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Archive for ottobre, 2013

CANEMORTO in Ranavik, Norway – The Paintings

31/10/2013

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Tra le meraviglie della Norvegia continuiamo il nostro approfondito coverage sull’esperienza dei CANEMORTO, dopo avervi mostrato le immagini degli interventi in strada giusto qualche giorno fa (qui), è arrivato il momento di dare un occhiata ai dipinti realizzati durante la loro permanenza nell’isola di Ranavik.
L’opportunità di vedere il duplice aspetto delle produzioni dei CANEMORTO ci offre la rara opportunità di apprezzare tutto il vasto campionario immaginativo che da sempre ne distingue le opere, anzitutto è interessante notare come gli artisti non rinuncino affatto alle tematiche ne stanno segnando i lavori in questo periodo ma piuttosto continuino anche attraverso le loro tele a proporre la personale e multi sfaccettate visione dell’uomo. Maggiormente concentrati qui sui volti, il trio affonda in questa nuova infornata di opere tutta la propria visione cromatica, a differenza delle precedente serie realizzata in Inghilterra all’interno della Undercurrents Gallery (qui), qui notiamo come anzitutto i volti in bianco e nero vengano sviscerati attraverso una esatta opposizione delle componenti cromatiche, più oscuri quindi le tele che risaltano nel bianco lucido e nelle grosse pennellate che si intersecano alla linee più fini e maggiormente rimarcate. A fare da collante invece per le produzioni colorate notiamo un utilizzo insistente del rosso come fondamentale componente visiva, una tinta sanguigna che aumenta la forza delle opera e riveste di significato i pezzi, si ha infatti la sensazione che gli artisti abbiano voluto come sferrare dei colpi ben assestati alle loro visioni, le passate di colore si inseriscono così sul capo, sopra gli occhi, penzolando fino alla bocca ed al mento, passando per gli occhi e per le labbra. Infine accogliamo nuovamente con interesse gli interventi che vedono una serie di animali ricalcare la scena, è un ritorno gradito questo visto che i CANEMORTO avevano in parte epurato la componente animale nelle loro ultime tele ed opere.
In una visione d’insieme di un corpo di lavoro così vasto ed articolato emerge tutta l’energia e l’impatto che le opere degli artisti riescono a trasmettere come anche la forza e la sensibilità di dipingere queste figure così disturbate, così al limite e sul baratro eppure dannatamente reali, come uno spettro che alleggia sulle nostre spalle, le belve interiori che prendono vita.

Thanks to The Artists for The Pics

Nelio x Duncan Passmore – New Mural in Berlin

31/10/2013

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Dopo l’esuberante esperienza dei mesi scorsi nelle Americhe, torniamo ad approfondire il lavoro di Nelio con quest’ultimo intervento del grande artista francese a Berlino in compagnia di Duncan Passmore.
Proseguendo nella strada segnata nei suoi ultimi interventi, il grande Nelio continua opera dopo opera ad addolcire la personale visione astratta, di fatto i suoi elementi vengono maggiormente miscelati e risultano così meno secchi e freddi ma più soggetti ad un interpretazione viva e dal forte carattere emotivo e quindi personale. Avevamo avuto un assaggio di questo nuovo approccio con il bel intervento a St John’s (qui) durante il bel tour americano dell’artista francese, ora Nelio torna a cavalcare l’onda delle proprie sensazione spingendo decisamente al limite la struttura visiva che da sempre ne accompagna l’operato. L’istinto torno padrone sorretto unicamente dal subconscio, una pittura fortemente istintiva, più spontanea ed espressiva ma soprattutto meno guidata dalle costrizioni della ‘zona sicura’ dell’interprete. Si ha così l’impressione di una espressività maggiore alimentata da linee e forme maggiormente più organiche, vengono realizzare senza una riflessione ma piuttosto di getto, aggiungendo livelli su livelli e giocando con forme, texture e lettere. Emerge così l’intenzione di un lavoro lucido si, ma dalla forte componente improvvisatoria ed assolutamente più sperimentale, una follia che si inserisce con vigore negli spazi a disposizione, tra pause di riflessione e schizzi di creatività pura, dove emerge sensibile e silenziosa la costante ricerca dell’armonia che il Francese riesce a proporci.
La bella collaborazione tra Nelio e Duncan Passmore prende possesso della parete di questo edificio in stato di abbandono, sembra che ci troviamo all’interno di una macchia verde che a nostro avviso influenza pesantemente le scelte cromatiche dei due artisti, che vediamo innescare tra forme più tagliate e miscele cromatiche, una riuscitissima ed apprezzabile collaborazione.

Pics by The Artist

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No Curves – New Piece at Tribeca Factory

31/10/2013

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A distanza di tempo torniamo a parlarvi del lavoro di No Curves, l’artista ha da poco terminato un nuovo intervento all’interno della Tribeca Factory di Prato, miscelando ai suoi canonici lavori con il nastro adesivo anche una serie di strutture in legno.
Come abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di No Curves poggia le sue basi sull’utilizzo del nastro adesivo come strumento e materiale di lavoro, un medium particolare che viene sviscerato dall’artista attraverso una serie di linee piatte e segmentate atte nella loro molteplicità ed intelaiatura a far emergere tutta la complessità di un volto umano, dei suoi tratti, passando per lo sguardo e la particolare e personale conformazione fisionomica. Il risultato finale è un lavoro assolutamente vivo che riflette tutta la pazienza e la precisione dell’artista di dialogare con un medium così insolito e che l’interprete veicola attraverso l’utilizzo di più livelli di elaborazione, attraverso gli stessi No Curves riesce ad imprimere profondità e soprattutto a regalare un fortissimo senso di dettaglio alimentato dalle differenti strutture e grandezze che compongono la soluzione finale. Come in una novella alchimia quindi l’artista esercita la propria visione servendosi di rette, segmenti e semi rette, intersecandole tra loro, muovendone la grandezza e la lunghezza fino a definire la forma finale desiderata che richiama fortemente uno stile visivo dell’era a 16bit con colori acidi, saturi e belli accesi.
In quest’ultimo intervento No Curves esplora quindi un ambiente nuovo, anzitutto non realizza un volto ma piuttosto concentra la propria idea su di una scritta, a colpire maggiormente però è l’efficacissima interazione con il legno che permette all’interprete di sviluppare anzitutto una certa tridimensionalità al lavoro, l’artista si dimostra assolutamente a proprio agio con questo nuovo medium intersecando alle grandi forme in legno minuscole linee di giunzione elaborate attraverso la consueta tecnica. Un lavoro che ci ha incuriosito e che siamo certi troverà seguito nelle prossime produzioni targate dall’italiano, non vi resta che dare un occhiata alla serie di scatti, qui invece trovate il bel time-lapse video con tutte le fasi di realizzazione del bel pezzo, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Jody Mattioli

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Hope & Gig – New Mural in Parma

31/10/2013

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Il costante brulicare sempre maggiore di eventi, festival e progetti a carattere urbana questa volta ci offre l’opportunità di conoscere da vicino gli interventi del duo Hope & Gig che in occasione del contest indetto da Art Save The City hanno avuto l’opportunità di lavorare un nuovo intervento su uno dei tanti spot offerti durante la manifestazione tra aree più periferiche fino ad arrivare a quelle più centrali del centro storico della bella città emiliana.
La strada intrapresa dal duo Hope & Gig attraversa profondamente tutta la mitologia fiabesca per bagnarsi all’interno di un fitto calderone di immagini e visioni fortemente legate al mondo animale, gli artisti esercitano questa influenza attraverso un stile fortemente dettagliato, senza strumenti ridondanti ma affidandosi di fatto unicamente al pennello e dalla pittura a mano libera. Questa peculiarità lavorativa si riflette fortemente negli elaborati del duo, la necessità di procedere con calma e con lentezza, il gustarsi il momento e soprattutto il dedicargli la giusta attenzione, fanno si che i lavori si trasformino il vibranti tele dall’elevato di livello di dettaglio al servizio di una tematica che li vede impegnarsi in totale controtendenza rispetto alla frenesia ed alla velocità che contraddistingue l’attuale momento storico. Caratteristica delle produzioni degli Hope & Gig è l’assoluta certezza nell’affidarsi ad tinta in bianco e nero, i lavori risultano così fortemente evocativi, con una forte connotazione storica come se ci trovassimo di fronte ad una vecchia istantanea sbiadita di un vecchio racconto o di una fiaba. Infine la componente tematica completa il quadro già ricco di notevoli spunti, il duo esercita il proprio stile abbracciando quelle che sono le favole e fiabe di un tempo ricontestualizzate all’interno delle contraddizioni della società moderna.
Dopo il salto potere dare un occhiata all’ultimo intervento realizzato a Parma, sfortunatamente non gli è stato possibile lavorare direttamente su muro ma unicamente attraverso un grande telo, la tematica come è facilmente intuibile prende spunto dal racconto di Esopo “La Lepre e la Tartaruga”, è tutto vostro.

Thanks to The Artist for The Pics

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Crisa x Ciredz x Tellas – New Mural in Cagliari

31/10/2013

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A distanza di parecchi mesi Crisa, Ciredz e Tellas tornano a lavorare insieme, a differenza delle precedenti incursioni all’interno di paesaggi e location completamente immerse nel silenzio della natura, per questo nuovo intervento il trio si sposta a Cagliari per pagare il proprio tributo al quartiere di Sant’Elia.
Ci sono zone notoriamente considerate come quartieri in stato di degrado, in abbandono, scampoli di società dalle quali stare alla larga e da cui tenersi in disparte, culle di storie e racconti al limite del reale che alimentano le dicerie e con esse la paura, Sant’Elia rappresenta per Cagliari e per molta della sua gente tutto ciò, una location bistratta e poca amata se non dagli stessi abitanti, ma non per gli artisti che considerano la zona come parte integrante del tessuto cittadino e per questo decidono di porre qui la loro firma, un piccolo omaggio che possa in qualche modo sovvertire il marchio inciso a fuoco su queste strade.
A differenza delle precedenti incursioni Crisa, Ciredz e Tellas in quest’ultimo elaborato piuttosto che concentrarsi su una forma ciascuno decidono di elaborare un unica e grande figura tridimensionale alternando di fatto quelle che sono le personali visioni ed il personale tratto pittorico. Quella che emerge è quindi una lunga e camaleontica immagine che abbraccia a piene mani tutto l’immaginario di ogni interprete partecipante al lavoro, le due estremità, dove emergono le lettere e la scritta del quartiere, sono affidate a Crisa e Tellas, con l’intermezzo di Ciredz che agisce da cuore centrale nell’opera.
Si parte con i consueti grovigli dove Crisa continua a portare avanti il rapporto tra uomo, la natura e l’urbano, tematiche di assoluta rilevanza e sempre al centro del suo lavoro, Ciredz invece nel suo intermezzo prosegue la personale visione cromatica e stilistica dipingendo una nuova scala di grigi che va partendo dal nero mano a mano schiarendosi fino ad accogliere l’operato di Tellas, quest’ultimo conclude l’intervento con il canonico intrecci di foglie ed elementi naturali.
Un lavoro che sà di accoglienza e che cela nelle sue viscere tutto l’attaccamento alla propria terra ed ai suoi luoghi, vi lasciamo in compagnia degli splendidi scatti, se volete approfondire qui trovate il video che documenta tutto il processo creativo, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dei tre artisti.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics and Video by Eva Ligas

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Invader – New Invasion in New York, USA

31/10/2013

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A quanto pare New York continua inesorabile ad essere il fulcro dell’arte urbana, dopo la mastodontica esibizione in strada attuata dal grande Banksy con la sua Better Out Than In, un altro big della scena approda nella grande mela per ritagliarsi il meritato clamore mediatico, Invader, dopo le recenti incursioni per le strade della sua Parigi, a distanza di anni ritorna a colpire su quelle newyorkesi, portando a termine una nuova serie di interessanti interventi.
Il grande artista Francese sta vivendo una seconda giovinezza, dopo le interessanti incursioni nello spazio e nelle profondità dell’oceano, Invader sta continuando a sperimentare proseguendo così sul percorso segnato dalle ultime produzioni che lo vedono impegnarsi non più unicamente sui personaggi del famoso ed omonimo gioco, ma piuttosto andando a cogliere dal ricco panorama della prima era di videogiochi a 8 e 16 bit, con i characters Nintendo in testa, a fare capolino sulle pareti arrivano così Donkey Kong, Kirby e Super Mario. Attraverso le iconiche immagini di personaggi maggiori e minori di questi variegati universi, Invader sperimenta forme ed immagini mano a mano sempre più articolate, sia in grandezza sia per elementi di dettaglio, elevando così tutta la sua produzione in strada.
Per questa nuova infornata di lavori di newyorkesi che accompagneranno la visione del suo Art4Space, il footage sull’esperienza nello spazio di una delle sue iconiche mattonelle, Invader si diverte a sviscerare alcuni nuovi pezzi, come già visto Kirby, insieme ad altre installazioni che ci ha fortemente incuriosito. Per questa nuova invasione infatti è possibile immediatamente notare come l’artista paghi omaggi alla Big Apple con una serie interventi decisamente iconici tra cui spicca la figura di Biancaneve intenta a mangiare una mela rossa, ma c’è davvero molto da vedere perciò mettetevi comodi e fate un salto in galleria, presto nuove immagini, e chissà che non ci scappi qualche combo con Banksy.

Pics by Stephen Kelley via San

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Jetsonorama x Nils Westergard – New Mural at The Painted Desert Project

30/10/2013

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Continuiamo il nostro piccolo recap degli interventi realizzati questo Ottobre all’interno dello splendido The Painted Desert Project, dopo l’eccellente intervento di Nanook che vi abbiamo mostrato qualche giorno fa (qui), andiamo infatti a dare un occhiata più ravvicinata alla bella collaborazione tra Jetsonorama e Nils Westergard.
Una delle caratteristiche fondamentali del progetto è quella di riuscire ad incanalare all’interno di questi scorci mozzafiato tutto il talento di artisti tra i più importanti a livello internazionale, il risultato di questa suggestiva alchimia è un interazione forte in cui un elemento prende forza dall’altro ed insieme creano un scorcio visivo assolutamente vivo ed intenso. Gli artisti coinvolti al progetto hanno sempre dimostrato una certa sensibilità nei confronti dello stesso, dimostrando ancora una volta come l’arte urbana possa lavorare a strettissimo contatto con la collettività e più in generale all’interno di intenti a carattere sociale. L’idea di Jetsonorama funziona perché incanala anzitutto l’arte all’interno di un luogo quasi dimenticato dove la natura rimane intatta e crea attraverso il proprio scorrere inesorabile elementi visivi unici, il deserto dell’Arizona vive qui una seconda vita e lo utilizzando come tramite proprio gli interventi degli artisti chiamati in causa. Di importanza ancora maggiore è poi l’impatto queste opere rivestono all’interno della comunità Navajo, con risvolti anzitutto di tipo sociale prima ancora che economico offrendo loro l’opportunità di conoscere un nuovo tipo di arte ed attraverso essa provare a vivere la propria vita in serenità.
Il The Painted Desert Project insomma rappresenta un esperimento riuscito che accoglie in se tutti gli stilemi di un arte che con la sua massificazione sta via via perdendo la direzione e gli intenti che ne hanno gettato le basi, la condivisione e lo scambio, sia esso di tipo visivo o sociale, tornano qui prepotentemente alla ribalta regalandoci un nuova occasione di riflessione e immettendosi in un circuito armonico e solidale. Ne parliamo perché ci interessa davvero, ci interessa vedere raccontate le storie di un luogo intatto fortemente intriso di una cultura che va scemando nel tempo, ci interessa vederne gli sviluppi per apprezzare e per osservare come gli artisti, in base alla loro personale visione, riescono ad interagire con la natura e con la gente del posto, un progetto che continua a farci palpitare e di cui vi mostriamo l’ultima infornata di opere, è tutto vostro.

Thanks to Chip Thomas for The Pics

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Carne – New Pieces Inside an Abandoned Building

30/10/2013

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Torniamo a parlarvi di Carne (The Boost) e della sua personale esplorazione convinta ed intensiva che prosegue anche per questi due nuovi interventi, l’artista continua il suo personale approccio con i luoghi abbandonati ed in stato di declino, sviscerando due nuove intense creazioni figlie dell’ennesimo ed interessante approdo visivo.
Il potere evocativo e mistico che Carne riesca a trovare in questi luoghi ci ha sempre particolarmente interessato e di conseguenza investito in prima persona, l’interprete analizza quelli che sono i luoghi remoti, al limite della società moderna, quelle macchie da nascondere all’interno di un tessuto urbano profondamente mutevole, sono gli edifici abbandonati, vuoti ed alla totale mercé delle intemperie, della natura che silenziosa ne avviluppa le pareti e ne scava le fondamenta fino a riprendersi quello che da sempre è il suo territorio, architetture che eliminiamo dallo sguardo come esercizio memonico e che invece restano li intrise di memorie di vita passate. Da queste ultime l’artista affonda le sue tracce sviluppando su questi muri segni di un passaggio ad una nuova vita, una vena poetica abbraccia i suoi interventi, sensibili e tangibili parlano di amore, di morte di vita e lo fanno attraverso una visione in bianco e nero, attraverso le rose oscure ed intrise di amarezza che simulano il passaggio da passione e carnalità, sentimenti che a dolore, sangue, e durezza. L’inquietudine assale lo stomaco come una fitta, sono interventi questi che stimolano fortemente l’emotività di chi ha la fortuna di imbattercisi, Carne presta la propria immaginazione a questi luoghi, attua un collegamento diretto, offrendo loro l’opportunità di parlare di sviluppare un dialogo con chi passa di li che anche per poco ci si ritrova coinvolto, catapultato nelle sensazioni, nella angosce e nella tristezza del luogo.
Per questa nuova serie di lavori Carne porta al limite il fattore interattività alimentando in queste due opere la parte installatoria degli interventi di fatto aumentando la tridimensionalità delle due opere e servendosi di strumenti differenti come le schede madri dei computer che fanno posto al grande occhio/dio passando per la splendida ragnatela di fili che accompagna le due braccia all’interno della figura per due risultati finali dalla forte sensazione evocativa e mistica, tutto nelle immagini.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Francesca Tuzzi

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Spaik – “Rebirth” New Mural in Medellin, Colombia

30/10/2013

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Dopo l’eccellente parete realizzata a Morelia in Messico in occasione del Festival de Arte Urbano Nicolaita, Spaik si è spostato a Medellin in Colombia dove ha da poco portato a termine questa nuova interessante pittura per l’importante Pictopia Festival la rassegna che fin dal 2011 sta intervenendo per le strade della cittadina Colombiana attraverso i lavoro di oltre 50 tra street artist e graffiti artist.
Il Messicano Spaik è senza dubbio uno degli esponenti di spicco della zona centro e sud americana, con questo intervento l’interprete prosegue sulla linea tracciata in questi anni da suoi colleghi, la scena latino americana e messicana abbraccia infatti quelle che sono le caratteristiche tipiche europee filtrandole però attraverso un fortissimo attaccamento alla propria terra, alle proprie tradizioni popolari e religiose, l’energia che scaturisce da queste pitture viene alimentata di fatto da un uso massiccio di colori, visti attraverso i corpi, i volti e le fattezze di quelli che sono i personaggi surreali ai quali prestano la vita. Quella che emerge è quindi la ferma volontà di far affiorare anzitutto il personale patrimonio culturale ma soprattutto la fortissima voglia di esprimersi attraverso tutte quelle visioni, quelle storie che fanno di questi luoghi un brulicare di immagini, simboli e sensazioni differenti che intersecandosi ed intrecciandosi tra loro ci regalo esperienze e spunti sempre nuovi.
Partendo da queste basi non stupisce quindi la particolare visione artistica di Spaik, l’artista si approccia attraverso un stile fortemente personale, le figure che emergono dalle sue creazioni sono dense di dettagli, rimandi, simbolismi della cultura messicana sviscerati attraverso una forte connotazione cromatica. I corpi irregolari a tratti carnevaleschi con i volti talvolta mascherati, le texture ed in filamenti dei vestiti fino ad arrivare gli stessi abiti e copricapi, ma soprattutto le tematiche al limite della tradizione, del folklore e della religione, è tutto fortemente immerso in quelle che sono le tradizioni della cultura messicana, tutto inserito in un quadro multi sfaccettato ed assolutamente d’impatto che come ci lasciato nuovamente impressionati.

Pics by The Artist via Bsa

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Gola Hundun – New Mural in Almaty, Kazakhstan

30/10/2013

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L’ultima magia di Gola Hundun prende vita ad Almaty in Kazakhstan dove l’artista ha da poco terminato un nuovo intervento dei suoi in occasione del festival di arte contemporanea Artbat Fest. Il lavoro ci ha seriamente scosso, la quantità di dettagli e di spunti da poter cogliere presenti in quest’ultimo intervento ha del sensazionale, Gola Hundun attraverso questa sua pittura sviscera in modo completo quelle che sono le peculiarità del suo lavoro, lo fa portando al limite la sua visione ed i suoi intrecci naturali calandoli all’interno di un contesto fortemente emotivo, mistico e soprattutto riflessivo. L’artista attraverso quest’opera mira ad una rappresentazione dei tre mondi o tre livelli del mondo, l’inframondo, il mondo e l’ultra mondo, queste tre sezioni vengono esplorate dall’interprete attraverso una dose massiccia di colori, sensazioni ed equilibri cromatici, ci mostra una visione orgiastica, a tratti acida, mescola i colori in un trinomio denso di dettagli, muove forme e figure all’interno di un sogno tangibile frutto di una interpretazione a metà tra il surreale ed il reale.
L’impatto con l’opera è di un certo effetto, Gola Hundun non mira ad una semplice rappresentazione, piuttosto ancora una volta al centro del suo operato ritroviamo la natura, qui l’interprete affonda il colpo attraverso la pittura di una rinascita personale che sa di riavvicinamento da parte dell’uomo con l’ambiente, un ritorno alla sue origini pure, un nuovo sentirsi parte dell’uomo intraprendendo un percorso personale di crescita ed evoluzione spirituale. La location dell’intervento non è affatto casuale, il Kazakhstan ha una fortissima tradizione nomade che perdura fin dall’annessione al vecchio blocco sovietico – proprio in questo periodo le prime costruzioni e murature – questo particolare aspetto della società kazaka è andato in questi ultimi tempi scemando per far spazio ad un capitalismo sfrenato alimentato dai forti giacimenti petroliferi presenti nello stato.
Più di tutto il lavoro mira quindi ad una riflessione quanto mai personale, colpisce per i suoi tre livelli, partendo dal suolo agitandosi e prendendo una forma definita nel suo corpo centrale, fino ad arrivare alla parte più elevata dove sviluppa tutta la sua coscienza mistica e meditativa, bellissimo.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ivan Bessedin

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Liqen – New Mural for Los Muros Hablan Festival

30/10/2013

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A distanza di parecchi mesi torniamo ad approfondire il lavoro di Liqen, con il grande artista spagnolo chiudiamo al meglio il nostro full coverage sui lavori realizzati durante quest’ultima ed eccellente edizione de Los Muros Hablan Festival di Porto Rico.
Con questo nuovo e difficoltoso intervento Liqen torna ad accarezzare attraverso il proprio immaginario un enorme facciata, sicuramente a suo agio con superfici di questo tipo l’artista Spagnolo prosegue il suo personale percorso visivo affrontando ancora una volta quelli che sono i simboli, la storia e le tradizioni dei luoghi dove dipinge, visti e filtrati attraverso la sua personalissima e caratteristica visione.
Il fulcro degli interventi di Liqen è la capacità dell’artista di coniugare attraverso la propria immaginazione gli elementi dei luoghi dove lavora, il processo avviene attraverso l’utilizzo di un immaginario pressoché sterminato, l’interprete spagnolo porta avanti una ricerca stilistica complessa e multi sfaccettata dove il dettaglio è una componente fondamentale negli interventi e viene curato minuziosamente in ogni parte degli spazi a disposizione. Ad emergere con forza sono figure surreali frutto di improbabili fusioni corporee che trovano nell’intersecarsi di più elementi la loro origine e ragione d’essere, è possibile individuare influenze dal mondo animale e vegetale come anche quello industriale letto attraverso una chiave di lettura fortemente steam punk, troviamo camini a forma di volti, occhiali con gambe e braccia, uccelli con collane di perle e corone, piante dotate di braccia e corpi. Un mondo vivo e senziente che si muovo di pari passo con le immagini e la cultura dei posti, ne prende gli elementi l’artista per sottrarli od aggiungerli al proprio universo ricavando equazioni e risultati sempre differenti e mai scontati. L’attenzione riveste un ruolo importante delle composizione di Liqen, bisogno osservare con calma e con interessa per scoprire tutti i temi toccati negli elaborati, scorrere i colori per trovare i significati ed i rimandi celati, non si tratta di opere a se stanti ma di giganteschi racconti che hanno nello loro corde una reminiscenza di favole per bambini.
Per “Iguana Cuatro” Liqen abbraccia pienamente Porto Rico ed i suoi elementi tradizionali, il murale è una visione distorta e fantasiosa di quelle che sono le caratteristiche tipiche dell’isola e dei suoi abitanti unite in un’unica grande composizione. Il legame con il legno e con la musica dei preziosi strumenti come il Cuatro che fa qui da corpo al gigantesco iguana, animale oramai ‘accettato’ dalla popolazione ma che di fatto è uno dei seri problemi che affligge l’isola, la rana Coqui che ogni pomeriggio inizia i suoi canti e le sue orchestre, ed infine il machete strumento tipico per coloro che lavorano nei campi.
Intenso.

Pics by The Artist

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JAZ – New Mural in Villa Soriano, Uruguay

30/10/2013

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Finita l’esperienza all’eccellente Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, JAZ si è spostato in Uruguay dove ha da poco terminato di dipingere questa piccola parete nella bella cittadina di Villa Soriano. Il grande artista Argentino prosegue anche in questa piccola pittura a portare avanti la propria personale visione scegliendo questa volta di concentrarsi sulla figura di un nuovo animale, Franco Fasoli continua a toccare con profondità i temi legati all’uomo, alla natura ed al mondo animale, questi tre aspetti vengono sviscerati dall’artista attraverso una personale e sfaccettatata visione dell’uomo e del suo animo, un approfondimento che riversa la propria forma attraverso un complesso rapporto con la natura ed in particolare nella rappresentazione dei predatori, un parallelo questo che viene portato al limite da JAZ attraverso le famose fusioni corporee dove interi corpi vengono amalgamati tra loro in una sorta di opera a metà tra il mistico e l’onirico, tra istinto e umanità, che da vita a corpi vacui persi nella loro brutalità animale, un ritratto questo che di fatto dipinge la figura dell’essere umano in un totale stato di decadenza. Quest’ultimo punto viene particolarmente enfatizzato dalla scelta di voler completamente eliminare i tratti del volto completamente assuefatti dalle figure animali nella loro opera di metafusione. Ad aumentare l’impatto delle sue produzioni troviamo poi la spiccata sensibilità lavorativa che vede l’interprete cimentarsi nell’utilizzo di vernici e tinte non convenzionali, una ricerca questa che ha portato negli anni JAZ ha servirsi di vernici di tipo asfaltico, ed ad una propensione per tinte dalla forte rilevanza emotiva, con colori caldi e vicini alla terra, una spiccata cura per il dettaglio, tutti elementi che di fatto vanno ad incrementare l’impatto delle sue creazioni.
Per questo nuovo intervento l’artista sceglie di concentrarsi maggiormente su una figura animale, ancora una volta la vediamo calata all’interno di una fitta boscaglia, aldilà dell’eccellente rappresentazione a catturare la nostra attenzione è semmai l’idea di far fondere il luogo stesso con la bestia, osservando infatti la pelle dell’animale notiamo fin da subito l’intenzione dell’interprete di far continuare la loro forma anche sul corpo della belva per quello che speriamo possa essere un nuovo percorso artistico, assuefazione.

