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Archive for febbraio, 2014

Kamea Hadar x Norm x Defer – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

28/02/2014

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Giunti quasi al termine del nostro full immersion all’interno delle meraviglie dell’ultima edizione del POW WOW Hawaii di quest’anno, andiamo a dare un occhiata alla bella parete realizzata da Kamea Hadar in collaborazione con Norm e Defer.
I lettori di vecchia data ricorderanno tra le pareti della scorsa edizione l’intervento di Kamea Hadar tra i più significativi – potete rinfrescarvi la memoria qui – ora l’artista hawaiano, figura di spicco della scena nonché uno degli organizzatori della rassegna, torna al lavoro portando a termine un nuovo stupefacente intervento che unisce le caratteristiche inflessioni realistiche del suo lavoro con un approccio più vicino al mondo dei graffiti degli altri due partecipanti al lavoro. L’opera si sviluppa su tre distinti percorsi, da una parte la forte caratterizzazione delle tag proposte da Norm che sceglie di ispirarsi al testo della famosa canzone “Bury me as a G” del grande 2PAC, dalla parte opposta le visioni e le texture sviluppate da Defer, che si portano di fatto in netta contrapposizione cromatica con il resto dello spazio, infine il grande volto posto proprio al centro della parete che letteralmente emerge dalla superfice di lavoro giocando con gli effetti di luce ed ombra prodotto proprio dalla divisione cromatica delle differenti sperimentazioni calligrafiche di Norm e Defer.
Il risultato finale è un opera anzitutto dal forte impatto finale, il livello di dettaglio sposta continuamente l’attenzione tra le lettere, le texture e il volto della donna, il binomio cromatico del bianco e del nero sembra sviluppare una sorta di tematica emotiva. L’impressione osservando l’opera è infatti quella di una precisa scelta visiva atta ad imbastire una duplice esperienza viscerale, da una parte le ombre e l’oscuro, a rappresentare i pensieri più cupi, la malinconia e la tristezza del soggetto principale, dall’altra invece il candore del bianco, a cogliere gli attimi di felicità e di maggiore gioia, il tutto legato da una comune scelta di utilizzare il colore ore in entrambe le sezioni. Emerge così una sorta di ying e yang, i due aspetti tra luce ed ombra di un’unica persona, tra emozioni felici e stati d’animo più cupi, rappresentati servendosi di stili e tecniche diverse, un risultato finale che senza dubbio abbiamo apprezzato e che ci ha lasciato positivamente coinvolti.
Scrollate giù dopo il salto una bella galleria di scatti che ripercorre alcuni momento del making of ed il bel risultato finale, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, e se vi siete persi le precedenti pareti realizzate durante i giorni del festival vi rimandiamo alla nostra sezione dedicata qui, enjoy it.

Pics via San

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Jorge Rodriguez Gerada – New Mural in London

28/02/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Jorge Rodriguez Gerada, l’artista originario di Cuba ma con base a New York torna su muro con questa nuova realizzazione da poco terminata su questa piccola parete nel distretto Peckham di Londra.
Come abbiamo spesso avuto modo di notare il lavoro di Jorge Rodriguez Gerada poggia le sue solide basi sulla grande capacità riproduttiva dell’artista con la quale lo stesso si impegna nella realizzazione di splendidi ritratti di gente comune che vanno completamente ad inserirsi all’interno del tessuto cittadino. L’interprete all’interno del suo percorso oltre alle opere prettamente murarie, od ai lavori in studio, è riuscito a portare avanti un approccio di tipo installativo andando a servirsi di elementi naturali per creare giganteschi ritratti dal fortissimo impatto emotivo di cui ricorderete l’ultima realizzazione di qualche mese addietro in quel di Belfast (Covered). Ora dopo essersi dedicato a questi approcci maggiormente legati a tecniche quali la land art, Jorge Rodriguez Gerada torna ad impegnarsi con una nuova parete nella zona sud est di Londra inaugurando in questo modo il suo nuovo e personale anno.
Organizzato dagli amici di Global Street Art, l’intervento mette nuovamente in mostra tutte le peculiarità del lavoro dell’interprete che va a realizzare un intenso e dettagliatissimo ritratto di un giovane, ancora una volta il tratto si rivela assolutamente preciso ed immersivo, l’artista va a sviluppare attraverso un’unica base cromatica un emozionante volto di un bambino. Il ritratto del ragazzo afroamericano stupisce come sempre per la grande cura pittorica e per il livello di dettaglio proposto, gli occhi così come le labbra e le altri parti del viso sembrano assolutamente reali, donando al soggetto quasi il respiro e lasciandoci assolutamente stupiti.
Il risultato finale è quindi una nuova e stupefacente realizzazione, densa di emozione e profondità dotata di un grande impatto scenico che nuovamente ci ha convinto e lasciato completamente stupiti e positivamente coinvolti.
Ad accompagnare il nostro viaggio all’interno delle meraviglie di quest’ultima magia realizzata dall’artista, una bella serie di scatti con alcune fasi del making of fino all’eccellente risultato finale, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto lo stile del grande interprete, è tutto vostro.

Pics by Monoprixx via San and The Artist

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OX – New Pieces on Billboards in Rome

28/02/2014

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In occasione del loro prossimo show all’interno degli spazi del Laszlo Biro di Roma, OX e BR1 si trovano nella capitale dove hanno avuto modo di lavorare a due nuovi interventi con i quali continuano a portare avanti i rispettivo lavoro sui canonici cartelloni pubblicitari.
L’operato dei due artisti da un comune utilizzo proprio dei cartelloni pubblicitari come vero e proprio strumento nonchè superfice di lavoro, sia OX che BR1 vanno infatti a sviluppare i propri interventi servendosi di questi particolari spazi cittadini che vengono in questo modo investiti e completamente trasformata dalle tematiche e peculiari visioni di ogni singolo artista. Se il punto d’incontro quindi per l’esibizione è proprio la comune passione per queste superfici, altrettanto non si può dire si osservano gli aspetti prettamente tematici dell’operato dei due artisti, distanti e diversissimi per stilistica e per gli spunti che vanno a convogliare all’interno dei loro interventi.
Il lavoro del grande interprete francese OX come spesso abbiamo avuto modo di vedere si basa su una completa rivisitazione anzitutto del concetto di cartellone pubblicitario, i suoi lavori mirano ad una snaturalizzazione dell’impatto degli stessi, i contenuti di tipo pubblicitario vengono quindi completamente annientati ed annichiliti in favore di una visione che possa di fatto riavvicinare l’elemento al paesaggio ed al panorama circostante, in secondo luogo le opere di dell’interprete vanno a continuare, sviluppandole, le trame già esistenti all’interno del paesaggio in una personale continuazione o rivisitazione accentuati dal particolare filtro stilistico dell’artista fortemente influenzato da componenti astratte. Dal canto suo BR1 invece porta avanti un percorso maggiormente figurativo addentrandosi all’interno di temi fortemente riflessivi e dal grande impatto sociale. Il grande artista italiano riflette in particolare sugli stereotipi legati alla comprensione di culture estere, con particolare accento su quella islamica, concentrando i propri sforzi sulla donna che diventa vero e proprio tramite per le sue denunce e riflessioni. BR1 sviluppa questi temi attraverso un stile peculiare, con colori saturi e belli accesi, atto ad alimentare la caratura tematica dei suoi lavori, l’artista ci mostra senza nessun filtro gli istanti più violenti oppure i momenti di vita quotidiani da una parte proprio per alimentare il senso di normalità dei suoi personaggi dall’altra per mostrarci gli orrori della loro stessa esistenza. L’idea è quella quindi di stimolare una presa di posizione differenti e totalmente distante dall’attuale modo di relazionarci con culture ed etnie così distanti.
Questi due percorsi così diversi eppure così vicini si intrecciano quindi in un nuovo spettacolo, l’ appuntamento è per questo sabato 1 Marzo, non nascondiamo che ci siamo davvero molta attesa da parte nostra questo nuovo allestimento targato dai due interpreti, il consiglio è quello di farci un salto, siamo certi che non ve ne pentirete affatto, se proprio poi non riuscite a presenziare don’t worry, restate sintonizzati qui sul Gorgo per un approfondito recap dell’evento, stay tuned!

Laszlo Biro
Via Braccio da Montone 56
(Pigneto) ROMA

Thanks to Laszlo Biro Gallery for The Pics

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HuskMitNavn – New Mural in Linköping‬, Sweden

28/02/2014

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Il grande artista danese HuskMitNavn si trova in Svezia in occasione della sua prossima mostra all’interno degli spazi della Passagen Linköpings konsthall di Linköping, proprio nella cittadina l’interprete si è dato da fare realizzando un nuovo e divertente intervento dei suoi.
Come abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di HuskMitNavn è ben conosciuto a livello internazionale per il suo stile decisamente sopra le righe, divertente ed irriverente l’interprete è padrone di una tecnica di disegno decisamente personale che utilizza svariando e portando avanti progetti su campi ed approcci diversissimi, spaziando dall’illustrazione, vero e propri core work delle sue produzioni, passando per l’arte urbana, alle opere di tipo installativo e concludendo con mostre in alcune tra le più importanti gallerie internazionali, tra cui ricorderete la recente The Hanging aperta in collaborazione con Michael Swaney di qualche mese addietro.
Le produzioni dell’interprete poggiano le basi su una duplicità tematica che si muove tra un peculiare carattere fortemente divertente, con una fortissima dose di umorismo ed irriverenza, ed il carattere riflessivo che ad una attenta analisi attraversa tutte le produzioni dell’artista, spaziando quindi dall’ironico al bizzarro e lasciando in questo modo chi ne osserva il risultato in preda ad emozioni contrastanti. Le opere di HuskMitNavn si sviluppano attraverso i surreali personaggi figli della fervida immaginazione che contraddistingue l’artista, sono scaglie e frammenti di persone comuni, in una rivisitazione stilistica piuttosto personale, che vanno a rappresentare i figli della società moderna calati all’interno di un contesto giornaliero e quotidiano dal quale tentano di allontanarsi, è una sorta di attrito visivo sottile e ricercato che va ad espandersi grazie al circuito ed alle trame che l’interprete sviluppa tutt’intorno, storie assurde ed improbabili che vanno proprio ad alimentare il senso di disagio e di conflitto interiore di questi peculiari characters.
In attesa di scoprire qualcosa di più sulla sua prossima esibizione, nel frattempo l’interprete ha avuto modo di dedicarsi ad una nuova e grande parete, l’intervento prende vita sulla facciata esterna di questo stabile industriale, HuskMitNavn segna lo spazio attraverso il suo peculiare stile visivo affidandosi anzitutto ad un’unica base cromatica per sviluppare un divertente lavoro dove vediamo una donna anziana portare a spasso il suo gigantesco cane, il tratto è come sempre pulito così come l’impianto stilistico porta avanti i canoni illustrativi ed appartenenti al mondo dei fumetti che da sempre ne influenzano il lavoro.
Il consiglio è come sempre di dare un occhiata alle immagini in calce con i dettagli di questa ultima magia firmata dall’artista, per chi trovasse in zona, e per gli amici Svedesi, invece l’appuntamento è per il prossimo 29 Marzo, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti del caso.

Pics via San

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Raptuz – A Series of New Pieces

28/02/2014

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Grazie ad una una bella infornata di opere realizzate durante i suoi recenti viaggio, con piacere andiamo a tuffarci all’interno del peculiare immaginario dell’artista italiano Raptuz, una visione che ci ha parecchio colpito ed interessato.
Come spesso accade le radici del lavoro di Raptuz rivolgono le loro solide basi all’interno di un fortissimo background da Graffiti Artist, l’interprete è infatti uno dei membri fondatori dell’importante crew milanese dei TDK, che ha nel corso del tempo evoluto verso uno stile personale proprio e piuttosto peculiare. Nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di unificare differenti ambiti ed approcci visivi all’interno di un unica cornice, osservando le opere veniamo quindi attraversati da differenti stili che spaziano dalla grafica all’illustrazione e che vengono miscelati all’interno di una mistura che unifica sotto un unica trama figurativo ed astratto. I lavori di Raptuz accolgono quindi una forte componente di disegno sotto però un influsso astratto che ne attraversa e scombina il risultato finale, si ha l’impressione quasi di osservare un immagine rotta, spaccata, con il dipinto letteralmente diviso in più parti, delle vere e proprie sezioni che attraversano e scombinano le linearità dei risultati finali. Attraverso questa peculiare impronta visiva l’artista propone una visone multi sfaccettata di un unica immagine, come se raccogliendo frame su frame da differenti angolazioni, andasse poi a collocare ogni singola inquadratura all’interno della superficie di lavoro, l’effetto finale è quello di un mosaico futurista con i profondi tagli che accartocciano l’immagine e che rendono l’intervento decisamente profondo e vario. Chi osserva viene quindi invogliato a vedere nel dettaglio le opere, ad immergersi al loro interno per cercare di ricostruire una trama rotta, spezzata, il flusso di sezioni, trasversali, orizzontali o verticali, vengono portate avanti dagli elementi poligonali che le costituiscono e sono alimentate da una decisa capacità pittorica dell’interprete. Ad avere un ruolo fondamentale all’interno dei lavori dell’artista sono infatti le tinte e gli effetti cromatici, come sfumature e giochi di tonalità, che vengono realizzati con estrema precisione, per alimentare le differenti sezioni ed in questo modo staccare ogni singola parte da quella precedente e da quella successiva in una continua danza di sali e scendi, tra profondità e tridimensionalità. L’impatto finale scombussola lo sguardo, rompe con la rigidità e ci scaraventa all’interno di un percorso articolato e sfaccettato, l’impressione è quella di osservare un lavoro attraverso un specchio rotto dove la linearità è perduta e non rimane altro che ricostruire con la mente un immagine completa, o semplicemente abbandonarsi all’interno della trame e dei suoi differenti percorsi proposti dallo stesso interprete, spettacolo.
Per farvi meglio comprendere tutto il peculiare stile dell’interprete vi abbiamo preparato una ricchissima galleria, ben due pagine che ripercorrono i momenti del making of fino alla realizzazione di questi interventi da Vignate a Caltanissetta passando per Miami e concludendo con Tavernola, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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NEW WALL ORDER Underground street-art conspiracy

27/02/2014

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Questo sabato 1 Marzo lo spazio espositivo delle Officine Creative Ansaldo ospiterà NEW WALL ORDER, un evento di live-painting con alcuni dei volti più importanti della nostra scena 108, 2501, CT, Eleuro, Giorgio Bartocci e Ufocinque che si impegneranno con sei interventi all’interno di un unica grande parete.
Il titolo della serata si rifà direttamente all’idea del NEW WORLD ORDER, con tutte le storie e le distorsioni che tanto piacciono ai seguaci delle teorie del complotto, in questo caso la sigla si trasforma in NEW WALL ORDER atta proprio a rimarcare il profondo cambio di rotta che ha investito ogni singolo artista partecipanti alla serata ed all’evento. Peculiare è infatti la presenza di artisti che attraverso un comune background, tutti affondano le proprie radici in un precedente percorso da graffiti artist, sono andati poi ad evolversi attraverso uno stile proprio, peculiare e che proprio per la sua unicità rappresenta uno scrollarsi di dosso il vecchio ordine e le imposizioni. Come abbiamo avuto modo diverse volte di vedere ogni interprete ha sviluppato un approccio personale all’interno del roster scelto si passa da un astrattismo convinto ad una figurazione evanescente e onirica intersecando stili ed approcci differenti. 108 ha saputo coniugare una ricerca profonda sulla forma e sulla natura attraverso l’elaborazione delle sue canoniche figure nere, 2501 continua a portare avanti i propri interventi attraverso le sue linee sinuose affrontando temi e spunti dal sapore mistici ed emotivo, CT che continua il personale dialogo con le lettere attraverso una scomposizione ed un arrangiamento criptico delle sue stesse iniziali, Eleuro che attraverso approcci differenti dà vita alle sue scene alimentata da personaggi e situazioni surreali e bizzarre, Giorgio Bartocci attraverso le sue ombre danzanti si inserisce nelle percezioni e nelle differenti increspature dell’animo umano, arrivando infine ad UfoCinque che tramite un personale utilizzo della carta dà vita ai suoi labirinti conditi da personaggi e situazioni dal fortissimo impeto e da un impatto scenico pazzesco.
Sei linguaggi differenti che avranno quindi modo di esprimersi nel migliore dei modi, sei realtà tra le più solide della nostra scena che avrete l’opportunità di vedere dal vivo ed al lavoro, infine oltre all’eccellente wall painting, ci sarà un accompagnamento sonoro di tutto rispetto con le note elettroniche di DJ Mad, Futureground e Asso Spades che faranno da apri pista alla big guest star Jus-Ed – direttamente dalla Underground Quality Productions) – che andrà a chiudere l’evento nel migliore dei modi.
Vi abbiamo già detto quello che farete questo sabato, non prendete impegni, segnatevi la data sul calendario, si tratta di un appuntamento praticamente imperdibile, noi ve l’abbiamo detto e se proprio non riuscite a presenziare, don’t worry a suo tempo qui sul Gorgo vi mostreremo tutte le immagini dei lavori portati a termine e della serata attraverso un approfondito recap, stay tuned.

Officine Creative Ansaldo
Via Bergognone 3
(ang. Via Tortona 54) Milano

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Grito – “Rosa de Foc” New Mural in Barcelona

27/02/2014

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A distanza di davvero parecchie settimane, e dopo le esuberanti collaborazione con Nelio ed Aryz torniamo con piacere ad mostrarvi il lavoro dell’artista Catalano Grito grazia a questa sua ultima perla realizzata ancora una volta all’interno di un vecchio ed abbandonato edificio.
Il caratteristico lavoro di Grito affonda le sue solide basi, come è facilmente intuibile, nella cultura e nelle sperimentazioni legati al mondo dei graffiti, l’interprete Spagnolo parte da queste radici per sviluppare una personale trama visiva che paga la sua influenza con il mondo dell’illustrazione e che va a toccare argomenti e spunti tematici tra i più disparati. L’interprete porta avanti e ricerca trame singolari agglomerando elementi geometrici oppure sviluppando veri e propri soggetti attraverso una costante ricerca di spazi e spot che lo vede investire e lavorare all’interno di zone ed edifici abbandonati all’interno dei quali ha l’opportunità di sviluppare al meglio e con calma tutte le sue peculiari visioni. Le peculiarità dei lavori presentati dall’artista sono dettate da un utilizzo di una fortissima inflessione cromatica che va ad investire la totalità delle sue produzioni, gioca con le differenti tonalità di una stessa tinta oppure si diverte a disporre differenti colori all’interno di un unico tessuto l’interprete, sviluppando e portando avanti all’interno degli spazi figure ed elementi arrivando infine ai bizzarri personaggi, che muovono le sue stesse opere, tutti accomunati da un’unica vivace e smisurata fantasia, l’artista porta avanti l’idea di un utilizzo attivo degli spot e degli spazi a disposizione creando vivaci effetti fi profondità od andando letteralmente ad utilizzare le componenti e ciò che trova all’interno di questi luoghi.
Questa ultima fatica di Grito dal titolo “Rosa de Foc”, dal catalano rosa di fuoco, viene accompagnata dalla sintomatica frase ‘Barcelona must wake up’ e da una data che per molti Spagnoli è rimasta letteralmente scolpita nella memoria, il 20 Luglio 1936. L’opera quindi va direttamente a toccare anzitutto una data storica, quella del colpo di stato del generale e futuro dittatore Franco, e immediatamente dopo va a sollevare una riflessione sull’attuale situazione Spagnola, e più in profondità su quella della Catalogna che ha proprio in Barcellona il suo fulcro. L’artista sviluppa quindi il suo lavoro elaborando una serie di elementi e personaggi incastonate tra di loro che vanno proprio a formare la scritta che il titolo al pezzo e che vediamo letteralmente spinti da una grande figura alle loro spalle atta probabilmente a rappresentare i poteri forti, un vero e proprio spettacolo.
In attesa di scoprire nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista vi lasciamo alle immagini certi che ne saprete cogliere appieno tutta l’esuberanza ed il particolare impianto visivo, dateci un occhiata!

Pics by The Artist

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Violant – A New Mural in an Abandoned Place

27/02/2014

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Torniamo con piacere ad approfondire l’operato di Violant, il grande artista Portoghese ha infatti da poco terminato all’interno dell’ennesimo edificio fatiscente un nuovo incredibile lavoro dei suoi con il quale prosegue nel portare avanti i temi e gli spunti a lui più cari.
L’impatto con le produzioni di Violant ci ha sempre scosso e lasciato di stucco, i temi e gli sviluppi cromatici e visivi abbracciano gli spazi lasciandoci senza parole ed assolutamente immersi nelle fittissime trame e nell’enorme quantità di dettagli che l’artista sceglie di dispensare all’interno delle sue stesse opere, riescono a suscitare emozioni e sentimenti contrastanti attraverso temi e spunti che vanno spessissimo a coinvolgere il mondo degli animali abbracciandone però un ottica fortemente malinconica, fredda e negativa. Si tratta di vere e proprie storie di morte, strazio e pena che vanno fortemente a scuotere nelle viscere chi ha l’opportunità di trovarcisi difronte, suscitano un malessere, toccando le corde più sensibili ed emotive, provocando sentimenti contrastanti racchiusi all’interno di una rappresentazione che grazie alla peculiare realisticità del tratto alimenta esponenzialmente l’impatto finale e la profondità sensitiva degli interventi. Violant sceglie quindi un approccio diretto, senza filtri e senza censure, realizza i propri lavori servendosi ed alimentando un profondità tematica decisa attraverso un tratto che si spinge verso il reale al fine di rappresentare nel migliore dei modi questi grandi quadri spenti e negativi.
Per questa sua ultima fatica l’interprete ancora una volta si addentra all’interno di un vecchio stabile, come abbiamo avuto modo di notare nella precedente opere di qualche settimane addietro (Covered) anche qui l’artista sceglie di occupare completamente tutta la grande parete spingendosi verso il tetto ed il pavimento per ricamare una trama che possa di fatto avvolgere chi ci capita difronte, proiettandolo ed avvolgendolo all’interno di tutto il proprio e tipico immaginario, e non possiamo che ammettere che funzioni. Attraverso il consueto minuzioso lavoro di pittura Violant va a tessere una trama fittissima di elementi, ancora una volta l’interprete realizza una pittura interamente dedicata al mondo animale andando a rappresentare una vivissima fauna sottomarina, tra le rocce, le alghe e tutto il tipico habitat marino, vediamo al centro dell’opera un giganteggiante squalo supportato da una miriade di piccoli pesci, probabilmente i figli, che ne seguono il cammino. L’abilità dell’artista di riuscire a segnare lo spazio attraverso una realisticità pazzesca viene dà vita ad un opere assolutamente viva, un intervento che respira e che per la prima volta non mostra direttamente un immagine di morte o di calvario emotivo, ma piuttosto sembra quasi lasciarci intendere, cose se ci trovassimo di fronte al momento precedente, il che rende questo fermo immagino un momento di sospensione emotiva, di calma prima della tempesta.
Vi lasciamo ad una bella selezione di immagini con le quali possiamo dare uno sguardo approfondito a quest’ultima magia firmata dall’interprete, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare il particolare stile e la grande profondità dei lavoro dell’artista, enjoy it.

Pics by The Artist

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Axel Void – “LIFE” New Mural in Miami, Usa

27/02/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro del grande Axel Void, l’artista infatti ha da poco terminato un nuovo intervento a Miami come parte della sua serie LIFE proseguendo nel portare avanti temi e dinamiche che da sempre ne influenzano l’operato.
Il fascino dei lavori di Axel Void sta tutto nella particolare vena tematica che l’interprete ha scelto per il suo percorso artistico, si tratta di una riflessione che abbraccia temi e spunti differenti, il sapore è forte quasi amaro e va a toccare argomenti delicati e vorticosi, la morte, la rinascita e la vita, portando chi osserva a dirottare la propria attenzione sulle questioni più scomode, quelle difficile legate alla vita quotidiana, agli aspetti più sgradevoli e difficili, i classici bocconi amari che durante il nostro cammino intralciano o deviano la nostra stessa esistenza verso percorsi e situazioni differenti. L’interprete affonda quindi la sua pittura nel fango, nei sentimenti e nei pensieri più bui raccontando visivamente gli attimi e le sensazioni più cupe, spesso senza alcun tipo di filtro, d’impatto e di impeto ci troviamo a guardare uno specchio che spesso non siamo stati in grado di affrontare, i nostri problemi e le nostre vicissitudini proiettate all’interno di una pittura fortemente emotiva che non si lascia contaminare da tinte e colori caldi ma che piuttosto balla coscientemente all’interno di scale cromatiche grige e scure atte a riflettere una particolare percezione ed uno preciso stato d’animo. L’operato di Axel Void entra quindi di diritto all’interno di un percorso simbiotico, lo spettatore si ritrova a riflettere ed a guardarsi dentro, ad interrogarsi sui personali problemi, sulle sue vicissitudine ampliate e rimbalzate all’interno delle opere dell’artista.
Da questa precisa base tematica e stilistica l’interprete ha ricavato una personale serie, l’emblematico titolo LIFE fa capire come nell’intenzione di Void ci sia la volontà di raccontare fatti e situazioni quanto mai reali racchiuse all’interno di una sorte di cornice appannata. I lavori si presentano all’interno di un grande cerchio, una sorta di finestra sul passato all’interno della quale l’interprete dipinge questi spaccati e queste reminiscenze dei tempi passati, attimi di vita appunto profondamente in sintonia con le tematiche e con gli stilemi cari all’artista.
Quest’ultimo intervento prende vita all’interno del vecchio Miami Marine Stadium, Axel Void dà vita ad un opera quanto mai personale, riflette sul suo passato l’interprete ricordando quando, poco più che ragazzo, si era impegnato nella sistemazione di un centro culturale a Cadice in Spagna che nonostante l’impegno fu comunque abbattuto. I temi cambiano ed ora i progetti a carattere urbano si sprecano ed ecco perché proprio attraverso la realizzazione di interventi murali è nato l’Art | History – Friends of Miami Marine Stadium Mural Project atto proprio a finanziare il ripristino per uso pubblico della struttura.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il valore e l’impatto di quest’ultima opera dell’artista vi abbiamo preparato una bella serie di scatti che documentano tutti i dettagli del lavoro, è tutto dopo il salto dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

When I was twelve a group of friends and I squatted an abandoned cultural center in Cadiz, Spain. We kicked out the drug addicts, cleaned the place, stole electricity, painted and hung out there all day. This was part of the reason why two years after, the city hall decided to break down the building instead of reusing it.
Fifteen years later, I’m happy to be part of a project where painting is helping avoid this process. Art | History – Friends of Miami Marine Stadium Mural Project is funding the rehabilitation of the abandoned Miami Marine Stadium, for public use.

Pics via San

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Faith47 – “Harvest” New Mural for #ANOTHERLIGHTUP Project

27/02/2014

A distanza di tempo torniamo a parlarvi del lavoro di Faith47, la grande artista Sudafricana ha da poco terminato questa sua nuova magia, un lavoro realizzato all’interno del progetto di crowd-funding sociale dal titolo #ANOTHERLIGHTUP chi mira ad illuminare una delle zone più difficili di Cape Town.
La caratura tutta sociale di #ANOTHERLIGHTUP sta tutta nell’impegno di tre soggetti, Design Indaba Trust, Thingking ed infine la grande Faith47, è proprio attraverso l’impegno nei tre differenti ambiti di lavoro di ciascuno di loro che prende vita questo ambizioso progetto che mira ad una prevenzione della violenza attraverso una riqualificazione urbana. L’idea è quella di dare luce al quartiere di Khayelitsha, uno dei più pericolosi a Cape Town, attraverso un finanziamento che possa portare alle realizzazione di un sistema di lampioni che possa coprire ben 700 mt di strada, oltre allo sviluppo l’idea è anche quella di mettere l’accento sui problemi del rifornimento elettrico che rappresenta una delle principali preoccupazioni sulla sicurezza pubblica. In questo calderone di temi e spunti dalla forte impronta sociale il lavoro la scelta di far lavorare Faith47 risulta quanto mai azzeccata, l’operato dell’artista come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, poggia le sue solide basi sua una rappresentazione dalla forte caratura onirica, a tratti mistica che racchiude in se il perfetto punto di incontro tra uomo e natura attraverso un tratto atto proprio ad alimentare il carattere sognante la profonda espressività dei suoi dipinti. Il carico di emozioni che quindi investe gli spazi viene quindi incanalato all’interno di un progetto sviluppato e voluto per la comunità, nasce così “Harvest”, questo il titolo del lavoro, che racchiude in se tutto il peculiare stile dell’artista che ancora una volta sceglie la figura della donna come principale vettore visivo. La rappresentazione coinvolge un femmina dal tipico aspetto sudafricano, alle spalle della stesse si sviluppano invece una serie di elementi e figure geometriche tutte riconducibili al cerchio che alimentano l’impatto del lavoro donandogli una sorta di velo quasi divino, il tutto infine viene accompagnato dalla laconica scritta ‘urban visionary’.
Le leva dell’arte urbana viene quindi sviluppata attraverso probabilmente uno degli interventi meglio riusciti di Faith47, tutto il potere catalizzatore e dell’impatto sociale dell’opera va a confluire in un progetto che ha nel suo cuore anche una forte caratterizzazione tecnologica. A completare infatti l’intervento una serie di luci che fanno da vero e proprio feedback visivo per coloro che osservano l’opera, la parete si illumina di notte ogni volta che viene raccolto sufficiente denaro per l’installazione di un nuovo palo della luce.
Per farvi meglio apprezzare tutta la magia ma soprattutto l’impegno e la profondità di un progetto di questa natura che dimostra ancora una volta tutto l’impatto e l’importanza dell’arte urbana, vi lasciamo ad una splendida serie di immagini che documentano lo splendido lavoro, al bel video che spiega il progetto e ci offre l’opportunità di vedere l’interprete durante le fasi di lavoro, fatto questo non vi resta che andare direttamente sulla pagina dedicata e supportare il progetto adeguatamente, coraggio la notte va illumina

Thanks to The Artist for info e pics
Pics by Rowan Makhulu

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Poeta – New Mural in San Martín, Buenos Aires

26/02/2014

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Dopo le recentissime e fruttuose collaborazione, l’artista Argentino Poeta torna a lavorare in solitaria presentandoci un nuovo piccolo intervento realizzato a San Martín all’interno della provincia Grande Buenos Aires con il quale procede nel portare avanti il caratteristico impianto visivo.
Come spesso ci è capitato di vedere il lavoro di Poeta si sviluppa attraverso una forte e rimarcata influenza astratta, nell’idea dell’artista c’è la precisa volontà di sperimentare forme e configurazioni differenti attraverso gli studi sulle geometrie e più in particolare sugli elementi tridimensionali. Negli interventi dell’artista prendono vita enormi ed intricatissime figure che celano al loro interno un variegato sistema di elementi e configurazioni differenti, l’idea è quella di una sorta di blocco unico che va mano a mano ad aprirsi ed a schiudersi fortemente caratterizzato da una componente cromatica rilevante ed impattante. L’artista Argentino si affida infatti a colori tinte ed elementi cromatici fortemente accessi atti quasi a far risaltare maggiormente le sue figure, attraverso essi va poi a sviluppare le trame interne delle varie configurazione, tra texture, pattern in un continuo avvicendarsi di effetti di tridimensionalità con altri di profondità, la figura dipinta in questo modo sembra letteralmente uscire dalle due dimensioni della parete per spingersi verso una tridimensionalità che lascia assolutamente colpiti e coinvolti. Un approccio assolutamente dinamico quindi che va ad alimentare nei suoi risultati finali una forte sensazione di movimento continuo, è forse questo l’aspetto più interessante delle produzioni dell’Argentino lo spingere sempre verso una rappresentazione multi-sfaccettata che possa raccogliere elementi visivi forti e rimarcati e che al contempo porti a compimento effetti e soluzioni geometriche nuove e coinvolgenti.
Per questa sua ultima fatica Poeta va a lavorare su questo scampolo di parete scegliendo di dedicarsi ad una cura del dettaglio incredibile, l’interprete va ad elaborare una figura nuova, giocando su tutte con le differenti tonalità del verde ed inserendo al suo interno piccoli stralci cromatici come il rosa, il giallo, il roso ed il fine il nero, passando per il blu ed il bianco. Osservando il lavoro emergono tutti gli elementi tipici della pittura dell’artista, dalle forme maggiormente affilate a quelle più dolci e rotonde, unite e sviluppate da un unico cuore centrale.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete e di vederlo alle prese con qualche parete di dimensioni maggiori, vi lasciamo ad alcuni scatti che documentano questa sua ultima interpretazione, dateci un occhiata e se volete approfondire vi rimandiamo alla nostra ricca sezione con tutti i lavori precedenti, qui.

Pics by The Artist

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David De La Mano x Pablo S. Herrero – “Mandrágoras” New Pieces

26/02/2014

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Con piacere andiamo a dare un occhiata approfondita all’ultima combo firmata da David De La Mano e Pablo S. Herrero, i due interpreti si sono infatti ritrovati a Cervera, un cittadina Spagnola nella provincia di Lleida dove hanno realizzato una bella serie di piccoli interventi.
Senza dubbio uno dei sodalizi meglio riusciti quello tra i due artisti che riescono puntualmente ad unificare sotto un unico sviluppo visiva i diversi aspetti tematici del loro personale lavoro. Come infatti abbiamo avuto spesso il piacere di raccontarvi il lavoro di David De La Mano e Pablo S. Herrero poggia la sua solida base sull’utilizzo esclusivo del bianco e del nero come unici vettori cromatici, se la stilistica è quindi fortemente sviluppata su un percorso comune, i temi trattati differiscono in maniera netta. Da una parte il lavoro di David De La Mano, l’artista sta spingendo e portando avanti una precisa e tematica legata all’uomo, le sperimentazioni visive, applicate attraverso una sempre più crescente esigenza di cambiare forme e sembianze agli elementi che ospitano le sue visioni, sviluppano una precisa e distintiva rappresentazione dell’uomo moderno. Nell’idea dell’interprete risiede la volontà di una pittura atta a rappresentare i demoni interiori dell’uomo, osservando le sue opere si notano infatti fare capolino nascosti tra la folla piccoli esseri, dei veri e propri demoni armati di bastoni e con le orecchie a punta, è proprio qui che risiede la peculiarità tematica dei lavori dell’artista, il celare le brutture e gli orrori dell’uomo attraverso la pittura di una controparte opposta e rabbiosa, brutale e cattiva celata all’interno delle sue caratteristiche e ricchissime configurazioni in un continuo bilanciamento tra bianco e nero, tra malvagio e puro. Dal canto suo Pablo S. Herrero porta avanti una tematica maggiormente e completamente legata agli aspetti prettamente naturali, lo sviluppo delle peculiari trame visive procede quindi verso una pittura di ramificazioni di differenti dimensioni che vanno mano a mano a propagarsi su tutta la superficie di lavoro attraverso il consueto binomio cromatico che va ad amplificarne l’impatto finale. Le soluzioni dell’artista vanno spesso a sviluppare rapporti tra configurazioni ed elementi differenti, tra ramificazioni più grandi e più piccole, passando per l’interessante progetto in rosso dal titolo “Red in Neighborhoods”.
Abituati a vederli alla prese con spazi senza dubbio più grandi, come le due eccellenti pareti realizzate per Galería Urbana, l’incontro di questi due differenti approcci da vita qui ad serie di piccoli interventi sulle superfici più disparate, una miscela profonda e riflessiva che va a segnare gli spazi attraverso una riflessione sul rapporto intrinseco tra natura ed uomo, un intreccio di visioni con i minuscoli personaggi che ramificano i loro arti quasi a voler cercare un nuovo contatto con la propria terra.
Dopo il salto una bella e ricca serie di scatti con tutte le immagini, ed i relativi dettagli, di questa piccola grande serie inaugurato dal duo di artisti, in attesa di vedere se avrà un seguito, il consiglio è quello di darci un occhiata, scrollate giù, è tutta vostra.

