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GORGO

Archive for marzo, 2014

Opiemme – “Ask the Dust, Ask The People” in Haiti Part 1

31/03/2014

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Come detto stiamo seguendo mano a mano gli sviluppi del bel progetto di Opiemme, Ask the Dust, Ask The People un viaggio all’interno di Haiti, delle sue macerie, della sua polvere ma sopratutto della sua gente.
L’impatto con l’isola come detto nel nostro prologo di qualche settimana addietro non è stato dei più idilliaci, un colpo sordo e ridondante che ha scaraventato Opiemme all’interno di una situazione senza dubbio difficile e sfaccettata, le difficoltà di un isola che fa fatica a rialzarsi che vive ancora a stretto contatto con il ricordo della tragedia ma anche con la polvere, i ciottoli ed i brandelli della case che furono, tutto uno scenario che non fa altro che alimentare un forse senso di disagio ed all’occhio dello stesso artista impotenza prima e successivamente paura per la difficoltà di inserirsi in zone decisamente difficili ed in cui un volto bianco ed europeo di certo non è dei più visti.
All’interno di questa situazione appare chiaro quindi quelli che maggiormente colpiti dalle difficoltà, dalla difficile situazione attuale siano i bambini ed è proprio a loro che Opiemme volge il suo sguardo. Nella prima settimana ad Haiti l’interprete ha infatti avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con loro, con i ragazzi delle scuole La Providence, St. Camille a Croix de Bouquette, e del Kay Chal a Delmas31 che, grazie all’aiuto delle Piccole Sorelle del Vangelo, si sono prodigati nella realizzazione di una serie infinita di disegni, oltre mille bambini che hanno dato vita a quelle che diventeranno grandi composizioni di colla e carta.
L’idea è quindi quella di far sfogare ma sopratutto di trovare un contatto vero con tutto quel mondo che in realtà dovrebbe rimanere estraneo alla difficoltà ed alle vicissitudine di questi luoghi, ai sentimenti di paura, tristezza ed alla miseria che cavalca l’onda del disastro. I bambini vanno tutelati e con loro la grande fantasia ed immaginazione che proprio l’interprete ha voluto catturare per una sorta di grande laboratorio ma sopratutto una grande esperienza di vita.
Scrollate giù, aspettando di vedere da vicino quelli che saranno gli interventi dell’artista, ripercorriamo assieme alcuni istanti di questa prima parte del progetto firmato dall’interprete italiano certi che riuscirete a coglierne il grande spirito emotivo e sociale, ma restate sintonizzati presto infatti nuovi aggiornamenti sul suo lavoro e sul progetto.

In our first week here I had the opportunity to have children draw for us in these schools: La Providence, St. Camille a Croix de Bouquette, and Kai Chal Delmas31, thanks to the Little Sisters of the Gospel. The drawings of more than 1000 children will become compositions made in glue and paper.

We would not be able to do this without the help of many people: Angela, Sister Louise, Sister Vanna, Don Crescenzo, Maurizio Barcaro, the directors and the teachers of the schools, and our Haitian friend, Claudy, who accompanied us through the streets, translating for us in Creole language with people passing by, Nana of artstreetvyzionayiti.org, a very kind lady who introduced us to St. Camille’s children.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Gianluca Orrù

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Emajons – Workshop with Kids in Borgo Vecchio, Palermo

31/03/2014

Con estremo piacere andiamo a dare uno sguardo approfondito all’ultimo progetto di Emajons, l’artista Italiano si è infatti diretto a Borgo Vecchio una della zone-ghetto di Palermo per un progetto di workshop insieme ai ragazzi della zona.
Riflettendo sull’identità del progetto, spalleggiato dall’associazione no-profit Arteca, emerge chiara l’intenzione dell’artista di portare avanti un discorso decisamente a carattere sociale, tutti i lavori vengono infatti realizzati senza alcun permesso istituzionale ma piuttosto ed unicamente attraverso il permesso delle persone che abitano le mura. L’idea è quella di offrire un alternativa, un esperienza differente con valori diversi che si discostino da quella che è la difficile situazione della zona con la criminalità, la disoccupazione ed il basso tasso di educazione scolastica, tutti elementi che sfociano in un isolamento che fa sentire gli abitanti esclusivi dal resto della società e che proprio questa serie di lavori vuole combattere attraverso una partecipazione attività della gente, che fornisce i prodotti ed i loro stessi muri sentendosi partecipe, e spingendo la stessa attraverso le opere disegnate ad una riflessione sul rapporto con il luogo dove vive.
L’artista dal canto suo prosegue nel non volersi identificare in una decorazione urbane ma piuttosto continua a legare i proprio lavoro, le proprio tematiche ed il proprio approccio visivo ad una forte indole sociale, riappropriandosi quindi del concetto originario di arte urbana il tutto coniugato attraverso il personale stile visivo. Come spesso abbiamo avuto modo di vedere l’operato di Emajons va direttamente a coinvolgere un piglio artistico riflessivo e decisamente impegnato, l’interprete non si nasconde dal toccare temi forti e controversi, muovendosi tra le situazioni e le istantanee di vita quotidiana con esse ed attraverso una rappresentazione forte e caratteristica va a rappresentare il marcio e le piaghe della società moderna, senza alcun filtro, senza censura, scaraventando negli spazi la verità che sà di pugno forte e deciso nello stomaco. Osservando le produzioni dell’interprete osserviamo come lo stesso affidi questa sua critica e riflessione ad una figurazione caratteristica dell’uomo, assistiamo a corpi intrinsecamente legati ai problemi ed alle vicissitudini moderne, allo squallore del consumismo e di tutte le angherie e le ingiustizie della società, l’artista dipinge frame sovrapposti per mostrarci i differenti lati psicologici dell’uomo, le maschere che porta vengono staccate e riattaccate di fianco al volto per darci modo di comprendere tutte le differenti sfaccettature, le immagini si fanno crude mettendo a nudo tutta la decadenza dell’uomo attraverso corpi e figure deformi, sono veri e propri involucri di carne, vuoti dentro, senza sentimento.
Da quelli che sono quindi gli spunti personali dell’artista emerge però un progetto dai toni forse probabilmente più profondi, la lettura si fa più personale e soggettiva e va ad impattare con forza con le storie e le vicissitudini del posto. Attraverso l’aiuto, la fantasia ed i disegni dei bambini prendono vita i lavori più disparati in cui sono gli stessi ragazzi a dipingere, mettendosi a nudo e dimostrando tutta la loro sensibilità che viene incanalata in mostri, personaggi ed animali surreali divertenti ed al contempo intrinsecamente profondi.
Per darvi l’opportunità di cogliere appieno tutta la magia di quest’ultimo progetto realizzato dall’artista vi abbiamo preparato una lunghissima galleria di scatti di ben 7 pagine per dare un occhiata da vicino a tutti i lavori realizzati durante i giorni dall’artista in compagnia dei giovani palermitani.

“This pictures are about a workshop i run in Borgovecchio, a small area of Palermo that is a kind of ghetto. with a non-profit association called Arteca we organized an atelier of painting for kids and we painted the walls of the area.( no city permission, just the people living there). People of that neighborhood need external experiences and values other than those dictated by terms of power, frustration and misery (criminality, scarce education, unemployment, personality disorders).they need to not feel excluded from the rest of (a supposed) society. we want to continue this work because the people get involved by giving us paint and walls, and feel part of our activity. watching the painting on their houses people are stimulated to reflect on their relation with the place they live! we don’t make decoration! support us! soon” – Emajons

Pics by The Artist

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Hope & Gig – “Il Riccio e la Lepre” New Mural in Trani

31/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro del duo Italiano Hope & Gig, gli artisti hanno infatti da poco terminato questo lunghissima parete a Trani in Puglia, portando avanti temi e spunti tipici del loro operato.
Continuiamo a monitorare lo sviluppo del peculiare approccio degli Hope & Gig, gli artisti propongono una precisa visione stilistica che va a supportare al meglio quello che seno le precise e peculiari scelte tematiche che ritroviamo puntualmente nelle loro produzioni. L’idea è quella di portare avanti un tratto altamente dettagliato, costituito interamente attraverso piccole pennellate al fine di sviluppare una trama visiva assolutamente realistica e che trova negli animali gli assoluti protagonisti delle loro produzioni, a supporto di questa precisa scelta troviamo una soluzione cromatica che si affida unicamente al bianco ed al nero come unici interlocutori visivi, la scelta si rivela vincente alimentando la sensazione di trovarci di fronte ad una rivisitazione in chiave moderna di quello che è tutto lo sconfinato ed in parte inesplorato o comunque un po’ perso nel tempo, immaginario delle fiabe e dei racconti per i bambini. Proprio quest’ultimo, rappresenta il cuore tematico principale delle produzioni degli Hope & Gig, la rivisitazione tematica degli artisti avviene così intrinsecamente legata al particolare tratto, riprendendo quindi gli stilemi dei libri di una volta, delle immagini che accompagnavano le fiabe e tutte quei racconti dedicati al mondo dell’infanzia che riemergono dalla mente di chi osserva e di chi si ritrova a rievocarne la memoria, le sensazioni e le emozioni che queste storie riuscivano a suscitare. La contestualizzazione portata avanti dagli interpreti avviene attraverso una lettura moderna atta quindi ad alimentare, prendendo spunto dal particolare immaginario, una riflessione sulla società, su spunti e temi legati alla quotidianità, si tratta quindi di un dialogo attraverso un alfabeto visivo ben conosciuto, adulto diciamo, che va rievocare memorie e ricordi di quando eravamo più piccoli, per impattare e riflettere su verità attuali.
Peculiarità dell’opera, che prende il nome di “Il Riccio e la Lepre” è anzitutto la particolare location sulla quale il duo sceglie di intervenire, si tratta infatti del muro perimetrale dello stadio comunale sul quale gli artisti vanno ad inserire il consueto immaginario legato agli animali. Nuovamente lo spunto è una fiaba, in questo caso ‘Il Riccio e la Lepre” appunto di Tolstoij, che viene rivisitata in chiave sportiva risultando quindi quanto mai indicata per il particolare spot. Intervallato da alcuni cartelloni pubblicitario l’opera si muove da una estremità all’altra del muro proponendo proprio alle due sommità i concetti espressi nel racconto dello scrittore Russo. Si tratta infatti di una gara di velocità tra due animali chiaramente impari, il ricco nonostante sia più lento della lepre riesce a vincere più volte grazie all’astuzia, nella scena infatti vediamo due ricci ai due capi del muro, in realtà si tratta di marito e moglie celati all’interno di due buche all’estremità del percorso cosicché ogni volta che l’altro animali arriva fino in fonde ad aspettarlo c’è sempre uno dei due.
Attraverso le immagini in calce diamo insieme un occhiata approfondita a quest’ultimo intervento firmato dal duo, il consiglio come sempre è quello di darci un occhiata, certi infatti che saprete apprezzare tutto il particolare stile ed approccio tematico dei due interpreti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Pastel – New Mural in Córdoba, Argentina

31/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Pastel, il grande artista Argentino ha infatti da poco terminato un nuovo intervento sulla facciata di questo grande fabbricato a Córdoba, un lavoro che porta il segno delle influenze e del particolare immaginario dell’interprete.
L’operato dell’artista ci ha assolutamente colpito e coinvolto, alla base delle sue produzioni risiede infatti l’esigenza di portare avanti una ricerca costante e multi sfaccettata che lo vede interessarsi ed interloquire attraverso le forme così come le linee che vanno a supportare una tematica legata a contesti e tematiche tipicamente a sfondo naturale, nello specifico Pastel va ad interrogarsi sulla struttura dei paesaggi siano essi naturali od urbani, rendendoli in due dimensioni e rappresentandoli su parete in un ipotetico piano dove poi va a strutturare la splendida serie di dettagli che ne costituisce tutto il tratto distintivo. Questo particolare approccio che unisce sotto un unica cornice visiva gli studi accademici con la passione per la pittura si evolve attraverso una precisa declinazione fortemente astratta, Pastel porta avanti le sue tematiche attraverso una forte caratterizzazione artistica che si riflette chiaramente nei suoi lavori, l’artista poggia le sua basi attraverso una scelta cromatica che si affida ai colori scuri, i background quindi si fanno spessi e profondi e vengono attaccati da un tratto chiaro e minuzioso atto a rappresentare figure e forme differenti, si tratta di un interessante binomio visivo, una ricerca dell’equilibrio supportata dalle minuscole pennellate con le quali prendono vita le serie di texture e strutture che, disciplinate all’interno di grandi configurazioni e sovrapposte tra di loro, danno vita ad una rete intricata di dettagli e forme dalla precisione chirurgica. L’intenzione dell’interprete è quella di lavora con profondità e minuzia all’interno delle sue stesse opere, adoperandosi per spingere chi osserva ad una analisi profonda con l’intenzione di catturarne lo sguardo per far addentrare lo spettatore all’interno delle sue stesse realizzazioni per scoprirne più da vicino tutta la magia che si cela al loro interno ma soprattutto i temi ed i differenti spunti che lo stesso ha lasciato. Nell’analisi dell’artista c’è infatti come abbiamo visto l’abitudine di toccare temi importanti, riflessivi, alcune volte dalla forte valenza storica, attraverso un alfabeto visivo decisamente criptico e personale, una sorta di storia celata all’interno di una precisa visione e del peculiare filtro artistico adottato dallo stesso.
Per questa sua ultima fatica Pastel va ad presentare un nuovo lavoro controverso, l’artista si ispira al devastante incendio che ha colpito le zone naturali ed i boschi limitrofi alla città di Córdoba nel 2013, una devastante serie di focolai che sono costati ben 40.000 ettari bruciati. L’interprete sceglie di rendere una sorta di omaggio a tutto quel verde andato in fumo e sulla parete di questa grande struttura va a realizzare una serie di sagome che richiamano proprio quelle degli alberi bruciati. A colpire anzitutto la nostra attenzione e la scelta di lavorare esclusivamente attraverso una serie di tonalità decisamente morbide e delicate, le sagome degli alberi che si sviluppano tra tinte scure, per quelli bruciati, ed altre di chiara ispirazione naturale, vengono letteralmente attraversate dal consueto sciame di figure puntiformi che vanno a delimitare tutta la parete formando grandi e piccole macchie cromatiche. La sensazione è quella di un lavoro che sà di speranza, che possa ispirare la ricrescita rigogliosa di questa zona e che gli alberi verdi possano mano a mano sostituire quelli bruciati.
Ripercorriamo assieme alcuni istanti durante le fasi di realizzazione, insieme ad alcune immagini con i dettagli di quest’ultimo lavoro, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio stilistico dell’Argentino.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Dan Lacrema

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Jeroen Erosie, Graphic Surgery, and Tomek “Croisement” Show

31/03/2014

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Aperta lo scorso 12 di Marzo andiamo finalmente a dare un occhiata approfondita a “Croisement” eccellente group show allestito all’interno degli spazi della Galerie Celal di Parigi con i lavori di Jeroen Erosie, Graphic Surgery, e Tomek.
L’idea alla base dello show è quella di riunire sotto un unica esposizione tre differenti indirizzi personali e peculiari di ogni singolo artista partecipante, la ricerca, con così profondamente influenza ogni approccio produttivo dei quattro interpreti, la loro capacità di evadere dagli schemi rigidi per sperimentare attraverso influenze differenti forme e caratteristiche nuove, l’astrattismo e la gestualità, le geometrie così come lo studio della forma tutto racchiuso in un percorso sfaccettato ed avvincente.
In tutti e tre i casi si parte della strada per approdare al lavoro in studio, l’approccio dei Graphic Surgery ancora una volta rivela tutta la personale e visione astratta del duo, fondamentalmente impegnati a sviluppare un dialogo attraverso il bianco ed il nero come unici vettori cromatici, il duo porta nuovamente in dote il personale fulcro tematico che li vede impegnarsi una elaborazione continua di forme geometriche intervallate da elementi ed attimi maggiormente istintivi. Nell’idea degli artisti c’è l’esigenza di una rappresentazione forte e ridondante di paesaggi ed ambienti urbani ridotti attraverso una visione più pura, pulita ed astratta, una vera e propria decostruzione che strizza l’occhio ad un impronta analogica. Una distruzione ed un filtraggio per poi ricomporre le varie forme, si sviluppano assi e segmenti così come rombi e figure differenti il tutto bagnato da istanti maggiormente viscerali ed emotivi con colate di vernice e configurazioni più intricate. Dal canto suo come detto Jeroen Erosie sviluppa un un personale e peculiare studio delle forme, il lavoro dell’artista viene investito ed influenzato da differenti discipline ed esperienze personali, dai graffiti, all’illustrazione passando per gli studi di tipografia ed infine da una forte riflessione concettuale. Caratteristica principale del lavoro dell’interprete è la personale inflessione viscerale, le sue produzioni risultano infatti fortemente influenzate dalle emozioni e dagli stati d’animo del momento, raccolte, filtrate ed incanalate all’interno di in una trama visiva che partorisce forme e figure dalla forte cripticità. Nell’idea dell’artista c’è la sensibilità di un dialogo personale, difficile da leggere, celato e profondamente legato agli aspetti personali iniettati al suo interno. Infine Tomek l’artista esibisce una personale ricerca visiva sul tratto, vera e propria componente di spicco delle sue produzioni, esplorando una ricerca personale sulla gestualità e sui cambiamenti e le influenze della stessa all’interno di un range cromatico che spesso si affida al nero come unico interlocutore cromatico. La parte calligrafica dei suoi lavori emerge attraverso uno studio approfondito e ravvicinato di porzioni o parti di essa, l’impressione quindi è quella di osservare sezioni o zoom di un unica trama che vanno ad impattare con la mente dello spettatore offrendo e suggerendo forme e chiavi di lettura differenti e soggettive. Il lavoro dell’artista va quindi a stimolare l’immaginario di chi osserva offrendo l’opportunità, attraverso la propria gestualità ed il proprio tratto diretto e fortemente crudo, di leggere attraverso le linee e le figure rappresentate, immagini e spunti differenti per un lavoro dai forti risvolti emotivi e viscerali.
L’impatto con lo show ci ha lasciato senza dubbio scossi in maniere positiva, da Jeroen Erosie così come dal duo Graphic Surgery e da Tomek, veniamo investiti da tre differenti profili, tre indirizzi che rivelano tutta la ricerca e la peculiare visione, dalla strada viene portato tutto su tela e su differenti supporti offrendoci l’opportunità di una immersione concreta ed avvicinante attraverso opere che portando avanti percorso differenti ed intersecandosi tra di loro in alcuni casi, per uno show che segna un punto fermo all’interno dei diversi e personali percorsi artistici degli interpreti che ci ha lasciato positivamente coinvolti e letteralmente a bocca aperta.
Vi lasciamo alla bella selezione di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto certi che non mancherete di apprezzare, se vi trovate in zona e per tutti gli amici Parigini c’è tempo fino al prossimo 12 di Aprile per andare a darci un occhiata di persona, l’occasione è ghiotta e noi ve l’abbiamo detto.

Quatre artistes « chercheurs » qui loin de se satisfaire d’une esthétique figée ont cela en commun de remettre sans arrêt en question les résultats de leur travail et de traquer de nouveaux territoires.
Tous ont un passé et un présent sur les murs de la ville, mais, c’est pour mieux s’en nourrir puis s’en détacher dans leur travail d’atelier.
Cette exposition est l’occasion de croiser ces différentes démarches esthétiques, nées d’une posture de recherche et d’expérimentation, dont la règle est la remise en jeu permanentes entre concepts et liberté du geste.

Galerie Celal
45 Rue St Honore
75001 Paris

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Weekly Overview 78| 24-03 to 30-03

30/03/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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DIMA – New Piece in Poznan, Poland

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Kofie x Moneyless “ASSIOMA” at Avantgarden Gallery (Recap)

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Tellas x Alberonero- “Holey Grid” New Mural in Sardinia

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Geoff McFetridge – “Meditallucination” at V1 Gallery (Recap)

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Hitnes – A Series of New Pieces in Australia

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Axel Void – New Mural in Tarifa, Spain

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Clemens Behr – New Mural for Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival

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ZED1 – “The Boat of The Artist” New Mural in Torino

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Ozmo – A New Mural for VIAVAI Project

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JR – New Murals in Baden-Baden for UNFRAMED Project

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Thomas Canto – New Piece at Robin Soulier Consulting Office

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Laguna – “A Midspring Night’s Dream” New Mural in Almagro

Invader – A New Invasion in Paris, France

30/03/2014

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Continua senza sosta il lavoro del grande Invader, l’artista Francese prosegue la sua invasione di Parigi con una nuova serie di interventi ancora una volta caratterizzati da figure e soggetti che vanno a pescare da un immaginario moderno e da quello dello stesso interprete.
Caratterizzato da spostamenti mano a mano sempre più continui ed accentuati, da progetti sempre più ambiziosi – ricorderete senza dubbio la conquista dello spazio (Covered) – Invader ha mano a mano ampliato il personale approccio visivo cambiando repentinamente quelli che da sempre sono stati i veri soggetti e protagonisti del suo lavoro in strada. Le iconiche piastrelle si sono anzitutto prese il giusto spazio, aumentando di dimensioni quindi, e hanno iniziato ad accogliere nuovi soggetti, figure e personaggi completamente differenti dalle iconiche navette spaziale del gioco Space Invaders. L’artista ha quindi iniziato ad abbracciare di fatto tutto il grande calderone di personaggi e star appartenenti al cinema, al mondo dei videogiochi, in particolare quelli di Nintendo, ed a tutte quelle altre icone che hanno influenzato il ventennio 80 e 90, in quello che quindi è senza dubbio un avvicinamento con le generazioni di adesso, un apertura importante verso le nuovo e ‘vecchie’ icone che fanno quindi la loro comparsa attraverso il consueto filtro visivo dell’interprete, per mezzo dei pixel quindi, ma che rivelano dettagli, colori ed espedienti visivi nuovi e dal indiscusso impatto. L’idea è quindi quella di rientrare in contatto con la cultura moderna, con i protagonisti e gli antagonisti dei film e dei videogiochi che hanno caratterizzato e stanno caratterizzando la nostra vita, un contatto nuovo, più diretto per un linguaggio maggiormente leggibile e condivisibile.
Dopo il lavoro dedicato a Flappy Bird, che torna nuovamente in questa nuova serie di interventi, Invader va ad allestire un inedito numero di piastrelle, riallacciando il discorso con le amate creature, creando nuove e caratteristici pezzi e pagando ad Ice Climber, vecchio gioco uscito su console Nintendo durante gli anni ’80.
Scrollate giù, dopo il salto infatti ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima serie di lavori del grande interprete Francese, in attesa di scoprire i nuovi spostamenti o le nuova installazioni, come sempre vi consigliamo di darci occhiata, siamo certi che non ve ne pentirete.

Pics via San

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DIMA – New Piece in Poznan, Poland

30/03/2014

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A distanza di qualche mese torniamo ad approfondire il lavoro di DIMA, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo intervento su questa piccola porzione di muro nei pressi di Poznan in Polonia, un nuovo lavoro che porta avanti i temi e la dialettica visiva dell’interprete.
Continua riserva e fucina di talenti, l’est Europeo continua la sua corsa verso i grandi palcoscenici dell’arte urbana internazionale riuscendo a proporre anche tutta una serie di artisti ed interpreti emergenti di tutto rispetto tra cui DIMA fin da subito ci ha colpito ed incuriosito e di cui abbiamo deciso di seguire costantemente gli sviluppi del suo operato nel corso del tempo. Una piacevole sorpresa l’artista che attraverso una precisa e personale declinazione astratta porta avanti un discorso visivo che vede nella natura e nelle sue differenti declinazioni il suo principale interlocutore. Il dialogo che l’artista imbastisce con gli elementi della flora è fortemente radicato in una concezione tipicamente astratta, l’idea è quella di semplificare al massimo le forme e gli elementi naturali che, calati all’interno di un contesto visivo che strizza l’occhio a tinte e campionature cromatiche forti e radicate, vanno ad intersecarsi tra di loro in una mistura tra figure, linee ed elementi organici. Quella che emerge è quindi una chiave di lettura molto personale dove le forme vengono rappresentate attraverso una proprio filtro tematico dove, in totale armonia tra di loro, gli elementi rappresentati vanno a disporsi attraverso una scelta precisa dell’interprete che si diverte a realizzare figure sottili ed incisive rapportandole a forme di dimensioni più grandi giocando con lievi effetti di profondità e tridimensionalità.
Con quest’ultimo intervento DIMA va ad interloquire con tutto il suggestivo panorama che circonda l’intervento, il piccolo muro che corre lungo la collina rivela la presenza di un grande macchia verde, un natura spenta pronta però per un risveglio lento ed inesorabile dove il freddo invernale sta piano piano facendo posto ai primi spiragli della primavera con il suo sole caldo. Da qui parte l’ispirazione dell’interprete che ancora una volta sceglie una rappresentazione fortemente dinamica poggiando le basi del suo lavoro sul colore arancione e su una serie di figure che sembrano letteralmente sospese all’interno del piccolo spazio di lavoro.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’approccio stilistico dell’artista vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, in attesa di nuovi aggiornamenti il consiglio è come sempre quello di dare uno occhiata alle immagini, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by The Artist

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KAWS – “Final Days” New Show CAC Málaga(Recap)

29/03/2014

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Il grande Brian Donnelly aka KAWS ha da poco aperto “Final Days” un nuovo show curato da Fernando Francés all’interno degli spazi del CAC di Málaga, prima esibizione all’interno di un museo in Europa caratterizzata da un allestimento focalizzato unicamente sui suoi caratteristici companion.
Quest’ultima fatica dell’artista è del tutto simile all’impostazione degli spettacoli precedenti aperti nel corso degli ultimi mesi all’interno di importanti istituzioni Americane, come accaduto in precedenza quindi da una parte un allestimento caratterizzato unicamente da tele e quadri di vario genere presentati giustappunto all’interno di Play your Part a Madrid lo scorso mese, dall’altra invece un intero show dedicato esclusivamente ad uno degli elementi tipici del percorso dell’artista nonché vero e propria icona moderna, i companion.
KAWS rappresenta uno dei primi artisti occidentali a lasciarsi influenzare dalla creazione di toys d’arte, il personaggio fulcro delle sue opere rappresenta la giusta evoluzione dei characters con i quali l’artista trasformava le pubblicità ed i manifesti per le strade di una New York dei primi anni ’90. Da qui la figura, prendendo spunto da un icona come Topolino, ha preso vita attraverso il lavoro dei Giapponesi di Bounty Hunter fino a marchiare a fuoco tutta la cultura pop moderna diventando anch’essa una sorta di nuova icona popolare e mediatica. Come spesso abbiamo detto queste particolari figure dell’artista ci hanno sempre lasciato piuttosto affascinati, la grande cura nei dettagli, le dimensioni mastodontiche e soprattutto la capacità stessa dell’interprete di reinventare le icone del mondo dei cartoni animati attraverso il proprio personalissimo tratto, rappresentano a parer nostro il vero marchio nonché firma di tutta la produzione del grande interprete.
Per questa sua ultima esibizione KAWS sceglie di presentare un assortimento di companion di diversa grandezza, cinque differenti soggetti con una grande figura che vediamo ergersi, quasi a dirigere tutti gli altri, rispetto alle altre sculture. La scelta di utilizzare qui un legno decisamente scuro del solito, amplifica tutta la sensazione di impotenza di fronte a queste giganteggianti figure in quelli che possiamo tranquillamente definire come dei veri e propri totem.
Lo show rimarrà aperto fino al prossimo 22 di Giugno, perciò se vi trovate in zona, e per gli amici Spagnoli, l’appuntamento è praticamente d’obbligo, nel frattempo vi invitiamo a dare un occhiata alla bella serie di scatti in calce con tutti i dettagli ed una ricca panoramica sull’allestimento proposto dal grande artista.

The Centro de Arte Contemporáneo de Málaga is presenting the first solo exhibition in a Spanish museum of KAWS, entitled FINAL DAYS. Curated by Fernando Francés, it includes five large-scale, carved wooden sculptures of his celebrated COMPANION, among other figures. In their numerous different versions, they represent the work for which KAWS, who is also a forerunner of the Art & Toys movement, is internationally known. The artist transforms icons of popular culture, adding elements characteristic of his style, such as x’s instead of eyes. KAWS is a painter, sculptor and designer who works with leading international firms and brands. He studied Fine Arts at the School of Visual Arts in New York and now lives and works in Brooklyn

CAC Malaga
C/ Alemania, s/n
29001 Malaga Spain

Pics via AM

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Nychos – “Dissection Of The Little Mermaid” New Mural in Linz

29/03/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande artista Austriaco Nychos, l’interprete infatti ha da poco terminato un nuovo lavoro dei suoi questa volta sulla facciata esterna ed in vetro di questo edificio a Linz, in Austria.
Dopo aver preso parte prima all’Art Basel 2013 di Miami ed in seguito all’eccellente POW WOW Festival di Honolulu, il grande Nychos torna nella sua Austria per proseguire il personale approccio visivo e tematico, andando questa volta a sviluppare il proprio lavoro su di un soggetto completamente differente dal solito.
Come abbiamo avuto spesso modo di vedere l’operato di Nychos è intrinsecamente legato al forte passato da graffiti artist dell’interprete, l’artista attraverso una propria e peculiare ricerca a mano a mano evoluto il proprio tratto verso uno studio anatomico dell’uomo e differenti soggetti. A fare capolino infatti all’interno delle produzioni dell’artista ritroviamo animali di vario tipo, così come figure umane tutti rigorosamente segnati da un tratto che strizza l’occhio ai temi splatter ed ad una base cromatica sempre piuttosto accesa e rimarcata. Peculiarità del lavoro dell’interprete Austriaco sono però le iconiche sezioni, i soggetti raffigurati vengono infatti sottoposti a divisioni fisiche, con le parti del corpo che vediamo letteralmente staccarsi tra di loro, e soprattutto a vere e proprie aperture che ne rivelano le viscere, le ossa e perfino i vasi sanguigni, viene tutto messo in bella mostra attraverso una precisione anatomica incredibile che viene però investita, anche per smorzarne i toni che diversamente sarebbero un po’ troppo pesanti, da un tratto che si rifà ad un filone illustrativo, allo splatter e più in generale al mondo dei fumetti coadiuvato da una serie di effetti di profondità e tridimensionalità. Questa particolare alchimia rivela quindi una visione decisamente personale, a tratti divertente ma che caratterizza così profondamente le produzioni dell’interprete, rendendo i lavori facilmente riconoscibile e senza dubbio ricchissimi di spunti e di dettagli.
Per questo suo ultimo lavoro Nychos, al lavoro su una grande superfice in vetro, sceglie di cambiare registro andando a pescare da uno degli iconici personaggi di Walt Disney. In “Dissection Of The Little Mermaid”, questo il titolo del pezzo, l’artista va a sezionare il corpo della famosa sirenetta, rivelandone come sempre tutte le interiora ed andando infine a trasformare la superfice in vetro in una grande distesa di acqua marina.
Attraverso le immagini in calce, ripercorriamo assieme alcuni istanti durante la fasi del making of fino al bel risultato finale, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti.

Pics via nextcomic

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Duncan Passmore x Silas – New Mural in an Abandoned Building

28/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Duncan Passmore, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo lavoro che prosegue la stretta collaborazione con Silas, ci troviamo ancora una volta all’interno di un edificio abbandonato, location ideale per sperimentazioni visive dei due.
Il lavoro dei interpreti rientra di diritto all’interno di quel grande contenitore di artisti che scelgono di affidarsi per la loro relazione con gli spazi, ad un dialogo altamente istintivo e viscerale e decisamente connesso con gli stati d’animo e le sensazioni del momento che ne amplifica quindi il filtro personale per una pittura profonda e nettamente più emotiva. Quello che accumuna sia Silas che Duncan Passmore è l’esigenza di portare a compimento uno studio sulle forme attraverso una forte caratterizzazione astratta che va a sviluppare una densità che si traduce in una ricchezza di spunti ed impressioni differenti. Gli artisti agiscono per mezzo di forti e ripetute pennellate, quasi a voler ribadire il proprio stato d’animo, che portano a compimento una vero e proprio percorso mutevole ed in continua evoluzione, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a strati e strati differenti, un sali e scendi interpretazioni emotive, forme e configurazioni differenti che si muovono nello spazio attraverso tinte e colori contrastanti e diversificati, una ragnatela di sensazioni e stati d’animo che vengono impressi in opere di puro istinto. Si tratta di fatto di un modo di affrontare gli spazi differente, notiamo una grande connotazione espressiva che interseca il proprio cammino con una forte predominanza astratta e che trova per entrambi gli interpreti la giusta location all’interno degli spazi abbandonati veri e propri tesori dove poter esprimere in modo sensato e senza alcun filtro le personali sensazioni. Gli interventi si muovono così all’interno di luoghi silenziosi e cadenti, posti abbandonati dove le pareti scrostate ed ammuffite diventano parte integrante delle sensazioni dei due, dove l’impatto con i muri ingialliti, con le crepe e con tutto l’ambiente circostante alimenta una percezione interiore, un sentire ciò che abbiamo dentro per coglierlo ed instillarlo all’interno di questi luoghi dimenticati, l’impressione è quindi quella di un approfondimento emotivo alimentato dal caos, dall’impulso, queste due emozioni veicolano un esplorazione gli spazi, si formano forme ed elementi differenti, macchie, linee, intermittenze, texture e tutto un calderone di tinte e colori differenti che alimentano la fortissima profondità ed espressività dei lavori.
L’ultimo lavoro riprende perfettamente le basi dell’operato di Duncan Passmore e Silas proponendo una nuova interazione con lo spazio e una diversificata mistura visiva che come sempre ci ha lasciato impressionati ed assolutamente coinvolti.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, il consiglio è come sempre quello di dare uno sguardo alle immagini ed ai dettagli in calce, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio visivo dei due interpreti e l’eccellente alchimia tra i due interpreti.

Pics by The Artist

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Twoone – A Series of Murals in Nagoya, Japan

28/03/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande Hiroyasu Tsuri aka Twoone, l’artista si trova infatti a Nagoya in Giappone dove dopo tre giorni di duro lavoro ha da poco terminato questo splendido intervento subito seguito da una bella performance di live painting.
Il percorso stilistico di Twoone ci ha sempre incuriosito grazie ad un stile particolarmente intenso e soprattutto ai temi che l’artista stesso sceglie di portare avanti attraverso il proprio operato, come abbiamo avuto modo di vedere l’operato dell’interprete poggia le sue basi su una tematica personale e fortemente intrisa di simboli ed elementi che richiamano il mistico e che tentano di conciliare in un unico calderone la sacralità e la purezza del mondo animale con lo spiritualità dell’uomo. In questo contesto non stupisce quindi la scelta di Hiroyasu di concentrare spesso il proprio lavoro sulla figura del teschio sulla quale gravita una grande parte del suo repertorio artistico, la sensazione è proprio quello di un congiungimento sacrale tra due mondi distanti, quasi un battesimo mistico che viene accompagnato da un idea e una percezione onirica dei simboli legati alle maschere, agli animali, che entrano in contatto riversando ed amplificando tutto il carattere la forte riflessione che i lavoro dell’interprete riescono a suggerire. L’idea dell’artista è infatti quella di far compiere allo spettatore una sorta di viaggio interiore, un confronto vero e proprio con i demoni interiori che ci affliggono per mezzo di un tratto atto proprio ad alimentare questa forte sensazione introspettiva. La pittura di Twoone risulta infatti profonda ed incisiva, con le tinte e le differenti variazioni cromatiche si fanno incisive, ma lascia anche un impressione di emozione suggerendo una danza tra colori più forti ed altri più spenti, unificando un tratto prettamente figurativo ad elementi astratti con le figure dell’uomo e della donna intrecciate all’interno di volti, corpi e maschere di animali ed intervallati da configurazioni tipicamente astratte.
Partendo da queste basi tematiche Twoone ritorna in Giappone portando in dote nella cittadina Giapponese, che si trova sulla cosa del Pacifico nella regione di Chuubu, tutto il suo peculiare stile visivo. Sulla facciata esterna prende così vita una composizione che miscela tutto gli elementi tipici del suo lavoro, il mondo naturale che si intreccia con quello dell’uomo e che viene attraversato da una fitta trama astratta, il live painting invece rappresenta una delle pratiche che più coinvolgono l’interprete e di cui noi abbiamo uno splendido ricordo grazia alla bella “Define Nothing” aperta negli spazi della Backwoods Gallery e caratterizzata proprio da un intensa sessione di pittura dal vivo e ballo.
Ripercorriamo assieme gli attimi di realizzazione di queste due opere con una selezione di scatti durante le fasi del making of, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, il consiglio è come sempre quello da dare uno sguardo a tutto il materiale in calce, enjoy it.

