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Archive for dicembre, 2013

Xuan Alyfe – “X1” A New Amazing Mural

24/12/2013

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Con piacere torniamo ad approfondire l’operato di Xuan Alyfe (interview), il grande interprete spagnolo ha infatti da poco terminato un nuovo intervento proseguendo nel portare avanti il proprio e personale approccio visivo, miscelando le ultime ricerche in un nuovo elettrizzante pezzo.
Qualche settimana fa eravamo rimasti affascinati da Minimal / Minibien un approccio nuovo con il quale Xuan Alyfe andava ad esplorare attraverso le sue sperimentazioni elementi tridimensionali, in una serie di interventi che replicavano l’effetto stereoscopico degli occhiali 3d, immagini anaglifiche diversificate attraverso due canali differenti, quello sinistro per il rosso ed il ciano per quello destro. A distanza di tempo l’interprete va ad inserire questa sua nuova ricerca all’interno del personale approccio visivo riuscendo così a portare avanti il personale percorso aumentandone ancora una volta tutto il già efficace carattere visivo.
L’operato di Xuan Alyfe si distingue per una concentrazione incredibile di dettagli, l’artista è riuscito a creare un personalissimo dialogo con lo spazio che lo vede inserire all’interno delle pareti un gran numero di elementi e situazioni differenti, il profondo carattere geometrico ed astratto che si sviluppa attraverso forme e figure differenti, le linee e le intermittenze, passando per le architetture che interrompono il viaggio facendo ripiombare alla realtà, ed infine i suoi caratteristici personaggi, quasi impercettibili che accompagno la vista verso queste terre fantastiche, sono gli elementi di maggior impatto che vengono racchiusi e sviscerati attraverso una vivissima componente cromatica.
L’opera giunge così a chi osserva in tutta la sua camaleontica forza, i differenti spunti e la completezza di elementi differenti abilmente incastonati dall’interprete ci offrono l’opportunità di una lettura personale e sempre differente, qui in “X1”, questo il titolo del nuovo lavoro, abbiamo modo di imbatterci nei fasci tridimensionali che accarezzano l’estremità alta dell’intervento aggiungendo una nuova sezione su cui concentrare il proprio sguardo. Il risultato finale è opera complessa e multi sfaccettata che ci lascia ancora una volta storditi ed ammaliati, in un turbinio di emozioni e sudore da sogno notturno.
Vi lasciamo alle immagini, scrollate giù per apprezzare al meglio tutto l’inconfondibile stile dell’artista spagnolo e per immergervi al meglio in tutto il variegato immaginario, un viaggio unico che siamo certi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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SeaCreative – New Piece at L’AM – L’Arte della Memoria

24/12/2013

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Con SeaCreative abbiamo finalmente l’opportunità di dare un occhiata ed addentrarci all’interno di L’AM – L’Arte della Memoria, il bel progetto partorito dall’unione di diverse realtà sensibili ed attive all’arte pubblica nella Svizzera Italiana.
Il progetto voluto da Ego Gallery, Spazio 1929 e Sonnenstube, con il sostegno di Arte Urbana Lugano, è segnato dall’idea di investire un abitazione privata, prossima alla demolizione, con una serie di interventi di spessore di artisti ed esponenti della migliore arte nostrana, internazionale e locale all’interno della Villa Ambrosetti Gentilino di Lugano.
L’intervento di SeaCreative, come quello di tutti gli artisti partecipanti, poggia le sue solide basi sul concetto di memoria investendo lo spazio a disposizione attraverso pittura e lavori istallatori, aumentando di fatto l’impatto visivo ed interattivo tra le stesse opere ed il pubblico.
In particolare l’artista sviluppa il proprio lavoro servendosi di un duplice approccio, la parte pittorica abbraccia tutte le pareti della stanza danzando e sviluppandosi in modo diverso su ogni lato, al centro invece si erge una grande installazione, il cuore stesso dell’intervento, che funge da catalizzatore per l’opera, qui vediamo un grande triangolo nero appoggiato su una serie di elementi naturali come le foglie ed i rami per esempio, che circondano la struttura elevandone le caratteristiche ed offrendoci differenti spunti di riflessione. SeaCreative porta con sè il personale approccio visivo, fanno così la loro comparsa i grandi e peculiari volti che letteralmente si susseguono su tutto lo spazio a disposizione, il background e nero, così come i colori scelti risultano più spenti ad eccezione degli elementi triangolari d’ora che accompagnano la vista, si tratta di una sorta di viaggio, un circolo della vita che si ripete, dalla morte alla rinascita, si passa alla giovinezza ed infine alla vecchiaia e di nuovo alla morte, in un grande cerchio infinito. Un lavoro sensibile e profondo che ci ha assolutamente coinvolto e convinto grazie alla capacità riflessiva ed all’impatto che riesce a raggiungere, una scossa per le menti alimentata da un emotività ricercata e trasmessa.
Scrollate giù, attendervi una serie di scatti con tutti i dettagli dello splendido lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti con tutti gli interventi più interessanti realizzati all’interno dell’edificio, stay tuned!

Thanks to The Artist for The Pics

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Zio Ziegler – New Mural for “The Cycle of Civlization” Project

24/12/2013

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È davvero parecchio tempo che parliamo dell’operato di Zio Ziegler, l’artista statunitense torna sul pezzo grazie ad un nuovo intervento realizzato a San Francisco, per il suo ultimo bel progetto dal titolo “The Cycle of Civlization” da poco portato a termine durante queste ultime settimane dell’anno.
L’immaginario di Zio Ziegler ci ha sempre positivamente sorpreso, l’interprete attraverso una pittura fortemente dettagliata con grandi inserimenti di simboli ed elementi visivi da vita ad i suoi caratteristici personaggi, in particolare l’artista sembra volersi concentrare quasi esclusivamente sul bianco e sul nero accantonando in parte, tranne per alcune eccezioni, l’utilizzo del colore. Il tratto si fa forte ed incisivo segnando le viscere e la silhouette di queste bizzarre creature che si arricchiscono così di una serie pressoché infinita di elementi differenti accuratamente inseriti dalla mano dell’interprete. I personaggi di Zio Ziegler rappresentano uno specchio inverso e personale della natura umana, prestandosi a differenti chiavi di lettura è innegabile come nel loro stesso aspetto richiamino elementi e figure appartenenti alle culture latine e precolombiane, tra corpi umani disfatti, volti che sanno di maschere ed elementi ricorrenti come il sole e la natura a fare da scenografie e contorno a tutta la variegata visione d’insieme.
La serie allestita da Zio Ziegler come è facilmente intuibile dal titolo, offre una particolare visione dell’evoluzione umana concentrandosi in particolare sul ciclo della civilizzazione, anzitutto bisogna dire come l’interprete sviluppi tutti i lavori su grandi superfici di lavoro avendo così l’opportunità di lavorare in modo minuzioso e molto dettagliato ad ogni singola parete. L’insieme degli interventi ci offre l’opportunità di apprezzare appieno tutto il particolare stile visivo dell’artista che sceglie di produrre i lavori servendosi di praticamente tutti gli elementi tipici del suo operato. La serie di chiude con due interventi in bianco e nero. È il primo in particolare a colpir la nostra attenzione, realizzato a San Francisco in occasione del progetto Freespace, l’interprete dipinge un grande uomo letteralmente steso su tutta la superficie ed accompagnato, nell’atto di sorgere, da una grande figura che rappresenta il sole. La nascita quindi viene scolpita attraverso una serie infinita di dettagli e tracce, si animano così segmenti, figure, cerchi e fasci muscolari che alimentano il fittissimo senso di profondità dell’opera, per un risultato finale intenso ed avvolgente che non potevamo che apprezzare.

Pics by artenthusiast, Eoin McMillan and Unurth

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Remed – A New Mural in Mexico

24/12/2013

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Dopo mesi di silenzio pare che Remed voglia regalarci una fine di anno scoppiettante, l’artista del collettivo NOV9 torna a colpire con una nuova ed interessante parete da poco terminata in Messico, un nuovo intervento con il quale l’interprete prosegue nel mostrarci il personale e caratteristico impianto visivo.
Probabilmente uno degli artisti più influenti ed interessanti del panorama internazionale, Remed attraverso una profonda ricerca ha saputo creare un personale ed intricato approccio visivo, l’essenziale coniugato attraverso una forte inflessione astratta e geometrica sembrano essere i veri e propri leimotif di tutto il lavoro dell’interprete, accade così che figure umane, ma anche le lettere, si trasformino in grandi simboli accompagnati da uno studio penetrante di forme e configurazioni in cui la componente cromatica gioca un ruolo pressoché fondamentale, alimentando le forme, che risultano prive di outlines, così come scandendo le sezioni dei corpi e degli elementi che compongono le configurazioni proposte. L’immaginario di Remed oltre ad essere fortemente influenzato dal particolare tratto, risente di una caratteristica inflessione pittorica, si ha così la sensazione di trovarsi di fronte a simboli, scritte ed elementi dal forte sapore arcaico, ed è proprio qui che con tutto il loro vigore prendono forma gli studi e le profonde ricerche dell’artista sugli alfabeti, cosi come le forme e le figure appartenenti a culture antiche, miscelate e raccolte all’interno di un unico e fitto approccio artistico.
Per quest’ultimo intervento messicano Remed mette a nudo tutta la sua peculiare filosofia, in particolare l’interprete sceglie di concentrarsi maggiormente sull’aspetto simbolico del suo lavoro producendo una serie di elementi che vanno a formare un ipotetica parola criptica. Alimentando le forme attraverso una forte connotazione tridimensionale, si sviluppano così simboli fortemente ancestrali che poggiano le basi del loro stesso aspetto su una tavolozza differente, dal celeste al giallo passando per il rosso e per il bianco, tutto poggiando un background nero atto proprio a far risaltare l’impatto finale dell’intervento.
Vi lasciamo al bel risultato finale ed ad alcune immagini che documentano con alcuni scatti il processo dietro quest’ultimo bel lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sull’operato dell’artista qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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MOMO – “Butt Joints” New Show at May Space Gallery

23/12/2013

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L’ultima fatica del grande MOMO prende vita all’interno della May Space Gallery di New Orleans dove l’artista statunitense ha da poco inaugurato “Butt Joints”, un nuovo e ricchissimo show che ci ha lasciato assolutamente a bocca aperta.
Dopo la splendida mostra a Grottaglie di qualche mese fa (qui), MOMO torna così a proporre una nuova esibizione, quest’ultimo spettacolo a nostro avviso rappresenta un punto importante nel percorso artistico dell’interprete, per la prima volta raccolti all’interno dello stesso spazio abbiamo infatti l’opportunità di fruire di un grande spaccato delle produzioni dell’artista, tele, stampa, fanzine, disegni e pitture tra cui la sbalorditiva sequenza istallatoria che abbraccia tutta la galleria e che rappresenta senza troppi giri di parole il valore aggiunto di tutto lo show. MOMO elabora questa vorticosa serie di figure attraverso un bel numero di tavole in compensato opportunamente dipinte, tra costruzioni geometriche e elementi unici che letteralmente accompagnano lo spettatore alla scoperta dell’immaginario di uno degli artisti più interessanti.
Scrollate giù dopo il salto ad attendervi un ampio recap fotografico per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’allestimento e le opere realizzate dall’artista, ne vale davvero la pena e siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

May is a raw bunker-like space by the St Claude Rail Yard, perfect for oversized installations. Butt Joints describes the method of marrying plywood together that will help us build something large yet simple within May’s space. Paint applied to these wooden forms will demonstrate my mural techniques and concerns, with the aim of revealing something about paint in space and our sensual experience of it.
I’m very happy to create a show in New Orleans. I’ve been visiting when I wasn’t living here, since 2001, and I owe a lot to this place and it’s great people. – MOMO

Butt Joints is a solo exhibition comprised of all new context specific artwork. MOMO’s current creative trajectory has led him further into color theory, abstract geometric constructions, and layering. MOMO’s work is typically considered outdoor art, or work made for the public, lending to its broad accessibility and popularity. Additionally, his work is so visually and conceptually accessible, making it easy and enjoyable to view and relate to. His exhibition at May will consist of a floor to ceiling wall mural, colorful large scale hanging sculptures, paintings on canvas, prints, and signed limited edition zines.

May Space Gallery
2839 North Robertson St, suite 105
New Orleans, Louisiana 70117

Pics via Graffuturism

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Ludo – “Power, Corruption And Lies” New Mural in Paris

23/12/2013

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Con un ultima doppio intervento si chiude un anno piuttosto intenso per Ludo, il grande artista francese prosegue il personale percorso visivo regalandoci l’ennesimo spunto di riflessione impegnandosi su due cartelloni pubblicitari adiacenti nella sua Parigi in Francia.
Abbiamo spesso posto l’accento sulla particolare e caratteristica visione di Ludo, l’interprete sviluppa il proprio operato attraverso una fitta miscela di immagini, simboli ed elementi contrastanti uniti da una comune visione cromatica che si poggia esclusivamente sul bianco e nero e sull’utilizzo del canonico verde acido, quest’ultimo utilizzato proprio per porre l’accento sugli elementi di maggior tensione ed interesse nei suoi lavori. La capacità di unire figure apparentemente così lontane, da vita ad elementi nuovi, fantastici in cui si sente tutto il peso della denuncia da parte dell’artista, nell’intenzioni di Ludo c’è infatti l’esigenza di porre a rapporto emisferi contrastanti in un susseguissi di rapporti improbabili in cui si scontrano elementi naturali, come la natura, i fiori o frutti, con armi e tecnologie. Emerge così un profonda critica verso l’uomo, verso le sue macchine e le sue invenzioni, in particolare verso la guerra, attraverso immagini contrastanti quasi stridule accompagnate da un binomio cromatico dove l’acidità del verde viene sfruttata per mettere a risalto gli elementi più contraddittori degli interventi.
Dal titolo “Power, Corruption and Lies”, questo il nome del lavoro, Ludo sviluppa l’opera su due differenti facciate portando in dote tutti gli elementi tipici del suo lavoro, da una parte vediamo la scritta che occupa il cartellone destro, nero su bianco ed una breve gettata di vernice verde, su quella sinistra invece l’intervento vero e proprio dove vediamo un bouquet di rose intervallato da alcuni teschi e dalle consuete spruzzate di verde.
Vi lasciamo ai dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata per apprezzare al meglio ancora una volta tutta la profondità di uno degli artisti più di spessore del panorama internazionale, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Pics by The Artist

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Borondo – “Piedad” For MAAM in Rome Video

23/12/2013

A distanza di qualche mese volgiamo nuovamente il nostro sguardo su “Piedad” lo splendido intervento di Borondo (interview) realizzato su una delle pareti esterne del Metropoliz di Roma sede del MAAM (Museo dell’altro e dell’Altrove) che tanto sta facendo parlare di se in quest’ultimo periodo. L’occasione è l’uscita di questo bel video edito dagli amici di TheBlindEye Factory che ripercorre passo per passo tutti i momenti di creazione di uno degli interventi più riusciti del grande artista spagnolo con base a Roma.
La cornice del MAAM senza dubbio ha garantito a Borondo un forte chiave interpretativa, l’artista come consuetudine sviluppa il proprio personale su una intensa lettura umana, in particolare l’interprete attraverso una pittura carnale, intensa e dalla forte emotività, sviluppa i corpi di due amanti, su un background nero prendono forma le carni nude racchiuse in un delicatissimo abbraccio prima ed un bacio dopo, scatenando una enorme varietà di sensazioni, spunti e momenti più acuti di riflessione personale.
Tra un piatto di pasta offerto ed una passata di rullo, il video è l’occasione di vedere Borondo al lavoro, lo vediamo dapprima scarabocchiare sul personale sketchbook l’opera per poi impegnarsi nella sua trasposizione su muro, delicato ed al contempo assolutamente immersivo proprio come piace a noi.
Mettetevi comodi e lasciatevi rapire dalla magia delle immagini, un piccolo grande regalo per le feste che abbiamo senza dubbio apprezzato, schiacciate play è tutto vostro e se volete approfondire con tutti i dettagli dell’opera vi rimandiamo al precedente post qui.

Pic and Video by TheBlindEye Factory

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Augustine Kofie – New Mural for All City Canvas

23/12/2013

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Prosegue a ritmo serrato la programmazione dei ragazzi di All City Canvas, il team Messicano in collaborazione con la fondazione Herman Miler and Impact Hub D.F., ha offerto al grande Augustine Kofie un nuova grande parete nella zona di Cuauhtémoc a Città del Messico.
Si chiude quindi con il botto una delle annate più importanti per il progetto Messicano a carattere urbano, l’interprete statunitense sviscera su questa grande parete tutto il suo immaginario andando ancora una volta ad interagire con gli spazi circostanti in modo efficace e perfetto. Augustine Kofie sceglie un approccio qui più solido portando a compimento il consueto e ricchissimo campionario di forme e configurazioni differenti affidandosi ancora una volta ai canonici colori pastello, emergono così due differenti percorsi, il primo con una intensa tinta vicina all’arancione, il secondo invece con un verde acqua, all’interno di questo tessuto cromatico si sviluppa il canonico e vibrante arazzo di figure, semicerchi, rette e sezioni, in particolare nella parte più alta dello spazio notiamo una concentrazione incredibile di forme differenti, quasi uno sgretolamento con conseguente inondazione di colori ed sfumature diverse che vanno ad intrecciarsi ed a miscelarsi con attimi più grandi. Emerge così una intensa composizione che si sviluppa su una forma a cerchio, visibile nella parte più bassa, e che va mano a mano letteralmente a schiudersi rilasciando elementi e figure di dimensioni più piccole, a concludere il pezzo infine gli inserimenti di tonalità più dure come il nero, il grigio, passando per colori più soffici come il celeste ed il bianco che bilanciano tutto l’intervento ed il risultato finale.
Emerge così un opere complessissima, ricchissima di dettagli e di spunti visivi tutti da cercare e da ammirare, tra forme che appaiono e scompaiono, intere sezioni che si miscelano fra loro, elementi visivi forti a contrasto con pennellate più delicate ed istintiva, mostrandoci ancora una volta tutto il talento di uno degli artisti più dotati di tutto il panorama internazionale.
Scrollate giù dopo il salto una bella ed intesa serie di scatti dove potete apprezzare tutte le fasi di realizzazione di quest’ultima parete in aggiunta alle immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

In the middle of Colonia Roma (Roma neighborhood) in the Cuauhtémoc borough of Mexico City, where the modern converge with the old and where the historic intertwines with the contemporary creating an eclectic and lively atmosphere I will be creating a sight specific mural intervention from December 13th to the 21st. Near Alvaro Obregon Avenue, on Tonala Street, this urban aesthetic intervention will begiving the passersby a new perspective on their surroundings.

Pics via Graffuturism

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Matt W. Moore, PUSH, Victor Reyes for The Library Street Collective

23/12/2013

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Continuiamo il nostro viaggio all’interno dell’eccellente progetto allestito e curato dai ragazzi del The Library Street Collective di Detroit, dopo aver visto da vicino l’eccellente elaborato da Augustine Kofie qualche giorno fà, torniamo ad approfondire con un nuova e fresca serie di lavori elaborati da Matt W. Moore, PUSH e Victor Reyes.
L’importanza e l’impatto di un progetto di questa natura per la città di Detroit è incredibile, la metropoli dopo i fasti dei decenni passati sta in questi anni passando un momento davvero difficile, in primis i problemi economici che hanno portato in breve tempo a disagi sociali e politici, in una situazione di abbandono, degrado e criminalità con interi edifici abbandonati a se stessi, l’importanza di “The Garage Project”, questo il nome del progetto, è fuori discussione, veicolare così gli interventi degli artisti all’interno di un tessuto urbano malato e dalle differenti problematiche, va a sviluppare condivisione ed una crescita personale per uno dei progetti più interessanti di quest’anno.
Per questa nuova serie di opere continua il filone maggiormente astratto del progetto, sia Matt W. Moore, PUSH che Victor Reyes sviluppano la loro personale visione agendo sugli spazi attraverso una grande enfasi cromatica estendendo le opere attraverso forme e figure differenti ed appartenenti ai personali immaginari. Matt W Moore sfrutta appieno lo spazio muovendo una serie di configurazioni e differenti livelli di profondità, la scelta cromatica si estende in verticale passando da colori più freddi a quelli più caldi in un continuo senso di grande movimento. Dal canto suo PUSH invece sceglie il consueto approccio a caselle con una serie di figure triangolari, di differenti colori, che si aprono e si chiudono su tutto il background di colore nere. Infine Victor Reyes che rappresenta forse l’approccio maggiormente più istintivo ed evocativo, l’artista sceglie di affidarsi ad una sequenza incredibili di forme, morbide, arricciate su se stesse, le vediamo svilupparsi ed intrecciarsi tra loro generando spirali, cambiando camaleonticamente colore, passando al bianco ed al nero ritornando infine ad accendersi come giganteggianti fiamme.
Il risultato finale di questa bella serie sono opere personale ma al contempo legate tra di loro, una sorta di evoluzione visiva che passa da momenti maggiormenti istintivi ad attimi più precisi e netti e che poggia tutto il suo impatto finale su una grande varietà cromatica e sull’eccellente impatto finale.
Scrollate giù dopo il salto ad attendervi un ampissima selezioni di scatti per ammirare tutti i dettagli di questa intensa sessione, dateci un occhiata e restate sintonizzati nei prossimi giorni proseguiremo infatti a raccontarvi i lavori all’interno del bel progetto statunitense.

Pics by OnePointEight via AM

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Escif – “Fast Food is Not a Crime” New Series in Valencia

23/12/2013

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Come consuetudine durante il periodo natalizio Escif si lascia andare ad una fitta serie di interventi, abituati a vedere opere ispirate alle feste,quest’anno veniamo colti di sorpresa da una nuova serie imbastita dalla mente del Valenciano.
Con “Fast food is not a crime” il grande artista Spagnolo si lancia in una serie di interventi assolutamente caratteristici accompagnati come consuetudine da ridondanti frasi a supportare i concetti espressi attraverso le immagini. Aldilà dell’ironia,vero e proprio ,anch’io di fabbrica delle produzioni di Escif, non nascondiamo come ci sfugga un pochino il senso della serie, potrebbe trattarsi semplicemente di una serie di opere atte a denunciare l’attività e la cucina dei Fast food come simbolo della società moderna,continuando così di fatto a tracciare profondi ed intricati spaccati sui problemi e le contraddizioni della vita moderna. Ci risulta semplice questo accostamento di temi,conoscendo infatti l’operato dell’interprete, ci viene naturale supporre come quello che abbiamo di fronte rappresenti l’ennesima pittura al veleno, l’ennesima visione senza filtri e senza alcun freno degli elementi più decadenti e controversi sull’attualità della nostra vita.
La serie di opere come sempre viene dipinta attraverso un tratto solido condito da pochi colori appartenenti alla medesima tonalità, prendono vita così panini, patatine fritte, tranci di pizza, tutto il ‘variegato’ assortimento di cibi da pochi soldi e dalla rapida preparazione, il cibo dei poveri ridotti ad arrangiarsi per sfamarsi, per quello che prende le sembianze di un simbolo della povertà dilagante.
Ampia galleria di scatti ad attendervi dopo il salto, dateci un occhiata e sentitevi liberi di dirci la vostra attraverso la sezione commenti, enjoy it!

Pics by The Artist

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Weekly Overview 65 | 16-12 to 22-12

22/12/2013

Weekly Overview-65

Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Boa Mistura – “Somos Lux” in Panama City Documentary

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Dhear One – “Similia Similibus Curentur” New Mural in Mexico

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Collettivo Fx – “Distributore di Idee Resistenti” A New Mural

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Moallaseconda – “Dal Luogo dal Cosmo” New Mural in Prato

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Augustine Kofie – New Mural for The Library Street Collective

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CT – New Mural at Bunker in Torino

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Sten & Lex – New Mural in Rome

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Martina Merlini – “WAX” at Spazio Elastico

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DissensoCognitivo – New Pieces in Ravenna

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JADE – “Pueblo Presente” New Mural for Art Basel 2013

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Axel Void – “Knife” New Mural in Miami

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Sam3 – New Mural in Barcelona, Spain

Boa Mistura – “Somos Lux” in Panama City Documentary

22/12/2013

Riavvolgiamo il nastro, torniamo indietro quando lo scorso marzo il collettivo spagnolo Boa Mistura si impegnò nella realizzazione di questa gigantesca opera nel quartiere di El Chorillo a Panama City, a distanza di tempo ecco uscire un interessante documentario sul lavoro e sui suoi risvolti sociali.
L’opera dei Boa Mistura aldilà del grande impatto visivo, cela in sè tutta l’esigenza del collettivo iberico di spingere il proprio operato verso lavori dalla forte indole sociale, l’intervento prende vita su uno dei tanti quartieri difficili di Panama City, lancia un monito, un urlo, rappresentato attraverso una fortissima caratterizzazione cromatica e dalla grande scritta che emerge tra i balconi, le finestre ed i cornicioni colorati, Noi Siamo Luce recita la scritta, marchiata nel tessuto urbano, ferma li per restituire dignità e speranza a queste persone.
Mettetevi comodi, e gustatevi tutto lo splendido filmato che ripercorre le tappe dell’intervento e ci mostra tutte le fasi di lavoro oltre che le parole di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza e l’impatto di questo intervento.

Short Documentary about our experience working and living at El Chorrillo, Panamá City during march 2013.
“SOMOS LUZ” (“We are Light”) is the message we painted, with the neighbors help, on 50 houses at the building Begonia I in the community of El Chorrillo. We manage to transform the corridors into abstract color compositions that come to life with daily scenes such as neighbors looking out the balcony or hanging clothes.
The intervention was selected to exhibit at the Art Bienale.

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Nelio – New Mural in Besançon, France

22/12/2013

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Un bel periodo questo per Nelio, l’artista francese continua a ricercare e sviluppare il proprio personale percorso visivo lanciandosi in interessanti e nuove sperimentazioni attraverso le quali poter portare avanti le tematiche astratte e geometriche del suo personale lavoro.
Facendo seguito al bel intervento di qualche settimana fa in Portogallo (qui), Nelio si sposta Besançon in Francia dove ha da poco terminato questo nuovo lavoro portando avanti il particolare tratto in bianco e nero che tanto ci aveva coinvolto ed interessato.
Dopo aver sperimentato una pittura maggiormente più istintiva, ricorderete la splendida parete in compagnia di Duncan Passmore (qui) di qualche settimana addietro, l’interprete è passato ad un tratto molto più ricercato, Nelio sembra voler scomporre le sue opere mostrandoci la loro vera caratterizzazione, le outline scompaiono per far posto piuttosto ad una serie di segmenti che letteralmente dando forma e sostanza agli elementi raffigurati, il tratto si fa più incisivo ed attraverso l’utilizzo di differenti tinte, tutte comunque ferme intorno al nero ed al grigio, prendono vita così le figure prive però delle consuete scale cromatiche da sempre caratterizzano i lavoro dell’artista ma assolutamente più ricercate nel tratto.
Il fulcro tematico del lavoro del Francese resta comunque la personale indole astratta attraverso la quale l’artista sviluppa figure ed elementi geometrici dalla grande tridimensionalità e profondità, si diverte a farli muovere, intrecciandoli ed intersecandoli in opere dal grande movimento, cerchi, assi, linee, segmenti e figure più complesse trovano così posto in un grande calderone visivo e coinvolgente.
In attesa di scoprire di più su questo nuovo filone intrapreso dall’interprete vi lasciamo alle immagini in calce, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate, sono tutte vostre.

