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Archive for novembre, 2014

Weekly Overview – 24 – 11 to 30 – 11

30/11/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Anthony Lister – New Mural in London

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Moallaseconda – A Series of New Pieces

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Aris – New Pieces for Freight Train Series

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Broken Fingaz – New Mural in Wuadi Nisnas, Haifa

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DOLORES at Museo delle Cere Anatomiche (Recap)

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Federico Draw for Stop Violence Against Woman Project

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L’Atlas “Transversal” at Wunderkammern Gallery (Recap)

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CT – “Grand Tour” at Studio D’Ars (Recap)

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Augustine Kofie – New Mural for Association Le M.u.r.

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MP5 – “Dog” at Ego Gallery (Recap)

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BLU – New Stunning Mural in Rome

Tellas & G.Loois Combo work in progress

Tellas x G.Loois – New Mural in Rome

Fikos – New Murals at ETH Zurich

30/11/2014

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Fikos Antonios, l’interprete Greco recentemente si è spostato in Svizzera dove ha avuto modo di dipingere le pareti esterne del ETH di Zurigo, l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia.
Fondato nel 1855, il centro è una delle università più importanti del mondo con alle spalle una lunga storia costellata di ben 21 premi Nobel tra cui Albert Einstein ed il più recente Richard F. Heck. L’artista prende parte ad un progetto artistico che propone la realizzazione di diversi dipinti all’interno dei cinque piani del CLT di Ingegneria Meccanica dell’Università. È l’opportunità per approfondire il lavoro dell’interprete attraverso un progetto impegnativo che si pone di fatto in totale controtendenza rispetto agli spunti tipici del suo operato.
Il lavoro di Fikos Antonios è legato ad una personale rielaborazione in chiave moderna di quella che è una pittura bizantina. L’artista Greco lavora quindi attraverso una rievocazione di questa particolare stilistica pittorica dando ai proprio personaggi questo particolare aspetto visivo, attraverso questi l’interprete sviluppa quindi la personale riflessione sui tempi moderni dipingendo situazioni e temi legati al presente.
È innegabile come nell’idea di Fikos ci sia quindi l’intenzione di capire il presente affrontandolo attraverso un ottica passata e dimostrando in questo senso la ciclicità dei comportamenti dell’animo umano.
Ci troviamo di fronte a storie e tematiche differenti, situazioni surreali quanto realistiche approcciandosi con gli spazi attraverso le particolarità di questa stilistica pittorica.
Il progetto realizzato a Zurigo è indubbiamente legato alla tecnologia ed alla scienza, elementi questi (quasi) del tutto assenti nell’arte bizantina. Fikos Antonios sceglie quindi di studiare le lezioni del dipartimento, e di lasciarsi ispirare da Bisanzio, dalla mitologia e dalla storia della Grecia antica. In questo senso possiamo quindi vedere riferimenti alla fisica, alla matematica, ed infine alla storia della Svizzera. Al piano terra, come benvenuto, vediamo una personale elaborazione del poeta Greco Elytis, al primo piano invece, sede degli studi sulla statistica, troviamo il matematico Eulero accompagnato da alcune immagini che ne rievocano gli studi. Il secondo piano, essendo uno spazio di svago ospita un opera a tema più spensierato, con la personificazione del mare, che contiene simbolicamente l’atomo dell’acqua.
Il terzo piano è invece composto da una personale elaborazione raffigurante Aristotele e Newton dove il primo scrive le quattro cause che, a suo parere, sono necessarie per ogni processo creativo, e Newton tiene in una mano il prisma con cui ha analizzato la luce dei colori, mentre nell’altra la mela che lo ha ispirato. All’ultimo piano, quello che ospita l’ufficio del professore, l’autore torna a proporre invece uno dei suoi iconici angeli, accompagnati da una serie di piccole imbarcazioni in riferimento alla collezione privata del docente.
Null’altro da aggiungere per approfondire al meglio il bel progetto vi lasciamo ad una ricca ed esaustiva galleria di scatti, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for the pics

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Violant – “Skull with a burning joint” New Mural

29/11/2014

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Con piacere andiamo a svelare l’ultima fatica di Violant, l’interprete Portoghese torna al lavoro proponendo un nuovo intervento decisamente sopra le righe e soprattutto in controtendenza rispetto a quanto siamo soliti aspettarci.
Con quest’ultima fatica andiamo quindi ad immergerci all’interno del particolare immaginario che caratterizza le produzioni firmate Violant. È sempre più difficile riuscire a decifrare le impressioni lasciate da Violant, l’artista insiste infatti nel portare avanti un percorso artistico infarcito di temi e spunti differenti legati sempre e comunque ad un immaginario capace di impattare con forza e fragore chi come noi ne segue gli sviluppi in strada. Osservando le produzione dell’autore appare chiara la volontà dello stesso di soffermarsi su argomenti legati alla decadenza e comunque appartenenti ad un ambito cupo, triste e per certi versi pessimistico, dei veri e propri cazzotti allo stomaco capaci di destarci dal sonno e di animare le corde più sensibili del nostro animo. La pittura di Violant si fa quindi violenta – scusate il gioco di parole – quasi brutale, andando a tratteggiare con assoluta precisione elementi alcune volte irreali, altre maggiormente legati alla realtà, temi come la morte, così come i soggetti appartenenti al mondo animale, riescono puntualmente a trasmetterci una scossa, una presa di posizione diretta, non si può quindi rimanere indifferenti.
A sostenere questa forte e peculiare attrattiva tematica troviamo una approccio pittorico votato proprio al realistico, un impronta cromatica forte dove tra le misture di colori emergono tinte forti e ben radicate, capaci di delineare ed appunto sostenere al meglio il tema scelto di volta in volta.
A differenza di quanto siamo soliti aspettarci Violant per questo suo ultimo intervento, dall’esplicito titolo “Skull with a burning joint”, cambia in parte il registro tematico. Abituati ad avere di fronte immagini evocative, mistiche e profondamente connesse con temi quali la violenza e la morte, qui l’autore sviluppa un opera più ‘spensierata’ laddove, come suggerisce lo stesso titolo, ci troviamo dinnanzi un gigantesco scheletro nell’atto di fumare. Se l’impatto emotivo è catalizzato ancora una volta dalla contatto con una presenza cupa e malinconica come il grande teschio, dall’altra rispetto ai precedenti interventi ci troviamo di fronte ad una situazione più calma, meno tensione qui in favore di argomento spiccatamente meno oscuro e malinconico.
In calce al nostro testo alcuni dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’inteprete, enjoy it.

Pics by The Artist

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Fintan Magee – “Migration” New Mural in Perth

29/11/2014

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Ci spostiamo nuovamente a Perth in Australiana, qui ritroviamo con piacere Fintan Magee, l’autore Australiano ha da poco terminato di dipingere un nuovo iconico intervento dei suoi caratterizzato dalla particolare dialettica visiva che da sempre ne accompagna le produzioni.
Dopo Hunger realizzato qualche settimana addietro a San Diego, torniamo quindi ad approfondire l’operato del grande interprete. È l’occasione per noi per una nuova immersione all’interno delle particolare dinamiche che muovono gli interventi dell’artista per un inedito viaggio sospeso tra realtà e finzione.
Abbiamo spesso incrociato il nostro cammino con quello di Fintan Magee, sempre piuttosto interessato alle dinamiche che muovono la pittura dell’interprete. Come visto la pittura dell’autore è legata a tematiche fantastiche vengono sviluppate attraverso una pittura assolutamente realistica. Il piglio figurativo che accompagna le produzioni di Magee si sviluppa quindi attraverso una spiccata sensibilità figurativa, laddove il tratto e le pennellate si fanno profonde e ripetute, una gestualità che genera elementi e sezioni ‘sporche’ intervallate da vere e proprie gettate di vernice che alimentano i peculiari effetti di sovrapposizione cromatica. Se l’interazione con gli spazi in passato rappresentava uno degli aspetti singolari dei lavori dell’artista è indubbio come in questo momento l’Australiano prediliga concentrarsi sul valore emotivo dei suoi interventi. Chi osserva viene colto da una sorta di sospensione della realtà, le immagini realistiche riescono a muovere visioni e situazioni grottesche, con ciò che viene dipinto che diviene reale e credibile nonostante i contesti siano di fatto irreali e di fantasia.
Dal titolo “Migration” quest’ultima fatica di Fintan Magee va a toccare uno dei temi caldi del momento attraverso un immagini che eredita tutto lo spessore del particolare approccio stilistico dell’interprete. Se l’impostazione visiva è come sempre affidata ad un tratto che emula la realtà, i temi e gli stimoli che caratterizzano l’opera vengono sviluppati attraverso l’inserimento di componenti fantastiche. Nell’ipotetico cammino dei soggetti raffigurati l’autore va a rilasciare una serie di spunti che richiamano aspetti prettamente emotivi. L’idea di dipingere delle vere e proprie case sulle spalle dei personaggi, richiama in noi l’esigenza di trovare un nuovo luogo dove vivere dignitosamente, al tempo stesso tutte le figure si muovono all’interno di un terreno impervio, sottolineando quindi la difficoltà sia nello spostarsi in cerca di una nuova casa, sia le difficoltà che ne derivano. Il risultato finale è un opera densa di dettagli, questa volta maggiormente legata ad aspetti prettamente viscerali con i temi proposti che rimbalzano ed impattano dalla parete all’osservatore, una nuova riflessione profonda che ci ha particolarmente convinto ed interessato.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo come consuetudine alle immagini in calce al nostro testo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Anthony Lister – New Mural in London

29/11/2014

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A distanza di davvero parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Anthony Lister, il grande interprete Australiano ha fatto tappa nei giorni scorsi a Londra dove si è tornato a lavorare su parete presentando un nuovo iconico intervento.
È l’occasione per noi questa per tornare ad approfondire l’operato di uno degli interpreti che maggiormente incontrano il nostro favore, al tempo stesso l’intervento segna il ritorno dell’autore nella zona di East London a distanza di quasi due anni da Unslung Heroes, ultima apparizione Londinese datata 2012 coincidente con l’omonimo show all’interno degli spazi della The Outsiders Gallery e arricchita da una serie di interventi in strada.
Profondamente legato alla personale esperienza in strada, in particolare ad un solido background come writer, Anthony Lister porta avanti una personale stilistica artistica sofisticata che trova nell’unione di componenti figurative ed astratte il suo ideale slancio. Questa particolare miscela, che da sempre contraddistingue il percorso e la totalità delle produzioni dell’autore Australiano, viene sviluppata attraverso una personale fascinazione sul movimento. Il moto dei corpi rappresenta in questo senso il punto cardine dell’esperienza visiva dell’artista, con l’interprete interessato a proporre corpi e le relative scie di movimento attraverso una tavolozza cromatica forte ed impattante. Questo particolare aspetto viene stimolato dall’esigenza dell’artista di sviluppare e comporre immagini che parlano del quotidiano, di situazioni di vita di tutti i giorni, attraverso la rappresentazione di figure e soggetti appartenenti alla cultura moderna. Proprio i personaggi di Lister rappresentano un altro rilevante aspetto all’interno delle produzioni firmate dall’artista, tra le grandi facce che di tanto in tanto fanno capolino su serrande e pareti, l’autore ha spesso concentrato il proprio operato in particolare sulla figura del supereroe. Questi particolari characters rappresentano l’ideale slancio per l’artista per sviluppare una frattura tematica, la figura del super uomo viene contrastata e vista attraverso azioni semplici, con immagini che appartengono alla routine giornaliera capaci quindi di andare in contro tendenza con l’idea stereotipata di questi particolari personaggi. Al tempo stesso è importante sottolineare come la figura della ballerina rientri in un progetto stand-alone che vede l’autore indagare con maggiore enfasi e dettaglio proprio il movimento di questa peculiare figura e proiettarne gli stimoli sia su parete che per i lavori in studio.
Quest’ultimo intervento eredita in particolare lo studio sulla figura del super uomo, Anthony Lister produce un nuovo character composto da differenti livelli in cui possiamo riconoscere alcuni dei tratti distintivi di alcuni dei più iconici supereroi.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto alle immagini in calce al nostro testo con tutti i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dall’interprete, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti sul suo lavoro.

Pics by Monoprixx and LondonWallsCollection

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ZOSEN and Mina Hamada – New Mural in Mendoza

28/11/2014

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Prosegue il nostro viaggio all’interno delle meraviglie del Festival Muropolis a Mendoza in Argentina, ci sono anche ZOSEN e Mina Hamada che rinnovano la loro fruttuosa collaborazione con un nuovo e splendido intervento in combo.
La rassegna Argentina ci sta regalando davvero un numero incredibile di lavori di primissimo ordine, dopo gli Argentini che hanno monopolizzato la (quasi) totalità dell’evento, è quindi il turno di ZOSEN e Mina Hamada che ci offrono l’opportunità di immergerci ancora una volta all’interno del loro particolare immaginario visivo. Sempre piuttosto interessanti all’unione di differenti immaginari, special modo quando le collaborazione si protraggono per diverso tempo e riescono a generare un nuovo universo. Le produzioni firmate dai due interpreti generano un immagine finale forte e ridondante, capace di raccogliere entrambi gli alfabeti visivi dei due autori sotto un ottica di dialogo eccentrica ed ovviamente iper colorata. In questo senso entrambe le ricerche dei due artisti si sviluppano attraverso un forte e radicato processo immaginativo capace di esplodere attraverso un ottica stilistica senza dubbio legata al colore. Seppur attraverso visioni differenti, i due interpreti legano il proprio percorso produttivo attraverso le comuni influenze cromatiche, ne emerge un immaginario caratterizzato da elementi astratti e figure sfaccettate, coadiuvati da un perfetto equilibrato.
La danza insiste ed incessante che investe gli spazi a disposizione, va ad incanalare le differenti influenze di ciascuno dei due artisti, vediamo l’intersecarsi di oggetti, figure, elementi e soggetti differenti, in un caleidoscopio esaltante ed ipnotico che va a raccogliere gli stimoli del quotidiano. Quello che lo spettatore si trova di fronte è un puzzle sfaccettato che invoca l’opportunità di una lettura di volta in volta differente, ci spinge ad osservare porzione per porzione ogni singola sezione delle opere realizzate, guardandone le viscere per raccogliere le differenti immagini celate al suo interno, venire stimolati da ogni singola immagine in un bagno cromatico che riesce ad assuefarci.
Quest’ultima fatica, dal titolo “El Jardín de Guaymallén” è stata realizzata da ZOSEN e Mina Hamada direttamente sulla facciata esterna della scuola Guillermo Cano di Mendoza, dove il famoso illustratore Quino ha studiato. L’opera raccogliendo gli stimoli del lavoro combinato dei due interpreti, prende ispirazione dalle piante e dalle rocce presenti intorno allo spot che ne diventano parte integrante generando un opera che sa di installazione.
In attesa di seguire gli sviluppi del viaggio in Sudamerica del duo, con le prossime tappe a in Buenos Aires, Cordoba, Salta, in Bolivia e Peru, in calce al nostro testo potete trovare una ricca serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica dei due interpreti. Qui, nella nostra apposita sezione, potete invece approfondire i precedenti interventi fin qui realizzati per la grande rassegna murale Argentina.

Thanks to The Artists for The Pics

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Poesia – Installation at Bund18 curated Magda Danysz Gallery

28/11/2014

A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Poesia, il grande interprete è stato da poco coinvolto in Bund18 Shanghai #Lookthrough, nuovo progetto curato dalla Magda Danysz Gallery di Shangai.
Organizzato dalla prestigiosa galleria cinesa, il progetto/esibizione ha visto i primi di Novembre susseguirsi ben 12 artisti all’interno della splendida struttura del Bund18 per lavorare ad una serie di interventi indoor. Particolarità del progetto è che le persone hanno potuto seguire tutta la lavorazione di ogni singolo intervento attraverso le finestre della struttura portando quindi a compimento un nuovo interazione e fruibilità tra il passante, l’opera e l’artista che la sta eseguendo. A concludere sarà possibile vedere da vicino la totalità dei lavori realizzati, con artisti del calibro di Futura, Katre, Seth, JonOne, , Thomas Canto, giusto per citarne alcuni, fino al prossimo 1 Dicembre.
Profondamente legato al mondo dei graffiti, il quale rappresenta la sua principale ispirazione, Poesia ha successivamente evoluto il proprio approccio stilistico attraverso un piglio maggiormente legato all’astratto. Attraverso un piglio rapido, diretto ed incisivo, l’autore sviluppa un personale immaginario visivo dove va ad intersecare differenti aspetti, dai lavori di collage, a quelli maggiormente gestuali, passando per le opere maggiormente geometriche ai quadri astratti. Questa diversificazione permette all’interprete di sviluppare e far interagire differenti direzioni stilistiche al fine di creare di volta in volta un immagini differente e soprattutto di portare avanti la propria ricerca attraverso un espansione delle idee alla base del sua arte.
A caratterizzare questa nuova fatica di Poesia troviamo sicuramente un approccio maggiormente istintivo e viscerale, l’autore sceglie qui di concentrare i propri sforzi sul tratto andando a generare un intricatissima serie di segni gestuali che vanno a trasformare la totalità della superficie a disposizione. La scelta dell’autore si rivela vincente anche dal punto di vista cromatico con una scala di grigi, coadiuvata dal bianco e dal nero, a sviluppare l’intricatissima trama gestuale dell’intervento.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto al video ed ad una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato dal grande interprete, il consiglio è quello di mettersi comodi e darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Alberonero – “Norme di Paesaggio” residency at Campidarte (Preview)

28/11/2014

Ci spostiamo in Sardegna, diamo infatti un occhiata a “Norme di Paesaggio” residenza d’artista di Alberonero che per tutto il mese di Novembre ha avuto modo di lavorare all’interno degli spazi del progetto Campidarte.
Come visto diverse volte Campidarte nasce anzitutto dalla volontà di proporre un progetto capace di scostarsi dalla semplice manifestazione artistica, quanto piuttosto sostenere un ritorno alla natura offrendo uno spazio polivalente, la serie di capannoni ed ex pollai dismessi, all’interno del quale poter esprimere il proprio operato in totale armonia con la terra
Per un intero mese quindi Alberonero si è confrontato con questi luoghi onirici lavorando su più livelli concettuali e portando avanti interventi attraverso differenti tecniche artistiche. Dai lavori su muro a quelli su altri supporti rinvenuti in loco, arrivando infine ad una sperimentazione installativa, ideale punto di incontro tra il lavoro dell’autore italiano e lo spirito progettuale del luogo.
Lo stimolo del progetto ruota intorno ad un percorso che lo stesso artisti ha affrontato in questi ultimi 30 giorni, un viaggio alla scoperta del territorio, dai suoi odori, alle sue forme e rumori, il tutto raccolto e trasformato attraverso la consueta fascinazione cromatica.
Alberonero vuole quindi indagare le percezioni presenti nel momento in cui ci si ferma ad osservare l’orizzonte, soffermando l’ attenzione su volumi, contrasti e movimenti, studiando e raccogliendone elementi. L’insieme emozionale e formale del paesaggio é tradotto in chiave di colore, linguaggio centrale del lavoro dell’artista. La norma cromatica diventa quindi il suo mezzo per rappresentare quell’istante visibile ed immobile. Gli accostamenti cromatici presenti nelle opere sono sinonimi del visibile e le interazioni dei singoli colori stabiliscono le possibili variabili di trasformazione del paesaggio nel tempo.
L’appuntamento è quindi per il prossimo 30 di Novembre, nell’attesa che ci separa vi lasciamo ad alcuni scatti in preview ed al bel video in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni infatti ad attendervi un bel recap, stay tuned!

Thanks to The Artist for The Pics

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Moallaseconda – A Series of New Pieces

28/11/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Moallaseconda, l’artista Italiano ci presenta una nuova serie di interventi realizzati nelle scorse settimane continuando a proporre il particolare approccio stilistico tra nuovi ed interessanti esperimenti.
Questa nuova serie di lavori ci offre l’opportunità di vedere da vicino i nuovi stimoli che stanno caratterizzando le produzione dell’autore mettendo in particolare l’accento sulla componente cromatica che risulta qui particolarmente accentuata. Per chi segue da parecchio la nostra programmazione giornaliera non sarà certo sfuggito il cambio apportato da Moallaseconda nella dinamiche del proprio percorso in strada, l’artista si è avvicinato passo dopo passo ad un ottica astratta, scansando le primordiali sperimentazioni figurative in favore di un approccio certamente più criptico e legato ad una personale astrazione della forma. In questo senso gli elementi che costituivano gli slanci tematici delle opere dell’interprete, i cavi elettrici, la barba dei suoi personaggi ad esempio, sono state raccolte in un nuovo filone capace di veicolarne al meglio le sensazioni mistiche ed oniriche in favore di uno studio costante e legato a dinamiche astratte. Il risultato di questa progressiva trasformazione è una ricerca mai sazia ma che di fatto continua a proporre nuove dinamiche, nuovi stimoli in grado di legarsi alla perfezione con i luoghi di lavoro, con le particolarità architettoniche delle location e delle pareti scelti, per un viaggio costante e sfaccettato all’interno di elementi e visioni altamente viscerali.
Le immagini proposte dall’artista sono il risultato di una concreta instabilità, quasi violente, le vediamo caratterizzate da una fortissima presenza di dettagli. In questo senso gli elementi dipinti si fanno apprezzare per un costante cambio stilistico, con forme differenti e diseguali, sezioni più sporche e grezze contrapposte a parti più pulite e dense, un aspetto pittorico questo che si lega infine alla presenza di linee sinuose che fungono da ideale collante tra le varie sezioni dell’opera.
Vogliamo in particolare porre l’accento sull’installazione, tra le tre probabilmente l’opera che maggiormente ci ha interessato in questa nuova serie. Moallaseconda sviluppa qui un lavoro materico, elaborato attraverso differenti materiali e figlio di un impulso altamente istintivo. Dopo le sperimentazioni su carta ed i collage con differenti materiali, l’autore sceglie di intervenire all’esterno assemblando una serie di scarti di cantiere. Utilizzando proprio questi ultimi, commutandone la posizione e l’aspetto finale, l’artista va a costruire una forma ed il disegno attraverso il colore, strati di materiali che si intersecano attraverso sovrapposizioni, arrivando infine ad intaccare la superficie della parete limitrofa. Quello che emerge è un elemento sfaccettato e catalizzato da differenti forme e dettagli, dalla pittura che scorre all’interno delle sue viscere, al tempo stesso è una visione altamente fragile ed effimera, l’opera ha avuto una vita breve durando unicamente 2 giorni, che ci ha particolarmente colpito.
In calce al nostro testo potete trovare una ricchissima galleria di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’autore Italiano, mettetevi comodi e dateci un occhiata siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Aris – New Pieces for Freight Train Series

28/11/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Aris, il grande interprete italiano ha da poco portata a termine una nuova serie di interventi per la sua Freight Train Series portando avanti la personale ricerca sulla forma.
L’elemento viscerale, così come la capacità di proiettare all’interno delle sue visioni, elementi e forme differenti, rappresentano l’impulso principale delle produzioni firmate dal grande artista Italiano. Abbiamo spesso incrociato il nostro cammino con le produzioni di Aris, sempre più sorpresi e coinvolti, ci siamo spesso quindi trovati all’interno di un processo visivo in grado di proiettare sensibilità differenti, letture soggettive in grado di stimolarci e soprattutto suggerire immagini nuove in funzione di stati d’animo o sensazioni divergenti. L’operato dell’artista si muove quindi anzitutto attraverso un matassa di livelli sovrapposti, una sovrapposizione che da vita ad una massa incognita e di difficile lettura. In questo senso lo stimolo risiede quindi nell’elevata quantità di dettagli che si intersecano all’interno delle differenti variabili cromatiche e stilistiche delle immagini proposte. Si anima una danza sinuosa, tra picchi vertiginosi e discese rapide, che segna le figure proposte andando a tracciare il proprio cammino all’interno di una traccia di volta in volta di differente interpretazione. Quello che rimane è una visione in cui corpi, volti ed arti, vengono alla luce, emergono dal bagno cromatico, quasi impercettibili, si intersecano tra loro perdendosi nella densità dei colori. Si tratta di un viaggio emotivo in cui siamo necessariamente esposti ad una disgregazione della massa, invitati a perderci all’interno delle forme e delle increspature generate dal loro miscelarsi, tra assenza cromatiche contrapposte ad immagini in negativo, che tinte che si destano e spengono, staccandosi e percorrendo gli spazi prima di rituffarsi in un altro tono.
Una delle applicazioni più importanti di questo particolare approccio stilistico è senza dubbio la Freight Train Series, una serie specifica in cui Aris va a confrontarsi con le superfici metalliche dei treni merci. Se da una parte il progetto riporta l’interprete vicino alle sue radici da writer, dall’altra alimenta il sapore sperimentativo del suo stesso lavoro, portando avanti nuove ed interessanti dinamiche.
In questo senso per noi è l’occasione per vedere di volta in volta le differenti declinazioni delle forme ideate dall’autore. Abbiamo di fronte il loro sviluppo attraverso nuovi ed interessanti esperimenti stilistici, per mezzo dei differenti livelli cromatici apprendiamo nuove figure, stravolgimenti ed estensioni della forma, completamente assuefatti dal costante e mutevole viaggio sensoriale offertoci dall’interprete.
Null’altro da aggiungere, come consuetudine vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete italiano.

Pics by The Artists

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Broken Fingaz – New Mural in Wuadi Nisnas, Haifa

27/11/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro dei Broken Fingaz, il collettivo Israeliano torna a colpire con una nuova pittura realizzata nel quartiere di Wuadi Nisnas ad Haifa.
Dopo le precedenti incursioni in giro per l’Europa, ed il conseguente silenzio che ne è scaturito, è per noi un piacere scoprire come gli interpreti siano tornati al lavoro producendo un intervento nella loro stessa città. E’ proprio ad Haifa che gli artisti vanno ad elaborare questa loro ultima fatica, infischiandosene delle problematiche sociali e proseguendo nel portare avanti tutta la particolarità del loro approccio stilistico. L’opera prende vita andando a coprire la totalità di questa struttura ed è questa volta incentrata sul binomio cromatico tra il verde ed il rosso, con le immancabili sezioni in bianco e nero a fare da contro bilanciamento. Quello che come consuetudine colpisce è l’elevata quantità di dettagli, spunti e riferimenti che gli autori sono riusciti ad inserire all’interno dell’opera rilanciando quindi tutta la grande energia e l’impatto che da sempre accompagna la totalità delle loro produzioni in strada.
Probabilmente tra gli artisti che maggiormente ci affascinano, come abbiamo spesso avuto il piacere di vedere il lavoro dei Broken Fingaz poggia le sue solide basi su una miscela visiva carica di elementi differenti. In questo senso l’approccio stilistico degli autori si sviluppa attraverso la creazione di immagini singole, spesso raccolte in caselle, che vanno ad esplorare la moltitudine di riferimenti ed influenze parte del loro immaginario. Quella che emerge è quindi una trama ricchissima di stimoli visivi, con gli interpreti che scelgono volutamente di esagerare, sia nei temi proposti, quanto nei colori e nelle immagini realizzate. Questa particolare cadenza è il risultato della miscela generata da passione e fascinazione differenti, dalle influenze pop che investono lo stile, alle immagini dei film horror di una volta, al trash ed allo splatter più estremo, arrivando infine ai peculiari e controversi contenuti a carattere sessuale, il tutto raccolto in una forte e rimarcata stilistica illustrativa.
Questa loro ultima fatica i Broken Fingaz raccolgono alla perfezione l’impulso del loro operato proponendo una nuova opera carica di immagini, visioni e spunti differenti. All’interno del lavoro ritroviamo personaggi, situazioni ed immagini decisamente sopra le righe in quella che possiamo definire una sorta di follia lucida, acida ed altamente ridondante capace di inondare gli spazi urbani attraverso un caleidoscopio di sensazioni ed impulsi differenti.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una ricchissima galleria di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dagli interprete, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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DOLORES at Museo delle Cere Anatomiche (Recap)

27/11/2014

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Aperta lo scorso 22 Novembre andiamo a dare un occhiata a DOLORES splendido group show con i lavori di James Kalinda, Scarful, Paper Resistance e Daniel Muñoz SAN, allestito all’interno degli spazi del Museo Cere Anatomiche Luigi Cattaneo di Bologna.
Per capire affondo DOLORES bisogna anzitutto approfondire la particolare location scelta per questa esibizione. Ci troviamo all’interno del Museo delle Cere anatomiche di Bologna, una struttura che raccoglie studi del ‘700 ed ‘800 sull’anatomia umana normale e patologica. All’interno di questo contesto si sono quindi riuniti 4 artisti, differenti entità legate da una personale attrattiva e da una sensibilità verso l’oscuro ed il metaforico.
Ognuno porta avanti un proprio e personale percorso stilistico che trova qui ideale slancio visivo all’interno delle cere anatomiche esposte all’interno del museo. Ciascuno dei quattro artisti in questo senso ha sviluppato una personale riflessione sulla malattia e sul modo in cui questa va ad incidere sulla forma, l’aspetto ed infine i lineamenti del nostro corpo, applicando a questo spunto il proprio e personale impianto visivo. Le opere, in un interessante giochi di rimandi, citazioni e stimoli visivi, sono state collocate direttamente all’interno delle teche, vicino alle opere in cera dalle quali prendono ispirazione, generando uno stimolante visione alternata ed equilibrata.
Quello che ci siamo trovati di fronte è stato una sorta di viaggio, tra le riproduzioni iper realistiche appartenenti alla collezione permanente del museo, abbiamo visto emergere disegni e visioni capaci da una parte di ribaltarne il senso, dall’altra di proseguirne la tematica andando ad intaccare la nostra sensibilità. Dalle visioni oscure, profonde e notturne di Scarful, ci siamo ritrovati ad indagare le immagini di Daniel Muñoz SAN tra interpretazione differenti e confuse, arrivando alla mostruosità delle ombre di James Kalinda, ideale raffigurazione dei malanni dell’essere umano, toccando infine le visioni intricate e pulite delle immagini che da sempre contraddistinguono il lavoro di Paper Resistance.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dagli artisti, dateci un occhiata. Vi ricordiamo infine che c’è tempo fino al prossimo 19 Dicembre per andare a darci un occhiata, acquistare le stampe ed il libro, quest’ultimo composto proprio dai disegni realizzati per lo show. Qui invece, nel tumblr dedicato, un po’ di bei scatti random sul making of e sulla serata di apertura, enjoy it.