Pics via San

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Faith47 – New Mural in Khayelitsha, Cape Town

28/03/2014

Dopo lo splendido progetto legato ad Harvest, Faith47 torna al lavoro con un nuovo eccellente intervento dei suoi realizzato a Khayelitsha, la terza più grande township Sudafricana situata a Cape Town, con il quale l’artista prosegue il personalissimo percorso pittorico.
Volgendo lo sguardo al lavoro di Faith47 ci siamo ritrovati difronte una rappresentazione forte e caratteristica che strizza l’occhio all’onirico ed al mistico, l’impressione osservando gli interventi dell’artista è una di una sospensione emotiva che racchiude il giusto punto di incontro tra mondo umano e quello naturale, una leggerezza nelle forme e negli intenti ma che alimenta una profondità emotiva incredibile. Attraverso la forte espressività dei suoi lavori, spesso caratterizzata dalla figura della donna come principale protagonista, assistiamo ad una rappresentazione ricca e sfaccettata della natura umana che viene spesso veicolata dalla presenza degli animali come vettori emotivi, una scelta questa atta ad alimentare il dialogo anzitutto tra questi due emisferi, sempre più distanti nell’epoca moderna, ma soprattutto per impattare maggiormente gli interventi attraverso figure distanti dall’uomo ma al contempo altamente espressive e soavi. Ad aumentare il senso di profondità degli interventi dell’artista abbiamo assistiti, con la comparsa la prima volta durante i giorni del Memorie Urbane Festival dello scorso anno (Covered), ad una serie di scritte atte a spiegare e veicolare l’osservatore attraverso le increspature viscerale e tematiche dei suoi interventi. Questa particolare scelta, con le frasi che sembrano quelle che siamo soliti vedere addobbare i muri delle nostre città, vanno ad alimentare la sensazioni di trovarsi di fronte a pensieri e sensazioni vere, lasciate li a segnare gli spazi e che gli stessi lavori si trovino in totale armonia con ciò che c’è scritte andando quasi a svilupparne il senso ed il significato attraverso un segno grafico distinto e fortemente rimarcato.
Dal titolo “You hold no blame for my proud heart” il lavoro mette in evidenza tutto il carico di stile che da sempre contraddistingue il lavoro di Faith47, questa volta imbevuto all’interno di una cornice cromatica rivolta verso l’azzurro. Nell’idea dell’artista c’è ancora una volta l’esigenza di toccare punti e temi importanti e delicati, riflettendo tutto l’impegno di un lavoro che l’ha sempre vista sviluppare trame dalla forte caratura emotiva e che trovano qui il giusto impiego all’interno di una visione delicata e dal grande impatto, l’interprete infatti sceglie ancora una volta di affidare a due animali, in particolare due maestosi cigni, tutta l’emotività del tema trattato. La scelta di investire l’opera con una scelta cromatica così delicata si rivela assolutamente vincente, anche qui l’artista sceglie di inserire una scritta, una di quelle che sembrano quasi essere già presenti sul muro, un testo che oltre a spiegare il senso dell’opera va di fatto a contrapporsi, con la sua ruvidità, alla delicatezza della stessa lasciandoci in balia di sensazioni contrastanti.
Un opera elaborata all’interno di un contesto difficile come quello dei ghetti/township Sudafricani che attraverso un dialogo visivo forte ed imponente, continua a trovare il nostro consenso.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima splendida realizzazione firmata dall’artista vi lasciamo alle immagini dell’eccellente filmato realizzato da Bruce Horak e Oliver Brain ed agli splendidi immagini in calce al nostro testo certi che come noi, non mancherete di apprezzare tutta il grande impatto e la grande magia di quest’ultima perla.

Thanks to The Artist for The Pics

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Tellas x Alberonero- “Holey Grid” New Mural in Sardinia

28/03/2014

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L’incontro tra Tellas ed Alberonero, sancisce il connubio di due differentissimi approcci visivi e tematici, in un unico lavoro che non nascondiamo ci ha lasciato assolutamente a bocca aperta.
L’intervento unisce due stile differenti ma che trovano il loro comune denominatore all’interno di una dialettica fortemente legata all’astrattismo, Tellas come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte attraverso una continua e mai sazia ricerca, porta avanti un personale sviluppo di forme e figure figlie di una precisa influenza che nel suo caso trova il giusto legame con la natura. Quest’ultima è senza dubbio la protagonista indiscussa delle produzioni del grande interprete dove assistiamo attraverso una forte filtro astratto alla formazione di forme e figure, le osserviamo mentre si muovono all’interno degli spazi, aprendosi e disintegrando parte del loro manto visivo, intrecciandosi con la stessa superfice di lavoro fino a creare una vera e proprio ragnatela ricchissima di elementi e spunti differenti.
Dal canto suo Alberonero prosegue nel portare avanti la personale simbiosi con i colori, l’artista italiano attraverso il proprio personale lavoro continua a sviluppare una ricerca basata sulla necessità di veicolare i colori e la loro differente applicazione e percezione all’interno di specifiche forme e figure. Osservando in particolare il percorso dell’interprete è interessante notare come lo stesso si affidi ad una serie di piccoli quadrati, di dimensione ridotta rispetto ai primi tempi, che vanno a muoversi all’unisono formando configurazioni differenti e sfaccettate dove ritroviamo un vero e proprio percorso sensato, con vere e proprie scale cromatiche, oppure istintivo con le tinte che si muovono spegnendosi ed accendendosi all’interno della superfice di lavoro.
Quando siamo venuti a conoscenza della combo, il nostro immaginario ha per un secondo iniziato a fantasticare sulle differenti alchimie che i due artisti potevano imbastire all’interno di un unico lavoro cercando quindi in un certo senso di prevedere quello che potevamo aspettarci, tutto assolutamente inutile. Il lavoro, dal titolo “Holey Grid”, combina alla perfezione nel modo probabilmente migliore le differenti visioni di ogni singolo artista, da una parte lo studio cromatico di Alberonero con una serie di caselle che vanno mano a mano scorrendo verso destra sviluppare una trama cromatica che passa da un azzurro chiaro ad una tonalità decisamente più scura. Lo spunto del primo consente di imbastire una sorta di background che va a riprendere l’idea direttamente dal bel progetto di Tellas dal titolo “Buchi”, la serie è costituita da alcuni lavori che l’interprete sceglie di realizzare lasciando intatta la superfice, che costituisce quindi il contenuto della forma stessa, che viene tracciata fino alla creazione di una delle sue iconiche figure naturali. In quello quindi che è un lavoro al contrario la forma dell’artista viene ricavata direttamente dalle caselle di Alberonero per un effetto finale assolutamente impattante e coinvolgente, chapeau!
Vi lasciamo alle splendide immagini in calce con alcuni scatti durante le fasi del making of fino all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare e vi ricordiamo che sono ancora disponibili le ultime copie di “From Outer Space”, la serigrafia che abbiamo prodotto proprio insieme a Tellas, acquistabile comodamente sul nostro store, QUI.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Eva Ligas

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Kofie x Moneyless “ASSIOMA” at Avantgarden Gallery (Recap)

28/03/2014

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Andiamo finalmente a dare uno sguardo ad “ASSIOMA” ultima fatica di Augustine Kofie e Moneyless all’interno degli spazi della bella Avantagarden Gallery di Milano, uno show bello spesso e che concilia in unico allestimento i percorsi dei due grandi artisti.
L’esibizione rappresenta il giusta parto di dieci giorni di lavoro congiunto da parte dei due artisti, il titolo stesso della mostra suggerisce il senso stesso di ciò che i due interpreti hanno proposto, il concetto stesso di Assioma investe la produzione di queste opere che giungono quindi come ideale punto di incontro tra due percorsi differenti, personali, ma che poggiando le loro basi su un concetto geometrico ed astratto.
Da una parte Augustine Kofie, senza dubbio uno degli esponenti di spicco del movimento Graffuturism, l’artista statunitense ha sviluppato nel corso del tempo un personale trama astratta frutto di una continua ricerca, di un equilibrio tra le forme e la composizione, tra istintività e razionalità. I lavori dell’artista sono infatti caratterizzati da ispirazioni differenti, dall’architettura moderna per esempio ma anche dai precedenti lavori come graffiti artist, quello che caratterizza il suo opera è la scelta di lavorare attraverso un istintivo ragionato, un libero fluire di idee che investono ed influenzano i suoi interventi ma che vengono incanalate attraverso un ordine ed un ragionamento specifico. Gli risponde Moneyless, il grande interprete italiano si affida all’idea della perfezione del cerchio per sviluppare trame complesse ed articolate, l’impressione osservando i suoi lavori è quella di ritrovarsi all’interno di una ricerca profonda ed avvolgente, veniamo scagliati all’interno di questi vortici in una sospensione di emozioni, in una riflessione personale che ci investe in pieno calamitando su di sé tutta la nostra attenzione. Il carattere profondo dei lavori dell’artista italiano, attraverso i suoi cerchi ripetuti, suggerisce ordine e precisione ma che al contempo, con lo sviluppo degli stessi e sopratutto con l’intersecarsi, il sovrapporsi ed il muoversi continuo di figure e visioni cromatiche differenti, va a toccare elementi affini al caos, all’istinto, lasciandoci in una sospensione visiva guidata ed altamente impattante, le trame spesse ed articolate vanno a ristagnare nei nostri pensieri, lasciandoci in silenzio, avvolti da ciò che osserviamo, quasi costretti alla riflessione.
Questi due diversi approcci trovano il loro punto di contatto quattro anni fa, dalla stima reciproca, e dalla comune e peculiare sensibilità visiva, i due approdano a Milano per uno show caratterizzato dall’esigenza di un indagine che possa sviluppare e confrontare i punti comuni e di contatto portando e facendo emerge opere nuove, intrise e bagnate da una costruzione ragionata ma che si espone verso forme ed elementi istintivi. I cerchi di Moneyless coabitano lo spazio delle forme dell’Americano, offrendo quasi una base salda e concreta, rappresentano la parte cosciente offrendosi in dono ad uno sviluppo viscerale, muovendosi e districandosi, ripiombando con forza nel reale degli elementi e degli scenari di Augustine Kofie. Si erge così un equilibrio tra forme astratte e costruzioni geometriche, tra la realtà degli stimoli architettonici ed i viaggi del pensiero, il tutto coadiuvato dal metodo, vera e prima unica fonte di ispirazione per entrambi.
Vi lasciamo ad un ampio e dettagliato recap, quattro pagine di immagini tra cui anche quelle dei lavori su muri scaturiti dalla mostra, ricordiamo infine che per chi si trovasse in zona è possibile andare a visitare lo show fino al prossimo 23 di Aprile, enjoy it.

AvantGarden Gallery
Via Cadolini, 29
20137 Milano

Thanks to Avantgarden Gallery for The Pics
Pics by Marco ‘Sfrevol’ Montanari and Marina Alessi

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Geoff McFetridge – “Meditallucination” at V1 Gallery (Recap)

27/03/2014

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Con estremo piacere andiamo a dare uno sguardo approfondito a “Meditallucination” ultima fatica da poco aperta dal grande artista statunitense Geoff McFetridge all’interno degli spazi della V1 Gallery di Copenaghen in Danimarca.
Senza troppi giri di parole non nascondiamo che aspettavamo con ansia il momento di approfondire il lavoro di Geoff McFetridge, il particolare approccio visivo ci ha infatti immediatamente colpito e coinvolti ed aspettavamo un nuovo show per approfondire i temi e gli spunti che il percorso artistico dell’interprete riesce a sviluppare e portare avanti. Osservando i lavori dell’artista appare chiaro come lo stesso porti avanti, attraverso un proprio e personale alfabeto visivo, la precisa esigenza di trasmettere e di legare lo spettatore alle sue opere attraverso una astrazione delle informazioni. Gli elaborati proposti sono infatti ridotti all’osso, nei colori, così come nel tratto ma riescono a trasmettere un infinito range di possibilità e spunti differenti, si tratta di un vero e proprio gioco in cui la mancanza di informazioni che percepiamo osservando le opere viene compensata dal nostro stesso immaginario che, quasi ad unirne i punti, trova e colloca le immagini all’interno di una narrazione personale e coinvolgente. L’impressione è quindi quella di una sorta di sospensione tra le immagini ed il linguaggio scelto, la mente compensa la mancanza di stimoli visivi restituendo all’opera un infinità di possibilità ed al contempo legandoci ad essa attraverso una personale percezione, l’artista chiama questo sistema che si innesca tra opera e spettatore, il ‘sentire’ dove le immagini sono meditazioni, provengono da una elaborazione visiva, percettiva e personale, ma sono anche l’ascoltare ciò che ci circonda e che inevitabilmente influenza le differenti chiavi di lettura per quella quindi che assume le sembianze di una vera e propria esperienza visiva.
I lavori dell’artista Losangelino ruotano attorno ad una delicatezza visiva che poggia le sue basi sui pochissimi colori che alimentano i suoi lavori, spesso un bilanciamento cromatico che danze su differenti tonalità della stessa tinta, colori caldi ed avvolgenti atti propri ad alimentare la sensazione di immersione e legame con le sue opere.
Dall’emblematico titolo “Meditallucination” l’allestimento proposto dall’artista all’interno degli spazi della bella galleria danese, è caratterizzato dalla presenza anzitutto di una serie di lavori in ceramica risalenti ad una precedente esibizione del 2011 ma anche e soprattutto dalla presenza di ben tredici nuovi dipinti su tela che portano avanti i concetti e gli sviluppi visivi dell’immaginario dell’artista e spingono l’osservatore verso una sorta di meditazione visiva che si ricollega alla capacità dell’interprete di celare eppure mostrare allo stesso tempo, attraverso le sue immagini, una moltitudine di situazioni ed eventi di vita quotidiana.
Per darvi modo di apprezzare tutto l’eccellente allestimento proposti vi abbiamo preparato una ricca galleria di scatti con una panoramica dello show, nella prima pagina, e le immagini nel dettaglio dei lavori presentati dall’artista, nella seconda, il consiglio è quello di darci un occhiata e per gli amici Danesi e per chi si trovasse in zona, ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 26 di Aprile per andare a darci un occhiata di persona, noi ve lo consigliamo caldamente.

V1 Gallery
Flæsketorvet 69-71
1711 Copenhagen

I have always been interested in creating work that lies between image and language. Imagery that your mind “reads” as language rather than seeing them as spatial or physical things. These graphic images are for me a way to induce a misfiring of our mind to create a connection, and resonance for the viewer. I want them to feel something, not happy, or sad, but to feel like the letter T.”

“The images are meditations, in that they come from inside but they are also listening to the world around me. The paintings attempt to deeply engage with reality to try to attain transcendence. Hallucinations in that they are a made of the raw material of our brain, beyond experience, they are found images that are nearly hard wired into our minds.- Geoff McFetridge

Pics via AM

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Ravo – “Il Santo dell’abbandono” A New Mural

27/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Ravo, l’artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento su questa porzione di parete esterna di un ex setificio abbandonato degli inizi del 900, un lavoro che proseguo il personale studio visivo e tematico.
Riprendendo direttamente quello che è il costante lavoro in studio, come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte Ravo sta portando avanti un percorso di ricerca personale direttamente legato alle differenti sfaccettature del proprio stesso volto calamitate da emozioni, sensazioni e stati d’animo differenti. Nell’idea dell’artista c’è quindi l’esigenza di tracciare attraverso il proprio operato tutte quelle diverse sfaccettature del proprio stesso io, i differenti volti, le profondità espressive spesso difficili da decifrare all’interno di un labirinto di stati d’animo direttamente legati con il quotidiano e che vanno a forgiare il carattere di una persona. Questo particolare filone di opere ha in sé anche una precisa spinta personale, entrano in contatto con la parte più nuda e cruda dell’artista, scavano affondo rivelando uno delle difficoltà intrinseche del vivere, il capire se stessi attraverso un osservazione continua e profonda.
Come detto questo filone è direttamente collegabile all’attività in studio ma in particolare va a collocarsi temporalmente nel momento in cui l’interprete sceglie di lasciare il percorso da graffiti artist per uno studio ed una ricerca più pittorica contraddistinta da una ricerca introspettiva che lo vede impegnarsi in una reinterpretazione del proprio stesso corpo in tutte le sue parti. Da qui, andando quindi a ripescare un filone interrotto da tempo, lo scorso anno l’artista riprende la sua ricerca focalizzandosi in particolare sul volto, vero e proprio specchio dei sentimenti e delle emozioni umane. La pittura è quindi caratterizzata dall’utilizzo di differenti frame e situazioni sovrapposte all’interno di un unico disegno, l’espressioni, gli occhi, così come le mani, viene tutto miscelato all’interno di unica immagine che grazie alla sua mutabilità si fondono con la personalità e gli stati d’animo dell’artista stesso andando a generare un complesso dialogo personale ma anche una connessione con chi si ritrova nei gesti, negli sguardi e nelle emozioni incanalate nel disegno finale.
Esattamente come per quest’ultimo intervento, dal titolo “Il Santo dell’abbandono”, Ravo concentra il suo lavoro sulla propria stessa faccia, la scelta di utilizzare un campionario di tinte verosimili va a contrastare la particolare natura delle visioni che l’interprete va a realizzare. Come in questo caso i volti risultano quasi deformi ma al contempo restituiscono un senso di realisticità, lasciando chi osserva in una sorta di limbo visivo. Per quest’ultimo intervento l’artista si diverte a proporre una versione ‘santificata’ di se stesso, a caratterizzare l’opere è senza dubbio il particolare sguardo con gli occhi che sembrano quasi schizzare via ed in seguito i due fasci viola, a mo’ di fiamme, che fuoriescono dalle cavità del naso quasi a voler proteggere il particolare luogo scelto.
Scrollate giù, dopo il salto infatti ad attendervi una lunga serie di scatti con tutte le immagini di quest’ultimo intervento realizzati dall’artista italiano, in attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics

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CANEMORTO x Emajons – New Piece in Milano

27/03/2014

A distanza di tempo si rinnova ancora una volta la bella collaborazione tra i CANEMORTO ed Emajons, il gruppo infatti si è ritrovato a Milano per una trasferta in notturna segnata da una bella incursione segnata da questo intervento su questa porzione di parete.
Ad accumunare i CANEMORTO con Emajons è senza dubbio la volontà degli artisti di sviluppare un personale filtro visivo per rappresentare la figura dell’uomo, in entrambi i casi quello che emerge è un impronta visiva forte ed altamente rimarcata dove senza alcun filtro e senza nessun tipo di censura gli artisti danno libero sfogo alla propria peculiare visione mettendo a nudo tutta la bruttezza, la brutalità e la decadenza dell’uomo moderna, in entrambi i casi assistiamo ad una trasformazione netta e forte dei soggetti. Il collettivo sceglie una visione più cupa ed istintiva segnando gli spazi con pennellate forti e rapide atte a dare vita ai particolari volti allucinogeni alimentati da una componente cromatica decisamente radicata ed impattante, dal canto suo Emajons predilige una pittura maggiormente dettagliata, fa un passo indietro l’artista esprimendo attraverso un orrore ancora umano, attraverso i brandelli di carne che si increspano e si mescolano, ancora uomini insomma, con le loro azioni e la loro quotidianità.
Se la figura dell’uomo, seppur attraverso approcci e visioni differenti, è di fatto il core centrale dell’esperienza visiva degli interpreti quello che li differenzia è la tematiche che contraddistingue la pittura, l’orrore dei CANEMORTO va a contrapporsi con le riflessioni di Emajons, sfociando in una mistura altamente esplosiva ed impattante.
I primi proseguono nel portare avanti un discorso di negazione umana, approfondendo la personalità, le sensazioni e le emozioni di animi corrotti e logori, quelli nascosti e celati dai volti di tutti i giorni che incontriamo tutti i giorni e che invece emergono qui in tutto il loro reale aspetto, riusciamo ad osservarli finalmente in tutta la loro brutalità, più animali che umani, mentre ci scrutano con gli sguardi penetranti e profondi, occhi d’invidia e rabbia, inermi e dannatamente reali.
Dal canto suo Emajons sceglie di affidarsi ad una tematica maggiormente impegnata, danza su temi e verità scomode andando a rappresentare situazioni ed istantanee di vita quotidiana attraverso le situazioni più delicate, quelli che emergono sono corpi intrinsecamente legati con le contraddizioni e le piaghe della società moderna, l’interprete va quindi a sviluppare corpi con più frame sovrapposti, immagini crude che mettono a nudo tutta la decadenza dell’uomo moderno attraverso corpi e figure deformi, involucri di carne raggrinzita e flaccida in quella che è una rappresentazione veritiera e senza alcuna delicatezza, pugni allo stomaco.
L’intervento realizzato in notturna mette a nudo tutta la particolare inflessione visiva degli artisti e per meglio calarci all’interno del particolare immaginario e soprattutto dell’esperienza che gli stessi hanno affrontato, vi lasciamo in compagnia di un bel video, che ripercorre le fasi durante il making of ed alcuni evocativi scatti, è tutto vostro ed in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, dateci un occhiata!

Thanks to The Artists for The Pics
Pics and video by El Pacino

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JADE – “El Desafío” New Miniature Piece in Lima

27/03/2014

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Proseguiamo con piacere a seguire gli sviluppi del grande Jade, l’artista Peruviano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento continuando a portare avanti il personale percorso con i lavori di piccole dimensioni che tanto ci avevano coinvolto e interessato.
Abbracciando ambiente e paesaggi differenti, Jade in questa prima parte dell’anno sta incentivando sempre di più tutta quella serie di lavori caratterizzati da un grandezza ridotta, un serie che abbiamo avuto modo di approfondire e che scaturisce dalla continua ricerca dell’artista e soprattutto dalla volontà dello stesso di cercare un contatto nuovo e differente con la sua gente. Quello che quindi era partito come una sorta di esercizio di stile assume ora tutte le sembianze di un vero e propri progetto parallelo da affiancare ai lavori di maggiore dimensione insieme all’operato in studio in una continua influenza di uno con gli altri. Quello che ci ha fin da subito sorpreso è la capacità dell’interprete di lasciare anzitutto immutate le caratteristiche tematiche e visivi del proprio operato rapportandole pero attraverso una dimensione maggiore ma che non influisce in alcun modo sull’impatto finale, anzi apre la strada a nuovi stimoli imbastendo percorsi e percezioni nuove e differenti. È innegabile infatti come l’impatto con questa serie si sviluppi attraverso un gusto maggiormente personale, l’approccio è come sempre viscerale ma attraverso un dialogo interlocutorio differente e diversificato l’interprete mira a toccare le corde non di tutti ma di una ristretta cerchia di persone, le opere, nascoste e celate negli anfratti cittadini, in piccole porzioni di muro, rappresentano un lascito prezioso e definito dei temi e delle sensibilità artistiche dell’interprete che ancora una volta si relaziona attraverso i suoi personaggi, andando a toccare situazioni e tematiche legate al quotidiano, ma anche al fantastico sviluppando una forte indole emotiva e dirottando in questo caso le proprie attenzioni su chi sa, su chi si osserva attorno scrutando i dettagli, su chi sente ciò che lo circonda e con esso respira e che quindi inevitabilmente posa lo sguardo sulle creazioni dell’artista peruviano.
Con “El Desafío” Jade parla nuovamente a colore che si ritrovano a scoprire nuove percezioni, ad osservare la strada attraverso un piglio differente e sempre nuovo, costoro ritrovano celato all’interno di pochi centimetri di intonaco un stralcio di vita, di un sogno, di una speranza e ci si ritrovano lasciandosi scappare un sorriso ed accarezzando i sentimenti e gli stati d’animo che lo stesso artista ha voluto lasciare sospesi su quella porzione di parete.
Come sempre per darvi modo di cogliere appieno tutta la grande forza emotiva di quest’ultimo intervento vi lasciamo ad una bella selezione di scatti che documentano al meglio quest’ultima magia firmata dall’interprete peruviano, il consiglio è quello di darci un occhiata certi che ne saprete apprezzare tutto l’impatto.

Pics by The Artist

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Hitnes – A Series of New Pieces in Australia

27/03/2014

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Dopo averci deliziato con Lo Storno e la mosca invisibile all’interno degli spazi della 999Gallery di Roma, il grande Hitnes è partito alla volta dell’Australia dove ha avuto l’opportunità di realizzare una serie incredibile di nuovi interventi caratterizzati dal suo particolare approccio visivo.
Il lungo viaggio dell’interprete tocca città come Adelaide ed il suo porto, Melbourne, Toowomba e Tweedheads rivelando e sviscerando sui grandi spazi a disposizione tutto il personale filtro visivo e tematico e portando a compimento un incredibile serie di nuovi interventi fortemente legati ancora una volta con il mondo naturale.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere il percorso artistico di Hitnes è caratterizzato dalla volontà dell’artista di sviluppare la propria pittura incentrando la stessa unicamente all’interno di un universo prettamente naturale, sia dal punto di vista dei soggetti, gli animali, sia dal punto di vista delle scenografie adottate, una profonda e vasta caratterizzazione del verde, le opere dell’interprete vanno ad inserirsi negli spazi a disposizione colloquiando con gli stessi attraverso grande ed esuberanti soggetti. A stupire è come sempre il particolare tratto che l’artista sceglie di sviluppare per i suoi interventi, si tratta di una pittura altamente viscerale, le pennellate si fanno delicate e vanno a segnare gli spazi attraverso tinte e cambi repentini di tonalità che rivelano tutto l’incredibile livello di dettaglio che accompagna in toto le sue produzioni, la grande capacità pittorica viene sviluppata per ricreare alla perfezione i corpi degli animali e delle bestie scelte rendendo i lavori assolutamente realistici e contrapponendo gli stessi, che spesso e volentieri vanno a rappresentare la fauna e flora del posto, con un tratto costituito da tinte più sature ed impattanti per quanto concerne gli elementi del paesaggio rappresentati. Proprio quest’ultimo punto in questa serie (quasi) infinita di nuovi lavori rivela tutta l’influenza con la cultura orientale, notiamo infatti la scelta dell’interprete di arricchire i suoi interventi con una serie di dettagli, come i fiori ed altri elementi naturali, direttamente legati anzitutto ad uno stile pittorico che strizza l’occhio alle tele ed agli stili dell’est, andando quindi di fatto a caratterizzare ed enfatizzare l’impatto con i suoi soggetti.
Analizzando quest’ultima grande infornata di interventi, emergono tutti i capisaldi del lavoro di Hitnes, aldilà delle propensione a sviluppare un dialogo con la natura e con i suoi protagonisti, ancora una volta ci immergiamo con piacere all’interno delle trame pittoriche che l’artista riesce a sviluppare nelle sue opere, la ricchezza di pennellate, di dettagli cromatici e la grande abilità di rendere i suoi lavori altamente emotivi e viscerali, emergono qui con grande enfasi, tra giochi di colore, assistiamo ad un percorso continuo che miscela pennellate rapide a tratti maggiormente enfatici, i colori saturi dei fiori rappresentati con la splendida combinazione insieme a Vans The Omega, con la ricchezza cromatica, con l’altalena di tinte e dettagli che costituiscono i corpi delle bestie dipinte, per un risultato finale assolutamente immersivo e dal fortissimo impatto finale.
Scrollate giù, dopo il salto infatti ad attendervi una lunga serie di scatti con tutte le immagini degli interventi realizzati dal grande artista italiano, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, è tutto vostro! enjoy it.

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CYRCLE. – “Overthrone! Pooring Reign” at StolenSpace (Recap)

26/03/2014

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Aperta lo scorso 7 Marzo all’interno degli spazi della StolenSpace Gallery di Londra, “Overthrone! Pooring Reign” dei CYRCLE. rappresenta il passaggio successivo nei temi e negli aspetti visivi del collettivo statunitense uno sviluppo che seguo quelli che sono i nuovi aspetti già intravisti nel controparte murale.
Gli show dei CYRCLE. riescono sempre a coinvolgerci parecchio grazie all’abilità degli interpreti di sviluppare un dialogo con lo spettatore attraverso allestimenti sempre piuttosto caratteristici e soprattutto interattivi dai quali emerge una linea tematica spesso caratterizzata da argomenti e spunti rilevanti che indagano con particolari aspetti dell’uomo e della società moderna. Come detto nell’ultimo periodo, coinciso con la parete realizzata all’interno del POW WOW Festival (Covered) e proseguito con l’ultima di qualche giorno addietro a Londra (Covered), gli artisti hanno adottato un cambio repentino soprattutto per quanto concerne le dinamiche visive dei loro lavoro e di cui proprio quest’ultima mostra è la perfetta sintesi tematica. Osservando questo nuovo indirizzo, che abbandona definitivamente i fasti ed i lussi del color oro e le grandi scritte, che da sempre hanno caratterizzato le produzioni degli interpreti, l’impressione è quella di una maggiore pulizia visiva a discapito forse di un impatto meno immediato, le opere si fanno più delicate andando a poggiare le basi su una pittura a mano libera, dove le figure rappresentate come sempre vengono influenzate da una grande connotazione classica alimentata da un effetto bitmap a contrasto con elementi realistici e in un continuo binomio tra la malinconia dei grigi e l’estrosità dell’arancione. Da questi spunti che rappresentano il lavoro su muro emerge però come sempre una tematica comune che va poi a confluire nei grandi e sfarzosi spettacoli che gli artisti riescono sempre ad imbastire, questa loro ultima fatica il filo conduttore è l’idea di potere e di come lo stesso è in grado di distorcere la mente, cambiare radicalmente la percezione, i sentimenti e gli stati d’animo dell’uomo. Da questo concetto viene sviluppato un allestimento che comprende come al solito, tele, installazioni e sculture dove come sempre gli elementi classici si fondono con quelli moderni all’interno di un indagine di ricontestualizzazione di quelli che sono i simboli del potere antico. L’idea che percorre tutto lo show è quella di una inversione di specifici simboli atti ad indicare un rovesciamento del potere e dei suoi regni, gli interpreti si pongono l’obiettivo di stimolare una sorta di azione interiore per rovesciare i dubbi e le oppressioni della mente ed essere finalmente individui liberi, un concetto chiaramente espresso dal iconico mezzo-busto rovesciato presente in praticamente tutto il corpo della mostra.
Per darvi modo di immergervi appieno in tutto l’allestimento proposto dal collettivo americano, vi abbiamo preparato una ricchissima galleria con tutte le immagini dello show, il consiglio se vi trovate in zona è quello di andare a darci un occhiata da vicino, avete tempo fino al prossimo 6 di Aprile, ne vale davvero la pena.

StolenSpace is pleased to present LA based collective, CYRCLE. in their first UK solo exhibition. The show, titled: “OVERTHRONE! POORING REIGN,” aims to explore symbols of power and the control over our minds. The “OVERTHRONE!” campaign has been a significant theme in CYRCLE.’s work for over two years. The upcoming exhibition at StolenSpace will unveil two new bodies of work within this overarching concept, “RULERS WERE MEANT TO BE BROKEN” and “SCRAMBLE FOR POWER”.

Through a process of deconstruction, the artists inverts specific symbols to signify an overthrow of the reigns of power. According to the artists, the aim is: “a subliminal call to action… to overthrow the powers of doubt and oppression in the mind so we, the individual, can let go of fear and take power back!

Pics by AM

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DissensoCognitivo – A New Amazing Mural

26/03/2014

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Proseguiamo con interesse ad osservare il lavoro del DissensoCognitivo, l’interprete italiano ha da poco terminato un nuovo intervento tornando dopo le precedenti incursioni sui cartelloni pubblicitari a lavorare su parete per portare avanti temi e situazioni tipiche del suo particolare immaginario.
In questi primi mesi dell’anno il lavoro del DissensoCognitivo si è andato mano a mano a sviluppare attraverso una rimarcata componente stilistica che ha trasformato con base e medium prediletto i piccoli e grandi spazi dei cartelloni pubblicitari, una serie questa che ha elevato il lavoro dell’artista proponendo un mix con elementi quali la ruggine, atti ad alimentare la particolare inflessione emotiva dei temi sviluppati dall’artista. Dopo quindi esserci completamente inoltrati all’interno di questo particolare filone, ritorniamo ad osservare da vicino un lavoro, questa volta su muro, per notare con piacere come l’interprete stia portando a compimento una maturazione visiva anche su questa prediletta superfice di lavoro, emergono infatti nuovi spunti stilistici che accompagnano i temi e le situazioni che ci hanno da sempre impressionato e convinto. L’atipico lavoro del DissensoCognitivo si va a collocare all’interno di un vero e proprio filone narrativo, l’impressione è quella di leggere infatti una storia, cruda, tetra e malinconica ma che proprio per questi tratti emotivi, impressiona ed appassiona. Si tratta infatti di scrutare l’umanità, di addentrarsi all’interno di un mondo che mano a mano, intervento dopo intervento, ci appare più chiaro, più vivo e soprattutto più vicino, l’uomo ha perso il suo spirito, la sua volontà, trasformato dalla brama di potere e di immortalità, senza alcun appiglio emotivo, solo corpi zeppi di innesti, di parti organiche e meccaniche che risultano inermi, barcollanti e striscianti che si trascinano sulla superfice desolata dal pianeta, uno scenario apocalittico in cui l’umanità ha perso se stessa e senza alcun significato occupa queste terre che essa stessa ha imparato a distruggere. I soggetti e le raffigurazioni dell’interprete mirano quindi a tratteggiare con efficacia questa precisa situazione, un futuro sospeso eppure dannatamente possibile in cui l’uomo ha raggiunto il suo scopo auto infliggendosi una dannazione eterna ed incosciente, in cui il pianeta stessa è avvolto da una coltre di distruzione ed in uno scenario in cui il grigio e le sue scale cromatiche rappresentano gli unici e possibili interlocutori visivi.
Tenendo come sempre bene a mente questo particolare climax ed incipit tematico, l’interprete elabora questa nuova figura, un nuovo volto sospeso, angosciante ed angoscioso, sorretto da tinte forti e da una pittura profonda, tetra ed agghiacciante che si erge su un interessante effetto di ombra e tridimensionalità.
Vi lasciamo alle immagini in calce per darvi modo di apprezzare tutta la particolare tensione emotiva dei lavori dell’interprete, se volete invece ripercorrere le tappe del percorso visivo dell’artista vi rimandiamo qui alla nostra apposita sezione.