Pics by The Artist

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Escif – “The Writer” New Mural in Valencia

22/12/2013

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Si avvicina il Natale e siamo tutti più buoni, tutti eccetto Escif che cala giù la prima bomba natalizia realizzando un nuovo irriverente intervento per le strade della sua Valencia.
Con questo nuovo pezzo Escif prosegue nel segnare con energia ed efficacia il proprio e personale lavoro in strada, ancora una volta è Valencia da accogliere tutto l’immaginario di uno dei nomi di spicco del panorama internazionale. Nuovamente l’artista agisce attraverso un rapporto di assonanze linguistiche e visive, ponendo a rapporto situazioni e azioni simili per esprimere la propria personale critica che tocca praticamente tutti gli aspetti della società moderna, dal sociale, al politico passando per l’economico, un ritratto spietato e senza compromessi, senza filtri ed elaborato attraverso un tratto essenziale e senza fronzoli accompagnato da frasi laconiche ed ad effetto atte a spiegare ed a dare il titolo ai dipinti stessi.
Prende così vita “The Writer”, Escif si lancia in una ardita presa in giro dove al posto di un personaggio con bomboletta, ‘lo scrittore’ non è altro che un vigile urbano con il suo blocchetto di multe dipinto proprio nell’atto di scrivere e noi non potevamo che non apprezzare.
Siamo belli carichi per vedere come il grande interprete spagnolo deciderà di chiudere l’anno, ci aspettiamo un botto finale giusto per lasciarci nel modo più consono, perciò un occhiata alle immagini e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni nuove news.

Pics by The Artist

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HuskMitNavn x M.Swaney – “The Hanging” at Ruttkowski68 Gallery

21/12/2013

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Continua la bella programmazione della Ruttkowski68 Gallery di Colonia, con “The Hanging” la galleria mette a disposizione i propri spazi al grande HuskMitNavn ed a Michael Swaney per uno show collaborativo scoppiettante e dall’eccellente risultato finale.
Lo show si fa apprezzare anzitutto per l’idea di unire e far interagire i due differenti stili dei due artisti, piuttosto che condividere opere comuni HuskMitNavn e Michael Swaney spingono la loro collaborazione anche con una serie di interventi direttamente sulle pareti della galleria mostrando il proprio stile attraverso differenti medium ed approcci.
Il titolo dello show si riferisce direttamente all’atto di appendere l’arte al muro in una similitudine con l’usanza di una volta di impiccare in pubblico i criminali per il divertimento delle masse, da questo spunto gli artisti sviluppano il loro operato, entrambi ben noti per l’abilità di lavorare su differenti supporti spaziando anche in ambiti differenti, il due è anche piuttosto vicino per la particolare tematica di lavoro che vede sia HuskMitNavn che Michael Swaney produrre i propri lavori attraverso un immaginario divertente, a tratti giocoso, raffigurando attimi di vita quotidiana attraverso una forte dose di irriverenza ed ilarità, il tutto per il divertimento dello spettatore.
Lo show quindi innesca una collaborazione assolutamente vincente, ricca di spunti e di differenti livelli di interazione le opere mostrano una doppia faccia della stessa medaglia raccogliendo la tematica dello show e portando avanti i rispettivi percorsi paralleli dei due grandi artisti.
Se vi trovate in zona potete andare a dare un occhiata da vicino a tutto l’allestimento fino al prossimo 19 Gennaio, nel frattempo noi vi lasciamo con una bella serie di scatti all’interno della galleria, dateci un occhiata per apprezzare al meglio tutti i lavori in mostra, enjoy it.

Ruttkowski68 Gallery
Bismarckstrasse 68
50672 Köln

HuskMitNavn, who is a Danish artist and Spain-based Canadian artist Michael Swaney are uniting their individual, yet contrasting styles in an exciting new collaboration, The hanging. The title refers both to the everyday act of hanging art on a wall and the once-common spectacle of publicly hanging a criminal for the entertainment of the masses. Witty and ironic, bold and colourful, their two styles and techniques meet on canvas.

Michael Swaney, who was born in Kimberley, British Columbia in 1978. His canvases can be described as playful, naïve, multi-coloured and vital. He cites his three biggest influences as: “dancehall, food, emma”.

HuskMitNavn, which translates as “Remember my name,” is an ironic nod to the fact that few know his real name. Born in 1975, he works and lives in Copenhagen. HuskMitNavn uses a variety of media, from street art to paintings to drawings to graphics, to provide a humorous commentary on everyday life and politics, and the absurdities that give him “food for thought.

Pics by Nils Muller via AM

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Numskull – New Mural for the Hit The Bricks Festival

21/12/2013

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Dopo veramente diversi mesi torniamo ad approfondire il lavoro di Numskull, l’artista Australiano si è infatti impegnato in un nuovo intervento all’interno del Hit The Bricks Festival di Newcastle in Australia, portando in dote tutto il suo particolare immaginario.
La rassegna come era facile intuire ha visto la partecipazione di un grande spaccato della scena Australiana, oltre al già citato Numskull presenti infatti Shida, Adnate, Askew One, Fintan Magee, Phibs, Sofles, giusto per citarne alcuni, una rassegna quindi fortemente legata al territorio ed ai suoi interpreti che mira infatti ad una sorta di celebrazione della community creativa Australiana attraverso, mostre, workshop ed appunto lavori su muro abbracciando di fatto differenti discipline creative tra cui grafica, illustrazione, fotografia, animazione, fashion design, industrial design, architettura, arte, arte di strada a molto altro per un evento che da cinque anni rappresenta un appuntamento fisso per gli appasionati.
Numskull sceglie di legare il proprio nome alla Newcastle Art Gallery, sembra infatti che la stessa galleria si trovi in un difficile situazione e proprio l’intervento dell’artista vuole essere un monito di buona speranza. L’interprete come consuetudine agisce sullo spazio alternando elementi figurativi, a figure più astratte ed infine caratterizzando i suoi risultati finali da un massiccio uso del personale lettering. Ne emerge un opera bella spessa e fortemente influenzata da un tratto direttamente ereditato dal mondo dell’illustrazione e dalla ricerca verso differenti ambiti artistici, l’opera si mostra con bel giallo saturo su cui poggiano figure, volti di personaggi liberamente ispirati al mondo dei cartoon, così come le grandi lettere che accompagnano lo spettatore nella composizione della frase finale.
Dopo il salto alcuni scatti in dettaglio di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna inglese, stay tuned!

I recently traveled up to Newcastle for the Hit The Bricks festival, where I worked with the Newcastle Art Gallery to create a mural that presents a positive message to the community. The gallery has (and still is) been through a handful of ups and downs recently, so I tried to paint an artwork that encourages present/positive thinking.

Pics by The Artist

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Pixel Pancho – “Venta De Suenos” New Mural in Juarez, Mexico

21/12/2013

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A distanza di qualche settimana scopriamo con piacere l’ultima tappa del grande Pixel Pancho, l’interprete italiano si è infatti spostato a Juarez in Messico dove ha da poco portato a termine un nuova parete.
Dopo la bella performance a Lisbona ospite dei ragazzi della UnderDogs Gallery (qui), Pixel Pancho per questa sua incursione Messicana cambia nuovamente le carte in tavola, l’artista ci stupisce con un nuovo lavoro dal titolo “Venta De Suenos” molto distante dai consueti e caratteristici elaborati, l’opera infatti si presenta come una sorta di pubblicità inversa. Piuttosto che coprire lo spazio attraverso il suo fitto immaginario, dove trovano spazio giganteggianti robot umanoidi in un ritratto della decadenza dell’uomo moderno proprio attraverso l’ausilio delle macchine, l’interprete qui sceglie elementi in parte distanti, un grande volto più umano che robotico fa così la sua comparsa alimentato da una serie di scritte a mò di advertising.
Siamo di fronte quindi ad una parete che sa di sperimentazione, Pixel Pancho per un attimo mette da parte la personale riflessione, la ruggine e la natura che stanno invadendo con così forza e vigore i suoi giganteggianti essere in metallo, per concentrarsi piuttosto su temi sempre impegnati e che rivestono, per la location e per il significato sociale, un significato particolare, siamo infatti in Messico con tutti i problemi dell’emigrazione per gli States alla ricerca del sogno americano che, come recita la parete, in questi temi così difficili pare essersi completamente affievolito.
Un opera nuova che ci ha incuriosito e di cui siamo interessanti nel vedere il proseguo in un forse nuovo percorso tracciato dalla pittura dell’artista, tutti i dettagli nelle immagini in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista italiano qui sul Gorgo.

Pics via San

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Brad Downey & Akay – New Exhibition in Grottaglie Recap

20/12/2013

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Inaugurata lo scorso 14 Dicembre a Grottaglie l’ultima fatica targata Brad Downey & Akay, un collaborazione sfociata in uno show per le strade della cittadina pugliese di cui questo allestimento ne è di fatto la diretta conseguenza.
Come era facile intuire dalla preview di qualche giorno fa, lo show, organizzato dal buon Angelo Milano già mentre dietro Studiocromie, FAME Festival e Sangue, ha messo in mostra tutta la personale visione dei due artisti, sia Brad Downey che Akay si sono divertiti ad elaborare una fitta serie di interventi, toccando medium ed interagendo con elementi differenti in uno show che per una voltà esce dagli schemi proponendo qualcosa di nuovo fresco, nella genuinità più pura che con il tempo, dobbiamo dirlo, sta mano a mano abbandonando un po’ tutto il movimento.
Caratterizzato da installazioni site specific con elementi differenti, come una serie infinita di televisori semi rotti che mandano in onda i video degli interventi, e le divertenti tende a componibili con disegnati una serie di forme falliche, a catturare la nostra attenzione è soprattutto una serie di poster di grandi dimensioni dove possiamo vedere le immagini degli interventi, come la macchina interamente ricoperta di vernici di diverso colore, oppure la piramide di colori, lo show risulta così assolutamente coinvolgente e sfaccettato offrendo una visione nuova e trascinante che non potevamo che apprezzare. A completare il tutto l’Incident Report, una sorta di dossier della polizia sugli incidenti tra Brad Downey ed Akay con la crew di Grottaglie a seguito di una serie di pezzi controversi.
Non aggiungiamo altro, dopo il salto una bella serie di scatti per farvi calare al meglio all’interno dell’atmosfera dello show, il consiglio però è come sempre quello di recarsi di persona, per apprezzare appieno tutta la follia e la sagacia di quest’ultimo allestimento proposto, noi ve l’abbiamo detto, non avete scuse.

Thanks to Matteo Bandiello for the Pics

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Graphic Surgery – “Krux” New Mural in an Abandoned Space

20/12/2013

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Con interesse proseguiamo ad approfondire l’operato dei Graphic Surgery, il duo Olandese ha infatti da poco terminato un nuovo intervento addentrandosi all’interno di un vecchio edificio abbandonato per una sessione di lavoro tra ricerca e sperimentazioni visive.
Il particolare approccio visivo dei Graphic Surgery è una sequenza di immagini e visioni intrinsecamente legate ad un approccio fortemente astratto in particolare il duo predilige la geometria come principale interlocutore per i propri interventi. Come abbiamo avuto modo di notare diverse volte gli artisti attraverso il nero ed il bianco, di fatto gli unici colori utilizzati, alimentano una propria e personale ricerca tra momenti più istintivi e fasi più impostate, alle base degli interventi c’è l’esigenza di una pittura che possa di fatto rappresentare paesaggi ed ambienti urbani, ridotti, puri e portati al limite attraverso una forma più pura, astratta e certamente pulita, attraverso schemi di immagini che possano convivere in totale simbiosi con il circondario e con le location che decidono di far loro. Un lavoro di vera e proprio decostruzione, distruzione e filtraggio per poi rimodellare sezioni e componenti attraverso un ottica geometrica in un continuo equilibrio tra tonalità, forme speculari e figure geometriche. Si muovono così assi e segmenti intrecciandosi ed intersecandosi tra di loro, figure piane che si aprono e chiudono, quadrati, triangoli, quadrilateri e rettangoli si susseguono così in una danza studiata che non disdegna momenti di istintività pura con le grandi colate di vernice che spesso fanno capolino sulle superfici di lavoro. I risultati finali sono lavoro dalla caratteristica visione d’insieme, coinvolgenti ci spingono ad osservarne i dettagli, la precisione in un binomio cromatico perfettamente allestito, funzionale e dal forte impatto finale.
Per questo nuovo intervento dal titolo “Krux” e dipinto all’interno di quello che sembra un grande capannone industriale, i Graphic Surgery scelgono un approccio più pulito, senza sbavature si apre così una grande figura al centro della parete un rombo diviso in sezioni speculari, all’interno delle stesse tra bianco e nero si muovono una serie di fittissimi segmenti, nei due lati della figura invece poggiano due configurazioni, anche queste seguono l’idea degli artisti di una sorta di gioco di specchi con una rivolta verso il basso e l’altra verso l’alto in un gioco di simmetrie che ovviamente coinvolge anche gli aspetti cromatici.
Vi lasciamo agli scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo qui sul Gorgo, stay tuned!

Pics by The Artist

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Gaia for MURAL Festival – Video Interview

20/12/2013

A distanza di qualche mese torniamo ad approfondire i lavori realizzati all’interno dell’eccellente MURAL Festival di Montreal, gli organizzatori infatti stanno rilasciando una serie di interessanti interviste con gli artisti partecipanti alla rassegna, ultima quella con Gaia.
L’intervento di Gaia dal titolo “Qui est Le Nationalisme” ha messo a nudo tutta la particolare visione di insieme dei lavori dell’interprete statunitense, in particolare la ricchezza di spunti e temi differenti e l’utilizzo di tutti gli elementi tipici del lavoro dell’artista fanno di questo pezzo uno dei più significativi nel percorso fin qui portata avanti dallo stesso. L’opera è di fatto un omaggio ed al contempo una riflessione sulla doppia identità del Quebec sospeso tra cultura anglofona e francese, il tutto attraverso elementi pittorici riconducibili a Paul Klee in una personale rappresentazione della bandiera dello stato nord americano.
Con il bel video abbiamo l’opportunità di ripercorrere le tappe di lavoro di questo intervento ma soprattutto l’opportunità di ascoltare l’artista parlare a ruota libera sul suo lavoro, le sue ispirazioni, insomma una rara opportunità di conoscere meglio Gaia e tutto il suo personale immaginario.
Mettetevi comodi, vi lasciamo al bel filmato e se vi siete persi qualcosa vi rimandiamo al precedente post qui con tutte le immagini della splendida facciata realizzata dal grande artista, assolutamente da vedere! Enjoy it.

Gaia, New York artist graduated from Maryland Institute College of Art Baltimore and active around the globe, like immersing in the social and historical context of each wall he tackles. After all, every wall gets to show its true colors. While in Montreal at Mural Festival, he has proved his point. See what emblematic local figure inspired him this time.

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Collettivo Fx – “Distributore di Idee Resistenti” A New Mural

20/12/2013

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Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro dell’eclettico Colletivo Fx (The Boost) il collettivo di artisti ha infatti da poco terminato un nuovo gigantesco intervento su questa enorme torre commissionato dall’adiacente Museo Cervi di Gattatico in provincia di Reggio nell’Emilia che da anni porta avanti temi importanti legati alla Resistenza ed ai relativi risvolti storici.
Quello che maggiormente colpisce, oltre alla grandezza dell’opera, è il tema scelto che si allinea perfettamente con la programmazione e le idee del Museo commissionante, portando però elementi personali ed aggiungendo una profonda connotazione tematica. Dal titolo “Distributore di Idee Resistenti” l’intervento ha tutte le sembianze proprio di un gigantesco distributore, uno di quelli che si incrociano vicino ai tabacchini e che inserendo una moneta regalano una pallina con dentro un gioco. Ancora una volta quindi il Collettivo Fx sfrutta a proprio vantaggio la particolare conformazione della parete, accade così che l’intera enorme torre con la sua stessa base, si trasformino sotto i colpi dei rulli e dei pennelli degli artisti.
Il Collettivo Fx con questo lavoro prosegue nel suo personale dialogo con la collettività, la prova sono le stesse palline che emergono dallo spazio della giganteggiante torre, ogni palle infatti contiene un volto racchiuso all’interno dei 25 metri di altezza che portano con sé i tratti e gli sguardi di Nelson Mandela, Mohamed Alì, Malala, Gandhi, Martin Luther King, Alcide Cervi, Giovanni Falcone, e molti, molti altri, incastonati all’interno di un distributore di idee dove è possibile prelevare l’energia e la personalità di personaggi di spicco della storia umana.
L’intervento quindi segna una riflessione profonda, gli artisti si interrogano sulla necessità di rivolgersi, durante questi tempi bui ed avari, per trovare un ispirazione, a personalità e figure che, attraverso i loro contributi in ambiti differenti, hanno segnato lo storia dell’uomo, personaggi di spicco da poter assorbire e fare propriw per cambiare la situazione attuale. Un opera dal forte impatto riflessivo, ricca di spunti che segna con efficacia il percorso del collettivo alimentandone l’impegno e la profondità del lavoro e che noi non potevamo che apprezzare.
Scrollate giù dopo il salto ad attendervi oltre ad una bella serie di scatti dove potete apprezzare al meglio tutti i dettagli di questo nuova opera, anche una serie di istantanee per documentare tutto il processo produttivo, dateci un occhiata, siamo certi che saprete apprezzare tutto lo stile degli artisti.

Thanks to The Artists for The Pics

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Dhear One – “Similia Similibus Curentur” New Mural in Mexico

20/12/2013

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Ci sono interventi che hanno la forza di lasciarci in silenzio ad ammirare i dettagli e le pennellate dell’artista, l’energia che si sviluppa attraverso i colori travalicando qualsiasi stato d’animo e lasciandoci assolutamente a bocca spalancata, questo di Dhear One rappresenta senza alcun dubbio uno di questi.
La gigantesca parete prende vita a Città del Messico, organizzata da Musa Mx l’opera dal titolo “Similia Similibus Curentur” è stata dipinta su questa grande facciata esterna dell’ Hospital Nacional Homeopático della capitale come parte di un grande progetto a carattere sociale, un lavoro per la comunità nato e sviluppato con l’idea di spingere le persone verso questa medicina alternativa innescando all’interno dell’opera stessa un piccolo omaggio ai pionieri della pittura murale messicana.
Quello che troviamo davanti è un intervento massiccio attraverso il quale Dhear One mostra tutto la profondità del personale tratto visivo, anzitutto ha colpirci è la grandissima quantità di dettaglio, un lavoro da ben trenta giorni che ha permesso all’artista di lavorare su ogni singola figura rappresentata nel miglior modo possibile e di conseguenza curandone l’aspetto nel modo migliore. L’opera si presenta letteralmente incorniciata con una serie di maschere, volti e scritte profondamente legati ad elementi arcaici che strizzano l’occhio alle antiche culture latine, l’opera poi si apre mostrandoci tutta l’abilità pittorica dell’artista. Dhear One sviluppa il suo lavoro legando elementi differenti, come siamo soliti aspettarci il Messicano agisce attraverso differenti canali, dal fantastico, all’onirico passando per una sorta di stile fiabesco con elementi paesaggistici assolutamente reali. Quello che stupisce è la profondità dell’opera, tra architetture e figure di bambini, uomini, paesaggi e temi naturali, l’interprete riesce ad innescare differenti temi, si parla di sofferenza, angoscia, paura e povertà ma anche di rinascita, amore e delicatezza raffigurati attraverso la grande figura evanescente realizzata proprio al centro della facciata e che attraverso i suoi mille arti, abbraccia e riunisce a se tutti i corpi e gli uomini martoriati. Proprio questa sezione ha catturato profondamente la nostra attenzione con colori vivi ed accecanti che ospitano forme e personaggi differenti, tutto in netta contrapposizione con le tonalità più scure e maggiormente legate alla terra che accompagnano l’avanzare delle persone verso il fulcro dell’intervento.
Prendetevi cinque, dieci, quindici minuti, per apprezzare al meglio tutta l’infinità di dettagli e di spunti che l’artista ci ha offerto, un occasione di unica di vedere da vicino l’operato di uno dei nomi più importanti di tutto il Sud America, scrollate giù ad aspettarvi le immagini con in aggiunta qualche scatto di tutte le fasi di lavoro di questa maestosa opera, enjoy it.

Pics by The Artist

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Hyuro – A New Murals in Valencia, Spain

20/12/2013

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Con ancora negli occhi lo splendido intervento realizzato qui in Italia per la giornata contro la violenza sulle donne (qui), torniamo ad approfondire il lavoro di Hyuro, l’artista Argentina torna nella sua Valencia per una nuova serie di incursioni in strada che di fatto riprendono il lavoro ed il percorso interrotto qualche settimana addietro.
Con questa nuova sequenza di opere pare che Hyuro abbia voluto concentrarsi su un determinato tema, l’artista sembra volersi focalizzare sul peso emotivo che la donna porta rappresentato attraverso immagini surreali, impattanti ma anche piuttosto dure, portando a compimento i consueti paragoni irrazionali ed attraverso gli stessi sviluppare la propria personale visione ed i concetti cari. Le opere sono tre e portano in dote tutta la maggiore sicurezza pittorica ed il livello di dettaglio che sta accompagnando le ultime produzione dell’artista, tre differenti opere sviluppate attorno a tre diversi pesi, nella prima vediamo una donna mentre tiene in bilico, tenendola per le gambe, una gigantesca mucca, questo è forse il lavoro più irreale che porta con sé tutta la vena critica attraverso un gioco di immagini e temi molto forte, il secondo invece vede un’altra donna cercare di sostenere il peso di una serie infinita di scope, arriviamo quindi all’ultimo, forse quelle dal maggiore impatto dove vediamo due personaggi, praticamente speculari, in una sorta di osservazione introspettiva, la prima pensante, mentre invece la seconda letteralmente sospesa a testa in giù con le gambe legate.
Tre frame differenti che di fatto rappresentano tre situazioni, nella prima la donna riesce a sostenere il peso seppure così grande e difficile, nella seconda la vediamo in difficoltà, mentre nella terza il peso è diventato proprio lei in un gioco sottile e profondo di immagini e spunti. Opere che ci hanno assolutamente coinvolto ed attraverso le quali continuiamo ad osservare da vicino tutta l’evoluzione dell’Argentina tra drammi esistenziali, riflessioni e divertenti escamotage.
Ampia galleria con tutti i dettagli di questa nuova serie di interventi, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto il talento della grande artista, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Pics by The Artist

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L’Avenir Group Show at WhiteWalls Gallery – Preview

19/12/2013

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Aperto lo scorso 14 Dicembre L’ Avenir Group Show è la nuova incarnazione per il movimento Graffuturism, curata infatti da Poesia stesso, colui che ha coniato il termine, lo show, grazie anche ad un roster incredibile di talenti, si appresta ad essere uno dell’esibizioni più interessanti di tutto il filone.
Lo show è liberamente ispirato dal filoso Francese Jacques Derrida ed il suo assioma ‘The coming of the Other’, la stessa parole che compone il nome dello show è liberamente traducibile con Il Futuro ed è un riferimento diretto alla forte progressività dell’arte contemporanea che di ha così profondamente influenzato questo gruppo di artisti tra cui troviamo: Augustine Kofie, Borondo, Chazme, Clemens Behr, Doze Green, Duncan Jago, Part2ism, Poesia, Robert Proch, Sainer, ed il nostro Vesod, tutti nomi noti per un estetica decisamente personale che abbracciato non solo direzioni astratta ma ha saputo fondere elementi figurativi attraverso nuovi ed inesplorati lidi visivi.
Un corpo di lavoro assolutamente variegato quindi le forme e figure che si intrecciano con elementi maggiormente umani, mescolandosi con influenze come il moto, l’architettura a rapporto con le emozioni umanane e l’istintività per uno spettacolo assolutamente unico per gli occhi.
In attesa di mostrarvi le immagini del vernissage, vi diamo modo di dare uno sguardo ad alcuni dei lavori presenti in allestimento, dateci un occhiata e se siete interessanti all’acquisto basta andare qui, direttamente sul sito della nota galleria statunitense, noi un pensierino ce l’abbiamo fatto, stay tuned!

L’ Avenir features a group of like-minded artists that flourish under the banner of Graffuturism, a term coined by artist and arts commentator Poesia, who edits and publishes an online blog under the same name, Graffuturism.com.
Taking inspiration from French philosopher Jacques Derrida and his axiom The coming of the Other, L’Avenir literally translates as “the future,” and is a direct reference to the progressive and contemporary element that has influenced this intercontinental group of individuals known for creating a distinct aesthetic of their own.
L’Avenir brings this group of graffiti inspired contemporary artists crashing into our visual field with an exciting celebration of the neocontemporary Graffuturism movement.

Pics by The Gallery

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Hope & Gig – New Mural For MAAM in Rome

19/12/2013

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Continuiamo a seguire gli aggiornamenti dal duo Hope & Gig, gli artisti sono di tappa al MAAM (Museo dell’altro e dell’Altrove) di Roma dove hanno da poco terminato un nuovo intervento su una delle pareti all’interno della grande struttura romana con il loro personale stile visivo.
Il bel progetto a carattere artistico del MAAM prosegue quindi con l’ingresso di uno dei nomi emergenti del panorama italiano, a cui viene data l’opportunità di realizzare un nuovo lavoro, come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte il progetto prende vita all’interno del Metropoliz di Roma. La struttura lo ricordiamo, ospitando circo duecento persone e famiglie, un incredibile bacino di culture ed etnie differenti che per evitare lo sgombro coatto hanno deciso di offrire attraverso un fitto passaparola i muri e gli spazi sia interni che esterni dell’edificio ad artisti di livello.
Per questa nuova parete gli Hope & Gig proseguono nel portare avanti il personale percorso visivo, il duo ha saputo portare avanti un tratto peculiare alimentato da una tematica legata alle fiabe popolari ed aventi come unici personaggi principali gli animali. Gli artisti lavorano esclusivamente attraverso il bianco ed il nero, le sottili pennellate alimentano un lavoro preciso, accurato e lungo, la resa finale è senza dubbio il quid in più delle loro produzioni, è l’identità degli interventi però il vero fulcro dell’operato dei due artisti, il rapporto simbiotico con le fiabe per bambini, il loro volerci raccontare storie e racconti una volta ascoltati ed ora stipati nei meandri della nostra memoria che tornano qui con vigore ed energia lanciando paralleli con situazioni ed istanti di vita giornaliera, con i problemi e le riflessioni che si intrecciano con la storia storia quotidiana. Il lavoro quindi assume i connotati di una riflessione intelligente e spiccata attuata attraverso uno strumento di interpretazione nuovo, di facile ascolto e che va a scavare nella memoria collettiva, si torna bambini quando con il vivo interesse ascoltavamo questi racconti presi dalla nostra fantasia e dalla nostra immaginazione, i corpi degli animali prendono vita segnando le superfici ed i muri alimentando un dialogo diretto, aprono a domande ed interrogativi lasciandoci un profondo solco interiore.
Per questo nuovo intervento gli Hope & Gig tracciano con energia ed al contempo delicatezza le fattezze di animali, tra lupi, orsi e cerbiatti che si susseguono su tutto lo spazio, emerge la vena poetica e la grande capacità di lavoro dei due interpreti, in un opera sensibile e ricca di dettagli che ci ha piacevolmente coinvolto.
Scrollate giù ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti qui sul Gorgo, enjoy it.

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EIME – “Destruction is Also Creation” A New Video

19/12/2013

Rilasciato da poco questo nuovo ed interessante video che vede come protagonista il grande artista portoghese EIME, l’interprete presenta un video forte e bello denso dal titolo “Destruction is Also Creation” attraverso il quale abbiamo l’opportunità di addentrarci all’interno del suo personale immaginario.
L’operato di EIME poggia le sue basi su una forte connotazione figurativa sviluppata attraverso l’ausilio di tecniche e strumenti differenti, l’utilizzo dello stencil riveste ovviamente un ruolo primario nelle opere coadiuvato però dall’utilizzo di differenti tonalità, sfumature, veri e propri gocciolamenti ed infine spray al fine di rendere le opere quanto mai caratteristiche e personali. Quello che colpisce nelle produzioni dell’interprete è senza dubbio lo sguardi dei ritratti dipinti, l’artista stesso dedica parecchio tempo alla creazione dei tratti, degli occhi e delle pupille alimentando un forte senso di enigmatico a tratti anche mistico dotando gli interventi di una notevole intensità e profondità d’immersione.
Nel video, realizzato con i ragazzi di Humanafterall, EIME sperimenta anche un interessante uso del fuoco alimentando un forte senso onirico e spingendo il lato più emotivo della sua pittura interrogandosi sul senso della distruzione e di come la stessa possa essere un nuovo slancio per la creazione di qualcosa di nuovo e differente.
Un lavoro che ci ha colpito per la bella immersione e che ci offre l’opportunità di cogliere gli aspetti più intimi dell’operato della’artista, vi lasciamo al bel video, prendetevi cinque minuti per apprezzare al meglio tutta l’atmosfera e l’efficacia del particolare lavoro dell’artista, è tutto vostro, enjoy it.