Museo Cere Anatomiche Luigi Cattaneo
Via Irnerio, 48
40126 Bologna

Pics by Gorgo

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Federico Draw for Stop Violence Against Woman Project

27/11/2014

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È Federico Draw l’artista scelto dagli amici di Memorie Urbane per celebrare nel migliore dei modi la donna in occasione della giornata contro la violenza sulle donne del 25 Novembre, un progetto questo che giunge qui alla sua terza incarnazione.
Come da tradizione il team di Memorie Urbane anche quest’anno, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, ha ospitato un artista per offrire alcuni spazi su muro incentrati proprio su questa importante tematica e per dare il proprio e personale omaggio alla figura femminile. Dopo Alice Pasquini e Hyuro (Covered) negli scorsi anni, è quindi il turno di Federico Draw che ha avuto l’opportunità di realizzare una bella serie di lavori sparsi tra Gaeta, Arce, Fondi, Caserta e Terracina. La scelta dell’artista Portoghese va di fatto in controtendenza rispetto agli scorsi anni, dove erano state le donne a dare il proprio contributo, offrendo all’autore l’opportunità di proiettare gli iconici e realistici volti per le strade di ben cinque località.
La serie di interventi proposti da Federico Draw eredita tutta la particolare stilistica che da sempre accompagna le produzioni dell’interprete Portoghese. Osservando le opere dell’interprete si rimane irrimediabilmente affascinati dall’aspetto altamente catartico delle sue pitture. Concentrando i propri sforzi in una realizzazione precisa ed accurati di volti e corpi umani, l’interprete esibisce un tratto particolarmente sensibile coadiuvando tinte e colori al fine di meglio far risaltare quelli che sono i tratti somatici dei suoi uomini e delle sue donne. Aldilà infatti dell’aspetto prettamente realistico delle opere, ereditato dall’enorme capacità di disegno dell’artista, ha colpire è proprio il particolare utilizzo dei colori. Utilizzando spesso il bianco ed il nero come unici vettori cromatici, il Portoghese va ad inserire una traccia cromatica sporca che va a porre l’accento sulle particolarità delle forme e dei tratti somatici dei volti raffigurati. Questi ultimi vengono resi altamente espressivi grazie ad un accentuazione del tratto in grado di tratteggiare, attraverso singole e ripetute linee, un istinto visivo che ricorda gli schizzi su carta. Nota conclusiva infine per gli occhi che rappresentano probabilmente l’aspetto più impattante delle produzioni dell’autore. La capacità di entrare a contatto con chi osserva risiede proprio nella volontà dell’autore di trasmettere emozioni, pensieri e riflessioni differenti attraverso le pupille dei propri soggetti. L’interazione con i lavori risulta quindi immediata e strabordante dal punto di vista emotivo, segna un legame simbiotico tra il passante casuale e l’opera stessa.
Proprio gli interventi realizzati per il progetto ereditano in particolare quest’ultimo aspetto, con Federico Draw che sceglie di concentrare la vista proprio sullo sguardo delle donne raffigurati, un impeto riflessivo che, coadiuvato dall’importanza del tema, riesce senza dubbio a smuovere menti e coscienze.
In calce al nostro testo potete dare uno sguardo approfondito alla totalità degli interventi realizzati in aggiunta ad alcune immagini durante il making of, il consiglio è quello di darci un occhiata siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Flavia Fiengo, Arianna Barone, Dante Corsetti

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L’Atlas “Transversal” at Wunderkammern Gallery (Recap)

27/11/2014

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Aperta lo scorso 22 Novembre, andiamo finalmente a dare un occhiata a “Transversal” ultimo solo show del grande L’Atlas all’interno degli spazi della bella Wunderkammern Gallery di Roma, prima esibizione dell’artista in terra Italiana.
Facendo seguito alla bella parete realizzata qualche giorno fa nella zona di Torpignattara (Covered), la Wunderkammern Gallery prosegue l’intensa programmazione di Limitless. Il progetto espositivo, che porterà in galleria alcuni dei nomi più importanti della scena italiana ed internazionale, è un indagine sul concetto di limite e di come travalicandolo sia possibile dare vita a forme ed alterazioni visive differenti in funzione di una trascendenza dalla nostra vita quotidiana. Se questo rappresenta lo stimolo principale, le esibizioni stanno portando e porteranno alla luce le differenti declinazioni di questo concetto attraverso il lavoro e la ricerca di interpreti quali Sam3 con la sua “Monumental”, Sten&Lex, Alexey Luka ed infine 2501.
Il fascino delle produzioni firmate da L’Atlas sta tutta nella radicata e personale ricerca portata avanti nel corso del tempo. Partito come writer negli anni ’90 l’artista ha poi evoluto il proprio percorso cementando la personale attrattiva verso gli alfabeti, le differenti combinazioni calligrafiche e tipografiche, in una miscela visiva capace di racchiudere stimoli e sensazioni differenti, una sorta di scrittura universale che raccoglie differenti elementi fondendoli in unica traccia. Chi osserva si ritrova a confrontarsi con opere complesse, devi veri e propri labirinti da cui vediamo emergere parole e scritte differenti, spesso lo stesso nome dell’autore, in quella che diviene una precisa e personale astrazione geometrica. In questo senso è indubbio costatare come le opere si leghino a lavori di arte cinetica, land art e soprattutto optical art, offrendo quindi una percezione differente in base a chi osserva, stimoli visivi nuovi che di volta in volta si susseguono scatenando emotività inaspettate, il tutto accompagnato da una grande componente criptica e interpretativa difficoltosa.
Lo show proposto dall’autore negli spazi della galleria romana attraversa trasversalmente il suo percorso produttivo, da qui il nome dell’esibizione. Le opere in mostra passano quindi dai lavori incentrati sulle rielaborazioni calligrafiche fino a quelli più recenti, dove la leggibilità e compromessa in favore di una astrazione più radicata e complessa. Infine L’Atlas ha presentato una nuova serie di opere su legno e vetro, alcune stampe, opere in acrilico, aerosol e lacca sia su legno che su tela.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con le immagini ed i dettagli dell’allestimento proposto, in aggiunta agli scatti durante il vernissage, dateci un occhiata.

Thanks to Wunderkammern Gallery for The Pics
Pics by Giorgio Coen Cagli

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Elian New Mural in the Cultural Center Julio Le Parc

27/11/2014

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Continua l’ottimo periodo di Elian, l’artista Argentino si trova ancora a Mendoza dove in occasione del Festival Muropolis ha da poco terminato di dipingere questo nuovo intervento lasciandosi andare a nuove ed interessanti dinamiche.
Una ricca fetta di quella che è l’attivissima scena Argentina sta prestando il proprio talento alla rassegna di Mendoza, l’ultimo in ordine di tempo Elian che ha avuto l’opportunità di cimentarsi in un progetto insolito, rispetto agli standard a cui ci ha abituato, realizzando questa nuova pittura direttamente sulle scale interne del Cultural Center Julio Le Parc. Il particolare effetto ottico innescato qui dall’autore è un assoluto inedito ma al tempo stesso dimostra ancora una volta tutta la capacità dell’artista di portare avanti una produzione legata a doppio filo con una forte interazione verso gli spazi e le differenti superfici a disposizione. Come abbiamo visto in quest’ultimo periodo, davvero prolifico per l’artista, Elian sviluppa il proprio percorso in strada affidandosi anzitutto ad una personale interazione con l’ambiente urbano. È importante quindi sottolineare come la totalità delle produzioni dell’autore sia veicolata dalla volontà dello stesso di commutare la propria attrattiva stilistica in funzione delle particolarità architettoniche di una determinata superfice. Ad esempio spostandone il baricentro visivo oppure sviluppando una trama in grado di entrare in contatto con le peculiarità della parete, per una interazione in grado anzitutto di cambiare il rapporto tra la struttura e chi osserva, e soprattutto capace di rendere i suoi interventi parti integrante del tessuto visivo cittadino, provocando si una frattura cromatica ma al tempo stesso imbastendo un rapporto simbiotica tra l’intervento e lo spazio di lavoro. Questa particolare metodologia tematica incontra quindi il carattere e la ricerca sulla forma tipica dell’immaginario dell’interprete. In questo senso veniamo a contatto con forme caratterizzate da una precisa direzione cromatica dove (spesso) una schema ricorrente di colori dà vita all’intersecarsi di figure ed astrazioni differenti.
Per quest’ultimo intervento “Exercise Of Anamorphosis #1”, Elian rende il proprio e personale omaggio a Julio Le Parc, padrino di latino-americano Optical Art. L’autore adotta quindi un schema altamente ottico, dialogando la particolarità dello spazio ed imbastando un nuova trama intrisa di movimento. È importante sottolineare come questa approccio sia legato ad un linguaggio certamente differente per l’interprete ma al tempo stesso è l’occasione per una riflessione su come il proprio concetto di lavoro possa svilupparsi attraverso qualsiasi tecnica e di come tale cambiamento possa essere positivo e negativo a livello comunicativo.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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DIMA – New Pieces in Poland

26/11/2014

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Con sempre più interesse torniamo con piacere a parlarvi del lavoro di DIMA, l’interprete Ucraino ci svela due nuovi interventi realizzati questa estate in Polonia prima del suo ritorno in Ucraina, occasione per noi per approfondire il suo particolare operato.
Con sempre più interesse stiamo volgendo il nostro sguardo verso l’Est Europeo, vero e proprio focolaio di interessanti e fresche realtà. Ci stiamo spesso imbattendo in questo senso in artisti capaci e soprattutto portatori di un indole astratta strettamente connessa con elementi naturali ed, al tempo stesso, profusa all’interno di un piglio altamente viscerale ed emotivo. L’unione quindi di una ricerca stimolata da ciò che è presente nei luoghi di lavoro ed al tempo stesso da idee e stimoli personali, rappresenta alla perfezione l’indole delle produzioni firmate da DIMA.
L’interprete Ucraino porta avanti la propria ricerca sperimentando ed apportando soluzioni di volta in volta differenti legate da una personale ricerca sulla forma. Come abbiamo avuto il piacere di vedere diverse volte, attraverso le differenti connotazioni delle immagini proposte dall’autore, l’artista sviluppa il proprio alfabeto visivo attraverso una forte interconnessione con aspetti ed influenze emotive personali. Le produzioni dell’interprete in questo senso si collocano alla perfezione all’interno di un filone si astratto ma intrinsecamente legato ad elementi organici ed ad una ricerca dell’equilibrio cromatico in grado di esaltare forme ed elementi differenti. Questo continuo equilibrio simulato nonché la grande intensità cromatica che ne contraddistinguono il percorso in strada, sono riscontrabili in tutte le differenti declinazioni dei lavori dell’Ucraino. Sia nelle opere segnate da un tratto più ‘ruvido’ e ‘grezzo’, a maggior ragione in quelle impostate attraverso un piglio maggiormente grafico, più delicate, e certamente sviluppate per avere una maggiore interazione all’interno degli spazi.
L’impulso per questi due interventi è dettato da una personale riflessione di DIMA, l’artista si sofferma sui suoi momenti e ricordi d’infanzia nonché sugli stimoli con i quali è venuto a contatto durante questo periodo. La serie di ovali che contraddistingue entrambi gli interventi è di fatto una reminiscenza di quando, allora bambino, l’artista era solito studiare attraverso uno di quei classici righelli ovali in plastica. Proprio con questo strumento l’interprete ha dovuto disegnare un sacco di ovali identici per un azione divenuta presto noiosa. Per fronte a questo piglio statico ha quindi ideato un personale ‘gioco’ in cui arrangiando, e modificando la composizione delle figure andava a tracciare ipotetiche storie ed immagini, chiare ovviamente ed unicamente a se stesso. È proprio questo lo stimolo di entrambi gli interventi, una nuova rivisitazione di questo particolare processo che va quindi ad intersecarsi ed ad interessare gli stimoli attuali dell’autore, generando un nuova ed inaspettata ricerca.
In calce al nostro testo potete trovare una bel po’ di scatti con i dettagli di questi due nuovi interventi, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Fra Biancoshock at NUART Festival (Video)

26/11/2014

Riavvolgiamo il nastro di qualche mese, con questa bella video intervista realizzata dal team del Nuart Festival abbiamo l’occasione di approfondire nuovamente il lavoro di Fra Biancoshock sia per la rassegna Norvegese che in generale.
Per noi di Gorgo il lavoro di Fra Biancoshock rappresenta l’opportunità di entrare in contatto con un ottica differente, un piglio capace di ribaltare completamente quelli che sono gli elementi urbani, cosi come immagini e simboli conosciuti e noti, al fine di sviluppare una personale analisi o riflessione su un determinato argomento. Le produzioni dell’interprete Italiano entrano quindi in contatto con lo spazio urbano attraverso un processo decisamente personale e capace di coinvolgere medium e temi differenti. L’abilità dell’interprete è proprio quella di essere riuscito a sviluppare un metodo non convenzionale, un approccio differente in grado di sviluppare tematiche, riflessioni ed idee differenti, figlie si degli impulsi presenti in strada ma soprattutto capaci di portare avanti un sfaccettata riflessione sui tempi moderni e sull’uomo a 360°. È quindi il dialogo innescato con lo spettatore, con il passante casuale, ad innescare la scintilla, si tratta in questo senso di una linea diretta ed efficace, capace di impattare chi osserva attraverso immagini e riferimenti semplici ma che, collocati proprio all’interno di un determinato contesto, riescono a travalicare il proprio reale significato in favore di una analisi ed una riflessione del tutto inaspettate.
La partecipazione di Fra Biancoshock all’ultima edizione del Nuart Festival ha segnato l’opportunità dell’artista di far esplodere la propria immaginazione all’interno di un contesto differente. In particolare “Social Reich” ha senza dubbio rappresentato al meglio tutto il carattere delle proposte dell’artista. Attraverso un ideale rielaborazione dell’iconico logo di Facebook, l’autore Italiano ha quindi imbastito un immagine forte, e che inevitabilmente porta con sé un carico riflessivo, capace di compiere una deflagrazione tematica in grado di provocare una scossa decisa per una posizione diretta e precisa.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto al bel video in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Gola Hundun – “OLIO SANTO” at Pigment Workroom

26/11/2014

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A distanza di tempo torniamo a parlarvi del lavoro di Gola Hundun, l’interprete Italiano si è da poco spostato a Bari dove insieme agli amici di Pigment Workroom, ha da poco inaugurato un nuovo progetto dal titolo “OLIO SANTO”.
Il titolo del progetto, Olio Santo appunto, si rifà al nome del famoso olio piccante utilizzato nel Sud Italia e vuole proprio attraverso questa estensione letterale legarsi alla massiccia presenza degli ulivi nella Puglia.
Il progetto è di fatto la prima fase della residenza che l’interprete andrà a terminare con un nuovo intervento su muro il prossimo gennaio a Bari. Per comprendere affondo le dinamiche di questa nuova avventura è bene anzitutto approfondire la tematica principale, lo stimolo con il quale l’autore italiano intende portare avanti la residenza barese.
Sempre legato a temi naturali, sia per quanto concerne l’aspetto prettamente stilistico e visivo delle sue opere sia i temi che ne accompagnano lo sviluppo, per questo suo nuovo progetto l’artista va ad approfondire la questione degli Olivi del meridione e del misterioso male che li ha colpiti.
Si tratta di un patrimonio culturale e naturale in pericolo ed il progetto stesso mira a creare una consapevolezza tra le persone su questo grande rischio che incombe sul territorio.
Una questione decisamente ambigua, gli ulivi secolari di fatto e dal nulla si sono ammalati e seccati fino a morire a causa di una crescente eradicazione progettata e sviluppata per scopi commerciali ed illeciti. Uno scenario questo che pone diversi dubbi e che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo complotto speculativo atto ad offrire terreni alle multinazionali degli OGM e ad coloro che vogliono fare soldi sfruttando la crescente spinta economica e turistica di queste zone.
Se questo di fatto rappresenta l’incipit, il progetto va poi a diramarsi in differenti direzione tutte incentrate su quest’unica ed importante tematica. In questa prima parte Gola Hundun ha quindi innanzitutto fatto emergere quella che sarà la materia principale andando a porre l’attenzione sull’annoso e discutibile problema.
Anzitutto l’instant opening, realizzata proprio all’interno degli spazi di Pigment Workroom, il progetto dietro il quale si celano gli organizzatori dell’ottimo Enziteto Real Estate, che ha offerto all’autore l’opportunità di realizzare un allestimento incentrato proprio sul problema degli ulivi.
Lo show è caratterizzato dalla presenza di numerosi disegni, un installazione site-specific all’interno dello studio, ed infine la presentazione di una nuova t-shirt serigrafata con il bozzetto dell’opera su muro e una compilation risografica.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutte le immagini instant opening, dateci un occhiata e per maggiori informazioni circa le stampe e la maglia stampate per l’occasione vi invitiamo a contattare direttamente lo spazio espositivo qui.

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CT – “Grand Tour” at Studio D’Ars (Recap)

26/11/2014

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Aperta lo scorso 18 Novembre, andiamo con piacere a dare un occhiata a “Grand Tour” ultima fatica del grande CT all’interno degli spazi dello Studio D’Ars di Milano per il progetto espositivo “Parentesi Aperte”.
Curato da Alessandra Ioalé, “Parentesi Aperte. Personali espressioni contemporanee” è il ciclo di cinque mostre personale con le quale lo Studio D’Ars rilancia la propria proposta espositiva per questa nuova stagione. Cinque artisti differenti e cinque personalità che operano con prevalenza nel territorio italiano ed europeo e che sebbene differenti tra loro, per dinamica e stilistica dei lavori, trovano il loro ideale punto di contatto in una comune estrazione dall’underground degli anni ’90.
Primo artista selezionato è quindi CT, il grande artista Italiano, specialmente quest’anno ha accelerato la propria ricerca adottando di volta in volta differenti e nuove applicazioni all’interno delle sue opere, in strada tanto quanto nei lavori in studio. L’artista rimane fedele alla propria personale idea, ovvero lo sviluppo delle lettere c e t attraverso differenti costruzioni e decontrazioni in funzione di una interazione con il panorama, con lo spot e con le proprie sensazioni. Un lavoro che si sviluppa attraverso la volontà dell’interprete di innescare un dialogo con l’ambiente urbano attraverso un piglio dinamico e capace al tempo stesso di valorizzare gli spot, come edifici ed architetture abbandonate, attraverso una costante ed equilibrata ricerca stilistica.
Lo show è quindi l’occasione per osservare da vicino il lavoro di uno degli interpreti più importanti della nostra scena. Al tempo stesso non si tratta di una semplice esibizione passiva, ma piuttosto nell’allestimento proposto, c’è la volontà da parte dell’autore di portare in dote una panoramica generale sul proprio lavoro. In questo senso l’allestimento è caratterizzato dalla presenza di una nuova serie di tele ed opere realizzate appositamente per la mostra e caratterizzate sia da variabili cromatiche di fondo, sia dalla costruzioni ripetitiva di uno stesso modulo competitivo delle due iconiche lettere. Sono presente oggetti, manufatti e fotografie atte proprio a restituire allo spettatore un immersione totale nel lavoro dell’artista, alimentando quindi una sorta di compenetrazione concettuale tra l’esterno urbano, con le fabbriche ed i luoghi abbandonati, e l’interno espositivo, la galleria milanese appunto.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento e qualche immagine durate il vernissage, vi ricordiamo che è possibile andare a vedere lo show di persona fino al prossimo 9 Dicembre, noi ve l’abbiamo detto.

Studio D’Ars
Via Sant’Agnese, 12
20123 Milano

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Augustine Kofie – New Mural for Association Le M.u.r.

26/11/2014

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Un novembre intenso questo per Augustine Kofie, il grande artista si trova a Parigi dove, in attesa di aprire “Taking Shape”, show organizzato dalla Galerie Open Space, ha avuto modo nei giorni di scorsi di terminare un nuovo intervento sull’iconica parete dell’Association Le M.u.r..
Invitato dalla Galerie OpenSpace, per la quale aprirà il prossimo 27 Novembre il suo ultimo show all’interno del Bastille Design Center di Parigi e dopo aver terminato nei giorni scorsi uno splendido intervento sempre per le strade della capitale Francese (Covered), Augustine Kofie fa il bis presentando una delle sue iconiche pittura direttamente negli spazi della famosa parete Parigina.
Come visto più volte la piccola facciata di Oberkampf nasce da un idea dell’Association Le M.U.R.. Questo particolare progetto, di cui spesso vi abbiamo parlato e mostrato le immagini qui sul Gorgo, è caratterizzato da uno spazio pubblico messo a disposizione dall’associazione ad artisti differenti. La forte caratterizzazione, anima stessa, nonché principale slancio del progetto è quello di sviluppare una vera e propria parete dinamica. L’idea è quella di offrire ad artisti differenti, che si susseguono ciclicamente nell’arco dell’anno, uno spazio di lavoro completamente libero laddove, attraverso il loro operato, cambiarne di volta in volta l’aspetto finale.
In questo senso la scelta dei nomi, così come il forte carisma e l’impatto crescente di una scelta di questo tipo hanno fatto si che l’idea inziale si andasse poi a sviluppare in una sorta di galleria dinamica, un movimento costante garantito dagli exploit degli interpreti locali ed internazionali che hanno prestato il loro talento per questo ormai famosissimo spazio.
Dopo l’inaugurazione di diversi progetti collaterali che appunto ricalcano la fortunata formula di Parigi, è Augustine Kofie a riprendere le redini del progetto con un nuovo e caratteristico intervento dei suoi.
Ancora una volta l’interprete sviluppa il lavoro lasciandosi guidare dall’inconscio, dagli stimoli del momento, ed attraverso questi sviluppare il proprio e personalissimo immaginario. La ricerca dell’artista è incentrata su una personale elaborazione astratta coadiuvata da un costante senso di equilibrio tra le forme proposte, l’istintività e la razionalità nella metodologia di lavoro. Esattamente come siamo soliti aspettarci anche quest’ultimo intervento è catalizzato da un flusso costante e mutabile, costantemente legato alla superficie ed alla particolarità dello spot, laddove vediamo svilupparsi elementi più razionali ed impostati con forme e visioni altamente viscerali ed istintive.
In attesa di scoprire l’allestimento dello show, null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca ed intensa serie di scatti dove abbiamo modo di vedere da vicino le fasi di realizzazione del progetto fino al suo risultato finale, è tutto in calce al nostro testo dateci un occhiata.

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MP5 – “Dog” at Ego Gallery (Recap)

25/11/2014

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Aperta lo scorso 31 Ottobre andiamo finalmente a dare un occhiata approfondita a “Dog” ultimo show di MP5 aperto all’interno degli spazi della Ego Gallery di Lugano in Svizzera e prima tappa della stagione espositiva della galleria.
Parecchia attesa da parte nostra per questo show, con l’opportunità di vedere l’operato dell’autrice italiana coniugato attraverso un nuova serie di inediti lavori. Abbiamo sempre posto l’accento sulla capacità di MP5 di sviluppare un dialogo forte e serrato con chi osserva stuzzicando le corde sensibili e soprattutto per mezzo del particolare approccio stilistico. Il peculiare impianto visivo dell’artista è direttamente ereditato dalle influenze illustrative e dal mondo dei fumetti, sviluppato per mezzo di un aspetto tecnico decisamente essenziale e diretto. Sono il bianco ed il nero anzitutto a caratterizzare le opere dell’interprete, l’equilibrio cromatico innescato da queste, è stato poi accentuato dall’utilizzo di tinte differenti, che hanno interessato i lavori dell’autrice nell’ultimo periodo, fino all’attuale scelta che tanto ci piace.
Con il suo primo show in Svizzera, MP5 porta in dote tutto il suo iconico immaginario raccolto all’interno di un allestimento che propone una nuova serie di 12 lavori inediti, su carta e su legno, in aggiunta ad una stampa in edizione limitata organizzata proprio per l’occasione, tutte incentrate sulla continua ed infinita ricerca dell’uomo. Lo show quindi ancora una volta va a legarsi con la particolare attrattiva tematica che da sempre accompagna le produzioni dell’artista Italiana, nuovamente a confronto con personaggi e characters in grado di veicolare sensazioni e spunti sensibili circa le differenti sfaccettature dell’essere umano attraverso un attrattiva verso le leggende e la mitologia capace di sfociare in un analisi personale della quotidianità. Lo spettatore va quindi ad immergersi all’interno di una tavolozza cromatica essenziale, trasportato all’interno di immagini dal forte fragore emotivo e viscerale, è in grado di comprenderne il significato, di immedesimarsi nei corpi proposti, per una personale riflessione che tocca ciascuno di noi.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento e con le immagini del vernissage, dateci un occhiata e se volete approfondire vi ricordiamo che lo show rimarrà aperto fino al prossimo 2 di Dicembre, quindi se siete in zona farci un salto è d’obbligo.

What MP5 work is a literary space. Her images are buildings full of references and symbols, which put on stage appearances of which we know neither the causes nor the consequences. So DOG becomes the hermetic title of a novel having a dark plot, set in a space with mythical contours which can be perceived as the space of interiority. The protagonists are at the same time the individual and the artist; the action is the momentum that tends towards knowledge, and that MP5 turns into a monument carved in absolute whites and deep blacks.

Ego Gallery
Via Luigi Canonica 9
6900 Lugano CH

Thanks to The Gallery for The Pics

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JADE – “Atrapa Sueños” in Chorrillos

25/11/2014

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A distanza di tempo ci spostiamo a Chorrillos, distretto di Lima uno dei luoghi preferiti da JADE, l’artista Peruviano ha da poco terminato di dipingere qui questa porzione di parete portando in dote gli ultimi stimoli del proprio operato.
Sembra essere un anno sempre più intenso questo per JADE, l’artista continua il personale percorso in strada tornano a lavorare all’interno del distretto di Chorrillos, una delle location preferite dall’autore che proprio qui ha realizzato la (quasi) totalità delle proprie opere. Aldilà del profondo legame che intercorre tra l’interprete e questa zona, ancora una volta ci troviamo di fronte ad una nuova pittura in grado di conciliare tutti quegli aspetti peculiari che stanno interessando le produzioni dell’artista.
Insieme all’intenso lavoro in studio, l’autore Peruviano specialmente quest’anno ha saputo sviluppare un percorso in strada sfaccettato. Da una parte le iconiche e grandi pareti, dall’altra invece una serie di interventi di dimensioni ridotta. Lo stimolo di questi ultimi, che hanno caratterizzato una buona fetta delle opere degli ultimi mesi, va a portare avanti gli stimoli più ‘classici’ delle produzioni dell’artista attraverso una maggiore attenzione verso l’interazione con il paesaggio e con le particolarità dei luoghi di lavoro. Al tempo stesso gli interventi di dimensione maggiore, esattamente come quest’ultimo, sono stati interessati da una cambio sostanziale nelle dinamiche stilistiche proposte. In questo senso abbiamo quindi anzitutto riscontrato una maggiore sensibilità al realismo, con i volti dei personaggi proposti caratterizzati da lineamenti e raffigurazione certamente più vere. La maturità espressiva di questa scelta ha certamente reso le opere dell’interprete più affilate ed in grado di dialogare con più intensità con lo spettatore o con il passante casuale. La sensibilità che da sempre accompagna le produzioni dell’interprete viene qui veicolata attraverso una nuova spiritualità in grado di connettere i suoi personaggi con il mondo animale, vediamo nelle opere forme eteree, come maschere, che si insinuano nei volti dei soggetti generando un intensa e viscerale enfasi ai risultati finali.
Raccogliendo proprio gli stimoli del proprio operato, JADE torna al lavoro su dimensioni più grandi proponendo un nuovo lavoro dal titolo “Atrapa Sueños”. L’opera è caratterizzata da una sorta di unione di quelli che sono gli ultimi stimoli del proprio operato, la figura umana risulta quindi di dimensioni ridotte ed al tempo stesso eredita le riflessione e la stilistica dell’ultimo filone affrontato, torna quindi il rapporto con la natura e con gli animali, in una scena forte e profonda dal punto vista emotivo.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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Gaucholadri – New Murals in Mendoza

25/11/2014

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All’interno della programmazione del Festival Muropolis, ritroviamo a distanza di qualche mese i Gaucholadri, il duo Argentino torna la lavoro con un doppio intervento caratterizzato dal consueto ed impattante immaginario.
È l’occasione per tornare ad approfondire il particolare piglio visivo che accompagna le produzioni del duo, un immersione all’interno di un immaginario capace attraverso un semplice immagine di catalizzare un idea ed un pensiero preciso. Come abbiamo avuto il piacere di vedere diverse volte l’atipico lavoro dei Gaucholadri si concentra anzitutto sull’utilizzo del nero come unica e fondamentale dinamica cromatica atta a sviluppare la totalità delle produzioni degli artisti. Gli interpreti a questa precisa dinamica visiva vanno ad aggiungere un forte irriverenza utilizzata come mezzo emotivo al fine di far comprendere al meglio il valore tematico delle loro produzioni. Divisi tra interventi di piccole dimensioni ed opere certamente più grandi, gli artisti propongono un analisi dei tempi moderni attraverso un tono velenoso e divertente, si occupano di spunti quotidiani così come temi caldi e legati ad aspetti economici e sociali. In questo senso ci troviamo di fronte e vere e proprie antitesi visive, analogie e paragoni sviluppate attraverso l’utilizzo di immagini familiari che accostate ad una determinata parola, cambiano il loro significato assumendo quindi la rilevanza riflessiva di cui il duo si fa carico. Questa particolare scelta stilistica si sviluppa quindi come momento per una riflessione personale su un determinato argomento, al tempo stesso le opere degli interpreti riescono ad entrare in sintonia con lo spettatore che si ritrova colto da un sorriso prima di comprendere l’effettivo valore simbolico e tematico del pezzo e piombare in questo modo nella riflessione alimentata dal lavoro.
La volontà quindi di smuovere le menti e instillare una determinato spunto, trova terreno fertile all’interno dei lavori per la bella rassegna Argentina. Qui gli interpreti presentano due distinti interventi, il primo in solitaria dal titolo “Hipervínculo”, il secondo invece in compagnia di David De La Mano, con una interessante unione di stili e dinamiche dal titolo “Arcano”.
In calce al nostro testo potete come sempre trovare una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artists for The Pics

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Escif – “Chlorophyll” New Mural in Valencia

25/11/2014

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Dopo gli ultimi lavori in giro per il globo, Escif è tornato nella sua Valencia, il grande interprete Spagnolo ha infatti da poco terminato un nuovo iconico intervento dal titolo “Chlorophyll”.
bbiamo spesso posto l’accento sul particolare approccio tematico, oltre che visivo, che lega l’operato di Escif ed i suoi stessi interventi, la capacità dell’artista di cogliere determinati argomenti sotto un ottica ed una visione completamente differente rispetto agli altri, con spruzzate di ironia e sagacia, rappresenta senza dubbio il valore aggiunto di uno degli artisti più interessanti di tutto il panorama internazionale. Lo spagnolo come sappiamo e solito innescare sui cunicoli e su piccole porzioni di parete tutta la sua proverbiale e caratteristica visione, ad affiancare questa numera serie di interventi troviamo sia una controporte più grande con immense opere a coprire superfici e spazi decisamente maggiori e soprattutto una serie di interventi dal fortissimo valore criptico. Questi lavoro sono quelli maggiormente difficili da leggere e che proprio per questo rappresentano a nostro avviso il lasciato più importanti di Escif, attraverso una pittura pulita e piuttosto basica l’artista valenciano lascia il proprio segno dipingendo situazioni, istanti, oggetti o veri e propri attimi accompagnandoli con parole o frasi atte ad svelarne in parte il significato. Il gioco innescato da questi dipinti si conclude sulla consueta pubblicazione in internet con tanto di immagine allegata e che anche in questo caso svela veramente pochissimo dell’opera, e allora cosa ci rimane? Ci rimane l’opportunità e la voglia di scoprire il significato di un semplice intervento, scardinare l’immaginario dell’artista per poter comprendere efficacemente il significato dei suoi lavori, o almeno provarci e nel mentre ascoltare le differenti proposte di altri in un brulicare costante di idee e significati sempre differenti, ed è senza dubbio questo il lascito più importante.
Quest’ultimo lavoro eredita quindi tutto il particolare impianto sia tematico che visivo che lega le opere dell’autore Spagnolo alla strada, è il ritorno di Escif nella sua Valencia e per questo rappresenta per noi l’opportunità di un nuovo e criptico approfondimento.
L’interprete si diverte qui ad innescare un analogia tra la clorofilla, responsabile dell’assorbimento della luce, e quindi dell’energia, nella fotosintesi delle piante, con il sollevamento pesi di un atleta.
In calce al nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la nostra apposita sezione commenti.

Pics by The Artist

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BLU – New Stunning Mural in Rome

25/11/2014

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A distanza di tempo andiamo a dare finalmente un occhiata approfondita all’ultima magia di BLU, il grande artista italiano ha infatti da poco terminato di dipingere la grande parete sugli spazi esterni del Porto Fluviale di Roma.
Negli ultimi due anni BLU ha trascorso la maggior parte del proprio tempo all’interno di questo edificio a Roma. Il Porto Fluviale è stato costruito nei primi del ‘900, prima magazzino militare ora comunità autogestita da ben 11 anni dove vivono persone che hanno bisogno di una casa e gli attivisti del movimento “Coordinamento cittadino per la casa”. Si tratta di una delle occupazioni residenziali più antiche di Roma con all’interno workshop ed altre attività sociali, con tanto di sala da tè, racconta l’artista. L’organizzazione come sempre passa per decisioni collettive e di auto-gestione, mentre il progetto è stato portato a termine senza alcun tipo di autorizzazioni ufficiali, tutto auto finanziato dai residenti e senza alcun sostegno delle istituzioni.
Avevamo avuto modo di dare un occhiata al work in progress qualche mese fà, dopo la bufera ed il conseguente blocco da parte dell’autorità che ora sembrano essersi rassegnate, permettendo quindi all’artista di portare a termine questo grande progetto.
Ancora una volta BLU lega il suo nome a situazioni di attivismo popolare, sviluppando un opera catartica ed in grado come sempre di stimolare attraverso la moltitudine di argomenti e spunti lasciati dall’artista all’interno del proprio intervento.
Egli si diverte ad interagire con le finestre dello stabile che si trasformano negli occhi dei grandi volti raffigurati. Attraverso un escalation cromatica, BLU va a dare vita a grandi facce, enormi mostri tutte caratterizzati in modo differente. Vediamo infatti farsi largo tra distese di colori, effetti gradienti, temi come l’inquinamento, la guerra, tematiche care all’autore che sembra qui proporre una riflessione sulla brutalità dell’essere umano.

