fbpx
GORGO

Archive for gennaio, 2014

Fra Biancoshock – “Waste Washing” A New Video

31/01/2014

A distanza di tempo torniamo a parlarvi dell’ultimo folle progetto di Fra Biancoshock, l’artista ancora una volta collabora con i ragazzi di Milkshake Studio per realizzare quello che è a tutti gli effetti un ipotetico seguito del famoso The Cleaner.
Il lavoro di Fra Biancoshock ci ha sempre lasciato piuttosto interdetti, l’interprete attraverso un utilizzo di medium, temi e situazioni sempre differenti ha nel corso del tempo portato avanti progetti ed interventi sempre piuttosto ricercati e controversi figli di un approccio particolare con la strada, un dialogo ed un metodo non convenzionale che l’hanno visto portare avanti idee e riflessioni attraverso un completo stravolgimento di contesti e situazioni urbane. E’ piuttosto interessante notare come l’interprete riesca travalicare quello che è già presente in strada facendolo proprio e riproponendolo attraverso un filtro ed una visione differenti in grado di portare al limite, non senza una forte dose di ironia, temi e riflessioni differenti, per Fra si tratta di invogliare lo spettatore, il fruitore o semplicemente il passante ad una riflessione attraverso strumenti non convenzionali, vere e proprie esperienze in grado di impattare con forza e decisione la vita cittadina. Si tratta di destabilizzare tutto ciò che conosciamo, uscire dall’ordinario, dal nido sicuro, per far approcciare le persone con situazioni che per la loro assurdità riescono a far scattare pensieri e spunti di riflessione in una escalation in cui maggiore è l’importanza del tema e più il lavoro dell’artista risulterà bizzarro ed assurdo.
Quest’ultimo video dal titolo “Waste Washing” raccoglie appieno la dialettica di Fra Biancoshock in un nuovo lavoro che è figlio del precedente prodotto video, via via che il video scorre ci si rende conto che ‘lo sta per fare veramente’ fino all’epilogo finale. Ora ad un primo sguardo quest’ultimo intervento sembrerà banale e riduttivo lasciando una serie di punti interrogativi, analizzando invece con un tono più riflessivo tutta la trovata, emerge un idea forte e chiara con una serie di spunti che proprio per l’assurdità di quanto compiuto emergono in tutta la loro efficacia. L’idea ossessiva di pulire la strada, qui addirittura portando in lavanderia la spazzatura buttata, è un nosense che porta inevitabilmente all’idea che nonostante i ‘panni sporchi’ siano lavati, sempre panni sporchi sono, in una riflessione che può di fatto essere applicata ai temi più disparati da quelli prettamente politici, a quelli sociali passando per uno spunto più soggettivo e personale, la crociata dell’interprete che addirittura si impegna a rimettere con cura in ordine sulla strada ciò che ha lavato, si rivela così in tutti i suoi molteplici aspetti.
Vi lasciamo al video, dateci un occhiata, inoltre pare che l’artista stia intensificando i preparativi per il suo prossimo show, perciò restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti i dettagli del caso.

THTF – A Series of New Pieces

31/01/2014

thtf-a-series-of-new-pieces-01

Con piacere ci tuffiamo all’interno dell’immaginario del duo francese THTF, gli artisti ci presentano una bella infornata di interventi con i quali continuano a portare avanti il personale e vivace stile visivo, tra lavori su parete, indoor ed interessanti esperimenti direttamente sull’asfalto cittadino.
L’approccio dei THTF, letteralmente, Two Hands Ten Fingers, è assolutamente immediato, il duo si impegna attraverso differenti approcci, su tutti senza dubbio il paste-up che li vede tappezzare il tessuto cittadino delle città visitate attraverso i loro poster, ma anche lavori più canonici su muro passando per le interessanti sperimentazioni direttamente sulla strada e sull’asfalto. Principale vettore artistico è ovviamente un forte e personale accento visivo che li vede interagire con gli spazi attraverso un indole fortemente illustrativa, il lavoro degli interpreti è la perfetta giunzione tra elementi astratti e veri e propri characters surreali e divertenti, un approccio dinamico che permette loro di esplorare colorazioni, tinte e miscele cromatiche a cavallo tra elementi geometrici e visioni maggiormente a mano, analizzando ed esplorando percorso e soluzioni sempre divertenti. Denominatore comune, è l’utilizzo di soluzioni cromatiche che risultano dal costante rapporto tra il bianco ed il nero, le outlines si fanno spesse ed il tratto risulta sempre piuttosto pulito il che facilita la scoperta delle differenti forme, personaggi e dettagli presenti all’interno delle composizioni, a questo preciso approccio si unisce poi l’esigenza di portare avanti soluzioni alternative utilizzando i colori per sviluppare i corpi e gli elementi rappresentati oppure un vera e propria trama cromatica che ‘copre’ il livello inferiore giocando con gli spazi e sviluppando un impatto ancora maggiore. Emerge così l’esigenza per i THTF di una ricerca e di una sperimentazione continua che possa portare avanti il personale approccio verso nuovi ed esuberanti lidi visivi, un immaginario che ci ha parecchio impressionato e che vi diamo modo di vedere da vicino con questa serie di interventi differenti realizzati durante le scorse settimane tra Bratislava, Budapest, Parigi e Zagabria.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto alle immagini, vogliamo darvi l’opportunità di cogliere al meglio tutto il personale approccio visivo del duo ed in attesa di nuovi aggiornamenti, scrollate giù dopo il salto una bella serie di scatti con tutti gli ultimi lavori portati a termine, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Studio Beaurepaire

thtf-a-series-of-new-pieces-02

thtf-a-series-of-new-pieces-03

thtf-a-series-of-new-pieces-04

thtf-a-series-of-new-pieces-05

thtf-a-series-of-new-pieces-06

Isaac Cordal – A Series of New Pieces

31/01/2014

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-08

A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Isaac Cordal, l’artista Spagnolo continua a portare avanti il personale progetto “Cement Eclipses” con una nuova serie di interventi che toccando paesi come Messico, Stati Uniti e Francia, e che proseguono verso una continua sperimentazione di situazioni differenti.
Dopo la partecipazione all’eccellente DesOrdes Creativas 2013 e soprattutto dopo averci letteralmente lasciato a bocca aperta con il suo enorme progetto/mostra The New Slawery, Isaac Cordal si sposta anzitutto oltre oceano per una continuare ad esplorare le piaghe del cemento all’interno della vita di tutti i giorni. Il cemento quindi resta e rimane fermante il cardine e l’incipit per lo sviluppo lavorativo e tematico dell’artista, attraverso le sue minuscole installazione Isaac Cordal offre una lettura personale dell’uomo moderno utilizzando proprio come strumento di lavoro il cemento, simbolo, per l’interprete, dello sfascio personale dello stesso. I personaggi risultano così tetri, malinconici, grigi, in una lettura pessimistica che vede l’uomo completamente assuefatto e corrotto dallo stesso cemento che ne sancisce la forma e le membra, figure vuote che prendono posto in strada, negli anfratti, nelle viuzze, emergono dalle pozzanghere con in mano la loro valigetta, sguardo che guarda il basso in una smorfia soffocata di dolore e disagio realmente tangibile. Quello che affascina è la capacità dell’interprete di proiettarci all’interno del proprio immaginario sviluppando, attraverso lo stesso tema centrale, situazioni sempre differenti, sbattendoci in faccia con vigore tutta la sua riflessione ed il disagio interiore, quello di tutti i giorni proiettato attraverso queste minuscole creazioni, ci ritroviamo ad osservare i dettagli dei corpi ingobbiti e rannicchiati su loro stessi, in una metastasi interiore che non risparmia niente e nessuno.
L’ultima serie in particolare e condita da elementi interessanti, come il gruppo di characters che indaga all’interno del cervello di uno di loro, ma soprattutto a colpire la nostra attenzione sono i personaggi scheletrici che rappresentano in tutta la loro crudezza l’arrivo della fine, il declino lento ed inesorabile che ha preso il sopravvento in un risultato finale assolutamente riuscito.
L’ultima infornata di interventi vi aspetta con una bella selezione di scatti, è tutto dopo il salto, scrollate giù, per cogliere appieno tutto il particolare approccio dell’interprete Spagnolo, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sui suoi lavori.

Pics by The Artist

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-01

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-02

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-03

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-04

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-05

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-06

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-07

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-09

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-10

isaac-cordal-a-series-of-new-pieces-11

CT – The Studio’s Works (A Further Look)

31/01/2014

ct-the-studios-works-01

Torniamo ad approfondire il lavoro di uno dei grandi artisti della scena italiana con uno speciale questa volta incentrato sui lavori in studio, CT ci mostra l’evoluzione di quelli che sono gli interventi su supporti diversi all’interno di mostre od allestimenti, in un ipotetico percorso parallelo a quello in strada.
Ripercorrendo lo sviluppo di questi lavori ci si rende immediatamente conto di come l’approccio di CT, esattamente come per la controparte in strada, si sia mano a mano sviluppato tenendo come denominatore principale l’interesse per la forma piuttosto che la sua rappresentazione su supporti differenti andando mano a mano ad interagire con soluzioni sempre nuove.
Il primo lavoro risale al 2006 all’interno di una collettiva Torinese durante le olimpiadi invernali, la kermesse olimpica, con i conseguenti lavori pulizia delle strade e la successiva scomparsa di interventi e lavori storici, diede l’impulso per lo sviluppo di uno show che potesse far in qualche modo rivivere l’arte urbana torinese. Qui l’artista sceglie di utilizzare lo stesso colore degli operai intenti a ritinteggiare le pareti cittadine andando poi successivamente a sagomare il legno in modo da far uscire in rilievo le sue canoniche lettere C e T in quella che era una delle loro primissime incarnazioni.

ct-the-studios-works-02

Scorrendo avanti notiamo come nei due anni successivi l’artista prosegua la sua sperimentazione andando ad interagire con superfici non convenzionali con supporti presi direttamente all’interno dei luoghi abbandonati, come sempre teatro degli interventi in strada. La prima opera si distingue per l’utilizzo dell’acido che versato direttamente sulla superficie di lavoro va a segnare lo spazio attraverso le forme delle canoniche lettere, che vediamo iniziare a svilupparsi, con l’intenzione dell’interprete di non colorare la superficie ma piuttosto andare a delimitarne la silhouette. Allestito all’interno di una vera e propria doppia personale, la seconda opera è realizzata su uno dei supporti trovati all’interno dei luoghi abbandonati, nessuna pulizia ma piuttosto un lavoro di pittura proposto lasciando invariate le caratteristiche della superficie e spingendo il tratto verso un approccio maggiormente astratto con la forma delle lettere fortemente spinta dall’uso intensivo di colori e tinte sovrapposte.

ct-the-studios-works-03

ct-the-studios-works-04

La possibilità di lavorare all’interno di un contesto architettonico/storico, con tutti i vincoli del caso, spinge CT a sviluppare una forma direttamente intagliando una grande figura in legno. Ci troviamo all’interno del cortile dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, qui l’artista si impegna nella realizzazione di opera che possa entrare in simbiosi con il panorama circostante, la scelta ricade quindi sull’utilizzo di una figura cava, le lettere C e T fanno quindi spazio al loro interno allo stesso muro che diventa così colore principale nonché vero e proprio pattern capovolgendo il senso dell’intervento

ct-the-studios-works-05

ct-the-studios-works-06

Il 2010 è l’anno dello studio pratico e soprattutto di una modifica sostanziale nella visione dell’artista, con una serie di lavori realizzati su cartone, CT qui esplora la costruzioni e la decostruzione, che sarà poi parte importantissima del suo percorso. Si parte da tre figure, il triangolo, il cerchio ed il rettangolo che vengono analizzate dall’interprete attraverso i moduli di cartone, ne sviluppa la forma, ne smonta la fisionomia in un interessante gioco di opposti ed inversi, nella seconda riga, oppure schiacciandone la fisionomia nella terza ed ultima. Si tratta di un passo essenziale nello sviluppo dell’operato odierno dell’artista realizzato attraverso le sagome tagliate delle forme, come se si trattassero di veri e propri rilievi che molto hanno in comune con le produzioni attuali.

ct-the-studios-works-07

Lo studio sulle forme delle sue lettere si riflette in questa nuova mostra Francese in cui l’artista sceglie di realizzare due stampe su pvc intrinsecamente connesse tra di loro. L’idea è quella di non seguire le linee rette che ne tagliano la superficie dei banner, proponendo piuttosto una doppia configurazione con tutti gli elementi rappresentati inclinati a 45°. L’idea alla base dei due lavori è quella di una rappresentazione concreta dove le due forme delle lettere fossero facilmente riconoscibili ed al contempo celassero al suo interno un personale lavorazione. CT attua così una sottrazione comune alle due figure, la stessa quantità con due quadrati nella curva della C esattamente come nella barra della T, che vengono eliminati rendendo le opere meno impostate ed attuando infine un intreccio a riflesso tra le quattro figure che costituiscono ciascuna delle due lettere amplificandone così l’impatto prospettico.

ct-the-studios-works-08

Chiude infine l’ultimo pezzo in ordine di tempo, presentato la settimana scorsa a Parigi, che rappresenta una sorta di sintesi del lavoro fin qui portato a termine, si tratta di due figure di metallo sagomato e colorato con una specifica vernice industriale che riprendono fedelmente gli ultimi sviluppi delle forme proposte dall’artista in strada.
Vi lasciamo alle immagini che documentano tutta l’evoluzione dell’artista in otto anni di studi, ricerche e sviluppi differenti, e se volete approfondire vi rimandiamo al nostro Eyes On per tutto il percorso in strada, enjoy it.

ct-the-studios-works-11

ct-the-studios-works-09

ct-the-studios-works-10

Abik – A New Mural in South Italy

31/01/2014

abik-a-new-mural-in-south-italy-01

Con interesse andiamo a tuffarci all’interno del particolare immaginario di Abik, l’artista ha da poco portato a termine un nuovo pezzo proseguendo il personale percorso visivo e portando avanti la personale interazione tra colori e forme.
L’impatto con il lavoro di Abik ci ha fortemente incuriosito l’artista ha sviluppato un tratto personale evolvendo il proprio approccio da graffiti artist attraverso una vena certamente più istintiva e ricercata che va, si a prendere ampio spunto da questo universo, ma che non si risparmia nel portare al contempo avanti la ricerca ed i peculiari sviluppi visivi dell’artista. Il personale background che di fatto ne costituisce la base dello sviluppo tematico, così come le lettere dei suoi pezzi, vanno mano a mano a fondersi ed a miscelarsi fino alle creazione di forme e contenuti fortemente astratti e simbiotici, sono figure dall’impostazione organica sviluppate attraverso la sintomatica esigenza dell’interprete di sviluppare livelli su livelli fino a far emergere gli elementi desiderati, oppure approcciando la parete con un fare più istintivo segnando lo spazio e le forme attraverso rapide scoccate di linee in un interazione con il muro che sa di aggressione. Caratteristica più importante ed impattante è probabilmente la trama cromatica che va a esaltare gli interventi dell’artista, Abik sceglie un approccio viscerale interagendo con gli spazi attraverso differenti momenti ed istanti anche piuttosto prolungati nel tempo, accade così che l’opera risulti mutevole ed in costante cambiamento, sovrapposto su più gettate di colore e di conseguenza fortemente influenzata da quelli che sono gli istanti emotivi, le sensazioni e l’umore del momento, tutto ciò rende il lavoro assolutamente personale ma soprattutto porta l’artista ad assaporare il momento, l’attimo del gesto e le differenti implicazioni del clima con le sue opere. Osservando le opere noterete come l’interprete giochi molti sulle colate di colore, ne rappresentano forse il segno più distintivo, le tinte scorono sulla superfice tracciando da se percorsi e sviluppi differenti ma soprattutto alimentando un forte senso di riflessione ed al contempo malinconia, gli elementi si sfaldano dirigendosi infatti verso il basso come a chiudersi su loro stessi, annichiliti e spenti, uno spunto questo in netta contrapposizione con l’energia delle passate repentine e delle forme e configurazioni realizzata sul muro.
Vi lasciamo ad una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto il particolare approccio dell’interprete e se come noi vi siete appassionati, qui trovate una bella intervista realizzata dagli amici di Ekosystem giusto un paio di giorni fa, enjoy it.

Pics by The Artist

abik-a-new-mural-in-south-italy-02

abik-a-new-mural-in-south-italy-03

abik-a-new-mural-in-south-italy-04

abik-a-new-mural-in-south-italy-05

Nelio x Poeta – New Mural in Buenos Aires

30/01/2014

nelio-poeta-new-mural-in-buenos-aires-01

L’artista francese Nelio si sposta in Sud America, prima tappa Buenos Aires dove in collaborazione con Poeta ha da poco terminato un nuovo intervento all’interno del tessuto cittadino della capitale Argentina, un incontro che segna l’interazione tra due artisti legati ad un visione decisamente geometrica.
Il lavoro come è lecito aspettarsi segna l’unione di due differenti e personali visioni, entrambi gli artisti nel loro percorso visivo abbracciano uno stile geometrico distinguendosi però per tratto ed impronta tematica. Nelio come abbiamo avuto modo di osservare diverse volte porta avanti un approccio legato ad elementi di dimensioni più ridotte investendo le sue forme attraverso una forte influenza tridimensionale, configurazioni, forme e geometrie vengono così proiettate verso direzioni differenti aprendo lo spazio ed interagendo con lo stesso. Poeta dal canto suo preferisce affidarsi ad un tratto forse maggiormente incisivo, le figure si fanno decisamente più grandi le forme più agglomerate fino a formare una grande figura che raccoglie proprio nelle sue viscere una continua altalena visiva tra cambi di tonalità e veri e proprie sezioni che nascondo al loro interno texture e pattern differenti. E’ quindi interessante notare come nonostante i due portino a compimento un lavoro che abbraccia in toto tutti gli aspetti peculiari della visione di ogni singolo artista, la forma presentata qui riflette sia il minuzioso approccio del Francese sia la ferma intenzione dell’Argentino di partorire figure assemblate in un unico calderone visive che dà l’impressione di essere decisamente equilibrato e ben realizzato.
Il bilanciamento del lavoro avviene attraverso l’interessante scelta di elaborare una forma centrale, realizzata staccandone le fattezze attraverso una scala di giallo, che di fatto raccoglie ed amplifica tutto il circondario di figure ed elementi geometrici, sia ha l’impressione che le forme vengano quasi proiettata dal totem centrale fino ad inondare lo spazio e tutta la superficie di lavoro, le configurazioni si muovono delicatamente tra colpi più decisi e diretti e figure maggiormente armoniose, su tutte il semicerchio nella parte più bassa del muro, in un valzer di elementi piccoli e più grandi che silenziosi accolgono chi osserva l’intervento.
Nelio e Poeta ci lasciano così un opera ricchissima di dettagli in cui il rapporto tra tonalità più scure e quelle più chiare si muove attraverso una ipotetica retta che taglia lo spazio da una estremità all’altra, da sinistra a destre, formando una figura perpendicolare che ha nel cuore una forma ottagonale che racchiude e filtra tutti gli elementi rappresentati, un lavoro deciso ed al contempo delicato che ci ha positivamente colpito.
In attesa di scoprire le prossime mosse dei due interpreti, scrollate giù vi abbiamo preparato una bella selezione di scatti dove potete cogliere alla perfezione tutti i dettagli di questa collaborazione, è tutta vostra, enjoy it.

Pics by The Artist

nelio-poeta-new-mural-in-buenos-aires-03

nelio-poeta-new-mural-in-buenos-aires-02

nelio-poeta-new-mural-in-buenos-aires-04

Ian Strange – “FINAL ACT” A New Project

30/01/2014

Torniamo con piacere ad approfondire nuovamente l’operato di Ian Strange, il grande artista infatti ha da poco presentato “FINAL ACT” un nuovo interessante progetto con il quale torna ancora una volta a relazionarsi ed a lavorare direttamente sulle case e sui sobborghi cittadini.
Facendo seguito al suo precedente progetto SUBURBAN, Ian Strange lo scorso novembre in collaborazione con il famoso direttore delle fotografia Alun ‘Albol’ Bollinger, già Il Signore degli Anelli, Heavenly Creatures, The Frighteners sviluppa questa su ultima fatica. Ancora una volta l’interprete coglie come tematica principale per il proprio e personale lavoro la casa sviluppando qui un nuovo e differente spunto tematico, FINAL ACT si sviluppa come un vero e proprio film, ma anche un opera fotografica ed anche un installazione ad ampio respiro per quella che a tutti gli effetti un opera visiva che abbraccia differenti ambiti. Il lavoro si sviluppa su tre differenti opere, un percorso cinematografico, fotografico ed installativo concentrato su quattro case della periferia di Christchurch in Nuova Zelanda, quattro edifici situati nella zona rossa, un area contenente oltre 16.000 abitazioni di prossima demolizione dopo il devastante terremoto del 2011. Ian Strange quindi applicando il personale e visionario stile visivo, scolpendo ed intagliando intere porzioni di casa, si concentra su una riflessione differente rispetto alla sua precedente fatica, qui si tratta piuttosto di abbracciare un memoria emotiva di queste zone, massacrate e martoriate dalla sventure climatiche, che tornano ad avere un senso, una vita prima dell’ineluttabile fine.
Un lavoro come sempre complesso questo dell’interprete che stuzzica per l’impatto visivo e la profondità tematica e con il quale lo stesso porta avanti la personale ricerca sull’elemento abitativo che, ancora una volta, vive una seconda vita all’interno di un show allestito questa volta all’interno del Canterbury Museum di Christchurch all’interno del progetto OiYouStreetArt.
Vi lasciamo al bel video che documenta le fasi di realizzazione di questo ultimo bel progetto, infine scrollate giù dopo il salto infatti una bella selezione di scatti con le immagini dell’eccellente allestimento, caratterizzato da una bella serie di installazioni, video interattivi e fotografie giganti, un piatto ricco per farvi apprezzare al meglio tutta l’esuberanza di questa ultima follia targata Ian Strange.

FINAL ACT is a new a film, photography and installation based project by visual artist Ian Strange.
In November 2013, Ian Strange in collaboration with cinematographer Alun ‘Albol’ Bollinger [Lord of the Rings, Heavenly Creatures, The Frighteners] created three new film and photography based artworks incorporating four suburban homes in Christchurch, New Zealand. These homes were located in Christchurch’s residential “Red Zone”, an area containing over 16,000 houses slated for demolition after the devastating 2011 earthquake. FINAL ACT is in part an emotive archive of these Christchurch homes and a continuation of the artist’s ongoing exploration of the social and emotional icon of the home.

Pics by The Artist

ian-strange-final-act-a-new-project-01

ian-strange-final-act-a-new-project-02

ian-strange-final-act-a-new-project-03

ian-strange-final-act-a-new-project-04

ian-strange-final-act-a-new-project-05

ian-strange-final-act-a-new-project-06

ian-strange-final-act-a-new-project-07

ian-strange-final-act-a-new-project-08

JADE – “Pompas de Jabón” New Mural in Lima

30/01/2014

jade-pompas-de-jabon-new-mural-lima-01

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Jade, il grande artista Peruviano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento nella sua Lima, un lavoro che segna ancora una volta una connessione con la comunità in un ipotetico dono per il proprio compleanno.
Abbiamo sempre insistito sulla particolare connessione che lega Jade alla sua gente, al suo popolo con le sue sofferenze, le sue difficoltà ma anche le sue gioie e gli attimi spensierati, un legame forte che ha portato l’artista ad impegnarsi spesso in progetti a carattere sociale, e soprattutto a sviluppare un personale vettore visivo in grado di entrare in sintonia con chi osserva. I personaggi dell’interprete entrano così in armonia con i luoghi e con la gente del posto, ribaltano, supportano e mettono l’accento su una specifica situazione, temi e riflessioni, rappresentando nella loro grande cornice emotiva l’opportunità di una condivisione e di un tramite espressivo potente e ridondante.
Quest’ultimo lavoro dell’artista dal titolo “Pompas de Jabón”, traducibile con bolle di sapone, è un nuovo dono alla sua comunità che accompagna però un riflessione personale, Jade, consapevole dell’impatto dei suoi stessi interventi sui giovani ed in particolare sui bambini, riflette sulla rilevanza di un veicolo tematico, sull’impatto che può avere un lavoro del genere sui ragazzi, sull’importanza del mostrare la pittura, dell’apertura e delle possibilità che una pratica del genere può portare.
Il lavoro porta avanti gli ultimi sviluppi pittorici dell’artista, ritroviamo quindi gli spicchi visivi sul volto e sul corpo del character con una bella impostazione cromatica di differenti tinte e scale che si susseguono, grande enfasi come sempre gli occhi e per i tratti del viso ma a caratterizzare senza dubbio l’intervento sono una serie di bolle di sapone, da qui il titolo, che attraversano la superfice di lavoro, all’interno delle stesse Jade dipinge dapprima una casa, a simboleggiare il quartiere, e dall’altra un libro aperto, a simboleggiare la cultura e l’apprendimento.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti che documentano questo ultimo intervento dell’artista, dateci un occhiata, cogliete tutti i dettagli e la grande quantità di spunti che ancora una volta brulicano su tutta la superficie in un pezzo che nuovamente torna ad emozionarci e coinvolgerci.

Hoy deje un nuevo muro en un barrio en donde este tipo de expresión no había llegado antes, creo que es importante mostrarle a los niños y jóvenes que este tipo de actividad existe. Si hubieran pintado en mi barrio cuando tenia 8 años creo que ahora tendría unos 7 años mas de experiencia. Hoy celebré mi cumpleaños pintando.

Pics by The Artist

jade-pompas-de-jabon-new-mural-lima-02

jade-pompas-de-jabon-new-mural-lima-03

jade-pompas-de-jabon-new-mural-lima-04

jade-pompas-de-jabon-new-mural-lima-05

ZBIOK – New Mural in Wroclaw, Poland

30/01/2014

zbiok-new-mural-in-wroclaw-poland-01

Probabilmente uno degli artisti più eclettici ed affascinanti del panorama polacco ZBIOK, l’artista ha da poco terminato un nuovo intervento impegnandosi su una grande facciata di 19 x 9 metri a Breslavia con la quale continua a portare avanti il personalissimo tratto visivo.
Riavvolgiamo il nastro, torniamo alla scorsa edizione del sempre ottimo Katowice Street Art Festival, è stata infatti la rassegna dello omonima cittadina polacca a catturare la nostra attenzione sul lavoro di ZBIOK, l’artista ha poi proseguito sul suo percorso realizzando una serie di interventi attraverso il suo personale filtro visivo. Quello che distingue infatti le opere dell’interprete è senza dubbio la ferma volontà di realizzare ed innescare su parete delle vere e proprie finestre di vita quotidiana, momenti differenti che vengono frapposti con delle vere e proprie divisioni a caselle, come se avessimo l’opportunità di osservare contemporaneamente gli istanti di due persone diverse raccolti all’interno di un’unica trama visiva. Se l’efficacia tematica e fuori discussione, l’impatto visivo di questa particolare predilezione dell’artista, è alimentato da uno stile fortemente evocativo, le scenografie si fanno assolutamente realistiche, così come i corpi e le fattezze delle persone, i colori risultano delicati e morbidi con tavolozze ben ricercate che vanno a ricreare alla perfezione elementi, figure ed oggetti. La sensazione è quella di essere letteralmente parte stessa dell’intervento, ZBIOK cerca e riesce infatti a farci calare completamente all’interno del contesto, mostrandoci, attraverso una bella capacità registica, una visione in prima persona, riuscendo in questo modo ad alimentare una fortissima interazione tra chi osserva e le sue stesse opere. A completare questo intenso mosaico la scelta di inserire di tanto intanto elementi apparentemente inconiugabili con gli elementi che abbiamo di fronte, come delle rotture vere e proprie che sappiano riportarci alla realtà che spesso prendono la forma di giganteschi smile gialli, gli interventi dell’interprete appaiono così come sogni ad occhi aperti, ci trasportano all’interno della sua visione, reali ed effimeri accompagnandoci in un mondo intatto, perfetto ed al contempo bizzarro ed esaltante.
L’ultima magia dell’artista è questo grande lavori suddiviso in due grandi finestre, due differenti scene estive che rapportate anche dalle palette cromatiche in totale disaccordo, il blu e la cadenza fredda e malinconica della prima sezione, il giallo, il rosso e tutta una scala di colori accesi e vivi nella seconda.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti vi lasciamo ad alcuni scatti che documentano al meglio quest’ultima fatica del grande interprete, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi rimarrete folgorati dalla particolarità e della tematiche espressive che l’artista riesce ad infondere nelle proprie produzioni.

Pics by The Artist

zbiok-new-mural-in-wroclaw-poland-02

zbiok-new-mural-in-wroclaw-poland-03

Ever – New Mural in Vienna for Inoperable Gallery

30/01/2014

ever-new-mural-in-vienna-for-inoperable-gallery-01

Continua il tour Europeo del grande Ever, l’artista Argentino dopo il lavoro ad East London di qualche giorno fa (Covered), si sposta a Vienna dove ospite della Inoperable Gallery ha da poco concluso un nuovo ed interessante intervento su questa grande porzione di parete.
Quest’ultimo lavoro ancora una volta segna l’esigenza da parte dell’artista di portare avanti spunti e situazioni dal fortissimo impatto visivo, come abbiamo avuto modo di notare Ever ha, durante i mesi dello scorso anno, mano a mano evoluto il proprio tratto sviluppando due percorsi paralleli ed efficaci attraverso i quali dare vita ai propri interventi, si tratta di un binomio per certi versi opposto e che raccoglie tutta l’eredità tematica dell’Argentino sviluppandola verso una pittura maggiormente viscerale e coinvolgente. Accade così che le tinte sature ed accese dei canonici fasci colorati che partano dagli occhi, vero e proprio simbolo delle produzioni dell’artista, vengano rapportate con le passate delicate e ripetute, che richiamano una forte espressività emotiva, dei volti, delle sezioni dei corpi e dei paesaggi, che fanno da scenografia agli interventi dell’interprete. Le opere risultano quindi assolutamente più ricche sia dal punto di vista dei contenuti sia da quelli degli spunti da poter raccogliere, incrocia temi ed argomenti delicati andando spesso a cimentarsi in argomenti e situazioni che richiamano la parte più emotiva e personale dell’uomo, la crescita e la riflessione personale così come il rapporto con se stessi, la comunità od i luoghi, indagando e dando una propria visione pittorica attraverso il proprio personale filtro visivo. Non solo osservando le opere l’impressione è quella di una sorta di rapporto tra un parte figurativa alimentata dal fitto intrecci di pennellate ed un più astratta che rappresenta proprio lo spirito, i pensieri e la voce dei suoi volti e dei suoi personaggi, con forme e configurazioni cromatiche che si sviluppano partendo proprio dagli occhi.
Per quest’ultimo suo lavoro Ever approfitta al meglio dello spazio a disposizione realizzando l’ennesimo ricco intervento, osservando il risultato finale notiamo anzitutto il carattere fortemente emotivo dell’opera, con le mani che vanno a raccogliere il proprio stesso volto da terra, i piedi sono ben saldi all’interno di un paesaggio naturale, mentre lo sguardo corre verso lo sviluppo dei canonici fasci colorati. L’impressione è quella di un opera che miri ad un risveglio dal torpore, ad invogliare la volontà di rialzarsi da terra, rimettere apposto i cocci e tentare di andare avanti, sentimenti questi quanto mai attuali visto il particolare momento sociale ed economico.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’impatto di questa ultima realizzazione del grande interprete vi lasciamo ad una belle selezione di scatti, per gli appassionati infine ricordiamo che l’artista uscirà a breve con una nuova serigrafia realizzata con gli amici di StreetArtNews per il Mamutt Art Project di cui potete trovare tutte le info del caso qui, affrettarsi che siamo certi andranno sold-out e restate sintonizzati prossima tappa, Roma.

Thanks to The Artist for The Pics

ever-new-mural-in-vienna-for-inoperable-gallery-02

ever-new-mural-in-vienna-for-inoperable-gallery-03

ever-new-mural-in-vienna-for-inoperable-gallery-04

ever-new-mural-in-vienna-for-inoperable-gallery-05

JR for The New York City Ballet Art Series

29/01/2014

Come annunciatovi un paio di settimane fa il grande JR è stato scelto dal New York City Ballet per il suo progetto artistico che, dopo l’entusiasmante performance dell’anno scorso del duo di Brooklyn FAILE, ospita quindi un’altro dei grandi nomi della scena internazionale.
A differenza proprio del duo newyorkese che si è impegnato con Les Ballets De Faile nella creazione di una gigantesca torre di 40 piedi interamente costruita con blocchi di legno stampati, JR sceglie piuttosto di trasformare completamente l’atrio centrale della sede, attraverso una gigantesca fotografia di ben 6.500 metri quadrati che accoglie all’ingresso i visitatori.
L’impatto è senza dubbio pazzesco, l’artista infatti ha utilizzato il corpo di danza insieme ad alcune lenzuola bianche per andare a creare, attraverso pose e figure plastiche, un gigantesco occhio. L’idea nasce da una riflessione dell’interprete stesso che osservando le prove e le performance ha notato come l’attenzione sia tutta rivolta verso il movimento degli stessi ballerini piuttosto che sui loro occhi, da qui JR sceglie di rappresentare una sorta di ‘missing eye of the dancer’, un vero e proprio occhio mancante del ballerino rappresentato e formato dal corpo e delle pose degli stessi.
Un opera sicuramente intensa che spinge l’osservatore ad una interazione con le immagini attraverso differenti angolazioni, con il movimento e le pose dei ballerini, con i dettagli dei corpi, degli sguardi, passando per il grande risultato finale.
Per farvi apprezzare al meglio tutto l’impegno del grande fotografo francese vi lasciamo ad una bella serie di scatti dopo il salto e soprattutto alla video intervista edita dagli amici di Complex con l’artista che parla a ruota libera discutendo e spiegando le ispirazioni ed il lavoro che hanno portato alla realizzazione di questo suo ultimo eccellente progetto, è tutto vostro, dateci un occhiata.

Exhibiting freely in the streets of the world, JR catches the attention of people who are not typical museum visitors. His largest project to date, INSIDE OUT, was born in 2011 when JR won the TED prize and called for the creation of a global art project with the potential to change the world. Transforming messages of personal identity into public works of art, more than 172,000 people have taken part in nearly 8,600 locations around the world.

