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Archive for ottobre, 2014

Alberonero – New Mural in Prato

31/10/2014

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Continuiamo a seguire gli sviluppi del lavoro di Alberonero, l’interprete Italiano nei giorni scorsi si è spostato a Prato dove ha avuto l’opportunità di realizzare questo nuovo intervento proseguendo nel portare avanti il personale approccio visivo.
Continuiamo a lasciarci affascinare dal percorso produttivo di Alberonero, dopo la bella serie di lavori realizzati per le strade di Bologna (Covered), l’artista italiano torna a colpire all’interno di un edificio abbandonato e lo fa portando in dote tutto il carattere di un impostazione che continua la sua ricerca. È infatti importante sottolineare come le opere dell’interprete riescano puntualmente a presentare variazioni significative, nella forma e nello sviluppo, della personale fascinazione cromatica che accompagna la totalità del percorso dell’artista. In questo senso lo sviluppo delle iconiche caselle avviene quindi attraverso inneschi sempre differenti, relazioni con il paesaggio e con l’ambiente, con i suoi colori, in grado di rilasciare nello spazio gli stimoli emotivi e personali dell’interprete, raccogliere l’eredità del luogo per uno sviluppo racchiuso si all’interno di un binario prettamente astratto, ma intrinsecamente legato ad un fattore viscerale.
Dipinto all’interno della ‘cattedrale’, stessa location dei lavori di Moallaseconda (Covered) e Emajons (Covered), quest’ultimo lavoro di Alberonero raccoglie si l’eredità tematica tipica delle produzioni dell’autore ma al tempo stesso ci mostra nuovamente un nuovo sviluppo della stessa, portando in dote un nuovo ed inedito approccio. Abituati a trovarci di fronte puzzle visivi caratterizzati dalle peculiari caselle, coadiuvate dalla consuete variazioni cromatiche, qui l’artista sceglie di smembrare la trama del proprio lavoro andando ad elaborare un puzzle visivo maggiormente sfilacciato. Contraddistinto da una irregolarità nella forma e soprattutto dalla proposta di figure di differente dimensione che vanno letteralmente a penetrare lo spazio e la superfice della parete, i quadrati qui si muovono avvolgendo la totalità dello spot, maggiormente staccati tra di loro e soprattutto in simbiosi con le peculiarità del muro. L’intonaco e le pietre che emergono dalla parete trasformano quindi l’aspetto degli elementi proposti in un connubio che mira proprio ad un totale relazione con le particolarità della superficie. Gli elementi entrano quindi in gioco da una parte trasformando lo spazio a disposizione, dall’altra sviluppandone le caratteristiche per un risultato finale come sempre coadiuvato da impressioni e sensazioni del momento e dalla spinta cromatica che muove ciascuna delle caselle proposte, da sinistra a destra, verso un impatto cromatico mano a mano sempre più tenue, well done!
In calce al nostro testo potete trovare una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Hyuro – New Mural in Cardiff, Wales

31/10/2014

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Torniamo con piacere a Cardiff, qui in occasione dell’ottimo Empty Walls Festival di quest’anno, ritroviamo con piacere Hyuro, l’artista Argentina ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova parete con un nuovo ed iconico intervento dei suoi.
Nelle differenti declinazioni che da sempre caratterizzano l’operato di Hyuro, il punto di incontro è sempre stata la particolare prerogativa tematica attraverso la quale l’autrice ha saputo nel corso degli anni sviluppare il proprio personale percorso artistico. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte il lavoro dell’artista è quindi sempre stato legato e caratterizzato da una personale riflessione sulla donna ed in generale sull’universo femminile capace di toccare punti e sviluppi molto ampi al fine di porre lo spettatore all’interno di un confronto diretto con tutti quegli stereotipi che accompagnano la figura femminile. In questo senso quindi soggetto principale delle produzioni dell’autrice Argentina è sempre stata la donna, una raffigurazione la sua capace di cogliere proprio gli aspetti più malinconici degli spunti trattati per mezzo di un tratto legato a colori spenti, grigi, appositamente scelti per sensibilizzare chi osserva, per meglio creare un riverbero emotivo e catartico in grado di far comprendere le sofferenze e le difficoltà di chi appartiene al gentil sesso. La pittura quindi si è sempre mossa come ideale volano per proiettare le differenti tematiche dell’interprete che ha saputo spesso concederci interventi maggiormente criptici, stuzzicando la nostra immaginazione e fondendo all’interno delle sue opere stimoli prettamente naturali.
Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad una sorta di stravolgimento in quelle che sono le dinamiche del lavoro di Hyuro, l’artista sta spostando il peso delle proprie produzioni verso differenti tematiche abbracciando ad esempio gli stimoli del luogo, come per l’intervento dipinto all’interno del The Painted Desert Project (Covered) oppure soffermandosi su temi d’attualità, esattamente come accaduto con quest’ultimo lavoro realizzato a Cardiff.
La parete viene infatti trasformata attraverso un lavoro in cui vediamo una serie di corpi, sia femminili che maschili, tutti con la maschera protettiva sulla bocca e tutti con le mani in alto quasi a dimostrare di avere batteri. L’impressione è quella di una facile assonanza con l’isteria ed il panico da virus ebola che sembra avere colto la totalità dell’opinione pubblica, una riflessioni diretta e ironica dell’eccessiva paura che ha scatenato la malattia, abilmente rappresentata dall’artista.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, in attesa di nuovi aggiornamenti il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata.

Pics by The Artist

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Andreco “From Clouds to Rocks” Show (Recap)

31/10/2014

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Aperta lo scorso 25 di Ottobre, andiamo con piacere a dare uno occhiata approfondita a “From Clouds to Rocks” ultima fatica del grande Andreco all’interno degli spazi della Traffic Gallery di Bergamo.
Lo show rappresenta l’occasione per una immersione totale ed a 360^ gradi all’interno degli stimoli che influenzano il lavoro di Andreco, abbiamo infatti l’opportunità di vedere tutte le differenti declinazioni del percorso dell’autore raccolte all’interno di un allestimento che con le sue opere porta in dote differenti differenti medium ed impulsi visivi per sviluppare la particolare fascinazione naturale che da sempre accompagna il lavoro dell’artista.
In questo senso è bene ricordare come il lavoro dell’autore catalizzi una personale riflessione sulla natura attraverso stimoli ed approcci capaci di intersecare dinamiche differenti, dove le immagini naturali si miscelano con aspetti prettamente geologici, architettonici e di ingegneria ambientale. L’idea è quella di sottolineare il rapporto tra natura e spazio urbano andando in particolare a mettere l’accento su quello tra la società moderna, l’essere umano con la natura stessa, andando quindi ad utilizzare differenti canali comunicativi, l’interprete Italiano sviluppa una percorso capace di approfondire con forza e profondità queste dinamiche, riesce a plasmare un dialogo con lo spettatore servendosi di stimoli differenti e ponendo lo stesso al centro di una discussione aperta, cosciente e sfaccettata.
Come detto lo show rappresenta l’ideale vetrina offrendoci l’opportunità di carpire appieno le differenti declinazioni del percorso dell’artista, le tele ed i disegni vengono accompagnati da alcuni ciottoli e pietre, legandosi agli aspetti prettamente pittorici laddove, come sottolineato più volte, gli stessi vengono stimolati dalla ricerca di rocce all’interno del luogo di lavoro, impulsi visivi traslati poi all’interno dello spazio urbano o nel lavoro in studio dell’interprete. Lo stesso dicasi per la parte installativa, senza dubbio l’elemento di spicco dell’esibizione, elaborata unificando ancora una volta stimoli tangibili, rievocati nella forma e nell’aspetto della costruzioni in legno, accompagnati da una corposa presenza naturale, laddove il verde dei cespugli sembra quasi ‘partorire’ la costruzione che ne sovrasta la presenza, ed infine una grande opera su tela a chiudere il cerchio.
E’ proprio l’impatto con questa triplice opera a manifestare la peculiarità del lavoro di Andreco, la presenza naturale oltre ad accendere attraverso il colore il grigiore della stanza viene posta (quasi) a contrasto con la grande installazioni in legno, un equilibrio sottile tra un corpo organico ed un altro costituito dalla mano dell’uomo, laddove proprio la presenza della tela, elaborata attraverso un equilibrio cromatico tra bianco e nero, rappresenta l’ideale chiusura del cerchio.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto ricordandovi che se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 13 di Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ericailcane and Bastardilla – New Murals in Rovereto

31/10/2014

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Guess who’s back! Ericailcane e Bastardilla di nuovo insieme, ci troviamo infatti a Rovereto dove il comune per sensibilizzare i cittadini sulla mobilità ecologica, ha ben pensato di chiamare i due grandi interpreti ed affidare loro le pareti limitrofe al grande parcheggio di Piazzale Leoni.
Facendo seguito alla bella parete realizzata da Helsingør in Danimarca qualche settimana addietro (Covered), Ericailcane e Bastardilla si ritrovano quindi al lavoro questa volta però su due differenti facciata sulle quali vanno ad iniettare tutto il loro personalissimo immaginario. Non ci troviamo quindi di fronte alla consueta combinazione, quanto piuttosto a due interventi distinti catalizzati da una comune tematica che i due autori sviluppano attraverso stimoli e visioni differenti.
L’elogio alla mobilità alternativa compiuto da Ericailcane ancora una volta mette in mostra tutto l’iconico stile del grande interprete Italiano, l’artista ricorre come sempre ai suoi peculiari animali per innescare una nuova riflessione. Nel lavoro dell’autore, l’ironia e lo spirito di denuncia vengono portati avanti attraverso l’utilizzo di animali antropomorfi, la scelta infatti rivendica tutta l’esigenza dello stesso artista di mettere il luce, proprio attraverso questi soggetti, la bestialità dell’essere umano, oppure di sviluppare, come in quest’ultimo caso, una riflessione inversa ponendo gli stessi su un gradino più alto. Con questa sua ultima fatica Ericailcane sceglie di raffigurare un gigantesco orso in bicicletta, come sempre i dettagli rappresentano lo stimolo aggiuntivo dell’opera, vediamo infatti una carcassa di una automobile fissata sulla schiena delle bestia, il paesaggio naturale con una serie di insetti che circondano l’animale nel suo viaggio, per il consueto ed impattante risultato finale.
Dal canto suo Bastardilla continua a portare avanti la propria e personale tematica, come sottolineato più volte il valore delle pitture presentate dall’autrice Colombiana sta tutta nella grande sensibilità che accompagna i suoi lavori. Si tratta di un approccio spesso legato alle figura delle donna, alla sua condizione o comunque a tematiche impegnate, capace quindi di proiettare l’interprete tra i nomi più importanti dell’arte urbana Sudamerica e non. La particolarità del tratto sta tutta nell’utilizzo di tinte e colori caldi ed al tempo stesso da una spiccata sensibilità per il dettaglio attraverso il quale l’artista va a dare vita ai volti ed ai corpi dei suoi characters. Per la parete a disposizione l’artista sceglie di giocare con la particolare architettura dello spazio, ecco quindi che la rientranza del muro ed il faro posto al centro, diventano il manubrio ed il faro di una grande bicicletta da dove emergono i volti due ragazzi intenti a pedalare con il vento in faccia, tutto molto bello.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica dei due artisti, il consiglio è quello di darci un occhiata e stay tuned, prossima tappa Bologna con gli amici di FRONTIER.

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Etam Cru – New Mural in Rome

31/10/2014

In occasione di “Bedtime Stories”, gli Etam Cru si trovano a Roma dove hanno da poco terminato di dipingere questa nuovo, splendido e gigantesco intervento portando in dote nella capitale tutto il loro iconico stile.
La grande parete a disposizione permette al duo Polacco di sviluppare al meglio la particolare vena creativa proponendo un risultato finale direttamente legato al personalissimo piglio in grado, ancora una volta di lasciarci assolutamente a bocca aperta. Come abbiamo avuto il piacere di vedere più volte le produzioni firmate da Sainer e Bezt aka Etam Cru, sono contraddistinte dalla perfetta alchimia tra due identità ben distinte capaci di generare una sorta di frattura visiva.
In questo senso, si muovono in due direzioni le opere, da una parte la spiccata sensibilità cromatica che istilla una sensazione di realistico all’interno delle trame realizzate, dall’altra un impulso maggiormente fantastico e legato all’immaginazione, all’aspetto dei personaggi, in una immersione che risulta quindi assolutamente caratteristica. Le opere del duo risultano quindi sospese in un limbo, tra realtà ed immaginazione, con il forte carattere dei colori, le bizzarre ed impossibili situazioni in cui i soggetti dei loro sogni si imbattano, il continuo essere in bilico tra elementi e situazioni reali ed irreali, ad alimentare questa sensazione. Stupiscono le loro produzioni per l’abilità di staccarsi con così forza dal reale, mantenendo al tempo stesso una sorta un contatto con lo stesso, declinando visioni, storie, immagini che appaiono possibili unicamente all’interno di un grande sogno.
L’alchimia generata dagli Etam Cru è quindi l’occasione per passaggio inconscio ed armonioso dalla realtà e finzione, calarci nuovamente all’interno dei sogni e delle divagazioni che la nostra mente è in grado di compiere, veniamo accolti da spunti, sensazioni ed emozioni differenti, stati d’animo che si alternano per generare un unico e grande circolo di sensibilità unico nel suo genere.
Il risultato finale di questo particolare innesco, visibile anche in questa loro ultima fatica, dà vita ad opere ricchissime di dettagli, accorgimenti ed effetti tridimensionali e di profondità laddove la componente fantastica e sognante rappresenta si il fattura peculiare del lavoro ma al contempo attraverso il particolare filtro realistico va a far emergere un contraddittorio rapporto finale che rappresenta l’occasione per una evasione dalla quotidianità.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca e splendida serie di scatti ed al bel video realizzato dagli amici di The BlindEyeFactory con tutte le immagini di quest’ultima grande fatica firmata dal duo, dateci un occhiata e se vi trovate in zona vi ricordiamo di andare a dare uno sguardo alla mostra, della quale presto vi daremo seguito con il consueto recap.

Galleria Varsi
Via San Salvatore in Campo, 51
00186 Roma

Thanks to The BlindEyeFactory for The Pics and Video

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Rustam Qbic – New Mural in Nizhny Novgorod

30/10/2014

Torniamo con piacere a Nižnij Novgorod, in Russia, dove andiamo con piacere a dare un occhiata a quest’ultima grande fatica di Rustam Qbic in occasione dei lavori realizzati per il New City Festival della bella città.
Dopo l’intervento di Alexey Luka (Covered) andiamo quindi a svelare l’opera di un altro peso massimo della scena russa all’interno della rassegna che come detto ha nell’idea di una forte condivisione, il suo principale slancio. Lo stimolo degli organizzatori è infatti quello di far collaborare insieme artisti Russi di valore internazionale con quelli locali, in aggiunta agli stessi cittadini che hanno personalmente scelto di offrire il proprio palazzo, con il fine ultimo di incentivare uno scambio su differenti livelli. Tra gli interpreti al lavoro ad esempio, ma anche e soprattutto con la gente del posto, quanto mai partecipe all’interno di una kermesse organizzata in tal senso e che infine, offrirà l’opportunità di trovare tutti gli interventi attraverso una mappa interattiva presentata allo stesso pubblico.
Dopo circa una settimana di lavoro in condizioni atmosferiche non proprio semplicissime, Rustam Qbic lascia quindi il proprio segno su questa enorme facciata andando a raccogliere tutto il personale approccio visivo attraverso una nuova pittura altamente evocativa. Dal titolo “Blossom”, l’opera si fa anzitutto notare per il proseguo della tematiche e della dinamiche care all’autore, con stimoli quindi surreali, la natura, ed il valore onirico della pittura, che vanno ad incentivare e sostenere la consueta tematica impegnata.
L’elemento fantastico e suggestivo delle creazioni di Rustam Qbic rappresenta senza dubbio uno degli elementi di spicca di una produzione legata a temi spessi, non banali, in cui l’autore approfondisce il legame e l’influenza della cultura, dello studio, della conoscenza e dalla conseguente saggezza, sull’essere umano. Il tutto viene intersecato all’interno di una visione capace di innescare una personale relazione con la natura, rivendicandone l’appartenenza e l’intrinseco legame che intercorre tra quest’ultima e l’uomo.
Portando quindi in dote i personali impulsi visivi e tematici ci troviamo di fronte ad un risultato finale che tocca tutti i punti saliente dell’esperienza artistica dell’autore, vediamo tre figure, metà umane metà piante, intente a leggere, tutte rappresentate all’interno di una armoniosa scala cromatica capace di cogliere tutti i dettagli e le differenti sfaccettature del lavoro. Le teste dei personaggi come fiori, che suggeriscono quindi una sorta di fioritura come conseguenza dell’apprendimento, il rapporto intrinseco tra i soggetti e la natura, rappresentati come vere e proprie parti della stessa, per un opera che ancora una volta ci ha fortemente convinto e coinvolto.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica in aggiunta alle immagini ed al bel video che ripercorre le fasi di elaborazione dell’intervento, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi, non mancherete di apprezzare.

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H101 – New Mural in Salamanca, Spain

30/10/2014

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Ci spostiamo a Salamanca in Spagna, qui a distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di H101, l’artista Spagnolo ha infatti da poco terminato di dipingere questo nuovo intervento dal titolo “Barrio Utopia”.
Realizzato lavorando su entrambe le facciate di questa parete continua, quest’ultima fatica di H101 rappresenta l’ennesima opportunità di immergerci all’interno delle particolari fascinazioni tipiche dell’operato dell’autore. Il particolare linguaggio visivo che caratterizza le opere dell’interprete torna quindi qui, dopo il lavoro realizzato in compagnia di Kafre e Sonia Carballo (Covered) alla sua normale estensione cromatica.
Proprio i colori rappresentano il primo impulso delle produzioni firmate dall’artista, la forte connotazione cromatica, con tinte accese e colori saturi, investe la totalità degli interventi andando a tratteggiare una grande matassa di elementi simmetrici che vanno a costruire una sorta di percorso onirico capace di porsi come ideale analogia dell’equilibrio del mondo, innescando un rapporto tra sottile linea che separa la vita e la morte. La riflessione portata avanti dall’artista non si sviluppa per mezzo di un approccio figurativo ma piuttosto in una estensione geometrica capace di cogliere stimoli mistici, immagini religiose ed antiche, per un immaginario che ha nella personale rappresentazione delle città il suo impulso principale.
La città segnata dall’autore Spagnolo prende vita attraverso i colori, i loro differenti cambi di tonalità, le spesse costruzioni che si alimentano attraverso un fitto raggio cromatico privo di outlines capace di incastrare al suo interno caselle, costruzioni, architetture, veri e propri cubi ed elementi astratti che celano al loro interno tutta la personale fascinazione architettonica che accompagna la totalità dei lavori dell’artista.
In questo senso le opere appaiono come un grande bagno cromatico, un opportunità di immersione cosciente e totale all’interno di una trama ricchissima di elementi e dettagli: i pilastri, le casupole, le scale che si perdono nei vicoli, gli elementi in sospensione, tutta l’enormità di figure proposte, generano una sorta di puzzle, un paesaggio urbano fantastico, quasi un sogno che prende vita coadiuvato dagli spessi elementi astratti che strizzano l’occhio alle architetture che siamo soliti osservare ogni giorno, cambiandone i connotati, al fine di farci immergere all’interno di una coscienza ed una visione nuova ed inedita.
L’impatto quindi con le opere di H101 ci porta ad estraniarci dal panorama, a vivere l’arredo urbano attraverso gli occhi dell’interprete e giunge qui a Salamanca in nuova veste capace di proseguire il personale approccio visivo declinando su questa lunga parete un nuovo stimolo ed una nuova visione spessa e profonda.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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Blaqk – New Piece in Athens, Greece

30/10/2014

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Ci spostiamo in Grecia, qui ritroviamo con piacere i Blaqk, il duo greco ha infatti da poco terminato di realizzare questo nuovo e peculiare intervento tornando a fondere all’interno di un unico lavoro spunti e visioni differenti.
È passato parecchio tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto il piacere di approfondire il lavoro dei Blaqk, il duo Greco formato da Simek e Greg Papagrigoriou rappresenta uno dei nomi più caldi della scena ellenica ed anche a livello Europeo. La particolarità delle produzioni firmate dai due artisti sta tutta nella scelta di coadiuvare all’interno delle loro opere due differenti componenti visive, frutto di un percorso personale di ricerca mai sazio e che anzi porta i due autori a sviluppare costantemente nuove dinamiche per il loro approccio visivo, nuovi inneschi, capaci poi di dialogare in un costante equilibrio.
Come abbiamo avuto il piacere di vedere più volte, l’operato degli artisti poggia le sue solide base sull’idea di far interagire una componente rivolta maggiormente verso un impulso astratto e geometrico, ed una visione che invece sviluppa un percorso più legato alla calligrafia, laddove il punto di contatto diviene inevitabilmente la grande cripticità di entrambi gli stimoli scelti. In questo senso Simek e Greg Papagrigoriou, attraverso una scelta cromatica che si rivolge (quasi) unicamente al bianco ed al nero come unici vettori visivi, vanno a sviluppare una sorta di moto catartico in grado di portare in dote un corpo di lavoro estremamente profondo e sfaccettato. Le opere si alternano tra un equilibrio della forma, ed una istintività nella sostanza, e vengono indiscutibilmente influenzate dagli ultimi approdo stilistici di ciascuno dei due partecipanti. La parte squisitamente emotiva, viscerale ed istintiva, che contraddistingue le produzioni di Greg, viene quindi alimentata da una costante ricerca di un tratto sinuoso, quasi un loop generativo in grado di auto alimentarsi e di traslare nello spazio quelle che sono le sensazioni e gli stati d’animo del momento. Il piglio sinuoso delle lettere, il loro moto perpetuo va a porsi a contrasto con le costruzioni e gli elementi geometrici tipici dell’immaginario di Simek, maggiormente statiche e legate ad una spinta decostruttiva che ci lascia l’impressione di trovarci di fronte ad una sorta di codice e che specialmente negli ultimi tempi sta particolarmente interessando le produzioni del Greco.
Per quest’ultima loro fatica i Blaqk vanno a lavorare su una serie di blocchi di cemento, una sorta di installazione capace di apportare un nuovo stimolo al loro particolare piglio visivo attraverso la stessa peculiarità degli elementi trasformati. La base è formata da una inedita serie di schizzi di vernice, sugli stessi vanno poi a svilupparsi le iconiche figure geometriche di Simek, un nuovo codice articolato sulla superfice di questi grandi elementi di cemento. Dal canto suo Greg Papagrigoriou porta in dote le iconiche lettere calligrafiche, in questo caso più statiche e decisamente più interconnesse con il resto del lavoro.
Il risultato finale è un opere equilibrata, al tempo stesso l’impressione è quella di trovarsi a contatto con una sorta di visione onirica, una rimembranza antica, un oggetto sacro, irrimediabilmente distrutto di cui i segni ci sono incomprensibili.

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ROA – New Mural for WallCome Festival

30/10/2014

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A quanto pare il grande ROA è tornato in Europa, l’interprete Belga è tra gli ospiti dell’ottimo WallCome Festival di Smalcalda in Germania dove ha da poco terminato di dipingere questo nuovo ed iconico intervento dei suoi.
La rassegna, organizzata e curato da Akut (Herakut) e da Case, sta portando all’interno del bel borgo medievale tedesco artisti di fama internazionale offrendo loro l’opportunità di dipingere su grandi superfici immerse all’interno di una cornice visiva certamente peculiare. Dopo quindi Know Hope (Covered) gli stessi Herakut (Covered) è il turno del campione Belga che va a realizzare questo nuovo intervento andando a dipingere su questa piccola porzione di parete di un abitazione.
Il particolare approccio visivo di ROA è sempre stato legato alla personale fascinazione verso il mondo degli animali che da sempre accompagna ogni singolo intervento dell’autore, in questo senso l’artista ha saputo tracciare con forza e vigore un personale spaccato sia tematico che visivo in grado di dialogare con lo spettatore attraverso un impeto emotivo piuttosto rimarcato. Gli animali raffigurati dall’interprete, che sceglie di raccogliere e di raffigurare quelle che sono le bestie tipiche dei luoghi dove si trova a dipingere, rappresentano l’ideale volano espressivo di tutta la brutalità umana innescata da una analogia visiva che va proprio a coinvolgere l’aspetto degli esseri dipinti. Sviluppando quindi una pittura profonda, attraverso intense scale di grigi, l’autore va ad innescare una proposta visiva a tratti brutale, rabbiosa e sfaccettata , un volano malinconico in grado di mettere a disagio chi osserva. In questo senso corpi, attraverso la grande abilità riproduttiva che accompagna le produzioni dell’interprete, riescono con ferocia scuotere i nostri sensi, alimentando il disagio, ponendo l’accento sul loro stato, sulle barbarie compiute ai loro danni dall’essere umano, in un percorso in cui la città, l’ambiente dell’uomo, viene utilizzato dagli stessi per provocare ed urlare il loro disagio.
Per la rassegna teutonica ROA porta in dote tutto il personale approccio visivo andando ad elaborare una nuova pittura con la quale va a dare vita ad un pipistrello. Sebbene il soggetto non sia del tutto inedito, la particolarità dello spot, così come l’impatto con le peculiari architetture della città, ci lasciano in dote un risultato finale cha abbiamo particolarmente apprezzato.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo vi abbiamo preparato una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica ed alcuni scatti durante le fasi di realizzazione, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Escif – New Mural for OpenWalls Barcelona

30/10/2014

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Continuiamo con piacere a seguire gli sviluppi dell’ottimo OpenWalls Conference di Barcellona, tra i grandi nomi ritroviamo con piacere Escif, il campione Spagnolo ha infatti da poco terminato di dipingere questo nuovo ed iconico intervento.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere la vena riflessiva ed al contempo critica dell’eclettico Escif, è riuscita nel corso degli anni ad affrontare discorsi differenti, toccare argomenti delicati e sensibili, passando con disinvoltura tra la critica politica, sociale ed economica, infilandosi nel dibattito e regalandoci una visione divertente e surreale di quelle che sono le profonde piaghe della società contemporanea.
Quest’ultima fatica dell’interprete è quindi l’occasione per tornare a parlarvi del lavoro di uno degli artisti senza dubbio tra i più importanti del movimento, un lavoro il suo capace di attrarre per la spiccata sensibilità ed al contempo per l’opportunità di sviluppare una personale riflessione su temi importanti ma al contempo di far divertire per le riuscitissime analogie e per le irriverenti e criptiche pitture che di tanto in tanto l’autore è solito proporci. Proprio quest’ultima fatica va ad inserirsi in quest’ultimo filone andando a legare una parola con una corrispondenza visiva capace di dare ed offrire alla stessa una nuova identità o significato.
Sta proprio qui il talento dell’autore, utilizzare simboli ed immagini comuni, conosciute da chiunque, per sviluppare un alfabeto visivo tagliente e diretto, capace sia di occuparsi di temi e spunti impegnati che contemporaneamente sviluppare un filone maggiormente ironico e caratterizzato da vere e proprie bordate visive, arrivando infine a proporre interventi maggiormente criptici in cui lo spettatore è stuzzicato e stimolato dal dare una propria e personale lettura di ciò che ha di fronte.
Quest’ultima fatica di Escif, vede l’artista Valenciano dipingere una gigantesca colonna dorica, l’opera prosegue il rapporto con gli elementi classici calati all’interno delle architetture moderne, avevamo avuto un assaggio durante il nostro Places (Covered), e vede l’autore divertirsi nell’impostare una nuova ed efficace parabola tra l’immagine raffigurata ed il titolo dello stesso intervento. Dal titolo “Pilila”, traducibile dallo spagnolo con pene, l’intervento innesca proprio una similitudine tra il proprio stesso titolo e l’immagine della grande colonna che si erge dalla parete, semplice ed efficace.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad alcuni scatti con i dettagli dell’intervento ed alcune immagini durante le fasi di realizzazione, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Fernando Alcala

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M-City – New Mural for OpenWalls Barcelona

29/10/2014

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Ci spostiamo a Barcellona in Spagna, qui in occasione dell’ottimo Open Walls Conference è tornato al lavoro il grande M-City, l’artista polacco ha infatti da poco terminato di realizzare questo nuovo intervento attraverso il suo iconico tratto.
Dopo Beautiful Crash, il bel solo show all’interno degli spazi della Galleria Varsi di Roma, M-City torna quindi a lavorare su parete proponendo un nuovo intervento direttamente legato agli ultimi sviluppi e stimoli del proprio particolare approccio visivo. Un anno importante infatti questo per l’autore che ha saputo dare sferzata decisiva abbracciando stimoli differenti, in particolare dal punto di vista stilistico con l’adozione ad esempio di corposi effetti di distorsione, tridimensionalità e di texturizzazione, capaci di mutare fortemente l’assetto e l’aspetto delle opere dell’interprete e che tanto ci hanno impressionato. Al tempo stesso i soggetti cardine del proprio lavoro, non più unicamente legati ad architetture o visioni prettamente urbane, ma capaci piuttosto di offrire uno sguardo variegato tra oggetti ed elementi che ne costituiscono lo sfaccettato tessuto, quali automobili, aerei, navi, che divengono quindi parte integrante delle opere, in alcuni casi i veri e propri protagonisti, capaci quindi tracciare una visione in grado di abbracciare cosciente tutte le differenti dinamiche della città moderna.
Raccogliendo quindi questi differenti stimoli l’autore è stato in grado di dare ancora più profondità ad un percorso che continua ad utilizzare gli stencil come unico e principale metodo di lavoro, generando dettagli ed effetti attraverso un traccia visiva portata al limite, un tratto grafico in grado di trasformare ed animare gli elementi per mezzo di una forte caratterizzazione a moduli, figure e forme precise e dirette.
Quest’ultimo intervento di M-City eredita quindi l’impulsi della ricerca dell’interprete attraverso la proposizione di una serie di droni intrecciati in volo, l’artista quindi va a raccogliere uno dei nuovi ‘abitanti’ della città, realizzando il proprio personale omaggio ad una tecnologia che sempre di più nel prossimo futuro farà parte delle nostre vite.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una serie di scatti con i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti dalla rassegna e sul lavoro dell’artista.