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Paratissima 10 “Not Wrong but Different!” – Recap

24/11/2014

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È passata più di una settimana da Paratissima 10, Not Wrong but Different!, evento che si è svolto dal 5 al 9 novembre 2014 presso Torino Esposizioni, ma è probabilmente il tempo necessario per metabolizzare cinque intensissime ed emozionanti giornate, raccogliere pareri, selezionare le migliori tra le tantissime foto scattate.

Paratissima è attualmente uno degli eventi di maggior rilievo artistico nazionale: nata in contrapposizione alla fiera di Arte Contemporanea Artissima è giunta alla sua decima edizione crescendo, mutando, evolvendosi (e ingrandendosi), proponendo un’offerta artistica sempre più ampia e interessante e in particolare, quest’anno, oltre 600 artisti, mostre, eventi, live painting.
Quello di cui voglio raccontarvi è la mia esperienza diretta all’interno dell’area G@P – Galleries at Paratissima, un progetto dedicato alle gallerie d’arte contemporanea italiane e internazionali, e in particolare all’area dedicata all’arte urbana.
Come afferma Daniele Decia di Studio D’Ars di Milano: “L’esperimento Urban G@P è riuscito. In esposizione era presente quasi tutta la scena artistica nazionale e è stato interessante vedere la reazione di chi non è abituato a confrontarsi con l’arte urbana. Torino dimostra di avere la capacità di comunicare e divulgare questa tipologia artistica meglio di altre città italiane e questo accade da tempi non sospetti. Sono convinto che la prossima edizione sarà ancora più completa, in Italia siamo una decina di gallerie ad occuparci di street o post-graffiti e sarebbe bello esserci tutti”.

I miei cinque giorni li ho infatti trascorsi non solo raccontando un mio nuovo progetto editoriale dedicato appunto all’arte urbana nazionale, Urban Lives , per cui ringrazio Gorgo per il sostegno, ma in compagnia di tre realtà importantissime: l’Associazione Culturale Il Cerchio e Le Gocce , associazione culturale che nasce a Torino e che da oltre 10 anni promuove il dialogo con il territorio e iniziative di arte urbana quali Picturin festival e Street Attitudes; la galleria torinese Square23 e la galleria di Milano Studio D’Ars. A queste aggiungo la vicina di stand, la galleria romana Wunderkammern, rappresentata a Paratissima dal gentilissimo Alberto Milani.

Davide Loritano, di Square, racconta: “Seguendo le orme di fiere internazionali, quali quelle di Londra e di Monaco, il nostro obiettivo è stato quello di lanciare all’interno di Paratissima 10 la prima edizione di un nuovo format, una Urban Art Fair italiana: parallelamente alle nostre attività abbiamo ricevuto il supporto di Il Cerchio e le Gocce per l’organizzazione dei live painting e invitato e contattato diverse gallerie nazionali di arte urbana. Tutti hanno dimostrato un grande sostegno, qualcuno è venuto di persona, molti hanno confermato la loro presenza all’edizione 2015. Il cambiamento è forte e tangibile: si è avvertito l’interesse di fruitori, clienti, compratori, collezionisti, appassionati, accorsi numerosi presso gli stand di questa nuova area. Ringraziamo Paratissima per aver creduto nel nostro progetto, che speriamo in futuro di espandere, dando un respiro internazionale al format. Non mancherà una tavola rotonda con artisti, esperti, critici e collezionisti per delineare le linee guida della prossima edizione. E invitiamo le gallerie e gli appassionati interessati a contattarci personalmente”.

Lo affermo da semplice e obiettiva fruitrice e appassionata di arte contemporanea: quest’area ha rappresentato il meglio di Paratissima 2014. Con un ventaglio variegato di prezzi, spesso accessibili anche a giovani appassionati e collezionisti, hanno mostrato e dimostrato due cose essenziali: il valore delle collaborazioni tra gallerie e tra gallerie ed artisti e l’altissima qualità nazionale dell’arte urbana. Si resta affascinati, quasi storditi da una tale concentrazione di opere di alcuni degli artisti più interessanti contemporanei: Corn79, Mr Fijodor, Etnik, Zorkmade, 108, Werther, Aris, CT, Francesco Barbieri, AK, Giorgio Bartocci, Ufo Cinque, Ale Puro, Gio Pistone, Rems 182 (Truly Design), Halo Halo, Clet, Pao, El Euro, BR1, Tvboy ecc ecc.

All’interno di queste tre splendide realtà sono state inoltre presentati progetti ed eventi paralleli, tutti di grande interesse.

Presso Square23 presentate e vendute le serigrafie di Memorie Urbane, lo street art festival che si è svolto a Gaeta con nomi illustri nazionali e internazionali.

Presso lo stand di Il Cerchio e Le Gocce, oltre alla presentazione dei lavori più importanti realizzati negli ultimi anni dall’associazione e opere di artisti che collaborano con essa, sono stati presentati i loro ultimi progetti nati per la valorizzazione della scena torinese, ovvero Inkmap e lo Street Art Tour Torino, una bellissima iniziativa che permette di scoprire i tanti tesori nascosti dell’arte urbana nella splendida Torino.

E, infine, tutti e tre gli stand hanno accolto le panche creative del nuovo progetto di arte urbana Screw Project, nato a Torino con l’obiettivo di portare nell’ambito dell’arredo urbano (e non solo) nuove sperimentazioni e un nuovo concetto di riuso e di trasformazione dei materiali.

Non sono mancate, infine, le splendide performance dal vivo di Ufo 5, Etnik, Zorkmade, Mr Fijodor, Corn79, El Euro, Ale Puro, Rems 182. Bastavano gli sguardi incuriositi, ammirati e sorpresi dei passanti per comprendere il successo dell’iniziativa. Tante domande, tante foto, tantissima calorosa partecipazione, anche presso gli stand.

Per quanto mi riguarda è stata un’esperienza preziosa, un bagaglio emozionale e culturale notevole, un’occasione di ascolto e confronto importantissima con chi l’arte urbana la vive, la produce, la vende, la promuove ma anche con gli spettatori e fruitori.

Text by Ivana De Innocentis

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Nada – New Mural for DesOrdes Creativas 2014

24/11/2014

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A distanza di tempo torniamo per le strade di Ordes in Spagna, qui Nada ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova parete in occasione dei lavori per il DesOrdes Creativas Festival di quest’anno.
Come abbiamo avuto modo nel corso di questi ultimi mesi, l’edizione di quest’anno del DesOrdes Creativas si è (quasi) completamente dedicata a supportare nel migliore dei modi la scena Spagnola,. In questo senso il festival si è trasformato in un vero e proprio progetto a cadenza random, portando di volta in volta ad Ordes i big Spagnoli ed al tempo stesso offrendo a tutti quegli artisti talentuosi e poco conosciuti, l’opportunità di esprimersi su grandi spazi. Come ribadito più volte l’alchimia e la particolare scelta attuata dagli organizzatori, ci ha parecchio incuriosito offrendoci la possibilità di vedere da vicino il lavoro dei grandi nomi della scena spagnola ed al contempo approfondire e conoscere artisti prima poco conosciuti ma che all’interno della rassegna non hanno affatto sfigurato anzi. La cittadina ha messo in mostra il talento di artisti diversissimi tra loro, portando quindi una bella ventata di freschezza e sopratutto dimostrando tutta la bontà di una scena ricca e senza dubbio multi sfaccettata.
Intrinsecamente legata ad un piglio illustrativo e sopratutto da una personale fascinazione per gli elementi della natura, tra figure organiche e gli animali ad esempio, Nada per la rassegna va a sviluppare un intervento caratterizzato dal suo particolare approccio stilistico. L’interprete sviluppa due immagini speculari con al centro una sorta di dedica al Festival Spagnolo. Nelle due estremità della parete vediamo quindi uomini ed animali intenti ad osservare lo schema centrale, il tutto infine realizzato utilizzando una bella e calde soluzione cromatica per quanto riguarda i colori.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista Spagnola, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la nostra sezione commenti.

Pics by Sokram via The Festival

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David De La Mano – New Mural in Mendoza

24/11/2014

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Prosegue il nostro viaggio per le strade di Mendoza in Argentina, qui in occasione del Festival Muropolis ritroviamo David De La Mano che ha da poco terminato di dipingere questa grande parete portando avanti il suo particolare approccio visivo.
Dopo la bella parete di piccole dimensioni di qualche settimana addietro (Covered), torniamo ancora una volta ad immergerci all’interno dell’immaginario dell’interprete. David de La Mano continua ad insistere sua una pittura viscerale ed in grado, attraverso una massiccia presenza di dettagli, di sviluppare una personale analisi dell’essere umano. L’artista sviluppa il proprio lavoro attraverso il binomio del bianco e del nero come unici vettori cromatici nonché veri e propri catalizzatori degli interventi proposti. Per mezzo dell’equilibrio che scaturisce dall’opposizione di queste due tinte, vediamo quindi ergerci tutto lo spessore dei lavori dell’artista. Gli interventi vengono caratterizzati dalla presenza di piccoli e grandi characters che letteralmente vanno ad abitare le forme e gli spazi di lavoro. Sono proprio questi personaggi a farsi carico degli stimoli tematici dell’autore, attraverso il loro muoversi all’interno della superfice, ma soprattutto per mezzo del loro peculiare aspetto, metà umani metà demoni, con armi, coda ed orecchie a punta, che emerge tutta la velenosa critica dell’artista. Nell’intenzioni di David De La Mano c’è la volontà di sviluppare una analogia sull’uomo e sulla società moderna, la massa di personaggi che si muove senziente in un’unica direzione auto imposta, ed ancora, l’uomo corrotto dalle sue debolezze, dai suoi malesseri interiori che si trova a confrontarsi con la sua stessa natura, cambiando fattezze e trasformandosi e mostrandosi per ciò che davvero è.
Le produzioni dell’autore si prestano quindi a differenti livelli e chiavi di lettura in grado di sviluppare differenti riflessioni e spunti, di stimolare un personale ponderazione su stessi in grado di cambiare ed affrontare ciò che abbiamo al nostro interno.
Dal titolo “Volavérunt” quest’ultima fatica dell’artista ne raccoglie perfettamente gli stimoli visivi e tematici. Qui l’interprete innesca un nuova e sfaccettata immagine inserendo i suoi iconici personaggi all’interno di percorsi e trame che letteralmente si intrecciano all’interno della superficie di lavoro. Ancora una volta tutta la magia sta nel dettaglio, nelle caratteristiche dei characters, nel loro aspetto e nelle loro movenze.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sulla rassegna.

Thanks to The Artist for The Pics

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L’Atlas – New Mural in Torpignattara, Rome

24/11/2014

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In occasione di “Transversal” nuovo solo show all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma, il grande L’Atlas ha da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete nella zona di Torpignattara a Roma.
L’intervento realizzato a Roma è quindi l’occasione per andare a dare un occhiata ad uno degli artisti più interessanti della scena Francese e non. La mostra, dove l’autore presenterà una nuova serie di opere su vetro e legno, fa parte di Limitless, il progetto espositivo della galleria romana incentrato proprio sul concetto di limiti nelle sue possibili forme ed alterazioni come principale mezzo per superare le barriere della nostra vita quotidiana.
Partito come writer nei primi anni ’90, L’Atlas, che prende il proprio nome dal famoso titano greco Atlante, evolve successivamente il proprio percorso attraverso una forte e radicata contaminazione in quelli che sono gli alfabeti del Medio Oriente ed Africa. In questo senso un lungo viaggio tra Marocco, Egitto e Siria diviene prezioso stimolo per incanalare una nuova direzione artistica. Nasce così, attraverso gli studi sulle differenti impronte calligrafiche, la personale e peculiare attrattiva visiva. La personale tipografia con la quale l’autore sceglie di esprimersi diviene quindi ideale volano per convogliare, attraverso proprio le differenti influenze, una sorta di scrittura universale sviluppata attraverso un piglio che racchiude tutte le attrattive dell’interprete.
I risultati finali di questa ricerca sono opere complesse, strutturate come labirinti ed in grado di raccogliere i riferimenti filosofici ed architettonici attraverso un astrazione geometrica che si rifà ai lavori di arte cinetica, alla land art arrivando infine all’Optical Art ad esempio.
Le opere si sviluppano quindi innescando percorso e lasciando lo spettatore in balia delle differenti direzioni che può percorrere, un piglio che si lega all’astrattismo geometrica e nel quale il valore ed il significato delle scritte realizzate si fa di volta in volta sempre più criptico e di difficile interpretazione.
In attesa di dare uno sguardo approfondito alle opere presenti nell’allestimento dello show, vi diamo modo di gustarvi le fasi di realizzazione dell’intervento fino al suo risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to Wunderkammern Gallery for The Pics
Pics by Giorgio Coen Cagli

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Tellas x G.Loois – New Mural in Rome

24/11/2014

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Ci spostiamo a Roma, qui all’interno degli spazi dell’ESC Atelier, Tellas e G.Loois hanno da poco terminato di dipingere questa porzione di parete proponendo un intervento che fonde i rispettivi e peculiari immaginari.
É l’occasione per vedere da vicino una collaborazione che lega due tra gli artisti a cui maggiormente ci sentiamo legati. Entrambi gli autori Italiani portano avanti una personale fascinazione naturale capace di convogliare all’interno di un impulso visivo frutto di una ricerca costante. Seppur attraverso dinamiche differenti entrambi gli artisti muovono forme ed elementi appartenenti a questo universo, approfondendone le dinamiche, il movimento, il contenuto, ed evocando emozioni e dinamiche differenti.
Per Tellas l’elemento naturale non é statico, esattamente come la sua instancabile ricerca, l’interprete sviluppa forme ed elementi naturali attraverso una precisa prerogativa astratta capace di muovere sensazioni e stimoli differenti. Proponendo quindi trame e figure di volta in volta differenti, sia nella forma che nella stilistica, l’artista sviluppa un personale percorso in cui si muovono texture, intrecci astratti, oppure grandi e singole figure che impattano con lo spazio urbano rivendicando il proprio giusto posto.
Dal canto suo G.Loois nelle sue produzioni analizza l’aspetto tangibile degli elementi naturali proposti. Nell’idea dell’autore c’è la volontà di sviluppare le proprie opere cercando di imprimere alle figure dipinte le loro stesse peculiarità. Gli elementi proposti emulano l’essenza stessa degli elementi, in questo senso le opere dell’interprete emergono dagli spazi sotto forma di nuclei e figure distinte. Ogni singola componente organica, presentata attraverso una astrazione della forma, va a legarsi allo spettatore toccandone sensazioni e stimoli, portando avanti un senso di equilibrio tra materie e elementi organici differenti.
Raccogliendo quindi appieno gli stimoli personali, Tellas e G.Loois presentano una nuova forma. Il primo adatta le sue iconiche figure attraverso una scelta cromatica più vicina a colori terreni, il secondo invece agisce sulla figura inserendo una delle sue iconiche membrane che, frantumata e spezzettata, si muove come un guscio esterno circondando per intero il groviglio di naturale di colore arancio. L’opera porta com se una elevatissima presenza di dettagli, come i giochi di luce ed ombra od il cuore dei gusci e della grande forma naturale, ed al tempo stesso esibisce una chiara e precisa sensazione di movimento, come se la figura stesse girando ed attraversando la totalità dello spazio.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi di realizzazione di quest’ultima fatica. Trovate tutto dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due autori.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Carlo Taccari

Tellas & G.Loois Combo work in progress

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Tellas & G.Loois Combo work in progress

Tellas & G.Loois Combo work in progress

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Tellas & G.Loois Combo work in progress

Tellas & G.Loois Combo work in progress

Tellas & G.Loois Combo work in progress

Tellas & G.Loois Combo work in progress

Weekly Overview – 17 – 11 to 23 – 11

23/11/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Okuda x Rosh333 at The Metro Station in Madrid

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Augustine Kofie – New Mural in Paris, France

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Pastel – New Mural in Mendoza, Argentina

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Etnik – New Billboard in Chicago, USA

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Graphic Surgery “Contra” at Mini Galerie (Recap)

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Ever – New Mural in Ciudad Juárez, Mexico

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ZED1 – “Pollination” New Mural in Jersey

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Interesni Kazki – New Mural in Ayia Napa, Cyprus

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Elian – “Organic Focus” New Mural in Rosario

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Liqen “Airllucinogen” New Mural in Madrid

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DissensoCognitivo x James Kalinda New Mural in Conselice

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2501 – New Mural in Wynwood, Miami

Nevercrew – New Mural in Il Cairo

23/11/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro dei Nevercrew, il duo nelle scorse settimane si è sposta ad Il Cairo dove ha avuto modo di realizzare questo nuovo intervento direttamente sulla facciata esterna dell’Ambasciata Svizzera.
Realizzato all’interno del progetto “On identity and fingerprints” l’opera dal titolo “Compelling Machine n°2” e curata da Fatma Hendawy, ci offre l’opportunità di una nuova immersione all’interno del particolare immaginario del duo elvetico.
Raccogliendo quindi gli stimoli del proprio operato i Nevercrew presentano un nuovo intervento direttamente interconnesso proprio con l’identità del progetto. Gli autori prendono ispirazione dal particolare rapporto che intercorre tra le impronte digitali e l’identità sviluppando in questo senso una personale riflessione che investe lo spazio a disposizione.
Le impronto digitali sono utilizzate per catalogare le persone, rappresentano una sorta di timbro personale di ciascuno di noi, al tempo stesso però sono l’unica parte di una persona priva di contenuto. A differenza della voce od altre parti del corpo, del colore della nostra pelle, elementi che rappresentano e comunicano qualcosa, le impronte sono prive di comunicazione e di contenuto, rappresentano un elemento costante e privo di cambiamenti nel tempo a meno che non vengano abbinate ai loro proprietari. Da questa riflessione gli interpreti vanno quindi a concludere come l’impronta possa essere unicamente vista come una traccia di una interazione, di un segno, di qualcosa che l’uomo ha toccato o sta costruendo. Da qui si sviluppa l’idea di utilizzare le impronte come interazione tra le persone, in un approccio in cui le differenze e diversità culturali e personali, rappresentano uno slancio positivo per uno scambio, una comunicazione e condivisione.
Il risultato di questa profonda riflessione si trasforma in un opera ricchissima come sempre di dettagli laddove ancora una volta ritroviamo le due anime distinte ed in totale simbiosi tipiche del lavoro degli artisti. L’identità delle produzioni firmate da Christian Rebecchi e Pablo Togni aka Nevercrew infatti, si sviluppa attraverso due direzioni personali che miscelandosi vanno a generare il particolare immaginario del duo. Come visto le opere degli autori si muovono attraverso un equilibrio costante da elementi fantastici e invenzioni meccaniche, un mix che celebra le differenti fascinazioni che riesce ad impattare con lo spettatore attraverso una forte e radicata personalità. L’impossibile ed il surreale incontrano la realtà, in una narrazione visive in grado di raccogliere gli stimoli del reale attraverso immagini e visioni fantastiche.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini dove riviviamo assieme gli istanti di realizzazione dell’opera fino al suo bel risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Okuda x Rosh333 at The Metro Station in Madrid

23/11/2014

Come parte del progetto Línea Zero, Okuda e Rosh333 hanno da poco terminato di dipingere questo splendido intervento permanente all’interno degli spazi della nuova linea Metro Paco de Lucía a Madrid in Spagna.
Promosso dalla Comunidad de Madrid e commissionato da Madrid Street Art Project, il progetto porterà l’arte urbane all’interno delle stazione della metropolitana della capitale Spagnola, prima tappa appunto Paco de Lucía seconda Moncloa con al lavoro il collettivo La Banda del Rotu, di cui vi daremo seguito nei prossimi giorni.
Realizzato lo scorso Dicembre, all’interno del cantiere che vedrà la nascita appunto della nuova stazione Madrilena, prossima apertura nella primavera del 2015, l’opera fonde sotto un’unica immagine i differenti immagini dei due interprete. L’intervento prende il titolo di “Entre dos Universos” ed è liberamente ispirato proprio alla figura di Paco de Lucía, grande chitarrista Spagnolo, ed al suo famoso brano omonimo.
L’opera realizzata su una superfice di ben 300 metri quadrati si sviluppa attraverso un progressivo incontro delle stilistiche tipiche dei due autori con nella parte centrale proprio un ritratto a quattro mani dell’autore Spagnolo. Al tempo stesso lo stesso titolo dell’intervento permette ad entrambi gli artisti di sviluppare liberamente il proprio immaginario, canalizzando quindi all’interno della grande superfice a disposizione quelli che sono gli aspetti tipici e peculiari delle loro produzioni.
Il risultato finale è una miscela dal fortissimo impatto finale, gli autori sviluppano due differenti percorsi concentrici lasciando trasportare da una comune visione onirica. Le scaglie cromatiche di Okuda, ereditate da una precisa fascinazione per il geometrico e per i colori altamente forti, entrano a contatto con le texture ed i colori pastello di Rosh333, maggiormente legato ad una impostazione manuale con l’inserimento di elementi figurativi all’interno di forme sinuose. Esattamente come accade con il percorso a texture va ad intersecarsi con le divagazioni mistiche e figurative, splendido.
Ad accompagnare il nostro testo, una bella serie di scatti e soprattutto il bel video con tutte le immagini durante le fasi di realizzazione di questo imponente progetto, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti e sul bel progetto Spagnolo.

Thanks to Madrid Street Art Project for The Pics

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Faith47 for OUTDOOR Urban Art Festival 2014

22/11/2014

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Con Faith47 prosegue il nostro viaggio all’interno delle meraviglie dell’OUTDOOR Street Art Festival di Roma, tra gli artisti partecipanti ritroviamo quindi l’autrice Sudafricana che ha presentato questa nuova ed iconica pittura.
Con questa sua ultima incarnazione, portata avanti attraverso lo slogan ‘Moving Forward’, OUTDOOR come visto ha abbracciato uno spirito di totale cambiamento. L’idea proprio di andare avanti è legato ad un idea di concepire e fruire gli spazi urbani attraverso un ottica nuova e differente. Quest’anno si è passati dallo spazio aperto al chiuso, con un location, l’ex dogane nel quartiere di San Lorenzo a Roma, che ha offerto ben 5000 metri quadrati al grande numero di artisti coinvolti. Una spinta questa nata con il preciso scopo di veicolare nuovi e differenti impulsi seguendo quello che è stato il trend di questo 2014 con progetti come La Tour 13 di Parigi a fare da apripista ad iniziative del genere.
Dalle pareti su muri esterni dei palazzi di Roma, si è quindi passati alla stanze ed alle mura interne della dogane, con gli artisti invogliati a lavorare con un fare sperimentativo ed in totale libertà espressiva. Si tratta come detto di una sorta di ritorno alle origini, con gli interpreti al lavoro all’interno di una location del tutto temporanea che alimenta l’idea di effimero che specialmente negli ultimi anni così tanto ha abbandonato il movimento.
Tra gli ospiti internazionali ritroviamo Faith47 che giunge nella capitale portando in dote tutto il suo iconico e delicato stile visive. L’opera presentata dall’autrice raccoglie alla perfezioni i classici stimoli appartenenti alle sue produzioni. Come visto più volte si tratta di opere anzitutto altamente emotive, intrinsecamente legate ad aspetti sensibili, riflessioni e spunti personali, con i quali l’artista interagisce per mezzo delle sue iconiche figure. Che si tratti di essere umani o di animali, l’interprete ha saputo dimostrarsi capace di tratteggiare nell’aspetto corpi leggeri, quasi danzanti, all’interno dello spazio di lavoro. Ci siamo trovati di fronte a presenze vacue ed accennate, capaci di farsi efficace veicolo per i temi trattati attraverso una delicatezza ed un impostazione pittorica in assoluto equilibrio cromatico con gli spazi di lavoro.
Ancora una volta quindi ci troviamo di fronte ad un immagine poetica ed accompagnata da frammenti di frasi e parole. Qui con “Madonna mia proteggimi”, questo il titolo del lavoro, Faith47 riflette sulle traversate pericolose che i clandestini fanno per raggiungere ‘la terra promessa’ e realizzare i propri sogni. Si tratta di una riflessione doppia che coinvolge sia coloro che stanno entrando ora in Italia, sia gli italiani stessi che in passato hanno attraversato l’oceano in cerca di fortuna, il tutto accompagnato da una serie di scritte che si rifanno a quelle trovate dall’artista sotto i ponti delle città portuali.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare piuttosto una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sulla bella rassegna romana.

Thanks to The Artist for The Pics

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Reka x Nawer – New Mural in Washington DC, USA

22/11/2014

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Torniamo con piacere per le strade di Washington DC, qui Reka ha da poco concluso una nuova sessione in strada in compagnia di Nawer, i due interpreti presentano quindi un intervento che unisce le loro differenti stilistiche visive.
Dopo l’intervento in solitaria di qualche giorno fa (Covered) Reka quindi incontra Nawer per dare vita ad una nuova serie di figure. Lavorando quindi in una perfetta simbiosi tra le differenti impostazioni stilistiche, i due autori vanno a generare un tre differenti figure disposte in fila e caratterizzate da una progressiva metamorfosi negli elementi interni che di fatto ne costituiscono i corpi.
Come visto più volte il lavoro di Nawer si sviluppa attraverso un approccio influenzato da una personale cadenza astratta. L’autore è sicuramente portato a lavorare attraverso una direzione geometrica proponendo una miscela in cui incontriamo linee, direttrici e figure spesse in funzione di una trasformazione percettiva degli spazi di lavoro. Lavorando attraverso l’utilizzo di differenti palette cromatiche, l’autore genera in questo senso figure ed elementi differenti, giochi di tridimensionalità atti ad elaborare un trama profonda e sfaccettata. Osservando le composizione generate dall’artista ci troviamo quindi di fronte a grandi e piccole direttrici, linee che solcano lo spazio andando ad intersecarsi dirigendosi in unico punto prima di proseguire il loro cammino. L’idea dell’autore è quella di mettere l’accento proprio su questo momento, sul passaggio di differenti forme all’interno di un unico spazio, le differenti rette che miscelano il loro percorso, in un lavoro che si sviluppa attraverso interessanti e differenti inquadrature di questa precisa dinamica.
L’approccio di Reka è la diretta conseguenza delle dirette influenze, dai graffiti, all’universo pop, passando per il mondo dei fumetti e dell’illustrazione. A caratterizzare le produzioni dell’interprete troviamo sicuramente una personale sensibilità cromatica che va a svilupparsi attraverso la creazione di forme, figure ed elementi sinuosi. L’artista da una parte traccia le forme e tratteggia l’aspetto delle sue figure, volti umani, maschere, oggetti od animali, tutti catalizzati dalla vivacità di colori e tinte che di fatto ne sviluppano i corpi e le sembianze. I lavori vanno quindi ad unificare il sapore tagliente dei graffiti con una impostazione maggiormente pittorica, un paradosso dal quale emergono dettagli, elementi e forme nelle forme. In questo senso la forza cromatica delle opere sviluppa la sostanza degli interventi laddove la semplificazione delle forme e dei soggetti raffigurati trasmette allo spettatore sensazioni alternate tra divertimento ed inquietudine.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed esaustiva serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics via San

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Augustine Kofie – New Mural in Paris, France

22/11/2014

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Con un nuova tappa a Parigi, in occasione della sua prossima mostra personale, il grande Augustine Kofie ha da poco terminato di dipingere questa lunga parete mettendo ancora una volta in mostra tutto il suo personale immaginario astratto.
Facendo seguito a California Soul, bel solo-show presentato l’anno scorso all’interno degli spazi della Galerie Open Space, eccoci di nuovo per la capitale Francese. L’apertura di “Taking Shape”, show organizzato dalla medesima galleria all’interno del Bastille Design Center di Parigi con vernissage il prossimo 27 Novembre, permette ad Augustine Kofie di tornare al lavoro su parete offrendoci l’opportunità di approfondire nuovamente gli aspetti pittorici e visivi del suo particolare approccio stilistico.
Partito come writer più di due decenni fa, l’artista ha poi nel corso del tempo sviluppato una propria e personale stilistica avvicinandosi sempre di più ad un impeto astratto. L’indagine portata avanti dall’autore è incentrate sulla ricerca costante di un equilibrio tra forme, istintività e razionalità. In questo senso questi tre differenti aspetti rappresentano di fatto le principali prerogative dell’operato dell’autore. Il flusso visivo delle produzioni targate Kofie è quindi alimentato da una costante cambiamento, come abbiamo avuto modo di vedere negli ultimi mesi ad esempio con l’utilizzo di colori e tinte certamente più delicati e meno incisivi. A rimanere invariata è da una parte l’esigenza di entrare quanto mai in sintonia con la superfice e con lo spazio di lavoro, dall’altra la struttura delle opere proposte si sviluppa attraverso l’utilizzo di forme ed elementi differenti, da configurazioni astratti, in una sinergia che rispecchia appunto la volontà di unificare componenti maggiormente impostate con altre più viscerali ed istintive. È quindi particolarmente importante sottolineare come la totalità delle produzioni sia guidata dall’esigenza dell’autore di farsi guidare dall’inconscio, dalle sensazioni del momento, ed attraverso queste dare libero sfogo al proprio e personale immaginario.
Quest’ultima fatica di Augustine Kofie ne sviluppa quindi il personale piglio visivo e stilistico all’interno di una lunga parete. Proprio la particolare lunga dello spazio a disposizione permette all’autore di agire attraverso una costante variazione cromatica, laddove le forme e gli elementi proposti vanno a muoversi nello spazio attraverso un moto perpetuo scandito proprio dalle variazioni dei colori adottati.
In attesa di dare uno sguardo approfondito all’allestimento proposto dall’autore, vi lasciamo ad alcune immagini con i dettagli di questa sua ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

pics by Vitostreet and lepublicnme

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Invader – A Series of New Pieces in Paris

21/11/2014

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A distanza di tempo il grande Invader torna al lavoro, il leggendario artista Francese ha da poco portato a termine una nuova invasione per le strade della sua Parigi portando avanti gli ultimi stimoli del proprio iconico lavoro.
In un biennio infarcito di invasioni in ogni parte del mondo, Invader ha mano a mano sviluppato un cambio repentino nello stile e soprattutto nei soggetti delle sue iconiche piastrelle, l’interprete ha anzitutto iniziato a sviluppare interventi mano a mano di dimensioni sempre più grandi andando poi a dirottare la propria attenzione dagli iconici personaggi del famoso videogames Space Invaders, che così tanto ne hanno segnato il percorso in strada, ad altri characters ed abbracciando di fatto tutto il calderone di personaggi e star appartenenti al cinema, al mondo dei videogiochi, in particolare quelli di Nintendo, ed a tutte quelle altre icone che hanno influenzato il ventennio 80 e 90. Da questa mistura di nuovi soggetti e di lavori mano a mano sempre più complessi e grandi, con un arricchimento dei dettagli e delle texture di ogni singola casella fino alle esaltanti composizioni finali, emerge quindi un nuovo approccio maggiormente più impattante, immediato e senza dubbio godibile e più in sintonia con quello che è il background e la cultura moderna.
Dopo l’ultima grande invasione realizzata proprio in Italia lo scorso Ottobre per le strade di Ravenna (Covered), Invader torna quindi a lavorare all’interno dello spazio urbano Parigino, vera e propria casa dell’autore, proponendo una serie di interventi.
Questa nuova invasione è l’occasione quindi per immergerci ancora una volta all’interno dell’immaginario dell’autore ed al tempo stesso vedere nuovi ed inediti soggetti a fare capolino tra le figura rappresentate nelle piastrelle, in aggiunta ad un nuova installazione di Spock direttamente da Star Trek.
Null’altro da aggiungere, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore vi lasciamo con una bella serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata.