JR will share his Art Series installation during three special performance evenings — January 23, February 7, 13 — when every seat in the house is available for just $29. On these evenings, every audience member will receive a takeaway created specifically for this event.

Pics by Kelly Salih via 12OzProphet
First pic by Orestimusic

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-01

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-02

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-03

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-04

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-05

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-06

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-07

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-08

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-09

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-10

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-11

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-12

jr-new-york-city-ballet-art-series-recap-13

Gaia – A Tribute Mural to Mandela in Baltimore

29/01/2014

gaia-a-tribute-mural-to-mandela-in-baltimore-01

Anche il grande Andrew Pisacane aka Gaia celebra la scomparsa di Nelson Mandela con un nuovo intervento realizzato nella sua Baltimora per il progetto Colour Ikamva Project di Martha Cooper.
Dopo l’eccellente parete realizzata da Freddy Sam qualche settimana fà (Covered) anche il grande artista Statunitense celebra così uno dei personaggi di spicco della storia moderna con un intenso intervento che ancora una volta propone tutto il suo inconfondibile tratto visivo.
Dal titolo “Kurema, Kureba, Kwiga” il lavoro è sviluppato su due simbiotici livelli, sul primo Gaia realizza una fitta coltre di piante ed elementi naturali il rosso vivo ed il verde delle foglie come unici vettori cromatico, sul secondo invece emerge un intenso primo piano di Nelson Mandela come sempre realizzato con estrema cura per i tratti del viso, gli occhi e tutti gli altri elementi del volto. Ancora una volta vogliamo mettere l’accento su un’artista che nel corso dell’ultimo anno ha avuto una sferzata tematica ed artistica assolutamente positiva, negli ultimi mesi l’interprete ha infatti portato avanti un personale e viscerale tratto che trova proprio negli spunti visivi e nell’unione di elementi naturali od architettonici insieme a volti e fattezze umane il suo principale e peculiare leimotif. Gaia ha costantemente spinto il proprio tratto in una simbiotica rappresentazione dei luoghi, della gente, delle usanze e tradizioni del posto, attraverso una personale ricerca coadiuvata da una sensibilità che ha portato alla pittura di pareti dirompenti e dal forte valore storico, sociale ed alcune volte politico attraverso una approfondimento che vede l’artista impegnarsi concretamente nelle vicissitudini e nelle storie dei luoghi dove ha l’occasione di dipingere. Le visioni dell’interprete abbracciano simboli, con paesaggi, scorci architettonici e paesaggistici contrapposti spesso ad elementi appartenenti alla cultura classica, come busti, monumenti o vere e proprie rappresentazioni di dei e dee, in un interessante rapporto tra passato, presente e futuro.
Per quest’ultima porzione di parete l’artista mette da parte queste caratteristiche influenze, concentrandosi piuttosto su un assonanza tra la terra e lo stesso Mandela proprio a voler rimarcare l’importanza che questa grande figura aveva per la sua gente, per l’Africa e per il Sud Africa in particolare.
Vi lasciamo alle immagini, dateci un occhiata per cogliere al meglio tutto lo stile dell’artista e tutti i dettagli di questa sua ultima magia, è tutto dopo il salto! Enjoy it.

Pics via AM

gaia-a-tribute-mural-to-mandela-in-baltimore-02

gaia-a-tribute-mural-to-mandela-in-baltimore-03

gaia-a-tribute-mural-to-mandela-in-baltimore-04

Velvet x Zoer – New Piece at Robin Soulier Consulting Office

29/01/2014

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-01

A quante pare anche Velvet e Zoer sono tra gli artisti invitati da Robin Soulier per realizzare una delle stanze degli uffici parigini della suo omonima società di consulenza a tema artistico, i due interpreti hanno dato vita ad una pazzesca installazione visiva che raccoglie appieno tutto il loro personale approccio visivo.
Dal titolo “Le Hall of Fame” il lavoro continua a segnare profondamente l’intero progetto avviato durante gli scorsi mesi con il duo serbo Sobekcis e con Tomek (Covered) ed in ultimo con il nostro Vesod di cui abbiamo visto il risultato finale giusto qualche giorno fa (Covered), portando a compimento un nuova stanza che rimarrà visitabile ed inalterata, prima di passare ad altre mani, per i prossimi tre mesi. L’idea è quindi quella di un progetto a lunghissimo termine che possa racchiudere all’interno degli spazi dello studio tutta la magia e la capacità di interazione di importanti esponenti a livello internazionale che seppure per pochi mesi lasceranno il loro personalissimo segno all’interno delle gradi stanze.
In concomitanza con “Perpetuum Mobile”, la loro prossima esposizione all’interno degli spazi della OpenSpace Gallery che aprirà i battenti il prossimo 1 di Marzo, Velvet e Zoer calamitano su se stessi l’attenzione andando a realizzare un interessante intervento in combo. L’opera poggia le sue basi su un utilizzo avvolgente del giallo che di fatto annienta tutta la superficie, gli spigoli e le prospettive della stanza, all’interno dei muri e del pavimento i due artisti sviluppano le loro canoniche trame visive che ancora una volta derivano da un forte background come graffiti artist. I due sviluppano così un trama sfaccettata dove tra grandi e grasse lettere e figure geometriche si muovono veri e propri scorci urbani, oggetti, architetture realizzata con precisione chirurgica e che risultano quindi assolutamente realistiche. Accade così lo spazio si dilati, prende direzioni differenti facendo posto ad un cantiere edili, così come ad una vera e propria casa con tanto di finestra aperta sulla stanza da letto, passando per la bicicletta distrutta ed abbandonata per terra, il tutto intervallato da una serie di scritte e figure astratte che ne supportano l’incredibile fattore di coinvolgimento per un risultato finale che ci ha seriamente impressionato.
Per farvi apprezzare appieno tutto l’eccellente intervento del dinamico duo vi lasciamo ad una bella serie di scatti divisi in due pagine che documentano l’intero processo produttivo fino allo splendido risultato finale, dateci un occhiata ed in attesa di nuovi e succosi aggiornamenti, se vi siete persi i precedenti lavori all’interno dello studio potete darci un occhiata qui nella nostra apposita sezione, enjoy it.

Pics by Robin Soulier Consulting

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-02

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-03

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-04

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-05

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-06

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-07

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-08

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-09

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-10

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-11

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-12

velvet-zoer-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-13

OGARNA 2.0 New Project in Gdansk, Poland – Recap

29/01/2014

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-05

Dopo l’eccellente lavoro svolto con la sua Galeria Urban Forms di Lodz l’omonima fondazione Urban Forms Foundation continua a portare avanti le personali proposte urbane presentando ora OGARNA 2.0, suo ultimo progetto realizzato all’interno del tessuto urbano di Danzica.
Ogarna Street uno degli snodi urbani principali della città di Danzica, in particolare per quanto concerne i trasporti cittadini, nonché una delle strade più lunghe del vecchio centro storico della bella città. Prima della Seconda Guerra Mondiale Ogarna Street era un luogo fiorente e vivace con decide di botteghe di artigiani e commercianti, il conflitto però ne ha completamente stravolto la sorte, con i bombardamenti e la distruzione a spazzare via completamente il fascino e l’atmosfera di questo luogo.
OGARNA 2.0 nasce proprio dalla ferma intenzione di ridare vigore e nuovo spolvero a questa splendido tratto di città attraverso il lavoro di artisti che andranno a rinnovare le pareti degli edifici lungo tutta la lunghissima strada. Gli obbiettivi sono molteplici ed oltre a voler far riacquistare bellezza e fascino alla strada, anche quello di organizzare, coordinare e promuovere eventi ed azioni con gli abitanti stessi della via grazia anche all’apporto della stessa amministrazione della Città di Danzica.
Gli artisti coinvolti rappresentano probabilmente tra i migliori di quelli che la Polonia è riuscita ad offrirci in questi ultimi anni e sono M-City, Chazme, Proembrion, Otecki, Pener, Cekas, Adam Romuald Kłodecki, Maciej Pakalski ed Adam Cieślak, ogni singolo interprete ha racchiuso attraverso approcci, sia installativi, che decorativi che pittorici, il proprio e personale tratto visivo, dando vita, anche grazie alla particolare conformazione degli edifici ad un tratto stradale assolutamente incredibile e dall’eccellente impatto finale.
Non aggiungiamo altro, le immagini parlano da sole per un progetto che ci ha seriamente coinvolto, piuttosto vi lasciamo alla ricchissima galleria di ben quattro pagine di immagini che ripercorrono le fasi di lavorazione ed i dettagli di tutti gli splendidi interventi portati a termine, il consiglio è quello di darci un occhiata e, spingendo anche una riflessione su come negli altri paesi l’arte urbana riesca e con risultati incredibili a sviluppare e veicolare progetti di questa natura, vogliamo fare un plauso ai ragazzi dell’ Urban Forms Foundation, noi ne abbiamo già discusso ampiamente qui, ma sentitevi liberi di dire la vostra attraverso la sezione commenti, ci piacerebbe davvero che progetti di questa caratura attecchissero anche da noi.

Pics via Graffuturism

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-01

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-02

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-03

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-04

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-06

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-07

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-07a

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-07b

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-08

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-09

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-10

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-11

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-12

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-13

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-14

ogarna-2-0-new-project-gdansk-poland-recap-15

The Library Street Collective – “The Z Project” a Further Look

28/01/2014

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-01

Ancora una volta torniamo ad approfondire uno dei progetti a parer nostro di maggiore impatto dell’anno appena conclusosi parliamo di “The Z”, incarnazione dei ragazzi del The Library Street Collective di Detroit che hanno offerto ad una serie di artisti nazionali ed internazionali le pareti di un intero edificio.
Con quest’ultimo focus abbiamo deciso di darvi l’opportunità di vedere interamente il progetto con gli ultimi lavori che non erano stati precedentemente recensiti. Con gli interventi di Adrian Faulkner, B. Elevate, Dabs & Myla, Gaia, Lucy McLauchlan, Mr Jago, Pose, REVOK, Sam Friedman, Tristan Eaton, ancora una volta rimaniamo sbalorditi dalla qualità e dalla quantità di artisti messi in campo ma sopratutto dalla grande varietà di stili e tecniche presenti all’interno dell’edificio.
Il progetto nasce dalla volontà del collettivo The Library Street Collective di donare alla città un intero spazio completamente trasformato dagli interventi di arte pubblica, accade così che le pareti di un intero stabile, adibito a parcheggio, vengano completamente modellate in base alla peculiare visione di ogni singolo interprete. E’ importante riflettere sull’effettivo impatto di un idea del genere, la scelta di utilizzare i parcheggi come simbolo di una sorta di rinascita all’interno di un tessuto semi decadente come la cittadina statunitense, passata da un glorioso passato come ‘città dei motori’ allo stato di abbandono e depressione dovuta proprio alla chiusura delle prestigiose industrie dell’auto made in USA e che, proprio attraverso questo massiccio impegno, torna a calamitare l’attenzione su di se.
Gli stili adottati dagli artisti partecipanti spaziano davvero in tutte le direzione, dall’astrattismo più puro di Mr Jago, ai tratti maggiormente legati all’illustrazione come gli interventi del duo Dabs & Myla o di B. Elevate, passando per il particolare tratto paesaggistico di Gaia, fino all’approccio pop del duo Pose e Revok, di Tristan Eaton ed Adrian Faulkner, fortemente contaminati dal personale background da graffiti artisti, arrivando infine ai particolari tratti di Lucy McLauchlan e Sam Friedman.
Scrollate giù ad attendervi tre pagine con una ricchissima serie di scatti con tutte le ultime opere realizzate per il bel progetto statunitense, dateci un occhiata, siamo certi vista la caratura degli artisti partecipanti che non mancherete di apprezzare e se volete approfondire gli altri lavori all’interno del progetto, vi rimandiamo qui alla nostra sezione apposita, enjoy it.

Pics by Drew Baker

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-02

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-03

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-04

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-05

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-06

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-07

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-08

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-09

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-10

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-11

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-12

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-13

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-14

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-15

the-library-street-collective-the-z-project-a-further-look-16

JADE – “Compañero” A New Mural

28/01/2014

jade-companero-a-new-mural-01

Continuiamo interessati a mostrarvi gli sviluppi del lavoro di Jade, l’artista peruviano torna al lavoro con un nuovo intervento proseguendo il personale filone di opere di dimensioni ridotte che, specialmente in questo inizio di anno, ne stanno caratterizzando l’operato.
Abbiamo spesso posto il giusto accento sulla qualità e capacità emotiva del lavoro di Jade, l’interprete peruviano attraverso il personale tratto prosegue anche qui il personale dialogo con la comunità e la sua gente sviluppando proprio attraverso questo particolare filone una maggiore riflessione circa gli spazi e le bellezze celate del panorama circostante. I personaggi rappresentati attraverso fattezze ridotte, che dimostrano tutta l’abilità pittorica dell’artista e la sua capacità di realizzare anche in piccolo tutti i dettagli che ne caratterizzano lo stile, si pongono in totale armonia con i luoghi e gli spot scelti dall’artista, vediamo i personaggi osservare con un fare riflessivo luoghi ed anfratti cittadini, un silenzio che sa di pace dei sensi, per respirare i luoghi e per riuscire a coglierne tutte le emozioni. È interessante pensare a come questi piccoli interventi non siano di fatto lavori per chiunque, bensì ci lasciamo pensare come Jade abbia volutamente scelto il proprio pubblico, unicamente chi ha la volontà di osservare, di guardarsi intorno e cogliere i dettagli di quello che lo circonda, riuscirà infatti a trovare questi piccoli personaggi che proprio con lui condivideranno questo aspetto indagatore in un nuovo rapporto d’immedesimazione ricco e decisamente sfumato.
Quest’ultima meraviglia dal titolo “Compañero” prende vita su questa porzione di muro, ci troviamo vicino ad una spiaggia e lo sguardo corre veloce e va rivolto verso il mare, l’opera vede proprio raffigurato un piccolo uomo seduto con le mani che tengono le braccia, intento ad ammirare l’oceano e le sue bellezze, l’infinito, la pace, il silenzio, e tutto uno spettro di emozioni da riuscire a cogliere ed a veicolare, splendido.
Come suggerisce l’artista, sentivi liberi di condividere e di utilizzare le immagini, l’artista in particolare attraverso gli scatti in calce, ha prestato parecchia attenzione a come la luce del sole va a colpire ed ad alimentare tutto il carattere sognante ed emotivo di quest’ultima meraviglia, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzarne tutto l’impatto finale, è tutto vostro! Enjoy it.

Pics by The Artist

jade-companero-a-new-mural-02

jade-companero-a-new-mural-03

jade-companero-a-new-mural-04

Hyuro x VinZ – New Mural in Valencia, Spain

28/01/2014

hyuro-vinz-new-mural-in-valencia-spain-01

Ad inaugurare il nuovo anno di Hyuro una splendida collaborazione con un altro dei king di Valencia, l’artista Argentina infatti ha da poco terminato un nuovo intervento in collaborazione con VinZ con il quale unisce temi e tratto per dar vita ad un opera controversa e dall’impatto assicurato.
La particolare interazione tra due tra gli artisti più prolifici di Valencia non poteva non passare dagli elementi distintivi di ciascuno dei due artisti, entrambi portano quindi in dote per questa comba i peculiari personaggi. Hyuro come sempre continua a portare avanti una riproduzione su parete le sofferenze di un animo umano squarciato da problemi sociali ed economici, schiacciato dagli stereotipi, dalle bugie e dai potenti, l’artista in particolare ha sempre però dimostrato di avere una particolare predilezione per i temi legati all’universo femminile, all’immaginario che colloca la donna succube dell’uomo, che la vuole schiava di un ruolo familiare, richiusa nella propria casa a sfaccendare ed a badare ai propri figli. L’artista ha nel corso del tempo demolito pezzo per pezzo il castello di stereotipi e di concezione ponendo l’accento su posizioni sociali, denunciandole con affilati lavori di rara sensibilità, alcune volte criptici altre un vero e proprio schiaffo in faccia potente e ridondante.
Su una simile lunghezza d’onda VinZ, lo spagnolo esprime il proprio dissenso sociale ed economico con attacchi diretti e neanche troppo celati, attraverso l’utilizzo di poster e paste-up sviluppa la propria e personale critica sociale sull’uomo, sul suo stato, sul suo essere e sui problemi di un società sempre più malata e corrotta, l’interprete mette in scena quindi corpi interamente nudi, senza filtri e senza censure scatena la propria visione attraverso questi corpi dotati però al posto del viso umano di volti di animali quasi a voler sottolineare lo stato di decadenza dell’uomo moderno.
Non stupisce affatto che un paese come la Spagna così con così tanti problemi sociali ed economici faccia da scenografia perfetta e palcoscenico adatto per questa precise prese di posizione, differenti percorsi si ma una comune volontà di denunciare un determinato decadimento dell’umanità e che trova in quest’ultima realizzazione il suo naturale punto d’incontro.
Sullo spazio a disposizione Hyuro e VinZ realizzano i corpi di due donne, la prima vestita ed avvolta nella consueta scala grigia e malinconica lava il corpo nudo, acceso e ricoperto di liquido nero realizzato da VinZ. Emerge così nella volontà degli artisti da realizzare un opera fortemente simbolica, un lavaggio dello sporco da parte di un’altra figura femminile, quasi un passaggio purificatore e rigeneratore dipinto attraverso una perfetta simbiosi visiva e tematica.

Pics by The Artist

hyuro-vinz-new-mural-in-valencia-spain-02

hyuro-vinz-new-mural-in-valencia-spain-03

DissensoCognitivo – New Mural near Ravenna Part II

28/01/2014

dissensocognitivo-new-mural-near-ravenna-part2-01

Continuiamo con forte insistenza a seguire interessati gli sviluppi del lavoro del DissensoCognitivo, il duo ha infatti da poco terminato un nuovo intervento con il quale prosegue la linea tracciata con le ultimissime evoluzioni visive, lasciando come sempre invariati i capisaldi dei temi e degli spunti presenti nei loro stessi interventi.
I dialogo del DissensoCognitivo con la ruggine ed i piccoli cartelloni pubblicitari arriva qui ad un nuovo step, la sterzata si fa profonda e ridondante andando a segnare le viscere dell’intervento stesso, i colori racchiusi all’interno dei corpi, le spruzzate di vernice, che emergono tra una ristagnante e bronzea coltre visiva, tra il grigio spento che costituisce massa e involucro e il primo appiglio visivo di queste anime erranti, vanno a segnare profondamente la superficie di lavoro. All’interno di questa frastagliata e crogiolante matassa di carne ed innesti si fa largo il colore, vivo, naturale, che va profondamente a radicarsi tra i cumuli di mistero ed angoscia di questi esseri, non più umani, neanche macchine, abomini partoriti dalla scelleratezza e dalla bramosia e che, trasformatisi in queste meccaniche masse di carne biologica, riecheggiano e tornano splendenti attraverso questi piccoli inserimenti cromatici. Colpisce questo inserimento di tinte vivaci all’interno di un tessuto oscuro e spento, riecheggia nelle lande desolate, silenziose e distrutte che il DissensoCognitivo ci ha fatto imparare a conoscere, un riflesso di vita che dà nuovo lustro a queste insane visioni che di tanto in tanto fanno capolino all’interno delle nostre città come spettri in un intorpidimento dei sensi sempre più marcato che ci ricordano il divenire di un futuro non troppo lontano attraverso i loro sguardi persi e vacui ed il loro corpi distrutti.
Ancora una volta rimaniamo positivamente colpiti e soprattutto coinvolti dalla grande profondità e spessore tematico proposte dal duo, gli artisti esaminano una condizione umana prossima alla sventura, calandosi, e facendoci calare, all’interno di uno spaventoso mondo, realizzato ed imbastito dalla loro stessa menta, una visione terribile e dannatamente vera, stupisce quindi in un contesto cupo e tetro l’utilizzo di colori più accessi a far risaltare con un efficacia incredibile i tratti del volto, o di ciò che ne rimane, di questi spettri senza anima, una scelta che accogliamo assolutamente e che siamo certi saprà sviluppare il percorso visivo verso nuovi ed interessanti nuovi approdi.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con tutti i dettagli dell’opera, dateci un occhiata per approfondire al meglio tutto l’incredibile impatto e la profondità della riflessione, degli spunti e dei temi che gli artisti sviluppano nei loro lavori, è tutto vostro, enjoy it.

Pics by The Artist

dissensocognitivo-new-mural-near-ravenna-part2-02

dissensocognitivo-new-mural-near-ravenna-part2-03

RUN x 2501 – New Mural in Shoreditch, London

28/01/2014

run-2501-new-mural-in-london-01

Un inizio di anno scoppiettante che apre ad una collaborazione tra due dei migliori talenti nostrani, RUN e 2501 incrociano il loro personale percorso visivo per dare vita ad nuovo intervento realizzato per le strade di Shoreditch a Londra, sempre più fulcro nevralgico dell’arte urbana londinese.
A caratterizzare questo nuovo pezzo è senza dubbio la perfetta simbiosi tra i due personali tratti dei due artisti, ambedue legati ad un utilizzo bivalente del bianco e del nero come unici interlocutori cromatici, intersecano alla perfezione i propri approcci, RUN con uno stile profondamente inserito nella personale ricerca visiva sui volti, sulle mani ed in generale sull’uomo, che viene ritratto attraverso una personalissima cadenza grafica, 2501 invece insiste con le sue ipnotiche danze sviluppate attraverso il percorso di linee nere, sinuose e di differente spessore che invadono, accartocciano e sviluppano lo spazio attraverso una precisa direzione fino a formare vere e proprie forme e figure dal forte sapore mistico ed onirico. Nonostante quindi un distacco nei temi e nelle volontà di portare avanti una personale ricerca che per certi versi è di fatto apposta, il primo si affida ad un figurativo personale, il secondo preferisce invece una concezione più astratta, nonostante in passato si sia impegnato nella realizzazione di corpi e figure vere e proprie, immergendo il proprio lavoro all’interno di temi e prerogative al limite dello spirituale, l’unione di intenti risulta assolutamente riuscita dando alla luce un opera bella carica di stile e con una ricchezza di dettagli strabordante.
Emerge su questa porzione di parete il mezzo busto di un soggetto, RUN si occupa di realizzarne le fattezze con uno dei suoi canonici uomini, in particolare una grande volto sul quale l’artista apporta dettagli come gli occhiali, l’oculo sul copricapo, passando infine per la realizzazione di una mano, proprio qui si incrocia il percorso di 2501 che inserisce all’interno del soggetto i canonici vortici lineari creando forme ed avvolgendo intere sezione del corpo attraverso la peculiare visione ed arricchendo il tutto una serie di immancabili dettagli dorati che vanno letteralmente ad interagire con i cavi ed i fili che fuoriescono dal muro.
Un opera sensazionale che offre attraverso le differenti cadenze e visioni dei due grandi artisti tutta una serie di dettagli e spunti differenti, un intervento che abbiamo assolutamente apprezzato e chi ci ha piacevolmente coinvolto.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con i dettagli dell’opera realizzata ed alcune immagini dei due artisti al lavoro, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare il talento di questi due grandi esponenti, è tutto dopo il salto! Scrollate giù e godetene.

Thanks to The Artists for The Pics

run-2501-new-mural-in-london-02

run-2501-new-mural-in-london-03

run-2501-new-mural-in-london-04

run-2501-new-mural-in-london-05

run-2501-new-mural-in-london-06

run-2501-new-mural-in-london-07

run-2501-new-mural-in-london-08

run-2501-new-mural-in-london-09

run-2501-new-mural-in-london-10

run-2501-new-mural-in-london-11

run-2501-new-mural-in-london-12

run-2501-new-mural-in-london-13

Hitnes – “Lo Storno e la Mosca invisibile” at 999Gallery

27/01/2014

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-01

Con piacere andiamo a dare un occhiata da vicino all’allestimento di “Lo Storno e La Mosca Invisibile, piccole psicosi incise” ultima fatica di Hitnes all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma.
Come detto l’allestimento è caratterizzato da una serie di piccole opere incise come sempre legate alla natura ma soprattutto agli animali, che rappresentano come sempre il vero e proprio fulcro tematico del percorso visivo portato avanti negli anni dall’artista stesso.
Per l’esibizione si è pensato quindi ad un approccio particolare, di tipo esplorativo diremmo, con una serie di lenti d’ingrandimento poste a supporto delle opere in mostra, l’idea è quindi quella di invogliare lo spettatore a curiosare all’interno dell’opere che fanno proprio del dettaglio e delle loro dimensioni ridotte la loro stessa peculiarità, l’impressione è quella quindi di una controtendenza, i lavori si fanno decisamente ridotti conducendo e spingendo l’osservatore ad una più curata visione, la bellezza è nel dettaglio ed esso va osservato attraverso strumenti di supporto.
Un idea interessante che va in controtendenza con l’esigenza ormai sempre più diffusa di spingersi continuamente verso opere sempre più di grandezza maggiore, in particolare per i lavori in strada, mentre qui Hitnes riscopre il piccolo, il lavoro nel dettaglio, con tutte le difficoltà del caso, in un gusto squisitamente retrò che apre ad una visione raffinata e sorprendente.
Scrollate giù come promesso dopo il salto una bella selezione di scatti con i dettagli di quest’ultimo show, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare quanto portato in mostra dal grande artista.

Thanks to 999Gallery

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-03

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-04

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-05

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-06

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-07

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-08

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-09

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-02

hitnes-lo-storno-e-la-mosca-invisibile-at-999gallery-10

OX – New Pieces in Bobigny, France

27/01/2014

OX - New Pieces in Bobigny, France

A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande OX, l’artista Francese inaugura infatti il suo nuovo anno con un doppio intervento per le strade di Bobigny in Francia con il quale continua a portare avanti il personale approccio visivo.
Come abbiamo spesso avuto il piacere di vedere, il lavoro di OX poggia le sue basi sulla capacità dell’interprete di vedere e discernere l’aspetto del panorama che si trova di fronte, lo stimolo dei suoi lavori non è figlio di uno stile o di una tematica personale ma piuttosto è intrinseco a ciò che lo stesso ha di fronte, nell’idea del Francese c’è l’esigenza di osservare attraverso un piglio completamente differente quelli che sono gli spunti visivi che solo un ambiente multi sfaccettato come la città riesce ad offrire. Da questo punto di partenza l’interprete capovolge la realtà stessa del tessuto urbano cittadino, attraverso i propri lavori assistiamo ad uno sviluppo delle trame architettoniche oppure ad una negazione delle stesse, il tutto collocato all’interno dei cartelloni pubblicitari ai lui tanto cari. La scelta delle billboards non è affatto casuale, nelle intenzione dell’interprete c’è l’esigenza di eliminarne completamente il valore visivo e simbolico delle stesse che si trasformano da strumento per accedere, una vetrina per un qualcosa, poste a catturare l’attenzione dei passanti, a parte integrante dell’arredo urbano e non più intralcio per la vista di un qualcosa.
Questa nuova serie di lavori è come sempre segnata dal particolare approccio visivo dell’interprete, l’interazione con lo spazio quindi torna ad essere al centro dello sviluppo de due lavori, nella secondo cartellone pubblicitario l’artista si diverte ad installare una semplice freccia nera che punta proprio sulla scritta poster, semplice ed efficace in puro stile OX. Il primo lavoro è forse quello che più impattante, qui l’artista sceglie di realizzare una gigantesca macchia nera che si sviluppa su tutta la superficie bianca, l’ispirazione è chiaramente presa dal famoso test di rorschach, si apre così un grande macchia cromatica che offre a chi osserva l’opportunità di trovare ed immagine la propria e personale chiave di lettura.
Per apprezzare al meglio tutto il talento messo in campo dall’artista vi consigliamo di dare un occhiata alla bella selezione di scatti, siamo certi che apprezzerete e saprete cogliere tutto il personale stile e l’impatto visivo di quest’ultima magia, in attesa di nuovi aggiornamenti, é tutto dopo il salto, enjoy it!

Pics by The Artist

OX - New Pieces in Bobigny, France

Manu Invisible x Frode – “Campurella” New Mural in San Sperate

27/01/2014

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-01

Recentemente Manu Invisible e Frode si sono dati appuntamento San Sperate paese Museo per realizzare un nuovo intervento su una casa di ben tre piani all’ingresso di quello che è il polo muralistico principale in Sardegna.
La collaborazione segna il reale punto di congiunzione tra due realtà differenti, da una parte il lento scorrere della Sardegna, rappresentata dal lavoro di Manu Invisible, dall’altra invece la frenesia tipica di una grande metropoli come Milano, che trova in Frode il suo principale interlocutore. L’idea è quindi quella di una rappresentazione duplice e sfaccettata di due opposti miscelati all’interno della stessa visione, si sviluppa così una grande figura sferica all’interno della quale trova posto una paesaggio di chiara ispirazione rurale, contrapposto a questo sono propri i fumi industriali che si elevano alle spalle delle piccole casupole e che avvolgono lo spazio fino a formare appunto la consistenza rotonda dell’intervento stesso, con un leggero accenno tra i dettagli di una struttura industriale. Proprio l’utilizzo di una fortissima selezione di tonalità e di colori, con una bella sensazione di vaporosità e profondità visiva che ristagna sulla superficie di lavoro, effetti visivi, luci e ombre, va a caratterizzare “Campurella”, questo il titolo dell’intervento lasciando in balia di dettagli ed effetti visivi riuscitissimi. Un opera che segna il vento di cambiamento attraverso una trasposizione bilanciata ed impattante di colori, forme e architetture, un intervento dalla grande immersività che non potevamo che apprezzare.
A completare l’impatto finale del lavoro è proprio la particolare location, uno dei luoghi più suggestivi e legati alla pittura murale, con decine e decine di interventi per quello che è una sorta di vero e proprio museo a cielo aperto con i lavori realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo.
Scrollate giù dopo il salto una bella selezione di scatti che documentano le fasi di lavoro e l’eccellente risultato finale, dateci un occhiata per cogliere appieno tutti i dettagli ed il bel risultato finale, se volete approfondire qui invece una interessante video in stop-motion con gli interpreti al lavoro, enjoy it.

The murales depicts a concept that comes from urban and rural and urban influences frantic Milan and the slower pace and nature of Sardinia.
Frode is a lawyer who deals with graffiti and lives in Milan.
Manu Invisible is an artist who deals with visual art in many forms and has worked for more than 3 years with Frode.
The murales that takes the name of “Campurella” is a very important project for San Sperate, and those who live there, because the country is a true and own open-air museum with works of art created by artists from all over the world .

The artwork “Campurella” covers 3 floors and is visible in Via Cagliari on the main road in front of the skatepark.

Thanks to The Artist for The Pics

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-02

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-03

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-04

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-05

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-06

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-07

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-08

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-09

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-10

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-11

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-12

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-13

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-14

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-15

manu-invisible-frode-new-mural-in-san-sperate-16

Lucamaleonte – New Mural in Ostiense, Roma

27/01/2014

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-01

Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Lucamaleonte, il grande artista italiano ha infatti da poco terminato una nuova parete nella zona di Ostiense a Roma, un intervento curato dagli amici di 999Contemporary Gallery per ARTOBLUE, un progetto in collaborazione con il municipio Roma VIII che mette in connessione la comunità con gli artisti locali.
L’opera porta avanti il personale percorso visivo di Lucamaleonte in un nuovo intervento che va ad arricchire un quartiere, quello di Ostiense, sempre più fulcro nevralgico dell’arte urbana capitolina, l’idea dell’opera, ci viene spiegato, è frutto di un interessante riflessione sullo spot stesso. Si tratta di un muro che si trova su un tratto estremamente trafficato della via Ostiense, proprio difronte ad una enorme pozzanghera che con il passare delle automobili, riversa proprio sulla superficie della parete una grande quantità di acqua. Da qui lo sviluppo con la canonica tecnica mista di stencil e mano libera con la realizzazione di una composizione speculare con profonde influenze classiche ed una incredibile ricchezza di dettagli e spunti tematici. Lucamaleonte nuovamente prende ispirazione dagli elementi ellenici affidando a due foglie di Acanto, il sostegno della trama visiva dell’opera stessa, osservando l’intervento vediamo due gruppi di giovani pronti a salvare l’umanità dal diluvio universale che ha nella fitta trama blu del colore di sfondo il suo naturale simbolo, al centro dell’opera notiamo invece la presenza dell’icosaedro, simbolo del mondo ideale sui cui principi si rifanno proprio le figure realizzate e che rappresenta uno dei simboli del lavoro dell’interprete, una sorta di vera e propria firma.
Un lavoro questo che fa della ricchezza di spunti, della grande quantità di temi rapportati agli elementi rappresentati, la sua grande peculiarità, un opera viva dal forte impatto che mescola al suo interno, una ibridazione estetica e simbolica tipica dell’operato dell’interprete, in una lettura della condizione umana, della sua fragilità, delle sue incertezze, nuova ed affiscinante.
Di seguito dopo il salto una bella selezione di scatti che documentano tutte le fasi di lavoro di quest’ultimo intervento in aggiunta alle immagini dell’ottimo risultato finale, in attesa di nuovi aggiornamenti, dateci un occhiata per cogliere appieno tutto il fascino del lavoro dell’interprete romano.