Pics by The Artist

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Reka – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

26/02/2014

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Arrivati quasi al termine del nostro succoso approfondimento sull’eccellente POW WOW Festival 2014, sveliamo finalmente uno degli interventi più interessanti di tutta la rassegna, è Reka infatti ad aver da poco terminato questa splendida composizione ad Honolulu.
Il grande artista Australiano con base a Berlino porta in dote per il festival tutta la sua eccentrica firma visiva, come spesso abbiamo avuto modo di vedere l’operato di Reka poggia le sue solide basi su un personalissimo tratto visivo figlio di una spiccata sensibilità, l’interprete abbraccia pienamente il proprio background da graffiti artist sviluppandolo però attraverso la creazione di particolari forme e linee sinuose che vanno a tracciare i corpi dei soggetti all’interno delle sue stesse opere. Attraverso un personale filtro astratto l’artista sviluppa così un eccellente trama visiva che va, altalenando binomi cromatici, a costituire le personali visioni, la ricchezza dei dettagli così come delle forme e degli elementi che vanno mano a mano a susseguirsi all’interno degli spazi rappresentano il valore aggiunto di una produzione che si pone nel mezzo tra un approccio illustrativo e forte indole astratta, dove con poche linee ed forme intrecciate ed intersecate tra di loro, l’interprete va a costituire la fittissima e personale trama visiva. Analizzando nel dettaglio il percorso dell’interprete emerge una particolare predilezione per la pittura e la rappresentazione della donna, attraverso un lavoro di sezionamento, con le parti del corpo sparse, oppure concentrandosi nella rappresentazione unicamente delle sezioni dei corpi, le braccia così come le mani, passando per i caratteristici volti, vero e proprio fiore all’occhiello delle produzioni targate Reka, completamente immerse all’interno del fitto immaginario stilistico proposto dall’Australiano.
Per la rassegna Reka ha l’opportunità di lavorare su una vasta superfice impegnandosi in un percorso architettonico e visivo piuttosto complesso, lo spazio a disposizione è infatti questo intero edifici che è stato completamente trasformato e calato all’interno dell’immaginario dell’artista. Tra i vari cunicoli dei muri, tra le piccole e grandi insenature e pareti si muove così un grande mosaico di forme, soggetti ed elementi differenti. È interessante notare come l’opera, divisa in veri e propri blocchi, ruoti attorno ad un sistematico cambio di colori e tonalità, ad ogni passaggio assistiamo quindi ad un nuovo rapporto cromatico che va poi a riproporsi attraverso differenti tonalità e tinte, l’interprete scegli qui di di affidarsi a campionature maggiormente accese, quasi a voler far risaltare con maggiore enfasi il suo stesso intervento andando a spaziare tra gli argomenti più disparati riconducibili alle immagini tipiche dell’isole, come i fiori, le radici, i volti tribali e molto molto altro in una vera e propria immersione nella cultura hawaiana attraverso il suo personale filtro tematico.
Scrollate ad attendervi dopo il salto una bella e ricchissima serie di scatti con alcune immagini dell’artista al lavoro fino a tutti i dettagli di questa sua ultima e splendida composizione, il consiglio è quello di darci un occhiata e se siete interessati è disponibile da 1xRun la serigrafia dell’interprete realizzata proprio in occasione della bella kermesse hawaiana, fateci un pensierino!

Pics via AM and San

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Basik – New Mural near Matmata, Tunisia

26/02/2014

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Dopo aver da poco e con successo aperto la sua Tabula Aut Mortem all’interno degli spazi della Avantgarden Gallery di Milano, il grande Basik è partito per un piccolo viaggio alla volta della Tunisia dove ha da poco terminato questo suo primo intervento.
Questo suo ultimo lavoro porta avanti il percorso e la ricerca stilistica che da sempre contraddistingue l’operato dell’interprete Italiano, come abbiamo avuto modo di vedere Basik porta avanti una personale ricerca visiva che lo vede impegnarsi in due precisi percorsi tematici, da una parte i volti ed i corpi delle sue canoniche figure total black dove l’artista sviluppa trame cromatiche espressive e viscerali, dall’altra un continuo sviluppo sulle mani e sul loro movimento di cui proprio quest’ultimo pezzo è la diretta conseguenza ed ultimo approdo. In questo suo particolare filone tematico l’interprete sceglie di affidarsi al nero, al bianco ed al colore ore come unici interlocutori cromatici andando a sviluppare temi, situazioni ed argomenti spesso intrecciati nel folklore, nel mistico e più in generale nella superstizione e cultura popolare, raccogliendone spunti e con essi sviluppando determinate pose e visioni catartiche che vanno ad alimentare il senso di profondità e sopratutto l’impatto e l’interazione di chi ha la possibilità di vederle da vicino. L’intreccio simbiotico e riflessivo che l’interprete porta in dote nei suoi lavori va quindi ad alimentare un dialogo per certi versi criptico e più basato su un livello emotivo, le opere richiamano immagini e sensazioni, come se in realtà fossero note, lasciandoci in sospeso a domandarci ed ad interrogarci sull’effettivo significato.
Questo ultimo viaggio dell’artista offre l’opportunità allo stesso di dialogare con maggiore enfasi con la particolare scenografia che fa da sfondo alle sue creazioni, ci troviamo vicino al villaggio troglodita di Matmata dove sorge questa scuola abbandonata proprio in mezzo ad una zona desertica piena di rocce rosse, sulla struttura Basik va quindi a sviluppare una delle sue canoniche mani affidandosi questi volta ad una visione maggiormente sottile, l’arto si fa infatti più affusolato e meno gonfio, i dettagli delle dita così come quelli dei segni sul palco, tutti rigorosamente in bianco, fanno posto ad uno piccolo occhio posto proprio al centro, la pupilla di colore ore va direttamente a riprendere lo stesso colore della base del polso accompagnando chi osserva in un susseguirsi di sensazioni differenti. L’impatto con il lavoro alimentato dal particolare spot scelto dall’artista va a richiamare come sempre i tratti mistici ed onirici del lavoro dell’artista, in un perfetto equilibrio cromatico spezzato unicamente dalla venature bianche che compongo la trama cutanea della mano nonché le linee di costruzioni della stessa.
Dopo il salto vi diamo l’opportunità di immergervi nel migliore dei modi all’interno del peculiare panorama nord africano con una bella serie di scatti, il sole caldo ed il deserto ad ampliare l’eccellente risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per i successivi aggiornamenti sul viaggio.

Thanks to The Artist for The Pics

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Zilda – “Visitazione” New Piece in Naples

26/02/2014

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A distanza di qualche settimana dall’ultimo lavoro, il grande Zilda torna ad impegnarsi con nuovo intervento, siamo ancora una volta a Napoli a Piazza Bellini dove l’artista francese si è avventurato all’interno di questa viuzza per dare sfogo ancora una volta alle sue visioni.
L’allestimento scenico, così come le sensazioni del momento, le emozioni che trasudano alcuni luoghi, rappresentano il vero stimolo per il lavoro di Zilda non si tratta quindi di una ricerca affamata di spot da coprire ma piuttosto un lento e cosciente divenire per le strade, gli anfratti ed i vicoli della sua Napoli, tra i dannamenti, le storie e le vicissitudini di una città che respira con i suoi cittadini e che riesce a regalare panorami ed immagini uniche. Da questi stimoli visivi l’interprete trae l’ispirazione per le sue opere ed è qui che va a svilupparsi un nuovo ambiente, un terreno fertile per il divagare di immagini dal forte sapore classico, dall’indole antica eppure così dannatamente attuale che si intrecciano con la vita di chi ci capita davanti, istanti raccolti in una pittura evocativa che attaccate su parete, scrutano e sedimentano sensazioni, emozioni e sentimenti aprendo un contatto raro e dirompente con l’osservatore, le perle dell’artista vanno così ad incastonarsi all’interno del tessuto cittadino quasi celate, nascoste ed in attesa di essere scoperte. Il carattere riflessivo permea gli interventi di Zilda spingendo chi osserva ad indagare sugli effettivi significati che questi spiriti ed ombre classiche portano con loro, sugli aspetti che li legano alla vita moderna in una sorta di apparizione dal forte sapore mistico ed al contempo onirico.
Dopo Rinunciazione quest’ultimo lavoro da titolo “Visitazione” segna quindi il ritorno in pianta stabile di Zilda a Napoli che sceglie di andare a pescare direttamente da un nuovo tema squisitamente religioso, prende spunto dalla Visitazione della beata Vergine Maria l’interprete andando ad incollare la personalissima rivisitazione del momento in cui la vergine Maria fece visita sua cugina Elisabetta dopo avere ricevuto l’annuncio che sarebbe diventata Madre di Gesù per opera dello Spirito Santo, un opera quindi che ricorda uno degli avvenimenti più sacri della religione Cristiana e che viene riproposto attraverso il personale filtro visivo tipico dell’interprete.
In attesa di scoprire i nuovi spostamenti ed aggiornamenti dell’artista, scrollate giù, per la prima volta infatti abbiamo l’opportunità infatti di seguire passo per passo tutto il processo produttivo dell’interprete, dal bozzetto passando per la realizzazione effettiva dell’opera in studio fino ai momenti in strada, è tutto dopo il salto in una ricchissima serie di scatti, il consiglio è quello di darci un occhiata, ne vale davvero la pena.

Pics by The Artist

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Interesni Kazki – “Holy Slipper” New Mural in India

25/02/2014

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Con questa nuova splendida parete, continuiamo con piacere a seguire gli sviluppi del viaggio intrapreso da ambedue i componenti del duo Interesni Kazki, AEC e WAONE, in India, un nuovo intervento che segna in grande stile verso dinamiche decisamente più fantastiche.
Il particolare approccio visivo degli Interesni Kazki ci ha sempre particolarmente catturato, il due artisti immettono nelle loro pareti i frutti e le visioni di un immaginario sconfinato ricco di spunti differenti, dai rimandi alla cosmologia, passando per i micro universi abitati da personaggi surreali, combinati alla vastità di dettagli presenti, sono opere vive che vengono alimentate da un utilizzo di palette calde a contrasto con colori più notturni. Per capirne affondo il loro particolare stile dobbiamo letteralmente immergerci all’interno di esso, coglierne gli spunti, lasciarci trasportare dalla ricchezza visiva fino a perderci completamente all’interno in orgastica mole di dettagli e danze mistiche. La capacità di ambedue gli artisti da tracciare un universo mutevole, personale e ricchissimo di elementi differenti ci ha sempre lasciato estasiati, la connotazione naturale così come quella fantastica rappresentano il valore aggiunto di una produzione che ha nell’elevatissimo livello di dettaglio la sua vera peculiarità, AEC e WAONE vanno a prendere ampio da tutto quel variegato mondo di simboli ed elementi mistici riuscendo ad imbastire una trama visiva personale che ci apre le porta di una sorta di fiaba moderna, raccontata attraverso il reale e l’irreale, emerge così un efficacissimo mix tra ciò che conosciamo e ciò che ignoriamo, da fantasia e realtà in una sospensione che non si limita ad essere unicamente visiva ma soprattutto emotiva.
Per questa su ultima fatica dal titolo “Holy Slipper” AEC torna a calcare con forza un approccio maggiormente fantastico, l’intera superfice di lavoro, la piccola parete di questa casupola nella zona di Varkala, andando nuovamente a proporre i consueti ed interessantissimi mash-up visivi ed impegnandosi nella creazione di una scenografia dal fortissimo carattere naturale che richiama ancora una volta il paesaggio Indiano. L’attenzione è però tutta per la figura centrale, gli elementi di sfondo per un volta passano in secondo piano per un impegno maggiormente diretto versola grande pantofola nel mezzo. Proprio la caratteristica pantofola rappresenta un piccolo simbolo della cultura Indiana che viene completamente trasformato dall’artista ucraino, si muove così una sorta di essere mistico e fortemente folkloristico che porta sulle sue spalle una gigantesca brocca di acqua dotata di proboscide. La qualità della pittura è fuori discussione, i giochi di luce, così come la ricchezza di dettagli segnano ancora una volta un nuovo e memorabile intervento.
Scrollate giù dopo il salto una bella panoramica con tutti i dettagli di questa ultima fatica targata AEC, in attesa di vedere nuovi aggiornamenti dal duo, magari una parete insieme, vi lasciamo quindi alle immagini di questa sua ultima fatica certi che non mancherete di coglierne tutta l’efficacia.

Pics by The Artist

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Xuan Alyfe – “Roots” A New Mural

25/02/2014

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Con piacere andiamo a rituffarci all’interno del variegatissimo universo di Xuan Alyfe (Interview), il grande interprete Spagnolo ha infatti da poco terminato un nuovo lavoro dal titolo “Roots” con il quale continua a portare avanti il personalissimo e viscerale impatto stilistico che da sempre ne contraddistingue l’operato.
Ogni volta che ci ritroviamo a tu per tu con i lavori di Xuan Alyfe emerge in noi il desiderio di intraprendere un viaggio sospinti dalla particolarissima impronta visiva che distingue i suoi interventi, bagnati da una mistura di colori acidi e repentini cambi di stile, elementi e forme, un ricchissimo ed esuberante carattere cromatico che inonda il nostro sguardo calamitando le nostre viscere e impegnando i nostri pensieri e le nostre emozioni.
Il percorso scelto da Xuan Alyfe è una personalissima miscela di elementi differenti, come abbiamo avuto spesso modo di vedere, le opere dell’artista poggiano le basi su una fortissima connotazione cromatica, i colori rappresentano il primissimo canale di interazione tra l’opera e chi osserva, quello che maggiormente scuote ed interessa è vero la forte istintività che traspare ed emerge dagli interventi dell’interprete. Nell’intenzioni dello Spagnolo c’è quindi l’esigenza di portare avanti un percorso figlio delle emozioni e degli stati d’animo, dell’istintività del momento supportata da un cosciente e ragionato impianto visivo. All’interno dei lavori dell’artista infatti risiedono una moltitudine di elementi e figure differenti disposte dall’interprete con la precisa volontà di farci intraprendere un viaggio personale all’interno di un caleidoscopio emotivo ricco e profondo. Si scatenano così sulla superfice configurazioni differenti figlie di una forte impostazione astratta che sfocia in texture e pattern differenti, nella creazione di elementi maggiormente organici arrivando infine a veri e propri scampoli architettonici che la pittura di minuscole figure che vengono per guidarci in questo mare di colori e figure.
La sensazione osservando le opere di Xuan Alyfe è ancora una volta quella di trovarsi all’interno di un universo sospeso tra realtà e finzione, tra elementi fantastici e figure più familiari, la pittura di un sogno ad occhi aperti e che riesce sempre a lasciarci coinvolti ed interessanti, quasi persi mentre cerchiamo di risalire schivando i labirinti della nostra stessa mente, affrontano le nostre emozioni più profonde che prendono vita e si trasformano in solchi profondi, accentuati, quasi a spezzare un percorso già impostato e che vede ora un cambio di rotta deciso verso nuovi lidi, a toccare con mano i frastagliati e sinuosi aspetti della nostra psiche tra ricordi vivi ed istanti più appannati, tra figure misteriose a guidarci in questo viaggio personale e piccolo arbusti a segnare ogni nostro bivio, ancora una volta emozione pura.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto lo stile dell’artista Spagnolo vi lasciamo ad un bella serie di immagini che documentano tutti i dettagli di questa sua ultima fatica, il consiglio è quello di darci un occhiata e se volete approfondire qui la nostra intervista di qualche tempo fa, enjoy it.

Pics by The Artist

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VinZ x Hyuro – New Mural in Valencia, Spain

25/02/2014

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A distanza di qualche settimana, due grandissimi artisti come VinZ e Hyuro, veri e propri padroni delle strade di Valencia, tornano a collaborare assieme con questo nuovo ed interessante intervento che sancisce ancora una volta la perfetta unione in un intreccio di temi e spunti differenti.
Facendo seguito alla precedente incursione di qualche giorno addietro (Covered) VinZ e Hyuro si ritrovano ancora una volta a condividere le caratteristiche pareti di Valencia, come detta vero e proprio territorio di conquista equamente diviso con un altro big come Escif. A caratterizzare questa fruttuosa collaborazione è anzitutto il piano stilistico, se Hyuro come abbiamo avuto spesso modo di vedere sviluppa i suoi lavori avvalendosi unicamente delle pittura come unico veicolo comunicativo, VinZ nel corso del tempo ha portata avanti una propria dialettica visiva servendosi spesso di paste-up dove ha unito una componente pittorica ad una maggiormente installativa. I temi dei due artisti sono legati dalla comune denuncia sociale anche se si differenziano per i differenti percorsi e stimoli che vanno a toccare, da una parte l’artista Argentina che porta avanti da anni un personale lavoro di riflessione sulle condizioni della donna, sugli stereotipi che affliggono l’universo femminile, attraverso critiche taglienti e talvolta criptiche, dall’altra invece VinZ che non ha mai nascosto la personale riflessione sulle condizioni della natura umana all’interno della società moderna, addentrandosi in feroci critiche sul consumismo e sulle immagini di magrezza e perfezione fisica con le quali siamo bombardati costantemente dalla pubblicità e dai mass media, in un parallelo con il mondo animale selvaggio, nudo e disinibito che sfocia nei caratteristici mash-up fisici.
Da questi differenti percorsi il punto di incontro è proprio la donna, è nel rapporto tra le ombre di Hyuro, fragili, cupe e malinconiche, con quelle esuberanti, nude e formose di VinZ che emerge tutta la profondità del lavoro dei due che si cimentano in una doppia lettura in quelle che sono due estremità ben marcate e che proprio per la loro estremizzazione rappresentano un momento per una riflessione precisa sull’effettivo status quo della donna all’interno della società moderna, una pittura che mira a risvegliare le menti attraverso due opposti che rappresentano e caratterizzano un entità comune, tra una realtà troppo amara ed una fantasia eccessivamente concreta.
Quest’ultimo intervento firmato da due artisti è il preciso punto d’incontro tra due universi ben distanti tra loro, la donna di Hyuro, seduta su una bacinella di latta, strappa il pelo a quella di VinZ come a volerne cancellare l’esistenza, un colpo di gomma che va ad eliminare tutti i sogni e le fantasie, per ritornare mestamente alla triste e cruda realtà.
Scrollate giù, dopo il salto tutti i dettagli di questa nuova realizzazione, in attesa di vedere al più presto un nuova combo, vi diamo così modo di osservare da vicino tutti il tratto e l’eccellente impatto finale di questa loro ultima proposta, certi che come sempre riuscirete a coglierne l’efficacia.

Pics by The Artist

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Simon Silaidis x Fikos Antonios – “The Unforgiven” Mural

25/02/2014

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Riavvolgiamo per una volta il nastro, torniamo indietro di qualche mese spostandoci all’interno di questo santuario abbandonato sul monte Partniha in Grecia per andare a dare un occhiata da vicino allo splendido lavoro realizzato in combo da Simon Silaidis e Fikos Antonios.
La particolare location scelta dai due artisti, sempre piuttosto al loro agio nel lavorare in coppia e nello sviluppare un personale rapporto con gli spazi ed i luoghi abbandonati, senza dubbio alimenta il particolare indirizzo visivo che i due interpreti riescono a sviluppare all’interno della loro opera. In “The Unforgiven”, questo il titolo del pezzo, l’idea dei due artisti è quella di un percorso comune e multi-sfaccettato che possa abbracciare appieno i due differenti, e per certi versi opposti, stili ed approcci peculiare di ogni singolo partecipante alla pittura finale.
Come detto l’approccio di Simon Silaidis poggia le sue basi su una personale rivisitazione in chiave calligrafica di lettere e parole, la precisione del tratto e l’utilizzo esclusivo del colore nero rappresentano i valori aggiunto di un tratto che ha nella personale grafia il suo vero punto di forza. La scrittura delle lettere e delle parole si sviluppa così all’interno di un fitta trama di elementi che ne abbelliscono lo sviluppo ed il percorso in una sorta di riscoperta cosciente delle bellezza dello scrivere e di farlo bene, Silaidis ci mostra le increspature delle differenti emozioni che gravitano, si sviluppano e passano attraverso il pennello sul muro trasformando la scrittura, rendendola più emotiva e viscerale, segnandone così la forte impronta personale ed andando a creare una perfetta congiunzione con i luoghi, i panorami e le architetture che lo circondano. Dal canto suo Fikos Antonios è la vera e piacevole scoperta di questo intervento, non ci capita spesso di venire così coinvolti all’interno di un preciso tema e dal suo relativo sviluppo artistico, nell’idea dell’interprete Greco c’è l’esigenza di un ritorno al passato per affrontare temi e situazioni legate al presente. L’artista va infatti a pescare dalla caratteristica pittura bizantina andando a sviluppare storie, ed istanti di vita quotidiana oppure toccando temi e situazioni surreali il tutto attraverso le particolari e peculiari sfaccettature di questa particolare forma d’arte. L’impressione è quella quindi anzitutto di un legame con la propria terra ma soprattutto di una precisa volontà di ritornare ad una pittura antica, per certi versi più raffinata e più personale che possa sviluppare trame e situazioni più disparate attraverso una sensazione di antico al fine di aumentarne l’impatto riflessivo finale.
Il risultato finale è un opera in totale simbiosi con le sensazioni e le emozioni fortemente evocative del luogo, ma soprattutto è un intervento che mette in mostra in una congiunzione assolutamente riuscita tra i due differenti stilemi dei due interpreti Grechi, le lettere ed il tratto affusolato di tipo tipografico di Simon Silaidis si erge in perfetta simbiosi tra i corpi e gli spettri bizantini di Fikos Antonios, lasciandoci soddisfatti e sazi di fronte ad una caratterizzazione così forte ed importante di cui sentivamo un po’ la mancanza.
In attesa di scoprire i nuovi aggiornamenti sull’operato dei due, certi che ne apprezzerete il particolare approccio visivo, e darvi modo di cogliere tutto l’impatto e la grande profondità di questa splendida realizzazione, vi abbiamo preparato una ampia galleria di scatti che ripercorre le fasi di realizzazione fino all’eccellente risultato finale, scrollate giù è tutto dopo il salto ad attendervi, enjoy it.

Pics by The Artists

The new mural was created in the abandoned Sanatorium of mount Parnitha in collaboration with the calligrapher Simon Silaidis.

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Ever – A New Mural for VIAVAI Project

25/02/2014

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Continuiamo a seguire gli sviluppi dell’interessante VIAVAI Project, il progetto salentino giunge al suo secondo appuntamento con il primo ospite internazionale, Ever ha infatti da poco terminato questa splendida parete a Racale in Provincia di Lecce.
Dopo la splendida parete inaugurale realizzata da Tellas (qui) inizia quindi il viavai di artisti che alimenterà il flusso di scambio e condivisione che è alla base dell’omonimo progetto per quella che è quindi una vera e propria esperienza ben radicata nella comunità, nei paesaggi, nelle tradizioni dei posti che gli artisti andranno a visitare per lavorare. Ever come detto è la prima star internazionale è porta in dota per la rassegna tutto il suo vivacissimo stile visivo, grazie ad una parete dal profondissimo, e quanto mai attuale significato sociale e politico.
Il lavoro dell’interprete è figlio di una precisa esigenza che lo vede impegnarsi i due percorsi pittorici ben definiti che vanno a miscelarsi in un unico ed impattante risultato visivo. Ragione ed istinto si mescolano all’interno degli spazi, è infatti interessante notare come al centro del percorso fin qui portato avanti, troviamo come sempre i canonici fasci colorati che, partendo dagli occhi, vanno mano a mano a svilupparsi formando una trama di figure ed una tavolozza di colori diversi, che si intrecciano tra di loro e, sebbene l’idea sia quella di una sorta di evanescente emersione di pensieri od addirittura di una sorta di rappresentazione dell’animo umano, nello sviluppo non possiamo non notare una spinta maggiormente astratta. Dall’altro canto invece si muove un approccio più istintivo e decisamente viscerale, la pittura dei volti così come delle scenografie, che ricalcano aspetti legati alla natura, delle mani o di altre parti del corpo, viene alimentata da un tratto fortemente espressivo, le pennellate si fanno delicate e ripetute assorbendo tutta l’emotività del lavoro dell’interprete e regalandoci un impatto finale senza dubbio più accentuato, profondo ed immersivo che va a controbilanciare l’aspetto maggiormente impostato dei peculiari fasci cromatici attraverso un utilizzo di tinte calde e vivaci. I temi affrontati dall’artista si interrogano spesso sulla natura dell’uomo all’interno di un contesto contemporaneo, offrendo riflessioni di tipo sociale, talvolta politico attraverso un preciso filtro stilistico che come detto mira ad un impatto viscerale e profondo ed a scandire con forza spunti e tematiche importanti.
Proprio la parete di Racale giunge in un periodo piuttosto burrascoso per il nostro paese, “Reinterpretazione del concetto di Repubblica”, questo il titolo dell’intervento, segna quindi una precisa e netta posizione dell’artista, che non possiamo nascondere sia poi quella di molti Italiani, all’interno di un momento storico nel quale si fà davvero fatica a considerare viva la democrazia e più in generale il concetto di Repubblica, dopo la personale interpretazione che gli stessi politici hanno dato prova di aver compiuto in queste ultime settimane. Il popolo stanco e straziato si riversa così nelle pennellate di Ever, nel corpo della stessa donna nuda, che va quindi a rappresentare l’Italia ed il suo popolo, unicamente coperta da un velo con i colori della nostra bandiera, nel volto girato quasi a non voler vedere i misfatti e soprusi che si stanno compiendo, la sovranità viene rappresentata da un martello che sembra quasi riposto, nascosto e che non trova più la sua funzione, lo sguardo apre le porte alla consueta trama di tinte, pensieri, sogni e speranze di un intera popolazione non più sovrana e non più capace di scegliere personalmente il proprio destino.
Il risultato finale è opera dannatamente reale, l’interprete Argentino riesce nel suo intento visivo a stuzzicare le corde più sensibili in momento di per sè piuttosto delicato, realizza il volto ed il corpo della sofferenza attraverso un paragone visivo intenso e mai banale, profondo e lega nello spirito stesso della rassegna i pensieri, i tumulti degli animi di un intero paese ed a noi non resta che osservare in silenzio prendendoci in un istante per riflettere, Grazie.

Thanks to The Project for the pics
Pics by Matteo Bandiello

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Cleon Peterson “End of Days” at New Image Art Gallery (Preview)

24/02/2014

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Il grande artista Cleon Peterson ha da poco aperto la sua ultima fatica “End of Days” all’interno degli spazi della New Image Art Gallery di Los Angeles, uno show che apre la stagione della bella galleria statunitense nel migliore dei modi.
La nuova fatica dell’interprete statunitense porta in dote tutto il particolare immaginario ed i temi cari all’artista attraverso uno spettacolo che proporrà tele e pitture di grandi e piccole dimensioni incentrate come sempre sul particolare immaginario di Cleon Peterson.
Al centro dell’operato dell’interprete c’è la forte esigenza di una rappresentazione cruda ed al contempo sofisticata, giocando su un binomio cromatico fortissimo, l’artista esamina attraverso il suo particolare tratto illustrativo la depravazione, la brutalità e gli aspetti più nudi e barbari dell’animo umano. Le figure ed i characters di Peterson si abbattono con rabbia e violenza su corpi molli e senza difesa di uomini e donne nude all’interno di scenari più differenti, quasi sospesi all’interno di queste agghiaccianti scene, rimaniamo inermi davanti ad una rappresentazione senza alcun tipo di filtro della violenza, le figure che si scagliano con così irruenza su questi corpi umani si prefiggono nell’idea dell’artista di rappresentare la parte più oscura dell’uomo, i sentimenti più vendicativi, spietati, così portatrici di sofferenza queste ombre approfittano della loro rabbia per riversare colpi e soprusi.
Osservando le opere di Cleon Peterson emerge così una sorta di malessere interiore, di disgusto per la crudezza e la brutalità rappresentate, arriva però diretta e senza troppi ghirigori la riflessione dell’interprete, la ciclicità dell’odio e del sentimento di violenza che l’uomo ha saputo portare con sé, e crescere, nel corso degli anni sotto forme e direzioni differenti, sotto nomi e volti differenti. La sofferenza dei corpi, rigorosamente realizzati a contrasto con il resto dei colori rappresentati, va a segnare il nostro disagio, la nostra stessa sofferenza, in un chiaro stimolo per la nostra psiche e per i nostri pensieri.
In attesa di mostrarvi un approfondito recap di tutto l’allestimento proposto dal grande artista, vi lasciamo ad alcune immagini preview certi che apprezzerete, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per i prossimi aggiornamenti.

New Image Art Gallery
7920 Santa Monica Boulevard
West Hollywood, CA 90046

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Interesni Kazki – “Visit of Saturn” New Mural in India

24/02/2014

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Come abbiamo già avuto modo di vedere il grande WAONE del duo Interesni Kazki si trova in India dove nelle scorse settimane ha portato a termine una bella serie di interventi, a distanza di tempo scopriamo che anche il suo socio AEC si trovava nella bella penisola dove ha avuto modo di portare avanti il proprio personale lavoro.
Le note vicissitudini Ucraine stanno quindi spingendo i due artisti, che comunque hanno preso posizione sulla delicate vicenda, ad intraprendere un nuovo interessante viaggio all’interno della zona di Kerala dove AEC ha avuto modo di portare a termine questa sua nuova splendida parete. L’interprete del duo Interesni Kazki è di tappa nel villaggio di Pothamedu dove ha avuto modo di lavorare su questa piccola parete di questa casupola, sole caldo in testa ed armato di piccoli pennelli ecco prendere vita “Visit Of Saturn”, questo il titolo del pezzo, con il quale l’interprete continua a proporre il consueto mix di elementi naturali e fantastici che da sempre ne contraddistingue l’operato.
Come abbiamo avuto modo spesso di vedere il lavoro di AEC, così come quello degli Interesni Kazki, poggia le sue solide basi su una pittura fortemente fantastica, gli elementi rappresentati, all’interno di una cornice naturale sempre molto accentuata e caratteristica, vanno a prendere ampissima ispirazione da simboli e misticismi, dalla numerologia in un vero e proprio caleidoscopio di colori ed elementi differenti. Proprio i dettagli come sempre rappresentano il valore aggiunto di tutte le produzioni di AEC così come di WAONE, la capacità di inserire all’interno delle proprie trame una fittissima serie di spunti differenti, tra personaggi ed oggetti si aprono dei veri e propri micro cosmi celati ad un occhiata sommaria ma che si aprono in tutta la loro bellezza ad uno sguardo approfondito. I temi come sempre sono i più disparati, cogliendo il lavori del duo abbiamo sempre avuto la sensazione di trovarci di fronte ad una sorta di fiaba moderna raccontata attraverso elementi e figure reali ed irreali, proprio questo mix di vero e non vero, di elementi fantastici a soggetti conosciuti ci apre le porte di una fantasia smisurata ed incredibile.
Per questa sua ultima fatica AEC dipinge una rappresentazione personale di Saturno regalando al pianeta una forma umana, vediamo così un enorme volto di un anziano circondato da una strada che osserviamo percorso da una parte da un piccolo mezzo a tre ruote, dall’altra invece da due donne con due vasi in testa in quella che possiamo tranquillamente definire come un ipotetica strada tra il passato ed il presente che caratterizza l’India. A muovere il resto della trame dell’opera una fortissima connotazione naturale con paesaggi rurali ed infine un grande sole che fa capolino nell’estremità sinistra, mentre la luna è visibile dall’altra parte, ed un altro piccolo volto che vediamo spuntare all’interno di un cielo stellato, bellissimo.
Scrollate giù, abbiamo preparato infatti una bella serie di scatti che documentano tutto l’eccezionale stile ed inflessione visiva dell’interprete con tutti i dettagli di questa sua ultima splendida magia, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti dall’India, perciò stay tuned!

Pics by The Artist

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Real Twenty – A Series of New Pieces

24/02/2014

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Con una bella infornata di pezzi andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita al lavoro di Sebastian Wolf aka Real Twenty, l’artista tedesco porta avanti un personalissimo stile visivo che ci ha senza dubbio impressionato e catturato.
Non ci capita spesso di venire coinvolti così efficacemente all’interno dei lavori di un artista, nel caso di Real Twenty siamo rimasti particolarmente colpiti dal peculiare sistema visivo che l’artista porta avanti nei suoi interventi, nell’idea dell’interprete c’è l’esigenza di spingere verso una trama fittissima e ricca di dettagli, il valore simbolico nonché gli intrecci e le visioni che l’artista riesce a concludere negli spazi dal lui occupati, richiamano una fortissima sensibilità ipnotica ed una profondità pazzesca. Le opere dell’interprete si sviluppano e poggiano le loro basi cromatiche esclusivamente sul nero, questa precisa scelta premette a Real Twenty di misurarsi anzitutto con qualsiasi tipo di superficie senza perdere l’efficacia dei suoi lavori, le pareti grigie, gli spazi abbandonati rappresentano l’ideale scenografia per le sue visioni. I lavori dell’interprete sono costituiti da una serie di forme astratte che ripetute e combinate tra di loro danno vita ad una serie di piccole e grandi configurazioni, sono vere e proprie trame che si impadroniscono degli spazi andando a creare una sorta di glitch visivo, una danza che si muove altalenante tra linee sottili ed altre ben marcate, tra figure grasse ed altre più minute rendendo gli interventi grandi e piccoli labirinti astratti legati da loro da un continuo intrecciarsi e strecciarsi fino alla risoluzione finale o chiusura del percorso scelto dall’artista.
L’impressione osservando le opere dell’interprete è quella di una sorta si simbolismo arcaico che invade gli spazi, pone dubbi e perplessità ma che osservando con cura i percorsi e le strutture proposte altri non si tratta che di un riarrangiamento del proprio nome, le opere infatti giocano su una precisa ricomposizione della parole ‘Twenty’ con le lettere che vengono agglomerate, raccolte oppure allargate fino a farci perdere quasi l’effettiva chiave di lettura. Gli interventi assumono così un identità precisa, una valenza doppia andando a misurare lo stesso artista con archetipi e strutture mano a mano sempre differenti e più difficoltosi e così noi con lui che tentiamo pulitamente di scoprire la chiave di volta di ogni singolo lavoro proposto. Un artista eclettico che partito dal consueto lavoro come graffiti artist ha elaborato un nuovo e personale tag andando a sviluppare trame sempre più complesse e facendoci piombare all’interno di un immaginario preciso ed articolato.
Certi che apprezzerete e per farvi meglio apprezzare tutto il personale lavoro dell’artista, vi abbiamo preparato una ricca galleria di scatti che ripercorrono le ultime fatiche dell’interprete, dateci un occhiata è tutto dopo il salto, scrollate giù, e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamento sul lavoro dell’artista, enjoy it.