Pics via San

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Emilio Cerezo “Estigma” New Mural

21/11/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Emilio Cerezo, l’interprete Spagnolo ha infatti da poco terminato di dipingere questo nuovi intervento portando avanti il particolare e viscerale approccio pittorico.
Quest’ultima fatica è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro dell’autore Spagnolo. A caratterizzare gli interventi di Emilio Cerezo troviamo anzitutto una profonda e sfaccettata identità pittorica, in questo senso nelle corde dell’artista c’è l’esigenza di sviluppare le personali riflessioni per mezzo di un tratto profondo e ricchissimo. La scelta di utilizzare differenti tinte degli stessi colori, il miscelarsi degli stessi all’interno delle trame e degli sviluppi degli elementi raffigurati, da vita ad opere densissime ed accurate. Un piglio reale che emula sensazioni e stati d’animo personali dell’interprete e che sfocia in una pittura che sa di viaggio interiore. Osservando le produzioni di Cerezo ci troviamo catapultati all’interno di una sorta di limbo, legati ai colori ed alle differenti tonalità, all’esplorazione delle ricchissime pennellate che hanno costituito i corpi delle figure proposte e che inevitabilmente vanno a toccare le corde più sensibili del nostro animo.
Infine troviamo la scelta di lavorare quasi esclusivamente all’interno di luoghi abbandonati, distrutti, che alimenta il valore percettivo delle produzioni dell’autore. Il silenzio di queste location, così come il loro essere intrinsecamente legate ad una catarsi personale, incide inevitabilmente sulla fruizione dei risultati finali. Questa precisa e diretta impalcatura pittorica va quindi a sostenere gli impulsi tematici che le opere inevitabilmente portano con sé, si innesca un dialogo, tra l’artista e chi osserva, rivolto verso una personale meditazione in grado di far riflettere su noi stessi, sulla nostra vita.
L’interprete riesce quindi a toccare i lati sensibili per mezzo di un impatto cromatico, attraverso la ricchezza di dettagli, con immagini che sormontano le nostre sensazioni generando un ‘malessere’ interiore guaribile unicamente attraverso una personale riflessione su se stessi.
Dal titolo “Estigma”, quest’ultima fatica di Emilio Cerezo, raccoglie appieno quelli che sono gli impulsi e gli stimoli del proprio operato. L’immagine mostra una grande mano, nel palmo vediamo una vorticosa ferita che ricorda quella di una stigmate.
In calce al nostro testo una bella galleria di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics

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Pastel – New Mural in Mendoza, Argentina

21/11/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Pastel, il grande interprete Argentino si è da poco spostato a Mendoza dove in occasione dei lavori per il Festival Muropolis ha da poco terminato di dipingere questa nuova e splendida opera.
Ancora una volta rimaniamo affascinati dalla capacità dell’autore di sviluppare temi e spunti attraverso una propria e personale fascinazione naturale. Come visto più volte il lavoro dell’interprete si sviluppa attraverso una personale impostazione pittorica legata a più e differenti aspetti. È infatti anzitutto importante sottolineare la profondità dell’aspetto tematico nelle produzioni dell’Argentino, lo stesso interprete sceglie infatti di lavorare attraverso una personale riflessione sugli spazi, andando quindi a coglierne i colori piuttosto che gli elementi organici e naturali presenti in un determinato contesto. La fascinazione a tema naturale dell’artista si sviluppa quindi per mezzo di una proposta visiva in grado di cogliere gli elementi ed i simboli appartenenti al mondo naturale, in particolare piante e fiori. A questa peculiarità, nonché al dialogo prettamente visivo con lo spazio, si lega perfettamente l’esigenza dell’autore di sviluppare, utilizzando proprio i simboli e gli elementi della natura, una personale riflessione su determinati accadimenti storici. Il dialogo dell’artista si fa quindi serrato ed in funzione di uno spunto tematico capace di rievocare accadimenti storici, temi importanti dal punto di vista sociale, economico o politico.
Questa particolare mistura, che sta accompagnando sempre di più la totalità delle produzioni di Pastel, fa emergere quindi interventi leggibili da differenti punti di vista, da quello prettamente visivo con l’utilizzo di colori caldi e terreni, e da quello tematico con riferimenti velati e criptici rispetto ad una determinata situazione.
Quest’ultima fatica dell’artista Argentino eredita tutta la profondità del suo lavoro all’interno di una nuova pittura capace di veicolare una riflessione sulla comunità Pehuenche. Si tratta dei nativi Sud Americani presenti qui prima dell’invasione Spagnola da cui l’interprete va a raccogliere l’eredità della piante utilizzate poi nell’elaborato.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica firmata dall’autore, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Etnik – New Billboard in Chicago, USA

21/11/2014

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Con piacere ci spostiamo a Chicago negli States, qui il nostro Etnik ha da poco terminato di realizzare un nuovo progetto che vedrà uno delle sue iconiche immagini affissa su questo grande cartellone pubblicitario per i prossimi 3 mesi.
È l’opportunità per immergerci nuovamente nella particolare visione dell’interprete italiano, lasciandoci coinvolgere dal moto perpetuo delle sue forme e dalla profondità dei temi trattati. La città per Etnik rappresenta il principale interlocutore nonché protagonista all’interno delle sue produzioni. L’interprete porta avanti una personale riflessione sui paesaggi urbani andando in particolare ad analizzare la condizione dell’essere umano all’interno degli stessi. Sebbene non compaia mai, l’uomo dell’artista è prigioniero all’interno delle architetture da lui stesso generate, rinchiuso nel cemento, soffocato dalla gabbia di strade e palazzi. Prendendo proprio spunto dagli stimoli architettonici dei paesaggi cittadini, stimolato dai personali studi accademici e da un forte e radicato background da writer, l’autore italiano sviluppa un corpo di lavoro incentrato sulla concentrazione di masse, figure ed elementi urbani. L’universo dell’interprete subisce un accelerata, viene intriso di stimoli astratti e geometrici , autoalimentando un proprio moto perpetuo in cui vediamo figure in cui vengono proiettate e tratteggiate le forme delle città. Al centro troviamo grandi totem sospesi, legati alle architettura concentrate, alla lotta tra natura e cemento, e tutte quelle dinamiche che accompagnano la riflessione dell’interprete sulla città moderna. Da queste figure centrali vediamo muoversi componenti ed elementi differenti, vere e proprie parti che si sganciano e ruotano tutto intorno, garantendo in questo senso un sontuoso effetto tridimensionale e di profondità.
Il risultato finale è un lavoro capace di veicolare stimoli e riflessioni differenti, un analisi profonda che spinge a guardarci intorno a capire la nostra relazione con lo spazio urbano, al tempo stesso mirà a gettare uno sguardo sulle dinamiche con cui l’uomo moderno vive la propria vita, di come ci siamo chiusi all’interno di muri, e di come la città sia inesorabilmente divenuta una grande prigione.
Quest’ultimo progetto, raccoglie ancora una volta quelle che sono le peculiarità sia stilistiche che tematiche dell’artista, proiettando una delle sue opere all’interno di un tessuto urbano assolutamente differente ed in grado di innalzare il livello della riflessione dell’artista stesso. Posto su un grande cartellone pubblicitario sospeso nel mezzo degli enormi grattacieli Americani, l’immagine, attraverso lo spessore dei colori e la consueta e peculiare sensazione di movimento, sembra volersi proiettare all’esterno dello spazio. Suggerisce l’idea di voler inglobare nel suo vortice frenetico quelle che sono le architetture che la circondando alimentando in questo modo tutta la profondità delle produzioni firmate da Etnik. Un intervento che abbiamo particolarmente apprezzato per il forte valore simbiotico con la particolarità dello spot e di ciò che lo circonda in funzione proprio del lavoro dell’artista.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo una bella serie di scatti evocativi con i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Graphic Surgery “Contra” at Mini Galerie (Recap)

21/11/2014

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Aperta lo scorso 15 Novembre andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Contra” ultimo solo show dei Graphic Surgery all’interno degli spazi della Mini Galerie di Amsterdam.
Dopo l’inaugurazione della nuova sede, con uno spazio più grande, la Mini Galerie continua il proprio personale percorso coinvolgendo il duo olandese attraverso una esibizione che ne rivendica tutto il particolare approccio stilistico e tematico.
Il duo Graphic Surgery, composto da Erris Huigens e Gysbert Zijlstra, rappresenta uno dei nomi di spicco della scena Europea ed Internazionale, ed è legato ad un approccio visivo artistico ad un pratica di mixing visivo. Come abbiamo spesso avuto il piacere di constatare l’operato degli artisti è intrinsecamente connesso con l’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici in funzione di una produzione che di fatto va a campionare e raccogliere gli stimoli degli spazi urbani per mezzo di una radicata influenza geometrica. La città diviene quindi ideale palcoscenico ma sopratutto ideale stimolo, con gli scorci, le architetture e tutto ciò che ne costituisce il tessuto, che diventano l’ispirazione per le opere degli autori. Il duo osserva e si interroga sulla perfezione ciclica dell’universo urbano, soffermandosi ed campionando le strutture, gli oggetti e gli elementi che compongono il ricco puzzle urbano. E’ particolarmente importante sottolineare questo aspetto che rappresenta di fatto il principale slancio nelle produzioni degli artisti, un stimolo catartico che nasce dall’idea di decostruire e miscelare componenti differenti al fine di dare vita ad un nuova visione in grado di ereditare l’aspetto delle componenti utilizzate sotto una nuova e differente forma.
Se questo rappresenta il volano espressivo della totalità delle produzioni firmate dal duo Olandese, gli interpreti vanno poi a lavorare attraverso differenti medium. In questo senso sia i lavori in strada, che quelli su tela, i video, e le installazioni, sono il risultato di questa ricerca continua canalizzata però attraverso differenti e peculiari aspetti.
Il risultato di questa sperimentazioni è proprio “Contra”, un esibizione in cui i Graphic Surgery proseguono il proprio percorso ed al tempo stesso portano in dote per l’allestimento una serie di opere intrinsecamente legate alle esperienze passate. L’idea è quella di creare un nuovo punto di partenza, se le dinamiche rimangono invariate, cambiano i temi con una continua dualità a farsi largo tra le opere in mostra. L’astratto contro il figurativo, l’analogico contro il digitale, un costante scontro/incontro che inevitabilmente eredita nell’aspetto quelli che sono gli stimoli dei paesaggi urbani. C’è la volontà di spingere su questi temi cercando però un rafforzamento delle antitesi proposte in grado di sviluppare un nuovo equilibrio in grado, proprio per la sua natura, di eliminare paradossi e divergenze causate dall’incontro di realtà differenti.
In calce al nostro testo potete trovare una ricchissima galleria con gli scatti dell’allestimento ed alcune immagini durante il vernissage, dateci un occhiata e per chi si trovasse in zona, vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 15 Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Ralph Roelse

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Vhils – A Series of New Pieces in Los Angeles

20/11/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Vhils, l’interprete Portoghese si è da poco spostato a Los Angeles dove ha avuto l’opportunità di realizzare una nuova serie di interventi per il Lebasse Project.
Dopo l’ottima performance prodotta in occasione della nuova serie di lavori per la Galeria Urban Forms, Vhils si è quindi spostato a Los Angeles proseguendo la produzione dei suoi iconici interventi urbani, insistendo in particolare nel miscelare immagini figurative con elementi naturali e texture. Abbiamo in questo senso ribadito più volte la volontà dell’autore di sperimentare soluzioni differenti all’interno del proprio percorso. Alexandre Farto ha saputo sviluppare si una personale dialettica, andando a scavare le viscere delle pareti fino a far emergere i suoi iconici volti, al tempo stesso questo sistema inevitabilmente se portato avanti nel tempo lascia un sentore di staticità. A tal proposito abbiamo accolto favorevolmente anzitutto la volontà dell’interprete di declinare il proprio operato attraverso medium differenti, ma soprattutto la necessità di aggiungere e veicolare all’interno dei suoi peculiari volti elementi del tutto nuovi.
Negli ultimi periodi stiamo quindi assistendo ad una continua volontà dell’autore di innescare nuove dinamiche visive all’interno delle sue opere pur lasciando invariati i canoni stilistici, tematici e visivi delle stesse. Sei i volti di persone comuni, realizzati attraverso la distruzione della superficie ed attraverso una resa quasi fotografica, rappresentano come sempre il primo e principale stimolo, all’interni degli stessi sono iniziati a comparire dettagli naturali, quali piante e rami, così come elementi e forme geometriche e textures.
Raccogliendo quindi appieno gli stimoli del proprio operato Vhils approda ad L.A. raccogliendo appieno gli stimoli del proprio operato e delle ultime ricerche. Esattamente come accaduto per la grande parete realizzata a Łódź (Covered), anche qui l’artista sceglie di affiancare i suoi soggetti con una serie di dettagli naturali, in particolari una serie di rami che si intrecciano ed estendono vicino ai volti delle figure proposte.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli ed alcune immagini durante le fasi di realizzazione di quest’ultima serie di interventi, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by BIRDMAN

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Thierry Noir – New Murals for German Embassy in London

20/11/2014

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Prosegue il periodo del grande Thierry Noir, l’interprete è da poco tornato a Londra dove in occasione del 25^ ’anniversario della caduta del muro di Berlino ha avuto modo di dipingere un nuova serie di lavori per l’ambasciata tedesca.
Dopo la doppia serie di show prima a Londra (Covered) e poi a Los Angeles (Covered), Thierry Noir in collaborazione con l’Howard Griffin Gallery va quindi a trasformare la parete esterna dell’ambasciata ed una delle stanze interne proponendo una serie degli iconici volti che lo stesso artisti aveva dipinto sul famoso muro Berlinese.
Famoso infatti per il suo passato, l’autore nel 1984 fu il primo a dipingere intere porzioni del muro di Berlino. Con uno spirito di ribellione ed un fare rivoluzionario, atto a trasformare e ridicolizzare ed infine distruggere, l’idea stessa della parete ed il simbolo che rappresentava. Si è trattato quindi di una vera e propria demistificazione alla quale poi si sono seguiti altri interventi di artisti e persone comuni fino alla caduto effettiva della parete. I volti dell’autore sono tutti caratterizzati da un uso massiccio di colori e tinte accese, si sono irrimediabilmente legati alla storia della lunga parete ed al tempo stesso sono divenuto una sorta di simboli di lotta. Le opere dell’autore rappresentano quindi la voce di una libertà senza barriere architettoniche, fuori dalla guerra e dall’oppressione che caratterizzava così duramente la Berlino ed il mondo durante gli anni ’80.
Dopo le due retrospettive è quindi l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro in strada di uno degli autori che proprio quest’anno ha deciso di tornare a lavorare così assiduamente, sia in strada che in galleria. Thierry Noir come detto con questo doppio intervento, uno all’esterno ed uno all’interno, va a rievocare gli iconici volti che 25 anni fa impattarono la parete berlinese. È interessante, nonché opinabile, notare come l’atto di ribellione e di ridicolizzazione di un ventennio fa, di una parete simbolo della divisione del mondo, venga ora rievocato per celebrarne la fine. Il francese poi proprio per rispettare la memoria del suo lavoro va ad utilizzare gli stessi strumenti con i quali in passato aveva elaborato i suoi volti, continuando quindi a rievocare lo spirito del suo lavoro e della parete stessa. Note finale infine per la posizione dell’ambasciata, posta proprio di fronte all’ex Repubblica Democratica Tedesca, con l’intervento quindi che nuovamente rievoca la divisione della città di Berlino
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dei lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by Marcus Peel via AM

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Fra Biancoshock – “Revolution” New Piece in Milano

20/11/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Fra Biancoshock, l’interprete italiano torna in strada con un nuovo intervento caratterizzato dal consueto ed insolito approccio tematico e visivo.
Il lavoro di Fra Biancoshock è anzitutto legato ad un impronta altamente tematica, l’artista italiano porta avanti un processo visivo che riesce puntualmente a lasciarci interdetti. Per mezzo di medium, spunti e sviluppi sempre differenti, l’autore italiano ha saputo sviluppare una produzione per certi versi controversa e legata senza dubbio ad una personale interazione con gli spazi urbani. Attraverso un metodo non convenzionale, l’interprete è stato in grado di sviluppare temi, idee e riflessioni figlie di uno stravolgimento completo dei contesti e delle situazioni urbane, una nuova lettura di ciò che è già presente in strada per canalizzare una riflessione su temi attuali riguardanti la società moderna a 360^.
Il valore delle produzioni dell’artista si misura proprio attraverso la capacità dello stesso di spostare, travalicare e cogliere, le architetture e gli spunti che sono già presenti in strada. Attraverso una forte dose di ironia l’interprete, per mezzo dei suoi interventi, sviluppa un dialogo con lo spettatore ma sopratutto con il passante casuale al fine di invogliare una riflessione su un determinato argomento. Come ribadito più volte si tratta di vere e proprie esperienze in grado di impattare e sconvolgere la routine quotidiana, un destabilizzare ciò che conosciamo attraverso lavori che escono dall’ordinario mettendo le persone all’interno di situazioni ed opere che proprio per il loro portare al limite un determinato argomento, meglio riescono a sviluppare pensieri ed una presa di coscienza diretta.
Questo particolare piglio tematico riveste la totalità delle produzioni dell’autore Italiano portandoci in un confronto diretto con le sue riflessioni, quest’ultimo intervento realizzato all’interno di un vecchio stabile abbandonato non è da meno.
Fra Biancoshock all’interno di questo complesso industriale Milanese, si trova di fronte la scritta ‘Pronti per la rivoluzione’. La scritta consumata è sicuramente un sintomo di rabbia e malessere verso la società special modo in un contesto economico sociale come quello attuale particolarmente difficile. L’artista sceglie quindi di incanalare la rabbia della scritta cambiandone però totalmente la direzione tematica, sostituendo la lettere ‘v’ con il simbolo del doppia spunta di WhatsApp. L’avvento dello doppia spunta ha scatenato un altro tipo di rivoluzione all’interno dei social network, con la possibilità di capire se qualcuno ha letto ciò che abbiamo scritto. L’interprete gioca quindi con l’idea di rivoluzione ribaltandone il concetto, un aggiornamento temporale in cui la massa si è rivoltata all’idea di una violazione della privacy di questo tipo.
L’idea dell’interprete è quindi quella di proporre una velenosa riflessione sull’importanza di rivoluzione nel contesto attuale, non più gli abusi, non più per il nostro futuro e i nostri diritti, ma piuttosto per una doppia spunta blu. Il messaggio è stato letto, la rivoluzione può iniziare.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare alcuni scatti del making of e del risultato finale, in attesa di svelare nuovi aggiornamenti, dateci un occhiata è infatti l’occasione per una nuova riflessione.

The consumed written “Pronti per la rivoluzione” (Ready for the revolution) was found in an industrial abandoned area in Milan and it’s a testimony of agitation and anger towards the society and this difficult economical period.
The minimal intervention replaces a letter of the word “revolution” with the symbol of the double blue ticks of WhatsApp, that in the last period has caused another kind of revolution, a revolution on social networks.
This action is a temporal upgrade of the concept of revolution: the mass revolts on social media for an update of a phone application because people feel violated their privacy.
Not for changes, not for abuses, not for our future. The revolution today must be made for the double blue ticks.
The message has been read.
The revolution can begin.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ever – New Mural in Ciudad Juárez, Mexico

20/11/2014

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Ci spostiamo a Ciudad Juárez, in Messico qui a distanza di pochi giorni ritroviamo con piacere il grande Ever, l’interprete Argentino ha da poco terminato di dipingere un nuovo profondo lavoro legato agli avvenimento del 26 Settembre 2014 in Messico.
Profondamente legato alle dinamiche sociali dei luoghi dove si sposta a dipingere, Ever ha saputo portare avanti una personale miscela visiva in grado di sostenere e veicolare la meglio la forte prerogativa tematica delle sue opere. La pittura dell’autore si sviluppa attraverso due distinti percorsi che miscelandosi producono un impianto visivo in grado di stupirci puntualmente sia attraverso la grande quantità di dettagli sia per mezzo di un cadenza emotiva forte e ragionata. Nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di portare avanti anzitutto una pittura votata al dettaglio, agli aspetti viscerale per mezzo di pennellate profonde e ricche in grado di tracciare alla perfezioni i corpi dei soggetti raffigurati. Ad intersecarsi con questa precisa direzione stilistica troviamo infine l’aspetto forse più caratteristico del lavoro dell’interprete l’intensi fasci cromatici che, partendo dai volti e dai corpi delle figure dipinte, vanno a tracciare lo slancio emotivo delle sue opere. Questa assidua contrapposizione vive in un perfetto equilibrio in cui la forma viene affidata alla grande profondità ed ai dettagli dei corpi e dei volti raffigurati, mentre attraverso l’impatto delle caselle dei colori maggiormente piatti, si sviluppano le emozioni ed i pensieri dei soggetti dipinti. Le opere vivono quindi in un intenso valzer cromatico, raccogliendo stimoli differenti ed entrando in simbiosi con lo spettatore attraverso ciò una lettura personale delle immagini.
Raccogliendo questi stimoli stilistici Ever sviluppa una nuova riflessione, l’artista Argentino ragiona sugli accadimenti dello scorso settembre in Messico in “The idealism trying to save the future on the night of September 26, 2014”.
Il 26 settembre ad Iguala era previsto un evento legato al sindaco, durante il quale avrebbe parlato anche sua moglie María. Nella stessa giornata si doveva svolgere contemporaneamente un manifestazione contro le disparità e la discriminazione delle assunzioni universitarie indetta da alcuni aspiranti insegnanti, che aveva nelle autorità locali il suo principale bersaglio.
A questo punto pare che le forze dell’ordine siano state istruite dal sindaco per, piuttosto che garantire la sicurezza della protesta, fare di tutto perché la stessa non potesse danneggiare il comizio proprio e della moglie. Le forze di polizia hanno aperto il fuoco su alcuni autobus sui quali viaggiano ragazzi diretti verso la protesta, uccidendo 3 e facendo letteralmente sparire il resto dei tirocinanti.
Da un evento di questa portata l’interprete sviluppa la propria opera, realizzando un immagine assolutamente profonda e delicata, dove tra dettagli naturali, la bandiera nazionale che si muove tra i corpi dei soggetti raffigurati, è possibile vedere una riproduzione di uno dei bus coinvolti nell’accaduto.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad alcuni scatti con i dettagli di questa splendida pittura, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Pixel Pancho x Bosoletti – New Mural in Armstrong

20/11/2014

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Ci spostiamo ad Armstrong in Argentina qui il nostro Pixel Pancho e Bosoletti hanno da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete unificando in un’unica immagine stili e tematiche decisamente differenti tra loro.
È sempre piuttosto interessante vedere collaborare artisti che portano avanti ricerche differenti, osservare gli stili che si miscelano e danno vita ad un corpo visivo nuovo ed inedito capace si, di mantenere gli stimoli del lavoro di ciascuno degli autori, ma al tempo stesso produrre un riverbero emotivo del tutto nuovo e differente. Ancora una volta a fare da slancio per interventi di questo tipo è l’utilizzo di una comune scala cromatica, sia Pixel Pancho che Bosolett veicolano il proprio lavoro attraverso un unico range in grado di far miscelare alla perfezione entrambi gli stili dei due artisti.
Di Pixel Pancho continuiamo a seguire gli sviluppi sempre più affascinati dalla figura del robot che per l’interprete continua a rappresentare primo e principale slancio all’interno delle sue produzioni. L’italiano ha saputo nel corso del tempo sviluppare differenti tematiche approfondendo in questo senso il rapporto tra uomo e meccanica fino ad arrivare ad una personale analisi sul decadimento dell’essere umano attraverso un analogia velata. La macchina come simboli del super uomo, e come efficace simboli dell’infanzia di ciascuno di noi, ha saputo veicolare sensazioni ed emozioni differenti, rendendo di volta in volta il lavoro dell’autore profondo ed altamente coinvolgente. Dal canto suo Bosoletti porta avanti una pittura decisamente più viscerale, attraverso tinte e colori terrestri, l’autore Argentino sviluppa una personale riflessione sull’uomo. In particolare l’artista approfondisce gli aspetti economici, con particolare interesse verso la speculazione economica, arrivando ad interessarsi alla figura femminile, con particolare attenzione per il movimento e la postura, il tutto infine sviluppato attraverso una personale interazione con gli elementi urbani e le superfici di lavoro.
Dall’unione di questi due precisi indirizzi stilistici e tematici, nasce “La Segunda Oportunidad”, un immagine densissima che raccogliendo l’identità di ciascuno dei due interpreti rilascia sulla parete un immagini che strizza l’occhio alle vecchi fotografie ingiallite.
L’opera mostra uno di quei vecchi carri che si usavano una volta, con a bordo una famiglia, trainato da due cavalli e da una piccola figura queste ultime due costituite da acciaio e bulloni nella più iconica rappresentazione robotica.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi, il consiglio è quello di darci un occhiata.

Pics by The Artists

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JUFE – “Le Fleur” New Mural in Santurce

19/11/2014

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Proseguiamo nell’approfondire il lavoro di JUFE, l’interprete Portoricano è tornato nuovamente a lavorare in strada presentando questo nuovo ed iconico intervento per le strade di Santurce nella sua Porto Rico.
A distanza di pochi giorni da Sin mapa ni bote il bel lavoro presentato giusto qualche giorno addietro, JUFE torna nuovamente in strada per dare forma ad una nuova pittura che prosegue nel portare avanti tutto il particolare approccio stilistico delle produzioni dell’interprete.
Nell’approfondire le dinamiche del lavoro dell’autore è anzitutto importante sottolineare come lo stesso agisce negli spazi attraverso un impostazione pittorica molto personale. Per mezzo un tratto e di un tracciato continuo, unicamente costituito da pennellate piccole e precise, l’interprete da vita alle sue particolari visioni. Questa precisa particolarità, che interessa anche Alexis Diaz con il quale porta avanti il progetto La Pandilla, viene però alimentata da un piglio legato al realismo ed al dettaglio estremo.
Il lavoro dell’artista va quindi analizzato attraverso differenti livelli, JUFE rinnega una semplice elaborazione realistica andando piuttosto a tracciare una forte e peculiare impostazione del tratto capace piuttosto di svilupparsi per mezzo di un personale attrattiva analogica. Le immagini proposte appaiono vicine a quelle generate attraverso un software come se un processo al computer abbia iniettato la vernice sulla parete. Questo preciso indirizzo è la diretta conseguenza degli studi formati compiuti dall’autore, con la scuola di architettura in primis che ne ha certamente influenzato il lavoro verso una persona fascinazione verso la ricerca delle forme per mezzo di linee ed attraverso una sensibilità per gli spazi pubblici.
Se il tratto continuo viene realizzato attraverso il bianco, a caratterizzare ulteriormente le produzioni dell’interprete troviamo gli spessi background neri che vanno proprio ad alimentare il contrasto con la tinta scelta per il tracciato.
Il risultato finale di questa miscela sono opere intrinsecamente equilibrate, ‘perfette’ nella loro stessa natura, percettive per le sensazioni e gli stimoli che riescono ad offrirci ed a veicolare.
Quest’ultima fatica, dal titolo “Le Fleur”, raccoglie appieno gli stimoli del lavoro dell’autore ed al tempo stesso riallaccia il suo percorso produttivo con percezioni prettamente naturali. Come suggerisce il nome l’opera vede JUFE realizzare l’immagine di un fiore raccolto all’interno di una forma sferica. L’impressione è quella di trovarci di fronte ad una elaborazione altamente complessa: il consueto tratto da forma ai fiori ed al tempo stesso alimenta il livello prospettico degli stessi. Attraverso uno splendido effetto di trasparenza suggerito abbiamo modo di vedere cosa si cela all’interno del contenitore, con rami, petali e l’acqua ad alimentare il livello dei dettagli dell’opera, splenidido.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo come sempre alle immagini in calce al nostro testo, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by 1DayRobot

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SHIT ART FAIR in Torino – Recap

19/11/2014

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Esattamente come accaduto l’anno scorso, i Guerilla Spam presentano la seconda edizione di SHIT ART FAIR, l’esposizione in strada non autorizzata nata come risposta al fervore artistico che accompagna la città di Torino in Novembre.
Replicando quindi la location ed il modus operando della scorsa edizione, gli interpreti danno la loro personale risposta al brulicare di aventi a carattere artistico che accompagna Artissima – Paratissima e The Others in quel di Torino. L’idea è quella di creare una sorta di fiera abusiva direttamente in centro città e completamente slegata dagli eventi istituzionali mostrando come sia possibile fare arte senza pagare un biglietto, senza costi ma sopratutto senza che ci sia uno scopo economico alla base dell’evento.
A differenza dello scorso anno, questa edizione è segnata dall’avvicendarsi di artisti differenti, non solo quindi i Guerrilla Spam a lavorare all’interno del tunel Parco del Valentino ma un roster di artisti tra i più interessanti del panorama italiano. Con i nomi di 2501, Artcock, Basik, BR1, Cancelletto, DEM, Etnik, Galo, Halo Halo, Nicola Alessandrini, Hogre, Hopnn, JBrock, Mr Thoms, Omino71, Orticanoodles, RUN, Guerilla SPAM, Ufocinque, UNO, Werther, Zed1, Zibe, l’interno del tunnel, con i suoi 130 metri quadrati, è stato completamente trasformato con l’affissione di un bella serie di poster.
Con SHIT ART FAIR si vuole appunto porre l’accento sul valore più puro dell’arte urbana sviluppando un corpo ‘espositivo’ capace di andare contro il sistema dell’arte e tutti i soggetti che lo compongono. Ogni artisti ha presentato una personale opera, c’è chi ha lavorato in combo con altri, per un risultato finale che raccoglie stimoli e visioni differenti appartenenti a ciascuno degli artisti coinvolti.
Null’altro da aggiungere, vi invitiamo piuttosto a dare un occhiata alla bella serie di scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli dei lavori presentati, se vi trovate in zona il consiglio è quello di andare a darci un occhiata di persona, enjoy it.