Thanks to 999Gallery for Info and Pics

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-02

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-03

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-04

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-05

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-06

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-07

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-08

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-09

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-10

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-11

lucamaleonte-new-mural-in-ostiense-roma-12

Vesod – New Piece at Robin Soulier Consulting Office

27/01/2014

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-01

Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Vesod, il grande artista italiano è stato infatti invitato da Robin Soulier per il suo progetto Hall of Fame, con il quale il noto consulente d’arte offre le stanze e gli spazi dei suoi uffici al talento dei grandi interpreti.
L’idea alla base del progetto è quella di una sperimentazione continua di nuovi approcci e visioni artistiche, le stanze degli uffici vengono così affidate agli artisti che ciclicamente, ogni due mesi per l’intero stabile ed ogni tre mese per la sala principale, vengono completamente trasformate dagli interpreti chiamati al lavoro, gli stesi mobili e l’arredamento sono interamente trasparenti per non staccare eccessivamente il contesto ed il contenuto dipinto offrendo quindi un interazione maggiore. Dopo l’eccellente lavoro portato a termine nei mesi scorsi dal duo Sobekcis e Tomek (Covered) è proprio Vesod a portare avanti la bell’idea con la realizzazione di una nuova stanza interamente in bianco e nero.
Per lo spazio a disposizione Vesod sceglie un approccio che incarna in sè un intensa scala cromatica, tra i differenti grigi che mano a mano si fondono con le pareti bianchi, le profonde figure nere che alimentano un percorso di avvicinamento verso la grande pittura centrale, lo superficie viene completamente avvolta da una splendida configurazione astratta, le pareti così come il soffitto ed il pavimento vengono completamente coperte dall’interprete per sviluppare una trama complessa con una forte influenza tridimensionale. Lo spettatore si ritrova così catapultato ancora una volta all’interno del fitto immaginario dell’artista, una scomposizione delle forme che avviene attraverso una visione geometrica, dove figure, veri e propri spicchi cromatici puntano diretti e decisi verso la grande facciata che ospita in grembo un nuova e personale visione. E’ qui che si sviluppa il cuore dell’intervento, vediamo Vesod nuovamente realizzare ed intrecciare i corpi delle sue donne in un unico frastagliato e vorticoso percorso visivo, appaiano così come spettri due volti appena accennati e completamente in balia delle figure proposte che ne spezzano e ne ricompongono la forma, le scale di grigi ne tracciano i dettagli, le mani, così come i volti , in morsa stretta e dirompente che avvolge e centra tutta la figura ed in cui emerge tutto il talento di Vesod di celare ed al contempo far emergere la silhouette dei corpi, dei tratti dei visi, si intersecano forme e figure differenti supportate da una trama cromatica ricchissima di dettagli per un opera che ancora una volta ci lascia assolutamente emozionati e colpiti.
Per farvi apprezzare al meglio tutte le fasi di lavoro e l’eccellente risultato finale vi abbiamo preparato una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento e le immagini del work in progress, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare lo splendido risultato finale, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by Robin Soulier Consulting

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-02

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-03

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-04

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-05

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-06

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-07

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-08

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-09

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-10

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-11

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-12

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-13

vesod-new-piece-at-robin-soulier-consulting-office-14

Weekly Overview 69| 20-12 to 26-01

26/01/2014

Weekly Overview-69

Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-03

Knarf x Mafia x Fresh Max – New Murals near Vienna

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-11

ROTI – New Sculpture at The Independence Square in Kiev

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-05

Marco Pho Grassi – [PLÙ-RI-MO] at Circle Culture Gallery (Preview)

blaqk-a-new-awesome-mural-01

Blaqk – A New Awesome Mural

alfano-psicologia-involutiva-new-zine-01

Alfano – “Psicologia Involutiva” A New Zine

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-10

Felipe Pantone and Demsky – “Ultradinámica” at Galería Mr.Pink

ro-festin-dance-macabre-new-pieces-01

Rö – “Festin” A New Piece in Paris, France

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-01

Elian x Seth – New Mural in Córdoba, Argentina

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang-30

Ernest Zacharevic – “Art Is Rubbish Is Art” New Show in Penang

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-09

Alberonero – New Mural for Meridiani USA in Miami Part 2

borondo-jaz-new-mural-in-london-00

Borondo x JAZ – New Mural in Shoreditch,London

vesod-new-mural-in-venaria-reale-02

Vesod – New Mural in Venaria Reale, Torino

Remi Rough and CRASH – “Flow” New Show at Dorian Grey Gallery

26/01/2014

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-01

Aperta lo scorso 16 Gennaio all’interno della Dorian Grey Gallery di New York, “Flow” è il nuovo punto di contatto, Remi Rough e CRASH, due mondi per certi versi opposti, si incontrano, mescolano il personali approcci visivi, per dare vita ad una esibizione assolutamente imperdibile.
La mostra poggia le sue solide basi sull’interazione tra due differenti visioni ed evoluzioni del mondo dei graffiti, se da una parte il leggendario John CRASH Matos continua a portare avanti il personale approccio figurativo misto pop della prima generazione di graffiti artist, dall’altra Remi Rough prosegue la personale e vivace ingerenza astratta continuando a proporre studi e ricerche su forme e figure geometriche. Si sviluppa così un dialogo che dallo stesso ambito di partenza si è poi sviluppato verso differenti direzioni, se CRASH a preferito una contaminazione pop dal canto suo Remi Rough ha scelto per se una forte influenza astratta, due percorsi differenti che si rincontrano e si intrecciano qui attraverso un allestimento importante e variegato caratterizzato dalla presenza di una serie di nuovo pezzi su tela, e sul legno elaborati dai due grandi interpreti.
Se vi trovate nella grande mela c’è tempo fino al prossimo 23 di Febbraio, diversamente vi diamo modo di dare uno sguardo all’allestimento proposto da due grandi artisti attraverso una bella selezione di scatti, trovate tutto dopo il salto, dateci siamo certi che non ve ne pentirete affatto.

CRASH is a Bronx native and member of the original crews who “bombed” NYC subway cars in the 1970’s and 80’s. CRASH’s work continues to grow in popularity and push the boundaries of street art. His work is in the permanent collections of MOCA and The Brooklyn Museum of Art and has been featured in numerous publications.

Remi Rough, a UK native, cut his teeth creating abstract murals in South London. In 2008, Remi Rough was chosen by curators at Tate Modern to speak on the history of UK graffiti. His bold, abstract style has expanded the art community’s definition of street art, and has been featured in numerous publications. In 2010, a 30-year retrospective of CRASH’s drawings was Dorian Grey Gallery’s inaugural exhibition. In this reunion with the gallery, CRASH has collaborated with Remi Rough on a new series of exciting work representing the next stage in the evolution of graffiti and street art.

Pics by Alexandra Henry via San

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-02

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-03

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-04

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-05

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-06

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-07

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-08

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-09

remi-rough-and-crash-flow-at-dorian-grey-gallery-10

Adnate x Twoone – New Mural in Melbourne

26/01/2014

adnate-twoone-new-mural-in-melbourne-01

Con interesse volgiamo in nostro sguardo a Melbourne in Australia dove Twoone e Adnate hanno da poco portato a termine un nuovo splendido intervento fondendo insieme i personali e diversissimi stili visivi in un unico lavoro dal fortissimo impatto finale.
Come abbiamo spesso avuto modo di vedere Twoone abbraccia una tematica visiva assolutamente personale, dotato di uno stile assolutamente proprio l’artista porta avanti tematiche forti e simbolismi al limite del mistico, al centro del suo operato risiede la figura del teschio, sviscerata attraverso una forte sacralità e accompagnata dall’idea e della percezione onirica delle maschere con un particolare predilezione per quelle animali. Twoone nel suo lavoro sviscera queste tematiche concedendo allo spettatore l’opportunità di affrontare i propri demoni interiori, il tratto è delicato ma le spruzzate ed i colori si fanno forti incisivi come lame, in un continuo giocare tra controparti malinconiche e colorate.
Adnate invece preferisce un tratto maggiormente realistico, l’artista mira ad una riproduzione al limite del realistico spingendosi però verso un tratto ricco di spunti personali, i corpi, i volti, gli sguardi vengono così intervallati da colate di colore oppure da veri e proprie elementi visivi, come gli stessi abiti per esempio, atti ad alimentare il già forte carattere emotivo. Vera e propria peculiarità del suo lavoro è però l’idea di realizzare i suoi soggetti, spesso persone vere, partendo da una particolare inquadratura, una sorta di fermo immagine, spesso scorci anche difficoltosi che esaltano la capacità di lavoro e di conseguenza il risultato finale.
Per questo nuovo intervento in coppia i due artisti danno vita, sulla facciata di questo edificio abbandonato, ad un gigantesco ritratto di una donna con lo sguardo rivolto verso l’alto, se il soggetto è proprio curato da Adnate, Twoone sceglie di frapporre nella visione dello spettatore una serie di sottili figure, dando vita ad un nuovo teschio che avvolge il viso quasi a creare una sorta di maschera, ed ad una serie di segni minori che ricoprono gli abiti della donna con teschi e rose.
Scrollate giù dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due interpreti, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi, enjoy it.

Pics via San

adnate-twoone-new-mural-in-melbourne-02

adnate-twoone-new-mural-in-melbourne-03

Knarf x Mafia x Fresh Max – New Murals near Vienna

26/01/2014

Un bel trio formato da Knarf, Mafia e Fresh Max si è dato appuntamento nei pressi di Vienna all’interno di un enorme complesso industriale per dare vita ad un gigantesco e pazzesco intervento su tutti i 3500 metri quadrati a disposizione della struttura.
Ogni tanto capita di imbatterci in progetti mastodontici, guidati dalla forte creatività degli artisti partecipanti, che riescono a farci sobbalzare dalla sedia, completamente impressionati dallo spettacolo messo in piedi. Quest’ultimo lavoro del trio fa senza dubbio parte di questi, la grande varietà di interventi, unita ad una comune tematica visiva e l’impressionante impatto finale fanno di questo progetto uno dei più interessanti degli ultimi tempi.
Dopo più di 100 giorni di lavoro gli Austriaci Knarf, Mafia e Fresh Max presentano questa incredibile ed armoniosa realizzazione, lavorando su tutte le superficie a disposizione e con oltre 800 litri di vernice, gli interpreti hanno sviluppato un trama complessa e dal fortissimo impatto finale, un lavoro titanico che mette in mostra tutta la loro caratura. L’approccio è fortemente influenzato da una visione astratta, in particolare gli artisti attraverso un incredibile numero di texture, figure, forme e configurazioni differenti danno vita ad una sorta di giungla visiva, richiamando in chi osserva la sensazione di trovarsi all’interno di un panorama naturale. Proprio il tema naturale, inseguito e sviluppato attraverso dinamiche ed elementi sempre differenti, avvolge letteralmente tutti gli spazi, un esplosione di colori, fasci cromatici e forme organiche che investono gli spazi con un efficacia pazzesca, si passa da tinte più scure fino ad palette cromatiche decisamente più vive, in un equilibrio costante ricercato ed assolutamente trovato.
Il risulta finale ci ha parecchio coinvolto, la densità del lavoro, la grandezza delle superfici nonché l’enorme impatto finale che Mafia, Knarf e Fresh Max sono riusciti ad alimentare in questa loro ultima realizzazione, ci hanno positivamente impressionato, una scossa visiva potente e ridondate, da togliere il fiato.
Vi lasciamo al bel video ed alle immagini che ripercorrono le fasi di lavoro e l’eccellente risultato finale, mettetevi comodi e gustatevi lo spettacolo, se siete interessati è uscita una bella zine in edizione limitata che documenta con maggiore enfasi tutto l’incredibile progetto, disponibile qui all’irrisorio prezzo di 12 Euro, un bel modo per far restare impresso tutto l’incredibile lavoro portato a termine.

Pics via Graffuturism

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-01

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-02

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-03

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-04

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-05

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-06

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-07

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-08

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-09

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-10

knarf-mafia-fresh-max-new-murals-near-vienna-11

GoddoG – “Amazonia” New Mural in Toulon, France

25/01/2014

goddog-amazonia-new-mural-in-toulon-france-01

Andiamo con piacere a dare un’occhiata al lavoro di GoddoG, l’artista con base ad Avignone ha infatti da poco terminato un nuovo intervento a Tolone in Francia per realizzare un nuovo intervento su questa parete per un altro dei progetti collaterali dell’Association Le M.U.R..
Nato come naturale proseguo dei lavori dell’Association Le M.U.R. questo progetto di Tolone inaugurato, ne eredita il carisma e la convinzione offrendo uno spazio completamente diverso, una parete semi distrutta, di difficile impiego che viene rivitalizzata attraverso il lavoro degli artisti. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, l’idea è infatti quella di creare un vero e proprio muro dinamico a disposizione degli artisti dove gli stessi possano esprimere al meglio il loro concetto di arte. Con un seguito sempre più importante l’Associazione si sta facendo notare per i nomi altisonanti, tra cui alcuni ospiti internazionali di spessore, che hanno prestato il proprio talento alle varie pareti sparse per Parigi e per la Francia, personaggi di spicco del panorama contemporaneo le cui opere vengono di volta in volta coperte dall’artista successivo andando a creare una galleria dinamica e sempre in movimento, per quello che è quindi uno spazio permanente ma costatatemene variabile.
Con base ad Avignone GoddoG porta avanti un stile fortemente influenzato dall’illustrazione andando ad interagire con gli spazi attraverso una serie di figure, personaggi ed elementi visivi caratterizzati da un uso massiccio di colori, texture e stratificazione visive, andando talvolta ad inserire elementi astratti come figure geometriche, il tutto legato ad una tematica che prende spunto da una smisurata fantasia, dagli elementi architettonici ed urbani, dai sogni e dalle personali letture
Questa particolare inflessione giunge sul particolare spazio a disposizione divertendosi ad esaltarne le divergenze, tra le crepe e gli spazi sospesi si muovono così figure ed elementi vivacissimi in quella che è una rappresentazione caratteristica della città.
Un opera che ci positivamente coinvolto e che vogliamo condividere con voi attraverso la bella serie di scatti, scrollate giù è tutto dopo il salto! Enjoy it!

Thanks to The Artist for The Pics

goddog-amazonia-new-mural-in-toulon-france-02

goddog-amazonia-new-mural-in-toulon-france-03

goddog-amazonia-new-mural-in-toulon-france-04

ROTI – New Sculpture at The Independence Square in Kiev

25/01/2014

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-14

Il Francese ROTI in un climax assolutamente surreale e dai forti toni distopici, presenta il suo ultimo intervento una splendida installazione realizzata ed allestita sulla Piazza dell’Indipendenza di Kiev in Ucraina fulcro nevralgico delle massicce proteste e sommosse popolari di questi tempi.
La rilevanza di un intervento di questo tipo sta proprio nel particolare momento di fortissima protesta sociale che sta attraversando tutto il paese, moti anti-governativi che a seguito dell’adozione di leggi decisamente severe, si rischiano pene detentivi fino a cinque anni per colore che protestano, manifestano, indossano maschere o bloccano gli edifici pubblichi, si sono maggiormente inasprite in una escaltion di violenza che ha portato a tre uccisioni durante gli scontri con la polizia. In questa desolazione ROTI lascia un segno visibile e tangibile, l’artista sceglie un approccio più impattante, non si tratta perciò di un opera murale ma piuttosto di una vera e propria scultura atta a simboleggiare il particolare momento e siamo certi a scuotere le menti.
ROTI elabora così su una gigantesca lastra di marmo un opera dal forte carattere emotivo, sulla pietra vediamo letteralmente tentare di emerge il corpo di una donna, il volto appena accennato, le mani ed i piedi che piano piano fuoriescono, brividi. L’impressione è quella di un corpo letteralmente immerso in una sorta di liquido, quasi una costrizione dove la volontà di alzarsi rappresenta proprio, in un sottile parallelo, la stessa tenacia di ribellarsi e porsi contro alle ingiustizie.
Un opera che segna il sostegno dell’artista alla protesta e che rappresenta un simbolo forte e dirompente, un intervento che abbiamo particolarmente apprezzato per la profondità e l’impegno sociale e che vi diamo modo di apprezzare al meglio attraverso una ricca serie di scatti dove ripercorriamo insieme tutte le fasi di realizzazione di questo lavoro, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare il fortissimo impatto finale.

Pics via San

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-11

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-12

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-13

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-03

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-04

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-01

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-02

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-05

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-06

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-07

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-08

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-09

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-10

roti-new-sculpture-at-the-independence-square-in-kiev-ukraine-15

Invader – New Invasion in Hong Kong

25/01/2014

invader-new-invasion-hong-kong-01

Per inaugurare il nuovo anno Invader si sposta ad Hong Kong dove ha da poco iniziato un’altra delle sue canoniche invasioni, spazio quindi ad una nuova serie di interventi che ancora una volta spaziano su temi ed ambiti diversi della cultura degli anni ’80 e ’90.
Invader fà parte della vecchia scuola di artisti urbani, quella agli albori da cui l’interprete francese in realtà non ha mai voltato le spalle, gli anni proseguono e l’attività dell’artista continua a mantenere la forma e la sua non convenzionalità. Le basi dell’operato di Invader lo sappiamo bene poggiano sull’idea dell’artista di incollare una serie di grandi o piccole piastrelle raffigurati i personaggi famosi del gioco 8bit Space Invaders, in quest’ultimo anno però abbiamo notato un progressivo distacco, o almeno in parte, da questi soggetti sempre più sostituiti da un immaginario che si rifà ai miti ed ai personaggi degli anni ’80 così come quelli dei primi ’90. Da un calderone così sfaccettato e complesso emergono quindi nuovi personaggi dei videogame, specialmente quelli di Nintendo, così come i celebri robot di guerre stellari, e tutta quella sottocultura formatasi proprio durate i due decenni.
Invader paga omaggio a questi soggetti attraverso interventi anzitutto di dimensioni differenti, ma anche ricchi di colori ed elementi cromatici nuovi, portando a compimento uno sviluppo ragionato e profondo del proprio percorso artistico, più disomogeneo, più caratteristico e soprattutto più in sintonia con l’immaginario comune di ciascuno di noi dal quale richiama elementi, figure e personaggi che rappresentano parte integrante del nostro background.
Con quest’ultima invasione ad Hong Kong il grande artista porta avanti proprio queste tematiche realizzando una serie di interventi differenti, si va dai sacchi di soldi, passando per una rivisitazione de La Furia di Hong Kong Phooey, il famoso cartone di Hanna & Barbera e soprattutto dell’iconico Thomas di Kung-Fu Master vero e proprio precursore dei videogiochi picchiaduro come li conosciamo tutt’oggi.
Un piatto ricco di installazioni di dimensioni grandi e ridotte che vi diamo modo di apprezzare attraverso gli scatti realizzati dall’artista stesso attraverso il suo account instagram, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sulle sue invasioni.

Pics by The Artist

invader-new-invasion-hong-kong-02

invader-new-invasion-hong-kong-03

invader-new-invasion-hong-kong-04

invader-new-invasion-hong-kong-05

invader-new-invasion-hong-kong-06

invader-new-invasion-hong-kong-07

invader-new-invasion-hong-kong-08

invader-new-invasion-hong-kong-09

invader-new-invasion-hong-kong-10

invader-new-invasion-hong-kong-11

invader-new-invasion-hong-kong-12

invader-new-invasion-hong-kong-13

Graffiti Art Magazine Issue #20

24/01/2014

graffiti-art-magazine-issue-20-01

Fuori da poco l’ultimo interessante numero di Graffia Art Magazine, la riviste trimestrale che esplora i differenti aspetti dell’arte urbana attraverso reportage, foto e testi belli grassi, l’artista scelto per la copertina è MOMO per un risultato finale da stropicciarsi gli occhi.
Questa nuova uscita è caratterizzata, oltre che dalla splendida copertina, da ben 132 pagine in cui ancora una volta il team di Graffiti Art Magazine prosegue la sue esplorazione a tutto tondo sull’arte urbana internazionale, ci ritroviamo così ad attraversare il globo grazie ai consueti focus sugli artisti che di volta accompagnano le pubblicazioni, dall’Italia alla Polonia passando per Stati Uniti e Francia, con una serie di focus su Pixel Pancho, Sainer, Christopher Wool, MOMO ed infine Gris1, tutte personalità di rilievo ed artisti in rampa di lancio. A completare questa nuova uscita uno speciale sui gemelli all’interno dell’arte contemporanea, fari puntati quindi sugli Os Gemeos così come gli How & Nosm e qualche altra gradita sorpresa.
Se siete interessati potete acquistare la vostra copia direttamente sullo store del noto portale qui ad un abbordabilissimo prezzo di 6,90 Euro, il consiglio è quello di lasciarsi scappare l’occasione! Hurry up.

graffiti-art-magazine-issue-20-02

graffiti-art-magazine-issue-20-03

graffiti-art-magazine-issue-20-04

graffiti-art-magazine-issue-20-05

Marco Pho Grassi – [PLÙ-RI-MO] at Circle Culture Gallery (Preview)

24/01/2014

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-05

Attraverso una bella serie di immagini in anteprima, con piacere scopriamo che il grande Marco Pho Grassi il prossimo Febbraio aprirà [PLÙ-RI-MO] un esuberante personale all’interno degli spazi della Circle Culture Gallery nella sua sede di Amburgo in Germania.
Lo show si appresta ad essere una sorta di contenitore delle diversissime esperienze personali dell’artista, l’allestimento proposto attraverserà quindi quelli che sono le sue sperimentazioni in studio attraverso una selezione delle sua più recente ricerca artistica, le collaborazioni ma soprattutto una profondissima miscela di mezzi e medium differenti, dalla ceramica, alle Rayographs, passando per le pitture assemblate, stampe e lavori con oggetti da recupero, un calderone ricchissimo di spunti che diventa così una sorta di serbatoio di esperienze ampie e variegate ma unite e collegate comunque tra di loro. Denominatore comunque è il gesto pittorico e l’uso appunto di materiali differenti, i lavori si basano su differenti approcci concettuali, formali e tecnici mantenendo però sempre e comunque un estetica coerente.
Uno show che ci sentiamo caldamente di consigliere, l’appuntamento è per il prossimo 1 Febbraio, noi vi consigliamo caldamente di farci un salto se per qualsiasi ragione vi dovreste trovare in zona, diversamente don’t worry a suo tempo vi daremo modo di gustare appieno tutto l’allestimento con un corposo ed approfondito recap. nel frattempo vi lasciamo una bella serie di immagini in preview, due pagine con le quali possiamo già farci un idea di quello che sarà il risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo.

Circle Culture Gallery
Bismarckstraße 98
20253 Hamburg, Germany

Circle Culture Gallery Hamburg presents the new exhibition [Plù -ri -mo] by Marco Grassi aka Pho. The Italian artist shows a selection of his most recent artistic research. Thereby, [Plù -ri -mo] becomes a reservoir for Grassi’s varied and broad experiences which at second glance, all seem to be connected with each other.

Grassi’s work is highly diverse and involves art pieces containing multiple materials (“Walls”), ceramics, works on paper (“Monotypes”), as well as his recent “Rayographies”. A strong relation in the pictorial gesture and the use of different materials are the main characteristics of his artwork. The varying bodies of work are based on various conceptual, formal and technical approaches by always keeping a coherent aesthetic.

Thanks to The Artist for The Pics

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-02a

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-01

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-02

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-03

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-04

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-04a

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-06a

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-06

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-07

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-08

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-09

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-10

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-11

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-12

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-12a

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-12b

marco-pho-grassi-plu-ri-mo-at-circle-culture-gallery-preview-13a

DissensoCognitivo – A New Piece near Ravenna

24/01/2014

dissensocognitivo-a-new-piece-in-ravenna-01

Continuiamo con interesse a seguire gli sviluppi del lavoro del DissensoCognitivo (The Boost), il duo ha infatti da poco terminato una nuovo intervento nei pressi di Ravenna proseguendo sulla strada tracciata dai precedenti lavori.
Quella che era iniziata come interessante sperimentazione visiva si sta rivelando come una vera e propria serie, il DissensoCognitivo continua a portare avanti lo sviluppo tematico e visivo legato all’utilizzo della ruggine come materiale di lavoro, aggiungendo però in quest’ultimo lavoro un utilizzo più massiccio di vernici realizzando un binomio in cui i materiali già pre-esistenti sulla superficie, la ruggine appunto, e la personale pittura vanno a legarsi egregiamente in un nuovo ed esaltante pezzo.
L’opera si mostra come un rapporto tra due forme distinte appoggiate su un background bianco, la prima ha l’aspetto di una grande pietra grigia che vediamo letteralmente sospesa in aria, mentre invece la seconda rappresenta un ritorno alle masse organiche, in particolare a quelle degli animali rappresentata attraverso il consueto filtro tematico.
Ancora una volta vogliamo mettere l’accento sul particolare ed unico climax che accompagna le opere del duo, si tratta di racconti di un mondo lontano e tormentato al quale gli artisti hanno donato respiro e forma, dipinto paesaggi e sopratutto dato vita a corpi ed ombre che si muovono all’interno di questo apocalittico futuro. I DissensoCognitivo ci raccontano la decadenza della razza umana attraverso una metamorfosi lenta e costante che ci ha portato all’oblio, i loro lavori quindi si discostano parecchio da quelle che sono le tematiche classiche, anzi gli interventi mirano ad una riflessione su come siamo per non diventare, gli interpreti portano al limite ed all’eccesso una visione tristemente buia dell’umanità, ci sbattono in faccia quelle che siamo e lo fanno mostrandoci in quello che, senza una redenzione, potremmo trasformarci.
E’ interessante notare la volontà degli artisti di lasciare invariate le tracce pregresse come la scritta di una ragazza sulla piccola billboard, come se si trattasse di una memoria antica di un mondo ormai perso, sgretolato dalla sua stessa frenesia, un pensiero effimero proprio come l’umanità soggiogata dalla sua stessa brama di potere e di immortalità. Il lavoro si distingue infine per l’utilizzo di colori come il rosso ed il blu, macchie e segni che attraversano la carne dell’abominio e che rappresentano una novità all’interno del percorso fin qui portato avanti dagli artisti che insistono nell’affidarsi a tinte maggiormente più cupe e tristi, le linee spesse e rimarcate di nero costituiscono le rughe ed i tratti dei volti in quello che ha tutte le sembianze di un granchio dall’aspetto mimetico, che tenta nella sua mostruosità una mimetizzazione efficace con il tessuto urbano o quel che ne rimane.
Per farvi apprezzare appieno tutto il rinnovato stile degli artisti vi lasciamo ad una bella serie di immagini, noterete nei dettagli la perfetta simbiosi tra i materiali utilizzati, dateci un occhiata siamo certi che anche voi non mancherete di apprezzare tutta la particolare enfasi e la profondità dei temi trattati dagli interpreti, è tutto vostro.

Pics by The Artist

dissensocognitivo-a-new-piece-in-ravenna-04

dissensocognitivo-a-new-piece-in-ravenna-02

dissensocognitivo-a-new-piece-in-ravenna-03

Blaqk – A New Awesome Mural

24/01/2014

blaqk-a-new-awesome-mural-01

Dopo averci deliziato con la splendida Left overs: The belly of a city, il duo greco Blaqk torna al lavoro presentandoci il primo intervento di questo nuovo anno, ancora una volta la cornice sembra essere un edificio abbandonato, scenografia perfetta per le viscerali opere dei due interpreti.
Facendo proprio seguito all’esuberante serie di lavori presentati all’interno della TinT Gallery, i Blaqk con questo nuovo intervento continuano a portare avanti il personale binomio visivo, ancora una volta quindi spazio alla doppia visione di ogni singolo interprete che viene miscelata, arrangiata e veicolata verso un unico e spettacolare intervento. È piuttosto interessante notare come i due artisti riescano a far convivere due aspetti sintomaticamente opposti, istinto e razionalità si uniscono producendo da una parte una approccio lineare, pulito e perfettamente strutturato, dall’altra lo spazio viene invaso da una scrittura criptica, rapida e avvolgente di puro istinto. L’equilibrio infine viene portato avanti dalla scelta di utilizzare unicamente il bianco ed il nero come principali interlocutori cromatici e dall’idea di veicolare i personali tratti verso un’unica direzione visiva.
Proprio con quest’ultimo pezzo vogliamo però per una volta analizzare singolarmente i due aspetti caratteristici del lavoro dei Blaqk, le differenze di approccio e di tratto, ma soprattutto la personale evoluzione di ciascuno dei due artisti che specialmente negli ultimi tempi si sono fatte evidenti. Come più volte detto Greg Papagrigoriou rappresenta la parte più emotiva, negli ultimi tempi l’esplosione della sua calligrafia si è fatta senza dubbio maggiormente impattante, il tratto si è mano a mano fatto più istintivo, i colori meno strutturati per abbracciare piuttosto una visione maggiormente emotiva, con pennellate rapide sinuose e corali che vanno a spezzare la trama precisa ed articolata di Simek. Quest’ultimo come abbiamo avuto modo di vedere in queste ultime settimane, sta mano a mano portando avanti un dialogo con forme di dimensioni ridotte, articolate attraverso un continuo cambio di direzioni ed imbastite su un unico percorso, per questo nuovo pezzo torna a dialogare con figure più grandi, veri e propri blocchi cromatici che esattamente come la sua controparte strizzano l’occhio ad una sorti di grafia e di lettering estremo, spettacolare.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’eccellente lavoro dei due artisti vi lasciamo ad una splendida selezione di scatti, dateci un occhiata per cogliere tutti i dettagli e lo splendido tratto che accompagna le produzioni del duo, scrollate giù, siamo certi che apprezzerete.

Pics by Alex Grymanis

blaqk-a-new-awesome-mural-02

blaqk-a-new-awesome-mural-03

blaqk-a-new-awesome-mural-04

blaqk-a-new-awesome-mural-05

2501 – A New Murals in East London

24/01/2014

2501-a-series-of-murals-in-east-london-01

Ancora occhi puntati su Londra che come detto in questi giorni sta accogliendo un nutrito gruppo di star internazionali, tra questi il nostro 2501 che si è impegnato in una bella serie di lavori proseguendo sulla linea tracciata dalla sue ultime produzioni.
Ancora una volta 2501 sceglie di affidarsi al consueto tris cromatico, il bianco ed il nero in simbiosi con il colore oro in una nuova serie di interventi con i quali prosegue nel portare avanti le personali fascinazioni visive ed appunto cromatiche.
Cuore centrale della visione dell’artista è ovviamente il personale approccio visivo che ne sorregge tutto l’operato, ancora una volta quindi spazio alle consuete e delicate linee nere su fondo bianco accompagnate dalle intermittenze dorate e che segnano in una simbiosi cromatica il forte e profondo immaginario. I temi che accompagno le produzioni del grande interprete alimentati da un tratto senza dubbio ipnotico ne esaltano la forma, proiettando lo spettatore all’interno di un universo onirico al limite del mistico con figure e forme che mano a mano si fanno strada nella miscela di onde nere, volti, corpi e vere e proprie figure che esaltano tutto la ricerca di un equilibrio visivo quanto la particolare profondità della ricerca dell’artista.
2501 per la sua campagna londinese si impegna nella realizzazione di due distinti interventi, due situazioni differenti in cui emerge tutta la duttilità e la capacità di adattarsi agli spazi del suo stesso lavoro, la prima facciata è infatti questa piccola parete dove l’interprete sceglie di dipingere una lunga figura sinuosa impegnandosi nella realizzazione di una vera a propria prospettiva che va mano a mano a salire fino ad inondare lo spazio del muro limitrofo. A catturare la nostra attenzione infine il secondo intervento, qui l’artista sceglie di fondere il proprio tratto con quanto già pre-esistente sulla parete, quelle che sembrano quindi una serie di immagini tipiche indiane rovinate e semi distrutte, tornano a nuova vita grazie all’inserimento di figure e forme astratte che ne esaltano l’influenza popolare e religiosa e che riconducono l’artista verso un esperienza personale che l’aveva visto in passato interessarsi proprio a questi particolari immaginari
VI lasciamo alle immagini ed a tutti i dettagli del caso, se vi trovate in città il primo lavoro può essere visto dal vivo su Hanbury Street, Brick Lane proprio in basso ad un grande uccello realizzato da ROA negli anni passati ed a quest’altro bel intervento realizzato da Alexis Diaz di qualche mese addietro, è tutto vostro dopo il salto! Enjoy it.

Thanks to Rexromae for The Pics

2501-a-series-of-murals-in-east-london-02

2501-a-series-of-murals-in-east-london-03

2501-a-series-of-murals-in-east-london-04

2501-a-series-of-murals-in-east-london-05

2501-a-series-of-murals-in-east-london-06

Alfano – “Psicologia Involutiva” A New Zine

23/01/2014

[slider] [slide type=”image” title=”Alfano Zine” url=”” target=”_self” caption=””] http://ilgorgo.com/wp-content/uploads/2014/01/alfano-psicologia-involutiva-new-zine-01.jpg [/slide] [slide type=”image” title=”” url=”” target=”_self” caption=””] http://ilgorgo.com/wp-content/uploads/2014/01/alfano-psicologia-involutiva-new-zine-02.jpg [/slide] [slide type=”image” title=”” url=”” target=”_self” caption=””] http://ilgorgo.com/wp-content/uploads/2014/01/alfano-psicologia-involutiva-new-zine-03.jpg [/slide] [slide type=”image” title=”” url=”” target=”_self” caption=””] http://ilgorgo.com/wp-content/uploads/2014/01/alfano-psicologia-involutiva-new-zine-04.jpg [/slide] [/slider]

Supportata anche da noi di GORGO, finalmente fuori l’ultima esuberante follia di Alfano, “Psicologia Involutiva” una nuova fanzine pubblicata dall’artista in collaborazione con gli amici di BOLO Paper che potete liberamente acquistare anche qui sulle nostre pagine.
Ancora una volta ci ritroviamo catapultati all’interno del folle immaginario di Alfano, il grande artista per questa sua ultima fatica ci illustra un percorso delirante che tocca i diversi ambiti psicologici ed emotivi dell’uomo, in particolare l’interprete sceglie di indagare un aspetto soggettivo trovando nella mente di un uomo confuso ed incapace di organizzare la propria vita, il vero leimotif di tutto il racconto. Si aprono così sulle pagine della pubblicazione monologhi, riflessioni e pensieri folli scaturiti dalla stessa persona, una sorta di pensiero vivente accompagnato dal consueto e personalissimo tratto, vero e proprio marchio di fabbrica delle produzioni dell’interprete.
La zine è composta da ben 36 pagine stampate su carta pergamenata, come detto noi di Gorgo abbiamo deciso di supportare l’uscita accaparrandoci 10 Copie nei differenti colori che vedete in galleria, se siete interessati il prezzo è di Euro 8,00 spese di spedizione incluse, non vi resta quindi che scrollare giù e procedere direttamente al pagamento tramite paypal, diversamente contattateci qui, e fate presto vanno via come il pane!

