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GORGO

Archive for novembre, 2013

Invader – New Invasion in New York, USA Part III

12/11/2013

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Con un ritmo serrato Invader prosegue la sua invasione delle strade di New York, l’artista francese continua a tenere vivo il nostro interesse verso la grande metropoli statunitense che dopo Better Out than It di Banksy, è attraversata da un altro dei big storici della scena internazionale.
Questa terza parte del nostro coverage è segnata nuovamente dalla collaborazione tra Invader, Cost ed Enx e soprattutto da una nuova serie di installazione tra cui spiccano quelle di maggior grandezza, in parte un inedito per l’interprete francese, nonché per la spiccata sensibilità cromatica che ormai sta segnando il passo di tutte le produzioni del grande artista.
Invader prosegue il suo percorso concedendosi un nuova serie di installazioni attraverso le quali l’interprete porta avanti tutte le ultime direzioni intraprese nel corso di quest’ultimo anno in particolare, piuttosto che continuare a concentrarsi unicamente sui canonici personaggi del videogame dal quale prende il nome, il francese ha di fatto colto tutti gli spunti, sia visivi che tematici, che hanno accompagna tutta la cultura a 16 bit, dai film, hai videogiochi, tutti gli anni ’80 e ’90 vengono così filtrati e rivisti attraverso lo stile pixelloso dell’artista e soprattutto attraverso delle vere e proprie piccole serie, da Star Wars passando per tutti i personaggi del mondo Nintendo. Ad accompagnare questo salto tematico abbiamo notato una maggiore propensione a giocare con i colori, atta in parte a rappresentare al meglio i personaggi stessi ma soprattutto a riflettere sui dettagli riuscendo nonostante la particolarità delle immagini a restituirci forme e figure facilmente associabili e riconoscibili.
Per questa nuova sequenza di lavori oltre il proseguo della combo con Cost & Enx, Invader porta in scena nuovi simboli, come la mela della apple oppure vecchie conoscenze, come la Pantera Rosa e Donkey Kong, concludendo infine con nuove ed interessanti rivisitazioni dei propri canonici characters.
Vi lasciamo in compagnia della bella selezione di immagini dove potete apprezzare tutti i dettagli di questo ultimo filotto di interventi, dateci un occhiata e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti su questa nuova invasione firmata Invader per le strade della grande mela.

Pics by Stephen Kelley

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Katre – New Pieces for “La Tour Paris 13” Project

12/11/2013

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La Tour 13 di Parigi ha rappresentato un taglio netto con i progetti che stanno caratterizzando questo particolare momento della street art internazionale, il lavoro degli artisti non passa più per festival o pareti di carattere ‘istituzionale’, piuttosto agli stessi viene affidata la trasformazione di interi edifici, zone al limite della società, destinate alla distruzione le quali diventano un grande museo temporaneo dove poter lasciar esprimere al meglio tutto il talento degli interpreti. Sebbene possa sembrare in parte un contentino oppure l’ennesimo modo per imbrigliare il talento dei differenti esponenti, a nostro avviso è il risultato di una esigenza differente, appropriarsi seppure per poco tempo degli spazi, trasformarne la visione fisica attuando un processo che di fatto è effimero e che attraverso il ricordo di chi ha visto e visitato questi luoghi potrà di fatto vivere in eterno.
Demolito ad inizio mese, allo stabile abbiamo dato con piacere un occhiata approfondita all’interno del piano dedicato alla scena nostrana, per poi concentrarci su una serie di interventi di alcuni specifici artisti, dopo l’appartamento di C215 (qui) e quello firmato da 108 (qui), diamo un occhiata a quanto di buono messo in piedi da Katre. Avevamo posato lo sguardo sull’operato di Katre quando l’artista era intervenuto all’interno del bel Les Bains Douches Project di Parigi, un progetto che ha fatto da precursore di fatto a quest’ultimo e dove l’artista, esattamente come per questo medesimo lavoro, aveva inondato gli spazi a disposizione attraverso tutto il suo ridondante stile visivo.
Per questa nuova esperienza parigina Katre si esalta continuano a proporre il consueto mix tra vernici ed installazioni, il lavoro diviene così una vera e propria tela vivente, l’interprete agisce attraverso tutto lo spazio, intacca i soffitti così come i muri, utilizza oggetti, gioca con la profondità delle stanza andando letteralmente a dipingere scenari atti ad aumentarne le profondità delle pareti, dipinge panorami, macerie, addirittura uno specchio.
È tutto in funzione di un unico e movimentato pezzo che invade qualsiasi superficie attraverso un tratto istintivo, rapido e violento caratterizzato da tonalità scure intervallate unicamente da sfilettate di rosso vivo, il risultato finale ci offre così uno spettacolo di tensione unico nel suo genere che ci ha fortemente impressionato. Vi invitiamo a dare con calma un occhiata alle immagini, cogliete tutta quantità di dettagli inseriti dall’artista, siamo certi che ne rimarrete come noi meravigliati.

Pics by Graffuturism

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Blaqk – A New Mural in Athens, Greece

12/11/2013

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A distanza di qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro dei Blaqk, il solido duo greco formato da da Greg Papagrigoriou e Simek prosegue il suo personale cammino visivo proponendoci un nuovo parete bella prega di stile in quel di Atene.
Il particolare approccio visivo che da sempre ne contraddistingue gli interventi, in particolare nelle ultime opere, ha subito una forte sferzata, i Blaqk attraverso la propria visione danno vita ad una personale alchimia tra forme illusorie e lettere, tra calligrafia e tipografia, istinto e ordine si intersecano, avanzano così le figure e le configurazioni desiderate, un fusione tra due elementi che sa di relazione forte ed intrinseca e che dà l’opportunità ai due interpreti di sviluppare, sebbene su percorsi diversi, un rapporto visivo unico nel suo genere che ci ha fin da subito colpito per ricerca e stile.
Dopo l’eccellente infornata di lavori (qui), gli artisti continuano a sperimentare con un nuovo intervento dal forte personalità, il lavoro viene sviluppato infatti su questa piccola porzione di parete andando di fatto a coprire i graffiti precedenti. Il duo qui però sceglie un approccio più movimentato, il background in bianco infatti non va completamente a cancellare i disegni ma piuttosto con rapide passate di vernice ne copre sommariamente la superficie, sulla stessa poi gli interpreti decidono di elaborare un nuova sequenza, equamente divisa tra il tratto calligrafico, nella parte superiore, è quello più ordinato e preciso nella parte inferiore dove esattamente come per il bianco, anche il nero che dà vita al pezzo viene sviscerato con passate rapide ed più istintive. Il risultato finale rappresenta quindi una novità per i Blaqk, abituati a vederli alle prese con una pulizia impeccabile sulla quale concentrano tutte le loro produzioni, qui cambiano le carte in tavola, parte dei colori emerge dalle lettere e dalle figure realizzate, tra le passate di nero ed ancora con più efficacia dal bianco che fa da sfondo. La sensazione è di un lavoro diretto e senza troppi fronzoli ma che mantiene comunque tutte le caratteristiche tipiche delle produzioni dei due, i Blaqk cambiano registro per abbracciare un tratto maggiormente istintivo con un lavoro che abbiamo tutta la sensazione essere stato dipinto rapidamente ed in completa illegalità, we like it.

Pics by The Artist

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108 – “La montagna sottile, la montagna morbida” Show Preview

11/11/2013

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Prosegue la programmazione tutta italiana della 999Contemporary Gallery di Roma, dopo la bella Alea Iacta Est firmata da Moneyless, è un altro pezzo grosso italiano ad investire la galleria romana con tutto il suo talento, 108.
Dopo il bel progetto culminato con la splendida LAVA quindi 108 (Eyes On), ha l’opportunità di portare avanti attraverso un nuovo show tutto il suo personalissimo percorso ed immaginario visivo. Dal titolo “La montagna sottile, la montagna morbida” l’esibizione scava nelle viscere del lavoro di 108, l’artista e la sua personale ricerca sulla forma, sul dialogo portato avanti attraverso un viscerale rapporto con la natura, sul colore nero e sugli inserimenti di tinte che ne trapassano e ne interrompono gli interventi, il mistico e la profonda attrazione che ne riveste tutte le opere, il magnetismo che accompagna uno degli artisti più rappresentativi di tutta la nostra scena e che non ci stanchiamo mai di apprezzare in tutta la sua continua e profonda visione artistica è pronto ad inondare gli spazi delle gallery.
L’appuntamento è fissato per questo mercoledì 13 Novembre, se vi trovate in zona il consiglio e di farci un salto, diversamente, restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto un approfondito recap con tutte le immagini dell’allestimento, nel frattempo qualche scatto dell’artista al lavoro in galleria, stay tuner!

999Contemporary Gallery
Via Alessandro Volta 48
00153 Testaccio, Roma

Thanks to 999Conteporary Gallery for The Pics

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JAZ – New Mural in Villa Soriano, Uruguay Part 2

11/11/2013

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Torniamo a volgere lo sguardo sul lavoro di Franco Fasoli aka JAZ, il grande artista argentino ha da poco portato a termine la sua seconda parete a Villa Soriano in Uruguay terminando così la sua esperienza per la Residencia Vatelón.
Sostenuta dal Ministero dell’Istruzione e della cultura dell’Uruguay, la Residencia Vatelón si prefigge come obiettivo principale quello di rafforzare il dialogo tra l’uomo e la natura attraverso l’arte e la cultura, attraverso l’invito di artisti di fama internazionale il progetto mira ad una armonia ed ad uno scambio tra gli interpreti chiamati ed il territorio, alimentando sopratutto il dialogo tra gli stessi con la comunità di Villa Soriano.
All’interno di questo interessante incipit di lavoro JAZ sviluppa così il suo secondo intervento su questa grande facciata, il lavoro segna nuovamente il passo al particolare approccio visivo e tematico che distingue gli interventi dell’artista Argentino che vengono qui a galla attraverso una forte interazione con le idee del progetto stesso.
Franco Fasoli prosegue anche in quest’ultimo pezzo a portare avanti con profondità ed estro quelli che sono i temi a lui cari, l’uomo, la natura ed il mondo animale vengono nuovamente sviscerati attraverso una personale e multi sfaccettata visione atta a mettere l’accento proprio sul loro singolare. Abbiamo spesso posto l’accento su questa peculiarità che viene sviluppata da JAZ attraverso una forte rappresentazione di predatori in un parallelo che li vede letteralmente fondersi con interi corpi umani e di come ci lasciano in una sospensione visiva tra istinto ed umanità, dove i corpi vengono riflessi nella brutalità animale in un ritratto che di fatto analizza l’uomo in un stato di decadenza totale. Ad alimentare il suo percorso visivo troviamo infine la propensione ad utilizzare vernici e tinte non convenzionali, una ricerca parallela che lo impegna a servirsi di colori di tipo asfaltico attraverso una fortissima inflessione emotiva nella sua stessa pittura e che si riflette nelle scelte cromatiche a tratti calde, altre più vicini alla terra, per un tratto assolutamente dettagliato e riuscito.
Per questa parete l’interprete decide di concentrare i propri sforzi in un lavoro più ad ampio respiro, non si ostina su un unica figura ma piuttosto mette in scena una grande rappresentazione dove tutti gli elementi a lui più cari trovano la giusta collocazione. Assistiamo così ad una vera e propria cacciata degli animali del bosco operata dagli uomini, la particolarità dell’intervento è innanzitutto sulla scelta cromatica adottata da JAZ, un rosso sanguigno che inonda tutta la facciata ed attraverso le sue differenti sfumature l’argentino riesce a dare vita prima al background per poi concentrarsi sulle figure proposte, nella parte destra si sviluppano una serie di alberi da cui vediamo fuoriuscire una serie di uomini intenti a lanciare sassi ed oggetti, dall’altra parte invece la fuga degli animali, tutti raffigurati a testa bassa mentre si allontanano silenziosi dalla loro terra. Nuovamente emerge tutta la sensibilità dell’artista che ci offre l’opportunità di cogliere le differenti chiavi di lettura dell’intervento, la forte ed intrinseca tristezza degli animali come anche la brutalità degli uomini viene di fatto ad impattare la visione di chi osserva che si ritrova catapultato nel proprio immaginario a cercare di dare il giusto senso ad un lavoro così profondo e ben realizzato, tra similitudini forti con situazioni analoghe nella nostra storia, anche quella attuale, ed un profondo senso di disagio nel vedere la situazione da un punto di vista più vicino agli animali.

Pic by The Artist

Ludo – “Decoration” New Piece in Paris, France

11/11/2013

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Dopo la bella serie di lavori realizzati in quel di Londra (qui), pare che Ludo abbia fatto ritorno a casa, nella sua Parigi, dove infatti ha da poco portato a termine una nuova parete delle sue dal titolo “Decoration”.
Siamo sempre piuttosto curiosi nel vedere cosa Ludo proporrà al prossimo intervento, il grande artista francese attraverso uno stile facilmente riconoscibile il francese da anni porta avanti una personale visione stilistica che lo vede interagire in strada attraverso elaborati lavori di paste-up, rigorosamente in bianco e nero, che si mischiano ad intense passante di vernice verde acido che da sempre ne caratterizza l’operato. I protagonisti di questi inserimenti sono frutto di una spiccata sensibilità verso il mondo naturale a discapito di una feroce critica verso elementi più meccanici ed in generale tecnologici, l’interprete però non si limita a questo, ci ha infatti abituato nel corso del tempo a divertenti mash-up dove fonde elementi appartenenti a mondi assolutamente distanti e mostrandoci così tutta l’incredibile fantasia che ne investe le opere. Nella prima serie di lavori emerge così un carattere fortemente ragionato e sopratutto l’esigenza di spingere ad una riflessione sulla società moderna, sulle contraddizioni che l’attraversano, attraverso una commutazioni di simboli che danno così vita ad oggetti, animali o cose impossibili, alimentando la riflessione sul difficile dialogo tra avanzamento tecnologico e lo stato della natura, nel secondo filone invece Ludo si lascia più andare, sviluppa la propria visione e dà sfogo alla propria sfrenata voglia di proporci incroci impossibili. In entrambi i casi si rimane sospesi tra un sorriso divertito e le domande che l’artista stessi vuole porci.
Per questo ultimo intervento Ludo dà vita anzitutto ad un nuovo mix unendo un nuovo animale con un grande estintore, dallo stesso partono una serie di spruzzate che danno così vita alla parole che dà di fatto nome alla stessa opera, eccezionale.

Pic by The Artist

LNY – New Mural for Los Muros Hablan in New York

11/11/2013

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Come sappiamo il team di Los Muros Hablan nel corso del tempo è riuscito a creare uno dei festival urbani più interessanti a livello internazionale, la kermesse di Porto Rico ha di fatto trasformato Santurce a San Juan in uno degli angoli più importanti per la street art internazionale grazie anche all’apporto di interpreti validi e rilevanti a livello internazionale. Nel mese di Agosto i ragazzi hanno messo in atto un interessantissimo progetto che li ha catapultati per le strade di New York all’interno del quartiere El Barrio per dare vita ad un festival che potesse di fatto far riconnettere la grande scena culturale di Porto Rico con questo storico quartiere portoricano e la sua gente.
In questo contesto dal fortissimo carattere sociale ed emotivo LNY ha sviluppato la sua personale parete, l’artista si inserisce all’interno della bella rassegna con una pittura fortemente evocativa, ricca di spunti e dall’impatto elevato sopratutto per i cosiddetti migranti. Il lavoro prende possesso di questo spazio verticale all’interno del quale l’interprete scatena il personale tratto visivo, attraverso una pittura realistica ma al contempo ricca di simboli e riferimenti più o meno velati, LNY dipinge due figure, una madre ed un figlia divise tra due differenti contesti, da una parte la loro casa, il posto dal quale sono fuggite, dall’altra invece gli Stati Uniti, la possibilità per una nuova e migliore vita. Il tema trattato, come è facilmente intuibile, è molto delicato, l’artista sceglie di realizzare però una pittura fortemente oggettiva non lasciandosi di fatto trascinare nella polemica ma limitandosi a realizzare il lavoro e dare modo così a chi lo osserva di trarne i relativi spunti ed osservazioni. Il carattere emotivo però delle produzioni dell’interprete esce nuovamente in tutta la sua straripante efficacia, la luna ed il sole si confondono in un cielo tempestoso e buio da una parte, soleggiato e calmo dall’altra, abbandonare la propria terra per addentrarsi all’interno di una nuova cultura, un nuovo mondo, una nuova lingua con tutte le difficoltà del caso, il lavoro si distingue per il fortissimo impatto emotivo, LNY infatti riesce attraverso i suoi colori ed il suo tratto nel ritrarre tutta l’angoscia e la paura che accompagnano questi momenti, uno sguardo che mostra tutte l’incertezza per un futuro non ancora scritto e completamente in bilico all’interno di un mondo che non si conosce e che di fatto non appartiene.
Un opera che ci ha fortemente scosso ed ha calamitato il nostro sguardo e di cui vi consigliamo un attenta analisi e se vi siete persi tutte le belle pareti realizzate per la rassegna qui potete darci un occhiata, splendido.