Pics by The Artist

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Thierry Noir – New Mural in Shoreditch, London

26/03/2014

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Il grande Thierry Noir, in occasione della sua prima mostra in galleria all’interno degli spazi della Howard Griffin Gallery che aprirà il prossimo 4 Aprile, si trova già a Londra dove ha da poco terminato questa piccola incursione su una serie di pannelli metallici in zona Shoreditch.
Per i più giovani probabilmente il nome sarà quello di uno semi-sconosciuto, ma per quelli con un po’ più di anni e soprattutto per coloro che sono andati almeno una volta a Berlino, il particolare approccio visivo di Thierry Noir avrà sicuramente rievocato ricordi legati al muro di Berlino. L’artista Francese è infatti uno dei pioniere dell’arte in strada, specialmente per quanto riguarda il territorio Europeo, l’interprete infatti durante il ventennio dal 1980 ai primi degli anni ’90 ha vissuto nella capitale tedesca e fù uno dei primi a cominciare a dipingere il famoso muro che spaccava e divideva la città in due parti distinte e con il tempo proprio la sua opera è divenuta uno dei simboli più conosciuti del muro e della città intera.
Il ritorno di Thierry Noir, ricorderete la sua partecipazione insieme a Stik sul famoso muro del Village Underground Project (Covered), segna l’opportunità di vedere attraverso una bella retrospettiva tutto il percorso che l’artista ha fin qui compiuto, dai primi anni fino agli ultimi elaborati passando per diversi strumenti e materiali di lavori fino ad una maturazione del tratto e del particolare approccio visivo che ne contraddistingue le opere. Osservando le produzioni dell’artista veniamo infatti a contatto con un particolare filtro visivo, l’interprete sceglie di realizzare questi peculiari volti unicamente di profilo, l’interazione cromatica avviene attraverso un utilizzo di tinte sature con la combinazione di colori piuttosto forti tra di loro, l’impressione osservando i lavori e quella di una forte influenza con l’arte tribale ma anche con un certo gusto pop e cartoonesco con i volti ed i corpi irregolari e sproporzionati, quasi irriverenti, che attraverso i costanti rapporti cromatici restituiscono una forte sensazione di profondità e divertimento.
Per questa sua nuova serie Londinese Noir sceglie di lavorare su una serie di portoni metallici elaborando una nuova serie di volti e personaggi tipici del suo personale immaginario visivo, spazio quindi alle consuete alchimie cromatiche così come a volti e soggetti dalla grande verve visiva.
Attraverso le immagini in calce vi diamo l’opportunità di dare un occhiata da vicino a questo ritorno del grande artista Francese, se vi trovate invece in zona e per tutti gli amici Inglesi, l’appuntamento è per il prossimo 4 Aprile per uno show che non mancheremo di documentarvi attraverso il consueto ed approfondito recap fotografico.

Pics via San

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Axel Void – New Mural in Tarifa, Spain

26/03/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro del grande Axel Void, l’artista si trova infatti a Tarifa, nel sud dell’Andalusia in Spagna dove ha da poco terminato un nuovo lavoro che ancora una volta rivela tutta la profondità sociale ed emotive dell’operato dell’interprete.
Axel Void è senza dubbio uno degli artisti che maggiormente riesce a penetrare fino a toccare le corde più sensibili dell’animo, si relazione con sentimenti forti e dal grande riverbero emotivo e che inevitabilmente vanno ad investire chi si ritrova ad osservare le sue produzioni.
l fascino dei lavori dell’artista sta tutto nelle peculiari tematica che l’interprete sceglie di sviluppare, delle vere e proprie riflessioni che vanno a toccare situazioni differenti, Void sceglie di trattare temi volutamente delicati, si immerge nell’amaro, nelle viscere delle esperienze più cupe e per certi versi più forti, come la morte, la rinascita, la vita, in una pittura che va direttamente a rappresentare le difficoltà della vita, temi e situazioni del quotidiano, ed i loro aspetti più sgradevoli e complicati che vanno ad intralciare o deviare il nostro cammino verso ed attraverso percorsi di vita differenti. L’impressione è quella di una forte esigenza da parte dell’interprete di voler sentire e trasmettere attraverso la propria pittura tutta quelle grande sequenza di esperienze ed emozioni legate agli attimi difficili, un pittura che affonda le sue radici nelle sensazioni più cupe, senza alcun tipo di filtro visivo, nuda e cruda la realtà appare così assolutamente d’impatto di fronte allo spettatore. La stessa scelta del range cromatico alimenta il turbinio di sensazioni ed emozioni, non c’è spazio per le tinte calde ma piuttosto ci ritroviamo a confrontarci con una cosciente scelta di scale visive scure, grigie e tetre atte proprio a riflettere ed ad alimentare la particolare percezione emotiva del lavoro, il tema scelto e lo stato d’animo che ne consegue. Quello quindi che scaturisce osservando le produzioni dell’artista è la forte capacità simbiotica dei suoi interventi, ci ritroviamo catapultati all’interno di un preciso range emotivo e con esso andiamo ad esplorare noi stessi, la nostra vita e le nostre vicissitudini come se le stesse fossero state catturate ed immesse all’interno di una cornice artistica.
Come spesso accade Axel Void per questo suo ultimo intervento va a cogliere uno degli aspetti più significativi del luogo sul quale ha l’opportunità di pitturare, siamo nel quartiere di El Carmen a Tarifa la città che collega il mediterraneo all’atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra. Tarifa rappresenta per molti un punto di approdo, ma anche una speranza per una vita differente e migliore, la città che si vede dal Marocco, ma anche un posto di morte con innumerevoli decessi nel tentativo di una traversata da Tanger a queste spiagge. Il lavoro vuole mettere l’accento sul legame tra l’Andalusia ed il Marocco, che vede proprio nella città e nel suo quartiere di marinai il suo simbolo, ma anche sulle loro similitudini genetiche e culturali , unicamente divise da una bandiera e da un confine fisico.
Vi lasciamo alle immagini in calce certi che non mancherete di apprezzare tutta la grande enfasi e la capacità pittorica di uno degli artisti che maggiormente ci appassiona e coinvolge certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Clemens Behr – New Mural for Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival

26/03/2014

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Ad inaugurare l’Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival 2014 di Roma è il grande Clemens Behr che piomba nella città capitolina andando a lavorare su tutta la superfice del grande edificio ATAC – DCO in zona Garbatella con un intervento fortemente evocativo e dal grande impatto finale.
Con il lavoro del grande interprete tedesco alziamo così il sipario sul progetto ad ampio respiro voluto da 999 Gallery, l’Avanguardie Urbane Street Art Festival si appresta infatti ad essere uno dei progetti più imponenti di arte urbana in Europa, trasformando anzitutto l’aspetto della Capitale, con i suoi centri nodali e storici della vita cittadina in primissimo rilievo, ed elevando la città come vero e proprio cuore dell’arte urbana in Europa. A partire da Marzo fino a Luglio si susseguiranno ben 30 tra i migliori street artists a livello nazionale internazionale per un progetto ambizioso che sfocerà in due grandi eventi paralleli, da una parte una conference internazionale sul futuro panorama visivo della città, ospitata all’interno del Macro di Via Nizza, dall’altra un grande mostra collettiva al Macro di Testaccio che prenderà vita da Giugno ad Agosto e che vedrà nell’allestimento i nomi più importanti della scena Francese ed Italiana in un duplice percorso comparativi tra linguaggi ed approcci stilistici differenti.
Abituati più spesso a vederlo alle prese con le sue incredibili installazioni, Clemens Behr muove le trame del suo operato attraverso differenti canali visivi, dalla tela alla pittura passando appunto per le installazioni, tematica comunque comune che attraversa tutto il campionario produttivo dell’artista è un perfetta e peculiare miscela che unifica sotto un unico profilo il background da graffiti artist, la cultura skate, gli studi di design e le ricerche in campo scultoreo. I lavori proposti dall’interprete vivono così in totale simbiosi con le architetture ed il panorama urbano, stupisce la complessità delle soluzioni adottato ma soprattutto emerge la costante volontà dell’artista di intervenire negli spazi attraverso un inserimento cosciente e ragionato, attraverso elaborati ricchi e multi sfaccettati che, dai materiali scelti ed attraverso gli studi geometrici e dimensionali, intervengono nello spazio attraverso costanti giochi di piani visivi, situazioni di tridimensionalità, per risultati finale dal fortissimo coinvolgimento visivo.
L’opera realizzata per la rassegna prende vita come detto sull’edificio dell’ATAC, l’intervento va a collocarsi in un preciso scenario visivo che include il nuovo ponte che collega i quartieri Ostiense e Garbatella e il gazometro, simbolo della Roma “moderna” che si proiettava nel XX secolo facendo di proprio di Ostiense il suo quartiere industriale. Ancora una volta l’interazione con lo spazio circostante investe quindi l’operato di Clemens Behr andando di fatto a interloquire con tutti gli elementi che circondano la struttura, attraverso un flusso lavorativo continuo ed alimentato da tutti gli stimoli, le sensazioni e gli stadi d’animo del momento. Emerge una trama fitta e densa di figure geometriche che danzano su una scelta cromatica ben precisa, tra forme irregolari e per nulla lineare le figure si aprono e schiudono tagliando lo spazio e giocando con la stesse peculiarità architettoniche della struttura, un opera immersa nel paesaggio, che respira e vive con e di esso.
Ripercorriamo assieme tutte le fasi di realizzazione di questa imponente opera, vi lasciamo infatti alla lunga serie di scatti durante il making of fino all’eccellente risultato finale consapevoli che saprete senza dubbio cogliere al meglio tutto l’impatto di questo splendido lavoro, enjoy it.

Thanks to 999Contemporary Gallery for The Pics

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Alexis Diaz x JAZ – “La Linea” New Show at RexRomae (Recap)

25/03/2014

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A distanza di qualche settimana dall’apertura diamo finalmente uno sguardo a “La Linea” primo e riuscitissimo esperimento di esibizione itinerante sviluppato sotto il nome di RexRomae che ha visto coinvolti due grandi artisti come Alexis Diaz e Franco Fasoli aka JAZ.
Come detto l’idea di RexRomae è quella in un certo senso di replicare il pathos e le atmosfere dell’arte urbana proponendo una serie di pop-up show all’interno del tessuto urbano Londinese, un esperienza che non nascondiamo ci ha parecchio incuriosito e coinvolto positivamente.
Ci siamo spesso calati all’interno dell’immaginario di Franco Fasoli aka JAZ completamente immerse nelle profondità dei suoi temi, nella particolare inflessione visiva con la personale ricerca stilistica e lavorativa che ne ha così profondamente segnato le produzioni. L’artista prosegue nell’approfondire con vigore ed enfasi i temi legati all’uomo, alla natura ed infine al mondo animale, vero e proprio fulcro del suo percorso artistico, tutti questi tre differenti aspetti vanno ad unirsi e vengono sviscerati dall’interprete attraverso una personale riflessione sull’uomo e sul suo stesso animo in una rappresentazione vibrante tra metafusioni corporee e personaggi surreali. Dal canto suo Alexis Diaz ha fatto della costanza e del dettaglio gli aspetti peculiari del proprio lavoro, il grande artista Portoricano sviluppa le sue creazioni avvalendosi di una pittura minuziosa e dettagliata, attraverso una serie di piccoli pennelli l’interprete realizza segmenti che vanno mano a mano a comporre le figure designate. Oltre alla grande pazienza di lavoro ed al risultato assolutamente realistico quello che impressiona sono i soggetti scelti dall’interprete, un vero e proprio mash-up che si sviluppa dall’unione di differenti componenti, si va dalle parti di corpo umano, come le mani ad esempio od i teschi piuttosto ricorrenti, oppure a vere e proprie parti di animali differenti che si uniscono tra loro creando nuovi esseri fantastici, infine osserviamo l’inserimento di paesaggi e scorci urbani che vengono letteralmente poggiati sui corpi e sulle sezioni dell’intervento per un risultato finale senza dubbio impressionante.
Lo show, aperto sulla 132 Commercial Street di Londra per circa una settimana dal 6 al 12 di Marzo, ha messo in mostra tutto il talento e la particolare visione e dialettica artistica dei due interpreti con una n nuova serie di tele e lavori, passando per la serigrafia “Octophant“, realizzata con gli amici di Streetartnews, per Alexis Diaz, mentre JAZ si è impegnato in una reinterpretazione degli Hooligans inglesi attraverso le sue canoniche maschere dei lottatori Lucha Libre.
In attesa di scoprire maggiori dettagli sulla prossima esibizione che coinvolgerà il grande VinZ, ci tuffiamo all’interno dell’allestimento proposto grazie alla bella serie di scatti che trovate in calce alla news, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics via San

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Remed – New Mural in Regueirão dos Anjos, Lisbon

25/03/2014

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Proseguono i progetti a carattere urbano della UnderDogs Gallery di Lisbona, è infatti il grande Remed ha proseguire la tradizione di grandi artisti con un nuovo intervento realizzato a Regueirão dos Anjos per le strade della capitale Portoghese.
Senza ombra di dubbio l’artista dello scoppiettante collettivo NOV9, rappresenta uno degli interpreti più influenti ed interessanti di tutto il panorama internazionale, Remed portando avanti una precisa e peculiare ricerca visiva ha dato vita ad un personalissimo impianto visivo dove, l’essenzialità viene coniugata attraverso una forte inflessione astratta e geometrica. Nel percorso sviluppato dall’interprete appare chiara la grande influenza simbolica che abbraccia tutte le sue produzioni e che rappresenta il vero e proprio fulcro nonché volano di tutta l’esperienza visiva dell’artista Francese. Accade così che il corpo di lavoro vada a trasformare le figure umane, ma anche le lettere, attraverso la pittura di grandi simboli ed elementi visivi che si evolvono attraverso uno studio persistente di forme e configurazioni all’interno delle quali la componente cromatica gioca un ruolo fondamentale, vediamo infatti come i colori vadano a scadire ed alimentare le forme, che vediamo completamente prive di outlines, esattamente come le sezioni dei corpi e delle immagini che compongono le configurazioni proposte. Tutta l’esperienza visiva dell’artista viene infine investita attraverso un preciso filtro tematico atto proprio a ribadire questa vicinanza con i simboli, con gli elementi criptici, in una nuova esaltazione dal forte gusto arcaico che viene costantemente alimentata dalle continue ricerche sugli alfabeti così come forme e figure figlie di culture antiche e quasi dimenticate, il tutto raccolto all’interno di un’unica ed intensa cornice visiva.
Per questa sua esperienza per le strade di Lisbona, Remed va a realizzare questo lavoro su questa porzione di parete, l’idea è quella di sviluppare il proprio stesso nome attraverso l’ausilio di un nuovo personale alfabeto, le lettere si fanno così facilmente leggibili e vengono alimentate da una base cromatica che attraverso una vastità di colori e tinte differenti, il testo si erge dalla parete attraverso un bell’effetto tridimensionale per un nuova opera che ci ha ancora una volta coinvolto ed impressionato.
Per darvi modo di meglio vedere da vicino il lavoro del grande artisti vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Gallery

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Escif – “Batalla Campal” A New Drawing

25/03/2014

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Dopo mesi di silenzio pressoché assoluto con un nuovo aggiornamento torniamo con piacere a parlarvi di Escif, il grande artista Spagnolo ci propone infatti un nuovo interessante disegno che porta avanti i temi cari dell’interprete unificandoli sotto un nuovo cornice visiva.
Abbiamo spesso incrociato il nostro cammino all’interno delle trame e dei soggetti proposti da Escif, l’artista Valenciano è solito lasciarci a secco per diverso tempo prima di proporre una nuova serie di interventi sparsi e belli carichi del suo particolare approccio in strada. Quello che ci ha sempre incuriosito nei lavori dell’interprete è la capacità dello stesso di trattare temi e situazioni dalla forte rilevanza sociale, politica ed economica attraverso una filtro visivo divertente e mai banale, la capacità dell’artista di associare immagini, storie e soggetti differenti attraverso paragoni eclatanti e irriverenti, rappresenta senza dubbio il valore aggiunto di tutto il suo operato, se infatti dapprima veniamo colti da un inevitabile sensazione di divertito, il sorriso si fa presto amaro osservando con cura ed approfondendo i temi che lo stesso artista ha voluto raccontarci. La capacità di trattare temi scomodi e spesso impegnati attraverso un inflessione irriverente, viene accompagnata da una componente visiva che si articola attraverso elaborati dove veniamo accolti da soggetti appena abbozzati e da un range cromatico sempre piuttosto appannato e tendente a colori spenti, la scelta appare giustificata proprio per alimentare questo continuo senso di malinconia nel trattare i temi della società moderna che, nell’ottica dell’interprete, sta sempre più investendo i comportamenti dell’uomo. Tocca le differenti sfaccettature colpendo forte e chiaro su temi scomodi e rilevanti Escif e lo fa per mezzo di una critica continua e martellante che non risparmia niente e nessuno ma che nell’ultimo periodo si sta legando sempre più ad elementi differenti che ne stanno amplificando l’impatto visivo.
Proprio con “Batalla Campal”, il suo ultimo disegno che letteralmente può essere tradotto con campo di battaglia, Escif prosegue il sodalizio con la natura alimentando da una parte i concetti e le basi del suo lavoro e dall’altra immettendo all’interno dello stesso una scenografia ben distinta. Questo dipinto rappresenta quindi un passo importante all’interno del percorso dell’interprete, con l’inserimento di una componente dal così forte impulso visivo, i suoi lavori vengono quindi arricchiti da una vera e propria scenografia che offre all’artista l’opportunità di sviluppare nuove ed interessanti tematiche sia visive che riflessive. In realtà questo approccio naturale può essere ricondotto con alcuni esperimenti compiuti nei mesi scorsi dallo stesso interprete, la serie Les Fleurs du Mal dove si è lanciato in una riproduzione veritiera di quelli che sono i fiori e le piante mortali, con tanto di cenni storici, oppure con Vertical Garden la bella parete realizzata qualche mese fa a Maiorca che tanto ci era piaciuta. Da qui il passo è breve, si intrecciano le storie ed i temi, la natura offre il campo di battaglia ed i suoi personaggi sovversivi si ritrovano ancora una volta a battersi contro quelle che sono le ‘forze dell’ordine’. Osservando l’opera notiamo fin da subito un eccellente qualità di dettaglio, quello che come sempre accompagna la vista di chi osserva è la ricerca di tutti i soggetti rappresentati, che ripresi nel mentre di una azione specifica, rivelano tutta una serie di situazioni differenti, dalle botte da orbi, ad immagini più irriverenti, passando per i soggetti più scanzonati, per comporre infine un puzzle di immagini ricco e come sempre dal grande impatto visivo.
In attesa di scoprire se quest’opera finirà o meno su muro, non ce lo auguriamo vivamente, vi lasciamo alle immagini in calce con tutti i dettagli dell’elaborato, come sempre il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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ZED1 – “The Boat of The Artist” New Mural in Torino

25/03/2014

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Dopo averci deliziato con il suo eccellente Frutti della Mente, lo show da poco aperto all’interno degli spazi della Galo Art Gallery, il grande ZED1 si è lanciato in un nuova interpretazione su questa grande parete a Torino, segnando lo spazio con un nuovo e caratteristico intervento dei suoi.
Il lavoro di ZED1 continua ad investire tutte le differenze pieghe ed increspature dell’animo umano, il grande artista Italiano con disinvoltura e servendosi dei canonici personaggi va a dipingere tutte quelle situazioni, tematiche
Il lavoro di ZED1 continua ad investire tutte le differenze pieghe ed increspature dell’animo umano, il grande artista Italiano con disinvoltura e servendosi dei canonici personaggi va a dipingere tutte quelle situazioni, tematiche che abbracciano l’emisfero emotivo e non dell’uomo, non si sottrae ai temi più difficili e delicati ma che anzi vengono trattati con un piglio irriverente quasi divertito atto proprio a ribadirne i concetti. I comportamenti così come le contraddizioni dell’uomo e della società all’interno della quale vive vengono raccolti e miscelati all’interno di uno stile assolutamente personale, delicato, dolce e caratteristico e che fa vivere ai soggetti raffigurati le sensazioni e gli stati d’animo e tutte quelle situazioni che caratterizzano la vita moderna.
Quest’ultimo lavoro dal nome “The Boat of The Artist” segna la volontà di ZED1 di dipingere un personale spaccato della vita d’artista, dove abbiamo la netta sensazione di trovarci di fronte ad una serie di elementi altamente personale e soggettivi. L’artista sceglie quindi di raccontare una nuova storia, una nuova verità, e lo fa affidandosi anzitutto a quelli che sono gli stati d’animo, le sensazioni e le esperienze personali, tracciando attraverso uno dei suoi iconici personaggi le difficoltà di una vita sempre in bilico, facendoci salire sulla sua stessa barca per così dire, per affrontare e comprendere meglio questo mondo. Prende forma così un nuovo soggetto ispirato dai fasti dell’arte di corte rinascimentale, lo vediamo spingere la piccola imbarcazione attraverso un remo che ha la forma di un rullo, mentre la nave viene spinta da grandi onde in tempesta. La figura è ritratta chiaramente in bilico, tra il cadere in acqua ed il rimanere sull’imbarcazione, l’artista innesca da questo concetto una serie di rapporti e paragoni fini e celati ad un primo e frettoloso sguardo, appare infatti interessante il binomio che scaturisce dalla particolarità degli abiti indossati dal character, tipicamente appartenente ad un epoca in cui gli artisti prosperavano a corte, e il rullo che va a sostituire il pennello e che si riallaccia alla condizione di precarietà che interessa l’artista moderno, il tutto infine condito dalla figura di uno spaventatissimo Carlino che vive sulla propria stessa pelle le vicissitudini del proprio padrone. Ancora una volta quindi l’artista mostra il lato più riflessivo del suo campionario produttivo lanciandosi in un intervento dannatamente sottile ed intelligente, profondo e che va a toccare punti e spunti che senza dubbio interessanti e delicati, chapeau!
Attraverso le immagini in calce ci godiamo quest’ultima perla firmata dall’artista, in attesa di scoprire quindi nuovi aggiornamenti il consiglio è quello di darci un occhiata certi che non mancherete di apprezzare tutta l’enfasi ed il grande impatto visivo raggiunti.

Pics via San

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Ozmo – A New Mural for VIAVAI Project

25/03/2014

Torniamo con piacere ad approfondire i lavori per VIAVAI Project, è infatti il grande Ozmo a segnare la terza tappa della rassegna con un nuovo intervento a Racale su una grande parete privata che segna il proseguo della ricerca visiva ed artistica dell’interprete.
Dopo Tellas (Covered) ed Ever (Covered) con quest’ultimo lavoro di Ozmo prosegue quindi il viavai di artisti nella zona salentina, il progetto come suggerisce il nome rappresenta un esperienza a lungo termine che vedrà proprio attraverso l’apporto di grandi nomi nazionali ed internazionali, un continuo flusso di esperienze ben radicate all’interno della comunità, dei luoghi e dei particolari paesaggi della zona. Ci siamo presi il giusto tempo per far scemare tutto il polverone mediatico scaturito dal wallpainting dell’artista Italiano, vogliamo infatti approfondire l’opera in sé, lasciando piuttosto ad altri le solite polemiche sterili e concentrarci piuttosto sul significato intrinseco dell’intervento.
Come abbiamo avuto modo di vedere il lavoro dell’interprete affonda le sue radici nella volontà dello stesso di sviluppare i propri interventi in forte simbiosi con i luoghi dove dipinge, con le tradizioni, la cultura e soprattutto i simboli del posto, che vengono catturati dall’artista e ricontestualizzati all’interno dei suoi lavori ed infine, nel corso d’opera, arricchiti da suggestioni e spunti scaturiti sul momento durante la pittura. Tenendo bene a mente quindi quelle che sono le basi tematiche dell’interprete appare chiaro come una lettura sacrale dell’opera di Racale sia totalmente errata, Ozmo infatti per la rassegna salentina va a pescare da tutto il suo repertorio stilistico e tematico elaborando su questa parete la personale rivisitazione di San Sebastiano.
Facendo seguito a precedenti interventi in cui l’artista ha utilizzato iconografie sacre, non solo cattoliche, tra cui ricordiamo la Madonna e Bambino con testa sottosopra realizzato per il Popup Festival di Ancona oppure un altro San Sebastiano esposto al Museo del ‘900 di Milano, appare chiaro come Ozmo vada volutamente a pescare da questi soggetti per sviluppare il proprio interesse verso il potere intrinseco delle immagini e dei simboli. L’artista dà vita così ad una grande pittura che ritrae proprio il corpo del patrono, la scelta scaturisce dalla volontà di scegliere un immagine comprensibile sia per giovani del paese, quelli che vestono alla moda e che si indentificano nei brand come status symbol, ma anche le persone più anziane, quelle lontane dal fenomeno street art e per le quali le icone rappresentano dei veri e propri riferimenti. Dal corpo del santo Ozmo, proprio attraverso il personale sviluppo emotivo durante le fasi di realizzazione dell’opera va ad inserire una serie fisches, palle da biliardo e veri e proprie bersagli atte a rappresentare una ulteriore chiave di lettura del soggetto come vero e proprio bersaglio in un ipotetico tiro a segno/punti. L’opera viene poi conclusa dall’interprete con l’idea di inserire un logo fashion sui boxer neri, questa precisa scelta è figlia come detto della volontà dell’artista di cogliere ed utilizzare elementi differenti all’interno di un’unica opera che viene e può così essere letta ed interpretata in modo differente da più persone possibili.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultimo lavoro del grande artista italiano vi lasciamo al video recap ed a tutta una lunga selezione di immagini che ripercorrono le fasi di realizzazione fino ai dettagli dell’intervento realizzato.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ludo – “Invert” New Piece in Paris, France

24/03/2014

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Dopo averci deliziato con Fruit of the Doom, ultimo show da poco aperto all’interno degli spazi della Jonathan LeVine Gallery di New York, Ludo come detto è tornato nella Parigi dove ha da poco terminato un altro dei suoi tipici lavori portando avanti stile e caratteristiche del proprio operato.
Ci affascina il lavoro di Ludo, siamo infatti sempre piuttosto interessati e curiosi nel vedere il prossimo step ed il prossimo intervento dell’artista Francese che non smette, attraverso una fortissima connotazione visiva, di esplorare temi ed immagini dalla forte contrapposizione visiva e con essi tracciare uno spaccato personale e multi sfaccettato dell’uomo anzitutto e della società moderna. Il grande interprete Francese per mezzo di uno stile facilmente riconoscibile prosegue da anni nel portare avanti una propria e personale visione stilistica in cui l’interazione con la strada avviane per mezzo di elaboratissimi lavori di paste-up, gli interventi si mostrano tutti rigorosamente in bianco e nero intervallati dalla colate di vernice verde acida atte a rimarcarne i contenuti e la loro stessa particolarità visiva. I soggetti infatti raffigurati dall’artista sono frutto di una spiccata sensibilità e ricerca verso il mondo naturale che viene miscelato con la forte critica verso l’uomo e le sue stesse creazioni, come elementi meccanici, tecnologici con cui l’interprete si diverte ad interagire attraverso un dialogo visivo forte ed altamente rimarcata. Si sviluppano così i canonici lavori di mash-up che uniscono sotto un unica cornice visiva elementi appartenenti a mondi senza dubbio distanti e differenti, la natura si intreccia con il mondo creato dall’uomo generando anomalie visive che vanno proprio a rimarcare criticità ed i problemi della società moderna. Emerge in questo modo tutta l’esigenza dell’interprete di sviluppare una riflessione, sebbene celata da un velo ironico, forte ed assolutamente profonda che mette in evidenza le contraddizioni moderne, lo fa attraverso una commutazione di simboli, oggetti meccanici, armi, con piante, frutti, fiori, in quello che è chiaramente una riflessione sul difficile rapporto che intercorre tra il continuo e per certi versi scellerato avanzamento tecnologico dell’uomo con la natura ed il pianeta stesso. Ci si ritrova in questo modo sospesi all’interno di un limbo, tra il divertito e la riflessione più pura, a domandarci se prima o poi questi strumenti, questi bizzarri oggetti prenderanno prima poi davvero vita.
Per questa sua nuova realizzazione che prende il titolo di “Invert”, Ludo va a pescare direttamente dal mondo e dalla culture skate, discostandosi quindi un pochino dagli elementi di tensione che ne contraddistinguono il lavoro, unificando qui il corpo di uno skater, rappresentato da uno scheletro con una folta chioma verde che inevitabilmente ci ricorda un gigantesco ananas.
Vi lasciamo alle immagini in calce per darvi modo di apprezzare al meglio tutto lo stile ed il grande impatto di quest’ultimo intervento, il consiglio è quello di darci un occhiata e se volete approfondire il lavoro del grande interprete francese non vi resta che rimanere sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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JR – New Murals in Baden-Baden for UNFRAMED Project

24/03/2014

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Dopo aver dato un occhiata ravvicinata alla bella esibizione aperta all’interno degli spazi del Museum Frieder Burda, (Covered) andiamo a dare un occhiata agli interventi realizzati dal grande JR per le strade di Baden-Baden in Germania per il suo UNFRAMED Project.
Come più volte abbiamo avuto modo di vedere JR rappresenta senza dubbio uno nomi più importanti dell’attuale arte contemporanea, con base a Parigi ed a New York, l’artista è infatti ben famoso per le sue specifiche e gigantesche installazioni fotografiche, tutte rigorosamente in bianco e nero che vanno a sviluppare il loro percorso all’interno del tessuto urbano cittadino. La vera peculiarità del lavoro dell’artista, che sta portando avanti nel tempo un numero incredibile di progetto, è la forte caratterizzazione del materiale fotografico che trova la giusta collocazione su muro, quello che colpisce è infatti il preciso studio architettonico e del panorama che lo stesso interprete compie per meglio realizzare le sue opere. Quello che però distingue le immagini scelte è la componente umana con l’artista che sceglie di trattare argomenti a sociale e culturale ampliando in questo modo tutto l’impatto e la profondità delle sue stesse opere. Scopriamo in questo modo volti, occhi o persone che trovano la loro giusta posizione all’interno del puzzle umano interagendo con lo spettatore attraverso la loro grande enfasi visiva.A differenza dei suoi altri progetti con UNFRAMED Project, il grande fotografo Francese sceglie di lavorare attraverso e con fotografie non appartenenti al suo portfolio, andando quindi a raccogliere il materiale fotografico di qualcun altro per raccontare attraverso i suoi scatti i volti, gli istanti di vita, in alcuni casi anche storici, delle città all’interno delle quali sviluppa questo suo particolare progetto. L’idea è quindi quella di relazionarsi con lo spazio attraverso una riappropriazione visiva dello stesso per mezzo di immagini e scatti che ritraggono la gente del posto e che quindi possono caratterizzare e dare una realisticità ed un impulso emotivo maggiore rispetto a qualsiasi altra immagine. In occasione della sua mostra JR ha avuto quindi l’opportunità di portare avanti un progetti forse meno conosciuti rispetto ai più chiacchierati Wrinkles in The City od INSIDE/OUT ma che nonostante questo rappresenta un punto importante e focale nella svolta artistica dell’interprete.
Nella città di Baden-Baden vanno quindi ad inserirsi le immagini più disparate andando a pescare dal repertorio fotografico della gente del posto con il fine di esplorare il legame tra la Germania e la Francia attraverso materiale fotovisivo vero e riconducibile ad istanti di vita passata.
Scrollate giù dopo il salto infatti una ricchissima galleria con tutte le immagini di quest’ultima incursione del grande interprete Francese, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare tutto l’impatto e la visione di queste nuove opere.

Pics via AM

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Herakut – New Mural in Los Angeles, USA

24/03/2014

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Dopo lo splendido viaggio compiuto in Giordania, il duo Herakut si sposta a Los Angeles negli States dove ha da poco terminato un nuovo splendido intervento segnato come sempre dal particolare approccio visivo e tematico dei due artisti tedeschi.
Abbiamo spesso avuto l’opportunità di osservare le produzioni degli Herakut, il duo tedesco attraverso un continuo vagare per posti e località in giro per il mondo ha mano a mano portato avanti progetti anzitutto dal forte carattere sociale di cui senza dubbio l’ultimo in Giordania rappresenta uno dei picchi massimi. Impegnati spesso in progetti artistici i due interpreti ci hanno deliziato con lo splendido The Giant Story Book Project dove, unendo la passione per i racconti dell’infanzia con la forte indole su muro, si sono impegnati a raccontare una storia per bambini utilizzando appunto gli spazi urbani come vere e proprie pagine bianche all’interno delle quali sviluppare una trama ed un racconto sensato. Aldilà della forte componente tematica e sociale del loro lavoro quello che ci ha sempre impressionato ed incuriosito è il particolare approccio visivo dei loro interventi, gli Herakut mostrano una spiccata sensibilità figurativa che si traduce in un pittura fortemente viscerale che unisce sotto un unica cornice grafica uno stile figurativo personale ed una forte caratterizzazione realistica dei soggetti rappresentati. I protagonisti indiscussi delle loro produzioni sono ovviamente i bambini, ma anche gli animali e tutto lo spettro naturale, che costantemente ritroviamo all’interno delle loro opere, il tratto si fa fortemente espressivo e viene alimentato da una sicurezza e da una profondità dei dettagli che rende le loro opere facilmente riconoscibili ed uniche, in particolare gli artisti pongono l’accento sugli occhi e sui tratti del viso che vengono realizzati tenendo in considerazione una forte realisticità, le pupille in particolare donano, attraverso una ricerca visiva incredibile, una forte sensazione di trovarsi di fronte ad una persona vera amplificando in questo modo sensazioni e temi legati alle loro opere che, in conclusione, vengono spesso accompagnate da frasi o piccoli testi atti propri a spiegarne il senso. L’immersività così come la forte connotazione emotiva vanno quindi a rappresentare il vero valore aggiunto del duo ed incredibile volano tangibile di tutte le loro opere che vanno quindi a trasformarsi in piccole grandi esperienze emotive.
Per questa loro ultima fatica in terra statunitense, gli Herakut presentano “Goodmorning Santa Monica”, come sempre il duo sceglie di affidare ad un bambino lo sviluppo del loro operato, il soggetto è infatti un fanciullo intento a giocare con un uccello di carta che mano a mano si trasforma in un piccolo stormo guidato dalla fantasia dello stesso. Le fitte colate di colore così come la grande enfasi visiva per le mani ed il volto del ragazzo vanno ad alimentare un profondissimo impatto con la figura rappresentata, regalandoci ancora una volta tutto un intero caleidoscopio di emozioni e sensazioni differenti per un opere avvolgente e dalla forte caratura emotiva, splendida.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti del grande duo, vi lasciamo alle immagini in calce, certi che non mancherete di apprezzare tutto il grande impianto visivo delle produzioni del duo, e se volete approfondire il loro lavoro vi rimandiamo alla nostra sezione qui, enjoy it.