Pics via Sosm

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Mr DiMaggio at Erreci Studios (Recap)

29/10/2014

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Aperto lo scorso 18 di Ottobre andiamo con piacere a dare un occhiata al progetto site-specific realizzato da Mr DiMaggio all’interno degli spazi dell’Erreci Studios di Milano, con un corpo di lavoro capace di abbracciare differenti medium.
Erreci Studios è una realtà tutta milanese specializzata in produzioni visive, dalle fotografie ai video, pensata come location di moda, è dotata di ben 4 sale fotografiche, ma anche location per eventi e presentazioni di vario tipo. Peculiarità degli studi è quella di disporre di una superficie modulare, con le pareti movibili a scomparsa totale che possono essere coniugate in differenti modi fino a dare vita ad un grande spazio di ben 500 mq.
Il progetto portato in dote per gli studios per questa unica serata raccoglie tutta l’eredità artistica dell’interprete attraverso lavori differenti che spaziano dalla carta, alle opere direttamente su muro fino alle tele, l’idea è quella di proporre un esperienza a 360 gradi capace di abbracciare sensazioni differenti e coadiuvata dal fattore musica che ha accompagnato tutta la serata. In questo senso attraverso le le sale degli studi fotografici prende vita la personale ricerca visiva dell’autore attraverso una sorta di diario personale che punta a mettere in evidenza il rapporto terapeutico che la pittura ha sull’artista stesso. Gli interventi quindi, caratterizzati da una forte sensibilità del momento, con le sensazioni e gli stati d’animo che ne guidano lo sviluppo e la forma finale, seppur mostrandosi come immediate e ampiamente passionali, rappresentano il risultato da una parte della personale ricerca visiva dell’autore, dall’altra delle peculiari emotività che hanno accompagnato l’interprete in quel preciso momento.
La crudezza dei corpi e dei volti raffigurati, le differenti sfaccettature ed anime dei colori utilizzati, il ripetersi di linee, capaci di tracciare i corpi e le sembianze dei soggetti raffigurati, tutto il variegato e bizzarro universo di Mr DiMaggio va a collidere con gli aspetti più viscerali dell’essere umano. Si tratta quindi di una rappresentazione diretta, profonda e capace di raccogliere gli stimoli più reconditi dell’uomo, le sue sensazioni, le sue emotività che emergono cambiando i connotati visivi dei corpi e dei volti raffigurati. Si tratta di immagini strettamente legate alla sensazioni, mentali per così dire, dove trovano posto colori accessi, altri profondi e introspettivi, alimentano i turbamenti dei characters proposti ed al tempo stessa impattano la vista di chi osserva rivelandone tutte le fragilità ed emotività celata.
Dopo il salto, in calce al nostro testo, riviviamo assieme la serata con una bella serie di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Nunca – New Mural for Galeria Urban Forms

29/10/2014

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Con quest’ultima fatica di Nunca, torniamo per le strade di Łódź in Polonia, proseguono infatti i lavori per l’ottimo Galeria Urban Forms con l’artista Brasiliano che ha da poco terminato di dipingere questa nuova ed iconica facciata.
Un mese davvero incredibile questo per il progetto Polacco, gli organizzatori sono infatti riusciti a coordinare più artisti presentando nuove opere di Morik (Covered) DALeast (Covered) Vhils (Covered), senza contare la spettacolare combo, realizzata durante il flusso di artisti, di cui vi abbiamo mostrato le immagini qualche giorno tra Robert Proch, Proembrion, Sepe, Chazme e Cekas (Covered). A questo grande roster di stelle va quindi ad aggiungersi Nunca che va quindi ad infoltire ulteriormente il progetto urbano, che, partito come un festival, ha poi mano a mano sviluppato un personale progetto a lungo termine capace di cambiare completamente l’aspetto della cittadina polacca regalandoci una delle gallerie a cielo aperto più grandi ed interessanti a livello internazionale.
Profondamente interconnesso con quelle che sono le dinamiche stilistiche tipiche del Sud America, Nunca ha saputo proporre un personale approccio stilistico capace di portare avanti una riflessione sulle dinamiche del proprio paese tra stimoli moderni e la radica cultura nativa. In questo il contrasto proposto dall’autore avviene attraverso la scelta di affrontare tutte quelle problematiche sociali ed economiche che investono il paese ponendole a confronto con gli stimoli meno recenti ed appartenenti al background storico e tradizionale Brasiliano. Ad accompagnare questo spessore tematico troviamo un tratto capace di entrare facilmente in empatia con ci osserva, in questo senso è quindi importante sottolineare come a ricoprire un ruolo fondamentale nelle opere dell’interprete sono gli occhi. Prediligendo infatti un impostazione figurativa l’artista va a proporre un tratto forte, incisivo, caratterizzato da continue linee parallele che solcano e che sovrapponendosi vanno a tracciare i lineamenti dei suoi characters, formando giochi di luce ed ombra. A colpire sono gli sguardi dei suoi personaggi, spenti, collocati all’interno di volti tesi, in equilibrio statico tra paura e rabbia, tra passato e presente, mirando ad entrare in collisione con chi osserva, scuotendo e penetrando la nostra vista.
Per questa sua ultima grande opera Nunca, su questa lunghissima parete, va a sviluppare una serie di figure tribali che, accompagnate da una folta presenza naturale, letteralmente vanno a bucare il cemento della parete, presentandosi come una serie di finestre su un mondo recondito, dimenticato in cui l’uomo viveva a stretto contatto con la natura e non circondato e rinchiuso all’interno di muri e di pareti cittadine, intenso.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli ed il work in progress di quest’ultima fatica dell’interprete, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by Marek Szymański

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GUE – New Murals in Castrofilippo and Modica

29/10/2014

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Con una nuova serie di grandi e corposi interventi realizzati negli ultimi giorni, andiamo con piacere ad addentrarci all’interno del lavoro di GUE, l’artista italiano ha infatti da poco terminato di dipingere due nuovi lavori a Castrofilippo e Modica.
È sempre piuttosto interessante vedere come gli stimoli astratti vadano a sviluppare percorsi e visioni differenti, raccogliendo gli stimoli del proprio personale background, le influenze personali, fino a far emerge un personale piglio visivo. Il lavoro di GUE rappresenta la perfetta sintesi di quanto detto, il percorso in strada da writer e le successive influenze, ne hanno sviluppato l’approccio stilistico per una impronta finale profondamente legata all’utilizzo del colore, alle sue differenti tonalità, in una impostazione grafica capace di sviluppare una personale ricerca sulla forma arricchita da una scomposizione ed un’ arrangiamento di elementi a carattere figurativo.
Entrambi gli interventi raccolgono perfettamente quelli che sono gli stimoli visivi dell’interprete andandone a declinare l’impulso visivo attraverso spazi ed impostazioni differenti. Nel primo dipinto, quello realizzato a Castrofilippo, GUE sceglie di lavorare attraverso un impostazione totalmente astratta, la mancanza quindi di elementi e figure che richiamano nell’aspetto sezioni più figurative – ad esempio quelle dei suoi iconici personaggi – fa di fatto emergere uno sviluppo maggiormente legato ad impulsi ed ad un impronta ampiamente viscerale con l’artista che può concentrarsi quindi su una presa maggiormente legata ai colori ed alle sensazioni e stimoli del momento. Le forme irregolari, le linee che ne attraversano l’aspetto, ma soprattutto i consistenti giochi cromatici che da sempre rappresentano uno degli impulsi maggiori dell’interprete, calamitano una trama densa e sfaccettata ma al tempo stesso equilibrata e capace di ben congegnarsi con la parete e con lo spazio circostante in una armonia simbiotica delicata.
Il secondo lavoro è forse quello che per impatto ci ha maggiormente colpito, qui l’autore ha a disposizione davvero parecchio spazio, un intera struttura che viene in questo modo piegata dagli impulsi visivi propri del peculiare percorso visivo. Qui l’interprete concentra i propri sforzi raccogliendo a piene mani dal proprio immaginario, in questo senso l’opera si sviluppa attraverso un moto continuo che raccoglie l’eredità stilistica dell’artista attraverso una precisa campionatura cromatica. L’utilizzo quindi di una comune scala di colori, innesca una serie di forme e figure, dagli elementi maggiormente astratti ed irregolari, passando per i tracciati che si intersecano con gli stessi, laddove vediamo emergere le iconiche figure dei tipici personaggi dell’artista, od addirittura parti o sezioni degli stessi. In questo senso l’intervento sembra proprio suggerire, attraverso gli elementi proposti nonché la loro dispersione all’interno dello spazio, un puzzle composito in cui le varie parti, come ad esemoio i volti o le mani, rappresentano una composizione unica e letteralmente slegata e riassemblata all’interno della grande superficie a disposizione.
In calce al nostro testo potete trovare una bella e corposa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultime due fatiche dell’interprete, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti circa il suo lavoro.

Pics by The Artist

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Nemo’s x DissensoCognitivo – “Natura Morta” Mural

29/10/2014

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Torniamo ad Imola, qui in occasione dei lavori per il Restart Festival ritroviamo con piacere Nemo’s ed il DissensoCognitivo, i due interpreti hanno unito gli sforzi dando vita ad un nuovo intervento catalizzato da spunti e riflessioni comuni.
La parete di Imola è l’occasione per vedere incrociarsi due distinti approcci, differenti nella dinamiche ma capaci in entrambi i casi di cogliere una riflessione personale che vede l’uomo come principale protagonista, una mistura tematica amara che puntualmente ha saputo colpirci ed affascinarci e che giunge quindi, coadiuvando i percorsi di ciascuno dei due autori, ad un nuovo e generoso impatto.
Sia per Nemo’s che per il DissensoCognitivo, l’essere umano è giunto al capolinea, senza troppi giri di parole l’impeto delle produzioni dei due interpreti Italiani sa di bordata diretta ed incisiva e raccoglie personali riflessioni capaci di spaziare dall’attualità, per il primo, e da una divagazione futuristica capace di gettare lo sguardo decisamente in avanti, per quanto riguarda il secondo.
In entrambi i casi l’approccio visivo è diametralmente legato alla tematica scelta e portata avanti, in questo senso i corpi di Nemo’s, realizzati interamente su un supporto cartaceo, raggrinziti, ruvidi, e molli, rappresentano tutta la fragilità dell’essere umano, ne colgono e trasudano l’inquietudine e la malinconia, irregolari e scavati nei tratti, sono il perfetto specchio brutale e realistico dell’uomo moderno, vengono costituiti da colori spenti e grigi, al fine di alimentare il senso pessimistico da cui l’artista estrae la sua visione. Per quanto riguardo i lavori del DissensoCognitivo è innegabile come la personale fascinazione vada ad impattare direttamente con le visioni tipiche dell’autore. I corpi, le macchine e le ombre oscure che si muovono silenti all’interno di un mondo in rovina, l’essere umano annientato ed annichilito nell’aspetto e nella propria stessa essenza, trasformato dal proprio ego e dalla propria intrinseca vena autodistruttiva, si aggira guidato unicamente dall’istinto all’interno di una massa virulenta tra carne marcia ed innesti meccanici.
Raccogliendo quindi a piene mani dalle personali ricerche i due autori presentano “Natura Morta”, l’idea è quella di innescare su questa lunga parete una sorta di cortocircuito visivo-letterale. La ‘natura morta’ è di fatto un genere pittorico piuttosto comune nell’arte occidentale, nelle opere di questo filone siamo soliti imbatterci in immagini di frutta, cibo ed oggetti di uso comune. L’uomo quindi è totalmente assente, esattamente come nel murale dove appare come una presenza visibile ma non viva, la figura centrale dell’intervento è un corpo quasi inanimato, letteralmente sezionato, trattato come un animale, esposto come un trofeo. Ne vediamo le viscere, le interiora livide e dotate (quasi) di volontà propria, velenose ed acide, specchio veritiero dell’animo interiore del character, ed al contempo assistiamo alle scempio compiuto da due macchine, stimolo ed analogia degli impulsi umani, che in silenzio proseguono il personale e crudele banchetto.
L’opera si presenta quindi come ideale analogia tematica, esattamente come le più classiche nature morte, capaci di racchiudere simboli ed allegorie riferite alla fugacità del mondo ed alla vanitas, il risultato finale ci mostra il punto di contatto tra le riflessioni degli artisti, l’attuale umanità ha distrutto e saccheggiato le risorse naturali, uccidendole e morendo a sua volta, parallelamente la stessa biosfera, cade per colpa delle azioni compiute dall’essere umano, tra presente e futuro in quello che ha le sembianze di un cerchio che chiudendo il proprio percorso ci mostra il prossimo futuro, tetro, angosciante e desolante.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Giovanni Sarti

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ABCDEF – New Murals inside a Building

28/10/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di ABCDEF, l’artista ha infatti da poco presentato una nuova serie di interventi, raccolti in un’unica serie, e dipinto all’interno di questa struttura abbandonata.
L’opportunità di avere a disposizione una grande quantità di pareti ‘vergini’ all’interno di un unico e grandissimo scenario, permette all’interprete di impostare al lavoro attraverso un approccio a cascata, capace quindi di veicolare un’unica traccia attraverso differenti e varie declinazioni che di fatto raccolgono tutta la personalità del percorso produttivo dell’interprete.
Il lavoro di ABCDEF è quanto mai bizzarro e particolare, l’artista ha saputo tratteggiare un personalissimo stimolo capace di adattarsi all’ambiente attraverso una prerogativa astratta, cruda e dura, facendo emerge un eccentricità visiva celata nell’aspetto altamente criptico, tra codici, forme e stimoli di vario genere. Le invenzioni dell’interprete rappresentano quindi una nuova ventata di freschezza e vanno a raccogliere l’esigenza dello stesso autore di portare a compimento una rappresentazione votata al grezzo, laddove forme ed elementi visivi vanno a formare una sorta di circuito elettronico composto da figure e forme che risultano quasi familiari ma al tempo stesso non concedono chiarezza, si anima quindi un puzzle composito di elementi talvolta concentrati, altre più slegati tra di loro, per quella che assume le sembianze di una interazione con lo spazio altamente istintiva ed al tempo stesso profondamente incanalata negli equilibri ricercati dall’autore stesso.
Lo slancio delle produzioni firmate dall’artista è da ricercare nel background da writers che inevitabilmente ne ha influenzato il successivo sviluppo, i pezzi vengono infatti tutti realizzati unicamente attraverso la bomboletta spray ed unicamente per mezzo del colore nero. Le lettere ancora una volta si evolvono andando ad interessare una personale ricerca sula forma, arriviamo quindi ad elementi maggiormente organici che si fanno rudi e ‘sporchi’, il tutto intervallato da figure maggiormente decise e dirette. Il risultato finale è un tessuto visivo vivo ed altamente personale, una visione del tutto nuova che continua a trovare il nostro favore e che siamo certi saprà scuotervi.
In calce al nostro testo potete apprezzare la totalità degli interventi realizzati per questa nuova serie dove abbiamo quindi l’opportunità di vedere da vicino tutte le differenti applicazione del particolare approccio di ABCDEF. In attesa di nuovi aggiornamenti, il consiglio è quello di darci un occhiata.

Pics by The Artist

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MP5 “Dog” New Show at Ego Gallery (Preview)

28/10/2014

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Il prossimo 31 Ottobre MP5 si appresta ad aprire “Dog” all’interno degli spazi della Ego Gallery di Lugano, uno show di cui andiamo a svelarvi in anteprima alcune immagini prima di dare uno sguardo approfondito all’allestimento.
Continua quindi con questa nuova esibizione il sodalizio tra la bella galleria Svizzera e la nostra scena con un nuovo spettacolo che va a coinvolgere uno dei nomi certamente tra i più interessanti del nostro panorama artistico.
bbiamo spesso avuto modo di vedere da vicino l’operato di MP5, l’artista continua a portare avanti la particolare stilistica in favore di temi e situazioni che vanno spesso ad interagire con le storie ed i paesaggi dei suoi stessi spot, ma soprattutto sviluppano una forte e profonda riflessione su quelle che sono le differenti increspature dell’animo umano, i differenti spettri emotivi, le sensazioni filtrate attraverso il personale immaginario e filtro visivo. Quello che maggiormente cattura è però il particolare tratto con il quale l’interprete sviluppa i suoi interventi, si tratta di un forte binomio tra il bianco e nero, unici vettori cromatici, attraverso i quali l’artista va a sviluppare i corpi dei suoi characters e le trame delle sue realizzazioni, un aspetto questo atto ad alimentare gli aspetti più emotivi in uno ying e yang intervallato, specialmente nell’ultimo anno, dall’utilizzo di alcuni differenti colori a supporto.
L’artista giunge quindi in Svizzera andando ad inaugurare il suo primo show e sopratutto riallacciando il personale rapporto con la città, dopo la splendida parete realizzata qualche mese fa (Covered), proponendo una nuova serie di ben 12 lavori inediti su carte e su legno, in aggiunta ad una nuova stampa realizzata appositamente per l’occasione.
L’esibizione porta avanti gli spunti visivi ma sopratutto quelli tematici cari ad MP5 portandoci nuovamente all’interno delle sfaccettature sensibili dell’animo umano, raccogliendo immagini e storie appartenenti alla mitologia, alle leggende, per una rielaborazione che attecchisce con il quotidiano e capace quindi di stimolare prospettive e riflessioni sulla vita moderna.
In attesa di dare uno sguardo approfondito allo show con il consueto recap, vi lasciamo ad alcuni scatti in preview dell’allestimento, ricordiamo che l’esibizione aprirà le porte il prossimo 31 di Ottobre fino al 2 di Dicembre, noi ve l’abbiamo detto.

Ego Gallery
Via Luigi Canonica 9
6900 Lugano CH

Thanks to The Gallery for The Pics

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108 – New Mural in Torino

28/10/2014

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Ci spostiamo a Torino, qui in occasione di “Robe da Matti” l’evento realizzato in occasione della la settimana della salute mentale, il grande 108 ha da poco terminato di dipingere questo nuovo intervento caratterizzato dal consueto immaginario e da nuovi ed interessanti spunti.
L’intervento realizzato da 108, raccoglie appieno le dinamiche proprie del lavoro dell’autore Italiano per una nuova pittura capace al tempo stesso di generare nuovi impulsi e nuovi spunti all’interno di una ricerca, quella dell’artista, mai sazia di trovare ed esplorare differenti percorsi. In questo senso ci siamo spesso confrontati con le differenti declinazioni di un approccio visivo capace di mutare costantemente in funzione dei differenti stimoli che di volta in volta hanno investito l’interprete. Lo stimolo naturale che accompagna da sempre le produzioni dell’artista, va a maturare in questo senso attraverso una personale ricerca sulla forma, gli elementi proposti risultano come grandi macchie nere capaci di rivelare attraverso loro stessa fisionomia e per mezzo delle componenti che le abitano, le diverse sfaccettature del lavoro del grande autore Italiano. Da un approccio maggiormente votato al dettaglio, con trame fitte e densa ed altamente organiche, passando per le figure maggiormente dirette ed sottili, arrivando infine alle grande composizioni maggiormente sinuose, l’artista ha saputo proporre costantemente soluzioni differenti, lasciando inalterata l’identità del proprio operato e lavorando sulle dinamiche ne muovono gli stimoli. Il contesto naturale in questo senso rivendica tutta la propria influenza con una personale e continua astrazione di forme ed elementi legati a doppio filo con la natura, con le sensazioni che la stessa trasmette all’artista, con i suoi colori che ne contaminano l’aspetto finale.
Quest’ultima fatica rappresenta quindi l’occasione per un nuovo stimolo senza dubbio influenzato dalla particolare tematica che accompagna la stessa opera. 108 raccoglie appieno la sfida dell’evento andando a segnare lo spazio con una delle sue iconiche forme ed innescando un analogia direttamente connessa con il tema dell’insanità mentale. A differenza dei precedenti interventi vediamo quindi una delle classiche forme nere questa volta base di slancio per una serie di elementi cromatici piuttosto rimarcati, il colore, in un parallelo con l’equilibrio psicologico, letteralmente fuoriesce dallo schema tipico dell’artista per andare piuttosto ad espandere il proprio moto all’esterno dell’iconica forma nera, quest’ultima viene infine caratterizzata da una serie di dettagli organici che ne trasformano l’apice inferiore, splendido.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una bella serie di immagini, con gli scatti del work in progress fino al bel risultato finale, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Work in progress pics by Vito Lasaponara Associazione Il Bandolo

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Ericailcane – New Mural for Ghost Track Project

28/10/2014

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Tra gli ospiti dell’ottimo Ghost Track Project, troviamo con piacere Ericailcane, il grande artista Italiano ha infatti nelle scorse settimane terminato di realizzare questa nuova parete portando avanti i personali stimoli sia visivi che tematici.
In questi ultimi giorni stiamo mano a mano rivelando i lavori di Ghost Track, il progetto curato dagli amici del collettivo Aliment(e)azione in collaborazione con l’Associazione ACME ed il patrocinio del Comune e l’Università di Sassari per quanto concerne le proiezioni di guerilla gardening, ha come principale slancio tematico quello di una rivalutazione da parte dei cittadini della propria città. Un coinvolgimento quindi che possa essere da slancio per vivere la città in modo differente, in questo senso l’idea del progetto quest’anno è stata quella di far lavorare la totalità degli interpreti in anonimato, sotto traccia appunto, al fine proprio di invogliare i cittadini ad una interazione quanto più spontanea possibile.
È l’occasione per noi, dopo l’ultimo intervento realizzato in compagnia di Bastardilla qualche settimana fa (Covered), di tornare quindi ad approfondire il lavoro di uno dei più validi artisti della nostra scena, con un opera che ne rivendica tutto il particolare approccio stilistico ed al contempo insiste nel proporre tematiche riflessivi incentrate sull’uomo. L’analogia porta in dote infatti da Ericailcane ruota tutta intorno ad una rappresentazione di figure animali altamente antropomorfe, l’idea dell’artista è quella di voler rappresentare l’uomo come animale andando quindi a rimarcare la personale critica verso la società moderna ed in particolare verso l’uomo. L’essere umano diventa quindi bestia e le azioni che compie appaiono come specchio inverso di ciò a cui siamo soliti assistere durante la nostra quotidianità, ciò che vediamo viene digerito maggiormente se osservato attraverso i volti ed i corpi degli animali ma al tempo stesso le immagini e le tematiche che appaiono familiari, proprio attraverso l’utilizzo delle bestie come caricature sociali e politiche, riescono ad innescare un senso di riflessione da parte di chi osserva.
Quest’ultima fatica di Ericailcane eredita quindi tutto il particolare approccio dell’interprete, l’intervento si vede una grande uccello blu volare, l’attenzione passa rapidamente dai dettagli del volatile alla piccola casupola che si trova sul dorso dello stesso che recita la scritta “La casa è di chi l’abita”. È chiaro come l’autore abbia voluto centrare uno dei temi caldi del momento, a maggior ragione in un momento di crisi economica e sociale di questo tipo, rivendicato il diritto alla casa anche per colore che di fatto non hanno le possibilità economiche di comprarne una.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

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JAZ x Pastel – New Mural in Buenos Aires

28/10/2014

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Dopo le recenti incursioni in giro per il mondo JAZ e Pastel si ritrovano a Barracas, barrio di Buenos Aires, dove hanno da poco terminato di dipingere una nuova e splendida pittura su entrambi i due lati di questo sottopasso.
È l’occasione per vedere al lavoro due tra i più talentuosi artisti Argentini ed a livello internazionale in un doppia parete che ne raccoglie alla perfezione i differenti stimoli, le ultime sperimentazioni, per un risultato finale che ci ha assolutamente coinvolto.
L’intervento poggia le sue basi anzitutto su una comune scelta cromatica che va quindi ad interessare entrambi gli aspetti stilistici di ciascuno dei due artisti, approfondendo poi vediamo come JAZ e Pastel abbiamo optato per una sorta di confronto laddove una comune trama dal punto di vista degli elementi dipinti, viene proposta per mezzo di una differente scala cromatica. Le due pareti del sottopasso vivono quindi una comune identità, con i personaggi iconici di Franco Fasoli che durante il loro percorso vanno ad intersecarsi con le forme e gli elementi naturali tipici dell’immaginario di Pastel.
Osservando attentamente l’intervento emerge quindi quello che è il risultato delle ultime declinazioni di entrambi gli autori Argentini all’interno di una riflessione capace di stimolare e di portare avanti un riflessione sul rapporto intrinseco tra la natura, gli animali ed infine l’uomo.
JAZ torna a proporre figure antropomorfe, attraverso il suo peculiare tratto vediamo quindi una serie di nuovi personaggi affrontare lo spazio all’unisono verso un’unica direzione, a catturare la nostra attenzione, oltre all’elevato livello di dettaglio, è inevitabilmente la scelta dell’artista di coniugare ancora un volta i volti ed i corpi dei characters attraverso vistose ombre nere e le consuete fusioni corporee che da sempre ne interessano il lavoro. In questo senso i personaggi vanno quindi ad assumere le sembianze di uomini ma al tempo stesso rivelano tutta la loro natura attraverso i volti in total black che di fatto ne identificano il carattere o la personalità in un paragone con il mondo animale. Se i corpi infatti sono di essere umani, i visi rappresentano animali di vario tipo suggerendo quindi differenti lettere per ciascuno dei soggetti proposti.
Dal canto suo Pastel prosegue la personale fascinazione a tema naturale, l’interprete, come visto negli ultimi mesi, sta concentrando maggiormente il proprio interesse verso elementi e simboli appartenenti al mondo naturale con una particolare predilezione per le piante e fiori che di fatto stanno innescando la quasi totalità delle produzioni dell’autore e che ritroviamo con piacere anche in quest’ultima fatica. L’idea è quella lasciarsi stimolare dal panorama, dal luogo di lavoro ed in ultimo dalle sensazioni del movimento, al fine di iniettare all’interno dello spazio forme e visioni capaci sia di dialogare con lo stesso, dal punto di vista cromatico ad esempio, nonché far emergere immagini appartenenti al luogo con il fine di proporre interessanti riflessioni su accadimenti o sulla storia del posto proprio attraverso stimoli a carattere naturale.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artists for The Pics

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Pener – New Mural in Lvov, Ukraine

27/10/2014

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Continuiamo con piacere ad approfondire il lavoro di Pener, l’interprete Polacco ha infatti da poco terminato di dipingere una nuova a parete a Lvov in Ucraina portando avanti gli stimoli e le influenze tipiche de proprio operato.
Continuando a seguire la personale fascinazione astratta, il lavoro di Pener si è spesso rivelato all’interno delle fruttuose collaborazioni che l’interprete ha saputo innescare durante il personale percorso in strada. L’approccio scelto dall’autore è quello di una spiccata sensibilità geometrica capace di abbracciare dinamiche, spunti e sviluppi certamente differenti, in questo senso le produzioni firmata dal Polacco si muovono attraverso un trama sfaccettata, ricca di elementi differenti, differendo quindi da una semplice proposta geometrica ma piuttosto abbracciando un idea consistente in cui i lavori vengono fortemente influenzati da dinamiche quali tridimensionalità, profondità, effetti ottici, per risultati finali sempre capaci di entusiasmarci. Osservando gli interventi veniamo infatti a contatto con trame consistenti in cui, tra le fratture cromatiche che ne alimentano il moto ed il flusso, veniamo accolti da veri e propri sistemi di movimento che poggiano le loro basi ed il loro intersecarsi all’interno di percorsi scanditi da tinte e colori differenti.
E’ quindi particolarmente importante sottolineare come la parte cromatica rappresenti uno degli elementi di spicco nelle produzioni dell’autore, i colori scelti, le loro stesse differenti tonalità, vanno in questo senso ad imbastire la trama di un unica corrente visiva, danno vita a forme e figure sfaccettate, che vanno a dialogare ed a reagire tra di loro fondendosi e riemergendo sotto un nuovo aspetto ed impronta geometrica, cambiando direzione, impattando e lasciando sviluppare differenti e nuovi stimoli.
Osservando le produzioni emerge quindi l’idea a parte dell’interprete di portare a compimento giochi visivi per mezzo di un approccio diametralmente legato agli stati d’animo ed alle sensazioni del momento, le tracce lasciate dalla sensibilità dell’artista vanno quindi ad esplorarne le sfaccettature dell’animo, il dialogo con la parete e lo spazio circostante alla stessa, cogliendo spunti, colori e visioni, ricalcando le emotività dell’autore. L’approfondimento portato quindi in dote dall’artista viene quindi portato avanti attraverso differenti e sfaccettati percorsi, anime differenti di un unica corrente, un vero e proprio flusso che si lascia guidare, che cambia il proprio aspetto, componendosi e scomponendosi in differenti micro sistemi. In particolare è infatti il livello di dettaglio di quest’ultimi a smuovere il sentimento delle opere, come gli interventi che si fanno spessi e ramificati, raccolti in una intricata matassa di figure capaci di generare un puzzle ricco e sfaccettato capace di impattare con lo spettatore.
Quest’ultima fatica di Pener raccoglie perfettamente gli stimoli tematici e visivi del suo lavoro, un nuova grande parete sviluppata attraverso un moto cromatico che sceglie qui di affidarsi al verde, al giallo ed ad una profonda scala di grigi per una nuova lettura fondata su più livelli di interazione con lo spazio, molto bello.

Pics by Cezary Hunkiewicz

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Martina Merlini – “Starch, Wax, Paper & Wood” Show (Recap)

27/10/2014

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Aperta lo scorso 11 di Ottobre, andiamo con piacere a dare uno sguardo approfondito a “Starch, Wax, Paper & Wood” ultimo show di Martina Merlini all’interno degli spazi della Shooting Gallery di San Francisco.
Il titolo dello show, che rimarrà aperto fino al prossimo 1 di Novembre, ben rende l’idea delle dinamiche dell’allestimento proposto, al tempo stesso l’esibizione è il frutto di una lunga residenza d’artista durante un mese nella quale l’interprete ha avuto modo di realizzare un nuovo corpo di lavoro portando avanti gli stimoli e gli sviluppi che così tanto ne stanno influenzando l’operato sia in strada che in studio.
Quest’ultimo intenso anno per Martina Merlini ha significato l’opportunità di sperimentare e sviluppare un identità visiva specifica frutto di una personale ricerca risultato delle sperimentazioni con medium e materiali differenti. La sferzata, avvenuta con l’allestimento proposto in occasione di WAX, ha rappresentato per l’interprete l’opportunità di portare avanti una ricerca specifica legata alla cera declinata attraverso una visione che ricorda la resa xilografica. In questo senso i lavori hanno poi mano a mano, attraverso l’utilizzo della carta ad esempio, continuato lo studio di questo specifico approccio visivo andando a trasformare completamente il filone produttivo dell’autrice.
Osservando le opere veniamo accolti da una sensazione di costante movimento, i percorsi raffigurati vengono spinti attraverso costruzioni e decostruzioni, vere e proprie fratture, che ne interrompono il moto, cambiando direzione e letteralmente ponendosi in contro ordine, l’assemblaggio e la concentrazione di questa sorta di flussi fa emerge un puzzle composito generato da differenti direzioni. I lavori si presentano come opere articolate, le interruzioni ed i capovolgimenti ne stravolgono l’ordine simmetrico laddove le forme vanno ad intrecciarsi ed ad intersecarsi tra di loro al fine di creare nuove dimensioni e nuovi stimoli visivi. La profondità di questo approccio si rivela allo spettatore come una sorta di caos generato, ci si ritrova nel tentativo di ricomporre un ordine, a vagare tra le scaglie cromatiche che segnano i flussi compositi, la lettura diviene quindi personale con l’opportunità di volta in volta di lasciarsi andare all’istinto, a ciò che sentiamo in quel specifico momento.
Il corpo di quest’ultimo show di Martina Merlina si presenta quindi come naturale eredità di queste ultime ricerche, al tempo stesso l’autrice va a sviluppare nuovi ed interessanti spunti. Composta da un installazione site specific e da una nuova serie di tavole, l’esibizione innesca nuovi stimoli proprio all’interno dei percorsi, con l’interprete che gioca con il valore tonale degli stessi, oppure all’interno di alcune delle tavole proposte caratterizzate da corposi stacchi che interrompono il moto perpetuo degli elementi presentando una trama ancora più criptica e ‘sporca’, quasi un appannaggio di ciò che siamo soliti osservare.
In calce al nostro testo potete trovare una lunga e ricca serie di immagini con tutti i dettagli dell’allestimento e dell’installazione presentata dall’artista, il consiglio è quello di darci un occhiata, ma restate sintonizzati presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Shooting Gallery Project Space is pleased to present new paintings and installation by Italian artist Martina Merlini, in her first solo exhibition with the gallery titled Starch, Wax, Paper & Wood. Merlini will be an artist in residence for a month’s time leading up to and during her exhibition, creating new works on panel and a large-scale installation. The opening reception will be held on Saturday, October 11 from 7 pm to 11 pm. The exhibit will be on view through November 1, 2014 and is free and open to the public.

Shooting Gallery
886 Geary Street
San Francisco, CA 94109

Thanks to The Artist for The Pics

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Alberonero – New Murals in Bologna

27/10/2014

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Prosegue il bel periodo di Alberonero, l’artista Italiano nelle scorse settimane si è spostato a Bologna dove ha avuto modo di realizzare una nuova serie di interventi sperimentando nuovi ed interessanti approcci.
Peculiarità della serie qui proposta è senza dubbio una maggiore interazione con lo spazio cittadino, in questo senso siamo abituati a vedere l’artista al lavoro su grandi superfici pubbliche oppure all’interno di pareti e strutture abbandonate, è quindi piuttosto interessante vedere come l’autore sia riuscito a declinare il personale approccio visivo all’interno del tessuto urbano della città di Bologna. La totalità di questi nuovi lavori è infatti realizzata sulle vecchie bacheche pubblicitarie, laddove tra ruggine e rimasugli di carta, Alberonero va a realizzare una nuova serie di forme come sempre legata alla personale fascinazione verso i colori e le astrazioni ce ne conseguono.
Il percorso dell’interprete, come visto più volte, nella sua costante evoluzione raccoglie infatti gli stimoli personali dell’artista stesso, lavorando attraverso la costruzione di caselle cromatiche, e proponendo differenti declinazioni alle stesse, ci troviamo di fronte ad un puzzle composito di elementi formata dalla stessa struttura per un trama che evolve il proprio percorso in funzione proprio di un differente apparato tonale. Le opere dell’autore Italiano vanno quindi a delineare, attraverso una personale ricerca astratta, un percorso cromatico capace di stimolare la vista, di entrare in contatto con chi osserva ma sopratutto di comunicare negli spazi ed attraverso gli stessi. L’equilibrio scaturito, così come la specificità delle differenti declinazioni di volta in volta proposte, rappresentano l’ideale ponte tra le sensazioni dell’interprete e gli stimoli del luogo di lavoro, i risultati finale vanno quindi ad abbracciare gli specifici spot ed al contempo riversano all’interno delle superfici di lavoro le personali esperienze dell’artista.
Come detto per questa nuova serie di interventi Alberonero sceglie di lavorare a stretto contatto con i codici visivi dell’ambiente urbano bolognese, di conseguenza l’approccio risulta certamente meno invasivo ma piuttosto coerente ed equilibrato, in funzione dei singolo spot scelti. Lavorando quindi attraverso le iconiche caselle di colore, l’artista va a delineare tre differenti strutture, la prima è caratterizzata da un mutazione nelle tonalità con un passaggio graduale dal bianco al blu all’interno di una struttura rettangolare che richiama la più classica delle figure dell’interprete. Al contempo gli ultimi due lavori si fanno notare per un unica trama cromatica, l’idea qui è quella di utilizzare forme differenti, nel primo caso una puzzle composito, mentre nel secondo una un traccia che ripiega su se stessa, in questo caso quindi l’autore sceglie di concentrarsi maggiormente sulla forma lasciando piuttosto liberi le sue divagazioni di colore.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima serie di interventi, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti qui sul Gorgo.

Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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BLU – New Mural for Ghost Track Project

27/10/2014

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Torniamo con piacere per le strade di Sassari, in occasione infatti del bel Ghost Track, andiamo a svelare l’intervento del grande BLU, un nuova parete di grande dimensioni dipinta con uno dei consueti lavori al vetriolo.
Come abbiamo avuto modo di vedere in occasione del lavoro presentato da Andreco (Covered), il progetto Ghost Track è curato dal collettivo di Sassari Sassari Aliment(e)azione con la collaborazione dell’Associazione ACME ed il consueto patrocinio del Comune. L’idea alla base del progetto è quella di portare avanti un idea attiva ed altamente aperta al dialogo verso la cittadinanza, coinvolgenti gli stessi a vivere il luogo in maniere maggiormente consapevole attraverso progetti diretti ed approfonditi. Andando in controtendenza rispetto alle precedenti edizioni, quella di quest’anno è caratterizzata da un piglio totalmente anonimo, lasciando quindi che le persone abbiamo l’opportunità di ricomporre le connessioni tra le differenti fasi di sviluppo, ed i lavori presentati all’interno del progetto stesso dagli artisti chiamati. Sotto traccia quindi, da qui il nome del progetto, ha visto animarsi oltre agli interventi degli autori chiamati, anche proiezioni di guerilla gardening, queste il collaborazione con l’Università di Sassari, ed infine dibattiti sull’arte pubblica.
L’opera di BLU segna il ritorno dell’artista in un zona già precedentemente colpita da uno dei suo interventi, ricorderete infatti lo splendido lavoro di denuncia realizzato due anni fa a Sassari in cui il grande artista andava a prendere posizione sullo sfruttamento e la distruzione della Sardegna da parte dei potenti (Covered). Ancora una volta il ritorno dell’autore è l’opportunità per una nuova riflessione, mai banali infatti gli interventi dell’interprete che qui va ad innescare un nuova analogia attraverso un immagine forte ed altamente impattante.
La gigantesca pioggia di soldati, tutti raffigurati come soldatini rovesciati intenti a cadere dal cielo, oltre ad avere una forte presa su chi osserva va a cogliere il problema delle forze di stanza in Sardegna, sullo sfruttamento del suolo dell’isola con armi e bombardamenti per testare nuove tipologia di attacco. L’opera quindi se da una parte mette l’accento su queste tematiche dall’altra schernisce la figura dei militari, la caduta può essere quindi letta anche in modo maggiormente approfondito andando a cogliere, proprio attraverso la trasformazione degli stessi in semplici pupazzi, un idea altamente dispregiativa sulle figure armate.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare alcuni scatti con i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Phlegm “The Songbird Pipe Organ” Mural in Dunedin

27/10/2014

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Prosegue il sodalizio tra Phlegm e la città di Dunedin in Nuova Zelanda, il grande artista Inglese ha infatti portato a termine una nuova grande pittura per un risultato finale che ci mostra un inedito utilizzo dei colori.
Ci troviamo di fronte al terzo intervento in pochi mesi da parte dell’autore di Sheffield, esattamente come accaduto per la precedente grande parete (Covered), seguita da un lavoro più modesto sulla limitrofa spiaggia della città (Covered), Phlegm sceglie di utilizzare nuovamente alcuni nuovi colori. L’impatto con questa nuova e (quasi) inedita scelta va quindi ad cambiare completamente le carte in tavole di un approccio visivo e cromatico basato da sempre sull’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori e che, proprio grazie all’intersecarsi di tinte differenti, riesce ad innescare nuovi equilibri all’interno delle iconiche opere dell’artista.
Le creazioni di Phlegm ruotano intorno alla figura degli iconici characters, esili e con abiti caratteristici li abbiamo spesso visti alle prese con le situazioni più improbabili, immersi all’interno di un habitat intriso di riferimenti alla cosmologia, all’alchimia, ma anche a temi come lo steampunk, rivelando tutto il carattere di un filone tematico sfaccettato e decisamente profondo. L’ingegno dell’interprete è stato fin da subito quello di caratterizzare al meglio le sue controparti su muro e su carta inserendole all’interno di situazioni sempre diverse in un altalena che non ha risparmiato di coinvolgere animali e creature fantastiche, toccare temi e spunti differenti e soprattutto offrire allo spettatore l’opportunità di immergersi all’interno del mondo da lui stesso ideato. Abbiamo visto di questi soggetti l’ingegneria e la tecnologia, spesso caratterizzata da riferimenti magici, così come la loro inventiva, laddove unendo gli sforzi riescono a compiere azioni impossibile diversamente, per un coinvolgimento ampio ed avvolgente.
Dal titolo “The Songbird Pipe Organ” l’intervento mette in mostra tutta l’identità delle produzioni di Phlegm, ritroviamo quindi l’iconici characters per un lavoro che ci mostra uno di questi interno a suonare un organo, è proprio all’interno dello stesso e nelle sue estremità che vediamo fuoriuscire una serie di uccelli, tutti realizzati attraverso colori piuttosto accesi e vivaci, staccando quindi dal consueto grigiore visivo, e aprendo il percorso dell’artista a nuovi ed interessanti stimoli cromatici. Il risultato finale è un opera carica di dettagli ed al tempo stesso un intervento che vive del binomio visivo innescato dalla particolare scelta dell’autore, un dipinto che ci sentiamo di promuovere e di cui siamo curiosi di vedere un eventuale seguito.
In calce al nostro testo come sempre potete trovare una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista, in attesa di nuovi e futuri sviluppi vi consigliamo di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Weekly Overview – 20 -10 to 26 -10

26/10/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali.

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Thomas Canto – “Transparent Landscapes” at Atelier des Bains (Recap)

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Nelio New Mural at Station “Mermoz” in Lyon

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Robert Proch, Proembrion, Sepe, Chazme, Cekas in Lodz

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2501 “Tons of Tools” at Product81 Gallery (Recap)

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JADE – “El sol amarillo que todos conoscemos” New Mural

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Vhils – New Piece for Galeria Urban Forms

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Giorgio Bartocci x Nelio – New Murals in Berlin and Dresda

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Daniel Muñoz SAN – New Mural in Valencia, Spain

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Elian – New Mural for OFICIO Residence

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Invader – A Series of New Pieces in Ravenna

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Interesni Kazki – New Mural in Aalborg, Denmark

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Ozmo – New Mural in Wynwood, Miami

Thomas Canto – “Transparent Landscapes” at Atelier des Bains (Recap)

26/10/2014

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Aperta lo scorso mese andiamo con piacere a dare uno sguardo a “Transparent Landscapes” ultima fatica di Thomas Canto all’interno degli spazi dell’Atelier des Bains di Ginevra in Svizzera.
Abbiamo fatto la nostro conoscenza con l’autore quando lo stesso ha avuto modo di prendere parte al bel progetto di Robin Soulier e del suo studio (Covered), ora a distanza di tempo andiamo ad approfondire le dinamiche del suo percorso attraverso un esibizione che rappresenta una sorta di manifesto del particolare alfabeto visivo proposto dall’interprete.
Proseguendo nel portare avanti la particolare influenza nell’architettura e soprattutto nelle prospettive, Thomas Canto propone per questo show un allestimento capace ancora una volta di porsi a metà strada tra pittura e scultura per una immersione da parte dello spettatore nuova e sensibile. È infatti fondamentale osservando le produzioni dell’artista sottolineare come le stesse prendano vita da una precisa astrazione capace di generare illusioni ottiche e strettamente legata alle riflessione dell’interprete sulla città e sugli spazi, si aprono paesaggi immaginari all’interno di uno spazio limitato che attraverso la proposta visiva diviene illimitato ed esposta ad infinite direzioni. La tensione emotiva che deriva dalle opere è qui alimentata dall’utilizzo di materiali differenti e miscelati tra loro, plexiglass così come veri e propri cavi, capaci di produrre nuove illusione che variano a secondo del punto di osservazione, chi osserva si ritrova quindi di fronte prospettive e dinamiche differenti capaci di variare il proprio percorso in funzione del consueto utilizzo del bianco e del nero come (quasi) unici vettori cromatici.
L’intelligenza di Thomas Canto è quella di creare veri e propri livelli sovrapposti, angoli di visione che si sovrappongono ed intersecano all’interno di un’unica trama generata attraverso medium differenti, dalla pittura passando per gli inserti in plexiglass, concludendo infine con i cavi, le opere si fanno multi sfaccettate, confondo ed alimentano sontuosi effetti tridimensionali arrivando infine a giocare con la luce. In questo senso sono proprio le ombre proiettate dei cavi a generare nuove geometriche che si inseriscono perfettamente all’interno delle opere, dimostrando una sensibilità inedita capace di stuzzicare le percezioni e le sensibilità di chi osserva.
Il risultato finale è un allestimento corposo, quasi vivo ed in costante mutazione, una sensazione di movimento capace di raccogliere gli stimoli tipici del lavoro dell’artista combinati con nuove soluzioni che abbiamo particolarmente apprezzato
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete piuttosto trovare una ricca serie di scatti con i dettagli dell’allestimento proposto dall’artista, il consiglio è quello di darci un occhiata e se vi trovate in zona lo show rimarrà aperto fino al prossimo 15 di Novembre.

Atelier des Bains
Rue des Bains 22
1205 Genève

Pics via AM

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EIME – “Otros Tiempos” New Mural in Cuenca, Spain

26/10/2014

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Ci spostiamo a Cuenca in Spagna, qui nel quartiere di San Antón ritroviamo con piacere a distanza di tempo EIME, l’interprete Portoghese ha infatti da poco terminato di realizzare questo nuovo intervento portando in dote tutto il suo alfabeto visivo.
L’approccio visivo dell’autore è anzitutto caratterizzato da uno sviluppo fondato su più livelli visivi naturale conseguenza dei differenti approcci che l’interprete inserisce all’interno delle sue produzioni, in questo senso è interessante notare come EIME forgi le sue opere attraverso la miscela di combinata di stencil ed un tratto pittorico altamente viscerale. Approfondendo, le opere si presentano quindi attraverso due dinamiche differenti e divergenti, da una parte l’autore prosegue nel proporre volti in bianco e nero attraverso la più classica delle gestioni per mezzo dello stencil. Questo indirizzo è scandito dall’esigenza dell’artista di tracciare volti e soggetti attraverso una forte resa realistica, quasi fotografica, alimentata da una particolare cura per quelli che sono gli sguardi ed i lineamenti dei visi realizzati, gli occhi in particolare, capaci di calamitare l’attenzione dello spettatore attraverso il loro sguardo suggerire sensazioni e stati d’animo differenti in un dialogo quindi serrato ed emotivo. Di contro vediamo opporsi elementi maggiormente pittorici, con forme e figure più astratte che vanno quindi a contrapporsi all’aspetto prettamente figurativo delle opere. Questa scelta si pone anzitutto come frattura cromatica, l’utilizzo del colore infatti stacca ed investe il core centrale stesso dell’intervento alimentandone la dimensione ed al tempo stesso equilibrandone il risultato finale attraverso l’utilizzo di toni e colori differenti.
Con questa sua ultima fatica EIME, dal titolo “Otros Tiempos” raccoglie nuovamente gli impulsi del proprio operato proponendo un nuova opera, un nuovo ritratto, un nuovo volto figlio del luogo di lavoro. In particolare la tematica dell’opera sembra concentrarsi sul tempo analizzando le differenze tra le generazioni passate e quelle attuali, con il titolo stesso dell’intervento a suggerire una precisa risposta. La figura è costituita attraverso la consueta propensione al dettaglio, al tempo stesso gli elementi maggiormente astratti, realizzati qui attraverso tinte e colori molto delicati, investono la forma intersecandosi con la stessa e generando il consueto e peculiare puzzle composito.
In calce al nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore qui sul Gorgo.

Pics via Stick2Target

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La Escocesa III Festival de Murales (Video Recap)

25/10/2014

Dopo la conclusione dei lavori, è il momento di dare uno sguardo approfondito alle opere realizzate per la terza edizione del Festival de Murales de La Escocesa di Barcellona con questo bel video recap.
Con un roster di artisti con nomi importanti a livello internazionale tra cui: Smithe, Seher One, Ever, Pastel, 108, Raw Tella, E1000, Alberto de Blobs, Ilia Mayer, Nevenka Pavic, l’ultima edizione del festival, inaugurato la fine di settembre ha messo in campo approcci e stili differenti proponendo ancora una volta il consueto mix di talenti internazionali e nazionali all’interno della bella cornice del centro creativo La Escocesa.
In attesa di nuovi aggiornamenti dal centro e dal bel festival, mettetevi comodi e schiacciate play, c’è infatti parecchio da vedere, è tutto vostro.

Its about time to check out what went down at the third edition of the mural festival held at La Escocesa, a event organized by the Art from Chaos platform. The bets way will be through this great piece of video produced by Bombinglab. The murals made by the invited artists are very interesting this time, a lot thanks to the presence of international artists like Smithe, Seher and Pastel.

Popper Publishing – “Life After Death” New Book

25/10/2014

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E’ finalmente uscito l’ultimo progetto editoriali dei ragazzi di Popper Publishing, un nuovo libro dal titolo “Life after Death” che raccoglie in ben 176 pagine i disegni e gli artwork di artisti internazionali e lituani tutti incentrati sulla vita dopo la morte.
Il book è composto da un numero esorbitante di nomi, tra star e nomi noti dell’arte urbana internazionale e del mondo dell’illustrazione tra cui: Shoboshobo, Ian Stevenson, Kerozen , Arnaud Loumeau, Amandine Urruty, Zosen, Saddo, Ibie, Frédéric Fleury, Joakim Ojanen, Matt Lock, 4ndr345 m4rch4, Luke Ramsey, Ekta, David Mendez Alonso, Stefan Zsaitsits, Aleksandra Waliszewska, Jeremy Boulard Le Fur, Laurent Impeduglia, E*Rock, Daniel Cantrell, Tommi Musturi, Yu Matsuoka, Tom de Pékin, Valfret, Jon Vaughn, Jack Teagle, Otecki, Brecht Vandenbroucke, Raymond Lemstra, Hell’O Monsters, Escif, Okuda, Brendan Danielsson, Pauliina Mäkelä, Dogboy, Low Bros, Eric Shaw, Tamás Ál, Andy Calabozo, Jack Coltman, Hunter, Caroline Sury, Gary Baseman, Tim Furey, Ted Parker, Shoboshobo, con i nostri 108, DEM, Tellas, Moneyless a rappresentare l’Italia. In aggiunta alla consueta flotta di artisti Lituani tra cui troviamo: Atis Jākobsons, Inga Meldere, Zane Zlemeša, Pēteris Līdaka, Rūta Daubure, Martiņš Zutis, Andrejs Lavrinovičs, Maija Kurševa, Kristaps Zelmenis, Roberts Rūrāns, Tron Karton, Krišs Salmanis, Dace Sietiņa, Oskars Pavlovskis, Lazy Bra, Arturs Koršs, Kaspars Groševs, Jamuna, Viktor Timofeev, Margrieta Dreiblate, Līva Rutmane, Baiba Baiba, Raids Kalniņš, Klāvs Loris, Klāvs Upaciers, Edgars Zvirgzdiņš.
Il consueto mix quindi sviluppato da una parte per promuovere gli artisti nazionale in un interessante confronto con nomi e pratiche visive da tutto il mondo.
Insomma il consiglio è quello di acquistare la vostra copia, qui potete farlo vostro per la modica cifra di 15 Euro, che aspetti?

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Borondo – New Mural in Las Vegas

25/10/2014

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Dopo qualche giorno torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Borondo, il grande artista Spagnolo si è da poco spostato negli States dove ha avuto modo di dipingere questa nuova e particolare parete in occasione del Life is Beautiful Festival di Las Vegas.
Nelle ultime settimane abbiamo notato un intensificazione nella ricerca visiva di Borondo, l’interprete sta infatti proseguendo nel portare avanti la personale dialettica sia visiva che tematica, andando a raccogliere quelli che sono gli stimoli dei luoghi che visita ed attraverso questi sviluppare nuovi ed interessanti accorgimenti e scelte stilistiche da miscelare al proprio e personale tratto.
Come visto più volte, la pittura dello Spagnolo porta avanti temi e spunti dalla forte ricerca emotiva, più di altri l’interprete è riuscito ad incanalare all’interno delle sue produzioni e per mezzo dei suoi soggetti, un incredibile tasso viscerale che funge proprio da volano ed arricchisce l’opera di sensazioni e stati d’animo differenti. Nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di scoprire, togliendone il velo e le maschere, i sentimenti più reconditi e profondi dell’uomo, le sue pene ed i differenti stati d’animo avvolgendo lo spettatore all’interno di una pittura fortemente emotiva che va, attraverso i temi e gli spunti trattati, ad alimentare un forte senso di malinconia. Borondo sveste i suoi soggetti che si fanno più puri, senza vincoli, ed attraverso un tratto fortemente espressivo approda ad una sensibilità nuova, trapassa lo spazio dando allo spettatore la sensazione di trovarsi di fronte ad uno specchio, spogliato delle sue maschere, nudo di fronte alle proprie emozioni.
Quest’ultima fatica prende vita su una parete insolita, si tratta infatti di uno spazio ad angolo decisamente differente dagli interventi a cui l’autore ci ha abituato. Quello che poteva essere un ostacolo diventa presto l’opportunità per sperimentare un differente approccio, Borondo sceglie qui un impostazione anamorfica eludendo il problema e generando al tempo stesso una frattura nello spazio architettonico del luogo. La parete diviene piatta e raccoglie in questi termini gli stimoli visivi dell’interprete, con una nuova figura ad ergersi nello spazio, vediamo quest’ultima vestita, quasi malinconica, e con le mani protese all’interno dell’abito che ne copre le fattezze. A catturare la nostra attenzione è infatti il gesto che sembra che l’uomo stia per compiere, una sorta di liberazione, gettando il soprabito per poter finalmente essere davvero se stessi.
Il risultato finale è un nuova opera catartica e capace di suggerirsi l’opportunità di una nuova riflessione, al tempo stesso l’intervento ci offre l’opportunità di ammirare l’artista alle prese con una tipologia di spazio differente per un risultato finale in linea con le nostre aspettative.

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Andreco “From Clouds to Rocks” at Traffic Gallery (Preview)

25/10/2014

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Apre quest’oggi all’interno degli spazi della Traffic Gallery di Bergamo, l’ultima fatica del grande Andreco, “From Clouds to Rocks” una nuova esibizione della quale andiamo a mostrarvi un piccola anteprima.
Per questo nuovo show Andreco insiste nel portare in dote la personale fascinazione naturale continuando a far intersecare aspetti e dinamiche differenti in una miscela che raccoglie si le proiezioni visive appartenenti al mondo della natura ma che al contempo è capace di declinare aspetti geologici, architettonici e di ingegneria ambientale al fine di portare avanti la personale tematica. In questo senso è innegabile quanto sia importante per l’interprete porre l’accento sul rapporto che intercorre tra lo spazio urbano e quello naturale e sopratutto quello tra l’uomo moderno e la natura, attraverso un percorso capace di approfondirne i differenti aspetti, le trame e le divergenti sfaccettature, servendosi appunto di differenti canali di comunicazione per tracciare con forza e profondità una personale riflessione sulle dinamiche, sulle influenze di elementi così distanti tra loro eppure al contempo così profondamente e tutt’ora legati.
Per l’aperta della propria stagione espositiva Traffic Gallery sceglie quindi il lavoro di uno degli artisti Italiani certamente più interessanti, Andreco risponde proponendo uno show che raccoglie appieno il suo attuale percorso stilistico e tematico portando in dote una nuova serie di opere, tra tele e disegni, video relativi agli ultimi progetti dell’interprete tra cui Parade for the Landscape e “My Tribe”.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad alcuni scatti realizzati durante le fasi di allestimento, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni infatti approfondiremo l’esibizione con il consueto recap.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Giuliano Berarducci

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Interesni Kazki – New Mural in Kiev, Ukraine

24/10/2014

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A distanza di qualche giorno torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del duo Interesni Kazki, AEC si è infatti da poco spostato a Kiev dove ha avuto modo di portare a termine questa nuova e splendida parete raccoglie tutta l’eredita del proprio e personale approccio visivo.
Una volta in più andiamo quindi a soffermarci sulla straordinaria capacità degli Interesni Kazki di veicolare attraverso un immaginario personalissimo temi, spunti e riflessioni di natura diversa, ma soprattutto il riuscire a creare un universo pulsante, vivo, zeppo di colori caldi che riesce puntualmente ad accoglierci e coinvolgerci. Gli interpreti immettono nelle loro produzioni il risultato delle loro influenze, dai rimandi alla cosmologia, creando dei micro universi abitati da personaggi surreali e combinati alla vastità di dettagli presenti, per riuscire quindi ad apprezzare appieno tutto il valore delle opere dobbiamo letteralmente immergerci all’interno di esse, capirne i simboli così come i dettagli, ma anche lasciarsi trasportare dalle emozioni che trasudano da ogni singola componente.
È anzitutto importante sottolineare come la parete prenda vita nella città di Kiev, capitale dell’Ucraina che torna a respirare arte dopo gli ultimi mesi decisamente influenzati dagli scenari sociali ed economici a cavallo tra Russia ed Europa. È innegabile come l’escalation di eventi abbia sicuramente influenzato l’aspetto finale dell’opera tracciando le basi per una riflessione proprio sulla ‘situazione’ del paese ed al tempo stesso stimolare una analogia tematica attraverso simboli e riferimenti neanche troppo celati. L’intervento quindi proposto da AEC esprime quindi il sentimento dell’artista verso le difficoltà politiche del proprio paese per mezzo di un immagine capace di raccogliere tutti gli stimoli e le riflessioni del caso, ricchissima di riferimenti per un analisi profonda e sfaccettata sul paese dell’Est Europeo.
Attraverso il consueto ed iconico stile che influenza la totalità delle produzioni degli Interesni Kazki, ci troviamo di fronte ad un risultato finale densissimo di dettagli, al centro dell’opera troviamo una gigantesca figura metà umana metà animale brandire spada e mazza chiodata nel tentativo di debellare la grande bestia che cerca di entrare nel proprio terreno. Il riferimento risulta chiaramente ispirato alla situazione del paese, diviso tra l’entrare nell’Unione Europea e proseguire con una politica filo Russa, l’isolotto sospeso rappresenta quindi l’Ucraina stessa laddove il protagonista dell’opera è il popolo. La minaccia, raffigurata con le sembianze di un gigantesco serpente è di fatto l’elemento più rappresentativo dell’intera opera, osservando con attenzione vediamo infatti come la bestia abbia due differenti volti, ciascuno per ogni schieramento ma risulti in realtà parte di un unico corpo, tagliato a metà dal colpo di spada, tutto chiaro insomma.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo come sempre ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati per tutti i nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo Ucraino.

Pics by The Artist

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Moallaseconda – New Mural in Prato

24/10/2014

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Continuiamo a seguire il bel momento di Moallaseconda, l’interprete Italiano si è da poco spostato all’interno di questa vecchia struttura a Prato, ribattezzata ‘La Cattedrale’, dove ha da avuto l’opportunità di continuare a portare avanti le sue sperimentazioni.
Dopo l’ultimo intervento realizzato all’Isola D’Elba (Covered) Moallaseconda continua a portare avanti il proprio percorso attraverso un nuovo intervento che continua a scandire il sostanziale cambiamento stilistico che l’autore sta attraversando. Partito infatti con un approccio maggiormente figurativo, ricorderete i famosi russi e la forte influenza mistica dei suoi interventi, l’interprete ha poi progressivamente sviluppato uno stimolo criptico capace di raccogliere alcuni degli elementi tipici del precedente filone per una rielaborazione stilistica più concentrata verso lo studio della forma. Ed emergere in questo contesto sono quindi forme ed elementi violenti, instabili, caratterizzati da una forte presenza di dettagli, repentini cambi di stile, con forme diseguali scagliate e movimentate attraverso banchi di linee sinuose, elementi più grezzi e sporchi a collidere ed ad intersecarsi all’interno di una dinamica a getto continuo capace puntualmente di coinvolgerci e sorprenderci.
Il nome stesso della location, nonché la sua particolarità architettonica, sono tra gli elementi che maggiormente hanno influito su quest’ultima fatica presentata dall’autore Italiano, ci troviamo infatti all’interno di un enorme ex cava caratterizzata dalla presenza di una serie di campanili e soprattutto completamente scolpita nelle viscere dal tempo e dalle alterazioni climatiche.
In questa particolare location Moallaseconda sceglie di sviluppare un percorso nuovo ed inedito, portando avanti si la personale dialettica astratta, ma al tempo stesso lasciando che l’intervento possa quanto mai dialogare nel migliore dei modi con lo spazio a disposizione. In questo senso l’artista adotta un approccio decisamente più minimale, le forme risultano infatti prive degli intrecci che ne hanno fin qui contraddistinto lo spirito. Andando quindi ad utilizzare unicamente il bianco come principale vettore cromatico, l’interprete sceglie piuttosto di innescare un dialogo con la parete, con l’intonaco che cade, utilizzando qui il nero per staccare attraverso un cambio drastico, con la bellezza intrinseca dell’ambiente, con i rami, le piante e la natura a farla da padrona ed a fornire già il colore necessario, arrivando infine ad una essenzialità della forma presentata.
Il risultato finale è uno studio maggiormente diretto verso la forma stessa quindi, un intervento capace di auto stimolarsi attraverso piccole intersezioni in giallo ed i continui cambi di direzione, prima di riprendere la sua corsa all’interno dello spazio e tracciare il suo ideale dialogo con tutto ciò che lo spot ha da offrire.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di immagini con tutti i dettagli dell’intervento, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Nelio New Mural at Station “Mermoz” in Lyon

24/10/2014

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Proseguiamo a seguire con interesse gli sviluppi del percorso di Nelio, il grande artista Francese ha da poco svelato l’intervento realizzato all’interno della stazione Metro ‘Mermoz’ di Lione: ben 500 metri quadrati di pittura.
Dopo aver visto giusto ieri la bella collaborazione con il nostro Giorgio Bartocci (Covered) andiamo quindi a togliere il velo all’ultimo grande progetto dell’artista che ancora una volta porta in dote tutto il suo particolare approccio visivo. Nelle produzioni di Nelio abbiamo sempre riscontrato la necessità da parte dell’interprete di portare avanti una personale ricerca basata su una peculiare attrattiva verso elementi e forme geometriche. In questo senso l’interprete ha più volte voluto sperimentare differenti approcci, spesso in collaborazione con altri artisti, al fine di ricevere quanti più stimoli divergenti ed elevare in questo modo la personale dialettica visiva. Le opere dell’artista vanno quindi a creare una fitta trama geometrica laddove gli stimoli ed i giochi percettivi si accavallano con le sensazioni e gli stati d’animo del momento generando un percorso sfaccettato e ricchissimo di spunti, un flusso di forme e geometrie, equilibrato ed armonioso e sviluppato attraverso una precisa direzione cromatica capace di volta in volta di veicolarne la trama finale dell’opera.
Con a disposizione davvero parecchio spazio, Nelio sceglie qui il suo approccio più classico andando a sviluppare una trama coerente ed equilibrata appoggiandosi ad una precisa direzione cromatica, il giallo, il bianco e le differenti declinazioni del verde rappresentano qui lo stimolo per tracciare l’aspetto e la forma delle sue geometrie per un risultato finale che investe la totalità della superfice a disposizione mutandone la dimensione e l’equilibrio finale. Ancora una volta l’autore concentra i propri sforzi andando a calamitare una personale astrazione, gli elementi dipinti raccolgono gli stimoli architettonici dello spazio, perseguendone i percorsi ed al tempo stesso alimentando, attraverso il continuo intersecarsi di figure differenti quali linee, cerchi e poligoni, una sensazione di tridimensionalità e profondità.
La trama proposta qui dall’artista esibisce quindi tutta l’eredità stilistica dello stesso proponendo ed innescando un percorso sfaccettato, capace di stimolare una sensazione di movimento dove veniamo investiti da forme marcatamente più spigolose ed elementi invece caratterizzati da una morbidezza e sinuosità, c’è spazio infine anche per una rielaborazione del proprio stesso nome che ovviamente non può sottrarsi alla direzione geometrica ed astratta intrapresa dall’autore.
In calce al nostro testo potete trovare una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dal grande interprete Francese, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by The Artist

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Robert Proch, Proembrion, Sepe, Chazme, Cekas in Lodz

24/10/2014

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Dopo settimane di duro lavoro, finalmente terminata l’epica doppia parete realizzata in combo da Robert Proch, Proembrion, Sepe, Chazme e Cekas, ultima meraviglia dell’eccellente Galeria Urban Forms di Lodz in Polonia.
Łódź sempre più epicentro dell’arte urbana in Europa, la cittadina polacca continua a cambiare il proprio aspetto attraverso gli interventi di artisti di fama internazionale che proseguono nel trasformare completamente le grandi e grigie pareti a disposizione.
Con piacere quindi continuiamo a seguire gli sviluppi di uno dei progetti urbani tra i più importanti ed interessanti sia a livello Europeo che internazionale, la Galeria Urban Forms, da festival a progetto, rappresenta l’idea simbolo della direzione intrapresa dall’arte urbana. Grandi progetti su grandi spazi coadiuvati da una massiccia progettualità capace di cambiare completamente volto alle città moderna. Nuovamente quindi il dibattito tra arte legale ed illegale, tra chi è favorevole e chi invece è contrario, laddove è però innegabile che con spazi di questo tipo abbiamo l’opportunità di apprezzare lavori davvero impressionanti e gli stessi artisti hanno la possibilità di lavorare al massimo delle loro capacità espressive.
L’escalation di interventi che sta investendo le strade della città in questo mese, da DALeast (Covered) a Vhils (Covered) passando per Morik (Covered) ci sta regalando davvero opere incredibili, ultima in ordine di tempo questa sontuosa e gigantesca collaborazione tra pesi massimi della scena Polacca, Robert “TONE” Proch, Proembrion, Sepe, Chazme, Cekas, tutti riuniti in un unico progetto che ha coinvolto queste due grandi e limitrofe pareti.
Dal titolo “Recycles Diptych”, l’opera raccoglie tutte le differenti declinazioni di ciascuno degli interpreti, lo spazio viene trattato come se ci trovassimo di fronte ad una tela continua semplicemente separata e divisa dal manto stradale. L’immagine finale viene elaborata attraverso un progressivo e ben congeniato cambio sistematico, gli artisti scelti vanno quindi a susseguirsi andando ad interagire con la precedente porzione fino a creare una trama altamente complessa e capace costantemente di mutare il proprio aspetto.
Lavorando attraverso un’unica campionatura cromatica partiamo con Proembrion che instilla nello spazio uno dei suoi iconici glitch organici, lo stimolo astratto viene raccolto poi da Chazme che va ad elaborare una serie di figure attraverso la personale sensibilità verso le architetture e la città in generale, Chekas cambia completamente i connotati di queste ultime investendo lo superfice con un trama decisamente più morbida e dinamica, raccoglie il testimone Robert Proch che sceglie di intensificare il movimento presentando la prima serie di characters che letteralmente emergono dalle figure e dalle forme astratte attraverso la consueta frattura e sovrapposizione visiva, last but not least Sepe che conclude l’opera con una nuova serie dei suoi iconici personaggi.
Quello che ci troviamo di fronte è quindi una sorta di viaggio introspettivo capace di toccare temi e spunti differenti, di tracciare con forza uno spaccato dell’essere umano cogliendone uno degli aspetti quotidiani più interessanti, il suo rapporto con la città. La grandissima ed esuberante quantità di spunti e dettagli permette all’opera di impattare con lo spettatore attraverso differenti linguaggi e sistemi visivi. La componente astratta rivendica una sorta di presenza, forte massiccia, esuberante nelle sue differenti alterazioni, capace quasi di innescare un analogia con il soffocare della città e della vita moderna, al tempo stesso le figure, sia nell’atto di uscire dagli elementi proposti, con le fratture visive e gli elementi che mano a mano a vanno a comporne i colpi, sia nel loro assetto finale, cupe, rigide e sbilanciate verso una forte fisicità, rappresentano l’ideale analogia con l’uomo moderno, sembrano vittime illustri di un sistema progettato per imbrigliarne gli stimoli, laddove l’impressione finale è quella di trovarsi di fronte a dei ‘lavoratori’ in procinto di uscire dalla loro fabbrica. Mozzafiato.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricchissima serie di scatti dove possiamo rivedere assieme tutti gli istanti durante la realizzazione dell’intervento, con infine tutti i dettagli dell’opera terminata, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Pics by Marek Szymański

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2501 “Tons of Tools” at Product81 Gallery (Recap)

24/10/2014

Aperta lo scorso 11 di Ottobre, andiamo finalmente a dare uno sguardo approfondito a “Nomadic Experiment – Tons of Tools” ultima fatica di 2501 all’interno degli spazi della Product81 Gallery di Miami.
Concepita all’interno di una residenza di un mese per il progetto di Fordistas “Friends and Family”, lo show fa parte di un percorso annuale che raccoglie l’eredità di un collettivo di artisti formatosi durante lo scorso Art Basel – ricorderete l’omonima esibizione – e prende forma all’interno della YoAmo305 Gallery e per le strada di Wynwood.
Ad inaugurare il progetto troviamo quindi il nostro 2501, il grande artista italiano porta in dote per la residenza e per lo show che ne consegue, il suo Nomadic Experiments Project, andando ad elaborare una nuova serie di opere, catapultando gli stimoli del personale progetto all’interno di una sfida estetica.
Come visto nei mesi scorsi la sperimentazione è il fulcro principale del progetto itinerante dell’interprete, l’idea è quella di assecondare i ritmi frenetici e veloci della vita moderna proponendo un progetto capace di riflettere sull’esperienze di vita, raccoglierle ed instillarle all’interno del proprio alfabeto visivo, prima di ripartire e spostarsi verso nuovi lidi.
L’autore per questo show va a ricomporre tele davvero grandi proponendo opere che spaziano dai 2 x 2 metri fino a quelle 6 x 2 metri, tutte sviluppate attraverso una intrinseca manipolazione de forme, generazione di illusioni alimentate da pennellate differenti sviluppate per mezzo di strumenti e pennelli di dimensioni diversa, per quello che è uno sviluppo capace da una parte di raccogliere gli stimoli ed il tipico alfabeto visivo dell’interprete, dall’altra di elevarne l’impatto grazie ad una impostazione profonda e dannatamente sfaccettata.
Il corpo di lavoro, oltre ad impressionare per la grandezza delle tavole, è composto anche da video che raccolgono l’eredità del progetto, qui un nuovo inedito di Vienna proiettato all’interno dell’allestimento, e rappresenta l’opportunità di osservare gli ultimi stimoli dell’approccio visivo di 2501.
E’ in particolare il segno a catturare la nostra attenzione, l’utilizzo infatti di pennelli differenti, che variano la grandezza delle iconiche linee nere e sinuose, si riflette in una generazione di elementi maggiormente instabili, più istintivi e movimentati, capaci di approfondire le trame a cui siamo soliti rivolgere il nostro sguardo attraverso giochi prospettici ed illusori. Il risultato finale è un allestimento capace di sorprenderci di veicolare sensazioni ed impulsi nuovi all’interno di un apparato visivo nuovo ed al contempo familiare, 2501 sperimenta nuovi canali di dialogo con chi osserva e lo fa propendo declinazioni differenti del proprio linguaggio, scrollandosi di dosso un principio di rigidezza, ed abbracciando piuttosto uno slancio istintivo e propositivo capace ancora una volta di sensibilizzarci, per uno show che ci ha lasciato sicuramente a bocca aperta.
In calce al nostro testo potete anzitutto apprezzare l’inedito video realizzato in occasione dello show, gli scatti dell’allestimento nel dettaglio e le immagini del vernissage, mettetevi comodi c’è tanto da vedere e siamo certi cha anche voi come noi, non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Thierry Noir – “LA Retrospective” Show (Recap)

23/10/2014

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Dopo l’evento dello scorso Aprile, Howard Griffin Gallery ed il grande Thierry Noir nuovamente insieme per un nuovo show, una retrospettiva aperta lo scorso 11 Ottobre all’interno della pop-up location della galleria Londinese in quel di Los Angeles.
A distanza quindi mesi da A Retrospective il famoso interprete Francese torna con un nuovo corpo di lavoro che sa di vera e propria indagine a 360° sul proprio operato e percorso. In “LA Retrospective” riprendiamo quindi le tematiche del precedente show, tra passato e presente quindi, con opere precedenti ed inedite, fotografie rare, interviste e film ed infine una nuova e lunga parete dipinta su South Spring Street, che documentano tutto il percorso dell’autore ed i suoi leggendari murales. Thierry Noir, nel 1984, fu il primo artista a dipingere illegalmente chilometri e chilometri del muro di Berlino, quest’atto sanciva la scelta dell’interprete di abbracciare un idea ben precisa, un fare rivoluzionario per dipingere la tristemente famosa parete, per trasformarla, ridicolizzarla ed infine per distruggere essa ed il simbolo che rappresentava, una demistificazione seguita poi da altri artisti. I volti iconici dell’interprete, ricchi di colore, vivaci hanno simboleggiato un atto unico di sfida nel suo genere, hanno rappresentato la voce di una sorta di libertà canalizzata in un approccio pittorico, libero dalle barriere, esentato dalla guerra fredda, all’oppressione che si respirava negli anni ’80 in quel di Berlino.
Si tratta quindi di uno dei primi casi di arte in strada capace di veicolare le sensazioni l’emozioni del luogo, al tempo stesso infrangere una barriera di concetti e regole attraverso un atto pittorico capace di trasformare completamente l’aspetto del muro, uno dei simboli della famosa parete che ha continuato a resistere nel corso del tempo.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto potete trovare una bella serie di scatti con le immagini dell’allestimento proposto, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

From 11th October, Howard Griffin Gallery presents a retrospective of the life and work of infamous Berlin Wall artist Thierry Noir. In 1984, Noir was the first artist to illegally paint mile upon mile of the Berlin Wall. Noir wanted to perform one real revolutionary act: to paint the Wall, to transform it, to make it ridiculous, and ultimately to help destroy it. Noir’s iconic, bright and seemingly innocent works painted on this deadly border symbolised a sole act of defiance and a lone voice of freedom. In this landmark exhibition for Howard Griffin Gallery in Los Angeles, the artist’s first US solo exhibition, original works will be exhibited alongside rarely seen photographs, interviews and films, juxtaposing old and new to reassess Noir’s enduring legacy and contribution to society. The event also marks another first as the inaugural Los Angeles exhibition for Howard Griffin Gallery.