Pic by The Artist

Pixel Pancho – New Mural in Lisbon, Portugal

11/11/2013

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Proseguendo il suo intensissimo tour da una parte all’altra del globo, Pixel Pancho è di tappa a Lisbona in Portogallo dove ha da poco portato a termine una nuovo splendido intervento dei suoi.
Direttamene a pochi passi dallo splendido lavoro realizzato dai CYRCLE. qualche mesetto fa (qui), il lavoro è frutto dell’ennesima visione caratteristica del grande interprete italiano, Pixel Pancho prosegue anche in quest’ultimo intervento a rappresentare i suoi canonici robot attraverso una forte idea di decadenza.
L’immaginario di Pixel Pancho poggia appunto le basi su una interpretazione sofistica ed elaborata dei suoi caratteristici personaggi, i robot, oltre che come pura reminiscenza della fanciullezza passata, hanno mano a mano assunto nel tempo una visione più matura rappresentano di fatto un parallelo con la figura dell’uomo moderno. Una pittura dettagliata e ricca di colori vivi e di grandiosi effetti va quindi ad aggiungersi a questo particolare contesto visivo, trova così la giusta collocazione la ruggine che è di fatto l’elemento di distruzione fisica di tutti i giganteschi esseri metallici realizzati dall’interprete, a questa Pixel Pancho ha poi aggiunto l’elemento naturale che di fatto invade i corpi massacrati e vuoti dei suoi characters fino ad inondarne le viscere. In quest’ultimo caso l’impressione è di una vittoria della natura verso l’uomo ed in generale verso le sue stesse aberranti invenzioni che di fatto vengono spazzate via dall’inesorabile energia del pianeta, i rampicanti, le foglie ed i rami che si scatenano su questi corpi e di fatto ne diventano i padroni stessi, sono lavori quindi variegati e multi sfaccettati che mettendo che offrono a chi li osserva l’opportunità di coglierne tutti i differenti spunti messo in atto da Pixel Pancho stesso.
Invitato dai ragazzi UnderDogs, Pixel Pancho ha così modo di realizzare questa grande carcassa di robot appoggiato sul volto, il corpo completamente invaso dagli elementi naturali che si dividono con la ruggine quello che rimane tra ferraglie e metalli semi distrutti, sembra che uscirà una stampa dell’identico lavoro perciò occhi puntati sullo shop della piattaforma portoghese, nel frattempo attraverso gli scatti in galleria potete ammirare meglio tutto l’intervento nei suoi dettagli, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete l’eccellente risultato finale.

Pics by Alex FaKso and Elisabetta Riccio

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SPY – “Grow” New Piece at Bien Urbain Festival 2013

11/11/2013

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Sebbene la rassegna abbia concluso il suo programma da diverse settimane, torniamo con piacere sul pezzo, proseguendo questa grande coverage sugli ultimi interventi del grande SPY, scopriamo come l’artista spagnolo abbia preso parte all’eccellente Bien Urbain Festival, concludendo uno degli interventi più efficaci e di sicuro impatto di tutto il festival.
In questa ultima sequenza di interventi firmati da SPY abbiamo innanzitutto notato una forte caratterizzazione delle opere, tra interventi realizzati in occasioni di festival ed eventi collaterali e lavori in solitaria in strada, l’artista ci sta offrendo una rara opportunità di vedere da vicino tutte le sfaccettature proprie del suo lavoro, dagli sviluppi fortemente sociali, politici ed economici, passando per le stravaganze e le installazioni surreali che da sempre ne elevano i lavori.
La grande varietà di interventi che caratterizza l’operato di SPY emerge in quest’ultimo lavoro con grande enfasi, dal titolo “Grow”, l’artista per la grande parete a disposizione non va infatti ad intaccare lo spazio, bensì ne sfrutta con coscienza quello che già è presente sulla grande murata. Il grande rampicante già presente non viene così eliminato anzi diventa direttamente cuore dell’opera, SPY ne ricama la forma scegliendo quella di un grande cerchio, dal pennelle e vernici gli strumenti diventano così forbici e decespugliatore per un lavoro dal fortissimo impatto visivo. L’impressione di quest’ultimo intervento è quella di voler mettere appunto un omaggio alla natura ed al suo imprevedibile camino, di come la stessa sia in grado da sola, o comunque incanalata dalla visione dell’uomo, di realizzare già da sola tutte meraviglie incredibili, ma ancora più affondo di come la stessa possa in qualche modo vincere la propria battaglia contro il grigio ed il cemento ridonando a questa grande facciata colore e bellezza.
Dopo il salto ampissima galleria con tutte le fasi di lavoro e gli splendidi scatti del risultato finale, dateci un occhiata! noterete anche parte del pezzo realizzato da Escif nel 2011 per la bella rassegna francese.

Pics by The Artist

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Weekly Overview 60 | 04-11 to 10-11

10/11/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Andy Rementer – “People Blocks” New Wooden Characters

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Ekta – “Ephemeral Balance” New Mural in Gothenburg

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Eltono – “The Frieze” New Series in Rustavi, Georgia

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El Decertor x Elliot Túpac – “Latino” New Mural in Lima

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Moneyless – A Series of New Prints by Studiocromie

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Domenico Romeo – “Selezione Innaturale” New Mural for OSMOSIS Exposition

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Smithe x Seher – New Pieces at Bien Urbain Festival 2013

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Andreco – “Rocce” New Mural in Chiusa di Pesio

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AK – “Geometric Illusion” New Mural inside an Abandoned Factory

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Hyuro – New Mural in Perpignan, France Part II

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Gaia – “Il piccone demolitore e risanatore” New Mural in Rome

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E1000 – New Mural in Madrid, Spain

Andy Rementer – “People Blocks” New Wooden Characters

10/11/2013

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I ragazzi di CASE STUDYO tornano con una nuova collaborazione di tutto rispetto, dopo il lungo e profondo sodalizio con il grande Parra, di cui abbiamo visto le ultime creazioni in And Wait for Something to Happen suo ultimo show, la casa di design belga mette le mani su un altro pezzo da novanta dell’illustrazione, Andy Rementer con il quale ha ben pensato di elaborare un bel set di figure in legno composta da quattro personaggi figli dello sconfinato e divertente immaginario dell’artista statunitense.
Stravagante è forse l’aggettivo che più calza all’immaginario di Andy Rementer, l’artista attraverso il proprio unico tratto esibisce una divertente e surreale parafrasi dell’uomo moderno, personaggi eccentrici si susseguono su strisce – celebre la sua Techno Tuesday – disegni, immagini ed illustrazioni, dipingendo un quadro multi sfaccettato e fortemente ironico dei tempi moderni, tra sketch, battute e riferimenti che non mancheranno di farmi scappare il sorriso.
Insieme a CASE STUDYO il grande illustratore da così vita a “People Blocks”, trattasi di quattro personaggi in legno unici ed interamente fatti e dipinti a mano, ogni singola sezione di corpo e scomponibile ed intercambiabile in modo tale da permettere ad ogni figura di essere ri-assemblata, sovrapposta con l’opportunità di creare combinazioni uniche di personaggi differenti. La serie di fatto cattura tutti gli elementi tipici del lavoro di Andy Rementer, spazio quindi ad una forte accento cromatico con colori vivi e decorazioni audaci, e soprattutto a tutto l’umorismo che distingue il lavoro del grande interprete.
Divisa in quattro personaggi, Antoine, Fabienne, Jean e François ognuno dei quali è acquistabile singolarmente la serie come sempre viene accompagnata da una scatola in legno serigrafato, certificato di autenticità firmato e numero dall’artista stesso
Vista la caratura dell’artista nonché la qualità del progetto siamo certi non ci siamo molto tempo per accaparrarsi almeno uno di queste sculture, andate qui se volete acquistare, noi vicino al nostro stereo di casa ce lo vediamo bene il buon François.

Four unique wooden characters entirely made and painted by hand. The individual pieces are interchangeable, allowing them to be re-assembled and stacked to create custom characters or abstract sculptures. The series captures the spirit of Rementer’s work, high key color, bold decorative pattern and oddly pensive characters which interact in unexpected and often humorous ways with the surroundings in which they are arranged.
The characters: Antoine, Fabienne, Jean and François are sold individually and packaged in a screen printed wooden box. Each sculpture comes with a certificate of authenticity signed and numbered by the artist.

Pics by CASE STUDYO

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Guerrilla Spam – “Shit Art Fair” Project in Torino

10/11/2013

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Il ferventi artistico che vive Torino in questi giorni con Artissima – Paratissima e The Others è la scintilla per l’ultimo intervento urbano dei Guerrilla Spam, il gruppo in tutta risposta agli eventi di tipo istituzionale hanno allestito “Shit Art Fair” una pseudo-fiera abusiva direttamente nel centro della città con l’intento di dimostrare come sia possibile fare anche senza richiedere biglietti, costi e sopratutto finalizzare eventi artistici al mero scopo di vendita e guadagno.
L’altisonante nome che porta il progetto fa immediatamente capire l’immediatezza testuale e simbolica che distingue le opere dei Guerrilla Spam, l’idea invece si sviluppa attraverso l’installazione di oltre 130 metri quadrati di carta disegnata con in aggiunta una serie di installazioni in tre dimensioni. Il lavoro che prende possesso di una delle tante gallerie urbane torinesi ha tutti gli aspetti di una sorta di inferno dantesco, al suo interno prende vita un allegorica critica verso il sistema arte con tutti i suoi componenti sviscerati ad uno ad uno, spazio quindi ad una dura critica verso galleristi, critici e collezionisti.
Lo stile che distingue gli interventi dei Guerrilla Spam coesista alla perfezioni all’interno dello spot scelto, lo stesso ci sembra assolutamente azzeccato, la sensazione è quella di un ingresso, un calarsi letteralmente, all’interno di tutte le contraddizioni su un sistema che ha nel denaro la sua prerogativa principale. Per quanto concerne le installazioni ancora una volta notiamo la pulizia grafica del collettivo che si esibisce tutti i lavori unicamente attraverso carta bianca con un tratto nero pulito ma al contempo ricco di dettagli, tra cui spiccano gli omaggi ai lavori di JBrock, Hogre, Ufocinque, Halo Halo e Galo.
Il risultato finale è una velenosa critica di tutto il mercato dell’arte contemporanea rappresentato attraverso le varie fasi, in particolare all’esterno notiamo la rivisitazione e ricontestualizzazione dell’opera “L’atelier” del pittore di Gustave Courbe che si trasforma in L’atelier dello street artist, ovvero la strada. Ricca galleria per darvi modo di apprezzare tutto il forte concetto che ruota dietro quest’ultimo progetto, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate.

Thanks to The Artist for The Pics

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C215 – New Pieces in Saly & Mbour, Senegal

10/11/2013

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Dopo aver dato una bella sbirciata al suo intervento all’interno della La Tour Paris 13, proseguiamo a seguire con vivo interesse gli spostamenti di C215, il grande artista francese ha trascorso un po’ di giorni a Saly & Mbour portando a termine una serie di nuovi interventi in giro per i cunicoli della cittadina africana.
Come spesso abbiamo avuto il piacere di notare C215 nell’arco degli anni ci ha abituato a piccoli progetti che lo vedono coinvolto in intensi viaggi in giro per il mondo, l’interprete sceglie località dal forte sapore esotico andando poi ad intervenire in strada attraverso la consueta serie di ricchissimi stencil. Probabilmente trattasi di una delle caratteristiche maggiormente apprezzate dello stencil artist che ci dedica passione ed interesse calandosi all’interno di questi luoghi distanti per cultura e tradizioni e pagando il proprio omaggio attraverso il personale lavoro. L’operato stesso di C215 affonda le sue radici nella rappresentazione di persone comuni, ritratti di gente qualsiasi che l’interprete sceglie di rappresentare attraverso colori e livelli multipli di lavoro, si tratta di un profondo legame con la strada che esplode attraverso le figure di queste persone, semplici, pure, a cui l’artista sceglie di legare il proprio personale tratto e di imprimere nei luoghi scelti i volti e le emozioni delle stesse persone che li abitano. Ancora più importante però in questi viaggi alla scoperta di popoli e culture differenti, è la componente emotiva, gli omaggi si sprecano così come la ferma volontà si cogliere le sensazioni, gli stati d’animo, le angosce, che si nascondono dietro i volti impressi, è uno spaccato vivo e veritiero della popolazione locale, non c’è censura, non ci sono filtri selettivi, le immagini sono nude e crude ed esaltano tutta la dinamicità visiva dei lavori dell’artista.
Dopo la bella serie di interventi ad Haiti diversi mesi fa (qui), C215 sceglie il Senegal, i suoi colori e la sua gente, una nuova serie di interventi in cui spicca l’omaggio ai combattenti Senegalesi arruolati nell’esercito Francese durante la Seconda Guerra Mondiale, bellissimo.

Pics by The Artist

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Kraser – “Greek Blue Fire” New Show at Six Dogs Space

09/11/2013

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Dopo la splendida facciata di qualche settimana fa (qui) che ci aveva positivamente colpito, Kraser conclude la sua esperienza in terra greca con “Greek Blue Fire” una succulenta esibizione allestita all’interno degli spazi del bel Six Dogs Space di Atene.
Per questo suo ultimo show Kraser mette in mostra tutto il suo personalissimo immaginario pittorico attraverso un corpo di lavoro costituito da una bella serie di tele passando infine per la bella pittura realizzata all’interno della galleria stessa. L’artista Spagnolo ci mostra come anche su tela riesca a far emergere con vigore tutto il personalissimo immaginario che accompagna le sue produzioni, come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte l’interprete attinge a piene mani da una visione sospesa tra i toni naturali, con le rappresentazioni di animali e corpi umani, ed una forte influenza mistica e sognante. I lavori vengono realizzati attraverso una soffice tinta celeste che accompagna lo sguardo all’interno dei mille dettagli che compongo gli intricati elaborati di Kraser, all’interno degli si agitano un infinita serie di elementi, dalla architetture sospese a mezz’aria che fungono da veri e propri piedistalli, passando per rampicanti e piante, fino ad arrivare ai volti ed ai corpi degli animali che da sempre ne caratterizzano il lavoro. La ricerca visiva di Kraser si estende quindi all’interno di un subconscio in cui l’artista coglie quelli che sono gli elementi a lui più cari, li miscela per poi sviscerarli attraverso una propria e personale visione, ne unisce le sezioni attuando delle vere e proprie fusioni corporee. L’impressione è quella di un istantanea di un sogno allucinato, il background è solitamente nero ed avvolgente, all’interno dello stesso come visioni oniriche ed allucinogene, appaiono le fessure di queste esseri, figli dei nostri pensieri, le figure che ci tengono svegli e che, all’interno di queste opere, prendono vita, non più un immagine appannata ma piuttosto un intensa e viva scarica emotiva.
Dopo il salto una bella selezione di immagini attraverso le quali potete dare uno sguardo approfondito a tutto l’allestimento messo in piedi dal grande interprete per questa sua ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Juxtapoz Magazine December 2013 Issue Preview

09/11/2013

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Ci avviciniamo inesorabili al termine dell’anno, il prossimo in particolare sancisce il ventesimo anniversario di una delle riviste del settore più importanti, Juxtapoz che siamo certi non mancherà di festeggiare a dovere questa sua lunga storia.
Il magazine online ha da tempo ha deciso di sdoppiare la propria programmazione offrendo al lettore l’opportunità di approfondire attraverso uscite cartacee ed online tutto la variegato panorama artistico contemporaneo, alla soglia del termine dell’anno come consuetudine diamo un occhiata attraverso un ampia preview a questo ultimo e corposo volume.
Un bel mix di editoriali ed approfondimenti conditi da reportage con grandi ospiti come un intervista al grande Todd REAS James di cui abbiamo da poco visto la bella Business As Usual, e che per l’uscita si betta addirittura la copertina, tutta l’ottobrata e relativo Better Out than it l’ultimo bel progetto di Banksy, e molto, molto altro.
Se volete accaparrarvi quest’ultima uscita del bel magazine basta andare qui e piazzare l’ordine, come sempre con l’acquisto di questa uscita c’è la possibilità di ricevere tutto il prossimo anno gratuitamente, insomma una bella occasione per portarvi a casa un bel numero di uscite, nel frattempo un occhiata rapida alla galleria per farvi un idea di cosa vi aspetta in quest’ultimo grassissimo numero, check this out!

We end the year on a high, high note, with a great December 2013 cover story on artist Todd “REAS” James. We have been scheduling a story with Todd for a bit now, and after the VMAs with the Miley bears, and another year where his exhibitions seems to get more and more stunning, we thought it was time to send contributing editor Joey Garfield out to NYC to catch up with REAS about pirates, girls, Mileys, vandals, and the evolution of his craft.

The December 2013 issue is packed with great stories on Alex Prager’s first museum show in the US at Corcoran in Washington DC, Eric White’s solo show in Los Angeles, Banksy’s month-long residency in NYC, Lucien Shapiro’s masks, Bob Baker’s legendary puppet studio, Olivia De Berardinis’ seductive characters, Hiro Kurata’s baseball paintings, House Industries’ refresh of The New Yorker… and more.