Pics by The Artists

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Thomas Canto – New Piece at Robin Soulier Consulting Office

24/03/2014

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A distanza di tempo andiamo a scoprire un nuovo intervento realizzato all’interno del bel progetto Hall of Fame, è l’artista Francese Thomas Canto infatti a prestare il proprio talento ad una delle stanza del Robin Soulier Consulting Office che si arricchisce così di un nuovo splendido intervento.
Come abbiamo avuto modo di scoprire, l’idea alla base del progetto è quella di una sperimentazione continua di nuovi approcci e visioni artistiche, le stanze degli uffici vengono così affidate agli artisti che ciclicamente, ogni due mesi per l’intero stabile ed ogni tre mese per la sala principale, vengono completamente trasformate dagli interpreti chiamati al lavoro, gli stesi mobili e l’arredamento sono interamente trasparenti per non staccare eccessivamente il contesto ed il contenuto dipinto offrendo quindi un interazione maggiore. Dopo l’eccellente lavoro portato a termine nei mesi scorsi dal duo Sobekcis e Tomek (Covered) dal nostro Vesod (Covered) e da Velvet e Zoer (Covered) andiamo quindi a dare un occhiata a quest’ultima realizzazione firmata dal grande interprete Francese.
Il lavoro di Thomas Canto affonda le sue profonde radici in una radicata e precisa influenza astratta, osservando i suoi lavori emerge l’esigenza dell’artista di portare avanti un discorso altamente immersivo atto a sviluppare una precisa e particolareggiata visione di quelli che sono gli intrecci urbani, la città e le sue architetture che vengono inserite all’interno di un concetto di sublimazione emotiva atto a far riemergere quelli che sono i ricordi e le visioni appannate di strade e metropoli cittadine. La grande cura e precisione, unite ad un approccio meticoloso ed iper dettagliato sviluppa quindi un visione che interseca linee e figure geometriche all’interno di un contesto visivo che appare come una visione filtrata di città dal forte sapore futuristico e dove l’astrattismo più estremo ne ricalca gli sviluppi e le trame architettoniche.
Per la sua esperienza all’interno del progetto di Robin Soulier, Thomas Canto affida alle viscere di questa stanza tutta la sua peculiare visione astratta, appoggiandosi ad un background nero vediamo infatti svilupparsi un fittissima trama bianca che gioca fortemente con le nostre percezioni visive, quasi lasciandoci entrare al suo interno, simulando una grande effetto di profondità ci ritroviamo immersi in un universo di linee ed oggetti sospesi, come se ci trovassimo ad osservare un paesaggio renderizzato al computer, quindi dal forte impatto analogico, ed attraverso esso risicassimo a ricostruirne tutta la realisticità, le emozioni e le forme dal quale è stato ricavato. Osservando la figura dipinta abbiamo infatti la sensazione di trovarci ad osservare uno scorcio urbano oppure, cavalcando la nostra fantasia, un grande oggetto fa la sua comparsa al centro dell’intervento lasciandoci la sensazione di attraversare letteralmente lo spazio concepito, per un risultato finale assolutamente coinvolgente ed impattante.
Dopo il salto ripercorriamo assieme tutti gli istanti durante le fasi del making of, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata per cogliere appieno tutto il particolare approccio visivo dell’artista, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo continueremo infatti a seguire tutti gli sviluppi del bel progetto francese ed i lavori dell’interprete.

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Laguna – “A Midspring Night’s Dream” New Mural in Almagro

24/03/2014

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A distanza di veramente parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Laguna, il grande artista Spagnolo ha infatti da poco terminato un nuovo lavoro su questa grande facciata ad Almagro, un intervento segnato da tutto il suo inconfondibile stile visivo.
Ancora una volta andiamo quindi a percorrere un ipotetico viaggio all’interno di uno degli immaginari più prolifici della scena internazionale, nuovamente sentiamo il bisogno di percepire tutta la grande passione e l’energia visiva che scaturisce dalle pennellate dell’artista, rimanere in silenzio lasciandosi investire dalle sensazioni, dai colori e dalle percezioni differenti e da tutte quelle differenti sfaccettature ed elementi che l’interprete ha saputo inserire all’interno del pezzo. L’abbondanza di elementi rappresenta una delle peculiarità del lavoro di Laguna, piuttosto che caricare inutilmente le sue creazioni, l’artista riesce attraverso una pittura altamente immersiva a concepire quadri densissimi di dettagli spingendo chi osserva a ricercare ogni singolo soggetto od elemento rappresentato fino a ricongiungere insieme tutti i pezzi e raccogliere lo spirito od il significato del lavoro. L’approccio di Laguna si rivela quindi in tutta la sua estrosità, l’interprete accomuna sotto un univa veste visiva un quantità incredibile di figure, oggetti, volti e parti di corpi che letteralmente investono lo spazio in quella che è una pittura atta a rappresentare le differenti sfaccettature della mente e delle emozioni umane, un lavoro sempre piuttosto viscerale che rende tangibili pensieri, sensazioni e stati d’animo all’interno di un profondo vortice pittorico capace di trascinarci ed accoglierci al suo interno.
Siamo rimasti basiti di fronte a quest’ultima fatica di Laguna, l’interprete ancora dà volta da prova di tutto il suo talento sviscerando all’interno dello spazio a disposizione tutta la sua particolare visione pittorica, a destare interesse è senza dubbio l’incredibile quantità di elementi che l’artista è riuscito ad inserire all’interno della parete, un lavoro che attraversa spunti differenti e che trova ancora una volta le sue solide basi all’interno del mondo naturale. Dal quanto mai azzeccato titolo “A Midspring Night’s Dream”, quest’ultimo lavoro viene segnato ancora una volta dal particolare tratto pittorico dell’interprete, le pennellate ricche e profonde lasciano intravedere la volontà dell’artista di esprimersi attraverso una forte emotività e ci accompagnano all’interno di un grande viaggio sospeso tra sogno e realtà, la grande capacità dell’interprete di ribadire i suoi soggetti attraverso preziosi giochi di luce, ed una palette cromatica impressionante, ci lascia sospesi all’interno di colori tenui arricchiti da tinte maggiormente vive. L’impressione è quella di un gigantesco quadro vivente, ne sentiamo quasi il respiro mentre camminiamo al suo interno, tra sezioni a carattere realistico ed un pittura che strizza l’occhio ad un mondo fantastico, ritroviamo elementi differenti, come le mani che spuntano dalla fitta foresta, come il volto dell’asino, gli occhi e le piccole facce che ristagnano all’interno della selva naturale, tutto un brulicare di elementi visivi differenti e dal grande impatto finale che rendono quest’opera non solo un omaggio allo scritto di Shakespeare, ma piuttosto una personale rivisitazione dello stesso attraverso elementi, situazioni e un abbondanza di spunti differenti da dove emerge un viaggio introspettivo tra le differenti increspature del nostro stesso io interiore, tra sogni ed incubi, in quello che è senza dubbio uno degli interventi più riusciti di questa prima parte dell’anno.
Attraverso le immagini in calce vi diamo l’opportunità di vedere da vicino tutta l’incredibile serie di dettagli che accompagnano quest’opera, il consiglio è quello di prendersi cinque minuti per approfondire al meglio tutta la grande vastità di elementi dipinti, un piccolo viaggio tra le viscere di uno degli artisti che senza dubbio maggiormente riesce ad impressionarci.

Pics by The Artist

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Weekly Overview 77| 17-03 to 23-03

23/03/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Evoca1 – “There are still things worth dying for” in Lima

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Pablo S. Herrero – “Región Tierra” New Mural in Salamanca

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Carne – A Series of New Pieces Inside an Abandoned Building

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2501 – A Series of New Murals in Tuscany

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AK x CT – New Mural in an Abandoned Factory

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ZED1 – “Frutti della Mente” at Galo Art Gallery (Recap)

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Nelio – A Series of New Pieces in Chile

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Fikos Antonios – “Whisper in The Dark” New Mural

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RUN – “Phrenology” New Mural in Shoreditch, London

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Corn79 x Etnik – New Mural in San Francisco

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Tellas x GORGO “From Outer Space” Silkscreen Print

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Agostino Iacurci – New Mural in Belo Horizonte, Brazil

Memorie Urbane Festival 2014 – Teaser

21/03/2014

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Memorie Urbane rappresenta probabilmente uno dei progetti italiani più interessanti e che dopo la bella edizione dello scorso anno, rinnova la propria proposta con una nuova rassegna ancora più carica, più spazi, più artisti e più comuni coinvolti.
Non solo Gaeta e Terracina, ad abbracciare la kermesse anche Latina, Arce, Fondi ed Itri che dal prossimo 3 Aprile fino al 9 di Settembre accoglieranno negli oltre 40 muri a disposizione un roster di ben 23 artisti tra cui molti per la prima volta in Italia, grandi nomi tra cui ritroviamo: Alexsey Luka (Russia), Anders Gjennestad/Strok (Norvegia), David de La Mano (Spagna), Eime (Portogallo), Etam cru (Polonia), Ernest Zacherevic (Lituania), Levalet (Francia), Martin Whatson (Norvegia), Natalia Rak (Polonia), Pablo Herrero (Spagna), Seth (Francia), Nelio (Francia) e poi Aloha Oe (Italia), E1000 (Spagna), Etnik (Italia), ICKS (Italia) e Millo (Italia) per quanto riguarda le nuove proposte mentre torneranno al lavoro Agostino Iacurci (Italia), Alice Pasquini (Italia), Borondo (Spagna), Hyuro (Argentina), MP5 (Italia). Alcuni dei partecipanti vengono direttamente da quel bel progetto che è InAttesa Art at The Bus Stop che ha dato modo agli organizzatori di scoprire e presentare alcuni dei nomi più interessanti della nostra scena e di dare modo ai volti già noti di esprimere tutto il proprio talento.
Oltre al vasto numero di interpreti partecipanti ai lavori su muro, Memorie Urbane presenterà durante i mesi della rassegna una bella serie di eventi collaterali tra cui mostre e conference, 25 aprile al 2 giugno, sarà possibile visitare la mostra di Millo ed Etnik, due artisti invitati al festival, nello splendido spazio di Basement Project, mentre invece negli spazi dell’associazione Aus+Galerie a Latina, sarà ospitata una personale di Aloha Oe passando infine per uno show, post-festival curato dagli amici di Le Grand Jeu dal titolo “In Principio. Street Art e Pop Culture in Italia” nella Pinacoteca di Gaeta dal 13 luglio al 9 settembre .
Insomma tanta carne al fuoco e che vedrà GORGO in prima linea per raccontarvi tutti i lavori e gli eventi collaterali, noi ve l’abbiamo detto, non vi resta ora che restare sintonizzati per i prossimi aggiornamenti.

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The Library Street Collective: “Exhibit Z” Show (Recap)

21/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire i lavori del bel progetto realizzato dai ragazzi di The Library Street Collective, con “Exhibit Z” infatti ci addentriamo in un corposo show che raccoglie quanto di buono visto nell’omonimo progetto all’interno di una esuberante mostra.
Uno dei progetti che senza dubbio ha segnato questi ultimi è “The Z Project”, il team di The Library Street Collective, galleria, spazio espositivo e vero e proprio bacino di progetti a carattere urbano, ha riunito all’interno dei grandi parcheggi di un unico edificio un roster pazzesco di nomi di primissimo livello dell’arte urbana contemporanea andando a spaziare in stili ed ambiti visivi per certi versi opposti e completamente differenti, raccogliendo il meglio da tutto il mondo e riversandolo all’interno di un bacino visivo particolare e dal grande impatto visivo. Tra gli artisti partecipanti ricordiamo: How & Nosm, Maya Hayuk, Saner, Augustine Kofie, Interesni Kazki, POSE, Logan Hicks, Hense, Dabs & Myla, Revok, Gaia, b., Adrian Falkner, Cyrcle., Matt W. Moore, Tristan Eaton, Lucy McLauchlan, Wais1, Remi Rough, Reyes, Sam Friedman, Mr Jago ed infine Push, tutti al lavoro sulle lunghissime pareti di questo enorme parcheggio che si è letteralmente trasformato in un opere vivente e multi sfaccettata.
Facendo seguito proprio ai lavori all’interno dell’edificio, e per chiudere il cerchio su questa brillante esperienza urbana, The Library Street Collective presenta “Exhibit Z” un enorme group show caratterizzato dalla presenza di tutti quegli artisti partecipanti al bel progetto urbano. In questo modo all’interno del gigantesco garage sito al centro di Detroit possiamo osservare la parte urbana del percorso artistico dei partecipanti, mentre all’interno degli spazi della galleria andiamo a ritrovare tutta l’espressione e la ricerca degli artisti partecipanti. Una mostra che si diverte a spaziare sia nei medium proposti, sculture, dipinti, disegni sia e sopratutto negli stili, dal surreale, all’astrattismo più puro, passando per chi si affida ad una pittura più figurativa, insomma tutto quel calderone che ormai sta investendo la street art e che trova in questo show senza dubbio un interessante spaccato temporale.
Scrollate giù, dopo il salto infatti una bella selezione di immagini con i dettagli dell’allestimento proposto, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata e se siete interessati vi rimandiamo alla nostra corposa sezione per ripercorrere tutti i momenti e tutti gli interventi realizzati all’interno del bel progetto di Detroit.

Pics via AM

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Ernest Zacharevic – New Pieces in Barcelona, Spain

21/03/2014

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A distanza di qualche settimana dall’ultima incursione sulle spiagge di Penang in Malesia il grande Ernest Zacharevic torna al lavoro spostandosi a Barcellona in Spagna per una serie di lavori come sempre influenzati dal particolare tratto e tema visivo.
Come detto Ernest Zacharevic ha scelto come sue base di lavoro un paese totalmente atipico per la street art come la Malesia, l’artista di origini e di nascita Lituana in questi ultimi mesi ha rapidamente scalato le classifiche del gradimento internazionale balzando sotto i riflettori sopratutto per l’insolita scelta lavorativa, che così profondamente ne influenza l’operato, ma soprattutto per gli espedienti visivi che con così tanta efficacia rendono le sue opere uniche. Osservando i suoi interventi emerge infatti tutta la precisa scelta di elaborare le proprie opere attraverso una forte e marcata interattività, le sue produzioni sono contraddistinte dall’unione del reale e dell’irreale dove oggetti di strada, quelli di uso comune o semplicemente cianfrusaglie abbandonate, si trasformano in veri e propri vettori visivi per tutte le sue pitture interattive. I risultati sono opere che sanno coinvolgere e divertire, ne esaltano il tratto fortemente realistico e proprie grazie a questa peculiarità, vanno a creare curiosità ed interesse spingendo i passanti e la gente comune ad interagire con le stesse, emerge in questo modo uno degli elementi cardine dell’esperienza artistica di Zacharevic, quello di un legame tangibile tra le sue opere e chi si trova ad osservarle dove gli indiscussi protagonisti sono i bambini, una scelta pressoché esclusiva che alimenta il forte valore emozionale delle opere, andando a sancire una rappresentazione di quella che è la situazioni degli stessi all’interno della quotidianità della vita Malese.
Con questa nuova serie di lavori Ernest Zacharevic torna a lavorare in Europa dopo la bella partecipazione al NUART Festival dello scorso anno, come spesso accade anche in questa nuova serie gli interventi si focalizzano su una fortissima interazione visiva con ciò che è già pre- esistente nel particolare spot scelto dall’artista. L’interprete muove ancora una volta i suoi iconici bambini per sviluppare un dialogo serrato con chi osserva, strappando qualche sorriso ed portando in dote riflessioni e spunti differenti. Il primo pezzo vede il volto e le mani di un bambino letteralmente emergere da una di quelle orribili toppe di vernice che siamo soliti vedere anche nelle nostre città ma che in questo caso fa da background ad un piccolo graffito poco più in basso, il secondo lavoro mostra invece, realizzato all’interno di questa vecchia fessura murata, il mezzo busto a 3/4 di una bambina malese, con il volto rivolto verso lo spettatore molto dettagliato ed il resto del corpo appena accennato da una rapida passata di bomboletta, infine l’ultimo, quello più divertente che gioca sulla particolare conformità di una fontana dove l’artista va a dipingere tre piccioni in serie.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il particolare approccio stilistico e l’impatto di quest’ultima infornata di pezzi realizzati dal grande artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti, è tutto in calce al nostro articolo, dateci un occhiata e se ve la siete persa vi invitiamo a dare uno sguardo ad Art is Rubbish is Art ultimo show e vera e propria pietra miliare del percorso artistico dell’interprete, enjoy it.

Pics via San

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Evoca1 – “There are still things worth dying for” in Lima

21/03/2014

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande Evoca1, l’artista Domenicano come abbiamo visto nei giorni scorsi si trova a Lima dove ha da poco terminato un nuova parete in occasione dell’eccellente Latido Americano Festival 2014.
Il personale impatto con le visioni di Evoca1 come detto ci ha parecchio scosso, l’interprete porta avanti un approccio visivo senza dubbio legato ad una forte caratterizzazione pittorica, l’artista infatti si muove attraverso una pittura realistica sviluppando quindi un dialogo veritiero ma che trova nel personale filtro tematico e soprattutto nel costante rapporto tra la natura e l’uomo il suo principale fulcro di praticamente tutte le sue produzioni. Con base a Miami l’artista sviluppa una visione artista che si lascia influenzare da una forte emotività, temi e le situazioni evocative e riflessive vengono sviluppata da una pittura viscerale e profonda, ricca di dettagli e di pennellate che miscela figure umane agli animali e che viene spesso bilanciata da un uso del bianco e del nero da una parte in contrapposizione ai colori dall’altra. Ci troviamo in questo modo di fronte ad un universo scandito da toni spessi e profondi, a tratti malinconici, che vanno a porre l’accento su temi differenti che accarezzano la sfera emotiva umana e ci lasciano in balia di sensazioni e stati d’animo contrastanti.
Facendo seguito alla bella e grande parete di Chorrillos (Covered) l’artista va a lavorare su questa piccola sezione di muro in occasione della nuova edizione della kermesse latino americana, dal titolo “There are still things worth dying for” con questo nuovo intervento Evoca1 lancia ancora una volta una nuova riflessione affidandosi nuovamente al binomio uomo e natura per spingere e trattare temi importanti e dal forte carattere riflessivo. Traducibile con ‘Ci sono ancora cose che vale la pena morire’, l’intervento va quindi a toccare un tasto importante, uno di quelli che inevitabilmente nel corso delle nostra esistenza qualsiasi uomo o donna e che riscopriamo qui in tutta la sua fugace delicatezza. L’interprete disegna con il consueto tratto iper realistico e densamente viscerale il corpo di un uomo, il volto viene abilmente coperto da una mano mentre l’attenzione si sposta sul ventre che osserviamo venire letteralmente attraversato da una colomba bianca che con il suo passaggio trascina a se sezioni dei colore. Il significato del volatile è chiaramente collegabile ad un sentimento di pace, trasformando quindi l’intervento in una riflessione sulla stessa in un particolare periodo storico questo che, con le continue notizie di tensione che arrivano dall’Ucraina che sempre più stanno alimentando il particolare climax, senza dubbio ha bisogno di messaggi e spunti come questo.
Attraverso una ricca serie di scatti, ripercorriamo assieme tutte le fasi di realizzazione di quest’ultima magia fino all’eccellente risultato finale, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, non ne rimarrete affatto delusi e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla rassegna Peruviana.

Pics by The Artist

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Pablo S. Herrero – “Región Tierra” New Mural in Salamanca

21/03/2014

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A distanza di qualche settimana con interesse torniamo ad approfondire il lavoro di Pablo S. Herrero, l’interprete ha infatti da poco terminato questo splendido intervento su questa parte di abitazione nel Barrio di Oeste nella sua Salamanca in Spagna.
Per quest’ultima realizzazione Pablo S. Herrero come sempre prosegue il suo personale approccio visivo, ancora una volta concentra i proprio sforzi sulla realizzazione delle canoniche che invadono letteralmente la particolare parete a disposizione andando a sviluppare effetti e piani visivi differenti. La riflessione dell’artista parte da una precisa visione stilistica che lo vede impegnarsi in una pittura di avvicinamento con gli elementi naturali, in particolare l’interprete si concentra sulle forme e sulle ombre degli alberi che attraverso i loro rami sviluppano percorsi e vanno a destare sensazioni ed emozioni differenti. Nell’idea dell’artista c’è la volontà di inserire all’interno di un contesto urbano questa fitta selva di intrecci quasi offrire alla natura l’opportunità di riappropriarsi degli spazi che una volta erano suoi, investe in questo modo pareti ed interi stabili andando a giocare su un binomio cromatico atto proprio ad aumentare la profondità e l’efficacia delle sue stesso composizioni. Il nero ed il bianco giocano un ruolo fondamentale nell’immaginario dell’artista che però non si è mai sottratto alla sperimentazione di altre soluzioni visive, come il rosso ed il verde ad esempio, lasciando invariati i temi ed il fulcro della propria esperienza visiva.
L’impatto con “Región Tierra”, questo il titolo di questa ultima fatica, mette in evidenza anzitutto il particolare approccio visivo di Pablo S. Herrero mostrandoci però una nuova direzione che lo stesso artista sceglie accogliere in quest’opera, un nuovo approccio cromatico che cambia completamente il senso del suo stesso lavoro elevandone ed avvicinando i toni ed i temi con ancora maggiore impeto verso la natura ed in particolare verso la terra. Proprio quest’ultima è senza dubbio l’elemento principale di ispirazione per l’intervento, i colori scelti ne richiamano gli odori e le sensazioni andando in questo modo spostare il baricentro del lavoro dai consueti ramificazioni, che richiamano la forma di alberi e rami, per abbracciare piuttosto una visione desertica, quasi sterile della terra che viene così attraversata da solchi profondi e che in mancanza di acqua tende appunto a sfaldarsi ed aprirsi. La particolare tematica dell’intervento così come il suo impianto visivo vengono sostenuti da due nuove tinte, che vanno a sostituire il binomio bianco e nero che da sempre caratterizza il lavoro dell’artista, due differenti tonalità di arancione, quasi vicino al marrone la seconda, che caratterizzano l’opera e che per le produzioni fin qui viste di Pablo S. Herrero rappresentano un assoluta novità che non potevamo che accogliere positivamente.
Per darvi l’opportunità di vedere da vicino tutta la magia di quest’ultima eccellente composizione realizzata dall’artista, vi abbiamo preparato una ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, il consiglio è quello di darci un occhiata certi che ne saprete apprezzare il grande impatto visivo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Kofie x Moneyless “ASSIOMA” at Avantgarden Gallery (Liveblog)

20/03/2014

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In attesa di un corposo ed approfondito recap, vi diamo modo di ‘entrare’ all’interno degli spazi della Avantgarden Gallery di Milano per vedere da vicino e seguire insieme a noi il vernissage di “ASSIOMA” ultima fatica targata Augustine Kofie e Moneyless. Un piccolo esperimento di liveblogging che sappiamo non mancherete di apprezzare, l’appuntamento è per stasera. Stay tuned!.

Museruola Edizioni – “Splín” by CLACID

20/03/2014

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È passato davvero parecchio tempo dall’ultima volta che vi abbiamo parlato di Museruola Edizioni, ma noi non abbiamo perso affatto l’interesse ed ora è arrivato il momento di rifrescarvi la memoria grazie all’uscita di quest’ultima fanzine dal titolo “Splín”.
Museruola Edizioni nasce come piccolo progetto di micro editoria DIY indipendente, tutte le pubblicazioni escono in unico e ben rodato formato e sono tutte rigorosamente in edizioni limitatissima, timbrata e numerata. L’idea alla base del progetto è quella di offrire agli artisti l’opportunità di interfacciarsi con un unico grande foglio in formato A3 che viene in questo modo stampato e fotocopiato in ogni sua parte per essere poi richiuso e ripiegato all’interno della ‘museruola’.
L’arma vincente del progetto è senza dubbio l’immediatezza della fruibilità non chè la scelta di lavorare esclusivamente con realtà che portano avanti un proprio personale e peculiare tratto visivo, spaziano quindi verso stili ed applicazioni visive differenti ed impostando in questo modo un lavoro variegato e dal grande impatto finale.
L’ultimo in ordine di tempo a dare il proprio contributo a Museruola Edizioni è CLACID che attraverso tutto il suo bagaglio visivo approda all’interno della fanzine con una serie di tavole inedite che ne segnano ancora una volta tutto il personale ed avvincente stile personale. Osservando il suo lavoro emerge chiara la forte influenza con il mondo dei fumetti, le tinte si fanno forti così come le ambientazioni piuttosto cupe, l’artista per Museruola Edizioni elabora una serie di disegni con soluzione di continuità, una sorta di racconto diviso in frame che sa di istantanee di vita quotidiana, con la città infine a fare da scenografia e personaggio non protagonista.
Scrollate giù dopo il salto ad attendervi infatti una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima pubblicazione, se siete interessati potete acquistare la vostra copia direttamente qui, noi di Gorgo vi invitiamo infine a dare un occhiata alla nostra sezione con tutti i dettagli delle precedenti uscite, è tutto qui.

Pics by Museruola

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Carne – A Series of New Pieces Inside an Abandoned Building

20/03/2014

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Dopo un lungo periodo di silenzio torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Carne (The Boost), l’artista italiano ci presenta infatti una nuova serie di interventi attraverso i quali prosegue nel portare a compimento la propria e personale dialettica visiva.
E’ da parecchio tempo che non ci immergiamo all’interno dell’immaginario dell’artista italiano, ancora una volta la giusta location per le sue visioni è rappresentata dagli spazi abbandonati, figura e vero e proprio soggetto comprimario delle sue opere, la giusta metà per così dire, che ne alimenta i risultati finali attraverso sensazioni ed emozioni contrastanti e vive. Sono strutture dimenticate, vecchie fabbriche che hanno subito il taglione della crisi, luoghi in cui una volta si produceva o si viveva e che ora restano una sorta di universo collaterale dal quale l’uomo cerca in tutti i modi di distansiarsi, di eliminarne il ricordo, ma sono li, ancora vive, invase dalla natura che ne richiama il corpo e le viscere avanzando silenziosamente all’interno dei loro corpi per invaderne ed reclamarne lo spazio. Il particolare rapporto con i luoghi abbandonati è per Carne principale scintilla nelle sue produzioni, si tratta di una sorta di dialogo, intenso, viscerale ed emotivo che l’artista porta avanti e che investe con forza tutto il suo repertorio produttivo. La grande capacità evocativa e mistica dei lavori taglia in due la linea sottile che ci divide da questi luoghi, riflettendo sul suo operato abbiamo infatti sempre avvertito la necessità dell’interprete di instaurare un rapporto simbiotico con queste zone, donando loro l’opportunità di parlare, di spiegare il proprio stato d’animo, i propri sentimenti, l’artista presta in un certo senso la propria mano a queste strutture attuando un collegamento diretto, offre loro l’opportunità di amplificare le storie e le memorie che si celano nei muri, nei ciottoli, nei pensieri e nelle vite passate con i quali vivevano e condividevano il loro grembo prima di essere dimenticate ed abbandonate per sempre in balia del tempo e della terra. Entrando in questi spazi abbandonati Carne sente proprie le sensazioni e gli stadi d’animo, ne coglie la tristezza e l’amarezza andando a sviluppare opere proprie ma che si legano inevitabilmente con ciò che già è esistente al suo interno, i suoi interventi sono investiti da una vena poetica e riflessiva, un ritorno dei sentimenti, del mistico e del sognante che poggia le sue basi su una scala cromatica, cruda, tetra e malinconia atta proprio a stimolare le emozioni e le sensazioni di chi per un motivo o per un altro si ritrova a camminare all’interno di queste lande desolate.
Non ci resta quindi che abbandonarsi a ciò che vediamo, alterare le nostre barriere percettive per addentrarsi all’interno di un viaggio cosciente e profondo, osservare per capire, sentire e provare sulla nostra pelle.
Per darvi modo di approfondire al meglio questa nuova infornata di opera vi abbiamo preparato una lunga serie di immagini, è tutto in calce al testo, dateci un occhiata, siamo certi infatti che come noi voi non mancherete di apprezzare tutto il particolare stile e l’approccio visivo dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Francesca Tuzzi

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2501 – A Series of New Murals in Tuscany

20/03/2014

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A distanza di tempo torniamo a posare il nostro sguardo sul lavoro di 2501, l’artista italiano infatti è partito per un nuovo piccolo tour all’interno di alcune zone abbandonate in Toscana dove ha avuto modo di portare avanti nuove sperimentazioni attraverso il proprio inconfondibile stile.
Ancora una volta 2501 torna a colpire insistendo con le sue ipnotiche danze sviluppate attraverso i suoi canonici percorsi, una trama interamente formata dalle linee nere, sinuose e di differenti spessori, che invadono, accartocciandosi e sviluppandosi nello spazio lo spazio attraverso una precisa direzione fino a formare vere e proprie forme e configurazioni astratte dal forte sapore mistico ed onirico e che richiamano tutta la visceralità del suo lavoro.
Con questa nuova serie di interventi va a proseguire il percorso evocativo e mistico che da sempre corre a doppio filo osservando le produzioni di 2501, l’artista in esplorazione all’interno di questo casolare abbandonato, si lascia coinvolgere dalla grande struttura e dai panorami circostanti andando ad elaborare un nuova serie di lavori che attraversano ed intersecano gli spazio tramite il suo particolare e riconoscibilissimo impianto visivo. Ancora una volta quindi il trinomio cromatico del nero, del bianco e del colore oro, investe tutti gli spazi cambiando anzitutto la morfologia della struttura architettonica, come una sorta di onda perpetua che investe, stagnandosi sulla sua stessa calce, la grande parete d’ingresso, coprendone lo spazio e dando vita ad una figura astratta che dà l’impressione di alimentarsi, abbassandosi ed innalzandosi, su tutto la superficie a disposizione. Gioca con le minuziose pennellate l’interprete costituendo una trama fittissima e dettagliata che sinuosa si muove sul muro, addentrandosi nelle sue fessure, cambiando passo più volte, con le linee che si fanno più grandi e più minute, fino a scomparire nelle trame architettoniche. Lo sguardo dell’artista si dirige dapprima su una grande e gigantesca forma ovale, un uovo, che richiama le sperimentazioni e le ricerche compiute nei suoi precedenti step e che quindi riceve qui un nuovo trattamento dove ancora una volta 2501 appone la sua particolare visione onirica, ed infine su una piccola latrina sulla quale va ad apporre un piccolo lascito visivo. La sensazione, specialmente nel primo e nell’ultimo lavoro è quella di un interazione forte con la natura, osservando infatti gli interventi emerge la volontà di rispondere alla costante invasione di rampicanti, alberi e foglie sulle strutture attraverso una pittura che possa quasi continuare il loro percorso, inondando e segnando le superfici attraverso una personale e viscerale trama visiva, splendido.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quanto di buono realizzato dal grande artista italiano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti, trovate tutto dopo il salto, noi come sempre vi consigliamo di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il grande impatto e la particolare visione dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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AK x CT – New Mural in an Abandoned Factory

20/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di AK e CT, i due artisti si sono infatti dati appuntamento all’interno di una vecchia struttura per elaborare un doppio intervento che porta avanti i loro due personalissimi approcci visivi.
Questa fruttuosa collaborazione trova anzitutto differenti punti d’incontro, il percorso di entrambi gli artisti prevede infatti uno sviluppo cosciente, preciso ed avvolgente di una forma, nel caso di AK di una figura geometrica, mentre per CT di una scomposizione delle sue stesse due lettere, ma anche di una concreta interazione con gli spazi dove i due vanno ad elaborare i propri lavori passando infine per la grande profondità di immersione e di lettura che ciascuno dei due artisti mira a stimolare negli occhi di chi osserva le sue produzioni attraverso una pulizia visiva impeccabile.
CT come abbiamo avuto modo spesso di vedere poggia le basi del suo lavoro su una costruzioni e decontrazione delle lettere C e T, mettendo appunto una architettura visiva mutevole che spinge chi osserva a scoprire le varie sezioni che costituiscono la nuova figura, elaborando configurazioni che possano esaltare lo spazio circostante entrando quindi in simbiosi con il panorama e con le sue architetture. Dal canto su AK non smette di incentivare la sua ricerca sul triangolo rettangolo isoscele, alimentando per mezzo di differenti incastri e stimoli visivi la sua peculiare versatilità, giocando con lo sguardo di chi osserva, imbastendo inganni e percezioni differenti e sviluppando attraverso gli stessi vere e proprie illusioni che aprono le porte ad una differente interazione con chi osserva e con chi si ritrova calato all’interno del suo particolare immaginario visivo.
Osservando l’intervento emerge chiara la volontà di entrambi gli interpreti di portare ad nuovo livello il rispettivo percorso visivo sviluppando un nuovo accento ed una nuova struttura che ci ha in entrambi i casi fortemente impressionato e coinvolto. Da una parte AK, l’artista lascia immutata la base concettuale del suo lavoro predisponendo una nuova sperimentazione dove l’interprete si affida ad un (quasi) total black e giocando con le prospettive e con la stessa struttura architettonica della parete, elabora un configurazione a quattro triangoli che, attraversati da una serie di linee, ci danno l’impressione quasi di evadere dalla seconda dimensione per abbracciare una profondissima visione tridimensionale. Osservando il lavoro infatti veniamo letteralmente catapultati al suo interno, come se si trattasse di un apertura meta fisica all’interno della parete per un effetto finale assolutamente da vedere e rivedere. Dal canto suo CT si dimostra ancora una volta inesauribile fonte di stimolo, l’interprete ci stupisce dipingendo appunto una nuova grande figura, questa volta l’artista unifica sotto un unica figura quattro delle sue costruzioni andando quindi ad ereditare gli sviluppi delle sue iconiche forme portandole ad un nuovo livello. Quello che lascia basiti è anzitutto la scelta cromatica che rivela assolutamente perfetta, simulando una sorta di cerchio, l’artista ruota le varie e differenti tonalità passando da una tinta più morbida e concludendo con una più scura, tutto questo lasciando anche esso inalterate le basi concettuali del proprio lavoro ma anzi evolvendo lo stesso grazie all’infinità di letture differenti e di forme che prendono vita osservando l’intervento attraverso percezioni differenti che rivelano forme ed algoritmi visivi sempre nuovi.
Due lavori che ci hanno profondamente scosso e lasciato letteralmente a bocca spalancata e che dimostrano tutto il talento di due tra i nomi di spicco della nostra scena.
Ripercorriamo insieme alcune fasi durante il making of fino ai due eccellenti risultato finali, il consiglio è quello infatti dare un occhiata alla immagini, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto il talento e la particolare visione dei due grandi artisti italiani.

Thanks to The Artists for The Pics

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Martina Merlini – WAX Screenprints Release

19/03/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Martina Merlini, l’artista ricorderete lo scorso fine anno ha inaugurato all’interno dello Spazio Elastico di Bologna la sua WAX, ora facendo seguito all’esibizione esce questa nuova serigrafia in edizione limitata.
I lettori di lunga data ricorderanno senza dubbio il nostro full coverage dello show, un esibizione che ci ha parecchio coinvolto e che di fatto ha segnato uno spaccato profondo e multi sfaccettato di tutta il personale approccio di Martina Merlini raccolto attraverso percorsi ed elementi differenti sui quali l’interprete italiana ha saputo imprimere la propria peculiare visione attraversa dall’utilizzo della cera come componente di spicco e vero e proprio volano identificativo di tutta la produzione presentata.
Partendo proprio da uno degli interventi presentati, quella splendida opera centrale su legno, viene sviluppata questa stampa la quale ne ricalca la forma ma ne cambia completamente lo sviluppo visivo e cromatico lasciandone immutate le peculiarità visivi figlie proprio dell’utilizzo della cera.
La serigrafia esce in edizione limitata di 10 copie per 2 colori, ambedue realizzate su carta Fabriano da 230 grammi, misura 35×50 ed ogni copia è firmata e numerata. realizzata da Martina Merlini stessa, il prezzo è 30 euro cadauna ma se effettuate un doppio ordine si arriva a 50 Euro.
In calce potete trovare le immagini della release, se vi abbiamo fatto venire l’acquolina non vi resta che contattare direttamente l’artista all’indirizzo: m_merlini@hotmail.it per ordinare la vostra copia, attenzione vanno via come il pane perciò hurry up!!

