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GORGO

Archive for ottobre, 2013

Weekly Overview 56 | 07-10 to 13-10

13/10/2013

Weekly Overview-56

Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Dhear One – “Quetzalcoatlus” New Mural

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DALeast – New Mural at Los Muros Hablan Festival

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Phlegm – New Mural in Antwerp, Belgium

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M-City – New Mural at Traffic Design Festival

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Andrea Casciu – New Mural at Campidarte

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Corn79 – A Series of New Pieces

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Pixel Pancho – New Mural in Jersey City for Savage Habbit

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Ever – New Mural in Brooklyn, New York

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Parra – “And Wait for Something to Happen” Show at Ruttkowski68 Gallery

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Borondo – “Piedad” New Mural For MAAM in Rome

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Awer, Nocci, Tenia, Traine, Pin – New Mural at Acheronte 2013

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IEMZA – New Piece on an Abandoned Factory

KAWS – New Solo Show at PAFA Video Sneak Peek

13/10/2013

Non siamo grandissimi fan del lavoro prettamente grafico di KAWS, stiamo aspettando una svolta che tarda un pochino ad arrivare, specialmente nelle ultime proposte abbiamo notato una certa ripetitività negli allestimenti proposti, piuttosto a colpire maggiormente la nostra attenzione sono i giganteschi companion che il più delle volte compongono il vero fulcro degli show proposti dal grande artista in questi ultimi anni. Giusto questo sabato 12 Ottobre KAWS fino al 5 Gennaio 2014, ha inaugurato la sua nuova personale all’interno degli spazi della PAFA (Pennsylvania Academy of the Fine Arts) di Philadelphia, non abbiamo ancora a disposizione le immagini dello show ma vi facciamo un pochino salire l’appetito con questo bel video sneak peek che ci offrono i ragazzi di Living Proof.
Nel video scorgiamo immediatamente la particolare atmosfera che accompagnerà questa nuova fatica firmata dal famoso artista, spazio quindi ad un binomio ed ad uno contrapposizione forte tra i toni poi e colorati del primo con le architetture ed i classicismi propri delle stanze dell’importante galleria.
Lo show sarà caratterizzato da alcune tele e componenti sia interne che esterne tra cui spicca senza dubbio la scultura di 9 pronta ad accogliere i visitatori all’ingresso principale dell’edificio, oltre 60 tra companion e dipinti alcuni creati appositamente per l’esibizione.
Insomma tanta carne al fuoco per uno show che si annuncia interessante e che siamo sicuri riservarà qualche gradita sorpresa, noi vi lasciamo al bel video con la promessa di mostrarvi al più presto un approfondito recap, schiacciate play e godetevi lo spettacolo.

KAWS returns to the city of brotherly love for a special exhibition at the Pennsylvania Academy of the Fine Arts. KAWS @ PAFA features both indoor and outdoor components, which a brand new 9-foot sculpture sitting above the front entrance of the Academy’s Historic Landmark Building.

However, the true visual mastery of this exhibition lies within the galleries throughout the building. Juxtaposed among the classic architecture of the building as well as the collection of historic American art sit over 60 KAWS paintings and sculptures, some of which were created specifically for this exhibition. Truly a site to behold.

The exhibition will be on view from October 12, 2013 to January 5, 2014 while the sculpture on the front facade will remain their until August 2014.

Pennsylvania Academy of the Fine Arts
118 N Broad St
Philadelphia, PA 19102

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Via

Basik – New Mural in Burbank, California

13/10/2013

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Con un aggiornamento flash Basik ci mostra un nuovo lavoro realizzato durante il soggiorno negli States durante questa prima parte dell’anno che fin ora era rimasto tra i materiali inediti dell’artista.
Coadiuvato dai ragazzi ed amici di DOZE, il nostro Basik ha avuto l’opportunità di lavorare sulla rampa di questo spot segreto a Burbank, la bella location è conosciuta unicamente da alcuni skater locali che hanno così beneficiato del talento del grande artista italiano. Il pezzo è stato realizzando su tutta la superficie a disposizione, la particolare conformità dello spazio diagonale ha permesso a Basik di elaborare in tranquillità e senza l’aiuta di una scala una delle sue canoniche figure verticali.
Il lavoro in sé porta avanti l’idea tematica dietro le opere di Basik e fa un po’ da precursore a quanto abbiamo visto in occasione del B2B di Venezia dove l’interprete ci aveva mostrato un approccio senza colore per una delle sue mistiche figure. Anche qui quindi nessuna tinta eccezione fatta per il nero della figura e delle linee che contrastano con le uniche parti corporee come le mani ed i piedi della figura che vediamo spuntare fuori dal manto oscuro.
Aspettando di vedere presto l’artista la lavoro vi lasciamo con una bella serie di scatti a documentare questa bella opera californiana, enjoy it.

Here’s a work made during my California trip last winter which has been under secret until now.
Thanks to Doze Collective I had the opportunity to paint this incredible secret spot in Burbank, CA, which is known mostly by local skaters.

The diagonal surface of the spot has been a big help to paint a vertical figure, as no ladder was required in the process.
I also met a couple of nice guys who stopped by to film tricks on skate for a sponsorship.

This place as well as the day I spent over there was definitely awesome. I miss you, California.

Pics by The Artist

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Dhear One – “Quetzalcoatlus” New Mural

13/10/2013

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Torniamo ad approfondire il lavoro di Dhear One con una nuova opera dal titolo “Quetzalcoatlus” attraverso la quale l’interprete continua a proporci la sua personalissima visione artistica.
Subiamo sempre il fascino di chi attraverso il proprio immaginario ci mostra le reminiscenze di mondi ed universi immaginari, popolati da creature fantastiche, un modo come un altro per evadere e per farsi cullare dalle invenzioni di chi fa ci ha seriamente impressionato, ecco perché il lavoro portato avanti da Dhear One rappresenta per molti aspetti una continua sorpresa dietro l’altra. L’interprete rilascia veramente pochissimi aggiornamenti ma sono puntualmente opere suggestionanti, ci lasciano a bocca aperta, di stucco davanti alla quantità dei vibranti dettagli che ci accompagnano alla scoperta di un mondo a se stante, ci sembra di camminare al suo interno, vagare tra le viuzze dipinte e chiacchierare indisturbati con i personaggi che lo abitano.
Come sempre pochissime informazione su questa ultima meraviglia, Dhear One esalta il proprio tratto su una lunghissima parete, ad affiorare nella bella composizione sono una serie di ritratti e dettagli decisamente evocativi, la bestia che sorvola il cielo con sopra un piccolo essere di colore giallo a seguirne la traiettoria, in basso invece si scatena una tavolozza di colori calda e viva con tutta una riproduzione di fantasia di una città, la vediamo letteralmente respira con gli sbuffi dei camini, con le luce accese delle finestre, le insegne, passando per i minuscoli alberi. Un lavoro magnifico che esalta alla perfezione tutto l’immaginario tipico dell’artista Messicano, la sua propensione al dettaglio, l’uso dei canonici colori caldi e soprattutto delle forti influenze illustrative che da sempre ne accompagnano il tratto.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti, dateci un occhiata siamo sicuri che apprezzerete il talento.

Pics by The Artist

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Etam Cru – New Mural in Vienna for Inoperable Gallery

13/10/2013

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L’attività della ricettiva INOPERAbLE Gallery di Vienna si è fatta in questi ultimi mesi decisamente intensa, nonostante in questo momento sia chiusa in attesa di aprire la nuova sede, la galleria austriaca continua a chiamare a sé una bella fetta di quelle che sono le star internazionali dell’arte urbana sia per allestire interessanti mostre e solo show ma soprattutto per offrire loro l’opportunità di lavorare ad una serie di pareti in giro per le belle strade della città, realizzando così una piccola galleria a cielo aperto, l’ultimo interprete coinvolto in questo progetto ad ampio respiro è Bezt del duo polacco Etam Cru.
Bezt rappresentata la peculiare capacità degli Etam Cru di unire in un’unica pittura il reale e l’irreale, la fantasia con la realtà che si fondono dando vita a spettacolari opere dove la componente fantastica è si ben presente ma risulta assolutamente vera, causando una contraddittorio rapporto finale. Ad aumentare questo particolare sentimento troviamo un tratto assolutamente accurato, con dettagli incredibili ma che strizza fortemente l’occhio al mondo dell’illustrazione e del disegno in generale. Le opere dell’artista si concentrano spesso sulla figura della donna, realizzata dall’interprete attraverso un tratto preciso ed articolato che ci dona anche quelli che sono i dettagli degli abiti o della pelle, dimostrando una sensibilità per il dettaglio con una cura maniacale degli stessi e degli effetti di luce ed ombra.
Potete dare uno sguardo a quest’ultima magia con le immagini dopo il salto, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti sul lavoro di Bezt e del duo Etam Cru.

Pics by Herbalizer

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OX – New Pieces in Paris, France

12/10/2013

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Aggiornamento bello pregno per il grande OX, l’artista francese dopo la superba partecipazione Bien Urbain Festival di quest’anno torna subito al lavoro portando a termine due nuove opere, tra cui non possiamo che non apprezzare l’intervento congiunto con il connazionale Rero (Interview).
Partiamo dalla collaborazione che vede i due artisti lavorare a stretto contatto uno con l’altro su questi due cartelloni pubblicitari adiacenti, Rero realizza il suo spazio realizzando una delle sue consuete scritte tipografiche barrata andando a giocare con il significato delle parole, la frase infatti può essere letta senza le ‘s’ nessun futuro in inglese oppure con la consonante diventando un laconico il nostro futuro in francese, si geniale. OX invece interviene con un divertente cartellone pubblicitario che recita di un divieto di affissione, andando ovviamente in totale contraddittorio con l’idea stessa dello spazio pubblicitario. Proseguendo poi nel suo lavoro personale l’artista ci regala una nuova perla andando nuovamente a portare avanti il personale filone di interazione degli spazi urbani, il gioco ottico che vede OX proporre una sorta di ipotetica continuazione architettonica ed urbano dello spazio che circonda il suo intervento, un lavoro questo che mina ad eliminare il senso stesso della cartellonistica pubblicitaria spostando l’attenzione non sul contenuto ma bensì sul circondario che torna quindi ad essere al centro dell’attenzione. Approfondendo l’artista attua una cancellazione dellostacolo visivo procurato dalle billboards modificandone l’aspetto come se in realtà non fossero affatto presenti, divertendosi a proporre un ipotetico continuum fisico dello spazio nascosto da questi fastidiosi intermezzi urbani.

Pics by The Artist

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Remi Rough – “#roughsketches” Book

12/10/2013

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Remi Rough apre finalmente le porte del personale shop online regalandoci una chicca imperdibile, il noto artista inglese dopo l’eccellente “415/Images of Home” di qualche mesetto addietro, affonda il colpo con una interessante pubblicazione atta a ricapitolare il processo creativo, l’approfondimento e sopratutto la crescita personale nel corso del tempo, nasce così “#roughsketches”.
Con #roughsketches l’artista ci offre l’opportunità in primis di osservare la personale evoluzione artistica e sopratutto mettere le mani su una serie di carte, bozzetti e disegni che diversamente rimarrebbero custoditi dallo stesso non vedendo perciò mai la luce. Il libro è composto da ben 124 pagine e copre un arco temporale veramente vasto con i lavori dal 1996 fino ad oggi, esce in edizione limitata di 100 copie numerate e firmate dall’artista ad un prezzo più che abbordabile di circa 35 Euro. Se volete approfondire e farvi un idea del contenuto è possibile dare un occhiata alla pubblicazione per intero direttamente su Issuu, oppure, e vi portate a casa un bella pubblicazione ve lo assicuriamo, potete procedere all’acquisto direttamente dallo store dell’artista qui, affrettarsi abbiamo infatti l’impressione che finiranno veramente presto.

A 124 page book of blackbook drawings and sketches from 1996 to 2013.
#roughsketches is available in a limited edition of 100 numbered and signed copies.

The book contains 124 pages of sketches and blackbook drawings from 1996 until now and measures 185mm x 240mm. Printed on 300gsm Arcoprint for Cover and 170gsm Arcoprint Text (Fedrigoni papers) PUR bound with a soft touch velvet laminate cover.

Pics and Info by The Artist

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Poeta – A Series of New Pieces in Buenos Aires

12/10/2013

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Con un aggiornamento bello carico e grasso ci buttiamo a capofitto all’interno dell’immaginario firmato da Poeta, l’artista Argentino ci mostra tutti i lavori fin qui realizzati durante l’anno offrendoci un occasione importante per scoprirne la personale visione artistica ed il particolare stile.
In una scena fortemente legata al figurativo come quella sudamericana che vanta tra i suoi artisti tra più grandi esponenti in un questo specifico stilema, Poeta sceglie e preferisce un approccio più legato all’astrattismo portando avanti attraverso i propri lavori una continua ricerca sulle forme, le prospettive e l’uso nelle stesse di una forte concentrazione cromatica. I colori ed il loro sviluppo all’interno delle configurazioni proposte da Poeta rappresentano la vera indole caratteristica delle sue produzioni, questa forse rappresenta l’unica caratterizzazione stilistica figlia del Sudamerica, e dei suoi artisti sempre attenti allo sviluppo dei colori, che l’interprete unisce ad una tematica più vicina alle dinamiche europee. Poeta infatti coniuga nei suoi lavori scala cromatiche, texture, utilizzando proprio le tonalità delle sue creazioni per ampliare il volume e la prospettiva realizzando così una miscela unica ed impattante per chi ci si trova di fronte.
Analizzando le sue composizioni emerge una profonda esigenza di attaccare lo spazio, farlo proprio per trasformarne l’aspetto mantenendone però una visione d’insieme ragionata, in alcuni lavori notiamo l’utilizzo di linee e segmenti che letteralmente collegato ed unisco le forme, le figure risiedono comunque al centro delle produzione alternandosi tra corpi geometrici ed organici. Un artista che ci ha interessato di cui vi diamo modo di scoprire il talento attraverso la bella serie di scatti dopo il salto.

Thanks to The Artist for The Pics

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DALeast – New Mural at Los Muros Hablan Festival

12/10/2013

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Con DALeast apriamo il nostro coverage sulle meraviglie di questa nuova edizione del bel Los Muros Hablan Festival, la rassegna di Porto Rico dopo l’interessante sforzo compiuto in occasione dell’Edizione Newyorkese, torna a casa propria allestendo come sempre un festival ricco di artisti di primissimo livello ed eventi collaterali per tutti i gusti e palati.
Ancora una volta DALeast propone il consueto immaginario che da sempre ne caratterizza l’operato, l’artista concentra i propri sforzi su una elaborazione tecnica che trascina lo spettatore all’interno degli intensi grovigli metallici, gli stessi costituiscono sia il corpo vivo dell’opera creandone la massa stessa ed al contempo rappresentano lo strumento unico per l’artista di rappresentazione del proprio immaginario.
E’ proprio l’artista Cinese con base di Sudafrica ad inaugurare la nuova edizione con uno splendido pezzo che prende chiara ispirazione dalla famosa statua di Cristoforo Colombo presente nella capitale della bella isola caraibica, la riproduzione viene realizzata attraverso il canonico groviglio di filamenti metallici, questa volta però notiamo una maggiore propensione a diminuire drasticamente le larghezza delle linee che notiamo qui decisamente più sottili ed aggrovigliate. L’effetto finale è di un lavoro maggiormente concentrato, un corpo unico quindi con una spiccata dose di dettaglio che accompagna il consueto effetto tridimensionale tipico dei lavori dell’interprete. In ultimo interessante notare come l’artista celi nell’opera una sensazione di caduta e decadenza, la statua stessa realizzata su un background celeste lascia l’impressione di trovarsi letteralmente in caduta libera.
Dopo il salto un bella serie di scatti per approfondire al meglio quest’ultima opere firmata DALeast, dateci un occhiate e restate sintonizzati nei prossimi giorni continueremo a mostrarvi i lavori realizzati per la rassegna.

Pics by San

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JR – INSIDE/OUT Project at Somerset House in London

11/10/2013

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In occasione della sua nuova personale “ACTIONS” all’interno degli spazi della Lazarides Rathbone Gallery, JR torna a Londra a distanza di ben 5 anni e coglie immediatamente l’occasione per portare nella capitale inglese il suo famoso INSIDE/OUT Project.
Il progetto, lo ricordiamo, si sviluppa sull’installazione di una serie di fotografie in giro per il mondo, a differenza di The Wrinkles in The City in cui l’artista analizza la popolazione locale, gli usi ed i costumi, la situazione sociale e politica, realizzando superbe installazioni che si inseriscono all’interno del tessuto urbano, questo progetto vede i protagonisti o inviare direttamente la fotografia per poi ricevere il poster da incollare, oppure – se siete fortunati – avere l’opportunità di farsi fotografare all’interno del camioncino / studio mobile per poi vedere il proprio volto incollato sulle pareti o direttamente sulla strada. Dopo l’emozionante tour giapponese che ha visto JR spostarsi all’interno delle zone colpite dallo tsunami, e l’eccellente visiva a Time Square in quel di New York, l’artista tocca un’altra delle capitali del mondo incollando all’interno della Somerset House un considerevole numero di lavori.
La forte caratteristica sociale, nonché la grande curiosità ed interesse da parte di curiosi o passanti di finire in una delle gigantesche fotografie rappresentano senza dubbio la marcia in più di questo progetto, di cui, nonostante il nostro maggiore interesse verso il più impegnato The Wrinkles in The City di cui aspettiamo presto notizie, non possiamo che mostrarvi una corpulenta galleria di immagini, ma restate sintonizzati se non riuscite a prendere parte all’inaugurazione di stasera, presto infatti vi mostreremo le immagini dell’allestimento messo in piedi da JR per la sua ultima fatica.