Pics by The Magazine

Curiot – “Quetzen-tul con una canica más” Mural in Mexico City

09/11/2013

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Andiamo a volgere il nostro sguardo all’interno del variegato immaginario di Curiot, l’artista Messicana ha infatti da poco terminato un nuovo grande intervento a Mexico City in occasione del progetto “Lienzo Capital” messo in piedi dal MUJAM e dal Injuve DF.
L’immaginario di Curiot ci dà l’opportunità di calarci all’interno di un fittissimo universo creativo dove una fortissima componente cromatica va a declinarsi attraverso visioni e personaggi dall’immediato sapore mistico, queste mostruose visioni vengono elaborate dall’interprete attraverso una pittura solidissima, giochi di colore così come la vivacità delle scelte cromatiche vanno di fatto ad aumentare il grande impatto finale di questi personaggi. Nelle figure ancora una volta notiamo come l’elemento delle maschere, così importante nella cultura messicana, risulti fondamentale per i suoi stessi pittori e si rifletta così su tutta la scena artistica. I characters proposti da Curiot per quanto bestiali e magici, possono essere letti come una personale interpretazione dell’uomo, elementi antropomorfi infatti sono facilmente riscontrabili all’interno di queste figure, dai capelli, dai particolari abiti e soprattutto dalle incredibili maschere che di fatto ne coprono interamente il viso e parte del corpo. Quest’ultima ed essenziale parte si trasforma così nell’elemento maggiormente caratteristico della pittura dell’interprete, i giochi di colore, le sfumature e gli accecanti dettagli con texture e pattern si susseguono all’interno delle sezioni, mostrandoci anzitutto tutta la capacità pittorica dell’artista e regalandoci un fortissimo impatto visivo.
Intitolato “Quetzen-tul con una canica más” quest’ultimo intervento di Curiot si estende su una notevole superficie, la grande parete accoglie così quello che uno nuovo e curioso personaggi intento a scrutare da vicino il piccolo pianeta terra, la sensazione, alimentata dai capelli raccolti delle figura, è quella di trovarsi di fronte ad una donna, la maschera ne copre completamente i tratti del volto, il corpo invece tra fronzoli ed altre parti del copricapo, un opera sensazione che vi invitiamo a cogliere in tutti i suoi dettagli attraverso le immagini.

Pics by San

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E1000 – New Murals at DesOrdes Creativas 2013

09/11/2013

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Continuiamo il nostro fitto coverage sulle meraviglie di quest’ultima edizione del DesOrdes Creativas, la rassegna dell’omonima cittadina spagnola con l’edizione 2013 ha voluto segnare un interessante spaccato di quelli che sono i migliori esponenti della scena spagnola, immancabile quindi l’apporto di uno scatenato E1000 al quale vengono affidati gli edifici più difficili, quelli logori ed in balia del tempo con pareti ingiallite, scrostate e ricche di crepe che si vanno a sposare alla perfezione con le ultime ricerche visive del grande artista.
Abbiamo notato nell’ultimo periodo un maggiore coscienza dell’artista nel proporre i suoi canonici effetti ottici, l’immancabile scala cromatica che ne da sempre segnato il lavoro va così a sposarsi con una serie di figure che fanno della grandissima interazione con la superficie che occupano, la loro principale peculiarità. Piuttosto quindi che proseguire nel proporre figure geometriche fini a se stesse, l’interprete agisce attraverso uno studio della parete e sulla stessa applica la propria personale visione. Accade così che forme e configurazioni ne trapassino lo spazio e ne traslino la profondità, le vediamo emergere dalle crepe, buttarsi tra i buchi scavati nel marmo, fino addirittura a lasciare una vera e propria gigantesca forma a mo’ di impronta digitale. I lavori, in particolar modo questi realizzati ad Ordes, richiamano una forte componente naturale – splendido il tronco di albero mozzato che fa capolino sul muro – come anche la visione geometrica tracciata da E1000 nelle sue già viste produzioni, proseguendo di fatto tutta la ricerca fin qui portata avanti.
Per la rassegna spagnola E1000 si dedica quindi a coprire tutta la superficie di questa vecchia abitazione, lanciandosi anche in un’altra serie di interventi minori in strada ed all’interno degli anfratti cittadini sviscerando tutto il personale repertorio stilistico, tra figure geometriche, scale cromatiche, giochi di prospettive, l’interprete ci lascia con uno degli interventi più interessanti di tutta la manifestazione, è tutto in galleria, da vedere assolutamente.

Pics by The Festival

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SeaCreative x ReFRESHink x Vine x IlBorse – New Mural

08/11/2013

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Ancora una volta buttiamo lo sguardo su una nuova esaltante mega combo firmata questa volta da SeaCreative, ReFRESHink, Vine ed IlBorse, il quartetto ha preso possesso di questa parete all’interno di una vecchia fabbrica abbandonata lanciandosi in un pittura combinata che vede ogni singolo interprete sviscerare la propria e personale visione pittorica.
Come spesso abbiamo avuto modo di vedere le combo di questo tipo si sviluppano sull’intelligente scelta di servirsi di un unica componente cromatica, diversamente dall’ultima ammucchiata in cui avevamo notato una maggiore concentrazione delle figure proposte, qui gli artisti attraverso la stessa tinta vanno mano a mano sviluppando i propri tratti caratteristici, legando infine i lavori attraverso attraverso accorgimenti visivi ed esaltati escamotage, per questo pezzo il colore scelto è nuovamente l’arancione, un bel orange che riflette tutte le componenti scelte e che viene innestato attraverso una serie di piccole sezioni di roccia dove vanno a posarsi gli elementi scelti da ogni artista.
C’è veramente di tutto, dai personaggi surreali, agli animali fino ad arrivare alle declinazioni geometriche, partendo da sinistra veniamo accolti da una divertente figura proposta da IlBorse a cui fa seguito uno dei volti canonici di SeaCreative, continua poi ReFRESHink che sviluppa qui il volto di una gallina a cui risponde prontamente, e concludendo l’opera, Vine con uno dei suoi intricati tessuti geometrici. La forza del lavoro sta delle differenti sfaccettature che emergono da ogni componente proposta, diversissime chiavi di lettura che aiutano lo spettatore in un coinvolgimento raro e dall’effetto riuscitissimo, la quantità di dettagli così come la necessità di ogni artista di innestare il proprio immaginario sono le peculiarità dell’opera.
La galleria vi aiuta a cogliere tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Borondo – New Pieces in London, UK

08/11/2013

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Dopo qualche settimana torniamo ad approfondire il lavoro di Borondo, l’artista Spagnolo con base a Roma continua la propria ricerca visiva con un due nuovi interventi questa volta direttamente nelle strade di Londra.
Abbiamo spesso messo in evidenza l’abilità di Borondo di utilizzare differenti medium per proporre la personale visione artistica, oltre alle consuete pareti, l’artista spagnolo ha evidenziato una spiccata sensibilità per le superfici trasparenti, analizza lo spazio l’interprete scova vetri, superfici in plastica di quelle che sono cabine telefoniche, tutto ciò che di fatto rappresenta un grande e inutilizzato habitat produttivo all’interno del quale decide di far emerge la personale visione. Le opere di Borondo ci colgono sempre in pieno, lo spirito viscerale ed emotivo delle sue rappresentazioni, investe gli spazi proponendo una ricerca sull’animo umano attraverso il corpo, lo strumento che più di tutti evidenzia i nostri sentimenti. Lo spettro delle emozioni viene così raccolto dallo Spagnolo attraverso una pittura fortemente evocativa, i corpi nudi e senza filtri accarezzano la superficie, emergono sibillini ed appannati, rigorosamente nudi, a sottolinearne la purezza, scoperti nelle loro paure, angosce ed inquietudini, in balia della loro stessa dimensione corporea, anime erranti che lasciano la propria traccia e che tentano un dialogo aperto con chi osserva.
In questo melting pot di sensazioni, trova la giusta collocazione l’idea di Borondo di sviluppare queste figure attraverso l’immediatezza delle superfici non canoniche, l’artista non copre la superficie piuttosto decide di grattarla via, un togliere ed incidere con pensanti colpi fino a far emergere le immagine desiderata. Il risultato finale aumenta a dismisura l’impatto viscerale di queste ombre, l’immedesimazione che da sempre caratterizza il lavoro dello street artist raggiunge il suo apice, il passaggio da osservatore ad osservato è netto, ci ritroviamo spogliati dei nostri abiti ed ancora più in profondità, i nostri tormenti e le nostre fragilità vengono a galla attraverso la nostra carne, quella carne così istintiva e tratteggiata attraverso le intense stoccate apportate sulla superficie, volti cupi si fanno spazio ricordandoci ancora una volta più la nostra stessa umanità.
Vi diamo l’opportunità di vedere da vicino le fasi di lavoro, il grattare la superficie di lavoro che caratterizza questi particolari interventi dell’interprete, dateci un occhiata e restate sintonizzati siamo certi che le sorprese dal Regno Unito nono sono affatto terminate.

Pics by San

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MP5 – New Mural in Casola Valsenio

08/11/2013

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Dopo la bella Playing Upstream realizzata a Terni continuiamo a mostrarvi la ricerca visiva di MP5 con quest’ultimo intervento realizzato a Casola Valsenio in occasione del raduno annuale di speleologi.
Quest’ultimo intervento mette ancora una volta in mostra tutto il particolare tratto stilistico che accompagna i lavori di MP5, l’artista porta avanti la sua personale visione caratterizzata da uno stile fortemente influenzato dall’illustrazione e che ha nella scelta di utilizzare quasi esclusivamente il bianco ed il nero come colori principali il fulcro caratteristico. In questi ultimi mesi abbiamo infatti notato l’intenzione dell’interprete di affidarsi ad una terza tinta, dopo l’eccellente utilizzo del verde acqua a fare capolino su questa nuova parete torna il giallo che aveva caratterizzato la bella opera dipinta all’interno dell’eccellente Memorie Urbane Festival, il lavoro quindi oltre a mostrare le consuete spesse linee nere, si serve di un accesa tinta atta a rimarcare ed accentuare il personaggio centrale dell’opera. Proprio la speleologia è l’elemento cardine di tutto il lavoro, l’artista parte da questa scienza per imbastire un opera dal carattere fortemente riflessivo, utilizzando la particolare conformazione di pietre incastonate nel terreno limitrofo alla parete, MP5 realizza la scenografia dell’intervento, prende così vita l’ingresso di una grande grotta dove trova il giusto posto un animale immaginario che deve le sue sembianze ad un tipo di dinosauro, MP5 sviluppa così un lavoro che va a scavare nelle credenze popolari, la mitologia e sulle favole, dove all’interno delle grotte vivono animali mostruosi e sanguinari. Il nesso tra il festival e l’opera rappresenta forse la parte più divertente del lavoro, osservando bene le immagini noterete infatti come l’artista decide di dipingere in bocca all’animale il classico cavo con il moschettone tipico degli speleologi che ha dall’altro suo capo, sul muretto adiacente, la sua conclusione con il caschetto con il faro del povero malcapitato.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, dopo il salto una ricca galleria di immagini dove potete vedere da vicino tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Paride Ridolfi

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Ekta – “Ephemeral Balance” New Mural in Gothenburg

08/11/2013

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Volgiamo il nostro sguardo all’interno del fitto immaginario di Ekta, l’artista svedese ha da poco terminato “Ephemeral Balance”, un nuovo dipinto realizzato per le strade della sua Göteborg.
La continua ricerca visiva di Ekta ha toccato nel corso del tempo molteplici e differenti approcci pittorici elevando il lavoro del grande artista anche su differenti fronti come l’illustrazione, l’installazione nonché le opere su muro, l’interprete ha attraversato differenti percorsi dallo studio sui volti, passando per le opere iper colorate, arrivando infine ad un approccio visivo maggiormente più pulito e concentrando i propri sforzi e muovendo i suoi fili del suo lavoro attraverso un immaginario assolutamente personale. Il carattere astratto delle sue composizioni si inserisce all’interno di una visione fortemente legata a temi come le prospettive, il movimento e sopratutto l’equilibrio, quest’ultimo rappresenta di fatto il fulcro ed al contempo l’innesco di una serie di opere proprio incentrate sulla sua fragilità, sull’essere costantemente in bilico, attraverso le quali Ekta mette appunto la pittura di forme e configurazioni a cavallo tra l’organico, l’astratto ed il figurativo rigorosamente in bianco e nero. All’interno delle stesse si possono scorgere così elementi appartenente ad ambienti contrastanti, la natura come anche figure a carattere industriale, passando per i grandi volti umani, oggetti ed elementi astratti, un corposo calderone di forme contrasti e differenti che vengono incastrate dall’artista attraverso livelli in pila, restituendo una forte sensazione di instabilità e precarietà visiva.
Scavando affondo in questo particolare filone imbastito da Ekta abbiamo l’impressione di una intelligente lettura del momento attuale, l’esigenza dell’artista è quella di dipingere la pericolante società con tutte le sue contraddizioni – sottolineante dall’assurda capacità di tenere tutte le figure in piedi – attraverso l’inserimento di elementi comuni, oppure attraverso forme e figure a carattere più criptico che assumo a seconda di chi osserva una chiave di lettura differente, gli spunti che l’interprete ci offre sono quindi molteplici e sfaccettati, l’idea di un grande complesso di elementi fragili e instabili alimenta pertanto la sensazione di un velato e fine parallelo allestito dall’interprete con la vita moderna, elevando di fatto il lavoro in un enorme calderone di tematiche ed approfondimenti differenti da tutti da cogliere e da leggere.
Quest’ultimo intervento dal titolo “Ephemeral Balance” e realizzato a Göteborg, segna maggiormente l’intenzione di Ekta di affidarsi a componenti esclusivamente organiche eliminando di fatto la presenza di oggetti e volti umani, dopo il salto alcune immagini, dateci un occhiata noi ne siamo rimasti decisamente affascinati.

Thanks to The Artist for The Pics

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Eltono – “The Frieze” New Series in Rustavi, Georgia

08/11/2013

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Con estremo piacere torniamo a parlarvi del lavoro di Eltono, l’artista francese con base in Spagna ci mostra il risultato di una nuova ed interessante serie di interventi realizzati nelle scorse settimane nella cittadina di Rustavi in Georgia.
La serie, dal titolo “The Frieze” è stata curata da Tamara Bokuchava e Nini Palavandishvili con il supporto della delegazione europea della Georgia all’interno dell’Art Archive Festival, il grande artista prende ispirazione dal concetto di fregio classico, Eltono attraverso questa serie di interventi si interroga sull’idea di un flusso artistico che possa abbracciare e legare un intero quartiere sotto un unica visione d’insieme. L’idea è quella di realizzare sui portoni delle case un lavoro che vada mano a mano a legarsi con la porta successiva creando di fatto una vera e propria striscia di elementi e figure che mano a mano si susseguono, pensato come progetto illegale, dopo il primo lavoro in realtà l’interprete non fa altro che continuare a lavorare sulle porte di chi, incuriosito dai lavori, gli chiedi di dipingere anche la propria. Il risultato quindi è un lavoro assolutamente non controllato e molto più spontaneo, il flusso piuttosto che essere ragionato e indirizzato dall’artista, di fatto segue quelle che sono le persone che hanno apprezzato gli interventi delimitando così una zona non omogenea.
L’idea ci ha assolutamente convito e coinvolto, attraverso le immagini seguiamo tutto il flusso di elementi che mano a mano cambiano e ritornano sulle varie porte, abbiamo notato rispetto ai progetti più canonici di Eltono una pulizia maggiore degli elementi, le figure risultano più sottili, di fatto spariscono le componenti geometriche quali quadrati e triangoli, per far posto a cerchi e semi cerchi, ma sopratutto è lo studio delle differenti declinazioni della linea a caratterizzare questa serie con, segmenti e scorci ondulati, a zig zag in una mescolando geometriche che sà quasi di alfabeto arcaico.
Vi lasciamo in compagnia delle immagini degli interventi dai quali potete apprezzare tutto il camaleontico lavoro messo in piedi dall’interprete, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi.

Based on the idea of a running frieze that would tie the neighborhood together, I painted each individual spot envisioning a design that would run from door to door. At first I thought we would ask the people and then paint, but actually the project turned out differently. The first door I decided to paint was the entrance of an abandoned house so we decided to paint it without asking permission. While I was painting this first door, locals who were passing by asked us what we were doing and started to spontaneously offer their own doors. At that point I decided that it would make more sense to just follow the flow of people offering their doors – that way I wouldn’t control the way the frieze was growing in and around the neighborhood.

Rustavi is the fourth largest city in Georgia. During the second half of the 20th century, the city was rebuilt by the Russians as an important industrial center with around 90 factories implanted on its territory. Chkondideli, the neighborhood where we worked, used to be a dormitory neighborhood for immigrants working at these factories. After 1991, when the Soviet Union collapsed, almost all the factories were closed down and the unemployment rate jumped to 65%. Today only two factories are still in use.