Pics by GORGO

Item + Delivery

Felipe Pantone and Demsky – “Ultradinámica” at Galería Mr.Pink

23/01/2014

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-01

Aperta lo scorso 10 Gennaio “Ultradinámica” è l’ultima creatura partorita dalla mente di Felipe Pantone e Demsky che, oltre a dirigere l’allestimento all’interno degli spazi della Galería Mr.Pink di Valencia, scelgono proprio in occasione della mostra di presentare ufficialmente il loro personale manifesto artistico.
In un brulicare continuo ed incessante, l’arte urbana specialmente in questi ultimi sta attraversando una metamorfosi totale evolvendosi ed aprendo la strada a sviluppi strade e percorso differenti, tra cui non possiamo non citare tutto il filone Graffuturism. Proprio in occasione del loro show Felipe Pantone e Demsky presentano la loro personale visione, il loro filtro artistico, nasce così una nuova branchia l’Ultradynamic che ancora una volta deve e paga il personale background direttamente dal mondo dei graffiti.
L’idea alla base di questa corrente, ci spiegano gli artisti, è anzitutto l’utilizzo di materiali e componenti insolite e non convenzionale, tra cui senza dubbio spicca l’ausilio di computer per ricreare ed introdurre dimensioni complesse e precise, quello che però cattura fin da subito è la viscerale intenzione di voler porre lo spettatore come percettore attivo dell’opera, gli interventi si dimostrano ricchi di forme è figure irregolari, improbabili che evitano di fatto ogni ordine prevedibile andando a ricercare un forte senso di dinamicità, e ancora, il moto ricercato proprio negli elementi rappresentati che si sviluppano che vengono dipinti con precisione, ordine e razionalità altre volte invece, caotici, instabili arrivando a simulare le figure dei liquidi. Una miscela quindi che poggia le sue radici sull’incertezza e la sorpresa in un estremismo che si pone in equilibrio tra una ricerca visiva precisa ed accurata ed uno sviluppo invece affidato e guidato da una grande dose di istinto il tutto raccolto in una grande influenza tematica che volge il proprio sguardo al cosmo ed al futuro, attraverso forme e concetti, di cui innegabilmente la grande parete in bianco e nero è simbolo estremo e massimo.
Uno show che per le tematiche e la profondità del dialogo ricercato dagli artisti, per l’inusuale proposta visiva, ci ha seriamente interessato e ci spinge con curiosità a tenerne sott’occhio tutti gli sviluppi del caso, se vi trovate nella bellà città spagnola c’è tempo fino al prossimo 30 di Gennaio per andare a farci un salto, diversamente vi lasciamo ad una bella serie di scatti che documentano tutto l’interessante allestimento proposto, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi, e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due interpreti, se volete infine approfondire qui trovate direttamente il manifesto redatto lo scorso novembre che cuore stesso di questo nuovo show.

Galería Mr.Pink
Calle Guillem de Castro, 110
46003 Valencia

Pics via VelvetLiga

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-04

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-05

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-02

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-03

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-06

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-07

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-08

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-09

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-10

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-11

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-12

felipe-pantone-and-demsky-ultradinamica-at-galeria-mr-pink-13

Magrela – New Mural in São Paulo, Brasil

23/01/2014

magrela-new-mural-in-sao-paulo-01

Con piacere andiamo alla scoperta del personale tratto visivo di Magrela, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo intervento realizzato per le strade della sua San Paolo in Brasile, continuando a portare avanti il personale filtro visivo e tematico.
Con un fortissimo e radico background da graffiti artist e sopratutto con una forte simbiosi con quello che è il vivissimo tessuto urbano della metropoli brasiliana, Magrela da anni si impegna per le strade di San Paolo attraverso un personale approccio visivo che la vede raffigurare perlopiù personaggi femminili. La particolare enfasi emotiva dei suoi lavori è il risultato di un tratto delicato e molto peculiare, attraverso l’utilizzo di tinte e colori fortemente vicini alla terra l’artista sceglie di dipingere la donna attraverso un preciso filtro tematico. Il suo stesso nome, che in italiano può essere tradotto con molto magro, richiama quelli che sono gli elementi principali della sua pittura, la donna viene raffigurata sinuosa, asciutta, con un visione che incorpora una forte influenza illustrativa, con essa l’interprete spinge su temi importanti scegliendo di porre l’accento su situazioni disperate e profonde. E’ proprio la cadenza emotiva il vero valore aggiunto delle produzioni di Magrela, l’artista sceglie di esprimere sensazioni e stati personali, il dolore, la sofferenza, la fede, le difficoltà della vita moderna, gli ostacoli quotidiani vengono intersecati con i sentimenti per dar vita ad un profilo pittorico dalla fortissima sensibilità in una connessione con la comunità e la sua gente profonda e senza dubbio radicata. Sceglie di raffigurare le sue donne completamente senza veli, nascondendone le parti più intime e catalizzando piuttosto l’attenzione dello spettatore verso gli elementi tematici ed emotivi, sul suo particolare tratto che gioca tra rulli, bombolette e passate di mano, per offrirci un prezioso spaccato della vita brasiliana.
Quest’ultimo intervento dal significativo titolo “Luar do ser tão só, azulejou no meu deserto”, segna ancora una volta la volontà dell’artista di rappresentare fatti e situazioni connesse alla quotidianità, la donna raffigurata come sempre senza veli viene letteralmente appoggiata sulla parete e la vediamo intenta a tenere in mano quello che sembra uno spicchio di luna, l’idea è quella di un rappresentazione sognate del chiaro di luna come se se la donna raffigurata volesse farlo proprio mentre con il suo riflesso va a toccare le strade ed i palazzi della sua città.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e se anche voi siete rimasti piacevolmente colpiti dal suo personale tratto, restate sintonizzati continueremo qui sul Gorgo a proporvi nuovi aggiornamenti sul suo lavoro, stay tuned!

Pics by The Artist

magrela-new-mural-in-sao-paulo-02

magrela-new-mural-in-sao-paulo-03

magrela-new-mural-in-sao-paulo-04

magrela-new-mural-in-sao-paulo-05

magrela-new-mural-in-sao-paulo-06

Rö – “Festin” A New Piece in Paris, France

23/01/2014

ro-festin-dance-macabre-new-pieces-01

Con piacere andiamo ad addentrarci all’interno dell’universo di , l’artista francese ha infatti da poco terminato uno dei suoi eccellenti lavori, siamo a Parigi in Francia, all’interno del 8^ arrondissement nuovo palcoscenico per un esuberante esperienza visiva.
È proprio l’idea di un ipotetico palcoscenico, con un delicato sfondo quasi teatrale, che emerge con vigore osservando le produzione di Rö, l’interprete fa parte di una schiera di artisti che si colloca in netta contrapposizione con gli sviluppi più recenti dell’arte urbana, con i festival, le mostre e tutto il clamore e l’audience che c’è dietro, preferisce stare per le sue, elaborare i propri interventi all’interno di zone ed edifici dismessi, vero e proprio core visivo delle sue produzioni, lavorando con calma e approcciandosi con la pratica semplicemente seguendo quelli che sono i temi a lui più cari. Spesso in combinazione con una altro campione del paste-up come Zilda (Interview), Rö rappresenta una faccia malinconica, sorniona e delicata, l’interprete utilizza un linguaggio visivo personalissimo fatto di una pittura viscerale e profonda applicata che applicata su carta va a segnare gli spazi sviluppando delle vere e proprie scene. Si serve di luci, ombre, e qualsiasi materiale di recupero, spesso miscelato con pittura e poster, per tessere le trame del personale operato, ci regala istantanee ricche e profonde, lancia argomenti, spunti e ci lascia interrogati sulle personali immagini, la sensazione è quella di un lavoro dai grandi toni allegorici e che, sviluppato proprio per scene, con dettagli e personaggi tangibili, riesce a far calare lo spettatore all’interno dei concetti espressi con egregia efficacia.
Un scossa tematica e visiva che viene riproposta da Ro con questa sua ultima incursione, uscendo dai consueti luoghi abbandonati l’interprete presenta “Festin”, un opera affilatissima in cui vediamo una serie di uccelli intenti a banchettare quella che sembra una vera e propria carcassa. L’impatto è assolutamente tremendo, l’impressione è quella di una ferocissima critica sulla condizione dell’uomo moderno, sul suo essere unicamente un involucro di carne alla mercé della società libera di comandarne a piacimento gusti ed interessi, vero e propri cibo per avvoltoi, in una sorta di depurazione spirituale e fisica, un opera profonda che ci ha lasciato assolutamente coinvolti facendo passare attraverso differenti stati d’animo.
Vi lasciamo alle immagini con i dettagli di questa nuova magia firmata dall’interprete francese, dateci un occhiata noi ne siamo rimasti decisamente coinvolti e siamo certi che non mancherete di apprezzarne tutto il tono poetico ed il grande impatto finale, enjoy it.

Pics by The Artist

ro-festin-dance-macabre-new-pieces-02

Elian x Seth – New Mural in Córdoba, Argentina

23/01/2014

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-01

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Elian, l’artista Argentino ha da poco unito gli sforzi con Seth per dare vita ad un nuovo intervento realizzato per le strade della sua Córdoba, un opera che miscela alla perfezioni le caratteristiche astratte del primo con i characters tipici del secondo.
Il lavoro dei due artisti è di fatto opposto, se l’Argentino preferisce un approccio maggiormente astratto con un continuo studio sulle superfici, sulle location e gli spot, in funzione di uno sviluppo cromatico che possa avvolgerne gli spazi in totale simbiosi ed in perfetto equilibrio, Seth predilige un approccio maggiormente figurativo affidandosi ad i suoi canonici personaggi, i suoi fanciulli, che vanno letteralmente alla scoperta delle pareti e degli spazi immergendocisi al loro interno.
Questi due mondi così apparentemente lontani, trovano la giusta alchimia in questa bella realizzazione, Seth nel suo lungo vagare in giro per il mondo approda nella cittadina Argentina e mette in piedi insieme ad Elian una parete in cui gli aspetti cromatici proprio di quest’ultimo vanno a fondersi ed ad intersecarsi con uno dei peculiari personaggi del Francese.
Lo superficie viene anzitutto completamente avviluppata da una nuova trama cromatica, ancora una volta Elian si affida alle consuete tinte, dopo le interessanti sperimentazioni più istintive, il tratto torna ad essere più incisivo e diretto e va a solcare lo spazio dando vita ad una rete visiva che interseca colori differenti, il celeste sul giallo, per dare vita al verde, sul quale prende vita un grande cerchio nero intervallato dal rosso vivo che infine si ripete nella parte finale dell’intervento. Proprio al centro dell’opera vediamo esplorare con il proprio corpo, letteralmente sospeso in aria, il corpo di un ragazzo che si lancia all’interno della fitta sequenza di colori, la mano di Seth apre quindi ad un nuovo scenario che unendosi alla visione dell’Argentino offre all’intervento stesso una nuova chiave di lettura.
La sensazione è quella di un opera dal forte carattere sognante, come sospesi ci ritroviamo anche noi a guardare tra gli angoli ed i lati frastagliati delle sezioni cromatiche, a cercare nella grande massa nera, l’ignoto, in uno splendido risultato finale.
In attesa di ricevere nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due artisti e per darvi modo di apprezzare al meglio l’opera finale, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti, dateci un occhiata, è tutto dopo il salto, siamo certi che non mancherete di apprezzare, è tutta vostra.

Pics by The Artist

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-02

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-03

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-04

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-05

elian-seth-new-mural-in-cordoba-argentina-06

Phlegm – “The Bestiary” at Howard Griffin Gallery (Preview)

22/01/2014

phlegm-the-bestiary-at-howard-griffin-gallery-preview-02

Ci ha abituato a silenzi piuttosto lunghi Phlegm, seguiti immediatamente dopo da annunci sensazionali, il grande artista inglese torna infatti a parlare di sè annunciando un nuovo progetto espositivo che prenderà vita all’interno degli spazi della Howard Griffin Gallery di Londra il prossimo Febbraio.
Dal titolo “The Bestiary” lo show poggia le basi come è facilmente intuibile sull’idea stessa di Bestiario, la tradizione vuole che si tratto di una sorta di compendio illustrato di animali sospeso tra realtà e finzione, con immagini e la storia degli animali stessi arricchiti da testi piuttosto precisi ma che in un alternanza tra fantasia e realtà ne cancellavano completamente la valenza scientifica. Da questo particolare spunto Phlegm elaborerà il personale bestiario calando le immagini all’interno del suo personale e variegato universo visivo, una vera e propria classificazione delle sue creature fantastiche attraverso lavori di installazione, bassorilievi, ed opere affini alle pitture rupestri di Lascaux, con l’aggiunta di favole e narrazioni a supportarne la veridicità.
L’opportunità è quindi quella di un viaggio ricco e sfaccettato all’interno dell’universo del grande artista di Sheffield per conoscerne affondo ed al meglio tutte le differenti sfaccettature di quelli che sono i suoi personaggi, ma soprattutto degli animali e creature bizzarre che ne hanno così profondamente influenzato il lavoro specialmente nell’ultimo anno.
Alle informazione in nostro possesso si aggiunge la notizia che nessuno dei lavori presenti, ci tiene a precisare lo stesso artista, verrà messo in vendita, ora se vi trovate a Londra il consiglio è quello di farci assolutamente un salto, diversamente restate sintonizzati vi mostreremo infatti attraverso un approfondito recap tutte le immagini dello show, noi siamo già elettrizzati, stay tuned!

A bestiary was an illustrated compendium of animals, half real and half imagined, setting out the natural history of each beast within and its moral significance. A bestiary was not a scientific text and while some beasts and descriptions were quite accurate, others were completely fanciful. Such bestiarys belonged to the ancient world and were popularised during the Middle Ages as didactic tools.

For The Bestiary, Phlegm creates a modern bestiary within his own universe through an immersive and large scale installation in wood, clay and plaster. Here Phlegm presents a taxonomic categorisation of his creatures and collects them in one place for the first time. Within the expansive sections of the installation, and working in bas and high relief, Phlegm displays a series of works akin to the Lascaux cave paintings. Inspired by the bestiarys of old, these works contain untold fables and narratives.

Howard Griffin Gallery
189 Shoreditch High St,
London E1 6HU

Pics by The Artist

phlegm-the-bestiary-at-howard-griffin-gallery-preview-01

Lek x Sowat x Philippe Baudelocque – New Mural in Paris

22/01/2014

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-01

Recentemente l’eccellente trio formato da Lek, Sowat e Philippe Baudelocque si è dato appuntamento nel 20^ arrondissement a San Biagio di Parigi per realizzare questa gigantesca parete 20 metri per 8 organizzata dai ragazzi di Artzaoi.
Come spesso accade in questi casi l’intervento miscela tutti i personali stili dei tre interpreti, Lek, Sowat e Philippe Baudelocque hanno ben pensato di impegnarsi in un opera impattante dove una miscela di grandi strisce composite va ad intersecarsi spostandosi verso l’estremità sinistra della parete, vero e proprio fulcro del pezzo. E’ davvero interessante notare come ogni artista abbia inserito nel fittissimo tessuto imbastito il proprio personale filtro visivo, ancora una volta Sowat sceglie di applicare il canonico pattern con una serie di forme rettangolari, che si muovono su differenti toni cromatici, ad accompagnare, solcandone lo spazio, lo spettatore su tutta la superficie di lavoro, dal canto suo Lek ne prosegue idealmente la scelta attraverso le peculiari forme irregolari organiche e non che letteralmente avvolgono i grandi fasci cromatici che incidono la lunghissima parete districandosi tra il rosso e l’arancione oppure equilibrando i colori stessi delle grandi figure e restituendoci la sensazione visiva e tangibile di una sorta di esplosione visiva, infine Philippe Baudelocque che scegli di staccarsi dal consueto stile maggiormente figurativo applicando sulla murata tutto il suo inconfondibile tratto ricchissimo di texture e configurazioni differenti.
Il risultato finale è un intervento che gioca fortemente sui differenti filtri visivi di ogni artista ma sopratutto ci mostra un vera e propria scala cromatica alimentata dal ripetuto intersecarsi di figure, forme e configurazioni differenti, un opera dalla fortissima caratterizzazione e che attraverso un equilibrio di stile e grazie ad una quantità elevatissima di dettagli ci ha seriamente impressionato e coinvolto.
Per darvi modo di cogliere appieno tutto l’incredibile impatto finale vi lasciamo ad una bella serie di immagini, scrollate giù dopo il salto attraverso gli scatti ripercorriamo assieme i momenti di realizzazione di questo eccellente lavoro e lo splendido risultato finale, è tutto vostro! enjoy it.

Pics via Graffuturism
Pics by Nicolas Gzeley and Cristobal Diaz

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-02

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-03

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-04

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-05

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-06

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-07

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-08

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-09

lek-sowat-philippe-baudelocque-new-mural-in-paris-10

Simek – A New Piece in an Abandoned Place

22/01/2014

simek-a-new-piece-in-an-abandoned-place-01

Proseguiamo interessati ad osservare da vicino il lavoro di Simek, l’artista Greco ha infatti da poco terminato un nuovo intervento proseguendo nel portare avanti i temi che ne hanno caratterizzato l’operato specialmente negli ultimi tempi.
Siamo sempre più colpiti e coinvolti dalla personale visione dell’interprete, come esatta metà del duo Blaqk, Simek rappresenta di questo la parte più razionale, quella composta da geometrie ed esperimenti con configurazioni, forme e linee differenti, in una miscela forte e decisamente peculiare che dimostra tutto il personale fascinazione per l’astrattismo e gli sviluppi geometrici.
Negli ultimi tempi l’interprete procede spedito verso una caratterizzazione maggiore delle sue canoniche forme, non si tratta unicamente di inanellare figure e configurazioni geometriche quanto piuttosto c’è nell’idea dell’artista stesso la volontà di tessere una trama geometrica equilibrata ed omogenea, l’artista sceglie un approccio più rivolto al dettaglio, con le figure che si fanno più ridotte, e da qui ne sviluppa il costante percorso divertendosi a muoverne le sezioni ed a sperimentare le differenti alternative visive. Ad aumentare l’impatto finale la scelta di affidarsi come sempre al binomio cromatico del bianco e del nero, marchio di fabbrica delle produzione dell’interprete, intervallato ancora una volta da una figura che fa della sua eccezionalità cromatica vero e proprio core visivo dell’intervento. Ne emerge così un puzzle articolato e multi sfaccettato che Simek ci propone attraverso un personale filtro visivo mutevole e camaleontico nella sua forma e nella sua interazione con il contesto ed il panorama circostante.
Ancora una volta per questa sua ultima realizzazione l’interprete scegli una zona abbandonata, libero di sperimentare dà vita così ad una figura articolata, nel suo cuore centrale letteralmente attraversata da una grande fascio nero che di fatto alimenta il gioco e lo scambio cromatico tra il bianco ed il nero, all’interno le piccole figure nel loro viaggio si scambiano di posizione, miscelandosi e dando vita a nuove forme, infine il tocco visivo è alimentato da una sottile linee che parte dal rosso vivo per terminare la sua corsa nel bianco stesso, un elemento questo che indugia sulla moto della figura e sull’interazione delle due tinte principali, chapeu!
Per farvi cogliere appieno tutto l’impatto di quest’ultimo intervento dell’artista greco vi lasciamo ad una bella serie di scatti con la possibilità di poter osservare da vicino e da differenti angolazione tutto il bel risultato finale, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by The Artist

simek-a-new-piece-in-an-abandoned-place-02

simek-a-new-piece-in-an-abandoned-place-03

simek-a-new-piece-in-an-abandoned-place-04

simek-a-new-piece-in-an-abandoned-place-05

simek-a-new-piece-in-an-abandoned-place-06

Ever – “Playing With Structure” New Mural in East London

22/01/2014

ever-playing-with-structure-new-mural-in-east-london-01

A quanto pare Londra in questi giorni è un po’ l’epicentro del nostro interesse, anche Ever tra gli artisti impegnati nelle strade della bella metropoli inglese, l’artista Argentino ha infatti da poco terminato questa porzione di parete somministrando un po’ del personale stile al tessuto urbano cittadino.
Prosegue anche in questo ultimo intervento di ricerca visiva di Ever, dopo le forti e positive sensazioni dell’ultimo anno, come abbiamo spesso notato l’artista ha iniziato un rapido ed interessante cambio di rotta sviluppando il proprio stile ed operato, incanalando quelli che sono i suoi tratti distintivi verso un nuovo approdo, una nuova ricerca visiva che ci ha seriamente impressionato e soprattutto convinto.
In una perfetta miscela emotiva e cromatica le opere dell’interprete ci hanno mano a mano sempre più coinvolto spingendoci verso temi importanti supportati da una pittura viva e profonda, osservando i primi lavori dove spiccavano i grandi volti e ritratti cinesi, in una visione legata agli elementi del comunismo, Ever ha progressivamente spostato il tiro, il tratto si è fatto maggiormente dettagliato, un maggior spessore che si è rivelato in una nuova e viscerale connotazione pittorica che ha posto le basi per l’interessante equilibrio cromatico dei suoi stessi interventi. Osservando le opere emerge una contrapposizione tra quelli che sono gli elementi che da sempre ne caratterizzano il lavoro, i canonici fasci colorati, è quelli che sono le pitture più emotive, le tinte sature con i loro fasci belli pieni e carichi che si intrecciano tra di loro, vengono poste in rapporto con le pennellate più ricercate, dettagliate che danno vita ai corpi, ai volti ed alle pazzesche scenografie per un risultato finale assolutamente d’impatto.
Quest’ultimo lavoro dal titolo “Playing With Structure” porta in dote tutte gli elementi che stanno influenzando la pittura di Ever in quest’ultimo periodo, nonostante il poco spazio a disposizione, l’artista sviluppa una nuova trama cromatica dove al centro troviamo nuovamente un nuovo volto, i fasci fuoriescono dagli occhi mentre tutto intorno si sviluppano paesaggi naturali. A colpire la nostra attenzione sono le sezioni agli angoli, qui notiamo un forte inflessione astratta con figure e forme che vanno a richiamare la notte, con la luna sulla sinistra, ed il giorno con un sole appena accennato e riverbera la propria luce sul bianco del pannello, un nuova scelta che siamo curiosi di vedere se porterà a sviluppi futuri.
Dopo il salto maggiori dettagli di quest’ultima realizzazione del grande interprete, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi riuscirete a cogliere tutta la particolare cadenza emotiva dell’operato dell’artista, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista qui sul Gorgo.

Pics via San

ever-playing-with-structure-new-mural-in-east-london-02

ever-playing-with-structure-new-mural-in-east-london-03

ever-playing-with-structure-new-mural-in-east-london-04

Ernest Zacharevic – “Art Is Rubbish Is Art” New Show in Penang

22/01/2014

s-rubbish-is-art-new-show-in-penang-01

Con il titolo “Art Is Rubbish Is Art” Ernest Zacharevic calamita su di se tutto l’interesse del mondo dell’arte contemporanea grazie ad un esibizione che di fatto rappresenta una vera e propria esperienza scavata e ricavata all’interno di un vecchio edificio abbandonato lungo Brick Kiln Road, a George Town, Penang.
L’anno scorso è stato probabilmente lo sparti acque nel percorso di Ernest Zacharevic, l’interprete è salito rapidamente alla ribalta grazie ad una serie di interessanti interventi dove si divertita a far interagire oggetti reali con i suoi stessi dipinti, una moto appoggiata sul muro diventava quindi l’occasione per realizzare due bambini intenti a cavalcarla per gioco. Proprio i fanciulli nella loro semplice spontaneità, nei loro gesti rappresentano senza troppi giri di parole il fulcro centrale dell’esperienza visiva dell’artista che alimentata da una fortissima componente interattiva ne hanno definitivamente sancito il successo.
L’idea dello show scaturisce, come lo stesso titolo suggerisce, dalla particolare propensione dell’artista di utilizzare materiale da recupero ed altri oggetti, altrimenti detti spazzatura – rubbish appunto – che vengono intelligentemente veicolati e miscelati con la pittura per creare le peculiari atmosfere e le tematiche degli interventi di Zacharevic. L’interprete si interroga così sull’effettivo utilizzo di queste componenti e, occupando gli spazi di questo stabile abbandonato e dopo più di una settimana di lavoro, lancia la propria e personale visione d’insieme, un vero e proprio spaccato profondo ed impattante di quello che il suo manifesto visivo, un vero e proprio parco giochi che cela al suo interno tutto il talento dell’artista.
Più che un esibizione osservando la quantità e la qualità dei lavori presentati, si ha l’impressione di essere invogliati a vivere un esperienza, la ricchezza di riferimenti, spunti e riflessioni, che toccano argomenti spinosi come la criminalità ed importanti come l’anzianità passando per la spensieratezza ed il gioco, fanno piombare chi osserva all’interno di una visione totale, un sogno multi sfaccettato ed approfondito in tutte le sue differenti trame, un dialogo continuo, convinto e ridondante tra la città, chi la vive e la osserva attraverso il proprio e personale filtro artistico, un esperimento che ci ha assolutamente coinvolto e che non abbiamo problemi a sancire la sua candidatura come uno degli show più interessanti di questo 2014 da poco iniziato.
Per darvi modo di cogliere appieno tutta la magia di questa sontuosa esibizione, abbiamo preparo ben tre pagine ricchissime di immagini, dopo il salto per iniziare troverete alcuni scatti che documentano la fase di realizzazione per poi continuare con una vasto e ricchissimo recap di tutti i lavori, le installazioni e gli interventi realizzati, il consiglio è quello di prendersi il giusto tempo per riuscire ad apprezzare appieno tutto l’eccellente progetto realizzato dal grande artista lituano, noi ne siamo rimasti assolutamente entusiasti, è tutto vostro!

Pics by Hernik Haven via AM and San

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

ernest-zacharevic-art-rubbish-art-new-show-penang

Low Bros – “Wood/Hood” New Show at BC Gallery

21/01/2014

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-01

Aperta lo scorso mese all’interno degli spazi della BC Gallery di Berlino, “Wood/Hood”, questo il titolo dello show segna il ritorno in grande stile dei Low Bros che presentano uno show fortemente radicato in quella che è la loro pratica artistica ed il loro particolare stile visivo.
Proprio il titolo dell’esibizione rappresenta il core stesso dell’evento e soprattutto descrive perfettamente e nel modo più elementare il particolare approccio visivo dei Low Bros. Sin dal 2011 anno in cui hanno unito i propri rispettivi percorso in un unico progetto, i fratelli Christoph e Florin Schmidt hanno continuato a portare avanti una peculiare miscela tematica che fa del rapporto tra natura ed urbanità il suo principale fulcro tematico. Il tratto è fortemente influenzato da uno stile vicino all’illustrazione dove troviamo elementi geometrici, vicini al cubismo e ricchissimi di dettagli, fondersi con figure maggiormente organiche, più delicate in un rapporto che si estende anche alle palette cromatiche scelte dai due interpreti. I Low Bros si interrogano così sulla possibilità od impossibilità del coesistere tra natura e cemento adattando questo dialogo attraverso animali surreali e palazzoni di cemento, dettagli vivissimi raccolti in uno stile preciso e multi sfaccettato che ci ha lasciato piacevolmente coinvolti.
Curato da Phillipp Barth lo show mette in mostra una serie di nuovi lavori, tra tele, dipinti su legno, pitture site specific, l’allestimento ci regala un interessante spaccato della particolare cadenza visiva del duo tedesco facendo piombare con efficacia all’interno del loro personale immaginario.
Per darvi modo di apprezzare appieno tutta la profondità e lo stile degli artisti vi lasciamo ad una bella selezione di scatti, dateci un occhiata e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 8 Febbraio per andare a vedere da vicino tutto l’allestimento presente in galleria, il consiglio è quello di farci un salto diversamente le immagini parlano da sole.

BC Gallery is proud to present „Wood Hood“ a solo show by Berlin based Low Bros. From the 7th of December to the 8th of February the gallery will show brand new works by the brothers Florin and Christoph Schmidt. Curator of the show is Phillipp Barth.
The title of the exhibition might come across as a simple rhyming pun but, is in fact the most basic form of introducing the Art of Low Bros.
Wood in a forest represents nature and naturalness, while the hood as an urban neighborhood embodies the codes and attitudes of the big city. What began in Hamburg as a game for the childhood of the brothers Christoph and Florin Schmidt, going from backyards to rural idylls, culminates today in a unique universe that draws its power from the
ambivalence between urbanity and nature. Their imaginative animal characters are always paired with human attitudes influenced by elements of youth culture from the 80s and 90s. The works live off of the complex interplay of two- and three-dimensionality when geometric surfaces with cubism meet flowing organic forms , expressive color pallets and
multi-faceted patterns. The technical precision and attention to detail are remarkable. The intricate play of light and shadow enhances the contrasts and combines seemingly incompatible elements such as street life and enigmatic mystic nature. The fact that this is still achieved in a very light-hearted way, is due to the many cheerful details, that unfold on closer inspection.
Ambivalence with a wink, as one could describe the world of Low Bros, where in turn their sceneries unveil sureal places of wonder. The artist duo Low Bros, formerly known as Qbrk and Nerd active solo, was formed in 2011 and has since created numerous thematic series of its characters. They live and work in Berlin.

Thanks to The Gallery for The Pics

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-02

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-03

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-04

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-05

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-06

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-07

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-08

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-09

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-10

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-11

low-bros-woodhood-new-show-at-bc-gallery-12

Gaucholadri – “Tremendo” A New Mural in Mendoza, Argentina

21/01/2014

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-00

Dopo parecchie settimane di silenzio con questo nuovo pezzo torniamo ad approfondire il lavoro dei Gaucholadri, il duo ha infatti da poco terminato un nuovo intervento proseguendo sul personale percorso visivo.
Come abbiamo avuto spesso modo di vedere il lavoro dei Gaucholadri affonda le sue radici su una ricerca visiva sulle ombre, in particolare gli artisti attraverso una riproduzione cosciente di oggetti, cose, animali o persone, tutti rigorosamente dipinti in nero, portano avanti un preciso intento riflessivo che accompagnato da una frase o da un parola offre una chiave di lettura ben precisa ed articolata. Il rapporto tra le parole e le immagine è atto quindi a fornire a chi osserva una precisa chiave di lettura, attraverso questa duplice lettura gli artisti portano a compimento una critica sottile e affilate, le immagini supportate dal testo rappresentano il filtro visivo con il quale poter parlare di temi ed argomenti differenti che spesso sfociano in una critica sociale, economica e talvolta politica. Il fattore immersivo delle produzioni dei Gaucholadri, con chi osserva spinto a capire cosa si nasconde nella silouetthe della figura rappresentata, è di fatto l’arma in più di una produzione divertente ma al contempo profonda per i temi che sceglie di tracciare, ironici e taglienti gli Argentini ci offrono così un nuovo e particolare stimolo.
Con “Tremendo”, questo il titolo dell’ultimo intervento del duo, gli artisti scelgono di andare a pescare direttamente da una delle icone più famose degli anni ’80 e ’90, He-man torna così a vivere in una riproposizione in bianco e nero che ci ha lasciato assolutamente divertiti. Aldilà del sorriso, non può non emergere l’intelligenza del duo di sfruttare proprio l’icona del guerriero invincibile per affrontare ancora una volta un tema decisamente più impegnato. L’idea del guerriero che lotta, del non arrendersi va così a contrapporsi con le difficoltà dei temi moderni che più che mai hanno bisogno di un simbolo di speranza ed in cui identificarsi.
Un lavoro che coglie quindi tutte le caratteristiche degli interpreti, sia nel tratto che nello stile vero e proprio e che non potevamo che apprezzare, in attesa di scoprire nuovi sviluppi con altri interventi vi lasciamo ad alcune immagini con gli scatti del making of e del risultato finale, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, il nuovo anno dei Gaucholadri è appena iniziato.

Thanks to The Artists for The Pics

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-01

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-02

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-03

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-04

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-05

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-06

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-08

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-09

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-10

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-11

gaucholadri-tremendo-a-new-mural-in-mendoza-argentina-12

Alberonero – New Mural for Meridiani USA in Miami Part 2

21/01/2014

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-00

La bella esperienza di Miami continua ad offrire al nostro Alberonero l’opportunità di continuare a sviluppare i personali temi a lui più cari, l’artista infatti ha da poco terminato un nuovo intervento che di fatto fa seguito al precedente di qualche giorno fa, ampliando la superficie di lavoro e lasciandoci piacevolmente interessati per la grande varietà di approcci utilizzati.
Il notevole spazio a disposizione offre ad Alberonero l’opportunità di sviluppare al meglio una trama complessa e multi sfaccettata, anche in questo caso l’interprete prosegue la personale ricerca cromatica adottando come principale interlocutore, oltre che gli stessi colori, i canonici quadrati che così profondamente ne stanno segnando lo sviluppo artistico. La grande parete di colore scuro, facciata esterna della sede di Meridiani USA, viene così presa d’assolto dall’artista per una serie di differenti configurazioni.
Nella prima parte dell’intervento Alberonero sceglie di concentrarsi su una serie di scale cromatiche differenti di cui il denominatore non è altro che il quadro dipinto nella parte più alta dello spazio, sono in tutto quattro ed ad ogni forma corrispondono due differenti sviluppi cromatici realizzati immediatamente in basso. Proprio qui c’è il primo punto di interesse, le due differenti scale partono da un colore decisamente più chiaro fino a giungere all’identica tonalità del grande quadrato per poi cambiare nuovamente in favore del successivo, l’interprete sceglie però due approcci differenti, uno più schematico realizzando le forme con più precisione, con i quadrati staccati tra di loro, l’altro più viscerale con i quadrati sovrapposti tra di loro per creare ancora nuove tonalità e mix di colore. L’idea è quindi quella di una sezione di scontrano due concetti di pensiero differenti, emotività ed istintività, razionalità e precisione a confronto. Ad alimentare infine questo dialogo continuo le sezioni di transizione che ci mostrano i vari sviluppi del colore per approdare al successivo bivio cromatico.
Proseguendo l’opera veniamo accolti dalla grande figura quadrata di cui potete leggere il nostro precedente post qui, la quale fa da transizione, attraverso un ultima figura composita che parte dal bianco per arrivare al blu e ci porta direttamente all’ultima parte dell’intervento. Sulla porta d’ingresso Alberonero lascia il suo ultimo impeto, una scossa emotiva che viene raccolta da una serie di passata rapide e ripetute di colori differenti, senza un apparente logica in realtà passiamo anche qui attraverso una scala, dai colori più chiari fino a quelli più intensi, stupiti e letteralmente a bocca aperta.
A documentare quest’ultima perla dell’artista italiano una bella e corposa galleria per darvi modo di scoprire nel dettagli tutto l’intervento nella sua interezza, in aggiunta anche qualche immagini del making of con l’interprete a lavoro su tutta la parete, il consiglio è quello di darci un occhiata siamo certi che non ve ne pentirete.