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Jacyndol x Seikon – New Mural in Gdynia, Poland

19/03/2014

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A distanza di tempo si rinnova la fruttuosa collaborazione tra Jacyndol e Seikon, i due interpreti polacchi sono dati appuntamento nella loro Gdynia per realizzare quest’ultimo splendido intervento su questo vecchio stabile abbandonato.
Nell’estremità sinistra si sviluppa Jacyndol porta avanti uno stile proprio che trova negli stimoli del cubismo con un dose di astrattismo a completare il quadro generale, la giusta linea di pittura, l’interprete si avvale di giochi di profondità, massimizza corpi umani e scenografie attraverso forme e figure geometriche, aumentandone l’efficacia grazie ad interessanti incursioni di colore che agiscono con lo scopo di accentuare le parti del corpo, emettere giochi di luci ed ombre ed fine da vere e proprie brillante scenografie, queste ultime non risultano piazzate li per riempire lo spazio ma piuttosto completare il quadro e la stilistica del lavoro offrendo interessanti esperimenti dimensionali veri e propri, si sviluppa così un quadro variegato che paga tutta l’influenza e gli stimoli del cubismo sviluppati attraverso un astrattismo appena accennato e che va a strizzare l’occhio alle correnti russe dei primi del novecento. L’interprete si muove in questo immaginario raffigurando corpi quadrati, esseri statici e legnosi a contrasto con figure più complesse e ricercate ed in parte più morbide, l’artista sembra voler raffigurare figure spente a contrasto con uomini di personalità ed ancora proponendo spaccati di vita quotidiana attraverso il proprio personale approccio visivo. Dal canto suo Seikon invece prosegue nel percorrere la linea tracciata nelle sue precedenti incursioni, ancora una volta l’artista va a sviluppare il proprio lavoro attraverso una forte influenza astratta figlia della volontà di sperimentare soluzioni geometriche e tridimensionali sempre differenti. Si tratta di un discorso intrapreso con le prime sperimentazioni a texture e con gli intrecci e che nel corso del tempo è andato mano a mano ad evolversi fino a questi ultimi ed interessanti sviluppi. L’interprete ci dà la sensazione di elaborare una vera e propria costruzione geometrica minuziosa ed esaltante dove ritroviamo elementi e figure differenti raggruppate in un unica grande configurazione fortemente concentrate e che va ad imbastire, attraverso colori e le loro differenti scale cromatiche, attraverso linee e forme differenti, un deciso impianto tridimensionale. Se da un punto di vista stilistico quindi l’interprete gioca su questi elementi differenti per sviluppare una trama complessa e sfaccettata, emotivamente parlando la sensazione è quella di un cosciente sensibilità, gli interventi esaltano le sensazioni e gli stati d’animo del momento appropriandosi degli spazio e coniugando una simbiosi tra il panorama e le emozioni dell’artista stesso.
Per questo doppio pezzo Jacyndol e Seikon investono i due lati della struttura attraverso il proprio peculiare stile, il primo presenta “New Battle Machines for our Friends” dove spingendo e portando all’estremo i temi e la stilistica del suo lavoro, con un tono ironico va a toccare una argomento importante come la disabilità, il secondo invece amplifica il proprio percorso simbiotico con lo spazio esaltando i suoi astrattismi attraverso una grande figura in totale armonia con la particolare traccia visiva pre-esistente nello spazio.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti su tutti i due gli artisti e per darvi modo di gustare appieno di tutto il talento degli stessi vi lasciamo alle splendide immagini in calce, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists

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Broken Fingaz – “Baguettes and Shemales” New Trip in Paris

19/03/2014

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Sempre più attratti dai Broken Fingaz continuiamo a monitorarne gli spostamenti in giro per il mondo, ultima tappa del vulcanico collettivo israeliano è Parigi dove ospiti di HORFEE e dei PAL boys hanno avuto modo di fare un giro in città e dipingere qualche nuovo pezzaccio.
Quello che ci ha sempre affascinato osservando il percorso dei Broken Fingaz è il particolare approccio degli stessi alla strada, un istinto che ricorda maggiormente il mondo dei graffiti con vere e rapide incursioni a cui fanno seguito spostamenti repentini verso nuovi lidi e zone, lo spiriti di avventura quindi che caratterizza il loro lavoro riveste per forza di cose una forte influenza su quello che poi gli interpreti vanno ad elaborare su muro e che come spesso abbiamo avuto modo di vedere rappresenta nel vasto panorama internazionale una realtà assolutamente unica.
L’operato dei Broken Fingaz ci ha sempre lasciato piuttosto sorprese, i ragazzi di Tel Avid sono riusciti a sviluppare un personalissimo stile andando a miscelare elementi differenti e per certi versi divergenti all’interno di una trama ricca di stimoli visivi e tematici, nell’idea del quartetto di artisti c’è la forte esigenza di esagerare, senza porsi alcun limite, unire immagini, sequenze, figure, simboli ed elementi all’interno di un unico calderone che raccoglie nei temi, nei colori e nei differenti approcci, tutta la passione e le differenti influenze che ne hanno così profondamente segnato la produzione artistica. Dallo stile che richiama elementi pop, alla fortissima inflessione horror, ma sopratutto i controversi contenuti a carattere sessuale che ne stanno con decisione segnando il percorso in questi ultimi tempi e che inevitabilmente vanno a sfociare nel trash, la disinibizione più totale che rivolge con forza ed impeto verso tutto quello immaginario appartenente ad un filone illustrativo che richiama elementi splatter più estremi. Osservando i lavori emerge quindi una sorta di vera e propria esplosione visiva che raccoglie in unica trama spunti diversi dando vita ad un tratto fortemente personale attraverso il quale gli artisti realizzano le situazioni e riferimenti sempre sopra le righe che ne caratterizza il lavoro. Si assiste ad una sorta di follia calcolata e lucida che poggia le sue basi cromatiche nell’utilizzo del bianco e del nero oppure di un range di colori forti, costituiti da tinte acide dove rimbalzano personaggi dalla pelle iper colorata, corpi o parti degli stessi completamente nudi, raggi laser, sangue e tutto il vasto e ricchissimo caleidoscopio che rappresenta la forza dei lavori degli israeliani.
Ripercorriamo assieme, attraverso il consueto mix fotografico tutte le tappe del collettivo, dal giro in strada fino agli interventi realizzati passando per i tatuaggi, è tutto dopo il salto, scrollate giù e dateci un occhiata, siamo certi che non ve ne pentirete affatto e restate sintonizzati per scoprire i prossimi spostamenti.

Pics by The Artists

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Vhils – New Mural in Araçaí Village, Brazil

19/03/2014

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Dopo alcune settimane di silenzio torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande Alexandre Farto aka Vhils, l’interprete portoghese si trova infatti nel Araçaí Village in Brasile dove ha da poco terminato un nuovo intervento parte di un progetto a più ampio respiro.
Attraverso uno stile facilmente distinguibile Vhils prosegue con i suoi interventi a segnare le superfici delle pareti sulle quali ha l’opportunità di lavorare, i suo interventi di distinguono infatti per l’inusuale scelta di non affidarsi alla pittura ma piuttosto attuare un vera e proprio lavorazione e trasformazione dello spazio, lavora con lo scalpello l’interprete, attraverso un lento ed inesorabile processo produttivo che lo porta a far emergere lentamente la figura desiderata. Intensificando quindi gli sforzi sui diversi strati del muro l’artista sceglie di segnarne le viscere cambiandone l’aspetto e facendolo proprio, realizzando i volti di quelli che sono personaggi comuni, gente che incontra nei suoi viaggi, la faccia del popolo portata a compimento in strada. Nel corso del tempo è interessante notare come questo particolare approccio tecnico abbia interessato anche differenti materiali spingendo di fatto Farto a sperimentare su percorsi differenti in funzioni di dinamiche visive nuove, in particolare nel corso di quest’anno ci erano particolarmente piaciuti gli interventi che miscelavano texture e pattern insieme ai canonici volti, una ventata di freschezza i un immaginario che diversamente nel tempo è destinato a perdere d’efficacia.
Nonostante tutto però il forte impatto delle opere di Vhils rimane invariato, la resa quasi fotografica dei suoi ritratti riesce sempre a colpirci, in special modo la grande cura per i dettagli che permette una riproduzione impeccabile dei tratti del viso, dello sguardo e delle peculiarità del volto.
Per questa sua ultima fatica Vhils si sposta all’interno di una situazione non propriamente urbana, il villaggio Araçaí risulta infatti completamente immerso nella natura, uno scenario questo inedito per gli interventi del portoghese e che, anche per via della particolare colorazione dello spot scelto, va a dare una certa freschezza a tutto l’impianto delle sue produzioni. L’opera come detto fa parte di un progetto a più ampio respiro che coinvolge la gente del posto impegnata, insieme all’interprete, nella realizzazione di ben 54 porte in legno incise con motivi indigeni e ritratti di gente del posto che verranno presentata a Curitiba.
Attraverso le immagini in calce vi diamo modo di vedere da vicino tutto il grande impatto di quest’ultima fatica realizzata dall’artista, in attesa di mostrarvi qualcosa in più sul progetto e di scoprire nuovi aggiornamenti vi invitiamo a darci un occhiata certi che ne saprete cogliere appieno tutto lo stile e l’impatto finale, enjoy it.

Pics via San

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ZED1 – “Frutti della Mente” at Galo Art Gallery (Recap)

19/03/2014

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Aperta finalmente lo scorso 15 Marzo l’ultima fatica del grande ZED1, l’artista italiano presenta all’interno degli spazi della splendida Galo Art Gallery di Torino la sua “Frutti della Mente”, mai titolo fù più azzeccato a parer nostro.
Lo show segna anzitutto la continua volontà da parte della galleria di ospitare all’interno dei propri spazi quelli che sono gli artisti più importanti e rappresentativi del nostro panorama attraverso show belli densi che ci offrono l’opportunità di saggiare e tastare da vicino tutta la personale dialettica visiva degli interpreti.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di ZED1 è profondamente segnato dal particolare approccio visivo dell’artista, lo stile visivo che accompagna le sue creazioni poggia infatti le sue solide basi sulla scelta dell’interprete di affidare ai propri characters tutte quelle che sono le tematiche del proprio lavoro, per mezzo di essi, che diventano quindi lo strumento di propagazione tematica dei concetti, l’artista italiano porta avanti e tocca i temi più disparati,senza sottrarsi a quelli più difficili, arrivando a trattare con vigore quelli che sono i comportamenti e le contraddizioni che distinguono l’uomo, la società moderna e le sue differenti sfaccettature. L’interprete agisce senza alcun tipo di filtro, scava e si addentra all’interno delle piaghe più profonde, analizza il contesto ed il contenuto sviscerando la propria personalissima visione. La pittura si fà delicata accompagnando le tavole con una forte caratterizzazione di quelli che sono i suoi famosi personaggi, li osserviamo immersi all’interno di un mondo che rappresenta senza troppi giri di parole uno specchio del nostro, ci raccontano gli istanti vivendoli sulla loro pelle, le brutture e le contraddizioni che sfociano in temi e similitudini dal forte significato, su tutti i tasti dolenti come quelli sociali ed economici, ma anche offrendoci l’opportunità di un momentaneo distacco dagli stessi, un immersione totale all’interno del lato più divertente delle pittura dell’artista, con le opere che si fanno meno impegnate, semplicemente da ammirare per la grande particolarità pittorica e la cura del dettaglio.
La mostra raccoglie appieno tutta l’eredità tematica e stilistica di ZED1 raccogliendo in uno unica esibizione tutti il parto della mente dell’artista, un vero e proprio universo raccolto all’interno di tavole e lavori di vario genere, noterete anche un inedito Second Skin, offrendoci quindi l’opportunità di una totale immersione all’interno di tutta la smisurata fantasia di una delle figure di spicco della nostra scena.
Scrollate giù dopo il salto una ricca selezione di scatti con le immagini dello splendido allestimento proposto, il consiglio è quello i darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, se invece vi trovate in zona lo spettacolo rimarrà in esposizione fino al prossimo 19 di Aprile, noi ve lo abbiamo detto.

Galo Art Gallery
Via Saluzzo 11/G
10125 Torino

We are proud to present to you a solo show by Zed1 at the Galo Art Gallery. Zed1 has in the past few years shown us what he’s made of and we like it! His walls are breath taking, his works on the walls and off bring you to his fantasy world. You can expect to see new works with his surrealistic characters and more about his artistic journey with the project “Second Skin” during the opening and duration of the show “Frutti della Mente”. Read more about the artist below.

Zed1 has been a street artist, in the truest sense of the term, for over 20 years. Through a constant and varied development of the technique, his style evolves accordingly to his work as writer, which leads him to paint trains, walls and surfaces of all kinds. Following his predilection for imagery, he succeeds in creating a world of humanoid puppets, which, in their illusory sterility, interact with the world around them, evolving both in space and time (as in the recent “Second Skin”). Zed1 moves, through a fine dance of shapes and colors, in a post-modern surrealism that, even in its most irrational features, refers to a clear awareness, sometimes melancholy, sometimes extraordinarily ironic.

Pics by The Gallery

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Herakut – “COLOURS OF RESILIENCE” A New Video

18/03/2014

Dal bel progetto a carattere sociale degli Herakut, impegnati con una serie di lavori in Siria, nasce questo video dal titolo “COLOURS OF RESILIENCE” che ripercorre i volti e le tracce del passaggio dei due grandi artisti e soprattutto lascia un solco profondo in termini emozionali.
Come abbiamo avuto modo di vedere il duo tedesco Herakut si trova in Siria dove si è impegnato con una serie di nuovi interventi realizzati insieme alla gente del rifugio Siriano di Zaatari e con i bambini del nord della Giordania, il progetto fa parte di AptART Project che coinvolge propria la popolazione Siriana ed è organizzato con l’aiuto di ACTED ed il supporto di ECHO ed Unicef. Nel loro continuo vagare e spostarsi gli artisti hanno sempre scelto di porre l’accento su una precisa indole sociale che possa abbracciare gli aspetti più emotivi e riflessivi, un esempio è il loro progetto al lungo termine The Giant StoryBook Project, dove i due interpreti si sono impegnati nella realizzazione di un racconto per bambini utilizzando al posto delle pagine le pareti, passando per i lunghi viaggi intrapresi al fine di dipingere ed al contempo entrare in contatto con culture, etnie, tradizioni e storie di vita completamente differenti, nuove e profonde e che diversamente rimarrebbero senza dubbio inascoltate e prive di voce.
Abbracciando quindi nuovamente uno stimolo prettamente sociale e dal forte carattere riflessivo gli Herakut si sono impegnati in un progetto di collaborazione che sa anche di crescita personale ed umana, una vera e propria esperienza di cui questo video rappresenta una sorta di lascito. Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta una sorta di valore aggiunto in tutte produzioni firmate dagli artisti, ne emerge la volontà di entrare continuamente in contatto con culture poco conosciute con i loro luoghi spesso difficili ed inospitali, con le loro tradizioni e le loro storie, all’interno dei quali andare ad inserire il proprio contributo artistico ed attraverso lo stesso veicolare messaggi, riflessioni e spunti differenti.
Non aggiungiamo altro vi lasciamo piuttosto in compagnia del filmato e se volete approfondire i lavori e le opere realizzate dal duo per il bel progetto, vi invitiamo a dare uno sguardo ai loro interventi qui e qui, è tutto vostro! Enjoy it.

Mobstr – A Series of New Pieces in New York

18/03/2014

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E’ passato davvero parecchio tempo dall’ultima volta che abbiamo approfondito il lavoro di Mobstr, il grande artista dopo un bel periodo di silenzio torna a colpire proponendo una nuova serie di interventi realizzati per le strade di New York.
Come abbiamo avuto modo di vedere più volte il lavoro di Mobstr da anni si concretizza attraverso la realizzazione su muro e su qualsiasi tipo di arredo urbano, come cartelloni pubblicitari per esempio, di una serie di scritte divertenti ed irriverenti. Fulcro principale dell’esperienza visiva degli interventi dell’interprete è la capacità dello stesso anzitutto di riuscire ad interagire con lo spazio in un modo egregio ma sopratutto di portare avanti attraverso il proprio lavoro un personale filtro tematico atto a mettere in evidenza tutte le dissonanze, le crepe e le contraddizioni della società moderna, mettendo ed allestendo attraverso frasi ridondanti od ad effetto, attraverso giochi di parole, tutte le sue brutture e le sue differenti sfaccettature sociali. L’operato dell’interprete in questo sembra quasi porsi ad un livello superiore di osservazione dal quale lo stesso artista indica e ci mostra l’altro lato della medaglia, spesso celato, instillando attraverso il proprio umorismo una riflessione profonda e multi sfaccettata oppure semplicemente lasciandoci con un sorriso amaro poiché abbiamo ben compreso il senso delle sue stilettate. Il senso del lavoro dell’interprete giunge così, senza alcun filtro o censura, diretto a destinazione, chiarisce ogni dubbio proponendoci attraverso una costante estensione di parole o frasi di osservare la realtà, la società e la nostra quotidianità attraverso un occhio diverso, pone dubbi, schernisce il mondo pubblicitario e quello consumistico facendoci appunto sorridere ma anche e sopratutto riflettere su noi stessi e su come affrontiamo la nostra vita dal punto di vista emotivo e pratico.
L’ultima serie di lavori Newyorkesi offre un ritorno di fiamma per l’operato di Mobstr dandoci in pasto tutto il campionario di trovate ed approcci caratteristici dell’interprete, dai cartelloni pubblicitari, passando per un segnale stradale completamente trasformato nel suo vero senso ed infine con il lavoro sul muro di mattoni che schernisce la pratica di istagram, tutto il vasto e consueto assortimento di veleno misto irriverenza che ci ha lasciato sorpresi, coinvolti e divertiti.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, magari più vicini nel tempo, attraverso la bella serie di scatti in calce vi diamo modo di vedere da vicino tutta questa nuova serie di interventi, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti anche voi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Nelio – A Series of New Pieces in Chile

18/03/2014

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Prosegue il lungo viaggio del grande interprete Francese Nelio in giro per il Sud America, l’artista si trova in Cile dove ha da poco terminato una nuova serie di interventi che proseguono lo slancio dello sviluppo visivo che così fortemente ne sta interessando le produzioni.
Dopo mesi di tappe in giro per il Sud America, grazie a questa nuova serie di lavori realizzati in Cile, iniziamo finalmente a tirare le somme su lavoro di Nelio, l’interprete Francese sta continuando infatti la sua sperimentazione visiva e stilistica andando ad apportare significativi cambiamenti alle proprie e personali produzioni oltre che regalarci l’opportunità di osservare da vicino al lavoro di artisti poco conosciuto ma non per questo meno validi. L’artista sta portando avanti il proprio operato attraverso direzioni e percorsi spesso differenti e del tutto nuovi e caratteristici. Abbiamo infatti sempre espresso il nostro parere favorevole apprezzando la volontà da parte dell’artista Francese di ricercare e testare soluzioni visive differenti, passando da approcci più duri, impostati e maggiormente schematici, a forme decisamente più morbide e delicate fino alle immancabili sperimentazioni istintive, ad i tentativi con il tratto a mo’ di chiaro scuro che ci ha davvero impressionato. Questa tendenza a veicolare attraverso direzioni ed approccio differenti il proprio lavoro non è ha però intaccato il fulcro tematico dello stile dell’artista, al centro troviamo quindi come sempre una precisa ed scelta astratta attraverso la quale Nelio va a sviluppare le sue classiche configurazioni di forme a tre dimensioni, le figure, intervallate da repentini cambi di tonalità, si mostrano dirette ed incisive e partendo e sviluppandosi dai grandi cerchi fino ad arrivare alla varietà di figure di dimensione ridotta che attraversa tutto lo spazio a disposizione.
Per questa sua nuova serie Nelio si sposta a Santiago de Chile ed a Valparaiso dove mette in mostra un nuovo ed interessante approccio, osservando queste ultime produzioni, aldilà della nuova sperimentazioni con il chiaro scuro, vogliamo infatti mettere l’accento sulla grande capacità di interazione pittorica che emerge da questi ultimi lavori. Appare chiaro come qui l’artista sia impegnato nel trovare la giusta simbiosi con la trama già esistente del muro andando a giocare con i colori, con le parti scrostate e con tutti quegli elementi che circondando la parete, giocando con esse e divertendosi a far uscire il lavoro donandogli una forme ed una capacità a tre dimensioni ed aumentando in questo modo il livello di interazione con lo spettatore, tinte delicate e calde che si muovono su figure e soggetti geometrici che risultano meno diretti, ma piuttosto più delicati e morbidi, quasi avvolgenti, per un risultato finale assolutamente vivo ed entusiasmante.
Scrollate giù, dopo il salto tutti i dettagli di questa nuova e ricca serie di lavori, il consiglio è quello di darci un occhiata per riuscire a cogliere al meglio tutto il particolare tratto visivo dell’interprete, ma restate sintonizzati presto nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Fikos Antonios – “Whisper in The Dark” New Mural

18/03/2014

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Con grande entusiasmo andiamo a dare un occhiata all’ultimo intervento realizzato dall’artista Greco Fikos Antonios, un opera realizzata su questa porzione di parete all’interno di una zona abbandonata che segna il proseguo di una stilistica vicina alla pittura bizantina.
Il particolare approccio di Fikos Antonios ci ha particolarmente sopresi, come detto l’interprete affida il proprio lavoro ad una rievocazione in chiave moderna della pittura bizantina, rielaborando quindi i volti, le pose ed i peculiari sguardi tipici di questo filone artistico, l’interprete va ad inserirsi all’interno dei paesaggio urbani andando però a combinare elementi e tematiche moderne, una la vera propria e piacevole scoperta che ci ha lasciato piacevolmente coinvolti. Non ci capita spesso di venire così catturati all’interno di un preciso tema e dal suo relativo sviluppo artistico, nell’idea dell’interprete Greco c’è l’esigenza di un ritorno al passato per affrontare temi e situazioni legate al presente, ’artista va infatti a pescare dalla caratteristica pittura bizantina andando a sviluppare storie, ed istanti di vita quotidiana oppure toccando temi e situazioni surreali il tutto attraverso le particolari e peculiari sfaccettature di questa particolare forma d’arte. L’impressione è quella quindi anzitutto di un legame con la propria terra ma soprattutto di una precisa volontà di ritornare ad una pittura antica, per certi versi più raffinata e più personale, che possa parlare delle situazioni più differenti e che possa mettere l’accento sulla ciclicità della condizione umana, sui suoi stessi errori che si ripetono nel corso nel tempo, gettando quindi le basi per un analisi profondo e decisamente ramificata all’interno delle piaghe e delle varie sfaccettature della natura dell’uomo.
Questo suo ultimo intervento, dal titolo “Whisper in the dark” viene accompagnato da una riflessione significativa che recita ‘La prossima volta che vuoi sussurrare “ti amo” al buio, dillo ad alta voce. Altrimenti, non può mai essere ascoltato’. L’opera va quindi anzitutto a toccare un tema decisamente più emotivo del solito che viene supportato dalla scelta di lavorare esclusivamente attraverso un canale cromatico che poggia le sue basi sul nero e su una delicatissima scala di grigi per quanto riguarda la figura proposta. Proprio quest’ultima è come sempre caratterizzata da un tratto antico e segna la comparsa di un soggetto angelico intento ad inserire un cuore rosso vivo all’interno di questa finestra che sta a rappresentare una l’unico varco di luce all’interno del buio nero che circonda e fa da background per l’intervento.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Greco, vi lasciamo alle immagini in calce certi che ne saprete apprezzare tutto il valore, a noi ha parecchio catturato questo particolare approccio visivo ed a voi? Fatecelo sapere nella nostra apposita sezione commenti.

Pics by The Artist

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RUN – “Phrenology” New Mural in Shoreditch, London

18/03/2014

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Dopo aver partecipato alla mega combo di qualche giorno fa (Covered), il grande RUN torna al lavoro con un nuovo intervento dipinto in zona Shoreditch a Londra che prosegue la personale dialettica visiva di uno degli artisti più importanti del nostro paese e non.
Con questo nuovo intervento rimaniamo ancora una volta completamente assorti all’interno del particolare immaginario ed inflessione stilistica di RUN, l’artista come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte porta avanti una personalissima visione umana che va ad abbracciare tematiche e spunti differenti e che, grazie alla continue ricerche e per mezzo di un tratto che continua la sua evoluzione costante nel tempo, non finisce mai di stupirci e coinvolgerci. L’interprete focalizza il proprio percorso sulla pittura e sul disegno di quelli che sono i mezzi e gli strumenti espressivi per eccellenza, il volto e le mani, che vengono raccolti e reinterpretati dall’artista attraverso un immersione in situazioni e tematiche differenti e che trovano il loro giusto canale espressivo all’interno di un tratto sinuoso e che spesso poggia le solide sue radici sul binomio cromatico offerto dal bianco e dal nero.
Dal titolo “Phrenology”, quest’ultimo intervento di RUN segna la scelta dell’artista di proseguire un percorso che già di diverso tempo sta interessando le sue stesse produzioni, si tratta di una personale rielaborazione di quelle che sono le mappe di medicina cinese, che segnano una sorta di anatomia di malattie completamente inventate oppure luoghi dove vengono svolte attività od esperienze attitudinali al corpo umano. Si muove così un gigantesco tipico e caratteristico volto, ancora una volta di profilo, che viene segnato dalla presenza di due piccole lenti da vista e da una grande berretto di lana, quello che cattura l’attenzione sulla grande figura, avvolta in un approccio cromatico rivolto verso il bianco ed il nero, è senza dubbio l’incredibile sequenza di spunti che l’artista va ad inserire al suo interno. Ritroviamo quindi un numero infinito di elementi, una mappa foltissima che abbraccia esperienze, situazioni, luoghi, soggetti, tutti racchiusi all’interno di una ragnatela di nomi. Il lavoro di riflesso ed attraverso brevi e fulmine scoccate riesce a trasmetterci una quantità di tematiche differenti, dagli approcci più emotivi con le parole love, dialogue, exhaust, a quelli che riescono a strapparci un sorriso come su tutte Run did it o Phlegm, insomma un intero caleidoscopio che vi invitiamo a scoprire ed osservare punto per punto.
Scrollate giù ad attendervi dopo il salto una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima meraviglia firmata dal grande artista italiano, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti il consiglio è quindi come sempre quello di darci un occhiata, siamo certi che non ve ne pentirete affatto.

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JR – New Exhibition at Museum Frieder Burda (Recap)

17/03/2014

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Aperta lo scorso 1 Marzo, diamo finalmente un occhiata approfondita all’ultima fatica del grande JR all’interno degli splendidi spazi del Museum Frieder Burda a Baden-Baden in Germania, un esibizione che raccoglie e mette il punto su tutti i progetti fin qui realizzati dal grande interprete francese.
Come sempre più interesse continuiamo a seguire gli sviluppi del lavoro di JR, come sappiamo l’artista rappresenta senza dubbio uno nomi caldi dell’arte contemporanea, con base a Parigi ed a New York, l’interprete è famoso per le sue peculiari installazioni fotografiche, rigorosamente in bianco e nero che vanno ad inserirsi nel panorama e nel tessuto cittadino. Quello che contraddistingue l’operato dell’artista, oltre ai suoi differenti progetti, è la forte caratterizzazione del materiale che va ad incollare sui muri, attraverso infatti un profondo studio architettonico ed urbano JR va ad applicare contenuti di carattere sociale e culturale che vanno quindi di fatto ad amplificare l’impatto emotivo e l’espressività dei suoi lavori, sono volti o parti di essi, che trovano la giusta collocazione non solo fisica, ma anche tematica che fanno dell’interazione con lo spettatore la loro principale arma visiva. Non lascia infatti indifferenti l’operato dell’artista, ma piuttosto le sue opere sollevano interrogativi circa la libertà e l’identità e pongono l’accento sul modo in cui l’arte può cambiare la percezione della gente di se stessi e del loro ambiente circostante, spingendosi anche verso temi che riguardano le ingiustizie in quello che può tranquillamente essere definitivo come uno studio antropologico.
Dopo l’esuberante progetto realizzato con il New York City Ballet, il grande artista Francese torna quindi a proporre una nuova esibizione, curata in collaborazione con Patricia Kamp, che ci offre l’opportunità di addentrarci con forza all’interno di quelli che sono i suoi progetti fotografici, da Face 2 Face a The Wrinkles in The City, passando per Woman are Heroes ed infine INSIDE/OUT, un densissimo show arricchito da installazioni site-specific, video ed un numero esorbitante di immagini, tele e fotografie che ripercorrono tutto il vasto campionario e la produzione di uno degli interpreti più importanti a livello internazionale offrendo agli spettatori l’opportunità di ammirare tutta la sua evoluzione in uno show che sà di retrospettiva approfondita.
Scrollate giù, dopo il salto infatti ad attendervi una bella selezione di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto, il consiglio è quello di darci un occhiata e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 1 di Giugno per andare a visitare di persona lo show, noi ve l’abbiamo detto.

Museum Frieder Burda
Lichtentaler Allee 8b
76530 Baden-Baden

Pics by Volker Naumann via AM

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SeaCreative – “Mr Winter” A New Mural

17/03/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di SeaCreative, l’artista Italiano dopo le magie della splendida Sogni di Grigio torna nuovamente a colpire con un nuovo intervento nei pressi di un vecchio edificio abbandonato.
Come più volte abbiamo avuto modo di notare l’immaginario di SeaCreative ruota attorno ad una lettura personale e multi sfaccettata dell’uomo, in particolare il grande artista italiano scegli di sviluppare un confronto tra i suoi canonici personaggi ed il nostro io interiore andando in questo modo ad alimentare una visione profonda e divergenti di tutte quelle emozioni, sensazioni e vissuti personali che rappresentano il core centrale della nostra esperienza di vita e che proprio attraverso il suo operato riemergono e tornano ad influenzare i nostri stati d’animo. E’ questo di fatto il fulcro centrale dell’esperienza produttiva dell’interprete, un legare il proprio lavoro a chi ha l’opportunità di osservarne i dettagli e le pennellate, una vera e propria riflessione e rievocazione di tutto lo spettro emotivo che va a ristagnare in un analisi sospesa tra il reale ed l’irreale, la vita appare attraverso tutte le sue differenti declinazioni, attraverso i sogni, le speranze, ma anche le fatiche, gli attimi più tristi, le difficoltà, tutto raccolto attraverso i corpi ed i volti dei suoi caratteristici personaggi. Sono infatti questi ultimi a catalizzare l’attenzione ed a fare da volano emotivo per sviluppare temi e spunti differenti, una vera e propria connessione attraverso la quale gli stessi raccontano e ci raccontano i sentimenti e le emozioni, attraverso i loro sguardi che attraverso tutta un altalena di stati d’animo, attraverso il loro scoprirsi all’interno di situazioni surreali in una sospensione tra realtà e fantasia, tra i sogni e le speranze e la routine della vita quotidiana, il tutto per risvegliare e riattivare approfondendole, quelle che sono le nostre vicende personali, in un istante in cui si rimane fermi ad osservare perplessi, ci si ritrova a calarsi all’interno di quella malinconia e con essa a rievocare ciò che abbiamo provato e sentito sulla nostra pelle, immobili ad osservare ed riflettere.
Per questa sua ultima creazione che prende il titolo di “Mr Winter”, SeaCreative dà vita ad un nuovo personaggio, si tratta a nostro avviso di una sorta di saluto all’inverno da poco trascorso e che sta lasciando piuttosto spazio alla primavera. L’opera quindi risulta strettamente connessa con temi naturali, osserviamo infatti una serie di foglie secche così come dei rami e dei rampicanti che attraversano tutto l’intervento e sopratutto la stessa figura viene realizzata con un particolare color legno proprio a rimarcarne il contatto con la natura. Quello che stupisce è la quantità di dettagli che l’interprete inserisce all’interno di questa sua ultima fatica, osservando il background giallo noterete infatti una sottile trama che va a svilupparsi in una leggere tonalità più scura, ma anche gli effetti di luce ed ombra sul volto del characters concludendo infine per la grande e sempre presente espressività delle pupille del soggetto.
Vi lasciamo alle immagini in calce per darvi modo di apprezzare al meglio tutta l’efficacia di questa sua ultima realizzazione ed in attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, non ve ne pentirete affatto, ne siamo certi.

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Corn79 x Etnik – New Mural in San Francisco

17/03/2014

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Volgiamo il nostro sguardo negli States dove Corn79 ed Etnik hanno da poco terminato un nuovo splendido intervento per le strade di San Francisco, un opera che segna ed interseca i due differenti approcci stilistici in unica impressionante trama visiva.
Il lavoro mette in vetrina il differente percorso visivo adottato dai grandi esponenti italiani, i due artisti tagliano lo spazio a metà, come uno strappo che si sviluppa in direzioni diverse e fortemente legate alle due pratiche visive di ogni interprete per un intervento che poggia le sue basi cromatiche su colori maggiormente scuri e cupi. La prima sezione accoglie il lavoro di Corn79, gli ultimi mesi per l’artista hanno significato un evoluzione significativa, e vincente a parer nostro, nelle dinamiche visive del suo lavoro, l’interprete ha saputo sviluppare un approccio per certi versi più istintivo, le colate di vernice scura, le colate di vernice vanno a creare un vero e proprio background per le canoniche costruzioni astrali, meno pulizia visiva, meno ordine ma più istinto che muove la propria energia nello spazio a disposizione, il lavoro risulta in questo modo meno strutturata abbracciando un idea maggiormente spontanea. Il tratto si fa irrequieto, ma le dinamiche e le tematiche dell’artista rimangono invariate, la sensibilità propria per le forme, le costruzione di vere e proprio costellazioni, i vortici astrali, le linee che da sempre ne caratterizzano i lavori, tutto viene amplificato rendendo il lavoro certamente più profondo. Nuovamente ci troviamo in balia di una ricerca del dettaglio spasmodico, le figure e le configurazioni proposto risultano maggiormente concentrate, piccole e grandi sfere che ruotano intorno ad un asse ed ad una figura centrale che ne richiama la forma e l’aspetto, come se avessi l’opportunità di osservare ad occhi nudi tutta la bellezza dell’universo. Dal canto suo Etnik prosegue nel portare avanti il personale approccio visivo figlio dei differenti studi e ricerche, dal mondo del design, passando per quello della scenotecnica ed ovviamente dei graffiti, l’artista sviscera intricate forme in tre dimensioni che danno l’impressione di muoversi attraverso gli spazi a disposizione, un moto perpetuo che si prende vigore quando osserviamo ciò che ci annida tutto intorno, sezioni e configurazioni differenti, quasi schizzate via, mantenendo la loro vicinanza con la figura madre, come se si trattasse di un gigantesco campo gravitazionale capace di attrarre ed al contempo però allontanare le sezioni realizzate. E’ questa la magia del lavoro dell’artista che riesce puntualmente a farci addentrare all’interno della sua peculiare visione per una visione tridimensionale che abbraccia qui forme e figure a cavallo tra l’organico e l’inanimato, una sequenza di dettagli che esplodono ed inondano lo spazio circostante.
Per questo loro intervento i due interpreti scelgono quindi di sviluppare due universi concentrici, due evoluzioni che partono da un unico asse gravitazionale centrale che taglia lo spazio e mostra attraverso due percorsi diversi tutta la magia dei loro differenti stili visivo per un risultato finale pazzesco ed altamente immersivo.
Ripercorriamo assieme alcuni fasi durante il making of fino all’eccellente risultato finale di quest’ultima magia firmata dai due italiani, è tutto dopo il salto, ricordiamo infine che ambedue gli interpreti sono tra gli artisti coinvolti all’interno dell’enorme group show “A Major Minority” da poco aperto all’interno 1AM Gallery proprio di San Francisco e di cui presto vi mostreremo un approfondito recap, stay tuned.

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Tellas x GORGO “From Outer Space” Silkscreen Print

17/03/2014

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Dopo il teaser ed alcune immagini in preview dei giorni scorsi, vi presentiamo finalmente “From Outer Space” la prima serigrafia di Gorgo in collaborazione con Tellas.
Lo scorso Novembre, con meno timore e con più sicurezza nei nostri mezzi, abbiamo apportato un cambio grafico al sito con il quale ci siamo prefissati l’obiettivo di supportare con maggiore forza la scena italiana attraverso pubblicazione anche di tipo serigrafico da affiancare al progetto editoriale, e alla uscita della zine annuale. Abbiamo scelto Tellas per la sua capacità di affascinarci e emozionarci attraverso una personale chiave tematica che rievoca elementi, paesaggi, forme e sensazioni legata al mondo naturale.
Le stampe sono realizzate a mano dagli amici di Sericraft, realtà Torinese ed Italiana di specialisti in questo settore, il disegno scelto rappresenta una delle classiche figure appartenenti all’immaginario di Tellas, un nuova forma densa e ricca di elementi a carattere naturale e che trova qui il suo ipotetico slancio all’interno dell’universo cosmico, direttamente dallo spazio quindi, per ritrovare una sintonia tra uomo e natura.

