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Archive for novembre, 2013

DALeast – “Redox” at The Outsiders (Newcastle)

30/11/2013

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Dopo averne ammirato gli interventi in giro per mezzo mondo, il grande DALeast si ferma per aprire “Redox” la sua ultima fatica all’interno degli spazi di Newcastle della prestigiosa The Outsiders Gallery, un nuovo show a distanza di mesi da Powder of Light che segna la rapida ascesa dell’artista cinese nel panorama internazionale.
Con base in Sudafrica, DALeast è ben noto per il suo particolare approccio visivo che lo vede elaborare grandi opere attraverso la pittura di giganteschi ed intricatissimi filamenti metallici, i soggetti dei suoi interventi sono il più delle volte gli animali, l’interprete gioca con le loro forme intervenendo attraverso incredibili effetti tridimensionali e di profondità che aumentano il livello di dettaglio e di impatto delle sue opere.
Il titolo della mostra ispirato all’omonima parola tibetana che significa speranza e paura, l’allestimento di quest’ultima fatica firmata DALeast è composto principalmente da alcuni ritratti su sfondi macchiati di te, come anche schizzi e sketch, passando per la video installazione, e le due incisioni in edizione limitata creata all’interno degli studi della galleria stessa, il tutto elaborato raccogliendo appieno il particolare stile visivo del grande artista.
Ad accogliervi dopo il salto una bella selezione di scatti all’interno della galleria con alcune immagini dei lavori presenti nell’allestimento, dateci un occhiata e se vi trovate nei pareggi vi informiamo che lo show rimarrà aperto fino al prossimo 21 Dicembre.

The most exciting young artist on the global stage graces Tyneside this winter.

DALeast’s solo exhibition REDOK – a Tibetan phrase meaning “hope and fear” – features animal paintings in traditional portrait formats, taking inspiration from commissioned works of the early modern era. The portraits are painted in the artist’s distinctive, inspiring style. They include the tea-stained backgrounds, which he lovingly builds over many months, that feature on many of his bravura gallery pieces.

REDOK also includes study sketches, a video installation, and two limited edition etchings created by the artist at our Execution Dock print studio, titled Circulated Dawn and Circulated Dusk, each from a signed and numbered edition of 50, measuring 62.5cm x 50cm, and priced at £225.

The etchings will first be made available to those attending the exhibition preview at The Outsiders Newcastle, which takes place from 6pm until 9pm on Thursday the 21st of November, at which sales will be strictly limited to a maximum of one of each of the two editions per person per household. There will be no exceptions to this, and no pre-orders taken for those unable to attend the exhibition in person.

The Outsiders Gallery
77 Quayside,
Newcastle Upon Tyne, NE1 3DE

Pics by Ian Cox/Wallcandy

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Broken Fingaz – “La Fabrica” A New Stop-motion Video

30/11/2013

Abbiamo sempre seguito con molto interesse il lavoro molto atipico dei Broken Fingaz, il collettivo israeliano a distanza di veramente parecchio tempo rilascia un nuovo dei suoi canonici video in stop-motion, questa volta la location è una vecchia fabbrica in disuso in Messico dove gli interpreti hanno fatto loro gli spazi realizzando un avvincente sequenza.
Prendendo ampio spunto dal lavoro del nostro BLU, un vero campione in questo tipo di particolari progetti video, i Broken Fingaz saltarono alla ribalta internazionale proprio ad uno di questi particolari strumenti. L’idea è quella di una sorta di storia congegnata attraverso la realizzazione di immagini in sequenza che mano a mano evolvono, scatto dopo scatto, creando una sequenza visiva, il risultato finale quindi è un opera piuttosto avvincente e diverrete da osservare frame dopo frame. A distinguere il lavoro dei Broken Fingaz è ovviamente la particolare inflessione visiva che ne caratterizza l’operato, spazio quindi a toni macabri, irriverenza, forti influenze pop e sopratutto splatter, con personaggi improbabili, mostri e demoni. Un fittissimo mondo che ci ha anche mostrato un carattere più riflessivo come per l’intervento chiaramente ispirato all’olocausto ebraico (qui), un immaginario che ci ha sempre interessato e che possiamo qui osservare in tutta la sue energia.
Non aggiungiamo altro ed in attesa di scoprire le prossime mostre del collettivo israeliano, vi lasciamo piuttosto all’interessante video, mettetevi comodi e schiacciate play, è tutto vostro.

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Ludo – “E-Lepidoptera” New Mural in Paris, France

30/11/2013

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Prosegue senza sosta in lavoro del grande Ludo, l’artista francese ha da poco terminato un nuovo intervento nella sua Parigi combinando questa volta paesaggio e peculiare stile visivo in un lavoro assolutamente efficace.
Abbiamo spesso posto l’accento sul peculiare carattere visivo di Ludo, l’interprete ha saputo coniugare una personale tematica con uno stile caratteristico, riuscendo poi nel corso degli anni a portare avanti il proprio percorso con interventi sempre nuovi e mai banali. Che si tratti di una critica a carattere sociale, economico, ambientale o politico o semplicemente un semplice e divertente esercizio di stile, i lavori dell’artista non lasciano indifferenti, smuovono concetti e sensazioni andando a colpire lo spettatore che ci si imbatte. Attraverso i suoi raffinati mash-up, il Francese unisce elementi differenti, apparentemente lontani, creando esseri unici e particolari, la tecnica lo vede insistere su un colore in particolare quel verde acido che alimenta e dà personalità a tutte le sue creazioni. I soggetti principali di queste opere sono gli animali così come le piante, tutto l’emisfero naturale che viene collocato da Ludo all’interno del mondo creato dall’uomo, dalle componenti elettroniche, alle armi, passando per i rifiuti tossici, questo intersecare elementi così differenti, il nocivo con l’innocuo, sviluppa le riflessioni dell’interprete stesso che attraverso il grottesco, l’inusuale ed il folle pone a chi osserva l’opportunità di cogliere spunti e riflessioni circa la società contemporanea e, scavando più in profondità, sul ruolo dell’uomo e sull’influenza dello stesso sulla terra.
Dal titolo “E-Lepidoptera” quest’ultimo intervento segna la scelta dell’artista di lavorare su un luogo insolito, non più una semplice parete od un muro cittadino, piuttosto Ludo qui affida il proprio talento ad una superficie metallica, uno di quei contenitori da trasporto che fiancheggiano la Senna. All’interno di uno di questi ecco svilupparsi un nuovo mix, una farfalla viene rappresentata completamente formata da chip e parti elettroniche, e non è un caso la scelta di questo insetto, sembra quasi che la stessa tenti di uscire dalla gabbia metallica andando a liberarsi nel cielo, le immagini parlano chiaro, dateci un occhiata per apprezzare al meglio tutto l’inconfondibile stile del grande interprete.

Pics by The Artist

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Todd REAS James – “Splash Damage” Show at Cooper Cole Gallery

29/11/2013

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Dopo la splendida Business as Usual aperta qualche mese fà all’interno degli spazi della Galería Javier López di Madrid, Todd REAS James torna ora con un nuovo spettacolo, “Splash Damage” da poco aperto presso la Cooper Cole Gallery di Toronto.
Meno corposo rispetto al precedente allestimento, questa nuova fatica del grande Todd REAS James mette in scena nuovamente tutto il particolare e peculiare tratto visivo che accompagna le produzione dell’ex writer statunitense.
Todd REAS James sviluppa una personale visione degli attuali momenti storici, l’interprete indaga sulla guerra, sul fermento di questi tempi, tra crisi mondiale e conflitti sempre più accessi e di come nonostante ciò di fatto le cose rimangano invariate, lo fà contrapponendo istanti di vita di tutti i giorni, con le sue donne nude, con istantanee più profonde e ruvide, i suoi soldati, arrivando in alcuni casi a miscelare in un forte attrito visivo questi due elementi così distanti.
Attraverso questi temi REAS sviluppa la sua personale visione, un cartoon stile molto basico ed istintivo elaborato attraverso differenti medium, dalla pittura vera e propria fino all’utilizzo di marker, il tutto con colori belli saturi e tinte piuttosto accese a rimarcare i dettagli e le follie del suo disegno.
L’allestimento poggia le basi sulla rappresentazione dei suoi fantomatici ‘pirati’ cosi come quella di nature morte e delle iconiche donne con i loro gatti, il tutto miscelato attraverso una continua e insistente enfasi sulla guerra.
Se vi trovate nella bella città canadese, c’è tempo fino al 7 di Dicembre per andare a dare un occhiata da vicino allo show, noi nel frattempo vi lasciamo ad una ampia selezione di scatti dell’allestimento e degli artwork presenti in mostra, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

COOPER COLE is pleased to announce a solo show exhibiting work of American artist, Todd James, his first solo show in Canada.

Todd James (b. 1969, New York, USA) has had solo exhibitions across the globe in cities such as New York, London, Copenhagen, Tokyo, Brussels, Sidney, Melbourne, and Paris. This marks his first solo show in Canada. James has also been included in group exhibitions at the Institute of Contemporary Art, Philadelphia, USA; Brooklyn Museum, Brooklyn, USA; Geffen Contemporary at MOCA, Los Angeles, USA; Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco, USA; Tate Museum, Liverpool UK; ARoS Museum, Aarhus, Denmark; amongst others. His commercial design has been commissioned by artists such as The Beastie Boys, Eminem, Miley Cyrus and Iggy Pop. James currently lives and works in New York City.

Cooper Cole Gallery
1161 Dundas Street West
Toronto, ON M6J 1X3

Pics via The Gallery

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Augustine Kofie – New Mural for Los Angeles Offices of CBRE

29/11/2013

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Dopo aver preso parte Three The Hard Way l’eccellente group show in combinazione con Jerry ‘Joker’Iscoe e Christopher Derek Bruno, il grande Augustine Kofie ci mostra il risultato del suo intervento indoor all’interno dei nuovi uffici Losangelini del CBRE, un interno piano completamente riarrangiato dalla caratteristica visione artistica dell’interprete statunitense.
Augustine Kofie è senza dubbio uno dei maggiori esponenti della corrente Graffuturism, l’interprete con questa sua nuova magia continua nel portare avanti la particolare inflessione stilistica, destreggiandosi tra forme e configurazione astratte in una totale istintività ragionata, la volontà dell’interprete è quella di dipingere inconsciamente lasciandosi trasportare dal proprio immaginario, incanalandone l’energia visiva in lavoro a stretto contatto con il luogo dove vengono realizzati.
L’impressione è quella di un intervento camaleontico sviluppato su tutta la superficie a disposizione che si muove in un armonia di colori, forme e sistemi differenti, dapprima più decisi e spigolosi per poi incontrare attimi più delicati e morbidi, ed ancora ed ancora, in un cambio repentino nella dinamica stessa delle figure proposte, c’è tanto da osservare, di tutto, tra cerchie e segmenti, a forme più organiche, passando per i sistemi e le configurazioni di poligoni differenti, una meraviglia per lo sguardo che si affida ad una palette cromatica molto delicata, tra colori che appaiono e scompaiono nel bianco delle pareti, tra tonalità maggiormente accese che vanno ad intersecarsi tra di loro, un sistema di tonalità ed angoli che comunica un aura di rinnovamento e progresso, una vera e propria riflessione tra la volontà sulla reinvenzione degli spazi, abbracciare il futuro, e la volontà di chi vuole combattere l’inevitabile.
Ancora una volta quindi Augustine Kofie riflette sulla sua città, sul vento di cambiamento che sta sprezzando la metropoli, lo fà con un lavoro pazzesco, il più grande fin qui realizzato all’interno di uno spazi chiuso e che siamo certi sarà una sorta di pietra miliare all’interno del suo lavoro.
Un lavoro assolutamente incredibile che vi diamo modo di apprezzare attraverso alcuni scatti dell’intervento realizzato, con qualche fase di lavoro, e il bel video realizzato dai ragazzi di Form follows Fuction che documenta tutte le fasi di lavoro del grande Kofie, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare il talento espresso in quest’ultimo intervento, enjoy it.

In the Spring of 2013 I was approached by CBRE & Gensler to create a mural for their newly acquired 400 South Hope office space. Though they purchased the entire building, the top 2 floors of the 26 story high rise would be home to their main Los Angeles Headquarters. After many meetings and litigations the project began in the mid summer during mid construction of the space. 2 weeks and some 20 gallons of acrylic later the mural was completed. This would mark my largest privately contracted indoor mural and a milestone in my public display catalogue.

Pics by The Artist

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Guim Tió – New Pieces in Parma

29/11/2013

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Facendo seguito alle splendida “Gris” inaugurata all’interno degli spazi della Loppis Gallery di Parma, come detto Guim Tió ha avuto modo di lanciarsi in una serie di interessanti interventi in strada, il primo su cartellone pubblicitario il secondo all’interno di quello che l’aspetto di un vecchio edificio abbandonato.
Come detto la particolare inflessione emotiva delle opere di Guim Tió ci ha piacevolmente coinvolto, il giovane artista spagnolo attraverso i volti delle sue donne è riuscito nell’intento di farci esplorare gli angoli più remoti e sensibili, tocca i tasti giusti l’interprete andando, mediante il suo personalissimo tratto, a realizzare un profondo e multi sfaccettato spaccato dell’esistenza dell’uomo. L’idea è quella di una riproduzione al limite del compulsivo che possa tracciare, servendosi di ironica ed umorismo, un quadro più realistico possibile dei sentimenti umani. Ad accompagnare questa particolare inflessione, come abbiamo avuto modo di vedere, persiste un profondo senso malinconico che abbraccia le sue produzioni, le lacrime raffigurate, cosi come gli sguardi persi e i denti striduli e serrati, restituiscono un forte senso di angoscia, riuscendo a far percepire tutto il disagio di un’esistenza vuota e vacua.
Questo approccio così sensibile viene traslato sui lavori in strada, Guim Tió prende possesso di questa grande cartellone pubblicitario dove opera una trasformazione totale della donna raffigurata, mano a mano che porta a termine l’intervento vediamo come lo spagnolo percepisca i volti, così come l’opera di trasformazione richiede un essenzialità visiva che ci ha incuriosito, con un bianco a coprire praticamente tutto lo spazio eccezion fatta per il volto stesso. Il secondo pezzo invece è forse maggiormente istintivo, meno ragionato e porta in dote, su un differente medium, l’immaginario dell’interprete in perfetta sintonia con le immagine figlie delle sensazioni di James Kalinda. I due attraverso percorsi e stili diversi portano a compimento l’ennesimo spaccato dell’uomo, crudele ed infestato, completamente assorbito dai suoi sentimenti ed orrori interiori tanto da venirne assoggettato nell’aspetto fisico, nel mostro di James Kalinda, quanto vivo, ed ancora sensibile nella visione maggiormente astratta dello spagnolo.
Vi lasciamo alla corposa serie di scatti dai quali potete vedere da vicino tutte le fasi di lavoro e di trasformazione dell’artista e il risultato dell’eccellente collaborazione, check this out!

Thanks to Loppis Gallery for The Pics

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Graphic Surgery – A Series of Pieces in Luxembourg

29/11/2013

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Avevamo lasciato i Graphic Surgery in Sardegna con la bella collaborazione insieme ai nostri Tellas e Ciredz (qui), ora torniamo con piacere a mostrarvi il loro lavoro, il duo olandese infatti è tra i partecipanti all’interessante progetto Goodbye Monopol in Lussemburgo dove ha potuto esprimere al meglio tutto il suo talento sugli ampi spazi a disposizione.
Immaginato da Will Kreutz e Sumo, Goodbye Monopol giuge alla sua seconda incarnazione, si tratta di un progetto urbano mirato a cambiare e trasformare nella sua interezza grandi spazi legati appunto alla catena Monopol/Delhaize di supermercati, l’idea è quindi quella di prendere questi grandi spazi in disuso e destinati alla demolizione per far lasciar esprimere al loro meglio artisti e graffiti artist, e dobbiamo dirlo l’idea non poteva che piacerci. Per questa sua seconda edizione il progetto ha avuto a disposizione oltre 5000 m2 di spazio interno ed oltre 6000 m2 di spazio esterno, con 130 metri di muri da poter coprire, senza contare il parcheggio, insomma una superficie di lavoro pazzesca e che ha richiesto veramente un numero spropositato di interpreti.
Per un progetto di queste proporzioni i Graphic Surgery hanno l’opportunità di proseguire il loro personalissimo approccio visivo, portando a compimento una bella serie di lavori, perlopiù in esterna, non disdegnando un interessante incursione all’interno del vecchio elevatore. Nella fitta selezioni di interventi abbiamo l’opportunità di avere un vero e proprio spaccato di quello che è l’immaginario dei due interpreti, ancora una volta il duo propone la sua personale visione astratta attraverso il nero ed il bianco, impegnandosi anche in un inedito lavoro con alcune tonalità differenti. L’operato dei due artisti ha come fulcro tematico una costante ricerca visiva che interseca forme geometriche ed attimi maggiormente più istintivi. Nell’idea dei Graphic Surgery c’è la forte intenzione di una pittura che possa rappresentare paesaggi ed ambienti urbani ridotti però nella loro forma più pura, pulita ed astratta, un lavoro quindi di decostruzione, filtraggio e distruzione per poi riprendere in mano le varie componenti, facendo partire assi e segmenti, realizzando rombi e quadrilateri, così come altre figure geometriche intervallate da momenti maggiormente istintivi con colate di vernice e configurazioni più intricate, una visione che ci ha fortemente coinvolto e che porta avanti interessanti giochi visivi in un binomio cromatico pulito e lineare.
Lo spazio avrà vita fino al prossimo marzo quando inizieranno i lavori per la demolizione, un grande museo a cielo aperto di cui noi vogliamo darvi un assaggio attraverso l’intervento del duo olandese, vi lasciamo alle immagini dei lavori portati a termine con l’aggiunta di qualche scatto del making of, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artists for The Pics

Pics by Christian Aschman, Sven Becker and The Artist

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108 – “Lo Spirito del Monviso” New Mural at Bunker in Torino

29/11/2013

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Dopo la splendida La montagna sottile, la montagna morbida aperta all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma, 108 (Eyes On) si sposta a Torino per dare nuovamente il proprio contributo all’interno del bel progetto urbano portato avanti dai ragazzi di URBE all’interno dell’area dell’ex stabilimento SICMA (Società Italiana di Costruzioni Molle e Affini), oramai in disuso dal 2007, riaperto e riqualificato con eventi ed iniziative a carattere sociale, artistico e culturale, sotto il nome di Bunker.
Dopo Batman realizzato nella capitale in concomitanza con l’apertura del suo show, 108 torna quindi a varcare la soglia degli spazi torinesi, con un terzo intervento che ci offre l’opportunità di notare l’evoluzione dell’artista nel corso del tempo.
La ricerca portata avanti con perseveranza, l’ostinazione con la quale il grande interprete italiano continua il suo percorso visivo concentrandosi sul personale studio della forma, ha visto 108, in un solo anno, attraversare periodi stilistici differenti miscelando i suoi studi ed andando ad apportare sostanziali modifiche sul personale rapporto cromatico tra l’artista stesso e le sue particolari forme e viceversa. Il colore riveste una componente fondamentale nei suoi lavori, sebbene il nero sia il fulcro tematico e principale form factor delle sue opere, l’inserimento delle altre tonalità ha mano a mano raggiunto vertici da capogiro, su tutte la parete per Outer Spaces Festival, passando nel corso del tempo da sottili e piccole forme inanellate in una serie di minuscoli rettangoli, ad una visione maggiormente omogenea, con sezioni più organiche e di dimensione maggiori, di contro le sue stesse figure nere hanno, specialmente nell’ultimo periodo, subito un forte influenza catartica, appaiono più incisive, meno morbide, più proiettate verso le loro stesse estremità, raccogliendo nella visione dell’artista una maggiore vicinanza al mondo naturale, in particolare quella della montagna tanto cara all’interprete. Il risultato di questo cambio di passo incide anzitutto sulla forza stessa degli interventi, più forti, maggiormente penetranti, avviluppano lo spazio calamitando l’attenzione di chi osserva, in particolare le sezioni cromatiche vanno mano a mano, attraverso scale di colore in una escalation sempre più scura, a tuffarsi, perdendocisi, all’interno del nero, ci ammiccano di fare la stessa cosa, in un caleidoscopio di sensazioni contrastanti e sempre differenti.
Qui l’ultimo intervento che va a coprire parte del muro e della vetrata, la sensazione in “Lo Spirito del Monviso” è quella di una forma che galleggia e che nella sua stessa silhouette prende proprio ispirazione da quella dalla grande montagna alpina, nel suo cuore centrale 108 fà mano a mano trasalire un grande fascio cromatico, quasi a staccare in due parti i lati della figura, nella parte bassa il cuore della stessa, che va mano a mano a spegnersi salendo di livello. La parte centrale è forse quella che ci ha maggiormente coinvolto, in particolare l’elemento rosso, che vediamo letteralmente staccarsi dagli altri sistemi cromatici, è forse la componente maggiormente esaltante, si ha l’impressione di un vero e proprio balzo visivo che tenta di allungarsi per raggiungere la vetta più alta, in un risultato finale da stropicciarsi gli occhi.

Thanks to The Artist for The Pic

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Guildor – New Work at Relazioni Festival

29/11/2013

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Con quest’ultimo lavoro di Guildor ci apprestiamo a chiudere il nostro full coverage sugli interventi realizzati all’interno dell’eccellente Relazioni Festival di Rosarno, un opera particolare che più di tutte forse parla della particolare relazione della rassegna con il proprio territorio, la sua gente e di riflesso anche con gli artisti stessi che durante i giorni di lavoro hanno potuto sentire e tastare il clima della bella città calabrese calandosi efficacemente al suo interno.
Vogliamo porre l’accento sulla particolarità stessa del Festival che è riuscito a scrollarsi di dosso la classica etichetta di rassegna urbana che tanto piace ai più, per calarsi piuttosto in un percorso esplorativo e di crescita sia per i partecipanti ai progetti, sia per la gente del posto, un idea di fare arte questa, che ci ha profondamente colpito ed interessato e che innegabilmente ha nel riflesso delle opere realizzate, tutta la sua efficacia,
L’idea di riuscire ad esprimere un concetto ed un tema senza necessariamente affidarsi alla pittura, rappresenta una sfida importante, difficile da cogliere ma che Guildor attraverso i suoi particolari progetti, fà sua mostrandoci volta per volta interventi ed opere nuove. L’interprete italiano bisogna dirlo fà una scelta coraggiosa, inverte l’accessibilità della strada per una maggiore concretezza tematica, in parole povere esegue i suoi interventi per chi ha la voglia e volontà di capirne il senso, non sono lavori dalla facile interpretazione, risultano però intelligenti e profondi, vanno a cogliere gli aspetti della vita di tutti giorni, i problemi, come anche i lati più emotivi dell’animo umano, portandoli al limite, massimizzandone l’impatto e sviscerandoli attraverso una precisa e ricercata volontà visiva, e questo non può che piacerci.
Continua il percorso dell’interprete in un crescendo che ci sta entusiasmando, in particolare questo intervento di Guildor per il Festival segna un passo importante in una direzione nuova e maggiormente profonda e senza dubbio simbolica. Con “E’ il contrasto tra animo e contesto” l’artista questa volta scava nei sentimenti mettendoli direttamente a rapporto con i contesti in cui vengono stimolati, l’intervento è di fatto una miscela di emozioni e situazioni. L’interprete si interroga sulla strana e profonda relazione in cui gli artisti si sono immersi durante la settimana di lavoro, i luoghi duri, decadenti in forte stato di abbandono che in qualche modo tendono a respingere il visitatore e le persone che invece in queste zone vivono ed hanno la loro naturale esistenza, con il calore e l’accoglienza che li contraddistingue. Guildor riflette su questo particolare asse emotivo, su ciò che è riuscito ad assorbire durante questo periodo sviscerando attraverso un equivalente rapporto visivo, il contesto del filo spinato si scontra con i palloncini ed infine cosa rimane?

Thanks to The Artist for The Pics

Pics by Danilo Muratore, Editing Video by Andrea Bertolotti
Special Thanks to Elfo, Gus, The Wa, BR1 and SPY.

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Ian Strange – “SUBURBAN” at National Gallery of Victoria

28/11/2013

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Con qualche mese di ritardo diamo finalmente un occhiata all’eccellente allestimento messo in piedi da Ian Strange aka Kid Zoom all’interno della National Gallery of Victoria di Melbourne per la sua ultima fatica “SUBURBAN”.
Dopo ben due anni e mezzo di intenso lavoro Ian Strange mostra il frutto del suo ultimo progetto che ha, come intuibile dal titolo, nelle zone di periferia il cuore centrale del suo sviluppo, in particolare l’interprete focalizza la sua attenzione sul classico stereotipo della casa americana in contrapposizione con quella australiana. Il progetto in sè nasce come una vera e propria indagine visiva sull’iconografia della casa e sull’influenza che questi luoghi hanno sulla vita delle persone. Per far ciò Ian Strange si è mosso per tutti gli States a caccia del luoghi giusti su cui poter lavorare, la sua tematica reagisce alle concezioni della casa di periferia e più in generale della periferia stessa, da luogo isolato ed esterno rispetto alla città a fulcro di vita ed interesse. Coadiuvato da volontari ed addirittura da una troupe cinematografica l’artista realizza i suoi intensi lavori, avvalendosi di immagini, audio, video per offrire allo spettatore l’opportunità di una immersione totale nel suo immaginario.
L’interprete è affascinato dal ruolo della casa nella società moderna, ne sviluppa così l’immagine stessa, dipingendoci sopra, trasformandone l’aspetto visivo, fino a bruciarne le interiora attraverso un fuoco purificatore.
Un show totale per la percezione emozionale che riesce ad offrire di cui finalmente possiamo darvi l’opportunità di vedere da vicino tutto l’allestimento messo in piedi dal grande Ian Strange, tra tele, fotografie, piccoli oggetti e frammenti appartenente alle vecchie abitazioni, e sopratutto sontuose sessioni video, ecco a voi uno degli show più interessanti dell’anno, culmine di uno dei progetti più controversi mai portati al grande pubblico, è tutto vostro, enjoy it.

Pics via AM

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The Acqueduct Racetrack Murals Project in New York

28/11/2013

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Negli States nonostante la politica austera per chi lavora sui muri, i progetti a carattere urbano si sprecano, ultimo quella messo in piedi da Joe Iurato al quale è stato affidato il compito di chiamare un bel numero di artisti diversi per dare nuovo spolvero alla pareti del The Acqueduct Racetrack di New York, una struttura per cavalli pure sangue dove si incontrano appassionati e scommettitori.
A raccogliere l’invito un incredibile numero di artisti, alcuni locali altri internazionali, tra cui non possiamo non citare il nostro ZED1 con tra gli altri: Chris Stain, David Flores, Faith47, Ian Kuali’i, JMR, Joe Iurato, LNY, Logan Hicks, Reka, Rubin415, Shai Dahan, Skewville.
Ogni singolo artista ha avuto a disposizione un personale pannello o parete sulla quale poter esprimere la propria visione artistica, il tutto però incentrato sulla figura dei cavalli ed in generale sulle corse. Emerge così osservando la totalità degli interventi un multi sfaccettata visione dello stesso animale, dai tratti fortemente evocativi, passando per una pittura più a carattere illustrativo, fino ad arrivare alle opere elaborate con lo stencil, insomma un enorme Meltin’pot di visioni e personali scelte stilistiche che non potevamo che apprezzare.
Vi lasciamo agli scatti con tutti gli interventi nel dettaglio e con le parole del fotografo Spencer Elzey che ha avuto l’opportunità di seguire da vicino le fasi di lavoro e l’eccellente risultato finale, dateci un occhiata!

Joe Iurato was tasked with assembling a group of artists to bring a little life back to the Aqueduct Racetrack and he definitely delivered. When I first started seeing pictures emerge during the week I was a little worried that limiting the artists to include art depicting horses and racing would take some of the life out of the art and out of the artists creativity. After attending the event on Saturday and seeing these large murals removed any doubt in my mind. Each artist took the beasts in their own direction and they still had plenty to show in terms of their own interpretation and style. Whether it be the curved free hand lines of Reka, intricate paper cuts of Ian Kuali’i or the dimension accomplished by stencils as executed by Logan Hicks, each has it’s own flavor.

Pics and text via 12ozProphet

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Reka – New Murals in New York City

28/11/2013

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Prosegue a gonfie vele in tour americano del grande artista australiano Reka, l’interprete si trova ancora a New York dove ha da poco terminato una nuova serie di lavori con i quali con interesse notiamo un nuovo aspetto grafico e tematico.
Come abbiamo avuto spesso modo di vedere Reka nei suoi interventi fonde un peculiare visione cromatica con intense ed affusolate caratteristiche astratte, all’interno dei corpi e dei volti che è solito raffigurare, si scatena un turbinio di colori e tonalità, guidate da linee delicate e sinuose che di fatto ne delimitano gli spazi avvolgendone le porzioni, i colori stessi si fanno accesi e belli saturi intervallati da neri e dai particolari effetti visivi, si ha l’impressione di una forte liquidità e movimento cromatico che accompagnano chi osserva nella ricerca di dettagli e dei differenti spunti visivi. Sono lavoro con una forte indole istintiva ma allo stesso tempo guidati da un immaginario assolutamente personale e che abbraccia il passato da writer dell’artista australiano.
Abituati a vedere Reka alle prese con fitte elaborazioni di volti e parti del corpo delle sue donne, siamo rimasti parecchio sorpresi da queste due nuove opere, l’interprete qui scegli di concentrarsi anzitutto su un elemento del corpo, non più un arto, od il viso, unicamente un occhio realizzato con maggiore pulizia visiva, utilizzando un unico colore che viene sviscerato attraverso le sue differenti tonalità, il celeste così compone l’occhio e così come la pupilla e l’iride lasciando al nero infine la facoltà di tracciarne le forma e l’aspetto esteriore. Il secondo intervento invece è una novità nell’immaginario dell’artista che su questa lunga porzione di parete sceglie di realizzare una gigantesca cavalletta, qui la scelta cromatica ricade su due differenti tonalità che di fatto sviluppano il corpo dell’animale che ci lascia l’impressione come di essere letteralmente appoggiato sulla superficie del muro, il viola e l’arancione, anche qui con le relative tonalità cromatiche, si fondono e vengono intervallate anche esse dal nero, in un avvolgente intervento che si lascia piacevolmente osservare.
In attesa di scoprire le prossime tappe dell’interprete, vi lasciamo in compagnia della bella selezione di scatti dove potete apprezzare nel dettaglio ed al meglio quanto portato a termine dall’artista in questa nuova sessione newyorkese, enjoy it.