Thanks to The Artist for The Pics

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-01

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-02

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-03

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-04

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-05

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-06

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-07

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-08

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-09

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-10

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-11

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-12

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-13

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-part-2-14

Gola Hundun – New Mural for Dream Floor Festival

21/01/2014

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-01

Con questo nuovo lavoro realizzato da Gola Hundun, a distanza di qualche giorno e dopo la bella prova di Basik (Covered), torniamo ad approfondire gli interventi realizzati all’interno del DreamFloor Festival di Rimini scoprendo anche qualche informazione in più sull’evento.
Ci troviamo all’interno dell’Ex Ospedale abbandonato di Rimini, location questa che diventerà la sede del nuovo museo di arte contemporanea della città e la rassegna sancisce, con un evento artistico misto musicale, con sonorità alternative ed elettroniche, la fine e l’inizio del nuovo anno.
L’intervento di Gola Hundun ancora una volta poggia le sue solide basi sulla viscerale visione a sfondo naturale che da sempre caratterizza l’operato del grande artista italiano, l’interprete sviluppa qui una delle sue trame articolatissime dove rampicanti, foglie e rami si intersecano tra di loro sovrapponendosi e dirigendosi all’unisono verso un’unica direzione sancita da un grande ed enigmatica figura che richiama quella di cerchio nero. Si tratta però in realtà della prima parte di lavoro che viene poi durante la serata, nel cuore della notte, trasformato inaspettatamente in una sorta di installazione culminata da un live painting esplosivo che ha visto l’interprete espandere e sviluppare verticalmente il lavoro andando così a coprire anche il pavimento e le pareti circostanti. Accade così che la forma vada letteralmente ad inglobare tutta la stanza, i cerchi diventano molteplici e concentrici, i rami si sviluppano seguendone il percorso anche su pavimento, un opera quindi che tenta di uscire letteralmente dalla sua bidimensionalità aggrappandosi all’osservatore e tentandone il contatto strisciando e avvolgendo gli spazi intorno allo stesso. Emerge così un lavoro di emozioni, ci si ritrova aggrovigliati all’interno della trama elaborata da Gola Hundun, spiazzati dalla vernice acida e fluorescente che alimenta il contrasto con il nero denso e profondo, una sorta di lotta tra due forze opposte che ci investe in pieno, ci stritola e che ci fa piombare all’interno di un universo di colori sgargianti in contrapposizione e vere e propri cadute nell’oblio, è un nuovo parto tra natura e misticismo, tra emozioni e riflessioni che ancora una volta l’artista dirige ed elaborata attraverso il proprio personale filtro visivo.
Un risultato finale che abbiamo decisamente apprezzato per il grande impatto e l’esuberante scelta cromatica che ne accompagna tutto l’estremo sviluppo. Vi lasciamo in compagnia della bella serie di immagini che documentano tutto il percorso di lavoro di quest’ultimo intervento più l’eccellente risultato finale, dateci un occhiata per cogliere appieno tutto lo stile del grande artista italiano, qui invece se volete approfondire trovate il video, è tutto vostro! Enjoy it.

qui invece se volete approfondire trovate il video, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Paco Luigi Intonti

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-02

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-03

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-04

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-05

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-06

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-07

gola-hundun-new-mural-dream-floor-festival-08

Borondo x JAZ – New Mural in Shoreditch,London

21/01/2014

borondo-jaz-new-mural-in-london-00

Questo primo mese dell’anno porta con se una delle collaborazione più attese da parte nostra, Borondo e JAZ si incontrano a Londra nella zona di Shoreditch per realizzare insieme un nuovo splendido intervento su questa piccola porzione di parete organizzata dai ragazzi di RexRomae.
Abbiamo più volte posto l’accento sul peculiare capacità dei due interpreti di riuscire a cogliere attraverso una pittura assolutamente viscerale i reconditi sentimenti dell’animo umano, di riuscire a toccare le corde più sensibili attraverso un lavoro dal profondissimo impatto finale il tutto condiviso in una personale ricerca pittorica che abbraccia sentimenti e sviluppa trame e spunti per chi osserva.
Borondo predilige una pittura meno dettagliata, le pennellate vengono influenzate dalla sensazioni e dalla natura delle emozioni che sceglie di rappresentare, un tratto intenso ricco di colori che si mescolano e si intersecano tra di loro, profondo, come i temi che predilige ascoltare e riprodurre. Lo spagnolo sceglie di sospendere i suoi corpi avvolgendoli nella calce, celandone in parto l’aspetto, i tratti del volto, nudi e abbozzati come veri e propri spettri, uomini e donne che sono le ombre di loro stessi e che segnando le superfici di lavoro attraverso la loro stessa nuda pelle, è un indagine sui demoni reconditi, sulle paure, sugli aspetti emotivi maggiormente nascosti e repressi all’interno di noi stessi, sensibilità ed profondità emotiva per rappresentare le piaghe ed i sentimenti più tetri che accarezzano i nostri pensieri, nudi come siamo, veri ed assolutamente in empatia con chi osserva.
JAZ nei suoi lavori tocca temi diverse, indaga attraverso il proprio immaginario su diversi aspetti della natura umana, lo fa attraverso il suo particolare ed intrinseco rapporto con le figure animali, nello specifico quelle dei grandi predatori, attraverso le quali sviscerare la personale visione dell’uomo, attraverso i lottatori di wrestiling – sebbene questo filone si sia in parte affievolito nel tempo – oppure concentrandosi alcune volte su temi a carattere sociale e talvolta politico. L’individuo viene rappresentato dall’interprete attraverso una produzione fortemente emotiva, caratterizzata da continui mash-up, folli mescolanze di corpi in cui il lato più brutale delle belve va a fondersi con il corpo umano che va così ad assumere forme e silhouette raccapriccianti. È importante notare come l’artista faccia di fatto completamente sparire i volti, assorbiti dalle metamorfosi in atto nelle sue pitture, cosa piuttosto insolita in rappresentazioni di questo tipo, ma che nel caso delle sue produzioni non ne intacca affatto la matrice simbolica ed emotiva.
Sebbene ci siano dei punti di contatto l’operato di JAZ e Borondo quindi si snoda su percorsi, specialmente tematici, differenti qui vediamo i due universi che si toccano e che si miscelano in unico filtro visivo che ha proprio nella lettura dell’uomo il principale sviluppo tematico. Una serie di uomini con le braccia conserte, al centro tre figure, l’uomo al centro con la testa china sembra volersi nascondere, quasi non farsi vedere, i due ai suoi fianchi, che con molta probabilità rappresentano gli stessi artisti, guardano chi osserva l’opera, sguardo fisso, quasi a voler sostenere l’uomo nel mezzo.
Scrollate giù ad attendervi una bella serie di scatti conditi da alcune immagini dei due grandi interpreti al lavoro, un occasione per cogliere appieno tutta la passione e la grande enfasi emotiva di due dei migliori interpreti a livello internazionale, per osservare da vicino i dettagli e tutta la grande capacità pittorica dei due artisti, tutto dopo il salto, da vedere e rivedere.

Pics by RexRomae via San
First pic by Claudelondon

borondo-jaz-new-mural-in-london-02

borondo-jaz-new-mural-in-london-03

borondo-jaz-new-mural-in-london-04

borondo-jaz-new-mural-in-london-05

borondo-jaz-new-mural-in-london-06

borondo-jaz-new-mural-in-london-07

borondo-jaz-new-mural-in-london-08

borondo-jaz-new-mural-in-london-01

Agostino Iacurci – “Small Wheel, Big Wheel” New Show (Preview)

20/01/2014

agostino-iacurci-small-wheel-big-wheel-new-show-preview-01

Come annunciatovi il mese prossimo la Wunderkammern Gallery di Roma ospiterà la nuova fatica di Agostino Iacurci, il grande artista italiano presenta infatti “Small Wheel, Big Wheel” un nuovo e corposissimo show.
L’esibizione poggia le sue basi su un indagine personale di Agostino Iacurci che sceglie di interrogarsi sul tema del gioco ed in particolare sul momento di sospensione che lo stesso sviluppa all’interno della vita ordinaria creando così nuove convenzioni. L’idea è quella quindi di una pratica in cui si, la fantasia viene liberata ma allo stesso tempo persiste una sorta di adesione a regole rigide, seppur provvisorie.
Da questa personale visione Agostino Iacurci sceglie un allestimento composto da una serie di interventi differenti, incentrando i suoi lavori su azioni ed emozioni come limite, dedizione, azzardo, transitorietà ed ossessione, tutti elementi ed ingredienti dell’attività ludica. Lo show sarà composto da nuove opere da disegni a dipinti, passando per oggetti ed interventi site specific che hanno come filo conduttore l’idea di un ritratto colorato e profondo di una umanità ‘teneramente irrigidita” nella sua (ri)scoperta dell’incertezza.
L’appuntamento è per il prossimo 8 Febbraio e rimarrà allestita fino al 22 Marzo, noi vi consigliamo caldamente di farci un salto, se proprio non riuscite don’t worry noi vi proporremo un approfondito recap dello show, nel frattempo vi lasciamo ad alcune immagini in preview e vi rimandiamo al precedente articolo per vedere da vicino tutti i dettagli dell’ultimo intervento dell’artista realizzato a Roma come antipasto per l’esibizione, stay tuned!

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni, 124
00176 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics

[md_google_map address=”Via Gabrio Serbelloni 124 Roma” width=”620″ height=”” zoom=”14″]

 

agostino-iacurci-small-wheel-big-wheel-new-show-preview-02

agostino-iacurci-small-wheel-big-wheel-new-show-preview-03

Alice Pasquini – New Mural in Berlin, Germany

20/01/2014

alice-pasquini-new-mural-in-berlin-germany-01

A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Alice Pasquini, l’artista italiana si sposta a Berlino dove dopo circa una settimana di lavoro ha da poco terminato un nuovo intervento che segna il proseguo del suo percorso visivo.
Allontanandosi dai raid in strada con i piccoli stencil che ne avevano segnato le produzioni negli anni passati, Alice Pasquini continua ad impegnarsi con pareti di dimensione maggiore spingendo sui temi a lei più cari e su uno stile pittorico ricco di colori e dettagli visivi.
Proprio il progressivo allontanarsi da una dialettica visiva maggiormente legata alle influenze di altri artisti si sta rivelando la mossa vincente nel percorso dell’interprete, più caratteristico e decisamente più personale il lavoro che si fregia così di una cadenza emotiva maggiore, più sensibile, più legato a temi passionali e sopratutto sviluppato attraverso un intelligente scelta di ripetere lo stesso soggetto da differenti angoli, come una sorta di inquadratura ripetuta da differenti posizioni in modo da coinvolgere maggiormente chi osserva andando a toccare le corde più sensibili dello spettro emozionale.
Per “Suspended”, questo il titolo dell’intervento, l’interprete sceglie di replicare su vasta scala una sorta di sketchbook, emerge così un immagine di una donna ripetuta e realizzata in differenti pose ed inquadrature, dai primi piani passando per intere riprese di tutto il corpo, l’artista elabora così una sorta di frame continuo dove attraverso la stessa scala cromatica si diverte a proporci istanti di vita differenti. Ancora una volta quindi Alice Pasquini scegli un approccio viscerale raccontandoci una nuova storia ed alimentano i toni emotivi e fantasiosi che ne hanno da sempre caratterizzato il lavoro. Il tratto è marcato e ripetuto come se si trattasse di uno schizzo su carta, i colori si alternano tra vivacità e tinte più morbide segnando lo spazio attraverso una bella dose di dettagli, dalle ombre ai giochi di luce fino all’eccellente panorama finale che risulta assolutamente in simbiosi con lo spazio circostante.
Un intervento riuscitissimo che vi diamo modo di apprezzare al meglio attraverso una fitta serie di scatti che documentano anche il making of, il consiglio è quello di darci un occhiata per cogliere appieno tutto l’approccio dell’artista italiana, è tutto dopo il salto, scrollate giù e godetevi lo spettacolo, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul suo lavoro qui sul Gorgo.

Pics by Jessica Stewart

alice-pasquini-new-mural-in-berlin-germany-02

alice-pasquini-new-mural-in-berlin-germany-03

alice-pasquini-new-mural-in-berlin-germany-04

alice-pasquini-new-mural-in-berlin-germany-05

alice-pasquini-new-mural-in-berlin-germany-06

Seikon – New Mural in Gdańsk, Poland

20/01/2014

seikon-new-mural-gdansk-poland-01

Facendo seguito alla splendida Kolaż aperta da poco all’interno degli spazi del Klub Żak di Gdańsk, Seikon si è lanciato in un nuovo intervento sfidando il freddo ed il gelo di questi tempi e portando avanti la personale visione geometrica.
Allontanandosi ancora una volta dalle caratteristiche composizione ricchissime di dettagli, forme e configurazioni che ne hanno segnato in particolare l’ultima parte dell’anno appena conclusosi, Seikon qui sceglie di tornare ad affidarsi ad un elemento maggiormente lineare, uno stile questo che ne aveva segnato le precedenti produzioni è torna qui con maggiore efficacia e con un inedito sviluppo. L’artista polacco sviluppa così una figura unica affidandosi ad una intricatissima trama interamente lineare che aprendosi e raggomitolandosi su se stessa spingendo a seguirne il percorso su tutta la superficie, veloce, affilata e profonda la figura avanza segnando lo spazio tra effetti di profondità ed interessanti scelte tridimensionali che confondo e stordiscono.
L’intervento di Seikon porta avanti uno degli aspetti più peculiari del personale percorso fin qui portato avanti dallo stesso, ancora una volta quindi l’approccio geometrico è primo interlocutore per l’artista, il tratto si fà deciso e tagliente, la billboard viene avvolta dalla trama elaborata che tra linee sottili ed intermittenze più spesse si rincorre su più livelli su tutta la superficie del cartellone pubblicitario. L’impatto è piuttosto deciso, il background viola esalta l’esecuzione che ha però nel suo stesso corpo centrale l’elemento di maggiore interesse, l’artista sceglie infatti di realizzare una sorta di stacco visivo, un rettangolo inserito tra il colore di sfondo e la figura geometrica in nero che ha nel suo particolare pattern la vera e propria novità e di cui siamo curiosi di vedere al più presto i prossimi sviluppi.
Vi lasciamo una bella selezione di scatti che ripercorre le fasi di realizzazione di quest’ultimo lavoro, il consiglio è quello di darci un occhiata per poter cogliere appieno tutta la personale visione dell’interprete polacco, è tutto vostro, scrollate giù e gustatevi le immagini, enjoy it!

Thanks to The Artist for The Pics

seikon-new-mural-gdansk-poland-02

seikon-new-mural-gdansk-poland-03

seikon-new-mural-gdansk-poland-04

JADE – “EL Huésped” New Mural in Lima

20/01/2014

jade-el-huesped-new-mural-in-lima-01

Continua il personale percorso di Jade, l’artista peruviano stacca dal lavoro in studio per lanciarsi in questo primo intervento del 2014, uno spot particolare che ha colpito l’interprete e sul quale lo stesso ha avuto modo di imprimere il personale tratto visivo.
Realizzato nel Distretto di Chorrillos, l’opera continua così il fitto dialogo tra l’artista e la sua comunità, ancora una volta il mezzo è uno dei suoi canonici personaggi in un primo piano che esalta tutta l’abilità pittorica dell’interprete.
Poniamo nuovamente l’accento sulla capacità dell’artista di tessera una personale tela tra i suoi lavori e la gente del posto, è una pittura emozionale e viscerale che mira a far scattare sensazioni e personali spunti in chi si ritrova ad osservare uno dei suoi interventi.
Esattamente come le sue ultime sperimentazioni in studio anche in quest’ultimo lavoro Jade sviluppa l’opera su un interessante multi livello, lo spot infatti nasconde nelle sue viscere un cavità che viene sfruttata dall’artista per realizzare il corpo di un volatile, a catturare la nostra attenzione, oltre a questo insolito dettaglio, è però lo schema pittorico con il quale l’interprete sceglie di dipingere il volto.
L’artista qui sceglie di affidarsi ad una trama più accentuata con una serie di figure ed elementi visivi che avvolgono i tratti del volto, il gioco è dato dagli accentuamenti ed accostamenti cromatici con un sviluppo astratto di vere e proprie strisce di colore intervallate da figure più dirette, nota finale infine per le forti cadenze di arancioni che di fatto si pongono in simbiosi con il colore dei mattoni che emergono dallo spazio occupato dimostrando quindi la volontà di una interazione con il panorama circostante forte e ben radicata in un rapporto con la città sia a livello visivo che viscerale ed emotivo. Il livello di dettaglio in “EL Huésped”, questo il nome del pezzo, è veicolato ancora una volta sulla peculiare volontà dell’interprete di concentrarsi sugli occhi, vero e proprio simbolo caratteristico dei suoi stessi interventi, in aggiunta qui alle pennellate minuziose che tratteggiano il corpo dell’uccello rappresentato.
Per farvi gustare appieno quest’ultimo lavoro del grande artista vi lasciamo alla bella serie di scatti, è tutto dopo il salto, scrollate giù e dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare e per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro, restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Estaba camino al taller para continuar con el proceso de mis nuevos lienzos pero esta vez decidí tomar otra ruta y de pronto me encontré con este maravilloso Spot y no me resistí a pintarlo, regrese por un poco de pintura y me quede la tarde pintando, ya mañana seguiré con los lienzos…Primer muro del 2014.

jade-el-huesped-new-mural-in-lima-02

jade-el-huesped-new-mural-in-lima-03

jade-el-huesped-new-mural-in-lima-04

jade-el-huesped-new-mural-in-lima-05

Vesod – New Mural in Venaria Reale, Torino

20/01/2014

Accompagnato da un sontuoso video che ne documenta tutto il lavoro andiamo a dare un occhiata approfondita all’ultimo intervento realizzato da Vesod a Venaria Reale, Torino come adeguata chiusura dell’anno che l’ha visto tra le altre cose partecipare alla bel L’Avenir, il bel group show all’interno della WhiteWalls Gallery di San Francisco.
Nella personale visione dell’artista persiste una fortissima influenza geometrica con la quale Vesod sviluppa tutte le trame che compongono i corpi dei suoi uomini e delle sue donne, in particolare l’indole astratta sviluppa una trama densissima di colori, scale e tinte che letteralmente si miscelano, le forme si intersecano fino a formare i tratti e tutti i dettagli dei corpi. Si tratta di più livelli in cui l’artista esibisce una sinossi visiva profondissima e multi sfaccettata, il lavoro può essere osservato nella sua diversità di intenti, comunque legatissimi tra loro, da una parte l’aspetto prettamente figurativo, con i corpi incredibilmente rappresentati, dall’altra la visione stessa dell’artista che esibisce un tratto composito, tra figure ed elementi che si aprono, si schiudono e vanno a sfociare in nuove figure fino a segnare lo spazio tra forme più delicati e vere e proprie staffilate cromatiche.
Quest’ultimo intervento ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta, il lavoro poggia le basi su una serie di grandi figure che alimentano un forte sensazione di tridimensionalità, partendo da sinistra si muove così un flotta di figure che sfociano nel corpo centrale dell’opera. Proprio qui Vesod sviluppa il corpo di due donne raccolte in un abbraccio, proprio il carattere emotivo contrapposto all’enorme varietà cromatica così come l’efficacissima trama geometrica, rappresentano ed alimentano il grande impatto finale dell’intervento, un opera pazzesca in cui il livello di dettaglio scuote ed impatta tutto lo spettro delle emozioni.
Il consiglio è quello di mettersi comodi, per ripercorrere attraverso il bel video in calce tutte le fasi di realizzazione di quest’ultima magia firmata dal grande artista italiano, in aggiunta vi lasciamo ad una bella serie di scatti dell’opera terminata con tanto di bozzetto, prendetevi cinque minuti, siamo sicuri che come noi anche voi non mancherete di rimanere sbalorditi dall’eccellente risultato finale.

Thanks to The Artist for The Pics

vesod-new-mural-in-venaria-reale-01

vesod-new-mural-in-venaria-reale-02

vesod-new-mural-in-venaria-reale-03

vesod-new-mural-in-venaria-reale-04

Weekly Overview 68| 13-12 to 19-01

19/01/2014

Weekly Overview-68

Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-01

Moneyless – New Piece at Le M.U.R.XIII

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-01

Tellas – New Pieces for “La Tour Paris 13″ Project

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-12

Seikon – “Kolaż” New Exhibition at Klub Żak

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-04

E1000 X Rosh333 x Pablo S. Herrero – New Mural in Madrid

ino-future-new-mural-athens-greece-07

INO – “No Future” New Mural in Athens, Greece

basik-superstition-new-mural-rimini-01

Basik – “Superstition” New Mural in Rimini

g-loois-a-new-mural-in-lamezia-terme-01

G.Loois – A New Mural in Lamezia Terme

alfano-geometricbang-funky-horror-vacui-new-mural-in-lodi-01

Alfano x Geometricbang – “Funky Horror Vacui” Mural in Lodi

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-04

Pablo S. Herrero – “Nest” New Mural in Oeste, Salamanca

pastel-new-mural-in-buenos-aires-01

Pastel – New Mural in Buenos Aires

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-01

Blaqk – “Left overs: The belly of a city” Exhibition

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-03

Borondo – A New Indoor Installation in Segovia, Spain

Friends and Family Group Show – Video Recap

19/01/2014

Come abbiamo avuto modo di vedere durante i giorni dell’Art Basel 2013 gli spazi della Yo 305 Gallery hanno ospitato “Friends and Family”, a distanza di tempo esce ore questo bel video recap che ripercorre gli istanti della mostra attraverso la voce e le parole degli artisti stessi.
Incentrato sui legami interpersonali prima e successivamente visivi, l’esibizione ha messo in campo un roster di artisti di primissimo livello, con le opere di 2501, 2 Alas, Axel Void, Alexis Diaz (La Pandilla), JAZ, Jufe e Pastel, Friends and Family ci ha mostrato i differenti aspetti ed i diversi approcci visivi e tematici di questo incredibile gruppo di star internazionali. In particolare il group show ha riunito gli interpreti in una sorta di famiglia mettendo in scena valori quale la cooperazione e la condivisione di idee ed intenti in una celebrazione assolutamente d’impatto ed espressiva.
Nel video edito dai ragazzi di Fordistas abbiamo l’opportunità di conoscere ogni singolo artista che parla a ruota libera dello show e del proprio personale approccio offrendoci quindi una nuova opportunità di approfondire il personale operato andando anche a dare un occhiata, con maggiore dettaglio, alle opere realizzate.
Il consiglio è quello di mettersi belli comodi e guastarsi il video, l’occasione è ghiotta e siamo certi che non mancherete di apprezzare, se invece volete dare uno sguardo più approfondito all’allestimento proposto dagli artisti vi rimandiamo al precedente post qui, enjoy it.

The Fordistas collective exhibition, Friends and Family, at the Yo <3 305 Gallery in Wynwood brought together the work of seven muralists who, for the first time, had the opportunity to meld their individual talents into a cohesive whole within a single space. United by friendships forged in exhibitions around the world as well as through shared styles and mediums, the international group of artists, made up of 2501, 2 Alas, Axel Void, Alexis Diaz, Jaz, Jufe, and Pastel, decided to join forces to present a show that emphasizes the values of cooperation among artists over those of competition. The shared exhibit accomplished a wide range of expressions and themes including the creative process behind 2501’s subconscious painting, with each voluminous line standing in as a symbol of the passing of time; the playfulness behind 2Alas’ dual collaboration and their incorporation of an iconic image from the 60s; the application of mural techniques on canvas seen in Alexis Diaz’s loose lines and texturized piranha; Jufe’s anti-statement on the ephemeral nature of art(work) in circuits such as those created by Art Basel represented in his nuke painting; Jaz’s fusion of the classical and the surreal in his Sagittarian influenced piece; Axel Void’s haunting and mysterious style as well as Pastel’s commentary on the displacement of local identity due to gentrification in neighborhoods such as Wynwood through a complex and unexpected, yet relevant, integration of local indigenous references to his own historical Northern Argentine identity and the tragically genocidal 1864 War of the Triple Alliance or Paraguayan War. Being that Street Art is one of the first acts in which art may be understood as truly collective, the Friends and Family exhibition consciously celebrates this fact and brings together a surprising and fresh variety of expression bound by canvas and collaboration. Catalina Ramírez

Text and Video by Fordistas

Mesa x Dafne Tree – New Mural in Paris, France

19/01/2014

mesa-dafne-tree-new-mural-in-paris-france-01

Mesa e Dafne Tree si sono dai appuntamento a Parigi in Francia per realizzare insieme un nuovo lavoro che di fatto unisce i due peculiari stili visivi dei due interpreti in un esaltante pezzo dal forte carattere emotivo e psicologico.
L’unione di intenti che accompagna questo nuovo lavoro unisce le personali tematica di ogni singolo artista, se Mesa ancora una volta sceglie di concentrarsi sulla figura dell’uomo realizzandone un incredibile e realistico ritratto, Dafne Tree continua la personale esperienza personale portando avanti i propri concetti sulle forme naturali, strutturali ed architettonici e sul loro moto perpetuo, quello che ne esce è un opera densissima di dettagli ma che fa del tema trattato il suo aspetto più importante.
Osservando l’intervento dal punto di vista visivo emerge chiara l’intenzione di Mesa di proseguire a proporre volti e tratti del viso decisamente ricchi e forti di dettagli, con una particolare predilezione per i giochi di luce e le ombre, visibili ad esempio dalla grande precisione nel dipingere quelle della mano sul viso, in particolare però mettiamo ancora una volta l’accento sul tratto pittorico che viene accompagnato dalla scelta di servirsi di tinte scure, grigie che ci restituiscono una forte sensazione di malinconia e tristezza. Se lo sguardo dell’uomo suggerisce sensazioni come paura, dolore e sconforto, la grande configurazione di elementi che letteralmente gravitano tutt’intorno alla figura fanno emergere un quadro decisamente più profondo. Dafne Tree attraverso le sue caratteristiche forme sembra voler chiaramente sviluppare i mille pensieri, le emozioni così come le paure e le riflessioni che attanagliano la mente dell’uomo fino a insinuarsi con talmente tanto vigore da fargli scoppiare la testa.
Emerge così un opera che accarezza le corde più profonde e gli aspetti più caratteristici dell’uomo attraverso un differente punto di vista, i pensieri così come le emozioni che tanto fanno parte del nostro essere umani, che tanto influiscono sul nostro umore e sulla nostra persona, prendono forma e vita gravitando tutt’intorno al personaggio rappresentato, scuotendone le viscere in un lettura personale e multi sfaccettata che ci ha coinvolto e che abbiamo senza dubbio apprezzato.
I dettagli potete coglierli attraverso le immagini in calce e se volete dirci la vostra personale chiave di lettura, la sezione commenti è sempre aperta.

Pics by The Artist

mesa-dafne-tree-new-mural-in-paris-france-02

mesa-dafne-tree-new-mural-in-paris-france-03

Rems182 – “Exquisite Spray” New Show at Loppis Gallery

19/01/2014

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-01

Continua la bella programmazione della Loppis Gallery di Parma, dopo Gris di Guim Tió gli spazi della galleria sono stati occupati da Rems182 che con la sua “Exquisite Spray” ci offre una bella e fitta panoramica del suo personale approccio visivo.
Il tratto di Rems182 è figlio di un approccio fortemente legato alla figurazione, diversamente da altri interpreti non è però la ricerca della riproduzione perfetta ad interessare l’artista del collettivo Truly Design, piuttosto nelle intenzioni dell’interprete c’è la ferma volontà di esplorare attraverso un tratto preciso e viscerale stati d’animo, sensazioni ed emozioni. L’interprete sceglie quindi di realizzare sezioni di corpi sovrapposti, in particolare i volti, come se si trattassero di differenti inquadrature della stessa persona inanellate in un unico frame profondamente intriso di elementi geometrici ed astratti. Un fermo immagine che rivela differenti momenti, espressioni e tutta l’emotività dei suoi soggetti, ne emerge così un forte sensazione di movimento alimentata dalla scelta di utilizzare la donna come principale protagonista delle sue produzioni. Proprio il teschio così come la donna sono i simboli e le due perfette congiunzioni del lavoro e del percorso portati avanti dall’artista, la fine di ogni cosa, la morte, rappresentata dal primo viene equilibrato dalla nascita, dalla vita, rappresentati dalla femminilità.
Lo show affonda le sue solide basi nella ricerca portata avanti da Rems182 stesso che sfocia qui in un progetto a tutto tondo, non solo l’allestimento con le sue opere, le sue tele, e la splendida pittura su muro, ma piuttosto un idea di collaborazione che vede la stessa galleria incoraggiare, proprio come avvenuto con la precedente esibizione, la condivisione e la collaborazione tra gli artisti, un evento lungo un mese in cui lo stesso interprete giocherà con altri artisti dove l’opera di uno sarà nascosta all’ altra fino alla catarsi finale.
Per chi si trovasse in zona lo show rimarrà è tutt’ora in corso perciò sentite liberi di andare a darci un occhiata, per tutti gli altri invece consueta selezione di scatti di tutto l’allestimento proposta dall’artista italiano, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Loppis Gallery
Via Spezia 90
43125 Parma

Thanks to The Gallery for The Pics

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-02

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-03

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-04

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-05

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-06

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-07

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-08

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-09

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-10

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-11

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-12

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-13

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-14

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-15

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-16

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-17

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-18

rems182-exquisite-spray-new-show-loppis-gallery-19

CANEMORTO – New Pieces near Milano VIDEO

18/01/2014

A distanza di qualche giorno torniamo a parlarvi degli ultimi lavori realizzati dai CANEMORTO, esce ora infatti questo bel video che documenta tutte le fasi di realizzazione dei due interventi su muro realizzati nei pressi di Milano.
Abbiamo spesso avuto modo di analizzare l’operato dei CANEMORTO gli artisti specialmente in quest’ultimo anno si sono impegnati in una costante ricerca sfociata con alcune interessanti esibizioni e con una serie continua di interventi a testimoniare l’impegno e tutto il talento. Nella nostra personale lettura dell’operato degli artisti abbiamo sempre rimarcato la loro peculiare visione della figura umana attraversata da una pittura istintiva, rapida, vibrante e decisa dove le pennellate agiscono d’impulso tratteggiando linee gravi, dipingendo la rudezza della pelle in un filtro tematico profondo ed esteso. Proprio la bizzarria dei corpi e delle estensioni fisiche, gli sguardi cupi e rabbiosi che esplodono in una miscela di tinte misto acido, racchiudono al loro interno tutta l’esigenza degli artisti di sviluppare una personale visione dell’uomo, più vicino agli animali, composto ed attraversato dal furore scalfisce le pareti pretendendo il proprio spazio. Proprio le emozioni rappresentano il leimotif del lavoro dei CANEMORTO, le linee gravi disegnano l’angoscia dei sentimenti che qui hanno preso il sopravvento, si impossessano del corpi cambiandone completamente l’aspetto tutto raccolto in una crudezza visiva che testimonia la profondità e le differenti sfaccettature dell’animo dell’uomo. Ci si ritrova a tu per tu a confrontarsi con immagini, volti e sguardi distorsi, figure bieche e cupe che attaccano i nostri pensieri, un colpo diretto che alimenta paure, malinconia ma anche riflessioni e spunti su noi stessi all’interno di un dialogo continuo ed avvincente.
Ancora una volta El Pacino, che ne segue da sempre le gesta documentandole con foto e video di spessore, ci regala l’opportunità di osservare con in nostri occhi i ragazzi al lavoro nel cuore della notte, il consiglio è quindi come sempre quello di mettersi comodi e lasciarsi accompagnare dalle immagini, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi e se volete approfondire il lavoro degli artisti questa è la sezione giusta, enjoy it.

UNO – A Series of New Pieces in Madrid, Spain

18/01/2014

uno-series-new-pieces-madrid-spain-01

A distanza di tempo torniamo a dare uno sguardo al lavoro di UNO, l’artista italiano si è infatti spostato a Madrid in Spagna dove si è impegnato in una lunghissima serie di nuovo interventi all’interno del tessuto cittadino della bella capitale spagnola.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte l’operato di UNO poggia le sue basi su una particolare elaborazione del famoso volto di Günter Euringer, il ragazzo dei cereali kinder, un simbolo pop ed internazionale che l’artista ha fatto suo e che continua ad essere il principale interlocutore visivo delle sue opere nonché primo ed ultimo protagonista dei suoi interventi. Attraverso la figura del ragazzo l’interprete esplora così ambienti, situazioni e cunicoli differenti ma soprattutto mette a nudo con semplicità ed attraverso le consuete trasformazioni della stessa figura di riferimento, temi e riflessioni di vario genere, argomenti importanti come la crisi sociale ed economica per esempio. Accade così che il famoso volto diventi una sorta di manifesto popolare e che attraverso lo stesso abbiamo così l’opportunità di affrontare e di riflettere su temi ed argomenti differenti il tutto attraverso un filtro visivo divertente e decisamente sopra le righe.
Per la sua serie spagnola UNO sceglie un approccio più morbido andando a attaccare una serie di poster di dimensioni differenti, tra cui anche alcuni giornali debitamente pitturati, tra cui a nostro avviso spiccano le copertine di Playboy, una rivisitazione dell’uomo di latta, il tutto accompagnano da una bella interazione con gli spazi, specialmente nei lavori all’interno delle grate, e soprattutto da un impatto deciso e coinvolgente.
Scrollate giù dopo il salto una lunghissima serie di interventi che documentano questa grande raid per le strade spagnole, dateci un occhiata per cogliere appieno tutto lo stile e la vivacità dell’operato dell’interprete italiano.