Pics by The Artist

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Kraser x Simon Silaidis – “Seventh Heaven” New Mural in Athens

24/02/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Kraser, l’artista Spagnolo da anni in Italia si trova infatti in Grecia dove ha da poco terminato questo nuovo e splendido intervento in compagnia di Simon Silaidis, unendo in un unica cornice i rispettivi e personali stili visivi.
Con “Seventh Heaven” questo il titolo di quest’ultimo intervento, i due interpreti combino alla perfezione i due differenti indirizzi visivi, da una parte Kraser che continua a portare avanti la personale inflessione fantastica e viscerale, dall’altra invece Simon Silaidis che porta in dote il proprio e peculiare stile calligrafico. Come spesso abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di Kraser poggia le sue solide basi su un esperienza visiva avvolgente e decisamente personale, l’interprete porta avanti un peculiare immagini visivo che miscela componenti sognanti e reali all’interno di scenografie ed elementi architettonici più o meno marcati, i soggetti dei lavori dell’artista sono spesso gli animali rappresentati attraverso fusioni che danno vita a belve immaginarie che vanno a stimolare il carattere onirico delle sue produzioni. A colpire maggiormente la nostra attenzione è ovviamente la grandissima capacità ed abilità di pittura che distingue le opere di Kraser, una precisa volontà di segnare gli spazi attraverso un livello di dettaglio incredibile che ci spinge ad osservare tutte le passate e le pennellate e che ci restituiscono un fortissimo impatto emozionale. Dal canto suo Simon Silaidis ci ha positivamente impressionato grazie ad un particolare approccio calligrafico, nell’idea dell’artista c’è la volontà di riscoprire l’identità delle lettere attraverso una perfetta congiunzione di uno stile tipicamente tipografico ed antico, la forza delle composizione create risiede anzitutto nel grande impatto e nella perfetta armonia con gli spazi attaccati ma soprattutto nell’eccellente personalizzazione dell’alfabeto e di tutti gli elementi di supporto che vanno a sviluppare la traccia e le parole elaborate, un artista che ci ha senza dubbio colpito e di cui vogliamo certamente continuare a mostrarvi il lavoro.
Ad unire questi due grandi interpreti c’è la volontà di esplorare gli spazi abbandonati, vera e propria terra di conquista dei due e che gli offre in questo caso l’opportunità di sviluppare una splendida trama su tutta la facciata esterna di questa struttura ad Atene. Il lavoro si sviluppa partendo dalla perfetta congiunzione dei due differentissimi approcci personali dei due, le figure di Kraser, la sospensione tra vita e morte che va segnare gli angoli ed il cuore centrale dello spazio, vengono alimentata dalla perfetta visione di Simon Silaidis che propone una fittissima trama di lettere e scritte che vanno a miscelarsi alla perfezione nel risultato finale, splendido.
Scrollate giù dopo il salto ripercorriamo assieme alcune fasi di lavoro, il risultato finale, passando infine per tutti i dettagli di questo splendido intervento, è tutto il salto, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto finale di quest’opera, è tutta vostra!

Thanks to The Artist for The Pics

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Ciredz – New Mural for The Village Underground Wall Project

24/02/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Ciredz, l’interprete italiano è l’ultimo artista, e secondo italiano, a dipingere sulla famosa parete di Shoreditch a Londra per l’interessante Village Underground Wall Project.
Come abbiamo avuto modo di vedere il progetto londinese affida a cadenza random, gli spazi di questa enorme parete nel cuore di Londra ad un artista differente che di volta in volta va a coprire il lavoro precedentemente dipinto, in quello quindi che è un progetto dai forti aspetti effimeri e sul quale sono passati grandi nomi dell’arte urbana inglese ed internazionale tra cui ricordiamo appunto il nostro RUN (Covered).
Ciredz rappresenta a pieno merito uno degli interpreti più interessanti del movimento astratto italiano, ovvero tutti quegli artisti che scelgono consapevolmente di abbandonare una pratica figurativa per abbracciare, attraverso studi e tematiche differenti, lo sviluppo di forme ed elementi astratti. Il lavoro dell’artista affonda le sue radici nella personale e peculiare ricerca visiva che l’artista prosegue nel portare avanti attraverso un approccio cromatico mutevole, dal grigio fino al caratteristico blu fino all’utilizzo del verde nelle sue ultime produzioni, attraverso questa precisa scelta, l’artista italiano con base a Londra, sviluppa i suoi interventi attraverso un approccio pulito e minimale.
Le figure e gli elementi rappresentati dall’interprete sono la diretta conseguenza degli studi topografici sulla pianta terrestre, dalle increspature, dalle onde, passando per tutti i differenti elementi che compongono questi studi e che vengono sviscerati dall’artista attraverso una precisa connotazione visiva, stilistica e tematica che strizza l’occhio agli elementi ed alle forme naturali. Nell’idea dell’artista c’è una riflessione sulla natura e sull’uomo e sul loro rapporto intrinseco che va a svilupparsi attraverso una trama cromatica ben radicata, l’utilizzo dei colori avviene attraverso profonde scale di tonalità che vanno ad inserirsi in un contesto tridimensionale andando in questo modo a simulare grafici ed a comporre trame ed elementi in movimento che hanno nella loro cripticità il loro stesso grande fascino.
Per lo spazio Londinese Ciredz sceglie di sviluppare una delle sue canoniche figure astratte, partendo da un background completamente nero, l’artista si affida qui al verde per quella che è una sorta di base dalla quale si sviluppa un intensissima trama, le linee bianche vanno a formare un intensissima figura che, tra increspature ed un caratteristico movimento vibratorio, va ad impennarsi e poi a chiudersi regalandoci e strizzando l’occhio alla fisionomia di una grande montagna.
Scrollate giù dopo il salto una bella serie di immagini che documentano alcune fasi del making of fino ad arrivare agli scatti dell’eccellente risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto di questa ultima pittura realizzata dall’artista, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Weekly Overview 73 | 17-02 to 23-02

23/02/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Alberonero – New Mural in Codogno

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MP5 – New Pieces for InAttesa Art at The Bus Stop

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Herakut – New Murals in Za’atari, Jordan Part 2

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Basik – “Tabula aut Mortem” at Avantgarden Gallery (Recap)

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Poeta x MART – New Mural in Buenos Aires, Argentina

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3ttman – New Piece in the 3000 Viviendas, Sevilla

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Tellas – New Murals for VIAVAI Project

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Phlegm, RUN and Christiaan Nagel for Last Breath Project

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Giorgio Bartocci – “Duplicity” New Show at Studio D’Ars

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Vine – New Murals in an Abandoned Factory

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Know Hope – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

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M-City – New Mural for St.Art Delhi Festival

Magrela – New Piece in São Paulo, Brasil

23/02/2014

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Con piacere volgiamo il nostro sguardo nuovamente a San Paolo in Brasile, dove la grande artista Brasiliana Magrela ha da poco terminato un nuovo intervento all’interno del vastissimo tessuto urbano della metropoli, un pezzo che segna lo sviluppo del suo personalissimo approccio visivo.
Come abbiamo avuto modo di scoprire il lavoro di Magrela fonde in sé tutte le dinamiche di un fortissimo background da graffiti artist, l’interprete parte da questo mondo per sviluppare un personale tratto visivo che possa raccogliere le differenti sfaccettature sociali, emotive e culturali delle periferie della sua città. L’artista porta avanti un dialogo serrato quindi con la comunità servendosi delle sue canoniche donne come vero ed unico veicolo comunicativo ed emozionale, proprio i corpi, nudi e terreni delle sue femmine, rappresentano quindi il simbolo della dialettica visiva della stessa. L’interprete porta avanti un tratto delicato e molto personale, le tinte di fanno terrene raccogliendo quindi colori caldi, la stessa raffigurazione della donna passa per un preciso filtro tematico e stilistico, fortemente influenzato dall’illustrazione, che ne investe la forma e la visione finale. I corpi si fanno magri, asciutti e sinuosi con la precisa volontà di porre l’accento su temi e situazioni importanti, profonde e disperate, segnando quindi l’operato dell’artista che sceglie di affidare la propria visione fortemente ad opere maggiormente emotive ed impegnate. Gli ostacoli della vita moderna, così come le difficoltà personale, il dolore e la sofferenza delle periferie, sono tutti temi che investono le opere dell’artista, mutano gli sguardi ed i dettagli offrendoci uno spaccato forte e ridondante, intimo, catalizzando l’attenzione dello spettatore non tanto sulla frivolezza dei corpi rappresentati ma proprio sui temi scelti che gli stessi portano incisi sulla pelle.
Per questo suo ultimo intervento Magrela fa sfoggio di tutti gli elementi tipici del proprio personale lavoro arricchendo la trama con una serie di spunti e temi differenti, dalla solitudine, all’amore, passando per i legami affetti. Si tratta di una lunghissima parete sulla quale l’artista sviluppa un vero e proprio percorso, le emozioni e le riflessioni passano per gli sguardi ed i volti affilati delle sue donne, nella solitudine dei corpi raccolti su se stessi fino ad arrivare alla grande composizione centrale, due grandi volti legati a vicenda dove non può rimanere indifferenti il doppio e spentissimo sguardo che ne segna con così vigore l’espressione facciale, splendido.
Per darvi modo di osservare da vicino tutto lo stile e la dialettica visiva dell’interprete Brasiliana, vi abbiamo preparato una ricca galleria di scatti con tutti i dettagli di questa sua ultima realizzazione, dateci un occhiata, siamo certi che non ve ne pentirete e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti circa il suo lavoro.

Pics by The Artist

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Seth – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

23/02/2014

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Altro giro, altra corsa, continuano i lavori ad Honolulu nelle Hawaii in occasione di questa nuova e ricchissima edizione del POW WOW Festival di quest’anno, ad entrare in scena è il grande Seth che ha da poco terminato uno dei suoi splendidi e viscerali interventi.
Probabilmente e senza troppi giri di parole siamo difronte ad una delle opere più interessanti tra quelle realizzate dall’artista con base a Parigi, Seth ha infatti avuto modo di lavorare su uno spazio davvero spropositato sul quale ha portato a termine uno degli interventi di maggiore impatto tra quelli fin qui visti durante i giorni della rassegna statunitense. Ancora una volta l’interprete si affida ad una pittura emotiva spingendo il proprio lavoro su binari maggiormente emotivi, attraverso i suoi caratteristici personaggi, spesso bambini, l’artista sviluppa e misura un dialogo intenso con i luoghi che sceglie di visitare, attingendo dalle tradizioni, dai paesaggi, dialoga con la comunità locale innescando riflessioni e spunti differenti, si interroga sulla natura umana, sull’irreale e sulla forza e la spinto propulsiva dei sogni, sulle incertezze del futuro, in una visione sfaccettata e sempre ricca che prende le sembianze dei suoi peculiari arcobaleni cromatici. Proprio questi ultimi rappresentano uno degli elementi distintivi dell’operato dell’artista, spesso Seth sceglie di far interagire i suoi characters con queste configurazioni che rappresentano nell’idea dell’artista la giusta rappresentazione dell’irreale, del futuro, dei sogni e dei pensieri, delle riflessioni che accompagnano la vita dell’uomo e di riflesso dei suoi stessi personaggi.
Per la rassegna hawaiana l’interprete sviluppa un intervento atipico, partendo da uno dei suoi più famosi lavori, quello in cui un bambino immerge il proprio volto all’interno di un fittissimo tessuto arcobaleno, che viene però anzitutto capovolto a testa in già, la bambina in piedi sulla roccia va quindi a perdersi nel vortice colorato in direzione della terra. L’intervento cela in sé anzitutto una quantità spropositata di dettagli, noterete le barche che si muovono sulle differenti tinte del vortice, così come gli uccelli che gravitano alla figura centrale e le piccole sfere di colore che cadono all’interno del fitto calderone più in basso segnando una forte caratterizzazione, ma soprattutto segna una incredibile serie di riflessioni e spunti differenti, l’acqua dalla quale spunta la roccia va a confondersi con il cielo hawaiano, così come lo stesso vortice è in stretto contatto con la terra in un binomio che sviluppa una forte simbiosi con il territorio e la sua gente.
Attraverso un ampissima serie di immagini divise in due pagine, ripercorriamo assieme tutti gli sviluppi di quest’ultima fatica dell’artista, il consiglio è quello di darci un occhiata per apprezzare al meglio tutte le fasi di lavoro fino all’eccellente risultato finale, è tutto vostro ad attendervi dopo il salto.

Pics by AM

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KAWS – “Play your Part” New Show at Galería Javier López

22/02/2014

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Dopo l’incredibile abbuffata dello scorso autunno, anche KAWS inaugura il nuovo anno con il suo primo show stagionale, “Play your Part”, aperto da qualche giorno all’interno degli splendidi spazi della Galería Javier López di Madrid che prosegue così il suo percorso espositivo di grandissimo livello.
Dopo la bella Business as Usual del grande Todd REAS James, la galleria spagnola prosegue quindi il suo fitto dialogo con gli esponenti maggiori del panorama artistico contemporaneo regalandosi un show che come sempre poggia le sua basi sull’unicità e sulla personalità dei pezzi in allestimento, portando avanti la disciplina del less is more egregiamente. KAWS quindi presenta un corpo di lavoro di certo non esuberante come suo solito, niente spazio ai caratteristici companion, ma piuttosto approfondimento di quelli che sono i lavori maggiormente significativi, in particolare i famosi cerchi, proposti qui in una bella serie in aggiunta una nuova infornata delle sue canoniche composizioni multi livello.
Quest’ultima fatica di KAWS continua quindi a portare avanti il percorso visivo intrapreso da anni dall’artista, di fatto non aggiunge nulla, piuttosto sedimenta il lavoro pregresso portando in dote il consueto immaginario pop ricchissimo di colori, elementi e forme, miscelate all’interno di una mistura che richiama personaggi, forme e sezioni di soggetti appartenenti al mondo dei cartoon attraverso il consueto e ricchissimo filtro visivo dell’interprete.
Se siete interessati, c’è tempo fino al prossimo 23 Aprile per andare a darci un occhiata di persona, in attesa di scoprire i prossimi spostamenti di Mr Donnelly, che siamo certi non tarderanno ad arrivare, e di vedere qualcosa di nuovo all’interno del repertorio proposto, scrollate giù, dopo il salto vi abbiamo preparato un bella selezione di scatti con un occhiata panoramica all’allestimento e con tutti i dettagli delle opere esposte dal grande artista per questa sua ultima fatica, enjoy it.

Galeria Javier Lopez
Guecho, 12 B
28023 Madrid Spain

Brooklyn-based, KAWS is a world-renowned artist who exhibits in museums and galleries internationally. KAWS’s art stands within the historical continuum that began with Pop Art, straddling the line between fine art and global commerce. From his 16-foot tall sculpture COMPANION (PASSING THROUGH) to his recent 32-foot tall wooden sculpture SMALL LIE, his artworks are immediately recognizable as he transforms iconic pop culture characters into thought-provoking works of art. His work possesses a sophisticated humor while utilizing a refined graphic language that revitalizes figuration with big, bold gestures and keen, playful intricacy. By producing fine art via thoughtful interplay with consumer products and collaborations with global brands, KAWS moves beyond the sphere of the exclusive art market to occupy a more complex, global market.

KAWS was born in Jersey City, New Jersey and received his BFA from the School of Visual Arts. KAWS has held solo exhibitions at venues including Pennsylvania Academy of the Fine Arts, Philadelphia, Pennsylvania; High Museum of Art, Atlanta, Georgia; Modern Art Museum of Fort Worth, Texas; Aldrich Contemporary Art Museum, Ridgefield, Connecticut; Honor Fraser Gallery, Los Angeles, California; Galerie Perrotin, Paris, New York, and Hong Kong; and Mary Boone Gallery, New York. His most recent exhibition has been “UPS AND DOWNS” at the Nerman Museum of Contemporary Art, Overland Park, Kansas. And this year he will present a project for CAC Malaga.

Pics by The Gallery

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Nychos x Buff Monster – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

22/02/2014

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Continuiamo a seguire gli sviluppi dell’eccellente POW WOW Festival di quest’anno, la kermesse Hawaiana continua il suo cammino con questo nuovo pazzesco intervento realizzato dal Nychos e Buff Monster in combo ad Honolulu.
Il festival segna quindi in importante incontro tra due artisti che hanno fatto della personale dialettica visiva il loro principale vettore tematico, oltre a ciò, Nychos e Buff Monster, seppur appartenenti ad estrazioni e background differenti, condividono una successiva evoluzione che ne ha mutato il tratto ma lasciato assolutamente intatta le influenze dal mondo dei fumetti così come dall’universo illustra, che risulta tutt’ora facilmente visibile e distinguibile.
L’austriaco Nychos come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte porta avanti un personale discorso visivo che vede al centro le sue pazze dissezioni, attraverso le stesse l’interprete sviluppa un preciso impianto visivo atto ad esaltare i personali studio anatomici. Ad alimentare l’impatto delle sue creazioni è senza dubbio la fortissima quantità di dettaglio, in particolare per le parti interne del corpo come ossa, organi e vasi sanguigni, il tutto infine viene condito da fortissime contaminazioni spaller e cartoonesche che rendono i lavori decisamente irriverenti, bizzarri e dissacranti. Dal canto suo Buff Monster porta avanti una dialettica visiva che abbraccia fortemente gli stilemi del mondo illustrativo, caratteristica principale delle sue produzioni è una fortissimo uso del colore rosa atto a sviluppare le trame così come i surreali e divertenti personaggi, dei giganteschi coni gelato antropomorfi, che invadono spazi e superfici. Il tratto è ovviamente infarcito da una grande connotazione pop, l’utilizzo di colori accessi e decisamente saturi.
La collaborazione diventa quindi il pretesto per scontestualizzare le figure simil horror di Nychos a favore di una visione maggiormente irriverenti e divertita, accade così che un gigantesco demone a quattro braccia venga completamente sezionato, con il taglio degli arti, e la grande voragine centrale che ne rileva le viscera, ed accompagnato da una serie di coni gelato, notare quelli che tiene in mano, che abbracciano di contrasto uno stile decisamente più macabro.
Il risultato finale è un lavoro che non ci ha particolarmente entusiasmato in cui comunque il livello di dettaglio e il forte impatto cromatico senza dubbio sapranno lasciarvi e trasmettervi qualcosa anche se noi per tutta onestà apprezziamo decisamente di più il lavoro in solitaria di Nychos, ovviamente se non siete d’accordo vi invitiamo a dire la vostra attraverso l’apposita sezione commenti.
Dopo il salto vi diamo modo di apprezzare al meglio tutto il lavoro portato avanti dai due artisti, scrollate giù è tutto dopo il salto ad attendervi, se invece volete rivivere le emozioni e tutti i precedenti lavori realizzati all’interno della rassegna, vi rimandiamo alla nostra apposita sezione qui, enjoy it.

Pics via San

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INTI – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

21/02/2014

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Proseguiamo il nostro viaggio all’interno dell’interessante POW WOW Hawaii Festival di Honolulu, tra gli artisti invitati infatti troviamo INTI primo che ha da poco terminato il suo personale intervento allontanandosi un pochino dai suoi soliti standard e realizzando un lavoro decisamente più inusuale.
Come ormai ben sappiamo il lavoro di INTI affonda le sue radici nella precisa volontà dell’interprete Cileno di sviluppare le proprie opere andando a pescare da quelli che sono i simboli e gli elementi tipici della cultura Sudamericana ed in particolare di quella Cilena, nell’idea dell’artista si muove quindi una precisa dinamica visiva figlia delle influenze folkloristiche, simboliche e tradizionali appartenenti al territorio del Sud America ed in particolare della sua stessa terra. Per sviluppare questo grande calderone di immagini e visioni differenti INTI si affida ai suoi personaggi surreali rivestendoli e sviluppandoli attraverso una incredibile sequenza di dettagli che vanno ad inserirsi in un compendio di colori e tinte fortemente caldi, accogliendo nei temi e negli spunti degli abiti cosi come nei simboli dipinti all’interno degli spazi, tutta la fortissima caratterizzazione figlia appunto del particolare background interpretativo e delle influenze del suo stesso territorio.
Per la rassegna hawaiana INTI sceglie di lavorare su una parete di dimensioni senza dubbio più piccole rispetto agli elevati standard a quali ci ha abituato in passato, aldilà della grandezza dell’intervento a colpire come detto è la particolare scelta di non rappresentare i suoi caratteristici personaggi per fare posto piuttosto ad una rappresentazione di una sorta di natura morta. Osservando l’intervento veniamo quindi accolti dalla consueta palette cromatica ma questa volta il tratto ed i temi si fanno senza dubbio più cupi e riflessivi, l’impressione è quella di una sorta di considerazione sulla morte, sul tempo che scorre e sull’inevitabile fine che accompagna le cose, su tutto gli affetti. La figura del cane in particolare sembra richiamare proprio quest’ultimo aspetto, con una piccola aureola posta sopra il capo, così come i teschi ed in particolare la clessidra dipinta nell’estremità sinistra della parete. Il risultato finale è quindi un opera che segna un approccio completamente differente dal solito, uno stacco nei temi e nelle visioni tipiche del grande interprete Cileno e che noi abbiamo particolarmente apprezzato per la caratura riflessiva e per il forte impatto visivo raggiunto.
Come sempre vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con i quali ripercorriamo le fasi di realizzazione fino al bel risultato finale, il consiglio è quello di darci un occhiata per riuscire a cogliere al meglio tutti i dettagli di questa incredibile realizzazione, un opera univoca che siamo certi non mancherete di apprezzare, e restate sintonizzati per i prossimi ed ultimi aggiornamenti sulla rassegna hawaiana e se vi siete persi qualcosa don’t worry qui tutti i precedenti post al riguardo.

Pics via AM

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Alberonero – New Mural in Codogno

21/02/2014

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Torniamo con piacere a parlarvi del lavoro di Alberonero, l’artista italiano di ritorno da Miami, torna a colpire con un nuovo intervento da poco terminato a Codogno nei pressi di Lodi con il quale ancora una volta porta avanti i temi e gli sviluppi del suo particolare approccio visivo e tematico.
Per questo suo nuovo intervento Alberonero continua a sviluppare le trame del suo personalissimo filtro visivo andando ancora una volta a rinnovare la personale simbiosi con i colori, come infatti spesso abbiamo avuto modo di notare l’interprete agisce sulle superfici a disposizione attraverso una ricerca costante sui colori e sulla loro differente applicazione all’interno di specifiche forme e negli spazi di lavoro. In particolare l’artista concentra il proprio lavoro elaborando una serie di piccoli quadrati che vanno ad intrecciarsi ed ad intersecarsi all’interno di una percorso e di trama visiva altalenante, tra picchi di colore e discese delicate che vanno a perdersi nei meandri di tinte decisamente più tenui. Questa particolarità tematica influenza fortemente i lavori dell’interprete che spinge verso una forte contrapposizione innescando al contempo una serie di scale cromatiche che vanno ad interagire ed a svilupparsi su tutta la superfice di lavoro, un sali e scendi che abbraccia tutti gli spazi a disposizione e che rivela una costante mutabilità ed un vero e proprio percorso visivo in uno sviluppo cromatico sempre personale ed inatteso, i colori scelti e quelli che susseguono vanno quindi ad accendersi e spegnersi, miscelandosi tra loro e regalandoci un quantità di dettagli sempre incredibile.
Per questa sua ultima esperienza Alberonero sperimenta una nuova trama, la particolare location di lavoro permette all’interprete una maggiore interazione con quelli che sono gli elementi circostanti alimentando quindi un dialogo tra il suo stesso lavoro e ciò che lo circonda. A colpire la nostra attenzione è senza dubbio la volontà dell’artista di affidarsi qui a tinte e scale maggiormente delicate, quasi un acquarello che inonda la superfice a disposizione con una serie di passate assolutamente viscerali, altra caratteristica del pezzo è lo sviluppo di una contrapposizione maggiore tra il bianco ed i colori dipinti, arrivando infine alla creazioni di grandi e piccole configurazioni tutte disomogenee, staccate tra di loro che vanno a seguire una personale e propria direzione e condividendo unicamente alcune caselle in comune.
Il risultato finale è un opera che ancora una volta stimola la nostra vista, interroga e ci spinge ad osservare da vicino il cammino e gli sviluppi delle caselle, dei colori e delle tinte a loro legate fino allo spegnersi nei meandri delle superfici di lavoro.
In attesa dei prossimi sviluppi vi lasciamo apprezzare al meglio quest’ultimo intervento dell’artista attraverso una bella serie di scatti, il consiglio è quello di darci un occhiata per poterne cogliere tutti gli aspetti stilistici e viscerali che accompagnano le sue produzioni, enjoy it.

Thanks to The Artist for the pics

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MP5 – New Pieces for InAttesa Art at The Bus Stop

21/02/2014

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Aspettando la prossima edizione di Memorie Urbane andiamo a dare un occhiata a questi nuovi intervento di MP5 che chiudono i lavori per la prima edizione dell’eccellente InAttesa Art at The Bus Stop firmato dallo stesso team dell’ottimo festival laziale.
Come abbiamo avuto modo di vedere il progetto viene sviluppato dall’idea di portare avanti un vero e proprio percorso urbano offrendo agli artisti l’opportunità di lavorare su quelle che sono le fermate degli autobus che vengono in questo modo completamente trasformate e reinserite all’interno del contesto urbano trovando nuova linfa e soprattutto una nuova ragione d’esistere. Il progetto dei ragazzi di Memorie Urbane ha saputo catalizzare la nostra attenzione grazie alla scelta di far lavorare artisti e nomi, spesso italiani, magari poco conosciuti ma comunque dotati che hanno potuto in questo modo far vedere il proprio talento insieme a realtà ed ad artisti di primissimo livello tra cui non poteva mancare MP5.
Abbiamo spesso avuto modo di vedere da vicino l’operato di MP5, l’artista continua a portare avanti la particolare stilistica in favore di temi e situazioni che vanno spesso ad interagire con le storie ed i paesaggi dei suoi stessi spot, ma soprattutto sviluppano una forte e profonda riflessione su quelle che sono le differenti increspature dell’animo umano, i differenti spettri emotivi, le sensazioni filtrate attraverso il personale immaginario e filtro visivo. Quello che maggiormente cattura è però il particolare tratto con il quale l’interprete sviluppa i suoi interventi, si tratta di un forte binomio tra il bianco e nero, unici vettori cromatici, attraverso i quali l’artista va a sviluppare i corpi dei suoi characters e le trame delle sue realizzazioni, un aspetto questo atto ad alimentare gli aspetti più emotivi in uno ying e yang intervallato, specialmente nell’ultimo anno, dall’utilizzo di alcuni differenti colori a supporto.
Per il bel progetto MP5 si impegna nella realizzazione di tre differenti interventi, si tratta di tre pensiline tra Formia e Gaeta raccolte all’interno di un unico progetto tematico dal titolo Tempus Fugit, si tratta infatti di una vera e propria riflessione attraverso la quale l’artista si interroga sulla precarietà della nostra vita, sulla nostra libertà e sul senso che diamo al nostro tempo all’interno di una società sempre più frenetica e di corsa. Per attuare queste riflessioni l’artista sceglie di affidarsi anzitutto a due interventi speculari, fondo giallo ed una gazza ladra come soggetto principale per entrambi, a variare è unicamente ciò che celano nel becco da una parte una chiave e dall’altra un orologio ambedue emblematici. A chiudere il terzetto di opere ‘Run for your daily carrot’, questo il sottotitolo dell’ultimo lavoro realizzato utilizzando una bella vernice celeste a sostegno del consueto binomio cromatico, un lavoro che segna tutta l’ironia e la capacità riflessiva dell’artista che si diverte a far indossare una maschera – che poi tanto maschera non è – ad un uomo intento a portare avanti la propria vita attraverso il vecchio sistema della carota davanti agli occhi.
Osservando i lavoro emerge quindi una riflessione di tipo esistenziale, l’uomo succube e schiavo del tempo, della propria stessa ed autoimposta condizione che lo spinge a mettersi una carota – un obiettivo – davanti al volto per continuare a spingere avanti noncurante del tempo, in una critica ancora una volta velata ed intelligente, chapeau!

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Flavia Fiengo

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Herakut – New Murals in Za’atari, Jordan Part 2

21/02/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del viaggio intrapreso dal duo tedesco Herakut in Giordania, gli artisti infatti si trovano ancora nella zona di Za’atari dove hanno da poco portato a termine una nuova serie di interventi a stretto contatto con la comunità locale.
Nei loro vari spostamenti in giro per il mondo abbiamo sempre messo l’accento sulla particolare inflessione sociale ed emotiva degli interventi del duo tedesco, a partire dal loro progetto itinerante The Giant StoryBook Project, dove i due si impegnano nella realizzazione di un racconto per bambini utilizzando le pareti come pagine di carta, fino ad arrivare ai lunghi viaggi intrapresi al fine di dipingere ed al contempo entrare in contatto con culture, etnie, tradizioni e storie di vita completamente differenti, nuove e profonde e che diversamente rimarrebbero senza dubbio inascoltate e prive di voce. Proprio questo aspetto rappresenta il valore aggiunto delle produzioni degli Herakut, questo continuo entrare in contatto, addentrarsi all’interno di culture sconosciute, di luoghi talvolta inospitali e senza dubbio difficili all’interno dei quali sviluppare il proprio e personale accento pittorico e con lo stesso veicolare messaggi, riflessioni e spunti differenti. I due artisti mirano anzitutto ad una crescita personale che non necessariamente riguarda il proprio stile o tratto pittorico, ma piuttosto un arricchimento a livello umano e tessendo una trama di immagini e storie che possa in qualche modo avvicinare quante più persone possibile a quello che accade e succede dall’altra parte del mondo, a scoprire la verità ed infine stimolare la comunità locale, i bambini, le donne verso la pittura su muro. Un progetto quindi dai molteplici aspetti e che non nasconde la sua vena partecipativa, come abbiamo infatti avuto modo di vedere anche nei due precedenti interventi lo stimolo al lavoro viene portato avanti anche da chi vive ed abita questi paesaggi che sia la prima volta con un pennello in mano o meno, in un istante che possa rappresentare anche solo per poche ore un momento ed un occasione per distogliere i pensieri dalla difficile quotidianità.
Questa nuova serie di opere firmate dagli Herakut e dai locali porta in dote ancora una volta tutto l’incredibile stile pittorico del duo nel consueto e peculiare mix tra elementi e figure illustrate ed un tratto maggiormente realistico che trova posto negli sguardi e negli occhi dei soggetti rappresentati.
Se vi siete persi la prima parte vi rimandiamo al precedente post qui, per darvi invece modo di apprezzare in tutti i suoi differenti e radicati aspetti questo nuovo ed interessante progetto degli artisti, vi lasciamo ad un ampia e dettagliata galleria di immagini che ripercorre i momenti salienti degli interventi realizzati fino alle immagini di tutti i risultati finali, mettetevi comodi e scrollate giù, e restate sintonizzati, nei prossimi giorni infatti proseguiremo nel seguire il viaggio degli Herakut.

Pics by The Artist

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Basik – “Tabula aut Mortem” at Avantgarden Gallery (Recap)

21/02/2014

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Finalmente aperta lo scorso 14 Febbraio “Tabula Aut Mortem” l’ultima fatica di Basik all’interno degli splendidi spazi della Avantgarden Gallery di Milano uno show con il quale l’artista rende omaggio all’immaginario grafico-visivo dello skate attraverso il proprio personale filtro tematico.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere l’operato di Basik risulta perennemente diviso nelle sue produzioni tra la rappresentazione delle sue canoniche figure nere dotate di maschere con gli arti o le parti del viso colorate ed un preciso studio e ricerca sulle mani e sul loro movimento in coordinazione con i volti ed i tratti somatici dell’uomo. La peculiarità dell’interprete italiano risiede nella precisa volontà di affidare la propria dialettica visiva all’utilizzo di una determinata scala di colori, il nero ed il bianco, ai quali si unisce l’energia del colore oro, vengono sviluppa per segnare gli spazi attraverso un personale filtro tematico che abbraccia elementi mistici ed influenze relative alla superstizione ed al folklore andando in alcuni casi a cogliere spunti appartenenti alla cultura generale. La pittura dell’interprete sviluppa così un unica profondità sia visiva che tematica, l’impatto con i dettagli e con il particolare tratto, con le palette di colori scelte e con i temi proposti dall’artista risulta assolutamente efficace ed unico. Il lavoro più materico invece viene portato avanti grazie all’utilizzo di oggetti da recupero e supporti ‘inutili’ o rotti sui quali l’artista va ad iniettare il suo caratteristico filtro visivo, proprio da questi e dalla passione per tutta la cultura skate nasce l’esperienza di questa sua ultima mostra, l’idea è quella di una vera e propria rielaborazione delle grafiche appartenenti a questa cultura attraverso un gusto ed una personale affinità visiva.
L’esibizione si presenta così come un esperienza duplice, da un lato abbiamo l’opportunità di osservare attraverso il personale e viscerale impatto visivo di Basik quelle che sono le immagini appartenenti allo sterminato mondo della tavola a quattro ruote, dall’altra proprio attraverso i lavori esposti ci viene concessa l’occasione di osservare tutta la peculiare stilistica di uno degli interpreti senza dubbio più interessanti di tutta la nostra scena coadiuvata dall’esposizione “8894OG poster series”, un progetto che racchiude una selezione di 10 soggetti, reinterpretati artisticamente in formato 70×100 cm, realizzata da Muriel, grafico e fotografo, che prende spunto dal periodo quando lo stesso fu co-fondatore e photo editor di XXX Skateboarding Magazine.
Quello che emerge è quindi una sorta di viaggio all’interno di soggetti ed oggetti diversissimi tra loro, intrinsecamente legati alla cultura dello skateboard ma profondamente contaminati dalla personalissima dialettica visiva dell’interprete tra mani, sguardi, occhi e veri e propri soggetti, un bagno nel mistico, nell’onirico, tra pitture, installazioni ed oggetti di vario tipo che ci ha lasciato assolutamente coinvolti e colpiti.
Scrollate giù, dopo il salto abbiamo preparato ben quattro pagine con una ampio recap che documenta tutto l’eccellente allestimento proposto dall’artista, dateci un occhiata siamo per approfondire al meglio tutto il lavoro del grande interprete italiano, ricordiamo infine che c’è tempo fino al prossimo 1 Marzo per andare a vedere di persona tutto lo show, noi ve l’abbiamo detto.