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Moallaseconda – “Dal Luogo dal Cosmo” New Mural in Prato

19/12/2013

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Dopo qualche settimana torniamo ad immergerci all’interno del particolare immaginario di Moallaseconda, l’artista ha infatti da poco terminato una nuova parete a Prato, portando avanti il personale tratto visivo nonché i peculiari temi a lui tanto cari e non potevamo che apprezzare.
Il lavoro di Moallaseconda è anzitutto caratterizzato dalla decisa inflessione illustrativa, l’artista sta portando avanti un tratto personale che di fatto rappresenta parte ed elemento importante per i temi e l’immaginario scelto dall’artista. L’interprete sviscera su parete una personale e sfaccettata rappresentazione dell’uomo, una visione complessa e molteplice che abbraccia elementi onirici ed a tratti esoterici.
Moallaseconda sceglie di utilizzare unicamente il bianco e nero come unici colori per le sue rappresentazioni, l’artista attraverso gli stessi riesce a donare agli interventi una forte dose di profondità concentrando i propri sforzi su linee, ombre e tutti i dettagli che costituiscono il valore aggiunto delle sue produzioni. Quello che ci ha colpito è la scelta di rappresentare i personaggi attraverso elementi tipici dei soldati dell’esercito russo, quello del ‘800 con barba lunga e colbacco, da questi l’artista sviluppa un incredibile sequenza di simboli ed elementi differenti tra cui lo sviluppo dei peculiari tralicci dell’elettricità. Quest’ultimo elemento è parte fondamentale per affrontare questo ricco e denso universo allestito dall’artista, l’elettricità e i personaggi rappresentati dallo stesso sono di fatto a strettissimo contatto tra loro, una simbiosi che arriva addirittura a trasformare la forma e la fisionomia di questi soggetti, attraversa le opere legando figure ad elementi differenti, è un tema sottotraccia che viene articolato quasi silenziosamente, celato ma sempre presente nelle opere e nei suoi lavori.
In quest’ultimo intervento dal titolo “Dal Luogo dal Cosmo”, Moallaseconda prende possesso dello spazio realizzando un intensa scena, si avverte qui tutto lo strabordante immaginario dell’interprete che riempie il lavoro di una quantità incredibile di dettagli, come le due figure proposte che sembrano intente in una comunicazione, uno scambio tra due elementi d’energia, simboleggiati da due forme differenti, ed ancora simboli ed elementi differenti atti a sviluppare temi ed argomenti diversi andando ad interagire con il circondario e sviluppando l’intervento verso più direzioni, splendido.
Scrollate giù, il consiglio infatti per godere appieno di tutto il talento dell’artisti è di godersi tutte le immagini in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

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Augustine Kofie – New Mural for The Library Street Collective

19/12/2013

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Uno dei progetti che maggiormente ci sta interessando questi ultimi mesi dell’anno è quello della The Library Street Collective di Detroit, l’idea è quella di offrire una serie di lunghissime ed enormi pareti ad una serie di artisti di respiro internazionale, ultimo il grande Augustine Kofie.
Augustine Kofie rappresenta senza alcun dubbio uno dei più interessanti esponenti della corrente Graffuturism, l’interprete con questa suo nuovo fantastico intervento prosegue nel portare a compimento la sua particolare e personale inflessione stilistica, l’opera si concede a forme, elementi differenti alimentati da configurazione astratte in una totale istintività ragionata che da sempre caratterizza il lavoro di Kofie. Volontà dell’artista è quella di lavorare lasciandosi guidare dall’inconscio e trasportare dal proprio e personale immaginario, cogliendone gli aspetti e sfruttando l’energia e gli elementi del panorama circostante in una simbiosi visiva che sa di scambio atto ad alimentare con vigore e forza ambedue gli elementi visivi, quello reale e quello creato appunto dall’artista stesso.
Per il bel progetto di Detroit, Augustine Kofie ha a disposizione davvero uno spazio notevole che sceglie di concretizzare con una pittura decisamente più incisiva rispetto al precedente intervento all’interno dei nuovi uffici Losangelini del CBR di qualche settimana fa (qui).
L’opera mostra tutti gli elementi tipici del lavoro di Augustine Kofie, l’artista elabora su tutta la superficie un intensissima configurazione, una agglomerato di figure e forme differenti che cavalcano lo spazio a disposizione aprendosi ed innescando insiemi e funzioni differenti in costante gioco tra forme più incisive, decise e dirette e figure maggiormente dolci, arrotondate che si inseriscono sui livelli di lavoro ed accompagnano l’evolversi dell’intervento. L’opera nel suo risultato finale viene investita da una forte sensazione di movimento, i colori si fanno dapprima intensi e duri per passare poi a tonalità maggiormente delicate che si perdono tra loro dirette verso un fulcro centrale che rappresenta il vero e proprio cuore pulsante del lavoro. Nel mezzo infatti si concentrano tutti gli elementi che convergono verso un grande cerchio, tra effetti di profondità, sfumature, linee sottile che segnano le figure, ed elementi che si intersecano tra loro in una miscela visiva che ci ha letteralmente lasciato di sasso.
Scrollate giù ad attendervi una corposissima selezione di scatti ad attendervi, dateci un occhiata per apprezzare appieno tutti i dettagli di questa ultima magia firmata dal grande interprete statunitense, è tutta vostra, enjoy it.

Pics by The OnePointEight via AM

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Escif – New Murals in Valencia, Spain

19/12/2013

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Nuovo e corposo aggiornamento per il grande Escif, l’artista spagnolo torna al lavoro realizzando una nuova serie di interventi nella cornice urbana della sua Valencia.
Dopo gli ultimi interventi incentrati su argomenti piuttosto differenti rispetto ai consueti temi che da sempre ne hanno caratterizzato il lavoro, Escif torna nella sfera tematica più classica mostrandoci dopo parecchio tempo due nuovi lavori profondamente connessi con temi sociali e politici, con “Reformas”, ed un altro decisamente più sbarazzino e divertente dal titolo “Hawai and Bombey” dove l’artista torna a calcare temi e situazioni con il personale tratto visivo.
Affilato e divertente l’operato di Escif ci ha sempre affascinato per il grande impatto visivo ma soprattutto per l’immediatezza delle immagini presentate, articolando i propri personaggi lo Spagnolo ha saputo negli anni tracciare uno spaccato multi sfaccettato della società moderna toccando temi e tasti dolenti, dalla politica, alla crisi economica, passando per tutti le caratteristiche e debolezze dell’uomo in un grande calderone dove tra divertimento e momenti più impegnati il Valenciano ha voluto dire e dare la propria personale visione d’insieme.
L’abilità dell’interprete è stata quella di coniugare gli argomenti attraverso intelligenti e divertenti paragoni, un rapporto tra immagini e temi assolutamente geniale portato al limite dall’artista attraverso il proprio e personale lavoro.
Questi due nuovi interventi come detto rappresentano un ritorno in su strada già battute, un attacco frontale alla politica nel primo lavoro dove l’artista si diverte a realizzare una scenetta da un dentista, nella seconda invece Escif scegli di dipingere una divertente serie di frame che si rifanno ai movimento dell’ominima canzone dei Mecano.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dello spagnolo vi lasciamo ad una bella serie di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati siamo certi che nei prossimi giorni l’artista si dedicherà a qualche pezzo a tema natalizio, vi ricordate questo?

Pics by The Artist

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Alberonero – New Project for Meridiani USA in Miami

18/12/2013

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Torniamo a Miami, come ben sappiamo l’Art Basel non è unicamente una vetrina per l’arte urbana, piuttosto tra le varie mostre ed allestimenti è presente anche una corposa selezione di showroom di design parte integrante di tutto il grande fervore artistico della rassegna, tra questi l’unica realtà italiana è MERIDIANI, azienda dislocata nel nord di Milano, in Brianza, ed unico soggetto italiano presente all’interno del Festival. L’azienda per un occasione così importante ha chiesto al nostro Alberonero di realizzare una serie di lavori in stoffa per la presentazione della nuova collezione ed il risultato non poteva che essere assolutamente interessante.
Come abbiamo avuto modo di vedere nel corso della nostra programmazione, il lavoro di Alberonero si sviluppa su una forte ricerca sui colori e sulle loro differenti declinazioni all’interno di forme e figure, in particolare l’artista ha sempre portato avanti una particolare visione legata a forme squadrate attraverso differenti scale cromatiche. L’interprete per questa sua serie di lavori prosegue ovviamente sul personale percorso già tracciato utilizzando questo volta un insolito medium.
I lavori sono tre arazzi di dimensioni differenti, quello in vetrina 2.50 x 120, quello dietro al letto 2.00 x 2.00 e quello a parete 1.50 x 1.50, ogni arazzo è stato lavorato e realizzato a mano partendo da tessuti e vecchie stoffe cambiate e quindi non più presenti nella collezione. L’idea è quella di un contrasto forte e ben marcato con l’arredo.
Alberonero esalta la propria visione andando a lavorare con un materiale insolito, in particolare notiamo che per ognuno dei pezzi elaborati le dimensioni dei quadrati sia differenti, in particolare è possibile notare come l’artista come sempre si impegni a scegliere le tinte più adatte collocandole e disponendole attraverso un preciso schema visivo proseguendo ed innescando di fatto i consueti giochi di tonalità anche in un ambito non propriamente urbano.
Vi lasciamo alle immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e su tutti i lavori della kermesse di Miami qui sul Gorgo.

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G.Loois – “Elements” New Mural in Bologna

18/12/2013

Dopo qualche mese di silenzio torniamo ad approfondire con interesse il lavoro di G.Loois, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo intervento su questa grande parete in quel di Bologna, un nuova opera che porta avanti la sperimentazione di forme ed elementi organici.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere l’operato di G.Loois si basa su una forte interazione con la natura, in particolare l’artista sviluppa un personale rapporto con la stessa alimentato dalla pittura di nuclei, forme e figure vicine ad elementi naturali, come la terra, le rocce, l’acqua in una miscela di immagini
Attraverso il proprio operato G.Loois approfondisce il personale e multi sfaccettato rapporto con la natura, in particolare l’interprete concentra la propria visione ispirandosi e concentrando i propri sforzi sulle forme. Nello specifico l’artista gioca su nuclei differenti arrivando a dipingere le forme roccioso o vicine alla terra, l’interprete unisce questi differenti spunti inserendoli in una fitta ricerca sull’equilibrio, quello tra più elementi differenti, come l’acqua, la terra e la materia che si mescolano fino a fondersi così sullo stesso piano attraverso configurazioni e figure differenti che trovano proprio nella rappresentazione dei nuclei centrali lo sbocco e cuore degli interventi stessi.
Principale stimolo visivo per l’artista e soprattutto grande base per lo sviluppo dei suoi interventi, è una eccellente componente pittorica atta proprio ad aumentare la profondità e l’impatto delle opere, G.Loois attraverso un tratto personale riesce a rappresentare nel migliore dei modi le differenti peculiarità di ogni elemento, dalla compattezza delle rocce fino all’inafferrabilità dell’acqua, realizzando attraverso colori vivi, profondi e ricchi di dettagli cosi come un tratto morbido per nulla invasivo, che di fatto restituiscono tutte le sensazioni fisiche di ogni singola forma dipinta. Infine G.Loois condisce ulteriormente ed in modo determinante i propri interventi con una spiccata sensibilità tridimensionale, i lavori vengono letteralmente poggiati su un unico o più livelli, dove tra profondità ricercata ed un incredibile effetto tridimensionale, emergono in tutto il loro vigore.
Nel corso degli ultimi mesi sembra che G.Loois abbia concentrato i propri sforzi in una sperimentazione più incisiva, una pittura maggiormente evocativa mossa da una profonda interazione tra vecchi stabili e gli edifici industriali abbandonati dove ha potuto liberamente esprimere tutto il proprio talento. L’artista per quest’ultimo lavoro dal titolo “Elements” ci offre un intenso video che ripercorre gli splendidi scorci, l’immersione nella natura e tutte le fasi di lavoro delle sue produzioni, un occasione rara per vedere uno degli artisti più interessanti della nostra scena al lavoro e che vi consigliamo di non perdere assolutamente, il video è tutto vostro, fate un break e dateci un occhiata, dopo il salto invece l’ultimo e splendido intervento, è tutto vostro.

Thanks to The Artist for The Pics

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SBAGLIATO – “Dinamico” New Piece in Rome

18/12/2013

sbagliato-dinamico-new-piece-rome-05 Dopo qualche mese di pausa tornano i ragazzi di SBAGLIATO con una nuova ed interessante opera con la quale proseguono il loro personale percorso di sperimentazioni visiva arrivando ad un nuovo ed interessante approdo tematico.
Quello che ha sempre caratterizzato il lavoro dei SBAGLIATO è la costante e personale visione della strada, gli artisti vedono oltre il mero aspetto reale del tessuto urbano piuttosto ne travalicano l’apparenza esteriore per inserire al suo interno il proprio e personale immaginario, fanno la loro apparizione così finestre e serramenti, porticine, piccole fessure e finestre, balconi, tutte rigorosamente reali eppure al contempo così effimere, in balia del tempo, sono un inganno per gli occhi, un gioco tra gli artisti e lo spettatore che si ritrova ad osservare frastornato dalla realtà propostagli, smarrimento negli occhi e poi il sorriso di ha capito, di ha scoperto la verità ed affascinato la porta con sé.
Con il tempo gli artisti hanno saputo rendere al pari del reale le loro installazioni proseguendo una ricerca visiva mano a mano sempre più dettagliata e complessa, cimentandosi con spazi decisamente impegnativi e realizzando grandissime opera dall’impatto visivo assolutamente esplosivo, ora a distanza di veramente parecchio tempo, gli SBAGLIATO tornano al lavoro e sembrano voler concentrare i propri sforzi su un nuovo elemento, più concettuale, che possa essere adeguatamente supportato dalle immagini e con esse veicolare un idea ed un concetto.
Nasce così “Dinamico” un lavoro nuovo, complesso nella sua tematica cardine con gli interpreti alla prese con una simulazione di movimento attuata attraverso l’installazione di una serie di forature in calcestruzzo intelligentemente inserite attraverso direzioni differenti. La parete viene così completamente trasformata, assistiamo ad un aumento vertiginoso della profondità con la parete che mano a mano trasla il proprio spazio, un moto continuo in cui al contempo veniamo calamitati al interno accolti dalla fessure, e completamente in balia della visione degli artisti.
Vi lasciamo alle immagini, scrollate giù dopo il salto una bella serie di scatti con l’opera nel dettaglio dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi e succosi aggiornamenti da parte degli artisti qui sul Gorgo.

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Pics by TheBlindEyeFactory

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CT – New Mural at Bunker in Torino

18/12/2013

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Presenza, con piacere, ormai fissa nella nostra programmazione settimanale andiamo a dare un occhiata a quest’ultimo intervento firmato da CT (Eyes On) all’interno del sempre più interessante Bunker di Torino.
Osservano le produzioni dell’artista in queste settimane ci rendiamo anzitutto conto dell’importanza del luogo per CT, il dialogo ostinato, ricercato e sviscerato attraverso la personale visione dell’artista è simbioticamente legato al luogo dove lo stesso si ritrova a lavorare, una connessione forte, alimentata dall’esigenza di interagire con lo stesso rispettandone la fisionomia architettonica in un ipotetico proseguo delle forme e delle linee oppure in una vibrante ed accentuata contrapposizione visiva che possa di fatto staccare e capovolgerne la monotonia. CT raccoglie questi elementi all’interno del suo peculiare immaginario, sviluppa supportato da esse le sue figure figlie proprio delle due lettere che ne compongono il nome, la C e la T si scompongono miscelandosi ed intersecandosi in un nuovo aspetto, di volta in volta differente che ci spinge ad affrontare un percorso inverso, di costruzione, cercando di leggere i segni, di assecondarne il movimento, criptico ed impenetrabile, per giungere infine alla risposta in totale armonia con il circondario.
Per questo nuovo lavoro CT sviluppa due differenti figure su questo grande cancello in ferro, è interessante notare fin da subito l’evidente scelta dell’artista di utilizzare due differenti tinte, la prima, un bel verde di fatto permette di visualizzare le forme piramidali che compongono le grandi sezioni del cancello donando quindi alla figura un forte carattere tridimensionale, la seconda invece, un blu lucido, di fatto ne cancella completamente l’aspetto, annullandone la profondità e rimanendo piatta rispetto all’altra forma in un interessante gioco tra opposti.
Fondamentale per l’interprete sono ancora una volta le proporzioni, ambedue i pezzi infatti rispettano perfettamente l’altezza del cancello coprendo di fatto tutto lo spazio a disposizione, in entrambi i casi e nonostante le figure siano di fatto le stesse ma posizionate una verticalmente e l’altra orizzontalmente, l’altezza è di 210 centimetri, la prima a sinistra viene creata interamente con una serie di moduli 60 per 60 mentre la seconda sulla destra rispettando i 70 per 70 dimostrando tutta la precisione e la capacità immersiva del lavoro dell’artista.
Vi lasciamo ad alcuni scatti del making of e dell’eccellente risultato finale ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete italiano, stay tuned qui sul Gorgo.

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Pics by GaruGaru and Paola Lesina

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Sten & Lex – New Mural in Rome

18/12/2013

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Dopo settimane di crownfounding e l’inizio dei lavori la grande opera di Sten & Lex a Roma è finalmente conclusa, un intervento incredibile per grandezza ma soprattutto per il grandissimo impatto visivo che riesce a trasmettere.
Quest’anno ha rappresentato un punto importante per il percorso del duo romano Sten & Lex, un cambio secco e deciso verso una tematica visiva che abbraccia maggiormente l’astratto lasciandosi alle spalle i classici volti di persone comuni e legati ai luoghi di lavoro che da sempre ne avevano segnato gli interventi. Una scelta che ci ha lasciato stupefatti e che cancella in un istante la certezza della particolare visione dei due grandi artisti, un lavoro nuovo figlio del particolare approccio lavorativo dei due artisti e sviluppato attraverso un nuova direzione che a parer nostro rappresenta un punto di svolta assolutamente interessante e che offre a Sten & Lex l’opportunità di sperimentare, disporre e quindi proporre, elementi visivi completamente nuovi evolvendo di fatto tutto il loro personale lavoro.
L’operato di Sten & Lex sviluppa le sue radici attraverso un minuzioso lavoro tecnico, si tratta di grandi stencil in cui la riproduzione di volti legati alla zona dove dipingono, anonimi nella loro fisionomia, sanno sorprendere per la particolarità della tecnica con la quale vengono riprodotti. Le opere si sviluppano su un vero e proprio manto di linee direzionate con intelligenza e profondità dagli artisti stessi, una sorta di livello principale dal quale, attraverso i cambi di colore, emergono infine i tratti ed i segni dei volti segnati proprio dalla corrente delle linee.
Gli artisti amano stupire ce lo hanno dimostrato nel corso di questi anni apportando sempre più modifiche al loro approccio in strada e continuando così la loro personale evoluzione stilistica e visiva, questo nuovo approdo nasce dalle sperimentazioni di qualche anno fa con volti più scarni quasi accennati e realizzati unicamente attraverso sottili linee dirette, dagli studi sulla loro particolare tecnica di lavoro, portata quindi ad un nuovo livello e noi non potevamo che apprezzare.
Quest’intervento prende vita sulla parete già precedentemente coperta dai due interpreti, lo spazio tra una finestra ed un’altra viene completamente attraversato da una fittissima serie di figure, si va da delle vere e proprie rette, segmenti sinuosi, assi e cerchi in un continuo variare di tonalità, con una incredibile varietà di forme e geometrie ad intermittenza, quasi spegnendosi ed accendendosi continuamente si susseguono su tutto la superficie, un opera epica alimentata da un profondissimo livello di dettaglio che ci offre l’opportunità di apprezzare davvero in modo efficace questa nuovo filone intrapreso dai due grandi artisti italiani.
Ampissima galleria per farvi apprezzare al meglio tutta l’efficacia ed i dettagli di quest’ultimo intervento, ad attendervi anche una bella serie di scatti con gli artisti al lavoro, dateci un occhiata siamo certi che anche voi come noi ne rimarrete ammaliati.

Thanks to The Artists and Outdoor for The Pics
First pics by Gloria Viaggiani

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Martina Merlini – “WAX” at Spazio Elastico

18/12/2013

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Come detto lo scorso 13 Dicembre ha aperto all’interno degli spazi dell’Elastico Studio di Bologna, “WAX” ultima personale di Martina Merlini, un nuovo show che abbiamo avuto modo di vedere da vicino incantati dal nuovo approdo sviscerato dall’artista.
Lo show è di fatto uno spaccato profondo e sfaccettato della personale visione creativa di Martina Merlini, attraverso differenti percorsi, utilizzando diversi medium ed elementi, l’interprete ci ha offerto l’opportunità di calarci all’interno del suo immaginario affrontato qui attraverso l’ausilio della cera, vero e proprio leitmotiv dell’esibizione stessa ma anche il legno e l’immancabile opera murale senza dimenticare i tessuti. Sono proprio quest’ultimi ad accoglierci all’interno degli spazi della galleria, una corposissima installazione posta proprio al centro della grande sala si slancia così verso l’altro, i panni formano un grande agglomerato visivo che si muove attraverso colori differenti, ogni singolo tessuto di diversa dimensione, è stato tinto a mano e segnato da una specifica figura o forma, il risultato finale di questa costruzione è un opera viva che si apre attraverso differenti tonalità e che richiama una forte sensazione di onirico, in particolare le immagini segnate sulle differenti superfici si muovono in uno slancio verso l’alto esaltando tutto il carattere di questo cuore della mostra. Nella prima parete veniamo invece accolti da un grande lavoro su muro, come da tradizione la galleria ha offerto l’opportunità all’artista di lavorare direttamente su parete sviluppando una serie di figure e texture tipiche della personale visione dell’interprete.
Giungiamo infine all’elemento distintivo della mostra che prende possesso di tutto il restante spazio, Martina Merlini offre in dote il risultato delle sue sperimentazioni, “WAX” si rivela così silenziosamente e concretamente attraverso una fitta serie di opere, sottili ed intricate ci danno l’opportunità di ammirare l’incontro tra cera e la personale visione dell’artista, tra elementi composti e figure che coprono lo sgorgare e le intermittenze dell’inedito componente, tra immagini celate, il tatto sfiora la rugosità ne avverte le scaglie impresse fino a perdersi tra il nero, il bianco ed i colori che di tanto in tanto fanno capolino nelle immagini. È questo di fatto il vertice dello show sostenuto da un incredibile, per grandezza e spessore, elaborato direttamente sul legno posto proprio al centro, come a far convergere lo sguardo su se stesso, che ci ha assolutamente convinto ed impressionato.
Vi lasciamo alle immagini con i dettagli di tutto il bell’allestimento proposto, se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 11 Gennaio, il consiglio è quello di farci un salto, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Elastico Studio
Via Porta Nova 12
40123 Bologna

Pics by GORGO

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The Acqueduct Racetrack Murals Project – Video Recap

17/12/2013

Con l’uscito di questo bel video, con piacere torniamo su uno dei progetti più coinvolgenti di questi ultimi mesi dell’anno, quello del The Acqueduct Racetrack Murals che ha coinvolto una nutrita schiera di artisti internazionali per una serie di lavori proprio all’interno dell’Acqueduct Racetruck di New York City.
Tra gli artisti al lavoro, oltre al nostro ZED1, troviamo tra gli altri: Chris Stain, David Flores, Faith47, Ian Kuali’i, JMR, Joe Iurato, LNY, Logan Hicks, Reka, Rubin415, Shai Dahan, Skewville, per un roster bello spesso e multi sfaccettato che ha saputo offrire una dinamica ed un immaginario differente partendo dallo stesso concetto. Volontà infatti di Joe Iurato, organizzatore del The Acqueduct Racetrack Murals Project, è stata quella di offrire agli artisti partecipanti una serie di piccole pareti all’interno della struttura dove dar sfogo al proprio e personale stile prendendo come tematica comune i cavalli, le corse e tutto il mondo che di fatto abbraccia questi elementi.
Il video è un opportunità anzitutto per vedere alcuni degli stessi al lavoro sulle proprie pareti tra la curiosità e lo stupore delle gente, ma soprattutto di sentire attraverso le parole dell’organizzatore i motivi e gli sviluppi del progetto stesso.
Vi lasciamo al video e se volete approfondire tutti gli interventi del bel progetto, vi rimandiamo al precedente post qui, con tutte le immagini del caso, dateci un occhiata siamo certi che saprete apprezzare.

Alexis Diaz – New Mural for Art Basel 2013

17/12/2013

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Torniamo a Miami, in occasione dell’Art Basel 2013 un altro dei big della scena internazionale, Alexis Diaz del duo La Pandilla, scende in campo proponendo un nuovo ed esaltante pezzo proseguendo di fatto sulla strada tracciata in questi ultimi mesi.
Ancora una volta rimaniamo sorpresi nell’osservare la costanza ed il dettaglio di lavoro di Alexis Diaz, il grande artista Portoricano sviluppa le sue creazioni avvalendosi di una pittura minuziosa e dettagliata, attraverso una serie di piccoli pennelli l’interprete realizza piccoli segmenti che vanno mano a mano a comporre le figure designate. Oltre alla grande pazienza di lavoro ed al risultato assolutamente realistico quello che impressiona sono i soggetti scelti dall’interprete, un vero e proprio mash-up che si sviluppa dall’unione di differenti componenti, si va dalle parti di corpo umano, come le mani ad esempio od i teschi piuttosto ricorrenti, oppure a vere e proprie parti di animali differenti che si uniscono tra loro creando nuovi essere fantastici, infine osserviamo l’inserimento di paesaggi e scorci urbani che vengono letteralmente poggiati sui corpi e sulle sezioni dell’intervento. Il risultato finale è un opera dettagliatissima, assolutamente immersiva e che viene infine legata ad una serie di figure e forme dalla maggiore inflessione geometrica, come più triangoli concentrici che di fatto catturano l’attenzione incanalandola in un unico punto del dipinto, nota finale per i colori, caldi ed avvolgenti che riescono a trasmettere una forte e inclina cadenza emotiva a tutta l’opera.
Per quest’ultimo lavoro Alexis Diaz prende possesso di questa grande parete, l’artista sviluppa una intricatissima forma prendendo parti differenti di animali ed incanalandole in una serie di triangolo giusto appena accennati. Nella parte centrale un grande calamaro che viene letteralmente avvolto da due grandi pesci, a differenza dei precedenti interventi quest’opera non vede una grande fusione di corpi e sezioni differenti, piuttosto la nostra attenzione si sposta verso l’incredibile effetto cromatico con il lavoro che attraversa tre tinte differenti andando mano a mano che la parete si conclude a cambiare colore e rendendo l’opera finale assolutamente riuscita
Dopo il salto trovate una serie di scatti con i dettagli dell’intervento e qualche immagini del making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti da Miami e dalla grande kermesse statunitense.