Thanks to The Artist for The Pics

uno-series-new-pieces-madrid-spain-02

uno-series-new-pieces-madrid-spain-03

DCIM100GOPRO

DCIM100GOPRO

uno-series-new-pieces-madrid-spain-06

uno-series-new-pieces-madrid-spain-07

uno-series-new-pieces-madrid-spain-08

uno-series-new-pieces-madrid-spain-09

uno-series-new-pieces-madrid-spain-10

uno-series-new-pieces-madrid-spain-11

uno-series-new-pieces-madrid-spain-12

uno-series-new-pieces-madrid-spain-13

uno-series-new-pieces-madrid-spain-14

uno-series-new-pieces-madrid-spain-15

Fintan Magee – A Series of New Pieces

18/01/2014

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-01

Fintan Magee si è spostato in Sud America dove ha da poco terminato una nuova serie di interventi tra Bogotá e Buenos Aires attraversando quindi Colombia ed Argentina ed impegnandosi in quattro lavori con il quale l’artista continua a portare avanti il personale approccio visivo.
Sospesi tra un forte caratterizzazione onirica ed un realismo piuttosto marcato, gli interventi di Fintan Magee si sviluppano attraverso una pittura emotiva, le pennellate si fanno delicate e profonde, tracciano corpi così come sensazioni e sentimenti, lasciano i tratti del viso volontariamente appannati per offrirci una possibilità di immersione totale, ci ritroviamo così all’interno dell’immaginario dell’interprete tra situazioni surreali, personaggi incappucciati, brandelli di carne scoperti in un continuo contatto con la città, con la natura e con i nostri sentimenti personali. La pittura dell’Australiano si fa profonda, tra le colate e la peculiare scelta di utilizzare colori piuttosto spenti, veniamo inondati da una incredibile profondità di dettagli, giochi di luce ed ombra, il sapore mistico ed a tratti rituale che accompagna gli interventi dell’artista ci investe provocando temi e riflessioni, sono immagini criptiche che vanno lette con attenzione alla ricerca della verità e del messaggio nascosto, ci muoviamo così tra simboli, oggetti e situazioni stravaganti e bizzarre.
In questa serie di nuovi lavori abbiamo l’opportunità di approfondire al meglio tutto il particolare stile Fintan Magee attraverso le sue differenti sfaccettature, mancano i canonici artifici tridimensionali, in cui l’artista sviluppa scenografie e panorami investendo anche gli spazi circostanti, ma l’eccellente qualità pittorica ci lascia in dote in quartetto di opere assolutamente riuscite. Ancora una volta Magee indaga sui temi più disparati presentandoci situazioni stravaganti attraverso le quali porta al limite riflessioni ed argomenti importanti, tra tutti spicca senza dubbio l’ultima creazione, dal titolo “Castles in The Sky”, realizzata insieme a Martin Ron, raccoglie in eredità tutto lo spessore e la profondità dell’artista che si interroga qui sull’estraniarsi dai problemi reali, sul vivere dentro una cupola di vetro sospesi ed estranei da quello che accade al di fuori, mentre il mondo tutto intorno brucia.
Vi lasciamo alla nostra galleria, scrollate giù dopo il salto una bella panoramica dei lavori ed i relativi dettagli per darvi modo di apprezzare al meglio quanto portato a termine del grande artista australiano, coglietene tutti i dettagli per approfondire nel migliore dei modi il personale stile pittorico, enjoy it.

Pics by The Artist

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-02

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-03

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-04

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-05

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-06

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-07

fintan-magee-a-series-of-new-pieces-08

James Jarvis – “Spheric Dialogues” New Book

17/01/2014

james-jarvis-spheric-dialogues-new-book-01

Dopo un anno relativamente passato in silenzio a realizzare sketch su sketch, il grande James Jarvis torna in questo inizio di 2014 con un nuovo e personale progetto, che rappresenta l’ideale parto di un fervida attività di riflessione personale raccolta all’interno di un prezioso libro.
Dopo aver concluso la personale esperienza con Amos Toys, gli scorsi mesi l’artista si è ritirato a vita privata completamente immerso in un dialogo personale con se stesso e con le sue differenti personalità, attitudini e passioni, dal lavoro portato avanti giorno per giorno emerge così questa nuova fatica che raccoglie tutto l’immaginario e la peculiare visione artistica di uno degli illustratori più quotati a livello internazionale.
Dal titolo “Sferic Dialogues” il libro raccoglie ben 365 sketch e disegni realizzati ogni giorno durante l’anno, l’interprete esplora pensieri, attitudini, si immerge in istanti filosofici accarezzando temi come l’arte, l’essere, la conoscenza, la logica, passando per il primo amore, lo skateboard, riuscendo a muoversi con disinvoltura tra spunti importanti nelle vignette a carattere filosofico (Descartes, Hegel, Nietzsche, Schopenhauer) a quelle più sbarazzine fortemente influenzate dalla cultura pop con personaggi famosi come Conan il Barbaro, Peanuts, Suicidal Tendencies.
Il tratto è fortemente essenziale, come da anni ci ha abituato James Jarvis si approccia attraverso un stile dolce, poco lineare, pulito e molto rotondo, senza ghirigori lasciando molto spazio alla sensibilità ed alla emotività dei suoi stessi characters.
Allora per quelli che come noi sono interessati ad accaparrarsi una copia della bella edizione potete acquistare la vostra qui direttamente su Nieves, il consiglio è quello di fare in fretta siamo certi infatti che non ne rimarranno poche, come da tradizione infatti qualsiasi invenzione del grande illustratore inglese va via come il pane, hurry up!

Spheric Dialogues is a series of 365 cartoon drawings, made daily in 2012, exploring philosophical thoughts concerning art, being, knowledge, logic and skateboarding.

The cartoons references both philosophy (Descartes, Hegel, Nietzsche, Schopenhauer) and pop culture (Conan the Barbarian, Peanuts, Suicidal Tendencies).

James Jarvis is a graphic artist from London, born in 1970, whose work encompasses cartoons, toys, comics, graphic design, printmaking and moving image. His practice concerns drawing, philosophy, alternate realities, minimalism and skateboarding.

Pics by Nieves

james-jarvis-spheric-dialogues-book-02

james-jarvis-spheric-dialogues-book-03

james-jarvis-spheric-dialogues-book-04

james-jarvis-spheric-dialogues-book-05

james-jarvis-spheric-dialogues-book-06

james-jarvis-spheric-dialogues-book-07

james-jarvis-spheric-dialogues-book-09

james-jarvis-spheric-dialogues-book-10

Pener x Proembion –“Mangolassi” New Mural in Dortmund

17/01/2014

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-01

Per iniziare al meglio l’anno, con piacere scopriamo che Pener e Proembrion si sono dati appuntamento a Dortmund, dove, invitati dalla 44309 Streetart Gallery della cittadina Tedesca, si sono impegnati in un nuovo intervento collaborativo.
Abituati a vederli alle prese con pareti di dimensioni certamente più importanti, i due interpreti uniscono nuovamente i peculiari e personali stili ed approcci visivi per dare vita ad un nuova opera ricchissima di dettagli e figlia della caratteristica visione astratta che accompagna le produzioni dei due.
L’approccio astratto ed in l’articolare quello geometrico, é senza dubbio il filo conduttore di questo nuovo lavoro, Pener e Proembrion all’interno di questa piccola parete danno vita ad una trama spessa ed intricata, lavorano attraverso un unione di intenti che si sviluppa sull’utilizzo comune delle stesse campionature cromatiche. Il lavoro si sviluppa sull’intreccio di due differenti colori, e relative sfumature, che vanno ad incontrarsi/scontrarsi mano a mano che i due filoni si sviluppano sullo spazio a disposizione, accade così che la parte centrale di fatto rappresenti fulcro e leimotif visivo per un esplosione di dettagli, colori ed effetti tridimensionali, da una parte le figure e le configurazioni tridimensionali di Pener solcano lo spazio segnando sezioni, aprendosi e schiudendosi fino a confluire nella grande scintilla centrale, proprio qui Proembrion porta in dote il personale approccio, si scatenano disturbi, linee e segmenti minuscoli, si sovrappongono ed intersecano configurazioni differenti che restituiscono una forte sensazioni di organicità, il tutto intervallato tra colori che si miscelano ed esplosioni cromatiche.
Il risultato finale é un opera pazzesca, un impatto tremendo che ci spinge e ci catapulta al suo interno, aggiriamo così tra tinte, figure, linee sottili, vortici geometrici che molto devono all’istintività e personale visione dei due interpreti, un opera che ci ha scosso le viscere e lasciato a bocca aperta.
Per farvi apprezzare al meglio tutto il talento messo in campo dai due interpreti vi consigliamo di dare un occhiata alla bella selezione di scatti dove in aggiunta troverete anche qualche immagine dei making of, siamo certi che apprezzerete e saprete cogliere tutto il personale stile e l’impatto visivo di quest’ultima magia, in attesa di nuovi aggiornamenti, é tutto dopo il salto, enjoy it!

Pics by The Artist

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-03

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-04

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-05

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-06

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-07

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-08

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-10

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-11

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-12

pener-proembion-mangolassi-new-mural-in-dortmund-13

Hell’O Monsters – New Pieces at Bien Urbain Festival 2013

17/01/2014

B-U 13

Le meraviglie dell’ultima edizione del Bien Urbain Festival di Besançon non sono affatto terminate, proseguiamo infatti il nostro full coverage con questa nuova serie di interventi realizzati dal collettivo Hell’o Monsters che tornano al lavoro deliziandoci con una doppia parete.
Il particolare stile degli Hell’O Monsters affonda le radici in un approccio dalla forte indole illustrativa, le trame, i personaggi, così come le situazioni surreali in cui gli artisti calano i loro characters rappresentano il vero valore aggiunto dei loro interventi. Sono in particolare gli esseri che abitano la loro sterminata fantasia a rivestire un ruolo di primissimo impatto, come lo definiscono loro stessi, il loro bestiario fantastico è arricchito da una sequenza incredibile di creature ed esseri bizzarri che, nello loro reminiscenza umane, abbracciano un immaginario figlio di una perfetta miscela, tra fiabe, favole, elementi mitologici così come iconografici, emerge così un quadro multi sfaccettato che alimenta una scelta di temi quasi sempre importanti e riflessivi. È proprio questo particolare binomio ad accompagnare le produzioni degli artisti, attraverso una chiave di lettura divertente, fortemente colorata e ricca di dettagli, gli stravaganti personaggi tessono concetti, spunti e tematiche che abbracciano i temi più disparati e sensibili, la vita così come la morte, l’ottimismo, la crudeltà, il fallimento, tutte sensazioni e specialmente emozioni umane raccolte e filtrate all’interno di un caleidoscopio ricchissimo e vivo che spesso viene intervallato da elementi di satirici ed umoristici. L’impressione è quindi quella di gioco intavolato ed alimentato dalle immagini proposte con i temi e gli stessi spettatori, un nuovo modo per cogliere le differenti sfaccettature dell’animo umano attraverso un filtro divertente ed al contempo riflessivo.
Per questa campagna francese gli Hell’O Monsters concentrano i propri sforzi su due differenti pareti, la prima all’interno del campus universitario la seconda su questa grande facciata nel quartiere Montrapon. Seppur differenti e sviluppati in direzioni opposte, i due interventi condivido la stessa dialettica cromatica e tutto il personalissimo stile visivo degli interpreti.
Per farvi cogliere al meglio tutto il caratteristico stile del collettivo belga ed i dettagli di quest’ultima incursione in strada, vi lasciamo ad una bella serie di scatti, scrollate giù per ammirare anche alcune immagini del making of, siamo certi che anche voi verrete catturati dal particolare approccio visivo degli interpreti, enjoy it.

Thanks to The Artists and The Festival for The Pics
Pics by Quentin Coussirat and Nicolas Waltefaugle

hello-monsters-new-piece-bien-urbain-festival-2013-01

hello-monsters-new-piece-bien-urbain-festival-2013-02

hello-monsters-new-piece-bien-urbain-festival-2013-03

hello-monsters-new-piece-bien-urbain-festival-2013

hello-monsters-new-piece-bien-urbain-festival-2013

hello-monsters-new-piece-bien-urbain-festival-2013

Tellas – New Pieces for “La Tour Paris 13″ Project

17/01/2014

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-01

A distanza di tempo torniamo con piacere a parlarvi del bel La Tour Paris 13 Project, tra gli artisti coinvolti nel famoso ‘Piano’ tutto italiano anche Tellas, di cui finalmente possiamo dare un occhiata più approfondita al personale lavoro all’interno della stanza a sua disposizione.
Lo splendido progetto francese ha visto all’opera un incredibile flotta di artisti all’interno ed all’esterno di un edificio prossimo alla demolizione in una zona decisamene sensibile all’arte urbana come quella del 13^ arrondissement di Parigi. Al roster italiano è stato dato in dote un intero piano, dopo aver dato un occhiata generale alle opere realizzate dai nostri (Covered) andiamo ad esplorare con maggior dettaglio uno degli interventi più riusciti.
Per lo spazio a disposizione Tellas ancora una volta sceglie di sviluppare l’opera prendendo a piene mani e filtrando il lavoro attraverso la personale simbiosi con la natura, nuovamente quindi ci troviamo di fronte una delle caratteristiche forme care all’interprete che scegli di avviluppare tutto lo spazio dalle pareti fino al pavimento attraverso una gigantesca figura. Proprio questo doppio aspetto dell’intervento si traduce in una differente declinazione cromatica, la sensazione è quella di una sorta di equilibrio visivo dove sulla parete troviamo una tinta scura, profonda ed avvolgente mentre sul pavimento la scelta ricade su un colore maggiormente delicato, dolce e armonioso. All’interno delle due differenti sezioni Tellas spinge per una texture che richiama, in un visione astratta portata al limite dell’essenziale, le venature organiche delle sue classiche figure naturali, un elemento di totale magnetismo che ci spinge a ricercare il dettaglio e che alimentato da un forte e preciso carattere istintivo riveste completamente la forma ribaltandone ancora una volta i due colori cardine.
Il risultato finale è quindi un opera densa di dettagli, le pennellate dell’artista alimentano nodi, percorsi, svicoli, fino a tessere un trama che avvolge la forma in tutta la sua dimensione, un sali e scendi di emozioni, profondità e risalite che arrivano ad insinuarsi ed a staccarsi fino ad attecchire all’interno delle insenature della mobilia vecchia e polverosa della stanza.
Vi diamo l’opportunità di apprezzare tutta la magia e le sensazioni di un luogo del genere attraverso una bella selezione di scatti in aggiunta a qualche immagine dell’artista al lavoro, il consiglio è quello di prendersi cinque minuti per poter cogliere ancora una volta tutta la vena artistica ed il particolare leimotif emotivo che accompagna le pitture dell’artista italiano, è tutto vostro.

Thanks to The Artist for The Pics

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-02

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-03

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-04

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-05

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-06

tellas-new-pieces-for-la-tour-paris-13″-project-07

Moneyless – New Piece at Le M.U.R.XIII

17/01/2014

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-01

Anche Moneyless inaugura al meglio questo suo nuovo anno, a distanza di alcune settimane il grande artista italiano torna al lavoro con un nuovo intervento realizzato sullo spazio permanente offertogli dall’Associazione Le M.U.R.XIII di Parigi.
Nato come naturale proseguo dei lavori dell’Association Le M.U.R. questo progetto Parigino inaugurato lo scorso anno, ne eredita il carisma e la convinzione, come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, l’idea è infatti quella di creare un vero e proprio muro dinamico a disposizione degli artisti dove gli stessi possano esprimere al meglio il loro concetto di arte. Con un seguito sempre più importante l’Associazione si sta facendo notare per i nomi altisonanti, tra cui alcuni ospiti internazionali di spessore, che hanno prestato il proprio talento alla parete, personaggi di spicco del panorama contemporaneo le cui opere vengono di volta in volta coperte dall’artista successivo andando a creare una galleria dinamica e sempre in movimento, per quello che è quindi uno spazio permanente ma costantantemente variabile.
Per iniziare il nuovo anno gli organizzatori si affidano all’estro di Moneyless che risponde alla chiamata con un nuovo intervento che succede di fatto agli ultimi studi e ricerche portati avanti dall’artista durante i suoi intensi giorni in studio. Ancora una volta veniamo così accolti all’interno dei vortici peculiari dell’interprete, un tratto che specialmente nell’ultimo anno si è fatto maggiormente deciso, con l’adozione del nero come tinta più impattante e l’utilizzo di maggiori sovrapposizioni tra i vari percorsi sviluppati all’interno degli spazi a disposizione che di fanno ne hanno aumentato la profondità ed il livello di difficoltà prima e di dettaglio poi, infine la contrapposizione cromatica che va ancora una volta a bilanciare il risultato finale e che qui prende le sembianze di un grande cerchio arancione posto all’estremità destra dell’opera, chapeau.
In occasione dei lavori Moneyless ha avuto modo di realizzare un nuova edizione, una stampa limitata con due differenti colori che si siete interessati potere acquistare contattando direttamente l’artista qui. Nel frattempo scrollate giù, dopo il salto infatti ancora dettagli su quest’ultimo splendido intervento ed in aggiunta alcune immagini durante le fasi di realizzazione della serigrafia che siamo certi non mancherete di apprezzare.

Thanks to Vanna Santoro and The Artist for the Pics

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-02

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-03

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-04

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-05

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-06

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-07

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-08

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-09

moneyless-new-piece-le-m-u-r-xiii-10

Skount – “Inner Colour” New Mural in Amsterdam

16/01/2014

skount-inner-colour-new-mural-amsterdam-01

A distanza di parecchie settimane torniamo ad approfondire il lavoro di Skount, l’interprete Spagnolo con base ad Amsterdam torna proprio nella bella città Olandese dove ha da poco terminato un nuovo intervento per il bel Tales of the Nine project.
Muovendosi attraverso differenti medium ma soprattutto attraverso variegati approcci visivi, dal figurativo all’astratto passando per le splendide installazioni, Skount sceglie di segnare questa sua parete cercando di miscelare i personali temi attraverso un pittura che possa abbracciare elementi naturali e personale visione dell’uomo, i due temi cardine del suo stesso operato. In particolare è forse la visione sull’uomo quella segna maggiormente l’operato dell’interprete, l’uomo di Skount porta la maschera, questo è il primo e lapidario filtro tematico delle produzioni dell’artista, nell’idea dello Spagnolo risiede la convinzione che l’uomo moderno porta coscientemente una maschera, una sorta di scudo che di fatto rappresenta un muro tra le proprie emozioni e le altre persone. Si tratta di una vera e propria difesa che per l’artista va a creare una sorta di identità parallela, con conseguente perdita della propria, proprio attraverso la maschera stessa. Nella visione dell’interprete quest’atto assume le sembianze dei suoi tipici e caratteristici personaggi, essere al limite del sovrannaturale e che abbracciano gli spazi muovendosi tra colori, texture, forme e configurazioni cromatiche differenti.
In “Inner Color”, questo il nome dell’ultimo lavoro, Skount porta al limite questa sua personale visione dipingendo una lavoro intensissimo, i colori si fanno vivissimi, in particolare quelli delle figura centrale, e vanno a contrastare le tinte più calde e meno accese che di fatto rappresentano la scenografia naturale dell’opera, nell’idea dell’artista c’è la voglia di disegnare una nuova sequenza, l’atto di togliersi finalmente la maschera viene rappresentato attraverso un incredibile sequenza di dettagli che vediamo uscire direttamente dal petto del character. Osservando il dipinto si ha così la sensazione di un apertura, un schiudersi dal proprio guscio per far fuoriuscire le personali emozioni, il muro di incertezze e paure si sgretola sotto i colpi dei colori e delle emozioni che prendono finalmente il sopravvento.
Scrollate giù, ad attendervi una bella serie di scatti con i dettagli dell’opera in aggiunta a qualche immagine durante le fasi di lavorazione, dateci un occhiata siamo certi che anche voi saprete coglierne tutta l’enfasi visiva ed il particolare tratto dell’artista, enjoy it.

Pics by The Artist

skount-inner-colour-new-mural-amsterdam-02

skount-inner-colour-new-mural-amsterdam-03

skount-inner-colour-new-mural-amsterdam-04

Seikon – “Kolaż” New Exhibition at Klub Żak

16/01/2014

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-01

In attesa di vedere Seikon nuovamente al lavoro su qualche nuova parete scopriamo come l’artista abbia da poco aperto all’interno degli spazi del Klub Żak di Gdańsk la sua ultima fatica, uno show bello fitto di lavori ed opere nuove che ci proiettano all’interno della personale visione dell’interprete polacco.
Come abbiamo avuto di vedere diverse volte il lavoro di Seikon poggia le sue solide basi su una forte caratterizzazione geometrica, l’artista attraverso la sua peculiare visione sviluppa i suoi lavori attraverso intricate trame dove linee, forme, segmenti ed altri elementi astratti si intrecciano tra di loro in un simbiotico e ricercato filo conduttore che viene sviluppato seguendo precisi ed interessanti dettami cromatici. Nell’ultimo periodo l’interprete ha saputo in parte mettere da parte una rappresentazione più texturizzata per concentrarsi piuttosto sulle differenti applicazioni di figure e configurazioni differenti che hanno nella dinamica tridimensionale il loro nuovo punto di svolta, in particolare l’artista ha saputo declinare forme più piccole, elementi, segmenti e figure più grandi non più all’interno di figure prestabilite ma piuttosto più libere di spaziare e coprire maggiormente gli spazi, libere da argini e barriere.
Questo nuovo approdo trova la sua giusta declinazione anche nel lavoro in studio di cui “Kolaż”, questo il titolo dello show, ne è la diretta conseguenza, l’allestimento infatti è caratterizzato da una serie di collages differenti, da cui il titolo della mostra, che sfruttano strutture ed elementi diversi, come legno e carta, nonché da una opera dipinta direttamente all’interno degli spazi della galleria, un esibizione corposa e densa di dettagli in cui si può cogliere appieno lo spirito e la ricerca di un equilibrio tra le forme e gli elementi presentati.
Per chi fosse in zona ricordiamo che lo show rimarrà in allestimento fino al prossimo 2 Febbraio, diversamente don’t worry, scrollate giù, dopo il salto infatti una bella selezione di immagini con tutte i dettagli dei lavori presenti all’interno dell’allestimento in aggiunta a qualche scatto del vernissage, un bel piatto che siamo certi non mancherà di interessarvi, è tutto vostro, enjoy it!

Klub Żak
80 266 Gdańsk
Grunwaldzka 195/19

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Alka Murat

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-02

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-03

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-04

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-05

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-06

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-07

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-08

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-09

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-10

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-11

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-12

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-13

seikon-kolaz-new-exhibition-at-gallery-zak-14

E1000 X Rosh333 x Pablo S. Herrero – New Mural in Madrid

16/01/2014

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-01

Un bel trio formato da E1000, Rosh333 e Pablo S. Herrero si è dato appuntamento sul tetto dell’Espacio EKO nella zona di Carabanchel a Madrid per realizzare un incredibile intervento che raccoglie tutti i differenti approcci dei tre interpreti in un trama pazzesca e dal forte risultato visivo.
I tra artisti, tutti di scuola Spagnola, posseggono un personale e differente approccio artistico, unendo qui i rispetti percorsi gli interpreti sono riusciti a dare vita ad un trama multi sfaccettata che letteralmente avvolge le insenature, gli spazi e le strutture architettoniche del tetto. L’idea generale dell’intervento è quella di un lavoro mutevole, gli stili personali si intersecano e miscelandosi tra di loro danno vita ad una trama personalissima, ricca di spunti, dettagli e dall’eccellente impatto finale. E1000 come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte predilige un approccio decisamente più astratto, la ricerca dell’artista si fonde con gli spazi urbani trasformandone la visione d’insieme attraverso la pittura di elementi geometrici illusori, forme e configurazioni che di fatto cambiano la prospettiva di pareti, cunicoli, insenature alimentando un gioco ottico che ci ha sempre lasciato piuttosto esterrefatti, dal canto suo Pablo S. Herrero anche qui mette in mostra la precisa volontà di un ricongiungimento con gli elementi e con la natura in generale, l’interprete studia il flusso dei rami, le ricalca le sembianze e la forma servendosi esclusivamente del colore nero e del bianco in un gioco di equilibri cromatici sempre vivo ed avvolgente. Infine Rosh333, l’artista ha in sè un solidissimo background nel mondo dei graffiti, che non ha del tutto abbandonato, nella suo percorso da street artist però l’interprete sceglie di concentrarsi su una ossessiva texturizzazione di forme ed elementi compatti, attraverso minuscole linee da vita a figure spesso cilindriche che hanno nella componente cromatica una forte cadenza acida, i suoi studi lo portano ad alimentare importanti simbiosi tra colori, giochi visivi talvolta delicati altre più radicali e ridondanti.
Il risultato finale di questo incontro tra tre visioni e percorsi differenti è un opera viva e camaleontica, parte dai sistemi astratti per miscelare le peculiarità cromatiche di ogni singolo artista, unisce gli elementi visivi di ogni interprete per mescolarli a nuova forma, è un incontro, un parto figlio di un sogno bagnato di acido che avviluppa gli spazi, ci mostra una nuova dimensione e calandosi al suo interno rimaniamo frastornati dalla quantità di colori, forme, elementi e dettagli, un opera che ci ha parecchio scombussolato e che non potevamo che apprezzare.
Questa volta più che mai prendetevi cinque minuti, scrollate giù ad attendervi una ricchissima galleria di immagini con tutti gli scatti ed i dettagli di questa incredibile creazione, siamo infatti convinti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare la grande visione d’insieme e l’eccentricità di questo nuovo lavoro, è tutto vostro!

Pics via Velvet liga

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-02

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-03

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-04

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-05

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-06

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-07

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-08

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-09

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-11

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-12

e1000-rosh333-pablo-s-herrero-new-mural-in-madrid-13

INO – “No Future” New Mural in Athens, Greece

16/01/2014

ino-future-new-mural-athens-greece-01

Dopo le esaltanti e riuscitissime pareti di Miami, a quanto pare INO fa ritorno nella sua Grecia qui, ad Atene l’interprete ha da poco terminato un nuovo intervento proseguendo sulla strada tematica e visiva che ne sta caratterizzando l’operato in questi ultimi tempi.
Osservando le ultime produzioni dell’artista appare chiaro come INO stia canalizzando il proprio tratto verso temi e spunti altamente riflessivi, tocca tasti delicati sopraggiungendo con un impatto assolutamente devastante e che sviluppa su parete un personale spaccato dell’uomo e dalla società moderna, cogliendo gli aspetti più controversi, quelli a carattere sociale ed economico, probabilmente quelli più brutali e profondi, rappresentandoli attraverso un tratto iperealistico atto proprio ad impattare con maggiore efficacia chi si imbatte nelle sue produzioni. La capacità riflessiva ed il dialogo sono quindi prerogativa principale del lavoro dell’interprete, l’esigenza di comunicare il malessere e la profonda condanna che l’artista ci offre, viene arricchita però una prerogativa visiva molto personale, il tratto si fa profondo e delicato, l’utilizzo della bomboletta ci restituisce la sensazione di un sorta di nuvola grigia che sviluppandosi sulla superficie del muro va mano a mano a prendere la forma dei volti e delle visioni ricercate dall’artista stesso.
INO con “No Future”, questo il titolo del nuovo intervento, decide di scagliarsi nuovamente sui problemi economici e sociali, offrendoci in particolare la sua riflessione su quelli che saranno i problemi dei più giovani. A nostro avviso è decisiva in questo caso la particolare situazione Greca, che ne è di fatto chiaro motivo di ispirazione, uno dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica mondiale e soprattutto dai sempre più crescenti problemi sociali che ne derivano, l’interprete vuole portare a compimento una riflessione che interessi i più giovani, sono loro quelli che maggiormente saranno colpiti dai problemi, sono quelli ai quali è stato tolto il futuro. L’artista affida questi suoi pensieri al suo tratto rilasciando sulla grande parete un doppio volto di un bambino, il simbolo della disfatta che osserva il cielo e lo spettatore, un opera dal fortissimo impatto, ci sembra quasi di essere letteralmente trafitti dall’angoscia e dal malessere, dall’evidente stato delle cose, senza una soluzione, senza parole, solo assorti nei pensieri.
Certi che saprete coglierne la grande efficacia e per darvi modo di cogliere al meglio tutto l’impatto visivo e tematico dei lavori dell’artista greco, vi lasciamo una bella serie di scatti, in aggiunta a qualche immagine del making of, che documentano al meglio quanto portato a termine dall’interprete per questa sua prima parete dell’anno.

Pics via San

ino-future-new-mural-athens-greece-02

ino-future-new-mural-athens-greece-03

ino-future-new-mural-athens-greece-04

ino-future-new-mural-athens-greece-05

ino-future-new-mural-athens-greece-06

ino-future-new-mural-athens-greece-07

Basik – “Superstition” New Mural in Rimini

16/01/2014

basik-superstition-new-mural-rimini-01

Anche Basik è tra gli artisti che inaugura al meglio il nuovo anno, il grande interprete italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento andando ad esplorare elementi folkloristici, simboli e temi figli della tradizione italiana inanellati all’interno della sua peculiare visione.
I lettori più accaniti ricorderanno Goatse, uno degli interventi più controversi dell’artista, ora l’interprete con questo nuovo pezzo torna ad addentrarsi all’interno di situazioni e temi particolari rilasciando su questa porzione di parete una personale rappresentazione della scaramanzia. Una delle caratteristiche di noi Italiani è proprio l’essere superstiziosi, con tutta una serie di pratiche, gesti ed oggetti che variano di regione in regione e che nell’immaginario popolare e folkloristico vengono utilizzati per scacciare la sfiga, scongiurare malefici e disgrazie o semplicemente propiziare il destino. Da questi spunti parte la riflessione di Basik, l’artista fonde due dei gesti probabilmente più comuni all’interno della peculiare ricerca sulle mani, emergono così due distinte silouetthe che richiamano la gestualità scaramantica attraverso due differenti riti propiziatori, le classicissime corna e l’incrociare le dita. Poste in direzioni opposte le due mani come sempre si fanno notare per il caratteristico impatto cromatico, Basik continua infatti ad affidarsi al nero come principale interlocutore cromatico, una scelta questa che di fatto esalta la profondità e l’impatto con il circondario facendo letteralmente uscire l’opera dalla parete, lo stesso colore viene poi letteralmente spezzato ed attraversato dalle classiche venature bianche che di fatto costituiscono gli elementi di costruzione, dolci e delicate le linee tratteggiano le dita così come le increspature della pelle, come i classici solchi sui palmi, e ci restituiscono un forte senso di tridimensionalità, quest’ultima viene infine esaltata dai dettagli dorati posti alla base dei due arti a completare un alchimia cromatica che come sempre risulta assolutamente riuscita.
Il risultato finale è un opera quindi in cui la facilità di lettura così come l’interazione con lo spettatore è parecchio elevata, un empatia visiva che si sviluppa su temi e situazioni comuni, chiare a chiunque e che abbracciano un immaginario collettivo filtrato però attraverso la personale ottica artistica dell’interprete.
Vi lasciamo in compagnia di una bella serie di immagini in modo darvi l’opportunità di apprezzare al meglio tutto l’operato dell’interprete, il consiglio è quello dare un occhiata agli scatti per cogliere tutti i dettagli e l’impatto finale di quest’opera, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

basik-superstition-new-mural-rimini-02

basik-superstition-new-mural-rimini-03

frenopersciacalli – New Murals in an Abandoned Factory

15/01/2014

frenopersciacalli-new-mural-abandoned-factory-01

Dopo diverso tempo con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di frenopersciacalli (The Boost), l’artista inaugura il nuovo anno una nuova serie di interventi realizzati all’interno di un edificio abbandonato proseguendo sulla linea tracciata nei precedenti lavori.
La scelta peculiare di dipingere e lavorare esclusivamente sui profili, caratterizza profondamente l’operato di frenopersciacalli, l’interprete attraverso una pittura forte e profonda si lancia in serie di interventi molto personali e caratterizzati da grandi passate di vernice atte a rappresentare una particolare visione dell’uomo. In quest’ultima serie di opere l’artista sceglie di affidarsi completamente ad un intensa scala di grigi che, attraverso giochi di ombre e di luce, dà vita ad esseri bizzarri, metà uomini metà bestie, rigorosamente di profilo, segnati ed attraversati da spesse linee di colore. Ancora una volta ci ritroviamo catapultati e persi tra le pennellate continue, tra le increspature della pelle, in un alterazione delle sensazioni e degli attimi emotivi incastrati tra le grosse linee morbide che segnano i corpi di questi nuovi personaggi, incrociamo gli sguardi con le fessure, gli occhi degli stessi, che a tratti si fanno persi e sbarrati, altre vagano in cerca di chi come noi si ritrova ad osservarli mentre vengono stritolati dalla morsa cromatica allestita dall’interprete, dalla rabbia intrinseca che quasi frenata viene incanalata nelle fattezze e nei corpi impossibili di questi esseri, esplode una malinconia, un colpo allo stomaco, un empatia per la solitudine che qui più che mai accarezza le visioni dell’artista.
Nuovamente frenopersciacalli con il suo lavoro sembra voler emulare anche su muro una pittura con acquarello, a segnare per questa nuova serie è la particolare caratterizzazione dei corpi rappresentati, il volto si fà enorme, quasi un peso che abbandonato a se stesso si appoggia terra trascinando con se le restanti fattezze, un nuovo sistema per rappresentare la mostruosità dell’uomo che viene infine portata al limite dell’artista attraverso una serie di lavori più piccoli caratterizzati si dal viso di profilo ma accompagnati nelle fattezze questa volta da un unico arto, una gamba, che ne costituisce unico e solo corpo in una sorta di fusione carnale sorprendente ed alimentata ancora una volta dalla personali pennellate.
Osservando i lavori si rimane così innegabilmente attratti dal particolare approccio visivo, ci si ritrova incastrati negli spunti che l’interprete ha voluto lasciarci a tu per tu con queste nuove bizzarrie, ma siamo davvero sicuro che siano così lontane dalla realtà? per approfondire come sempre una bella serie di scatti con tutti i dettagli dei lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

frenopersciacalli-new-mural-abandoned-factory-02

frenopersciacalli-new-mural-abandoned-factory-03

frenopersciacalli-new-mural-abandoned-factory-04

No Curves – “EVE” New Piece in Barcelona, Spain

15/01/2014

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-01

Continuiamo ad interessarci al lavoro di No Curves, l’artista italiano facendo seguito alla bella esperienza milanese di qualche settimana fa (Covered), si sposta a Barcellona in un nuovo edificio abbandonato dove poter continuare a sviluppare il proprio e personale immaginario.
A differenza del precedente lavoro qui l’artista sceglie di concentrare i propri sforzi su una zona unica, torna ad elaborare un volto No Curves, lasciando il proprio segno attraverso un infinita e profondissima sequenza di dettagli che animano tutti i tratti della donna rappresentata, un volto non comune che va a pescare direttamente nella figura di Eva, da qui il nome dell’intervento, elevando e portando di fatto il pezzo su diversi temi e spunti di riflessione tutti di cogliere.
L’interprete sceglie in questo nuovo pezzo una lavorazione totalmente istintiva, senza affidarsi a bozze od ad uno schema pre-impostato, l’artista si avventa sullo spazio scegliendo di lavorare unicamente attraverso una logica cromatica, traccia linee, segmenti, interrompe direttrici fino a far comparire i tratti del volto, i dettagli della carne, delle labbra e dello sguardo con una cura incredibile per gli occhi, vero e proprio dolcius in fundo di un opera come sempre immersiva. Il valore aggiunto è come sempre rappresentato dalla grande caratterizzazione delle opere di No Curves, aldilà del particolare medium di lavoro, vogliamo mettere l’accento ancora una volta sulla capacità dell’interprete di sfruttare il nastro adesivo al meglio imbastendo un trama incredibile e multi-sfaccettata, le linee si rincorrono cambiando tonalità e direzione, sovrapponendosi, intersecando e segnando un trama complessa, sovrapposizione di tinte e grandezze differenti, in un corsa veloce ed adrenalinica.
Con “EVE” questo il nome dell’opera, No Curves si rifà alla figura di Eva abbracciandone tutti i significati da quelli spirituali a quelli più metaforici. Tra le differenti chiavi di lettura quella che maggiormente ci ha stuzzicato è l’interessante rapporto tra il luogo e l’intervento stesso, la prima donna è anche un simbolo metaforico della fine di qualcosa e, in un luogo in forte stato di abbandono, di degrado e che quindi ha concluso il suo ‘ciclo vitale’, ci sembra quanto mai azzeccata la riproduzione personale del suo volto.
Per farvi cogliere tutto lo spettacolo di quest’ultimo lavoro vi lasciamo ad un bella serie di scatti che documentano tutto il processo creativo e gli istanti di lavoro dell’artista, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare lo splendido risultato finale.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ares

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-02

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-03

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-04

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-05

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-06

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-07

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-08

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-09

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-10

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-11

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-12

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-13

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-14

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-15

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-16

no-curves-eve-new-piece-barcelona-spain-17

G.Loois – A New Mural in Lamezia Terme

15/01/2014

g-loois-a-new-mural-in-lamezia-terme-01

Ad aprire il personale nuovo anno troviamo con piacere anche G.Loois, l’artista italiano ha da poco terminato un nuovo intervento per le strade di Lamezia Terme, portando avanti il personale approccio visivo e sperimentando nuove ed interessanti soluzioni grafiche.
L’operato di G.Loois affonda le sue radici su una decisa interazione con la natura e con tutti i suoi elementi, nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di sviluppare un rapporto simbiotico con la stessa andando a dipingerne l’essenza, si muovono così nuclei e figure differenti intrinsecamente legati e vicini ad elementi e temi naturali, come l’acqua, la terra, le rocce, proposti e raccolti come parte integrante all’interno della trama pittorica dell’interprete stesso che ne apre e ne sviluppa il moto attraverso la realizzazione di figure ed elementi fortemente organici. La forma ed i nuclei con la quale viene espressa, rappresenta quindi una parte importante nella stilistica dell’artista che, a differenza di altri, viene investita da un tratto personale, dettagliato e ricchissimo di sfumature cromatiche. In particolare G.Loois mira a riprodurre gli effetti tangibili e sensitivi degli elementi, i nuclei di forme rocciose ad esempio ne simulano la grande forza e fermezza, così come elementi meno palpabili, come l’acqua, sembrano letteralmente scivolare via, l’artista porta avanti questi temi incarnandoli all’interno della personale ricerca sull’equilibrio tra componenti differenti, la materia, la terra, l’aria e l’acqua si miscelano tra loro in una costante altalena visiva tra figure e configurazioni differenti.
Quest’ultimo lavoro segna ancora più profondamente l’intenzione dell’artista di ricercare un costante equilibrio visivo tra le differenti forme che sceglie di dipingere, a cogliere subito il nostro sguardo è inevitabilmente il rivestimento multicolore che rappresenta l’involucro di questi due grandi nuclei, gli stessi nel loro guscio esterno rappresentano una sorta di involuzione tra situazioni, elementi e paesaggi differenti, si parte dalla roccia spessa ed indistruttibile, arrivando agli spigoli sottili ed acuminati che lasciano il loro posto ad una morbida membrana fino ad arrivare alla testa del gatto che ci ha non poco sorpresi e lasciato divertiti. Infine incuriositi ammiriamo le due parti centrali del lavoro, tra le due grandi figure infatti scorgiamo una piccola donna da una parte, intenta a tuffarsi, e una foglia sospesa dall’altra che alimentano senza dubbio il sapore mistico ed onirico di questo intervento.
Attraverso le immagini in calce vi diamo modo di apprezzare al meglio quest’ultima magia firmata dall’interprete, dateci un occhiata, prendetevi cinque minuti per cogliere tutti i dettagli e le pennellate dell’artista, siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi.