Pics by Alberto della Beffa, Livio Ninni,

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Phlegm – New Mural in San Diego, California

19/11/2014

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Prosegue l’ottimo momento di Phlegm, il grande interprete Inglese si è da poco spostato negli States dove, in occasione dei lavori per PangeaSeed’s Sea Walls: Murals for Oceans, ha da poco terminato di dipingere questa nuova parete per il Festival di San Diego in California.
La rassegna californiana è l’ideale proseguo del progetto portato avanti dall’organizzazione, PangeaSeed nasce infatti come org per sensibilizzare l’opinione pubblica ed educare le persone circa la salvaguardia delle specie marine ed in particolare degli squali. L’attività viene portata avanti attraverso una fitta collaborazione che abbraccia differenti ambiti, dalla scienza, ad altre comunità ambientaliste arrivando infine all’arte. Attraverso un attivismo volontario proprio l’arte, nelle sue differenti declinazione come musica, fotografia ed arte urbana, rappresenta l’ideale connettore in grado di canalizzare e sensibilizzare quante più persone possibile circa la necessità di preservare e proteggere gli oceani del mondo.
È innegabile come Phlegm vada a collaborare con il progetto attraverso una forte influenza tematica come sempre declinata attraverso il particolare approccio visivo che contraddistingue la totalità delle sue produzioni. Dopo le recenti sperimentazioni cromatiche in Nuova Zelanda, con la combo insieme a Pixel Pancho (Covered) e la grande parete in solitaria dal titolo The Songbird Pipe Organ, l’autore con base a Sheffield torna alle sue origini andando a presentare un nuovo intervento diametralmente connesso con il proprio usuale percorso.
Come visto più volte a catalizzare ed a sostenere la totalità degli interventi dell’interprete troviamo i suoi iconici personaggi. L’abilità dell’artista è senza dubbio quella di essere riuscito a dare forma, consistenza e vita ad un vero e proprio universo. In questo senso l’autore ha tracciato opera dopo opera un mondo immaginario, abitato dai suoi bizzarri personaggi, che rappresentano una sorta di riflesso della nostra realtà. li abbiamo spesso visti alle prese con le situazioni più improbabili, immersi all’interno di un habitat intriso di riferimenti alla cosmologia, all’alchimia, ma anche a temi come lo steampunk, rivelando tutto il carattere di un filone tematico sfaccettato e decisamente profondo.
Con quest’ultima fatica Phlegm paga il proprio omaggio agli squali, vediamo infatti una serie dei suoi iconici characters districarsi all’interno di un macchina che richiama nella forma e nell’aspetto proprio il predatore dell’oceano.
Ad accompagnare il nostro testo come consuetudine una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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ZED1 – “Pollination” New Mural in Jersey

19/11/2014

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Ci spostiamo a Jersey City negli States, qui il nostro ZED1 ha infatti da poco terminato di dipingere un nuovo e caratteristico intervento proseguendo nel portare avanti il personale alfabeto visivo e tematico.
Dopo l’ultimo intervento all’interno della personale serie Second Skin (Covered) ZED1 torna quindi a lavorare su parete proponendo una nuova e personale pittura in grado di proiettarci ancora una volta all’interno del particolare e tipico immaginario del grande autore Italiano.
Come visto più volte l’operato dell’interprete è direttamente legato ad una personale riflessione circa temi e spunti attuali ed in particolare sull’uomo moderno mediante un immaginario che strizza l’occhio alla natura ed agli animali. Sono proprio i characters a rappresentare lo slancio nelle opere dell’interprete, i soggetti ed i personaggi proposti attraverso un aspetto antropomorfo riescono a stimolare la parte più emotiva di chi osserva. In questo senso appare quindi chiaro come questi ultimi rappresentino il volano espressivo per veicolare emotività e vicissitudini appartenenti al quotidiano, ai problemi di tipo sociale, economico e politico. Attraverso queste precise basi l’autore va quindi ad innescare una riflessione profonda ed articolata di tutte quelle differenti sfaccettature della società moderna, tracciando quindi con forza una personale riflessione sull’essere umano. Come detto l’interprete approfondisce le emozioni, gli stati d’animo e le percezioni della natura umana, attraverso una produzione in cui non è presente alcun filtro o censura e che, proprio per questo, riesce ad impattare con così forza ed enfasi chi osserva. Ci si ritrova in questo senso in una immedesimazione con le situazioni e le immagini che l’artista propone, con il risultato di alimentare una propria e personale presa di coscienza su determinati argomenti.
Dal titolo “Pollination”, quest’ultimo dipinto di ZED1 ne raccoglie perfettamente gli stimoli sia stilistici quanto mai tematici. L’autore attraverso il consueto e delicato tratto, realizza su parete un intricata visione. Caratterizzata anzitutto da una massiccia presenza naturale – con i grandi rami che si intrecciano sui corpi dei soggetti – tra le figure chiaramente umane, emerge il corpo di una piccola ape intenta a pitturare il viso di uno dei personaggi ‘impollinando’ quindi lo stesso di idee e spunti differenti.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica firmata dall’autore Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Thanks to The Artist

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Interesni Kazki – New Mural in Ayia Napa, Cyprus

19/11/2014

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A distanza di breve tempo torniamo ad approfondire il lavoro degli Interesni Kazki, a quanto pare AEC si è spostato ad Ayia Napa, nell’Isola di Cipro dove ha da poco terminato di dipingere questa grande parete attraverso il suo iconico immaginario.
Dopo la doppia parete realizzata in quel di Kiev come riflessione personale sulle ultime vicende Ucraine, gli Interesni Kazki si dividono nuovamente andando Waone a proseguire il personale lavoro in studio mentre AEC appunto si sposta a Cipro per lavorare su questa grande parete in occasione del Ayia Napa Street Art Festival.
Con “Reappearance of Ancient civilization”, questo il titolo di quest’ultima pittura, abbiamo l’occasione per tornare nuovamente ad immergerci all’interno dello sterminato immaginario del duo Ucraino in una nuova riflessione profonda e sfaccettata. L’abilità degli Interesni Kazki è legata ad una personale elaborazione in grado di dare forma e sostanza ad universo personale, di raccogliere gli stimoli del reale per sviluppare temi e riflessioni di vario genere. Quello che certamente caratterizza le opere del duo è certamente la spiccata sensibilità al dettaglio con le opere che si fanno apprezzare per una infinità di spunti ed influenze differenti al loro interno. Con i loro colori caldi gli autori producono un danza visiva che miscela al suo interno elementi reali ed irreali, mash-up, figure naturali intrecciate a visioni oniriche, tracciando con forza le basi di una novella fiaba moderna in grado di sviluppa una riflessione sul presente attraverso impulsi visivi altamente sensibili.
La grande parete a disposizione a Cipro è quindi l’occasione per AEC di sviluppare tutto il proprio immaginario, l’artista si sofferma in particolare sulla condizione dell’Isola letteralmente divisa sia politicamente, geograficamente che economicamente. La contesa del territorio abbraccia anzitutto differenti soggetti, troviamo una divisione di tipo geografico con metà dell’isola in mano a Turchi e la restante metà più vicina all’Europa, con una differenza anche in termini di moneta utilizzata, nel mezzo troviamo una linea di separazione gestita dall’ONU mentre nella parte sud meridionale ha sede una base militare Inglese.
Da questa particolare ed assurda situazione AEC sviluppa un immaginario ritorno di coloro che furono gli antichi padroni di queste terre, in un analogia che vede l’antica civiltà rappresentare il popolo e che vuole proprio sottolineare le difficoltà della gente comune nel vivere una situazione di questa tipo.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Reka – New Mural in Washington DC, USA

18/11/2014

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Ci spostiamo a Washington DC, qui a distanza di tempo ritroviamo con piacere Reka, l’interprete Australiano ha da poco terminato di dipingere un nuovo parete per un nuovo progetto in strada realizzato da Art Whino.
Questo nuovo intervento di Reka segna la volontà dell’autore di tornare a lavorare ponendo al centro del proprio operato la figura umana piuttosto che concentrarsi su elaborazione di animali od oggetti come visto nei precedenti interventi. Per questa sua ultima fatica l’artista prosegue nel portare avanti il suo personalissimo approccio visivo, in questo si tratta di un percorso visivo direttamente connesso con il radicato background da writer in seguito sviluppato attraverso la personale sensibilità cromatica che da sempre ne caratterizza le produzioni. Le influenze pop, il mondo dei fumetti, e le tendenze illustrative hanno infine generato quello che è il particolare e peculiare tratto dell’interprete.
Per mezzo di una creazione di forme, figure e linee sinuose, l’artista va a tracciare la silouetthe dei corpi e dei soggetti scelti, in questo senso si tratta di un impostazione duplice. Troviamo anzitutto una sorta di semplificazione visiva veicolata da un impulso astratto dove all’interno delle figure raffigurate, delle parti del corpo e dei volti – o maschere – si muovono forme e figure differenti scandite dal colore e da sensazioni miste inquietudine e divertimento.
Dall’altra parte appunto troviamo una vivacità dei colori e delle tinte scelte che vanno a dare vita e sostanza della totalità delle opere proposte dall’interprete,
A raccogliere l’eredità sia tematica che stilistica del lavoro di Reka troviamo un impostazione che unifica quindi le forme taglienti, le figure che si intersecano, un impulso direttamente ereditato dai graffiti, con un predilezione maggiormente pittorica. L’empatia con le produzioni dell’autore si sviluppa attraverso un forte carattere cromatico laddove va a svilupparsi una trama visiva che va ad alternare colori e tinte differenti attraverso una profondo puzzle costituito da forme ed elementi differenziati e dettagliati.
Quest’ultima fatica di Reka raccoglie appieno gli stimoli dell’autore, l’interprete va ad occupare la grande parete sviluppato una matassa intricata legata da una comune impostazione cromatica. Al tempo stesso all’interno della struttura vediamo ergersi due volti di due donne accompagnati da due maschere posto proprio di fronte i loro visi.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via San

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Aryz – New Mural in Villaverde, Madrid

18/11/2014

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Continuiamo a seguire con interesse il lavoro di Aryz, l’interprete Spagnolo ha da poco terminato di dipingere due nuove pareti una di fronte all’altra nella zona di Villaverde a Madrid proseguendo gli ultimi sviluppi del proprio percorso in strada.
È sempre piuttosto interessante vedere come gli interpreti di spessore riescano a portare avanti il proprio operato attraverso processi e soluzioni differenti, arricchendo il campionario delle proprie produzioni, e mostrandoci le differenti ed innovative declinazione della loro ricerca. In questo senso Aryz continua a stupirci, il grande artista Spagnolo continua ad attraversare vere e proprie fasi andando a sviluppare lavori differenti ed alternando momenti di assoluto realismo ad opere meno impegnate in cui l’interprete si lascia andare ad una pittura maggiormente istintiva e senza troppo fronzoli. In questo senso è però importante sottolineare come l’artista lasci comunque invariate quelle che sono le peculiarità del proprio percorso, con una particolare predilezione per soggetti ed immagini oniriche ad esempio, oppure con characters e visioni caratterizzati da intensi cambi di colore, sovrapposizioni, ed effetti di opacità che da sempre ne caratterizzano l’operato in strada.
Quest’ultima serie di lavori è maggiormente legata ad un processo pittorico forse più istintivo e meno legato a precisi paletti. L’autore si diverte a dare forma e sostanza ai suoi personaggi attraverso colori maggiormente accesi, in controtendenza con le tinte più vacue a cui siamo abitati, al tempo stesso spariscono le sovrapposizioni e gli effetti di opacità, in favore di una pittura maggiormente piatta e piuttosto legata all’utilizzo di tinte differenti per i giochi di ombra. L’attenzione quindi si sposta come visto dall’approccio prettamente pittorico ai protagonisti che risultano sicuramente meno veri e reali, ma certamente, ereditando una visione tipicamente illustrativa, dotati di maggiore impatto scenico.
Entrambe le opere proposte a Madrid ereditano proprio questa precisa prerogativa, la prima, dal titolo “Payback”, vede uno degli iconici personaggi di Aryz ergersi sulla quasi totalità della parete. La seconda invece riallaccia il rapporto tra l’interprete e le immagini di natura morta, con una nuova pittura incentrata proprio su questo argomento.
Null’altra da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad alcune immagini delle due opere terminate, dateci un occhiata ed in attesa di vedere da vicino nuovi sviluppi nel lavoro dell’autore, vi invitiamo a rimanere sintonizzati qui su Gorgo.

Pics by The Artist

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Elian – “Organic Focus” New Mural in Rosario

18/11/2014

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Prosegue il bel periodo di Elian, l’interprete Argentino ha da poco terminato di dipingere questa grande facciata a Rosario in Argentina sviluppando nuovi ed interessanti spunti all’interno del personale dialogo con le architetture urbane.
A caratterizzare il percorso in strada di Elian è senza dubbio la spiccata sensibilità dell’autore verso una personale rielaborazione degli spazi urbani. In questo senso gli interventi dell’artista vanno a porsi anzitutto in sintonia con l’ambiente circostante ma soprattutto riescono a cogliere appieno gli stimoli di ciascuna delle pareti o delle facciate prese in considerazione. Abbiamo avuto modo di vedere diverse volte come la particolare impronta astratta dell’artista vada ad entrare in contatto con le peculiartià architettoniche degli spazi di lavoro. Attraverso un intesa soluzione cromatica sono quindi proprio i colori, con una precisa scala di tinte, a rappresentare uno degli aspetti maggiormente riconoscibili nell’operato dell’autore. Attraverso una precisa astrazione e soprattutto un applicazione di elementi e figure differenti in funzione dello spazio, l’interprete va a tracciare intricati puzzle visivi capaci di cambiare completamente l’aspetto percettivo ed emotivo delle superfici e pareti scelte.
Per questa sua nuova fatica Elian torna nuovamente a lavorare sull’intera superfice di questo edificio. Non nuovo a trasformazioni di intere strutture urbane, questa volta l’artista si trova di fronte una particolare facciata caratterizzata dal tipico stile coloniale.
Dal titolo “Organic Focus”, l’intervento si fa anzitutto apprezzare per la scelta dell’autore di utilizzare una nuova serie di colori, staccandosi dal consueto range, ed offrendoci una proposta cromatica certamente più adatta al particolare spazio di lavoro. A catalizzare l’attenzione dell’interprete sono ancora una volta le peculiarità architettonica della facciata, con gli assi orizzontali e verticali che incentivano il particolare aspetto delle modanature e delle finestre tra i due piani e tre le porzioni di destra e sinistra attraverso una perfetta simmetria. L’intervento è composto da una grande forma organica elaborata attraverso un arco gestuale, la figura posta nella parte inferiore dello spazio va a rompere l’aspetto simmetrico e l’equilibrio dello stesso. A completare l’opera troviamo infine una forte linea rossa che si pone in totale controtendenza rispetto e l’effettivo baricentro della parete, deviando di fatto l’attenzione di chi osserva.
L’idea è quella quindi di mostrare come un elemento del genere, sviluppato in modo sottile, possa andare a destabilizzare una forte e caratteristica struttura. L’interprete riflette sul potenziale di questi lavori e sulla loro capacità di impattare lo spettatore senza necessariamente essere caratterizzati da grandi dimensioni.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’autore Argentino, dateci un occhiata e restate sintonizzati presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti.

The intervened colonial facade shows a horizontal symmetrical axis set by characteristics moldings and the repetition of windows in the lower and first floor of the house; and also has a vertical symmetrical axis,that shows an exact mirror of the left side to the right.
This artwork is about an organic shape referred to a gestural line from a marker in the lower side of the house, but with a small invasion above the horizontal symmetrical axis, reaching the upper side. This action tries to show how an element that destabilized this strong structure in a very subtle way, can create the same rupture effect than a big intervention.
The red horizontal line in the artwork searches to pronounce the axis that suffers the intervention, pulling attention to this point and enhancing the small deviation of the stated form.
The selected palette was to seek an homogenization with the support, so morphology is what stands out.

Thanks to The Artist for The Pics

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Diego Miedo x GORGO “The Last Cigarette” Silkscreen

18/11/2014

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Dopo le immagini in preview dei giorni scorsi, vi presentiamo finalmente “The Last Sigarette” nuova serigrafia di Gorgo in collaborazione con Diego Miedo.

Con il lancio di Medusa Art Shop è nata in noi l’esigenza di insistere con maggior vigore sul percorso editoriale con l’idea di continuare a proporre qualcosa di tangibile e soprattutto al di fuori di una pagina web. Lo spirito rimane immutato così come la volontà di supportare la scena Italiana, con uno sguardo a realtà estere, e con la scelta di artisti che incontrano il nostro favore e che particolarmente riescono a stimolarci.
Abbiamo scelto Diego Miedo per la forte impronta figurativa in grado di veicolare sentimenti ed emozioni quotidiane e comuni. L’interprete per mezzo dei suoi iconici characters riflette sulla vita e sulle sue differenti sfaccettature mettendo l’accento sulle difficoltà di tutti i giorni, su temi importanti e spesso spinosi ed entrando in questo modo in totale empatia con lo spettatore od il passante.
Le stampe sono realizzate a mano dagli amici di CORPOC, realtà Italiana e di punta in questo settore. Il disegno scelto rappresenta una delle iconiche rappresentazione di Diego Miedo raccolta all’interno di un paesaggio che ricorda le tipiche borgate italiane.

Le stampe misurano 35×50 cm, hand pulled ed escono in due versioni, “B/W Version” di 25 copie in bianco e nero al prezzo di 40 Euro, “Red Version” è la seconda invece di 25 copie, caratterizzata da una forte impronta cromatica rossa, al prezzo 50 Euro, tutte e due disponibili a partire da ora sul nostro Medusa Art Shop.

Liqen “Airllucinogen” New Mural in Madrid

18/11/2014

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Ci spostiamo nella zona di Villaverde Alto a Madrid, qui il grande Liqen ha da poco terminato di dipingere uno dei suoi iconici interventi catapultandoci ancora una volta all’interno del suo particolare e sterminato immaginario.
Se guardiamo le produzioni di Liqen è inevitabile essere coinvolti appieno negli stimoli dell’autore Spagnolo, nelle sue trasformazioni tra elementi meccanici e soggetti organici, in un mix che inevitabilmente ha saputo lasciarci puntualmente a bocca aperta per l’elevatissimo livello di dettaglio. Il processo pittorico dell’interprete è legato all’ambiente circostante e soprattutto cambia in base agli stimoli che un determinato luogo riesce ad offrirci, un piglio questo capace di regalarci puntualmente nuove ed inaspettate ‘storie’, approfondimenti e spunti, in quello che inevitabilmente diviene presto un dialogo serrato con le persone che abitano questi luoghi.
Se questi da sempre rappresentano i cardini del lavoro dell’interprete, quest’ultima fatica è in questo senso un inedito ibrido, Liqen si lancia in una produzione che sa più di esercizio di stile ed al tempo stesso riesce a convogliare sia gli stimoli del luogo, sia gli spunti di una zona e di una città come Madrid lasciandosi infine influenzare da “Il sonno della ragione genera mostri” di Goya.
L’operato dello Spagnolo ancora una volta abbraccia aspetti differenti, coglie le difficoltà sociali ed umane di un quartiere difficile, dove la disparità, le divergenze tra aree trascurate ed altre rinnovate, la crisi, l’emarginazione e la migrazione concludendo infine la droga, sono tutti argomenti all’ordine del giorno. Lavorando quindi all’interno di una situazione decisamente difficoltosa l’autore dà vita a “Airllucinogen”, una grande opera che, prendendo proprio spunto dal lavoro di Goya, rielabora in chiave moderna i ‘mostri’ attraverso simboli ed elementi della città e della società moderna in generale.
Ancora una volta quest’ultima fatica di Liqen va osservata nel dettaglio per riuscire a raccogliere tutte le analogie e gli spunti con cui l’artista ha farcito l’intervento. Il sonno dell’uomo, che vediamo in basso a sinistra, va a generare una serie di figure organiche in cui le paure, le contraddizioni e le brutalità della società moderna si miscelano con elementi naturali quali piante ed animali. In questo senso la capacità dell’autore di unificare sotto una nuova forma elementi distanti tra loro, genera figure illusorie, ad esempio l’organo (emblema di Madrid) che vediamo trasformato con la testa di un gufo ed al posto di note sbuffa grandi colonne di fumo, così come i grandi soggetti tutt’intorno si divertono a sganciare bombe antropomorfe in una chiara citazione verso la guerra.
Il risultato finale è un opera ancora una volta pregna di riferimenti e spunti differenti, al tempo stesso l’intervento cela una sorta di malinconia, l’uomo, la sua particolare posizione va quasi a suggerire l’impossibilità di vittoria, una sconfitta sancita dall’enormità dei pesi e delle figure che ne sovrastano la ragione e la sua stessa esistenza.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, il consiglio è quello di mettersi comodi e darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Black Circle Festival 2014 – Video Recap

17/11/2014

A distanza di tempo torniamo all’interno del campo “Skalka” nei pressi di Uzhgorod in Ucraina con piacere ad approfondire l’ultima edizione del Black Circle Festival con un bel video recap.
Dopo avervi mostrato le immagini durante i giorni di lavori (Covered) ed i relativi risultati finali (Covered) andiamo quindi a chiudere il cerchio su uno degli eventi che maggiormente ci hanno interessato in questa ultima parte dell’anno.
L’inedita idea del Black Circle Festival sta tutta nella dinamiche in cui lo stesso progetto prende vita. Una formula in questo senso inedita e stimolante che ha riunito in questa scorcio di Ucraina artisti come: Alberonero, Tybet, 108, Blazej Rusin, Dima, Hir, MH, 7906, 3M, Mok, Viska, Stas Turina, Anton Varga, Orma. Un bel mix capace di rappresentare al meglio le leve Ucraine quanto nomi internazionali, tra alcuni tra gli artisti italiani che maggiormente seguiamo.
Come visto la location, segreta fino alla fine della kermesse, rappresenta gioco forza uno degli aspetti peculiari della rassegna. Ci troviamo immersi all’interno di un paesaggio naturale dove gli artisti, tutti rigorosamente in tenda ed autospesati, nel mese di Agosto hanno avuto modo di cambiare l’aspetto di questo luogo. Il risultato finale è un campionario di stimoli astratti impressionante e capace di coinvolgere attraverso differenti stimoli e visioni, sensi ed emotività differenti.
Lo stimolo qui è chiaramente differente rispetto ad agli approcci a cui siamo abituati, si tratta di riportare gli artisti stessi al centro di tutto, ed approfondendo, sull’esperienza e sulla condivisione che intercorre in occasioni come questa. Il risultato finale è un approccio certamente più puro, di quelli che così tanto continuano ad interessarci.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto al bel video in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata, l’appuntamento è per il prossimo anno.

Video by Rusin Blajej

Nunca – New Mural in Lisboa

17/11/2014

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Proseguono i progetti a carattere urbano della UnderDogs Gallery, a Lisbona arriva infatti Nunca che ha da poco terminato di dipingere questo nuovo e splendido lavoro caratterizzato dal consueto ed iconico stile visivo.
Dopo l’enorme parete realizzata a Łódź in Polonia per la Galeria Urban Forms (Covered), andiamo quindi a dare un occhiata ad un altro grande lavoro sorretto nuovamente dalle dinamiche visive e tematiche da sempre accompagnano i lavori dell’autore. Come visto più volte le produzione firmate da Nunca rappresentano una delle eccellenze legate alla scena Sud Americana, l’autore Brasiliano in questo senso raccoglie perfettamente gli stimoli comune degli artisti Sudamericani proponendo però una personale lettura incentrata su quelle che sono le differenti e sfaccettate dinamiche del proprio paese. In particolare l’artista raccoglie stimoli sia moderni che passati, andando infine e legare le sue produzioni a soggetti ed elementi che ricordano quelli tipicamente appartenenti alle culture native. In tal senso peculiarità delle produzioni firmate dall’artista è la volontà dello stesso di sviluppare immagini e visioni direttamente connesse alle problematiche sociali ed economiche ponendole a confronto con stimoli e visioni appartenenti al background storico e maggiormente tradizionale del Brasile.
Se questo rappresenta di fatto l’aspetto tipicamente tematico, le opere dell’interprete sono infine caratterizzata da un tratto assolutamente personale. I soggetti raffigurati, attraverso una personale stilistica, prendono vita per mezzo di una composizione lineiforme, con segmenti e semi retti a scandire intere sezioni attraverso sovrapposizioni e giochi di ombra. Aldilà di ciò a caratterizzare le produzioni dell’autore sono sopratutto i volti ed in particolare gli sguardi dei suoi characters. Il forte tratto che accompagna la totalità dei lavori firmati dall’interprete, serve come ideale trampolino e slancio per gli sguardi dei suoi personaggi. I tratti somatici dei visi ci restituiscono sguardi spenti, volti tesi in una sorta di equilibrio forzato tra passato e presente, tra rabbia e paura. Il risultato di questo particolare innesco visivo, è anzitutto una fortissima percezioni in chi osserva le sue opere. L’impatto è forte infatti, le opere riescono a scuotere penetrando gli aspetti più reconditi dell’animo e riuscendo in questo senso ad entrare in perfetta simbiosi emotiva con l’osservatore casuale.
Quest’ultima fatica di Nunca rappresenta l’occasione per una nuova riflessione sul proprio paese, l’artista Brasiliano sceglie infatti di dipingere un gigantesco ritratto di Pedro Álvares Cabral. Il famoso navigatore Portoghese altri non è che colui che ha ‘scoperto’ il Brasile. L’opera quindi ancora una volta lega il proprio sviluppo tematico con una nuova riflessione sul proprio paese andando a coinvolgere Lisbona ed il Portogallo terra di nascita dell’ormai famoso navigatore.
In calce al nostro testo riviviamo assieme gli attimi di realizzazione di quest’ultima fatica fino al suo bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sui progetti dello spazio Portoghese.

Pics by André Santos & José Vicente

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Ever x Smithe – New Mural in Mexico City

17/11/2014

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Ci spostiamo a Citta del Messico, qui ritroviamo con piacere Ever in compagnia di Smithe, i due interpreti hanno infatti da poco terminato di dipingere questo nuovo bel lavoro unendo i rispettivi e differenti stili.
E’ l’occasione per dare un occhiata approfondita all’unione di due immaginari distinti e distanti, figli di differenti fascinazioni ed in grado qui di collidere alla perfezione attraverso un intervento altamente forte ed impattante.
La spinta tipicamente illustrativa e figlia della personale attrattiva verso le macchine e parti meccaniche tipiche di Smithe, incontra quindi le riflessioni sulla natura umana sviluppate da Ever, il tutto per una combo capace di sviluppare un opera camaleontica, laddove tra forti e profonde pennellate, tinte acide e giochi di colore, il livello di dettaglio è assolutamente altissimo.
Realizzato per il bel progetto portato avanti da Mamutt Creatividad, che si sta occupando di sviluppare pareti in differenti aree della città, il risultato finale è un opera anzitutto ricchissima di dettagli e capace di veicolare spunti differenti. Inevitabilmente ritroviamo la figura umana realizzata da Ever miscelata con sezioni e parti meccaniche frutto dell’immaginario di Smithe. Il corpo sospeso in aria viene attraverso i differenti approcci pittorici di ciascuno dei due interpreti va quindi ad occupare tutta la superficie attraverso una trasformazione graduale. Dalle parti tipicamente umane arriviamo quindi a sezioni interamente composto da elementi meccanici, prima di tornare, in particolare per quanto riguarda i volti, ad una visione decisamente più realistica. E’ interessante senza dubbio natura oltre alla miscela prettamente stilistica dell’opera, la volontà dei due autori di unificare quanto più possibile i loro approcci, laddove le iconiche caselle cromatiche dell’Argentino vanno ad inserirsi ed ad emergere all’interno del corpo metallico della figura fino poi a sfociare come consuetudine dallo sguardo dell’uomo.
Dal titolo “Libertad” l’intervento rappresenta quindi una sorta di analogia con il presente, con la schiavitù dettata dalle nuove tecnologie, raffigurate proprio dagli innesti meccanici, in una prospettica in cui evadere è unicamente permesso attraverso un personale sforzo della mente, davvero impressionante.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima fatica certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Kapta MX via Mamutt Creatividad

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DissensoCognitivo x James Kalinda New Mural in Conselice

17/11/2014

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Ci spostiamo a Conselice in Provincia di Ravenna dove andiamo a dare un occhiata approfondita a quest’ultima magia firmata DissensoCognitivo e James Kalinda, una combo incredibile scaturita dall’unione dei particolari immaginari di ciascuno dei due interpreti.
Realizzato in occasione di Selvatico.Tre, il progetto, che ha visto coinvolti tra gli altri Collettivo FX, Julieta Xlf, Astro Naut, Reve Più, Lady Groove, Mr Dada, Alice Jaquinta e Massimiliano Fabbri, ha visto gli artisti realizzare una serie di lavori sulle pareti esterne del palazzetto dello sport, e su quelli della “Botte” del consorzio di bonifica, lungo la Selice, la strada che collega Conselice a Lavezzola.
Per noi è l’occasione per andare a dare un occhiata ravvicinata alla collisione di due tra gli immaginari più forti e radicali del panorama italiano. A caratterizzare l’intervento è quindi l’intersecarsi di due emisferi differenti, unificati da una dialettica visiva certamente cruda, a tratti violenta, e capace di scaturire puntualmente in risultati finali altamente emotivi.
L’ombra oscura, la cadenza sinistra delle ombre generate dall’immaginario del DissensoCognitivo prosegue la sua corsa. Il futuro immaginato dall’interprete riecheggia nelle piaghe del tempo, coinvolgendo il presente e catapultandoci all’interno di un universo dove l’uomo ha generato la sua rovina e si è irrimediabilmente corrotto, non più solo nello spirito, ma anche nel corpo. I mostri e le forme inconsuete dei soggetti raffigurati dall’interprete, sono la diretta conseguenza dello sbando, nella rovina dell’essere umano, senza più spirito, unicamente un corpo morente ed intriso di innesti capace solo di trascinarsi in una landa desolata una volta chiamata terra. Di contro James Kalinda ci offre in pasto la sua visione decadente, oscura e mistica dello stato attuale dell’umanità. La ricerca dell’autore si concentra in una mutazione visiva nell’aspetto dei suoi soggetti, andando quindi a tratteggiare in questo modo quelli che sono gli aspetti più reconditi dell’animo umano. Il degrado ha corrotto la forma, trasformato i corpi, cambiando i connotati del viso ad esempio, andando a coinvolgere anche la natura e gli animali. Emerge una visione in cui le fascinazioni dell’interprete sfociano in una pittura incisiva, vediamo ombre crude e buie figlie dei malesseri interiori, delle paure e delle esperienze di vita che inevitabilmente segnano ciascuno di noi.
Nell’incrocio generato da questa parete, James Kalinda ed il DissensoCognitivo, innescano una visione altamente decadente, proponendo in entrambi i casi sviluppi inediti, lasciando tuttavia invariati le personali ricerche. Ciò che ci troviamo di fronte è una doppia immagine, caratterizzata dall’utilizzo di una comune tinta, in grado di risvegliare stimoli differenti. I corpi si fanno decisamente più intricati, sconvolgendo l’aspetto iniziale dei soggetti, le atrocità bestiali del primo vanno a legarsi alla perfezione con il mash-up degenerativo del secondo per un risultato finale da bocca spalancata.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists
Work in progress pics by Daniele Casadio

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2501 – New Mural in Wynwood, Miami

17/11/2014

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Torniamo con piacere a Miami, in occasione del suo ultimo show Tons of Tools, il nostro 2501 ha avuto modo di dipingere questa nuova opera direttamente legata ai nuovi e differenti stimoli pittorici che stanno interessando il lavoro dell’artista Italiano.
Esattamente come avvenuto per lo show, caratterizzato dall’utilizzo di pennelli e medium differenti, anche la controparte in strada sembra avere ereditato quello che è l’ultimo approdo nella continua ricerca stilistica del grande autore. 2501 come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte declina il proprio lavoro per mezzo di un impostazione pittorica in grado di muoversi all’interno degli spazi per mezzo delle iconiche linee sinuose. Queste ultime vanno quindi a generare i corpi e le forme degli elementi desiderati proiettandoci all’interno di visioni e sensazioni differenti raccolte all’interno del prezioso binomio tra bianco e nero intervallate dal colore oro.
Se questo è da sempre il particolare incipit delle produzioni dell’artista, è innegabile come lo stesso portando avanti il suo progetto itinerante Nomadic Experiments, abbia iniziato a variare la rotta del proprio lavoro abbracciando impulsi e slanci maggiormente viscerali. In questo senso gli ultimi interventi presentati dall’interprete riflettono la sperimentazione adottata dallo stesso andando a generare elementi e figure maggiormente instabili. I corpi, così come le linee, degli elementi raffigurati si fanno quindi maggiormente movimentati ed istintivi, si ergono per mezzo di giochi prospettici ed illusioni. Il tratto da preciso e pulito, si fa maggiormente ‘sporco’ coadiuvando le sensazioni dell’artista stesso e gli stimoli del luogo di lavoro.
Questa sua ultima fatica, realizzata proprio nei giorni passati a Miami in occasione della residenza presso la Product81 Gallery, rappresenta appieno quello che è il nuovo indirizzo scelto dall’autore Italiano. 2501 approfondisce questi nuovi concetti andando a realizzare un opera capace di cambiare completamente l’aspetto di questa lunga parete.
L’ispirazione per l’intervento, dal titolo “The Great Forest”, viene direttamente dell’omonimo lavoro di Max Ernst, l’interprete agisce quindi su questa struttura proponendo una personale rivisitazione dell’opera ed intervenendo nello spazio unificando precedenti e nuovi stimoli del proprio operato.
Il risultato finale potete vederlo attraverso le immagini in calce al nostro testo, il consiglio è quello di darci un occhiata, ma restate sintonizzati, presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by Diana Larrea via Wynwood Walls

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JUFE – New Mural in Santurce, Puerto Rico

12/11/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di JUFE, il grande interprete è infatti da poco tornato a lavorare in strada, nella sua Santurce a Porto Rico, dove ha da poco terminato di realizzare questo nuovo e bell’intervento.
Continuando ad appoggiarsi ad un impostazione cromatica che predilige il nero come unico colore per il background, a contrasto con il bianco delle linee tracciata, JUFE va quindi a sviluppare una delle sue iconiche immagini portando avanti i personali stimoli stilistici che tanto ci hanno impressionato e convinto.
Come abbiamo avuto modo di vedere l’approccio dell’interprete è strettamente legato ad una peculiare rappresentazione figurativa capace di svilupparsi per mezzo di una visione altamente realistica. Al tempo stesso è però importante sottolineare come il lavoro dell’autore Portoricano vada a tracciare un incidenza visiva in grado di staccarsi completamente da un tratto meramente reale per abbracciare piuttosto una attrattiva analogica. In questo senso le immagini dell’artista vanno ad abbracciare un estetica visiva vicina a quelle generate attraverso un processo al computer. Questa particolare scelta è figlia anzitutto degli studi compiuti dall’autore durante il periodo presso la scuola di architetture che ne ha sicuramente sensibilizzato l’approccio visivo verso una personale attrattiva verso le linee e la ricerca delle forme in funzione di una sensibilità per gli spazi. E’ importante sottolineare come la personale percezione dell’autore si sviluppa attraverso un impostazione del tratto unicamente attraverso piccole e precise pennellate. Esattamente quindi come con il suo socio Alexis Diaz, con il quale compone il duo La Pandilla, JUFE porta avanti un impronta visiva legata al dettaglio estremo al fine di portare avanti una riproduzione quanto più vera, caratterizzando il risultato finale da un unico e continuo tracciato visivo.
Il risultato finale è un immagine equilibrata, dalla quale per mezzo del tracciato ideato dall’autore emergono figure vive e reali capaci di porre in essere un sistema visivo vivo ed al tempo stessa equilibrato.
Raccogliendo appieno gli stimoli del proprio lavoro, JUFE presente un nuovo lavoro dal titolo “Sin mapa ni bote”, l’opera vede l’autore agire su questa piccola porzione di parete attraverso una denso tratto in cui vediamo un imbarcazione appoggiata su una serie di onde. L’opera, dal forte e rimarcato impatto poetico, rappresenta il perfetto manifesto dell’esperienza visiva dell’artista, lasciandoci nuovamente a bocca aperta.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare alcune immagini con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by 1dayrobot

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ROA – “Suovetaurilia” at Dorothy Circus Gallery (Recap)

12/11/2014

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Aperta lo scorso 31 di Ottobre andiamo finalmente a dare un occhiata a “Suovetaurilia” nuovo solo show di ROA all’interno degli spazi della Dorothy Circus Gallery di Roma.
Facendo seguito alla bella parete realizzata qualche giorno fa (Covered), volgiamo quindi il nostro sguardo sull’allestimento presentato da ROA in questo suo nuovo e specifico show. L’esibizione è infatti caratterizzata da un nuovo corpo di lavoro intrinsecamente legato alla pratica della “suovetaurilia”. L’autore va a pescare dalla storia romana andando a raccogliere gli stimoli di questa particolare pratica pagana dove venivano sacrificati un maiale, una pecora ed un toro.
Da parte dell’artista c’è quindi la volontà anzitutto di portare avanti i personali stimoli tematici che da sempre lo legano al mondo degli animali ed al tempo stesso di portare avanti una contestualizzazione tematica in grado di andare a riprendere la grande vastità di stimoli storici che una città come Roma ha da offrire. L’interprete sviluppa quindi il suo allestimento proponendo una sorta di eco passato capace di legarsi alle dinamiche attuali in cui gli animali vengono massacrati, come se si trattasse di uno spettacolo dell’antica Roma.
A caratterizzare quindi l’esibizione una serie di nuovi lavori realizzati su materiali e superfici differenti, vecchi mobili e strutture in legno che ben si prestano al particolare approccio visivo dell’autore e che divengono lo slancio propellente per le sue riflessioni. La galleria capitolina cambia completamente il proprio aspetto laddove lo stesso autore va a raccogliere cianfrusaglie, armadi, porte e rottami in grado di ben congeniali con gli aspetti tematici dello show.
Vediamo una vastità di animali esotici che accompagnano lo spettatore nel consueto viaggio tra brutalità, violenza, in una nuova esibizione capace come sempre di stimolare ed al tempo stesso lanciare un urlo forte, potente e ridondate.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti realizzati dagli amici di The BlindEyeFactory dove potete dare un occhiata approfondita all’allestimento proposto dal campione Belga, è tutto dopo il salto. Vi ricordiamo infine che si vi trovate in zona c’è tempo fino la prossimo 24 Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

From October 31st till December 24th Dorothy Circus Gallery will exhibit “Suovetaurilia”, the brand new solo show by the well known artist, expressly dedicated to Rome and its audience.
In Roman history “Suovetaurilia” refers to the ritual animal sacrifice of a pig (sus), a sheep (ovis) and a bull (tauris). Herewith ROA alludes to the historical context of Rome, with a metaphorical wink to the present fate of animals. ROA will echo in his work the killing of thousands of exotic animals that been put on stage for an entertainment industry in ancient Rome, parallel to the contempory practice of animal trafficking. ROA will completly change the usual stage of the gallery, creating a unique set with the charming, original and accurate ROA’s creations. His work is made Site Specific during his current visit to Rome: he gathers the materials of old Italian cabinets, doors and scrap to embody the spirit of the location into his new work. He assambles the materials that he find on this Roman scavenges into his charactristic interactive art work, art that enfolds in different angles and views.