Pics via San

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Miron Milic – New Mural in Zagreb, Croatia

17/12/2013

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A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Miron Milic, l’artista Croato ha infatti da poco terminato un nuovo intervento nella sua Zagabria proseguendo sul personale percorso visivo alimentando questa volta una seria e profonda riflessione.
Abbiamo sempre apprezzato il particolare stile visivo di Miron Milic, ammaliati da una tecnica di pittura vera, intensa e molto dettagliata con una forte propensione al disegno di paesaggi e scorci naturali con l’inserimento di poche parole atte a spiegare od a sviscerare la particolare tematica del lavoro, quest’ultimo intervento però mescola le carte in tavola rivolgendosi ancora più tenacia alle persone, instaurando un dialogo con le stesse e spingendole ad una riflessione personale e molto introspettiva. L’opera anzitutto si distingue per un uso decisamente accentuato di colori e tinte, i colori fanno così la loro comparsa spazzando via l’effetto vetuso e di fotografia sbiadita che da sempre rappresenta il marchio inconfondibile delle produzioni dell’artista.
Quest’opera nasconde dietro una storia, quella di un infanzia travagliata, segnata dagli orrori della guerra in Jugoslavia che così tanto ha cambiato la vita dei suoi abitanti, in particolare il dipinti su concentra sui bambini e sul loro particolare gioco. La guerra entra in punta di piedi anche tra la spensieratezza dei più piccoli, si insinua nei racconti fino a diventare una sorta di gioco, incosciente, inconsapevole e totalmente ignorato dai genitori che anzi ne vedono un atteggiamento normale. Miron Milic sceglie di rappresentare le ginocchia sbucciate di una bambino rifacendosi al detto “Da Ginocchio a Ginocchio” che vividamente descrive questi controversi valori che sono stati passati ai bambini dai nonni o dai loro stessi genitori. Affiora così in tutta la sua malinconia una forte e chiara reminiscenza della guerra, con i suoi orrori e la sua morte che a distanza di anni non sembra voler abbandonare questi luoghi, aleggia come uno spettro toccando e cambiando la vita delle personale, segnandone l’infanzia e di conseguenza il futuro.
Miron Milic sceglie di colore il mezzo corpo del fanciullo con particolare enfasi proprio verso le ginocchia sbucciate, alimenta la riflessione l’interprete dipingendo l’intera parete di una vivo argento, una sorta di specchio che ci mostra la realtà dei fatti, quella personale e di ognuna delle persone o semplicemente ciò che non si vuole vedere, dipinti lì, quasi un monito a ricordarci un orrore che continua imperterrito ad scavare negli animi della gente.
Un nuova opera densa e ricchissima di spunti di riflessione che abbiamo senza dubbio apprezzato e che vi diamo modo di vedere da vicino con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi che saprete coglierne tutti gli aspetti.

Thanks to The Artist for The Pics

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DissensoCognitivo – New Pieces in Ravenna

17/12/2013

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Ne perdiamo le tracce per mesi, come avvolti da un torpore primordiale, completamente assenti per settimane fino alla loro nuova comparsa, un nuovo risveglio che porta ansia, malinconia ed una scarica di emozione nuova, intensa, che brucia l’aria, il DissensoCognitivo è tornato.
Ancora una volta il ritorno del DissensoCogntivo (The Boost) ci accompagna all’interno di un nuovo e profondo universo, l’operato del duo è da sempre caratterizzato da un fortissima inflessione tematica che ne caratterizza gli interventi e ne dirige l’impatto finale, i lavoro sono figli di una visione sinistra ed apocalittica, ritraggono il mondo che verrà come naturale conseguenza di un presente afflitto ed irrimediabilmente rivolto verso il baratro. Schegge del passato si animano e prendono vita come involucri di carne stracciata, mutata ed irrimediabilmente compromessa, di umanità non c’è più nulla, impianti e biomeccaniche, evoluzioni che assomigliano più ad abomini, hanno preso il controllo alienando ed annientando i sentimenti e le emozioni, l’uomo come lo conosciamo non esiste più, al suo posto esseri silenziosi che si muovono d’istinto, lasciando tracce in un ipotetico varco tra presente e futuro, si mostrano in tutta la loro brutalità ed in tutto il loro orrore. Ad accompagnare questa ridondante dialettica visiva, nel lavoro degli artisti troviamo una forte connotazione pittorica che di fatto ne alimenta l’efficacia e la profondità dei lavori, elaborati attraverso pennellate dettagliate le opere vengono sviscerate attraverso tinte il più delle volte scure, vicine al grigio, proprio a rimarcarne gli aspetti ed i connotati più angoscianti alimentando quindi il lato più emotivo e profondo delle produzione del duo.
Per questi due nuovi interventi il DissensoCognitivo compie un passo nuovo, sceglie di interagire in modo differente con lo spazio andando ad inserire la propria visione all’interno di un vecchi ed arrugginiti cartelloni pubblicitari, quello che ne emerge è, se è possibile, un impianto di lavoro maggiormente efficace, le venature arancioni della ruggine si inseriscono tra le piaghe della pelle, ne riveste la pelle, le rughe scavando infine nelle fessure degli occhi, alimentando una fortissima sensazione di usurato, malandato ma al contempo grezzo e dirompente, un essere che fissa, scruta e ci trafigge con la sua profonda occhiata, un mostro che si alza, emerge silenzioso, nella sua poltiglia in un vago ricordo di quello che fu.
Il futuro non è mai stato così malandato, così impattante e dannatamente reale, perdetevi nelle piaghe del vostro, nostro, futuro, osservate da vicino, potreste ritrovarvi a guardare voi stessi.

Pics by The Artists

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Axel Void – “Knife” New Mural in Miami

17/12/2013

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Tra le mille opere di Miami quest’ultimo intervento di Axel Void rappresenta senza dubbio uno dei lavori più interessanti e soprattutto di maggiore impatto tra quelli fin qui visti, l’artista sviscera su questo grande spazio un immagine forte, letale ed affilata, inaugurando una nuova e personale serie.
Abbiamo sempre subito il fascino della pittura di Axel Void, l’interprete ha saputo fondere all’interno della propria pittura temi decisamente forti, toccando anche argomenti delicati come la morte, la rinascita e la vita, ma anche i malesseri ed i problemi della droga, senza un filtro apparente, in totale libertà di espressione e dando così vita ad opere dal fortissimo impatto emozionale e dalla grande energia riflessiva. Proprio quest’ultimo elemento rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse dell’operato dell’interprete, il riuscire a parlare aprendo un dialogo delicato e fitto, attraverso una ricchezza di dettagli ed una propensione pittorica viva ed alimentata da istantanee di corpi, ritratti ed immagini densissime, è ciò che rende il lavoro dell’artista tra i più interessanti e senza dubbio i più caratteristici.
Dal titolo “Knife” la parete in questione come dicevamo inaugura una nuova serie di interventi, Axel Void pare voglia concentrarsi con interesse verso un dialogo su e per l’arte, sui suoi differenti aspetti rappresentati, con un riuscitissima metafora, da un coltello. Partendo dall’idea che proprio il coltello possa essere sia un utensile sia un arma, l’artista sottolinea l’ambivalenza del fenomeno arte, e più in particolare di quello dell’arte urbana, la cornice scelta non è affatto un caso anzi, siamo nella zona di Wynwood a Miami, uno di quei quartieri inondati dallo sviluppo economico, dalla gentrificazione, ma anche da pareti su pareti realizzate dagli artisti tra i più interessanti a livello internazionale, ed ancora zona frivola e frenetica che riunisce in un unico bacino, artisti, collezionisti, visitatori, ma anche clochard, consumatori, in un grande calderone di follia ed isteria spinto al limite specialmente nei giorni dell’Art Basel.
Il lavoro si mostra quindi in tutta la sua crudezza rapportando questi concetti in un pittura scura, a tratti malinconica dove l’interprete sviluppa tutta la sua visione coadiuvato dagli amici Pastel e 2501. Il volto dell’uomo, il nostro 2501, che viene avvicinato dalla lama dell’Argentino, l’immagine restituisce l’impressione di un taglio netto, quasi a recidere gli occhi, per una cecità sia fisica che mentale, propria e autoindotta, chapeau.

Axel Void presents his new series of works called “Knife”. The Spanish/American artist opens a dialogue about how art and its duality influences people using knifes as a referential metaphor. Knives serve the purpose of a tool or a weapon, its this ambivalence that the artist underlines. Art, particularly in Wynwood, shares this dichotomy. From the economical development of the neighborhood to the gentrification that it brought. Is this hectic and frivolous mix that brings together artist, collectors, users, homeless people, the fashion industry and the consumers in this particularly confederacy of dunces.

Jenny Wanda Barkmann

Pics via San

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JADE – “Pueblo Presente” New Mural for Art Basel 2013

17/12/2013

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Dopo l’interessante intervento di qualche giorno fa (qui) con piacere ci rituffiamo all’interno dell’immaginario di JADE, il grande artista peruviano ha infatti da poco terminato il suo secondo intervento all’interno dell’Art Basel portando avanti nuovamente il personalissimo tratto visivo.
Questa seconda facciata dal titolo “Pueblo Presente” segna il ritorno in grande stile delle visioni e mix visivi che avevano caratterizzato l’operato dell’artista negli scorsi mesi portato qui ad un livello successivo, e noi non potevamo che esserne entusiasti. Diverse volte abbiamo lodato la particolare impronta visiva che investe le opere dell’artista, in particolare abbiamo sempre apprezzato la spiccata enfasi ed il legame viscerale degli interventi con i luoghi e con la gente del posto, i collegamenti e l’intrecciarsi di storie e realtà care all’artista il tutto miscelato attraverso un tratto caldo ed un impronta visiva incentrata essenzialmente sui personaggi e sugli uomini e situazioni rappresentate dalla pittura dello stesso. Tenendo come fulcro tematico proprio questo brulicare di elementi vivissimi e multi sfaccettati, JADE ha saputo portare il proprio lavoro su percorsi differenti come le opere di piccole dimensioni, quasi celate, realizzate su scampoli di muro, oppure i grandi ritratti dove gli occhi ed i lineamenti dei tratti investono con forza ed energia tutto lo spazio a disposizione. Proprio quest’ultimo elemento viene ripreso dall’interprete e portato al limite con quest’ultima parete realizzata nella zona dei Wynwood su una facciata gentilmente offerta dal Ristorante RHOUSE.
La scelta di inserire una diversità di sguardi con gli occhi che si ripetono in un leggero e non marcata inserimento di elementi cubisti ci ha sempre impressionato, JADE attraverso una pittura assolutamente emotiva inserisce nelle pupille e nelle orbite colori vivi e impattanti, gli occhi tornano al loro ruolo primario, come specchio delle emozioni, emblema dei turbamenti, della malinconia ma anche della gioia e delle esperienze, attraverso questi l’interprete riesce a far emergere tutta una fitta serie di emozioni, e trafitti dallo sguardo rimaniamo immobili ad osservare.
Vi lasciamo alle immagini dove potete apprezzare infine anche gli interessanti effetti di luce che letteralmente staccano dai colori dell’intervento inondando i tratti del viso, prendetevi cinque minuti per apprezzare al meglio tutto l’inconfondibile stile ed il talento del grande artista peruviano, con i dettagli di quest’ultima opera, è tutto in galleria dopo il salto, enjoy it.

Pics by The Artist

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Hitnes – New Show at 999Contemporary Gallery Preview

16/12/2013

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Continua il lavoro della 999Contemporary Gallery di Roma all’interno della scena italiana, è Hitnes il protagonista dell’ultima mostra con la quale si conclude la programmazione di un anno molto intenso per la galleria che sta tracciando con forza e vigore, un interessante spaccato dell’arte all’italiana.
Dopo “La montagna sottile, la montagna morbida” di 108, a trasformare l’interno degli spazi della galleria è Hitnes con “Lo Storno e La Mosca Invisibile, piccole psicosi incise” con il quale l’artista pare proporrà una serie di piccole opere incise come sempre legate alla natura e sopratutto agli animali, vero e proprio fulcro tematico del suo lavoro.
Vi lasciamo ad alcune immagini in preview con Hitnes al lavoro sull’allestimento che sarà, c’è grande curiosità da parte nostra e non vediamo l’ora di poterci calare all’interno del fitto immaginario dell’interprete.
L’appuntamento è per il 19 di Dicembre fino al 19 di Gennaio, segnatevi la data sul calendario, presenziare è d’obbligo e se proprio non ce la fate, restate sintonizzati, presto un approfondito recap sull’allestimento proposto dal grande interprete italiano, stay tuned.

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Thanks to The Gallery for The Pics

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Phlegm – “Urban Foxes” New Mural in Sheffield

16/12/2013

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A distanza di qualche settimana dall’ultimo lavoro torniamo ad approfondire con piacere l’operato di Phlegm, il grande artista inglese ha infatti da poco terminato un nuovo intervento per le strade della sua Sheffield.
Con “Urban Foxes”,questo il nome del lavoro, Phlegm prosegue nel tracciare con vigore tutto il proprio e personale immaginario, come abbiamo avuto modo di vedere più volte, l’artista attraverso un proprio e personale tratto visivo,sviscera su parete tutta una personale visione della società moderna. Si tratta di una sorta di universo parallelo dove fanno la loro comparsa i personaggi e le figure quasi umane tipiche dell’immaginario dell’artista. Attraverso un tratto fortemente illustrativo ed unicamente attraverso il bianco ed il nero, l’interprete sviluppa istantanee e situazioni al limite del bizzarro e del surreale, pone i suoi characters all’interno di strutture architettoniche, scorci e paesaggi, animando e dando vita ad una fittissima visione di insieme che ci consegna una visione caratteristica e personale delle stravaganze e dei dettagli del mondo dall’interprete stesso elaborato.
Quest’ultimo intervento ci lascia piuttosto sorpresi, anziché sviluppare l’opera attraverso i suoi personaggi Phlegm sceglie di dipingere due volpi, una scelta inusuale che segna la volontà dell’Inglese di continuare ad offrirci una panoramica più esaustiva possibile, aggiungendo dettagli e caratterizzazione al già vastissimo immaginario.
Vi lasciamo alle immagini, ma sopratutto alle parole dell’artista che annuncia un grande evento per l’inizio del nuovo anno, una sorta di esibizione ma senza possibilità di acquisto unicamente per fruire ed osservare con piacere tutta la sua visione artistica. Poche info per il momento ma non nascondiamo la forte eccitazione per un progetto che siamo certi saprà far parlare di se, per intanto le immagini di quest’ultimo intervento con la promessa di nuovi aggiornamenti molto presto, stay tuned!

I’ve not painted big walls lately because i’m working hard on a new project to kick off 2014 on a new level. I’m doing a large scale installation/painting in a space in london. It should open mid january.
I want this project to be something i can spend much more time on compared with my street work, and hopefully make it much more involving for the viewer. Nothing will be for sale at the show. I just want to make an event that people can go to because they enjoy looking at art.

Pics by The Artist

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How & Nosm in Lisbon for UnderDogs – Video Recap

16/12/2013

A distanza di qualche settimana,torniamo, con piacere ad approfondire il lavoro elaborato dal duo How & Nosm a Lisbona con uno splendido video recap edito dai ragazzi di UnderDogs Gallery.
Come abbiamo avuto modo di vedere proprio la bella galleria portoghese lo scorso Novembre a chiamato a se una serie di ospiti di primissimo livello offrendo loro l’opportunità di lavorare ad una serie di pareti all’interno del tessuto cittadino di Lisbona. Proprio gli How & Nosm hanno rappresentato la ciliegina sulla torta di un progetto che ha visto tra gli altri al lavoro anche il nostro Pixel Pancho ed il padrone di casa Vhils al prese con una serie di lavori in combo ed in solitaria, un progetto dal fortissimo impatto culminato infine con il rilascio di una serie di stampe in edizione limitata al fronte di una sontuosa esibizione.
Nel video in calce abbiamo così l’opportunità di approfondire in particolare proprio l’ultimo lavoro dipinto dai due gemelli tedeschi, le immagini ci mostrano, tra la curiositá della gente tutte le fasi del making of della splendida parete, un occasione rara di vedere due tra i nomi più influenti ed importanti di tutto il panorama internazionale al lavoro.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sugli How & Nosm, il consiglio é quello di mettersi comodi e schiacciare play, vi rimandiamo invece qui al nostro post dedicato dove potete dare un occhiata più approfondita all’eccellente intervento.

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Ever – New Mural in Buenos Aires, Argentina

16/12/2013

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Dopo qualche mese di silenzio con piacere assistiamo al ritorno di Ever, l’artista ha infatti da poco terminato una nuova parete nella sua Buenos Aires proseguendo con quanto di buono fatto vedere durante gli ultimi tempi.
Tra gli artisti che maggiormente ci hanno impressionato durante l’anno, senza dubbio Ever rappresenta uno dei più interessanti, il grande artista specialmente in questi ultimi mesi ha sviluppato il proprio operato portandolo verso lidi nuovi e sopratutto spingendo la propria ricerca visiva verso approdi assolutamente riusciti.
I dipinti dell’artista hanno nel corso del tempo saputo catturarci facendoci calare all’interno di tematiche profonde supportate da un pittura assolutamente viva, partito con grandi ritratti di volti cinesi, in una visione legata ai fasti del comunismo, l’interprete ha saputo sviluppare il proprio tratto pittorico andando ad inserire una fortissima connotazione pittorica ponendo proprio quest’ultima in un rapporto con l’elemento che da sempre ne distingue il lavoro, i canonici fasci colorati che prendono vita dagli occhi. Sullo stesso lavoro quindi si sviluppano due differenti percorsi cromatici, da una parte i fasci saturi e belli spessi che si intrecciano tra loro, dall’altra invece i corpi, i volti e le scenografie che si aprono sugli spazi a disposizione per un risultato finale assolutamente forte e ridondante, ricco di spunti e temi diversi ,a sopratutto con una ricchezza di dettaglio pazzesca.
Quest’ultima opera, dal titolo “Description of the arrival of an ideology” vede l’artista proseguire sulla spinta maggiormente viscerale delle sue ultime produzioni, nel pezzo con piacere notiamo la presenza di tutti gli elementi distintivi del tratto di Ever, gli immancabili fasci cromatici, qui presentati con una interessante inflessione mi bianco e nero, la pittura dettagliata con i paesaggi e le texture presenti nella parte più alta del lavoro, ed infime la caratterizzazione tematica con l’immancabile volto cinese accompagnato da simboli ed elementi riconducibili al comunismo.
Vi lasciamo alle immagini dalle quali potete apprezzare tutti i dettagli di questa nuovo magia, dateci un occhiata siamo certi che saprete apprezzarne tutto lo stile, enjoy it.

Pics via San

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Sam3 – New Mural in Barcelona, Spain

16/12/2013

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É diverso tempo che non approfondiamo a dovere il lavoro di Sam3, il grande artista spagnolo dopo mesi di silenzio torna al lavoro con un nuovo ed elettrizzante intervento in quel di Barcellona in Spagna.
Come abbiamo avuto modo di apprezzare diverse volte, il lavoro di Sam3 poggia le sue solide basi su un forte utilizzo del colore nero applicato,nella forma e nel contesto, per la creazione di intricate immagini,figure o situazioni differenti. Il campione spagnolo é di fatto il prima artista ad utilizzare questa particolare inflessione visiva, sviscerando nei suoi pezzi temi, spunti e riflessioni differenti, giocando con il paesaggio ed interagendo con lo stesso creando situazioni dal fortissimo impatto visivo. In particolare l’artista si é sempre fatto apprezzare per la capacità di variare i suoi soggetti, dall’uomo passando per elementi maggiormente naturali, intersecando negli stessi figure differenti in un interessante gioco tra elementi vari che mano a mano emergono all’interno degli spazi a disposizione.
Per questa nuova parete a Barcellona Sam3 realizza quattro differenti figure, anzitutto notiamo due grandi alberi che si slanciano in alto su tutta la superficie, dai rami degli stessi si sviluppano poi, miscelandosi ed intrecciandosi fra di loro, due enormi volti di profilo. Interamente costituiti dai rami, nel primo notiamo come ad alimentare tutta la forma ci siamo tutta una serie di uccelli di differenti dimensioni ed in differenti pose, il secondo invece risulta piú spoglio con alcuni uccelli che migrano verso quest’ultima figura. Il risultato finale quindi é un lavoro dalla forte inflessione emotiva, i due grandi visi si osservano dandoci l’impressione di una sorta di interazione affettiva, un gioco di sguardi e di emozioni in cui uno passa i propri sentimenti, i propri pensieri al’ altro.
Scrollate giù,ad aspettarvi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima magia del grande interprete, dobbiamo proprio dirlo c’era decisamente mancato!

Pics by The Artist

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MTO – “Louisiana Blue Note” New Mural in New Orleans

16/12/2013

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Continua con efficacia l’intenso tour di MTO negli States, il grande artista tedesco ha da poco terminato una nuova parete a News Orleans in Louisiana ,proseguendo di fatto con la linea tracciata nelle sue ultime pareti.
Peculiarità del lavoro di MTO è l’eccezionale propensione al realismo ostentato e ricercato dall’artista, nelle opere emerge così una spiccata componente visiva figlia della volontà dall’interprete di sviluppare le opere attraverso una rappresentazione assolutamente viva e veritiera. Attraverso la bomboletta il tedesco lascia profonde tracce cromatiche che sebbene non facciano uso di colori attivi creano nel complesso una impeccabile caratterizzazione, si animano così i tratti dei volti, le sfumature le viso fino al moto perpetuo dei capelli, restituendo nei risultati finali un enorme impatto finale.
Come abbiamo avuto modo di vedere MTO sta approfondendo una tematica di lavoro che vede l’artista impegnarsi in una serie di ritratti supportati ancora una volta dall’eccellente e caratteristico stile iper realistico che da sempre ne segna l’operato.
Per “Louisiana Blue Note”, questo il titolo del lavoro, MTO continua a sviluppare i propri interventi su una figura centrale e sopratutto a legare la stessa a temi letterali come libri e novelle legate al luogo di pittura. Cambia la scena qui con l’uomo letteralmente sdraiato su tutta la superficie a disposizione intento appunto a leggere il libro, rigorosamente in colore giallo, così come torna a fare la sua comparsa l’ormai iconica lettera T, sempre gialla, dipinta sulla fronte dell’uomo. Ancora una volta la scelta cromatica ricade su una intensa scala di grigi e neri che, oltre a sviluppare il corpo del personaggio, animano tutta la sequenza di dettagli dell’intervento stesso per un risultato finale assolutamente riuscito e dal forte impatto visivo.
Scrollate giù vi lasciamo all’eccellente risultato finale ed a tutti i dettagli del bel lavoro, ma restate sintonizzati nelle prossime settimane proseguiremo infatti nel mostravi i lavori dell’artista durante il proseguo del suo intenso tour americano, stay tuned!

Pics by The Artist

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Weekly Overview 64 | 09-12 to 15-12

15/12/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Sainer – New Mural For Art Basel 2013

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Escif – “Pintor Professional” New Mural in Valencia

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Simek – New Mural in an Abandoned building in Greece

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El Decertor – New Mural in Cartagena, Colombia

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Elian – “Neuralgic Point” New Mural in Córdoba

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Friends and Family Group Show at Yo <3 305 Gallery

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Garu Garu – Exploring Abandoned Places in Morocco

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Andreco – New Sculpture at Bunker in Torino

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Borondo – New Mural at Festival Concreto in Fortaleza

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JAZ – “Miami” New Mural For Art Basel 2013

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Erosie – New Piece at Bien Urbain Festival 2013

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Nelio x Grito – “Cobra Destructor” New Mural in Barcelona

Fuzi – “Devoration” New Show at CLASSIC Ephemeral Gallery

15/12/2013

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Aperta lo scorso 6 Dicembre “Devoration” vede il ritorno del grande Fuzi, l’artista ha preso possesso degli spazi all’interno della bella CLASSIC Ephemeral Gallery di Parigi proponendo uno show bello fitto ed articolato.
Con un fortissimo e radico background nel mondo dei Graffiti, Fuzi ha sviluppato nel corso del tempo un personale approccio visivo e tematico atto a distaccarsi completamente dai canonici classici del movimento, la pulizia della linea e il rispetto delle regole di proporzione passa in secondo piano rispetto all’espressività ed alla crudezza del tratto in favore di un ottica decisamente più istintiva. Un vero e proprio rifiuto dei dictat auto-imposti e del contenuto conformista della scena graffiti di quel periodo in favore di una personale ottica di lavoro e tematica, nasce così il suo Ignorant Style, ironico e volutamente crudo a tratti anche brutale e senza compromessi, con linee nere e dirette, come un immagine ‘brutta’, che diventa presto un vero e proprio movimento parallelo imponendosi a macchia d’olio su tutta la scena.
Un caposaldo della scena, Fuzi ha saputo sviluppare il personale lavoro attraverso differenti campi e percorsi, come i tatuaggi, la fotografia, la scultura, nonché progetti paralleli che hanno portato l’interprete ad esplorare anche il mondo dell’abbigliamento con la sua personale linea di vestiti.
Per lo show l’artista porta in mostra un allestimento caratterizzato da una serie di lavori interamente realizzati sul cuoio. Vi lasciamo ad una ricca selezione di scatti dai quali potete dare un occhiata più approfondito a tutto l’allestimento proposto, per chi si trovasse a Parigi per le vacanze c’è l’opportunità di vedere da vicino tutta l’esibizione fino al prossimo 20 di Dicembre, un occasione rara per immergersi all’interno di tutto l’immaginario e la particolare visione dell’interprete, noi vi abbiamo avvisato.

CLASSIC Ephemeral Gallery
26 rue du Vertbois
Paris 3rd, France

Pics by Amaury Choay via The Gallery

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INTI – New Murals at Hecho En Casa Festival in Santiago

15/12/2013

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Arrivato alla sua seconda edizione l’Hecho En Casa Festival di Santiago del Cile da poco conclusosi ha messo in mostra un bel roster di artisti tra cui non poteva mancare a fare gli onori di casa il grande INTI che si è impegnato nella realizzazione due grandi facciate adiacenti.
La particolare predilezione per gli spazi enormi, un tratto fortemente personale ed una forte caratterizzazione delle pareti, fanno di INTI uno degli artisti di maggior impatto sulla scena. L’artista sudamericano esibisce una tavolozza di colori molto calda attraverso la quale da vita ai suoi particolari personaggi, le tematiche affrontate dall’interprete possono essere viste come un mescolanza forte e decisa tra i carnevali sudamericani e la tradizione popolare cilena, con abiti ed accessori ad adornare i dettagli il corpo delle figure proposte, passando poi a temi più personali e sociali l’artista si fa più delicato proponendo lavori dal forte indole sociale ed a tratti anche mistica, un calderone di emozioni racchiuso in pareti spaziali che puntualmente sanno lasciarci di sasso.
La rassegna si fa apprezzare per una forte interazione con la gente del posto, partecipanti attivi quindi i cittadini che vengono calati all’interno di un evento di portata nazionale, dove lo scambio e la condivisione di intenti vengono sviluppate attraverso una fitta rete di eventi, workshop, mostre e laboratori collaterali.
In questo frizzante contento INTI sviluppa i due propri spazi attraverso una forte interazione visiva, le due opere realizzate mostrano infatti due figure di sesso opposto, due bambini per la precisione che raccolgono, come l’artista ci ha spesso abituato, attraverso una fitta sequenza di dettagli elementi, fortissimi riferimenti alla cultura cilena in un mix tra passato e presente, un opera che chiaramente è indirizzata hai più giovani e che segna un nuovo approccio anzitutto tematico da parte dell’artista e visivo, con i due personaggi raffigurati dall’aspetto maggiormente fanciullesco.
Dopo il salto alcune immagini della bella opera realizzata, dateci un occhiata e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti dalla rassegna cilena.

