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Archive for gennaio, 2014

Graphic Surgery – New Mural at Los Kukuruchos (Video Preview)

09/01/2014

A distanza di tempo torniamo a parlarvi del lavoro del duo tutto olandese dei Graphic Surgery, scopriamo infatti che gli artisti lo scorso Ottobre si siano diretti a Guadalajara in Messico per realizzare un intervento direttamente sul tetto dello spazio artistico Los Kukuruchos.
E’ il team stesso della galleria a togliere il velo sul progetto con questo bel video introspettivo, abbiamo così l’opportunità di conoscere in maniere più approfondita gli artisti stessi e sopratutto vedere da vicino con i nostri occhi tutto il peculiare e personale sviluppo lavorativo dei Graphic Surgery, un opportunità rara di entrare in contatto con lo stile e la visione di uno dei team più interessanti a livello europeo e non solo.
E’ l’occasione per saggiare tutto il personale approccio astratto che lega le produzioni del duo, la geometria come primo ed unico interlocutore viene sviluppata dagli artisti attraverso l’utilizzo del bianco e del nero, di fatto gli unici colori utilizzati, che alimentano un personale e peculiare ricerca, sviluppata attraverso fasi istintive a contatto con elementi più razionali ed impostati, su quella che è una personale rappresentazione di paesaggi ed ambienti urbani che vengono riprodotti attraverso una pulizia dell’immagine, ridotti, puri, e portati al limite attraverso una forma più astratta e ridotto all’osso. I Graphic Surgery sperimentano una visione che abbraccia in totale simbiosi il circondario, gli spot occupati ed il paesaggio circostante dove si ritrovano a lavorare, il tutto attraverso un lavoro di distruzione e decostruzione, costruzione e filtraggio fino a rimodellare sezioni ed elementi visivi attraverso un ottica geometrica attraversata da un equilibrio latente tra forme, tonalità e figure geometriche. Si sviluppano assi e segmenti intrecciandosi ed intersecandosi a vicenda con triangoli, quadrati e rettangoli e dando vita ad una sorta di danza grafica sospesa tra momenti di precisione assoluta ed attimi di puro istintivo rappresentati dalle intense colate di vernice che spesso fanno capolino nelle loro produzioni. Questo loro approccio così impostato ed al contempo spontaneo dà vita ad opere densissime di dettagli, ricche di spunti, allestendo un binomio tra colori e figure unico e raro, funzionale al paesaggio e dannatamente impattante.
In attesa di mostrarvi un recap approfondito con tutte le immagini del caso, vi consigliamo di mettervi comodi e godervi appieno questo bel video, l’opportunità è davvero ghiotta, ma restate sintonizzati seguirà infatti nei prossimi giorni un corposo approfondimento su quest’intervento dei Graphic Surgery, perciò stay tuned qui sul Gorgo.

Matt W Moore – “Retrospect: XXL Greyscale” New Mural

09/01/2014

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Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Matt W Moore, l’artista infatti ha da poco terminato un nuovo intervento realizzato su questa lunga porzione di parete e direttamente ispirato ai lavori del grande Pablo Picasso.
Nella visione artistica di Matt W Moore risulta chiara l’estrazione dal mondo dei graffiti, da questa l’artista ha fatto seguire gli studi e la ricerca grafica che lo hanno portato ha sviluppare un tratto personale fondendo assieme caratteristiche geometriche, simmetriche e lavori di profondità e tridimensionalità dove tra giochi visivi ed interazioni cromatiche forti e radicate, l’interprete mantiene un equilibrio costante tra i vari sviluppi della forma e delle figure proposte. Abituati perciò ad un approccio assolutamente più ricco di colori e tinte accese, quest’ultimo pezzo dal titolo “Retrospect: XXL Greyscale” firmato da Matt W Moore anzitutto rappresenta un inedito con il quale l’artista paga il suo personale omaggio ad uno dei grandi della storia della pittura, in particolare l’interprete sceglie di ispirarsi a black and white, scegliendo infine un contatto più morbido ed impegnandosi a miscelare al meglio le varie scale di colore muovendosi tra il nero ed i differenti grigi fino ad arrivare al bianco. Quello che emerge dall’opera è la ferma volontà di voler intraprendere un nuovo percorso visivo, meno incisivo ma piuttosto più delicato che possa comunque riuscire a sviluppare in modo costante e ragionato tutta la dialettica visiva tipica dei suoi lavori. In particolare ancora una volta rimaniamo affascinati dalla capacità di Moore di riuscire a simulare una forte sensazione di movimento, le figure e gli elementi proposti rappresentano una sorta di flusso continuo che, cambiando aspetto e forma, continua la propria marcia sulla spazio di lavoro.
Il risultato finale è quindi un intervento più organico, meno racchiuso da binari incisivi e costrittori, si ha la sensazione di una sorta di onda cromatica che avvolge lo spazio e infrange sullo stesso, lasciando addentrare al suo interno, per poi respingerci, tra cerchi, assi ed arricciature, un opera nuova che ci ha fortemente convinto e di cui non vediamo l’ora di scoprire il seguito.
Scrollate giù, dopo il salto alcuni scatti nel dettaglio dell’intervento in aggiunta al making of, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi non mancherete di apprezzarne tutto il particolare carattere.

Pics by The Artist

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Jacyndol – New Murals in Gdynia, Poland

09/01/2014

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Tra gli artisti che maggiormente ci hanno impressionato quest’ultimo anno troviamo Jacyndol, l’interprete polacco saluta il suo anno con un nuova serie di lavori realizzata per le strade della sua Gdynia portando ancora una volta avanti tutto il personale ed evocativo tratto visivo.
Emerso fin da subito, il particolare approccio di Jacyndol ci ha immediatamente impressionato grazie ad un preciso e peculiare tratto, la ricerca compiuta dall’artista ha sviluppato una visione assolutamente personale, un modo inedito di intendere gli spazi urbani attraverso rappresentazioni che legano a se correnti e visioni differenti.
Si tratta di qualcosa di differente che spinge la mente ad osservare ed elaborare tra le figure, letteralmente ricercare l’immagine proposta, l’artista si avvale di giochi di profondità e tridimensionalità, porta al limite le sembianze del corpo umano riducendo le silhouette forme più decise e squadrate apportando infine la stessa tematica anche ad oggetti e scenografie. Si sviluppa così un quadro variegato che paga tutta l’influenza e gli stimoli del cubismo sviluppati attraverso un astrattismo appena accennato e strizzando infine l’occhio alle correnti russe dei primi del novecento, Jacyndol raccoglie tutti questi elementi sviluppando attraverso una forte e radicata caratterizzazione cromatica quelli che sono i suoi intrecci visivi. In particolare l’artista si concentra sulla figura dell’uomo elaborando lo stesso attraverso corpi squadrati, dotati di forte staticità, al limite del legnoso, che vengono posti a contrasto con figure più dolci e morbide, ed ancora, calando lo stesso all’interno di contesti popolari, spaccati di vita quotidiani rappresentati attraverso scariche cromatiche dove notiamo una precisa scelta atta a trasmettere un senso di tristezza e malinconia medianti gli stessi colori scelti.
Inauguriamo il nuovo anno con una doppia facciata realizzata qualche giorno fa, due interventi differenti dove emergono con forza tutte le caratteristiche tipiche del lavoro dell’interprete, per cogliere appieno tutta la magia di questo eccentrico artista, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di queste nuove pareti, siamo sicuri che anche voi come noi non mancherete di apprezzarne il particolare stile visivo, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi approfondimento sul suo lavoro qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Zio Ziegler x Bumblebee – New Mural in Venice, California

09/01/2014

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Ad innescare il nuovo anno di Zio Ziegler ci pensa Bumblebee, i due artisti in coppia ripropongono così il riuscitissimo sodalizio che li ha portati a collaborare così tante volte negli ultimi anni, unendo i differenti approcci e stili visivi per creare opere dal forte carattere emotivo.
Come abbiamo avuto modo di approfondire diverse volte, l’approccio visivo di Zio Ziegler è caratterizzato da un uso deciso e dettagliato della bomboletta e quasi esclusivamente del bianco e del nero come unici e principali interlocutori cromatici. Attraverso profondi solchi neri, linee e segmenti l’artista va a tracciare all’interno dei suoi personaggi, una serie infinita di dettagli ed elementi visivi, gli stessi personaggi, così come le configurazioni che li compongono, raccolgono tutta l’influenza tematica dell’interprete fortemente interessato da immagini e disegni vicini alla culture latine e precolombiane al fine di sviluppare la propria e personale visione dell’uomo. Con un tratto forte ed incisivo si sviluppano così le viscere e le silhouette di queste creature, le forme sono diseguali, così come i volti che assomigliano nelle loro sembianze a gigantesche maschere, il tutto racchiuso e modellato interno a temi vicini al mondo naturale e mistico, vero e proprio incipit visivo degli interventi dell’artista statunitense.
Se da una parte quindi Zio Ziegler sviluppa sugli spazi la peculiare forma e fisionomia dei suoi personaggi, dall’altra Bumblebee si diverte come sempre a proporre come figura unica e centrale del proprio lavoro i bambini. Attraverso il personale tratto l’artista sceglie di rappresentare l’innocenza, la fantasia e la gioia nella sua forma più pura, tra sogni che prendono vita, istanti di vita e di gioco si scatena così una fortissima empatia visiva segnata dal caratteristico utilizzo di unico colore a sviluppare la trame degli abiti e dei vestiti dei personaggi rappresentati.
Quest’ultimo pezzo ancora una volta gioca sul forte binomio tra gli immaginari dei due artisti, l’oscurità cromatica ed il carattere mistico di Zio Ziegler si scontrano quindi con il candore e la pulizia visiva di Bumblebee lasciandoci ancora una volta la sensazione di un interessante gioco, dove la figura del prima rappresenta una sorta di protettore della fanciulla.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due artisti, vi lasciamo alla bella serie di scatti con tutti i dettagli e qualche immagini del making of di questo nuovo intervento, dateci un occhiata per apprezzare al meglio l’opera e per coglierne tutti i differenti aspetti e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics via San

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SBAGLIATO – “Window” New Piece in Ascoli Piceno

09/01/2014

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Se volevano stupirci ci sono riusciti, dopo intensi mesi di ricerca, sperimentazioni, e visioni nuove e caratteristiche i ragazzi di SBAGLIATO tornano a colpire con un nuovo intervento riallacciando un discorso interrotto da mesi ed inaugurando il nuovo anno con un pezzo che riporta alla memorie le precedenti performance.
L’evoluzione a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi è stata influenzata da interessanti e nuovi sviluppi visivi che SBAGLIATO sono riusciti a portare a compimento lasciando invariate quelle che sono le caratteristiche dei loro interventi, il gruppo tutto Italiano così non ha perciò intaccato affatto quello che è il fulcro tematico e lavorativo proseguendo il personale lavoro con la poster art ma portandola ad un livello oggettivamente più alto ed interagendo con il tessuto urbano attraverso giochi visivi mano a mano sempre più intricati e complicati. Ci siamo trovati così di fronte a lavori sensazionali e sensoriali, l’impatto forte e sordo ci ha confuso e fatto girare gli occhi, siamo rimasti più volte basiti in cerca delle finzione, dell’installazione vera e propria, che ha assunto sempre di più i connotati di realtà sempre più celata alla vista e sempre più difficile da individuare, un interazione micidiale e suggestiva che ci ha regalato scorci nuovi ed appassionanti, che ha saputo creare li dove prima non c’era assolutamente nulla, come se fossimo spettatori incoscienti della fantasia di un bambino che prende mano a mano forma all’interno del reale e del quotidiano, impattando con il razionale, con quello che già conosciamo, ribaltandone completamente gli aspetti visivi.
Ad affiancare questa ricerca e queste opportunità di lavorare su grandi e differenti spazi, gli interpreti hanno comunque continuano a portare avanti il proprio personale approccio urbano, divertendosi a realizzare in strada le peculiari installazioni, porte, finestre e cornicioni e tutto il variegato assortimento di infissi ai quali ci hanno abituato, vero e proprio core della loro esperienza in strada.
Dal titolo “Window”, il ritorno in strada per questo nuovo anno viene segnato da uno dei caratteristici interventi degli artisti, siamo in una delle viuzze di Ascoli Piceno, qui su questa porzione di parete appare una delle classiche finestre, un nuovo inganno per la vista, troppo bassa per essere vere eppure talmente reale e viva da lasciare sospeso il dubbio, ancora una volta la mente vede ciò che gli occhi suggeriscono, ancora una volta sospesi tra realtà e finzione, che dire, bentornati.
Ancora una volta lasciamo che siano le immagini a parlare, perciò scrollate giù dunque ad attendervi dopo il salto alcuni scatti del pezzo con i dettagli e tutto l’impatto dell’opera finale, è tutta vostra! Enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Brad Downey – “Barricade” A New Installations