Dorothy Circus Gallery
Via dei Pettinari, 76
00186 Roma

Thanks to The BlindEyeFactory for The Pics

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Diego Miedo x GORGO “The Last Cigarette” (Preview)

12/11/2014

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Dopo settimane di lavoro presentiamo finalmente la prima uscita targata Medusa Art Shop, una nuova serigrafia in collaborazione con Diego Miedo dal titolo “The Last Cigarette”.

La stilistica di Diego Miedo è intrinsecamente legata all’attrattiva dell’autore verso il mondo dei fumetti. Elemento portante nelle produzioni dell’autore Italiano sono senza dubbio le figure ed i soggetti proposti. Si tratta in questo senso di personaggi bizzarri realizzati attraverso un tratto sinuoso e morbido ed accompagnati da una grande espressività. Diego Miedo dalla strada, dai suoi vissuti e dalla sue storie, estrapola gli stimoli del proprio operato riflettendo proprio per mezzo dei suoi iconici characters gli aspetti della vita quotidiana. Le viuzze, i muri ingialliti e squarciati diventano ideale palcoscenico per far riecheggiare le emozioni dei personaggi, questi con il loro aspetto grottesco, surreale e divertente, riescono a imbastire un dialogo forte con chi osserva mettendo l’accento sulle difficoltà della vita, su temi importanti e spesso spinosi.

Restate sintonizzati per ulteriori immagini e informazioni, e nell’attesa, per stuzzicare il vostro palato, vi lasciamo ad alcuni scatti realizzati durante le fasi del making of in studio dagli amici di CORPOC.

L’uscita è prevista per Martedi 18 Novembre alle ore 14.00 (Central European Time) HERE.

The release is scheduled for Tuesday 18th November at 14.00 (Central European Time) HERE.

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Ekta x Alexey Luka – New Mural in Moscow

12/11/2014

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Ci spostiamo a Mosca, qui ritroviamo con piacere Ekta ed Alexey Luka, i due grandi interpreti hanno infatti unito le forze per realizzazione un nuovo intervento in combo intersecando le rispettive ricerche.
Entrambi legati ad una personale attrattiva astratta, Ekta ed Alexey Luka hanno sviluppato un personale e peculiare percorso visivo figlio di stimoli e visioni differenti.
Ekta che continua a portare avanti una tematica legata al movimento, le prospettive e soprattutto l’equilibrio che rappresenta di fatto il fulcro tematico delle sue produzioni, sono opere fortemente incentrate sulla fragilità alimentata da costruzioni di forme e configurazioni sospese tra elementi organici, astratti ed infine figurativi, raccogliendo quindi tutto il background ed i differenti percorsi sviluppati nel corso del tempo dallo stesso interprete. Queste peculiari figure celano nella loro silhouette spunti sulla natura, oggetti di vario tipo passando per gli inconfondibili volti e sfociando in figure ed elementi maggiormente astratti tutti rigorosamente investiti da una sensazione di precarietà visiva.
Alexey Luka agisce per mezzo di una personale rielaborazione visiva, fulcro delle produzioni dell’artista risulta essere la continua scomposizione con la quale lo stesso da vita alle sue opere. All’interno delle stesse si muovono forme e configurazione differenti, vere e proprie visioni che vanno a suggerire allo spettatore elementi più o meno conosciuti in quella che diviene quindi una personale rielaborazione, sotto forma di geometrie, linee e forme, di volti, forme e soggetti differenti. Un lavoro intricato quindi che attraverso un puzzle di percezioni e figurazioni riesce a stimolare la mente di chi osserva.
Dall’unione di questi due differenti percorsi nasce un opera capace di coadiuvare entrambi gli stimoli di ciascuno dei due autori. L’intervento prende vita su un fondo total black, qui interpreti vanno quindi a dare forma alle iconiche figure lavorando attraverso elementi geometrici differenti, caselle di colore, passando per forme maggiormente viscerali, cambi cromatici ed infine un senso di precarietà tra le stesse, tutto molto bello.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Maya Hayuk – New Mural in Toronto

11/11/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Maya Hayuk, l’interprete Ucraina ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova lunga parete a Toronto portando in dote il suo peculiare intreccio cromatico.
Il lavoro di Maya Hayuk raccoglie appieno l’esigenza dell’artista di sviluppare una trama astratta ed in totale simbiosi con gli elementi cromatici, l’interprete di origine Ucraina ma con base negli States, sviluppa infatti il proprio lavoro utilizzando un differenti tonalità di colore creando una sorta di tessuto fittissimo che una serie di linee che vanno ad intersecarsi tra di loro formando elementi geometrici e forme sempre differenti, una sorta di labirinto visivo che fa proprio degli intrecci tra differenti direttrici, rette e segmenti e dai conseguenti giochi visivi che ne scaturiscono, la sua vera e propria firma. Osservando le opere dell’interprete si ha l’impressione di una sorta di danza ritmata, i colori, così come le forme che emergono all’interno degli assi, risultano cambiare aspetto in base alle condizioni di luce durante il giorno, come noterete voi stessi dalle immagini, ed andando più affondo, alle sensazioni ed agli stati d’animo di chi si ritrova a guardare l’opera in quel preciso momento. L’intervento sulla famosa parete tra Houston and Bowery segna quindi l’avvento di uno stile maggiormente più astratto che va ad approfondire lo spazio a disposizione, Maya Hayuk opta infatti per una densità visiva pazzesca comprendo il suo lavoro attraverso una moltitudine di livelli, le rette che segnano lo spazio vanno mano a mano a moltiplicarsi abbassando il livello di colore fino a creare una nuova tinta e così via fino ad una scala tra sali e scendi che investe tutta la superficie formando nel suo risultato finale una trama pazzesca.
Realizzato su una serie di insenature, l’intervento prende vita nello spazio di questa lunghissima parete, ancora una volta Maya Huyuk agisce attraverso la peculiare composizione astratta imbastendo una nuova trama che frame by frame va a cambiare il proprio aspetto in funzione dei colori scelti. Una cadenza visiva sempre differente che nasce, cresce e che si alimenta per mezzo del fortissimo contrasto con il resto del panorama urbano e che va concludersi con una serie di segmenti trasversali.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica dell’autrice, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by Jeremy Jansen via Bsa

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Laudadio “L’arte di Vendere Arte” in Milano (Recap)

11/11/2014

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A distanza di tempo andiamo con piacere a dare un occhiata alla particolare mostra personale realizzata da Mr Laudadio, “L’arte di vendere arte” svoltasi lo scorso settembre all’interno di un parcheggio abbandonato a Milano.
Riprendendo lo slogan dell’emittente Telmarket, l’esibizione è stata caratterizzata dalla presentazione delle opere unicamente in un breve lasso di tempo, un weekend, dove Laudadio ha messo in mostra sette quadri differenti ed una piccola scultura.
Peculiarità dello show è anzitutto la sua location, ci troviamo all’interno degli spazi del parcheggio abbandonato sopra quello ATM di Bisceglie, dove, sulle pareti di una piccola struttura, l’artista va ad affiggere le sue opere. Lo show è come detto la diretta conseguenza di “GrandiOpere” precedente mostra realizzata come naturale sbocco artistico del lavoro dell’autore con il risultato della creazione di una serie di incredibile di grandi graffiti: 140 metri con 350 metri quadrati a concludere il tutto.
A differenza della precedente, qui Laudadio va a concentrare i propri sforzi in una mostra concepita in strada e per la strada andando ad attuare una sottile riflessione sull’art-system. Nata come proseguo del lavoro precedente lo show indaga sul mercato dell’arte ed in particolare sul rapporto dello stesso da parte dell’artista moderno. La risposta dell’autore è allestimento essenziale, quasi una ridicolizzazione degli aspetti prettamente artistici ed degli impulsi visivi degli artisti moderni, laddove, la stesso la location, si pone in diretta antitesi con i tipici spazi di una galleria. Quello che sicuramente ci ha interessato è lo spunto portato avanti dall’artista, la riflessione e sopratutto l’ironia che serpeggia tra le opere proposte ed il piglio stesso della mostra. Voi che ne pensate?
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una lunga carrellata di immagini con tutti i dettagli dell’esibizione, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics

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JADE – A Series of New Miniature Pieces

11/11/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di JADE, il grande interprete Peruviano ha da poco terminato di realizzare una nuova serie di lavori proseguendo il suo progetto di interventi di piccole dimensioni.
In questa prima parte dell’anno l’artista si sta concentrando maggiormente sulla creazione di questi piccoli interventi, un lavoro che avevamo avuto modo di notare durante i precedenti mesi e che ora assume tutte le sembianze di un vero e proprio progetto parallelo da affiancare ai lavori di grandi dimensioni e dal florido lavoro in studio di cui questo progetto ne è la diretta conseguenza. L’impatto con questa scelta dell’artista riporta senza dubbio il concetto stesso di arte urbana all’interno di un ambito senza dubbio più personale, la regola del big is better viene quindi completamente spazzata al fine di favorire un approccio più viscerale e dalla forte predominanza emotiva. La scelta di Jade di affidarsi alla pittura di questa piccole perle rappresenta la precisa volontà di sviluppare un dialogo interlocutorio differente, non si tratta di opere per tutti ma piuttosto sceglie di parlare ad un pubblico selezionati, a chi ha la volontà di osservare, di guardarsi intorno e cogliere i dettagli di che ciò che li circonda, a coloro che con spirito indagatore si troveranno a scoprire questi micro cosmi, questi attimi di vita raffigurati in pochi centimetri di intonaco, perdendocisi al loro interno. L’idea alla base della serie è quindi quella di sviluppare un dialogo nuovo attraverso una visione differente, stimolare la ricerca di scampoli di vita anche laddove non ci si aspetta di imbattercisi, come se osservando un luogo a noi familiare avessimo la sensazione di osservarlo con occhi diversi, da un differente punto di vista, aprendo quindi a sensazioni ed emozioni nuove che nonostante la familiarità del posto, ci avvolgono e sorprendono il tutto raccolto in un rapporto di immedesimazione con i soggetti rappresentati che da sempre rappresenta il punto fermo della poetica visiva dell’artista.
Dal titolo “Entre las rocas” e “La Llave de la ciudad” questi ultimi due lavori portano avanti la particolare serie di interventi di piccole dimensioni. Ancora una volta l’interprete agisce nello spazio attraverso un piglio differente, si tratta di incanalare sensazioni e stati d’animo per mezzo di una pittura maggiormente catartica ed in grado di veicolare le emozioni in minuscole rappresentazioni.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di queste due nuove opere, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Escif – A Series of New Pieces in Fanzara

11/11/2014

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Escif, l’interprete Spagnolo si è da poco spostato a Fanzara in Spagna dove ha avuto modo di realizzare una nuova serie di nuovi e caratteristici interventi.
Dopo la grande opera realizzata in occasione dell’Open Walls di Barcellona (Covered) Escif torna quindi a colpire con una nuova serie che spinge il lavoro dell’autore verso nuovi ed interessanti sbocchi tematici.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere la vena riflessiva ed al contempo critica dell’eclettico Escif, è riuscita nel corso degli anni ad affrontare discorsi differenti, toccare argomenti delicati e sensibili, passando con disinvoltura tra la critica politica, sociale ed economica, infilandosi nel dibattito e regalandoci una visione divertente e surreale di quelle che sono le profonde piaghe della società contemporanea. Caratteristica infatti dell’operato del grande interprete è sempre stata quella di parlarci e letteralmente spiegarci attraverso le immagini, affrontando le situazioni con similitudini talvolta forti altre volte affilate ed in generale sempre divertenti, scatenando in ogni caso una contrapposizione tra ciò che abbiamo di fronte e l’effettivo significato del dipinto, divertiti e colti dalla riflessione siamo quindi rimasti silenti cosci che nel suo portare al limite le situazioni ed i temi trattati, l’interprete ha perfettamente centrato il punto regalandoci più di una scossa. L’intervento innesco il consueto piglio visivo che accompagna le creazioni dell’artista, se quindi da un punto di vista stilistico il percorso rimane invariato, da quello prettamente tematico – come siamo soliti aspettarci – il grande autore Spagnolo mescola le carte andando a realizzare un opere ricchissima di spunti ed immagini differenti. Il fare slegato dei differenti soggetti e figure che compongono la parete, così come la ripetitività degli stessi, accoglie lo spettatore all’interno di una nuova ed sfaccettata funzione visiva. Escif non hai mai nascosta la sua capacità di tratteggiare aspetti legati alla società moderna attraverso un piglio ed un fare personale, anzi questa forse rappresenta una delle peculiarità stesse.
Questi nuovi interventi dell’autore Valenciano vanno ad imbastire un dialogo differente con il luogo e sopratutto la sua comunità. L’idea è quella di entrare direttamente nella vita delle persone per realizzare immagini direttamente legate agli aspetti personali della vita quotidiana. L’interprete va quindi a raccogliere oggetti differenti, per poi riportarli sulle facciate esterne e sui muri, con lo scopo di entrare maggiormente in contatto con stimoli e temi personali mettendo quindi lo spettatore davanti ad un immagine chiara ma che al contempo non rappresenta nulla più che lo stesso oggetto raffigurato. L’artista avanza quindi una riflessione sul differente valore che determinati oggetti hanno per ciascuno di noi, portando nuovamente al limite questo concetto e sviluppandolo attraverso una serie inedita ed accattivante.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima infornata, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la sezione commenti in calce al nostro testo.

Pics by The Artist

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El Decertor – New Mural in Mexico City

11/11/2014

A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro di El Decertor, l’interprete Peruviano ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete a Città del Messico per Indeleble project.
Riavvolgiamo un secondo il nastro, per andare ad osservare lo sviluppo apportato da El Decertor, specialmente nell’ultimo anno l’artista è riuscito a direzionare quelle che sono le sue maggiori influenze all’interno di un percorso visivo dal fortissimo impatto finale. Quello che ci ha sempre lasciato impressionati e la capacità dell’artista di sviluppare ed orchestrare attraverso i suoi interventi, una trama complessa dove configurazioni cromatiche a carattere astratto incontrano una forte influenza figurativa dove i volti in particolare rappresentano il vero core centrale delle sue produzioni. La realtà ed il fantastico si miscelano quindi all’interno di un’unica fittissima trama dove l’interprete riesce ad instillare una quantità di dettagli incredibile, giocando con le tinte, e con effetti tridimensionali, attraverso questo grande calderone di elementi pittorici El Decertor sviluppa i temi a lui più cari tentando e segnando sempre il passo ad una precisa e viscerale esigenza di comunicare ed istaurare legami visivi e tematici con la sua comunità, con la sua gente, proponendo spunti e riflessioni di carattere sociale e spingendo attraverso essi un costante e serrato dialogo.
Raccogliendo appieno gli stimoli del proprio lavoro El Decertor va quindi prendere parte al bel progetto Messicano. L’idea dell’Indelebile Project è quella di realizzare una serie di murales per creare una esperienza visiva attraverso la trasformazione dello spazio pubblico a Città del Messico.
Dal titolo “Searching Inside” l’opera, sviluppata attraverso l’iconico sistema visivo dell’autore, porta avanti una personale riflessione sul mondo attuale. Il mondo di Internet diviene il protagonista principale, dove tutto è facilmente raggiungibile, perdendo di fatto capacità di sorprenderci. Il mondo esterno è così ma al tempo stesso non riusciamo a trovare noi stessi ed il nostro posto.
Ad accompagnare le nostre parole alcune immagini ed il bel video del making of, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la nostra sezione commenti.

Pics by The Artist

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Bastardilla for FRONTIER in Bologna (Video Recap)

10/11/2014

Torniamo con piacere per le strade di Bologna, a pochi giorni dalla sua realizzazione esce infatti il video dell’intervento di Bastardilla per FRONTIER La Linea dello Stile che sancisce la chiusura di quest’ultima edizione del progetto.
Con l’idea di valorizzare il writing e la street art, FRONTIER si è fatto carico di un approfondimento su due dei fenomeni di maggior interesse del panorama dell’arte contemporanea, è interessante sottolineare come lo slancio del festival non è unicamente indirizzato verso una semplice messa in atto di opere pubbliche ma bensì ci sia da parte degli organizzatori e curatori, Claudio Musso e Fabiola Naldi, la volontà di mettere l’accento su questi due indirizzi artisti, dall’altra fungere da propellente per un approfondimento che possa essere teorico e critico di entrambe le discipline, in questa edizione attraverso il racconto degli stessi artisti. Lo spunto arriva direttamente da “Arte di Frontiera. New York Graffiti”, mostra datata 1984 – si avete letto bene – tra le prime in Europa atta proprio ad analizzare il fenomeno nato negli USA.
Con il bel montaggio video abbiamo quindi l’opportunità di dare un occhiata alle fasi di realizzazione del’intervento di Bastardilla, un lavoro incentrato sull’idea dei bambini fiammifero e sviluppato sulla facciata esterna del Liceo Scientifico Augusto Righi.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto alle immagini del video realizzato da Eleonora Trovato, invitandovi ad approfondire il lavoro con le immagini ed il testo del nostro precedente post qui, è tutto vostro.

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Herakut – New Mural for Refugee Painting Project

10/11/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro del duo tedesco Herakut attraverso le immagini del loro nuovo progetto a carattere sociale, un doppia parete realizzata all’interno del “Bayernkaserne” a Monaco di Baviera.
Nella prima settimana di Ottobre gli Herakut hanno collaborato con la terapeuta ed assistente sociale Verena Wilkesmann e con il fotografo Max Kratzer (l’autore degli scatti in calce) per un nuovo progetto sociale all’interno di uno dei centri di rifugiati più grandi della Germania.
Ancora un volta il duo sceglie quindi di scendere in strada con l’intento preciso di veicolare e sviluppare un rapporto differente con le persone, rendendole partecipi del loro stesso processo produttivo. L’idea è quella di dare modo ad adulti e bambini di lavorare su parete in modo da mettere per una volta da parte le loro storie, il loro passato travagliato e di dolore.
L’idea del progetto è nata quando il centro ha raggiunto il suo picco più elevato, con ben 2500 rifugiati al suo interno, che hanno portato diverse difficoltà di alloggio insieme ad una carenza di personale.
Proseguendo quindi la loro particolare attitudine a lavorare all’interno di situazioni di elevata difficoltà, di cercare di imbastire un dialogo attraverso l’arte urbana che possa in qualche modo distogliere l’attenzione dalle problematiche personali e quotidiane, gli autori si sono ritrovati qui a contatto ed al lavoro con rifugiati principalmente dalla Siria, ma anche dal l’Afghanistan, Pakistan, Palestina, Somalia, Nigeria e il Kosovo. Il loro viaggio verso la Germania e verso una nuova vita, li ha completamente consumati sia a livello economico che personale. Ognuna di queste persone soffre di traumi di guerra o porta con se il lutto di una perdita. Avendo modo di parlare con loro gli artisti riflettono sulle dinamiche del loro approdo in Germania, appare chiaro che non sono qui “sfruttare il sistema sociale e rubare la nostra ricchezza”. Queste persone sono vittime di atrocità indicibili che hanno provato a mettersi alle spalle, sono persone come noi che hanno bisogno di aiuto e comprensione e vengono qui aiutate da personale specifico che si prende cura di loro, ne ascolta le storie e cerca di trovare loro la giusta sistemazione.
Più che il valore prettamente artistico, le opere partano con se da una parte le consuete visioni oniriche degli Herakut, dall’altra le storie e le parole di tutte queste persone per un momento di umanità incanalato attraverso una complicità artistica.
Ad accompagnare le nostre parole come sempre una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo progetto firmato dai due interpreti, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via The Artist

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Nelio, Alberonero, Tybet, Xuan Alyfe in Lodi

10/11/2014

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Ci spostiamo a Lodi, qui durante i giorni del RINGHIERA Street Art Festival, Alberonero, Nelio, Tybet e Xuan Alyfe si sono ritrovati al lavorare assieme realizzato una serie di peculiari e caratteristici interventi.
Siamo sempre piuttosto interessati nell’osservare come percorsi differenti riescano ad intersecare il proprio cammino all’interno di visioni nuove e caratteristici che mantengono si parte dell’attrattiva di ciascuna delle ricerche messe in campo, ma che proprio per la loro unione danno vita a visioni e risultato finali unici e capaci di scuotere i nostri sensi. E’ proprio il caso di quest’ultima serie di lavori realizzati da Nelio, Tybet, Alberonero e Xuan Alyfe, una corposa presenza capace di veicolare sensazioni e stati d’animo differenti, un instillare elementi familiari ma che prendono qui un aspetto differente in funzione del dialogo tra gli artisti.
Caratterizzati da una personale e peculiare attrattiva verso l’astratto, ciascuno degli autori di questa bella serie di interventi va ad instillare il proprio e personale percorso, la propria ricerca, instaurando un rapporto diretto con le differenti declinazioni del lavoro di ciascuno degli altri artisti. Denominatore comune delle opere realizzate e sicuramente un attrattiva dal fortissimo impatto criptico capace di muovere all’interno delle immagini differenti elementi tutti riconducibili alle particolarità degli approcci messi in campo. L’idea è quella di sviluppare lavori capaci di assecondare il personale flusso emotivo e di porsi in diretto dialogo con gli stimoli dell’operato altrui.
Nelio, Alberonero, Tybet e Xuan Alyfe vanno a quindi a dare vita a trame differenti, in alcuni casi complesse ed articolate, in altri maggiormente pulite, dove il tratto intenso, dove le costruzioni geometriche, le texture ed i piccoli elementi figurativi, vanno a miscelarsi tra loro generando visioni, dialogando con le particolarità della superficie dei lavoro, dal colore, alle peculiarità architettoniche, immettendo una serie di elementi che dialogano tra loro.
Il risultato finale è una serie ricchissima di spunti e di stimoli capaci di instillare in noi sensazioni divergenti, di dialogare con lo spazio circostante. Visioni che attraggono e seducono, che mobilitano sentimenti nuovi e che ci hanno particolarmente interessato.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa bella combinazione innescata dagli artisti, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Agostino Iacurci “Match Mismatch” Show (Preview)

10/11/2014

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Il prossimo 15 di Novembre il nostro Agostino Iacurci aprirà “Match Mismatch” nuovo solo show all’interno degli spazi della Karen Contemporary Artspace di Mermaid Beach in Australia, qui una piccola preview.
A distanza di tempo dalla sua Small wheel, Big wheel all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma, e dopo alcune pareti realizzati negli scorsi mesi in giro per il mondo, il grande artista Italiano si appresta quindi ad attraversare l’oceano per presentare un nuovo corpo di lavoro.
La scelta del titolo dell’esibizione, prima mostra in Australia per lacurci, non è affatto casuale ma piuttosto si riferisce alla volontà dell’autore di portare in esame il ruolo delle coincidenze e delle differenti interpretazioni contrastanti, nella vita di tutti i giorni. L’idea è quella di innescare un parallelo con il personale processo creativo dell’artista, laddove vengono giustapposti pensieri, forme, colori ed intenzioni, un insieme caotico quindi, per generare nuove immagini capaci di segnare le tele o gli spazi attraverso un preciso significato tematico.
Null’altro da aggiungere, in attesa di mostrarvi le immagini dello show completo attraverso un corposo recap, vi lasciamo ad alcuni scatti durate le fasi di allestimento dell’esibizione, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

In demand Italian street artist Agostino Iacurci, who has painted multi-storey murals around the world, is coming to the Gold Coast in November in an Australian-first.
Iacurci, known for his storybook-like expressionist style, will hold a solo exhibition at 19 Karen Contemporary Artspace, at Mermaid Beach, between November 15 and December 20. The Rome-based artist chose the tile Match-Mismatch for the show as he examines the role of coincidences and conflicting interpretations in life.
“The title also refers to the way my creative process works, juxtaposing thought, shapes, colours and intuitions in a chaotic process to generate new images, meaning and worlds,’’ he said.

Karen Contemporary Artspace
19 Karen Avenue,
Mermaid Beach QLD 4218, Australia

Thanks to The Artist for The Pics

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Elian – “Rhythm” New Mural in San Miguel de Tucuman

10/11/2014

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Ci spostiamo a San Miguel de Tucuman in Argentina, qui ritroviamo a distanza di tempo Elian che ha da poco terminato di dipingere l’intera facciata esterna di questa piccola costruzione industriale apportando nuovi e significativi processi visivi al suo operato.
Come abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di Elian poggia su solide basi cromatiche, lo studio dei colori e delle loro differenti applicazioni su forme e contenuti geometrici ha sempre interessato la ricerca visiva dell’interprete, la superficie vengono così letteralmente tagliata da figure e configurazioni astratte supportata da un precisa scelta dei colori che ne compongono le viscere e ne alimentano l’efficacia visiva. Le opere si sviluppano così in profonda simbiosi con l’architettura della parete e soprattutto con tutto il panorama circostante, emergono così lavori multi sfaccettati arricchiti da una progressione cromatica, tra punte e ribassi, tra scale di colore che mano a mano vanno a confluire nella tinta successiva, sferzate secche e ben delineate in un camaleontico lavoro dalla profondissimo impatto finale.
L’impatto con quest’ultimo intervento ci ha sicuramente incuriosito, l’opera porta in dote nuovi ed interessanti spunti capaci di veicolare nuove direzioni all’interno di un percorso che come detto ha nella specifica declinazione di elementi cromatici il suo principale stimolo artistico.
Elaborato sulla superficie esterna della facciata del Centro Culturale Galpon 2099, a differenza dei suoi precedenti interventi, Elian scegli qui di eliminare la sintesi visiva che accompagna le sue produzioni. Il titolo stesso dell’opera, “Rhythm”, si rifà al concetto di ritmo intenso come aspetto visivo all’interno del quartiere, un impronta questa direttamente legata alle particolarità architettoniche della zona che vanno quindi, ad influire sul risultato finale. Il quartiere offre una contemplazione differente, una maggiore attenzione ci spiega l’autore, con la conseguente scelta di un approccio più ricco di elementi, tensioni e texture in grado di sviluppare una complessità maggiore.
Il risultato finale è un opera che raccoglie al suo elementi differenti, veri e propri percorsi, tra caselle di colore, griglie, figure ed tratti maggiormente a mano libera all’interno delle sezioni. Ci troviamo di fronte ad un ricco puzzle in grado di alimentare suggestioni differenti e di portare l’osservato ad osservare con più interesse la totalità e complessità del lavoro.
In calce al nostro testo potete trovare una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

This artwork is located in a neighborhood from San Miguel, on the facade of the Cultural Centre Galpon 2099.
Unlike my previous work, the synthesis is absent in this case. The neighborhood carries a different rhythm than the city, allowing the contemplation and a closer attention of the artwork; that’s the reason of the diverse points of tension and textures, so it can bring complexity to the wall and create obligatory visual tours.