Pics via San

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AK – “Illusory profile” New Mural in Torino

28/11/2013

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Continuiamo con interesse a vedere da vicino l’evoluzione del lavoro di AK (The Boost), l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo intervento all’interno di un vecchio edificio abbandonato in quel di Torino.
Quest’ultimo lavoro segna l’ennesimo passo importante nel percorso sviluppato dall’artista, AK prosegue la sua ricerca visiva mischiando nuovamente le carte in tavola, in un continuo sviluppo artistico che lo vede però mantenere inalterate le basi del suo operato. Il triangolo rettangolo isoscele rimane la figura di riferimento per le sue produzioni, così come la sempre presente inflessione illusoria dei suoi lavori, spinta qui, dobbiamo dirlo, ad un nuovo livello che ci ha seriamente coinvolto e colpito.
In “Illusory Profile”, questo il nome dell’ultimo elaborato, AK si spinge verso una visione differente, si tratta infatti di un omaggio a Gaetano Kanizsa ed alla sua peculiare visione del triangolo, l’interprete fà suo il concetto del pittore/psicologo italiano unificandolo al proprio immaginario e sviscerando un lavoro complesso e decisamente più percettivo.
In questo intervento l’interprete sceglie quindi di non disegnare le sue geometrie, piuttosto attraverso la pittura di una serie di forme sferiche dà vita, ne calca gli angoli lasciando a noi il compito di completare ogni figura celata. L’idea dell’artista è quindi quella di una visione illusoria delle sue configurazioni, di fatto non sono presenti e visibili alla vista, ma delineandone le estremità, AK lascia che sia la nostra mente a riempire gli spazi e le linee mancanti. Emerge così tutta l’intelligenza di un lavoro profondo che gioca con le nostre corde visive, che ci spinge ad osservare, tra figure immaginate e nascoste, è tutto lì e va solo immaginato. La tendenza organizzativa del cervello sviluppa le immagini facendole risaltare rispetto allo sfondo, di fatto completa quello che non è presente ma, ancora più interessante, è vedere come l’artista riesca a giocare addirittura con la profondità inserendo parti e porzioni più piccole, riuscendo così a rappresentare un grande configurazione che va ad abbracciare un forte senso di profondità o tridimensionalità, anche qui in base a come decidiamo di osservare le figure.
Quest’ultimo pezzo spinge così l’artista attraverso un nuovo canale comunicativo, gioca con la nostra mente l’interprete, sviscerando il proprio immaginario attraverso strumenti visivi differenti, lasciandoci la scelta di poter osservare l’elaborato secondo la nostra personale inflessione soggettiva, il tutto restando fedele ai cardini del proprio stile, un opera da vedere e rivedere che ci ha divertito e fortemente interessato.

Thanks to The Artist for The Pics

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Remed – “Cyclope, Femme Grenouille & Astronaute” New Mural

28/11/2013

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E’ passato davvero molto tempo dall’ultimo intervento firmato dal grande Remed, l’artista francese del collettivo NOV9 torna a far parlare di sé con un nuovo intervento realizzato a Martinica in occasione della Biennale di Arte Contemporanea che si sta svolgendo in questi giorni nella bella isola.
L’evento è in realtà alla sua prima edizione, iniziato lo scorso 22 Novembre accompagnerà questo fine d’anno fino a chiudere i battenti il 15 di Gennaio, l’idea della manifestazione è quella di proporre un dialogo tra arte e letteratura contemporanea in occasione del centenario della nascita del poeta Aimé Césaire, poeta, scrittore e politico originario proprio della Martinica.
Il lavoro di Remed copre la bellezza di 8 per 10 metri, ed è interamente realizzato con la bomboletta. L’opera vede il grande interprete tornare ad elementi maggiormente legati alla fisionomia umana attraverso l’inconfondibile stile visivo che da sempre ne caratterizza l’operato. Le produzioni di Remed rappresentano il risultato delle differenti fascinazioni sulla forma, sulle differenti applicazioni cromatica, sullo studio dei simboli e degli alfabeti. C’è la ricerca dell’essenzialità nelle figure proposte, la volontà da parte dell’interprete di eliminare il superfluo per creare immagini equilibrate e scandite da linee, ed elementi cromatici.
Per la grande parete a disposizione Remed dà vita a “Cyclope, Femme Grenouille & Astronaute”, il lavoro poggia su un background bianco sul quale l’artista elabora tre figure distinte, da cui il titolo del pezzo. Nella parte sinistra troviamo la donna, nel centro invece si erge il ciclope ed infine nell’estremità destra l’astronauta.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ad alcuni di scatti.

A few days ago it has started the first Biennial of Contemporary Art on the island of Martinique. This call is open from November 22 until January 15, 2014 and proposes a dialogue between contemporary art and literature on the centenary of the birth of the poet Aimé Césaire.

Pics by The Artist

Gola Hundun – “Bocanord” New Mural in Barcelona

28/11/2013

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Dopo l’eccezionale intervento di Almaty in Kazakhstan (qui) Gola Hundun si sposta in Spagna dove ha da poco terminato un nuovo lavoro sulla facciata di un centro civico nel quartiere del Carmel in quel di Barcellona continuando così il suo percorso di sperimentazioni cromatiche e naturali.
Il lavoro di Gola Hundun ci ha sempre affascinato anzitutto per la forte inflessione cromatica delle sue produzioni, l’interprete agisce attraverso un scelta di tonalità molto accese che rivestono i suoi interventi e che ne proiettano l’efficacia in un indole fortemente acida. Un esplosione vigorosa di texture e colori atti a portare avanti il fulcro stesso delle sue opere, la simbiotica appartenenza ad un mondo naturale è infatti la base di partenza di ogni suo lavoro, l’artista sviscera questo particolare rapporto attraverso un intricata serie di fasci cromatici che ricordano nella forma e nella sostanza piante, rami e rampicanti, li vediamo prendere vita fino a delineare forme e silhouette di creature. Prendono vita così giganteschi volatili, mostri ed altre entità interamente composte dalla natura stessa, letteralmente vivi e dal grande impatto visivo, grazie al particolare stile ed alla miscela di dettagli inseriti dall’artista nel corpo dei suoi stessi lavori. Il mistico che accompagna poi le sue produzioni dona alle opere una forte sensibilità, scuotendo chi osserva ed offrendogli l’opportunità di cogliere al meglio tutti gli aspetti e le tematiche celate al loro interno.
Dal titolo “Bocanord” quest’ultimo intervento di Gola Hundun porta a compimento una lunghissima facciata dove al suo interno l’interprete sceglie di far muovere i canonici fasci naturali, fino al raggiungimento, nella parte e cuore centrale della parete, di una sorta di scontro. I due pungiglioni, che di fatto rappresentano le due estremità opposte dello stesso lavoro, incrociano il proprio cammino mettendo in scena un forte riverbero cromatico, un grande cerchio, che ha tutte le sembianze di un gigantesco occhio prende così forma e vita, splendido.
Ricchissima galleria di scatti attraverso la quale potete dare un occhiata approfondita a questo eccellente ultimo intervento realizzato dall’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista.

Thanks to The Artist for The Pics

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Guim Tió – “Gris” New Exhibition at Loppis Gallery

27/11/2013

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Aperta lo scorso 16 Novembre “Gris” rappresenta un passo importante per la Loppis Gallery di Parma che ha l’opportunità di ospitare all’interno dei suoi spazi il lavoro dell’artista spagnolo Guim Tió, per la prima volta nel nostro paese.
L’esperienza pittorica del giovane interprete, centra appieno la personale esigenza dello stesso di ricercare e realizzare un profondo spaccato dell’esistenza umana, sono proprio i volti, con i loro lineamenti, al centro dell’operato dell’artista che si affaccia su lidi profondi e carichi di emozioni. Guim Tió concentra il proprio lavoro su una riproduzione personale dei visi umani, attraverso queste opere così cariche di ironia, umorismo, provocazione ma anche una sottile venatura malinconica, l’interprete realizza la sua multi sfaccettata analisi della nostra condizione. Osservando i lavori la componente maggiormente evocativa sono dapprima gli occhi, intesi come specchio dell’anima, che vengono utilizzati come strumento massimo per esprimere le contrastanti emozioni dell’uomo, come naturale evoluzione, soggiungono poi le lacrime che veicolano i sentimenti più interiori e solcano le guance di questi ritratti. Quello che appare immediato osservando le produzioni dell’artista è una forte sensazione di disagio, le persone raffigurate riescono a restituirci un grande caleidoscopio di sensazioni contrastanti, veniamo così colpiti nel profondo delle nostre paure, delle nostre debolezze, messi a nudo dalle pupille profonde degli occhi ed ancora dalle lacrime delle stesse, fino ai sorrisi malinconici più nostri che loro.
Per questo show la galleria presenta alla propria città una mostra unica, come siamo soliti aspettarci, lo show è appositamente preparato da Guim Tió con progetti su misura per lo stesso spazio espositivo, durante i quindici di giorni di lavoro si è sviluppato un contatto diretto con la gente, con il luogo e la città stessa andando ad influire profondamente nel corpo dello show allestito.
Noi vi lasciamo ad un ampio recap fotografico, dateci un occhiata per vedere da vicino tutto l’ottimo corpo di quest’ultima esibizione, vi ricordiamo infine che la mostra rimarrà in piedi fino al prossimo 10 Gennaio, perciò se vi trovate in zona, l’appuntamento è d’obbligo, ma restate sintonizzati nei prossimi giorni infatti vi mostreremo i lavori in strada realizzati dall’artista, perciò stay tuned.

Gris is the new show that Loppis Gallery presents to the city. It’s a new Solo Exhibition of the Spanish artist Guim Tio that, for the exclusive Italian presentation, decided to propose an artist’s project tailor-made for the exhibition space. In a fortnight, hosted by the gallery, the Spanish artist will prepare a new job being in direct contact with the city and with the gallery itself. It will come up with an artist’s studio in which Guim will create. With this idea, Loppis Gallery want to begin to follow its artists, representing them and presenting them as precious and important elements of its philosophy exhibition.

Tears are marked as colored marks on the face of a beauty reborn to new life. Its a romantic game Gris that leaves no one indifferent. Collects an underlying melancholy from which we are drawn. Picture strong, fascinating faces even in their loneliness obliged. Gris from Guim Tio grabs something within us, drags him up to the finest thought and turns it into focus. Those faces do not pass it as if nothing happened. They say things. Those tears speak. As if there was a light music in the background, everything seems to make sense.

Loppis Gallery
Via Spezia 90
43125 Parma

Thanks to Loppis Gallery for The Pics

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Corn79 x MrFijodor x Zorkmade – New Mural for Paratissima 2013

27/11/2013

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Nel brulicare di manifestazioni satellite di Artissima, Paratissima nel corso degli anni si è ritagliata il proprio personale spazio, la manifestazione ancora una volta apre le proprie porte all’interno delle arcate dell’ex-MOI (Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso), in Borgo Filadelfia a Torino. La kermesse è rivolta ad artisti di ogni campo, dalla fotografia all’illustrazione passando per il design e la pittura, che non sono ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte oppure ad artisti affermati che desiderano sperimentare e lavorare all’interno di un contesto dinamico ed open-mind. Tra i graditi ospiti quest’anno gli amici dell’Associazione Culturale Il Cerchio E Le Gocce che hanno partecipato con un proprio stand portando alla ribalta foto, video e documentari che ne testimoniano l’attività il tutto coadiuvato dalle opere degli artisti che ne hanno sostenuto i progetti tra cui Etnik, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Mauro149 & Rems182 (Truly-Design), Vesod, tra questi anche Corn79, MrFijodor e Zorkmade che si sono occupati di realizzare una splendida installazione pittorica.
Denominatore comune per questo lungo intervento è una cornice decisamente più istintiva che sta investendo il lavoro di Corn79 nell’ultimo periodo, ancora una volta l’artista sceglie di affidare il background dei propri lavori a fitte colate di vernice che si assestano su una componente cromatica scura e tetra, nel livello successivo poi la mano dello stesso artista così come quella di MrFijodor e Zorkmade, provvedono ad imbastire le trame pittoriche. Se Corn79 si affida ai consueti mandala applicando la propria visione astratta e ragionata attraverso le proprie costruzioni astrali, MrFijodor continua la sua personale ricerca visiva inserendo negli spazi elementi figurativi, come volti o sguardi, accompagnati dalle consuete scritte riflessive, Zorkmade dal suo introduce le sue figure organiche andando ad elevare il livello di dettagli di tutta l’installazione. Il risultato finale è un opera dai differenti aspetti visivi che mescola le proprietà artistiche di ogni singolo interprete, gli spunti sono svariati ed accolgono lo spettatore che ha voglia di cimentarsi all’interno di un grande vastità di minuziose finezze.
Vi lasciamo in compagnia della bella selezione di scatti dove potete ammirare il bel piglio pittorico e tutti i dettagli di quest’ultimo splendido intervento, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare l’eccellente risultato finale e restate sintonizzati nei prossimi giorni vi mostreremo tutti gli altri interventi.

Thanks to The Artists for The Pics

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Moallaseconda – “Turbini e Magneti” New Mural in Prato

27/11/2013

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Andiamo a dare con piacere un occhiata al lavoro di Moallaseconda, l’artista ha infatti da poco terminato un nuovo intervento all’interno di una struttura a Prato, proseguendo il proprio personale filone visivo e mostrandoci gli sviluppi tematici del proprio lavoro.
Affrontando uno stile maggiormente legato all’illustrazione Moallaseconda ci ha colpito per l’interessante ed insolita scelta tematica dei suoi lavori, scrollandosi di dosso le sperimentazioni rivolte verso contesti più naturali, l’interprete rivolge il proprio sguardo verso la figura dell’uomo che viene sviscerato attraverso una visione complessa e sfaccettata frutto di un sogno misto tra realtà e l’esoterico. La scelta di utilizzare unicamente il bianco ed il nero come principali interlocutori visivi si riversa nelle visioni caratteristiche dei suoi personaggi, uomini con la barba lunga e colbacco, una chiara ispirazione ai soldati dell’esercito russo di fino ‘800, l’immagine viene supportata da una forte presenza di simboli e rimandi con una spiccata propensione ai dettagli che ci spingono ad osservare con cura tutte le sezioni delle opere, a completare l’assetto finale dei lavori l’idea di aggiungere una serie di linee di costruzioni dorate, che investono il lavoro attraversandone la superficie da parte a parte. Nell’immaginario dell’artista queste figure rappresentano un mondo a se stante, dominato da popolazioni fortemente in simbiosi con l’elettricità tanto da esserne diventati parti integrante.
Per questo ultimo intervento dal titolo “Turbini e Magneti”, Moallaseconda ci mostra proprio uno dei capi di questo popolo, una sorta di re che siede sul suo trono tenendo in braccio il proprio figlio, osservando attentamente il lavoro noterete una serie di architetture e costruzioni sia ad adornare il soglio sia ad insinuare il corpo della stessa persona creando una sorta di micro – universi persistenti sul corpo dello stesso.
Se volete dare un occhiata approfondita all’intervento, scrollate giù, dopo il salto ad attendervi una bella selezione di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, fateci sapere cosa ne pensate.

Thanks to The Artist for The Pics

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Garu Garu – Exploring Abandoned Places

27/11/2013

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In un fondamentale momento storico per l’arte urbana, che continua a raccogliere consensi ed a svilupparsi attraverso progetti a carattere urbano come i famosi festival che stanno spuntando davvero in ogni dove, ci siamo accorti di un rovescio della medaglia, o meglio vogliamo porre l’accento su una componente che dà sempre fa parte del background di praticamente ogni artista, il lavoro all’interno degli spazi abbandonati. Nelle nostre intenzioni c’è la ferma convinzione che sia proprio in questi luoghi il restante sapore della street art, lontano dal grande pubblico, dal circolo mainstream, i lavori risultano effimeri ed al contempo in profonda simbiosi con questi particolari spot, lasciti dell’uomo, abbandoni infelici di quelle che una volta erano fabbriche, ospedali, parcheggi, vecchie stazioni ferroviarie, archeologie industriali e rovine storiche, strutture che in sé celano storie e sentimenti che così tornano con vigore a vivere ed ad esprimersi, offrendo l’opportunità di un lavoro ponderato od istintivo, di commettere errori, di una ricerca che possa elevare il lavoro di ogni artista. Mossi dalla curiosità volevamo addentrarci in questi luoghi al limiti di una società usa e getta per coglierne la bellezza, per vederli come gli interpreti stessi li vedono e per questo abbiamo scelto la lente di Garu Garu.
L’abilità dell’artista è, senza modificare attraverso la manipolazione digitale l’essenza degli ambienti, quella di offrirci l’opportunità di un sogno acido che possa calarci con vigore all’interno di questi particolari spot, un occhio nuovo e differente che ci ha scosso per la capacità di ridestarne la bellezza attraverso una particolare e sopratutto personale visione d’insieme.
Garu Garu lascia aperto l’otturatore della sua macchina fotografica, si avvale della luce per varcare la linea sottile che divide il reale ed il surreale, si tratta di un vero e proprio dialogo, in cui la location diviene la tela, i pennelli, le luci stesse, agiscono durante di una lunga esposizione all’interno di ambienti privi di illuminazione, per una interpretazione dalla forte cadenza emotiva.
Le sperimentazioni di Garu Garu ci offrono uno sguardo nuovo, una scossa visiva che ci catapulta all’interno di questi micro universi, le immagini ci accompagnano attraverso un estasi dei sensi, la nostra sensibilità viene colta da percezioni differenti e mai provate, in un misto tra paura, stupore ed ebrezza.
Fatevi prendere per mano dalle immagini, esploratene gli aspetti vivi, camminate tra i ciottoli schivando vetri e carcasse di muri, guardatevi intorno per vedere con i vostri occhi la bellezza intrinseca di questi mondi paralleli che siamo soliti eliminare dalla nostra vista, le immagini parlano chiaro.

Pics by The Artist

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Remi Rough x Shok-1 – “Wholecar” New Piece at Village Underground

27/11/2013

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L’eccellente combo che vede coinvolti Remi Rough e Shok-1 torna in un nuovo ed interessante connubio visivo partorito questa volta direttamente sul tetto del Village Underground di Londra, qui i due grandi artisti si sono impegnati a cambiare completamente l’aspetto di questo vagone sospeso in aria.
Nei mesi scorsi avevamo avuto il piacere di vedere da vicino il frutto del lavoro congiunto di Remi Rough e Shok-1, in particolare ci aveva particolarmente coinvolto Life Imitating Art dove i due artisti spingevano sui rispettivi percorsi visivi per sviluppare una figura ed una tematica comune, ora il passo successivo arriva con l’opportunità di mettere le mani su tutti i 4 metri del vagone che si erge sul tetto della struttura inglese, dove i due hanno modo di riallacciare il proprio legame artistico sviluppandone a quattro mani la giusta direzione visiva.
I due interpreti sviluppano due tratti molto personali e differenti, Shok-1 concentra i suoi sforzi su un tratto molto evocativo che si concentra in una riproduzione di ossa ed elementi affini attraverso una simulazione dei raggi x, da questo concetto come abbiamo avuto modo di vedere in passato l’interprete ha poi sviluppato mano a mano forme e figure differenti, dimostrando, oltre che l’eccellente utilizzo delle bomboletta, una duttilità tematica molto accentuata. Dal canto suo Remi Rough insiste nel studio delle forme e delle fascinazioni astratte presentando nei propri lavori intricate figure accartocciate su se stesse, spesse e voluminose le vediamo aprirsi e cogliere lo spazio attraverso tonalità sature e belle accese, a frapporsi a queste forme una serie di figure, segmenti e rette più piccole, elementi di dettaglio che ne seguono il percorso sugli spazi occupati andando ad intersecarsi ed ad aumentarne l’impatto finale.
Da queste due personali realtà e fulcri tematici, e dopo due intensi giorni di lavoro, emerge “Wholecar”, una visione camaleontica e multi sfaccettata che abbraccia pienamente i rispettivi stili e temi di ogni artista, tra cambi repentini di tonalità e forme, sbalzi di linee e figure astratte, è interessante vedere come le forme e sezioni in moto perpetuo di Remi Rough si sposino alla perfezione con gli elementi ossei ed a raggi x figli dell’immaginario di Shok-1, una perfetta comunione di intenti che ci ha lasciato favorevolmente colpiti.
Vi lasciamo ad un ampia sequenza di scatti dove potete apprezzare la splendida collaborazione in tutte le sue parti, qui invece trovate il bel video di Timid che documenta tutte le fasi di lavoro, se vi trovate nei dintorni di Londra, il prossimo giovedì 5 Dicembre Shok-1 inaugurerà la sua personale all’interno degli spazi di Picture on Walls, insomma una bella occasione per rifarsi gli occhi, noi ve l’abbiamo detto.

Thanks to The Artist for The Pics

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Emajons – “Preghiera al Sole” New Mural in Firenze

27/11/2013

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E’ passato diverso tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto il piacere di approfondire il lavoro di Emajons, l’artista italiano, efficace come sempre, torna ora a colpire con un nuovo intervento su questa porzione di parete nella parte alta di un edificio.
Cogliendone l’aspetto maggiormente impattante, abbiamo spesso posto l’accento sull’estro dell’interprete nel sviscerare una personale visione dell’uomo, in particolare Emajons ha fatto della sua pittura un vero e proprio spaccato di quelle che sono le contraddizioni e le piaghe della società moderna. Attraverso un tratto fortemente istintivo l’artista ha saputo dipingere tasti e situazioni dolenti rappresentando spesso l’uomo o la donna attraverso una fisionomia deforme, nell’intenzioni dell’interprete emerge così proprio l’intento di volerne accentuare il disgusto personale e lo stato di forte degrado stagnate andando a realizzare, veicolandone l’aspetto esteriore, la personale critica e chiave i lettura riflessiva. Emergono così corpi deformi, più vicini a dei mostri dove è la loro stessa ‘umanità’ si perde nelle piaghe della carne flaccida e raggrinzita che ne trasforma i connotati, specchio di un animo interiore corrotto ed abietto.
Con quest’ultimo lavoro i toni si fanno maggiormente introspettivi, supportato da una grande scritta, “Preghiara al Sole”, ci mostra il volto di un uomo capovolto, la supplica invoca un risveglio dei sensi, della protesta, un togliersi il velo dagli occhi proprio come la figura dipinta, l’inizio di un nuovo mattino scandito dai raggio caldi del sole.
Vi lasciamo il giusto tempo di meditare, si osservare con calma ed interesse quest’ultima riflessione firmata Emajons, scrollate giù ad attendervi i dettagli di quest’ultimo intervento, in attesa di altri succosi aggiornamenti, è tutto vostro.

Pics by The Artist

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JAZ x Axel Void – New Mural in Buenos Aires

26/11/2013

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Due tra gli artisti maggiormente impegnati in una pittura evocativa, JAZ ed Axel Void in occasione dell’apertura di “Mediocre” all’interno degli spazi del Club Cultural Matienzo, che li vedrà impegnati insieme in un interessante doppio show, uniscono gli sforzi per dare vita ad un intensissimo lavoro regalandoci così una bella parete in quel di Buenos Aires, Argentina.
Lo show poggia le sue basi sull’intesa collaborazione tra JAZ ed Axel Void, è il risultato infatti di un intenso processo di una settimana in cui i due artisti si sono immersi ognuno nell’immaginario dell’altro, per sette giorni il duo ha scelto una storia a testa portando a compimento una tela, per ogni racconto, realizzata appunto quattro mani. Ambedue gli interpreti sviscerano il proprio stile attraverso un contatto diretto con la società ed in particolare con l’uomo, il ritratto del quotidiano e delle sue differenti sfaccettature, con i toni più cupi ed oscuri di Axel Void in totale simbiosi con le particolarità emotive e tematiche di JAZ trovano così la giusta collocazione in un pittura intrisa che fonde tonalità grigie appartenenti al primo con la ricerca cromatica ed il rosso vivo e peculiare delle opere del secondo.
Questo sviluppo visivo ha come primo risultato una prima pittura murale, il tema scelto è piuttosto sensibile e mostra una uomo intento a sfidare la sorte con il coltello e le proprie dita, il tema è quello di una vita sospesa a giocare con il proprio fato, l’uomo si fa minuscolo ed in totale balia del proprio destino avverso o no che sia, JAZ ed Axel Void emergono così in tutta la loro multi-sfaccettata sensibilità andando ad attraversare un tema difficile e profondamente d’attualità viste le difficoltà che un periodo come questo porta con se, tra tensioni e violenze implicite di cui ci rendiamo partecipi inconsciamente ogni giorno. A colpire la nostra attenzione è infine la scelta delle tonalità, fortemente tendenti vero colori scuri ed in generale grigi, notiamo con piacere una serie di venature nell’epidermide atte ad aumentare il livello di dettaglio e realisticità dell’intervento, un lavoro eccezionale che mostra tutta la capacità di due tra i nostri artisti preferiti.
Vi lasciamo alle immagini dove potete apprezzare tutta l’energia pittorica di questo ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati sembra infatti che i due artisti si impegneranno in un secondo intervento e noi ve ne daremo notizia così come di un approfondita analisi sull’imminente apertura del loro show.

Pics by San

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Thomas Jackson – “Emergent Behavior” Installations Series

26/11/2013

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Ogni tanto capita di imbattersi in progetti dal fortissimo carattere visivo che catturano il nostro interesse e con i quali approfondiamo tematiche nuove che ci scombussolano la mente offrendoci l’opportunità di osservare le cose attraverso un differente punto di vista, è il caso di Thomas Jackson ed la sua serie “Emergent Behavior”.
Il progetto in questione vede il fotografo Thomas Jackson esplorare ambienti naturali incontaminati all’interno dei quali sviluppare le proprie surreali installazione, il concetto che l’artista si propone di portare avanti è quello di una fascinazione verso l’auto-organizzazione si sistemi naturali, dei veri e propri sciami che si muovono all’unisono e che invece di essere composti da uccelli, pesci o qualsivoglia animale, vengono riproposti attraverso oggetti semplici ed appartenente alla vita di tutti i giorni.
Diciamolo subito l’interprete nelle sue fotografie in post-produzione si limita ad una regolarizzazione del contrasto e del colore, i particolari effetti che vedete sono figli invece dei suoi stessi lavori ed in particolare dell’interazione dei componenti atmosferici come il vento per esempio, ed questa forse l’aspetto maggiormente evocativo dei suoi interventi, una miscela tra reale ed irreale. Tra post-it, rami, palline, bicchieri e piatti di plastica colorati, si passa ai filamenti ed oggetti al neon, rigorosamente disposti da Thomas Jackson attraverso materiali quasi totalmente impercettibili alla vista. Il senso stesso del progetto è quello di catturare l’istante giusto attraverso l’insolito dei medium utilizzati, un misto tra paura e disagio tra la natura e la mano dell’uomo che ci ha fortemente colpito.
Non aggiungiamo altro e vi lasciamo con l’ampia selezione di scatti degli ultimi interventi dell’artista, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

Pics by The Artist

The hovering installations featured in this ongoing series of photographs are inspired by self-organizing, “emergent” systems in nature such as termite mounds, swarming locusts, schooling fish and flocking birds. The images attempt to tap the mixture of fear and fascination that those phenomena tend to evoke, while creating an uneasy interplay between the natural and the manufactured and the real and the imaginary. At the same time, each image is an experiment in juxtaposition. By constructing the installations from unexpected materials and placing them where they seem least to belong, I aim to tweak the margins of our visual vocabulary, and to invite fresh interpretations of everyday things.

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OX – New Pieces in Dresden, Germany

26/11/2013

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Proseguiamo il nostro percorso all’interno delle meraviglie del lavoro di OX, il grande artista francese esce dalla Francia dirigendosi in Germania approdando a Dresden dopo si è lanciato in un doppio intervento come sempre molto caratteristico.
Come abbiamo spesso avuto il piacere di vedere, memorabile l’intervento al Bien Urbain Festival di quest’anno, il lavoro di OX poggia le sue basi sulla capacità dell’interprete di vedere e discernere l’aspetto del panorama che si trova di fronte, lo stimolo dei suoi lavori non è figlio di uno stile o di una tematica personale ma piuttosto è intrinseco a ciò che lo stesso ha di fronte, nell’idea del Francese c’è l’esigenza di osservare attraverso un piglio completamente differente quelli che sono gli spunti visivi che solo un ambiente multi sfaccettato come la città riesce ad offrire. Da questo punto di partenza l’interprete capovolge la realtà stessa del tessuto urbano cittadino, attraverso i propri lavori assistiamo ad uno sviluppo delle trame architettoniche oppure ad una negazione delle stesse, il tutto collocato all’interno dei cartelloni pubblicitari ai lui tanto cari. La scelta delle billboards non è affatto casuale, nelle intenzione di OX c’è l’esigenza di eliminarne completamente il valore visivo e simbolico delle stesse che si trasformano da strumento per accedere, una vetrina per un qualcosa, poste a catturare l’attenzione dei passanti, a parte integrante dell’arredo urbano e non più intralcio per la vista di un qualcosa.
Da questo particolare approccio visivo nascono in due nuovi interventi, a Dresden il francese prosegue così il suo peculiare percorso artistico, in entrambi i casi l’idea è quella di una continuazione di ciò che è già pre-esistente, nel primo lavoro OX si diverti a proseguire con le linee verticali sulle quali sono poggiati i due spazi elaborandole però attraverso una serie di scale cromatiche, il secondo invece è forse quello che ci ha maggiormente colpito e coinvolto e vede l’artista realizzare degli ipotetici tubi elettrici, appartenenti alla gigantesca struttura di spalle ai due cartelloni, che letteralmente escono dalla superficie degli stessi, chapeau!
Dopo il salto i dettagli di questi due nuovi lavori, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la nostra sezione commenti, ma restate sintonizzati nei prossimi giorni continueremo a parlarvi degli altri interventi firmati dall’artista.