08/01/2014

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Dopo averlo visto al lavoro per l’interessante esibizione di Grottaglie lo scorso mese di Dicembre (qui), Brad Downey ci mostra con un corposo aggiornamento gli ultimi interventi dell’anno tra cui spicca la serie inaugurata a Klagenfurt in Austria e proseguita a Basilea in Svizzera dal titolo “Barricade”.
Ancora una volta a catalizzare la nostra attenzione è l’enorme capacità di Brad Downey di sviluppare il proprio lavoro capovolgendo e sfidando la percezione dello spazio pubblico, un non luogo che si trasforma non solo in un palcoscenico teatrale per le follie visionario di uno degli artisti più controversi e chiacchierati. L’interprete statunitense esercita infatti la propria visione servendosi di installazioni, sculture e vere e proprie performance, la strada diventa così un elemento partecipativo e, nella concezione stessa dell’artista, elemento cardine del proprio operato. L’idea quindi è quella di rendere il tessuto urbano un elemento attivo nella fruizione dell’opera che dal muro o da una semplice stanza di un museo attraversa gli spazi diametralmente offrendo a chi si imbatte nei suoi elaborati sensazioni ed emozioni contrastanti. Fattore di notevole interesse è la capacità di Brad Downey di sviluppare la propria visione attraverso l’utilizzo di materiali e strumenti differenti al fine di creare anzitutto un esperienza, proprio la performance riveste un importanza principale, il come viene vissuto l’intervento è il fulcro tematico e concettuale del lavoro nonchè unico arricchimento personale per chi ha la fortuna di vivere o vedere le sue creazioni. Questa caratteristica intrinseca fà si che le opere dell’artista vengano digerite in un modo nuovo, gli interventi nel loro portare al limite un determinato concetto o tema, sviluppano dubbi, lanciano spunti e invogliano una riflessione personale, o semplicemente divertono per la loro fortissima interattività.
Per questa sua nuova serie, commissionata da Lenhauro, l’interprete ha utilizzato una serie di barricate della polizia, i due interventi, seppure per pochi minuti, hanno letteralmente inondato la strada sviluppando una sorta di onda rossa. L’impressione è quella di una critica divertente ed al contempo velenosa, gli strumenti per bloccare la folla, durante proteste e dissidenza, si trasformano in una gigantesca onda rossa e bianco, quasi a simulare una grande manifestazione e, nel loro esuberante numero, arrivano a sfociare nel ridicolo, un lavoro quindi ancora una volta intelligente ed inusuale che non potevamo che apprezzare in tutta la sua lucida irriverenza.
Vi lasciamo con una belle serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima lucida ed accattivamente serie di installazioni, dateci un occhiata e tornate presto per nuovi ed interessanti aggiornamenti sul lavoro del grande artista americano.

Pics by Gerhard Maurer via The Artist

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Simek – New Murals in an Abandoned Place

08/01/2014

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Continua a riservare sorprese il particolare approccio visivo di Simek, l’artista Greco per concludere questo suo ultimo intenso anno si è impegnato in una nuova serie di interventi all’interno di questo grande stabile abbandonato, libero di esprimersi e sperimentare.
È sempre piuttosto stimolante osservare come gli artisti portino avanti i personali percorsi stilistici, Simek, come esatta metà del duo Blaqk, rappresenta di questo la parte più razionale quella formata da geometrie ed esperimenti con forme e linee, in un calderone energico fortemente influenzato da un astrattismo latente e sempre in via di sviluppo. Peculiarità del lavoro di Simek è comunque l’esigenza di trovare e perseguire un forte equilibrio tra le forme e le configurazioni realizzati, tra lavori simmetrici ed elementi che si ripetono nella dimensione e nella posizione, emerge così tutta la ricchezza e la profondità di un tematica fortemente legata al background da graffiti artist e figlia di una pulizia e di una forte predisposizione ad utilizzare figure maggiormente decise. Il risultato di questa doppia contaminazione risulta in tutta la sua efficacia osservando le produzioni dell’interprete si ha infatti l’impressione di leggere un alfabeto nuovo ed altamente sperimentale, le figure così come gli elementi che ne formano l’aspetto finale richiamano infatti la struttura di lettere, letteralmente portate all’estremo, via il superfluo per far spazio piuttosto ad un immagine maggiormente pulita e lineare, completamente incontaminata da curve ed elementi maggiormente più morbidi, e per questo assolutamente impattante nonché assuefacente. Elemento infine importante per Simek è l’interpretazione personale del luogo, non più spazio in contrapposizione ma piuttosto elemento all’interno del quale far convivere i propri interventi, l’idea quindi è quella di ricamare sul tessuto visivo dello spot scelto il pezzo, scegliendone con cura gli elementi grafici ma soprattutto quelli cromatici che entrano in contatto, e ne siamo entusiasti, anche con colori differenti, staccandosi in parte dal binomio bianco e nero che ne aveva caratterizzato il lavoro nelle precedenti produzioni ed incarnazioni.
Per questa suoi nuovi interventi l’interprete greco sviluppa il proprio lavoro su due differenti superfici, una indoor mentre l’altra all’esterno, l’impressione è quella di un continuo gioco tra figure e forme enormi rispetto ad elementi di dimensioni decisamente più ridotte, un binomio tra configurazioni identiche che si alternano in una simmetria perfetta, quasi meccanica arrivando a restituirci un forte senso tra costruzione e distruzione della forma e che proprio per questo continua ad appassionarci.
Scorrete giù, dopo il salto ad attendervi una bella selezione di immagini con tutti gli scatti dei dettagli e della fasi di lavoro di queste nuove opere, dateci un occhiata, siamo certi che infatti che anche voi come non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio dell’artista.

Pics by The Artist

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Garu Garu – Exploring the Street Art in Abandoned Places

08/01/2014

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Il particolare approccio visivo di Garu Garu si fonde i luoghi all’interno dei quali l’artista compie le sue esplorazioni, questa volta al centro della lente troviamo però l’operato di altri interpreti, un fermo immagine attraverso il quale veniamo trasportati in un viaggio sul personale modo di vedere ed osservare l’arte urbana all’interno degli spazi abbandonati.
Abbiamo intrapreso un viaggio insieme a Garu Garu, ne abbiamo dapprima approfondito gli aspetti peculiari di quella che è la sua visione e soprattutto l’amore smisurato verso gli spazi abbandonati, quelli che sono i luoghi estromessi con forza dalla società, lasciati a marcire, freddi ed inospitali ma che spesso nascondono nella loro tristezza e nella loro etichetta scomoda di bruttezza, tutta l’emozione ed il sentimento della riflessione, sono il terreno fertile per il lavoro dell’artista, attraverso la sua lente ne abbiamo colto tutta l’emozione e la capacità di farci trascendere la realtà, ora torniamo con un personale viaggio, un attraversamento di cementi e pavimentazioni instabili alla scoperta di quelli che sono spesso i luoghi per sperimentazioni e ricerca da parte degli artisti che più apprezziamo.
Gli interpreti coinvolti in questo speciale percorso rappresentano una fetta della nostra scena così come alcuni validi interpreti di livello internazionale tra cui: AK, Aris, CT, E1000, El Euro, Elfo, NeSpoon, Phlegm, Pixel Pancho e Weed/Halo, un variegato e differente campionario di artisti legati, per pratica o tematiche di lavoro chi più chi meno, al mondo degli edifici abbandonati.
Lasciamo che siano le immagini a parlarvi, ancora una volta il segreto è quello di mettersi comodi in silenzio e scorrere le luci e le ombre tratteggiate dalla lente della macchina fotografica, avete l’opportunità di osservare con l’occhio di qualcun altro, con la visione, la fantasia e l’emozioni di un’altra persona che ci mostra come lui personalmente assapora, scruta e digerisce quello che tanto ci piace, per una volta non si tratta di vedere il lavoro in sé lasciato dagli artisti ma piuttosto di coglierne gli aspetti più sensoriali e di come gli stessi vengano colti da qualcuno diverso da noi stessi, e questa, a nostro avviso è un dono unico e raro, godetene.

Thanks to The Artist for The Pics

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CANEMORTO – A Series of New Pieces near Milano

08/01/2014

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Dopo qualche settimana di silenzio, per aprire nel migliore dei modi il nuovo anno anche i CANEMORTO si sono da subito messi al lavoro, il collettivo tutto italiano ha infatti da poco terminato una serie di nuovi interventi nei pressi di Milano, volti squarciati, pittura fortemente istintiva ancora una volta a segnarne l’operato.
Proseguendo sul personale e particolare percorso, i CANEMORTO continuano a tracciare una personale e peculiare visione umana, i soggetti risultano vibranti, decisi, le pennellate si fanno rapide e scalfiscono lo spazio attraverso una pittura veloce, fortemente radicata nell’istinto stesso degli artisti. Emerge così ancora una volta tutto il carattere fortemente emotivo del lavoro degli interpreti, gli stessi danno l’impressione di volersi concentrare su profondità tematica impegnandosi senza filtri a liberare il personale immaginario atto a rappresentare con quanta più crudezza un lato nuovo ed in parte inesplorato dell’animo umano. Ci si ritrova così a confrontarsi con immagini distorte, sporche e cupe, figlie di una malinconia interiore che abbraccia la realtà della fisionomia, i corpi si trasformano in tessuti raggrinziti, gli sguardi si perdono tra i solchi profondi delle difficoltà della vita apparendo in una chiara e disinibita rappresentazione in totale opposizione con l’immagine collettiva della donna e dell’uomo perfetto, è forse questa la peculiarità maggiore del lavoro dei CANEMORTO una cosciente esposizione della natura umana esattamente per quello che è, figlia dei tempi e delle difficoltà che ne stanno segnando la vita di tutti i giorni, muovendosi in una direzione totalmente opposta dal sogno di bellezza e perfezione fisionomica con i quali siamo bombardati costantemente, il tutto raccolto in una metodologia che esalta l’istinto, ed in particolare la velocità di lavoro, utilizzando lo stesso mezzo del bombardamento ma attraverso un approccio inverso ed impattante. In questo senso è sintomatica la scelta di lavorare, in un uno di questi ultimi tre interventi su un cartellone pubblicitario ribaltando ancora una volta con maggiore efficacia e convinzione tutti la visione ed il dictat con i quali siamo soliti imbatterci, aprendo nuove strade e mettendoci più che mai di fronte ad un ipotetico specchio.
Dopo il salto vi lascia ad una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di questa nuova infornata di lavori, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il particolare stile del collettivo italiano.