Thanks to The Artist for The Pics

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Weekly Overview – 03 – 11 to 09 – 11

09/11/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Seikon – New Mural in Gdansk, Poland

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Pixel Pancho – New Mural in Dunedin, New Zealand

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Etam Cru “Bedtime Stories” at Galleria Varsi (Recap)

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ROA – “Daniza” New Mural in Rome

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Bastardilla – New Mural for FRONTIER in Bologna

Processed with VSCOcam with c1 preset

Tellas – New Mural at Mikasa, Bologna

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Corn79 x Rems182 for Sketchmate 2014

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Interesni Kazki – New Mural in Kiev Part 2

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DIMA x Andry Kalkov x Blazej Rusin – New Mural

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Graphic Surgery “Contra” at Mini Galerie (Preview)

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ZED1 – “Fishing” Second Skin Video-Art Project

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Pixel Pancho x Phlegm – New Mural in Dunedin

Futura “Kinetic Action” at Magda Danysz Gallery (Recap)

09/11/2014

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Periodo intenso questo per Mr Leonard McGurr aka Futura 2000 aka Futura, il grande artista ha infatti aperto lo scorso 1 Novembre il suo ultimo show “Kinetic Action” all’interno degli spazi della Magda Danysz Gallery di Shangai.
Lo stile del leggendario artista affonda le sue radici direttamente all’interno della scena underground Newyorkese di fine anni ’70 ed i primi ’80. È la giusta miscela nata dall’intersecarsi di culture differenti, dal punk rock, al primo hip hop arrivando ovviamente all’arte contemporanea. Con una continua e costante evoluzione, il lavoro e la ricerca dell’artista sono proiettati verso una personale esplorazione dei confini del testo fino a sfociare in una astrazione che coinvolge medium e metodologie di lavoro completamente differenti.
L’azione cinetica che suggerisce il titolo viene proposta attraverso un corpo di lavoro che di fatto raccoglie l’eredità della ricerca dell’autore, la continua volontà dello stesso di proseguire nel guardare avanti, senza rimanere troppo bloccato su una tematica ma piuttosto evolvere e sperimentare nuove soluzioni, tecniche e strumenti visivi differenti. In questo senso le sue produzioni, spesso di grandi dimensioni, sembrano raffigurare una sorta di varco, si opportunità di evasione dalla realtà andando ad impattare con lo spettatore che è quindi stimolato ad avere una propria e personale lettura.
L’allestimento proposto da Futura riporta l’artista in Cina dopo ben 30, facendo seguito al suo ritorno in Russia di qualche settimana addietro (Covered) e vedo lo show scandito da due distinti momenti. In primo luogo tutto il work in progress delle opere esposte, viene aperto al pubblico. È quindi l’opportunità di vedere l’artista all’opera, con lo specifico intento di valorizzare questo momento creativo, attraverso gli inediti istanti di realizzazione delle opere. Il secondo riguarda il ritorno dello spazio da laboratorio a galleria e con l’opportunità quindi di fruire di tutti le inedite opere presentate dal grande artista.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi infatti non mancherete di apprezzare.

More than 30 years after his first graffiti, FUTURA comes to China with a set of pieces painted exclusively for the exhibition. The exhibition will be organised around two important moments. First, the “work in progress” will be opened to the public, before the official exhibition opening and the hanging of the pieces on the walls. As a unique occasion to see the artist at work, the exhibition wants to enhance the interest of this creative moment that the artist exceptionally accepts to share. In this way, the gallery will be transformed in a huge workshop before getting back to its initial aspect.

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Seikon – New Mural in Gdansk, Poland

09/11/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Seikon, l’interprete Polacco ha da poco terminato di dipingere questo nuovo bel lavoro su questa porzione di parete a Gdansk continuando a portare avanti la personale attrattiva geometrica.
Abbiamo seguito passo per passo l’evoluzione dell’interprete sempre più coinvolti nelle differenti declinazioni stilistiche di un percorso che ha saputo mantenere la sua ottica astratta ma che ha nel corso del tempo intensificato la ricerca fino a sviluppare un impostazione visiva coerente, equilibrata e pulita. Le opere di Seikon si sviluppano per un mezzo di una alchimia tra forme e componenti differenti, in questo senso è importante sottolineare anzitutto l’elevate densità di dettagli che accolgono le produzioni dell’artista ed al contempo la profonda caratterizzazione tridimensionale che emerge dai risultati finali. Osservando gli interventi dell’interprete emerge quindi anzitutto un percorso preciso che si sviluppa attraverso una grande varietà di elementi, tra elementi differenti, forme triangolari, linee e texture che avvolgono le figure, passando per segmenti, linee e direttrici che congiungono i differenti agglomerati di figure raffigurate attraverso una sorta di percorso multiplo e multi sfaccettato. La tridimensionalità della forme esposte ne influenza completamente l’assetto finale, veniamo infatti a contatto con elementi intersecati ed incastrati nella superfice in moto continuo simulato e ragionato che non cessa mai di stupirci e lasciarci positivamente coinvolti.
Quest’ultima opera di Seikon riprende anzitutto gli ultimi stimoli cromatici, con l’autore interessato ad una elaborazione capace di sviscerare tinte e colori gradienti, attraverso una delle classiche trame super minimali e pulite dell’artista. Lavorando unicamente attraverso l’utilizzo del nero e del verde come unici vettori cromatici, l’interprete va quindi a sviscerare una trama che si muove in direzione orizzontale. A stupirci è la grande profondità delle composizioni, con interessanti effetti tridimensionali che trovano la giusta collocazione tra grigle di segmenti, semi rette e texture di vario tipo.
Null’altro ad aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

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Andreco “From Clouds to Rocks” Screenprints

08/11/2014

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Facendo seguito a From Clouds to Rocks, il bel show aperto a fine ottobre negli spazi della Traffic Gallery di Bergamo, Andreco presenta ora l’omonima screenprint realizzata appositamente per l’esibizione dagli amici di CORPOC.
Abbiamo spesso posto l’accento sul particolare approccio sia visivo che tematico che accompagna le produzioni di Andreco, il grande interprete italiano porta avanti una personale fascinazione naturale atta a mettere l’accento sul particolare rapporto tra la natura e l’uomo. La maturità e la coscienza della riflessione avviene attraverso gli spunti e gli stimoli presentati dall’artista che interseca nei suoi lavori discipline differenti dalla geologia, all’architettura, passando infine per l’ingegneria ambientale. In questo senso l’approccio dell’autore va a riflettere su tutti quegli inneschi naturali, sui fenomeni fisici e chimici presenti in naturali al contempo sottolineando come determinate azioni dell’uomo vadano inevitabilmente ad influire sull’equilibrio dell’ecosistema.
Prendendo ispirazione proprio dal titolo del suo ultimo show, Andreco presenta un doppia edizione che vede frame by frame la trasformazione di una nuvola in una roccia. Due tirature, una da 50 e la seconda da 15 pezzi entrambe firmate e numerate dall’artista. La prima è caratterizzata da un colore turchese, la seconda invece da una tinta oro, ed escono entrambe al prezzo di 100 euro
Se siete interessati è possibile acquistare la stampa direttamente in galleria (fino al 13 Dicemebre)contattando l’artista, o gli amici di CORPOC, dopo il salto alcuni dettagli della stampa mentre invece qui vi rimandiamo al nostro precedente post con tutte le immagini dell’allestimento realizzato per l’esibizione.

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Hendrik ECB Beikirch – New Murals in Ferropolis, Germany

08/11/2014

A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Hendrik ECB Beikirch, l’interprete ha infatti da poco terminato di dipingere una nuova serie di ritratti in questa zona industriale a Ferropolis in Germania.
Ancora una volta ci ritroviamo a confronto uno degli artisti più rappresentativi della scena teutonica, Hendrik ECB Beikirch torna al lavoro con un nuovo progetto mastodontico che, mantenendo le peculiarità del proprio percorso in strada, ne esalta le caratteristica attraverso la ripetizione di una serie di grandi volti. L’autore dialoga infatti con lo spettatore attraverso la proposta di giganteschi ritratti iper realistici, si tratta di persone vere, sconosciuti che hanno colpito l’artista attraverso la loro personalità magnetica od un altro valore facilmente riscontrabile. In questo senso appare quindi chiaro come l’operato dell’autore sia rivolto verso una rappresentazione di persone comuni, c’è la volontà di raccontare la loro storia che si cela dietro un volto. La scelta di utilizzare il ritratto come principale stimolo è la giusta conseguenza alla volontà dell’interprete di sottolineare come in ognuno di noi c’è qualcosa di speciale e differente. Al tempo stesso i volti raffigurati piuttosto che porsi in netto contrasto con la città ed i suoi abitanti ne assecondano i sentimenti e gli stati d’animo, ci si ritrova quasi confortati dalla malinconia suggerita dagli sguardi di queste grandi facce che ci osservano.
Per sviluppare questa sua personale dialettica visiva, ECB sceglie di affidare il propri tratto unicamente ad una intensa scala di grigi, quasi a voler sottolineare il momento evocativo del contatto tra l’opera ed il passante, esattamente come accade tra due sconosciuti che si osservano e scrutano per la prima volta.
Quest’ultima serie di lavori vede Hendrik ECB Beikirch confrontarsi con una grande serie di nuove superfici, ci troviamo all’interno di uno dei siti industriali più importanti della Germania, ora trasformato in parco tematico nonché vero e proprio monumento e museo all’industria teutonica. Per quest’opera ECB sceglie quindi di raccogliere anzitutto l’eredità del luogo andando ad omaggiare attraverso il proprio operato i minatori che hanno lavorato duramente in questa zona. Emergono in questo modo ben 6 giganteschi ritratti, realizzati proprio sulle parti esterne dei capannoni attraverso l’iconico tratto dell’artista, e raffiguranti proprio i lavoratori che hanno reso così importante e nevralgica la zona. Il risultato finale è quindi un nuovo intervento dal forte valore storico, qualcosa di molto simile al bel ritratto di Mahatma Gandhi di inizio anno (Covered).
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare piuttosto una ricca e bella serie di scatti in aggiunta al bel video con tutte le fasi di realizzazione di questa serie di pezzi, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics via San

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Fintan Magee “Hunger” New Mural in San Diego

08/11/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Fintan Magee, il grande interprete Australiano si trova infatti a San Diego in occasione del Sea Walls Project curato da PangeaSeed per il quale ha presentato questo nuovo dipinto.
Con questa sua ultima opera abbiamo quindi nuovamente l’opportunità di immergerci all’interno del particolare immaginario dell’interprete. Come infatti visto più volte l’operato di Fintan Magee e sviluppato attraverso la volontà dell’autore di lavorare per mezzo di una miscela altamente realistica in funzione di temi, spunti e situazioni appartenenti all’irreale. Lo spiccato senso figurativo, che avvolge la totalità delle produzioni di Magee, si muove per mezzo di una spiccata figurazione, il tratto e pennellate si fanno intense e profonde, per certi versi sporche andando infine a sfociare in grandi colate di vernice che vanno ad alimentare i caratteristici effetti di sovrapposizione cromatica.
Raccogliendo quindi quelle che sono le peculiarità del suo percorso in strada, l’artista getta in pasto a chi osserva un impeto emotivo forte e sfaccettato. Si tratta di una vera e propria sospensione della realtà coadiuvata da immagini capaci di suggerire tutto l’impatto onirico e fantasioso degli interventi. Ci si ritrova di fronte ad una vera e propria frattura, tra realtà e finzione le immagini, con i soggetti e gli oggetti presenti, assumono le sembianze di qualcosa di realistico e tangibile, allo stesso tempo le inflessioni tematiche, le situazioni in cui vediamo i characters dell’interprete, provocano confusione andando ad alimentare una sospensione tra ciò che è vero e ciò che non lo è.
Dal titolo “Hunger”, quest’ultima fatica di Fintan Magee rappresenta l’ennesima occasione per addentrarci all’interno del particolare immaginario dell’autore, al tempo stesso l’intervento mostra uno stimolo visivo inedito. In questo senso l’interprete va a dialogare maggiormente con lo spazio circostante andando ad innescare interessanti paralleli visivi tra gli alberi presenti sulla strada e quanto dipinto sulla parete. L’effetto ottico di questa scelta canalizza un piano visivo differente aumentando la frattura tra realtà e finzione che da sempre caratterizza gli interventi dell’artista. Il risultato finale è quindi una nuova immagine catartica e capace di stimolare sensazioni differenti per un nuovo sbocco stilistico che abbiamo particolarmente apprezzato.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una serie di scatti con i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo per i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sul progetto Statunitense.

Pics by The Artist

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Tobias “Tobe” Kroeger – New Mural in Bremen, Germany

07/11/2014

A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Tobias “Tobe” Kroeger, l’interprete ha infatti da poco terminato di dipingere un nuovo lavoro nella sua Brema andando a sviluppare nuovi ed interessanti stimoli stilistici.
Riallacciamo quindi il rapporto con uno degli interpreti maggiormente legati alla scena teutonica, TOBE, che con la sua ultima mostra “Face Off” ha tolto il velo sulla sua vera identità, torna quindi in strada proseguendo il particolare approccio visivo. Le produzioni dell’autore si sviluppano attraverso una frattura visiva in grado di innescare differenti letture. I ritratti dell’artisti, tutti rigorosamente realizzati attraverso un viscerale color terra, vengono anzitutto mossi da una precisa impostazione pittorica, un realismo in grado di innescare una trama dettagliata che, attraverso differenti tonalità di colore, riesce perfettamente a tracciare i lineamenti, le espressioni dei volti dipinti. In questo senso l’efficacia del lavoro è garantita proprio dall’abilità dell’interprete di istillare nei visi delle donne e degli uomini dipinti, sensazioni, pensieri e stati d’animo differenti. In particolare l’autore concentra i propri sforzi su figure non giovani, adulti od anziani divengono in questo senso i protagonisti della sua pittura, entrando in contatto con chi osserva attraverso l’emotività espresse dal tratto e dai dettagli. Non si tratta però unicamente di una produzione pittorica legata al realismo, quanto piuttosto di una raffigurazione sfaccettata in cui Tobias Kröger sceglie di inserire una serie di fratture visive sotto forma di elementi geometrici. In questo senso a fare capolino sono vere e proprio figure tridimensionali che invadono lo spazio, la pelle e le cavità dei soggetti raffigurati. L’idea è quella di un intersecarsi tra l’aspetto organico ed umano, rappresentato proprio dai soggetti, ed un struttura che ricorda la disciplina diretta e precisa della città. TOBE in questo senso traccia una personale analisi, scava nelle viscere dell’essere umano rievocandone i demoni interiori, le paure, i pensieri, le sensazioni e gli stati d’animo. Tutti questi elementi prendono vita sotto forma di veri e propri elementi tridimensionali che impattano sulle figure, ne distorcono l’aspetto finale, ne mutano i tratti, emergendo e mostrandosi. Ci troviamo di fronte un analogia, le forme e gli elementi geometrici raffigurati, che si rifanno al background dell’autore, raffigurano i pesi a cui siamo sottoposti ogni giorno, le difficoltà della quotidianità, le esperienze di vita, che emergono e si frappongono nell’aspetto finale di ciascuno di noi, qui finalmente tangibili ed osservabili
Quest’ultima fatica raccoglie perfettamente gli spunti dell’autore in una nuova elaborazione che ne mantiene senza dubbio intatto lo spirito tematico e stilistico.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera in aggiunta al bel video con tutte le fasi del making of, dateci un occhiata siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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ZOSEN, Mina and Grito – New Mural in Barcelona

07/11/2014

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Un bel trio formato da ZOSEN, Mina e Grito nelle scorse settimane ha avuto modo di realizzare una bella parete in combo in occasione dei lavori per l’Hop Festival di San Adrián de Besós a Barcellona in Spagna.
L’intervento è l’occasione per un inedita miscela di talenti, tutti e tre gli artisti coinvolti portano avanti una personale declinazione visiva scandita dall’utilizzo di tinte piuttosto cariche e dalla presenza di un mistura capace di legare soggetti e forme all’interno di un immaginario personale. La stilistica degli autori è il risultato dei personali background influenzati poi da uno sviluppo grafico ed illustrativa che ha trasformato gli stimoli.
L’opera si fa anzitutto apprezzare per la capacità di ZOSEN, Mina e Grita di unificare alla perfezione i personali stimoli artistici. Ciascuno degli artisti va a comporre una traccia all’interno della trama proposta, emergono in questo modo gli elementi astratti di ZOSEN che vanno ad intrecciarsi con le figure maggiormente illustrate di Mina, il tutto intersecato dai particolari lettering e dai characters appartenenti all’immaginario di Grito per un risultato finale esuberante di elementi e dettagli.
L’idea è quella di una rielaborazione delle icone tipiche di Barcellona attraverso un filtro personale che richiama nell’aspetto un grande patchwork o banner pubblicitario. All’interno del lavoro si muovono quindi stimoli, riflessioni e spunti differenti, dalla forte industria del turismo che spinge la città dal punto di vista economico, passando per i fenomeni della gentrificazione, l’orgoglio nazionale e locale, il calcio, arrivando infine a toccare temi come l’ipocrisia del governo, la corruzione politica, i mass media e la brutalità della polizia. L’impasto proposto dal trio di interpreti ha quindi un forte retrogusto amaro, è una critica incalzante e diretta verso i problemi della città e della Spagna attraverso simboli, elementi e soggetti, capaci di irridere lo slogan della cittadina “Barcelona la millor botiga del món” tracciando uno spaccato molto differente e più veritiero della reale condizione sociale. Attraverso quindi un impalcatura visiva di facile comprensione, con immagini forti e ricamate attraverso un stile facilmente fruibile, gli autori sviluppano un intervento altamente riflessivo ponendo lo spettatore davanti dubbi, perplessità e stimoli riflessivi.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima bella collaborazione, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di

Pics by The Artists

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Pixel Pancho – New Mural in Dunedin, New Zealand

07/11/2014

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Torniamo con piacere per le strade di Dunedin, qui il nostro Pixel Pancho infatti ha da poco terminato di dipingere questa nuova grande parete proseguendo nel portare avanti il personale ed iconico immaginario.
Dopo la splendida collaborazione con Phlegm di qualche giorno fa (Covered), Pixel Pancho toglie il velo sul suo personale lavoro per la rassegna della cittadina neozelandese proponendo un opera efficace e sopratutto capace di sviluppare un nuovo capitolo della particolare riflessione tematica dell’autore. L’artista Italiano come visto più volte ha scelto di legare il proprio percorso alla figura della macchine, i robot dell’artista, veri e propri protagonisti delle sue produzioni, da sempre rappresentano in questo senso l’opportunità di una riflessione sull’essere umano.
Il fascino delle opere sta anzitutto nella scelta dei protagonisti, le macchine ed i robot, specialmente per chi ha vissuto da bambino la moltitudine di cartoni animati sull’argomento, rappresentano delle figure profondamente legate alla spensieratezza che accompagnava questi periodi e sono entrate di diritto all’immaginazione di ciascuno di noi. L’autore italiano raccoglie quindi pienamente questi stimoli andando ad imbastire un percorso capace di toccare spunti e temi importanti il tutto accompagnato da una costante evoluzione stilistica.
I robot decadenti dell’artista si pongono a confronto con l’essere umano, l’abbandono di questi esseri, il loro non essere più legati ad un idea di figure invincibili, veri e propri simboli del super uomo, rappresenta uno specchio della decadenza dell’uomo moderno. Esattamente come il metallo arrugginito che ne ha mangiato le scocche ed i corpi, l’etica e la morale sta sempre più sprofondando.
Se questo per molto ha significato lo slancio tematico delle produzioni dell’artista, lo stesso nell’ultimo periodo sta facendo collidere i due universi. Macchine ed umani riuniti sotto un unica immagine, laddove le prime divengono sempre più vicine nell’aspetto e nella forma al mondo organico, mentre i secondi viceversa.
Dal titolo “Riding Dreams”, l’opera raccoglie proprio questi ultimi stimoli dell’immaginario del grande interprete Italiano. Pixel Pancho esercita la propria idea attraverso un opera altamente emotiva ed evocativa. L’idea è quella di segnare lo spazio con una rappresentazione capace di raccogliere l’eredità di stati d’animo, delle sensazioni e dell’emotività dell’essere umano attraverso l’intersecarsi dei due universi, i robot e l’uomo sullo stesso livello per sviluppare una lettura profonda e sfaccettata.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una bella serie di scatti con i dettagli i quest’ultima fatica dell’autore, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul suo lavoro.

Pics by Victoria Gilliand and DunedinStadium

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Etam Cru “Bedtime Stories” at Galleria Varsi (Recap)

07/11/2014

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Aperta lo scorso 30 Ottobre andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Bedtime Stories” prima esibizione degli Etam Cru in Italia all’interno degli spazi della Galleria Varsi di Roma, show che segue il bel intervento in strada di qualche giorno fa.
Bezt e Sainer aka Etam Cru, tra i nomi di spicco di uno scenario Europeo in costante mutazione ed evoluzione. I due autori Polacchi hanno saputo trovare il proprio posto all’interno di un personale ed avvincente spaccato visivo. Unificando infatti le differenti personalità estetiche del loro percorso in strada, gli artisti hanno dato vita ad un impulso visivo in grado di unificare sotto un’unica trama elementi di fantasia con un piglio altamente realistico. Sta proprio qui la forza ed il carattere delle produzioni firmate dai due interpreti, l’abilità di tratteggiare un immaginario vivo e vero attraverso però immagini evocative, appartenenti ad un universo solo immaginato e che, proprio per il loro aspetto così reale, riescono a provocare una frattura emotiva in chi osserva. Lo spettatore ha di fronte una mistura pittorica che si arricchisce di effetti di trasparenza, colori vivi e reali a contrasto con tinte sfuggenti ed appena accennate in grado proprio di suffragare l’impressione di irreale ed intangibile.
Il risultato finale di questo particolare piglio esplode in un caleidoscopio di sensazioni ed impulsi differenti, i temi trattati, tra situazioni quotidiane ed esternazioni prettamente immaginate, ci coinvolge ed ovatta. Si lascia osservare in tutta il suo spessore emotivo guidandoci all’interno di una fantasia che attecchisce il reale, quasi confondendoci e proiettandoci all’interno di un universo a sé.
Lo show proposto dagli Etam Cru pervade completamente gli spazi della galleria capitolina. Anzitutto le pareti che accompagnano lo spettatore in un viaggio psichedelico e sornione, andando infine a riprendere la fantasia del lenzuolo di una delle tele, per una esibizione intrinsecamente legata all’idea di una narrazione fantasiosa delle favole della buonanotte.
Diciamolo subito, scelta più che azzeccata quella della curatrice Marta Gargiulo, che offre al duo terreno fertile per il loro immaginario. Gli interpreti rispondono alla grande proponendo un allestimento davvero carico di suggestioni, lasciando che lo spettatore possa immergerci e staccare la spina per abbandonarsi a sensazioni, emozioni e stati d’animo differenti. Approfondendo, le opere proposte rievocano immagini impresse nella memoria di ciascuno di noi, toccano punti sensibili proponendo una rielaborazione personale ed intensa capace di soggiogare la razionalità in favore di una presa maggiormente viscerale tra attimi di coscienza ed un vagare negli stimoli del nostro personale inconscio.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una splendida serie di immagini con gli scatti degli amici di TheBlindEyeFactory, dateci un occhiata e se ve la siete persa qui invece il video recap e l’approfondimento sull’immensa parete dipinta al Pigneto.

Thanks to The BlindEyeFactory for The Pics

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ROA – “Daniza” New Mural in Rome

07/11/2014

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In occasione di “Suovetaurilia” ultimo show da poco aperto all’interno degli spazi della Dorothy Circus Gallery, ROA si trova a Roma dove ha da poco terminato un nuovo intervento caratterizzato da un omaggio all’orsa Daniza.
Parte del progetto “Spray for your Rights”, l’intervento riporta il grande artisti Belga sulle pareti di Roma a distanza di qualche mese dalla grande lupa (Covered) proponendo un nuovo spacco questa volta più che mai carico di spunti e riflessioni sulla coabitazione tra l’uomo e gli altri esseri viventi.
Il particolare approccio stilistico di ROA ben si presta a questo canale tematico, come visto più volte l’abilità dell’interprete è quella di tratteggiare attraverso un impronta stilistica oscura e scandita dal nero pece dei suoi soggetti, un apparato tematico in grado di stimolare una riflessione sulle condizioni del mondo animale. Le bestie dell’autore riecheggiano all’interno dello spazio urbano, urlando tutta la loro agghiacciante sofferenza, la loro rabbia e colpendo violentemente lo spettatore allo stomaco. Gli sguardi fermi, penetranti arrivano ad impattare quelli dei passanti generando un efficace stimolo emotivo in grado di porre domande e dubbi. Al tempo stesso il forte impatto e la grande realisticità dei soggetti realizzati, riesce a veicolare una sorta di riappropriazione degli spazi, i grandi animali, connessi sempre a quelli del luogo, ne rivendicano l’appartenenza andando a trasformare la superficie delle architetture cittadine.
Per questa secondo opera nella capitale, dal titolo “Step #2: Diversity” come detto va a raccogliere l’eredità tematica della vicenda dell’Orsa Daniza. L’animale che, ricorderete, è stato abbattuto a seguito di un aggressione ad un uomo scaturita dalla protezione dei propri cuccioli, diviene protagonista principale dell’opera con ROA che sceglie una rappresentazione quanto mai antropomorfa. Vediamo infatti la bestia letteralmente seduta con in mano la siringa dell’anestetico che gli ha stroncato la vita. L’analogia è forte è chiara, l’interprete ci sussurra alle orecchie, ci spinge a riflettere sul comportamento dell’orsa suggerendo un identica e probabile reazione da parte di qualsiasi essere umano. Scavando più affondo l’intervento è un occasione per riflettere sul diritto alla vita e su come l’uomo continui ad applicare la propria violenza e tirannia sul mondo degli animali, proseguendo a porsi in netto contrasto con la biosfera ed agendo esclusivamente per i propri interessi.
In calce al nostro testo potete trovare gli scatti realizzati dagli amici di The BlindEyeFactory, con tutti i dettagli di quest’ultima magia realizzata dall’autore, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni ad aspettarvi un bel recap dello show.

Once again the right to life has been violated without any reason. Once again the “otherness” is a predestined victim of violence and tyranny. Each and everyday we make terrible mistakes. We recognize it but we are not strong enough not to repeat the same mistakes over and over. So we keep on suffering for it. There is no progress, there is no hope for the future if we get used to pain and sorrow. Let’s hope our tears will rise as the flag of a mankind that will truly fight for the right to life for every creature on this earth. We devote this art opus to Daniza, so that her pain will not be forgotten.

Thanks to The BlindEyeFactory for The Pics

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Thomas Canto for OUTDOOR Urban Art Festival 2014

06/11/2014

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Con quest’ultima fatica di Thomas Canto, proseguiamo il nostro viaggio all’interno delle meraviglie dell’ultima edizione dell’OUTDOOR Street Art Festival di Roma con una nuova splendida e catartica installazione.
Dopo aver dato un occhiata approfondita a Transparent Landscapes ultima fatica dell’artista all’interno degli spazi dell’Atelier des Bains di Ginevra in Svizzera, torniamo quindi ad osservarne il lavoro ‘in strada’ con un intervento che raccoglie tutta l’eredità spirituale e tematica del percorso dell’autore all’interno della particolare location scelta per la rassegna. Come già anticipatovi, l’edizione di quest’anno di OUTDOOR prende vita all’interno degli spazi dell’ex dogana di San Lorenzo nel quartiere Pigneto a Roma. A differenza delle scorse edizioni gli organizzatori hanno quindi scelto di sviluppare un dialogo più ermetico offrendo agli artisti le grandi stanze della struttura ed allo spettatore l’opportunità di ‘vivere’ l’arte urbana all’interno di un contesto effimero e canalizzato attraverso l’esigenza di una travalicazione delle dinamiche attuali del movimento che così tanto stanno portando la street art fuori dal suo ‘habitat’ più naturale. Andare avanti quindi, da qui lo slogan del festival, riportando però al centro l’essenza e la fruizioni attraverso opere maggiormente tangibili e catartiche.
Thomas Canto attraverso il proprio iconico stile, per la rassegna porta avanti la particolare influenza percettiva del proprio percorso proponendo un nuova installazione come sempre in bianco e nero e coadiuvata qui da un bel effetto di luce.
L’opera da una parte avvolge parte dello spazio a disposizione, dall’altra ne esalta e soprattutto intensifica l’aspetto prospettico lasciando lo spettatore alle prese con le sue differenti dinamiche e prospettive. Ancora una volta nell’operato dell’autore ci troviamo di fronte a vere e proprie illusioni ottiche e veicolate dalla personale riflessione dello stesso circa la città e lo spazio urbano. In questo senso il lavoro, come i precedenti interventi, si pongono come una vera e propria apertura all’interno di spazi limitati, un opportunità per muoversi verso direzioni differenti ed infinite. Al tempo stesso c’è una sorta di tensione emotiva e catartica in grado di veicolare sensazioni ed impulsi nuovi, il tutto costantemente alimentato dall’opportunità di osservare e percepire il risultato finale attraverso differenti angolazioni che ne cambiano l’aspetto e di conseguenza la direzione prospettica.
In calce al nostro testo potete trovare alcuni scatti dell’intervento realizzato, il consiglio è quello di darci un occhiata, ma restate sintonizzati, nei prossimi giorni infatti proseguiremo il nostro racconto delle meraviglie realizzate per il festival capitolino.

Pics via San

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MART – “Celebración” New Mural in La Plata City

06/11/2014

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Continuiamo a seguire gli sviluppi del lavoro di MART, l’interprete Argenitino nei giorni scorsi si è spostato a La Plata City nei pressi di Buenos Aires dove ha avuto modo di realizzare questo nuovo e celebrativo intervento.
L’intervento si allontana dalle dinamiche tematiche che da sempre caratterizzano l’operato di MART, se l’approccio prettamente stilistico rimane invariato, con uno stile grafico essenziale e particolareggiato, l’artista mette da parte la personale visione dell’uomo così come della bicicletta che così tanto ne hanno interessato negli ultimi mesi le produzioni. Nel lavoro dell’interprete come visto più volte a fare da vero e proprio stimolo sono i colori. L’aspetto caratteristico delle produzioni dell’artista è veicolato da una forte impronta cromatica, un moto continuo il suo che si sviluppa attraverso una pittura rapida, composta da forme ed elementi sinuosi che vanno a coincidere con l’idea di pittura fanciullesca che attraversa l’operato dell’autore Argentino. La ricerca di MART si sviluppa quindi attraverso un piglio tipicamente viscerale, un approccio il suo legato ad una forte espressività in grado di entrare in empatia con lo spettatore, muovere pensieri e stimoli, reminiscenze appartenenti al passato per un risultato sensibile e carico di significato.
Dopo le ultime opere realizzate in Europa negli scorsi, MART torna quindi nella sua Argentina con un nuovo lavoro che cambia ancora una volta completamente le carte in tavola del suo particolare approccio in strada. Abbiamo infatti sempre rimarcato la capacità dell’artista di muoversi tra lavori largamente astratti ed impostazione maggiormente figurative, queste ultime più accentuate negli ultimi tempi, dimostrando in entrambi i casi un comune impronta legata al colore. Quest’ultimo intervento quindi rappresenta l’opportunità per l’autore di proseguire a sviluppare una propria e personale dialettica. L’opera è spinta da una precisa riflessione sulla vita, l’autore si sofferma a ragionare sulla vita celebrando, da qui il titolo dell’intervento, quest’ultima con un opera carica di significato. L’idea è quella di innescare un analogia sottile e spensierata, vediamo una tavola colorata dove trovano posto: un bicchiere di vino, un forma di pane ed una brocca d’acqua, il tutto arricchito dalla presenza del sole a contemplare la scena. L’artista utilizza la significativa presenza di questi elementi come una sorta di ringraziamento per tutto ciò che la vita è in grado di offrire all’uomo, tutti i suoi ‘regali’, dei quali dobbiamo godere con rispetto.
Null’altro da aggiungere, in attesa di nuovi aggiornamenti vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutte le novità del caso.

