GORGO

108, Dem, Martina Merlini, Ufocinque and Werther at Superbudda

Aperto lo scorso 12 di Aprile, andiamo a dare un occhiata a “Mamuthones | Issohadores” eccellente group show aperto all’interno degli spazi del Superbudda di Torino con le opere di 108, Dem, Martina Merlini, Ufocinque and Werther.
Con questo variegato show Superbudda si propone non come galleria d’arte ma piuttosto come puro spazio espositivo e ‘luogo di visioni’ per i cinque artisti partecipanti all’interno di un combinazione architettonica che richiama una sospensione tra luogo prettamente urbano ed intimità privata. L’idea alla base dell’esposizione è quella di una condivisione tra di differenti immaginari appartenenti ad ogni singolo artista, unificati sotto un’unica influenza dettata dall’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici ed unici strumenti quindi attraverso i quali sviluppare il proprio e diversificato immaginario.
Portando avanti il peculiare rapporto e ricerca sulla forma, 108 porta in dote per lo show un nuova serie di elaborati distinti da una innegabile fluidità, l’artista sceglie un approccio meno denso e, raccogliendo attraverso una serie di linee sottili, da vita a nuove fisionomie e forme organiche caratterizzate da una spessa e ricca trama che spinge ad una ricerca del dettaglio ed a seguirne gli sviluppi per tutta la superfice di lavoro. Dem va dal canto suo a collocare le peculiari ed iconiche creature all’interno di un universo che paga la fortissima influenza con temi mistici ed inflessioni prettamente naturali per il consueto viaggio tra onirico e sensoriale. Ancora una volta veniamo quindi a contatto con la parte più sensibile e sognante della nostra coscienza completamente assuefatti dai personaggi, dalle ombre, dalle cavità astrali che si scatenano su di essi e di conseguenza all’interno di noi per un nuovo viaggio variegato ed altamente coinvolgente e sensibile. Martina Merlini continua anche qui ad interessare il proprio operato ad elementi grafici ed elaborati che richiamano le sperimentazioni con la cera che tanto ci hanno coinvolto nella sa WAX. Le figure e le forme proposte, interamente in un inedito bianco e nero, si fregiano di un elevato livello di dettaglio suggerendo configurazione ed elementi differenti, le trame applicate al loro interno spingono ad una visione ripetuta suggerendo immagini e stimolando la fantasia e infine caratterizzando nelle viscere gli elementi proposti. Dal canto suo UfoCinque, decisamente a proprio agio con il bianco ed il nero, abbandona per un istanti le viscerali opera di carta per approfondire un tratto maggiormente pittorico attraverso il quale da vita ad elaborati dove veniamo accolti all’interno di mondi e situazioni dalla forte cadenza onirica, tra personaggi surreali, ambientazioni fantastiche ed una fitta serie di elementi caratterizzati da una continua di tonalità ed effetti in chiaro scuro. Last but not Least Werther, l’interprete prosegue anche qui con il suo preciso e ricco approccio lavorativo, ancora una volta la forza del segno proposto, incentrato sul punto come unico vincolo visivo, va a segnare i lavori attraverso una nuova serie di rappresentazioni vive tutte ovviamente in greyscale. Le opere proposte vanno a tracciare forme e visioni prettamente legate al mondo naturale, tutte altamente realistiche come se ci trovassimo di fronte alle pagine di una di quelle enciclopedie di una volta.
Come il titolo stesso della mostra suggerisce, andando a pescare dalle omonime e misteriose figure appartenenti alla tradizione ed al folklore della cultura Sarda, lo show è caratterizzata da una forte influenza del mondo naturale che attraversa ed investe con forza tutto l’allestimento proposto andando quindi a riallacciare il rapporto altalenante tra uomo e natura attraverso peculiari e differenti visioni che mostrano un comune punto di partenza ma anche elementi convergenti attraverso forme, tracce e influenze ma divergenti per quanto concerne la loro progettualità.
Per darvi modo di dare un occhiata a quanto proposto dai cinque partecipanti vi lasciamo ad alcuni scatti durante la serata di apertura, se vi trovate in zona e per tutti gli amici Torinesi ricordiamo infine che è possibile andare a dare un occhiata di persona all’allestimento fino al prossimo 22 di Aprile, noi ve l’abbiamo detto perciò vedete di non mancare.