Thanks to The Artists for The Pics

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Basik x Gola Hundun x Luca Zamoc – New Mural

08/01/2014

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La prima combo dell’anno ci ha lasciato a bocca aperta, un unione di intenti che ha visto Basik, Gola Hundun e Luca Zamoc unire gli sforzi per segnare un nostro piccolo viaggio interiore, un opere diversa che per la sua triplice visione ci ha fortemente convinto e coinvolto.
Se c’è una cosa ci ha sempre colpito ed impressionato è la capacità degli artisti di riuscire a tessere attraverso stili e visioni differenti un unico ed intricato lavoro, sono opere che abbracciano si la peculiare visione di ogni singolo interprete, ma riescono proprio per la loro straordinaria capacità di interazione, a sviluppare una trama differente e multi sfaccettata lasciandoci sospesi ad osservarne i dettagli e l’evoluzione sulla superficie, cogliendo gli istanti di lavoro in sintonia dove gli artisti hanno abbracciato ed intersecato il proprio mondo con quello degli altri, partorendo insieme un nuova ed esaltante opera.
Questo dei tre interpreti rappresenta quindi un parto nuovo che segna l’unione di temi e visioni differenti, dalla maschera di Basik posta al centro si sviluppano due trame differenti ma comunque legate, i colori che vediamo spuntare tra i fori con gli occhi e le labbra ci conducono direttamente nella giungla di tinte e fasci naturali sviluppata da Gola Hundun che risponde con un nuovo sguardo, ancora più mistico, eccentrico e più vicino alla natura, un caleidoscopio di emozioni e sensazioni differenti che fa da contraccolpo a quanto sviluppato da Luca Zamoc nell’estremità opposta. Qui si l’artista riconduce lo spettatore attraverso una lettura in bianco e nero, lo stesso nero della maschera segna qui, a confronto con il bianco, ancora una volta tutta la personale visione dell’artista, interviene qui il mondo animale miscelandosi in un inedito trittico di volti sovrapposti l’uno sopra l’altro.
Natura, il mondo animale e l’uomo vengono così racchiusi dai tre interpreti attraverso un comune denominatore che sviluppa e segna ogni porzione dell’intervento, mettiamo infatti l’accento sugli sguardi che accompagno lo spettatore in un dialogo aperto. La sensazione, alimentata dalla particolare e suggestiva location, è quella di intrecci di sensazioni contrastanti e differenti, gli occhi ci parlano di paura, rabbia ed al contempo di sfida fino a trascendere la forma stessa per guidarci in una proiezione personale e mistica, accolgono uno spaesato e curioso avventuriero, spaventandolo ed al contempo lanciando un monito, si sviluppa così una forma unica e trina, segnata dai differenti sviluppi, pensieri che si innestano, si mischiano e si intersecano tra di loro, suggeriscono spunti, emozioni, ammiccano ed allontano chi osserva, in un costante gioco di sensazioni contrastanti, forti e ben radicate.
Una scossa questa forte ed intensa che ci ha seriamente colpito, preso, ingerito e sputato, lasciandoci spaesati ed elettrizzati, colti da sentimenti diversi, persi ed inghiottiti, rinati e più coscienti, splendido.

Thanks to The Artists for The Pics

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Erosie for DRAW A LINE Video Interview

07/01/2014

Per la loro serie di collaborazioni di primissimo livello i ragazzi di DRAW A LINE escono ora con un nuova serigrafia realizzata dal grande Erosie, a completare l’uscita una profonda introspettiva sull’artista con una bella video intervista.
L’approccio lavorativo dei ragazzi tedeschi ci piace parecchio, non si limitano unicamente a sviluppare stampe ed edizioni di pregio, piuttosto nelle loro corde c’è l’esigenza di un approfondimento curato che possa far emergere al meglio tutto il particolare stile e tematica di lavoro dell’artista così come l’evoluzione e lo storia personale dietro il nome. Nel caso di Erosie e della sua “Pattern Formation Tempelhof”, questo è il nome della serigrafia, abbiamo l’opportunità di cogliere attraverso il bel video tutta la profondità lavorativa, la scintilla e la visione dietro la quale l’interprete stesso sviluppa il proprio lavoro – emblematico in questo caso l’esempio del cerchio – con l’aggiunta di alcune immagini durate le fasi di lavorazione della stampa.
L’opera esce in edizione limitata di 45 esemplari, tutti firmati e numerati dall’artista stesso, formato 50 x 70 ad un prezzo onesto di 120 euro.
Il consiglio é quello di mettersi comodi e di ascoltare le parole dell’interprete con l’opportunità di poter approfondire lo spirito e la profondità di uno dei talenti più vivi della scena europea e non solo, se siete poi interessati all’acquisto della stampa potete tentare il colpo qui, direttamente sullo store online, rapidi che siamo certi andranno via come il pane!

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Boris DELTA Tellegen – New Installation in Haarlem

07/01/2014

Boris DELTA Tellegen - New Installation in Haarlem

Dopo mesi di immagini leaked e qualche preview andiamo finalmente a dare un occhiata all’ultima magia realizzata dal grande Boris DELTA Tellegen, l’artista infatti ci svela il risultato di questa sua nuova sperimentazione con una gigantesca installazione realizzata ad Harleem, in Olanda.
Ancora una volta rimaniamo basiti di fronte agli sviluppi del lavoro di Boris Tellegen aka DELTA, l’interprete con un marcato background da graffiti artist continua a lanciarsi in progetti ambiziosi p, su superfici, strumenti e medium differenti, attraverso i quali proseguire lo sviluppo del suo particolare approccio a metà tra la geometria ed i graffiti, un astrattismo quasi ostentato e sviluppato attraverso effetti ottici ed incredibili installazioni sviscerate proprio attraverso gli studi personali, fondendo il background di strada con un lavoro di ricerca tra tridimensionalità e geometrie applicate a medium differenti.
L’ultima sfida vede Boris DELTA Tellegen lavorare su una nuova sfida, sviluppare il proprio lavoro su tutta la superficie di questo grande palazzo, l’opera, commissionata dall’agenzia olandese Ymere, vede l’interprete lavorare su grande scala sviluppando una serie di giochi di prospettiva ed a tre dimensioni con una fitta trama a innescare illusioni e profondità tra una finestra e l’altra. Un grande snodo centrale si apre così all’interno della struttura trasformandone completamente la fisionomia e l’aspetto esteriore, non si tratta unicamente di un pattern, l’impressione è quella di una distorsione visiva che di fatto possa trasformare il modo di osservare la struttura, la vista viene ingannata e ci suggerisce un immagine dove il palazzo sembra quasi rigettare finestre, schiudersi e raggomitolarsi su se stesso fino continuare la sua corsa verso il vertice opposto, un opera di sensazione e del fortissimo impatto finale, che dimostra ancora una volta tutta la follia e la visone del grande interprete.
Dopo il salto vi diamo modo di approfondire al meglio, con questa bella selezione di scatti, sia l’eccellente risultato finale sia alcune fasi del making of con tanto di progettino in bella vista, é tutto vostro, siamo certi che apprezzerete e che anche voi saprete cogliere la personale visone creativa dell’artista ma restate con noi per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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Luca Zamoc – “The Lord of The Flies” New Mural in Modena

07/01/2014

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Con piacere torniamo ad approfondire l’operato di Luca Zamoc, l’artista italiano inaugura il nuovo anno con un nuovo e caratteristico intervento dipinto qualche giorno fa all’interno delle ex fonderie di modena, un luogo abbandonato dove ha potuto sperimentare e portare avanti il personale approccio visivo.
L’incipit del lavoro sono senza dubbio le festività, ma scavando più affondo la dialettica del pezzo, come ci spiega l’autore stesso, è legata a doppio filo con le tematiche e le riflessioni del celebre racconto “The Lord of The Flies”, da cui appunto il titolo dell’intervento. Luca Zamoc prende spunto dagli eccessivi banchetti a base di maiale che hanno contraddistinto i suoi festeggiamenti, per sublimare l’immagine stessa dell’animale, unendo così i temi forti e catartici del racconto, con i suoi viaggi interiori e lo sviluppo dei malesseri personali dell’uomo, e sviluppando un immagine forte ed al contempo profondamente riflessiva.
A fare capolino sulla parete emerge così la testa di gigantesco maiale, nella sua fisionomia l’artista si lascia andare ad un immagine cupa e tetra, il volto della bestia è di un colore pallido, così come notiamo una serie di mosche che girano intorno alla carcassa, un marcio che trabocca e letteralmente sgorga dal disegno, riproducendo quindi una forte caleidoscopio di emozioni. Il tratto come sempre risulta fortemente legato ad una vena illustrativa e viene sviluppato qui andando incontro alle esigenze tematiche dell’opera, grande enfasi per i dettagli e, come detto, per i colori scelti dove un pallido giallo alimenta tutta l’enfasi tematica dell’opera, un intervento fortemente ambiguo che lascia intravedere una personale riflessione sulle feste e sul loro vero significato interiore, ormai perso in favore di commercializzazione ossessiva, lasciandoci in compagnia di dubbi e perplessità su noi stessi, un lavoro crudo ed impattante che ci ha quindi fortemente colpito.
Scrollate giù, ad attendervi alcuni scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sull’operato dell’interprete.

In this christmas period I ate so much pork ( in tortellini, cotechino, zampone and all the traditional dishes of our region) that I had to sublimate it into something else, poo apart. After three day and probably 3 kg of pig in my body, I saw the title in my bookcase of one of my favorite books ever, “The Lord of the Flies”. The image was already there, I didn’t have to make any effort to catch it. So here you are, my cathartic pig.

Thanks to The Artist for The Pics

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CYRCLE. – New Mural for The Library Street Collective

07/01/2014

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Proseguiamo con interesse il nostro viaggio all’interno delle meraviglie del “The Garage Project” il progetto realizzato dai ragazzi di The Library Street Collective di Detroit con quest’ultimo pezzaccio del collettivo losangelino dei CYRCLE..
A differenza dei precedenti lavori, con quest’ultimo intervento dei CYRCLE. il progetto torna a parlare una lingua visiva maggiormente figurativa, scansando per un momento la dialettica attracca che tanto ne ha influenzato gli sviluppi in queste ultime settimane, ed abbracciando piuttosto tutta la particolare visione artistica che tanto ci piace del giovane gruppo statunitense. Ancora una volta infatti i CYRCLE. si affidano al consueto mash-up visivo coinvolgendo elementi di lettering insieme ad istanti maggiormente figurativi, nasce così la canonica unione che vede le grandi lettere ad emergere all’interno di un radicato e variegato tessuto di immagini e figure dal forte carattere classico. L’opera ancora una volta si sviluppa, come abbiamo visto per i precedenti lavori, spin orizzontale, la superficie viene segnata da una serie di grandi volti, figure ed immagini dal sapore classico e capovolte, a loro interno si sviluppano attraverso un bel gioco di colori tra nero, bianco e d’oro, le singole lettere fino a formare una vera e propria frase che accompagna lo spettatore alla scoperta dei differenti dettagli del pezzo.
Il risultato finale è un opera dall’impatto certo e che porta avanti la particolare e peculiare dialettica visiva del collettivo americano, in particolare abbiamo l’impressione si tratti dell’ideale seguito dello splendido intervento di qualche mese fa a Los Angeles che così tanto ci aveva impressionato e convinto, dettagli ed interessanti giochi di colore, tra forme, figure e lettere, sembra che gli artisti abbiano davvero trovato la soluzione migliore per sviluppare il proprio lavoro, e noi non potevamo che apprezzare.
Scrollate giù dopo il salto ad attendervi una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima magia, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, ma restate sintonizzati le sorprese da Detroit infatti siamo certi che non siamo affatto terminate e se vi siete persi qualcosa qui tutti i precedenti interventi, enjoy it.

Pics by theonepointnight via Am

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2501 x Pastel – New Mural For The Mirrorless Project

07/01/2014

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Torniamo con piacere a Miami, qui in attesa di scoprire il risultato finale, 2501 e Pastel ci offrono una piccola sbirciatina al loro The Mirrorless Project con un nuovo intervento realizzato su questa grande parete all’interno del distretto di Wynwood.
La solida partnership tra i due grandi artisti da vita ad un opera sensazionale che fonde in se il personale e peculiare approccio visivo di ognuno dei due artisti, in particolare le differenti impronte tematiche così come gli stile differenti, notiamo qui come risultino perfettamente in sintonia se combinati assieme. Il carattere mistico ed onirico del lavoro del nostro 2501, con le sue linee sinuose nere a contrasto con il bianco, si muove ancora una volta su una direzione che abbraccia forme e tematiche astratte, delicatamente le onde nere si intrecciano tra di loro sviluppando le consuete figure intervallate da grandi e più piccoli dettagli dorati. Utilizzando gli stessi colori dal canto suo Pastel prosegue nel portare avanti il personale dialogo con elementi visivi vicini alla natura, una ricerca costante che porta l’interprete Argentino ad interessassi alle forme, linee e figure naturali, così come paesaggi, attraverso una personale lettura visiva che non si sottrae nel coniugare anche gli studi accademici. Un lavoro che fa della spiccata sensibilità per il dettaglio la sua peculiarità massima e che vediamo qui, contrariamente dai precedenti interventi maggiormente sviluppati attraverso tinte più scure, avvalersi di campionature più sobrie e pulite, tra intrecci di grigi ed bianco, vediamo intervallare ed intersecarsi elementi d’oro che seguono la dialettica visiva di 2501.
Il risultato finale é un opera densa di spunti e di differenti chiavi di lettura, tutta da osservare nel suo ricercato dialogo tra i due artisti così come nella sua peculiare capacità di emozionarci e spingerci a ricercare al suo interno dettagli ed una chiave di letture per le forme e le immagini rappresentate, un antipasto che abbiamo senza dubbio gradito e che ci ha impressionato favorevolmente facendoci ben sperare per il proseguo del progetto e della collabo tra i due artisti.
In attesa di poter quindi finalmente poter vedere il risultato di uno dei progetti più interessanti, ci lasciamo sorprendere da questa riuscitissima parete, tutti i dettagli nelle immagini dopo il salto, se invece volete approfondire il lavoro ed il progetto vi rimandiamo al precedente post qui, enjoy it.

