamente realistico, quanto piuttosto la capacità di sviluppare immagini surreali, bizzarre e di accompagnare lo spettatore all’interno di questo mondo onirico, scandito da colori intensi, che appare vero ed assolutamente credibile.
Al tempo stesso le opere si insinuano nello spazio pubblico andando a dialogare con le strutture e le peculiarità architettoniche già presenti in esse, emergono profondi ed intensi stimoli naturali, con animali ad esempio che letteralmente fluttuano nell’aria, rendendo quindi le opere assolutamente intense ed impattanti.
Per questa sua ultima fatica Martin Ron, raccoglie tutto il suo bagaglio tecnico e stilistico andando ad imbastire una nuova ed intensa pittura. Spingendo al massimo sulla realisticità, l’autore Argentino elabora un immagine onirica, ricca di effetti tridimensionali capaci di commutare la percezione dello spazio a disposizione e riversando all’interno della grande parete tutto il suo immaginario. Letale.
Scrollate giù, in calce al nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica ed alcune immagini durante le fasi di realizzazione, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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SBAGLIATO – New Piece in Bruxelles

01/04/2015

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Ci spostiamo in Belgio, nei giorni scorsi gli amici di SBAGLIATO hanno da poco terminato di realizzare due nuovi interventi per le strade di Bruxelles, portando ancora una volta in dote tutto il loro particolare approccio stilistico.
In attesa di scoprire qualcosa di più su Sorry to Interrupt, nuovo progetto Londinese degli artisti lanciato con un breve teaser prodotto da The Blind Eye Factory, abbiamo l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro degli autori attraverso un nuova iconica serie di pezzi.
Ci siamo spesso confrontati con le produzioni firmate da SBAGLIATO, raccogliendone tutta la particolarità percettiva ed immergendoci in una personale alterazione degli spazi trascinata dalla volontà di una immersione differente nello spazio urbano. Come ribadito più volte, le produzioni degli interpreti rappresentano l’opportunità di una riflessione nuova sull’ambiente urbano. Dalle stesse architetture, dai cunicoli e da qualsiasi altra componente già presente in città, gli artisti traggono la loro ispirazione, sviluppando un corpo visivo in grado di sovvertire e commutare l’aspetto dello spazio, aprendo a nuove ed inedite proiezioni cittadine. Non è mai stato semplice il confronto, non si tratta di un immagine o di un approccio pittorico, i poster degli interpreti rappresentano la vera e cruda realtà, un campionamento a tappeto in cui la strada diviene ispirazione, scenografia e palcoscenico, in una trinità artistica capace di investire profondamente lo spettatore od il passante casuale.
Ci è spesso capitato di imbatterci con le installazioni degli artisti, di perderci tra reale ed irreale, in un confusione percettiva che inevitabilmente lascia un sorriso. Sta tutta qui la magia delle opere proposte, non c’è un immagine, non ci confrontiamo con la stilistica pittorica o gestuale, quanto piuttosto veniamo letteralmente educati ad osservare la strada attraverso un occhio differente, a cercare di capire se quello che vediamo esiste sul serio oppure no. Questo continuo giocare con ciò che osserviamo si sviluppa attraverso la volontà degli autori di una produzione che raccoglie, combina e si riappropria degli elementi cittadini, ricollocandoli poi in un differente contesto. La genialità sta tutta nella ricerca degli elementi ma sopratutto nella loro ricollocazione che risulta quanto mai azzeccata ed in perfetto equilibrio con ciò che ci propone il panorama.
Gli artisti ci trascinano in un nuovo stato emotivo, riflettono sulla condizione umana non attraverso la figura dell’uomo, completamente assente nelle loro produzioni, quanto piuttosto per mezzo degli elementi da lui stesso creati. Il soffocamento della vita di tutti i giorni, la condizione esistenziale dell’essere umano, in perenne cerca di evasione, trova nella aperture dimensionali e prospettiche degli artisti, il suo ideale slancio terapeutico. La grande realisticità, la volontà di proiettarci attraverso nuovi piani dimensionali, rappresentano i cardini di un percorso in strada di cui veniamo a contatto con finestre, porte, cornicioni, colonnati e veri e propri varchi, capaci di trasformare l’identità di uno spazio urbano, di eludere le nostre barriere percettive per trascinarci con forza all’interno di una produzione magnetica ed avvolgente.
Il doppio lavoro di Bruxelles ben rappresenta la peculiarità delle opere proposte da SBAGLIATO, due nuove installazioni in perfetta armonia con la strada e con ciò che è già presente all’interno della stessa, persi, ci interroghiamo, strizziamo gli occhi in cerca di una risposta vera o sbagliata che sia, non importa.
Ad accompagnare il nostro testo gli scatti di queste due ultime fatica, dateci un occhiata e come sempre restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti. Enjoy it!