Thanks to The Artist for The Pics

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Bastardilla – New Mural for FRONTIER in Bologna

06/11/2014

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A distanza di qualche giorno torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Bastardilla, l’interprete Colombiana è infatti l’ultimo ospiti dell’edizione di quest’anno di FRONTIER – La linea dello stile per il quale ha da poco terminato questo bell’intervento a Bologna.
Dopo gli interventi realizzati negli scorsi mesi dei quali vi abbiamo mostrato il risultato qualche settimana addietro (Covered), la rassegna chiude il cerchio sulla sua sezione walls invitando una delle artiste più rappresentative del Sud America e non offrendogli l’opportunità di dipingere la parete esterna dell’edificio che ospita la sede distaccata del Liceo Scientifico Augusto Righi.
Curato da Claudio Musso e Fabiola Naldi il progetto come detto prosegue nell’ideologia la storica mostra “Arte di Frontiera, New York Graffiti” (1984 – Galleria d’arte moderna di Bologna) evento unico e tra i primi ad analizzare il fenomeno sviluppatosi negli USA. Da qui lo sviluppo successivo che dal 2012 ha contraddistinto la rassegna per la volontà di analizzare attraverso un approfondimento teorico e critico i graffiti e la street art, dall’altro una valorizzazione delle stesse due discipline attraverso gli interventi in strada di grandi dimensione.
Dopo la bella opera realizzata a Rovereto (Covered), come annunciatovi in quell’occasione, è Bastardilla ha chiudere i lavori in strada di quest’ultima edizione con un ispiratissimo intervento. Il lavoro dell’interprete Colombiana come visto più volte è caratterizzato da una personale dialettica visiva, il particolare tratto dell’artista va infatti a sviluppare una personale riflessione che abbraccia differenti tematiche. Anzitutto l’universo femminile con le sue dinamiche e le sue differenti sfaccettature, passando poi gli stimoli appartenenti alle antiche culture precolombiante, con una rielaborazione di miti e culti differenti, concludendo infine con il personale legame con le figure dei bambini come massimo e significativo simbolo dell’essere umano.
L’intervento realizzato a Bologna vede Bastardilla portare avanti una nuova riflessione legata ancora una volta alla figura dei bambini come principale volano tematico delle sue opere. L’artista raccogliere l’eredità tematica dei ‘bambini-fiammifero’, ovvero quel modo di dire che simboleggia l’accensione delle facoltà mentali durante l’età pre-adolescenziale. Si tratta di una analogia sull’intrinseca energia e forza celata all’interno dei fanciulli in quella che diviene una figura propulsiva per la società e per futuro stesso dell’umanità. È interessante notare come la stessa location, una scuola rappresenti quindi l’occasione per una metafora sul volare del sapere congiunto, le figure sono infatti riunite una vicino all’altra, sempre in funzione di un arricchimento della nostra società.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto ad attendervi una bella serie di immagini con alcuni scatti durante il work in progress fino all’eccellente risultato finale, il consiglio è quello di darci come sempre un occhiata.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Eleonora Trovato and Gaia Moroni

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NEO – A New Color Pieces

06/11/2014

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Continuiamo con interesse a seguire gli sviluppi del lavoro di NEO, l’artista italiano ha infatti da poco concluso una nuova e bella infornata di interventi tutti caratterizzati da un uso massiccio di colore e stilistiche differenti.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, il percorso di NEO è intrinsecamente legato alla volontà dell’autore di miscelare l’esperienza da writer con un senso pittorico rivolto verso una personale astrazione delle forma. L’influenza geometrica ed astratta che pervade la totalità delle produzioni dell’autore sfocia in un’alchimia innescata dalle forme legate al lettering e veicolata dagli stimoli e della sensazioni del momento. In questo senso appare quindi fondamentale sottolineare come l’artista vada a sviluppare le proprie forme in funzione degli spazi di lavoro, dialogando con gli stessi e instillando all’interno delle opere proposte tutta la profondità degli stimoli ricavata dallo spot. Sono interventi quindi viscerali ed emotivi, figlio di uno stato d’animo preciso coadiuvato da emozioni e sensazioni del momento che vanno a miscelarsi con la propulsione visiva innescata dal bianco e dal nero, quest’ultimi di fatto unici vettori cromatici utilizzati dall’artisti all’interno delle sue produzioni.
A differenza di quanto è lecito aspettarci, NEO, per questa sua nuova serie di lavori, sceglie di sviluppare il proprio percorso anzitutto verso un impostazione più connessa con l’utilizzo del colore. Abituati a confrontarci con opere interamente costituite sul binomio tra bianco e nero, ci ritroviamo di fronte qui una tavolozza cromatica ben più elaborata e spessa. Un approccio questo in controtendenza con il tipico piglio visivo dell’autore che però ci ha senza dubbio colpito. Lavorando su una porzione di parete e sulle differenti facciate di questa struttura architettonica, l’artista va a prosegue la sua personale astrazione delle lettere proponendo forme ancora più dinamiche. Gli elementi proposti risultano carichi di elementi pittorici, texture, fasi geometriche e l’immancabile spinta tridimensionale, in entrambi casi le forme proposte poggiano il loro sviluppo su una sorta di percorso lineare scandito da fasce cromatiche differenti ed arricchito da elementi di supporto come cerchi, elementi lineari ed automatismi istintivi.
Il risultato finale sono due opere assolutamente colme di dettagli dal punto di vista squisitamente pittorico, ed elevate dalla grande forza motoria che le forme raffigurate riescono ad esprimere ed imprimere ai pezzi.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Tellas – New Mural at Mikasa, Bologna

06/11/2014

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Prosegue l’ottimo momento di Tellas, il grande artista Italiano si è da poco spostato a Bologna dove ha avuto modo di dipingere la quasi totalità della parete esterna del Mikasa, associazione culturale nei pressi del ponte Stalingrado.
Instancabile il lavoro di evoluzione che Tellas sta apportando ai suoi pezzi, c’è sempre qualcosa da osservare, un nuovo dettaglio, un nuovo spunto dal quale l’autore riesce a far emergere le sue iconiche figure. Continuando quindi la personale ricerca visiva, il percorso dell’artista prosegue nel riservarci emozioni e sorprese. L’abbiamo ribadito più volte, l’autore insiste nel portare avanti il proprio operato attraverso nuove e differenti dinamiche capaci di portare avanti la personale fascinazione a tema naturale. La natura rappresenta quindi principale ed unico vettore tematico nelle produzioni firmate dall’italiano, al tempo stesso questa viene profondamente intrisa all’interno di una personale prerogativa astratta capace di generare forme, figure e trame di volta in volta differenti. Le differenti declinazioni del lavoro dell’autore permettono allo stesso una costante evoluzione stilistica capace di raccogliere stimoli differenti, dalle figure singole, passando per gli intrecci maggiormente astratti e geometrici e concludendo con le trame ricche ed avvolgenti capaci di cambiare radicalmente l’aspetto dello spazio a disposizione.
Proprio l’intervento realizzato a Bologna, prosegue le ultime riflessioni dell’interprete, sempre più legato a sperimentazioni di scale cromatiche, all’idea di una corpo di lavoro capace si di avvolgere lo spazio ma al tempo stesso di dialogare con quelle che sono le sue peculiarità architettoniche.
L’opera prosegue quindi la personale dialettica visiva di Tellas con una nuova elaborazione che prende spunto dall’idea di una foresta notturna. L’interprete sceglie quindi di irretire la superficie di lavoro attraverso una nuova matassa di elementi naturali, un trama ricchissima di dettagli che viene alimentata dal flusso cromatico gradiente che partendo da una tinte scura va poi mano a mano a sfociare in un bianco. Come stiamo vedendo negli ultimi interventi, anche qui presenti una serie di figure tridimensionali che vanno ad emergere dalla corposa serie di intrecci naturali generando una sospensione ed alimentando i differenti livello fruitivi dell’intervento.
Il risultato finale è un break visivo capace di riconsegnare lo spazio alla natura stessa, un polmone verde che prende il posto della piccola struttura architettonica, offrendoci una totale immersione all’interno di un profondo e sfaccettato insieme di elementi, figure e forme vive e caratteristiche, splendido.
Ad accompagnare il nostro testo come sempre una bella serie di scatti con alcune immagini del work in progress e dell’intervento terminato, dateci un occhiata, infine vi ricordiamo che sono ancora disponibili le ultime copie di “From Outer Space”, la bella stampa realizzata dall’artista in collaborazione con Gorgo.

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Dem189 at Robin Soulier Consulting Office

05/11/2014

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Proseguiamo nel seguire gli sviluppi dei lavori all’interno del Robin Soulier Consulting Office, ultimo big name è quello di Dem189 che ha da poco terminato di trasformare l’aspetto di una delle grandi stanze dell’Hall of Fame.
Come visto più volte l’idea alla base del progetto portato avanti da Robin Soulier è quella di una sperimentazione continua di nuovi impulsi e visioni artistiche differenti. La location, le stanze degli uffici del proprio studio, si sono trasformate in tele bianche da dare in pasto ciclicamente all’estro di artisti differenti: ogni tre mesi per la grande sala principale ed ogni due mesi per l’intero stabile. All’interno delle stesse gli oggetti, i mobili e tutto l’arredamento è stato pensato e collocato per impattare il meno possibile con i disegni e le pitture elaborate, sono infatti tutti di un colore trasparente. Nei mesi scorsi abbiamo visto gli interventi dei Sobekcis e Tomek (Covered), del nostro Vesod (Covered) quello di Velvet e Zoer (Covered), passando infine per Thomas Canto (Covered), HORFE (Covered) e in ultimo Kid Kréol x Boogie (Covered).
In una escalation di nomi sempre più importanti, il progetto prosegue quindi il suo corso con l’intervento di uno degli artisti di rilievo del panorama Francese e non, sebbene si sia stabilito in Australia, che porta in dote tutto il suo iconico e caratteristico approccio visivo.
Intrinsecamente legato al fortissimo background come writer, l’approccio di Dem189 viene stimolato sia dal percorso in strada sia dalla predilezioni per le splendidi disegni di Moebius. Ne emerge un percorso che ha saputo collidere linee sottili a contrasto con forme ed elementi astratti. Si tratta di una personale ricerca che interseca elementi rigidi, architettonici rapportandoli con una forme maggiormente organiche e più morbida. Quello che emerge è un alfabeto visivo complesso ed articolato che strizza l’occhio ad una estetica meccanica, con elementi industriali, più grezzi e diretti che vanno a miscelarsi con corpi più morbidi e complessi.
Per il bel progetto, Dem189 sceglie un approccio forte e radicato, la stanza si trasforma in una grande macchia nera interrotta unicamente da una grande forma che avvolge la totalità delle pareti, il soffitto ed il pavimento, tra corpi legati e ricchissime composizioni e parti più distaccate, il tutto infine realizzato attraverso un intenso ed accecante bianco che pare porsi in contatto con la forza dei raggi del sole che penetrano la stanza.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli e la fasi di realizzazione del bel lavoro, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Blaqk for OUTDOOR Urban Art Festival 2014

05/11/2014

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Con quest’ultimo intervento realizzato dai Blaqk all’interno dell’Ex Dogana di Roma in San Lorenzo, andiamo finalmente e con piacere a dare un occhiata ai lavori realizzati per la nuova edizione dell’OUTDOOR Urban Art Festival.
A caratterizzare questa nuova edizione, ribattezzata “Moving Forward”, è senza il nuovo spirito di cambiamento che ha investito la rassegna quest’anno. L’idea di moving forward è legata anzitutto al movimento fisico, dallo spazio aperto a quello al chiuso in una nuova e caratteristica zona di Roma. Il quartiere di San Lorenzo e la sua Ex Dogana con 5000 metri quadrati sono la spinta propulsiva il rinnovamento che gli organizzatori si sono imposti. Quest’ultima passa anche per le dinamiche, necessariamente differenti per la particolarità del luogo, con gli artisti invogliati a sperimentare ed a produrre lavori ed installazioni site specific. Al tempo stesso è un ritorno alle origini laddove l’arte urbana ritorna ad essere effimera e, seguendo gli stimoli di un progetto come La Tour 13 di Parigi ad esempio, porta gli autori a lavorare all’interno di una cornice temporanea in quella che diviene una riappropriazione temporanea che passa attraverso l’estetica dell’arte.
Tra gli artisti coinvolti ritroviamo quindi con piacere il duo Greco che ha disposizione una delle grandi stanze della struttura, una volta utilizzate per stipare le merci e che ora attraverso il lavoro degli artisti chiamati prendono nuova forma e vita.
Come spesso abbiamo avuto modo di osservare le opere di Simek e Greg Papagrigoriou si basa sulla miscela visiva generata dai differenti approccio stilistici di ciascuno dei due interpreti. Muovendosi attraverso una comune predilezione per l’astratto ed una identica scelta cromatica, (quasi) sempre legata all’utilizzo del bianco e nel nero come unici vettori cromatici, i due artisti sviluppano due differenti direzioni visive. Se Simek è infatti maggiormente legato ad un impronta geometrica, Greg Papagrigoriou sceglie invece un ottica più vicina al gesto. L’unione di queste due identità differenti, sfocia in un apparato visivo decisamente sfaccettato e capace di attrare da una parte per la sua duplice personalità, dall’altra per la capacità del duo di veicolare sensazioni ed immagini criptiche e spesso legate al particolare luogo di lavoro.
Proprio l’intervento realizzato dai Blaqk per la rassegna capitola raccoglie perfettamente quelle che sono le basi stilistica degli interpreti in un intervento strettamente connesso con le particolarità del luogo. Osservando il risultato finale veniamo quindi accolti da una grande forma che letteralmente trapassa e investe le viscere della stanza, dalle grandi pareti, passando per il pavimento in una sorta di percorso gravitazionale in cui lo spettatore entra, ne seguo lo sviluppo e la conclusione, davvero intenso.
Dopo il salto ricca galleria di scatti con gli interpreti al lavoro e con le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo e sul festival.

Pics by The Artists

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Pablo S. Herrero x DOA – New Mural in Salamanca

05/11/2014

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Ci spostiamo nei pressi di Salamanca, qui all’interno di un vecchio ed abbandonato allevamento ittico, ritroviamo Pablo S. Herrero che in collaborazione con DOA ha da poco terminato di realizzare questo nuovo e viscerale intervento.
Occore anzitutto riavvolgere il nastro, nel 2009 l’artista è infatti già passato da qui realizzando “Blind Guardian” un opera che, trasformando completamente l’aspetto della piccola struttura, andava a riprendere le forme degli alberi presenti tutt’intorno. Un gioco di ombre quindi che dimostra come l’autore sia sempre stato legato ad una personale interazione con ed in funzione dello spazio, e che gli stimoli prettamente naturali fin dagli inizi hanno sempre fatto parte del suo peculiare approccio lavorativo.
L’artista ha spesso visitato questi luoghi osservando come successivamente ad un brutto incendio la zona, gli alberi e il grandioso impatto naturale che così tanto ne avevano stimolato il lavoro, siano mano a mano andati a morire.
Il ritorno di Pablo S. Herrero in questo luogo segna l’opportunità di una collaborazione con DOA, i due interpreti insieme vanno a riflettere proprio sulla difficile situazione della zona operando attraverso un intervento in grado da una parte di renderle il giusto omaggio, all’altra di sviluppare una sorta di rinascita spirituale. In questo senso l’intersecarsi dei differenti percorsi dei due artisti scaturisce in una collaborazione segnata dalla comune attrattiva naturale e scandita dalle differenti declinazioni dei due alfabeti visivi di ciascuno dei due artisti. Se Pablo S. Herrero prosegue quindi a dialogare con gli spazi attraverso un binomio cromatico che si affida al bianco ed al nero come unici vettori. Dal canto suo DOA sceglie invece una rappresentazione decisamente più legata al colore, con grandi e piccole foglie verdi che letteralmente vanno ad incrociarsi ed a legarsi con le silhouette nere.
Il risultato finale è un opera che eredita si le differenti chiavi di lettura a tema naturale dei due artisti, ma che al contempo cattura per la capacità di inserirsi nello spazio attraverso una riflessione sensibile, una cadenza emotiva che ci ha sicuramente colpito e coinvolto e che attraverso il tono poetico ed a tratti malinconico del suo aspetto finale, non poteva lasciarci indifferenti.
In calce al nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera, con tanto di prima e dopo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Corn79 x Rems182 for Sketchmate 2014

05/11/2014

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Ci spostiamo nuovamente a Chieri, con quest’ultimo intervento realizzato in combo tra Corn79 e Rems182, proseguono infatti i lavori per quest’ultima edizione di Sketchmate.
Dopo gli interventi realizzati lo scorso Aprile (Covered) torniamo quindi per le strade della cittadina in Provincia di Torino per guastarci il risultato di una collaborazione che sancisce l’unione di due differenti e peculiari alfabeti visivi. Come spesso accade in questi casi a raccogliere e sviluppare l’eredità visiva di ciascuno dei due autori è anzitutto una comune scelta cromatica che viene incanalata per dare vita ad un opera che unifica la pittura figurativa di Rems182 con le peculiari astrazioni di Corn79.
Come spesso abbiamo avuto il piacere di osservare il lavoro di quest’ultimo è intrinsecamente legato ad una dinamica astratta ideale sviluppo delle precedenti incarnazioni in strada dell’autore. L’artista parte da una personale fascinazione di quelli che sono i mandali buddisti e degli yantra hindru, da questo stimolo vanno poi a svilupparsi le sue iconiche figure spesso legate alla forma del cerchio e capaci di richiamare nella forma e nell’aspetto, quelle di costellazioni astrali. Il lavoro dell’artista risulta quindi altamente simbolico, spinto da elementi onirici e metafisici, costituisce l’occasione per un bagno sensitivo, spirituale e mistico, in grado di volta in volta di lasciarci sorpresi. Di contro l’approccio di Rems182 risulta legato ad una personale figurazione sviluppata per tracciare ed esplorare stati d’animo, sensazioni ed emozioni differenti. L’interprete nel proprio percorso attraverso la forte realisticità del proprio tratto, canalizza differenti sezioni di volti, queste, sovrapposte tra loro attraverso i differenti frame, generano una forte sensazione di movimento. Si tratta di differenti inquadrature in grado di cogliere differenti e peculiari momenti emotivi e che attraverso l’inserimento di motivi geometrici ed astratti, vanno a canalizzare tutta la sensibilità dell’artista.
Abbracciando quindi un fondo scuro ed intervallato da alcune vive colate di colore, l’opera si mostra intervallando una serie di figure, due per ciascuno degli autori. Se il primo sceglie di portare avanti il proprio personale percorso astratto, andando a creare due delle sue iconiche costellazioni, il secondo presenta di contro due nuovi volti di animali. La combo sviluppa in questo senso una differente interpretazioni degli stili a cui siamo soliti rivolgere il nostro sguardo. Le figure di Corn79 ad esempio risultano maggiormente concentrate e pulite. Sono realizzate interamente attraverso sottili linee bianche che celano all’interno dei grandi cerchi una sorta di figurazione che richiama nell’aspetto tre grandi occhi. Di contro Rems182 mette da parte la personale attrattiva per il movimento, con le iconiche rappresentazioni sovrapposte, per raffigurare piuttosto due figure intrinsecamente legate al colore. Attraverso infatti una comune scelta ed esplosione delle tinte, vediamo i due ritratti non più legati ad una realisticità quanto piuttosto ad un impatto cromatico in grado di impattare profondamente chi osserva l’opera.
Il risultato finale, è un opera dai molteplici aspetti, una combo che abbiamo particolarmente apprezzato e che da un parte reagisce agli stimoli di ciascuno degli autori, dall’altra ne propone una visione alternativa che non ci ha senza dubbio colpito e coinvolto.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una bella serie di immagini con alcuni scatti durante il work in progress fino alle immagini dell’intervento completato, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Work in progress pics by Livio Ninni

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Interesni Kazki – New Mural in Kiev Part 2

05/11/2014

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Con quest’ultima splendida parete realizzata da WAONE, torniamo davvero con piacere a Kiev per chiudere il cerchio sul bel progetto organizzato dagli Interesni Kazki per la loro Ucraina: una doppia parete carica di simboli e riflessioni sul paese.
L’opera come avrete capito segue Ukrainian St.George presentato da AEC qualche giorno addietro e fa parte di un progetto a più ampio respiro organizzato e soprattutto prodotto dal grande duo per la città di Kiev e per l’Ucraina. A causa della difficile situazione in Ucraina gli artisti hanno deciso di lasciare il proprio segno per le strade della capitale del paese attraverso due interventi capaci da una parte di sostenere tutti coloro che lottano per una società nuova, libera e giusta, dall’altra per aumentare l’idea di uno spirito patriottico segnando gli spazi attraverso un istantanea del particolare momento storico del paese.
Dopo ben 35 giorni di duro lavoro, WAONE presenta quindi “Time for Change” opera che è l’ideale seguito spirituale dell’omonima realizzata in India qualche mese fa (Covered).
Attraverso il consueto e vibrante stile che da sempre contraddistingue la totalità delle produzioni degli Interesni Kazki, l’autore va a rilasciare in questa enorme parete – la più grandi fin qui dipinta in solitaria – una serie infinita di spunti e dettagli capaci di veicolare una lettera duplice e sfaccettata. La capacità quindi di trascinarci all’interno di riflessioni differenti viene ancora una volta incanalata nelle sembianze di un immagine finale altamente onirica, carica di elementi mistici, rimandi alla mitologia ed alla scienza. Siamo di fronte nuovamente ad un immaginario vivo che sembra respirare e trasudare una propria personalità in grado puntualmente di lasciarci a bocca aperta.
WAONE attraverso i colori caldi, i caratteristici personaggi e l’elevata serie di elementi presenti all’interno dello spazio di lavoro, rivela una lettura capace di sviluppare una riflessione anzitutto sul proprio paese, cogliendo gli spunti delle lotte intestine del Ucraina e dalla continua presenza di forze estere ad alimentare le stesse. In eguale modo l’autore ucraino ci parla di una lotta globale, una sorta di battaglia cosmica tra bene ed male, tra luce ed oscurità in un analogia forte con il popolo del proprio paese.
Tutti questi argomenti prendono vita attraverso le differenti sezioni che danno vita al risultato finale e vengono arricchite da tematiche quali: l’enorme potere della propaganda e dei mezzi d’informazione ed il loro impatto sull’uomo attraverso le tecnologie, il patriottismo del proprio paese, concludendo infine con la tomba del nuovo ordine mondiale, ed il carro armato in fiamme, questi ultimi a raffigurare il fallimento del progetto internazionale sul paese dell’Est Europeo.
In calce al nostro testo potete trovare una ricchissima serie di scatti con i dettagli di quest’ultima lavoro, il consiglio è quello di mettersi comodi e di darci un occhiata, ne vale davvero la pena.

Pics by The Artists

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CYRCLE. – New Mural in Las Vegas

04/11/2014

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Ci spostiamo nuovamente a Las Vegas, qui in occasione del Life is Beautiful Festival, ritroviamo con piacere i CYRCLE., il collettivo losangelino torna a lavoro proponendo un nuovo e caratteristico intervento.
Dopo gli ultimi interventi realizzati in Europa, il duo statunitense torna quindi negli States per prendere parte ai lavori della rassegna organizzata dagli amici di JustKids, continuando a sviluppare gli ultimi stimoli del loro percorso in strada.
L’ultimo anno per i CYRCLE. è stato caratterizzato da un cambio sostanziale in quelle che sono le dinamiche e l’approccio visivo dei loro lavori. Gli interventi hanno anzitutto subito un inversione per quanto concerne i colori utilizzati, passando dall’utilizzo del nero, del bianco e del color oro, che da sempre ne avevano influenzato gli sviluppi, ad un binomio cromatico sorretto dal grigio e dall’arancione. A completare l’evoluzione poi un alfabeto visivo che, seppur mantenendo inalterato il valore delle parole, con slogan e lettere rimarcate, a comporre frasi ad effetto, è stato mano a mano messo da parte in favore di una pratica maggiormente pittorica. In questo senso le opere hanno iniziato a svilupparsi attraverso una contrapposizione tra elementi digitali ed elementi maggiormente viscerali con parti ultra realistiche rapportate con sezioni pittoriche maggiormente libere, il tutto coadiuvato dal consueto gusto per un immaginario classico. Questo nuovo equilibrio nell’alfabeto visivo degli artisti è stato quindi sancito da un rapporto intrinseco con le immagini in funzione non più dei caratteristici slogan a carattere riflessivo, che da sempre hanno rappresentato il volano delle creazioni degli interpreti, ma piuttosto di un impatto maggiormente rivolto verso lo spettatore che si è ritrovato a confrontarsi con spunti e visioni veicolate da vere e proprie immagini.
La parete realizzata in occasione del festival, che segue gli interventi di Borondo (Covered) e ROA (Covered), rappresenta l’opportunità per tornare ad approfondire gli aspetti del lavoro dei due autori attraverso un intervento di dimensioni ridotte. Abituati infatti a vedere i due interpreti alle prese con spazi di dimensioni maggiori, ci ritroviamo a contatto con una nuova opera che vede il ritorno delle lettere come principale stimolo visivo.
L’intervento è infatti caratterizzato dall’utilizzo di quattro parole particolarmente rimarcate dagli autori attraverso la forza del arancione. Le stesse emergono da una cornice cromatica fedele al grigio e dalla quale possiamo notare la presenza di una figura capovolta e completamente nuda che richiama la particolare fascinazione per il classico e per la grafica in generale dei CYRCLE..
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con le immagini del work in progress e gli scatti del bel risultato finale, dateci un occhiata!

Thanks to JustKids for The Pics
Work in progress pics by BIRDMAN

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DIMA x Andry Kalkov x Blazej Rusin – New Mural

04/11/2014

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Ci spostiamo a Lutsk, cittadina dell’Ucraina nordoccidentale, qui un bel team formato da DIMA, Andry Kalkov, Blazej Rusin, ha unito gli sforzi nella realizzazione di questo nuovo intervento caratterizzato da un forte e rimarcate essenza astratta.
Realizzata durante i giorni dello splendido Black Circle Festival, la cornice ideale per questo lavoro è un area abbandonata nei pressi della città Ucraina, spot perfetto per le divagazioni visive degli interpreti. La porzione di parete viene in questo modo attaccata dal trio attraverso un impostazione riccamente viscerale e capace di coinvolgere i differenti aspetti visivi di ciascuno degli autori.
È sempre piuttosto stimolante ed interessante vedere come artisti differenti riescano a far interagire il proprio alfabeto stilistico. Accomunati da un comune background da writers, l’intervento proposto raccoglie la successiva e comune direzione astratta intrapresa da DIMA, Andry Kalkov e Blazej Rusin. In questo senso è la spiccata sensibilità nel tratto di ciascuno degli artisti ad ereditare stimoli ed impulsi differenti. Ciascuno di loro lavora attraverso sensazioni ed impulsi viscerali capaci quindi mutare e trasformare l’aspetto finale delle loro opera in funzione di una connessione rimarcata. Il paesaggio quindi, le emozioni del momento, entrano in contatto con la superfice che viene quindi inevitabilmente trasformata.
Osservando l’opera realizzata veniamo a contatto con una moltitudine di aspetti visivi. Ereditando quindi le personali sensazioni del momento, gli autori vanno a tracciare una trama che attraverso una comune scelta cromatica evolve e muta il proprio percorso: le gittate e le pennellate animano una figura mutevole in cui vediamo tracce e segni di dimensione ridotta entrare in contatto con pennellate più grandi, una figura centrale bianche sembra letteralmente esplodere andando ad irradiare il resto dello spazio di lavoro.
Il risultato finale è un opera sinettica, altamente espressiva, ed in grado di riservare stimoli differenti e soggettivi, gli incroci delle trame proposte, la ricchezza della matassa cromatica che trafigge e muta lo spazio, ci regalano una varietà di situazioni e spunti che ci hanno senza dubbio colpito e coinvolto.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questo lavoro certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Etnik – New Mural in Trento

04/11/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Etnik, il grande artista italiano nelle scorse settimane si è spostato a Trento dove ha avuto modo di portare a termine questo nuovo intervento.
Con quest’ultima fatica abbiamo l’opportunità di addentrarci nuovamente all’interno del particolare immaginario ed alfabeto visivo che contraddistingue le produzioni dell’artista. Come visto più volte l’approccio di Etnik si concentra su una personale riflessione sulla città e di conseguenza sulla condizione dell’essere umano all’interno della stessa. Per l’interprete l’uomo è prigioniero del cemento, delle architetture da lui stesso realizzate, tutto un universo che all’interno delle produzioni dell’autore subisce un accelerata incrociando il proprio cammino con gli stimoli tecnici dell’artista. In questo senso gli interventi vengono sviluppati attraverso un piglio visivo che rappresenta la giusta eredità degli studi accademici e del radicato passato da writer, coadiuvati attraverso le riflessioni e soprattutto un piglio che paga la propria influenza geometrica ed astratta.
Le figure presentate da Etnik appaiono quindi come grandi e concentrate rappresentazioni del nostro universo. Il moto perpetuo funge da innesco per le costruzioni presentate che appaiono attraverso grandi totem sospesi da quali vediamo partire elementi di dimensione e caratteristiche differenti all’interno di un unico e grande campo gravitazionale. All’interno di questa figura centrale ritroviamo gli stimoli urbani, con le architetture concentrate, la lotta con la natura, che portano avanti gli spunti ed i temi della pittura dell’interprete.
La riflessione di Etnik si fà quindi profonda ed al contempo affilata, richiama l’esigenza di guardarsi attorno, di come l’uomo abbia trasformato e rinchiuso se stesso all’interno di muri, città e palazzoni, la città vista con gli occhi dell’artista diviene prigione ma al tempo stesso spunto nonché tela espressiva per il proprio stesso lavoro.
Quest’ultima fatica di Trento raccoglie alla perfezione quelli che sono gli elementi tipici del lavoro dell’autore, l’artista su questa piccola parete sviluppa una nuova grande di figura tornando a concentrarsi (quasi) unicamente sugli stimoli architettonici, visibili attraverso la serie di figure urbane raffigurate, e come sempre raggruppati in un’unica forma che fa da vettore per il resto degli elementi che vediamo gravitargli attorno.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto alle immagini di quest’ultima fatica dell’autore Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Pics by The Artist

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Graphic Surgery “Contra” at Mini Galerie (Preview)

04/11/2014

Con l’apertura fissata il prossimo 15 di Novembre andiamo a dare un occhiata, con un ricco antipasto, a “Contra” nuovo solo show firmato dal duo Graphic Surgery all’interno degli spazi della bella Mini Gallerie di Amsterdam.
Dopo la bella Apertura, con tanto di inaugurazione del nuovo e più grande spazio, la Mini Galerie prosegue la sua programmazione rivolta ad artisti particolarmente legati alla strada ed a dinamiche prettamente astratte andando a coinvolgere un nome tra i più interessanti a livello internazionale come quello dei Graphic Surgery.
Composto da Erris Huigens e Gysbert Zijlstra, come spesso abbiamo avuto il piacere di vedere il duo olandese porta avanti un personale filone astratto legato ad un approccio stilistico che sa di mixing visivo. Attraverso l’utilizzo unicamente del bianco e del nero come uniche componenti cromatiche, gli interpreti nelle loro produzioni vanno a campionare e rievocare gli spazi urbani attraverso un impronta geometrica. La città e gli spazi urbani quindi, con i loro scorci, gli angoli e le loro articolari architetture, divengo il principale stimolo per il personale alfabeto visivo degli autori. Gli artisti osservando la perfezioni ciclica nell’universo urbano soffermandosi raccogliendone gli stimoli delle strutture, degli oggetti che ne compongono l’equilibrio. Si tratta in un percorso altamente catartico, un campionamento vero e proprio che viene stimolato attraverso una decostruzione atta poi a dare vita ad una nuova immagine in grado di raccogliere tutta l’esperienza e gli stimoli di quanto osservato.
Questo particolare piglio che accompagna la totalità delle produzioni del duo Olandese viene poi sviscerata attraverso il lavoro con differenti medium, dalle opere in strada, passando per la tela, per le installazioni e per i video, un lavoro a 360^ in grado di mantenere comunque una propria e personale prerogativa.
L’allestimento di “Contra” in questo prosegue il percorso dei Graphic Surgery, al tempo stesso segna un passaggio importante, un nuovo sviluppo che si rifà alle esperienze passate al fine di creare un nuovo punto di partenza per gli stessi artisti. In questo senso l’esibizione raccoglie tutte le loro dinamiche ponendo l’accento ed esaminando differenti concetti di dualità: l’astratto contro il figurativo, l’analogico contro il digitale, attraverso un percorso che inevitabilmente si rifà all’identità degli spazi urbani. L’idea è quella di un rafforzamento di queste antitesi attraverso una ricerca dell’equilibrio tra le stesse in grado di ridurrne il più possibile i paradossi e le divergenze.
In attesa di mostrarvi le immagini dell’allestimento proposto dal duo, vi lasciamo ad un bel video che ripercorre le fasi di realizzazione dell’intervento, ad alcuni scatti dello stesso, ed alle immagini di alcuni dei lavori che verranno presentati in occasione dello show, per ora è tutto, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12A
1053 DT Amsterdam

Thanks Mini Galerie for The Pics

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