Pics by The Artist

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Ernest Zacharevic – New Pieces in Singapore City

29/10/2013

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Non siamo soliti mostrarvi i lavori del continente asiatico, per una serie di motivi queste particolare zone non hanno moltissimo da offrire sia in termini di interventi sia per la pochezza di artisti presenti, eppure Ernest Zacharevic, sebbene di origine Lituana, ha deciso di porre le proprie basi in Malesia dove da anni prosegue il suo personale lavoro in strada, una scelta insolita che però ha premiato l’interprete con una fama sempre più crescente e con la chiamata all’importante NUART Festival Norvegese.
L’artista ha da poco terminato una nuova serie di interventi per le strade di Singapore City, l’interprete anche nella capitale dell’omonimo stato del sud-est Asiatico prosegue la sua personale visione creativa con una nuova sequela di interventi interattivi. Proprio l’interattività delle opere rappresenta senza dubbio il vero marchio di fabbrica degli interventi di Ernest Zacharevic, l’artista nelle sue produzioni è solito unire il reale con l’irreale unendo oggetti ritrovati in strada o di uso comune con le immagini che dipinge sui muri, il risultato finale sono opere dal forte impatto visivo, creano curiosità e spingendo chi osserva ad interagire con le stesse, l’obiettivo dell’artista, oltre che strappare un sorriso, è proprio quello di creare un filo diretto con i passanti e la gente comune.
Con un tratto fortemente realistico l’interprete nei suoi interventi sceglie di rappresentare quasi esclusivamente i bambini, nella loro semplicità li vediamo letteralmente giocare con i muri e con le strade, interagire con gli spazi e ‘sporcare’ le pareti attraverso la loro fantasia. Gli interventi rappresentano quindi, si l’immaginario dell’artista, ma sopratutto si ha l’impressione che siano gli stessi protagonisti ad aver dato vita al lavoro come se fossero veri e reali e che utilizzino il talento dell’interprete per dare vita alla propria immaginazione.
Il risultato finale è un lavoro dalla forte poetica personale, i disegni abbozzati dai ragazzi attraverso lo spazio ricordandoci i tempi passati, le nostre vite spensierati ed i momenti forse tra i più belli della nostra vita, una staccare la spina dalla realtà e dai suoi problemi, ed è forse questo l’aspetto più importante delle opere firmate Ernest Zacharevic.

Pics by The Artist

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AK – “Gradient” New Mural in Torino Part II

29/10/2013

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Pare proprio che questo sia un ottimo periodo produttivo per AK, l’artista è tornato a Torino dove ha da poco completato un nuovo lavoro proseguendo di fatto sulla strada già intrapresa con le precedenti produzioni e dando vita a quella che sembra una vera e propria mini serie di interventi.
Avevamo infatti accolto molto favorevolmente il primo Gradient, ora AK prosegue il suo percorso aumentando, da una parte il coefficiente ipnotico delle sue creazioni, e dall’altra allestendo nella nuova opera un intricata serie di forme minori attraverso l’effetto di movimento, già intravisto nella precedente realizzazione, ed abbracciando in un colpo solo quelle che sono le sue differenti strade visive fin qui viste.
Nei suoi differenti interventi AK ha sempre sviluppato il proprio lavoro attraverso la forma del triangolo rettangolo isoscele che diventa così base e fondamentale epicentro unico di tutti gli intrecci geometrici del suo immaginario, da questa peculiare figura l’artista ha di volta in volta ampliato la propria visione buttandosi in canali visivi differenti, creando veri e propri blocchi di figure con tanto di caratteristiche cromatiche a fare la loro comparsa, oppure concentrandosi su una opposizione di direzione della forma, passando infine per gli interventi maggiormente a carattere ipnotico che ci hanno da sempre interessato.
Il movimento è il cuore centrale della serie e torna qui con maggiore vigore, lo sviluppo della forma finale avviene attraverso una forte sensazione di moto che trasuda da tutte le sezione del lavoro, a differenza del precedente, in questo intervento abbiamo notato una maggiore concentrazione di figure ed immagini proposte all’interno della configurazione, le forme si muovono all’unisono rispettando i canoni tipici dell’artista che si diverte ad innescare percorsi differenti all’interno dell’opera lasciando di fatto a chi osserva la facoltà di concentrarsi su quello che più trova interessante per la propria vista, guidando quindi di fatto l’interazione dello spettatore all’interno del proprio immaginario. Abbiamo particolarmente apprezzato questa scelta, il carattere ipnotico è mantenuto dall’effetto di movimento e di scorrimento del pezzo, la caratterizzazione tridimensionale è costituita dalla serie di figure che emergono osservando attentamente le viscere della forma, tutto in funzione di un’unica e mistica figura in un risultato finale che affascina per i differenti spunti visivi e per la fortissima caratterizzazione proposta.

Thanks to The Artist for The Pics

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Duncan Passmore – New Murals in London, UK

29/10/2013

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Sempre più assuefatti da quegli artisti che esprimono la loro visione attraverso un tratto istintivo, energico ed in profonda connessione con la personale esperienza di vita, Duncan Passmore raccoglie in eredità tutte queste fondamentali componenti rilasciando nelle proprie produzioni un intrinseca energia visiva. Lo studio delle forme attraverso una concezione prettamente astratta si sviluppa in lavoro densi e ricchi di spunti visivi, le forti pennellate si ripetono più volte aprendo la vista a scorci mozzafiato ad interagire con il lavoro sottoponendo la propria immaginazione finalmente ad un po’ di sano lavoro, ed è forse questa l’arma in più dell’interprete.
Con base a Berlino Duncan Passmore affronta gli spazi con una forte componente espressionista bagnata però da una connotazione prettamente astratta, una visione particolare quindi che vede l’interprete tedesco lavorare quasi esclusivamente in edifici abbandonati e cadenti, tra pareti scrostate ed ingiallite a cui dedica la propria visione interagendo con le muffe con le crepe ed andando definitivamente a fondersi con l’ambiente circostante attraverso opere assolutamente esaltanti dal punti di vista emotivo. Risulta evidente come il lavoro portato avanti dall’artista sia il giusto frutto tra un forte background in strada e la conseguente e ferma intenzione di approfondire un aspetto visivo maggiormente più caotico, impulsivo ed istintivo, fino a far emergere un senso celato che dia, e riveli attraverso i lavori, una organizzazione recondita ed un intensa riflessione sul personale approcciarsi su parete. L’imprevedibilità quindi rappresenta una delle peculiarità del lavoro dell’artista, si ha così l’impressione di osservare elaborati sempre nuovi, influenzati dagli stati d’animo e dai pensieri di quel momento, si formano così rapide e morbide, dense di movimento le forme proposte.
Date un occhiata alle immagini siamo certi che i lavori sapranno colpirvi, qui le ultime due opere realizzate a Londra di cui la seconda in compagnia di Silas, check this out!

Pics by The Artist

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Escif – “Heil!” New Mural in Moscow

29/10/2013

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Il silenzio prolungato di uno degli artisti dal quale siamo maggiormente ispirati ci ha lasciato a bocca asciutta per diverse settimane, Escif fa il suo ritorno e lo fa in grandissimo stile dimostrando ancora una volta tutta l’agilità di dialogo ed al contempo tutta la forza intrinseca dell’arte urbana, colpendo duro, sganciando una delle sue classiche pareti e lasciandoci definitivamente a bocca aperta.
L’intervento riveste un importanza storica oseremmo dire, in un contesto in cui la Russia attraverso la stretta del proprio governo sta lentamente perdendo tutte gli anni di sviluppo sociale che hanno caratterizzato il 20esimo secoli, sono anni questi in cui l’uguaglianza è di nuovo messa in discussione attraverso la visione ottusa e dispotica dei pochi. In questo particolare attimo storico Escif cala la sua mannaia mostrandoci l’intelligenza di un’artista che non si ricicla mai, che non perde l’occasione di dire la propria attraverso un tratto pulito ed assolutamente coinvolgente, dai lavori più piccoli a quelli più grandi, il grande artista Valenciano proseguo il suo dialogare con la gente, mostrare loro le complessità e le differenti sfaccettature dell’uomo e soprattutto della politica, del sociale ed in generale della società moderna scagliandosi contro di esse, contro le sue menzogne, contro i potenti, dimostrando tutto il carattere popolare e sociale dei suoi interventi.
Per questo dipinto Escif affronta di petto le controverse scelte politiche russe, gli aspetti singolarmente di destra estrema per uno stato che ha fatto del comunismo uno dei suoi emblemi storici, l’interprete lo fa attraverso la sua semplicità e nascondendo con il consueto velo ironico il vero significato dell’opera. La grande mano che si erge su questa immensa parete per chi ha sovvenzionato, approvato e sostenuto il lavoro è un saluto, nella loro miopia non ne colgono l’irriverenza ed il veleno, per il popolo che legge tra le righe, per chi capisce le intenzioni del valenciano e per chi ne vuole vedere, quella mano rappresenta un attimo funesto, una mano di morte ed oppressione, una mano nera in netta contrapposizione con quelle rosse dei tempi trascorsi, in fondo il lavoro s’intitola “Heil!”, cosa vi aspettavate?

I was invited to paint a façade in Moscow for an event called “the best city on the Earth”…. Ups!! Sounds like Moscow government need to do some positive propaganda to recover certain credibility and Street Art is always a good choice. I´m totally agree!

After one denied sketch that “aparently” occupied bigger space than available at the wall, I tryed with a friendlier idea: a big hand making a big salute.

The idea was approved in three diferent levels (Curators, Culture Departement and Government), so I was so happy that so many people liked the drawing.

The façade was located in a privileged site ( Звонарский переулок, Moscow, Rusia), in the main centre of Moscow. Just in front of Sanduny Banya, the most famous bathhouse in the city, where rich people go to relax, naked and in good company, share some vodka and caviar with friends. That´s a perfect location to draw this big hand and say Hello!

RUN x Phlegm – New Mural in in Roath, Cardiff

29/10/2013

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Dopo gli interventi in singolo, all’Empty Walls Festival di Cardiff hanno deciso di fare le cose in grande offrendo a RUN e Phlegm l’opportunità di elaborare insieme un unico intervento, è non potevamo che rimanerne piacevolmente coinvolti.
La rassegna organizzata dai ragazzi di Modern Alchemists si fregia così di una collaborazione tra le più interessanti, non è infatti la prima volta che il duo elabora un lavoro in combo, i più attenti ricorderanno infatti l’opera realizzata in occasione dell’eccellente Chichester Street Art Festival dove i due avevano dato vita ad un lavoro divertente e dettagliato, ora il bis con un nuova facciata che prende ampia ispirazione dai due personali percorsi portati avanti dai due interpreti in queste settimane.
Questa opera in particolare ci ha lasciato assolutamente a bocca aperta, l’interazione con lo spazio a disposizione è altissima, notate la finestra interamente disegnata, come anche il livello tridimensionale, passato per una quantità di dettagli assolutamente incredibili. Abbiamo notato in RUN in approccio maggiormente più espansivo nei suoi ultimi interventi, il grande interprete italiano non concentra più i propri sforzi nella creazione di un’unica figura ma piuttosto sta portando avanti i suoi studi sull’uomo, sui volti e sulle mani attraverso la creazione di vere e proprie scenografie mosse unicamente dalla propria visione, l’intricato livello di dettagli rivela così gigantesche teste all’interno delle quale si muovono macchinari ed altri uomini, fili, cavi oggetti e fessure che si inseriscono alla perfezione con la visione artistica di Phlegm. Quest’ultimo non si risparmia affatto anzi muove i propri personaggi facendoli interagire con quelli concepiti da RUN, innesca dettagli in totale simbiosi con i macchinari e l’ambientazione proposta, tutto attraverso il consueto stile forte e deciso. Si ha così l’impressione di un vero e proprio dialogo tra due universi separati ma così dannatamente vicini, gli artisti ci offrono uno spaccato unico, denso e ricco di sfumature da poter cogliere, immensi.

Pics by The Artist

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Ludo – New Murals in London, UK

29/10/2013

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A distanza di veramente parecchio tempo torniamo a mostrarvi una nuova serie di interventi firmati dal grande Ludo, pare che l’artista francese si sia spostato a Londra dove si è divertito a realizzare tre differenti interventi proseguendo il personale intreccio visivo che ne distingue da sempre gli interventi.
Le sue produzioni sono legate a doppio filo alla particolare visione che accompagna l’immaginario dell’artista, Ludo rappresenta probabilmente uno degli artisti più rappresentativi della scena sia Francese che Internazionale, da anni si impegna a portare avanti la personale visione attraverso la creazione di lavori in paste-up immersi all’interno di una componente cromatica molto forte e caratteristica, il verde acido rappresenta l’emblema stesso delle opere dell’artista e viene declinato attraverso la riproduzione di elementi in netta contrapposizione miscelati tra loro. La natura ed i suoi animali in particolare rappresentano una componente fondamentale per gli interventi del francese che si diverte e cambiarne i connotati attraverso l’inserimento di parti meccaniche, armi, oggetti e soprattutto armi, dando vita a creature impossibile che si prestano a differentissimi spunti di riflessione. Osservando i lavori emerge così una forte componente di cinismo, i corpi impossibili nella loro divertente unione con parti e sezioni più o meno familiari spingono una considerazione sullo stato della società moderna, sulle sue contraddizioni, sulla tecnologia e sulle sue differenti applicazioni, sulla morale della stessa, passando per lo sfruttamento degli animali ed infine sull’inquinamento, temi difficili che Ludo affronta con coraggio e con un pizzico di ironia innescando un impatto finale unico ed emozionante nel suo genere.
Per questa suo nuovo tour per le strade di Londra, l’artista concentra i propri sforzi su figure mano a mano più intricate, immancabile ovviamente la componente verde acida che va di fatto a bilanciare i corpi grigi delle figure rappresentate, dalla morte armata di falce a forma di banana, passando per il grande girasole di proiettili e concludendo infine con un nuovo teschio ananas. È tutto vostro, da vedere attraverso i bei scatti che trovate nella galleria in calce, enjoy it.

Pics by The Artist

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Nanook – New Mural at The Painted Desert Project

28/10/2013

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Riparte la stagione dell’eccellente The Painted Desert Project, dopo i bei interventi realizzati in questi mesi da Jetsonorama, è Nanook il primo ospite di questo nuovo anno che va ad apporre la propria firma sulla facciate di questo piccolo stabile con un intervento che ci ha seriamente colpito per spessore e profondità di dialogo con la gente del posto.
Come ribadito più volte il The Painted Desert Project è un progetto dalle differenti sfaccettature, ci troviamo all’interno del deserto rosso dell’Arizona, un paesaggio mozzafiato dove all’interno di una riserva navajo vive un esistenza tranquilla una piccola comunità dedita alla pastorizia ed alla vendita di chincaglieria di varie genere, l’idea del progetto è proprio quella di invogliare un turismo creativo che possa sollevare le sorti di queste persone attraverso gli interventi di artisti di fama mondiale. Il risultato sono opere completamente immerse in questo paradiso visivo fortemente legate alle storie ed alla gente del posto che di fatto hanno cambiato completamente l’aspetto dei luoghi di questa comunità, un progetto ‘povero’ ma dal fortissimo impatto emotivo.
Nanook approda così all’interno della riserva portando con se tutto il suo personale immaginario, l’artista per il piccolo spazio a disposizione prosegue così nel suo personale percorso visivo riflettendo sul paesaggio stesso ed inserendo nelle sue opere i consueti spunti riflessivi. Il lavoro è alimentato da un tratto caldo ed avvolgente, tornano nuovamente le mani vero e proprio simbolo dell’operato dell’interprete messe qui in uno splendido confronto panoramico. Al centro dell’opera si sviluppano gli arti che tengono ben saldi due metà della stessa pannocchie, nel background invece si sviluppano tre differenti immagini, la prima accoglie una visione cupa e triste con un grande incendio nella notte, la seconda è quella del deserto stesso con una riproduzione dettagliata del panorama ed infine l’ultima con le immagini del cielo celeste e pieno di nuvole, splendido. Il pezzo risulta così fortemente caratterizzato, non solo, si ha infatti l’impressione che Nanook abbia voluto realizzare un opera dalla forte indole sognante, con tre differenti archi temporali scandisce la voglia di vita della gente del posto, la voglia di sognare guardando il cielo e di perdersi in esso.

Thanks to Chip Thomas for The Pics

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Phlegm – New Mural in Roath, Cardiff Part II

28/10/2013

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Dopo la prima splendida parete ispirata ai racconti tipici del posto (qui), a quanto pare la partecipazione del grande Phlegm all’Empty Walls Festival non si è affatto conclusa, l’interprete ci mostra infatti le immagini di questo nuovo piccolo intervento attraverso il quale porta avanti il proprio percorso artistico.
Organizzata dai ragazzi di Modern Alchemists la rassegna ha ospitato anche il nostro RUN (qui) oltre che Kera, Best, 3Dom, Rmer, Colour Doomed, Helen Smith, Hb, Jo¥, Philip Morgan, offrendo di fatto un importante spaccato della scena di Cardiff con l’apporto di artisti di livello unito a quello dei big della scena internazionale.
Per questo piccolo spot Phlegm continua a proporci la propria visione interagendo fortemente con lo spazio peculiare dello superficie a disposizione, la figura che emerge è intrinsecamente legata alla piccola struttura abbandonata sulla quale poggia le sue fattezze, appoggiando le proprie gambe sul cornicione della piccola finestra e liberando infine la coda su tutte e due le porte d’ingresso. Sebbene non si tratti di uno degli interventi epici dell’artista, l’opera si distingue anzitutto per il nuovo animale rappresentato da Phlegm, un inedito quindi, e permette all’artista di mostrarci da vicino tutta la quantità di dettagli immersivi che ne distinguono da sempre le opere. Il tratto fortemente ispirato al suo lavoro da illustratore e fumettista, dipinge l’ennesimo ritratto di un mondo lontano e visionario all’interno del quale amiamo perderci, assenti questa volta i suoi canonici characters che fanno spazio piuttosto ad un lavoro maggiormente legato ad un tema più vicino alla natura.
Dopo il salto le immagini, l’artista infine ci tiene ad aggiornarci sulla situazione spedizioni del proprio libro, il book lo ricordiamo è di nuovo disponibile direttamente sul suo store qui, l’artista di ritorno nella sua Sheffield dopo il bel tour dei giorni scorsi, apre di nuovo le spedizioni e non mancherà, siamo sicuri, di mostrarci qualche nuovo intervento nella sua stessa cittadina.

Pics by The Artist

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Simek – New Mural in Athens, Greece

28/10/2013

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L’ultima meraviglia di Simek prende vita nella sua Atene dove l’artista greco ha da poco terminato un altro intervento dei suoi, membro del duo Blaqk l’interprete esibisce tutto il suo caratteristico tratto sviscerando sullo spazio a disposizione tutta la sua tipica ricerca sulle forme.
La geometria abbraccia a tutto tondo le produzioni firmate Simek, all’interno del duo egli è infatti colui che unisce la parte più razionale analizzando innanzitutto i differenti sviluppi di figure e configurazioni geometriche, unendole assieme e portando a compimento grandi e piccoli lavori di costruzione, unendo e miscelando tutto ciò con il fondamentale background da graffiti artist che gli permette di analizzare le forme attraverso un ottica visiva molto personale con risultati finale che si distinguono per profondità e caratteristiche visive uniche. Di fatto le conformazioni assumo un aspetto fortemente evocativo ricordando in parte la forma di lettere e figure già viste, si ha così la sensazione di opera reminescenti che sviluppano il loro percorso attraverso l’adozione di due uniche forme di colore il bianco ed il nero. La scelta si rivela un arma vincente aumentando il misticismo delle elaborazioni e segnando il passo ad un confronto netto, il bianco, od il colore stesso della parete, di fatto segna e taglia la forma che prende ed assume nelle sue viscere l’aspetto scelto dall’artista, il nero ne delimita lo spazio diventano unico strumento di interazione visiva, pulito ed avvolgente, realizza il sogno visivo di Simek in tutta la sua forza.
Per questo intervento l’interprete prende possesso di quella che sembra una grande colonna all’interno di un edificio abbandonato rilasciando sullo spazio tutto la sua personale visione geometrica, vi diamo modo di apprezzarne i dettagli, la precisione del tratto e la bellezza intrinseca attraverso le immagini in galleria, dateci un occhiata, siamo certi apprezzerete.

Thanks to The Artist for The Pics

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Hyuro – New Mural in Perpignan, France

28/10/2013

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A distanza di diverso tempo torniamo a parlarvi di Hyuro, l’artista Argentina con base a Valencia ha da poco terminato una nuova parete a Perpignan in Francia in occasione della Bienal de Arte de Perpignan, la grande artista ancora una volta trae ispirazione da una delle sue recenti elaborazioni in studio proseguendo di fatto la linea di lavoro intrapresa nella sue ultime produzioni.
Il lavoro di Hyuro affonda nuovamente le sue radici nella concezione della donna nella società moderna, l’interprete ne analizza gli stereotipi sviscerando su parete quelle che sono le violenze sociali e soffermandosi in particolare sul complesso rapporto donna/casa, l’Argentina attraverso quelli che sono i simboli e gli emblemi del lavoro casalingo realizza importanti spaccati, avvolte criptici altre volte più facilmente intuibili, che riversano di fatto tutte le angosce e la rabbia per una condizione sociale che tarda a cambiare ed ad evolversi. I dipinti di fatto rappresentano quindi una critica forte e cosciente sul ruolo delle donne e sulla loro impossibilità di slegarsi dai canoni imposti da una società di fatto maschilista, Hyuro prosegue questa sua campagna come detto unendo i simboli domestici ma sopratutto dipingendo attraverso uno stile si essenziale ma anche fortemente dettagliato, in particolare e specialmente negli ultimi tempi abbiamo notato una maggiore cura nella pittura, nei colori utilizzati come sempre spenti e tetri e sopratutto nei tratti dei volti rappresentati, tristi, cupi ed accigliati, visi di quelle che sono le donne moderna chiuse in un stretta dalla quale risulta difficile sciogliersi.
Per la rassegna francese Hyuro ha a disposizione questa bella porzione di parete, l’interprete decide di concentrarsi sulla verticalità dello spazio di pittura realizzando l’ennesimo elaborato figlio dei lavori su carta, emerge così la figura di una donna precaria, in totale equilibrio su una serie di scope poste una sopra l’altra, una situazione impossibile in cui tutta l’energia del sesso femminile, del divincolarsi tra i problemi, emerge nuovamente attraverso l’intelligenza di un artista che continua costantemente a stupirci, i dettagli nell’ampia selezione di scatti in calce.

Pics by The Artist

CANEMORTO – A Series of Murals in Ranavik, Norway

28/10/2013

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Li avevamo lasciati a Bologna qualche settimana fa, ora torniamo ad approfondire il lavoro dei CANEMORTO con quest’ultima serie di interventi realizzati dal collettivo in occasione di una nuova residenza di due settimane organizzata da INSURRECTIONize a Ranavik, una piccola isola nella costa sud-ovest nella Norvegia.
Sulla falsa riga dell’esperienza inglese, come al solito i ragazzi durante la loro intensa permanenza si sono cimentati nella consueta serie di progetti collaterali impegnandosi nella realizzazione di workshop di pittura murale all’interno di una scuola d’arte, nell’allestimento di una piccola mostra all’interno di una galleria locale passando infine per gli immancabili e ricchissimi interventi per le strade di Ranavik e Bergen.
Ancora una volta i CANEMORTO portano in dote tutto il loro personalissimo stile visivo, le opere realizzate durante la residenza norvegese sono tante e dai diversi spunti visivi, gli artisti proseguono la loro personale visione umana sviscerando sugli spazi a disposizione tutto il loro surreale stile, sono presenti un po’ tutti i tratti che distinguono l’operato degli interpreti, dai lavori piuttosto basici alimentati da una sola componente cromatica e realizzati unicamente attraverso la bomboletta, passando per i volti ed infine per i grandi e lunghi corpi umani, una vera e propria summa quindi di quelli che sono gli elementi tipici del lavoro degli artisti. Stimolanti ed al contempo riflessivi, i dipinti realizzati mostrano nuovamente la visione tetra ed appannata che distingue gli uomini raffigurati dagli artisti, il tratto dalla forte inflessione istintiva si muove veloce sugli spazi a disposizione marchiando le linee dei volti e dei corpi rappresentati, gli sguardi persi, come anche le continue rughe e pieghe della pelle ritraggono quelli che sono corpi straziati e depressi di un umanità alla deriva, incosciente, vicina al suo lato più oscuro e mostruoso, i demoni interiori hanno preso il sopravvento, non ci sono sorrisi ma unicamente smorfie di intensa agonia, un pugno allo stomaco, diretto ed inevitabile che ci catapulta nuovamente in una riflessione profonda con il nostro io, l’ennesimo impatto forte e ridondante aumentato qui dai paesaggi silenziosi e grigi del freddo norvegese che di fatto risultano quanto mai in perfetta sincronia con la visione decadente del trio.
Il materiale è davvero parecchio perciò vi lasciamo in compagnia di questa prima infornata di immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati, concluderemo infatti nei prossimi giorni il nostro approfondito recap su quest’ultima esperienza firmata dai CANEMORTO.

Thanks to The Artist for The Pics

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Banksy – “Better Out Than In” New Pieces in New York Part 5

28/10/2013

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Quasi al termine “Better Out Than In” di Banksy, il grande progetto in strada messo in piedi dall’artista per questo mese di Ottobre in quel di New York, giunge ormai quasi al termine con una settimana un po’ fiacchetta rispetto alle precedenti uscite ma che merita comunque la nota grazie ad alcuni interessanti lavori proposti dal grande artista inglese.
Per questa nuova infornata di lavori niente fuochi d’artificio, scordatevi quindi le collaborazioni d’eccezione e le ispiratissime istallazioni della scorsa settimana, piuttosto l’artista si concentra maggiormente sui lavori su muro con due divertenti intermezzi installativi tra cui spicca il “Reaper” sull’autoscontro ed il divertente “Ghetto4Life”. In quest’ultimo dipinto vediamo un bambino armato di bomboletta e maggiordomo al seguito, Banksy affronta un tema piuttosto spinoso scagliandosi senza troppi giri di parole sugli artisti ‘ricchi’, dimostrando ancora una volta tutta la sua irriverenza ed i suoi commenti al vetriolo, passiamo poi all’iconica morte, proprio quest’ultimo intervento è quello che ci ha maggiormente divertito ed interessato. Nuovamente Banksy esibisce tutta la grande beffardaggine rappresentando uno dei simboli più funesti e spogliandolo di fatto di tutto il suo contesto tenebroso.
In attesa degli ultimi fuochi d’artificio vi lasciamo con il consueto recap settimanale, dateci un occhiate e godetevi il video in calce, come sempre poi vi rimandiamo alla pagina del progetto (qui) per approfondire i lavori grazie ai rispettivi file audio, enjoy it.

Pics by The Artist

Weekly Overview 58 | 21-10 to 27-10

27/10/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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Sobekcis x Tomek – New Pieces at Robin Soulier Consulting Office

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G.Loois – New Mural in Bologna

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Basik x Martina Merlini x Moneyless– New Mural in Riccione

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Agostino Iacurci – New Mural in Rome

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2501 – “Almost Black” New Mural in San Paolo

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Tellas x Ciredz – New Pieces at MUU Street Art Festival in Zagreb

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Ericailcane x Bastardilla – New Murals at Le 4eme Mur Festival

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CT – New Mural inside an Abandoned Factory

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“BRUTAL” Group Show Lazarides Gallery Off Site in London

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AK – New Mural inside an Abandoned Factory

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Alfano x Geometricbang – “Funky Horror Vacui” Project in Lodi

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Blaqk – A New Awesome Murals

Three The Hard Way Group Show at Breeze Block Gallery

27/10/2013

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Il prossimo 7 Novembre la Breeze Block Gallery si appresta ad offrire i propri spazi a tre tra gli artisti più interessanti del panorama internazionale, con “Three The Hard Way” Augustine Kofie, Jerry ‘Joker’ Inscoe e Christopher Derek Bruno, collaboreranno insieme per dare vita ad un allestimento dal carattere collaborativo di cui non vediamo l’ora di vedere le immagini.
Tutti e tre gli interprete provengono da un forte background come graffiti artist e sono ampiamente riconosciuti come parte integrante del collettivo Transcend e più in generale del filone Graffuturism nonché per la loro capacità artistica di applicare la propria visione e le loro composizioni dinamiche, sia su grandi pareti che in preziose esibizioni personali dove, in entrambi i casi, uniscono accenni di un lettering tradizionale con configurazioni geometriche applicate agli studio la forma e lo spazio dal forte carattere astratto.
Con Three The Hard Way il trio si cimenterà in un unione visiva e profonda dei personali approcci visivi, un po’ come avevamo avuto modo di vedere in “Conversations” la splendida mostra che univa l’operato di Kofie con quello di Jaybo Monk, assisteremo quindi ad un dialogo aperto tra le tre differenzi esplorazioni visive, cromatiche ed astratte che distinguono il loro operato, una mostra quindi che si appresta ad essere uno degli eventi più interessanti dell’anno.
La data ve la siete segnata vero? se vi trovate in zona l’appuntamento è d’obbligo, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto vi mostreremo un approfondito recap, nel frattempo in galleria trovate alcune immagini del work in progress, stay tuned!