Pics by The Artist and Tamara Bokuchava

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El Decertor x Elliot Túpac – “Latino” New Mural in Lima

08/11/2013

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L’interessante collaborazione che vede El Decertor ed Elliot Túpac lavorare insieme prosegue qui con un nuovo intervento che prende vita ancora una volta per le strade di Lima in Perù, il dinamico duo continua la reciproca alchimia unendo nuovamente i tratti caratteristici del proprio e personale lavoro.
Più di ogni altro elemento il colore e l’intrinseco attaccamento alla proprio terra rappresentano la chiave di volta del movimento latino, attraverso esso gli artisti sviscerano la propria personale visione, ci fanno immergere in un caleidoscopio di forme e personaggi offrendoci in dono l’opportunità di capire anche solo un po’ meglio gli aspetti e la cultura di questi luoghi così distanti. El Decertor ed Elliot Túpac seppur in modo diverso approfondiscono questo aspetto attraverso il proprio lavoro, il primo attraverso una ricerca pittorica sospesa tra elementi astratti e figurativi, il secondo invece portando avanti uno studio delle lettere in corrispondenza di elementi cromatici con vivissimi giochi di colore, i due nuovamente insieme qui spingono il proprio lavoro nuovamente assieme regalandoci uno degli interventi più belli tra quelli visti fino ad ora.
La costruzione dell’opera poggia le basi ancora una volta sull’efficacia dei personali e differenti tratti di ogni artista, il lavoro ha tutte le intenzioni di essere un omaggio all’arte urbana latina, al centro dell’intervento emerge infatti la scritta di Elliot Túpac che recita appunto ‘Street Art Latino’ con il consueto ed efficace lettering accompagnato da una scelta cromatica che richiama gli elementi visivi realizzati da El Decertor. Quest’ultimo per questo nuovo pezzo intensifica la parte astratta, niente grandi volti a fare capolino nello spazio a disposizione quindi, piuttosto l’interprete sceglie di realizzare un intricassimo puzzle di minuscole figure, la scomposizione qui risulta assolutamente fitta alimentando e portando al limite il livello di dettaglio e spingendoci ad osservare con cura ogni elemento. Le sezioni della parete sono di fatto due, è infatti la parte centrale che, accompagnando il lettering di Túpac, va ad interrompere le figure e le configurazioni proposte, in questa notiamo una minore grandezza degli elementi dipinti che di fatto fanno emergere il corpo centrale e con essa la scritta, nei due lati opposti invece il tratto si fa maggiormente più profondo e di conseguenza grande, alimentando così un puzzle di elementi cromatici e visivi assolutamente intensi e vivi, per ogni lato infine interviene nuovamente Elliot realizzando da una parte un piccolo uccello e dall’altra un bel fiore.
Quattro giorni di lavoro per una parete assolutamente riuscita, la capacità di imprimere un livello di dettaglio fittissimo, la fortissima presenza di elementi naturali, così come volti ed addirittura i paesaggi nascosti dai mosaici e dai repentini cambi di colore, ci offrono l’opportunità di cogliere tutti gli spunti due artisti tra i più interessanti e bravi del movimento latino, che vi diamo modo di apprezzare al meglio attraverso la splendida selezione di scatti che documenta tutto il lavoro nonché l’eccellente risultato finale dell’intervento, enjoy it.

Pics by The Artist and In-Lan

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KAWS – New Solo Show at Mary Boone Gallery

07/11/2013

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A quanto pare è davvero un periodo d’oro per KAWS, il grande artista giunge alla terza apertura in poco meno di un messo, tre show in contemporanea quindi, al ricchissimo allestimento presso il PAFA di Philadelphia ed a Ups and Downs negli spazi del Nerman Museum of Contemporary Art si aggiunge ora quest’ultima esibizione messa in piedi all’interno della Mary Boone Gallery.
Per questo suo ultimo allestimento KAWS decide di concentrare tutti i suoi sforzi essenzialmente nella presentazione di una nuova serie di figure in legno, i suoi leggendari companion prendono così tutti gli onori della cronaca andando ad inserirsi negli spazi della galleria newyorkese. Un show che rappresenta forse più un installazione temporanea vista la presenza unicamente di qualche rounds, nella sala più piccola, piuttosto che un show con tele e artworks vari. Sono quindi le tre gigantesche statue in legno a monopolizzare gli sguardi, l’occasione è però ghiotta per cogliere gli spunti di uno degli elementi più caratteristici e senza dubbio più impattanti dell’artista statunitense, i suoi companion.
Questi particolari personaggi rappresentano un po’ quella che era la figura di Topolino per Walt Disney, un vero e proprio alter ego senziente e dotato di sentimenti propri, KAWS attraverso la realizzazione di queste enorme statue prende appunto la figura del famoso topo facendola sua e sviscerandola attraverso il consueto stile, spazio quindi ai canonici occhi ad x ed a tutti gli elementi che ne caratterizzano la visione artistica. Visti ormai in tutte le salse ed in tutte le dimensioni, nel tempo si sono rivelati un interessante prodotto commerciale nonché veri e propri oggetti di culto per gli appassionati – attraverso il defunto progetto Original Fake – proiettando di fatto l’artista nel mercato internazionale. Aldilà del etica commerciale, la variante in legno a parer nostro rimane sempre quella di maggior impatto visivo nonché quella più bella, per questo ultimo show l’artista elabora “Along the Way” ed “At This Time”, che rappresentano entrambe un inedito con addirittura due figure insieme che si sorreggono a vicenda nella la prima, mentre la seconda invece vede il caratteristico personaggio coprirsi il volto in una nuova posa in piedi.
Se vi trovate nella grande mela lo show sarà visitabile fino al prossimo 21 di Dicembre prossimo, diversamente vi consigliamo di dare un occhiata alle immagini in galleria per apprezzare al meglio tutto lo spettacolo messo in piedi dall’artista.

Mary Boone Gallery
745 Fifth Avenue
New York, NY 10151

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Moneyless – A Series of New Prints by Studiocromie

07/11/2013

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Dopo il divertentissimo video che ha aiutato senza dubbio a catalizzare l’attenzione, la collaborazione tra Moneyless e Studiocromie partorisce ore una nuova serie di stampe in edizione super limitate del grande artista italiano.
Per questa nuova uscita Moneyless realizza tre differenti lavori “Movimento Grigio”, “Movimento Blu”, “Movimento Giallo”, riprendendo di fatto quelli che sono i colori che fanno da fulcro all’interno di ogni singola opera, ogni stampa si presenta in un grande formata da 70×100 centimetri ed esce in edizione limitatissima di sole 7 copie ciascuna, firmate e numerate dall’artista stesso ad un prezzo abbordabile di 270 Euro ciascuna. E’ importante notare come i colori sullo sfondo siamo differenti per ogni copia a sottolinearne la forte caratterizzazione artigianale e sopratutto l’unicità di ogni singolo lavoro.
Partendo da un grande cerchio di tre colori differenti, visibile sul background di ogni opera, Moneyless realizza la consueta ed intricatissima figura geometrica andando a proseguire la strada già intravista nelle ultime produzioni su muro ed in particolare sui lavori allestiti durante Alea Iacta Est che ne stanno caratterizzando con efficacia il lavoro in questo periodo.
Le tre stampe sono disponibili per l’acquisto direttamente su Studiocromie qui, attenzione siamo certi che non ci sarà molto tempo per l’acquisto perciò l’imperativo è quello di fare più in fretta possibile, in ultimo vi consigliamo di dare un occhiata a tutta la sezione inerente i lavori dell’artista in modo da farvi un idea di come in questi ultimi anni l’interprete abbia mosso con efficacia il suo percorso visivo.

Pics by Studiocromie

SPY – “Wrap” New Piece CityLeaks Festival

07/11/2013

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Proseguiamo il nostro piccolo focus sugli ultimi lavori messi in piedi da SPY, l’artista spagnolo ci mostra finalmente il suo intervento realizzato per il CityLeaks Festival di Colonia che si fregia così di un altro nome di assoluto rilievo all’interno del suo già ricco roster di stelle.
Il grande interprete spagnolo attraverso uno approccio assolutamente personale sviluppa i suoi interventi in strada avvalendosi come detto di differenti medium, si va dalla pittura arrivando alla componente che forse maggiormente identifica il lavoro dell’artista, le controverse installazioni. SPY attraverso il proprio operato analizza lo spazio circostante immettendo all’interno dello stesso una serie di immagini, oggetti e spesso scritte al fine di stimolare una riflessione su argomenti differenti, la strada nell’ottica di lavoro dell’artista non è unicamente un palcoscenico da calcare e da utilizzare a proprio piacimento ma piuttosto spostandone di fatto l’importanza da oggetto a soggetto interlocutore per i propri interventi, un tramite efficace che possa lasciare intatta la dirompenza e la sua immediatezza aumentando la capacità di comunicazione del paesaggio urbano circostante, queste peculiarità vengono sviscerate dall’interprete attraverso la spiccata sensibilità riflessiva ed una fortissima ironia che accompagna ed avvolge tutti i suoi interventi lasciando lo spettatore sospeso tra divertito ed al contempo colpendolo attraverso interessanti spunti e domande.
Per la bella rassegna tedesca SPY ci regala uno degli interventi più interessanti del Festival, localizzato ed installato per unicamente 22 ore su Brüsseler Straße, quest’ultimo opere prende il nome di “Wrap” è vede l’interprete ricoprire una macchina della polizia tedesca con una serie di fittissimi strati di pellicola trasparente quasi a volerne soffocare il respiro. La sensazione di primo impatto è piuttosto forte – quanti di voi vorrebbero averlo fatto? – a metà tra il divertito e l’interrogato, immediatamente dopo però veniamo colti dall’intelligenza dello spagnolo che attraverso un gesto così apparentemente semplice nasconde tutta la rabbia e l’angoscia della gente. La macchina della polizia si trasforma in un mezzo per colpire lo stato, soffocarne gli organi interni, una rivendicazione, oppure nella sua più disarmante semplicità un puro atto vandalico in vecchio stile.

Pics by The Artist

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Invader – New Invasion in New York, USA Part II

07/11/2013

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Dopo il Better Out Than In, il progetto di residenza in strada allestito dal grande Banksy durante quest’ultimo mese di Ottobre, New York vede un altro dei grandi personaggi della scena internazionale prosegure il proprio lavoro all’interno delle sue strade, continua infatti senza sosta, e nonostante la notte passata al fresco, l’operato del grande Invader all’interno del tessuto cittadino della grande mela.
Dopo la bella infornata di bei pezzi di benvenuto andiamo così a dare un occhiata ai nuovi interventi messi in piedi da Invader durante quest’ultima settimana, lo street artist francese prosegue la sua campagna installatoria concedendosi nuovi artwork che fanno un po’ da eco al nuovo stile intrapreso dall’artista specialmente durante quest’ultimo anno. Piuttosto che concentrarsi unicamente sui personaggi del famoso videogame dal quale ha preso in prestito il nome, l’interprete sta mano a mano pescando da tutta la strabordante cultura dei videogame ed in generale dell’era degli ’80 e primi ’90, esercitando il proprio talento e concedendosi interessanti intermezzi come le piccole serie dedicate a Star Wars – di cui qui vediamo il proseguo con uno splendido R2-D2 – oppure quella con i personaggi del mondo Nintendo, passando ovviamente per le splendide rivisitazione cromatiche dei suoi precedenti lavori.
A scatenare l’interesse però in quest’ultima serie di interventi è la gigantesca collaborazione, segnata dal colore rosso, messa in piedi a Bushwick con delle leggende di New York come Cost insieme ad Enx con i quali l’artista francese realizza due distinte installazioni, la prima con i tag dei due artisti insieme ad uno degli immancabili alieni, la seconda invece con i canonici poster del duo statunitense da un parte ed uno dei character del francese dell’altra
Vi lasciamo in compagnia della bella selezione di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti su questa nuova invasione di Invader per le strade di New York.

Pics by Stephen Kelley via San

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Suso33 – New Awesome Mural in Madrid, Spain

07/11/2013

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Continuiamo a seguire gli sviluppi dei lavori a Madrid che vive in questi giorni di una intensa attenzione da parte della scena locale e non con una serie di interventi che stanno catalizzando fortemente la nostra attenzione, dopo il bel lavoro di E1000 (qui) andiamo a dare un occhiata da vicino all’ultima magia di Suso33.
Osservando il lavoro di Suso33 emerge la forte volontà dell’artista di proporre attraverso il proprio immaginario, una personale visione della natura umana e della fisionomia dell’uomo. Passato per differenti sperimentazioni visive l’interprete sembra aver trovato la giusta alchimia affidandosi non ad una riproduzione realistica ed inondando lo spazio con dettagli e tratti del corpo, preferendo piuttosto abbinare la sua poetica visiva ad una gestualità immediata e piuttosto pulita, attraverso il tratteggio di poche linee l’artista spagnolo delimita cosi la forma desiderata calando ogni singola sezione all’interno di un puzzle ragionato fino a far emerge la personale figura. Attraverso questa affinità per il ‘less is better’ Suso33 esibisce così quelle che sono delle vere e proprie ombre di uomini ed aprendo una profonda riflessione sulla condizione umana mostrandoci la sua personale percezione dell’uomo. Dai lavori dell’interprete emerge così una spaccato duro, le figure sono tutte uguali, repliche su repliche che si muovono in simbiosi ed affidando di fatto le loro scelte alla massa, un istantanea della controversa situazione attuale, dove lo spregiudicato consumismo e l’influenza della società ci ha reso capre e vittime di un sistema congeniato e ricamato sulle nostre tasche ed i nostri soldi.
Per questa parete madrilena l’artista gioca in casa elaborando su questo grande spazio un intensa figura a mezzo busto di un uomo, attraverso il suo canonico stile l’interprete spagnolo escogita il consueto archetipo, spazio quindi nuovamente alla serie ombre nere che avvicinandosi tra loro danno vita ai lineamenti ed al corpo del soggetto.
Potete darci un occhiata al meglio attraverso la bella sequenza di scatti dopo il salto tra cui le belle immagini al crepuscolo che alimentano tutto l’impatto di un opera del genere, è tutto vostro.

Pics by Vandalvoyeur

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Domenico Romeo – “Selezione Innaturale” New Mural for OSMOSIS Exposition

07/11/2013

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Dopo l’eccellente intervento per Relazioni Festival torniamo con interesse a volgere il nostro sguardo sul lavoro di Domenico Romeo, l’artista è tra i partecipanti all’interessante OSMOSIS Exposition, la mostra collettiva che ha aperto dal 6 di Novembre fino al 28 del mese gli spazi della avveniristica Stazione Tiburtina di Roma.
Organizzata dagli studenti della terza edizione del LUISS Master of Art, l’esibizione rappresenta un istantanea ricercata e fortemente voluta dagli stessi sulla realtà di tutti i giorni fortemente scossa dai venti di crisi che accompagnano questo specifico momento e dai quali emerge una incertezza generale che di fatto attanaglia le aspettative ed i progetti di ognuno di noi. Da questo particolare spaccato emerge una vera e propria urgenza di descrivere il presente con le sue contraddizioni e le sue incertezze attraverso gli strumenti dell’arte e della cultura in generale. L’intento quindi è quello di una vera e propria propagazione di un fenomeno comunicativo partendo dal suo nucleo centrale, una delle bolle sospese della stazione ferroviaria – mai scelta fu più azzeccata – fino ad arrivare a tutto il circondario, una propagazione che va ad investire le persone che vengono così letteralmente toccate da un energia comunicativa, spontanea e nuova che va ad alimentare l’esigenza di interazione con il luogo e le gente stesse. L’intenzione stessa della collettiva sia nella sua forma che nella sua sostanza è quella di tracciare una visione di quelli che sono gli stati d’animo attuali, l’idea di precarietà e di instabilità, di un periodo sospeso tra l’ottimismo post guerra e l’incertezza del domani, il tutto attraverso l’espressività e le sonorità che accompagneranno tutto il percorso espositivo.
In questa culla variegata ed dai forti impulsi emotivi trova posto Domenico Romeo, l’artista prosegue il suo personale cammino artistico sviscerando su uno degli spazi a disposizione un nuovo intervento. Con “Selezione Innaturale” Domenico Romeo continua a servirsi del personale alfabeto, la peculiarità criptica dell’intervento è nuovamente elevata, tra linee sinuose, e morbide pennellate prendono vita le due figure scelte interamente composte dalle canoniche lettere. L’interprete qui attua un illuminante parallelo dimostrando tutta la personale sensibilità, l’immagine che emerge dall’intervento è quella infatti di un uccello che va letteralmente ad azzannare quasi a togliere dalle fauci di un volatile più grande il cerchio dorato fulcro dell’opera stessa. La sensazione è quella di una vittoria dei più deboli suoi potenti dove il grande intermezzo dorato posto al centro del pezzo assume a seconda di chi osserva un significato oppure un altro.