Lazarides Rathbone
11 Rathbone Place
London, W1T 1HR

Pics by Butterfly

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BR1 – New Mural at Relazioni Festival

11/10/2013

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Continuiamo a togliere il velo sull’eccellente serie di lavori che hanno accompagnato questa edizione del Relazioni Festival di Rosarno, dopo lo splendido e controverso (Reflections) lavoro di Domenico Romeo, è arrivato il turno di vedere da vicino l’opera di un altro italiano presente alla rassegna, BR1.
Avevamo fatto la conoscenza di BR1 durante il nostro full coverage sui lavori presenti al CHEAP Festival Bolognese qualche mese addietro, ora l’artista ci mostra quanto messo in atto per questa seconda edizione del Festival di Rigenerazione Urbana.
In un periodo in cui il dibattito sulla clandestinità si fà acceso, dove le questioni sugli extracomunitari e più in generale gli stranieri stanno infiammando l’opinione pubblica, BR1 da la propria stoccata, proseguendo il suo particolare filone di riflessioni ma sopratutto denuncia affilata, l’artista porta avanti una tematica fortemente legata agli stereotipi che da sempre accompagnano l’Italia nella comprensione delle culture estere, in particolare focalizza i propri sforzi sulla cultura islamica. Attraverso il proprio stile, condito da intensi lavori di paste-up, BR1 sviscera il proprio lavoro in cui troviamo un totale assenza di filtri, l’artista ci mostra senza nessuna censura anche gli istanti più violenti, quelli zeppi di sangue, spostando poi anche l’attenzione agli attimi di vita quotidiana, sulle impressioni di vita comune, gli istanti ci vengono così raccontati con delicatezza e un filo di ironia. Particolarmente la donna, è più nello specifico il velo che ne accompagna la presenza, rappresentano per l’artista l’emblema dell’ignoranza, attraverso esso mira all’abbattimento di tutti gli stereotipi legati ad essa ed alla cultura a cui appartiene, le opere si fanno così ricche di spunti per un dibattito sano, articolato e profondo ma sopratutto offrono una visione reale, che non possiamo fare a meno di notare manchi un pochino nel nostro modo di pensare, immaginare e relazionarci con queste culture così distanti. La stessa scelta dei colori non è affatto casuale, saturi e belli densi mirano proprio a cercare l’impatto quanto mai più forte con chi ci si trova di fronte. Fermarsi un attimo quindi a riflettere è quanto mai la base essenziale del lavoro portato avanti dall’artista.
Per il Festival BR1 approfitta di questo spazio destinato ad un cartellone pubblicitario per elaborare la propria opera, l’interprete sceglie di allontanarsi un pochino dalla figura classica della donna medio orientale per abbracciare quella di una donna africana, cambia il colore della pelle e anche l’abbigliamento, i concetti espressi però rimangono inalterati e vanno direttamente ad approfondire uno dei temi caldi nella città in provincia di Reggio Calabria. A Rosarno infatti lo sfruttamento di mano d’opera africana ha un forte impatto in termini economici, gli stessi migranti vengono utilizzati per la coltivazione intensiva di agrumi e le loro condizioni di vita sono però a dir poco disumane, vivono infatti in edifici fatiscenti e sporchi, luoghi malsani e zeppi di rifiuti non adatti ad ospitare una vita dignitosa. Da questo spunto BR1 elabora la propria opera, cambiando e ribaltando totalmente le dinamiche sociali, la donna africana da sfruttata diventa desiderio per l’uomo europeo ricco e vestito bene che si abbassa a baciarle la mano, tutto chiaro no?

Thanks to The Artist for The Pics

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Otecki – New Pieces at Bien Urbain Festival 2013

11/10/2013

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Tra gli ospiti più interessanti di questa nuova edizione del Bien Urbain Festival troviamo senza dubbio Otecki, l’artista polacco approda a Besançon portando con se tutto il suo carico di stile ed influenze pittoriche.
Il lavoro di Otecki si sviluppa attraverso un particolare rapporto con la natura, quest’ultimo viene interpretato dall’artista attraverso l’espressione di una serie di figure, delle vere e proprie creature mistiche che abitano questi spazi, un rigurgito delle frenesie e delle fantasie infantili trasportate in età adulta attraverso le proprie paure e sviscerate ora attraverso un binomio in cui gli animali e la natura entrano in un rapporto simbiotico con le stesse. Questi particolari personaggi vengono rappresentati attraverso un tratto morbido unite da alcune componenti astratte, come texture e pattern che ne completano l’efficacia. Diviso tra tinte con caratteristiche più accese e colori molto più tenui e spenti, Otecki sviluppa i propri elaborati portandoli a compimento attraverso i loro vari aspetti, lo vediamo impegnarsi nella rappresentazione dei suoi character, oppure soffermarsi su composizioni a sfondo naturale concentrando il proprio talento sulla rappresentazione di piante, alberi, foglie e frutti dimostrando qui tutto il suo personale e vivo rapporto con l’ambiente, entrambi questi due ambiti vengono invasi da forti influenze come l’arte tribale, il folklore slavo e parte dal cubismo che ne modificano in meccanismi ed i dettagli visivi.
Proprio l’ultimo filone, quello maggiormente in sintonia con la natura sembra interessare l’eccellente creazione dell’artista per la bella rassegna, Otecki sviluppa su questa parete quella che è una composizione floreale, accompagnando l’opera con una bella serie di dettagli astratti come la grande onda che letteralmente ne guida la forma o le belle pennellate scure in diretto contrasto con la delicatezza cromatica delle piante.
Date un occhiata alle immagini in galleria per vedere al meglio tutti i dettagli di quest’ultima realizzazione e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista qui sul Gorgo.

Pics by The Artist

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M-City – New Mural at Traffic Design Festival

11/10/2013

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Per chi pensava che le sorprese da Gdynia e dal suo Traffic Design Festival fossero terminate si sbagliava di grosso, per quella che sta sempre più assumendo le dimensioni di una vera e propria galleria a cielo aperto piuttosto che una manifestazione incentrata in un determinato arco temporale, scende in pista M-City che con quasi una settimana di lavoro porta a casa una delle pareti più bella di tutta la kermesse polacca.
Il folle approccio di M-City si sviluppa attraverso un utilizzo smodato di stencil, quello che lascia maggiormente basiti è infatti la grandezza delle superfici occupate con cui l’artista si trovare a confrontarsi per dare vita alle sue superbe opere. Un lavoro assolutamente minuzioso e paziente attraverso il quale l’interprete continua a portare avanti il proprio personale immaginario, lega la propria visione allo spazio urbano M-City, catapultando su parete i panorami, le costruzioni e le silhouette delle città con una particolare predilezione per gli edifici industriali, il tutto con l’utilizzo di grandi sagome e configurazioni che hanno l’aspetto di possenti ingranaggi. Il tratto poggia le sue basi su un idea tridimensionale abbracciata a piene mani dall’interprete che attraverso uno stile fortemente proprio rivendica l’eccessiva industrializzazione, la cementificazione e le contraddizioni che stanno interessando sempre di più gli aspetti della società moderna.
Per il Festival M-City fa gli onori di casa presentando una superba realizzazione e proseguendo così il personale filone creativo che ne sta investendo gli ultimi lavori. Anzitutto notiamo ancora una volta una scelta cromatica nuova ad abbracciare il pezzo, ma soprattutto l’intenzione stessa dell’interprete di sfruttare a proprio favore la peculiare conformazione architettonica della parete, esattamente come per la facciata dipinta in occasione del CityLeaks Festival di Colonia. A completare il processo produttivo notiamo un insistente cambio nelle intenzioni visive dell’artista che applica al proprio disegno un nuovo effetto, una forte senso di movimento accoglie la figura centrale che si sta per schiantare a terra, intorno invece come se si trattasse di un livello inferiore, notiamo tutta una serie di costruzioni e configurazione scosse dal passaggio dell’oggetto. Bellissimo.

Pics by The Artist

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Phlegm – New Mural in Antwerp, Belgium

11/10/2013

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L’ultima follia di Phlegm prende vita ad Antwerp in Belgio, dove l’artista, dopo l’esperienza in Norvegia con la splendida facciata realizzata a Bodø (qui), ha avuto modo di mettere le mani a questa grande superficie in occasione dell’interessante DayOne Festival.
Quando esercita tutta la propria visione sulle grandi superfici Phlegm riesce sempre a regalarci incredibili lavori, ci lasciano puntualmente a bocca aperta, completamente ammaliati dalla forte dose di dettaglio e soprattutto con la consapevolezza di volerne di più, scoprire di più, poter capire ed osservare con cura tutto gli anfratti di un mondo, il suo, completamente fuori dagli schemi che sa toccare le corde del bambino che è in noi trascinandoci per mano all’interno delle invenzioni, delle costruzioni, della vita pulsante di questo universo dove la fantasia corre veloce su binari impensabili amministrata da uno degli artisti che seguiamo con più interesse. La maggiore peculiarità dell’interprete discerne dal particolare tratto, piuttosto a nostro avviso quello che colpisce è la grande capacità di raccontarci una storia, di mostrarci il mondo partorito dalla propria immaginazione e di farlo attraverso opere sempre differenti, utilizzando segni e simboli appartenenti ad un immaginario a metà tra il fiabesco ed il fantasy, miscelando il proprio background come autore di fumetti per darci l’opportunità di approfondire al meglio tutta la sua particolare visione. I suoi character cuore pulsante delle produzioni, rappresentano lo specchio irrisorio della vita umana, l’atmosfera tra gotico e medievale viene implementata con le classiche tonalità scure, i grigi, il nero e relative sfumature costituiscono l’unico colore di un atmosfera densa e ricca di spunti. Le invenzioni sono molte, mostrandoci l’avanzamento tecnologico, le casupole, le architetture, la flora e la fauna, Phlegm non tralascia nulla, ci mostra tutto quello di cui abbiamo bisogno per proseguire anche da soli questo piccolo viaggio, rilascia gli spunti offrendoci la capacità di poter comporre tutti i tasselli del suo multisfaccettato universo.
Per la sua parete, il grande artista si esibisce in una composizione a specchio, da un grande bacino d’acqua vediamo sollevarsi due gigantesche figure, due dei con al posto del volto un immenso universo danzante che direttamente sulle loro gambe ospitano un micro mondo, con montagne, nuvole, casupole e campi arati, immenso.

Pics by The Artist

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David De La Mano – “Latitud” New Mural in Montevideo

11/10/2013

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Continua la campagna artistica di David De La Mano, l’interprete ha da poco terminato una nuova parete a Montevideo in Uruguay proseguendo il percorso già visto nelle precedenti produzioni che tanto ci hanno interessato.
Se ci voltiamo ad osservare il cammino portato avanti negli ultimi anni da David De La Mano ne scopriamo la costante evoluzione, un percorso il suo che ha al centro del proprio operato la figura dell’uomo, un interrogazione la sua sulle intenzioni e sull’animo stesso delle figura, in bilico tra sentimenti negativi e positivi un rapporto questo che emerge con ancora più efficacia attraverso le due uniche tinte scelte.
Partito con figure decisamente più eteree, l’artista è in seguito passato ad una ricerca della fisionomia essenziale ed infine ad una riduzione delle proporzioni dei corpi in favore della molteplicità degli stessi e soprattutto coniugandoli all’interno di forme e figure ben definite. L’ultimo tassello apportato dall’artista è dato dall’intrinseca esigenza di caratterizzare le proprie figure, i minuscoli uomini che abitano le sue pareti si muovono in una direzione comune all’interno degli stessi, analizzando in profondità le composizione emergono degli esseri diversi che si fondono alla massa, nel cammino comune li riconosciamo per le corna, la coda, un identificazione questa che lascia chi osserva una serie di possibilità infinite.
Nella sua ultima creazione dal titolo “Latitud”, David De La Mano porta a compimento quella che è la caratteristica più evidente nei suoi ultimi lavori, la frattura nel disegno però non è l’unica scelta stilistica che invade l’opera, qui infatti veniamo accolti da un bel effetto a voragine che si impadronisce del lavoro stesso. Vediamo così i canonici character sia avvicinarsi al centro del vortice sia scappare dalla stesso, come se ci trovassimo di fronte ad una rappresentazione di una vera e propria lotta interiore, dove sentimenti contrastanti si dividono equamente lo spazio, dove gli stessi uomini raffigurati reagiscono in modo differente. L’interprete aggiunge così una nuova nota di rapporto, un differente equazione che va ad aggiungersi alle molteplici già presenti e nascoste all’interno del pezzo, non potevamo che apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

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Miss Van and Ciro Shu – New Solo Shows in Los Angeles Recap

10/10/2013

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Dopo una lunga attesa siamo finalmente in grado di mostrarvi un approfondito recap dei due show aperti in contemporanea da Miss Van e Ciro Shu rispettivamente all’interno degli spazi della Soze Gallery e della Time To Shine Gallery di Los Angeles.
Interamente connessi a vicenda, i due show hanno messo visto i personali immaginari dei due interpreti fondersi a vicenda, esattamente come nelle splendide pareti coperte nel corso dell’ultimo prolifico anno, Miss Van e Ciro Shu proseguono a far interagire le proprie visioni, unendole e sviscerandole mantenendo fermi i capi saldi del loro personale stile.
Con “Room for Cream” di Miss Van la Soze Gallery mette in mostra una serie di tele, disegni e lavori su superfici differenti, tutte incentrate sulla figura della donna vista e filtrata attraverso le canoniche donne feline tipiche dell’artista, le vediamo qui cariche di una caratterizzazione ancora più profonda, con spruzzate di romanticismo e qualche elaborato in coppia con Ciro come le splendide cornici a sostegno delle belle tele.
Ciro Shu invece per la sua “Makumbia” all’interno della Time to Shine Gallery prosegue il proprio viscerale rapporto con il legno ed altri materiali da recupero, l’artista incentra il proprio allestimento su una serie di sculture, dipinti e tele elaborate attraverso le consuete ed intricatissime figure al limite del tribale, infine menzione speciale per le vibranti tele dove tra pennellate di colori emergono le complesse configurazioni dell’artista.
Vi diamo l’opportunità di ammirare da vicino i due allestimenti con una bella ed ampia selezione di scatti, dateci un occhiata per apprezzare al meglio tutto il lavoro messo in mostra e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al 21 di Ottobre, enjoy it.

Soze Gallery
2020 E. 7th St Suite B
Los Angeles, CA. 90021

Time to Shine Gallery
2020 E. 7th St Suite C
Los Angeles, CA 90021

Thanks to DOZE for The Pics

SAN – New Mural at Le 4eme Mur Festival

10/10/2013

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Tra le grandi stelle di questa nuova edizione de Le 4eme Mur Festival di Niort troviamo senza dubbio Daniel Muñoz aka SAN che insieme a AlexOne, Ericailcane, Bastardilla, Amandine Urruty, Nicolas Barrome e RCF1 animerà le strade della bella cittadina francese tra spettacolari pareti ed interessanti esibizioni collaterali.
Con il grande artista spagnolo leviamo il sipario su questa nuova edizione, SAN infatti ha da poco terminato una delle sue splendide realizzazioni proprio in occasione dell’apertura della sua “Touché” di cui vi daremo seguito nei prossimi giorni. Ancora una volta a destare interesse negli elaborati dell’interprete è innanzitutto l’efficacia del tratto stesso, non più come mero orpello visivo o semplicemente una mera riproduzione fedele, SAN esibisce si una tecnica assolutamente valida, coniugandola però attraverso le proprie visione in totale simbiosi con il paesaggio circostante. La particolare conformità della parete diventa così motivo di studio ed interesse per l’artista che ne sfrutta l’architettura per ridisegnarne completamente l’aspetto. Seguendo così quella che è la silhouette della torre alle spalle dell’edificio l’interprete dà vita ad una memorabile istantanea, riproducendo quelle che sono minuscole abitazioni e casupole, al centro dell’opera però troviamo due personaggi piuttosto bizzarri, sono loro infatti ad attirare maggiormente la nostra attenzione. Si tratta di un uomo ed un bambino, l’abbigliamento ad una prima occhiata ci risulta assolutamente stravagante, approfondendo però si notano una serie di dettagli, simboli ed oggetti che tutto intorno ai corpi sviluppato spunti e temi differenti, la stravaganza delle due figure risulta in netto contrasto con tutto ciò ruota intorno loro nei personalissimi copricapi, nelle maschere e nelle cinture che spingono chi osserva a cercare una personale soluzione all’enigma.
A concludere notiamo l’intelligenza dell’artista che decide di non intaccare fondamentalmente quelle che sono le tonalità del muro anzi decide di utilizzarle per il proprio stesso dipinto, le fa proprie, realizzando così un opera che ci regala senza dubbio un esperienza ancora più immersiva, spettacolare.

Thanks to Winterlog Galerie for The Pics

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SURFACE Group Show at Bonobolabo Space

10/10/2013

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Il Bonobolabo di Ravenna è lo spazio concepito ed ideato per miscelare insieme le diverse attitudini che la strada riesce ad offrire, raccogliendo tre delle sue peculiarità ed immettendole all’interno degli spazi della struttura, si potrebbe pensare tranquillamente ad concept space pensato per accogliere lo skatebording, la fotografia e l’arte in generale, tre emisferi questi che alcune volte incrociano la propria esistenza favore uno interscambio tra culture differenti sicuramente valido ed interessante.
Nella sua insistente programmazione ecco arrivare al punto di incontro massimo con SURFACE infatti si è pensato di unire questi tre mondi così diversi un unico ed atipico group show chiamando a raccolta tra i migliori esponenti della street art nostrana, nomi che ben conosciamo e di cui siamo soliti mostrarvi gli spostamenti e le opere. 108, 2501, Luca Barberini, Basik, MrFijodor Benzo, Centina, DissensoCognitivo, Ivan il poeta, James Kalinda, Pixel Pancho, ReFRESHink, SeaCreative, Tellas presenteranno ciascuno una propria ed unica tavola da skateboard personalizzata attraverso il proprio personale immaginario accompagnando l’opera con una fotografia di uno dei propri lavori. Usurate, recuperate ed infine dipinte a mano le tavole mostreranno quindi le differenti applicazioni che ogni tematica propria di ogni interprete saprà offrire su questo particolare medium, un idea che in ci stuzzica parecchio.
L’appuntamento è fissato per questo Sabato 12 Ottobre, per poi passare il giorno successivo in compagnia di Basik che si cimenterà in un bel live painting negli spazi del CISM di Lido Adriano, noi ve lo abbiamo detto ma se proprio non riuscite a passare don’t worry a tempo debito vi mostreremo un bel full recap dell’evento, perciò stay tuned!