Pics by The Artist

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Escif – “Vertical Garden” New Mural in Mallorca

26/11/2013

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Dopo l’esuberante serie di lavori dipinti in Russia, il grande Escif torna in Spagna spostandosi a Mallorca dove ha da poco terminato un nuovo intervento, torna ad occuparsi di natura il Valenciano proponendo un nuovo pezzo fortemente in linea con il piglio criptico delle sue ultime produzioni.
Spostando la lancetta di qualche mese ricorderete l’interessante serie Les Fleurs du Mal in cui Escif si lanciava in una perfetta riproduzione di quelli che sono i fiori letali e mortali che hanno accompagnato la storia dell’uomo durante i secoli, qui l’artista cambia registro andando si a rappresentare le flora, ma soffermandosi piuttosto su quella che che avvolge la bella isola spagnola. In questi ultimi mesi Escif ha accelerato il personale percorso artistico, mettendo da parte i vari lavori con i suoi personaggi, per far posto piuttosto ad opere maggiormente ermetiche, la consapevolezza dell’artista è quella di riuscire tramite la sua pittura a portare avanti una riflessione sui temi scomodi e delicati, in particolare l’interprete sta attuando un percorso maggiormente criptico portando i livello di comprensione delle sue opere a livelli sempre più difficili. Questa scelta si rivela interessante per diversi aspetti, anzitutto offre l’opportunità al pittore di lavorare su qualsiasi argomento egli preferisca, senza vincoli di sorta, non che in passato ce ne siano stati a dire il vero, e sfruttando appieno la sua immaginazione, al contempo però attua una sorta di selezione sul suo pubblico, non è più accessibile come in passato, pertanto il suo lavoro va a colpire unicamente chi ha l’intenzione di capire appieno quello che egli stesso vuole dirci, e ci piace assai tutto ciò.
Nell’idea dell’artista per questo nuovo intervento dal titolo “Vertical Garden” sembra ci sia la ferma intenzione di realizzare una specie di ironica gabbia, rappresentata dallo spazio della parete stessa e sopratutto dai vasi che contengono le piante, l’idea è quella di mettere l’accento nuovamente sull’operato dell’uomo, in particolare qui Escif sembra scagliarsi contro l’abuso che lo stesso pratica sulla natura trasformando luoghi, abbattendo piante ed in particolare riducendole a semplici ornamenti da vaso, la finezza dell’interprete è quella di sviscerare questi temi dipingendo quello che ha tutto l’aspetto di un omaggio vero e proprio ma che, come sempre per i lavori dello Spagnolo, cela al suo interno tutta l’ironia e l’intelligenza di uno degli artisti più interessanti di tutta la scena internazionale.
Le immagini che trovate dopo il salto vi aiuteranno a scoprire tutti i dettagli e la bellezza i quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande interprete.

Pics by The Artist

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How & Nosm – New Mural in Lisbon for UnderDogs Part 2

26/11/2013

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Il progetto allestito dalla lungimirante UnderDogs Gallery prosegue a gonfie vele, dopo la bella performance messa in scena dal nostro Pixel Pancho, sono infatti gli How & Nosm a dare seguito alla bella parete di qualche giorno fa (qui) proponendo il bis con un nuovo ed incredibile intervento.
L’invidiabile tratto caratteristico del duo How & Nosm è composto della forte e radicata scelta di affidarsi unicamente a tonalità quali il rosso, il nero ed il bianco, le relative scale cromatiche fungono poi da dettagli per uno stile assolutamente caratteristico ed iper dettagliato. Gli interventi dei due gemelli spiccano per la grande forza immersiva e per l’utilizzo di forme geometriche e sezioni maggiormente figurative ad alimentare un quadro generale dal grande impatto finale. I temi proposti dai due artisti accarezzano le corde degli animi più sensibili, si rivolgono a coloro che riescono a coglierne la delicatezza ed al contempo a capirne la forte investitura riflessiva che dà sempre riveste un ruolo importante nei loro lavori. Il passato turbolento, con vicende familiari difficili, le situazioni politiche, i travagli interiori, così come un radicato background da graffiti artisti, sono gli spunti e la base stessa di quello che rappresentano gli How & Nosm nel panorama attuale della street art internazionale.
Per questa seconda parete il duo si affida ad una pittura forse meno avvincente della precedente, i guizzi però non mancano, torna infatti il costante binomio tra figure opposte e figlie della stessa medaglia, in un rinnovato paragone tra ying e yang, a rappresentare le distinte ma unite personalità dei due autori, notiamo la forma sferica al centro della bottiglia così come la perfetta sincronia tra i due piedi rappresentati, in basso invece si scatena la componente più introspettiva con grandi caselle triangolari che fanno da prefazione al denso liquido rosso che sgorga dalla parte superiore per quello che è senza dubbio un lavoro eccezionale e dalle forti vibrazioni positive.
Ad aspettarvi dopo il salto una bella infornata di scatti dove potete apprezzare al meglio l’eccellente risultato finale e qualche immagine durante le varie fasi di lavoro a condire il nostro reportage, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Pics by Alexander Silva via San

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SPY – “Hole” New Mural for Relazioni Festival

26/11/2013

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Chiudiamo in bellezza il nostro intenso percorso all’interno dell’ultima infornata di lavori presentati da SPY, il grande artista Spagnolo è infatti tra i grandi ospiti all’eccellente ultima edizione Relazioni Festival di Rosarno, l’interprete mischia le carte in tavola realizzando un controverso intervento.
Come abbiamo avuto modo di notare nel corso di questa nostra intensa mesata all’insegna di SPY, l’interprete sviluppa i propri interventi avvalendosi di diversissimi strumenti, si va dalle installazioni, fino alle pitture su muro, con gli interessanti intermezzi conditi da billboards e progetti maggiormente concettuali, il denominatore comune resta sempre l’atteggiamento con il quale l’artista sceglie di vivere la strada. Il tessuto urbano viene di fatti osservato, digerito e sviscerato attraverso un profonda e differente visione atta ad amplificare tematiche, siano esse sociali, politiche od economiche, oppure semplicemente per sviluppare quello già è presente all’interno dei luoghi dove lo Spagnolo ha l’opportunità di esprimersi. Questo fulcro lavorativo emerge nell’intelligenza di SPY di misurarsi sempre con argomenti e strumenti nuovi, portando avanti una visione differente e multi sfaccettata di quelli che sono gli argomenti a lui cari, in particolare le venature critiche verso la società moderna sono forse gli elementi di maggior spicco all’interno di un immaginazione smisurata, attraverso i propri interventi mira a far riflettere, pone dubbi ed insinua perplessità al contempo lascia divertire lo spettatore offrendogli una fortissima interattività trasformando quindi la strada da mero strumento di dialogo a vera e propria componente tangibile, e non è da tutti.
Tra i vari progetti presentati durante questo mese “Hole”, questo è il titolo di quest’ultimo lavoro, è la diretta conseguenza degli studi sui neri che l’artista sta portando avanti da un po’ di tempo a questa parte, come abbiamo avuto modo di vedere durante la sua partecipazione al Katowice Street Art Festival di quest’anno, a differenza dei precedenti pezzi qui SPY preferisce non affidarsi a lettere o scritte ma piuttosto amalgamare quanto di già pre-esistente e con esso sviluppare un lavoro dalle differenti opportunità tematiche e visive. Nasce così un gigantesco cerchio nero direttamente su uno dei piloni di questo grande sottoponte, nell’area semichiusa si verifica così un vero e proprio annullamento della percezione dello spazio, in particolare di notte si ha l’impressione di addentrarsi all’interno di un gigantesco buco nero, un opera calamitica che siamo certi avrà scosso più di qualche animo.
Scrollate giù, ad aspettarvi un bella serie di scatti del making of e dell’eccellente risultato finale, dateci un occhiate e fateci sapere cosa ne pensate, ma restate sintonizzati presto grandi news sul lavoro dell’artista spagnolo.

Pics by The Artist

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Rero – New Mural in Rome at DAMS

25/11/2013

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Con piacere torniamo a parlarvi del lavoro del Rero (interview), l’artista infatti il prossimo 30 Novembre si appresta ad inaugurare la sua ultima fatica “Supervised Indipendence” all’interno della Wunderkammern Gallery di Roma, quale occasione migliore quindi per scendere per le strade della capitale e lasciare la propria firma.
Come spesso abbiamo avuto modo di osservare l’operato di Rero si nutre dell’energia delle parole, l’artista ha sviluppato nel corso del tempo un particolare approccio visivo che le vede utilizzare esclusivamente frasi o semplici parole opportunamente barrare, come a volerne cancellare l’effettivo significato, sviluppando un rapporto simbiotico con i luoghi dove vengono dipinte, una sorta di censura tematica ed espressiva che ha proprio nel suo riverbero esattamente l’effetto opposto. L’interprete attua così una riflessione sugli spazi e suoi luoghi, celebri i suoi interventi nei luoghi abbandonati, una sorta di racconto inverso della società moderna atto a puntualizzarne gli aspetti attraverso una negazione visiva e tematica. Interessante notare come l’artista scelga il carattere Verdana, l’archetipo del font maggiormente utilizzato nella rete per la sua leggibilità ed immediatezza.
L’ultimo intervento da poco terminato prende vita all’interno degli spazi esterni del DAMS Università degli studi di Roma Tre dove l’interprete ha potuto elaborare una delle sue canoniche scritte sulle pareti di questa piccola costruzione esterna. Come sempre per questo suo lavoro Rero si affida al consueto stile, appare così la scritta “Supervised Indipendence” nera, a contrasto con il fondo bianco, ed ovviamente barrata.
Dopo Image Not Available all’interno degli spazi della Fabien Castanier Gallery, Rero torna quindi con un nuovo show in concomitanza con il quinto anniversario di attività della Galleria stessa, l’esibizione presenterà un corpo di lavoro composto da nuove opere e sarà caratterizzato da una forte varietà di mezzi espressivi, il tutto incentrato su una interessante riflessione circa le contraddizioni che appannano la memoria collettiva tra reminiscenze passate ed il futuro. Dopo il salto potete dare un occhiata alle immagini di quest’ultimo pezzo con le relative immagini del making of, dateci un occhiata e se vi trovate in zona non mancate l’appuntamento in galleria, noi a suo tempo vi offriremo il consueto ed approfondito recap fotografico perciò stay tuned.

Wunderkammern Gallery
via Gabrio Serbelloni, 124
00176 Roma

Thanks to Wunderkammern Gallery for The Pics

Pics by Jules Hidrot, Barbara Oizmund

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Clemens Behr – A Series of New Pieces in France and Portogual

25/11/2013

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Dopo aver visto da vicino la sua ultima fatica Disassemply Lines all’interno degli spazi della Penindaplinena Gallery di Cipro, scopriamo con piacere il ritorno di Clemens Behr in strada con l’artista impegnato in una serie di nuovi interventi a Dunkerque in Francia e nelle Azzorre in Portogallo.
Come abbiamo avuto modo di vedere l’operato di Clemens Behr si muove su differenti canali visivi, dalle tele alla pittura passando infine per le incredibili installazioni, vero e proprio fiore all’occhiello delle sue produzioni. Tutto l’operato dell’interprete poggia le sue solide basi in una ben congegnata miscela tra design e scultura con le influenze di un background da graffiti artist e della cultura skate a supportare tutto il suo operato. Il grande artista tedesco esibisce così un percorso installativo assolutamente particolare e peculiare che vive ed abita la strada attraverso una visione ed una ricerca sull’architettura urbana. L’idea è quella di riutilizzare e trasformare il cartone così come i materiali edili di scarto ed ancora ,metalli e cemento, per dare vita a complesse figure multi sfaccettate che ricordano a ben vedere dei giganteschi origami. Quello che stupisce è la complessità delle soluzioni adottate e sopratutto la ferma intenzione dell’interprete di riutilizzare lo spazio a disposizione attraverso una personale ed elaboratissima visione artistica figlia dei materiali scelti e degli studi sulle dimensionalità e sulla geometria, il tutto con l’obiettivo di veicolare gli interventi attraverso differenti piani visivi, giocando con la tridimensionalità così come con la profondità degli spazi. Sfrutta ogni anfratto, parete o barriere architettoniche Clemens Behr, iniettando nel tessuto urbano la personale e caratteristica indole installativa, i lavori esaltano così gli spazi, trasformandone completamente la fisionomia, procurando curiosità e stupore nonché una spiccata interattività per chi ha l’opportunità di trovarcisi di fronte.
Quest’ultima infornata di lavori raccoglie pienamente tutto il percorso artistico che da sempre ne segna l’operato, con interventi di vario tipo che sfruttano lo spazio, le pareti e l’architettura dei luoghi e degli spot di lavoro scelti.
Ricca serie di scatti dove potete ammirare da vicino tutto l’operato dell’interprete, dateci un occhiata siamo certi che sapranno coinvolgervi ed appassionarvi, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete tedesco.

Pics by Eko

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Xuan Alyfe – “Minimal / Minibien” A New Series

25/11/2013

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Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro dello spagnolo Xuan Alyfe (interview), l’artista inaugura una nuova serie dal titolo “Minimal/ Minibien” con il quale affronta in modo del tutto nuovo lo spazio immergendosi all’interno di visioni strane e distorte, un progetto del tutto nuovo che ci ha fortemente incuriosito.
Nelle sue differenti incarnazioni Xuan Alyfe ci ha sempre mostrato un coloratissimo immaginario atto a sviluppare tutta la personale visione dell’interprete, all’interno dei suoi lavori si riscontrano un infinità di dettagli atti ad aumentare il livello di immersività, sono gli sviluppi di un grande sogno multi sfaccettato e che nella sua profondità ha da sempre caratterizzato gli interventi dell’artista. Il susseguirsi di linee grandi e piccole, elementi geometrici così come costruzioni architettoniche, arrivando ai minuscoli personaggi che abitano questi luoghi e queste visioni oniriche, tutto raccolto all’interno di un grande e sfaccettato meltin’pot che sà di sogno acido ed in costante mutazione visiva.
A questi elementi così profondamente radicati nella propria visione artistica, Xuan Alyfe contrappone un nuova ed interessante incarnazione, l’interprete sceglie un approccio di pulizia completa, più minimale andando ad esplorare elementi nuovi ed affini alla stereoscopia. E’ proprio questo l’elemento cardine di questa nuova serie, il vero e proprio fulcro con il quale lo spagnolo realizza le sue figure in nero immettendo nelle stesse i dettagli tipici di un immagine in 3d. Osserviamo quindi due immagini anaglifiche con il rosso, per il canale sinistro contrapposto al ciano per quello destro. L’idea dell’interprete è quella di creare un effetto veritiero, senza alcun strumento complementare atto a visualizzare il lavoro nella sua interezza e tridimensionalità, la figura così emerge dalla superficie, staccandosi letteralmente dalla superficie e lasciandoci assolutamente sorpresi ed entusiasti.
Un progetto che ci ha impressionato per semplicità ed applicazione visiva e di cui siamo curiosi di vederne un appropriato seguito, nell’attesa di nuove immagini relative a questa nuova serie di lavori, vi lasciamo con le immagini da osservare e ri osservare, senza occhiali 3d of course!

Pics by The Artist

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Interesni Kazki – New Mural for Los Muros Hablan Festival

25/11/2013

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Continuiamo il nostro coverage sugli ultimi sviluppi del lavoro del duo ucraino Interesni Kazki scoprendo con piacere che anche AEC ha preso parte all’ultima eccellente edizione de Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, l’artista prosegue così il personale approccio visivo in una delle rassegne maggiormente evocative dell’anno.
Gli Interesni Kazki sono padroni di una pittura dai toni caldi ricchissima di spunti e dettagli, uno stile assolutamente immersivo che si fregia di rimandi alla cosmologia, ai micro universi con personaggi surreali che letteralmente fanno vivere le loro opere, stupisce quindi l’intenzione dell’interprete di attuare un cambio di rotta sostanziale nei temi e nell’approccio pittorico.
Come abbiamo avuto modo di notare, negli ultimi suoi interventi AEC si sta maggiormente avvicinando ad tematiche più vicine al mondo naturale, distaccandosi così in parte dai risvolti mistici ed onirici che da sempre ne hanno influenzato i lavori. Questa svolta ‘verde’ viene sviscerata dal grande artista, in special modo negli ultimi pezzi, per supportare una riflessione su temi differenti e dal forte valore emotivo e sociale, dopo Las Vegas (qui) vediamo quindi un intervento maggiormente impegnato con temi importanti e fortemente riflessivi che ci hanno positivamente colpito.
Quest’ultima magia prende vita su questa porzione di parete a San Juan, il lavoro è caratterizzato da una pulizia impeccabile, al centro dell’opera unicamente il corpo di uomo deceduto,con il volto ed i genitali coperti da due panni, i colori sono belli caldi coniugati attraverso una forte propensione al dettaglio. A catturare la nostra attenzione è però la precisa intenzione di AEC di spingere il lavoro su un tema importante e forte come la morte, in particolare l’artista sviluppa l’intervento sulla rinascita spirituale che ne consegue, un forte fiore sboccia così dal petto dell’uomo a simboleggiare proprio il rinnovo, il dopo la vita, in un opera fortemente emotiva.
C’è davvero molto da vedere, i dettagli come gli animali sul corpo e sul fiore, passando per il fiore a forma di cuore, fino alle gocce d’acqua poggiate sulle grandi foglie, bellissimo.
Prendetevi tutto il giusto tempo per approfondire quest’ultima meraviglia, dopo il salto le immagini e se vi siete persi il nostro coverage sui lavoro a San Juan, questo è il posto giusto.

Pics by The Artists

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Phlegm – New Mural for PRHBTN Festival

25/11/2013

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Dopo la grande scorpacciata di interventi che ne hanno caratterizzato quest’ultima parte di anno, pare che Phlegm si sia nuovamente spostato negli States, l’artista inglese si trova a Lexington dove ha da poco terminato un nuovo intervento in occasione del PRHBTN Festival della cittadina statunitense.
Siamo sempre piuttosto sensibili al lavoro di Phlegm, l’interprete con base a Sheffield nel corso degli anni ha portato avanti attraverso uno stile assolutamente personale, una ricerca visiva che l’ha visto reinterpretare la società moderna mediante una chiave di lettura del tutto nuova, l’artista si è impegnato nella creazione di un universo fittizio abitato dai suoi canonici personaggi, una sorta di specchio inverso con il quale potersi continuamente confrontare, ricco di ironia e di situazioni al limite del surreale. Caratterizzato da un tratto esclusivamente in bianco e nero, a parte qualche sporadica iniziativa cromatica, i lavoro vengono elaborati attraverso un pittura votata al dettaglio, con l’impiego di elaborati giochi di chiaro scuri e sopratutto uno stile figlio di un background illustrativo e fumettistico con il quale l’artista era solito lavorare agli albori della sua carriera. Da queste solide basi Phlegm prosegue il suo percorso stilistico abituandoci ad intricatissimi interventi miscelando forti inflessioni gotiche insieme ad una spruzzata di steampunk, nasce così un immaginario assolutamente vivo e caratteristico e dal grande immersività visiva.
Adagiato su uno dei caratteristici muri a mattoni, il lavoro innesca una serie dei canonici characters di Phlegm atti a sostenere un grande tavolo con due figure intente a banchettare. L’idea come è facilmente intuibili è un intelligente spaccato della società moderna dove lo stesso popolo sostiene con tutte le proprie energie i vizi ed i lussi dei più ricchi e potenti.
Potete apprezzare al meglio tutto l’operato del grande artista attraverso la bella serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

Pics by The Artist

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Weekly Overview 62 | 18-11 to 24-11

24/11/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Remi Rough – New Mural for The Library Street Collective

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Rodrigo Branco – New Mural in Dortmund

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JR – INSIDE/OUT Project at Palais de Tokyo in Paris

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108 – “La montagna sottile, la montagna morbida” Show

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Gio Pistone x Nicola Alessandrini – “Hic sunt Leones” Show

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MP5 – “Panismo” New Mural at Bunker in Torino

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No Curves – “The Temple” New Piece at Caimi Historical Pool

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Pixel Pancho x Vhils – New Murals in Lisbon

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Ekta x Ollio – New Piece at SGS Studentbostäder Gibraltar

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Three The Hard Way Group Show at Breeze Block Gallery – Recap

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CYRCLE. – “Rise Above” New Mural in Hong Kong

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How & Nosm – New Mural in Lisbon for UnderDogs

NUART Festival 2013 – The Final Video

24/11/2013

Dopo qualche mese di silenzio torniamo a parlarvi del NUART Festival di quest’anno, gli organizzatori hanno infatti da poco rilasciato il consueto video recap, con un po’ di making of ed uno sguardo approfondito a tutti i lavori realizzati durante le intense settimane del festival norvegese.
È l’occasione per riavvolgere nuovamente il nastro di quest’ultima edizione per dare uno sguardo a quanto fatto dagli artisti partecipanti tra cui: Martha Cooper, M-City, DALEast, Roa, C215, Vhils, Faith47, Ernest Zacharevic, Dot Dot Dot, Lady Aiko, Dotmasters, David Choe, Martin Whatson, Hush e Strøk. Una line-up che cela nomi di cui siamo soliti parlarvi ed altre interessanti realtà del panorama internazionale. Come più volte detto questa edizione, nonostante alcuni nomi dal forte impatto artistico prima ancora che mediatico, non ci ha pienamente soddisfatto, NUART Festival ha sempre rappresentato una delle realtà più solide a livello europeo, negli ultimi anni le scelte dei nomi però non ci hanno convinto appieno, il confronto con le altre rassegne europee, che quest’anno sono letteralmente esplosione specialmente nella parte più est dell’Europa e che hanno saputo offrire ampi spazi anche ad artisti poco conosciuti ma assolutamente capaci, offre un importante riflessione. Da una parte l’immobilismo di uno dei festival che da sempre ha maggiori capacità e possibilità finanziarie e che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per artisti ed addetti al settore, dall’altra invece la voglia di osare e sperimentare delle kermesse relativamente più giovani che ogni hanno portano alla ribalta artisti giovani e dal sicuro talento, su tutto il Katowice Street Art Festival, affiancandoli a realtà ben consolidate è dall’estro conclamato. L’edizione di quest’anno eccezion fatta per qualche nome, ancora una volta segna una visione in parte superata, attingendo a quelli che sono i nomi più classici del movimento, in special modo quelli oltre Oceano che, togliendo Martha Cooper dalla conta, non incontrano i nostri favori ed a nostro avviso non reggono il confronto con la florida realtà europea.
Aspettando quindi di scoprire la line-up del prossimo anno e sperando sia maggiormente improntata sulla scena del vecchio continente, ripercorriamo assieme le tappe saliente di quest’ultima edizione, mettetevi comodi, vi lasciamo infatti al bel video e se volete ridare uno sguardo nel dettaglio ai lavoro realizzati durante la rassegna dagli artisti questo è il posto giusto, enjoy it.

INO – “System of a Fraud” New Mural in Athens

24/11/2013

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Spostiamo il nostro sguardo in terra greca per un approfondimento sull’ultimo lavoro dipinto da INO, l’artista ha preso possesso di questa lunga parete dove si è lanciato in una intelligente riflessione circa lo stato attuale della sua terra che ancora una volta abbraccia le difficoltà economiche, sociali e politiche che stanno investendo questo particolare momento storico.
L’intelligenza dell’artista è quella di scagliare piuttosto che un attacco una riflessione più articolata partendo da uno degli aspetti più peculiari della nazione, la sua storia e le sue tradizioni di culla della civiltà occidentale, patria di matematici, filosofi, dei giochi olimpici, passando per la letteratura e la storiografia, fino ad arrivare al teatro ed alla medicina e soprattutto alla democrazia, elementi questi che da sempre fanno parte del bagaglio culturale greco che però nel tempo si sono affievoliti fino a scomparire quasi del tutto lasciando antichi monumenti a ricordo dei fasti precedenti. INO attraverso questa radicata appartenenza classica pone a rapporto la stato attuale con la sua storia, una relazione impietosa attraverso il volto di una tra le più importanti figure. Il viso di Solone, legislatore greco e fondatore della democrazia ateniese, si erge così come in un antico monumento, è li a ricordare a tutti quanti i due lati dell’ormai corrotto sistema contemporaneo greco, la legge e la democrazia vengono rappresentate attraverso uno dei due volti dipinti, in uno sferzante e malinconico spaccato della situazione attuale.
Ad aumentare fortemente l’impatto dell’opera ed a sorreggerne l’efficacia troviamo uno stile assolutamente incredibile, INO sviluppa i due visi attraverso una fortissima propensione per il dettaglio, nonché attraverso uno stile assolutamente energico, intere sezioni si intersecano tra di loro, quasi impercettibili danno vita a tutte le parti dei due volti raffigurati.
Un risultato finale che ci ha seriamente coinvolto e che per efficacia visiva ed importante tematica vi diamo modo di apprezzare attraverso la bella selezione di scatti in calce, dateci un occhiata siamo certi che vi piacerà!

Pics by The Artist

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Rone – New Mural in Shoreditch, East London

24/11/2013

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Dopo la splendida esperienza Berlinese di giusto qualche giorno fà (qui) Rone prosegue il suo tour europeo con una nuova parete che questa volta prende vita in quel di Londra, siamo a Shoredicht nell’East London uno dei luoghi più suggestivi e belli pregni di arte urbana.
Con quest’ultimo intervento Rone prosegue il suo personale percorso visivo, ancora una volta quindi al centro del lavoro troviamo il volto di una donna filtrato attraverso il particolare stile che da sempre distingue gli interventi dell’interprete Australiano. La patina antica che accarezza i volti ed i dettagli delle femmine dell’artista, dal trucco passando per i tagli di capelli, sono fortemente legati ad un visione strettamente in simbiosi con le decadi precedenti, con gli anni 60 e 70, quelli delle pin-up, da cui l’artista prende maggiormente ispirazione. L’ossessione dell’Australiano per la donna si esprime così attraverso una visione del tutto personale e che accompagna il particolare vigore tematica dei suoi interventi, l’interprete nei suoi lavori tenta di cogliere e focalizzare nel dettaglio un ipotetico punto di contatto tra bellezza e decadenza, gli anni intermedi segnati da una bellezza che va scemando, che va a perdersi nei meandri del tempo segnandone profondamente la psicologia e gli aspetti più emotivi. I visi così appaiono in tutta la loro sensualità ma intrisi comunque di un forte senso di malinconia che ne pervade lo sguardo con particolare enfasi per gli occhi vero fulcro visivo insieme alle labbra per l’autore che in queste due parti decide di concentrare maggiormente i suoi sforzi. I colori come sempre sono un mix di chiaro scuri con qualche occasionale spruzzata di colore nelle labbra, l’impressione è quella di un immagine sbiadita di una vecchia femme fatale dalle reminiscenze hollywoodiane in un ultimo atto di sensualità e carnalità.
Organizzato dal team di Global Street Art, quest’ultima parete londinese spicca per l’intelligente idea di Rone di non coprire i canonici mattoncini ma piuttosto di utilizzarli a proprio vantaggio per sviluppare la trama della pelle del volto, in attesa di scoprire un eventuale secondo intervento, dopo il salto, vi lasciamo ad alcuni scatti del making of in aggiunta alle immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati nei prossimi giorni continueremo infatti a monitorare gli spostamenti del grande artista australiano

Pics by San

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5Pointz in Pictures – Rest in Peace

24/11/2013

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A nulla sono serviti i venti di protesta da tutto il mondo, i famosi 5Pointz di New York si apprestano ad essere demoliti, uno dei luoghi simbolo della cultura graff internazionale con oltre 20.000 metri quadri interamente coperti dalle firme di artisti da tutto il mondo, verrà distrutto e cancellato per far posto ad una serie di edifici residenziali. Se non bastasse nelle notti scorso il proprietario ha ben pensato di far coprire alcune facciate con una bella mano di bianco, sinceramente non abbiamo capito il senso di questa cosa, noi comunque non potevamo restare in silenzio ed impassibili a questo scempio, qui abbiamo imbastito un piccolo omaggio alla Mecca dei Graffiti, ormai leggendaria, i 5Pointz tutti per voi.

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Parra – “Vaso di Culo” New Sculpture

23/11/2013

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Dopo avelo visto esposto all’interno dell’allestimento di And Wait for Something to Happen negli spazi della bella Ruttkowski68 Gallery di Colonia, esce ora “Vaso di Culo” l’ultima meraviglia firmata dal grande Parra (Interview) in collaborazione gli instancabili ragazzi dello studio belga CASE STUDYO.
La stretta collaborazione che lega Parra allo studio sforna quindi un’altra chicca, l’ironico e folle immaginario dell’artista olandese incontra nuovamente la magistrale capacità produttiva del belgi che riescono a trasformare in tre dimensioni la divertente idea dell’interprete di dare vita ad un vaso con le sembianze di un avvenente sedere femminele.
Come sempre è impeccabile la lavorazione con porcellana di prima fattura sulla quale trovano spazio gli iconici uccelli di Parra a contrasto nero, l’oggetto esce in edizione limitata di 200 pezzi, misura 30 per 23 centimetri e sebbene non venga accompagnato dalla consueta cassetta di legno serigrafato, il packing è impeccabile grazie ad una confezione in cartone rigido nera con una serie di artworks letterali e grafici tipici dell’artista di Amsterdam.
Per acquistare bisogna recarsi sullo store del noto studio belga, qui, il prezzo è fissato sui 165 Euro, abbastanza abbordabile, fatevi un giro, magari vi viene voglia di portarvi a casa questa irriverente nuova scultura, noi ce la vediamo bene nel nostro salotto.

Pics by CASE STUDYO

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Sepe – “Chilling On The Mine Field” New Mural in Kluczbork

23/11/2013

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Finita la stagione dei grandi Festival, Sepe continua il suo percorso visivo lanciandosi in un nuovo piccolo intervento, l’artista prosegue così ad esplorare i luoghi al di fuori delle città continuando a mantenere vivo il rapporto con le località rurali ed i posti abbandonati.
Il carattere fortemente illustrativo che distingue gli interventi di Sepe trova il giusto posto nell’esplorazione di questi luoghi emarginati dalla società, l’artista sviluppa un personale tratto figurativo che lo vede realizzare i propri personaggi attraverso una insolita forma fisica, accade così che il busto sia decisamente sproporzionato rispetto agli arti ed al volto, dandoci l’impressione di una forte accentuazione fisica, anche la particolare inflessione stilistica, con i ripetuti segni neri a tracciare ombre e dettagli delle figure, rappresenta di fatto uno dei tratti caratteristici dell’opere dell’interprete. A sostenere questa impalcatura visiva c’è una forte caratterizzazione tematica, Sepe sembra volerci raccontare delle storie, riflette sull’attuale condizione delle terre dell’est, delle sue periferie grondanti di alcol ed ubriaconi, delle zone in degrado sospese tra il denaro ed i lussi occidentali, ed i venti dell’est che continuano a soffiare forte ed a caratterizzare questi luoghi. L’interprete quindi fa suoi questi temi sviscerandoli attraverso una collisione forte ed accentuata, mettendo in evidenza il grottesco e gli errori, la parte più marcia attraverso una visione propria ed assolutamente personale.
In quest’ultimo intervento dal titolo “Chilling On The Mine Field” , Sepe punta il suo sguardo sul lavoro in miniera, l’artista sembra voler concentrare i propri sforzi sulla crisi andando a dipingere una figura di un minatore in attesa, come se si trovasse in pausa-lavoro, di trovare finalmente un nuovo impiego, osservando bene l’intervento emerge infatti una profonda sensazione di tristezza alimentata dal particolare tratto grafico come anche dai dettagli del volto che suggeriscono un espressione pensante mista a tristezza.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti e con la speranza di vedere l’artista al lavoro su qualche grande superficie, i dettagli di quest’ultima meraviglia li potete scoprire attraverso le belle immagini in calce, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare il particolare tratto dell’interprete.