Pics by Marcus Peel via AM

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Pener – New Mural in Olsztyn, Poland

23/10/2014

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Pener, l’interprete Polacco nei giorni scorsi si trovava ad Olsztyn in Polonia dove ha avuto modo di realizzare questa nuova e splendida parete indoor.
Spesso al lavoro all’interno di sontuose combo in compagnia di altri pesi massimi dell’arte urbana Polacca, Pener porta avanti un personale percorso visivo sorretto da una spiccata sensibilità astratta. Approfondendo i lavoro dell’autore emerge in questo senso una precisa direzione geometrica che acquisisce nel corso degli interventi proposti differenti spunti e dinamiche differenti, non si tratta infatti di una mera composizione formata da elementi differenti, quanto piuttosto di una trama sfaccettata, profondamente influenzata da sistemi di movimento, da fratture cromatiche capaci di alimentarne in flusso e sopratutto da una precisa sensibilità dell’artista verso inneschi tridimensionali e giochi di profondità.
Nei lavori dell’interprete è quindi fondamentale anzitutto l’impiego di tinte differenti che vanno, attraverso declinazioni e tonalità varie unificate da un unica corrente cromatica, a dare vita alle forme e percorsi sfaccettati, gli elementi proposti dall’autore si intersecano tra di loro, reagiscono all’interno dello stesso percorso, cambiando direzione, impattando e lasciando emergere differenti e nuovi stimoli. In questo senso emerge quindi un approccio diametralmente legato agli stati d’animo ed alle sensazioni del momento che di fatto tracciano una direzione ed al tempo stesso ricalcano quelle che sono le emotività dell’artista. La profondità delle opere rappresenta quindi uno degli aspetti più interessanti, gli interventi si sviluppa attraverso macro percorsi che vanno poi a diminuire il loro flusso fino all’intercedere di micro sistemi. Questi ultimi rappresentano il cuore centrale delle opere, vediamo un intricata matassa di figure, forme ed elementi che letteralmente si intersecano tra di loro, generando un puzzle ricchissimo e sfaccettato capace puntualmente di scuotere ed impattare chi osserva.
Per questa sua ultima fatica Pener raccoglie appieno quelli che sono gli stimoli del proprio lavoro, l’opera vive una propria identità e, anche grazie allo sviluppo prospettico attuato dall’interprete, si lascia mostrare per la grandissima quantità di dettagli inseriti che cambiano completamente l’aspetto dello spazio a disposizione.
Il flusso questa volta è caratterizzato dall’utilizzo di grandi scaglie rosse e gialle, nella parte inferiore invece vediamo una serie di forme di dimensioni ridotte che letteralmente incentivano il movimento della figura intera andando proporre, attraverso stacchi cromatici con il bianco, il nero e riprendendo parte dei colori superiore, una matassa intricata e velocissima.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto al bel video del making of ed alle immagini dell’intervento realizzato, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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JADE – “El sol amarillo que todos conoscemos” New Mural

23/10/2014

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È passato diverso tempo dall’ultima volta, con piacere torniamo per le strade di Lima dove il grande JADE ha da poco terminato di dipingere uno dei suoi iconici interventi proseguo sulla strada intrapresa nelle sue ultime opere.
Parallelamente alle produzioni in studio ed ai lavori minuscoli che hanno caratterizzato buona parte degli interventi di quest’anno, come visto JADE ha portato avanti la personale ricerca visiva, nei lavori di dimensione più grande, accogliendo un approccio stilistico maggiormente legato e votato al realismo. In questo senso abbiamo sottolineato come la scelta rappresenti una nuova maturità per l’interprete che sceglie di mettere da parte gli iconici characters per affidarsi ad un tratto più serio, maggiormente capace di tracciare con forza e vigore le immagini proposte e per questo in grado di impattare con più forza lo spettatore od il passante. La prerogativa viscerale che da sempre accompagna le produzioni dell’artista è sempre presente ed anzi viene in questo modo veicolata attraverso una maggiore capacità di stuzzicare le corde più sensibili, le nostre sensazioni e stati d’animo.
Attraverso la consueta profondità pittorica, l’autore ha mutato la forme dei suoi soggetti ed al tempo stesso alimentato una nuova ed interessante dinamica tematica, questo nuovo filone è infatti accompagnato da una maggiore spiritualità segnata dall’artista attraverso la puntuale presenza di forme eteree. Si tratta di una sorta di connessione con il mondo animale, laddove la spiritualità di quest’ultima si interseca con i soggetti raffigurati generando forme ed elementi che prendono spesso l’aspetto di vere e proprie maschere, rapportandosi sia con i soggetti delle figure ma soprattutto con chi osserva le stesse.
Quest’ultima fatica di JADE, dal titolo “El sol amarillo que todos conoscemos”, raccoglie alla perfezione gli stimoli di quest’ultimo indirizzo stilistico intrapreso dall’interprete, vediamo quindi una nuova figura, un uomo intento a poggiare una serie di mattoni sopra una pila di libri. L’impressione è quella di una analogia in cui l’atto stesso simula la volontà dell’artista di mettere l’accento sull’importanza della cultura, dello studio come unico sistema per costruire, gettare le basi appunto, di un futuro stabile e prospero.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare quest’ultima fatica dell’autore, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Vhils – New Piece for Galeria Urban Forms

23/10/2014

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Torniamo a Łódź in Polonia dove per l’eccellente Galeria Urban Forms, Alexandre Farto aka Vhils ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed imponente opere, primo intervento dell’artista Portoghese in Polonia.
Proseguiamo quindi a tenere traccia dei lavori per uno dei progetti urbani sicuramente tra i più interessanti a livello europeo ed internazionale, la galleria a cielo aperto allestita sulle grandi pareti della cittadina Polacca rappresenta infatti l’ideale manifesto della direzione intrapresa dall’arte urbana, favorevoli o contrari quindi ci troviamo di fronte all’opportunità di apprezzare come, attraverso il lavoro di decine di artisti il volto e l’aspetto urbano di Łódź sia seriamente mutato. Le grandi e grigie pareti che caratterizzano la città sono quindi state offerente in pasto al lavoro di artisti tra i più quotati a livello internazionale laddove partendo da un singolo festival si è poi andato a sviluppare un vero e proprio progetto a lungo termine ed a cadenza random.
L’avvento di Vhils come detto rappresenta l’occasione di vedere l’interprete Portoghese alle prese con la sua prima parete Polacca ed al contempo l’opportunità per noi, dopo la Dissection di tornare a parlarvi del lavoro in strada dell’interprete.
Come visto più volte la principale peculiarità delle opere proposte dall’autore è quella di essere elaborate letteralmente in negativo, scavando e distruggendo la stessa superfice fino a far emerge la figura o la forma desiderata. I soggetti degli interventi sono volti di persone comune realizzati attraverso un incredibile fotorealismo capace di suscitare puntualmente un grande impatto finale.
Abbiamo spesso ribadito la volontà di voler vedere qualcosa di differente da parte di Vhils, uno stimolo differente nella ricerca visiva portata avanti dall’artista capace di portare avanti il personale slancio, in questo senso abbiamo ben accolto gli esperimenti con altri medium, in particolare quelli con il polistirolo o con la carta, ed accogliamo sempre positivamente l’assetto di questa sua ultima fatica. Aldilà infatti dell’iconico profilo l’artista qui accompagna i tratti del viso con una serie di dettagli naturali che richiamano la forma di un tronco e dei rami che letteralmente intersecandosi tra di loro vanno appunto a tracciare i lineamenti della figura proposto.
In calce al nostro testo come consuetudine potete dare un occhiata ad una bella serie di scatti con i quali andiamo a ripercorrere le fasi di elaborazione di quest’ultimo intervento, il consiglio è quello di mettervi comodi e di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Marek Szymański

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Giorgio Bartocci x Nelio – New Murals in Berlin and Dresda

23/10/2014

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Ci spostiamo in Germania per le strade di Berlino e Dresda, qui negli ultimi giorni il nostro Giorgio Bartocci ed il Francese Nelio si sono trovati per realizzare due nuovi interventi congiunti andando ad intersecare i rispettivi e differenti approcci visivi.
È sempre piuttosto stimolante per noi osservare come differenti stili riescano a miscelarsi alla perfezione all’interno di opere congiunte, in questo senso il connubio formato da Giorgio Bartocci e Nelio rappresenta l’opportunità sia di una nuova analisi sulle rispettive e personali ricerche portate avanti dai due autori, sia al contempo la possibilità di trovare punti di contatto in quella che è una personale elaborazione delle forma in funzione di stimoli e tematiche differenti. Come spesso accade quindi in questi casi a sorreggere l’impalcatura visiva mossa dai due artisti troviamo una comune scelta cromatica capace di deflagrare in direzioni differenti.
Di Giorgio Bartocci abbiamo sempre apprezzato la peculiare astrazione della forma, il movimento innescato dagli elementi proposti, in quella che è una produzione stimolante e capace di restituirci puntualmente aspetti e situazioni differenti. La ricerca dell’interprete italiano va quindi a sviluppare delle vere e proprie ombre, anime erranti, spiriti vacui che in un movimento perenne suggeriscono sensazioni ed emozioni differenti. Nell’idea dell’autore c’è proprio l’esigenza di proiettare, attraverso questi esseri onirici, tutto il caleidoscopio di emozioni, la fragilità umana, le paura ma anche gli istanti più felici e spensierati, vengono rimbalzati ed accelerati proponendo una personale visione sfaccettata della figura dell’uomo. Nelio di contro adotta un approccio ancora più essenziale spingendosi nella cripticità tipica degli elementi geometrici. L’abbiamo visto percorrere approcci e scelte differenti andando a lavorare attraverso impostazioni maggiormente istintive, riversando quindi personali sensazioni e stimoli del momento all’interno delle forme elabora laddove l’indole astratta dell’autore viene sviluppata attraverso le sperimentazioni cromatiche dello stesso, i giochi di profondità e tridimensionalità che esaltano gli elementi proposti proponendo un puzzle composito ricco ed avvolgente.
L’unione di questi due percorsi genera un equilibrio, le linee e le forme dirette del Francese fungono da slancio per il movimento dei soggetti di Giorgio Bartocci, al tempo stesso le opere presentano una profondità espressiva che si traduce in una doppia analogia. Osservando le due opere emergono infatti stimoli differenti, nella prima, caratterizzata da un uso massiccio del blu e del marrone, osserviamo come le ombre dell’artista Italiano tentino una sorta di evasione dalla prigione e dal blocco di elementi geometrici di Nelio. Di contro nel secondo intervento, caratterizzato invece da intensa scala di grigi e dall’arancio e dal verde come stacchi cromatici, l’impressione è quella di una torsione verso l’interno laddove l’agglomerato geometrico generato viene circondato da una scia continua di figure che tentano di inserirsi all’interno dello stesso, eretto quasi a protezione della finestra posta al centro della parete.
Dopo il salto vi lasciamo in compagnia delle immagini di quest’ultima combo, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli artisti.

Thanks to The Artists for The Pics

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Simon Silaidis x PichiAvo “Ultima Vale” New Mural

22/10/2014

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A distanza di tempo ritroviamo Simon Silaidis, l’interprete Greco ha infatti da poco terminato di realizzare questo nuovo intervento andando questa volta a collaborare con i ragazzi Spagnoli di PichiAvo per un nuova ed esaltante combo.
Dopo la collaborazione di qualche mese fa con il nostro Kraser (Covered), Simon Silaidis torna quindi a lavorare in coppia andando ad un unificare il suo particolare approccio stilistico con un nuovo e differente lavoro ancora una volta legato ad un impulso maggiormente figurativo. Dal titolo “Ultima Vale”, quest’ultimo intervento raccoglie quindi da una parte l’eredità calligrafica dell’autore Greco, miscelata con la spiccata sensibilità realistica del duo Spagnolo PichiAvo.
Il percorso di Simon Silaidis è intrinsecamente legato al personale approccio calligrafico, in questo senso l’interprete agisce negli spazi attraverso un rielaborazione delle lettere capace di riscoprirne l’identità. L’autore si concentra su un approccio vicino alla tipografia ed alla calligrafia più estrema andando ad unificare sotto un unico alfabeto visivo capace di suggerire armonia ed equilibrio in funzione degli spazi coperti. A catturare l’interesse sono i dettagli stilistici del tratto che gravitano e formano le parole o le frasi tracciate dall’artista, al tempo stesso dei temi e degli stimoli trattati, mai banali ma piuttosto legati ad una riflessione capace di toccare argomenti spesso altamente riflessivi.
Attivi dal 2007 dei PichiAvo non abbiamo mai avuto il piacere di parlarvi, il duo Spagnolo originario di Valencia porta avanti un preciso stimolo iper realistico capace di sviluppare una propria identità, le opere si fanno al limite del surreale ed accolgono una quantità di dettagli incredibili. Nel percorso del duo lo slancio più interessante è quello realizzato unificando soggetti e figure dal forte carattere classico con la dirompenza ed il colore dei graffiti, si sviluppa in questo senso una frattura visiva tra passato e presente, tra il grigio dei corpi e dei volti delle figure realizzate e la carica di colore dei tag e delle scritte con le quali il duo si confronta per un risultato finale dal sicuro impatto.
Per quest’ultima fatica Silaidis si occupa come sempre di dar vita alla grande scritta che riprende il titolo stesso dell’intervento mentre PichiAvo sviluppano nell’estremità sinistra il corpo di una iconica scultura femminile quasi protratta verso la stessa scritta calligrafica.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

Thanks to The Artists for The Pics

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El Decertor – New Mural for BoardDripper Festival

22/10/2014

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Ancora per le strade di Querétaro in Messico, qui in occasione dei lavori per il bel BoardDripper Festival di quest’anno ritroviamo El Decertor, il grande interprete Peruviano ha infatti da poco terminato di dipingere per il festival questo splendido e nuovo intervento.
Dal titolo “Fragmento” quest’ultima fatica di El Decertor raccoglie quelli che sono gli ultimi sviluppi del percorso dell’autore, l’interprete continua a portare avanti un alfabeto visivo che si sviluppa per mezzo di un costante equilibrio tra sezioni a carattere astratto e parti decisamente più figurative, sviluppando quindi due trame opposte ed al tempo stesso capaci di veicolare spunti e tematiche a carattere riflessivo, spesso legate al particolare luogo di lavoro in quella che diviene una connessione forte ed imprescindibile con chi osserva.
L’elemento astratto nella pittura dell’artista è sempre stato caratterizzato dalla composizione di una sorta di intrica ragnatela di elementi, figure e sezioni capaci di comporre un percorso sfaccettato dal quale abbiamo più volte visto emergere piccoli elementi legati al tema trattato nella pittura intera. I colori scelti scandiscono e da forma agli elementi che compongono questo grande puzzle, tinte calde che si muovono attraverso una comune sensibilità ed accompagnano chi osserva verso il cuore stesso degli interventi, l’interprete sviluppa infatti questo moto perpetuo come ideale background e slancio per i protagonisti dei suoi lavori, i grandi ed iper realistici ritratti. La peculiarità dei volti raffigurati dall’interprete, oltre che alla loro grande veridicità, sta tutta negli effetti di traslazione e movimento che l’autore ha voluto mano a mano inserire con più forza nelle sue opere, andando da una parte a riprendere il moto dei fondi, dall’altra a strutturare una sorta di percorso alternativo che giunge fino allo sviluppo, ed alla tematica finale, dell’intervento stesso.
Quest’ultima fatica eredita tutti gli aspetti delle produzioni di El Decertor, spazio quindi a tasselli piccoli e grandi per quanto riguarda lo sfondo dell’opera, e soprattutto ad un frame in movimento il volto di una signora letteralmente mosso e trasformata dall’interprete. L’autore sceglie qui di servirsi anche del particolare cespuglio presente sulla parete al fine di alimentare la sensazione di occultamento da parte della protagonista che proprio dopo questa sezione torna al suo aspetto originario.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto potete trovare alcune immagini con i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

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Daniel Muñoz SAN – New Mural in Valencia, Spain

22/10/2014

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Ci spostiamo a Valencia, qui a distanza di tempo ritroviamo il grande Daniel Muñoz SAN, l’interprete Spagnolo ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova parete attraverso il suo iconico ed unico stile.
È l’occasione questa per tornare ad approfondire uno degli esponenti più validi del movimento soffermandoci ancora una volta sulla particolare impronta stilistica che accompagna la totalità delle sue produzione, un approccio decisamente votato al realismo ed al tempo stesso intriso delle iconiche stravaganze, accompagnate da un livello di dettaglio altissimo, che puntualmente riescono a sorprenderci ed ammaliarci.
L’alfabeto visivo delle produzioni dell’autore Spagnolo viene sviluppato attraverso una narrazione personale della realtà in cui si fondono ed alimentano stimoli ed impulsi differenti, una pittura viva, reale e profonda quindi capace di catturare attraverso un realismo incredibile quelle cose scaglie confuse del quotidiano, una realtà amalgamata attraverso un approccio disorientante. In questo senso chi la totalità dei lavori proposti dall’interprete, (quasi) tutti attraverso l’utilizzo del bianco e del nero come unici interlocutori cromatici e per mezzo di una precisa sintonia con lo spazio di lavoro, giungono allo spettatore attraverso differenti e dinamiche chiavi di lettura, ci costringono ad interpretazioni diverse nonostante rappresentino e sviluppino spunti chiari, familiari ed appartenenti alla vita di tutti i giorni, spesso vediamo i protagonisti immersi all’interno di scorci urbani, in una opposizione tangibile tra coas ordinato ed equilibrio familiare, tra realtà e viaggio onirico.
Questa frattura tematica alimenta quindi un osservazione costante, una ricerca di un appiglio capace di veicolare un traccia od un tema preciso, i codici, i simboli e tutti gli elementi che compongono le opere di SAN vanno ad influenzare irrimediabilmente l’aspetto e l’assetto finale dei personaggi e dei soggetti raffigurati, producono un riverbero confuso, indecriptabile che ci offre in dono una confusione dei sensi capace di auto alimentarsi attraverso la grande profondità dei dettagli ricercati e trovati.
Quest’ultima fatica di Daniel Muñoz SAN porta quindi avanti la particolare cadenza sia tematica che visiva propria delle produzioni dell’artista, i soggetti tornano ad essere raffigurati di spalle, celano il proprio volto intenti ad osservare la parete stessa in un gioco in cui presto siamo noi a sostituirci agli stessi, un opera intensa, sfaccettata e come sempre ricca di domande.
In calce al nostro testo potete trovare una ricca galleria di immagini con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Emajons – A Series of New Murals

22/10/2014

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Dopo qualche settimana, ecco tornare al lavoro Emajons, l’interprete Italiano ci presenta una nuova serie di interventi caratterizzati dal consueto, vivo e caratteristico immaginario e da un nuova serie di spunti maggiormente istintivi.
Ruvido, instabile, profondo, a tratti violento, l’immaginario di Emajons continua a sviluppare il proprio percorso andando a toccare corde sensibili, a sviscerare sensazioni alternate capaci di farci piombare all’interno di una costellazione di immagini e stati d’animo differenti, digeriamo, accusiamo il colpo e raccogliamo in questo modo gli spunti dell’autore.
Nel percorso produttivo dell’artista ci siamo spesso trovati di fronte a stimoli differenti, spesso legati ad un approccio votato ad una personale analisi e riflessione sulla società moderna ed in particolare sull’uomo, capaci di impattare profondamente lo spettatore attraverso una visione forte, profonda, aspra, i soggetti o meglio le creature dell’artista si sviluppano attraverso una grande crudezza espressiva, sono uno specchio riflesso del marcio, della triste deriva dell’umanità che emerge cambiando e contorcendo l’aspetto finale dei protagonisti, non più umani, più vicini agli animali, alimentati da un profondo e sfaccettato quadro cromatico, da sovrapposizioni e mash-up, da prospettive e frame che si intersecano, generando una frattura visiva che investe lo spettatore, conseguenza stessa della natura alterata e del malessere degli stessi personaggi raffigurati.
Questa nuova serie di interventi eredità tutto il particolare approccio visivo di Emajons mostrandoci le differenti declinazioni del lavoro dell’autore, proponendoci una nuova lettura diretta e velenosa, al tempo stesso mostra nuove dinamiche con lavori decisamente più criptici, meno facili da leggere ed accompagnati da una strabordante enfasi istintiva. Un approccio quest’ultimo eredità stessa del fervore cromatico presente all’interno dei soggetti raffigurati, qui maggiormente slegato e più dedito alle sensazioni ed agli impulsi del momento, di cui siamo curiosi di vedere un eventuale seguito.
Nient’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima infornata di interventi, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Borondo – New Piece in London

22/10/2014

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Torniamo con piacere a Londra, qui il grande Borondo ha infatti da poco terminato di dipingere lo scavo esterno di una delle iconiche imbarcazioni che si aggirano per i canali Inglesi, tornando quindi a portare il personale e viscerale approccio stilistico.
Gli aspetti peculiari del lavoro proposto da Borondo sono l’unione simbiotica di elementi tematici e visivi estremamente coinvolgenti in un forte legame che vede una pittura viscerale e profonda legarsi con le immagini dirette ed impattanti, il tono malinconico e riflessivo, così come la scelta di realizzare corpi in tutta la loro verità, senza filtri o censure: nudi in balia degli eventi e delle loro stesse emozioni e sensazioni, alimentano un fortissimo impatto con chi incrocia il proprio cammino con essi. È proprio questa la prima e principale peculiarità, lo Spagnolo per mezzo di una innata espressività sviluppa un ponte immaginario tra le sue figure e chi le osserva, la purezza delle stesse, raggiunta proprio attraverso la loro rappresentazione senza veli, censure o filtri visivi, impatta in un sentimento che va a scavare nelle pieghe e nelle profondità dell’umano rivelandone tutta la fragilità, le insicurezze, il dolore. Sono scene pesanti nel loro coefficiente di immedesimazione, dense ed articolate nella loro stessa fisionomia. L’artista attraverso i suoi spettri da vita, voce e colore alla cupezza, alla tristezza che attanaglia e ci fa sprofondare, scopre la maschera di felicità e tranquillità che portiamo tutti i giorni, per rivelare a noi stessi, al mondo ed a chi ci circonda, tutta la malinconia della vita. L’interprete riesce così a penetrare e stuzzicare gli angoli più remoti di chi osserva, esattamente come nel muro le tracce di vernice, i tocchi insistenti e ripetuti che danno vita alla fisionomia dei corpi, segnano e solcano le profondità dei nostri pensieri lasciandoci sopraffatti, senza razionalità e finalmente liberi di esprimere e di essere ciò che realmente siamo in un sorta di specchio limpido e puro della nostra condizione.
Quest’ultima perla di Borondo prosegue il particolare discorso tra l’autore Spagnolo, le imbarcazioni e soprattutto il riverbero dell’acqua dei canali, un alchimia questa capace di dare un nuovo slancio visivo alle opere dell’interprete che sfrutta proprio il particolare effetto scenico per allestire questo peculiare filone d’interventi. In quest’ultimo lavoro a maggior ragione l’artista dipinge il corpo nudo di una donna letteralmente sollevata dallo specchio d’acqua o a seconda di come si osserva l’immagine trascinato nel fondo dello stesso. In questo senso l’opera quindi si presta a due differenti chiavi di lettura capaci di animare sensazioni e spunti differenti, un piglio che lascio chi osserva scegliere la personale interpretazione in un intervento che ancora una volta rivela tutta la volontà dell’interprete di dialogare con quanta più profondità con lo spettatore e con il comune passante.
Grazie agli amici di TheBlind EyeFactory“>TheBlindEyeFactory vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to TheBlind EyeFactory for The Pics

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Futura – “TIMEWARP” New Show (Recap)

21/10/2014

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Aperta lo scorso 14 di Ottobre andiamo con piacere a dare un occhiata a “TIMEWARP” ultima fatica del grande Futura all’interno degli spazi del Shchusev State Museum of Architecture di Mosca in Russia.
Lo stile di Leonard McGurr aka Futura 2000 affonda le sue radici nella scena underground Newyorkese di fine anni ’70 e primi ’80, da un intreccio di culture differenti, dal punk rock all’hip hop passando per l’arte contemporanea. Il lavoro e la ricerca dell’artista esplorano i confini del testo ed in particolare dell’astrazione attraverso l’utilizzo di medium e metodologie di lavoro differenti.
Come suggerisce il nome stesso, il corpo di lavoro presentato raccoglie una personale riflessione sul tempo, si tratta di un argomento e un analisi capace di abbracciare sia gli aspetti concettuali che quelli prettamente concettuali. In questo senso il lavoro dell’interprete è un continuo guardare avanti, senza troppo soffermarsi sul passato che piuttosto diventa una eredità per andare a lavorare attraverso tecniche e strumenti inediti
A distanza di ben 30 anni Futura torna quindi in Russia, l’interprete era stato qui nel 1984 e fotografato mentre era intento a ballare breakdance sulla Piazza Rossa in quella che è presto diventata un immagine simbolo sia del periodo storico sia tra due stati opposti durante gli anni della Guerra Fredda, come una sorta di distensione nonché incontro di culture differenti.
Ospitata all’interno degli spazi dell’importante Shchusev State Museum of Architecture, l’esibizione mette in mostra le più recenti opere dell’artista in aggiunta ad una nuova serie di opere preparate appositamente per l’occasione. In particolare lo show riporta alla mente le opere di Joan Miró, Jackson Pollock e Vasily Kandinsky in quella che diventa un opportunità di riflessione ed analisi sull’arte astratta, al tempo stesso l’interprete spinge chi osserva ad un analisi profonda delle opere proposte, tutte di grande dimensione, attraverso uno slancio che invoglia la spettatore a non soffermarsi alle linee ed alle tracce, ad una prima occhiata deve quindi seguire una ricerca di una sorta di sotto trama capace di sviluppare e far riecheggiare quanto proposto dallo stesso.
In calce al nostro testo come sempre potete trovare una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto e le immagini durante l’immancabile live painting, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

The true observationist needs not a photographic memory, just a feeling for all things within the sight barriers we define as horizons. Know that it’s the ability to appreciate all of them that’s paramount. If you’re not willing to look, you’ll never see. The option is clear, enjoy with unconditional happiness and make these petite moments ones of pleasure and surprise. Don’t let the forefront dictate the whole picture, look for graphic subterfuge in the background which in fact may be more telling. These subtle nowheres I call home. – Futura

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SatONE – “Rebirth” New Mural in Bielefeld

21/10/2014

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Riavvolgiamo il nastro di qualche settimana per andare finalmente a dare un occhiata all’ultima fatica del grande SatONE, l’artista si è infatti spostato a Bielefeld dove ha terminato di dipingere questo nuovo ed impressionante intervento.
L’opportunità è quindi quella di immergerci completamente all’interno del particolare e peculiare immaginario di uno degli artisti che maggiormente riesce ad impressionarci, SatOne fa ampio sfoggio della sua qualità pittorica proseguendo la propria personale visione con la quale continua ad esplorare una moltitudine di forme e configurazioni differenti miscelandole insieme attraverso dipinti e soprattutto contenuti di rilievo. Un lavoro che nella sua costante ricerca porta l’autore ad sviluppare una ricerca sull’efficacia dei colori e delle differenti applicazioni che gli stessi possono attuare all’interno di forme, figure ed elementi astratti. Osservando le opere dell’artista emerge una sorta di decostruzione delle immagini per mezzo della volontà dello stesso di incanalare differenti forme e colori insieme, le vediamo muoversi e sovrapporsi, cambiare direzione e nei loro intermezzi mutare il personale aspetto attraverso cambi repentini di tonalità oppure con splendidi effetti di luce ed ombra. Si tratta di un moto simulato e sviluppato attraverso un impostazione altamente criptica ma che al contempo riesce a suggerire un sorta di percorso, tematica o sviluppo comune andando ad impattare con lo spettatore attraverso una mistura camaleontica mai banale e vacua.
Dal titolo “Rebirth” quest’ultimo grande lavoro di SatONE si ispira come suggerisce il titolo stesso ad una tematica legata alla rinascita, l’idea dell’autore è quella di simulare attraverso i vari elementi cromatici la vita. Si sviluppa in questo senso una sorta di circuito, con vere e proprie ondate di colore che si muovono, crescono e muiono prima di rinascere sotto un altro aspetto e quindi tonalità.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questa splendida composizione, il consiglio è quello di darci un occhiata, ma restate sintonizzati presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by Parsprofoto

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DissensoCognitivo – A New Rusted Piece

21/10/2014

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Torniamo con piacere ad immergerci all’interno del particolare immaginario del DissensoCognitivo, l’interprete ha infatti da poco terminato di realizzare questo nuovo intervento tornando a lavorare con gli spazi pubblicitari arrugginiti.
Questo nuovo intervento è l’occasione per tornare ad immergerci all’interno delle trame e degli spunti tipici del DissensoCognitivo, una nuova sperimentazione che prosegue la ricerca sulle superfici arrugginite che tanto ci avevano colpito ed interessato nei mesi scorsi. La particolare fascinazione dell’autore per l’oscuro e per il drammatico, avviene attraverso uno slancio tematico mirato a sviluppare una presa di coscienza sui tempi moderni attraverso uno sguardo verso quello che è un futuro possibile. Come spesso abbiamo ribadito il percorso dell’artista è sviluppato attraverso una personale elaborazione tematica che vede l’umanità soggiogata dalla sua stessa tecnologia, dalla brama di potere e dalla conseguente perdita di una identità che va ad innescare una catastrofica trasformazione in quelli che sono i propri tratti somatici. Le creature che incontriamo nelle opere dell’interprete rappresentano il risultato di uno scempio compiuto dallo stesso uomo, sono la diretta conseguenza di una deriva totale, sono figure oscure, dilaniate da innesti bio meccanici, sono soggetti figli dell’oscuro, malinconici, aberranti, e capaci di scuotere puntualmente la nostra mente, incubi di carne avariata che si trascinano emettendo suoni agghiacciati, senza identità, senza nome, unicamente guidati dall’istinto.
La finestra temporale che innescano i lavori dell’autore riesce quindi a travalicare la realtà collegando la stessa attraverso un futuro ed un oblio, non del tutto improbabili, lasciandoci attoniti ed impietriti di fronte allo scempio che ci attende, al tempo stesso rappresenta una critica velenosa e funesta verso i tempi che corrono, preambolo di una fine non troppo vicina che assume le sembianze dei propri stessi characters, maledicendo le scelte che stiamo compiendo e puntando il dito sulla costante sete ed escalation di potere a cui stiamo assistendo.
Raccogliendo quindi appieno questi particolari stimoli, l’artista ha saputo declinare il proprio lavoro attraverso una serie specifica di interventi che, attraverso l’utilizzo della ruggine esistente sui cartelloni pubblicitari, sono riusciti a far emergere forme e dinamiche visive del tutto nuove, capaci di elevare il percorso stesso dell’autore attraverso una profondità ed un impatto incredibili. La stessa ruggine rappresenta la perfetta analogia tra i corpi squarciati realizzati ed il metallo stesso mangiato ed ossidato sul quale prendono vita.
Quest’ultimo intervento del DissensoCognitivo riallaccia a distanza di tempo la personale ricerca tornando a proporre un nuovo volto, un nuovo sfaccettato ritratto capace di angosciarci, di spingerci a riflettere in prende ad un sentimento di malinconia e disagio che sale dallo stomaco ed arriva diretto in testa.
In calce al nostro testo alcuni dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete italiano.