Bonobolabo
Via Centofanti 79
48125 Ravenna

Thanks to Bonobolabo for info e pics

Andrea Casciu – New Mural at Campidarte

10/10/2013

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Siamo rimasti affascinati e rapiti dal progetto Campidarte, la vita e la particolare atmosfera che regnano nel luogo rimettono l’uomo su un binario perso, antico e oramai figlio di reminiscenze appannate, la pace interiore con il vento a far da co-protagonista, i suoni della natura, il battere del sole mentre ci si avvicina curiosi agli stabili, un immersione totale in una finestra sospesa tra la frenesia dei giorni nostri, delle città e della sociatà moderna che stride con la natura, il suo incessante brulicare di vita, la pace dei sensi, in un rapporto che nonostante tutto è rimarrà sempre intrinseco all’uomo. Campidarte rappresenta un punto d’approdo per chi condivide con gli organizzatori del progetto l’idea che si possa fare sostenere con impegno un ritorno alla natura e laddove circondati dal verde ci si possa esprimere al meglio, il vecchio pollaio si trasforma così, gli immensi capannoni vengono completamente ridisegnati dalla mano e dall’immaginario degli artisti attraverso piccole residenze che possano incentivare l’alchimia con la flora e la fauna.
Dopo le incursioni di Tellas, Ciredz e Crisa andiamo a vedere il lavoro firmato da Andrea Casciu per il bel progetto, l’artista con questo nuovo lavoro prosegue la sua personale visione che lo vede reinterpretare il proprio volto attraverso un processo di sensibilizzazione del tempo. La tematica della vita che scorre accarezza così il tratto leggero e delicato dell’artista, si sofferma sui dettagli del viso sul particolare tratto fino a lasciarsi ammaliare dal nero avvolgente. L’auto analisi portata avanti da Andrea Casciu si rivela nella naturale esigenza di sviscerare il particolare rapporto che ci lega alla nostra stessa immagine, ne siamo assuefatti eppure ci riconosciamo in essa, ci identifichiamo e ci immaginiamo esattamente come ci vediamo un esperienza profonda che ci permette di identificare il nostro stesso io. Non solo, l’interprete attraverso il proprio stile apporta anche un confronto personale sia dal punto di vista visivo, dove l’immagine stessa del volto rappresenta quel determinato momento di vita che viene così evocato attraverso la pittura, sia attraverso un scambio ed un momento di crescita con noi stessi, in un ipotetico dialogo a due affrontato da noi ed il nostro subconscio.

Thanks to Campidarte for The Pics

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Reflections – Domenico Romeo’s Last Mural in Rosarno

10/10/2013

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Reflections è un dialogo che vogliamo istaurare con voi, un testo aperto, uno spunto di discussione e riflessione su determinati argomenti che ci hanno maggiormente coinvolto e che per una ragione o per un’altra ci spingono ad aprire un dialogo con voi.

Domenico Romeo’s Last Mural in Rosarno

I giorni successivi devono essere stati destabilizzanti, trovarsi in un confronto con il nulla a cercare di afferrare le mosche con le proprie mani forse è questa la similitudine che meglio calza per la questione dell’ultimo lavoro firmato da Domenico Romeo. Abbiamo deciso di aspettare prima di uscire con questo speciale, volevamo far calmare le acque, non intralciare i lavori e la programmazione del festival ma soprattutto infierire sul cumolo di polvere messo in piedi dal dissenso per un opera che sinceramente facciamo molta fatica a capire – non l’opera, il dissenso – sempre che ci sia qualcosa da capire.
In un paese dove regna il controsenso non stupisce la mossa di quel manipolo di persone che hanno sentito il diritto di portare avanti una raccolta firme che potesse cancellare il murale in questione, evidentemente si sono sentite chiamate in causa e per lavarsi la coscienza hanno preferito la mossa più ardita, rivendicando loro stesse quella piovra come il simbolo ‘ndrangheta, il collegamento visivo e tematico è partito qui per andare ad intaccare quello di altri, propagandosi a macchia d’olio fino alla serie possibilità che il pezzo potesse essere compromesso.
Senza mezzi termini uno schifo, e riflettendo accuratamente veniamo colti dall’amarezza, si ha la sensazione di una sconfitta, uno sconfitta su più punti, innanzitutto non si è voluto capire la personale visione artistica e tematica portata avanti da Domenico Romeo, si è cercato di strumentalizzarne il talento per far emergere un qualcosa che non è, non esiste e che anzi sposta l’attenzione sull’osservatore quando invece questa è unicamente riservata al dialogo interiore dell’interprete con se stesso.
Presupponendo che la censura con la cancellazione quindi del dipinto stesso, non trova alcuna ragione se non quella di aumentare l’importanza dell’opera, scolpendola nella memoria di tutto come ‘il famoso lavoro cancellato’, soprattutto ci viene da chiederci se costoro abbiamo davvero osservato, si siano davvero fermati a vedere i dettagli e gli spunti offerti sulla parete, ci sembra impossibile non abbiano notato la lancia dorata che trapassa il corpo della bestia. Un monito di speranza scagliato con energia e forza all’interno dell’animale, un modo per abbatterlo per liberarsi delle sua ingombrante presenza, un immagine quindi che se proprio volevano accostata alle mafie poteva tranquillamente essere vista come un simbolo della lotta, forse allora era meglio dire che non volevano che il muro fosse imbrattato.

Abbiamo chiesto all’artista di scrivere le proprie impressioni, la sua storia per dar voce anche a chi fino ad ora ha preferito tacere, giusto per concludere in bellezza.

Sono stato invitato dall’associazione A di Città di Rosarno (RC) a partecipare al festival della Rigenerazione Urbana che ha visto la sua seconda edizione a settembre di quest’anno. Per impegni lavorativi ho anticipato il mio intervento murale in agosto. Al termine del lavoro mi sono giunte una serie di notizie più o meno confuse riguardo il dissenso di alcuni cittadini per il soggetto rappresentato. Il mio Octopus Vulgaris, meglio noto come polpo o piovra, ha suscitato scalpore perchè simboleggia, secondo alcuni, le mafie (la ‘ndrangheta nello specifico). Tanto scalpore da indire addirittura una raccolta firme per farlo cancellare. Sempre secondo lo sparuto nucleo di cittadini, Rosarno non merita questa etichetta “infamante”.

A fronte di tanta superficialità mi viene da chiedermi se codesti non siano gli stessi che da sempre sono stati abituati a nascondere e a nascondersi, donando cellule vive a cancri per alimentarsi. Se non siano gli stessi che hanno taciuto a un’ingiustizia, che non hanno reagito a un’offesa o che addirittura sedevano nei posti di potere concedendo appalti per la realizzazione di opere mai finite, proprio come la costruzione dove sono intervenuto. Mi viene da chiedermi perché tanta superficialità, proprio nel mare della superficialità sguazzano le piovre. Mi viene ancora da chiedermi chi siano queste persone perché effettivamente NON LO SO. Nessuno mai mi ha contattato in nessuna forma per chiarimenti a riguardo. Hanno vestito da soli i panni di Achille Bonito Oliva lanciandosi in autonome interpretazioni semplicistiche e facilone. Mi domando anche se loro conoscano me, il mio lavoro, il mio ambito di ricerca e di intervento. Mi chiedo se sanno che sono nato e cresciuto a pochi chilometri da Rosarno e certi fenomeni, come la ‘ndrangheta, li conosco bene.

Io non ho mai fatto denuncia sociale, attraverso il mio lavoro cerco di parlare a me stesso scavando dentro il baule dell’interiorità per affrontare le paure e gli stati d’animo mutevoli. Metto su carta o su muro la sfida contro il noto ignoto, quell’Io col quale convivo e a cui parlo. Scrivo criptato perché ciò che voglio dire ha un solo lettore. Le mie lettere si assemblano a disegnare mostri che devo affrontare o montagne che devo scalare.
La Piovra di Rosarno, dunque, parla principalmente di me e a me. Un mostro dai molti tentacoli, emerso dal “nero” del mio abisso interiore, TRAFITTO! Le molte sfaccettature del mostro SCONFITTE! ABBATTUTE! L’indifferenza, l’omertà, la superficialità ESTINTE! Ebbene si, a dispetto di chi non l’ha voluto vedere, il mostro è trafitto da parte a parte da un raggio dorato di speranza. Io, da figlio della piana di Gioia Tauro, ho voluto esprimere il sentimento della maggioranza dei cittadini (quelli senza prosciutti sugli occhi) che hanno abbattuto i propri mostri interiori contribuendo all’indebolimento di mostri più grandi.

Perché i mostri comuni vengono generati dai mostri che i singoli allevano dentro, infatti il titolo dell’opera murale in questione é: MASSES’ EVIL, INDIVIDUAL DEVIL. 
Non basta impedire a una persona di esprimersi o cancellare le tracce di ciò che ha fatto per ristabilire un ”ordine”, ma è utile guardare dentro se stessi e interrogarsi per protendere al Giusto. Sempre. 



Domenico Romeo



SatOne – “TI:ME” New Mural in Rockenburg Germany

10/10/2013

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Dopo l’esperienza di Colonia all’eccellente CityLeaks Festival, SatOne si sé spostato a Rockenburg dove, invitato da Drawaline che ne ha curato il lavoro, ha avuto modo di realizzare questa nuova opera all’interno del progetto di riqualificazione dei muri della prigione cittadina.
Ancora una volta SatOne fa ampio sfoggio della sua qualità pittorica, il grande artista con “TI:ME” prosegue nella propria personale visione continuando ad esplorare una moltitudine di forme e configurazioni differenti miscelandole insieme attraverso dipinti e soprattutto contenuti di rilievo. Un lavoro che nella sua costante ricerca porta l’artista ad esplorare anche l’efficacia dei colori e delle differenti applicazioni che gli stessi possono attuare nei suoi contenuti, la decostruzione delle immagini avviene attraverso la scelta di incanalare differenti forme e colori insieme, le vediamo muoversi e sovrapporsi, cambiare direzione e nei loro intermezzi mutare il personale aspetto attraverso cambi repentini di tonalità oppure con splendidi effetti di luce ed ombra.
Per questa sua ultima meraviglia SatOne interpreta a proprio modo la particolare location prendendo spunto dalla forma del nastro di Moebius, la particolare conformazione dello stesso apre quindi ad una serie di tematiche fortemente legate al tempo ed allo spazio, quanto mai attuali per lo spot a disposizione.
L’artista realizza la propria visione costruendo il proprio lavoro intorno ad una linea rossa che attraverso scorrendo tutto il tratto del nastro, notiamo però una serie di interruzioni che possono essere facilmente interpretate come ostacoli o circostanze incontrate durate il proprio ciclo vitale. È interessante vedere come in questa elaborazione il tempo venga raffigurato come un loop infinito, nonostante quindi lo scorrere delle vita che ha un termine, qui sembra che l’interprete voglia focalizzare l’attenzione sulle esperienze ed in generale sul modo in cui viviamo il nostro tempo, si può restare indietro rispetto agli altri oppure vivere rapidamente il proprio presente ed ancora rimanere imprigionati nei ricordi.
SatOne dimostra tutta la sua delicatezza elaborando tutto ciò sul muro di una prigione mettendo in relazione chi si trova al suo interno e chi all’esterno, tra quelli che vivono le proprie esperienze liberamente ed i detenuti incastrati in un cella, ma ponendo tutti allo stesso livello, il paragone poggia infatti su un binario emotivo incentrato sulle differenti vicende personali e di come esse influenzino la velocità e lo scorrere della vita.

Pics by Graffuturism

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Ludo – “Biohazard” New Piece in Paris, France

09/10/2013

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Sempre attenti a mostrarvi gli sviluppi del lavoro di Ludo, il grande artista francese continua la propria personale campagna con questa nuova opere realizzata nuovamente per le strade della suo Parigi in Francia.
Uno degli artisti probabilmente più rappresentativi Ludo da anni porta avanti un personale immaginario che lo vede cambiare i connotati di parete e i cartelloni pubblicitari, le opere dell’interprete francese di distinguono per l’inserimento nei canonici paste-up di una vernice verde acido che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica delle sua creazioni, a concludere la spiccata sensibilità per il mondo naturale e soprattutto le improbabili opere di mash-up.
Dal titolo “Biohazard” quest’ultimo lavoro è una nuova combinazione che vede unirsi i classici ombrellini da aperitivo e cannuccia con una delle taniche contenente materiale altamente tossico, Ludo con questo nuovo lavoro di paste-up oltre a portare avanti il proprio personale stile, fatto di incroci cromatici tra sezioni in bianco e nero ed il suo classico verde acido, prosegue anche la sua velata critica sociale. L’artista francese non solo si diverte a realizzare opere fini a se stesse, piuttosto attraverso le stesse pone il seme del dubbio, come una frase sospesa a metà, mostra a chi ha voglia di osservare lo stato della società attuale, divertendosi a commutarne i simboli a mischiarli fra loro facendo emergere nuovi oggetti, cose ed animali, che sanno di impossibile ma che al contempo proprio per la loro stessa natura spingono ad una riflessione.
Una finezza artistica che si sposta di parete in parete attraverso i veloci attacchi di Ludo, i colori a ribadirne i concetti, le forme strane, sconnesse, figlie di un immaginario folle, a ricordarci proprio nella loro irrazionalità le cose veramente importanti.

Pic by The Artist

Corn79 – A Series of New Pieces

09/10/2013

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A distanza di parecchio tempo torniamo a mostrarvi i lavori di Corn79, l’artista ci mostra una bella serie di nuove opere realizzate in queste ultime settimane in giro per l’Italia dove ha avuto modo di partecipare ad una serie di eventi di spessore tra cui Sketchmate Festival 2013 ed il bel progetto di riqualificazione all’interno del carcere di Tirano di cui vi stiamo mostrando le immagini giorno per giorno.
Veramente un impatto tremendo questo con in nuovi lavori di Corn89, a colpire immediatamente il nostro sguardo è il nuovo approccio visivo adottato dall’artista, per questa sua nuova serie di interventi il tratto si fa tremendamente più istintivo ed incisivo, le colate di vernice o le morbide pennellate fanno da vero e proprio background per le costruzioni astrali solite della visione artistica dell’interprete, meno pulizia visiva, meno ordine ma più istinto che muove la propria energia nello spazio a disposizione lasciandoci assolutamente esterrefatti.
Corn79 si allontana in parte da una visione più strutturata del proprio operato per abbracciare un idea più spontanea, il tratto si fa irrequieto e la scelta a nostro avviso è certamente vincente, le particolari tematiche che l’artista è solito proporre ben si prestano a questa tipo di innesti artistici, la sensibilità propria per le forme, le costellazioni, i vortici astrali, le linee che da sempre ne caratterizzano i lavori viene amplificata dalla scelta di utilizzare come base e vera e propria scenografia, una serie di palette di nero e grigio od addirittura vere e proprie colate di colore. Il risultato di questa scelta catalizza innanzitutto lo sguardo di chi osserva all’interno della figura proposta trascinando una ricerca del dettaglio, dei cambi di colori intervallati dai tagli delle linee, dalle forme e dalla loro sovrapposizione che ruotano sulla superficie. La configurazione che emerge ne risulta così arricchita, nell’impatto finale si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un grande energia come se ci fossimo a gravitare intorno ad una grande forma ed ad osservarne meravigliati tutti il suo splendido aspetto.
Tutto questo mantenendo inalterato il forte senso di movimento che da sempre ne caratterizza le creazioni ed anzi proseguendo nei dettagli più piccoli la grande precisione e pulizia visiva attraverso piccole componenti gravitazionali dalla forma sferica che letteralmente si muovono intorno al risultato finale.
Vi lasciamo in compagnia con l’ampia galleria dove potete ammirare tutti i progressi e le opere dell’artista con tanto di collaborazione con Etnik per il lavoro indoor, dateci un occhiata e restate qui sul Gorgo per nuovi approfondimenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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Swoon – New Mural in London, UK

09/10/2013

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Diverso tempo che non approfondiamo il lavoro di Swoon, la grande artista statunitense dopo diversi mesi torna al lavoro spostandosi a Londra dove ha da poco terminato questo nuovo pezzo nella sempre florida zona di East London.
Considerata a ragione una delle artiste più importanti ed influenti, Swoon fà parte della prima ondata di street artist, al lavoro fin dalla fine degli anni ’90 l’interprete con il tempo a raffinato e portato avanti la propria personale visione artistica. Le opere di Swoon rappresentano la perfetta unione delle differenze influenze subite dall’artista nel corso del tempo, sebbene i protagonisti siano come sempre le persone, spesso amici o familiari, lo stile è quello di paste-up condito da uno stencil raffinato dove emergono spunti differenti, dalla cultura popolare passando per le stampe indonesiane e le ombre cinesi. Le location scelte da Swoon sono quelle dei luoghi abbandonati, gli edifici in stato di degrado, ponti, scale, e pareti scrostate, il tratto è molto particolareggiato, le linee forti e la grande propensione per il dettaglio aumentano la realisticità dei character rappresentati che vengono spesso proposti in un contrasto con elementi storici od architettonici oppure unite ad una serie di configurazioni astratte dal forte impatto visivo.
Per questo suo ritorno in Inghilterra a distanza di circa tre anni dall’ultima volta ci aspettiamo una bella infornata di nuovi lavori, nel frattempo ci godiamo il primo con gli scatti dei dettagli e di tutta la sua magia, dateci un occhiata e restata sintonizzati.