Pics by The Artist

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Hyuro for Stop Violence Against Woman Project

23/11/2013

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I ragazzi di Turismo Creativo, gli stessi dietro al bel Memorie Urbane Festival tornano a far parlare di sè con un nuovo ed interessante progetto, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne gli organizzatori chiamano infatti la grande Hyuro per darle l’opportunità di realizzare due nuovi interventi a Formia e Terracina.
Dal lavoro intenso e ricco per le strade di Valencia che ne hanno proiettato la figura tra le più interessanti del panorama internazionale, Hyuro ha sempre dimostrato una certa inflessione emotiva nei suoi elaborati, l’artista dipinge le sofferenze e le contraddizioni dell’uomo moderno, lo fa non affidando il suo tratto a temi economici o politici, ma piuttosto soffermandosi su un delicato tasto, la donna. Hyuro non applica filtri o mezze verità, va diretta al punto senza troppi giri di parole innesca paragoni e muove immagini dirette e ridondanti, altre volte più criptiche ma comunque sempre legate al tema femminel. La donna per Hyuro è schiava, completamente schiacciata dagli stereotipi dalle concezioni che la vogliono relegata al suo ruolo familiare, chiusa in un casa che sa di prigione, succube dell’uomo. Tutto viene rappresentato attraverso un tratto delicato ma al contempo dettagliato che si lascia coinvolgere anche da alcune incursioni animali, due universi questi molti cari all’artista che ne rivela il parallelo acutizzato dalla forte vena ironica che pervade le opere le sue opere. Tanto delicate quanto pungenti ed affilate, cazzotti ben assestati allo stomaco che sanno di sveglia, di occasione, una nuova riflessione che possa finalmente capovolgere gli stereotipi e le ribaltare le vecchie concezioni.
L’appuntamento è quindi per il 25 Novembre, in attesa di vedere le opere ultimate non possiamo che ammettere di avere diverse aspettative circa i risultati finale, non appena possibile vi daremo presto notizie sugli interventi e nel frattempo vi invitiamo a sostenere il progetto attraverso il portale Eppela qui, stay tuned.

OBEY – “Paz Y Libertad” New Mural For Maus Malaga Festival

23/11/2013

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A distanza di qualche mese Shepard Fairey aka OBEY torna al lavoro, il grande artista è stato infatti chiamato per prendere parte al bel Maus Malaga Festival dell’omonima cittadina spagnola dove ha avuto l’opportunità di coprire questa grande facciata con uno dei suoi canonici interventi.
Ancora una volta OBEY sceglie una delle sue iconiche stampe per una trasposizione su muro, l’artista statunitense probabilmente è uno tra i più controversi di tutto il panorama, nell’ottica del suo progetto di propaganda l’interprete ha dato vita ad una serie di progetti collaterali, tra cui la famosa marca di abbigliamento, che ha fatto decisamente storcere il naso ai puristi, aldilà della polemica a cui vorremmo dedicare presto lo spazio più adatto, vogliamo concentrarci qui sull’aspetto visivo che da sempre distingue il lavoro di Fairey.
Con uno stile facilmente distinguibile OBEY cavalca l’onda di un tratto che richiama elementi propagandistici della prima parte del ‘900 con i cartelloni di propaganda russa e comunista come maggiore fonte di ispirazione, opere quindi che attingono ad una marcata energia grafica con sferzate illustrative per quanto concerne i volti rappresentati, a questa particolare inflessione stilistica l’artista aggiunge un affinità con temi ed argomenti importanti, l’abbiamo spesso visto schierarsi apertamente realizzando lavori dalla forte indole sociale e politica o semplicemente lanciare messaggi di pace attraverso volti più o meno noti delle battaglie sociali.
Con “Paz Y Libertad” OBEY ha l’opportunità di lavorare su una superficie veramente grande, la parete si estende per verticale spingendo l’interprete ha disporre il pezzo proprio come una delle sue famose stampe, attraverso gli stencil il lavoro che emerge qui accarezza tutte le peculiarità degli interventi dello statunitense, spazio quindi come sempre al rosso ed al nero arricchito da un bel color oro, insieme le tre tonalità fanno emergere il volto di una donna, sovrastato dalla scritta che il nome al dipinto ed arricchito dai consueti dettagli grafici che hanno reso celebre il lavoro dell’artista. Dall’altra parte intanto vediamo al lavoro D*FACE con il suo team che completeranno la vista di tutto lo stabile, vi lasciamo in compagnia dell’ampia serie di scatti, dateci un occhiata per vedere da vicino tutte le fasi di lavoro più qualche scatto dell’artista in giro per le strade della cittadina spagnola insieme alla sua crew, enjoy it.

Pics by The Artist

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Hell’O Monsters – “Deaf Dumb and Blind” at Alice Gallery

22/11/2013

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Aperta lo scorso 14 Novembre, “Deaf Dumb and Blind” segna il ritorno del collettivo Hell’O Monsters in uno show come sempre ricco e d’impatto all’interno degli spazi della bella Alice Gallery di Bruxelles.
Tra gli artisti più ecclettici all’interno del panorama europeo, gli Hell’O Monsters si distinguono per uno stile personale che abbraccia un immaginario composto da figure, personaggi e situazioni al limite del bizzarro e dello stravagante, osservando i loro interventi è chiara l’intenzione degli artisti di focalizzare il proprio lavoro su una serie di caratteristici characters, sono figli dell’indole illustrativa che da sempre ne influenza il tratto e che abbraccia anche le scelte cromatiche così come le forme attingendo a piene mani dal mondo animale, così come quello naturale, ai simboli ed emblemi passando per una ricerca nell’astrologia. Un vero e proprio calderone di spunti e tematiche rilasciato attraverso una chiave di lettura che vede gli Hell’O Monsters impegnarsi in sottile e riflessivo paragone tra i propri mostri e l’uomo moderno, nelle intenzioni del gruppo c’è la ferma volontà di dipinge e descrivere le contraddizioni, le paure e le angosce, partorite dall’uomo in un intelligente parallelo che mira ad una comprensione maggiore delle stesse, l’idea è infatti quella di dipingerle, portando al limite le differenti situazioni, proprio attraverso i loro stessi personaggi.
Da questo particolare incipit lavorativo emerge uno show coerente ed al contempo multi sfaccettato grazie ai i lavori messi in campo, si va dalle tele, fino alle installazioni passando per una sontuosa pittura su muro, sia per lo spirito tematico che avvolge l’allestimento. Composto da una fitta serie di opere, lo show ci dà l’opportunità di apprezzare al meglio tutto il variegato stile degli Hell’O Monsters in un esibizione che ci ha seriamente coinvolto.
Se vi trovate nella bella città belga è d’obbligo farci un salto, nel frattempo uno sguardo alla serie di scatti all’interno dell’allestimento, vi ricordiamo infine che se siete interessati i ragazzi di CASE STUDYO hanno rilasciato il libro omonimo accompagnato da una splendida stampa, insomma tanta carne al fuoco come piace a noi, qui tutte le info del caso.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège
1000 Brussels Belgium

Pics by The Gallery

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Pixel Pancho – New Mural in Lisbon, Portugal Part II

22/11/2013

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Ultimo e definitivo lavoro per Pixel Pancho che conclude la sua serie di interventi portoghesi con la pittura forse più intensa e profonda, un nuova opera che segna con forza tutto l’immaginario del grande interprete italiano e che regala ai ragazzi di UnderDogs uno degli interventi più belli dell’intero progetto.
È proprio la chiamata della UnderDogs Gallery ad alimentare questo intenso Novembre per l’artista italiano, lo abbiamo visto realizzare una fittissima serie di lavori, dal primo in solitaria (qui), passando per l’eccellente combo con Vhils (qui) e concludendo proprio con quest’ultimo pezzo.
In questo nuovo intervento Pixel Pancho continua ad esplorare il particolare rapporto che lega le sue macchine all’uomo, questo differente indirizzo tematico si allontana fortemente dai temi sviscerati in questi ultimi anni portando la figura dei robot ad un nuovo livello. Le precedenti produzioni erano segnate da una pittura sbilanciata verso un rapporto pessimistico dove le macchine prendevano il posto degli uomini o semplicemente raffiguravano il particolare contesto storico dove non c’è più spazio per sognare e per gli eroi, così come i robot e l’immaginazione non trovano più il loro seguito, di un circolo di ruggine e rampicanti che ne dilaniavano le interiora e la scocca esterna. Questo indirizzo tematico è ancora fortemente radicato, nelle intenzioni di Pixel Pancho c’è però l’idea di portare la macchina ad un livello successivo, ponendola questa volta in totale uguaglianza con la figura umana e servendosi della stessa per rappresentarne le insenature emotive e gli angoli più remoti dei comportamenti dell’uomo, imprimendo su parete un istantanea di vita quotidiana e familiare, all’interno di una chiave di lettura nuova e profonda.
Questa nuova impronta tematica esplora forse la parte più delicata e profonda dell’immaginario di Pixel Pancho, riallaccia un rapporto interrotto tra macchina ed uomo che tornano a coesistere, come un bambino che si riappacifica con i ricordi del passato e finalmente convive con essa in una simbiosi nuova e sognante. Le stesse tinte scelte per quest’ultimo intervento riscaldano i corpi delle due figure, da una parte la donna, vestita di un bianco vestito di pizzo e che sembra appartenere ad un paio di secoli fa, dall’altra il robot questa volta senza ruggine, rivestito di un intenso scheletro dorato che abbraccia la figura dalle spalle.
Vi lasciamo all’ampia selezione di scatti in modo da offrirvi l’opportunità di cogliere al meglio tutto lo stile e l’intesa emotività di quest’ultimo lavoro firmato Pixel Pancho, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

Pics by Stick2Target

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Vhils – A New Piece in Torino

22/11/2013

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Dopo l’esuberante e riuscitissima collaborazione che l’ha visto lavorare insieme al nostro Pixel Pancho (qui) a Lisbona per il bel progetto curato dalla UnderDogs Gallery, pare che Alexandre Farto aka Vhils si sia spostato a Torino, invitato dall’Associazione Culturale Urbe per il suo progetto NizzArt, per realizzare un nuovo intervento dei suoi.
Il progetto NizzArt in passato ci ha regalato una serie di splendidi interventi, ricorderete il massiccio intervento messo in piedi da Agostino Iacurci nel parcheggio in Via Lugaro (qui) oppure la potente pittura astratta realizzata da Moneyless (qui) ora è il turno del grande interprete portoghese.
Attraverso uno stile facilmente distinguibile Vhils prosegue con i suoi interventi a segnare le superfici delle pareti sulle quali ha l’opportunità di lavorare, i suo interventi di distinguono infatti per l’inusuale scelta di non affidarsi alla pittura ma piuttosto attuare un vera e proprio lavorazione e trasformazione dello spazio, lavora con lo scalpello l’interprete, attraverso un lento ed inesorabile processo produttivo che lo porta a far emergere lentamente la figura desiderata. Intensificando quindi gli sforzi sui diversi strati del muro l’artista sceglie di segnarne le viscere cambiandone l’aspetto e facendolo proprio, realizzando i volti di quelli che sono personaggi comuni, gente che incontra nei suoi viaggi, la faccia del popolo portata a compimento in strada. Nel corso del tempo è interessante notare come questo particolare approccio tecnico abbia interessato anche differenti materiali spingendo di fatto Farto a sperimentare su percorsi differenti in funzioni di dinamiche visive nuove, in particolare nel corso di quest’anno ci erano particolarmente piaciuti gli interventi che miscelavano texture e pattern insieme ai canonici volti, una ventata di freschezza i un immaginario che diversamente nel tempo è destinato a perdere d’efficacia.
Nonostante tutto però il forte impatto delle opere di Vhils rimane invariato, la resa quasi fotografica dei suoi ritratti riesce sempre a colpirci, in special modo la grande cura per i dettagli che permette una riproduzione impeccabile dei tratti del viso, dello sguardo e delle peculiarità del volto.
Quest’ultimo pezzo prende vita sulla piccola porzione di questa facciata, tra difficoltà tecniche ed un paio di giorni di lavoro ecco spuntare una nuovo viso ad accogliere la gente di Torino, se vi trovate nella città del lingotto per vedere di persona l’opera vi basta camminare per Via Nizza fino al numero 50, dopodiché naso all’in su ed occhi belli aperti, ma siamo certi che già in lontananza noterete qualcosa di strano, noi ve l’abbiamo detto, fateci sapere come è dal vivo.

First and last pics by Elisabetta Riccio, the second by Raw Tella, and the third by Davide Fasolo

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Interesni Kazki – New Mural in Las Vegas, USA

22/11/2013

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Dopo diverse settimane di silenzio, continuano ad arrivare aggiornamenti dal duo ucraino Interesni Kazki, ultima questa parete dipinta da AEC a Las Vegas negli States all’interno del Rise Above Festival.
Per questa nuova parete AEC prosegue a portare avanti la personale ricerca naturale che sta di fatto fortemente influenzando le sue ultime pareti, in questo caso però l’artista si lascia influenzare dai temi e dalla particolare location dell’intervento, realizzando quindi un lavoro ibrido e fortemente connesso con il luogo dove è stato realizzato nonché attraversato da una non troppo celata critica sociale ed economica.
Il lavoro risulta così nella sua semplicità visiva ricchissimo di spunti ed argomenti, partendo infatti dalla controversa figura centrale, l’uomo in giacca e cravatta, è possibile ritrovare una critica sul peculiare indirizzo economico abbracciato dalla città del peccato, andando più affondo notiamo infatti la presenza di alcune mani che letteralmente spuntano dal terreno, sembrano quasi essere state risucchiate dallo stesso e, in un ultimo scampolo di energia, tentano di chiedere aiuto proprio al grande uomo. Quest’ultima figura è quella che ci ha maggiormente colpito, osservando la pittura è infatti chiaro come AEC abbia voluto rendere fortemente ambiguo questo nuovo personaggio, guardando attentamente noterete infatti come lo stesso sia quasi del tutto inglobato nel terreno, che assume sempre di più quindi i connotati dell’avarizia e della spropositata sete di denaro che accompagnano questi luoghi, emerge però anche l’intenzione da parte dell’interprete di raffigurare la figura come un vero e proprio simbolo, uno dei tanti casino che infestano le strade del luogo e vengono rappresentata attraverso la più classica delle slot machine.
Il risultato finale di questo nuovo intervento è così una pittura carismatica che rispecchia i canonici stilistici tipici degli Interesni Kazki dove però emerge la grande capacità di AEC di sviluppare una trama multi sfaccettata ponendo lo spettatore davanti a segni, simboli e paragoni sempre nuovi e differenti, offrendogli così l’opportunità di una lettura soggettiva e sempre nuova, all’interno di una chiave di lettura mutevole e profonda per i temi trattati.
Un lavoro che richiama quindi si lo stile ed i colori proprio degli Interesni Kazki ma che proprio per questa sua indole tematica molto sfaccettata ci ha sorpreso vivamente, vi lasciamo con l’ampia serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni infatti continueremo a mostrarvi gli aggiornamenti del dinamico duo ucraino.

Pics by The Artists

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Remi Rough – New Mural for The Library Street Collective

22/11/2013

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Continuiamo con interesse a seguire gli sviluppi di uno dei progetti più interessanti del momento, torniamo con piacere a Detroit dove, invitato da The Library Street Collective, approda Remi Rough per impegnarsi in un nuovo e fenomenale pezzo.
L’intervento del grande artista ci ha seriamente impressionato, il lavoro segna infatti un importante nuovo percorso all’interno della sua progressione visiva, il personale studio geometrico e delle forme che da sempre ne caratterizza l’operato, coglie qui un differente spunto pittorico abbracciando una tematica cromatica completamente nuova, meno pulita, più instabile ma comunque incanalata all’interno di una precisa volontà dell’artista. In comune con le sue precedenti produzioni c’è ovviamente l’esigenza dell’artista di sperimentare differenti movimenti delle sue figure, le vediamo accartocciarsi su se stesse per poi aprirsi spesse e voluminose fino a richiudersi in uno slancio visivo che attraversa lo spazio e ci dona una forte sensazione di profondità, ad intervallare queste forme una serie di elementi di maggiore spessore in perfetta contrapposizione con linee e segmenti più piccoli, elementi disposti con coscienza e che seguono un preciso moto perpetuo offrendo al risultato finale una forte sensazione fisica.
All’interno di queste prerogative tematiche e visive che da rappresentano il fulcro del lavoro fin qui portato avanti dall’artista, l’intervento di Detroit rilancia una componente nuova e dal forte impatto, Remi Rough affianca alla consueta verve cromatica, ricca di tinte differenti e di repentini cambi di colore, una patina di bianco che letteralmente ne avvolge e copre tutto il lavoro, una sorta di appannaggio che agisce come filtro visivo e che va ci ad offrire l’opportunità di una lettura differente dei suoi lavori. L’intervento cambia aspetto ma soprattutto indole, da preciso e pulito lavoro geometrico acquisisce una componente più istintiva e pittorica che influisce profondamente nella visione finale del lavoro, maggiore è anche la sensazione di movimento e variabilità, donando al pezzo quindi un maggiore carattere, insomma un aggiunta che ci ha convinto al massimo e di cui siamo curiosi di vedere gli sviluppi nei prossimi interventi.
Vi diamo modo di apprezzare tutto il lavoro nei suoi dettagli attraverso un ampia serie di scatti in aggiunta a qualche immagine del making of, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare l’eccellente risultato finale, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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LNY – New Mural in Jersey City for Savage Habbit

22/11/2013

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Dopo aver ospitato Pixel Pancho per uno dei lavori più belli dell’artista nostrano (qui), il team di Savage Habbit proseguono la loro serie di progetti a carattere urbano offrendo ad un nuovo artista l’opportunità di esprimersi al meglio, è il turno di LNY che approda a Jersey City negli States per realizzare un intenso lavoro dai differenti risvolti tematici.
Una delle caratteristiche del lavoro di LNY è senza dubbio la sensibilità che riveste tutti gli interventi dell’interprete, la pittura quindi, più di altre volte, assume valore all’interno di contesti sociali, politici ed economici, fungendo da veicolo visivo per porre ed offrire spunti differenti a chi ha l’opportunità di osservare da vicino i lavori. Questa peculiarità tematica che di fatto pone un legame forte con il contesto della pittura, l’autore stesso ed infine le persone, tutt’intorno si sviluppa quindi un rete di riflessione e condivisione atta a percepire al meglio i temi ed i tasti toccati dall’artista. Questo fulcro tematico viene inoltre sostenuto da un pittura fortemente evocativa, e con un tratto che risulta sempre molto personale e che di fatto incrementano l’aspetto viscerale delle produzioni firmate da LNY.
L’intervento per Savage Habbit assume così una nuova chiave di lettura, l’artista prende spunto da una citazione di Adam Smith ed il suo testo La Ricchezza delle Nazioni, ed in particolare dalla frase che recita
“all for ourselves, and nothing for other people, seems, in every age of the world, to have been the vile maxim of the masters of mankind,”. LNY pone quindi una critica velata affiancando queste parole all’immagine di una corona a terra, un atto di decadenza che nasconde un omaggio ai 5Pointz, la mecca dei graffiti newyorkesi da poco imbiancati e che in seguito all’abbattimento faranno posto ad appartamenti di lusso, più affondo l’interprete lancia un monito sulla mancanza di libertà che con il passare del tempo sta interessando gli States a causa delle controverse leggi.
Date un occhiata alle immagini per tutti i dettagli del caso, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, a breve infatti dovrebbe uscire un interessante video di tutto il work in progress del lavoro, perciò stay tuned!

As much as we love to work with artists from other sides of the ocean it’s always important to support local artists as they are the most relevant to our neighborhoods in creating our distinct art culture. With that being said here’s another addition to the streets of Jersey City, NJ continuing our Savage Habbit murals project done by none other than LNY. Inspired by a quote from Adam Smith’s The Wealth of Nations (1776) “all for ourselves, and nothing for other people, seems, in every age of the world, to have been the vile maxim of the masters of mankind,” LNY created a masterful piece taking a more traditional painterly approach to the wall. Using only a brush in hand he hints at our fallen government in the bigger scheme of things and at local political drama, i.e. Lady Liberty’s flame at the end of the crown for a more direct reference to our area and lack of “America the free.”

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Stephen Olweck

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HuskMitNavn – “Offline” New Book

21/11/2013

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Da poco uscita l’ultima fatica firmata dal quel genio di HuskMitNavn, il grande artista danese presenta “Offline” un corposo libro ricco di illustrazioni e disegni che abbracciano pienamente tutto il particolare immaginario dell’interprete.
Ben conosciuto per il suo stile decisamente sopra le righe, HuskMitNavn è padrone di una tecnica di disegno divertente e personale che utilizza su diversi campi, spaziando dall’illustrazione passando per l’arte urbana ed opere installative e mostre in alcune tra le più importanti gallerie internazionali. I suoi lavori spaziano dall’ironico al bizzarro lasciando chi li guarda a metà tra il divertito e lo sgomento, idee contorte che si sviluppano attraverso i suoi surreali personaggi, figli della società moderna quasi calati all’interno di un mondo che non sentono loro entrandone così in forte attrito, si sviluppano in questo modo le improbabili storie ed assurde immagini che hanno l’interprete famoso e rispettato e che tanto ci piacciono.
Con quest’ultima edizione HuskMitNavn porta ben 92 disegni pubblicati unicamente online dei due scorsi anni, i disegni presentano un mix di avvenimenti e storie di tutti i giorni visti però attraverso un angolazione strana e personale tipica del filtro visivo dell’artista.
Se volete portarvi a casa un pò dell’immaginario del grande artista, e noi vi consigliamo caldamente di farlo, qui potete acquistare il nuovo volume con un prezzo più che abbordabile di circa 34 euro, è già vostro.

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Rodrigo Branco – New Mural in Dortmund

21/11/2013

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Con interesse volgiamo lo sguardo all’ultimo intervento realizzato da Rodrigo Branco a Dortmund, l’artista brasiliano è stato chiamato dalla 44309streetartgallery con il supporto dei londinesi di Pigment, per realizzare un nuovo intervento all’interno del “The U Block Mural Project” , il progetto urbano che vede una serie di artisti lavorare ad alcune pareti all’interno del tessuto urbano della città tedesca.
Siamo rimasti parecchio scossi dal lavoro di Rodrigo Branco, l’interprete brasiliano attraverso questa nuova e grande parete ci offre l’opportunità di guardare con dettaglio ed interesse tutta la sua particolare visione pittorica. Osservando le sue produzioni emerge fin da subito l’esigenza dell’artista di concentrare i propri sforzi attraverso uno stile multi sfaccettato, ogni parte del lavoro nasconde infatti un influenza differente ed uno stile non comune che di fatto amplificano la profondità e lo spessore degli interventi. Il rischio di incorrere nell’utilizzo di differenti approccio è quello di far risultare le opere troppo cariche o ancora peggio, prive di un filo conduttore, Rodrigo Branco invece sviluppa su percorsi differenti i suoi volti in un unico quadro armonioso riversa influenze differenti legandole tra loro da una tematica e da un utilizzo intelligente di tinte e colori. Gli occhi risultano fortemente realistici quasi a voler catturare l’essenza ed il carattere dei suoi personaggi, la pittura è evocativa si muove agilmente tra tratti più istintivi e scelte coscienziose che riflettono in figure cromatiche ben delineate, e parti invece ricche di pennellate quasi colorate alla rinfusa in uno di quei giochi tanto cari ai bambini. I volti assumono così un aspetto evanescente, fortemente viscerale, hanno le sembianze di spettri, gli occhi sono spenti, quasi a non voler comunicare, in netta contrapposizione con le tinte che ne abbracciano gli stessi visi, emergono così figure cupe, tristi ed abbandonate in un istante di lucida e profonda angoscia.
I risultati finali di questi interventi offrono un impatto differente, la figura dell’uomo in generale assume una nuova forma, sfaccettata a tratti quasi apatica profondamente connessa con i giorni di oggi e dannatamente reale nella sua forma grottesca.
L’ultimo lavoro non è da meno, a Dortmund Rodrigo Branco esibisce tutto il suo stile portando avanti le sensazioni e l’ottica tematica propria dei suoi interventi, il pezzo risulta per certi versi più istintivo, rapido e veloce, con le tinte una sopra l’altra a prendere spazio in una colorazione volutamente sommaria ed incisiva.
In attesa di dare uno sguardo al bel video in fase di realizzazione, vi lasciamo alle immagini di quest’ultima magia con la promessa di continuare a tenere d’occhio il lavoro dell’interprete brasiliano.

Pics by The Artist

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Luca Ledda – New Mural at Astoria in Torino

21/11/2013

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Con il clima che inesorabile avanza verso le stagioni più fredde, gli artisti si dilettano a sperimentare interventi indoor dove poter lavorare su superfici senza regolari e continuare così a portare avanti il proprio personale approccio visivo, è il caso di Luca Ledda che ha da poco terminato una doppia parete all’interno del noto locale torinese Astoria.
La parete verte essenzialmente sul rapporto tra le due figure dipinte, da una parte un uomo grasso mentre dall’altra una gigantesca balena fluttuante, in questo intervento emerge così anzitutto la particolare stilistica del lavoro di Luca Ledda, il forte senso per il dettaglio e soprattutto la particolare enfasi tematica che ne sta caratterizzando i lavori in quest’ultimo periodo. Attraverso un tratto fortemente figlio del lavoro illustrativo Luca Ledda realizza i suoi tipici personaggi, sono uomini grassi, una rappresentazione forte e ridondante dell’attuale contesto storico, li vediamo nelle situazioni più assurde in contrapposizione spesso con una controparte animale, bizzarri nella loro forma, al limite del ridicolo vengono spogliati dei lori abiti dall’artista stesso che si diverte a calarli nelle situazioni più assurde.
Da questa tematica comune che ne sta abbracciando il lavoro, Luca Ledda elabora il suo ultimo intervento, ad un profondo background nero si uniscono due figure rosa, da una parte una grande balena sospesa a mezz’aria, sguardo torvo, la pittura ne disegna i dettagli della pelle con una particolare enfasi per i dettagli, in uno stile che strizza all’occhio al fantasy, la seconda figura invece è appunta quella di un nuovo uomo grasso, l’immagine ci restituisce l’intenzione che il personaggio stia quasi tentando un volo pindarico, anche qui i dettagli accompagnano la vista riflettendo l’intenzione dell’artista di regalarci una spiegazione, bizzarra e divertente, si apre così un’apertura sulla pancia che nasconde al suo interno una serie di farfalle.
Vi lasciamo in compagnia delle immagini con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate.

Thanks to The Artist for The Pics

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JR – INSIDE/OUT Project at Palais de Tokyo in Paris

21/11/2013

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Dopo la tappa di Londra pare che JR voglia nuovamente concentrare i propri sforzi sul suo INSIDE/OUT Project, il progetto a carattere più partecipativo che il grande fotografo francese sta portando avanti con efficacia in questi anni, il camioncino-studio arriva a Parigi dove stazionando sul piazzale del Palais de Tokyo, ha iniziato a produrre le prime immagini attraverso le quali trasformare completamente la fisionomia dell’intera struttura.
Diventato ormai uno degli artisti più apprezzati sia per i progetti a carattere sociale sia per la grande capacità di cogliere attraverso i suoi differenti progetti fotografici l’anima dei luoghi che visita, JR torna in Francia dove, facendo seguito all’intervento Londinese (qui) di qualche settimana fa, ha preso possesso della particolare fisionomia classica della location parigina.
Con INSIDE/OUT Project JR sposta l’attenzione ancora una volta sulle persone comuni, la curiosità che muove questo progetto è il vero e proprio propellente delle stesso, è la gente che di propria spontanea volontà si decide di farsi fotografare all’interno del camion/studio mobile per poi vedere sviluppata la propria fotografia in grandi dimensioni e poi incollata sul luogo stesso. Il progetto in passato ha toccato luoghi importanti da un punto di vista sociale, come il Giappone quando venne colpito dalla catastrofe degli Tsunami, e dal forte impatto visivo, con l’approdo a Time Square di New York completamente rivisitata ed invasa dagli scatti del francese, dimostrando tutto il carattere catalizzante, trasformando il progetto in un vero e proprio evento in tutta la città.
A completare il progetto dell’artista infine una gigantesca installazione su una delle 2 torri della MK2 Bibliothèque che va a coprirne parte delle vetrate con una simpatica immagine a rovescio che sembra essere stampata direttamente dall’edificio.
Dopo il salto ad attendervi una ricchissima galleria di immagini, siamo certi che non ne rimarremo affatto delusi, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo per seguire tutti gli spostamenti dell’artista e dei suoi spettacolari progetti itineranti.