Thanks to The Artist for The Pics

Superbudda
Via Valprato 68 – Docks Dora
10155 Torino

108, Dem, Martina Merlini, Ufocinque and Werther at Superbudda

Aperto lo scorso 12 di Aprile, andiamo a dare un occhiata a “Mamuthones | Issohadores” eccellente group show aperto all’interno degli spazi del Superbudda di Torino con le opere di 108, Dem, Martina Merlini, Ufocinque and Werther.
Con questo variegato show Superbudda si propone non come galleria d’arte ma piuttosto come puro spazio espositivo e ‘luogo di visioni’ per i cinque artisti partecipanti all’interno di un combinazione architettonica che richiama una sospensione tra luogo prettamente urbano ed intimità privata. L’idea alla base dell’esposizione è quella di una condivisione tra di differenti immaginari appartenenti ad ogni singolo artista, unificati sotto un’unica influenza dettata dall’utilizzo del bianco e del nero come unici vettori cromatici ed unici strumenti quindi attraverso i quali sviluppare il proprio e diversificato immaginario.
Portando avanti il peculiare rapporto e ricerca sulla forma, 108 porta in dote per lo show un nuova serie di elaborati distinti da una innegabile fluidità, l’artista sceglie un approccio meno denso e, raccogliendo attraverso una serie di linee sottili, da vita a nuove fisionomie e forme organiche caratterizzate da una spessa e ricca trama che spinge ad una ricerca del dettaglio ed a seguirne gli sviluppi per tutta la superfice di lavoro. Dem va dal canto suo a collocare le peculiari ed iconiche creature all’interno di un universo che paga la fortissima influenza con temi mistici ed inflessioni prettamente naturali per il consueto viaggio tra onirico e sensoriale. Ancora una volta veniamo quindi a contatto con la parte più sensibile e sognante della nostra coscienza completamente assuefatti dai personaggi, dalle ombre, dalle cavità astrali che si scatenano su di essi e di conseguenza all’interno di noi per un nuovo viaggio variegato ed altamente coinvolgente e sensibile. Martina Merlini continua anche qui ad interessare il proprio operato ad elementi grafici ed elaborati che richiamano le sperimentazioni con la cera che tanto ci hanno coinvolto nella sa WAX. Le figure e le forme proposte, interamente in un inedito bianco e nero, si fregiano di un elevato livello di dettaglio suggerendo configurazione ed elementi differenti, le trame applicate al loro interno spingono ad una visione ripetuta suggerendo immagini e stimolando la fantasia e infine caratterizzando nelle viscere gli elementi proposti. Dal canto suo UfoCinque, decisamente a proprio agio con il bianco ed il nero, abbandona per un istanti le viscerali opera di carta per approfondire un tratto maggiormente pittorico attraverso il quale da vita ad elaborati dove veniamo accolti all’interno di mondi e situazioni dalla forte cadenza onirica, tra personaggi surreali, ambientazioni fantastiche ed una fitta serie di elementi caratterizzati da una continua di tonalità ed effetti in chiaro scuro. Last but not Least Werther, l’interprete prosegue anche qui con il suo preciso e ricco approccio lavorativo, ancora una volta la forza del segno proposto, incentrato sul punto come unico vincolo visivo, va a segnare i lavori attraverso una nuova serie di rappresentazioni vive tutte ovviamente in greyscale. Le opere proposte vanno a tracciare forme e visioni prettamente legate al mondo naturale, tutte altamente realistiche come se ci trovassimo di fronte alle pagine di una di quelle enciclopedie di una volta.
Come il titolo stesso della mostra suggerisce, andando a pescare dalle omonime e misteriose figure appartenenti alla tradizione ed al folklore della cultura Sarda, lo show è caratterizzata da una forte influenza del mondo naturale che attraversa ed investe con forza tutto l’allestimento proposto andando quindi a riallacciare il rapporto altalenante tra uomo e natura attraverso peculiari e differenti visioni che mostrano un comune punto di partenza ma anche elementi convergenti attraverso forme, tracce e influenze ma divergenti per quanto concerne la loro progettualità.
Per darvi modo di dare un occhiata a quanto proposto dai cinque partecipanti vi lasciamo ad alcuni scatti durante la serata di apertura, se vi trovate in zona e per tutti gli amici Torinesi ricordiamo infine che è possibile andare a dare un occhiata di persona all’allestimento fino al prossimo 22 di Aprile, noi ve l’abbiamo detto perciò vedete di non mancare.

Thanks to The Artist for The Pics

Superbudda
Via Valprato 68 – Docks Dora
10155 Torino