Pics by San

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ZED1 – New Mural in Brooklyn, New York

09/10/2013

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Stiamo seguendo con estremo interesse lo sviluppo dei lavori del nostro ZED1 negli States, prosegue infatti il bel periodo dell’artista a New York, il grande interprette italiano ha da poco completato un nuova facciata carica del suo inconfondibile stile in uno dei luoghi più vivi della grande mela, Brooklyn.
Il particolare stile visivo che accompagna le creazioni di ZED1 poggia le sue basi sulla scelta dell’artista di affidare ai propri character quelle che sono le tematiche del proprio lavoro, attraverso essi porta avanti e tocca i temi più disparati, anche quelli più difficili, arrivando a trattare quelli che sono i comportamenti e le contraddizioni che distinguono l’uomo e la società moderna. L’artista agisce senza alcun tipo di freno, senza filtri si addentra nelle piaghe più profonde, ne analizza il contesto ed il contenuto sviscerai la propria personalissima visione. Dipinge con delicatezza l’interprete accompagnando le proprie tavole con una forte caratterizzazione quelli che sono i suoi canonici personaggi, li vediamo immersi in un mondo che rappresenta senza troppi giri di parole uno specchio del nostro, ci raccontano gli istanti vivendoli sulla loro pelle, le brutture e le contradizioni arrivando a toccare temi impegnativi come quelli sociali ed economici. Non solo però, l’artista sa anche prendersi dei break da tutto questo, mostrandoci quello che è il lato più divertente delle sua pittura, realizzando lavori meno impegnati, più rilassati, semplicemente da guardare ed ammirare per la grande particolarità pittorica e la cura del dettaglio. Proprio in quest’ultimo filone risiede quest’ultima bella parete dipinta da ZED1, l’artista prende ispirazione della famosa legenda metropolitana dei coccodrilli nelle foglie per realizzare un divertente scena che vede un uomo trovarsi faccia a faccia con la bestia. Potete apprezzarne i dettagli attraverso i bei scatti i galleria, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Artnine

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Pixel Pancho – New Mural in Jersey City for Savage Habbit

09/10/2013

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Torniamo a parlarvi di Pixel Pancho, il grande artista italiano irrompe a Jersey Cirty dove ha da poco terminato un’altra delle sue splendide facciate, il lavoro è stato organizzato dal team di Savage Habbit e vede l’interprete confrontarsi con questa grandissima parete proprio nel centro cittadino.
Pixel Pancho ci ha sempre abituato a sottili rimandi a tematiche più complesse ed articolate, immettendo nei suoi lavori una forte componente sensibile, attraverso quelli che sono i suoi famosi character, i grandi robot ci mostrano uno specchio reale e vivo della vita umana, lo fanno portando all’estremo, per certi versi anche ingigantendo, proprio come il loro mastodontico aspetto, quelle che sono le debolezze e le varie sfaccettature della nostra natura, dannatamente imperfette nonostante nel loro essere macchine dovrebbero rappresentare esattamente il contrario. Questo particolare rapporto spesso è stato rappresentato dallo stesso Pixel Pancho attraverso veri e propri punti di congiunzione tra i due differenti mondi, con l’inaspettata nascita di lavori dove in unica tela, sia il mondo robotico che le trame di quello umanoide prendevano il giusto posto attraverso un ipotetico rapporto tra macchina e bambino. Questi lavori forse anche maggiormente rispetto al filone rusted che ne sta influenzando con forza le produzioni attuali, rivela tutta la sensibilità dell’artista che si ritrova e si identifica nei volti e nelle espressioni felici dei suoi personaggi in carne, segnando il passo quindi ad un profondità ed un legame con gli stessi elaborati decisamente più importante.
Proprio quest’ultima tematica sembra ritornare con vigore nell’ultimo dipinto dell’artista, Pixel Pancho nella bella cittadina americana dà sfogo a tutto il suo talento e, prendendo spunto da un classico quadro vittoriano, dipinge quello che ha l’aspetto e le sembianze di un vero e proprio quadro di famiglio, a spiccare ovviamente è la figura del ragazzo sulla sinistra, in netta contrapposizione con tutti i suoi consanguinei di metallo. La sensazione è quella di trovarsi di fronte alla classica pecora nera della famiglia, il diverso, l’artista, tutto incentivato da una serie di contrapposizioni sottili, a completare infine il lavoro, il consueto calderone di ricercatissimi dettagli, la grande profondità, al servizio di un immaginario assolutamente incredibile, mai un riciclo, mai un elemento in comune, Pixel Pancho ci lascia sempre qualcosa di nuovo, chapeau!

These past few days have been a ton of fun for us with the wall painted by Ekundayo and now Pixel Pancho as a part of our Savage Habbit murals project endeavor. Taking from his family life of personally being looked at as the “black sheep” (i.e. being an artist) Pixel painted this stunning large scale mural right in the heart of downtown Jersey City, NJ, with of course the human boy being a reflection of himself. This robotic Victorian style family portrait is on a whole other level from his usual walls, incorporating a ton of detail and characters, a bit more like his paintings. We’re absolutely thrilled to have been able to work with him and have this piece of art in our streets, so be sure to check out our Flickr for all the progress and detail shots of this brilliant piece.

And of course a big thanks to Paul from Del Forno Real Estate for letting us paint his wall and the City of Jersey City for helping to make this happen (and a shout out to Terrence… the best lift operator around!). Enjoy!

Pics by Savage Habbit and Elisabetta Riccio

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Ever – New Mural in Brooklyn, New York

09/10/2013

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Prosegue l’intenso tour di Ever in giro per gli Stati Uniti, il grande artista argentino per questa sua ultima creazione è di tappa a Brooklyn, in quel di New York dove continua ad esplorare il personalissimo approccio vivo che sta caratterizzando quest’ultimo anno di lavori.
In quest’ultimo anno specialmente abbiamo assistito ad una pazzesca metamorfosi, passando allo step successivo e sperimentando diverse formule, Ever è approdato alla giusta alchimia. Se da una parte infatti continua la personale visione onirica ed astrale con i fasci di colore che fuoriescono dagli occhi, dall’altra l’incanto scenografico che si arricchisce, l’artista si impegna a realizzare veri e propri scenari che si amalgamano al meglio con quanto rappresentato, si immerge nelle proprie visione e ci mostra il frutto del suo immaginario accompagnandoci all’interno di tavolozze di colori ricchissime, repentini cambi di tonalità, pennellate morbide che si inanellano fra loro regalandoci un colpo d’occhio maestoso ed assolutamente efficace. Un tratto fortemente espressionista che amplifica portando al limite le tematiche care ad Ever, realizzando così un binomio tra gli stessi fasci colorati, saturi, pieni di energia, ordinati e ben disposti in contrapposizione con la vivacità e l’intemperanza delle tavolozze applicate. I lavori risultano così più maturi, ricchi di spinti e di dettagli da ricercare ed attraverso i quali lasciarsi guidare nelle tavole significative firmate dall’interprete.
Per questa ultima realizzazione organizzata dai ragazzi di 1985 Magazine, Ever ci mostra la seconda versione di “Plastic exercise to describe the alteration of reality”, il lavoro è l’ideale proseguo della precedente parete realizzata all’interno del The Painted Desert Project, con la quale giustappunto abbiamo modo di riflettere sulla nuova impronta visiva adottata, stupendo.

Pics by Fatking via The Artist

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Parra – “And Wait for Something to Happen” Show at Ruttkowski68 Gallery

08/10/2013

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Dopo la bella Il Senso di Colpa ospitata all’interno degli spazi della Galleria Patricia Armocida di Milano, il grande Parra (interviewed) ha da poco aperto la sua ultima fatica “And Wait for Something to Happen” all’interno degli spazi della bella Ruttkowski68 Gallery di Colonia.
Per questa nuova esibizione Parra decide di concentrare i propri sforzi su un nuovo spettro emotivo, l’attesa che accada qualcosa viene così concepita e sviscerata dall’artista olandese attraverso il proprio personalissimo immaginario, spazio quindi ai canonici birds con la piacevole sorpresa dell’utilizzo di un nuovo colore, il verde, a dare man forte ai consueti rosso, blu, bianco e nero.
L’allestimento è composto da 11 tele belle sature ed una serie di altrettanti disegni in bianco e nero, a completare il tutto la consueta collaborazione con i ragazzi di CASE STUDYO che questa volta si fa duplice, da una parte l’irriverente “Vaso di Culo”, dall’altra invece una nuova serie di doppie realizzazioni dal titolo “Down”, chapeau!
Vi offriamo l’opportunità di vedere da vicino tutto lo splendido allestimento con il consueto ricchissimo recap, per chi invece volesse concedersi l’acquisto dell’eccentrico vaso o della bella realizzazione, entrambi in porcellana, non resta che contattare i ragazzi di CASE STUDYO direttamente qui, affrettarsi che vanno via come il pane.

Parra, whose real name is Piet Janssen, is a Dutch artist whose works are distinguished by their study in contrasts. They are at once figurative and abstract, colorful and plain, as illustrated in his solo exhibition, And wait for something to happen. The works on show feature chubby females experiencing both the normal and abnormal in a metaphoric and literal sense.

Parra says he is inspired by “the everyday and the awkward,” whether it appears on the internet, in books, or in events he has observed. This allows him to address or even exaggerate issues using irony, humor and sexuality. Parra’s dry, witty and frank interpretation of glamor, pop culture and mass consumption has made him a darling of the art world.

Ruttkowski68 Gallery
Bismarckstrasse 68
50672 Köln

Pics by AM and The Gallery

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Mesa – New Mural in Paris, France

08/10/2013

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Veramente diversi mesi dall’ultima opera firmata Mesa, l’artista spagnolo torna a colpire e lo fa un nuova opera realizzata in quel di Parigi in Francia.
Per Mesa abbiamo una particolare predilezione, l’interprete riesce a toccare le corde più estese e profonde dell’animo umano attraverso pitture che risaltano le profondità dello stesso, lo spagnolo mette in atto un importante connessione con chi osserva i suoi lavori, mai banale l’artista si sofferma su alcuni istanti, scatta un immagine nella propria mente e ne riproduce il tratto. Lo stile si fa realistico e vivo, intriso di tonalità spente però, il grigio e i giochi di ombra si susseguono aprendo i suoi lavori a differenti stimoli riflessivi, i pezzi risultano sospesi, delicati nella loro forma, quasi adagiati sul muro, ne fluisce un senso di inquietudine, tristezza, un vortice di emozioni spigole che abbraccia il tratto, si dipana sulla superficie avvolgendo lo spettatore in una bolla emotiva, trasportandolo in una forte sensazione di turbamento.
Mesa per questa sua ultima creazione prende possesso di questa porzione di parete precedentemente occupata, il lavoro che ne emerge ci mostra il volto di un bambino con le mani in faccia, raccolto in una smorfia di tensione. Le tinte utilizzate rispecchiano perfettamente le precedenti produzione, con una concentrazione maggiore forse, l’artista sembra abbia voluto volontariamente interagire con le scritte precedenti lasciando così al ragazzo le mani sporche dandoci l’impressione che si tratti di sangue.

Pics by The Artist

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Mobstr – A Series of New Pieces in London

08/10/2013

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Dopo un periodo piuttosto lungo di latitanza dalla strada torna Mobstr con un breve aggiornamento attraverso il quale godiamo del consueto stile umoristico che da sempre ne distingue le produzioni urbane.
È sempre un piacere mostrarvi l’operato di Mobstr l’artista da anni concretizza su muro ed in qualsiasi altro anfratto pubblicitario la personale visione dell’arredo urbano, interagisce con lo stesso mostrandoci le dissonanze di una società spesso contraddittoria, mettendo in scena, attraverso frasi ad effetto, o divertenti giochi di parole, le sue brutture, sembra porsi ad un livello superiore di osservazione dal quale ci indica l’altro lato della medaglia spesso celato ad una prima frettolosa occhiata. Forse è questo il senso più stretto del lavoro di Mobstr, una costante estensione di parole che possano definitivamente farci aprire gli occhi, osservare ciò che ci circonda in modo diverso, oppure semplicemente farci sorridere e istillare il seme del dubbio sull’effettivo significato di quanto proposto.
Un comunicatore nato quindi che torna alla ribalta con una infornata di lavoro, presumiamo in quel di Londra, dove c’è tutto il campionario dello stile inimitabile di Mobstr. Si parte con il cartello pubblicitario leggermente scollato a cui fa il verso, passando per le raccomandazioni su come rimuovere i graffiti dai muri, passando per la consueta frase sconnessa e la pittura indoor con il suo canonico HUH?.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti, magari con qualche storia delle sue (qui), mi diamo modo di dare un occhiata più approfondita ai lavori con le immagini in galleria.

Pics by The Artist

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Vhils – New Piece in Paris, France

08/10/2013

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Dopo la bella parete realizzata in occasione dell’Avant-Garde Urbano Festival pare che Vhils si sia spostato a Parigi dove ha da poco terminato un nuovo pezzo dei suoi, visibile se vi trovate in zona in Rue la Fontaine du Roi.
Attraverso uno stile facilmente distinguibile Alexandre Farto aka Vhils prosegue con i suoi interventi a segnare le profondità delle pareti che decide di trasformare, i suo interventi lo ricordiamo sono caratterizzati dalla scelta di non dipingere sul muro ma piuttosto attuare un vero e proprio lavoro di distruzione della parete fino a far emergere la figura designata, le tematiche del lavoro dell’artista sono incentrate fondamentalmente sulla rappresentazione di volti e tratti del viso elaborati che, grazie alla tecnica attuata, emergono letteralmente dalla superficie del muro. Nonostante ci siano state delle interessanti sperimentazioni, con materiali differenti e sopratutto unendo le canoniche facce con una serie di texture e pattern, abbiamo spesso riscontrato un senso di staticità nelle creazioni dell’artista che da anni continua a proporre questo filone non riuscendo a trovare uno spunto successivo a questa sua particolare tecnica. Nonostante questo ribadiamo comunque la grande efficacia e l’impatto incredibile che le creazioni del portoghese lasciano trasudare, la grande abilità di riproduzione al limite del fotografico e proprio la particolare scelta di togliere piuttosto che aggiungere restano sempre il punto di forza dei pezzi firmati Vhils, in attesa perciò di scoprirne i prossimi movimenti vi lasciamo con una bella serie di scatti a documentare quest’ultima realizzazione, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate.

Pics by Francesca Mezzano

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Borondo – “Piedad” New Mural For MAAM in Rome

08/10/2013

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Con un ritmo serrato continua l’incessante lavoro di Borondo, l’artista spagnolo con base a Roma ha da poco terminato un nuova opera per il MAAM (Museo dell’altro e dell’Altrove) situato all’interno del Metropoliz.
Il Metropoliz è il realizzarsi di un progetto a carattere sociale firmato dall’ antropologo Giorgio De Finis, l’ex fabbrica di salumi Fiorucci ospita ad ora circa duecento persone provenienti da praticamente ogni parte del mondo. Lo stabile è una grande architettura industriale che fino al 2009 ospitava il ciclo produttivo della nota marca di saluti, in seguito allo spostamento della produzione a Pomezia, l’edificio viene occupato e destinato all’integrazione, ed al recupero in chiave sociale. Rappresenta ad oggi una soluzione abitativa pacifica ed alternativa ma soprattutto un esperienza multiculturale di rara intensità, ed è proprio al suo interno, tra le differenti attività che sorge il MAAM.
In netta contrapposizione con le più istituzionali MACRO e MAXXI, la galleria fa della sue peculiarità il vero e proprio punto di forza, gli artisti invitati a dare il proprio contributi verranno chiamati attraverso un fitto passaparola andando a creare nel tempo una grande collettiva d’arte che oltre ad avvicinare le persone del posto e che garantirà alle stesse una protezione contro lo sgombro coatto.
È proprio Borondo l’ultimo in ordine di tempo a prestare la propria arte all’eccellente progetto, l’artista ancora una volta mette in scena l’ennesima sequenza delicata proseguendo spedito verso il suo sviscerare con autenticità, delicatezza e grande impatto visivo quelle che sono le pieghe più profondo della natura umana. Borondo agisce sulla parete attraverso un tratto agitato, intenso come non mai, tornano le sue figure nude ed evanescenti, accennate, quasi intrise nella calce, vengono qui raffigurate nell’istante di un bacio, morbido, semplice e dannatamente vero.
Il lavoro organizzato dalla sempre ricettiva 999Contemporary Gallery capitolina è si trova in Via Prenestina 913, andate a darci un occhiata di persona, diversamente vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti per farvi apprezzare al meglio quest’ultima meraviglia del grande artista spagnolo.

Pics by The Blind Eye Factory

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Awer, Nocci, Tenia, Traine, Pin – New Mural at Acheronte 2013

08/10/2013

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Acido ed ancora acido, quello che ti entra nelle ossa, quello inalato a tua insaputa mentre cammini per strada, quello che respiri se ti trovi a Taranto e vivi all’interno di Rione Tamburi ed hai come vicino scomodo, mastodontico e dannatamente nocivo, l’ILVA, un pachiderma che sa di fabbrica della morte, veleno nell’aria che ha ucciso la gente che ci vive intorno, dagli anziani ai bambini, senza risparmiare nessuno, trasformando la zona nel luogo più inquinato d’Europa. La diossina come strumento della morte, il colore come risposta sfacciata e dirompente, nasce così Acheronte 3, un progetto urbano che ha voluto fortemente imprimere colore su tre facciate differenti all’interno del famoso quartiere di Taranto, l’idea è quella di donare un po’ di felicità alla gente del luogo ma allo stesso tempo porre un forte accento sulla questione attraverso l’approdo di una bella flotta di artisti pronti a sviscerare il proprio immaginario sui grandi spazi a disposizione.
Awer, Nocci, Tenia, Traine, Pin uniscono i propri sforzi dirottando sul muro una sequenza spaventosa di dettagli, un piccolo ecosistema rilasciato attraverso l’utilizzo di tinte decisamente acide, e siamo sicuri non sia un caso, alternate a pennellate più morbide. I dettagli impressi sono svariati e molteplici prestando l’opera del gruppo a svariate chiavi di lettura. A nostro avviso Awer, Nocci, Tenia, Traine, Pin, utilizzano un paragone piuttosto forte portando al limite del grottesco la situazione degenerativa che la grande fabbrica sta alimentando, dipingendo un mondo subacqueo fortemente contaminato, tra bestie impossibili, piccoli pesci e crostacei completamente mutati, una flora interamente assorbita dall’inquinamento, emerge un chiaro segnale di irreversibilità, ma soprattutto un contempo un monito che se non ascoltato farà ancora di più degenerare la già critica situazione attuale.

Acheronte 3 is a urban project that put colors on 3 facades of buildings in Rione Tamburi, one district of Taranto next to ILVA, the death factory who put poison in the air of the city killin lot of peoples lives there from young to old with all the dioxin issued in the air and in the sea of this city, rione Tamburi is the most polluted district in Europe, this project is just some happiness for peoples who lives there, nothing more, but the world have to know that peoples need to fight for close this fuckin death factory!

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Sepe – “One day that all’s gonna be ours” New Mural

07/10/2013

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E’ molto interessante vedere come i grandi interpreti riescano a sviluppare il proprio immaginario sia sulle grandi pareti sia in lavori decisamente di dimensioni più ridotte, è il caso di Sepe, di cui ci siamo spesso occupati mostrandovi le splendide composizioni elaborate sui grandi spazi che l’Europa dell’Est può offrire, che torna ora con un nuovo intervento all’interno di un vecchio edificio abbandonato.
Abbiamo raccolto il suo immaginario tra le viscere delle gigantesche creazioni dei festival europei, ne abbiamo colto il talento incastonato all’interno di una particolare tinta vinacea che ne rimarcava il passaggio fino a scoprine la meraviglia dei personaggi surreali dai corpi impossibili, dotati di arti minuscoli e busti giganteschi, abbiamo amato i loro passi incerti ed il loro eccezionale livello di dettaglio, ora Sepe torna a colpire in solitaria con un nuovo lavoro dal titolo “One day that all’s gonna be ours”. Facendo propria questa parete fatiscente Sepe mette da parte l’immaginario fantasy per mostrarci un piccolo spaccato di vita, i suoi personaggi animano una conversazione tra padre e figlio, il tema ci risulta piuttosto ironico, sembra infatti che l’artista voglia giocare con la percezione stessa dei due character, il posto stesso, in totale declino ed abbandono sta a simboleggiare un lascito che sà di niente, un bel nulla, macerie da donare ai propri figli, un futuro avvolto nella più totale incertezza. Il tratto si fà veloce, rapido ed incessante, le linee formano i corpi, la panchina, fino a delineare lo sguardo perplesso del ragazzo, c’è la volontà dell’artista di imprimere negli occhi e nei tratti del giovane tutto il caleidoscopio di sentimenti che stanno caratterizzano questi tempi, un lavoro semplice ma dal forte impatto emotivo, come piace a noi.