Pics by The Artist

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Elian – New Mural for OFICIO Residence

21/10/2014

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Andiamo con piacere a dare un occhiata all’ultima fatica di Elian, l’interprete Argentino è infatti tornato a Córdoba dove per l’OFICIO Residence della Kosovo Gallery, ha da poco terminato di dipingere questo nuovo ed iconico lavoro.
Promosso come detto dalla Kosovo Gallery, l’OFICIO Residence è un progetto di residenza d’artista nella città di Córdoba dove artisti internazionali come il nostro Pixel Pancho, Zosen, Mina Hamada insieme ad altri interpreti locali come El Marian, Pesk, Pedro Perelman, Pum Pum ed appunto Elian, produrranno una serie di interventi in città insieme ad altri progetti collaterali come workshop, conferenze ed infine documentari.
Ad inaugurare il progetto troviamo quindi Elian di ritorno dalle ultime uscite Europee dove ha insistito nel portare avanti gli stimoli del proprio percorso visivo. Come visto più volte l’autore ha saputo sviluppare una personale riflessione geometrica coadiuvata da un precisa direzione cromatica, attraverso il rosso, il giallo, il blu, i colori primari con l’aggiunta del nero, capace di trasformare completamente l’aspetto visivo degli spot e delle facciate dipinte. Attraverso lo sviluppo di forme differenti, l’intersecarsi delle stesse, generando quindi nuovi assetti cromatici, l’interprete porta avanti una visione in cui gli equilibri generati dall’uomo vanno a spezzarsi, od a ricomporsi a seconda dei casi, attraverso l’afflusso di un intreccio cromatico sempre differente e realizzato in funzione dello spazio e di ciò che lo circonda.
Dal titolo “25% Black”, quest’ultima fatica di Elian raccoglie alla perfezione gli stimoli del percorso visivo dell’interprete in una nuova pittura fortemente stimolata dalla particolare architettura della struttura. La costruzione nel suo aspetto mostra infatti un asse asimmetrico, mentre infatti la forma dell’edificio ha un ordine non chè una forma ben precisa, l’ingresso risulta piuttosto decentrato generando una sorta di corto circuito visivo. La non armonia dello spazio a disposizione diviene quindi primo slancio per quest’ultima pittura dell’autore, l’interprete cerca quindi un equilibrio composito attraverso il consueto alfabeto cromatico e morfologico. In questo senso nell’estremità sinistra veniamo accolti dalla consuete figure organiche rappresentate per mezzo dei peculiari colori primari che da sempre accompagnano le produzioni dell’autore, di contro nell’estremità opposto si muovono una serie di linee parallele ed opache. L’artista in questo modo va a sviluppare una nuova lettura della struttura in modo tale che, tra fascinazioni differenti ed opposte, la sinuosità e la rotondità delle forme in colore a contrasto con le linee dritte, spesse e piatte della parte destra, l’asse leggermente spostato dell’ingresso vada a perdere importanza soggiogato dall’impatto dei colori e delle figure espresse.
Null’altro da aggiungere, come consuetudine in calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e sul bel progetto della galleria Argentina.

This construction shows a very pronounced asymmetrical axis. We can see how the general shape of the building replies to a order; but the gate its located to the right, so it breaks with the harmony of the facade. On this wall I’ve searched the balance of the composition through the morphology and color. To the left, we can see organic shapes with bright primary colours, and to the right, straight parallel black lines with low opacity. The walls has an equilibrium between two different languages, the competition of color and shapes in both sides generates that the facade moves to another importance level therefore the asymmetrical axis loses importance.

Thank to The Artist for The Pics

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Invader – A Series of New Pieces in Ravenna

21/10/2014

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Ci spostiamo a Ravenna, è infatti qui l’ultima tappa delle iconiche invasioni del grande Invader, l’artista invitato dall’Associazione Culturale Marte, ha avuto modo di realizzare un opera permanente accompagnata dai consueti lavori in giro per le strade della città.
Continua quindi il percorso in strada di uno degli artisti più longevi ed importanti di tutto il movimento, con una nuova tappa in Italia con la quale l’interprete torna a proporre i suoi interventi più canonici andando un po’ in controtendenza rispetto alle ultime uscite degli scorsi mesi.
In quest’ultimo anno abbiamo infatti notato la volontà dell’autore di sperimentare anzitutto nuove soluzioni visive, nuovi soggetti per le sue piastrelle, una commutazione che abbiamo accolto favorevolmente e che ci ha mostrato, oltre a nuove declinazione per i suoi iconici Space Invaders, spunti da simboli ed elementi appartenenti alla cultura degli anni ’80 e ’90. In questo senso sono emersi quindi soggetti differenti come personaggi della Nintendo e di altri giochi a 8 e 16 bit, passando per una proposta capace di andare a raccogliere gli stimoli di film come Star Wars o dei nuovi simboli del gaming, per un nuovo indirizzo capace di stimolarci nuovamente attraverso immagini appartenenti al background di ciascuno di noi.
In parallelo Invader ha voluto sperimentare grandezze e soluzioni cromatiche differenti andando a creare quindi un sorta di evoluzione all’interno del proprio e personale percorso in strada, si erge così un calderone del tutto nuovo, composta da vecchi e nuovi miti, una sorta di grande omaggio a quelli che inevitabilmente sono i personaggi e le figure che hanno e che stanno segnando l’infanzia di tutti noi e dei più piccoli, un ritorno al passato spensierato tra i primi videogame ed i colossal di Hollywood per un risultato finale capace di arrivare allo spettatore, a parer nostro, con maggiore enfasi. È infatti nostra convinzione infine che la scelta effettuata dall’autore sia dovuta anche al cambio dei tempi, all’esigenza di volersi esprimere con un pubblico diverso e di conseguenza attraverso strumenti e personaggi differenti, più familiari, riuscendo così a sviluppare un dialogo nuovo anche con chi prima non ne coglieva appieno l’immaginario.
Il lavoro più grande, un installazione di ben 20 metri quadrati, prende vita all’esterno del Planetario di Ravenna per un progetto coordinato da Daniele Torcellini con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, di Ravenna 2019, con la collaborazione del MAR – Museo d’Arte della Città e del Planetario stesso. L’opera prende spunto proprio dalla particolare location per imbastire un trama in cui vediamo uno degli iconici Space Invaders accompagnato dalla figura di Spock di Star Trek intenta a dare il benvenuto all’alieno.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i dettagli dell’interventi e di alcune delle opere realizzate in città, dateci un occhiata e se siete in zona bè, basta fare due passi come sempre.

Thanks to Marco Miccoli for The Pics

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Banksy “Girl with a Pierced Eardrum” New Mural

20/10/2014

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Nel giorno in cui tutti i media inglesi e non danno per certo il suo arresto, Sir Banksy sceglie di rispondere a tono proponendo un nuovo ed inedito intervento direttamente ispirato al famoso dipinto Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer.
Occorre sempre aspettare qualche mese di distanza da un intervento ad un altro, Banksy dopo quindi aver catalizzato l’attenzione attraverso il suo “Better Out than It” ed i relativi mesi di silenzio torna al lavoro con un nuovo intervento che porta come sempre la sua firma, località sconosciuta, ufficialità unicamente attraverso le pagine del suo stesso sito web e l’immancabile clamore mediatico che ne sussegue, probabilmente unico nel suo genere.
Basato appunto sul famoso dipinto, quest’ultimo lavoro di Banksy ripropone l’iconico volto della ragazza andando però a sostituire il famoso orecchio con una spia anti allarme già esistente sulla parete, un nuovo gioco che si sviluppa attraverso un intelligente utilizzo delle architetture pre esistenti nello spazio di lavoro.
Dopo il salto alcune immagini con l’intervento nel dettaglio, con tanto di prima e dopo, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Ericailcane “Potente di Fuoco” at Toulouse Museum (Recap)

20/10/2014

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Ericailcane, il grande artista Italiano ha infatti da poco aperto la sua “Potente di Fuoco” all’interno degli spazi del Museo di storia naturale di Tolosa in Francia.
Ericailcane è senza dubbio uno degli artisti che più seguiamo, l’interprete è tra i più importanti ed acclamati rappresentanti di una street art tutta all’italiana e padroneggia uno stile unico ed immediatamente riconoscibile. Quegli animali antropomorfi disegnati con uno tocco illustrativo e fanciullesco che stridono fortemente con la realtà che vogliono raccontare e commentare, rappresentnao un forte impatto e motivo di contrasto con l’idea di fiaba e racconti per bambini che traspare visivamente dalle opere dell’artista.
L’artista attraverso il proprio operato ha sviluppo un personale dialogo con lo spettatore capace di veicolare temi e spunti impegnati, portando avanti quindi un impegno sociale, un approccio per certi versi di vera e propria denuncia verso le mancanze della società moderna. L’autore lavora attraverso simboli e personaggi appartenenti ad un immaginario fanciullesco, scandendo i ritmi di quello che è un alfabeto visivo diretto ed immediato che si serve del paragone uomo-animale proprio per portare la personale riflessione sull’essere umano.
Dal titolo “Potente di Fuoco” questo nuovo appuntamento di Ericailcane prende titolo dall’omonimo libro pubblicato dall’autore. Il corpo della mostra è costituito da un confronto tra disegni dell’interprete, di quando era bambino, e quelli realizzati a distanza di 24 anni. L’autore riprende in mano i vecchi scarabocchi sognanti e li rielabora attraverso il proprio tratto più maturo. L’esibizione rimarrà aperta fino al prossimo Maggio 2015, quindi se vi trovate in zona l’appuntamento è praticamente d’obbligo.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad alcuni scatti ed al bel video con il quale possiamo dare un occhiata alle fasi di realizzazione dei lavori indoor, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Muséum d’histoire naturelle de Toulouse
35 allées Jules Guesde
31000 Toulouse

Pics by Eric Surmont
Video by Alice Bettolo

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Centina – A Series of New Pieces

20/10/2014

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A distanza di qualche giorno torniamo ad approfondire il lavoro di Centina, l’interprete italiano si è lanciato in una nuova esplorazione all’interno di un edificio abbandonato portando a termine una nuova serie di interventi.
Con questa nuova infornata di lavori abbiamo quindi l’opportunità di immergerci nuovamente all’interno del particolare e sfaccettato sviluppo tematico dell’autore, Centina continua a tratteggiare attraverso i propri interventi quelle che sono le differenti piaghe e sfaccettature dell’animo umano in quella che è senza dubbio una visione cupa e pessimistica. I personaggi dell’autore ereditano quello che è uno stimolo malinconico ed inquieto, riuscendo a tracciare con forza quelli che sono i dannamenti, gli angoli bui e remoti dell’essere umano, il lato più oscuro emerge con forza e violenza andando a mutare irrimediabilmente l’aspetto finale dei visi dipinti.
Il passaggio quindi da interiore ad esteriore avviene attraverso una cambio sostanziale dei tratti somatici, non più uomini ma più vicini a dei veri e propri mostri, con protuberanze che squarciano la pelle, ci troviamo di fronte a figure raggrinzite, grezze, che attraverso il loro aspetto orripilante riescono a trasmette tutta la loro inquietudine ma sopratutto impattano con chi osserva andando a scavare nei suoi stessi impulsi e desideri celati. Si genera un alchimia capace di far emergere, senza alcun filtro, la vera natura dell’essere umano che si mostra finalmente per ciò che davvero è, il marcio interiore prende il sopravvento e si unisce agli stati d’animo, alle sensazioni, alla rabbia del momento, in una rappresentazione diretta ed affilata.
Ancora una volta Centina va quindi a lavorare all’interno di spazi abbandonati, il luogo perfetto per gli stimoli e le differenti applicazioni del suo percorso tematico e visivo, a differenze degli scorsi interventi questa volta l’autore sceglie anzitutto di lavorare esclusivamente attraverso il bianco ed una scala di grigi, abbandonando quindi il rosa acido, ma sopratutto portando avanti nuovi ed interessanti sviluppi all’interno del suo operato. Lasciando comunque immutati gli stimoli tematici tipici delle sue produzioni, questi nuovi volti vengono caratterizzati da una precisa direzione visiva, l’impressione è infatti quella che l’artista abbia voluto rendere questi soggetti come una sorta di involucri, rafforzando quindi la personale idea di decadenza, ed inserendo all’interno degli stessi una serie di dettagli tra nuove e vecchie alchimie. Sono presenti infatti gli iconici spuntoni che letteralmente squarciano la carne e si protraggono verso l’esterno, al tempo stesso, specialmente per il primo lavoro, notiamo una maggiore pulizia accompagnata da una serie di piccoli elementi, minuscoli fratture, che letteralmente dalle quali emerge il volto distrutto e spezzettato di uno dei suoi iconici characters.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto agli scatti in calce al nostro testo dove potete dare un occhiata a quest’ultima serie di lavori, è tutto dopo il salto ma restate sintonizzati, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Dmitri Aske for Artmossphere Street Art Biennale

20/10/2014

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Ci spostiamo nuovamente a Mosca, il nostro amico Dmitri Aske aka Sicksystems in occasione dei lavori collaterali per l’eccellente Artmossphere Street Art Biennale ha da poco terminato di dipingere questa enorme parete.
Dopo aver visto l’interprete alle prese con Long Tomorrow bel duo show realizzato in compagnia di Alexey Luka, andiamo quindi con piacere a dare un occhiata ancora una volta al suo lavoro in strada.
Come visto più volte prerogativa principale delle produzioni di Dmitri Aske è la volontà dell’interprete di servirsi di un comparto visivo essenziale con il quale l’autore va a rielaborare istanti ed immagini quotidiane. I soggetti, le figure, gli oggetti ed i paesaggi prendono vita attraverso un impostazione altamente geometrica, con forti outlines che compongono vere e proprie caselle capaci di simulare una tridimensionalità della forma delle figure, ed al contempo caratterizzare le stesse attraverso banchi cromatici decisamente saturi. In questo senso il particolare approccio è figlio degli studi e delle ricerche personali dell’interprete, dalla grafica, all’illustrazione, che inevitabilmente hanno influenzato l’assetto finale delle produzioni del Russo, al contempo è innegabile una certa influenza astratta che va a scandire le sezioni e le singole parti di ciascuno dei puzzle visivi concepiti dall’interprete.
Dal titolo “The Riders” l’opera prende vita su una enorme parete di 34 x 11 metri in un pittoresco spot sotto un ponte accanto ad una pista ciclabile, chiara ispirazione dell’opera, ed è di fatto il più grande intervento tra quelli fin qui realizzati da Dmitri Aske che sceglie di raccogliere appieno il suo approccio mostrandoci però alcune inedite scelte visive.
La pittura si presenta con i consueti soggetti e panorami stilizzati ma viene realizzata dall’interprete attraverso una serie di immagine che letteralmente si intersecano tra di loro, tra prospettive, effetti di profondità e figure differenti, il quadro risulta quindi meno lineare e maggiormente sfaccettato. Tema principale sono appunto i ciclisti e la loro pista, ma il percorso scelto dall’interprete arricchisce la lettura con riferimenti visivi, cromatici ed attraverso i soggetti, tutti sparsi e legati unicamente dalla tematica comune per un risultato finale che abbiamo particolarmente apprezzato e di cui siamo curiosi di vedere un eventuale proseguo.
Dopo il salto ripercorriamo assieme gli istanti durante la realizzazione dell’opera fino al suo splendido risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Igor 1337x

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Interesni Kazki – New Mural in Aalborg, Denmark

20/10/2014

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Torniamo con piacere ad Aalborg in Danimarca dove ritroviamo con piacere AEC del duo Ucraino Interesni Kazki, l’interprete è infatti tra gli ospiti dell’ultima edizione del WE AArt Festival che si arricchisce così di un altra perla.
Come abbiamo avuto il piacere di vedere in queste ultime settimane con la quasi totalità dei lavori svelati, il roster di artisti scelti per l’edizione di quest’anno del festival ha visto al lavoro nomi tra i più caldi del panorama internazionale come Aryz (Covered), Alexis Diaz (Covered) Escif (Covered) JAZ (Covered) Liqen (Covered), andiamo quindi a togliere finalmente il velo all’ultima fatica di AEC.
Dopo lo splendido show INTER ARMA SILENT aperto a Grottaglie nei mesi scorsi con quest’ultima fatica dell’autore possiamo finalmente immergerci nuovamente all’interno del particolare immaginario degli Interesni Kazki, l’autore presenta infatti “Lighthouse”.
L’opera raccoglie perfettamente tutto il particolare background dell’interprete andando ad instillare un dialogo con quelli che sono gli spunti, le storie e le peculiarità del luogo di lavoro, si tratta in questo senso di un inedito mash-up che coinvolge completamente l’aspetto dell’opera finale, siamo infatti abituati a vedere l’artista sviluppare interventi maggiormente concentrati sul proprio immaginario piuttosto che raccogliere l’identità e gli stimoli dei luoghi visitati. Come sempre per gli interventi di AEC veniamo investiti da una struttura visiva capace di convogliare elementi fantastici, stimoli appartenenti a storie, simboli e racconti, per una mistura altamente onirica, i lavori si presentano attraverso una forte sensibilità per il dettaglio andando a raccogliere l’eredità di una pittura votata al dettaglio e capace in ogni sua singola porzioni di alimentare un profondo carattere.
Quest’ultima fatica come detto raccogliere elementi della cultura nord europea rielaborati attraverso il particolare approccio stilistico dell’artista, vediamo un grande soggetto ergersi a mo di faro, una figura realizzata in rosso ed in bianco, i colori della flag danese, che attraverso il suo sguardo illumina la rotto, più in basso un piccolo percorso dal quale è possibile notare un uomo più piccolo ed infine nel mare in tempesta che circonda il piccolo scoglio, vediamo gabbiani, un piccolo pesce – forse un drago? – a completare il bell’intervento.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Ozmo – New Mural in Wynwood, Miami

20/10/2014

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Ci spostiamo a Miami, qui a distanza di tempo ritroviamo Ozmo, il grande artista Italiano ha infatti da poco terminato di dipingere questa grande parete con una nuova e sensazionale interpretazione delle sue.
Nel lavoro di Ozmo è senza dubbio fondamentale ricordare come l’autore vada a sviluppare i propri interventi attraverso una personale rielaborazione di stimoli ed impulsi tematici appartenenti al luogo di lavoro, in questo senso le tradizioni, la cultura ma sopratutto quelli che sono i simboli del posto vanno a miscelarsi con le suggestioni e gli spunti scaturiti durante gli istanti di elaborazione dei differenti pezzi. Si tratta quindi di una ricontestualizzazione che mira proprio a stimolare ed ad innescare stimoli tematici in chi osserva, mai banali quindi, gli interventi si prestano a differenti chiavi di lettura soggettive e capaci in un modo o nell’altro di far prendere una posizione diretta da parte dello spettatore.
Raccogliendo quindi appieno gli stimoli tematici del proprio approccio visivo, Ozmo giunge nella zona di Wynwood per una personale interpretazione di uno dei simboli degli Stati Uniti messo in un ipotetico confronto, o semplicemente sullo stesso piano, rispetto ad una delle opere più rappresentative dell’Italia e dell’arte Italiana in generale. 
Dall’emblematico titolo “Lady Liberty and David sharing the same pedestal” l’opera divide la parete in due mostrandoci in direzioni opposte la Statua della Libertà ed il David di Buonarroti, arricchite dai rispettivi sfondi, la linea dei grattacieli ed il cielo newyorkese, la galleria dell’accademia di Firenze. In entrambi i casi le figura sono letteralmente sdraiate al livello del popolo dal quale in entrambi i casi si ergono come baluardi partendo comunque da un comune piedistallo, la gente appunto.
L’opera, realizzata attraverso la consueta minuzia nei dettagli, rappresenta l’opportunità di una riflessione a 360° sul rapporto tra gli States ed il nostro paese, si i punti i comuni, andando a toccare attraverso il paragone del piedistallo differenti e soggettivi ambiti. Ozmo quindi stuzzica le nostre corde ponendoci dubbi e perplessità offrendoci ancora una volta l’opportunità di una lettura differente e sfaccettata. L’analogia del piedistallo così come il rapporto che intercorre tra le due differenti opere riesce ad innescare riflessioni di certo differenti mettendo quindi l’accento sulle uguaglianze ma sopratutto sulle diversità dei due stati.
E’ il sopratutto lo sviluppo tematico a colpire, l’autore gioca con i due simboli contrapponendoli, l’ideale di libertà degli Stati Uniti giustapposto all’eroe rappresentato da Michelangelo, scavando più affondo il primo è il simbolo della rivoluzione industriale, e del suo successivo sviluppo, mentre il primo si erge come simbolo del rinascimento e dell’arte, ed ancora emigranti contro turisti per un calderone di riflessioni e spunti che letteralmente investe chi osserva, splendido.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, dateci un occhiata siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Diana Larrea

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Weekly Overview – 13-10 to 19-10

19/10/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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C215 – New Mural in Paris, France

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Collimazioni Festival – The Final Wall

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108 for Festival de Murales La Escocesa

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JAZ for The Painted Desert Project in Arizona

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Nicola Alessandrini – New Mural in Macerata

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Ringhiera Street Art Festival – Recap

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Tellas “Muralismo / Ruralismo” in Ittireddu, Sardinia

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Moallaseconda – New Mural in Rio Marina, Isola d’Elba

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SBAGLIATO – New Pieces in Bologna

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Sam3 “Monumental” at Wunderkammern Gallery (Recap)

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Amor – A Series of New Murals in Paris

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ROA – New Mural in Las Vegas

Violant – “Flying Machine” New Mural

19/10/2014

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Dopo diverse settimane di silenzio torniamo ad approfondire il lavoro di Violant, l’artista portoghese torna infatti al lavoro proponendo una nuova pittura delle sue andando questa volta ad esplorare stimoli maggiormente fantasiosi ed onirici.
Come suggerisce il nome, la violenza che ci accoglie puntualmente e che ci viene letteralmente sbattuta in faccia nel momento in cui osserviamo le produzioni di Violant, rappresenta l’elemento distintivo di una pittura che non si sottrae nel trattare argomenti scomodi e forti investendo chi osserva, attraversandone le percezioni e le emotività all’interno di un universo oscuro, malinconico e triste. Questa precisa scelta tematica dell’interprete è figlia della volontà dello stesso di approfondire aspetti più duri e di conseguenza impattare lo spettatore attraverso un range emotivo profondo e sfaccettato, la forza delle sue produzioni risiede quindi nella volontà di eliminare qualsiasi filtro o censura e trattare argomenti perlopiù difficili attraverso un immaginario realistico ed in questo modo immergere lo spettatore all’interno di un visione oscura, che coglie temi e spunti al limite del brutale. A sostenere questa precisa scelta tematica ritroviamo una pittura atta e diretta verso una rappresentazione quanto più possibile realistica ed intrisa all’interno di una mistura cromatica che sceglie di dedicarsi a colori e campionatura profonde e maggiormente cupe, con il fine finale proprio di rimarcare i concetti e le espressioni legate all’opera raffigurata, amplificando in certo senso il caleidoscopio di emozioni contrastanti che incontrano chi osserva. Violant concentra quindi i propri sforzi verso temi e spunti come la morte, la malattia, l’abbandono, e tutta quella vasta sfera sentimentale che abbraccia la malinconia, la paura, l’odio, tutti sentimenti negativi, questa brutale scelta tematica riversa quindi tutto il proprio impatto all’interno di composizione vere arricchite da una quantità di dettagli sorprendenti che pongono lo spettatore di fronte ad un serie di sensazioni e stati d’animo difficili da digerire, urlano un disagio, stridono, graffiano, raccontano storie di morte, lo strazio e la pena della vita portandoci ad una riflessione serie e coinvolgente, toccando tasti delicati ed emozionali, ma anche suscitando malessere, quasi come un pugno allo stomaco ben inferto che con il rigetto che ne consegue lascia interdetti, deboli e in uno stato di confusione.
Come detto, qui con “Flying Machine”, a differenza dei precedenti interventi, Violant sceglie un approccio meno intriso d’oscuro, piuttosto l’interprete sembra rivolgere il proprio sguardo verso una tematica maggiormente fantastica laddove, attraverso il personale stile pittorico, va a tracciare la forma di un immagine ancestrale, legata quasi ad un sogno, a stimoli di fantasia, per un risultato finale che abbiamo decisamente apprezzato e di cui siamo curiosi di vedere un seguito.

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Fuzi – “Alphabet City” New Fanzine

18/10/2014

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Fresca fresca d’uscita l’ultima bomba di Fuzi, il grande interprete presenta infatti ALPHABET CITY – “Ignorant coloring book”, un libro composto da 52 pagine da colorare con disegni sketch per immersione totale all’interno del particole approccio visivo dell’autore.
Partito nei primi anni ’90, Fuzi è il capostipite dell’ignorant style, definizione questa quanto mai azzeccata e che ben rappresenta il particolare approccio stilistico e lavorativo dell’artista.
Istintività prima di tutto, sembra essere questo lo slancio principale dell’approccio dell’autore che ha sviluppato nel corso del tempo un personale approccio visivo e tematico atto a distaccarsi completamente dai canonici classici del movimento, la pulizia della linea e il rispetto delle regole di proporzione passa in secondo piano rispetto all’espressività ed alla crudezza del tratto in favore di un ottica decisamente più istintiva. Un vero e proprio rifiuto dei dictat auto-imposti e del contenuto conformista della scena graffiti di quel periodo in favore di una personale ottica di lavoro e tematica, nasce così il suo Ignorant Style, ironico e volutamente crudo a tratti anche brutale e senza compromessi, con linee nere e dirette, come un immagine ‘brutta’, che diventa presto un vero e proprio movimento parallelo imponendosi a macchia d’olio su tutta la scena
Caratterizzato dal consueto immaginario ‘brutale’, Fuzi presenta quindi una serie di disegni in bianco e nero dove, attraverso una specifica parola, l’interprete va poi ad elaborarne il senso per mezzo del proprio stile.
La fanzine esce in sole 250 copie ad un prezzo abbordabilissimo di 20 Euro, rilegata a mano e firmata dall’autore.
Null’altro da aggiungere, vi invitiamo piuttosto ad acquistare la vostra copia direttamente sullo store online dell’autore qui, dopo il salto invece potete farvi un idea attraverso alcuni scatti della fanzine.

Pics by The Artist

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Hyuro – New Mural for Desvelarte Festival

18/10/2014

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Ci spostiamo a Santander in Spagna dove per la settima edizione del Desvelarte Festival ritroviamo con piacere Hyuro, la grande artista Argentina ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova e grande facciata attraverso il suo iconico approccio tematico e stilistico.
Hyuro prosegue quindi a svillupare temi forti, a prendere una posizione ben delineata portando a galla riflessioni scomode, situazioni surreali in cui emerge tutta la tematica del lavoro martellante ed incessante che la stessa ha portata avanti in questi ultimi anni. L’interprete ci parla della donna e lo fa attraverso una personale visione decadente, malinconica, poggiando le basi del suo lavoro su una scala cromatica tetra e cupa atta proprio ad alimentare il senso di malessere dei suoi stessi personaggi, vuole raccontarci il proprio punto di vista, le sofferenze psicologiche e repressive della vita di tutto i giorni, un percorso che come ribadito più volte sà di pugno inferto alla stomaco, una velonosa ricorrenza che ci ricorda l’effettiva realtà dei fatti. La donna dell’artista ha mille volti, ricopre mille azioni, si muove, danza, ma soffaca anche i suoi urli, è impotente, condizionata dagli stereotipi della società moderna, legata ed imprigionata – quest’ultimo forse è l’aggettivo che meglio rende l’idea – all’interno del proprio ruolo, cucito e ricamato dal sessismo, dal maschilismo più ostentato e tutt’ora celato dietro una coltre di perbenismo continuamente sbandierato ai quattro venti. Si aprono così pitture che ripercorrono le istantanee di vita quotidiana, le sofferenze della donna giungono allo scoperto attraverso i peculiari characters spenti, si tratta di uno specchio veritiero ed altamente sensibile di una vera e proprio condizione di vita.
Se la scelta tematica risulta quindi facilmente intuibile, è singolare invece il sistema che l’artista applica per portare avanti questi difficili e scomodi temi, la denuncia avviene attraverso la pittura di situazioni al limite del grottesco e che proprio per la loro ilarità spingono l’osservatore ad una attenta riflessione sulla reale condizione della donna, su argomenti come la casa che diventa prigione, con gli oggetti come pentole e scope che diventano un peso più forte e difficile da sostenere, per far arrivare quindi sottile e spietata tutta la vena critica dell’artista.
Per questa sua ultima fatica Hyuro torna a calcare i temi maggiormente dedicati all’universo femminile, a differenza del lavoro proposto per il The Painted Desert Project (Covered), andando a dipingere una serie di donna sedute in cerchio in una sorta di attesa meditativa.
Nient’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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C215 – New Mural in Paris, France

18/10/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di C215, il grande artista Francese ha infatti da poco terminato di dipingere questa grande parete a Parigi portando avanti stimoli e spunti visivi peculiari del suo approccio in strada.
Nelle differenti incarnazioni che l’artista ha avuto nel corso di questi ultimi anni C215 prosegue nel portare avanti il suo iconico stile. Come sappiamo l’autore porta avanti un discorso personale con la strada, l’interprete sceglie infatti una rappresentazione di gente comune capace di stimolare e fare da efficace volano espressivo, per tutto quella serie di sentimenti, emozioni e sfaccettature che caratterizzano l’essere umano. La scelta non è affatto casuale ma rappresenta l’identità stessa dell’autore, la volontà di voler creare una connessione con il passante, attraverso un alfabeto visivo capace diretto ed impattante, al tempo stesso la rappresentazione della natura umana delle sue differenti incarnazioni avviene attraverso uno stile visivo molto personale, un vero e proprio filtro atto a misurarsi con una resa finale al limite del fotografico. I dettagli rappresentano il valore aggiunto degli interventi dell’interprete, i differenti livelli di lavoro riescono a dare vita a particolari giochi di luce, ad una profondità espressiva che pare quasi riuscire a catturare i sentimenti e le emozioni delle persone immortalate, attimi come tristezza, gioia, angoscia, divertimento e riflessione vengono incastonati negli sguardi, nella scelta dei colori, nei solchi e nei giochi cromatici che riverberano negli sfondi elaborati , invadendo i nostri occhi e da lì i nostri pensieri, avvolgendoci nelle sensazioni che diventano nostre attraverso una realisticità assolutamente viva.
Realizzato su Rue Pelleport, l’intervento è caratterizzato anzitutto dalle grandi dimensioni, abbiamo infatti sempre sottolineato come nel personale percorso l’interprete porti avanti due differenti approcci, il primo maggiormente istintivo e legato ai meandri ed agli anfratti urbani attraverso piccoli stencil, il secondo invece attraverso la realizzazione di grandi opere pubbliche legate a doppio filo sia con il lavoro in studio sia con gli interventi ‘minori’. In questo senso è un ritorno in grande stile, caratterizzato da una grande e caratteristica trama cromatica capace di alimentare, attraverso l’utilizzo di un’unica scala di colore, una fortissimo impatto finale.
L’opera viene quindi elaborata da C215 attraverso due differenti direzioni visive, da una parte l’aspetto maggiormente astratto e legato all’utilizzo di un background ricco di sfumature e giochi di colore con vere e proprio sovrapposizioni e di elementi e forme altamente dinamiche, il secondo invece per mezzo degli iconici volti realizzati si in bianco e nero, ma caratterizzati da una serie di colori, che riprendono quelli utilizzati per il fondo e che letteralmente ‘truccano’ i connotati delle stesse figure rappresentate.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica dell’autore, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Cheke x CY – New Mural in Falköping, Sweden

17/10/2014

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In occasione del Konsntten Project, ci spostiamo a Falköping in Svezia qui a distanza di tempo ritroviamo con piacere Cheke e CY che hanno da poco terminato di dipingere questa nuova piccola parete.
Spesso al lavoro in coppia, i due interpreti Messicani partono proprio dalla Svezia per il loro tour Europeo, l’intervento realizzato per il bel progetto eredita tutto lo spirito tematico e lavorativo di entrambi gli interpreti andando a tracciare una personale riflessione sul luogo ed in particolare sulla sua comunità.
Grazie ad un approccio molto personale e peculiare, il lavoro di Cheke ci ha subito colpito, osservando le sue produzioni ci ritroviamo coinvolti all’interno di un immaginario visivo che mescola in un unica mistura elementi appartenenti al mondo delle favole e dei racconti con un impronta romantica e fantastica. Il tratto in particolare si affida ad una profondità di colori, le pennellate si fanno ripetute, sono atte a rimarcare le trame dei corpi e dei soggetti raffigurati, questa particolare scelta va in questo senso ad aumentare sensibilmente la profondità di dettaglio lasciandoci l’impressione di trovarci di fronte ad un lavoro interamente realizzato a matita è davvero forte. I soggetti scelti dall’artista sono sempre piuttosto vari, dal mondo animale ad un pittura incentrata sull’uomo, un impostazione quindi tipicamente figurativa che non si sottrae nell’affrontare tematiche ad impulso sociale ed emotivo.
Impegnata in differenti ambiti ed aspetti artistici, dall’illustrazione passando per la grafica ed appunto la pittura, CY affronta gli spazi urbani attraverso un impostazione tipicamente illustrativa, in questo senso le opere dell’interprete si sviluppano attraverso anzitutto un utilizzo di colori caldi laddove in particolare sono i volti ad offrire un impostazione decisamente caratteristica. Il tratto dell’artista si concentra infatti in una rappresentazione in cui gli occhi, ed i lineamenti del viso vengono realizzati con estrema cura e rappresentano una sorta di marchio di fabbrica puntualmente riconoscibile e riscontrabile nelle produzioni dell’interprete. A questa precisa impostazione visiva si aggiunge una connotazione scenica che va spesso a cogliere dalla natura e da altri elementi paesaggistici in modo da fondere in un’unica grande trama visiva.
Quest’ultima fatica dei due autori raccoglie quindi un eredità tematica appartenente al luogo, ci troviamo in una piccola comunità composta da vari e differenti gruppi etnici mescolati tra di loro, persone dal Marocco, dalla Turchia, Somalia, Cile ed infine gli Svedesi. L’opera quindi poggia le basi su questo tema per affrontare a più ampio respiro l’importanza dell’integrazione a tutto tondo andando, attraverso una rappresentazione di grandi e caratteristici volti, a cogliere le differenze fisionomiche di ciascuno dei gruppi etnici all’interno di un panorama naturale che richiama propria la bellezza naturale del paese nord Europeo.
Dopo il salto alcuni dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare ma restate sintonizzati presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due interpreti.