Avantgarden Gallery
Via Cadolini, 29
20137 Milano

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Marco “Sfrevol” Montanari

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CYRCLE. – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

20/02/2014

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Prosegue il nostro viaggio all’interno delle meraviglie del POW WOW Festival, la rassegna di Honolulu continua il suo percorso con questo nuovo intervento firmato dal duo Losangelino CYRCLE. che ha da poco terminato un nuovo intervento nella zona di Kaka’ako.
Dopo due notti e due giorni di intenso lavoro viene rivelata quindi l’opera dei due interpreti statunitensi, da parte nostra c’era una certa attesa nel vedere cosa avrebbe proposto il duo ed ad essere sinceri siamo rimasti un po’ scottati osservando il risultato finale. Chi come noi si aspettava una delle particolari composizioni che stanno distinguendo le produzioni del duo in questi ultimi mesi si ritrova invece un intervento di passaggio, dobbiamo infatti ammettere come questo sia un lavoro figlio chiaramente della volontà dei CYRCLE. di tentare altre strade e percorsi visivi differenti dove, seppur lasciando immutati i temi del loro lavoro, gli artisti sperimentano un approccio pittorico differente. Osservando i lavori realizzati negli scorsi mesi, per l’Art Basel oppure per The Library Street Collective, era emerso in tutto il suo grande impatto finale la precisa volontà degli artisti di portare avanti un discorso che unificasse le canoniche grandi lettere con una pittura che abbracciasse toni e tematiche classiche con i pregevoli effetti in chiaro scuro e l’ausilio del colore oro ad alimentare un tratto ed un risultato finale assolutamente d’impatto. Con questa nuova parete realizzata per il festival Hawaiano i CYRCLE. mischiano le carte in tavola, spariscono le canoniche lettere che da sempre ne hanno contraddistinto gli interventi, così come il binomio cromatico e l’ausilio delle tinte dorate che non è presente, il tutto per fare spazio ad un pittura più scarna meno articolata e che ancora una volta appoggia le sue radici su una visione classica ed edonistica.
L’opera presentata dal duo poggia le sue basi anzitutto sulla volontà di affidarsi unicamente alla pittura, sparisce quindi l’ausilio dei proiettori in favore di un lavoro maggiormente a mano libera, e di questo non possiamo che esserne lieti, l’intervento va infatti a simulare un immagine vettorizzata di grandi dimensioni rappresentando due distinte figure che giocano su una contrapposizione cromatica tra l’arancione ed il grigio con infine una serie di dettagli come i tessuti iper realistici che trovano posto nella parte finale del lavoro. Insomma un cambio di registro che accogliamo un po’ tiepidamente ma che ci incuriosisce per la scelta di lavorare finalmente ed unicamente a mano libera e di cui siamo interessati nel vedere i prossimi sviluppi.
Scrollate giù, dopo il salto una bella selezione di scatti che documenta tutto il bel risultato finale di questa ultima opera firmata dai ragazzi losangelini, dateci un occhiata siamo certi che non ve ne pentirete affatto, se siete interessati sono state rilasciate le stampe in edizione limitata di tutti gli artisti partecipanti alla rassegna hawaiana su 1xRun, dateci un occhiata qui e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla kermesse.

Pics via AM

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Mike Giant – “Modern Hieroglyphics” at Fecal Face Dot Gallery (Recap)

20/02/2014

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Aperta finalmente lo scorso 7 Febbraio l’ultima fatica del leggendario Mike Giant che ha avuto modo di creare un corposo allestimento all’interno degli spazi della Fecal Face Dot Gallery di San Francisco con una nuova serie di disegni su carta realizzati attraverso il solito inconfondibile stile.
Uno dei personaggi senza dubbio più poliedrici, Mike Giant abbraccia differenti ambiti spostandosi con nonchalance attraverso differenti discipline artistiche, dall’illustrazione, alle opere come graffiti artist, al lavoro come tatuatore, un vero e proprio monumento all’underground e alla scena low-brow californiana ed internazionale. Partito come graffiti artist e come skater all’interno delle sottoculture skate di San Francisco, subisce presto il fascino del tatuaggio impegnandosi in questa pratica e sviluppando nel frattempo la sua arte in direzioni differenti. Quello che ha sempre distinto l’operato dell’interprete è l’incredibile precisione del tratto, rigorosamente in bianco ed in nero, e il particolare filtro tematico riconducibili alla cultura ed all’arte messicana ed all’illustrazione orientale, i suoi lavori miscelano stili e simboli differenti dalle iconografie religiose, ai simboli di morte, lettering ed elementi appartenenti alla cultura skate
Per lo show l’interprete ha messo in scena una nuova e fittissima serie di disegni su carta tutti in formata 11×14 che raccolgono assieme uno sterminato mix di immagini, loghi, simboli e lettering varie, il tutto con l’inserimento di qualche stampa serigrafica realizzata proprio per l’occasione, un esibizione che segna quindi il ritorno il grande stile di Mr Giant e che non potevamo accogliere favorevolmente.
Scrollate giù dopo il salto una lunga serie di scatti che ripercorrono i momenti dell’apertura, dateci un occhiata per gustarvi le immagini dei lavori realizzati per l’allestimento, siamo certi che non mancherete di apprezzare, se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 8 Marzo per andare a darci un occhiata di persona, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti riguardanti il grande artista statunitense.

Fecal Face Dot Gallery
2277 Mission St.
94110 San Francisco

Pics by The Gallery

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Roid x INSA – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

20/02/2014

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Con questa bella combo tra Roid ed INSA continuiamo a seguire gli sviluppi dell’eccellente POW WOW Festival 2014, la rassegna di Honolulu che sta catalizzando l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori ed appassionati in questo Febbraio.
L’impatto con quest’opera del duo tutto britannico Roid ed INSA ci ha lasciato decisamente perplessi, si tratti infatti di una inusuale combinazione che vede due interpreti completamente distanti nei modi e nei personalissimi stili, lavorare insieme per partorire un lavoro che abbraccia appieno tutte le influenze di ciascuno dei due. Sebbene ambedue gli interpreti provengano da un background come Graffiti artisti hanno sviluppato direzioni e temi differenti per il loro operato. Le composizioni astratte di Roid sono la diretta conseguenza di uno studio sulle forme ed in particolare sulle lettere che vengono completamente influenzate da uno stile personale che abbraccia elementi pop, specialmente nei colori, con fortissime contaminazioni geometriche ed astratte sviluppate attraverso una decisa visione tridimensionale, dal canto INSA propone invece un personale e suggestivo approccio urbano, rimane in parte fedele alla sua estrazione sviluppando, con la diffusione degli strumenti di internet, i suoi caratteristici Giffiti, altro non si tratta che di un immagini gif ritraenti uno degli interventi dell’artista in movimento. Questo particolare approccio ovviamente richiede una precisa elaborazione su muro, con tutti i frame ed i differenti sviluppi che l’artista è riuscito mano a mano ad innescare con il proseguire di questa sua pratica.
Da queste differenti metodiche artistiche Roid ed INSA sviluppano la loro opera per questa edizione del festival, il lavoro come è facilmente intuibile è impostato per essere uno dei caratteristici interventi in movimento ed ha quindi richiesto diversi giorni per essere completato, quello che però ci ha maggiormente stupiti è il particolare tratto e stile utilizzato dai due per la realizzazione di questa nuova parete, le contaminazioni astratte del primo, così come gli elementi maggiormente distintivi del secondo, vengono completamene messi da parte per abbracciare un impostazione maggiormente grafica. L’immagine infatti si mostra come una sorta di realizzazione al computer, una vera e propria grafica e va a richiamare, negli effetti e nello stesso stile del tratto, una forte appartenenza agli anni ’90, come se si trattasse di una sorta di pubblicità o di logo proprio di quell’epoca e che verrà movimentato attraverso l’utilizzo di 4 fotogrammi realizzati dai due interpreti, un lavoro che ci ha sorpreso ma che abbiamo certamente accolto positivamente.
Aancora una volta vi diamo modo di vedere da vicino tutto l’operato dei due artisti, scrollate giù dopo il salto ad attendervi una ricca galleria di immagini che ripercorrono gli istanti del making of fino ad arrivare all’eccellente risultato finale con l’immagini gif dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti del caso.

Pics via AM

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Poeta x MART – New Mural in Buenos Aires, Argentina

20/02/2014

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Ci spostiamo con piacere in Argentina a Buenos Aires dove Poeta e MART hanno da poco terminato un nuovo esaltante intervento fondendo in un’unica trama visiva tutto il loro personalissimo tratto, tra influenze astratte e sperimentazioni maggiormente viscerali.
Questa nuova parete segna l’unione di due differenti approccio sia a livello stilistico che prettamente a livello tematico, MART infatti predilige un approccio senza dubbio più viscerale, più emotivo, coniugando una tavolozza di colori impressionante all’interno degli spazi e delle pareti che va a segnare, il tratto si fa rapido, grandi e piccole sferzate aprono il passaggio dividendosi tra interventi a carattere maggiormente astratti ed opere che lasciano il posto ai suoi personaggi surreali direttamente connessi con le emozioni e le sensazioni catturate ed incanalate dall’interprete stesso nei suoi momenti di pittura. Il background da Graffiti Artist investe le produzioni di questo talentuosissimo Argentino che ha saputo sviluppare un personale percorso visivo figlio di un improvvisazione che contamina ed avvolge tutte le sue produzioni. Dal canto suo Poeta, come abbiamo avuto modo di vedere, ha scelto un percorso proprio abbracciando un ottica astratta maggiormente rivolta alla geometria, i colori si fanno decisamente più intesi, saturi, segnando le forme e gli elementi che le costituiscono attraverso un intesa scala di tinte, geometrie, texture e pattern che si muovono su tutta la superfice attraverso effetti di profondità così come tridimensionalità ed alimentando in questo modo una forte sensazione di giocosità che permea tutte le produzioni dell’interprete.
L’incontro di queste due differenti correnti di pensiero sviluppa un legame particolare, razionalità ed istinto vanno a miscelarsi nella creazione di un unico tessuto e percorso visivo, le pennellate si fanno intense ed avvolgenti, segnano gli spazi con profondità andando ad imbastire una trama profondissima. Nella parte più bassa del lavoro si sviluppa un grande manto giallo che rappresenta la base dalla quale va a crearsi il cuore centrale del’opera, tra cambi repentini di tonalità che si aprono e si spengono, figure ed elementi maggiormente incisivi che letteralmente inondando ed intaccano esplodendo lo spazio, sia di fronte ad un vero e proprio spettacolo per gli occhi che ci ha lasciato assolutamente coinvolti e che ci spinge ad osservare nel dettagli tutte le sezioni e le parti di questa ultima fatica targata Poeta e MART.
Scrollate giù, dopo il salto una bella selezione di scatti che documenta tutto lo splendido risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare la grande personalità e l’impatto finale di questa ultima magia firmata dai due interpreti Argentini, enjoy it.

Pics by The Artist

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3ttman – New Piece in the 3000 Viviendas, Sevilla

20/02/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro del grande 3ttman, l’artista francese del collettivo NOV9 torna infatti al lavoro all’interno dell’interessante progetto urbano della Delimbo Gallery e realizzando uno dei suoi canonici lavori in cemento all’interno del quartiere The 3000 Viviendas di Siviglia.
Come spesso abbiamo avuto modo di notare l’operato di 3ttman si sviluppa su due percorsi differenti che hanno in comune il personalissimo filtro visivo che l’artista porta in dote attraverso i suoi interventi, proprio l’approccio stilistico dell’interprete rappresenta il valore aggiunto di una produzione che poggia le sue solide basi su un immaginario assolutamente personale. Le opere dell’artista si sviluppano attraverso una pazzesca sequenza di personaggi surreali allestiti e realizzati seguendo il consueto tratto iper colorato, è proprio il colore infatti ad imporre la sua importanza come componente fondamentale nelle pittura dell’artista. Le trame impostate non sono affatto casuali, seguono un percorso ragionato e sviscerato in funzione del movimento dei characters rappresentati in un cambio di colori attraverso i quali scopriamo i volti, gli oggetti, e tutti i visionari sviluppi dell’immaginazione dell’interprete. Da questo preciso filtro tematico 3ttman sviluppa due differenti indirizzi stilistici, da una parte troviamo la pittura su muro dall’altra invece una vero e proprio lavoro di installazione con opere in cemento che vengono poi successivamente segnate, incise e colorate, per dar vita agli incredibili lavoro coadiuvati dall’interessante effetto finale che rende le opere letteralmente tangibili grazie ad un importante effetto di basso rilievo. Proprio questo particolare processo produttivo è stato utilizzato ricorderete all’interno dell’eccellente Relazioni Festival di Rosarno ed ora torna qui per il bel progetto messo in piedi dalla galleria Spagnola.
Ci troviamo all’interno del quartiere conosciuto come 3000 Viviendas o Las Vegas, una zona difficile e temuta nonché tra le più povere di tutta la città ed abitata da una comunità gispy, questa particolare atmosfera influisce profondamente sulle scelte dell’interprete che sceglie un approccio decisamente impattante, risponde al cemento con il cemento allestendo e dando vita ad una delle sue tipiche installazioni in cemento. L’idea alla base del lavoro è quella di offrire a questa grande costruzione un elemento facilmente distintivo e che richiamasse in certo senso gli aspetti sacri e religiosi dei rosoni delle chiese romane attraverso la realizzazione di un grande cerchio che racchiude in se tutta la consueta moltitudine visiva tipica del lavoro dell’artista francese, un opera che segna lo spazio e che trasforma completamente il panorama e l’edificio regalando una chiave di lettura nuova e profonda.
Scrollate giù dopo il salto ripercorriamo infatti le fasi di realizzazione di questa nuova opera grazie ad una bella serie di scatti del making of fino ad arrivare all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio dell’interprete e lo splendido scorcio finale dell’opera, è tutto vostro! Enjoy it!

Thanks to The Artist for The Pics

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Daniel Muñoz SAN – “Touché” New Show at Atelier Bletterie

19/02/2014

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Con piacere andiamo a dare uno sguardo approfondito a “Touché” ultima fatica del grande Daniel Muñoz SAN che ha da poco preso vita all’interno degli spazi dell’ Atelier Bletterie di La Rochelle in Francia completamente invaso dal particolare filtro tematico e dall’eccellente tratto dell’artista Spagnolo.
Ricorderete lo sgomento per l’eccellente intervento realizzato in occasione dell’ultima edizione de Le 4eme Mur Festival, nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle ci siamo spesso ritrovati a parlare dell’operato del grande interprete Spagnolo completamente sbalorditi dalla qualità del dettaglio e dal preciso e particolarissimo immaginario che accompagna le sue produzioni, questo show quindi apre nel migliore dei modi l’anno dell’artista proponendo uno spaccato di quelli che sono le sue visioni ed i suoi particolarissimi lavori.
Il lavoro di Daniel Muñoz SAN poggia le sue basi su una precisa scelta figurativa, l’abilità grafica dell’artista gli permette di esplorare ambiti e tematiche diverse con una cura ed una precisione incredibili, quello che però lascia assolutamente coinvolti e l’abilità dell’interprete di proporre, attraverso un linguaggio preciso e netto, una personale visione degli eventi quotidiani, della vita, trattando argomenti ed aneddoti differenti il tutto all’interno di un unico percorso visivo. Peculiarità delle opere di SAN è infatti quella di esercitare al loro interno una moltitudine di chiavi di lettura differenti, tra simboli e codici differenti, tra uomini bizzarri ed architetture perfettamente riprodotte, in una sorta di confusione interpretativa che va a stimolare la riflessione di chi osserva le sue opere che si ritrova a vagare alla ricerca di elementi ed indizi differenti per riuscire a sviluppare una personale motivazione a ciò che sta guardando. Lascia quindi in totale balia delle emozioni, la razionalità non può essere d’aiuto, subentrano infatti sensazioni e stimoli alimentati dalla sua stessa pittura e con esse si sviluppano spunti e pensieri differenti in una danza di percezioni diverse e miscelate in un’unica mistura emotiva.
Con quest’ultima sua ultima fatica l’artista porta in dote una serie di disegni ed opere di diverse dimensioni che raccolgono appieno tutta l’eredità tematica e stilistica di uno dei più grandi artisti a livello internazionale, dandoci modi di addentrarci con maggiore enfasi all’interno del suo fittissimo immaginario, tra gli scorci cittadini e tra i particolarissimi characters che li abitano.
Vi lasciamo ad una serie di scatti che ci mostrano da vicino tutto l’allestimento proposto dal grande artista, dateci un occhiata per carpirne appieno tutto lo stile e se vi trovate in zona vi ricordiamo che sarà possibile visitare lo show fino al prossimo 28 di Febbraio, fateci un pensierino siamo convinti infatti che ne valga davvero la pena, enjoy it.

The Atelier Bletterie
11ter rue Bletterie
17000 La Rochelle

Thanks to Winterlong Galerie for The Pics

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El Decertor – New Mural in Lima, Perù

19/02/2014

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A distanza di parecchie settimane torniamo ad approfondire il lavoro di El Decertor, l’artista Peruviano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento per le strade della sua Lima, un lavoro che segna un ritorno alle dinamiche ed agli sviluppi cari all’interprete Sudamericano.
Riavvolgiamo un secondo il nastro, per andare ad osservare lo sviluppo apportato da El Decertor, specialmente nell’ultimo anno l’artista è riuscito a direzionare quelle che sono le sue maggiori influenze all’interno di un percorso visivo dal fortissimo impatto finale. Quello che ci ha sempre lasciato impressionati e la capacità dell’artista di sviluppare ed orchestrare attraverso i suoi interventi, una trama complessa dove configurazioni cromatiche a carattere astratto incontrano una forte influenza figurativa dove i volti in particolare rappresentano il vero core centrale delle sue produzioni. La realtà ed il fantastico si miscelano quindi all’interno di un’unica fittissima trama dove l’interprete riesce ad instillare una quantità di dettagli incredibile, giocando con le tinte, e con effetti tridimensionali, attraverso questo grande calderone di elementi pittorici El Decertor sviluppa i temi a lui più cari tentando e segnando sempre il passo ad una precisa e viscerale esigenza di comunicare ed istaurare legami visivi e tematici con la sua comunità, con la sua gente, proponendo spunti e riflessioni di carattere sociale e spingendo attraverso essi un costante e serrato dialogo. Se questi sono i punti cardine del lavoro di El Decertor, questa sua ultima parete va a pescare in parte dalla prime sperimentazioni dell’artista, rievocando un tratto meno realistico ma piuttosto maggiormente vicino all’illustrazione e soprattutto con l’utilizzo di tinte decisamente meno calde per abbracciare una visione più dinamica e senza dubbio maggiormente grafica. Le grandi e fitte trame, con le caselle ed i cambi di tonalità vengono qui sostituite da elementi di dimensione maggiore, grandi macchie e figure astratte che vanno a rappresentare una vera e propria scenografia, l’attenzione poi passa al grande volto che continua la forte influenza cromatica con tutto il volto ed i dettagli interamente realizzati da grandi e minuscole configurazioni cromatiche. La sensazione è quella quindi di uno sviluppo differente, El Decertor pesca dalla memorie del suo stesso operato per rielaborare il suo lavoro attraverso una chiave differenti, si ha la sensazione di essere avvolti all’interno di un sogno, il surreale prende il sopravvento facendo spazio al mistico, in quello che abbiamo l’impressione si tratti di una sorta di viaggio ipnotico misto acido che ci ha senza dubbio coinvolti.
In attesa di vedere da vicino i nuovi sviluppi che questo nuovo anno porterà con se, dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultimo lavoro, il consiglio è quello di darci un occhiata per riuscire a cogliere tutto il particolare approccio visivo tipico dell’interprete.

Pics by The Artist

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Tristan Eaton – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

19/02/2014

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Honolulu centro dell’arte pubblica in questo Febbraio grazie ai lavori che stanno mano a mano prendendo vita per l’eccellente POW WOW Festival 2014, tra i grandi artisti partecipanti c’è anche Tristan Eaton che ha da poco terminato la sua personale parete portando avanti il personalissimo stile visivo.
Il particolare tratto di Tristan Eaton è senza dubbio tra quelli che maggiormente ci avevano entusiasmato tra e catturato la nostra attenzione all’interno dell’eccellente The Z Project, ora l’interprete Statunitense porta anche qui per la rassegna Hawaiana tutta la sua particolare inflessione visiva sviluppando una nuova trama ed un nuovo percorso ricco di immagini e di spunti differenti.
Il lavoro di Tristan Eaton, con alle spalle con background da Graffiti Artist e le interessanti sperimentazioni nell’ambito illustrativo, poggia le basi sulla precisa volontà dell’artista di servirsi di interessanti espedienti visivi, una sorta di vero e proprio collage di immagini che vanno a formare la figure e la forma desiderata, una vera e propria ombra che attraverso la sua stessa silhouette, e nonostante gli elementi al suo interno, non tradisce il suo vero aspetto. Osservando le opere si possono notare le differenti inclinazioni e percorsi che l’artista riesce ad imbastire e sceglie di proporre, una sorta di mistura che accoglie al suo interno disuniforme e multi sfaccettate legate unicamente da una comune influenza pop. La grande ombra va così interamente a formarsi attraverso un quantità incredibile di forme, texture, figure e pitture differenti, dagli animali, alle grandi lettere, passando per i volti di donna, tutte le forme più disparate che vanno ad intersecarsi ed ad unirsi in un collage unico e dal forte impatto finale che ci regala un coinvolgimento finale assolutamente unico.
Impegnandosi su questa grande parete, Tristan Eaton per la rassegna hawaiana sviluppa un nuova figura, un altissima figura che si eleva su tutto lo spazio simulando una sorta di presa per i passanti, all’interno ovviamente si sviluppano trame ed articolazioni differenti, tra elementi figurativi, composizioni astratte, texure e pattern che avvolgono tutto il cuore centrale delle forma fino a coprire completamente tutto l’aspetto esteriore attraverso un fitto velo multi sfaccettato.
Scrollate giù, ripercorriamo infatti assieme tutti gli istanti che hanno accompagnato la realizzazione di questa ultima magia firmata dal Losangelino fino all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata per cogliere appieno tutta la cifra stilistica ed il grande impatto visivo che l’interprete è riuscito nuovamente a raggiungere, è tutto vostro!

Pics by Savage Habbit and HiFructose

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Ludo – New Pieces in New York City

19/02/2014

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In occasione della sua “Fruit of the Doom”, prossimo show in apertura all’interno degli spazi della Jonathan LeVine Gallery, Ludo si trova a New York dove ha da poco terminato di realizzare una bella serie di nuovi interventi portando avanti temi e visioni caratteristiche del suo stile.
Il lavoro di Ludo poggia le sue basi su un intenso contrasto visivo, le opere dell’artista si muovono quindi su un rapporto concreto che vede opporsi la natura e il lato più oscuro dell’uomo, quello tecnologico ed in generale legato al progresso a discapito d tutto. Proprio questa opposizione tra due elementi così lontani viene in realtà alimenta dai paradossi che l’artista si diverte a realizzare fondendo in un unico oggetto immagini, simboli ed elementi contrastanti, il tutto unito da una precisa e scelta cromatica, il bianco ed il nero a contrasto con le colate di verde acido, utilizzato proprio per mettere in evidenza gli elementi e le figure di maggiore tensione ed interesse nei suoi stessi interventi. Attraverso questo preciso e particolare filtro tematico Ludo sviluppa figure che nel loro bizzarro aspetto danno vita ad elementi nuovi in cui il peso e la profondità della denuncia portata avanti dall’interprete si sente tutto ed impatta immancabilmente la vista di chi si ritrova difronte. Emerge così nell’idea dell’interprete l’esigenza di portare avanti una critica ragionata verso l’uomo toccando due emisferi contrastanti e che in un certo senso vengono intaccati dalle azioni dell’uomo, la natura che ne subisce lo sviluppo e la stessa tecnologia che ne alimenta il progresso divengono così un tutt’uno in un immagine stridula, completamente illogica, che accomuna fiori e piante con armi, oggetti e tecnologie in un unico scenario visivo, andando di fatto ad aumentare il senso di una convivenza, in questi termini, di fatto impraticabile.
Questa serie Newyorkese come sempre alimenta l’attesa per l’ultima fatica espositiva di Ludo dando in dona alla grande mela le opere di uno degli artisti più talentuosi del vecchio continente ed offrendo invece a noi l’opportunità di ammirare da vicino tutto il lavoro e l’inesauribile capacità di inventiva del Francese con una nuova serie di paste-up che ancora una volta confermano la caratura internazionale dell’interprete e la grande profondità del linguaggio e dei temi portati avanti nel corso degli anni.
In attesa di mostrarvi le immagini del suo prossimo show newyorkese, con il consueto e corposo recap, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce per approfondire al meglio tutto lo stile dell’interprete francese ripercorrendo gli istanti del making of di queste sue ultime produzioni fino agli splendidi risultati finali, è tutto dopo il salto! Enjoy it!

Pics by Jamie Rojo via BSA

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Tellas – New Murals for VIAVAI Project

19/02/2014

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Come detto il primo artista di spessore al lavoro per VIAVAI Project è Tellas, il grande interprete italiano ha infatti da poco terminato due nuovi interventi a Racale in Provincia di Lecce mettendo ancora una volta in mostra tutto il suo personale filtro ed approccio visivo.
VIAVAI Project propone ed offre l’opportunità ad artisti di livello internazionale l’opportunità di immergersi all’interno del territorio del basso salentino, non si tratta di un semplice festival, ma piuttosto di una esperienza ben radicata atta ad incrementare uno scambio emotivo tra il viavai di artisti appunto, e la comunità che vive nelle zone interessante, gli odori, gli scorci paesaggistici e le persone del posto con le loro tradizioni e le loro storie in un intrecci che sà di connessione forte e duratura.
Nella continua evoluzione del suo peculiare tratto visivo e stilistico Tellas da anni porta avanti un proprio e distintivo approccio tematico che lo vede impegnarsi nello sviluppo e nella pittura di forme, configurazioni ed elementi che riprendono, attraverso un filtraggio in chiave astratta, quelle che sono forme e figure tipicamente naturali. La natura di Tellas attraversa e si concentra in figure organiche che trapassano gli spazi innescando una sorta di esplosione visiva, squarciate, aperte o letteralmente rotte, si appropriano delle pareti rivestendo ed investendo gli spazi con il loro fortissimo impatto. Quello che lascia puntualmente emozionati è la capacità dell’interprete di sviluppare, in una continua ricerca e sviluppo stilistico, elementi e configurazioni sempre differenti, le figure vengono così composte da elementi puntualmente nuovi che attraverso un fortissimo intreccio costituiscono il cuore e la spinta stessa dei suoi interventi, il dettaglio quindi rappresenta uno dei punti di forza dell’operato di Tellas, all’interno dei percorsi imbastiti dall’artista troviamo foglie, rovi, intrecci di piante, alghe, fino ad arrivare ad una visione più concretamente astratta con figure triangolari a costituire l’anima di queste forme.
Per la rassegna Tellas esibisce tutto il suo campionario proponendo due differenti interventi, sul primo va ad inserire una delle sue figure, una composizione che, avviluppata in un grande fascio di foglie, si sviluppa su di una lunga scalinata, ma è il secondo intervento a lasciarci letteralmente a bocca aperta. Qui l’interprete sfoggia tutto il repertorio andando a segnare il grande spazio a disposizione con una gigantesca figura dove ancora una volta l’impressione è quella di un groviglio che si sta per schiantare a terra. Per questa grande parete l’artista elabora un intreccio pazzesco di elementi naturali che vanno a formare tutta parte esterna della forma fino ad interrompersi nella parte finale dove, letteralmente scorticata, la figura ci offre un cambio repentino, incontriamo quindi una serie di configurazioni più astratte che giocando con una scala di grigi determinano il sontuoso effetto finale. L’impatto è assolutamente fragoroso, il livello di dettaglio espresso e la grande energia che scaturisce dal risultato finale ci hanno lasciato nuovamente a bocca aperta, letteralmente interdetti.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’impatto e l’energia di questi due ultimi interventi firmati dall’interprete vi abbiamo preparato una ricca selezione di scatti, in aggiunta ad alcune fasi del making of, con tutti gli incredibili dettagli delle due opere realizzate, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare il particolare approccio ed il peculiare stile dell’artista, è tutto vostro! Enjoy it.

Pics by Eva Ligas and Matteo Bandiello

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Opiemme – “Ask the Dust, Ask The People” Project in Haiti

19/02/2014

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Eccoci in prima linea a raccontarvi il prossimo progetto di Opiemme, l’artista italiano inaugura “Ask the Dust, Ask The People” il suo nuovo progetto che lo vedrà spostarsi ad Haiti per compiere un nuovo viaggio che fa seguito a quello portato a termine su tutto il territorio italiano la scorsa estate.
Il percorso di Opiemme si snoderà su tutta l’isola che dopo il tragico terremoto del 2010 sta piano piano provando a rialzarsi ma trova ancora molte difficoltà nel riportare tutto a prima del terribile evanto, ad accompagnare l’artista il giornalista e videomaker Gianluca Orrù di Tekla Television. L’idea si ispira al titolo di un famoso romanzo di John Fante conosciuto in Italia con il titolo ‘Chiedi alla Polvere’, l’interprete si pone un sequenza infinita di domande, perché? perché? perché la situazione è ancora così tragica? cosa è stato ricostruito? chiedere alle persone, entrare in contatto con le loro parole, i loro sentimenti, la loro voce, polvere su polvere, silenziosa, inascoltata e vero e proprio elemento che avvolge le costruzioni, le strade e tutto il paesaggio distrutto, il tutto per ricordare una data il 12 Gennaio 2010 troppe volte dimenticata, scansata e riposta nei meandri dei nostri pensieri.
Per un progetto di caratura sociale di questo tipo ancora una volta l’artista porterà avanti il suo personalissimo filtro visivo e tematico, le parole quindi che da sempre costituiscono parte essenziale dell’operato di Opiemme, sia come cuore centrale dei suoi interventi, sia come vero e proprio canale comunicativo, accompagneranno l’artista nella creazione dei suoi peculiari interventi che andranno ad inserirsi negli spazi e nel territorio tra la gente di Haiti. Un progetto che eleva la caratura poetica dell’artista e di cui siamo davvero curiosi di vedere tutti gli sviluppi, sia artistici che prettamente sociali.
Noi vi racconteremo gli sviluppi di questo nuovo viaggio attraverso una copertura periodica, non vi resta quindi che restare sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni inizieremo con i nostri aggiornamenti costanti, stay tuned.

Phlegm, RUN and Christiaan Nagel for Last Breath Project

18/02/2014

Il nostro RUN, da anni al lavoro in Inghilterra ed il grande artista di Sheffield, Phlegm insieme a Christiaan Nagel, sono i protagonisti dell’ultima (non) ufficiale esibizione dell’ambizioso Last Breath Project, un progetto a cadenza random che prende vita all’interno degli edifici in attesa di demolizione di Londra.
Di progetti che dispongono di spazi insoliti, specialmente nell’ultimo anno, ne abbiamo visti parecchi su tutti La Tour 13, forse quello che ha avuto impatto e risonanza probabilmente maggiori, questa interessante idea dei ragazzi inglesi di Last Breath ha però un sapore tutto particolare e va a muovere corde completamente differenti. L’idea è come sempre quella di lavorare all’interno di un contesto abbandonato, offrendo quindi massima libertà di manovra agli artisti, ma, ed è questa la vera novità, anziché infarcire la rete di foto e reportage l’idea è quella di mirare ad una precisa partecipazione attiva. Il video teaser propone unicamente alcune immagini degli interventi realizzati, quello c’era da vedere lo si poteva osservare unicamente dal vivo, partecipando ed esplorando insieme agli artisti gli anfratti, le stanze ed i locali degli insediamenti urbani annunciati con il precedente intervento. Insomma una chiamata vera e propria che mira a riportare in strada gli appassionati ed i curiosi, a spingere una ricerca sul campo, con tutto il caleidoscopio di emozioni al seguito sviluppando uno dei dialoghi più intensi, quello tra artisti urbani e zone abbandonate, vero e proprio territorio di sperimentazioni e di conquista, attraverso una pratica quanto mai effimera e temporanea.
L’ultimo respiro è questa volta quello dell’ex Blithehale Medical Centre, siamo nella zona di East London, a Londra qui si sono dati appuntamento RUN, Phlegm e Christiaan Nagel andando a lavorare tra i ciottoli ed il cemento, tra pareti squarciate e polvere, il tutto per regalare alla struttura un ultimo attimo di vita prima dell’eutanasia finale. Il video ripercorre parte degli interventi realizzati ormai persi fisicamente ma conservati nella memoria di chi ha potuto vedere, dateci un occhiata e per gli amici londinesi, e per voi che vi trovate in città per scoprire il prossimo l’appuntamento non vi resta che scrivere direttamente agli organizzatori qui, nel frattempo vi invitiamo a dare un occhiata anche alle immagini in calce, check this out!

“The stairway climbs up and up, undaunted, to the roofless summit where it meets the sky.” – Macaulay, Pleasure of Ruins.

Yet an other of London’s intriguing constructions is currently seeing its final light: Blithehale Medical Centre, Bethnal Green. Once one of East-London’s prominent medical centres, it’s now a decapitated structure in the midst of human destruction. Its disease is uncurable. Before ultimate euthanasia, together with Phlegm, Run and Christiaan Nagel we snuck into the building in an attempt to brighten up its last days. A few days after, a 30-min unauthorised exhibition was held and finished off with a final good-bye. Now, the building and its final beautification will fully perish and on its grounds, yet another materiality will rise.

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Giorgio Bartocci – “Duplicity” New Show at Studio D’Ars

18/02/2014

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Come annunciatovi lo scorso 11 Febbraio ha finalmente aperto “Duplicity” ultima fatica firmata da Giorgio Bartocci all’interno degli spazi dello Studio D’Ars di Milano che inaugura così il suo anno espositivo con lo show di uno degli artisti più interessanti della nostra scena.
Duplicità non è unicamente il titolo di questa esibizione firmata da Giorgio Bartocci ma, come detto, è parte integrante nonché vero e proprio core dell’esperienza visiva che l’interprete riesce a proporre, i personaggi e gli spunti prettamente viscerali che gli stessi riescono a sviluppare rappresentano il valore aggiunto di una visione che ci ha sempre lasciato coinvolti e piacevolmente assorti all’interno delle trame e degli spunti visivi dell’artista. L’interprete affida la propria visione ai suoi canonici personaggi, la duplicità ricade negli aspetti più emotivi, di chi osserva le opere, di chi si scopre immerso e circondato all’interno di queste ombre nere, docili e dannatamente sensibili che trasportano lo spettatore all’interno di una sospensione emotiva, la sensazione è infatti quella di un grande viaggio interiore, di una scoperta dei nostri sentimenti in un riverbero delle nostre emozioni, delle nostre paure, angosce, dei nostri sorrisi ed istanti di allegria che si mescolano con quelle delle figure, in una duplicità di ricevere per dare, in una lettura profonda che abbraccia e contempla lo spettro delle emozioni umane. Racconti di istanti passati e presenti, come una mistura visiva che avvolge ed amalgama al proprio interno concretamente tutti i differenti aspetti della natura umana, delle sue emozioni e contraddizioni, e che viene sviluppata dall’artista attraverso il personale filtro visivo. La sensazione è quella di una pittura viscerale, le figure scomposte e galleggianti che fanno la loro comparsa, universi neri solcati unicamente da poche righe di colore atte a svilupparne i tratti del viso, si muovono quasi danzando su tutta la superfice, allargandosi e contraendosi verso forme irregolari, stipulando dialoghi o condividendo emozioni, fino a creare una fittissima trama di legami profondi e personali, ci si ritrova di fronte ad una mappatura delle esperienze di vita, un appannaggio dei ricordi, delle emozioni e delle sensazioni, a tu per tu con noi stessi, tra micro e macro cosmi che esplodono vivono, respirano e ci osservano.
L’allestimento è caratterizzato da una grande varietà di opere di grandi e più piccole dimensioni fino ad arrivare all’immancabile dipinto realizzato su una delle pareti della galleria milanese, un esibizione che fa il punto sul percorso fin qui visto dell’artista e che mette in mostra i temi e gli spunti che lo stesso prosegue nel portare avanti anche nel suo personale lavoro in strada, il tutto all’interno di uno spettacolo che ci ha ancora una volta convinto e coinvolto.
Vi lasciamo ad un corposo recap che ripercorre attraverso gli scatti gli instanti del vernissage, dateci un occhiata per cogliere appieno tutta la magia dell’allestimento proposto, ricordiamo infine che se siete interessati sarà possibile vedere da vicino lo show fino al prossimo 28 di Febbraio, un appuntamento d’obbligo per gli amici di Milano o per chi passa per la metropoli Meneghina.