Pics by The Artist

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Os Gemeos x Mark Bode – New Mural in San Francisco

07/10/2013

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Un bel periodo produttivo questo per il duo brasiliano degli Os Gemeos, i gemelli Pandolfo si spostano a San Francisco dove hanno da poco terminato questo piccolo pezzo avvalendosi della collaborazione di Mark Bode.
Tra gli artisti più influenti esistenti, con collaborazioni con praticamente tutti gli interpreti più importanti a livello mondiale, gli Os Gemeos immettono su parete tutto il loro immaginario, raccontano le storie della strada attraverso i loro canonici personaggi, distorti, irriverenti e sagaci li vediamo letteralmente spuntare fuori dalla pareti o addirittura arrampicarsi su di esse lasciando il proprio segno.
Il lavoro combinato tra gli Os Gemeos e l’artista di San Francisco non ci ha proprio convinto al massimo, il particolare stile che caratterizza le produzioni di Bode stride non poco con i peculiari character firmati dai due grandi artisti, l’anima di strada, quella dei personaggi vandali che ha sempre fortemente impresso il proprio marchio dei lavori dei brasiliani viene qui distorta con l’immaginario pop e fortemente ispirato ai primi graffiti tipici dell’artista statunitense, così il lavoro che emerge è una grande figura seduta a cavalluccio su una delle forme elaborate da dal secondo, attorniati da alcune farfalle i due personaggi si distinguono infine per la forte componente cromatica, un carnevale di tinte, colori e texture ben realizzati sugli abiti – notare anche le palpebre – regalando al lavoro un forte componente di giocosità.
Aspettando di vedere qualche lavoro decisamente più avvincente vi lasciamo in compagnia di alcuni scatti con il risultato finale e qualche immagine del making of, enjoy it.

Pics by AM

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MrFijodor – New Murals in Tirano, Italy

07/10/2013

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Anche MrFijodor tra i partecipanti al bel progetto congiunto che ha visto lo Studio D’Ars di Milano e Square23 di Torino collaborare insieme per un azione congiunta che ha chiamato all’interno dell’Ex Carcere di Tirano una nutrita schiera di artisti di primissimo livello al fine di dare nuova un nuovo aspetto alle pareti esterne ed alle celle della vecchia struttura. L’idea è quella di rendere il posto pronto ed adatto all’accoglienza di una comunità di recupero di tossicodipendenti trasformando quindi l’aspetto dello stabile e portando avanti lavori a carattere sociale ai quali gli artisti partecipanti da sempre rispondono affermativo.
Una delle opere che maggiormente ci ha colpito ma sopratutto coinvolto è proprio quella di MrFijodor, l’artista ha avuto l’occasione di lavorare indisturbato all’interno di una delle vecchie celle, piuttosto che concentrare i propri sforzi su una delle facciate realizzando uno dei suoi tipici lavori, l’interprete decide di trasformare l’intero spazio in un grande tela di colore nero. Sulla stessa emergono scritte e disegni, sembra di trovarsi di fronte al parto di uno dei vecchi detenuti, come se la stessa stanza fosse stata l’unica valvola di sfogo di un uomo, traccia indelebile delle sue debolezze, dei suoi pensieri, veicolo di espulsione della rabbia e dei propri stati d’animo, ma sopratutto emergono una serie di riflessioni profonde che travalicano il luogo stesso, spingono a leggere, a scavare tra le lettere segnate con forza, a capire e fare propri i consigli lasciati li. Volti, oggetti, frasi sconnesse, piani di fuga, MrFijood ritaglia un finestra sulle piaghe contorte dei ragionamenti umani, un piano di fuga del cervello che viene staccato dalla sua esistenza fisica, ci si ritrova a vagare tra le scritte in gesso, scappa un sorriso, ma anche una riflessione, le parole senza filtri intaccano l’intonaco e si posano sul muro, come se avessimo ricevuto un microfono in testa e tutti potessero finalmente ascoltare quello che pensiamo e che la nostra mente sta elaborando.
A completare l’esperienza infine una bel lavoro outdoor su una delle grandi pareti esterne a disposizione per il progetto, vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti attraverso i quali potete approfondire tutto l’operato dell’artista, dateci un occhiata siamo sicuri apprezzerete.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Livio Ninni

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Faith47 – New Piece for Avant-Garde Urbano Festival

07/10/2013

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Entriamo nel vivo del bell’Avant-Garde Urbano Festival di Tudela con l’ultima meraviglia firmata da Faith47 che irrompe nella rassegna spagnolo con “Saturation, Incubation, Illumination”.
Attraverso un tratto molto evocativo Faith47 prosegue il suo personale approccio visivo, l’artista Sudafricana continua a proporre figure oniriche attraverso una palette di colore molto tenue atta proprio a rilanciarne le caratteristiche spirituali. L’artista con una delicatezza innata porta avanti nelle proprie figure le immagini di donne oppure animali lanciandosi, come in questa ultima creazione, in interessanti dipinti che racchiudono al loro interno entrambi i capi saldi del suoi repertorio produttivo, infine l’artista è solita accompagnare le sue opere con un breve scritta atta a contestualizzare il lavoro stesso, lasciando una riflessione sull’opera e sul suo effettivo significato.
Per la sua partecipazione alla bella rassegna spagnola Faith47 esibisce su questa enorme parete tutto il proprio inconfondibile stile, il corpo delicato di una fanciulla così si eleva sul muro, una madonna forse accompagnata da due piccoli cerbiatti che ne aumentano il valore simbolico, i dettagli si fanno vivissimo, i lineamenti del viso si fanno morbidi e vengono irradiati da una serie di linee intermittenti. Il tocca finale all’opera invece viene dato da una serie di elementi letterali, le scritte infatti sebbene sembrino precedenti all’opera sono frutto dell’artista stessa, notiamo la scritta che dà il titolo al lavoro come anche un ‘Libre’ cancellato e per finire nella parte più bassa capeggia un ‘Where will i spend my happy days’. Per approfondire quest’ultima magia firmata dall’interprete potete dare uno sguardo alle belle immagini in calce, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dal festival.

Thanks to The Artist for The Pics
Last pic by Ian Cox

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IEMZA – New Piece on an Abandoned Factory

07/10/2013

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Era parecchio che volevamo approfondire il lavoro del francese IEMZA, incantanti infatti dalla forte forza delle sue creazioni, dai luoghi percorsi dall’interprete e dalla forte caratterizzazione del suo lavoro, volevamo approfondirne con efficacia il lavoro, regalandovi l’opportunità di conoscere uno degli artisti più interessanti del nuovo panorama francese.
Un immersione questa che ci ha dato l’opportunità di conoscere un artista istintivo, rapido, sottile nella creazione delle sue figure, interamente dedito ad aprire un dialogo con chi, per puro caso od istintivamente si imbatte nei suoi volti e nei suoi corpi, lasciare il proprio segno rappresentando un animo umano turbato, chiuso, contorto e spento, allestito all’interno di quelli che sono i luoghi del degrado della società, gli scarti buttati lì ed abbandonati a loro stessi, sporchi, malridotti, uno specchio inverso del benessere apparente di un mondo contraddittorio.
IEMZA ci ha colpito per la profondità della sue figure, l’artista francese elabora le proprie creazione esclusivamente all’interno di vecchi edifici abbandonati, ne analizza la superficie, instaura un rapporto con la stessa facendoci affiorare sopra le proprie visioni, spettri di persone che cavalcano la superficie lasciando così la proprio personale traccia. Attraverso l’ausilio della bomboletta e qualche pennello l’interprete agisce sulla superficie con un tratto rapido e deciso, uno stile caotico che espande le linee, le fà intersecare, mischiandole e raccogliendole secondo un ordine deciso, nascono gli occhi, il naso e tutti i lineamenti del viso, volti ripetuti all’infinito che trapassano chi si trova al loro cospetto.
Sguardi abissali che trascinano nel freddo, nell’oscurità del nostro animo, un piccolo viaggio alla ricerca di noi stessi, inciampando nei ciottoli, schivando le pareti scrostate, ripercorrendo i nostri passi, tutto racchiuso all’interno di un lavoro estremamente personale, IEMZA ci offre l’opportunità di un riflessione a tu per tu con il nostro io, lo fà con forza e tenacia tracciando le sue rette ed i suoi snodi, mostrandoci la sensibilità nascosta all’interno di uno sguardo nero.

Pics by Thierry Gaudé

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Banksy – “Better Out Than In” New Pieces in New York Part 2

07/10/2013

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Continua l’inaspettato progetto firmato dal grande Banksy, con “Better Out Than In” lo street artist ha preso residenza a New York dove per uno intero mese realizzerà una serie di lavori per le strade della grande mela.
Dopo aver date un occhiata ai primi lavori, passiamo al secondo aggiornamento dove con piacere veniamo accolti da un interessante progetto installatorio, avevamo invocato una delle sue splendide realizzazioni in strada ed eccoci accontentati. Banksy ci regala all’interno di un vecchio furgone per le consegne un incredibile giardino mobile con tanto di flora, un arcobaleno, una cascata e delle farfalle, l’artista quindi da ampio sfogo ad uno di quelli che a parere nostro sono i suoi migliori interventi, non più sul muro con le classiche figure ma sopratutto attraverso lavori che sappiano cogliere lo spettatore impreparato per l’inusualità stessa dell’opera e sopratutto per le tematiche affrontate. Banksy realizza una vera e propria frattura, con disinvoltura applica quello che è un paesaggio da sogno all’interno di un mezzo classico per una metropoli come New York, affronta l’inquinamento rispondendo con l’elaborazione di scorcio mozzafiato, sospeso tra realtà e stupore non osiamo pensare cosa abbiano provato i fortunati scopritori di quest’ultimo pezzo.
A completare questi primi giorni di interventi, una serie di classici lavori apparsi nei giorni precedenti, dateci un occhiata e restate con noi, siamo sicuri che le sorprese non sono affatto finite e che l’artista abbia ancora molto da regalarci e da mostrarne nei prossimi giorni e noi ve ne daremo seguito, stay tuned!

Pics by The Artist

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Weekly Overview 55 | 30-09 to 06-10

06/10/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Stigme & LeonKa – New Murals in Spain

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CYRCLE. x Woodkid – New Mural in Los Angeles

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Moneyless x Mark Lyken – “Forms and Spaces” Project in Italy

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How & Nosm – New Murals on The Separation Wall, Palestine

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Robert Proch – “Gentrification” New Mural in Lodz, Poland

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Moneyless – “Alea Iacta Est” Solo Show at 999Gallery

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Miron Milic – New Mural at MUU Street Art Festival in Zagreb

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Gabriel Specter – “Structures” New Mural in Rome

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Pastel – New Piece in Buenos Aires, Argentina

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Emilio Cerezo x Xabier XTRM – “Tesoros Submarinos” in Tolosa

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Phlegm – New Mural in Bodø, Norway

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Aryz – New Mural in Munich, Germany

Seikon – New Mural in Palermo

06/10/2013

Seikon - New Mural in Palermo

Con estremo piacere scopriamo che Seikon si trova in Italia, l’artista polacco si è da poco spostato a Palermo dove ha in breve tempo portato a compimento un nuovo lavoro dei suoi sulla facciata esterna di questa vecchia struttura abbandonata.
Abbiamo notato come Seikon in questo ultimo periodo stia concentrando i propri sforzi in una ricerca costante e spasmodica di nuove forme e configurazioni attraverso le quali esprimere la propria visione personale, l’interprete sta apportano modifiche sempre nette e particolari alle sue produzioni in una continua escalation di proposte e nuovi intermezzi geometrici. Partito con un approccio che lo vedeva proporre una serie di filamenti lineare passando poi ad alcune proposte in cui intricatissime forme triangolari andavano a collocarsi all’interno di forme più o meno ben definite, ora, dopo aver notato un interesse per le configurazioni più piccole, unite alle sottili linee, una scelta cromatica fissata su una scala di celesti, il tutto passando per le forme racchiuse all’interno delle sue opere, veniamo accolti con piacere da un nuova direzione stilistica. Abituati a vedere l’interprete alle prese con veri e proprio blocchi di configurazioni per la sua prima parete Italiana Seikon decide di affidarsi ad un grande e spesso rettangolo nero, delineato unicamente da grossissime outline, all’interno del lavoro scopriamo il consueto immaginario, tornano quindi le forme tridimensionali che si muovono letteralmente abbracciando i lati della grande figura nera, come anche le linee sottili che fanno da raccordo tra una sezione ed un altra, il tutto per un lavoro che ci ha fortemente colpito.
Date un occhiata alle immagini per farvi un idea ben precisa e restate sintonizzati, siamo sicuri che l’artista continuerà il proprio personale percorso di sviluppo nelle prossime settimane e noi ve ne daremo conto.

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Seikon - New Mural in Palermo

Alexey Luka – New Mural for LGZ Festival

06/10/2013

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Continuiamo a seguire con molto interesse gli sviluppi dell’eccellente LGZ Festival di Mosca con un nuovo lavoro elaborato da uno degli artisti più capaci della scena russa, Alexey Luka, la rassegna quindi dove aver ospitato e dato palcoscenico ai grandi nomi internazionali, prosegue il suo cammino mettendo in mostra la bontà di una scena nazionale assolutamente interessante.
Con Alexey Luka insistiamo nell’addentrarci all’interno di un tratto fortemente ispirato alle geometrie ed alle forme, l’interprete infatti fà parte della ricca schiera di artisti che attraverso il proprio operato approfondiscono le differenti sue inclinazioni, le forme arrangiate dell’artista russo emergono per la grande delicatezza visiva, Alexey Luka inserisce le sue visioni attraverso un tratto morbido coniugato attraverso una serie di figure sovrapposte e bilanciate, insiste sulla rotondità e con essa sperimenta le differenti declinazioni di colori con l’aggiunta di alcune texture e particolari giochi di ombre resi essenziali dall’utilizzo di grandi tinte a contrasto, infine notiamo la presenza di alcune forme ben distinte rimarcate dall’utilizzo di spesse outline.
Per la kermesse di Mosca Alexey Luka realizza “Side by Side”, una gigantesca composizione che si erge su questa grande parete, la scelta del colori, il grigio su tutti, e relative tonalità, l’applicazione di forme dolci ed arrotondate fanno di questo lavoro uno dei più interessanti visti fin qua per il festival, noi vi diamo modo di approfondire attraverso la bella serie di scatti presenti in galleria, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti qui sul Gorgo.

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LeonKa & Stigme – New Murals in Spain

06/10/2013

LeonKa & Stigme - New Murals in Spain

Le tematiche che uniscono i due artisti spagnoli LeonKa & Stigme sono sorprendentemente fresche, i due interpreti si approcciano su parete attraverso un tratto dalla fortissima influenza mistica, segni, simboli e forme realizzati attraverso un tratto dorato sovrapposto su un nero avvolgente che ne risalta così l’efficacia e l’impatto finale.
LeonKa & Stigme si misurano con alfabeti, geometrie, passando addirittura alla rappresentazione di animali, i due artisti dividono lo spazio a metà apportando una simmetria ragionata tra le due porzioni della parete, a stupire è l’elevata quantità di dettagli, non si tratta infatti di una mera riproduzione di due esatte metà ma piuttosto di un vero e proprio confronto che unisce tematiche e caratteristiche propri al lavoro. L’oscuro prende il sopravvento, cavalca l’onda dei simboli disseminandone a decine ovunque sulla parete, gli interpreti delineano la grafia di un alfabeto indecifrabile, procedono a ribaltare le lettere, segnano il loro passaggio con una serie di intermezzi e figure geometriche, ed ancora giocano con le fattezze degli animali trasformando le loro fattezze nelle rispettive controparti demoniache.
LeonKa & Stigme realizzano lavori incredibilmente profondi e ricchi di dettagli che ci hanno seriamente coinvolto e colpito, qui le ultime due realizzazioni “Abrakadabra” dipinto all’interno del Festival de Murales de La Escocesa di Barcellona mentre il secondo “Tragedy” a Sant Adrià del Besòs con la collaborazione di H101, di cui potete vedere i risultati finali e qualche dettaglio nella galleria dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

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LeonKa & Stigme - New Murals in Spain

Public Arena Group Show at Associazione Barriera

05/10/2013

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Nelle varie pieghe di una società raggrinzita e contraddittoria si annidano alcuni artisti che propongono un personale processo produttivo del tutto diverso rispetto a quelli che di cui siamo soliti parlarvi. Un approccio per certi versi non convenzionale ma che proprio per la sua unicità riesce a stimolare le menti attraverso un dialogo diretto e riflessivo attraverso il quale portare avanti tematiche importanti e ponderate. Abituati ad avere a che fare con la strada ed a viverla attraverso la propria personale visione di BR1, Markus Butkereit, Elfo, Fra Biancoshock, Gec, dott. Porka’s, the Wa sono gli ospiti della collettiva Public Arena.
Public Arena, curata da Roberta Pagani prende gli spazi dell’Associazione Barriera di Torino per ridisegnare il contatto tra osservatore ed artista adottando linguaggi non canonici utilizzando forti similitudini, portandole al limite e con esse, nella loro follia creativa, arrivare a colpire ed a far capire un determinato concetto. Lo spazio a disposizione viene così trasformato in una grande arena all’interno delle quale fa muovere le opere degli artisti attraverso i flussi di pensieri degli interessati allo show, tutto incentrato sulla società moderna e sulle sue contraddizioni.
Nella Public Arena ogni artista manda in onda la propria visione, dalle riflessioni sul mondo orientale e occidentale di BR1, alle esperienze non convenzionali di Fra Biancoshock con la sua scacchiera lunghissima, passando per il binomio Elfo e Markus Butkereit che dà vita a due installazioni ragionate e divertenti dove una sottile vena di tristezza ci accompagna verso la scala ed una serie di fili a simulare cavi elettrici ed il palo con tanto di doccia attaccata e video che riprende le gesta dell’artista. Il trio Dott. Porka’s che attraverso le proprie ironiche e taglienti immagini propongono figure surreali o veritiere all’interno di paesaggi in netto contrasto con le stesse al fine di portare a galle le brutture del nostro paese. Infine Gec che porta per lo show “Progetti 2010-2013”, il racconto di alcune storie che hanno coinvolto decine e decine di persone attraverso una documentazione di aneddoti, curiosità private e non, pagine facebook, immagini e disegni.
Insomma uno show inusuale che avete l’opportunità di andare a vedere di persona fino al 10 di Ottobre, diversamente ad attendervi una bella galleria con tutto l’allestimento interno dello spettacolo, enjoy it.