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Xabier XTRM – New Murals for MIAU Fanzara

17/10/2014

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Negli ultimi giorni Xabier XTRM si è spostato a Fanzara in Spagna dove in occasione del MIAU Fanzara ha avuto modo di realizzare due nuovi interventi proseguendo la personale miscela tra pittura ed installazione.
La rassegna prende vita a Fanzara, un comune spagnolo di poco più di 200 abitanti situato all’interno della comunità autonoma Valenciana, un po’ come accaduto con Tellas ed il suo progetto ad Itireddu (Covered), anche qui ci troviamo all’interno di una piccola comunità che sceglie l’arte urbana come stimolo per sviluppare un nuovo tipo di dialogo con il territorio e con la gente che lo abita.
Abbiamo spesso messo l’accento sul particolare approccio visivo di Xabier XTRM sottolineando come peculiarità principale dell’autore sia quella di sviluppare una duplice approccio su parete, da una parte si muove l’aspetto prettamente pittorico e visivo, dall’altra invece incontriamo un ottima maggiormente legata all’installazione con gli interventi che elevandosi dalla superfice divengono quindi tangibili.
In questo senso siamo quindi di fronte ad alchimia perfettamente riuscita, le produzioni dell’autore Spagnolo vengono sorrette da una profondità pittorica particolarmente accentuata, le trame così come la grande densità di colori miscelati rendono gli interventi ricchissimi di dettagli e spunti. Al tempo stesso l’indirizzo installativo, oltre a rendere tangibili le opere, sviluppa una sorta di percorso interno alle stesse delimitandone lo sviluppo attraverso un equilibrio sia cromatico sia nella forma vera e propria.
Il risultato finale di questo atipico approccio, è una trama assolutamente e capace di volta in volta di restituire a chi osserva sensazioni e stimoli differenti, l’aspetto tridimensionale in questo senso rappresenta una delle peculiarità degli interventi ed al tempo stesso viene alimentato dalla grande prerogativa pittorica che accompagna la totalità delle produzioni dell’interprete, per risultati finale assolutamente unici e da rimanere puntualmente a bocca aperta.
Per la rassegna Xabier XTRM elabora due differenti interventi andando a proporre il consueto ed iconico mix visivo, dal titolo rispettivamente “Piedra angular” e “Flor nocturna”. Aldilà dell’aspetto prettamente visivo, ancora una volte l’autore sceglie di avvicinarsi ad elementi e soggetti appartenenti alla natura regalandoci una persona interpretazione coadiuvata dalla consueta profondità pittorica, splendidi.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed intesa serie di scatti con tutti i dettagli di queste due ultime opere dell’interprete, dateci un occhiata siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Kraser – New Mural for Urban Canvas in Varese

17/10/2014

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Ci spostiamo a Varese, qui a distanza di tempo abbiamo l’opportunità di tornare ad immergerci all’interno dell’immaginario di Kraser, il grande interprete ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova parete in occasione dell’Urban Canvas Project.
Realizzato in collaborazione tra l’Associazione Wg Art ed il Comune di Varese, Urban Canvas nasce come stimolo anzitutto per valorizzare la città ed il suo paesaggio urbano proponendo interventi in strada, atti a rivalutare particolari zone, mostre, tavole rotonde e workshop. In questo senso è quindi importante valutare come, in base agli stimoli che un ambiente come la cittadina Lombarda riesce a proporre, ogni singolo artista, tra realtà nazionali ed internazionali, partecipante al progetto vada a dialogare con gli spazi e di conseguenza con coloro che li abitano proponendo interventi intrinsecamente legati e contaminati con lo stesso. Gli stessi muri scelti, quelli della rotonda Gaggianello e dei sottopassi di Viale Europa e Viale Piero Chiara, sono sotto vincolo paesaggistico andando quindi ad alimentare il senso di totale valorizzazione del progetto nella percezione del panorama.
Ad inaugurare i lavori per il progetto troviamo quindi Kraser, l’interprete Spagnolo con base qui in Italia porta con se tutto il personalissimo immaginario dando vita ad una nuova ed emozionante rappresentazione come sempre sospesa tra slanci emotivi e influenze nel mondo naturale.
Come spesso sottolineato le produzioni dell’interprete sono intrinsecamente legate alla sensazioni ed agli stati d’animo del momento, l’autore si lascia investire dagli stimoli esterni che inevitabilmente ne influenzano l’operato rivelando di volta in volta aspetti differenti così come spunti ed impostazioni visive nuove. I lavori di Kraser rappresentano una sorta esperienza percettiva capace di coadiuvare componenti sognanti e reali all’interno di scenografie ed elementi architettonici più o meno marcati, in questo senso i soggetti dei lavori dell’interprete sono spesso gli animali rappresentati attraverso fusioni che danno vita a belve immaginarie che, unite a componenti naturali così come sezioni architettoniche vanno a stimolare il carattere onirico delle sue produzioni. Attraverso una grande senso stilistico l’artista riesce a sviluppare una pittura dedita al dettaglio riuscendo ad impattare la mente, le sensazioni e le emozioni di chi osserva per mezzo un impatto altamente emozionale.
Quest’ultima magia raccoglie perfettamente tutti gli stimoli del lavoro dell’interprete, quest’ultimo sceglie qui un impostazione più concentrata dove, attraverso un intensa scala di blu, va a segnare lo spazio con una serie di figure ed animali.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti sull’evento e sul lavoro dell’autore.

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Collimazioni Festival – The Final Wall

17/10/2014

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A distanza di qualche giorno chiudiamo il nostro full recap sul Collimazioni Festival, per la rassegna di Forgaria nel Friuli G.Loois, Alfano e Geometricbang e Ciredz hanno avuto modo di realizzare questo splendido intervento in combo.
Come più volte detto la rassegna realizzata in collaborazione tra l’Associazione Forgaria Vita Giovane, Ass. mus. AccordiConcordi e gli amici di Rizoo, con il patrocinio del Comune e della Regione Friuli Venezia Giulia, ha come obiettivo quello di valorizzare il territorio attraverso l’arte urbana e la musica mettendo a disposizione di alcuni tra gli artisti che maggiormente apprezziamo, ampi spazi per esprimere il loro talento.
Nelle settimane scorse abbiamo visto gli interventi singoli di ciascuno degli interpreti ora andiamo a dare un occhiata al lavoro congiunto realizzato su una serie di insenature a forma di arco.
Di Alfaono e Geometricbang e del loro progetto congiuto Funky Horror Vacui abbiamo più volte visto gli sviluppi completamente assuefatti dal particolare piglio visivo e dalle incessanti trame proposte dal duo. In una totale simbiosi gli artisti portano avanti uno slancio in cui sviluppano una sorta di decorazione ossessiva degli spazi portata avanti con l’intento di trasformare in modo totalità la superficie di lavoro. Approfondendo emerge quindi la volontà di far immergere lo spettatore all’interno di un bagno cromatico capace di alternarne le percezioni, gli stimoli e gli stati d’animo in quella che è una fittissima ragnatela di soluzioni visive differenti, mutevoli ed in costante movimento.
Dal canto suo G. Loois insiste nel portare avanti un alfabeto visivo altamente evocativo ed intrinsecamente legato alla natura, in particolare ai suoi elementi ed alle sue forme. Il particolare piglio visivo delle opere dell’autore è tutto racchiuso nell’esigenza dello stesso di catturare l’essenza dei soggetti e delle forme dipinte facendoli interagire con elementi ed astrazioni alimentate da forte propellente immaginario. Ne emergono quindi fattori visivi frapposti. dove figure a metà tra l’irreale ed irreale si scontrano con scale cromatiche sfaccettate ed intensissime, dove la natura, simulata e raffigurata attraverso il suo intrinseco aspetto, incontra il fantastico, forme, linee ed elementi intangibili in una danza tra colori saturi e tinte profonde e sfaccettate.
Infine Ciredz di cui continuiamo a seguire lo sviluppo di un approccio che di volta raccoglie l’eredità visiva e gli stimoli naturali sotto forma di aspetti tipicamente tecnici, l’artista porta in dote la peculiare visione, conseguenza diretta degli studi topografici sulla pianta terrestre, dalle increspature, dalle onde, passando per tutti i differenti elementi che vengono sviscerati dall’autore attraverso una precisa connotazione visiva, stilistica e tematica strettamente legata ad una precisa direzione cromatica.
Il risultato finale è un opera altamente camaleontica, che si muove verso il core centrale andando ad instillare all’interno di ciascuno delle differenti insenature un piglio differente ma comunque legato al precedente. Un intervento che racchiude gli stimoli di ciascuno degli interpreti partecipanti, tra le divagazioni cromatiche tipiche del lavoro di Funky Horror Vacui, passando per gli le sospensioni emotive e naturali peculiari dell’approccio di G.Loois, elaborate su un fondo realizzato attraverso le consuete e profonde scale visive di Ciredz per un risultato finale che ci ha senza dubbio convinto e coinvolto.
Null’altro da aggiungere, dopo il salto piuttosto una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti circa il lavoro degli artisti.

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108 for Festival de Murales La Escocesa

17/10/2014

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Ci spostiamo a Barcellona, all’interno de La Escocesa dove in occasione della terza edizione dell’omonimo Festival il nostro 108 ha da poco terminato di dipingere un nuovo lavoro confrontandosi con lo spazio di un intero edificio.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere 108 da anni porta avanti un peculiare studio della forma attraversato da una rilevanza cromatica notevole con il nero come principale protagonista dei suoi lavori e con le altre scelte cromatiche che si fanno mano a mano spazio all’interno del manto scuro e profondo che l’artista è solito regalarci. A caratterizzare il percorso dell’autore Italiano è senza dubbio una costante evoluzione grazie alla quale ci siamo spesso confrontati con nuove idee, sperimentazioni e sviluppi per le sue figure e sul rapporto che intercorre tra queste ultime ed i colori che le investono lasciando però immutato quello che è lo slancio tematico. Elemento fondamentale nelle produzioni dell’interprete è una personale rielaborazione di forme ed elementi naturali, una spinta tematica questa che da sempre investe ed influenza il lavoro dell’artista, un piglio figlio di una personale fascinazione di luoghi ed elementi naturali che inevitabilmente cambiano e mutano l’aspetto delle sue produzioni.
Raccogliendo appieno quello che è il suo personale percorso visivo, 108 per la rassegna Spagnola ha a disposizione lo spazio di un intera e grande struttura, la particolarità della parete diventa principale slancio per un cambio sostanziale nelle dinamiche tipiche dei suoi lavori. L’iconico slancio delle forme nere è questa volta sviluppato attraverso la superficie dell’intera casupola, un nero avvolgente dal quale l’interprete questa volta va a far emerge una nuova serie di elementi cromatici.
Si tratta quindi di un insolita visione, la figura viene infatti ricavata dalla totalità dello spazio mentre gli elementi e le forme di colore letteralmente risaltano dalla superfice, è proprio qui che risiede l’altra peculiarità dell’intervento, l’autore infatti concentra i propri sforzi proponendo una intrica matassa di forme giocando con differenti tonalità, immergendo e facendo intersecare le stesse fino a creare un intenso apparato cromatico che estende ed investe parte dello spazio nero, celando le peculiarità architettoniche dello stesso e lasciandoci assolutamente a bocca aperta.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i quali ripercorriamo le fasi di realizzazione dell’opera fino al suo splendido risultato finale, dateci un occhiata!

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MrFijodor – A Series of New Murals

16/10/2014

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A distanza di tempo andiamo ad approfondire il lavoro di MrFijodor, l’interprete Italiano ci mostra il frutto del lavoro di questi ultimi mesi con gli ultimi spostamenti in Italia ed all’estero con una bella infornata di nuovi interventi.
Ci siamo spesso confrontati con il particolare immaginario dell’artista Italiano, a tu per tu con le incisive riflessione che lo stesso ha saputo portare avanti per mezzo di un alfabeto visivo e di un linguaggio semplice, diretto e per questo capace di impattare con forza e decisione coloro che osservano le sue opere. In questo senso MrFijodor porta avanti un percorso capace di imbastire una personale riflessione sulla società moderna, e di riflesso quindi sull’uomo, andando a toccare quella grande vastità di situazioni e spunti che caratterizzano l’essere umano. Si tratta quindi di un viaggio interiore all’interno dei differenti aspetti che alimentano e contraddistinguono la nostra quotidianità sviluppato attraverso un impostazione visiva, colora, ricca e vivace, dove trovano posto i bizzarri personaggi dell’interprete. Sono proprio loro, ideale specchio della coscienza, a sviluppare lo slancio tematico degli interventi, ad alimentare il valore riflessivo dell’opere ed al contempo a sviluppare una sorta di frattura visiva. L’artista sceglie infatti nel suo intreccio pittorico di contrapporre la delicatezza dei suoi characters con la ruvidezza dei background in quella che non in quella che diviene presto una analogia della vita stessa. I primi rappresentano e stimolano le personali tematiche di ogni singola produzioni, alle loro spalle si muove invece una pittura densa e profonda, arricchita da tinte e colate di colore differenti.
Nell’osservare le produzioni dell’autore non si deve quindi commettere l’errore di soffermarsi ad una prima e sommaria analisi ma piuttosto andare a ricercare tutti i differenti spunti lasciati dall’artista all’interno delle trame proposte, siano esse scritte, o semplicemente immagini, volti e soggetti, capaci di alimentare il continuo flusso di spunti e temi che da sempre inondano i suoi lavori.
Quest’ultima serie di interventi raccoglie alla perfezione gli stimoli di MrFijodor, vediamo il lavoro realizzato indoor a Skopje all’interno del MKC – Youth Center durante l’edizione Macedone di Paratissima, sia la pittura realizzata in occasione della Sagra della Street Art, arrivano infine all’ultimo intervento dove l’artista si è divertito a proporre una personale visione di due dei più iconici super eroi conosciuti.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dei lavori, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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JAZ for The Painted Desert Project in Arizona

16/10/2014

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Il grande Fraco Fasoli aka JAZ è tra gli artisti invitati a prendere parte ai lavori per l’eccellente The Painted Desert Project, l’artista Argentino ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete proponendo nuovi ed interessanti sviluppi per il suo percorso.
Ci siamo spesso calati all’interno dell’immaginario di JAZ completamente assorti dalle profondità dei suoi temi e dalla particolare inflessione della sua ricerca stilistica e lavorativa, l’artista prosegue nell’approfondire con vigore ed enfasi i temi legati all’uomo, alla natura ed infine al mondo animale, vero e proprio fulcro del suo percorso artistico, tutti questi tre differenti aspetti vanno ad unirsi e vengono sviscerati dall’interprete attraverso una personale riflessione sull’uomo e sul suo stesso animo. L’approfondimento dell’artista avviene attraverso il complesso rapporto tra natura ed uomo, questo viene portato avanti attraverso differenti aspetti, anzitutto le famose fusioni corporee dove interi corpi vengono miscelati con gli animali, qui si assiste ad una sorta di opera a metà tra mistico ed onirico, tra istinto ed umanità, con i corpi inermi, vacui, preda della brutalità del predatore animale, si perde il senso di animale ed uomo che si scambiano invertendosi i ruoli attraverso le differenti chiavi di lettura che ci mostrano l’intenzione dell’artista di dipingere la figure dell’uomo in un totale stato di decadenza. Se da una parte troviamo quindi queste metafusioni dall’altra veniamo accolti da vibranti opere dove è la stessa natura e gli animali a prendere la scena, in queste opere JAZ carica gli spazi attraverso sottili e celate riflessioni, dipinge il branco, od un singolo animale, ne delimita la forma fino a elevarne la profondità. Peculiarità infine dell’operato del grande artista Argentino è la parallela ricerca che compie in ambito artistico sfruttando colorazioni e tinte non canoniche, come le vernici asfaltiche, e una spiccata sensibilità per tonalità più vicine alla terra, calde ed intense a segnare profondamente l’aspetto delle sue produzioni.
Per il bel progetto nel deserto dell’Arizona, JAZ porta in dote un nuovo stimolo, abituati a confrontarci con fusioni corporee, con gli iconici lottatori mascherati, questa volta l’interprete sceglie per un approccio diretto verso la personale fascinazione a tema naturale laddove in questo caso la figura del cavallo appare l’indiscusso ed unico protagonista. L’autore Argentino va quindi a dipingere attraverso il suo iconico tratto una grande mandria di cavalli, a catturare la nostra attenzione, aldilà della grande abilità pittorica dell’artista, sono in particolare le ombre che vanno ad emergere dalla fitta serie di corpi. Attraverso un gioco prospettico l’interprete va infatti ad inserire tra i corpi degli animali la rispettiva ombra, l’impatto, per quanto legato ad un pensiero criptico, risulta decisamente efficace portando chi osserva a chiedersi l’effettiva natura di queste grandi ombre, uno stacco cromatico notevole che stimola un senso quasi di angoscia e paura e che, unita alla grande sensazione di movimento dell’intervento, restituisce un risultato finale assolutamente unico.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, vi invitiamo a darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Pablo S. Herrero – New Murals in Salamanca

16/10/2014

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Ci spostiamo a Salamanca in Spagna, qui all’interno di un vecchia fabbrica ritroviamo con piacere Pablo S. Herrero, l’interprete ha infatti da poco terminato una nuova serie di pittura altamente sperimentatili e connesse con alcuni aspetti legati alla natura.
Pablo S. Herrero attraverso il proprio lavoro affonda le radici in una profonda scelta tematica, la natura riveste un luogo primario nelle produzioni dell’arista che esercita questa sua influenza attraverso la pittura di una intricata serie di rami di differenti dimensioni che vanno ad intersecarsi ed a fondersi tra di loro dando vita ad una foltissima trama. L’interprete raccoglie questa sua caratterizzazione per rivestire le pareti, per creare forme e configurazioni in equilibrio con elementi architettonici dove si trova a lavorare, alimentando un fortissimo senso di profondità ed al contempo giocando con colori e tinte differenti – abbiamo avuto modo di vedere nel tempo sviluppi cromatici differenti dal consueto binomio black and white – atte proprio ad impattare maggiormente chi osserva le sue produzioni. Il grande carattere evocativo delle opere dell’artista va quindi a realizzare un percorso altamente definito, sà di viaggio interiore dove ci si ritrova a vagare all’interno di una selva profondo e ramificata, i differenti percorsi si aprono, schiudono ed intrecciano, muovendosi all’unisono e sviluppano una profondità empatica unica ed avvincente.
Andando a lavorare all’interno di questa vecchie fish farm abbandonata, utilizzata in precedenza dall’interprete come laboratorio creativo, Pablo S. Herrero scegli qui di interessarsi al rapporto tra natura e spazio, in questo senso l’autore va a cogliere in particolare il movimento della stessa riflesso sulla superfice, le ombre quindi, tracciandone il moto durante la giornata. Il risultato finale sono una serie di macchie, un contrasto tra reale ed irreale, che vanno ad imbastire una sorta di visione tridimensionale, confondendo chi osserva ed al contempo proiettandolo all’interno del lavoro, alimentando la poesia dello stesso, per un risultato finale che ci ha certamente colpito e coinvolto.
Si tratta di un inedito esperimento, siamo abituati a confrontarci con le peculiari ramificazione in total black, uno stimolo con il quale l’interprete sceglie di elevare l’intrinseca fascinazione verso gli elementi naturali, approfondendone le dinamiche con gli spazi e di riflesso con l’uomo.
Nient’altro da aggiungere, per darvi piuttosto l’opportunità di apprezzare al meglio quanto realizzato dall’autore, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questa nuova serie di interventi, dateci un occhiata e restate sintonizzati su Gorgo per nuovi approfondimenti sul percorso dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics

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Microbo – New Murals for VIAVAI Project

16/10/2014

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Torniamo con piacere a Racale, tra i grandi ospiti del VIAVAI Project troviamo infatti Microbo, l’artista ha da poco terminato di dipingere questo nuovo intervento iniettando su parete tutto il suo peculiare immaginario.
Come ormai avete avuto modo di vedere in questi mesi stiamo seguendo passo per passo gli sviluppi dell’ottimo Viavai Project di Racale, completamente coinvolti e soprattutto convinti della bontà del progetto portato avanti dagli organizzatori. La rassegna continua a proporre un numero sempre più crescente di interventi andando ad offrire una perfetta miscela tra realtà appartenenti alla nostra scena e nomi internazionali continuando in questo modo il fitto viavai appunto di artisti. L’idea stessa del progetto è infatti quella di proporre attraverso il continuo andirivieni di artisti, una esperienza a lungo termine ben radicata all’interno della comunità, un dialogo con la gente del posto ma anche con i luoghi e le particolarità del paesaggio circostante al fine di offrire una immersione totale capace di staccarsi completamente dalle dinamiche tipiche dei festival e degli eventi che così tanto stanno interessando la scena.
Dopo Bo130 (Covered) un altro dei nomi più blasonati della nostra scena scende in campo per l’evento Pugliese, l’interprete porta in dote tutto il suo iconico tratto ma soprattutto la particolarità della sua tematica, imprescindibilmente legata al suo stesso nome.
Il lavoro di Microbo è una risposta, una conseguenza dei tempi moderni dove la tecnologia continua a monopolizzare l’uomo in tutti suoi aspetti fino a sostituirsi letteralmente con l’immagine stessa dell’essere umano. Ma la tecnologia può davvero rivelare chi è l’uomo? oppure la biologia, gli aspetti più minuscoli e minuziosi, possono unicamente approfondire ciò? Parte da qui l’analisi dell’interprete, si sviluppa come ideale risposta capace di spostare l’attenzione dal macro, dalle immagini che l’uomo stesso compone e da in pasto a se stesso, al minuscolo a ciò che è possibile osservare unicamente attraverso un ‘microscopio’ riducendone l’enfasi, spostando l’attenzione da se stessi a ciò che ci compone al fine di imbastire una riflessione capace di sovvertire i nostri limiti culturali, le nostre fragilità e debolezza con l’idea di proiettare una nuova e diversificata chiave di lettura.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sulla rassegna e sul lavoro dell’interprete.

Pics by Matteo Bandiello

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Nicola Alessandrini – New Mural in Macerata

16/10/2014

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Torniamo con piacere ad immergerci all’interno del particolare immaginario di Nicola Alessandrini, l’artista ha infatti da poco terminato di dipingere questo intervento portando avanti i peculiari temi visivi del proprio percorso.
Catalizzato da una violenza visiva incredibile, l’approccio di Nicola Alessandrini continua ad insistere su un alfabeto visivo forte, diretto a tratti quasi rabbioso, l’impostazione dell’interprete è diametralmente connesso con la volontà dello stesso di sviluppare una personale riflessione sull’uomo. L’autore analizza l’essere umano per la sua natura più oscura, tetra, sfociando nel bestiale, innescando da qui un analogia visiva con il mondo animale, accostando quindi volti e corpi umani con parti e sezioni appartenenti alla fauna. La scelta non è affatto casuale, questo continuo ed equilibrato rapporto serve proprio all’interprete per tracciare e sottolineare con forza la precisa visione pessimistica ed al contempo imprimere in chi osserva la propria analisi. La decadenza dell’uomo moderno viene quindi analizzata attraverso un immaginario assolutamente vivo, capace di impattare fortemente con lo spettatore in cui non stupisce affatto la scelta dell’autore di portare avanti un immaginario forte, duro e sordo, caratterizzato da una profondità sia tematica e soprattutto pittorica, difficile da digerire.
Proprio uno degli aspetti di maggior interesse è proprio lo stimolo pittorico che l’artista porta avanti, le opere vengono infatti sviluppa attraverso una vera e propria fusione fisica, trattandone i corpi l’autore sviluppa forme e figure bizzarre, al contempo la grandissima propensione al dettaglio viene utilizzata per rimarcare determinate sezioni. La carne viva, i corpi che si squarciano e che si aprono lasciando intravedere le loro stesse membra, sangue ed interiora, veniamo quindi messi a confronto con una pittura per certi verse difficile, dal forte impatto, un impostazione diretta verso il disgusto, ma che di fatto alimenta il valore riflessivo di ciascuna delle opere proposte.
Quest’ultima fatica di Nicola Alessandrini ne eredità tutto il particolare approccio, ancora una volta il primo impatto è senza dubbio difficile, in “Madresnatura”, questo il titolo del dipinto, ci troviamo a confronto con un grande volto di un maiale unificato nella sua estremità sinistra da quello di un bambino, vediamo ambedue letteralmente investite da una serie ramificazione che attraversano e trapassano la carne di entrambe le due figure, buio.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’autore, in attesa di scoprirne nuovi aggiornamenti, il consiglio è quello di darci un occhiata, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Marco di Cosmo

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Freddy Sam – New Mural in Antananarivo, Madagascar

15/10/2014

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Ricky Lee Gordon aka Freddy Sam continua il suo bel periodo, l’artista Sudafricano si è infatti da poco spostato in Madagascar per prendere parte ai lavori di questa edizione del Festival D’Urbain per il quale ha realizzato questa nuova ed intensa pittura.
La particolare location del festival, ci troviamo ad Antananarivo, la capitale e la più grande città del Madagascar, ci permette ancora una volta di gettare lo sguardo su terre distanti e di come anche realtà come questa si stiano piano piano affacciando verso il sistema della street art. La scelta di coinvolgere un autore come Freddy Sam è, a parere nostro, risulta assolutamente azzeccata, l’interprete è sempre stata piuttosto sensibile nell’affrontare progetti urbani profondamente interconnessi con il tessuto urbano ma soprattutto sociale del proprio paese ed in generale dell’Africa stessa. Questo particolare stimolo tematico va in questo senso a coincidere ed a stimolare quello che è il comparto produttivo dell’autore, Freddy Sam sceglie infatti di realizzare scorci naturali, elemento questo di spicco nelle opere dell’artista, istantanee di vita ed intrinsecamente legate agli aspetti quotidiani della gente comune. In questo modo l’interprete imbastisce un rapporto, un dialogo serrato con le persone, capace di veicolare da una parte immagini e visioni note, dall’altra di stimolare una riflessione ed una crescita personale toccando temi come appunto la natura, questioni sociali e talvolta politiche
Dal titolo “A Faded memory of an island” quest’ultima fatica di Freddy Sam raccoglie perfettamente gli stimoli sia visivi che tematici che stanno interessando il lavoro del Sudafricano, da una parte quindi troviamo nuovamente una pittura altamente evocativa, con intense pennellate declinate attraverso il peculiare range cromatico affidato unicamente al bianco ed al nero. Dall’altra invece i soggetti dell’intervento ne richiamano lo stesso titolo, in quello che è una sorta di puzzle composito caratterizzato da volti e piante che vuole tracciare appunto una personale memoria della bella isola africana attraverso le emozioni e le immagini che maggiormente hanno ispirato l’autore.
Dopo il salto ricca galleria di scatti con i dettagli dell’opera, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Seikon – New Mural in Wąchock, Poland

15/10/2014

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Dopo il break di qualche settimana, volgiamo nuovamente il nostro sguardo sul lavoro di Seikon, l’interprete Polacco ha da poco terminato un nuovo intervento su questa piccola struttura in legno nel comune urbano-rurale di Wąchock, in Polonia.
Dopo la bella combo di qualche giorno fa in compagnia di Otecki (Covered) Seikon torna quindi in solitaria andando ad elaborare un nuovo lavoro figlio dei recenti sviluppi e che porta avanti la peculiare ricerca astratta e geometrica che da sempre accompagna le produzioni dell’autore.
Abbiamo spesso incrociato il cammino con quello dell’artista cogliendone il particolare moto visivo figlio di un alfabeto capace di portare avanti uno slancio sperimentativo che si sviluppa attraverso una soluzione tipicamente geometrica. Partito con l’elaborazione di texture e grandi matasse di linee, con intrecci sempre piuttosto intricati, l’interprete ha poi cambiato registro andando a sviluppare un lavoro più equilibrato ed ordinato, proponendo una sorta di costruzione geometrica.
In tal senso è interessante notare come l’autore Polacco attraverso linee, segmenti, e figure di vario tipo vada a costruire un vero e proprie percorso minuzioso e capace di imbastire un legame con il panorama circostante, cogliendo i colori e le differenti tinte ad esempio, di esaltarsi attraverso direzioni tridimensionali e giochi di profondità. Al tempo stesso la trama complessa e sfaccettata generata dall’artista ne rilancia le sensazioni e gli stati d’animo del momento, in quella che diviene quindi una miscela tra ragione ed istinto.
Quest’ultima fatica di Seikon raccoglie alla perfezione gli stimoli del suo lavoro, al tempo stesso non possiamo non notare una differente applicazione dei colori da parte dell’autore, le tinte scelte vanno in questo senso a sviluppare la trama delle figure attraverso un interessante effetto gradiente. L’impressione è quella che l’artista abbia voluto imprimere più forza al suo lavoro ed al tempo stesso regalarci una sorta di sensazione di movimento che ben si presta al particolare alfabeto visivo proposto e di cui siamo curiosi di vedere eventuali sviluppi.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete invece trovare una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ringhiera Street Art Festival – Recap

15/10/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo a Milano per andare a dare un occhiata ai lavori realizzati per il Ringhiera Street Art Festival con gli interventi di Tellas, Ciredz, Nelio, Xuan Alyfe, G.Loois, Hitnes e TILF.
Realizzato con l’appoggio del Comune di Milano ed il Consiglio di Zona 5, il festival si è posto come principale slancio quello di migliorare la quotidianità dei cittadini all’interno dell’area del Teatro Ringhiera, sede dell’evento, ed al tempo stesso, attraverso lo sforzo delle istituzioni, di spingere verso un coinvolgimento capace di toccare tutta la città ed i suoi cittadini. Al tempo stesso rappresenta un apertura delle istituzioni Milanesi verso gli artisti che lavorano in strada con il primo ed importante evento patrocinato dalle stesse.
La location del Righiera Street Art Festival è come detto il grande edificio comune che ospita il teatro stesso, gli uffici dell’anagrafe della zona 5, il deposito della biblioteca comunale di zona, i Cam ed altre associazioni.
Il risultato finale di questo incredibile sforzo combinato è una trasformazione totale di tutte le facciata del teatro, la particolare architettura delle stesse ha permesso agli artisti di sviluppare un dialogo congiunto andando a dialogare attraverso i differenti approcci dei loro stili. Tra componenti astratti, figurative, tra le personali ricerche, ci troviamo di fronte ad un bagno cromatico che assume le sembianze di un gigantesco e camaleontico sogno onirico dal quale emergono soggetti, figure ed elementi differenti, tutti combinati ed intersecati tra di loro per un impatto finale che lascia certamente a bocca aperta.
Catalizzatore comune è quindi la volontà di una condivisione a 360 gradi capace di sviluppare all’interno della lunga e particolare superficie del Teatro, gli impulsi naturali e le forme astratte di Tellas, la particolare ricerca topografica ed astratta di Ciredz, le vibranti composizioni geometriche di Nelio, sfociando poi nei particolari elaborati di Xuan Alyfe che porta qui in dote tutto il carisma e l’unicità del particolare immaginario, le figure e le astrazioni di G.Loois, arrivando infine a coinvolgiate tutto con i soggetti e gli animali tipici del percorso di Hitnes e concludendo con gli iconici soggetti TILF. Denominatore comune appare quindi essere anzitutto l’aspetto naturale che va a toccare la quasi totalità degli artisti chiamati per il Ringhiera Street Art Festival, un occasione quindi di osservare come, attraverso i personali spunti e la propria ricerca, ogni autore abbia poi delineato un personale spaccato sulla natura, coinvolgendo forme, elementi e soggetti differenti, tra impasti di forme, tra personaggi che emergono dalle pieghe cromatiche, tra volti di animali che tentano di districarsi dalla matassa di tinte e scale di colore, tra forme, blocchi ed elementi geometrici, tutto raccolto ed equilibrato in un risultato finale che ci ha lasciato assolutamente scossi.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli del grande intervento realizzato, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to Serena Serrani for The Pics

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2Alas – New Murals for VIAVAI Project

15/10/2014

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A distanza di qualche giorno torniamo in Puglia, qui a Racale in occasione dei lavori per l’eccellente VIAVAI Project troviamo i 2Alas che hanno terminato di realizzare uno dei loro particolari interventi andando a lavorare su questa piccola parete.
I ragazzi di VIAVAI hanno allestito una delle realtà senza dubbio più interessanti del panorama Italiano e non proponendo il giusto mix tra artisti nostrani e nomi internazionali per una ricetta finale che ha visto susseguirsi, in un viavai appunto, nomi illustri del panorama a livello globale. L’intenzione principale del progetto è sempre stata quella di distaccarsi da un etichetta di festival per coltivare piuttosto un approccio più umano, riportando quasi alle basi il movimento, ed offrendo agli artisti la possibilità di una immersione totale all’interno delle meraviglie, dei paesaggi della Puglia ed al tempo stesso della sua gente e del calore umano che unicamente il meridione riesce ad offrire. Se questo è stato il principale innesco, l’esplosione è avvenuta attraverso i lavori presentati dagli artisti, davvero tanti, che fin qui hanno preso parte alla rassegna, un livello qualitativamente altissimo che ha saputo tracciare differenti direzioni approfondendo tecniche ed approcci deferentissimi tra loro.
In questo senso quindi con piacere andiamo a togliere il velo all’ultima fatica dei 2Alas, il duo formato da Andrew Antonaccio e Filio Galvez per la rassegna porta in dote tutto il suo peculiare approccio visivo. L’approccio degli interpreti è infatti dettato da una visione tendente al geometrico attraverso il proponimento di volti, figure o immagini realizzate attraverso una meccanismo visivo composito. Si tratta di immagini binarie che, realizzate a mano dagli interpreti vanno a comporre un quadro sfaccettato visibile unicamente da lontano, osservando infatti le produzioni da vicino veniamo colti da una serie di figure e forme astratte ripetute tra loro.
L’intervento dei 2Alas per il progetto eredita quindi tutta la peculiare impostazione visiva e stilistica dei due artisti che scelgono qui di affidarsi unicamente ad un colore, in questo caso il rosso, l’immagine risulta quasi impercettibile eppure riusciamo a carpirne i protagonisti, una scena familiare intervallate da una serie di cerchi nella parte più alta del lavoro per un impatto finale mozzafiato.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi aggiornamenti sul bel progetto.