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El Mac – “Ánimo Sin Fronteras” New Mural in El Paso

01/04/2015

Nuovo lavoro firmato El Mac, il grande autore Statunitense nei giorni scorsi si è spostato ad El Paso in Texas dove ha avuto modo di realizzare questo nuovo e splendido intervento portando avanti il personale approccio stilistico e tematico.
A distanza di qualche tempo dalla bella combo realizzata a Los Angeles (Covered) torniamo ad approfondire il lavoro dell’interprete Statunitense attraverso un intervento in grado di ben rappresentare sia le particolarità stilistiche sia l’importanza dei temi trattati all’interno delle sue pitture.
Uno degli aspetti fondamentali del percorso in strada dell’artista è la volontà dello stesso di portare avanti temi e spunti di rilevanza sociale, andando spesso a raccogliere gli stimoli e le vicissitudini dei luoghi che visita, per andare poi ad imbastire una trama profonda e sensibile. A farsi carico di queste tematiche importanti, troviamo un impulso visivo atto a dare forma e sostanza a corpi e soggetti umani con l’intenzione di raggiungere quanto più possibile, una resa al fotografica. Partendo proprio dai personali scatti, El Mac tratteggia l’aspetto di queste persone attraverso una impostazione visiva scandita dall’uso della bomboletta come unico e principale medium. Per mezzo di una serie di effetti di rendering, ecco emergere i volti, i corpi dei soggetti, letteralmente attraversati e sviluppati attraverso una precisa base tonale di volta in volta differente ed atta ad alimentare il valore tematico ed emotivo dell’opera.
Dal titolo “Ánimo Sin Fronteras”, quest’ultima fatica di El Mac raccoglie appieno l’esperienza pittorica e tematica del grande autore, attraverso un nuova ed intensa riflessione. Se infatti dal punto di vista stilistico l’interprete continua ad affidarsi al consueto approccio, è il tema dell’opera a stimolare il nostro interesse.
L’artista prende spunto da una foto scattata nel 2012, ritraente un uomo chiamato Melchor Flores, che ha lottato per avere risposte e giustizia per il figlio scomparso dopo essere stato arrestato dalla polizia di Nuevo León nel 2009. Situato nel cuore del centro di El Paso, proprio vicino ad un murale ritraente una scena di boxe, quest’opera rappresenta lo spirito combattivo e per nulla arrendevole di coloro che nonostante le avversità e le problematiche, continuano a lottare per la giustizia personale e dei propri cari.
Si tratta, ci spiega l’interprete, di un intervento che per lungo tempo ha voluto realizzare, uno spunto importante che porta alla mente le battaglie legali di Ilaria Cucchi in cerca della verità per la morto del fratello Stefano.
In calce al nostro testo una bella e ricca serie di scatti, il bel video del making of, con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

This is the mural I painted in El Paso, Texas, titled “Ánimo Sin Fronteras” (spirit without borders). All aerosol and fatcapsIt’s based on photos I shot in 2012 of a man named Melchor Flores, who’s been fighting to get answers and justice for his son who was picked up and disappeared by police in Nuevo León in 2009. This mural is located in the heart of downtown El Paso, and complements the fighting spirit of the classic boxing mural next to it. This is an important mural for me, something I’ve been trying to make happen for a while. It is for all those who fight for justice.

Once again, gracias a don Melchor y los otros participantes de la Caravana por permitirme tomar sus fotos..and thanks to Grave y la familia Herrera, Ari Bracamonte, Eric Heights, Ricardo Fernandez, Ahern Rentals, Chris Fisher, Mitsu Overstreet, Marina Monsisvais + KTEP, The Tap, Culture Strike, and anyone else that helped or supported in any way.

Pics by Federico Villalba , Eric Heights and Vallarie + Arturo Enriquez via The Artist
Video by Eric Heights

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Elian – “Point of Contact” New Mural in Córdoba