Studio D’Ars
Via Sant’Agnese, 12
20123 Milano

Thanks to The Gallery for The Pics

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James Jean – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

18/02/2014

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Continuiamo a seguire gli sviluppi del POW WOW Hawaii 2014, la rassegna di Honolulu entra nel vivo con quest’ultima parete realizzata dall’artista taiwaniano con base negli States James Jean che ha da poco terminato questo incantevole pezzo.
James Jean rappresenta senza dubbio una delle gradite sorprese di questa nuova edizione della rassegna hawaiana, l’interprete, invitato sull’isola come ospite, ha voluto cimentarsi nella realizzazione di intervento su muro, prima volta per lui, ed il risultato è senza dubbio di pregevole fattura. Maggiormente focalizzato nell’illustrazione, l’operato dell’artista va quindi ad esplorare un ambito diverso e fuori dai contesti in cui è solito muoversi, il tratto e lo stile si rifanno però agli elementi che ne distinguono le produzioni, spazio quindi ad uno stile delicato ed ad un filtro tematico che richiama elementi onirici attraverso un filtro visivo ben marcato e facilmente riconoscibile. Il lavoro di James Jean ci fa immergere all’interno di un universo fantastico abitato da creature leggiadre e da personaggi onirici, una sorta di sogno ad occhi aperti che va a pescare dal mondo delle favole e dai sogni, creando un atmosfera di immersione assolutamente incredibile, al centro delle sue produzioni troviamo le donne e più spesso bambini e bambini che rappresentano i vettori emotivi dei viaggi e dei racconti che l’interprete sviluppa attraverso le sue opere. Esattamente come per le sue illustrazioni, la qualità e sopratutto la quantità dei dettagli presenti all’interno di questa sua ultima fatica ci ha lasciato piacevolmente colpiti, James Jean sceglie per la sua grande parete un tratto rosso a contrasto con il bianco della superficie, attraverso sottili pennellate va ad realizzare un intensissimo disegno che racchiude in se il corpo di uno dei suoi tipici characters, una bambina completamente avvolta e ricoperta di foglie ed elementi naturali. La sensazione è quella di osservare uno dei sogni che compivamo quando eravamo più piccoli, prima che l’innocenza e la spensieratezza venisse spazzata via dall’età adulta, un richiamo alle favole, ai racconti che ci venivano letti, un nuovo viaggio in compagnia di personaggi fatati per un nuova immersione all’interno della nostra mente che ci ha fatto tornare un po’ più bambini e che senza dubbio rappresenta il vero valore aggiunto di quest’ultimo dipinto.
Il risultato finale ci consegna un opera nuova e caratteristica, il particolare tratto e filtro tematico dell’interprete ben si sposa con l’arte pubblica e siamo davvero curiosi si questo si tratterà di un semplice exploit oppure vedrà l’artista portare avanti nel tempo la pratica e sviluppare concretamente un percorso urbano parallelo alle sue produzioni in studio.
Scrollate giù, ad attendervi dopo il salto una ricca galleria di immagini e di scatti che ripercorrono tutte le lunghe fasi di realizzazione di questa bella parete, dateci un occhiata fino ad arrivare all’eccellente risultato finale che a detta di molti, rappresenta uno degli interventi, tra quelli fin qui visti, più riusciti di tutta la rassegna, è tutto vostro! enjoy it.

Pics via AM and HiFructose

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Vine – New Murals in an Abandoned Factory

18/02/2014

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Con piacere andiamo ad approfondire il lavoro di Vine, l’artista italiano ha infatti da poco terminato una nuova serie di interventi all’interno di questo vecchio stabile abbandonato, un occasione questa per saggiare gli ultimi sviluppi visivi dell’artista e per cogliere al meglio tutti i peculiari aspetti tematici.
Per il momento il lavoro di Vine abbiamo avuto l’occasione di osservarlo solo di riflesso, ricamato all’interno delle trame fitte e diversificate che solo le esuberanti combo sanno offrire, il suo approccio così radicalmente astratto ci ha però sempre incuriosito, frutto di un distacco dalle visioni figurative per abbracciare piuttosto una dimensione meno marcata e battuta ed approfondendo in questo modo, un legame personale con gli spazi abbandonati. Lo ribadiamo ancora una volta, la scoperta di questi luoghi, l’avventurarsi nel silenzio più spettrale accompagnati dal suono dei nostri passi e da una mistura di sensazioni altalenanti, ci ha sempre incuriosito spingendo ad approfondire i lavori di quegli artisti che dedicano ed offrono la propria arte a queste strutture effimere, non più utili alla società, e lasciate li in stato di abbandono ed in totale balia della natura e degli eventi, non si tratta di riqualificare – parola abusata e stuprata – ma piuttosto è un guardarsi dentro, ricercare e sviluppare un dialogo con ciò che sentiamo, vediamo e percepiamo ed attraverso questo, proprio qui, che l’artista imposta il suo lavoro.
Una precisa influenza geometrica ed astratta Vine muove tutte le produzioni dell’interprete che sceglie di sviluppare un interazione visiva e cromatica con quelli che sono gli elementi già esistenti all’interno ed intorno ad una parete. Le sue visioni, interagiscono con ciò che le circonda, con le punte dei triangoli ad interrompere l’omogeneità della forma, si schiudono allo sguardo rilasciando tracce del loro aprirsi, in un moto che segna lo spazio in modo quasi impercettibile, le sfumature corrono sullo superficie fino ad incrociare il loro cammino con una grande figura cromatica, vanno ad intersecarsi, a sovrapporsi creando forme ed elementi differenti che riprendono il loro cammino continuando uno sviluppo e l’apertura stessa della configurazione in una rappresentazione delle lettere che compongono il nome dell’interprete. Se l’impostazione è quindi di tipo geometrico, con gli interessanti effetti tridimensionali a farla da padrona, l’efficacia del lavori è alimentata dalla forte interazione di queste figure con gli elementi che gravitano intorno, osservando le sue ultime due opere è impossibile non notare come l’artista sia impegnato nel collegare le tinte scelte con i mattoncini del muro, o con la busta nera accartocciata sul pavimento, il grigio e la muffa del cemento, in un intrigante ed eccellente risultato finale.
Per darvi modi di cogliere tutti gli aspetti visivi ed il grande impatto dei lavori proposti dall’interprete vi lasciamo a tu per tu con una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima incursione dell’artista, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzarne lo stile ed il particolare approccio urbano.

Thanks to The Artist for The Pics

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Vhils – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

18/02/2014

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Continuiamo a mostrarvi i lavori che mano a mano stanno prendendo vita ad Honolulu in occasione dell’eccellente POW WOW Festival 2014, a scendere in campo è infatti il grande Vhils che ha da poco terminato questa sua nuova realizzazione nello zona di Kaka’ako, sempre più epicentro della kermesse.
Osservando gli ultimi anni di Alexandre Farto emerge tutta l’efficacia di uno stile che sempre più continua a destare interesse, la particolarità degli interventi del Portoghese è infatti quella di scolpire letteralmente le pareti per dare vita ad intensi ritratti di gente comune per un effetto finale che ha dell’incredibile vista la resa ed il grande livello di dettaglio trovato.
Qui sul Gorgo non abbiamo mai nascosto la necessità e la volontà di vedere qualcosa di differente da parte dell’interprete, accogliendo sempre con interesse le sperimentazioni con materiali differenti, in particolare nelle sue ultime esibizioni, e volgendo il nostro sguardo alle ricerche visive che hanno portato spesso Vhils ad interagire con elementi differenti anche su parete, su tutti la carta che ci aveva decisamente colpito e con la quale speravamo l’artista portasse avanti un approfondimento maggiore. Ora l’interprete dopo qualche mese di relativo silenzio si presenta con il consueto tracciato arricchito questa volta dalla presenza di una vistosa scritta che fa capolino nella parte bassa dell’intervento. L’idea quindi è quella di uno sviluppo differente, non solo ed unicamente i volti delle persone, con tutti gli elementi ed i temi riflessivi che hanno da sempre caratterizzato l’operato dell’artista, ma anche un arricchimento nei contenuti stilistici con un aggiunta che di fatto va a bilanciare ed al contempo elevare l’intervento stesso. Se infatti i temi e la volontà di Vhils di portare avanti una visione popolare della strada, riproducendo volti e personalità di gente comune, rimangono invariati, la scelta di affidarsi anche ad una sorta di lettering, per quanto accennato, rappresenta un passo in avanti che non poteva restare indifferente, l’esigenza quasi di voler mettere l’accento sui temi e sulle riflessioni trattate e con essi veicolari un messaggio decisamente più immersivo ed impattante. Un risultato finale che quindi ci ha interessato e che siamo certi rappresenti un nuovo punto di partenza per la ricerca e lo sviluppo del lavoro dell’artista e di cui siamo curiosi di vedere il seguito.
Scrollate giù, ad attendervi dopo il salto una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa ultima realizzazione firmata dal grande interprete Portoghese, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata e mi raccomando restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni continueremo infatti a mostrarvi i lavori realizzati durante questi intensi giorni nelle Hawaii.

Pics via San

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VIAVAI – Life and Art Experience

18/02/2014

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VIAVAI – Life and Art Experience è l’ultimo nome che si affaccia sul grande palcoscenico dei progetti a carattere urbano, una rassegna ad ampio respiro che da Febbraio ad Agosto vedrà un susseguirsi, in un viavai continuo appunto, di grandi personaggi di spicco della scena italiana ed internazionale nella zona del basso Salento.
Nel brulicare di festival e rassegna di vario genere VIAVAI sposta il baricentro dei progetti urbani in quella che gli organizzatori non nascondono nel definire una vera e propria esperienza, l’idea è infatti quella di una totale immersione, negli spazi, così come nei luoghi, nei paesaggi e nella cultura del posto, sia per gli artisti coinvolti nell’ambizioso progetto, sia per chi sceglierà di visitare questi luoghi per vedere da vicino i lavori portati a termine. L’idea è quindi quella di una connessione forte ed emotiva che viene sviluppata attraverso un flusso continuo, un viavai appunto, di artisti e personalità di spicco della scena internazionale. Il nome stesso suggerisce una connessione con l’idea di passaggio profondo, uno di quelli che lascia un segno tra esperienze fugaci, emozioni, volti e figure differenti che si susseguiranno all’interno del territorio, siamo in Salento una terra storicamente crocevia di culture e realtà differenti che si sono miscelate ed amalgamate nel tempo fino a creare quell’unicità culturale che rappresenta uno dei valori aggiunti di queste terre.
Gli artisti si alterneranno per la realizzazione di interventi all’interno dei paesaggi del basso salento ed avranno a disposizione un laboratorio serigrafico per la realizzazione di opere in edizione limitata, proprio con queste ultime verrà infine allestita una mostra collettiva itinerante che andrà a chiudere il cerchio sul progetto.
Ad aprire i lavori ci ha pensato Tellas di cui vi mostreremo le immagini degli interventi nei prossimi giorni, noi di Gorgo siamo in primissima linea e vogliamo supportare al massimo questo interessante progetto, proponendovi un ampio recap e full coverage su tutta la rassegna, perciò stay tuned.

Cody Hudson x CASE STUDYO – “Vibes Melt Down 2043” Sculpture

17/02/2014

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Con piacere andiamo a dare un occhiata all’ultima produzione firmata CASE STUDYO, i ragazzi dello studio belga specialisti nella lavorazione della porcellana di pregio, tornano a lavorare in questo inizio d’anno collaborando con Cody Hudson per un personalissimo incensiere.
Essenzialmente legato ad un immaginario astratto dove collimano all’interno forme ed elementi cromatici importanti, Cody Hudson, con base a Chicago, è quindi il nuovo eccellente nome per l’ultima collaborazione firmata dai ragazzi francofoni, l’artista che da anni porta avanti progetti di design grafico attraverso la Struggle Inc porta a termine una particolarissima visione per un incensiere.
L’idea alla base del progetto è quella di stimolare la mente attraverso una evocazione di momenti allucinatori e sentimenti viscerali ed al contempo portando avanti una riflessione sulla vita e la morte andando a sviluppare un dialogo con ciò che ci circonda. CASE STUDYO quindi sceglie di racchiudere tutti questi particolari elementi all’interno di un oggetto che si assesta a metà tra vera e propria opera d’arte e oggetto dall’uso quotidiano. Cody Hudson sceglie per “Vibes Melt Down 2043”, questo il titolo del pezzo, una rappresentazione divertente di un teschio fuso su un lato, dalla parte opposta i fori permettono la fuoriuscita del fumo in modo da creare un effetto assolutamente riuscito. Come sempre il package è di primissimo ordine, edizione numerata e firmata di tre colori differenti, porcellana bianca, oro ed argento, con la peculiare scatola in legno accompagnata da certificato di autenticità e da tre coni di incenso Nag Champa.
Dopo il salto alcuni scatti con i dettagli di quest’ultimo lavoro, in attesa di scoprire le prossime collaborazioni, se siete interessati, potete acquistare il prodotto direttamente sullo store dello studio qui, fatevi avanti, la qualità e la grande personalità delle lavorazioni in porcellana proposte da CASE STUDYO rappresentano a parer nostro un must-have.

Vibes Melt Down 2043 is a porcelain sculpture, that can be used as an incense burner, meant to stimulate the mind and evoke the hallucinatory and enl
ightening moments that are around us at all times through life and death. We wanted this piece to be an art edition but to also work as a functional object that would be used on a regular basis. For increased mellowness I find it works best when burning Nag Champa.

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Vesod at Robin Soulier Consulting Office – Video Recap

17/02/2014

Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Vesod, è uscito infatti da poco un interessante video recap che documenta tutte le fasi di lavoro del grande interprete italiano all’interno de La Hall of Fame per il progetto dello studio Robin Soulier Consulting.
Come abbiamo avuto modo di vedere l’idea alla base del progetto è quella di offrire intere stanze ad artisti di caratura internazionale che ciclicamente, con un ricambio di 2 mesi e tre per la sala principale, avranno l’opportunità di sperimentare e portare avanti attraverso la loro pittura l’ambizioso progetto, una sorta di dono in cui la libertà massima di espressione e le particolari superfici offrono la possibilità di fruire del talento degli interpreti attraverso un preciso percorso visivo.
Come visto Vesod si è affidato ad una pittura sviluppando una complessa trama, il lavoro dell’italiano viene sviluppato unicamente attraverso una soluzione cromatica che poggia le sua basi sul grigio e sul nero, con l’utilizzo degli spazi bianchi per segnare ed impattare con maggiore vigore le figure e le configurazioni rappresentate. Per l’intervento l’interprete ha portato in dote tutto il suo personalissimo stile visivo, ancora una volta l’opera poggia quindi le basi su un fortissimo senso di moto perpetuo sviscerato attraverso una componente tridimensionale che va a sfruttare il pavimento e tutto lo spazio segnando una sorta di marci di avvicinamento con il corposo e pulsante cuore centrale dell’intervento. L’artista sceglie di adottare la consueta scomposizione delle forme attraverso una forte influenza geometrica ed astratta, i corpi delle sue donne si aprono e schiudono sommandosi ed intersecandosi tra di loro nelle loro stesse parti fisiche, il vortice di elementi e figure geometriche che accompagnano lo sguardo all’interno delle figure, ha la dirompenza di trascinarci con vigore e forza nei solchi e nel volti intrappolati all’interno della parete, un grido sordo ed avvolgente che ci ha lasciati assolutamente interdetti e piacevolmente coinvolti.
Non aggiungiamo altro, il video ripercorre infatti le fasi di realizzazione di questa incredibile opera, tutto il making of con il quale abbiamo l’opportunità di carpire gli aspetti più personali di uno degli artisti più interessanti del nostro panorama. Se volete approfondire e leggere la nostra analisi sull’eccellente intervento realizzato dall’artista all’interno degli spazi a disposizione, vi rimandiamo al nostro precedente articolo qui, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, è tutto vostro.

Know Hope – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

17/02/2014

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Continuiamo il nostro recap sulle meraviglie del POW WOW Hawaii Festival 2014, il grande artista con base a Tel Aviv Know Hope ha infatti da poco portato a termine uno dei suoi caratteristici interventi negli spazi e nei cunicoli di questa officina meccanica.
La particolare dialettica visiva e testuale degli interventi di Know Hope ci ha sempre lasciato in balia di sensazioni e riflessioni profonde, è forse questa la spinta maggiore dei suoi lavori, la capacità di interagire con gli spazi e sopratutto con le persone attraverso un tratto pulito, senza ghirigori, accompagnato da temi e spunti sempre piuttosto impegnati che spingono chi osserva le sue produzioni a porsi dubbi e domande. L’operato dell’interprete viene supportato dai suoi canonici personaggi, che si tratti di installazioni con materiali da recupero oppure grandi o piccole pareti, le opere dell’artista, accompagnate da una frase o da un piccolo testo, risultano in tutta la loro eccentricità uno stimolo diretto, nascoste all’interno degli anfratti urbani, poste su luoghi insoliti, catturano lo sguardo e riescono ad imbastire un dialogo forte e ridondante che nasconde nei suoi toni decisamente poetici tutta la sua forza. I characters di Know Hope attraverso un tratto pulito vengono dipinti unicamente in bianco e nero con l’unica eccezione del cuore che viene realizzato dall’artista in un rosso vivo, le loro pose plastiche, i loro sguardi malinconici, quasi inespressivi, distribuiscono pensieri, istillano scaglie di sogni, focalizzandosi sugli aspetti più emotivi e viscerali della natura umana, hanno la capacità di entrare in contatto con chi li osserva lasciando loro i dubbi e le angosce, le paure ed i pensieri, in un groviglio di sensazioni contrastanti che corre veloce dalla mente su tutta la pelle.
Come detto lo spot, nella zona di Kaka’ako, risulta piuttosto insolito, per la rassegna hawaiana Know Hope mette appunto un doppio intervento, noi vogliamo concentrare la nostra attenzione in particolare sul primo. Il tratto minimale accompagna lo sguardo all’interno di una nuova rappresentazione, osserviamo quindi uno storno di uccelli, appena percettibile, librarsi dall’acqua, gli stessi con le loro lacrime bagnano la superficie andando a creare una serie di increspature, vediamo poi uno dei caratteristici personaggi dell’artista quasi intento a raccogliere questo pianto. L’impatto con questa opera ci ha dapprima lasciato interdetti, approfondendo le immagini emerge ancora una volta tutto il carattere riflessivo dell’interprete in quello che è un lavoro che si presta a differenti chiavi di lettura, un rappresentazione cruda di un dolore acuto che può essere letto come una visione dell’abbandono, della propria terra, dei propri cari, della natura stessa che ci lascia in un mare di problemi in balia del nostro destino, un opera ancora una volta fine e fortemente emotiva e che nuovamente ci fa apprezzare tutto l’impegno e la capacità espressiva e comunicativa del grande interprete.
Scrollate giù, dopo il salto una ricca serie di scatti che ripercorrono le fasi del making of di questa sua ultima magia in aggiunta alle immagini dell’eccellente risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti da Honolulu, enjoy it.

Pics via AM and San

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Herakut – New Murals in Za’atari, Jordan

17/02/2014

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Con piacere torniamo a parlarvi del lavoro del duo Herakut, gli artisti si sono infatti spostati in Giordania dove hanno da poco terminato due nuovi interventi continuando la loro tradizione di forte sensibilità verso la comunità ed in particolare i bambini.
Il rapporto con i bambini sta segnando profondamente l’operato degli Herakut, il duo tedesco come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte sta portando avanti attraverso il loro The Giant StoryBook Project un progetto visivo che sà di storia, le pagine si trasformano in pareti ed attraverso esse il racconto per bambini da loro ideato continua la sua narrazione. Questa loro ultima tappa in Giordania non rappresenta parte dell’ambizioso progetto ma piuttosto segna la volontà dei due interpreti di continuare a lavorare in località e zone poco avvezze all’arte urbana con l’intento anzitutto di un immersione, profonda e viscerale, all’interno delle comunità ma soprattutto la voglia di portare e veicolare attraverso i loro interventi sentimenti ed emozioni positive toccando temi ed argomenti importanti.
Tra i due lavori terminati nella zona di Za’atari vogliamo mettere maggiormente l’accento sul primo, “One is just a brick. Many together can be a home.”, questo il titolo del pezzo, segna una profonda partecipazione dei bambini della zona che vengono invogliati alla pittura dagli Herakut. Attraverso il loro apporto prendono vita una serie di caselle che vanno a formare anzitutto una scritta ed inseguito la forma di una casa. La povertà e gli orrori delle continue lotte vengono quindi spazzati via dal duo attraverso un sentimento di speranza, mattone dopo mattone, nella fattispecie dipinto dagli stessi bambini, va a formare il loro sogno di pace e di una casa accogliente, sia in senso fisico, di un abitazione, sia in senso lato di uno stato che possa finalmente prosperare. Ad accompagnare questa vivissima composizione la figura di un giovane che come sempre porta con sé tutto il peculiare approccio visivo degli Herakut, si tratta di un bambino intento a posizionare uno dei mattoncini colorati, lo stile è come sempre un misto tra una pittura iper realistica, con particolare predilezione per gli occhi e le parti più fisiche del corpo, ed un tratto maggiormente illustrato in una sorta di sospensione visiva e metà tra il vero e l’immaginato, il tutto infine come sempre accompagnata da una frase esplicativa che va proprio a dare il titolo all’opera.
Il risultato finale è segnato anzitutto dai temi e dagli spunti che riesce a trasmettere, uno slancio di speranza all’interno di uno dei luoghi più difficili del pianeta e che ancora una volta ci mostra tutto il talento e la sensibilità di due tra gli artisti che più riescono a coinvolgerci.
Dopo il salto una ricchissima serie di scatti che documenta tutte le fasi di realizzazione di questa loro ultima opera, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto, l’impegno e le grande profondità e sensibilità con la quale gli artisti scelgono di lavorare all’interno di queste difficili zone, è tutto vostro, da vedere e rivedere.

Pics by The Artists

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M-City – New Mural for St.Art Delhi Festival

17/02/2014

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Continuiamo con interesse a seguire gli sviluppi dell’interessante St.Art Delhi Festival, il grande M-City ha infatti da poco terminato un nuovo incredibile intervento diviso su due gigantesche pareti limitrofe a Nuova Delhi, qualcosa di sensazionale.
Dopo la partecipazione all’eccellente OGARNA 2.0, il progetto a carattere urbano messo in piedi dal Urban Forms Foundation di Danzica, M-City si sposta quindi in India realizzando attraverso il suo canonico stile uno dei lavori più coinvolgenti ed interessanti di questo inizio di anno.
Come sempre impegnato nel portare avanti i temi cari attraverso uno sviluppo visivo affidato unicamente all’utilizzo di minuziosi stencil, l’interprete continua la sua fruttuosa ricerca stilistica che, specialmente nell’ultimo anno, ci sta regalando memorabili interventi.
La particolare conformazione dello spot designato, offre ad M-City l’opportunità di sviluppare un opera su due binari, le due grandi pareti, una di fronte all’altra, vengono così coperta da un identico e speculare disegno raffigurante due grandi contraeree pronte a darsi battaglia una contro l’altra. Per il pezzo l’artista polacco sceglie di mettere da parte le ultime sperimentazioni visive che l’hanno visto in questi ultimi mesi portare avanti distorsioni delle immagini e delle sue rappresentazioni per abbracciare un bilanciamento cromatico importante. Nell’idea dell’interprete c’è la scelta di affidarsi ad un viola ed un blu, intervallanti dai dettagli neri, per dare vita alle forme ed alle due giganteggianti figure, i colori vanno poi successivamente a scambiarsi con grandi e piccoli cerchi che ricoprono le superfici dei due colossi atti probabilmente a rappresentare i colpi ed i proiettili sparati dalle due grandi navi da guerra. Vogliamo mettere l’accento, oltre che ricordavi che ambedue le pareti ed i disegni sono realizzati interamente attraverso piccole porzioni di stencil – si avete letto bene – al profondo significato sociale che nasconde un opera come questa. In un paese diviso nelle viscere dalle caste e sopratutto dai differenti popoli ed etnie, queste due grandi navi rappresentano una sorta di trasposizione folle delle relative lotte intestine che si celano nella viscere del popolo indiano, una rappresentazione forte e caratteristiche di un uguaglianza celata dal colore, così come dalla religione o dal sesso e che nella sua totale idiozia continua a mietere vittime e soprusi.
Il risultato finale è un intervento profondo dal punto di vista tematico quindi ma anche dannatamente impattante ed incredibile e che segna anche la scelta dell’artista di non coprire i segni ed graffiti realizzati dai locali ma piuttosto lasciare che gli stessi interagiscano con tutta la struttura finale, emozione pura.
Per farvi meglio apprezzare appieno tutto l’impatto e l’incredibile colpo finale di questa esuberante opera vi lasciamo alla bella selezione di scatti, dateci un occhiata per ripercorrere insieme tutti i momenti del making of fino all’incredibile colpo d’occhio finale, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Pics by The Artist

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Weekly Overview 72 | 10-02 to 16-02

16/02/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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ZOSEN x Mina – “Tropical Manchester” New Mural in Manchester

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SUPRA NATURA – Booklet + Dvd by Perpetua Edizioni

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Agostino Iacurci – “Small wheel, Big wheel” Show (Recap)

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Lucamaleonte – “Vecchio a chi?” New Mural in Rome

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Ufocinque x Will Barras “Bermuda Shorts Forest” at GaloArtGallery

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108 – “Paysage D’Hiver” A New Book

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ABCDEF – A Series of New Murals

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David de La Mano – “Diáspora” New Mural for Galería Urbana

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THTF x Gino Bud Hoiting – New Mural in Paris

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SeaCreative “Sogni di Grigio” at Ego Gallery (Recap)

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Emanuele Kabu – “It’s Called Moon” A New Video

ever-abstract-definition-of-mexico-mural-in-queretaro-01Ever – “Abstract Definition of Mexico” New Mural in Queretaro

C215 – “Back To Black” New Show StolenSpace Gallery (Recap)

16/02/2014

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Dopo la bella serie di interventi realizzati in giro per le strade di Londra, il grande C215, (Interview) ha da poco aperto la sua ultima fatica “Back to Black” all’interno degli spazi della StolenSpace Gallery, uno interessante show che segna un forte spaccato sull’immaginario dell’artista Francese.
Christian Guémy aka C215 si ferma, prende posto all’interno della galleria Londinese per presentare uno spettacolo nuovo, un nuova puntina all’interno del suo percorso che specialmente in questi ultimi anni si è fatto mutevole e sfaccettato con l’interprete sempre più impegnati in nuovi viaggi, pareti di grandissime dimensione ed interventi più piccoli in giro per le città europee e non.
Con questa sua nuova esposizione l’interprete sceglie di affidarsi unicamente ad una più ristretta scala cromatica e, come il titolo stesso dello show suggerisce, portando in done per alcune delle opere realizzate unicamente il bianco ed il nero come unici vettori cromatici, peculiarità della mostra è però la volontà dell’interprete, che traspare da ogni elemento in esposizione, di sviluppare un forte dialogo tra i propri lavori e chi osserva mettendo in mostra gli aspetti più viscerali di quelli che sono i suoi viaggi. I luoghi e le sensazioni dei posti dove si sposta per dipingere e lavorare, le persone ed i volti della gente del posto che riemergono collocati all’interno del tessuto urbano, rappresentano come sempre il principale leitmotiv dello sviluppo tematico dell’artista che parte proprio da queste sue riflessioni per portare all’interno della mostra una serie di oggetti e materiali raccolti proprio durante il suo continuo vagare, sono cartelle, valige, lattine ed altri supporti che diventano teatro e superfici ideali per lo sviluppo dei canonici lavori di C215 aumentando un immersione urbana in una sorta di condivisione degli aspetti più personale del suo stesso lavoro.
Scrollate giù dopo il salto una bella selezione di scatti con tutti i lavori presentati dal grande interprete per questa sua ultima esibizione, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare e se per caso vi trovate a Londra c’è tempo fino al prossimo 2 Marzo per andare a dare un occhiata da vicino allo show, noi ve l’abbiamo detto.

StolenSpace proudly announces our inaugural show with Christian Guemy, aka street artist C215 entitled ‘Back to Black’

C215 has masterfully created work using a restricted colour palette within his exquisite stencilled images. Spray painted on his usual array of foraged materials, artworks are presented on recycled objects such as folders, luggage and tins.

For this show titled, ‘Back to Black,’ C215 has drawn inspiration from his travels and the cities of Europe, for which he refers to as ‘an addiction’ and ‘a magnet’ to street artists of the world over. The work he has produced seeks to reflect upon the experiences he has been met with on his excursions.

StolenSpace Gallery
17 Osborn Street
London E1 6TD

Pics by Hooked and Butterfly

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ZOSEN x Mina – “Tropical Manchester” New Mural in Manchester

16/02/2014

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Continuiamo a seguire con interesse lo sviluppo della fortunata collaborazione tra l’artista spagnolo ZOSEN e l’interprete giapponese Mina Hamada, i due hanno infatti da poco portato a termine una nuova parete in Inghilterra nella zona di Northern Quarter precisamente a Manchester.
Il lavoro è stato realizzato all’interno del Out House Project, l’idea alla base del progetto è quella di offrire gli spazi, le tre facciate di questa piccola struttura cittadina, ogni tre mesi ad artisti diversi con l’intento di istaurare una relazione ed una ispirazione alla gente del posto e non, una sorta di momentaneo distacco dalla realtà per ammirare, nella frenesia della quotidianità che la vita moderna impone, un piccolo angolo di arte urbana, per un idea quindi che sebbene non disponga di elevati spazi o di pareti altisonanti, fa del prorpio fulcro tematico il suo vero valore aggiunto.
Come spesso abbiamo avuto modo di notare il lavoro congiunto di ZOSEN e Mina Hamada ha le sue radici nella comune scelta di impostare le proprie produzioni attraverso una fittissima trama cromatica, uniti nell’idea, i due sviluppano le rispettive trame visive attraverso un assenza totale di outlines ma piuttosto affidandosi unicamente ad una composizione di forme e figure completamente istintiva. Se l’approccio stilistico è quindi pressoché identico quello tematico differisce per una differente scelta dei soggetti e degli elementi rappresentati, ZOSEN infatti preferisce una pittura di forme ed configurazioni astratte concedendosi ad alcuni lettering vivaci con gli intermezzi di oggetti e forme bizzarre, Mina invece sceglie un approccio al limite dell’illustrativo con la pittura di elementi umani, figure e silhouette ed i canonici e singolari personaggi. Il risultato finale è quindi una trama spessa e soprattutto ricchissima di spunti e dettagli, la spazio viene completamente coperto lasciandolo completamente privo di punti vuoti spingendo l’osservatore a ricercare ed a cogliere tutti gli elementi raffigurati.
Certi che ne saprete cogliere tutto l’impatto finale e per farvi apprezzare appieno l’ultima magia realizzata dal duo, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con qualche immagine del making of e del risultato finale, dateci un occhiata! È tutto dopo il salto, enjoy it.

Pics by The Artists

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EC13 – “Al One Love” New Piece in Almería, Spain

15/02/2014

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A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di EC13, l’artista ha infatti da poco terminato questa nuova installazione site-specific su questa piccola struttura architettonica a Almería in Spagna all’interno del Parque Nicolas Salmeron.
Come abbiamo avuto modo di approfondire in precedenza l’operato di EC13 affonda le sue radici in una precisa ed articolata declinazione astratta, l’interprete attraverso l’utilizzo del nastro adesivo ha sviluppato una personale cadenza visiva al fine di sviluppare un trama complessa di linee e direttrici che attraverso il loro percorso, intersecandosi tra di loro, vanno infine a formare la forma e la figura desiderata. L’impressione osservando gli interventi dell’interprete è quella di un tratto oltremodo preciso, pulito ed ordinato che dà vita ad elementi e configurazioni che, nonostante la loro complessità finale risultano nella loro essenzialità e nella loro pulizia, ragionate e dotate di un forte impatto finale. L’essenziale quindi rappresenta il vero credo e verbo dell’artista che sceglie quindi un approccio meno vistoso ma più incisivo caratterizzato dall’utilizzo di differenti tecniche e medium.
Questa sua ultima fatica ci dà l’opportunità di osservare da vicino un’altra delle caratteristiche dell’operato di EC13, forse il vero e proprio leitmotiv dal quale lo stesso l’interprete va poi a sviluppare tutti i suoi interventi. È infatti più di tutto fondamentale per l’artista portare avanti un forte discorso di simbiosi con il paesaggio con le sue architetture e con le forme e le figure dei palazzi, i suoi lavori sono quindi caratterizzati da una sorta di continuo dialogo con gli spazi e con le loro peculiarità e tra questi, le piccole installazioni sono senza dubbio quelle che ereditano maggiormente questa precisa volontà. L’interprete realizza piccole opere che si diverte poi ad installare con il preciso intento di sviluppare ed ampliare il personale dialogo con il tessuto cittadino e con chi si ritrova ad osservare i suoi interventi, la sensazione è quella di una sorta di schema logico estrapolato e riportato attraverso un precisa caratterizzazione fisica e visiva che ci ha lasciato decisamente curiosi ed impressionati.
Per meglio cogliere appieno tutto lo stile e l’approccio dell’artista vi lasciamo ad una bella serie di immagini che documentano al meglio questa sua ultima fatica, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by Carlos Rueda Parra

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Nelio – New Mural in Argentina with Gaulicho, Roma and Poeta

15/02/2014

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Continuiamo interessati a seguire gli spostamenti di Nelio, l’artista si trova ancora in Argentina dove ha da poco terminato una nuova serie di interventi in collaborazione con Gaulicho, Roma e Poeta, tre artisti differenti con i quali il Francese si è divertito a sviluppare in modo differente il proprio lavoro.
La permanenza di Nelio in Argentina ci sta regalando l’opportunità anzitutto di approfondire il lavoro di artisti dapprima in parte sconosciuti e poi di osservare le dinamiche di ricerca stilistica e di sviluppo di uno degli interpreti europei più interessanti e che proprio in questo ultimo anno sta sempre di più portando avanti il proprio lavoro anche attraverso direzioni e dinamiche spesso differenti e del tutto nuove. Abbiamo infatti anzitutto apprezzato la volontà da parte dell’artista di ricercare e testare soluzioni visive differenti, passando da approcci più duri ed impostati, a forme maggiormente morbide passando per le sperimentazioni istintive, ad i tentativi con il tratto a mo’ di chiaro scuro. Questa tendenza a portare in direzioni differenti il proprio lavoro ci ha offerto la possibilità di vedere tutto il cammino ed i differenti approcci di Nelio e di fruirne la profondità e l’impatto visivo e tematico.
Il fulcro delle produzioni del francese è ovviamente una precisa e accurata scelta astratta con la quale Nelio sviluppa una serie di forme e configurazioni a tre dimensioni, le forme si fanno dirette ed incisive e vengono intervallate da repentini cambi di colore, da grandi cerchi e figure di dimensione ridotta. Questo grande calderone tematico va ad intersecarsi con i differenti approccio visivi dei tre artisti sudamericani, Poeta infatti sembra l’unico, sebbene attraverso una caratterizzazione stilistica e cromatica completamente differente, a condividere l’istinto geometrico dell’interprete che va quindi a confrontarsi con il carattere vivo e fortemente contaminato dall’illustrazione di Gaulicho così come dall’impronta decisamente più figurativa e organica tipica dell’operato di Roma.
Da questa nuova infornata di lavori emerge un trittico di opere che abbiamo fortemente apprezzato e che vi diamo modo di poter osservare da vicino attraverso una bella serie di scatti, è tutto dopo il salto scrollate giù e dateci un occhiata!