Pics via San

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Viktor Kröll and Rossella Libardoni – New Mural in Graz

06/01/2014

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Volgiamo con curiosità il nostro sguardo a Graz, qui Viktor Kröll e Rossella Libardoni hanno infatti da poco terminato un nuovo intervento direttamente sul muro di recinzione del carcere di Karlau della cittadina Austriaca.
L’impatto è incredibile, il lavoro è l’intervento più grande fin qui dipinto in Austria e con ben 900 metri quadrati ha tenuto al lavoro i due artisti per diverse settimane, quello che però stupisce oltre alla grandezza stessa del pezzo è senza dubbio la particolarità visiva che accompagna l’opera realizzata attraverso un interessante ed innovativo approccio stilistico. La tecnica ideata dallo stesso Viktor Kröll infatti vede i due artisti lavorare contemporaneamente con la mano destra e quella sinistra dipingendo migliaia di punti e sviluppando così la trama dell’opera, quello che emerge è così uno spunto nuovo ed assolutamente personale, il dipinto infatti fonde nella sue viscere una profonda e ragionata idee insieme ad un tratto assolutamente istintivo.
L’impatto con l’intervento ci ha parecchio scosso, i due interpreti offrono un libertà massima di esplorazione ed interpretazione, chi osserva le forme scaturite dalla loro mente, in un unione tra subconscio ed inconscio, tra razionalità ed istintività, può liberamente sviluppare forme e relazioni visive a proprio piacimento, perdersi nel meandri dei punti per affidarsi alla capacità della propria mente di sviluppare immagini attraverso la nostra stessa fantasia, come se rivolti gli occhi verso il cielo provassimo a dare una personale forma e fisionomia alle nuvole. Il risultato così cercato e voluto stupisce per le praticamente infinite possibilità che i due artisti ci offrono, un coinvolgimento nuovo ed un differente modo di applicare l’arte all’interno del tessuto urbano, non c’è un disegno da scoprire, non c’è una traccia da seguire, piuttosto è lo stesso spettatore a dettare ed a dare una propria e personale fisionomia all’opera che, influenzata dai diversi aspetti emotivi della vita di tutti i giorni, dalle sensazioni e dai pensieri del momento, risulterà di volta in volta nuova ed avvincente.
Potete provare anche voi a sviluppare il proprio personale immaginario attraverso la bella selezione di scatti, scrollate giù ad attendervi un nuovo ed interessante viaggio.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Lupi Spuma

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David De La Mano – “Vortex” New Mural in Punta del Este

06/01/2014

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Dopo alcune settimane torniamo ad approfondire il lavoro di David De La Mano, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo lavoro all’interno dell’interessante progetto del Distrito de Arte Urbano de Punta del Este nell’omonima cittadina in Uruguay.
Abbiamo spesso messo l’accento sulla particolare visone di David De La Mano, l’interprete sviluppa il proprio lavoro attraverso l ‘l’utilizzo esclusivamente del bianco e del nero a supporto di un immaginario legato si alla figura dell’uomo ma sviluppata attraverso la pittura dei suoi canonici personaggi, una sorta di analisi della natura umana dove insieme alle silhouette di persone comuni si muovono anche dei veri e propri demoni, una sorta di simbolo arcaico a tratti preistorico delle brutture del l’uomo moderno, delle sue differenti sfaccettature, il tutto alimentato da una continua ricerca tra equilibri visivi e tematici.
Quello che ci ha colpito in quest’ultimo periodo è però il profondo cambio stilistico che l’interprete sta portando avanti parete dopo parete, nell’idea dell’artista sembra essere nata infatti l’esigenza di trovare differenti soluzioni visive, inanellando i suoi characters all’interno di forme irregolari, giochi cromatici, forme e figure non omogenee fino ad arrivare ad una vera e propria spaccatura e traslazione delle configurazioni elaborate. Con quest’ultimo intervento però l’artista spinge su una nuova ed interessante visione, “Vortex” come suggerisce il nome vede una grande figura, un vero e proprio vortice aprirsi ed inghiottire tutto, un effetto incredibile alimentato dai personaggi che mano a mano da una parte si addentrano all’interno della figura mentre dall’altra ne delimitano letteralmente la forma e la struttura con una riuscitissima sensazione di profondità ed impatto finale che ci hanno assolutamente convinto e coinvolto.
Il risultato finale è un opere fortemente immersiva, coinvolgente, lo spettatore viene letteralmente trascinato all’interno della forma, sensazioni e stimoli si susseguono per un intervento tra i più belli fin qui visti, dell’interprete.
Per apprezzare al meglio quest’ultimo lavoro di Davi de De La Mano vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini con gli scatti ed i dettagli di quest’ultima ed interessante realizzazione.

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Opiemme – A New Piece in Gaeta

06/01/2014

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di uno degli artisti più eccentrici del nostro panorama, Opiemme infatti è tra gli interpreti invitati dagli amici di Memorie Urbane per il loro bel progetto InAttesa, completando così un nuovo intervento su una delle fermate dell’autobus.
L’idea del progetto è quella di offrire ad artisti differenti la possibilità di cambiare l’aspetto delle fermate degli autobus di Gaeta, Terracina e Formia, luoghi tipicamente cittadini che vengono invasi dall’arte urbana.
Ancora una volta veniamo toccati dalla personale visione dell’artista che prosegue nella sua personale attività artistica, l’atto di svecchiare la comunicazione viene portato avanti da un viscerale rapporto con le lettere sviluppato in tutta la sua semplicità ma che attraverso i temi e la profondità delle frasi e delle immagini proposte riesce a penetrare la mente di chi osserva, ponendo l’accento su temi e spunti differenti ma sopratutto spingendo riflessioni mai banali e superflue.
La capacità dell’artista è quella di aver messo appunto un sistema visivo basato proprio sulle parole, le stesse tornano così ad essere al centro dell’attenzione, in un lettura efficace ed assennata atta a sviluppare forme e silhouette di elementi visivi che rafforzino proprio i concetti ricercati, un rapporto intrinseco quindi tra immagini, lettere ed i temi trattati, in un cui il fulcro stesso dell’intervento risulta essere dapprima la lettura e successivamente gli spunti che la stessa riesce ad offrire. Si ha così la sensazione di un nuovo modo di esporre e concepire la poesia, il desiderio dell’artista è quello di spingere a non fermarsi ad un visione superficiale ma piuttosto ricercare, comprendere, le parole, le frasi così come gli interrogativi e gli attimi di riflessioni lanciati dallo stesso per un lavoro profondo e sempre efficace.
Per InAttesa Opiemme sceglie un approccio più morbido, eliminata completamente la parte figurativa, l’interprete si affida unicamente alle scritte, emerge così “Siamo Spettatori ed Attori Immobili”, e partono le considerazioni, in un nero a contrasto con il bianco, a completare l’opera una serie di minuscole vocali e consonanti colorati che a cascata inondano lo spazio a disposizione.
Scrollate giù dopo il salto alcuni scatti con i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sul bel progetto, stay tuned!

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Pics by Flavia Fiengo

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Borondo – New Mural in Tetuan, Madrid

06/01/2014

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Nuovamente naso all’insù, bocca spalancata, Borondo torna a colpire e lo fa con un nuovo sensazionale intervento su questa grande parete nel distretto a Teutan a Madrid in Spagna.
Quello che ci ha sempre coinvolto e colpito nel lavoro di Borondo è la capacità dell’interprete di sviluppare un trama visivo assolutamente profonda e dai fortissimi risvolti emotivi, lo Spagnolo attraverso un tratto fortemente espressivo sviluppa i corpi nudi dei suoi uomini e delle sue donne, la purezza degli stessi, raggiunta proprio attraverso la loro rappresentazione senza veli, censure o filtri visivi, impatta in un sentimento che va a scavare nelle pieghe e nelle profondità dell’animo umano rivelandone tutta la fragilità, le insicurezze, il dolore, sono scene pesanti nel loro coefficiente di immedesimazione, dense ed articolate nella loro stessa fisionomia. Borondo attraverso i suoi spettri da vita, voce e colore alla cupezza, alla tristezza che attanaglia e ci fa sprofondare, scopre la maschera di felicità e tranquillità che portiamo tutti i giorni, per rivelare a noi stesi, al mondo ed a chi ci circonda tutta la malinconia della vita. L’interprete riesce così a penetrare nei sentimenti di chi osserva, esattamente come nel muro le tracce di vernice, i tocchi insistenti e ripetuti che danno vita alla fisionomia dei corpi, segnano e solcano le profondità dei nostri pensieri lasciandoci sopraffatti, senza razionalità in prende e finalmente liberi di esprimere e di essere ciò che siamo.
Per quest’ultima grande parete spagnola Borondo dipinge due differenti corpi, un uomo ed una donna, di spalle con le mani legate,mentre gli sguardi sono reciprocamente rivolti dall’altra parte, la sensazione è di un forte freno emotivo od una sorta di costrizione che impedisce ai due di essere loro stessi, si legge ancora una volta, negli sguardi appena accennati, nella postura del viso e del corpo, tutta la tristezza, la paura ed il seme del l’oscurità che avvolge questi due persone distanti, l’ennesimo specchio, posto li mi tutta la sue impattante e spietata verità e lo sguardo fissa, scruta e riflette, nuovamente il naso all’insù, la bocca spalancata e quella sensazione allo stomaco che picchia duro ed ancora più forte.
Dopo il salto tutta la magia e tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata è restate sintonizzati presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Spagnolo.