All three artists come from a graffiti background, and are firmly established members of the pioneering Transcend graffiti collective. These highly versatile artists are equally known for their large-scale mural projects, as well as their own very individual voices in a gallery setting. Traditional letterforms are abstracted into geometric configurations within their work; and dimension, form and space are considered and explored within their dynamic compositions.

Their collective approach to art-making is steeped in academic discourse, and whilst retaining the vibrancy of their graffiti backgrounds, traditional art movements such as Futurism, Abstract Expressionism and Precisionism are also embraced by the visual vocabulary imbued within their work. The exhibition title itself is a literal reference to the historical terminology Hard-Edge painting; which was first coined in the late fifties and used to describe intense and abrupt delineation of color within the burgeoning Geometric Abstraction and Op-art movements. Whilst these artists acknowledge and embrace movements of the past, they confidently stand outside of historical classification and have established themselves as a core group of protagonists defining a contemporary movement they have made their own.

Whilst the three artists have shown together previously in larger group exhibitions, Three The Hard Way is the first time that this trifecta has shown together in a collaborative environment. For the month of November the three artists will take over both of Breeze Block’s gallery spaces for an installation that incorporates the full range of multi-facetted oeuvres from each of these influential creators.

Breeze Block Gallery
323 NW 6th Ave
Portland

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Mesa – New Murals in Torino and Perugia

27/10/2013

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Torniamo ad approfondire con vigore il lavoro di Mesa, l’artista si è spostato a Torino e Perugia dove ha da poco portato a termine due nuovi interventi belli densi di stile e dal forte carattere emotivo.
Esattamente come per i lavori realizzati a Passignano sul Trasimeno, Mesa per questa nuova serie di pezzi prosegue il suo personale stile portando avanti la sua ricerca emotiva e realizzando due distinte opere attraverso il suo stile fortemente sensibile, il tratto quindi si fa nuovamente accennato attraverso l’uso di colorazioni piuttosto fredde, si ha l’impressione di un immagine appannata che mantiene si i dettagli delle forme e dei tratti, ma che va letteralmente a perdersi nell’intonaco della parete e della superficie designata dall’interprete. Importante per Mesa è il dialogo con i luoghi all’interno dei quali decide di dipingere, la forte connessione si evince dagli instanti che l’artista è solito dipingere, sono attimi presi da storie e vicissitudini legate al posto, drammi esistenziali, sociali, che come un riverbero visivo si innestano negli spazi lasciando la loro impattante traccia. Le opere si mostrano così con una componente fortemente viscerale, colpiscono per intensità e capacità di riflessione, il tratto realistico e vivo, la pittura spenta arricchita da delicate passate di colore, dai giochi di tonalità ci offrono in dono tutta la sensibilità dello street artist.
La prima opera si perde all’interno di questa porzione di parete, Mesa qui concentra i suoi sforzi nella realizzazione di un volto di una bambina, lascia scoperta la bocca, concentrandosi piuttosto sullo sguardo perso che traspare dagli occhi, la seconda realizzazione è forse quella che ci ha maggiormente impressionato, siamo all’interno di una Chiesa di San Francesco a Perugia distrutta nel terremoto del 1997, qui, nascosto questa antica cappella, l’artista trova un vecchio letto bruciato di cemento dove decide di apporre la propria firma, prende così vita il corpo di un uomo straziato e semi nudo, la figura emerge dal nero come uno spettro che si aleggia sul posto, intenso, ricco ed assolutamente d’effetto.

Pics by The Artist

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Sobekcis x Tomek – New Pieces at Robin Soulier Consulting Office

27/10/2013

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Per il lancio degli uffici della Robin Soulier Consulting i proprietari hanno ben pensato di chiamare il duo serbo Sobekcis e Tomek offrendo loro l’opportunità di dare una nuova e completa spolverata agli spazi attraverso i personali stili. Il risultato sono una serie di stanza completamente invase dal colore, le pareti, il pavimento ed il soffitto vengono così abbracciati dallo stile unico e proprio sia dei Sobekcis che di Tomek trasformando la sede in una gigantesca opera d’arte.
Il nome di Robin Soulier è piuttosto noto nell’ambiente, il francese è innanzitutto un collezionista incallito di opere d’arte con una particolare predilezione per quelle degli urban artist, nel corso del tempo ha maturato un esperienza ed una fitta ragnatela di legami che gli hanno permesso di aprire la sua società di consulenza. Lo scopo dell’azienda è quello di offrire un punto di riferimento sia per privati che per aziende al fine di offrire loro diversi servizi, per chi voglia semplicemente collaborare con artisti per progetti o compagne, oppure offrendo supporto per l’acquisto di opere sia ai neofiti dell’ambiente sia per le gallerie, aziende e privati in genere.
Le differenti stanze degli uffici sono così state affidate equamente al trio, non nuovi ad interventi di questo tipo, ricorderete la stanza trasformata all’interno dell’eccellente Au Vieux Panier Maison, Sobekcis affrontano lo spazio a disposizione attraverso il consueto calderone di forme e configurazioni astratte con l’inserimento di figure dal carattere più figurativo, uno stile proprio questo, che li ha proiettati nell’olimpo degli artisti. Tomek dal canto suo predilige un approccio meno intenso, più istintivo con l’utilizzo dell’unica tinta nera delle sua bomboletta a disegnare configurazioni ellittiche e profonde linee secche e decise.
Il risultato finale di questa collaborazione congiunta ci ha seriamente impressionato, sia per la portata degli interpreti ma sopratutto per l’eccellente impatto finale che i lavori sono riusciti a trasmetterci, potete darci un occhiata approfondita attraverso l’ampia selezione di scatti in calce con alcune immagini del making of a completare il range, sono tutte vostre.

Pics by Robin Soulier

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Claudio Ethos – “Intuitions sur le Hasard” at Galerie Itinerrance

26/10/2013

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Di lui avevamo un poco perso le tracce, ora Claudio Ethos torna a far parlare di sé grazie alla sua ultima fatica da poco aperta all’interno degli spazi della bella Galerie Ittinerance di Parigi, pronta ad accogliere su i suoi due piani tutto l’immaginario del grande artista brasiliano.
L’allestimento di “Intuitions sur le Hasard” è caratterizzato dai consueti ritratti di personaggi distorsi che da sempre rappresentano il tratto distintivo dell’operato dell’artista, Claudio Ethos continua ad inseguire la propria visione proponendo il consueto mix tra tratti iperrealistici e sezioni a carattere più illustrativo che si rincorrono all’interno dei lavori su muro come nelle tele che è solito presentare, il risultati sono una serie di elaborati profondi dal forte carattere emotivo ed intrinsecamente legati allo studio ed alla ricerca emotiva che Ethos continua a portare avanti nelle sue produzioni.
Un estetica surreale che dispiega la propria energia attraverso un visione cromatica leggera, quasi accennata e molto vicina a tinte in bianco e nero, la sensazione è quella di un sogno appannato, sospeso tra realtà e finzione in cui il volo dei character si eleva fino alle nuvole in cielo, morbido e soave a tratti anche pacifico ma allo stesso tempo, malinconico e triste nelle visioni più estreme e solitarie dell’animo umano che Claudio Ethos vuole raccontarci.
Lo show aperto dallo scorso venerdi restarà allestito fino a Novembre, se siete in zona il consiglio è quello di andare a darci un occhiata siamo sicuri che ne rimarrete piacevolmente impressionati, diversamente dopo il salto ad attendervi la nostra consueta serie di scatti con le immagini delle opere in allestimento.

The Itinerrance gallery invites you to the first exhibition in France of the bresilian artist: Claudio Ethos.
Born in a favela in Sao Paulo, Brazil in 1982 , Claudio Ethos began drawing at an early age with a ballpoint pen , a tool that he will use later for his sketches . At 15 he goes out into the streets of his city and joins the movement of pixadores the Brazilian crews taggers interested into dangerous and hazardous places . Unlike his contemporaries Ethos does not lose his attraction for the design and specializes him self in large wall paintings in black and white representing characters in specific situations challenging the public by emotions that emerge . Always using the spray cans on the wall without stencil, the precision of his line , and his uncommun style is now recognized worldwide . Defining himself as existentialist, Ethos workart is at the border between figurative and abstract , most of all the aim of his art is to expresse the current urban ills of a crowded city like Sao Paulo.
La galerie ITINERRANCE est fière d’accueillir cet artiste au style unique pour une première exposition à Paris. Itinerrance gallery is glad to welcome such as uncommun and reconized artist for his first show in Paris.

Galerie Itinerrance
7 bis rue René Goscinny
75013 Paris

Read more: http://www.hookedblog.co.uk/2013/10/claudio-ethos-at-galerie-itinerrance.html#ixzz2ikRc7Nkh

Pics by Vitostreet via Eko

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Broken Fingaz – “Vicious Cycle” New Piece

26/10/2013

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Dopo l’esuberante esperienza all’Urban Spree Festival di qualche settimana fa, torniamo a mostrarvi il lavoro del collettivo israeliano dei Broken Fingaz in occasione di quest’ultimo splendido intervento.
Attraverso uno stile assolutamente fresco i Broken Fingaz portano avanti la loro personale visione creativa, ricco di spunti e completamente surreale lo stile del gruppo è un calderone di influenze differenti con una forte corrente pop coniugata attraverso un tratto illustrativo e la passione per l’horror, il macabro ed il trash passando infine per lo splatter. L’unione di queste differenti correnti e passioni dà vita ad uno stile assolutamente personale in cui i characters approfondiscono e sviscerano sullo spazio tutto il loro humor nero, i toni macabri e tetri fino ad arrivare alla situazioni assolutamente fuori dall’ordinario – ricordate la serie “Supersex”? – tutti elementi questi che di fatto hanno decretato il successo delle loro produzioni.
L’ultimo elaborato dei Broken Fingaz può essere interpretato come una summa degli interventi fin qui visti, gli elementi presenti mostrano ancora una volta tutto il divertimento che distingue le opere, mettendo però nuovamente a nudo anche la capacità riflessiva di un quartetto questo, fortemente legato alla propria terra ed alla propria storia sociale e culturale, nasce allora così la nuova icona hitleriana completamente spogliata del suo alone di crudeltà ed inserita in un contesto totalmente irrisorio, di cui avevamo già visto le fattezze proprio nella precedente opere tedesca.
Proprio l’ultimo intervento quindi è in parte la scintilla per questa nuova opera dal titolo “Vicious Cycle”, ancora una volta ritroviamo i baffetti del dittatore a fare capolino sulla facciata, questa volta però abbiamo l’impressione di un attacco più netto e rimarcato con uno scheletro che alle spalle gli leva la parrucca bionda, quasi a togliere il velo sui misfatti dallo stesso compiuti, un nuovo anatema quindi per esorcizzare in parte gli orrori ed i dolori dell’olocausto. A completare l’elaborato troviamo poi una serie di immagini e scena ‘calde’ che si uniscono alla perfezioni con il consueto lettering a capo dell’opera, tutto da vedere attraverso la ricca selezione di scatti, enjoy it.

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Pics by The Artist

ALwalls – “Flava House” New Mural in Sofia, Bulgaria

26/10/2013

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Con piacere andiamo ad addentrarci all’interno del panorama visivo proposto da ALwalls, l’artista ha da poco portato a termine un nuova parete su questo piccolo portone a Sofia in Bulgaria.
L’immaginario visivo di ALwalls sviluppa le sue fondamenta sull’uso intensivo di forti rimandi illustrativi cogliendo anche spunti in parte dal mondo dei fumetti e da quello della grafica, l’artista attraverso queste ispirazioni esibisce colori piuttosto accesi applicandoli all’interno di una visione surreale e fantastica, i lavori prendono così vita stimolando di fatto quelli che sono i segni ed i trascorsi di un bambino, tra storie avventurose e racconti di fantasia, trasformati e plasmati però dallo street artist attraverso una vena più matura ed attuale calando le sue interpretazioni in un universo nuovo, reale eppure effimero sostenuto da qualche venatura di malinconia e tristezza.
L’impressione è quindi quella di poter affrontare un viaggio all’interno delle elaborazioni portate a termine, a stretto contatto con i colori con i giochi di luce, con la profondità dei dipinti ed a tu per tu con tutto il carico di fantasia che distingue gli interventi. Un impatto forte che ci ha fortemente interessato al lavoro dell’artista grazie anche ad uno stile di pittura ricco di spunti e di dettagli con l’applicazione di texture e soprattutto con la forte interazione con i liquidi che ne distingue i lavori e con cui è sempre intenzionato a stupirci calando i suoi characters in situazioni al limite come in quest’ultimo intervento dal titolo “Flava House” dove vediamo un ragazzo cadere in mezzo alla lava e, nella sua caduta, tentare con tutte le forze di staccarsi un gatto dal proprio volto.
In attesa di scoprire nuovi aggionamenti sul lavoro dell’interprete, dopo il salto trovate le immagini con i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete il particolare tratto che lega gli interventi dell’artista

Thanks to The Artist for The Pics

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DALeast – New Piece for Avant-Garde Urbano Festival

26/10/2013

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L’edizione di quest’anno del bel Avant-Garde Urbano Festival è stata segnata dalla partecipazione di artisti tra i più importanti a livello internazionale, continuando quindi di fatto il bel progetto urbano già imbastito nelle precedenti edizioni dagli organizzatori della kermesse nella città di Tudela, chiudiamo ora il nostro coverage sull’evento con quest’ultima parete realizzata dal grande DALeast.
L’interprete Cinese con base in Sud Africa con questa ennesima meraviglia prosegue il suo personale percorso visivo approdando però ad una nuova componente tematica che ci ha dal principio scosso fino ad incuriosirci facendo sperare in un interessante seguito. Abituati infatti a vedere negli elaborati di DALeast una forte componente naturale o comunque legata al mondo degli animali osservando quest’ultimo intervento emerge invece l’esigenza dell’artista di esplorare nuovi ambiti prima lasciati da parte, il nuovo approccio tematico quindi si rivela come una grande pittura raffigurante la partenza di uno shuttle – o se preferite un missile dipende dalle interpretazioni – dove l’artista attraverso il suo canonico tratto ne disegna le fiamme ed il conseguente sbuffo di fumo nero.
Come sempre per le sue opere l’interprete continua ad affidarsi ai consueti filamenti metallici che da sempre ne caratterizzano il lavoro, dimostrando proprio con quest’ultimo pezzo l’intenzione di esplorare nuove sfumature visive, non solo corpi o figure comunque tangibili, qui l’artista si adopera per realizzare quella che è la forma e la potenza di un elemento così poco concreto come il fumo. Diciamolo subito, l’idea, per il particolare stile a cui DALeast lega le sue produzioni, è piuttosto difficile da realizzare, l’artista però riesce comunque ad infondere sullo spazio il disegno immaginato, partendo da un fondo nero ed applicando sullo stesso il canonico intreccio visivo.
Potete apprezzare lo sforzo portato a termine ed il bel risultato finale attraverso le immagini in galleria, dateci un occhiata troverete anche alcuni scatti del making of, e se vi siete persi qualcosa qui tutti gli articoli sulla rassegna spagnola.

Pics by Manuel Bello & Ian Cox

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L’AM – L’Arte della Memoria Teaser

25/10/2013

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In questo particolare momento storico l’arte urbana sta sempre più ricoprendo il ruolo di veicolo non solo sociale ma anche urbanistico, L’AM – L’Arte delle Memoria in questo senso fa un po’ da eco a quelli che sono stati lungimiranti progetti come La Tour 13 ed andando ancora più in là nel tempo quello de Les Bains Douches Project, anche quest’ultimo come il precedente a Parigi, utilizzare quindi edifici in disuso e vicini alla demolizione per farne dei veri e propri lavori temporali offrendo ad artisti qualificati e di grande spessore, l’opportunità di lavorare in tranquillità su grandi spazi e stanze sporacchiate e semi distrutte. Interventi del genere richiamano da vicino l’operato di quelli che sono gli artisti che si avvicinano a questi luoghi in modo non legale, cimentandosi in vere e proprie esplorazioni, cosa che dal canto nostro apprezziamo in particolari modo per il carattere emotivo ed impattante di queste opere.
L’AM – L’Arte della Memoria in questo nuovo approccio rappresenta la prima volta per la Svizzera Italiana in cui un abitazione privata viene investita dalle arti e aperta al pubblico prima della sua distruzione. Il progetto vede coinvolte le realtà più sensibili ed attive come l’Ego Gallery, Spazio 1929 e Sonnenstube, con il sostegno di Arte Urbana Lugano, tutti soggetti che stanno portando in questi luoghi l’energia e la bellezza delle arte visive applicate alla strada.
Ad intervenire ed a prestare il proprio talento troviamo una ricchissima flotta di interpreti tra cui 108, Antimo B., Thomas Berra, Luigi Boccadamo, Bros, Demian Conrad, Dem, Alex Dorici, Hitnes, Ivan il Poeta, Geshe Janchup + Lama Tenzin, Nicola Magrin, Marta Margnetti, Damiano Mengozzi, Mossitup, Mp5, Nevercrew, OLG, Orticanoodles, Matteo Pulvirenti, Seacreative, Urbansolid, Francesca Wilkins, nomi di cui siamo soliti mostrarvi l’operato tra eccellenti esponti dell’arte nostrana, internazionale e locale ed alcuni che siamo certi si riveleranno delle piacevoli sorprese. A differenza degli altri progetti fin qui visti, L’AM – L’Arte della Memoria poggia le sue basi proprio sul concetto di Memoria investendo il luogo attraverso pittura, lavori installatori e vere e proprie performance, inoltre se alcuni artisti hanno già di fatto concluso il loro intervento altri lavoreranno a stretto contatto con il pubblico aumentando quindi il fattore di condivisione ed interattività che tanto ci piace.
Un luogo effimero che verrà interamente demolito insieme agli interventi il prossimo Gennaio e che questo week-end apre le sue porte al pubblico con musica da vivo, un grande stand per poter familiarizzare con il mondo dell’editoria legata al mondo dell’arte, ed infine una zona ristoro dove poter gustare le esperienze culinarie originali e tipiche all’interno di questo inusuale spazio.
Un progetto quindi a 360 gradi che ci ha particolarmente convinto ed interessato e di cui siamo curiosi di vedere il risultato finale, se vi trovate in zona e siete interessati l’appuntamento è appunto per questo week, diversamente restate sintonizzati qui sul Gorgo presto un approfondito recap dell’evento.

L’AM – L’Arte della Memoria
Villa Ambrosetti – Via Nocc 7
Gentilino (CH)

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Pablo S. Herrero – New mural in Villanueva del Conde Salamanca

25/10/2013

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Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Pablo S. Herrero, l’artista torna a colpire con un nuovo intervento all’interno dell’interessante progetto Camino de Los Prodigios in quel di Villanueva del Conde a Salamanca in Spagna.
Alimentando di fatto quelle che sono le peculiarità del suo personale operato, Pablo S. Herrero lega così il proprio nome ad un nuovo progetto a carattere sia sociale che urbano, l’idea è quella di creare un vero e proprio percorso visivo all’interno delle zone rurali attraverso ben 25 opere che proseguono idealmente i precedenti progetti realizzati dall’amministrazione comunale come imput di sviluppo di queste regioni e del turismo ad essere legate. E’ interessante notare come un artisti così profondamente legato alla natura tanto da farne il principale soggetto delle sue pitture venga chiamato a lavorare all’interno di un centro abitato proprio immerso nella stessa ed attraverso il proprio lavoro possa in parte portare ed innescare nuovi processi sociali ed economici.
Per quest’ultima realizzazione l’interprete come sempre prosegue il suo personale approccio visivo, Pablo S. Herrero ancora una volta concentra i proprio sforzi sulla realizzazione delle canoniche silhouette di alberi che invadono letteralmente la particolare parete a disposizione. A catturare la nostra attenzione è innanzitutto l’utilizzo del verde come colore complementare al nero delle ombre, un scelta insolita che manifesta tutta la volontà dell’artista di ricercare nuove soluzioni stilistiche ai proprio interventi come già dimostratoci attraverso l’esuberante Red in Neighborhoods Project sviluppato nei quartieri di Salamanca, ma non solo. L’artista qui ci mostra anche un nuova e decisa sferzata visiva alle sue creazioni non limitandosi unicamente a realizzare le canoniche forme ma piuttosto esplorandone la vivacità e la profondità attraverso un interessante effetto a specchio che letteralmente attraversa tutta l’opera realizzata, infine notiamo l’intenzione dell’interprete di sviluppare le proprie figure come se fossero letteralmente spazzate dal vento con i rami che si rivolgono verso un’unica direzione, splendido.

Thanks to The Artist for The Pics

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Amandine Urruty – New Mural at Le 4eme Mur Festival

25/10/2013

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Proseguiamo il nostro viaggio all’interno delle meraviglie di questa nuova edizione del Le 4eme Mur Festival con questo bel lavoro realizzato da Amandine Urruty che irrompe all’interno della rassegna con immensa e personalissima pittura realizzata su questa grande parete.
Per questo suo intervento realizzato in collaborazione con Nicolas Barrome, Amandine Urruty compre tutti i 15 metri d’altezza a disposizione attraverso il personale stile, l’interprete ci mostra così tutto il particolare immaginario che da sempre contraddistingue l’operato. Fortemente influenzata da un tratto illustrativo, l’interprete sviscera sulla superficie un bella sequenza di personaggi surreali, metà bestie e metà mostri li vediamo susseguirsi uno dietro l’altro su tutta la parete, innescando una vera e propria costruzione visiva unica e divertente. Gli spunti da cogliere sono molteplici e si celano sia nelle forme dei personaggi sia nel tessuto stesso dell’opera invogliando così lo spettatore a cercare ed a riflettere sull’elaborato.
A colpire infine nei lavori dell’artista è la grande intensità cromatica che distingue le sue opere, i colori caldi abbracciano i corpi degli splendidi characters, rilasciando un profondo senso di dettaglio, gli espedienti e la follia degli stessi vengono accompagnati da una sana dose di ironia, completano di fatto il quadro finale nelle opere realizzate. Si ha l’impressione di un ritratto multi sfaccettato di un mondo distorto, a tratti quasi grottesco che accompagna l’osservatore all’interno di un universo unico, un evasione per la mente che accogliamo decisamente volentieri e che nella sue delicatezza e profondità visiva ci lasciato piacevolmente soddisfatti.
Dopo il salto potete trovare alcuni scatti del making of e del bel risultato finale dateci un occhiata per vedere da vicino tutto il lavoro dell’artista, ma restate sintonizzati nei prossimi giorni continueremo a mostrarvi le opere elaborate durante la rassegna di Niort, perciò stay tuned!

Pics by The Artist

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Los Muros Hablan Festival at La Perla in San Juan

25/10/2013

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Probabilmente una delle edizioni più interessanti tra quelle fin qui viste de Los Muros Hablan Festival, la rassegna di Porto Rico quest’anno ha fatto le cose in grande sviluppando non solo un trama di interventi all’interno delle strade di San Juan ma spostandosi anche nella zona di La Perla, uno dei quartieri più pericolosi dell’isola ma che al contempo rappresenta una delle zona senza dubbio più belle.
Dopo avervi mostrato tutte le opere, chiudiamo quindi il cerchio dandovi modo di vedere anche le opere finale realizzate proprio all’interno di un contesto così difficile e pericoloso ma che al contempo cela nella sua ruvidezza tutto il suo splendore. Gli artisti partecipanti hanno quindi potuto lavorare su una serie di muri e pareti degradate lasciando li il proprio segno, alcuni degli interventi a nostro avviso rappresentano quanto di più bello fin qui visto durante quest’edizioni, sia per la realizzazione stessa ma soprattutto per l’impatto finale che riescono a trasmettere in un amalgama totale con la location e con la particolare conformità delle pareti occupate.
Conor Harrington, Faith47, Axel Void, Filio, JAZ, Alexis Diaz del duo La Pandilla hanno intrapreso quindi un viaggio di due giorni all’interno di una delle zone più difficili di tutta l’isola nonché tra quelle meno privilegiate, siamo convinti che un progetto come questo possa non solo giovare dal punto di vista visivo a quartieri di questo tipo con l’inserimento di colore e creatività sui muri, ma soprattutto possa essere uno spontaneo momento di crescita personale e condivisione emotiva, nella tradizione più pura dell’arte urbana.
Il numero di interventi è davvero notevole così come anche la qualità degli stessi, vi lasciamo quindi approfondire al meglio tutte le opere realizzate dal folto gruppo di artisti e nel caso in cui vi foste persi le precedenti pareti vi rimandiamo all’apposita sezione su Los Muros Hablan Festival qui, enjoy it.

Pics by San

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Graphic Surgery x Tellas x Ciredz – New Mural in Sardinia

25/10/2013

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Dopo l’eccellente esperienza al MUU Street Art Festival, Tellas e Ciredz si sono spostati in Sardegna dove hanno da poco portato a termine un nuovo intervento combinando questa volta anche il personale immaginario dei Graphic Surgery.
Per questo primo lavoro insieme gli artisti sviluppano tre singoli interventi conditi dalla stessa ed identica, e soprattutto familiare a tutti i partecipanti, matrice cromatica, utilizzando di fatto unicamente la scala di grigi e neri e con l’ausilio del bianco ci mostrano ancora una volta i tratti caratteristici del loro lavoro. I tra interventi si sviluppano così su un binario comune condividendo non solo il carattere visivo, si ha la sensazione di una evoluzione della forma che appare attraverso tre step ben scanditi.
I Graphic Surgery proseguono il personale immaginario geometrico proponendo ancora una volta una dimensione più pura e maggiormente pulita delle loro configurazioni, emerge subito una componente maggiormente tridimensionale con il gioco delle caselle che si susseguono cambiando mano a mano la disposizione dei colori fino all’intermezzo grigio che di fatto scombina la serie. Tellas invece continua sulla sua ricerca sulle forme organiche tornando a concentrare i propri sforzi sulle concentrazioni cromatiche all’interno delle stesse, emerge qui l’intenzione dell’interprete di proseguire lo studio di vari livelli delle sue configurazioni, veniamo quindi ancora una volta in contatto con una grande figura che attraverso una serie di livelli concentrici sviluppa le proprie interiora attraverso un graduale avvicinamento al nero offrendoci una grande sensazione di profondità ed immersione finale. Lavorando ancora una volta su favolosi effetti tridimensionali, nella parte più estrema osserviamo invece l’operato di Ciredz, l’interprete continua la sua personale visione sulle scale e sulle immagini topografiche portate qui attraverso una visione maggiormente più pulita, piuttosto che sulla forma infatti decide di concentrarsi sulla linea che oltre a dare il senso della figura taglia da parte a parte le due sezioni tridimensionali.
In attesa di vedere se questa fruttuosa collaborazione avrà seguito e per scoprire i dettagli dell’intervento vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete delusi.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Eva Ligas

3ttman – New Mural in Lodz, Poland

25/10/2013

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Dopo averci regalato un lavoro specifico dove si è impegnato nella realizzazione di un piccola opera con l’ausilio del cemento a Rosarno (qui) in occasione del Relazioni Festival, 3ttman si è spostato a Lodz in Polonia dove, tornando a lavorare su grandi superfici, ha dato il proprio personale contributo all’eccellente Galeria Urban Forms. Torniamo così ad approfondire le meraviglie di una delle gallerie a cielo aperto più importanti a livello internazionale, il progetto di Lodz prosegue a gonfie vele continuando a coinvolgere i grandi nomi dell’arte urbana internazionale e quelli in rampa di lancio, offrendo loro l’opportunità di sviluppare sulle enormi superfici a disposizione tutto la personale visione artistica.
L’approccio visivo di 3ttman si sviluppa mediante un immaginario assolutamente personale, l’opera si sviluppa attraverso una nuova sequenza di personaggi surreali impostati dall’artista seguendo il consueto tratto iper colorato. Il colore più di tutto infatti riveste una componente fondamentale nelle pitture di 3ttman, i toni scelti non sono affatto casuali ma seguono di fatto una scelta ragionata sviscerata in funzione del movimento dei character e della storia che dagli stessi l’interprete vuole far emergere. Muovendosi sullo spazio le osserviamo cambiare tonalità, le vediamo scomporsi per creare i volti, gli oggetti e gli arti dei personaggi come anche le texture, un infinito calderone vivissimo che si muove all’unisono su tutta la grande superficie a disposizione, il colpo d’insieme è quello di una rappresentazione ricchissima di dettagli e spunti fortemente legati tra loro, emergono così tutte le peculiarità dell’immaginario tipico dell’artista che attraverso le caratteristiche cromatiche riesce a donare al lavoro anche interessanti effetti di prospettive e profondità differenti.
Per apprezzare al meglio quest’ultimo sforzo di 3ttman vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti con i dettagli dell’intervento e l’eccellente risultato finale, check this out!