Pics by Matteo Bandiello

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Tellas “Muralismo / Ruralismo” in Ittireddu, Sardinia

15/10/2014

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Nuovo progetto per Tellas, il grande artista Italiano ha da poco concluso “Muralismo / Ruralismo”, ultima fatica realizzata andando a lavorare ad Ittireddu, piccolo paesino nell’entroterra della Sardegna.
Ittireddu è uno dei paesi più piccoli della Sardegna, la popolazione è di poco più che 500 abitanti ed è situato nell’antica regione del Meilogu in Provincia di Sassari, il paesino si estende intorno a rilievi di origine vulcanica, mentre attorno c’è una montagna rossa, chiamata Monte Ruju ed un vulcano spento.
In questa particolare location i ragazzi di “Per ittireddu abbiamo un piano P” stanno cercando di cambiare l’impatto ed il piano paesaggistico del paese attraverso un coinvolgimento attivo da parte della popolazione locale, Tellas viene quindi chiamato per realizzare un workshop con i bambini dell’asilo e delle scuole elementari e per dipingere un grande murale al centro del paese.
A favorire l’operato dell’interprete, sempre piuttosto sensibile a situazioni, spot e luoghi di fatto incontaminati ed/o totalmente immersi nella natura, è senza dubbio la particolare posizione del paese che, insieme alla suo carattere rurale, riescono a partorire il giusto slancio e gli spunti adatti per l’operato dell’artista. Come infatti abbiamo avuto il piacere di vedere diverse volte, il lavoro dell’autore italiano poggia le basi su una precisa inflessione tematica che attraverso una rievocazione e rielaborazione di forme e figure appartenenti alla natura , sfocia in una personale ricerca astratta dove i simboli, le visioni e gli elementi naturali vengono miscelati dal particolare tratto visivo dell’interprete. In questo senso quello che ci ha sempre appassionato è la capacità dell’artista di variare costantemente il proprio piglio visivo andando a portare avanti una ricerca capace di connettersi con gli elementi naturali, innescare una matassa visiva all’interno della quale si intrecciano forme e figure differenti, costantemente in movimento quindi, ed in grado puntualmente di esaltarsi ed esaltarci, lasciando invariati gli slanci tematici e lavorando quindi sulle loro differenti declinazioni.
In questo senso i due interventi realizzati all’interno del progetto, portano in dote tutta la profondità del lavoro di Tellas. Il primo dei due, elaborato insieme ai ragazzi delle scuole, propone una delle consuete forme dell’autore in bianco e nero a contrasto con la vivacità dei colori e delle differenti tinte che ne compongono la trama realizzata proprio dai bambini.
Il secondo lavoro, quello dipinto al centro del paese, ci mostra invece gli ultimi sviluppi della ricerca dell’artista, Tellas continua anzitutto ad inserire elementi tridimensionali all’interno delle sue configurazioni, piccole scaglie e forme che letteralmente gravitano dalla superficie e che riescono perfettamente a rendere un idea di moto. D’altro canto la scelta dei colori qui è diametralmente connessa con il paesaggio circostante, laddove l’interprete elabora un intensa scala concentrica all’interno del grande cerchio che si estende da uno degli angoli della struttura per un risultato finale da rimanere a bocca aperta.
Come consuetudine in calce al nostro testo potete dare un occhiata a tutti i dettagli dei due lavori realizzati dall’artista, in attesa di nuovi aggiornamenti il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Crossboarding – New Book by LeGrand Jeu

14/10/2014

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Gli amici di Le Grand Jeu finalmente fuori con Crossboarding: An Italian Paper History of Graffiti Writing & Street Art, nuovo libro totalmente incentrato sulla storia cartacea dei graffiti e della street art del nostro paese.
Pubblicato da LO/A Edition e Le Grand Jeu con il contributo di Bruno Messina ed i testi di Christian Omodeo, il libro è il risultato di una enorme ricerca di tipo storico di quest’ultimo, con un risultato finale che sa di viaggio all’interno dei lavori su carta di chi, nel corso del tempo, ha voluto rendere tangibile la propria passione. La pubblicazione in questo senso abbraccia a 360° tutto l’universo dei graffiti e della street art, del muralismo, dai cataloghi delle mostre, alla rivesti, passando per i libri fotografici e le ricerche universitarie, abbiamo di fronte una sorta di bibbia capace di raccontare e mettere l’accento attraverso testi ed immagini di 120 libri di autori italiani o pubblicati in Italia, capaci di testimoniare e diffondere le differenti disciplini nel corso del tempo.
In questo senso si tratta di una sorta di riflesso dell’effervescenza tutta Italiana, un specchio capace far riflettere sull’avanguardia, sui grandi momenti legati ai graffiti ed alla street art in italia, di come i primi libri di spessore legati ai Graffiti Americani, risalenti agli anni ’70, siano di due autori Italian, di come personaggi di spicco come la curatrice Francesca Alinovi, agli inizi degli anni ’80, portava avanti l’idea di una prima mostra museale interamente dedicata al Graffiti Writing Europeo, di come le case editrici iniziarono a pubblicare libri di riferimento su alcuni dei più grandi rappresentanti americani, e così via fino ai giorni nostri.
Presentato con un eccellente package, Crossboarding è quindi l’occasione per sviluppare una personale riflessione sul movimento e sulla pratica dell’arte urbana attraverso i suoi riferimenti cartacei, il libro esce in 500 copie, con testi in Inglese e Francese, ed è disponibile per l’acquisto direttamente sul sito di Le Grand Jeu ad un prezzo più che abbordabile di 35 Euro più i costi di spedizione.
Consigliamo caldamente l’acquisto.

The result of a colossal research project by curator Christian Omodeo, co-founder of Le Grand Jeu, Crossboarding: An Italian Paper History of Graffiti Writing and Street Art is a journey through an Italy passionate for urban art. From exhibition catalogues to magazines, photo books, and academic papers, the works profiled in the exhibition echo the country’s deep interest in Graffiti Writing, urban writing, Street Art, and “muralism”, starting with Sardinia’s colourful walls.
Collecting an ensemble of works published in Italy or by Italians on the subject, Crossboarding is a veritable bible of urban art, presenting 120 publications selected by Christian Omodeo. Each notice is accompanied by photos, a description of the book’s contents, and a bibliographic notation. An exhaustive bibliography completes the book, bearing witness to the appearance and expansion of movements, their development towards legitimacy, and their role in the debate around urban art forms.

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David De La Mano for Empty Walls Festival

14/10/2014

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Torniamo con piacere a Cardiff, tra gli ospiti dell’Empty Walls Festival di quest’anno troviamo con piacere David De La Mano, l’artista per la rassegna ha infatti da poco terminato di dipingere questo nuovo e grande intervento.
Come detto più volte David De La Mano porta avanti una tematica legata all’uomo attraverso un approccio che prosegue in direzione di una sempre più crescente esigenza di cambiare forme e sembianze agli elementi che ospitano le sue visioni, sviluppando una precisa e distintiva rappresentazione dell’uomo moderno. La volontà dell’autore è quella di portare a compimento una pittura di rappresentazione di quelli che sono i demoni interiori dell’essere umano, osservando le sue opere si notano infatti fare capolino nascosti tra la grande varietà di piccoli soggetti rappresentati, piccoli esseri, dei veri e propri demoni armati di bastoni e con le orecchie a punta, ed è proprio qui che risiede la peculiarità tematica dei lavori dell’artista. Si tratta di un celare le brutture e gli orrori dell’uomo attraverso la pittura di una controparte opposta, rabbiosa e brutale che vediamo nascosta all’interno delle sue caratteristiche e ricchissime configurazioni in un continuo bilanciamento tra bianco e nero, tra malvagio e puro.
Quest’ultimo intervento di David De La Mano rappresenta l’occasione per tornare ad immergerci all’interno del particole slancio emotivo che caratterizza le opere dell’artista, un nuovo intervento questo che possiamo leggere come estensione diretta delle ultime sperimentazioni in spazi e pareti di dimensioni più piccole. Negli ultimi mesi l’autore si è spesso confrontato con particolari superfici e progetti differenti, spesso indoor, andando in questo senso a sviluppare una particolare simbiosi con i luoghi, il panorama ed i particolari spot, è quindi interessante osservare come in seguito a questo processo produttivo, l’interprete torni finalmente a confrontarsi con una parete di grandi dimensioni andando a raccogliere gli stimoli nuovi e passati.
L’opera realizzata per la rassegna viene quindi stimolata dal consueto binomio cromatico e dagli iconici personaggi dell’autore, al tempo stesso è innegabile constatare la ricchezza di dettagli così come la particolare scelta di elaborare l’intera opera attraverso un impostazione frammentata, come una sorta di specchio rotto dove tra le crepe e tra le differenti sezioni vediamo scomposti i corpi dei famosi personaggi dell’artista.
Come consuetudine in calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

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DIMA – New Murals in Poland

14/10/2014

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Con piacere andiamo ad approfondire nuovamente il lavoro di DIMA, l’artista Ucraino ha infatti da poco terminato due nuovi interventi catalizzati da nuove sperimentazioni e da un piglio visivo certamente più aggressivo ed impetuoso.
DIMA è senza dubbio uno degli interpreti che maggiormente riesce a stimolare la nostra attrattiva, l’autore per mezzo di un approccio molto personale, prosegue, con queste due opere, a sperimentare nuove soluzioni in grado di continuare a sviluppare la peculiare ricerca sulla forma. In questo senso l’alfabeto visivo proposto dall’artista è profondamente interconnesso con le riflessioni del momento, ricorderete la bella serie realizzata in concomitanza con i tumulti Ucraini (Covered), con gli stimoli del luogo e dello spot scelto, fino a creare una matassa visiva che si sviluppa seguendo un equilibrio cromatico costante e capace di esaltare le personali influenze astratte innegabilmente legate ad una attrattiva legata a forme e visioni prettamente naturali.
Ad alimentare le produzioni dell’autore troviamo infine un tratto che si muove a proprio agio tra un impostazione più ruvido, capace di segnare lo spazio attraverso forti scosse ereditate direttamente da un piglio maggiormente istintivo, ed un maggiormente delicato, quasi grafico, per elaborati più studiati e capaci di veicolare le sensazioni e gli aspetti tipici del lavoro dell’artista attraverso colori e forme meno spigolose, più dolci, ma non per questo meno intense.
Avevamo lasciato DIMA alle prese con i lavori per l’eccellente Black Circle Festival, ora a distanza di qualche settimana l’interprete torna con un doppio lavoro che rivendica anzitutto la forte prerogativa sperimentale. Questi due nuovi interventi giocano infatti su un bel effetto tridimensionale, vediamo un grande rettangolo letteralmente sganciarsi da un altro posto alle sue spalle, qui l’autore utilizza questo escamotage per da una parte sviluppare la trama a tre dimensioni dall’altra per frapporre una sorta di confronto tra due tracce decisamente opposto. Utilizzando quindi le stesse tinte per entrambi i lavori, l’artista si diverte a rapportare texture e trame differenti, da una parte il bianco ed il nero con le sue righe, dall’altra il rosso vivo e le esplosioni del giallo, quasi a darci un impressione di fuoco e fiamme, bellissimo.
In calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una bella selezione di immagini con i dettagli di quest’ultima doppia parete firmata dall’autore, dateci un occhiata! Siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Moallaseconda – New Mural in Rio Marina, Isola d’Elba

14/10/2014

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Prosegue il bel periodo di Moallaseconda, l’artista Italiano continua a portare avanti il suo personale percorso produttivo con quest’ultimo lavoro realizzato a Rio Marina, sulla costa orientale dell’isola d’Elba.
Con quest’ultimo intervento, l’artista Italiano continua a tracciare con forza il peculiare approccio artistico, osservando infatti l’evoluzione e lo sviluppo sia visivo che tematico dell’autore, non possiamo non sottolineare il cambio sostanziale nelle dinamiche portate avanti attraverso il lavoro in strada. Partito con uno stimolo maggiormente figurativo, l’interprete ha poi scelto di spostare la propria attenzione sulla forma e sugli elementi che compongono ed interessano il suo stesso immaginario. Ne è emerso un approccio decisamente più personale, certamente più criptico e legato ad una astrazione capace di veicolare stimoli differenti, forme e configurazioni diametralmente opposte figlie di sensazioni e stati d’animo, di personale riflessioni e spunti, e veicolate raccogliendo alcuni degli elementi tipici del precedente percorso, come ad esempio il bianco ed il nero come unici vettori cromatici, l’idea di legare le configurazioni attraverso intrecci di fili di vario genere.
L’opera, realizzata su una piccola struttura in cemento, rappresenta, esattamente come il doppio intervento di Ozmo ed Eron a Capri di qualche settimana fà (Covered), un inedito per l’Isola d’Elba e viene sviluppato da Moallaseconda come naturale evoluzione delle ultime sperimentazioni. L’idea come detto è quella di semplificare da un punto di vista visivo quelli che sono gli stimoli e le tematiche tipiche dell’immaginario dell’artista che al contempo fa sfoggio di un piglio maggiormente dinamico legato a doppio filo con il peculiare studio della forma e delle sue differenti declinazioni.
Proprio l’idea di movimento sembra essere uno degli slanci e degli spunti che maggiormente affascinano l’artista, in questo senso l’intervento si muove attraverso un camaleontico apparato visivo, ci troviamo di fronte ad una sorta di onda emotiva che letteralmente riflette emozioni e sensazioni differenti mutando il proprio stesso aspetto. È proprio qui che si sviluppa tutta la forza del lavoro, l’artista dipinge attraverso differenti impostazioni, dalle piccole pennellate che formano l’intreccio di minuscoli filamenti arriviamo ad un intermezzo nero, che sfocia in un piglio maggiormente grezzo e stimolato da una pittura largamente emotiva, il tutto infine contrapposto ad una breve sezione in verde che letteralmente stacca e propone un interessante intermezzo nelle dinamiche cromatiche tipiche di Moallaseconda.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti circa il lavoro dell’interprete.

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SBAGLIATO – New Pieces in Bologna

14/10/2014

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Prosegue il bel periodo per i ragazzi di SBAGLIATO, gli artisti si sono da poco spostati a Bologna dove con il team dell’ALTrove Festival hanno da poco terminato un nuova serie di interventi sparsi per le strade della città.
A caratterizzare questi ultimi mesi di lavori degli autori Italiani c’è una continua ricerca di nuovi stimoli e sviluppi visivi in grado di sedimentare e far evolvere al meglio il particolare piglio che da sempre caratterizza le produzioni degli interpreti. L’abbiamo ribadito più volte, l’elemento che caratterizza le produzioni di SBAGLIATO è la capacità degli interpreti di creare fratture visive attraverso la proposizione di elementi architettonici campionati e poi incollati, all’interno di un panorama urbano in cui gli stessi risultano assenti. Non si tratta unicamente di una forzatura visiva, piuttosto lo stimolo prodotto dai lavori riesce ad innescare una contraddizione bella e buona, l’idea è quella di cogliere lo spettatore od il passante, in totale sorpresa, di sviluppare una sensibilità visiva proponendo elementi assolutamente reali, in grado di ingannare la vista e di trapassare la dimensione stessa del luogo. Gli ultimi interventi elevano in questo senso il principio stesso delle produzioni firmate dagli artisti, la duplice interazione proposta, attraverso giochi visivi sempre più intricati ed il dialogo stesso con lo spot, la città e le sue peculiarità architettoniche, e quello sviluppato con lo spettatore, si stanno mano a mano facendo sempre più densi ed intricati.
In questo senso il particolare approccio degli autori non è necessariamente legato alla grandezza dell’intervento ma piuttosto alla sua stessa capacità di sorprenderci ed al tempo stesso di generare una finzione reale capace di coglierci impreparati, le opere hanno assunto sempre di più i connotati della realtà stessa portandoci a perdere i contatti con quest’ultima, sottomessi da un immagine reale ma che al tempo stesso suggerisce la sua stessa finzione, una frattura capace di stimolare sensazioni differenti, un suggestivo bagno capace di regalarci nuovi scorci ed interazioni con la città che prima non pensavamo possibili. La fantasia impatta con il razionale, siam portati a scegliere la prima, a lasciarci cullare dall’impossibile per venire calamitati all’interno di visioni appartenenti al reale ed al quotidiani eppure al tempo stesso così dannatamente effimere.
Quest’ultima serie di interventi realizzati a Bologna prosegue quindi il percorso degli SBAGLIATO portando a compimento una nuova serie di piccoli interventi, denominatore comune sembra essere la volontà degli artisti di impattare con gli stimoli dimensionali che gli spot scelti riescono a trasmettere. Una colonna portante diventa quindi un ingresso, un varco squarciato, oppure straccia il senso metafisico del luogo andando a proporre un vero e proprio porticato, l’idea è quella di invogliarci ad entrare, di spingerci ad osservare cosa cela il buio, cosa c’è aldilà dell’ultima colonna, in una direzione che abbiamo particolarmente apprezzato.
C’è spazio anche per nuove installazioni tra cui non potevamo che non riconoscere ‘Trottola’, la famosa roulotte presenta all’interno del Palazzo Collicola (Covered) che torna qui in una nuova posizione, all’aperto, immersa nel verde, in uno spazio con il quale sicuramente riesce a dialogare alla perfezione, inserendosi a meraviglia, per un inganno quanto mai riuscito e posto a pochi passi da un nuovo intervento di Alberonero di cui vi daremo notizia nei prossimi giorni.
In calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli degli interventi presentati, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti.

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Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

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OBEY – New Pieces in Toronto

13/10/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro di Shepard Fairey aka OBEY, l’interprete ha infatti da poco terminato un nuova serie di interventi per le strade di Toronto, tra stickers, stencil e nuove pareti dipinte.
Si tratta dell’ultima tappa dell’intenso tour che ha visto OBEY e la sua crew al lavoro in ben sette differenti città negli ultimi mesi e che ha offerto l’opportunità all’artista di lavorare indisturbato su grandi spazi pubblici.
Tra amore ed odio l’artista statunitense probabilmente è uno tra i più controversi di tutto il panorama, nell’ottica del suo progetto di propaganda l’interprete ha dato vita ad una serie di progetti collaterali, tra cui la famosa marca di abbigliamento, che ha fatto decisamente storcere il naso ai puristi, aldilà della polemica a cui vorremmo dedicare presto lo spazio più adatto, vogliamo concentrarci qui sull’aspetto visivo che da sempre distingue il lavoro di Fairey. Con uno stile facilmente distinguibile OBEY cavalca l’onda di un tratto che richiama elementi propagandistici della prima parte del ’900 con i cartelloni di propaganda russa e comunista come maggiore fonte di ispirazione, opere quindi che attingono ad una marcata energia grafica con sferzate illustrative per quanto concerne i volti rappresentati, a questa particolare inflessione stilistica l’artista aggiunge un affinità con temi ed argomenti importanti, l’abbiamo spesso visto schierarsi apertamente realizzando lavori dalla forte indole sociale e politica o semplicemente lanciare messaggi di pace attraverso volti più o meno noti delle battaglie sociali.
In attesa di scoprire nuovi stimoli e nuovi sviluppi nel lavoro dell’interprete, ci godiamo la consueta infornata di interventi, come detto per questa sua ultima tappa l’artista ha offerto un bel vasto campionario, dalle due grandi pareti, la prima sulla superficie esterna del locale The Tattoo, la seconda invece su quella del The Gladstone Hotel, andando infine a tappezzare vicoli, anfratti e strade con sticker e lavori su carta.
Dopo il salto una ricca galleria a supporto del nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sull’autore Statunitense.

Toronto was the last stop on my seven city mural tour and it was a fun place to end the tour with a bang. A bunch of the Obey Clothing crew from Canada and the U.S. came through to support and rage at various parties and grimy dives. Despite the late nights, Romeo Trinidad and Jon Furlong were up early to help with installation and photography. As always, my crew of Nic Bowers, Rob Zagula, and Dan Flores were essential to the deft completion of the two murals we did in Toronto, one on a music venue called The Tattoo (where the great Hennessy party went down also) and the other on an art themed hotel called The Gladstone. The proprietors and staff of both venues were incredibly generous hosts. I walked around Toronto’s Queen West district putting up stickers and found a bunch of cool record stores, cafes, bars, boutiques, etc… I loved the area, and beyond just the euphoria of finding a Dead Kennedys 7″ singles box set, I really could see hanging out in that area of Toronto for more than just a few days. Toronto’s people were super cool too. I got to hang with a bunch of great artists including Gary Taxali and the Lovebot crew who were all very friendly and genuine. There is a lot of good street art and graffiti in parts of Toronto too, so basically the city gets two thumbs up.

Pics by Jon Furlong

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Andy Rementer – New Monography by SSE Project

13/10/2014

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Da poco fuori l’ultima fatica di quel grande di Andy Rementer, una nuova monografia di ben 160 pagine che raccolgono tutto lo splendido, ironico e variegato universo che da sempre caratterizza le produzione del grande illustratore.
Stravagante è forse l’aggettivo che più calza all’immaginario di Andy Rementer, l’artista attraverso il proprio unico tratto esibisce una divertente e surreale parafrasi dell’uomo moderno, personaggi eccentrici si susseguono su strisce – celebre la sua Techno Tuesday – disegni, immagini ed illustrazioni, dipingendo un quadro multi sfaccettato e fortemente ironico dei tempi moderni, tra sketch, battute e riferimenti che non mancano di farci scappare il sorriso. Una visione ironica ed a tratti tagliente capace di cogliere, attraverso un impostazione visiva personalissima, tutta la fragilità dell’uomo moderno, tutto il controverso che anima la nostra quotidianità, gettando luce sulle nostre vite ed in generale sulla società moderna.
Stampato in 1000 copie il libro rappresenta e raccoglie tutta l’esperienza di Andy Rementer attraverso immagini e disegni, tra nuovi e passati, e fotografie, capaci di fornirci uno sguardo quanto mai a tutto tondo sul percorso e sulla particolare vena creativa dell’autore.
Allora, noi di Gorgo vi consigliamo caldamente l’acquisto, basta andare qui sullo store di SSE Books per accaparrarvi la vostra copia, a soli 20 Dollari, praticamente un regalo, hurry up! Nel frattempo dopo il salto alcuni scatti con le immagini delle pagine del bel libro, dateci un occhiata!

Pics by The Artist

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Phlegm in Hanbury Street, Brick Lane, London

13/10/2014

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Ci spostiamo a Londra, qui a distanza di tempo torna a dipingere Phlegm che ha da poco presentato un nuovo lavoro su uno degli spot più iconici della città quello su Hanbury Street nella Brick Lane Londinese.
Caratterizzando sempre tutti i suoi lavori attraverso un indole visiva piuttosto personale e soprattutto per mezzo di un tratto forte, rimarcato e che si affida unicamente al bianco ed al nero come unici vettori cromatici, Phlegm ha saputo nel corso di questi anni farci calare all’interno di una dimensione pittorica precisa e peculiare, un vero e proprio mondo a sé attraverso il quale l’artista si confronta con la realtà ed allo stesso tempo dà sfogo a tutta la sua fervida immaginazione. L’universo caratteristico dell’artista con base a Sheffield è infarcito dalla presenza di personaggi bizzarri calati all’interno di una scenografia e di conseguenza un mondo, che parete dopo parete si è fatto mano a mano sempre più limpido e vivo, l’abilità dell’interprete è stata quella di rendere sempre più coinvolgente l’ambientazione dei suoi characters rivelando in questo modo tutta le peculiarità di un universo proprio e vasto che da elemento passivo nel percorso produttivo dell’interprete, ha iniziato specialmente nell’ultimo anno, a prendere forma rappresentando una figura ed un protagonista a se stante ed offrendoci in questo modo l’opportunità di approfondire le vicende dei soggetti che lo abitano. Le creazioni di Phlegm ruotano intorno alla figura degli iconici characters, esili e con abiti caratteristici li abbiamo spesso visti alle prese con le situazioni più improbabili, immersi all’interno di un habitat intriso di riferimenti alla cosmologia, all’alchimia, ma anche a temi come lo steampunk, rivelando tutto il carattere di un filone tematico sfaccettato e decisamente profondo. L’ingegno dell’interprete è stato fin da subito quello di caratterizzare al meglio le sue controparti su muro e su carta inserendole all’interno di situazioni sempre diverse in un altalena che non ha risparmiato di coinvolgere animali e creature fantastiche, toccare temi e spunti differenti e soprattutto offrire allo spettatore l’opportunità di immergersi all’interno del mondo da lui stesso ideato. Abbiamo visto di questi soggetti l’ingegneria e la tecnologia, spesso caratterizzata da riferimenti magici, così come la loro inventiva, laddove unendo gli sforzi riescono a compiere azioni impossibile diversamente, per un coinvolgimento ampio ed avvolgente.
L’opera prende vita su differenti spazi, dalla parte in legno con i due ingressi fino alla parete vera e propria che con una certa cadenza viene data ad artisti differenti che di volta in volta ne cambiano l’aspetto secondo il loro personale approccio visivo.
Phlegm sceglie qui per questa sua ultima fatica un impostazione più sciolta andando a realizzare una serie di parti del corpo di un unica grande figura. Attraverso il suo iconico tratto visivo vediamo quindi svilupparsi la testa, le braccia, il busto e le gambe di un nuovo e peculiare essere caratterizzato da alcune influenze con il mondo degli animali, infine presente uno dei suoi iconici personaggi che sembra quasi voler ricostruire la grande figure.
In calce al nostro testo come sempre alcune immagini del lavoro terminato, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto infatti nuovi aggiornamenti sull’operato del grande artista.

Pics by The Artist

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Sam3 “Monumental” at Wunderkammern Gallery (Recap)

13/10/2014

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Aperta lo scorso 4 di Ottobre andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Monumental” ultimo show del grande Sam3 aperto all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma.
Come abbiamo avuto modo di apprezzare diverse volte, il lavoro di Sam3 poggia le sue solide basi su un forte utilizzo del colore nero applicato,nella forma e nel contesto, per la creazione di intricate immagini,figure o situazioni differenti. Il campione spagnolo é di fatto il prima artista ad utilizzare questa particolare inflessione visiva, sviscerando nei suoi pezzi temi, spunti e riflessioni differenti, giocando con il paesaggio ed interagendo con lo stesso creando situazioni dal fortissimo impatto visivo. In particolare l’artista si é sempre fatto apprezzare per la capacità di variare i suoi soggetti, dall’uomo passando per elementi maggiormente naturali, intersecando negli stessi figure differenti in un interessante gioco tra elementi vari che mano a mano emergono all’interno degli spazi a disposizione. Quella che è emerge è una dialettica visiva che per mezzo del suo particolare alfabeto riesce a sviluppare una personale riflessione sulla condizione umana andando ad imprimere negli spazi istanti, visioni e sogni profondamente legati alla grande e sfaccettata personalità dell’uomo.
Lo show presentato dall’interprete fà parte del nuovo progetto della galleria Romana, inaugurato proprio con questo primo show, dal titolo Limitless che nei prossimi mesi porterà altri 4 nomi di spessore, sia Italiani che internazionali alla corte della Wunderkammern Gallery. Il nome dell’esibizione si rifà ad una sorta di volontà che le figure tracciata dall’interprete vanno a suggerire, c’è uno slancio mirato ad oltrepassare il sottile limiti tra terreno ed ultra terreno, tra la vita umana ed una sorta di gloria monumentale, senza tempo ed o confini. L’artista gioco con quest’idea innescando una sorta di cortocircuito, da una parte la volontà dei soggetti di oltrepassare questo limite intrinseco dall’altra l’inevitabile sfociare, seguendo istinti ed emozioni tipicamente umane, di conflitti autodistruttivo, comportamenti deleteri, per quella che diviene preso il limite stesso della loro e (forse) nostra esistenza.
Da qui Sam3 ha sviluppato una nuova serie di opere offrendo uno sguardo a 360 gradi sulla sua capacità di interagire con differenti medium e tecniche, dai disegni con grafite ed inchiostro, passando per le opere in ceramica, e le immancabili tele, il tutto ovviamente andando ad utilizzare unicamente il bianco ed il nero come unici vettori cromatici.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella serie di scatti con le immagini dell’allestimento proposto dal grande autore, c’è stato il tempo infine per un secondo intervento, questa volta di dimensioni ridotte sempre nella zona Pigneto presso l’albergo Roma Aeterna.