Pics by Fernando Escribano via San

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Elian – “Saturated Corner” New Mural in Cordoba

06/01/2014

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Anche Elian é tra gli artisti che hanno deciso di salutare la fine l’anno con un ultima magia, l’interprete Argentino ha così sviluppato un nuovo sensazionale lavoro nella sua Cordoba.
Ad alimentare la nostra attenzione sul lavoro dell’artista è l’incredibile capacità di Elian di sviluppare una trama visiva pazzesca, come abbiamo avuto già modo di vedere, nei suoi ultimi interventi l’interprete sta esplorando un sistema visivo maggiormente istintivo, meno ragionato ma decisamente più legato all’inconscio, le forme si fanno meno decise e lineari per diventare piuttosto più frastagliate e non uniformi, un inflessione maggiormente emotiva che abbiamo accolto molto favorevolmente. La struttura del lavoro poggia sempre su un perfetto equilibrio cromatico tra i colori che da sempre caratterizzano il lavoro dell’interprete, in aggiunta però alle relative sfumature e scale cromatiche che scaturiscono dalle continue interazioni e sovrapposizioni delle tinte all’interno dello spazio di lavoro.
Ancora una volta Elian per questa sua parete ha l’opportunità di lavorare su una superficie importante raccogliendo ed avvolgendo tutto lo spazio con la sua peculiare visivo artistica, le sovrapposizioni si fanno più marcate così come la forte emotiva, la delicatezza e l’incisività fa qui spazio ad una maggiore creatività, le forme si aprono e chiudono, sono mutevoli e profonde, abbracciando un lato decisamente più personale e molto più carismatico. Il risultato è un opera viva e profonda che raccoglie tutta la peculiare visione dell’artista spingendola però verso un brivido maggiormente introspettivo, le onde di colore raccolgono pensieri, rabbia e delicatezza si alternando attraverso una tavolozza cromatica definitiva e proporzionale al sentimento, un vortice emotivo guidati dall’artista stesso che ci porta mano per mano nelle profondità del suo operato e dei nostri pensieri.
Tuffatevi nel viaggio, dopo il salto tutti i dettagli nella bella serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Weekly Overview 66| 29-12 to 05-01

05/01/2014

Weekly Overview-66

Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Wais One – New Mural in Detroit, USA

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INO – “In Heaven With You” New Mural in Wynwood, Miami

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SPY – “Cameras” New Installation in Madrid

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Basik – New Mural at Dreamfloor Festival

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Ozmo – A Series of New Murals in Capo Verde

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Turbosafary – “Ö Favola sull’Asilo” New Mural at Serendipità

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DissensoCognitivo – A Series of New Pieces in Ravenna

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Hitnes – “Il Nido” New Piece at Sanzio Airport

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Andreco, Ericailcane, Hitness, Alleg, Bastardilla in Rome

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CT – New Piece inside an Abandoned Building

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108 – “Il solstizio d’inverno e i suoi spiriti” at Palazzo Primavera

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HABITAT by Ciredz, Crisa and Tellas at Laboratorio 1984

20 x 20 Group Show at Studio D’Ars Video Preview

05/01/2014

In attesa di mostrarvi con un approfondito recap tutto l’allestimento proposto, torniamo a parlarvi di 20 x 20 Group Show, l’esibizione che ha preso vita all’interno dello Studio D’Ars di Milano lo scorso Dicembre, grazie all’uscita di questo bel video che ci offre l’opportunità di sbirciare alcune delle opere presenti all’interno della galleria milanese.
In mostra le opere di 108, 9Periodico, AK, Ale Senso, Nicola Alessandrini, Alice Pasquini, Aris, Awer, David Bacter, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Massimo Caccia, Camilla Falsini, Carmelo Cambareri, Chekos’Art, Corn79, Crin, CT, Giordano Curreri, Darkam, Pier De Felice, El Euro, Etnik, Fabrizio Fontana, FraBiancoshock, Frank Lucignolo, Gianmaria Giannetti, Gio Pistone, GLoois, Gosia Turzeniecka, Gue, Michele Guidarini, Halo Halo, Irwin, Kraser, Krio, Luca Ledda , Macs, Andrea Mangione, Marco Memeo, MrFijodor, MP5, Nevercrew, No Curves, Opiemme, Orticanoodles, Pao, AlePuro, Ravo, ReFRESHink, Denis Riva, Seacreative , Emila Sirakova, Cristian Sonda, Giacomo Spazio, Stencilnoire, Tellas, Tenia, Mattia Turco, U252, Ufocinque, UNO, Urbansolid, Urka, Giulio Vesprini, Vine, Vins Grosso, Emanuele Vittorioso, Fabio Weik, Zibe, Zorkmade, lo show, con la curatela di Daniele Decia, ha nelle sue intenzione l’idea di riuscire a spaziare attraverso percorsi e stili differenti offrendo un allestimento denso che parte dalla street art al new pop attraverso stili maggiormente astratti e concettuali. Più di tutto è importante però mettere l’accento sulla rarità di un roster così pregno, con settantuno artisti presenti, ognuno dei quali si è impegnato nella realizzazione di un opera nell’insolito formato 20 x 20, da qui il titolo della mostra, e che rappresentano uno spaccato vero e multi sfaccettato della particolare scena italiana.
L’appuntamento con 20 x 20 Group Show si concluderà il prossimo 7 di Gennaio, noi vi consigliamo di farci un salto, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni un approfondito recap di tutto l’evento vi aspetta! stay tuned!

Studio D’Ars
Via Sant’Agnese 12
20123 Milano

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Hense – New Mural in Midtown West Atlanta

05/01/2014

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Con un aggiornamento di fine anno scopriamo un nuova ed interessante parete realizzata da Hense durante le ultime settimane, il grande artista si è infatti impegnato nella realizzazione di questa difficile struttura ad Atlanta coprendo tutte le porzioni di muro dello stabile con un incredibile e vibrante intervento.
Specializzato in lavori di grandissima dimensione Hense ha sempre dimostrato la capacità di riuscire a sviluppare una profonda trama visiva attraverso l’utilizzo di colori, forme e figure differenti, spingendosi verso tinte delicate a contrasto con colori più freddi e cupi così come linee, intermittenze, e veri e proprie sovrapposizioni visive che alimentano un numero incredibile di dettagli spingendo chi osserva a ricercare tutti gli spunti che l’interprete ha inserito all’interno dello spazio a disposizione.
Emerge così la sensazione di un opera fortemente camaleontica ed in continuo mutamento, Hense inserisce nello spazio una ricchezza elementi pazzesca affidandosi alla ragione ed all’istinto, al contempo il lavoro risulta intimo e personale muovendosi tra grandi e piccole figure completamente prive di outlines così come texture e grandi e vibranti linee bianche che si sovrappongono sui diversi elementi. In quest’opera emerge infine l’intenzione dell’artista di rapportarsi attraverso tre colori cardine, il blu, il giallo ed il granata si susseguono così tutto lo spazio sovrapponendosi e prendendosi ognuno la propria porzione di parete
Dopo il salto ad attendervi un bella ed esaustiva selezione di scatti con tutte le fasi che hanno accompagnato la realizzazione di questa nuova opera, dateci un occhiata per cogliere al meglio tutti i dettagli di quest’opera e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti targati Hense.

Pics by The Artist

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INO – “In Heaven With You” New Mural in Wynwood, Miami

05/01/2014

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Dopo qualche settimana torniamo nuovamente ad approfondire il lavoro di INO, pare infatti che l’artista abbia deciso di fermarsi a Miami dove ha da poco terminato di dipingere un nuova e gigantesca parete portando avanti temi e riflessioni profonde e dal forte impatto visivo.
Tra gli artisti partecipanti all’ultimo Art Basel, il greco INO senza troppi giri di parole è tra quelli che hanno saputo maggiormente calamitare l’attenzione di addetti ai lavori, appassionati e curiosi, il suo Fatality nelle sue trasbordanti sembianze, con il suo nero pece a contrasto con il candore del bianco, ha saputo imprimere un forte e deciso schiaffo alla moralità, al lusso sfrenato ed al giro di quattrini che da sempre caratterizzano la bella città statunitense, e tra le righe diciamo anche la rassegna stessa, toccando un argomento così delicato come il rapporto tra povertà e ricchezza esagerata attraverso una visione assolutamente d’effetto e dall’impatto irresistibile. Merito dello stile personale dell’interprete, veloce, efficace ed al contempo decisamente dettagliato, incentrato su una fortissima immersione da parte dello spettatore accentuata dai temi e dalle riflessioni che accompagnano le sue produzioni, vero e proprio fiore all’occhiello dell’interprete. INO sceglie infatti di schierarsi, dire la propria su temi difficili e complessi, spingendo riflessioni profonde e viscerali, sbatte in faccia con irruenza e forza l’esigenza personale di non mettere a tacere le proprie voci interiori, ma piuttosto di continuare a cercare risposte e verità, indagando sull’uomo, sulle sue piaghe e sulle sue differenti sfaccettature, pensieri, comportamenti in un indagine vera e curiosa.
“In Heaven With You”, si intitola così l’ultima provocazione di Miami, una sorta di lasciato per la città costiera degli States con la quale l’artista lancia un nuovo e profondo messaggio, indaga sul rapporto con la ricchezza ma non attraverso i suoi effetti come nel precedente intervento, piuttosto sceglie di rappresentarne il chiodo fisso. La fame di soldi prende così la forma di una moneta conficcata sulla fronte del gigantesco volto, un opera enorme con un incredibile pienezza di dettagli come gli occhi rossi iniettati di sangue, forse dopo la moneta il simbolo di una fame viscerale ed incontrollabile, un corruzione interiore che trasforma lo sguardo in un dirompente brutalità.
Scrollate giù dopo il salto i dettagli di quest’ultima produzione firmata dall’interprete in aggiunta ad alcuni scatti del making of, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via San

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Wais One – New Mural for The Library Street Collective

04/01/2014

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Nonostante le difficoltà sul fronte economico e sociale pare che Detroit sia rapidamente diventata un piccolo fulcro di produzione per interessanti ed innovati progetti a carattere urbano, alimentato dai ragazzi di The Library Street Collective, The Garage Project presenta una nuova perla con quest’ultima parete realizzata dell’artista Russo Wais One.
Denominatore comune di tutto il progetto sembra essere l’intenzione degli organizzatori di chiamare a se i volti ed i nomi di quelli che sono senza dubbio gli esponenti più interessanti del percorso astratto internazionale che l’arte urbana sta rapidamente portando alla ribalta in questo periodo, con la sola eccezione della lunga parete degli Interesni Kazki, la totalità dei lavori fin qui visti ha infatti visto all’opera visioni e stili unite da una personale rivisitazione dell’astratto e del geometrico, investendo quindi un edificio con quantità di colori, forme e configurazioni pazzesche.
A differenza dei precedenti lavori, dove gli artisti si sono impegnati sui lunghissimi spazi interni, a Wais One viene dato il compito di realizzare un intervento direttamente sul tetto della struttura andando ad interagire attraverso il proprio e personale approccio. Ancora una volta l’interprete ha così l’opportunità di sviluppare e racchiudere tutta la propria rete di forme e figure dai colori fortemente accessi su un’unico e grande impianto architettonico, il risultato manco a dirlo è un opera densissima di dettagli che attraversa tutti gli spazi a disposizione, letteralmente emerge lasciandosi sensazioni differenti di profondità e tridimensionalità, uno sgomento per gli occhi che accarezza ed inonda lo sguardo di chi ha l’opportunità di imbattercisi.
Dopo il salto vi lasciamo ad alcune immagini con i dettagli e la panoramica finale dello splendido lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati nei prossimi giorni infatti proseguiremo nel mostrarvi i lavori del bel progetto di Detroit e se vi siete persi qualcosa qui, tutti gli interventi fin qui realizzati.

Pics by The Artist

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Hyuro – A Series of New Works in Valencia

04/01/2014

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Tra i tanti artisti impegnati in un personale rush finale, Hyuro è senza dubbio tra quelli più indaffarati, la grande artista Argentina nella sua Valencia saluta la fine dell’anno con una ricchissima serie di nuovi interventi continuando a tracciare il personale profilo della donna e non solo.
Il profondo rispetto che abbiamo verso una delle artiste più importanti del panorama ci ha spesso portato ad esaminarne i tratti più caratteristici, le scelte stilistiche e soprattutto i temi che legano l’artista alla figura femminile, Hyuro una delle classiche voci fuori dal coro, un urlo soffocato che spinge più che mai chi osserva a porsi le giuste domande, a scavare nei propri pre-concetti autoimposti dalla società, a spazzare via certezze e verità, per far spazio piuttosto ad un nuovo e più giusto modo di interpretare e comprendere la figura femminile. L’artista nel ha saputo portare avanti temi e situazioni differenti riuscendo a concedersi anche alcuni cambi di rotta che l’hanno vista approfondire tematiche maggiormente legate alla natura ed agli animali, fino ad unire questi due universi un affilata e diretta critica sull’uomo. Se Escif predilige un approccio maggiormente ironico toccando temi politici, economici ed in parte sociale, Hyuro si concentra quasi esclusivamente su questi ultimi, nelle intenzioni dell’interprete c’è l’esigenza di raccontare il malessere, le angosce e le paure della donna, ma soprattutto veicolare questi sentimenti verso una critica a tutto tondo che possa portare ad una riflessione cosciente e ragionata sulla situazione dell’universo femminile e più in generale su quella dell’uomo moderno. La donna quindi diviene il tramite perfetto per trasportare e rappresentare tutto la crudezza e la tristezza di valori, la povertà di idee, e le piaghe sociali che ancora oggi attanagliano la società moderna, contraddizioni e difficoltà, tutto raccolto in un ritratto spietato, difficile e mal digeribile e che proprio per questo risulta così forte e ridondante.
Per la sua serie di interventi finali Hyuro ci mostra quattro differenti istantanee colpendo pareti differenti così come andando ad affrontare tematiche diverse, di grande effetto senza dubbio il bacio tra le due femmine, così come la rappresentazione di una ipotetica fila per dire la propria dove con sorpresa scorgiamo la figura di un uomo, ed ancora i simboli di una schiavitù come il corpetto e le gigantesche gonne a coprire le gambe ed ad impossibilitare i movimenti della fanciulla.
Tutto il ricco campionario della grande artista, così come i dettagli delle opere li trovate nella nostra selezione di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata!