Pics by Maciej Stempij

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2501 x Ozmo – “Branco e Preto” at Tag Gallery

24/10/2013

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Dopo la bella sequenza di immagini in preview siamo finalmente in grado di dare un occhiata all’allestimento proposto da 2501 e Ozmo per la loro “Preto e Branco”, ultima fatica che ha visto la luce all’interno della Tag Gallery di San Paolo in Brasile.
Come detto lo show getta le sue basi, com’è facilmente intuibile dal nome, anzitutto sul personale utilizzo del bianco e nero da parte dei due artisti, il concetto finale è quello di un unione tra i lavori a carattere figurativo di Ozmo con quelli più astratti figli dell’immaginario di 2501, tutto racchiuso all’interno di un allestimento concentrato sulla sacralità e l’iconografia sacra, il tutto attraverso l’elaborazione di alcune specifiche tele.
Oltre questo gli artisti si sono impegnati nella realizzazione di una parete in combinazione direttamente dipinta nello spazio esterno della galleria, un lavoro personale a testa concludendo infine l’esperienza con una interessantissima installazione cinetica sviscerata attraverso l’utilizzo di un zootropio collocato anch’esso all’esso nello spazio esterno. In particolare vogliamo mettere l’accento proprio su quest’ultimo lavoro, il meccanismo funziona come un dispositivo che produce l’illusione del movimento muovendo rapidamente ed in successione una serie immagini statiche, unendo anche qui i rispettivi stili 2501 ed Ozmo combinano alla perfezione il personale immaginario regalandoci un esperienza visiva unica.

Sao Paulo, October 2nd, 2013 – Tag Gallery, a branch of Tag and Juice store specialized in Arts, opens today, from 6pm to 9pm, “Preto e Branco” (Black and White), exhibition from two of the most currently important street art Italians: 2501 (Jacopo Ceccarelli) and Ozmo (Gionata Gesi). The expo takes places up to January 18th, 2014.

Due to relation between the colors, which name the expo, “Preto e Branco” reveals a symbiosis of different languages coming from the peculiarities of each particular creative world – the abstract forms and the tendency to use the lines of 2501 as well as the realistic traces and the strong presence of religious figures of Ozmo.
Besides paintings will be exposed in canvas and hanging on Tag Gallery walls, the exhibition also brings a four-handed sculpture, from which comes the concrete evidence of the merge between each artistic references.

Tag Gallery
Rua Goncalo Alfonso 99
San Paolo – Brasil

Thanks to The Artists for The Pics

Hense – New Mural for The Library Street Collective in Detroit

24/10/2013

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Abituati a vederlo alle prese con interi edifici siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’abilità di Hense che torna qui a lavorare su una superficie decisamente più ridotta dimostrando tutto il suo talento e la sua personale propensione visiva.
Quest’ultimo intervento di Hense prende vita all’interno a Detroit all’interno di quello che sembra un grande parcheggio come commissionate della Library Street Collective della città statunitense. Come detto a differenza degli ultimi interventi che ne stanno segnando il passo specialmente nell’ultimo anno, Hense ha qui a disposizione uno spazio minore che comunque si fa notare per i suoi 10 metri d’altezza e 100 di lunghezza, una bella sfida insomma. A differenza dei canonici lavori possiamo finalmente vedere l’artista interagire attraverso uno spazio lineare piuttosto che solido, con tutti gli interessanti accorgimenti visivi che mano a mano si susseguono passo dopo passo sulla lunghissima parete, trame complesse che esercitano tutto il loro potenziale muovendosi e districandosi sulla superficie, cambiando forma e sviscerando temi, sensazioni e configurazione sempre nuove.
La sensazione è quindi di un opera fortemente camaleontica, ricca di spunti ma al contempo decisamente più intima e personale, la componente cromatica come sempre viene esibita da Hense in tutta la sua forza, grandi schizzi di colore invadono lo spazio, così come texture, linee e piccole e grandi forme, non ci sono outline ma esclusivamente grandi e piccole figure sovrapposte su più livelli che donano al lavoro una forte caratterizzazione visiva, nonché un intrinseca sensazione di movimento, è l’istinto che viene imbrigliato e sviscerato attraverso un percorso stabilito dall’artista attraverso la propria logica visiva.
Vi lasciamo in compagnia della bella selezione di scatti conditi da alcune immagini del makin of in modo da farvi apprezzare al meglio tutto lo stile e la trama messa in piedi dal grande artista per questa sua ultima perla, dateci un occhiata siamo sicuri che ne rimarrete impressionati come noi.

Pics by Sal Rodriguez via Graffuturism

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Fra Biancoshock – Basta una mano di bianco? Project in Milano

24/10/2013

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Come spesso abbiamo avuto modo di constatare gli interventi di Fra Biancoshock si sviluppano seguendo un istinto primordiale dell’artista che in totale immersione con la città ne sviluppa le tematiche più bizzarre capovolgendone il senso e inserendo una forte dose di tagliente ironia, ad alimentare questo processo artistico, abbiamo sempre però riscontrato una forte inflessione riflessiva che da sempre ne caratterizza il lavoro. A nostro avviso l’ultimo intervento dell’interprete rappresenta la summa stessa del suo caratteristico lavoro, con “Basta una mano di bianco?” Fra Biancoshock non si limita unicamente a schernire ed ironizzare ma ancora una volta lancia il seme del dibattito e della riflessione, lo fa con un intervento caratteristico – e non poteva essere altrimenti – dotato di una poetica disarmante e soprattutto di una estensione unica, colpisce diretto con una frase laconica per affondare il dito nella piaga l’artista.
Ma riavvolgiamo il nastro, la KPMG è una gigantesca multinazionale presente in oltre 150 paesi in tutto il mondo, la società si occupa di revisione e consulenza e può vantare tra i suoi clienti personalità e uomini di spicco della società internazionale, nonché personaggi dal indiscusso patrimonio economico, negli ultimi tempi la multinazionale ha promosso una personale iniziativa “Volontari per un Giorno” offrendo man forte in interventi e progetti solidali all’interno del Comune di Milano. Proprio quest’ultimo progetto ha visto la società collaborare con l’Associazione Anti Graffiti per ripulire completamente attraverso un “Cleaning Day” promosso da 50 volontari (di cui 40 dell’azienda), i muri di Piazza Andrea Cardinal Ferrari. A questi atti di carattere “sociale”, chiamiamoli così con un forte eufemismo, la società accompagna una condotta assolutamente discutibile, tra cui patteggiamento di 450 milioni di dollari con il governo degli States sui i suggerimenti per evadere al meglio le tasse, c’è in piedi un class action di altri 350 milioni di dollari da parte delle donne manager dell’azienda a causa della prassi del demansionamento, concludendo poi con il potere che riveste questo colosso all’interno dell’INPS italiano tanto da indurre un interrogazione parlamentare, Basta ripulire un muro per ripulirsi la coscienza?
Attraverso i suoi tre poster, con tanti di codice QR che rimanda alle prove inconfutabili della disonestà della società, l’artista fa di fatto cadere il castello di carte messo in piedi dalla stessa, Fra Biancoshock con quest’ultimo lavoro mira a colpire direttamente la KPMG per la sua condotta mettendo l’accento su un finto perbenismo piuttosto diffuso, un lavarsi la coscienza attraverso una pulizia dei muri che sa molto di smacchiamento interiore, semplice e geniale e non poteva essere altrimenti d’altronde.

Thanks to The Artist for Info e Pics

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G.Loois – New Mural in Bologna

24/10/2013

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Torniamo a parlarvi di G.Loois grazie a questo ritorno in grande stile dell’artista che torna a colpire con una nuova parete delle sue realizzata in quel di Bologna, ancora una volta stupisce la grande forza pittorica dei lavori dell’inteprete che in totale armonia con gli spazi a disposizione prosegue così la sua personale visione creativa.
Attraverso il proprio operato G.Loois approfondisce il personale rapporto con la natura, in particolare l’interprete concentra la propria visione ispirandosi e concentrando i propri sforzi sulle forme, e nello specifico sui nuclei arrivando a toccare le forme della terra e della roccia, l’artista unisce questi differenti spunti argomentandoli attraverso un fitta ricerca dall’equilibrio tra più elementi differenti, l’acqua, la terra e la materia si addensano fino a fondersi così sullo stesso piano attraverso configurazioni differenti che trovano proprio nella rappresentazione dei nuclei centrali lo sbocco e cuore dell’intervento stesso. Ad alimentare questa profonda ed interessante ricerca troviamo una altrettanto spiccata connotazione visiva atta a rappresentare al meglio proprio le differenti peculiarità fisiche delle forme rappresentate, G.Loois attraverso la sua pittura, alimentata da un tratto morbido ed al contempo ricchissimo di dettagli, riesce perfettamente a rappresentare queste forme attraverso la loro stessa materialità, si ha la sensazione quindi di poter quasi toccare con mano e provare sulla propria pelle tutte le emozioni sensoriali di ogni singola figura. Ultima caratteristica che condisce ulteriormente l’operato di G.Loois è la spiccata sensibilità percettiva dei lavori, poggiate su un unico o più livelli, le opere si fanno notare per la grande dose di profondità che ne accompagna il tratto, un maestoso effetto tridimensionale che specialmente in quest’ultimo intervento aumenta l’impatto finale dell’opera.
Per questa sua ultima parete bolognese G.Loois interagisce profondamente con tutto lo spazio a disposizione, la colonna al centro della parete piuttosto che essere d’intralcio diventa così parte stessa del lavoro alimentando come detto l’effetto tridimensionale finale. Come sempre il rapporto nell’intervento si sviluppa tra due forme differenti, si tratta di una grande configurazione spezzata nel mezzo che attraverso le sue due estremità dimostra al suo interno un nuovo spirito di materia che va a collidere proprio nel centro stesso del lavoro, infine l’opera viene condita da un bel dettaglio geometrico, regalandoci l’ennesimo lavoro eccezionale che ancora una volta ci mostra tutto il talento dell’interprete, rifatevi gli occhi.

Thanks to The Artist for The Pics

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Basik x Martina Merlini x Moneyless– New Mural in Riccione

24/10/2013

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Siamo sempre molto entusiasti nel vedere artisti di grande calibro collaborare insieme per dare vita ad opere uniche e dal forte carattere camaleontico, gli sviluppi di lavori di questo tipo permettono una crescita dei personali approcci visivi trovando ed innescando nuove alchimie e nuovi espedienti, evolvendo così di fatto la ricerca e l’operato degli interpreti, con queste premesse Basik, Martina Merilini e Moneyless si sono ritrovati a Riccione dove hanno dato vita ad una proficua combo ed il risultato non poteva che essere di alto profilo.
Ogni singolo artista porta con se il personale bagaglio sia tecnico che visivo, nell’intenzione del ben assortito trio c’è la ferma volontà di far interagire profondamente quelle che sono le peculiarità artistiche proprie di ognuno innescando così una sequenza mutevole dove forme, geometrie, texture e tratti figurativi miscelano il loro cammino dando vita ad una creatura variabile e volubile nella sua forma ma assolutamente lineare nell’intento panoramico proposto.
I canonici vortici di Moneyless attraversano tutte le viscere dell’opera, sono il risultato dello studio dell’artista e del conseguente approdo ad una forma più intricata che fà del movimento e dell’energia che da esso scaturisce la nuova forza e pilastro portante di queste sue ultime sperimentazioni, a fare da vero e proprio collante come testimoniano la loro stessa posa, ci pensano le due mani realizzate da Basik, l’interprete sceglie come sempre di affidare il proprio lavoro alle profondità del nero con gli intervalli del color oro e del bianco a delimitarne la forma e l’efficacia, last but not least a chiudere ed ad aprire l’intero intervento ci pensa Martina Merlini applicando a tutto il lavoro il consueto e caratteristico input visivo, tornano quindi le configurazioni differenti siano esse declinate attraverso forme ben rimarcate oppure attraverso linee strutturate e sinuose in un sodalizio assolutamente riuscito che si inserisce alla perfezione con il resto della composizione grazie anche all’intelligente scelta cromatica in totale armonia con la parete e le altre sezioni dell’opera.
Come detto il risultato finale appassiona per i differenti spunti offerti, l’opera restituisce una forte sensazione di movimento e profondità alimentata costantemente dalle figure proposte, il livello di dettaglio è alto e ramificato attraverso tutti gli interventi, un vero e proprio spettacolo per gli occhi.

Thanks to Marco “Sfrevol” Montanari for The Pics

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Agostino Iacurci – New Mural in Rome

24/10/2013

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Vi avevamo ingolosito qualche giorno fa con una bella serie di scatti in preview dell’ultimo lavoro firmato da Agostino Iacurci, ora il grande artista ha finalmente completato la sua ultima meraviglia siamo per cui in grado di mostrarvi l’eccellente risultato finale.
Come detto l’opera è una vera e propria anticipazione della mostra personale che Agostino Iacurci allestirà il prossimo Febbraio all’interno della Wunderkammern Gallery di Roma, la location è una delle grandi pareti che ospitano ITI. Lattanzio in Via Teano angolo con Via Aquilonia che offre quindi ancora una volta all’interprete l’opportunità di sviluppare il proprio lavoro su una superficie assolutamente enorme aumentandone di fatto esponenzialmente l’impatto finale.
Dai primi scatti abbiamo notato fin da subito l’intenzione dell’artista di cambiare scala cromatica per le sue canoniche rappresentazioni staccandosi dal rosso e dal nero che ne avevano influenzato le ultime opere, osservando il risultato finale a colpire questa volta però non è tanto l’utilizzo del colore quanto piuttosto lo sviluppo tematico applicato qui dall’artista, la figura dei due uomini intenti a salire e scendere la scale può essere letta infatti come una singolare metafora della vita. Osservando le due scale si nota un collegamento intrinseco tra le stesse, i gradini possono essere letti come gli ostacoli che superati portano ad una crescita personale, l’altra faccia della medaglia è data però da una sorta di discesa personale in cui all’opposto l’uomo di spinge verso il basso ed il baratro.
Il lavoro raccoglie quindi un tema importante e dal forte sentimento riflessivo, ad aumentarne l’importanza a nostro avviso è la stessa location, quella di una scuola con tutta la sensibilità e l’importanza di che un lavoro del genere può trasmettere agli adolescenti. Agostino Iacurci esplora così le piaghe del sentimento umano, rivelando un carattere in parte nuovo per i suoi character, legati si ad uno stile illustrativo ma immersi qui in una profonda connessione di sentimento e riflessione, ci piace assai.

Thanks to Wunderkammern Gallery for The Pics
Pics by The Gallery and Giorgio Coen Cagli

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Zolta – A Series of New Pieces in Naples

23/10/2013

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Con piacere andiamo a dare un occhiata ai lavori di Zolta, l’artista ci mostra quelle che sono le opere dipinte durante un intenso tour per la periferie, per i cunicoli delle strade di Napoli che vengono così invase con lo stile caratteristico dell’interprete italiano.
Il lavoro di Zolta poggia le sue basi su un particolare immaginario attraverso il quale l’artista porta avanti la personale ricerca sull’armonia delle forme, le immagini diventano quasi delle icone, i personaggi rappresentati vengono accompagnati da linee forti che tracciano con viva energia quelle che le fibre di carne, i corpi assumono una forma bizzarra si restringono per poi aprirsi, nascondendo al loro interno altre forme e configurazioni, veri e propri microuniversi spesso legati a temi naturali.
Una componente fondamentale delle opere di Zolta è il rapporto dell’interprete con i contesti che sceglie di dipingere, i luoghi in degrado, le periferie fino ad arrivare ai vicoli del centro, che vengono così presi d’assalto, diventano una nuova casa per queste creature dalla forma irregolare, i colori si muovono attraverso uno schema forte, saturi a tratti anche acidi, donano alle figure ed ai character un importante impatto finale.
Osservando i risultati finali si ha la sensazione di giusta contrapposizione tra questi esseri e la città, un novella rappresentazione dell’essere umano, nella loro forma si nota il portare al limite l’espressività e la loro emotività, Zolta tenta un dialogo, apre i suoi intrecci accogliendo differenti spunti, facendo interrogare chi ci si imbatte, ponendo dubbi e perplessità ed è forse questa la forza più grande del suo lavoro.
In attesa dei prossimi aggiornamenti vi diamo l’opportunità di vedere da vicino l’operato dell’artista attraverso la fitta galleria di immagini in calce, dateci un occhiate per apprezzarne il particolare stile visivo, siamo certi che apprezzerete, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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RUN – New Mural in Roath, Cardiff

23/10/2013

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A quanto pare RUN si è spostato a Cardiff in Galles ospite del bel Empty Walls Festival, l’artista ha dato vita ad un nuovo ed interessante lavoro frutto di un approccio in parte differente che ne sta caratterizzando l’operato in queste ultime incursioni, la rassegna dopo Phlegm può così fregiarsi di un altro dei big della scena inglese all’interno del suo roster.
Abbiamo sempre apprezzato la poetica dei lavori di RUN, l’artista italiano da anni al lavoro in quel di Londra, nel corso del tempo ha portato avanti un approccio visivo molto personale, lo studio dell’uomo ed in particolare dei corpi per passare poi ad un analisi più approfondita dei volti e delle mani ne hanno da sempre caratterizzato l’operato elevando la sua ricerca tra le più interessanti del panorama, ora assistiamo con piacere ad un nuovo personale step. Facendo eco alla precedente opera di Londra, RUN per la parete a disposizione per la rassegna gallese piuttosto che soffermarsi su una riproduzione ciclica di porzioni e parti di corpo dona una vera e proprio scenografia alle stesse andandole ad inserire all’interno di un contesto ben ramificato e ricco di spunti. Il grande interprete sviscera così sulla parete una serie di parti umane, come un piedi, le mani, un naso ed un orecchio ed ovviamente l’immancabile volto che va ad unirsi ad una serie di oggetti e dettagli come l’apparecchio telefonico, un paio di occhiali, passando per la gabbia di galline, uno dei suoi canonici ventagli ed infine i suoi stessi strumenti di lavoro e molto, molto altro. La differenza con gli altri interventi sono i collegamenti che l’artista innesta tra una sezione e l’altra visti dall’interprete sotto forma di veri e propri cavi elettrici che corrono lungo lo spazio a disposizione collegando ogni parte con un’altra, si ha così la sensazione di un piccolo racconto, emerge difatti una storia vera e propria che l’artista sembra volerci raccontare, non solo si ha il sentore di un vero e proprio riassunto di vita, con i simboli personali disposti ed ordinati su un grande spazio che ispirano spunti e storie differenti unendosi ed intersecandosi sia con l’immaginario proprio di RUN ma anche con il nostro in un brillante e riuscitissimo risultato finale.
In attesa di scoprire i dettagli di questo nuovo filone, vi lasciamo in compagnia delle immagini in galleria dove potete vedere da vicino i dettagli di quest’ultimo intervento, dateci un occhiata siamo sicuri che ne rimarrete come noi entusiasti.

Pics by The Artist

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2501 – “Almost Black” New Mural in San Paolo

23/10/2013

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Nel corso della ultima esperienza Brasiliana in occasione di “Branco e Preto” di cui presto vi mostreremo un approfondito recap, 2501 (Eyes On) ha portato avanti il personale studio sulle linee e sulle forme apportando una nuova e profonda sferzata alle sue produzioni.
In “Almost Black” 2501 accogliamo con piacere la sua visione, analizzando il lavoro dell’artista emerge infatti la forte e importante relazione con le linee, le stesse sono il fulcro dell’operato dell’interprete, ciò che ne caratterizza le opere, attraverso esse e con esse l’artista dà vita alle proprie figure sviscerando su parete i propri misticismi ed il personale immaginario. Dopo il riuscitissimo inserimento di un nuova componente cromatica come il color oro, 2501 nuovamente in Brasile porta avanti un concezione nuova, un qualcosa che avevamo già avuto l’opportunità di intravedere su una delle opere realizzate all’interno del MACRO (qui), l’avevamo assaporato restandone affascinati e curiosi di assistere ai conseguenti sviluppi. Per il lavoro di Roma l’artista aveva utilizzato una pennellata più corposa e ricca di colate, donando quindi al risultato finale una pesantezza maggiore, qui però anzitutto segue una differente dinamica lavorativa ed il risultato finale è un vero e proprio nuovo approccio, non si tratta di apportare in parte un livello di completezza maggiore, emerge piuttosto l’esigenza di 2501 di giustapporre il linguaggio video con quello pittorico attraverso la realizzazione di opere si spesse, ma fortemente caratterizzate da una sensazione di moto perenne. I lavori acquistano instabilità e carattere, il nero invade letteralmente la forma sferica, e come suggerisce il nome stesso dell’intervento, lascia pochissimi spiragli al bianco, la sensazione è quindi quella di una quasi tinta unica che avvolge la forma, osservando il lavoro notiamo come in tra le varie cavità concesse alla vista si mostrino i livelli precedenti, il tessuto che riveste il cuore stesso dell’intervento e che va ad un aumentare una forte sensazione di profondità ed appunto di movimento di tutta l’opera finale.
Per apprezzare al meglio quest’ultimo step firmato 2501 vi lasciamo in compagnia della bella selezione di scatti e soprattutto del video che documenta le fasi di creazione di quest’opera così complessa, attendiamo sviluppi.

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Tellas x Ciredz – New Pieces at MUU Street Art Festival in Zagreb

23/10/2013

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Il particolare e personale sodalizio che lega Tellas e Ciredz torna con un nuovo intervento realizzato in occasione del MUU Street Art Festival di Zagabria che ha offerto ai due artisti l’opportunità di elaborare e lavorare all’interno di una grande stanza tutto il loro personale immaginario.
Li abbiamo visti spesso collaborare insieme, abbiamo ancora negli occhi la meraviglia di Campidarte (qui), Tellas e Ciredz intersecano ancora una volta i personali immaginari, qui più che mai la visione dei due interpreti si fonde in unica e grandissima opera che di fatto abbraccia tutto lo spazio a disposizione, non si tratta unicamente dei muri ma piuttosto il lavoro poggia le sue basi su tutta la superficie del pavimento fino letteralmente ad innalzarsi su le pareti che delimitano la stanza. La pittura di fatto unisce il carattere e la ricerca personale sia di Tellas che di Ciredz miscelando quelle che sono le peculiarità di ognuna delle due differenti direzioni intraprese dagli artistai. Affrontando il lavoro nei suoi dettagli emerge infatti la grande figura concentrica che prende vita sul pavimento, Tellas prosegue qui la sua personale ricerca della forma, architettando una figura formata attraverso la creazione dello spazio circostante, la configurazione nasconde sotto una fitta manata di colore tutte le sue venature in un interessante gioco su più livelli sovrapposti, dal canto suo Ciredz analizza lo spazio circostante continuando la personale visione, le diverse forme che mano a mano si susseguono fino ad raggiungere l’apice nero sono figlie degli studi sulle immagini topografiche raccogliendo declinate attraverso una forte connotazione e visione naturale, in un escalation cromatica energica e profonda.
La sensazione è quella un rapporto a due, un grande buco nero al centro della stanza che cattura a se le figure e le scale che accompagnano il colore sulle pareti, ambedue gli artisti decidono di utilizzare un’unica componente cromatica, un grigio e le sue relative scale di colore intervallato unicamente dall’utilizzo del bianco, in un risultato finale da stropicciarsi gli occhi per profondità e forte carattere emotivo.
A completare l’esperienza Croata ai due artisti sono state affidate due ulteriori stanze all’interno delle quali hanno potuto proseguire ed elaborare i personali processi istallatori, in particolare Tellas, e la propria visione pittorica.
Siamo rimasti piacevolmente impressionati dall’eccellente risultato finale, per farvi apprezzare tutta il carattere di un opera come questa, vi diamo modo di darci un occhiata da vicino attraverso la serie di scatti in galleria, dateci un occhiata siamo sicuri che apprezzerete, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Ericailcane x Bastardilla – New Murals at Le 4eme Mur Festival

23/10/2013

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Tra i grandi artisti che quest’anno hanno preso parte al sempre eccellente Le 4eme Mur Festival di Niort ritroviamo con piacere Ericailcane che, dopo la performance dell’anno scorso, torna qui e prosegue il suo personale e riuscitissimo sodalizio con Bastardilla.
I due interpreti nel corso degli ultimi mesi stanno affrontando un proficuo e personale rapporto collaborativo unendo di fatto le peculiarità del lavoro di uno e dell’altro in interventi nuovi e dal fortissimo carattere dove trovano posto i due differenti immaginari che da sempre ne caratterizzano l’operato.
Inaugurata quest’anno con la partecipazione al bel ICONE5.9, la collabo sta nel corso di questi mesi mettendo alla luce un vero e proprio filone in cui non solo gli animali di Ericailcane incontrano i personaggi di Bastardilla, ma attraverso questo singolare rapporto, emergono gli sviluppi di tematiche care ai due interpreti portate però ad un nuovo e maggiormente impattante step. la denuncia sociale, il carattere sognante e la delicatezza si uniscono così in opere dense di dettagli e dal fortissimo impatto visivo.
La miscela esplosiva continua così in grandissimo stile anche all’interno della bella rassegna francese con due differenti interventi. Lo spazio a disposizione è veramente notevole, i lavori dipinti si fanno apprezzare per la grande ricchezza di dettaglio che anima il tratto dei due artista, Ericailcane prosegue anche qui la personale visione animalesca della società e dell’uomo attraverso la pittura prima di una gigantesca lumaca con tanto di piante e fiori e poi nella rappresentazione di un cane legato al guinzaglio, Bastardilla si inserisce in queste due opere attraverso la personale ed unica visione, nel primo lavoro dipinge una fortissimo e laconico abbraccio tra un uomo ed una donna racchiusi proprio all’interno del guscio della lumaca, nella seconda opere invece sviluppa il corpo di una bambina che sembra quasi giocare racchiusa in una prigione fatta a carrello della spesa e legata proprio al guinzaglio del cane.
Dai due risultati finali emerge tutta la profonda visione che accompagna le opere dei due interpreti, l’amarezza della prigionia del secondo intervento va a misurarsi con tutta la passione e l’amore racchiuso in un abbraccio tenere in un binomio che ci ha particolarmente impressionato.

Pics by Winterlong Galerie and Ville de Niort

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CT – New Mural inside an Abandoned Factory

23/10/2013

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Torniamo a parlarvi del lavoro del grande CT (Eyes On) con un nuovo intervento dell’artista italiano all’interno di una vecchio stabile, una nuova configurazione dai toni neri che abbraccia così lo spazio di questi luoghi. La scelta di queste particolari location nel corso tempo si è rivelati un’importante e ricorrente componente nelle sue pitture amplificandone il messaggio criptico ed offrendo all’artista la giusta serenità di esecuzione.
Il particolare approccio visivo che da sempre caratterizza il lavoro di CT trova infatti terreno fecondo all’interno di quelli che sono gli edifici limite di un società usa e getta, i luoghi abbandonati catturano l’attenzione dell’interprete fomentandone il lavoro, ampliandone le opportunità visive e soprattutto permettendo allo stesso come detto di poter trovare la giusta alchimia emotiva e concentrativa per le sue realizzazioni.
Unicità del percorso affrontato da CT nel corso del tempo trova la sua spontanea radice nello studio delle lettere, l’artista attraverso un personale studio, con la conseguente evoluzione che ne è scaturita nel corso degli anni, ha intrapreso una personale visione e ricerca sulla forma, i lavori proposti poggiano quindi le loro basi sulle due lettere C e T appunto ma incanalate attraverso un percorso di unicità visiva, di fusione dei corpi stessi che ne costituiscono la forma, attraverso una scomposizione i frammenti si riallineano e si convertono in una nuova figura, stabile, pulita ed assolutamente criptica ed ermetica nel suo risultato finale.
Attraverso questo l’interprete spinge ed invoglia una ricerca soggettiva, un esercizio per il cervello che possa riuscire nello scardinare l’ordine, la chiave di lettura della nuova configurazione proposta al servizio di un riflessione sui luoghi che abitano queste forme, un rapporto questo denso, intrinseco e dannatamente profondo.