Thanks to The Artist for The Pics

g-loois-a-new-mural-in-lamezia-terme-02

g-loois-a-new-mural-in-lamezia-terme-03

Alfano x Geometricbang – “Funky Horror Vacui” Mural in Lodi

15/01/2014

alfano-geometricbang-funky-horror-vacui-new-mural-in-lodi-01

La fruttuosa collaborazione tra Alfano e Geometricbang continua il suo percorso con un nuovo intervento per il loro “Funky Horror Vacui”, il progetto congiunto che vede appunto i due grandi interpreti mescolare i rispettivi immaginari in un nuovo ed intenso sviluppo visivo.
Ancora una volta il denominatore comune dell’intervento è l’utilizzo di una fortissima caratura cromatica, il lavoro infatti innesca una incredibile sequenza di tinte racchiuse all’interno di veri e propri spicchi che delimitano lo spazio interno della parete fino a lasciare, nel cuore stesso dell’opera, una grande scritta che si rifà proprio al nome del progetto. A differenza del precedente intervento (Covered), completamente imbastito attraverso un utilizzo mano a mano di differenti di masse cromatiche che susseguivano sullo spazio a disposizione, qui il lavoro risulta maggiormente concentrato. Rimane intatta l’idea di Alfano e Geometricbang di sviluppare una sorta di decorazione ossessiva andando a riempire lo spazio attraverso una enorme massa cromatica, questa volta però bilanciata dalle grandi forme di colore che proprio al loro interno racchiudono i personali stilemi dei due interpreti. Osservando infatti con cura l’intervento si sviluppa su una armonioso botta e risposta tra i due artisti, una collisione di visioni ed approcci differenti che si muove attraverso le varie sezioni cromatiche, nelle profondità di questi ‘spicchi’ si agitano texture, pattern e veri e propri disegni, tra occhi e pupille che fanno capolino tra una linee ed un’altra seguiamo affascinati il giochi di tratti differenti, di collisioni tra motivi più frastagliati ad attimi più lineari, passando per esecuzioni più tremolanti, tra volti celati, altri maggiormente intuibili, ci perdiamo nei meandri del labirinto visivo imbastito dai due artisti. Il risultato è un opera densissima di dettagli, un intrecci di trame e spunti differenti che ci accompagnano, tra colori accessi e sogni acidi, all’interno di un universo cromatico vivo ed impattante che ci ha ancora una volta coinvolto ed elettrizzato.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti su questa collaborazione, vi lasciamo tutto il tempo per osservare da vicino l’intervento, gli scatti che trovate in calce per darvi modo di cogliere al meglio tutto lo stile e l’impatto finale di questo nuovo intervento, dateci un occhiata, siamo certi che come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Matteo Cavalleri

alfano-geometricbang-funky-horror-vacui-new-mural-in-lodi-02

alfano-geometricbang-funky-horror-vacui-new-mural-in-lodi-03

CT – A New Piece in an Abandoned Factory

15/01/2014

ct-a-new-piece-in-an-abandoned-factory-01

Torniamo a tuffarci con piacere all’interno dell’immaginario di CT (Eyes On), il grande interprete italiano torna al lavoro con un nuovo intervento all’interno del consueto edificio abbandonato, portando avanti il personale percorso visivo ed impegnandosi in un nuova prova di sensibilità verso il panorama circostante.
Le immagini in calce parlano chiaramente, ancora una volta CT esibisce la personale visione alimentando in questo intervento più che mai, l’esigenza personale di creare una sorta di dialogo con le superfici, gli spazi ed i luoghi, e più in generale il panorama, dove mettere alla prova il proprio talento. Diversamente dai lavori precedenti, l’artista qui con maggiore enfasi ha voluto concentrare i propri sforzi attraverso una decisa interazione con gli spazi, che si traduce in una inedita pittura di quelle che sono le differenti forme ed alchimie partorite negli ultimi tempi, in aggiunta a qualche superbo inedito, che trovano qui la loro giusta collocazione all’interno della grande parete aprendo e schiudendo le canoniche lettere c e t. Lo studio infatti di queste due consonanti viene applicato dall’interprete attraverso una disgregazione della struttura, un rimescolare gli elementi che di fatto ne costituiscono il corpo, per dare vita e soprattutto forma, ad immagini nuove ed ambigue e che riescono a celare la loro natura attraverso un profondo gioco in cui lo spettatore si ritrova a cercare, ad impegnarsi nel trovare la giusta collocazione fino a ricomporre la silhouette più classica.
L’impressione è quella di un puzzle di figure ancora una volta ben architettato, non solo, le scelte cromatiche che impreziosiscono ogni singola figura, rispettano perfettamente la costante ricerca di CT nel ricercare attraverso i colori e le forma l’interazione massima con le pareti ed i luoghi dove si ritrova a lavorare. In particolare la conformità e la peculiarità del muro, con una ricchezza di dettagli, di imperfezioni, come le sporgenze metalliche, vecchie finestre, macchie, muffa, e parti scrostate, alimentano un dialogo tra la semplicità e la purezza di tratto delle figure dell’interprete, e tutti gli elementi che gravitano attorno, accade così che con le texture dei mattoni così come con le macerie posate a terra, si inneschi un dialogo fitto, a tratti simbiotico atto ad esaltare i sentimenti, le sensazioni, ma soprattutto le emozioni del luogo.
Ancora una volta invasi da sentimenti contrastanti ed ammaliati dal risultato finale vi lasciamo osservare con calma ed al meglio tutti i dettagli e i vari rapporti visivi che CT è riuscito ad istaurare in questa sua nuova opera, chapeau!

Thanks to The Artist for The Pics

ct-a-new-piece-in-an-abandoned-factory-02

Il lavoro in questo caso si basa sull utilizzo delle forme che ho sviluppato negli ultimi mesi, in questo caso colorate,
composte su un muro ricco di particolari. Non ho seguito una bozza precisa, ho valutato sul momento quale fosse la
composizione migliore capace di esaltare la semplicià dei pezzi e la particolarità del muro. Credo sia molto interessante soffermarsi
a guardare e cercare le imperfezioni del muro, le sporgenze metalliche ,le vecchie finestre, le macchie , la texture dei mattoni
e le macerie in primo piano…insomma un lavoro che va guardato attentamente per cogliere l’essenza del luogo :)

Collettivo Fx – New Mural near Reggio Emilia

14/01/2014

collettivo-fx-new-mural-near-reggio-emilia-01

Torniamo con piacere a tuffarci all’interno dell’immaginario del Collettivo Fx, gli artisti infatti hanno da poco terminato un nuovo intervento all’interno di un vecchio edificio abbandonato, lanciando questa volta il loro personale segno di rispetto verso la scena locale.
Come abbiamo avuto modo di vedere la particolare verve creativa del Collettivo Fx si muove gli spazi attraversando le architetture e rilasciando su parete una forte connotazione visiva, nelle corde del gruppo c’è l’importante esigenza comunicativa che viene sviluppata attraverso una fortissima interazione con l’ambiente. Proprio quest’ultimo elemento rappresenta il valore aggiunto dell’ultimo intervento, gli artisti infatti scelgono di sviluppare l’opera servendosi delle insenature e della fisionomia stessa della parete, accade così che una gigantesca porta si trasformi in grande bomboletta legata da una grande mano e dal corpo che ne segue. Questo particolare rapporto con lo spazio circostante, con quello che è già preesistente ancora una volta rappresenta la marcia in più del lavoro del gruppo, ma non si tratta unicamente di una scelta stilistica, aldilà degli espedienti visivi, quello che sta davvero a cuore agli interpreti è la forte capacità di immedesimazione nei loro lavori e più in generale del dialogo sviluppato ed incentrato su temi comuni e conosciuti, un vero e proprio inserirsi all’interno del tessuto cittadino attraverso i volti, le storie, le sensazioni della gente del posto, un parlare alla gente, senza filtri e senza alcun tipo di censura, ci piace.
Lo stile ed il tratto anche qui si fanno decisi e marcati, ancora una volta unicamente in bianco e nero, poche linee, i tratti del volto abbozzati, appena percettibili, il rullo imprime con forza ed energia le sue grandi passati sulla grande parete, prende vita così quello che è probabilmente un ritratto di uno degli elementi di spicco della scena locale, un omaggio motivato dal continuo scambio e condivisione, un opera atipica segnata dallo stile tipico del Collettivo Fx e che con piacere abbiamo accolto sulle nostre pagine.
Scrollate giù dopo il salto una bella infornata di immagini con i dettagli di quest’ultima produzione, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro del collettivo qui sul Gorgo.

Thanks to The Artists for The Pics

collettivo-fx-new-mural-near-reggio-emilia-02

collettivo-fx-new-mural-near-reggio-emilia-03

collettivo-fx-new-mural-near-reggio-emilia-04

Alberonero – New Mural for Meridiani USA in Miami

14/01/2014

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-01

Dopo l’esuberante esperienza durante i giorni dell’Art Basel 2013 (Covered) Alberonero prosegue il suo soggiorno negli States impreziosendo il suo viaggio con un nuovo intervento realizzato su questa saracinesca a Miami con il quale continua a portare avanti il personale percorso visivo.
Anche in quest’ultimo intervento emerge ancora una volto lo studio cromatico che sta così fortemente interessando il lavoro di Alberonero, l’artista prosegue la sua ricerca visiva adottando ancora una volta una nuova collocazione per le sue caselle cromatiche. A differenza delle precedenti incursioni lo spazio qui viene segnato da un intervento maggiormente concentrato, non seguiamo più l’onda visiva con i vari colori che si susseguono in un continuo sali e scendi, piuttosto l’opera gravita attorno ad un corpo centrale e, segnando lo spazio con una figura quadrilatera, in continuo crescendo va mano a mano a mutare la sua fisonomia visiva cambiando colori e tonalità. Un espediente nuovo che poggia le sue basi su tre colori fondamentali, il rosso, il blu, il verde e di il giallo, ancora una volta a segnare l’intervento è il personale e soggettivo approccio interattivo, si può decidere infatti da quale sezione partire per osservare la figure e di conseguenza il mutamente cromatico avverrà secondo un differente percorso, ancora più interessante è a parer nostro però la precisa volontà dell’artista di preservare il carattere assolutamente minimale delle sue produzioni. È nuovamente un astrattismo portato ancora di più al limite la vera essenza del lavoro dell’interprete, un less is more che si traduce in una lettura criptica e personalissima e che lancia la sfida a chi come noi è sempre curioso di scoprire gli spunti ed i temi che riescono ad emergere dalle differenti letture di una singola opera.
Un risultato finale che ci affascina e soprattutto ci incuriosisce in attesa di scoprire le prossime declinazioni del lavoro dell’artista, vi lasciamo agli scatti in calce dove attraverso le immagini potete apprezzare al meglio l’intervento in aggiunta a qualche scatto del makin of, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-02

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-03

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-04

alberonero-new-mural-for-meridiani-usa-in-miami-05

Zolta – New Pieces for InAttesa Art at The Bus Stop

14/01/2014

zolta-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-01

Con piacere proseguiamo il nostro tour all’interno del bel progetto InAttesa at The Bus Stop, è Zolta infatti tra gli ultimi artisti a dare il proprio talento per la trasformazione di due nuove fermate del bus a Gaeta e Terracina con un risultato riuscitissimo.
Diversamente dai canonici contesti nei quali è solito realizzare i propri interventi, come luoghi in stato di degrado, viuzze, le periferie ed i cunicoli cittadini, le zone nascoste ed in ombra che si trovano ai margini della società, l’interprete qui si ritrova a lavorare sull’insolita pensilina della fermata. Zolta per questa sua partecipazione al bel progetto del team di Memorie Urbane esibisce ancora una volta tutto il suo personale tratto facendo calare nelle maglie sovrapposte dei suoi canonici personaggi. L’operato dell’artista poggia infatti su una personale ricerca armonica dove forme e figure vengono proposte attraverso forti tracciati, vere e proprie fibre di carne con quali i corpi irregolari e diseguali dei suoi characters si aprono e si chiudono celando al proprio interno altri elementi e figure, in un continuo scavare in profondità fino a toccare temi e situazioni fortemente legati alla natura ed alla sue figure. La scelta cromatica infine riveste ancora una volta un ruolo fondamentale, il propagarsi di tinte sature a contrasto spesso e volentieri con colori più acidi, aumentano il livello d’impatto e soprattutto di profondità degli interventi, che risultano nella loro fisionomia e forma assolutamente magnetici.
Zolta ci lascia così la sensazione di una nuova e personale descrizione dell’uomo, non più precisa accurata oppure legata ad un tratto personale, ma piuttosto virulenta, profonda, segnata dalla pieghe della carne, così come dalle differenti sfaccettature dell’uomo, angosciante, più vero, più marcato e finalmente incisivo. A segnare questa serie di interventi infine, anche in parte alla particolare superficie di lavoro, è una forte caratterizzazione pittorica, Zolta qui sceglie un approccio più emotivo tracciando con forza tutte le pennellate che costituiscono il corpo dei suoi lavori restituendoci una forte sensazione viscerale.
Spazio alle immagini, scrollate giù per dare un occhiata a tutti i dettagli di questa doppia sessione per cogliere al meglio tutto il personale stile visivo dell’artista ma restate sintonizzati, nei prossimi giorni infatti proseguiremo il nostro tour tra le varie fermate trasformate, stay tuned!

Thanks to InAttesa for The Pics

zolta-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-02

zolta-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-03

zolta-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-04

Pablo S. Herrero – “Nest” New Mural in Oeste, Salamanca

14/01/2014

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-01

Pablo S. Herrero torna all’opera con un intervento assolutamente incredibile, l’artista ha infatti da poco terminato il personale lavoro all’interno del progetto creato dalle Associazioni Lemarte e ZOES, Galería Urbana accoglie così un nuova ed entusiasmante perla urbana.
L’opera dal titolo “Nest”,prende vita nel quartiere di Oeste a Salamanca e rappresenta a parer nostro uno degli interventi più interessanti tra quelli fin qui visti dell’interprete Spagnolo, un opera densissima di dettagli e che sopratutto eleva al limite il personale approccio visivo dell’artista portandolo ad esplorare soluzioni visive nuove e congeniali. Osservando l’opera emergono infatti tutti i tratti distintivi del percorso visivo portato avanti dall’interprete, il binomio tra il bianco ed il nero si fà ancora più marcato, passando per la profondità tematica con la continua simbiosi con gli elementi naturali che da sempre ne hanno segnato il cammino in strada, arrivata qui ad un punto di svolta incredibile. La grande quantità di spazio a disposizione permette al Pablo S. Herrero di lavorare su tutta la facciata dell’edificio, ogni piano, ogni singola insenatura, vengono così coperti dalla personale visione dell’interprete che ancora una volta affida il proprio talento ad una rappresentazione dei canonici intrecci naturali. Nella danza cromatica tra bianco e nero, osservando l’opera si ha la sensazione che l’artista abbia voluto in qualche modo riprodurre una sorta di bosco, dal basso verso l’alto veniamo così colti da una infinita serie di intrecci, i rami si elevano verso l’alto, dapprima grandi e robusti per poi, mano a mano che saliamo di livello, farsi sempre più sottili e delicati, accarezzando lo spazio la vernice restituisce un panorama pazzesco, veniamo catapultati all’interno di una gigantesca macchia naturale, il naso all’insù dove tra gli incroci di rami, tra la selva di arbusti riusciamo a scorgere il cielo. L’interattività e la grande immersione rappresentano in questo intervento il vero valore aggiunto, un opera pazzesca che letteralmente emerge dal tessuto cittadino facendo respirare, odorare e sentire nuovamente i suoni del bosco, un nuovo contatto con la natura, forte, intenso ed al contempo delicato, una visione effimera che sconquassa l’equilibrio cittadino proiettando, tra smog, cemento ed asfalto, una visione vera ed intesa di uno scorcio naturale.
Il risultato finale ci ha scosso, ma sopratutto ci ha emozionato, portandoci in un nuova situazione a camminare tra muschi e funghi ad osservare il propagarsi della natura che si prende la personale rivincita sull’uomo, un opera densissima di dettagli che vi lasciamo ammirare in tutto il suo splendore attraverso la bella serie di scatti, prendetevi cinque minuti, compite il viaggio, arrampicatevi sui rami, immergetevi nelle profondità della trama densa e ricchissima, in un rigoglioso attimo di puro sogno.

El nº 13 de la Calle Wences Moreno para la Galería Urbana, un proyecto creado y coordinado por las chicas de lemARTE y la asociación de vecinos ZOES que está generando innumerables piezas de arte urbano en el barrio del Oeste (Salamanca). Gracias a Elena y María, Inma, David, Ángel y Montse, a los vecinos del edificio y especialmente a Jaime Caravantes por su colaboración en la parte central.

Thanks to The Artist for The Pics

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-04

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-05

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-06

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-07

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-08

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-09

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-10

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-11

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-12

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-13

pablo-s-herrero-nest-new-mural-in-oeste-salamanca-14

Pastel – New Mural in Buenos Aires

14/01/2014

pastel-new-mural-in-buenos-aires-01

Pastel è senza dubbio tra gli artisti più interessati che abbiamo il piacere di approfondire, l’interprete Argentino ha da poco terminato nella sua Buenos Aires, un nuovo eccellente intervento, con il quale apre questo suo nuovo anno, direttamente ispirato ad uno dei fatti storici più sanguinosi ed importanti della storia dell’America Latina.
Pastel sceglie di lavorare qui ad una rappresentazione della Guerra della triplice alleanza, il conflitto disputatosi durante la seconda metà del ‘800, che ha visto Brasile, Argentina ed Uruguay scontrarsi contro il Paraguay dando vita alla guerra che più di tutte ha segnato il territorio latino ed al più sanguinoso conflitto della storia dello stesso. Ancora una volta quindi emerge tutta la caratura e soprattutto la forte simbiosi con il proprio territorio e con la sua storia attraverso una pittura fortemente personale e con una chiave di lettura chiaramente ispirata a temi naturali così come l’astrattismo e lo studio delle forme.
Anche qui l’artista sceglie di sviluppare il proprio intervento servendosi di una profonda tinta scura, il background che va così a rapportarsi ed a imporsi contro le figure e gli elementi rappresentati, tutti con tinte chiare oppure a contrasto. Il livello di dettaglio ricercato dall’artista è facilmente riscontrabile dalla serie di forme rappresentate, questi elementi rocciosi ed in generale naturali, vengono dipinti con una serie di dettagli organici che ne aumentano la tridimensionalità ed al contempo sviluppando un eccellente gioco di luci ed ombre, all’interno e tutto intorno agli stessi si muovono una serie di piante, con tanto di foglie, di color arancione che si intersecano con gli elementi dipinti in una sorta di sovrapposizione di più livelli non nascosti tra di loro.
Se dal punto di vista stilistico quindi Pastel ripercorre le orme del suo personale percorso ed approccio visivo, da quello tematico la rappresentazione di una guerra territoriale, come quella su cui l’artista ha voluto concentrarsi, viene sviluppata attraverso un grande cerchio posto quasi al centro dell’intervento. La sensazione è quella di una grande territorio, proprio uno di quelli in disputa tra gli stati partecipanti al conflitto, che viene attraversato dalle forme e dagli elementi realizzati dall’artista ad alimentare infine il tema dell’opera notiamo nell’estremità più alta della parete il dipinto di una grande freccia, a rappresentare proprio le armi.
Gli elementi e le figure dipinti possono essere lette in modo differente e personale, lasciando quindi all’osservatore massima libertà di interpretazione, l’impressione è quella di un rapporto costante e continuo in cui le piante di color cosi vivo rappresentano i fiumi di sangue, e le rocce e gli elementi organici potrebbero rappresentare fermi ed inermi dei soldati morti.
Un intervento che si presta a diverse chiavi di lettura e che non abbiamo particolarmente apprezzato e vi lasciamo gustare con calma attraverso le immagini in calce.

Thanks to The Artist for The Pics

pastel-new-mural-in-buenos-aires-02

JADE – “Vine a Visitar” A New Piece

13/01/2014

jade-vine-a-visitar-new-piece-01

Con piacere torniamo ad approfondire l’operato di JADE, l’artista peruviano con questo nuovo intervento infatti torna a proporci uno dei suoi canonici e più profondi filoni, quello delle miniature dipinte all’interno di luoghi comuni per una nuova esperienza dai risvolti come sempre emotivi.
Uno degli aspetti senza dubbio più interessanti del lavoro di JADE è la continua ricerca che l’artista compie nei suoi interventi, in particolare uno dei filoni maggiormente evocativi è proprio quello legato alla pittura di minuscoli ed iper dettagliati interventi. L’idea è quella di una nuova relazione con lo spazio dove, in totale controtendenza con uno gli aspetti più controversi dell’arte urbana dove più grande e spesso associato a più bello, il grande artista peruviano sperimenta una visione di dimensioni più ridotte che possa, proprio grazie a questa sua peculiarità, impostare un dialogo diverso e più profondo con chi ha l’opportunità di imbattercisi. Ancora una volta lo strumento sono i canonici personaggi dell’interprete che vanno a prendersi spazi e scorci più piccoli facendoci calare all’interno di un mondo completamente differente, nell’intenzioni dell’artista c’è l’esigenza di una visione e di un modo nuovo di vivere il tessuto cittadino, esattamente come la presenza di questi piccoli lavori è di fatto celata ai più e quindi prerogativa di pochi, le emozioni e la profondità che gli stessi riescono a trasmettere, la nuova interazione con lo spazio circostante, con il panorama, diviene un piccolo grande arricchimento di chi ha già in sè la voglia di cercare, guardare i dettagli ma sopratutto la volontà di imparare a vedere le cose attraverso una nuova e differente ottica. E’ proprio in quest’ultimo punto che si manifesta tutta la profondità dell’operato del peruviano, JADE ci mostra il suo dono con un tratto incredibilmente dettagliato con effetti di luce e di ombre e servendosi qui di un interessante impostazione tridimensionale che eleva tutto il lavoro. In “Vine a Visitar”, questo il titolo dell’opera, l’interprete dà vita ad uno dei suoi personaggi, lo vediamo di spalle osservare la distesa di fiori esattamente identici a quelli che ha in mano, la sensazione, come anche suggerisce il titolo del lavoro, è di un vera e propria visita, alla terra, ad un proprio caro, in tutta la delicatezza che da sempre distingue le opere dell’interprete.
Scrollate giù dopo il salto tutti i dettagli di questa nuova opera con una serie di immagini da differenti angolazioni, dateci un occhiata siamo infatti convinti che anche voi come noi saprete coglierne il giusto valore e profondità riflessiva.

Pics by The Artist

jade-vine-a-visitar-new-piece-02

jade-vine-a-visitar-new-piece-03

jade-vine-a-visitar-new-piece-04

Blaqk – “Left overs: The belly of a city” Exhibition

13/01/2014

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-00

Torniamo con interesse a volgere il nostro sguardo sul lavoro del duo greco Blaqk, i due artisti sono infatti tra gli interpreti invitati dalla TinT Gallery di Thessaloniki in Grecia per presentare un gruppo di lavoro incentrato sulla percezione delle città contemporanee.
Lo spunto dell’esibizione é dato dal libro di Italo Calvino ‘Le città invisibili’, in particolare l’alternativitá con cui si può vivere nelle metropoli moderne, come si sono create, come funzionano e come si sviluppano senza le restrizioni delle leggi della mente o più in generale dalle teorie contemporanee. Il risultato é uno show densissimo che ha offerto agli artisti l’opportunità di esprimersi attraverso un valido e differente caleidoscopio di risorse e medium, tra stampe, dipinti e lavori a muro gli interpreti hanno esplorato differenti approcci percettivi della e sulla città appunto.
I Blaqk hanno attraversato gli spazi con un efficace serie di lavori, mettiamo l’accento in particolare sull’eccellente intervento murale sviluppato come sempre in combinazione con i due aspetti che caratterizzano le proposte del duo. Ancora una folta infatti notiamo un perfetto equilibrio tra la componente più lineare e costruita e quella più viscerale e istintiva, tra accenni di lettering e configurazioni geometriche, un alchimia incredibile che come sempre manifesta e comprova tutto lo spessore del lavoro dei due interpreti.
Vi diamo l’opportunità di approfondire al meglio quanto messo in campo dal due greco, scrollate giù dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti che documenta tutto l’eccezionale serie di interventi degli artisti, é tutto vostro enjoy it.

Having long experience in the fields of graphic design and Street Art, Blaqk, Daniel Egneus, Versaweiss, Philip Theodoridis and Paris Koutsikos, adapt their work to a purely visual context, presenting at the TinT gallery digital prints, paintings and murals.
On the occasion of the book by Italo Calvino “Invisible Cities”, the artists present an alternative approach to how we perceive cities, how they are formed and how they function, unconstrained by the laws of physics or by contemporary urban theory.

Blaqk interfere with the gallery’s interior and create a mural consisting of geometric shapes and elements of calligraphy while Daniel Egneus examines a deserted city inhabited by animals.
Versaweiss present a composition consisting of landscapes, constructions and natural organisms with the purpose of creating a conceptual web joining the “triangle” of natural environment-man-architecture.
Philippos Theodoridis invents “Ydria,” a city supported by scaffolding and suspended between big staircases and water.
Finally, Paris Koutsikos creates an urban environment which he calls “Paracity” and maps out the possible routes of an imaginary traveler.

Pics by Versaweiss via The Artists

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-01

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-02

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-03

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-04

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-05

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-06

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-07

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-08

blaqk-left-overs-the-belly-of-a-city-exhibition-09

Spaik – New Mural in Holbox Island, Mexico

13/01/2014

spaik-new-mural-in-holbox-island-mexico-01

A distanza di parecchie settimane torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Spaik, l’artista messicano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento per Plataforma Ac all’interno del Festival de Cultura del Caribe sull’isola Holbox in Messico.
Come abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di Spaik fonde in se tutto il carattere di un approccio vivo e fortemente emotivo, ricco di spunti personali ed al contempo dotato di una cosi forte simbiosi con la propria terra. Caratteristica peculiare del lavoro dell’artista è come spesso accade quella di un utilizzo smodato di quelli che sono gli elementi più caratteristici del proprio background, le tradizioni popolari, così come quelle religiose, vengono filtrate attraverso personaggi onirici, figure sognanti che si inseriscono dello spazio lasciando la loro fortissima traccia ed alimentando così un dialogo diretto ed impattante con chi ha l’opportunità di osservare da vicino le produzione dell’interprete.
Emerge così un quadro multi sfaccettato, la volontà di Spaik è quella di far affiorare elementi noti del patrimonio culturale, tra visioni, storie e simboli che caratterizzano questi luoghi, un brulicare di elementi e rimandi di vario genere che alimentano tutta la trama del dipinto rilasciando nei suoi dettagli tutti gli intrecci e le esperienze di vita del proprio popolo. A caratterizzare l’operato dell’interprete è la particolare predilezione per un pittura che coinvolge personaggi bizzarri e stravaganti, vengono rappresentati e caratterizzati da una fortissima connotazione cromatiche dove tra maschere, abiti, simboli e rimandi emerge tutto il bagaglio visivo della cultura Messicana, i corpi si fanno irregolari, i tratti al limite del carnevalesco con i volti coperti da maschere, gli abiti ricchi di texture e pattern, il folklore si fonde così con la tradizione e con la religione dando vita ad opere ricchissime e dal forte sapore onirico.
L’impatto con quest’ultimo intervento ancora una volta segna l’incredibile capacità di coinvolgere i nostri sensi da parte di Spaik, l’artista qui supera se stesso riuscendo ad inserire nello spazio a disposizione una sequenza incredibile di temi e dettagli, in particolare, dove aver osservato i corpi e le fattezze dei personaggi, mettiamo il punti sugli elementi in nero che, uscendo letteralmente dal background, avvolgono l’opera donandole uno splendido effetto tridimensionale, un risultato finale decisamente d’impatto che non potevamo che apprezzare e che ci ha lasciato ancora una volta storditi ed ammaliati.
Per cogliere appieno tutto l’inconfondibile stile dell’interprete messicano vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questa sua ultima magia, il consiglio è quello di prendersi cinque minuti ed immergersi all’interno del variegato tessuto visivo imbastito dall’interprete, siamo certi che ne valga davvero la pena, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

spaik-new-mural-in-holbox-island-mexico-02

spaik-new-mural-in-holbox-island-mexico-03

spaik-new-mural-in-holbox-island-mexico-04

spaik-new-mural-in-holbox-island-mexico-05

spaik-new-mural-in-holbox-island-mexico-06

Opiemme – New Pieces for InAttesa Art at The Bus Stop

13/01/2014

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-03

Dopo il primo intervento di cui vi abbiamo mostrato le immagini qualche giorno fà (qui) torniamo ad approfondire il lavoro di Opiemme per il bel progetto InAttesa Art at The Bus Stop, con una nuova serie di belle opere realizzate dall’artista italiano.
Come detto il progetto si prefigge di cambiare completamente l’aspetto delle iconiche fermate degli autobus, uno dei simboli della città moderna, che viene così consegnato in mano agli artisti offrendo loro l’opportunità di lavorare su superfici non convenzionali cambiandone completamente l’impatto finale.
Facendo seguito al primo lavoro di Gaeta, Opiemme si sposta anche a Terracina concludendo infine la sua serie di lavori con qualche exploit su muro, con questa nuova serie noi ci sentiamo di porre nuovamente l’accento sul particolare dialogo verbale che permea gli interventi dell’artista. Per l’interprete le parole tornano ad avere un valore di contatto emotivo e tramite esse lo stesso costruisce e sviluppa tutti i propri interventi, in questa nuova serie di lavori realizzati per l’interessante progetto abbiamo l’opportunità di osservare tutte le differenti declinazioni, se il primo pezzo era contraddistinto dall’utilizzo di una frase riflessiva e sulla quale montare un dialogo con i passanti, i successivi sono caratterizzati da una ricerca maggiormente visiva e per certi versi profonda, spingendo l’osservatore ad un analisi più complessa. A fare capolino sono quindi nuovamente immagini e vere e proprie forme che, sviluppate e composte interamente da parole, svolgono la duplice funzione di attrarre la vista, osservando l’involucro, e leggere tra le righe gli spunti, in concetti e le riflessioni che questa volta l’artista ha voluto donarci, si affida agli animali Opiemme, uno squalo ed un corvo per veicolare le proprie parole, concludendo poi il lavoro con due interventi di mash-up visivo e composti da lettere e forme.
Ancora una volta i toni poetici invadano i lavori, rimarcandone la struttura ed esplodendo in un dialogo riflessivo che non poteva lasciarci indifferenti.
Non aggiungiamo altro, ripercorriamo piuttosto assieme tutte le fasi del lavoro dell’artista con un ampissima selezione di scatti con tutte le fasi del making of e dei bei risultati finali, trovate tutte le immagini dopo il salto, scrollate giù e dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul progetto.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Arianna Barone

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-01

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-05

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-06

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-07

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-09

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-10

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-11

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-12

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-14

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-15

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-17

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-18

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-19

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-20

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-22

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-23

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-24

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-25

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-26

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-30

-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-31

-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-32

-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-33

-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-34

-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-35

-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-40

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-45

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-46

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-47

opiemme-new-pieces-for-inattesa-art-at-the-bus-stop-48

Borondo – A New Indoor Installation in Segovia, Spain

13/01/2014

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-03

Borondo (Interview) sceglie di inaugurare il nuovo anno con una nuova e particolare installazione, siamo a Segovia in Spagna dove l’artista all’interno del Museo Palacio Quintanar propone un sontuoso intervento fondendo in un unico pezzo medium differenti.
Un vero e proprio ritorno a casa per l’interprete, qui ancora una volta restiamo colpiti dal grande impatto emotivo nonché scenico di quest’ultimo intervento di Borondo, lo Spagnolo imposta il lavoro attraverso l’utilizzo di due distinti interventi, il primo su una serie di balle di fieno il secondo, posto proprio difronte su una delle canoniche superfici trasparenti. La tecnica di lavoro come è facilmente intuibile è differenti, se nel primo caso si tratta di un utilizzo concentrato di bombolette nere il secondo invece vede l’interprete grattare la superficie in vetro fino a far fiorire le sagome desiderate, l’opera nel suo insieme ci mostra quindi i due aspetti caratteristici del lavoro dell’artista, portandoli qui in un opera dai profondi risvolti tematici.
L’esigenza infatti di comunicare emerge quindi ancora una volta con un forte e preciso scopo e tema visivo, Borondo si interroga, come da tema per lo show, sulla Castiglia e sulla sua personale percezione, una ragione pianeggiante, secca, gialla, ruvida a detta dello stesso interprete, ma sopratutto ferma e statica nel corso del tempo. Non stupisce quindi l’idea di contrapporre due elementi così differenti e distanti che di fatto segnano un dialogo nel tempo tra passato, la gente rappresentata sul fieno, e presente, le sagome sul vetro, un contrasto quindi non unicamente tecnico ed estetico ma piuttosto un binomio visivo ricco e prorompente alimentato dall’immagini delle ombre che osservano il passato, per un risultato finale che ci ancora una volta impressionato e colpito.
Vi lasciamo alle immagini in modo da darvi l’opportunità di apprezzare al meglio ancora una volta tutta l’enfasi emotiva e la profondità di dialogo che l’artista spagnolo riesce ad imprimere nei suoi interventi, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Exposición Colectiva en el Museo Palacio Quintanar. Parte del tema “Castilla y León”. Por ello mi elección de un muro de paja y de una serie de figuras estáticas ancladas en el pasado. Esta es mi percepción de la Castilla profunda, una región plana, amarilla, aspera y seca que se mantiene inmóvil en el tiempo.
Por otro lado trabajé dos paneles de cristal superpuestos, estos pretenden generar un dialogo espacio temporal apreciable gracias al fuerte contraste técnico y estético.
No quiero plantear este hieratismo como algo negativo ya que, en mi caso, me aporta mucha tranquilidad percibir que algo se mantiene quieto, sobretodo después de pasar la mayor parte de mi tiempo inmerso en el ritmo frenético la metrópolis donde la prisa devora al hombre.