Pics by The Artist

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Los Muros Hablan Festival at La Perla in San Juan Video Recap

15/02/2014

Con piacere a distanza di tempo torniamo a parlarvi dell’ultima edizione de Los Muros Hablan, esce infatti ora edito dai ragazzi di Tost Films un eccellente video recap che ripercorre i lavori dipinti all’interno de La Perla, una delle zone più difficile di San Juan, sede del famoso Festival di Porto Rico.
Facendo seguito quindi al bel time-lapse con l’intervento di Faith47 di qualche giorno fa (covered) torniamo ad approfondire uno degli aspetti a nostro avviso più interessanti dell’ultima rassegna Portoricana, come detto infatti ci troviamo all’interno di una delle zone più pericolose di San Juan ma che al contempo nasconde nella sua ruvidezza tutto il suo splendore, i paesaggi così come gli edifici fatiscenti collidono in un paesaggio unico ed al contempo surreali e sono proprio gli interventi realizzati da Conor Harrington, Faith47, Axel Void, Filio, JAZ, Alexis Diaz del duo La Pandilla, INTI, Poteleche, a dare un nuovo lustro al panorama in una sorta di riverbero unico ed assolutamente profondo che ci ha lasciato positivamente colpiti e coinvolti. Non si tratta infatti del solito festival che sceglie di lavorare all’interno di una zona difficile, ma nell’idea di questi lavori si nasconde tutta la volontà di dare una sorta di nuovo lustro, un nuova immagine, un regalo alla gente del posto, il bello che si insinua nella muffa e delle pareti scrostate che dialoga con le spiagge, con i tramonti, con i sentimenti ed i turbamenti, le angosce, le paura della gente del posto, lasciando un solco profondo ed una profondissima interazione viscerale ed emotiva.
Prendetevi cinque minuti, mettetevi comodi e gustatevi tutte le sequenze del video, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto degli interventi ed i suggestivi panorami che una zona come questa riesce ad offrire, se volete poi potete approfondire i lavori realizzati per questa ultima edizione de Los Muros Hablan vi rimandiamo al nostro precedente post qui, è tutto vostro! enjoy it.

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Seikon – New Mural on Flintercrown Ship in Rotterdam

14/02/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo a volgere il nostro sguardo sul lavoro di Seikon, l’artista Polacco ha infatti da poco terminato un nuovo intervento direttamente sull’insolita superfice di questa nave merci a Rotterdam nei Paesi Bassi.
Con ancora negli occhi le immagini della splendida Kolaż sua ultima fatica all’interno degli spazi del Klub Żak di Danzica, Seikon si sposta quindi in Olanda per lavorare ad un nuovo intervento che ancora una volta segna un nuovo step nelle trame e nelle scelte stilistiche dell’interprete.
L’operato di Seikon è fortemente influenzato dall’esigenza dell’interprete di sviluppare i propri lavori attraverso una forte connotazione astratta ed attraverso la stessa, sviluppare di volta in volta trame e configurazioni sempre differenti. Da una parte l’artista continua a portare avanti un discorso di maggiore pulizia con le sperimentazioni di forme completamente formate da un’unica linea, una ricerca questa che porta alla creazione di un singolo tratto che va a scorrere mano a mano su tutta la superfice di lavoro cambiando direzione più volte fino a formare l’aspetto finale degli elementi immaginati, un approccio questo che negli anni l’interprete non hai mai abbandonati continuando a sperimentare ed a sviluppare trame ed effetti di volta in volta sempre più intricati. Dall’altra l’interprete sta portando a compimento una maturazione di quelli che sono gli spunti più suggestivi del suo operato, abbandonati definitivamente (?) gli intrecci e le texture in simbiosi con forme e figure organiche, Seikon ha evoluto il proprio tratto passando per una rappresentazione più solida e minuziosa di elementi e configurazioni astratte raccolte all’interno di una propensione tridimensionale efficace e variegata.
Per questo suo nuovo intervento sull’imbarcazione Flintercrown l’interprete ci stupisce con una scelta cromatica nuova ed interessante e che segna l’intenzione di una interazione decisamente più immediata con gli spazi a disposizione, osservando il lavoro emerge infatti una sensazione di assoluto equilibrio tra le sperimentazioni geometriche rappresentate e l’imbarcazione stessa. L’intervento che si sviluppa e manifesta in verticale attraverso una serie di articolate figure, elementi come triangoli, quadrati, linee e forme mano a mano sempre più piccole che vanno ad interagire con i colori stessi della nave, dal celeste delle rifiniture, passando per il grigio ed il rosso che ne compongono i dettagli il tutto per un risultato finale che abbiamo fortemente apprezzato.
In attesa di mostrarvi nuovi aggiornamenti abbiamo preparato una bella galleria di scatti, scrollate giù per riuscire a cogliere al meglio tutto il particolare approccio e lo stile distintivo dell’artista applicato su una superfice insolita come questa, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for the pics

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SUPRA NATURA – Booklet + Dvd by Perpetua Edizioni

14/02/2014

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In attesa di vederlo personalmente, torniamo a parlarvi di SUPRA NATURA, l’eccellente progetto audiovisivo partorito dalla mente di Dem e Seth Morley, esce infatti ora, realizzato dagli amici di Perpetua Edizioni, laboratorio di stampa ed editoria con base a Milano, il booklet ed il dvd del film.
Abbiamo ancora negli occhi le atmosfere, i paesaggi e la forte impronta tematica che attraverso pochi minuti di teaser video si sono impossessati di noi, SUPRA NATURA rappresenta l’ideale parto della mente di Dem, delle sue riflessioni naturali, dei suoi personaggi surreali, pagani, mistici, figli di un universo onirico, il tutto racchiuso all’interno di un progetto che si accinge ad essere tra i più esaltanti tra quelli fin qui proposti dall’interprete.
Il film, realizzato insieme a Seth Morley vede come protagonista lo stesso Dem e dalle immagini arrivano fino alle musiche realizzata da gruppi come LARVA 108, Comaneci, Aquarius Omega, Corpoparassita, e del talento di You Are God Film Prod. per la difficile parte di editing, nomi di spessore per curare nel migliore dei modi un risultato finale che siamo sicuri si rivelerà pazzesco.
SUPRA NATURA, dopo la presentazione ufficiale, continua a mostrarsi grazie alla realizzazione dei booklet realizzati dal giovane studio Milanese, un edizione pregiata che accompagna la scoperta dal Dvd del film e che attraverso, immagini, disegni e fotografie ci fanno calare con ancora più enfasi all’interno del particolare climax della pellicola.
Scrollate giù dopo il salto alcuni scatti dell’eccellente prodotto, se siete interessati all’acquisto non vi resta che piazzare l’ordine direttamente qui, per la caratura del progetto, la sua forte caratterizzazione ed infine il grande lavoro svolto da Perpetua, noi consigliamo caldamente l’acquisto, se invece volete approfondire i dettagli del film vi rimandiamo al nostro precedente articolo qui.

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Agostino Iacurci – “Small wheel, Big wheel” Show (Recap)

14/02/2014

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Finalmente aperta lo scorso 8 Febbraio l’ultima magia targata Agostino Iacurci, il grande artista italiano apre le porte della sua “Small wheel, Big wheel” all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma che prosegue nel portare avanti il personale progetto Public & Confidential.
Le produzioni di Agostino Iacurci come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte poggiano le loro basi sulla profonda influenza illustrativa dell’artista, gli equilibri cromatici così come un tratto decisamente personale, vanno poi ad innescare tutta l’esplosiva combinazione di idee e tematiche divertenti e surreali che da sempre ne segnano l’operato. In particolare nello scorso hanno abbiamo assistito ad una continua e ragionata ricerca proprio sulle scelte visive, in particolare quelle cromatiche, atte ad alimentare le trame e gli sviluppi delle sue stesse opere e che hanno trovato nell’utilizzo del nero e del rosso la giusta alchimia e facendo raggiungere un impatto ed una compattezza senza dubbio maggiori.
Questo suo ultimo show rappresenta un punto fondamentale, una sorta di fermo immagine, ereditando appieno lo stile caratteristico dell’interprete che sceglie qui di affidare il suo lavoro ad una riflessione ben precisa. Agostino Iacurci attraverso i suoi canonici personaggi riflette e si interroga sui delicati e complessi equilibri del gioco, si tratta di una indagine personale che spinge in particolare sul momento di sospensione che l’attività sviluppa all’interno della vita di tutti i giorni, sulle regole rigide, tacite ed implicite che vengono a crearsi anche durante questi attimi e alle quali in maniera del tutto incosciente si sceglie di aderire e di rispettare. Da questo personale ed interessante spunto tematico l’artista sviluppa tutto il suo allestimento, gli spazi della galleria vengono così completamente invasi da una serie di interventi differenti, si va dalle tele ai lavori su carta, passando per i piccoli quadri composti ed arrivando alle grandi e più piccole installazioni, concludendo infine l’allestimento con un istallazione negli spazi esterni della galleria che compone una grande lettera A. Ne emerge uno spaccato variegato in cui le stesse immagini ci riconducono al nostro passato, agli attimi ed alle giornate spensierate che caratterizzavano la nostra vita e che, proprio attraverso i ricordi e le sensazioni trasmesse dai lavori, si trasformano ora in età adulta in una riscoperta incerta ed affascinante in un vero e proprio ritratto colorato e profondo che ci ha parecchio coinvolto ed impressionato.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ad una bella selezione di scatti con tutte le immagini dello splendido allestimento proposto dal grande interprete italiano, vi lasciamo entrare in punta di piedi per vedere da vicino quanto di buono realizzato certi che non mancherete di apprezzare tutto il grande impatto e la profondità.

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni, 124
00176 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Giorgio Coen Cagli

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Lucamaleonte – “Vecchio a chi?” New Mural in Rome

14/02/2014

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In attesa di scoprire la sua Underdog all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery, il grande Lucamaleonte ha da poco terminato un nuovo intervento per il progetto “Mitologia Contemporanea”, un gigantesco ritratto di uno dei simboli della capitale, Francesco Totti.
L’intervento, realizzato dalla galleria romana in collaborazione con il Municipio VII ed Oikos, eccellenza tutta italiana che ha fornito le vernici ecosostenibili, fa parte di un progetto a più ampio respiro che coinvolgerà quattro street artists che nei prossimi mesi si impegneranno nella realizzazione di figure appartenenti ad una sorta di mitologia popolare del presente, soggetti che per un motivo e per un altro ispirano ed influenzano le nuove e vecchie generazioni.
La scelta dell’interprete di realizzare un ritratto di Totti segna la volontà di approfondire i concetti già alla base delle sua prossima fatica, l’idea di svantaggio sociale, andando a pescare dall’emblematica frase “Vecchio a chi?” che lo stesso capitano giallorosso rivolse a chi lo aveva apostrofato come un vecchio, un ispirazione ed una interpretazione personale che sà di riflessione sulla vecchia, sullo stato di svantaggio e di esclusione degli anziani all’interno del tessuto sociale della società moderna e che attraverso la figura del calciatore va a rappresentare un eccellente paradosso. La figura di Totti, un trentasettenne vecchio per il calcio ma personaggio forte e vero e proprio simbolo di un intera città, viene dipinta direttamente sulla facciata della sua ex scuola, rivendicando una sorta di diritto a lottare contro questo pregiudizio.
Osservando l’intervento notiamo fin da subito il cambio stilistico apportato da Lucamaleonte, se infatti il tratto prosegue l’influenza per così dire classica, qui l’artista continua a lavorare completamente senza i suoi canonici stencil, pittura a mano quindi che così profondamente ne sta segnando le produzioni in questi ultimi mesi e che avevamo avuto l’opportunità di apprezzare all’interno del progetto congiunto con Hitnes dal titolo “Catalogo”. L’opera si muove su una delle estremità della struttura in una rappresentazione viva e profonda e che viene accompagnata, come da titolo, dalla scritta ‘vecchio a chi?’
In attesa di vedere da vicino tutto l’allestimento che l’artista romano proporrà il prossimo 15 Febbraio, vi lasciamo ad una bella serie di scatti che documentano il making of fino all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare il bel risultato finale, è tutto vostro dopo il salto! enjoy it.

Thanks to 999Contemporary Gallery for The Pics

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Augustine Kofie – New Mural for POW WOW Hawaii 2014

14/02/2014

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Gli occhi di tutto l’ambiente sono puntati in questi giorni sulle Hawaii che faranno da sfondo panoramico ai lavori dell’eccellente POW WOW Festival 2014, iniziamo la nostra full immersion con il grande Augustine Kofie che ha da poco terminato questa sua ultima magia ad Honolulu.
Come anticipatovi la rassegna anche quest’anno mette in scena la consueta mistura di star internazionali, realtà locali e nazionali per uno dei festival che si è rapidamente imposto come uno degli eventi più importanti della scena oltreoceano e non. Augustine Kofie rappresenta senza troppi giri di parole uno dei nomi più importanti di tutto il movimento Graffuturism, l’artista, partito come graffiti artisti più di due decenni fa, a sviluppato nel corso del tempo una personale trama astratta frutto di una ricerca costante di un equilibrio tra forme, istintività e razionalità. Proprio queste ultime tre, unite alla scelta di affidarsi a tavolozze di colori facilmente riconoscibili, sono le prerogative principale dell’operato fin qui visto e che proprio negli ultimi mesi ha subito il fascino di una scelta cromatica più delicata, soave e meno incisiva rispetto ai precedenti sviluppi.
Per questa sua ultima produzione Augustine Kofie sceglie quindi di affidarsi ad una tavolozza di tinte più chiare, meno invasive che vanno perfettamente ad inserirsi all’interno del contesto urbano decisamente luminoso, ancora una volta a guidare l’intervento c’è un idea di partenza, rappresentata dal bozzetto, che viene prontamente sviluppata e riarrangiata attraverso quelle che sono le sensazioni e le emozioni del momento, attraverso gli sviluppi stessi del lavoro lasciando quindi che l’idea si formi ed alimenti in un totale ed assoluto sentimento viscerale. Emerge così un quadro come sempre ricchissimo di dettagli, tra forme di dimensione maggiore e figure più piccole, tutto raccolto all’interno di una trama che restituisce una fortissima sensazione di moto continuo, di movimento alternato, suggerito ed alimentato dagli stessi colori e scale cromatiche scelte dall’interprete, tra elementi più incisivi e diretti, come le grandi porzioni ed i rettangoli, passando per i cerchi ed i semi cerchi che reclamano spazio, gli effetti di luce ed ombra, per un impatto finale assolutamente avvolgente e profondo.
Con piacere vi diamo l’opportunità di osservare da vicino tutto il lavoro del grande artista, una bella infornata di scatti del making of che vanno mano a mano a comporre l’eccellente risultato finale, è tutto dopo il salto, il consiglio è come sempre di darci un occhiata, ma restate sintonizzati nei prossimi giorni continueremo a mostrarvi i lavori realizzati all’interno della rassegna statunitense.

About 10 or 12 years ago, I knew I was going to go in this direction. I kind of let the style take it there, I didn’t force it. But I was paying attention to what I was doing and what I needed to do to let it grow and mature,” said Kofie when asked about the evolution of his style. “I’m a pensive guy as it is, so of course I’m over-thinking everything. So add that to working with the structural aesthetic [of graffiti], and it sort of goes hand in hand… This is what I draw naturally, this is what I gravitate towards.

Pics via HiFructose and AM

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OBEY x RISK – New Mural for Skid Row Housing Trust

13/02/2014

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Continua la fruttuosa collaborazione tra mr OBEY aka Shepard Fairey e RISK, i due artisti statunitensi hanno da poco terminato il loro tre murale in collaborazione questa volta a Los Angeles all’interno dell’interessante progetto Skid Row Housing Trust.
Sebbene non stravediamo per l’operato di RISK non possiamo non ammettere che gli interventi in combinazione con Fairey rappresentino un bel punto di incontro che segna l’utilizzo di componenti visive a sorreggere la visione ed il peculiare filtro tematico delle ormai celebri produzioni di OBEY, l’utilizzo dei background a colato che ne sta rivalutando il lavoro da street artist, trova quindi un senso compiuto ed arricchisce le trame precise ed un po’ fredde tipiche del lavoro di Fairey.
La parete è in realtà un doppio intervento sul lato del Rossmore Hotel di Los Angeles che inaugura il progetto Skid Row Housing Trust che prevede la realizzazione di ben trenta interventi nell’area da parte di una fitta schiera di interpreti nazionali ed internazionali. Ancora una volta OBEY e RISK ripropongono il canonico Peace & Justice questa volta riarrangiato attraverso la comune passione per i Led Zeppelin con tanto di dedica con la scritta “Good Times – Bad Times”, l’opera unisce nuovamente i canonici background dell’ex graffiti artisti con lo stile e l’influenza di Shepard Fairey. Sfruttando i due grandi spazi a disposizione gli interpreti creano due interventi simmetrici, due grandi poster uguali nella forma ma non negli elementi al loro interno, anzitutto vengono utilizzate due campionature cromatiche differenti, per la prima parete una mistura acida di rosso, arancione giallo nella seconda invece una scala di verdi e blu con qualche accenno di rosa, ambedue colate e miscelate secondo il consueto stile tipico di RISK. Altra interessante novità è l’utilizzo di un doppio lettering che va a sostituire i nomi dei due artisti, diversamente dalla precedenti collaborazioni, andando quindi a creare un bel rapporto tra la precisione e l’impostazione del lavoro di Fairey con la vena ed il background da graffiti artisti di RISK.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti che documentano le fasi di realizzazione ed il bel risultato finale, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro dei due interpreti.

I finished a new mural yesterday with the help of my crew that is my third collaboration with RISK. This mural builds upon the approach RISK and I took for the Peace & Justice mural we did in Miami, but pushes the collaborative process further. This time RISK painted the backgrounds and I painted the foreground, but we collaborated on the foreground imagery and concept. RISK is a big Led Zeppelin fan(as am I) and since the mural is on LA’s Skid Row,RISK wanted to include “GOOD TIMES – BAD TIMES” as a Zep reference and comment on the unstable nature of good fortune known too well by the residents of Skid Row. I followed suit by incorporating “JUSTICE TONIGHT” a reference to the Clash’s cover of Willie Williams’ “Armagideon Time” with its lyric “A lot of people won’t get no supper tonight, a lot of people won’t get no justice tonight”. Risk also did me the honor of drawing OBEY letters in his graffiti style to go alongside his RISK lettering and create a symmetry with the frame elements I designed. Our mural is permit number 1 after the lift on the mural maratorium facilitated by Daniel Lahoda and the Skid Row Housing Trust. I’m proud to be supporting the Skid Row Housing Trust and hopefully encouraging more property owners to provide walls for artists. Thanks to RISK and my crew of Nic Bowers, Z Bomit, Rob Z, and Dan Flores. Jon Fulong took some great photos.

Pics by The Artist

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Ufocinque x Will Barras “Bermuda Shorts Forest” at GaloArtGallery

13/02/2014

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Finalmente aperta lo scorso week-end “Bermuda Shorts Forest”, una doppia personale che vede il nostro Ufocinque e l’inglese Will Barras dialogare all’interno degli spazi della Galo Art Gallery di Torino attraverso i loro diversissimi stile ed approcci visivi.
Lo show mette in mostra i differenti percorsi dei due interpreti, due approcci molto distanti uniti però da una marcata vena di mistero che avvolge tutte le loro produzioni, l’allestimento si presenta così come una sorta di viaggio personale con la possibilità di osservare due differenti percorsi, due modi di esprimersi e riuscire a segnare lo spazio attraverso l’ausilio di medium e strumenti differenti. Da una parte vediamo quindi Will Barras che sceglie di portare in dote le sue peculiari misture cromatiche, il tratto è alimentato da una forte influenza illustrativa, dall’animazione, e viene sviluppato dall’artista attraverso l’utilizzo di colori e soluzioni cromatiche profonde ed impattanti che letteralmente attraversano, intersecano e sviluppano una personale trama visiva all’interno delle scene e dei disegni rappresentati. La sensazione è quella di osservare figure e forme eteree, quasi degli spiriti che solcano gli spazi aggrappandosi agli oggetti, alle persone, alle sensazioni ed alla situazioni raffigurate, vere e proprie macchie che interagiscono direttamente con ciò che l’interprete dipinge e di riflesso con chi si ritrova ad osservarle. Un operato profondo che si pone in connessione con la profondità tematica e le sensazioni e gli stati d’animo di chi osserva.
Dal canto suo Ufocinque mette in mostra tutto il suo repertorio, l’artista continua la sua ricerca e la sua sperimentazione con nuovi materiali, in particolare la carta che rappresenta per l’interprete strumento primario e principale per le sue produzioni. Quello di Ufocinque è una viaggio interiore, tra i pensieri, i sogni e la mente dell’artista che ristagnano e prendono vita attraverso gli strumenti a lui cari all’interno delle opere e dei lavori portati in allestimento. Attraverso una abile lavoro di taglio l’artista riesce a sviluppare trame e situazioni differenti andando a sviluppare attraverso giochi di luci ed ombre vere e proprie scenografie dal fortissimo e profondo impatto emotivo, livello dopo livello ci invita ad addentrarci all’interno di un bosco interamente celato da strati e strati di ombre, tra figure classiche e silhouette che si muovono nell’ombra, accennate nella forma per stuzzicare la nostra immaginazione, oppure dettagliate nel corpo e negli sguardi fino a trovarsi a tu per tu con demoni e mostri.
Lo show è composta da una fitta serie di nuove opere di entrambi i due artisti, il tutto arricchito da una serie di installazioni site-specific, come la grande stanza realizzata da Ufocinque ed il consueto lavoro sulla grande parte verticale dell’ingresso dipinta da Will Barras.Per darvi modo di apprezzare al meglio quanto proposta dai due interprete vi lasciamo ad una ricchissima galleria, scrollate giù ad attendervi infatti ben tre pagine ricche di immagini con tutti gli scatti del vernissage, il consiglio però è come sempre di andare a darci un occhiata di persona, ne vale davvero la pena.

The exhibition titled Bermuda Shorts Forrest includes new art works by both artists along with several site-specific installations throughout the gallery. These two artists have their own unique styles, both have very different techniques, yet their work shares a pleasant and mysterious quality.

Will Barras has a background in illustration and animation, his paintings are full of mystery and movement, with forms and characters created by colors and shapes flowing through each other in a natural way. Will has been a globe trotter since the early days of street art, doing walls and shows in Asia, the United States and Europe since the beginning of the century.

Ufocinque is continuously searching for new techniques, materials and solutions for his art works. His installations, made from layers of hand cut paper, allow him to create entirely new environments to fit the structure or space he is working in. His light-box installations are a reflection of his larger installations that have been used in theater, fashion shows and window displays for shops. The light boxes are made up of carefully dissected layers of hand cut paper that focus and draw your attention to the power of shadow and light reflecting though the boxes.

Galo Art Gallery
Via Saluzzo 11/G
10125 Torino

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Stefano Guastella

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108 – “Paysage D’Hiver” A New Book

13/02/2014

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Torniamo con entusiasmo ad occuparci del grande 108 (Eyes On), l’interprete Italiano infatti ha da poco presentato la sua ultima pubblicazione, un libro realizzato verso la fine dello scorso anno a Besançon in Francia durante i giorni di permanenza in occasione dell’ottimo Bien Urbain Festival 2013.
Dal titolo “Paysage d’hiver” il libricino esce in 108 copie numerate e stampate da Adrien Colin dell’Officina indipendente Superseñor con base proprio nella cittadina Francese, ogni singola copia è differente dall’altra e vede l’artista portare a compimento uno dei fulcri tematici del suo stesso lavoro. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte l’esperienza con le opere dell’interprete è caratterizzata da un astrattismo che ha nello sviluppo di forme e figure di colore nero la sua principale dinamica visiva, all’interno delle stesse l’artista ha poi mano a mano sviluppato colori e scale cromatiche di differente intensità andando infine a cogliere, attraverso la consueta e sterminata ricerca, le differenti applicazioni e variabili di questi concetti, con le forme che si fanno dapprima più decise e diretti per poi passare ad una fisionomia più ‘molle’ e docile ed infine sviluppando di volta in volta trame cromatiche sempre più di maggiore enfasi ed impatto. Un lavoro pazzesco che ha nella natura il suo principale vettore tematico, come più volte detto l’ispirazione dell’interprete viene proprio da quelle che sono le forme naturali ed i suoi differenti ambienti, su tutti la montagna, ed è proprio da qui che nasce questa sua ultima pubblicazione.
Osservando il libro si infatti l’impressione di una vera e propria fusione, le immagini acide, tendenti al verde dei paesaggi, vanno a fondersi con le forme e le figure nere tipiche dell’immaginario di 108, una simbiotica rappresentazione che riunisce gli aspetti tematici e visivi in un unico esaltante risultato finale.
Se siete interessati all’acquisto non vi resta che contattare direttamente l’artista qui, il consiglio è quello di farci davvero un pensiero siamo infatti fermamente convinti che ne valga davvero la pena, dopo il salto alcuni scatti della pubblicazione, se invece volete approfondire la partecipazione del grande artista italiano, qui il nostro articolo dedicato, enjoy it.

Pics by GORGO

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ABCDEF – A Series of New Murals

13/02/2014

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Grazie ad una infornata di opere realizzate nelle scorse settimane durante i suoi recenti viaggi, con piacere andiamo a dare un occhiata approfondita al lavoro di ABCDEF, un operato che ci ha parecchio scombussolato per la peculiarità e la sfacciataggine del tratto e la ricercatezza degli sviluppi apportati.
Gli sviluppi di un approccio urbano sempre più votato all’astratto stanno portando alla luce nuovi ed interessanti modi di approcciarsi con l’ambiente urbano, sebbene ABCDEF preferisca andare in esplorazione all’interno di vecchi edifici abbandonati e zone in forte stato di degrado, l’artista non disdegna di impegnarsi in pareti di dimensione maggiore dimostrando tutta l’eccentricità del proprio personale operato. Esattamente come il singolare nome, l’artista sviluppa un tratto assolutamente proprio, un odi et amo che non mancherà siamo certi di spaccarvi in due, nell’intenzioni dell’interprete c’è l’esigenza di un rappresentazione votata al grezzo di forme e figure astratte raccolte all’interno di quadrati o rettangoli in una architettura visiva che si rifà ad un idea espositiva. Il solido background da graffiti artist è la base dello sviluppo visivo delle opere di ABCDEF, le lettere si evolvono intorpidendosi nella forma e sviluppandosi fino a trasformarsi in forme e configurazioni rudi, l’utilizzo esclusivo della bomboletta, come unico strumento di lavoro, va ad aumentare l’impatto finale delle produzioni che risultano come una grande e multisfaccettata sequenza di elementi differenti, dalle forme maggiormente organiche dolci e sinuose agli elementi più diretti e decisi e ridondanti. Si tratta di osservare sequenze diverse staccate e facenti parte di un unico grande tessuto visivo che viene quasi interamente sviluppato dall’interprete attraverso il solo colore nero, l’eccezione sono le poche parti colorate atte ad amplificare una determinata figura oppure a segnare con maggiore enfasi il passaggio da una casella ad un’altra.
Il risultato finale di questo personale filtro visivo sono interventi particolari, da studiare nei cambi di intensità degli elementi rappresentati, nella durezza del tratto così come nella spigolosità ed audacia delle forme, un lavoro che ci ha parecchio interessato e di cui siamo curiosi di vedere l’evoluzione.
In attesa di mostrarvi nuovi aggiornamenti abbiamo preparato una ricchissima galleria di scatti, scrollate giù per riuscire a cogliere al meglio tutto il particolare approccio e lo stile distintivo dell’artista, ricordiamo infine che l’interprete è tra gli artisti partecipanti alla mega collettivo “A Major Minority” di cui vi daremo tutte le informazioni al più presto, stay tuned!

Pics by The Artist via Graffuturism

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David de La Mano – “Diáspora” New Mural for Galería Urbana

13/02/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di David de La Mano, l’artista infatti ha da poco concluso un nuovo intervento l’interno del progetto ideato dalle Associazioni Lemarte e ZOES e dal titolo Galería Urbana, nella città di Salamanca in Spagna.
Questo nuovo lavoro di David De La Mano fa eco alla precedente parete realizzata dall’amico e collega, lavorano spessissimo in coppia, Pablo S. Herrero dal titolo Nest, abbiamo l’impressione che gli organizzatori abbiano voluto spingere fortemente su una interazione massima con gli spazi cittadini offrendo in dono agli artisti partecipanti all’interessante progetto l’opportunità di sviluppare le trame del proprio operato su grandi spazi e soprattutto coprendo completamente, quasi avvolgendole, le superfici dei palazzi e della architetture designate per i lavori. Emergono così delle vere e proprie macchie, degli stacchi cromatici, che si scrollano di dosso il grigiore cittadino interrompendone la monotonia con un impatto nuovo e profondo che d’altro canto sviluppa un dialogo nuovo ed empatico con chi si ritrova ad osservare il proprio contesto urbano, la propria città e le proprie strade, quello che sostanzialmente si chiede ai progetti e festival di street art e che non sempre viene portato a termine o sviluppato.
David De La Mano continua a sviluppare anche qui il personale dialogo con il bianco ed il nero, unici strumenti cromatici per lo sviluppo dei suoi interventi, attraverso la pittura di quelli che sono i suoi canonici personaggi racchiusi all’interno di forme e figure sempre differenti. Abbiamo notato negli ultimi mesi una ricerca proprio nella forma e nelle complessità degli avvicendamenti tra configurazioni a specchio in un rapporto di equilibrio e disequilibrio tra il bianco ed il nero portato proprio avanti attraverso i caratteristici characters, tra forme spaccate, vortici ed esperimenti con figure non omogene, il tutto passando per i canonici cerchi, l’interprete lascia invariati i temi e gli spunti dei suoi lavori che come sempre si rivolgono ad una riflessione sull’uomo. Le minuscole creature che abitano le sue pitture sono piccoli uomini che si muovono in una direzione comune, una sorta di massa senziente che nasconde al suo interno la presenza di creature malefiche, le vediamo armate, con la coda, in una rappresentazione quasi demoniaca, la sensazione è quella di una profonda riflessione sugli uomini e sulla loro natura, sui percorsi che scegliamo di percorrere e sui malesseri e suoi dolori che prendono il sopravvento trasformando la nostra stessa natura.
In “Diáspora”, questo il titolo di questo nuovo intervento, David De La Mano raccoglie i temi e le ricerche fin qui portate a termine inondando la parete di una fittissima trama di piccoli esseri che avvolgono completamente la superfice di lavoro attraverso un manto nero sul bianco, è interessante notare come l’artista scelga di spaccare le direzioni dei suoi personaggi posizionando delle vere e proprie fasce e direttrici differenti su tutto lo spazio e creando un effetto finale assolutamente godibile e simulando, come è intuibile dal titolo, una sorta di diaspora in direzioni differenti.
Dopo il salto vi abbiamo preparato una ricchissima serie di scatti che documentano al meglio tutto l’eccellente lavoro portato a termine dall’artista Spagnolo, scrollate giù per godere appieno dei dettagli e del grande impatto finale che un opera come questa riesce a trasmettere.

Thanks to The Artist for The Pics

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Faith47 – Mural for Los Muros Hablan Festival Video Recap

12/02/2014

Torniamo ad approfondire il lavoro di Faith47, a distanza di tempo esce infatti ora questo bel video che ripercorre tutte le fasi di lavoro dell’eccellente intervento realizzato dall’artista lo scorso Ottobre all’interno dell’ultima ottima edizione de Los Muros Hablan Festival.
Abbiamo sempre apprezzato la grande espressività e la carica di emozioni che accompagnano i lavori firmati da Faith47, come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte sviluppa il proprio operato sulla propria forte capacità espressività ed emotiva, l’artista ha nella personale visione della donna il centro tematico dei suo interventi, attraverso un pittura fortemente evocativa prendono vita corpi onirici al limite del mistico, la carne si fa dolce e delicata così come i movimenti dei corpi, le pieghe degli abiti e le linee che ne delimitano la forma, risulta tutto sospeso in un caleidoscopio di emozione e verità celate che ci offrono un impatto raro ed assolutamente immersivo.
Per il Festival di Porto Rico Faith47 va ad attingere dal mondo animale unendo di fatto quelli che sono i differenti emisferi della sua poetica visiva, sulla grande parete a disposizione fa capolino così il corpo di una donna che tiene in spalla un cigno, i colori sono appena accennati e vanno a miscelarsi con la particolare conformazione cromatica della parete, emerge così una sorta di spettro, una figura quasi sacrale, volto basso, una lanterna in mano ad illuminarci la via nei momenti più bui, il tutto finemente ricamato dalla grande scritta che ne accompagna il cammino, splendido.
Il consiglio è quello di mettersi comodi, ripercorriamo assieme tutto il work in progress di questo splendido intervento con il lavoro di una dei nomi più importanti dell’arte urbana internazionale, se volete invece potete approfondire tutti gli interventi realizzati all’interno della grande rassegna Portoricana attraverso la nostra sezione, qui, è tutta vostra!