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“BRUTAL” Group Show Lazarides Gallery Off Site in London

22/10/2013

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Come da tradizione che dura ormai da sette anni l’importante Lazarides Gallery di Londra ha da poco aperto il suo annuale show fuori sede richiamando a sè una fittissima flotta di esponenti dell’arte urbana tra i più importanti al mondo dando vita così al BRUTAL Group Show.
Con la collaborazione della The Vinyl Factory lo show è un corposissimo allestimento che prende forma e vita all’interno del sottosuolo del 180 Strand di Londra, un edificio dall’architettura moderna che proprio per questo è stato scelto come epicentro per un esibizione di questo tipo. La mostra affonda le radici nella brutalità dei tempi in cui viviamo, da questa parte un analisi verso gli oggetti e le persone intorno a noi, si tratta di una particolare percezione del mondo e della società moderna che si riflette attraverso le opere dirette ed impattanti degli artisti selezionati, si viaggia tra lavori su muro, film, animazioni, suoni ed interventi di danza, passando per la scultura, il cinema e la fotografia, insomma un allestimento a 360 gradi atto a far riflettere sulla brutalità e sui deliri dei tempi moderni.
Tra gli artisti partecipanti troviamo un rostar di stelle di primissimo livello tra cui, Antony Micallef, Ben Woodeson, Brad Downey, Bill McRight, Cleon Peterson, Conor Harrington, DALeast, Doug Foster, Estevan Oriol, James Lavelle, Katrin Fridriks, Karim Zeriahen, Know Hope, Lucy McLauchlan, Mark Jenkins, Miaz Brothers, Pose, Robert Hylton, Sebastian Horsley, Todd James.
Uno show quindi dalla natura controversa e che ci sentiamo caldamente di consigliare a chi si trovi a Londra durante questo periodo fino al 27 di questo mese, l’occasione è ghiotta! diversamente vi lasciamo con un ampio photo recap della serata con gli scatti dei lavori e delle installazioni presenti, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete tutto il vivace spettacolo dell’allestimento proposto

Lazarides Gallery Off-Site
180 Strand,
London, WC2R 1EA

Lazarides are excited to announce BRUTAL, our annual off-site exhibition, a sensory feast only suitable for the brave and forward thinking. In October 2013 Lazarides and The Vinyl Factory will present a savage exhibition of original artwork over a sprawling creative space in central London. In response to the theme BRUTAL sixteen artists will showcase dynamic installations, murals, film, animation, sound and dance interventions in a cavernous space below 180 The Strand.

BRUTAL will explore the brutality of the times we live in, how this is reflected in the objects around us and our perception of the world. With a chilling new central London location for this year’s creative carnage, the roster of artists are set to produce their most brutal works to date, incorporating installation, sculpture and film bigger and bolder than ever before.

“A BRUTAL show in a beautiful building for brutal times” Steve Lazarides

Pics by Sosm and The Gallery

BRUTAL

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BRUTAL Is Officially OPEN At 180 The Strand

Faith47 – “Infinitud del Universo” New Mural in Malaga

22/10/2013

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Faith47 si sposta a Malaga dove ha da poco terminato una nuova ed entusiasmante parete delle sue in occasione del bel Maus Malaga Festival che si sta imponendo al grande pubblico grazie alla disponibilità di belle pareti da dipingere nonché al roster di artisti chiamati a dipingere.
Abbiamo sempre apprezzato la grande espressività e carica di emozioni che accompagnano i lavori firmati da Faith47, l’artista Sudafricana irrompe con prepotenza al bel festival spagnolo dipingendo con tutta la propria sensibilità un lavoro raro, dalla spiccata emotività, intrinsecamente connesso con il paesaggio all’interno del quale trova posto che ci ha lasciato per questo decisamente a bocca aperta. L’artista con “Infinitud del Universo” torna a calcare la mano su temi dal forte sentimento personale e legati a doppio filo con la propria sensibilità sia di donna che di artista, l’interprete esibisce nuovamente il proprio personale tratto, sottile e delicato lo vediamo rincorrere lo spazio fino a tracciare con estrema purezza il corpo leggero di una fanciulla, le venature e i lembi di pelle si uniscono in un gioco di chiaro scuri avvincenti come se si trattasse di un grande foglio bianco in cui l’artista butta fuori il proprio talento, le linee del viso domano le labbra e le guance carnose, lo sguardo corrucciato incontra la nostra vista che si sposta poi sulla grande sensualità del corpo dipinto, le pieghe degli abiti, la spalla scoperta passando per la mano che va indicando lo skyline della cittadina spagnola.
Con quest’ultimo lavoro Faith47 torna a proporre quelle che a nostro avviso sono i suoi lavori maggiormente impattanti, le rappresentazioni più riuscite, elaborate attraverso la personale visione tematica che da sempre ne caratterizza il lavoro l’artista ci mostra tutto lo spettro emotivo delle donne, lo fa con tratto pulito ma al contempo ricco di dettagli, carico di stile ma soprattutto attraverso una fortissima dose passionale, un opera ricca di spunti da all’interno dei quali potersi immergere, poesia pura.

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Pics by Fer Frances

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AK – New Mural inside an Abandoned Factory

22/10/2013

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AK continua il personale rapporto con luoghi ed edifici abbandonati a se stessi, in questi particolari ambienti l’artista riesce ad esprimere al meglio tutta la sua personale visione artistica immettendo nei muri distrutti e tetri di questi palazzoni la propria componente propriamente geometrica, giocando ed interagendo con la superficie a disposizione disincantandone la componente visiva ed apportando sullo stesso il personale tratto e stile.
L’ultima magia dell’artista prende vita all’interno dell’ennesimo vecchio stabile, a fare capolino questa volta è una complessa figura dall’insolito aspetto rosso vivo che va a cambiare completamente l’aspetto di questa porzione di parete.
Il confronto con le opere di AK ci risulta sempre nuovo e di grande effetto, l’artista continua il proprio percorso di ricerca stilistica affrontando gli spazi a disposizione attraverso un tratto pulito e fortemente legato alla figura del triangolo rettangolo isoscele. Quello che potrebbe rivelarsi un limite intrinseco del suo lavoro rappresenta di fatto l’effettiva forza, l’artista parte da questa particolare figura geometrica per creare le personali composizioni. La ricerca della forma e soprattutto una grande sensibilità verso gli espedienti visivi, i giochi ipnotici e le sovrapposizioni su più livelli di strutture e figure differenti rappresentano il cuore pulsante dei suoi stessi lavori, tutte queste componenti di fatto ne alimentano ed amplificano l’impatto finale offrendo all’interprete la possibilità di relazionarsi con lo spazi attraverso differenti e sempre nuovi percorsi visivi.
Quello che maggiormente colpisce è la sensazione che il lavoro di AK sia costantemente mutevole, il gioco ipnotico apportato dall’interprete italiano si dimostra sempre di un certo effetto, lasciandoci soprattutto la facoltà di decidere letteralmente cosa osservare, quale configurazione fare nostra per poi cambiare e riprendere a scavare tra le viscere dell’opera, notiamo così veri e propri livelli che si inseriscono tra il nostro sguardo e la parete sulla quale prende vita il disegno, basiti di fronte ai tagli netti e precisi delle figure le osserviamo danzare e liberarsi nello spazio fino a riprendere il proprio posto per cambiare forma, zucchero per gli occhi.

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El Decertor – “Cordura” New Mural in Lima

22/10/2013

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El Decertor torna al lavoro con una nuova parete realizzata all’interno del Proyecto UMANO, la location è come sempre Lima che continua ad arricchirsi delle opere del grande artista Peruviano.
Osservando i lavoro di El Decertor emerge tutta la ferma volontà dell’artista di proseguire il proprio percorso sulla strada già precedentemente battuta in questi ultimi anni. L’interprete sente infatti l’esigenza di unire la componente figurativa con quella maggiormente più astratta attraverso una ricerca che lo vede impegnarsi in entrambe le differenti direzione. Da una parte l’artista continua lo sviluppo è la riproduzione degli splendidi volti iper realistici profondamente legati con la cultura peruviano e soprattutto con la gente del posto, proseguendo quindi la particolare sensibilità sociale che ne caratterizza l’operata, dall’altra invece sottolinea la sua flessibilità artistica proponendo una intricatissima serie di forme e configurazioni astratte che accompagnano di fatto la vista all’interno di una fitta rete di colori vivi e sgargianti atte non solo a determinare una sorta di background ma anche a definire gli stessi corpi degli uomini e delle donne rappresentate, nonché a far immergere gli stessi volti in un esuberante tessuto cromatico.
Un lavoro quindi multi sfaccettato che El Decertor sviluppa tenendo bene a mente quelli che sono i temi a lui cari, offrendoci diverse chiavi di lettura, talvolta criptici ma continuando comunque il fitto legame con la sua gente ed attraverso il proprio operato offrire loro l’opportunità di parlare ed esporre i propri pensieri, lasciandosi trasportare da essi e con essi istaurare un rapporto simbiotico.
Per questa sua ultima meravigli Dec porta ad un nuovo livello la sua personale visione, intitolato “Cordura” il lavoro è la perfetta summa del percorso stilistico intrapreso dall’artista, il consueto binomio astratto e figurativo viene qui portato al limite, il volto della donna rappresentato va letteralmente a fondersi fino a perdersi nei meandri delle forme incanalate nello spazio a disposizione, la sequenza di forme e configurazioni letteralmente ingloba il volto fino a deformarne i tratti come se venisse quasi trascinato via con forza. L’effetto finale è quello di opere pazzesca, ricca del consueto numero di dettagli e ci lascia piuttosto curiosi di vedere come e se il peruviano deciderà di proseguire su questa tematica visiva oppure no.
Il lavoro è stato dipinto come parte del Proyecto UMANO dell’omonimo collettivo artistico che unisce in se artisti affermati ed emergenti per esprimere e veicolare insieme il proprio personale approccio creativo, siamo sicuri che ne rimarrete come noi entusiasti perciò date un occhiata alle immagini e restate sintonizzati per nuovi elettrizzanti aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Phlegm – New Mural in Roath, Cardiff

22/10/2013

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Dopo la scorpacciata di lavori degli ultimi tempi sembra che Phlegm sia definitivamente ritornato in Gran Bretagna dove ha da poco terminato un nuovo lavoro in occasione dell’ Empty Walls Festival di Cardiff. Organizzato da The Modern Alchemists la rassegna è stata l’occasione per vedere Phlegm alle prese con un nuovo lavoro che si distacca in parte dalle precedenti produzioni, l’interprete piuttosto che proporre il suo mondo immaginario prende infatti ispirazione da una delle figure della narrativa Gallese con un gigantesco Drago a fare capolino sulla parete a disposizione.
Lo stile di Phlegm ha sempre posta le sue solide basi sulla capacità dell’interprete di farci entrare in contatto con il suo personale immaginario, il grande artista di Sheffield nel corso di questi anni ci ha infatti mostrato le differenti sfaccettature che caratterizzano l’universo da lui stesso concepito, con i suoi surreali personaggi come immancabili protagonisti. Per quest’ultimo lavoro invece l’interprete concentra i propri sforzi sulla cultura del posto, un po’ sulla falsa riga di quanto avevamo già visto in Norvegia (qui), dipingendo uno dei caratteristici animali e character mitologici che accompagno le favole del posto filtrate ovviamente attraverso lo stile che da sempre ne caratterizza il tratto. La differenza a nostro avviso è netta, Phlegm con questo nuovo filone intende entrare maggiormente in contatto con chi si trova a tu per tu con una delle sue opere, soprattutto sviscerando quelle che sono immagini simbolo di una determinata cultura arricchisce di fatto tutto l’impianto già precedentemente immaginato, già brulicante di storie e vicissitudini, immettendo all’interno storie e miti veri legati alla cultura popolare. L’intreccio quindi è quanto mai vincente, da una parte infatti troviamo i caratteristici ed unici tratti che distinguono il suo lavoro dall’altra, con i suoi personaggi, le loro invenzioni ed il loro particolare contesto, dall’altra assistiamo all’inserimento di immagini familiari che rendono così i lavori maggiormente mistici e soprattutto, all’occhio di chi conosce queste storie, decisamente più personali e soprattutto più reali, completamente intrecciati con le storie ed i racconti del nostro universo.
Date un occhiata alle immagini in calce per vedere da vicino tutti i dettagli di quest’ultima magia, l’artista inoltre ci tiene ad informarci che è di nuovo possibile acquistare il suo ultimo libro perciò non fatevi scappare l’occasione questa volta.

Pics by The Artist

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Alfano x Geometricbang – “Funky Horror Vacui” Project in Lodi

22/10/2013

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Con estremo piacere torniamo a mostrarvi in totale simbiosi lo sviluppo del lavoro di Alfano e Geometricbang che riprendono i lavori mostrandoci questa prima tappa del loro “Funky Horror Vacui”, progetto congiunto che si mostra con questo primo eccellente elaborato in quel di Lodi.
Quello che hanno messo in piedi Alfano e Geometricbang ci ha particolarmente scosso, l’enormità di una superficie del genere e la conseguente difficoltà nel coprire al meglio tutto lo spazio viene completamente scansata dai due artisti, ancora una volta lo studio e la ricerca dei due interpreti giunge qui ad un nuovo passo sintetizzato attraverso una copertura praticamente totale di ogni singolo millimetro a disposizione. Non si tratta unicamente di questo, piuttosto emerge un idea ponderata e ragionata in cui i due artisti si confrontano e reagiscono, il progetto infatti pone le proprie radici nella decorazione ossessiva che pervade ed invade tutta la superficie murale con un intricatissima massa cromatica, il fine è quello di offrire una visione potente ma al contempo armonica, un unione forte nata dalla multipla collisione di due linguaggi differenti ed appartenenti rispettivamente ad Alfano e Geometricbang stessi.
L’impatto con il circondario è assolutamente devastante, al contempo però emerge l’intenzione del duo di voler cercare un vero e proprio contatto, un interazione con lo spazio esterno ed in particolare con l’opportunità emozionale che un opera del genere riesce a trasmettere al pubblico, al passante od all’attento osservatore, che ferma il proprio sguardo verso la moltitudine di spunti visivi presenti, ne analizza il viaggio su tutto lo spazio fino a perdercisi al suo interno, un annullamento del vuoto per far spazio alla ricerca della pienezza attraverso una dirompe e multi sfaccettata componente cromatica.
Ancora una volta Alfano e Geometricbang ci strappano con forza dalla realtà di tutti i giorni, ci prendono per mano costruendo un percorso di forme, configurazioni e zero spazi bianchi, ci ritroviamo circondati dai colori, rimbalzati dalla delicatezza delle forme, completamente immersi in un mare di configurazioni mano a mano sempre differenti fino ad arrivare all’istante di un faccia a faccia, sguardo contro sguardo in un attimo che sa di un bacio ed un unione perenne.
Vi lasciamo in compagnia della bella serie di scatti, il consiglio è quello di prendersi cinque minuti, affrontare con calma tutta la sequenza ed i dettagli dell’opera, mettetevi comodi, non abbiate fretta, fatevi trasportare dai colori e dalle correnti cromatiche, infrangetevi negli sbalzi frastagliati e nelle fusioni di texture, gustatevi tutto l’immenso impatto scenico messo in piedi dai due grandi artisti siamo certi che ne valga la pena.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Matteo Cavalleri

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Banksy – “Better Out Than In” New Pieces in New York Part 4

21/10/2013

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Come consuetudine per questo inizio di settimana torniamo a puntare lo sguardo su New York continuando il nostro focus sull’avvincente progetto “Better Out Than In” firmato da Banksy e sui lavori presentati durante la settimana appena conclusasi.
L’idea dietro questa sequenza di incursioni lo ricordiamo è legata ad un progetto che vede Banksy letteralmente invadere le strade delle grande mela proponendo una sorta di esibizione in strada, l’allestimento e corpo del lavoro è dato dalle opere stesse che nel loro insieme rappresentano un nuovo ed eccentrico modo di esporre il proprio lavoro. L’artista mira ad un distacco netto dal circuito delle gallerie attraverso un riavvicinamento non solo simbolico ma anche totale alla gente comune ed appunto alla strada, quello che abbiamo visto fino ad ora rappresenta un pò la summa della carriera dell’interprete con lavori su muro, installazioni e progetti folli – abbiamo ancora negli occhi l’idea del banchetto in strada – che ci offrono l’opportunità di capire affondo ed al meglio il pensiero visionario dell’inglese.
Dopo l’escalation precedente Banksy abbassa leggermente i toni, giusto un pò però, presentando un variegato numero di opere, immancabili i canonici lavori su muro su cui sentiamo di voler mettere l’accento in particolare su quello con dedica alle torri gemelle, passando poi per la grande installazione con il simbolo del consumismo made in usa, quel Ronald Mc Donald che sta facendo il giro delle strade della grande mela con tanto di lustra scarpe al seguito. Infine menzione particolare per l’allestimento in strada su quello che è un sottopasso del treno di due opere su tela elaborate insieme agli Os Gemeos, due opere irriverenti che uniscono i tratti caratteristici del trio e che rappresentano forse il simbolo di tutto il progetto nonchè della non appartenenza alle gallerie del lavoro dell’artista.
Insomma una bella infornata di pezzi che vi diamo modo di vedere da vicino attraverso l’ampia selezione di scatti, manca veramente poco alla fine del progetto, tra opere distrutte e coperte, lavori rubati e tutto il chiacchiericcio che sta seguendo costantemente gli sviluppi del lavoro siamo più che mai curiosi di vedere quale sarà il botto finale, stay tuned!

Pics by The Artist

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Xuan Alyfe – New Mural in Lugano

21/10/2013

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Nuovo lavoro per Xuan Alyfe (interview) che finalmente ha a disposizione una nuova grande parete dove poter esprimere al meglio tutto il suo talento calando le proprie visione su uno spazio decisamente più accogliente, il dipinto è stato realizzato a Lugano in occasione del Arte Urbana Lugano, la rassegna Svizzera che continua così al meglio la propria personale programmazione.
Abbiamo spesso posto l’accento sul particolare approccio visivo che contraddistingue le opere di Xuan Alyfe, l’artista spagnolo ci ha mostrato nel corso del tempo il proprio immaginario attraverso una concatenazione incredibile di forme e figure, i dettagli però rappresentano il valore aggiunto delle produzione dell’interprete, lo spagnolo infatti è solito sviscerare nei propri lavori la perfetta e bilanciata unione tra campionamenti cromatici, linee, geometrie con l’inserimento di una dose massiccia di colori intersecati a minuscole figure umane ed a scorci architettonici. I risultati finali sono così opere dense di spunti da poter cogliere, al contempo l’artista si impegna per non caricare eccessivamente il lavoro, una ricerca che lo porta a bilanciarne le fusioni di colore e che nel loro insieme ci offrono la possibilità di un piccolo grande viaggio metafisico ed interiore tra visioni oniriche ed allegorie astratte, Xuan Alyfe dedica così alle proprie pareti un carattere proprio, sembrano letteralmente prendere vita.
Per la kermesse Svizzera, l’interprete esibisce probabilmente tutto il suo ricco campionario di sperimentazioni visive, troviamo infatti con piacere tutti gli elementi che ne distinguono i lavori portati però qui al livello estremo. Osservando il lavoro è facilmente visibile una vera e propria divisione degli spazi, si parte con le estremità più alte che ospita una sorta di mondo terreno a cavallo da giorno e notte, addentrandoci poi nei dettagli dell’opera veniamo letteralmente inondati da visioni distorte della realtà, ritroviamo uno scorcio urbano da una parte che si contrappone alle vibranti linee che accompagnano la vista verso il grande volto astratto fino a tornare indietro verso gli elementi più fisici e vicini alla natura, una meraviglia per gli occhi.

Thanks to Arte Urbana Lugano for The Pics

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Gregor – New Mural in Lodz, Poland

21/10/2013

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Una delle meraviglie dell’arte urbana a livello mondiale è senza dubbio il grande progetto Galeria Urban Forms, la gigantesca galleria a cielo aperto di Lodz in Polonia continua ad ospitare una sequenza impareggiabile di maestose opere che ne stanno giorno dopo giorno innalzando il livello qualitativo, l’ultima questa di Gregor che torna così nella bella città polacca per lavorare su una delle gigantesche pareti a disposizione.
Non abbiamo in effetti molte informazioni su Gregor, ci ha colpito però il particolare approccio visivo con cui l’artista ha dipinto su questo grande spazio, l’interprete esibisce un tratto molto personale e nonostante abbia a disposizione una grande superficie sceglie di concentrare i propri sforzi su una serie di figure singole fortemente legate fra loro. Il lavoro risulta così non eccessivamente carico da una parte, dall’altra invece garantisce all’artista l’opportunità che chi osserva l’opera possa coglierne al meglio tutti i dettagli inseriti.
C’è molto da guardare in effetti, Gregor realizza quello che sembra un pezzo a metà tra il gioco di un bambino è il parto di un sogno distorto, quasi come una favola raccapricciante notiamo il volto di demone che accompagna la salita della mongolfiera come anche – e qui il pezzo forte – il grande animale a cui l’artista decide di affidare la propria opera. La belva è dotata di più volti come anche di diversissimi spunti da poter cogliere che riassumono in parte le influenze e le tematiche del lavoro dell’interprete, troviamo stimoli naturali con la pittura di piante e foglie come anche una certa influenza industriale che si nota attraverso la sequenza di ingranaggi che costituisce uno degli arti dell’animale, passando poi per gli esperimenti geometrici con gli interessanti intervalli di forme più organiche e concludendo con la grande costruzione architettonica che trova posto sul dorso dell’animale. Infine ad accentuare il forte carattere dell’opere Gregor inserisce una serie di dettagli cromatici che staccano letteralmente dal corpo centrale dell’opera finale, come se si trattasse di un livello superiore al dipinto stesso dal quale se ne allontano per stile, tratto e tematiche.
Il risultato finale molto personale con forti influenze orientali nello stile e occidentali nelle visioni applicate, un lavoro complesso e caratteristico che ci ha particolarmente impressionato e che siamo sicuri apprezzerete anche voi.

Pics by Aktivist

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Ever – “La Revolution Silencieuse” New Mural in Montreal

21/10/2013

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Continua la marcia di Ever in America con l’artista Argentino che si sposta dagli States al Canada dove ha da poco terminato una nuova parete per il progetto Do ArT Foundation della bella città canadese.
Per questo nuovo lavoro dal titolo “La Revolution Silencieuse” Ever continua a portare avanti il proprio personale approccio su parete, l’interprete Argentino lo abbiamo più volte ribadito sta attraverso un ottimo periodo produttivo conseguente all’inserimento nelle sue opere di una forte componente paesaggistica nonchè, e sopratutto, dalla forte caratterizzazione visiva delle sue opere, con un intelligente scelta di utilizzare tavolozze di colori vive e tessuti cromatici elaborati attraverso uno splendido stile che si rifà ai fasti dell’espressionismo. I colori si sviluppano così su due binari distinti da una parte quelle saturi e piatti che danno vita ai canonici fasci colorati che fuoriescono dagli occhi, dall’altra invece la ricchezza cromatica offerta dai repentini cambi di tonalità, dalle pennellate morbide, un binomio questo che funziona alla grande e con il quale Ever sviluppa i temi delle proprie visioni artistiche, accarezza lo spazio a disposizione l’interprete continuando ad indagare tra le piaghe dell’animo umano ed offrendoci una personale visione sensibile ed affascinante.
Se queste sono le premesse che stanno accompagnando le ultime meraviglie dell’artista, dall’altra osserviamo con piacere come lo stesso stia mano a mano rispolverando in chiave nuova le precedenti declinazioni. Proprio in quest’ultima magia Ever infatti si affida nuovamente alla creazione di un lavoro al limite dello spirituale, l’artista ricrea i corpi densi di colore che ne avevano caratterizzato i lavori nell’anno precedente, quelli che così prendono forma sono le controparti oniriche ed evanescenti delle figure proposte, assistiamo ad un vero e proprio elevarsi dello spirito degli uomini e delle donne rappresentate per un colpo d’occhio incredibile. In quest’ultimo pezzo l’interprete ci dà l’impressione di voler esplorare la personale situazione di una donna, letteralmente imbrigliata e soffocata che ha come ultimo tentativo di ribellione – da qui il titolo – e di evasione quello di elevare il proprio spirito, trascendere dal corpo e viaggiare con la propria mente e la propria fantasia.
Un lavoro eccezionale quindi, sia dal punto di vista visivo che da quello tematico che continua a farci apprezzare sempre di più l’operato del grande artista Argentino e che vi diamo modo di apprezzare al meglio attraverso gli scatti in galleria certi che ne coglierete le sfumature.

Pics by The Artist

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Conor Harrington – New Mural for Los Muros Hablan Part 2

21/10/2013

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Continuiamo il nostro coverage sull’eccellente Los Muros Hablan Festival di Porto Rico con le immagini del secondo lavoro firmato da Conor Harrington, l’artista Irlandese fà così il bis con l’ideale continuo della sequenza di combattimento già vista nella precedente pittura.
La rassegna continua il suo cammino offrendo al grande artista un secondo spazio dove poter dipingere e dove poter chiudere così il cerchio sulla storia già accennata nella precedente opera. Dal titolo “San Juan Fight Club Part II” con questo lavoro Conor Harrington prosegue la sua campagna pittorica, lo stile che accompagna questa nuova produzione mette in mostra nuovamente tutto lo stile unico che distingue da sempre le opere dell’artista. Spazio quindi ancora una volta qui all’utilizzo di pitture esclusivamente in bianco e nero atte ad aumentare l’effetto ‘finestra nel passato’, Harrington nelle sue opere ci regala infatti la sensazione di trovarci di fronte ad uno scorcio del passato, una vera e propria fotografia. I corpi vacui risultano quasi appannati nel loro agitarsi sulla parete, sono istantanee di lotta le visioni di Conor Harrington direttamente ispirate a piene mani dalle battaglie tra gentiluomini dei secoli scorsi, tema centrale, questo, che da sempre ne ha caratterizza l’operato negli anni.
La ricerca attuata da Conor Harrington si sviluppa quindi su temi dal sapore storico, la pittura però rappresenta il vero punto di forza delle creazioni dell’artista, la sensibilità visiva è supportata da un grande senso evocativo che esplode in tutta la forza dei colpi dipinti, nel movimento degli arti, nelle stoccate passando per gli sguardi di rabbia e violenza che si leggono negli occhi dei suoi personaggi, sono opere vere che esaltano la capacità dell’irlandese di superare la barriera di cemento ed entrare direttamente in contatto con chi osserva le sue creazioni.
Per questa seconda interpretazione Conor Harrington ci mostra una seconda sequenza della battaglia precedente, le due figure questa volta escono letteralmente fuori dalla parete, dipinte esclusivamente per metà busto elevandosi sopra alcuni graffiti di qualche locale, le colate di colore qui si fanno decisamente maggiori e sottili regalando un forte senso di movimento e di apice emotivo all’ottimo risultato finale.

Pics by San

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Blaqk – A New Awesome Murals

21/10/2013

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A distanza di tempo torniamo a posare lo sguardo sul lavoro dei Blaqk, il duo greco formato da Greg Papagrigoriou e Simek continua la personale esplorazione degli spazi proponendoci una nuova infornata di dipinti che segnano un nuovo e profondo passo nella loro evoluzione personale.
Abbiamo sempre apprezzato il personale mix di lavoro che accompagna le opere dei Blaqk, il duo sviscera una propria visione pittorica, una vera e propria fusione tra forme illusorie e lettere, sia di tipo calligrafico che tipografico, tutto l’operato dei due interpreti quindi si fonde sul rapporto tra questi due elementi, una relazione questa che in nella nuova sequenza di lavori elaborati giunge ad un livello successivo del quale siamo rimasti piacevolmente colpiti.
In questi due nuovi lavori, rigorosamente in nero dopo le incursioni colorate dei precedenti lavori, i Blaqk esplorano uno stile più immediato ed incisivo, analizzando la componente lettering notiamo come la stessa si faccia più pulita ma al contempo diretta e sinuosa, realizzata con un tratto più rapido questo nuovo alfabeto ci risulta ancora più criptico elevando di fatto la misticità del lavoro, la giusta controparte è data appunto dalle configurazioni e dalle forme proposte, anche qui lo stile si fà maggiormente più pulito e lineare, notiamo anche una certa inflessione tridimensionale negli elaborati proposti con linee secche che si intersecano con grandi forme rettangolari ad indicare la direzione e la fisionomia dello spazio occupato.
Se da una parte assistiamo ad un corpo di lavoro maggiormente netto, dall’altra con piacere veniamo accolti da una forma decisamente più grande che letteralmente abbraccia tutta la parete a disposizione, una sezione di un cerchio intervallata al suo interno da una serie di lettere, qui il lavoro poggia le sue basi maggiormente sulla forma proposta, un abbraccio che racchiude in se tutto il mistero delle frasi celate al suo interno.
Vi diamo modo di apprezzare al meglio tutto lo stile dei Blaqk attraverso l’ampia selezione di scatti in calce, potrete scoprire la duplicità delle composizioni del duo, tutta la forza doppia che da sempre ne distingue i lavori, enjoy it.