Pics by The Artist

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MTO – “Gasa-Gasa in Nola” New Mural in New Orleans

04/01/2014

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Prosegue a gonfie vele il tour di MTO per gli States, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo intervento per la sua “Road Trip”, la serie che sta così profondamente influenzando i lavori in queste settimane toccando temi e situazioni differenti attraverso un unico denominatore visivo.
Il lavoro di MTO, come abbiamo avuto modo di vedere differenti volti ha sempre poggiato le sue solide basi su una ricerca della riproduzione quasi fotografica di uomini e situazioni differenti, l’abilità dell’artista di giocare attraverso l’utilizzo della bomboletta, con ombre e dettagli spaventosi ne hanno decretato l’ascesa affermandolo come uno dei nomi più interessanti all’interno del filone iper realistico e più in generale nel panorama internazionale. Fin dal suo primo ed omonimo pezzo (qui), realizzato a Miami come antipasto per le passioni dell’Art Basel di quest’anno, abbiamo immediatamente notato un cambio repentino nei temi e nelle scelte visive proposte, non più solo una riproduzione ossessionata ma piuttosto, e finalmente aggiungiamo, a sorreggere la pittura temi e spunti differenti. Anzitutto nelle intenzioni dell’interprete c’è l’esigenza di sviluppare gli interventi utilizzando esclusivamente un unico volto, presumibilmente il proprio, segnato da una grande T gialla proprio sulla fronte, il giallo poi investe la tematica stessa dei lavori donando colore e forma ai libri che accompagnano l’uomo nei viaggi sulle pareti statunitensi, questi ultimi sono saggi letterali, libri di filosofia, come se l’artista abbia voluta rappresentare un attimo di riflessione differente di volta in volta. Si apre così l’idea di un duplice viaggio, in primis quello compiuto per le strade e per le differenti pareti dipinti, in secondo luogo quello personale, una sorta di riflessione su se stessi e perché sul proprio stesso operato, tutto raccolto in una serie che vede ancora una volta New Orleans come scenografia per questo suo ultimo sviluppo.
Con “Gasa-Gasa in Nola”, questo il titolo dell’intervento, MTO si impegna in una sontuosa pittura proponendo una serie di volti ripetuti, vediamo così la stessa persona da differenti angolazioni ed in differenti espressioni coadiuvate dal consueto tratto realistico. Quello che potrebbe essere un esercizio di stile, emerge piuttosto in tutta la sua difficoltosa realizzazione della quale vi diamo modo di apprezzare tutti i dettagli attraverso gli scatti in galleria, tutto dopo il salto, enjoy it.

Pics by The Artist

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SPY – “Cameras” New Installation in Madrid

03/01/2014

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A segnare questo inizio di nuovo anno ritroviamo subito SPY, il grande artista spagnolo ha infatti da poco terminato un nuovo grande intervento per le strade di Madrid, un nuova installazione attraverso la quale l’interprete torna prepotentemente a far parlare di sé.
Con “Cameras”, questo il titolo dell’intervento, SPY torna a solcare temi e riflessioni a carattere sociale tracciando ancora una volta i propri spazi all’interno di un emisfero in bilico tra una ironia esagerata ed una riflessione profonda e tagliente, elementi questi da sempre distintivi del suo personale approccio urbano. Dopo la grande abbuffata di pezzi degli ultimi mesi lo Spagnolo sceglie Madrid come palcoscenico per la sua ribalta, profondamente legato a temi di attualità siano essi sociali, politici o spesso economici, l’interprete si muove attraverso differenti medium per sviluppare il proprio personale dialogo con la gente, lo spettatore diventa così parte integrante dello spettacolo finale che si avvale di strumenti ed idee spesso inusuali a tratti anche concettuali per portare la propria riflessione dinnanzi agli occhi della massa. È il dialogo costante e ricercato attraverso una differenziazione negli strumenti e nelle tematiche e dei modi scelti, il vero e proprio punto di forza, la peculiarità di SPY, attraverso un portare al limite situazioni così come le immagini, l’artista riesce ad impattare la mente ed i pensieri di coloro che si imbattono nel suo operato.
Questa nuova gigantesca installazione raccoglie quindi l’eredità di un artista poliedrico e riflessivo, ne sviluppa l’indole creativa avvolgendo lo spettatore all’interno di una situazione senza senso, a tratti impossibile che proprio per la sua lucida follia fa scattare la relazione con il vero, il quotidiano e la vita di tutti i giorni, le numerosissime telecamere sembrano puntare proprio il volto di chi con il naso all’insù ne scopre l’esistenza, quasi a folgorarne la vista, ci si accorge quindi del controllo al quale siamo sottoposti tutti i giorni, del continuo respiro che sentiamo sul collo e con il quale viviamo tutti i giorni la nostra vita. SPY sceglie di rappresentare questa sensazione attraverso ben centocinquanta telecamere poste a guardare il nulla il vuoto in un gioco di contrario accattivante ed esaltante e che ancora una volta ci ha convinto ed impressionato favorevolmente.
Attraverso le immagini possiamo seguire passo per passo l’evoluzione e lo sviluppo di quest’ultima follia targata SPY, fino ad arrivare all’eccellente risultato finale con tutto il suo impatto visivo, è tutto dopo il salto, scrollate giù, il consiglio è quello di darci un occhiata approfondita.

Pics by The Artist

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Rone – New Mural in Christchurch, New Zealand

03/01/2014

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Dopo averci deliziato con una serie di interventi sparsi in giro per il mondo, il grande artista australiano Rone torna nel suo emisfero, in Nuova Zelanda l’interprete ha infatti da poco terminato un nuovo lavoro in occasione del Rise Street Art Festival.
Per quella che è una rassegna a lungo corso che investirà i primi mesi di questo 2014 con eventi e show collaterali è Rone ad inaugurare i lavori in strada con un intervento bello spesso e caratteristico attraverso il quale l’interprete continua a portare avanti il proprio e peculiare approccio urbano.
La sensibilità di Rone si avvale di un elemento visivo impattante ed emotivo come la donna, nella visione dell’artista la donna è il fulcro centrale sul quale sviluppare le proprie tematiche, in particolare l’interprete vuole ricercare la bellezza esteriore e con essa gli attimi intensi e le emozioni che riesce a far scaturire. Nelle sue intenzioni c’è la ferma volontà di tracciare uno spaccato, una sorte di istantanea, la bellezza come stato di fatto viene dipinta con toni malinconici, in una ricerca che vede l’Australiano indagare sull’apice e conseguente decadimento, sugli effetti psicologici ed emotivi dello stesso avvalendosi di ritratti iper dettagliati e molto personali, l’artista pesca da un immaginario vicino ai fasti della femme fatale, la diva degli anni ’60, individuando in questa i tratti più sensuali ed femminili. Prendono forma così giganteschi volti dove l’accento viene posto sullo sguardo e sulle labbra veri e proprie catalizzatori dei sentimenti e degli sguardi degli uomini, ne traccia con vigore i colori ed i dettagli fino a far risultare le proprie opere come una sorta di fotografia sbiadita, appannata e sopratutto in profonda simbiosi con la parete sulla quale viene realizzata. Proprio quest’ultimo elemento è forse quello che ne sta maggiormente caratterizzando le produzioni in questi ultimi mesi, con una interessante scelta, od opportunità, di lavorare su superfici irregolari e non definite, più complesse quindi, dove poter far letteralmente emerge i tratti del viso con maggiore efficacia e premiando così l’impatto finale dell’opera, Rone attraversa gli spazi segnandoli con la propria e personale visione d’arte.
Per questo primo intervento, la cittadina di Christchurch offre ancora una volta una parete a mattoni, Rone qui sembra scegliere un volto ancora più giovane meno donna e più adolescente, l’inizio del cammino della bellezza incentivato dalla singolare scelta di aggiungere un dettaglio naturale, con relative e splendide ombre sul volto, atto ad aumentare l’efficacia e l’estensione visiva di un pezzo che ci ha ancora una volta assolutamente convinti.
Vi lasciamo alle immagini, scrollate giù dopo il salto una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questo nuovo splendido lavoro, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare la particolare enfasi e l’impatto visivo che i lavori dell’Australiano riescono a trasmettere, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti all’appello infatti mancano ancora grandi nomi del panorama internazionale.

Pics via San

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Andreco – “Magic Sticks” A New Serigraphy

03/01/2014

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Il nostro Andreco per questo inizio d’anno cala l’asso, l’artista italiano con la collaborazione di Squadro presenta una nuova serigrafia d’arte in edizione limitata dal titolo “Magic Sticks”
Il lavoro prende spunto da un precedente disegno elaborato da Andreco su una tavola quando l’artista si trovava a New York un paio di anni addietro, da qui lo spunto per un nuovo sviluppo in collaborazione con i ragazzi di Squadro per la produzione di una serigrafia d’arte. Quattro telai di cui uno realizzato completamente a mano dove l’interprete ha sviluppato i lavoro sui lucidi con gli ultimi ritocchi a pennello con il fine ultimo di caratterizzare e rendere maggiormente d’impatto il risultato finale.
La serigrafia, in quattro colori, esce in un grande formato di ben 70×100 centimetri, unicamente 50 copie tutte numerate e firmate dall’artista stesso che si è impegnato nella creazione di una serie di elementi mistici e caratteristici del proprio percorso artistico.
Dopo il salto alcune immagini del making of e dell’eccellente risultato finale, noi abbiamo avuto l’opportunità di vedere dal vivo il prodotto e non possiamo che consigliarvi caldamente l’acquisto, un opera di pregevole fattura per un binomia veramente d’eccezione, se siete interessati potete procedere al checkout direttamente qui sullo store della serigrafia bolognese, è già vostra.

Thanks to The Artist for Info and Pics

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Basik – New Mural at Dreamfloor Festival

03/01/2014

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Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Basik, il grande artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento all’interno del Dreamfloor Festival di Rimini con il quale sancisce il proprio e personale saluto all’anno da poco conclusosi.
Proseguendo la personale empatia verso le maschere ed in particolare verso elementi come il burqa od similari, Basik continua ad esplorare proprio la fisionomia di questi indumenti, in particolare l’artista si focalizza sull’aspetto di maggior interesse, la scintilla emotiva sulla quale sviluppa con vigore le creazioni di questo suo filone. L’interprete vuole mettere l’accento proprio sulla ricerca dei tratti, sul non vedere ciò che si nasconde dietro queste nuove maschere moderne, una censura che sviluppa, in un equilibrato contrappasso, tutto l’immaginario personale, la percezione dei tratti del viso che vengono così rappresentati attraverso colori vivi, tavolozze miscelate di particelle cromatiche differenti che si innescano ed incendiano a vicenda in una completa contrapposizione con il nero avvolgente della figura proposta, accade così che l’attenzione si sposti con ancora più decisione verso l’unica fessura presente, l’unico scampolo di pelle che viene invaso e toccato dalle tinte.
Per il suo intervento Basik sviluppa il lavoro su una doppia parete, una di fronte all’altra apportando un singolare rapporto e gioco di rovesci, dal titolo “Reverse Balaclava” nella prima parte l’opera si sviluppa su una grande forma nera che ricorda un mezzo busto di un corpo umano, nell’estremità sinistra un grande triangolo rovesciato fa intravedere il lembo di corpo, qui l’interprete sviluppa un incredibile serie di pennellate e dettagli cromatici dai quali emergono due grandi labbra, con tanto di dente in meno, dall’altra parte invece a bilanciare l’opera notiamo un unico triangolo dorato, di proporzioni esattamente uguale del precedente poggiato sulla fitta distesa di bianco, la parete, che sembra letteralmente essersi sganciato dall’immagine difronte.
Scrollate giù, ad attendervi dopo il salto una belle selezione di immagini con tutti i dettagli di questo nuovo intervento, dateci un occhiata per apprezzare tutto il peculiare stile e la profondità dei dettagli che accompagnano il lavoro dell’interprete, è tutto vostro.