Broken Fingaz – New Murals in Brazil

12/02/2014

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Uno dei nomi più attivi lo scorso anno è stato senza dubbio quello dei Broken Fingaz, il collettivo israeliano torna ora a far parlare di se grazie ad un nuovo ed intenso tour per il Brasile da Rio a Salvador passando per Santo Amaro e Cachuera durante il quale non è mancata l’occasione per dipingere nuove pareti.
Il lavoro dei Broken Fingaz ci ha sempre lasciato piuttosto colpiti, i ragazzi sono riusciti a creare un personalissimo stile miscelando elementi differenti all’interno di una trama ricca di stimoli visivi, nell’idea degli artisti c’è l’esigenza di esagerare, nei temi, nei colori e nei differenti approcci, unificando passioni ed influenze differenti, dagli stilemi pop, alla forte inflessione horror, passando per i controversi contenuti a carattere sessuale fino a sfociare nel trash e nello splatter più estremo. Questa esplosioni di spunti diversi dà vita ad un tratto fortemente illustrativo attraverso il quale gli interpreti danno vita a personaggi, situazioni e riferimenti sempre sopra le righe, una follia lucida che si alterna tra interventi in bianco e nero e lavori invasi dal colore tra tinte acide, characters dalla pelle viola, corpi nudi, raggi laser che partono dagli occhi e tutto il ricchissimo caleidoscopio che rappresenta la forza dei lavori degli israeliani.
Per questo loro tour in terra Brasiliana i Broken Fingaz vanno ad elaborare due differenti pareti, la prima vede la collaborazione con GIDA in quello che un pezzo che unisce alla perfezione gli elementi tipicamente naturali del lavoro del Brasiliano, con una serie di mostruosi e caratteristici personaggi dell’immaginario del gruppo, li vediamo letteralmente uscire dalla fittissima selva di colore rosso, la notte alle spalle, mentre fissano il povero ed ignaro passante. Il secondo intervento invece prende vita all’interno di questo vecchio casolare, la parete viene completamente dipinta attraverso un ricchissimo e sfarzoso paesaggio cittadino, una sorta di mondo riflesso dove la miserie viene capovolta ed amplificata da una esuberante ricchezza riflessa, il tutto studiano e sviluppando interessanti interazioni con le fessure e gli elementi già presenti sulla grande parete, spettacolare.
Per farvi assaporare appiano tutti i paesaggi, le sensazioni e i lavori realizzati durante questo nuovo tour dal collettivo israeliano, vi lasciamo ad una ampia serie di scatti con tutti i dettagli dei lavori e con alcune immagini scattate durante l’intenso tour, il consiglio, in attesa di nuovi e succosi aggiornamenti, è quello di darci un occhiata, enjoy it.

Pics by The Artists

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Xuan Alyfe – “Limbo” A New Mural

12/02/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di uno degli artisti più interessanti del panorama Spagnolo e non, Xuan Alyfe (Interview) torna al lavoro inaugurando il suo personale nuovo anno con un nuovo intervento dei suoi.
Dopo gli interessanti esperimenti che ne hanno contraddistinto l’operato negli ultimi mesi Xuan Alyfe torna con una parete più classica esibendo ancora una volta il consueto e ricchissimo stile visivo che da sempre ne caratterizza l’operato. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte il lavoro dell’interprete si distingue per un incredibile concentrazione di dettagli e spunti visivi, l’artista nel corso del tempo ha istaurato un personale dialogo con lo spazio urbano attraverso la pittura, ed il conseguente inserimento, di elementi differenti. La forte connotazione astratta viene sviluppata attraverso una trama multisfaccettata con la realizzazione di configurazioni ed elementi geometrici, con forme e figure regolari ed irregolari, linee e vere e proprie intermittenze cromatiche che attraversano lo spazio segnandone profondamente la superficie, una sorta di rughe espressive che vanno infine a relazionarsi con gli scampoli di architetture ed i minuscoli personaggi che lo Spagnolo dispone qui e là all’interno della sua tela. L’impressione osservando le produzioni dell’artista è quella di una sorta di universo immaginato e personale che prende letteralmente vita sugli spazi e sulle pareti dove Xuan Alyfe ha l’opportunità di lavorare, un mondo rappresentato in un continuo equilibrio tra un astrattismo estremo, tra textures e geometrie, ed in indole più romantica, quasi viscerale, con i paesaggi, gli alberi, le cattedrali ed i personaggi che lo abitano. Emerge così l’idea profonda e caratterizzante tutte le produzioni dell’interprete, si insinua un dubbio su come l’artista legga, senta ed elabori ciò che c’è intorno a lui, di come le emozioni si trasformino in elementi cromatici, di come il vento e sentimenti segnino gli spazi, di come le cupole della città rimangano così impresse negli orizzonti, in una realtà filtrata e riarrangiata attraverso la peculiare visione dello Spagnolo, inteso, profondo e dall’eccezionale impatto emotivo.
Per la sua ultima meraviglia, dal titolo “Limbo”, l’artista sviluppa una nuova trama su questa piccola porzione di parete, l’idea dell’equilibrio tra i differenti elementi e figure rappresentate, dà vita ad una trama ricca di spunti, un continuo capovolgimento visivo che come sempre ci lascia curiosi ed appagati, vi lasciamo alle immagini certi che anche voi saprete coglierne l’eccezionale impeto emozionale.

Pics by The Artist

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THTF x Gino Bud Hoiting – New Mural in Paris

12/02/2014

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Proseguiamo con interesse ad osservare da vicino il lavoro del duo francese THTF, gli artisti hanno infatti da poco terminato un nuovo intervento in combo con Gino Bud Hoiting in occasione della rassegna Nice Cream Week End in una delle facciate esterne del Point Ephémère di Parigi.
La collaborazione segna l’ideale incontro da due immaginari piuttosto in sintonia, se i THTF sviluppano un dialogo frizzante ed esplosivo con la strada, Gino Bud Hoiting dal canto sua porta avanti un personale percorso illustrativo che ha nella forma e nei suoi temi diversi punti in comune con il lavoro del duo francese. Ambedue le parti di questa nuova parete portano avanti un stile immediato ed incrociando i rispettivi immaginari, danno vita ad un opera assolutamente riuscita in cui le forme e le visionarie alternazioni dei primi vanno ad unirsi ai personaggi surreali dell’illustratore. In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad uno stile che eredità chiaramente i tratti e le influenze dell’illustrazione andando a sviluppare sulla parete una incredibile sequenza di dettagli e forme differenti, sia i THTF che Gino Bud Hoiting portano avanti un discorso che anzitutto poggia le sua basi sulla scelta del nero come fondo principale e l’utilizzo del bianco come unico e principale vettore per il tratto. All’interno del grande rettangolo che delimita lo spazio della parete si scatenano così un infinità di elementi, forme, personaggi, oggetti e figure, interamente costituiti da una fittissima trama di linee sia incisive e dirette oppure sinuose e tremolanti in una continua danza che va a formare situazioni e spunti sempre differenti all’interno di un unico e variegato tessuto visivo. La scelta si giocare sull’impatto del bianco sul nero si rivela senza dubbio vincente, osservando il lavoro nei suoi dettagli notiamo sicuramente la forte caratterizzazione dei personaggi degli interpreti, ma soprattutto la loro volontà di sviluppare un esuberante dialogo con chi osserva il lavoro propendo riferimenti, oggetti, simboli e situazioni dalla forte empatia, tutti raccolti una divertente e folle tavolozza visiva, è interessante infine notare come all’interno della stessa trama gli artisti scelgano e condividano una rappresentazione intricata riuscendo ad incastrare in una sorta di puzzle moderno, tutte le figure immaginate, non c’è uno spazio libero, tutto risulta densissimo, articolato e pronto per essere colto e digerito.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo vi lasciamo alle immagini in calce, dateci un occhiata, siamo certi che saprete apprezzare tutto il valore di questa loro ultima magia.

Pics by The Artists

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SeaCreative “Sogni di Grigio” at Ego Gallery (Recap)

12/02/2014

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Finalmente aperta la scorsa settimana l’ultima fatica del grande SeaCreative, “Sogni di Grigio” ha così invaso letteralmente gli spazi della Ego Gallery di Lugano che continua con questo suo primo show annuale a segnare un importante spaccato della scena italiana.
Come anticipatovi l’esibizione segna una sorta di abbandonato di quelle che sono le caratteristiche cromatiche del lavoro dell’artista che sceglie qui un approccio che abbraccia completamente l’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici, l’idea è quella di una sorta di rivalutazione dei bozzetti, degli sketch e dei disegni preparatori che stanno influenzando anche l’operato in strada dell’interprete, e che n tutta la loro pulizia e delicatezza, vediamo quindi in una fittissima serie di opere interamente realizzate attraverso le sfumature di grigio in quello che non ci nascondiamo nel definire una sorta di sogno ad occhi aperti.
Nel lavoro di SeaCreative abbiamo spesso avuto modo di cogliere la dirompente connessione con quelli che sono i sentimenti e le situazioni umane raccontate e filtrate attraverso immagini lucide, altre volte con situazioni bizzarre e folli, atte proprie ad alimentare il senso riflessivo dei suoi stessi lavori. L’idea è quindi quella di offrire una personale rappresentazione di spaccati di vita reali ed irreali attraverso i volti ed i corpi dei suoi stessi personaggi, proprio loro rappresentano il fulcro di tutta l’esperienza artistica dell’interprete, i volti si fanno diseuguali, gli sguardi seri, fugaci e malinconici si fanno poi accigliati e pensierosi calati all’interno di situazioni e visioni stravaganti, restituendo a chi osserva l’esigenza di una riflessione su stesso, sulla propria vita ed esistenza.
Osservando l’allestimento la sensazione è quella di uno spaccato deciso e multi sfaccettato di quelle che sono le tematiche care all’artista rivalutate attraverso una cornice visiva nuova ed efficace, l’impatto con i lavori ci ha lasciato una forte senso di sospensione, l’utilizzo dei grigi alimenta infatti una sorta di limbo amniotico in cui ci troviamo a vagare tra ricordi, attimi e situazioni della nostra vita, cogliendone il sapore e tutte le emozioni, ci spinge a rivivere momenti felici, così come attimi più malinconici SeaCreative tracciando attraverso un tratto delicato ed al contempo dettagliato, la forma e l’aspetto di queste ‘storie’, l’artista utilizza affonda il proprio stile per lavorare su tele e disegni, infine lasciandosi andare anche ad installazioni ed interventi direttamente sui muri degli spazi della galleria, il tutto per aumentare il forte livello di interattività e profondità che caratterizza la mostra, i suoi sogni diventano i nostri e con essi torniamo a varcare nuovamente quelli che sono gli aspetti più reconditi, nascosti ed assopiti della nostra mente. L’artista ci prende per mano, ci mostra il suo percorso toccando visioni e soggetti differenti, immagini nitide non più appannate fanno la loro comparsa ed empaticamente si connettono con chi osserva, scruta e visualizza insieme a lui le scaglie ed i ricordi della propria stessa vita, un operato profondo che ci ha parecchio coinvolto e colpito e che mette in mostra tutto il talento ed il personale filtro tematico che da anni caratterizza tutto la scelta artistica dell’interprete Italiano.
Scrollate giù ad attendervi una ricchissima galleria di cinque pagine con tutti i dettagli dell’allestimento e con gli scatti del vernissage, il consiglio è quello di mettersi comodi e scorrere tutte le immagini, se invece vi trovate in zona, c’è tempo fino al prossimo 22 Marzo per andare a vedere con i vostri occhi quanto di buono realizzato dall’interprete italiano, noi ve l’abbiamo detto.

Ego Gallery
Via Luigi Canonica 9
CH-6900 Lugano

Thanks to The Gallery for The Pics

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Kid Acne – “Standard Practice” at B&B Gallery (Recap)

11/02/2014

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Aperta la scorsa settimana l’ultima fatica del grande Kid Acne, l’artista inglese inaugura la stagione 2014 della B&B Gallery di Sheffield con “Standard Practice”, uno show che celebra i quindici anni di lavoro da printmaking dell’interprete.
Il lavoro di Kid Acne come spesso abbiamo spesso avuto modo di notare, va a toccare ambiti e situazioni differenti, dal puro lavoro in strada, alle animazioni, – ricordate Zebra Face? – e le collaborazioni con marchi e brand internazionali, passando per il lavoro come graffiti artisti e come MC arrivando infine a quello da fanzine e print makers appunto, il tutto portando avanti un personale e distinguibile stile visivo, toccando temi e situazioni differenti attraverso una visione umoristica e sempre sopra le righe che da sempre ne contraddistingue le produzioni.
Lo show segna il ritorno nella bella cittadina inglese e soprattutto mette in mostra una serie infinita di stampe, alcune rare ed inedite, risalenti al 1999, così anche come un nuovo range di lavori che rielaborano i precedenti lavori e mettono in mostra tutto il talento di Kid Acne attraverso stile e strumenti differenti dalla serigrafia alla risografia, stampe mono colore e cianotipie, un vasto assortimento che fotografa e segna tutto il percorso produttivo dell’interprete in questi ultimi anni.
L’esibizione è inoltre un interessante punto d’incontro tra l’operato dello stesso artista e quello della galleria, lo spazio si divide infatti tra progetti di tipo espositivo, lo studio di serigrafia e la programmazione di residenze d’artista, il tutto con l’idea di supportare e promuovere attraverso edizioni differenti il lavoro di artisti emergenti ed affermati, appare chiaro quindi come alla base del progetto espositivo ci sia la comune passione per la produzione di prodotti differenti, un segno tangibile e personale del proprio lavoro.
Se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 1 Marzo per andare a dare un occhiata da vicino a tutto l’allestimento, nel frattempo dopo il salto una bella selezione di immagini con gli scatti durante il private view, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

B&B Gallery are delighted to announce our first exhibition of 2014, “Standard Practice” is a solo show by Kid Acne, celebrating 15 years of printmaking.
This is the first Kid Acne exhibition to be held in the Steel City since his Kill Your Darlingsretrospective hosted by Museums Sheffield / Millennium Gallery in 2011.
Expect rare and exclusive prints dating back to 1999 as well as new and re-imagined works in silkscreen, risograph, mono print and cyanotype.

B&B Gallery
95B Mary St.
Sheffield. S1 4RT

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Andy Brown and Nick Davie

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Nelio x Roma – New Mural in Ballester, Argentina

11/02/2014

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A quanto pare il viaggio del francese Nelio in terra sudamericana non pare essersi affatto concluso, l’artista ha infatti da poco terminato una nuova facciata in compagnia dell’Argentino Roma, siglando un unione visiva insolita ed assolutamente caratteristica.
È sempre piuttosto stimolante osservare come gli artisti portino avanti discorsi, temi e sviluppi visivi differenti ricercando un costante cambiamento e miglioramento di quelli che sono i capisaldi del loro operato, Nelio soprattutto nell’ultimo anno, tra collaborazione d’eccellenza, ed interventi in solitaria, ha cercato sempre più di sviluppare ed inserire all’interno delle sue pitture elementi nuovi e sempre differenti, rimanendo comunque fedele alla particolare influenza astratta e tridimensionale che da sempre ne caratterizza l’operato. Ne sono emersi in questo modo percorsi e trame differenti, legate talvolta all’istintivo più puro, come per il lavoro con Duncan Passmore (Covered), oppure interessanti cambi completi di tratto, come per la serie in bianco e nero (Covered). In questo fitto calderone di tentativi e ricerche differenti quest’ultima lavoro sembra essere una sorta di fermo immagine delle sperimentazioni fin qui compiute. L’incontro con il sudamericano Roma, sancisce infatti una sorta di simbiotica unione delle differenti direttrici che Nelio stesso ha lasciato sviluppare in questi ultimi mesi che vanno qui ad intrecciarsi tra di loro in concomitanza del peculiare approccio visivo dell’artista Argentino, presentando e racchiudendo in sé tutte le caratteristiche di entrambi i due interpreti in un’unica pittura.
Per questo nuovo lavoro osserviamo interessati le trame astratte ed organiche che si muovono su tutto lo spazio a disposizione, Nelio e Roma alimentano un discorso visivo servendosi quasi unicamente del bianco e del nero come unici interlocutori cromatici intervallati da un serie di tinte blu e dalla particolare conformazione e colore della parete stessa. Tra elementi astratti e figure maggiormente oniriche la sensazione è quella di un lavoro che rappresenta una sorta di viaggio, l’imbarcazione sull’estremità destra pare quasi addentrarsi in questa sorta di mare in tempesta in quella che potrebbe essere una sorta di lettura metafisica dei nostri pensieri e degli aspetti più emozionali dell’animo umano, divisi tra equilibrio, ordine e razionalità, nelle figure di Nelio, istinto, emotività e sentimento nelle forme di Roma. Emerge così una pittura equilibrata atta a rappresentare una sorta di movimento perenne, tra configurazioni minuscole, cerchi, rettangoli tridimensionali e forme diseguali spezzate e vorticose, uno spettacolo per gli occhi che vi diamo la possibilità di apprezzare al meglio attraverso una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, non ne rimarrete affatto delusi.

Pics by The Artist

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Emanuele Kabu – “It’s Called Moon” A New Video

11/02/2014

Dopo mesi di duro lavoro finalmente è uscito l’ultima magia di Emanuele Kabu, l’artista italiano presenta il suo ultimo video, una vera e propria esperienza che ho sentito a pelle, una vibrazione dei sensi che non mi capitava da parecchio tempo e chi mi ha lasciato letteralmente basito.
La curiosità sulle produzioni di Emanuele Kabu è sempre piuttosto elevata, l’interprete da anni porta avanti un progetto video che poggia le sue solide basi sul proprio e personale immaginario, la natura regna incontrastata e in questa sua nuova incarnazione va a scalfire profondamente quelli che sono gli aspetti più personali e viscerali dell’artista stesso.
Dalle immagini alla musica in “It’s Called Moon”, questo è il titolo del video, veniamo letteralmente inghiottiti in una sorta di breve ed intensissimo viaggio metafisico, a cavallo tra sogno e realtà, in quello spazio di quasi incoscienza che ci accompagna la notte poco prima di addormentarci, il cervello lentamente si spegne ed emergono flussi di immagini, pensieri non controllati, inondando la testa per poi svanire, spenti dall’interruttore del sonno e nel buio prima del suo silenzio.
Ecco Emanuele Kabu è privo di interruttore, o meglio il suo interruttore è rotto, qualcuno o qualcosa gliel’ha portato via, lasciandogli un tempo di confronto con se stesso maggiore del solito, si ritrova sospeso in una sorta di limbo il cui il sonno lentamente tenta di prendersi il corpo, in cui la mente rimane soggiogata da immagini, suoni che ristagnano, si riciclano, cambiano aspetto fisionomia e forma, il bianco e nero fanno spazio aprendosi ai colori, l’acido delle emozioni più forti inonda i vuoti formando figure ed elementi nuovi, una danza metafisica che va avanti, torna indietro, esplode, scompare e ritorna, passo dopo passo, frame by frame, l’occhio non resiste, batte una palpebra, e sono ancora lì, ancora una volta, e sono ancora lì, fino al buio, al caldo del nulla, un momento di pace, sperato e rincorso e finalmente ritrovato. Riamane un dubbio, silenzioso e strisciante che mano a mano si fa spazio tra i pensieri quotidiani, qual’è la vera pace? è se fosse il rendersi conto che finalmente ci sta per addormentare, se fosse il prima quando le emozioni, le immagini ed i suoni si mescolano nella nostra mente dando vita ad una esperienza sospesa e celata nelle nostre emozioni prive di razionalità?
Fermatevi un secondo, distogliete l’attenzione da quello che state facendo, mettete a tutto schermo il video e il volume esageratamente alto, fatevi cullare dalle immagini, fatevi accompagnare dalle sferzate delle note musicali, dai capovolgimenti, dalla danza delle immagini, addentratevi nel sogno, nei suoi colori acidi, nei vuoti che si riempiono, fermatevi un secondo, ne vale davvero al pena.

I usually go to sleep at half past one. After a few hours I wake up for no reason. Fuck. But I go back to sleep. After a few hours I wake up again. That sucks.
A friend recommends melatonin, but I prefer red wine. The situation improves a bit but a few days later everything is the same as before…even worse because the awakening is more painful.

Then I turn to melatonin. I take the most powerful one, it’s called “Moon”. No change.
It’s as if all the images of the day were permanently imprinted on my retina not letting me sleep.
It goes on like this… sleep… wake up… sleep… wake up… all night… and I always wake up before the alarm.

Lately, however, I have moments of peace.

Hendrik ECB Beikirch – New Mural for St.Art Delhi Festival

11/02/2014

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A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Hendrik ECB Beikirch, l’artista tedesco si trova infatti a Nuova Delhi dove ha da poco terminato questo gigantesco ritratto di uno dei personaggi di spicco della storia indiana, Gandhi.
Dopo la partecipazione all’eccellente CityLeaks Festival di qualche mese fa, Hendrik ECB Beikirch si sposta quindi all’estero per partecipare come uno degli ospiti internazionali al primo festival di arte urbana in India il St.Art Delhi, che vede tra i curatori anche gli amici di WALLS, dove ha avuto l’opportunità di andare a coprire questa enorme porzione di parete di questo stabile all’interno del tessuto urbano di Nuova Delhi.
Ancora una volta ci troviamo quindi catapultati all’interno del particolare filtro visivo tipico dei lavoro dell’artista teutonico, ECB rappresenta infatti uno degli esponenti massimi dell’arte urbana tedesca, l’idea alla base dell’approccio visivo dell’interprete è quella di una rappresentazione quanto mai più realistica del volto umano, sono veri e propri ritratti di gente comune, esclusivamente monocromatici, dove il bianco ed il nero fungono da sviluppo visivo e da unici interlocutori cromatici all’interno del suo immaginario. Lo stimolo dell’artista è quello di riuscire a rappresentare nel modo più realistico possibile i volti di gente comune in quella che non ci nascondiamo nel etichettare come una sorta di esaltazione empatica scaturita da incontri casuali, fortuiti con persone nonostante tutto straordinariamente vere e vive, sono disadattati, disperati in difficoltà, gente bisognosa e che nonostante tutti i propri problemi continua ad andare avanti, a vivere ed ad affrontare la vita di petto. Per l’artista sono dei simboli di vittoria, del riscatto ai quali viene offerta l’opportunità di una sorta di rivincite ed attraverso le opere stesse dell’interprete, l’opportunità di contaminare, di entrare in contatto anche con altre persone.
Partendo da queste basi stupisce in parte quindi la scelta dell’artista di proporre un volto assai noto, il carattere speranzoso e la grande forza d’animo che contraddistinguevano Gandhi raccolgono invece appieno tutta la tematica e lo sviluppo riflessivo degli interventi di Hendrik ECB Beikirch. La parete viene così interamente coperta dal mezzo busto del filosofo/politico indiano dipinto interamente in bianco e nero e, come consuetudine, viene accompagnata dalla classica scritta questa volta in alfabeto indiano.
Dopo il salto alcune immagini che documentano il work in progress e l’eccellente risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare appiano tutto l’impatto e la profondità di quest’ultimo lavoro dell’artista.

Pics by Enrico Fabian and The Festival

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Borondo – A New Piece in Shoreditch, London

11/02/2014

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Con piacere togliamo il sipario sull’ultimo intervento realizzato da Borondo (Interview), il grande artista Spagnolo continua infatti la sua personale campagna in terra inglese con un nuovo lavoro realizzato per le strade di East London.
La permanenza di Borondo in terra Inglese ci sta offrendo l’opportunità di dare uno sguardo approfondito ai differenti approcci lavorativi ed a tutto il campionario di stili, tecniche e temi che l’artista è solito portare in dote nei suoi lavori, abbiamo infatti spesso lodato la capacità dello Spagnolo di lavorare ed utilizzare, alcune volte sperimentando, medium e superfici differenti che vanno ad analizzare lo spazio circostante mettendo in atto e tessendo nuove trame e collegamenti empatici con chi ha la fortuna di osservare da vicino il suo lavoro. Accade così che dopo l’interessante sperimentazione con l’acqua e con i suoi riverberi in Narcissus, l’artista porti a compimento un nuovo pezzo con una delle sue tecniche più interessanti, nella scelta del vetro ed in generale sulle superfici trasparenti c’è l’esigenza di un nuovo metro dialettico, i corpi, i volti, gli uomini e le donne dell’interprete vengono così traslati, quasi imprigionati all’interno di queste superfici, l’idea è quella di una sorta di sottrazione dalla superfice di lavoro, le forme si fanno frastagliate, dure e dirette nelle incisioni, rapidi e dolorose, gli sguardi malinconici e la particolare abilità dell’artista di riuscire a racchiudere all’interno di questi involucri di carne tutto la personale sensibilità ed indole emotiva, fanno il resto. La superfice trasparente va così a rappresentare una sorta di specchio, nelle corde dell’interprete c’è l’esigenza di dare forma ai tormenti ed alle fragilità dell’animo umano, qui, attraverso il particolare effetto che sopraggiunge osservando le opere, l’impressione è quella di un guardarsi allo specchio, scoprirsi nudi, deboli, angosciati, in un empatia che si rinnova, quanto mai più forte e profonda che va ad intaccare la nostra personale sensibilità.
Per questa sua nuova opera Borondo realizza una serie di volti, uno dietro l’altro quasi a fondersi nei tratti e nelle caratteristiche del viso, aldilà della tecnica utilizzata, vogliamo però mettere l’accento sull’idea dell’interprete far interagire la sua stessa opera con un nuovo elemento naturale, questa volta è il sole, con la sua differente luce durante il giorno a cambiare completamente l’aspetto visivo del risultato finale, chapeau!
Per cogliere appieno tutta la magia del grande interprete Spagnolo vi consigliamo di dare un occhiata agli splendidi scatti in calce, è tutto dopo il salto scrollate giù, e se volete approfondire il lavoro dell’interprete, qui invece trovate la nostra succosa intervista.

Pics by Fabiano Caputo and Hooked

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Maya Hayuk – New Mural at Houston and Bowery Wall

10/02/2014

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Continua l’epopea di uno dei muri più famosi al mondo, siamo a New York negli States su quella che è diventata una parete leggendaria dove sono passati nel corso del tempo tra gli artisti contemporanei più importanti, la Bowery and Houston accoglie ora la particolare visione di Maya Hayuk.
Il lavoro di Maya Hayuk raccoglie appieno l’esigenza dell’artista di sviluppare una trama astratta ed in totale simbiosi con gli elementi cromatici, l’interprete di origine Ucraina ma con base negli States, sviluppa infatti il proprio lavoro utilizzando un differenti tonalità di colore creando una sorta di tessuto fittissimo che una serie di linee che vanno ad intersecarsi tra di loro formando elementi geometrici e forme sempre differenti, una sorta di labirinto visivo che fa proprio degli intrecci tra differenti direttrici, rette e segmenti e dai conseguenti giochi visivi che ne scaturiscono, la sua vera e propria firma. Osservando le opere dell’interprete si ha l’impressione di una sorta di danza ritmata, i colori, così come le forme che emergono all’interno degli assi, risultano cambiare aspetto in base alle condizioni di luce durante il giorno, come noterete voi stessi dalle immagini, ed andando più affondo, alle sensazioni ed agli stati d’animo di chi si ritrova a guardare l’opera in quel preciso momento.
L’intervento sulla famosa parete tra Houston and Bowery segna quindi l’avvento di uno stile maggiormente più astratto che va ad approfondire lo spazio a disposizione, Maya Hayuk opta infatti per una densità visiva pazzesca comprendo il suo lavoro attraverso una moltitudine di livelli, le rette che segnano lo spazio vanno mano a mano a moltiplicarsi abbassando il livello di colore fino a creare una nuova tinta e così via fino ad una scala tra sali e scendi che investe tutta la superficie formando nel suo risultato finale una trama pazzesca. Un opera che ci ha senza dubbio colpito e che segna il ritorno di un artista interessante sugli importanti spazi newyorkesi, e se ne sentiva un po’ la mancanza.
Scrollate giù dopo il salto ripercorriamo assieme le fasi di realizzazione di questo nuovo intervento, con tanto di piccolo cross durante il making of, fino all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata per cogliere appieno tutto il particolare stile visivo dell’artista ed in attesa di nuovi aggiornamenti, sentitevi liberi di commentare, è tutto vostro, qui invece trovate la nostra sezione con gli ultimi interventi realizzati sull’iconico spazio di New York, anche qui il consiglio è di darci un occhiata.

Pics by LunaPark and Tim Schreier

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C215 – New Murals in East London

10/02/2014

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Ci spostiamo nuovamente a Londra dove in occasione della sua ultima esibizione “Back to Black” all’interno degli spazi della StolenSpace Gallery, il grande C215 (Interview) si è lanciato in una nuova incursione per le strade di East London.
Nelle differenti incarnazioni che l’artista ha avuto nel corso di questi ultimi anni, i lavori che senza dubbio ci hanno maggiormente impressionato sono quelli di media grandezza, se infatti C215 come sappiamo porta avanti un discorso personale con la strada, andando a realizzare i suoi canonici stencil su superfici, cunicoli ed anfratti cittadini di piccola grandezza e riuscendo poi a far esplodere la sua particolare visione attraverso enormi interventi nel cuore dei tessuti urbani, i lavori realizzati su superfici non eccessivamente grandi rappresentano un ideale punto di incontro. Mantenendo infatti gli stilemi e le caratteristiche delle opere più piccole, con questi abbiamo l’opportunità di vedere da vicino e con maggiore impatto, tutti i differenti livelli, i dettagli e la grande esplosione di colori e segni visivi che il Francese accompagna a queste sue creazioni, la rappresentazione della natura umana delle sue differenti incarnazioni avviene quindi attraverso uno stile visivo molto personale, un vero e proprio filtro atto a misurarsi con una resa finale al limite del fotografico. I dettagli rappresentano il valore aggiunto degli stencil dell’interprete, i differenti livelli di lavoro riescono a dare vita a particolari giochi di luce, ad una profondità espressiva che pare quasi riuscire a catturare i sentimenti e le emozioni delle persone immortalate, attimi come tristezza, gioia, angoscia, divertimento e riflessione vengono incastonati negli sguardi, nella scelta dei colori, nei solchi e nei giochi cromatici che riverberano negli sfondi elaborati , invadendo i nostri occhi e da lì i nostri pensieri, avvolgendoci nelle sensazioni che diventano nostre attraverso una realisticità assolutamente viva.
Per questa sua doppia sessione nella zona di East London, C215 mette in mostra tutte le differenti increspature del suo lavoro, si passa infatti da una situazione, un istantanea di vita moderna, con il volto di una ragazza a 3/4 che sembra quasi osservarci in segno di sfida, arrivando al mezzo busto della dama accigliata e malinconica che riesce perfettamente a trasmetterci angoscia. Vogliamo mettere l’accento proprio sulla grande cura scenografica apporta qui dall’artista, in particolare il primo pezzo, ruotando intorno all’equilibrio del blu, del nero e del colore oro, con un intermezzo fornito dal bianco, esplode in una ricchissima serie di passate, linee e segni cromatici che alimentano l’incredibile resa e coinvolgimento finale
In attesa di mostrarvi attraverso il consueto ed ampio recap tutto l’allestimento proposto dal grande interprete all’interno degli spazi della galleria Londinese, il consiglio è quello di dare un occhiata alla bella serie di scatti che documenta questi ultimi due lavori, siamo certi che saprete coglierne tutto l’impatto e l’eccellente filtro visivo, è tutto vostro e se volete approfondire il lavoro dell’artista qui trovate la nostra intervista.

Pics by Julie A via San

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Moallaseconda – “Il Dono” New Mural in Firenze

10/02/2014

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A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro di Moallaseconda, l’artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo pezzo su questa porzione di parete all’interno di una vecchia scuola abbandonata a Firenze.
Addentrandoci nell’immaginario di Moallaseconda i toni si fanno decisamente cupi, l’influenza mistica, il tratto risulta profondamente legato all’utilizzo del bianco e del nero, con gli inserimenti del color oro, come principali interlocutori cromatici, una scelta questa che ne aumenta la profondità visiva con i dettagli delle ombre, con piccole pennellate atte a sviluppare i particolari soggetti delle sue produzioni ed attraverso essi, sviluppare i temi e gli spunti cari. L’interprete anche qui va nuovamente a pescare da uno stile che strizza l’occhio ad una componente illustrativa con forti contaminazioni di elementi onirici ed esoterici, nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di una rappresentazione complessa ed articolata dell’uomo investendo questa figura di simboli ed forti rimandi che rimbalzano sulla superficie catturando l’attenzione di chi osserva. Come abbiamo avuto modo di vedere i soggetti principali delle produzioni di Moallaseconda sono dei particolari personaggi che si rifanno nella loro forma ai classici soldati dell’esercito russo, quelli con il colbacco e con la barba lunga in una rivisitazione ottocentesca alimentata da simboli e figure dal forte sapore mistico, un universo personale che l’interprete sceglie di mostrarci ed in cui l’elettricità, con i canonici tralicci celati nei dettagli delle sue opere, ad alimentare il personale dialogo tra presente e passato.
Quest’ultimo intervento dal titolo “Il Dono” vede Moallaseconda interagire con uno spazio più limitato, non c’è quindi l’opportunità, come nei lavori precedenti, di un interazione con la superfici limitrofe andando quindi a formare trame differenti e staccandosi dalla due dimensioni della parete, ma piuttosto qui l’artista sceglie di concentrare il suo operato unicamente sulla lunga porzione di parete. Come il titolo suggerisce il lavoro presenta una sorta di passaggio, un vero e proprio dono, la figura in centro racchiusa all’interno di un cerchio dorato va a donare al piccolo bambino rinchiuso in una specie di involucro, il dono è il grande dente posto in cima all’intervento che è indubbiamente caratterizzato dalla presenza di forme e simboli dal forte sentore mistico
Scrollate giù, il consiglio infatti è quello di dare un occhiata approfondita alle immagini in calce, in modo da cogliere appieno tutto il talento e la particolare visione dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ever – “Abstract Definition of Mexico” New Mural in Queretaro

10/02/2014

ever-abstract-definition-of-mexico-mural-in-queretaro-01Ever, l’artista lo scorso anno si è impegnato nella realizzazione di questa bella parete all’interno del Board Dripper Mural Project di Queretaro in Messico.
Come abbiamo avuto modo di vedere il BoardDripper Festival ci ha offerto un interessante e variegato spaccato della scena Sudamericana con nomi e protagonisti diversi, tra questi scopriamo con piacere la partecipazione del talento Argentino che si è impegnato in un grande lavoro che raccoglie appieno tutti gli elementi che ne stanno distinguendo il lavoro in questi ultimi mesi.
Se abbiamo costantemente messo l’accento sul valore maggiormente viscerale ed emotivo delle ultime produzioni di Ever, con l’interessante binomio tra una pittura decisamente più espressiva e gli elementi più saturi e piatti dei suoi canonici fasci cromatici, in questo intervento veniamo accolti da una sperimentazione più rivolta verso un aspetto astratto che va ad intersecarsi alla perfezione con gli elementi tematici tipici della pittura dell’artista Argentino. In “Abstract Definition of Mexico”, questo il titolo dell’opera, l’interprete sceglie di affidarsi ad una cornice maggiormente astratta, veniamo accolti da due differenti texture, la prima che attraversa tutto lo spazio per orizzontale con una serie di linee bianche su fondo nero, la seconda invece fa da bilanciamento alle figure con un rosso porpora a contrasto anche qui con una serie di linee bianche. Nel dialogo si inserisce una grande volto di donna completamente avvolta da una fitta serie di elementi naturali, lo stesso viso così come le mani, viene dipinto con una forte indole emotiva con colori, effetti e una ricchezza di pennellate pazzesca. A colpire la nostra attenzione è senza dubbio la scelta di far partire il grande fascio di colore questa volta dalla bocca piuttosto che dagli occhi, da qui si sviluppa una sorta di urlo, forte e potente che parte da una scala cromatica di grigi fino ad arrivare la consueta ricchezza di tinte differenti, quasi a simularne la forza e che va a sviluppare la forma di un teschio.
Aldilà degli aspetti grafici emerge quindi la scelta di Ever di sviluppare un tema ben preciso, l’urlo forte e ridondante della donna parla chiaramente di morte, di sofferenza e di tutti quegli aspetti che come suggerisce il titolo vanno a comporre la difficile situazione messicana, un opera quindi che ancora una volta dimostra tutta la sensibilità dell’interprete, tutta la capacità di sviluppare trame ed aspetti visivi diversi in funzioni dei temi trattati.
Vi lasciamo ad una bella serie di immagini con tutti i dettagli di questo splendido intervento, dateci un occhiata per approfondire al meglio tutto l’operato del grande artista Argentino e per riuscire a coglierne tutti gli elementi visivi proposti, se volete approfondire le altre opere realizzate da Alexis Diaz, Sego, JADE, JAZ vi rimandiamo ai nostri precedenti post qui, dateci uno occhiata, siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi.