Pics by Claudia Grasso

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Escif – “Spring” New Murals in San Pietroburgo

07/11/2013

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Dopo l’eccellente e controverso Heil! Escif prosegue la sua campagna russa con una bella serie di nuovi interventi attraverso i quali il grande artista spagnolo torna a calcare i percorsi criptici che da sempre ne caratterizzano i lavori.
Abbiamo spesso posto l’accento sul particolare approccio tematico, oltre che visivo, che lega l’operato di Escif ed i suoi stessi interventi, la capacità dell’artista di cogliere determinati argomenti sotto un ottica ed una visione completamente differente rispetto agli altri, con spruzzate di ironia e sagacia, rappresenta senza dubbio il valore aggiunto di uno degli artisti più interessanti di tutto il panorama internazionale. Lo spagnolo come sappiamo e solito innescare sui cunicoli e su piccole porzioni di parete tutta la sua proverbiale e caratteristica visione, ad affiancare questa numera serie di interventi troviamo sia una controporte più grande con immense opere a coprire superfici e spazi decisamente maggiori e soprattutto una serie di interventi dal fortissimo valore criptico. Questi lavoro sono quelli maggiormente difficili da leggere e che proprio per questo rappresentano a nostro avviso il lasciato più importanti di Escif, attraverso una pittura pulita e piuttosto basica l’artista valenciano lascia il proprio segno dipingendo situazioni, istanti, oggetti o veri e propri attimi accompagnandoli con parole o frasi atte ad svelarne in parte il significato. Il gioco innescato da questi dipinti si conclude sulla consueta pubblicazione in internet con tanto di immagine allegata e che anche in questo caso svela veramente pochissimo dell’opera, e allora cosa ci rimane? Ci rimane l’opportunità e la voglia di scoprire il significato di un semplice intervento, scardinare l’immaginario dell’artista per poter comprendere efficacemente il significato dei suoi lavori, o almeno provarci e nel mentre ascoltare le differenti proposte di altri in un brulicare costante di idee e significati sempre differenti, ed è senza dubbio questo il lascito più importante.
In particolare mettiamo l’accento su questa piccola parete russa dal titolo “Spring”, Escif prende spunto da un immagine di un tergicristallo che ha ‘pulito’ in parte lo sporco di questo vetro accompagnando in fine l’intervento con un enigmatico ‘Becha’ , l’aspetto dell’opera oltre a richiamare il parabrezza prende il curioso aspetto di un arcobaleno lasciandoci piuttosto interdetti sull’effettivo senso della stessa. A pare nostro potrebbe trattarsi di una sottile e velata critica alla pulizia sociale attuata dal governo russo con una serie di controverse leggi, in primis quelle sugli omosessuali, che tanto stanno facendo discutere in questo periodo, voi cosa ne pensate invece? Siamo tutti orecchie!

Pics by The Artist

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Smithe x Seher – New Pieces at Bien Urbain Festival 2013

06/11/2013

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A distanza di tempo torniamo a parlarvi dell’eccellente Bien Urbain Festival 2013, il festival quest’anno ha veramente fatto le cose in grande ospitando artisti quotati da tutte le parti del globo, tra gli artisti partecipanti troviamo Smithe e Seher che non hanno affatto sfigurato, anzi i due unendo gli sforzi hanno dato vita ad uno degli interventi a nostro avviso più riusciti di tutta la rassegna di Besançon.
Nonostante le difficoltà climatica con una due giorni di pioggia che ha in parte minato il lavoro e la pittura dei due interprete, la combinazione portata a termine per il festival rappresenta una delle meglio assortite, entrambi gli artisti portano avanti un immaginario decisamente caratteristico che fa dell’indole illustrativa il suo principale punto di forza ed efficacia. Smithe e Seher hanno così a disposizione due distinte e limitrofe pareti facenti parti dello stesso stabile, i due artisti decidono per una interazione massima sia in termini cromatici sia in termini tematici capovolgendo uno nella propria parete il disegno dell’altro. L’immagine scelta è quindi la stessa – una braccio alzato sui cui si avviluppa un serpente – ma viene rappresentata attraverso i due differenti stili degli artisti e soprattutto attraverso una precisa componente cromatica, il verde a sinistra per Smithe ed il rosso sangue per Seher nella parte opposta. In quest’ultima sezione la mano risulta di un rosso vivo a differenza del serpente di cui invece rimane unicamente la carcassa, nell’angolo opposto invece osserviamo come la mano abbia un aspetto fantascientifico con i tratti di un braccio meccanico sul quale si stringe il percorso di un serpente in questo caso vivo e vegeto.
Il risultato finale è un lavoro corale assolutamente riuscito, ricco di dettagli e di spunti e che potete apprezzare al meglio attraverso l’ampia e fitta galleria di immagini in calce con le fasi di lavorazione dell’opera e dell’eccellente risultato finale, enjoy it.

In our European trip I had the pleasure of working once again with my good friend Smithe, this time within the Well Urbain Festival held in Besancon France, was a big challenge this wall as due to the weather we had a few days to paint taking in mind that the rain will delete 2 times the mural, we could still go ahead, and enjoy a few days in the city. share with you some pictures of the process and some of what we could see.
Infinite thanks to David and all his great team, for the great hospitality and good treatment. To my fellow travelers and Ahmed Smithe Baptist, for all the laughs, food and good times. Greetings to all.

Pics by The Artist

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SAN – New Mural in Madrid, Spain

06/11/2013

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Dopo la bella esperienza per Le 4eme Mur Festival di Niort, pare che SAN si sia spostato a Madrid dove ha da poco terminato un altro splendida parete con un altro dei suoi enigmatici interventi.
In quest’ultimo lavoro ancora una volta emerge tutta la spiccata efficacia del tratto pittorico dell’interprete, SAN non si limita a dipingere attraverso una semplice riproduzione fedele, piuttosto l’artista esibisce una tecnica incredibile coniugata attraverso una visione d’insieme che si fonde prepotentemente con tutto il paesaggio circostante, Daniel Munoz analizza gli scorci che ha di fronte, qui inserisce la sua caratteristica pittura in totale armonia con ciò che vede il tutto supportato dallo studio della particolare conformità della parete e dello spazio a disposizione che diventano così componenti fondamentali nel lavoro dell’interprete che ne ridisegna così completamente l’aspetto finale. Ancora più importante e caratteristico è il lavoro di profonda caratterizzazione che accompagna gli uomini e le donna che SAN realizza, i personaggi rappresentati risultano assolutamente bizzarri, attira l’attenzione per i particolari vestiti e per la serie sconfinata di dettagli e spunti che riescono ad offrire. Osservando però con maggiore impegno abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad un fortissima critica sui tempi moderni, un vero e proprio specchio incrinato dove gli eccessi vengono portati al limite, dove l’eccentrico ha preso il sopravvento ed attraverso il quale SAN ha l’opportunità di realizzare dei veri e propri spaccati di vita rivisti attraverso una chiave completamente nuova e peculiare.
In quest’ultimo lavoro l’artista prosegue questo suo peculiare approccio, a fare capolino sulla grande parete a disposizione è una donna armata di telecamera ed intenta a riprendere il circondario, anche qui sono i dettagli a catturare la nostra attenzione, la signora porta con se, sia sulle spalle che pe, una valigia ed uno zaino di cui rimangono unicamente gli scheletri e dove all’interno troviamo accovacciate ed appollaiate una serie di persone.
Il lavoro ci dà l’impressione di un racconto di emigrazione, l’immagine è quello di una donna che porta con se la propria famiglia, nascosta dentro la sua stessa valigia, e che come è possibile notare da uno dei dettagli del pezzo, dovrà affrontare il consueto controllo prima di poter entrare regolarmente. Le figure quindi che ruotano intorno al grande corpo della donna rappresentano una materializzazione delle paure e delle incertezze proprie della signora, ci sono gli uomini che attendono il responso e sono li intenti a guardare, c’è la famiglia che nascosta all’interno del bagaglio sembra non volersi far vedere, arrivando infine all’immagine emblematica dell’intervento con l’eccentrico uomo dotato di maschera antigas che attende di scrutare un altro viaggiatore.
Uno spot piuttosto difficile da fotografare ma attraverso la bella serie di scatti potete comunque vedere da vicino tutti i dettagli e lo splendido stile di questa nuova magia, dateci un occhiata lo spettacolo è assicurato.

Pics by The Artist

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frenopersciacalli x Rmgrl8120 – New Mural in Firenze

06/11/2013

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Il sottopasso delle cure di Firenze con il presidio del famoso Totò Dinamite, l’angelo del sottopasso rappresenta uno dei luoghi più vivi della Firenze urbana, qui frenopersciacalli (The Boost) e Rmgrl8120 si sono lanciati una interessante elaborazione in coppia.
L’intervento prende vita all’interno quindi del famoso sottopasso fiorentino, i due interpreti vanno a miscelare, attraverso i loro personalissimi stili pittorici, le proprie visioni che prendono così forma per dare vita ad un interessante rapporto, a confronto sia le tematiche, con l lato più oscuro e tetro di Rmgrl8120 che si unisce all’indole più umana di frenopersciacalli, e soprattutto la componente cromatica con le tinte forti, nere e cupe del primo che vanno ad mischiarsi con i colori tenui e delicati propri del lavoro del secondo.
All’interno della lunga porzione di parete frenopersciacalli continua la sua personale visione dell’uomo con una serie di visi che si ripetono sullo spazio, le pennellate continue e ripetute danno vita ai canonici volti rigorosamente in profilo, posti uno di fronte all’altro vengono infine accolti da un sinistro pesce al termine della parete, Rmgrl8120 parte da qui per la sua immersione, si insinua tra i meandri della carne, immette il nero pece tra le rughe fino a farlo fuoriuscire dalla bocca, è uno sciame avvolgente che si sposta da figura a figura.
Si ha la sensazione di una forte componente riflessiva, dal lavoro emerge l’intenzione degli artisti di proporre questo movimento continuo e denso, questo sciame nero che attraversa e trapassa l’opera, c’è attraverso una similitudine, un male respirabile che di fatto intacca tutto e tutto animali compresi, passa attraverso e colpisce ogni singola persona arrivando addirittura a cambiarne l’aspetto esteriore oltre quello interiore.
Dopo il salto vi diamo l’opportunità di vedere da vicino tutto lo splendido risultato finale, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete i dettagli ed il bello stile portato avanti dai due interprete, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Andreco – “Rocce” New Mural in Chiusa di Pesio

06/11/2013

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Continua la ricerca naturale di Andreco, il grande artista ha da poco terminato un nuovo intervento a Chiusa di Pesio all’interno del progetto “Risorsacultura” dell’ Associazione Fermenti Musei atto a valorizzare il patrimonio culturale delle Valli Gesso, Vermenagna e Pesio con l’intento finale di creare nuove metodologie per fare e fruire cultura.
Sviluppato in più step, il lavoro ha come principale peculiarità quella di essere un opera di tipo partecipativo coinvolgendo di fatto gli abitanti del luogo sia nella ricerca del materiale e degli spunti creativi, sia nella elaborazione del pezzo ed infine nella successiva ricerca di quelli che sono le pietre, segnate e poi riportate nel bosco, che successivamente sono state ritrovate dagli abitanti e dai bambini della zona spingendo quindi una ricerca ed una esplorazione al fine di promuovere la relazione con il territorio. Proprio i cittadini sono stati interrogati attraverso un questionario sul loro personale rapporto con l’ambiente circostante, da questi è emerso che l’aspetto più importante è proprio il rapporto con la montagna e con la natura che circonda questo splendido angolo d’Italia.
Andreco quindi con questo nuovo lavoro prosegue la personale visione artistica lanciandosi in un intervento in forte sintonia con il luogo, come per Open in Painting l’artista utilizza e va a pescare i soggetti del suo operato direttamente all’interno del paesaggio circostante, le rocce quindi, che da sempre ne caratterizzano il lavoro, rappresentano e vengono inserite nell’intervento qui anzitutto per invogliare una precisa ricerca da parte dei cittadini ma sopratutto sottolineano ancora una volta, come nella visione dell’interprete, è la natura stessa ad offrire l’opera d’arte e che bisogna unicamente aprire gli occhi e vedere ciò che ci circonda, osservando di fatto con un punto di vista fresco e totalmente differente.
Con “Rocce” Andreco continua ad incarnare e sviscerare attraverso il proprio inconfondibile stile il rapporto tra uomo e natura, il dipinto prende possesso di questa grande parete tra due scuole, le medie e l’ asilo ed ha tutti gli aspetti di una profonda e sfaccettata nuova indagine. Un analisi quella dell’interprete che viene spinta dalla pittura di forme simboliche dalla forte estetica arcaica e rituale, qui l’artista realizza la sagoma di un ragazzo, gli occhi sono chiusi mentre tutto intorno come sospese in aria si muovono una serie di piccoli e grandi macigni dalla forma irregolare, la sensazione è quella che gli elementi rappresentino una sorta di pensieri sospesi, che si muovono all’unisono e che di fatto circondano la persona in attesa di essere afferrati, compresi e fatti propri, un intervento dal profondo legame con il circondario, con la sua natura e che ci mostra ancora una volta tutta la poetica e l’inconfondibile stile dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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AK – “Geometric Illusion” New Mural inside an Abandoned Factory

06/11/2013

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Continuiamo interessati a farci trasportare all’interno dell’immaginario di AK (The Boost), l’artista sta attraversando davvero un intensissimo momento produttivo, qui l’ultimo lavoro che prende nuovamente vita all’interno di un vecchio stabile offrendoci l’opportunità di un nuovo piccolo viaggio all’interno della personale visione dell’artista.
Ancora una volta il palcoscenico perfetto per l’artista è l’ennesimo edificio abbandonato, la quiete stimola la creatività dell’interprete che prosegue la sua personale ricerca sulla forma e sulle differenti declinazioni del triangolo rettangolo isoscele, ed è proprio in questa suo personale dictat visivo che stiamo sempre di più notando la forte intenzione da parte di AK di misurarsi con esperimenti geometrici mano a mano più complicati e intricati, sembra voler spingersi costantemente oltre affrontando lo spazio a disposizione attraverso alchimie differenti, giochi di prospettiva fino ad arrivare alla componente ipnotica che ne caratterizza il lavoro fin nelle viscere. Tutto il lavoro e la ricerca si riversano sugli spot a disposizione ma intrinsecamente passano nella mente e nelle impressioni di chi ci si ritrova di fronte, di ci si interroga e chi come noi osserva con calma e pazienza, lasciandosi trasportare dalla linee e dalle figure che mano mano si modellano e si mescolano tra loro, come un gioco che nasconde più oggetti all’interno dello stesso, una visione disturbata di più elementi, un impatto fragoroso.
I differenti percorsi visivi intrapresi da AK all’interno del suo lavoro, in quest’ultimo intervento dal nome “Geometric Illusion”, si affievoliscono in una delle pratiche maggiormente suggestive in tutto il variegato operato che l’artista è solito presentarci. Attraverso il tratto come sempre iper pulito e preciso, la dinamica ipnotica è fortemente alta, all’interno di un tessuto imbastito dallo stesso artista si sviluppano due singole figure, le vediamo letteralmente emergere dalla superficie con un suggestivo effetto di tridimensionalità, all’interno delle stesse l’interprete gestisce una serie di forme più piccole che continuano sul percorso a tre dimensioni. L’effetto finale è quello di un opera mutevole e soprattutto prospettica, le figure sfruttano a pieno tutti i livelli della superficie a disposizione dimostrando ancora una volta tutta la sensibilità di AK verso gli espedienti visivi, le sovrapposizione di più livelli in unico oggetto o lavoro, arrivando infine ad una totale assuefazione ipnotica verso il corpo dell’intervento, totale.

Thanks to The Artist for The Pics

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Hyuro – New Mural in Perpignan, France Part II

06/11/2013

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Prosegue con questo secondo intervento l’esperienza francese di Hyuro, la grande artista Argentina ha da poco completato la sua seconda parete in occasione della Bienal de Arte de Perpignan nell’omonima cittadina francese.
A differenza della precedente incursione (qui) con questo nuovo intervento Hyuro va a lavorare su praticamente tutta la superficie a disposizione, proseguendo il personale lavoro su temi ed argomenti prettamente legati all’universo femminile. Se nel primo lavoro infatti abbiamo visto un’unica donna in equilibrio su una serie di precarie scope, qui l’artista concentra i propri sforzi in un intervento corale, più soggetti quindi si avvicendano all’interno dello stesso spazio realizzando un nuovo unico e vibrante spaccato sulla donna. La continua ricerca tematica sull’universo della donna spinge Hyuro ad una pittura maggiormente impegnata, parallelamente ed esattamente come per gli argomenti trattati, l’artista sta evolvendo il proprio tratto, se confrontiamo infatti gli interventi precedenti appare chiaro come l’interprete abbia voluto anzitutto aumentare il livello di dettaglio, niente più forme e copri abbozzati ma piuttosto una esaltante e manicale cura per i dettagli con una particolare enfasi per i volti e gli abiti stessi delle sue donne, un progressivo allontanarsi da uno stile chiaramente influenzato da Escif e che sfocia in un tratto molto più personale ed approfondito.
Il fulcro delle opere resta però sempre la donna, Hyuro dipinge questo multi sfaccettato universo attraverso tutte le sue contraddizioni, con una forte componente ermetica quasi a voler lasciare intatti quelli che sono i pensieri ed i sentimenti delle sue protagoniste. Appare chiaro però il disagio che emerge attraverso le stesse tonalità, aspre, grigie e tetre, le espressioni dei visi, e soprattutto gli attimi che vengono raccontati come fotogrammi di una scena intrisa negli stereotipi che accompagnano il gentil sesso, un lavoro impegnato che l’Argentina riversa con costanza e stile attraverso una visione che spinge alla riflessione ed alla comprensione di una condizione che tarda a cambiare.
Per la rassegna l’interprete prende ampio possesso di questa lunga parete, emerge un quadro fortemente emotivo, a tratti angosciante, un gruppo folto di donne chi più vicina chi più lontana completamente immerse nelle loro paure, nei loro tormenti, regalandoci una delle interpretazioni migliori fin qui viste.