So, this is kinda like my goodbye to 2013.

I made this piece called Reverse Balaclava for a local festival called Dreamfloor.

I’ve been quite familiar with the concept of masks as a subject and I always love to play with their holes and how about the perception of what we can see beneath them changes significantly considering which detail we can see and which one not and -most important- how much we can see of one of more portions of a face.
Burqa and similar garments of the islamic tradition and their roles and meanings in islamic societies have been a huge inspiration for sure.

That being said, if we take away from the painting all this social environment what we get is nothing but an informal subject with its solids and voids. Hence the solid golden triangle facing the “empty” triangle of a black shape.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ozmo – A Series of New Murals in Capo Verde

03/01/2014

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Ci tuffiamo con interesse all’interno del lavoro di Ozmo, il grande artista italiano ha infatti da poco terminano un bel tour in giro per le isole di Capo Verde come ospite all’interno del Festival Sete Sóis Sete Luas dell’omonima associazione, sviluppando una fitta serie di interventi in completa simbiosi con gli aspetti e la gente del posto.
Un vera e propria immersione questa di Ozmo, ancora una voltà quello che sorprende è la capacità dell’artista di sviluppare i propri lavori su tematiche fortemente legate al luogo dove dipinge, alle sue tradizioni ed agli elementi più disparati della cultura del posto riuscendo a rappresentare un vivo spaccato ma anche una personale chiave di lettura sugli aspetti che maggiormente ne hanno colpito ed influenzato l’operato. L’interprete attraverso il consueto e personalissimo tratto esplora così le differenti sfaccettature di un mondo distante, qui più che mai sospeso in un limbo tra influenze storiche e vicinanze territoriali e peculiarità fisiologiche, si tratta di africani con l’arcipelago situato difronte all’Africa, ma al contempo la gente si sente Europea, una reminiscenza del periodo come colonia di passaggio, infine somigliano soprattutto ai Brasiliani, ci spiega l’artista, spiegandoci tutta la confusione, l’insicurezza e soprattutto la sofferenza per la gente del posto a causa della mancanza di una vera e propria identità nazionale.
L’interprete si impegna così cinque differenti lavori, diversi per temi e situazioni gli interventi si legano profondamente con il panorama e le storie delle isole sulle quali vengono dipinti e, scavando più affondo, con le situazioni e le tematiche che maggiormente hanno impressionato l’artista durante il viaggio.
In particolare Ozmo con il lavoro delle maschere mette l’accento proprio l’indefinita identità del paese, utilizzando come strumento proprio questo elemento così ambiguo e profondo, vengono così sviluppati una serie di grandi volti, un vero e proprio omaggio tra maschere elleniche, americane, orientali ed africane, realizzate in modo da far rientrare Capo Verde al loro interno, quasi ad inserire il luogo all’interno finalmente di una precisa collocazione storica.
Non stupisce poi la scelta di realizzare sulla parete più importante, sul muro del centro nazionale di artigianato e design, un opera raffigurante i volti delle banconote di Capo Verde, sono quelle dei politici tra cui spicca quella della donna che porta la frutta, la più preziosa da 5000, che sta a sottolineare l’importanza del popolo, scelta dettata dalla volontà di rappresentare qualcosa di immediatamente riconoscibile e soprattutto collegato al mercato, allo scambio sia economico che culturale. Sull’Isola di Fogo invece prendono vita su questa parete scrostata dapprima un teschio sorretto da un mano con la laconica scritta ‘Nudi siamo tutti Uguali’, ed infine una grande faccia sorridente, ambedue le opere rigorosamente in bianco e nero.
Last but not Least la grande carta da tarocchi a colori, qui Ozmo realizza l’Arcano n. 11, simbolo della giustizia, dell’equilibrio, del karma, rappresentato qui con la carnagione scura come omaggio per gli abitanti del posto.
Ozmo ha avuto quindi la possibilità di vagare in giro per alcune delle isole, cambiando spesso panorama, lasciandosi ammaliare dagli aspetti più contrastanti e contraddittori di questi luoghi ed infine lasciando la propria personale traccia di cui noi vi diamo l’opportunità di vedere le immagini, dateci un occhiata per apprezzare al meglio un viaggio più suggestivo e ricco e soprattutto per vedere da vicino la splendida serie di lavori portati a termine da uno dei volti di maggior spessore del nostro panorama, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Turbosafary – “Ö Favola sull’Asilo” New Mural at Serendipità

03/01/2014

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A distanza di qualche settimana, e dopo alcune immagini del making of (qui), andiamo finalmente a dare uno sguardo più ravvicinato all’eccellente intervento realizzato dai Turbosafary su tutta la superficie esterna di Serendipità, un casolare immerso nelle campagne di Osimo e trasformato in un accogliente scuola materna.
Proprio il forte carattere sociale è il vero valore aggiunto dell’intervento, un opera concepita come un vero e proprio percorso visivo nato dalla stretta collaborazione tra il collettivo ed i bambini della scuola, nasce così “Ö Favola sull’Asilo”, una grande rappresentazione della fantasia e del mondo fresco ed avvolgente che solo la mente intatta dei bambini può partorire. I Turbosafary hanno messo i ragazzi difronte ad una serie di scenari, creature, animali ed immagini diverse, tutti raccolti all’interno di un libro magico dove ogni bambino ha poi scelto il disegno a lui più congeniale fino a creare un raro e multi sfaccettato puzzle di elementi pittorici, poi riprodotti sul muro. Rarità del progetto è quindi la scelta di affidarsi, guidandoli, all’immaginazione dei bambini, stimolandone la fantasia ed offrendo loro l’opportunità di vivere, anche solo per poche ore al giorno, all’interno del loro stesso mondo, prima solo sognato ora invece tangibile e visibile ad occhi aperti.
Nato da un invito di MAC per la sua serie di innovativi interventi urbani, ricordate quello di Hitnes?, raccolti all’interno del progetto a lungo termine Pop Up! Arte Contemporanea nello Spazio Urbano, l’opera si avvale di tutto il ricchissimo stile dei Turbosafary, il collettivo formato da Cripsta, Dilen, Tybet, Hand e Est Her fa proprio della diversità di approccio, visione e carattere artistico la sua più grande peculiarità. Per l’opera il gruppo decide per una visione più avvolgente, spariscono completamente le outlines, i corpi così come le figure vengono realizzate unicamente attraverso colori vivi, si aprono così elementi e figure differenti, scorgiamo forme naturali così come volti e grandi figure astratte che accarezzano lo spazio muovendosi ed intersecandosi su tutta la superfice a disposizione. Un opera viva che rappresenta uno strappo all’interno della menti dei bambini, delle loro visioni, colori e mondi irreali che si mescolano con l’età adulta, con la volontà di sognare ed offrire tramite l’arte l’opportunità di esprimersi per se per se stessi.
Vi offriamo un ampia selezione di immagini dove potete apprezzare al meglio tutto il lavoro portato a termine dal gruppo, dateci un occhiata, siamo certi che voi come noi non mancherete di apprezzare il bel risultato finale, enjoy it.

Thanks to MAC for the Pics

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DissensoCognitivo – A Series of New Pieces in Ravenna

02/01/2014

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Scegliamo di tuffarci nuovamente all’interno della visione del DissensoCognitivo (The Boost) proseguendo il nostro viaggio nel solco futuristico immaginato dal duo, una nuova serie di interventi che segnano ancora una volta la scelta di utilizzare la ruggine come primo interlocutore di lavoro.
Nella follia visionaria del DissensoCognitivo l’approdo all’utilizzo della ruggine come elemento di disegno segna non solo l’intenzione del duo di sperimentare la propria visione attraverso medium differenti, ma sopratutto è un parallelo tra ciò che viene proposto ed il materiale stesso, il come ed il perchè vengono quindi incarnati dall’elemento bronzeo che mangia i metalli così come l’uomo stesso ha fagocitato se stesso rigettando un immagine sbiadita, quasi del tutto cancellata delle proprie fattezze, della propria fisionomia, dei pensieri, lasciando intatto l’istinto a guidarlo in lande desolate da lui stesso partorite in una convivenza onnisciente e tetra.
Il bianco fà da background per lo sviluppo di primi piani inquietanti, esseri orrendi scatenano la propria fisionomia, innesti di carne e tecnologia che hanno completamente perso la loro umanità, figli di un futuro lento ed inesorabile, l’umanità appassita a scelto l’autodistruzione cambiando il proprio aspetto e lasciandosi alle spalle la propria anima, un patto con il diavolo perso e caratterizzato da solchi profondi nei volti, rughe e sguardi immortali. Il DissensoCognitivo ci sbatte in faccia tutta la nostra brutalità, la sete di potere e conoscenza deviata che ci porterà ad un annichilamento, una critica feroce al presente mostrandoci un futuro possibile ed incalzante, è proprio questa la peculiarità degli artisti, hanno ricamato un universo ed una tematica personale, curiosa e sottile, ci spingono a guardare più in là come se fossero padroni di una conoscenza a noi negata, una sbirciatina dolorosa e inquietante che impatta con le nostre sicurezze, scuote gli animi e desta dal torpore sensi e riflessioni prima spente e volutamente messe da parte.
Le immagini parlo chiaro, come strappi di un futuro prossimo compaiono su questi cartelloni pubblicitari, istantanee degli anni a venire, la mano e ferma e rigida, lo sguardo si imbatte in questi abomini lasciandoci un malessere interiore, uno schiaffo al nostro inconscio consapevole di ciò che accadrà ed il proseguo non è mai stato così vicino.

Pics by The Artists

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Hitnes – “Il Nido” New Piece at Sanzio Airport

02/01/2014

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In attesa di mostrarvi un corposo recap di “Lo Storno e La Mosca Invisibile”, ultima fatica di Hitnes all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma, volgiamo il nostro sguardo sull’ultimo intervento del grande artista sulla inusuale superficie in vetro dell’Aeroporto Regionale di Ancona, ben 200 metri quadri in vetro per un progetto scaturito dall’incontro con l’associazione culturale MAC ed il suo progetto PopUp! e Spring Color che ha fornito le vernici naturali per il lavoro, nasce così in tutta la sua semplicità d’intenti “Il Nido”.
Poggi la valigia a terra, fremi per l’attesa che ti separa dal viaggio, appoggi la schiena sulle difficili schienali aeroportuali, alzi gli occhi al cielo e vieni investito da colori, rughe e dense nuvole di coralli che abbracciano la trasparenza del vetro proiettando la loro fisionomia nel cielo, come una danza ad occhi chiusi spiccano il volo ma sono reali, tangibili e profondamente connesse con lo spazio circostante, una finestra sul mare come se ciò che c’è tutto intorno si trasformasse nella pancia di un sottomarino intento a solcare le profondità di chissà quale mare, ti fermi, sorridi e ti fai cullare da ciò che vedi, in un irresistibile stimolo di uno spirito sognatore.
Proseguendo l’innata propensione a dipingere di e la natura, Hitnes approfitta della particolare superficie di lavoro per realizzare un opera dal fortissimo impatto emotivo, l’artista si affida unicamente a due tonalità, un rosso ed il blu e, sfruttando le peculiarità naturale dei colori messigli a disposizione, si impegna nella realizzazione di opera ricchissima ed al contempo essenziale nelle sue pennellate. Proprio la location rappresenta il valore aggiunto di quest’ultimo lavoro, per una volta l’arte abbraccia luoghi e situazioni non convenzionali inserendosi finalmente in spot nuovi e dimostrando più che mai tutta la sua valenza emotiva e tutto l’impatto che riesce a sviluppare.
Hitnes sgancia il proprio pennello eseguendo un distacco netto dalla architetture rigide e calcolate della struttura per inserire volutamente forme più istintive, sinuose che vediamo aprirsi e chiudersi, prendersi per mano ed innalzarsi su tutto lo spazio, schiudersi al passaggio della vista, invogliando così lo spettatore ad addentrarsi all’interno del luogo, l’interprete gioca con il buio alle spalle del vetro riuscendo a inanellare un effetto di oscurità, come se ci trovassimo a nuotare nelle profondità e la vista non riuscisse e scorgere più in là ed il corpo invocasse il desiderio di scoprire di più.
Un intervento mozzafiato questo che può essere visto fino al prossimo 7 Gennaio, ancora una volta il consiglio è quello di andare a vedere con i propri occhi, noi vi lasciamo ad una ricchissima galleria che ripercorre gli istanti di creazione e l’eccellente risultato finale per un opera che ci ha assolutamente impressionato ed appagato la nostra fame di emozioni, per ora.