Pics via San

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-01

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-02

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-04

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-05

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-06

borondo-a-new-indoor-installation-in-segovia-spain-07

Weekly Overview 67| 06-12 to 12-01

12/01/2014

Weekly Overview-67

Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

hottea-optimist-new-installation-in-cedar-riverside-minneapolis-04

HoTTea – “Optimist” New Installation in Minneapolis

jr-for-the-new-york-city-ballet-art-series-01

JR for The New York City Ballet Art Series

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-02

Riquiño – New Mural at DesOrdes Creativas 2013

sbagliato-window-new-piece-in-ascoli-piceno-01

SBAGLIATO – “Window” New Piece in Ascoli Piceno

garu-garu-exploring-the-street-art-in-abandoned-places-13

Garu Garu – Exploring the Street Art in Abandoned Places

canemorto-a-series-of-new-pieces-near-milano-01

CANEMORTO – A Series of New Pieces near Milano

basik-gola-hundun-luca-zamoc-new-mural-01

Basik x Gola Hundun x Luca Zamoc – New Mural

erosie-for-draw-a-line-video-interview-01

Erosie for DRAW A LINE Video Interview

Boris DELTA Tellegen - New Installation in Haarlem

Boris DELTA Tellegen – New Installation in Haarlem

2501-pastel-new-mural-for-the-mirrorless-project-01

2501 x Pastel – New Mural For The Mirrorless Project

borondo-new-mural-in-tetuan-madrid-01

Borondo – New Mural in Tetuan, Madrid

elian-saturated-corner-new-mural-in-cordoba-01

Elian – “Saturated Corner” New Mural in Cordoba

Swoon – New Mural at Houston and Bowery Wall

12/01/2014

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-01

A distanza di parecchio tempo e dopo la spettacolare realizzazione firmata da REVOK e Pose qualche mese addietro (covered), la famosa parete tra la Houston e Bowery di New York è stata affidata ad un nuovo peso massimo dell’arte urbana, è Swoon che si è divertita a realizzare un opere multi sfaccettata e densissima di dettagli e spunti tematici.
Considerata a ragione veduta una delle artiste donna più importanti ed influenti, Swoon fà parte della prima ondata di street artist, al lavoro fin dalla fine degli anni ’90 l’interprete con il tempo a raffinato e portato avanti la propria personale visione artistica. Le opere di Swoon rappresentano la perfetta unione delle differenze influenze subite dall’interprete nel corso del tempo, sebbene i protagonisti siano come sempre le persone, spesso amici o familiari, lo stile è quello di paste-up condito da uno stencil raffinato dove emergono spunti differenti, dalla cultura popolare passando per le stampe indonesiane e le ombre cinesi. Le location scelte da Swoon sono quelle dei luoghi abbandonati, gli edifici in stato di degrado, ponti, scale, e pareti scrostate, il tratto è molto particolareggiato, le linee forti e la grande propensione per il dettaglio aumentano la realisticità dei characters rappresentati che vengono spesso proposti in un contrasto con elementi storici od architettonici oppure uniti ad una serie di configurazioni astratte dal forte impatto visivo.
Il muro tra Bowery & Houston a New York rappresenta uno degli spot più affascinanti presenti negli States, la parete infatti è stata inaugurata da Keith Haring con una delle sue opere più famose, in seguito nel corso degli anni ha più volte ospitato le opere di artisti tra i più influenti e importanti a livello internazionale come Os Gemeos, Shepard Fairey aka OBEY, JR, Kenny Scharf, Faile, Retna e Lady Aiko, How & Nosm e molti altri.
Per la famosa parete, portata a termine dopo le difficoltà climatiche di queste ultime settimana, l’artista statunitense sviluppa un intricatissima sequenza di immagini, elementi e figure con chiarissimi riferimenti al tessuto sociale, etnico ed architettonico della città di New York, con posta proprio nel centro una delle sue immagini più famose. Nonostante l’intervento risulti ricchissimo di dettagli e spunti differenti non nascondiamo una leggere insofferenza per il continuo riciclo proprio della figura posta al centro del pezzo oramai abusato fino all’inverosimile dall’interprete stessa che, conoscendone il talento, a nostro avviso avrebbe potuto sviluppare qualcosa di nuovo e differente.

Se avete apprezzato l’intervento dopo il salto trovate tutti i dettagli di quest’ultimo elaborato con tutte le sezioni che ne caratterizzano l’impatto, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare tutto l’eccellente risultato finale.

Pics by AM

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-02

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-03

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-04

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-05

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-06

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-07

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-08

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-09

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-10

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-11

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-12

swoon-new-mural-at-houston-and-bowery-wall-13

HoTTea – “Optimist” New Installation in Minneapolis

12/01/2014

Con quest’ultimo video edito dai ragazzi di Threadless torniamo ad approfondire il lavoro e l’operato di uno degli artisti più interessanti del panorama statunitense, HoTTea si presenta qui con un nuovo intervento realizzato all’interno dei campi da tennis del Cedar Riverside di Minneapolis e c’è da rifarsi gli occhi.
A differenza dei precedenti interventi qui HoTTea concentra i propri sforzi nella creazione di un installazione completamente nuova, come abbiamo avuto modo di vedere l’interprete agisce ricavando la propria personale superficie di lavoro attraverso l’inserimento di una serie di fili di lana su le reti di ferro al fine di creare intricate e sempre diverse elaborazione del suo stesso nickname in quello che potrebbe tranquillamente essere visto come una sorta di sviluppo del graffitismo.
L’arista qui con “Optimist”, questo il titolo del pezzo, sceglie invece di lavorare da un lato ad un altro della recinzione andando a creare un immagine diversa e nuova, niente lettering ma piuttosto una vera e propria onda cromatica che attraversa tutto il campo e che proprio per la sua irrazionalità stupisce e cattura lo sguardo. La tecnica è sempre la stessa e consiste nell’unione di una serie di fili di lana di diverso colore, il risultato finale eleva il lavoro stesso dell’interprete all’interno di una sfera emotiva, una sorta di esplorazione alimentata da colori e tangibilità che ci ha fortemente colpito e che abbiamo senza dubbio apprezzato.
Nel video in calce abbiamo infine l’opportunità, attraverso le parole dello stesso artista, di scoprirne meglio la storie e le influenze nonchè di dare una sbirciata a tutte le fasi di creazione di quest’ultimo intervento.
Il consiglio è quello di mettersi comodi e gustarsi il video, se volete approfondire poi vi lasciamo ad alcuni scatti evocativi della bella installazione e se anche voi come noi vi siete presi una bella cotta per il lavoro dell’interprete americano, il consiglio è quello di restare sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Artist and SurlyGrrrl

hottea-optimist-new-installation-in-cedar-riverside-minneapolis-01

hottea-optimist-new-installation-in-cedar-riverside-minneapolis-02

hottea-optimist-new-installation-in-cedar-riverside-minneapolis-03

hottea-optimist-new-installation-in-cedar-riverside-minneapolis-04

Freddy Sam – “I Am Because We Are” A Tribute Mural to Mandela

12/01/2014

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-01

La scomparsa di Nelson Mandela è stata senza dubbio uno degli avvenimenti di rilievo dell’anno appena conclusosi, per commemorare la memoria il Maboneng Precinct ha commissionato a Freddy Sam (Street Art in South Africa) la realizzazione di un imponente dipinto di ben 40 metri su questa grande parete a Johannesburg.
Il nome di Freddy Sam senza dubbio l’apice dell’arte urbana Sudafricana, l’interprete con un solido background alle spalle, ha nel corso del tempo fatto del proprio impegno, del proprio personale dialogo con la sua gente, la prerogativa del suo stesso lavoro. L’opera dell’interprete si rivolge alle persone senza distinzione di ceti sociali, la comunità, il tessuto sociale, che viene stimolato attraverso l’organizzazione di eventi, mostre e condivisioni, anche internazionali – ricordate il bel progetto Acrylic Walls? – tutto in funzione di una crescita e di un condivisione atta a fomentare l’arte nel suo paese ed ad eliminare con forza e tenacia il grigiore e la malinconia cittadina.
Tranquillamente possiamo affermare quindi che scelte migliore non poteva essere compiuta, il particolare tratto, legato ad una riproduzione di animali e della natura in generale, viene qui utilizzato per sviluppare questo splendido ritratto di Madiba, Freddy Sam per lo spazio a disposizione sceglie un immagine piuttosto famosa e caratteristica, si tratta dello scatto di Bob Gosani che ritrae Mandela intento a boxare. Nell’idea dello stesso leader sudafricano la box nascondeva in se un forte senso di uguaglianza in quanto sul ring tutti siamo uguali, idea questa raccolta nella personale definizione di Ubuntu,singolare infine come la stessa parete si trovi non molto distante dal luogo dove è stata scattata la fotografia.
Dal titolo “I’Am Because We Are” il pezzo così fortemente calato all’interno del tessuto della città rappresenta anche uno stimolo a lottare, a proseguire la strada intrapresa da Mandela, un vero e proprio simbolo per la sua gente e non solo.
Un opera importante e profonda che vi invitiamo ad osservare al meglio attraverso la bella selezione di scatti, è tutto giù dopo il salto, scrollate e prendetevi cinque minuti siamo certi che anche voi come noi saprete cogliere tutta l’importanza di un opera del genere.

Pics by Bheki Dube via San

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-02

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-03

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-04

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-05

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-06

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-07

freddy-sam-i-am-because-we-are-new-tribute-mural-08

MACS – “Capitalism” New Mural in San Vito Marina

11/01/2014

macs-capitalism-new-mural-in-san-vito-01

A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di MACS, l’artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento a a San Vito in provincia di Chieti con il quale prosegue a portare avanti la personale visione pittorica.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere lo stile che contraddistingue le opere di MACS è un perfetto mix perfetto da una pittura che si avvicina alla realisticità fotografica miscelata e contrapposta ad immaginario dalla forte influenza illustrativa, si crea così un personale e peculiare rapporto tra elementi reali e figure distorte che di fatto alimentano una sorta di sospensione visiva, veniamo accolti da dettagli stupefacenti, giochi di luce e colori vivi che suggeriscono una forte realisticità al contempo però la forma così come tutta la scenografia che accompagna i risultati finali emergono in tutta la loro lucida follia, distorta a tratti impossibile, regalandoci così un caratterizzazione visiva unica e molto personale che stupisce e soprattutto coinvolge chi osserva. Ultimo tassello nel personale stile di MACS è la volontà di accompagnare le sue produzioni con un frase, una parola che va di fatto a spiegare e sostenere l’intervento stesso, aldilà infatti delle caratteristiche visive è importante ricordare come l’interprete riesca nei suoi lavori a sviluppare temi e spunti importanti e riflessivi sfociando spesso anche in aspetti sociali o politici ed economici come quest’ultimo.
Dal titolo “Capitalism”, come risulta chiaramente leggibile, quest’ultimo pezzo mette in mostra tutte le peculiarità del lavoro dell’artista italiano, spazio quindi il personale stile pittorico sospeso tra una rappresentazione reale ed illustrativa in favore di una critica sul capitalismo e di come lo stesso si trasformi in una continua ricerca di guadagno personale a discapito di tutto e di tutti, affilato ed accurato l’intervento si sviluppa sull’idea di una prigione dorata dove le stesse sbarre che attanagliano il character vengono rappresentate da una serie di monete d’oro, tutto chiaro.
Vi lasciamo ad una bella serie di scatti che documentano l’artista al lavoro ed il bel risultato finale, dateci un occhiata per apprezzare al meglio tutto il personale approccio visivo dell’interprete e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti circa il suo lavoro.

Thanks to The Artist for The Pics

macs-capitalism-new-mural-in-san-vito-02

macs-capitalism-new-mural-in-san-vito-03

macs-capitalism-new-mural-in-san-vito-04

Laguna – “Y No Vuelvas” New Mural in Almagro

11/01/2014

laguna-y-no-vuelvas-new-mural-in-almagro-01

Con molto piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Laguna, il grande artista Spagnolo ha infatti da poco terminato un nuovo intervento al Almagro in Spagna con il quale prosegue nel portare avanti il personale e viscerale percorso pittorico che tanto ci piace.
Osservando l’operato di Laguna ci rendiamo conto ancora una volta di come più che non si tratta unicamente di osservare l’opera ma piuttosto sentiamo il bisogno provare a percepire l’energia incanalata all’interno delle profonde pennellate che ne segnano gli interventi, rimanere in silenzio e lasciarsi investire da colori, sensazioni e percezioni differenti che vengono suggerite dai colori e dai mix di pigmenti che si susseguono su tutta la superficie, scrutare i cambi di tonalità e le sovrapposizioni per cogliere al meglio tutte le differenti sfaccettature che l’artista ha voluto regalarci.
L’approccio dell’interprete esplode nell’intento di unire differenti elementi sotto un’unica cornice pittorica, figure differenti, così come oggetti, ma soprattutto volti, sguardi e parti del corpo che vediamo moltiplicarsi ed investire lo spazio, si ha la sensazione di un pittura che voglia quasi rappresentare le differenti sfaccettature della mente umana, una sorta di un unione visiva che possa in qualche modo rendere tangibile tutte le piaghe, le emotività ed i differenti atteggiamenti della persona andando infine a sviluppare un viscerale rapporto con la natura che di fatto investe profondamente e va ad intensificare l’impatto finale dell’opera.
Quest’ultimo intervento dal titolo “Y No Vuelvas” raccoglie tutta la visione pittorica di Laguna sviluppando un intricatissima trama visiva, una sorta di membrana amniotica avvolge lo spazio, al suo interno si sviluppano elementi naturali così come sezioni di visi, volti, sguardi alimentando ed alternando sensazioni ed emozioni differenti. Un quadro multi sfaccettato dall’impatto pazzesco e dove veniamo accolti da queste bozze diseguali, vere e proprie figure intangibili che si muovono su parete, uno schizzo elaborato a mano aperta e compiuto in un apparente stato di sospensione emotiva, una distorsione e rappresentazione personale della realtà che ci lascia ogni volta basiti e traboccanti di sensazioni e spunti e che vi diamo modo di apprezzare attraverso gli scatti in calce, dateci un occhiata siamo certi che non ve ne pentirete affatto.

Pics by The Artist

laguna-y-no-vuelvas-new-mural-in-almagro-02

JR for The New York City Ballet Art Series

11/01/2014

Prosegue l’ascesa di JR, il grande fotografo è l’artista scelto dal The New York City Ballet per il suo progetto annuale a carattere artistico, dopo FAILE (covered) è quindi l’interprete Francese a proseguire la tradizione di collaborazione tra l’istituzione newyorkese ed il mondo dell’arte contemporanea.
Noto per i suoi giganteschi ritratti in strada e dopo gli innumerevoli progetti che ne stanno sempre più segnando la carriera soprattutto da un punto di vista sociale, JR continua il suo filone di sperimentazioni andando ad allestire uno spettacolo ancora una volta unico nel suo genere. Legato ancora una volta alle canoniche immagini in bianco e nero, per lo spettacolo l’artista ha usato i corpi degli stessi ballerini della compagnia come vera e proprio superficie di lavoro per creare una serie di pezzi composti fino a formare i tratti del viso e le immagini desiderate proprio attraverso la danza. Un qualcosa di raro e siamo certi dal fortissimo impatto emotivo che prosegue la strada già intrapresa negli anni precedenti dalla compagnia newyorkese che ricordiamo ha avuto nel corso del tempo l’opportunità di lavorare con leader ed artisti emergenti del movimento tra cui ricordiamo i pesi massimi Andy Warhol, Keith Haring e Julian Schnabel
Per i fortunati che per qualsiasi motivo si trovano nella grande mela le date da segnare sono quelle del 23 Gennaio, 7 e 13 Febbraio, con i posti per assistere allo show ad un abbordabilissimo prezzo di 29 Dollari e con in aggiunta in regalo un take-away creato appositamente per questo evento, noi e tutti gli altri poveri mortali dovremmo accontentarci del recap fotografico che seguirà l’inaugurazione, perciò restate sintonizzati qui sul Gorgo presto tutte le immagini del caso e nel frattempo gustavi il bel video teaser, è tutto vostro.

Exhibiting freely in the streets of the world, JR catches the attention of people who are not typical museum visitors. His largest project to date, INSIDE OUT, was born in 2011 when JR won the TED prize and called for the creation of a global art project with the potential to change the world. Transforming messages of personal identity into public works of art, more than 172,000 people have taken part in nearly 8,600 locations around the world.

JR will share his Art Series installation during three special performance evenings — January 23, February 7, 13 — when every seat in the house is available for just $29. On these evenings, every audience member will receive a takeaway created specifically for this event.

Boris DELTA Tellegen – “Overburden” New Show at Common Gallery

10/01/2014

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery-01

Tra gli show che hanno concluso al meglio l’anno appena trascorso non potevamo non soffermarci su “Overburden” ultima fatica del grande Boris DELTA Tellegen, un corposo allestimento all’interno degli spazi della bella Common Gallery di Tokyo.
Il 2013 è stato senza dubbio un anno importante per l’interprete, caratterizzato da una serie di interventi pubblici di tipo installatorio ed esibizioni di qualità, che hanno elevato il lavoro dell’interprete, ultimo lo splendido intervento di Harleem (covered), quest’ultima magia rappresenta quindi la perfetta conclusione di un anno molto intenso.
Lo show è anzitutto caratterizzato da una forte presenza di lavori su carta così come interventi di tipo scultorio, ancora una volta nelle corde dell’artista c’è l’esigenza di agire attraverso un estetica geometrica, nei lavori presentati all’interno della galleria emergono situazioni di costruzione e decostruzione, con collage stratificati ed annidati all’interno di forme e figure precise, una sorta di azione aggressiva ed istintiva in contrapposizione con la linearità e la precisione di forme ben definite che di fatto ne intrappolano la impatto aumentandone la profondità.
Raccogliendo quello che è il suo peculiare approccio estetico, la città di Tokyo si trasforma quindi nel palcoscenico ideale, grazie alle sue architetture ed estetiche futuristiche ed alle influenze dell’artista, scrollate giù, dopo un salto un ampia e ricca selezione di scatti con tutte le immagini dell’allestimento in aggiunta a qualche scatto del vernissage, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete con base ad Amsterdam.

Gallery COMMON is pleased to announce an exhibition of Boris Tellegen who is currently working and living in Amsterdam, Holland. Boris, as known as DELTA, used to work as a graffiti artist between 90s to early 2000. He became widely known in Europe through his 3D lettering works which had big influence from architecture and robot engineering.

After working as a graffiti artist on street, he further pursued his career as an artist and created installation and public art piece for museums and gallery world-wide. He also participated in several art shows.

In 2009, he participated to the show at the foundation Cartier. In 2011, he had a larger art pieces shown at the “Muziekgebouw aan`t IJ”, which is a music hall in Amsterdam. In 2013, he had a show at the Paris de Tokyo in France and gathered international attention to his works.

Boris has quite strong connection with Japanese culture and influence from “Mobile Suit Gundam”. We believe he will show us an interesting body of art works which will tickle heart of Japanese people`s creative mindset.

Pics vi Graffuturism

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery-08

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery-09

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery-12

boris-delta-tellegen-overburden-new-show-at-common-gallery

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Emilio Cerezo – “Formatear el disco duro” New Mural in Totana

10/01/2014

emilio-cerezo-formatear-el-disco-duro-new-mural-in-totana-01

Con piacere togliamo il velo sul primo intervento di quest’anno anche per Emilio Cerezo, l’artista Spagnolo ha infatti da poco terminato una nuova parete a Totana all’interno di quello che sembra un vecchio edificio abbandonato, luogo perfetto per proseguire il personale percorso visivo.
Senza dubbio negli interventi di Emilio Cerezo emerge un profonda identità pittorica dalla quale l’artista sviluppa concetti e temi dotati di un forte carattere riflessivo, le pennellate così profonde, così come la scelta di utilizzare colori scuri dove si miscelano tinte differenti, fa si che gli interventi risultino decisamente profondi ed accurati, quasi veri, e spingano chi osserva ad un piccolo e personale viaggio interiore, un sorta di limbo dove facendoci largo tra tinte e profondità cromatiche andiamo ad esplorare con fare introspettivo tutte le varie e differenti sfaccettature nel nostro animo e della nostra personalità. Il carattere emotivo quindi delle opere dell’interprete, rappresenta senza dubbio il valore aggiunto delle sue produzioni, l’artista cerca di sviluppare un dialogo con chi osserva e lo fa tenendo a mente ed estendendo il proprio lavoro verso temi e situazioni che possano in qualche modo spingere un confronto con noi stessi, con la nostra mente, agendo attraverso situazioni emotive, sviluppando i propri lavoro all’interno dei non luoghi, di zone abbandonate e semi distrutte, utilizzando colori acerbi, grezzi e scuri al fine di spingere un malessere, un nodo allo stomaco che può essere placato unicamente guardandosi allo specchio.
Un lavoro particolare quest’ultimo, nelle intenzioni di Emilio Cerezo anche qui emerge tutta la volontà di coniugare insieme elementi pittorici personali a temi importanti, il lavoro dal titolo “Formatear el disco duro” è una rappresentazioni di una vera e propria alienazione dove, attraverso un paragone con un hard disk di un computer, l’artista pone l’accento sulla totale cancellazione di emozioni, idee e di personalità che sta sempre più avvolgendo l’uomo moderno. Per portare a termine un tema così importante e viscerale l’interprete si affida ad un nero avvolgente ed a pennellate riuscendo in un modo assolutamente personale ad emulare la sensazione e l’effetto di oblio e totale mancanza di stimoli, un lavoro denso e profondo che ci ha assolutamente coinvolto e convinto e dal quale emerge tutto il talento dell’artista e che potete apprezzare al meglio attraverso le immagini in calce, prendetevi cinque minuti di riflessione ne vale davvero la pena.

Pics by The Artist

emilio-cerezo-formatear-el-disco-duro-new-mural-in-totana-03

emilio-cerezo-formatear-el-disco-duro-new-mural-in-totana-04

emilio-cerezo-formatear-el-disco-duro-new-mural-in-totana-02

Riquiño – New Mural at DesOrdes Creativas 2013

10/01/2014

nomada-new-mural-at-desordes-creativas-2013-01

A quanto pare i lavori al DesOrdes Creativas di quest’anno non sono affatto terminato, con quest’ultimo intervento di Riquiño torniamo con piacere ad approfondire tutta la magia di una della rassegne europee più interessanti e che in particolar modo quest’anno, ci ha davvero incuriosito e galvanizzato.
Come abbiamo avuto modo di notare nel corso del nostro coverage, il Festival di quest’anno è stata l’occasione di vedere da vicino un grandissimo spaccato della scena spagnola, quasi tutti gli artisti chiamati al lavoro sono infatti Spagnolo e tra nomi illustri ed emergenti realtà abbiamo potuto dare uno sguardo al variegato universo spagnolo, scoprendo nuove e solide realtà e continuando ad apprezzare quelli che sono i campioni ed i pesi massimi della scena iberica.
Dal fitto roster quindi emerge ora Riquiño con un opera assolutamente incredibile, sognante, forse è questo l’aggettivo che meglio si adatta a quest’ultimo intervento di Riquiño, l’artista spagnolo del collettivo Nómada ci infatti lasciato letteralmente basiti di fronte all’incredibile sequenza di dettagli dipinti all’interno dello spazio a disposizione nonché per lo stile, fortemente vicino ad un tratto illustrativo, che l’interprete ha messo in campo.
Il dipinto fa della ricchezza di dettagli, spunti e temi presenti la sua vera peculiarità, l’artista attraverso una pittura fortemente espressiva si è divertito ad elaborare una figura dai tratti umani immersa in acqua ed intenta ad armeggiare con un gigantesco macchinario, proprio da quest’ultimo si sviluppano tutte le differenti che portano l’osservatore ad analizzare elementi diversi, si passa dalla gigantesca ruota alle grandi tubature ambedue arrugginite, passando per oggetti di vario genere come sveglie, televisori ed ombrelli. La sensazione è quella di un lavoro che, mettendo per un attimo da parte la caratura visiva, apre nella sue trame una forte ed avvelenata critica, l’inquinamento viene rappresentato qui attraverso una gigantesca vasca dove vengono immersi oggetti e pattume di tutti i tipi, una vera e propria infarcitura di una situazione di degrado che arriva ad alimentare gli scarichi del congegno rappresentato, nelle intenzioni di Riquiño infine emerge tutto il menefreghismo, il disinteresse dell’uomo che imperterrito prosegue la sua lettura nonostante si ritrovi avvolto in un marasma unico ed indicibile, tagliente.
Per darvi l’opportunità di fruire al meglio tutta l’incredibile sequenza di dettagli presenti in quest’ultimo bel pezzo vi offriamo una splendida serie di scatti, dateci un occhiata per apprezzare al meglio tutto il particole e personale stile visivo dell’artista e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti dalla rassegna e dall’interprete.

Pics by The Festival

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-02

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-03

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-04

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-05

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-06

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-07

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-08

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-09

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-10

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-11

Riquiño-new-mural-at-desordes-creativas-2013-12

Pablo S. Herrero x David De La Mano – New Murals in Oporto

10/01/2014

pablo-s-herrero-david-de-la-mano-murals-oporto-01

A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire il particolare rapporto che lega Pablo S. Herrero e David De La Mano, i due artisti infatti tornano a lavorare insieme, unendo ancora una volta la personale visione in una doppia parete ad Oporto in Portogallo.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte Pablo S. Herrero e David De La Mano non sono nuovi a sperimentazioni congiunte, in particolare abbiamo sempre notato un perfetto connubio negli elaborati portati a termine, figlio di una condivisione nel tratto nonostante una precisa differenziazione in quelli che sono i temi cardine del lavoro di ogni singolo artista. Entrambi gli interpreti sono accomunati infatti da una pittura che li vede impiegare unicamente il nero come principale interlocutore visivo, lo stesso viene sviluppato però su percorso differenti, il primo predilige una personale rappresentazione di quelli che sono gli elementi naturali dove i rami rivestano il ruolo di attori protagonisti, il secondo invece sceglie di affidarsi ad una personale lettura dell’uomo, segnando i propri interventi con una serie di personaggi antropomorfi che rispecchiano le inquietudini e il malessere dell’età moderna.
Questo fitto calderone di temi e riflessioni differenti sfocia in un nuova lettura comune che abbraccia così in un unico pezzo sia lo stile che la visione dei due artisti, qui, nella cittadina portoghese all’interno di quello che sembra un sottopasso di un ponte, David De La Mano e Pablo S. Herrero sviluppano “Cargo” e “Límite”, questo il nome dei due interventi. Le due opere risultano profondamente interconnesse tra di loro, nell’idea dei due interpreti c’è qui la volontà di esplorare le relazioni che intercorrono tra uomo e natura e come la stessa possa sviluppare un personale cadenza emotiva, la sensazione e l’impatto sono assolutamente forti, ambedue le opere mostrano un sorta di grande cerchio spezzato, un vero e proprio legame, le cui estremità sono formate da un uomo e le sue radici, in un delicata rappresentazione del contatto e della simbiosi con la natura, ed infine da un uomo ed una donna rappresentati come due grandi alberi in un gioco visivo ed interpretativo tra radici ed i rami, splendido.
Vi lasciamo alle immagini, scrollate giù, dopo il salto tutti i dettagli di questa nuova e splendida collaborazione, dateci un occhiata siamo certi che anche voi riuscirete a cogliere tutta la particolare filosofia e tematica poetica che accompagna quest’ultimo intervento, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

pablo-s-herrero-david-de-la-mano-murals-oporto-02

pablo-s-herrero-david-de-la-mano-murals-oporto-03

pablo-s-herrero-david-de-la-mano-murals-oporto-04

pablo-s-herrero-david-de-la-mano-murals-oporto-05

pablo-s-herrero-david-de-la-mano-murals-oporto-06

CYRCLE. – New Mural for Art Basel 2013

10/01/2014

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-01

A distanza di un mese torniamo a tuffarci all’interno delle meraviglie dell’Art Basel 2013, la rassegna di Miami tra gli artisti partecipanti ha anche visto all’opera il collettivo CYRCLE. che ci svelano ora questa loro ultima magia realizzata nella zona di Wynwood, sempre più epicentro dell’arte urbana negli States.
Invitati da Charlotte Dutoit, curatrice dei programmi del Rise Above di Las Vegas, i CYRCLE. anche qui hanno portato avanti il peculiare tratto visivo continuando a sviluppare il personale percorso sfociato qualche mese fà nell’esuberante parete di Los Angeles come omaggio alle opere musicali di Woodkid (qui). Anche qui infatti come visto per il progetto della The Library Street Collective di Detroit, gli artisti realizzato il proprio intervento affidandosi unicamente a tre e distinte scelte cromatiche, il bianco, il nero ed il color oro, realizzando un intricato mosaico tra figure dal fortissimo sapore classico e le consuete grandi lettere dorate che vanno mano a mano ad interagire con gli elementi pitturati apparendo e scomparendo attraverso gli splendidi effetti proposti.
L’evoluzione stilistica apportata dai CYRCLE. ci ha veramente impressionato, gli artisti sono riusciti in breve tempo a portare a compimento uno stile personale unificando sotto un’unica direzione componenti così differenti, immagini e lettere si muovono all’unisono formando un blocco unico intricato ed avvolgente, a differenza delle passate produzioni emerge quindi una maggiore simbiosi visiva tra i due elementi, le figure classiche, che aumentano l’impatto onirico degli interventi, si appoggiano su consonanti e vocali che, intelligentemente sviluppate in un continuo cambio di tonalità, infondo al pezzo un direzione precisa, una vera e propria marcia che fa dei temi e degli spunti nascosti nei contenuti il suo valore aggiunto permettendo agli artisti di sviluppare la propria e personale visione su più direzioni, sia verticale che orizzontale, e lasciando immutato tutto il suo impatto.
Scrollate giù, ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento in aggiunta a qualche immagine del making of, dateci un occhiata siamo certi che anche voi riuscirete ad apprezzare il particolare approccio grafico e la grande scelta di dettagli che stanno caratterizzando il lavoro del collettivo statunitense, è tutto vostro!

We finally made it out to Miami this December. Corey Helford Gallery showed some of our fine artwork at SCOPE, and Charlotte Dutoit, who curated the Rise Above art program in Vegas earlier this year, invited us to do a large mural in Wynwood. Thank you! Below you can see photos of the madness- crazy fucking trip!

Wild sun-burned Miami Dougs!

Pics by The Artists

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-02

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-03

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-04

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-05

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-07

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-08

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-09

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-10

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-11

cyrcle.-new-mural-for-art-basel-2013-13