Pics by Butterfly

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108 – “La montagna sottile, la montagna morbida” Show

21/11/2013

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Aperta lo scorso 11 Novembre, “La montagna sottile, la montagna morbida” è l’ultima fatica di 108 (Eyes On), uno show ricchissimo di spunti, che avvolge gli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma con tutto il suo immaginario, la sua ricerca visiva, proseguendo di fatto sulla strada e sul percorso artistico che ne sta caratterizzando l’operato in questi ultimi anni.
Continua bella fitta la programmazione della 999Contemporary Gallery che prosegue ad addentrarsi all’interno della fitta scena italiana, portando in mostra, dopo Alea Iacta Est, un’altro degli artisti più importanti e rappresentativi del movimento nostrano.
Il lavoro di 108 ha come fulcro principale la forma e le sue differenti declinazioni, è la ricerca costante e mutevole sulla stessa che sorregge con efficacia tutto l’apparato visivo proprio delle opere del grande artista, l’interprete porta avanti una visione personale abbracciando tematiche e spunti differenti, fa propri gli elementi naturali, come le montagne, le forme nascoste nei boschi, le immagazzina nella propria mente per poi sviscerarle attraverso tutta l’efficacia del nero. Proprio questa scelta cromatica alimenta le sue produzioni avvolgendo in una membrana emozionale chi si trova ad osservare i suoi lavori, tocca, stuzzicandole, le corde sensibili, ne disturba l’animo, lasciando un solco profondo e personale.
Lo sforzo compiuto dalla galleria e dall’artista è immediatamente visibile, l’intenzione è infatti quella di calare tutto l’allestimento all’interno di un determinato contesto storico, l’arredamento e tutta una serie di oggetti di piccola e grande entità aiutano lo sguardo a canalizzare le opere, emerge così un palcoscenico che si fonde con i tratti e le figure di 108, ne sostiene la profondità e l’impatto visivo offrendo un posto comodo e consono dove poter osservare con calma ed interesse quanto messo in esposizione dal grande interprete.
Il corpo dello show rappresenta uno bello spaccato delle produzioni dell’interprete, troviamo con piacere disegni e tele, intervallati da alcuni inediti come per esempio gli interessanti lavori realizzati utilizzando una serie di cartografie come base di sviluppo per le canoniche forme, a queste si aggiungono le sperimentazione su nuove superfici come le pitture acriliche su acciaio ossidato, tra cui spicca “Batman” ovviamente ispirata all’omonima parete romana, chiude il lavoro il consueto intervento nel giardino esterno della galleria.
Per approfondire al meglio tutta l’esibizione vi consigliamo di dare un occhiata alle immagini in calce, ricordiamo inoltre per chi fosse interessato, che lo show rimarrà aperto fino al 7 di Dicembre, se siete in zona farci un salto è praticamente d’obbligo.

Thanks to 999Contemporary Gallery for The Pics
Pics by The Blind Eye Factory

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E1000 – A New Mural in Madrid, Spain

21/11/2013

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Un bel periodo questo per il grande E1000, l’artista spagnolo continua la sua attività per le strade di Madrid con un nuovo grande intervento, un elaborazione più complessa attraverso la quale l’interprete prosegue il suo personale percorso visivo.
Dopo avervi mostrato la sua eccellente performance ad Ordes in occasione dell’ottimo DesOrdes Creativas Festival di quest’anno, E1000 prosegue esattamente da dove aveva terminato, un nuovo intervento quindi ancora una volta per le strade della capitale spagnola, Madrid continua quindi ad essere terreno fertile per l’artista nonché continua occasione per misurarsi con spazi decisamente più grandi. Abbiamo sempre posto l’accento sulla particolarità tematica che accompagna gli interventi dell’interprete, sospeso tra l’esplorazione di luoghi ed edifici abbandonati ed una particolare predilezione per gli spazi modesti dove poter trasformare con i suoi piccoli inserimenti cromatici la percezione e la dimensione stessa delle parete, il senso del lavoro di E1000 è in completa simbiosi con la capacità dell’artista di immaginare lo spazio diversamente, trasformandone l’aspetto visivo attraverso la consueta scala cromatica con giochi geometrici che sanno di inganno per la vista ed i sensi. A questo particolare filone che ha sempre accompagnato le produzioni dello Spagnolo, in questo ultimo periodo in special modo, stiamo notando una maggiore coscienza delle proprie capacità che lo stanno portando ad interagire con spazi e superfici nettamente più grandi, il risultato di queste nuove dinamiche è un alchimia tutta nuova, la componente enigmatica e topica dei lavori rimane di fatto invariata, con ragione lo spazio viene però utilizzato in modo differente e nella sua maggiore dimensione amplifica gli sforzi ed i temi cari ad E1000.
Dopo le figure che letteralmente attraversano gli spazi delle pareti, l’interprete in questa suo nuovo intervento sviluppa un nuova figura, come sempre l’interazione con la superficie di lavoro è l’elemento dominante, sfruttando una serie di piccole insenature dove trovano posto delle piccole finestre, l’artista da vita ad una gigantesca lettera tridimensionale, l’intelligenza del lavoro è come sempre quella di giocare con lo spazio a disposizione ed a maggior ragione qui E1000 sviluppa una figura nuova che ci fa di fatto avvertire la parete in modo differente, come schiacciandone la profondità ed aumentandone la tridimensionalità.
Il risultato di questo nuovo lavoro potete apprezzarlo attraverso l’ampia selezione di scatti che, in aggiunta ad alcune immagini del making of, vi daranno modo di scoprire appieno tutto l’eccellente risultato finale.

Pics by VandalVoyeur

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Gio Pistone x Nicola Alessandrini – “Hic sunt Leones” Show

20/11/2013

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Come annunciatovi la – 1 Art Gallery, lo spazio espositivo dedicato all’arte all’interno della Casa dell’Architettura di Roma, ha offerto a Gio Pistone e Nicola Alessandrini una delle sue fantomatiche stanze all’interno del suo camaleontico progetto artistico. Ora a distanza di qualche giorno possiamo finalmente posare lo sguardo su tutto il lavoro realizzato dai due interpreti, uno scossone visivo che ci ha particolarmente impressionato per dirompenza e caratterizzazione grafica.
L’intenzione di “Hic sunt Leones” è quella di riuscire ad offrire a chi osserva un sofisticato viaggio all’interno dello spazio e del tempo, Gio Pistone e Nicola Alessandrini uniscono così gli sforzi proponendoci attraverso due tratti per certi aspetti diametralmente opposti una visione nuova ed unica, la capacità di immersione di questo lavoro a quattro mani ha dell’incredibile, si ha l’impressione di varcare un immaginaria soglia per addentrarsi all’interno di un mondo sconosciuto, abitato da mostri e personaggi surreali, schegge impazzite in perenne lotta tra di loro. Da una parte le visioni oniriche e selvagge di Nicola Alessandrini, dall’altra i mostri surreali e fantastici di Gio Pistone, il contatto avviene attraverso l’utilizzo delle stesse tinte che sebbene utilizzate con approcci differenti restituiscono un forte senso di omogeneità all’intervento, i due interpreti si divertono a far interagire tra di loro i rispettivi tratti, esplodono così in tutta la loro efficacia corpi di uomini con la testa di mostri, pattern e texture che avvolgono i corpi di animali e pedratori così come maschere iper sature si frappongono tra i volti dei personaggi e la vista dell’osservatore. Un estasi di dettagli che prendono e portano per mani i curiosi ai confini del mondo conosciuto, quello che gli antichi miti segnavano come La terra dei leoni, e qui in tutto il loro scoppiettante arcipelago di spunti visivi, tematici e cromatici, Gio Pistone e Nicola Alessandrini hanno deciso di trascinarci.
Lo show nasconde in se tutta l’esigenza di una personale analisi su noi stessi e sugli altri, sul diverso e su quello che non conosciamo, i due interprete utilizzano la similitudine delle terre sconosciute ponendo in rapporto la paura per quello che non conosciamo, sentimento tipico dell’uomo, con quella di non voler scoprire le altre persone rimanendo chiusi all’interno del proprio guscio, assistiamo quindi ad una intelligente metafora sul rapporto tra noi e gli altri, visto attraverso queste particolari e bizzarre figure.
Basta chiacchere, vi lasciamo in compagnia della bella selezione di scatti per darvi modo di vedere da vicino tutta forza dirompente di questa splendida collaborazione, il consiglio però è quello di andare a darci un occhiata dal vivo, l’esposizione avrà infatti la durata di 4 mesi e siamo certi che saprà coinvolgervi in modo più che soddisfacente, se proprio non riuscite qui vi aspetta lo splendido virtual tour, è tutto vostro!

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MP5 – “Panismo” New Mural at Bunker in Torino

20/11/2013

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Torniamo con piacere ad addentrarci all’interno del Bunker di Torino, uno dei progetti maggiormente attivi sul territorio che nel corso dei mesi è riuscito ad ospitare ed a dare casa ad una serie di interventi si grande spesso di nomi tra i più importanti del nostro panorama e non solo, ultimo quello di MP5.
MP5 arriva così all’interno della struttura per realizzare un lunghissimo intervento direttamente sull’ingresso dello stabile attraverso un lavoro dal fortissimo valore simbolico e tematico. Come più volte abbiamo avuto modo di notare l’artista disciplina il proprio lavoro attraverso un tratto fortemente illustrativo coadiuvato dall’utilizzo quasi unicamente del nero e del bianco come colori principali, le figure che nascono da questo incontro cromatico risultato essenziali nella loro forma ed al contempo restituiscono la giusta caratterizzazione che permette all’interprete di portare avanti Il valore intrinseco e tematico delle sue stesse opere, andando letteralmente ad inserirsi nei i luoghi dove vengono realizzati toccandone punti e temi importanti, alimentando quindi un dialogo aperto con chi osserva e scruta i suo lavori. Nell’ultimo periodo avevamo notato una forte componente cromatica a caratterizzare i nuovi lavori dell’artista, scelte dettate dall’efficacia di affiancare una tinta piuttosto che un’altra per elevare il lavoro e rimarcare i concetti celati all’interno dello stesso.
Il lavoro di Bunker non fa eccezione anzi, MP5 porta al massimo questa sua prerogativa lavorativa dipingendo un interessane lavoro dal titolo “Panismo”, l’intervento come detto trova il suo giusto spazio direttamente sull’ingresso della struttura dove ora ad accogliere chi decide di varcare la soglia troviamo una serie di personaggi surreali direttamente legati ad un universo classico. Come il titolo suggerisce ci troviamo di fronte ad una riproposizione di una percezione profonda legata al Dio Pan, nella mitologia greca questa divinità invita gli uomini ad immergersi nelle cose ad immedesimarsi in esse, in particolare nella natura, per trovare la pace attraverso una fusione tra l’uomo e gli elementi naturali.
MP5 coglie con il lavoro una similitudine, invitando chi scruta la sua opera ad immedesimarsi all’interno del Bunker, a lasciarsi trasportare al suo interno, l’artista lo fa attraverso una pittura forte ed incisiva, questa volta senza l’utilizzo di nessun altra tinta, unicamente bianco e nero che segnano i corpi e i volti, fino ad arrivare ai paesaggi propri della mitologia panteista.
Scatti al buio che rendono bene l’idea dell’impatto di quest’ultimo intervento firmato dall’artista, dateci un occhiate e se vi trovate in zona potete andare a darci un occhiata dal vivo in Via Paganini a Torino.

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Pics by Garu Garu

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Hope & Gig – “La Fattoria” New Mural at Zona Franka

20/11/2013

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Ci rituffiamo con piacere all’interno dell’immaginario del duo Hope & Gig, gli artisti hanno da poco terminato un nuovo intervento all’interno del Circolo Culturale Zona Franka di Bari attraverso il quale il duo prosegue il suo percorso artistico.
A caratterizzare i lavori di Hope & Gig è anzitutto il profondo legame tra gli stessi ed il mondo animale, il duo sceglie di affidarsi a questo emisfero multi sfaccettato per attraversare con coraggio quelli che sono i racconti e le fiabe proprie di questo filone illustrativo, attraverso questa scelta il duo si pone di ricontestualizzare il particolare momento storico e sociale ponendo a paragone gli stessi animali con l’uomo. L’elemento maggiormente distintivo è però il processo pittorico che accompagna le creazione dei due interpreti, i due scelgono di affidarsi unicamente al bianco ed al nero, una pittura a mano libera che porta con se un tratto fortemente dettagliato, con calma ed impegno gli artisti sviscerano le proprie figure, concedendo loro un elevato senso visivo che riflette la scelta tematica di una riproposizione dei vecchi racconti, si ha infatti l’impressione di trovarsi di fronte ad illustrazione appartenente a qualche vecchio libro di fiabe e favole di un tempo.
I risultato finale di questa ricerca visiva e tematica sono lavori dalla forte caratterizzazione che, grazie all’elevato livello di dettaglio, riescono ad offrire allo spettatore differenti spunti sia soggettivi che oggettivi, nell’intenzione del duo c’è la necessità di spingere appunto un riflessione sui tempi moderni attraverso una chiave di lettura appartenente alle visioni ed agli immaginari passati, tracciando quindi attraverso i ricordi di queste storie una nuova disposizione tematica attuale che possa scuotere la mente di chi osserva.
L’ultimo lavoro di Hope & Gig s’intitola “La Fattoria”, come intuibile dal nome sono presenti diversi animali, la sensazione che emerge osservando l’intervento è quella di una alienazione e decadenza fisica, gli animali in basso, stremati ed accasciati a terra, sorreggono di fatto tutti gli altri che tentano di restare in equilibrio senza precipitare. La finezza del lavoro si nasconde nella critica qui ricercata dai due, abbiamo l’impressione si tratti di una pittura fortemente critica verso una società che tende a mantenere lo status quo a discapito delle classi più abbiette.
Per apprezzare al meglio l’intervento, serie di scatti del work in progress ed infine le immagini del risultato finale, dateci un occhiata!

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No Curves – “The Temple” New Piece at Caimi Historical Pool

20/11/2013

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Per quello che una volta era un luogo di ritrovo e di svago, l’intervento di No Curves rappresenta una sorta di omaggio visivo, un legarsi di storie e vicissitudini antiche, presenti e future che corrono veloci sui nastri colorati propri del lavoro dell’interprete italiano. No Curves torna al lavoro e lo fa con un progetto a carattere più viscerale all’interno di uno di quei luoghi abbandonati, o quasi, a se stessi, che attendono una rinascita, silenziosi ed attenti e che soprattutto ben si prestano ad accogliere gli interventi di quegli artisti che decidono di sperimentare portando avanti il proprio peculiare percorso visivo, proprio come quest’ultimo, al loro interno.
L’intervento di No Curves focalizza tutta l’energia della visione artistica dell’interprete, ne spinge l’impatto proiettando le disquisizioni astratte proprie del suo lavoro in un onda impetuosa che si scaglia contro le pareti e i muri vetusti della struttura. Ne emerge così una fittissima ragnatela di linee e figure geometriche che avvolge tutto lo spazio, un intricato seguito di rette e segmenti che abbraccia l’intonaco, passa sopra le interruzioni architettoniche proseguendo e doppiando la sua corsa, avvolge le porte ed i calcinacci, emerge in vibranti punte fino a ritornare a conficcarsi nei mattoni e sulle pareti sparendo nello spazio del tetto. Il titolo stesso del lavoro “The Temple” legge bene le intenzioni di No Curves di proseguire su un percorso maggiormente emotivo, l’intero allestimento di un lavoro di questo impatto segna profondamente le corde di chi ha l’opportunità di trovarcisi di fronte. Lo stile adottato dall’artista è il diretto proseguire di quelle che sono i cardini stessi della sua visione lavorativa, niente pittura appunto, qui si lavora unicamente attraverso il nastro adesivo, un esigenza che spinge l’interprete ad esplorare lo spazio attraverso differenti livelli, le composizioni si fanno mano a mano più articolate, con l’uso di più colori, ed innescando un gioco visivo vengono a crearsi più livelli attraverso i quali far emerge il lavoro desiderato.
Da questo fulcro peculiare dell’esperienza artistica di No Curves, emerge questo nuovo lavoro che ne è di fatto la diretta conseguenza, l’artista applica qui i suoi canoni stilistici proiettandoci in una nuova dimensione, mostrandoci il proprio modo di osservare lo spazio, e facendoci addentrare nello stesso, meravigliati e spaesati, ne seguiamo il lavoro attraverso i repentini cambi di rotta delle rette, gli avvicendamenti cromatici fino a perderci negli stessi.
La bella galleria di scatti vi offre l’opportunità di apprezzare nel migliore dei modi l’intervento dell’artista, dateci un occhiata per apprezzarne a fondo la potenza impattante dell’opere e tutti i suoi dettagli, enjoy it.

The location is the historical Caimi Swimming Pool (ex Botta) in Milan: an austere Sports centre of the 1939, now decommissioned and handed over to tapes. A Temple of Lines in a forgotten place, where the Ghosts of Geometry roams undisturbed.
Thank to Matteo Mbnd Ph Bandiello for the photos and for the support during this terrible hot day of summer, a making off is visible on tv Sky Arte HD.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Matteo Bandiello and The Artist

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Pixel Pancho x Vhils – New Murals in Lisbon

20/11/2013

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Occhi puntati su Lisbona, la UnderDogs Gallery prosegue nel suo entusiasmante progetto coinvolgendo uno dei big della scena Portoghese e non, Vhils scende in campo con un epica collaborazione insieme al nostro Pixel Pancho, i due artisti hanno preso possesso di questo stabile realizzando un intenso doppio intervento su due singole facciate dello stesso edificio.
Come ben sappiamo Pixel Pancho e Vhils sviluppano i personali stili attraverso approcci completamente differenti, il grande interprete italiano distingue le sue opere per una scelta tematica radicata e personale che lo vede realizzare attraverso la pittura di giganteschi robot una intelligente riflessione sull’uomo moderno andando spesso a toccare temi importanti e spunti interessanti, in una viva incarnazione di un declino morale e sociale che lo vede realizzare queste figure in uno stato di decadenza fisica con ruggine e piante ad impossessarsi di questi corpi. Vhils dal canto suo è ben famoso per la sua particolare tecnica lavorativa che lo vede letteralmente scavare le pareti sulle quali ha l’opportunità di lavorare, un processo lungo ed ingegnoso che lo porta a lavorare con attrezzatura completamente differente, dal pennello allo scalpello passando per martelli pneumatici, ne emergono così ritratti assolutamente realistici, al pari di una fotografia, profondamente connessi con il luogo ed il posto dove vengono creati, persone comune che prendono vita negli spazi a loro appartenenti.
La collaborazione analizza il potere di ogni controparte artistica, nella visione di Pixel Pancho e Vhils c’è così l’esigenza di portare a compimento lavoro fortemente intrecciati tra di loro, i volti di del secondo quindi vengono così circondati dalle parti meccaniche tipiche della visione del primo, con un risultato finale dove pittura e profondità visiva si miscelano fortemente. A colpire maggiormente è forse il primo intervento che risulta probabilmente maggiormente leggibile, dove un inedito volto di profilo spazza via tenendola in mano quello che rimane di una piccola imbarcazione. Il secondo lavoro è forse l’intervento più articolato, i due artisti sperimentano una sezione di un volto, dove il portoghese si occupa della parte umana, mentre l’italiano si diverte ad offrirci una serie di sezioni interne, rigorosamente meccaniche, della stessa figura
Dopo il salto ricchissima galleria con tutti i dettagli di questa nuova intensa collaborazione, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, torneremo infatti a mostrarvi i lavori in atto per l’ambizioso progetto portoghese.

Pics by Stick2Target

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Ekta x Ollio – New Piece at SGS Studentbostäder Gibraltar

20/11/2013

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Prosegue a gonfie vele la particolare collaborazione che viene Ekta ed Ollio lavorare assieme, i due artisti hanno infatti da poco terminato un nuovo intervento, ancora una volta a Göteborg, all’interno del SGS Studentbostäder Gibraltar una sorta di campus con alloggi per gli studenti universitari.
Il legame tra Ekta ed Ollio torna quindi con enfasi in un intervento enorme che copre tutto l’atrio interno dei palazzi, abbracciando il corpo centrale della struttura ed attraversando ogni piano dell’edificio, nuovamente gli interpreti dimostrano di riuscire a far intersecare alla perfezioni i personali stili visivi, tra figure improbabili figli di un astrattismo estremo ed equilibri precari tra configurazioni differenti. Abbiamo notato nel tempo una maggiore intenzione di miscelare i rispettivi aspetti artistici, dalle forme rapportate, alla formazione di figure che celano al loro interno le dinamiche tipiche dei due, passando infine per le esaltati soluzioni equilibristiche e dense di movimento che ne stanno segnando le produzioni in questo periodo.
Ad alimentare il nostro interesse per quest’ultimo lavoro dal titolo “Vikt”, è anzitutto l’estrema pulizia dell’intervento nonché la vasta superficie che i due dopo due giorni di lavoro sono riusciti a coprire, nell’intenzione di Ekta ed Ollio è nata qui l’esigenza di utilizzare prima di tutto unicamente vernice spray nera andando ad elaborare le figure e le configurazioni attraverso un approccio totalmente istintivo, quindi niente sketch, o modifiche, semplicemente lasciando scorrere la propria inventiva ed il proprio immaginario all’interno dello spazio.
Quello che emerge è quindi un lavoro figlio della comune visione dei due interpreti, collimato da una purezza del gesto stesso, senza ripensamenti Ollio ed Ekta danno vita ad una intensa parete, tra oggetti e forme sospese e precarie, tra contrasti e collisioni di forme organiche e non, in un equilibrio visivo pulito ed avvolgente, ricco di dettagli e spunti, che spinge chi osserva a ricercare una propria e personale chiave di lettura, in un ennesimo lavoro che ci ha fortemente impressionato.
Vi diamo modo di apprezzare al meglio tutto il talento dei due artisti attraverso una ricca galleria con tutti i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Centina – “Canino” New Show at Elastico Studio

19/11/2013

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Aperta lo scorso week end la nuova mostra di Centina all’interno degli spazio dell’Elastico Studio di Bologna, lo show, che rimarrà in piedi fino al prossimo 7 Dicembre, segna un passo importante ed un sostanziale cambiamento nelle dinamiche di lavoro dell’interprete.
Dal titolo “Canino” lo show riflette l’esigenza dell’artista di intraprendere un percorso del tutto nuovo che lo porta ad una produzione in tre dimensioni, si passa quindi ad opere più complesse, tangibili, realizzate con la materia e di fatto trascendono così la carta e le pareti, prendono letteralmente vita. Centina ci ha abituato a viaggi profondi e sfaccettati all’interno di una visione oscura, tetra ed avvolgente, l’inquietudine che da sempre caratterizza il suo operato sposta così la propria energia attraverso uno strumento nuovo, l’interprete si avvale di medium differenti, dal gesso al legno, passando per la grafite sviluppando attraverso questi opere dense di significati, avvolte nell’oscuro con profonde venature sarcastiche.
I dannamenti interiori che distinguono i particolari personaggi di Centina trovano qui un nuovo sbocco visivo, la tridimensionalità dei lavori di fatto ne amplifica l’impatto, nello show sono presenti statue, sculture, maschere e disegni in un variegato e molteplice spaccato emotivo che avvolge l’osservatore. Analizzando con profondità i lavori emerge la costanza ed il proseguo del percorso iniziato da Centina, le statue di gesso rappresentano il legame con i luoghi abbandonati, la loro esplorazione e scoperta con il conseguente recupero di oggetti che vengono successivamente manipolati, con opere sospese tra il loro passato, la loro storia vissuta, ed il presente, come le stesse vengono percepite sia dall’autore che da chi le osserva. Con le maschere invece l’artista si allontana da una mera rappresentazione naturalistica, sono appannaggi di volti percepiti ma non realmente metabolizzati, vengono realizzate in legno utilizzando i calchi in gesso di denti, dai cui il titolo dell’esibizione, e ciascuna viene dato un nome in base proprio alle differenti caratterizzazioni dei dettagli applicati. E’ ancora il legno protagonista delle sculture, massello o multistrato di scarto, e dei disegni realizzati sui dischi di compensato, in quest’ultimi è coglierci interessati è il processo di lavorazione, i dischi vengono infatti levigati fino a rendere la superfice simile ad una vetrosa, dipinti con colori a tempere ci mostrano la chiave di lettura molto personale scelta dall’artista per tracciare quelli che sono gli iconici personaggi della Disney.
Vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti di tutte le opere presenti nell’allestimento, dateci un occhiata, il consiglio però è quello di fare un salto direttamente in galleria per apprezzare al meglio tutto lo spettacolo messo in piedi.

Elastico Studio
Via Porta Nova 12
40123 Bologna

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El Decertor – “Convivencia” New Mural in Lurín, Lima

19/11/2013

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Il particolare legame con la propria terra e soprattutto con la sua gente è nuovamente al centro dell’ultimo intervento firmato da El Decertor, il grande artista Peruviano dopo la bella combo in compagnia dell’amico Elliot Túpac di qualche giorno (qui), ha portato a termine questo nuovo lavoro all’interno del progetto e relativo concorso “La Buena Escuela” portato avanti dal Fondo NDEP.
È piuttosto interessante vedere come El Decertor riesca a portare avanti sia il proprio percorso artistico sia la propria affinità con il suo popolo attraverso progetti di natura fortemente sociale, i lavori dell’artista non sono mai banali e fini a se stessi, all’interno dell’intricatissima tavolozza di figure e colori, l’interprete inserisce figure e tematiche importanti e delicate, emerge così una componente viscerale e profonda, un analisi importante e sfaccettata che va a toccare gli argomenti più disparati e fa leva su un sentimento di riflessione e coinvolgimento fortemente voluto, e trovato aggiungiamo noi, dall’artista stesso nei suoi dipinti. Ad alimentare questa particolare enfasi tematica, abbiamo sempre riscontrato un tratto particolare che nel corso del tempo è letteralmente esploso, se osserviamo le prime produzioni dell’artista troviamo già da subito gli elementi che ne stanno caratterizzando i lavoro più recenti, l’intelligenza è stata quella di ampliare i concetti, e con essi lo stile, portando a compimento uno stile tessuto sull’unione di componenti astratte e visione maggiormente più figurative. Gli elementi voluti da El Decertor fanno da vero e proprio sfondo, un background che abbraccia una elevatissima tavolozza di colore, è una costante metamorfosi visiva che si dispone attraverso una intelligente e ricercata componente astratta, all’interno della stessa emergono in perfetta armonia volti, figure ed oggetti che di fatto offrono a chi osserva il lavoro l’opportunità di comprendere appieno l’intervento.
Per il grande muro a disposizione El Decertor dà vita a “Convivencia”, il tema del progetto è infatti proprio quello della convivenza scolastica, da questo spunto l’interprete peruviano realizza su una tavolozza di colori molto acidi, tornando quindi a solcare queste cromature dopo gli esperimenti con tinte più calde, una intricatissimo pezzo dove all’interno si muovono una serie di volti di bambini avvolti da una fitta serie di figure. Scorgiamo una serie di libri così come mattoni, piccole metafore sulla crescita personale e sulla costruzione di un futuro migliore, come sempre emozionante.

Pics by The Artist

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Pin – “Hungry Birds” New Mural in South Italy

19/11/2013

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Dopo averlo visto tra gli artisti partecipanti alla massiva facciata dipinta in occasione del Acheronte 2013 (qui), andiamo ad occuparci di un nuovo intervento firmato in solitaria da Pin, l’artista si butta a capofitto su tematiche ambientali sviscerando attraverso la propria visione tutto il personale disagio su uno dei tempi caldi del Sud Italia, l’inquinamento ed il rapporto dello stesso con la natura.
Sempre più spesso siamo assistendo ad un proliferare di interpreti che stanno raccogliendo l’eredità di BLU, il grande artista attraverso il proprio lavoro ha scardinato le porte di una pittura impegnata e sociale che possa di fatto alimentare il sostegno a tutte quelle situazioni difficili, dar voce ai non ascoltati ed agli oppressi, attraverso una ridondanza mediatica che solo un nome come quello del grande interprete italiano può scatenare.
L’approccio di Pin raccoglie quindi in parte questo lascito, attraverso però uno stile più proprio, fortemente legato anzitutto al mondo animale, mediante questo l’interprete analizza e porta avanti uno spaccato dell’uomo moderno servendosi proprio degli animali come principale metodo di paragone, Pin attraverso una riflessione personale spesso su temi difficili e scomodi, porta avanti le sue figure calandole all’interno di contesti difficili, di disagio a carattere sociale, politico od economico andando infine ad intervenire all’interno di obbiettive situazioni di difficoltà ambientale, quest’ultimo uno dei tasti maggiormente ispiratori per le produzioni dell’artista. La particolare sensibilità quindi per argomenti di questo tipo alimenta, fungendo da vero e proprio fulcro tematico, tutto il vasto campionario di interventi dell’interprete che si sposta agilmente da un questione ad un’altra utilizzando proprio gli animali come ideale strumento di paragone visivo, le stessi tinte utilizzate infine, ci offrono una sensazione a metà tra istinto e ragione apportando alle figure dipinti una personale e caratteristica componente cromatica.
Quest’ultimo intervento dal titolo “Hungry Birds”, prende vita direttamente sul muro di questo ponte mai terminato, oltre 20 anni di lavoro in cui la mano dell’uomo ha cercato di trasformare il paesaggio circostante che invece lentamente ed inesorabilmente sta procedendo per riprendersi quanto gli spetta, tra copertoni, massi e nuclei di piccole discariche abusive che di fatto hanno infestato tutta la zona. L’ennesima situazione al limite in cui la figura dell’uccello colta dall’artista si inserisce con forza e dirompenza, uno di fronte all’altro sembrano dialogare a vicenda mentre tentano di ripulire la zona da tutta la spazzatura e dalla mano inquinante dell’uomo per ricostituire il paesaggio perduto.
Dopo il salto alcuni scatti dell’opera terminata con tutto il panorama adiacente in modo tale da farvi comprendere appieno tutto il contesto in cui è stato realizzato, qui invece trovate un breve video dove potete vedere tutte le fasi di realizzazione dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

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Rone – New Mural in Berlin, Germany

19/11/2013

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A distanza di veramente parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Rone, il grande artista australiano si trova a Berlino dove ha da poco completato una grandissima facciata che di fatto inaugura il suo tour in terra europea.
Abbiamo sempre apprezzato la particolare visione femminile che traspare dagli interventi di Rone, partito con un ampio utilizzo di stencil, ben presto l’artista è passato ad una pittura più a mano libera atta ad aumentare la profondità e personalità dei suoi interventi, l’interprete esibisce un tratto assolutamente proprio, sospeso tra realisticità ed un personale filtro tematico che risulta fortemente connesso con le decadi passate. Una vera ossessione la sua attraverso la quale esprimere una personale e caratteristica visione della donna e di tutte le sue differenti sfaccettature, in particolare l’artista di Melbourne sembra focalizzare il proprio percorso tra il punto di attrito tra la bellezza e la decadenza, un ipotetico punto in sospensione, un istantanea atta ad arrestare le piaghe del tempo attraverso un immagina delicata ed al contempo dal forte impatto emotivo. Le donna di Rone rappresentano uno spaccato antico, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un immagini di una sorta di diva della prima Hollywood quella in bianco e nero e della femme fatale, la pittura stessa richiama questa visione con pennellate leggere e spesso in bianco e nero, le tinte vengono sviscerate ponendo l’accento sulle labbra ed ancora sugli occhi e sullo sguardo, in un tripudio di sensualità mista a carnalità. Quello che colpisce negli interventi è la capacità di riuscire a stimolare una fortissima interazione emotiva tra chi osserva e l’intervento stesso, lo scambio di sguardi aldilà del seducente, riesce a far trasparire una sorta di velo amaro, una tristezza che affiora lentamente e che però pervade queste sue caratteristiche donne, sale qui allora tutta la fugacità della bellezza, degli anni che inesorabili che scorrono, in un conflitto interiore tra passato e presente, tra ciò che siamo e quello che eravamo e vorremo ancora essere.
Quest’ultimo lavoro s’intitola “Friction point between beauty and decay” ed è possiamo tranquillamente dire un pò il manifesto della peculiare visione artistica di Rone, l’interprete aggredisce lo spazio con una serie di volti, sembrano tre differenti instanti in cui la stessa donna s interroga sulla propria natura, sul proprio stato, gli sguardi si fanno spenti ed assenti, interrogatori ed al contempo schivi in uno degli interventi più evocativi e più riusciti tra quelli fin qui visti dell’artista, poetico.