Pics by The Artists

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Weekly Overview 57 | 14-10 to 20-10

20/10/2013

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Weekly Overview è l’appuntamento del Week-End dove vi presentiamo una selezione delle migliori news settimanali sul GORGO.

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KAWS – New Solo Show at PAFA Recap

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JADE – “Estados de Curación” New Piece

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Elian – “Enviromental Influences” New Mural near Córdoba

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Spaik – “The Awakening” New Mural in Morelia, Mexico

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Borondo – “Shame” New Mural in Athens

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JAZ – New Mural at Los Muros Hablan Festival

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Basik – New Mural at CISIM in Lido Adriano

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RUN x Pablo Delgado – New Mural in London

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Slinkachu – “Why is it so hard to find a job?” A New Series

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Draw a Line – Art in a Youth Prison in Rockenberg

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James Kalinda – “Disma e Gesta” New Mural in Parma

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Gaia – New Mural in Kingston, New York

Ron English – New Piece for Avant-Garde Urbano Festival

20/10/2013

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Impegnato con i suoi progetti collaterali, in particolar modo quelli relativi alla produzioni degli irreverenti toys, Ron English non dedica molto spazio all’elaborazione di nuovi lavori su muro, gli interventi di fatto si possono contare sulle dita di una mano ma a nostro avviso risultano sempre piuttosto riusciti e divertenti. A distanza di parecchio tempo quindi con piacere poggiamo lo sguardo sull’ultima meraviglia firmata dal grand Ron, siamo a Tudela in Spagna in occasione dell’ottimo Avant-Garde Urbano Festival.
L’immaginario di Ron English è di fatto collegato con temi a carattere consumistico, i linguaggi della pubblicità vengono così letti e capovolti dall’artista attraverso simboli ed icone dal forte carattere pop, questa sua particolare predisposizione a trattare temi dal così forte impatto ha dato vita al progetto collaterale “Popaganda” che abbraccia praticamente tutte le sue creazioni, dalle tele ed alle opere in generale passando appunto per la produzione di toys. Sebbene non siamo propriamente fans di questo particolare approccio visivo, apprezziamo l’impegno dell’interprete nella realizzazione di composizioni estremamente di fantasia che abbracciano a piene mani un immaginario folle e surreale che sembra partorito dalla mente di un novello adolescente. Preferiamo questo tipo di approcci visivi, decisamente meno scontati e sopratutto densi di una rilevanza, sia stilistica che visiva, dal maggiore impatto.
Ron English per il Festival torna così a lavoro a distanza di quasi un anno dall’ultima parete realizzata in quel di San Francisco (qui) proponendo non uno dei suoi canonici personaggi mash-up ma piuttosto concentrando i propri sforzi sulla realizzazione di un opera oseremmo dire fantasy.
In attesa di mostrarvi nuovi aggiornamenti dalla rassegna vi lasciamo in compagnia di alcuni scatti durante le fasi di lavoro e con le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate attraverso la sezione commenti in calce.

Pics by The Festival and Ian Cox

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Pantonio – “Long Ma Jinjsxiu” New Mural in Guangzhou, China

20/10/2013

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L’artista portoghese Pantonio ci mostra quest’ultima meraviglia realizzata dall’interprete a Guangzhou in Cina, si tratta di un lavoro dalla grandezza incredibile che abbraccia tutta la lunghissima parete di quello che sembra un grande centro commerciale. Intitolato “Long Ma Jinjsxiu” il pezzo prende ampia ispirazione dagli animali simbolo della Cina, in particolare l’interprete pone la sua attenzione sulla capra che rappresenta la parte più alta dell’opera, simbolo della città di Guangzhou.
Siamo rimasti decisamente colpiti dal lavoro di Pantonio, l’artista esibisce una tecnica di pittura molto personale, poggiando le sue basi sull’idea di movimento, sull’irruenza dei soggetti rappresentati, l’interprete realizza sequenze aggrovigliate dove i suoi soggetti letteralmente si incanalano nello spazio, il tratto si distingue invece per l’utilizzo di una forte componente cromatica, il nero utilizzato si fà notare per le splendide venature celesti e bianche che aumentano sia il livello di dettaglio, con l’espressività che aumenta sensibilmente, sia il livello delle ombreggiature e dei giochi di luce, sono lavori pazzeschi per l’elevato livello di dettaglio e per la forte sensibilità che riescono a trasmettere.
Per questo suo omaggio cinese Pantonio decide di imprimere nella lunghissima parete a disposizione gli animali maggiormente legati alla cultura cinese, scorrendo le immagini, oltre al volto della capra nella parte più estrema, notiamo una serie di conigli, nonchè gli uccelli, e sopratutto i pesci rossi che letteralmente attraversano le viscere della grande figure, l’impatto è decisamente importante con uno stacco cromatico assolutamente riuscito.
La particolare conformità della parete non ci permette di apprezzare appieno l’opera nel suo insieme, ma piuttosto vi diamo l’opportunità di carpirne i dettagli attraverso l’ampia selezione di scatti in calce, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Reka – “Peace Man” New Mural in San Francisco

20/10/2013

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A distanza di parecchio tempo torniamo a mostrarvi l’operato di Reka, il grande artista australiano torna a colpire su questa grande parete di circa 18 metri a San Francisco nella zona dei Tenderloin. Proprio i The Tenderloin in quest’ultimo anno stanno sempre più diventando il punto di riferimento dell’arte urbana nella bella città statunitense, dopo gli eccellenti lavori Aryz, gli Os Gemeos, Nychos e gli How & Nosm, il quartiere ospita un nuovo lavoro firmato da uno degli esponenti più interessanti a livello internazionale.
Reka prosegue il suo particolare approccio visivo, l’interprete si muove sulle pareti attraverso una coniugazione propria di forme e linee declinate attraverso tonalità accese e belle sature, i lavori risultano così multi sfaccettati, ricchi di dettagli e belli densi di spunti visivi da poter cogliere. Reka attraverso l’unione di diverse configurazioni elabora parti di corpo umano, compaiono così gambe, braccia e mani, concentrandosi spesso sui volti delle sue canoniche donne che da sempre rappresentano la base dei suoi lavori.
Per questa grande parete di San Francisco Reka dipinge “Peace Man”, il lavoro si presenta come una grande mano posta come il simbolo della pace, utilizzando la consueta tavolozza di colori equamente divisa tra parti ghiaccio e quelle di fuoco, in un binomio tra due forze opposte, yin e yang che si contrappongono all’interno dello spazio racchiuso nella forma ideata dall’interprete. Semplice ed efficace, date un occhiata alle immagini dei dettagli dopo il salto, siamo sicuri che apprezzerete la particolare forza visiva del lavoro proposto.

Pics by San

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The World Atlas of Street Art and Graffiti Book

19/10/2013

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Uscito da poco The World Atlas of Street Art and Graffiti rappresenta senza mezzi termini un importantissimo spaccato di tutta la street art mondiale, il lavoro svolto da Rafael Schacter e John Fekner ha dell’incredibile, una vera e propria catalogazione di tutto il movimento che sà anche di indagine introspettiva sull’evoluzione, passando dai primi anni ’50 fino alla situazione odierna. Raccolto ed organizzato geograficamente per zone, paesi e città, il libro cela al suo interno più di 100 tra gli artisti di maggior spessore a livello internazionale, con immagini e fotografie dei lavori e testi che rappresentano una vera e propria scheda tecnica con un analisi approfondita delle tematiche e dello stile proprio di ogni artista e perfino un importante contesto storico.
The World Atlas of Street Art and Graffiti offre l’opportunità di una comprensione di tutte le sfumature che accompagnano un movimento sempre più diffuso ed in forte crescita, l’impegno dell’arte urbana e la sua creatività e spontaneità in un dialogo imprescindibile con la città e le sue architetture.
Un libro che tutti gli appassionati dovrebbero possedere e che ci sentiamo di consigliarvi parecchio, se siete interessati potete trovare la vostra copia direttamente su Amazon qui ad un prezzo più che abbordabile di circa 22 Euro, è già vostro.

Painted murals first appeared in Latin America in the early 20th century; in the 1950s, spray-can graffiti associated with Latino gangs followed, notably the “cholo” graffiti of Los Angeles. Today, street art has traveled to nearly every corner of the globe, evolving into a highly complex and ornate art form. The World Atlas of Street Art and Graffiti is the definitive survey of international street art, focusing on the world’s most influential urban artists and artworks. Since the lives and works of urban artists are inextricably linked to specific streets and places, this beautifully illustrated volume features specially commissioned “city artworks” that provide an intimate understanding of these metropolitan landscapes.

Organized geographically by country and city, more than 100 of today’s most important street artists—including Espo in New York, Shepard Fairey in Los Angeles, Os Gêmeos in Brazil, and Anthony Lister in Australia—are profiled alongside key examples of their work. The evolution of street art and graffiti within each region is also chronicled, providing essential historical context. With contributions by the foremost authorities on street art and graffiti, this landmark publication provides a nuanced understanding of a widespread contemporary art practice. The World Atlas of Street Art and Graffiti emphasizes urban art’s powerful commitment to a spontaneous creativity that is inherently connected to the architecture of the metropolis.

Jorge Rodriguez Gerada – “Wish” New Piece in Belfast

19/10/2013

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Segnando il suo lavoro attraverso una forte impulso rappresentativo Jorge Rodriguez Gerada esprime attraverso la raffigurazione a mano di grandi volti tutta la sua enorme capacità pittorica, l’artista in questi ultimi anni ha sempre più spesso affiancato le sue opere su muro con grandi progetti installatori di land art, opere che possono essere viste unicamente dall’alto di un aereo e che celano in se un enorme impatto visivo.
Qualche tempo fà vi abbiamo mostrato le immagini di un eccellente progetto realizzato dall’artista ad Amsterdam (qui), un lavoro di land art che ha trasformato un gigantesco appezzamento di terra, ora l’artista torna a proporre lo stesso modus operandi cimentandosi in un lavoro ancora più grande, siamo a Belfast dove l’interprete presenta il suo nuovo lavoro dal titolo “Wish”.
Per questo nuovo lavoro Jorge Rodriguez Gerada ha a disposizione ben 11 acri di terra, il progetto dopo anni di lavoro e con l’appoggio delle istituzioni prende il via quattro settimane fa, si tratta del più grande ritratto del Regno Unito che raffigura l’immagine di un bambino. L’interprete si è impegnato insieme al suo team di architetti nel tracciamento attraverso una serie di trasponder gps di oltre 30.000 pali di legno per segnare le parti del disegno finale. Successivamente con oltre 4000 tonnellate di terriccio, sabbia, erba e pietra ha iniziato a tracciare le linee per dare vita all’immagine desiderata, il risultato finale è inutile nasconderlo è un opera incredibile, ancora una volta Jorge Rodriguez Gerada dimostra tutto il suo talento nella riproduzioni di volti e sopratutto l’enorme la sua sensibilità che accompagna le sue superbe opere.
L’opera può essere vista al Titanic Quarter nella bella città di Belfast, se vi capita di atterrare qui il consiglio è quello di guardare fuori dal finestrino, siamo certi che il risultato finale vi lascerà letteralmente a bocca aperta, nel frattempo ampia selezione di scatti con tutti i dettagli dell’eccellente opera.

Pics by AM

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Axel Void – New Mural at Los Muros Hablan Festival

19/10/2013

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Tra i grandi ospiti presenti all’eccellente Los Muros Hablan Festival troviamo Axel Void che porta a Porto Rico tutto il suo caratteristico immaginario concentrandosi nuovamente su lavori decisamente impegnati e dal forte valore emotivo.
Axel Void spesso e volentieri ha portato avanti nei suoi lavori temi duri a cavallo tra la vita e la morte in particolare quest’ultimo argomento ne ha da sempre segnato le produzioni, sviscerandone con durezza il dolore e la pena per poi concentrarsi sulla rinascita che ne deriva. Void inoltre ha sempre dimostrato una certa propensione alla pittura di persone e personaggi comuni, delle loro storie, avvicinandosi quindi ad un mondo sensibile e che spesso, sfortunatamente, siamo soliti ignorare e cancellare dallo sguardo, l’artista attraverso queste immagini ne traccia la fisionomia come un monito o meglio ancora un vero e proprio ritratto che sappia distaccarsi dalla concezione canonica di eroi o figure storiche. I protagonisti piuttosto sono gli anti eroi, quelli della vita di tutti i giorni, quelli veri inquadrati attraverso un istantanea o una pittura ad olio che possa essere un simbolo per gli altri che possano così guardalo e ritrovarcisi.
Per la rassegna portoricana Axel Void sviluppa l’immagine di Charlie, un senzatetto che dorme in strada, ne ascolta la storia personale, di quanto lavorava alla NASA negli States come assemblatore di camere per la sperimentazione di attrezzature per le condizioni più estreme sul pianeta e non, fino a quando trasferitosi nell’isola dove è nato, subito dopo il divorzio, è diventato un senzatetto che ‘amministra’ il parcheggio vicino alla strada dove dorme.
L’artista sceglie così una nuova figura dalla forte storia alle spalle, non è interessato alle rappresentazioni banali, ma piuttosto ancora una volta l’interprete mira ad una riflessione profonda e reale, sulla durezza delle vita e su come essa possa investire così duramente un persona.

Portraits often represent a national hero or a historical figure in the shape of a big mural or a monument. Sometimes we talk portraits about the people that surround us but usually in a more intimate scale through a photograph or an oil painting. This is the idea of this mural. Bringing to light an every day person with the intention of building a symbol that others can relate to.
Charlie is a homeless that sleeps in the street where the museum is placed. He told us he used to be a engineer that worked in the states for 16 years as the leader for the assemble crew of these temperature chambers, where they would simulate different conditions to test the equipment for the NASA. He divorced his wife 20 years ago and has 3 daughters in the states. Since then, he has been living in Puerto Rico, where he was born.
Charlie is now the manager for a parking lot next to the museum. All in all, he was happy about the mural and was going to try to send a photo of it to his daughters.

Pics by San

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DALeast – New Mural in Malaga, Spain

19/10/2013

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Dopo la bella parete a carattere storico dipinta a Porto Rico in occasione dell’eccellente Los Muros Hablan Festival di quest’anno, pare che DALeast si sia spostato a Malaga in Spagna per realizzare un altre delle sue eccellenti pareti all’interno del Maus Malaga Festival.
Ancora una volta il grande artista cinese con base in Sud Africa porta nella bella cittadina spagnola tutto il suo personale e particolare approccio visivo, DALeast imprime sul grande spazio a disposizione il consueto stile, i suoi canonici filamenti metallici attraverso i quali sviluppa le immagini scelte per la parete. La particolare conformità dello spazio a disposizione spinge l’artista ad elaborare un lavoro ampio, non concentrato unicamente su di un unico spazio ma piuttosto decisamente movimentato sulla falsa riga di quanto già visto in precedenza con “Moon Hallucinogen” ed in generale riprendendo un po’ lo stile che ne aveva caratterizzato le prime produzioni negli anni passati, spazio quindi ad un grande agglomerato con una moltitudine di minuscole parti che si spostano su tutta lo spazio a disposizione.
Per la rassegna di Malaga DALeast elabora una gigantesca figura di un uccello appoggiata sulla parte più estrema della lunga parete, dallo stesso vediamo letteralmente uscire una fuori una serie di minuscoli uccelli che vanno lanciandosi su tutto lo spazio in avanti e disintegrando di fatto l’intricatissimo corpo del volatile più grande. Il lavoro anzitutto si fà ammirare per tutta la forza visiva che sprigiona, la figura centrale è ovviamente il busto del grande uccello, realizzato secondo il canonico stile a filamenti metallici, vediamo come dal groviglio si apra un grande foro centrale, come l’apertura di una gabbia, dalla quale escono tutti gli animali più piccoli. Ad alimentare la grande forza del lavoro vediamo come l’artista si impegni a dipingere le ombre dei pennuti più piccoli attuando quindi il consueto espediente tridimensionale, notiamo infine come dal risultato finale emerga la forte sensazione gli stessi si spostino letteralmente verso il cielo, potete darci un occhiata approfondita attraverso gli scatti in galleria, enjoy it.

Pics by San

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KAWS – New Solo Show at PAFA Recap

18/10/2013

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Quella che ci apprestiamo ad analizzare è probabilmente uno dei migliori allestimenti proposti da KAWS nel corso della sua lunga carriera, l’artista lo scorso weekend ha aperto la sua ultima fatica all’interno degli spazi della prestigiosa PAFA (Pennsylvania Academy of the Fine Arts) di Philadelphia è c’è veramente tanto da vedere.
Lo show in sé quindi richiede una particolare analisi, la densità dei lavori proposti, gli innumerevoli spunti e la grande quantità di opere presenti ci offrono uno spaccato decisamente importante di quella che è la visione caratteristica di KAWS, come se ci trovassimo di fronte ad un vero e proprio sunto di metà carriera, proiettando di fatto l’artista ancora più alto da una parte e dall’altra staccandolo ormai del tutto dalle origini e dalle radici in strada che ne hanno in parte caratterizzato l’operato, specialmente nei primi anni.
Le opere, più di 70 tra vecchie e nuove creazioni, si articolano attraverso tutto il cammino produttivo dell’artista, sviscerando quindi quelle che sono le peculiarità del suo lavoro, troviamo quindi i canonici cerchi, come anche una serie sconfinata di tele, alcune già viste nei suoi ultimi show, passando per la bella serie dedicata ai Simpsons e concludendo con i classici companion.
Nell’idea di KAWS lo show non va ad inserirsi di traverso all’interno delle opere già presenti negli spazi della galleria, piuttosto l’interprete sceglie di fondersi con tutto l’ambiente circostante attraverso il proprio immaginario. Il posizionamento dei suoi stessi companion, come anche l’intenzione di accompagnare il visitatore nei corridoi verso tutti gli spazi utilizzati, ci regalano una sensazione quindi piuttosto forte, l’alternanza di immagini classiche a quelle iper colorate, i dipinti realistici vengono rapportati con l’immaginario saturo ed ironico tipico delle sue produzioni, restituendoci una forte capacità immersiva ed esplorativa che accompagna l’osservatore per tutti gli spazi e le stanze occupate per l’allestimento.
Quest’ultima fatica a nostro avviso rende bene l’idea di quella che è la personale visione di KAWS, dalla strada al mondo delle gallerie l’artista ha in parte tenuto fede alle proprie caratteristiche evolvendo ed adattando il proprio tratto ai personaggi rappresentati, prendendo ispirazione dalle icone classiche e spesso legate al mondo televisivo e dei cartoni animati.
Ad accompagnare questo lungo testo una ricchissima galleria che vi accompagnerà in un intenso tour all’interno di tutto l’allestimento proposto, godetevelo.

Pennsylvania Academy of the Fine Arts
118 N Broad St
Philadelphia, PA 19102

Pics by AM

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JADE – “Estados de Curación” New Piece

18/10/2013

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Abbiamo spesso analizzando il lavoro di JADE, l’artista peruviano è tra gli interpreti che maggiormente apprezziamo grazia alla grande capacità di immersione nei luoghi dove dipinge, alla spiccata sensibilità visiva che emerge dalle sue opere, ora piuttosto che parlarvi di un nuovo intervento su muro focalizziamo l’attenzione su uno dei progetti collaterali che investono l’operato dell’artista durante l’anno.
Ricorderete che JADE insieme ad altri grandi artisti ha preso parte al bel Proyecto Afuera, il progetto itinerante che aiuta le zone in difficoltà attraverso l’apporto e gli interventi di una serie di artisti, proprio questo è stata la scintilla che ha permesso all’interprete di elaborare una splendida serie di pareti nella citta Pisco una delle zone più colpite dal un catastrofico terremoto del 2007 che l’ha praticamente spazzata via, trasformando gli edifici e le speranze delle gente del posto in cenere e macerie. Da questo terribile avvenimento JADE parte per la sua personale riflessione, un nuovo dialogo e spunto che l’artista vuole condividere attraverso la propria pittura che questa volta piuttosto che abbracciare una parete si misura su una pietra di dimensioni decisamente più piccole dipingendo su di essa il volto di uno dei character, per poi lasciarla disintegrare. Il lavoro è un attenta analisi sui diversi stati emotivi dell’essere umano di fronte ad una tragedia, nel particolare caso JADE vuole affrontare ancora una volta con un piglio più concentro e decisamente più profondo quella che è la situazione delle persone colpite dal terremoto di Pisco. La pietra che si sfascia e che viene ricomposta è il giusto parallelo con la vita di queste persone, le loro variabili emotive che fanno raggiungere differenti stadi di ‘guarigione’ e di ricostruzione sia per l’individuo sia per la stessa città.
Ancora una volta l’artista affascina per la sua particolare sensibilità, per la sua continua intenzione di tenere acceso il contatto con la sua gente, carpirne le sensazioni e gli stati d’animo, affrontarli, farli propri e sviscerarli attraverso il proprio e personale immaginario, appare chiaro infine che JADE in questo lavoro non mira a cancellare la tragedia, assolutamente, nuovamente il messaggio che vuole lanciare è quello dell’andare avanti, superare le difficoltà e con esse prova a costruire la propria personale vita, seppur con le cicatrici del caso.

Pics by The Artist

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Violant x Regg – A Series of New Pieces

18/10/2013

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Impressionanti le tavole realizzate da Violant e Regg, i due artisti portoghesi continuano il loro forte e personale sodalizio con una nuova serie di interventi da stropicciarsi gli occhi.
L’incredibile crudezza delle immagini dipinte da Violant e Regg emerge in tutto il loro impatto attraverso una pittura fortemente realistica ed al contempo molto personale, a loro agio sulle superfici di grandi dimensioni, i soggetti delle opere dei due interpreti sono spesso gli animali e la natura visti attraverso un ottica senza compromessi e che anzi mira ad una riflessione importante sullo stato di vita delle bestie, una visione tutt’altro che ottimista che sa di pugno nello stomaco ai perbenisti del caso.
Violant e Regg senza alcun filtro realizzano le loro opere in situazioni ed in contesti al limite del tragico, una disumana asprezza che attanaglia i soggetti fin nelle loro viscere, passando per i corpi, gli sguardi e le stesse movenze decadenti, arrivando fino ai temi affrontati, con durezza e violenza ci obbligano ad un confronto forte e deciso con queste componenti così rimarcate, una violenza visiva inaudita che si scatena attraverso un tratto che sa si essere delicato, ma che al contempo nei suoi passaggi vivi, nelle sue sfumatura e nella sua ricercatezza del dettaglio amplifica al massimo il senso di inquietudine che opere di questo tipo sanno trasmettere.
Siamo rimasti piuttosto scossi dall’impronta tematica scelta dai due interprete, una rappresentazione del cruento che ci risulta piuttosto insolita e che, coniugata attraverso un medium così impattante come la parete, sa certamente come scuotere le menti. Siamo abituati e bombardati da immagini forti praticamente ogni giorno, gli interpreti decido di spostare il fulcro di queste rappresentazione utilizzando gli animali come unico e possibile stimolo alla riflessione, siamo convinti che il duo attraverso questa ricerca del forte, questa particolare predisposizione verso un immaginario crudele, con carcasse di bestie sventrate, oppure con l’immagini di esseri viventi in fin di vita mira ad una profonda riflessione sulle nostre stesse identità di persone, sul nostro affrontare il nostro tempo e soprattutto sulla situazione in cui ci troviamo in questo esatto momento storico.
Emerge così una critica diretta e d’impatto, senza mezzi termini il duo ci mostra tutta la brutalità della vita, niente di più niente di meno.

Pics by The Artist

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Corn79 – A Series of New Pieces in Rome

18/10/2013

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Torniamo nuovamente e con molto piacere a mostrarvi i lavori di Corn79, l’artista italiano ha da poco completato una doppia parete in quel di Roma, prima tappa al sempre più interessante MAAM (Museo dell’altro e dell’Altrove) situato all’interno del Metropoliz, per poi passare ad una doppia in combinazione con l’amico MrFijodor per L.U.C.E. – Live Urban Culture Experience.
A seguito di un periodo di break, abbiamo scoperto con piacere una nuova infornata di lavori in cui emerge con forza il nuovo indirizzo visivo intrapreso da Corn79, un nuovo approccio a nostro avviso più aggressivo che trasforma in parte l’operato dell’interprete, che diviene decisamente più istintivo ed incisivo rimanendo però fedele a quelle che sono da sempre le basi del proprio immaginario.
Corn79 anzitutto applica un istintività maggiore in questo suo nuovo scenario, gli interventi vengono coadiuvati da intense colate di vernice che vanno ad unirsi con le configurazioni rappresentate di fatto creando un vero e proprio background, il gioco dei colori opposti che si innesca riesce perfettamente a rendere il particolare rapporto simbiotico tra questi due dettagli delle opere, c’è meno calcolo, le figure risultano ridotte all’osso, essenziali nella loro forma, senza fronzoli quindi attaccano lo spazio e la spontaneità dell’artista stesso che a nostro avviso ha trovato la giusta alchimia dove far muovere le proprie visioni. I vortici astrali, i mandala, le costellazioni e le linee che da sempre ne caratterizzano i lavori vengono amplificati dalla scelta di unire queste visione a gettate di colore, l’artificio fa si che le figure proposte sembrino letteralmente emergere delicate dalle nubi proposte, un impressione di grande forza visiva che arricchisce le particolari tematiche astrali delle forme dipinte, le vediamo innescarsi e slanciarsi facendosi largo tra i fumi, come una grande immagine appannata che piano piano prende forma e vita, si iniziano a distinguerne i colori fino all’affiorare della configurazione definitiva.
Il risultato finale è un opera ancora più in moto rispetto alle precedenti, chi osserva ha l’istintiva sensazione e bisogno di cercare la figura centrale, seguirne le diramazione per poi perdersi nei meandri dei colori fino a ritrovarsi incantato ad osservarli fare spazio alle nuove forme sviluppate, un lavoro incredibile di cui vi mostriamo gli ultimissimi sviluppi attraverso una bella serie di scatti, dateci un occhiata siamo certi che ne apprezzerete la bellezza.

Thanks to The Artist for The Pics

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Pixel Pancho – New Mural For Wall Therapy 2013 in Rochester

18/10/2013

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Dopo la bella serie di lavori Europei, Pixel Pancho torna negli States per impegnarsi in una nuova facciata realizzata all’interno dell’eccellente Wall Therapy di Rochester, che prosegue così, dopo il brulicare di interventi di questa estate, ad aggiungere l’ennesimo ed importante tassello alla sua già intensa programmazione.
Sebbene non si tratti di una di una delle grandi pareti a cui l’artista ci ha abituato, quest’ultimo lavoro a nostro avviso rappresenta un po’ la summa del percorso fin qui esplorato da Pixel Pancho. Riavvolgendo il nastro di qualche anno noterete senza dubbio il grande lavoro di ricerca e perfezionamento dello stile apportato dall’interprete italiano, dalle raffigurazioni di robot in attività puramente umane l’artista ha attraversato un periodo di ‘decadenza’ con l’avvento della ruggine a trasformare i corpi delle sue macchine, a questo l’interprete ha poi aggiunto una componente umana con le immagini di bambini a fare capolino sulle superficie per poi passare all’inserimento graduale di elementi naturali come i rampicanti, quest’ultimi in particolare stanno interessando proprio le ultime opere. Il quadro generale quindi è bello denso di opportunità di riflessione, non unicamente il mero disegno di questi esseri ma piuttosto un vero e proprio rapporto tormentato con la vita e con il passare del tempo, Pixel Pancho ha maturato una particolare predilezione per i temi impegnati, analizzando la vita e gli aspetti emotivi umani servendosi proprio delle sue macchine, ponendo a rapporto le stesse con gli aspetti più profondi dell’uomo, analizzando la scorrere del tempo e la morte da un punto di vista nuovo ed assolutamente impattante e riuscendo ad unire tutte queste tematiche in un unico grande mosaico multisfaccettato, a corredo di questa maturazione tematica assistiamo anche ad un impegno visivo maggiore con i dettagli e le colorazioni utilizzata a rimarcare i concetti esposti.
Per la rassegna statunitense Pixel Pancho ci mostra la testa di uno dei suoi robot, completamente arrugginita e abbandonata alle piaghe del tempo la osserviamo letteralmente invasa da un insistente groviglio di piante, a quest’aspetto infine l’artista contrappone l’abbraccio simbolico di un bambino, bellissimo.