Pics via San

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Nychos – New Murals For Art Basel 2013

15/12/2013

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Ad irrompere con forza all’Art Basel 2013 è Nychos che ha da poco completato due nuove facciate belle cariche del suo incredibile stile visivo, due opere differenti con le quali l’artista prosegue la personale tematica sulle dissezioni interessandosi qui a due animali.
Famoso per le sue pazze dissezioni Nychos prosegue il suo personale percorso visivo e tematico andando a proporci due nuovi ed esaltanti studi anatomici. Il grande artista sviscera su parete tutto il proprio e particolare immaginario, figlio di un forte background nel mondo dei graffiti evolutosi nel corso del tempo attraverso forti contaminazioni illustrative, prendono vita così corpi e personaggi surreali letteralmente aperti con gli organi e gli scheletri in bella mostra, ricchi di grandi e piccoli dettagli, il tutto condito da inflessioni splatter e cartoonesche che alimentano la tipicità delle produzioni e soprattutto il lato più bizzarro e dissacrante delle opere.
Nell’ultimo anno, intervallando interventi su animali ad elaborati con gli esseri umani, Nychos ha passo per passo aumentato la difficoltà dei suoi lavori impegnandosi sempre di più in una pittura tridimensionale, passando di fatto da personaggi statici e bi-dimensioni a grandi elaborazioni che poggiano i propri corpi su tutti e tre gli assi direzionali. La difficoltà data dal realizzare i corpi, così come le interiora e gli scheletri, rende le opere dell’artista una volta in più vive e dalla fortissima personalità dimostrando tutto il talento di uno degli artisti più prolifici della scena europea.
Per la rassegna di Miami Nychos si impegna con due animali differenti, nel primo l’artista realizza la sezione di un grande dinosauro, è interessante qui notare come l’interprete non adotti un vero e proprio taglio ma piuttosto si impegni nel scomporre le figura interamente da un lato, lasciando gli organi, le membra e lo scheletro al loro posto, un opera insolita che però funziona alimentata da l’utilizzo di tinte vive e della consueta propensione per il dettaglio.
Il secondo intervento vede invece l’interprete lavorare su un grande coccodrillo, la pelle viene letteralmente rialzata così come i vasi sanguigni che ne seguono il movimento, lo scheletro così come gli organi interni anche qui restano al loro posto, a stupire però è la fortissima caratterizzazione cromatica che ci restituisce una forte sensazione di profondità e soprattutto movimento.
Ambedue le opere infine si fanno notare per una spiccata tridimensionalità, con le ombre a ricalcarne le forme, dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di questi di nuovi lavori, dateci un occhiata siamo certi che anche voi non mancherete di apprezzare al meglio tutta la particolare visione del grande artista austriaco.

Pics via San

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La Festa di Natale di VICE

15/12/2013

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A pochi giorno dalla fine dell’anno e dopo un anno intensissimo dal punto di vista editoriale con il lancio di diversi progetti paralleli nonché iniziative, anche gli amici di VICE si apprestano a festeggiare il natale, come? semplice con un nuovo mega party durante i giorni da Natale per la consueta Festa di Natale di VICE.
Organizzato in collaborazione con Vodafone con la quale VICE condivide la passione per la musica e per i giovani l’evento offre l’opportunità unicamente ai più veloci ed attraverso il tab Vip della fan page ufficiale di Vodafone Unlimited su Facebook, la possibilità di assistere al live di Pusha T direttamente in esclusiva zona vip del Limelight. Le porte si apriranno alle 22:30 e sul palco, a farvi gli auguri di Natale, ci sarà Pusha T, numero uno del panorama hip hop internazionale, per la prima volta in Italia in esclusiva per VICE.
Oltre a king Push, a fare gli onori di casa, ci saranno anche Dj 12 INCH PLASTIC TOYS, che penserà a scaldare il dancefloor, e Dj PAYPAL, artista misterioso della scena elettronica berlinese fresco di Boiler Room che ci farà ballare fino a notte fonda con un set tutto da scoprire.
Nell’attesa che vi separa dal 19 di Dicembre ore 22.30, potete andare a farvi un giro sulle pagine del magazine, vi attende infatti il divertente calendario dell’avvento con il quale ogni giorno verrà pubblicato un contenuto differente – a tema natalizio of course – tra fumetti, mixtape musica ed articoli in genere.
La festa è gratis quindi niente paura, bisogna unicamente iscriversi attraverso l’apposita tab Facebook di Vodafone, dove troverete tutte le informazioni relative all’evento e il form per la partecipazione, noi ve l’abbiamo detto, vi aspettiamo lì ed intanto andiamo a leggerci l’ultima avventura di Ken il Corriere.

Giovedì 19 Dicembre – H.22:30
La Festa di Natale di Vice @ Limelight
Via Castelbarco 11, Milano

Fintan Magee – New Mural For Art Basel 2013

14/12/2013

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Tra gli ospiti d’oltre mare per l’Art Basel di quest’anno troviamo con piacere anche l’Australiano Fintan Magee che torna a calcare il palcoscenico statunitense dopo le belle esperienze degli ultimi mesi.
Come visto più volte il lavoro dell’interprete Australiano affonda le sue solide basi su un immaginario dalla forte influenza onirica, le opere di Fintan Magee riescono a rappresentare attimi ed istanti vita di tutti i giorni attraverso un tratto fortemente realistico e soprattutto ad una spiccata sensibilità dell’interprete di cercare una forte interazione visiva che possa travalicare la superficie della parete riversandosi sul strada ed andando così a creare sontuosi elaborati in tre dimensioni. Un lavoro che riesce a coinvolgere chi osserva ed è alimentato da una pittura viva e molto dettagliata posta a rapporto con elementi maggiormente pittorici dove in particolare l’elemento dell’acqua rivesta un importanza particolare, quest’ultimo viene inserito in praticamente ogni lavoro dell’artista che si diverte a calarci all’interno i stessi personaggi.
Per la grande rassegna statunitense Fintan Magee ci lascia perplessi presentando un lavoro differente rispetto alle opere alle quali ci ha abituato, la componente cromatica raggiunge picchi estremi andando non più ad affermarsi attraverso poche linee lasciate galleggiare sullo spazio ma piuttosto coprendo gran parte della superficie di lavoro e donando una scenografia caratteristica al lavoro. Poggiata quindi su una grande distesa di acqua la barca vediamo una piccola imbarcazione con sopra un bambino intento a pescare, tutt’intorno infine si sviluppano una serie di strutture in legno sospese proprio sopra la superfice dell’acqua. L’Australiano dà particolare enfasi sia alle architettura ma soprattutto al ragazzo, osservando bene l’intervento notiamo infatti una rappresentazione dal forte carattere emotivo, con una tavolozza di colori miscelati assieme, che di fatto rappresenta il cervello ed i pensieri del personaggio.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti da Miami, vi lasciamo alle immagini in calce con il bel risultato finale ed un scatto dei work in progress, dateci un occhiata!

Pics via San

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Reka x Rone – New Mural for Art Basel 2013

14/12/2013

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Siamo alle battute finali di questa edizione dell’Art Basel 2013 di Miami, a ravvivare il nostro interesse ci pensano Reka e Rone che si sono impegnati in questo nuovo e riuscitissimo intervento in combo.
Reka e Rone mettono in piedi un vero e proprio dialogo visivo e di intenti, caratteristica di ambedue gli interpreti Australiani è infatti la personale visione tematica della donna, se da una parte il primo elabora i suoi volti attraverso un spiccata propensione al dinamismo, con figure ed elementi astratti a segnarne i tratti del viso, il secondo sviluppa invece il proprio lavoro su una forte realisticità fondendo tematiche legate ad una riflessione sulla bellezza intrinseca della donna e rappresentando la stessa attraverso un immaginario visivo alle famose femme fatale del cinema di un tempo.
Dall’unione di questi due emisferi così distanti, ed accumunati unicamente dai soggetti realizzati, Reka e Rone si dividono a metà lo spazio a disposizione utilizzando intelligentemente un’unica palette cromatica ch si assesta sui grigi e sui neri, la differenza è netta, da una parte i colori più saturi di Reka che si esibisce nel consueto circolo di figure e linee sinuose fino ad articolare un primo piano di una donna corrucciata, di seguito invece Rone porta a compimento attraverso la canonica inflessione stilistica un dettagliatissimo sguardo titubante, notare gli occhi rivolti, di una delle sue femmine.
Un lavoro che ci ha piacevolmente coinvolto e che, nonostante i differenti stili adottati, funziona alla perfezione nel suo impatto finale.
Scrollate giù, ad aspettarvi una bella serie di immagini con tutti i dettagli di questo nuovo interventi, dateci un occhiata siamo certi che saprete apprezzare al meglio tutto lo stile messo in campo dai due artisti Australiani, enjoy it.

Pics via San

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Invader – New Invasion in Paris Part III

14/12/2013

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Dopo l’incredibile serie di lavori realizzata a New York (qui), il grande Invader torna nella sua Parigi dove ha da poco iniziato un’altra delle sue invasioni all’interno del tessuto urbano della capitale francese.
Invader fà parte della vecchia scuola di artisti urbani, quella agli albori da cui l’interprete francese in realtà non ha mai voltato le spalle, gli anni proseguono e l’attività dell’artista continua a mantenere la forma e la sua non convenzionalità. Le basi dell’operato di Invader lo sappiamo bene poggiano sull’idea dell’artista di incollare una serie di grandi o piccole piastrelle raffigurati i personaggi famosi del gioco 8bit Space Invaders, in quest’ultimo anno però abbiamo notato un progressivo distacco, o almeno in parte, da questi soggetti sempre più sostituiti da un immaginario che si rifà ai miti ed ai personaggi degli anni ’80 così come quelli dei primi ’90. Da un calderone così sfaccettato e complesso emergono quindi nuovi personaggi dei videogame, specialmente quelli di Nintendo, così come i celebri robot di guerre stellari, e tutta quella sottocultura formatasi proprio durate i due decenni.
Invader paga omaggio a questi soggetti attraverso interventi anzitutto di dimensioni differenti, ma anche ricchi di colori ed elementi cromatici nuovi, portando a compimento uno sviluppo ragionato e profondo del proprio percorso artistico, più disomogeneo, più caratteristico e soprattutto più in sintonia con l’immaginario comune di ciascuno di noi.
Due nuovi interventi che prendono vita come sempre negli anfratti delle strade, tra i vicoli e le sporgenze, una ricerca dello spot giusto che ha sempre accompagnato l’operato di Invader, qui l’artista sviluppa due differenti caselle, con la prima fa la sua comparsa un inedito Sonic, accompagnato da una piccola navicella, sulla seconda invece scorgiamo un mezzo busto di Peter Pan, tutti e due rigorosamente realizzati in pixel.
Vi lasciamo agli scatti, ma restate sintonizzati siamo certi infatti che questa sia solo la prima infornata per un saluto all’anno in grande stile del leggendario street artist francese, stay tuned!

Pics by tofz4u

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Erosie – “Ad Infinitum” A New Zine by Stickit

13/12/2013

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Da poco uscita l’ultima fanzine firmata dai ragazzi di Stickit, dal titolo “Ad Infinitum” quest’ultima fatica è interamente dedicata al lavoro del grande Jeroen Erosie, il team Olandese ci ha fatto questo bel regalo di natale e noi non potevamo che apprezzare.
La fanzine esce in edizione limitata di solo 200 Copie, di cui le prime cinquanta firmate dallo stesso artista, ben 28 Pagine a colori che ci offrono l’opportunità di vedere da vicino la particolare tematica visiva che accompagna i lavoro di Erosie, una sorta di storia infinita che osserva come l’impegno dell’artista si sia trasformato da un approccio più figurativo all’astratto e viceversa, in un continuo girare all’interno di un cerchio perfetto.
La zine è caratterizzata dalla presenza di immagini
L’edizione dobbiamo dirlo si fa apprezzare per l’idea di miscelare contenuti visivi come artwork ed opere insieme ad alcune immagini degli ultimi lavori di Erosie, tra cui il bell’intervento all’ultimo Bien Urbain Festival, lasciandoci quindi l’opportunità di apprezzare a tutto tondo il talento di uno degli interpreti più eclettici del movimento.
Scrollate giù, dopo il salto alcuni scatti della pubblicazione, se siete interessanti e volete farvi un bel regalo di natale il costo è abbordabilissimo, 8 Euro, fatevi un giro sullo store siamo certi che troverete anche altre cosette interessanti, tutto qui.

Pics by GORGO

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Sainer – New Mural For Art Basel 2013

13/12/2013

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Proseguiamo il nostro viaggio all’interno di questa nuova edizione dell’Art Basel, tra i grandi artisti che quest’anno hanno prestato il proprio talento alla rassegna di Miami troviamo Sainer del duo Etam Cru che ha da poco terminato un nuovo ed entusiasmante pezzo.
Il particolare approccio pittorico di Sainer è facilmente riconoscibile grazie alla capacità dell’interprete di far collidere al meglio fantasia e realtà unendole sotto un unico tratto visivo in un mix potente e dal fortissimo impatto finale. Negli spazi a disposizione l’artista elabora figure iper realistiche ed elementi di fantasia, in un mix tra forme appartenenti ad un mondo surreale più vicine all’onirico da una parte, e figure più reali caratterizzate da oggetti e sezioni vive dall’altra. Le immagini attraverso questo particolare filtro visivo raccontano di attimi di vita, vere e proprie istantanee realizzata dall’interprete attraverso un tratto molto vicino al mondo dell’illustrazione ed alimentato da scelte cromatiche assolutamente congeniali ai risultati finali, con colori chiari e leggermente accennati che danno l’impressione di trovarsi di fronte ad un sogno appannato, quasi un ricordo non ancora perduto e ci sforziamo di far riemergere dalla nostra mente, come se si trattasse di un visione partorita della mente di un fanciullo, tangibile, finalmente viva. Interessante notare poi come le opere si sviluppino attraverso differenti livelli, con immagini in background leggermente accennate che ci danno una bella sensazione di profondità e ancora i dettagli delle ombre e dei giochi di luce passando per i colori più accessi che mettono l’accento sugli elementi più singolari delle opere.
Sainer per questa sua ultima fatica lavora su questa superficie orizzontale dedicatosi alla pittura di un ragazzo addormentato, notare la bava che fuoriesce dalla bocca, letteralmente steso su tutta la facciata, i dettagli maggiormente d’impatto sono senza dubbio la grande ciambella presente verso l’estremità destra e il quadrifoglio tenuto sospeso tra le dita dal giovane, splendido.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di questa nuova intensa parete, dateci un occhiata per apprezzare al meglio tutto l’inconfondibile stile del grande artista polacco, ne vale davvero al pena

Pics via San

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Emajons – “Il Mito della Sicurezza” New Mural in Genova

13/12/2013

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Con grande interesse torniamo a catapultarci all’interno dell’immaginario di Emajons, l’artista italiano ha infatti da poco terminato una nuova parete a Genova tornando a proporre il proprio personalissimo stile visivo.
Come abbiamo avuto modo di vedere più volte il lavoro di Emajons poggia le basi su una personale dialettica visiva che vede l’interprete rappresentare attraverso un personalissimo tratto situazioni e istantanee di vita moderna, in particolare l’artista ha saputo soffermarsi su temi e argomenti impegnati, rivelando tutto un proprio e personale spaccato sulle contraddizioni e le piaghe della società moderna. Il disegno di Emajons è caratterizzato da una profonda istintività, i suoi personaggi sono un specchio vero, senza maschere si mostrano in tutta la loro brutalità, attraverso una fisionomia deforme prendono vita uomini e donne, le azioni ed i loro movimenti vengono ‘fissati’ su parete mostrandoci più frame sovrapposti, emergono corpi e visi deformi, involucri di carne raggrinzita e flaccida che ne muta profondamente i connotati, in una rappresentazione veritiera del lato più interiore e celato delle persone, dei loro demoni, delle brutture ed atrocità che portano nel loro animo corrotto ed abietto. Sono cazzotti nello stomaco i lavoro dell’artista, colpi ben assestati, ci si ritrova a guardare se stessi impressi nelle pareti, tra il terrore di quelle visioni e la consapevolezza che in fonda siamo davvero così.
Quest’ultimo intervento, dal titolo “Il Mito della Sicurezza” ci lascia con un grande punto interrogativo, diversamente dalle altre volte l’artista si lancia in un sottile e criptico dipinto in cui l’effettivo significato è ben celato tra le piaghe dei personaggi surreali e del loro particolare filtro visivo, vediamo un grande uccello giusto appena accennato mentre nell’estremità destra osserviamo una bizzarra figura umana con in mano un annaffiatoio, un opera particolare che non mancherà di lasciarvi con stimoli e spunti differenti.
Vi lasciamo ai dettagli di quest’ultimo elaborato, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare il particolare approccio visivo dell’interprete ma restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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JADE – “Desprendimiento” New Mural for Art Basel 2013

13/12/2013

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Tra gli ospiti dell’Art Basel 2013 troviamo con molto piacere il grande JADE che irrompe nella rassegna di Miami con un nuovo intervento con il quale prosegue la sua personale ricerca artistica portando a compimento un nuovo step per il suo peculiare tratto visivo.
JADE è senza dubbio tra gli artisti che seguiamo con maggiore interesse, completamente assuefatti dalla personale vena creativa capace di farci immergere con profondità ed interezza all’interno di una sfaccettata analisi del proprio territorio in un dialogo incessante, profondo ed impegnato con la sua gente, con le proprie tradizioni, il tutto sviscerato attraverso i suoi canonici personaggi ed attraverso una lettura cromatica calda ed avvolgente, si animano così situazioni vita, istanti ed istantanee atte a far riflettere oppure semplicemente a lasciare un messaggio forte e profondo, una connessione viva con chi osserva, l’opera ed infine l’artista.
Con il proprio e personale bagaglio JADE approda a Miami con la ferma intenzione di portare tutto il proprio personale stile all’interno del tessuto urbano della metropoli americana, chi si aspetta come noi la comparsa di uno degli splendidi volti dell’artista peruviano dovrà ricredersi, l’interprete infatti proprio per la rassegna ci mostra nuovi sviluppa della personale tematica visiva. Dal titolo “Desprendimiento” l’opera anzitutto si fa notare per la (quasi) totale assenza di colore, eccezion fatta per il nero ed il colore oro che si posa sulle guance del character, quest’ultimo viene elaborato attraverso un tratto molto più dinamico con le due sezioni del volto letteralmente separate una dall’altra. E’ forse il tratto ad incuriosirci maggiormente, ci troviamo di fronte ad una pittura più istintiva, quasi rurale, con pennellate molto morbide che mano a mano tracciato i tratti del grande volto segnandone i dettagli e le ombreggiature per un risultato finale che richiama ancora una volta elementi naturali, come le foglie e gli elementi che compongono lo spazio tra una sezione e l’altra del viso.
Vi lasciamo alle immagini del bel risultato finale ma restate sintonizzati nei prossimi giorni infatti l’artista si impegnerà nella realizzazione di un nuovo intervento perciò stay tuned!

Primer muro pintado en Wynwood, Miami durante la feria ArtBasel…gracias a la gente que conocí este año y a todos los que me apoyaron a que pueda desarrollar mi trabajo con menos obstáculos. Muro pintado solo con negro y un poco de amarillo prestado por ahí.

Pics by The Artist

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Escif – “Pintor Professional” New Mural in Valencia

13/12/2013

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Dopo l’esuberante e controversa serie di lavori che ne hanno caratterizzato le ultime incursioni, Escif torna nuovamente nella sua Valencia dove ha da poco terminato un nuovo intervento, tirando fuori dal mazzo una dissacrante e divertente opera.
Questo è Escif, artista eclettico che si muove tra temi e situazioni differente tutte affrontate di petto attraverso un fortissimo senso critico con il quale copre le sue pareti, lo spagnolo fa emergere situazioni in cui i suoi personaggi prendono una chiara posizione, spesso sono attacchi diretti alle controversie del potere, alla situazione economica internazionale oppure a fatti di cronaca ed attualità, il lavoro di Escif non ha limiti e barriere, come una lama fine ed affilata arriva dritto al punto del problema dipingendolo con ironia ed intelligenza, ed altre volte con un ermeticità spingendo così l’osservatore ad una attenta analisi di quello che ha di fronte per poter carpire i significati ed i vari temi trattati.
Con “Pintor Professional”, questo il nome di quest’ultimo intervento, Escif prosegue nell’affrontare lo spazio con il consueto piglio che da sempre ne ha caratterizzato il lavoro, l’opera però rappresenta per aspetti visivi e tematici un inedito, il Valenciano propone una velata riflessione sul ruolo degli artisti di strada, spingendo egli stesso verso una mercificazione, il cartello pubblicitario per accattare un po’ di lavoro, ed al contempo, attraverso un effetto contrario, riesce a schernirne i denigratori del suo stesso lavoro offrendo le proprie prestazioni di pittore.
Il lavoro in questione è segnato dalla scelta dell’interprete di utilizzare oltre alla canonica pittura una bel lettering molto basico che va ad alimentare l’intero intervento. L’opera è come detto una divertente ed ironica presa in giro sul suo stesso lavoro, Escif infatti realizza un ipotetico annuncio di lavoro, più o meno traducibile in “Pittore professionista, Servizio pulito, economico e veloce, tutti i tipi di vernici, preventivo gratuito” ponendo su questa porzione di muro oltre alla grande scritta, una sorta di autoritratto su una scala intento a tinteggiare.
In attesa di scoprire la prossima mossa del grande artista valenciano vi lasciamo alle immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti sui prossimi lavori.

Pics by The Artist

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Simek – New Mural in an Abandoned building in Greece

13/12/2013

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Con piacere ci spostiamo in Grecia, nei pressi di Atene all’interno di un vecchio edificio abbandonato dove Simek ha da poco terminato un nuovo intervento con il proseguo il personale percorso visivo figlio di una forte inflessione geometrica.
Metà esatta del duo Blaqk, Simek per questa sua ultima magia si addentra all’interno di edificio vetuso, spot ideale per proseguire la personale sperimentazione geometrica, l’artista infatti sviluppa il proprio lavoro attraverso forme e figure differente, in particolare nel lavoro dell’interprete emerge una pulizia ed una propensione all’utilizzo di configurazioni maggiormente decise. L’assenza di curve, così come il forte legame con il background da Graffiti artist, danno vita ad un tratto molto personale, le geometrie che prendono vita all’interno dei lavoro dell’artista richiamano nell’aspetto quello delle lettere, quasi portate all’estremo nel filtro visivo adottato determinando in questo modo un richiamo visivo unico nel suo genere.
Per quest’ultima opera Simek anzitutti ci stupisce per la scelta cromatica, abbandona il peculiare utilizzo del bianco e del nero per sviluppare un figura sorretta unicamente dal nero e da due intermezzi gialli attraverso due segmenti che attraversano ciascuna dell’estremità dell’opera. L’intervento si sviluppa su una forte simmetria, e soprattutto una fortissima interazione con il panorama circostante, trattasi di una ricerca sulla stessa forma, dapprima di proporzioni più grandi, per far posto poi ad una evoluzione visiva mano a mano che l’opera si sviluppa su tutto lo spazio occupato.
Vi lasciamo alle splendide immagini con la consapevolezza che saprete apprezzare al meglio quest’ultimo lavoro del grande artista Greco, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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Graff me Lebanon Project in Beirut – Video Recap

12/12/2013

Graff me Lebanon è stato tra i progetti più interessanti di quest’anno, dopo esserci soffermati su alcuni dei lavori più riusciti all’interno della rassegna, diamo un occhiata ora al progetto nella sua interezza grazie a questo bel video edito dal team di Big Addict.
Nato come vero e proprio scambio culturale tra l’Europa ed il Libano, sostenuto dall’Unione Europea, il Graff me Lebanon si è presto trasformato in una della rassegne più catartiche e di valore di quest’anno, non si tratta unicamente del roster scelto, molto più vicino ai graffiti che alla street art vera e propria, ma piuttosto per l’importanza che un azione del genere riveste in luoghi altrimenti vuoti e spogli e si sà muri puliti popolo muto. La rassegna da Settembre a Dicembre ha messo in piedi una partecipazione collettiva di artisti quali: Katre, Eps, Zepha, Phat2, Zeus, Physh, Demon, Zed, Reso, M3allem, TILT, Ashekman che si sono impegnati a realizzare un cospicuo numero di pezzi, oltre agli interventi c’è stata l’opportunità per un dibattito/conferenza all’interno del UNESCO Palace e del Caffè T-Marbouta, una mostra nella galleria 169, ed infine un workshop ed una jam all’interno della scuola Ain El Remeneh.
Il consiglio è quello di mettersi comodi e lasciarsi trasportare all’interno del tessuto urbano di Beirut, con le sue case malmesse, con l’ingombrante presenza delle gru a sovrastare la skyline e soprattutto con l’opportunità di vedere da vicino tutti i lavori portati a termine durante questi ultimi mesi in uno dei progetti che più ci ha impressionato per profondità tematica ed impatto urbano, qui i lavori di Katre e TILT, enjoy it.

GRAFF ME # LEBANON est un projet d’échange culturel entre l’Europe et le Liban, soutenu par l’Union Européenne.

De septembre à décembre 2013, l’équipe GRAFF ME a investi les rues de Beyrouth lors de performances graffiti réalisées par les artistes KATRE, EPS, ZEPHA, PHAT2, ZEUS, PHYSH, DEMON, ZED, RESO, M3ALLEM, TILT et ASHEKMAN. GRAFF ME s’est aussi engagé dans des actions d’échanges au travers d’un atelier et d’un Jam graffiti à l’école publique d’Ain El Remeneh, d’une conférence à l’Unesco Palace, d’un café débat à T-Marbouta et d’une exposition street art à la galerie 169.

Lors de ce projet, nous avons choisi de mettre le graffiti à l’honneur car il puise dans les différences de chacun tout en donnant la possibilité de vivre dans les ressemblances de tous. Libre et novateur, il est l’interstice propice à la rencontre positive des différences.

DIMA – A Series of New Pieces in Ukraine

12/12/2013

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Volgiamo il nostro sguardo all’interno dell’immaginario di DIMA, l’artista ha da poco terminato una nuova serie di interventi sulla facciata di questa struttura in legno a Lutsk in Ucraina.
L’Est Europeo continua a fornici una bella dosa di spunti nuovi ed interessanti figli di un piglio differente e atipico calato all’interno di un contesto artistico distante, in positivo ed in negativo, dai target della scena europea più classica e per questo capace di portare una bella ventata di freschezza. DIMA in particolare rappresenta una piacevole sorpresa andandosi ad inserire all’interno di una visione astratta, a tratti concettuale, e fortemente radicata in un personale filtro tematico che vede la natura come principale interlocutore. L’interprete attraverso un proprio accostamento di forme, elementi astratti e figure organiche, sviluppa incroci e configurazioni, i lavori si aprono così a differenti chiavi di lettura così come ad una personale e soggettiva analisi delle forme rappresentate. L’artista sceglie inoltre di lasciarsi andare ad interessanti scelte cromatiche rapportando elementi più sottili e ripetuti a forme più grandi all’interno delle quali vediamo spuntarne altre, in una continua rappresentazione astratta, DIMA infine si fa apprezzare per la ferma intenzione di ridurre le sue opere all’osso, niente fronzoli, ma unicamente l’essenziale sviluppato ed intervallato da pochi e dettagliati elementi.
Per questa serie di interventi l’artista scegli questa grande struttura in legna come naturale superficie di lavoro, l’interprete si impegna in ben cinque differenti opere, una completamente differente dall’altra sviluppando una comune trama attraverso alcuni elementi che mano a mano si ripetono all’interno degli elaborati. Un lavoro che ci ha interessato per la sua bellezza intrinseca e per la capacità di sviluppare una tematica astratta attraverso un piglio personale e legato a doppio filo con la natura.
Vi diamo l’opportunità di apprezzare al meglio quanto realizzato dall’artista attraverso una bella selezione di scatti, non abbiamo dubbi infatti che come noi anche voi saprete apprezzarne il particolare tratto e stile visivo, enjoy it.

Pics by The Artist

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Birdman – “Half Way to No Where” Project Video e Photo Recap

12/12/2013

Il grande fotografo statunitense Birdman ci mostra ora il risultato del suo ultimo progetto, negli scorsi mesi si è infatti lanciato alla scoperta di un vecchio parco acquatico abbandonato nei pressi di Las Vegas, cornice insolita, che ha fatto da sfondo ad una serie di interventi.
Posto sulla strada da Los Angeles e Las Vegas e costruito durante gli anni ’80, il parco è stato poi abbandonato nei primi anni del 2000, uno di quei posti di passaggio insomma uno di quelli che noti ma che non sei mai riuscito a vedere all’interno. Mosso dalla curiosità il gruppo si lancia così all’interno del particolare scenario, tra terrore misto adrenalina gli artisti ci si addentrano all’interno della struttura, qui Birdman segue con la sua lente i lavori di RISK, Meggs, INSA, Echo e Steve Martinez. Il gruppo di artisti si impegna in una serie di lavori sparsi alcuni all’interno degli edifici altri sulle pareti esterne facendo seguito alle precedenti installazioni del collettivo TrustoCorp.
Ne esce fuori un video bello spesso che ci mostra tutte le fasi di lavoro ed una profonda panoramica del luogo, il consiglio è quello di mettersi comodi e schiacciare play, e per apprezzare al meglio quanto portato a termine dal team vi lasciamo infine ad una intensa serie di scatti, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare, se l’idea vi ha colpito infine è possibile approfondire il tutto sulle pagine dell’ultimo VNA Magazine, disponibile qui, enjoy it.