Thanks to Wunderkammern Gallery for The Pics
Pics by Giorgio Coen Cagli

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Amor – A Series of New Murals in Paris

13/10/2014

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Andiamo con piacere ad approfondire il lavoro di Amor, l’artista Argentino nelle scorse settimane ha avuto modo di realizzare una nuova serie di interventi a Parigi tutti incentrati su una particolare e personale riflessione sulla guerra.
Con base a Buenos Aires, Amor fà sfoggio di un tratto che fà dell’espressività il suo principale slancio, l’attività produttiva dell’autore è intrinsecamente legata ad una pittura molto basica, un tratto grezzo per questo facilmente leggibile, infarcito di simboli e riferimenti. A catturare l’attenzione è quindi il dettaglio laddove le opere proposte attraverso una visione diretta ed impattante, nascondono al loro interno una ricchezza di dettagli, di spunti e riferimenti tutti da cogliere. L’artista, oltre alla vivacità dei colori utilizzati, sceglie di legare il proprio lavoro ad un impostazione che richiama di disegni di un bambino, la presa di posizione precisa, la maturità dei temi esposti va quindi a generare un cortocircuito visivo e tematico che stuzzica le corde e la sensibilità dell’osservato. Al tempo stesso l’artista sceglie di utilizzare simboli per noti alla collettività proprio per ribaltarne il senso ed il significato e con essi sviluppare la propria personale tematica visiva.
In questo senso la serie di lavori realizzati nella capitale Francese, raccolgono alla perfezione gli stimoli presenti nelle produzioni dell’Argentino attraverso un personale critica e denuncia sulla guerra. A catturare la nostra attenzione sono sicuramente i due più grandi interventi, il primo, dipinto sull’iconica parete de Le Mur Parigino, presenta tre differenti soggetti, si tratti di animali che rappresentano da una parte la prepotenza dei più forti, dall’altra proprio la bestialità dell’essere umano. i tre predatori, tutti dotati di fucile, si ergono da uno sfondo in tetramente costituito da una serie di bandiere, dal Regno Unito alla Cina passando per la Russia, la Germania e gli States, quest’ultima e quella della Svizzera appositamente rielaborate dall’autore. L’idea è quella di denunciare coloro che sono i maggiori produttori di armi al mondo, colore che fomentano la guerra, la morte, oltre questi vediamo la bandiera delle Nazioni Unite, vero e proprio esecutore.
Il secondo intervento è forse ancora più impattante, Amor va infatti a dipingere un gigantesco fucile colorato seguendo lo schema della bandiera Francese, a completare l’intervento su background nero, troviamo infine una lunga scritta alla base della parete che sottolinea la grande produzione d’armi portata avanti dalla Francia, tutto chiaro.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella serie di immagini con i dettagli degli interventi realizzati dall’artista, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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ROA – New Mural in Las Vegas

13/10/2014

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Dopo qualche settimana di silenzio torniamo ad approfondire il lavoro di ROA, il grande interprete Belga ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete in occasione del Life is Beautiful Festival di Las Vegas.
Ancora una volta quindi andiamo ad immergerci all’interno del particolare immaginario dell’artista per un intervento dal fortissimo impatto visivo e capace ancora una volta di scuotere gli animi. È innegabile infatti il forte impatto dei lavori dell’autore, legati senza dubbio ad un ottima capacità riproduttiva, sia senza dubbio connesso con la forte dose di sentimenti cupi, malinconici e per certi versi anche violenti ed oscuri dei suoi soggetti, si tratta come spesso abbiamo avuto modo di vedere di un preciso filtro tematico atto a rappresentare il mondo animale attraverso un punto di vista nuovo e differente. C’è rabbia nelle immagini che vediamo, c’è violenza e rancore ed il vettore cromatico perfetto per esplorare e sviluppare al meglio questo preciso piglio tematico, non poteva che essere il nero, le creature di ROA vengono così intrise all’interno di un bagno oscuro che ne pervade tutta la carne, trasformando la pelle, i peli, le squame in una mistura oscura che va inevitabilmente ad alimentare i sentimenti e le emozioni tipiche dei lavori dell’interprete Belga. L’idea di elaborare i soggetti e gli animali prendono unicamente spunto da quella che è la fauna locale, dimostra tutta la sensibilità dell’interprete nel voler coinvolgere il più possibile la gente del posto all’interno delle sensazioni e stati d’animo che la sua pittura fa scaturire, l’impressione è quella di una riflessione sinistra ma al contempo profonda sulla condizione degli animali, ci mostra un lato differente ed in parte inesplorato portandoci e impattando la nostra vista attraverso immagini soffocanti, brutali per una visione per certi versi feroce che va a scuotere i sensi, sveglia da un intorpidimento alimentano il nostro disagio. Ma gli animali ed i soggetti raffigurati inevitabilmente possono essere letti come una precisa rappresentazione del nostro essere umani, ne riflettono la barbaria, la violenza, la fame e la distruzione continua con la quale ne stiamo distruggendo l’habitat, la citta con le sue pareti diviene uno specchio ed un canale visivo per urlare la morte e con essa provare a sviluppare una riflessione.
Per la rassegna Statunitense, ROA va quindi a realizzare questo enorme lucertola cornuta andando da una parte a cogliere uno degli animali caratteristici del posto, dall’altra la peculiarità stessa della bestia. L’animale infatti è solito spruzzare il sangue in faccia ai suoi predatori in modo da far scappare gli stessi, l’interprete coglie proprie questa particolare difesa andando a realizzare una vistosissima fontana di sangue che parte direttamente dall’occhio della bestia. Il risultato finale, arricchito da una spiccata sensibilità verso il dettaglio, ci mostra tutto il carattere ed il grande impatto tipici degli interventi dell’autore.
Come consuetudine in calce al nostro testo una bella selezione di scatti con le immagini dell’intervento terminato ed alcuni scatti durante il making of, dateci un occhiata.

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Weekly Overview – 06-10 to 12-10

12/10/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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DALeast – New Mural for Galeria Urban Forms

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108 – New Mural for Sagra della Street Art

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ZED1- New Mural in L’Aquila for Re_Acto Festival

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MOMO for Le 4ème Mur Festival 2014

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Ekta – New Mural for No Limit Boras Festival

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Bo130 – New Mural for VIAVAI Project

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Geometricbang – New Murals in Lodi

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Velvet & Zoer – New Mural in Lublin, Poland

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Andreco – “Torus” New Installation in Sassari

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Alexey Luka – New Piece in Nizhny Novgorod, Russia

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G.Loois – New Mural for Collimazioni Festival

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Aris – New Pieces for Freight Train Series

Slinkachu – New Pieces in Mosca and Cape Town

12/10/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi di The Little People Project di Slinkachu, l’artista ha infatti da poco presentato due nuovi lavori il primo a Cape Town in Sud Africa mentre il secondo direttamente sulla Piazza Rossa di Mosca in Russia.
Attraverso il proprio operato raccolto all’interno del progetto “Little People” Slinkachu è riuscito a creare un mondo a se stante, i piccolissimi personaggi che lo abitano rappresentano uno spaccato divertente della società moderna, in una rappresentazione sfaccettata e caratteristica di azioni e situazioni appartenenti alla vita di tutto i giorni. Quello che contraddistingue questa serie è la continua esigenza dell’artista di dialogare con il panorama circostante, così che tutti gli elementi architettonici in aggiunta a tutto ciò che compone quel vasto organismo che è la città moderna diventi l’immensa scenografia ed universo per un mondo visto nel dettaglio e che fa il verso a quello largamente più grande che viviamo tutti i giorni, in questo modo si innesca un meccanismo di (ri)scoperta della città e di ciò che siamo soliti vedere ma non osservare tutti i giorni, il paesaggio attraverso l’operato dell’artista appare nuovo e sconosciuto, emergono gli anfratti, le pozzanghere, perfino le cartacce e tutti quegli altri alimenti che lo contraddistinguono, e che senza i lavori e le minuscole installazioni dell’interprete magari mai avremmo notato. Quello che va ad innescare l’operato dell’artista è quindi una visione differente del nostro mondo, dal piccolo vediamo il grande nella sua schiacciante vastità ma al contempo ci accorgiamo che è nel piccolo che emerge la bellezza del dettaglio. È proprio qui che agisce l’operato dell’interprete, attraverso la propria sterminata immaginazione osserva ciò che lo circonda ed immagina sviluppi e utilizzi differenti del tessuto urbano, come se fosse egli stesso parte del mondo da lui creato, ne alimenta la visione e ci regala divertenti istantanee di vita comune.
Per il primo lavoro Slinkachu torna ad impostare una vera e propria scena, l’autore si diverte ad innescare una sorta di scena safari in cui una spensierata famiglia va ad osservare da vicino gli animali in questo caso rappresentati come ‘gigantesche’ mosche.
Il secondo intervento è invece legato al filo maggiormente introspettivo dell’artista, giocando con la particolare prospettiva del ponte infatti vediamo un unica figura camminare solenne ed infreddolita, per un risultato finale semplice e d’effetto, proprio come piace a noi.
In calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una bella serie di immagini con tutti i dettagli di queste due nuove installazioni, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Hyuro for The Painted Desert Project in Arizona

12/10/2014

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Dopo parecchio tempo torniamo ad immergerci tra le meraviglie del The Painted Desert Project, tra i nuovi ospiti troviamo Hyuro che ha da poco terminato di dipingere un nuovo intervento all’interno della riserva Navajo in Arizona.
Come ribadito più volte il The Painted Desert Project è un progetto dalle differenti sfaccettature, ci troviamo all’interno del deserto rosso dell’Arizona, un paesaggio mozzafiato dove all’interno di una riserva navajo vive un esistenza tranquilla una piccola comunità dedita alla pastorizia ed alla vendita di chincaglieria di varie genere, l’idea del progetto è proprio quella di invogliare un turismo creativo che possa sollevare le sorti di queste persone attraverso gli interventi di artisti di fama mondiale. Il risultato sono opere completamente immerse in questo paradiso visivo fortemente legate alle storie ed alla gente del posto che di fatto hanno cambiato completamente l’aspetto dei luoghi di questa comunità, un progetto ‘povero’ ma dal fortissimo impatto emotivo.
Il lavoro di Hyuro poggia le basi sulla scelta dell’artista di intraprendere una personale riflessione sul ruolo della donna all’interno della società contemporanea, in particolare l’Argentina porta avanti un lavoro atto a smontare dalle fondamenta gli stereotipici e la visione della stessa da parte di una società prettamente maschilistica. Questo particolare inflessione tematica viene sviluppata da uno stile visivo unico atto proprio ad alimentare la riflessione, le tinte si fanno malinconiche, così come gli stessi personaggi, soggetti cupi e tristi, quasi inespressivi che cavalcano il grigiore delle parete ed alimentando il senso di sconforto, il tutto viene coadiuvato dalla precisa volontà di schernire rendo ridicoli, al limite del grottesco, situazioni ed usi e costumi, come la pulizia della casa, o l’accudire i bambini, che vengono automaticamente etichettati come appartenenti all’universo femminile.
Per il bel progetto l’interprete va questa volta a cogliere un nuovo aspetto profondamente legato alle dinamiche del luogo, per l’intervento infatti questa volta l’autrice Argentina sceglie di mettere da parte le riflessioni sull’universo femminile andando a cogliere, attraverso la peculiare pittura frame by frame, i movimenti e gli istanti legati alla preghiera al sole che i navajo compiono ogni mattina al levare del sole.
In calce al nostro testo potete trovare tutte le immagini di quest’ultima fatica dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi approfondimenti sul lavoro di Hyuro.

It has been the tradition and practice of Navajo people for many years to greet each day with Morning Prayer. Men and women do the prayer in the doorway of their hoghans which face east to greet the rising sun. The prayer is done using white corn pollen.
It has been known that every Navajo has spiritual attachment with everyone and with the mother earth as well.
The main objective of this early morning prayer to Navajo is to carry the seeker into the existence if the incoming day with open mind and open heart. They believe that if they can arrive at this point they can influence the incoming day. There is an incredible level of power flowing in the present time. As Navajo seeker, the only objective is to be really in the present time where the energy resides and not burdened with reliving the things happen yesterday or stress about what is supposed to take place today and tomorrow.

Pics by The Artist

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Ekta – “The Stacks” New Fanzine by Otto Press

11/10/2014

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Torniamo ad approfondire il lavoro di Ekta, il grande artista Svedese è da poco uscito con “The Stacks”, nuova fanzine prodotta e venduta da quei grandi di Otto Press.
Come stiamo vedendo da tempo Ekta continua a portare avanti una tematica legata al movimento, le prospettive e soprattutto l’equilibrio che rappresenta di fatto il fulcro tematico delle sue produzioni, sono opere fortemente incentrate sulla fragilità alimentata da costruzioni di forme e configurazioni sospese tra elementi organici, astratti ed infine figurativi, raccogliendo quindi tutto il background ed i differenti percorsi sviluppati nel corso del tempo dallo stesso interprete. Queste peculiari figure celano nella loro silhouette spunti sulla natura, oggetti di vario tipo passando per gli inconfondibili volti e sfociando in oggetti ed elementi maggiormente astratti tutti rigorosamente investiti da una sensazione di precarietà visiva.
La fanza, composta da 16 pagine in A4, è stampata in edizione limitata di 100 copie, 10 sterline ciascuna ed è basata su una nuova serie di disegni di Ekta tutti incentrati sul binomio cromatico tra arancione e bianco e raccoglie il particolare immaginario dell’artista Svedese.
In calce al nostro testo qualche immagini della pubblicazione, se siete interessati potete acquistare la vostra copia direttamente sullo store della casa editrice QUI, noi vi consigliamo caldamente di farlo.

Pics by Otto Press

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Ever – New Mural in Mexico City

11/10/2014

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Ci spostiamo nella zona di El Cauce a Mexico City, qui Ever ha da poco terminato di realizzare un nuovo intervento portando avanti i propri e personali stimoli visivi e tematici e divertendosi ad interagire con lo spazio circostante.
Con questa sua ultima fatica, Ever prosegue nel portare avanti il particolare approccio stilistico, una pittura emotiva caratterizzata da tematiche profonde e sopratutto legate ad una riflessione personale. L’artista insiste quindi nel mantenere vivo il dialogo con lo spettatore, a stuzzicarne le corde più sensibili, addentrandosi in temi impegnati e proponendone una lettura spesso e volentieri criptica, difficile da scardinare, offrendo a chi osserva l’opportunità di una riflessione coadiuvata dagli stimoli personali che la stessa pittura riesce ad offrire.
Abbiamo sempre posto l’accento sulla duplice trama che accompagna le visioni dell’interprete, affascinati da due percorsi che si legano e si intrecciano e che proprio per la loro divergenza stilistica riescono a toccare angoli differenti di un unico tema o spunto. Nelle figure, nei corpi dei soggetti e nella loro sensibilità ritroviamo di fatto un tratto ampiamente espressivo, viscerale e ricco tonalità diversificate che si accavallano su se stesse generando un trama densissima di dettagli, una scelta questa che amplifica la profondità dell’opera finale ed attraverso la quale l’artista va a sorreggere la parte più emotiva e sentimentale delle sue produzioni accompagnando lo spettatore in un caleidoscopio di sensazioni e stati d’animo differenti, si tratta quindi un certo senso della parte più sensibile del lavoro dell’interprete, quella a cui viene affidato il contatto più diretto con lo spettatore che si ritrova ‘scaldato’ dai colori proposti e dal loro stesso lungo penetrare all’interno delle sue percezioni. Di contro ritroviamo la scelta di far evadere gli stati d’animo dei suoi characters, vediamo le emozioni che prendono forma sotto un insieme vastissimo di colori maggiormente saturi, quasi piatti che avvolgono la mente, lo spirito e che passano da una fisicità rimarcata ad un ambiente maggiormente astratto, è questo il simbolo del lavoro dell’artista, una proiezione di sentimenti da e verso il corpo che invadono lo spazio, la mente e le percezioni di chi osserva, si tratta di un volano emotivo forte e coinvolgente che fa appunto tra tramite ai temi ed agli spunti che lo stesso pittore a scelto di infondere nel suo lavoro. Spesso in combinazione con altri volti, o parti del corpo, questo groviglio di elementi scandisce e travalica la dimensione ed un riferimento tangibile, non c’è corpo o formo da ritrovare ma semplicemente una grande nube che posa il suo colore in una vasta configurazione emotiva.
Dal titolo “Reinterpretacion de un mensaje en la parer” quest’ultimo intervento, come è facilmente intuibile dal titolo, è incentrato su una personale rielaborazione di quanto c’era precedentemente scritto sulla parete. Ever riflette sul valore di quanto scritto sul muro, sulla lotta anonima, trasformando l’intervento in una sorta di esercizio in cui la frase “Nuestros sueños no cabran en sus urnas”, traducibile con i nostri sogni non finiranno nelle loro schede elettorali, viene interpreta dall’autore Argentino attraverso il proprio personale approccio pittorico.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad alcuni scatti dell’intervento terminato, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti i nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Argentino.

Reinterpretation of a message on the wall, is an exercise where I have tried to keep the origin of a message, giving my own interpretation, legitimizing the message, keeping the origin of something that is not mine, someone else’s interpretation, the fight anonymous. The message says: “Our dreams will not fit in their polls.” And I think that’s true, the day our dreams be in that place, we are lost.

Pics by The Artist

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DALeast – New Mural for Galeria Urban Forms

11/10/2014

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Torniamo con piacere per le strade di Lodz in Polonia, qui in occasione dei lavori per la Galeria Urban Forms, DALeast ha da poco terminato di realizzare questo nuovo e splendido intervento.
Ci troviamo in uno degli indiscussi poli dell’arte urbana, gli organizzatori hanno saputo nel corso del tempo allestire un progetto che da una parte a trasformato completamente la cittadina Polocca, con le sue gradi e grigie pareti, dall’altra creare una vera e propria galleria a cielo aperto in costante evoluzione andando in particolari modo a cogliere il lavoro di quelli che sono tra gli artisti più rappresentativi della scena Europea ed internazionale.
In questo senso la scelta di DALeast appare assolutamente sensata, l’interprete Cinese con base in Sud Africa dopo l’anno pressoché passato esclusivamente in studio al lavoro per la sua The Laten Photon sta mano a mano riprendendo il filo interrotto con la strada aumentando le uscite e proseguendo nel portare avanti tutto il suo peculiare approccio visivo.
L’autore infatti è ben noto per il personale approccio su parete che lo vede concentrare i propri sforzi su una elaborazione tecnica che trascina lo spettatore all’interno di intensi grovigli metallici, gli stessi costituiscono sia il corpo vivo dell’opera, creandone la massa corporea ed al contempo rappresentano lo strumento unico per l’artista di rappresentazione del proprio immaginario. Questa precisa ed articolata scelta viene sviluppata dall’interprete attraverso l’utilizzo della bomboletta con la quale l’autore riesce a dare forme e sostanza a corpi, soggetti, panorami differenti, il carattere delle linee realizzate suggerisce effetti di luce ed ombra ed al contempo immette un elemento di tridimensionalità con la quale le figure rappresentate letteralmente emergono dalla superficie di lavoro. Il risultato di questo particolare approccio da vita ad intense opere in cui la lettura da parte di chi osserva viene calamitata dall’enorme quantità di dettagli presenti che costituiscono il valore aggiunto delle produzioni dell’artista. Negli scorsi mesi durante un intensa attività in strada abbiamo riscontrato l’esigenza da parte dell’interprete di canalizzare il suo percorso verso l’utilizzo di colori e tinte differenti che si sono discostate dal consueto binomio nero/grigio, sono apparsi background cromatici, così come linee interrotte da effetti di bianco, il tutto per garantire una maggiore profondità ed impatto alle sue realizzazioni. Se l’aspetto visivo è quindi sorretto da una precisa base stilistica è innegabile come gli interventi dell’artista vengano investiti da una profonda sensazione di mobilità e moto perpetuo, i soggetti ed i protagonisti delle sue opere si muovono sullo spazio a disposizione, disperdono schegge, si spezzano e si accartocciano a seconda del caso tramutando l’opera in un grande e movimentata pittura.
In calce al nostro testo le immagini di questa sua ultima fatica, intrinsecamente legata con aspetti a carattere naturale, sia per la figura proposta sia per i dettagli presenti all’interno della stessa, vi lasciamo alle immagini durante le fasi di realizzazione dell’intervento fino al suo splendido risultato finale, dateci un occhiata!

Pics by Marek Szymański

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Nano4814 – New Mural in Estepona, Spain

10/10/2014

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Ci spostiamo per le strade di Estepona in Spagna per andare ad approfondire finalmente l’ultima fatica di Nano4814, l’artista Spagnolo nelle scorse settimane ha infatti terminato di dipingere questa splendida ed enorme facciata.
Il poliedrico Nano4814 fa parte del collettivo NOV9, l’interprete Spagnolo si muove attraverso differenti medium portando in dono un particolare approccio visivo e tematico, nell’idea dell’artista è forte infatti la volontà di tracciare una linea diretta tra i suoi interventi e chi osserva, scavando tra le viscere delle sensazioni e del vivere dell’uomo moderno, raccontandone le ossessioni e le divergenze, tracciando un quadro esistenziale che risulta però celato da un fitto velo di colore e da una estetica intrinsecamente legata allo stesso che di fatto rende gli interventi e le sue opere più criptiche e profonde. L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad interventi e lavori dalle differenti chiavi di lettura che si annodano in una riflessione personale e ricchissima di spunti visivi. La trama cromatica va infatti ad evidenziare di fatto la forma e gli elementi tipici del tratto di Nano4814, che paga le influenze illustrative e prettamente grafiche, delle quali si serve per aumentare la qualità ed il livello di dettaglio dei suoi interventi, addentrandoci negli elaborati veniamo accolti dalla profondità delle riflessioni trascendentali dell’artista che si interroga sul ruolo dell’arte e sulla figura dell’artista all’interno della città e della società moderna, in un immaginario che vede l’uomo pressato da una esistenza scomoda e non ben definita nell’ambito moderno e che vede l’artista stesso impegnarsi una raffigurazione umana personale, ambigua e decisamente multi sfaccettata con personaggi bizzarri e surreali a fare capolino all’interno degli spazi a disposizione.
Con quest’ultimo suo lavoro Nano4814 raccoglie quelli che sono gli stimoli del proprio operato andando a dipingere uno dei suoi iconici personaggi, lavorando con differenti campionature cromatiche, texture e colori, laddove il dettaglio è davvero elevato. Attraverso un tratto decisamente vicino all’illustrazione, la figura va ad intrecciarsi con il grande spazio a disposizione, l’essenzialità del soggetto, il volto ed il busto sono praticamente sospesi nello spazio, le gambe che si intrecciano, dimostrano tutta l’abilità dell’artista di muovere forme ed elementi astratti coniugando figure e configurazioni figurative. Il risultato finale è un intrecci di elementi differenti di astrazioni e forme particolari che non potevamo che apprezzare.
In attesa di scoprire nuove aggiornamenti sul lavoro dell’artista, null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini con i dettagli di questo splendido lavoro, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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SeaCreative x Centina – New Mural for Sagra della Street Art

10/10/2014

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Torniamo con piacere a Vedriano, tra i nomi che hanno preso parte ai lavori per La Sagra della Street Art ritroviamo con piacere SeaCreative e Centina, i due interpreti Italianiu propongono un bel lavoro che combina i loro due differenti approcci visivi.
Non nuovi a sperimentazioni congiunte, specialmente all’interno del maxi combo che di volta in volta siamo soliti raccontarvi, SeaCreative e Centina propongono un intervento capace di abbracciare entrambe le dinamiche tematiche e visive dei rispetti percorsi in una miscela che risulta assolutamente equilibrata e dall’indubbio impatto finale. È interessante notare come gli aspetti prettamente tematici di ciascuno dei percorsi dei due autori siano incentrati sulla figura dell’uomo, una linea diretta che si interseca e tocca differenti spunti sfociando in una analisi personale capace di tratteggiare la moltitudine di sfaccettature che caratterizzano l’uomo moderno. In questo senso è quindi importante sottolineare come entrambi riescono a scardinare la terza dimensione, proiettando chi osserva all’interno dell’intervento, una partecipazione attiva che mira proprio a stimolare una riflessione interpersonale, un occasione per pensare a noi stessi, alle nostre debolezze, alla nostra storia personale, in una personificazione che non smette di coinvolgerci.
Abbiamo avuto spesso l’opportunità di immergerci nelle visioni di SeaCreative, l’artista, attraverso un dialogo serrata con lo spettatore, va ad esplorare uno spettro emotivo vicino alle esperienze di vita, lo fa attraverso i suoi iconici personaggi, calando gli stessi all’interno di situazioni di volta in volta differenti e muovendo attraverso loro temi e spunti capaci di abbracciare la quotidianità, i trascorsi personali. I volti in particolare riescono puntualmente a trasmettere sensazioni, suggeriscono emozioni e stati d’animo, parlandoci e spingendoci a rispondere. Dal canto suo Centina apre un filo diretto con quelle che sono le sensazioni più recondite, l’oscuro, il disagio, la malinconia, ci ritroviamo ad attraversare un ipotetica porta per immergerci all’interno di una visione oscura, inquieta. L’impressione è quella di un impostazione ruvida e capace di tracciare con forza quelli che sono i dannamenti interiori, la violenza, le paure che prendono il sopravvento, il tutto va ad influire direttamente sull’aspetto dei suoi peculiari personaggi, anime squarciate, volti raggrinziti che si propongono come ombre erranti andando ad impattare con lo spettatore, provocando un senso di disagio, manipolando sensazioni e stati d’animo obbligandoci ad osservare con i nostri occhi i propri dannamenti interiori.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto alle immagini in calce con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dei due autori, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sull’evento e sul lavoro di entrambi.

Thanks to The Artist for The Pics

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SPY – New Piece for Nuit Blanche in Paris, France

10/10/2014

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Ci spostiamo a Parigi, tra i gradi artisti coinvolti per i lavori in occasione de La Nuit Blanche, c’è anche SPY, l’interprete ha da poco terminato di dipingere questa grande parete proponendo uno dei suoi iconici ed irriverenti interventi.
Il fascino dei lavori di SPY risiede tutto nella capacità dell’autore di sperimentare e comporre un alfabeto visivo capace di abbracciare differenti medium, dalle installazione alla pittura vera e propria, l’autore ha dimostrato di portare avanti un percorso dove la ricerca del tema, ma sopratutto lo stimolo riflessivo dello stesso ne rappresentano il principale slancio.
Profondamente legato a temi di attualità siano essi sociali, politici o spesso economici, l’interprete si muove attraverso differenti medium per sviluppare il proprio personale dialogo con la gente, lo spettatore diventa così parte integrante dello spettacolo finale che si avvale di strumenti ed idee spesso inusuali a tratti anche concettuali per portare la propria riflessione dinnanzi agli occhi della massa. È il dialogo costante e ricercato attraverso una differenziazione negli strumenti e nelle tematiche e dei modi scelti, il vero e proprio punto di forza, la peculiarità di SPY, attraverso un portare al limite situazioni così come le immagini, l’artista riesce ad impattare la mente ed i pensieri di coloro che si imbattono nel suo operato.
L’opera realizzata per il progetto parigino dal titolo “I’m not a real artist” rappresenta l’ennesima diretta presa di posizione dell’interprete, SPY gioca con l’etichetta di artista andando a proporre una sotto-trama visiva capace proprio di rivendicare la sua appartenenza alla strada.
Il valore effimero degli interventi proposti all’interno di una dinamica come l’arte urbana, si sta indubbiamente perdendo, i festival ed i progetti in questo senso stanno lavorando per mantenere le opere in un determinato contesto, l’interprete quindi reagisce proponendo un lavoro che rompe proprio questo circolo prendendosi per certi versi gioco dello stesso ‘sistema’. Il lavoro proposto all’interno dell’evento Francese, viene infatti realizzato attraverso una particolare vernice che cattura la luce, questa quindi durante il giorno risulterà quasi totalmente impercettibile, mente la notte, dopo aver appunto raccolto i raggi del sole o gli appositi fari puntati sulla stessa parete, emergerà dagli spazi segnalando la propria presenza. Si tratta di un intelligente gioco tra tangibile, visibile ed irreale, celato alla vista, per mezzo di una frase che rappresenta al tempo stesso un cortocircuito bello e buono.
Null’altro da aggiungere, come sempre a supporto del nostro testo potete trovare una ricca galleria con gli scatti finale dell’opera ed alcune immagini durante le fasi di realizzazione della stessa, dateci un occhiata!

Pics by The Artist

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108 – New Mural for Sagra della Street Art

10/10/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di 108, il grande interprete Italiano è tra gli artisti che nelle scorse settimane si sono riuniti a Vedriano in occasione della Sagra della Street Art per la quale ha realizzato questa nuova pittura.
Quest’ultima fatica del grande autore Italiano è l’occasione per tornare ad immergerci all’interno della peculiare visione che l’artista insiste nel portare avanti, la ricerca di 108, come spesso abbiamo avuto il piacere di vedere, si sviluppa per mezzo di un peculiare studio della forma. Le figure dell’interprete sono alimentate da una personale attrattiva verso il mondo naturale e sviluppate per mezzo di un preciso registro cromatico che sceglie di affidarsi al nero come (quasi) unico vettore. Gli elementi rappresentati dall’interprete vanno quindi da una parte e rievocare e reminiscenze naturali, ciò che lo stesso artista ha percepito e sentito attraverso il proprio contatto con la natura, dall’altra sviluppano una personale dialettica visiva che abbraccia in toto un astrattismo profondo e sfaccettato. In questo senso le figure appaiono come enormi macchie nere, eccezion fatta per l’esperimento compiuto qualche settimana fa al Milestone Project (Covered), laddove al loro interno vediamo muoversi una serie di scale cromatiche, scaglie di tinte differenti che intervengono come una frattura ad interrompere l’avvolgimento e la profondità dell’interno manto scuro.
Nell’evoluzione costante a cui abbiamo assistito durante il nostro continuo approfondimento, 108 ci ha mostrato le differenti declinazione di un percorso in continua metamorfosi, lasciando inalterate quelle che sono le basi tematiche del proprio operato, l’autore ha saputo imprimere alla sue figure esperienze differenti. Dai lavori più incisivi e costituti da forme maggiormente appuntite, passando per quelli più organici, in un cambio dinamico che ha interessato anche gli stessi cuori cromatici delle sue configurazioni.
Proprio qui per l’evento Emiliano, abbiamo quindi l’opportunità di vedere da vicino gli ultimi stimoli del lavoro di 108, l’artista si ritrova a confrontarsi con un nuovo spazio chiuso scegliendo un impronta più distensiva.
L’intervento infatti si estende su tutta la lunga superfice della parete andando ad inserirsi all’interno delle grandi vasche, continuando la sua corsa sul soffitto, generando un sali e scendi continuo. L’impressione è quella di trovarci di fronte ad una forma sinuosa, quasi in movimento, letteralmente sospesa ed intersecata all’interno delle architettura della stanza, grande, potente e dannatamente profonda.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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ZED1- New Mural in L’ Aquila for Re_Acto Festival

10/10/2014

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Ci spostiamo a L’Aquila, in occasione dei lavori per il Re_Acto Festival, Zed1 ha da poco terminato un nuovo dipinto raccogliendo quella che è la pesante eredità del luogo e realizzando uno dei più forti ed impattanti interventi del suo percorso artistico.
Il nome della rassegna non è affatto casuale, si tratta di una distorsione del verbo reagire ed è proprio questo il senso stesso del progetto, infondere la città di uno slancio nuovo attraverso il mezzo espressivo ed impattante dell’arte pubblica, qui quanto mai capace di essere volano efficace e diretto per una riflessione sulla condizione della città abruzzese e dei suoi abitanti.
Osservando le produzioni di Zed1 abbiamo compreso come l’autore Italiano sviluppi il proprio percorso tematico e visivo intorno alle personali riflessioni sull’uomo, alla sua particolare condizione andando in questo senso a porsi in uno scambio riflessivo con chi osserva le sue opere. L’intervento realizzato nel bella città prosegue quindi la tradizione ed il percorso dell’interprete ma al tempo stesso raccoglie come detto l’eredità di un luogo, martoriato e massacrato dal terremoto del 2009, un evento questo che ha profondamente segnato la città, dal punto di vista visivo con i palazzi, le strade e le abitazioni distrutti o semi distrutti, ma anche la sua gente, in una escalation di eventi, situazioni e dinamiche, decisamente pesanti.
In questo senso l’opera realizzata dal grande artista raccoglie gli spunti propri dell’attuale situazione del posto andando a tratteggiare un ritratto toccante, veritiero e dannatamente profondo, al tempo stesso sà di denuncia forte e chiara, capace di puntare finalmente il dito su dinamiche sporche e poco chiare che continuano, nonostante le reali difficoltà, ad essere perpetrate.
L’opera si fà quindi carico di una voce, dei pensieri del luogo, si fa carico di raccontare una storia che poi è la realtà attraverso immagini, ma sopratutto analogie capaci di comprendere e lasciar comprendere appieno la reale situazioni della città.
L’intervento prende vita su una serie di architetture ormai distrutte, andando ad coprire più porzioni e più palazzi quasi ad offrire una visione a 360 gradi. La città viene rappresentata da un Aquila ferita – non poteva essere altrimenti – attorniata da cocci e rovine, china sulla sua schiena in cerca di rialzarsi, il suo manto viene raffigurato fatto di mattoni alcuni con crepe, altri letteralmente staccati e sparsi nello spazio circostante. Ai suoi piedi vediamo dei piccoli uomini che tentano di ricostruirne l’aspetto, questo è il primo input, è lo slancio dei cittadini che tengono alla città e cercano di far tornare il posto al suo vecchio splendore. Contemporaneamente però vediamo una serie di altri ‘soggetti’, gli sciacalli, i ladri che depredano e rubano, coloro che acquistano in cerca di denaro e che senza scrupoli sfruttano la situazione per i loro interessi, senza alcun pudore. Zed1 qui affonda il colpo e lo fa innescando una nuova similitudine visiva, vediamo un avvoltoio con una valigetta in mano, un altro appostato e vestito in giacca e cravatta che osserva silente in attesa di compiere il suo furto.
Il risultato finale è un opera al vetriolo, una riflessione velenosa ed intensa, un opera a tutto tondo che tocca gli aspetti più controversi, un racconto vero capace di cogliere il candore ed al tempo stesso l’ipocrisia, bellissimo.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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