Le stampe misurano 35×50 cm, hand pulled su carta cotton wove Fedrigoni 350gr ed esce in due versioni, “BW Version” di 40 copie in bianco e nero al prezzo di 40 Euro, “Night Version” è la seconda invece, edizione limita di 10 copie a colori, blu notte e crema, al prezzo 50 Euro, tutte e due disponibili a partire da ora sul nostro store online.

 

Agostino Iacurci – New Mural in Belo Horizonte, Brazil

17/03/2014

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Con ancora negli occhi la splendida Small wheel, Big wheel, scopriamo che il nostro Agostino Iacurci si trova in Brasile dove a Belo Horizonte ha da poco terminato uno dei splendidi interventi portando avanti tutto il suo particolare approccio visivo.
Continuiamo ad essere sempre più coinvolti all’interno del particolare immaginario di Agostino Iacurci, come più volte abbiamo avuto modo di vedere, il grande interprete Italiano ha saputo ricamare da una precisa influenza illustrativo un tratto personale con il quale va ad esplorare una moltitudine di situazioni, temi e spunti differenti. Nel lavoro dell’artista l’ultimo hanno ha significato uno studio rivolto maggiormente verso le combinazioni cromatiche che di volta in volta vengono applicate per dare vita ai suoi iconici personaggi, un equilibrio visivo questo che unito alla particolarità del tratto va ad innescare tutta la personalità ed il grande impatto che riscontriamo puntualmente nelle sue produzioni. I personaggi che l’artista va a sviluppare nelle sue trame muovono situazioni e visioni differenti, sono veri e propri racconti di storie differenti che toccano attraverso un linea diretta con lo spettatore, vicissitudine e temi differenti che vanno ad esplorare tutta la complessità e le diverse sfumature dell’animo umano attraverso un filtro tematico colorato, giocoso e dalla forte capacità simbiotica.
Per questo suo ultimo lavoro Agostino Iacurci ha l’opportunità di lavorare su una superficie che si estende in orizzontale, l’interprete sceglie qui di accantonare le scelte cromatiche precedenti per investire l’intervento di una forte connotazione naturale che va mano a mano a svilupparsi su tutto la lunghissima facciata. Emerge così un contatto diretto tra uomo, rappresentato dai suoi canonici characters, e la natura che vediamo estendersi su tutta la linea di lavoro, vediamo aprirsi alberi, così come prati e piccoli e grandi ciuffi di prato, ma anche piccoli vulcani, tutto intervallato dalla presenza di personaggi ed/o parti di esse, grandi volti che spuntano dal paesaggio, oppure uomini celati dietro grovigli di piante, una ricchezza di dettagli piccoli e grandi alimentati da un continuo cambio di colori e tinte che richiamano quelli a sfondo naturale per un immaginario fantastico e sognante che dà vita ad un opera che ancora una volta mette in mostra tutto il talento di uno degli artisti italiani senza subbio più importanti e coinvolgenti del nostro panorama.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, per darvi modo di apprezzare al meglio tutta la magia ed il grande impatto visivo di quest’ultima opera dell’artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’opera, scrollate giù è tutto dopo il salto, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Weekly Overview 76| 10-03 to 16-03

16/03/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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POW WOW Hawaii 2014 – Video Recap by WEREHAUS

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Ian Strange – “Landed” New Installation in Adelaide

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Borondo, Alexis Diaz, CANEMORTO, Pixel Pancho, RUN in London

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Paper Resistance – New Pieces for CHEAP Green Project

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Evoca1 – “Loosing Hope” New Mural in Chorrillos, Lima

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DissensoCognitivo – New Murals near Ravenna Part III

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Mirrorless Project by 2501, Pastel – Photo and Video Recap

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SBAGLIATO – A New Pieces in Rome

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Abik – “The B, the E… and the M” A New Mural

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How & Nosm “Way Things Are” at Pace Prints Gallery (Recap)

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HORFE – “The Kazuo Umezu Tribute” New Piece in Rome

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Geometricbang – New Mural in Codogno and Lodi

POW WOW Hawaii 2014 – Video Recap by WEREHAUS

16/03/2014

A distanza di qualche settimana, torniamo ad approfondire la magia del POW WOW Hawaii 2014, il festival hawaiana torna infatti in tutti i suoi colori ed in tutta la sue grande potenza visiva in questo splendido recap video.
Uno degli eventi catalizzatori di questi primi mesi dell’anno è stato senza dubbio l’eccellente POW WOW Festival 2014, la kermesse allestita per le strade di Honolulu ha vista al lavori un incredibile roster di artisti miscelando in unico calderone un esperienza che potesse abbracciare le realtà locali insieme ai grandi nomi dell’arte urbana internazionale.
A distanza di qualche settimana dalla chiusura dei lavori torniamo con piacere a parlarvi della bella rassegna grazie a questo splendido montaggio video realizzato da ragazzi di WEREHAUS, giovane studio di San Francisco, che ha documentato tutto il Festival attraverso un piglio senza dubbio più emotivo e viscerale. Anziché concentrarsi sugli interventi realizzati, o meglio non unicamente, i ragazzi statunitensi hanno dato vita ad un video che raccoglie le voci degli artisti, le immagini durante le varie fasi di lavoro, le persone e la grande festa collettiva durante tutti gli eventi collaterali come mostre e performance musicali, offrendoci quindi uno spacco vivo e pulsante di uno dei festival più interessanti a livello internazionale. Hanno colto la magia del POW WOW Hawaii 2014 e l’hanno instillata all’interno del video, regalandoci un punto di vista vivo e multi sfaccettato.
Basta chiacchiere, vi lasciamo piuttosto gustare appieno tutta la magia della rassegna, e se per caso vi siete persi qualcosa, vi rimandiamo alla nostra apposita sezione con i lavori realizzati durante i giorni del Festival che ci hanno maggiormente impressionato, enjoy it.

This past February, we got the opportunity to witness POW! WOW! HAWAII! 2014. The following is a short documentary of what we experienced during our 2 week stay on Oahu. This video is meant to show another perspective of the artists and the relationships that we developed with everyone there. Thanks to Jasper, Kamea, and the rest of the POW! WOW! HAWAII! family for their generosity and dedication. We look forward to collaborating and seeing everyone in the near future.
Featuring: 123Klan, Apex, Andrew Schoultz, Askew, Bask, Brendan Monroe, Cope2, Cyrcle, Dabs Myla, Gage Hamilton, Gaia, Hannah Stouffer, INSA, Inti, Jeff Hamada, Jessie Unterhalter, Katey Truhn, Know Hope, Kofie, Madsteez, Meggs, Nychos, Reach, Reka, Reyes, Roids, Ron English, Seth Globepainter, Skinner, Spencer Keeton Cunningham, Tanja Misery Jade, Tatiana Suarez, Tristan Eaton, Vhils, Buff Monster, Estria, Jasper Wong, Jeffrey Gress, Kamea Hadar, Lucky, Prime, Solomon Enos, Woes Martin, Martha Cooper, Willie T

VinZ – New Pieces in New York City & Jersey City, USA

16/03/2014

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Dopo le recenti incursioni nella sua Valencia in compagnia di Hyuro, pare che il grande VinZ si sia sposta a New York negli States dove ha avuto modo di impegnarsi nella realizzazione di una nuova serie dei suoi tipici interventi, miscelando temi e situazioni differenti.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere il particolare approccio di VinZ è senza dubbio legato a doppio filo con i suoi particolari personaggi, vero e proprio marchio di fabbrica, nonché impulso tematico delle sue realizzazioni, l’interprete non si sottrae nel suo percorso dal trattare e sviluppare temi e riflessioni differenti, che vanno a colpire le zone d’ombra di una società troppo spesso contraddittoria e malata. L’artista sceglie un approccio fortemente impattante, si affida ai corpi nudi di uomini e donne, letteralmente miscelati a degli animali in quella che possiamo tranquillamente etichettare come una riproduzione cosciente degli istinti e delle brutalità, maggiormente vicini al mondo animale, che prendono il sopravvento nell’uomo. Sono vere e proprie bestie attraverso le quali lo Spagnolo porta avanti la personale riflessione sulle condizioni dell’uomo in questo preciso momento storico, attraverso gli ambiti e gli spunti differenti, spesso focalizzando maggiormente la propria attenzione sul consumismo, rispondendo agli stereotipi, il corpo perfetto, magro, abbronzato ed in forma che rappresenta un involucro vuoto e senza personalità viene ribaltato da silhouette abbondanti, dai corpi nudi e selvaggi e disinibiti dei suoi personaggi che sovvertono il sistema pubblicitario e quello dei mass media attraverso tutta la loro irriverenza e spontaneità. Emerge quindi una contrapposizione tra gli standard e le imposizione della società e queste particolari creature, di fatto più umane, guidate dall’istinto, libere come i loro corpi, senza freni inibitori e senza filtri, in una sfrenata danza rivelatrice.
Per questa sua nuova infornata di opere, VinZ va a toccare un argomento rilevante, l’artista infatti attraverso i proprio interventi mira a denunciare la contaminazione delle acque di Valencia ed Ibiza con gas e petrolio. Per spingere con maggiore enfasi verso un argomento così rilevante l’artista Spagnolo va ad ispirarsi ad una serie di opere classiche rivisitandone i temi e sviluppando interventi, da Michelangelo ad Auguste Rodin passando per Antonio Canova, le figure proposte risultano quanto mai bizzarrie e divertente ma al contempo, proprio per la loro natura, riescono ad attrarre incuriosendo e forniscono il giusto veicolo per portare avanti al meglio l’opera di critica e denuncia proposta
Vi abbiamo preparato una ricca e corposa galleria con tutti i dettagli di “Cupid and Psyche in oil” realizzata a Dean Street in Brooklyn, “The Thinker in oil” sulla Columbus Ave a Jersey City ed infine “Slave 1 and 2 in oil” su Cole Street, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata.

Pics via San

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Ludo – “Natural Born Killers” New Piece in Paris

15/03/2014

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Dopo aver aperto la sua Fruit of the Doom all’interno degli spazi della Jonathan LeVine Gallery di New York, il grande Ludo torna nella sua Parigi dove ha da poco terminato un altro dei suoi caratteristici interventi portando avanti temi e spunti che da sempre ne influenzano l’operato.
Siamo sempre piuttosto curiosi nel vedere cosa Ludo proporrà al prossimo intervento, il grande artista francese attraverso uno stile facilmente riconoscibile il francese da anni porta avanti una personale visione stilistica che lo vede interagire in strada attraverso elaborati lavori di paste-up, rigorosamente in bianco e nero, che si mischiano ad intense passante di vernice verde acido che da sempre ne caratterizza l’operato. I protagonisti di questi inserimenti sono frutto di una spiccata sensibilità verso il mondo naturale a discapito di una feroce critica verso elementi più meccanici ed in generale tecnologici, l’interprete però non si limita a questo, ci ha infatti abituato nel corso del tempo a divertenti mash-up dove fonde elementi appartenenti a mondi assolutamente distanti e mostrandoci così tutta l’incredibile fantasia che ne investe le opere. Nella prima serie di lavori emerge così un carattere fortemente ragionato e sopratutto l’esigenza di spingere ad una riflessione sulla società moderna, sulle contraddizioni che l’attraversano, attraverso una commutazioni di simboli che danno così vita ad oggetti, animali o cose impossibili, alimentando la riflessione sul difficile dialogo tra avanzamento tecnologico e lo stato della natura, nel secondo filone invece Ludo si lascia più andare, sviluppa la propria visione e dà sfogo alla propria sfrenata voglia di proporci incroci impossibili, in entrambi i casi si rimane sospesi tra un sorriso divertito e le domande che l’artista stessi vuole porci.
Con quuesta sua ultima fatica, dal titolo “Natural Born Killers”, ludo viene chiaramente ispirato da temi come la guerra, quanto mai sintomatici visto il particolare momento storico dell’Europa dell’est, andando a realizzare una grande elmetto militare con all’interno una serie di foglie che vanno a rivestire un cervello dotato di cannoni andando infine a completare l’opera con la scritta che da il nome al pezzo incisa sul casco. L’intervento quindi risulta fin da subito particolarmente elaborato, sono presenti tutte le sfumature tematiche care all’artista che va a realizzare una critica piuttosto forte, il cervello dell’uomo con il chiodo fisso della guerra prende le sembianze di una sorta di tank, il casco con incisa l’emblematica scritta che rivendica la natura dell’omicidio, ed infine gli elementi naturali che avvolgono ed ovattano il cranio, sublime.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima fatica firmata dall’interprete, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare e se vi siete persi le immagini del suo ultimo show, vi rimandiamo al nostro post precedente qui, enjoy it.

Pics by The Artist and vitostreet

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Emajons – New Mural in Palermo and Firenze with Zolta

15/03/2014

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Con piacere scopriamo gli ultimi spostamenti di Emajons, l’artista italiano si è infatti dedicato ad una serie di nuovi interventi a Palermo ed a Firenze, quest’ultimo all’interno del famoso sottopassaggio delle cure in compagnia di Zolta, portando avanti il proprio personale percorso visivo.
Ci siamo spesso soffermati sul particolare lavoro di di Emajons, la produzione dell’interprete poggia le sue basi su una personale dialettica visiva in funzione di una rappresentazione che va tratteggiare situazioni e istantanee di vita moderna, in modo particolare l’interprete ha saputo soffermarsi in modo egregio su temi e argomenti piuttosto impegnati, rivelando attraverso i suoi interventi uno spaccato sulle contraddizioni e le piaghe della società moderna attraverso un proprio e peculiare filtro visivo che spesso prende la forma di veri e propri cazzotti nello stomaco.
L’abilità dell’artista è quella di portare avanti una visione senza alcun filtro, senza censura l’interprete dà libero sfogo al personale tratto, mettendo appunto un sistema che mette a nudo tutta la brutalità, le debolezze e le decadenza dell’uomo e della donna moderna. Osservando i lavori ci si ritrova a fissare uno specchio dove compaiono senza alcuna maschera i demoni e gli orrori della quotidianità, prendono vita attraverso fisionomie deformi i corpi ed i volti dell’uomo e della donna, le loro azioni ed i loro movimenti vengono letteralmente stoppati dall’interprete che sceglie di mostrarci più frame sovrapposti ed in questo modo emergono corpi e visi deformi, involucri di carne raggrinzita e flaccida che ne muta profondamente i connotati, in una rappresentazione veritiera del lato più interiore e celato delle persone in profondità all’interno del loro animo corrotto ed abietto.
Il secondo lavoro invece è quello realizzato da Emajons e Zolta all’interno del famoso sottopassaggio fiorentino, ad unirsi quindi alla particolare dialettica del primo artista va ad intersecarsi tutta la personale visione del secondo. Come abbiamo avuto modo di vedere l’operato di Zolta poggia le sue basi sulla scelta di lavorare quasi esclusivamente su luoghi in stato di degrado, viuzze, le strade periferie ed i cunicoli cittadini e tutte quelle zone celate ai margini della società. L’artista attraverso una scelta cromatica forte e ridondante che spinge verso colori piuttosto saturi ed accesi, porta avanti un tratto fortemente influenzato da una precisa ricerca armonica, le forme e le figure vengono rappresentate attraverso percorsi e tracciati forti, sono vere e proprie fibre di carne spessa dalle quali prendono forma i corpi irregolari e le bizzarre silhouette dei suoi characters che vanno a strizzare l’occhio ad elementi naturali ed organici.
I due insieme vanno quindi ad intersecare una differente visione dell’uomo, una duplice entità che si sviluppa su tutta la superfice mostrandosi con due teste legate ad una trama corporea unica ed avvolgente.
Ripercorriamo attraverso una ricca galleria di scatti tutti i lavori realizzati dall’interprete e la bella collaborazione con Zolta, scrollate giù, è tutto ad attendervi dopo il salto, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Ian Strange – “Landed” New Installation in Adelaide

14/03/2014

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Torniamo con piacere a parlarvi di Ian Strange aka Kid Zoom, l’artista ha recentemente realizzato questa sua ultima installazione in occasione dell’Adelaide Biennial of Australian Art, portando ancora una volta avanti i temi legati alla casa.
Questo particolare intervento è di fatto figlio del percorso intrapreso dall’artista con SUBURBAN e FINAL ACT, i suoi due ultimo spettacoli aperti rispettivamente all’interno della National Gallery of Victoria e Canterbury Museum in Christchurch, incentrati ambedue sull’idea e sulle emozioni legate alla casa, vera e propria protagonista delle riflessioni dell’interprete. Osservando le produzioni emerge infatti la volontà di approfondire tutti quegli aspetti viscerali ed emotivi legata all’ambiente domestico, attraverso progetti senza dubbio ridondanti e fortemente immersivi, con video, fotografie, installazioni ed opere site specific, atte a rimarcare questa peculiare tematica di lavoro, Ian Strange ha saputo dirigere la propria ricerca attraverso una riflessione sulla casa medio-borghese, quella dei sobborghi, nel suo primo progetto, per poi passare ad uno spunto legato alla memoria emotiva di questi nidi, apportando una personale rivisitazione visive poco prima della demolizione, nel suo secondo lavoro.
La sua ultima fatica rappresenta quindi ancora una volta lo step successivo, il guardare da un nuovo punto di vista, per questo incredibile lavoro Ian Strange va ad inserire una gigantesca abitazione sul piazzale esterno della Gallery of South Australia, un lavoro di dimensioni incredibili, che ha visto l’artista impegnarsi nella riproduzione della sua vecchia casa d’infanzia, una di quelle risalenti ai primi anni del 1900, che va contrastare l’architettura neo-classica della stessa galleria ospitante. Un opera quindi che segna ancora una volta un emblematico legame emotivo e che l’artista sceglie di elaborare in un total black che va maggiormente a mettere in risalto l’intervento, la sensazione è quella di osservare un edificio letteralmente scaraventato a terra, con la struttura che affonda nel manto, un fermo immagine che cattura l’impatto e ferma il tempo poco prima che l’intero edificio vada a sgretolarsi. Un lavoro che ancora una volta dimostra tutta la sensibilità e soprattutto il grande impatto delle produzione del grande artista che ancora una volta ci lascia stupiti ed interessati ma soprattutto coinvolti nel grande impatto visivo portato in dono per la kermesse australiana.
Scrollate giù dopo il salto un occhiata approfondita quest’ultima installazione firmata dal grande artista, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il grande impatto finale di questa sua ultima fatica, enjoy it.

Pics via AM

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Mattia Lullini – New Mural for St.Art Delhi Festival

14/03/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire i lavori per l’eccellente St.Art Delhi Festival, la rassegna della omonima città Indiana ci regala infatti l’ultimo intervento di Mattia Lullini che va a lavorare sua alcune pareti sparse all’interno del tessuto urbano della metropoli asiatica.
Con base a Copenaghen in Danimarca, Mattia Lullini sbarca a Nuova Delhi con tutto il peculiare carico visivo ed andando a rappresentare l’Italia all’interno di questa prima esperienza indiana nel campo dell’arte pubblica, il festival è infatti il primo tentativo di arte urbana organizzata in India, e tra gli altri vede curatori anche gli amici di WALLS.
Il lavoro dell’artista ci ha colpito grazie ad una precisa dialettica visiva, nella volontà dell’interprete c’è l’esigenza di realizzare figure ed interventi fortemente intricati che celano al loro interno soggetti e personaggi che richiamano nella forme gli animali, l’intersecarsi delle linee così come delle figure e dei soggetti da vita ad un allestimento visivo che personale e facilmente riconoscibile, figlio di un linguaggio fortemente surreale che si rifà ad una visione onirica, come se ci trovassimo all’interno di un sogno densamente colorato e ricchissimo di motivi che attraversando le nostre sensazioni e stati d’animo ci proiettano in un universo particolare e multi sfaccettato. Gli interventi dell’artista esaltano un fisionomia sinuosa e sviluppata attraverso intermezzi dinamici, appaiono così scorci di volti, occhi, forme irrazionali che proseguono il loro percorso intrecciandosi ed intersecandosi tra di loro il tutto attraverso un utilizzo di tonalità accese e ridondanti atte proprio a sviluppare un impatto ed una profondità maggiori.
Per la bella kermesse Indiani, Mattia Lullini va a lavorare su una serie di pareti differenti, tre spazi diversi che ci mostrano tutto il particolare approccio visivo dell’interprete italiano che va ad inserire le caratteristiche composizioni multi colorate andando a sviluppare trame e situazioni differenti che pagano una certa influenza con il mondo illustrattivo e pop.
Dopo il salto ripercorriamo assieme alcune fasi del making of fino alle immagini del bel risultato finale, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, il consiglio è quello di darci un occhiata, e se vi siete persi qualcosa qui nella nostra sezione gli altri lavori realizzati all’interno della rassegna.

Thanks to The Artist for The Pics

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Corn79 x MrFijodor – New Mural in Palermo

14/03/2014

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A distanza di tempo si rinnova la bella collaborazione tra Corn79 e MrFijodor, i due artisti hanno infatti da poco terminato questa splendida facciata a Palermo nel corso dell’evento organizzato da RitmiFotografici ed Ibis Style Palermo che già aveva visto al lavoro tra gli altri Mr Thoms e ZED1 (Covered).
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere l’intreccio visivo che caratterizza il lavoro all’unisono di MrFijodor e Corn79 è caratterizzato dalla perfetta amalgama di due approcci distanti per natura e stilistica che va ad investire gli spazi scaturendo in una trama visiva nuova e multi sfaccettata. Lo spazio viene di fatto suddiviso in due parti, nella prima sezione, quella più alta, si aprono le configurazioni astratte nel secondo invece, scandito da un cambio repentino di background, si scatena la verve figurativa. Nella prima parte quindi prende vita la visione di Corn79 che come abbiamo avuto spesso modo di vedere concentra i propri sforzi su un approccio fortemente astratto e che, specialmente negli ultimi mesi, ha visto uno sviluppo maggiormente istintivo, emerge così, dopo le viscerali colate di vernice, una nuova configurazione astrale che letteralmente prende vita silente dalla nube di colore grigio chiaro. Veniamo accolti in questo modo nuovamente dalle sue canoniche strutture, le linee e le forme risultano delicate e vanno a giocare con un caleidoscopio di colori, sono come dei cristalli che riflettono la luce del sole aprendoci la via verso un sogno metafisico tra geometrie e nebulose. Nel cambio repentino di colore, si passa infatti ad un tinta maggiormente più dura e scura, che ci attende nella seconda metà dell’opera, va ad inserirsi MrFijodor, l’interprete ancora una volta a proporre quelli che sono uno dei suoi sofisticati characters servendosi ed appoggiandosi ad una alchimia cromatica decisamente evanescente. I colori così come la struttura stessa dell’opera vanno a segnare delicatamente lo spazio, quasi in trasparenza la figura osserva ciò che c’è sopra di lei, denti stretti, è tutta una serie di oggetti che gravito tutto intorno alla sua persona, tra cui è impossibile non notare il bancomat, così come la carte con stese una serie di strisce di cocaina, un lavoro quindi che fa da volano a temi importanti e che va proprio a concludersi con una frase che rende omaggio a Giuseppe ‘Pippo’ Fava, giornalista e scrittore ucciso da Cosa Nostra, “A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?“, proseguendo quindi la precisa presa di posizione di tutto il progetto di schierarsi contro la Mafia, chapeau.
Ad attendervi dopo il salto, una ricca selezione di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, scrollate giù, il consiglio infatti è come sempre quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare il particolare impatto dell’intervento.

Thanks to The Artist for The Pics

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Aakash Nihalani x Know Hope – “Uncornered” in Brooklyn

14/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Aakash Nihalani, l’artista newyorkese torna infatti al lavoro con un nuovo intervento che segna la collaborazione con il grande Know Hope, i due uniscono i personali istinti visivi per dare vita ad un lavoro riuscitissimo.
Aakash Nihalani è ben noto per il peculiare approccio in strada che lo vede portare a compimento grandi o piccole figure, si tratta di vere e propri installazioni isometriche vanno ad interagire con gli spazi ed il paesaggio cambiandone completamente la fisionomia finale, attraverso i propri interventi l’interprete trasforma completamente la profondità e la dimensione del panorama attraverso la creazione di effetti ottici tutti realizzati servendosi unicamente del nastro adesivo e dei cartoni come unici strumenti di lavoro. Il nastro adesivo negli anni ha rappresentato il vero marchio di fabbrica delle opere dell’interprete, attraverso un utilizzo di colori sgargianti, l’artista andava a creare figure ed inganni ipnotici che, tra lo stupore e meraviglia di chi ci si imbatteva, facevano emergere una profonda ricerca visiva ed architettonica degli spazi cittadini. A distanza di anni l’artista a proseguito la propria personale visione avvicendandosi anche con altri strumenti, in particolere il cartone che rappresenta in questo particolare momento, l’elemento in più delle sue produzioni. Il fattore geometrico, il piano visivo rigorosamente piatto, vengono mobilitati da forme e figure semplici che vengono poste a contrasto con la prospettiva proposta negli interventi, attraverso gli stessi Aakash Nihalani esplora tutte e tre le dimensioni, invoglia l’interazione con lo spettatore offrendogli l’opportunità di giocare con il proprio operato.
Dal canto suo Know Hope, attraverso la sua particolare e personale dialettica visiva e testuale, ha sempre avuto per noi un certo fasciano, spingendoci verso sensazioni e riflessioni profonde, e avvicinandoci ad una visione fortemente poetica, che è senza ombra di dubbio una delle spinte maggiori all’interno dei suoi lavori. Emblematica è la capacità di interagire con gli spazi ma soprattutto il suo entrare in contatto con le persone, con i loro sentimenti, stimolandone emozioni e riflessioni, il tratto è piuttosto pulito e viene sostenuto da tematiche e spunti sempre piuttosto impegnati che vanno a toccare tasti delicati spingendo chi ha l’opportunità di vedere i suoi a lavori a porsi dubbi e domande. Tutte le produzioni dell’artista vengono sospinte dai suoi caratteristici characters, sia per la parte istallativa, realizzata attraverso materiali di recupero, oppure sugli interventi su parete, le produzioni vengono accompagnate da frasi od un breve testo, quasi a decretarne la chiave di lettura ed alimentando i toni poetici e sensibili di una produzione assolutamente viva.
L’incontro tra queste due realtà così differenti scaturisce un lavoro che unisce la poesia dell’artista Israeliano con l’impatto visivo di Aakash Nihalani, restituendoci un intervento assolutamente unico, splendido.

Pics via Unurth

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Borondo, Alexis Diaz, CANEMORTO, Pixel Pancho, RUN in London

14/03/2014

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Il vero centro dell’arte urbana, le strade di Londra in questi tempi stanno accogliendo tra i migliori interpreti in circolazione e quest’ultima super combo ne è l’ennesima prova, al lavoro infatti figurano nomi quali Borondo, Alexis Diaz, CANEMORTO, Pixel Pancho, RUN tutti riuniti in unico bel progetto.
Impossibile notare come ci sia anzitutto davvero molta Italia, nomi quali quelli di Pixel Pancho, RUN così come i CANEMORTO e Borondo, spagnolo di nascita ma italiano ormai di adozione per chiudere con Alexis Diaz uno dei grandi nomi di punta dell’arte urbana internazionale, tutti raccolti all’interno di un filotto di pareti incentrate su una rappresentazione dell’uomo. Tema infatti dell’intervento sono le differenti ingerenze stilistiche e con esse le diverse sfaccettature della natura umana, ogni interprete inserisce in questi piccoli anfratti murali il proprio tratto ed il proprio particolare stile, riflettendo su una tematica comune ogni singolo artista dà sfogo alle proprie influenze al contempo ai principi ed ai temi cari del proprio personale approccio visivo, regalandoci, nessun escluso, una rappresentazione variegata ed assolutamente impattante.
Da sinistra verso destra, si parte i CANEMORTO, il collettivo tutto italiano che va ad impegnare lo spazio attraverso uno dei loro caratteristici volti, straziato, straniato e completamente filtrato attraverso una visione decadente della sua stessa natura, giocano con i colori acidi gli interpreti, in una nuova rappresentazione cruda e angosciante dei sentimenti umani, il tutto alimentato dal consueto tratto istintivo, rapido, e deciso. Il volto successivo è quello che unisce in unica veste il lavoro di Borondo e di Alexis Diaz, da una parte quindi la grande cadenza emotiva della pittura dello spagnolo, dall’altra il talento per il dettaglio ed il particolare approccio stilistico di Diaz, i due insieme realizzano due facce delle stessa medaglia, un teschio, simbolo ricorrente nelle produzioni del portoricano che emerge dal volto assorto e pensante, in una emblematica istantanea tra vita e morte. Si prosegue con Pixel Pancho che va a pescare dal suo ricco immaginario realizzando uno dei tipici characters proseguendo il percorso di avvicinamento tra il mondo umano e quello dei robot, che così fortemente ne sta influenzando l’operato, in una nuova pittura come sempre caratterizzata da una forte predisposizione per il dettaglio. Last but not least, RUN che porta in dote, su quest’ultimo spiraglio di parete, tutto il suo inconfondibile tratto visivo proseguendo nel portare avanti la propria ricerca incentrata proprio sui volti così come sulle mani.
Ripercorriamo assieme gli istanti durante il making of di questa bella rappresentazione fino a tutti i dettagli dell’eccellente risultato finale, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come non ne rimarrete affatto delusi.

Pics by Globalstreetart and Fabiano Caputo and Monoprixx

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Magrela – A New Piece in São Paulo, Brasil

13/03/2014

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Ci spostiamo nuovamente in Brasile, a San Paolo, dove la grande artista Brasiliana Magrela ha da poco terminato un nuovo intervento dei suoi portando ancora una volta avanti temi e peculiarità visive tipiche del proprio personale operato.
L’artista prosegue ad interessarci grazie ad un approccio decisamente particolare, come spesso ormai abbiamo avuto modo di vedere, l’operato di Magrela va a fondere in sé tutte quelle influenze e dinamiche di un background da graffiti artist, l’evoluzione va poi a sfociare in una pratica che raccoglie un particolare e facilmente riconoscibile tratto visivo atto a misurare e dipingere tutte quelle che sono le differenti sfumature culturali, sociali ed emotive della periferia della sua città. Sono mondi apparentemente sconnessi dalla realtà, con regole proprie, usi e costumi, veri e propri micro universi dove l’artista sceglie di addentrarsi per instaurare un dialogo forte e variegato con la comunità utilizzando come volano comunicativo le sue canoniche donne. Le donne dell’interprete rappresentano quindi lo strumento per eccellenza di comunicazione visiva ed emozionale, attraverso la loro gestualità, la femminilità dei loro corpi nudi, semplici, senza ghirigori per un impatto immediato e senza alcun filtro ne tematico ne tanto meno visivo. La dialettica visiva è quindi supportato da un tratto delicato e personale che non nasconde le sue influenze dal mondo dell’illustrazione e del fumetto, la scelta degli stessi colori va a pescare da tonalità terrene, con colori caldi arricchiti dai sintomatici dettagli come i piccoli mosaici che di tanto in tanto vanno a fare capolino all’interno delle produzioni dell’interprete. L’operato stesso della Brasiliana passa però come detto dalla realizzazione dei peculiari volti e copri femminili che rappresentano nell’ottica dell’interprete il mezzo di comunicazione per eccellenza, osservando le sue produzione notiamo come ogni spiraglio di pelle, così come l’espressione dei volti, tenti una comunicazione, voglia parlare allo spettatore raccogliendo sensazioni ed emozioni, i corpi e le silhouette si fanno magri, asciutti e delicati, spingono verso temi e spunti importanti, profondi, raccontando le difficoltà, la disperazione e la durezza delle periferie passando per sentimenti maggiormente oggettivi, ma anche riflessioni a carattere prettamente personale, dimostrando tutta lo spessore di una produzione pittorica che continua a sorprenderci e che rivela tutto il suo impegno nel dare voce, attraverso il proprio lavoro, a tutto il ventaglio di emozioni che investono questi luoghi.
Con “O começo de mim tinha gosto de sangue doce. Em breve meu fim vestirá pedaços de nostalgia”, questo il titolo dell’intervento, Magrela continua a cavalcare un onda sensibile proponendo una nuova riflessione personale, l’artista si sofferma sul sentimento di nostalgia realizzando due distinte donne per un nuovo lavoro in cui il lato pittorico si fonde con quello istallativo per dare vita ad un risultato finale dalla grande forza viscerale.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima opera dell’artista sudamericana, il consiglio come sempre è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, è tutto vostro, enjoy it.

Pics by The Artist

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Pixel Pancho – New Mural in Shoreditch, London

13/03/2014

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Dopo un periodo relativamente lungo di assenza, torniamo con piacere a mostrarvi il lavoro di Pixel Pancho, il grande artista italiano si unisce infatti alla flotta di star che stanno attraversando Londra in questo periodo, per realizzare questa nuova parete nello zona di Shoreditch.
Con questo nuovo lavoro Pixel Pancho continua e torna ad esplorare il particolare rapporto che lo lega ad una pittura che hai nei soggetti robotici il suo principale tono caratteristico, come abbiamo avuto modo di vedere nell’ultimo tempo l’interprete sta però sviluppando un percorso parallelo di congiunzione tra uomo e le sue macchine, un differente indirizzo tematico che in parte si allontana dai temi e dai soggetti realizzati in questi ultimi anni portando la figura dei robot ad un nuovo livello, una maturazioni tematica accompagnata da una stilistica. Osservando i precedenti interventi la pittura segnava lo spazio realizzando ed investendo le macchine attraverso una prerogativa fortemente pessimistica in quello che poteva essere letto come un paragone dove i soggetti andavano a rappresentare gli uomini, in altri casi le immagini suggerivano una critica velata verso un periodo fortemente segnato da un vento di malinconia, paura e tristezza, che invade i corpi freddi dei robot, mangione il metallo attraverso la ruggine e stringendone i corpi attraverso fiori, rampicanti e piante che ne dilaniavano le interiora e la scocca esterna. La particolare inflessione tematica dell’artista è in realtà ben presente e radica, volontà dell’artista c’è però l’esigenza di portare i soggetti e le sue produzioni ad un livello successivo, non più rapportando gli stessi all’uomo ma piuttosto ponendoli questa volta sullo stesso piano con la figura umana andando in questo a tracciare con maggiore vigore tutte le varie e differenti emozioni umane, gli angoli più reconditi attraverso situazioni e scena appartenenti ad una vita quotidiana antica, appannata e ricca di spunti profondi. Accogliamo quest’impronta in modo favorevole, questo influenza nel lavoro rivela tutta la profondità e la delicatezza dell’immaginario dell’interprete italiano, riallaccia e concretizza il rapporto tra uomo e macchina in una coesione nuovo e multi sfaccettata.
Per questo nuovo intervento, realizzato con l’aiuto degli amici di RexRomae, Pixel Pancho prosegue in questo suo percorso andando a segnare lo spazio attraverso una figura di una donna, metà macchina metà uomo, appoggiata e distesa su un letto di fiori mentre viene circondata da robot di dimensioni ridotte, in un istantanea dove non possiamo non rimanere coinvolti dalla profondità ed emotività della tratto pittorico proposto, bellissimo.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con alcune fasi del making of fino ai dettagli dello splendido risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che apprezzerete.