A water park was built in the 1980’s to look like the 1950’s and abandoned in the 2000’s so there was a creepy aura in the air of a failed American Dream that once stood there. The scenery was blessed with Trustocorp’s installations prior to our arrival and had conveyed the dismantled dream perfectly through their placement and execution as they manipulated the old billboards into their own style. Most have seen this place on their trips to and from Los Angeles to Las Vegas but didn’t know exactly what it was and I had an itch to bring it to life. With temperatures reaching past 100F and the constant fear of getting killed by a tweaker I made sure each artist finished their walls within daylight and in one trip.

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El Decertor – New Mural in Cartagena, Colombia

12/12/2013

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Anche El Decertor si sposta a Cartagena in Colombia, il grande artista peruviano qui ha da poco terminato un nuova ed interessante parete proseguendo sulla linea tracciata con le sue ultime produzioni durante l’anno.
Osservando il cammino di El Decertor durante questi ultimi mesi notiamo con piacere una progressività incredibile nelle sue elaborazioni, l’artista ha saputo collidere alla perfezione elementi astratti insieme alle caratteristiche inflessioni figurative, lavorando tra fortissime dosi di colore intervallate da profonde pennellate atte a delineare i tratti dei visi e creando una miscela visiva ed un percorso unico e di effetto. Proprio quest’ultimo lavoro rappresenta un summa di quello che l’artista ha proposto durante questi mesi, dalla peculiare propensione a forme e figure, passando per i volti iper realistici, sia colorati che in bianco e nero, che rappresentano gli stacchi visivi nei suoi interventi. Il lavoro, si sviluppa come consuetudine su un background energico alimentato da notevoli forme e figure differenti, tra colori accesi e belli saturi vediamo spuntare elementi differenti, dai classici mattoni passando per forme a carattere naturale che sviluppano tutta la loro trama sull’intera superficie, all’interno degli stessi vediamo infine emergere due grandi facce, la prima è quella di una giovane donna intenta a tenere acceso un cero, la seconda invece rappresenta probabilmente il viso di un defunto, volutamente realizzato attraverso colori grigi, a contrasto con i colori della giovane, viene letteralmente spezzato, frantumato e ripetuto nei suoi tratti dall’artista stesso quasi a volerci suggerire l’aspetto intangibile e vacuo, il viso si ripete così tre volte, esattamente come lo sguardo che si fa penetrante e malinconico per un risultato finale dall’impatto elevato.
Elaborato su questa lunga ed alta parete, l’intervento, dal titolo “Defender lo que nos queda”, ci dimostra ancora una volta tutta la sensibilità e l’accortezza di El Decertor, si tratta di una pittura evocativa che non ha nelle sue intenzioni l’idea di mostrarci e sbatterci in faccia il tema ma piuttosto attraverso un intricata sequenza di figure, immagini e richiami visivi, ci mostra il personale filtro dell’interprete, delicato, assorto in un immaginario colorato e sfaccettato dove, come in un novello puzzle, si scatenano mano a mano immagini e sensazioni, emergono temi e storie profonde, dimostrando tutta l’emotività dell’artista stesso.
Scrollate giù, dopo il salto una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare il peculiare stile dell’artista Peruviano, presto nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Elian – “Neuralgic Point ” New Mural in Córdoba

12/12/2013

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A distanza di parecchi mesi dall’ultimo intervento torniamo con piacere ad occuparci del lavoro di Elian, l’artista Argentino ha infatti da poco terminato una nuova parete nella sua Córdoba in Argentina mostrando nuovamente tutto il suo inconfondibile stile visivo.
L’impatto con quest’ultimo lavoro ci ha immediatamente scosso ed incuriosito, Elian porta qui la sua personale visione allo step successivo incrementando il valore emotivo ed istintivo dell’intervento lasciandone però invariati gli elementi stilistici che da sempre ne hanno caratterizzato il lavoro. Come abbiamo avuto modo di vedere il lavoro dell’artista poggia su solide basi cromatiche, lo studio dei colori e delle loro differenti applicazioni su forme e contenuti geometrici ha sempre interessato la ricerca visiva dell’interprete, la superficie vengono così letteralmente tagliata da figure e configurazioni astratte supportata da un precisa scelta dei colori che ne compongono le viscere e ne alimentano l’efficacia visiva. Le opere si sviluppano così in profonda simbiosi con l’architettura della parete e soprattutto con tutto il panorama circostante, emergono così lavori multi sfaccettati arricchiti da una progressione cromatica, tra punte e ribassi, tra scale di colore che mano a mano vanno a confluire nella tinta successiva, sferzate secche e ben delineate in un camaleontico lavoro dalla profondissimo impatto finale.
Per quest’ultimo intenso intervento dal titolo “Neuralgic Point”, Elian sceglie però di sviluppare le proprie figure attraverso un piglio differente o meglio sviluppare quelli che erano elementi sopiti e già intravisti nelle precedenti incursioni, sebbene infatti le configurazioni proposte dall’artista sono sempre risultate piuttosto dirette e lineari, avevamo notato l’utilizzo in alcune di esse di una maggiore libertà che torna in quest’ultimo pezzo con maggiore vigore ed enfasi. Le forme che animano lo spazio si fanno così maggiormente frastagliate, quasi inquiete, meno rigide inondando spazi diseguali, l’impressione è quella di un piglio decisamente più emozionale come se l’artista abbia voluto trasmettere su muro un personale stato d’animo, più istinto quindi a discapito di un ordine che ci sentiamo di non rimpiangere, anzi l’opera vibra di vita propria, comunica una forte energia, con figure che si miscelano e sovrappongono, emergono cambiate nell’aspetto e nel colore immergendosi un nuovo vorticoso elemento, per un risultato finale dall’impatto incredibile e che ci ha lasciato assolutamente impressionati per la forte presa visiva.
Vi lasciamo alle immagini certi che, davanti a quest’ultima magia di Elian sappiate coglierne tutti gli splendidi dettagli, enjoy it.

Thanks to The Artist for the Pics

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Friends and Family Group Show at Yo <3 305 Gallery

12/12/2013

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Nel fitto brulicare di interventi l’Art Basel rappresenta anche l’opportunità per gallerie e spazi di mettere in mostra il talento dei migliori interpreti al mondo, la Yo Con le opere di 2501, 2 Alas, Axel Void, Alexis Diaz (La Pandilla), JAZ, Jufe e Pastel, Friends and Family Group Show, rappresenta una delle esibizioni più interessanti di tutta la rassegna. Come è facilmente intuibile dal titolo dello spettacolo, l’esibizione riunisce artisti anzitutto amici, come una sorta di famiglia, che mettono in scena i valori della cooperazione e della condivisione di intenti celebrando così consapevolmente l’impatto dell’arte urbana come strumento collettivo d’espressione, ed il risultato è a dir poco esplosivo.
L’allestimento è caratterizzato da un opera per ciascun interprete, più una splendida installazione posta proprio al centro della stanza realizzata dal nostro 2501 che prosegue anche qui a miscelare il personale tratto con linee sinuoso attraverso temi e figure viscerali , i 2 Alas invece ci mostrano ancora una volta la loro particolare inflessione visiva che porta l’interpreti a sviluppare immagini frammentate da linee e segmenti figlie di un immaginario che si rifà alle icone degli anni ’60. Alexis Diaz del duo La Pandilla che su tela porta avanti l’incredibile ed iper dettagliato stile pittorico realizzando su tela questo primo piano di un piranha accompagnato da una grande forma geometrica in rilievo, si passa poi ad Axel Void ed alla sua pittura emotiva con immagini dense e fortemente emotive, malinconiche e terribilmente d’impatto, JAZ che porta avanti il personale tratto visivo unendo ancora una volta il mondo animale con quello dell’uomo attraverso le sue canoniche metafusioni corporee, ed ancora Jufe con il suo personale filtro visivo applicato ad una tematica certamente d’effetto, come qui dove realizza la silhouette dell’esplosione di una bomba atomica interamente formata da grigle e figure in 3d. Infine Pastel che applica il suo personale stile per realizzare una serie di forme e figure direttamente legate al mondo naturale ed agli studi accademici.
Uno show complesso e multi-sfaccettato che ci offre la grande opportunità di una immersione totale nel lavoro di sette tra gli artisti più interessanti del movimento internazionale, vi lasciamo alla bella selezione di scatti con tutte il dettaglio di tutte le opere realizzate, dateci un occhiata siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto il lavoro portato a termine, enjoy it.

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2311 2nd NW Ave. Miami

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HABITAT by Ciredz, Crisa and Tellas at Laboratorio 1984

11/12/2013

HABITAT, questo è il nome dell’ultimo progetto che riunisce assieme Ciredz, Crisa e Tellas, i tre grandi artisti trasformeranno completamente gli spazi all’interno del Laboratorio 1984 con l’intento di renderlo un vero e proprio microcosmo.
L’idea è quella di creare, attraverso una serie di opere smontabili, proprio come minuscoli pezzi di un puzzle, un intervento unico che possa abbracciare e convertire in modo totale gli spazi, un opera viva dunque elaborata come se si trattasse appunto dell’habitat più consono agli artisti che per sviluppare il progetto hanno deciso di chiudersi letteralmente dentro la struttura fino a quando le porte non verranno infine aperte al pubblico.
Uno show che siamo certi non mancherà di stupirci, l’apertura è prevista per il 12 Dicembre fino al 28 dello stesso mese, il consiglio è quello di farci un salto con l’opportunità di lasciarsi trasportare all’interno di tutto l’immaginario e la visione dei tre interpreti, nel frattempo un bel teaser edito da Eva Ligas per stuzzicarvi il palato, noi ve l’abbiamo detto perciò non vi resta che presenziare, se proprio non riuscite, don’t worry nei prossimi giorni vi mostreremo un approfondito recap, stay tuned!

Laboratorio 1984
Via Lanusei 9
09125 Cagliari

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20 x 20 Group Show at Studio D’Ars

11/12/2013

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Con il sontuoso 20 x 20 Group Show la programmazione annuale dello Studio D’Ars di Milano giunge al termine lasciandoci negli occhi l’opportunità di ammirare da vicino un profondo e vasto spaccato della nostra scena artistica.
Con le opere di 108, 9Periodico, AK, Ale Senso, Nicola Alessandrini, Alice Pasquini, Aris, Awer, David Bacter, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Massimo Caccia, Camilla Falsini, Carmelo Cambareri, Chekos’Art, Corn79, Crin, CT, Giordano Curreri, Darkam, Pier De Felice, El Euro, Etnik, Fabrizio Fontana, FraBiancoshock, Frank Lucignolo, Gianmaria Giannetti, Gio Pistone, GLoois, Gosia Turzeniecka, Gue, Michele Guidarini, Halo Halo, Irwin, Kraser, Krio, Luca Ledda , Macs, Andrea Mangione, Marco Memeo, MrFijodor, MP5, Nevercrew, No Curves, Opiemme, Orticanoodles, Pao, AlePuro, Ravo, ReFRESHink, Denis Riva, Seacreative , Emila Sirakova, Cristian Sonda, Giacomo Spazio, Stencilnoire, Tellas, Tenia, Mattia Turco, U252, Ufocinque, UNO, Urbansolid, Urka, Giulio Vesprini, Vine, Vins Grosso, Emanuele Vittorioso, Fabio Weik, Zibe, Zorkmade, lo show, curato da Daniele Decia, si prefigge di spaziare attraverso differenti percorsi, dalla street art al new pop passando per elementi maggiormente astratti e concettuali. Ben settantuno artisti che proporranno ciascuno una propria e personale opera nell’insolito formato 20 x 20.
L’appuntamento è quindi per il 12 di Dicembre fino al 7 di Gennaio del prossimo anno, segnatevi la data noi ve l’abbiamo detto poi se proprio non riuscite a passare, restate sintonizzati a breve tutte le immagini dell’allestimento con un corposo recap qui sul Gorgo, stay tuned!

Studio D’Ars
Via Sant’Agnese 12
20123 Milano

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Joram Roukes – New Mural For Art Basel 2013

11/12/2013

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Le sorprese per questa edizione dell’Art Basel di Miami non sembrano mancare, dal grande calderone di artisti partecipanti emerge Joram Roukes, l’artista fa parte degli invitati al padiglione Olandese Caleidoscoop e per la rassegna statunitense ha avuto l’opportunità di realizzato questa nuova ed intensa parete.
Il lavoro di Joram Roukes cosi come su tela, anche per la controparte in strada si sviluppa su un interessante equilibrio visivo, l’interprete unifica in un unico tratto elementi assolutamente realistici con una parte più fantasiosa e più vicina ad elementi illustrativi, se i primi sono realizzati esclusivamente in bianco e nero con sontuosi effetti in chiaro scuro, gli elementi che concludono le opere emergono grazie ad una massiccia dose di colore. Quasi sospese tra reale ed irreale le opere assumono così una profondità ricercata e fortemente marcata sostenuta da tematiche vedono Joram Roukes rappresentare momenti di vita quotidiana, istanti reali in cui i soggetti preferiti sono spesso animali realizzati, sfruttando proprio gli elementi illustrativi, attraverso una forte connotazione antropomorfica. Stupisce infine l’intenzione dell’artista di rendere le figure vacue, quasi avvolte da una sottile cortina di fumo, dalla quale fuoriescono e si mostrano in tutto il loro singolare aspetto con risultati finali che combinano una fortissima caratterizzazione ad un tratto molto personale.
Per la parete realizzata a Miami, l’interprete porta appunto avanti il suo particolare approccio visivo, sullo spazio a disposizione fanno così capolino esseri metà umani metà animali, accompagnati da stoccate e grandi sezioni in rosso ad amplificarne l’impatto finale.
Scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella serie di immagini con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata, noi ci siamo già appassionati e voi?

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EMA – New Mural in Manchester, England

11/12/2013

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Continuiamo a seguire con interesse gli spostamenti di EMA, l’artista francese ha infatti da poco terminato un nuovo intervento a Manchester organizzato dal team di Yuck Print House, con il quale prosegue nel portare avanti il suo peculiare tratto visivo.
Con una forte presenza fin dai primi anni ’90 EMA ha saputo spostare il proprio lavoro su percorsi differenti affinando il proprio bagaglio tecnico ed esprimendosi attraverso stili e visioni differenti, in questi ultimi anni in particolare l’artista ha sviluppato una propria e personale tematica visiva adottando uno stile decisamente più astratta fortemente influenzato da alcune contaminazioni geometriche. Le opere si sviluppano così su una solida scelta cromatica applicata a texture e pattern con una serie di figure e forme geometriche a fare la loro comparsi all’interno degli elaborati, supportata da un background nero l’interprete muove così spesse figure tondeggianti, una sorta di liquido che avvolge gli spazi avviluppando le pareti ed intervallato unicamente da alcune forme di dimensioni più piccole e colori a contrasto. Questi ultimi in particolare ne stanno segnando l’operato con il verde acqua, e relative tonalità a contrasto con le forme di piccola e media dimensione di color rosso, giallo ed oro, il risultato finale infine è alimentato dall’inserimento di una serie di forme bianche, dei grandi triangoli cilindrici che attraversano tutto lo spazio e che incrementano tutta la sensazione di movimento che i lavori riescono ad offrirci.
Per questa sua nuova parete EMA sviluppa quindi un nuovo motivo, il lavoro si fa notare per una maggiore insistenza di elementi che sviluppano l’opera su tutta la superfice a disposizione, vi lasciamo alle immagini con alcuni scatti delle fasi di lavoro e del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Garu Garu – Exploring Abandoned Places in Morocco

11/12/2013

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Ci siamo affidati alle lente di Garu Garu per riuscire a cogliere la particolare alchimia che sempre più artisti colgono nei luoghi abbandonati (qui), in quelle strutture lontane dai festival e dagli occhi indiscreti, solo calce, marmo e mattoni, tra muri stuprati e la muffa che mano a mano ne mangia le superfici, sono questi i luoghi della ricerca, sono fabbriche, ospedali, parcheggi, vecchie stazioni ferroviarie, capannoni industriali oramai in disuso, rovine storiche di una società perennemente sospesa tra baratro e rinnovi, sono le nuove culle dell’arte urbana, lo sono sempre state in verità, raccogliendo gli umori e le emozioni degli artisti, le loro sperimentazioni, i loro viaggi con gli amici in cerca dell’alchimia giusta. Siamo partiti da tutto ciò certi di calarci all’interno di polvere, rovine, e calcinacci e ci siamo invece ritrovati all’interno di una visione completamente differente, sospesi tra luci ed ombre, colore e buio, in un incessante gioco di inseguimenti visivi, abbiamo sentito ed esplorato il filtro tematico di Garu Garu lasciandoci guidare da lui in totale estasi sensoriale. Ora torniamo ad approfondire il lavoro dell’artista con una nuova serie di fotografie, l’interprete ci mostra gli sviluppi dell’esplorazione compiuta in Marocco, tra zone desertiche e villaggi di fango in cui l’assenza dell’uomo si fa sentire, in bene.
Peculiarità del lavoro dell’artista è quella di offrirci, senza modificare attraverso la manipolazione digitale, la vera essenza degli ambienti attraverso una propria e personale visione degli stessi, l’interprete lascia aperto l’otturatore della sua macchina fotografica, sfrutta la luce attraverso un lunga esposizione della stessa all’interno di ambienti altrimenti privi, per una interpretazione dal forte accento emotiva.
Sviluppato durante la scorsa primavera questa nuova fase esplorativa di Garu Garu è segnata dalla scelta dell’artista di una immersione nuova, all’interno delle bellezze di questa terra, concentrando il proprio sguardo nuovamente suoi luoghi ai margini della società, in un ipotetico parallelo tra gli stabilimenti, gli edifici ed il cemento delle città europee, con l’enfasi architettonica, i vicoli e gli spettacolari scorci che solo paesaggi immersi nel deserto del Marocco possono offrire, in una visione nuova completamente differente di scorci lontani, spesso solo immaginati che prendono qui forma figli di un parto orgiastico e sospinti da luci, ombre, stelle ed attimo di pura emozione.
Ancora una volta il consiglio è quello di prendersi cinque minuti per affrontare un nuovo piccolo viaggio, vi ritroverete a camminare sotto il sole cocente, con i piedi immersi nella sabbia, il naso all’insù seguendo le linee di queste costruzioni abbandonate, vi scoprirete svoltare nei vicoli in cerca di ombra per una pausa, tra silenzi disarmanti ed il rumore del vento ad accarezzarvi i capelli, la pelle secca e gli occhi meravigliati.

Thanks to The Artist for The Pics

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Andreco – New Sculpture at Bunker in Torino

11/12/2013

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Proseguiamo nell’approfondire i lavori realizzati all’interno del Bunker di Torino in occasione della seconda edizione del Sub Urb Art Festival, è il turno di Andreco che prosegue la sua ricerca sui nuovi simboli ambientali attraverso una nuova ed interessante installazione.
Il nuovo lavoro è di fatto il proseguo dell’eccellente New Natural Symbolism, la scultura per rampicanti realizzato qualche mese fa ad Amburgo, con quale l’interprete continua ad interrogarsi sul fragile rapporto tra il costruito, dall’uomo, e ciò che invece è naturale, un equilibrio precario, spesso messo alla prova dai costanti cambiamenti climatici e dalle conseguenti calamità naturali. Andando più affondo emerge nelle intenzioni dell’artista di sviluppare una riflessione personale proprio sulle simbologie, sulle forme che possano di fatto alimentare l’armonia, una sorta di pegno ‘pagano’ alla natura ed alla sua forza, ma soprattutto un riscoprire una simbiosi con la stessa che possa di fatto portare ad una stabilità maggiore e contestualmente portare oltre le due dimensioni quelli che di fatto rappresentano da sempre i tratti caratteristici dei suoi lavori.
L’interprete mira quindi a farci riflettere su come simboli, elementi e forme, non debbano necessariamente porsi a contrasto con gli elementi naturali ma anzi, se realizzate in armonia con gli stessi, ricalcandone quindi l’aspetto e le peculiarità fisionomiche, possano di fatto alimentare un equilibrio restituendo l’uomo al suo habitat primario.
L’opera segna un passo importante nella ricerca dell’artista, questo nuovo approdo, non avaro di difficoltà, per Andreco viene segnato dalla scelta di un nuovo elemento, l’interprete qui lavora esclusivamente con il ferro, utilizzando il legno unicamente per la creazione della maquette in scale che di fatto rappresenta il punto di partenza della costruzione.
Un opera mastodontica di ben 3 metri d’altezza e 9 metri cubi di volume che va a posarsi all’interno di un fitto paesaggio naturale ed è proprio qui che si realizzano le intenzioni dell’artista con un nuovo legame profondo e simbiotico con il verde, si ha l’impressione di una figura che possa letteralmente travalicare gli spazi per emergere silenziosa tra il terriccio, il prato, gli alberi con i loro rami, uno slancio visivo verso il cielo tenendo come sempre le proprie basi immerse nella terra. Non solo, la scultura è di fatto un evoluzione di un percorso intrapreso negli anni precedenti, partito con i Philosophical Tree a Bologna e sviluppato proprio qui al Bunker l’anno scorso con una nuova versione, questa volta non dipinta ma tangibile, dal titolo Philosophical Alianto Tree e che di fatto si pone in completa sinergia con quest’ultimo lavoro.
Lasciamo che siano le immagini a parlare con fittissima galleria ad aspettarvi dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare appieno la magia dell’intervento realizzato.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by GaruGaru, Raw Tella and Paola Lesina

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Borondo – New Mural at Festival Concreto in Fortaleza

11/12/2013

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È Borondo (Interview) a proseguire i lavori per questa prima edizione del Festival Concreto a Fortaleza in Brasile con un nuovo dipinto attraverso il quale lo Spagnolo prosegue la sua personale tematica artistica innescando un nuovo ed efficace intervento.
Tra corpi nudi, appena accennati o vistosamente segnati dalle incisioni su superficie trasparenti, la pittura di Borondo ci ha sempre lasciato interdetti, quasi sospesi di fronte all’enorme impatto emotivo che l’interprete riesce a veicolare nei propri interventi, ci siamo trovati immersi nelle profondità delle nostre emotività a lottare con le stesse tentando di emergere e di non farci sopraffare dalla stesse, ci siamo ritrovati negli sguardi persi, nella malinconia che i tratti dei volti suggeriscono così pesantemente in una simbiosi forte ed indissolubile. L’operato di Borondo si fa così personale, scaglie di noi stessi frantumate ed iniettate sulle pareti, che prendono forma e si trasformano in spettri evanescenti che accarezzano i lati più oscuri e reconditi dell’animo, nostro, suo, vostro, in una costante giostra che mira a stuzzicare le corde più sensibili, in una rappresentazione viva, un respiro freddo che lascia aloni significativi attraverso una pittura istintiva ed al contempo coordinata.
Per il festival brasiliano Borondo si ritrova a lavorare su una superficie piuttosto insolita, una struttura cilindrica posta direttamente sulla spiaggia, l’interprete scegli quindi di focalizzare il proprio intervento su uno degli aspetti maggiormente evocativi, il volto, lasciando momentaneamente corpi e leggerezze fisiche. La concentrazioni sul viso avvolge completamente tutto lo spazio a disposizione con una ripetizione quasi ossessiva dei tratti proposti, il colore scelto torna ad essere cupo, maggiormente sinistro con sferzate di grigi e neri a dare forma a naso, labbra ed agli occhi, proprio questi ultimi rappresentano il veicolo emotivo dell’opera, attraverso gli stessi torniamo a calarci all’interno della peculiare visione dell’artista, storditi dalla profondità, lasciandoci cadere nei vortici di riflessione personale, trafitti da uno sguardo inquieto e mesto.

Pics via San

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Shok-1 – “X-Rainbow” New Show at Pictures on Walls

10/12/2013

shok-1-x-rainbow-new-show-at-pictures-on-walls-00 Come vi avevamo annunciato nel corso della splendida “Wholecar“, combo messa in piedi sul tetto del Village Underground Project insieme a Remi Rough, Shok-1 ha da poco aperto la sua “X-Rainbow” all’interno degli spazi della Picture on Walls di Londra.
Lo show rappresenta senza dubbio un passo importante per il grande interprete inglese che realizza la sua prima vera esibizione collocando negli spazi a disposizione una sorta di istantanea della sua incessante ricerca visiva e tematica. Come più volte abbiamo avuto modo di vedere l’operato di Shok-1 emerge da una particolare predilezione dell’artista di dipingere i propri lavori attraverso uno stile fortemente evocativo che richiama di fatto le immagini a raggi x. L’interprete proprio con il nome X-Rainbow ha dato vita ad una serie di lavori a cadenza irregolare dove andava di volta in volta a lavorare sulla stessa superfice proponendo una sorta di evoluzione dei soggetti rappresentati tutti ovviamente legati alle ossa ed alle loro differenti visioni. Un lavoro che ci aveva assolutamente incuriosito per l’impatto dello stile adottato e soprattutto per la forte capacità dell’interprete stesso di giocare il proprio immaginario realizzando figure di volta in volta più articolate e complesse.
Lo show quindi può essere lette come una naturale conseguenza dei mesi in strada a portare avanti la propria visione, l’allestimento stupisce per la concretezza della opere, Shok-1 porta a compimento il proprio operato sfruttando medium differenti, travalicando le dimensioni delle tele, giocando con le proprie figure e proponendone di nuove altrettanto efficaci. All’interno degli spazi si muovono così installazioni, sculture e vere e proprie tele che richiamano nel contenuto sia i lavori precedentemente visti, sia nuove e piacevoli applicazioni visivi del particolare stile visivo dell’artista.
Dopo il salto alcuni scatti dell’allestimento interno, dateci un occhiata e se vi trovate in zona potete andare a darci un occhiata di persona fino al 19 di Dicembre, noi ve l’abbiamo detto.

Picture on Walls
Ground Floor
46-48 Commercial Street
London

Pics by Butterfly

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El Seed – New Mural at The Maison De la Tunisie in Paris

10/12/2013

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di El Seed, l’artista Tunisino torna nuovamente a Parigi per realizzare un nuovo intervento di grandi dimensioni su uno dei palazzi simbolo dell’integrazione, nonché luogo decisamente importante, viste le sue origini, per l’artista stesso.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte El Seed rappresenta senza troppi giri di parole uno degli artisti di maggiore influenza del Nord Africa, l’interprete ha saputo miscelare una forte connotazione visiva, più vicina al mondo dei graffiti, attraverso una ricerca sul proprio stesso alfabeto e sugli idiomi che lo compongono, sviscerando negli spazi a disposizione una personale tematica visiva. Si aprono così configurazioni di lettering, intricate figure figlie dell’influenza astratta, tra colori caldi ed accesi in un costante gioco di forme e configurazioni differenti in un approccio su muro fortemente influenzato dalla cultura araba ed islamica in generale coniugati con motivi astratti.
L’interprete ha l’opportunità di lavorare sugli spazi esterni della Maison De la Tunisie di Parigi, un luogo importante e significativo per lui e per la sua gente così come per gli immigrati tunisini in Francia, un grande stabilimento architettonico all’interno della zona universitaria Parigina che di fatto offre un alloggio di tutto rispetto. Con questo imponente lavoro El Seed prosegue quindi il personale rapporto con i grandi edifici Parigini, facendo eco alla sua opera realizzata sulla facciata de La Tour 13, il grande progetto urbano dove un incredibile numero di artisti ha trasformato le parete interne ed esterne di un grande edificio prossimo alla demolizione, proponendo un nuovo ed intricato lettering che abbraccia tutto lo spazio a disposizione e soprattutto offre un impatto finale assolutamente suggestivo calato all’interno del panorama circostante.
Per questo nuovo pezzo El Seed spinge ancora più al limite il suo operato, le linee morbide e dolci danzano così sulla parete formando cerchi, linee ed assi che si intersecano tra loro e dove, anche se non ne siamo coscienti si cela un vero e proprio significato e non un mero esercizio di stile, le configurazioni proposte si fanno maggiormente intricate e più raggruppate in un risultato finale assolutamente riuscito.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sull’operato dell’artista, ed in particolare suo bel progetto The Lost Walls, vi lasciamo alle immagini in calce, dateci un occhiata, siamo certi che saprete apprezzarne il particolare approccio visivo.