Thanks to MAC for the Pics
Pics by Allegra Corbo, Massimo Tamberi, Gianluca Cardoni, Paolo Zitti, Sauro Sellari,

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Andreco, Ericailcane, Hitness, Alleg, Bastardilla in Rome

02/01/2014

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Per concludere al meglio l’anno Andreco, Ericailcane, Hitness, Alleg e Bastardilla si sono trovati a Roma per una bella sessione di pittura nella piazza coperta all’interno del parco delle Energie, già Ex Snia Viscosa e piazza adiacente al centro sociale, autogestito dal comitato di quartiere, nonché campo coperto per le partite di Bike Polo organizzate dal team Ciclofficina.
Palcoscenico importante e dalle profonde scosse sociali è stato completamente trasformato dalla visione d’insieme che ha riunito il bel gruppo di artisti, ogni singolo interprete ha inserito la personale visione andando qui più che mai a creare un opera assolutamente equilibrata nelle tematiche condivise così come nel risultato finale che piace per la forte personalità che trasuda. Unendo le personali visioni naturali, con gli animali di Ericailcane ed Hitness, con lo studio delle forme e la forte caratterizzazione dei personaggi di Andreco in aggiunta a quelli di Alleg e Bastardilla, il pezzo è un inno al gioco con un calderone di characters ed elementi differenti che si susseguono su tutta la parete.
Un intervento camaleontico che ci mostra la personale indole creativa di ogni artista partecipante, con i propri colori e le personali pennellate, con i rapporti profondi tra ogni essere presente ci ritroviamo catapultati all’interno di un universo variegato ed assolutamente diseguale, animali antropomorfi, così come essere fiabeschi e mistici che si sostengono in un gioco di equilibrio. La grande trave oscilla sotto il peso degli elementi differenti, ma a colpire maggiormente è il filo rosso che attraversa e lega ogni singolo figura dipinta, intrecciandosi e legandosi.
Quasi nascosto, è probabilmente questo l’elemento di spicco di tutta l’opera, un simbolo dell’ amicizia e della condivisione, il lavoro infatti ha rappresentato un momento di condivisione d’intenti, una sorta di chiusura d’anno prima di separarsi nuovamente per percorrere le personali strade creative e rincontrarsi più in là nel tempo, un fermo immagine che fissa la volontà di ogni artista così come la personale visione per una due giorni intensa ed assolutamente riuscita. Per approfondire al meglio scrollate giù, ad attendervi infatti una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artists for The Pics

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CT – New Piece inside an Abandoned Building

02/01/2014

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Torniamo con piacere ad approfondire l’operato di uno dei grandi della nostra scena, CT (Eyes On) ha infatti da poco terminato un nuovo lavoro all’interno di un vecchio edificio abbandonato con il quale prosegue la sua personale ricerca tematica e visiva mostrandoci un nuovo e caratteristico aspetto per le sue canoniche lettere.
L’impatto con questa nuova figura di CT ci ha ancora una volta impressionato, l’abilità dell’artista di continuare a sperimentare e ricercare nuove forme attraverso le quali sviluppare in modo differente le lettere C e T continua anche qui con un approdo decisamente più morbido e curioso non solo, l’intervento si fa notare per la fortissima ed impattante soluzione cromatica scelta dall’interprete, un blu elettrico che dà modo alla particolare forma di emergere in impattare con vigore tutto lo spazio a disposizione ponendosi in netto contrasto con il panorama dominato dall’arancione e dai muri più vicini al rosa. Se l’interazione con gli spazi continua quindi ad segnare così profondamente l’operato dell’artista, d’altro canto osserviamo interessati l’evoluzione stilistica arrivata qui ad una nuova forma, sempre sviluppata su i classici sette quadrati e due curve, ma ordinati attraverso una nuova ed interessante scelta.
Questa figura in particolare ci offre più di altre volte l’opportunità di diversissime chiavi di lettura, una personale scelta che abbiamo assolutamente apprezzato e che eleva ancora una volta il lavoro di CT. La lettura delle canoniche lettere è come sempre il fulcro tematico principale, con una scomposizione delle sezioni ed il relativo ordine che prende vita all’interno della nostra mente occupando pensieri ed attività tra errori e passi avanti nella risoluzione dell’enigma. Ci si accorge però di trovarsi di fronte ad un nuovo sviluppo, la forme strizza infatti gli occhi alla lettera D, ricalcandone in parte la silhouette e leggendo bene in tutto l’insieme di ciò che abbiamo davanti, arriva addirittura ad assumere le sembianze di una sorta di infinito, proiettandoci a questo punto in uno sterminato e variegato universo di possibilità, quasi ad entrare all’interno della mente e dei pensieri dell’artista, una sorta di lascito che possa in parte mostrarci la personale visione che occupano queste due lettera all’interno dell’immaginario di CT, un piccolo viaggio tra pensieri ed immaginari condivisi che non potevamo certo lasciarci scappare.
Questa volta più che mai vi diamo modo di apprezzare le fasi di realizzazione di quest’ultimo intervento con una bella serie di scatti del making of, dal concept inziale, con un accurato sketch su carta, abbiamo così l’opportunità di vedere come mano a mano viene poi sviluppato tutto il lavoro fino alla sberla finale di tre metri e mezzo per due, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti, presto.

Thanks to The Artist for The Pics

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108 – “Il solstizio d’inverno e i suoi spiriti” at Palazzo Primavera

02/01/2014

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Tra gli ospiti presenti all’interno di “Contemporanea 4”, esposizione d’arte contemporanea curata da Chiara Ronchini e Valentina Gregori all’interno degli spazi del Palazzo Primavera di Terni, troviamo il grande 108 (Eyes On) che si è impegnato in una serie di opere site-specif lasciandoci ancora una volta profondamente storditi.
Lo show prende vita attraverso quattro differenti mostre personali tra cui oltre al già citato 108 troviamo Inserirefloppino, il tedesco Kindergarten ed infine il gruppo Hacklab Terni, ad un ogni artista è stata offerta una sala all’interno della quale imprimere la propria e personale visione. 108 ancora una volta abbraccia la personale ispirazione naturale cogliendo, proprio nella data dell’inaugurazione del 21 Dicembre, il piglio giusto per approfondire e sviluppare una nuova e personale trama visiva. L’interprete dà vita ad “Il solstizio d’inverno e i suoi spiriti” ispirandosi proprio all’importante avvenimento in cui il sole raggiunge la sua altezza minima, una data importante approfondita attraverso la pittura di quattro grandi pannelli di dieci metri per tre, posti proprio in corrispondenza dei punti cardinali ed arricchiti dalle consuete frecce che indicano dove è nato e dove è tramontato il sole proprio il 21 di Dicembre.
Per questa serie di lavori 108 prosegue sul percorso già tracciato in quest’ultimo periodo, largo quindi a forme decisamente più molli e dolci, meno spigolose e compatte ma piuttosto più aperte e soprattutto letteralmente attraversate dal colore, in particolare l’interprete qui sceglie un rosso vivo riuscendo ad istillarne tutta la sua energia attraverso una progressiva scala cromatica. Partendo quindi dal consueto ed avvolgente nero assistiamo ad sibilo cromatico, un progressiva apertura fino all’esaltante emersione di tonalità potente e ridondante, è interessante notare come l’artista riesca a sviluppare questo enorme impatto visivo attraverso una serie di intervalli di tonalità, quasi impercettibilmente le forme risultano così non più unicamente composte di nero, ma il progressivo scalare dei grigi, porta velocemente all’ascesa dei colori, non più isolati ma piuttosto in totale simbiosi con la figura realizzata che va così ad esaltarne le caratteristiche, la scelta del rosso infine qui non è affatto casuale, 108 decide di racchiudere così il sole all’interno delle sue forme astratte per un risultato finale dall’eccellente impatto.
La profonda ricchezza di tematiche che accompagna questa serie di lavori ci spinge a consigliarvi una visione personale, c’è tempo fino al 2 di Febbraio, noi nel frattempo vi diamo modo di apprezzare ogni intervento e relativi dettagli attraverso l’ampia selezione di scatti restando ancora una volta completamente assuefatti dal particolare approccio dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics

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HABITAT by Ciredz, Crisa and Tellas at Laboratorio 1984

02/01/2014

Aperta lo scorso 12 Dicembre, HABITAT ha visto gli spazi del Laboratorio 1984 di Cagliari venire letteralmente investiti dalla personale visione di Ciredz, Crisa e Tellas, i tre artisti si sono impegnati insieme con l’intento di creare un opera viva e fortemente immersiva, il risultato non poteva che essere sbalorditivo.
Il microcosmo elaborato dai tre interpreti fa sfoggio di tutto il peculiare stile di ogni artista, si tratta di tre differenti livelli di immersione attraverso i quali corrono le, seppur diverse, visioni fortemente legate di ogni interprete, l’habitat prende vita quindi sulle solide basi dell’immaginario personale di Tellas, Crisa e Ciredz che scelgono di avvolgere completamente lo spazio attraverso un fittissima rete costituita non solo da disegni e tele ma soprattutto da una divisione delle pareti che accompagnano lo spettatore all’interno del Laboratorio. Varcando la porta si ha quindi l’impressione di attraversare la soglia di un ipotetico universo, quasi una sospensione fortemente voluta ed inneggiante, un dono degli artisti che ci invitano a metterci alle spalle la strada e l’ingresso per attivare e stimolare tutti i nostri sensi. Adagiando i passi tra rami e foglie, fino a perdere l’orientamento, la mente produce da sé suoni e rumori fino a farci perdere, ci accoglie così Tellas, in un verde lussurioso sentiamo il respiro farsi più rapido, quasi invasi e stretti dalla morsa della natura più pura e vera. Il fragore però risveglia il nostro intorpidimento, Crisa ci attende con i mattoni di color giallo che vengono smossi, dilaniati e distrutti, rampicanti si agitano tentando una fuga dal soffocare del cemento, case, costruzioni, occhi e carcasse di civiltà che tentano con fermezza di non essere inghiottite nell’incessante ed energico sciame di vita che ne attraversa le viscere fino a farne esplodere gli argini dettati proprio dai mattoni scaraventati qui e là. Nella confusione e nel sentimento contrastante che avvolge gli ultimi passi di questo cosmo è il silenzio a dettare gli istinti decisivi, Ciredz ci accoglie nelle piaghe dei propri grigi, delle sue scale cromatiche che a mo di contrasto sereno e ragionato si frappongono tra la fitta selva verde e la dirompenza gialla, uno stacco deciso e riflessivo che ci spinge ad una risalita, dal buio del nero fino ad arrivare al bianco puro per osservare, toccare e vedere tutto lo spettacolo del viaggio appena intrapreso, un ultimo momento di sentimento, per assaporare con lucida verità quanto mosso e spostato all’interno del nostro animo.
Ripercorriamo assieme, mano per mano con gli artisti, attraverso il video e le immagini, quasi a sentire gli odori della vernice ed i suoni della natura che scuotono le ossa ed invadono i sensi, un habitat sospeso tra frastuoni, clacson e voce delle finestre dei palazzoni, un guscio schiuso di un esperienza intensa e camaleontica che ci ha scosso e che ci ha lasciato profondamente colpiti.

Pics and Video by Eva Ligas

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