Pics by Hernik Haven

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Andreco – “Nomadic Landscape Elements” Project in Torino

19/11/2013

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Continuiamo a seguire con interesse il lavoro di Andreco, il grande artista italiano è tra gli ospiti presenti alla The Other Fair dove ha portato avanti con il suo personale progetto “Nomadic Landscape Elements” tutto l’intrinseco rapporto con la natura che da sempre ne caratterizza l’operato.
Gli interventi sono due, il primo è un dipinto site specific mentre il secondo è l’allestimento già presentato per la prima volta alla Adiacenze Gallery a Bologna in corrispondenza di Arte Fiera, poi in concomitanza di Arte Verona, ed infine appunto a Torino, per quello quindi che è ha assunto in quest’anno le sembianze di un lavoro itinerante e che l’interprete ha deciso di portare avanti nel corso del tempo avvalendosi dell’aiuto di Luca Colite, videoartista che si occupa della parte visiva e musicale del lavoro.
Vogliamo anzitutto soffermarci proprio su quest’ultimo che rispecchia in modo eccellente la particolare visione artistica e tematica di Andreco, l’interprete parte infatti da una riflessione scientifica e da una personale ricerca per sviluppare la sua visione del rapporto tra uomo e natura. L’intervento non è unicamente la parte visibile ad occhio nudo, quindi la grande scultura che vediamo in sospensione, ma piuttosto negli scambi di sostanze e nelle trasformazioni chimiche che avvengono in modo impercettibile risiede tutta la sua dirompenza tematica. L’uomo stesso e la sorgente inquinante, mentre l’albero, appositamente scelto da Andreco per la sua grande proprietà di assorbimento di fattori inquinanti, diviene il ricettore degli stessi. L’intervento è qui che si rivela per la sua profondità tematica, l’interprete mira ad una coscienziosa rappresentazione dei meccanismi naturali, in particolare porta in risalto questo scambio tra uomo e natura, in un rapporto nuovo ed intrinseco, in parte accidentale, che esalta ed ancora una volta e pone in evidenza la relazione tra noi e la natura, mostrandoci gli incredibili meccanismi di uno scambio personale tra uomo e piante.
Con il secondo intervento, quello appositamente dipinto, Andreco realizza tre elementi in serie, una gabbia, un macigno ed una nuvola di vapore, nell’intenzioni dell’artista c’è la volontà di realizzare una sublimazione fisica, una sparizione a seguito di una trasformazione metafisica. L’idea scaturisce dalla stessa location della fiera, ci troviamo all’interno di un ex grande edificio carcerario, che affida ad ogni galleria espositrice una cella dove poter sviluppare i lavori degli artisti in mostra. Da qui l’interprete riflette sulla capacità di mutare il proprio corpo, specialmente se ci si ritrova rinchiusi all’interno di un carcere, prosegue inoltre il lavoro e la ricerca che interseca arte e scienza, ambiente e simbolismo, inserendo quest’ultimo in quei lavori sulle trasformazioni tanto cari all’autore che infine erige un piccolo omaggio al grande mago Houdini ed alle sue famose performance di sparizione.
Dopo il salto potete apprezzare tutto il percorso installativo e le opere realizzate e portate in mostra dall’interprete, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi, in particolare vi mostriamo l’incredibile ed inaspettata fioritura dell’albero stesso, un evento che nella sua straordinaria unicità ci ha seriamente impressionato.

Thanks to The Artist for The Pics

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CASE – New Mural For OQ-Paint in Erfurt, Germany

19/11/2013

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Con piacere posiamo lo sguardo sull’ultima magia realizzata da CASE, l’artista tedesco ha infatti da poco terminato un nuovo intervento a Erfurt in Germania in occasione del OQ Paint, il progetto che vede una serie di artisti creare una serie di interventi a cielo aperto al fine di trasformare la fisionomia della cittadina tedesca in una grande galleria a cielo aperto.
Come spesso detto ci sono artisti che preferiscono una pittura meno viscerale ma più pragmatica affidando il proprio talento ad una visione iper realistica coniugata attraverso un tratto perfetto che possa fortemente impressionare chi guarda, a questa particolare attitudine si aggiunge poi l’esigenza di elaborare personalissime chiavi di lettura che possano di fatto elevare la caratura dell’opera.
La peculiarità del lavoro di CASE sta tutto nell’abilità dell’artista di riuscire a dipingere attraverso un tratto fortemente realistico, l’interprete tedesco, membro del quartetto Maclaim, nei suoi lavori esplora la realisticità dei corpi umani, o parte di essi, attraverso però una visione che ne cambia fortemente il contesto visivo, le modifiche apportate dall’artista permettono così di sostituire una tradizionale visione, attraverso una nuova a tratti grottesca e controversa immagine. L’unicità e soprattutto l’incredibile tasso di particolarità dei lavori proposti fanno si che gli stessi risultino assolutamente impattanti per chi ha l’opportunità di vederli dal vivo, CASE infatti non si limita unicamente alla pittura reale ma piuttosto ne inserisce all’interno grandi agglomerati croamtici, texture e perfine veri e propri strati di cartone o legno al fine di ampliarne la profondità ed al contempo offrire un lavoro dalla forte verve tridimensionale.
L’interprete per questa sua prima parete a Erfurt approfitta di tutto lo spazio a disposizione impegnandosi in una intensissima pittura, fondo nero e mani nella posa a forma di vittoria ed a pugno chiuso. La particolarità dell’intervento è propria quella di riuscire. attraverso i vivissimi cambi cromatici, a rappresentare due movimenti differenti dello stesso arto, le repentine verniciate che di fatto staccano la figura dal rosa della pelle servono proprio per offrire a chi osserva l’opportunità di leggere l’intervento in due modi differenti, in un interessante binomio che visiva che va a toccare anche aspetti sociali e che abbiamo particolarmente apprezzato.
Vi lasciamo in compagnia di una bella selezioni di scatti e soprattutto del video con tutte le fasi del making of di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata, siamo certi che apprezzerete il lavoro e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by Oq Paint

Three The Hard Way Group Show at Breeze Block Gallery – Recap

18/11/2013

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Come annunciatovi lo scorso 7 Novembre la Breeze Block Gallery ha finalmente aperto le porte per la sua nuova esibizione, “Three The Hard Way” si compone di un grandioso allestimento a ben 6 mani, dal talento di Augustine Kofie, Jerry ‘Joker’ Inscoe e Christopher Derek Bruno nasce uno show tra i più interessanti dell’anno.
Il corpo della mostra è formato essenzialmente da una serie di lavori in cui ogni interprete sviscera si la propria personale visione, attuando però un metodo collaborativo con gli altri due interpreti, ne nasce così un’esibizione sfaccettata e differente che traccia però un unica direzione tematica attraverso percorsi visivi differenti.
Tutti e tre gli artisti poggiano i loro background su una forte storia come graffiti artists per poi passare ad essere parte attiva del collettivo Transcend passando per tutto il filone Graffuturism che sempre più sta raccogliendo ampi consensi. Il carattere dinamico del loro lavoro, infuso all’interno di una visione con accenni di lettering misti a configurazioni geometriche e con un enfasi astratte, viene applicato ad uno studio costante, e differente per ogni artista sulla forma, lo spazio ed il colore.
Un show dal forte dialogo che vi diamo modo di apprezzare al meglio attraverso una corposissima galleria, dateci un occhiata, siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi.

All three artists come from a graffiti background, and are firmly established members of the pioneering Transcend graffiti collective. These highly versatile artists are equally known for their large-scale mural projects, as well as their own very individual voices in a gallery setting. Traditional letterforms are abstracted into geometric configurations within their work; and dimension, form and space are considered and explored within their dynamic compositions.

Their collective approach to art-making is steeped in academic discourse, and whilst retaining the vibrancy of their graffiti backgrounds, traditional art movements such as Futurism, Abstract Expressionism and Precisionism are also embraced by the visual vocabulary imbued within their work. The exhibition title itself is a literal reference to the historical terminology Hard-Edge painting; which was first coined in the late fifties and used to describe intense and abrupt delineation of color within the burgeoning Geometric Abstraction and Op-art movements. Whilst these artists acknowledge and embrace movements of the past, they confidently stand outside of historical classification and have established themselves as a core group of protagonists defining a contemporary movement they have made their own.

Whilst the three artists have shown together previously in larger group exhibitions, Three The Hard Way is the first time that this trifecta has shown together in a collaborative environment. For the month of November the three artists will take over both of Breeze Block’s gallery spaces for an installation that incorporates the full range of multi-facetted oeuvres from each of these influential creators.

Breeze Block Gallery
323 NW 6th Ave, Portland

Thanks to The Gallery for The Pics

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SPY – “0 Likes” New Pieces in Madrid, Spain

18/11/2013

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Continuiamo con interesse a mostrarvi la serie di aggiornamenti di SPY, abbiamo visto in queste settimane l’artista alle prese con progetti più disparati e di natura diversa, dalle installazioni ed opere murarie passando per interventi più estremi attraverso i quali l’interprete spagnolo analizza le contraddizioni della società moderna attraverso un piglio ed una visione del tutto nuovi.
I lavori di SPY si sviluppano attraverso un approccio assolutamente personale, si avvalgono di differenti medium come detto, sono spesso esercizi di arte più concettuale che spingono l’osservatore ad una riflessione su argomenti differenti toccando temi scomodi, dal sociale al politico passando per le disquisizioni sulla crisi economica che sta avvolgendo questo particolare momento storico. L’intelligenza dell’artista è quella di riuscire a strappare un sorriso invogliando però considerazioni personali nella mente di chi osserva che si ritrova così a porsi domande e spunti su argomenti importanti e difficili.
E’ interessante notare come lo Spagnolo utilizzi la strada non solo come unico palcoscenico ma piuttosto si impegni per spostare l’attenzione da oggetto, il circondario, a vero e proprio soggetto interlocutore, un dialogo quindi che si apre tra i suoi interventi e lo spettatore consentendo di far rimanere intatta l’immediatezza e la veemente comunicatività tipica della strada e del paesaggio urbano.
L’ultimo intervento s’intitola “0 Likes” in realtà possiamo tranquillamente dire si tratti di un interessante esperimento sociale, SPY chiede l’aiuto di un senza tetto al quale regala un cartello che recita la stessa scritta che da nome al lavoro, come immediata conseguenza del lavoro le donazioni e l’attenzione al soggetto aumentano drasticamente le entrate. L’intervento è una critica intelligente ed ironica sui social network, in particolare SPY sembra focalizzarsi su Facebook e sui suoi like che di fatto dirottano la vita di milioni di persone aggrappate ad un pulsante ed alla loro popolarità in rete, il zero likes del barbone è di fatto una provocazione per chi tende ad ignorare i problemi reali, quelli al di fuori delle rete e che inconsciamente molti di noi tendono ad eliminare dalla vista e di conseguenza dai loro pensieri.
In attesa di mostrarvi l’ultimo lavoro dell’artista con il quale concluderemo questo intenso coverage, vi lasciamo riflettere su quest’ultimo lavoro, d’altronde perfino il clochard ha deciso di mantenersi il famigerato cartello.

Pic by The Artist

Reka – New Mural in Bushwick, New York City

18/11/2013

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Prosegue a gonfie vele il tour americano di Reka, il grande artista australiano ha da poco terminato un nuovo intervento nella zona dei Bushwick in quel di New York, uno ritratto attraverso il quale prosegue la sua personale visione pittorica.
Abbiamo spesso puntato lo sguardo sulle intricate elaborazioni di Reka, l’interprete agisce in strada attraverso uno stile personale, le figure proposte balzano alla vista grazie ad una fortissima componente cromatica, le onde sinuose delle forme e delle linee colorate collidono insieme per dare vita ai suoi soggetti, si tratta di donne per lo più, rappresentate attraverso un importante caratterizzazione visiva. Concentrandosi su vere e proprie sezioni di corpo, come mani, braccia, gambe e, come in questo caso, grandi volti, l’Australiano imprime sugli a spazi a disposizione una sterminata sequenza di dettagli cromatici ravvivati da tonalità profonde ed avvolgenti.
Il lavoro in questione si può tranquillamente dire si tratti di un inedito, nel corso dei suoi interventi mai ci era capitato infatti di vedere un cambio così sostanziale nelle espressioni dei tratti dei volti realizzati dall’artista, il pezzo qui porta in dota si il canonico tratto dell’Australiano, ma lo fa attraverso una visione nuova, la forma del viso copre tutto lo spazio a disposizione e viene realizzata con i tratti chiaramente accigliati, un nuovo sistema di figure e linee che alimentano anche un caratteristico risvolto emotivo e che abbiamo seriamente apprezzato. Non più qui immagini statiche e fini a se stesse, Reka porta avanti il suo percorso concentrandosi su un nuovo viso, fortemente eclettico e ricco della consueta serie di vibranti dettagli.
Se volete osservare da vicino quest’ultimo lavoro firmato da Reka potete darci un occhiata attraverso le immagini in galleria ma restate sintonizzati qui sul Gorgo siamo certi che presto l’artista porterà a compimento un nuovo intervento.

Pics by San

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Interesni Kazki – New Mural for The Library Street Collective

18/11/2013

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Detroit rappresenta per molti aspetti lo spettro che incombe sulla società moderna, una città completamente abbandonata a se stessa che vive di fatto di ricordi di un passato remoto in cui la florida attività della case automobilistiche ne trasformavano l’economia fino a farla diventare uno dei luoghi più floridi del paese. A questa situazione ora è contrapposto un degrado che tocca ed abbraccia le estremità più basse, da quello sociale a quello economico che hanno di fatto trasformato la metropoli in un ombra di se stessa, case abbandonate e delinquenza dilagante, in un contesto così difficile emerge tutta la forza e l’importanza di un lavoro come quello della The Library Street Collective che chiama a sé alcuni tra gli artisti più importanti sia nazionali che internazionali per offrire loro l’opportunità di esprimersi all’interno di questo scampolo di società ai margini, dopo Hense (qui), andiamo quindi a dare un occhiata all’intervento del duo ucraino degli Interesni Kazki.
Le prime avvisaglie del nuovo filone fortemente influenzato dagli elementi naturali, le avevamo notate per la parete dipinta in occasione dell’Art Basel 2013 di Miami, ora gli Interesni Kazki continuano questi nuovo percorso con una delle lunghissime pareti messe a disposizione per il bel progetto della galleria.
Il grande duo formato da AEC e Waone trasforma così la personale visione miscelando quelli che sono i tratti tipici del loro lavoro, gli espedienti visivi, i giochi di emersione ed immersioni uniti ad un immaginario fantastico ed a tratti fiabesco, con piante, alberi, foglie ed i consueti personaggi surreali, perfino i colori si trasformano passando da tinte più calde come il rosso, l’arancione ed il giallo, che vengono ora intersecate alle varie tonalità di verde e di marrone. Sebbene manchino i consueti riferimenti alla cosmologia, al simbolismo ancora una volta ci troviamo di fronte ad una visione multi sfaccettata che offre differenti chiavi di lettura, il livello dei dettagli a consuetudine è veramente elevato, con gli animali, i personaggi e gli intensi cambi cromatici a farla da padrona.
Aspettando nuovi e succosi aggiornamenti dagli Interesni Kazki, vi lasciamo ad un ampia galleria dove ne potete apprezzare tutto il vivissimo tratto e stile, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi.

Pics by The Artist

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CYRCLE. – “Rise Above” New Mural in Hong Kong

18/11/2013

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Giusto qualche giorno fa vi abbiamo mostrato la tappa conclusiva del progetto ad ampio respiro “Capture The Flag” che tra esibizioni ed wall painting ha portato il collettivo statunitense dei CYRCLE. nuovamente ad Hong Kong per aprire l’ultima entusiasmante esibizione Capture the Flag!: Home Is Where Your Heart Is all’interno degli spazi della Above Second Gallery, ora come detto diamo un occhiata alla splendida facciata coperta dai ragazzi proprio in occasione della loro permanenza nella metropoli asiatica.
Il pezzo prende spazio sulla superficie del Youth Outreach Climbing Center, si tratta di un grattacielo nel cuore della grande città cinesa adibito appunto al climbing, muniti quindi corde e vernice i ragazzi hanno piano piano coperto tutto l’incredibile spazio a disposizione attraverso il loro personalissimo stile visivo.
A differenza di quanto era lecito aspettarsi, con un proseguo sulle tematiche dell’identità nazionale con il bel parallelo tra Indiani d’America e Cow Boys che di fatto a tracciato la strada di tutto questo interessante progetto, in “Rise Above”, questo il titolo dell’intervento, i CYRCLE. come consuetudine uniscono una bella componente lettering, con la scritta rise che accompagna lo sguardo fino alla parte più estrema della torre, unita al canonico tratto pittorico, qui in particolare gli artisti dipingono una serie di mongolfiera che fanno da sfondo alla figure di un uomo intento a maneggiare le funi di controllo del proprio pallone aerostato, infine le tinte scelte dai CYRCLE. si distaccano un pochino dai colori accesi ed impattanti che siamo soliti constatare nei loro interventi, piuttosto qui trovano spazio colori maggiormente delicati, quasi a non voler trasformare del tutto lo spazio a disposizione ma piuttosto intervenendo in modo più leggero.
In perfetta simbiosi con il panorama che la circonda la parete sembra una grande monito al non arrendersi a continuare a scalare la propria montagna ed andare avanti nonostante le difficoltà della vita, un lavoro quindi che nuovamente ci mostra tutta la sensibilità del dinamico collettivo losangelino e che torna a farci apprezzare uno dei nomi più quotati del momento.
Se volete ripercorre le tappe del progetto qui tutti i lavoro, dopo il salto invece un splendida selezione di scatti con tutte le immagini del making of e dell’eccellente risultato finale, dateci un occhiata.

Pics by The Artist

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How & Nosm – New Mural in Lisbon for UnderDogs

18/11/2013

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Dopo la splendida esperienza palestinese (qui) il duo How & Nosm si trova a Lisbona ospite della UnderDogs Gallery che prosegue così ad impegnarsi nel portare nella bella cittadina portoghese i migliori tra gli artisti internazionali per un progetto urbano ad ampio respiro.
Gli How & Nosm proseguono nel loro percorso visivo e soprattutto cromatico continuando a sviscerare attraverso il rosso, il nero ed il bianco, quello che è un tratto fortemente personale, ricchissimo di dettagli e spunti dove tra forme geometriche e figure di differente forma spingo l’osservatore ad una immedesimazione fortissima. La peculiarità del loro operato sta tutta nella capacità di investire le pareti attraverso una fortissima contaminazione visiva che viene applicata su temi importanti e riflessivi. Gli How & Nosm toccano temi importanti, si interrogano sull’uomo e sulle sue debolezze, un percorso questo figlio di un passato difficile, con problemi di povertà, con l’alcolismo a farla da padrona in famiglia ma anche difficili situazione di vita in una Spagna solcata dai venti della dittatura di Franca, con i crimini sulle persone, dove la quotidianità era sinonimo di morte. Dal passato con vigore emergono gli spettri di uomini provati ma che proprio da queste tracce indelebili prendono ampio spunto per dipingere e impegnare la vista di chi si trova di fronte alle loro creazioni.
La galleria Portoghese sceglie loro come prossimi artisti per innescare un grande parete in cui poter sviluppare tutto la loro personale creatività, ne emerge “Choose a Path”, scegli un percorso, realizzato il disegno di un grande labirinto che fa da sfondo a quella che è una gigantesca imbarcazione-uomo, all’interno del corpo segni, figure e spunti differenti, la ricchezza di dettagli ha dell’incredibile in nuovo e caratteristico intervento che ci mostra ancora una volta tutto il talento di due tra le figure più importanti del movimento.

Pics by Alexander Silva

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Weekly Overview 61 | 11-11 to 17-11

17/11/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Turbosafary – “Ö Favola sull’Asilo” New Mural at Serendipità (Progress)

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Borondo – “Adam & Eve” New Murals in East London, UK

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Flavio Favelli – New Mural for Relazioni Festival

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CT – New Mural on the roof of an abandoned building

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SPY – “Funeral” New Piece at Bien Urbain Festival 2013

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Interesni Kazki – New Mural in Campeche, Mexico

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M-City – New Mural at Science Museum in Sandnes, Norway

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Gaia – “MARSHLAND” A Short Documentary by Walley Films

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ESPO – New Mural in Copenhagen, Denmark

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LNY – New Mural for Los Muros Hablan in New York

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Pixel Pancho – New Mural in Lisbon, Portugal

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SPY – “Grow” New Piece at Bien Urbain Festival 2013

Saner – “El Cenit Del Venado” New Show at Fifty24MX Gallery

17/11/2013

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Volgiamo il nostro sguardo in Messico dove il grande Saner ha da poco aperto la sua ultima fatica “El Cenit del Venado” all’interno degli spazi della sempre attenta Fifty24MX Gallery, l’interprete torno a distanza da Catharsis a presentare una nuova e sontuosa esibizione bella pregna di nuova tavole e tele.
La tematica del lavoro di Saner, così come le opere in strada, poggia le sue solide basi su una visione personale delle tradizioni e della cultura messicana, in particolare l’interprete rivisita nei suoi lavori il ruolo delle maschere miscelandole e calandole all’interno di elementi più contemporanei. Muovendosi agevolmente tra opere in bianco e nero più istintive e viscerali e realizzazioni ricche di colori caldi e spunti differenti, Saner applica attraverso questa sua peculiare visione un dialogo su e con l’uomo, nell’intenzioni dell’artista nasce così l’esigenza di un pittura fortemente evocativa che possa cogliere i differenti aspetti della natura umana, delle sue emozioni, concentrandosi sul lato più profondo arrivando a toccare anche un dialogo personale tre la figura dei genitore e dei figlio.
Vi lasciamo in compagnia della ricca serie di immagini dove potete apprezzare gli scatti all’interno della galleria ed in particolare quelle relative ad alcune delle opere presenti nell’allestimento con uno sguardo finale alla parete dipinta da Saner direttamente sull’edificio che ospita la galleria stessa, se volete invece acquistare uno dei lavori esposti qui tutte le informazioni, enjoy it.

Fifty24MX Gallery
Colima 184 – Col. Roma Norte
Ciudad de Mexico, MX

Pics by The Gallery

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Sten & Lex at CityLeaks Festival – Video

17/11/2013

Come abbiamo avuto di vedere il duo romano Sten & Lex era tra i grandi ospiti partecipanti all’eccellente CityLeaks Festival di Colonia, a distanza di qualche settimana esce ora questo bel video recap con tutte le fasi del making of della loro eccellente facciata.
Accompagnati da un bel arrangiamento sonoro veniamo così guidati dalle immagini del making of della splendida parete messa in atto dai due grandi interpreti, l’occasione è bella ghiotta e ci offre l’opportunità di vedere con i nostri occhi tutto il difficile e lento percorso lavorativo dietro gli interventi di Sten & Lex, in particolare abbiamo modo di osservare nel dettaglio come anche per questo filone astratto che sta coinvolgendo gli artisti nelle loro ultime sperimentazioni, l’approccio lavorativo di fatto rimanga invariato.
Vi lasciamo in compagnia dell’eccellente filmato, se volete però approfondire vi rimandiamo al post precedente con tutte le immagini e la consueta analisi del lavoro del grande duo italiano, mettetevi comodi e schiacciate play, è tutto vostro.

CityLeaks says thank you to Sten & Lex for leaving this beatiful mural in the city of cologne. The first time the italian duo opted for a mere geometric approach on their work.
The mural is located at Hospeltstrasse 38, 50825 Cologne, Germany.

ABOUT Sten Lex
Italian urban artists Sten & Lex form a duo since 2000. Their technique is based on a merger of stencil and optical art. Typically, their graphical textures crystallize into portraits of people who have been photographed randomly by the artists, or whose pictures they found in photo albums. With the help of big posters Stand and Lex paper walls and paint them over afterwards. Finally, they peel off stripes in order to create a strikingly new texture. They have been using the “stencil poster” technique since 2009 and draw great influence from both silk-screen printing and impressionist painting. Being ripped purposefully by box cutters their works turn into vast mural installations and thus gain a startling sculptural dimension. They play with light and shadow and thereby create the vision of a pixelated display. Sten and Lex’s murals already belong to the cityscape of European and American metropolises. Yet no matter where you come across them, their murals always convey a powerful sense of the elusiveness of images and identities alike.

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Agostino Iacurci – “Intruder” New Mural in Nuremberg, Germany

17/11/2013

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Continua il percorso artistico di Agostino Iacurci, l’artista italiano dopo la gigantesca parete dipinta a Roma qualche settimana fa (qui) torna a colpire con un nuovo piccolo intervento realizzato a Nuremberg in Germania sul balcone di questo palazzo in zona Gostenhof.
Le produzioni di Agostino Iacurci come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, vanno spesso a prendere vita su grandi superfici, qui l’abilità dell’interprete viene per ovvie ragione sicuramente espressa al massimo del suo potenziale, sugli spazi più piccoli però i lavori risultato egualmente dirompenti segnando tutta la capacità pittorica dell’artista di trovarsi a dialogare con superfici minori e nonostante questo riuscire comunque ad esprimere la propria e personale visione artistica innescando un livello di dettaglio e di coinvolgimento per certi aspetti maggiore.
In quest’ultimo lavoro dal titolo “Intruder” Agostino Iacurci prosegue nel portare avanti il personale tratto visivo figlio dell’arte illustrativa segnando allo stesso tempo il ritorno del rosso e del nero come uniche tinte dei suoi particolari personaggi, che tanto ci avevano coinvolto nelle precedenti produzioni. Aldilà della scelta cromatica, quest’ultimo lavoro si distingue per l’intelligenza di Agostino Iacurci di sfruttare appieno tutto lo spazio a disposizione e soprattutto interagire con lo stesso, come suggerisce il titolo infatti l’opera si fa apprezzare per un divertente effetto di tridimensionalità con l’uomo che letteralmente fuoriesce dalla parete, la sensazione è quella di un intruso che si affaccia all’interno del tessuto urbano circostante, l’idea dell’artista è però quella di simulare l’uscita da una ipotetica piscina – noterete la cuffia sul character e la piscina in background – eliminando quindi il contesto cittadino e facendoci così calare all’interno di tutt’altra scenografia. A completare l’intervento una serie di dettagli come la grande palla sulla parte destra del muro e più in basso un altre serie di figure che sfortunatamente non siamo in grado di decifrare.
Curiosi di vedere gli sviluppi del lavoro dell’interprete vi lasciamo dare un occhiata alle immagini in calce certi che ne apprezzerete questa nuova magia visiva, enjoy it.

Pics by The Artist

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MTO – “Road Trip” New Mural For Art Basel 2013

16/11/2013

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Con il passare dei giorni notiamo un continuo brulicare di interventi in quel di Miami, sale l’attesa per l’Art Basel di quest’anno, uno degli eventi più importanti per organizzazione, show e festival collaterali e soprattutto per il grande roster di artisti che invaderanno le strade della bella metropoli statunitense, dopo il lavoro degli Interesni Kazki di qualche giorno fa (qui), è MTO ha firmare un nuovo intervento.
L’artista è padrone di un tratto assolutamente incredibile, fortemente legato ad una pittura figurativa, il francese esibisce una visione unicamente in bianco e nero eccezion fatta per le spruzzate di colore che trovano il loro giusto posto nelle sue produzioni, queste ultime rappresentano il vero e proprio stacco visivo catapultando l’attenzione dell’osservatore in un unico fulcro. Aldilà della grande abilità pittorica, è interessante notare come in tutte le produzione dell’artista vi sia l’intenzione e l’esigenza dello stesso di tentare un legame con il luogo dove ha l’opportunità di lavorare, oppure andando direttamente ad interagire con lo spazio attraverso piccoli dettagli, effetti o sfumature sempre molto coinvolgenti.
In quest’ultimo lavoro dal titolo “Road Trip” MTO lavora anzitutto su più aspetti, il primo è ovviamente la fortissima componente visiva che da sempre ne contraddistingue i lavori, la grande capacità di riproduzione di volti e corpi umani investe tutto lo spazio a disposizione, l’intelligenza dell’artista è però quella di utilizzare lo stesso dipinto come base per sviluppare le lettere del suo stesso nome. Vediamo così come il personaggio – che si tratti di un autoritratto? – mette le mani in posa prima una m e poi un o, mentre nel suo stesso volto viene dipinta in un giallo acido la t. Oltre che per questa interessante scelta tematica, il pezzo si distingue anzitutto per l’enorme cura dei dettagli, partendo dalle mani così come per il volto ed infine gli occhiali che celano nel loro riflesso una sontuosa bandiera a stelle e strisce.
Il risultato finale è un opera assolutamente viva che ci mostra ancora una volta tutto il carattere, la grande forza espressiva delle produzioni firmate da MTO, dopo il salto potete ammirare tutti i dettagli di quest’ultimo pezzo firmato dal noto artista francese, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, continueremo a mostrarvi infatti tutti gli interventi della nota kermesse, stay tuned.