Pics via San

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Paper Resistance – New Pieces for CHEAP Green Project

13/03/2014

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Nel calderone di progetti a carattere urbano lo scorso anno è stato segnato dall’avvento di CHEAP Festival, rassegna tutta Bolognese che ci ha impressionato positivamente e che, al giro di boa ed in attesa della prossima edizione, anticipa con un nuovo progetto urbano, CHEAP Green, inaugurato da Paper Resistance.
CHEAP Green nasce come progetto/branchia della rassegna, l’idea è quella di una riappropriazione artistica degli spazi pubblici attraverso un progetto di arte che va a coinvolgere le aree del centro storico di Bologna e le sue tabelle affissive oramai in disuso. Realizzato con il sostegno del Comune, il progetto prende vita sotto forma di installazione temporanea con una serie di lavori site specific che vanno a recuperare e reinterpretare, donando loro nuova linfa, quelli che sono i pannelli sparsi all’interno del centro della cittadina emiliana andando a sfruttare il grande potenziale comunicative, fino ad ora inespresso. Il nome del progetto deriva dalla volontà degli organizzatori di portare avanti un forte e di sensibilizzare, attraverso un così importante volano comunicativo, il concetto di ‘Green’, intenso come un vero e proprio stile di vita sostenibile coadiuvato dalla tutela del verde e da tutte quelle azioni atte promuovere azioni di tutela dell’ambiente come un impegno sul riciclo, sull’utilizzo di energie rinnovabili ed a basso impatto sul verde, sulle azioni di un globale rimboschimento per esempio.
Ad inaugurare il bel progetto ci ha pensato come detto Paper Resistance, il lavoro dell’artista è fortemente caratterizzato anzitutto da un tratto pulito, accompagnato da uno stile che si rifà agli stilemi del fumetto underground e risulta fortemente investito da una immediata connotazione grafica. L’artista è senza dubbio uno nomi di spicco del panorama italiano, il suo particolare approccio viene spinto e sviluppato attraverso spunti, tematiche e riflessioni sempre piuttosto interessanti e controverse, l’interprete attraverso il proprio operato mette a confronto immagini e figure differenti applicato una contrapposizione intelligente e ragionata su temi ed argomenti di vario genere da cui emerge la sua stessa forte esigenza di portare avanti una personale dialettica visiva che spinga verso una riflessione sulla società moderna, sulle sue contraddizioni e sui differenti aspetti, si passa dalle tematiche religiose a quelle economiche, sociali come lo stato di polizia, in quella che è una personale visione dell’uomo calato all’interno della società.
Per CHEAP Green, dopo uno scrupoloso lavoro di pulizia degli spazi completamente ricoperti da affissioni abusive, l’interprete ha avuto modo di lavorare sulle tabelle affissive in Via Indipendenza e Via San Giuseppe, arteria principale del centro storico la prima e parallela la seconda, per un totale di 27 interventi di tre differenti misure con i quali l’artista si è impegnato a realizzare una nuova serie di tavole tutte incentrate sul tema del verde e della sostenibilità non negandosi qualche sfilattata delle sue.
In attesa di vedere da vicino la seconda trance di interventi firmata dagli SZ ZS, Ripercorriamo assieme, attraverso una bella serie di scatti, tutte le fasi di realizzazione di questo progetto, tre pagine di fotografie che ci offrono l’opportunità di saggiare tutto l’impatto dei lavori e la bontà del progetto, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Luca Sgamellotti

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Tellas x GORGO “From Outer Space” Silkscreen Print – Teaser

13/03/2014

GORGO si appresta ad abbracciare appieno la sua filosofia, dopo il duro lavoro di questi mesi e con il cambio d’abito che ne è conseguito, siamo finalmente a presentarvi la nostra prima Serigrafia in edizione limitata realizzata in collaborazione con Tellas, “From Outer Space”.

Abbiamo scelto di legare il nostro nome a Tellas, uno degli interpreti di spicco del movimento astratto italiano, ovvero tutti quegli artisti che scelgono di abbandonare una pratica figurativa per abbracciare, attraverso studi e ricerche differenti, lo sviluppo di forme ed elementi astratti figli di un preciso ed articolato filtro tematico. Attraverso una personale e continua ricerca, il lavoro dell’artista, che rappresenta uno dei più vivi e riconoscibili dal punto di vista visivo, ci ha sempre affascinato per la capacità di proporre un contatto nuovo con la natura che è indubbiamente la componente principale e di spicco delle sue opere. Nelle sue produzioni assistiamo ad un filtraggio in chiave astratta dei elementi tipicamente naturali, le forme prendono il sopravvento scaraventandosi con energia sulla superficie a disposizione, instabili, le vediamo sgretolarsi, spezzarsi ed aprirsi in una costante sensazione di movimento perpetuo, oppure inondare gli spazi formando un intricatissima trama che va ad inglobare ed a rivestire tutta la superficie a disposizione.

Restate sintonizzati per ulteriori immagini e informazioni, e nell’attesa, per stuzzicare il vostro palato, vi lasciamo al nostro bel video teaser.

L’uscita è prevista per Lunedi 17 Marzo alle ore 14.00 (Central European Time) HERE.

The release is scheduled for Monday 17th March at 14.00 (Central European Time) HERE.

 

 

Evoca1 – “Loosing Hope” New Mural in Chorrillos, Lima

13/03/2014

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Con piacere andiamo a tuffarci all’interno dell’immaginario di Evoca1, l’artista infatti, ospite di Jade, ha da poco terminato uno dei suoi clamorosi interventi per le strade del distretto di Chorrillos a Lima, portando avanti la personale dialettica visiva fortemente evanescente.
L’impatto con l’operato di Evoca1 non possiamo nascondere che ci ha parecchio scosso, l’interprete porta avanti un approccio visivo senza dubbio legato ad una pittura fortemente realistica, mira ad una riproduzione più veritiera lasciandosi però guidare da un tratto che abbozza un filtro piuttosto personale e che ha nel particolare rapporto tra uomo e natura senza dubbio uno dei pilastri del proprio operato nonché tema quasi principale della sua intera produzione. L’interprete Domenicano con base a Miami, come suggerisce il nome si confronta con temi e situazioni dal forte sapore evocativo, quasi mistico, rapportando spesso la figura dell’uomo con quella di animali, questa duplice relazione avviene ed attraversa anche il comparto visivo che mostra da una parte le trame grigio scure dei corpi rapportate con i colori vivi degli animali e degli altri soggetti, il tutto infine viene sostenuto dalla grande capacità pittorica che alimenta un grande valore immersivo nei risultati finali. Le produzioni dell’interprete rivelano così attraverso una dialettica fortemente impattante, la squisitezza, i toni malinconici e le tutte le esaltazioni di un rapporto controverso e spesso agli antipodi in una danza dai valori alti e bassi in cui l’interprete si concentra sulla difficile convivenza tra uomo ed animali che prende quindi la forma di situazioni e riflessioni differenti, quasi poetiche, portate e realizzate attraverso una forte cripticità che spesso offre a chi le osserva differenti possibilità di chiavi di lettura.
Tenendo ben saldi i propri canoni stilistici e tematici, Evoca1 approda nel distretto peruviano per impegnarsi in questa enorme facciata, il grande spazio a disposizione offre all’interprete l’opportunità di sviluppare una trama pazzesca alimentata come sempre da una maturità dei concetti e temi espressi. Con “Loosing Hope”, questo il titolo dell’intervento, l’artista va a realizzare un immagine forte e ridondante, sceglie di affidarsi un impalcatura cromatica maggiormente forte, con colori caldi che danno vita alla figura centrale dell’opera, osserviamo un uomo intento a banchettare un piccolo uccello riverso sulla dorso, il volto del soggetto è appannato, quasi trascinato come un anima intenta a staccarsi dal corpo, il gesto è fortemente viscerale va a segnare con efficacia un opera che si presta a differenti chiavi di lettura. L’artista si lancia in una interpretazione di un soggetto catartico nell’atto di assalire definitivamente il più debole, simboleggiato dall’eccello morto, dove la stessa figura dell’animale, riverso ed ormai prossimo alla morte investe e va a toccare le corde più sensibili di chi osserva, splendido.
Per darvi l’opportunità di apprezzare al meglio tutta l’enfasi ed i particolari torni emotivi di quest’ultimo intervento dell’interprete, vi abbiamo preparato una ricca galleria di scatti che ripercorre tutte le fasi di realizzazione dell’intervento fino ai dettagli dello splendido risultato finale, dateci un occhiata, ne rimarrete folgorati.

Pics by The Artist

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Gaucholadri – A Series of New Pieces

12/03/2014

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Continuiamo a monitorare con interesse il lavoro dei Gaucholadri, il duo ha infatti da poco terminato una nuova ed esaltante serie di interventi proseguendo sul personale approccio visivo e regalandosi anche un collaborazione con il Francese Nelio.
Abbiamo avuto modo di approfondire diverse volte l’operato ed il lavoro dei Gaucholadri rimanendo sempre interessati e divertiti dai differenti espedienti visivi adottati di volta in volta dagli artisti, il lavoro del duo affonda le sue radici su una precisa ricerca visiva che li vede avvicinarsi alle ombre, ed particolare attraverso, una riproduzione forte ed articolata di soggetti ed oggetti, animali, cose o persone, tutti rigorosamente dipinti in nero a simularne proprio le ombre. Gli interpreti in questo modo vanno a sviluppare una precisa volontà riflessiva che, accompagnata spesso da una frase o da un parola che spigea il significato dell’opera, offre una chiave di lettura su temi, spunti ed argomenti a carattere sociale, economico, politico passando per una velata connotazione antropologica. Il rapporto che va ad istaurarsi quindi tra le parole e le figure nere è concepito quindi per fornire a chi osserva una precisa chiave di lettura e tutti gli strumenti per saggiare e comprendere ciò che sta osservando, attraverso peculiare lettura visiva i Gaucholadri portano a compimento una critica velenosa ma al contempo fine ed energica. Gli interventi quindi rappresentano il veicolo e lo strumento dialettico attraverso il quale poter parlare e sviluppare di temi ed argomenti differenti che spesso sfociano in una critica e che rende dell’operato degli interpreti fortemente impegnato. Componente fondamentale del lavoro dei Gaucholadri è la forte immersività sintomatica che ne caratterizza gli interventi, chi osserva è infatti spinto a comprendere cosa si nasconde nella silhouette nera dipinta, ad addentrarsi all’interno dei temi e dei differenti spunti celati tra il divertente ma al contempo profondo senso di dialogo che spinge gli artisti a tracciare, ironici e taglienti stimoli.
L’ultima infornata di interventi ci offre l’opportunità di saggiare ed osservare al meglio tutta la particolare inflessione stilistica degli interpreti, tra lavori a carattere ironico come “Copy Paste” a quelli di maggior spicco riflessivo come “Mala Fama” e “Máquina de Dios” che ci spingono ad una ponderazione decisamente maggiore, concludendo infine con la combo in compagnia di Nelio.
Per farvi apprezzare al meglio tutto il particolare approccio visivo del duo argentino vi abbiamo preparato una bella serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artists for The Pics

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DissensoCognitivo – New Murals near Ravenna Part III

12/03/2014

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Continua l’epopea del DissensoCognitivo (The Boost), l’interprete prosegue infatti a portare avanti il proprio percorso visivo andando ad elaborare due nuovi interventi, nuove sperimentazioni che proseguono il filone legato ai lavori sui cartelloni pubblicitari arrugginiti.
Intersecando sensazioni e stati d’animo contrastanti, malinconia, paura e pensieri tristi, il lavoro del DissensoCognitivo si colloca all’interno di un universo personale che volta per volta, intervento dopo intervento, stimola la nostra curiosità, affascinandoci e proseguendo a tastare terrenti e tematiche differenti ma comunque riconducibili ad un immaginario forte e peculiare. L’esigenza di spingere il proprio operato non solo in una riproduzione sregolata e slegata, ma piuttosto apportare un filo conduttore facilmente riconducibile, rappresenta una delle novità nel percorso degli artista, ci troviamo di fronte ad un racconto, una vera e propria prospettiva atta a delineare con personalità e forza quello che potrebbe rivelarsi il futuro non troppo lontano della razza umana. Il filtro tematico ci conduce in lande desolate, all’interno di una visione decisamente malinconica e decadente, mette l’accento sulla scelleratezza della razza umana, sul suo inseguire un sogno di infinita vita che si rivela in tutto il suo sfacelo utopistico. L’interprete agisce attraverso immagini forti, riproduce soggetti e personaggi vagamente umani, sono in realtà abomini, creature miste con innesti tecnologici e bio meccanici, più macchine che uomini, in una visione che ci conduce con una stretta allo stomaco attraverso characters divorati dalla loro stessa ambizione, privi di anima, sospinti unicamente dal loro cuore tecnologico, senza motivazione, senza direzione, istinto puro che li costringe a vagare silenziosi all’interno di un mondo che essi stessi hanno contribuito a disintegrare. L’impianti visivo di questi temi così squisitamente aspri e destabilizzanti, appoggia le sue radici su colori e tinte fortemente cupi, il grigio con le sue differenti scale cromatiche rappresenta lo sbiadito del candore del roseo umano che va ad abbracciare il freddo metallo tecnologico, ma proprio per rappresentare al meglio la decadenza di questi essere sospesi in un limbo eterno, il DissensoCognitivo nell’ultimo periodo sceglie di istaurare un rapporto simbiotico con i cartelloni pubblicitari, con la ruggine in particolare che va ad inserirsi nel corpi e nei volti di questi esseri quasi a scavarne le viscere rendendo nei risultati finali una realisticità che scuote le nostre viscere. Ci troviamo di fronte ad una sorta di grandi e piccole finestre temporali che ci mostrano un futuro prossimo e ancora, davanti a delle gigantesche istantanee di quello che sarà da qui in avanti e per quelli come noi che, passeggiando per i fatti propri scorgeranno queste apocalittiche visioni, sarà la salvezza, oppure semplicemente la consapevolezza di ciò che verrà.
Per darvi modo di gustare appieno tutto lo stile e la particolare inflessione visiva dell’artista vi invitiamo a dare uno sguardo approfondito alle belle fotografie che seguono il nostro testo, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Mirrorless Project by 2501, Pastel – Photo and Video Recap

12/03/2014

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A distanza di tempo abbiamo finalmente l’opportunità di vedere da vicino tutto l’intenso lavoro portato a termine dal nostro 2501 insieme a Pastel ed Austin McManus, redattore e fotografo per Juxtapoz, per il loro The Mirrorless Project.
Riavvolgiamo per un secondo il nastro, The Mirrorless Project nasce lo scorso anno durante gli intensi giorni dell’Art Basel di Miami, l’idea, come abbiamo visto interamente finanziata attraverso una serie di stampe in edizioni super limitata, nasce come un interessante esperimento/progetto artistico che mira ad un coinvolgimento degli spazi attraverso differenti prospettive. La riflessione degli artisti va a coinvolgere quelli che sono gli spazi pubblici di fatto esenti e tagliati fuori della loro particolare fisionomia architettonica apportando negli stessi ,attraverso il loro approccio lavorativo, una sorta di interdipendenza tra l’opera e il suo contesto panoramico. Gli artisti, le case e le stesse persone che abitano il quartiere e la zona di Wynwood diventano parte integrante di un unico meccanismo visivo complesso e multisfaccettato, l’idea non è quella di imporre una lettura sociologica o antropologica piuttosto gli interpreti mirano a trasmettere un’esperienza all’interno del luogo in quella che viene definita come una ‘periferia della percezione’.
Con il The Mirrorless Project 2501 e Pastel vanno a coinvolgere differenti prospettivi visive, attraverso la collocazione di specchi e la pittura gli artisti mirano a generare lavori ed interventi complessi che riescano a spingere una riflessione sugli spazi e sulla loro lettura in un momento in particolarmente investito da un profondo processo di gentrificazione. L’idea del progetto è proprio di ribaltare quest’ultimo punto favorendo e mettendo l’accento su zone e panorami dimenticati, nascosti, sepolti, oppure semplicemente ignorati da una rapida occhiata digestiva del tessuto urbano, attraverso l’inserimento dei loro interventi gli spazi mutano forma e percezioni, riempendo le zone vuote attraverso illusioni e espedienti di diverso tipo.
Per darvi l’opportunità di cogliere appieno tutta la particolarità di questo progetto abbiamo preparato per voi due pagine ricche di scatti che ripercorrono alcuni fasi di realizzazione ed i risultati finali dell’intero progetto, nell’ultima invece ad attendervi troverete tutti i video di ogni abitazione trasformata per un full immersion che siamo certi non mancherete di apprezzare, è tutto vostro.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Austin McManus

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SBAGLIATO – A New Pieces in Rome

12/03/2014

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A distanza di qualche settimana dall’intervento ad Ascoli Piceno (Covered) i ragazzi di SBAGLIATO tornano a colpire nella capitale con un doppio intervento realizzato rispettivamente in zona Monti e nei pressi di Piazzale Flaminio proseguendo sul personale approccio visivo.
Gli interventi dei ragazzi di SBAGLIATO possono senza dubbio essere definiti come vere e proprie esperienze, un distaccarsi dalla realtà che gli interpreti vanno ad incanalare attraverso le loro singolari affissioni e che attraverso le stesse aprono prospettive e situazioni visive completamente nuove rispetto a quelle di partenza, lasciandoci sospesi in limbo tra realtà e finzione. Come lo stesso nome suggerisce infatti il lavoro in strada degli artisti sperimenta situazioni sbagliate, soggetti architettonici estranei che vengono inseriti in una trama visiva concreta e reale e che, tentando di celarsi all’interno della stessa, rivelano tutta la loro intrinseca efficacia. Osservando l’evoluzione e lo sviluppo del lavoro portato fin qui avanti dagli interpreti emerge la capacità degli stessi portare verso livelli più alti e differenti il loro operato, sfruttando dimensioni maggiori e sperimentando soluzioni mano a mano sempre più complesse ed articolate, lasciando intatti quelli che sono i cardini del loro lavoro, il gruppo è riuscito ad sviluppare un personale percorso di poster art che anzitutto differisce sostanzialmente dalla pratica comune andando ad abbracciare una tematica ed una stilistica tutta nuova e personale. L’inganno ed i giochi visivi si sono fatti sempre più complessi, le installazioni hanno raggiunto la realtà confondendo e lasciandoci più volte perplessi e stupiti, la fantasia al potere in un interazione con il circondario magistrale che va necessariamente ad scontrarsi con il razionale, con il vero fino a perdersi nei meandri del reale e del quotidiano.
Per questa loro nuova incursione gli SBAGLIATO tornano a lavorare su soggetti più piccoli continuando ad affiancare alla sempre più ricercate visioni anche il loro principale filone legato a porte, finestre, cornicioni e cancelli vero e proprio marchio di fabbrica, ancora una volta l’aspetto fondamentale di queste simulazioni della realtà è il grande fattore immersivo, appaiono così serrande celate nell’ombra e cancelli in ferro che nascondono un piccolo giardino, fessure suoi muri che ci portano su nuove dimensioni lasciandoci nuovamente interdetti e spiazzati ad osservare cercando ci scoprire dove sia la realtà, dove essa finisca e dove cominci la fantasia.
Dopo il salto vi facciamo rivivere la magia di questi ultimi due interventi degli artisti attraverso una bella serie di scatti, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata e se vi trovate in zona andate di persona, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio visivo, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Abik – “The B, the E… and the M” A New Mural

12/03/2014

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Dopo qualche settimana di silenzio, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Abik, l’artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento dei suoi proseguendo sul personale ed evocativo percorso stilistico che tanto ci ha incuriosito e coinvolto.
L’impatto con i lavori di Abik ci ha senza alcun dubbio parecchio scombussolato e coinvolto, l’artista ha sviluppato un preciso e personale tratto ereditato dal background da graffiti artist e sviluppato attraverso nuovo percorso intrinsecamente più emotivo, viscerale e senza dubbio istintivo che viene portato avanti attraverso una ricerca visiva assolutamente unica. L’evoluzione come detto parte da una base stilistica appartenente al mondo graff, da questa l’interprete sviluppa il personale step successivo, le lettere vanno mano a mano a fondersi ed a miscelarsi tra di loro andando infine a creare figure, forme e configurazioni fortemente astratte, sono elementi che si annidano sulle pareti portando avanti una forte impostazione organica che emerge attraverso l’esigenza/ossessione dello stesso artista di sviluppare e dipingere livelli su livelli, uno sopra l’altro fino a far emergere le configurazioni desiderate. Il processo produttivo paga quindi la sua influenza ad una impostazione fortemente istintiva, lo spazio viene segnato con rapide e fuggenti linee, viene bagnato da colori e vere e proprie colate di vernice in un impostazione aggressiva che sa di liberazione della mente, come un togliere i freni inibitori per sviluppare senza freno a mano tirato opere direttamente legate agli stati d’animo, ai pensieri ed alle sensazioni del momento. Quello che colpisce ed incuriosisce è quindi il continuo ed infinito risultato finale che va a crearsi, le opere risultano differenti tra loro, personali oseremmo dire, racchiudo in se tutte le intenzioni e le emozioni dell’interprete distinguendosi ciascuna per una differente trama cromatica che viene spesso arricchita da successive interazioni scandite e prolungate nel tempo, che vanno di fatto a mutare costantemente le produzioni ed i risultati finali. Questa particolarità del lavoro di Abik muove quindi un’altra caratteristica fondamentale del suo operato, assaporare il momento di pittura, l’attimo del gesto e le sue differenti applicazioni all’interno di una trama precedentemente toccata e saggiata, che cambia nuovamente aspetto e che si trasforma mutando in compagnia dello stesso interprete, l’impressione è quindi quella di una maturazione costante, nelle idee e nelle visioni proposte dall’artista, non c’è spazio per la staticità ma piuttosto i lavori ed il suo operato continuano il proprio moto perpetuo attraversati dal tempo e dalla quotidianità e dalle sensazioni ed emozioni che la stessa porta con sé.
L’ultimo lavoro di Abik, dal titolo “The B, the E… and the M”, poggia le sue basi sulla particolare percezione stilistica ed emotiva dell’artista, l’opera segna, tra il ristagnarsi dei colori, le linee e le forti colate di vernice, ancora una volta una forte sensazione di riflessione accompagnato da un sentimento malinconico, con gli elementi e le sverniciate che accompagnano la nostra vista verso il basso, lente e spente ed in totale contrapposizione con l’energia e la forza delle passate e delle linee scandite nella parte più alta dell’intervento.
Vi lasciamo ad alcuni scatti che documentano al meglio tutta la profondità e la magia di quest’ultima meraviglia firmata dall’artista, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata, ma restate sintonizzati presto nuovi ed interessanti aggiornamenti sul suo operato.

Pics by The Artist

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Vodafone Unlimited presenta: Hip Hop All Stars

12/03/2014

Vodafone Unlimited presenta Hip Hop All Stars, il prossimo 18 Marzo, negli spazi del Superstudio Più di Milano, un evento che per la prima volta riunisce sullo stesso palco i nomi più importanti del mondo dell’hip hop italiano.
Tra i grandi nomi figurano talenti quali: Fabri Fibra, Marracash, Clementino e Rocco Hunt, fresco vincitore di San Remo Giovani.
Insomma Vodafone Unlimited ci offre il meglio della scena hip hop italiana riunito in un unico evento totalmente gratuito con esibizioni live serrate una dopo l’altra. Si inizia alle 21:00 con oltre tre ore di musica live e una line-up senza precedenti: a partire da Fabri Fibra, Marracash e Clementino, passando per Rocco Hunt, Salmo e Noyz Narcos, legati dalle basi e dai set dei producer Shablo e Fritz Da Cat. Senza pensare ai featuring che vedranno protagonisti diversi artisti in contemporanea sul palco.
Le porte del Supertudio Più di Via Tortona 27 si apriranno alle ore 20:00, l’ingresso è gratuito e garantito, fino ad esaurimento posti, a tutti coloro che si iscriveranno compilando il form presente a questo indirizzo: http://voda.it/hiphop. Potete trovare maggiori informazione sulla pagina Facebook di Vodafone Unlimited qui: www.facebook.com/vodafoneunlimited, nel frattempo vi lasciamo al bel video teaser, noi ve l’abbiamo detto.

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How & Nosm “Way Things Are” at Pace Prints Gallery (Recap)

11/03/2014

Aperta lo scorso 7 Marzo, andiamo finalmente a dare uno sguardo a “Way Things Are” ultima fatica del duo How & Nosm all’interno degli spazi della splendida Pace Prints Gallery di New York, un esibizione scandita da un allestimento composto interamente da opere su carta.
Probabilmente tra gli artisti più importanti a livello internazionale i fratelli Raoul and Davide Perre aka How & Nosm sono ben noti per il loro particolarissimo stile visivo, il duo porta avanti la propria ricerca visiva sviluppando un linguaggio iper dettagliato, sono grandi labirinti all’interno dei quali si celano, personaggi stilizzati, motivi geometrici, figure ed oggetti di vario tipo, opere complesse che celano al loro interno temi ed argomenti differenti, spesso impegnati e riescono a coinvolgere grazie al loro grande grado di immersività ed esaltazione sensoriale. Proprio il sentimento, le sensazioni e gli stati d’animo, attraverso l’utilizzo del bianco, del nero e del rosso come unica tavolozza cromatica, investono tutte le produzioni degli artisti, ci si ritrova ad osservare conformazioni e configurazioni dettagliate e contorte come se ci trovassimo di fronte ad una lettura di una mente non nostra, che si spinge attraverso ragionamenti e pensieri differenti ed attorcigliati, impegnandoci quindi in una lettura ed in un processo di coinvolgimento completamente differenti e nuovi.
Per lo show gli artisti come detto si sono impegnati unicamente nella realizzazione di un incredibile serie di lavori su carta, utilizzando il processo serigrafico combinato con la pittura a mano, tutte le opere vengono investite da una tematica unica, gli How & Nosm infatti riflettono sulla monotonia del quotidiano rendendo omaggio alla ricerca della diversità all’interno della ripetizione, in particolare gli interpreti focalizzano il proprio lavoro sui piccoli cambiamenti, quelli impercettibili e che costantemente nel corso del tempo modificano in modo sostanziale il ritmo e la monotonia, diversificando ed apportando inesorabilmente una differente soluzione di continuità.
Per una immersione completa all’interno di questo ultima fatica del grande duo, vi abbiamo preparato una succosa video intervista agli artisti ed un corposo recap che ripercorre tutti i lavori in allestimento, come sempre il consiglio per chi si trovasse in zona è quello di andare a darci un occhiata, c’è tempo fino al prossimo 5 Aprile, noi vi abbiamo avvisato.

Pace Prints is pleased to present Way Things Are, an exhibition of new hand-painted monoprints by identical twin artists Raoul and Davide Perre, better known by the moniker How and Nosm. This is the artists’ inaugural exhibition with Pace Prints. An opening reception will be held Thursday March 6, 6-8pm.

Way Things Are is a body of new unique works on paper, created using the silkscreen process in combination with hand painting. Examining the monotonous everyday, the work pays homage to the quest for diversity in repetition. In the artists’ words, “Each day one goes through the same routine and while atmospheric changes occur, the core pattern remains and little changes. One must take charge in order to make one’s life more diverse, in order to break from this rhythm. The fact that things are the way they are has to be accepted first, in order to move on. “

Pace Prints Gallery
521 West 26th Street
3rd & 4th Floors
New York, NY 10001

Pics by The Gallery

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Barlo – New Mural in Sai Kung, Hong Kong

11/03/2014

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Con piacere andiamo a tuffarci all’interno del particolare immaginario di Barlo, artista Italiano che ha scelto Hong Kong come sua base operativa e che ha da poco terminato un nuovo intervento all’interno di questa fabbrica abbandonata nel distretto di Sai Kung.
Sarà la nostra passione per la cultura orientale, sarà l’inaspettata impatto ma il lavoro di Barlo ci ha lasciato assolutamente interessati, l’interprete italiano ci ha convinto grazie ad un tratto ed ad una tematica stilistica decisamente personali che fondono assieme elementi pittorici ed influenze differenti, quello che emerge osservando le sue produzioni è una spiccata assonanza verso una dialettica visiva che abbraccia stilemi e visioni prettamente orientali, che attraversano ed investono tutti i suoi interventi. Emerge così uno stile molto personale che ha come cuore centrale la figura di animali e creature dal forte sapore mitologico che vanno ad inserirsi negli spazi prendendo in prestito nella forma e nelle dinamiche gli elementi delle culture orientali, dalle storie, leggende e mitologie, e che vengono sviscerate attraverso un pittura delicata che paga la propria influenza dal mondo dell’illustrazione e più in generale dei fumetti e che si pone come ideale ponte tra due mondi differenti e distanti. Da questi differenti emisferi, che continuano ad influenzarsi a vicenda, emerge tutto il particolare tratto visivo che viene alimentato dalla scelta di utilizzare campionature cromatiche piuttosto delicate, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a degli spiriti od ombre, quasi sospese all’interno degli spazi, occhi duri che scrutano e leggono le nostre menti in una rappresentazione dal grande carattere emotivo.
Per la sua ultima creatura Barlo si addentra all’interno di questa vecchia fabbrica abbandonata, l’opera si distingue ancora una volta per la scelta di affidarsi ad un soggetto animale come principale protagonista dell’opera, vediamo quindi una creatura intenta a suonare il flauto, un soggetto metà animale metà uomo con gli occhi vivi, assolutamente reali e che l’interprete sceglie di rivestire con un livello di piante e fiori che vediamo dapprima colorate, poi mano a mano sempre più eteree fino a scomparire dal bianco al cemento della parete il tutto per alimentare la sensazione di appannaggio e sospensione dell’opera.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima realizzazione, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare il particolare impianti visivo e stilistico.

Thanks to The Artist for The Pics

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Collettivo Fx – New Murals in Palermo

11/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro del Collettivo Fx, gli artisti infatti sono spostati a Palermo dove hanno avuto l’opportunità di realizzare una bella serie di nuovi interventi portando avanti il personale approccio visivo all’interno del tessuto urbano cittadino e non.
Come spesso ci è capito di vedere il particolare approccio visivo e creativo del Collettivo Fx si colloca all’interno degli spazi attraversando e sfruttando le architetture persistenti ed istallando su parete una forte caratterizzazione visiva e tematica, nell’idea del gruppo c’è la persiste una forte volontà comunicativa che viene portata avanti attraverso una fortissima interazione con l’ambiente, con il panorama e con le pareti occupati. Proprio quest’ultimo elemento rappresenta il valore aggiunto e peculiare di tutte le produzioni degli interpreti, il gruppo di artisti sceglie infatti di sviluppare il propri interventi servendosi delle particolari conformazioni e delle fisionomie stessa della pareti, sfruttandone quindi ciò che è già presente, come porte, anfratti, finestre che diventano in questo modo parte integrante dell’opera e vera e propria spinta visiva a tutto gli interventi. Questa precisa scelta è figlia di un rapporto simbiotico con lo spazio che li circonda, con quello che è già esiste e che ancora voglia ribadire non si tratti unicamente di una scelta stilistica, aldilà infatti degli espedienti che gli interpreti vanno a collocare all’interno delle loro produzioni, emerge la forte volontà di portare avanti un grande valore di immedesimazione che scaturisce in un dialogo serrato e coinvolgente che va a toccare temi e situazioni differenti, stimolando chi osserva attraverso un inserimento forte e ridondante all’interno del tessuto urbano cittadino, all’interno di vecchi casolari, fabbriche ed edifici dismessi, realizzando i volti, le storie, le sensazioni di abita questi posti, le sensazioni e gli stati d’animo della gente, instaurando quindi un dialogo con le persone senza alcun filtro o censura visiva ma piuttosto attraverso una pittura fortemente istintiva, con pennellate dure e rapide appoggiate da una scelta di colore che si affida unicamente al nero come unico e principale interlocutore cromatico.
Questa nuova serie di interventi prende vita all’interno di differenti location, dal Teatro Mediterraneo Occupato, dove un gruppo di attori, registi, musicisti ed artisti proseguono la loro programmazione teatrale e concertistica, ai lavori realizzati per Palermo by Bike ed il loro progetto cultura ed ambientale legato all’utilizzo della bicicletta come mezzo di spostamento cittadino, concludendo infine con alcuni interventi in strada in zona Vucciria e su un tetto di una casa e con la bella combo con i I Mangiatori di Patate. Un esperienza variegata quindi che porta alla luce tutti i differenti approcci, sia visivi che stilistici tipici del collettivo, dalla pittura alla poster art, segnando il percorso di una delle realtà emergenti più interessanti del nostro territorio.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, crollate giù dopo il salto una bella selezione di scatti con tutte le opere elaborate dagli artisti, il consiglio é quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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HORFE – “The Kazuo Umezu Tribute” New Piece in Rome

11/03/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande HORFE, pare infatti che l’artista Francese si trovi a Roma dove ha avuto modo di impegnarsi in questa grande parete presentando il consueto e personalissimo stile visivo.
Come spesso abbiamo avuto il piacere di vedere l’operato di HORFE gravita attorno alla grande esperienza dell’artista all’interno dell’universo graffiti, dal quale peraltro non è mai uscito, ed è fortemente influenzato da uno stile personale assolutamente vivo e riconoscibile. Osservando le produzioni dell’interprete si rimane coinvolti all’interno di un universo in costante mutamento, una sensazione questa alimentata dalle forme e dagli elementi visivi che l’artista istilla all’interno delle sue opere, si scorgono volti, personaggi, oggetti, nulla è statico e piatti, ma piuttosto risulta acceso, morbido, contorto, un continuo moto perpetuo che attraversa una visione giocosa, ironica e spiritosa arricchita da una propensione per il dettaglio pazzesca. Le opere e gli interventi vanno quindi a raccogliere spunti differenti, dai fumetti underground, dalle pubblicazioni erotiche, passando per i manga ed i vecchi film di Walt Disney tutto un calderone di elementi che formano una mistura forte e multi sfaccettata, a tratti cacofonica, che si dirige con forza e velocità all’interno del mondo dei graffiti e che rende i lavori dell’interprete così dannatamente unici e coinvolgenti. Elemento infine caratterizzate del percorso stilistico dell’artista è la volontà dello stesso di spingere le proprie opere cercandone un arricchimento e coinvolgimento tangibile, quasi orecchiabile simulando una sorta di rumore visivo nel lavoro ed in tutti i suoi risultato finali.
Con quest’ultimo intervento, dal titolo “The Kazuo Umezu Tribute”, come è facilmente intuibile HORFE rende omaggio a Kazuo Umezu, maestro e leggenda dei manga, in particolare quelli horror tra cui figurano opere come Orochi, Hyoryu Kyoshitsu e Senrei, uno dei personaggi di spicco della cultura manga giapponese e soprattutto grande influenza per l’operato dello stesso grande interprete Francese. L’opera si bilancia su una scelta cromatica che attraverso una intensa scala di giallo, sfociando nell’arancione, e raccogliendo nei suoi intermezzi un grigio morbido. Aldilà delle scelte cromatiche osservando attentamente l’intervento noterete una infinita quantità di elementi, soggetti e situazioni differenti, dai volti di terrore, passando per gli oggetti ed i paesaggi raffigurati, tutto un caleidoscopio di sentimenti, sensazioni e spunti da raccogliere ed elaborare e che chiaramente si ispirano al lavoro del maestro giapponese, a metà tra l’horror e l’irriverente.
Vi abbiamo preparato una bella serie di scatti che documentano questa nuova incursione del leggendario interprete francese, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio visivo dell’artista, è tutto vostro! Enjoy it.