Associazione Barriera
Via Crescentino 25
10154 Torino

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SeaCreative – New Mural in Mosciano Sant’Angelo

05/10/2013

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Continuiamo a seguire gli sviluppi dell’interessante Visione Perferica Festival in quel di Mosciano Sant’Angelo in provincia di Teramo in Abruzzo, con questa nuova parete realizzata da SeaCreative.
Per la bella rassegna abruzzese l’artista si trova a confrontarsi con questa porzione di parete, l’artista sceglie di affidarsi ad una figura dal forte sapore retrò realizzata seguendo quelle che sono le tonalità stesse del muro a disposizione.
SeaCreative prosegue il suo personale percorso di ricerca stilistica che vede i suoi personaggi al centro delle elaborazioni dipinte, abbiamo spesso messo l’accento sul particolare tratto che accompagna la realizzazione di questi character, vogliamo però focalizzare la nostra attenzione sulla simmetria distorta che gli stessi appongono alla figura dell’uomo. I personaggi dell’interprete risultano accigliati, quasi al limite del confuso, completamente immersi all’interno del panorama ma al contempo coscienti del loro essere un pesce fuor d’acqua, emerge così in modo sottile, silenzioso ed in netto contrasto con le azioni rappresentate, con la normalità e gli attimi di vita quotidiana raccontati dall’interprete, uno specchio affilato di sensazioni ed emozioni che emergono osservando il lavoro, ci si trova di fronte ad guardare un opera che piace ma al contempo si sente il disagio personale che si agita, attraverso lo sguardo sconsolato dei character, si apre una voragine interiore facendoci riflettere sulla nostra condizione, su quello che più ci fa star male, un piccolo ponte immaginario che fa scattare i tasti più dolenti. SeaCreative usa una simbologia ed un tratto fortemente influenzato dall’illustrazione e lo fa arricchendone le tematiche in modo in parte criptico, un gesto naturale che nasconde in sé il seno della riflessione con noi stessi.

Thanks to The Artist for The Pics

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E1000 x Pablo S. Herrero – New Mural in Salamanca

05/10/2013

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Avevamo avuto un assaggio della sinergia tra E1000 e Pablo S. Herrero qualche mese con un bel lavoro realizzato in occasione di un bel progetto a carattere sociale, i due artisti sembrano averci preso gusto tornano a colpire insieme nuovamente per le strade di Salamanca in Spagna.
Le differenti tematiche portate avanti dai due artisti sono nette e differenti, E1000 concentra il proprio operato attraverso la creazione di interessanti giochi di prospettive attuati attraverso l’ausilio di una precisa scala cromatica che si estende all’interno delle forme presentate trasformandone la percezione fisica ed il piano di appoggio, sono lavori che ingannano la vista e che nella loro stessa configurazione possono essere osservati da diversi punti di vista offrendo così differenti spunti tematici. Il lavoro di Pablo S. Herrero invece affonda le sue radici nella natura ed in particolare nello studio costante che l’artista porta avanti sulle forme degli alberi, l’interprete sceglie di realizzarne le ombre giocando con un connubio cromatico del nero sulle superfici a disposizione, contemporaneamente porta avanti un personale progetto Red in Neighborhoods che lo vede dialogare anche con il rosso proponendo un binomio dall’eccellente impatto visivo ed emotivo.
Con alle spalle i personali background E1000 e Pablo S. Herrero si lanciano quindi in questa nuova serie di interventi lavorando sia su pareti esterne sia all’interno di un edificio in decadenza, il colore e le scale colorate del primo incontrano le ombre e le ramificazioni del secondo in una serie di risultati finali esaltanti

Thanks to The Artists for The Pics

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Vhils – New Piece for Avant-Garde Urbano Festival

05/10/2013

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Anche quest’anno apre i battenti uno dei festival più rappresentativi di tutta la penisola iberica, l’Avant-Garde Urbano Festival grazie ad una scelta sempre mirata del parco artisti con il tempo si è ritagliato il suo giusto posto tra le rassegne europee, quest’anno per le strade di Tudela si muoveranno, DALeast, Faith47, Ron English, i consueti quattro nomi che si chiudono con Vhils di cui possiamo finalmente ammirare l’ultima creazione.
Dopo l’esperienza al NUART Festival di quest’anno Vhils si sposta nella cittadina spagnola dove prosegue il suo personalissimo approccio su parete con un nuovo pezzo che raccoglie quelle che sono le sue famose cifre stilistiche. Ancora una volta l’artista portoghese si cimenta in un nuovo ritratto, nonostante quindi gli intermezzi di quest’anno con alcuni singolari lavori a carattere astratto e le opere in mostra dove l’interprete sperimentava la sua tecnica attraverso differenti medium, che ci hanno parecchio incuriosito, Vhils continua a portare avanti il suo personale tocco, scavando quindi sulla parete fino a far emergere i tratti del viso, l’immagine scelta è quella di un vecchio scatto di cento anni ritrovato negli archivi della cittadina spagnola.
Nonostante la ripetizione ossessiva e compulsiva delle riproduzioni facciali, che non nascondiamo ci abbiano un po’ stancato, il risultato finale ci regala come sempre un bel impatto scenico, siamo convinti in una svolta nelle tematiche trattate da Alexandre Farto, perciò non ci resta che attendere nel frattempo potete osservare da vicino le immagini di questa nuova creazione in aggiunta a qualche scatto del making of nella consueta galleria dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dal Festival.

Pics by DosYDos

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Orticanoodles – “Dirty Life” at Traffic Gallery Preview

04/10/2013

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Il prossimo 5 Ottobre il duo Orticanoodles apre la sua ultima fatica “Dirty Life” all’interno degli spazi della Traffic Gallery di Bergamo, lo show detterà il proprio passaggio con una serie di nuovi lavori a carattere installativo.
Gli Orticanoodles
Per questa loro ultima fatica gli artisti presenteranno una serie di lavori figli degli ultimi sviluppi creativi che stanno accompagnando il loro percorso artistico. Lo stile canonico del duo verrà sviscerato attraverso l’utilizzo di oggetti diversi, rifiuti, materiale da recupero, mobili, oggetti ed altre chicche rinvenute durante il loro cammino per le strade, i personaggi scelti dal duo rappresentano i figli di quella generazione bastarda, belli e perdenti, i morti suicidi, le icone del fascino passando per i belli e perdenti ed i santi presunti, a completare l’evento durante il vernissage saranno presenti l’attore Oreste Castagna ed il musicista Claudio Angeleri che si cimenteranno nella lettura di alcune poesie in omaggio al poeta ‘sporco’ per antonomasia Charles Bukowski.
In attesa di scoprire nel dettaglio tutte le meraviglie dell’allestimento, vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti, con alcune opere in bella mostra, vi ricordiamo che l’appuntamento è per questo sabato e per i successivi due mesi, se siete in zona il consiglio è di farci un salto, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo per un recap approfondito dell’evento.

Traffic Gallery
Via San Tomaso 92
24121 Bergamo

Traffic Gallery is proud to present the third solo exhibition of the famous duo of street artists ORTICANOODLES. After returning from important interventions of Wall Painting in Turin, Mantova, Paris, Weil am Rhein, Catania, Carrara and Dusseldorf, the duo composed by Wally and Alita chooses Traffic Gallery to present new works with a installational matrix that will give life to the exhibition DIRTY LIFE. The exhibition, consists of Found Objects Stencils and of Stencil on Stencil, will follow the recent developments installative made in Paris, Germany and Portugal. The graphically impeccable aesthetics, signature style of Orticanoodles, will collide with a “dirty” setting through the use of objects, furniture, garbage and the remains found in the street, in landfills, or accidentally appeared on the endless roads used by artists in their DIRTY LIFE.

Thanks to The Gallery for The Pics

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Pixel Pancho – New Mural in Antwerp, Belgium

04/10/2013

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Dopo il suo ultimo esuberante lavoro di Dusseldorf, Pixel Pancho si sposta ad Antwerp per prendere parte all’interessante DayOne Festival, la rassegne unisce sotto lo stesso evento una bella flotta di street artists e graff artist arricchendo il tutto con musica, spettacoli, workshop, esibizioni, film e sport urbani, insomma un evento a tutto tondo un po’ sulla falsa riga di quelli che prendono vita dall’altra parte dell’oceano e che ospiterà tra gli altri anche un certo Phlegm di cui siamo curiosi di vedere la personale parete a disposizione.
Per il festival Pixel Pancho prosegue la personale visione estetica incentrata sulla figura delle macchine senzienti, i robot rappresentano il pilastro dell’immaginario concepito da Pixel Pancho che attraverso e di riflesso tenta di rappresentare le incongruenze e le differenti sfaccettature dell’animo umano. Nell’ultimo periodo specialmente lo abbiamo visto affrontare i lavori con una tematica più decadente, la ruggine come simboli di declino che avanza e mangia i corpi dei suoi personaggi, la vita che avanza e che nelle sue difficoltà distrugge la vita delle persone. Ora staccandosi un pochino dalle ultime produzioni Pixel Pancho per la sua lunga facciata belga propone una nuova visione/rapporto tra macchina ed uomo, la particolare conformazione architettonica della parete poteva infatti rappresentare un elemento di ostacolo, l’interprete invece sceglie di porre in prospettiva i due characters uno su ogni lato dello spazio, schiena contro schiena in un ipotetico momento di riflessione interrotto unicamente dalla serie di piante che letteralmente catturano ed inchiodano i loro corpi al muro.
Un nuovo pezzo di cui potete certamente apprezzare meglio i dettagli attraverso le immagini in calce, dateci un occhiata per poter vedere da vicino la ricchezza di particolare e la cura della pittura del grande artista italiano, con le macchie di ruggine, i riflessi del metallo, passando per le foglie e le ombre sulla pella della donna, splendido.

Pics by San

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Giorgio Bartocci – New Mural in Catania

04/10/2013

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Avevamo lasciato Giorgio Bartocci in Croazia in occasione della sua eccellente collaborazione con UfoCinque per il Boombarstick Festival, ora l’artista dopo un periodo di pausa torna a colpire con una piccola realizzazione dipinta in giro per le strade di Catania.
Abbiamo sempre apprezzato il particolare tratto che distingue le produzione di Giorgio Bartocci, l’artista esibisce un legame con le forme del tutto personale sviscerando le propri tematiche attraverso una serie di intricatissimi personaggi. Composti interamente da piccole configurazione ovali e tondeggianti questi corpi si ritrovano a galleggiare letteralmente sulle pareti occupati, muovendosi in sincronia e con coscienza uniscono i rispettivi corpi per formare una figura unica e multi sfaccettata, un coscienza che racchiude in se tutte le differenti declinazioni dell’animo umano. Giorgio Bartocci gioca con questo concetto per proporci la propria visione dell’essere umano, una figura spaccata eppure legata con le sue parti, anche le più minuscole, dotata di più caratteri, più volti raccolti in un turbinio di emozioni che si tengono per vicine l’uno le altre, diverse si ma muovendosi all’unisono e producendo vere e proprie scie, frammenti che si posano sulla superficie, ne seguono le venature fino ad unirsi ed a riproporre il ciclo precedente in un moto che accarezza la calce e lo sguardo di chi osserva.
Per la sua ultima creazione siciliana l’artista concentra i propri sforzi su questa porzione di parete, superficie piuttosto difficile che però non limita affatto l’intervento dell’artista che riesce comunque ad imprimere il proprio personale e caratteristico tratto sul muro, date un occhiata alle immagini, presto nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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CYRCLE. x Woodkid – New Mural in Los Angeles

04/10/2013

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Di ritorno dagli entusiasmanti lavori in Europa il collettivo CYRCLE. non ha perso tempo realizzando in questi ultimi giorni un eccellente lavoro su questa immensa parete nella loro Los Angeles negli States.
Tra gli artisti più suggestivi, i CYRCLE. grazie alla loro spiccata attitudine per le immense superfici per quest’ultimo lavoro ci propongono uno splendido omaggio all’album di Woodkid “The Golden Age”, il duo prende ampio spunto dai concetti e dalle narrazioni espresse all’interno dell’album ed in particolare dal singolo “Run Boy Run”, il titolo infatti viene ripreso in parte nel consueto lettering bold che da sempre distingue tutte le produzione del grande duo statunitense. In quest’ultima magia i CYRCLE. si distaccano in parte dai consueti giochi di livelli con più lettere espresse nello stesso elaborato, propongono piuttosto un lavoro molto simile all’eccellente Magic is Real di qualche mesetto fa, dove una grande scritta emerge all’interno di una serie di figure elaborate su tutta la superficie a disposizione, a differenza della precedente opere qui assistiamo innanzitutto ad una pulizia maggiore del lavoro, non troppo carico ne troppo poco caratterizzato con una cura pressochè perfetta per il livello di dettaglio ricercato.
Anche a scelta dei colori, il bianco, il nero e l’oro, non è affatto casuale, riprendono infatti le tonalità della stessa copertina dell’album, omaggi anche nelle figure rappresentate, come il particolare simbolo delle chiavi – marchio inconfondible delle produzioni di Woodkid – che capeggia sulla bandiera del ragazzo e soprattutto con la trama stessa del lavoro che fonde alla perfezione le prerogative artistiche dei ragazzi losangelini con la produzione e la progettazione artistica tipica dei lavori di artista francese. Il risultato finale è un opere enorme per l’impatto e la suggestione che porta nonchè per le forti e ricche tematiche che si celano all’interno delle sue viscere, un lavoro completo che prosegue tutto il nostro interesse verso il lavoro dei CYRCLE., impressionante.

Pics by Armen Harootun

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Moneyless x Mark Lyken – “Forms and Spaces” Project in Italy

04/10/2013

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Più di un anno fa venimmo accolti da un insolita collaborazione che ci investì profondamente, affondando lo sguardo negli scorci di Glasgow Moneyless e Mark Lyken ci mostravano i risultati dell’unione dei rispettivi tratti per dare vita a “Forms and Spaces”. La collaborazione presentata dalla Recoat Gallery di Glasgow, a distanza di parecchio tempo, ed intervallata dalla recente collaborazione all’interno del The Canals Project di Londra, torna a far parlare di sé approdando questa volta in Italia, chiudendo quindi un ipotetico cerchio in uno scambio tra due artisti che hanno saputo amalgamare alla perfezione le personalissime ed al contempo proprie tematiche artistiche.
Dal nome stesso del progetto si evince la volontà di Moneyless e Lyken di unificare in unica serie di lavori quelli che sono i tratti distintivi e personali ed andando ad inserirsi attraverso le forme e le configurazione dipinte direttamente nello spazio e nel panorama circostante. Un progetto solido che sfrutta alle perfezione i grandi vortici geometrici prodotti dall’immaginario del primo con le energie astrali, le fusioni cromatiche e le esplosioni che caratterizzano i lavori del secondo. I risultato finale di questa nuova sessione sono delle ammalianti ed energiche forme che si sviluppano su tutto lo spazio a disposizione, Moneyless e Mark Lyken non si limitano ad incastrare all’interno dei vortici le pitture ma piuttosto evolvono il tratto attraverso una serie di cerchi e semi cerchi, nella trasformazione stessa delle figura che scorre sulla parete rapida, si ha come l’impressione che il moto della forma generi l’energia stessa o che si assista così ad un ipotetico botta e risposta.
L’idea stessa del progetto ci affascina, a parer nostro ancora di più è l’intelligenza di portare avanti il lavoro in diversi periodi produttivi, facendo si che gli stili e le alchimie risultino costantemente differenti rispetto alla precedenti pitture, un modo quindi per mostrare come, nonostante i rispettivi cammini artistici, i due non abbiano affatto perso il contatto e la scintilla che li unisce e, scavando più affondo, dimostrando come due stili apparentemente distanti possano incastrarsi ed unirsi alla perfezione. Per concludere al meglio il progetto è stata anche rilasciata una splendida stampa che potete acquistare qui, per il resto vi lasciamo con tutto il ben di dio da ammirare nella bella galleria, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

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Lucamaleonte and ROA – New Murals for Lecco Street View 2013

04/10/2013

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Il progetto triennale Lecco Street View con questa sua edizione giunge al terzo anno, la kermesse ha saputo nelle precedenti due edizioni accendere i fari sul fenomeno dell’arte urbana attraverso una serie di progetti atti a favorire la creatività giovanile, educare gli stessi artisti nelle differenti tecniche ed approcci in strada, passando per la realizzazione di opere che possano riqualificare zone urbane in totale degrado. Per questa edizione il lavoro si è sviluppato intorno all’idea di Arte e Legalità, gli organizzatori si sono prefissati come obiettivo quello di realizzare un iniziativa dal forte impatto sociale e che, sviluppata attraverso il linguaggio del writing e della street art, possa coinvolgere detenuti e persone con vincoli giudiziari, sia adulti che minori, per dare loro l’opportunità di uscire dal carcere e condividere l’esperienza partecipando ad una serie di interventi che coinvolgono artisti di fama nazionale ed internazionale.
Gli ospiti di questa edizione sono Lucamaleonte e ROA, il grande artista italiano ed il globetrotter belga uniscono così gli sforzi realizzando una bella serie di interventi che hanno come tema centrale la natura e gli uccelli, argomenti questi estremamente importanti per ambedue gli interpreti, sviscerati attraverso i rispettivi stili ed uniti da una forte componente cromatica comune.
Lucamaleonte prosegue il proprio personale approccio con una bella serie di stencil super lavorati e ricchissimi di dettagli, interessante vedere come l’artista riesca a presentare sia sottilissime linee come le grandi forme nere che di fanno compongono il pelo ed il colore dei due volatili rappresentati, regalandoci quindi una forte sensazione di realisticità nonché di un cambio cromatico esistente nonostante le due tinte adottate. ROA dal canto suo risponde con l’ennesima riproposizione di uno dei suoi uccelli, legato ad una ipotetica corda, l’animale, grazia alla vivissima capacità riproduttiva che distingue le bestie del Belga, scruta l’osservatore che viene letteralmente calamitato dalla profondità dello sguardo.
Vi lasciamo con una bella selezione di scatti con un po’ di immagini del making of e dell’evento in generale, dateci un occhiate e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

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Rae Martini – 24 Carat Dirt Video

03/10/2013

Uno degli artisti più importanti del movimento italiano, Rae Martini è tra i writer più rispettati sia nel nostro territorio sia a livello internazionale, l’interprete si è dapprima affacciato ai Graffiti per poi dirottare la sua attenzione per l’arte contemporanea. Impegnato a bombardare i treni di Milano, Rae Martini portava avanti il proprio percorso su tela lasciandosi andare ad influenze reciproche, due linee parallele che corrono verso la stessa direzione incrociandosi ed intersecandosi spesso e volentieri, è questo il senso più stretto dell’operato dell’artista, l’influenza reciproca, le esperienze e l’estetica di questi due mondi lontani che congiunge ed arricchisce ambedue gli emisferi facendo compiere all’artista un salto autorevole in entrambi i due ambiti.
Da questo personalissimo e particolare percorso nasce il progetto “24 Carat Dirt”, la storia di un ventennio ad intermittenza, da una parte all’altra della barricata, l’idea è quella di offrire uno spaccato sincero e veritiero, la storia dietro l’artista e la sua evoluzione. Dopo l’uscita del libro di cui vi abbiamo parlato qui, esce ora, in versione integrale, il documentario monografico che completa la seconda parte del omonimo progetto video-editoriale.
Girato da Videorize e diretto da Sara Tajarol, il bel video si concentra sull’attuale periodo produttivo dell’artista milanese che si scioglie parlando a ruota libera e raccontandoci della sua particolare storia stilistica il tutto condito con entusiasmanti sessioni di lavoro in studio, ed interessanti scorci retrospettivi delle produzioni in strada, mettetevi comodi e schiacciate play, assolutamente da vedere.