Pics by Balneario

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Interesni Kazki – “Eternal vs Temporal” New Mural in India

10/02/2014

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Continua senza sosta il viaggio di WAONE degli Interesni Kazki in India, l’artista Ucraino presenta infatti il suo terzo intervento realizzato ancora una volta nella zona di Varkala con il quale va a toccare nuovi argomenti portando avanti il personalissimo stile visivo.
Se avevamo notato un interessante cambio di registro visivo che ha interessato le ultime due opere, con WAONE stimolato da una maggiore interazione tra quelli che sono gli elementi già esistenti all’interno degli spazi di lavoro e le sue stesse pitture, l’interprete qui sceglie di tornare alle sue origini presentando un lavoro che torna farsi carico degli elementi visivi a lui più cari ed abbracciando ancora una volta una riflessione personale e decisamente introspettiva. Lontani dagli schieramenti prettamente politici e sociali visti in “Time for Change” l’artista sceglie un analisi più emotiva e riflessiva andando in particolare ad interrogarsi su quello che è l’eterno ed il temporale, il presente ed il futuro, in un lotta continua tra azioni e reazioni che ne derivano.
Nasce così “Eternal vs Temporal” che, come si evince dal titolo stesso, porta l’artista del duo Interesni Kazki a presentare la peculiare tavola visionario fondendo elementi visivi differenti, fantastici e che strizzano ancora una volta l’occhio alla cosmologia, alla simbologia, alla religione ed al misticismo, la grande presenza di dettagli ed elementi ci spinge in questo modo ad un analisi profonda spingendoci a ricercare ed a trattare i differenti spunti lasciati e segnati all’interno del risultato finale dell’artista. Come sempre la natura riveste una componente importante nel quadro finale, in questo caso ci offre una suggestiva scenografia con una grande deserto intervallato da una serie di rigogliose piante ed infine un cielo stellato a fare da sfondo a tutti i dettagli ed alle figure presenti nel dipinto. Nell’opera abbiamo l’impressione di due differenti percorsi dove la ricchezza, simboleggiata dalla mano che esibisce un grande diamante di colore rosso, a confronto con il sapere e con la vita rappresentati dall’enigmatica figura con il libro in testa e con il teschio in mano. Emblematica poi è la scimmia seduta sopra la terra realizzata al centro stesso del lavoro, la vediamo intenta ad osservare con un cannocchiale in una sottile metafora della condizione umana. L’abilità pittorica di WAONE ancora una volta esibisce una ricchezza di elementi tutti organizzati attraverso colori e tinte piuttosto calde, l’incredibile livello di dettaglio, dal volto dell’anziano e dal serpente attorcigliato sul suo braccio, passando per le ricchezze e la cura della mano presente nell’estremità sinistra, arrivando infine ai ciottoli di terra, ci lasciano nuovamente stupiti e completamenti avvolti all’interno della trama visiva pensata dallo stesso grande artista.
Per apprezzare al meglio tutto il talento messo in campo dall’artista vi consigliamo di dare un occhiata alla bella selezione di scatti, siamo certi che apprezzerete e saprete cogliere tutto il personale stile e l’impatto visivo di quest’ultima magia, in attesa di nuovi aggiornamenti, é tutto dopo il salto, enjoy it!

Pics by The Artist

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Weekly Overview 71| 03-02 to 09-02

09/02/2014

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Basik – “Tabula aut Mortem” at Avantgarden Gallery (Preview)

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Audra Hubbell – “Letters at Large” Project in Chicago

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SPY – “BLAH” New Piece in Madrid, Spain

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Zilda – “Rinunciazione” New Piece in Napoli

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JADE – A New Miniature Pieces in Lima, Peru

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Proembrion – “Transition” New Mural for Galeria Urban Forms

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Elian – “Imperfect Circle” New Mural in Córdoba, Argentina

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Interesni Kazki – “Time for Change” New Mural in India

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Borondo – “Narcissus” New Mural in East London

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Marco Pho Grassi – [PLÙ-RI-MO] at Circle Culture Gallery (Recap)

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Ciredz – New Mural for Ús Barcelona Festival

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Phlegm – “The Bestiary” at Howard Griffin Gallery (Recap)

Rö – “Scénes Macabre” A New Piece

09/02/2014

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Torniamo con interesse ad approfondire il lavoro di , l’artista Francese ha infatti da poco terminato un nuovo intervento all’interno di una vecchia costruzioni in legno, una nuova scenografia per alimentare il peculiare impatto visivo degli interventi del grande interprete.
L’impatto con i lavori di Rö ci ha seriamente segnato, la personale dialettica visiva alimentata da una costante esigenza di staccarsi da quello che è il circuito mainstream per trovare piuttosto una personale dimensione all’interno di luoghi abbandonati e superfici insolite, viene alimentata dalla volontà di voler esprimere se stesso attraverso temi e riflessioni personali in una teatralità in cui la location diviene il palcoscenico ed i teatranti sono le figure immaginate e vive dei racconti dell’artista. Le produzioni del Francese si discostano quindi da quello che il percorso di molti artisti contemporanei, un distacco netto dai festival, dalle mostre e da tutto il clamore mediatico, scegliendo il silenzio e la riflessione come principali compagni di avventura, sta tutta qui la preziosità del suo lavoro è per i pochi che condividono la scoperta di luoghi dismessi, per quelli che si avventurano al loro interno trovando conforto ed empatia nelle figure pronte ad accoglierli, è per quelli come noi alla ricerca di qualcosa di diverso, di un dialogo che possa svilupparsi su binari nuovi ed attraverso sistemi visivi differenti in grado di misurare l’impatto con la profondità delle trame tematiche imbastite.
Nel personale approccio di Rö la carta rappresenta il medium di riferimento, attraverso questa semplice componente l’artista imbastisce i suoi racconti, delle vere e proprie storie che celano attraverso un sofisticato fermo immagine, tutta la profondità e la forza riflessiva delle sue creazioni, non si tratta solo di incollare sul muro, le forme si animano staccandosi quasi dalla parete, interagiscono con ciò che è già esistente andando quindi a formare un grande quadro che restituisce nella sua forma finale una forte sensazione di movimento, uno spettacolo dinamico alimentato da un tratto dettagliato e dalla forte visceralità, un opera danzante, elegante ed al contempo dirompente.
L’ultima magia di Rö s’intitola “Scénes Macabre”, come è facilmente intuibile dal titolo l’artista qua sceglie di tracciare attraverso il suo peculiare filtro visivo una nuova e coinvolgente scena che ha per protagonisti una serie di scheletri. Le tre figure adagiate tra oggetti e pattume di vario tipo nella loro bizzarra esistenza si lasciano mostrare mentre suonano uno strumento mentre la figura centrale sembra proprio intenta a danzare seguendo il ritmo della melodia. La sensazione è quella di un lavoro dagli aspetti malinconici ma al contempo si può cogliere tutta la vena poetica che accompagna le produzioni dell’interprete, una canzone infinita e malinconica che riecheggia nelle ossa dei personaggi, vibra nella cavita fino a far muovere arti e sentimenti.

Pics by The Artist

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JR for The New York City Ballet Art Series Part 2

09/02/2014

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Torniamo con piacere a parlarvi dell’ultimo progetto firmato dal grande JR, l’interprete come detto è stato scelto dal New York City Ballet per il progetto artistico a cadenza annuale del famoso corpo di ballo, dopo aver dato uno sguardo alla grande installazione all’ingresso ci concentriamo ora sui lavori presenti nell’allestimento interno.
Osservando il quadro generale del progetto, emerge quindi una completa trasformazione di quello che è l’edificio stesso che ospita l’importante corpo di ballo newyorkese, anzitutto JR spinge le sue canoniche e gigantesche fotografie sulla facciata esterna della struttura, tra il vetro dell’ingresso emergono così i corpi dei ballerini, in particolare le gambe, a confondersi tra luci e la trasparenza della struttura stessa. Addentrandoci veniamo accolti come abbiamo avuto modo di vedere dalla splendida installazione sul grande spazio dell’atrio centrale, salendo e dirigendoci verso quella che è la sala centrale, nonché cuore stesso dell’edificio, veniamo accolti da una fitta serie di opere. È proprio qui che l’artista ci lascia stupiti, utilizzando come materiale di lavoro delle grandi superfici in legno sulle stesse JR imprime le immagini delle sue fotografie in un incredibile effetto finale. Si ha infatti la sensazione di osservare delle grandi ombre che leggiadre e soavi lasciano il proprio segno sulla superfice, quasi come dei fantasmi che vengono imprigionati all’interno degli spazi rimanendo per l’eternità in una specifica posa, l’impatto quindi è piuttosto energico scoprendo punti ed emozioni differenti, dimostrando ancora una volta tutta la versatilità dell’artista ma anche la capacità di riuscire a catturare immagini e momenti dal grande impeto personale.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti suddivisi in due pagine che documentano al meglio tutti i lavori esposti e realizzati dal grande interprete francese, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare tutto l’impatto e la profondità di questo suo nuovo progetto, enjoy it.

Pics by AM

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Jetsonorama – “Lola” New Mural at The Painted Desert Project

08/02/2014

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Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi dei lavori all’interno del The Painted Desert Project, è infatti nuovamente Jetsonorama, in attesa dei primi ospiti internazionali di quest’anno, ad avviare i lavori nel 2014, con un intervento dai profondi risvolti personali.
Il The Painted Desert Project come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte è un progetto atipico, e per questo risulta ancora di maggiore interesse, dietro quest’idea lo stesso Jetsonorama, che ha chiamato a se diversi grandi nomi del panorama internazionale, tutti impegnati a dare nuova vita a questa zona all’interno del deserto. Lo scopo finale è quello di creare un vero e proprio fulcro artistico, con tanto di strada dell’arte all’interno dei panorami rossi di questa zona che possa invogliare turisti e curiosi ad avvicinarsi all’interno della riserva indiana, la crescita sociale ed umana si accende attraverso lo scambio e la condivisione che viene proprio attraverso i lavori così incentivata.
L’incredibile panorama, gli scorci mozzafiato ci offrono puntualmente una visione incredibile di questo progetto, Jetsonorama prosegue il suo scambio di storie e riflessioni con la gente del posto, il suo calarsi all’interno della vita della riserva lo fa condividendo i propri racconti con quelli delle persone del luogo ed infine segnandone le proprie costruzioni attraverso il proprio personalissimo stile.
Le opere dell’artista sono la naturale conseguenza del legame istaurato con il luogo con la sua gente, di cui proprio quest’ultimo pezzo è uno dei simboli, si tratta di un ritratto di Lola il cane di Nicolas Lampert già artista, autore, attivista, accademico, anarchico, archivista, ed infine amante degli animali, con il quale lo stesso interprete ha avuto la possibilità di passare un po’ di tempo. Da qui il lavoro che rappresenta una sorta di fermo immagini di quel preciso istante. L’intervento è realizzato partendo da una fotografia dell’animale, abilmente incollata dall’artista su questa piccola struttura, e dove la sua stessa forma viene tagliata per lasciare spazio ad una serie di scritte e passate di bomboletta.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti dal bel progetto statunitense vi lasciamo ad una bella serie di scatti, restate sintonizzati qui sul Gorgo per se volete dare un occhiata ai precedenti interventi all’interno del deserto vi rimandiamo alla nostra sezione qui.

Pics by The Artist

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Interesni Kazki – “Journey through Sade Sati” New Mural

08/02/2014

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Continuiamo a seguire gli spostamenti di WAONE, l’artista del duo Ucraino Interesni Kazki si trova infatti in India per il consueto tour annuale che come sempre ci riserva una serie di interessanti nuovi interventi che ne portano avanti stile e tematiche.
Dopo Time for Change che ha segnato una chiara e precisa posizione all’interno dei conflitti tra stato e popolo nella sua Ucraina, WAONE continua il suo tour andando a lavorare su questa piccola porzione di parete. È interessante notare come proprio la peculiarità dei luoghi, dei paesaggi e soprattutto delle pareti, influenzino in modo così efficace le produzioni dell’artista, gli spazi a disposizione non permettono infatti una realizzazione di quelle che sono le grandi ed iper dettagliate trame alle quali gli stessi Interesni Kakzi ci hanno abituato nel corso degli anni, ma piuttosto ci si ritrova a confrontarsi con piccole e minuziose composizioni che mettono più che mai in evidenza le figure ed i personaggi surreali, nonché i temi visionari ed onirici, con rimandi alla cosmologia, alla religione, alla numerologia ed al fantastico che così tanto influenzano l’operato di entrambi gli interpreti del duo.
Per questo suo nuovo viaggio WAONE si sta approcciando alle pareti attraverso una simbiosi maggiore, osservando il precedente quanto quest’ultimo pezzo, notiamo infatti fin da subito la volontà di lasciare inalterate le caratteristiche della parete stesse, le scritte così come la pittura sbiadita non vengano infatti assolutamente coperte diventando di fatto parte integrante e scenografie per gli interventi dell’interprete che ne sfrutta così a proprio vantaggio la forma e la cadenza per sviluppare sopra il proprio tratto.
Quest’ultimo lavoro, dal nome “Journey through Sade Sati”, sembra essere stato realizzato durante un percorso di passaggio, la struttura sul quale viene dipinto è una piccola architettura completamente immersa e circondata dalla natura. Qui l’interprete sviluppa una figura ricchissima di dettagli, un grande volto, che si rifà nella carnagione e nella sua forma al popolo indiano, appoggiato sul guscio di una tartaruga, dalle labbra fuoriesce una sorta di micro cosmo nel quale spicca la figura di un grande pianeta, dandoci l’impressione di una sorta di racconto fantastico, dove sogni e fantasia si mescolano all’irreale, tutto raccolto nel consueto filtro tematico del grande artista.

Pics by The Artist

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Basik – “Tabula aut Mortem” at Avantgarden Gallery (Preview)

07/02/2014

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L’appuntamento del prossimo 14 Febbraio segna l’apertura di “Tabula aut mortem” ultima fatica del grande Basik all’interno degli splendidi spazi della AvantGarden Gallery di Milano che accoglieranno così la prima personale Milanese dell’artista incentrata su omaggio all’immaginario grafico e visivo dello skateboarding.
L’interprete concentra il proprio operato su una ricerca visiva che abbraccia anzitutto la pittura di mani, così come i volti, attraverso un filtro grafico che poggia le sue basi sull’utilizzo del nero come principale protagonista delle sue produzioni, andando poi a lavorare su elementi e figure astratte nelle parti squisitamente più pittorica e viscerale.
Per questa sua nuova esibizione Basik porta in dono le tavole ed i lavori della sua “Skateboard Series”, caratteristica importante dell’allestimento è però lo sviluppo del lavoro dello stesso artista che si avvicina con maggior convinzione verso elementi istallativi andando ad esplorare attraverso il peculiare stile visivo, quelle che sono le immagini iconiche degli anni 80 e 90 della cultura skate, il tutto infine arricchito da una serie di poster fotografici che ritraggono quelle che sono le leggende di questo sport, catturate attraverso la lente di Muriel che ha documentato la scena per diversi decenni nonché fondato una delle prime riviste di settore qui in Italia.
L’appuntamento è quindi per il giorno di San Valentino, segnatevi la data sul calendario e se proprio non riuscite a presenziare al vernissage non vi resta che restare sintonizzati qui su Gorgo per un ampio ed approfondito recap, siamo certi che ci sarà molto da vedere, stay tuned!

Tabula Aut Mortem (literally the latin for “skate or die”) is my upcoming show, alongside with Muriel (a talented photographer of the national skate scene) at AvantGarden Gallery in Milan.

Opening Friday 14th february, the show will include a full body of work of my previously called “skateboard series”, a tribute to that masters of art, such as Jim Phillips and Vernon Courtland Johnson, just to name a few, who designed some of the most beautiful illustrations on deck during the 80′s and early 90′s.

But taking inspiration on existing artworks like the famous Tony Hawk Chicken Skull or Rob Roskopp Eye, and reworking them with my style, thoughts and influences has been also a very good excuse to bring myself into small installations, where the painting is only a part of a more complex work.

TAM will also feature a series national and international living legends portrayed on photographic posters by Muriel, who has documented skating scene since several decades and co-founded one of the first skate mags of my country.

Pics by The Artist

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Giorgio Bartocci – New Mural in Milano

07/02/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Giorgio Bartocci, l’artista italiano apre infatti il prossimo 11 Febbraio all’interno degli spazi dello Studio D’Ars la sua ultima fatica “Duplicity”, in attesa quindi di dare uno sguardo all’allestimento ci godiamo quest’ultimo intervento realizzato in Zona Maciacchini.
Lo stesso titolo della sua prossima esibizione rappresenta nell’ideale percorso visivo di Giorgio Bartocci una sorta di sinossi o meglio diktat del suo stesso lavoro, la duplicità dei personaggi rappresentati dall’artista, così come la loro profonda caratura emotiva, si mescolano agli aspetti prettamente emozionali e personali di chi ha l’opportunità di trovarseli di fronte. L’interprete sceglie una rappresentazione personale che sa di scomposizione, le figure dipinte vanno infatti a crearsi attraverso una composizione di piccoli e grandi elementi dalla forma ovale, alcune volte frastagliata ed irregolare dove, andando a giocare con i colori, l’artista dona loro i tratti del viso ed innescando in questo modo un dialogo con lo spettatore. Emergono così corpi e figure galleggianti, avviluppano lo spazio comprimendosi, disperdendosi ed allargandosi su tutta la superfice a disposizione, un movimento all’unisono che porta alla creazione di una o due figure centrali, interlocutori principali dello stesso interprete e di chi osserva. La sensazione è quindi quella di una visione multi sfaccettata dell’essere umano, una sorta di pittura che possa rappresentare concretamente le differenti inflessioni, le emozioni, le paure, i sogni e tutti quei micro e macro cosmi che compongono l’uomo, elementi che ruotano e circolano interno ad una fitta trama di figure e configurazioni astratte tutte legate tra loro e che trovano il personale filo conduttore negli sguardi, nelle linee sottili ed accese che costituiscono i tratti dei corpi di questi esseri surreali raccolti in una danza concreta ed avvolgente che sa lasciarci stupefatti.
Per questa sua parete Giorgio Bartocci porta ancora una volta in dono i temi e le visioni del suo particolare approccio visivo, sviluppa un doppio percorso con due grandi figure che procedendo in direzioni differenti tracciano due differenti soluzioni finali. L’impressione è quella di una rappresentazione di una sorta di scelta, due vie distinte che porteranno a due sviluppi completamente differenti, l’angolo della parete diventa così bivio, e le forme che ne scaturiscono sono le diverse possibilità.
Segnatevi la data in calendario, noi come sempre vi aspettiamo qui sulle nostre pagine per un corposo recap con tutte le immagini ed i dettagli dell’allestimento che verrà proposto dall’artista, nel frattempo ci godiamo quest’ultimo suo eccellente intervento.

Studio D’Ars
Via Sant’Agnese, 12
20123 Milano

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Dimitri Daniele

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Audra Hubbell – “Letters at Large” Project in Chicago

07/02/2014

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Vogliamo il nostro sguardo all’interessante progetto realizzato da Audra Hubbell, “Letters at Large” è una vera e propria indagine sulla potenza visiva della tipografia contestualizzata all’interno di spazi grandi caratterizzati da una trama prettamente urbana.
In un epoca solcata dalla multimedialità, la pratica tipografica continua a perdere importanza aumentando però la sua rilevanza storica e metodica, la precisione delle lettere così come la loro pulizia sono il punto di partenza della ricerca della giovane artista, Audra Hubbell si interroga su come, calate all’interno di un contesto urbano ed attraverso una dimensione maggiore, le stesse silhouette delle lettere possano rispondere agli stimoli architettonici, visivi e panoramici del tessuto urbano, periferico e cittadino. Dal computer o da una pagina la forma delle lettere viene traslata attraverso la visione dell’artista che servendosi di una proiettore si impegna a studiare gli effetti dei palazzi sulle figure proiettate, sulle configurazioni, e sulle differenti trame che proprio le lettere vanno ad assumere se influenzate dalla trama urbana. Emerge così un idea di uno studio profondo delle relazioni visivi che vanno ad innescarsi, immagini distorte che strizzano l’occhio ad una suggestiva e personale chiave di lettura, forme ed elementi che si fanno astratti allungandosi o sgretolandosi seguendo le direttive ed i differenti percorsi dell’asfalto, del cemento, arrivando infine alle interessanti sperimentazioni che vanno a colpire gli ambienti decisamente più naturali e che scatenano reazioni visivi assolutamente uniche. Aldilà delle differenti distorsioni che vanno a crearsi è interessante osservare piuttosto come l’influenza delle letterforms vada così fortemente ad influenzare la percezione dello spazio, si aprono scorci inaspettati li dove piuttosto il buio regnava incontrastato oppure i palazzi e le venature architettoniche della città assumo forme ed angolazioni differenti aprendosi ad una visione del tutto nuova e sorprendente. Il risultato finale del progetto imbastito da Audra Hubbell rappresenta quindi un doppio gioco di percezioni, un inganno dei sensi visivi che trasportati alla ricerca di una forma chiara e ben strutturata come quella di una lettera la trovano dapprima completamente smantellata ed in seguito si scoprono ad osservare, attraverso un punto di vista nuovo, quello che hanno in realtà sempre avuto di fronte.
Per farvi meglio comprendere appieno tutto l’interessante impatto, le atmosfere esposte e la grande forza visiva di questo nuovo progetto, vi lasciamo ad una ricca serie di scatti che ci mostrano da vicino alcuni degli interventi realizzati dall’artista per un lavoro che ci ha fortemente stuzzicato ed interessato e di cui non nascondiamo volerne saggiare gli eventuali sviluppi.

As part of my MFA thesis I wanted to explore the visual power of large-scale typography. I experimented with letters in a way that was not restricted by the page or the computer screen. My goal was to utilize the urban Chicago surroundings as compositional elements. By projecting large single letterforms into the outdoor environment, I was able to study how space affected the formal qualities of the letterforms and also how the letterform altered the feel of the space. The three dimensional space transformed the letterforms into completely unexpected shapes. The project became about finding the perfect harmonies in the formal qualities of the letter and the visual themes of the space itself.

Pics by The Artist

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Gola Hundun x Paulo Auma – “HIBRIDO” Project in Curitiba

07/02/2014

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Riavvolgiamo il nastro di qualche anno, posiamo lo sguardo su un progetto inedito realizzato dal nostro Gola Hundun insieme a Paulo Auma a Curitiba in Brasile all’interno del Centro de Creatividade Parque di San Lorenzo che accoglie all’interno dei suoi spazi, un piccolo allestimento, una grande installazione e per finire un opera murale.
Il progetto s’intitola “HIBRIDO” e vede i due artisti, come è facilmente intuibile dal nome stesso, andare a proporre una riflessione sul concetto stesso di ibrido, in particolar modo sugli ibridi genetici, animali ed esseri geneticamente modificati dallo stesso essere umano per scopi puramente utilitaristici, il tutto come sempre miscelato attraverso il particolare filtro tematico di due artisti con un velo di provocazione ed ironia. Da questo preciso e particolare spunto Gola Hundun e Paulo Auma vanno a sviluppare un dialogo multi sfaccettato andando a servirsi di percorsi e medium differenti, dalla pittura alle qualità istallative del duo, arrivando infine all’allestimento all’interno del centro brasiliano, emerge così un filo conduttore squisitamente visivo oltre che tematico e che riesce ad abbracciare ed a trattare un argomento spinoso e profondo attraverso quelle che sono le peculiarità visive di ogni singolo artista e che trovano nell’utilizzo spasmodico del colore il necessario e deciso punto d’incontro.
Vogliamo porre l’attenzione sulla grande installazione che nella sua bizzarra fisionomia va a sviluppare la forma e l’aspetto di un essere immaginato ed in cui lo stesso Gola è parte integrante. Ci troviamo infatti di fronte ad una sorta di esperimento fallito, abitante di un futuro prossimo e raccapricciante, la particolare struttura dell’installazione alimenta il tema stesso del progetto celando nel suo grembo una piscina dove lo stesso Gola Hundun si diverte a nuotare, si ha così l’impressione di un ipotetico parto dove è lo stesso artista a rappresentare il bambino nella pancia, una differente chiave di lettura porta piuttosto ad una diversa interpretazione in cui l’uomo stesso è prigioniero della figura, incatenato al suo interno e tanta invano di liberarsi.
L’impatto generale con il progetto e con le sue differenti sfaccettature ci ha colpito, la difficoltà di trattare argomenti di questo tipo viene completamente spazzata via dall’inventiva stessa degli artisti che proprio nell’installazione danno il meglio di loro stessi in quello che le fattezze di un grande totem, per metà divertimento per metà riflessione, per poi spostarsi sulla parete per realizzare, attraverso il canonico stile visivo, un bel intervento che raccoglie in eredità le tinte cromatiche e le influenze naturali di ciascuno dei due artisti.
Ad accompagnarvi in questo nuovo sogno ad occhi aperti una ricchissima serie di scatti che ripercorrono i momenti di realizzazione della grande opera, passando per alcune immagini dell’allestimento fino ad arrivare al work in progress del bel dipinto, è tutto dopo il salto, il consiglio è quello di darci un occhiata per riuscire a cogliere al meglio tutta la profondità e lo spessore di questo interessante progetto.

Pics by Fernando Cesar

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SPY – “BLAH” New Piece in Madrid, Spain

07/02/2014

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Con un nuovo aggiornamento il grande SPY ci mostra l’ultimo progetti dell’anno da poco conclusosi, un lavoro che porta avanti le tematiche peculiari del grande artista Spagnolo che torna a confrontarsi con i cartelloni pubblicitari della sua Madrid.
Il grande interprete spagnolo attraverso uno approccio assolutamente personale sviluppa i suoi interventi in strada avvalendosi come detto di differenti medium, si va dalla pittura arrivando alla componente che forse maggiormente identifica il lavoro dell’artista, le controverse installazioni. SPY attraverso il proprio operato analizza lo spazio circostante immettendo all’interno dello stesso una serie di immagini, oggetti e spesso scritte al fine di stimolare una riflessione su argomenti differenti, la strada nell’ottica di lavoro dell’artista non è unicamente un palcoscenico da calcare e da utilizzare a proprio piacimento ma piuttosto, spostandone di fatto l’importanza da oggetto a soggetto interlocutore per i propri interventi, un tramite efficace che possa lasciare intatta la dirompenza e la sua immediatezza aumentando la capacità di comunicazione del paesaggio urbano circostante, queste peculiarità vengono sviscerate dall’interprete attraverso la spiccata sensibilità riflessiva ed una fortissima ironia che accompagna ed avvolge tutti i suoi interventi lasciando lo spettatore sospeso tra divertito ed al contempo colpendolo attraverso interessanti spunti e domande. Il rapporto con gli spazi pubblicitari è sempre piuttosto controverso, capito l’impatto sulla società moderna di questi spazi, il bombardamento pubblicitario al quale cosmicamente ed inconsciamente siamo sottoposti tutti i giorni, lo Spagnolo ne rivendica la proprietà andando proprio ad utilizzare questi veicoli visivi come percorso principale per le sue opere, ne avevamo avuto una assaggio diversi mesi fà con Ellos, infarcito di una critica sociale e politica, ne abbiamo la conferma ora con questo nuovo intervento che prende il singolare nome di “BLAH”.
Com’è facilmente intuibile la scelta del nome si rifà direttamente a ciò che SPY va a rappresentare sugli spazi a disposizione, si tratti in effetti di ben quattro billboards disposte una dopo l’altra e di dimensioni piuttosto grandi. Coprendone completamente le pubblicità l’interprete va ad attaccare una serie di poster che compongono in fila il più classico dei bla,bla,bla, emerge quindi in questo caso la volontà di voler completamente annichilire l’impatto pubblicitario ma sopratutto farci riflettere sull’inutilità dei prodotto pubblicizzati, e scavando più affondo, sui mali della società basata sul consumo esasperante di tutto ciò che ci viene propinato. Ancora una volta affilato e riflessivo lo Spagnolo attraverso un linguaggio diretto e divertente imbastisce una nuova e velenosa critica di cui potete ammirare tutti i dettagli del making of attraverso l’ampia serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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Andreco – New Show at SETUP Art Fair 2014

06/02/2014

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Volgiamo il nostro sguardo sull’ultima meraviglia realizzata dal grande Andreco in occasione dell’ultima edizione di SETUP Art Fair, uno show presso lo spazio di Adiacenze curato da Daniela Tozzi e che raccoglie e prosegue tutta la ricerca dell’artista sul rapporto tra uomo e natura.
Per il suo allestimento Andreco porta quindi avanti le tematiche già esposte in Nomadic Landscape Elements riavvolgendole e ripresentando i concetti attraverso la creazione di una differente struttura e di una nuova serie di quadri di recentissima produzione, il tutto raccolto in una esibizione dal titolo “Climate change adaptation intervention”.
Dapprima ci scopriamo ad osservare il binomio tra quanto idealmente incollato al muro e quanto invece sospeso nel mezzo, approfondendo in realtà ciò che abbiamo di fronte emerge uno show che poggia in realtà le sue basi tematiche non tanto in ciò che abbiamo difronte, con una grande doppia struttura centrale formata questa volta da due ken tie giganti letteralmente appese al soffitto, ma piuttosto dai meccanismi naturali ed impercettibili che avvengono proprio tra le piante e l’uomo stesso. Andreco torna quindi a riflettere sull’uomo come sorgente inquinante rapportandolo alle piante, appositamente scelte dell’artista per il loro più alto fattore di assorbimento di CO2, in uno studio che mira a far prendere coscienza dei meccanismi naturali, di ciò che è già esistente e con il quale inconsciamente conviviamo tutti i giorni, più che mai contano quindi i concetti espressi e con essi l’evoluzione stilistica dell’artista che ne accompagna la comprensione e lo sviluppo in una profondità tematica densa ed avvolgente. Ci ritroviamo quindi ad indagare sul nostro personale rapporto, su come conviviamo e ci rapportiamo con la natura, emerge un idea di convivenza e di come questo mondo disponga di tutti gli strumenti, di tutte le capacità, attraverso meccanismi invisibili e delicati di sopravvivere, sta a noi coglierne tutti gli aspetti e calandoci al loro interno riuscire a coesistere in pace senza distruggerne la fitta rete di ingranaggi che ne sostiene lo sviluppo.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti che documentano tutto l’allestimento realizzato dall’artista, dateci un occhiata per coglierne appieno tutto il significato e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Mario Lotti

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Zilda – “Rinunciazione” New Piece in Napoli

06/02/2014

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A distanza di parecchi mesi torniamo con piacere a parlarvi del lavoro di Zilda, il grande artista francese, da anni in Italia inaugura il suo nuovo anno con un nuovo intervento che ne segnala il ritorno per le strade della sua Napoli in uno degli spot ai lui più cari.
Con il ricordo dello splendido progetto romano incentrato su Pasolini (Covered) ci spostiamo a Napoli, ci troviamo all’interno del cortile di Santa Chiara, un luogo caro all’artista e palcoscenico che ha fatto già da scenografia a due tra i lavori più famosi dell’artista, “Eva” e Lilith, che proprio qui avevano preso vita in un intenso rapporto con il paesaggio ed in particolare con l’albero che proprio su quel muro fa arrivare i suoi rami e le sue foglie. Proprio l’intensità degli interventi di Zilda, la passionalità ed il fortissimo impatto emotivo delle sue opere rappresentano il valore aggiunto di un lavoro che spesso si spinge nel trattare temi e verità scomode. Gli interventi di Zilda ci sentiamo di dirlo non sono mai banali, la scelta dello spot ha sempre una solida importanza, gli aspetti emotivi e gli spunti visivi che l’artista riesce a cogliere dal luogo vengono catturati e rilasciati attraverso i suoi lavori con l’opportunità quindi di poter cogliere e sentire le alterazione emotive e gli spunti dello stesso interprete. È interessante notare come i soggetti proposti dall’interprete riaffiorino da un tratto prettamente classico andando a contestualizzare temi ed argomenti decisamente moderni, il nudo rappresenta uno degli aspetti peculiari dei corpi rappresentati, sospesi e coscienti si lasciano scrutare, osservare nei loro dettagli, spingendo l’osservatore ad una riflessione interiore sui temi e sugli argomenti trattati o semplicemente si lasciano ammirare nella loro magia di esaltazione di un paesaggio prima solo intravisto di sfuggita e vagamente apprezzato.
L’ultimo intervento prende il nome di “Rinunciazione”, l’immagine ancora una volta è piuttosto forte contrapponendo e ribaltando la figura di una suora, Zilda sceglie di lasciare unicamente il copricapo a distinguere il soggetto che si presenta ancora una volta completamente nudo, gli arti legati in un morsa, il corpo si contorce in una smorfia che arriva fino al volto e che rilascia un sentimento di abbandono. La sensazione, prendendo come riferimento proprio il titolo dell’opera, è quella di una rinuncia ad un ruolo pre-impostato, uno scardinare e ribaltare i concetti di una figura che nell’immaginario collettivo risulta pura e candida, con infine un celato riferimento sessuale che non può che stuzzicare.
Per approfondire al meglio quanto realizzato dall’artista vi lasciamo ad una serie di scatti che ripercorrono come sempre tutto il lavoro in studio, passando per le fasi in strada fino all’eccellente risultato finale, è tutto vostro.

Pics by The Artist

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