01/04/2015

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Nuovo aggiornamento per Elian, il grande interprete Argentino ha infatti da poco terminato di realizzare un nuova e grande pittura nella sua Córdoba in Argentina, sviluppando nuove ed intense variazioni al suo tipico approccio pittorico.
Uno degli aspetti certamente più interessanti, quando analizziamo il lavoro di Elian, sta tutto nella volontà dell’artista di sviluppare uno stimolo artistico costantemente in movimento. Una ricerca la sua capace di non rimanere ancora ad un unico impianto visivo, quanto piuttosto variare costantemente e ciclicamente l’approccio sulla spazio, lasciando allo stesso tempo inalterate le basi concettuali e tonali del proprio operato.
In questo senso è quindi anzitutto fondamentale costatare come a caratterizzare ciascuna delle opere dell’autore, ci sia la volontà dello stesso di istaurare un dialogo quanto mai più simbiotico possibile con lo spazio e l’ambiente di lavoro. Ogni singolo intervento, vive quindi a stretto contatto con le peculiarità architettoniche, con gli stimoli ambientali e percettivi, tradotti attraverso l’enfasi e gli stati d’animo del momento, in una nuova e sempre differente mistura astratta. L’astrattismo generato dall’interprete, continua quindi si, a poggiare le sue solide basi su uno sviluppo tonale, con il rosso, il nero, il giallo ed il blu a catalizzare le opere, ma varia nel suo sviluppo nello spazio. Passando quindi agevolmente tra interventi maggiormente gestuali, ad opere in grado di variare la percezione delle superfici dove prendono vita, ad esempio, l’artista propone una nuova dimensione identificativa dello spazio urbano, lasciandosi guidare dai sentimenti e sviluppando con essi le differenti alterazioni della forma delle sue criptiche figure. Al tempo stesso, il lato viscerale, incontra uno studio approfondito in grado di inserirsi nello spazio non in modo casuale, ma quanto mai in equilibrio ed in armonia con lo stesso.
“Point of Contact”, questo il titolo dell’ultima magia di Elian, racconta bene quella è che l’esperienza visiva, stilistica e tematica delle produzioni firmate dall’Argentino. L’idea è quella di uno sviluppo pittorico basa su un punto di tensione. La particolare conformazione dello spazio, schiacciato ed allungato, funge da stimolo per l’interprete. Una superfice irregolare che inevitabilmente pone l’accento sul panorama naturale che la circonda, ed è qui che l’artista inserisce la sua pittura. Commuta la percezione dello spazio distogliendo l’attenzione dalla struttura e rivolgendola piuttosto verso l’impronta pittorica.
Quest’ultima unifica le differenti anime del lavoro dell’autore, dagli istanti più gestuali, passando per l’intersecarsi di forme, arrivando infine alla creazione di elementi diretti ed incisivi che tornano a fare la loro comparsa a distanza di davvero parecchio tempo e che ben si spostano con la particolare conformazione della lunga parete. Splendido.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella e dettagliata serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista, in attesa di nuovi aggiornamenti, scrollate giù e dateci un occhiata!

This work is based on the point of tension. We can see all the architectural irregularities that give great importance to the environment. With the circle, gestural geometric and shapes directed, I seek the architecture remains in the background to highlight the pictorial work.

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Zed1 – “Nella Rete” New Mural in Rome

01/04/2015

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Nuovo progetto per Zed1, il grande artista Italiano nei giorni scorsi si è spostato a Roma dove all’interno del Villaggio Globale per il progetto Re-Visioni, si è impegnato nella realizzazione di una nuova ed intensa pittura.
È l’opportunità per tornare nuovamente ad approfondire il lavoro di uno degli artisti più rappresentativi della scena Italiana, attraverso un opera capace ancora una volta di smuovere, far riflettere e di imbastire un dialogo con chi osserva. Mai banale Zed1, l’abbiamo ribadito più volte, ciascuno degli interventi proposti dall’interprete riesce a stuzzicare una determinata tematica in modo tale che, osservando le opere nel loro insieme, ci troviamo di fronte ad una lettura approfondita dei tempi moderni e, di conseguenza, dell’uomo.
Questa particolare cadenza tematica, riesce quindi a tracciare con forza un analisi personale capace di tratteggiare tutte quelle differenti sfaccettature che caratterizzano la società e l’essere umano in questo particolare periodo storico, economico e sociale. In questo senso, uno degli aspetti certamente più interessanti, è la capacità dell’artista di sviluppare potenti analogie, servendosi spesso del mondo naturale ed animale come ideali attori. L’interprete porta al limite un determinato concetto, estrapolandone il senso ed alimentando una riflessione in chi osserva, raccoglie gli stimoli da temi attuali, interrogandosi e facendoci interrogare sulle dinamiche che muovono la nostra quotidianità.
Al centro di questa intensa scelta tematica, troviamo gli iconici personaggi. La figura dell’uomo nelle produzioni dell’autore è infatti catalizzata dalla presenza di characters antropomorfi capaci di avvicinarsi maggiormente al mondo animale. Una pittura quindi altamente personale e grafica, sostenuta da tinte tenui, ed in grado di porsi come ideale propellente visivo dei temi e degli spunti cari all’artista stesso.
Quella che emerge è quindi una vera e propria presa di coscienza, una forte caratterizzazione in grado puntualmente di scuoterci e di offrirci una lettura differente, da un altro punto di vista ci avviciniamo quindi ad una determinata tematica.
Dal titolo “Nella Rete” quest’ultima fatica di Zed1 ben rappresenta il valore e la profondità delle produzioni del campione italiano. L’impegno è qui rivolto verso l’utilizzo di internet, e dei social network in particolare, che sempre di più stanno invadendo le nostre vite.
L’analogia è sottile eppure dannatamente efficace. L’autore raffigura uno dei suoi personaggi letteralmente incastrato in una gigantesca ragnatela, che raffigura appunto internet intorno a lui vediamo una serie di figure, con i loghi dei tre social network più utilizzati, che lentamente si avvicinano minacciose. Tutto chiaro no?
In attesa di nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e perché no, prendetevi un paio di minuti per rifletterci sopra.

Thanks to The Artist for The Pics

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