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Clemens Behr – “Disassembly Lines” at Penindaplinena Gallery

03/10/2013

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L’ultima magia firmata Clemens Behr prende vita a Cipro, il grande artista tedesco mette piede nella bella isola per presentare la sua “Disassembly Lines” all’interno degli spazi della Penindaplinena Gallery.
Il lavoro di Clemens Behr affonda le sue radici tra design e scultura vera e propria con forti influenze del mondo dei graffiti e della cultura skate in generale. L’interprete è ben noto per le sue pazzesche installazioni in strada attraverso le quali indaga ed esplora le venature dell’architettura urbana e le sue differenti articolazioni , le opere prendono vita attraverso una selezione di materiale differenti, dalla carta al legno fino a tutti gli altri materiali da costruzione, ed articolate tenendo bene a mente le peculiarità di ognuno di essi, il tutto viene sviscerato attraverso una forte inclinazione geometrica con l’obiettivo di proporre i lavori su differenti piani dimensionali, giocando con le profondità, la tridimensionalità e bidimensionalità.
Per questa suo ultimo show Clemens Behr prende ispirazione dalle catene di smontaggio dividendo il lavoro in due differenti filono, da un lato la costruzione di enormi collage con parti intercambiabili e dall’altro invece c’è l’interno dell’artista di creare un illusione di frattura e distruzione tentando di unire quella che è la costruzione casuale con una distruzione geometrica e ragionata, arricchendo la sensazione di effimerità delle sue produzioni
Se vi dovreste trovare in zona c’è tempo fino al 10 di Novembre per andare a vedere da vicino tutto l’esuberante allestimento messo in piedi dall’artista, diversamente dopo il salto ad attendervi una ricca e corposa selezione di scatti con tutte le immagini di quanto proposto dall’artista per questa sua ultima fatica, enjoy it.

Penindaplinena Gallery
49 Ellados
Limassol 3041, Cyprus

Penindaplinena Gallery is pleased to announce the solo exhibition by Clemens Behr entitled Disassembly Lines.
Clemens Behr was born in 1985 in the German city of Koblenz. He graduated in graphic design from the University of Applied Sciences in Dortmund, and he now lives and works in Berlin where he is also studying sculpture at the Udk, Berlin. His work can be defined somewhere between design and sculpture. It is also rooted somewhere between graffiti and street skateboard culture. Clemens Behr’s public work makes reference to an exploration of urban architecture, which holds main characteristics from both cultures. Reusing, claiming or just painting in a very playful way, Clemens Behr brings together the selected space of work along with the characteristics of the chosen materials. In conjunction with the temporary site-specific interventions, the show at Penindaplinena Gallery, will also present a number of durable objects and two-dimensional studies.

Pics by The Artist

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Fanette Guilloud – “Géometrie de l’Impossible” New Pieces

03/10/2013

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La fotografa ed artista Fanette Guilloud ha da poco aggiornato il proprio portofolio mostrandoci gli eccellenti risultati del suo ultimo progetto, “Anamorphoses” sono una serie di interventi realizzati dall’artista all’interno di vecchi edifici abbandonati e che hanno come denominatore comune le forme geometriche.
Abbiamo spesso avuto modo di vedere differenti artisti impegnarsi all’interno di edifici e stabili abbandonati, terreno fertile che sta sempre più richiamando l’attenzione grazie al grande impatto scenico e soprattutto alla grande libertà espressiva che queste location possono offrire a chi ci si addentra. Fanette Guilloud per questa sua nuova serie decide di agire, come il nome stesso del progetto suggerisce, secondo la tecnica dell’anamorfismo, si tratta di un particolare effetto di illusione ottica attraverso il quale un immagine viene dipinta su una superficie piana in modo distorto, in questo modo l’oggetto diviene riconoscibile unicamente osservandolo da una specifica posizione. Fanette Guilloud concentra quindi i propri sforzi attraverso questo particolare approccio stilistico e scegliendo come principali soggetti una serie di forme impossibili che vengono quindi letteralmente traslata sulle varie stanza degli edifici esplorati.
Vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti dove potete ammirare nel dettaglio tutti i lavori portati a termine dall’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi e succosi aggiornamenti sul suo operato.

Pics by The Artist

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EMA – “Access Space” New Mural in Sheffield

03/10/2013

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A distanza di quasi un anno dall’ultima volta, torniamo con piacere ad approfondire i lavori di EMA, l’artista francese ha avuto modo di lavorare su questa doppia facciate a Sheffield in Inghilterra dove ha da poco terminato un nuovo eccellente pezzo.
Attiva fin dai primi anni ’90 EMA nel corso dei suoi spostamenti ha acquisito un bagaglio tecnico che permette all’artista di esprimersi attraverso differenti stili e tematiche, tra le più famoso composizione troviamo senza dubbio i suoi canonici volti a goccia, ma la sua sperimentazione ha portato l’interprete ad ricercare uno stile visivo più astratto dotato di forti contaminazioni geometriche. L’interprete unisce così la spiccata sensibilità per texture e pattern con una serie di forme e configurazioni dal forte sapore geometrico. Le opere realizzate dall’artista si basano su una attenta scelta dei colori che vengono adottati attraverso colorazioni belle sature e con un campionamento di differenti tonalità della stessa tinta, lo spazio viene così ricoperto da grandi configurazioni astratte di piccole, medie e grandi dimensioni, che si muovono su tutta la superficie a disposizione, nel livello successivo infine vengono applicate le forme geometriche con la scelta intelligente del bianco a risaltarne le fattezze.
Per questa sua ultima fatica australiana dal titolo “Access Space”,EMA compre la doppia facciata di questo edificio portando tutto il suo bagaglio tematico, i due muri vengono toccati dal canonico stile dell’artista con una bella scelta di colori ed un interessante serie di configurazioni che sembrano avvolgere tutto lo spazio, i dettagli in galleria.

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How & Nosm – New Murals on The Separation Wall, Palestine

03/10/2013

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È interessante vedere i risvolti e l’importanza di progetti a carattere artistico e sociale, un unione questa che stuzzica particolarmente sia noi che gli artisti stessi, impegnati ad elaborare i propri lavori all’interno di contesti differenti, critici ed importanti dove potersi calare incentivando lo scambio e la condivisione e portando avanti il proprio stile ed i temi cari, attraverso lavori profondamente interconnessi con le vicissitudini del posto e della sua gente. Questa introduzione per parlarvi dell’ultima serie di lavori realizzati da How & Nosm, il duo infatti è stato chiamato a lavorare per il progetto MAP (Medical Aid for Palestinians) che si occupa di prestare aiuto alle situazioni di difficoltà particolarmente diffuso in un territorio come la Palestina.
Lo stile adottato per questa nuova serie di pezzi è il consueto calderone di forme e configurazioni basata sull’utilizzo del bianco del nero e del rosso, ma aldilà della bella serie di opere realizzate vogliamo innanzitutto mettere l’accento sull’esperienza in medio oriente dei gemelli.
Abituati a girare viaggiare in giro per il globo da oltre dieci anni gli How & Nosm si sono calati all’interno di una situazione completamente differente, una nuova esperienza che li ha visti addentrarsi in un luogo dove la diffidenza, la paura, la povertà e la morte sono all’ordine del giorno, dove la diversità della propria religione continua a causare decide e decine di vittime, dove non c’è spazio per la street art, per la libertà che questa professa, potrebbe essere strumentalizzata facilmente.
Le pareti disposte alla bene e meglio, sono grigie ed impolverate e la stessa particolare conformazione ne preclude in parte l’utilizzo, il duo si è trovato ad affrontare una complessa situazione nel bene e nel male, i soldati che gli intimano di smetterla, rivenditori di bombolette spray che con loro sorpresa li riconoscono e li portano in giro a caccia di pareti, passando per il pezzo – la chiave, simbolo palestinese – cancellato dalla polizia israeliana, fino ai lavori realizzati direttamente sul famoso muro della separazione.
Gli How & Nosm non hanno unicamente portato in questa terra i loro tag o le loro opera, hanno riflettuto sul senso di una guerra che senso non ha sentendo il dovere di portare avanti alcuni messaggio dal profondo carattere sociale, un progetto che abbiamo fortemente interpretato come un ritorno alla street art più vera, senza il business, senza i soldi a parlare, solo ed unicamente la strada quella vera, quella difficile, con la sua gente, le sue difficoltà, la sua adrenalina.

Pics by William Parry/MAP via BSA

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Robert Proch – “Gentrification” New Mural in Lodz, Poland

03/10/2013

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Tra i nuovo ospiti dell’eccellente Galeria Urban Forms di Lodz troviamo con molto piacere uno degli artisti che maggiormente sanno catturare la nostra attenzione, Robert Proch aka Tone piomba all’interno della bella galleria a cielo aperto polacca realizzando una nuova esuberante parete dal titolo “Gentrification”.
Le tematiche sviscerate in questa nuova incarnazione di Robert Proch meritano un particolare approfondimento poiché rappresentano uno dei tasti dolenti della società moderna, come suggerisce il titolo infatti l’opera è una chiara rappresentazione del fenomeno della gentrificazione al quale siamo soliti sempre più assistere all’interno delle periferie delle grandi metropoli. Il termine indica i cambiamenti di tipo culturale ma soprattutto sociale che accadono in una determinata area risultanti dall’acquisto di case ed appartamenti ed intere zone residenziali da parte in un fascia di ricca a discapito di una comunità meno forte dal punto di vista economico e che a seguito di ciò è costretta ad allontanarsi dalla zona.
Robert Proch decide di rappresentare questo processo concentrandosi sulla ciclicità stessa del concetto, l’artista opta per una realizzazione in cui una serie di uomini, intenti a spingere e girare un ipotetica porta girevole, rappresentano, attraverso i loro stessi movimenti, un forte parallelo con l’idea stessa dell’opera. Lo stile inconfondibile di Proch si presta perfettamente alla riflessione, il grande interprete pone al centro della parete l’asse stesso della porta e, attraverso un intelligente uso della prospettiva, dedica i dettagli alla realizzazione dei corpi e dei volti dei suoi uomini. I corpi straziati, incastrati tra le lastre dei vetri, schiacciati sugli stessi spingono con forza le rispettive porte tentando una via di uscita, attraverso le trame di colore iniettate sul muro si muovono gli stessi corpi che ci restituiscono una forte sensazione di forza e sforzo fisico. L’effetto finale viene infine arricchito dal consueto inserimento di motivi geometrici al fine di regalarci un profondo effetto di movimento che possa accompagnare tutta l’opera nella sua interezza, spettacolare.

Pics by Sosm

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Banksy – “Better Out Than In” New Pieces in New York

03/10/2013

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Per il suo celebratissimo ritorno in strada Banksy ha deciso di fare le cose per bene scatenando un attenzione mediatica spropositata. Agli accenni al nuovo progetto “Better Out Than In” di qualche giorno fà, fà seguito il lancio del nuovo sito web BanksyNY.com, sembra infatti che il progetto vedrà il grande artista di Bristol impegnato in una residenza di un mese per le strade di New York che verrà documentata proprio attraverso la pagina web, uno spettacolo quindi che si tira fuori dagli standard della galleria per tornare con forza e prepotenza in strada riportando la street art al suo unico e primo vincolo. Banksy rimane fedele al suo amore per il lavoro pubblico proponendoci questi primi due nuovi lavori realizzati rispettivamente per le strade di Chinatown e nel Westside, noterete che i pezzi sono accompagnati da una sequenza di numeri, si tratta di un numero verde, che sarà presente su ogni lavoro e che fornirà l’audio ad ogni intervento firmato Mr B.
Insomma tantissima carne al fuoco, l’attesa che ha suscitato questo ritorno in pompa magna ha catturato l’attenzione di praticamente ogni rivista e sito di settore, dal canto nostro siamo curiosi di vedere se Banksy proporrà anche qualche clamorosa installazione delle sue, restate quindi sintonizzati per tutti gli aggiornamenti del caso, ah il primo lavoro è stato prontamente vandalizzato, ma si sà la strada è la strada.

Pics by The Artist

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2501 x Ozmo – “Branco e Preto” at Tag Gallery Preview

02/10/2013

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A quanto pare 2501 e Ozmo si sono diretti a San Paolo in Brasile per aprire all’interno della Tag Gallery un nuovo entusiasmante show dal titolo “Branco e Preto”, letteralmente Bianco e Nero.
Lo show si basa, come è facilmente intuibile dal titolo, sulla relazione tra i colori comuni che uniscono i differenti operati e stili dei due grandi artisti, una simbiosi di linguaggi diversi proveniente da ogni particolare tematica visiva portata avanti in questi anni da 2501 ed Ozmo. Accade così che le forme astratte e fortemente legate alle linee del primo si fondano con le tracce e la ricerca visiva dei personaggi rappresentati dal secondo.
L’allestimento sarà caratterizzato da alcune tele ed elaborati vari con particolare enfasi per una scultura realizzata a quattro mani dai due interpreti proprio per sintetizzare l’unione creativa portata a compimento per questa mostra, infine siamo certi non mancheranno alcuni interventi in strada sia singoli che in coppia.
Infine 2501 ci lascia in compagnia di un bel video preview, in attesa quindi di togliere definitivamente il sipario sull’esibizione ed i lavori terminati dal grande duo, vi lasciamo in compagnia di una serie di scatti di quello che sarà, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutte le immagini dell’allestimento e dei pezzi dipinti.

Tag Gallery
Rua Goncalo Alfonso 99
San Paolo Brasil

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Sao Paulo, October 2nd, 2013 – Tag Gallery, a branch of Tag and Juice store specialized in Arts, opens today, from 6pm to 9pm, “Preto e Branco” (Black and White), exhibition from two of the most currently important street art Italians: 2501 (Jacopo Ceccarelli) and Ozmo (Gionata Gesi). The expo takes places up to January 18th, 2014.

Due to relation between the colors, which name the expo, “Preto e Branco” reveals a symbiosis of different languages coming from the peculiarities of each particular creative world – the abstract forms and the tendency to use the lines of 2501 as well as the realistic traces and the strong presence of religious figures of Ozmo.

Besides paintings will be exposed in canvas and hanging on Tag Gallery walls, the exhibition also brings a four-handed sculpture, from which comes the concrete evidence of the merge between each artistic references.

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DissensoCognitivo – New Mural in Mosciano Sant’Angelo

02/10/2013

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Continua l’epopea del DissensoCognitivo con questa ultima parete realizzata in occasione del Visione Perferica Festival a Mosciano Sant’Angelo in provincia di Teramo in Abruzzo.
Il DissensoCognitivo ci porta ancora una volta ad esplorare le lande desolate dell’immaginario da loro partorito, il duo prosegue la sua ricerca stilistica coniugando temi e stili fortemente evocativi, dandoli in pasto alle pareti e rigurgitando quelli che sono gli esseri che domineranno la terra in futuro prossimo. Quello che ci ha sempre incuriosito nello sviluppo delle tematiche e delle trame portata avanti dal duo, è la forte capacità di contestualizzazione dei loro lavori, gli artisti si sono adoperati per rendere quanto mai più vero un futuro distorto all’interno del quale la razza umana si è definitivamente inclinata, soggiogata dalla tecnologia, dagli innesti biomeccanici, trasformandosi in creature silenziose e vacue, perdendo definitivamente il loro lato più umano e questo si rispecchia non solo nel loro stesso aspetto ma sopratutto nel vagare costante e senza un meta che ne caratterizza l’esistenza vana. Il DissensoCognitivo prima di tutto vuole raccontarci una storia, una visione apocalittica di come, proseguendo sulla strada intraprese in questo secolo, potremmo ritrovarci, lo fà attraverso il proprio personalissimo tratto, con immagini forti, raccapriccianti, ci offre una ipotetica finestra sul mondo futuro, dove il grigio che permea i corpi di questi esseri, le anime erranti incastonate in corpi freddi e meccanici non parlano, stridono, urlano e si dimenano, coscienti in fondo del proprio stato.
Per la rassegna il DissensoCognitivo si adopera su questa parete proponendo tutto la loro personalissima visione post apocalittica divertendosi anche ad interagire con la particolare struttura architettonica, gli artisti presentano un lavoro che fà un pò eco alla precedente parete dipinta ad Imola (qui), si alza lo strillo della belva, un raccapricciate suono lacerante che si insinua nelle orecchie, un fastidio ed un certezza ormai impressa sulla calce che la fine è certa ed è vicina.

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Alberonero – New Mural in Campogalliano, Modena

02/10/2013

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Brevi ed intense le esperienze di Alberonero, l’artista prosegue la sua ricerca tra forme e colori approdando a Campogalliano in Provincia di Modena dove ha da poco terminato una nuova parete delle sue.
Dicevamo delle sperimentazioni che stanno fortemente influenzando l’operato di Alberonero, l’artista infatti sembra aver quasi definitivamente abbandonato le gradi caselle di colore per concentrare i propri sforzi quasi unicamente in composizioni più ridotte all’interno delle quali poter esprimere tutto lo spessore tematico e cromatico che da sempre ne distingue le produzioni. L’artista sembra voler incentrare il proprio operato nella manipolazione della forma e soprattutto delle tinte attraverso concetti dalla forte indole riflessiva, tra i giochi di movimento ed interessanti espedienti visivi lo vediamo così proporci opere più articolate e che ci spingono sempre più ad analizzarne i differenti risvolti.
In questa sua nuova incarnazione Alberonero esamina lo spazio a disposizione e la particolare conformità delle parete, un nero che gli permette di giocare con il colore degli infissi realizzando una grande linea doppia di caselle bianche e più in alto, come un ipotetica palette di colori da cui attingere, una configurazione all’interno della quale una serie di campionature più chiare rispetto al colore della finestra stessa prendono posto. Il risultato finale restituisce una forte componente di interazione, sia l’impressione che il pezzo voglia spingerci a completare noi stessi il colore delle caselle, come se con un ipotetico pennello potessimo riempire gli spazi bianchi attraverso la tavolozza di colori posta dall’artista.