Pics by Elisabetta Riccio

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Elian – “Enviromental Influences” New Mural near Córdoba

18/10/2013

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Torniamo con piacere a mostrarvi il nuovo lavoro di Elian, l’artista argentino ha da poco terminato una nuova parete lontano dal trambusto della città, siamo fuori Córdoba per un lavoro che fà dell’immersione nella natura la sua principale fonte stilistica.
Con “Enviromental Influences”, questo il nome di quest’ultimo lavoro, Elian prosegue la linea tracciata in particolare durante quest’ultimo anno, l’artista attraverso il proprio personale immaginario sta attuando una concreta evoluzione stilistica che lo porta ad affrontare gli spazi a disposizione con uno stile più pulito, se osserviamo le prime e precedenti produzioni dell’interprete appare infatti chiaro come lo stesso stia cercando di costruire i propri interventi eliminando il superfluo, alimentando di fatto i suoi interventi unicamente sulla base di poche colorazioni e lavorando con esse sulla superficie a disposizione. Per far ciò l’artista applica un leggero cambio cromatico quasi impercettibile, una vera e propria scala di colore che parte dalla tinta più chiara ed arriva a quella più scura, lentamente, muovendosi in simbiosi totale con lo spazio a disposizione. Nella sua ricerca l’artista scopre gli spazi donandogli una nuova percezione ed affidandosi come sua consuetudine ad un concatenamento di tinte che si basa sempre sul rosso, sul blu, bianco ed infine il giallo, il rapporto tra questi quattro colori, che rappresentano in questo momento la base solida dei suoi lavori, innesca di fatto le creazioni di Elian. Attraverso queste scelte l’interprete muove il proprio lavoro concentrandosi unicamente sulla formazione di configurazioni astratte e geometriche, la sensazione è quella di un corpo in movimento, in totale armonia i colori e le loro intermittenze, il loro intersecarsi e spingersi a vicenda, realizzano un risultato finale sensibile ed impattante regalandoci sempre una forte e caratteristica visione d’insieme.
Per questo suo ultimo intervento Elian affonda il proprio immaginario nel panorama circostante, notiamo con piacere un utilizzo smodato del giallo che qui taglia letteralmente lo spazio con una bella scala di colore, nella estremità destra a contrasto una figura blu equamente divisa con due forme bianche, anche qui l’artista sceglie di optare per un bilanciamento cromatico tra la componente più chiara e quella più scura. Infine proprio all’interno della massa più forte notiamo un piccolo cerchio che si slancia dalla superficie, la sua stessa forma viene imbevuta di una grande pennellata di blu che aumenta il forte senso di movimento che pervade tutta l’opera, eccezionale.

Thanks to The Artist for The Pics

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Haroshi – “Pain” New Exhibition at StolenSpace Gallery

17/10/2013

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Lo scorso week-end Londra è la sua StolenSpace Gallery sono stati il giusto palcoscenico dell’ultima fatica firmata dal grande Haroshi, l’artista giapponese apre così a distanza di mesi da Virtual Reality un nuovo grande show spingendo avanti il proprio personale talento artistico.
Il lavoro di Haroshi si sviluppa essenzialmente sulla figura dello skateboard, l’artista sperimenta l’unione di più tavole logore per dare vita ad incredibili opere scultoree, elaborate ricavando figure e forme da grandi blocchi di tavole usate.
Con “Pain” Haroshi sviluppa il passo successivo, aumentando il coefficiente di difficoltà – vedasi il pazzesco autoritratto – staccando e ricomponendo pezzi e sezioni più piccole, stampando sulle grandi composizioni al fine di creare opere dall’aspetto nuovo ed unico che possano offrire nuovi espedienti visivi. Per lo show l’interprete focalizza la propria attenzione sul dolore fisico, sia mentre fa skate sia mentre è impegnato nella realizzazione delle sue opere, la forte emotività e la profondità dei lavori ci offrono un importante spunto, l’artista vuole dirci di continuare a perseguire quello che ci piace fare nonostante le differenti difficoltà ed ostacoli in cui inciampiamo e lo fa mostrandoci proprio questi ultimi, in una rappresentazione forte ed audace.
Dallo show emerge una forte dedizione nella creazione delle opere, Haroshi continua a sviluppare il proprio personale stile sperimentando e mostrandoci i nuovi approdi, vediamo per esempio l’impressionante capacità di rappresentare veri e propri punti di rottura come quello per il grande cuore spezzato od ancora per le dita rotte, passando infine per la bella gamba spaccata ed addirittura ingessata – pare che il gesso l’abbia messo un suo amico dottore – menzione finale infine per il gigantesco avvoltoio che accompagna l’ingresso dei curiosi all’interno degli spazi della galleria londinese, un gigante da ben 80 kg composto da tavole riciclate , artigli di cemento , e innumerevoli skateboard usati raccolti ed organizzato come ali spiegate.
Lo show rimmarrà aperto fino al prossimo 3 di Novembre, un occasione ghiotta che non possiamo fare altro che consigliarvi, nel frattempo vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con tutte le immagini dell’allestimento interno, dateci un occhiata siamo certi apprezzerete.

Did you ever wonder what happened to skateboards after they die? Tokyo based artist, Haroshi, has been resurrecting used decks for over a decade.

For Haroshi’s first solo exhibition at StolenSpace, ‘Pain’ will reveal a new body of work which examines the effects of emotional pain, and how it can be a great motivating force in the creation of art. Haroshi, has been exploring this difficult concept in his new series of work by harnessing and repurposing painful experiences in the same way that he recycles disused objects as beautifully handcrafted sculptures. Using hundreds of disused decks in the process, each artwork is exquisitely imaginative, created with the highest level of ingenuity, impeccable craftsmanship and attention to detail, calling into question ‘what is pain?’and ‘why does it exist?’

StolenSpace Gallery
17 Osborn Street
London E1 6TD

Pics by AM

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Spaik – “The Awakening” New Mural in Morelia, Mexico

17/10/2013

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Ci spostiamo a Morelia in Messico per andare a dare uno sguardo a quanto portato a termine da Spaik in occasione del Festival de Arte Urbano Nicolaita che proprio in questi giorni, sta animando le strade della cittadina.
Ci siamo spesso addentrati nel particolare tratto visivo che accomuna molti artisti Sudamericani, siamo rimasti colpiti dall’approccio europeo figlio di anni di colonizzazione ma sviscerato attraverso uno stile fortemente legato alle proprie terre, nei lavori di questi interpreti si mescolano anni di tradizioni popolari a cavallo con quelle religiose, vengono sviscerate con abilità pittorica certo, ma hanno nella componente cromatica, nell’intensivo uso dei colori, nel dettaglio e nei personaggi surreali l’intrinseca volontà di far emergere il personale patrimonio culturale. Nella più totale tradizione che accomuna questi i pittori, Spaik porta avanti un personale approccio visivo che lo vede impegnarsi nella realizzazione di grandi e particolari figure, più di tutto però, ed ancora una volta, ad impressionare è l’uso smodato di colori e simbolismi che prendono ampio spunto dalla cultura mestica, ritroviamo soprabiti, texture e filamenti propri degli abiti tradizionali, mischiati con figure che risultano da una improbabile fusione tra immagini carnevalesche, passando a quelle sacre ed a quelle di persone comuni. L’artista Messicano attraverso il proprio personale tratto studia quelle che sono le tradizioni ed il folklore di queste terre, lo analizza, lo fà proprio per poi buttarlo fuori attraverso intense composizioni pittoriche, il nero a contrasto con le tinte più calde, accese, la pelle si fà mulatta, scorgiamo copricapi ed il poncho ed infine le maschere che rappresentano un collegamento forte con la sacralità, con gli usi ed i costumi più tipici.
Spaik affonda quindi i suoi interventi raccogliendo un eredità culturale smodata, figlia dei fasti e dell’arte delle prime culture di queste zone che nonostante nel tempo si siano diluite, quasi scomparse, restino a distanza di secoli un bagaglio imprescindibile per affrontare e capire al meglio le produzioni di questo artista come quelle di altri.
Per la rassegna di Nicolaita Spaik elabora sulla grande parete a disposizione tre distinte figure, tre uomini diversi che possono essere letti in molteplici modi, al centro quello che sembra un agricoltore, con il suo collegamento alla terra, nella parte a sinistra una figura quasi onirica armata di mantello a simboleggiare la sacralità, nell’estremità opposta invece chiude l’opera un uomo comune che sembra quasi interrogarsi sulle proprie origini.
Abbiamo apprezzato particolarmente questa realizzazione bella carica di stile e vi diamo modo di scoprirne i dettagli attraverso una bella galleria di immagini, certi che anche voi ne carpirete la bellezza.

Pics by Jose Hernandez via BSA

Shida x Eno – A Series of New Pieces in New Zealand

17/10/2013

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Voliamo dall’altra parte del mondo per andare a dare una significativa occhiata agli ultimi lavori firmati dall’australiano Shida, che, in compagnia di Eno, torna a proporre tutto il suo unico immaginario finalmente sui grandi spazi.
Per questa nuova serie di interventi Shida si affida nuovamente ad una solida collaborazione con Eno, i due tornano così a distanza di parecchio tempo a dialogare sulla stessa parete riproponendo in parte le interessante combinazioni visive precedenti e mostrandoci al contempo gli sviluppi dei personali stili.
Shida prosegue nella sua ricerca a metà tra le forme organiche ed una rappresentazione quanto mai più astratta della figura umana, quasi ridotto all’osso, niente lineamenti, i corpi risultano non omogenei, gli arti si fanno più piccoli, affusolati ed al contempo appuntiti ed affilati come lame li vediamo slanciarsi sulla parete allungandosi ed intervenendo con profondità nella spazio. Una visione questa che ci colpisce per la forte istintività che i lavori offrono, le linee dirette che tagliano letteralmente le parti interne dei corpi fino a delinearne la forma ci offrono come dono un innata sensazione di movimento che coadiuvata ai colori ed alle passate di vernice con tonalità più accentuate ci regalano i bei risultati finali.
Sono proprio le figure tipiche Shida a dialogare con il surreale immaginario di Eno, l’artista qui piuttosto che concentrarsi unicamente su costruzioni, configurazioni architettoniche ed agglomerati urbani, ci mostra il risultato della sua ricerca, sembra infatti che l’interprete abbia unito i suoi canonici temi con un immaginario forte più vicino al surreale in un interessante rapporto tra realtà e fantasia che abbiamo con molto piacere accolto ed apprezzato. Dall’intersecarsi queste due differenti estrazioni Shida ed Eno danno vita a giganteschi lavori dove i personaggi tipici del primo, quasi sospesi od appoggiati sulla parete sembrano vengono letteralmente assorbiti dalla forte caratterizzazione del secondo, li vediamo emergere dallo spazio, dialogare con le forme, muoversi sulla superficie e lasciare il proprio segno.
In attesa di scoprire i nuovi spostamenti dei due artisti, vi lasciamo in compagnia delle immagini nella bella serie di scatti, dateci un occhiata e fateci sapere cosa ne pensate.

Pics by The Artist

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3ttman – New Mural at Relazioni Festival

17/10/2013

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Proseguiamo il nostro viaggio all’interno del bel Relazioni Festival di Rosarno, la rassegna ha chiuso le porta da un po’ di giorni e noi vi stiamo mostrando l’operato degli artisti presenti in questa ricca edizione, è il turno di 3ttman.
Siamo rimasti piacevolmente colpiti ed interessati dal lavoro di 3ttman, il grande artista sviluppa attraverso l’inserimento di grandi configurazione di colore le forme e le silhouette dei propri personaggi, l’uso intensivo di colore al servizio di una sequenza interminabile di personaggi sopra le righe rappresentano l’ inconfondibile e principale fulcro visivo. Le opere dell’interprete vengono sviluppata attraverso un imaginario proprio, il movimento dei character proposti viene alimentato dalle tonalità, mai casuale la scelta, gli intermezzi cromatici alimentano la sensazione non di grandi macchie ma piuttosto di una grande e multi sfaccettata creazione che cela al proprio interno una moltitudine di spunti. L’artista però oltre ad impegnarsi su grandi superficie, parallelamente porta avanti progetti di natura più minuti, piccoli elaborati e pitture realizzate attraverso un utilizzo non convenzionale del cemento, le opere prendono così una dimensione fisica e tangibile, abbracciando di fatto le tre dimensioni.
Proprio quest’ultimo filone viene abbracciato dall’artista per il suo intervento all’interno del Festival, 3ttman prende possesso di questa porzione di muro disegnando prima una vago bozzetto per poi andare ad inserire la colata di cemento che viene poi incisa con il disegno desiderato per poi infine essere colorata. Un lavoro decisamente minuzioso e dettagliato che rivela tutta capacità dell’artista, stimolate vedere poi come la figura prende l’aspetto di un vero e proprio arazzo, dove all’interno si scatenano i divertenti personaggi dell’interprete, animali surreali e uomini mostro che assomigliano al parto dell’immaginario di un bambino dove colore e forme imprecise regnano sovrani.
Più di altre volte è interessante vedere il processo produttivo di un opera così intensa, ecco perché vi lasciamo in compagnia di una bella serie di scatti con l’artista all’opere e con l’eccellente risultato finale, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Danilo Muratore

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Borondo – “Shame” New Mural in Athens

17/10/2013

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Dopo l’eccellente parete realizzata al MAAM di Roma (qui), sembra che Borondo (interview) non abbia affatto perso tempo, anzi l’artista si è spostato in Grecia dove ha da poco terminato un nuovo lavoro su vetro per le strade di Atene.
Abbiamo spesso lodato la capacità dell’artista di utilizzare differenti medium per i suoi lavori, Borondo non ferma la sua produzione unicamente su pareti o su tela, analizza lo spazio urbano e trova nei vetri, nelle cabine telefoniche, nelle superfici in plastica quello che è un ricco ed inesplorato habitat per le sue visioni. Pesanti e pungenti si fanno così largo i corpi dell’artista, rigorosamente nudi nella loro purezza visiva, frastagliati nelle incisioni dell’interprete che piuttosto che aggiungere decide di togliere fino a far affiorare di fatto l’immagine desiderata. L’idea stessa di lavorare su una superficie riflettente amplifica l’impatto di opere di questo tipo, dense di spunti, ci offrono l’opportunità di una immedesimazione inconscia, diventando di fatto noi stessi le persone raffigurate, un passaggio forte ed emblematico di una rappresentazione fisica, psicologica e visiva che da sempre accompagna le opere dell’artista. Il dialogo quindi che intercorre gli interventi di Borondo e lo spettatore a nostro avviso è la grande forza delle sue produzioni, l’impatto con i corpi, con gli istanti, i tormenti e le fragilità di una carne messa in bella mostra arrivano diretti all’osservatore, una scossa che riempie, forte e decisa fino ai nostri sentimenti più assopiti, e ci si ritrova da osservatori ad osservati.
Per questo suo ultimo pezzo Borondo prende ampio possesso di una grande serie di vetrate, l’interprete spagnolo con “Shame” tocca un nuovo tema, ancora una volta personale e sensibile. L’artista ci mostra la vergogna è lo fa con il consueto immaginario senza filtri, corpi nudi di avvicendano uno dopo l’altro, uomini e donne, il volto cancellato, irriconoscibile, i corpi nascosti dagli arti in un tentativo di distogliere lo sguardo che appare vano, inutile, è tutto qui, da vedere, da ammirare, da rimanere a bocca aperta, ancora una volta Borondo.

Thanks to The Artist for The Pics

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JAZ – New Mural at Los Muros Hablan Festival

17/10/2013

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Prosegue senza sosta la programmazione dell’eccellente Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, la rassegna continua a proporci un intensa serie di opere frutto del lavoro degli artisti tra i migliori del panorama internazionale, ultimo dei quali l’argentino JAZ.
Il grande Franco Fasoli per questo primo intervento ha a disposizione quella bella parete sulla quale ci mostra ancora una volta tutta la dirompenza e l’efficacia di uno stile, il suo tra quelli che maggiormente apprezziamo. JAZ nei suoi lavori tocca temi diverse, indaga attraverso il proprio immaginario su diversi aspetti della natura umana, lo fa attraverso il suo particolare ed intrinseco rapporto con le figure animali, nello specifico quelle dei grandi predatori, attraverso le quali sviscerare la personale visione dell’uomo,
attraverso i lottatori di wrestiling – sebbene questo filone si sia in parte affievolito nel tempo – oppure concentrandosi alcune volte su temi a carattere sociale e talvolta politico. L’individuo viene rappresentato dall’interprete attraverso una produzione fortemente emotiva, caratterizzata da continui mash-up, folli mescolanze di corpi in cui il lato più brutale delle belve va a fondersi con il corpo umano che va così ad assumere forme e silhouette raccapriccianti. È importante notare come l’artista faccia di fatto completamente sparire i volti, assorbiti dalle metamorfosi in atto nelle sue pitture, cosa piuttosto insolita in rappresentazioni di questo tipo, ma che nel caso delle sue produzioni non ne intacca affatto la matrice simbolica ed emotiva. Ad aumentare di fatti la forte enfasi fisica del lavoro vediamo l’interprete unire un tratto ed una scelta tecnica dei colori assolutamente particolare, lo studio sulle vernici non convenzionali come quelle asfaltiche, una propensione ad una pittura calda e viscerale, la cura del dettaglio con un particolare cura dei muscoli e sulle ombreggiature, segnano il passo alla grande caratterizzazione delle sue opere.
Per la bella kermesse portoricana JAZ presenta “Multiple Identidad”, l’ennesimo lavoro sopraffino in cui osserviamo la fusione di tre predatori nel corpo di uomo, un simbolo della mescolanza di identità psicologiche che si ripercuote sulla caratterizzazione stessa del corpo.

Pics by San

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El Gato Chimney – “Crossroads” New Show at Antonio Colombo Gallery

16/10/2013

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Aperta da poco “Crossroads” di El Gato Chimney all’interno della sempre attenta Antonio Colombo Gallery di Milano, lo show rappresenta anzitutto l’apertura della nuova stagione espositiva della galleria ma sopratutto segna un passo importante nella carriera dell’artista italiano.
Il particolare stile visivo che accompagna le opere di El Gato Chimney nasce dalla ricerca attuata dall’interprete in ambiti come quello antropologico e folkloristico, l’artista fonde queste due passioni sviscerando attraverso il proprio immaginario quello che è un mondo a se stante, un multi sfaccettata visione figlia dei tempi.
Il particolare approccio visivo di El Gato Chimeny ci ha seriamente impressionato, l’artista muove una quantità infinita di dettagli e lo fa rilasciando nello spazio quelli che sono i suoi caratteristici personaggi, in questa ultima fatica vediamo l’interprete amalgamare alla perfezione le sue canoniche suggestioni fiamminghe con temi differenti come la natura e l’uomo, i miti, le credenze e le superstizioni, così come anche la religione, una densità di argomenti che viene sviscerata attraverso figure oniriche al limite del mistico, in perfetta sincronia con animali grandi e piccoli. Vediamo questi particolari personaggi con dei cappucci, armati di strumenti musicali, vesti sacre, altari e sopratutto maschere che rappresentano forse al meglio tutto il particolare stile visivo che accompagna l’operato di El Gato Chimney, traspare infine un forte senso di celebrazione delle vita in un rapporto con la morte, tra cieli che si sdoppiano ed ombre oscure, si ha la forte sensazione di attraversare letteralmente un mondo sospeso tra la quello terreno delle vita e quello oscuro, cupo e freddo dell’avvicinarsi alla morte.
L’allestimento delle mostra è costituito da una serie di dipinti su tela oltre che disegni su carta ed una interessante installazione site-specific, due maschere realizzate dall’interprete attraverso il riutilizzo di found objects e tessuti vari.
Ricordiamo che rimarrà in piedi fino al 9 Novembre perciò se vi trovate in zona vi consigliamo di andare a darci un occhiata di persona, come sempre nel frattempo vi lasciamo con un ricco recap fotografico con alcuni scatti dell’allestimento e del vernissage, enjoy it.

Antonio Colombo Gallery
Via Solferino 44
20121 Milano

Thanks to The Artist for The Pics

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Basik – New Mural at CISIM in Lido Adriano

16/10/2013

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Come annunciato Basik è tra gli ospiti presenti a “SURFACE”, il bel group show in cui sono esposti i lavori di una bella fetta della nostra scena con gli artisti che si sono cimentati nella realizzazione di una serie di tavole da skate.
La mostra è stata così l’occasione per vedere nuovamente all’opera uno degli artisti tra i più interessanti tra quelli presenti nell’allestimento finale, Basik ha avuto l’opportunità di realizzare una bella parete su una delle superfici esterne del CISIM di Lido Adriano.
Il grande artista italiano porta in dote tutto il personalissimo immaginario, perennemente diviso nelle sue produzioni tra la rappresentazione delle sue canoniche figure nere dotate di maschere colorate e spesso più arti e lo studio delle mani e del loro movimento in coordinazione con i volti ed i tratti somatici dell’uomo, l’interprete sceglie di affidare nuovamente la propria dialettica visiva all’utilizzo di una terminata scala di colori, il nero ed il bianco ai quali si unisce l’energia del colore oro. La figura scelta per quest’ultima magia è quella di una delle classiche mani che ne hanno distinto il lavoro, Basik qui sceglie però di unire i propri temi ad una componente fortemente naturale immettendo nel lavoro una serie di radici e le forme di una piccola pianta che letteralmente attraversano il palmo fino a spuntare fuori dallo stesso. Gli spunti risultano così veramente notevoli e tutti concentrati in unica realizzazione, importante a nostro avviso l’intenzione dell’artista di rappresentare una sorta di ciclo vitale che parte dalle radici della terra, passa per le mani dell’uomo e fiorisce con l’uomo stesso che ne sorregge la crescita, oppure più semplicemente un simbolo della vita stessa, nella sua espressione più vera, amplificata qui dalla scelta cromatica nonché dallo stile vicino al mistico ed all’onirico rappresentativo delle opere dell’interprete, spendido.
Ricordiamo che lo show è tutt’ora in mostra e per chi si trovasse nei paraggi consigliamo di andare a darci un occhiata, diversamente ora vi lasciamo in compagnia della bella sequenza di scatti con l’artista al lavoro, voi dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto vi mostreremo tutte le immagini dello show e del suo allestimento, stay tuned!

Thanks to Marco Miccoli for The Pics

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Gio Pistone – A Series of Murals in Rome

16/10/2013

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La figura dei mostri rappresenta senza troppi giri di parole la base stessa del lavoro di Gio Pistone, l’artista attraverso il proprio immaginario investe le pareti ed i differenti medium con un ondata di colore che muta, si trasforma ed assume le sembianza di queste strane creature. Partendo da questi l’artista sviluppa un vero e proprio universo parallelo attraverso il quale muoversi e destreggiare tra temi ed argomenti differenti. Così strani ed inusuali eppure dannatamente veri e dotati di sentimenti, li vediamo fuggire, correre ed inseguirsi, piangere, e fare smorfie, sentimenti ed azioni umane che si rispecchiano nella profondità dei loro sguardi, peculiarità infatti dei lavori dell’artista è l’uso intensivo si di colore ma anche degli occhi che rappresentano insieme alla figure stesse il fulcro nevralgico di tutte le sue produzioni.
Osservando il lavoro di Gio Pistone si ha l’impressione che questi esseri rappresentino un mondo a se stante, un evasione totale dai problemi e dalle angosce della vita, un universo dover rifugiarsi seguirne i colori e le sfrenate corse, rapiti dalla giocosità intrinseca degli sguardi e dall’ammiccare degli occhi, scavando più affondo emerge però una chiave di lettura diversa più profonda. Gio Pistone eleva il proprio lavoro come un simbolo, una vera e propria visione esterna delle mostruosità dell’uomo, le figure disegnate non appaiono più così diverse da chi ci si imbatte, rappresentano unicamente lo stadio successivo, la vera e propria trasformazione dell’io interiore che prende il sopravvento sul corpo e su tutti i connotati fisici. L’artista passa così oltre, non fossilizzando la propria attenzione sulle piaghe ma piuttosto mostrandoci il passaggio successivo, i mostri così assomigliano ad una rinascita intesa e colorata più che ad una condizione temporanea.
Vi diamo qui modo di vedere da vicino l’ultima incursione Romana dell’artista con una serie di lavori realizzate per le strade della capitale per il Festival M.U.Ro, all’interno del MAAM del Metropoliz, per il Centro Sociale SNIA, insomma una bella infornata di lavori per mostrarvi al meglio tutto il talento dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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RUN x Pablo Delgado – New Mural in London

16/10/2013

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A distanza di parecchio tempo torniamo a mostrarvi i lavori di RUN, il grande artista italiano da anni ormai a Londra proseguo il suo personale percorso visivo incontrando questa volta il particolare immaginario di Pablo Delgado con cui ha da poco terminato una nuova parete nella capitale inglese.
Ambedue ormai famosissimi per le strade Londinesi grazie ai rispettivi e facilmente riconoscibili stili, RUN grazie ad i suoi caratteristici volti e corpi alimentati da un immaginario unico che vediamo qui incontrare l’astuzia visiva e la sensibilità agli spazi di Pablo Delgado, le sue situazioni surreali vissute dai caratteristici personaggi vengono qui miscelate attraverso un lavoro dalla forte connotazione tridimensionale.
L’opera offre infatti alla facciata un effetto di profondità incredibile, nello stesso i due artisti inseriscono il personale immaginario, inondando letteralmente lo spazio attraverso dettagli e divertenti espedienti visivi, si ha come l’impressione di vedere la sezione di una vera e propria casa, con tanto di ingresso per la sala, dove emergono scaffalature varie ricche di volti ed oggetti, attrezzi dal lavoro di vario tipo, ed ancora ed ancora, fino ad arrivare ai canonici telefoni che stanno un po’ distinguendo il lavoro di RUN negli ultimi tempi. C’è veramente tantissimo da osservare e da ammirare nel dettaglio, un lavoro di grande minuziosità che ci porta ad scrutare in tutti i meandri l’opera al fine di scoprirne nuovi segreti e che proprio per la sua grande ricchezza ci regala un serie incredibile di spunti su cui ragionare.
Prima di lasciarvi alle immagini in calce con tutti i dettagli di quest’ultima opera firmata da RUN e Pablo Delgado, vi lasciamo con un ultimo interrogativo, chi saranno mai le figure che spuntano fuori e vi stanno osservando da dietro la parete, le avete scovate?

Pics by The Artist

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Faith47 – New Murals for Los Muros Hablan Festival

16/10/2013

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Continuiamo a mostrarvi i lavori fin qui portati a termine per questa nuova edizione dello splendido Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, la rassegna di San Juan ci offre l’opportunità di vedere una Faith47 in grandissimo spolvero grazie all’esecuzione di due differenti lavori dall’eccellente risultato finale.
Tra le opere che ci hanno fin qui maggiormente impressionato troviamo i due splendidi interventi realizzati da Faith47, l’artista Sud Africana attraverso il proprio tratto delicato ed al contempo dal forte impatto emotivo riesce perfettamente ad intersecare l’atmosfera dei luoghi di lavori con le opere stesse che risultano così dotate qui di maggiore furore visivo, lo stile che accompagna le produzioni dell’artista emerge qui tutta la sua efficacia, le pennellate intrise di colori chiari, la forte sensibilità del tratto al servizio di un immaginario dal forte significato onirico.
La scelta di avvicinare i propri dipinti a ciò che li circonda, a parer nostro, risulta totalmente vincente, le particolarità del tratto sognante che da sempre accompagnano le creazioni dell’interprete, i dettagli pittorici con le delicate pennellate che danno vita ai corpi delle creature e delle donne tipiche del suo immaginario, la grande forza emotiva con i corpi che letteralmente emergono dalla superficie come risvegliati da un torpore primordiale, vengono qui portati al limite in una centrifuga di candide ed impattanti emozioni visive. Faith47 utilizza il panorama circostante per dare uno scenario ben preciso a questi due nuovi interventi, la sensazione sia in “Marauders” che in “Onirico” l’artista affonda i due dipinti nella particolare conformazione della parete, specialmente nella prima realizzazione, e soprattutto nel panorama visivo che circonda la parete. Il pezzo che ha maggiormente stimolato le nostre corde più sensibili è il secondo realizzato a La Perla su questo vecchio edificio fatiscente proprio di fronte al mare, si ha l’impressione che la figura sia come uno spettro di una vita che fu, il colore è maggiormente intenso, quasi abbagliante, il bianco candido ne delinea i lineamenti, un sogno spezzato raccolto qui ed imprigionato per sempre su una piccola porzione di muro, splendido.