Pics by The Artist

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Gio Pistone x Nicola Alessandrini – “Hic sunt Leones” Show Teaser

05/11/2013

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Prosegue il bel lavoro della -1 Art Gallery, lo spazio espositivo dedicato all’arte, alla grafica ed al design che trova la sua giusta sede all’interno della Casa dell’Architettura di Roma, che in questi ultimi anni è stato offerto ad un serie di artisti italiani che hanno potuto così elaborare e reinterpretare gli spazi all’interno delle stanze attraverso la propria personale visione. Da Lucamaleonte a Diamond, passando per Alice Pasquini e Mr. Klevra e omino 71, è ora il turno di Gio Pistone e Nicola Alessandrini che attraverso la loro “Hic sunt Leones” proseguiranno il progetto con un nuovo viaggio all’interno dello spazio e del tempo.
Per quello che siamo certi sarà un viaggio assolutamente unico Gio Pistone e Nicola Alessandrini proporranno una serie di interventi dal fortissimo sapore onirico, un tour ai confini del mondo conosciuto, luoghi senza un nome proprio e che la cartografia classica segnalava come appunto terra dei leoni, da cui il titolo.
L’immaginario di ogni artista si miscelerà con quello dell’altro andando a creare una intensa riflessione personale, sui noi stessi ma anche sugli altri attraverso una indagine visiva che abbraccia scenari fantastici ed inesplorati abitati da characters impossibili, esseri fantastici figli di una visione assolutamente personale, nudi e selvaggi sospesi tra la loro forma aliena e mutante e la loro indole umana, un viaggio che accogliamo con estremo interesse e che siamo seriamente curiosi di compiere.
L’esposizione avrà una durata di 4 mesi, trascorsi i quali un nuovo artista interverrà, l’appuntamento è per l’8 Novembre, se siete in zona il consiglio è quello di farci assolutamente un salto, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto un approfondito photo recap con tutte le immagini del caso, stay tuned!

-1 art gallery c/o Casa dell’Architettura
Piazza Manfredo Fanti 47
00185 Roma

Interesni Kazki – New Mural For Art Basel 2013

05/11/2013

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A distanza di veramente parecchi mesi dall’ultima parete, torniamo finalmente a parlarvi del dinamico duo ucraino degli Interesni Kazki, AEC e Waone si trovano negli States dove hanno dato il via ai lavori per la nuova edizione dell’Art Basel 2013 di Miami, l’appuntamento a cadenza annuale che da sempre distingue questo periodo dell’anno e che siamo pronti a seguire con estremo interesse vista la portata degli artisti presenti ed agli eventi collaterali che si solitamente si scatenano al seguito.
Dopo la doppia parete a Mosca in occasione dell’eccellente LGZ Festival, gli Interesni Kazki approdano ai Wynwood di Miami per dipingere tutte le facciate di questo unico edificio, ben 40 metri quadrati a disposizione dei due che possono così sperimentare al massimo tutta la loro ricerca visiva e tematica.
Gli Interesni Kazki si affidano ad una visione assolutamente personale, influenzati profondamente dai disegni di Moebius i due interprete collimano all’interno delle stesse rappresentazioni elementi differenti, dal metafisico, al mistico, passando per lavori a carattere più sognante ed addirittura rivisitazioni storiche della storia del mondo, un concatenare micro e macro universi che si aprono e chiudono all’interno degli stessi spazi tra scorci fantastici e paesaggi sospesi tra il vero e l’impossibile. Dal lavoro del duo emerge così una fortissima sensazione di moto perpetuo, lo stravolgere costantemente quelli i personaggi delle loro creazioni, così come le allucinazioni visive, i paesaggi ed i mondi dipinti, fa si che le opere proposte dagli artisti siano sempre differenti e che raccolgano unicamente quelli che sono i loro punti fissi, la cosmologia, la simbologia e l’astronomia passando per i consueti giochi ad incastro e le splendide tinte calde che di fatto rimangono gli aspetti peculiari dei loro interventi.
A differenza dei precedenti opere, il lavoro poggia qui le sue basi su una fortissima tematica naturale, eliminando quindi gli aspetti più caratteristici, che viene sviluppata dai due interprete attraverso il consueto ed intricatissimo stile, il livello di dettaglio è veramente altissimo e nonostante manchino quelli che sono i segni ed i simboli più canonici dei lavori del duo, c’è da stropicciarsi gli occhi.
Tra piante che fioriscono volti, uomini cactus, alberi e rampicanti e gocce a forma di facce, il colpo d’occhio è davvero incredibile, una serie di personaggi e situazioni si agitano sullo spazio a disposizione rendendo quest’ultimo intervento più che mai vivo e ricco di spunti da cogliere, vi lasciamo in compagnia delle immagini, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete l’eccellente risultato finale.

Pics by Robertskran via San

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Daan Botlek – A Series of New Pieces

05/11/2013

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Gli intrecci con altre discipline artistiche, la ricerca in campo illustrativo in particolare, hanno ultimamente prodotto una serie di artisti che senza dubbio interpretano in modo completamente differentei gli spazi urbani, un esempio su tutti è il nostro Agostino Iacurci che ha saputo declinare su muro tutta la sua personale visione stilistica, oggi però vi mostriamo gli elaborati di Daan Botlek. L’artista olandese ci ha fortemente colpito anzitutto per la fortissima pulizia del tratto e per la grande interazione degli spazi su cui dipinge che ne distingue il lavoro in modo più che accentuato.
Daan Botlek con base a Rotterdam ci offre una nuova visione dell’uomo, a differenza di molti interpreti l’olandese preferisce non concentrare il proprio lavoro sui tratti del corpo ma piuttosto donando una visione d’insieme più vanescente della figura, scompaio così i dettagli fisici per fa spazio ad un’unica e grande sagoma bianca, l’artista attraverso la stessa si muove in una esplorazione dell’ambiente circostante servendosi dei suoi stessi character. L’impatto è quello quindi di una intelligente dinamica fisica in cui le sue figure letteralmente emergono dalle pareti, escono addirittura fuori dai muri e dai fogli di carta nell’intento quasi impossibile di instaurare un dialogo con chi osserva, ma non solo questi bizzarri esseri lasciano intendere una personale vita all’interno degli spazi, si muovono andando a creare delle vere e proprie situazioni di vita intersecandosi così pesantemente con la nostra realtà, l’impatto è quindi quello di figure irreali ma che nel loro comportarsi da esseri umani insinuano un divertente senso di dubbio.
Nella sua ultima serie d interventi in particolare l’interprete sta sviluppando un forte legame con i luoghi abbandonati, qui può lavorare in totale tranquillità riuscendo a concentrare gli elementi tipici del suo lavoro in opere dal forte inclinazione tridimensionale, l’interazione ancora una volta è duplice da parte dell’artista che sfrutta al meglio tutto lo spazio a disposizione e da parte delle sue figure che si appropriano dello stesso sfruttandolo a loro vantaggio.
Dopo il salto potete vedere da vicino le ultime creazioni firmate da Daan Botlek, dateci un occhiata, siamo certi apprezzerete e restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista

Pics by Colossal

Paper Resistance – New Mural at ICONE5.9 Street Art Event

05/11/2013

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A distanza di parecchi mesi torniamo a parlarvi di ICONE5.9, la rassegna ha rappresentato per le zone colpite dal catastrofico sisma emiliano l’opportunità di evadere anche solo per un istante dall’angoscia e dalla paura, dall’incertezza e da tutte quelle che sono le problematiche successive ad un evento di tale portata, la rassegna attraverso l’apporto di artisti di fama internazionale e quelli che sono i migliori talenti nostrani ha messo in scena un vero e proprio percorso artistico all’interno di un climax multi sfaccettato e spesso non opportunamente approfondito, a cercato di offrire agli interpreti le massime possibilità di lavoro donando loro ampi spazi ed allestendo di fatto uno degli eventi più interessanti di tutto l’anno.
Torniamo a parlarvi della rassegna visto che tra i tanti artisti partecipanti c’era sfuggito l’intervento di Paper Resistance che a qualche mese dalla chiusura dei lavori ci mostra finalmente il risultato della sua incursione a Bomporto un paese in provincia di Modena.
Tratto pulito, accompagnato da uno stile fortemente vicino al fumetto underground e della forte indole grafica, Paper Resistance rappresenta uno dei nomi caldi del panorama italiano, il suo particolare stile viene mosso da tematiche e da riflessioni sempre piuttosto interessanti, l’artista infatti mette a confronto immagini differenti in una contrapposizione intelligente e ragionata sugli argomenti più disparati in cui emerge l’esigenza dell’interprete di sviluppare temi circa lo stato attuale della società e di tutti i suoi aspetti, dalla religione, alle forze di polizia, passando per il tema della sicurezza che da sempre riveste una certa importanza, approdando infine alla particolare e personale visione dell’uomo all’interno della società.
Per ICONE Paper Resistance realizza questa controversa figura intenta a dialogare con la terra, un lavoro profondo in cui emerge tutta l’intenzione dell’artista di riappacificare la gente del posto con la natura dopo gli eventi sconvolgenti, l’artista lo fa mettendo l’accento proprio sulle parole che l’uomo tenta di emettere, la nuvola di fumettiana memoria si trasforma qui in un grande labirinto di fatto senza uscita.
Potete apprezzare il bel risultato finale insieme ad alcuni scatti del making of attraverso le immagini in calce, dateci un occhiata e non scordatevi da vedere anche il disegno originale dal quale l’artista ha preso ispirazione per questo intervento.

Pics by The Artist

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Gaia – “Il piccone demolitore e risanatore” New Mural in Rome

05/11/2013

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Il rapporto tra Gaia e Roma prosegue, la chiamata della 999Contemporary Gallery offre l’opportunità all’artista di lavorare finalmente su una superficie consona alla sua particolare visione creativa offrendo in dono alla città eterna l’opportunità per una nuova e caratteristica riflessione. Avevamo lasciato infatti l’interprete un paio di mesi all’interno del bel progetto del sottopasso ad Ostiense e con Sbudellare l’Identità della Città, attraverso i quali ci aveva mostrato tutto il suo caratteristico tratto, ora lo statunitense torna con un nuovo dipinto fortemente intriso delle venature tematiche che di fatto ne stanno caratterizzando il lavoro durante questi ultimi mesi e non.
Abbiamo sempre posto l’accento sulla peculiare visione creativa dell’artista, la sensibilità che accompagna gli interventi di Gaia emerge in tutta la sua dirompenza sviscerando quelle che sono le tematiche ed i temi dal forte valore storico, sociale ed alcune volte politico, una approfondimento che vede l’artista impegnarsi ed interessarsi concretamente a quelle che sono le vicissitudini dei luoghi dove dipinge. Nelle opere portate a compimento dallo street artist emergono così in modo assolutamente naturale quelli che sono i simboli del luogo, tra paesaggi, immagini evocative che vengono giustapposti a simboli fortemente classici, come le statue, corpi, busti e monumenti, che rifanno ad un mondo classico. Attraverso questa contrapposizione emerge così un rapporto tra passato e presente, avvolte malinconico altre dal forte sapore riflessivo, il tutto coniugato attraverso una notevole abilità riproduttiva che permea tutta l’opera di Gaia.
Una città come Rome, così ricca di spunti classici come anche di contraddizioni, non poteva quindi che essere terreno fertile per il lavoro di Gaia, con “Il piccone demolitore e risanatore” l’artista americano prende ispirazione da Giorgio De Chirico andando a rappresentare la forte relazione romana passato e presente, nello specifico l’interprete analizza la funzione degli aspetti classici nel processo di costruzione della capitale. Il lavoro si presenta con la cifra stilistica che accompagna i lavori dell’interprete, in primo piano una delle figure del Foto italico, poco più in là una serie di banane in putrefazione e ‘La Nuvola’ di Fuksas, il gigantesco centro congressi che sta prendendo vita – si fa per dire – nella zona dell’EUR. In background l’artista realizza invece quelle che sono le sagoma del Palazzo della Civiltà Italiana, meglio noto come il Colosseo quadrato, combinato con la facciata del MACRO, tocco finale invece viene dato da una rappresentazione in lontananza di un monumento cancellato che rivolge il piccone verso un cavallo.
Quest’ultimo elemento in particolare ci spinge ad una riflessione, la particolare situazione di Roma in cui ogni parte della città è di fatto zeppa di monumenti classici ne limitano lo sviluppo urbano, Gaia coglie questa contraddizione raffigurando il progresso sotto forma di cavallo mentre il monumento cancellato tenta attraverso un piccone di fermarne la corsa, intenso.

Credits:
Curated by 999Contemporary
Supported by OIKOS, ENI, Pescerosso, Municipio Roma VIII
Supervision: Gianluca Marziani
Project Management: Francesca Mezzano
Public Management: Dario Marcucci

Thanks to 999Contemporary Gallery for The Pics
Pics by The Bilnd Eye Factory

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SPY – “Ellos” New Piece in Zaragoza, Spain

05/11/2013

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Come detto SPY ha aggiornato la propria pagina web mostrandoci tutti i nuovi interventi realizzati durante quest’ultimi mesi, un occasione ghiotta che cogliamo per approfondire al meglio tutto il sofisticato lavoro dell’interprete spagnolo che dopo Piramid ci mostra quest’ultimo intervento realizzato a Saragozza in Spagna.
Con “Ellos”, questo il nome dell’ultimo intervento, SPY cela nel titolo stesso dell’opera il soggetto ed il bersaglio della sua nuova rivendicazione, abituati infatti a vederlo alle prese con qualsiasi mezzo e medium a disposizione nelle personale campagna di sensibilizzazione sociale, trattando temi ed ipocrisie di una società troppo spesso malata e corrotta, l’artista continua la sottile e velenosa critica con un intervento che va a inserirsi all’interno di un grande spazio pubblicitario. L’interprete avvolge la superficie a disposizione con un grande strato di carta bianca, nella parte centrale una semplice scritta “Piensan que eres estúpido” basica in nero che fa appunto da eco al titolo del pezzo. Il significato dell’intervento è piuttosto laconico, l’intenzione di SPY è quella ancora una volta di lanciare uno spunto per una riflessione, capovolge il senso stesso della pubblicità appropriandosi di uno spazio utilizzato per vendere prodotti e servizi ed all’interno del quale ‘vende’ la sua idea, la sua verità, portando alla luce in modo netto e chiaro la propria personale visione. Il fatto che l’artista non specifichi chi sia che pensa che siamo stupidi, alimenta nell’osservatore una dubbi ed interrogativi spingendolo a riflettere per trovare la propria e soggettiva risposta, più in generale però è chiaro l’intento di SPY di additare con un semplice intervento di questa portata tutto lo sfruttamento da parte della società dei suoi stessi cittadini, ridotti a semplici automi per comprare e spendere, oppure infarciti di bugie atte a confonderli ed alimentare lo status quo per continuare a fare i propri personali interessi, una critica dura che ribalza attraverso poche parole ma dal fortissimo impatto scenico. Ciliegina sulla torta poi la scelta di coprire uno dei cartelloni illuminati durante la notte in modo tale da far emergere con ancora più importanza la frase riportata nero su bianco.
Vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti, potete ammirare tutte le fasi di creazione di questo intervento nella bella galleria in calce, qui invece un bel video girate durante le fasi di accensione del cartellone pubblicitario, restate sintonizzati nei prossimi giorni proseguiremo il nostro coverage

Pics by The Artist

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Aakash Nihalani – “L.A Leaker” New Mural in Los Angeles

04/11/2013

"L.A. Leaker" by Aakash Nihalani

Aggiornamenti sporadici è vero torniamo però a parlarvi di Aakash Nihalani che prosegue la sua personale visione degli spazi urbani con questo nuovo intervento allestito in quel di Los Angeles.
Il grande artista newyorkese è ben conosciuto per il particolare approccio in strada che lo vede spingersi nella creazione di grandi o piccole figure, sono installazioni isometriche che prendono gli spazi ed il paesaggio cambiandone completamente l’aspetto finale, attraverso i propri interventi Aakash Nihalani si impegna a cambiare completamente la profondità e la dimensione attraverso la creazione di incredibili effetti ottici e servendosi unicamente di nastro adesivo e cartoni. Il nastro adesivo negli anni ha rappresentato il vero marchio di fabbrica delle opere dell’interprete, attraverso un utilizzo di colori sgargianti, l’artista andava a creare figure ed inganni ipnotici che, tra lo stupore e meraviglia di chi ci si imbatteva, facevano emergere una profonda ricerca visiva ed architettonica degli spazi cittadini. A distanza di anni l’interprete a proseguito la propria personale visione avvicendandosi anche con altri medium, sopratutto il cartone rappresenta in questo particolare momento l’elemento in più delle sue produzioni che, in collaborazione con le linee tracciate dal nastro, risultano certamente più efficaci ed ipnotiche. Il fattore geometrico poi per ovvi motivi di carattere lavorativo, i medium scelti non gli permettono la realizzazione di altri tipi di figure, rappresenta una delle basi degli interventi, il piano visivo è rigorosamente piatto e viene ampliato con forme e figure semplici che vengono poste a contrasto con la prospettiva proposta negli interventi, attraverso gli stessi Aakash Nihalani esplora tutte e tre le dimensioni, invoglia l’interazione con lo spettatore offrendogli l’opportunità di giocare con il proprio operato
Per questo suo nuovo lavoro notiamo ancora una volta l’assenza di colorazioni fluorescenti che ne hanno caratterizzato i primi anni di attività, l’artista qui elabora una grande figure, come un buco nella parete dal quale fuoriesce dell’acqua, un lavoro semplice e dal sicuro impatto finale che vi lasciamo osservare al meglio attraverso le immagini in calce, check this out!