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Emajons – New Mural at Spazio Mutuo Soccorso in Milano

02/10/2013

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Prosegue il cammino di Emajons che torna al lavoro proponendo direttamente sulla facciata dello Spazio Mutuo Soccorso di Milano un nuovo spaccato della nostra società, tra un consumismo sfrenato e un disagio serpeggiante l’ultima meraviglia ci lascia nuovamente a bocca aperta.
L’SMS nasce con l’idea di essere uno spazio liberato dove sperimentare e portare avanti differenti pratiche e linguaggi differenti ed opposte a quelle dell’austerity autoimposta dai potenti, un presidio permanente che vuole diventare una risposta efficace e ragionata alla crisi, aiutando quelle che le situazioni di obbettiva difficoltà con le quali molte persone si trovano a convivere. Attraverso l’occupazione dello stabile in Via Newton in quel di Milano nasce così un micro cosmo all’interno del quale poter provare a distaccarsi dalle difficoltà del quotidiano attraverso gli aiuti e progetti strutturati con intelligenza, è qui che Emajons decide di legare il proprio nome regalando sulla facciata dell’edificio la propria personale visione artistica e tematica.
Il ritratto che emerge dai lavori di Emajons è pugno sbattuto sul tavolo con forza ed energia, uno svegliarsi dal torpore accumulato in questi anni per vedere dritta in faccia la realtà, la lucida follia che traspare dagli occhi dei suoi personaggi, il dispiacere neanche troppo convinto di chi non ha davvero afferrato la situazione, fino ad arrivare all’angoscia di chi invece finalmente ne ha realizzato tutti gli aspetti. La società di Emajons è ritratto spietato, un pittura veloce e d’istinto, fatta di corpi rugosi e non omogenei, di volti abberranti di contro ad una forza più grande di loro lanciati in un carrello dello spesa, schiacciati dal consumare a tutti i costi, all’interno di un pozza d’olio nero, scivoloso e viscido, diretto verso il baratro senza neanche – in parte – accorgersene.

Pics by The Artist

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Moneyless – “Alea Iacta Est” Solo Show at 999Gallery

02/10/2013

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Senza neanche troppi dubbi uno degli show più attesi di questa fine dell’anno è stato senza dubbio “Alea Iacta Est” ultima incarnazione di Moneyless all’interno degli spazi della romana 999Contemporary Gallery, dopo una esuberante preview è arrivato il momento di dare uno sguardo da vicino a tutto l’allestimento ed i lavori proposti dal grande artista per questa sua esibizione nella capitale.
Curato in coppia da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli il solo show propone un vasto campionario delle relazioni geometriche di Moneyless, l’artista sviscera tutto il proprio immaginario servendosi di differenti medium e di conseguenza superfici distinte sulle quale far esplodere i propri temi. Nel primo spazio della galleria ad accoglierci le sontuose elaborazioni su legno poste in contrapposizione con i lavori su carta, proseguendo il tour ed addentrandosi all’interno dei vortici realizzati da Moneyless in prossimità del secondo ingresso, veniamo invece accolti da una serie di scatti che fanno da antipasto alla sorpresa che ci aspetta all’esterno, un nuova installazione sospesa in aria, in perfetta simbiosi con la chiusa dei palazzoni mossa da un ipotetico slancio in altezza.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto in compagnia dell’ampia selezione di scatti per mostrarvi tutto l’allestimento interno e la splendida installazione site-specific realizzata proprio sul cortile interno della galleria, dateci un occhiata e se vi trovate in zona vi ricordiamo che c’è tempo per andare a dare un occhiata allo show fino al 30 di Ottobre, imperdibile.

999Contemporary Gallery
Via Alessandro Volta 48
00153 Testaccio, Roma

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Pics by The Blind Eye Factory

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Miron Milic – New Mural at MUU Street Art Festival in Zagreb

02/10/2013

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Nell’esaltante roster di artisti partecipanti a questa nuova edizione del MUU Street Art Festival di Zagabria vogliamo aprire il nostro coverage sulla rassegna con questa nuova parete realizzata dal grande Miron Milic. Avevamo fatto la conoscenza dell’artista croato durante il bel Boombarstick Festival sbalorditi dal particolare e personalissimo approccio visivo ed assolutamente investiti dalla quantità di dettagli presenti nella sua opera, un scintilla quindi che abbiamo deciso con piacere di tenere viva continuando a raccontarvi gli sviluppi del lavoro dell’interprete.
Quello che maggiormente affascina nelle creazioni firmate Miron Milic è la grande capacità di immersione delle sue opere, la disinvoltura con cui l’artista muove la sua pittura, le minuscole pennellate elaborate unicamente in bianco e nero, concentrano i propri sforzi sulla realizzazione di veri e propri paesaggi naturali. Il contatto con la natura quindi è una componente fondamentale del lavoro dell’artista, quello che però desta maggiore attenzione e scalpore è il carattere fortemente evocativo degli scorci dipinti da Miron, l’autenticità del lavoro al limite di una gigantesca fotografia, i minuscoli dettagli che ne aumentano la sensazione di vero e di vita, l’opera sembra respirare con noi mentre la osserviamo, un estasi per i sensi amplificata dalla poche righe che accompagnano le sue creazioni, stralci di poesie che si insediano in una piccola parte della parete e che ci donano un significato ancora più profondo. La pittura di Miron Milic richiama una sensazione di tempi antichi, senza costrizioni stilistiche e senza seguire i canoni dettati dagli altri l’artista porta avanti la propria visione del mondo rappresentandolo attraverso un istantanea decisa ed al contempo delicatissima.
Per il bel festival di Zagabria, Miron Milic ci regala una perla rara, prendendo spunto dalla poesia di Marijan Čekolj ne disegna le parole, avventurandosi nella realizzazione di un immensa cascata, Prima pioggia d’autunno, il mormorio di una cascata, è sempre più forte…

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Pics and Video by Kristijan Smok

Centina for RawTranslation Group Show at Loppis Gallery

01/10/2013

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Lo scorso 14 Settembre la Loppis Gallery di Parma ha aperto i suoi spazi ad un trio di artisti Centina, Monica Manganelli e Sayaka Gan hanno dato vita a “Raw Translation” un group show che ha visto il trio misurarsi con un lavoro ciascuno, nella creazione di un opera che possa ridisegnare l’aspetto e la fa forma degli oggetti quotidiani.
Per lo show gli artisti si sono cimentati nella creazione a mano di elaborati, semplici, grezzi, crudi, un qualcosa di vero e di qualità attraverso componenti come la plastica ed il legno, le opere prendono così vita riscrivendo il proprio destino e creando un futuro differente, sono lavori in cui è possibile scorgere una seconda possibilità ad oggetti che diversamente andrebbero a morire.
Centina per la bella mostra si è impegnato nella costruzione di una forma atipica, nella parte più bassa troviamo un palla in cui sopra si muove un animale in legno, il muso completamente aperto con le scheggie che fuoriescono all’impazzata, a completare il tutto la parete nera con la scritta Centina ed il dettaglio del cerchio dipinto proprio intorno alla base dell’opera. Sembra che per lo show l’artista abbia avuto l’opportunità di dipingere anche una nuova parete proseguendo quindi nel portare avanti le proprie tematiche ed il proprio particolare tratto oscuro.
Vi lasciamo in compagnia di alcuni scatti delle opere nel dettaglio, se siete però interessati potete andare a darci una sbirciata per conto vostro, c’è tempo fino al 14 di Novembre, non siate timidi.

Loppis is excited to announce the first group exhibition Centina, Sayaka Ganz, Monica Manganelli RAW TRANSLATION from 14 September to 14 November 2013. Raw Translation is a meeting nearby. Born faster because the need is common. Telling a story done by hand. A different story: simple, raw, real, made by quality. The everyday object is no longer the same, comes to life and turns, accepting upon himself the call of a different future. The plastic becomes life and joy to the eyes, the wood becomes a piece of art. The wall becomes a canvas. The real is translated into something imaginary. It’s another point of view, what matters here, imagine what it will be trying to figure out that you can give things a new way. Is the raw translation of life.

Loppis Gallery
Via La spezia, 90
43125 Parma

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Gabriel Specter – “Structures” New Mural in Rome

01/10/2013

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L’epopea dei sottopassi romani è il marchio di fabbrica delle produzioni firmate dalla 999Contemporary Gallery, la galleria romana sta stravolgendo l’aspetto di queste zone, simbolo di degrado, sporcizia, umidità e muri scrostati, per trasformarle in piccole culle di arte urbana, proseguendo quindi il proprio percorso lavorativo e portando a Roma tra gli artisti più interessanti del panorama internazionale e italiano, con patner d’eccezione come Oikos che ne fornisce le eccellenti pitture, arriva nella capitale Gabriel Specter portando con sè tutto il suo carico stilistico e tematico.
Il lavoro di Gabriel Specter è innanzitutto fortemente connesso con il luogo dove prende vita, l’artista statunitense si adopera a creare lavori in cui la componente di immersione sia totale, possiamo trovare una fedele riproduzione di un vecchio negozio sotto forma di vere e proprie installazioni, sono lavori che si ispirano fortemente alla gente del posto, alle storie, l’architettura del luogo, la pubblicità presenti in quel determinato spot, rompono la noia innestandosi tra le viuzze e gli anfratti dei muri, interagendo con essi e di conseguenza con chi ci si trova di fronte.
Segnando il proprio percorso ed operato in veri e propri progetti, salta immediatamente all’occhio una delle produzioni più interessanti, quella che vede l’interprete agire attraverso stilemi fortemente legati a delle strutture, con una forte influenza geometrica. “Structures” appunto è il filone che vede Specter interagire con lo spazio attraverso grandi configurazioni, la componente dello spazio anche qui è fortemente marcata e radicata offrendo all’artista l’opportunità di setacciare e un ambito decisamente più astratto quelli che sono gli sviluppi visive che si aprono attraverso il suo immaginario, mostrandoci ancora un esperienza nuova osservando una parete dapprima anonima.
Per la sua facciata romana Gabriel Specter opta per un bella realizzazione ottica, il gioco di quadrati assemblati noterete, osservando in profondità le immagini, che presenta degli errori, questi fanno si che il lavoro generi una serie di effetti ottici incredibili con tridimensionalità e profondità a farla da padrone, un inganno per la vista documentato nelle fasi di realizzazione e nell’eccellente risultato finale attraverso la bella galleria di scatti ed il video presenti in calce all’articolo, dateci un occhiata non rimarrete di certo delusi.

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Gaucholadri – “Hiperrealismo” New Mural in Mendoza, Argentina

01/10/2013

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Avevamo lasciato i Gaucholadri alle prese con il loro intenso tour Europeo, con tanto di gita a Roma per dipingere una delle facciate all’interno dei famigerati sottopassi della capitale, ora il dinamico duo argentino torna al lavoro è lo fa su questa bella parete a Mendoza in Argentina.
Quello che ha sempre distinto le produzione dei Gaucholadri sono le canoniche sagome, o meglio ombre di oggetti, cose ed animali che vengono poi accompagnate da una parola ad effetto che serve inoltre a contestualizzare il lavoro donandogli un significato, ironici e taglienti gli artisti hanno nel corso del tempo rappresentato attraverso le loro forme nere quelle che sono le contraddizioni della società moderna, lanciando attacchi più o meno velati verso gli argomenti più disparati passando dalla guerra fino ad arrivare all’attualissima crisi economica mondiale. Sono lavori divertenti per l’assonanza prodotta tra scritta e configurazioni neri ma anche dannatamente riflessivi, veri, senza filtri infatti i Gaucholadri portano avanti una tematica forte e diretta atta alla denuncia, alla presa di coscienza e di posizione, semplice come il tratto che li distingue ma assolutamente vera, nitida e ben fruibile come le loro stesse opere.
Per questa loro ultima incursione gli artisti ci stupiscono realizzando unicamente una grande scritta che recita “Hiperrealismo”, ancora una volta la contrapposizione tra il contenuto ed il significato del testo ed il lavoro vero e proprio sono al centro delle tematiche di quest’ultimo intervento, e ci fa scappare un sorriso. La realtà ostentata dalla scritta si riflette infatti nella visione stessa del lavoro, semplice, reale ed assolutamente vera proprio come il paesaggio che circonda il lavoro stesso, pulito ed efficace.

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Herakut – The Giant Story Book Project in Berlin

01/10/2013

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Uno dei connubi più solidi a livello internazionale è quello degli Herakut, il duo tedesco da anni prosegue la propria attività in giro per il mondo, il tratto dolce e morbido di Hera si fonde con i tecnicismi e la grande proprietà di pittura di Akut sviscerando un connubio assolutamente riuscito.
Uno dei progetti maggiormente coinvolgenti è il The Giant Story Book Project che vede gli Herakut realizzare una serie di lavori incentrati sull’idea di un grande libro di racconti per bambini, la spiccata passione per questo tipo di produzioni ha fatto scoccare la scintilla trasformando grandi pareti in vere e proprie pagine attraverso le quali raccontare del proprio immaginario. Un progetto dai toni delicati che ha fatto il giro del mondo in lungo ed in largo e che, con quest’ultima facciata Berlinese, arriva alla sedicesima parete in tutto.
Il titolo dell’opera è “Monkey See, Monkey Do”, questa volta il personaggio principale di quest’ultima realizzazione non è nessuno dei giganti elaborati nelle precedenti produzioni ma bensi una scimmia. Dai toni decisamente antropomorfi facilmente riscontrabili anche nell’insolita postura, la vediamo indossare un casco militare, lo sguardo si fa spento a tratti quasi malinconico, nella polvere della parete e tra una fitta nebbia bianca emerge la scritta che dà il nome al pezzo.
Il lavoro si presta a diverse chiavi di interpretazione, per la prima volta a parere nostro gli Herakut mostrano un lavoro non direttamente collegato con la propria storyline ma piuttosto con gli avvenimenti di attualità, con la crisi in medio oriente che sta portando il mondo sull’orlo di una guerra mondiale, partendo da questo spunto gli artisti calano nel contesto un animale dipinto nell’immaginario collettivo come notoriamente stupido, gli fa indossare un caschetto proiettandolo in una selva di proiettili che non capisce fino in fondo, qualcuno di sente toccato?

Pics by The Artist

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Etnik – New Mural in Tirano, Italy

01/10/2013

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Con Etnik continuiamo il nostro cammino all’interno dell’Ex Carcere di Tirano, la struttura ricorderete è stata affidata allo Studio D’Ars di Milano e Square23 di Torino che con un azione congiunta hanno chiamato una serie di artisti di primissimo livello a dare il proprio contributo cambiando l’aspetto delle pareti esterne e delle celle interne del luogo.
L’idea è quella di rendere il posto adatto per l’accoglienza e l’insediamento di una comunità di recupero per tossicodipendenti, interventi quindi scanditi dal carattere sociale e che hanno visto impegnati alcuni tra gli autori più interessanti del nostro ricco panorama.
Specialmente nell’ultimo periodo stiamo notando una nuova interessante componente che emerge dai lavori di Etnik. Come visto più volte l’artista prosegue nel suo portare avanti una tematica fortemente legata alle strutture ed al loro movimento e disintegrazione. Al centro dei suoi lavori infatti troviamo come sempre una serie di forme che ci restituiscono un forte senso di movimento, realizzate sfruttando un abile intreccio tridimensionale i lavori esaltano la capacità ed il talento dell’interprete di discernere quelli che sono i suoi studi nella scenotecnica e nel mondo del design. Partendo da questo l’autore sceglie di mescolare le carte andando ad apportare uno splendido effetto trompe l’oeil. Il muro viene in questo modo appare squarciato ed inghiottito nella spirale centrale rivelando come una ipotetica finestra dalla quale è possibile scorgere la configurazione elaborata dall’interprete.
Etnik continua proprio su questi temi per la sua opera al carcere di Tirano, spaccando letteralmente la parete che si apre mostrandoci la configurazione centrale, infine l’interprete si concentra su un ipotetico paesaggio accennando le forme di alcune colline e di una grande ed accogliente cielo azzurro.

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Pastel – New Piece in Buenos Aires, Argentina

01/10/2013

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A distanza di qualche settimana torniamo ad occuparci del lavoro di Pastel, il grande artista Argentino torna a colpire nella sua Buenos Aires realizzando un nuovo pezzo all’interno di questa insenatura architettonica.
Siamo rimasto piuttosto colpiti dal particolare approccio visivo adottato dall’artista, Pastel attraverso il suo lavoro porta avanti un ricerca costante che lo vede interessarsi alle forme, alle linee ed ai contesti a sfondo naturale e nello specifico alla struttura dei paesaggi siano essi anche urbani, rendendoli in due dimensioni e rappresentandoli su parete in un ipotetico piano dove poi va a strutturare la splendida serie di dettagli. L’interprete infatti declina queste sue tematiche attraverso una forte caratterizzazione artistica che si riflette nei suoi lavori, esibendo quasi esclusivamente tonalità scure, in un interessante binomio tra superfici nere e tratto bianco, l’Argentino realizza attraverso minuscole pennellate una serie di texture e strutture che, disciplinate all’interno di grandi configurazioni e sovrapposte tra di loro, danno vita ad una rete intricata di dettagli e forme dalla precisione chirurgia. Lavora nel profondo delle sue stesse opere, adoperandosi per spingere chi osserva ad addentrarsi all’interno delle sue stesse realizzazioni per scoprirne più da vicino tutta la magia che si cela al loro interno.
Per questa ultima opere Pastel copre tutta la lunga facciata a disposizione, la struttura stessa dello spazio a disposizione è un interessante stacco netto con il muro a mattoni che si sviluppa al suo esterno, l’artista affidandosi alla consueta tavolozza di colori propone una nuova vorticosa forma questa volta però staccandola dalle minuscole sagome pennellate e concentrandosi piuttosto sugli elementi naturali rappresentati al suo interno.

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