Pics by The Artist

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Turbosafary – “Ö Favola sull’Asilo” New Mural at Serendipità (Progress)

16/11/2013

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I progetti a carattere sociale ci hanno sempre interessato in special modo se a collaborare insieme agli artisti troviamo i bambini, a distanza di tempo il collettivo Turbosafary torna al lavoro con un nuovo ed interessantissimo progetto che prende vita all’interno di Serendipità, un casolare immerso nella campagna di Osimo e trasformato in una scuola materna libertaria per bambini dai due ai sei anni.
Fondendo insieme le personali visioni ed i propri stili, Cripsta, Dilen, Tybet, Hand e Est Her, danno vita all’energico collettivo Turbosafary, al nome così evocativo fa seguito uno stile multi sfaccettato e molto peculiare, invitati da MAC per la sua serie di progetti a carattere urbano Pop Up! Arte Contemporanea nello Spazio Urbano e con la collaborazione di Lilliput, il gruppo andrà a cimentarsi sulla grande parete dello stabile ma sopratutto con un progetto totalmente dedicato al mondo dell’infanzia. L’idea è quella di un percorso visivo nato dalla collaborazione tra gli artisti e gli stessi bambini, “Ö Favola sull’Asilo” non è altro infatti che la rappresentazione dei mondo di fantasia scelto e ricercato dagli stessi bambini all’interno di un campionario di scenari, immagini, creature ed animali di fantasia messi a loro disposizione dagli artisti stessi attraverso un libro magico, il concetto quindi è quello di dare massima libertà ai bambini per spingerli a scavare all’interno della propria fantasia ed al contempo offrire loro la possibilità di creare e scegliere il loro stesso habitat. I Turbosafary avranno quindi il compito di dare forma, colore e sostanza alla fantasie celate dei ragazzi in un progetto che li vede impegnati a strettissimo contatto con gli stessi, ascoltandone le storie così come lasciandosi trasportare dalla purezza di visioni e mondi non ancora intaccati dall’età più adulta, ancora una volta la condivisione e lo scambio vengono articolate attraverso il veicolo dell’arte urbana che qui più di tante altre volte dimostra non solo il suo valore, ma piuttosto tutto il suo potenziale didattico.
L’attesa per vedere per il risultato finale così come le nostre aspettative, sono molte alte, intanto vi lasciamo in compagnia di qualche scatto del work in progress e del workshop con i bambini, giusto per stuzzicarvi un pochino e se volete partecipare all’inaugurazione qui trovate tutte le informazioni del caso, stay tuned.

Thanks to The Artists and Mac for The Pics

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HoTTea – A Series of New Pieces in New York

16/11/2013

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Ci sono alcune volte in cui veniamo colti alla sprovvista da progetti che fondono un idea semplice, attraverso una visione assolutamente e con la quale sfruttare tutto il potenziale che solo la strada riesce ad offrire. Il duo HOTTEA con base a Minneapolis incarna alla perfezione questo dictat sia per gli strumenti che utilizza sia per l’intelligenza di utilizzare la strada attraverso un nuova e personale visione molto caratteristica.
Gli HOTTEA vanno a pescare dal mondo dei graffiti per impostare la propria firma attraverso un binario nuovo ed esaltante, non ci sono muri ma piuttosto le recinzioni, tutte le strutture urbane già esistenti diventano la superficie di lavoro prediletta degli artisti, eccezion fatta per i muri. Questa peculiare avversione per la parete spinge gli interpreti ad affrontare lo spazio in un modo totalmente differente servendosi unicamente di filamenti di lana colorata attraverso i quali dar vita alle loro installazioni. I lavori si fanno notare per una fortissima inflessione geometrica sulla quale il duo sviluppa con metodo il proprio stesso nome, la componente tridimensionale incentiva lo sviluppo di configurazioni e forme bizzarre solcate da sottili linee colorate che nel loro insieme danno vita questi esaltanti pezzi.
Osservando i lavoro si ha l’impressione che ci si trovi di fronte ad un nuova struttura di tag, l’ossessività della ricerca sulle linee e sulle forme adottate si unisce l’intenzione degli stessi artisti di tappezzare le strade con il loro nome, l’esigenza degli HOTTEA di sviluppare il proprio lavoro attraverso una componente piuttosto ermetica, esattamente come accade per la controparte con la bomboletta, spinge gli interpreti a sviluppare differenti soluzioni grafiche, studio la linea, alimentando la curiosità di chi osserva nel cercare di scardinare la chiave di lettura, ottenendo differenti e sempre nuove configurazioni, si rimane perplessi percepire il lavoro ad una prima occhiata per poi analizzarne nel dettaglio lettera dopo lettera. Il duo opera scomposizioni, gioca con lo spazio e con la dimensione e la profondità, si muovono agevolmente all’interno delle strutture che scelgono di colpire, scomponendo o costruendo intricatissime e sempre differenti configurazioni visive.
Un lavoro che ci ha seriamente incuriosito che vogliamo continuare a mostrarvi nei nostri aggiornamenti e che vi diamo modo qui di farvi apprezzare appieno tutto il particolare stile ed approccio visivo. Vi abbiamo preparato una fitta galleria degli ultimi lavori portati a termini dal duo, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate, siamo certi che come noi anche voi ne rimarrete sensibilmente coinvolti, check this out!

Pics by The Artist

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Pixel Pancho x LNY – “Los Thundercats” New Mural in Brooklyn

16/11/2013

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Prima di affrontare e proseguire con efficacia il nostro coverage sugli interventi che Pixel Pancho sta completando in questi giorni in Portogallo come ospite dalla UnderDogs Gallery, riavvolgiamo un attimo il nastro per mostrarvi un altro dei lavori portati a compimento dal grande artista italiano durante la sua permanenza negli States, siamo a Brooklyn dove l’interprete ha dato vita insieme ad LNY ad uno nuovo splendido intervento.
Dall’emblematico titolo “Los Thundercats”, il lavoro è efficacemente realizzato sfruttando appieno la particolare conformità della parete che lo ospita, il muro rosso porpora intervallato da alcune colonne si trasforma quindi nello scenario perfetto per istaurare un rapporto tra i due animali. Avanzando un ipotesi sembra che LNY e Pixel Pancho abbiano deciso di realizzare di fatto la stessa belva ovviamente dipinta attraverso la propria e personale visione sia pittorica che tematica e bagnata all’interno di una scenografia fortemente classica. Nasce così un lavoro densissimo di spunti visivi, da una parte l’animale di LNY caratterizzato da una pittura viscerale più vicino per certi versi alla realtà – per quanto la figura risulti assolutamente mitologica – dall’altra invece Pixel Pancho che mostra i muscoli con uno dei suoi robot miscelati con il consueto immaginario decadente. A chiudere l’intervento una serie di dettagli come le grandi colonne bianche si intermezzano tra una figura e l’altra, oppure il groviglio di piante che fa da base ai due animali.
Il risultato finale è un efficace pezzo all’interno del quale ogni singolo interprete scatena i personali tratti peculiari, un lavoro che ci ha seriamente coinvolto dove notiamo una forte caratterizzazione pittorica e scenografica, vi lasciamo gustare con calma le immagini e vi diamo appuntamento nei prossimi giorni, c’è tanto da vedere e siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi.

Pics by The Artist

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CYRCLE. – “Capture the Flag!: Home Is Where Your Heart Is” at Above Second Gallery

15/11/2013

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Con vivo interesse andiamo a dare un occhiata all’ultimo show messo in piedi dal collettivo statunitense dei CYRCLE., con “Capture the Flag: Home Is Where Your Heart Is” allestita all’interno degli spazi della Above Second Gallery di Hong Kong, i ragazzi di Los Angeles continuano sulla strada intrapresa nella loro recente Capture the Flag!: Conquer the Divide!, proseguendo nella loro profonda analisi sulla lotta dei popoli.
In questo nuovo allestimento i CYRCLE. con maturità affrontano, da una visione prettamente americana, le tematiche relative agli scontri tra culture differenti e di come gli stessi possano rappresentare un ruolo importante nella cultura del proprio paese. Le figure scelte sono quelle dei nativi americani giustapposti con quelle dei cowboys fino a rappresentare un identità forte e variegata della nazione a stelle e strisce. Gli interpreti ci offrono così nuovamente una chiave di lettura che abbraccia gli stereotipi classici delle due figure che va al contempo a cambiarne radicalmente l’aspetto attraverso una nuova ed intensa lettura visiva, tra pattern, texture e font spessi, ma soprattutto la forte interattività che da sempre rappresenta il fiore all’occhiello dei loro intensi shows.
Il contatto con la galleria torna qui in grande stile, ricorderete la bella realizzazione in combo con Vhils (qui), con uno spettacolo probabilmente meno elaborato del precedente visto l’esiguo spazio a disposizione, ma che si lascia apprezzare per la consueta interattività delle tele e dei lavori presenti, con opere in tre dimensioni e lavori volutamente mischiati attraverso un divertente gioco di parti e puzzle.
Lo spettacolo rimarrà aperto fino al 16 di Novembre, vista la distanza vi diamo modo di darci un occhiata attraverso l’ampia selezione di scatti, ma restate sintonizzati nei prossimi giorni vi mostreremo infatti l’intervento realizzato dai CYRCLE. proprio durante il work in progresso di quest’ultimo show, stay tuned!

Above Second Gallery
31 Eastern Street,
Hong Kong

In “CAPTURE THE FLAG: HOME IS WHERE YOUR HEART IS” we are dissecting the timeless struggle of nations. In this case we are looking at America through the mythology of the Cowboy and the Indian, a great duality within American history. The work embodies themes of liberation and inspiration. America itself is a work in progress. Our work is a reflection of the way we are pushing for a new world, and a society that thrives and feeds off of creativity and forward thinking. Progression through evolution. More specifically, we are redefining the concept of America and what it is to be an American. There is no I in the America we know- we spell it AMERYCA, suggesting cooperation over competition. “CAPTURE THE FLAG: HOME IS WHERE YOUR HEART IS” expresses the idea that life is not about where you’re home was, but where your heart is. Our vision is to capture moments in history, with the hope that we can shed light on the future. Capture the flag is an opportunity for us to question our place in the world. Capturing the flag is freedom.

Pics by AM

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Fra Biancoshock – “In-Globalized” New Piece in Prague

15/11/2013

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A distanza di tempo torniamo a proporvi un nuovo lavoro firmato da Fra Biancoshock, l’artista sceglie le strade di Praga per un nuovo intervento ancora una volta fortemente intriso di spunti e tematiche rilevanti.
Accedendo alla pagina di Fra Biancoshock capeggia una gigantesca scritta che recita ‘This Artist does not exist’, ci tiene a precisarlo l’interprete e noi ne abbiamo sempre preso atto, quello che ci ha sempre interessato nelle sue produzioni è il particolare approccio che sceglie per i propri lavori in strada, un metodo non convenzionale che lo vede appropriarsi degli spazi cambiandone radicalmente il contesto, vede aldilà di quello che già è presente, una visione la sua che gli permette di applicare tutto il proprio immaginario portando al limite temi e verità scomode sviscerate attraverso un ironia latente in funzione di un approfondimento che gli offre l’opportunità di affrontare le sue riflessioni attraverso un punto di vista nuovo e differente, e funziona alla grande. L’impatto con i lavori dell’artista è terribilmente profondo, scavando aldilà del primo sorriso che compare osservando le produzioni, ci si rende conto della riflessione che l’interprete vuole farci compiere, quanto più l’argomento è rilevante e delicato, più i lavori allestiti ed il relativo processo produttivo, saranno grotteschi e bizzarri.
Con “In-Globalized”, questo il nome del suo ultimo pezzo, Fra Biancoshock rivolge il proprio sguardo verso uno dei temi caldi del momento, i cambiamenti economici ma sopratutto sociali e di conseguenza politici, che la globalizzazione ha portato hanno di fatto mutato profondamente la società in cui oggi viviamo, l’esigenza di far parte di un meccanismo economico di scala mondiale ha portato come conseguenza una crisi che tarda a riassorbirsi tra le piaghe del nostro, come quello di tanti altri stati, tessuto economico. L’interprete riflette su questo aspetto ponendo l’accento su chi ha subito maggiormente questa politica economica, chi ha affrontato la globalizzazione e non avendone gli strumenti ne è stato completamente assorbito, vittime in un meccanismo che non guarda in faccia a nessuno o meglio che guarda in faccia unicamente ai potenti a discapito ancora una volta di quelli che già non hanno nulla. Partendo da questa analisi attenta e vivace, Fra Biancoshock gioca con il significato di globalizzazione, ci mostra l’altra faccia della stessa medaglia, quella in cui chi è tagliato fuori si ritrova con un pugno di sabbia, a vagare tra i tessuti cittadini completamente inglobato all’interno della società, da qui l’idea di realizzare un corpo mozzato, ne vediamo solo gli arti, gambe e braccia stese su un lenzuolo di cartone, una posa di morte dove l’angolo di cimento ha assorbito le restanti parti umane, e allora dove sono tutti questi benefici?

Thanks to The Artist for The Pic

Hell’O Monsters – “Deaf Dumb and Blind” New Book

15/11/2013

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In occasione dell’apertura della loro ultima fatica “Deaf, Dumb and Blind” all’interno degli spazi della Alice Gallery di Bruxelles, gli Hell’O Monsters lanciano questo splendido book in collaborazione con i sempre ricettivi ragazzi di CASE STUDYO.
Chi si immaginava una nuova produzione scultorea vista la nomea che accompagna le produzioni della casa belga dovrà ricredersi, almeno per il momento infatti gli Hell’O Monsters decidono di avvalersi nuovamente della serietà e della grande capacità produttiva di CASE STUDYO unicamente per dar vita a questo nuovo libro che fà da seguito a “The Carnival of Charlatans” uscito nel 2009. Per celebrare quindi il loro nuovo grande show, il collettivo belga formato da Jérôme Meynen, François Dieltiens e Antoine Detaille partoriscono un uscita esemplare, stampato a colori con copertina rigida, il libro raccoglie ben 196 pagine di disegni ed illustrazioni accompagnati dai testi di Christophe Veys, 900 copie disponbili di cui le prime 100 in edizione limitata che verranno vendute con scatola protettiva in legno con la consueta serigrafia numerata e firmata al seguito, insomma un packing perfetto per i fortunati possessori.
In attesa di mostrarvi tutto l’allestimento interno dello show, aprirà giusto questa sera, e relativa parete dipinta indoor, vi lasciamo con alcuni scatti in preview di questa splendida edizione, se siete in zona al vernissage sarà possibile acquistarne una copia, motivo in più per presenziare, noi ve lo abbiamo detto be there!

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège
1000 Brussels Belgium

In collision with their upcoming exhibition (14.11.2013 – 20.12.2013) at Alice (Brussels), Case Studyo launches a new book by the Hell’O Monsters, the Belgian collective formed by Jérôme Meynen, François Dieltiens and Antoine Detaille, “Deaf Dumb and Blind”. This new book is the follow up of their collaboration with Case Studyo in 2009: “The Carnival of Charlatans”.
A beautiful book printed in full colour and hardcover bounded. Size: 21x15cm, 136 pages with text by Christophe Veys.
Launched in an edition of 900

Special limited edition of 100 with wooden protective box, including a numbered and signed screen print.

Pics by CASE STUDYO

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David De La Mano – “Senda” New Mural in Montevideo

15/11/2013

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Continuiamo con piacere a seguire interessati gli sviluppi del percorso creativo di David De La Mano, l’interprete continua a sperimentare le varie declinazioni della sua particolare visione andando a dipingere questa nuova parete a Montevideo in Uruguay.
L’artista spagnolo continua il suo personale dialogo a due colori opposti attraverso un intenso e ricco immaginario che trova nella figura dell’uomo il suo principale interlocutore e fulcro tematico, le sperimentazioni visive portano l’interprete a rappresentare un ricercato archetipo dell’uomo moderno attraverso la pittura di minuscoli personaggi che di fatto rappresentano le viscere e il dettaglio primo delle sue stesse opere. Osservando questi piccolo uomini ci si ritrova catapultati all’interno dei lavori dell’artista in cerca di un dettaglio, persi tra minuscole braccia, gambe ma soprattutto intenti a cercare i demoni che si celano all’interno di queste figure, siamo ormai abituati a vederli armati di bastoni e con le orecchie appunta, li vediamo intenti a mischiarsi all’interno del vasto sciame di personaggi. Proprio quest’ultima componente ci ha sempre interessato, David De La Mano nasconde e cela all’interno delle sue configurazioni queste bizzarre creature, attraverso le stesse imbastisce un forte riflessione, un paragone attraverso il quale dipinge la cattiveria, la brutalità e l’odio che risiede in ogni uomo, più in profondità ci parla di diversità l’artista, bianco e nero così come uomo e donna, in un totale simbiosi tra i suoi characters, lo fa con un tono fortemente poetico ed al contempo profondo, ci spinge ad osservare ed a capire celando e nascondendo queste differenze visive e tematiche attraverso decise passate di colore.
A tutto questo particolare allestimento che di fatto sorregge e ne alimenta il lavoro, David De La Mano nell’ultimo periodo sta caratterizzando i suoi interventi con l’esigenza di cambiarne costantemente l’habitat attuando, in parallelo la pittura interna, una ricerca sulla forma e sulle differenti declinazioni di quelli che sono i veri e propri microcosmi delle sue opere. Dopo il periodo in cui aveva insistito sui cerchi, ora l’interprete sta portando avanti una serie di figure irregolari dalla forte sensazione di movimento, allungando di fatto le sue creazioni e divertendosi ad interagire con spazi e figure differenti ed irregolari.
Proprio con “Senda” l’artista continua questo suo ultimo approccio, sorprendendoci però grazie all’inserimento di un nuovo elemento cromatico, non solo il bianco dello sfondo ed il nero dei suoi minuscoli uomini, vediamo infatti comparire alle spalle di quest’ultimo, una fitta e più piccola schiera di altrettanti personaggi, come delle ombre al contrario, che proseguono di fatto sui temi a cari all’interprete, check this out!

Thanks to The Artist for The Pics

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Borondo – “Adam & Eve” New Murals in East London, UK

15/11/2013

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Continua l’intenso tour di Borondo, il grande artista Spagnolo con base a Roma prosegue la sua campagna londinese con un nuovo intensissimo intervento realizzato nella sempre florida e ricca zona di East London.
Anche lo Spagnolo quindi mette la firma su una delle zone più affascinanti per chi segue il movimento con un pezzo che ancora una volta va a segnare le trame profonde dell’umanità dimostrandoci, ancora una volta come se non fosse più che chiaro, nuovamente tutta la sensibilità dell’operato dell’interprete.
“Adam & Eve”, questo il titolo dell’opera, prende vita all’interno di due piccoli cartelloni pubblicitari adiacenti, la pittura rappresenta ancora una volta tutta la particolare visione della natura umana di Borondo e, più in profondità, uno spaccato moderno della storia di Adamo ed Eva. L’artista mette a confronto due esatte e speculari scene riflettendo da una parte l’uomo e dall’altra la donna immersi all’interno di una vasca, questo particolare elemento visivo può essere interpretato come la nuova scenografia per i novelli uomini, come spesso abbiamo notato la tristezza ed il forte carattere riflessivo dell’intervento si ripercuotono sui volti accigliati ed abbozzati dei due corpi, immersi all’interno di una società differente dal contesto primordiale, avulsi e silenziosi si mostrano attanagliati nei loro pensieri, estremamente angosciati, si stringono il petto come se sentissero la mancanza dell’altro.
L’impatto con quest’ultima pittura ci ha nuovamente lasciati interdetti, l’abilità di Borondo nel scavare all’interno delle percezioni dell’uomo, nel saper toccare con delicatezza e coraggio gli istanti e l’emozioni più intense, colpisce puntualmente, l’artista si dimostra abile nello sviscerare questi elementi attraverso un tratto intenso e rapido, le figure velate nascondono i loro corpi ma al contempo riescono a trasmetterci una forte scarica emotiva.
Ad incuriosirci infine c’è la scelta dell’interprete di realizzare una serie di piccoli fiori e ramoscelli che letteralmente invadono lo spazio di immersione, una prima volta che può essere letta come un avvicinamento da parte dei due alla natura, al paradiso in terra ormai perso nelle piaghe del tempo, infine rimaniamo piuttosto sorpresi nel vedere come l’artista per la prima volta scelga di dipingere il corpo della donna con addosso un indumento, allontanandosi quindi dal consueto dipingere nuda e cruda la realtà dei corpi, forse ci viene in mente si tratti di una scelta dettata dalla location.
Dopo il salto vogliamo condividere con voi tutta la magia tipica dei lavori dello spagnolo, dateci un occhiata, siamo certi che non rimarrete affatto delusi dalla forte emotività e soprattutto dal particolare stile pittorico dell’interprete, enjoy it.

Pics by San

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Flavio Favelli – New Mural for Relazioni Festival

15/11/2013

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Continua vivo il nostro interesse per Relazioni Festival, la rassegna multidisciplinare continua a scoprirsi regalandoci l’opportunità di scoprire mano a mano tutti gli interventi realizzati all’interno del festival di quest’anno, ultimo questo di Flavio Favelli che ha deciso di cimentarsi, una delle sue prime volte, con un opera murale.
Profondamente legato ad oggetti del passato, Flavio Favelli parte dagli stessi per imbastire un personale visione di Arte Contemporanea, l’interprete, tra i partecipanti al Padiglione Italia dell’Ultima Biennale Veneziana, attraverso questi stessi materiali propone un piccolo viaggio nelle reminiscenze del passato sia proprio che altrui, il cogliere questi simboli e la storie che portano alle spalle le sue installazioni infatti funge da trampolino per una analisi della propria esperienza di vita personale, una riflessione propria che alimenta il nostro riavvolgere il nastro tra sentimenti nostalgici e ricordi appannati e sbiaditi che si fanno largo nei nostri pensieri. Le opere quindi si prestano ad un sentimento fortemente emotivo trasportando sia l’artista stesso sia chi ha modo di osservare da vicino le sue creazioni, all’interno di un piccolo viaggio interpersonale.
Fondendo le basi del proprio lavoro assieme a quelle della stessa rassegna, Flavio Favelli sceglie uno strumento come la pittura su muro per unificare il proprio percorso con quello fortemente legato al territorio del Festival. Ne emerge una pittura particolare anzitutto per la forte pulizia e precisione del tratto, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una vecchia pubblicità appartenente al secolo scorso che colpisce per i differenti spunti che riesce ad offrire. L’interprete spulcia dalla personale collezione di vecchio materiale pubblicitario dove sceglie l’immagine di una cartina per arance, quelle che utilizzavano una volta per incartare le stesse, che decide così di dipingere su questa grande superficie spontaneamente donata dal proprietario del palazzo. La scelta non è affatto casuale, il Relazioni Festival prende vita proprio a Rosarno uno dei centri storici più importanti per la raccolta delle arance, il lavoro quindi sa di profondo omaggio alla città ed al suo maggiore incipit commerciale.
In attesa di mostrarvi gli altri interventi realizzati durante la kermesse vi lasciamo con una bella serie di scatti dell’opera conclusa, dateci un occhiata siamo certi apprezzerete.

Thanks to The Festival for The Pics

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E1000 x PERI – New Murals at DesOrdes Creativas 2013

14/11/2013

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Come abbiamo avuto modo di vedere E1000 ha firmato la sua partecipazione al bel DesOrdes Creativas Festival con una fittissima serie di interventi distribuiti dapprima in strada per poi concentrarsi sulle pareti esterne di un vecchio stabile (qui), ora però scopriamo con piacere che la partecipazione dello spagnolo alla rassegna lo ha visto elaborare insieme a PERI, un altro degli ospiti della kermesse (qui), una nuova serie di lavori all’interno di questa piccola e particolare costruzione.
Ad E1000 gli organizzatori sembrano aver dato completamente carta bianca, un po’ come per Escif, hanno ben pensato di lasciare l’interprete senza guinzaglio, libero di esplorare la cittadina spagnola e trovarsi da se gli spazi più adatti per le sue visionarie configurazioni, questa particolare collaborazione con Peri nasce così quindi da una unione involontaria di due immagini differenti che trovano però all’interno dello stesso spazio la giusta alchimia.
Come spesso abbiamo avuto modo di notare E1000 nella sua ricerca in strada si trova spesso a dialogare con gli anfratti, le superfici ridotte, magari quelle di piccole abitazioni o strutture abbandonate sulle quali poter sperimentare i canonici effetti visivi. Sono questi i lavori maggiormente simbolici per l’artista che attraverso una forte indole geometrica studia le differenti percezioni della forma, analizza gli spazi dando vita a forme e configurazioni che ne cambiano completamente la visione, gioca con la profondità e tutte le dimensioni apportando giochi ipnotici ed innescando di volta in volta effetti differenti, il tutto attraverso una spiccata sensibilità visiva. Alternando quindi interventi maggiori con le numerose serie di opere emerge tutto lo spaccato personale dello spagnolo che proprio qui ad Ordes abbiamo avuto modo di apprezzare nella sua interezza.
L’alchimia con PERI per la completa trasformazione di questa costruzione, a nostro avviso, funziona a meraviglia, la canonica scala cromatica che da sempre distingue i lavori di E1000 viene in questa numerosa serie arricchita dal nero peculiare delle opere del primo. Nasce così una nuova intensa scala disciplinata da forma sferiche unite a configurazioni più appuntite, è tutto da ammirare attraverso la bella serie di scatti in galleria, dateci un occhiata! ne vale davvero la pena.

Pics by The Festival

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CT – New Mural on the roof of an abandoned building

14/11/2013

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Torniamo ad approfondire il lavoro di CT (Eyes On), il grande interprete italiano ha da poco completato un nuovo intervento direttamente sul tetto di questo vecchio ed abbandonato stabile, un lavoro direttamente connesso con il precedente (qui), visto che l’artista decide qui di capovolgere l’opera realizzata.
Abbandonate per ora le sperimentazioni cromatiche che ne hanno segnato i lavori per diverso tempo, CT insiste su una componente cromatica come il nero, essenziale e profondo nella sua visione, prosegundo però il personale rapporto con i luoghi che sceglie di occupare. Questo particolare legame simbiotico si sviluppa nella ricerca di quelli che sono gli spot più idonei alla sua visione, nell’idea dell’artista c’è l’esigenza di un immersione in queste location al fine di poter lavorare con calma, con il giusto piglio per poter riflettere sulle forme e con esse far evolvere il proprio lavoro, non solo gli interventi stessi si bagnano del panorama circostante amplificando lo spettro emotivo scaturito dalla loro vista.
Come detto l’operato di CT poggia le sue solide basi su una unicità del percorso fin qui affrontato dall’interprete, lo studio delle lettere viene declinato in funzione di quello della forma, in particolare sono le stesse iniziali del suo nome a venire scomposte e ricomposte attraverso differenti visioni di volta in volta differenti, questa esclusività lavorativa riflette anzitutto una solida ricerca alle spalle e spinge chi si ritrova in contatto con le sue produzioni ad una ricerca fortemente soggettiva. Osservando le figure proposte si nota una pulizia ed un minimalismo estremo che sfociano in una cripticità così come in un ermetismo latente, riflettendo però sulla particolarità della loro fisionomia, osservando affondo gli interventi, emerge l’esigenza di provare a carpirne i segreti, si mette atto un ragionamento sulle varie sezioni della figura, un esercizio spinto dalla curiosità che tenta una scomposizione al fine di scardinarne la chiave di lettura.
L’ultimo lavoro di CT non è da meno, anzi sviluppa tutto il potenziale del panorama circostante, come detto il lavoro prende vigore dall’unicità delle location, piuttosto che rimanere freddo e distaccato, ne coglie l’emotività e la suggestione, l’artista stesso coglie la simmetria tra due simboli storici di ogni città industriale, da una parte la chiesa ed il suo campanile, dall’altra una lunga ciminiera di una fabbrica, nel mezzo la visione dell’interprete, calma e riflessiva, in attesa unicamente di essere letta.

Thanks to The Artist for The Pics

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AK – “Gradient” New Mural in Torino Part III

14/11/2013

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Continuiamo ad immergerci all’interno del lavoro di AK con questo terzo lavoro portato a termine dell’artista per la sua nuova serie “Gradient” che ne sta caratterizzando gli interventi in queste ultime settimane.
Il coinvolgimento degli interventi di AK è tale da invogliarci a scrutare bene e nel dettaglio quanto l’artista sta cercando di mostrarci, lo sviluppo del suo personale percorso visivo ha subito, in particolare in queste settimane una sostanziale e decisa sferzata, con un numero sempre crescente di lavori attraverso i quali continuare la personale sperimentazione visiva e soprattutto geometrica. Come spesso ribadito il fulcro e cardine del lavoro di AK risiede e si sviluppa nella figura triangolo rettangolo isoscele, è l’equilibrio caratterizzato da questa forma a muovere la visione artistica dell’interprete unisce le peculiarità della forma ad una forte caratterizzazione visiva. Oltre che la propensione ad esplorare le zone in stato di degrado, quei luoghi al limite delle società abbandonati a loro stessi, è proprio quest’ultima peculiarità a caratterizzare tutte le opere fin qui viste in “Gradient” , la serie si distingue per l’intento dell’artista di disciplinare la figura a lui cara attraverso una visione ipnotica della stessa, è un vero e proprio gioco con la nostra vista che muove le viscere dell’intervento, un inganno alimentato da effetti traslucidi ed una continua e latente sensazione di moto perpetuo.
AK attraverso uno studio ben ragionato, ancora una volta in questo intervento fa muovere le linee che compongono le sue figure, a differenza del precedente intervento il lavoro risulta più equilibrato nonché più pulito, non ci troviamo di fronte infatti a giochi di figure su figure, ma piuttosto notiamo l’intenzione dell’interprete di cambiare la partenza dell’effetto spostando il suo apice nella linea centrale delle tre figure con il risultato di uno sviluppo duplice nelle sue due estremità.
In attesa di scoprire il prossimo step di questo bel progetto, ci godiamo la immagini di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata siamo certi che anche voi ne rimarrete piacevolmente coinvolti.