Pics by The Artist

"L.A. Leaker" by Aakash Nihalani

Axel Void x LNY – New Murals in New York City, USA

04/11/2013

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Dopo la bella partecipazione allo splendido Los Muros Hablan di Porto Rico, Axel Void si è spostato a New York dove ha da poco terminato una bella serie di nuovi interventi avvalendosi della collaborazione di LNY.
Abbiamo spesso ribadito la particolare propensione dell’artista a trascinarci all’interno di tematiche crude e dal fortissimo impatto emotivo, uno dei temi ricorrenti per Axel Void è la morte e con essa accompagna gran parte delle sue produzioni, le immagini forti che l’interprete propone dipingono un quadro duro ed in parte difficile da digerire, la totale assenza di filtri ed il piglio riflessivo che caratterizzano l’operato dell’artista, oltre che la ferma volontà di affrontare argomenti così difficili, ci hanno da sempre spinto ad osservare con cura le opere realizzate e sebbene il più delle volte si tratti di lavori mal digeribili, ci hanno offerto l’opportunità di una riflessione personale su temi altrimenti difficili e che mai avremmo toccato. Axel Void rappresenta quindi l’opportunità di una crescita personale, si rimane storditi, come un pugno nello stomaco osservando alcuni suoi dipinti, ma si nota anche la volontà dell’interprete di cogliere il senso più positivo della morte, la rinascita, la vita che scorre e che viene rappresentata attraverso una serie di intrecci che ci ricordano lo scorrere della natura, un parallelo questo che può sembrare piuttosto singolare e che invece risulta assolutamente riuscito, la natura che continua il suo processo di morte e rinascita e con esso il corpo come lo spirito. Affrontare questi temi così importanti e che possono essere compresi forse unicamente da chi è stato toccato nelle viscere da eventi tragici, elevano l’operato dell’interprete, i suoi lavori sono visioni importanti e reali, niente di effimero, la dura realtà dipinta senza filtri attraverso tonalità scure e tetre trasformando i lavori in un momento di senno.
Per questa sua serie di interventi newyorkesi Axel Void continua la propria visione tornando a concentrarsi con forza e dirompenza sul trapasso, il primo dei due lavori “Meat”, è forse quello dall’impatto più forte, un colpo sordo per la rigidezza dell’immagine scelta, Void decide di operare nuovamente senza alcun filtro emotivo disegnando quello che è il corpo di bambino, carne lo chiama come se fosse li inerte e completamente abbandonato nell’oscurità, non sappiamo se dorme o se è già esanime, certo è che l’immagine ci ha parecchio scosso. Il secondo intervento, questa volta in solitaria, vede l’artista realizzare un nuovo ritratto, il volto è in parte coperto dai classici filamenti che questa volta si fanno più intensi in netta contrapposizione con il grigio ed i tratti forti del viso.
Non è facile approfondire tematiche così importanti, si è spesso propensi a voltare lo sguardo, vogliamo invece mettere l’accento sulla difficoltà di digerire argomenti così difficili, Axel Void ci rende il compito in parte più semplice sbattendoci in faccia la cruda realtà e lo fa nuovamente con una intensità visiva da lasciarci a bocca aperta, immagini.

Pics by San

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Gaucholadri – “Cintura Política” New Mural in Mendoza

04/11/2013

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Continua l’intenso lavoro per i Gaucholadri il duo Argentino ha da poco terminato un altro intervento lanciandosi ancora una volta alla scoperta di un vecchio edificio abbandonato dove poter esprimere al meglio tutto il loro personale immaginario e proseguendo il lavoro di critica che da sempre ne accompagna le produzioni.
Le produzioni dei Gaucholadri sono figlie di un immaginario personale che vede gli interpreti porre alla base dei propri interventi una spiccata sensibilità per i temi e le contraddizioni della società moderna, il duo esprime le proprie tematiche andando a realizzare delle grandi ombre nere, delle sagome di oggetti, animali o cose accompagnate poi da una scritta, attraverso le quali applicano una contestualizzazione dei significati ricercati. I risultati finali di queste opere sono dei veri e propri attacchi ironici e ben studiati con i quali gli artisti mirano ad esprimere un assonanza tra l’immagini prodotte e le parole che accompagnano la lettura finale dell’intervento. Questo particolare approccio fa si che i lavori risultino un momento di riflessione per chi ha l’opportunità di imbattercisi, la chiave di lettura è data appunto dal testo mentre è la figura stessa a caratterizzare l’assonanza tra le tematiche scelte, che possono variare tra i problemi a carattere sociale, politico ed economico, ed attraverso le quali i Gaucholadri sviluppano tutta la loro riflessione. Gli interventi risultano così senza filtri e senza troppe spiegazioni, si lanciano in argomenti difficili e spesso piuttosto forti, un atto dovuto che intende, oltre appunto a far riflettere, mettere il punto e far scattare una presa di coscienza e di posizione delineando e caratterizzano i tasti dolenti di una società marci fin dalle sue fondamenta.
L’ultimo lavoro prende vita all’interno di questo vecchio edificio a Mendoza in Argentina, qui i Gaucholadri esprimono un nuovo parallelo accostando di fatto con “Cintura Política”, la vita di un politicante con quella di uno scarafaggio.
Ancora una volta il caratteristico lavoro degli interpreti giunge così diretto e senza troppi fronzoli allo spettatore, facendo scattare un sorriso amaro, la verità è lì neanche troppo celata ed accoglie chi in un modo o nell’altro ha intenzione di vederla, insieme alle immagini in calce, qui potete dare un occhiata al bel video del making of in modo da farvi un idea più dettagliata di tutto l’intervento, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti dal duo.

Thanks to The Artists for The Pics

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Skount – “Trash in Head” New Mural at La Escocesa

04/11/2013

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A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Skount, l’artista spagnolo di rientro dalla bella esperienza americana torna al lavoro con un nuovo intervento all’interno dell’eccellente Festival de Murales de La Escocesa di Barcellona.
Sempre piuttosto legato a temi caldi e sopratutto a carattere sociale, economico e politico, ricorderete la bella serie in terra Greca, Skount con “Trash in Head” sceglie per questo suo ultimo intervento di concentrare i propri sforzi su una rappresentazione molto forte di quelli che sono i mali della società moderna. Ancora una volta l’interprete sceglie di affidare la propria visione ai suoi caratteristici characters, intrisi di uno stile fortemente caratteristico e carnevalesco, queste maschere hanno sempre rappresentato per l’artista l’opportunità di una ricerca accurata di quelle che sono le pieghe emotive dell’animo umano, ora tornano qui completamente rivisti in chiave sociale. I volti scompaiono per far posto ad una serie di grandi sacchi neri, avvolgono completamente il volto dei personaggi, come in una morsa mortale li vediamo tentare di ribellarsi, accasciarsi a terra nell’impossibilità di uscire e liberarsi dei pesi che tengono.
La critica è sottile ed al contempo affilata e raffinata, attraverso le figure che vagano erranti nello spazio a disposizione Skount affronta quelli che sono i pesi di una società malata nelle fondamenta e lo fa dipingendoli come veri e propri cappi, dei grandi buchi neri che avvolgono i corpi delle persone, annebbiandone la vista e riducendoli ad una carcassa in movimento, stanchi e completamente assuefatti dagli stessi grandi carichi che portano. Skount dipinge attraverso l’irreale quelle che sono tutte le macchie della società, lo fà attraverso un canale nuovo e mai esplorato prima, non si limita a dipingere i tratti di una situazione, ma si impegna ad attuare una similitudine diretta e dal forte ed immediato impatto con chi ci si ritrova di fronte.
Dopo il salto una bella selezione di scatti con tutti i dettagli del lavoro, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete quest’ultimo bel pezzo firmato Skount.

Pics by The Artist

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E1000 – New Mural in Madrid, Spain

04/11/2013

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Uno degli artisti senza dubbio più eccentrici E1000, l’interprete spagnolo ha finalmente avuto l’opportunità di misurarsi con una parete di grandi dimensioni sulla quale poter esprimere al meglio tutta la sua particolare visione artistica.
L’intervento prende vita a Madrid in Spagna, E1000 prosegue anche qui la sua personale visione artistica, l’approccio dell’artista poggia le basi anzitutto sull’utilizzo di una serie di colori, con essi l’interprete esplora attraverso una differente chiave di lettura il panorama architettonico urbano, si immerge negli spazi e negli anfratti portando a compimento i suoi personali interventi. E1000 esprime il suo lavoro attraverso una forte inflessione geometrica e tridimensionale, muove le superfici ideando nuove strutture e prospettive, giocando con la percezione visiva delle stesse e capovolgendone così l’aspetto finale, il tutto attraverso una scala cromatica che parte dal giallo fino a trasformarsi in un viola intenso. E’ una vera e propria indagine sulla forma che l’interprete compie attraverso una visione personale, un atto intenso che l’artista conclude ponendo allo spettatore la propria prospettiva, una vera e propria apertura metafisica che si sviluppa attraverso un ingerenza della forma.
Per questo suo nuovo intervento E1000 copre tutto lo spazio a disposizione inserendo nella parte una gigantesca figura a tre dimensioni, una grande triangolo che letteralmente attraversa il muro per poi fuoriuscire, un lavoro sofisticato con il quale lo spagnolo decide di portare avanti la sua campagna visiva e che ci ha ancora una volta coinvolto.
Vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti attraverso i quali potete ammirare tutto l’eccellente risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro di E1000.

Pics by Vandalvoyeur

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Banksy – “Better Out Than In” New Pieces in New York (Final)

04/11/2013

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Siamo giunti al capolinea, Sir Banksy ha completato il suo “Better Out Than in” il progetto che lo ha visto agire per l’intero mese di ottobre per le strade di New York, niente fuochi d’artificio, niente botto finale, l’artista ci lascia con questo throw-up di palloncini installato a Long Island e con il quale mettere la parola fine alla sue esperienza nella grande mela.
Questa ultima settimana ha visto Banksy impegnarsi nella consueta serie di interventi, il lavoro più significativo riguarda probabilmente il quadro che vedete in calce, dal titolo “The banality of the banality of evil” ha visto l’artista di Bristol dipingere direttamente su questo vecchio quadro per poi ridonare, ovviamente firmato, il lavoro al proprietario che si è visto aumentare in un attimo il prezzo dell’opera.
Osservando tutto il progetto nella sua completezza emergono alcuni interessanti spunti, anzitutto il lavoro più canonico ossia quello sui muri, rappresenta la parte più debole di quello che abbiamo potuto vedere, un
approccio che rimane fortemente legato ai primi anni di attività in strada dell’artista e che non ha nel tempo mai subito una evoluzione ma sopratutto se confrontato con altri colossi dell’arte urbana viene senza dubbio surclassato, e allora cosa rimane? rimane il nome fondamentalmente e ce lo ha dimostrato lo stesso artista allestendo una bancarella con i suoi lavori originali, che tanto vengono venduti a cifre esorbitati, come altrettanto sono stati ignorati, rimangono le tematiche che da sempre ne caratterizzano il lavoro, con ironia e una forte dose di critica sia essa sociale od economica, ma sopratutto rimangono i lavori installatori ed in generale quelli più atipici che hanno caratterizzato e sopratutto elevato tutto l’intero progetto come una grande esperienza collettiva, voleva che si parlasse di lui ed eccoci qua, noi come molti altri, e forse è proprio questo Banksy.
Vi lasciamo al consueto recap settimanale, ma se volete approfondire tutti i lavori portati a termine durante questa lunga residenza vi rimandiamo alla nostra pagina dedicata qui.

An inflatable throw-up on the Long Island Expressway. And that’s it. Thanks for your patience. It’s been fun. Save 5pointz. Bye

Pics by The Artist

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Weekly Overview 59 | 28-10 to 03-11

03/11/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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SPY – “Piramid” New Mural in Vitoria, Spain

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Pener x Sepe – New Mural in Bydgoszcz, Poland

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Aris – New Pieces for Freight Train Series Part 3

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Klone – “Paper Boats” New Mural in Tel Aviv

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Nelio x Duncan Passmore – New Mural in Berlin

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Carne – New Pieces Inside an Abandoned Building

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Gola Hundun – New Mural in Almaty, Kazakhstan

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Liqen – New Mural for Los Muros Hablan Festival

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AK – “Gradient” New Mural in Torino Part II

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RUN x Phlegm – New Mural in in Roath, Cardiff

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Nanook – New Mural at The Painted Desert Project

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CANEMORTO – A Series of Murals in Ranavik, Norway

EC13 – New Murals in Granada, Spain

02/11/2013

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Stiamo vedendo una quantità incredibile di interventi a carattere astratto e nello specifico geometrico, un isteria collettiva che sta abbracciando diversi interpreti che in passato avevano legato il proprio nome e di conseguenza il proprio lavoro ad un approccio più figurativo e che ora, vista l’ondata cavalcante che sta investendo il mondo dell’arte urbana, li vede abbracciare in pieno questo tratto così in voga. Nel marasma generale che emerge da questa situazioni di cui vogliamo approfondire con calma tutti gli aspetti, ci sono però artisti che finalmente ricevono attestati di stima e sopratutto interesse per la ricerca e la qualità degli interventi, EC13 fa parte di quest’ultima categoria, l’interprete con un aggiornamento flash ci mostra il risultato delle sue ricerche stilistiche e delle nuove strade visive intraprese.
L’operato di EC13 affonda le sue radici nell’utilizzo anzitutto del nastro adesivo per far muovere il suo personale immaginario, l’artista lega i propri interventi ad un indole decisamente geometrica sviluppando su differenti superfici tutta una serie di forme e configurazioni, a differenza di molti esponenti la visione d’insieme dell’artista è più pulita meno confusionaria, si ha la sensazione di un pezzo unico e ragionato, poche linee che intersecano, l’essenziale che prende vita, i segmenti si muovono rapidi, diretti e decisi ed attraverso le differenti dimensioni dei canonici nastri utilizzati ci regalano un fortissima sensazione tridimensionale.
Il risultato finale sono una serie di lavori in cui l’EC13 esplora le differenti declinazioni ed applicazioni di un unica forma, una visione d’insieme che vi diamo modo di apprezzare al meglio in occasione di questa nuova serie di elaborati realizzati a Granada in Spagna, attraverso l’ampia selezione di immagini in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dall’interprete.