Thanks to The Artist for The Pics

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Agostino Iacurci – New Mural in Rome (Progress)

16/10/2013

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Agostino Iacurci è al lavoro su una nuova parete delle sue, siamo a Roma dove il grande artista si sta impegnando proprio in questi giorni in un pezzo che lo vede occupare una delle grandi facciate del ITI. Lattanzio in Via Teano angolo con Via Aquilonia.
Come anticipazione della mostra personale che terrà a Febbraio 2014 presso la Wunderkammern Gallery di Roma, Agostino Iacurci ha avuto così modo di realizzare questa grande facciata che si prospetta già bella carica di stile. Dagli scatti dei lavori in corsi abbiamo innanzitutto la sensazione che l’interprete abbia a che fare nuovamente uno spazio esagerato, una parete questa che ricorda i grandi blocchi di cemento tipici dell’Europa dell’Est e che con grande piacere scopriamo essere di un Istituto scolastico.
Agostino ancora una volta inserisce nello spazio un nuova serie di figure umane, vedendole emergere dalla superficie, scopriamo immediatamente l’intenzione dell’artista di cambiare ancora una volta tonalità, allontanandosi di fatto dal filone rosso e nero che ne aveva caratterizzato le produzioni nelle sue ultime incursioni in strada, sembra che qui che l’interprete abbia voluto concentrarsi piuttosto su un nuovo accostamento con il nero, un bel celeste vivo che ci ha seriamente colpito e di cui siamo curiosi di vedere l’applicazione nel risultato finale.
In attesa di mostrarvi le immagini del lavoro completato vi lasciamo in compagnia di alcuni scatti durante le fasi di realizzazione, dateci un occhiata e restate sintonizzati per una approfondita analisi di quest’ultima meraviglia del noto artista italiano.

Thanks to Wunderkammern Gallery for The Pics
Pics by The Gallery and Giorgio Coen Cagli

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JR – “ACTIONS” New Exhibition at Lazarides Rathbone Gallery

15/10/2013

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Dopo avervi mostrato le immagini di lavori realizzati in strada per il suo INSIDE/OUT Project, come annunciato vi diamo l’opportunità di vedere da vicino le opere proposte dal grande JR per “ACTIONS”. L’artista fà il suo grande ritorno torna a Londra dopo ben cinque anni per presentare un intenso show all’interno degli spazi della prestigiosa Lazarides Rathbone Gallery, l’esibizione aperta lo scorso 11 di Ottobre resterà in allestimento fino al 14 Novembre.
Con “ACTIONS” JR occupa pienamente ambedue i piani della nota galleria londinese, l’idea della mostra è quella di offrire un ricca panoramica sugli interventi realizzati dall’interprete durante i suoi viaggi con un focus particolare sui lavori portati a termine in quel di Berlino la scorsa primavera (qui), il suo viaggio in Corea del Nord e sopratutto una serie di intense immagini scattate lo scorso anno che ci mostrano lo stato dei pezzi elaborati durante gli anni a cavallo tra il 2004 ed il 2006 con un enfasi particolare su quelli del ghetto di Parigi, lo spettatore si troverà quindi a confrontarsi con un bel numero di fotografie monocromatiche montate su diverse superfici in legno tipiche del lavoro del francese.
A nostro avviso lo show è tra i più interessanti fin ora messi in piedi da JR, ci offre infatti l’opportunità non solo di vedere con l’occhio dello stesso artista i suoi stessi interventi ma sopratutto ci dà la possibilità di osservare l’aspetto temporale delle sue opere, in particolare a colpire la nostra attenzione è il filone Parigino con le immagini del ghetto ʻLes Bosquetsʼ con edifici distrutti e le foto in parte squarciate che ci mostrano tutto il degrado, la rabbia e le condizioni di vita di questi giovani ragazzi.
Un esibizione ricca di aspetti sociali ed emotivi che siamo qui a consigliarvi di andare a vedere personalmente nel caso vi trovaste a Londra, diversamente come sempre ad attendervi una ricca galleria di immagini con un bel video recap della serata d’apertura come ciliegina sulla torta, enjoy it.

Lazarides Gallery welcomes French artist JR back to London with a two-part exhibition, ACTIONS. For the London, JR
will partner with Lazarides for a large-scale exhibition filling two floors of their flagship gallery on Rathbone Place as well as an outdoor public installation on multiple sites across the nationʼs capital.
On display will be a mix of colour prints as well as his signature wood mounted monochromatic paper pieces telling the story of JRʼs global initiative to employ art as a tool for global communication and understanding. Works within the gallery will highlight various actions JR has accomplished around the globe and will include images from Wrinkles of the City Project in Berlin (spring 2013), his journey to North Korea and new images recreated in 2012 from the 2004-06 project, Portrait of a Generation set in the ʻLes Bosquetsʼ ghetto of Paris. The buildings that featured the original images have since been destroyed so this new series sees the faces looking at each other across an abyss of time and degradation, a mise en abime that speaks to the heart of Parisʼ recent history.

Lazarides Rathbone
11 Rathbone Place
London, W1T 1HR

Pics by Butterfly

Ekta x Ollio – New Mural at Sturehof, Stockholm

15/10/2013

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Continua con vivo interesse la collaborazione tra Ekta ed Ollio, in due artisti uniscono nuovamente gli sforzi per un nuovo lavoro, questa volta indoor, all’interno del sempre molto attivo ristorante Sturehof a Stoccolma in Svezia, location insolita vero che però garantisce al duo l’opportunità di esibirsi nuovamente insieme dopo le splendide produzioni degli scorsi anni.
I due interpreti hanno dimostrato di saper collidere alla perfezione i personali e differenti tratti riuscendo ad elaborare insieme opere decisamente interessanti, una miscela la loro che funziona quindi efficacemente unendo alla perfezione le creazioni e le intricati follie visive di Ollio con le configurazioni e le forme in equilibrio tipiche dei lavori di Ekta. Il rapporto tra i due differenti ed allo stesso tempo vicini approcci avviene attraverso degli incontri scontri in cui le forme di ciascun artista vanno ad intersecare il cammino dell’altra, oppure semplicemente nella formazione di figure con all’interno gli elementi tipici dei due, tutto ciò ci restituisce la sensazione di un forte movimento che accompagna ogni singola elaborazione. Andando però nel dettaglio emerge la personale mano di ogni interprete, Ollio risulta maggiormente legato alle viscere delle sue stesse configurazioni realizzando al loro interno un intricatissima serie di minuscoli dettagli aggrovigliati su loro stessi con una forte componente industriale ed in generale astratta, tutti da decifrare e da ricercare, dal canto suo Ekta risponde portando maggiormente al limite il processo di astrattismo, come naturale evoluzione del proprio stile, focalizzando il proprio lavoro su una serie di forme che avviluppano letteralmente lo spazio e vengono sviscerate attraverso il consueto gioco degli equilibri fisici, intersecazione di linee, tra contrasti e collisioni di sorta, rilasciando sulla superficie una forte sensazione di moto perpetuo, come se fossero schegge impazzite.
Vi lasciamo in compagnia di alcuni scatti in modo da darvi l’opportunità di approfondire questo nuovo capitolo della collaborazione certi che ce ne saranno di nuovi molto presto, enjoy it.

Pics by The Artist

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Mesa – New Mural in Passignano sul Trasimeno

15/10/2013

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Dopo l’esuberante parete Parigina, Mesa torna a Passignano sul Trasimeno dove ha da poco portato a termine un’altra delle sue belle pitture ancora una volta all’interno di un vecchio edificio abbandonato. Non sappiamo in effetti cosa accomuni la cittadina umbra con l’artista spagnolo, certo è che la location spinge l’interprete all’interno dei luoghi a lui più cari, gli edifici e gli spazi abbandonati dove poter esprimere al meglio tutto il personale estro creativo. Sono proprio le location a fomentare maggiormente l’impatto delle sue produzioni, il tratto come sempre realistico e vivo, la pittura spenta arricchita dalle insistenti passate di colore, dai giochi di tonalità e di luci ed ombre come si ci trovassimo di fronte ad una grande tela. Ad aumentare l’impatto dei lavori, Mesa sceglie tematiche fortemente introspettive affrontando nelle proprie produzioni una riproduzione al limite del fotografico di volti e di persone passando per una pittura di istanti di vita, azioni che si riflettono in vere e proprie istantanee raccolte e sviscerate dall’interprete attraverso il proprio personale stile cupo.
Nella sua ultima creazione Mesa decide di mettere l’accento sulle mani, l’artista in verità ha sempre avuto un rapporto piuttosto profondo sia con le espressività dei tratti del viso sia con quelle appunto degli arti che fanno spesso capolino nei suoi lavori spesso e volentieri. Anziché concentrarsi sul volto in quest’ultimo lavoro l’artista sceglie di focalizzare la propria visione sull’espressività della mano, Mesa realizza due differenti istanti di un azione ben precisa, una mano che raccoglie un oggetto, un attimo semplice, naturale delicato ma al contempo energico che l’interprete sceglie di rappresentare in tutta la sua armonia.

Pics by The Artist

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Slinkachu – “Why is it so hard to find a job?” A New Series

15/10/2013

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A distanza di davvero parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Slinkachu e del suo Little People Project, l’interprete dopo mesi di silenzio torna al lavoro portando avanti le tematiche del proprio operato e mostrandoci gli sviluppi dello stesso attraverso una nuova mini series.
Grazie alla sua personale visione Slinkachu realizza delle minuscole installazioni di piccolI uomini alle prese con la vita di tutti i giorni, la peculiarità di questi lavori è l’interessante ed unica scelta dell’artista di far interagire con il paesaggio, gli anfratti, le pozzanghere, le cartacce, insomma con qualsiasi componente della strada i suoi stessi character. L’effetto finale è quello di un mondo nel mondo, sfaccettato, divertente ed irriverente, l’operato dell’artista è un piccolo specchio della nostra vita ed in generale della società moderna.
Slinkachu torna al lavoro mostrandoci gli ultimi sviluppi profondamente connessi con la situazione economica e sociale che sta investendo questo particolare arco temporale, con “Why is it so hard to find a job?” l’interprete sembra infatti voler far rispecchiare la difficile situazioni di molte persone, la difficoltà nel trovare un impiego e con esso vivere dignitosamente con il piccolo mondo da lui creato. Il disagio e la sofferenza arrivano fino all’interno del minuscolo mondo travolgendo di fatto le piccole creazioni che restituiscono in questo modo un forte senso di amarezza nel loro arrangiarsi e nel loro invenare un lavoro. L’intelligenza di Slinkachu però è quella di miscelare sapientemente un argomento così caldo e difficile con la consueta vena di divertimento che da sempre ne caratterizza le produzioni, ecco quindi che troviamo si tematiche impegnate ma al servizio di situazioni folli e grottesche che strappano comunque il sorriso in un momento questo in cui davvero se ne sente il bisogno.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto alle immagini che trovate nella corposissima galleria dopo il salto, dateci un occhiata siamo certi apprezzerete tutto l’estro creativo dell’artista.

Pics by The Artist

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INTI – New Mural at Los Muros Hablan Festival

15/10/2013

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Continuiamo a mostrarvi con vivo interesse gli sviluppi di una delle rassegne più belle a livello internazionale, Los Muros Hablan di Porto Rico dopo la bella esperienza Newyorkese di qualche settimana fa, torna nella sua San Juan dove abbiamo modo di scoprire questo primo intervento firmato da INTI.
Abbiamo spesso apprezzato l’estro ed il particolare tratto attraverso i quali INTI evolve le sue personali opere, senza contare la spiccata propensione dell’interprete a lavorare su grandissime superfici in cui l’artista Cileno nella propria pittura inserisce una quantità smodata di dettagli atti ad incrementare l’impatto finale del lavoro, ma non solo. Analizzando gli elaborati nel dettaglio si scoprono le sottili venature critiche che accompagnano le produzione dell’interprete, immagini, simboli e rimandi a temi caldi del luogo dove l’artista elabora la sua personale visione, accompagnano chi osserva all’interno di temi e prese di posizione forti e risolute attraverso le quali INTI vuole esprimere concetti forti, spesso a carattere sociale, politico e culturale, storie queste che da una analisi superficiale non emergono in tutta la loro importanza relegando così l’opera ad un mero ‘bel’ dipinto di fatto mozzato della sua importanza. Ancora più rilevante è l’interesse dell’artista nel preservare la cultura e le tradizioni del Sudamerica ed in particolare quelle del suo stesso Cile, non è insolito quindi che i suoi stessi personaggi abbiano negli accessori, nei nei vestiti e nelle texture proposte una serie di motivi fortemente ispirati a questi temi.
Per la bella rassegna portoricana INTI dà vita a “La Virgen De La Discordia”, il lavoro si fa notare per l’utilizzo di una vergine non canonica, armata di pistola e soprattutto di un grande velo dal quale è impossibile non notare la bandiera a stelle e strisce. Importanti infatti ricordare come nonostante l’isola si trovi a diversi kilometri dal territorio Americano faccia parte di fatto degli States regolamentando il proprio rapporto con una speciale costituzione propria, questione questa che da sempre divide e spacca in due la popolazione dell’isola tra favorevoli ad una completa annessione e quelli contrari e propensi ad un indipendenza maggiore.

Pics by San

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2501 – A Series of New Pieces in Brasil

15/10/2013

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Come detto 2501 si trova a San Paolo in Brasile per quella che sta diventando una piacevole consuetudine, l’artista torna così in Sudamerica dopo la parentesi dell’anno scorso, in attesa di mostrarvi le immagini Branco e Preto con un approfondito recap, diamo un occhiata alle produzioni firmate dal grande interprete italiano durante questo suo ultimo soggiorno nella bella città Brasiliana.
La serie di interventi si focalizza ovviamente sulla personale visione tematica che sorregge con efficacia l’operato dell’artista, presenti quindi le consuete e delicate linee nere su fondo bianco che accompagnano lo spettatore negli intervalli dorati e che ci catapultano nuovamente all’interno dell’immaginario tipico di 2501. Una componente fondamentale del lavoro fin qui portato avanti dall’artista, aldilà dell’apprezzato e personale stile grafico, è la profonda intenzione di proiettare il proprio immaginario non sono attraverso figure e pitture rappresentative, ma piuttosto si evince l’interno di inserirle all’interno di temi fortemente onirici ed a tratti anche mistici, le forme espresse attraverso una matrice triplice combinata da un binomio di tonalità, con l’inserimento di un terzo colore a supporto, aumentano l’impatto delle configurazioni che prendono vita su superfici e sui differenti medium, richiamano una sensazione di profonda armonia, quasi una pace dei sensi, un attimo di riflessione, l’intangibile che prende vita e ci trasporta all’interno di un viaggio interiore.
Per questa sua nuova avventura paulista 2501 si dedica ad una serie di interventi in proprio per poi passare alle eccellenti collaborazione con i due brasiliani Herbert Baglione ed il suo progetto 1000 Shadows, e Marina Zumi, coniugando e condividendo insieme ai due artisti le personali visioni cromatiche e visive.

Thanks to The Artist for The Pics

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Draw a Line – Art in a Youth Prison in Rockenberg

14/10/2013

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Nei giorni scorsi vi abbiamo mostrato le immagini dello splendido lavoro elaborato da SatOne all’interno del carcere di Rockenberg in Germania (qui), il progetto ci ha visti decisamente interessati e visti anche i grandi nomi a prestare il proprio talento, abbiamo deciso di offrirvi una panoramica completa sull’evento.
Il team di Draw a Line si è occupato di curare quello che ha nostro avviso è uno dei progetti più interessanti visti durante quest’anno e non solo, l’idea vede una serie di artisti elaborare all’interno delle mura una sfilza di lavori personali, lo scopo finale è quello di una riflessione, un link tra la vita all’interno del carcere e quella all’esterno tentando creando un dialogo piuttosto che un allontanamento reciproco. Gli artisti invitati, Roid, Horfèe, Ken Sortais, Score, Fence e SatOne, hanno avuto così l’opportunità di lavorare indisturbati ad una serie di interventi che prendono ampissimo spunto dall’ambiente carcerario, dall’architettura del luogo e dalle stesse persone che vivono all’interno dello stesso.
I nomi altisonanti non potevano che regalarci una concreta sequenza di opere magistrali, ma piuttosto che mettere l’accento sull’operato degli artisti vogliamo piuttosto concentrarci sull’esperienza in se. Le opere infatti sono state dipinte direttamente accanto alle finestre del carcere, fatto questo che ha causato una serie di preoccupazione per i ponteggi così alti, da parte delle guardie, ed una serie di irriverenti e grezzi commenti da parte degli stessi carcerati. Proseguendo però nei lavori l’effettivo valore del progetto emerge con tutta la sua forza ed intelligenza, il dialogo stretto, le conversazioni tra detenuti ed artisti, le storie di vita e l’esperienze personali dei carcerati si fondono a quelli delle guardie e degli interpreti stessi, travalicando quindi i rispettivi ruoli imposti, fino a ritrovarsi uomini in una sana ed armoniosa chiacchierata tra uomini, niente di più semplice, un istante in cui le mura alte e soffocanti del posto magicamente vengono abbattute a colpi di bomboletta e pennello.

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James Kalinda – “Disma e Gesta” New Mural in Parma

14/10/2013

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Torniamo con piacere a mostrarvi il lavoro di James Kalinda, l’artista italiano ha da poco infatti terminato una nuovo opera della sue all’interno di una vecchia chiesa sconsacrata sede del Circolo Culturale Zerbini di Parma.
Ancora una volta rimaniamo seriamente colpiti dall’approccio visivo dell’artista, James Kalinda prosegue il suo percorso di studio e di ricerca visiva portando a compimento una nuova sinistra opera, l’artista esplora le piaghe dell’animo umano, i suoi mostri sono il frutto di un analisi severa a tratti agghiacciante della mente dell’uomo, sono il cedere alle paure, all’oblio, lasciarsi andare al terrore ed alla violenza. Lo spaccato mentale e visivo che si evince dalle opere di Kalinda è una estrapolazione dei nostri demoni personali, una riproduzione sensibile, i colori violacei invadono lo spazio, formano i corpi raggrinziti e molli, i volti scuri, grovigli di carne posti in un confronto faccia a faccia con chi ci si ritrova di fronte, un piccolo viaggio all’interno del nostro subconscio, sconvolgente e dall’impatto certo. L’arma in più a nostro avviso è proprio questa, l’interprete mette in atto un confronto con noi stessi, ci spinge ad una riflessione sulla nostra vita e sulle nostre azioni, un disagio con il quale siamo costretti a convivere e che l’artista esplora e riflette ampiamente sui muri a disposizione, lo fà con irruenza, forza e sopratutto senza alcun filtro di sorta, l’urto si fà così ancora più efficace consegnandoci opere dense di dettagli e sopratutto ricche dal punto di vista visivo di spunti e temi personali.
Le particolari tematiche che accompagnano le produzioni firmate James Kalinda tornano in questa nuova opera con nuova intensità, l’interprete concentra i propri sforzi in un lavoro questo che rappresenta la giusta continuazione di quanto messo in mostra fin ad ora. “Disma e Gesta” nome del pezzo nonché quello dei due ladroni crocifissi insieme al Cristo, si allontana dal confronto personale per abbracciare e fondere le tematiche religiose dello stesso luogo attraverso le visioni violente e mostruose tipiche dell’immaginario dell’artista, un pezzo questo atto ad aumentare la particolare atmosfera del luogo che siamo sicuri non mancherete di apprezzare, sinistro.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Albert Chii

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C215 – New Pieces for “La Tour Paris 13” Project

14/10/2013

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Tra le meraviglie de “La Tour Paris 13” di cui vi abbiamo mostrano l’interno piano italiano (qui), non poteva mancare un intera stanza completamente realizzata da uno dei più grandi interpreti francesi C215.
Abbiamo spesso parlato della grande duttilità che contraddistingue il lavoro di C215, l’artista francese divide il proprio operato tra incursioni di piccole dimensione, i classici stencil con cui l’interprete intraprende i personali viaggi in giro per il globo, e le maestose e grandi pareti che ne stanno caratterizzando il lavoro in quest’ultimo anno specialmente, l’occasione quindi di vederlo all’opera all’interno di uno spazio così inusuale non poteva che stuzzicare il nostro interesse.
Passo indietro, il progetto vede un numero spropositato di artisti operare all’esterno ed all’interno di un vecchio edificio prossimo alla demolizione nel cuore di Parigi, un grande opera viva e mutevole che proprio per la sua peculiare esistenza temporanea rappresenta un esperimento di coinvolgimento emotivo e visivo assolutamente unico nel suo genere.
C215 per la sua stanza decide di portare avanti il personale rapporto con i gatti che da sempre ne distingue le produzioni, niente volti di uomini e persone comuni ma piuttosto un grande omaggio al felino per antonomasia. L’interprete decide di realizzare diversi gatti dove la grande abilità di lavorare su multi livelli di stencil restituisce ancora una volta una fortissima sensazione di realisticità nelle opere elaborate. A concludere l’esperienza infine una bella installazione realizzata direttamente sul pavimento della stanza attraverso la quale l’artista ricava la personale e canonica firma per tutto il suo intervento.
Potete apprezzare tutti gli interventi per il progetto attraverso le immagini in galleria, ma restate sintonizzati presto nuovi aggiornamenti, e ricordiamo che se vi trovate a Parigi c’è tempo fino a fine mese per andare a dare un occhiata di persona al bel progetto.

Pics by The Artist

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Conor Harrington – New Mural for Los Muros Hablan Festival

14/10/2013

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Continuiamo a seguire con vivo interesse la programmazione dell’eccellente Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, la rassegna entrata nel vivo in questi giorni vede tra i grandi artisti partecipanti Conor Harrington che ha da poco terminato di dipingere la sua prima parete per il Festival.
Dal titolo “San Juan Fight Club” il lavoro porta con sè tutto il caratteristico stile che da sempre distingue le produzione dell’interprete irlandese che ancora una volta insiste nella sua alternanza tra un uso di colori ed una più avvincente scala cromatica in bianco e nero. Ancora una volta Conor Harrington sviscera nella spazio a disposizione tutta la sua particolare visione, l’artista prende ampia ispirazione dai secoli precedenti mostrandoci l’ennesima battaglia tra gentiluomini.
Le tematiche espressa da Harrington ci mostrando attraverso una pittura che si dimostra sia istintiva che ricercata, scene di lotta e combattimenti, aldilà dei soggetti espressi a colpire come sempre è la spiccata sensibilità visiva che emerge dai lavori.
Conor Harrington dipinge attraverso un tratto fortemente evocativo, il movimento degli arti, le stoccate ed i colpi inferti, gli sguardi di rabbia e violenza che accompagnano i colpi, vengono catapultati dall’interprete attraverso una forte sensazione di movimento accentuata grazie alle manate di pennello ed alle colate di vernice che arricchiscono i dettagli dell’opera. L’abilità riproduttiva è fuori questione, a colpire ulteriormente semmai è la sensazione di trovarci di fronte ad un ipotetica finestra nel passato, i corpi vacui quasi appannati eppure dannatamente reali fanno capolino sulle pareti regalandoci un forte impressione di maestosità e potenza.
Per il Festival l’interprete sceglie una nuova scena dove vediamo un uomo infliggere ad un altro disteso per terra il colpo finale, un pugno ben assestato sotto la mandibola di cui potete apprezzare la qualità ed il personale stile dell’artista attraverso la bella serie di scatti in galleria, siamo sicuri che apprezzerete.

Pics by San

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Gaia – New Mural in Kingston, New York

14/10/2013

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A distanza di parecchio tempo torniamo con molto piacere ad approfondire il lavoro di Gaia, il grande artista statunitense ha da poco terminato un nuovo lavoro a Kingston, New York City in occasione dell’O+ Festival.
Quello che ci ha sempre colpito ed impressionato nei lavori di Gaia è la grande sensibilità che l’artista dimostra in ogni sua nuova opera, l’interprete non sembra interessato a coprire le pareti semplicemente con un dipinto ma piuttosto si rivela un artista impegnato sviscerando tematiche ed approfondendo temi dal valore storico, sociale ed alcune volte politico, dimostrandosi quindi concretamente interessato alla vicissitudini dei luoghi dove dipinge. Il lavoro così si evolve anzitutto in modo naturale presentando simboli e rimandi dall’intuibile significato, sia per la gente del posto sia per chi osserva e segue le sue produzioni, il tratto è al servizio della grande capacità riproduttiva dell’artista che non manca di assegnare alle sue pareti immagini evocative, paesaggi e scenari, uniti tra loro, posti su differenti livelli che nel loro insieme danno vita alle sue incredibili realizzazioni. Presenti sempre nell’opera dell’artista sono statue ed immagini che richiamano il mondo classico e mitologico, rappresentazioni significative di volti, corpi e monumenti atti a richiamare l’attenzione e rendere d’impatto il lavoro, ad accompagnare questi troviamo una spiccata dose paesaggistica attraverso la quale l’artista dà vita al contesto visivo inserendo infine i dettagli per chiudere il cerchio sul tema scelto e sul dipinto stesso.
Come possiamo vedere da quest’ultima realizzazione Gaia per la rassegna newyorkese realizza uno dei suoi classici pezzi, la figura di Artemide, la dea greca della caccia e della fertilità, dipinta nelle sembianze di una gigantesca statua di marmo, emerge letteralmente da una voragine di terra che ha le sembianze di una cava esaurita. L’immagine richiama l’economia principale della città di New York nei suoi primi anni, l’estrazione del marmo, la pietra blu, cemento ed altri elementi estratti dalla terra che hanno dato impulso alla sviluppo delle grande mela. La stessa statua, che vediamo ergersi davanti alla silhouette della grande metropoli americana, è costituita dalla stesso marmo e sta proprio nella sua forma a rappresentare un emersione del passato che ha contribuito a costruire letteralmente la città grazie agli scavi nella valle ricca di risorse.

Pics by Andy Milford

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Banksy – “Better Out Than In” New Pieces in New York Part 3

14/10/2013

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Ormai lo avrete capito, il lunedi apriamo la nostra programmazione mostrandovi un resoconto di quello che Banksy ha combinato nella settimana precedente, preferiamo così visto che piuttosto che lanciarci una critica affrettata abbiamo il tempo di riflettere sull’operato del famoso artista, darci uno sguardo decisamene più approfondito e con esso sviscerare le nostre impressioni e pareri personali. Per questo mese di ottobre Banksy è la vera notizia, c’è poco da dire, la nomea che accompagna l’artista ed il grande furore mediatico ad ogni sua opera è stato elevato alla massima potenza dopo l’annuncio dell’ultimo progetto.
“Better Out Than In” rappresenta nella visione dell’interprete un escamotage per liberarsi e scrollarsi di dosso in un attimo l’ingombrante presenza delle gallerie offrendo piuttosto una grande esibizione in strada. Un progetto atipico che proprio per questo mira anzitutto a far riflettere sul ruolo delle gallerie in un ambiente come la street art che sta sempre più diventando interessante e di conseguenza redditizio per le stesse, argomento spinoso che vorremmo approfondire con calma e nel giusto spazio in futuro.
Banksy oltretutto con una mossa a sorpresa rilancia in grande stile la propria stessa figura, dirottando su di se tutta l’attenzione e realizzando, un opera al giorno per tutto il mese di Ottobre, ci offre in un unica volta l’opportunità di vedere con estrema profondità tutto l’immaginario che caratterizza da sempre il suo lavoro, su diversi fronti, dai consueti lavori su muro passando per l’esuberanti installazioni. Il velo valore aggiunto dei lavori di Banksy è senza dubbio la velata critica che traspare dai suoi lavori accompagnata da un velo di divertimento intrinseco negli stessi, come detto noi preferiamo le installazioni ed a ragione l’artista, aldilà dei lavori su muro, ci sta offrendo il meglio proprio attraverso quest’ultime.
Dopo il truck con all’interno un paradiso naturale ecco arrivare un camion zeppo di peluche che fà capolino per le strade della grande mela, in un installazione mobile che mette l’accento sullo sfruttamento animale che abbiamo decisamente apprezzato. Decisamente più d’impatto la mossa che vede l’artista allestire una bancarella in strada per vendere le sue opere originali a 60 dollari, un bello smacco per chi ha comprato i suoi lavori a cifre esorbitanti, una fortuna invece per chi ignaro si è portato a casa un opera di uno degli artisti più quotati e di conseguenza costosi, l’ennesima genialata.
Vi lasciamo in compagnia della ricca galleria, se volete approfondire ed ascoltare le tracce audio che accompagnano i lavori non vi resta che dare un occhiata al sito ufficiale dell’interprete.

Pics by The Artist

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