Pics by The Artist

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POW WOW Festival 2014 Hawaii – Teaser

10/12/2013

Uscito da poco un bel video recap della scorso edizione del POW WOW Festival, la rassegna hawaiana che tanto ha fatto parlare di sé lo scorso anno grazie ad una nutrita flotta di star internazionali che hanno invaso il tessuto urbano della bella isola con i loro interventi, a pochi mesi dall’inizio dei nuovi lavori il team hawaiana fà il punto della situazione, mostrandoci immagini inedite dei lavori dello scorso anno, ed alimentano l’attesa per la nuova edizione.
Con ancora negli occhi l’eccellente lavoro svolto lo scorso anno, gli organizzatori del POW WOW Festival tentano il bis con una nuova edizione che si preannuncia scoppiettante, come al solito non si tratta unicamente di un Festival urbano ma l’esibizioni, i party e gli eventi collaterali che ne scaturiranno sono pronti ad infiammare il prossimo Febbraio. Intanto svelata la line up che comprende nomi altisonanti a cavallo tra star internazionali e grandi realtà locali: 123 Klan, Aaron De La Cruz, Andrew Schoultz, Bask, Brendan Monroe, Buff Monster, Cope2, CYRCLE., Dabs Myla, Dave Kinsey, Gage Hamilton, Gaia, Glenn Barr, Hannah Stouffer, Indie 184, INSA, INTI, Jeff Hamada, Jessie Unterhalter, Katey Truhn, Kofie, KNOW HOPE, Lady Aiko, Madsteez, Meggs, Mimi Pond, Nychos, Persue, Reach, Reka, Roid, Ron English, Shawn Stussy, Seth Globepainter, Skinner, Slick, Spencer Keeton Cunningham, Tatiana Suarez, Tristan Eaton, Vhils, and Wayne White.
Un piatto ricchissimo che per una delle rassegne in rampa di lancio e che non vediamo l’ora di darvi modo di gustare al meglio con un approfondito recap, nel frattempo occhio puntati al video in calce che ripercorre i momenti dello scorso anno e fa da teaser per la nuova edizione e se vi siete persi qualcosa qui trovate tutti i lavori della rassegna precedente, stay tuned!

Poeta – New Mural at Festival Concreto in Fortaleza

10/12/2013

Dopo qualche settimana di pausa torniamo ad approfondire l’operato di Poeta, l’artista Argentino è infatti tra gli ospiti della prima edizione del Festival Concreto di Fortaleza in Brasile per il quale ha da poco terminato un nuovo ed interessante intervento.
Come abbiamo avuto modo di vedere l’approccio di Poeta è essenzialmente basato su una forte inflessione astratta, l’interprete sceglie un contatto maggiormente geometrico affinato da una precisa influenza cromatica e stilistica, prendono vita così grosse ed intricatissime forme che celano al loro interno un variegato sistema di figure e configurazioni differenti. L’artista parte da una struttura compatta per scatenare al suo interno grandi sezioni e, addentrandosi al loro interno, sviluppa forme e geometrie differenti, in particolare l’Argentino sceglie un approccio dinamico che coinvolge fortemente la componente cromatica, dando vita a texture, pattern e sopratutto ad efficaci giochi di dimensioni e profondità, ne scaturisce una forte connotazione tridimensionale che sviluppa il lavoro su piani differenti opportunamente realizzati con il preciso intento di regalare una forte sensazione di movimento. L’interprete rappresenta quindi un insolita presenza all’interno di una scena più legata ad un tratto figurativo, Poeta si distacca da questo dictat fondendo all’interno della propria visione elementi differenti su più livelli di lavoro, studia le forme sviluppandole in concreto tra figure geometriche, poligoni, linee, assi e cerchi, inserendo al loro interno colori e tonalità bella cariche, accese e sature, innescando fortissimi avvicendamenti cromatici. I lavori risultano così raccolti all’interno di un unica e vasta figura, disuguale nella sua forma e sopratutto nelle sue viscere, si ha la sensazione di un lavoro tangibile non solo con gli occhi ma anche con il tatto mentre forme e sistemi si aprono e chiudono al suo interno.
Per la rassegna Brasiliana l’interprete ha l’opportunità di lavorare su questa grande parete, portando avanti il proprio personale percorso visivo, sperimentando nuovi assetti geometrici ed innescando una immensa forma che di fatto copre tutta la superficie a disposizione con giochi di prospettive, elementi geometrici differenti che si muovono su un grande disegno astratto, filo conduttore sembra essere il giallo, utilizzato qui in dosi massicce che alimenta praticamente ogni sezione dell’intervento.
Vi lasciamo al video recap ed alla bella selezione di scatti, dateci un occhiata per apprezzare da vicino tutto il lavoro portato avanti dall’interprete e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti dai lavori portati a termine nella rassegna brasiliana.

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Escif – “Uranio – Derrotar a Miró” New Mural in Mallorca

10/12/2013

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Continuiamo con piacere a seguire gli sviluppi del lavoro del grande Escif, l’artista Spagnolo si sposta a Maiorca dove ha da poco terminato un nuovo ed interessante intervento con il quale prosegue a tracciare la personale visione su temi dell’arte contemporanea e non.
Abituati a vederlo alle prese con lavori impegnati su temi più a carattere sociale Escif lo sappiamo ama scuotere le menti e gli animi, il grande artista spagnolo da anni mette l’accento sui problemi sociali di una società malata e contraddittoria, lo fà attraverso il proprio personale stile, pulito, tagliente ed ironico quanto basta per farci strappare si un sorriso ma anche sbattendoci in faccia la realtà dei fatti, lasciandoci divertiti ma con l’amaro in bocca ad interpretare il suo lavoro, lo Spagnola digerisce gli argomenti di attualità sviscerandoli attraverso il proprio filtro visivo, applica similitudini portando all’eccesso e ridicolizzando situazioni ed avvenimenti, una personale chiave di lettura che non smettiamo di osservare, ecco perché la svolta verso tematiche maggiormente legate al movimento artistico risulta un inedito per il fitto lavoro compiuto fin qui dal Valenciano.
Come per Miami ancora una volta Escif approfondisce un tema legato a doppio filo con l’arte moderna in particolare l’artista sembra volgere il proprio sguardo verso l’operato del grande Miró e più in particolare su tutta la scena contemporanea Spagnola. Il lavoro, dal titolo “Uranio – Derrotar a Miró” mostra un uomo intento a tenere in mano uno dei classici elaborati del grande artista e viene accompagnato come sempre da alcune righe di spiegazione dell’opera. Escif questa volta non ci offre molte chiavi di lettura, anzi volutamente ci lascia riflettere sull’intervento stesso e sui versi che lo accompagnano, liberi quindi di dare una nostra personale interpretazione. Il lavoro si presta a differenti traduzioni, a nostro avviso, legando con il significato del testo, sembra che l’interprete abbia voluto porre l’accento sulla penuria di artisti di spessore che sono costretti ad emigrare fuori dalla Spagna per trovare fortuna, muovendo quindi una fortissima critica alla scena spagnola e di al sistema economico dello stato, e ancora potremmo trovarci semplicemente davanti ad una delle divertenti realizzazioni dell’artista che si interroga sul significato del proprio operato a confronto con quello dei grandi nomi dell’arte più ‘classica’ e di valore internazionale, nota finale infine per la cornice scelta, non è un caso essendo proprio Maiorca uno dei luoghi più legati alla figura del grande pittore surrealista.
In attesa di scoprire gli sviluppi di questo nuovo filone, vi lasciamo alle immagini con tutta la particolare chiave di lettura che accompagna questo nuovo criptico intervento, dateci un occhiate se volete dirci la vostra circa il significato dell’opera sentitevi liberi di commentare.

La España de las harcas no tuvo nunca poetas. De Franco han sido y siguen siendo los arzobispos pero no los poetas. En este reparto injusto, desigual y forzoso, del lado de las harcas cayeron los obispos y del lado del éxodo, los poetas.

/ León Felipe ( Español del exodo y del llanto)

Pics by The Artist

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JAZ – “Miami” New Mural For Art Basel 2013

10/12/2013

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Tra i mille nomi presenti in questi giorni a Miami per l’Art Basel scende in campo il grande JAZ che ha da poco terminato di dipingere questa intensa e grande parete sviscerando ancora una volta tutto il suo peculiare stile visivo.
Franco Fasoli per questo suo nuovo intervento torna ad un approccio decisamente più basico, meno colori rispetto alle tinte calde e terrene che siamo soliti riscontrare, per far posto piuttosto ad un tratto maggiormente istintivo e dal fortissimo carattere evocativo. Ci siamo spesso calati all’interno dell’immaginario di JAZ completamente assorti dalle profondità dei suoi temi e dalla particolare inflessione della sua ricerca stilistica e lavorativa, l’artista prosegue nell’approfondire con vigore ed enfasi i temi legati all’uomo, alla natura ed infine al mondo animale, vero e proprio fulcro del suo percorso artistico, tutti questi tre differenti aspetti vanno ad unirsi e vengono sviscerati dall’interprete attraverso una personale riflessione sull’uomo e sul suo stesso animo. L’approfondimento dell’artista avviene attraverso il complesso rapporto tra natura ed uomo, questo viene portato avanti attraverso differenti aspetti, anzitutto le famose fusioni corporee dove interi corpi vengono miscelati con gli animali, qui si assiste ad una sorta di opera a metà tra mistico ed onirico, tra istinto ed umanità, con i corpi inermi, vacui, preda della brutalità del predatore animale, si perde il senso di animale ed uomo che si scambiano invertendosi i ruoli attraverso le differenti chiavi di lettura che ci mostrano l’intenzione dell’artista di dipingere la figure dell’uomo in un totale stato di decadenza. Se da una parte troviamo quindi queste metafusioni dall’altra veniamo accolti da vibranti opere dove è la stessa natura e gli animali a prendere la scena, in queste opere JAZ carica gli spazi attraverso sottili e celate riflessioni, dipinge il branco, od un singolo animale, ne delimita la forma fino a elevarne la profondità. Peculiarità infine dell’operato del grande artista Argentino è la parallela ricerca che compie in ambito artistico sfruttando colorazioni e tinte non canoniche, come le vernici asfaltiche, e una spiccata sensibilità per tonalità più vicine alla terra, calde ed intense a segnare profondamente l’aspetto delle sue produzioni.
Per la grande rassegna statunitense l’interprete elabora “Miami”, il grande spazio a disposizione viene così invaso da una fittissima serie di animali tutti disposti intorno proprio alle lettere che compongono il titolo stesso del lavoro. Come detto notiamo una maggiore istintività nel tratto scelto, così come la volontà dell’interprete di affidarsi unicamente al nero su bianco, per un pezzo assolutamente coinvolgente che potete apprezzare al meglio attraverso le immagini in calce, enjoy it.

Pics via San

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Martina Merlini – “WAX” New Exhibition at Spazio Elastico

09/12/2013

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Con “WAX” di Martina Merlini lo Spazio Elastico si appresta a chiudere la propria programmazione annuale, un nuovo artista cuore del movimento italiano che porta in mostra gli ultimi sviluppi del proprio percorso artistico.
Lo show rappresenta di fatto un istantanea del lavoro fin qui portato avanti da Martina Merlini, partita come illustratrice, l’artista ha saputo nel corso degli anni approfondire differenti percorsi sia visivi che tematici andando a lavorare con tipologie differenti di medium e portando avanti una ricerca ampia e multi sfaccettata.
Lo show metterà in mostra proprio il frutto delle ultime ricerche coinvolgendo elementi diversi come tessuti, carta, legno passando per la pittura su muro, oramai parti integranti del lavoro dell’interprete stessa.
Martina Merlini scegli di occupare gli spazi della galleria bolognese con una grande installazione che si slancia verticalmente, dal soffitto al pavimento, segnando una sorta di centro, intenso sia come quello dello spazio espositivo e idealmente come baricentro terrestre, l’opera sarà composta da tessuti tinti a mano e stampe serigrafiche, quest’ultime figlie della residenza artistica all’interno delle Officine della Stampa dal quale l’interprete ha partorito Totem.
Il vero cuore centrale dello show, dal quale appunto prende il nome, è però l’incontro tra Martina Merlini e la cera. Sviluppato attraverso l’utilizzo di xilografie e portando a compimento un nuovo ed inedito percorso di sperimentazione misto ad altre tecniche e dell’elementi, il legno su tutti, l’esibizione vede la sua solida base e la sua giusta declinazione finale, nell’immaginario geometriche e nelle immancabili texture che caratterizzano l’operato dell’artista.
L’appuntamento è quindi per questo Venerdi 13 Dicembre, se vi trovate in zona l’appuntamento è d’obbligo, noi ci saremo ed in attesa di un ampio recap fotografico vi terremo aggiornati con una bella serie di immagini in preview, stay tuned.

Elastico Studio
Via Porta Nova 12
40123 Bologna

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Faith47 – “Reductio ad Infinitum” New Mural For Art Basel

09/12/2013

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Volgiamo il nostro sguardo ancora a Miami ed al suo Art Basel, epicentro quotidiano dei lavori in strada di questo Dicembre, la scena in campo di Faith47 segna la rassegna con uno degli interventi tra i più belli fin qui visti.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte il lavoro di Faith47 si sviluppa sulla forte capacità espressività ed emotiva dell’interprete, l’artista Sudafricana ha nella personale visione della donna il centro tematico dei suo interventi, attraverso un pittura fortemente evocativa prendono vita corpi onirici al limite del mistico, la carne si fa dolce e delicata così come i movimenti dei corpi, le pieghe degli abiti e le linee che ne delimitano la forma, risulta tutto sospeso in un caleidoscopio di emozione e verità celate che ci offrono un impatto raro ed assolutamente immersivo.
Per la kermesse statunitense Faith47 propone “Reductio ad Infinitum”, lo spazio a disposizione è veramente cospicuo segnando l’opportunità per l’artista di far letteralmente esplodere i temi e tutta il suo personale approccio visivo e stilistico, nasce così il corpo di una donna, seduta sulle ginocchia la vediamo prostrarsi in una intensa preghiera al sole, tra le mani giunte spicca una sorta di rosario mentre grandi fasci color ora ne illuminano le fattezze. Splendida anche la scelta cromatica con i colori accessi delle sezioni oro in netta contrapposizione con le tinte tenui ed i giochi in chiaro scuro del corpo della giovane, i dettagli sono numerosi e vanno ad inserirsi nelle scaglie di pelle così come nei pochi vestiti che coprono le nudità della giovane in un intesa rappresentazione che sà di vero. L’interprete sfrutta appieno lo spazio, ma sopratutto l’opera segna una profonda interazione con il panorama circostante in particolare con il cielo che accarezza la silhouette dei palazzi fino a riversare il proprio sguardo verso la superficie di lavoro dove appunto si aprono i raggi del sole illuminando la pelle e a preghiera della donna. Un opera intensissima ed assolutamente d’effetto che mette a nudo ancora una volta tutta la sensibilità di una delle artiste più interessanti di tutto il panorama e che rappresenta come detto uno dei lavori più belli e ridondanti tra i lavori fin qui realizzati nel programma del festival.
Vi lasciamo in compagnia delle immagini, dateci un occhiata per apprezzarne al meglio tutta l’energia e la forza emotiva di questa nuova ed intensa pittura firmata Faith47.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ian Cox

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“BRUTAL” Group Show at Lazarides Gallery Off Site Video Recap

09/12/2013

Torniamo con molto piacere a dare un occhiata all’annuale show fuori sede della Lazarides Gallery grazie a questo intenso nuovo video recap edito dai ragazzi di Beyonder, BRUTAL si mostra così in tutta la sue energia ed efficacia visiva come una dell’esibizioni più intense dell’anno.
Nato dalla collaborazione con The Vinyl Factory lo show ha preso vita all’interno delle stanze nel sottosuoli del 180 Strand di Londra, una mostra profondamente intrisa con l’architettura moderna che ha avuto come epicentro tematico l’idea di un riflessione sui tempi moderni. In particolare BRUTAL ha affrontato la brutalità della vita contemporanea attraverso una fittissima serie di lavori, un caleidoscopio di personali interpretazione in cui lo spettatore si è ritrovato a viaggiare tra dipinti, installazioni, video ed animazioni, sculture, fotografia, suoni ed un intenso spettacolo di danza.
Un piatto ricchissimo che ha offerto ai curiosi i lavori di artisti del calibro di: Antony Micallef, Ben Woodeson, Brad Downey, Bill McRight, Cleon Peterson, Conor Harrington, DALeast, Doug Foster, Estevan Oriol, James Lavelle, Katrin Fridriks, Karim Zeriahen, Know Hope, Lucy McLauchlan, Mark Jenkins, Miaz Brothers, Pose, Robert Hylton, Sebastian Horsley, Todd James.
Vi lasciamo al bel video recap, se invece volete dare un occhiata approfondita allo show ed a tutto l’allestimento interno con le installazioni e i lavori realizzati, vi rimandiamo al post precedente qui, enjoy it.

Lazarides are excited to announce BRUTAL, our annual off-site exhibition, a sensory feast only suitable for the brave and forward thinking. In October 2013 Lazarides and The Vinyl Factory will present a savage exhibition of original artwork over a sprawling creative space in central London. In response to the theme BRUTAL sixteen artists will showcase dynamic installations, murals, film, animation, sound and dance interventions in a cavernous space below 180 The Strand.

BRUTAL will explore the brutality of the times we live in, how this is reflected in the objects around us and our perception of the world. With a chilling new central London location for this year’s creative carnage, the roster of artists are set to produce their most brutal works to date, incorporating installation, sculpture and film bigger and bolder than ever before.

“A BRUTAL show in a beautiful building for brutal times” Steve Lazarides

BRUTAL

Erosie – New Piece at Bien Urbain Festival 2013

09/12/2013

Con piacere volgiamo nuovamente lo sguardo a Besançon ed al suo Bien Urbain Festival, tra gli artisti partecipanti anche Erosie che si è lanciato un interessantissimo elaborato coprendo tutta la difficile superficie di questa grande struttura.
Il lavoro di Erosie si sviluppa attraverso una forte inflessione personale, gli interventi sono sviluppati attraverso un profondo background figlio di differenti discipline, dai graffiti, ad una inflessione più concettuale, passando per l’illustrazione così come gli studi sulla tipografia. Gli elementi di questi studi vengono così sviluppati attraverso un idea personale fortemente emotiva, l’interprete attraverso il proprio stato d’animo, le esperienze e le proprie emozioni e sensazioni evolve la sua produzione visiva, immergendosi negli spazi e sviluppando così la propria personale dialettica artistica. Emergono così forme fortemente decise e molto più organiche, l’elemento che le contraddistingue è però la forte cripticità, nelle intenzioni dell’artista c’è la forte e viscerale volontà di non offrirci la chiave di lettura ma piuttosto sviluppare le opere attraverso una propria a personale visione, come se si trattasse di lettere celate e nascoste ci si ritrova così a leggere e rileggere le opere, tentando di scardinarne le emozioni e gli aspetti personali celati al loro interno.
Per la bella rassegna francese Erosie ha a disposizione pannelli differenti che coprono tutto lo spazio muovendosi tra grandezze differenti e spazi nascosti, partendo da questa peculiare conformazione fisica, l’artista affonda i colpi del proprio peculiare immaginario, si animano così figure ed elementi differenti, un istintività innata che pervade lo spazio tra forme che si ristringono e si aprono, tra elementi incastrati tra loro, tra grandi caselle di colore che ospitano le intersezioni, che raccolgono le spruzzate di vernice, in un gioco visivo spettinato e fortemente incisivo. L’interprete gioca infine con i colori attuando ottime scelte cromatiche che on il muoversi della grande configurazione cambiano applicando le proprie tonalità sui differenti archi tematici ed andando quindi in perfetta simbiosi con tutta l’evoluzione del pezzo.
Vi lasciamo al bel video recap che mostra tutte le fasi di lavori di, oltre allo stesso Erosie, 108, Akay e RAE, vi invitiamo infine a dare un occhiata alle immagini con alcuni scatti del making of e dell’eccellente risultato finale, è tutto vostro! enjoy it.

Pics by The Festival

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ROA – “Armadillo” New Mural For Art Basel 2013

09/12/2013

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Proseguiamo il nostro coverage sulle magie dell’Art Basel di quest’anno, la rassegna di Miami entra nel vivo con la discesa in campo di uno dei grandi big, ROA che dopo qualche mese di stop e di riposo torna a colpire un nuova ed interessante opera.
Tra gli artisti più apprezzati e seguiti, ROA continua da anni a portare avanti la propria personale visione decadente del mondo animale, la ricerca dell’artista ci ha regalato istantanee cocenti e dal forte impatto, figlie di una visione cupa, triste ed a tratti anche violenta, specialmente se si osservano le declinazioni rosso sangue che ogni tanto fanno capolino su parete. L’interprete Belga ha fatto del suo vagare per la terra e della sua ricerca sulla fauna locale il principale fulcro tematico del suo lavoro, sono infatti gli animali tipici del luogo a diventare i protagonisti delle sue incursioni che hanno nell’aspetto e nella loro visione finale il fulcro visivo nella scelta dell’artista di affidarsi unicamente a colori come il nero ed i suoi derivati, supportato dal bianco e dai grigi, il tratto invece è fortemente ricercato con forti e ripetute linee a dare vita alla pelle, il pelo e gli occhi delle sue belve. Quello che stupisce nei suoi interventi, oltre alla grande resa realistica che l’interprete riesce ad imprimere, è la forte connotazione emotiva che rappresenta da sempre il valore aggiunto del suo operato, ROA applica una riflessione sul mondo animale, ci mostra un lato differente della stessa medaglia, punta e spara diretto la propria feroce visione, in un impatto fragoroso che scuote i sensi e lascia intorpiditi da sensazioni di disagio e di aperto contrasto, le bestie riflettono il nostro essere umani, la nostra fame, la distruzioni che stiamo apportando ai loro habitat, le violenze che sono obbligati a ricevere, la loro debolezza e tutta l’atrocità della più elementare delle verità che porta con sè la violenza di una scala alimentare troppo spesso abusata dall’uomo stesso.
Per l’Art Basel ROA sceglie di realizzare “Armadillo”, come il nome suggerisce si tratta quindi di un nuovo iper realistico ritratto, niente grandi pareti, ma piuttosto questa piccola porzione di muro dove vediamo l’animale rannicchiato su stesso, quasi sospeso in aria, dove ci sentiamo di mettere l’accento sulla grande espressività raggiunta dall’interprete nel dipingere il guscio dell’animale.
Per apprezzare al meglio tutta l’efficacia della pittura di ROA e i grandi dettagli che accompagnano quest’ultimo lavoro, vi lasciamo alla bella selezione di scatti che trovate in calce, scrollate giù e dateci un occhiata, siamo certi apprezzerete.

Pics via San and BA

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Nelio x Grito – “Cobra Destructor” New Mural in Barcelona

09/12/2013

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Torniamo a mostrarvi l’incessante lavoro di Nelio, l’artista francese si sposta in Spagna, qui in compagnia di Grito ha dato vita ad un nuovo entusiasmante pezzo all’interno di un vecchio edificio abbandonato nei pressi di Barcellona.
Nuovamente rimaniamo piuttosto sorpresi nel vedere la profonda duttilità di Nelio, in particolare nell’ultimo anno l’interprete francese ci ha mostrato le differenti declinazioni della sua visione, passando attraverso differenti stili, dalle facciate maggiormente istintive, a quello elaborate attraverso un tratto decisamente più dettagliato, infine quest’ultimo approdo dove in combo con lo spagnolo Grito riavvolge il nastro tornando a calcare il un palcoscenico più vicino al mondo dei graffiti. L’elaborato come detto prende possesso di una grande parete all’interno di uno spazio dismesso, è interessante vedere come i due interpreti si spingano maggiormente verso una integrazione totale tra la facciata e lo spazio circostante, utilizzando e dipingendo piastrelle e vari oggetti tutto intorno, aumentando quindi di fatto la profondità e la tridimensionalità dell’elaborato. Quest’ultimo si distingue anzitutto per un totale allineamento tra i due differenti stili degli artisti, miscelati attraverso un approccio più basico, Nelio attraverso la sua visione più astratta sceglie di realizzare tutta la parte di texture e pattern che di fatto compone tutta la base del lavoro, con caselle ed elementi geometrici e tridimensionali ad avviluppare tutta la superficie, dal canto suo Grito invece si occupa della scenografia con la fitta coltre di nuvole ed il cielo stellato che di fatto fà da background realizzando infine il cobra inserito al centro del pezzo ed infine i personaggi surreali che spuntano qui e li nella composizione. Nota finale per il colore, gli interpreti scelgono infatti di affidarsi ad un unica serie di palette sature, con il viola, il giallo e tutti le relative declinazioni cromatiche che danno vita alle parti interne delle forme scelte.
“Cobra Destructor”, questo il titolo del lavoro, è un opera densissima di dettagli, con figure che si aprono e si muovono su tutta la superficie, con una spiccata propensione a sfruttare profondità, con più livelli di lavoro, con una marcata tridimensionalità che emerge con vigore e forte impatto e che viene alimentata dalla bella simmetria delle figure proposte, un opera che ci ha decisamente coinvolto e che abbiamo fortemente apprezzato insomma.
Scrollate giù, dopo il salto un pò di dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzarne tutto l’impatto visivo.