Pics by Eko

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SPY – “Piramid” New Piece in Vitoria, Spain

02/11/2013

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A distanza di veramente parecchio tempo, dopo avervi mostrato il bel lavoro per l’ultimo edizione del Katowice Street Art Festival, torniamo ad approfondire il lavoro di SPY grazie ad un corposo aggiornamento che ci mostra tutti gli ultimi interventi dell’artista e di cui vi mostreremo in questi giorni, passo per passo, tutte le meraviglie.
Il grande artista spagnolo muove le redini del proprio lavoro approcciandosi alla strada attraverso differenti medium, dalla pittura passando per le sempre interessanti installazioni, SPY analizza lo spazio circostante ed immette nello stesso una profonda riflessione toccando gli argomenti più disparati. Fulcro essenziale delle sue produzioni è pero la ferma intenzione di utilizzare la strada non come unico palcoscenico da utilizzare per le proprie creazioni ma piuttosto come principale soggetto ed interlocutore per i propri lavori, la capacità di riflessione, la sagacia accompagnata da una divertente irriverenza e la costante attenzione al panorama circostante, rappresentano senza dubbio i valori aggiuntivi di un artista che non ci stanchiamo mai di ammirare.
SPY apre la sua carrellata di aggiornamenti con quest’ultimo lavoro realizzato a Vitoria in Spagna dove, al lavoro per il progetto “Mutatis Mutandis” messo in piedi dal Museo d’Arte Contemporanea “ARTIUM” che riqualifica gli spazi adiacenti allo stabile del museo stesso con differenti creazioni artistiche, presentando quest’ultimo particolare intervento.
Sfruttando proprio il grandissimo spazio a disposizione SPY allestisce una nuova e gigantesca installazione interamente costituita da una serie di barriere di sicurezza dei pedoni di color arancione. Attraverso un duro lavoro di fusione ed incastro delle varie componenti, l’artista lancia la sua personale riflessione, con questa nuova opera si ha l’impressione che l’interprete voglia far riflettere sulla precarietà dei pedoni all’interno dell’ambiente cittadino sempre più invaso da mezzi ed automobili e dove gli spazi per una semplice passeggiata continuano a diminuire costantemente.
Potete apprezzarne il risultato finale e tutto il making of attraverso la bella serie di scatti in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni proseguiremo infatti a mostrarvi tutti gli ultimi elaborati dell’artista.

Pics by The Artist

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Xuan Alyfe x Nelio – A Series of New Murals in Spain

02/11/2013

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Continua il bel periodo per Xuan Alyfe (interview), l’artista spagnolo torna a produrre e lo fa con un partner d’eccezione, insieme al francese Nelio, per una bella serie di interventi a Somao ed Avilés in Spagna, la collaborazione giunge così allo step successivo dopo il bel intervento di qualche mese fa a Valencia (qui).
A differenza del precedente intervento, questa volta i due interpreti hanno a disposizione decisamente più spazio da investire con i loro personalissimi stili, la collabo poggia le sue basi sulla perfetta unione dei due stile di ogni singolo artista. Xuan Alyfe proseguo il suo approccio sognante con l’inserimento dei suoi canonici micro cosmo all’interno della parete, come più volte detto il tratto dello spagnolo è caratterizzato dall’unione di più forme e configurazioni con l’inserimento di tinte acide, strutture architettoniche, reticolati e minuscoli characters nonché di figure geometriche. Ad alimentare quest’ultima sezione nei due interventi, è direttamente Nelio che si stacca dallo stile istintivo e delicato che ne sta caratterizzando le produzioni in questo periodo, per tornare piuttosto ad un approccio più deciso dove assistiamo al ritorno delle personali figure tridimensionali con grandi e piccole configurazioni.
L’intensità e l’impatto dei due risultati finale è incredibile, le peculiarità del lavoro di ciascun interprete viene portata al limite grazie al lavoro congiunto, i micro universi di Xuan Alyfe vengono così inseriti all’interno di piani e geometrie proprie di Nelio, la parte cromatica viene alimentata dall’intelligente rapporto tra i colori di quest’ultimo e le tinte più calde del primo. Due lavori che ci hanno piacevolmente coinvolto e che siamo sicuri apprezzerete anche voi, dopo il salto tutti i dettagli nelle immagini e nella galleria in calce.

Pics by The Artist

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KAWS – “Ups and Downs” at Nerman Museum of Contemporary Art

01/11/2013

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Dopo lo spaventoso allestimento messo in piedi presso negli spazi della PAFA di Philadelphia (qui), KAWS si sposta ad Overland Park vicino Kansas City per aprire un nuovo show all’interno del prestigioso Nerman Museum of Contemporary Art.
Diciamolo subito, niente a che vedere con il clima e con l’esuberante proposta visiva dell’ultima esibizione, quest’ultimo show porta in dote il famoso companion Passing Through già visto in Imaginary Friends l’anno scorso e riproposto qui attraverso una nuova tinta total black, l’allestimento interno invece compre tutto il secondo piano della galleria ed è interamente costituito da tele, i suoi canonici tondi ed installazioni a muro tra cui spicca una rivisitazione di Snoopy ed una nuova versione del suo Resting Place Companion.
Sarà possibile visitare lo show fino al prossimo 9 Febbraio perciò se vi doveste trovare in zona andateci a fare una capatina, diversamente in calce dopo il salto trovate la consueta serie di scatti con tutte le immagini del percorso visivo messo in piedi da KAWS.

Brooklyn-based KAWS is an artist who exhibits in museums and galleries internationally. KAWS’ art stands within the historical continuum that began with Pop Art, straddling the line between fine art and commerce. From his 17-foot tall sculpture COMPANION (PASSING THROUGH), newly installed on the Nerman Museum’s front lawn, to his recent installations at the Pennsylvania Academy of Fine Arts, his works are immediately recognizable as he transforms iconic pop culture characters into thought-provoking works of art.

“COMPANION has been a recurring character for me,” says KAWS. “He’s shy, a bit out of place, not proudly posing like a Superman character.” The seated figure hunches slightly and covers his eyes. Atop his shoulders sits an oversized skull and crossbones for a head. There are X’s slashed over the eyes and the recognizably Disneyesque gloves. According to the artist, the pose also recalls Rodin’s celebrated sculpture The Thinker. KAWS states, “I was thinking, if I had to sit there all day and have a million people pass me and stare, I’d be mortified … I kept imagining myself in front of that many people …That would be the worst experience ever. That is where the pose came from.” The posture at once conveys a reluctance to face the world and a withdrawal from what has already been witnessed.

Nerman Museum of Contemporary Art
12345 College Blvd
Overland Park, KS 66210

Pics by WillNYC for AM

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Poeta x Roma – New Mural in Villa Ballester, Buenos Aires

01/11/2013

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Dopo la bella infornata di lavori di qualche settimana addietro (qui), torniamo a mostrarvi con piacere l’operato di Poeta, l’artista argentino ha infatti da poco portato a termine in collaborazione con Roma un nuovo intervento su questa parete a Villa Ballester in quel di Buenos Aires.
A differenza della maggior parte degli esponenti sud americani, come abbiamo avuto modo di notare, l’esperienza artistica di Poeta abbraccia fortemente un immaginario astratto attraverso la riproduzione di forme e configurazioni organiche l’interprete porta avanti la sua personale chiave di lettura visiva. La visione pittorica dell’interprete ha però nell’utilizzo di tinte accese, pattern e texture le sue peculiarità, attraverso questi elementi grafici l’artista fa muovere le sue figure trasformando i suoi lavori i splendidi collage cromatici, in una intensa esperienza visiva, tra cambi repentini di forme e grovigli di immagini, linee e figure, dando vita ad una totale immersione stilistica che permette a Poeta di far immergere chi osserva all’interno del suo particolare immaginario.
Per quest’ultimo intervento Poeta e Roma ci mostrano un dipinto spesso di dettagli e spunti grafici, l’interpreti argentini all’interno di un solido background decidono di far muovere questa grande forma che attraverso le configurazioni presenti al suo interno va mano a mano cambiando aspetto. Si tratta di un opera camaleontica completamente intrisa degli elementi pittorici propri di ogni singolo interprete, ritroviamo quindi una forte concentrazione di texture ed altri elementi grafici accompagnati da grandi forme concentriche si vanno mano a mano scalando il proprio colore, passando infine per le calde ed accese linee e figure tridimensionali che accompagno la vista fino all’estremità della figura con rimandi a forme organiche, elementi naturali come anche architettonici ed urbani.
Vi lasciamo in compagnia della belle serie di scatti dove potete apprezzare nel dettaglio quest’ultimo intervento firmato dall’artista, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete il particolare stile visivo che accompagna le sue creazione, enjoy it.

Pics by The Artist

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Mark Jenkins – New Installations at Vilnius Street Art Festival

01/11/2013

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Dopo la bella serie di installazioni realizzate in occasione dell’eccellente CityLeaks Festival e la partecipazione nell’eccellente group show BRUTAL, pare che Mark Jenkins sia tra gli artisti partecipanti all’interessante Vilnius Street Art Festival, prima rassegna sull’arte urbana in Lituania.
Lo stupore che accompagna gli interventi di Mark Jenkins è soltanto uno degli elementi ricercati dall’artista, l’interprete si muove infatti all’interno del tessuto cittadino presentando con le proprie installazioni lo specchio inverso, una società portata al limite attraverso una fortissima critica che agisce per mano dei suoi uomini stilizzati. Gli argomenti trattati variano da quelli sociali e politici, passando per l’immancabile presa di posizione sull’attuale situazione economica – memorabili gli interventi con la carta e la spazzatura – ritratte attraverso uno inflessione irriverente che possa si lasciare il sorriso, ma al contempo possa porre dubbi, domane e perplessità con chi ci si imbatte, sviluppando di fatto un condivisione ed un dibattito.
Un tematica di lavoro impegnato quindi che emerge attraverso una figura dell’uomo dissacrato, senza volto e vestito unicamente con jeans e felpe a coprirne i lineamenti del viso e del corpo, sono questi i personaggi scelti di Mark Jenkins per affrontare i tasti dolenti della società, li vediamo spuntare tra i muri, accasciarci in cerca di acqua, prostrarsi in ginocchio, tentano un dialogo, una comunicazione che non gli è possibile, sono le specchio dei non ascoltati, dei poveri, degli sfiduciati e di coloro che versano in situazioni difficili, il loro emblema sbattuto in faccia con coraggio e semplicità e questa volta non è possibile girarsi e guardare da tutta un’altra parte.
In occasione del Festival, Mark Jenkins ha offerto il consueto e bizzarro spettacolo, ancora una volta quindi i suoi canonici manichini sono stati installati in differenti spot nelle strade della cittadina Lituana, tra lo stupore e la curiosità del pubblico che come sempre accompagna le produzioni del grande interprete che qui sembra portare una nuova serie, assistiamo quindi ad una serie di uomini con gli arti mozzati, privi di gambe e braccia, vi diamo modo di dare un occhiata da vicino a questa nuova serie attraverso gli scatti in calce, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

Pics by The Festival

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Pener x Sepe – New Mural in Bydgoszcz, Poland

01/11/2013

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Dopo le esuberanti pareti che hanno accompagnato la fine dell’estate torniamo a mostrarvi un bella collaborazione tra firmata nuovamente da Pener e Sepe, siamo a Bydgoszcz dove i due artisti polacchi uniscono ancora una volta i proprio personali immaginari per dare vita all’ennesimo interessantissimo lavoro.
Pener e Sepe si impegnano rispettivamente in un ambito più astratto e geometrico il primo, ed in una pittura fortemente figurativa con spruzzate illustrative il secondo, così è sempre stimolante riuscire a vedere come due artisti così opposti nella forma e nelle intenzioni pittoriche riescono a far coincidere in unica parete le persone visioni artistiche impegnandosi in realizzazioni che possano contenere sia l’energia di una che dell’altra corrente, confluendo di fatto in un intervento unico che possa abbracciare gli spunti migliori di entrambe.
L’interazione quindi è base e fulcro fondamentale di elaborati di questo tipo, Pener per questa ultima magia anzitutto sceglie una tavolozza cromatica che posso sposarsi alla perfezione con quella peculiare che distingue le produzioni di Sepe. Attraverso una tinta quindi che sposa il rosso e l’arancione con relative venature cromatiche, l’artista elabora una nuova figura geometrica sfruttando alla perfezione tutta la facciata a disposizione ed offrendo i consueti giochi di profondità e tridimensionalità. Dal canto suo Sepe invece inserisce una nuova coppia di personaggi, rappresentati come con il consueto stile illustrativo, deciso e rapido, li vediamo armeggiare direttamente all’interno della grande configurazione, appollaiati su una piccola imbarcazione intrisa di colore ed all’interno della grande figura. L’impressione finale è quindi quella di una grande istantanea di pesca con i due uomini all’interno della loro piccola barca, i due artisti ci lasciano trasportare cosi all’interno di un mondo surreale composta da incredibili di giochi di colore, un piccolo spaccato di vita che non potevamo che apprezzare.

Pics by The Artist

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Aris – New Pieces for Freight Train Series Part 3

01/11/2013

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Ad alcuni mesi di distanza torniamo a mostrarvi una nuova serie di interventi di Aris per la sua Freight Train Series, il progetto di lungo corso che vede l’artista lavorare direttamente sulle differenti superfici dei vagoni merci, ancora una volta tra ruggine e metallo vergine ecco emergere tutta la personalissima visione artistica del grande interprete italiano.

Il grande impatto visivo che le opere di Aris puntualmente riescono ad offrire è frutto della costante ricerca che l’interprete da anni mette in campo nelle sue produzioni, l’elaborazione e gli studi sulla forma gli permettono di sviscerare attraverso i propri elaborati un fittissimo immaginario che letteralmente avviluppa la superficie di lavoro. Osservando gli interventi si ha l’impressione di una grande massa cromatica che attraverso differenti livelli e tonalità viene sviluppata dall’artista in differenti direzioni e percorsi visivi. Andando in profondità emerge chiara l’intenzione dell’interprete di sviluppare le figure attraverso una costante sovrapposizione visiva che va di fatto a celare l’effettiva forma delle stesse, scatto quindi in chi ci si trova di fronte l’esigenza di scovare tra le insenature frastagliate, tra i cambi repentini di colore, gli stacchi tutta una serie di immagini. L’opera quindi assume una fortissima connotazione personale, come un novello test di Rorschach chi si imbatte in questi elaborati ha l’opportunità di lavorare attraverso il proprio immaginario vedendo l’intervento quindi filtrato attraverso la propria visione e fantasia, accade così di incontrare volti, sguardi ed occhi, interi arti, come gambe e braccia che affusolate compiono una carezza su un altro viso, intrecci di corpi, baci nascosti, passando per gli scorci naturali, tra cespugli, muschi e boschi, tutto un universo alla portata di chiunque senta il desiderio di affrontare questo viaggio personale, abilmente celato attraverso la pittura dell’artista.
Per questa sua nuova serie di opere Aris continua a impegnarsi attraverso nuove tonalità e nuovi intrecci cromatici mostrandoci un nutrito numero di interventi che ci offrono l’opportunità di godere appieno delle differenti declinazioni visive dell’interprete, tra giochi di tonalità, contrapposizioni di colore, passando per i criptici lavori a tinta unica, ancora una volta tutti da rimanere a bocca spalancata, ci addentriamo con piacere all’interno di un universo di linee e di figure nascoste, tra sovrapposizioni di corpi e visioni oniriche, l’immaginazione corre veloce cavalcando le immagini e le strutture proposte, districandosi tra i colori e le forme arrivando finalmente ad una figura ben delineata.

Pics by The Artist

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Klone – “Paper Boats” New Mural in Tel Aviv

01/11/2013

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Uno degli artisti che maggiormente ci affascina per particolarità di tratto e soprattutto per l’impatto delle sue creazione è senza dubbio Klone, il grande interprete israeliano con questo nuovo intervento continua a proporci la sua personale visione creativa accompagnandola come sempre dalla simbiosi con la sua terra che costantemente ne caratterizza ed influenza l’operato.
Questa particolare venatura emerge in tutta la sua sensibilità degli interventi di Klone, l’artista attraverso il proprio operato approfondisce quelle che sono le coscienze della città, le sue contraddizioni, lancia gridi ed insegue concetti e temi proponendo spunti di riflessione a chi si imbatte nelle sue creazioni. Soffermandosi in particolare sull’uomo, sugli sviluppi della coscienza umana e sui suoi aberranti errori, lo stile adottato da Klone rappresenta a nostro avviso il mezzo perfetto per alimentare il dialogo e la riflessione, un tratto che in questi ultimi mesi si è fatto maggiormente istintivo, rapido ed energico, si appropria degli spazi l’artista, pochi colori, il bianco e nero da unico veicolo di sfogo esercitato attraverso un immaginario cupo figlio del cinico e della verità senza filtri.
In occasione della sua nuova fatica “White Sun of The Desert”, Klone ha voluto regalarsi questa gigantesca opera realizzata direttamente sugli argini del fiume Ayalon dal titolo “Paper Boats”. Questo nuovo intervento è figlio di una riflessione profonda ed articolata da parte dell’artista partita oramai due anni fa. Le barche di carta vengono inserite negli interventi dell’artista immediatamente dopo i disastri in Giappone, l’evento ha scosso profondamente l’interprete che da questa esperienza ha iniziato una personale riflessione sulla fragilità delle vita umana, di tutto ciò che costruiamo e su quello in cui confidiamo. Da questa analisa emerge la figura delle barche, sospesa in acqua nel loro viaggio e dannatamente delicate nella loro stessa essenza.
Vi lasciamo in compagnia degli splendidi scatti a documentare tutto il processo creativo dietro quest’ultima sensibile meraviglia, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete e restate sintonizzati nei prossimi giorni vi mostreremo le immagini dell’apertura dell’esibizione, mentre nei prossimi mesi contiamo di dare un nuovo sguardo all’intervento con gli argini del fiume investiti dall’acqua.

Pics by Eldad Carin via Telavivian

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