Thanks to The Artist for The Pics

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SPY – “Funeral” New Piece at Bien Urbain Festival 2013

14/11/2013

Continuiamo il nostro full coverage sugli ultimi interventi realizzati dal grande SPY, l’artista spagnolo ci presenta il suo secondo lavoro realizzato all’interno dell’eccellente Bien Urbain Festival di Besançon, un lavoro epico e profondissimo che ci ha lasciato piacevolmente colpiti, tanto per cambiare.
Abbiamo intrapreso questa serie di aggiornamenti per darvi modo di apprezzare appieno tutte la smisurata capacità lavorati di SPY, per coglierne appieno il lascito e per mostrarvi, attraverso la grande infornata di lavori tutti i lati caratteristici del suo lavoro. L’interprete si muove con grande disinvoltura tra la pittura e lavori di tipo installatorio attraverso un viscerale rapporto con il paesaggio circostante con il quale è solito relazionarsi ma è soprattutto la spiccata sensibilità per i temi caldi di questo periodo, la società, i problemi economici, sociali e politici che rappresentano il vero incipit di tutti suoi interventi che si elevano così come anzitutto una critica sociale ed economica, la visione dell’artista è quella però di un approccio al limite dell’ironico, divertente per molti aspetti, portando a chi ci s’imbatte si un sorriso ma soprattutto uno serie di spunti sui quali riflettere e ragionare, due facce della stessa identica medaglia sviscerate con classe ed ingegno.
La partecipazione alla rassegna francese è stata come abbiamo visto segnata dalla spettacolare opera a tema naturale di qualche giorno fa (qui), SPY ha avuto modo di elaborare un secondo intervento, questa volta decisamente più complesso sia per la difficile ed impegnativa lavorazione sia per i temi sui quali ha deciso di focalizzare questa suo ultimo lavoro.
“Funeral”, questo il titolo del pezzo, rappresenta a nostro avviso quella che è la summa dell’operato dell’interprete, la critica si fa forte, diretta e dall’elevato impatto finale, viene creta attraverso uno strumento ridondante ma soprattutto l’accostamento con la morte ci risulta quanto mai assolutamente riuscitissimo. Le scritte Liberté, Ègalité , Fraternité in color oro, sono il simbolo della totale decadenza, figlie dei tempi che furono, con i moti della Rivoluzione Francese che trovano nei tempi odierni tutta la loro totale inutilità, parole vacue a cui l’artista dedica una lapide, un ricordo finemente lavorato e posto come avvisaglia di un mondo alla deriva, dove non c’è più spazio per sentimenti del genere, abusati e mal interpretati possono ora riposare in pace.
Vi lasciamo in compagnia dell’ampissima galleria con tutte le immagini del making of e dello splendido risultato finale, qui invece potete dare un occhiata al bel video di tutto il processo produttivo, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che come noi apprezzerete, enjoy it.

Pics by The Artist

Interesni Kazki – New Mural in Campeche, Mexico

14/11/2013

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Torniamo a mostrarvi il lavoro di uno delle coppie più solide della street art internazionale, AEC e WAONE aka Interesni Kazki che ci mostrano finalmente il risultato finale di questo enorme intervento realizzato all’interno della Ciudad del Carmen a Campeche in Messico.
Dopo un periodo piuttosto prolungato di silenzio stiamo scoprendo passo dopo passo tutti i lavori che hanno tenuto occupati i due grandi artisti negli scorsi mesi, ancora prima della grande parete realizzata come opera inaugurali per l’Art Basel 2013 (qui), scopriamo come gli Interesni Kazki abbiano passato alcuni giorni nella Ciudad del Carmen a Campeche in Messico dove hanno portato a termine una gigantesche facciata che ci fortemente impressionato.
Il particolare approccio visivo degli Interesni Kazki ci ha sempre particolarmente catturato, il due artisti immettono nelle loro pareti i frutti e le visioni di un immaginario sconfinato ricco di spunti differenti, dai rimandi alla cosmologia, passando per i micro universi abitati da personaggi surreali, combinati alla vastità di dettagli presenti, sono opere vive che alimentate da un utilizzo di palette calde a contrasto con colori più notturni. Per capirne affondo il loro particolare stile dobbiamo letteralmente immergerci all’interno di esso, coglierne gli spunti, lasciarci trasportare dalla ricchezza visiva fino a perderci completamente all’interno in orgastica mole di dettagli e danze mistiche.
A colpire subito la nostra attenzione è innanzitutto lo stile adottato qui da due grandi artisti, piuttosto che concentrare i propri sforzi unicamente sulle visioni e sul particolare immaginario che li ha resi celebri, i due decidono di adottare un forte cambio visivo facendosi letteralmente influenzare dalla cultura del posto e miscelando così la stessa con tutto il loro personale background visivo, quella che ne emerge è una pittura nuova, dalla consueta ricchezza di dettagli, ma soprattutto completamente a suo agio con la cultura e le tradizioni del posto. Accanto agli elementi squisitamente naturali, notiamo fin da subito una forte presenza di maschere e teschi, nonché ad una scelta cromatica viva e camaleontica che abbraccia quelli che sono i dettami stilistici ed i simboli del luogo, a metà tra il mistico ed il religioso si fanno strada le grandi figure appartenenti alle floride civiltà precolombiane che così fortemente hanno influenzato questi luoghi, passando per una rivisitazione degli animali in chiave messicana – memorabile la cavalletta con il sombrero – che tanto ci hanno fatto sorridere. Emerge così un quadro incredibile figlio di tutta la grande capacità pittorica del duo, ma soprattutto intriso e completamente in simbiosi con la gente del posto, un opera magnifica che proietta nuovamente i due artisti ucraini tra i migliori interpreti a livello internazionale.
Scrollate giù, ad accogliervi una grande galleria con tutte i dettagli di questa nuova gigantesca pittura per darvi modo di immergervi al meglio all’interno del variegato immaginario prodotto qui dagli Interesni Kazki, dateci un occhiata, c’è da rimanerci a bocca spalancata.

Pics by The Artist

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Mark Jenkins – New Piece in Munich, Germany

14/11/2013

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I ragazzi di Positive-Propaganda, dopo il bel lavoro con Aryz (qui), hanno chiamato un altro big della scena internazionale per mettere mano ad una nuova parete a Monaco di Baviera, Mark Jenkins risponde così all’appello con un nuovo e riuscitissimo intervento che prende forma sulla facciata dell’Ufficio della Previdenza Sociale della città tedesca.
Attraverso questo nuovo lavoro Mark Jenkins prosegue il suo personalissimo percorso visivo intrecciando temi caldi toccando argomenti prettamente sociali fino ad arrivare alle raffinate critiche a carattere politico. L’utilizzo da parte dell’artista dei canonici manichini è risultata fin da subito come una delle peculiarità delle sue installazioni, attraverso questa ricerca l’artista si muove all’interno del tessuto cittadino presentando una sorta di specchio inverso della società, nell’interesse dell’interprete c’è l’esigenza di portare a limite situazioni ed elementi del quotidiano, emerge così una critica fitta ed intensa che spinge l’osservatore ad una riflessione su temi importanti e delicati. I manichini di fatto rappresentano un simbolo del popolo, attraverso essi Mark Jenkins riesce in una immedesimazione forte ed accurata, lo spettatore si trova maggiormente coinvolto poichè ha la possibilità di vedere gli effetti della società moderna, con le sue contraddizioni e le sue faglie, direttamente sull’uomo, rappresentato dalla figura, e non unicamente attraverso fatti, notizie o per sentito dire, l’impatto quindi si presenta come assolutamente disarmante, la semplicità e l’immediatezza degli interventi premiano tutta la riflessione del grande artista. Riflettendo inoltre sulla forma stessa di questi surreali personaggi emerge l’intenzione di Jenkins di realizzare figure senza personalità, completamente alla mercè della società moderna, senza volti, unicamente vestiti e coperti con abiti ‘normali’, rappresentano di fatto la fetta del popolo che si piega, lo specchio degli sfiduciati, di coloro che versano in situazioni difficili, silenziosi ed in cerca di dialogo ci vengono sbattuti in faccia dall’artista in tutta la loro complicata e difficoltosa realtà.
La scelta di questa ultima parete non ci sembra affatto a caso, Mark Jenkins lavoro su un edificio importante dove sceglie di unire un lato pittorico ad uno prettamente installatorio, la superficie diventa così il palcoscenico per il gioco del tris, dove vediamo un uomo nella parte più alta concludere la propria vittoriosa partita.
Dopo il salto una bella galleria con tutti gli scatti e soprattutto le immagini che accompagnato tutte la fasi di lavoro e di costruzione di un opera così complessa, dateci un occhiata è un occasione rara per capire appieno tutta la particolare visione creativa di Mark Jenkins, enjoy it.

Pics by Positive-Propaganda

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Nelio – A Series of New Pieces in Portugal

13/11/2013

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Un periodo di fermento questo per Nelio che continua a spostarsi e soprattutto prosegue a portare il proprio lavoro attraverso sperimentazioni visive sempre nuove ed interessanti che ci stanno mostrando la ricerca e la visione di uno degli artisti più interessanti del panorama francese e non. Per questo suo ultimo approdo Nelio si sposta in Portogallo toccando città come Porto, Lisbona ed Arrábida dove su una serie di piccoli e modesti muretti semi distrutti si è divertito ad elaborare una bella serie di opere incentrata sullo stesso stile visivo.
Sebbene il tema e fulcro centrale delle opere di Nelio sia di fatto la forte indole astratta, l’interprete francese ci ha dimostrato come sia possibile agire secondo differenti dettami visivi affinando la propria tecnica e subendo le influenze di coloro con i quali sta collaborando, fino a far emergere una nuova e multi sfaccettata caratteristica di lavoro, ne abbiamo avuto la prova con l’intervento in compagnia di Duncan Passmore (qui) ed ancora con Dreamworld la bella pittura tutta istinto realizzata in Canada.
Quello che non ci aspettavamo però è un abbandono, molto probabilmente temporaneo, di quelle che sono le caratteristiche cromatiche delle sue opere che vengono di fatto in quest’ultimo lavoro completamente messe da parte a discapito di una maggiore ricercatezza nel tratto. Nelio dopo le evanescenti pareti tutte istinto e forma, qui torna a calcare maggiormente la mano è lo fa mostrandoci un tratto che richiama fortemente gli schizzi a matita, una sorta di disegno in chiaro scuro attuato però anzitutto portando avanti le figure geometriche a lui care e soprattutto attraverso la fidata bomboletta che disegna segmenti di diverse dimensioni affidando la profondità e gli effetti del lavoro alle differenti proporzioni tra una linea e l’altra oppure al vivo incrociarsi delle stesse. Ne emerge un quadro dalla fortissima componente grafica, stupisce questo particolare approccio così come la capacità di Nelio di conservare anche qui quelli che sono i tratti fondamentali del proprio operato, come le figure geometriche o gli elementi in tre dimensioni sospesi su un piano piatto, vere e proprie firme nelle sue pitture.
Un lavoro che ci ha sicuramente interessato e che ci sentiamo di appoggiare completamente in tutte la sua energia, in attesa di scoprirne gli sviluppi, vi lasciamo in compagnia delle immagini in calce dove potete dare un occhiata da vicino a tutta la serie di interventi realizzati in Portogallo, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la nostra sezione commenti.

Pics by The Artist

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Alberonero – A New Mural in Crema

13/11/2013

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Con piacere torniamo ad volgere il nostro sguardo sul lavoro di Alberonero (The Boost), l’artista ha da poco terminato una nuova parete a Crema in Pronvincia di Cremona continuando a portare avanti il personale percorso di sperimentazioni cromatiche e visive.
Anche in quest’ultimo intervento Alberonero prosegue la sua ricerca che ne sta fortemente influenzando l’operato in questi ultimi mesi, è chiaro ormai come l’interprete abbia definitivamente abbandonato le grandi caselle di colore che ne hanno contraddistinto le opere, per concentrare i propri sforzi piuttosto su composizioni più criptiche e molto più ridotte, anziché focalizzarsi su grandi configurazioni infatti l’interprete sceglie di scomporre le proprie visioni, i quadrati si fanno più piccoli e soprattutto i colori scelti entrando direttamente in contatto con il panorama circostante alimentando un forte simbiosi visiva. Alberonero sembra attuare una manipolazione della forma più ragionata e disciplinata, le tinte seguendo una scala cromatica che va, con il proseguire e con lo sviluppo del pezzo, a cambiare passo dopo passo, un sali e scendi nel quale casella dopo casella il colore si trasforma fino a cambiare tinta.
Il carattere riflessivo di questo nuovo percorso adottato dall’interprete spingono ad una analisi più soggettiva dando di fatto in pasto a chi osserva l’opportunità di una chiave di lettura del tutto personale, in quest’ultimo lavoro in particolare l’artista inserisce la sua visione all’interno di una parete che già accoglie un forte elemento visivo, il rampicante avvolge letteralmente lo spazio dando molto all’artista di mettere in piedi un interessante e ragionato rapporto. Osserviamo così l’onda di caselle partire dalla parte più alta campionando la tinta stessa del muro, per poi scendere a capofitto perdendosi nel bianco ed all’interno del cuore naturale, qui la vediamo riuscire in un celeste che va figura dopo figura a trasformarsi in un verde per poi spegnersi nuovamente in un bianco intenso.
Ogni tonalità scelta da Alberonero è mutevole, dai colori più scuri fino a quelli più chiari fino a subire l’inevitabile concentrazione nel bianco, un lavoro interessante questo che vi diamo modo di apprezzare al meglio attraverso gli scatti in galleria, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Nychos – “Anatomy of a Snakebait / Rat” New Mural in Vienna

13/11/2013

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Dopo l’intenso tour americano ed il ritorno in Europa qualche settimana fa con un bel pezzo realizzato a Lussemburgo (qui), pare che Nychos sia finalmente rientrato alla base dove però non ha perso tempo impegnandosi in un nuovo intervento dal titolo “Anatomy of a Snakebait / Rat” dipinto in quel di Vienna.
Continuando a proporre la sua personale visione pittorica, Nychos prosegue il suo percorso visivo e tematico andando a proporci una nuova ed esaltante dissezione anatomica. Il grande artista austriaco sviscera su parete tutto il personale immaginario surreale attraverso il quale prendono vita i grandi e dettagliatissimi lavori, l’interprete si diverte a sezionare i corpi dei suoi surreali characters mediante uno stile fortemente illustrativo condito però da forti inflessioni splatter e cartoonesche.
Nell’ultimo anno, intervallando interventi su animali ad elaborati con gli esseri umani, Nychos ha passo per passo aumentato la difficoltà dei suoi lavori impegnandosi sempre di più in una pittura tridimensionale, passando di fatto da personaggi statici e bi-dimensioni a grandi elaborazioni che poggiano i propri corpi su tutti e tre gli assi direzionali. La difficoltà data dal realizzare i corpi, così come le interiora e gli scheletri, rende le opere dell’artista una volta in più vive e dalla fortissima personalità dimostrando tutto il talento di uno degli artisti più prolifici della scena europea.
L’austriaco per questa nuova parete Viennese sviluppa il corpo di un topo, la particolarità dell’opera è il nuovo taglio visivo imposto dall’intervento, anziché rappresentare l’animale da davanti l’interprete sceglie per una pittura di profilo e proprio su essa applica la sua nuova dissezione, a colpire, oltre all’insolita posa scelta dall’artista, è la decisione dello stesso di mostrarci unicamente metà delle parti interne dell’animale, notiamo quindimetà scheletro, i vasi sanguigni accompagnati dagli immancabili organi, menzione speciale infine per il volto con lo scheletro che sembra quasi volersi staccare dalla pelle, check this out!

Pic by The Artist

M-City – New Mural at Science Museum in Sandnes, Norway

13/11/2013

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Continuano i progetti collaterali firmati da M-City, il grande artista polacco continua ad impegnare il proprio talento attraverso interventi atipici, ricorderete la bella torre di controllo completamente trasformata dall’artista in occasione del NUART Festival di quest’anno, ora con questo nuovo pezzo restiamo sempre in Norvegia spostandoci da Stavanger a Sandnes dove l’interprete ha da poco terminato di lavorare su questo bel pezzo all’interno del Museo della Scienza locale.
Ancora una volta la meraviglia che accompagna le produzione di M-City viene a galla, l’artista continua il suo personale rapporto con lo stencil attraverso una rinnovata ed interessante scelta visiva che sta di fatto interessando tutte le sue ultime produzioni. In questi ultimi mesi il lavoro di M-City ha subito infatti una fortissima scossa, nelle intenzione dell’artista c’è la voglia intrinseca di spingersi su nuovi livelli visivi portando al massimo il suo lavoro attraverso progetti innovativi e soprattutto scelte tematiche sempre nuove e fresche. L’interprete ha dapprima sperimentato uno stile su più livelli visivi, riuscendo a concretizzare un elaboratissimo pezzo unicamente attraverso il bianco ed il nero in quel di Lodz (qui), per poi passare all’esaltante lavoro per il CityLeaks Festival di Colonia dove ha applicato ad un lavoro intriso di un rosso vivo un eccezionale effetto di distorsione, infine con l’opera per il Traffic Design Festival l’ha visto sfruttare appieno la particolare conformità della parete realizzando un lavoro che rappresenta un po’ la summa di questo nuovo percorso, differenti livelli di colore, effetti di profondità, giochi ipnotici, il tutto accompagnato dall’immancabile inflessione industriale e dalla smisurata quantità di dettagli. Quello che è impressiona in tutti questi lavori è il comun denominatore, gli stencil, M-City infatti si relaziona con questi enormi spazi attraverso un minuzioso lavoro di stencil, impeccabile ed iper dettagliato andando a realizzare opere dal fortissimo impatto finale e che ci lasciano puntualmente a bocca aperta.
Per questo intervento M-City ha a che fare con questa piccola parete all’interno del museo, il grande artista decide di impegnarsi attraverso la realizzazione di una grande figura nera che fa da cuore e propulsore dell’opere, alle spalle della stessa invece altre due piccole forme, questa volta in un celeste chiaro che ne ricalcano fedelmente la struttura, tra meccanismi, ingranaggi, ruote e pistoni, l’interprete dà vita all’ennesimo capolavoro visivo.
Aspettando di vederlo nuovamente alle prese con un nuova grande parete, ci gustiamo tutte le fasi di lavoro ed il bellissimo risultato finale nell’ampia selezione di scatti, da vedere assolutamente.

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Gaia – “MARSHLAND” A Short Documentary by Walley Films

13/11/2013

E ancora una volta ci tuffiamo all’interno della particolare visione artistica e tematica di Gaia, l’artista statunitense proprio prima di mettere piedi a Roma si è dedicato ad un intenso progetto all’interno della Rice University Art Gallery, qui l’interprete ha dato vita a “MARSHLAND” una corposa installazione che ci ha lasciati piacevolmente coinvolti.
Questo intervento di Gaia è il culmine di una piccola residenza di tre settimane all’interno del campus universitario e della città di Houston in Texas attraverso la quale l’interprete ha potuto immergersi a fondo all’interno della comunità per poi andare a realizzare la propria visione all’interno dello spazio a disposizione. In particolare per questo lavoro l’artista si è cimentato in una fitta ricerca sui differenti aspetti da quelli sociali e culturali passando fino a quelli economici riuscendo così a delineare un tratto profondo e veritiero della città statunitense. In aggiunta alla ricerca, per questo lavoro l’interprete ha voluto arricchire tutto il suo bagaglio attraverso una serie di interviste con il personale, i docenti e gli studenti della Rice University. In particolare in queste ultime Gaia approfondisce gli aspetti più umani con domande specifiche sul luogo, sul perché sono rimasti o cosa li ha portati per esempio, andando di fatto ad avere una visione completa e multi sfaccettata del luogo, da questi spunti l’artista ha dato così vita al suo intervento unificando attraverso il personale tratto i paesaggi, così come i monumenti ed i grattaceli della città, arrivando infine a rendere il proprio omaggio alle persone intervistate con una serie di ritratti ad olio che posti in sospensione in mezzo alle colonne centrali della stanza.
Il valore dell’opera fonde nuovamente l’inflessione emotiva e profonda del lavoro di Gaia con i luoghi dove l’artista ha l’opportunità di esprimersi, è anzitutto un ritratto oggetti di queste zone ma che passa dalla visione da ‘straniero’ dell’artista che ne può così cogliere peculiarità e contraddizioni nel miglior modo possibile, l’ennesima opera impegnata che riflette il mix di etnie, la diversità e gli sfondi culturali ed economici di questo piccolo angolo di mondo, intenso come consuetudine.
Per apprezzare appieno un progetto di tale intensità vi lasciamo in compagnia anzitutto del bel video realizzato da Walley Films che documenta e segue tutto il processo dell’artista di Baltimora, ed infine ad una corposa galleria con una serie di splendidi scatti per farvi riviere al meglio tutta l’opera realizzata dal grande interprete statunitense, certi che ne rimarrete entusiasti come noi.

In this short documentary Walley Films follows the process of Baltimore-based street artist as he creates his installation MARSHLAND at Rice University Art Gallery. MARSHLAND is a reflection of the artist’s perceptions of the Rice and Houston communities during his site-visit and three week residency. Inspired by research and an extensive series of interviews, Gaia produced a floor-to-ceiling mural on three gallery walls which he calls “an impossible portrait of this massive metropolis.” The mural surrounds a sculptural colonnade painted to mimic Rice University’s formal architecture. Hanging from each archway is a “chorus of voices”, oil paintings of the artist’s interview subjects. Through his installation the street artist reveals the dichotomy between the cloistered Rice University campus and the greater Houston area. Music by Mark Lee Walley. Special thanks to Nanook and interview participates.

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108 – “Batman” New Mural in Rome

13/11/2013

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Aspettando di posare lo sguardo su “La montagna sottile, la montagna morbida” che aprirà proprio quest’oggi all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma, 108 (Eyes On) ha da poco terminato un nuovo intervento, il primo nella capitale per l’artista, con il quale prosegue nella sua personale ricerca visiva.
Con ostinazione e perseveranza 108 ha fatto della sua ricerca sulla forma il fulcro di tutte le sue produzioni, il grande artista in quest’ultimo anno ha affrontato questa sua particolare propensione visiva attraverso una iniezione sempre maggiore di motive e sezioni cromatiche, mandandoci letteralmente in visibilio e sperimentando differenti equilibri tra queste due contrastanti forze. Il caratteristico nero che ne ha elevato il lavoro, vede così una sempre più maggiore interazione con i colori, arrivando quasi ad un equilibrio come per gli interventi all’ Outer Spaces Festival 2013, oppure avanzando silenziosamente tra le piaghe oscure delle forme come per gli eccellenti interventi al Bien Urban Festival di Besançon. L’impressione è ancora una volta quella di un lavoro costantemente mutabile che rispecchia in pieno le forme concepite, mai uguali, sempre differenti, dalle punte acuminate passando per le onde più morbide e docili, le vediamo attraverso questi due elementi continuamente in lotta fra loro, cambiare aspetto e fisionomia, in un costante moto visivo portato con perseveranza avanti da 108.
108 per questa suo ultimo lavoro sperimenta un nuovo percorso, la figura è indirizzata verso i due lati della parete assottigliandosi quindi nella sua parte centrale, proprio qui l’interprete sceglie di poggiare il proprio colore con un intensa scala cromatica che si assesta sui colori blu e sul grigio, ancora una volta qui l’artista attua una progressiva scala partendo dal grigio arrivando alle tonalità più accese del blu.
Dopo il salto una selezione di scatti di quest’ultimo intervento che potete vedera dal vivo in Via Silvio D’Amico, ma restate sintonizzati nei prossimi giorni vi daremo modo di entrare all’interno dell’allestimento messo in piedi da 108 per il suo ultimo grande show, stay tuned!

108 si era riservato di dare un titolo all’opera quando questa fosse finita. Fatto sta che finito il lavoro, mentre scendeva dalla scala per l’ultima volta, è passata una persona su uno scooter che ha frenato bruscamente urlando “bello, Batman!” (non con questa compitezza ovviamente). A quel punto ci è sembrato chiaro che il pezzo avesse già un nome. E’ con orgoglio quindi che vi presentiamo Batman, prima opera murale di 108 a Roma che si aggiunge alla già ampia collezione di street art voluta del Municipio Roma VIII e qui dobbiamo ringraziare Andrea Catarci, Claudio Marotta e Massimo Reggio (e anche tutti gli altri!). Un altro ringraziamento va ad OIKOS, l’azienda che ha deciso di investire sulla street art e che ci rende possibile questo lavoro con una qualità che non ci saremo mai sognati. Il ringraziamento più grande però va a 108 che lascia alla città un’opera, credetemi, memorabile.

Thanks to The Blind Eye Factory for The Pics

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KAWS – “Pass The Blame” New Show at Galerie Perrotin

12/11/2013

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Come annunciatovi diverso tempo fa, tra i mille impegni di KAWS questo inizio mese segnava una nuova apertura presso la Galerie Perrotin con cui, dopo Imaginary Friends a Parigi, il grande artista fa il bis con “Pass The Blame” all’interno degli spazi della sede di New York della prestigiosa galleria.
Un mese di fuoco questo per KAWS con aperture simultanee in tutti gli Stati Uniti, il grande artista giunge alla quarta apertura in pochissimo tempo, quattro show in contemporanea quindi, al ricchissimo allestimento presso il PAFA di Philadelphia ed a Ups and Downs negli spazi del Nerman Museum of Contemporary Art seguito dallo show presso la Mary Boone Gallery, si aggiunge ora questa nuova esibizione.
Diciamolo subito l’idea di aprire quattro differenti shows ci ha impressionato per la mole di lavoro prodotta dal grande artista di Brooklyn, questo è fuor dubbio, la sensazione però analizzando gli show è che manchi qualcosa, in particolare gli ultimi due, che sembrano l’esatta metà della stessa esibizione, da una parte i giganteschi companion a fare praticamente da unico corpo di lavoro, dall’altra in quest’ultima esperienza newyorkese una sequenza infinita delle canoniche tele che tanto piacciano ai fans dell’artista. Sono proprio questi ultimi quindi a caratterizzare l’allestimento interno, KAWS prosegue qui ad abbracciare la personale visione creativa, tra pop ed astrattismo l’interprete continua la particolare pittura su tele a forma di sagome dei cartoni animati facilmente riconoscibili.
Siamo certi insomma che unendo i due spettacoli poteva certamente venire fuori uno show anzitutto maggiormente corposo e senza dubbio scoppiettante, mezzo passo falso forse, staremo a vedere per i prossimi spettacoli. Se vi trovate in quel di New York potete comunque andare a darci un occhiata c’è tempo fino al 21 di Dicembre, nel frattempo ampia selezione di scatti con un bel ed approfondito recap fotografico.

Pics by AM

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ESPO – New Mural in Copenhagen, Denmark

12/11/2013

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A quanto pare il grande Stephen Powers aka ESPO si trova a Copenhagen in Danimarca dove ha da poco terminato di dipingere una splendida parete delle sue, l’artista statunitense è stato infatti invitato dalla V1 Gallery in occasione della prima europea del suo film documentario “A Letter for You”, basato sul suo famoso progetto di Philadelphia, e come solitamente accada per eventi del genere, ha voluto lasciare la propria firma su una delle pareti in città.
Uno dei lavori più importanti, e che di fatto lo ha proiettato nell’olimpo degli artisti di fama internazionale, è appunto “A Letter for You” che ha visto l’interprete realizzare nella sua Philadelphia un impressionante numero di opere atte a riqualificare tutta la zona occidentale della città. Oltre 50 dipinti realizzati seguendo la linea della ferrovia sopraelevata della città, più di mille bombolette e quasi 2500 litri di vernice utilizzati da ESPO e la sua crew per coprire tutta la serie di pareti e muri in fortissimo stato di degrado, attraverso frasi e messaggi positivi.
Crediamo che proprio il documentario omonimo riguardi questa incredibile esperienza dell’artista ed in attesa di scoprire qualche informazione in più sulla pellicola in questione, di cui vi daremo riscontro non appena possibile, ci tuffiamo all’interno di questo nuovo intervento. L’interprete prende possesso di una parete di grandi dimensioni direttamente di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti, qui ESPO ha avuto a che fare con una impressionante superficie di ben 55 metri all’interno dei quali poter esprimere al meglio tutta la propria e personale visione creativa. Probabilmente uno degli artisti più influenti ESPO, attraverso la propria visione romantica, riflessiva e dal fortissimo impatto sociale l’artista sviscera tutto il personalissimo stile di lettering e di colore, basico a tratti anche pop non disdegnando alcune inflessioni figurative.
Per questo nuovo lavoro Powers non si limita a realizzare unicamente delle lettere, piuttosto esibisce una serie di figure, delle gambe, che di fatto accompagnano l’osservatore durante tutta la lettura della frase ideata.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto in compagnia di una bella serie di scatti attraverso i quali potete approfondire al meglio tutto lo stile tipico del grande artista, dateci un occhiata siamo sicuri che ne rimarrete piacevolmente coinvolti.

Pics by Henrik Haven

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Best Ever – “Repent” New Mural in Makasutu, Gambia

12/11/2013

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Dopo qualche mese di silenzio torniamo a mostrarvi i lavori del duo inglese Best Ever, sembra che gli artisti si siano lanciati in un piccola serie di interventi in Gambia nel villaggio di Makasutu dove hanno da poco terminato questo bell’intervento.
L’approccio visivo dei Best Ever si fonde sulla particolarità del duo di affrontare le superfici a disposizione attraverso una parte più astratta ed una decisamente più figurativa, l’unione di queste due caratteristiche da una parte da vita ad incredibili ritratti iper realistici che vengono però solcati da componenti geometriche, configurazioni, che di fatto ne interrompono il realismo estremo. Componente fondamentale in questi giochi visivi sono le tematiche scelte dai Best Ever, il duo abbraccia temi forti come la morte, l’insanità mentale, la malattia dipingendo così uno spaccato dalla forte inflessione emotiva dell’uomo e delle sue sensazioni più forti e dolorose, ci si ritrova così ad osservare carcasse di uomini in preda a spasmi di dolore, oppure toccanti istantanee pre-morte, un lavoro sofisticato privo di filtri che dimostra tutta la sensibilità dei due giovani interpreti, opere mal digeribili che scuotono chi ha l’opportunità di vedere questi interventi da vicino.
Per quest’ultimo lavoro dal titolo “Repent” i Best Ever sembrano però cambiare registro, il lavoro si sviluppa su una insolita superficie, due grandi strutture cilindriche e che offrono agli artisti l’opportunità di elaborare per intero i due nuovi corpi. Un uomo ed una donna, i volti come sempre vengono realizzati con la cura che distingue le pitture del duo, sembra di trovarsi di fronte a due fotografie ritagliate, tutt’intorno prendono vita i loro corpi appoggiati su un solido background nero, vengono pitturati attraverso un insolita scelta cromatica, largo qui a colori belli accesi e saturi probabilmente figli della cultura e delle tradizioni del posto che attraverso una serie di belle configurazioni astratto mano a mano ne sviscerano la silhouette corporea.
La sensazione è quella di un lavoro meno impegnato, visivamente non calcano la mano i Best Ever, c’è un impatto tematico minore a scapito di una componente cromatica assolutamente riuscita e che abbiamo fortemente apprezzato, il titolo potrebbe suggerire l’intenzione di un omaggio a due personalità del luogo, probabilmente morte che vengono così riprodotte dal due come un monito. In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dei due artisti vi lasciamo in compagnia delle immagini, con qualche scatto del making of e dell’eccellente risultato finale, enjoy it.

Pics by The Artist

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