Pics by The Artist

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Weekly Overview 63 | 02-12 to 08-12

08/12/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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INO – “Fatality” New Mural at Art Basel 2013

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ZOSEN – New Piece at WIP Villette in Paris, France

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Etnik – New Mural in Dusseldorf, Germany

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Escif – “Miami” New Mural in Valencia, Spain

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MP5 at The Outsiders for a Screen Prints Session

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CT – A Series of New Pieces

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MTO – “Florida, Mon Amour” New Mural in Sarasota

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Rone – New Murals at Art Basel 2013

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Forte Prenestino in Rome – A Look Inside

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108 – “La mia mente costretta” New Mural in Torino

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Phillip K. Smith III – “Lucid Stead” in The California Desert

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Hyuro – New Murals in Terracina and Formia

Shida x Twoone x Eno x Taylurk – New Mural in Melbourne

08/12/2013

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Novità dall’Australia, un bel gruppo formato da Shida, Twoone, ENO e Taylurk si è dato appuntamento a Melbourne per realizzare insieme un nuova facciata, il risultato è un intervento bello denso di dettagli e dalla forte connotazione stilistica.
Le ammucchiate selvagge di questo tipo ci hanno sempre incuriosito e coinvolto, avere la possibilità di vedere all’opera artisti differenti e le loro relative peculiarità stilistiche unite in un unico lavoro, stimola il nostro occhio offrendoci in pasto dettagli ed invenzioni differenti all’interno dello stessa cornice.
Per questa nuova parete Shida, Twoone, ENO e Taylurk danno ampio sfogo ai loro personali stili, partiamo con Shida che instilla nella parete le sue consuete e veloci staffilate geometriche realizzando di fatto la base dove poggia la grande figura umana, quest’ultima dipinta da Taylurk che porta avanti così la personale propensione per un tratto fortemente figurativo ed a tratti realistico, Twoone invece si diverte a sviscerare i corpi dei due animali presenti sul pezzo, quello in nero abbracciato dalla figura ed il volatile appoggiato sulle spalle della stessa, last but not least ENO che porta avanti anche qui la particolare visione geometrica ed urbana realizzando una serie di texture e forme architettoniche che vanno ad inserirsi tra i differenti soggetti dipinti.
Un lavoro camaleontico ed intricato che ci mostra l’abilità di ogni singolo partecipante, che sviscera temi e spunti differenti e che in tutto il suo grande impatto abbiamo fortemente apprezzato.
Dopo il salto ad attendervi alcuni dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata per scoprire al meglio tutte le peculiarità di un opera di questo tipo e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artists

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JR – INSIDE/OUT Project in London Video Recap

08/12/2013

Come abbiamo avuto modo di vedere, il grande fotografo JR quest’anno ha intensificato i lavori per il suo INSIDE/OUT Project, l’artista ha toccato città importanti come New York e Parigi, con l’ottimo intermezzo Londinese, a distanza di parecchio tempo abbiamo così l’opportunità di dare un occhiata proprio a questa ultima serie di lavori, con un bel video recap dell’installazione.
Tra i vari progetti caratteristici del fotografo, l’INSIDE/OUT Project come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte è senza dubbio quello più partecipativo, l’interprete piomba in città con il proprio furgone/studio all’interno del quali le fotografie scattate alla gente del posto, più che ben disposte a prestare il proprio viso, vengono poi elaborate e stampate per coprire gli spazi a disposizione, un lavoro che ha avuto un seguito incredibile trasformando ogni tappa di JR in un vero e proprio evento mediatico.
Edito dal team di Beyonder, il lungo video non vuole unicamente focalizzarsi sul famoso progetto, ma piuttosto lancia una dialogo aperto con lo stesso artista, JR parla a ruota libera, racconta i suoi inizi ed il progressivo avanzare della sua carriera, fino ai suoi ultimi progetti passando per la forte interazione con i social, su tutti Instagram. Coadiuvato da immagini rare, come i primi pezzi realizzati quando giovanissimo gira per la strade per scattare fotografie dei pezzi altrui, il video percorre anche le tematiche legate al lavoro del francese, con la particolare cadenza emotiva, o con i significati nascosti dietro un volto, uno sguardo, JR ha saputo raccogliere spaccati di vita differenti, distanti e per certi versi controversi, li ha fatti emergere portandoli al grande pubblico in opere impegnate dal fortissimo impatto emozionale, distillandone le differenti percezioni soggettive di ogni individuo, libero così di leggere tra le rughe, tra i sorrisi e tra gli sguardi di queste persone anonime.
Un bella occasione per conoscere meglio uno dei volti di maggior interesse del panorama internazionale, mettetevi comodi e schiacciate play, siamo certi che non mancherete di apprezzare, e se volete vedere da vicino la sontuosa installazione di londra, questo è il posto giusto, enjoy it.

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INO – “Fatality” New Mural at Art Basel 2013

08/12/2013

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Tra lavori più o meno riusciti questa edizione dell’Art Basel di Miami ci regala anche un nuova parete firmata dall’artista greco INO, ancora una volta l’interprete attraverso uno stile fortemente evocativo ed ai temi trattati riesce a lasciarci di stucco.
A distanza quindi da System of a Fraud, il delicatissimo intervento realizzato qualche settimana fa ad Atene, l’interprete approda nella bella metropoli statunitense regalandoci un nuova ed attenta riflessione, il tratto scelto è come sempre caratterizzato dalla grande tecnica di lavoro che accompagna le sue produzioni, INO qui, a differenza dell’ultimo pezzo, sceglie però di affidarsi ad un unico colore, il nero.
Con “Fatality”, questo il nome dell’intervento, l’artista racchiude così un nuovo pensiero all’interno della forte profondità che sono un colore come il nero riesce ad offrire, all’interno dello spazio a disposizione assistiamo attoniti ad un rapporto emblematico e multi livellato tra due distinte figure, dapprima scorgiamo il corpo trasbordante, figlio degli eccessi, dei ricchi e della società dell’usa e getta e degli sprechi, la silhouette di una donna enorme fa così la sua comparsa emergendo attraverso un intensa ed accurata pittura, catapultandoci tra le mille pieghe del suo stesso corpo. Sebbene questo sia l’elemento che desta per primo l’attenzione è in realtà la seconda figura ad alimentare tutta l’eccezionalità della proposta di INO, esattamente del punto di maggior attenzione, li dove i seni si fanno enormi accompagnando il corpo verso i suoi quasi impercettibili fianchi, emerge in totale opposizione, anche cromatica, come uno spettro il volto ed il corpo rannicchiato di un bambino denutrito, arriva così diretto e senza troppi indugi il forte e poderoso montante che ci stordisce.
L’opera cela un rapporto malinconico tra i due eccessi, nelle forme così rotonde della donna che vanno in conflitto con gli spigoli del corpo del bambino, tra ricchezza e povertà, tra fame ed ingordigia ci accorgiamo delle differenti chiavi di lettura di un opera così stratificata. Non si tratta infatti unicamente di un rapporto tra opposti, si ha la sensazione di una simbiosi per cui se esiste uno necessariamente ci sarà anche l’altro, ed ancora le divergenze di fanno maggiormente più profonde quasi si incrocia lo sguardo del ragazzo, fisso, perso vuoto e scavato, messo a confronto con la risata isterica e la scompostezza delle labbra della signora in alto
Le immagini parlano chiaro, molto chiaro specialmente in un luogo così avvezzo alla ricchezza come Miami, tra provocazione e riflessione non potevamo che apprezzare e rimanere in silenzio.

Pics by The Artist

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Robert Proch – “Turn The Corner” at OpenSpace Gallery

07/12/2013

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Dopo averne apprezzato le splendide pareti all’interno dei grandi festival che hanno spazzato i territorio dell’est durante quest’anno, Robert Proch si ferma presentando all’interno della OpenSpace Gallery di Parigi una nuova personale dal titolo “Turn the Corner”.
Dopo la fitta collaborazione che l’ha vista mostrarci da vicino tutte le declinazioni del filone Graffuturism, attraverso tre show dedicati oltre che l’immenso group show, la OpenSpace apre così le porte ad uno degli artisti più eclettici, capace in quest’ultima annata, e non solo, di realizzare tra gli interventi visivamente più emozionanti tra quelli fin qui visti. Peculiarità principale del lavoro di Robert Proch è la spiccata sensibilità dell’interprete di riuscire a declinare i propri interventi e le proprie tele attraverso una costante sensazione di movimento. I lavori si presentano come la perfetta miscela tra componente figurativa ed un approccio più astratto, tra forme e configurazione, profondissimi momenti e figure tridimensionali, le opere spiccano per un attenzione incredibile al dettaglio. I volti, così come i corpi ed i movimenti rappresentati, nel loro essere frammentati risultano assolutamente realistici, si intersecano a forme e figure geometriche, tra intermittenze cromatiche e nuvole di fumo, si dipanano formando assi e piani sui quali poggiano nuove forme, assetti, e volti, il tutto raccolto all’interno di un calderone di emozioni ed istantanee vorticose.
Un lavoro incredibile che sfrutta appieno tutta l’efficacia di entrambi gli emisferi, che tocca con sensibilità attimi e momenti intensi e di riflessioni attraverso un filtro nuovo ed assolutamente coinvolgente.
Abbiamo deciso di concentrare il nostro recap fotografico di questa ultima fatica di Roberto Porch esclusivamente sui lavori in mostra, volevamo darvi l’opportunità di apprezzare al meglio tutto l’incredibile tratto dell’interprete, perciò prendetevi cinque minuti e scrollate giù, ad aspettarvi una ampia selezione di scatti dei lavori esposti e se vi trovate in zona potete andare di persona a darci un occhiata fino al 21 di questo mese.

OpenSpace Gallery
56, Rue Alexandre Dumas
Paris 11^

Pics by Gallery

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Miss Van – New Mural at Art Basel 2013

07/12/2013

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Continua il nostro viaggio all’interno dell’Art Basel 2013, la rassegna di Miami e tutto il suo brulicare di eventi collaterali sta monopolizzando la scena internazionale grazie anche alla presente degli artisti tra i migliori del panorama internazionale, ultimo quella Miss Van che torna a lavorare su muro dopo la bella esperienza per la Soze Gallery di qualche mese fa.
A distanza così dal suo ultimo show, qui potete trovare un ampio recap, Miss Van torna a lavorare su parete, l’artista come sempre porta in dota il suo particolare approccio visivo divertendosi a realizzare una nuova ed inedita serie delle sue ammalianti donne. L’operato dell’artista è infatti sempre stato a stretto contatto con la figura della donna, Miss Van non hai però mai inseguito una visione realistica ha piuttosto affidato il suo tratto ad una personale filtro tematico, si fanno largo così le sue donne feline, sensuali, seminude in pose provocanti ed ammalianti.
Da questa particolare inflessione l’artista francese ha sviluppato tutto il suo immaginario, in quest’ultimo lavoro in particolare si fa maggiormente largo il rapporto con le maschere, che coprono praticamente i tratti ed i visi delle donne dell’artista, la pittura stessa si fa più evocativa al limite del mistico segnando un nuovo approdo tematico che ci ha parecchio incuriosito. L’interprete dona infatti alle sue feline, non più quella patina aristocratica figlia della belle époque ma piuttosto si avvicina energicamente ad una visione più primitiva ed arcaica una contaminazione questa figlia forse della diretta influenza del continuo lavoro portato avanti insieme a Ciro Shu, ma che comunque abbiamo parecchio apprezzato.
Vi lasciamo alle immagini in calce, dandovi modo di apprezzare al meglio tutto il particolare tratto visivo della grande artista, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare me restate sintonizzati, nei prossimi giorni continueremo infatti il nostro coverage sui lavori di Miami.

Pic via San

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Ludo – “Ordem e Progresso” New Mural in Paris, France

07/12/2013

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Un bel periodo questo per Ludo, il grande interprete francese a pochi giorni da E-Lepidoptera torna ora con un nuovo intervento, scegliendo ancora una volta come giusta scenografia Parigi ed i suoi mille cartelloni pubblicitari.
Analizzando l’operato dell’artista francese siamo sempre rimasti piuttosto interessati alla sua capacità di miscelare elementi discordanti, appartenenti a mondi così distanti tra loro, in un’unica forma, surreale ed al contempo così viva e tangibile, veicolandola verso argomenti e tematiche profondamente riflessive. In particolare uno degli aspetti maggiormente caratterizzati è la personale simbiosi e conseguente critica, verso l’ambiente naturale, i suoi problemi ed i temi legati all’inquinamento od alla distruzione dello stesso. Per affrontare al meglio le questioni connesse a questo vasto universo, l’interprete ha cercato nel corso del tempo di aumentare la crudezza dei suoi mix, unendo sotto unica figura animali e piante assieme ad elementi tipicamente umani e spesso vicini alla guerra ed alle sue armi, un insolita mistura arricchita dalle peculiari scelte cromatiche sospese tra il bianco e nero e le vive colate di verde acido che interessano le viscere dei suoi interventi.
Non stupisce quindi “Ordem e Progresso”, questo il titolo di quest’ultimo lavoro, non stupisce perché Ludo porta avanti il suo percorso tematico andando questa volta a colpire, centrandolo, un argomento in particolare, quello legato all’abbattimento delle foreste in favore di un ottica esclusivamente legata al profitto. Nel cartellone pubblicitario preso d’assalto l’artista ci fa riflettere sviscerando non l’ennesimo mash-up ma piuttosto dipingendo una mano intenta a fumare, al posto della sigaretta una banconota, al posto del tabacco un albero appassito, infine come ciliegina sulla torta si diverte ad inserire un grande anello di color verde, simbolo dei potenti e dei corrotti, ci sembra tutto ampiamente chiaro.
Dopo il salto potete trovare alcuni dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata, per apprezzare al meglio tutto lo stile dell’interprete ed il forte messaggio riflessivo che accompagna questa nuova magia, enjoy it.

Pics via San

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Brad Downey & Akay – New Exhibition in Grottaglie

06/12/2013

Eccoci di nuovo a Grottaglie, Angelo Milano mente dietro Studiocromie, FAME Festival ed in ultimo Sangue, ci rivela il prossimo step, uno show allestito per le strade della cittadina pugliese che vedrà una stretta collaborazione tra Brad Downey ed Akay.
Riparte così, a distanza di qualche mese dallo splendido show proposto da Momo, l’intensa attività di uno degli innegabili centri dell’arte italiana, riparte da due nomi quelli di Brad Downey ed Akay e siamo certi che le sorprese non mancheranno. Nonostante le pochissime informazioni al riguardo ci aspettiamo uno show da vivere e da respirare, un riportare l’arte in strada attraverso la forte interazione e contaminazione con l’urbano che distingue l’operato dei due interpreti. Di Brad Downey ne abbiamo visto in passato i lavori all’interno del progetto Public Art in Horsens, esattamente come per Akay, ne siamo rimasti ammaliati dal coinvolgimento, l’intelligenza e dalla particolare inflessione riflessiva con le quali caratterizzano i loro lavori il fulcro sembra essere, oltre alla forte interazione, una spiccata propensione per opere dalla forte rilevanza concettuali, visti i precedenti ci aspettiamo qualcosa di irriverente ma al contempo dal forte impatto scenico.
L’appuntamento è per il 14 Dicembre e come dice il buon Angelino ‘Vieni e Basta’, e chi obietta! Restate sintonizzati, presto un bel recap di tutto l’evento e se vi trovate in zona l’appuntamento è d’obbligo, insomma Be There e Stay Tuned!

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ZOSEN – New Piece at WIP Villette in Paris, France

06/12/2013

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A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di ZOSEN, come detto l’artista è tra gli ospiti coinvolti nel progetto trimestrale della WIP Vilette di Parigi, un laboratorio permanente atto a stimolare un dialogo sociale ed artistico, che ha visto una serie di artisti trasformare completamente le facciate dell’edificio sede dell’associazione.
Dopo l’entusiasmante parete realizzata in occasione del DesOrdes Creativas di quest’anno, l’artista spagnolo si sposta così a Parigi proseguendo il suo percorso visivo ed innestando sugli spazi a disposizione tutto il suo canonico stile iper-colorato. Come visto più volto l’approccio di ZOSEN è incentrato anzitutto su un utilizzo massicci di colori e relative contrapposizioni cromatiche, le forme e le figure realizzata prendono vita senza l’ausilio di alcuna linea di costruzione, risultano così grandi agglomerati cromatici che unendosi tra loro danno vita a configurazioni e sezioni differenti. La bomboletta dell’interprete agisce attraverso una ricerca visiva sulle tonalità meglio assortite fra loro, muovendosi con intelligenza tra figure note, follie creative, lettering e scritte di vario genere, emerge così tutta la sensibilità dello Spagnolo di celare all’interno di queste forme spunti e tematiche differenti, si tratta di opere dalla disarmante semplicità di fruizione che però proprio per la loro particolare fisionomia estetica alimentano un impatto vivissimo con lo spazio circostante.
A differenza dei precedenti interventi qui l’interprete sceglie di affidarsi ad un background più duro, il nero quindi avvolge tutte le superficie di lavoro andando ad aumentare l’impatto finale delle figure, quest’ultime come sempre rappresentano il cuore e lo snodo tematico degli interventi, ritroviamo occhi, così come labbra, chiavi, volti, arcobaleni, un pallone da calcio così come un cellulare od oggetti di vario tipo, tutto raccolto in un susseguirsi di forme differenti, un opera densissima di dettagli capace di offrirci differenti spunti da poter cogliere. L’artista sceglie di lavorare in due differenti modalità, nella parte davanti ed in una dei pannelli laterali addensa le figure attraverso uno stile più minuzioso, nella rimanente metà invece si impegna con configurazioni di dimensione maggiore, offrendoci così l’opportunità di osservare tutti le differenti applicazioni del suo immaginario unico.
Un intervento che ci ha fortemente coinvolto, scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato dall’artista, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare il bel risultato finale.

Pics by Marmouzet

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Mirrorless Project by 2501, Pastel and Austin McManus

06/12/2013

2501, Pastel ed Austin McManus, redattore e fotografato per Juxtapoz, si uniti per dare vita a Mirrorless Project, un interessante esperimento/progetto artistico che prenderà vita durante i giorni dell’Art Basel di quest’anno.
Il Mirrorless Project nasce dall’idea di coinvolgere differenti prospettive attraverso quelli che sono spazi di fatto esenti dalla partecipazione e percezione visiva a causa della loro stessa specificità architettonica. La proposta è quella di riuscire a generare lavori che attraverso un installazione strategica di specchi ed il lavoro di pittura di ogni artista, possa di fatto realizzare interventi complessi che riescono a convogliare una riflessione sullo spazio e sulla sua lettura, segnati in questo momento da un consumo ed una digestione veloce. Il progetto mira a controvertere proprio quest’ultimo punto favorendo piuttosto l’osservazione e l’individuazione più ragionata di quelle sezioni dimenticate, nascoste, sepolte o semplicemente ignorate da una rapida occhiata digestiva del tessuto urbano e gli spazi in generale, il tutto attraverso l’inserimento di elementi nuovi che vanno letteralmente a riempire gli spazi che la nostra mente dava per vuoti.
Il finanziamento di un lavoro così complesso ed articolato che sfocerà in un vero e proprio documentari, ha spinto gli artisti, non ad appoggiarsi ad uno di quei servizi di crowfounding ma piuttosto alla vendita di una serie di 50 stampe via email che di fatto rappresentano gli studi preparatori sui lavori che vedranno la luce. Dopo la prima infornata Pastel e 2501 escono ora con la seconda che gli permetterà di completare l’intervento, ogni stampa è differente dall’altra e mostra il disegno cad di una delle abitazioni che verranno trasformate e su cui sopra gli artisti si sono divertiti ad interagire e lavorare, misura 52×85 Cm ognuna al costo di 150 Dollari, ce ne sono unicamente 10, perciò si tratta davvero di un uscita super limitata.
Per sostenere il progetto vi basta scrivere all’artista direttamente qui: info@2501.org.uk ma attenzione rimangono ancora poche stampe disponibili perciò affrettarsi, noi intanto vi diamo appuntamento alle fasi finali dell’interessante progetto e vediamo di acquistarne una, nel frattempo bel video del making of ed una serie di immagini dei lavori in vendita.

A reflection generates, searching for a new description or reading about space and its details, achieving to superimpose the desired condition of a new position of debate. Efforts that have in common forms previously produced as a re-appropriation, object-trouvé, mash up, etc…

The velocity of the consumption of this imaginary prohibits an identification of all that is invisible, forgotten or hidden, buried, ignored, or incorrect.

Through these actions, new modalities of perceiving spaces are introduced about the relationships between the observer and the observed; highlighting a new site, an external element, and also cultivating a space once lacking information.
This intervention will work towards highlighting potential spaces that are exempted from participation due to site-specific dynamics.

The proposal aims to generate interventions through strategic positionings (installations, painting) utilizing mirrors situated in house gardens and open spaces, thus introducing works, details, and pictographic expressions that will be reproduced infinitely through the mere act of reflection.

Through the video and photographic documentation of this process, it is proposed to build an exhibition-tale of the process, including results and relationships.

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Etnik – New Mural in Dusseldorf, Germany

06/12/2013

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A distanza di veramente parecchio tempo torniamo a parlarvi del lavoro di Etnik, il grande artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento su questa porzione di parete a Dusseldorf in Germania.
L’operato di Etnik ci ha sempre affascinato per la capacità dell’artisti di riuscire a farci letteralmente entrare all’interno della sua visione, gli studi accademici coadiuvati con una fortissima impronta urbana con il passato da graffiti artist fortemente radicato, fanno emergere uno stile assolutamente personale, una visione tridimensionale che altera la percezione, smuove figure, incastona forme e ne apre altre.
Dal mondo del design, passando per quello della scenotecnica ed ovviamente dei graffiti, l’artista sviscera intricate forme in tre dimensioni che danno l’impressione di muoversi attraverso gli spazi a disposizione, un moto perpetuo che si prende vigore quando osserviamo ciò che ci annida tutto intorno, sezioni e configurazioni differenti, quasi schizzate via, mantenendo la loro vicinanza con la figura madre, come se si trattasse di un gigantesco campo gravitazionale capace di attrarre ed al contempo però allontanare le sezioni realizzate.
Il lavoro dell’artista italiano continua a sorprenderci per la continua evoluzione apportata dallo stesso dopo le opere che riprendono la basi della tecnica del trompe l’oeil, per questa sua nuova parete tedesca Etnik scegli di cambiare nuovamente registro, a farne le spese è una scenografia fortemente evocativa, a tratti più calma, un cielo azzurro fa così la sua comparsa coadiuvato dalla grande forma nel mezzo, il consueto totem che agita le sue mille porzioni e sezioni di corpi. All’interno dello stesso, incastrati tra i blocchi e le linee rappresentate notiamo figure nuove che si discostano parecchio dai paesaggi meccanici ed industriali fin qui visti, a fare capolino sono così castelli ed architetture barocche, così come piante ed arbusti, in totale sintonia con la scenografia rappresentata, in una lettura nuova del panorama cittadino, meno caotico e più vicino ad elementi naturali, un approccio differenti che ci ha coinvolto e che probabilmente deve molto alla superficie di lavoro dove prende vita che di fatto ha tutte le sembianze di un muro di una scuola.
Scrollate già ad attendervi alcuni splendidi scatti che documentano i dettagli dell’intervento, la resa finale e qualche immagini dell’artista all’opera, dateci un occhiata per approfondire al meglio tutta l’intensità di quest’ultima meraviglia e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Escif – “Miami” New Mural in Valencia, Spain

06/12/2013

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Tutti gli occhi in questo periodo sono puntati a Miami per i grandi eventi dell’Art Basel 2013, tra pareti, mostre ed eventi collaterali ci spostiamo a Valencia in Spagna, feudo del grande Escif che sceglie proprio la rassegna statunitense come bersaglio della sua ultima (non) velata critica.
Abbiamo sempre apprezzato la forte vena riflessiva ed al contempo critica dell’ecclettico artista spagnolo, Escif ha saputo nel corso degli anni affrontare discorsi differenti, toccare argomenti delicati, passando con disinvoltura tra la critica politica, sociale ed economica, infilandosi nel dibattito e regalandoci una visione divertente e surreale di quelle che sono le profonde piaghe della società contemporanea. Caratteristica infatti dell’operato del grande interprete è sempre stata quella di parlarci e letteralmente spiegarci attraverso le immagini, affrontando le situazioni con similitudini talvolta forti altre volte affilate ed in generale sempre divertenti, scatenando sempre e comunque una contrapposizione tra un divertito e la riflessione, lasciandoci un sorriso amaro, cosci che nel suo portare al limite le situazioni ed i temi trattati, lo Spagnolo ha perfettamente centrato il punto.
La nuova magia, dopo le recenti incursioni oltre stato, prende vita per le strade di Valencia, dal titolo “Miami” il lavoro rappresenta per certi versi una forte e decisa presa di posizione da parte dell’interprete, Escif questa volta taglia corto con i suoi classici personaggi per realizzare piuttosto una riproduzione della statua del David di Michelangelo inserendo nella sua posa statica, una grande pianta, per quello che senza troppi giri di parole è un attacco neanche troppo velato all’Art Basel.
L’attacco alla kermesse è, a nostro avviso, una più ampia ed oculata riflessione sul sistema arte, un inedito per Escif, che letteralmente ne schernisce la qualità ponendo un imbarazzante pianta che di fatto non ha nulla a che vedere in un elemento classico ed artistico come l’opera del Michelangelo. Scavando affondo emerge la sincerità dell’artista nel rappresentare in parte lo stato attuale dell’arte contemporanea, afflitta da un continuo riciclo di idee, in una ricerca che spesso viene anteposta dalla smania di arrivare, avvilita dal denaro e mercificata all’interno delle mille rassegne che vediamo spuntare in ogni dove.
Un tasto importante e dolente dipinto attraverso tutta l’ironia e lo stile grafico che distinguono l’interprete da anni e che ci ha seriamente coinvolto, spinto ad una riflessione, e voi cosa ne pensate?

Pics by The Artist

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TILT – New Mural for Graff’me Lebanon Project in Beirut

06/12/2013

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Un altro degli artisti impegnati per l’interessante Graff’me Lebanon Project, è TILT, l’interprete ha distanza di veramente parecchio tempo torna a lavorare su un grande pezzo, mostrandoci gli sviluppi del proprio personale lavoro e segnando profondamente un’altra delle grandi pareti di Beirut.
L’ultima volta che avevamo avuto notizie dell’artista è stato parecchi mesi fa in occasione delle sua ultima esposizione All You Can Eat dove si era divertito a riarrangiare attraverso il proprio tratto i classici cibi della cultura americana. Così, dopo Katre (qui), l’esperienza del progetto libanese si rivela piuttosto atipica, coinvolgendo un nuovo artista così profondamente legato al proprio background da graffiti artist, TILT infatti ha saputo evolvere il suo approccio attraverso non un allontanamento sostanziale dal proprio universo, ma piuttosto cementificando questo suo viscerale legame con le lettera attraverso una dialettica visiva che lo vede sviscerare, quasi ossessivamente, i propri caratteri in bubble style, componendo parole ed intere frasi. Peculiarità dell’interprete francese è quella di mantenere salda l’ideologia del movimento, cambiandone però il contesto, si aprono così, letteralmente formati dalle parole, forme e figure note, che grazie all’ausilio di una forte colorazione, desta un bel impatto visivo.
Per la sua grande facciata Libanese, TILT sceglie di utilizzare un forte colore come il rosa shocking, che letteralmente emerge come un grande punto all’interno del tessuto urbano della città, l’artista sviluppa una fittissima trama ma, piuttosto che limitarsi a coprire tutta la superficie con i suoi throw up, sceglie di realizzare una grande configurazione. La percezione dell’opera è quella di una forma tridimensionale, letteralmente spostata verso il basso come rialzata, in un effetto finale dal sicuro impatto in cui non possiamo fare a meno di notare i grandi spazi bianchi appositamente lasciati dallo stesso Francese che aumentano il livello di immersione dell’intervento.
Alcuni scatti vi accompagneranno sui dettagli di questa ultima fatica firmata dall’interprete francese, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

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David De La Mano, Irene Lasivita, Nicholas Alfalfa and Plumas in Montevideo

05/12/2013

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Ci piacciono parecchio le combo che uniscono stile e visioni artistiche differenti, l’ultima riguarda un bella collaborazione tra David De La Mano, Irene Lasivita, Nicholas Alfalfa e Plumas che prende vita nella zona di Goes a Montevideo in occasione del MUTA Street Art Festival.
La rassegna da poco conclusasi ha messo in mostra una serie di interessanti realtà uruguaiane, il tutto condito con musica ed eventi paralleli come una sontuosa esibizione finale.
La parete realizzata da David De La Mano, Irene Lasivita, Nicholas Alfalfa e Plumas, raccoglie quelli che sono gli stili di ogni singolo artista trasferiti attraverso una composizione ricca di dettagli e profondamente camaleontica, dipanandosi sulle due pareti di questo piccolo edificio. L’intervento è realizzato unicamente attraverso tonalità nere a contrasto con il bianco, dapprima veniamo accolti da un personaggio femminile, realizzato da Irene Lasivita lo vediamo quasi sospeso in aria mentre dal volto parte una copiosa mandria dei canonici piccoli uomini di David De La Mano, l’interprete mano a mano e lo sciame si sposta ne aumenta l’intensità inserendo sempre più figure che mano a mano vanno ad unirsi formando quello che è il lungo collo di uno dei surreali animali di Nicholas Alfalfa, da questi l’attenzione si sposta sulla grande sezione di corpo realizzata da Plumas che va ad abbracciare la creatura fantastica ed a prendendosi il giusto nella parte più estrema dell’intervento.
Un lavoro sofistico ed in continuo mutamento, ricco di spunti da poter cogliere, scrollate giù dopo il salto ad attendervi una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artists

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