Pics by The Artist

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Borondo – “Cheese” New Mural in East London, UK

11/03/2014

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Continua l’ottimo periodo per Borondo (Interview), l’artista Spagnolo si trova ancora a Londra dove sta continuando, attraverso il suo personalissimo raid, a sviluppare il personalissimo approccio visivo e dove ha avuto modo di completare questa sua ultima fatica ancora un volta nella zona di East London.
Realizzato con l’aiuto di RexRomae, quest’ultimo intervento sposta in parte la tematica principale di lavoro verso una riflessione differente, discostandosi quindi dai temi e dagli sviluppi cari all’artista che sceglie questa volta di veicolare la propria pittura verso temi e spunti maggiormente critici. Quest’ultimo intervento dal titolo “Cheese”, rappresenta quindi una sorta di prima volta, in cui abbiamo l’opportunità di vedere l’interprete alle prese con una direzione maggiormente impegnata, una vera e propria analisi alimenta dall’irriverente scritta – anche questa una prima volta – che compare proprio nel cuore del dipinto e che si rifà al titolo dello stesso. Si parla della situazioni Londinese che da una parte offre terreno fertile per gli artisti, con spazi pubblici da lavorare senza nessun tipo di problema, dall’altra invece sta garantendo, attraverso pratiche sleali, una serie di street art tour di discutibile valore se non quello prettamente economico, ecco la posa, scatta ed arricchisciti sembra dire il lavoro. Proprio da quest’ultimo punto si sviluppa l’ultima magia dell’artista, vediamo infatti un uomo chiuso e legato all’interno di una ghigliottina – un ritratto forse? – completamente schiavo delle dinamiche che si stanno sviluppando intorno hai soldi ed al loro potere, dipingere per arricchire. L’impressione è quindi quello di una critica neanche troppo velata verso una condizione di totale dissestamento di quelle che sono le dinamiche più pure e significative del movimento, scavando più affondo possiamo notare però il proseguo dei temi e degli sviluppi sull’uomo che da sempre caratterizzato l’operato dell’artista. Come spesso abbiamo avuto l’opportunità di notare il lavoro che Borondo porta avanti va ad supportare un carattere emotivo attraverso la pittura anzitutto dell’uomo ma più osservando più affondo, dei suoi sentimenti, delle sue pene e dei suoi stati d’animo, un ritratto sensibile degli aspetti più malinconici e riflessivi, puri ed, esaltati dai corpi nudi, senza filtri o censure, proprio come le sensazioni che provocano ed evocano. Il valore simbiotico ed empatico è probabilmente la vera peculiarità degli interventi dell’artista, uno scambio di posizioni da osservatore ad osservato che ci ha sempre affascinato e ci spinge ad scrutare con cura e meticolosità ogni sua interpretazioni certi di trovarne un pezzetto di noi, una scaglia dei nostri sentimenti e dei nostri pensieri, per non sentirci più soli, al buio e al freddo.
Dopo il salto attraverso una splendida serie di scatti ripercorriamo assieme gli istanti durante le fasi del making of ed i dettagli di quest’ultima fatica firmata dal pittore Spagnolo, il consiglio è come sempre quello di darci un occhiata per riuscire a cogliere tutti gli spunti e soprattutto la grande efficacia tematica e visiva.

Pics by Fabiano Caputo via San

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Zilda “Meditazione” New Piece in Naples – Video

10/03/2014

Come abbiamo avuto modo di vedere negli scorsi giorni, il grande artista Francese Zilda é tornato a Napoli dove si é dedicato ad un nuovo lavoro all’interno di una vecchia chiesa abbandonata, un intervento che ci ha fortemente colpito e coinvolto e di cui questo video é la diretta conseguenza.
Il canale tematico Francese ci mostra e ci fa sentire attraverso le parole del custode (?) quella che é la storia e la particolare location dell’ultimo lavoro dell’interprete Francese, un occasione quindi per approfondire con maggior vigore l’operato di uno degli artisti che più ci affascinano ed esaltano.
Come detto più volte il lavoro di Zilda é profondamente connesso con il paesaggio, con la location e lo spot che in un modo o nell’altro segna radicalmente la scelta dell’artista e l’opera che sceglie di andare a realizzare al suo intero, questa precisa inflessione eleva di fatto gli interventi dell’interprete sviluppando un forte senso emotivo ed alimentando sensazioni e stati d’animo differenti. L’ultimo lavoro dal titolo “Meditazione” ci ha fortemente scombussolato, per la valenza tematica ma sopratutto per la scelta di lavorare all’interno di un luogo particolare come puó essere una chiesa abbandonata di cui finalmente scopriamo qualcosa in piú. Si tratta infatti del Tempio della Scorziata, un tempio cinquecentesco andato in rovina a seguito di un incendio che ne ha completamente distrutto l’interno, all’interno di questa particolare location si colloca quindi il lavoro di Zilda, bello audace ed assolutamente coinvolgente e riflessivo.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo alle immagini del video e se volete approfondire vi rimandiamo al nostro precedente post dove troverete una lunga serie di scatti con le immagini del making of e dell’eccellente risultato finale, é tutto qui, enjoy it.

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Crist Espiritu – “Sparrow 02” New Mural in Parañaque City

10/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Crist Espiritu, l’interprete ha infatti da poco terminato un nuovo intervento a Parañaque City, nelle Filippine dove torna a sviluppare i temi e la particolare inflessione stilistica che ne contraddistingue l’operato.
Nella particolare visione di Crist Espiritu è anzitutto forte l’impegno dell’artista verso un approccio profondamente riflessivo sia per se stesso, nell’atto di sviluppare le proprie opere, sia per l’osservatore che si ritrova calato all’interno di una variegato combinazione tra spunti e tematiche differenti. Questa particolare propensione porta quindi allo sviluppo di opere ed interventi complessi e molto caratteristici che unificano sotto un’unica veste visiva un approccio pittorico sospeso tra il realistico e l’astratto, tra elementi organici e figure astratte in una continua altalena sostenuta da colori e tinte particolarmente viscerali, l’interprete porta l’atto di osservare su un binario differente, ci spinge a riflettere di come lo stesso influenzare la realtà che percepiamo e di come le nostre stesse emozioni e gli stati d’animo caratterizzino ed influenzino il modo in cui osserviamo, noi spettatori, o produciamo, gli artisti stessi, una determinata opera od intervento. Questa mistura di spunti e tematiche differenti viene supportata da un ultima riflessione che interessa il tempo, per l’artista il tempo rappresenta una componente fondamentale che attraversa tutte le sue produzioni, ritroviamo quindi frammenti di immagini ed elementi sospesi tra passato e presenti in una formazione visiva che ne cattura la sospensione.
Attraverso questi spunti che rappresentano la base tematica del suo operato Crist Espiritu presenta “Sparrow 02” sua ultima realizzazione, l’intervento, realizzato all’interno di una zona desolata della città, sospesa tra cemento e riappropriazione naturale, è fondamentalmente ispirato alla persistenza della natura, in particolare un tipo di passero, che con il ritorno del verde inizia a prosperare all’interno di questo particolare habitat. Soggetto principale dell’opera non poteva che essere lo stesso uccello, con il volto dipinto di lato, che viene proposto dall’interprete con la ferma intenzione di riuscire a catturarne l’interezza della sua esistenza, osserviamo quindi oltra al pittura centrale, una serie di figure ed elementi differenti, posti in profondità attraverso una serie di appoggi tridimensionali, infine possiamo notare una serie di rami secchi, atti ad estendere il concetto di tempo e spazio, posti sul terreno adiacente la parete a simulare una sorta di nido evocativo.
Scrollate giù, dopo il salto ripercorriamo insieme alcune fasi del making of fino al bel risultato finale, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio visivo dell’artista, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Hense – A New Series of Sculptural Works

10/03/2014

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Abituati a vederlo alla prese con lavori su muro, andiamo con piacere a scoprire questa ricca infornata di lavori scultorei realizzati dal grande Hense, un occasione questa per approfondire l’operato di uno degli artisti più interessanti del panorama internazionale.
Specializzato in lavori di grandissima dimensione Hense ha sempre dimostrato la capacità e la propensione di riuscire a sviluppare una profonda trama visiva attraverso l’utilizzo di colori, forme e figure differenti, spingendosi verso tinte delicate a contrasto con colori più freddi e cupi così come linee, intermittenze, e veri e proprie sovrapposizioni visive che alimentano un numero incredibile di dettagli spingendo chi osserva a ricercare tutti gli spunti che l’interprete ha inserito all’interno dello spazio a disposizione e della ricca trama visiva elaborata. Nelle sue opere é sempre emersa quindi la sensazione di trovarsi di fronte ad elaborati fortemente camaleontici ed in continuo mutamento, l’artista inserisce nello spazio una ricchezza elementi pazzesca affidandosi alla ragione ed all’istinto, muovendosi attraverso esse in una continua altalena che al contempo fa risultare il lavoro risulta intimo e personale sviluppato attraverso grandi e piccole figure completamente prive di outlines così come texture e vibranti linee bianche che si sovrappongono sui diversi elementi.
Partendo quindi da questi elementi, che rappresantano il fulcro delle sua esperienza visiva tipica, Hense spinge le proprie visioni verso soggetti tangibili, opere di diverso tipo che ancora una volta e più che mai non risultano fini a se stesse ma piuttosto vanno ad interagire con gli spazi, in totale simbiosi si inseriscono nel panorama, tra vecchi casolari, vicino agli alberi appoggiati sul muro oppure immerse nella trama cittadina, sono interventi che alimentano la fame cromatica dell’artista in una nuova e profonda esperienza visiva. Osservando le opere l’impressione é quella di una sorta di scomposizione di quelle che sono le figure e gli elementi che attraversano i corpi e gli interventi dell’interprete, trovano quindi qui una nuova vita ed una nuove forma, sorrette come sempre da una forte caratterizzazione cromatica, si sviluppano forme affusolate, sottili, quasi femminili, dolci e delicate, che entrano in sintonia con i luoghi scelti dall’interprete mi uno slancio visivo ed emozionale nuovo che ci ha assolutamente coinvolto e che non potevamo che accogliere positivamente.
Scrollate giù dopo il salto una bella selezione di scatti con tutte le opere elaborate dall’artista, il consiglio é quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by The Artist

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Geometricbang – New Mural in Codogno and Lodi

10/03/2014

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Geometricbang ha da poco inaugurato il nuovo sito, occasione questa per dare uno sguardo alle ultime produzioni ed interventi, dopo una lunga riflessione in studio, che così fortemente ne stanno segnando il percorso in questo ultimo periodo.
Torna infatti al lavoro l’interprete presentandoci un doppio intervento realizzato prima a Codogno e poi a Lodi, in aggiunta ad alcuni degli artworks presentati proprio per inaugurare la nuova pagina web e che si rifanno allo stile ed alla nuova impronta stilistica del suo lavoro. Prerogativa principale del lavoro dell’artista resta come sempre il colore, vero e proprio volano e core centrale delle sue produzioni, osservando quanto fin qui mostrato l’ultimo cambio tiene quindi come principale impianto proprio l’utilizzo di differenti forme,figure e configurazioni cromatiche per dare vita ai propri lavori, niente outlines ma piuttosto una serie di caselle disposte seguendo una precisa trama visiva, quello che però ci ha senza dubbio scosso é il sostanziale cambio per quanto concerne i soggetti dei suoi interventi, ricorderete infatti una certa scelta soggettiva nell’interpretazione delle figure e delle produzioni dell’artista a cui adesso fanno seguito volti e soggetti a carattere umano. In questa sua nuova direzione Geometricbang sceglie quindi un impronta maggiormente illustrativa che invade e cambia radicalmente tutte le sue produzioni, generando forme nelle forme, fasci cromatici, figure irregolari, il tutto accompagnato da una esplosione di colori, situazioni e soggetti divertenti ed audaci, un lavoro quindi differente e che abbiamo accolto in modo assolutamente positivo e del quale siamo curiosi di vedere gli sviluppi.
L’occasione é quindi un ritorno alla pratica su muro, dopo le intense sessioni in studio, che sancisce il definitivo nuovo approdo, due interventi che portano in dote tutta la personale ricerca dell’interprete e che ci hanno fortemente colpito e coinvolto.
Dal titolo rispettivamente “Portrait Wall” e “Saturday” questi due nuovi interventi portano in dote tutto il nuovo impianto stilistico, la scelta dei colori applica un groviglio di sensazioni e stati d’animo differenti, i fasci e le forme che compongono i due volti si fanno dolci e più morbide raccogliendo e tracciando con grande grazia ed equilibrio l’eccellente risultato finale.
Scrollate giù, ripercorriamo assieme alcune fasi di lavoro fino agli scatti dei due risultati finali, in aggiunta poi vi diamo modo di vedere da vicino anche il lavoro in studio con la raccomandazione di andare a vedere con i vostri occhi tutta la magia ed il grande coinvolgimento di questo nuovo approccio stilistico direttamente sul sito dell’artista QUI, ne vale davvero la pena.

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CYRCLE. – “All Idols have clay feat!” New Mural in Shoreditch

10/03/2014

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Dopo la loro partecipazione all’eccellente POW WOW Festival, i CYRCLE. si trovano a Londra dove hanno da poco terminato quest’ultimo intervento in occasione dell’apertura della loro ultima mostra “OVERTHRONE: Pooring Reign” all’interno degli spazi della Stolen Space Gallery.
Per questa loro ultima fatica i CYRCLE. si spostano nella zona di Shoreditch, cuore pulsante dell’arte urbana a Londra, l’idea segue quelli che sono gli ultimi sviluppi visivi del duo americano e di cui avevamo avuto un assaggio proprio con l’ultimo loro intervento realizzato ad Honolulu. Alla base di questo importante e forte cambio di rotta c’è la volontà degli artisti di lasciarsi alle spalle parte delle sperimentazioni che così tanto ne hanno influenzato le produzioni in questi ultimi anni, di colpi quindi ci ritroviamo senza la componente lettere e senza l’ausilio di unicamente due tonalità come supporto a tutto il lavoro, sparisce quindi l’utilizzo pesante del colore oro in favore di una pittura finalmente a mano libera, e di questo non possiamo che esserne contenti, ma sopratutto incentrata sulla riproduzione del classico effetto fotografico bitmap per i soggetti e le figure rappresentate a contrasto con elementi come i tessuti per esempio, rappresentati nel modo più realistico possibile. Mentre le figure si rifanno ancora una volta ad una forte ed impattante prerogativa classica, gli altri elementi che costituiscono il lavoro vanno quindi a creare una binomio visivo caratteristico, ci si ritrova immersi tra il reale e l’irreale, come se gli stessi interpreti abbiano voluto giocare con la nostra mente offrendogli elementi veri quasi tangibili, grazie al prezioso effetti tridimensionale, rimbalzati da figure maggiormente analogiche in una continua lotta visiva equilibrata ed avvincente. Dal canto nostro siamo curiosi di vedere gli sviluppi di questo nuovo approccio, un po’ titubanti e non totalmente convinti di quest’ultimi percorso intrapreso sul quale blocchiamo i giudizi in attesa di vedere la sua naturale maturazione.
Per questa grande superficie, per chi fosse interessato ci troviamo su Leonard St., i CYRCLE. si divertono anzitutto a capovolgere l’immagine finale, osservando il lavoro noterete come l’intervento si sviluppi su una serie di corpi di uomini e donne letteralmente avvinghiati tra di loro, in particolare il corpo della donna, così come quello dell’uomo al suo capezzale vengono realizzati attraverso una forte tinta arancione, quasi acida, in netto contrasto con il grigio della figura centrale e sopratutto con il velo che copre parte della fattezza della dama. Ispirata ad un immagine classica l’opera nel suo rovesciamento restituisce una sorta di caduta che nell’idea degli artisti potrebbe essere letta come una riflessione sul presente attraverso una lettura antica. Gli interpreti stuzzicano la nostra mente allestendo un immagine che scalfisce i nostri pensieri, ci porta a domandarci se la caduta riguardi la società moderna, oppure l’uomo in generale che prosegue la sua inesorabile discesa nella polvere e che sempre di più in quest’epoca moderna si ha l’impressione si sia accentuata e velocizzata.
Scrollate giù dopo il salto una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di questo nuovo lavoro in aggiunta a qualche immagine durante le fasi del making of, dateci un occhiata, e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti un bel recap approfondito con tutte le immagini dell’allestimento proposto dal duo Losangelino, stay tuned.

Pics via San

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Weekly Overview 75| 03-03 to 09-03

09/03/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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BR1 and OX– New Pieces on Billboards in Rome Part 2

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Erosie x Ekta – New Piece in Gothenburg

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Cleon Peterson – “End of Days” at New Image Art Gallery (Recap)

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JADE – “El Reclamo” New Mural in Chorrillos, Lima

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Elian – “Heavy Distribution” New Mural in Córdoba, Argentina

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SeaCreative – New Mural in an Abandoned Factory

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Mr Thoms x ZED1 – New Mural against mafia

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Zilda – “Meditazione” New Piece in Naples

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Guido Van Helten – New Mural in Reykjavik, Iceland

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Andrew Schoultz x Hannah Stouffer for POW WOW Hawaii 2014

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Broken Fingaz – New Murals in London

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Tellas – “Apparizione Naturale” New Mural in Rome

STMTS – “Amity” New Mural in Athens

09/03/2014

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A distanza di tempo torniamo a mostrarvi i lavori di STMTS, l’artista Greco ha infatti da poco terminato la sua ultima fatica su questa porzione di parete ad Atene in Grecia portando avanti il proprio approccio stilistico e visivo.
Come detto il lavoro di STMTS va a collocarsi in un momento storico particolare per la Grecia, con le difficoltà economiche che hanno fatto da volano per quelle sociali, in un contesto come questo il lavoro dell’interprete assume quindi una rilevanza particolare, l’artista sceglie di comunicare attraverso i bambini, attraverso gli istanti di vita spensierata, senza problemi, in cui il divertirsi era l’unico passatempo, da questa precisa volontà parte la riflessione dell’interprete che si impegna nell’elaborazione di volti, situazioni ed istanti di vita che coinvolgono proprio questi particolari soggetti. L’interprete attraverso il proprio operato va quindi a stuzzicare ricordi ed istanti lontani nella memoria, quasi appannati e del tutto cancellati dai problemi e dalle difficoltà dell’età adulta, torniamo a ricordarci degli istanti più belli il tutto alimentato da una pratica che si rifà alla poster art cambiando però nello specifico stilistica ed approccio. STMTS va nel suoi lavori ad emulare gli sketch realizzati su carta straccia e su fogli vari, il tratto è rapido e veloce, i colori si segnando gli spazi con profondi solchi che si alternano al nero dell’impostazione iniziale arrivando infine a creare un immagine nitida, chiara e fortemente realistica che va maggiormente ad impattare con chi ha l’opportunità di darci un occhiata.
Per questo su ultimo intervento l’interprete va a realizzare l’ennesimo bambino sviluppando il disegno attraverso il consueto e minuzioso tratto, vediamo il ragazzo unire le mani che accolgono una serie di piccoli uccelli in cerca di cibo, semplice ed assolutamente d’effetto, proprio come piace a noi.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti e per darvi modo di osservare al meglio tutto il lavoro dell’artista, vi abbiamo preparato una bella serie di scatti che documentano, con alcune fasi di lavoro, tutti i dettagli di questa sua ultima creazione, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for The Pics

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OX– New Pieces on Billboards in Rome Part 2

09/03/2014

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Come abbiamo avuto modo di scoprire BR1 ed OX si trovano a Roma ospiti dello spazio espositivo/laboratorio Laszlo Biro, dopo la prima infornata di lavori il duo torna a colpire con una nuova serie di interventi sui cartelloni pubblicitari capitolini.
Uniti da una comune passione per la poster art e soprattutto per le bacheche dei cartelloni pubblicitari, OX e BR1 hanno però un approccio tematico e stilistico completamente differente ma che ha nella dialettica riflessiva un nuovo punto di incontro. Distanti anche nell’approccio con il francese impegnato in una visione maggiormente vicina all’astrattismo più puro mentre invece l’italiano si spinge verso un impronta maggiormente figurative ed illustrativa.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte il grande BR1 porta avanti un percorso maggiormente figurativo, l’artista va infatti ad addentrarsi ed a toccare temi dal forte carattere riflessivo e soprattutto dalla grande impronta sociale e riflessiva. Osservando i suoi interventi emerge la precisa volontà dell’artista di una riflessione che va toccare gli stereotipi legati alla di culture straniere, affacciandosi in particolare su quella islamica che in questo determinato periodo storico, con gli attentati in primis, è sempre di più mal vista. L’interprete concentra in particolare i propri sforzi sulla figura della donna, un vero e proprio tramite e simbolo per le sue denunce e per affilate ed intelligenti critiche, che vengono alimentate da un tratto decisamente personale, l’interprete utilizza esclusivamente colori saturi ed accesi, con la precisa intenzione di alimentare l’impatto finale dei suoi lavori in cui senza alcun filtro veniamo travolti da immagini violente, taglienti ed ironiche alternate ad istanti di vita quotidiani con il fine ultimo di mostrarci le difficoltà delle vita di queste persone e dall’altra la loro normalissima vita con il fine di sgretolare l’attuale modo di vedere queste etnie. Il francese OX invece si concentra maggiormente su una riflessione che coinvolge gli spazi, nell’idea dell’artista c’è la fortissima esigenza di trasformare, attraverso una riappropriazione visiva, i cartelloni pubblicitari. C’è la volontà di rivalutare completamente il concetto di cartellone pubblicitario che da ostacolo visivo, interrompendo quindi le dinamiche del paesaggio, ritorna parte di esso attraverso gli stessi interventi dell’artista. Lo strumento quindi di pubblicità viene completamente ribaltato, diventa vuoto, un contenitori all’interno del quale proseguire le trame visive del panorama oppure ampliarne, continuando e sviluppando attraverso la stessa immaginazione dell’interprete ciò che è già esistente ed andando in questo modo a creare bizzarre composizioni e divertenti arrangiamenti visivi.
Questi due mondi incrociano i propri percorsi per le strade di Roma, BR1 presenta “Safe Trip” una micidiale critica alle dinamiche dei rischiosi viaggio che gli stranieri devono sopportare per arrivare nel nostro paese, il tutto attraverso un ironico quadro in cui vediamo un ritratto di famiglia dove tutti i componenti hanno i braccioli. OX invece ci stupisce presentando due differenti interventi di difficile interpretazione che vanno a collocarsi nel filone maggiormente criptico , sul primo va a realizzare su due cartelloni adiacenti due corpi di uomo e donna dapprima in versione umana e dall’altra in versione verde/hulk, nel secondo invece va a realizzare una serie di particolare forme di colore rosa (carne?) su un bel numero di cartelli in serie.

Pics by The Artists

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Zio Ziegler – “Chasing Desire” New Mural in San Francisco

08/03/2014

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Con piacere torniamo a parlarvi del lavoro di Zio Ziegler, l’artista Americano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento dei suoi su questa enorme parete per le strade di San Francisco con la quale prosegue nel portare avanti il personalissimo stile.
Su questo lunghissimo spazio l’artista va ad inserire tutto il personalissimo ed intricato stile visivo, come abbiamo avuto modo di vedere l’immaginario di Zio Ziegler attraversa gli spazi operando tramite una pittura fortemente dettagliata, all’interno dei personaggi e dei soggetti rappresentati l’interprete va ad inserire una quantità incredibile di simboli ed elementi visivi, dove l’impressione è quella di una profonda immersione all’interno di una visione fortemente influenzata dalla culture latine e precolombiante. Se il tratto e gli elementi all’interno dei character si aprono a differenti chiavi di lettura, lo sviluppo stesso delle opere avviene quasi esclusivamente attraverso una fitta trama che ha nel bianco e nel nero gli unici interlocutori cromatici, l’artista affida loro, tranne per qualche sporadica eccezione e per il lavoro in studio, l’impatto finale delle sue opere andando con essi a cimentarsi nella creazioni delle continue trame che avvolgono le silhouette delle sue bizzarre creature. I corpi appoggianti in due dimensioni scatenano quindi uno sviluppo interiore che slancia nell’istinto dell’interprete apportando linee, sezioni, cerchi, poligono, pattern e texture tutte dal forte sapore arcaico e che vanno a completare le viscere ed i corpi del personaggi. L’impressione è quella di una rappresentazione delle differenti emozioni umane che dall’artista al soggetto raffigurato passano a chi osserva le forme e le differenti alternazioni degli spazi all’interno dello stesso in un gioco continuo di condivisione di sensazioni e stati d’animo differenti.
Per questa sua ultima fatica dal titolo “Chasing Desire” Zio Ziegler ci stupisce dipingendo tre enormi soggetti che attraversano tutto lo spazio, abbiamo quasi l’impressione di una rappresentazione di tre differenti istanti, tra i quali quella che senza dubbio ci ha maggiormente colpito è la figura al centro letteralmente immersa ed aggrovigliata all’interno di una struttura architettonica.
Scrollate giù dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, pare infatti che l’interprete sia in arrivo a Milano per prendere parte al progetto Artepassante e per aprire il suo prossimo show all’interno degli spazio della Antonio Colombo Gallery di Milano, insomma stay tuned, ne vedremo delle belle.

Pics via San

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Nana – New Mural at DesOrdes Creativas 2013

08/03/2014

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Continua il nostro viaggio all’interno delle meraviglie dell’ultima edizione del DesOrdes Creativas, il festival dell’omonima cittadina Spagnola rivela infatti un altro intervento realizzato da Nana su Rúa da Fonte che continua il filone tutto spagnolo della kermesse.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte quest’ultima edizione del DesOrdes Creativas si è (quasi) completamente dedicato a supportare nel migliore dei modi la scena Spagnola, portando ad Ordes i big ma al contempo offrendo a quegli artisti talentuosi e poco conosciuti l’opportunità di esprimersi su grandi spazi. L’alchimia dobbiamo dirlo funziona alla perfezione offrendoci la possibilità di vedere da vicino il lavoro dei grandi nomi della scena spagnola ed al contempo approfondire e conoscere artisti prima poco conosciuti ma che all’interno della rassegna non hanno affatto sfigurato anzi. Ordes così ci ha offerto in dote pareti ed artisti diversissimi tra loro dimostrando tutta la bontà di una scena ricca e senza dubbio multi sfaccettata, ultima a dare il proprio contributo è Nana che si è impegnata nel realizzare un nuovo ed interessante intervento.
Il lavoro di Nana si interseca all’interno di un filone che unisce sotto un’unica trama visiva gli sperimentazioni ed il background da graffiti artist con gli sviluppi nell’ambiente illustrativo, a segnare lo stile dell’artista è una forte componente che rifà al mondo dei cartoon, per quanto riguarda la realizzazione si soggetti umani, e dall’altra una visione maggiormente illustrata per i paesaggi e gli scenari degli stessi dando vita ad uno visione decisamente personale e multi sfaccettata.
Per la rassegna l’artista va a segnare gli spazi attraverso una pittura fortemente emotiva, un bosco come scenografia all’interno della quale da una parte troviamo una tigre bianca ed un cane, mentre invece dall’altra una giovane cacciatrice intenta ad osservare in silenzio.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, il consiglio è quello di darci un occhiata e se vi siete persi i precedenti interventi, niente paura qui nella nostra sezione trovati tutti i lavori realizzati all’interno del festival, enjoy it.

Pics by The Festival

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Ludo – “Fruit of the Doom” at Jonathan LeVine Gallery (Recap)

07/03/2014

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Con piacere andiamo a dare un occhiata a “Fruit of the Doom” ultima fatica e primo grande debutto nella grande mela per Ludo, lo show ha da poco aperto all’interno degli spazi della prestigiosa Jonathan LeVine Gallery di New York accogliendo gli spettatori all’interno del peculiare immaginario dell’artista Francese.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere l’immaginario di Ludo affonda le sue radici in una riflessione sulle dinamiche moderne dell’uomo, una critica affilata portata a compimento attraverso una stilistica fortemente personale ed impattante. L’artista per le sue opere sceglie di affidarsi ad un binomio visivo forte ed impattante, da una parte il bianco ed il nero, dall’altra l’acido delle colate di verde atte proprio a mettere l’accento sugli elementi e le sezioni di maggior tensione, attraverso questi due differenti campioni cromatici vengono sviluppate le immagini, i simboli e gli elementi che contraddistinguono il lavoro dell’interprete. Ci si ritrova infatti ad osservare forme, oggetti e soggetti miscelati tra di loro in una nuova e bizzarra forma, la peculiarità dell’interprete è proprio quella di riuscire a riunire e riarrangiare figure distanti ed appartenenti ad universi differenti in cui è evidente il peso delle denuncia e delle riflessioni, la natura, con i fiori i frutti o gli animali, viene miscelata con le armi, le tecnologie, i rifiuti tossici, le creazioni dell’uomo a contrasto con ciò che è già esistente, ciò che è più puro ed armonioso, un rapporto stridulo impossibile e che prende forma attraverso invenzioni e mash-up bizzarri, talvolta divertenti, molto spesso taglienti ed affilate.
Con questo spesso bagaglio tematico Ludo approda a New York e, dopo essersi dedicato ad alcuni nuovi interventi (Covered), porta in mostra una nuova serie di opere di grandi dimensioni tutte incentrate sul rapporto tra elementi naturali ed artificiali, beni tredici dipinti su tela in aggiunta alla splendida scultura in resina di ben sei piedi e mezzo di altezza, quest’ultima raffigura un gigantesco grappolo d’uva completamente formato da piccoli teschi umani, e rappresenta la più grande opera scultorea dell’artista fino ad oggi.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una ricca serie di scatti con tutte le immagini dei lavori presentati dall’artista e qualche fotografia durante la serata del vernissage, il consiglio è quello di darci un occhiata specialmente per chi è impossibilitato a farci un salto, per tutti gli altri invece c’è l’opportunità di andare a darci un occhiata dal vivo fino al prossimo 22 Marzo, non ve l’abbiamo detto.

Jonathan LeVine Gallery is pleased to present Fruit of the Doom, new works by Paris-based artist Ludo in what will be his debut solo exhibition in New York. In conjunction with Fruit of the Doom, Ludo will be creating public street interventions at multiple locations in lower Manhattan and Brooklyn.

Ludo typically works in a limited color palette of black, white and green, evoking the aesthetic of early punk-era graphics. For this exhibition, he has created a series of large-scale works including thirteen paintings on canvas and a resin sculpture measuring six and a half feet tall. The sculpture portrays an oversized bunch of grapes represented in the form of human skulls, and is the artist’s largest sculptural work, to date.

Jonathan LeVine Gallery
529 West 20th Street, 9th floor
and 557C West 23rd Street
New York, NY 10011

Pics via AM

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Seikon – A New Mural in Gdynia, Poland

07/03/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Seikon, l’artista infatti si trova nella sua Gdynia dove ha da poco terminato un nuovo intervento proseguendo sul percorso e sulla scelta stilistica che ne sta caratterizzando l’operato di questi tempi.
Dopo la splendida interpretazione sullo superficie di una grande imbarcazione mercantile in Olanda di qualche settimana fa (covered) torniamo quindi ad approfondire l’operato di uno degli artisti più interessanti del panorama polacco ed europeo con questa sua nuova fatica che va a prendere gli spazi di un piccolo edificio abbandonato. Come spesso abbiamo avuto modo i vedere il percorso intrapreso da Seikon poggia le sue solide basi sull’esigenza dell’artista di sviluppare il proprio operato attraverso una forte influenza astratta che ne esercita e stimola la visione attraverso differenti percorsi e sopratutto configurazioni di tipi geometrico. Sono infatti due i percorsi che seppur paralleli, impegnano l’interprete attraverso due approcci visualmente e tematiche distanti, da una parte le sperimentazioni maggiormente pulite attraverso le quali l’interprete va a sviluppare configurazioni astratte attraverso un unica linea, divertendosi a formare un tratto unico che percorre gli spazi accartocciandosi, aprendosi, scorrendo mano a mano, cambiando direzione fino a dare vita ad un poligono intricatissimo. Questa precisa volontà rappresenta la parte più istintiva dell’operato dell’artista che continua, fin dai suoi esordi, a portare avanti rendendo i lavori sempre più complessi ed articolati. Dall’altra invece l’interprete porta avanti un discorso più ragionato che è di fatto principale erede delle prime sperimentazioni con le texture e gli intrecci cromatici che ne avevano segnato il lavoro e che ora sembrano definitivamente abbandonate in favore di una costruzione geometrica ed astratta minuziosa ed esaltante. Si tratta infatti di elementi e forme raggruppate in configurazioni fortemente criptiche che giocano con i colori, con le loro differenti scale cromatiche, con le linee e con le texture, restituendoci dal punto di vista visito, una forte sensazione di tridimensionalità, mentre saggiandone l’impatto emotivo la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad opere fortemente sensibili, in una rappresentazione personale e peculiari dei sentimenti e degli stati d’animo dello stesso interprete. Il lavoro quindi si appropria degli spazi coniugando una forte simbiosi tra il panorama e gli stati d’animo dell’artista all’interno di un unica cornice visiva, e noi non potevamo che apprezzare.
Per questa sua ultima magia Seikon realizza il lavoro su questa piccola porzione di parete, ancora una volta tutto l’intervento poggia le sue basi su una figura solida, di solito di colore nero, dalla quale partono gli sviluppi e le differenti configurazioni, tra poligono, triangoli ma sopratutto linee che ne accarezzano la superficie fino a sfociare all’interno di altri elementi oppure ad incrocia i differenti percorsi dei pattern realizzati.
Scrollate giù dopo il salto una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di questo nuovo lavoro in aggiunta a qualche immagine durante le fasi del making of, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare l’ottimo risultato finale.

Thanks to The Artist for The Pics

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Plumas – “Tum Tum” New Mural in Neuquén, Argentina

07/03/2014

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Con piacere andiamo ad approfondire il lavoro di Plumas, l’artista Argentino ha infatti da poco terminato un nuovo intervento a Neuquén in Argentina continuando a portare avanti i temi e la particolare trama stilistica che tanto ci ha colpito.
Osservando gli interventi di Plumas emerge senza dubbio la volontà dell’artista di portare avanti un approccio dalla profonda dialettica emotiva, in particolare l’interprete sceglie, dopo aver sperimentato una pittura maggiormente astratti, di soffermarsi su parti e sezioni del corpo umano, letteralmente staccate e sospese, quasi a galleggiare all’interno degli spazi ed attraversate o sostenute da una serie di forme ed elementi a carattere naturale. I soggetti e gli elementi vengono tutti realizzati attraverso una pittura fortemente realistica, l’artista sceglie di affidarsi unicamente a campionature cromatiche impostate su scale di grigi e sul bianco rivelando tutta l’efficacia di una pittura che cela in sé una forte componente riflessiva e mistica. Con le sue produzioni l’interprete si pone di portare avanti riflessioni e spunti sul rapporto tra natura ed uomo, ma soprattutto vuole focalizzare il proprio lavoro sulla figura e sul corpo umano e sviluppare attraverso la stessa un differente canale espressivo, la mani così come i piedi, una porzione di una spalla, ma anche interi corpi, flaccidi ed al limite del deforme, sospesi all’interno degli spazi , quasi a danzare segnando il proprio percorso.
Quest’ultimo lavoro dal titolo “Tum Tum” prende vita su questa lunghissima parete e raccoglie appieno la scelta stilistica di Plumas, ci troviamo di fronte ad un lavoro quindi fortemente segnato da colori delicati che vanno quasi a perdersi nei meandri della pareti, l’artista va a dipingere una serie di sezioni corporee, mani e piedi, quasi immerse all’interno della forte connotazione paesaggistica che si apre sullo sfondo dei soggetti principali. La sensazione è quella di un quadro onirico, sospeso nei meandri dell’immaginazione dell’interprete che si diverte ad inserire elementi geometrici e simboli mistici, per un ingresso in punta di piedi all’interno di un mondo profondo e sognante.
In attesa di scoprire nuovi e succosi aggiornamenti, scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima realizzazione, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare la particolare visione dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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